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Supplemento ordinario alla “Gazzetta Ufficiale„ n.

38 del 14 febbraio 2019 - Serie generale

Spediz. abb. post. 45%


- art.- 1,art.comma
2, comma
1 20/b
23-12-1996,n. n.
Legge 27-02-2004, 46 -662 - Filiale
Filiale di Romadi Roma

GAZZETTA UFFICIALE
DELLA REPUBBLICA ITALIANA
SI PUBBLICA TUTTI I
PA R T E P R I M A Roma - Giovedì, 14 febbraio 2019 GIORNI NON FESTIVI
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N. 6/L

DECRETO LEGISLATIVO 12 gennaio 2019, n. 14.

Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza


in attuazione della legge 19 ottobre 2017, n. 155.
14-2-2019 Supplemento ordinario n. 6/L alla GAZZETTA UFFICIALE Serie generale - n. 38

SOMMARIO

DECRETO LEGISLATIVO 12 gennaio 2019, n. 14.


Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza in attuazione della legge 19 ottobre 2017,
n. 155. (19G00007) . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . Pag. 1

NOTE. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . » 95

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LEGGI ED ALTRI ATTI NORMATIVI


DECRETO LEGISLATIVO 12 gennaio 2019, n. 14. la, operando quale persona fisica, persona giuridica o al-
tro ente collettivo, gruppo di imprese o società pubblica,
Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza in attuazio-
ne della legge 19 ottobre 2017, n. 155.
con esclusione dello Stato e degli enti pubblici.
2. Sono fatte salve le disposizioni delle leggi speciali
IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA in materia di:
a) amministrazione straordinaria delle grandi impre-
Visti gli articoli 76 e 87 della Costituzione; se. Se la crisi o l’insolvenza di dette imprese non sono
Vista la legge 19 ottobre 2017, n. 155, recante «Delega disciplinate in via esclusiva, restano applicabili anche le
al Governo per la riforma delle discipline della crisi di procedure ordinarie regolate dal presente codice;
impresa e dell’insolvenza»; b) liquidazione coatta amministrativa ai sensi
Visto il regolamento (UE) n. 2015/848 del Parlamento dell’articolo 293.
europeo e del Consiglio, del 20 maggio 2015, relativo alle 3. Sono fatte salve le disposizioni delle leggi speciali in
procedure di insolvenza; materia di crisi di impresa delle società pubbliche.
Vista la raccomandazione 2014/135/UE della Commis- 4. Le disposizioni del presente codice in tema di liqui-
sione, del 12 marzo 2014; dazione coatta amministrativa si applicano nelle regioni
Vista la legge 15 maggio 1997, n. 127, ed in particolare a statuto speciale e nelle province autonome di Trento e
l’articolo 17, comma 25, lettera a), che richiede il parere Bolzano compatibilmente con i rispettivi Statuti e le rela-
del Consiglio di Stato per l’emanazione di testi unici; tive norme di attuazione, anche con riferimento alla legge
costituzionale 18 ottobre 2001, n. 3.
Vista la preliminare deliberazione del Consiglio dei
ministri, adottata nella riunione dell’8 novembre 2018;
Art. 2.
Acquisito il parere del Consiglio di Stato, reso nell’adu-
nanza del 5 dicembre 2018; Definizioni
Acquisiti i pareri delle competenti commissioni della 1. Ai fini del presente codice si intende per:
Camera dei deputati e del Senato della Repubblica;
a) «crisi»: lo stato di difficoltà economico-finanzia-
Vista la deliberazione del Consiglio dei ministri, adot- ria che rende probabile l’insolvenza del debitore, e che
tata nella riunione del 10 gennaio 2019; per le imprese si manifesta come inadeguatezza dei flussi
Sulla proposta del Ministro della giustizia, di concerto di cassa prospettici a far fronte regolarmente alle obbliga-
con il Ministro dell’economia e delle finanze e del Mini- zioni pianificate;
stro del lavoro e delle politiche sociali; b) «insolvenza»: lo stato del debitore che si mani-
festa con inadempimenti od altri fatti esteriori, i quali di-
EMANA mostrino che il debitore non è più in grado di soddisfare
il seguente decreto legislativo: regolarmente le proprie obbligazioni;
c) «sovraindebitamento»: lo stato di crisi o di insol-
Parte PRIMA venza del consumatore, del professionista, dell’impren-
ditore minore, dell’imprenditore agricolo, delle start-up
CODICE DELLA CRISI DI IMPRESA E innovative di cui al decreto-legge 18 ottobre 2012, n. 179,
DELL’INSOLVENZA convertito, con modificazioni, dalla legge 17 dicembre
2012, n. 221, e di ogni altro debitore non assoggettabile
alla liquidazione giudiziale ovvero a liquidazione coatta
TITOLO I amministrativa o ad altre procedure liquidatorie previste
DISPOSIZIONI GENERALI dal codice civile o da leggi speciali per il caso di crisi o
insolvenza;
d) «impresa minore»: l’impresa che presenta con-
Capo I giuntamente i seguenti requisiti: 1) un attivo patrimoniale
AMBITO DI APPLICAZIONE E DEFINIZIONI di ammontare complessivo annuo non superiore ad euro
trecentomila nei tre esercizi antecedenti la data di depo-
sito della istanza di apertura della liquidazione giudiziale
Art. 1. o dall’inizio dell’attività se di durata inferiore; 2) ricavi,
Ambito di applicazione in qualunque modo essi risultino, per un ammontare com-
plessivo annuo non superiore ad euro duecentomila nei
1. Il presente codice disciplina le situazioni di crisi o tre esercizi antecedenti la data di deposito dell’istanza di
insolvenza del debitore, sia esso consumatore o profes- apertura della liquidazione giudiziale o dall’inizio dell’at-
sionista, ovvero imprenditore che eserciti, anche non a tività se di durata inferiore; 3) un ammontare di debiti an-
fini di lucro, un’attività commerciale, artigiana o agrico- che non scaduti non superiore ad euro cinquecentomila;

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i predetti valori possono essere aggiornati ogni tre anni nel registro dei revisori legali; 2) essere in possesso dei
con decreto del Ministro della giustizia adottato a norma requisiti previsti dall’articolo 2399 del codice civile; 3)
dell’articolo 348; non essere legato all’impresa o ad altre parti interessa-
e) «consumatore»: la persona fisica che agisce per te all’operazione di regolazione della crisi da rapporti
scopi estranei all’attività imprenditoriale, commerciale, di natura personale o professionale; il professionista ed
artigiana o professionale eventualmente svolta, anche se i soggetti con i quali è eventualmente unito in associa-
socia di una delle società appartenenti ad uno dei tipi re- zione professionale non devono aver prestato negli ultimi
golati nei capi III, IV e VI del titolo V del libro quinto del cinque anni attività di lavoro subordinato o autonomo in
codice civile, per i debiti estranei a quelli sociali; favore del debitore, né essere stati membri degli organi di
amministrazione o controllo dell’impresa, né aver posse-
f) «società pubbliche»: le società a controllo pub- duto partecipazioni in essa;
blico, le società a partecipazione pubblica e le società in
house di cui all’articolo 2, lettere m), n), o), del decreto p) «misure protettive»: le misure temporanee dispo-
legislativo 19 agosto 2016, n. 175; ste dal giudice competente per evitare che determinate
azioni dei creditori possano pregiudicare, sin dalla fase
g) «grandi imprese»: le imprese che, ai sensi dell’ar- delle trattative, il buon esito delle iniziative assunte per la
ticolo 3, paragrafo 4, della direttiva 2013/34/UE del Par- regolazione della crisi o dell’insolvenza;
lamento europeo e del Consiglio del 26 giugno 2013, alla
data di chiusura del bilancio superano i limiti numerici di q) «misure cautelari»: i provvedimenti cautelari
almeno due dei tre criteri seguenti: a) totale dello stato emessi dal giudice competente a tutela del patrimonio
patrimoniale: venti milioni di euro; b) ricavi netti delle o dell’impresa del debitore, che appaiano secondo le
vendite e delle prestazioni: quaranta milioni di euro; c) circostanze più idonei ad assicurare provvisoriamen-
numero medio dei dipendenti occupati durante l’eserci- te gli effetti delle procedure di regolazione della crisi o
zio: duecentocinquanta; dell’insolvenza;
h) «gruppo di imprese»: l’insieme delle società, del- r) «classe di creditori»: insieme di creditori che han-
le imprese e degli enti, escluso lo Stato, che, ai sensi degli no posizione giuridica e interessi economici omogenei;
articoli 2497 e 2545-septies del codice civile, sono sot- s) «domicilio digitale»: il domicilio di cui all’artico-
toposti alla direzione e coordinamento di una società, di lo 1, comma 1, lettera n-ter) del decreto legislativo 7 mar-
un ente o di una persona fisica, sulla base di un vincolo zo 2005, n. 82;
partecipativo o di un contratto; a tal fine si presume, salvo t) OCC: organismi di composizione delle crisi da
prova contraria, che: 1) l’attività di direzione e coordina- sovraindebitamento disciplinati dal decreto del Ministro
mento di società sia esercitata dalla società o ente tenuto della giustizia del 24 settembre 2014, n. 202 e successive
al consolidamento dei loro bilanci; 2) siano sottoposte modificazioni, che svolgono i compiti di composizione
alla direzione e coordinamento di una società o ente le assistita della crisi da sovraindebitamento previsti dal
società controllate, direttamente o indirettamente, o sot- presente codice;
toposte a controllo congiunto, rispetto alla società o ente
che esercita l’attività di direzione e coordinamento. u) OCRI: gli organismi di composizione della crisi
d’impresa, disciplinati dal capo II del titolo II del presente
i) «gruppi di imprese di rilevante dimensione»: i codice, che hanno il compito di ricevere le segnalazioni
gruppi di imprese composti da un’impresa madre e im- di allerta e gestire la fase dell’allerta e, per le imprese
prese figlie da includere nel bilancio consolidato, che ri- diverse dalle imprese minori, la fase della composizione
spettano i limiti numerici di cui all’articolo 3, paragrafi 6 assistita della crisi.
e 7, della direttiva 2013/34/UE del Parlamento europeo e
del Consiglio del 26 giugno 2013;
l) «parti correlate»: per parti correlate ai fini del pre- Capo II
sente codice si intendono quelle indicate come tali nel PRINCIPI GENERALI
Regolamento della Consob in materia di operazioni con
parti correlate;
m) «centro degli interessi principali del debitore» Sezione I
(COMI): il luogo in cui il debitore gestisce i suoi interessi OBBLIGHI DEI SOGGETTI CHE PARTECIPANO ALLA REGOLAZIONE
in modo abituale e riconoscibile dai terzi; DELLA CRISI O DELL’INSOLVENZA
n) «albo dei gestori della crisi e insolvenza delle
imprese»: l’albo, istituito presso il Ministero della giu-
stizia e disciplinato dall’articolo 356, dei soggetti che su Art. 3.
incarico del giudice svolgono, anche in forma associata o Doveri del debitore
societaria, funzioni di gestione, supervisione o controllo
nell’ambito delle procedure di regolazione della crisi o 1. L’imprenditore individuale deve adottare misure
dell’insolvenza previste dal presente codice; idonee a rilevare tempestivamente lo stato di crisi e assu-
o) «professionista indipendente»: il professionista mere senza indugio le iniziative necessarie a farvi fronte.
incaricato dal debitore nell’ambito di una delle procedu- 2. L’imprenditore collettivo deve adottare un assetto
re di regolazione della crisi di impresa che soddisfi con- organizzativo adeguato ai sensi dell’articolo 2086 del co-
giuntamente i seguenti requisiti: 1) essere iscritto all’albo dice civile, ai fini della tempestiva rilevazione dello stato
dei gestori della crisi e insolvenza delle imprese, nonché di crisi e dell’assunzione di idonee iniziative.

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Art. 4. delle dichiarazioni rese e delle informazioni acquisite


nell’esercizio delle loro funzioni, né davanti all’autorità
Doveri delle parti giudiziaria né davanti ad altra autorità. Si applicano le di-
1. Nell’esecuzione degli accordi e nelle procedure di sposizioni dell’articolo 200 del codice di procedura pena-
regolazione della crisi e dell’insolvenza e durante le trat- le e le garanzie previste per il difensore dalle disposizioni
tative che le precedono, debitore e creditori devono com- dell’articolo 103 del codice di procedura penale in quanto
portarsi secondo buona fede e correttezza. compatibili.
2. In particolare, il debitore ha il dovere di:
a) illustrare la propria situazione in modo comple- Sezione II
to, veritiero e trasparente, fornendo ai creditori tutte le ECONOMICITÀ DELLE PROCEDURE
informazioni necessarie ed appropriate allo strumento di
regolazione della crisi o dell’insolvenza prescelto;
Art. 6.
b) assumere tempestivamente le iniziative idonee
alla rapida definizione della procedura, anche al fine di Prededucibilità dei crediti
non pregiudicare i diritti dei creditori;
c) gestire il patrimonio o l’impresa durante la proce- 1. Oltre ai crediti così espressamente qualificati dalla
dura di regolazione della crisi o dell’insolvenza nell’inte- legge, sono prededucibili:
resse prioritario dei creditori. a) i crediti relativi a spese e compensi per le presta-
3. I creditori hanno il dovere, in particolare, di colla- zioni rese dall’organismo di composizione della crisi di
borare lealmente con il debitore, con i soggetti preposti impresa di cui al capo II del titolo II e dall’organismo di
alle procedure di allerta e composizione assistita della cri- composizione della crisi da sovraindebitamento;
si, con gli organi nominati dall’autorità giudiziaria nelle b) i crediti professionali sorti in funzione della do-
procedure di regolazione della crisi e dell’insolvenza e manda di omologazione degli accordi di ristrutturazione
di rispettare l’obbligo di riservatezza sulla situazione del dei debiti e per la richiesta delle misure protettive, nei
debitore, sulle iniziative da questi assunte e sulle infor- limiti del 75% del credito accertato e a condizione che gli
mazioni acquisite. accordi siano omologati;
c) i crediti professionali sorti in funzione della pre-
Art. 5. sentazione della domanda di concordato preventivo non-
Doveri e prerogative delle autorità preposte ché del deposito della relativa proposta e del piano che la
correda, nei limiti del 75% del credito accertato e a condi-
1. I componenti degli organismi e dei collegi preposti zione che la procedura sia aperta ai sensi dell’articolo 47;
alle procedure di allerta e composizione assistita della cri- d) i crediti legalmente sorti durante le procedure
si, ivi compresi i referenti e il personale dei relativi uffici, concorsuali per la gestione del patrimonio del debitore,
sono tenuti all’obbligo di riservatezza su tutte le informa- la continuazione dell’esercizio dell’impresa, il compenso
zioni acquisite nell’esercizio delle loro funzioni e devono degli organi preposti e le prestazioni professionali richie-
conservare il segreto sui fatti e sui documenti di cui hanno ste dagli organi medesimi.
conoscenza per ragione del loro ufficio. 2. La prededucibilità permane anche nell’ambito delle
2. Tutte le nomine dei professionisti effettuate dall’au- successive procedure esecutive o concorsuali.
torità giudiziaria e dagli organi da esse nominati devo- 3. Non sono prededucibili i crediti professionali per
no essere improntate a criteri di trasparenza, rotazione prestazioni rese su incarico conferito dal debitore durante
ed efficienza; il presidente del tribunale o, nei tribunali le procedure di allerta e composizione assistita della crisi
suddivisi in sezioni, il presidente della sezione cui è as- a soggetti diversi dall’OCRI.
segnata la trattazione delle procedure di regolazione della
crisi o dell’insolvenza vigila sull’osservanza dei suddetti
principi e ne assicura l’attuazione mediante l’adozione di Sezione III
protocolli condivisi con i giudici della sezione. PRINCIPI DI CARATTERE PROCESSUALE
3. Le controversie in cui è parte un organo nominato
dall’autorità giudiziaria nelle procedure di regolazione
della crisi o dell’insolvenza o comunque un soggetto nei Art. 7.
cui confronti è aperta una procedura di regolazione della Trattazione unitaria delle domande di regolazione della
crisi o dell’insolvenza sono trattate con priorità. Il capo crisi o dell’insolvenza
dell’ufficio trasmette annualmente al presidente della cor-
te d’appello i dati relativi al numero e alla durata dei sud- 1. Le domande dirette alla regolazione della crisi o
detti procedimenti, indicando le disposizioni adottate per dell’insolvenza sono trattate in via d’urgenza e in un uni-
assicurarne la celere trattazione. Il presidente della corte co procedimento; a tal fine ogni domanda sopravvenuta
d’appello ne dà atto nella relazione sull’amministrazione va riunita a quella già pendente.
della giustizia. 2. Nel caso di proposizione di più domande, il tribunale
4. I componenti degli organismi e dei collegi prepo- tratta in via prioritaria quella diretta a regolare la crisi o
sti alle procedure di allerta e composizione assistita della l’insolvenza con strumenti diversi dalla liquidazione giu-
crisi non possono essere tenuti a deporre sul contenuto diziale o dalla liquidazione controllata, a condizione che

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nel piano sia espressamente indicata la convenienza per i 4. Per tutta la durata della procedura e per i due anni
creditori e che la domanda medesima non sia manifesta- successivi alla relativa chiusura, gli organi di cui al com-
mente inammissibile o infondata. ma 1 sono tenuti a conservare i messaggi elettronici in-
3. Oltre che nei casi di conversione previsti dal presente viati e ricevuti.
codice, il tribunale procede, su istanza dei soggetti legit- 5. Ai fini della validità ed efficacia delle predette co-
timati, all’apertura della liquidazione giudiziale quando municazioni, alla posta elettronica certificata è equiparato
eventuali domande alternative di regolazione della crisi il servizio di recapito certificato ai sensi dell’articolo 1,
non sono accolte ed è accertato lo stato di insolvenza. comma 1-ter, del codice dell’amministrazione digitale di
Allo stesso modo il tribunale procede nei casi di revoca cui al decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82.
dei termini concessi dal giudice ai sensi dell’articolo 44 e 6. Le spese per l’attivazione del domicilio digitale pre-
nei casi previsti dall’articolo 49, comma 2. visto dal comma 2 sono a carico della massa.
Art. 8.
Sezione IV
Durata massima delle misure protettive GIURISDIZIONE INTERNAZIONALE
1. La durata complessiva delle misure protettive non
può superare il periodo, anche non continuativo, di dodici Art. 11.
mesi, inclusi eventuali rinnovi o proroghe.
Attribuzione della giurisdizione
Art. 9. 1. Fatte salve le convenzioni internazionali e la norma-
Sospensione feriale dei termini e patrocinio legale tiva dell’Unione europea, la giurisdizione italiana sulla
domanda di apertura di una procedura per la regolazione
1. La sospensione feriale dei termini di cui all’artico- della crisi o dell’insolvenza disciplinata dalla presente
lo 1 della legge 7 ottobre 1969, n.742 non si applica ai legge sussiste quando il debitore ha in Italia il centro degli
procedimenti disciplinati dal presente codice, salvo che interessi principali o una dipendenza.
esso non disponga diversamente. 2. Avverso il provvedimento di apertura di una proce-
2. Salvi i casi in cui non sia previsto altrimenti, nelle dura di regolazione della crisi o dell’insolvenza è ammes-
procedure disciplinate dal presente codice, il patrocinio sa impugnazione per difetto di giurisdizione da chiunque
del difensore è obbligatorio. vi abbia interesse. Si applica il procedimento di cui all’ar-
ticolo 51. E’ sempre ammesso il ricorso per cassazione.
Art. 10. 3. La giurisdizione italiana di cui al comma 1 sussi-
Comunicazioni telematiche ste anche per le azioni che derivano direttamente dalla
procedura.
1. Le comunicazioni poste a carico degli organi di ge-
stione, controllo o assistenza delle procedure disciplinate TITOLO II
dal presente codice sono effettuate con modalità telema-
tiche al domicilio digitale risultante dall’Indice nazionale PROCEDURE DI ALLERTA E DI COMPOSIZIONE
degli indirizzi di posta elettronica certificata (INI-PEC) ASSISTITA DELLA CRISI
delle imprese e dei professionisti, quando i destinatari
hanno l’obbligo di munirsene.
Capo I
2. Gli organi di cui al comma 1 attivano, dandone tem-
pestiva comunicazione agli interessati, un domicilio di- STRUMENTI DI ALLERTA
gitale, da utilizzare esclusivamente per le comunicazioni
inerenti alla procedura: Art. 12.
a) ai creditori e ai titolari di diritti sui beni che non Nozione, effetti e ambito di applicazione
hanno l’obbligo di munirsene;
b) ai soggetti che hanno sede o che risiedono 1. Costituiscono strumenti di allerta gli obblighi di se-
all’estero; gnalazione posti a carico dei soggetti di cui agli articoli
c) al debitore e al legale rappresentante della società 14 e 15, finalizzati, unitamente agli obblighi organizzati-
o ente sottoposti a una delle procedure disciplinate dal vi posti a carico dell’imprenditore dal codice civile, alla
presente codice. tempestiva rilevazione degli indizi di crisi dell’impresa
3. Le comunicazioni ai soggetti per i quali la legge pre- ed alla sollecita adozione delle misure più idonee alla sua
vede l’obbligo di munirsi di un domicilio digitale e che composizione.
non hanno provveduto ad istituirlo o comunicarlo sono 2. Il debitore, all’esito dell’allerta o anche prima della
eseguite esclusivamente mediante deposito in cancelleria. sua attivazione, può accedere al procedimento di compo-
Si procede con le stesse modalità nelle ipotesi di mancata sizione assistita della crisi, che si svolge in modo riserva-
consegna del messaggio elettronico per cause imputabili to e confidenziale dinanzi all’OCRI.
al destinatario. Le disposizioni di cui al secondo periodo 3. L’attivazione della procedura di allerta da parte dei
si applicano anche ai soggetti cui è stato assegnato un do- soggetti di cui agli articoli 14 e 15, nonché la presenta-
micilio digitale ai sensi del comma 2. zione da parte del debitore dell’istanza di composizione

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assistita della crisi di cui all’articolo 16, comma 1, non 8. Per le imprese soggette a liquidazione coatta ammi-
costituiscono causa di risoluzione dei contratti penden- nistrativa diverse da quelle di cui ai commi 4 e 5, il pro-
ti, anche se stipulati con pubbliche amministrazioni, né cedimento di allerta e di composizione assistita della crisi
di revoca degli affidamenti bancari concessi. Sono nulli è integrato ai sensi dell’articolo 316, comma 1, lettere a)
i patti contrari. e b).
4. Gli strumenti di allerta si applicano ai debitori che 9. La pendenza di una delle procedure di regolazione
svolgono attività imprenditoriale, esclusi le grandi impre- della crisi e dell’insolvenza disciplinate dal presente co-
se, i gruppi di imprese di rilevante dimensione, le società dice fa cessare gli obblighi di segnalazione di cui gli arti-
con azioni quotate in mercati regolamentati, o diffuse fra coli 14 e 15 e, se sopravvenuta, comporta la chiusura del
il pubblico in misura rilevante secondo i criteri stabiliti procedimento di allerta e di composizione assistita della
dal Regolamento della Commissione nazionale per le so- crisi.
cietà e la borsa - Consob concernente la disciplina degli
emittenti. Art. 13.
5. Sono altresì escluse dall’applicazione degli strumen-
ti di allerta: Indicatori della crisi
a) le banche, le società capogruppo di banche e le 1. Costituiscono indicatori di crisi gli squilibri di carat-
società componenti il gruppo bancario; tere reddituale, patrimoniale o finanziario, rapportati alle
b) gli intermediari finanziari iscritti nell’albo di cui specifiche caratteristiche dell’impresa e dell’attività im-
all’articolo 106 del decreto legislativo 1° settembre 1993, prenditoriale svolta dal debitore, tenuto conto della data
n.385; di costituzione e di inizio dell’attività, rilevabili attraver-
c) gli istituti di moneta elettronica e gli istituti di so appositi indici che diano evidenza della sostenibilità
pagamento; dei debiti per almeno i sei mesi successivi e delle pro-
spettive di continuità aziendale per l’esercizio in corso o,
d) le società di intermediazione mobiliare, le socie- quando la durata residua dell’esercizio al momento della
tà di gestione del risparmio, le società di investimento a valutazione è inferiore a sei mesi, per i sei mesi succes-
capitale variabile e fisso, le società capogruppo di società sivi. A questi fini, sono indici significativi quelli che mi-
di intermediazione mobiliare e le società componenti il surano la sostenibilità degli oneri dell’indebitamento con
gruppo; i flussi di cassa che l’impresa è in grado di generare e
e) i fondi comuni di investimento, le succursali di l’adeguatezza dei mezzi propri rispetto a quelli di terzi.
imprese di investimento e di gestori esteri di fondi di in- Costituiscono altresì indicatori di crisi ritardi nei paga-
vestimento alternativi; i depositari centrali; menti reiterati e significativi, anche sulla base di quanto
f) le fondazioni bancarie di cui al decreto legislativo previsto nell’articolo 24.
17 maggio 1999, n. 153; 2. Il Consiglio nazionale dei dottori commercialisti
g) la Cassa depositi e prestiti di cui al decreto-legge ed esperti contabili, tenuto conto delle migliori prassi
30 settembre 2003, n. 269, convertito con modificazioni nazionali ed internazionali, elabora con cadenza alme-
dalla legge 24 novembre 2003, n. 326; no triennale, in riferimento ad ogni tipologia di attività
h) i fondi pensione; economica secondo le classificazioni I.S.T.A.T., gli indici
di cui al comma 1 che, valutati unitariamente, fanno ra-
i) le imprese di assicurazione e riassicurazione di cui gionevolmente presumere la sussistenza di uno stato di
al codice delle assicurazioni private, di cui al decreto le- crisi dell’impresa. Il Consiglio nazionale dei dottori com-
gislativo 7 settembre 2005, n. 209. mercialisti ed esperti contabili elabora indici specifici con
l) le società fiduciarie di cui all’articolo 199 del te- riferimento alle start-up innovative di cui al decreto-legge
sto unico delle disposizioni in materia di intermediazione 18 ottobre 2012, n.179, convertito dalla legge 17 dicem-
finanziaria di cui decreto legislativo 24 febbraio 1998, bre 2012, n. 221, alle PMI innovative di cui al decreto-
n. 58; le società fiduciarie, le società fiduciarie e di re- legge 24 gennaio 2015, n. 3, convertito, con modifica-
visione e gli enti di gestione fiduciaria disciplinati dalla zioni, dalla legge 24 marzo 2015, n. 33, alle società in
legge 23 novembre 1939, n. 1966; le società di cui all’ar- liquidazione, alle imprese costituite da meno di due anni.
ticolo 2 del decreto-legge 5 giugno 1986, n. 233, conver- Gli indici elaborati sono approvati con decreto del Mini-
tito, con modificazioni, dalla legge 1 agosto 1986, n. 430; stero dello sviluppo economico.
le società fiduciarie di cui all’articolo 60, comma 4, del
decreto legislativo 23 luglio 1996, n. 415. 3. L’impresa che non ritenga adeguati, in considera-
zione delle proprie caratteristiche, gli indici elaborati a
6. Le imprese escluse sono comunque ammesse a norma del comma 2 ne specifica le ragioni nella nota in-
godere delle misure premiali previste dall’articolo 25, tegrativa al bilancio di esercizio e indica, nella medesima
se ricorrono le condizioni di tempestività previste nota, gli indici idonei a far ragionevolmente presumere
dall’articolo 24. la sussistenza del suo stato di crisi. Un professionista in-
7. Gli strumenti di allerta si applicano anche alle im- dipendente attesta l’adeguatezza di tali indici in rapporto
prese agricole e alle imprese minori, compatibilmente alla specificità dell’impresa. L’attestazione è allegata alla
con la loro struttura organizzativa, ferma la competenza nota integrativa al bilancio di esercizio e ne costituisce
dell’OCC per la gestione della fase successiva alla segna- parte integrante. La dichiarazione, attestata in confor-
lazione dei soggetti di cui agli articoli 14 e 15 ovvero alla mità al secondo periodo, produce effetti per l’esercizio
istanza del debitore di composizione assistita della crisi. successivo.

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14-2-2019 Supplemento ordinario n. 6/L alla GAZZETTA UFFICIALE Serie generale - n. 38

Art. 14. per l’Agenzia delle entrate, non risulterà in regola con il
pagamento rateale del debito previsto dall’articolo 3-bis
Obbligo di segnalazione degli organi di controllo del decreto legislativo 18 dicembre 1997, n. 462 o non
societari avrà presentato istanza di composizione assistita della
1. Gli organi di controllo societari, il revisore conta- crisi o domanda per l’accesso ad una procedura di regola-
bile e la società di revisione, ciascuno nell’ambito delle zione della crisi e dell’insolvenza, essi ne faranno segna-
proprie funzioni, hanno l’obbligo di verificare che l’or- lazione all’OCRI, anche per la segnalazione agli organi di
gano amministrativo valuti costantemente, assumendo le controllo della società.
conseguenti idonee iniziative, se l’assetto organizzativo 2. Ai fini del comma 1, l’esposizione debitoria è di im-
dell’impresa è adeguato, se sussiste l’equilibrio economi- porto rilevante:
co finanziario e quale è il prevedibile andamento della a) per l’Agenzia delle entrate, quando l’ammonta-
gestione, nonché di segnalare immediatamente allo stesso re totale del debito scaduto e non versato per l’imposta
organo amministrativo l’esistenza di fondati indizi della sul valore aggiunto, risultante dalla comunicazione della
crisi. liquidazione periodica di cui all’articolo 21-bis del de-
2. La segnalazione deve essere motivata, fatta per iscrit- creto-legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito, con mo-
to, a mezzo posta elettronica certificata o comunque con dificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122, sia pari ad
mezzi che assicurino la prova dell’avvenuta ricezione, e almeno il 30 per cento del volume d’affari del medesimo
deve contenere la fissazione di un congruo termine, non periodo e non inferiore a euro 25.000 per volume d’af-
superiore a trenta giorni, entro il quale l’organo ammini- fari risultante dalla dichiarazione modello IVA relativa
strativo deve riferire in ordine alle soluzioni individuate e all’anno precedente fino a 2.000.000 di euro, non infe-
alle iniziative intraprese. In caso di omessa o inadeguata riore a euro 50.000 per volume d’affari risultante dalla
risposta, ovvero di mancata adozione nei successivi ses- dichiarazione modello IVA relativa all’anno precedente
santa giorni delle misure ritenute necessarie per superare fino a 10.000.000 di euro, non inferiore a euro 100.000,
lo stato di crisi, i soggetti di cui al comma 1 informano per volume d’affari risultante dalla dichiarazione modello
senza indugio l’OCRI, fornendo ogni elemento utile per IVA relativa all’anno precedente oltre 10.000.000 di euro;
le relative determinazioni, anche in deroga al disposto
dell’articolo 2407, primo comma, del codice civile quan- b) per l’Istituto nazionale della previdenza sociale,
to all’obbligo di segretezza. quando il debitore è in ritardo di oltre sei mesi nel versa-
mento di contributi previdenziali di ammontare superiore
3. La tempestiva segnalazione all’organo amministrati- alla metà di quelli dovuti nell’anno precedente e superio-
vo ai sensi del comma 1 costituisce causa di esonero dalla re alla soglia di euro 50.000;
responsabilità solidale per le conseguenze pregiudizievoli
delle omissioni o azioni successivamente poste in essere c) per l’agente della riscossione, quando la somma-
dal predetto organo, che non siano conseguenza diretta di toria dei crediti affidati per la riscossione dopo la data di
decisioni assunte prima della segnalazione, a condizione entrata in vigore del presente codice, autodichiarati o defi-
che, nei casi previsti dal secondo periodo del comma 2, nitivamente accertati e scaduti da oltre novanta giorni su-
sia stata effettuata tempestiva segnalazione all’OCRI. peri, per le imprese individuali, la soglia di euro 500.000
Non costituisce giusta causa di revoca dall’incarico la se- e, per le imprese collettive, la soglia di euro 1.000.000.
gnalazione effettuata a norma del presente articolo. 3. L’avviso al debitore di cui al comma 1 deve essere
4. Le banche e gli altri intermediari finanziari di cui inviato: a) dall’Agenzia delle entrate, contestualmente
all’articolo 106 del testo unico bancario, nel momento in alla comunicazione di irregolarità di cui all’articolo 54-
cui comunicano al cliente variazioni o revisioni o revoche bis del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre
degli affidamenti, ne danno notizia anche agli organi di 1972, n. 633; b) dall’Istituto nazionale della previdenza
controllo societari, se esistenti. sociale, entro sessanta giorni dal verificarsi delle condi-
zioni di cui al comma 2, lettera b); c) dall’agente della ri-
Art. 15. scossione, entro sessanta giorni dalla data di superamento
delle soglie di cui al comma 2, lettera c).
Obbligo di segnalazione di creditori pubblici qualificati
4. Scaduto il termine di novanta giorni di cui al com-
1. L’Agenzia delle entrate, l’Istituto nazionale del- ma 1 senza che il debitore abbia dato prova di aver estinto
la previdenza sociale e l’agente della riscossione hanno il proprio debito o di averlo altrimenti regolarizzato per
l’obbligo, per i primi due soggetti a pena di inefficacia intero con le modalità previste dalla legge o di essere in
del titolo di prelazione spettante sui crediti dei quali sono regola con il pagamento rateale previsto dall’articolo 3-
titolari, per il terzo a pena di inopponibilità del credito bis del decreto legislativo 18 dicembre 1997, n. 462, o di
per spese ed oneri di riscossione, di dare avviso al de- aver presentato istanza di composizione assistita della cri-
bitore, all’indirizzo di posta elettronica certificata di cui si o domanda per l’accesso ad una procedura di regolazio-
siano in possesso, o, in mancanza, a mezzo raccomandata ne della crisi e dell’insolvenza, i creditori pubblici quali-
con avviso di ricevimento inviata all’indirizzo risultante ficati di cui al presente articolo procedono senza indugio
dall’anagrafe tributaria, che la sua esposizione debitoria alla segnalazione all’OCRI. La segnalazione è effettuata
ha superato l’importo rilevante di cui al comma 2 e che, con modalità telematiche, definite d’intesa con Unionca-
se entro novanta giorni dalla ricezione dell’avviso egli mere e InfoCamere. Se il debitore decade dalla rateazione
non avrà estinto o altrimenti regolarizzato per intero il e risultano superate le soglie di cui al comma 2, il credi-
proprio debito con le modalità previste dalla legge o se, tore procede senza indugio alla segnalazione all’OCRI.

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5. I creditori pubblici qualificati di cui al presente arti- Art. 17.


colo non procedono alla segnalazione di cui ai commi 1
e 4 se il debitore documenta di essere titolare di crediti di Nomina e composizione del collegio
imposta o di altri crediti verso pubbliche amministrazio- 1. Ricevuta la segnalazione di cui agli articoli 14 e 15
ni risultanti dalla piattaforma per la gestione telematica o l’istanza del debitore di cui all’articolo 19, comma 1,
del rilascio delle certificazioni, predisposta dal Ministe- il referente procede senza indugio a dare comunicazio-
ro dell’economia e delle finanze ai sensi dell’articolo 4 ne della segnalazione stessa agli organi di controllo della
del decreto del Ministro dell’economia e delle finanze società, se esistenti, e alla nomina di un collegio di tre
25 giugno 2012, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 2 lu- esperti tra quelli iscritti nell’albo di cui all’articolo 356
glio 2012, n. 152, e dell’articolo 3 del decreto del Mini- dei quali:
stro dell’economia e delle finanze 22 maggio 2012, pub-
blicato nella Gazzetta Ufficiale 21 giugno 2012, n. 143, a) uno designato dal presidente della sezione spe-
per un ammontare complessivo non inferiore alla metà cializzata in materia di impresa del tribunale individuato
del debito verso il creditore pubblico qualificato. La con- a norma dell’articolo 4 del decreto legislativo 27 giugno
sultazione della piattaforma avviene con modalità tele- 2003, n. 168, avuto riguardo al luogo in cui si trova la
matiche definite d’intesa con il Ministero dell’economia sede dell’impresa, o da un suo delegato;
e delle finanze. b) uno designato dal presidente della camera di com-
6. Le Camere di commercio rendono disponibile, mercio, industria, artigianato e agricoltura o da un suo
esclusivamente ai creditori pubblici qualificati, un elenco delegato, diverso dal referente;
nazionale dei soggetti sottoposti alle misure di allerta, da c) uno appartenente all’associazione rappresentati-
cui risultino anche le domande dagli stessi presentate per va del settore di riferimento del debitore, individuato dal
la composizione assistita della crisi o per l’accesso ad una referente, sentito il debitore, tra quelli iscritti nell’elenco
procedura di regolazione della crisi o dell’insolvenza. trasmesso annualmente all’organismo dalle associazioni
7. Per l’Agenzia delle entrate, l’obbligo di cui al com- imprenditoriali di categoria; l’elenco contiene un congruo
ma 1 decorre dalle comunicazioni della liquidazione pe- numero di esperti.
riodica IVA di cui all’articolo 21-bis del decreto-legge 2. Le designazioni di cui al comma 1, lettere a) e b),
31 maggio 2010, n. 78, convertito con modificazioni dal- devono pervenire all’organismo entro tre giorni lavorativi
la legge 30 luglio 2010, n.122, relative al primo trimestre dalla ricezione della richiesta. In mancanza, il referente
dell’anno d’imposta successivo all’entrata in vigore del procede alla designazione in via sostitutiva. Le designa-
presente codice. zioni di cui al comma 1 sono effettuate secondo criteri di
trasparenza e rotazione, tenuto conto in ogni caso della
specificità dell’incarico.
Capo II
3. La richiesta di designazione non deve contenere al-
ORGANISMO DI COMPOSIZIONE DELLA CRISI D’IMPRESA cun riferimento idoneo all’identificazione del debitore,
salva l’indicazione del settore in cui lo stesso opera e
Art. 16. delle dimensioni dell’impresa, desunte dal numero degli
addetti e dall’ammontare annuo dei ricavi risultanti dal
OCRI registro delle imprese.
1. L’OCRI è costituito presso ciascuna camera di com- 4. Il referente cura, anche mediante l’individuazione
mercio, industria, artigianato e agricoltura, con il compito dell’esperto di cui al comma 1, lettera c), che nel collegio
di ricevere le segnalazioni di cui gli articoli 14 e 15, gesti- siano rappresentate le professionalità necessarie per la ge-
re il procedimento di allerta e assistere l’imprenditore, su stione della crisi sotto il profilo aziendalistico, contabile
sua istanza, nel procedimento di composizione assistita e legale. Quando riscontra la mancanza di uno dei profili
della crisi di cui al capo III. necessari tra i membri designati, provvede con atto moti-
vato alla nomina di un esperto che ne sia munito, sempre
2. Le segnalazioni dei soggetti qualificati e l’istanza tra gli iscritti al medesimo albo, in sostituzione del com-
del debitore di cui al comma 1 sono presentate all’OCRI ponente di cui al comma 1, lettera b).
costituito presso la camera di commercio nel cui ambito
territoriale si trova la sede legale dell’impresa. 5. Entro il giorno successivo alla nomina, i professio-
nisti devono rendere all’organismo, a pena di decadenza,
3. L’organismo opera tramite il referente, individuato l’attestazione della propria indipendenza sulla base dei
nel segretario generale della camera di commercio, indu- presupposti indicati all’articolo 2, comma 1, lettera o),
stria, artigianato e agricoltura, o un suo delegato, nonché numeri 2 e 3. I professionisti nominati ed i soggetti con i
tramite l’ufficio del referente, che può essere costituito quali essi sono eventualmente uniti in associazione pro-
anche in forma associata da diverse camere di commer- fessionale non devono aver prestato negli ultimi cinque
cio, e il collegio degli esperti di volta in volta nominato ai anni attività di lavoro subordinato o autonomo in favore
sensi dell’articolo 17. del debitore, né essere stati membri degli organi di am-
4. Il referente assicura la tempestività del procedimen- ministrazione o controllo dell’impresa, né aver posseduto
to, vigilando sul rispetto dei termini da parte di tutti i sog- partecipazioni in essa. In caso di rinuncia o decadenza, il
getti coinvolti. referente procede alla sostituzione dell’esperto.
5. Le comunicazioni sono effettuate dall’ufficio del re- 6. Quando il referente verifica, ricevuta la segnalazio-
ferente mediante posta elettronica certificata. ne dei soggetti qualificati o l’istanza del debitore, che si

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tratta di impresa minore ai sensi dell’articolo 2, comma 1, Capo III


lettera d), convoca il debitore dinanzi all’OCC compe- PROCEDIMENTO DI COMPOSIZIONE ASSISTITA DELLA CRISI
tente per territorio indicato dal debitore o in difetto in-
dividuato sulla base di un criterio di rotazione, ai fini e
dell’eventuale avvio del procedimento di composizione Art. 19.
assistita della crisi.
Composizione della crisi

Art. 18. 1. Su istanza del debitore, formulata anche all’esito


dell’audizione di cui all’articolo 18, il collegio fissa un
termine non superiore a tre mesi, prorogabile fino ad un
Audizione del debitore massimo di ulteriori tre mesi solo in caso di positivi ri-
scontri delle trattative, per la ricerca di una soluzione con-
1. Entro quindici giorni lavorativi dalla ricezione della cordata della crisi dell’impresa, incaricando il relatore di
segnalazione o dell’istanza del debitore, l’OCRI convoca seguire le trattative.
dinanzi al collegio nominato ai sensi dell’articolo 17 il 2. Il collegio procede nel più breve tempo possibile ad
debitore medesimo nonché, quando si tratta di società do- acquisire dal debitore, o su sua richiesta a predisporre, an-
tata di organi di controllo, i componenti di questi ultimi, che mediante suddivisione dei compiti tra i suoi compo-
per l’audizione in via riservata e confidenziale. nenti sulla base delle diverse competenze e professionali-
tà, una relazione aggiornata sulla situazione patrimoniale,
2. Il collegio sceglie tra i propri componenti il presi- economica e finanziaria dell’impresa, nonché un elenco
dente, che nomina relatore se stesso o altro componente dei creditori e dei titolari di diritti reali o personali, con
del collegio. Il relatore ha il compito di acquisire e riferire indicazione dei rispettivi crediti e delle eventuali cause di
i dati e le informazioni rilevanti. prelazione.
3. Quando il debitore dichiara che intende presentare
3. Il collegio, sentito il debitore e tenuto conto degli domanda di omologazione di accordi di ristrutturazione
elementi di valutazione da questi forniti nonché dei dati dei debiti o di apertura del concordato preventivo, il col-
e delle informazioni assunte, quando ritiene che non sus- legio procede, su richiesta del debitore, ad attestare la ve-
sista la crisi o che si tratti di imprenditore al quale non si ridicità dei dati aziendali.
applicano gli strumenti di allerta, dispone l’archiviazione
delle segnalazioni ricevute. Il collegio dispone in ogni 4. L’accordo con i creditori deve avere forma scritta, è
caso l’archiviazione quando l’organo di controllo socie- depositato presso l’organismo e non è ostensibile a sog-
tario, se esistente o, in sua mancanza, un professionista getti diversi da coloro che lo hanno sottoscritto. L’accor-
indipendente, attesta l’esistenza di crediti di imposta o di do produce gli stessi effetti degli accordi che danno ese-
altri crediti verso pubbliche amministrazioni per i quali cuzione al piano attestato di risanamento e, su richiesta
sono decorsi novanta giorni dalla messa in mora, per un del debitore e con il consenso dei creditori interessati, è
ammontare complessivo che, portato in compensazione iscritto nel registro delle imprese.
con i debiti, determina il mancato superamento delle so-
glie di cui all’articolo 15, comma 2, lettere a), b) e c). Art. 20.
All’attestazione devono essere allegati i documenti rela-
tivi ai crediti. L’attestazione ed i documenti allegati sono Misure protettive
è utilizzabili solo nel procedimento dinanzi all’OCRI. Il
referente comunica l’archiviazione al debitore ed ai sog- 1. Dopo l’audizione di cui all’articolo 18, il debitore
getti che hanno effettuato la segnalazione. che ha presentato istanza per la soluzione concordata del-
la crisi può chiedere alla sezione specializzata in mate-
ria di imprese di cui all’articolo 1 del decreto legislativo
4. Quando il collegio rileva l’esistenza della crisi, indi- 27 giugno 2003, n.168, individuata a norma dell’artico-
vidua con il debitore le possibili misure per porvi rimedio lo 4 del medesimo decreto legislativo, avuto riguardo al
e fissa il termine entro il quale il debitore deve riferire luogo in cui si trova la sede dell’impresa, le misure pro-
sulla loro attuazione. tettive necessarie per condurre a termine le trattative in
corso.
5. Se il debitore non assume alcuna iniziativa allo sca-
dere del termine fissato ai sensi del comma 4, il collegio 2. Il procedimento è regolato dagli articoli 54 e 55 in
informa con breve relazione scritta il referente, che ne dà quanto compatibili. Il tribunale può sentire i soggetti che
immediata comunicazione agli autori delle segnalazioni. abbiano effettuato la segnalazione o il presidente del col-
legio di cui all’articolo 17.
6. Dell’eventuale presentazione dell’istanza di compo- 3. La durata iniziale delle misure protettive non può
sizione assistita della crisi da parte del debitore, ai sensi essere superiore a tre mesi e può essere prorogata anche
dell’articolo 19, il referente dà notizia ai soggetti quali- più volte, su istanza del debitore, fino al termine massimo
ficati di cui agli articoli 14 e 15 che non abbiano effet- di cui all’articolo 19, comma 1, a condizione che siano
tuato la segnalazione, avvertendoli che essi sono esone- stati compiuti progressi significativi nelle trattative tali da
rati dall’obbligo di segnalazione per tutta la durata del rendere probabile il raggiungimento dell’accordo, su con-
procedimento. forme attestazione resa dal collegio di cui all’articolo 17.

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4. Durante il procedimento di composizione assistita Art. 23.


della crisi di cui all’articolo 19 e fino alla sua conclu-
sione, il debitore può chiedere al giudice competente ai Liquidazione del compenso
sensi del comma 1, che siano disposti il differimento de- 1. Il compenso dell’OCRI, se non concordato con l’im-
gli obblighi previsti dagli articoli 2446, secondo e terzo prenditore, è liquidato ai sensi dell’articolo 351, tenuto
comma, 2447, 2482-bis, quarto, quinto e sesto comma e conto, separatamente, dell’attività svolta per l’audizione
2482-ter del codice civile, e la non operatività della causa del debitore e per l’eventuale procedura di composizione
di scioglimento della società per riduzione o perdita del assistita della crisi, nonché dell’impegno in concreto ri-
capitale sociale di cui agli articoli 2484, primo comma, chiesto e degli esiti del procedimento.
n. 4), e 2545-duodecies del codice civile. Su istanza del
debitore, il provvedimento può essere pubblicato nel re-
gistro delle imprese. Capo IV
5. Le misure concesse possono essere revocate in ogni MISURE PREMIALI
momento, anche d’ufficio, se risultano commessi atti di
frode nei confronti dei creditori o se il collegio di cui
all’articolo 17 segnala al giudice competente che non è Art. 24.
possibile addivenire a una soluzione concordata della cri- Tempestività dell’iniziativa
si o che non vi sono significativi progressi nell’attuazione
delle misure adottate per superare la crisi. 1. Ai fini dell’applicazione delle misure premiali di cui
all’articolo 25, l’iniziativa del debitore volta a prevenire
Art. 21. l’aggravarsi della crisi non è tempestiva se egli propone
una domanda di accesso ad una delle procedure regolate
Conclusione del procedimento dal presente codice oltre il termine di sei mesi, ovvero
l’istanza di cui all’articolo 19 oltre il termine di tre mesi,
1. Se allo scadere del termine di cui all’articolo 19, a decorrere da quando si verifica, alternativamente:
comma 1, non è stato concluso un accordo con i creditori
coinvolti e permane una situazione di crisi, il collegio di a) l’esistenza di debiti per retribuzioni scaduti da
cui all’articolo 17 invita il debitore a presentare doman- almeno sessanta giorni per un ammontare pari ad ol-
da di accesso ad una delle procedure previste dall’artico- tre la metà dell’ammontare complessivo mensile delle
lo 37 nel termine di trenta giorni. retribuzioni;
2. Il debitore può utilizzare la documentazione di cui b) l’esistenza di debiti verso fornitori scaduti da
all’articolo 19, commi 2 e 3. almeno centoventi giorni per un ammontare superiore a
quello dei debiti non scaduti;
3. Della conclusione negativa del procedimento di
composizione assistita della crisi l’OCRI dà comunica- c) il superamento, nell’ultimo bilancio approvato, o
zione ai soggetti di cui agli articoli 14 e 15 che non vi comunque per oltre tre mesi, degli indici elaborati ai sensi
hanno partecipato. dell’articolo 13, commi 2 e 3.
4. Gli atti relativi al procedimento e i documenti pro- 2. Su richiesta del debitore, il presidente del collegio di
dotti o acquisiti nel corso dello stesso possono essere uti- cui all’articolo 17 attesta l’esistenza dei requisiti di tem-
lizzati unicamente nell’ambito della procedura di liquida- pestività previsti dal presente articolo.
zione giudiziale o di un procedimento penale.
Art. 25.
Art. 22. Misure premiali
Segnalazione al pubblico ministero 1. All’imprenditore che ha presentato all’OCRI istanza
1. Se il debitore non compare per l’audizione, o dopo tempestiva a norma dell’articolo 24 e che ne ha seguito
l’audizione non deposita l’istanza di cui all’articolo 19, in buona fede le indicazioni, ovvero ha proposto tem-
comma 1, senza che sia stata disposta dal collegio l’ar- pestivamente ai sensi del medesimo articolo domanda
chiviazione di cui all’articolo 18, comma 3, o all’esito di accesso a una delle procedure regolatrici della crisi o
delle trattative non deposita domanda di accesso ad una dell’insolvenza di cui al presente codice che non sia sta-
procedura di regolazione della crisi e dell’insolvenza nel ta in seguito dichiarata inammissibile, sono riconosciuti i
termine assegnato ai sensi dell’articolo 21, comma 1, il seguenti benefici, cumulabili tra loro:
collegio, se ritiene che gli elementi acquisti rendano evi- a) durante la procedura di composizione assistita
dente la sussistenza di uno stato di insolvenza del debito- della crisi e sino alla sua conclusione gli interessi che
re, lo segnala con relazione motivata al referente che ne maturano sui debiti tributari dell’impresa sono ridotti alla
dà notizia al pubblico ministero presso il tribunale com- misura legale;
petente ai sensi dell’articolo 27, con atto redatto secondo b) le sanzioni tributarie per le quali è prevista l’ap-
la normativa anche regolamentare concernente la sotto- plicazione in misura ridotta in caso di pagamento entro
scrizione, la trasmissione e la ricezione dei documenti un determinato termine dalla comunicazione dell’ufficio
informatici. che le irroga sono ridotte alla misura minima se il termine
2. Il pubblico ministero, quando ritiene fondata la noti- per il pagamento scade dopo la presentazione dell’istan-
zia di insolvenza, esercita tempestivamente, e comunque za di cui all’articolo 19, comma 1, o della domanda di
entro sessanta giorni dalla sua ricezione, l’iniziativa di cui accesso ad una procedura di regolazione della crisi o
all’articolo 38, comma 1. dell’insolvenza;

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c) le sanzioni e gli interessi sui debiti tributari og- la insolvenza o di apertura della liquidazione giudiziale
getto della procedura di composizione assistita della crisi ovvero dopo l’inizio della procedura di composizione as-
sono ridotti della metà nella eventuale procedura di re- sistita della crisi, se anteriore.
golazione della crisi o dell’insolvenza successivamente 3. Sono fatte salve le convenzioni internazionali e la
aperta; normativa dell’Unione europea.
d) la proroga del termine fissato dal giudice ai sensi 4. Il tribunale, quando apre una procedura di insolvenza
dell’articolo 44 per il deposito della proposta di concorda- transfrontaliera ai sensi del regolamento (UE) 2015/848
to preventivo o dell’accordo di ristrutturazione dei debiti del Parlamento europeo e del Consiglio del 20 maggio
è pari al doppio di quella che ordinariamente il giudice 2015, dichiara se la procedura è principale, secondaria o
può concedere, se l’organismo di composizione della cri- territoriale.
si non ha dato notizia di insolvenza al pubblico ministero
ai sensi dell’articolo 22; Capo II
e) la proposta di concordato preventivo in conti- COMPETENZA
nuità aziendale concorrente con quella da lui presentata
non è ammissibile se il professionista incaricato attesta
che la proposta del debitore assicura il soddisfacimento Art. 27.
dei creditori chirografari in misura non inferiore al 20% Competenza per materia e per territorio
dell’ammontare complessivo dei crediti.
2. Quando, nei reati di cui agli articoli 322, 323, 325, 1. Per i procedimenti di regolazione della crisi o dell’in-
328, 329, 330, 331, 333 e 341, comma 2, lettere a) e b), li- solvenza e le controversie che ne derivano relativi alle
mitatamente alle condotte poste in essere prima dell’aper- imprese in amministrazione straordinaria e ai gruppi di
tura della procedura, il danno cagionato è di speciale te- imprese di rilevante dimensione è competente il tribunale
nuità, non è punibile chi ha tempestivamente presentato sede delle sezioni specializzate in materia di imprese di
l’istanza all’organismo di composizione assistita della cui all’articolo 1 del decreto legislativo 27 giugno 2003,
crisi d’impresa ovvero la domanda di accesso a una del- n. 168. Il tribunale sede della sezione specializzata in ma-
le procedure di regolazione della crisi o dell’insolvenza teria di imprese è individuato a norma dell’articolo 4 del
di cui al presente codice se, a seguito delle stesse, viene decreto legislativo 27 giugno 2003, n. 168, avuto riguar-
aperta una procedura di liquidazione giudiziale o di con- do al luogo in cui il debitore ha il centro degli interessi
principali.
cordato preventivo ovvero viene omologato un accordo di
ristrutturazione dei debiti. Fuori dai casi in cui risulta un 2. Per i procedimenti di regolazione della crisi o
danno di speciale tenuità, per chi ha presentato l’istanza dell’insolvenza diversi da quelli di cui al comma 1 e le
o la domanda la pena è ridotta fino alla metà quando, alla controversie che ne derivano è competente il tribunale
data di apertura della procedura di regolazione della crisi nel cui circondario il debitore ha il centro degli interessi
o dell’insolvenza, il valore dell’attivo inventariato o of- principali.
ferto ai creditori assicura il soddisfacimento di almeno un 3. Il centro degli interessi principali del debitore si pre-
quinto dell’ammontare dei debiti chirografari e, comun- sume coincidente:
que, il danno complessivo cagionato non supera l’impor- a) per la persona fisica esercente attività impresa,
to di 2.000.000 euro. con la sede legale risultante dal registro delle imprese o,
in mancanza, con la sede effettiva dell’attività abituale;
TITOLO III b) per la persona fisica non esercente attività d’im-
presa, con la residenza o il domicilio e, se questi sono
PROCEDURE DI REGOLAZIONE DELLA CRISI sconosciuti, con l’ultima dimora nota o, in mancanza, con
E DELL’INSOLVENZA il luogo di nascita. Se questo non è in Italia, la competen-
za è del Tribunale di Roma;
c) per la persona giuridica e gli enti, anche non
Capo I esercenti attività impresa, con la sede legale risultante
GIURISDIZIONE dal registro delle imprese o, in mancanza, con la sede
effettiva dell’attività abituale o, se sconosciuta, secondo
quanto previsto nella lettera b), con riguardo al legale
Art. 26. rappresentante.
Giurisdizione italiana
Art. 28.
1. L’imprenditore che ha all’estero il centro degli inte-
ressi principali, può essere assoggettato ad una procedura Trasferimento del centro degli interessi principali
di regolazione della crisi e dell’insolvenza nella Repub- 1. Il trasferimento del centro degli interessi principali
blica italiana anche se è stata aperta analoga procedura non rileva ai fini della competenza quando è intervenuto
all’estero, quando ha una dipendenza in Italia. nell’anno antecedente al deposito della domanda di re-
2. Il trasferimento del centro degli interessi principali golazione concordata della crisi o della insolvenza o di
all’estero non esclude la sussistenza della giurisdizione apertura della liquidazione giudiziale ovvero dopo l’ini-
italiana se è avvenuto nell’anno antecedente il deposito zio della procedura di composizione assistita della crisi,
della domanda di regolazione concordata della crisi o del- se anteriore.

