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periodico mensile Numero 58 Venerdì 18 Febbrario 2011 ISSN 1972-9669 k ronstadt 58 Guardoni Virus

periodico mensile

Numero 58

Venerdì 18

Febbrario 2011

ISSN 1972-9669

kronstadt58

Guardoni
Guardoni

Virus e sicurezza informatica

di Makka

M ilioni di "PC zombie" che obbediscono all'unisono ad un co-

mando giunto dalla rete. Chia- vette USB in grado di sabotare centrali nucleari. Informazioni sulle falle dei sistemi operativi acquistate a caro prezzo sia ille- galmente che alla luce del sole da società in grado di offrire pro- tezioni speciali ad i propri affi- liati. Esperti di sicurezza informatica provenienti da tutto il mondo che formano una "congiura" per sconfiggere un ne- mico comune, sconosciuto e introvabile ma potentissimo. Fantascienza? No, cronaca. E allora perchè non ne hai mai sentito parlare a Porta a Porta?

Comincia in questo numero un'analisi delle nuove frontiere

dei virus che colpiscono il mondo informatico, mondo che esploreremo guidati da Rebus, un esperto operante da anni nel settore della sicurezza informati- ca.

Caro Rebus, inizierei col chie- derti se il nostro lettore può effettivamente perdere tempo a leggere questo artico- lo o deve immediatamente correre al suo PC prima che sia troppo tardi Beh, possiamo concedergli i die- ci minuti necessari a leggere que- sta intervista. Ma è importante sapere che si tratta di un proble- ma che riguarda tutti, spe- cialmente chi è connesso a internet. Anche i coraggiosi utenti Linux o Mac non sono affatto esenti da rischi e, anzi, sa- ranno sempre più presi anch’es-

si di mira.

Cosa intendiamo con virus? Il termine più generico è malware con cui si intende qua- lunque software realizzato con fi- nalità "malevole". Malware è però un termine troppo generi- co, per cui si ricorre a variegate classificazioni come virus, worm, trojan horse, backdoor, dialer, spyware, dropper, hi- jacker, rootkit, keylogger… Davvero troppe per trattarle tutte in questa sede, anche perché talvolta diventano rapida- mente obsolete. Ad esempio ai loro esordi hanno avuto grande diffusione i worm, virus in gra- do di autoreplicarsi, ma oggi que- sta caratteristica è tanto comune da non rappresentare più un criterio significativo per distinguere un virus da un altro.

I virus attuali sono molto di- versi dai loro antenati degli anni 80-90? Un tempo i virus provocavano danni immediati e tangibili, con lo scopo principale di fare cla- more. Oggi non è cosi. Prima i tutto i virus si guardano bene dal fare dei danni al computer che li ospita, anzi, cercano di farsi notare il meno possibile. Come accade per i virus biologi- ci, che evitano di uccidere immediatamente l'organismo che li ospita in modo da potersi diffondere il più possibile. Se un virus danneggiasse il siste- ma che lo ospita, non potrebbe prosperare. E’stato soprattutto da quando si è diffusa la connes- sione "a banda larga" che il mondo dei virus ha cambiato completamente fisionomia.

continua a pagina cinque

Irlanda, la tigre zoppa d'Europa

di Gianluca Flego

N ell’ultimo periodo è stato varato un piano di salvataggio finanziario

del governo irlandese da parte dell'Unione Europea e del Fondo Monetario Internaziona- le, coll'ormai consueto corredo di tagli alla spesa pubblica. La sua sorte è, in qualche modo, sorprendente nel panorama eu- ropeo: l'isola è stata protagoni- sta di un boom economico che l'ha portata, tra il 1995 e il 2007,

a uscire dalla tradizionale po-

vertà per affermarsi come uno dei paesi più ricchi d'Europa: tas-

si di crescita tra il 6 e l'11% in

una prima fase (1995-2001), poi uno stop nel 2002, poi di nuovo sviluppo sostenuto (5%) tra il 2003 e il 2007: e ciò in un perio- do, ricordiamolo, in cui i paesi virtuosi dell'Europa occidentale

si attestavano intorno al 3% - e

l'Italia tra l'1 e il 2%. Alla radice di questa bella storia

c'era una fortunata combinazio- ne di fattori: una tassazione delle imprese tra le più basse al

mondo (10-12%), lavoratori anglofoni, qualificati, con salari inizialmente più bassi che in Eu- ropa e Gran Bretagna. Inoltre, un fuso orario favorevole che consentiva ai lavoratori irlande- si di compiere la prima mezza

giornata lavorativa in anticipo ri- spetto ai colleghi americani, con grandi possibilità di divisio-

ne dei compiti. Ciò indusse nu- merose multinazionali a stabilirsi in Irlanda, creando la- voro e crescita. Sono gli anni della “Tigre Celtica”, in cui il paese cambia faccia, getta l'immagine di amabile periferia d'Europa, luogo di povertà e tra- dizionalismo, per prendere quella di un paese moderno e dinamico, capace di dar lezione persino ai vecchi dominatori bri- tannici.

continua a pagina tre

Il trionfo della mediocrità

V iviamo in una società mediocre. Al di là di tutte le varie ed

eventuali eccezioni a questa re- gola, non si potrà contestare che l’andamento generale sia questo. Una società mediocre ha politi-

ci mediocri e il loro tramonto

non potrà che essere anch’es-

so all’insegna della mediocrità. In molti sono infastiditi

dall’eventualità che la caduta

di Berlusconi possa essere cau-

sata dallo scandalo delle escort invece che da uno dei tanti processi che da anni cerca di evitare con leggi ad personam

ed

escamotage più o meno leci-

ti.

E

invece no. Non c’è alcuna ra-

gione per essere infastiditi, tutt’altro: c’è da essere soddi- sfatti. La nostra epoca non me- rita alcun tipo di redenzione. Non merita che tra cento anni sui libri di storia si legga che

alla fine la giustizia trionfò e il vile marrano fu processato e condannato. Non merita di uscire dignitosamente da que- sta situazione. Non merita un bel niente.

È giusto che Berlusconi cada a

causa dell’esasperazione del connubio sesso-soldi-spasso su cui da anni fonda la sua lea- dership. I posteri devono rendersi conto dello squallore, della frivolezza e della grettezza di questo capitolo

della nostra storia, dall’inizio alla fine. Berlusconi non sarà mai un Na- poleone che rifiuta di scappare

in America preferendo l’impo-

sizione dell’esilio ad una fuga repentina che ne decreterebbe

la definitiva perdita dell’onore:

egli rimarrà sempre un medio-

cre, e quando si parlerà di lui

si

ricorderà di come, durante

la

sua caduta, invece di coglie-

re

al volo l’ultima chance per

mostrare un barlume di digni- tà non abbia fatto altro che peggiorare la sua condizione,

fino al parossismo. Si parlerà

di quest’uomo piccolo -in tutti

i sensi- che giocava a fare

l’imperatore ed è stato elimi-

nato proprio dalle sue puttane, mentre dormiva soddisfatto e ronfante nelle lenzuola impre- gnate dai suoi umori corporei

e ornate dagli aloni del suo ce- rone. Si parlerà di questa me- diocre Italia: ormai i termini sono diventati pressoché sino- nimi.

Ginevra Sanvitale

2

P rovvedimenti come quello sulla depenalizza- zione del falso in bi-

lancio -o comunque in generale

il modo in cui in Italia non vie-

ne punito il reato finanziario- fa- voriscono il lavoro sporco nelle industrie. Pertanto non ci si de- ve affatto lamentare di come le cose procedano in questo Paese, al contrario gli oppositori di tale principio vengono puniti dalla lo- ro stessa intenzione di non accordarvisi, finendo-come molte industrie- con il perdere

e il fallire. Quindi alla domanda come mai molte aziende con bi-

lanci sani falliscono? La risposta

è che non possono comunque e

in nessun modo reggere la concorrenza di chi truffa. Un esempio di azienda che non sta- va andando male finché non l'hanno "beccata" è il caso Riso Scotti Energia. Scorrendo vaga- mente il codice di procedura pe- nale al libro IV delle misure cautelari, sembrerebbe che so- lo in assenza di gravi indizi di colpevolezza non possa essere applicata la custodia cautelare in carcere. Ora, stando a ciò che si legge sui giornali (e qui la fonte preferenziale ha dovuto

C hi scrive andò a Londra per scrivere la tesi.

Non la scrisse, e tornò a Pavia.

Alla cui stazione ferroviaria, vali- gia «American Tourist» sottratta alla zia novantenne trascinatasi per n.20 ore di viaggio (la vali- gia, non la zia), compreso un intero e imprevisto pomeriggio per le strade di Bergamo, città alta compresa (lunga storia!), vie- ne prelevato dai vecchi compari Warp e Schiavinski, che trascina- no morto di sonno e valigia pres- so il naviglio pavese, sperando

il morto iperbolico di non di-

ventare morto effettivo causa annegamento nel suddetto navi- glio, e ripassando nella mente annebbiata eventuali sgarbi ai

due trascinatori di cui non fosse a conoscenza o si fosse dimenti- cato, ma che potrebbero avere concausato l'auto-imposto esilio britannico (misteri del subcons- cio. Indagare, ma non troppo.)

