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L’Agapornis Taranta

di Fera Cristian & Alessandro

Il taranta è un agapornis originario dell’Etiopia e vive in zone


montuose dove lo si è visto fino a 3000 metri di altezza. Le
informazioni che lo riguardano si possono trovare su molti siti,
personalmente lo ritengo un magnifico pappagallino, in questo
articolo mi limiterò a scrivere le esperienze del mio allevamen-
to cercando di essere il più chiaro possibile, annotando anche
qualche esperienza espositiva su questo agapornis.
Attualmente nel mio allevamento sono presenti alcune coppie
di Bolborynchus lineola lineola e Agapornis roseicollis faccia
arancio, oltre a 8 coppie di taranta tutte ancestrali ad eccezione
di una coppia formata da una femmina verde oliva con maschio
verde, i piccoli nascono tutti verde scuro.
Le coppie sono alloggiate in gabbie da 120 cm di lunghezza, 40 cm di altezza e 40 cm di lar-
ghezza. I giovani durante lo svezzamento sono alloggiati in gabbie tipo inglese, che variano dai
90 cm ai 180 cm di lunghezza, queste ultime permettono un buon sviluppo muscolare con un
vantaggio benefico anche sul piumaggio. In queste gabbie necessita alloggiare i soggetti per
almeno 8 mesi fino a quasi terminata la prima muta, dopo questa fase mi limito ad alloggiare
gli stessi in gabbie di tipo inglese di almeno 50\60 cm per 1 o 2 soggetti al massimo, questo
passaggio consente ai giovani di migliorare sotto ogni aspetto, oltre a permettere all’allevatore
un continuo controllo, durante questa fase in momenti diversi con un vaporizzatore gli spruzzo
dell’acqua tiepida, i soggetti in seguito si puliscono il piumaggio rendendolo di uno splendore
unico. L’alimentazione dei riproduttori e dei giovani nelle varie fasi d’allevamento e composto
da un misto di semi per neophema con aggiunta di semi di perilla, semi di gisarole bianco, semi
di chia espanica, bacche di ginepro e un misto di semi per cardellini nella quantità del 10%, fichi
secchi, verdura, carote ed erbe prative, con l’aggiunta di un pastoncino morbido, spirulina, semi
ammollati 24 ore di grano e poi mischiati con pastoncino morbido. Acqua fresca tutti i giorni e
alcuni giorni al mese metto nell’acqua dei probiotici (fermenti lattici e stimolanti per le difese
immunitarie). Devo affermare che applico questo metodo anche nella fase di riposo, ad ecce-
zione dei fichi, infatti durante i mesi caldi ne riduco la razione. Questo metodo viene adottato
anche nel periodo di riposo e mi permette di avere soggetti sempre con una straordinaria forma,
che mi permette di metterli in riproduzione in ogni momento da me scelto, lo dimostra il fatto
che non ho mai avuto problemi. Nel periodo delle cove fornisco ai taranta un nido a doppia ca-
mera di circa 20 cm di lunghezza, altezza 15 cm e larghezza 12 cm. La camera cova è profonda
e poco spaziosa, al suo interno inserisco alcuni trucioli di legno morbido e torba, in seguito la
femmina adatterà il tutto a suo piacimento, togliendosi alcune piume dal petto o togliendole
anche allo stesso maschio, quasi come gli ondulati.
I miei Agapornis taranta iniziano la riproduzione nel mese di dicembre fino a maggio, al mo-
mento tutte le otto coppie riproducono senza darmi alcun problema. Depositano da quattro a sei
uova, vengono incubate per 25\26 giorni, quando si schiudono le uova i piccoli sono ricoperti da
un leggero piumino biancastro, i primi giorni vengono alimentati dalla madre e in seguito anche
dal maschio, i piccoli si inanellano verso il nono giorno. La crescita fino al 15° giorno è mol-

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to lenta poi in seguito crescono con un
ritmo più elevato, il piumaggio e quasi
completo al 30° giorno.
Quando s’inizia l’allevamento di que-
sta varietà di agapornis e essenziale es-
sere pazienti, reperire dei soggetti gio-
vani e favorire l’adattamento al locale
destinato alla riproduzione, oltre ad
abituarli alla nuova alimentazione, che
ogni allevatore personalizza e adatta
nel modo più consono alla specie in
oggetto, la maturazione sessuale e al
culmine dopo due anni, trascorso que-
sto periodo sicuramente si ottengono
dei buoni risultati. L’errore di molti è
acquistare dei soggetti adulti in ottime
condizioni, inserirli in allevamento for-
nire subito il nido per la riproduzione,
in questi casi raramente si ottengono
dei risultati per i motivi da me citati in
precedenza, ossia, adattamento al locale, alimentazione, gabbia, ecc.. Da circa 3 anni espon-
go questa varietà a diverse competizioni importanti con dei buoni risultati, infatti annovero
un primo a Reggio Emilia , Fossano, Campionato Lombardo, Vicenza, Rassegna Nazionale
Psittacidi e altre gare, con un terzo e un secondo al Campionato Italiano 2008. Quest’anno ho
partecipato al Campionato del Mondo di Hasselt con uno stamm, lo stesso esposto al Cam-
pionato Italiano di Pesaro ad eccezione di un soggetto deceduto a Pesaro (sogg.senza alimen-
tazione...) e sostituito sempre con il singolo della
stessa Manifestazione, purtroppo non avevo altre
alternative essendo giovane. Lo stamm è stato
prima giudicato e poi declassato, aveva ottenuto
ben 362 punti con un 93, 91, 91, 87, quest’ul-
timo era il punteggio del soggetto giovane che
secondo il parere dei giudici era un verde scuro
semplice fattore, quindi lo stamm non era stamm
ed è stato declassato, altrimenti otteneva un ter-
zo posto al Mondiale (vorrei aggiungere che lo
stesso soggetto era stato giudicato verde norma-
le a Pesaro). Ma chi aveva ragione? Questa è la
mia esperienza con i taranta, spero di essere stato
chiaro nel contenuto e sul metodo d’allevamento
da me usato di questo magnifico agapornis. Alle-
vamento Fera, Campione del Mondo con i Bol-
borynchus Lineola Verde stamm, e un 2° posto
con un Personata Verde singolo che a Pesaro e
stato trattato a pesci in faccia, MA!!!!!
Cell. 3478750308 per contatti e consigli.

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