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Art. 29. Capo III


CESSAZIONE DELL’ATTIVITÀ DEL DEBITORE
Incompetenza

1. Il tribunale decide con ordinanza quando dichiara Art. 33.


l’incompetenza. L’ordinanza è trasmessa in copia al tri- Cessazione dell’attività
bunale dichiarato competente, unitamente agli atti del
procedimento. 1. La liquidazione giudiziale può essere aperta entro
un anno dalla cessazione dell’attività del debitore, se l’in-
2. Il tribunale dichiarato competente, se non richiede solvenza si è manifestata anteriormente alla medesima o
d’ufficio il regolamento di competenza ai sensi dell’arti- entro l’anno successivo.
colo 45 del codice di procedura civile, dispone la prose- 2. Per gli imprenditori la cessazione dell’attività coin-
cuzione del procedimento pendente, dandone comunica- cide con la cancellazione dal registro delle imprese e, se
zione alle parti. non iscritti, dal momento in cui i terzi hanno conoscenza
3. Quando l’incompetenza è dichiarata all’esito del della cessazione stessa. È obbligo dell’imprenditore man-
giudizio di cui all’articolo 51, il reclamo, per le questioni tenere attivo l’indirizzo del servizio elettronico di recapi-
diverse dalla competenza, è riassunto, a norma dell’arti- to certificato qualificato, o di posta elettronica certificata
colo 50 del codice di procedura civile, dinanzi alla corte comunicato all’INI-PEC, per un anno decorrente dalla
cancellazione.
di appello competente.
3. In caso di impresa individuale o di cancellazione di
ufficio degli imprenditori collettivi, è fatta comunque sal-
Art. 30. va la facoltà per il creditore o per il pubblico ministero di
dimostrare il momento dell’effettiva cessazione dell’atti-
Conflitto positivo di competenza vità da cui decorre il termine del comma 1.
4. La domanda di accesso alla procedura di concordato
1. Quando una procedura regolatrice delle crisi o preventivo o di omologazione degli accordi di ristruttu-
dell’insolvenza è stata aperta da più tribunali, il proce- razione dei debiti presentata dall’imprenditore cancellato
dimento prosegue avanti al tribunale competente che si è dal registro delle imprese è inammissibile.
pronunciato per primo.
Art. 34.
2. Il tribunale che si è pronunciato successivamente,
se non richiede d’ufficio il regolamento di competenza Apertura della liquidazione giudiziale del debitore
ai sensi dell’articolo 45 del codice di procedura civile, defunto
dispone la trasmissione degli atti al tribunale che si è
pronunziato per primo. Si applica l’articolo 29, in quanto 1. L’apertura della procedura di liquidazione giudiziale
compatibile. nei confronti del debitore defunto può essere dichiarata
quando ricorrono le condizioni di cui all’articolo 33.
2. L’erede può chiedere l’apertura della procedura di
Art. 31. liquidazione giudiziale nei confronti del debitore defun-
to, se dimostra di avervi interesse e l’eredità non sia già
Salvezza degli effetti confusa con il suo patrimonio.
3. L’erede che chiede l’apertura della procedura di li-
1. A seguito del trasferimento del procedimento da un quidazione giudiziale non è soggetto agli obblighi di de-
tribunale all’altro restano salvi gli effetti degli atti com- posito della documentazione di cui all’articolo 39, salva
piuti nel procedimento davanti al giudice incompetente. una relazione sulla situazione economico-patrimoniale
aggiornata.
Art. 32. 4. Con l’apertura della procedura di liquidazione cessa-
no di diritto gli effetti della separazione dei beni ottenuta
Competenza sulle azioni che derivano dall’apertura dai creditori del defunto a norma del codice civile.
delle procedure di liquidazione
Art. 35.
1. Il tribunale che ha aperto le procedure di liquida- Morte del debitore
zione è competente a conoscere di tutte le azioni che ne
derivano, qualunque ne sia il valore. 1. Se il debitore muore dopo l’apertura della procedu-
ra di liquidazione concorsuale, questa prosegue nei con-
2. Nei giudizi che derivano dall’apertura delle proce- fronti degli eredi, anche se hanno accettato con beneficio
dure di liquidazione promossi innanzi al tribunale incom- d’inventario.
petente, il giudice, anche d’ufficio, assegna alle parti un 2. Se ci sono più eredi, la procedura prosegue nei con-
termine di non oltre trenta giorni per la riassunzione della fronti di quello che è designato come rappresentante. In
causa davanti al giudice competente ai sensi dell’artico- mancanza di accordo sulla designazione, entro quindici
lo 50 del codice di procedura civile e ordina la cancella- giorni dalla morte del debitore vi provvede il giudice
zione della causa dal ruolo. delegato.

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Art. 36. 2. Il debitore deve depositare una relazione riepiloga-


Eredità giacente e istituzione di erede sotto condizione tiva degli atti di straordinaria amministrazione compiuti
sospensiva nel quinquennio anteriore.
3. Quando la domanda ha ad oggetto l’assegnazione
1. Nel caso previsto dall’articolo 528 del codice civile, dei termini di cui all’articolo 44, comma 1, lettera a), il
la procedura prosegue nei confronti del curatore dell’ere- debitore deposita unitamente alla domanda unicamente i
dità giacente e nel caso previsto dall’articolo 641 del co- bilanci relativi agli ultimi tre esercizi o, per le imprese
dice civile nei confronti dell’amministratore nominato a non soggette all’obbligo di redazione del bilancio, le di-
norma dell’articolo 642 dello stesso codice.
chiarazioni dei redditi concernenti i tre esercizi preceden-
ti, l’elenco nominativo dei creditori con l’indicazione dei
Capo IV rispettivi crediti e delle cause di prelazione. L’ulteriore
ACCESSO ALLE PROCEDURE DI REGOLAZIONE DELLA CRISI E documentazione prevista dai commi 1 e 2 deve essere
DELL’INSOLVENZA depositata nel termine assegnato dal tribunale ai sensi
dell’art.44, comma 1, lettera a).
Sezione I
INIZIATIVA PER L’ACCESSO ALLE PROCEDURE DI REGOLAZIONE Sezione II
DELLA CRISI O DELL’INSOLVENZA PROCEDIMENTO UNITARIO PER L’ACCESSO ALLE PROCEDURE DI
REGOLAZIONE DELLA CRISI O DELL’INSOLVENZA

Art. 37.
Iniziativa per l’accesso alle procedure di regolazione Art. 40.
della crisi o dell’insolvenza
Domanda di accesso alla procedura
1. La domanda di accesso a una procedura regolatri-
ce della crisi o dell’insolvenza è proposta con ricorso del 1. Il procedimento per l’accesso a una delle procedure
debitore. di regolazione della crisi o dell’insolvenza si svolge di-
2. La domanda di apertura della liquidazione giudiziale nanzi al tribunale in composizione collegiale, con le mo-
è proposta con ricorso del debitore, degli organi e delle dalità previste dalla presente sezione.
autorità amministrative che hanno funzioni di controllo
e di vigilanza sull’impresa, di uno o più creditori o del 2. Il ricorso deve indicare l’ufficio giudiziario, l’ogget-
pubblico ministero. to, le ragioni della domanda e le conclusioni ed è sotto-
scritto dal difensore munito di procura.
Art. 38. 3. La domanda del debitore, entro il giorno successivo
Iniziativa del pubblico ministero al deposito, è comunicata dal cancelliere al registro delle
imprese. L’iscrizione è eseguita entro il giorno seguen-
1. Il pubblico ministero presenta il ricorso per l’aper- te e quando la domanda contiene la richiesta di misure
tura della liquidazione giudiziale in ogni caso in cui ha protettive il conservatore, nell’eseguire l’iscrizione, ne fa
notizia dell’esistenza di uno stato di insolvenza. espressa menzione. La domanda, unitamente ai documen-
2. L’autorità giudiziaria che rileva l’insolvenza nel cor- ti allegati, è trasmessa al pubblico ministero.
so di un procedimento lo segnala al pubblico ministero. 4. Nel procedimento di liquidazione giudiziale il debi-
tore può stare in giudizio personalmente.
Art. 39.
5. In caso di domanda proposta da un creditore, da colo-
Obblighi del debitore che chiede l’accesso a una ro che hanno funzioni di controllo e di vigilanza sull’im-
procedura regolatrice della crisi o dell’insolvenza presa o dal pubblico ministero, il ricorso e il decreto di
1. Il debitore che chiede l’accesso a una delle proce- convocazione devono essere notificati, a cura dell’ufficio,
dure di regolazione della crisi o dell’insolvenza deposita all’indirizzo del servizio elettronico di recapito certificato
presso il tribunale le scritture contabili e fiscali obbliga- qualificato o di posta elettronica certificata del debitore
torie, le dichiarazioni dei redditi concernenti i tre esercizi risultante dal registro delle imprese ovvero dall’Indice
o anni precedenti ovvero l’intera esistenza dell’impresa nazionale degli indirizzi di posta elettronica certifica-
o dell’attività economica o professionale, se questa ha ta (INI-PEC) delle imprese e dei professionisti. L’esito
avuto una minore durata, i bilanci relativi agli ultimi tre della comunicazione è trasmesso con modalità telematica
esercizi. Deve inoltre depositare, anche in formato digi- all’indirizzo di posta elettronica certificata del ricorrente.
tale, una relazione sulla situazione economica, patrimo-
niale e finanziaria aggiornata, uno stato particolareggiato 6. Quando la notificazione a mezzo di posta elettronica
ed estimativo delle sue attività, l’elenco nominativo dei certificata di cui al comma 5 non risulta possibile o non
creditori e l’indicazione dei rispettivi crediti e delle cause ha esito positivo per causa imputabile al destinatario, il
di prelazione, l’elenco nominativo di coloro che vantano ricorso e il decreto sono notificati senza indugio, a cura
diritti reali e personali su cose in suo possesso e l’indica- della cancelleria, mediante il loro inserimento nell’area
zione delle cose stesse e del titolo da cui sorge il diritto, web riservata ai sensi dell’articolo 359. La notificazione
un’idonea certificazione sui debiti fiscali, contributivi e si ha per eseguita nel terzo giorno successivo a quello in
per premi assicurativi. cui è compiuto l’inserimento.

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7. Quando la notificazione non risulta possibile o non mediante collegamento telematico diretto alle banche
ha esito positivo, per cause non imputabili al destinatario, dati dell’Agenzia delle entrate, dell’Istituto nazionale di
la notifica, a cura del ricorrente, si esegue esclusivamen- previdenza sociale e del Registro delle imprese, i dati e i
te di persona a norma dell’articolo 107, primo comma, documenti relativi al debitore individuati all’articolo 367
del decreto del Presidente della Repubblica 15 dicembre e con le modalità prescritte nel medesimo articolo.
1959, n. 1229, presso la sede risultante dal registro delle 2. Fino al momento in cui l’articolo 367 acquista effi-
imprese o, per i soggetti non iscritti nel registro delle im- cacia, la cancelleria provvede all’acquisizione dei dati e
prese, presso la residenza. Quando la notificazione non documenti indicati al comma 1 mediante richiesta inoltra-
può essere compiuta con queste modalità, si esegue con ta tramite posta elettronica certificata.
il deposito dell’atto nella casa comunale della sede che
risulta iscritta nel registro delle imprese ovvero presso la
residenza per i soggetti non iscritti nel registro delle im- Art. 43.
prese, e si perfeziona nel momento del deposito stesso. Rinuncia alla domanda
Per le persone fisiche non obbligate a munirsi del domi-
cilio digitale, del deposito è data notizia anche mediante 1. In caso di rinuncia alla domanda di cui all’artico-
affissione dell’avviso in busta chiusa e sigillata alla porta lo 40 il procedimento si estingue. È fatta salva la legitti-
dell’abitazione o dell’ufficio e per raccomandata con av- mazione del pubblico ministero intervenuto.
viso di ricevimento. 2. Sull’estinzione il tribunale provvede con decreto e,
nel dichiarare l’estinzione, può condannare la parte che
Art. 41. vi ha dato causa alle spese. Il decreto è comunicato al
Procedimento per l’apertura della liquidazione pubblico ministero.
giudiziale 3. Quando la domanda è stata iscritta nel registro delle
imprese, il cancelliere comunica immediatamente il de-
1. Il tribunale con decreto convoca le parti non oltre creto di estinzione al medesimo registro per la sua iscri-
quarantacinque giorni dal deposito del ricorso. zione da effettuarsi entro il giorno successivo.
2. Tra la data della notifica e quella dell’udienza deve
intercorrere un termine non inferiore a quindici giorni. Art. 44.
3. I termini di cui ai commi 1 e 2 possono essere ab-
breviati dal presidente del tribunale o dal giudice relatore Accesso al concordato preventivo e al giudizio per
da lui delegato con decreto motivato, se ricorrono par- l’omologazione degli accordi di ristrutturazione
ticolari ragioni di urgenza. In tali casi, il presidente del 1. Il tribunale, su domanda del debitore di accedere a
tribunale o il giudice da lui delegato può disporre che il una procedura di regolazione concordata, pronuncia de-
ricorso e il decreto di fissazione dell’udienza siano portati creto con il quale:
a conoscenza delle parti con ogni mezzo idoneo, omessa
ogni formalità non indispensabile alla conoscibilità degli a) se richiesto, fissa un termine compreso tra trenta
stessi. e sessanta giorni, prorogabile su istanza del debitore in
presenza di giustificati motivi e in assenza di domande
4. Il decreto fissa un termine fino a sette giorni prima per l’apertura della liquidazione giudiziale, di non oltre
dell’udienza per la presentazione di memorie o un termi- sessanta giorni, entro il quale il debitore deposita la pro-
ne ridotto nel caso di cui al primo periodo del comma 3. Il posta di concordato preventivo con il piano, l’attestazione
debitore nel costituirsi, deve depositare i documenti di cui di veridicità dei dati e di fattibilità e la documentazione di
all’articolo 39. cui all’art. 39, comma 1, oppure gli accordi di ristruttura-
5. L’intervento dei terzi che hanno legittimazione a zione dei debiti;
proporre la domanda e del pubblico ministero può avere
luogo sino a che la causa non venga rimessa al collegio b) nel caso di domanda di accesso alla procedura
per la decisione. di concordato preventivo nomina un commissario giudi-
ziale, disponendo che questi riferisca immediatamente al
6. Il tribunale può delegare al giudice relatore l’audi- tribunale su ogni atto di frode ai creditori non dichiarato
zione delle parti. In tal caso, il giudice delegato provvede nella domanda ovvero su ogni circostanza o condotta del
all’ammissione ed all’espletamento dei mezzi istruttori debitore tali da pregiudicare una soluzione efficace della
richiesti dalle parti o disposti d’ufficio. Il giudice può di- crisi. Si applica l’articolo 49, comma 3, lettera f);
sporre la raccolta di informazioni da banche dati pubbli-
che e da pubblici registri. c) dispone gli obblighi informativi periodici, anche
relativi alla gestione finanziaria dell’impresa e all’attivi-
tà compiuta ai fini della predisposizione della proposta e
Art. 42. del piano, che il debitore deve assolvere, con periodici-
Istruttoria sui debiti risultanti dai pubblici registri tà almeno mensile e sotto la vigilanza del commissario
nei procedimenti per l’apertura della liquidazione giudiziale, sino alla scadenza del termine fissato ai sensi
giudiziale o del concordato preventivo del comma 1, lettera a). Con la medesima periodicità, il
debitore deposita una relazione sulla situazione patrimo-
1. Fermo quanto disposto dall’articolo 39, a seguito niale, economica e finanziaria che, entro il giorno succes-
della domanda di apertura della liquidazione giudiziale sivo, è iscritta nel registro delle imprese su richiesta del
o del concordato preventivo, la cancelleria acquisisce, cancelliere;

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d) in caso di nomina del commissario giudiziale, or- previa autorizzazione del tribunale. In difetto di autoriz-
dina al debitore il versamento, entro un termine perento- zazione gli atti sono inefficaci e il tribunale dispone la
rio non superiore a dieci giorni, di una somma per le spese revoca del decreto di cui all’articolo 44, comma 1.
della procedura, nella misura necessaria fino alla scaden- 2. La domanda di autorizzazione contiene idonee in-
za del termine fissato ai sensi del comma 1, lettera a); formazioni sul contenuto del piano. Il tribunale può assu-
e) ordina l’iscrizione immediata del provvedimento, mere ulteriori informazioni, anche da terzi e acquisisce il
a cura del cancelliere, nel registro delle imprese. parere del commissario giudiziale, se nominato.
2. Il tribunale, su segnalazione del commissario giudi- 3. Successivamente al decreto di apertura e fino
ziale o del pubblico ministero, con decreto non soggetto all’omologazione, sull’istanza di autorizzazione provve-
a reclamo, sentiti il debitore ed i creditori che hanno pro- de il giudice delegato.
posto ricorso per l’apertura della liquidazione giudiziale 4. I crediti di terzi sorti per effetto degli atti legalmente
e omessa ogni formalità non essenziale al contraddittorio, compiuti dal debitore sono prededucibili.
revoca il provvedimento di concessione dei termini quan-
do accerta una delle situazioni di cui al comma 1, lettera 5. I creditori non possono acquisire diritti di prelazione
b) o quando vi è stata grave violazione degli obblighi in- con efficacia rispetto ai creditori concorrenti, salvo che vi
formativi di cui al comma 1, lettera c). Nello stesso modo sia l’autorizzazione prevista dai commi 1, 2 e 3. Le ipote-
il tribunale provvede in caso di violazione dell’obbligo di che giudiziali iscritte nei novanta giorni che precedono la
cui al comma 1, lettera d). data della pubblicazione nel registro delle imprese della
domanda di accesso sono inefficaci rispetto ai creditori
3. I termini di cui al comma 1, lettere a), c) e d) non anteriori.
sono soggetti a sospensione feriale dei termini.
4. Nel caso di domanda di accesso al giudizio di omo- Art. 47.
logazione di accordi di ristrutturazione, la nomina del
commissario giudiziale deve essere disposta in presenza Apertura del concordato preventivo
di istanze per la apertura della procedura di liquidazione
giudiziale. 1. A seguito del deposito del piano e della proposta di
concordato, il tribunale, verificata l’ammissibilità giuri-
5. Per le società, la domanda di omologazione di accor- dica della proposta e la fattibilità economica del piano ed
di di ristrutturazione dei debiti e la domanda di concor- acquisito, se non disponga già di tutti gli elementi neces-
dato preventivo devono essere approvate e sottoscritte a sari, il parere del commissario giudiziale, se nominato ai
norma dell’articolo 265. sensi dell’art. 44, comma 1, lettera b), con decreto:
6. Gli accordi, contestualmente al deposito, sono pub- a) nomina il giudice delegato;
blicati nel registro delle imprese e acquistano efficacia
dal giorno della pubblicazione. b) nomina ovvero conferma il commissario
giudiziale;
Art. 45. c) stabilisce, in relazione al numero dei creditori,
alla entità del passivo e alla necessità di assicurare la tem-
Comunicazione e pubblicazione del decreto di pestività e l’efficacia della procedura, la data iniziale e fi-
concessione dei termini nale per l’espressione del voto dei creditori, con modalità
1. Entro il giorno successivo al deposito in cancelle- idonee a salvaguardare il contraddittorio e l’effettiva par-
ria, il decreto di concessione dei termini per l’accesso al tecipazione, anche utilizzando le strutture informatiche
concordato preventivo o per il deposito degli accordi di messe a disposizione da soggetti terzi e fissa il termine
ristrutturazione di cui all’articolo 44, comma 1, lettera a), per la comunicazione del provvedimento ai creditori;
è comunicato al debitore, al pubblico ministero e ai ri- d) fissa il termine perentorio, non superiore a quin-
chiedenti l’apertura della liquidazione giudiziale. dici giorni, entro il quale il debitore deve depositare nel-
2. Nello stesso termine il decreto è trasmesso per la cancelleria del tribunale la somma, ulteriore rispetto a
estratto a cura del cancelliere all’ufficio del registro delle quella versata ai sensi dell’articolo 44, comma 1, lettera
imprese ai fini della sua iscrizione, da effettuarsi entro il d), pari al 50 per cento delle spese che si presumono ne-
giorno successivo. L’estratto contiene il nome del debito- cessarie per l’intera procedura ovvero la diversa minor
re, il nome dell’eventuale commissario, il dispositivo e la somma, non inferiore al 20 per cento di tali spese, che sia
data del deposito. L’iscrizione è effettuata presso l’ufficio determinata dal tribunale.
del registro delle imprese ove l’imprenditore ha la sede 2. Il decreto è comunicato e pubblicato ai sensi
legale e, se questa differisce dalla sede effettiva, anche dell’articolo 45.
presso quello corrispondente al luogo ove la procedura è 3. Il tribunale, quando accerta la mancanza delle condi-
stata aperta. zioni di ammissibilità e fattibilità di cui al comma 1, sen-
titi il debitore, i creditori che hanno proposto domanda di
Art. 46. apertura della liquidazione giudiziale ed il pubblico mini-
Effetti della domanda di accesso al concordato stero, con decreto motivato dichiara inammissibile la pro-
preventivo posta e, su ricorso di uno dei soggetti legittimati, dichiara
con sentenza l’apertura della liquidazione giudiziale.
1. Dopo il deposito della domanda di accesso e fino al 4. Il decreto di cui al comma 3 è reclamabile dinanzi
decreto di apertura di cui all’articolo 47, il debitore può alla corte di appello nel termine di quindici giorni dalla
compiere gli atti urgenti di straordinaria amministrazione comunicazione. La corte di appello, sentite le parti, prov-

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vede in camera di consiglio con decreto motivato. Si ap- Art. 49.


plicano le disposizioni di cui agli articoli 737 e 738 del
codice di procedura civile. Dichiarazione di apertura della liquidazione giudiziale
5. La domanda può essere riproposta, decorso il termi- 1. Il tribunale, definite le domande di accesso ad una
ne per proporre reclamo, quando si verifichino mutamenti procedura di regolazione concordata della crisi o dell’in-
delle circostanze. solvenza eventualmente proposte, su ricorso di uno dei
soggetti legittimati e accertati i presupposti dell’artico-
Art. 48. lo 121, dichiara con sentenza l’apertura della liquidazione
giudiziale.
Omologazione del concordato preventivo e degli accordi
di ristrutturazione dei debiti 2. Allo stesso modo, su ricorso di uno dei soggetti le-
gittimati, il tribunale provvede, osservate le disposizioni
1. Se il concordato è stato approvato dai creditori, il tri- di cui all’articolo 44, comma 2, quando è decorso inutil-
bunale fissa l’udienza in camera di consiglio per la com- mente o è stato revocato il termine di cui all’articolo 44,
parizione delle parti e del commissario giudiziale, dispo- comma 1, lettera a), quando il debitore non ha deposita-
nendo che il provvedimento sia iscritto presso l’ufficio to le spese di procedura di cui all’articolo 44, comma 1,
del registro delle imprese dove l’imprenditore ha la sede lettera d), ovvero nei casi previsti dall’articolo 106 o in
legale e, se questa differisce dalla sede effettiva, anche caso di mancata approvazione del concordato preventivo
presso l’ufficio del luogo in cui la procedura è stata aper- o quando il concordato preventivo o gli accordi di ristrut-
ta nonché notificato, a cura del debitore, al commissario turazione non sono stati omologati.
giudiziale e agli eventuali creditori dissenzienti. 3. Con la sentenza di cui ai commi 1 e 2, il tribunale:
2. Le opposizioni dei creditori dissenzienti e di qualsia- a) nomina il giudice delegato per la procedura;
si interessato devono essere proposte con memoria depo- b) nomina il curatore e, se utile, uno o più esperti per
sitata nel termine perentorio di almeno dieci giorni prima l’esecuzione di compiti specifici in luogo del curatore;
dell’udienza. Il commissario giudiziale deve depositare c) ordina al debitore il deposito entro tre giorni dei
il proprio motivato parere almeno cinque giorni prima bilanci e delle scritture contabili e fiscali obbligatorie, in
dell’udienza. Il debitore può depositare memorie fino a formato digitale nei casi in cui la documentazione è tenu-
due giorni prima dell’udienza. ta a norma dell’articolo 2215-bis del codice civile, non-
3. Il tribunale verifica la regolarità della procedura, ché dell’elenco dei creditori, se già non eseguito a norma
l’esito della votazione, l’ammissibilità giuridica della dell’articolo 39;
proposta e la fattibilità economica del piano, tenendo d) stabilisce il luogo, il giorno e l’ora dell’udienza in
conto dei rilievi del commissario giudiziale. Assume i cui si procederà all’esame dello stato passivo, entro il ter-
mezzi istruttori richiesti dalle parti o disposti d’ufficio, mine perentorio di non oltre centoventi giorni dal deposi-
anche delegando uno dei componenti del collegio e prov- to della sentenza, ovvero centocinquanta giorni in caso di
vede con sentenza sulla domanda di omologazione del particolare complessità della procedura;
concordato.
e) assegna ai creditori e ai terzi, che vantano diritti
4. Quando è depositata una domanda di omologazione reali o personali su cose in possesso del debitore, il ter-
di accordi di ristrutturazione, i creditori e ogni altro inte- mine perentorio di trenta giorni prima dell’udienza di
ressato possono proporre opposizione entro trenta giorni cui alla lettera d) per la presentazione delle domande di
dall’iscrizione degli accordi nel registro delle imprese. Il insinuazione;
termine è sospeso nel periodo feriale. Il tribunale, decise f) autorizza il curatore, con le modalità di cui agli
le opposizioni in camera di consiglio, provvede all’omo- articoli 155-quater, 155-quinquies e 155-sexies delle di-
logazione con sentenza. sposizioni di attuazione del codice di procedura civile:
5. Il tribunale omologa gli accordi di ristrutturazione 1) ad accedere alle banche dati dell’anagrafe tri-
anche in mancanza di adesione da parte dell’amministra- butaria e dell’archivio dei rapporti finanziari;
zione finanziaria quando l’adesione è decisiva ai fini del
raggiungimento delle percentuali di cui all’articolo 57, 2) ad accedere alla banca dati degli atti assogget-
comma 1, e 60 comma 1 e quando, anche sulla base delle tati a imposta di registro e ad estrarre copia degli stessi;
risultanze della relazione del professionista indipendente, 3) ad acquisire l’elenco dei clienti e l’elenco dei
la proposta di soddisfacimento della predetta amministra- fornitori di cui all’articolo 21 del decreto-legge 31 mag-
zione è conveniente rispetto all’alternativa liquidatoria. gio 2010, n. 78, convertito dalla legge 30 luglio 2010,
6. La sentenza che omologa il concordato o gli accordi n. 122 e successive modificazioni;
di ristrutturazione è notificata e iscritta a norma dell’arti- 4) ad acquisire la documentazione contabile in
colo 45 e produce i propri effetti dalla data della pubblica- possesso delle banche e degli altri intermediari finanzia-
zione ai sensi dell’articolo 133, primo comma, del codice ri relativa ai rapporti con l’impresa debitrice, anche se
di procedura civile. Gli effetti nei riguardi dei terzi si pro- estinti;
ducono dalla data di iscrizione nel registro delle imprese. 5) ad acquisire le schede contabili dei fornitori e
7. Se il tribunale non omologa il concordato preventivo dei clienti relative ai rapporti con l’impresa debitrice.
o gli accordi di ristrutturazione, dichiara con sentenza, su 4. La sentenza è comunicata e pubblicata ai sensi
ricorso di uno dei soggetti legittimati, l’apertura della li- dell’articolo 45. La sentenza produce i propri effetti dalla
quidazione giudiziale. data della pubblicazione ai sensi dell’articolo 133, primo

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comma, del codice di procedura civile. Gli effetti nei ri- può essere impugnata anche da qualunque interessato. Il
guardi dei terzi, fermo quanto disposto agli articoli da 163 reclamo è proposto con ricorso da depositare nella can-
a 171, si producono dalla data di iscrizione della sentenza celleria della corte di appello nel termine di trenta giorni.
nel registro delle imprese. 2. Il ricorso deve contenere:
5. Non si fa luogo all’apertura della liquidazione giu- a) l’indicazione della corte di appello competente;
diziale se l’ammontare dei debiti scaduti e non pagati ri- b) le generalità dell’impugnante e del suo procurato-
sultanti dagli atti dell’istruttoria è complessivamente in- re e l’elezione del domicilio nel comune in cui ha sede la
feriore a euro trentamila. Tale importo è periodicamente corte di appello;
aggiornato con le modalità di cui all’articolo 2, comma 1, c) l’esposizione dei fatti e degli elementi di diritto
lettera d). su cui si basa l’impugnazione, con le relative conclusioni;
d) l’indicazione dei mezzi di prova di cui il ricorren-
Art. 50. te intende avvalersi e dei documenti prodotti.
Reclamo contro il provvedimento che rigetta la domanda 3. Il termine per il reclamo decorre, per le parti, dalla
di apertura della liquidazione giudiziale data della notificazione telematica del provvedimento a
cura dell’ufficio e, per gli altri interessati, dalla data della
1. Il tribunale, se respinge la domanda di apertura della iscrizione nel registro delle imprese. Si applica alle parti
liquidazione giudiziale, provvede con decreto motivato. la disposizione di cui all’articolo 327, primo comma, del
Il decreto, a cura del cancelliere, è comunicato alle parti codice di procedura civile.
e, quando è stata disposta la pubblicità della domanda, 4. Il reclamo non sospende l’efficacia della sentenza,
iscritto nel registro delle imprese. salvo quanto previsto dall’articolo 52. L’accoglimento
2. Entro trenta giorni dalla comunicazione, il ricorrente del reclamo produce gli effetti di cui all’articolo 53.
o il pubblico ministero possono proporre reclamo contro 5. Il presidente, nei cinque giorni successivi al deposito
il decreto alla corte di appello che, sentite le parti, prov- del ricorso, designa il relatore, e fissa con decreto l’udien-
vede in camera di consiglio con decreto motivato. Si ap- za di comparizione entro sessanta giorni dal deposito del
plicano le disposizioni di cui agli articoli 737 e 738 del ricorso.
codice di procedura civile. 6. Il ricorso, unitamente al decreto di fissazione
3. Il debitore non può chiedere in separato giudizio la dell’udienza, è notificato a cura della cancelleria o in via
condanna del creditore istante alla rifusione delle spese telematica, al reclamante, al curatore o al commissario
giudiziale e alle altre parti entro dieci giorni.
ovvero al risarcimento del danno per responsabilità ag-
gravata ai sensi dell’articolo 96 del codice di procedura 7. Tra la data della notificazione e quella dell’udienza
civile. deve intercorrere un termine non minore di trenta giorni.
4. Il decreto della corte di appello che rigetta il reclamo 8. Le parti resistenti devono costituirsi, a pena di deca-
denza, almeno dieci giorni prima dell’udienza, eleggendo
non è ricorribile per cassazione, è comunicato dalla can- il domicilio nel comune in cui ha sede la corte di appello.
celleria alle parti del procedimento in via telematica, al La costituzione si effettua mediante il deposito in cancel-
debitore, se non costituito, ai sensi dell’articolo 40, com- leria di una memoria contenente l’esposizione delle dife-
mi 5, 6 e 7 ed è iscritto immediatamente nel registro delle se in fatto e in diritto, nonché l’indicazione dei mezzi di
imprese nel caso di pubblicità della domanda. prova e dei documenti prodotti.
5. In caso di accoglimento del reclamo, la corte di ap- 9. L’intervento di qualunque interessato non può avere
pello dichiara aperta la liquidazione giudiziale con sen- luogo oltre il termine stabilito per la costituzione delle
tenza e rimette gli atti al tribunale, che adotta, con decreto, parti resistenti con le modalità per queste previste.
i provvedimenti di cui all’articolo 49, comma 3. Contro la 10. All’udienza, il collegio, sentite le parti, assume, an-
sentenza può essere proposto ricorso per cassazione, ma i che d’ufficio, nel rispetto del contraddittorio, tutti i mezzi
termini sono ridotti della metà. La sentenza della corte di di prova che ritiene necessari, eventualmente delegando
appello e il decreto del tribunale sono iscritti nel registro un suo componente.
delle imprese su richiesta del cancelliere del tribunale. 11. La corte, esaurita la trattazione, provvede sul ricor-
6. I termini di cui agli articoli 33, 34 e 35 si computano so con sentenza entro il termine di trenta giorni.
con riferimento alla sentenza della corte di appello. 12. La sentenza è notificata, a cura della cancelleria
e in via telematica, alle parti, e deve essere pubblicata e
Art. 51. iscritta al registro delle imprese a norma dell’articolo 45.
Impugnazioni 13. Il termine per proporre il ricorso per cassazione è di
trenta giorni dalla notificazione.
1. Contro la sentenza del tribunale che pronuncia 14. Il ricorso per cassazione non sospende l’efficacia
sull’omologazione del concordato preventivo o degli ac- della sentenza.
cordi di ristrutturazione oppure dispone l’apertura della 15. Salvo quanto previsto dall’articolo 96 del codice
liquidazione giudiziale le parti possono proporre reclamo. di procedura civile, con la sentenza che decide l’impu-
La sentenza che dichiara aperta la liquidazione giudiziale gnazione, il giudice dichiara se la parte soccombente ha

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14-2-2019 Supplemento ordinario n. 6/L alla GAZZETTA UFFICIALE Serie generale - n. 38

agito o resistito con mala fede o colpa grave e, in tal caso, del curatore, può autorizzare il debitore a stipulare mutui,
revoca con efficacia retroattiva l’eventuale provvedimen- transazioni, patti compromissori, alienazioni e acquisti
to di ammissione della stessa al patrocinio a spese dello di beni immobili, rilasciare garanzie, rinunciare alle liti,
Stato. In caso di società o enti, il giudice dichiara se sus- compiere ricognizioni di diritti di terzi, consentire cancel-
siste mala fede del legale rappresentante che ha conferito lazioni di ipoteche e restituzioni di pegni, accettare eredi-
la procura e, in caso positivo, lo condanna in solido con tà e donazioni ed a compiere gli altri atti di straordinaria
la società o l’ente al pagamento delle spese dell’intero amministrazione.
processo e al pagamento di una somma pari al doppio del
contributo unificato di cui all’articolo 9 del decreto del
Presidente della Repubblica 30 maggio 2002, n. 115. 3. Gli atti compiuti senza l’autorizzazione del tribunale
sono inefficaci rispetto ai terzi. I crediti di terzi sorti per
effetto degli atti legalmente compiuti dal debitore sono
Art. 52.
prededucibili ai sensi dell’articolo 98.
Sospensione della liquidazione, dell’esecuzione del
piano o degli accordi
4. Con la sentenza che revoca la liquidazione giudi-
1. Proposto il reclamo, la corte di appello, su richie- ziale, la corte di appello dispone gli obblighi informativi
sta di parte o del curatore, può, quando ricorrono gravi e periodici relativi alla gestione economica, patrimoniale
fondati motivi, sospendere, in tutto o in parte o tempora- e finanziaria dell’impresa, che il debitore deve assolvere
neamente, la liquidazione dell’attivo, la formazione dello sotto la vigilanza del curatore sino al momento in cui la
stato passivo e il compimento di altri atti di gestione. Allo sentenza passa in giudicato. Con la medesima periodicità,
stesso modo può provvedere, in caso di reclamo avverso stabilita dalla corte di appello, il debitore deposita una
la omologazione del concordato preventivo o degli accor- relazione sulla situazione patrimoniale, economica e fi-
di di ristrutturazione dei debiti, ordinando l’inibitoria, in nanziaria dell’impresa. Il tribunale, su istanza del debi-
tutto o in parte o temporanea, dell’attuazione del piano o tore, con decreto non soggetto a reclamo esclude in tutto
dei pagamenti. o in parte la pubblicazione di tale relazione nel registro
2. La corte di appello può disporre le opportune tutele delle imprese quando la divulgazione dei dati comporta
per i creditori e per la continuità aziendale. pregiudizio evidente per la continuità aziendale. Entro il
giorno successivo al deposito della relazione o della co-
3. L’istanza di sospensione si propone per il reclamante
municazione al curatore del provvedimento del tribunale
con il reclamo e per le altre parti con l’atto di costitu-
che ne dispone la parziale segretazione, la relazione è co-
zione; il presidente, con decreto, ordina la comparizione
municata dal curatore ai creditori e pubblicata nel regi-
delle parti dinanzi al collegio in camera di consiglio e di-
stro delle imprese a cura della cancelleria. Il tribunale,
spone che copia del ricorso e del decreto siano notificate
alle altre parti e al curatore o al commissario giudiziale, a seguito di segnalazione del curatore, del comitato dei
nonché al pubblico ministero. creditori o del pubblico ministero, accertata la violazio-
ne degli obblighi, con decreto assoggettabile a reclamo ai
4. La corte di appello decide con decreto contro il quale sensi dell’articolo 124, priva il debitore della possibilità
non è ammesso ricorso per cassazione. di compiere gli atti di amministrazione ordinaria e stra-
ordinaria. Il decreto è trasmesso al registro delle imprese
Art. 53. per la pubblicazione.
Effetti della revoca della liquidazione giudiziale,
dell’omologazione del concordato e degli accordi di 5. In caso di revoca dell’omologazione del concordato
ristrutturazione o degli accordi di ristrutturazione dei debiti, su domanda
1. In caso di revoca della liquidazione giudiziale, re- di uno dei soggetti legittimati, la corte d’appello, accerta-
stano salvi gli effetti degli atti legalmente compiuti dagli ti i presupposti di cui all’articolo 121, dichiara aperta la
organi della procedura. Gli organi della procedura resta- liquidazione giudiziale e rimette gli atti al tribunale per
no in carica, con i compiti previsti dal presente articolo, l’adozione dei provvedimenti di cui all’articolo 49, com-
fino al momento in cui la sentenza che pronuncia sulla ma 3. La sentenza che dichiara aperta la liquidazione giu-
revoca passa in giudicato. Salvo quanto previsto dall’ar- diziale è notificata alle parti a cura della cancelleria della
ticolo 147 del decreto del Presidente della Repubblica corte d’appello e comunicata al tribunale, nonché iscritta
30 maggio 2002, n. 115, le spese della procedura e il al registro delle imprese. Restano salvi gli effetti degli
compenso al curatore sono liquidati dal tribunale, su re- atti legalmente compiuti dal debitore e dagli organi della
lazione del giudice delegato e tenuto conto delle ragioni procedura prima della revoca.
dell’apertura della procedura e della sua revoca, con de-
creto reclamabile ai sensi dell’articolo 124. 6. Nel caso previsto dal comma 5, su istanza del debi-
2. Dalla pubblicazione della sentenza di revoca e fino tore il tribunale, ove ricorrano gravi e giustificati motivi,
al momento in cui essa passa in giudicato, l’amministra- può sospendere i termini per la proposizione delle impu-
zione dei beni e l’esercizio dell’impresa spettano al debi- gnazioni dello stato passivo e l’attività di liquidazione
tore, sotto la vigilanza del curatore. Il tribunale, assunte, fino al momento in cui la sentenza che pronuncia sulla
se occorre, sommarie informazioni ed acquisito il parere revoca passa in giudicato.

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Sezione III deposito degli accordi di ristrutturazione, deposita do-


MISURE CAUTELARI E PROTETTIVE manda di apertura del concordato preventivo.
7. L’amministratore delle procedure di insolvenza no-
minato dal giudice competente ai sensi dell’articolo 3,
Art. 54.
paragrafo 1, del regolamento (UE) 2015/848 del Parla-
Misure cautelari e protettive mento europeo e del Consiglio del 20 maggio 2015 può
chiedere i provvedimenti di cui ai commi 1 e 2 quando
1. Nel corso del procedimento per l’apertura della li- nel territorio dello Stato è stata presentata la domanda di
quidazione giudiziale o della procedura di concordato cui all’articolo 40 o, se non risulta depositata la domanda,
preventivo o di omologazione degli accordi di ristruttu- nella richiesta sono indicate le condizioni di effettivo ed
razione, su istanza di parte, il tribunale può emettere i imminente soddisfacimento non discriminatorio di tutti
provvedimenti cautelari, inclusa la nomina di un custode creditori secondo la procedura concorsuale aperta.
dell’azienda o del patrimonio, che appaiano, secondo le
circostanze, più idonei ad assicurare provvisoriamente gli Art. 55.
effetti della sentenza che dichiara l’apertura della liquida-
zione giudiziale o che omologa il concordato preventivo Procedimento
o gli accordi di ristrutturazione dei debiti.
2. Se il debitore ne ha fatto richiesta nella domanda 1. Nei casi previsti dall’articolo 54, il presidente del
di cui all’articolo 40, dalla data della pubblicazione della tribunale o della sezione cui è assegnata la trattazione del-
medesima domanda nel registro delle imprese, i creditori le procedure di regolazione della crisi o dell’insolvenza
per titolo o causa anteriore non possono, sotto pena di designa il magistrato cui è affidata la trattazione del pro-
nullità, iniziare o proseguire azioni esecutive e cautelari cedimento, cui procede direttamente il giudice relatore,
sul suo patrimonio. Dalla stessa data le prescrizioni ri- se già delegato dal tribunale per l’audizione delle parti.
mangono sospese e le decadenze non si verificano.
2. Il giudice, nei casi di cui all’articolo 54, comma 1,
3. Le misure protettive di cui al comma 2 possono esse- sentite le parti e omessa ogni formalità non essenziale al
re richieste dall’imprenditore anche nel corso delle tratta- contraddittorio, procede nel modo che ritiene più oppor-
tive e prima del deposito della domanda di omologazione tuno agli atti di istruzione indispensabili in relazione alla
degli accordi di ristrutturazione, allegando la documenta- misura richiesta e, quando la convocazione delle parti
zione di cui all’articolo 57 e la proposta di accordo cor- potrebbe pregiudicare l’attuazione del provvedimento,
redata da un’attestazione del professionista indipendente provvede con decreto motivato, assunte, ove occorra,
che attesta che sulla proposta sono in corso trattative con sommarie informazioni. In tal caso fissa, con lo stesso
i creditori che rappresentano almeno il sessanta per cento decreto, l’udienza di comparizione delle parti avanti a sé,
dei crediti e che la stessa, se accettata, è idonea ad assi- ove già non disposta ai sensi dell’articolo 41, assegnan-
curare l’integrale pagamento dei creditori con i quali non do all’istante un termine perentorio non superiore a otto
sono in corso trattative o che hanno comunque negato la giorni per la notifica del ricorso e del decreto alle altre
propria disponibilità a trattare. La disposizione si applica parti. All’udienza il giudice con ordinanza conferma, mo-
anche agli accordi di ristrutturazione ad efficacia estesa di difica o revoca i provvedimenti emanati con decreto.
cui all’articolo 61.
4. Quando le misure protettive di cui al comma 2 o i 3. Nel caso previsto all’articolo 54, comma 2, il giu-
provvedimenti necessari per condurre a termine le trat- dice, assunte, ove necessario, sommarie informazioni,
tative in corso sono richiesti ai sensi dell’articolo 20 dal conferma o revoca con decreto le misure protettive, stabi-
debitore che ha presentato l’istanza di composizione as- lendone la durata, entro trenta giorni dall’iscrizione della
sistita della crisi o sia stato convocato dall’OCRI, la do- domanda nel registro delle imprese. Il decreto è trasmesso
manda, su istanza del debitore, può essere pubblicata nel al registro delle imprese per l’iscrizione ed è reclamabile
registro delle imprese. ai sensi dell’articolo 124. Se il deposito del decreto non
interviene nel termine prescritto cessano gli effetti protet-
5. Il presidente del tribunale o il presidente della se- tivi prodottisi ai sensi dell’articolo 54, comma 2.
zione cui è assegnata la trattazione delle procedure di re-
golazione della crisi o dell’insolvenza fissa con decreto 4. In caso di atti di frode, su istanza del commissario
l’udienza entro un termine non superiore a trenta giorni giudiziale, delle parti del procedimento o del pubblico mi-
dal deposito della domanda. Con provvedimento motiva- nistero, il tribunale, sentite le parti e omessa ogni formali-
to il presidente del tribunale può fissare l’udienza di cui tà non essenziale al contraddittorio, revoca o modifica le
al primo periodo entro un termine non superiore a qua- misure protettive. La disposizione si applica anche quan-
rantacinque giorni dal deposito della domanda. All’esito do il tribunale accerta che l’attività intrapresa dal debitore
dell’udienza, provvede, senza indugio, con decreto moti- non è idonea a pervenire alla composizione assistita della
vato, fissando la durata delle misure. crisi o alla regolazione della crisi e dell’insolvenza.
6. Le misure protettive disposte conservano efficacia 5. I provvedimenti di cui all’articolo 54, commi 1 e 2
anche se il debitore, prima della scadenza fissata dal giu- possono essere emessi anche dalla corte di appello nel
dice ai sensi dell’articolo 44, comma 1, lettera a) per il giudizio di reclamo previsto dall’articolo 50.

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TITOLO IV 2. Gli accordi devono contenere l’indicazione degli


STRUMENTI DI REGOLAZIONE DELLA CRISI elementi del piano economico-finanziario che ne consen-
tono l’esecuzione. Il piano deve essere redatto secondo
le modalità indicate dall’articolo 56. Al piano debbono
Capo I essere allegati i documenti di cui all’articolo 39.
ACCORDI 3. Gli accordi devono essere idonei ad assicurare il
pagamento integrale dei creditori estranei nei seguenti
termini:
Sezione I
STRUMENTI NEGOZIALI STRAGIUDIZIALI a) entro centoventi giorni dall’omologazione, in
caso di crediti già scaduti a quella data;
Art. 56. b) entro centoventi giorni dalla scadenza, in caso di
crediti non ancora scaduti alla data dell’omologazione.
Accordi in esecuzione di piani attestati di risanamento
4. Un professionista indipendente deve attestare la ve-
1. L’imprenditore in stato di crisi o di insolvenza può ridicità dei dati aziendali e la fattibilità economica e giu-
predisporre un piano, rivolto ai creditori, che appaia ido- ridica del piano. L’attestazione deve specificare l’idoneità
neo a consentire il risanamento dell’esposizione debitoria dell’accordo e del piano ad assicurare l’integrale paga-
dell’impresa e ad assicurare il riequilibrio della situazione mento dei creditori estranei nel rispetto dei termini di cui
finanziaria. al comma 3.
2. Il piano deve avere data certa e deve indicare:
a) la situazione economico-patrimoniale e finanzia- Art. 58.
ria dell’impresa;
b) le principali cause della crisi; Rinegoziazione degli accordi o modifiche del piano
c) le strategie d’intervento e dei tempi necessari per
assicurare il riequilibrio della situazione finanziaria; 1. Se prima dell’omologazione intervengono modifi-
d) i creditori e l’ammontare dei crediti dei qua- che sostanziali del piano, è rinnovata l’attestazione di cui
li si propone la rinegoziazione e lo stato delle eventuali all’articolo 57, comma 4, e il debitore chiede il rinnovo
trattative; delle manifestazioni di consenso ai creditori parti degli
d) gli apporti di finanza nuova; accordi. L’attestazione deve essere rinnovata anche in
e) i tempi delle azioni da compiersi, che consento- caso di modifiche sostanziali degli accordi.
no di verificarne la realizzazione, nonché gli strumenti 2. Qualora dopo l’omologazione si rendano necessarie
da adottare nel caso di scostamento tra gli obiettivi e la modifiche sostanziali del piano, l’imprenditore vi appor-
situazione in atto. ta le modifiche idonee ad assicurare l’esecuzione degli
3. Al piano debbono essere allegati i documenti di cui accordi, richiedendo al professionista indicato all’artico-
all’articolo 39. lo 57, comma 4, il rinnovo dell’attestazione. In tal caso, il
4. Un professionista indipendente deve attestare la ve- piano modificato e l’attestazione sono pubblicati nel regi-
ridicità dei dati aziendali e la fattibilità economica e giu- stro delle imprese e della pubblicazione è dato avviso ai
ridica del piano. creditori a mezzo lettera raccomandata o posta elettronica
5. Il piano può essere pubblicato nel registro delle im- certificata. Entro trenta giorni dalla ricezione dell’avviso
prese su richiesta del debitore. è ammessa opposizione avanti al tribunale, nelle forme di
cui all’articolo 48.
6. Gli atti unilaterali e i contratti posti in essere in ese-
cuzione del piano devono essere provati per iscritto e de-
vono avere data certa. Art. 59.

Sezione II Coobbligati e soci illimitatamente responsabili


STRUMENTI NEGOZIALI STRAGIUDIZIALI SOGGETTI AD 1. Ai creditori che hanno concluso gli accordi di ristrut-
OMOLOGAZIONE
turazione si applica l’articolo 1239 del codice civile.

Art. 57. 2. Nel caso in cui l’efficacia degli accordi sia estesa ai
creditori non aderenti, costoro conservano impregiudicati
Accordi di ristrutturazione dei debiti i diritti contro i coobbligati, i fideiussori del debitore e gli
obbligati in via di regresso.
1. Gli accordi di ristrutturazione dei debiti sono con-
clusi dall’imprenditore, anche non commerciale e diverso 3. Salvo patto contrario, gli accordi di ristrutturazione
dall’imprenditore minore, in stato di crisi o di insolvenza, della società hanno efficacia nei confronti dei soci illimi-
con i creditori che rappresentino almeno il sessanta per tatamente responsabili, i quali, se hanno prestato garan-
cento dei crediti e sono soggetti ad omologazione ai sensi zia, continuano a rispondere per tale diverso titolo, salvo
dell’articolo 44. che non sia diversamente previsto.

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Art. 60. zione dei debiti può individuare una o più categorie tra
tali tipologie di creditori che abbiano fra loro posizione
Accordi di ristrutturazione agevolati giuridica ed interessi economici omogenei. In tal caso il
1. La percentuale di cui al all’articolo 57, comma 1, è debitore, con il ricorso di cui all’articolo 40, può chiede-
ridotta della metà quando il debitore: re, anche se non ricorre la condizione prevista dal com-
ma 2, lettera b), che gli effetti dell’accordo vengano estesi
a) non proponga la moratoria dei creditori estranei anche ai creditori non aderenti appartenenti alla medesi-
agli accordi; ma categoria. Restano fermi i diritti dei creditori diversi
b) non abbia richiesto e rinunci a richiedere misure da banche e intermediari finanziari.
protettive temporanee.
Art. 62.
Art. 61.
Convenzione di moratoria
Accordi di ristrutturazione ad efficacia estesa
1. La convenzione di moratoria conclusa tra un impren-
1. Le disposizioni di cui alla presente sezione si appli- ditore, anche non commerciale, e i suoi creditori, diret-
cano, in deroga agli articoli 1372 e 1411 del codice civile, ta a disciplinare in via provvisoria gli effetti della crisi e
al caso in cui gli effetti dell’accordo vengano estesi anche avente ad oggetto la dilazione delle scadenze dei crediti,
ai creditori non aderenti che appartengano alla medesima la rinuncia agli atti o la sospensione delle azioni esecuti-
categoria, individuata tenuto conto dell’omogeneità di ve e conservative e ogni altra misura che non comporti
posizione giuridica ed interessi economici. rinuncia al credito, in deroga agli articoli 1372 e 1411 del
2. Ai fini di cui al comma 1 occorre che: codice civile, è efficace anche nei confronti dei creditori
a) tutti i creditori appartenenti alla categoria siano non aderenti che appartengano alla medesima categoria.
stati informati dell’avvio delle trattative, siano stati mes- 2. Ai fini di cui al comma 1 occorre che:
si in condizione di parteciparvi in buona fede e abbiano a) tutti i creditori appartenenti alla categoria siano
ricevuto complete e aggiornate informazioni sulla situa- stati informati dell’avvio delle trattative o siano stati mes-
zione patrimoniale, economica e finanziaria del debitore si in condizione di parteciparvi in buona fede e abbiano
nonché sull’accordo e sui suoi effetti; ricevuto complete e aggiornate informazioni sulla situa-
b) l’accordo abbia carattere non liquidatorio, preve- zione patrimoniale, economica e finanziaria del debitore
dendo la prosecuzione dell’attività d’impresa in via di- nonché sulla convenzione e i suoi effetti;
retta o indiretta ai sensi dell’articolo 84, comma 2, e che b) i crediti dei creditori aderenti appartenenti alla ca-
i creditori vengano soddisfatti in misura significativa o tegoria rappresentino il settantacinque per cento di tutti i
prevalente dal ricavato della continuità aziendale; creditori appartenenti alla categoria, fermo restando che
c) i crediti dei creditori aderenti appartenenti alla ca- un creditore può essere titolare di crediti inseriti in più di
tegoria rappresentino il settantacinque per cento di tutti i una categoria;
creditori appartenenti alla categoria, fermo restando che c) vi siano concrete prospettive che i creditori del-
un creditore può essere titolare di crediti inseriti in più di la medesima categoria non aderenti, cui vengono estesi
una categoria; gli effetti della convenzione, possano risultare soddisfatti
d) i creditori della medesima categoria non aderenti all’esito della stessa in misura non inferiore rispetto alla
cui vengono estesi gli effetti dell’accordo possano risul- liquidazione giudiziale;
tare soddisfatti in base all’accordo stesso in misura non d) un professionista indipendente, abbia attestato la
inferiore rispetto alla liquidazione giudiziale; veridicità dei dati aziendali, l’idoneità della convenzione
e) il debitore abbia notificato l’accordo, la doman- a disciplinare provvisoriamente gli effetti della crisi, e la
da di omologazione e i documenti allegati ai credito- ricorrenza delle condizioni di cui alla lettera c).
ri nei confronti dei quali chiede di estendere gli effetti 3. In nessun caso, per effetto della convenzione, ai
dell’accordo. creditori della medesima categoria non aderenti possono
3. I creditori della medesima categoria non aderenti ai essere imposti l’esecuzione di nuove prestazioni, la con-
quali il debitore chiede di estendere gli effetti dell’accor- cessione di affidamenti, il mantenimento della possibilità
do possono proporre opposizione ai sensi dell’articolo 48, di utilizzare affidamenti esistenti o l’erogazione di nuo-
comma 4. Per essi, il termine per proporre opposizione vi finanziamenti. Non è considerata nuova prestazione
decorre dalla data della comunicazione. la prosecuzione della concessione del godimento di beni
oggetto di contratti di locazione finanziaria già stipulati.
4. In nessun caso, per effetto dell’accordo di ristruttu-
razione, ai creditori ai quali è stato esteso l’accordo pos- 4. La convenzione va comunicata, insieme alla relazio-
sono essere imposti l’esecuzione di nuove prestazioni, la ne del professionista indicato al comma 2, lettera d), ai
concessione di affidamenti, il mantenimento della possi- creditori non aderenti mediante lettera raccomandata con
bilità di utilizzare affidamenti esistenti o l’erogazione di avviso di ricevimento o presso il domicilio digitale.
nuovi finanziamenti. Non è considerata nuova prestazione 5. Entro trenta giorni dalla comunicazione può essere
la prosecuzione della concessione del godimento di beni proposta opposizione avanti al tribunale.
oggetto di contratti di locazione finanziaria già stipulati. 6. Il tribunale decide sulle opposizioni in camera di
5. Quando un’impresa ha debiti verso banche e in- consiglio con sentenza.
termediari finanziari in misura non inferiore alla metà 7. Contro la sentenza che pronuncia sulle opposizioni è
dell’indebitamento complessivo, l’accordo di ristruttura- ammesso reclamo ai sensi dell’articolo 51.

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Art. 63. 2. Resta ferma, per il periodo anteriore al deposito del-


le domande e della richiesta di misure cautelari e protet-
Transazione fiscale e accordi su crediti contributivi tive di cui al comma 1, l’applicazione dell’articolo 2486
del codice civile.
1. Nell’ambito delle trattative che precedono la stipu-
lazione degli accordi di ristrutturazione di cui agli articoli
57, 60 e 61 il debitore può proporre una transazione fi- Capo II
scale. In tali casi l’attestazione del professionista indipen- PROCEDURE DI COMPOSIZIONE DELLE CRISI DA
dente in possesso dei requisiti di cui all’art. 2, comma 1, SOVRAINDEBITAMENTO
lettera o), relativamente ai crediti fiscali e previdenziali,
deve inerire anche alla convenienza del trattamento pro-
posto rispetto alla liquidazione giudiziale; tale circostan-
za costituisce oggetto di specifica valutazione da parte del Sezione I
tribunale. DISPOSIZIONI DI CARATTERE GENERALE
2. La proposta di transazione fiscale, unitamente alla
documentazione di cui agli articoli 57, 60 e 61 è deposita-
ta presso gli uffici indicati all’articolo 88, comma 3. Alla Art. 65.
proposta di transazione deve essere allegata la dichiara- Ambito di applicazione delle procedure di composizione
zione sostitutiva, resa dal debitore o dal suo legale rap- delle crisi da sovraindebitamento
presentante ai sensi dell’articolo 47 del testo unico delle
disposizioni legislative e regolamentari in materia di do- 1. I debitori di cui all’articolo 2, comma 1, lettera c)
cumentazione amministrativa, di cui al decreto del Presi- possono proporre soluzioni della crisi da sovraindebita-
dente della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445, che la mento secondo le norme del presente capo o del titolo V,
documentazione di cui al periodo precedente rappresenta capo IX.
fedelmente e integralmente la situazione dell’impresa,
con particolare riguardo alle poste attive del patrimonio. 2. Si applicano, per quanto non specificamente previsto
L’adesione alla proposta è espressa, su parere conforme dalle disposizioni della presente sezione, le disposizioni
della competente direzione regionale, con la sottoscri- del titolo III, in quanto compatibili.
zione dell’atto negoziale da parte del direttore dell’uffi- 3. I compiti del commissario giudiziale o del liquida-
cio. Per i tributi amministrati dall’Agenzia delle dogane tore nominati nelle procedure di cui al comma 1 sono
e dei monopoli l’adesione alla proposta è espressa dalla svolti dall’OCC. La nomina dell’attestatore è sempre
competente direzione interregionale, regionale e interpro- facoltativa.
vinciale con la sottoscrizione dell’atto negoziale. L’atto è
sottoscritto anche dall’agente della riscossione in ordine 4. La procedura produce i suoi effetti anche nei con-
al trattamento degli oneri di riscossione di cui all’artico- fronti dei soci illimitatamente responsabili.
lo 17 del decreto legislativo 13 aprile 1999, n. 112. L’as-
senso così espresso equivale a sottoscrizione dell’accor- Art. 66.
do di ristrutturazione. Ai fini dell’articolo 48, comma 5,
l’eventuale adesione deve intervenire entro sessanta gior- Procedure familiari
ni dal deposito della proposta di transazione fiscale.
1. I membri della stessa famiglia possono presentare un
3. La transazione fiscale conclusa nell’ambito degli unico progetto di risoluzione della crisi da sovraindebita-
accordi di ristrutturazione è risolta di diritto se il debito- mento quando sono conviventi o quando il sovraindebi-
re non esegue integralmente, entro novanta giorni dalle tamento ha un’origine comune. Quando uno dei debitori
scadenze previste, i pagamenti dovuti alle agenzie fisca- non è un consumatore, al progetto unitario si applicano le
li e agli enti gestori di forme di previdenza e assistenza disposizioni della sezione III del presente capo.
obbligatorie.
2. Ai fini del comma 1, oltre al coniuge, si considerano
membri della stessa famiglia i parenti entro il quarto gra-
Art. 64. do e gli affini entro il secondo, nonché le parti dell’unione
Effetti degli accordi sulla disciplina societaria civile e i conviventi di fatto di cui alla legge 20 maggio
2016, n.76.
1. Dalla data del deposito della domanda per l’omolo- 3. Le masse attive e passive rimangono distinte.
gazione degli accordi di ristrutturazione disciplinati dagli
articoli 57, 60 e 61 ovvero della richiesta di misure cau- 4. Nel caso in cui siano presentate più richieste di ri-
telari e protettive ai sensi dell’articolo 54 relative ad una soluzione della crisi da sovraindebitamento riguardanti
proposta di accordo di ristrutturazione e sino all’omolo- membri della stessa famiglia, il giudice adotta i necessari
gazione, non si applicano gli articoli 2446, commi secon- provvedimenti per assicurarne il coordinamento. La com-
do e terzo, 2447, 2482-bis, commi quarto, quinto e sesto, petenza appartiene al giudice adito per primo.
e 2482-ter del codice civile. Per lo stesso periodo non 5. La liquidazione del compenso dovuto all’organismo
opera la causa di scioglimento della società per riduzione di composizione della crisi è ripartita tra i membri della
o perdita del capitale sociale di cui agli articoli 2484, nu- famiglia in misura proporzionale all’entità dei debiti di
mero 4, e 2545-duodecies del codice civile. ciascuno.