I sospetti aumentano quando

s'intravede fra la nebbia, menta- le ed effettiva, una sobria targhetta in ottone ricordante quella di un club di ottimi gentle- men siciliani, ricordi che pro- vengono direbbe lo scrivente, e scrive, dal film Il padrino [F.F. Coppola, 1972] o da puntata dei Simpson con scena disgustosa, voi sapete quale, voi sapete co- me, evito di rievocare oltre dato che in seguito si discuterà di ci- bo. Sulla targhetta inoltre è inciso il

L'ardente desio

locale

L'affaire Riso Scotti

periodico mensile

Numero 58

Venerdì 18

Febbraio 2011

Scotti periodico mensile Numero 58 Venerdì 18 Febbraio 2011 per forza di cose, vista l'entità lo-

per forza di cose, vista l'entità lo- cale del fatto, essere la Pro- vincia Pavese, cit. articolo del 30 Novembre 2010e 6 dicembre

2010) si evince che sia l'impugna- zione dell'ordinanza di Rizzi, ovvero la negazione della conces- sione di misure cautelari sia personali sia reali quali il seque- stro dei ricavi,28 milioni di euro che la carcerazione degli inda- gati siano state entrambe chie- ste ma non concesse. Ora la domanda sorge sponta- nea perchè il GIP ha negato

entrambe queste richieste? Os- servando quella che è la legge nel nostro ordinamento giuridi-

co, ci pare che al momento non sia tanto logico scegliere di non provvedere a quanto accaduto nelle misure in cui la legge stes- sa lo permetterebbe.Dal canto suo il Comune, certo non può re- starsene con le mani in mano ad attendere il 17 Dicembre, giorno della udienza del riesa- me. In sedi diverse da quelle giu- risdizionali, qualcosa già infatti si è mosso anche se però solo sul campo delle proposte, giacché si trattava di seduta consiliare del Comune. Depaoli consigliere comunale

sostantivo plurale inglese «Commons», specificazione che

va a formare nella mente obnubi-

lata dello scrivente l'entrata di certi club di ottimi gentlemen londinesi, ma essendo egli 'sta

volta introdotto, ottiene definiti-

va prova di trovarsi in quel di Pa- via. Per la precisione, all'interno di una sala ampia

quanto certe in cui si possa tene-

re una festa di laurea grandiosa

(con ogni sempre più au- mentante probabilità non quella

dello scrivente.) Lungo le pareti verde-acqua vede una biblioteca

selezionata (Orwell, Pasolini, Foucault… poi si tranquillizza,

ci sono anche i fumetti, e non

tutti sono sceneggiati dai tre pre- cedenti); su quella in fondo os- serva la proiezione di video-art (e testé estrapola futuri cinefo- rum); e dietro di essa, intuisce un'altra saletta, di cui profetizza l'uso didattico (ed evangelizza, per gli interessati, lezioni linuxia-

ne dal gestore Teo e chitarristi- che dalla moglie Mina – quando imparerà anche lei!. Nelle quali occasioni si potrebbe anche ri- passare il proprio greco mo- derno: pavesi di lungo corso, ma nacquero nell'isola di Corfù.) Nell'attesa di migliorare la pro- pria istruzione, lo scrivente e gli amici ritrovati approfittano delle abilità di bluesman del re- dattore Makka – mentre l'ex-pre- sidente Schiavinski approfitta delle sue di animale da balera. S'intende, occhieggiato a non

del Pd riferisce che alla propo- sta di Riso Scotti Energie di co- struire un più piccolo inceneritore atto esclusiva- mente a bruciare la lolla del ri- so, corrisponderebbe un intento implicito di mantenere vivo e attivo l'uso del primo incenerito-

dubbi sollevati sono state quelle

di monitorare la situazione

della salute dei cittadini, trami-

te l'intervento di Asl, Arpa, Mau-

geri e Policlinico, istituire una commissione di controllo dei materiali, finanziata diretta- mente tramite i soldi delle

materiali, finanziata diretta- mente tramite i soldi delle re per bruciare materiali non corrispondenti a quelli

re per bruciare materiali non corrispondenti a quelli della norma di utilizzo di tali impianti.Le proposte tempesti- ve di Depaoli al seguito dei

aziende che propongono di co- struire tali impianti. Le decisio- ni non si sono evidentemente fermate al presente, infatti c'è anche l'intenzione di organizza-

re una più attento monitoraggio

della situazione in tempo reale tramite un collegamento

internet sul sito del comune per controllare le emissioni in

modo tale da garantire la sicu- rezza e ultimo ma non meno importante, invitare il comune

a non dare più dei "sì" alle pro- poste di costruzione di

impianti in tutto il territorio co- munale. La nostra speranza è che le Isti- tuzioni Amministrative, che si dicono da sempre più vicine ai problemi reali delle persone ri- spetto ai tribunali, riescano in qualche modo a porre rimedio in maniera incisiva e definitiva.

Il 26 Gennaio 2011, dopo più di

un mese di attesa dalle ultime notizie, quello che si può sape- re dell'intera vicenda riguarde- rebbe misteriose somme di denaro, fondi neri che secondo

i magistrati, pur non avendo fi-

ni ben delineati sembrerebbero utili alla risoluzione di alcune problematiche.

Paola Blondet

Commons

troppa distanza dall'ex-presi- dentessa. Si promette ottima mu- sica acustica. Anche ottima balera, SIAE concedendo. Nel corso della serata lo scri- vente, sentendo allontanarsi per il momento il pericolo di morte immediata e forse per quello pre- so da un insolito soprassalto di zelo, pensa come, prima di co- minciare colla tesi, debba obbli- gatoriamente scrivere del locale. Il giorno dopo dà quindi voce alla direttrice, la quale non solo approva, ma accompagna, affermando di voler far cono- scenza del posto e indi mollarci un mezzo-centinaio di copie del

cartaceo su cui si spera e forse state leggendo queste righe; ma col secondo fine di sorvegliare sulla proverbiale pigrizia dell'infatti scrivente. Che in questa seconda e decisa- mente più lucida occasione, sco- pre da Marco, gestore del locale nonché disegnatore di tavolini e bancone, come il «Commons» fosse in precedenza un asilo ni- do; e come Marco, passeggiando fra i portici del naviglio, l'abbia trovato in stato d'abbandono e pensato perfetto per un vecchio progetto ideato coll'amico d'origi- ni elleniche. Questo avveniva a metà agosto 2010. Tribolazioni!, perché si pas- sa da terziario a commercio. So- prattutto, una tassa per il parcheggio: si paga in base alla metratura del locale, e viene ri- chiesta soltanto a quelli di re-

cente apertura. (Ci sembra una tagliola con cui le forze della

conservazione [cioè, i matusa e

il governo (comunale)] ostacola-

no sviluppo e mutamento della

scena cultural-divertentistica pa- vese. Indagare.)

Fra Teo, Marco e Mina, che

s'alternano nel discorso, scopria- mo come le tribolazioni venga-

no superate la prima settimana

di dicembre: il locale può apri-

simbolo ideale di un locale alla ricerca dalla giusta misura, in quanto deciso a portare un po'

di sano spirito hippie in una po-

st-post-modernità pre- annunciatasi quanto mai borghese. Quella in bottiglia vie- ne invece fornita da un mastro birraio di Certosa. Ottimo anche lo spinone «Fre-

do», che non è fornito dal birra-

io e trattasi in realtà un incrocio

re. A parere di Marco, un

fra un labrador e un

esordio tardivo e sfigato, dato

qualcos'altro; o forse solo un la-

che

gli studenti sono già incisi

brador pigro, data la pinguedi-

nella loro routine transumanti- ca. Decidiamo perciò di aiutare con una recensione speriamo grade- vole; e, quando ci viene chiesto

ne. Nome incluso, l'animale ha molto a che fare col figlio primo- genito di Don Vito Corleone, re- stando come al solito in tema. Infatti è il cane più coccolone,

dei panini con seitan e tofu, ri- spondiamo «Ottimi»!. In realtà, pensiamo «buoni, perché asciu- gano la bocca e necessitano forse di una fetta di formaggio (chi scrive preferirebbe un “cheddar” a media stagionatura, ma capiamo come possa risulta-

esibizionista ed inoffensivo del mondo. A tal proposito, meglio saprà forse dirvi la direttrice, ai cui stivaletti il cagnolone vo- lentieri s'accuccia. Rimproveriamo Marco, Teo & Mina per avere inflitto un danno forse mortale alla nostra

re

di ostica reperibilità. Chi scri-

carriera scolastica, e andiamo a

ve

suggerirebbe anche una fetta

scrivere. Durante, pensiamo

anche due fette di tacchino, fra quella di formaggio, quella

o

che bisognerà chiedere scusa a Warp per averlo relegato a

di pomodoro, l'altra di tofu e le

due di pane. Senza che del resto

la fetta di tofu debba essere sacri-

ficata: la si potrebbe tenere per più vegetariani avventori.)» Ottima anche la spina, servita in un bicchiere di vetro ben strutturato, che vuole annuncia-

re una via di mezzo fra 'piccola'

e 'media' (3), e che ci sembra il

comparsa; e a Schiavinski in quanto unico protagonista non

canino dell'articolo associato al sostantivo 'animale.' Pensiamo anche a tutte le pagine di tesi che non abbiamo scritto coll'aiu- to decisivo di Schiavinski e Warp. Non ci scuseremo.

Domenico Santoro

periodico mensile Numero 58 Venerdì 18 Febbraio 2011 Non solo mafia e mandolino esteri 3

periodico mensile

Numero 58

Venerdì 18

Febbraio 2011

Non solo mafia e mandolino

esteri

3

Simone, pizza al taglio

S imone ha studiato econo- mia del turismo a Rimini. Perché la sua passione so-

no i viaggi e il suo sogno era di- ventare un direttore d’albergo. Si è laureato nel 2002. Non ave- va esperienza del mercato del la- voro e ha cominciato a lavorare

alla Valtur. L’hanno spedito in Tu- nisia, a fare il receptionist. Do- po sei mesi è tornato in Italia, in attesa di una nuova convoca- zione. Questa volta volevano spe- dirlo in montagna. Nel frattempo era stato contattato dal suo amico Daniele, laureato alla Luiss, di mestiere “revenue manager” per gli alberghi. È una figura che in Italia hanno so-

lo le catene, ha il compito di sele-

zionare i clienti col portafoglio più pesante. Daniele proponeva un paio di mesi in Egitto con lui. Simone non ama la monta- gna e alla fine è rima- sto al Cairo due anni. Ha messo un po’ di soldi da parte, ha impa- rato il mestiere di Da- niele, ha deciso di andare a Londra per esercitarlo. Ha lavorato per un’agenzia che offre questo servizio ad alberghi a conduzione familiare e a piccole catene. Era bravo nel lavoro, ma il suo ingle- se non era abbastanza buono e non gli piace- va mettersi in giacca e cravatta. Quindi ha la- vorato per tre ragazzi inglesi, proprietari di una catena. Mi di- ce che aveva aperto un ufficio, che aveva quasi raddoppiato i

profitti dei suoi capi, che guada- gnava duemila sterline al mese

e aveva quattro persone sotto di

sé. Il problema era che dopo le

cinque e mezza di sera e dopo il venerdì aveva poco da fare, a parte buttare il tempo nei pub.