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Sezione II 2. Alla domanda, deve essere allegata una relazione


RISTRUTTURAZIONE DEI DEBITI DEL CONSUMATORE dell’OCC, che deve contenere:
a) l’indicazione delle cause dell’indebitamento e
della diligenza impiegata dal debitore nell’assumere le
Art. 67. obbligazioni;
Procedura di ristrutturazione dei debiti b) l’esposizione delle ragioni dell’incapacità del de-
bitore di adempiere le obbligazioni assunte;
1. Il consumatore sovraindebitato, con l’ausilio c) la valutazione sulla completezza ed attendibi-
dell’OCC, può proporre ai creditori un piano di ristrut- lità della documentazione depositata a corredo della
turazione dei debiti che indichi in modo specifico tempi domanda;
e modalità per superare la crisi da sovraindebitamento.
La proposta ha contenuto libero e può prevedere il soddi- d) l’indicazione presunta dei costi della procedura.
sfacimento, anche parziale, dei crediti in qualsiasi forma. 3. L’OCC, nella sua relazione, deve indicare anche se
2. La domanda è corredata dell’elenco: il soggetto finanziatore, ai fini della concessione del fi-
a) di tutti i creditori, con l’indicazione delle somme nanziamento, abbia tenuto conto del merito creditizio del
dovute e delle cause di prelazione; debitore, valutato in relazione al suo reddito disponibile,
dedotto l’importo necessario a mantenere un dignitoso te-
b) della consistenza e della composizione del nore di vita. A tal fine si ritiene idonea una quantificazio-
patrimonio; ne non inferiore all’ammontare dell’assegno sociale mol-
c) degli atti di straordinaria amministrazione com- tiplicato per un parametro corrispondente al numero dei
piuti negli ultimi cinque anni; componenti il nucleo familiare della scala di equivalenza
d) delle dichiarazioni dei redditi degli ultimi tre anni; dell’ISEE di cui al decreto del Presidente del Consiglio
e) degli stipendi, delle pensioni, dei salari e di tutte dei ministri del 5 dicembre 2013, n. 159.
le altre entrate del debitore e del suo nucleo familiare, con 4. L’OCC, entro sette giorni dall’avvenuto conferi-
l’indicazione di quanto occorre al mantenimento della sua mento dell’incarico da parte del debitore, ne dà notizia
famiglia. all’agente della riscossione e agli uffici fiscali, anche de-
3. La proposta può prevedere anche la falcidia e la ri- gli enti locali, competenti sulla base dell’ultimo domicilio
strutturazione dei debiti derivanti da contratti di finanzia- fiscale dell’istante, i quali entro quindici giorni debbono
mento con cessione del quinto dello stipendio, del tratta- comunicare il debito tributario accertato e gli eventuali
mento di fine rapporto o della pensione e dalle operazioni accertamenti pendenti.
di prestito su pegno, salvo quanto previsto dal comma 4. 5. Il deposito della domanda sospende, ai soli effetti del
4. È possibile prevedere che i crediti muniti di privi- concorso, il corso degli interessi convenzionali o legali
legio, pegno o ipoteca possano essere soddisfatti non fino alla chiusura della procedura, a meno che i credi-
integralmente, allorché ne sia assicurato il pagamento in ti non siano garantiti da ipoteca, da pegno o privilegio,
misura non inferiore a quella realizzabile, in ragione della salvo quanto previsto dagli articoli 2749, 2788 e 2855,
collocazione preferenziale sul ricavato in caso di liquida- commi secondo e terzo, del codice civile.
zione, avuto riguardo al valore di mercato attribuibile ai
beni o ai diritti oggetto della causa di prelazione, come Art. 69.
attestato dall’OCC. Condizioni soggettive ostative
5. È possibile prevedere anche il rimborso, alla scaden-
za convenuta, delle rate a scadere del contratto di mutuo 1. Il consumatore non può accedere alla procedura di-
garantito da ipoteca iscritta sull’abitazione principale del sciplinata in questa sezione se è già stato esdebitato nei
debitore se lo stesso, alla data del deposito della doman- cinque anni precedenti la domanda o ha già beneficiato
da, ha adempiuto le proprie obbligazioni o se il giudice lo dell’esdebitazione per due volte, ovvero ha determinato
autorizza al pagamento del debito per capitale ed interessi la situazione di sovraindebitamento con colpa grave, ma-
scaduto a tale data. lafede o frode.
6. Il procedimento si svolge dinanzi al tribunale in 2. Il creditore che ha colpevolmente determinato la si-
composizione monocratica. tuazione di indebitamento o il suo aggravamento o che
ha violato i principi di cui all’articolo 124-bis del decreto
Art. 68. legislativo 1 settembre 1993, n. 385, non può presentare
opposizione o reclamo in sede di omologa, anche se dis-
Presentazione della domanda senziente, né far valere cause di inammissibilità che non
e attività dell’OCC derivino da comportamenti dolosi del debitore.
1. La domanda deve essere presentata al giudice trami-
te un OCC costituito nel circondario del tribunale compe- Art. 70.
tente ai sensi dell’articolo 27, comma 2. Se nel circonda- Omologazione del piano
rio del tribunale competente non vi è un OCC, i compiti e
le funzioni allo stesso attribuiti sono svolti da un profes- 1. Il giudice, se la proposta e il piano sono ammissibili,
sionista o da una società tra professionisti in possesso dei dispone con decreto che siano pubblicati in apposita area
requisiti di cui all’articolo 358 nominati dal presidente del sito web del tribunale o del Ministero della giustizia e
del tribunale competente o da un giudice da lui delegato. che ne sia data comunicazione entro trenta giorni, a cura
Non è necessaria l’assistenza di un difensore. dell’OCC, a tutti i creditori.

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2. Ricevuta la comunicazione di cui al comma 1, il 2. Terminata l’esecuzione, l’OCC, sentito il debitore,


creditore deve comunicare all’OCC un indirizzo di posta presenta al giudice il rendiconto. Il giudice, se approva
elettronica certificata. In mancanza, le successive comu- il rendiconto, procede alla liquidazione del compenso,
nicazioni sono effettuate mediante deposito in cancelleria. tenuto conto di quanto eventualmente convenuto con il
3. Nei venti giorni successivi alla comunicazione ogni debitore, e ne autorizza il pagamento.
creditore può presentare osservazioni, inviandole all’in- 3.Se non approva il rendiconto, il giudice indica gli atti
dirizzo di posta elettronica certificata dell’OCC, indicato necessari per l’esecuzione del piano ed un termine per il
nella comunicazione.
loro compimento. Se le prescrizioni non sono adempiute
4. Con il decreto di cui al comma 1, il giudice, su istan- nel termine, anche prorogato, il giudice revoca l’omolo-
za del debitore, può disporre la sospensione dei procedi- gazione, osservate, in quanto compatibili, le disposizioni
menti di esecuzione forzata che potrebbero pregiudicare di cui all’articolo 72.
la fattibilità del piano. Il giudice, su istanza del debitore,
può altresì disporre il divieto di azioni esecutive e caute- 4. Nella liquidazione del compenso il giudice tiene
lari sul patrimonio del consumatore nonché le altre misu- conto della diligenza dell’OCC e, se non approva il rendi-
re idonee a conservare l’integrità del patrimonio fino alla conto, può escludere il diritto al compenso.
conclusione del procedimento.
5. Le misure protettive sono revocabili su istanza dei Art. 72.
creditori, o anche d’ufficio, in caso di atti in frode. Il giu-
dice, salvo che l’istanza di revoca non sia palesemente Revoca dell’omologazione
inammissibile o manifestamente infondata, sente le parti,
anche mediante scambio di memorie scritte e provvede 1. Il giudice revoca l’omologazione d’ufficio o su
con decreto. istanza di un creditore, del pubblico ministero o di qual-
6. Entro i dieci giorni successivi alla scadenza del ter- siasi altro interessato, in contraddittorio con il debitore,
mine di cui al comma 3, l’OCC, sentito il debitore, riferi- quando è stato dolosamente o con colpa grave aumentato
sce al giudice e propone le modifiche al piano che ritiene o diminuito il passivo, ovvero sottratta o dissimulata una
necessarie. parte rilevante dell’attivo ovvero dolosamente simulate
7. Il giudice, verificata l’ammissibilità giuridica e la attività inesistenti o se risultano commessi altri atti diretti
fattibilità economica del piano, risolta ogni contestazio- a frodare le ragioni dei creditori.
ne, omologa il piano con sentenza e ne dispone, ove ne-
cessario, la trascrizione a cura dell’OCC. Con la stessa 2. Il giudice provvede allo stesso modo in caso di
sentenza dichiara chiusa la procedura. inadempimento degli obblighi previsti nel piano o qua-
8. La sentenza di omologa è comunicata ai creditori lora questo sia divenuto inattuabile e non sia possibile
ed è pubblicata entro quarantotto ore a norma del com- modificarlo.
ma 1. La sentenza è impugnabile ai sensi dell’articolo 51. 3. L’OCC è tenuto a segnalare al giudice ogni fatto rile-
9. Quando uno dei creditori o qualunque altro interes- vante ai fini della revoca dell’omologazione.
sato, con le osservazioni di cui al comma 3, contesta la
convenienza della proposta, il giudice omologa il piano 4. La domanda di revoca non può essere proposta e
se ritiene che comunque il credito dell’opponente possa l’iniziativa da parte del tribunale non può essere assunta
essere soddisfatto dall’esecuzione del piano in misura decorsi sei mesi dalla approvazione del rendiconto.
non inferiore all’alternativa liquidatoria. 5. Sulla richiesta di revoca, il giudice sente le parti, an-
10. In caso di diniego dell’omologazione, il giudice che mediante scambio di memorie scritte e provvede alla
provvede con decreto motivato e dichiara l’inefficacia revoca, con sentenza reclamabile ai sensi dell’articolo 50,
delle misure protettive accordate. Su istanza del debitore, o rigetta la richiesta con decreto motivato.
verificata la sussistenza dei presupposti di legge, dichiara
aperta la procedura liquidatoria ai sensi degli articoli 268 6. La revoca dell’omologazione non pregiudica i diritti
e seguenti. acquistati dai terzi in buona fede.
11. Nei casi di frode l’istanza di cui al comma 10, se-
condo periodo, può essere presentata anche da un credito- Art. 73.
re o dal pubblico ministero.
12. Contro il decreto di cui al comma 10, è ammesso Conversione in procedura liquidatoria
reclamo ai sensi dell’articolo 50.
1. In caso di revoca dell’omologazione il giudice, su
Art. 71. istanza del debitore, dispone la conversione in liquidazio-
ne controllata.
Esecuzione del piano
2. Se la revoca consegue ad atti di frode o ad inadem-
1. L’OCC vigila sull’esatto adempimento del piano, pimento, l’istanza di cui al comma 1 può essere proposta
risolve le eventuali difficoltà e le sottopone al giudice, anche dai creditori o dal pubblico ministero.
se necessario. Il debitore è tenuto a compiere ogni atto
necessario a dare esecuzione al piano omologato. Ogni 3. In caso di conversione, il giudice concede termine al
sei mesi, l’OCC riferisce al giudice per iscritto sullo stato debitore per l’integrazione della documentazione e prov-
dell’esecuzione. vede ai sensi dell’articolo 270.

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Sezione III disfatto integralmente con il ricavato della liquidazione


CONCORDATO MINORE del bene effettuata a valore di mercato e che il rimborso
delle rate a scadere non lede i diritti degli altri creditori.
Art. 74. Art. 76.
Proposta di concordato minore Presentazione della domanda e attività dell’OCC
1. I debitori di cui all’articolo 2, comma 1, lettera c), in 1. La domanda è formulata tramite un OCC costituito
stato di sovraindebitamento, escluso il consumatore, pos- nel circondario del tribunale competente ai sensi dell’ar-
sono formulare ai creditori una proposta di concordato ticolo 27, comma 2.
minore, quando consente di proseguire l’attività impren-
ditoriale o professionale. 2. Alla domanda deve essere allegata una relazione
particolareggiata dell’OCC, che comprende:
2. Fuori dai casi previsti dal comma 1, il concordato
minore può essere proposto esclusivamente quando è pre- a) l’indicazione delle cause dell’indebitamento e
visto l’apporto di risorse esterne che aumentino in misura della diligenza impiegata dal debitore nell’assumere le
apprezzabile la soddisfazione dei creditori. obbligazioni;
3. La proposta di concordato minore ha contenuto libe- b) l’esposizione delle ragioni dell’incapacità del de-
ro, indica in modo specifico tempi e modalità per supera- bitore di adempiere le obbligazioni assunte;
re la crisi da sovraindebitamento e può prevedere il soddi- c) l’indicazione della eventuale esistenza di atti del
sfacimento, anche parziale, dei crediti attraverso qualsiasi debitore impugnati dai creditori;
forma, nonché la eventuale suddivisione dei creditori in d) la valutazione sulla completezza e attendibilità
classi. della documentazione depositata a corredo della doman-
4. Per quanto non previsto dalla presente sezione, si da, nonché sulla convenienza del piano rispetto all’alter-
applicano le disposizioni del capo III del presente titolo nativa liquidatoria;
in quanto compatibili. e) l’indicazione presumibile dei costi della procedura;
Art. 75. f) la percentuale, le modalità e i tempi di soddisfaci-
mento dei creditori;
Documentazione e trattamento dei crediti privilegiati g) l’indicazione dei criteri adottati nella formazione
1. Il debitore deve allegare alla domanda: delle classi, ove previste dalla proposta.
a) il piano con i bilanci, le scritture contabili e fiscali 3. L’OCC, nella sua relazione, deve indicare anche se
obbligatorie e le dichiarazioni dei redditi concernenti i tre il soggetto finanziatore, ai fini della concessione del fi-
anni anteriori o gli ultimi esercizi precedenti se l’attività nanziamento, abbia tenuto conto del merito creditizio del
ha avuto minor durata; debitore.
b) una relazione aggiornata sulla situazione econo- 4. L’OCC, entro sette giorni dall’avvenuto conferi-
mica, patrimoniale e finanziaria; mento dell’incarico da parte del debitore, ne dà notizia
c) l’elenco di tutti i creditori, con le rispettive cause all’agente della riscossione e agli uffici fiscali, anche de-
di prelazione e l’indicazione delle somme dovute; gli enti locali, competenti sulla base dell’ultimo domicilio
fiscale dell’istante, i quali entro quindici giorni debbono
d) gli atti di straordinaria amministrazione compiuti comunicare il debito tributario accertato e gli eventuali
negli ultimi cinque anni; accertamenti pendenti.
e) la documentazione relativa a stipendi, pensioni, 5. Il deposito della domanda sospende, ai soli effetti del
salari e altre entrate proprie e della famiglia, con l’indi- concorso, il corso degli interessi convenzionali o legali
cazione di quanto occorra al mantenimento della stessa. fino alla chiusura della liquidazione, a meno che i crediti
2. È possibile prevedere che i crediti muniti di privi- non siano garantiti da ipoteca, pegno o privilegio, salvo
legio, pegno o ipoteca possano essere soddisfatti non quanto previsto dagli articoli 2749, 2788 e 2855, commi
integralmente, allorché ne sia assicurato il pagamento in secondo e terzo, del codice civile.
misura non inferiore a quella realizzabile, in ragione della
collocazione preferenziale sul ricavato in caso di liqui- 6. Il procedimento si svolge dinanzi al tribunale in
dazione, avuto riguardo al valore di mercato attribuibile composizione monocratica.
ai beni o ai diritti sui quali insiste la causa di prelazio-
ne, come attestato dagli organismi di composizione della Art. 77.
crisi. Inammissibilità della domanda di concordato minore
3. Quando è prevista la continuazione dell’attività
aziendale, è possibile prevedere il rimborso, alla scadenza 1. La domanda di concordato minore è inammissibile
convenuta, delle rate a scadere del contratto di mutuo con se mancano i documenti di cui agli articoli 75 e 76, se il
garanzia reale gravante su beni strumentali all’esercizio debitore presenta requisiti dimensionali che eccedono i
dell’impresa se il debitore, alla data della presentazione limiti di cui all’articolo 2, comma 1, lettera d), numeri 1),
della domanda di concordato, ha adempiuto le proprie 2) e 3), se è già stato esdebitato nei cinque anni precedenti
obbligazioni o se il giudice lo autorizza al pagamento del la domanda o ha già beneficiato dell’esdebitazione per
debito per capitale ed interessi scaduto a tale data. L’OCC due volte o se risultano commessi atti diretti a frodare le
attesta anche che il credito garantito potrebbe essere sod- ragioni dei creditori.

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Art. 78. 3. In mancanza di comunicazione all’OCC nel termi-


ne assegnato, si intende che i creditori abbiano presta-
Procedimento to consenso alla proposta nei termini in cui è stata loro
trasmessa.
1. Il giudice, se la domanda è ammissibile, dichiara
aperta la procedura con decreto e dispone la comunica- 4. Il concordato minore della società produce i suoi ef-
zione, a cura dell’OCC, a tutti i creditori della proposta fetti anche per i soci illimitatamente responsabili.
e del decreto. 5. Il concordato minore non pregiudica i diritti dei cre-
2. Con il decreto di cui al comma 1, il giudice: ditori nei confronti dei coobbligati, fideiussori del debi-
tore e obbligati in via di regresso, salvo che sia diversa-
a) dispone la pubblicazione del decreto mediante in- mente previsto.
serimento in apposita area del sito web del tribunale o del
Ministero della giustizia e nel registro delle imprese se il
debitore svolge attività d’impresa; Art. 80.
b) ordina, ove il piano preveda la cessione o l’affida- Omologazione del concordato minore
mento a terzi di beni immobili o beni mobili registrati, la
trascrizione del decreto presso gli uffici competenti; 1. Il giudice, verificati la ammissibilità giuridica e la
fattibilità economica del piano e il raggiungimento della
c) assegna ai creditori un termine non superiore a percentuale di cui all’articolo 79 in mancanza di conte-
trenta giorni entro il quale devono fare pervenire all’OCC, stazioni, omologa il concordato minore con sentenza, di-
a mezzo posta elettronica certificata, la dichiarazione di
adesione o di mancata adesione alla proposta di concor- sponendo forme adeguate di pubblicità e, se necessario,
dato e le eventuali contestazioni; la sua trascrizione.
2. Con la sentenza di omologazione, il giudice dichiara
d) su istanza del debitore, dispone che, sino al mo- chiusa la procedura.
mento in cui il provvedimento di omologazione diventa
definitivo, non possono, sotto pena di nullità, essere ini- 3. Quando uno dei creditori o qualunque altro interes-
ziate o proseguite azioni esecutive individuali né disposti sato contesta la convenienza della proposta, il giudice,
sequestri conservativi né acquistati diritti di prelazione sentiti il debitore e l’OCC, omologa il concordato minore
sul patrimonio del debitore da parte dei creditori aventi se ritiene che il credito dell’opponente possa essere sod-
titolo o causa anteriore. disfatto dall’esecuzione del piano in misura non inferio-
3. L’OCC cura l’esecuzione del decreto. re all’alternativa liquidatoria. Il giudice omologa altresì
il concordato minore anche in mancanza di adesione da
4. Nella comunicazione di cui al comma 2, lettera c), parte dell’amministrazione finanziaria quando l’adesione
il creditore deve indicare un indirizzo di posta elettronica è decisiva ai fini del raggiungimento della percentuale di
certificata a cui ricevere tutte le comunicazioni. In man- cui all’art. 79, comma 1, e, anche sulla base delle risul-
canza, i provvedimenti sono comunicati mediante depo- tanze, sul punto, della specifica relazione dell’OCC, la
sito in cancelleria. proposta di soddisfacimento dell’amministrazione è con-
5. Gli atti eccedenti l’ordinaria amministrazione com- veniente rispetto all’alternativa liquidatoria.
piuti senza l’autorizzazione del giudice sono inefficaci 4. Il creditore che ha colpevolmente determinato la si-
rispetto ai creditori anteriori al momento in cui è stata tuazione di indebitamento o il suo aggravamento, non può
eseguita la pubblicità del decreto. presentare opposizione o reclamo in sede di omologa, an-
che se dissenziente, né far valere cause di inammissibilità
Art. 79. che non derivino da comportamenti dolosi del debitore.
Maggioranza per l’approvazione del concordato minore 5. Il giudice, se rigetta la domanda di omologa, dichia-
ra con decreto motivato l’inefficacia delle misure protet-
1. Il concordato minore è approvato dai creditori che tive accordate e, su istanza del debitore, dichiara aperta la
rappresentano la maggioranza dei crediti ammessi al procedura di liquidazione controllata ai sensi degli artico-
voto. I creditori muniti di privilegio, pegno o ipoteca, dei li 268 e seguenti.
quali la proposta prevede l’integrale pagamento, non sono 6. In caso di frode, l’istanza di cui al comma 5 può
computati ai fini del raggiungimento della maggioranza e essere proposta anche da un creditore o dal pubblico
non hanno diritto di esprimersi sulla proposta, salvo che ministero.
non rinuncino in tutto o in parte al diritto di prelazione. I
creditori soddisfatti parzialmente ai sensi dell’articolo 74, 7. Il decreto è reclamabile ai sensi dell’articolo 50.
comma 3, sono equiparati ai chirografari per la parte re-
sidua del credito. Art. 81.
2. Non sono ammessi al voto e non sono computati ai Esecuzione del concordato minore
fini del raggiungimento della maggioranza il coniuge, la
parte dell’unione civile e il convivente di fatto del debito- 1. L’OCC vigila sull’esatto adempimento del con-
re di cui alla legge 20 maggio 2016, n.76, i parenti e affini cordato minore, risolve le eventuali difficoltà e, se ne-
del debitore entro il quarto grado, nonché i cessionari o cessario, le sottopone al giudice. Il debitore è tenuto a
aggiudicatari dei loro crediti da meno di un anno prima compiere ogni atto necessario a dare esecuzione al piano
della domanda. omologato.

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2. Terminata l’esecuzione, l’OCC, sentito il debitore, Capo III


presenta al giudice il rendiconto. Il giudice, se approva il
rendiconto, procede alla liquidazione del compenso, te- CONCORDATO PREVENTIVO
nuto conto di quanto eventualmente pattuito con il debi-
tore, e ne autorizza il pagamento.
3. Se non approva il rendiconto, il giudice indica gli Sezione I
atti necessari per l’esecuzione del concordato ed un ter-
mine per il loro compimento. Se le prescrizioni non sono PRESUPPOSTI E INIZIO DELLA PROCEDURA
adempiute nel termine, anche prorogato, il giudice dichia-
ra risolto il concordato minore, osservate, in quanto com-
patibili, le disposizioni di cui all’articolo 82. Art. 84.
4. Nella liquidazione del compenso il giudice tiene
conto della diligenza dell’OCC e, se non approva il rendi- Finalità del concordato preventivo
conto, può escludere il diritto al compenso.
1. Con il concordato preventivo il debitore realizza
5. Il giudice provvede allo stesso modo in caso di man- il soddisfacimento dei creditori mediante la continuità
cata esecuzione integrale del piano o qualora il piano sia aziendale o la liquidazione del patrimonio.
divenuto inattuabile e non sia possibile modificarlo.
2. La continuità può essere diretta, in capo all’impren-
Art. 82. ditore che ha presentato la domanda di concordato, ovve-
ro indiretta, in caso sia prevista la gestione dell’azienda
Revoca dell’omologazione in esercizio o la ripresa dell’attività da parte di soggetto
diverso dal debitore in forza di cessione, usufrutto, affitto,
1. Il giudice revoca l’omologazione d’ufficio o su istan- stipulato anche anteriormente, purché in funzione della
za di un creditore, del pubblico ministero o di qualsiasi al- presentazione del ricorso, conferimento dell’azienda in
tro interessato, in contraddittorio con il debitore, quando una o più società, anche di nuova costituzione, o a qua-
è stato dolosamente o con colpa grave aumentato o dimi- lunque altro titolo, ed è previsto dal contratto o dal titolo
nuito il passivo, ovvero quando è stata sottratta o dissi- il mantenimento o la riassunzione di un numero di lavora-
mulata una parte rilevante dell’attivo ovvero quando sono tori pari ad almeno la metà della media di quelli in forza
state dolosamente simulate attività inesistenti o quando nei due esercizi antecedenti il deposito del ricorso, per
risultano commessi altri atti diretti a frodare le ragioni dei un anno dall’omologazione. In caso di continuità diretta
creditori. La domanda di revoca non può essere proposta il piano prevede che l’attività d’impresa è funzionale ad
e l’iniziativa da parte del tribunale non può essere assunta assicurare il ripristino dell’equilibrio economico finan-
decorsi sei mesi dall’approvazione del rendiconto. ziario nell’interesse prioritario dei creditori, oltre che
dell’imprenditore e dei soci. In caso di continuità indiret-
2. L’OCC è tenuto a segnalare al giudice ogni fatto rile- ta la disposizione di cui al periodo che precede, in quanto
vante ai fini della revoca dell’omologazione. compatibile, si applica anche con riferimento all’attività
3. Prima di procedere alla revoca, il giudice sente le aziendale proseguita dal soggetto diverso dal debitore.
parti, anche mediante scambio di memorie scritte e prov- 3. Nel concordato in continuità aziendale i credito-
vede alla revoca con sentenza reclamabile ai sensi dell’ar-
ticolo 50, o rigetta la richiesta con decreto motivato. ri vengono soddisfatti in misura prevalente dal ricavato
prodotto dalla continuità aziendale diretta o indiretta, ivi
4. La revoca dell’omologazione non pregiudica i diritti compresa la cessione del magazzino. La prevalenza si
acquistati dai terzi in buona fede. considera sempre sussistente quando i ricavi attesi dal-
la continuità per i primi due anni di attuazione del piano
derivano da un’attività d’impresa alla quale sono addetti
Art. 83. almeno la metà della media di quelli in forza nei due eser-
cizi antecedenti il momento del deposito del ricorso. A
Conversione in procedura liquidatoria ciascun creditore deve essere assicurata un’utilità specifi-
camente individuata ed economicamente valutabile. Tale
1. In ogni caso di revoca o risoluzione il giudice, su utilità può anche essere rappresentata dalla prosecuzione
istanza del debitore, dispone la conversione in liquidazio- o rinnovazione di rapporti contrattuali con il debitore o
ne controllata. con il suo avente causa.
2. Se la revoca o la risoluzione consegue ad atti di frode
o ad inadempimento, l’istanza di cui al comma 1 può es- 4. Nel concordato liquidatorio l’apporto di risorse
sere proposta anche dai creditori o dal pubblico ministero. esterne deve incrementare di almeno il dieci per cento,
rispetto all’alternativa della liquidazione giudiziale, il
3. In caso di conversione, il giudice concede termine al soddisfacimento dei creditori chirografari, che non può
debitore per l’integrazione della documentazione e prov- essere in ogni caso inferiore al venti per cento dell’am-
vede ai sensi dell’articolo 270. montare complessivo del credito chirografario.

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Art. 85. Art. 87.


Presupposti per l’accesso alla procedura Piano di concordato
1. Per proporre il concordato l’imprenditore, soggetto 1. Il debitore presenta, con la proposta di concordato e
a liquidazione giudiziale ai sensi dell’articolo 121, deve unitamente alla documentazione prevista dall’articolo 39,
trovarsi in stato di crisi o di insolvenza. È in ogni caso un piano contenente la descrizione analitica delle moda-
fatto salvo il disposto dell’articolo 296. lità e dei tempi di adempimento della proposta. Il piano
2. La proposta deve fondarsi su un piano fattibile e pre- deve indicare:
sentare i requisiti previsti dall’articolo 87. a) le cause della crisi;
3. Il piano può prevedere: b) la definizione delle strategie d’intervento e, in
a) la ristrutturazione dei debiti e la soddisfazione dei caso di concordato in continuità, i tempi necessari per as-
crediti attraverso qualsiasi forma, anche mediante cessio- sicurare il riequilibrio della situazione finanziaria;
ne dei beni, accollo, o altre operazioni straordinarie, ivi c) gli apporti di finanza nuova, se previsti;
compresa l’attribuzione ai creditori, nonché a società da d) le azioni risarcitorie e recuperatorie esperibili,
questi partecipate, di azioni, quote, ovvero obbligazioni,
anche convertibili in azioni, o altri strumenti finanziari e con indicazione di quelle eventualmente proponibili solo
titoli di debito; nel caso di apertura della procedura di liquidazione giudi-
ziale e delle prospettive di recupero;
b) l’attribuzione delle attività delle imprese interes-
sate dalla proposta di concordato ad un assuntore; e) i tempi delle attività da compiersi, nonché le ini-
ziative da adottare nel caso di scostamento tra gli obiettivi
c) la eventuale suddivisione dei creditori in classi; pianificati e quelli raggiunti;
d) trattamenti differenziati tra creditori appartenenti f) in caso di continuità aziendale, le ragioni per le
a classi diverse. quali questa è funzionale al miglior soddisfacimento dei
4. Possono costituirsi come assuntori anche i creditori creditori;
o società da questi partecipate.
g) ove sia prevista la prosecuzione dell’attività d’im-
5. La formazione delle classi è obbligatoria per i credi- presa in forma diretta, un’analitica individuazione dei co-
tori titolari di crediti previdenziali o fiscali dei quali non sti e dei ricavi attesi dalla prosecuzione dell’attività, delle
sia previsto l’integrale pagamento, per i creditori titolari risorse finanziarie necessarie e delle relative modalità di
di garanzie prestate da terzi, per i creditori che vengono copertura.
soddisfatti anche in parte con utilità diverse dal denaro e
per i creditori proponenti il concordato e per le parti ad 2. Il debitore deve depositare, con la domanda, la rela-
essi correlate. zione di un professionista indipendente, che attesti la ve-
ridicità dei dati aziendali e la fattibilità del piano. Analoga
6. Il trattamento stabilito per ciascuna classe non può relazione deve essere presentata nel caso di modifiche so-
avere l’effetto di alterare l’ordine delle cause legittime di stanziali della proposta o del piano.
prelazione.
7. I creditori muniti di privilegio, pegno o ipoteca, pos- 3. In caso di concordato in continuità la relazione del
sono essere soddisfatti anche non integralmente, purché professionista indipendente deve attestare che la prosecu-
in misura non inferiore a quella realizzabile sul ricavato, zione dell’attività d’impresa è funzionale al miglior sod-
in caso di liquidazione, dei beni o diritti sui quali sussiste disfacimento dei creditori.
la causa di prelazione, avuto riguardo al loro valore di
mercato, al netto del presumibile ammontare delle spese Art. 88.
di procedura inerenti al bene o diritto e della quota parte Trattamento dei crediti tributari e contributivi
delle spese generali, attestato da professionista indipen-
dente. La quota residua del credito è trattata come credito 1. Con il piano di concordato il debitore, esclusiva-
chirografario. mente mediante proposta presentata ai sensi del presente
articolo, può proporre il pagamento, parziale o anche di-
Art. 86. lazionato, dei tributi e dei relativi accessori amministrati
Moratoria nel concordato in continuità dalle agenzie fiscali, nonché dei contributi amministrati
dagli enti gestori di forme di previdenza e assistenza ob-
1. Il piano può prevedere una moratoria fino a due anni bligatorie e dei relativi accessori, se il piano ne prevede
dall’omologazione per il pagamento dei creditori muniti la soddisfazione in misura non inferiore a quella realizza-
di privilegio, pegno o ipoteca, salvo che sia prevista la bile, in ragione della collocazione preferenziale, sul rica-
liquidazione dei beni o diritti sui quali sussiste la causa vato in caso di liquidazione, avuto riguardo al valore di
di prelazione. Quando è prevista la moratoria i creditori mercato attribuibile ai beni o ai diritti sui quali sussiste
hanno diritto al voto per la differenza fra il loro credito la causa di prelazione, indicato nella relazione di un pro-
maggiorato degli interessi di legge e il valore attuale dei fessionista indipendente. Se il credito tributario o contri-
pagamenti previsti nel piano calcolato alla data di presen- butivo è assistito da privilegio, la percentuale, i tempi di
tazione della domanda di concordato, determinato sulla pagamento e le eventuali garanzie non possono essere in-
base di un tasso di sconto pari alla metà del tasso previsto feriori o meno vantaggiosi rispetto a quelli offerti ai cre-
dall’art. 5 del decreto legislativo 9 ottobre 2002, n. 231, ditori che hanno un grado di privilegio inferiore o a quelli
in vigore nel semestre in cui viene presentata la domanda che hanno una posizione giuridica e interessi economici
di concordato preventivo. omogenei a quelli delle agenzie e degli enti gestori di for-

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14-2-2019 Supplemento ordinario n. 6/L alla GAZZETTA UFFICIALE Serie generale - n. 38

me di previdenza e assistenza obbligatorie. Se il credito Art. 90.


tributario o contributivo ha natura chirografaria, anche a
seguito di degradazione per incapienza, il trattamento non Proposte concorrenti
può essere differenziato rispetto a quello degli altri credi- 1. Colui o coloro che, anche per effetto di acquisti suc-
ti chirografari ovvero, nel caso di suddivisione in classi, cessivi alla domanda di concordato, rappresentano alme-
dei crediti rispetto ai quali è previsto un trattamento più no il dieci per cento dei crediti risultanti dalla situazione
favorevole. patrimoniale depositata dal debitore, possono presentare
2. L’attestazione del professionista indipendente, rela- una proposta concorrente di concordato preventivo e il
tivamente ai crediti fiscali e previdenziali, ha ad oggetto relativo piano non oltre trenta giorni prima della data ini-
anche la convenienza del trattamento proposto rispetto ziale stabilita per la votazione dei creditori.
alla liquidazione giudiziale. 2. Ai fini del computo della percentuale del dieci per
cento, non si considerano i crediti della società che con-
3. Copia della proposta e della relativa documentazio- trolla la società debitrice, delle società da questa control-
ne, contestualmente al deposito presso il tribunale, deve late e di quelle sottoposte a comune controllo.
essere presentata al competente agente della riscossione
e all’ufficio competente sulla base dell’ultimo domicilio 3. La proposta concorrente non può essere presentata
fiscale del debitore, unitamente alla copia delle dichiara- dal debitore, neppure per interposta persona, dal coniu-
zioni fiscali per le quali non è pervenuto l’esito dei con- ge, dalla parte di un’unione civile tra persone dello stesso
trolli automatici nonché delle dichiarazioni integrative sesso o dal convivente di fatto del debitore, da parenti e
affini entro il quarto grado e da parti correlate.
relative al periodo fino alla data di presentazione della
domanda. L’agente della riscossione, non oltre trenta 4. La relazione di cui all’articolo 87, comma 2 può es-
giorni dalla data della presentazione, deve trasmettere al sere limitata alla fattibilità del piano per gli aspetti che
debitore una certificazione attestante l’entità del debito non siano già oggetto di verifica da parte del commissario
iscritto a ruolo scaduto o sospeso. L’ufficio, nello stes- giudiziale, e può essere omessa se non ve ne sono.
so termine, deve procedere alla liquidazione dei tributi 5. Le proposte di concordato concorrenti non sono am-
risultanti dalle dichiarazioni e alla notifica dei relativi missibili se nella relazione di cui all’articolo 87, comma 2,
avvisi di irregolarità, unitamente a una certificazione il professionista indipendente attesta che la proposta di
attestante l’entità del debito derivante da atti di accerta- concordato del debitore assicura il pagamento di almeno
mento, ancorché non definitivi, per la parte non iscritta a il trenta per cento dell’ammontare dei crediti chirografari.
ruolo, nonché dai ruoli vistati, ma non ancora consegnati Tale percentuale è ridotta al venti per cento nel caso in cui
all’agente della riscossione. Dopo la nomina del commis- il debitore abbia richiesto l’apertura del procedimento di
allerta o utilmente avviato la composizione assistita della
sario giudiziale copia dell’avviso di irregolarità e delle crisi ai sensi dell’articolo 24.
certificazioni deve essergli trasmessa per gli adempimenti
previsti dagli articoli 105, comma 1, e 106. In particola- 6. La proposta può prevedere l’intervento di terzi e, se
re, per i tributi amministrati dall’Agenzia delle dogane e il debitore ha la forma di società per azioni o a responsa-
dei monopoli, l’ufficio competente a ricevere copia della bilità limitata, un aumento di capitale della società con
domanda con la relativa documentazione prevista al pri- esclusione o limitazione del diritto d’opzione.
mo periodo, nonché a rilasciare la certificazione di cui al 7. La proposta concorrente prima di essere comunicata
terzo periodo, si identifica con l’ufficio che ha notificato ai creditori, deve essere sottoposta al giudizio del tribu-
al debitore gli atti di accertamento. nale che verifica la correttezza dei criteri di formazione
delle classi.
4. Relativamente al credito tributario chirografa- 8. Le proposte di concordato, ivi compresa quella pre-
rio complessivo, il voto sulla proposta concordataria è sentata dal debitore, possono essere modificate fino a
espresso dall’ufficio, previo parere conforme della com- venti giorni prima della votazione dei creditori.
petente direzione regionale.
5. Il voto è espresso dall’agente della riscossione limi- Art. 91.
tatamente agli oneri di riscossione di cui all’articolo 17
del decreto legislativo 13 aprile 1999, n. 112. Offerte concorrenti
1. Quando il piano di concordato comprende un’offer-
Art. 89. ta irrevocabile da parte di un soggetto già individuato e
avente ad oggetto il trasferimento in suo favore, anche
Riduzione o perdita del capitale della società in crisi prima dell’omologazione, verso un corrispettivo in de-
naro o comunque a titolo oneroso, dell’azienda o di uno
1. Dalla data del deposito della domanda e sino o più rami d’azienda o di specifici beni, il tribunale o il
all’omologazione non si applicano gli articoli 2446, com- giudice da esso delegato dispone che dell’offerta stessa
mi secondo e terzo, 2447, 2482-bis, commi quarto, quinto sia data idonea pubblicità al fine di acquisire offerte con-
e sesto, e 2482-ter del codice civile. Per lo stesso periodo correnti. La stessa disciplina si applica in caso di affitto
non opera la causa di scioglimento della società per ri- d’azienda.
duzione o perdita del capitale sociale di cui agli articoli 2. La medesima disciplina si applica quando, prima
2484, n. 4, e 2545-duodecies del codice civile. dell’apertura della procedura di concordato, il debitore
2. Resta ferma, per il periodo anteriore al deposito del- ha stipulato un contratto che comunque abbia la finalità
le domande e della proposta di cui al comma 1, l’applica- del trasferimento non immediato dell’azienda, del ramo
zione dell’articolo 2486 del codice civile. d’azienda o di specifici beni aziendali.

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3. Se pervengono manifestazioni di interesse, il tribu- deldecreto legislativo 6 settembre 2011, n. 159; si osser-
nale o il giudice da esso delegato, dispone con decreto vano altresì le disposizioni di cui all’articolo 35.2 del pre-
l’apertura della procedura competitiva. detto decreto.
4. Il decreto di cui al comma 3 stabilisce le modalità di 3. Il commissario giudiziale fornisce ai creditori che ne
presentazione di offerte irrevocabili, prevedendo che ne fanno richiesta, valutata la congruità della stessa e previa
sia assicurata in ogni caso la comparabilità, i requisiti di assunzione di opportuni obblighi di riservatezza, le infor-
partecipazione degli offerenti, le forme e i tempi di acces- mazioni utili per la presentazione di proposte concorrenti,
so alle informazioni rilevanti, gli eventuali limiti al loro sulla base delle scritture contabili e fiscali obbligatorie
utilizzo e le modalità con cui il commissario deve fornirle del debitore, nonché ogni altra informazione rilevante in
a coloro che ne fanno richiesta, le modalità di svolgimen- suo possesso.
to della procedura competitiva, l’aumento minimo del 4. La disciplina di cui al comma 3 si applica anche in
corrispettivo che le offerte devono prevedere, le garan- caso di richieste, da parte di creditori o di terzi, di infor-
zie che devono essere prestate dagli offerenti, le forme di mazioni utili per la presentazione di offerte concorrenti.
pubblicità e la data dell’udienza per l’esame delle offerte 5. Il commissario giudiziale comunica senza ritardo al
se la vendita avviene davanti al giudice. pubblico ministero i fatti che possono interessare ai fini
5. La pubblicità è in ogni caso disposta sul portale del- delle indagini preliminari in sede penale e dei quali viene
le vendite pubbliche di cui all’articolo 490 del codice di a conoscenza nello svolgimento delle sue funzioni.
procedura civile, nelle forme di pubblicità di cui al pre-
detto articolo per quanto compatibili. Art. 93.
6. Le offerte, da presentarsi in forma segreta, non sono
efficaci se non conformi a quanto previsto dal decreto e, Pubblicità del decreto
in ogni caso, quando sottoposte a condizione. 1. Se il debitore possiede beni immobili o altri beni
7. Le offerte sono rese pubbliche nel giorno stabilito soggetti a pubblica registrazione, il decreto di apertura
per la gara alla presenza degli offerenti e di qualunque è trascritto nei pubblici registri a cura del commissario
interessato. Se sono state presentate più offerte miglio- giudiziale.
rative, si procede alla gara tra gli offerenti. La gara deve
concludersi almeno venti giorni prima della data fissa-
ta per il voto dei creditori, anche quando il piano pre- Sezione III
vede che la vendita o l’aggiudicazione abbia luogo dopo EFFETTI DELLA PRESENTAZIONE DELLA DOMANDA DI
l’omologazione. CONCORDATO PREVENTIVO
8. Con la vendita o con l’aggiudicazione, se preceden-
te, a soggetto diverso dall’originario offerente indicato Art. 94.
nel piano, questi e il debitore sono liberati dalle obbli-
gazioni reciprocamente assunte. In favore dell’originario Effetti della presentazione della domanda di concordato
offerente il commissario dispone il rimborso delle spese
e dei costi sostenuti per la formulazione dell’offerta en- 1. Dalla data di presentazione della domanda di ac-
tro il limite massimo del tre per cento del prezzo in essa cesso al concordato preventivo e fino all’omologazione,
indicato. il debitore conserva l’amministrazione dei suoi beni e
l’esercizio dell’impresa, sotto la vigilanza del commis-
9. Il debitore modifica la proposta ed il piano in confor- sario giudiziale.
mità all’esito della gara.
2. Fermo il disposto dell’articolo 46, i mutui, anche
10. Nel caso in cui, indetta la gara, non vengano pre- sotto forma cambiaria, le transazioni, i compromessi, le
sentate offerte, l’originario offerente rimane vincolato nei alienazioni di beni immobili e di partecipazioni societarie
termini di cui all’offerta indicata al comma 1. di controllo, le concessioni di ipoteche o di pegno, le fi-
11. Il presente articolo si applica, in quanto compatibi- deiussioni, le rinunzie alle liti, le ricognizioni di diritti di
le, nel caso in cui il debitore abbia chiesto l’assegnazione terzi, le cancellazioni di ipoteche, le restituzioni di pegni,
del termine previsto dall’articolo 44, comma 1, lettera a). le accettazioni di eredità e di donazioni e in genere gli
atti eccedenti l’ordinaria amministrazione, compiuti sen-
Sezione II za l’autorizzazione del giudice delegato, sono inefficaci
rispetto ai creditori anteriori al concordato.
ORGANI E AMMINISTRAZIONE
3. L’autorizzazione può essere concessa prima
dell’omologazione se l’atto è funzionale al miglior sod-
Art. 92. disfacimento dei creditori.
Commissario giudiziale 4. Con decreto, il tribunale può stabilire un limite di
valore al di sotto del quale non è dovuta l’autorizzazione
1. Il commissario giudiziale è, per quanto attiene di cui al comma 2.
all’esercizio delle sue funzioni, pubblico ufficiale. 5. L’alienazione e l’affitto di azienda, di rami di azien-
2. Si applicano al commissario giudiziale gli articoli da e di specifici beni autorizzati ai sensi del comma 2,
126, 133, 134, 136 e 137, in quanto compatibili, nonché sono effettuate tramite procedure competitive, previa sti-
le disposizioni di cui agliarticoli 35, comma 4-bis,e 35.1 ma ed adeguata pubblicità.

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6. Il tribunale può autorizzare in caso di urgenza gli Art. 97.


atti previsti al comma 5 senza far luogo a pubblicità e alle
procedure competitive quando può essere compromesso Contratti pendenti
l’interesse dei creditori al miglior soddisfacimento. Del 1. Salvo quanto previsto dall’articolo 91, comma 2, i
provvedimento e del compimento dell’atto deve comun- contratti ancora ineseguiti o non compiutamente eseguiti
que essere data adeguata pubblicità. nelle prestazioni principali da entrambe le parti alla data
del deposito della domanda di accesso al concordato pre-
Art. 95. ventivo, proseguono anche durante il concordato. Il debi-
tore può chiedere, con autonoma istanza, l’autorizzazione
Disposizioni speciali per i contratti con le pubbliche alla sospensione o allo scioglimento di uno o più contrat-
amministrazioni ti, se la prosecuzione non è coerente con le previsioni del
piano né funzionale alla sua esecuzione. Il debitore, uni-
1. Fermo quanto previsto nell’articolo 97, i contratti tamente all’istanza, deposita la prova della sua avvenuta
in corso di esecuzione, stipulati con pubbliche ammini- notifica alla controparte.
strazioni, non si risolvono per effetto del deposito della
domanda di concordato. Sono inefficaci eventuali patti 2. L’istanza di sospensione può essere depositata con-
contrari. testualmente o successivamente al deposito della doman-
da di accesso al concordato; la richiesta di scioglimento
2. Il deposito della domanda di accesso al concordato può essere depositata solo quando sono presentati anche
preventivo non impedisce la continuazione di contratti il piano e la proposta.
con le pubbliche amministrazioni, se il professionista in-
dipendente ha attestato la conformità al piano, ove pre- 3. Salvo quanto previsto al comma 4, con l’istanza il de-
disposto, e la ragionevole capacità di adempimento. Di bitore propone anche una quantificazione dell’indennizzo
tale continuazione può beneficiare, in presenza dei requi- dovuto alla controparte della quale si tiene conto nel pia-
siti di legge, anche la società cessionaria o conferitaria no per la determinazione del fabbisogno concordatario.
d’azienda o di rami d’azienda cui i contratti siano trasfe- 4. La controparte può opporsi alla richiesta del debi-
riti, purché in possesso dei requisiti per la partecipazione tore depositando una memoria scritta entro sette giorni
alla gara e per l’esecuzione del contratto. Il giudice dele- dall’avvenuta notificazione dell’istanza.
gato, all’atto della cessione o del conferimento, dispone 5. Decorso il termine di cui al comma 4, fino al deposi-
la cancellazione delle iscrizioni e trascrizioni. Le disposi- to del decreto di apertura previsto dall’articolo 47, prov-
zioni del presente comma si applicano anche nell’ipotesi vede sull’istanza, con decreto motivato e reclamabile, il
in cui l’impresa sia stata ammessa al concordato liquida- tribunale. Dopo il decreto di apertura, provvede il giudice
torio quando il professionista indipendente attesta che la delegato.
continuazione è necessaria per la migliore liquidazione
dell’azienda in esercizio. 6. La sospensione o lo scioglimento del contratto han-
no effetto dalla data della notificazione del provvedimen-
3. Successivamente al deposito della domanda di cui to autorizzativo all’altro contraente effettuata a cura del
all’articolo 40, la partecipazione a procedure di affida- debitore.
mento di contratti pubblici deve essere autorizzata dal
tribunale, e, dopo il decreto di apertura, dal giudice de- 7. La sospensione richiesta prima del deposito della
legato, acquisito il parere del commissario giudiziale ove proposta e del piano non può essere autorizzata per una
già nominato. durata eccedente il termine concesso dal tribunale ai sensi
dell’articolo 44, comma 1, lettera a). Quando siano stati
4. L’autorizzazione consente la partecipazione alla presentati proposta e piano, la sospensione può essere au-
gara previo deposito di una relazione del professionista torizzata anche per una durata ulteriore, che comunque
indipendente che attesta la conformità al piano, ove pre- non può essere superiore a trenta giorni dalla data del de-
disposto, e la ragionevole capacità di adempimento del creto di apertura, non ulteriormente prorogabile.
contratto.
8. Lo scioglimento del contratto non si estende alla
5. Fermo quanto previsto dal comma 4, l’impresa in clausola compromissoria in esso contenuta.
concordato può concorrere anche riunita in raggruppa- 9. Nel caso in cui sia autorizzata la sospensione o lo
mento temporaneo di imprese, purché non rivesta la qua- scioglimento, il contraente ha diritto ad un indennizzo
lità di mandataria e sempre che nessuna delle altre im- equivalente al risarcimento del danno conseguente al
prese aderenti al raggruppamento sia assoggettata ad una mancato adempimento.
procedura concorsuale.
10. In caso di mancato accordo sulla misura dell’in-
dennizzo la sua determinazione è rimessa al giudice or-
Art. 96. dinariamente competente. Il giudice delegato provvede
Norme applicabili dalla data di deposito della domanda alla quantificazione del credito ai soli fini del voto e del
di accesso al concordato preventivo calcolo delle maggioranze ai sensi dell’articolo 109.
11. L’indennizzo è soddisfatto come credito chirogra-
1. Si applicano, con riferimento alla data di presenta- fario anteriore al concordato, ferma restando la prededu-
zione della domanda di accesso al concordato preventivo, zione del credito conseguente ad eventuali prestazioni
le disposizioni degli articoli 145, nonché da 153 a 162. eseguite legalmente e in conformità agli accordi o agli

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usi negoziali dopo la pubblicazione della domanda di ac- requisiti di cui al comma 1, nonché che i finanziamenti
cesso al concordato e prima della notificazione di cui al sono funzionali alla migliore soddisfazione dei creditori.
comma 6. La relazione non è necessaria quando il tribunale ravvisa
12. In caso di scioglimento del contratto di locazione l’urgenza di provvedere per evitare un danno grave ed ir-
finanziaria, il concedente ha diritto alla restituzione del reparabile all’attività aziendale.
bene ed è tenuto a versare al debitore l’eventuale differen- 4. Il tribunale, assunte sommarie informazioni, sentito
za fra la maggiore somma ricavata dalla vendita o da altra il commissario giudiziale e, se lo ritiene opportuno, sen-
collocazione del bene stesso avvenute a valori di mercato, titi senza formalità i principali creditori, decide in camera
dedotta una somma pari all’ammontare di eventuali cano- di consiglio con decreto motivato entro dieci giorni dal
ni scaduti e non pagati fino alla data dello scioglimento, deposito dell’istanza di autorizzazione.
dei canoni a scadere, solo in linea capitale, e del prezzo 5. Il tribunale può autorizzare il debitore a concedere
pattuito per l’esercizio dell’opzione finale di acquisto ri- pegno o ipoteca o a cedere crediti a garanzia dei finanzia-
spetto al credito residuo in linea capitale. La somma ver- menti autorizzati.
sata al debitore a norma del periodo precedente è acqui-
sita alla procedura. Il concedente ha diritto di far valere 6. In caso di successiva apertura della procedura di
verso il debitore un credito determinato nella differenza liquidazione giudiziale, i finanziamenti autorizzati non
tra il credito vantato alla data del deposito della domanda beneficiano della prededuzione quando risulta congiun-
e quanto ricavato dalla nuova allocazione del bene. Tale tamente che:
credito è soddisfatto come credito anteriore al concorda- a) il ricorso o l’attestazione di cui al comma 3 con-
to. La vendita o l’allocazione sono effettuate secondo i tengono dati falsi ovvero omettono informazioni rilevanti
criteri e le modalità di cui all’articolo 1, comma 139, della o comunque quando il debitore ha commesso altri atti in
legge 4 agosto 2017, n. 124. frode ai creditori per ottenere l’autorizzazione;
13. Le disposizioni del presente articolo non si appli- b) il curatore dimostra che i soggetti che hanno ero-
cano ai rapporti di lavoro subordinato, nonché ai contratti gato i finanziamenti, alla data dell’erogazione, conosce-
di cui agli articoli 173, comma 3, 176 e 185, comma 1. vano le circostanze di cui alla lettera a).
Art. 98. Art. 100.
Prededuzione nel concordato preventivo Autorizzazione al pagamento di crediti pregressi
1. I crediti prededucibili sono soddisfatti durante la pro- 1. Il debitore che presenta domanda di concordato ai
cedura alla scadenza prevista dalla legge o dal contratto. sensi degli articoli 44 e 87, quando è prevista la conti-
nuazione dell’attività aziendale, può chiedere al tribunale
Art. 99. di essere autorizzato, assunte se del caso sommarie in-
Finanziamenti prededucibili autorizzati prima formazioni, a pagare crediti anteriori per prestazioni di
dell’omologazione del concordato preventivo o di beni o servizi, se un professionista indipendente attesta
accordi di ristrutturazione dei debiti che tali prestazioni sono essenziali per la prosecuzione
dell’attività di impresa e funzionali ad assicurare la mi-
1. Il debitore, anche con la domanda di accesso di cui gliore soddisfazione dei creditori. L’attestazione del pro-
agli articoli 40 e 44 e nei casi previsti dagli articoli 57, 60, fessionista non è necessaria per pagamenti effettuati fino
61 e 87, quando è prevista la continuazione dell’attività a concorrenza dell’ammontare di nuove risorse finanzia-
aziendale, anche se unicamente in funzione della liqui- rie che vengano apportate al debitore senza obbligo di
dazione, può chiedere con ricorso al tribunale di essere restituzione o con obbligo di restituzione postergato alla
autorizzato, anche prima del deposito della documenta- soddisfazione dei creditori. Il tribunale può autorizzare,
zione che deve essere allegata alla domanda, a contrar- alle medesime condizioni, il pagamento della retribuzio-
re finanziamenti in qualsiasi forma, compresa la richie- ne dovuta per la mensilità antecedente il deposito del ri-
sta di emissione di garanzie, prededucibili, funzionali corso ai lavoratori addetti all’attività di cui è prevista la
all’esercizio dell’attività aziendale sino all’omologa del continuazione.
concordato preventivo o degli accordi di ristrutturazione 2. Quando è prevista la continuazione dell’attività
dei debiti ovvero all’apertura e allo svolgimento di tali aziendale, la disciplina di cui al comma 1 si applica, in
procedure e in ogni caso funzionali alla miglior soddisfa- deroga al disposto dell’articolo 154, comma 2, al rim-
zione dei creditori. borso, alla scadenza convenuta, delle rate a scadere del
2. La richiesta può avere ad oggetto anche il mante- contratto di mutuo con garanzia reale gravante su beni
nimento delle linee di credito autoliquidanti in essere al strumentali all’esercizio dell’impresa se il debitore, alla
momento del deposito della domanda di cui al comma 1. data della presentazione della domanda di concordato, ha
3. Il ricorso deve specificare la destinazione dei fi- adempiuto le proprie obbligazioni o se il tribunale lo au-
nanziamenti, che il debitore non è in grado di reperirli torizza al pagamento del debito per capitale ed interessi
altrimenti e indicare le ragioni per cui l’assenza di tali scaduto a tale data. Il professionista indipendente attesta
finanziamenti determinerebbe grave pregiudizio per anche che il credito garantito potrebbe essere soddisfatto
l’attività aziendale o per il prosieguo della procedura. Il integralmente con il ricavato della liquidazione del bene
ricorso deve essere accompagnato dalla relazione di un effettuata a valore di mercato e che il rimborso delle rate
professionista indipendente, che attesti la sussistenza dei a scadere non lede i diritti degli altri creditori.