Il problema era che l’apice della

carriera è dirigere un albergo

gliette, sui grembiuli, sui bi-

Pietro però gli ha risposto che

de

in Italia, ma si limita a illu-

del centro, ma anche così lo sti-

glietti da visita. A Simone il

l’idea era buona, che doveva sta-

strarti cosa bisogna sistemare e

pendio non va oltre cinquemila

progetto è piaciuto da matti e

re

tranquillo e che aveva clienti

minaccia una nuova ispezione

al

mese, mentre chi fa carriera

ha

passato due mesi su Skype a

fuori di settantamila euro. Pie-

dopo sei mesi. Mi dice che pri-

in

banca guadagna centinaia di

ideare l’aspetto del locale col

tro

è anche venuto su per l’inau-

ma della crisi era semplice ave-

migliaia di sterline solo di bo- nus. Il problema era anche che ogni giorno vedeva i suoi capi presentarsi al lavoro alle undici, con le loro Porsche, Bentley,

suo designer. Ha trovato un posto a due passi dalla metro di Farringdon, nel centro di Londra, in una zona co- lonizzata dagli yuppie. Il posto

gurazione, e dato che c’era più gente del previsto s’è messo un grembiule ed è andato in cucina per aiutare la madre di Simone. La parete sopra la scrivania di Si-

re credito delle banche e che era riuscito ad avviare un mu- tuo con la sola garanzia del suo stipendio. Mi dice che non ha chiesto prestiti per il locale, ma

Aston Martin. Nel maggio

era un disastro. Ha proposto al

mone è spoglia, tranne che per

che se si fosse presentato in

dell’anno scorso Simone s’è li-

proprietario un anno di affitto

un

post-it con scritto il numero

banca col suo logo e col suo pro-

cenziato e ha deciso lanciare

contro i lavori per ristruttu-

di

Pietro.

getto, avrebbe ottenuto con faci-

una catena di pizzerie.

rarlo. Ha passato tutta l’estate

La

pizza è un po’ costosa per le

lità ventimila sterline. In Italia

Simone non ha mai cucinato

in

compagnia di tre manovali.

mia tasche, ma è buona. Ho pro-

avrebbe avuto bisogno della ga-

una pizza in vita sua. Sapeva

Ha scoperto muscoli di cui non

vato quella con patate e tartufo

ranzia dei suoi genitori.

che a Londra ci sono pochi loca-

sospettava l’esistenza e già che

nero. L’impasto è soffice e un po-

Ha inaugurato febbraio di que-

li che vedono pizza al taglio, sa-

peva che voleva lanciare un

franchising “come McDonald’s,

ma con la qualità italiana,” sape-

va che nel marchio ci doveva es-

sere la lettera X, perché gli è sempre piaciuta. Ha cominciato

si trovava ha imparato un po’

del mestiere.

La pizza, mi dice, non è stata la

sua preoccupazione principale. Sapeva che voleva fare un buon prodotto e sapeva che non gli conveniva assumere un pizzaio-

co friabile, il condimento è di

qualità. Simone mi spiega che

la maggior parte dei suoi clienti

sono professionisti italiani e che

il locale ha i conti a posto, ma

che nei suoi piani dovrebbe lavo- rare un venti percento in più e

lo,

perché sono

avere meno alti e bassi. Mi spie-

costosi e poco

ga

la difficoltà di soddisfare gli

affidabili. Trami-

inglesi, innamorati dei loro

te un amico

sandwich. Mi dice che una volta

del

padre ha co-

ha

provato a chiudere la pizza e

nosciuto Pietro

metterla in scatole di plastica,

Petasecca. Pie-

ma non ha funzionato. Mi dice

ro

lavora come

che la sua idea era di vendere so-

st’anno. Il primo giorno la pizza

era gratis e fuori c’era la fila. Mi

mostra le foto, mi dice che se avesse ogni giorno una fila del

genere sarebbe ricco, e si mette

a ridere. Il locale ha pareti

bianche e colori pastello, al se- condo piano ci sono tavolini, quadri di artisti locali e un cami- netto. La X di Simone, nella sua declinazione triangolare, torna dappertutto; e a giudicare dalle foto e dai pdf che mi mostra, il posto somiglia molto a com’era stato concepito nelle lunghe

pizzaiolo da

lo

pizza e supplì, per dedicarsi a

chiacchierate col designer.

quando aveva

una sola attività e farla per be-

Simone mi dice che il locale

sedici anni.

ne,

ma che ha dovuto differenzia-

cammina da sé, perché ha sele-

Vinceva i

re,

che ha dovuto mettere una

zionato impiegati scrupolosi e

concorsi e do-

macchina del caffè e un pentolo-

bravi nell’accattivarsi i clienti, e

po

poco tempo

ne per le zuppe. M’espone i

che ormai a lui non resta tanto

aveva un locale

suoi errori iniziali: le fette di

da

fare. Mi dice che da un me-

pizza erano troppo grandi e co- stavano troppo. Il sabato pome- riggio si lavorava poco e avrebbe dovuto aprire subito il venerdì sera, per approfittare

dei reduci dalle nottate in disco-

teca. Mi spiega come sia diffici-

le attirare di nuovo i clienti

persi per gli errori da dilettante.

Mi spiega come funziona per le

licenze a Londra. Mandi alcune

lettere e un assegno all’ufficio

di competenza del tuo “council.”

Dopo un mese arriva l’ispettore.

Se trova qualcosa fuori posto,

non ti fa chiudere, come succe-

setto ha messo l’occhio su un

posto vicino alla stazione Victo- ria, molto piccolo, ma con un affitto esoso, perché è una zona

ad alto passaggio. Mi spiega che

aprire un secondo locale, dedi- cato a una clientela diversa, sa-

rebbe una scommessa. Mi dice anche che adesso ha di nuovo molto tempo libero, che si anno- ia, e che almeno saprebbe da dove cominciare.

Domenico Santoro

e che almeno saprebbe da dove cominciare. Domenico Santoro a lavorare da casa. Ha provato a

a lavorare da casa. Ha provato a

disegnare il brand, ma non era

capace. Ha contattato agenzie ita- liane e inglesi, tutte chiedevano troppi soldi. Ha contattato un freelance di Parma, che nel giro

di due giorni gli ha inviato un

progetto con un sito internet e

un logo in cui le X diventavano

triangoli. I triangoli diventava- no i tovaglioli e i box del take-

way, per poi rotolare sulle ma-

di pizza al ta-

glio a Roma. A Roma c’è una pizza al taglio

ogni cinquanta metri, quindi Pie-

tro ha deciso di cambiare. Ha au-

mentato il prezzo, la varietà e la

qualità dei suoi prodotti. S’è ritro- vato a gestire una catena di sedi-

ci locali. Quindi ha venduto i

negozi e ha aperto un’industria che fornisce basi e prodotti fini- ti alle pizzerie. Simone mi dice che era preoccu- pato perché non aveva i soldi per pagare le prime forniture.

Irlanda, tigre zoppa d'Europa

continua dalla prima

Con la crescita, poi, arriva un'altra piccola rivoluzione cultu-

investitori si rendono conto che

l'offerta di immobili è a questo

il fallimento delle banche: e se le banche falliscono è dura,

cresciuta per decenni a ritmi so- stenuti e, a differenza di com'è

dunque del valore degli introiti) avrebbe reso più semplice resti-

rale: la terra d'emigrazione di se-

punto sproporzionata: 80000 ca-

perché i loro primi creditori so-

percepita la Spagna, non solo gra-

tuire il denaro. Ora, è politica-

coli si trasforma in polo

se,

contro le 160000 del quindici

no

i correntisti – cioè, noi. Con

zie

al mattone – nel breve perio-

mente impossibile presentare ai

d'attrazione, con un 10% di popo-

volte più popoloso Regno Unito.

ciò, il problema di debiti privati

do bisogna risparmiare

tedeschi la possibilità di pagare

lazione immigrata nel 2007 (so-

I prezzi, naturalmente, crollano;

si tramuta, in una serie di opera-

tagliando la spesa pubblica.

i loro crediti a meno del loro va-

prattutto dall'Est Europa). Nella seconda fase, il boom è anche le-

con loro, la capacità di ripaga- re di chiunque, com'è tipico,

e

zioni di nazionalizzazione pe- raltro gonfie di zone d'ombra, in

Però c'è un però: la crescita irlandese aveva molti problemi,

lore. Ciò non toglie che in un prestito ci son sempre due lati:

gato a una bolla immobiliare.

avesse preso denaro impe-

un problema di debito pubblico.

ma

è difficile sostenere che il pri-

chi ha preso denaro, contando

L'aumento della domanda

gnando immobili. Milioni di eu-

Il rapporto debito-PIL, indice ba-

mo

fosse l'eccessiva spesa pubbli-

sul valore in aumento delle pro-

d'immobili, dovuto alla prima fa-

ro di prestiti delle banche

se

della finanza pubblica, passa

ca

– insomma, non è una storia

prietà, e chi l'ha dato, facendo

se espansiva, genera un rialzo

irlandesi si rivelano – come si di-

dai confortevolissimi lidi dove

greca di soldi buttati e bassa cre-

la

stessa scommessa. Di un cre-

dei prezzi delle case che prende

ce

in gergo – inesigibili; e torna

aveva trascorso i '90 e i 2000 nel

scita. Oltre ai correntisti, credito-

dito sbagliato, in altre parole,

un momento autonomo: si co-

attuale il vecchio adagio, “se de-

pieno di un tifone in stile sudeu-

ri del sistema irlandese sono i

sono responsabili anche i fondi

mincia ad investire nel mattone

vi

mille euro alla banca, è un

ropeo.