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Art. 101. dell’impresa o la residenza del creditore, un avviso con-


tenente la data iniziale e finale del voto dei creditori, la
Finanziamenti prededucibili in esecuzione di un proposta del debitore, il decreto di apertura, il suo indi-
concordato preventivo o di accordi di ristrutturazione rizzo di posta elettronica certificata, l’invito ad indicare
dei debiti un indirizzo di posta elettronica certificata, le cui varia-
1. Quando è prevista la continuazione dell’attività zioni è onere comunicare al commissario. Nello stesso
aziendale, i crediti derivanti da finanziamenti in qualsiasi avviso è contenuto l’avvertimento di cui all’articolo 200,
forma effettuati, ivi compresa l’emissione di garanzie, in comma 1, lettera c). Tutte le successive comunicazioni ai
esecuzione di un concordato preventivo ovvero di accordi creditori sono effettuate dal commissario a mezzo posta
di ristrutturazione dei debiti omologati ed espressamente elettronica certificata.
previsti nel piano ad essi sottostante sono prededucibili. 3. Quando, nel termine di quindici giorni dalla comu-
2. In caso di successiva ammissione del debitore alla nicazione dell’avviso, non è comunicato l’indirizzo di cui
procedura di liquidazione giudiziale, i predetti finanzia- all’invito previsto dal comma 2 e nei casi di mancata con-
menti non beneficiano della prededuzione quando il pia- segna del messaggio di posta elettronica certificata per
no di concordato preventivo o dell’accordo di ristruttura- cause imputabili al destinatario, le comunicazioni si ese-
zione dei debiti risulta, sulla base di una valutazione da guono esclusivamente mediante deposito in cancelleria.
riferirsi al momento del deposito, basato su dati falsi o Si applica l’articolo 10, comma 3.
sull’omissione di informazioni rilevanti o il debitore ha 4. Quando la comunicazione prevista dal comma 2 è
compiuto atti in frode ai creditori e il curatore dimostra sommamente difficile per il rilevante numero dei credito-
che i soggetti che hanno erogato i finanziamenti, alla data ri o per la difficoltà di identificarli tutti, il tribunale, sen-
dell’erogazione, conoscevano tali circostanze. tito il commissario giudiziale, può dare l’autorizzazione
prevista dall’articolo 242.
Art. 102.
5. Se vi sono obbligazionisti, il termine per la votazio-
Finanziamenti prededucibili dei soci ne deve essere raddoppiato. La data iniziale e finale stabi-
1. In deroga agli articoli 2467 e 2497-quinquies del lita per il voto è in ogni caso comunicata al rappresentante
codice civile, il beneficio della prededuzione previsto comune degli obbligazionisti.
agli articoli 99 e 101 si applica ai finanziamenti erogati
dai soci in qualsiasi forma, inclusa l’emissione di garan- Art. 105.
zie e controgaranzie, fino all’ottanta per cento del loro
ammontare. Operazioni e relazione del commissario
2. Il medesimo beneficio opera per l’intero ammontare
dei finanziamenti qualora il finanziatore abbia acquisito 1. Il commissario giudiziale redige l’inventario del pa-
la qualità di socio in esecuzione del concordato preventi- trimonio del debitore e una relazione particolareggiata
vo o degli accordi di ristrutturazione dei debiti. sulle cause del dissesto, precisando se l’impresa si trovi
in stato di crisi o di insolvenza, sulla condotta del debi-
tore, sulle proposte di concordato e sulle garanzie offerte
Sezione IV ai creditori, e la deposita in cancelleria almeno quaranta-
PROVVEDIMENTI IMMEDIATI cinque giorni prima della data iniziale stabilita per il voto
dei creditori.
Art. 103. 2. Nella relazione il commissario illustra le utilità che,
in caso di liquidazione giudiziale, possono essere appor-
Scritture contabili tate dalle azioni risarcitorie, recuperatorie o revocatorie
che potrebbero essere promosse nei confronti di terzi.
1. Il commissario giudiziale, immediatamente dopo il
decreto di apertura del concordato preventivo, ne fa anno- 3. Qualora siano depositate proposte concorrenti, il
tazione sotto l’ultima scrittura dei libri presentati. commissario giudiziale riferisce in merito ad esse con
2. I libri sono restituiti al debitore, che deve tenerli relazione integrativa da depositare in cancelleria e comu-
a disposizione del giudice delegato e del commissario nicare ai creditori, con le modalità di cui all’articolo 104,
giudiziale. comma 2, almeno quindici giorni prima della data iniziale
stabilita per il voto dei creditori.
Art. 104. 4. La relazione integrativa contiene, la comparazione
tra tutte le proposte depositate. Le proposte di concorda-
Convocazione dei creditori to, ivi compresa quella presentata dal debitore, possono
1. Il commissario giudiziale deve procedere alla verifi- essere modificate fino a venti giorni prima della data ini-
ca dell’elenco dei creditori e dei debitori sulla scorta delle ziale stabilita per il voto dei creditori.
scritture contabili, apportando le necessarie rettifiche. 5. Analoga relazione integrativa viene redatta qualora
2. Il commissario giudiziale provvede a comunicare ai emergano informazioni che i creditori devono conosce-
creditori a mezzo posta elettronica certificata, se il de- re ai fini dell’espressione del voto. Essa è comunicata ai
stinatario ha un indirizzo digitale e, in ogni altro caso, creditori almeno quindici giorni prima della data iniziale
a mezzo lettera raccomandata spedita presso la sede stabilita per il voto.

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14-2-2019 Supplemento ordinario n. 6/L alla GAZZETTA UFFICIALE Serie generale - n. 38

Art. 106. 6. Il commissario giudiziale deposita la propria rela-


zione definitiva e la comunica ai creditori, al debitore ed
Atti di frode e apertura della liquidazione giudiziale nel agli altri interessati entro cinque giorni prima della data
corso della procedura iniziale stabilita per il voto.
1. Il commissario giudiziale, se accerta che il debitore 7. I provvedimenti del giudice delegato sono comuni-
ha occultato o dissimulato parte dell’attivo, dolosamen- cati al debitore, ai creditori, al commissario giudiziale e a
te omesso di denunciare uno o più crediti, esposto pas- tutti gli interessati.
sività insussistenti o commesso altri atti di frode, deve
riferirne immediatamente al tribunale, che provvede ai 8. Il voto è espresso a mezzo posta elettronica certifi-
sensi dell’articolo 49, comma 2, dandone comunicazione cata inviata al commissario giudiziale, Tutti i dati sono
al pubblico ministero e ai creditori. La comunicazione ai di proprietà del Ministero della Giustizia e debbono es-
creditori è eseguita dal commissario giudiziale. sere conservati secondo la disciplina vigente per gli atti
2. Le disposizioni di cui al comma 1 si applicano anche giudiziari.
quando il debitore compie atti non autorizzati o comunque 9. I termini previsti dai commi 3, 4 e 6 non sono sog-
diretti a frodare le ragioni dei creditori, o se in qualunque getti alla sospensione feriale dei termini di cui all’artico-
momento risulta che mancano le condizioni prescritte per lo 1 della legge 7 ottobre 1969, n. 742.
l’apertura del concordato previste agli articoli da 84 a 88.
3. All’esito del procedimento, il tribunale, su istanza Art. 108.
del creditore o su richiesta del pubblico ministero, apre la
procedura di liquidazione giudiziale dei beni del debitore. Ammissione provvisoria dei crediti contestati
1. Il giudice delegato può ammettere provvisoriamente
Sezione V in tutto o in parte i crediti contestati ai soli fini del voto
VOTO NEL CONCORDATO PREVENTIVO e del calcolo delle maggioranze, senza che ciò pregiudi-
chi le pronunzie definitive sulla sussistenza dei crediti
stessi. Provvede nello stesso modo in caso di rinuncia al
Art. 107. privilegio.
Voto dei creditori 2. I creditori esclusi possono opporsi alla esclusione in
1. Il voto dei creditori è espresso con modalità sede di omologazione del concordato nel caso in cui la
telematiche. loro ammissione avrebbe avuto influenza sulla formazio-
ne delle maggioranze.
2. Sono sottoposte alla votazione dei creditori tutte le
proposte presentate dal debitore e dai creditori, seguendo,
per queste ultime, l’ordine temporale del loro deposito. Il Art. 109.
giudice delegato regola l’ordine e l’orario delle votazioni Maggioranza per l’approvazione del concordato
con proprio decreto.
3. Almeno quindici giorni prima della data iniziale 1. Il concordato è approvato dai creditori che rappresen-
stabilita per il voto il commissario giudiziale illustra la tano la maggioranza dei crediti ammessi al voto. Nel caso
sua relazione e le proposte definitive del debitore e quelle in cui un unico creditore sia titolare di crediti in misura
eventualmente presentate dai creditori con comunicazio- superiore alla maggioranza dei crediti ammessi al voto, il
ne inviata ai creditori, al debitore e a tutti gli altri inte- concordato è approvato se, oltre alla maggioranza di cui
ressati e depositata nella cancelleria del giudice delega- al periodo precedente, abbia riportato la maggioranza per
to. Alla relazione è allegato, ai soli fini della votazione, teste dei voti espressi dai creditori ammessi al voto. Ove
l’elenco dei creditori legittimati al voto con indicazione siano previste diverse classi di creditori, il concordato è
dell’ammontare per cui sono ammessi. approvato se la maggioranza dei crediti ammessi al voto è
4. Almeno dieci giorni prima della data iniziale stabi- raggiunta inoltre nel maggior numero di classi.
lita per il voto, il debitore, coloro che hanno formulato
proposte alternative, i coobbligati, i fideiussori del debi- 2. Quando sono poste al voto più proposte di concorda-
tore e gli obbligati in via di regresso, i creditori possono to, si considera approvata la proposta che ha conseguito
formulare osservazioni e contestazioni a mezzo di posta la maggioranza più elevata dei crediti ammessi al voto;
elettronica certificata indirizzata al commissario giudizia- in caso di parità, prevale quella del debitore o, in caso
le. Ciascun creditore può esporre le ragioni per le quali di parità fra proposte di creditori, quella presentata per
non ritiene ammissibili o convenienti le proposte di con- prima. Quando nessuna delle proposte concorrenti poste
cordato e sollevare contestazioni sui crediti concorrenti. al voto sia stata approvata con le maggioranze di cui al
Il debitore ha facoltà di rispondere e contestare a sua volta primo e secondo periodo del presente comma, il giudi-
i crediti, e ha il dovere di fornire al giudice gli opportuni ce delegato, con decreto da adottare entro trenta giorni
chiarimenti. Il debitore, inoltre, può esporre le ragioni per dal termine di cui all’articolo 110, comma 2, rimette al
le quali ritiene non ammissibili o non fattibili le eventuali voto la sola proposta che ha conseguito la maggioranza
proposte concorrenti. relativa dei crediti ammessi al voto, fissando il termine
5. Il commissario giudiziale dà comunicazione ai cre- per la comunicazione ai creditori e il termine a partire dal
ditori, al debitore e a tutti gli altri interessati delle osser- quale i creditori, nei venti giorni successivi, possono far
vazioni e contestazioni pervenute e ne informa il giudice pervenire il proprio voto per posta elettronica certificata.
delegato. In ogni caso si applicano le disposizioni del comma 1.

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3. I creditori muniti di privilegio, pegno o ipoteca, an- Sezione VI


corché la garanzia sia contestata, dei quali la proposta di OMOLOGAZIONE DEL CONCORDATO PREVENTIVO
concordato prevede l’integrale pagamento, non hanno di-
ritto al voto se non rinunciano in tutto od in parte al diritto
di prelazione. Qualora i creditori muniti di privilegio, pe- Art. 112.
gno o ipoteca rinuncino in tutto o in parte alla prelazione, Giudizio di omologazione
per la parte del credito non coperta dalla garanzia sono
equiparati ai creditori chirografari; la rinuncia ha effetto 1. Se un creditore dissenziente appartenente a una clas-
ai soli fini del concordato. se dissenziente ovvero, nell’ipotesi di mancata formazio-
ne delle classi, i creditori dissenzienti che rappresentano
4. I creditori muniti di diritto di prelazione di cui la il venti per cento dei crediti ammessi al voto, contestano
proposta di concordato prevede la soddisfazione non in- la convenienza della proposta, il tribunale può omologare
tegrale, sono equiparati ai chirografari per la parte residua il concordato qualora ritenga che il credito possa risultare
del credito. soddisfatto dal concordato in misura non inferiore rispet-
5. Sono esclusi dal voto e dal computo delle maggio- to alla liquidazione giudiziale.
ranze il coniuge o il convivente di fatto del debitore, ov- 2. Le somme spettanti ai creditori contestati, condizio-
vero la parte dell’unione civile con il debitore, i parenti nali o irreperibili sono depositate nei modi stabiliti dal
e affini del debitore fino al quarto grado, la società che tribunale, che fissa altresì le condizioni e le modalità per
controlla la società debitrice, le società da questa control- lo svincolo.
late e quelle sottoposte a comune controllo, nonché i ces-
sionari o aggiudicatari dei loro crediti da meno di un anno Art. 113.
prima della domanda di concordato. Sono inoltre esclusi Chiusura della procedura
dal voto e dal computo delle maggioranze i creditori in
conflitto d’interessi. 1. La procedura di concordato preventivo si chiude con
la sentenza di omologazione ai sensi dell’articolo 48.
6. Il creditore che propone il concordato ovvero le so-
cietà da questo controllate, le società controllanti o sot- Art. 114.
toposte a comune controllo, ai sensi dell’articolo 2359,
primo comma, del codice civile possono votare soltanto Cessioni dei beni
se la proposta ne prevede l’inserimento in apposita classe.
1. Se il concordato consiste nella cessione dei beni, il
tribunale nomina nella sentenza di omologazione uno o
Art. 110. più liquidatori e un comitato di tre o cinque creditori per
assistere alla liquidazione e determina le altre modalità
Adesioni alla proposta di concordato della liquidazione. In tal caso, il tribunale dispone che
il liquidatore effettui la pubblicità prevista dall’artico-
1. All’esito della votazione è redatta dal commissario lo 490, primo comma, del codice di procedura civile e
giudiziale apposita relazione in cui sono inseriti i voti fa- fissa il termine entro cui la stessa deve essere eseguita.
vorevoli e contrari dei creditori con l’indicazione nomina- 2. Si applicano ai liquidatori gli articoli 126, 134, 136,
tiva dei votanti e dell’ammontare dei rispettivi crediti. È 137 e 231 in quanto compatibili e l’articolo 358. Si ap-
altresì inserita l’indicazione nominativa dei creditori che plicano altresì al liquidatore le disposizioni di cui agli
non hanno esercitato il voto e dell’ammontare dei loro articoli 35, comma 4-bis, e 35.1 del decreto legislativo
crediti. Alla relazione è allegata, su supporto informatico, 6 settembre 2011, n. 159 e si osservano le disposizioni di
la documentazione relativa all’espressione dei voti. cui all’articolo 35.2 del predetto decreto.
3. Si applicano al comitato dei creditori gli articoli 138
2. La relazione è depositata in cancelleria il giorno suc- e 140, in quanto compatibili. Alla sostituzione dei mem-
cessivo alla chiusura delle operazioni di voto. bri del comitato provvede in ogni caso il tribunale.
3. Quando il commissario giudiziale rileva, dopo l’ap- 4. Alle vendite, alle cessioni e ai trasferimenti legal-
provazione del concordato, che sono mutate le condizioni mente posti in essere dopo il deposito della domanda di
di fattibilità del piano, ne dà avviso ai creditori, i qua- concordato o in esecuzione di questo, si applicano le di-
li possono costituirsi nel giudizio di omologazione fino sposizioni sulle vendite nella liquidazione giudiziale, in
all’udienza di cui all’articolo 48, comma 1, per modifi- quanto compatibili. La cancellazione delle iscrizioni re-
care il voto. lative ai diritti di prelazione, nonché delle trascrizioni dei
pignoramenti e dei sequestri conservativi e di ogni altro
vincolo, sono effettuati su ordine del giudice, salvo diver-
Art. 111. sa disposizione contenuta nella sentenza di omologazione
per gli atti a questa successivi.
Mancata approvazione del concordato 5. Il liquidatore comunica con periodicità semestrale al
commissario giudiziale le informazioni rilevanti relative
1. Se nel termine stabilito non si raggiungono le mag- all’andamento della liquidazione. Il commissario ne dà
gioranze richieste, il giudice delegato ne riferisce imme- notizia, con le sue osservazioni, al pubblico ministero e
diatamente al tribunale, che provvede a norma dell’arti- ai creditori e ne deposita copia presso la cancelleria del
colo 49, comma 1. tribunale.

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Art. 115. modalità stabilite nella sentenza di omologazione. Egli


deve riferire al giudice ogni fatto dal quale possa derivare
Azioni del liquidatore giudiziale in caso pregiudizio ai creditori.
di cessione dei beni
2. Le somme spettanti ai creditori contestati, condizio-
1. Il liquidatore giudiziale esercita, o se pendente, pro- nali o irreperibili sono depositate nei modi stabiliti dal
segue, ogni azione prevista dalla legge finalizzata a con- giudice delegato.
seguire la disponibilità dei beni compresi nel patrimonio 3. Il debitore è tenuto a compiere ogni atto necessario a
del debitore e ogni azione diretta al recupero dei crediti. dare esecuzione alla proposta di concordato anche se pre-
2. Il liquidatore esercita oppure, se pendente, prosegue sentata da uno o più creditori, qualora sia stata approvata
l’azione sociale di responsabilità. Ogni patto contrario o e omologata.
ogni diversa previsione contenuti nella proposta o nel pia-
no sono inopponibili al liquidatore e ai creditori sociali. 4. Nel caso in cui il commissario giudiziale rilevi che
il debitore non sta provvedendo al compimento degli atti
3. Resta ferma, in ogni caso, anche in pendenza della necessari a dare esecuzione alla proposta o ne sta ritar-
procedura e nel corso della sua esecuzione, la legittima- dando il compimento, deve senza indugio riferirne al tri-
zione di ciascun creditore sociale a esercitare o prosegui- bunale. Il tribunale, sentito il debitore, può attribuire al
re l’azione di responsabilità prevista dall’articolo 2394 commissario giudiziale i poteri necessari a provvedere
del codice civile. in luogo del debitore al compimento degli atti a questo
richiesti.
Art. 116.
5. Il soggetto che ha presentato la proposta di concor-
Trasformazione, fusione o scissione dato approvata e omologata dai creditori può denunciare
al tribunale i ritardi e le omissioni del debitore mediante
1. Se il piano prevede il compimento, durante la proce- ricorso notificato al debitore e al commissario giudizia-
dura oppure dopo la sua omologazione, di operazioni di le con il quale può chiedere al tribunale di attribuire al
trasformazione, fusione o scissione della società debitri- commissario i poteri necessari per provvedere ai sensi del
ce, la validità di queste può essere contestata dai creditori comma 4 o di revocare l’organo amministrativo, se si trat-
solo con l’opposizione all’omologazione. ta di società, nominando un amministratore giudiziario.
2. A questo fine, il tribunale, nel provvedimento di fis- Sono in ogni caso fatti salvi i diritti di informazione e di
sazione dell’udienza di cui all’articolo 48, dispone che il voto dei soci di minoranza.
piano sia pubblicato nel registro delle imprese del luogo 6. Il tribunale provvede in camera di consiglio, sentito
ove hanno sede le società interessate dalle operazioni di il debitore ed il commissario giudiziale. Quando nomina
trasformazione, fusione o scissione. Tra la data della pub- un amministratore giudiziario, stabilisce la durata dell’in-
blicazione e l’udienza devono intercorrere almeno trenta carico e gli attribuisce il potere di compiere gli atti neces-
giorni. sari a dare esecuzione alla proposta omologata, ivi inclu-
3. Gli effetti delle operazioni di cui al comma 1, in caso si, se la proposta prevede un aumento del capitale sociale
di risoluzione o di annullamento del concordato, sono ir- della società debitrice o altre deliberazioni di competenza
reversibili, salvo il diritto al risarcimento del danno even- dell’assemblea dei soci, la convocazione dell’assemblea
tualmente spettante ai soci o ai terzi ai sensi degli articoli avente ad oggetto tali deliberazioni e l’esercizio del dirit-
2500-bis, comma secondo, 2504-quater, comma secon- to di voto nelle stesse per le azioni o quote facenti capo al
do, e 2506-ter, comma quinto, del codice civile. socio o ai soci di maggioranza. Al liquidatore, se nomi-
4. Trovano applicazione, in quanto compatibili, le di- nato, possono essere attribuiti i compiti di amministratore
sposizioni contenute nel capo X del titolo V del libro V giudiziario.
del codice civile. 7. In caso di trasferimento di beni, il commissario ri-
chiede al tribunale, che provvede in composizione mono-
Art. 117. cratica, l’emissione di decreto di cancellazione delle for-
Effetti del concordato per i creditori malità iscritte, delegando ove opportuno al notaio rogante
l’atto di trasferimento.
1. Il concordato omologato è obbligatorio per tutti i 8. In deroga all’articolo 2560 del codice civile, l’ac-
creditori anteriori alla pubblicazione nel registro delle im- quirente o cessionario dell’azienda non risponde dei
prese della domanda di accesso. Tuttavia essi conservano debiti pregressi, salvo diversa previsione del piano di
impregiudicati i diritti contro i coobbligati, i fideiussori concordato.
del debitore e gli obbligati in via di regresso.
2. Salvo patto contrario, il concordato della socie- Art. 119.
tà ha efficacia nei confronti dei soci illimitatamente
responsabili. Risoluzione del concordato
Art. 118. 1. Ciascuno dei creditori e il commissario giudiziale,
ove richiesto da un creditore, possono richiedere la riso-
Esecuzione del concordato luzione del concordato per inadempimento.
1. Dopo l’omologazione del concordato, il commis- 2. Al procedimento è chiamato a partecipare l’eventua-
sario giudiziale ne sorveglia l’adempimento, secondo le le garante.

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3. Il concordato non si può risolvere se l’inadempimen- c) decide le controversie relative alla procedura stes-
to ha scarsa importanza. sa che non sono di competenza del giudice delegato, non-
4. Il ricorso per la risoluzione deve proporsi entro ché i reclami contro i provvedimenti del giudice delegato.
un anno dalla scadenza del termine fissato per l’ultimo 2. I provvedimenti del tribunale sono pronunciati con
adempimento previsto dal concordato. decreto motivato, salvo che la legge non preveda che il
5. Le disposizioni che precedono non si applicano provvedimento sia adottato in forma diversa.
quando gli obblighi derivanti dal concordato sono stati as-
sunti da un terzo con liberazione immediata del debitore. Art. 123.
6. Il procedimento è regolato ai sensi degli articoli 40 Poteri del giudice delegato
e 41.
1. Il giudice delegato esercita funzioni di vigilanza e di
Art. 120. controllo sulla regolarità della procedura e:
a) riferisce al tribunale su ogni affare per il quale è
Annullamento del concordato richiesto un provvedimento del collegio;
1. Il concordato può essere annullato su istanza del b) emette o provoca dalle competenti autorità i
commissario o di qualunque creditore, in contraddittorio provvedimenti urgenti per la conservazione del patrimo-
con il debitore, quando si scopre che è stato dolosamen- nio, ad esclusione di quelli che incidono su diritti di ter-
te esagerato il passivo ovvero sottratta o dissimulata una zi che rivendichino un proprio diritto incompatibile con
parte rilevante dell’attivo. Non è ammessa altra azione di l’acquisizione;
nullità. c) convoca il curatore e il comitato dei creditori
2. Il ricorso per annullamento deve proporsi nel ter- nei casi prescritti dalla legge e ogni qualvolta lo ravvi-
mine di sei mesi dalla scoperta del dolo e, in ogni caso, si opportuno per il corretto e sollecito svolgimento della
non oltre due anni dalla scadenza del termine fissato per procedura;
l’ultimo adempimento previsto nel concordato. d) su proposta del curatore, liquida i compensi e di-
3. Il procedimento è regolato ai sensi degli articoli 40 spone l’eventuale revoca dell’incarico conferito alle per-
e 41. sone la cui opera è stata richiesta dal medesimo curatore
nell’interesse della procedura;
e) provvede sui reclami proposti contro gli atti del
TITOLO V curatore e del comitato dei creditori;
LIQUIDAZIONE GIUDIZIALE f) fatto salvo quanto previsto dall’articolo 128, com-
ma 2, autorizza il curatore a stare in giudizio come attore
o come convenuto, quando è utile per il miglior soddisfa-
Capo I cimento dei creditori. L’autorizzazione deve essere sem-
IMPRENDITORI INDIVIDUALI E SOCIETÀ pre data per atti determinati e per i giudizi deve essere
rilasciata per ogni grado di essi;
g) nomina gli arbitri, su proposta del curatore;
Sezione I h) procede all’accertamento dei crediti e dei diritti
PRESUPPOSTI DELLA LIQUIDAZIONE GIUDIZIALE E ORGANI vantati da terzi sui beni compresi nella procedura, secon-
PREPOSTI do le disposizioni del capo III.
i) quando ne ravvisa l’opportunità, dispone che il cu-
Art. 121. ratore presenti relazioni ulteriori rispetto a quelle previste
dall’articolo 130, prescrivendone le modalità.
Presupposti della liquidazione giudiziale 2. Il giudice delegato non può trattare i giudizi che ha
autorizzato, né far parte del collegio investito del reclamo
1. Le disposizioni sulla liquidazione giudiziale si appli- proposto contro i suoi atti.
cano agli imprenditori commerciali che non dimostrino il
possesso congiunto dei requisiti di cui all’articolo 2, com- 3. I provvedimenti del giudice delegato sono pronun-
ma 1, lettera d), e che siano in stato di insolvenza. ciati con decreto motivato.

Art. 122. Art. 124.


Poteri del tribunale concorsuale Reclamo contro i decreti del giudice delegato
e del tribunale
1. Il tribunale che ha dichiarato aperta la procedura di
liquidazione giudiziale è investito dell’intera procedura e: 1. Salvo che sia diversamente disposto, contro i decreti
del giudice delegato e del tribunale il curatore, il comitato
a) provvede alla nomina, alla revoca o sostituzione dei creditori, il debitore e ogni altro interessato possono
per giustificati motivi degli organi della procedura, quan- proporre reclamo, rispettivamente, al tribunale o alla cor-
do non è prevista la competenza del giudice delegato; te di appello nel termine perentorio di dieci giorni dalla
b) può in ogni tempo sentire in camera di consiglio il comunicazione o dalla notificazione per il curatore, per il
curatore, il comitato dei creditori e il debitore; debitore, per il comitato dei creditori e per chi ha chiesto

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o nei cui confronti è stato chiesto il provvedimento. Per 3. Al curatore, agli esperti nominati ai sensi dell’arti-
gli altri interessati, il termine decorre dall’esecuzione del- colo 49, comma 3, lettera b), ed al coadiutore nominato
le formalità pubblicitarie previste dalla legge o disposte a norma dell’articolo 129, comma 2, si applicano le di-
dal giudice delegato o dal tribunale, se quest’ultimo ha sposizioni di cui agli articoli 35, comma 4-bis, e 35.1 del
emesso il provvedimento. decreto legislativo 6 settembre 2011, n. 159; si osservano
2. In ogni caso il reclamo non può più proporsi decorsi altresì le disposizioni di cui all’articolo 35.2 del predetto
novanta giorni dal deposito del provvedimento nel fasci- decreto.
colo della procedura. 4. I provvedimenti di nomina dei curatori, dei com-
3. Il reclamo si propone con ricorso, che deve contenere: missari giudiziali e dei liquidatori giudiziali confluiscono
a) l’indicazione del tribunale o della corte di appello nel registro nazionale istituito presso il Ministero della
competente, del giudice delegato e della procedura di li- giustizia. Nel registro vengono altresì annotati i provve-
quidazione giudiziale; dimenti di chiusura del fallimento e di omologazione del
b) le generalità, il codice fiscale del ricorrente e il concordato, nonché l’ammontare dell’attivo e del passivo
nome e il domicilio digitale del difensore; delle procedure chiuse. Il registro è tenuto con modalità
informatiche ed è accessibile al pubblico.
c) l’esposizione delle ragioni di fatto e di diritto su
cui si basa il reclamo, con le relative conclusioni;
Art. 126.
d) l’indicazione dei mezzi di prova di cui il ricorren-
te intende avvalersi e dei documenti prodotti. Accettazione del curatore
4. Il reclamo non sospende l’esecuzione del provvedi-
mento impugnato. 1. Il curatore deve, entro i due giorni successivi alla
5. Il presidente con decreto designa il relatore e fissa comunicazione della nomina, far pervenire in cancelleria
l’udienza di comparizione entro quaranta giorni dal de- la propria accettazione. Se il curatore non osserva que-
posito del ricorso. sto obbligo il tribunale, in camera di consiglio, provvede
6. Il ricorso, unitamente al decreto di fissazione d’urgenza alla nomina di altro curatore.
dell’udienza, deve essere notificato, a cura del reclaman- 2. Intervenuta l’accettazione, l’ufficio comunica tele-
te, al curatore, mediante trasmissione al domicilio digitale maticamente al curatore le credenziali per l’accesso al
della procedura, e ai controinteressati, entro cinque giorni domicilio digitale assegnato alla procedura dal Ministero
dalla comunicazione del decreto. della giustizia.
7. Tra la data della notificazione e quella dell’udien-
za deve intercorrere un termine non minore di quindici Art. 127.
giorni.
8. Il resistente deve costituirsi almeno cinque gior- Qualità di pubblico ufficiale
ni prima dell’udienza, depositando memoria contenente
l’indicazione delle proprie generalità e del suo codice 1. Il curatore, per quanto attiene all’esercizio delle sue
fiscale, nonché il nome e domicilio digitale del difenso- funzioni, è pubblico ufficiale.
re, nonché l’esposizione delle difese in fatto e in diritto,
oltre all’indicazione dei mezzi di prova e dei documenti
prodotti. Art. 128.
9. Ogni altro interessato può intervenire nel termine e Gestione della procedura
nei modi previsti dal comma 8.
10. I termini di cui ai commi 7 e 8 possono essere ab- 1. Il curatore ha l’amministrazione del patrimonio
breviati dal presidente, con decreto motivato, se ricorrono compreso nella liquidazione giudiziale e compie tutte le
ragioni di urgenza. operazioni della procedura sotto la vigilanza del giudice
11. All’udienza il collegio, sentite le parti, ammette o delegato e del comitato dei creditori, nell’ambito delle
assume anche d’ufficio i mezzi di prova, se non ritiene di funzioni ad esso attribuite.
delegarne l’assunzione al relatore. 2. Egli non può stare in giudizio senza l’autorizzazione
12. Entro trenta giorni dall’udienza di comparizione, il del giudice delegato, salvo che in materia di contestazioni
collegio provvede sul reclamo con decreto motivato. e di tardive dichiarazioni di crediti e di diritti di terzi sui
beni compresi nella liquidazione giudiziale, e salvo che
Art. 125. nei procedimenti promossi per impugnare atti del giudice
delegato o del tribunale e in ogni altro caso in cui non
Nomina del curatore occorra ministero di difensore.
1. Il curatore è nominato con la sentenza di apertura 3. Il curatore non può assumere la veste di avvocato
della liquidazione giudiziale, osservati gli articoli 356 e nei giudizi che riguardano la liquidazione giudiziale. Il
358. curatore può tuttavia assumere la veste di difensore, se in
2. Si applicano agli esperti nominati ai sensi dell’arti- possesso della necessaria qualifica nei giudizi avanti al
colo 49, comma 3, lettera b), le disposizioni del comma 1 giudice tributario quando ciò è funzionale ad un rispar-
e degli articoli 123 e da 126 a 136 in quanto compatibili. mio per la massa.

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Art. 129. 6. Quando non si fa luogo all’accertamento del passivo


ai sensi dell’articolo 209 la relazione di cui ai commi 4 e
Esercizio delle attribuzioni del curatore 5 è depositata entro il termine di centottanta giorni dalla
1. Il curatore esercita personalmente le funzioni del dichiarazione di apertura della liquidazione giudiziale.
proprio ufficio e può delegare ad altri specifiche opera- 7. Le relazioni di cui ai commi 1, 4 e 5 sono trasmesse
zioni, previa autorizzazione del comitato dei creditori, in copia integrale entro cinque giorni dal deposito al pub-
con esclusione degli adempimenti di cui agli articoli 198, blico ministero.
200, 203, 205 e 213. L’onere per il compenso del dele-
gato, liquidato dal giudice, è detratto dal compenso del 8. Il giudice delegato dispone la secretazione delle parti
curatore. relative alla responsabilità penale del debitore e di ter-
zi ed alle azioni che il curatore intende proporre qualora
2. Il curatore può essere autorizzato dal comitato dei possano comportare l’adozione di provvedimenti caute-
creditori a farsi coadiuvare da tecnici o da altre persone lari, nonché alle circostanze estranee agli interessi della
retribuite, compreso il debitore e gli amministratori della procedura e che investano la sfera personale del debitore.
società o dell’ente in liquidazione giudiziale, sotto la sua
responsabilità. Del compenso riconosciuto a tali soggetti 9. Il curatore, inoltre, entro quattro mesi dal deposito
si tiene conto ai fini della liquidazione del compenso del del decreto di esecutività dello stato passivo e, successi-
curatore. vamente, ogni sei mesi, presenta al giudice delegato un
rapporto riepilogativo delle attività svolte e delle informa-
Art. 130. zioni raccolte dopo le precedenti relazioni, accompagnato
dal conto della sua gestione e dagli estratti del conto ban-
Relazioni e rapporti riepilogativi del curatore cario o postale della procedura relativi agli stessi periodi.
Copia del rapporto e dei documenti allegati è trasmessa
1. Il curatore, entro trenta giorni dalla dichiarazione di al comitato dei creditori. Nel termine di quindici giorni,
apertura della liquidazione giudiziale, presenta al giudi- il comitato dei creditori o ciascuno dei suoi componen-
ce delegato un’informativa sugli accertamenti compiuti ti possono formulare osservazioni scritte. Nei successivi
e sugli elementi informativi acquisiti relativi alle cause quindici giorni copia del rapporto, assieme alle eventuali
dell’insolvenza e alla responsabilità del debitore ovve- osservazioni, omesse le parti secretate, è trasmessa per
ro degli amministratori e degli organi di controllo della mezzo della posta elettronica certificata al debitore, ai
società. creditori e ai titolari di diritti sui beni.
2. Se il debitore o gli amministratori non ottemperano
agli obblighi di deposito di cui all’articolo 49, comma 3,
lettera c), il curatore informa senza indugio il pubblico Art. 131.
ministero. In tal caso o quando le scritture contabili sono Deposito delle somme riscosse
incomplete o comunque risultano inattendibili, il curato-
re, con riguardo alle operazioni compiute dal debitore nei 1. Le somme riscosse a qualunque titolo dal curatore
cinque anni anteriori alla presentazione della domanda sono depositate entro il termine massimo di dieci giorni
cui sia seguita l’apertura della liquidazione giudiziale, ol- sul conto corrente intestato alla procedura di liquidazione
tre alle ricerche effettuate ai sensi dell’articolo 49, com- aperto presso un ufficio postale o presso una banca scelta
ma 3, lettera f), può chiedere al giudice delegato di essere dal curatore.
autorizzato ad accedere a banche dati, ulteriori rispetto
a quelle di cui all’articolo 49 e specificamente indicate 2. Il mancato deposito nel termine è valutato dal tribu-
nell’istanza di autorizzazione. nale ai fini dell’eventuale revoca del curatore.
3. Il giudice delegato può autorizzare il curatore a ri- 3. Il prelievo delle somme è eseguito su copia confor-
chiedere alle pubbliche amministrazioni le informazioni e me del mandato di pagamento del giudice delegato e, nel
i documenti in loro possesso. periodo di intestazione «Fondo unico giustizia» del conto
4. Il curatore, entro sessanta giorni dal deposito del de- corrente, su disposizione di Equitalia Giustizia s.p.a., in
creto di esecutività dello stato passivo, presenta al giudice conformità a quanto previsto dall’articolo 2 del decreto-
delegato una relazione particolareggiata in ordine al tem- legge 16 settembre 2008, n. 143, convertito, con modifi-
po e alle cause dell’insorgere della crisi e del manifestarsi cazioni, dalla legge 13 novembre 2008, n. 181.
dell’insolvenza del debitore, sulla diligenza spiegata dal 4. Il mandato è sottoscritto dal giudice delegato e dal
debitore nell’esercizio dell’impresa, sulla responsabilità cancelliere con firma digitale ed è trasmesso telematica-
del debitore o di altri e su quanto può interessare anche ai mente al depositario nel rispetto delle disposizioni, anche
fini delle indagini preliminari in sede penale. regolamentari, concernenti la sottoscrizione, la trasmis-
5. Se il debitore insolvente è una società o altro ente, sione e la ricezione dei documenti informatici. La tra-
la relazione espone i fatti accertati e le informazioni rac- smissione telematica è oggetto di disciplina con apposito
colte sulla responsabilità degli amministratori e degli or- decreto del Ministro della Giustizia, che ne stabilisce mo-
gani di controllo, dei soci e, eventualmente, di estranei dalità, condizioni e limiti. La disposizione acquista effi-
alla società. Se la società o l’ente fa parte di un gruppo, il cacia a decorrere dal novantesimo giorno successivo alla
curatore deve altresì riferire sulla natura dei rapporti con pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale del provvedimen-
le altre società o enti e allegare le informazioni raccolte to del responsabile dei sistemi informativi automatizzati
sulle rispettive responsabilità, avuto riguardo agli effetti del Ministero della giustizia, da adottarsi entro un anno
dei rapporti economici e contrattuali con le altre imprese dall’entrata in vigore del presente codice, attestante la
del gruppo. piena funzionalità dei sistemi di trasmissione telematica.

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Art. 132. 2. Dal computo dei crediti, su istanza di uno o più cre-
ditori, sono esclusi quelli i cui titolari si trovino in con-
Integrazione dei poteri del curatore flitto di interessi.
1. Le riduzioni di crediti, le transazioni, i compromes-
si, le rinunzie alle liti, le ricognizioni di diritti di terzi, Art. 136.
la cancellazione di ipoteche, la restituzione di pegni, lo Responsabilità del curatore
svincolo delle cauzioni, l’accettazione di eredità e dona-
zioni e gli altri atti di straordinaria amministrazione sono 1. Il curatore adempie ai doveri del proprio ufficio, im-
effettuati dal curatore, previa l’autorizzazione del comita- posti dalla legge o derivanti dal programma di liquida-
to dei creditori. zione approvato, con la diligenza richiesta dalla natura
2. Nel richiedere l’autorizzazione del comitato dei cre- dell’incarico. Egli deve tenere un registro informatico,
ditori, il curatore formula le proprie conclusioni anche consultabile telematicamente, oltre che dal giudice dele-
sulla convenienza della proposta. gato, da ciascuno dei componenti del comitato dei cre-
3. Se gli atti suddetti sono di valore superiore a cin- ditori e in cui deve annotare giorno per giorno le ope-
quantamila euro e in ogni caso per le transazioni, il cura- razioni relative alla sua amministrazione. Mensilmente
tore ne informa previamente il giudice delegato, salvo che il curatore firma digitalmente il registro e vi appone la
gli stessi siano già stati autorizzati dal medesimo ai sensi marca temporale, in conformità alle regole tecniche per
dell’articolo 213, comma 7. la formazione, la trasmissione, la conservazione, la copia,
la duplicazione, la riproduzione e la validazione dei do-
4. Il limite di cui al comma 3 può essere adeguato con cumenti informatici.
decreto del Ministro della giustizia.
2. Il curatore procede alle operazioni di liquidazione
Art. 133. contemporaneamente alle operazioni di accertamento del
passivo.
Reclamo contro gli atti e le omissioni del curatore 3. Durante la liquidazione giudiziale, l’azione di re-
1. Contro gli atti di amministrazione e le omissioni sponsabilità contro il curatore revocato o sostituito è pro-
del curatore, il comitato dei creditori, il debitore e ogni posta dal nuovo curatore, previa autorizzazione del giu-
altro interessato possono proporre reclamo, per viola- dice delegato.
zione di legge, con ricorso al giudice delegato entro otto 4. Il curatore che cessa dal suo ufficio, anche durante
giorni dalla conoscenza dell’atto o, in caso di omissio- la liquidazione giudiziale, nonché al termine dei giudizi
ne, dalla scadenza del termine indicato nella diffida a e delle altre operazioni di cui all’articolo 233, comma 2,
provvedere. Il giudice delegato, sentite le parti, decide deve rendere il conto della gestione a norma dell’artico-
sul reclamo, omessa ogni formalità non indispensabile al lo 231, comunicandolo anche al curatore eventualmente
contraddittorio. nominato in sua vece, il quale può presentare osservazio-
2. Se il reclamo è accolto, il curatore deve conformarsi ni e contestazioni.
alla decisione del giudice delegato. 5. Il responsabile dei sistemi informativi automatizzati
3. Contro il decreto del giudice delegato può essere del Ministero della giustizia, entro sei mesi dalla data di
proposto il reclamo previsto dall’articolo 124. entrata in vigore del presente codice, stabilisce le speci-
fiche tecniche necessarie per assicurare la compatibilità
tra i software utilizzati per la tenuta del registro di cui
Art. 134. al comma 1 con i sistemi informativi del Ministero della
Revoca del curatore giustizia.
1. Il tribunale può in ogni tempo, su proposta del giu- Art. 137.
dice delegato o su richiesta del comitato dei creditori o
d’ufficio, revocare il curatore. Compenso del curatore
2. Il tribunale provvede con decreto motivato, sentiti il 1. Il compenso e le spese dovuti al curatore, anche se
curatore e il comitato dei creditori. la liquidazione giudiziale si chiude con concordato, sono
3. Contro il decreto di revoca o di rigetto dell’istanza di liquidati ad istanza del curatore con decreto del tribunale
revoca del curatore è ammesso il reclamo alla corte di ap- non soggetto a reclamo, su relazione del giudice delegato,
pello previsto dall’articolo 124. Il reclamo non sospende secondo le norme stabilite con decreto del Ministro della
l’efficacia del decreto. giustizia.
2. La liquidazione del compenso è fatta dopo l’appro-
Art. 135. vazione del rendiconto e, se del caso, dopo l’esecuzione
Sostituzione del curatore del concordato. Al curatore è dovuta anche un’integra-
zione del compenso per l’attività svolta fino al termine
1. I creditori che rappresentano la maggioranza dei dei giudizi e delle altre operazioni di cui all’articolo 233,
crediti ammessi possono chiedere la sostituzione del cu- comma 2. È in facoltà del tribunale accordare al curatore
ratore indicandone al tribunale le ragioni. Il tribunale, va- acconti sul compenso. Salvo che non ricorrano giustificati
lutate le ragioni della richiesta, provvede alla nomina del motivi, ogni liquidazione di acconto deve essere precedu-
nuovo curatore. ta dalla esecuzione di un progetto di ripartizione parziale.

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3. Se nell’incarico si sono succeduti più curatori, il 2. Dal computo dei crediti, su istanza di uno o più cre-
compenso è stabilito secondo criteri di proporzionalità ed ditori, sono esclusi quelli che si trovino in conflitto di
è liquidato, in ogni caso, al termine della procedura, salvi interessi.
eventuali acconti. 3. Il giudice delegato, su istanza del comitato dei cre-
4. Nessun compenso, oltre quello liquidato dal tribuna- ditori, acquisito il parere del curatore, può stabilire che ai
le, può essere preteso dal curatore, nemmeno per rimbor- componenti del comitato dei creditori sia attribuito, oltre
so di spese. Le promesse e i pagamenti fatti contro questo al rimborso delle spese, un compenso per la loro attività,
divieto sono nulli ed è sempre ammessa la ripetizione di in misura non superiore al dieci per cento di quello liqui-
ciò che è stato pagato, indipendentemente dall’esercizio dato al curatore.
dell’azione penale.
5. Quando sono nominati esperti ai sensi dell’artico- Art. 140.
lo 49, comma 3, lettera b), alla liquidazione del compenso
si applica il comma 3. Funzioni e responsabilità del comitato dei creditori e dei
suoi componenti
Art. 138.
1. Il comitato dei creditori vigila sull’operato del cura-
Nomina del comitato dei creditori tore, ne autorizza gli atti ed esprime pareri nei casi pre-
visti dalla legge, ovvero su richiesta del tribunale o del
1. Il comitato dei creditori è nominato dal giudice giudice delegato, succintamente motivando le proprie
delegato entro trenta giorni dalla sentenza che ha aper- deliberazioni.
to la liquidazione giudiziale, sulla base delle risultanze
documentali, sentito il curatore e tenuto conto della di- 2. Il presidente convoca il comitato per le deliberazioni
sponibilità ad assumere l’incarico e delle altre indicazio- di competenza o quando sia richiesto da un terzo dei suoi
ni eventualmente date dai creditori con la domanda di componenti.
ammissione al passivo o precedentemente. Salvo quanto 3. Le deliberazioni del comitato sono prese a maggio-
previsto dall’articolo 139, la composizione del comitato ranza dei votanti, nel termine massimo di quindici giorni
può essere modificata dal giudice delegato in relazione successivi a quello in cui la richiesta è pervenuta al presi-
alle variazioni dello stato passivo o per altro giustificato dente. Il voto può essere espresso in riunioni collegiali o
motivo. mediante consultazioni telematiche, purché sia possibile
2. Il comitato è composto di tre o cinque membri scelti conservare la prova della manifestazione di voto.
tra i creditori, in modo da rappresentare in misura equi- 4. In caso di inerzia, di impossibilità di costituzione per
librata quantità e qualità dei crediti e avuto riguardo alla insufficienza di numero o indisponibilità dei creditori, o
possibilità di soddisfacimento dei crediti stessi. di funzionamento del comitato o di urgenza, provvede il
3. Il comitato, entro dieci giorni dalla nomina, provve- giudice delegato.
de, su convocazione del curatore, a nominare a maggio- 5. Il comitato e ogni suo componente possono ispezio-
ranza il proprio presidente. nare in qualunque tempo le scritture contabili e i docu-
4. Alla sostituzione dei membri del comitato provvede menti della procedura e hanno diritto di chiedere notizie e
il giudice delegato secondo i criteri dettati dai commi 1 chiarimenti al curatore e al debitore. Se ricorrono le circo-
e 2. stanze di cui al comma 4 gli stessi poteri possono essere
5. Il comitato dei creditori si considera costituito con esercitati da ciascun creditore, previa l’autorizzazione del
l’accettazione della nomina da parte dei suoi componenti giudice delegato.
comunicata al curatore che ne informa immediatamente il 6. I componenti del comitato hanno diritto al rimborso
giudice delegato. delle spese, oltre all’eventuale compenso riconosciuto ai
6. Il componente del comitato che si trova in conflitto sensi e nelle forme di cui all’articolo 139, comma 3.
di interessi si astiene dalla votazione.
7. Ai componenti del comitato dei creditori si appli-
7. Ciascun componente del comitato dei creditori può ca, in quanto compatibile, l’articolo 2407, primo e terzo
delegare, a sue spese, a un avvocato o a un dottore com- comma, del codice civile.
mercialista, in tutto o in parte, l’espletamento delle proprie
funzioni, dandone comunicazione al giudice delegato. 8. L’azione di responsabilità può essere proposta dal
curatore durante lo svolgimento della procedura. Il giudi-
Art. 139. ce delegato provvede all’immediata sostituzione dei com-
ponenti del comitato dei creditori nei confronti dei quali
Sostituzione e compenso dei componenti del comitato ha autorizzato l’azione.
dei creditori
1. I creditori che rappresentano la maggioranza dei Art. 141.
crediti ammessi possono effettuare nuove designazioni in Reclamo contro gli atti del comitato dei creditori
ordine ai componenti del comitato dei creditori, nel ri-
spetto dei criteri di cui all’articolo 138. Il giudice delega- 1. Contro le autorizzazioni o i dinieghi del comitato
to provvede alla nomina dei soggetti designati, verificato dei creditori, il curatore, il debitore e ogni altro interes-
il rispetto delle condizioni di cui all’articolo 138, commi sato possono proporre reclamo, per violazione di legge,
1 e 2. al giudice delegato entro otto giorni dalla conoscenza

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dell’atto. Il giudice delegato decide sul reclamo senti- Art. 145.


te le parti, omessa ogni formalità non indispensabile al
contraddittorio. Formalità eseguite dopo l’apertura
della liquidazione giudiziale
2. Contro il decreto del giudice delegato può essere
proposto il reclamo previsto dall’articolo 124. 1. Le formalità necessarie per rendere opponibili gli
atti ai terzi, se compiute dopo la data dell’apertura del-
la liquidazione giudiziale, sono senza effetto rispetto ai
Sezione II creditori.
EFFETTI DELL’APERTURA DELLA LIQUIDAZIONE
GIUDIZIALE PER IL DEBITORE
Art. 146.
Beni non compresi nella liquidazione giudiziale
Art. 142. 1. Non sono compresi nella liquidazione giudiziale:
a) i beni e i diritti di natura strettamente personale;
Beni del debitore
b) gli assegni aventi carattere alimentare, gli stipen-
1. La sentenza che dichiara aperta la liquidazione giu- di, le pensioni, i salari e ciò che il debitore guadagna con
diziale priva dalla sua data il debitore dell’amministrazio- la sua attività, entro i limiti di quanto occorre per il man-
ne e della disponibilità dei suoi beni esistenti alla data di tenimento suo e della sua famiglia;
apertura della liquidazione giudiziale. c) i frutti derivanti dall’usufrutto legale sui beni dei
figli, i beni costituiti in fondo patrimoniale e i frutti di
2. Sono compresi nella liquidazione giudiziale anche essi, salvo quanto è disposto dall’articolo 170 del codice
i beni che pervengono al debitore durante la procedura, civile;
dedotte le passività incontrate per l’acquisto e la conser-
vazione dei beni medesimi. d) le cose che non possono essere pignorate per di-
sposizione di legge.
3. Il curatore, previa autorizzazione del comitato dei 2. I limiti previsti al comma 1, lettera b), sono fissati
creditori, può rinunziare ad acquisire i beni del debitore, con decreto motivato del giudice delegato, sentiti il cura-
compresi quelli che gli pervengono durante la procedura, tore ed il comitato dei creditori, tenuto conto della condi-
qualora i costi da sostenere per il loro acquisto e la loro zione personale del debitore e di quella della sua famiglia.
conservazione risultino superiori al presumibile valore di
realizzo dei beni stessi. Art. 147.
Art. 143. Alimenti ed abitazione del debitore

Rapporti processuali 1. Se al debitore vengono a mancare i mezzi di sussi-


stenza, il giudice delegato, sentiti il curatore e il comitato
dei creditori, può concedergli un sussidio a titolo di ali-
1. Nelle controversie, anche in corso, relative a rapporti menti per lui e per la famiglia.
di diritto patrimoniale del debitore compresi nella liqui-
dazione giudiziale sta in giudizio il curatore. 2. La casa della quale il debitore è proprietario o può
godere in quanto titolare di altro diritto reale, nei limiti in
2. Il debitore può intervenire nel giudizio solo per le cui è necessaria all’abitazione di lui e della famiglia, non
questioni dalle quali può dipendere un’imputazione di può essere distratta da tale uso fino alla sua liquidazione.
bancarotta a suo carico o se l’intervento è previsto dalla
legge. Art. 148.
3. L’apertura della liquidazione giudiziale determina Corrispondenza diretta al debitore
l’interruzione del processo. Il termine per la riassunzione
del processo interrotto decorre da quando l’interruzione 1. Il debitore persona fisica, è tenuto a consegnare al
viene dichiarata dal giudice. curatore la propria corrispondenza di ogni genere, inclusa
quella elettronica, riguardante i rapporti compresi nella
Art. 144. liquidazione giudiziale.
2. La corrispondenza diretta al debitore che non è una
Atti compiuti dal debitore dopo l’apertura persona fisica è consegnata al curatore.
della liquidazione giudiziale
Art. 149.
1. Gli atti compiuti dal debitore e i pagamenti da lui
eseguiti o ricevuti dopo l’apertura della liquidazione giu- Obblighi del debitore
diziale sono inefficaci rispetto ai creditori.
1. Il debitore, se persona fisica, nonché gli ammini-
2. Fermo quanto previsto dall’articolo 142, comma 2, stratori o i liquidatori della società o dell’ente nei cui
sono acquisite alla liquidazione giudiziale tutte le utilità confronti è aperta la liquidazione giudiziale, sono tenuti
che il debitore consegue nel corso della procedura per ef- a comunicare al curatore la propria residenza ovvero il
fetto degli atti di cui al comma 1. proprio domicilio e ogni loro cambiamento.

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2. Se occorrono informazioni o chiarimenti ai fini del- Art. 153.


la gestione della procedura, i soggetti di cui al comma 1
devono presentarsi personalmente al giudice delegato, al Diritto dei creditori privilegiati nella ripartizione
curatore o al comitato dei creditori. dell’attivo
3. In caso di legittimo impedimento o di altro giusti- 1. I creditori garantiti da ipoteca, pegno o privilegio
ficato motivo, i medesimi soggetti possono essere auto- fanno valere il loro diritto di prelazione sul prezzo dei
rizzati dal giudice delegato a comparire per mezzo di un beni vincolati per il capitale, gli interessi e le spese; se
procuratore. non sono soddisfatti integralmente, concorrono, per
quanto è ancora loro dovuto, con i creditori chirografari
Sezione III nelle ripartizioni del resto dell’attivo.
EFFETTI DELL’APERTURA DELLA LIQUIDAZIONE GIUDIZIALE 2. Essi hanno diritto di concorrere anche nelle riparti-
PER I CREDITORI zioni che si eseguono prima della distribuzione del prezzo
dei beni vincolati a loro garanzia. In tal caso, se ottengono
Art. 150. un’utile collocazione definitiva su questo prezzo per la
totalità del loro credito, computati in primo luogo gli inte-
Divieto di azioni esecutive e cautelari individuali ressi, l’importo ricevuto nelle ripartizioni anteriori viene
detratto dalla somma loro assegnata per essere attribuito
1. Salvo diversa disposizione della legge, dal giorno ai creditori chirografari. Se la collocazione utile ha luogo
della dichiarazione di apertura della liquidazione giudi- per una parte del credito garantito, per il capitale non sod-
ziale nessuna azione individuale esecutiva o cautelare an- disfatto essi hanno diritto di trattenere solo la percentuale
che per crediti maturati durante la liquidazione giudiziale, definitiva assegnata ai creditori chirografari.
può essere iniziata o proseguita sui beni compresi nella
procedura. 3. L’estensione del diritto di prelazione agli interessi
è regolata dagli articoli 2749, 2788 e 2855, commi se-
Art. 151. condo e terzo, del codice civile, intendendosi equiparata
la dichiarazione di apertura della liquidazione giudiziale
Concorso dei creditori all’atto di pignoramento. Per i crediti assistiti da privi-
1. La liquidazione giudiziale apre il concorso dei credi- legio generale, il decorso degli interessi cessa alla data
tori sul patrimonio del debitore. del deposito del progetto di riparto nel quale il credito è
soddisfatto anche se parzialmente.
2. Ogni credito, anche se munito di diritto di prelazio-
ne o prededucibile, nonché ogni diritto reale o personale, 4. Se il credito è garantito da ipoteca, la prelazione si
mobiliare o immobiliare, deve essere accertato secondo estende anche alle spese della costituzione, dell’iscrizio-
le norme stabilite dal capo III del presente titolo, salvo ne e della rinnovazione dell’ipoteca.
diverse disposizioni della legge. 5. Se il credito è garantito da pegno o assistito da pri-
3. Le disposizioni del comma 2 si applicano anche ai vilegio speciale a norma degli articoli 2756 e 2761 del
crediti esentati dal divieto di cui all’articolo 150. codice civile, la prelazione si estende anche alle spese
della costituzione del pegno e, nel caso previsto dall’arti-
Art. 152. colo 152, commi 1 e 2, alle spese di conservazione e ven-
dita del bene costituito in pegno o oggetto del privilegio,
Creditori muniti di pegno o privilegio su mobili nonché alle spese di individuazione e consegna del bene
1. I crediti garantiti da pegno o assistiti da privilegio oggetto di pegno non possessorio.
a norma degli articoli 2756 e 2761 del codice civile pos-
sono essere realizzati al di fuori della liquidazione giu- Art. 154.
diziale anche durante la procedura, dopo che sono stati
ammessi al passivo con prelazione. Crediti pecuniari
2. Per essere autorizzato alla vendita il creditore fa 1. La dichiarazione di apertura della liquidazione giu-
istanza al giudice delegato, il quale, sentiti il curatore e diziale sospende il corso degli interessi convenzionali o
il comitato dei creditori, stabilisce con decreto il tem- legali, agli effetti del concorso, fino alla chiusura della
po della vendita, determinandone le modalità a norma procedura ovvero fino all’archiviazione disposta ai sensi
dell’articolo 216. Il giudice delegato può assegnare i beni dell’articolo 234, comma 7, a meno che i crediti non siano
al creditore che ne ha fatto istanza. Il giudice delegato garantiti da ipoteca, da pegno o privilegio, salvo quanto è
provvede acquisita la valutazione dei beni oggetto del
provvedimento di autorizzazione o di assegnazione. disposto dall’articolo 153, comma 3.
3. Se il ricavato della vendita, al netto delle spese o, in 2. I crediti pecuniari si considerano scaduti, agli effetti
caso di assegnazione, il valore di stima è superiore all’im- del concorso, alla data della dichiarazione di apertura del-
porto del credito ammesso al passivo con prelazione, il la liquidazione giudiziale.
creditore ne versa al curatore l’eccedenza. 3. I crediti condizionali partecipano al concorso a
4. Il giudice delegato, sentito il comitato dei creditori, norma degli articoli 204, 226 e 227. Sono compresi tra
se è stato nominato, può anche autorizzare il curatore a ri- i crediti condizionali quelli che non possono essere fat-
prendere le cose sottoposte a pegno o a privilegio, pagan- ti valere contro il debitore il cui patrimonio è sottoposto
do il creditore, o ad eseguire la vendita nei modi stabiliti alla liquidazione giudiziale, se non previa escussione di
dal comma 2. un obbligato principale.

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Art. 155. Art. 161.


Compensazione Creditore di più coobbligati solidali parzialmente
soddisfatto
1. I creditori possono opporre in compensazione dei
loro debiti verso il debitore il cui patrimonio è sottoposto 1. Il creditore che, prima dell’apertura della liquidazio-
alla liquidazione giudiziale i propri crediti verso quest’ul- ne giudiziale, ha ricevuto da un coobbligato in solido con
timo, ancorché non scaduti prima dell’apertura della pro- il debitore il cui patrimonio è sottoposto alla procedura
cedura concorsuale.
concorsuale, o da un fideiussore, una parte del proprio
2. La compensazione non ha luogo se il creditore ha credito, ha diritto di concorrere nella liquidazione giudi-
acquistato il credito per atto tra vivi dopo il deposito della ziale per la parte non riscossa.
domanda cui è seguita l’apertura della liquidazione giudi-
ziale o nell’anno anteriore. 2. Il coobbligato che ha diritto di regresso verso il debi-
tore ha diritto di concorrere nella liquidazione giudiziale
Art. 156. di questo per la somma pagata.
Crediti infruttiferi 3. Tuttavia il creditore ha diritto di farsi assegnare la
quota di riparto spettante al coobbligato fino a concor-
1. I crediti infruttiferi non ancora scaduti alla data renza di quanto ancora dovutogli. Resta impregiudicato il
dell’apertura della liquidazione giudiziale sono ammessi diritto verso il coobbligato se il creditore rimane parzial-
al passivo per l’intera somma. Tuttavia ad ogni singola ri- mente insoddisfatto.
partizione saranno detratti gli interessi composti, in ragio-
ne del saggio stabilito dall’articolo 1284 del codice civile, Art. 162.
per il tempo che resta a decorrere dalla data del mandato
di pagamento sino al giorno della scadenza del credito. Coobbligato o fideiussore con diritto di garanzia
Art. 157. 1. Il coobbligato o fideiussore del debitore sottoposto a
liquidazione giudiziale che ha un diritto di pegno o di ipo-
Obbligazioni ed altri titoli di debito teca sui beni di lui a garanzia della sua azione di regresso
1. I crediti derivanti da obbligazioni e da altri titoli di concorre nella liquidazione giudiziale per la somma per la
debito sono ammessi al passivo per il loro valore nomi- quale ha ipoteca o pegno.
nale, detratti i rimborsi già effettuati; se è previsto un pre- 2. Il ricavato della vendita dei beni ipotecati o delle
mio da estrarre a sorte, il suo valore attualizzato viene cose date in pegno spetta al creditore in deduzione della
distribuito tra tutti i titoli che hanno diritto al sorteggio. somma dovuta.
Art. 158.
Sezione IV
Crediti non pecuniari
EFFETTI DELLA LIQUIDAZIONE GIUDIZIALE SUGLI ATTI
1. I crediti non scaduti, aventi per oggetto una presta- PREGIUDIZIEVOLI AI CREDITORI
zione in danaro determinata con riferimento ad altri valori
o aventi per oggetto una prestazione diversa dal danaro,
concorrono secondo il loro valore alla data di apertura Art. 163.
della liquidazione giudiziale. Atti a titolo gratuito
Art. 159. 1. Sono privi di effetto rispetto ai creditori, se compiuti
Rendita perpetua e rendita vitalizia dal debitore dopo il deposito della domanda cui è segui-
ta l’apertura della liquidazione giudiziale o nei due anni
1. Se nel passivo della liquidazione giudiziale sono anteriori, gli atti a titolo gratuito, esclusi i regali d’uso e
presenti crediti per rendita perpetua, questa è riscattata a gli atti compiuti in adempimento di un dovere morale o a
norma dell’articolo 1866 del codice civile. scopo di pubblica utilità, in quanto la liberalità sia propor-
2. Il creditore di una rendita vitalizia è ammesso al pas- zionata al patrimonio del donante.
sivo per una somma equivalente al valore capitale della 2. I beni oggetto degli atti di cui al comma 1 sono ac-
rendita stessa al momento dell’apertura della liquidazione quisiti al patrimonio della liquidazione giudiziale median-
giudiziale.
te trascrizione della sentenza che ha dichiarato l’apertura
Art. 160. della procedura concorsuale. Nel caso di cui al presente
articolo ogni interessato può proporre reclamo avverso la
Creditore di più coobbligati solidali trascrizione a norma dell’articolo 133.
1. Il creditore di più coobbligati in solido concorre Art. 164.
nella liquidazione giudiziale del patrimonio di quelli che
sono sottoposti a tale procedura, per l’intero credito in Pagamenti di crediti non scaduti e postergati
capitale e accessori, sino al totale pagamento.
2. Il regresso tra i coobbligati può essere esercitato 1. Sono privi di effetto rispetto ai creditori i pagamenti
solo dopo che il creditore sia stato soddisfatto per l’intero di crediti che scadono nel giorno della dichiarazione di
credito. apertura della liquidazione giudiziale o posteriormente,

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se sono stati eseguiti dal debitore dopo il deposito della 3. Non sono soggetti all’azione revocatoria:
domanda cui è seguita l’apertura della procedura concor-
suale o nei due anni anteriori. a) i pagamenti di beni e servizi effettuati nell’eserci-
zio dell’attività d’impresa nei termini d’uso;
2. Sono privi di effetto rispetto ai creditori i rimborsi
dei finanziamenti dei soci a favore della società se sono b) le rimesse effettuate su un conto corrente bancario
stati eseguiti dal debitore dopo il deposito della doman- che non hanno ridotto in maniera consistente e durevole
da cui è seguita l’apertura della procedura concorsuale o l’esposizione del debitore nei confronti della banca;
nell’anno anteriore. Si applica l’articolo 2467, secondo c) le vendite e i preliminari di vendita trascritti ai
comma, codice civile. sensi dell’articolo 2645-bis del codice civile, i cui effetti
3. La disposizione di cui al comma 2 si applica anche al non siano cessati ai sensi del comma terzo della suddetta
rimborso dei finanziamenti effettuati a favore della socie- disposizione, conclusi a giusto prezzo e aventi ad oggetto
tà assoggettata alla liquidazione giudiziale da chi esercita immobili ad uso abitativo, destinati a costituire l’abita-
attività di direzione e coordinamento nei suoi confronti o zione principale dell’acquirente o di suoi parenti e affini
da altri soggetti ad essa sottoposti. entro il terzo grado, ovvero immobili ad uso non abita-
tivo destinati a costituire la sede principale dell’attività
Art. 165. d’impresa dell’acquirente, purché alla data dell’apertura
della liquidazione giudiziale tale attività sia effettivamen-
Azione revocatoria ordinaria te esercitata ovvero siano stati compiuti investimenti per
darvi inizio;
1. Il curatore può domandare che siano dichiarati inef-
ficaci gli atti compiuti dal debitore in pregiudizio dei cre- d) gli atti, i pagamenti effettuati e le garanzie con-
ditori, secondo le norme del codice civile. cesse su beni del debitore posti in essere in esecuzione
del piano attestato di cui all’articolo 56 o di cui all’artico-
2. L’azione si propone dinanzi al tribunale competente lo 284 e in esso indicati. L’esclusione non opera in caso di
ai sensi dell’articolo 27 sia in confronto del contraente dolo o colpa grave dell’attestatore o di dolo o colpa grave
immediato, sia in confronto dei suoi aventi causa nei casi del debitore, quando il creditore ne era a conoscenza al
in cui sia proponibile contro costoro. momento del compimento dell’atto, del pagamento o del-
la costituzione della garanzia. L’esclusione opera anche
Art. 166. con riguardo all’azione revocatoria ordinaria;
Atti a titolo oneroso, pagamenti, garanzie e) gli atti, i pagamenti e le garanzie su beni del de-
bitore posti in essere in esecuzione del concordato pre-
1. Sono revocati, salvo che l’altra parte provi che non ventivo e dell’accordo di ristrutturazione omologato e
conosceva lo stato d’insolvenza del debitore: in essi indicati, nonché gli atti, i pagamenti e le garanzie
a) gli atti a titolo oneroso in cui le prestazioni ese- legalmente posti in essere e dal debitore dopo il deposi-
guite o le obbligazioni assunte dal debitore sorpassano to della domanda di accesso al concordato preventivo o
di oltre un quarto ciò che a lui è stato dato o promesso, all’accordo di ristrutturazione. L’esclusione opera anche
se compiuti dopo il deposito della domanda cui è segui- con riguardo all’azione revocatoria ordinaria;
ta l’apertura della liquidazione giudiziale o nell’anno f) i pagamenti eseguiti dal debitore a titolo di corri-
anteriore; spettivo di prestazioni di lavoro effettuate da suoi dipen-
b) gli atti estintivi di debiti pecuniari scaduti ed esi- denti o altri suoi collaboratori, anche non subordinati;
gibili non effettuati con danaro o con altri mezzi normali g) i pagamenti di debiti liquidi ed esigibili eseguiti
di pagamento, se compiuti dopo il deposito della doman- dal debitore alla scadenza per ottenere la prestazione di
da cui è seguita l’apertura della liquidazione giudiziale o servizi strumentali all’accesso alle procedure di regola-
nell’anno anteriore; zione della crisi e dell’insolvenza previste dal presente
c) i pegni, le anticresi e le ipoteche volontarie costi- codice.
tuiti dopo il deposito della domanda cui è seguita l’aper- 4. Le disposizioni di questo articolo non si applicano
tura della liquidazione giudiziale o nell’anno anteriore all’istituto di emissione, alle operazioni di credito su pe-
per debiti preesistenti non scaduti; gno e di credito fondiario; sono salve le disposizioni delle
d) i pegni, le anticresi e le ipoteche giudiziali o vo- leggi speciali.
lontarie costituiti dopo il deposito della domanda cui è
seguita l’apertura della liquidazione giudiziale o nei sei Art. 167.
mesi anteriori per debiti scaduti.
2. Sono altresì revocati, se il curatore prova che l’al- Patrimoni destinati ad uno specifico affare
tra parte conosceva lo stato d’insolvenza del debitore,
i pagamenti di debiti liquidi ed esigibili, gli atti a titolo 1. Gli atti che incidono su un patrimonio destinato ad
oneroso e quelli costitutivi di un diritto di prelazione per uno specifico affare previsto dall’articolo 2447-bis, pri-
debiti, anche di terzi, contestualmente creati, se compiuti mo comma, lettera a), del codice civile sono revocabili
dal debitore dopo il deposito della domanda cui è segui- quando pregiudicano il patrimonio della società. Il pre-
ta l’apertura della liquidazione giudiziale o nei sei mesi supposto soggettivo dell’azione è costituito dalla cono-
anteriori. scenza dello stato d’insolvenza della società.

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Art. 168. Sezione V


Pagamento di cambiale scaduta EFFETTI DELLA LIQUIDAZIONE GIUDIZIALE SUI RAPPORTI
GIURIDICI PENDENTI
1. In deroga a quanto disposto dall’articolo 166, com-
ma 2, non può essere revocato il pagamento di una cam- Art. 172.
biale, se il possessore di questa doveva accettarlo per non
perdere l’azione cambiaria di regresso. In tal caso, l’ul- Rapporti pendenti
timo obbligato in via di regresso, in confronto del quale
il curatore provi che conosceva lo stato di insolvenza del 1. Se un contratto è ancora ineseguito o non compiu-
principale obbligato quando ha tratto o girato la cambiale, tamente eseguito nelle prestazioni principali da entrambe
deve versare la somma riscossa al curatore. le parti al momento in cui è aperta la procedura di liqui-
dazione giudiziale l’esecuzione del contratto, fatte salve
Art. 169. le diverse disposizioni della presente sezione, rimane so-
spesa fino a quando il curatore, con l’autorizzazione del
Atti compiuti tra coniugi, parti di un’unione civile tra comitato dei creditori, dichiara di subentrare nel contratto
persone dello stesso sesso o conviventi di fatto in luogo del debitore, assumendo, a decorrere dalla data
del subentro, tutti i relativi obblighi, ovvero di sciogliersi
1. Gli atti previsti dall’articolo 166, compiuti tra co- dal medesimo salvo che, nei contratti ad effetti reali, sia
niugi, parti di un’unione civile tra persone dello stesso già avvenuto il trasferimento del diritto.
sesso o conviventi di fatto nel tempo in cui il debitore 2. Il contraente può mettere in mora il curatore, facen-
esercitava un’impresa e quelli a titolo gratuito compiu- dogli assegnare dal giudice delegato un termine non su-
ti tra le stesse persone più di due anni prima della data periore a sessanta giorni, decorso il quale il contratto si
di deposito della domanda cui è seguita l’apertura della intende sciolto.
liquidazione giudiziale, ma nel tempo in cui il debitore
esercitava un’impresa, sono revocati se il coniuge o la 3. In caso di prosecuzione del contratto, sono prededu-
parte di un’unione civile tra persone dello stesso sesso cibili soltanto i crediti maturati nel corso della procedura.
o il convivente di fatto non prova che ignorava lo stato 4. In caso di scioglimento del contratto, il contraente
d’insolvenza del debitore. ha diritto di far valere nel passivo della liquidazione giu-
diziale il credito conseguente al mancato adempimento,
Art. 170. senza che gli sia dovuto risarcimento del danno.
5. L’azione di risoluzione del contratto promossa prima
Limiti temporali delle azioni revocatorie e d’inefficacia dell’apertura della liquidazione giudiziale nei confronti
della parte inadempiente spiega i suoi effetti nei confronti
1. Le azioni revocatorie e di inefficacia disciplinate del curatore, fatta salva, nei casi previsti, l’efficacia della
nella presente sezione non possono essere promosse dal trascrizione della domanda; se il contraente intende otte-
curatore decorsi tre anni dall’apertura della liquidazione nere con la pronuncia di risoluzione la restituzione di una
giudiziale e comunque si prescrivono decorsi cinque anni somma o di un bene, ovvero il risarcimento del danno,
dal compimento dell’atto. deve proporre la domanda secondo le disposizioni di cui
al capo III del presente titolo.
Art. 171. 6. Sono inefficaci le clausole negoziali che fanno di-
Effetti della revocazione pendere la risoluzione del contratto dall’apertura della
liquidazione giudiziale.
1. La revocatoria dei pagamenti avvenuti tramite in- 7. Sono salve le norme speciali in materia di contratti
termediari specializzati, procedure di compensazione pubblici.
multilaterale o società previste dall’articolo 1 della legge
23 novembre 1939, n. 1966, si esercita e produce effetti Art. 173.
nei confronti del destinatario della prestazione.
Contratti preliminari
2. Colui che, per effetto della revoca prevista dalle di-
sposizioni precedenti, ha restituito quanto aveva ricevuto 1. Il curatore può sciogliersi dal contratto preliminare
è ammesso al passivo della liquidazione giudiziale per il di vendita immobiliare anche quando il promissario ac-
suo eventuale credito. quirente abbia proposto e trascritto prima dell’apertura
3. Qualora la revoca abbia ad oggetto atti estintivi di della liquidazione giudiziale domanda di esecuzione in
posizioni passive derivanti da rapporti di conto corrente forma specifica ai sensi dell’articolo 2932 del codice ci-
bancario o comunque rapporti continuativi o reiterati, il vile, ma lo scioglimento non è opponibile al promissario
terzo deve restituire una somma pari alla differenza tra acquirente se la domanda viene successivamente accolta.
l’ammontare massimo raggiunto dalle sue pretese, nel 2. In caso di scioglimento del contratto preliminare di
periodo per il quale è provata la conoscenza dello sta- vendita immobiliare trascritto ai sensi dell’articolo 2645-
to d’insolvenza, e l’ammontare residuo delle stesse, alla bis del codice civile, il promissario acquirente ha diritto
data in cui si è aperto il concorso. Resta salvo il diritto di far valere il proprio credito nel passivo, senza che gli
del convenuto d’insinuare al passivo un credito d’importo sia dovuto il risarcimento del danno, e gode del privilegio
corrispondente a quanto restituito. di cui all’articolo 2775-bis del codice civile, a condizione

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che gli effetti della trascrizione del contratto prelimina- Art. 176.
re non siano cessati anteriormente alla data dell’apertura
della liquidazione giudiziale. Effetti sui finanziamenti destinati ad uno specifico affare
1. L’apertura della liquidazione giudiziale della società
3. Fatto salvo quanto previsto dall’articolo 174, il con- determina lo scioglimento del contratto di finanziamento
tratto preliminare di vendita trascritto ai sensi dell’arti- di cui all’articolo 2447-bis, primo comma, lettera b), del
colo 2645-bis del codice civile non si scioglie se ha ad codice civile quando impedisce la realizzazione o la con-
oggetto un immobile ad uso abitativo destinato a costitu- tinuazione dell’operazione. In caso contrario, il curatore,
ire l’abitazione principale del promissario acquirente o di sentito il parere del comitato dei creditori, può decidere
suoi parenti ed affini entro il terzo grado ovvero un im- di subentrare nel contratto in luogo della società, assu-
mobile ad uso non abitativo destinato a costituire la sede mendo, a decorrere dalla data del subentro, tutti i relativi
principale dell’attività di impresa del promissario acqui- obblighi.
rente, sempre che gli effetti della trascrizione non siano
cessati anteriormente alla data dell’apertura della liqui- 2. Se il curatore non subentra nel contratto, il finanzia-
dazione giudiziale e il promissario acquirente ne chieda tore può chiedere al giudice delegato di essere autorizza-
l’esecuzione nel termine e secondo le modalità stabilite to, sentito il comitato dei creditori, a realizzare o a conti-
per la presentazione delle domande di accertamento dei nuare l’operazione, in proprio o affidandola a terzi; in tale
diritti dei terzi sui beni compresi nella procedura. ipotesi il finanziatore può trattenere i proventi dell’affare
e può insinuarsi al passivo della procedura in via chiro-
4. Nei casi di subentro del curatore nel contratto pre- grafaria per l’eventuale credito residuo.
liminare di vendita, l’immobile è trasferito e consegnato 3. Nelle ipotesi ai commi 1, secondo periodo e 2, resta
al promissario acquirente nello stato in cui si trova. Gli ferma la disciplina prevista dall’articolo 2447-decies, ter-
acconti corrisposti prima dell’apertura della liquidazione zo, quarto e quinto comma, del codice civile.
giudiziale sono opponibili alla massa in misura pari alla 4. Qualora, nel caso di cui al comma 1, non si verifichi
metà dell’importo che il promissario acquirente dimostra alcuna delle ipotesi previste ai commi 1, secondo periodo
di aver versato. Il giudice delegato, una volta eseguita la e 2, si applica l’articolo 2447-decies, sesto comma, del
vendita e riscosso interamente il prezzo, ordina con de- codice civile.
creto la cancellazione delle iscrizioni relative ai diritti di
prelazione, nonché delle trascrizioni dei pignoramenti e Art. 177.
dei sequestri conservativi e di ogni altro vincolo.
Locazione finanziaria
Art. 174. 1. In caso di apertura della liquidazione giudiziale del
patrimonio dell’utilizzatore, quando il curatore decide di
Contratti relativi a immobili da costruire sciogliersi dal contratto di locazione finanziaria a norma
dell’articolo 172, il concedente ha diritto alla restituzione
del bene ed è tenuto a versare alla curatela l’eventuale
1. I contratti di cui all’articolo 5 del decreto legislativo differenza fra la maggiore somma ricavata dalla vendita o
20 giugno 2005, n. 122, si sciolgono se, prima che il cu- da altra collocazione del bene a valori di mercato rispetto
ratore comunichi la scelta tra esecuzione o scioglimento, al credito residuo in linea capitale, determinato ai sensi
l’acquirente abbia escusso la fideiussione a garanzia del- dell’articolo 97, comma 12, primo periodo; per le somme
la restituzione di quanto versato al costruttore, dandone già riscosse si applica l’articolo 166, comma 3, lettera a).
altresì comunicazione al curatore. In ogni caso, la fide-
iussione non può essere escussa dopo che il curatore ha 2. Il concedente ha diritto di insinuarsi nello stato pas-
comunicato di voler dare esecuzione al contratto. sivo per la differenza fra il credito vantato alla data di
apertura della liquidazione giudiziale e quanto ricavabile
dalla nuova allocazione del bene secondo la stima dispo-
Art. 175. sta dal giudice delegato.
3. In caso di apertura della liquidazione giudiziale nei
Contratti di carattere personale confronti di società autorizzata alla concessione di finan-
ziamenti sotto forma di locazione finanziaria, il contratto
prosegue. L’utilizzatore conserva la facoltà di acquistare,
1. I contratti di carattere personale si sciolgono per alla scadenza del contratto, la proprietà del bene, previo
effetto dell’apertura della procedura di liquidazione giu- pagamento dei canoni e del prezzo pattuito.
diziale nei confronti di uno dei contraenti, salvo che il
curatore, con l’autorizzazione del comitato dei creditori e
il consenso dell’altro contraente, manifesti la volontà di Art. 178.
subentrarvi, assumendo, a decorrere dalla data del suben- Vendita con riserva di proprietà
tro, tutti i relativi obblighi.
1. Nella vendita con riserva di proprietà, in caso di
2. Ai fini di cui al comma 1, i contratti sono di carattere apertura della liquidazione giudiziale del patrimonio del
personale quando la considerazione della qualità sogget- compratore, se il prezzo deve essere pagato a termine o
tiva della parte nei cui confronti è aperta la liquidazione a rate, il curatore può subentrare nel contratto con l’au-
giudiziale è stata motivo determinante del consenso. torizzazione del comitato dei creditori. Il venditore può

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chiedere cauzione a meno che il curatore paghi immedia- Art. 183.


tamente il prezzo con lo sconto dell’interesse legale. Qua-
lora il curatore si sciolga dal contratto, il venditore deve Conto corrente, mandato, commissione
restituire le rate di prezzo già riscosse, salvo il diritto ad 1. I contratti di conto corrente, anche bancario, e di
un equo compenso per l’uso della cosa, che può essere commissione, si sciolgono per effetto dell’apertura della
compensato con il credito avente ad oggetto la restituzio- liquidazione giudiziale nei confronti di una delle parti.
ne delle rate pagate.
2. Il contratto di mandato si scioglie per effetto
2. L’apertura della liquidazione giudiziale nei confronti dell’apertura della liquidazione giudiziale nei confronti
del venditore non è causa di scioglimento del contratto. del mandatario.
Art. 179. 3. Se il curatore della liquidazione giudiziale del patri-
monio del mandante subentra nel contratto, il credito del
Contratti ad esecuzione continuata o periodica mandatario per l’attività compiuta dopo l’apertura della
procedura è soddisfatto in prededuzione.
1. Se il curatore subentra in un contratto ad esecuzio-
ne continuata o periodica deve pagare integralmente il Art. 184.
prezzo delle consegne avvenute e dei servizi erogati dopo
l’apertura della liquidazione giudiziale. Contratto di affitto di azienda
2. Il creditore può chiedere l’ammissione al passivo del 1. L’apertura della liquidazione giudiziale nei confronti
prezzo delle consegne avvenute e dei servizi erogati pri- del concedente non scioglie il contratto di affitto d’azien-
ma dell’apertura della liquidazione giudiziale. da, ma il curatore, previa autorizzazione del comitato
dei creditori, può recedere entro sessanta giorni, corri-
Art. 180. spondendo alla controparte un equo indennizzo, che, nel
Restituzione di cose non pagate dissenso tra le parti, è determinato dal giudice delegato,
sentiti gli interessati. L’indennizzo è insinuato al passivo
1. Se la cosa mobile oggetto della vendita è già sta- come credito concorsuale.
ta spedita al compratore prima che nei suoi confronti sia 2. In caso di recesso del curatore e comunque alla sca-
stata aperta la liquidazione, ma non è ancora a sua dispo- denza del contratto, si applicano le disposizioni di cui
sizione nel luogo di destinazione, né altri ha acquistato all’articolo 212, comma 6.
diritti sulla medesima, il venditore può riprenderne il pos-
sesso, assumendo a suo carico le spese e restituendo gli 3. In caso di apertura della liquidazione giudiziale nei
acconti ricevuti, sempreché egli non preferisca dar corso confronti dell’affittuario, il curatore può in qualunque
al contratto facendo valere nel passivo il credito per il tempo, previa autorizzazione del comitato dei creditori,
prezzo, o il curatore non intenda farsi consegnare la cosa recedere dal contratto, corrispondendo al concedente un
pagandone il prezzo integrale. equo indennizzo per l’anticipato recesso, che, nel dissen-
so fra le parti, è determinato dal giudice delegato, sentiti
gli interessati. L’indennizzo è insinuato al passivo come
Art. 181. credito concorsuale.
Contratto di borsa a termine
Art. 185.
1. Il contratto di borsa a termine, se il termine scade
dopo l’apertura della liquidazione giudiziale del patrimo- Contratto di locazione di immobili
nio di uno dei contraenti, si scioglie alla data dell’apertura
della procedura. 1. L’apertura della liquidazione giudiziale nei confronti
del locatore non scioglie il contratto di locazione di im-
2. La differenza fra il prezzo contrattuale e il valore mobili e il curatore subentra nel contratto.
delle cose o dei titoli alla data dell’apertura della proce-
dura è versata al curatore, se il contraente il cui patrimo- 2. Qualora, alla data dell’apertura della liquidazione
nio è sottoposto a liquidazione giudiziale risulta in credito giudiziale, la residua durata del contratto sia superiore
o è ammessa al passivo nel caso contrario. a quattro anni, il curatore, entro un anno dall’apertura
della procedura, può, previa autorizzazione del comita-
Art. 182. to dei creditori, recedere dal contratto corrispondendo al
conduttore un equo indennizzo per l’anticipato recesso,
Associazione in partecipazione che, nel dissenso fra le parti, è determinato dal giudice
delegato, sentiti gli interessati. L’indennizzo è insinuato
1. L’associazione in partecipazione si scioglie per ef- al passivo come credito concorsuale. Il recesso ha effetto
fetto dell’apertura della liquidazione giudiziale nei con- decorsi quattro anni dall’apertura della procedura.
fronti dell’associante. 3. In caso di apertura della liquidazione giudiziale nei
2. L’associato ha diritto di far valere nel passivo della confronti del conduttore, il curatore può in qualunque
liquidazione giudiziale il credito per quella parte dei con- tempo, previa autorizzazione del comitato dei credito-
ferimenti che non è assorbita dalle perdite a suo carico. ri, recedere dal contratto, corrispondendo al locatore un
3. L’associato è tenuto al versamento della parte an- equo indennizzo per l’anticipato recesso, che nel dissenso
cora dovuta nei limiti delle perdite che sono a suo cari- fra le parti, è determinato dal giudice delegato, sentiti gli
co. Nei suoi confronti è applicata la procedura prevista interessati. L’indennizzo è insinuato al passivo come cre-
dall’articolo 260. dito concorsuale.

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Art. 186. 3. Qualora non sia possibile la continuazione o il tra-


sferimento dell’azienda o di un suo ramo o comunque
Contratto di appalto sussistano manifeste ragioni economiche inerenti l’asset-
1. Il contratto di appalto si scioglie per effetto dell’aper- to dell’organizzazione del lavoro, il curatore procede sen-
tura della liquidazione giudiziale nei confronti di una del- za indugio al recesso dai relativi rapporti di lavoro subor-
le parti, se il curatore, previa autorizzazione del comitato dinato. Il curatore comunica la risoluzione per iscritto. In
dei creditori, non dichiara di voler subentrare nel rappor- ogni caso, salvo quanto disposto dal comma 4, decorso il
to dandone comunicazione all’altra parte nel termine di termine di quattro mesi dalla data di apertura della liqui-
sessanta giorni dall’apertura della procedura ed offrendo dazione giudiziale senza che il curatore abbia comunicato
idonee garanzie. il subentro, i rapporti di lavoro subordinato che non siano
2. Nel caso di apertura della liquidazione giudiziale già cessati si intendono risolti di diritto con decorrenza
nei confronti dell’appaltatore, il rapporto contrattuale si dalla data di apertura della liquidazione giudiziale, salvo
scioglie se la considerazione della qualità soggettiva dello quanto previsto dai commi 4 e 6.
stesso appaltatore è stata un motivo determinante del con- 4. Il curatore o il direttore dell’Ispettorato territoriale
tratto, salvo che il committente non consenta, comunque, del lavoro del luogo ove è stata aperta la liquidazione giu-
la prosecuzione del rapporto. diziale, qualora ritengano sussistenti possibilità di ripresa
o trasferimento a terzi dell’azienda o di un suo ramo, pos-
Art. 187. sono chiedere al giudice delegato, con istanza da deposi-
Contratto di assicurazione tarsi presso la cancelleria del tribunale, a pena di inam-
missibilità, almeno quindici giorni prima della scadenza
1. Al contratto di assicurazione contro i danni si applica del termine di cui al comma 3, una proroga del medesimo
l’articolo 172, salvo il diritto di recesso dell’assicuratore termine. Analoga istanza può in ogni caso essere presen-
a norma dell’articolo 1898 del codice civile se la prose- tata, personalmente o a mezzo di difensore munito di pro-
cuzione del contratto può determinare un aggravamento cura dallo stesso autenticata, anche dai singoli lavoratori,
del rischio. ma in tal caso la proroga ha effetto solo nei confronti dei
2. Se il curatore comunica di voler subentrare nel con- lavoratori istanti; l’istanza del lavoratore deve contenere,
tratto, il credito dell’assicuratore è soddisfatto in prede- sempre a pena di inammissibilità, elezione di domicilio o
duzione per i premi scaduti dopo l’apertura della liquida- indicazione di indirizzo PEC ove ricevere le comunicazio-
zione giudiziale. ni. Il giudice delegato, qualora il curatore entro il termine
di cui al comma 3 non abbia proceduto al subentro o al re-
Art. 188. cesso, entro trenta giorni dal deposito dell’istanza ovvero,
in caso di più istanze, dal deposito dell’ultima di queste,
Contratto di edizione può assegnare al curatore un termine non superiore a otto
mesi per assumere le determinazioni di cui al comma 1. Il
1. Gli effetti dell’apertura della liquidazione giudiziale giudice delegato tiene conto, nello stabilire la misura del
nei confronti dell’editore sul contratto di edizione sono termine, delle prospettive di ripresa delle attività o di tra-
regolati dalla legge speciale. sferimento dell’azienda. Il termine così concesso decorre
dalla data di deposito in cancelleria del provvedimento
Art. 189. del giudice delegato, che è immediatamente comunicato
Rapporti di lavoro subordinato al curatore e agli eventuali altri istanti. Qualora nel ter-
mine così prorogato il curatore non procede al subentro
1. L’apertura della liquidazione giudiziale nei confronti o al recesso, i rapporti di lavoro subordinato che non sia-
del datore di lavoro non costituisce motivo di licenzia- no già cessati, si intendono risolti di diritto, salvo quanto
mento. I rapporti di lavoro subordinato in atto alla data previsto al comma 6, con decorrenza dalla data di aper-
della sentenza dichiarativa restano sospesi fino a quan- tura della liquidazione giudiziale. In tale ipotesi, a favore
do il curatore, con l’autorizzazione del giudice delegato, di ciascun lavoratore nei cui confronti è stata disposta la
sentito il comitato dei creditori, comunica ai lavoratori proroga, è riconosciuta un’indennità non assoggettata a
di subentrarvi, assumendo i relativi obblighi, ovvero il contribuzione previdenziale di importo pari a due mensi-
recesso. lità dell’ultima retribuzione di riferimento per il calcolo
2. Il recesso del curatore dai rapporti di lavoro subor- del trattamento di fine rapporto per ogni anno di servizio,
dinato sospesi ai sensi del comma 1 ha effetto dalla data in misura comunque non inferiore a due e non superiore
di apertura della liquidazione giudiziale. Il subentro del a otto mensilità, che è ammessa al passivo come credito
curatore nei rapporti di lavoro subordinato sospesi decor- successivo all’apertura della liquidazione giudiziale.
re dalla comunicazione dal medesimo effettuata ai lavo- 5. Trascorsi quattro mesi dall’apertura della liquida-
ratori. Il curatore trasmette all’Ispettorato territoriale del zione giudiziale, le eventuali dimissioni del lavoratore si
lavoro del luogo ove è stata aperta la liquidazione giu- intendono rassegnate per giusta causa ai sensi dell’artico-
diziale, entro trenta giorni dalla nomina, l’elenco dei di- lo 2119 del codice civile con effetto dalla data di apertura
pendenti dell’impresa in forza al momento dell’apertura della liquidazione giudiziale.
della liquidazione giudiziale stessa. Su istanza del cura-
tore il termine può essere prorogato dal giudice delegato 6. Nel caso in cui il curatore intenda procedere a li-
di ulteriori trenta giorni, quando l’impresa occupa più di cenziamento collettivo secondo le previsioni di cui agli
cinquanta dipendenti. articoli 4, comma 1 e 24, comma 1, della legge 23 luglio

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1991 n. 223, trovano applicazione, in deroga a quanto intese, in particolare, a facilitare la riqualificazione e la
previsto dall’articolo 4, commi da 2 a 8, della stessa leg- riconversione dei lavoratori licenziati. I rappresentanti
ge, le seguenti disposizioni: sindacali dei lavoratori possono farsi assistere, ove lo ri-
a) il curatore che intende avviare la procedura di tengano opportuno, da esperti;
licenziamento collettivo è tenuto a darne comunicazio- e) la procedura disciplinata dal presente comma si
ne preventiva per iscritto alle rappresentanze sindacali applica, ricorrendo le condizioni di cui all’articolo 24,
aziendali costituite a norma dell’articolo 19 della leg- comma 1, legge 23 luglio 1991, n. 223, anche quando si
ge 20 maggio 1970, n. 300, ovvero alle rappresentanze intenda procedere al licenziamento di uno o più dirigen-
sindacali unitarie nonché alle rispettive associazioni di ti, in tal caso svolgendosi l’esame congiunto in apposito
categoria. In mancanza delle predette rappresentanze la incontro;
comunicazione deve essere effettuata alle associazioni di f) la consultazione si intende esaurita qualora, de-
categoria aderenti alle confederazioni maggiormente rap- corsi dieci giorni dal suo inizio, non sia stato raggiunto
presentative sul piano nazionale; la comunicazione alle un accordo sindacale, salvo che il giudice delegato, per
associazioni di categoria può essere effettuata per il tra- giusti motivi ne autorizzi la proroga, prima della sua sca-
mite dell’associazione dei datori di lavoro alla quale l’im- denza, per un termine non superiore a dieci giorni;
presa aderisce o conferisce mandato. La comunicazione è g) raggiunto l’accordo sindacale o comunque esau-
trasmessa altresì all’Ispettorato territoriale del lavoro del rita la procedura di cui alle lettere precedenti, il curatore
luogo ove i lavoratori interessati prestano in prevalenza provvede ad ogni atto conseguente ai sensi dell’artico-
la propria attività e, comunque, all’Ispettorato territoria- lo 4, comma 9, della legge 23 luglio 1991, n. 223.
le del lavoro del luogo ove è stata aperta la liquidazione
giudiziale; 7. In ogni caso, le disposizioni di cui al comma 6 non si
applicano nelle procedure di amministrazione straordina-
b) la comunicazione di cui alla lettera a) deve conte- ria delle grandi imprese.
nere sintetica indicazione: dei motivi che determinano la
situazione di eccedenza; dei motivi tecnici, organizzativi 8. In caso di recesso del curatore, di licenziamento, di-
o produttivi, per i quali si ritiene di non poter adottare missioni o risoluzione di diritto secondo le previsioni del
misure idonee a porre rimedio alla predetta situazione presente articolo, spetta al lavoratore con rapporto a tem-
ed evitare, in tutto o in parte, il licenziamento colletti- po indeterminato l’indennità di mancato preavviso che, ai
vo; del numero, della collocazione aziendale e dei profili fini dell’ammissione al passivo, è considerata, unitamen-
professionali del personale eccedente nonché del perso- te al trattamento di fine rapporto, come credito anteriore
nale abitualmente impiegato; dei tempi di attuazione del all’apertura della liquidazione giudiziale. Parimenti, nei
programma di riduzione del personale; delle eventuali casi di cessazione dei rapporti secondo le previsioni del
misure programmate per fronteggiare le conseguenze sul presente articolo, il contributo previsto dall’articolo 2,
piano sociale della attuazione del programma medesimo e comma 31, della legge 28 giugno 2012, n. 92, che è do-
del metodo di calcolo di tutte le attribuzioni patrimoniali vuto anche in caso di risoluzione di diritto, è ammesso al
diverse da quelle già previste dalla legislazione vigente e passivo come credito anteriore all’apertura della liquida-
dalla contrattazione collettiva; zione giudiziale.
9. Durante l’esercizio dell’impresa del debitore in li-
c) entro sette giorni dalla data del ricevimento della quidazione giudiziale da parte del curatore i rapporti di
comunicazione di cui alla lettera a), le rappresentanze sin- lavoro subordinato in essere proseguono, salvo che il
dacali aziendali ovvero le rappresentanze sindacali unita- curatore non intenda sospenderli o esercitare la facoltà
rie e le rispettive associazioni formulano per iscritto al di recesso ai sensi della disciplina lavoristica vigente. Si
curatore istanza per esame congiunto; l’esame congiunto applicano i commi da 2 a 6 e 8 del presente articolo.
può essere convocato anche dall’Ispettorato territoriale
del lavoro, nel solo caso in cui l’avvio della procedura
di licenziamento collettivo non sia stato determinato dal- Art. 190.
la cessazione dell’attività dell’azienda o di un suo ramo. Trattamento NASpI
Qualora nel predetto termine di sette giorni non sia per-
venuta alcuna istanza di esame congiunto o lo stesso, nei 1. La cessazione del rapporto di lavoro ai sensi dell’ar-
casi in cui è previsto, non sia stato fissato dall’Ispettorato ticolo 189 costituisce perdita involontaria dell’occupa-
territoriale del lavoro in data compresa entro i quaranta zione ai fini di cui all’articolo 3 del decreto legislativo
giorni dal ricevimento della comunicazione di cui alla let- 4 marzo 2015, n. 22 e al lavoratore è riconosciuto il tratta-
tera a), la procedura si intende esaurita. mento NASpI a condizione che ricorrano i requisiti di cui
al predetto articolo, nel rispetto delle altre disposizioni di
d) l’esame congiunto, cui può partecipare il diret- cui al decreto legislativo n. 22 del 2015.
tore dell’Ispettorato territoriale del lavoro o funzionario
da questi delegato, ha lo scopo di esaminare le cause che
hanno contribuito a determinare l’eccedenza del perso- Art. 191.
nale e le possibilità di utilizzazione diversa di tale perso- Effetti del trasferimento di azienda sui rapporti di lavoro
nale, o di una sua parte, nell’ambito della stessa impresa,
anche mediante contratti di solidarietà e forme flessibili 1. Al trasferimento di azienda nell’ambito delle pro-
di gestione del tempo di lavoro. Qualora non sia possibi- cedure di liquidazione giudiziale, concordato preventi-
le evitare la riduzione di personale, è esaminata la possi- vo e al trasferimento d’azienda in esecuzione di accordi
bilità di ricorrere a misure sociali di accompagnamento di ristrutturazione si applicano l’articolo 47 della legge

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29 dicembre 1990, n. 428, l’articolo 11 del decreto-legge Art. 195.


23 dicembre 2013, n. 145, convertito nella legge 21 feb-
braio 2014, n. 9 e le altre disposizioni vigenti in materia. Inventario
1. Il curatore, rimossi, se in precedenza apposti, i si-
Art. 192. gilli, redige l’inventario nel più breve termine possibile
secondo le norme stabilite dal codice di procedura civile,
Clausola arbitrale presenti o avvisati il debitore e il comitato dei creditori, se
nominato, formando processo verbale delle attività com-
1. Se il contratto in cui è contenuta una clausola com- piute, al quale allega la documentazione fotografica dei
promissoria è sciolto a norma delle disposizioni della pre- beni inventariati. Possono intervenire i creditori.
sente sezione, il procedimento arbitrale pendente non può 2. Il curatore, quando occorre, nomina uno stimatore.
essere proseguito.
3. Prima di chiudere l’inventario il curatore invita il
debitore o, se si tratta di società, gli amministratori a di-
Capo II chiarare se hanno notizia di altri beni da comprendere
nell’inventario, avvertendoli delle pene stabilite dall’arti-
CUSTODIA E AMMINISTRAZIONE DEI BENI COMPRESI NELLA colo 327 in caso di falsa o omessa dichiarazione.
LIQUIDAZIONE GIUDIZIALE
4. L’inventario è redatto in doppio originale e sotto-
scritto da tutti gli intervenuti. Uno degli originali deve
Art. 193. essere depositato nella cancelleria del tribunale.
Sigilli Art. 196.
1. Dichiarata aperta la liquidazione giudiziale, il cura- Inventario di altri beni
tore procede all’immediata ricognizione dei beni e, se ne-
cessario, all’apposizione dei sigilli sui beni che si trovano 1. In deroga a quanto previsto dagli articoli 151, com-
nella sede principale dell’impresa e sugli altri beni del de- ma 2, e 210, il giudice delegato, su istanza della parte
bitore secondo le norme stabilite dal codice di procedura interessata, può, sentiti il curatore e il comitato dei cre-
civile, quando non è possibile procedere immediatamente ditori, se già costituito, disporre che non siano inclusi
al loro inventario. nell’inventario o siano restituiti agli aventi diritto i beni
mobili sui quali terzi vantano diritti reali o personali chia-
2. Il curatore può richiedere l’assistenza della forza ramente e immediatamente riconoscibili.
pubblica. 2. Sono inventariati anche i beni di proprietà del debi-
3. Se i beni o le cose si trovano in più luoghi e non è tore dei quali il terzo detentore ha diritto di rimanere nel
agevole l’immediato completamento delle operazioni, il godimento in virtù di un titolo opponibile al curatore.
giudice delegato può autorizzare il curatore ad avvalersi
di uno o più coadiutori. Art. 197.
4. Per i beni e le cose sulle quali non è possibile appor- Presa in consegna dei beni del debitore da parte del
re i sigilli, si procede a norma dell’articolo 758 del codice curatore
di procedura civile.
1. Il curatore prende in consegna i beni, le scritture
Art. 194. contabili e i documenti del debitore di mano in mano che
ne fa l’inventario, fatta eccezione per i beni di cui all’ar-
Consegna del denaro, titoli, scritture contabili e di altra ticolo 196, comma 2.
documentazione 2. Se il debitore possiede immobili o beni mobili iscrit-
ti in pubblici registri, il curatore notifica un estratto della
1. Devono essere consegnati al curatore: sentenza dichiarativa di fallimento ai competenti uffici,
perché sia trascritto nei pubblici registri.
a) il denaro contante;
b) le cambiali e gli altri titoli, compresi quelli scaduti; Art. 198.
c) le scritture contabili e ogni altra documentazio- Elenchi dei creditori e dei titolari di diritti immobiliari o
ne dal medesimo richiesta, se non ancora depositate in mobiliari e bilancio
cancelleria.
2. Il denaro è dal curatore depositato sul conto corrente 1. Il curatore, in base alle scritture contabili del debitore
della procedura. I titoli e gli altri documenti sono custo- e alle altre notizie che può raccogliere, compila l’elenco
diti personalmente dal curatore o, con autorizzazione del dei creditori, con l’indicazione dei rispettivi crediti e di-
giudice delegato, affidati in custodia a terzi. ritti di prelazione, nonché l’elenco di coloro che appaiono
titolari di diritti reali e personali, mobiliari e immobiliari,
3. Ogni interessato, se autorizzato dal curatore, può, a su beni in possesso o nella disponibilità del debitore, con
sue spese, esaminare le scritture contabili e gli altri do- l’indicazione dei titoli relativi. Gli elenchi sono depositati
cumenti acquisiti dallo stesso curatore, ed estrarne copia. in cancelleria.

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2. Il curatore deve inoltre redigere il bilancio dell’ul- guenze di cui all’articolo 10, comma 3, nonché della sus-
timo esercizio, se non è stato presentato dal debitore nel sistenza dell’onere previsto dall’articolo 201, comma 3,
termine stabilito, ed apportare le rettifiche necessarie lettera e);
ai bilanci e agli elenchi presentati dal debitore a norma d) il domicilio digitale assegnato alla procedura.
dell’articolo 39.
2. Se il creditore ha sede o risiede all’estero, la comu-
nicazione può essere effettuata al suo rappresentante in
Art. 199. Italia, se esistente.
Fascicolo della procedura
Art. 201.
1. Con la pubblicazione della sentenza di liquidazione
giudiziale viene assegnato il domicilio digitale e viene Domanda di ammissione al passivo
formato il fascicolo informatico della procedura, nel qua-
le devono essere contenuti tutti gli atti, i provvedimenti e 1. Le domande di ammissione al passivo di un cre-
i ricorsi attinenti al procedimento, opportunamente sud- dito o di restituzione o rivendicazione di beni mobili o
divisi in sezioni, esclusi quelli che, per ragioni di riser- immobili compresi nella procedura, nonché le domande
vatezza, debbono essere custoditi nel fascicolo riservato. di partecipazione al riparto delle somme ricavate dalla
liquidazione di beni compresi nella procedura ipotecati
2. I componenti del comitato dei creditori e il debitore a garanzia di debiti altrui, si propongono con ricorso da
possono prendere visione ed estrarre copia di tutti gli atti, trasmettere a norma del comma 2, almeno trenta giorni
i documenti e i provvedimenti inseriti nel fascicolo, fatta prima dell’udienza fissata per l’esame dello stato passivo.
eccezione per quelli di cui il giudice delegato ha ordinato
la secretazione. 2. Il ricorso può essere sottoscritto anche personalmen-
te dalla parte ed è formato ai sensi degli articoli 20, com-
3. Gli altri creditori ed i terzi hanno diritto di prendere ma 1-bis, ovvero 22, comma 3, del decreto legislativo
visione e di estrarre copia degli atti e dei documenti per i 7 marzo 2005, n. 82, e successive modificazioni e, nel ter-
quali sussiste un loro specifico ed attuale interesse, previa mine stabilito dal comma 1, è trasmesso all’indirizzo di
autorizzazione del giudice delegato, sentito il curatore. posta elettronica certificata del curatore indicato nell’av-
4. I creditori possono prendere visione ed estrarre co- viso di cui all’articolo 200, insieme ai documenti di cui
pia, a proprie spese, degli atti, dei documenti e dei prov- al comma 6. L’originale del titolo di credito allegato al
vedimenti del procedimento di accertamento del passivo ricorso è depositato presso la cancelleria del tribunale.
e dei diritti dei terzi sui beni compresi nella liquidazione 3. Il ricorso contiene:
giudiziale.
a) l’indicazione della procedura cui si intende par-
tecipare e le generalità del creditore ed il suo numero di
Capo III codice fiscale, nonché le coordinate bancarie dell’istante
ACCERTAMENTO DEL PASSIVO E DEI DIRITTI DEI TERZI SUI BENI o la dichiarazione di voler essere pagato con modalità,
COMPRESI NELLA LIQUIDAZIONE GIUDIZIALE diversa dall’accredito in conto corrente bancario, stabilita
dal giudice delegato ai sensi dell’articolo 230, comma 1;
Art. 200. b) la determinazione della somma che si intende in-
sinuare al passivo, ovvero la descrizione del bene di cui
Avviso ai creditori si chiede la restituzione o la rivendicazione, ovvero l’am-
e agli altri interessati montare del credito per il quale si intende partecipare al
riparto se il debitore nei cui confronti è aperta la liquida-
1. Il curatore comunica senza indugio a coloro che, sul- zione giudiziale è terzo datore d’ipoteca;
la base della documentazione in suo possesso o delle in-
formazioni raccolte, risultano creditori o titolari di diritti c) la succinta esposizione dei fatti e degli elementi di
reali o personali su beni mobili e immobili di proprietà diritto che costituiscono la ragione della domanda;
o in possesso del debitore compresi nella liquidazione d) l’eventuale indicazione di un titolo di prelazione,
giudiziale, per mezzo della posta elettronica certificata, nonché la descrizione del bene sul quale la prelazione si
se l’indirizzo del destinatario risulta dal registro delle esercita, se questa ha carattere speciale;
imprese ovvero dall’Indice nazionale degli indirizzi di e) l’indicazione dell’indirizzo di posta elettronica
posta elettronica certificata delle imprese e dei professio- certificata, al quale ricevere tutte le comunicazioni rela-
nisti e, in ogni altro caso, mediante lettera raccomanda- tive alla procedura, le cui variazioni è onere comunicare
ta indirizzata alla sede, alla residenza o al domicilio del al curatore.
destinatario: 4. Il ricorso è inammissibile se è omesso o assoluta-
a) che possono partecipare al concorso trasmettendo mente incerto uno dei requisiti di cui alle lettere a), b),
la domanda con le modalità indicate nell’articolo 201, an- o c) del comma 3. Se è omesso o assolutamente incerto
che senza l’assistenza di un difensore; il requisito di cui alla lettera d), il credito è considerato
b) la data, l’ora e il luogo fissati per l’esame dello chirografario.
stato passivo e il termine entro cui vanno presentate le 5. Se è omessa l’indicazione di cui al comma 3, lettera
domande; e), nonché nei casi di mancata consegna del messaggio di
c) ogni utile informazione per agevolare la presen- posta elettronica certificata per cause imputabili al desti-
tazione della domanda e con l’avvertimento delle conse- natario si applica l’articolo 10, comma 3.

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6. Al ricorso sono allegati i documenti dimostrativi del l’effettiva partecipazione dei creditori, anche utilizzando
diritto fatto valere. le strutture informatiche messe a disposizione della pro-
7. Con la domanda di restituzione o rivendicazione, il cedura da soggetti terzi.
terzo può chiedere la sospensione della liquidazione dei 4. Il debitore può chiedere di essere sentito.
beni oggetto della domanda. 5. Delle operazioni si redige processo verbale.
8. Il ricorso può essere presentato dal rappresentante
comune degli obbligazionisti ai sensi dell’articolo 2418, Art. 204.
secondo comma, del codice civile, anche per singoli
gruppi di creditori. Formazione ed esecutività dello stato passivo
9. Il giudice ad istanza della parte può disporre che il 1. Il giudice delegato, con decreto succintamente moti-
cancelliere prenda copia dei titoli al portatore o all’ordine vato, accoglie in tutto o in parte ovvero respinge o dichia-
presentati e li restituisca con l’annotazione dell’avvenuta ra inammissibile la domanda proposta ai sensi dell’artico-
domanda di ammissione al passivo. lo 201. La dichiarazione di inammissibilità della domanda
10. Il procedimento introdotto dalla domanda di cui al non ne preclude la successiva riproposizione.
comma 1 è soggetto alla sospensione feriale dei termini di 2. Oltre che nei casi stabiliti dalla legge, sono ammessi
cui all’articolo 1 della legge 7 ottobre 1969, n. 742. al passivo con riserva:
Art. 202. a) i crediti condizionati e quelli indicati all’artico-
lo 154, comma 3;
Effetti della domanda b) i crediti per i quali la mancata produzione del ti-
1. La domanda di cui all’articolo 201 produce gli effetti tolo dipende da fatto non riferibile al creditore, a condi-
della domanda giudiziale per tutto il corso della liquida- zione che la produzione avvenga nel termine assegnato
zione giudiziale e fino all’esaurimento dei giudizi e delle dal giudice;
operazioni che proseguono dopo il decreto di chiusura a c) i crediti accertati con sentenza del giudice ordina-
norma dell’articolo 235. rio o speciale non passata in giudicato, pronunziata prima
della dichiarazione di apertura della liquidazione giudi-
Art. 203. ziale. Il curatore può proporre o proseguire il giudizio di
impugnazione.
Progetto di stato passivo e udienza di discussione
3. Se le operazioni non possono esaurirsi in una sola
1. Il curatore esamina le domande di cui all’artico- udienza, il giudice ne rinvia la prosecuzione a non più di
lo 201 e predispone elenchi separati dei creditori e dei otto giorni, senza altro avviso per gli intervenuti e per gli
titolari di diritti su beni mobili e immobili di proprietà assenti.
o in possesso del debitore, rassegnando per ciascuno le 4. Terminato l’esame di tutte le domande, il giudice
sue motivate conclusioni. Il curatore può eccepire i fatti delegato forma lo stato passivo e lo rende esecutivo con
estintivi, modificativi o impeditivi del diritto fatto valere, decreto depositato in cancelleria.
nonché l’inefficacia del titolo su cui sono fondati il credi- 5. Il decreto che rende esecutivo lo stato passivo e le
to o la prelazione, anche se è prescritta la relativa azione. decisioni assunte dal tribunale all’esito dei giudizi di cui
2. Il curatore deposita il progetto di stato passivo cor- all’articolo 206, limitatamente ai crediti accertati ed al
redato dalle relative domande nella cancelleria del tribu- diritto di partecipare al riparto quando il debitore ha con-
nale almeno quindici giorni prima dell’udienza fissata cesso ipoteca a garanzia di debiti altrui, producono effetti
per l’esame dello stato passivo e nello stesso termine lo soltanto ai fini del concorso.
trasmette ai creditori e ai titolari di diritti sui beni all’indi-
rizzo indicato nella domanda di ammissione al passivo. I Art. 205.
creditori, i titolari di diritti sui beni ed il debitore possono
esaminare il progetto e presentare al curatore, con le mo- Comunicazione dell’esito del procedimento di
dalità indicate dall’articolo 201, comma 2, osservazioni accertamento del passivo
scritte e documenti integrativi fino a cinque giorni prima
dell’udienza. 1. Il curatore, immediatamente dopo la dichiarazione
di esecutività dello stato passivo, ne dà comunicazione
3. All’udienza fissata per l’esame dello stato passivo, il trasmettendo una copia a tutti i ricorrenti, informandoli
giudice delegato, anche in assenza delle parti, decide su del diritto di proporre opposizione in caso di mancato ac-
ciascuna domanda, nei limiti delle conclusioni formulate coglimento della domanda.
e avuto riguardo alle eccezioni del curatore, a quelle rile-
vabili d’ufficio ed a quelle formulate dagli altri interessa-
ti. Il giudice delegato può procedere ad atti di istruzione Art. 206.
su richiesta delle parti, compatibilmente con le esigenze Impugnazioni
di speditezza del procedimento. In relazione al numero
dei creditori e alla entità del passivo, il giudice delega- 1. Contro il decreto che rende esecutivo lo stato pas-
to può stabilire che l’udienza sia svolta in via telematica sivo può essere proposta opposizione, impugnazione dei
con modalità idonee a salvaguardare il contraddittorio e crediti ammessi o revocazione.