fondi pensione tedeschi. Questi

che l'hanno erogato, e in ultima

ancora e ancora, poiché ogni

problema tuo; se le devi un mi-

È’

qui che entrano in scena l'Eu-

portavano soldi nella periferia

analisi i risparmiatori che han

nuovo investimento corrobora il trend ascendente - finché qualco- sa non interrompe il circolo.

lione di euro, è un problema della banca.” Entra così in scena il governo

ropa e il Fondo Monetario. Benché la situazione irlandese sembri meno preoccupante di

europea perché l'inflazione, du- rante il boom più alta che in Germania, facilitava qui il

messo i propri soldi proprio in quei fondi. È giusto tagliare ora gli asili in Irlanda per non dire

Questo qualcosa arriva nel 2008,

irlandese, che – come negli USA

quella spagnola o italiana o gre-

contrarre debiti: alla scadenza,

questa verità?

con la recessione mondiale. Gli

e

altrove – interviene a evitare

ca

– tutto sommato l'economia è

poi, l'aumento dei prezzi (e

Gianluca Flego

4

The game: you just lost

internet

periodico mensile

Numero 58

Venerdì 18

Febbraio 2011

periodico mensile Numero 58 Venerdì 18 Febbraio 2011 WikiLeaks: Se una notte d'inverno un'informazione

WikiLeaks: Se una notte d'inverno un'informazione

In una società libera l'informazione deve pe- netrare ovunque”. Que-

sta è una delle frasi cardine di

“Brazil”, film fantascientifico ispi- rato a “1984” di Orwell; potrebbe anche essere adottata come taci-

to manifesto di WikiLeaks, orga-

nizzazione internazionale no-profit che riceve, in forma anonima, e divulga documenti

coperti da segreto, utili a svela- re comportamenti non etici di go- verni e aziende. Fondata nel 2006, nello stesso anno sale alla ribalta svelando un complotto mirato all'assassinio di espo- nenti del governo somalo da parte dello sceicco Hassan Da- hir Aweys, capo del Partito Isla- mico della Somalia. Nel 2007 vengono rese pubbliche le reali modalità di gestione del carcere

di Guantànamo, rivelazioni che

rendono all'organizzazione di Ju- lian Assange una risonanza me-

diatica mondiale. Dai segreti militari e di stato WikiLeaks nel 2008 passa alla divulgazione di segreti bancari: la banca svizze- ra Julius Bär esercita pressioni presso un tribunale californiano per la chiusura del sito dopo la

pubblicazione di documenti re- lativi all'evasione fiscale e al rici- claggio di denaro sporco. Nel 2010 WikiLeaks diviene una vera e propria fucina di trapela- menti internazionali, tenendo desta ?l'attenzione mediatica con la rivelazione di aspetti sca- brosi della guerra in Afghani- stan quali uccisioni di civili e costituzioni di unità militari se- grete. Nello stesso anno vi è il co- siddetto «Cablegate», ovvero la pubblicazione di dispacci inviati a Washington dalle ambasciate

americane nel mondo; i contenu- ti spaziano da rapporti Usa- Oriente, in cui entra in gioco

Il web invisibile

S iamo tutti convinti che Google e gli altri motori di ricerca siano una finestra

spalancata sul Web grazie alla

quale sia possibile trovare prati- camente tutto quello che esiste

in rete. La verità è che non è co-

sì. Esiste una porzione di internet “invisibile” e ne è la stra-

di una rete (o di un database) in

un modo metodico e auto- matizzato, seguendo i collega- menti ipertestuali dei siti Web, ma non riescono a penetrare nelle tipologie di pagine sopra descritte. Accedere ad alcuni contenuti del Web invisibile è però possibi-

grande maggioranza: uno studio

le

grazie ad alcuni trucchi.

condotto nel 2000 dall’Universi-

Il

primo, semplice consiglio è

di Berkeley ha evidenziato

quello di cercare direttamente i

che

la parte del web inaccessibi-

database: se, ad esempio, voglio

le dai motori di ricerca consiste

documentarmi sugli incidenti ae-

di circa 91 mila terabyte,

mentre quella “conosciuta” di appena 167.

Svariate sono le tipologie di pagi- ne che fanno parte del Web invi- sibile: innanzitutto abbiamo quelle che sono inaccessibili ai motori di ricerca perché il loro creatore vi ha inserito tags spe-

ciali che ne aggirano i software,

alcune non sono visibili perché

vi si accede solo dopo aver

effettuato il log in, altre perché non sono linkate da nessun

altro sito, altre ancora perché so-

no pagine dinamiche (vengono

cioè generate al momento dopo

aver compilato dei form o in ri- sposta a particolari richieste)

oppure degli script (raggiungibi-

li solo da link realizzati in java-

script o flash) o, infine, perché

si tratta di pagine che non

hanno contenuti testuali ma so-

no video, archivi, file audio e co-

se simili (queste ultime due

categorie sono tuttavia ora

raggiungibile da alcuni motori,

uno su tutti Google).

rei digiterò su Google “plane cra- sh database” e da lì inizierò a spulciare direttamente le banche dati esistenti sulla mate- ria. Un’altra possibilità è, invece,

quella di utilizzare siti internet che facciano al posto nostro la ri- cerca dentro i database e che rie- scano ad esplorare anche i contenuti nascosti della rete. Alcuni esempi sono www.deeppeep.com, un pro- getto dell’Università dello Utah che raccoglie le fonti del Web invisibile in diversi domini ba- sati su nuove tecniche di ri- cerca, www.invisible-web.net (al momento purtroppo non uti- lizzabile poiché in fase di rinno-

vamento, ma dovrebbe presto tornare attivo), infomi-

ne.ucr.edu, utile per cercare tra le risorse accademiche pubbli- cate in tutto il mondo e www.deepwebwiki.com, un si- to che utilizza lo stesso princi- pio di wikipedia e al cui

sviluppo ognuno può contribui-

Il

motivo per cui questi contenu-

re

segnalando siti e risorse intro-

ti

non vengono rintracciati dai

vabili con i tradizionali motori e

normali motori di ricerca è

tecniche di ricerca.

semplice: Google e affini utilizza-

no dei software chiamati craw-

lers, che analizzano i contenuti

Ginevra Sanvitale

l'ambiguità dell'Arabia Saudita, alleata degli Stati Uniti e, al contempo, principale sovvenzio- natrice di Al-Qaida, a considera- zioni e analisi ben poco lusinghiere su leader europei e non. Nel contesto di questo enne- simo «-gate» entra in gioco la fi- gura di ?Bradley Manning, 23 anni, analista dell'intelligence militare americana, accusato di aver passato le informazioni a WikiLeaks, arrestato con l'accu- sa di violazione del codice milita- re e ?divulgazione di segreti legati alla difesa nazionale statu- nitense. Manning, difatti, avrebbe contattato, al riguardo del materiale da lui raccolto dai database dell'intelligence, un ex hacker, tale Adrian Lamo, e Ke- vin Poulsen, un giornalista del blog Wired; Lamo, vicino all'ambiente di WikiLeaks, avrebbe convinto Manning a rendere pubbliche le informazio-

ni in suo possesso. Dopo l'arre-

sto del giovane soldato l'opinione pubblica e dei media si divide: è solo un ragazzo stanco della guerra, mosso da

un anelito di democrazia, delato-

re a fin di bene o terminale ulti-

mo, oppure consapevole vittima, dei nuovi cospiratori della rete? Dal particolare di que-

sto caso è possibile allargarsi all'universale, ovvero interro- garsi da una parte sulle effettive intenzioni e su un eventuale pe- ricolo che l'organizzazione di As- sange potrebbe rappresentare, rischiando potenzialmente di causare incidenti diplomatici, dall'altra domandarsi invece, in caso di questioni di importanza pubblica, quale sia il discrimine

secondo il quale si definisce la ri- servatezza di informazioni o se addirittura sia legittimo che vi sia. Il sistema di «gola profonda»

di WikiLeaks è una visione

You are banned

distorta ed errata del concetto

di come deontologicamente do-

vrebbe essere l'informazione o è uno spasmo reazionario dettato da un malessere causato

a sua volta da autoritarismo me-

diatico?

Il concetto di fondo del ro-

manzo «Se una notte d'inverno

un viaggiatore» è la frantumazio-

ne nel molteplice di un'appa- rente unica realtà che porta

all'ammettere che ciò che è ve-

ro e ciò che è falso non è uni-

versalmente riconoscibile, sta al Lettore giudicare singo- larmente; così, nel nostro caso, non possiamo definire se Wiki- Leaks sia un nuovo motore me- diatico corretto o meno, ma è nostra facoltà riconoscere quale sia l'informazione utile ad una fattiva presa di coscienza.