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2. Con l’opposizione il creditore o il titolare di diritti su 4. Il ricorso, unitamente al decreto di fissazione


beni mobili o immobili contestano che la propria doman- dell’udienza, deve essere notificato, a cura del ricorrente,
da sia stata accolta in parte o sia stata respinta. L’opposi- al curatore e all’eventuale controinteressato entro dieci
zione è proposta nei confronti del curatore. giorni dalla comunicazione del decreto.
3. Con l’impugnazione il curatore, il creditore o il ti- 5. Tra la data della notificazione e quella dell’udienza
tolare di diritti su beni mobili o immobili contestano che deve intercorrere un termine non minore di trenta giorni.
la domanda di un creditore o di altro concorrente sia stata
accolta. L’impugnazione è rivolta nei confronti del credi- 6. Le parti resistenti devono costituirsi almeno dieci
tore concorrente, la cui domanda è stata accolta. Al pro- giorni prima dell’udienza, eleggendo il domicilio nel co-
cedimento partecipa anche il curatore. mune in cui ha sede il tribunale.
4. Nei casi di cui ai commi 2 e 3, la parte contro cui 7. La costituzione si effettua mediante deposito di una
l’impugnazione è proposta, nei limiti delle conclusioni memoria difensiva contenente, a pena di decadenza, le
rassegnate nel procedimento di accertamento del passi- eccezioni processuali e di merito non rilevabili d’ufficio,
vo, può proporre impugnazione incidentale anche se è per nonché l’indicazione specifica dei mezzi di prova e dei
essa decorso il termine di cui all’articolo 207, comma 1. documenti contestualmente prodotti. L’impugnazione in-
5. Con la revocazione il curatore, il creditore o il titola- cidentale tardiva si propone, a pena di decadenza, nella
re di diritti su beni mobili o immobili, decorsi i termini per memoria di cui al presente comma.
la proposizione della opposizione o della impugnazione,
possono chiedere che il provvedimento di accoglimento o 8. Se è proposta impugnazione incidentale tardiva il
di rigetto venga revocato se si scopre che essi sono stati tribunale adotta i provvedimenti necessari ad assicurare
determinati da falsità, dolo, errore essenziale di fatto o il contraddittorio.
dalla mancata conoscenza di documenti decisivi che non 9. L’intervento di qualunque interessato non può avere
sono stati prodotti tempestivamente per causa non impu- luogo oltre il termine stabilito per la costituzione delle
tabile all’istante. La revocazione è proposta nei confronti parti resistenti con le modalità per queste previste.
del creditore concorrente, la cui domanda è stata accolta,
ovvero nei confronti del curatore quando la domanda è 10. Se nessuna delle parti costituite compare alla pri-
stata respinta. Nel primo caso, al procedimento partecipa ma udienza, il giudice provvede ai sensi dell’articolo 309
il curatore. del codice di procedura civile. Provvede allo stesso modo
6. Gli errori materiali contenuti nello stato passivo anche se non compare il ricorrente costituito. Il curatore,
sono corretti con decreto del giudice delegato su istanza anche se non costituito, partecipa all’udienza di compari-
del creditore o del titolare di diritti sui beni o del curatore, zione fissata ai sensi del comma 3, per informare le altre
sentito il curatore o la parte interessata. parti ed il giudice in ordine allo stato della procedura e
alle concrete prospettive di soddisfacimento dei creditori
concorsuali.
Art. 207.
11. Il giudice provvede all’ammissione e all’espleta-
Procedimento mento dei mezzi istruttori.
1. Le impugnazioni di cui all’articolo 206 si propon- 12. Il giudice delegato alla liquidazione giudiziale non
gono con ricorso entro il termine perentorio di trenta può far parte del collegio.
giorni dalla comunicazione di cui all’articolo 205 ovvero,
nel caso di revocazione, dalla scoperta della falsità, del 13. Il collegio provvede in via definitiva sull’oppo-
dolo, dell’errore o del documento di cui all’articolo 206, sizione, impugnazione o revocazione con decreto moti-
comma 5. vato, entro sessanta giorni dall’udienza o dalla scadenza
2. Il ricorso deve contenere: del termine eventualmente assegnato per il deposito di
memorie.
a) l’indicazione del tribunale, del giudice delegato e
della procedura di liquidazione giudiziale; 14. Il decreto è comunicato dalla cancelleria alle parti
b) le generalità dell’impugnante e l’elezione del do- che, nei successivi trenta giorni, possono proporre ricorso
micilio nel comune ove ha sede il tribunale che ha aperto per cassazione.
la liquidazione giudiziale; 15. Gli errori materiali contenuti nel decreto sono cor-
c) l’esposizione dei fatti e degli elementi di diritto su retti con decreto dal tribunale senza necessità di instaura-
cui si basa l’impugnazione e le relative conclusioni; zione del contraddittorio se tutte le parti concordano nel
d) a pena di decadenza, le eccezioni processuali e chiedere la stessa correzione. Se è chiesta da una delle
di merito non rilevabili d’ufficio, nonché l’indicazione parti, il presidente del collegio, con decreto da notificarsi
specifica dei mezzi di prova di cui il ricorrente intende insieme con il ricorso, fissa l’udienza nella quale le parti
avvalersi e dei documenti prodotti. debbono comparire davanti al giudice designato come re-
latore. Sull’istanza il collegio provvede con decreto, che
3. Il presidente, nei cinque giorni successivi al deposito deve essere annotato sull’originale del provvedimento.
del ricorso, designa il relatore, al quale può delegare la
trattazione del procedimento, e fissa con decreto l’udien- 16. Le impugnazioni di cui all’articolo 206 sono sog-
za di comparizione entro sessanta giorni dal deposito del gette alla sospensione feriale dei termini di cui all’artico-
ricorso. lo 1 della legge 7 ottobre 1969, n.742.

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Art. 208. Art. 210.


Domande tardive Procedimenti relativi a domande di rivendica e
restituzione
1. Le domande di ammissione al passivo di un credito,
di restituzione o rivendicazione di beni mobili e immo- 1. Ai procedimenti che hanno ad oggetto domande di
bili, trasmesse al curatore oltre il termine di trenta gior- restituzione o di rivendicazione, si applica il regime pro-
ni prima dell’udienza fissata per la verifica del passivo batorio previsto nell’articolo 621 del codice di procedura
e non oltre quello di sei mesi dal deposito del decreto di civile. Se il bene non è stato acquisito all’attivo della pro-
esecutività dello stato passivo sono considerate tardive. cedura, il titolare del diritto, anche nel corso dell’udienza
In caso di particolare complessità della procedura, il tri- di cui all’articolo 207, può modificare l’originaria do-
bunale, con la sentenza che dichiara aperta la liquidazio- manda e chiedere l’ammissione al passivo del controva-
ne giudiziale, può prorogare quest’ultimo termine fino a lore del bene alla data di apertura del concorso. Se il cu-
dodici mesi. ratore perde il possesso della cosa dopo averla acquisita,
2. Il procedimento di accertamento delle doman- il titolare del diritto può chiedere che il controvalore del
de tardive si svolge nelle stesse forme di cui all’artico- bene sia corrisposto in prededuzione.
lo 203. Quando vengono presentate domande tardive, il 2. Sono salve le disposizioni dell’articolo 1706 del co-
giudice delegato fissa per l’esame delle stesse un’udienza dice civile.
entro i successivi quattro mesi, salvo che sussistano moti-
vi d’urgenza. Il curatore dà avviso della data dell’udienza 3. Il decreto che accoglie la domanda di rivendica di
a coloro che hanno presentato la domanda e ai creditori beni o diritti il cui trasferimento è soggetto a forme di
già ammessi al passivo. Si applicano le disposizioni di cui pubblicità legale deve essere reso opponibile ai terzi con
agli articoli da 201 a 207. le medesime forme.
3. Decorso il termine di cui al comma 1, e comun-
que fino a quando non siano esaurite tutte le ripartizioni Capo IV
dell’attivo della liquidazione giudiziale, la domanda tar- ESERCIZIO DELL’IMPRESA E LIQUIDAZIONE DELL’ATTIVO
diva è ammissibile solo se l’istante prova che il ritardo è
dipeso da causa a lui non imputabile e se trasmette la do-
manda al curatore non oltre sessanta giorni dal momento
in cui è cessata la causa che ne ha impedito il deposito Sezione I
tempestivo. Quando la domanda risulta manifestamen- DISPOSIZIONI GENERALI
te inammissibile perché l’istante non ha indicato le cir-
costanze da cui è dipeso il ritardo o non ne ha offerto
prova documentale o non ha indicato i mezzi di prova Art. 211.
di cui intende valersi per dimostrarne la non imputabi- Esercizio dell’impresa del debitore
lità, il giudice delegato dichiara con decreto l’inammis-
sibilità della domanda. Il decreto è reclamabile a norma 1. L’apertura della liquidazione giudiziale non determi-
dell’articolo 124. na la cessazione dell’attività d’impresa quando ricorrono
le condizioni di cui ai commi 2 e 3.
Art. 209. 2. Con la sentenza che dichiara aperta la liquidazione
Previsione di insufficiente realizzo giudiziale, il tribunale autorizza il curatore a proseguire
l’esercizio dell’impresa, anche limitatamente a specifici
1. Il tribunale, con decreto motivato da adottarsi prima rami dell’azienda, se dall’interruzione può derivare un
dell’udienza per l’esame dello stato passivo, su istanza del grave danno, purché la prosecuzione non arrechi pregiu-
curatore depositata almeno venti giorni prima dell’udien- dizio ai creditori.
za stessa, corredata da una relazione sulle prospettive del- 3. Successivamente, su proposta del curatore, il giudice
la liquidazione, e dal parere del comitato dei creditori, delegato, previo parere favorevole del comitato dei credi-
sentito il debitore, dispone non farsi luogo al procedimen- tori, autorizza, con decreto motivato, l’esercizio dell’im-
to di accertamento del passivo relativamente ai crediti presa, anche limitatamente a specifici rami dell’azienda,
concorsuali se risulta che non può essere acquisito attivo fissandone la durata.
da distribuire ad alcuno dei creditori che abbiano chiesto
l’ammissione al passivo, salva la soddisfazione dei crediti 4. Durante il periodo di esercizio, il comitato dei cre-
prededucibili e delle spese di procedura. ditori è convocato dal curatore, almeno ogni tre mesi, per
essere informato sull’andamento della gestione e per pro-
2. Le disposizioni di cui al comma 1 si applicano, in nunciarsi sull’opportunità di continuare l’esercizio.
quanto compatibili, anche quando la condizione di in-
sufficiente realizzo emerge successivamente alla verifica 5. Se il comitato dei creditori non ravvisa l’opportunità
dello stato passivo. di continuare l’esercizio, il giudice delegato ne ordina la
3. Il curatore comunica il decreto di cui al comma 1 cessazione.
trasmettendone copia ai creditori che abbiano presentato 6. Ogni semestre, o comunque alla conclusione del pe-
domanda di ammissione al passivo ai sensi degli articoli riodo di esercizio, il curatore deve depositare un rendi-
201 e 208 i quali, nei quindici giorni successivi, possono conto dell’attività. In ogni caso il curatore informa senza
presentare reclamo, a norma dell’articolo 124, alla corte indugio il giudice delegato e il comitato dei creditori di
di appello, che provvede sentiti il reclamante, il curatore, circostanze sopravvenute che possono influire sulla pro-
il comitato dei creditori e il debitore. secuzione dell’esercizio.

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7. Il tribunale può ordinare la cessazione dell’esercizio 6. La retrocessione alla liquidazione giudiziale di


in qualsiasi momento laddove ne ravvisi l’opportunità, aziende, o rami di aziende, non comporta la responsabi-
con decreto in camera di consiglio non soggetto a recla- lità della procedura per i debiti maturati sino alla retro-
mo, sentiti il curatore e il comitato dei creditori. cessione, in deroga a quanto previsto dagli articoli 2112 e
8. Durante l’esercizio i contratti pendenti proseguono, 2560 del codice civile. Ai rapporti pendenti al momento
salvo che il curatore non intenda sospenderne l’esecuzio- della retrocessione si applicano le disposizioni di cui alla
ne o scioglierli. È fatto salvo il disposto dell’articolo 110, sezione V del capo I del titolo V.
comma 3, del decreto legislativo 18 aprile 2016, n. 50. I
crediti sorti nel corso dell’esercizio sono soddisfatti in Art. 213.
prededuzione ai sensi dell’articolo 221, comma 1, lettera Programma di liquidazione.
a).
1. Entro sessanta giorni dalla redazione dell’inventario
9. Al momento della cessazione dell’esercizio si appli- e in ogni caso non oltre centottanta giorni dalla sentenza
cano le disposizioni di cui alla sezione V del capo I del dichiarativa dell’apertura della liquidazione giudiziale,
titolo V. il curatore predispone un programma di liquidazione da
10. Il curatore autorizzato all’esercizio dell’impresa sottoporre all’approvazione del comitato dei creditori. Il
non può partecipare a procedure di affidamento di con- mancato rispetto del termine di centottanta giorni di cui
cessioni e appalti di lavori, forniture e servizi ovvero es- al primo periodo senza giustificato motivo è giusta causa
sere affidatario di subappalto. di revoca del curatore.
2. Il curatore, previa autorizzazione del comitato dei
Art. 212. creditori, può non acquisire all’attivo o rinunciare a li-
quidare uno o più beni, se l’attività di liquidazione appaia
Affitto dell’azienda o di suoi rami manifestamente non conveniente. In questo caso, il cura-
tore ne dà comunicazione ai creditori i quali, in deroga a
1. Anche prima della presentazione del programma di quanto previsto nell’articolo 150, possono iniziare azioni
liquidazione di cui all’articolo 213, su proposta del cu- esecutive o cautelari sui beni rimessi nella disponibilità
ratore, il giudice delegato, previo parere favorevole del del debitore. Si presume manifestamente non convenien-
comitato dei creditori, autorizza l’affitto dell’azienda del te la prosecuzione dell’attività di liquidazione dopo sei
debitore a terzi, anche limitatamente a specifici rami, esperimenti di vendita cui non ha fatto seguito l’aggiu-
quando appaia utile al fine della più proficua vendita dicazione, salvo che il giudice delegato non autorizzi il
dell’azienda o di parti della stessa. curatore a continuare l’attività liquidatoria, in presenza di
2. La scelta dell’affittuario è effettuata dal curatore a giustificati motivi.
norma dell’articolo 216, sulla base di stima, assicurando, 3. Il programma è suddiviso in sezioni in cui sono in-
con adeguate forme di pubblicità, la massima informa- dicati separatamente criteri e modalità della liquidazione
zione e partecipazione degli interessati. La scelta dell’af- dei beni immobili, della liquidazione degli altri beni e
fittuario deve tenere conto, oltre che dell’ammontare della riscossione dei crediti, con indicazione dei costi e
del canone offerto, delle garanzie prestate e della atten- dei presumibili tempi di realizzo. Nel programma sono,
dibilità del piano di prosecuzione delle attività impren- inoltre, indicati le azioni giudiziali di qualunque natura
ditoriali, avuto riguardo alla conservazione dei livelli e il subentro nelle liti pendenti, con i costi per il primo
occupazionali. grado di giudizio. Sono, altresì, indicati gli esiti delle li-
quidazioni già compiute.
3. Il contratto di affitto stipulato dal curatore nelle for-
me previste dall’articolo 2556 del codice civile deve pre- 4. Il programma indica gli atti necessari per la conser-
vedere il diritto del curatore di procedere alla ispezione vazione del valore dell’impresa, quali l’esercizio dell’im-
della azienda, la prestazione di idonee garanzie per tutte presa del debitore e l’affitto di azienda, ancorché relativi a
le obbligazioni dell’affittuario derivanti dal contratto e singoli rami dell’azienda, nonché le modalità di cessione
dalla legge, il diritto di recesso del curatore dal contratto unitaria dell’azienda, di singoli rami, di beni o di rapporti
che può essere esercitato, sentito il comitato dei creditori, giuridici individuabili in blocco.
con la corresponsione all’affittuario di un giusto inden- 5. Nel programma è indicato il termine entro il quale
nizzo da corrispondere in prededuzione. avrà inizio l’attività di liquidazione dell’attivo ed il termi-
ne del suo presumibile completamento. Entro dodici mesi
4. La durata dell’affitto deve essere compatibile con le dall’apertura della procedura deve avere luogo il primo
esigenze della liquidazione dei beni. esperimento di vendita dei beni e devono iniziare le atti-
5. Il diritto di prelazione a favore dell’affittuario può vità di recupero dei crediti, salvo che il giudice delegato,
essere concesso convenzionalmente, previa autorizza- con decreto motivato, non ne autorizzi il differimento. Il
zione del giudice delegato e previo parere favorevole del termine per il completamento della liquidazione non può
comitato dei creditori. In tale caso, esaurito il procedi- eccedere cinque anni dal deposito della sentenza di aper-
mento di determinazione del prezzo di vendita dell’azien- tura della procedura. In casi di eccezionale complessità,
da o del singolo ramo, il curatore, entro dieci giorni, lo questo termine può essere differito a sette anni dal giudice
comunica all’affittuario, il quale può esercitare il diritto delegato.
di prelazione entro cinque giorni dal ricevimento della 6. Per sopravvenute esigenze, il curatore può presenta-
comunicazione. re un supplemento del piano di liquidazione.

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7. Il programma è trasmesso al giudice delegato che ne Art. 215.


autorizza la sottoposizione al comitato dei creditori per
l’approvazione. Il giudice delegato autorizza i singoli atti Cessioni di crediti, azioni revocatorie e partecipazioni e
liquidatori in quanto conformi al programma approvato. mandato a riscuotere crediti
8. Il mancato rispetto dei termini previsti dal program- 1. Il curatore può cedere i crediti, compresi quelli di
ma di liquidazione senza giustificato motivo è causa di natura fiscale o futuri, anche se oggetto di contestazione;
revoca del curatore. può altresì cedere le azioni revocatorie concorsuali, se i
relativi giudizi sono già pendenti.
Sezione II 2. Per la vendita delle partecipazioni in società a re-
sponsabilità limitata si applica l’articolo 2471 del codice
VENDITA DEI BENI civile.
3. In alternativa alla cessione di cui al comma 1, il cu-
Art. 214. ratore può stipulare contratti di mandato per la riscossio-
ne dei crediti.
Vendita dell’azienda o di suoi rami o di beni o rapporti
in blocco Art. 216.
1. La liquidazione dei singoli beni ai sensi delle dispo- Modalità della liquidazione
sizioni del presente capo è disposta quando risulta pre-
vedibile che la vendita dell’intero complesso aziendale, 1. I beni acquisiti all’attivo della procedura sono sti-
di suoi rami, di beni o rapporti giuridici individuabili mati da esperti nominati dal curatore ai sensi dell’arti-
in blocco non consenta una maggiore soddisfazione dei colo 129, comma 2. La relazione di stima deve essere
creditori. depositata con modalità telematiche nel rispetto della
2. La vendita del complesso aziendale o di rami dello normativa anche regolamentare concernente la sottoscri-
stesso è effettuata con le modalità di cui all’articolo 216, zione, la trasmissione e la ricezione dei documenti in-
in conformità a quanto disposto dall’articolo 2556 del co- formatici, nonché delle apposite specifiche tecniche del
dice civile. responsabile per i sistemi informativi automatizzati del
Ministero della giustizia. I modelli informatici delle re-
3. Salva diversa convenzione, è esclusa la responsabi- lazioni di stima sono pubblicati sul portale delle vendite
lità dell’acquirente per i debiti relativi all’esercizio delle pubbliche e, quando la stima riguarda un bene immobile,
aziende cedute sorti prima del trasferimento. deve contenere le informazioni previste dall’articolo 173-
4. Il curatore può procedere altresì alla cessione del- bis delle disposizioni per l’attuazione del codice di proce-
le attività e delle passività dell’azienda o dei suoi rami, dura civile. L’inosservanza della disposizione di cui al se-
nonché di beni o rapporti giuridici individuali in blocco, condo periodo costituisce motivo di revoca dell’incarico.
esclusa comunque la responsabilità dell’alienante previ- La stima può essere omessa per i beni di modesto valore.
sta dall’articolo 2560 del codice civile. Il compenso dell’esperto è liquidato a norma dell’artico-
lo 161, terzo comma, delle disposizioni per l’attuazione
5. La cessione dei crediti relativi alle aziende cedute, del codice di procedura civile.
anche in mancanza di notifica al debitore o di sua accet-
tazione, ha effetto, nei confronti dei terzi, dal momento 2. Le vendite e gli altri atti di liquidazione posti in es-
dell’iscrizione del trasferimento nel registro delle impre- sere in esecuzione del programma di liquidazione sono
se. Tuttavia il debitore ceduto è liberato se paga in buona effettuati dal curatore o dal delegato alle vendite trami-
fede al cedente. te procedure competitive, anche avvalendosi di soggetti
specializzati, con le modalità stabilite con ordinanza dal
6. I privilegi e le garanzie di qualsiasi tipo, da chiun- giudice delegato. Per i beni immobili il curatore pone in
que prestate o comunque esistenti a favore del cedente, essere almeno tre esperimenti di vendita all’anno. Dopo
conservano la loro validità e il loro grado a favore del il terzo esperimento andato deserto il prezzo può essere
cessionario. ribassato fino al limite della metà rispetto a quello dell’ul-
7.Il curatore può procedere alla liquidazione anche me- timo esperimento. Fatto salvo quanto previsto dall’artico-
diante il conferimento in una o più società, eventualmente lo 147, comma 2, il giudice delegato ordina la liberazione
di nuova costituzione, dell’azienda o di rami della stessa, dei beni immobili occupati dal debitore o da terzi in forza
ovvero di beni o crediti, con i relativi rapporti contrattuali di titolo non opponibile al curatore. Si applica in tal caso
in corso, esclusa la responsabilità dell’alienante ai sensi l’articolo 560, commi terzo e quarto, del codice di proce-
dell’articolo 2560 del codice civile e osservate le dispo- dura civile. Per i beni immobili e gli altri beni iscritti nei
sizioni inderogabili contenute nella presente sezione. Le pubblici registri, prima del completamento delle opera-
azioni o quote della società che riceve il conferimento zioni di vendita, è data notizia mediante notificazione da
possono essere attribuite, nel rispetto delle cause di prela- parte del curatore, a ciascuno dei creditori ipotecari o i cui
zione, a singoli creditori che vi consentono. Sono salve le crediti siano assistiti da privilegio sul bene.
diverse disposizioni previste in leggi speciali. 3. Il giudice delegato può disporre che le vendite dei
8. Il pagamento del prezzo può essere effettuato me- beni mobili, immobili e mobili registrati vengano effet-
diante accollo di debiti da parte dell’acquirente solo se tuate secondo le disposizioni del codice di procedura ci-
non viene alterata la graduazione dei crediti. vile, in quanto compatibili.

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4. Le vendite di cui ai commi 2 e 3 sono effettuate con nuovo esperimento di vendita può consentire, con elevato
modalità telematiche tramite il portale delle vendite pub- grado di probabilità, il conseguimento di un prezzo perlo-
bliche, salvo che tali modalità siano pregiudizievoli per meno pari a quello stabilito.
gli interessi dei creditori o per il sollecito svolgimento 2. Per i beni immobili e gli altri beni iscritti in pubblici
della procedura. registri, una volta eseguita la vendita e riscosso intera-
5. Il giudice delegato dispone la pubblicità, sul portale mente il prezzo, il giudice delegato ordina, con decreto,
delle vendite pubbliche, della ordinanza di vendita e di la cancellazione delle iscrizioni relative ai diritti di pre-
ogni altro atto o documento ritenuto utile e può disporre lazione, nonché delle trascrizioni dei pignoramenti e dei
anche ulteriori forme di pubblicità idonee ad assicurare la sequestri conservativi e di ogni altro vincolo.
massima informazione e partecipazione degli interessati,
da effettuarsi almeno trenta giorni prima della vendita. Art. 218.
Il termine può essere ridotto esclusivamente nei casi di Vendita dei diritti sulle opere dell’ingegno, sulle
assoluta urgenza. invenzioni industriali e sui marchi
6. Gli interessati a presentare l’offerta di acquisto for-
mulano tramite il portale delle vendite pubbliche la ri- 1. Il trasferimento dei diritti di utilizzazione econo-
chiesta di esaminare i beni in vendita. mica delle opere dell’ingegno, il trasferimento dei diritti
7. L’offerta non è efficace se perviene oltre il termi- nascenti delle invenzioni industriali, il trasferimento dei
ne stabilito nell’ordinanza di vendita o se l’offerente non marchi e la cessione di banche di dati sono fatte a norma
presta cauzione nella misura indicata. Le offerte di acqui- delle rispettive leggi speciali.
sto sono efficaci anche se inferiori di non oltre un quarto
al prezzo stabilito nell’ordinanza di vendita e sono pre- Art. 219.
sentate tramite il portale delle vendite pubbliche. Procedimento di distribuzione della somma ricavata
8. Le vendite e gli atti di liquidazione possono prevede-
re che il versamento del prezzo abbia luogo ratealmente; 1. Il giudice delegato provvede alla distribuzione della
si applicano, in quanto compatibili, le disposizioni di cui somma ricavata dalla vendita secondo le disposizioni del
agli articoli 569, terzo comma, terzo periodo, 574, primo capo seguente.
comma, secondo periodo, 585 e 587, primo comma, se- 2. Il tribunale stabilisce con decreto la somma da at-
condo periodo, del codice di procedura civile. tribuire, se del caso, al curatore in conto del compenso
9. Entro cinque giorni dal trasferimento di ciascun finale da liquidarsi a norma dell’articolo 137. Tale somma
bene, il curatore ne dà notizia agli organi della procedura è prelevata sul prezzo insieme alle spese di procedura e di
mediante deposito nel fascicolo informatico. amministrazione.
10. Se alla data di apertura della liquidazione sono pen-
denti procedure esecutive, il curatore può subentrarvi; in Capo V
tale caso si applicano le disposizioni del codice di proce- RIPARTIZIONE DELL’ATTIVO
dura civile; altrimenti, su istanza del curatore, il giudice
dell’esecuzione dichiara l’improcedibilità dell’esecuzio-
ne, fermi restando gli effetti conservativi sostanziali del Art. 220.
pignoramento in favore dei creditori. Procedimento di ripartizione
11. I dati delle relazioni di stima di cui al comma 1
sono estratti ed elaborati, a cura del Ministero della giu- 1. Il curatore, ogni quattro mesi a partire dalla data del
stizia, anche nell’ambito di rilevazioni statistiche nazio- decreto previsto dall’articolo 204, comma 4, o nel diverso
nali e pubblicati sul portale delle vendite pubbliche. termine stabilito dal giudice delegato, trasmette a tutti i
creditori, compresi quelli per i quali è in corso uno dei
giudizi di cui all’articolo 206, un prospetto delle somme
Art. 217. disponibili, nonché, qualora l’entità del passivo accerta-
Poteri del giudice delegato to consenta una ripartizione in misura apprezzabile, un
progetto di ripartizione delle medesime, riservate quelle
1. Il giudice delegato, su istanza del debitore, del comi- occorrenti per la procedura. Nel progetto sono collocati
tato dei creditori o di altri interessati, previo parere dello anche i crediti per i quali non si applica il divieto di azioni
stesso comitato dei creditori, può sospendere, con decre- esecutive e cautelari di cui all’articolo 150.
to motivato, le operazioni di vendita, qualora ricorrano 2. Nel caso in cui siano in corso giudizi di cui all’ar-
gravi e giustificati motivi ovvero, su istanza presentata ticolo 206, il curatore, nel progetto di ripartizione di cui
dagli stessi soggetti entro dieci giorni dal deposito di cui al comma 1, indica, per ciascun creditore, le somme
all’articolo 216, comma 9, impedire il perfezionamento immediatamente ripartibili nonché le somme ripartibili
della vendita quando il prezzo offerto risulti notevolmen- soltanto previa consegna di una fideiussione autonoma,
te inferiore a quello ritenuto congruo. Se il prezzo offer- irrevocabile e a prima richiesta, rilasciata in favore della
to è inferiore, rispetto a quello indicato nell’ordinanza di procedura da uno dei soggetti di cui all’articolo 574, pri-
vendita, in misura non superiore ad un quarto, il giudice mo comma, secondo periodo, del codice di procedura ci-
delegato può impedire il perfezionamento della vendita in vile, idonea a garantire la restituzione alla procedura delle
presenza di concreti elementi idonei a dimostrare che un somme che risultino ripartite in eccesso, anche in forza di

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provvedimenti provvisoriamente esecutivi resi nell’ambi- si dell’articolo 123; in questo ultimo caso, se contesta-
to dei giudizi di cui all’articolo 206, oltre agli interessi, ti, devono essere accertati con il procedimento di cui
al tasso applicato dalla Banca centrale europea alle sue all’articolo 124.
più recenti operazioni di rifinanziamento principali, a de- 2. I crediti prededucibili vanno soddisfatti per il capita-
correre dal pagamento e sino all’effettiva restituzione. Le le, gli interessi e le spese con il ricavato della liquidazione
disposizioni del periodo precedente si applicano anche ai del patrimonio mobiliare e immobiliare, tenuto conto del-
creditori che avrebbero diritto alla ripartizione delle som- le rispettive cause di prelazione, con esclusione di quanto
me ricavate nel caso in cui risulti insussistente, in tutto ricavato dalla liquidazione dei beni oggetto di pegno ed
o in parte, il credito avente diritto all’accantonamento ipoteca per la parte destinata ai creditori garantiti, salvo il
ovvero oggetto di controversia a norma dell’articolo 206. disposto dell’articolo 223. Il corso degli interessi cessa al
3. I creditori, entro il termine perentorio di quindici momento del pagamento.
giorni dalla ricezione della comunicazione di cui al com-
ma 1, possono proporre reclamo al giudice delegato con- 3. I crediti prededucibili sorti nel corso della procedura
tro il progetto di riparto ai sensi dell’articolo 133. di liquidazione giudiziale che sono liquidi, esigibili e non
contestati per collocazione e per ammontare, possono es-
4. Decorso tale termine, il giudice delegato, su richiesta sere soddisfatti al di fuori del procedimento di riparto se
del curatore, corredata dal progetto di riparto e dai do- l’attivo è presumibilmente sufficiente a soddisfare tutti i
cumenti comprovanti l’avvenuta trasmissione, dichiara titolari di tali crediti. Il pagamento deve essere autorizza-
esecutivo il progetto di ripartizione. to dal comitato dei creditori ovvero dal giudice delegato.
5. Se sono proposti reclami, il progetto di ripartizione
è dichiarato esecutivo con accantonamento delle somme 4. Se l’attivo è insufficiente, la distribuzione deve
avvenire secondo i criteri della graduazione e della pro-
corrispondenti ai crediti oggetto di contestazione. Non si porzionalità, conformemente all’ordine assegnato dalla
fa luogo ad accantonamento qualora sia presentata in fa- legge.
vore della procedura una fideiussione a norma del primo
periodo del comma 2, idonea a garantire la restituzione
di somme che, in forza del provvedimento che decide il Art. 223.
reclamo, risultino ripartite in eccesso, oltre agli interes-
si nella misura prevista dal predetto secondo periodo del Conti speciali
comma 2. Il provvedimento che decide sul reclamo dispo-
ne in ordine alla destinazione delle somme accantonate. 1. La massa liquida attiva immobiliare è costituita dal-
le somme ricavate dalla liquidazione dei beni immobili,
6. In presenza di somme disponibili per la ripartizione, come definiti dall’articolo 812 del codice civile, e dei loro
il mancato rispetto dell’obbligo di cui al comma 1, costi- frutti e pertinenze, nonché dalla quota proporzionale di
tuisce giusta causa di revoca del curatore. interessi attivi liquidati sui depositi delle relative somme.
Art. 221. 2. La massa liquida attiva mobiliare è costituita da tutte
le altre entrate.
Ordine di distribuzione delle somme
3. Il curatore deve tenere un conto autonomo delle
1. Le somme ricavate dalla liquidazione dell’attivo vendite dei singoli beni immobili oggetto di privilegio
sono erogate nel seguente ordine: speciale e di ipoteca e dei singoli beni mobili o gruppo
a) per il pagamento dei crediti prededucibili; di mobili oggetto di pegno e privilegio speciale, con ana-
litica indicazione delle entrate e delle uscite di caratte-
b) per il pagamento dei crediti ammessi con prela- re specifico e della quota di quelle di carattere generale
zione sulle cose vendute secondo l’ordine assegnato dalla imputabili a ciascun bene o gruppo di beni secondo un
legge; criterio proporzionale.
c) per il pagamento dei creditori chirografari, in pro-
porzione dell’ammontare del credito per cui ciascuno di Art. 224.
essi sia stato ammesso, compresi i creditori indicati alla
lettera b), qualora non sia stata ancora realizzata la ga- Crediti assistiti da prelazione
ranzia, ovvero per la parte per cui essi siamo rimasti non
soddisfatti dal relativo realizzo; 1. I crediti assistiti da privilegio generale hanno diritto
d) per il pagamento dei crediti postergati. di prelazione per il capitale, le spese e gli interessi, nei
limiti di cui agli articoli 153 e 154, sul prezzo ricavato
Art. 222. dalla liquidazione del patrimonio mobiliare, sul quale
concorrono in un’unica graduatoria con i crediti garantiti
Disciplina dei crediti prededucibili da privilegio speciale mobiliare, secondo il grado previ-
1. I crediti prededucibili devono essere accertati con le sto dalla legge.
modalità di cui al capo III del presente titolo, con esclu- 2. I crediti garantiti da ipoteca e pegno e quelli assistiti
sione di quelli non contestati per collocazione e ammon- da privilegio speciale hanno diritto di prelazione per il
tare, anche se sorti durante l’esercizio dell’impresa del capitale, le spese e gli interessi, nei limiti di cui agli arti-
debitore, e di quelli sorti a seguito di provvedimenti di coli 153 e 154, sul prezzo ricavato dai beni vincolati alla
liquidazione di compensi dei soggetti nominati ai sen- loro garanzia.

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Art. 225. Art. 229.


Partecipazione dei creditori ammessi tardivamente Restituzione di somme riscosse
1. I creditori ammessi a norma dell’articolo 208 con-
corrono soltanto alle ripartizioni posteriori alla loro am- 1. I pagamenti effettuati in esecuzione dei piani di ri-
missione in proporzione del rispettivo credito, salvo il di- parto non possono essere ripetuti, salvo il caso dell’acco-
ritto di prelevare le quote che sarebbero loro spettate nelle glimento di domande di revocazione.
precedenti ripartizioni se assistiti da cause di prelazione 2. I creditori che hanno percepito pagamenti non do-
o se il ritardo è dipeso da cause ad essi non imputabili. vuti, devono restituire le somme riscosse, oltre agli inte-
ressi legali dal momento del pagamento effettuato a loro
Art. 226. favore.
Ripartizioni e diritti in favore del creditore con domanda
tardiva Art. 230.

1. Il creditore ammesso a norma dell’articolo 208 ha Pagamento ai creditori


diritto di concorrere sulle somme già distribuite nei limiti
di quanto stabilito nell’articolo 225. Il titolare di diritti 1. Il curatore provvede al pagamento delle somme as-
su beni mobili o immobili, se prova che il ritardo nella segnate ai creditori nel piano di ripartizione nei modi sta-
presentazione della domanda è dipeso da causa non im- biliti dal giudice delegato, idonei ad assicurare la prova
putabile, può chiedere che siano sospese le attività di li- del pagamento stesso.
quidazione del bene sino all’accertamento del diritto. Si
applica l’articolo 208, comma 3. 2. Se prima della ripartizione i crediti ammessi sono
stati ceduti, il curatore attribuisce le quote di riparto ai
cessionari, qualora la cessione sia stata tempestivamente
Art. 227. comunicata, unitamente alla documentazione che attesti,
Ripartizioni parziali con atto recante le sottoscrizioni autenticate di cedente e
cessionario, l’intervenuta cessione. In questo caso, il cu-
1. Nelle ripartizioni parziali, che non possono superare ratore provvede alla rettifica formale dello stato passivo.
l’ottanta per cento delle somme da ripartire, devono es- Le stesse disposizioni si applicano in caso di surrogazio-
sere trattenute e depositate, nei modi stabiliti dal giudice ne del creditore.
delegato, le quote assegnate:
a) ai creditori ammessi con riserva; Art. 231.
b) ai creditori opponenti a favore dei quali sono state Rendiconto del curatore
disposte misure cautelari;
c) ai creditori opponenti la cui domanda è stata ac- 1. Compiuta la liquidazione dell’attivo e prima del ri-
colta quando la sentenza non è passata in giudicato; parto finale, nonché in ogni caso in cui cessa dalle funzio-
d) ai creditori nei cui confronti sono stati proposti i ni, il curatore presenta al giudice delegato l’esposizione
giudizi di impugnazione e di revocazione. analitica delle operazioni contabili, dell’attività di gestio-
ne della procedura, delle modalità con cui ha attuato il
2. Le somme ritenute necessarie per spese future, per programma di liquidazione e il relativo esito.
soddisfare il compenso al curatore e ogni altro debito pre-
deducibile devono essere trattenute. In questo caso, l’am- 2. Il giudice ordina il deposito del conto in cancelleria e
montare della quota da ripartire indicata nel comma 1 fissa l’udienza che non può essere tenuta prima che siano
deve essere ridotta se la misura dell’ottanta per cento ap- decorsi quindici giorni dalla comunicazione del rendicon-
pare insufficiente. to a tutti i creditori.
3. Devono essere altresì trattenute e depositate nei 3. Dell’avvenuto deposito e della fissazione dell’udien-
modi stabiliti dal giudice delegato le somme ricevute za il curatore dà immediata comunicazione al debitore, ai
dalla procedura per effetto di provvedimenti provvisoria- creditori ammessi al passivo, a coloro che hanno proposto
mente esecutivi e non ancora passati in giudicato. opposizione, ai creditori in prededuzione non soddisfat-
ti, inviando loro copia del rendiconto e avvisandoli che
Art. 228. possono presentare eventuali osservazioni o contestazioni
fino a cinque giorni prima dell’udienza con le modalità di
Scioglimento delle ammissioni con riserva cui all’articolo 201, comma 2.
1. Quando si verifica l’evento che ha determinato l’ac- 4. Se all’udienza stabilita non sorgono contestazioni o
coglimento di una domanda con riserva, su istanza del su queste viene raggiunto un accordo, il giudice approva
curatore o della parte interessata, il giudice delegato mo- il conto con decreto; altrimenti, fissa l’udienza innanzi
difica lo stato passivo, con decreto, disponendo che la do- al collegio che, sentite le parti, provvede in camera di
manda deve intendersi accolta definitivamente. consiglio.

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Art. 232. spese di procedura. Tale circostanza può essere accertata


con la relazione o con i successivi rapporti riepilogativi di
Ripartizione finale cui all’articolo 130.
1. Approvato il conto e liquidato il compenso del cura- 2. In caso di chiusura della procedura di liquidazione
tore, il giudice delegato, sentite le proposte del curatore, giudiziale di società di capitali, nei casi di cui al comma 1,
ordina il riparto finale secondo le norme precedenti. lettere a) e b), il curatore convoca l’assemblea ordinaria
2. Nel riparto finale vengono distribuiti anche gli ac- dei soci per le deliberazioni necessarie ai fini della ripresa
cantonamenti precedentemente fatti. Tuttavia, se la con- dell’attività o della sua cessazione ovvero per la trattazio-
dizione non si è ancora verificata ovvero se il provve- ne di argomenti sollecitati, con richiesta scritta, da un nu-
mero di soci che rappresenti il venti per cento del capitale
dimento non è ancora passato in giudicato, la somma è sociale. Nei casi di chiusura di cui al comma 1, lettere c)
depositata nei modi stabiliti dal giudice delegato, perché, e d), ove si tratti di procedura di liquidazione giudiziale
verificatisi gli eventi indicati, possa essere versata ai cre- di società e fatto salvo quanto previsto dall’articolo 234,
ditori cui spetta o fatta oggetto di riparto supplementare comma 6, secondo periodo, il curatore ne chiede la can-
fra gli altri creditori. Gli accantonamenti non impedisco- cellazione dal registro delle imprese.
no la chiusura della procedura.
3. La chiusura della procedura di liquidazione giudizia-
3. Il giudice delegato, nel rispetto delle cause di pre- le della società nei casi di cui alle lettere a) e b) determina
lazione, può disporre che a singoli creditori che vi con- anche la chiusura della procedura estesa ai soci ai sensi
sentono siano assegnati, in luogo delle somme agli stes- dell’articolo 256, salvo che nei confronti del socio non
si spettanti, crediti di imposta del debitore non ancora sia stata aperta una procedura di liquidazione giudiziale
rimborsati. come imprenditore individuale.
4. Per i creditori che non si presentano o sono irreperi-
bili le somme dovute sono nuovamente depositate presso Art. 234.
l’ufficio postale o la banca già indicati ai sensi dell’ar-
ticolo 131. Decorsi cinque anni dal deposito, le somme Prosecuzione di giudizi e procedimenti esecutivi dopo la
non riscosse dagli aventi diritto e i relativi interessi, se chiusura
non richieste da altri creditori, rimasti insoddisfatti, sono 1. La chiusura della procedura nel caso di cui all’arti-
versate a cura del depositario all’entrata del bilancio del- colo 233, comma 1, lettera c), non è impedita dalla pen-
lo Stato per essere riassegnate, con decreti del Ministro denza di giudizi o procedimenti esecutivi, rispetto ai quali
dell’economia e delle finanze, allo stato di previsione del il curatore mantiene la legittimazione processuale, anche
Ministero della giustizia. nei successivi stati e gradi del giudizio, ai sensi dell’ar-
5. Il giudice, anche se è intervenuta l’esdebitazione del ticolo 143. La legittimazione del curatore sussiste altresì
debitore, omessa ogni formalità non essenziale al con- per i procedimenti, compresi quelli cautelari e esecutivi,
traddittorio, su ricorso dei creditori rimasti insoddisfatti strumentali all’attuazione delle decisioni favorevoli alla
che abbiano presentato la richiesta di cui al comma 4, di- liquidazione giudiziale, anche se instaurati dopo la chiu-
spone la distribuzione delle somme non riscosse fra i soli sura della procedura.
richiedenti e in base all’articolo 221. 2. In deroga all’articolo 132, le rinunzie alle liti e le
transazioni sono autorizzate dal giudice delegato.
Capo VI 3. Le somme necessarie per spese future ed eventuali
CESSAZIONE DELLA PROCEDURA DI LIQUIDAZIONE GIUDIZIALE oneri relativi ai giudizi pendenti, nonché le somme rice-
vute dal curatore per effetto di provvedimenti provviso-
riamente esecutivi e non ancora passati in giudicato, sono
Art. 233. trattenute dal curatore secondo quanto previsto dall’arti-
colo 232, comma 2.
Casi di chiusura
4. Dopo la chiusura della procedura, le somme rice-
1. Salvo quanto disposto per il caso di concordato, la vute dal curatore per effetto di provvedimenti definitivi
procedura di liquidazione giudiziale si chiude: e gli eventuali residui degli accantonamenti sono fatti
oggetto di riparto supplementare fra i creditori secondo
a) se nel termine stabilito nella sentenza con cui è le modalità disposte dal tribunale con il decreto di cui
stata dichiarata aperta la procedura non sono state propo- all’articolo 235.
ste domande di ammissione al passivo;
5. In relazione alle eventuali sopravvenienze attive de-
b) quando, anche prima che sia compiuta la ripar- rivanti dai giudizi pendenti non si fa luogo a riapertura
tizione finale dell’attivo, le ripartizioni ai creditori rag- della procedura.
giungono l’intero ammontare dei crediti ammessi, o que-
sti sono in altro modo estinti e sono pagati tutti i debiti e 6. Con il decreto di chiusura il tribunale impartisce le
le spese da soddisfare in prededuzione; disposizioni necessarie per il deposito del rapporto rie-
pilogativo di cui all’articolo 130, comma 9, di un sup-
c) quando è compiuta la ripartizione finale dell’attivo; plemento di rendiconto, del riparto supplementare e del
d) quando nel corso della procedura si accerta che la rapporto riepilogativo finale. La chiusura della procedura
sua prosecuzione non consente di soddisfare, neppure in a norma del presente comma non comporta la cancella-
parte, i creditori concorsuali, né i crediti prededucibili e le zione della società dal registro delle imprese sino alla

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conclusione dei giudizi in corso e alla effettuazione dei 4. Il decreto o la sentenza con la quale il credito è stato
riparti supplementari, anche all’esito delle ulteriori attivi- ammesso al passivo costituisce prova scritta per gli effetti
tà liquidatorie che si siano rese necessarie. di cui all’articolo 634 del codice di procedura civile.
7. Eseguito l’ultimo progetto di ripartizione o comun- 5. Nell’ipotesi di chiusura in pendenza di giudizi ai
que definiti i giudizi e procedimenti pendenti, il curatore sensi dell’articolo 234, il giudice delegato e il curatore
chiede al tribunale di archiviare la procedura di liquida- restano in carica ai soli fini di quanto ivi previsto. In nes-
zione giudiziale. Il tribunale provvede con decreto. sun caso i creditori possono agire su quanto è oggetto dei
8. Entro dieci giorni dal deposito del decreto di archi- giudizi medesimi.
viazione, il curatore chiede la cancellazione della società
dal registro delle imprese. Art. 237.
Casi di riapertura della procedura di liquidazione
Art. 235. giudiziale
Decreto di chiusura 1. Salvo che sia stata pronunciata l’esdebitazione nei
1. La chiusura della procedura di liquidazione giudi- casi preveduti dall’articolo 233, comma 1, lettere c) e d),
ziale è dichiarata con decreto motivato del tribunale su il tribunale, entro cinque anni dal decreto di chiusura, su
istanza del curatore o del debitore ovvero di ufficio, pub- istanza del debitore o di qualunque creditore, può ordina-
blicato nelle forme prescritte dall’articolo 45. re che la liquidazione giudiziale già chiusa sia riaperta,
quando risulta che nel patrimonio del debitore esistono
2. Quando la chiusura della procedura è dichiara- attività in misura tale da rendere utile il provvedimento.
ta ai sensi dell’articolo 233, comma 1, lettera d), prima
dell’approvazione del programma di liquidazione, il tri- 2. Il tribunale, con sentenza in camera di consiglio, se
bunale decide sentiti il curatore, il comitato dei creditori accoglie l’istanza:
e il debitore. a) richiama in ufficio il giudice delegato e il curatore
3. Contro il decreto che dichiara la chiusura o ne re- o li nomina di nuovo;
spinge la richiesta è ammesso reclamo a norma dell’arti- b) stabilisce i termini previsti dalle lettere d) ed e)
colo 124. Contro il decreto della corte di appello, il ricorso dell’articolo 49, comma 3, eventualmente abbreviandoli
per cassazione è proposto nel termine perentorio di trenta non oltre la metà; i creditori già ammessi al passivo nella
giorni, decorrente dalla notificazione o comunicazione procedura chiusa possono chiedere la conferma del prov-
del provvedimento per il curatore, per il debitore, per il vedimento di ammissione salvo che intendano insinuare
comitato dei creditori e per chi ha proposto il reclamo al passivo ulteriori interessi.
o è intervenuto nel procedimento; dal compimento della 3. La sentenza può essere reclamata a norma
pubblicità di cui all’articolo 45 per ogni altro interessato. dell’articolo 51.
4. Il decreto di chiusura acquista efficacia quando è de- 4. La sentenza è pubblicata a norma dell’articolo 45.
corso il termine per il reclamo, senza che questo sia sta-
to proposto, ovvero quando il reclamo è definitivamente 5. Il giudice delegato nomina il comitato dei creditori,
rigettato. tenendo conto nella scelta anche dei nuovi creditori.
5. Con i decreti emessi ai sensi dei commi 1 e 3, sono 6. Per le altre operazioni si seguono le norme stabilite
impartite le disposizioni esecutive volte ad attuare gli ef- nei capi precedenti.
fetti della decisione. Allo stesso modo si provvede a se-
guito del passaggio in giudicato della sentenza di revoca Art. 238.
della procedura di liquidazione giudiziale o della definiti-
vità del decreto di omologazione del concordato proposto Concorso dei vecchi e nuovi creditori
nel corso della procedura stessa. 1. I creditori concorrono alle nuove ripartizioni per le
somme loro dovute al momento della riapertura, dedotto
Art. 236. quanto hanno percepito nelle precedenti ripartizioni, sal-
ve in ogni caso le cause legittime di prelazione.
Effetti della chiusura
2. Restano ferme le precedenti statuizioni a norma del
1. Con la chiusura cessano gli effetti della procedura capo III del presente titolo.
di liquidazione giudiziale sul patrimonio del debitore e
le conseguenti incapacità personali e decadono gli organi Art. 239.
preposti alla procedura medesima.
Effetti della riapertura sugli atti pregiudizievoli ai
2. Le azioni esperite dal curatore per l’esercizio di di- creditori
ritti derivanti dalla procedura non possono essere prose-
guite, fatto salvo quanto previsto dall’articolo 234. 1. In caso di riapertura della procedura di liquidazione
3. I creditori riacquistano il libero esercizio delle azio- giudiziale, per le azioni revocatorie relative agli atti del
ni verso il debitore per la parte non soddisfatta dei loro debitore, compiuti dopo la chiusura della procedura, i ter-
crediti per capitale e interessi, salvo quanto previsto dagli mini stabiliti dagli articoli 164, 166 e 167, sono computati
articoli 278 e seguenti. dalla data della sentenza di riapertura.

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2. Sono privi di effetto nei confronti dei creditori gli atti 5. La proposta presentata da uno o più creditori o da un
a titolo gratuito e quelli di cui all’articolo 169, posteriori terzo può prevedere la cessione, oltre che dei beni com-
alla chiusura e anteriori alla riapertura della procedura. presi nell’attivo della liquidazione giudiziale, anche delle
azioni di pertinenza della massa, purché autorizzate dal
giudice delegato, con specifica indicazione dell’oggetto e
Capo VII del fondamento della pretesa. Il proponente può limitare
CONCORDATO NELLA LIQUIDAZIONE GIUDIZIALE gli impegni assunti con il concordato ai soli creditori am-
messi al passivo, anche provvisoriamente, e a quelli che
hanno proposto opposizione allo stato passivo o doman-
Art. 240. da di ammissione tardiva al tempo della proposta. In tale
caso, verso gli altri creditori continua a rispondere il de-
Proposta di concordato nella liquidazione giudiziale bitore, fermo quanto disposto dagli articoli 278 e seguenti
in caso di esdebitazione.
1. Dichiarata aperta la liquidazione giudiziale, i credi-
tori o i terzi possono proporre un concordato anche prima
del decreto che rende esecutivo lo stato passivo, purché Art. 241.
sia stata tenuta dal debitore la contabilità e i dati risul- Esame della proposta e comunicazione ai creditori
tanti da essa e le altre notizie disponibili consentano al
curatore di predisporre un elenco provvisorio dei creditori 1. La proposta di concordato è presentata con ricorso
da sottoporre all’approvazione del giudice delegato. La al giudice delegato, il quale chiede il parere del curato-
proposta non può essere presentata dal debitore, da so- re, con specifico riferimento ai presumibili risultati della
cietà cui egli partecipi o da società sottoposte a comune liquidazione e alle garanzie offerte. Quando il ricorso è
controllo se non dopo il decorso di un anno dalla sentenza proposto da un terzo, esso deve contenere l’indicazione
che ha dichiarato l’apertura della procedura di liquida- dell’indirizzo di posta elettronica certificata al quale rice-
zione giudiziale e purché non siano decorsi due anni dal vere le comunicazioni. Si applica l’articolo 10, comma 3.
decreto che rende esecutivo lo stato passivo. La proposta 2. Una volta espletato tale adempimento preliminare
del debitore è ammissibile solo se prevede l’apporto di il giudice delegato, acquisito il parere favorevole del co-
risorse che incrementino il valore dell’attivo di almeno il mitato dei creditori, valutata la ritualità della proposta,
dieci per cento. ordina che la stessa, unitamente al parere del comitato
2. La proposta inoltre può prevedere: dei creditori e del curatore, venga comunicata a cura di
quest’ultimo ai creditori a mezzo posta elettronica certifi-
a) la suddivisione dei creditori in classi, secondo po- cata, specificando dove possono essere reperiti i dati per
sizione giuridica ed interessi economici omogenei; la sua valutazione e informandoli che la mancata risposta
b) trattamenti differenziati fra creditori appartenenti sarà considerata come voto favorevole. Nel medesimo
a classi diverse, indicando le ragioni dei trattamenti diffe- provvedimento il giudice delegato fissa un termine non
renziati dei medesimi; inferiore a venti giorni e non superiore a trenta, entro il
quale i creditori devono far pervenire nella cancelleria del
c) la ristrutturazione dei debiti e la soddisfazione dei tribunale eventuali dichiarazioni di dissenso. In caso di
crediti attraverso qualsiasi forma, anche mediante cessio- presentazione di più proposte o se comunque ne soprag-
ne dei beni, accollo o altre operazioni straordinarie, ivi giunge una nuova prima che il giudice delegato ordini la
compresa l’attribuzione ai creditori, nonché a società da comunicazione, il comitato dei creditori sceglie quella da
questi partecipate, di azioni, quote ovvero obbligazioni, sottoporre all’approvazione dei creditori. Su richiesta del
anche convertibili in azioni o altri strumenti finanziari e curatore, il giudice delegato può ordinare la comunica-
titoli di debito. zione ai creditori di una o di altre proposte, tra quelle non
3. Se la società in liquidazione giudiziale ha emesso scelte, ritenute parimenti convenienti. Si applica l’artico-
obbligazioni o strumenti finanziari oggetto della proposta lo 140, comma 4.
di concordato, i portatori di tali titoli sono costituiti in 3. Qualora la proposta contenga condizioni differenzia-
classe. te per singole classi di creditori essa, prima di essere co-
4. La proposta può prevedere che i creditori muniti di municata ai creditori, deve essere sottoposta, con i pareri
privilegio, pegno o ipoteca, non vengano soddisfatti inte- di cui ai commi 1 e 2, al giudizio del tribunale che verifica
gralmente, purché il piano ne preveda la soddisfazione in il corretto utilizzo dei criteri di cui all’articolo 240, com-
misura non inferiore a quella realizzabile, in ragione della ma 2, lettere a) e b), tenendo conto della relazione giurata
collocazione preferenziale, sul ricavato in caso di liquida- di cui al comma 4, dello stesso articolo.
zione, avuto riguardo al valore di mercato attribuibile ai
beni o diritti sui quali sussiste la causa di prelazione, al Art. 242.
netto del presumibile ammontare delle spese di procedura Concordato nel caso di numerosi creditori
inerenti al bene o diritto e della quota parte delle spese
generali, indicato nella relazione giurata di un professio- 1. Ove le comunicazioni siano dirette ad un rilevante
nista indipendente, iscritto nell’albo dei revisori legali, in numero di destinatari, il giudice delegato può autorizza-
possesso dei requisiti di cui all’articolo 358 e designato re il curatore a dare notizia della proposta di concordato,
dal tribunale. Il trattamento stabilito per ciascuna classe anziché con comunicazione ai singoli creditori, mediante
non può avere l’effetto di alterare l’ordine delle cause le- pubblicazione del testo integrale della medesima su uno o
gittime di prelazione. più quotidiani a diffusione nazionale o locale.

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Art. 243. 3. La variazione del numero dei creditori ammessi o


dell’ammontare dei singoli crediti, che avvenga per ef-
Voto nel concordato fetto di un provvedimento emesso successivamente alla
1. Hanno diritto di voto i creditori indicati nello stato scadenza del termine fissato dal giudice delegato per le
passivo reso esecutivo ai sensi dell’articolo 204, compre- votazioni, non influisce sul calcolo della maggioranza.
si i creditori ammessi provvisoriamente e con riserva. Se 4. Quando il giudice delegato dispone il voto su più
la proposta è presentata prima che lo stato passivo venga proposte di concordato ai sensi dell’articolo 241, com-
reso esecutivo, hanno diritto al voto i creditori che risul- ma 2, quarto periodo, si considera approvata quella tra
tano dall’elenco provvisorio predisposto dal curatore e esse che ha conseguito il maggior numero di consensi a
approvato dal giudice delegato. norma dei commi 1, 2 e 3, e, in caso di parità, la proposta
2. I creditori muniti di privilegio, pegno o ipoteca, an- presentata per prima.
corché la garanzia sia contestata, dei quali la proposta di
concordato prevede l’integrale pagamento, non hanno Art. 245.
diritto al voto se non rinunciano al diritto di prelazione,
salvo quanto previsto dal comma 3. La rinuncia può es- Giudizio di omologazione
sere anche parziale, purché non inferiore alla terza parte 1. Decorso il termine stabilito per le votazioni, il cu-
dell’intero credito fra capitale ed accessori. ratore presenta al giudice delegato una relazione sul loro
3. Qualora i creditori muniti di privilegio, pegno o ipo- esito.
teca rinuncino in tutto o in parte alla prelazione, per la
parte del credito non coperta dalla garanzia sono assimi- 2. Se la proposta è stata approvata, il giudice delega-
lati ai creditori chirografari; la rinuncia ha effetto ai soli to dispone che il curatore ne dia immediata comunica-
fini del concordato. zione a mezzo posta elettronica certificata al proponen-
te, affinché richieda l’omologazione del concordato e
4. I creditori muniti di diritto di prelazione di cui la pro- ai creditori dissenzienti. Al debitore, se non è possibile
posta di concordato prevede, ai sensi dell’articolo 240, procedere alla comunicazione con modalità telematica,
comma 4, la soddisfazione non integrale, sono considerati la notizia dell’approvazione è comunicata mediante lette-
chirografari per la parte residua del credito. ra raccomandata con avviso di ricevimento. Con decreto
5. Sono esclusi dal voto e dal computo delle maggio- da pubblicarsi a norma dell’articolo 45 fissa un termine
ranze il coniuge, la parte di un’unione civile tra persone non inferiore a quindici giorni e non superiore a trenta
dello stesso sesso, il convivente di fatto del debitore, i giorni per la proposizione di eventuali opposizioni, anche
suoi parenti e affini fino al quarto grado, la società che da parte di qualsiasi altro interessato, e per il deposito da
controlla la società debitrice, le società da questa control- parte del comitato dei creditori di una relazione motivata
late e quelle sottoposte a comune controllo, nonché i ces- col suo parere definitivo. Se il comitato dei creditori non
sionari o aggiudicatari dei loro crediti da meno di un anno provvede nel termine, la relazione è redatta e depositata
prima della domanda di concordato. Sono inoltre esclusi dal curatore nei sette giorni successivi.
dal voto e dal computo delle maggioranze i creditori in 3. L’opposizione e la richiesta di omologazione si pro-
conflitto d’interessi. pongono con ricorso a norma dell’articolo 124.
6. Il creditore che propone il concordato ovvero le so-
cietà da questo controllate, le società controllanti o sot- 4. Se nel termine fissato non vengono proposte opposi-
toposte a comune controllo, ai sensi del primo comma zioni, il tribunale, verificata la regolarità della procedura
dell’articolo 2359 del codice civile possono votare sol- e l’esito della votazione, omologa il concordato con de-
tanto se la proposta ne prevede l’inserimento in apposita creto motivato non soggetto a gravame.
classe. 5. Se sono state proposte opposizioni, il tribunale assu-
7. I trasferimenti di crediti avvenuti dopo la sentenza me i mezzi istruttori richiesti dalle parti o disposti di uf-
che ha dichiarato l’apertura della procedura di liquida- ficio, anche delegando uno dei componenti del collegio.
zione giudiziale non attribuiscono diritto di voto, salvo Nell’ipotesi di cui all’articolo 244, comma 1, secondo
che siano effettuati a favore di banche o altri intermediari periodo, se un creditore appartenente a una classe dissen-
finanziari. ziente contesta la convenienza della proposta, il tribunale
omologa il concordato se ritiene che il credito può risul-
Art. 244. tare soddisfatto dal concordato in misura non inferiore
rispetto alle alternative concretamente praticabili.
Approvazione del concordato nella liquidazione 6. Il tribunale provvede con decreto motivato pubblica-
giudiziale to a norma dell’articolo 45.
1. Il concordato è approvato dai creditori che rappre-
sentano la maggioranza dei crediti ammessi al voto. Ove Art. 246.
siano previste diverse classi di creditori, il concordato è Efficacia del decreto
approvato se tale maggioranza si verifica inoltre nel mag-
gior numero di classi. 1. La proposta di concordato diventa efficace dal mo-
2. I creditori che non fanno pervenire il loro dissen- mento in cui scadono i termini per opporsi all’omologa-
so nel termine fissato dal giudice delegato si ritengono zione o da quello in cui si esauriscono le impugnazioni
consenzienti. previste dall’articolo 206.

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2. Quando il decreto di omologazione diventa definiti- Art. 249.


vo, il curatore rende conto della gestione ai sensi dell’ar-
ticolo 231 e il tribunale dichiara chiusa la procedura di Esecuzione del concordato nella liquidazione giudiziale
liquidazione giudiziale. 1. Dopo la omologazione del concordato il giudice
delegato, il curatore e il comitato dei creditori ne sorve-
Art. 247. gliano l’adempimento, secondo le modalità stabilite nel
Reclamo decreto di omologazione.
2. Le somme spettanti ai creditori contestati, condizio-
1. Il decreto del tribunale è reclamabile dinanzi alla nali o irreperibili, sono depositate nei modi stabiliti dal
corte di appello che pronuncia in camera di consiglio. giudice delegato.
2. Il reclamo è proposto con ricorso da depositarsi nella 3. Accertata la completa esecuzione del concordato,
cancelleria della corte di appello nel termine perentorio il giudice delegato ordina lo svincolo delle cauzioni e la
di trenta giorni dalla notificazione del decreto fatta dalla cancellazione delle ipoteche iscritte a garanzia e adotta
cancelleria del tribunale. ogni misura idonea per il conseguimento delle finalità del
3. Esso deve contenere i requisiti prescritti dall’artico- concordato.
lo 51, comma 2. 4. Il provvedimento è pubblicato ed affisso ai sensi
4. Il presidente, nei cinque giorni successivi al deposito dell’articolo 45. Le spese sono a carico del debitore.
del ricorso, designa il relatore, e fissa con decreto l’udien-
za di comparizione entro sessanta giorni dal deposito del Art. 250.
ricorso. Risoluzione del concordato nella liquidazione giudiziale
5. Il ricorso, unitamente al decreto di fissazione
dell’udienza, deve essere notificato, a cura del reclaman- 1. Se le garanzie promesse non vengono costituite o
te, entro dieci giorni dalla comunicazione del decreto, al se il proponente non adempie regolarmente gli obblighi
curatore e alle altre parti, che si identificano, se non sono derivanti dal concordato, ciascun creditore può chiederne
reclamanti, nel debitore, nel proponente e negli opponenti. la risoluzione.
6. Tra la data della notificazione e quella dell’udienza 2. Il ricorso per la risoluzione deve essere proposto en-
deve intercorrere un termine non minore di trenta giorni. tro un anno dalla scadenza del termine fissato per l’ultimo
7. Le parti resistenti devono costituirsi almeno dieci adempimento previsto nel concordato.
giorni prima della udienza, eleggendo il domicilio nel co- 3. Il procedimento è regolato dall’articolo 41. Ad esso
mune in cui ha sede la corte di appello. è chiamato a partecipare anche l’eventuale garante.
8. La costituzione si effettua mediante il deposito in 4. La sentenza che risolve il concordato riapre la pro-
cancelleria di una memoria contenente l’esposizione cedura di liquidazione giudiziale ed è provvisoriamente
delle difese in fatto e in diritto, nonché l’indicazione dei esecutiva. Con essa il tribunale adotta i provvedimenti di
mezzi di prova e dei documenti prodotti. cui all’articolo 237, comma 2. La sentenza è reclamabile
ai sensi dell’articolo 51.
9. L’intervento di qualunque interessato non può aver
luogo oltre il termine stabilito per la costituzione delle 5. Le disposizioni del presente articolo non si appli-
parti resistenti, con le modalità per queste previste. cano quando gli obblighi derivanti dal concordato sono
stati assunti dal proponente o da uno o più creditori con
10. All’udienza, il collegio, sentite le parti, assume, an- liberazione immediata del debitore.
che d’ufficio, i mezzi di prova, eventualmente delegando
un suo componente. 6. Non possono proporre istanza di risoluzione i cre-
ditori verso cui il terzo, ai sensi dell’articolo 240, com-
11. La corte provvede con decreto motivato. ma 5, non abbia assunto responsabilità per effetto del
12. Il decreto è pubblicato a norma dell’articolo 45 e concordato.
notificato alle parti, a cura della cancelleria, ed è impu-
gnabile con ricorso per cassazione entro trenta giorni dal- Art. 251.
la notificazione.
Annullamento del concordato nella liquidazione
Art. 248. giudiziale
Effetti del concordato nella liquidazione giudiziale 1. Il concordato omologato può essere annullato dal tri-
bunale, su istanza del curatore o di qualunque creditore,
1. Il concordato omologato è obbligatorio per tutti i in contraddittorio con il debitore, quando si scopre che è
creditori anteriori alla sentenza che dichiara l’apertura stato dolosamente esagerato il passivo o che è stata sot-
della procedura di liquidazione giudiziale, compresi quel- tratta o dissimulata una parte rilevante dell’attivo.
li che non hanno presentato domanda di ammissione al 2. Il ricorso per l’annullamento deve proporsi nel ter-
passivo. A questi non si estendono le garanzie date nel mine di sei mesi dalla scoperta del dolo e, in ogni caso,
concordato da terzi. non oltre due anni dalla scadenza del termine fissato per
2. I creditori conservano la loro azione per l’intero cre- l’ultimo adempimento previsto nel concordato. Non è
dito contro i coobbligati, i fideiussori del debitore e gli ammessa alcuna altra azione di nullità. Si procede a nor-
obbligati in via di regresso. ma dell’articolo 250.

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3. La sentenza che annulla il concordato riapre la pro- c) l’azione prevista dall’articolo 2476, settimo com-
cedura di liquidazione giudiziale ed è provvisoriamente ma, del codice civile;
esecutiva. Con essa il tribunale adotta i provvedimenti di d) l’azione prevista dall’articolo 2497, quarto com-
cui all’articolo 237, comma 2. La sentenza è reclamabile ma, del codice civile;
ai sensi dell’articolo 51.
e) tutte le altre azioni di responsabilità che gli sono
attribuite da singole disposizioni di legge.
Art. 252.
Effetti della riapertura della liquidazione giudiziale Art. 256.

1. Nei casi di risoluzione o annullamento del concorda- Società con soci a responsabilità illimitata
to, gli effetti della riapertura della liquidazione giudiziale 1. La sentenza che dichiara l’apertura della procedura
sono regolati dagli articoli 238 e 239. di liquidazione giudiziale nei confronti di una società ap-
2. Possono essere riproposte le azioni revocatorie già partenente ad uno dei tipi regolati nei capi III, IV e VI del
iniziate e interrotte per effetto del concordato. titolo V del libro quinto del codice civile produce l’aper-
3. I creditori anteriori conservano le garanzie per le tura della procedura di liquidazione giudiziale anche nei
somme ancora ad essi dovute in base al concordato risol- confronti dei soci, pur se non persone fisiche, illimitata-
to o annullato e non sono tenuti a restituire quanto hanno mente responsabili.
già riscosso. 2. La liquidazione giudiziale nei confronti dei soci di
4. Essi concorrono per l’importo del primitivo credi- cui al comma 1 non può essere disposta decorso un anno
to, detratta la parte riscossa in parziale esecuzione del dallo scioglimento del rapporto sociale o dalla cessazione
concordato. della responsabilità illimitata anche in caso di trasforma-
zione, fusione o scissione, se sono state osservate le for-
Art. 253. malità per renderle note ai terzi. La liquidazione giudizia-
le è possibile solo se l’insolvenza della società attenga, in
Nuova proposta di concordato tutto o in parte, a debiti esistenti alla data della cessazione
della responsabilità illimitata.
1. Reso esecutivo il nuovo stato passivo, il proponente
è ammesso a presentare una nuova proposta di concor- 3. Il tribunale, prima di disporre la liquidazione giudi-
dato. Questo non può tuttavia essere omologato se prima ziale nei confronti dei soci illimitatamente responsabili,
dell’udienza a ciò destinata non sono depositate, nei modi ne ordina la convocazione a norma dell’articolo 41.
stabiliti dal giudice delegato, le somme occorrenti per il 4. Se dopo l’apertura della procedura di liquidazio-
suo integrale adempimento o non sono prestate garanzie ne giudiziale della società risulta l’esistenza di altri soci
equivalenti. illimitatamente responsabili, il tribunale, su istanza del
curatore, di un creditore, di un socio nei confronti del
quale la procedura è già stata aperta o del pubblico mi-
Capo VIII nistero, dispone l’apertura della procedura di liquida-
LIQUIDAZIONE GIUDIZIALE E CONCORDATO NELLA zione giudiziale nei confronti dei medesimi. L’istanza
LIQUIDAZIONE GIUDIZIALE DELLE SOCIETÀ può essere proposta anche dai soci e dai loro creditori
personali.
Art. 254. 5. Allo stesso modo si procede quando, dopo l’apertura
della procedura di liquidazione giudiziale nei confronti di
Doveri degli amministratori e dei liquidatori un imprenditore individuale o di una società, risulta che
l’impresa è riferibile ad una società di cui l’imprenditore
1. Gli amministratori e i liquidatori della società in li- o la società è socio illimitatamente responsabile.
quidazione giudiziale devono essere sentiti in tutti i casi 6. Contro la sentenza del tribunale è ammesso recla-
in cui la legge richiede che sia sentito il debitore e sono mo a norma dell’articolo 51. Al giudizio di reclamo deve
tenuti a fornire le informazioni o i chiarimenti necessari partecipare il curatore, il creditore, il socio o il pubblico
per la gestione della procedura richiesti dal curatore o dal ministero che proposto la domanda di estensione, nonché
comitato dei creditori. il creditore che ha proposto il ricorso per l’apertura della
procedura di liquidazione giudiziale.
Art. 255.
7. In caso di rigetto della domanda, contro il decreto
Azioni di responsabilità del tribunale l’istante può proporre reclamo alla corte di
appello a norma dell’articolo 50.
1. Il curatore, autorizzato ai sensi dell’artico-
lo 128, comma 2, può promuovere o proseguire, anche Art. 257.
separatamente:
Liquidazione giudiziale della società e dei soci
a) l’azione sociale di responsabilità;
b) l’azione dei creditori sociali prevista dall’arti- 1. Nei casi previsti dall’articolo 256, il tribunale nomi-
colo 2394 e dall’articolo 2476, sesto comma, del codice na, sia per la liquidazione giudiziale della società, sia per
civile; quella nei confronti dei soci, un solo giudice delegato e

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un solo curatore, pur rimanendo distinte le diverse proce- polizza assicurativa o la fideiussione bancaria rilasciata
dure. Possono essere nominati più comitati dei creditori. ai sensi dell’articolo 2464, quarto e sesto comma, del co-
Il curatore ha diritto ad un solo compenso. dice civile.
2. Il patrimonio della società e quello dei singoli soci
sono tenuti distinti. Art. 262.
3. Il credito dichiarato dai creditori sociali nella liqui-
dazione giudiziale della società si intende dichiarato per Patrimoni destinati ad uno specifico affare
l’intero e con il medesimo eventuale privilegio generale 1. Se è aperta la liquidazione giudiziale nei confronti
anche nella liquidazione giudiziale aperta nei confronti della società, l’amministrazione del patrimonio destinato
dei singoli soci. Il creditore sociale ha diritto di partecipa- previsto dall’articolo 2447-bis, primo comma, lettera a),
re a tutte le ripartizioni fino all’integrale pagamento, salvo del codice civile è attribuita al curatore, che vi provvede
il regresso fra le procedure di liquidazione nei confronti
dei soci per la parte pagata in più della quota rispettiva. con gestione separata.
4. I creditori particolari partecipano soltanto alla liqui- 2. Il curatore provvede a norma dell’articolo 216 alla
dazione giudiziale nei confronti dei soci loro debitori. cessione a terzi del patrimonio, al fine di conservarne la
funzione produttiva. Se la cessione non è possibile, il cu-
5. Ciascun creditore può contestare i crediti dei credi-
tori con i quali si trova in concorso. ratore provvede alla liquidazione del patrimonio secon-
do le regole della liquidazione della società in quanto
6. Il curatore della liquidazione giudiziale della società compatibili.
può esercitare l’azione sociale di responsabilità nei con-
fronti del socio amministratore anche se nei suoi confronti 3. Il corrispettivo della cessione al netto dei debiti del
non è stata aperta la procedura di liquidazione giudiziale. patrimonio o il residuo attivo della liquidazione sono ac-
quisiti dal curatore nell’attivo fallimentare, detratto quan-
Art. 258. to spettante ai terzi che vi abbiano effettuato apporti, ai
sensi dell’articolo 2447-ter, primo comma, lettera c), del
Effetti sulla società dell’apertura della liquidazione codice civile.
giudiziale nei confronti dei soci
1. La liquidazione giudiziale aperta nei confronti di uno o Art. 263.
più soci illimitatamente responsabili non determina l’aper- Patrimonio destinato incapiente e violazione delle
tura della liquidazione giudiziale nei confronti della società. regole di separatezza
Art. 259. 1. Se a seguito dell’apertura della liquidazione giudi-
Liquidazione giudiziale nei confronti di enti ed ziale nei confronti della società o nel corso della gestione
imprenditori collettivi non societari il curatore rileva che il patrimonio destinato è incapiente
provvede, previa autorizzazione del giudice delegato, alla
1. Le disposizioni di cui agli articoli 254, 255, 256, 257 sua liquidazione secondo le regole della liquidazione del-
e 258 si applicano, in quanto compatibili, anche agli enti e la società, in quanto compatibili.
imprenditori collettivi non societari e ai loro componenti 2. I creditori particolari del patrimonio destinato pos-
illimitatamente e personalmente responsabili per le obbli- sono presentare domanda di insinuazione al passivo della
gazioni dell’ente. procedura di liquidazione giudiziale aperta nei confronti
della società nei casi di responsabilità sussidiaria o illimi-
Art. 260. tata previsti dall’articolo 2447-quinquies, terzo e quarto
Versamenti dei soci a responsabilità limitata comma, del codice civile.
1. Nella procedura di liquidazione giudiziale delle so- 3. Se risultano violate le regole di separatezza fra uno
cietà con soci a responsabilità limitata il giudice delegato o più patrimoni destinati costituiti dalla società e il patri-
può, su proposta del curatore, ingiungere con decreto ai monio della società medesima, il curatore può proporre
soci e ai precedenti titolari delle quote o delle azioni di l’azione sociale di responsabilità e l’azione dei creditori
eseguire i versamenti ancora dovuti, quantunque non sia sociali prevista dall’articolo 2394 del codice civile nei
scaduto il termine stabilito per il pagamento. confronti degli amministratori e dei componenti degli or-
gani di controllo della società.
2. Contro il decreto emesso a norma del comma 1, può
essere proposta opposizione ai sensi dell’articolo 645 del
codice di procedura civile. Art. 264.
Attribuzione al curatore dei poteri dell’assemblea
Art. 261.
Liquidazione giudiziale di società a responsabilità 1. Il curatore può compiere gli atti e le operazioni ri-
limitata: polizza assicurativa e fideiussione bancaria guardanti l’organizzazione e la struttura finanziaria della
società previsti nel programma di liquidazione, dandone
1. Nella procedura di liquidazione giudiziale di società adeguata e tempestiva informazione ai soci ed ai creditori
a responsabilità limitata il giudice delegato, ricorrendone della società. I soci, i creditori ed i terzi interessati posso-
i presupposti, può autorizzare il curatore ad escutere la no proporre reclamo ai sensi dell’articolo 133.

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2. Il programma di liquidazione può prevedere l’attri- 2. La domanda può essere presentata da un creditore
buzione al curatore, per determinati atti od operazioni, dei anche in pendenza di procedure esecutive individuali e,
poteri dell’assemblea dei soci. Le deliberazioni che non quando l’insolvenza riguardi l’imprenditore, dal pubblico
sono prese in conformità della legge o dell’atto costituti- ministero.
vo, possono essere impugnate con reclamo al tribunale ai 3. Non sono compresi nella liquidazione:
sensi dell’articolo 133. Si applicano, in quanto compati-
bili, gli articoli da 2377 a 2379-ter e l’articolo 2479-ter a) i crediti impignorabili ai sensi dell’articolo 545
del codice civile. del codice di procedura civile;
b) i crediti aventi carattere alimentare e di manteni-
Art. 265. mento, gli stipendi, le pensioni, i salari e ciò che il debi-
tore guadagna con la sua attività nei limiti, indicati dal
Proposta di concordato nella liquidazione giudiziale giudice, di quanto occorre al mantenimento suo e della
della società sua famiglia;
1. La proposta di concordato per la società sottoposta c) i frutti derivanti dall’usufrutto legale sui beni dei
a liquidazione giudiziale è sottoscritta da coloro che ne figli, i beni costituiti in fondo patrimoniale e i frutti di
hanno la rappresentanza sociale. essi, salvo quanto disposto dall’articolo 170 del codice
2. La proposta e le condizioni del concordato, salva civile;
diversa disposizione dell’atto costitutivo o dello statuto: d) le cose che non possono essere pignorate per di-
a) nelle società di persone, sono approvate dai soci sposizione di legge.
che rappresentano la maggioranza assoluta del capitale; 4. Il deposito della domanda sospende, ai soli effetti del
b) nelle società per azioni, in accomandita per azioni concorso, il corso degli interessi convenzionali o legali
e a responsabilità limitata, nonché nelle società coopera- fino alla chiusura della liquidazione, a meno che i crediti
tive, sono deliberate dagli amministratori. non siano garantiti da ipoteca, pegno o privilegio e salvo
3. In ogni caso, la decisione o la deliberazione di cui al quanto previsto dagli articoli 2749, 2788 e 2855, secondo
comma 2, lettera b), deve risultare da verbale redatto da e terzo comma, del codice civile.
notaio ed è depositata ed iscritta nel registro delle imprese
a norma dell’articolo 2436 del codice civile. Art. 269.
Domanda del debitore
Art. 266.
Effetti del concordato nella liquidazione giudiziale 1. Il ricorso può essere presentato personalmente dal
della società debitore, con l’assistenza dell’OCC.
2. Al ricorso deve essere allegata una relazione, redatta
1. Salvo patto contrario, il concordato della società ha dall’OCC, che esponga una valutazione sulla completez-
effetto anche con riguardo ai soci a responsabilità illimi- za e l’attendibilità della documentazione depositata a cor-
tata e fa cessare la procedura di liquidazione giudiziale redo della domanda e che illustri la situazione economica,
aperta nei loro confronti. patrimoniale e finanziaria del debitore.
2. Contro il decreto di chiusura della liquidazione giu- 3. L’OCC, entro sette giorni dal conferimento dell’in-
diziale aperta nei confronti del socio è ammesso reclamo carico da parte del debitore, ne dà notizia all’agente del-
a norma dell’articolo 124. la riscossione e agli uffici fiscali, anche degli enti loca-
li, competenti sulla base dell’ultimo domicilio fiscale
Art. 267. dell’istante.
Concordato del socio
Art. 270.
1. Nella procedura di liquidazione giudiziale di una so-
cietà con soci a responsabilità illimitata, ciascuno dei soci Apertura della liquidazione controllata
può proporre un concordato ai creditori sociali e partico-
lari concorrenti nella procedura di liquidazione giudiziale 1. Il tribunale, in assenza di domande di accesso alle
aperta nei suoi confronti. procedure di cui al titolo IV e verificati i presupposti di
cui agli articoli 268 e 269, dichiara con sentenza l’apertu-
ra della liquidazione controllata.
Capo IX
2. Con la sentenza il tribunale:
LIQUIDAZIONE CONTROLLATA DEL SOVRAINDEBITATO
a) nomina il giudice delegato;
b) nomina il liquidatore, confermando l’OCC di
Art. 268. cui all’articolo 269 o, per giustificati motivi, sceglien-
Liquidazione controllata dolo nell’elenco dei gestori della crisi di cui al decreto
del Ministro della giustizia 24 settembre 2014, n. 202. In
1. Il debitore in stato di sovraindebitamento può do- questo ultimo caso la scelta è effettuata di regola tra i ge-
mandare con ricorso al tribunale competente ai sensi stori residenti nel circondario del tribunale competente e
dell’articolo 27, comma 2, l’apertura di una procedura di l’eventuale deroga deve essere espressamente motivata e
liquidazione controllata dei suoi beni. comunicata al presidente del tribunale;

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c) ordina al debitore il deposito entro sette giorni dei Art. 271.


bilanci e delle scritture contabili e fiscali obbligatorie,
nonché dell’elenco dei creditori; Concorso di procedure
1. Se la domanda di liquidazione controllata è proposta
d) assegna ai terzi che vantano diritti sui beni del dai creditori o dal pubblico ministero e il debitore chiede
debitore e ai creditori risultanti dall’elenco depositato un l’accesso a una procedura di cui al capo II del titolo IV, il giu-
termine non superiore a sessanta giorni entro il quale, a dice concede un termine per l’integrazione della domanda.
pena di inammissibilità, devono trasmettere al liquidato-
re, a mezzo posta elettronica certificata, la domanda di 2. Nella pendenza del termine di cui al comma 1, non
restituzione, di rivendicazione o di ammissione al passi- può essere dichiarata aperta la liquidazione controllata e
vo, predisposta ai sensi dell’articolo 201; si applica l’ar- la relativa domanda è dichiarata improcedibile quando
ticolo 10, comma 3; sia aperta una procedura ai sensi del capo III del titolo
IV. Alla scadenza del termine di cui al comma 1, senza
e) ordina la consegna o il rilascio dei beni facenti che il debitore abbia integrato la domanda, ovvero in ogni
parte del patrimonio di liquidazione, salvo che non ri- caso di mancata apertura o cessazione delle procedure di
tenga, in presenza di gravi e specifiche ragioni, di auto- cui al capo III del titolo IV, il giudice provvede ai sensi
rizzare il debitore o il terzo a utilizzare alcuni di essi. Il dell’articolo 270, commi 1 e 2. Si applicano, in quanto
provvedimento è titolo esecutivo ed è posto in esecuzione compatibili, gli articoli da 51 a 55.
a cura del liquidatore;
Art. 272.
f) dispone l’inserimento della sentenza nel sito inter- Elenco dei creditori, inventario dei beni e programma
net del tribunale o del Ministero della giustizia. Nel caso di liquidazione
in cui il debitore svolga attività d’impresa, la pubblica-
zione è altresì effettuata presso il registro delle imprese; 1. Il liquidatore entro trenta giorni dalla comunicazio-
ne della sentenza aggiorna l’elenco dei creditori, ai quali
g) ordina, quando vi sono beni immobili o beni mo- notifica la sentenza ai sensi dell’articolo 270, comma 4. Il
bili registrati, la trascrizione della sentenza presso gli uf- termine di cui all’articolo 270, comma 2, lettera d), può
fici competenti. essere prorogato di trenta giorni.
2. Entro novanta giorni dall’apertura della liquidazione
3. Al liquidatore nominato dal tribunale ai sensi del controllata il liquidatore completa l’inventario dei beni
comma 2, lettera b), seconda parte, si applicano gli arti- del debitore e redige un programma in ordine a tempi
coli 35, comma 4-bis, 35.1 e 35.2 del decreto legislativo e modalità della liquidazione. Si applica l’articolo 213,
6 settembre 2011, n. 159. commi 3 e 4, in quanto compatibile. Il programma è de-
4. Gli adempimenti di cui al comma 2, lettere f) e g), positato in cancelleria ed approvato dal giudice delegato.
sono eseguiti a cura del liquidatore; la sentenza è notifi- 3. Il programma deve assicurare la ragionevole durata
cata al debitore, ai creditori e ai titolari di diritti sui beni della procedura.
oggetto di liquidazione.
Art. 273.
5. Si applicano l’articolo 143 in quanto compatibile e Formazione del passivo
gli articoli 150 e 151; per i casi non regolati dal presente
capo si applicano altresì, in quanto compatibili, le dispo- 1. Scaduti i termini per la proposizione delle domande
sizioni sul procedimento unitario di cui al titolo III. di cui all’articolo 270, comma 2, lettera d), il liquidatore
predispone un progetto di stato passivo, comprendente un
6. Se un contratto è ancora ineseguito o non compiu- elenco dei titolari di diritti sui beni mobili e immobili di
tamente eseguito nelle prestazioni principali da entrambe proprietà o in possesso del debitore, e lo comunica agli
le parti al momento in cui è aperta la procedura di liqui- interessati all’indirizzo di posta elettronica certificato in-
dazione controllata, l’esecuzione del contratto rimane dicato nella domanda. In mancanza della predetta indica-
sospesa fino a quando il liquidatore, sentito il debitore, zione, il provvedimento si intende comunicato mediante
dichiara di subentrare nel contratto in luogo del predetto deposito in cancelleria.
debitore, assumendo, a decorrere dalla data del subentro,
tutti i relativi obblighi, ovvero di sciogliersi dal medesi- 2. Entro quindici giorni possono essere proposte os-
mo salvo che, nei contratti ad effetti reali, sia già avve- servazioni, con le stesse modalità della domanda di cui
nuto il trasferimento del diritto. Il contraente può mettere all’articolo 270, comma 2, lettera d).
in mora il liquidatore, facendogli assegnare dal giudice 3. In assenza di osservazioni, il liquidatore forma lo
delegato un termine non superiore a sessanta giorni, de- stato passivo, lo deposita in cancelleria e ne dispone l’in-
corso il quale il contratto si intende sciolto. In caso di serimento nel sito web del tribunale o del Ministero della
prosecuzione del contratto, sono prededucibili soltanto i giustizia.
crediti maturati nel corso della procedura. In caso di scio- 4. Quando sono formulate osservazioni che il liqui-
glimento del contratto, il contraente ha diritto di far valere datore ritiene fondate, predispone, entro quindici giorni
nel passivo della liquidazione controllata il credito conse- successivi alla scadenza del termine di cui al comma 2,
guente al mancato adempimento, senza che gli sia dovuto un nuovo progetto di stato passivo che comunica ai sensi
risarcimento del danno. del comma 1.

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5. In presenza di contestazioni non superabili ai sensi del di un progetto di riparto da comunicare al debitore e ai
comma 4, il liquidatore rimette gli atti al giudice delegato, creditori, con termine non superiore a giorni quindici per
il quale provvede alla definitiva formazione del passivo osservazioni. In assenza di contestazioni, comunica il
con decreto motivato, pubblicato ai sensi del comma 3. progetto di riparto al giudice che senza indugio ne auto-
6. Contro il decreto può essere proposto reclamo da- rizza l’esecuzione.
vanti al collegio, di cui non può far parte il giudice dele- 6. Se sorgono contestazioni sul progetto di riparto,
gato. Il procedimento si svolge senza formalità, assicu- il liquidatore verifica la possibilità di componimento
rando il rispetto del contraddittorio. e vi apporta le modifiche che ritiene opportune. Al-
trimenti rimette gli atti al giudice delegato, il quale
Art. 274. provvede con decreto motivato, reclamabile ai sensi
Azioni del liquidatore dell’articolo 124.

1. Il liquidatore, autorizzato dal giudice delegato, eser- Art. 276.


cita o se pendente, prosegue, ogni azione prevista dalla Chiusura della procedura
legge finalizzata a conseguire la disponibilità dei beni
compresi nel patrimonio del debitore e ogni azione diretta 1. La procedura si chiude con decreto.
al recupero dei crediti. 2. Con decreto di chiusura, il giudice, su istanza del li-
2. Il liquidatore, sempre con l’autorizzazione del giu- quidatore, autorizza il pagamento del compenso liquidato
dice delegato, esercita o, se pendenti, prosegue le azioni ai sensi dell’articolo 275, comma 3 e lo svincolo delle
dirette a far dichiarare inefficaci gli atti compiuti dal de- somme eventualmente accantonate.
bitore in pregiudizio dei creditori, secondo le norme del
codice civile. Art. 277.
3. Il giudice delegato autorizza il liquidatore ad eserci-
tare o proseguire le azioni di cui ai commi 1 e 2, quando è Creditori posteriori
utile per il miglior soddisfacimento dei creditori. 1. I creditori con causa o titolo posteriore al momento
dell’esecuzione della pubblicità di cui all’articolo 270,
Art. 275. comma 2, lettera f), non possono procedere esecutiva-
Esecuzione del programma di liquidazione mente sui beni oggetto di liquidazione.
2. I crediti sorti in occasione o in funzione della liqui-
1. Il programma di liquidazione è eseguito dal liqui- dazione sono soddisfatti con preferenza rispetto agli altri,
datore, che ogni sei mesi ne riferisce al giudice delegato. con esclusione di quanto ricavato dalla liquidazione dei
Il mancato deposito delle relazioni semestrali costituisce beni oggetto di pegno e ipoteca per la parte destinata ai
causa di revoca dell’incarico ed è valutato ai fini della creditori garantiti.
liquidazione del compenso.
2. Il liquidatore ha l’amministrazione dei beni che
compongono il patrimonio di liquidazione. Si applicano Capo X
le disposizioni sulle vendite nella liquidazione giudiziale, ESDEBITAZIONE
in quanto compatibili. Eseguita la vendita e riscosso inte-
ramente il prezzo, il giudice ordina la cancellazione delle
iscrizioni relative ai diritti di prelazione, delle trascrizioni Sezione I
dei pignoramenti e dei sequestri conservativi nonché di CONDIZIONI E PROCEDIMENTO DELLA ESDEBITAZIONE
ogni altro vincolo. NELLA LIQUIDAZIONE GIUDIZIALE E NELLA LIQUIDAZIONE
3. Terminata l’esecuzione, il liquidatore presenta al CONTROLLATA
giudice il rendiconto. Il giudice verifica la conformità
degli atti dispositivi al programma di liquidazione e, se
approva il rendiconto, procede alla liquidazione del com- Art. 278.
penso del liquidatore. Oggetto e ambito di applicazione
4. Il giudice, se non approva il rendiconto, indica gli
atti necessari al completamento della liquidazione ovve- 1. L’esdebitazione consiste nella liberazione dai debiti
ro le opportune rettifiche ed integrazioni del rendiconto, e comporta la inesigibilità dal debitore dei crediti rimasti
nonché un termine per il loro compimento. Se le prescri- insoddisfatti nell’ambito di una procedura concorsuale
zioni non sono adempiute nel termine, anche prorogato, che prevede la liquidazione dei beni.
il giudice provvede alla sostituzione del liquidatore e nel- 2. Nei confronti dei creditori per fatto o causa anterio-
la liquidazione del compenso tiene conto della diligenza ri che non hanno partecipato al concorso l’esdebitazione
prestata, con possibilità di escludere in tutto o in parte il opera per la sola parte eccedente la percentuale attribuita
compenso stesso. nel concorso ai creditori di pari grado.
5. Il liquidatore provvede alla distribuzione delle som- 3. Possono accedere all’esdebitazione, secondo le nor-
me ricavate dalla liquidazione secondo l’ordine di pre- me del presente capo, tutti i debitori di cui all’articolo 1,
lazione risultante dallo stato passivo, previa formazione comma 1.

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4. Se il debitore è una società o altro ente, le condizio- Art. 281.


ni stabilite nell’articolo 280 devono sussistere anche nei
confronti dei soci illimitatamente responsabili e dei legali Procedimento
rappresentanti, con riguardo agli ultimi tre anni anteriori 1. Il tribunale, contestualmente alla pronuncia del de-
alla domanda cui sia seguita l’apertura di una procedura creto di chiusura della procedura, sentiti gli organi della
liquidatoria. stessa e verificata la sussistenza delle condizioni di cui
5. L’esdebitazione della società ha efficacia nei con- agli articoli 278, 279 e 280, dichiara inesigibili nei con-
fronti dei soci illimitatamente responsabili. fronti del debitore i debiti concorsuali non soddisfatti.
6. Sono salvi i diritti vantati dai creditori nei confronti 2. Allo stesso modo il tribunale provvede, su istanza
dei coobbligati e dei fideiussori del debitore, nonché de- del debitore, quando siano decorsi almeno tre anni dal-
gli obbligati in via di regresso. la data in cui è stata aperta la procedura di liquidazione
7. Restano esclusi dall’esdebitazione: giudiziale.
3. Ai fini di cui ai commi 1 e 2, il curatore dà atto, nei
a) gli obblighi di mantenimento e alimentari; rapporti riepilogativi di cui all’articolo 130, dei fatti rile-
b) i debiti per il risarcimento dei danni da fatto ille- vanti per la concessione o il diniego del beneficio.
cito extracontrattuale, nonché le sanzioni penali e ammi- 4. Il decreto del tribunale è comunicato agli organi della
nistrative di carattere pecuniario che non siano accessorie procedura, al pubblico ministero, al debitore e ai creditori
a debiti estinti. ammessi al passivo non integralmente soddisfatti, i quali
possono proporre reclamo a norma dell’articolo 124; il
Art. 279. termine per proporre reclamo è di trenta giorni.
Condizioni temporali di accesso 5. L’esdebitazione non ha effetti sui giudizi in corso
e sulle operazioni liquidatorie, anche se posteriori alla
1. Salvo il disposto dell’articolo 280, il debitore ha chiusura della liquidazione giudiziale disposta a norma
diritto a conseguire l’esdebitazione decorsi tre anni dell’articolo 234.
dall’apertura della procedura di liquidazione o al momen- 6. Quando dall’esito dei predetti giudizi e operazioni
to della chiusura della procedura, se antecedente. deriva un maggior riparto a favore dei creditori, l’esde-
2. Il termine di cui al comma 1 è ridotto a due anni bitazione ha effetto solo per la parte definitivamente non
quando il debitore ha tempestivamente proposto istanza soddisfatta.
di composizione assistita della crisi.
Sezione II
Art. 280. ESDEBITAZIONE DEL SOVRAINDEBITATO
Condizioni per l’esdebitazione
Art. 282.
1. Il debitore è ammesso al beneficio della liberazione
dai debiti a condizione che: Esdebitazione di diritto
a) non sia stato condannato con sentenza passata in 1. Per le procedure di liquidazione controllata, l’esde-
giudicato per bancarotta fraudolenta o per delitti contro bitazione opera di diritto a seguito del provvedimento
l’economia pubblica, l’industria e il commercio, o altri di chiusura o anteriormente, decorsi tre anni dalla sua
delitti compiuti in connessione con l’esercizio dell’attivi- apertura, ed è dichiarata con decreto motivato del tri-
tà d’impresa, salvo che per essi sia intervenuta la riabilita- bunale, iscritto al registro delle imprese su richiesta del
zione. Se è in corso il procedimento penale per uno di tali cancelliere.
reati o v’è stata applicazione di una delle misure di pre-
venzione di cui al decreto legislativo 6 settembre 2011, 2. Restano ferme le preclusioni di cui all’articolo 280,
n. 159, il beneficio può essere riconosciuto solo all’esito comma 1, lettera a), e, per il consumatore, anche quella di
del relativo procedimento; cui all’articolo 69, comma 1.
b) non abbia distratto l’attivo o esposto passività 3. Il provvedimento di cui al comma 1 è comunicato al
insussistenti, cagionato o aggravato il dissesto rendendo pubblico ministero e ai creditori, i quali possono proporre
gravemente difficoltosa la ricostruzione del patrimonio reclamo a norma dell’articolo 124; il termine per proporre
e del movimento degli affari o fatto ricorso abusivo al reclamo è di trenta giorni.
credito;
Art. 283.
c) non abbia ostacolato o rallentato lo svolgimento
della procedura e abbia fornito agli organi ad essa prepo- Debitore incapiente
sti tutte le informazioni utili e i documenti necessari per il
suo buon andamento; 1. Il debitore persona fisica meritevole, che non sia
in grado di offrire ai creditori alcuna utilità, diretta o
d) non abbia beneficiato di altra esdebitazione indiretta, nemmeno in prospettiva futura, può accedere
nei cinque anni precedenti la scadenza del termine per all’esdebitazione solo per una volta, fatto salvo l’obbligo
l’esdebitazione; di pagamento del debito entro quattro anni dal decreto
e) non abbia già beneficiato dell’esdebitazione per del giudice laddove sopravvengano utilità rilevanti che
due volte. consentano il soddisfacimento dei creditori in misura non

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inferiore al dieci per cento. Non sono considerate utilità, 9. L’OCC, nei quattro anni successivi al deposito del
ai sensi del periodo precedente, i finanziamenti, in qual- decreto che concede l’esdebitazione, vigila sulla tempe-
siasi forma erogati. stività del deposito della dichiarazione di cui al comma 7
2. La valutazione di rilevanza di cui al comma 1 deve e, se il giudice ne fa richiesta, compie le verifiche neces-
essere condotta su base annua, dedotte le spese di produ- sarie per accertare l’esistenza di sopravvenienze rilevanti
zione del reddito e quanto occorrente al mantenimento ai sensi dei commi 1 e 2.
del debitore e della sua famiglia in misura pari all’as-
segno sociale aumentato della metà moltiplicato per un TITOLO VI
parametro corrispondente al numero dei componenti il
nucleo familiare della scala di equivalenza dell’ISEE di DISPOSIZIONI RELATIVE AI GRUPPI DI IMPRESE
cui al decreto del Presidente del Consiglio dei ministri del
5 dicembre 2013, n. 159.
Capo I
3. La domanda di esdebitazione è presentata tramite
l’OCC al giudice competente, unitamente alla seguente REGOLAZIONE DELLA CRISI O INSOLVENZA DEL GRUPPO
documentazione:
a) l’elenco di tutti i creditori, con l’indicazione delle Art. 284.
somme dovute;
b) l’elenco degli atti di straordinaria amministrazio- Concordato, accordi di ristrutturazione e piano attestato
ne compiuti negli ultimi cinque anni; di gruppo
c) la copia delle dichiarazioni dei redditi degli ultimi 1. Più imprese in stato di crisi o di insolvenza apparte-
tre anni; nenti al medesimo gruppo e aventi ciascuna il centro degli
d) l’indicazione degli stipendi, delle pensioni, dei sa- interessi principali nello Stato italiano possono proporre
lari e di tutte le altre entrate del debitore e del suo nucleo con un unico ricorso la domanda di accesso al concordato
familiare. preventivo di cui all’articolo 40 con un piano unitario o
4. Alla domanda deve essere allegata una relazione con piani reciprocamente collegati e interferenti.
particolareggiata dell’OCC, che comprende: 2. Parimenti può essere proposta con un unico ricorso,
a) l’indicazione delle cause dell’indebitamento e da più imprese appartenenti al medesimo gruppo e aventi
della diligenza impiegata dal debitore nell’assumere le tutte il proprio centro degli interessi principali nello Stato
obbligazioni; italiano, la domanda di accesso alla procedura di omolo-
b) l’esposizione delle ragioni dell’incapacità del de- gazione di accordi di ristrutturazione dei debiti, ai sensi
bitore di adempiere le obbligazioni assunte; degli articoli 57, 60 e 61.
c) l’indicazione della eventuale esistenza di atti del 3. Resta ferma l’autonomia delle rispettive masse atti-
debitore impugnati dai creditori; ve e passive.
d) la valutazione sulla completezza ed attendibi- 4. La domanda proposta ai sensi dei commi 1 e 2 deve
lità della documentazione depositata a corredo della contenere l’illustrazione delle ragioni di maggiore con-
domanda. venienza, in funzione del migliore soddisfacimento dei
creditori delle singole imprese, della scelta di presentare
5. L’OCC, nella relazione, deve indicare anche se il un piano unitario ovvero piani reciprocamente collegati
soggetto finanziatore, ai fini della concessione del finan- e interferenti invece di un piano autonomo per ciascuna
ziamento, abbia tenuto conto del merito creditizio del impresa. Essa deve inoltre fornire informazioni analitiche
debitore, valutato in relazione al suo reddito disponibile, sulla struttura del gruppo e sui vincoli partecipativi o con-
dedotto l’importo necessario a mantenere un dignitoso te- trattuali esistenti tra le imprese e indicare il registro delle
nore di vita; a tal fine si ritiene idonea una quantificazione imprese o i registri delle imprese in cui è stata effettuata
non inferiore a quella indicata al comma 2. la pubblicità ai sensi dell’articolo 2497-bis del codice ci-
6. I compensi dell’OCC sono ridotti della metà. vile. Il bilancio consolidato di gruppo, ove redatto, deve
7. Il giudice, assunte le informazioni ritenute utili, va- essere allegato al ricorso unitamente alla documentazio-
lutata la meritevolezza del debitore e verificata, a tal fine, ne prevista, rispettivamente, per l’accesso al concordato
l’assenza di atti in frode e la mancanza di dolo o colpa preventivo o agli accordi di ristrutturazione. Si applica
grave nella formazione dell’indebitamento, concede con l’articolo 289.
decreto l’esdebitazione, indicando le modalità e il termi- 5. Il piano unitario o i piani reciprocamente collegati
ne entro il quale il debitore deve presentare, a pena di re- e interferenti, rivolti ai rispettivi creditori, aventi il con-
voca del beneficio, ove positiva, la dichiarazione annuale tenuto indicato nell’articolo 56, comma 2, devono essere
relativa alle sopravvenienze rilevanti ai sensi dei commi idonei a consentire il risanamento dell’esposizione debi-
1 e 2. toria di ciascuna impresa e ad assicurare il riequilibrio
8. Il decreto è comunicato al debitore e ai creditori, i complessivo della situazione finanziaria di ognuna. Un
quali possono proporre opposizione nel termine di tren- professionista indipendente attesta la veridicità dei dati
ta giorni. Decorsi trenta giorni dall’ultima delle comu- aziendali e la fattibilità del piano o i piani. Su richiesta
nicazioni, il giudice, instaurato nelle forme ritenute più delle imprese debitrici, il piano o i piani sono pubblicati
opportune il contraddittorio tra i creditori opponenti ed nel registro delle imprese o i registri delle imprese in cui
il debitore, conferma o revoca il decreto. La decisione è è stata effettuata la pubblicità ai sensi dell’articolo 2497-
soggetta a reclamo ai sensi dell’articolo 50. bis del codice civile. Si applica l’articolo 289.

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Art. 285. 2. Il tribunale, se accoglie il ricorso, nomina un unico


giudice delegato e un unico commissario giudiziale per
Contenuto del piano o dei piani di gruppo e azioni a tutte le imprese del gruppo e dispone il deposito di un
tutela dei creditori e dei soci unico fondo per le spese di giustizia.
1. Il piano concordatario o i piani concordatari di grup- 3. I costi della procedura sono ripartiti fra le imprese
po possono prevedere la liquidazione di alcune imprese e del gruppo in proporzione delle rispettive masse attive.
la continuazione dell’attività di altre imprese del gruppo. 4. Il commissario giudiziale, con l’autorizzazione del
Si applica tuttavia la sola disciplina del concordato in con- giudice, può richiedere alla Commissione nazionale per
tinuità quando, confrontando i flussi complessivi derivan- le società e la borsa - Consob o a qualsiasi altra pubblica
ti dalla continuazione dell’attività con i flussi complessivi autorità informazioni utili ad accertare l’esistenza di col-
derivanti dalla liquidazione, risulta che i creditori delle legamenti di gruppo e alle società fiduciarie le generalità
imprese del gruppo sono soddisfatti in misura prevalente degli effettivi titolari di diritti sulle azioni o sulle quote ad
dal ricavato prodotto dalla continuità aziendale diretta o esse intestate. Le informazioni sono fornite entro quindici
indiretta, ivi compresa la cessione del magazzino. giorni dalla richiesta.
2. Il piano o i piani concordatari possono altresì pre- 5. I creditori di ciascuna delle imprese che hanno pro-
vedere operazioni contrattuali e riorganizzative, inclusi i posto la domanda di accesso al concordato di gruppo,
trasferimenti di risorse infragruppo, purché un professio- suddivisi per classi qualora tale suddivisione sia prevista
nista indipendente attesti che dette operazioni sono neces- dalla legge o dal piano, votano in maniera contestuale e
sarie ai fini della continuità aziendale per le imprese per separata sulla proposta presentata dalla società loro de-
le quali essa è prevista nel piano e coerenti con l’obiettivo bitrice. Il concordato di gruppo è approvato quando le
del miglior soddisfacimento dei creditori di tutte le im- proposte delle singole imprese del gruppo sono approvate
prese del gruppo. dalla maggioranza prevista dall’articolo 109.
3. Gli effetti pregiudizievoli delle operazioni di cui 6. Sono escluse dal voto le imprese del gruppo tito-
al comma 1 possono essere contestati dai creditori dis- lari di crediti nei confronti dell’impresa ammessa alla
senzienti appartenenti a una classe dissenziente o, nel procedura.
caso di mancata formazione delle classi, dai creditori
dissenzienti che rappresentano almeno il venti per cento 7. Il concordato di gruppo omologato non può essere
dei crediti ammessi al voto con riguardo ad una singo- risolto o annullato quando i presupposti per la risoluzione
la società, attraverso l’opposizione all’omologazione del o l’annullamento si verifichino soltanto rispetto a una o
concordato di gruppo. I creditori non aderenti possono ad alcune imprese del gruppo, a meno che ne risulti signi-
proporre opposizione all’omologazione degli accordi di ficativamente compromessa l’attuazione del piano anche
ristrutturazione. nei confronti delle altre imprese.
4. Il tribunale omologa il concordato o gli accordi di
ristrutturazione qualora ritenga, sulla base di una valu- Capo II
tazione complessiva del piano o dei piani collegati, che PROCEDURA UNITARIA DI LIQUIDAZIONE GIUDIZIALE
i creditori possano essere soddisfatti in misura non infe-
riore a quanto ricaverebbero dalla liquidazione giudiziale
della singola società. Art. 287.
5. I soci possono far valere il pregiudizio arrecato Liquidazione giudiziale di gruppo
alle rispettive società dalle operazioni di cui al comma 1
esclusivamente attraverso l’opposizione all’omologa- 1. Più imprese in stato di insolvenza, appartenenti al
zione del concordato di gruppo. Il tribunale omologa il medesimo gruppo e aventi ciascuna il centro degli inte-
concordato se esclude la sussistenza di un pregiudizio in ressi principali nello Stato italiano, possono essere as-
considerazione dei vantaggi compensativi derivanti alle soggettate, in accoglimento di un unico ricorso, dinanzi
singole società dal piano di gruppo. ad un unico tribunale, a una procedura di liquidazione
giudiziale unitaria quando risultino opportune forme di
Art. 286. coordinamento nella liquidazione degli attivi, in funzione
dell’obiettivo del migliore soddisfacimento dei creditori
Procedimento di concordato di gruppo delle diverse imprese del gruppo, ferma restando l’auto-
nomia delle rispettive masse attive e passive. A tal fine
1. Se le diverse imprese del gruppo hanno il proprio
il tribunale tiene conto dei preesistenti reciproci collega-
centro degli interessi principali in circoscrizioni giudizia-
rie diverse, è competente il tribunale individuato ai sensi menti di natura economica o produttiva, della composi-
dell’articolo 27 in relazione al centro degli interessi prin- zione dei patrimoni delle diverse imprese e della presenza
cipali della società o ente o persona fisica che, in base alla dei medesimi amministratori.
pubblicità prevista dall’articolo 2497-bis del codice civi- 2. In tal caso, il tribunale nomina, salvo che sussistano
le, esercita l’attività di direzione e coordinamento oppure, specifiche ragioni, un unico giudice delegato, un unico
in mancanza, dell’impresa che presenta la maggiore espo- curatore, un comitato dei creditori per ciascuna impresa
sizione debitoria in base all’ultimo bilancio approvato. del gruppo.

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3. Nel programma di liquidazione il curatore illustra le Capo IV


modalità del coordinamento nella liquidazione degli atti- NORME COMUNI
vi delle diverse imprese. Le spese generali della procedu-
ra sono imputate alle imprese del gruppo in proporzione
delle rispettive masse attive. Art. 290.
4. Se le diverse imprese del gruppo hanno il proprio Azioni di inefficacia fra imprese del gruppo
centro degli interessi principali in circoscrizioni giudi-
ziarie diverse, il tribunale competente è quello dinanzi al 1. Nei confronti delle imprese appartenenti al medesi-
quale è stata depositata la prima domanda di liquidazione mo gruppo possono essere promosse dal curatore, sia nel
giudiziale. Qualora la domanda di accesso alla procedura caso di apertura di una procedura unitaria, sia nel caso
sia presentata contemporaneamente da più imprese del- di apertura di una pluralità di procedure, azioni dirette a
lo stesso gruppo, è competente il tribunale individuato ai conseguire la dichiarazione di inefficacia di atti e contrat-
sensi dell’articolo 27, in relazione al centro degli interessi ti posti in essere nei cinque anni antecedenti il deposito
principali della società o ente o persona fisica che, in base dell’istanza di liquidazione giudiziale, che abbiano avu-
alla pubblicità prevista dall’articolo 2497-bis del codice to l’effetto di spostare risorse a favore di un’altra impre-
civile, esercita l’attività di direzione e coordinamento sa del gruppo con pregiudizio dei creditori, fatto salvo
oppure, in mancanza, dell’impresa che presenta la più il disposto dell’articolo 2497, primo comma, del codice
elevata esposizione debitoria in base all’ultimo bilancio civile.
approvato. 2. Spetta alla società beneficiaria provare di non essere
5. Quando ravvisa l’insolvenza di un’impresa del grup- stata a conoscenza del carattere pregiudizievole dell’atto
po non ancora assoggettata alla procedura di liquidazio- o del contratto.
ne giudiziale, il curatore designato ai sensi del comma 2, 3. Il curatore della procedura di liquidazione giudizia-
segnala tale circostanza agli organi di amministrazione e le aperta nei confronti di una società appartenente ad un
controllo ovvero promuove direttamente l’accertamento gruppo può esercitare, nei confronti delle altre società del
dello stato di insolvenza di detta impresa. gruppo, l’azione revocatoria prevista dall’articolo 166 de-
gli atti compiuti dopo il deposito della domanda di aper-
Art. 288. tura della liquidazione giudiziale o, nei casi di cui all’ar-
ticolo 166, comma 1, lettere a) e b), nei due anni anteriori
Procedure concorsuali autonome di imprese al deposito della domanda o nell’anno anteriore, nei casi
appartenenti allo stesso gruppo di cui all’articolo 166, comma 1, lettere c) e d).
1. Nel caso in cui più imprese appartenenti a un me-
desimo gruppo siano assoggettate a separate procedure Art. 291.
di liquidazione giudiziale ovvero a separate procedure di Azioni di responsabilità e denuncia di gravi irregolarità
concordato preventivo, eventualmente dinanzi a tribunali di gestione nei confronti di imprese del gruppo
diversi, gli organi di gestione delle diverse procedure coo-
perano per facilitare la gestione efficace di tali procedure. 1. Il curatore, sia nel caso di apertura di una procedura
unitaria, sia nel caso di apertura di una pluralità di proce-
Capo III dure, è legittimato ad esercitare le azioni di responsabilità
previste dall’articolo 2497 del codice civile.
PROCEDURE DI REGOLAZIONE DELLA CRISI O DELL’INSOLVENZA
DI IMPRESE APPARTENENTI AD UN GRUPPO
2. Il curatore è altresì legittimato a proporre, nei con-
fronti di amministratori e sindaci delle società del gruppo
non assoggettate alla procedura di liquidazione giudizia-
Art. 289. le, la denuncia di cui all’articolo 2409 del codice civile.
Domanda di accesso e obblighi di informazione e Art. 292.
collaborazione
Postergazione del rimborso dei crediti da finanziamenti
1. La domanda di accesso a procedure di regolazione infragruppo
della crisi o dell’insolvenza presentata da un’impresa ap-
partenente ad un gruppo deve contenere informazioni ana- 1. I crediti che la società o l’ente o la persona fisica
litiche sulla struttura del gruppo e sui vincoli partecipativi esercente l’attività di direzione e o coordinamento vanta,
o contrattuali esistenti tra le società e imprese e indicare anche a seguito di escussione di garanzie, nei confronti
il registro delle imprese o i registri delle imprese in cui è delle imprese sottoposte a direzione e coordinamento, o
stata effettuata la pubblicità ai sensi dell’articolo 2497- che queste ultime vantano nei confronti dei primi sulla
bis del codice civile. L’impresa deve, inoltre, depositare il base di rapporti di finanziamento contratti dopo il depo-
bilancio consolidato di gruppo, ove redatto. In ogni caso sito della domanda che ha dato luogo all’apertura della
il tribunale ovvero, successivamente, il curatore o il com- liquidazione giudiziale o nell’anno anteriore, sono poster-
missario giudiziale possono, al fine di accertare l’esisten- gati rispetto al soddisfacimento degli altri creditori. Se
za di collegamenti di gruppo, richiedere alla CONSOB o tali crediti sono stati rimborsati nell’anno anteriore alla
a qualsiasi altra pubblica autorità e alle società fiduciarie domanda che ha dato luogo all’apertura della liquidazio-
le generalità degli effettivi titolari di diritti sulle azioni o ne giudiziale, si applica l’articolo 164.
sulle quote ad esse intestate. Le informazioni sono fornite 2. La disposizione di cui al comma 1, primo periodo,
entro quindici giorni dalla richiesta. non si applica ai finanziamenti previsti dall’articolo 102.

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TITOLO VII Art. 297.


LIQUIDAZIONE COATTA AMMINISTRATIVA Accertamento giudiziario dello stato di insolvenza
anteriore alla liquidazione coatta amministrativa
Capo I 1. Salva diversa disposizione delle leggi speciali, se
NATURA E NORME APPLICABILI un’impresa soggetta a liquidazione coatta amministrati-
va con esclusione della liquidazione giudiziale si trova
in stato di insolvenza, il tribunale del luogo in cui essa ha
Art. 293. il centro degli interessi principali, su ricorso di uno o più
Disciplina applicabile e presupposti creditori o dell’autorità che ha la vigilanza sull’impresa o
di questa stessa, dichiara tale stato con sentenza.
1. La liquidazione coatta amministrativa è il procedi- 2. Il trasferimento del centro degli interessi principali
mento concorsuale amministrativo che si applica nei casi intervenuto nell’anno antecedente il deposito della do-
espressamente previsti dalla legge. manda per la dichiarazione dello stato di insolvenza non
2. La legge determina le imprese soggette a liquidazio- rileva ai fini della competenza.
ne coatta amministrativa, i casi per i quali la liquidazio- 3. Con la stessa sentenza o con successivo decreto, il
ne coatta amministrativa può essere disposta e l’autorità tribunale adotta i provvedimenti conservativi che ritenga
competente a disporla. opportuni nell’interesse dei creditori fino all’inizio della
procedura di liquidazione.
Art. 294.
4. Prima di provvedere il tribunale deve sentire il debi-
Rinvio alle norme speciali tore, con le modalità di cui all’articolo 40 e l’autorità che
ha la vigilanza sull’impresa.
1. La liquidazione coatta amministrativa è regolata dal-
le disposizioni del presente titolo, salvo che le leggi spe- 5. La sentenza è comunicata entro tre giorni, a norma
ciali dispongano diversamente. dell’articolo 136 del codice di procedura civile, all’au-
torità competente perché disponga la liquidazione o, se
2. I rinvii al regio decreto 16 marzo 1942, n. 267 con- ne ritiene sussistenti i presupposti, l’avvio della risolu-
tenuti in leggi speciali in materia di liquidazione coatta zione ai sensi del decreto di recepimento della direttiva
amministrativa si intendono fatti alle disposizioni del 2014/59/UE. Essa è inoltre notificata, e resa pubblica a
presente codice della crisi e dell’insolvenza e secondo le norma dell’articolo 45.
norme di coordinamento.
6. Contro la sentenza può essere proposto reclamo da
3. Le disposizioni di questo titolo non si applicano agli qualunque interessato, a norma dell’articolo 51.
enti pubblici.
7. Il tribunale che respinge il ricorso per la dichiarazio-
ne d’insolvenza provvede con decreto motivato. Contro
Capo II il decreto è ammesso reclamo a norma dell’articolo 50.
PROCEDIMENTO 8. Il tribunale provvede su istanza del commissario
giudiziale alla dichiarazione d’insolvenza a norma del
Art. 295. presente articolo quando nel corso della procedura di con-
cordato preventivo di un’impresa soggetta a liquidazione
Liquidazione coatta amministrativa e liquidazione coatta amministrativa, con esclusione della liquidazione
giudiziale giudiziale, si verifica la cessazione della procedura e sus-
siste lo stato di insolvenza. Si applica, in ogni caso, il
1. Le imprese soggette a liquidazione coatta ammini- procedimento di cui al comma 4.
strativa non sono soggette a liquidazione giudiziale, salvo
che la legge diversamente disponga. 9. Le disposizioni di questo articolo non si applicano
2. Quando la legge ammette la procedura di liquidazio- agli enti pubblici.
ne coatta amministrativa e quella di liquidazione giudi-
ziale, la dichiarazione di apertura della liquidazione giu- Art. 298.
diziale preclude la liquidazione coatta amministrativa e il Accertamento giudiziario dello stato d’insolvenza
provvedimento che ordina la liquidazione coatta ammini- successivo alla liquidazione coatta amministrativa
strativa preclude l’apertura della liquidazione giudiziale.
1. Se l’impresa, al tempo in cui è stata ordinata la li-
Art. 296. quidazione, si trovava in stato d’insolvenza e questa non
è stata preventivamente dichiarata a norma dell’artico-
Rapporti tra concordato preventivo e liquidazione coatta lo 297, il tribunale del luogo in cui essa ha il centro degli
amministrativa interessi principali, su ricorso del commissario liquidato-
1. Se la legge non dispone diversamente, le imprese re o del pubblico ministero, accerta tale stato con senten-
soggette a liquidazione coatta amministrativa possono za in camera di consiglio, anche se la liquidazione è stata
essere sempre ammesse alla procedura di concordato pre- disposta per insufficienza di attivo.
ventivo, osservato, per le imprese non assoggettabili a li- 2. Si applicano le norme dell’articolo 297, commi 3,
quidazione giudiziale, l’articolo 297, comma 8. 4, 5, 6 e 7.