Francesco Vara

L 'affaire WikiLeaks, oltre

minima degli sfinteri di vari

una

visione unanime.

me o per chiunque dei miei co-

spetti sono più uguali degli altri.

ad essere stato un interes-

La

“sicurezza” che viene invo-

noscenti, ma per una persona

sante test della larghezza

capi di governo, ha costretto i rappresentanti delle varie demo-

cata dai parassiti di ogni razza e colore per voler monitorare i traffici su internet (invece che, che so, evitare di dire e fare

su centomila, quelle persone che in ogni democrazia che si ri-

C'è anche una sorta di parados-

crazie mondiali ad esprimersi ri- guardo ad un problema ormai abbastanza noto: il controllo del

cazzate in primo luogo) non è quella nazionale ma è semplice- mente quella delle loro poltro-

so conturbante in tutto ciò. La

classe dirigente mondiale si è dimostrata estremamente inaffi-

traffico di informazioni via

ne,

perché una cosa che la rete

dabile e infame nell'abuso della

internet.

ha

insegnato è che i tempi buro-

propria illusione di ri-

È cruciale specificare “via internet” perché i mezzi tradizio-

cratici della democrazia posso- no essere ottimizzati alla

servatezza, a che titolo queste persone possono ora da una

nali sono già regolamentati e re- golamentabili, ed è interessante

grande, tanto che celebrità inuti- li che nei vecchi media avevano

parte reclamare la segretezza – in modo che nessuno sappia

notare che quando la Cina ope-

una visibilità che durava genera-

più che l'Arabia Saudita sta invi-

ra un'operazione di controllo

zioni (e in certi casi dura ad

tando un po' chi le pare a

per i cazzi suoi si chiama “censu-

mortem, e.g. “i grandi della musi-

bombardare l'Iran – e dall'altra

ra” e la fanno perché sono dei co-

ca

italiana”) ora non durano più

un maggiore controllo della re-

munisti sanguinari. Quando

di

un mese, e la possibilità che

te? Ad opera di chi? Di un ente super partes nominato da loro? Non è molto saggio, se i diretti inte- ressati vogliono riguada- gnarsi la fiducia dei loro sudditi. Nel frattempo Julian As- sange, il fondatore di Wi- kiLeaks, è stato arrestato e poi scarce- rato con qualche restri- zione, fra cui una palla di metallo di un quinta- le legata al collo. E sempre da WikiLeaks arrivano dichiarazioni preoccupate sulle restri- zioni del traffico

un quinta- le legata al collo. E sempre da WikiLeaks arrivano dichiarazioni preoccupate sulle restri- zioni

invece la propone Frattini si chiama “sicurezza nazionale”. Certo, l'Italia non ha molto da di- re in fatto di libertà di espressio- ne, ma è estremamente preoccupante notare come di fronte al rischio di vedere espo-

le cazzate fatte da politici e

lobbies ai danni dei loro sudditi (nel primo caso) o dei loro clienti (nel secondo) vengano a galla immediatamente e siano diffuse prima di accumularsi fi-

internet imposte dal de- creto Romani, che è un po' modo italiano di ri- solvere i problemi scomodi (al governo, mica a me) legati alla rete; come se servisse a qualco- sa.

sto tutto il gossip diplomatico de-

no

a creare effetti disastrosi è

Marco Cabizza

gli ultimi 40 anni ci sia stata

un

grosso problema; non per

periodico mensile Numero 58 Venerdì 18 Febbraio 2011 Seguite Kronstadt anche online ! internet 5

periodico mensile

Numero 58

Venerdì 18

Febbraio 2011

Seguite Kronstadt anche online!

internet

5

Virus e sicurezza informatica

continua dalla prima

Ma se non fanno danni qual

in

Pakistan. Ogni paese ha la

sero veicolare i virus. Da

spetto a celebri software

tette e gattini.

è

l'obiettivo dei virus di oggi?

sua

normativa sui reati informati-

parecchio tempo le cose non so-

commerciali che costano anche

Li

fanno, i danni, ma di

ci,

per cui può succedere che

no

più cosi semplici.

dieci volte tanto.

Ok. Una volta installato anti-

tutt’altro tipo. Tralasciando i ca-

un

fatto che qui è reato altrove

Oggi

un virus può nascondersi

Se

hai sospetto su un singolo fi-

virus e firewall sono al sicu-

si

rus non è solitamente

interessato al contenuto del PC

di spionaggio industriale, il vi-

non sia perseguibile e non è

anche dentro un'immagine, un

le, ci sono siti (come virusto-

ro?

detto, in ogni caso, che le forze

filmato, un file mp3, un docu-

tal.com) in cui puoi caricare il

Manca ancora almeno un terzo

dell'ordine abbiano i mezzi per

mento

file e farlo controllare da una

punto chiave: gli aggiorna-

che

infetta, ma è piuttosto inte-

occuparsi di una truffa informati-

Anche se il file non è di per sé

quarantina di antivirus

menti. Tenere aggiornatissimo

ressato a sfruttarne a distanza le

ca

che ha colpito una persona

eseguibile, esso viene co-

aggiornatissimi.

il sistema operativo, quale che

risorse, prima di tutto la connes-

dall'altra parte del mondo. Poi

munque aperto utilizzando dei

sia (Windows, Mac, Linux): se

sione ad internet.

le

informazioni utili alle indagi-

programmi applicativi che po-

E come giudichi l'idea di

c'è una vulnerabilità nel siste-

I

computer infettati divengono

ni

vengono conservate per perio-

trebbero essere affetti da proble-

installare un antivirus

ma operativo qualunque attività

controllabili a distanza e vengo-

di

di tempo limitati per cui

mi

di sicurezza. Ci sono

crackato? Conosco diverse

diventa a rischio. Ma anche i

no detti "zombie" o "bot". Attra-

frequentemente si arriva in ri-

programmatori specializzati nel

persone che lo fanno.

singoli programmi vanno

verso internet tutti i PC infettati

tardo. Infine, coordinare indagi-

trovare le "falle" di questi appli-

Geniale! E' come farti installare

aggiornati, perchè se qualcuno

dallo stesso virus formano una

ni internazionali richiede molto

cativi

e utilizzarle per far compie-

l'antifurto della casa da un noto

trova per esempio una vulnera-

botnet, una rete da centinaia, mi-

tempo mentre il bot master deci-

re ai programmi operazioni

e

famigerato ladro di apparta-

bilità in iTunes e fabbrica un

de da che nazione agire nel giro

arbitrarie.

menti. Tu vai da chi scrive i vi-

mp3 che la sfrutta per installare

gliaia o persino milioni di PC in grado di rispondere simultanea-

di

pochi minuti.

Se

un visualizzatore di immagi-

rus e gli chiedi un antivirus

del malware sul tuo PC, ti salvi

ni

ha una vulnerabilità, questa

 

gratis

cosa puoi aspettarti?

solo se qualcuno ha scoperto

mente all'arrivo di un singolo co- mando. Una potenza di fuoco micidiale. E l'ordine può arriva-

In che modo avviene l'infezio- ne?

può essere sfruttata dal cyber-cri- minale per inserire un virus in

Dopo l'antivirus?

quella vulnerabilità ed ha rea- lizzato una versione aggiornata

re

attraverso qualsiasi canale o si-

Il

veicolo principale sono i co-

un'immagine. Qualunque altro

Beh, generalmente si può

del software che la risolve!

to,

come una chat pubblica,

siddetti trojan: giochi, applicati-

software probabilmente vedrà so-

affiancare un anti-spyware per

Quindi l'mp3 su una vecchia

Twitter, Facebook

vi,

programmi di varia utilità,

lo

l'immagine e ignorerà le li-

ampliare le proprie difese verso

Questo non lo fa già l'antivi-

versione del software installerà

perfettamente funzionanti e ge-

nee di codice aggiunte, o magari

programmi che non sono pro-

il

virus, mentre se aperto dalla

E

Se volessi commettere delle atti-

tutto questo a cosa serve?

di

casa, che il provider mi forni-

un

neralmente gratuiti, che vengo-

virus. Ma la stessa cosa può

dirà

che il file è danneggiato.

priamente virus ma che posso-

versione aggiornata risulterà un

no installati con grande

Ma quando l'immagine verrà

no comunque considerarsi

mp3 normale. L'aggiornamento

vità criminali tramite internet, non userei la mia connessione

soddisfazione dall'utente che non sa che contengono anche

aperta dal software adatto il vi- rus verrà eseguito. Chiaramente maggiore è la diffu-

indesiderati.

rende i programmi immuni ai virus conosciuti che sfruttano vulnerabilità risolte.

sce

con un contratto a mio no-

avvenire anche installando

sione del software per cui è

rus?

Il

metodo più semplice per fare

me, ma sfrutterei piuttosto la

un’applicazione Facebook o

stato

studiato il virus e maggiori

A

volte si, a volte serve un pro-

un virus è seguire le discussioni

connessione di un PC infetto in

di

aprendo incautamente l’allegato

sono

le possibilità che il virus

gramma specifico. Ad esempio,

sui forum dei bug-hunter. Qui

modo da non essere diretta-

un’e-mail.

avrà

per diffondersi. Per questo

certi antivirus trattano i tool di

vengono spesso segnalate delle

mente rintracciabile.

la maggior parte dei virus

hacking, password recovery e

vulnerabilità appena scoperte,

Il

tipico utente medio, che usa

E

qual è il canale in cui uno

attaccano i browser o diretta-

amministrazione di rete come

prima ancora che i produttori

internet per cercare "tette e gatti-

trova questi programmi "con

mente il sistema operativo

se fossero virus, etichettandoli

del software abbiano potuto pre-

ni",

probabilmente non sospetta

la

sorpresa"?

windows.

come “riskware”, altri antivirus

disporre una patch (lette-

che

dalla sua stessa connessio-

Il

principale è il peer to peer e

invece adottano una catalogazio-

ralmente una "pezza") per

ne

qualcuno fa acquisti con

tutti i circuiti di file sharing, co-

Non so cosa ne pensi il letto-

ne diversa per cui potrebbero

eliminarla. Dal momento in cui

me

eMule o bittorrent.

re, ma io comincio ad essere

ignorarli.

la vulnerabilità è segnalata a

carte di credito rubate, oppure bonifici fraudolenti con cre- denziali di home banking cattu-

tramite phishing, oppure sta

mandando mail di phishing o

conducendo nuove campagne vi-

rate

Sistemi come Megaupload o Rapidshare, che tecnica-

preoccupato. Cosa bisogna fa- re? Per prima cosa bisogna acquisi-

Non bisognerebbe fare a meno, poi, di un buon personal firewall.

quando viene pubblicato l'aggiornamento, un virus può agire indisturbato. E poi conti-

mente non sono peer to

re la consapevolezza dell'esi-

Non avevo mai pensato di

nuerà ad agire su tutti i sistemi

peer, sono più sicuri?

stenza di questi problemi e

aver bisogno di un muro di

che non verranno prontamente

No,

il rischio è lo stesso. La possi-

agire di conseguenza. Per ora

fuoco, ma ora che mi ci fai

aggiornati! Per questo è fonda-

rali Grazie alla banda larga e ai

bilità di scaricare gratuitamente

più o meno è entrato nella testa

pensare

mentale avere computer

contratti flat, che inducono

software commerciali come Pho-

della

gente che esistono i virus

Molti hanno sentito parlare di fi-

aggiornatissimi, altrimenti si ri-

toshop sembra un affare, ma chi

e si dovrebbe installare un antivi-

rewall, non tutti sanno di

sulta vulnerabili anche rispetto

l’utente a lasciare il PC perenne- mente acceso e collegato alla re-

si

prende la briga di sbloccare e

rus, il prossimo passo è

averne bisogno, pochi sanno

a

problemi che sarebbero già ri-

te,

oggi è possibile fare tutto

mettere a disposizione questi

convincerli che bisogna mante-

esattamente a cosa serve, quasi

solti!

questo senza che l'utente si accorga di nulla per mesi o per

ore

programmi? "Crackare" un pro- gramma commerciale richiede

nerlo aggiornato almeno quoti- dianamente, altrimenti è come

nessuno sa come configurarlo

Quindi, qual è la ricetta di

anni.

di lavoro di un programmato-

non averlo.

Incoraggiante. Cos'è?

Rebus per la sicurezza

 

re

esperto. Forse quindici o

E'

un software che permette di

informatica?

Ma una volta scoperto da do-

ve arrivano gli ordini non ho

venti anni fa si faceva per ottene-

Parliamo degli antivirus

monitorare e filtrare le connes-

La sicurezza totale non esiste,

re popolarità o per fare dispetto

quale usare e perché?

sioni in ingresso e in uscita dal

ma almeno è possibile ridurre

a

Microsoft, oggi è semplice-

Esistono siti come www.av-

portati risultati di test comparati-

PC. Da Windows XP (SP2) tutti

la propria esposizione al ri-

anche informazioni circa l'identità di chi sfrutta la

mente un lavoro molto remune- rativo.

comparatives.org in cui sono ri-

hanno un firewall installato di default, ma è configurato per

schio. Riassumendo: antivirus, personal firewall, aggiorna-

botnet? Non necessariamente. Gli

 

vi

effettuati sugli antivirus più

bloccare solo le connessioni in

menti software. E poi il

account vengono creati uti-

Che percentuale di sofware

diffusi. Questi vengono parago-

entrata, senza preoccuparsi di co-

comportamento dell'utente: evi-

lizzando catene di macchine infette.

"crackato" ci si può aspettare che contenga virus?

nati in termini di efficacia ma anche di altri tipi di

sa esce. E' meglio installare un buon firewall che integri anche

tare di scaricare programmi crackati o di origine dubbia e

Bisognerebbe risalire con

A

occhio, direi più del 90%. Mi-

performance: un antivirus che

funzioni di Intrusion Detection

chiaramente evitare di fare cose

lioni di persone scaricano que-

elimina tutti i software intrusi

System o, meglio, di Intrusion

come rispondere alle mail di

un'indagine mondiale a tutti i passaggi fatti.

ste

risorse, sono milioni di PC

ma rallenta eccessivamente il

Prevention System (IPS), che in

phishing

La lotta è impari, perché da un

che entrano in una botnet e c'è

computer potrebbe essere più fa-

pratica ti avvisa e ti chiede co-

Ancora oggi c'è gente che non

lato

c'è il bot master con migliaia

gente disposta a pagare

stidioso del virus stesso!

me comportarsi ogni volta che ri-

si insospettisce di fronte a mes-

o

milioni di PC a sua disposizio-

parecchio per questo.

Tra quelli gratuiti uno dei miglio-

leva tentativi di connessioni

saggi come "tu dare a me tua

ne,

che con un solo comando

ri è Avira AntiVir , che ha un co-

dall'esterno al tuo PC oppure

password di conto". E per que-

può inviare milioni di mail di

Oltre ai software crackati a co-

sto contenuto ed è persino

ogni volta che una applicazione

sto non ci sarà mai soluzione

sa

bisogna stare attenti?

gratuito per scopi non

in

uso cerca di comunicare con

perché non esiste una patch per

spam che partono da tutto il mondo.

Niente è al sicuro, in teoria. A

commerciali).

l’esterno. Ne esistono anche di

la

stupidità umana

tutto! Una volta si riteneva che

Spesso l'antivirus gratuito o pa-

gratuiti che fanno benissimo il lo-

 

Dall'altra parte si osserva che gli ordini un giorno partono da un

fosse sufficiente fare attenzione

gato qualche decina di euro ottie-

ro

lavoro, ma spesso sono visti

PC in Italia, il giorno dopo in

Nuova Zelanda, il giorno dopo

ai file .exe e che solo questi, ma-

gari nascosti o rinominati, potes-

ne in questi test risultati

sorprendentemente migliori ri-

dagli utenti solo come una seccatura durante la ricerca di

Makka

6

Sopra a quel palazzo c'è un povero cane pazzo, date un pezzo di pane a quel povero pazzo cane

strumenti

periodico mensile

Numero 58

Venerdì 18

Febbraio 2011

periodico mensile Numero 58 Venerdì 18 Febbraio 2011 Piazza della Loggia 28 maggio 1974 – 16

Piazza della Loggia

28 maggio 1974 – 16 novembre

2010

«Presto ci sarà un grosso botto a Brescia. Un botto in una piazza bresciana, proprio come a piazza Fontana». Giancarlo Esposti, de- stra eversiva milanese -nella testi- monianza di Biagio Pitarresi (già Msi) – Corte d’assise di Brescia, marzo 2009.

quattro ore.

mente. Nel 1977 vengono

le;

Delfo Zorzi, destra eversiva,

solo ed esclusivamente testimo-

rinviati a giudizio 30 imputati

ora

cittadino giapponese; Mauri-

niali.

tutti appartenenti al mondo dell’eversione nera bresciana.

zio Tramonte, già militante di Ordine Nuovo e informatore dei

Non lo si può esigere quando ve- rosimilmente gli effettivi re-

Di

costoro, solo due verranno

servizi segreti. La tesi accusato-

sponsabili sono da quello stesso

condannati in primo grado qua-

ria delinea un legame preciso

sistema già stati assolti, o

li

esecutori materiali della stra-

tra

la strage bresciana e quella

semplicemente ignorati.

ge:

Ermanno Buzzi e Angiolino

di

piazza Fontana, imputando

Non lo si può esigere finché chi

Papa. Il primo, già marchiato co- me informatore dei carabinieri

altresì responsabilità precise in capo ai vertici di Ordine nuovo

ancora oggi geloso custode delle prove di quanto accaduto,

sul periodico Quex -

redatto dai carcerati

di destra- verrà trasfe-

Quex - redatto dai carcerati di destra- verrà trasfe- “al servizio” dei servizi segreti de- viati.

“al servizio” dei servizi segreti de- viati. 16 novembre 2009: dopo 166 udienze la seconda sezione pena- le della Corte d’Assise di Brescia proscioglie tutti gli imputati ai sensi dell’art 530, 2 cpp “manca, è insufficiente, contraddittoria la prova”.

Trentasei anni sono trascorsi da quella terribile primavera. Trentasei anni di indagini,

confessioni, ritrattazioni, istrutto-

rie,

udienze, rinvii.

La

sentenza da ultimo emessa

dalla Corte d’Assise di Brescia de- lude, addolora, esaspera; un’amnistia cala su quelle otto morti, e su uno dei più atroci capitoli della storia d’Italia. Appare, tuttavia, doverosa, una riflessione.

L’articolo 27 della nostra Costitu- zione recita: “La responsabilità penale è personale”. Ebbene: si può (giuridicamente, non politicamente) condannare un contesto, un ambito, un intreccio? La risposta è no.

Le ragioni per cui ad oggi la giu-

stizia italiana non ha saputo da- re un nome e un cognome agli autori di quei fatti, sono molte- plici. Esiste, purtroppo, un discrimi-

ne tra verità giudiziaria e verità

storica. E sebbene il sistema debba sempre aspirare a far sì che esse combacino, non si può esigere che ciò avvenga ad ogni costo. Non lo si può esigere quando l’accertamento dei fatti in causa è reso drammaticamente, inevi- tabilmente, difficoltoso (quando

non del tutto inficiato) da prove

non deciderà infine di conse- gnare quelle stesse prove all’Au- torità giudiziaria. Allora sì, quelle due verità oggi così dolo- rosamente lontane, potranno fi- nalmente combaciare. “Io so. Io so i nomi dei responsabili di quello che viene chiamato "golpe"

(e che in realtà è una serie di "golpe" istituitasi a sistema di pro- tezione del potere). Io so i nomi dei responsabili della

strage di Milano del 12 dicembre

1969.

Io so i nomi dei responsabili delle stragi di Brescia e di Bologna dei primi mesi del 1974. […] Probabilmente - se il potere ameri- cano lo consentirà - magari deci- dendo "diplomaticamente" di concedere a un'altra democrazia ciò che la democrazia americana si è concessa a proposito di Nixon - questi nomi prima o poi sa- ranno detti. Ma a dirli saranno uomini che hanno condiviso con essi il potere: come minori re- sponsabili contro maggiori re- sponsabili (e non è detto, come nel caso americano, che siano mi- gliori). Questo sarebbe in definiti- va il vero Colpo di Stato.” (Pier Paolo Pasolini - Corriere della se- ra, 14 novembre 1974).

Carlotta Mainardi

Alle 10 e 12 del 28 maggio 1974, sotto una pioggia insistente,

mentre il segretario della federa- zione lavoratori metalmeccanici Franco Castrezzati sta tenendo il suo discorso, in piazza esplo- de una bomba collocata nel cesti- no dei rifiuti posizionato accanto alla colonna di marmo

dei portici, vicino alla più meri-

dionale fra le due fontane.

Primavera 1974

città

di

Il

rumore dell’esplosione è

rito subito dopo la

secco, forte, e fa ricordare il

sentenza nel carcere

botto di un potente petardo.

di

massima sicurezza

S'alza un fumo grigio-azzurro ed

di

Novara, dove mori-

un odore acre si diffonde

rà,

il secondo giorno

nell'aria. Dopo un attimo di si-

di

detenzione,

lenzio, voci si levano dalla folla

La

gente urla, impreca, fugge

strangolato con lacci

che prima ondeggia compatta,

di

scarpe. Sulle pare-

poi comincia a sussultare, a

ti

della cella compa-

sbandare, mentre gli striscioni

re

una scritta: “Buzzi

cadono a terra.

Buzzi sento odore di infamuzzi”.

verrà invece successi-

scompostamente. Sul selciato ri- mangono sei morti e qualche de-

Il secondo, Papa,

cina di feriti, alcuni dei quali in

vamente

(e definiti-

gravi condizioni. Due di questi moriranno nei giorni successivi in seguito alle ferite riportate.

vamente) assolto con formula piena: “per non aver commesso il fatto”.

Nella primavera del 1974 in piazza Loggia muoiono 8 perso-

ne: Giulietta Bazoli, insegnante

di francese al liceo ginnasio

Arnaldo, moglie dell’allora asses- sore comunale Luigi Bazoli, mili- tante di Avanguardia operaia; Livia Bottardi Milani, Clementi- na Calzari, Alberto Trebeschi,

insegnati, iscritti alla Cgil Scuo- la; Euplo Natali, operaio in pensione dell’Atb, iscritto al Pci a Urago Mella; Bartolomeo Talenti, operaio della Perazzi Armi iscritto alla Flm; Luigi Pinto, originario di Foggia, insegnante di Applicazio-

ni tecniche a Montisola, mili-

tante della Cgil Scuola; Vittorio Zambarda, operaio edile appena pensionato, iscritto al Pci di Sa- lò.

D a diversi mesi ormai, la

di Brescia è teatro

eventi legati al

mondo dell’eversione nera:

Il 15 febbraio un ordigno esplo-

de davanti alla Coop in viale Ve-

nezia. Viene rivendicato dalle Sam (Squadre di Azione Mussoli- ni). L'8 maggio viene aperta una borsa «dimenticata» da alcuni giorni davanti all'ingresso della sede provinciale della Cisl. Al suo interno verranno ritrovati otto candelotti di dinamite e tre

etti di tritolo innescati con un de- tonatore ed una miccia spenta.

Il 9 maggio vengono arrestati

alcuni personaggi dell'eversione nera nell'ambito dell'inchiesta sul Mar e sulle Sam. Finisce in carcere un folto gruppo di neofa- scisti: tra loro alcuni accusati di aver realizzato, nel febbraio del 1973, un attentato dinamitardo alla Federazione provinciale so- cialista di largo Torrelunga ed as-

solti nell’ambito del processo a Roma contro Ordine Nuovo. Nella notte tra il 18 e il 19 maggio in piazza Mercato, a po- che centinaia di metri da piazza Loggia, salta in aria il giovane Silvio Ferrari, collegato agli ambienti neri veronesi e sanbabi-

lini, intento a trasportare un ordi- gno esplosivo sulla propria motoretta. Il 21 maggio, durante

funerali vengono arrestati cinque esponenti del gruppo veronese neo- nazista «Anno Zero». La Federazione Cgil-Ci- sl-Uil distribuisce un volantino in tutte le fabbriche della città e della provincia de- nunciando che gli attentati dei giorni e dei mesi precedenti rientrano in un «dise- gno costruito da chi ha mezzi ed obiettivi molto precisi». Il sinda- cato decide una rispo-

i

Nel 1984 viene aperta una nuova istruttoria.

L’ipotesi accusatoria, muovendo dalle dichiarazioni di alcuni pentiti e dalle indagini sorte sulla morte di Buzzi, vede quali

autori materiali della strage due esponenti bresciani di Ordine Nero (già Ordine Nuovo): Ales- sandro Stepanoff e Cesare Ferri.

Il nome di Ferri non è nuovo

agli inquirenti. Individuato tra i mandanti dell’omicidio Buzzi, Ferri compariva già negli atti

del primo processo: nella testi-

monianza di un prete, don Ga-

sparotti, che aveva dichiarato di

averlo visto la mattina della stra-

ge intorno alle 7.30 presso la

chiesa di S.Maria Calchera, a po-

passi da piazza Loggia. Verranno entrambi assolti, con formula dubitativa pri- ma, piena poi. Cesare Ferri otterrà dalla Corte di Appello di Brescia cento milioni di risarcimento per ingiusta detenzione.

chi

cento milioni di risarcimento per ingiusta detenzione. chi Vicende giudiziarie Quattro istruttorie, otto gradi di

Vicende giudiziarie

Quattro istruttorie, otto gradi di

giudizio, centinaia di testimo- nianze, migliaia di ore di dibatti- mento. Ad oggi nessun responsabile. Le indagini sui fatti del 28 maggio iniziano immediata-

Novembre 2008: muo- vendo da un’istruttoria nata nel 1993, oggetto di ben quattro richieste di pro- roga e un totale di otto- centomila pagine di atti, vengono chiamati a compa- rire in giudizio davanti alla Corte d’Assise di Bre- scia -con l’accusa di concorso in strage- sei imputati: Carlo Maggi, ex militante di Ordine Nuovo; Francesco Delfino, ex ge-

nerale dei carabinieri e responsa- bile del nucleo investigativo ai tempi della strage; Giovanni Mai- fredi, già collaboratore di Delfi- no; Pino Rauti, ex segretario

nazionale del Movimento socia-

sta corale che solo uno sciopero generale può garantire, e orga- nizza una manifestazione unita- ria con il Cua (Comitato Unitario Antifascista).

Il 22 maggio, durante i lavori

del direttivo della Federazione Unitaria viene indetta, per il giorno 28 maggio, una manifesta- zione antifascista con un’astensione dal lavoro di

periodico mensile Numero 58 Venerdì 18 Febbraio 2011 "con la cultura non si mangia" cultura

periodico mensile

Numero 58

Venerdì 18

Febbraio 2011

"con la cultura non si mangia"

cultura

O kamchatka, o morte! Small World

C iao giovane! Di cosa mai parlerà stavolta la rubri- ca dei nuovi giochi da ta-

volo più amata da quelli che leggono Kronstadt*? Beh ma guardate il titolo invece di porvi ste domande inutili! Con "Small World", sottotitolo "In fondo è un piccolo mondo di massacri!", abbiamo finalmente trovato un'applicazione utile al razzi- smo. Il gioco consiste, infatti, nel cercare di occupare, un po' come Risiko ma senza dadi, il maggior numero di territori di una mappa con delle razze fanta- sy. Il meccanismo di gioco è il seguente, al primo turno ciascu- no deve scegliere una razza con cui invadere Small World, senza entrare nel dettaglio le scelte si possono compiere tra 6 vessilli Razza estratti casualmente e po- teri speciali associati altrettanto casualmente a ciascuna razza, La varietà ludica è qui garantita dalla possibilità di accoppiare 20 poteri speciali e 14 razze fra

cui Elfi, Amazzoni, Giganti, Troll, Tritoni e altre, si tratta cioè di 280 possibili combinazio- ni di cui alcune, e bene tenerlo presente, notevolmente più azzeccate di altre. Sui vessilli razza e sulle tessere poteri spe- ciali compaiono dei numeri la cui somma indica il numero di truppe di quella razza che dovre- te prendere e usare in questo pri- mo turno. Successivamente il turno di ciascuno giocatore po- trà essere di diverso tipo si po- trà scegliere di continuare a conquistare con la razza che si controlla o farla andare in de- clino. E perché mai dovreste far andare in declino la vostra razza? In questo modo non controllerete più la razza in de- clino che però continuerà a darvi punti per i territori occu- pati e vi darà l'occasione di sce- gliere un'altra razza nel turno successivo, potrete però avere solo una razza attiva in gioco, e una in declino, nel senso che se

declinate due volte dovrete eli- minare dalla mappa i segnalini della prima razza in declino. Quello che non dovete mai de- clinare è l'invito a giocare a Small World, un gioco che ri- sulta senz'altro vario e dall'ambientazione comico- fantasy divertente e colorata. Potrete giocarci da 2 a 5 giocato- ri, grazie anche ai quattro ta- belloni modulari, con una durata di tempo di 1-2 ore. Strategicamente non è eccelso ma sicuramente risulta meno aleatorio di suo nonno Risiko. E' giunto il momento di acco- miatarsi, ciao a tutti orchi, uo- mini ratto, mezzuomini o lettori di Kronstadt!

JCO

[1] Si tratta di una piccola razza in estinzione di circa 5-6 persone tra cui compaiono alcuni redattori, ubriaconi del Sottovento e asociali del RadioAut.

redattori, ubriaconi del Sottovento e asociali del RadioAut. 7 Non di sola gnocca vive l'uomo 4

7

Non di sola gnocca vive l'uomo 4

N on di sola gnocca vive l'uomo presenta un arti-

colo tratto dal blog“Take-

da, Sun and Rain”. Autore Eugenio Laino. Da buon aspirante informatico tendo a schematizzare tutto ciò che mi circonda. Schematizzando e schematizzando mi

è venuta in mente

una bella relazione tra i tanti generi vi-

deoludici e i vari tipi

di femmine di homo

sapiens sapiens, co- munemente indicate con il termine “donne”, derivante

dal latino, domna, o essendo più specifi-

ci, domina.

Tanto per comincia-

re ognuno di noi ne

prova svariate nella vita. Dopo un po’ si secca, o perché le ha sviscerate fino in fondo, o perché le trova ripetitive, o semplicemente perché si rende conto che non sono il suo genere. Capita anche che, arri- vati a una certa età, ci si stabi- lizzi con una sola donna, solitamente con un gameplay molto profondo e poco ripetiti- vo. Queste variano da donne Ha- lo a donne Team Fortress a donne Street Fighter. C'è anche chi diventa succube della pro- pria compagna, in quel caso si parla di donna WoW, queste ulti- me richiedono molto tempo e dedizione, ma soprattutto molto

danaro. Tra i tanti tipi, per espe- rienza personale, ne ho ricono- sciuti alcuni di cui ora vi parlerò. Le più diffuse, per esempio, sono le donne CoD, di bell'aspetto e molto richieste dai più, ma con una IA molto bassa, diciamo totalmente as- sente. Quelli che prediligono questa specie usano cambiarle molto spesso, stabilizzandosi per poco e senza stabilirci alcun legame sentimentale. Esistono poi quelle donne che parlano un sacco, ma che alla fin fine ripetono sempre le stes-

se cose. Solitamente danno po-

co spazio al compagno se non per azioni guidate e piuttosto ba- silari. Queste sono definite femmine jrpg. Possono piacere

ai tipi privi di spirito d’iniziativa e un po’ svogliati, naturalmente anche queste richiedono grosse quantità di tempo e prima o do-

po vengono a noia.

Naturalmente ci sono anche le donne indie, che a loro volta si suddividono in due categorie. Le finte indie, che di solito pensano di essere diverse e alternative ma in realtà sono anch'esse omologate alla mas-

sa, hanno un gameplay visto e stravisto, impressionano solo maschi in età adolescenziale e con poca esperienza. Dall'altro lato ci sono invece le indie

poca esperienza. Dall'altro lato ci sono invece le indie cazzute, intellettualmente supe- riori e con uno

cazzute, intellettualmente supe- riori e con uno stile decisa- mente accattivante. L'unica pecca è che sono estremamente stravaganti e durano molto po- co, tempo ben speso in ogni ca- so. Un tipo molto rompi-balle inve-

ce sono le donne Stealth. Que-

ste tendono a privare il partner

di ogni svago cui era abituato,

costringendolo a far tutto di na- scosto. In caso si venga sco- perti, sarà una bella rogna riconquistare la loro fiducia e tornare alla normalità. Passiamo ora ai miei tipi prefe- riti. Le donne Zelda e le donne action stilysh. Le prime offrono una relazione molto piacevole. Sono perfette per passarci tanto tempo, vaste e tutte da scopri- re. Esplorare tutti i loro dungeon sarà un esperienza mi-

stica che richiederà anche l'uti- lizzo di vari accessori. Sono silenziose e di poche parole ma molto concrete. Il secondo tipo invece è piuttosto difficile da trovare e molto combattivo. So-

no

donne che sanno il fatto lo-

ro,

con i nervi saldi e un

sacco di qualità, ardua l'impre-

sa di ottenere il loro rispetto.

Sia caratterialmente che esteti- camente appaiono accattivanti e particolari. Anche loro nella sfera sessuale amano i gadget strani e le posizioni acrobati- che, senza contare che a letto

spesso hanno loro il comando.

Da sposare insomma.

a cura di Giovanni Bonaschi

Reg. Trib. Pv n° 594 - ISSN 1972-9669 - Stampa: Industria Grafica Pavese SAS, Pavia - Chiuso in redazione 11-02-20101- Tiratura 2000 copie - 2011, Alcuni diritti riservati (Rilasciato sotto licenza Creative Commons 2.5 Ita by-nc-sa)

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"Si sta, come d'autunno, sugli alberi, le foglie"

racconti e poesie

periodico mensile

Numero 58

Venerdì 18

Febbraio 2011

poesie periodico mensile Numero 58 Venerdì 18 Febbraio 2011 Il re è morto andato a prelevare.

Il re è morto

andato a prelevare. Fuma di na- scosto sotto il tavolo. Fumare l’hanno vietato dappertutto

adesso. Si sente audace, un po’ come prima, adesso si toglie anche la giacca. I rossi e i verdi corrono ancora sul posto,

li considera appena, registra

soltanto che corrono ancora. Non è stato a lungo via. La ca- meriera viene al suo tavolo e questa volta ordina una

guinness, una guinness grande, non devono pensare che sia tirchio. Tirchio non lo è stato mai. Oculato – a volte –

ma tirchio, questo di lui non si può dire, e non lo deve neppu-

re

pensare nessuno, perciò be-

ve

una guinness grande. Con

Cocito, ora Alfonso Maria Petrosino tratto da "Autostrada del sole in un giorno di eclissi"
Cocito, ora
Alfonso Maria Petrosino
tratto da "Autostrada del sole in un giorno di eclissi"
edizioni OMP

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Kronstadt periodico mensile Numero 58 La redazione di Kronstadt è aperta ad ogni tipo di
Kronstadt
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R agazzi saltano sullo schermo piatto del tele- visore, alcuni rossi,

altri verde scuro, correndo eternamente dietro alle macchie in pelle nera e

bianca. In sottofondo musica pop degli anni novanta.

Il whiskey lo butta giú quando

gli chiedono di pagare. Sa che vogliono dire che deve andarse-

ne. Quindi butta giù il whiskey

e va via. Butta giù il whiskey

perché loro vogliono dire che deve andarsene. Non se lo la- scia chiedere, è abbastanza furbo per capire che vogliono dire che deve andarsene. Se ne va con la gola ancora che brucia. Brucia ancora quando sbatte la porta e la attraversa. Sa che deve andarsene, sa che non si sta seduti con un’ordinazione per molto prima che vogliano che uno se ne vada. Poi inizia- no a guardarsi intorno, poi vengono e domandano se si vuole ancora qualcosa, sorridono, ma non lo pensano. Domandano, ma in realtà impongono, inti- mano un ultimatum, voglio- no che uno se ne vada, se ne vada o ordini qualcosa, ma preferibilmente che se ne vada, perché chi ordina senza che non venga solle- citato, è poco apprezzato, la mancia la lascerà appe- na, spreca tempo e fatica, fa- rebbe meglio ad andarsene. Addosso aveva la sua camicia migliore, di colore arancione.

Trova che gli stia bene, trova anche che lo faccia più giova- ne, ancora più giovane, perché non è vecchio. Vecchio non si può dire, non arrivava ancora ai cinquanta, ancora per molto non arrivava ai cinquanta, in ogni caso relativamente anco-

ra per molto non ci arrivava.

Butta quindi gìù il whiskey e se ne va. Se ne va, ma non va lontano, innanzitutto cade, ca- de per terra, si rialza veloce. La testa l’ha sbattuta contro il tombino. Ci sposta sopra i capelli, questo non riguarda nessuno. Prosegue, ma non molto, per dove dovrebbe già andare. È venerdì sera, non è per nulla tardi, non sono neanche le nove. Va al banco- mat sull’altro lato della strada. Lo stato del conto non lo controlla. Non vuol rovinarsi l’umore, non in un venerdì se- ra, non oggi, quando ha su la camicia di colore arancione. Preleva due banconote dalla macchinetta e rimette la carta nel portafoglio, attraversa la strada e ritorna da dove era ve- nuto prima. Si siede al suo vecchio posto, ma all’inizio si tiene addosso la giacca, non vuole dare nell’occhio, non vuo- le che si accorgano che era

le dita tamburella sul tavolo la

melodia pressante emessa dalle casse. Canticchia anche una o due righe, benché non capisce di cosa parla la canzo- ne. L’inglese è stato per lui a scuola sempre penoso. E le turi-

ste inglesi, che d’estate assedia- vano le spiagge e le strade, con le loro voci stridule, le gambe

grassoccie bianche e bruciate dal sole in gonne troppo corte

e variopinti tacchi di plastica,

coi quali ogni cinque minuti ri- manevano incastrate nel pavè, per lui non sono valse mai neanche la fatica.

Tuttavia gli piace qui al Finne- gans, ma questo poi non è di- rettamente inglese, anche se non era sicuro di quale debba essere la differenza. Tamburella di nuovo con le dita sul tavolo. La birra gli fa bene. Di tanto in tanto chiacchiera con Lisa. Lei con i capelli burrascosi e

gli occhi di antracite. Lei

non c’è più. Da tempo ormai. Ma lui ci chiacchie-

ra ancora ogni tanto. A Lisa sarebbe piaciuto qui, ma forse anche no, aveva biso- gno di più confusione, anche se non è silenzioso qui. Lisa. Regina Lisa. Lisa

e lui sulla moto. Lisa

accanto a lui nel suo letto, mezza vestita, trucco tra- scorso. Non la farebbe mai più andare da sola. Mai più

scorso. Non la farebbe mai più andare da sola. Mai più da sola con la moto.

da sola con la moto. Il suo sguardo si muove verso l’alto. I rossi si abbracciano, per lui è uguale. Pubblicità. Sempre le stesse immagini. Il re è morto.

Sarah Ablett Traduzione: Serena Gregorio

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Credits in brevis: le immagini sono tratte dal web. Si ringrazia per la pazienza tutta la redazione di Kronstadt che ha dovuto aspettare più del dovuto per l'impaginazione.

KRONSTADT: iniziativa realizzata con il contributo concesso dalla Commissione A.C.ER.S.A.T. dell'Università di Pavia nell'ambito del programma per la promozione delle attività culturali ricreative degli studenti. Altre entrate sono rappresentate da eventi.