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3. Restano salve le diverse disposizioni delle leggi 3. Si applicano al commissario liquidatore le disposi-
speciali relative all’accertamento dello stato di insol- zioni degli articoli 129, 134 e 136, comma 1, intendendo-
venza successivo all’apertura della liquidazione coatta si sostituiti nei poteri del tribunale e del giudice delegato
amministrativa. quelli dell’autorità che vigila sulla liquidazione.

Art. 299. Art. 303.


Effetti dell’accertamento giudiziario dello stato Effetti del provvedimento di liquidazione
d’insolvenza
1. Dalla data del provvedimento che ordina la liquida-
1. Accertato giudizialmente lo stato d’insolvenza a nor- zione si applicano gli articoli 142, 144, 145, 146 e 147 e
ma degli articoli 297 e 298, sono applicabili, con effetto se l’impresa è una persona giuridica, cessano le funzioni
dalla data del provvedimento che ha accertato lo stato di delle assemblee e degli organi di amministrazione e di
insolvenza, le disposizioni del titolo V, capo I, sezione controllo, salvo il caso previsto dall’articolo 314.
IV, anche nei riguardi dei soci a responsabilità illimitata, 2. Nelle controversie anche in corso, relative a rappor-
sostituito al deposito della domanda di apertura della li- ti di diritto patrimoniale, sta in giudizio il commissario
quidazione giudiziale il deposito della domanda per l’ac- liquidatore.
certamento dello stato di insolvenza.
2. L’esercizio delle azioni di revoca degli atti compiuti Art. 304.
in frode dei creditori compete al commissario liquidato-
re. Il termine di decadenza di cui all’articolo 170 decorre Effetti della liquidazione per i creditori e sui rapporti
dalla data del provvedimento di nomina del commissario giuridici preesistenti
liquidatore, se successivo al provvedimento che accerta
lo stato di insolvenza. 1. Dalla data del provvedimento che ordina la liqui-
dazione si applicano le disposizioni del titolo V, capo I,
3. Il commissario liquidatore presenta al pubblico mi- sezioni III e V e le disposizioni dell’articolo 165.
nistero la relazione prevista dall’articolo 130.
2. Si intendono sostituiti nei poteri del tribunale e del
Art. 300. giudice delegato l’autorità amministrativa che vigila sulla
liquidazione, nei poteri del curatore il commissario liqui-
Provvedimento di liquidazione datore e, in quelli del comitato dei creditori, il comitato
di sorveglianza.
1. Il provvedimento che ordina la liquidazione, entro
dieci giorni dalla sua data, è pubblicato integralmente, Art. 305.
a cura dell’autorità che lo ha emanato, nella Gazzetta
Ufficiale della Repubblica italiana ed è comunicato per Commissario liquidatore
l’iscrizione all’ufficio del registro delle imprese, salve le
altre forme di pubblicità disposte nel provvedimento. 1. Il commissario liquidatore procede a tutte le opera-
zioni della liquidazione secondo le direttive dell’autorità
Art. 301. che vigila sulla liquidazione e sotto il controllo del comi-
tato di sorveglianza.
Organi della liquidazione coatta amministrativa 2. Il commissario prende in consegna i beni compresi
1. Con il provvedimento che ordina la liquidazione o nella liquidazione, le scritture contabili e gli altri docu-
con altro successivo viene nominato un commissario li- menti dell’impresa o dell’ente richiedendo, ove occorra,
quidatore. È altresì nominato un comitato di sorveglianza l’assistenza di un notaio.
di tre membri o cinque membri, scelti fra persone parti- 3. Il commissario forma quindi l’inventario, nominan-
colarmente esperte nel ramo di attività esercitato dall’im- do, se necessario, uno o più stimatori per la valutazione
presa, possibilmente fra i creditori. dei beni.
2. Qualora l’importanza dell’impresa lo consigli, pos-
sono essere nominati tre commissari liquidatori. In tal Art. 306.
caso essi deliberano a maggioranza, e la rappresentanza Relazione del commissario
è esercitata congiuntamente da due di essi. Nella liquida-
zione delle cooperative la nomina del comitato di sorve- 1. L’imprenditore o, se l’impresa è una società o una
glianza è facoltativa. persona giuridica, gli amministratori devono rendere al
commissario liquidatore il conto della gestione relativo al
Art. 302. tempo posteriore all’ultimo bilancio.
Responsabilità del commissario liquidatore 2. Il commissario è dispensato dal formare il bilancio
annuale, ma deve presentare alla fine di ogni semestre
1. Il commissario liquidatore è, per quanto attiene all’autorità che vigila sulla liquidazione una relazione
all’esercizio delle sue funzioni, pubblico ufficiale. sulla situazione patrimoniale dell’impresa e sull’anda-
2. Durante la liquidazione l’azione di responsabilità mento della gestione, precisando la sussistenza di even-
contro il commissario liquidatore revocato è proposta dal tuali indicatori della crisi, accompagnata da un rapporto
nuovo liquidatore con l’autorizzazione dell’autorità che del comitato di sorveglianza. Nello stesso termine, copia
vigila sulla liquidazione. della relazione è trasmessa al comitato di sorveglian-

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za, unitamente agli estratti conto dei depositi postali o Art. 309.
bancari relativi al periodo. Il comitato di sorveglianza o
ciascuno dei suoi componenti possono formulare osser- Domande dei creditori e dei terzi
vazioni scritte. Altra copia della relazione è trasmessa, 1. I creditori e le altre persone indicate nell’artico-
assieme alle eventuali osservazioni, per via telematica lo 308 che non hanno ricevuto la comunicazione prevista
all’ufficio del registro delle imprese ed è trasmessa a dal predetto articolo possono chiedere mediante racco-
mezzo di posta elettronica certificata ai creditori e ai tito- mandata, entro sessanta giorni dalla pubblicazione del
lari di diritti sui beni. provvedimento di liquidazione nella Gazzetta Ufficiale, il
riconoscimento dei propri crediti e la restituzione dei loro
Art. 307. beni, comunicando l’indirizzo di posta elettronica certifi-
cata. Si applica l’articolo 308, comma 4.
Poteri del commissario
Art. 310.
1. L’azione di responsabilità contro gli amministrato- Formazione dello stato passivo
ri e i componenti degli organi di controllo dell’impresa
o dell’ente in liquidazione, a norma degli articoli 2393, 1. Salvo che le leggi speciali stabiliscano un maggior
2394, 2476, settimo comma, 2497 del codice civile, è termine, entro novanta giorni dalla data del provvedimen-
esercitata dal commissario liquidatore, previa autorizza- to di liquidazione, il commissario forma l’elenco dei cre-
zione dell’autorità che vigila sulla liquidazione. diti ammessi o respinti e delle domande indicate all’arti-
colo 308, comma 2, accolte o respinte, e lo deposita nella
2. Per il compimento degli atti previsti dall’artico- cancelleria del tribunale dove ha il centro degli interessi
lo 132 di valore indeterminato o superiore a euro 1032,91 principali. Il commissario trasmette l’elenco dei crediti
e per la continuazione dell’esercizio dell’impresa, il com- ammessi o respinti a coloro la cui pretesa non sia in tutto
missario deve essere autorizzato dall’autorità predetta, la o in parte ammessa a mezzo posta elettronica certificata
quale provvede sentito il comitato di sorveglianza. ai sensi dell’articolo 308, comma 4. Con il deposito in
cancelleria l’elenco diventa esecutivo.
2. Le impugnazioni, le domande tardive di crediti e le
Art. 308. domande di rivendica e di restituzione sono disciplina-
te dagli articoli 206, 207, 208 e 210, sostituiti al giudi-
Comunicazione ai creditori e ai terzi ce delegato il giudice incaricato per la trattazione di esse
dal presidente del tribunale ed al curatore il commissario
1. Entro un mese dalla nomina il commissario comu- liquidatore.
nica a ciascun creditore, a mezzo posta elettronica cer- 3. Restano salve le disposizioni delle leggi speciali re-
tificata, se il destinatario ha un domicilio digitale e, in lative all’accertamento dei crediti chirografari nella liqui-
ogni altro caso, a mezzo lettera raccomandata presso la dazione delle imprese che esercitano il credito.
sede dell’impresa o la residenza del creditore, il suo in-
dirizzo di posta elettronica certificata e le somme risul- Art. 311.
tanti a credito di ciascuno secondo le scritture contabili e
i documenti dell’impresa. Contestualmente il commissa- Liquidazione dell’attivo
rio invita i creditori a indicare, entro il termine di cui al 1. Il commissario ha tutti i poteri necessari per la liqui-
comma 3, il loro indirizzo di posta elettronica certificata, dazione dell’attivo, salve le limitazioni stabilite dall’auto-
con l’avvertimento sulle conseguenze di cui al comma 4 e rità che vigila sulla liquidazione.
relativo all’onere del creditore di comunicarne ogni varia-
zione. La comunicazione s’intende fatta con riserva delle 2. In ogni caso per la vendita degli immobili e per la
eventuali contestazioni. vendita dei mobili in blocco occorrono l’autorizzazione
dell’autorità che vigila sulla liquidazione e il parere del
2. Analoga comunicazione è fatta a coloro che possono comitato di sorveglianza.
far valere domande di rivendicazione, restituzione e sepa- 3. Nel caso di società con soci a responsabilità limitata
razione su cose mobili e immobili posseduti dall’impresa. il presidente del tribunale può, su proposta del commis-
sario liquidatore, ingiungere con decreto ai soci a respon-
3. Entro quindici giorni dal ricevimento della comuni- sabilità limitata e ai precedenti titolari delle quote o delle
cazione i creditori e le altre persone indicate dal comma 2 azioni di eseguire i versamenti ancora dovuti, quantunque
possono far pervenire al commissario mediante posta non sia scaduto il termine stabilito per il pagamento.
elettronica certificata le loro osservazioni o istanze.
4. Tutte le successive comunicazioni sono effettuate Art. 312.
dal commissario all’indirizzo di posta elettronica certifi- Ripartizione dell’attivo
cata indicato ai sensi del comma 1. In caso di mancata
indicazione dell’indirizzo di posta elettronica certificata 1. Le somme ricavate dalla liquidazione dell’attivo sono
o di mancata comunicazione della variazione, o nei casi distribuite secondo l’ordine stabilito nell’articolo 221.
di mancata consegna per cause imputabili al destinatario, 2. Previo parere del comitato di sorveglianza, e con
esse si eseguono mediante deposito in cancelleria. Si ap- l’autorizzazione dell’autorità che vigila sulla liquidazio-
plica l’articolo 104, commi 2, 3 e 4, in quanto compatibile. ne, il commissario può distribuire acconti parziali a tut-

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ti i creditori o ad alcune categorie di essi, anche prima ditori ammessi al passivo con le modalità di cui all’arti-
che siano realizzate tutte le attività e accertate tutte le colo 308, comma 4, pubblicata mediante inserzione nella
passività. Gazzetta Ufficiale e deposito presso l’ufficio del registro
3. Le domande tardive per l’ammissione di crediti o per delle imprese.
il riconoscimento dei diritti reali non pregiudicano le ri- 3. I creditori e gli altri interessati possono presentare
partizioni già avvenute, e possono essere fatte valere sulle nella cancelleria le loro opposizioni nel termine perento-
somme non ancora distribuite, osservate le disposizioni rio di trenta giorni, decorrente dalla comunicazione fatta
dell’articolo 225. dal commissario per i creditori e dall’esecuzione delle
4. Alle ripartizioni parziali si applicano le disposizioni formalità pubblicitarie di cui al comma 2 per ogni altro
dell’articolo 227. interessato.
4. Il tribunale, sentito il parere dell’autorità che vigila
Art. 313. sulla liquidazione, decide sulle opposizioni e sulla pro-
Chiusura della liquidazione posta di concordato con sentenza in camera di consiglio.
Si applicano, in quanto compatibili, le disposizioni degli
1. Prima dell’ultimo riparto ai creditori, il bilancio fi- articoli 245, 246 e 247.
nale della liquidazione, con il conto della gestione e il 5. Gli effetti del concordato sono regolati
piano di riparto tra i creditori, accompagnati da una re- dall’articolo 248.
lazione del comitato di sorveglianza, devono essere sot- 6. Il commissario liquidatore con l’assistenza del comi-
toposti all’autorità che vigila sulla liquidazione, la quale
ne autorizza il deposito presso la cancelleria del tribunale tato di sorveglianza sorveglia l’esecuzione del concordato.
competente ai sensi dell’articolo 27 e liquida il compenso
al commissario. Art. 315.
2. Dell’avvenuto deposito, a cura del commissario li- Risoluzione e annullamento del concordato
quidatore, è data comunicazione ai creditori ammessi al
passivo e ai creditori prededucibili con le modalità di cui 1. Se il concordato non è eseguito, il tribunale, su ri-
all’articolo 308, comma 4 ed è data notizia mediante in- corso del commissario liquidatore o di uno o più credito-
serzione nella Gazzetta Ufficiale e nei giornali designati ri, ne pronuncia la risoluzione con sentenza in camera di
dall’autorità che vigila sulla liquidazione. consiglio. Si applicano le disposizioni dall’articolo 250,
3. Gli interessati possono proporre le loro contestazioni commi 2, 3, 4, 5 e 6.
con ricorso al tribunale nel termine perentorio di venti 2. Su richiesta del commissario o dei creditori il con-
giorni, decorrente dalla comunicazione fatta dal commis- cordato può essere annullato a norma dell’articolo 251.
sario a norma del comma 1 per i creditori e dall’inser- 3. Risolto o annullato il concordato, si riapre la liqui-
zione nella Gazzetta Ufficiale per ogni altro interessato. dazione coatta amministrativa e l’autorità che vigila sulla
Le contestazioni sono comunicate, a cura del cancelliere, liquidazione adotta i provvedimenti che ritiene necessari.
all’autorità che vigila sulla liquidazione, al commissario
liquidatore e al comitato di sorveglianza, che nel termine
di venti giorni possono presentare nella cancelleria del Capo III
tribunale le loro osservazioni. Il tribunale provvede con FUNZIONI DELLE AUTORITÀ AMMINISTRATIVE DI VIGILANZA PER
decreto in camera di consiglio. Si applicano, in quanto LA CRISI E L’INSOLVENZA
compatibili, le disposizioni dell’articolo 124.
4. Decorso il termine senza che siano proposte conte- Art. 316.
stazioni, il bilancio, il conto di gestione e il piano di ri-
parto si intendono approvati, e il commissario provvede Funzioni delle autorità amministrative di vigilanza
alle ripartizioni finali tra i creditori. Si applicano le norme
dell’articolo 231 e, se del caso, degli articoli 2495 e 2496 1. Oltre a quanto previsto nei precedenti articoli, le
del codice civile. autorità amministrative di vigilanza sono altresì compe-
tenti a:
Art. 314. a) ricevere dagli organi interni di controllo dei
soggetti vigilati, dai soggetti incaricati della revisione e
Concordato della liquidazione dell’ispezione e dai creditori qualificati di cui all’artico-
1. L’autorità che vigila sulla liquidazione, su parere lo 15 la segnalazione dei fondati indizi di crisi secondo le
del commissario liquidatore, sentito il comitato di sorve- disposizioni del titolo II del presente codice;
glianza, può autorizzare l’impresa in liquidazione, uno o b) svolgere le funzioni attribuite agli organismi di
più creditori o un terzo a proporre al tribunale un concor- composizione assistita della crisi, designando i compo-
dato, a norma dell’articolo 240, osservate le disposizioni nenti del collegio di cui all’articolo 17, comma 1, lettere
dell’articolo 265, se si tratta di società. b) e c), a seguito della richiesta di nomina del debitore
2. La proposta di concordato è depositata nella cancel- o richiedendo direttamente la costituzione del collegio
leria del tribunale competente ai sensi dell’articolo 27 con al referente, ai sensi dell’articolo 16. Per l’impresa mi-
il parere del commissario liquidatore e del comitato di nore è nominato, con i medesimi poteri del collegio, un
sorveglianza, comunicata dal commissario a tutti i cre- commissario tra gli iscritti all’albo speciale di cui all’ar-

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ticolo 356. L’apertura della procedura di composizione Art. 319.


assistita della crisi non costituisce causa di revoca degli
amministratori e dei sindaci; Sequestro conservativo
c) proporre domanda di accertamento dello sta- 1. In pendenza della procedura di liquidazione giudi-
to di insolvenza con apertura della liquidazione coatta ziale non può essere disposto sequestro conservativo ai
amministrativa. sensi dell’articolo 316 del codice di procedura penale sul-
le cose di cui all’articolo 142.
TITOLO VIII 2. Quando, disposto sequestro conservativo ai sensi
dell’articolo 316 del codice di procedura penale, è dichia-
LIQUIDAZIONE GIUDIZIALE E MISURE rata l’apertura di liquidazione giudiziale sulle medesime
CAUTELARI PENALI cose, si applica l’articolo 150 e il giudice, a richiesta del
curatore, revoca il sequestro conservativo e dispone la re-
Art. 317. stituzione delle cose in suo favore.
Principio di prevalenza delle misure cautelari reali e Art. 320.
tutela dei terzi
Legittimazione del curatore
1. Le condizioni e i criteri di prevalenza rispetto alla
gestione concorsuale delle misure cautelari reali sulle 1. Contro il decreto di sequestro e le ordinanze in ma-
cose indicate dall’articolo 142 sono regolate dalle dispo- teria di sequestro il curatore può proporre richiesta di rie-
sizioni del Libro I, titolo IV del decreto legislativo 6 set- same e appello nei casi, nei termini e con le modalità pre-
tembre 2011, n. 159, salvo quanto previsto dagli articoli visti dal codice di procedura penale. Nei predetti termini
318, 319 e 320. e modalità il curatore è legittimato a proporre ricorso per
2. Per misure cautelari reali di cui al comma 1 si inten- cassazione.
dono i sequestri delle cose di cui è consentita la confisca
disposti ai sensi dell’articolo 321, comma 2, del codice di Art. 321.
procedura penale, la cui attuazione è disciplinata dall’ar- Liquidazione coatta amministrativa e misure di
ticolo 104-bis delle norme di attuazione, di coordinamen- prevenzione
to e transitorie del codice di procedura penale.
1. Le disposizioni che precedono si applicano in quan-
Art. 318. to compatibili alla liquidazione coatta amministrativa.
Sequestro preventivo
TITOLO IX
1. In pendenza della procedura di liquidazione giu- DISPOSIZIONI PENALI
diziale non può essere disposto sequestro preventivo ai
sensi dell’articolo 321, comma 1, del codice di procedura
penale sulle cose di cui all’articolo 142, sempre che la Capo I
loro fabbricazione, uso, porto, detenzione e alienazione REATI COMMESSI DALL’IMPRENDITORE IN LIQUIDAZIONE
non costituisca reato e salvo che la fabbricazione, l’uso, GIUDIZIALE
il porto, la detenzione e l’alienazione possano essere con-
sentiti mediante autorizzazione amministrativa.
2. Quando, disposto sequestro preventivo ai sensi Art. 322.
dell’articolo 321, comma 1, del codice di procedura pena- Bancarotta fraudolenta
le, è dichiarata l’apertura di liquidazione giudiziale sulle
medesime cose, il giudice, a richiesta del curatore, revoca 1. È punito con la reclusione da tre a dieci anni, se è
il decreto di sequestro e dispone la restituzione delle cose dichiarato in liquidazione giudiziale, l’imprenditore che:
in suo favore. a) ha distratto, occultato, dissimulato, distrutto o dis-
3. Nel caso di cui al comma 2, il curatore comunica sipato in tutto o in parte i suoi beni ovvero, allo scopo di
all’autorità giudiziaria che aveva disposto o richiesto il recare pregiudizio ai creditori, ha esposto o riconosciuto
sequestro, la dichiarazione dello stato di insolvenza e di passività inesistenti;
apertura della procedura della liquidazione giudiziale, il b) ha sottratto, distrutto o falsificato, in tutto o in
provvedimento di revoca o chiusura della liquidazione parte, con lo scopo di procurare a sé o ad altri un ingiusto
giudiziale, nonché l’elenco delle cose non liquidate e già profitto o di recare pregiudizi ai creditori, i libri o le altre
sottoposte a sequestro. Il curatore provvede alla cancella- scritture contabili o li ha tenuti in guisa da non rendere
zione delle iscrizioni e trascrizioni decorsi novanta giorni possibile la ricostruzione del patrimonio o del movimento
dalla comunicazione di cui al primo periodo. degli affari.
4. Le disposizioni di cui ai commi 1 e 2 non si applica- 2. La stessa pena si applica all’imprenditore, dichiara-
no quando sono sottoposte a sequestro preventivo le cose to in liquidazione giudiziale, che, durante la procedura,
indicate all’articolo 146 e le cose non suscettibili di liqui- commette alcuno dei fatti preveduti dalla lettera a) del
dazione, per disposizione di legge o per decisione degli comma 1, ovvero sottrae, distrugge o falsifica i libri o le
organi della procedura. altre scritture contabili.

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3. È punito con la reclusione da uno a cinque anni l’im- fuori dei casi di cui agli articoli 322 e 323, dissimulando
prenditore in liquidazione giudiziale che, prima o duran- il dissesto o lo stato d’insolvenza sono puniti con la reclu-
te la procedura, a scopo di favorire, a danno dei credi- sione da sei mesi a tre anni.
tori, taluno di essi, esegue pagamenti o simula titoli di
prelazione. 2. La pena è aumentata nel caso di società soggette alle
disposizioni di cui al capo II, titolo III, parte IV, del testo
4. Salve le altre pene accessorie, di cui al capo III, ti- unico delle disposizioni in materia di intermediazione fi-
tolo II, libro I del codice penale, la condanna per uno dei nanziaria, di cui al decreto legislativo 24 febbraio 1998,
fatti previsti nel presente articolo importa l’inabilitazione n. 58, e successive modificazioni.
all’esercizio di una impresa commerciale e l’incapacità
ad esercitare uffici direttivi presso qualsiasi impresa fino 3. Salve le altre pene accessorie di cui al libro I, ti-
a dieci anni. tolo II, capo III, del codice penale, la condanna importa
l’inabilitazione all’esercizio di un’impresa commerciale
Art. 323. e l’incapacità ad esercitare uffici direttivi presso qualsiasi
impresa fino a tre anni.
Bancarotta semplice
1. È punito con la reclusione da sei mesi a due anni, Art. 326.
se è dichiarato in liquidazione giudiziale, l’imprenditore
che, fuori dai casi preveduti nell’articolo precedente: Circostanze aggravanti
e circostanza attenuante
a) ha sostenuto spese personali o per la famiglia ec-
cessive rispetto alla sua condizione economica;
1. Nel caso in cui i fatti previsti negli articoli 322, 323
b) ha consumato una notevole parte del suo patri- e 325 hanno cagionato un danno patrimoniale di rilevante
monio in operazioni di pura sorte o manifestamente gravità, le pene da essi stabilite sono aumentate fino alla
imprudenti; metà.
c) ha compiuto operazioni di grave imprudenza per
ritardare l’apertura della liquidazione giudiziale; 2. Le pene stabilite negli articoli suddetti sono
aumentate:
d) ha aggravato il proprio dissesto, astenendosi dal
richiedere la dichiarazione di apertura della propria liqui- a) se il colpevole ha commesso più fatti tra quelli
dazione giudiziale o con altra grave colpa; previsti in ciascuno degli articoli indicati;
e) non ha soddisfatto le obbligazioni assunte in un pre- b) se il colpevole per divieto di legge non poteva
cedente concordato preventivo o liquidatorio giudiziale. esercitare un’impresa commerciale.
2. La stessa pena si applica all’imprenditore in liquida-
zione giudiziale che, durante i tre anni antecedenti alla di- 3. Nel caso in cui i fatti indicati nel comma 1 hanno
chiarazione di liquidazione giudiziale ovvero dall’inizio cagionato un danno patrimoniale di speciale tenuità, le
dell’impresa, se questa ha avuto una minore durata, non pene sono ridotte fino al terzo.
ha tenuto i libri e le altre scritture contabili prescritti dalla
legge o li ha tenuti in maniera irregolare o incompleta. Art. 327.
3. Salve le altre pene accessorie di cui al capo III, ti-
tolo II, libro I del codice penale, la condanna importa Denuncia di creditori inesistenti e altre inosservanze da
l’inabilitazione all’esercizio di un’impresa commerciale parte dell’imprenditore in liquidazione giudiziale
e l’incapacità ad esercitare uffici direttivi presso qualsiasi
impresa fino a due anni. 1. È punito con la reclusione da sei mesi a un anno
e sei mesi l’imprenditore in liquidazione giudizia-
Art. 324. le, il quale, fuori dei casi preveduti all’articolo 322,
nell’elenco nominativo dei suoi creditori denuncia cre-
Esenzioni dai reati di bancarotta ditori inesistenti od omette di dichiarare l’esistenza di
altri beni da comprendere nell’inventario, ovvero non
1. Le disposizioni di cui agli articoli 322, comma 3 e osserva gli obblighi imposti dagli articoli 49, comma 3,
323 non si applicano ai pagamenti e alle operazioni com- lettera c) e 149.
puti in esecuzione di un concordato preventivo o di accor-
di di ristrutturazione dei debiti omologati o degli accordi 2. Se il fatto è avvenuto per colpa, si applica la reclu-
in esecuzione del piano attestato ovvero del concordato sione fino ad un anno.
minore omologato ai sensi dell’articolo 80, nonché ai pa-
gamenti e alle operazioni di finanziamento autorizzati dal Art. 328.
giudice a norma degli articoli 99, 100 e 101.
Liquidazione giudiziale delle società in nome collettivo e
Art. 325. in accomandita semplice
Ricorso abusivo al credito
1. Nella liquidazione giudiziale delle società in nome
1. Gli amministratori, i direttori generali, i liquidatori collettivo e in accomandita semplice le disposizioni del
e gli imprenditori esercenti un’attività commerciale che presente capo si applicano ai fatti commessi dai soci illi-
ricorrono o continuano a ricorrere al credito, anche al di mitatamente responsabili.

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Capo II Art. 334.


REATI COMMESSI DA PERSONE DIVERSE DALL’IMPRENDITORE IN Interesse privato del curatore negli atti della
LIQUIDAZIONE GIUDIZIALE
liquidazione giudiziale.

Art. 329. 1. Salvo che al fatto non siano applicabili gli articoli
315, 317, 318, 319, 321, 322 e 323 del codice penale,
Fatti di bancarotta fraudolenta il curatore che prende interesse privato in qualsiasi atto
della liquidazione giudiziale direttamente o per interposta
1. Si applicano le pene stabilite nell’articolo 322 agli persona o con atti simulati è punito con la reclusione da
amministratori, ai direttori generali, ai sindaci e ai liqui- due a sei anni e con la multa non inferiore a euro 206.
datori di società in liquidazione giudiziale, i quali hanno
commesso alcuno dei fatti preveduti nel suddetto articolo. 2. La condanna importa l’interdizione dai pubblici
2. Si applica alle persone suddette la pena prevista uffici.
dall’articolo 322, comma 1, se:
a) hanno cagionato, o concorso a cagionare, il dis- Art. 335.
sesto della società, commettendo alcuno dei fatti previsti Accettazione di retribuzione non dovuta
dagli articoli 2621, 2622, 2626, 2627, 2628, 2629, 2632,
2633 e 2634 del codice civile. 1. Il curatore della liquidazione giudiziale che riceve
b) hanno cagionato con dolo o per effetto di opera- o pattuisce una retribuzione, in danaro o in altra forma,
zioni dolose il dissesto della società. in aggiunta di quella liquidata in suo favore dal tribunale
3. Si applica altresì in ogni caso la disposizione dell’ar- o dal giudice delegato, è punito con la reclusione da tre
ticolo 322, comma 4. mesi a due anni e con la multa da euro 103 a euro 516.
2. Nei casi più gravi alla condanna può aggiungersi
Art. 330. l’inabilitazione temporanea all’ufficio di amministratore
Fatti di bancarotta semplice per la durata non inferiore a due anni.

1. Si applicano le pene stabilite nell’articolo 323 agli Art. 336.


amministratori, ai direttori generali, ai sindaci e ai liqui-
datori di società dichiarate in liquidazione giudiziale, i Omessa consegna o deposito di cose della liquidazione
quali: giudiziale
a) hanno commesso alcuno dei fatti preveduti nel
suddetto articolo; 1. Il curatore che non ottempera all’ordine del giudice
di consegnare o depositare somme o altra cosa della liqui-
b) hanno concorso a cagionare od aggravare il disse- dazione giudiziale, ch’egli detiene a causa del suo ufficio,
sto della società con inosservanza degli obblighi ad essi è punito con la reclusione fino a due anni e con la multa
imposti dalla legge. fino a euro 1.032.
Art. 331. 2. Se il fatto avviene per colpa, si applica la reclusione
fino a sei mesi o la multa fino a euro 309.
Ricorso abusivo al credito
1. Si applicano le pene stabilite nell’articolo 325 agli Art. 337.
amministratori ed ai direttori generali di società sottopo- Coadiutori del curatore
ste a liquidazione giudiziale, i quali hanno commesso il
fatto in esso previsto. 1. Le disposizioni degli articoli 333, 334 e 335, si ap-
plicano anche alle persone che coadiuvano il curatore
Art. 332. nell’amministrazione della liquidazione giudiziale.
Denuncia di crediti inesistenti
Art. 338.
1. Si applicano le pene stabilite nell’articolo 327 agli
amministratori, ai direttori generali e ai liquidatori di Domande di ammissione di crediti simulati o distrazioni
società dichiarate in liquidazione giudiziale, che hanno senza concorso con l’imprenditore in liquidazione
commesso i fatti in esso indicati. giudiziale

Art. 333. 1. È punito con la reclusione da uno a cinque anni e con


la multa da euro 51 a euro 516 chiunque, fuori dei casi di
Reati dell’institore concorso in bancarotta, anche per interposta persona pre-
1. All’institore dell’imprenditore, dichiarato in liqui- senta domanda di ammissione al passivo della liquidazio-
dazione giudiziale, il quale nella gestione affidatagli si è ne giudiziale per un credito fraudolentemente simulato.
reso colpevole dei fatti preveduti negli articoli 322, 323, 2. Se la domanda è ritirata prima della verificazione
325 e 327 si applicano le pene in questi stabilite. dello stato passivo, la pena è ridotta alla metà.

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3. È punito con la reclusione da uno a cinque anni 2. Nel caso di concordato preventivo si applicano:
chiunque: a) le disposizioni degli articoli 329 e 330 agli am-
a) dopo l’apertura della procedura di liquidazione ministratori, direttori generali, sindaci e liquidatori di
giudiziale, fuori dei casi di concorso in bancarotta o di società;
favoreggiamento, sottrae, distrae, ricetta ovvero in pub- b) la disposizione dell’articolo 333 agli institori
bliche o private dichiarazioni dissimula beni del debitore dell’imprenditore;
assoggettato a liquidazione giudiziale; c) le disposizioni degli articoli 334 e 335 al commis-
b) essendo consapevole dello stato di dissesto sario del concordato preventivo;
dell’imprenditore distrae o ricetta merci o altri beni dello d) le disposizioni degli articoli 338 e 339 ai creditori.
stesso o li acquista a prezzo notevolmente inferiore al va- 3. Nel caso di accordi di ristrutturazione ad efficacia
lore corrente, se la apertura della liquidazione giudiziale estesa o di convenzione di moratoria, nonché nel caso di
si verifica. omologa di accordi di ristrutturazione ai sensi dell’art.48,
comma 5, si applicano le disposizioni previste al com-
4. La pena, nei casi previsti dalle lettere a) e b) del ma 2, lettere a), b) e d).
comma 3, è aumentata se l’acquirente è un imprenditore
che esercita un’attività commerciale. Art. 342.
Art. 339. Falso in attestazioni e relazioni

Mercato di voto 1. Il professionista che nelle relazioni o attestazioni di


cui agli articoli 56 comma 4, 57, comma 4, 58 commi 1 e
1. Il creditore che stipula con l’imprenditore in liqui- 2, 62, comma 2, lettera d), 87, commi 2 e 3, 88, commi 1
dazione giudiziale o con altri nell’interesse del predetto e 2, 90, comma 5, 100, commi 1 e 2, espone informazioni
vantaggi a proprio favore per dare il suo voto nel con- false ovvero omette di riferire informazioni rilevanti in
cordato o nelle deliberazioni del comitato dei creditori, ordine alla veridicità dei dati contenuti nel piano o nei do-
è punito con la reclusione da sei mesi a tre anni e con la cumenti ad esso allegati, è punito con la reclusione da due
a cinque anni e con la multa da 50.000 a 100.000 euro.
multa non inferiore a euro 103.
2. Se il fatto è commesso al fine di conseguire un ingiu-
2. La somma o le cose ricevute dal creditore sono sto profitto per sé o per altri, la pena è aumentata.
confiscate. 3. Se dal fatto consegue un danno per i creditori la pena
3. La stessa pena si applica all’imprenditore in liquida- è aumentata fino alla metà.
zione giudiziale e a chi ha contrattato col creditore nell’in-
teresse dell’imprenditore in liquidazione giudiziale. Art. 343.
Liquidazione coatta amministrativa
Art. 340.
1. L’accertamento giudiziale dello stato di insolvenza
Esercizio abusivo di attività commerciale a norma degli articoli 296 e 297 è equiparato alla dichia-
razione di apertura della liquidazione giudiziale ai fini
1. Chiunque esercita un’impresa commerciale, sebbene dell’applicazione delle disposizioni del presente titolo.
si trovi in stato di inabilitazione ad esercitarla per effetto 2. Nel caso di liquidazione coatta amministrativa si ap-
di condanna penale, è punito con la reclusione fino a due plicano al commissario liquidatore le disposizioni degli
anni e con la multa non inferiore a euro 103. articoli 334, 335 e 336.

Capo III Capo IV


DISPOSIZIONI APPLICABILI NEL CASO DI CONCORDATO REATI COMMESSI NELLE PROCEDURE DI COMPOSIZIONE DELLE
PREVENTIVO, ACCORDI DI RISTRUTTURAZIONE DEI DEBITI, PIANI CRISI DA SOVRAINDEBITAMENTO E REATI COMMESSI NELLA
ATTESTATI E LIQUIDAZIONE COATTA AMMINISTRATIVA PROCEDURA DI COMPOSIZIONE DELLA CRISI

Art. 341. Art. 344.


Sanzioni per il debitore e per i componenti
Concordato preventivo e accordo di ristrutturazione con dell’organismo di composizione della crisi
intermediari finanziari e convenzione di moratoria
1. Salvo che il fatto costituisca più grave reato, è punito
1. È punito con la reclusione da uno a cinque anni l’im- con la reclusione da sei mesi a due anni e con la multa da
prenditore, che, al solo scopo di ottenere l’apertura della 1.000 a 50.000 euro il debitore che:
procedura di concordato preventivo o di ottenere l’omo- a) al fine di ottenere l’accesso alle procedure di
logazione di un accordo di ristrutturazione o il consen- composizione delle crisi da sovraindebitamento di cui
so alla sottoscrizione della convenzione di moratoria, si alle sezioni II e III del capo II del titolo IV aumenta o
sia attribuito attività inesistenti, ovvero, per influire sulla diminuisce il passivo ovvero sottrae o dissimula una parte
formazione delle maggioranze, abbia simulato crediti in rilevante dell’attivo ovvero dolosamente simula attività
tutto o in parte inesistenti. inesistenti;

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b) al fine di ottenere l’accesso alle procedure di cui Capo V


alle sezioni II e III del capo II del titolo IV e di quelle DISPOSIZIONI DI PROCEDURA
di cui al capo IX del titolo V, produce documentazione
contraffatta o alterata, ovvero sottrae, occulta o distrugge,
in tutto o in parte, la documentazione relativa alla propria Art. 346.
situazione debitoria ovvero la propria documentazione
contabile; Esercizio dell’azione penale per reati in materia
di liquidazione giudiziale
c) nel corso delle procedure di cui alle sezioni II e
III del capo II, effettua pagamenti in violazione del pia- 1. Per reati previsti negli articoli 322, 323, 329 e 330,
no di ristrutturazione dei debiti o del concordato minore l’azione penale è esercitata dopo la comunicazione della
omologati; sentenza di apertura della liquidazione giudiziale di cui
all’articolo 49.
d) dopo il deposito del piano di ristrutturazione dei
debiti o della proposta di concordato minore, e per tutta la 2. È iniziata anche prima nel caso previsto dall’artico-
durata della procedura, aggrava la sua posizione debitoria; lo 38 e in ogni altro in cui concorrano gravi motivi e già
esista o sia contemporaneamente presentata domanda per
e) intenzionalmente non rispetta i contenuti del pia- ottenere la dichiarazione suddetta.
no di ristrutturazione dei debiti o del concordato minore.
2. Le pene previste dal comma 1 si applicano al debito- Art. 347.
re incapiente che, con la domanda di esdebitazione di cui Costituzione di parte civile
all’articolo 283, produce documentazione contraffatta o
alterata o sottrae, occulta o distrugge, in tutto o in parte, 1. Il curatore, il liquidatore giudiziale, il commissario
la documentazione relativa alla propria situazione debi- liquidatore e il commissario speciale di cui all’articolo 37
toria ovvero la propria documentazione contabile ovvero del decreto legislativo 16 novembre 2015, n. 180, posso-
omette, dopo il decreto di esdebitazione, la dichiarazione no costituirsi parte civile nel procedimento penale per i
di cui al comma 7 del medesimo articolo 283, quando reati preveduti nel presente titolo, anche contro l’impren-
dovuta o in essa attesta falsamente fatti rilevanti. ditore in liquidazione giudiziale.
3. Il componente dell’organismo di composizione della 2. I creditori possono costituirsi parte civile nel pro-
crisi che nella relazione di cui agli articoli 68, 76, 268 e cedimento penale per bancarotta fraudolenta quando
283 rende false attestazioni in ordine alla veridicità dei manca la costituzione del curatore, del commissario li-
dati contenuti nella proposta di cui agli articoli 67 e 75, quidatore o del commissario speciale di cui all’artico-
nella domanda di apertura della liquidazione controllata o lo 37 del decreto legislativo 16 novembre 2015, n. 180,
nella domanda di esdebitazione di cui all’articolo 283, è quando non sia stato nominato il liquidatore giudiziale o
punito con la reclusione da uno a tre anni e con la multa quando intendono far valere un titolo di azione propria
da 1.000 a 50.000 euro. personale.
4. Le pene di cui al comma 2, si applicano al com-
ponente dell’organismo di composizione della crisi che TITOLO X
cagiona danno ai creditori omettendo o rifiutando senza DISPOSIZIONI PER L’ATTUAZIONE DEL CODICE
giustificato motivo un atto del suo ufficio. DELLA CRISI E DELL’INSOLVENZA, NORME DI
COORDINAMENTO E DISCIPLINA TRANSITORIA
Art. 345.

Falso nelle attestazioni dei componenti dell’OCRI Capo I


DISPOSIZIONI GENERALI, STRUMENTI DI ALLERTA E
1. Il componente dell’organismo di composizione del- COMPOSIZIONE ASSISTITA DELLA CRISI
la crisi di impresa che nell’attestazione di cui all’artico-
lo 19, comma 3, espone informazioni false ovvero omette
di riferire informazioni rilevanti in ordine alla veridicità Art. 348.
dei dati contenuti nel piano o nei documenti ad esso alle-
Adeguamento delle soglie dell’impresa minore
gati, è punito con la reclusione da due a cinque anni e con
la multa da 50.000 a 100.000 euro. 1. Ogni tre anni il Ministro della giustizia può proce-
2. Se il fatto è commesso al fine di conseguire un ingiu- dere all’aggiornamento dei valori di cui all’articolo 2,
sto profitto per sé o per altri, la pena è aumentata. comma 1, lettera d), con decreto adottato sulla base della
media delle variazioni degli indici ISTAT dei prezzi al
3. Se dal fatto consegue un danno per i creditori la pena consumo per le famiglie di operai ed impiegati intervenu-
è aumentata fino alla metà. te nel periodo di riferimento.

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14-2-2019 Supplemento ordinario n. 6/L alla GAZZETTA UFFICIALE Serie generale - n. 38

Art. 349. Art. 352.

Sostituzione dei termini fallimento e fallito Disposizioni transitorie sul funzionamento dell’OCRI

1. Nelle disposizioni normative vigenti i termini «fal- 1. Sino alla istituzione presso il Ministero della giu-
limento», «procedura fallimentare», «fallito» nonché le stizia dell’albo di cui all’articolo 356, i componenti del
espressioni dagli stessi termini derivate devono intendersi collegio di cui all’articolo 17, comma 1, lettere a) e b),
sostituite, rispettivamente, con le espressioni «liquidazio- sono individuati tra i soggetti iscritti all’albo dei dottori
ne giudiziale», «procedura di liquidazione giudiziale» e commercialisti e degli esperti contabili o all’albo degli
«debitore assoggettato a liquidazione giudiziale» e loro avvocati i quali abbiano svolto funzioni di commissario
derivati, con salvezza della continuità delle fattispecie. giudiziale, attestatore o abbiano assistito il debitore nel-
la presentazione della domanda di accesso in almeno tre
Art. 350. procedure di concordato preventivo che abbiano superato
la fase dell’apertura o tre accordi di ristrutturazione dei
Modifiche alla disciplina debiti che siano stati omologati.
dell’amministrazione straordinaria
Art. 353.
1. All’articolo 3, comma 1, del decreto legislativo 8 lu-
glio 1999, n. 270, le parole «del luogo in cui essa ha la Istituzione di un osservatorio permanente
sede principale» sono sostituite dalle seguenti: «compe-
tente ai sensi dell’articolo 27, comma 1, del codice della 1. Il Ministro della giustizia, con decreto adottato di
crisi e dell’insolvenza»; concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze e
2. All’articolo 2, comma 1, del decreto-legge 23 dicem- con il Ministro per lo sviluppo economico entro un anno
bre 2003, n. 347, convertito, con modificazioni, in legge dalla data di entrata in vigore del presente decreto, istitu-
18 febbraio 2004, n. 39, le parole «del luogo in cui ha la isce, anche ai fini di cui all’articolo 355, un osservatorio
sede principale» sono sostituite dalle seguenti: «compe- permanente sull’efficienza delle misure di allerta, delle
tente ai sensi dell’articolo 27, comma 1, del codice della procedure di composizione assistita della crisi di impresa
crisi e dell’insolvenza». di cui al titolo II.
2. Ai componenti dell’osservatorio non sono corrispo-
Art. 351. sti compensi e gettoni di presenza, rimborsi spese ed altri
emolumenti comunque denominati.
Disposizioni sui compensi dell’OCRI

1. Gli importi spettanti all’OCRI per i costi ammini- Art. 354.


strativi e i compensi dei componenti del collegio sono
concordati con il debitore o, in difetto, liquidati dal pre- Revisione dei parametri
sidente della sezione specializzata in materia di impresa
del tribunale di cui all’articolo 17, comma 1, lettera a), o 1. Al fine di migliorare la tempestività e l’efficienza
da un suo delegato, tenuto conto dell’impegno in concre- delle segnalazioni dirette a favorire l’emersione precoce
to richiesto e degli esiti del procedimento, sulla base dei della crisi di impresa, sulla base dei dati elaborati dall’os-
seguenti parametri: a) in caso di mancata comparizione servatorio di cui all’articolo 353, con regolamento adotta-
del debitore, il compenso minimo del curatore ridotto al to a norma dell’articolo 17, comma 2, della legge 23 ago-
cinquanta per cento, di cui la metà all’ufficio del refe- sto 1988, n. 400, si provvede all’eventuale revisione delle
rente e la restante metà suddivisa tra i componenti del disposizioni contenute nell’articolo 15, con riferimento
collegio; b) per la sola audizione del debitore, il com- sia alla tipologia dei debiti sia all’entità degli stessi, non-
penso minimo del curatore, di cui un terzo all’ufficio del ché dei presupposti della tempestività dell’iniziativa ai
referente e due terzi da suddividere tra i componenti del sensi dell’articolo 24 ai fini delle misure premiali di natu-
collegio; c) per il procedimento di composizione assistita ra fiscale di cui all’articolo 25.
della crisi, i compensi e i rimborsi delle spese previsti dal
decreto del Ministro della giustizia 24 settembre 2014, Art. 355.
n. 202, articoli 14, 15 e 16, in quanto compatibili, avuto
riguardo all’attivo e al passivo del debitore risultanti dai Relazione al Parlamento
dati acquisiti dall’organismo.
2. Ai costi fissi che gravano sulle camere di commercio 1. Entro due anni in sede di prima applicazione, e suc-
per consentire il funzionamento degli OCRI si provvede cessivamente ogni tre anni, il Ministro della giustizia pre-
mediante il versamento di diritti di segreteria determinati senta al Parlamento una relazione dettagliata sull’applica-
ai sensi dell’articolo 18 della legge n. 580 del 29 dicem- zione del presente codice, tenuto conto dei dati elaborati
bre 1993. dall’osservatorio di cui all’articolo 353.

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Capo II 3) alla reclusione per un tempo non inferiore a un


ALBO DEGLI INCARICATI DELLA GESTIONE E DEL CONTROLLO anno per un delitto contro la pubblica amministrazione,
NELLE PROCEDURE
contro la fede pubblica, contro il patrimonio, contro l’or-
dine pubblico, contro l’economia pubblica ovvero per un
delitto in materia tributaria;
Art. 356. 4) alla reclusione per un tempo superiore a due
anni per un qualunque delitto non colposo;
Albo dei soggetti incaricati dall’autorità giudiziaria delle
funzioni di gestione e di controllo nelle procedure di d) non avere riportato negli ultimi cinque anni una
cui al codice della crisi e dell’insolvenza sanzione disciplinare più grave di quella minima prevista
dai singoli ordinamenti professionali.
1. È istituito presso il Ministero della giustizia un albo
dei soggetti, costituiti anche in forma associata o societa- Art. 357.
ria, destinati a svolgere, su incarico del tribunale, le fun- Funzionamento dell’albo
zioni di curatore, commissario giudiziale o liquidatore,
nelle procedure previste nel codice della crisi e dell’in- 1. Con decreto del Ministro della giustizia, di concerto
solvenza. È assicurato il collegamento dati con le infor- con il Ministro dell’economia e delle finanze, da adottare ai
mazioni contenute nel registro di cui all’articolo 125, sensi dell’articolo 17, comma 3, della legge 23 agosto 1988,
comma 4. Il Ministero della giustizia esercita la vigilanza n. 400, entro il 1° marzo 2020, sono stabilite, in particolare:
sull’attività degli iscritti all’albo. a) le modalità di iscrizione all’albo di cui
2. Possono ottenere l’iscrizione i soggetti che, in pos- all’articolo 356;
sesso dei requisiti di cui all’articolo 358, comma 1, let- b) le modalità di sospensione e cancellazione dal
tere a), b) e c), dimostrano di aver assolto gli obblighi di medesimo albo;
formazione di cui all’articolo 4, comma 5, lettere b), c)
e d) del decreto del Ministro della giustizia 24 settembre c) le modalità di esercizio del potere di vigilanza da
2014, n. 202 e successive modificazioni. Ai fini del pri- parte del Ministero della giustizia.
mo popolamento dell’albo, possono ottenere l’iscrizione 2. Con lo stesso decreto è stabilito l’importo del contri-
anche i soggetti in possesso dei requisiti di cui all’arti- buto che deve essere versato per l’iscrizione e per il suo
colo 358, comma 1, lettere a), b) e c) che documenta- mantenimento, tenuto conto delle spese per la realizza-
no di essere stati nominati, alla data di entrata in vigore zione, lo sviluppo e l’aggiornamento dell’albo. Le somme
del presente articolo, in almeno quattro procedure negli corrisposte a titolo di contributo sono versate all’entrata
ultimi quattro anni, curatori fallimentari, commissari o del bilancio dello Stato per essere riassegnate allo stato di
liquidatori giudiziali. Costituisce condizione per il man- previsione del Ministero della giustizia.
tenimento dell’iscrizione l’acquisizione di uno specifico
aggiornamento biennale, ai sensi del predetto decreto. Art. 358.
La Scuola superiore della magistratura elabora le linee Requisiti per la nomina agli incarichi nelle procedure
guida generali per la definizione dei programmi dei cor-
si di formazione e di aggiornamento. I requisiti di cui 1. Possono essere chiamati a svolgere le funzioni di cu-
all’articolo 358, comma 1, lettera b), devono essere in ratore, commissario giudiziale e liquidatore, nelle proce-
possesso della persona fisica responsabile della proce- dure di cui al codice della crisi e dell’insolvenza:
dura, nonché del legale rappresentante della società tra
a) gli iscritti agli albi degli avvocati, dei dottori com-
professionisti o di tutti i componenti dello studio profes-
mercialisti e degli esperti contabili e dei consulenti del lavoro;
sionale associato.
b) gli studi professionali associati o società tra pro-
3. Costituisce requisito per l’iscrizione all’albo il pos- fessionisti, sempre che i soci delle stesse siano in posses-
sesso dei seguenti requisiti di onorabilità: so dei requisiti professionali di cui alla lettera a), e, in tal
a) non versare in una delle condizioni di ineleggi- caso, all’atto dell’accettazione dell’incarico, deve essere
bilità o decadenza previste dall’articolo 2382 del codice designata la persona fisica responsabile della procedura;
civile; c) coloro che abbiano svolto funzioni di amministra-
b) non essere stati sottoposti a misure di prevenzione zione, direzione e controllo in società di capitali o società
disposte dall’autorità giudiziaria ai sensi del decreto legi- cooperative, dando prova di adeguate capacità impren-
slativo 6 settembre 2011, n. 159; ditoriali e purché non sia intervenuta nei loro confronti
dichiarazione di apertura della procedura di liquidazione
c) non essere stati condannati con sentenza passata
giudiziale.
in giudicato, salvi gli effetti della riabilitazione:
2. Non possono essere nominati curatore, commissario
1) a pena detentiva per uno dei reati previsti dal- giudiziale o liquidatore, il coniuge, la parte di un’unione
le norme che disciplinano l’attività bancaria, finanziaria, civile tra persone dello stesso sesso, il convivente di fatto,
mobiliare, assicurativa e dalle norme in materia di merca- i parenti e gli affini entro il quarto grado del debitore, i
ti e valori mobiliari, di strumenti di pagamento; creditori di questo e chi ha concorso al dissesto dell’im-
2) alla reclusione per uno dei delitti previsti nel ti- presa, nonché chiunque si trovi in conflitto di interessi
tolo XI del libro V del codice civile o nel presente codice; con la procedura.

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3. Il curatore, il commissario giudiziale e il liquidatore h) le misure necessarie ad assicurare la protezione


sono nominati dall’autorità giudiziaria tenuto conto: dei dati personali.
a) delle risultanze dei rapporti riepilogativi di cui
all’articolo 16-bis, commi 9-quater, 9-quinquies e 9-sep- Art. 360.
ties, del decreto-legge 18 ottobre 2012, n. 179, convertito, Disposizioni in materia di obbligatorietà del deposito
con modificazioni, dalla legge 24 dicembre 2012, n. 228; con modalità telematiche degli atti del procedimento
b) degli incarichi in corso, in relazione alla necessità di accertamento dello stato di crisi o di insolvenza
di assicurare l’espletamento diretto, personale e tempesti-
vo delle funzioni; 1. Dopo l’articolo 16-bis, comma 4, del decreto-legge
c) delle esigenze di trasparenza e di turnazione 18 ottobre 2012, n. 179, convertito dalla legge 17 dicem-
nell’assegnazione degli incarichi, valutata la esperien- bre 2012, n. 221 è inserito il seguente comma:
za richiesta dalla natura e dall’oggetto dello specifico «4-bis. Nei procedimenti giudiziali diretti all’apertura
incarico; delle procedure concorsuali, in ogni grado di giudizio, gli
d) con riferimento agli iscritti agli albi dei consulenti atti dei difensori e degli ausiliari del giudice, nonché i do-
del lavoro, dell’esistenza di rapporti di lavoro subordina- cumenti sono depositati esclusivamente con modalità tele-
to in atto al momento dell’apertura della liquidazione giu- matiche, nel rispetto della normativa anche regolamentare
diziale, del deposito del decreto di ammissione al concor- concernente la sottoscrizione, la trasmissione e la ricezione
dato preventivo o al momento della sua omologazione. dei documenti informatici. Si applica il secondo periodo
del comma 4. Per il ricorso per cassazione, la disposizio-
ne acquista efficacia a decorrere dal sessantesimo giorno
Capo III successivo alla pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale del
DISCIPLINA DEI PROCEDIMENTI provvedimento del responsabile dei sistemi informativi
automatizzati del Ministero della giustizia, da adottarsi en-
tro un anno dall’entrata in vigore del codice della crisi di
Art. 359. impresa e dell’insolvenza, adottato in attuazione dell’arti-
Area web riservata colo 1 della legge delega 19 ottobre 2017, n. 155, attestante
la piena funzionalità dei servizi di comunicazione.».
1. L’area web riservata di cui all’articolo 40, comma 6,
è realizzata dal Ministero dello sviluppo economico, sen- Art. 361.
tita l’Agenzia per l’Italia digitale, avvalendosi delle strut-
ture informatiche di cui all’articolo 6-bis, comma 4, del Norma transitoria sul deposito telematico delle notifiche
decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82 (Codice dell’am-
ministrazione digitale). 1. Quando la notificazione telematica di cui all’artico-
lo 40, comma 5, non risulta possibile o non ha esito posi-
2. Il Ministro dello sviluppo economico, di concerto tivo, per causa imputabile al destinatario e sino all’ema-
con il Ministro della giustizia e con il Ministro per la nazione del decreto di cui all’articolo 359, si applicano le
pubblica amministrazione, sentito il Garante per la prote- disposizioni di cui all’articolo 40, comma 7.
zione dei dati personali, con decreto da adottarsi entro il
1° marzo 2020, definisce in particolare:
Art. 362.
a) la codifica degli eventi che generano avvisi di
mancata consegna, distinguendo tra quelli imputabili e Trattazione delle controversie concorsuali
quelli non imputabili al destinatario; presso la Corte di cassazione
b) le modalità di inserimento automatico degli atti 1. Presso la Corte di cassazione, alla sezione incaricata
nell’area web riservata; della trattazione delle controversie di cui al presente co-
c) le modalità di accesso a ciascuna area da parte dei dice, sono destinati magistrati nel numero richiesto dalle
rispettivi titolari; esigenze del servizio, tenuto conto dei procedimenti pen-
d) le modalità di comunicazione al titolare dell’area denti e pervenuti e dell’urgenza della definizione.
web riservata del link per accedere agevolmente all’atto 2. L’assegnazione del personale di magistratura alla
oggetto della notifica, escludendo la rilevanza di questa sezione di cui al comma 1 ha luogo nei limiti della dota-
comunicazione ai fini del perfezionamento della notifi- zione organica vigente.
ca, già avvenuta per effetto dell’inserimento di cui alla
lettera seguente; Art. 363.
e) il contenuto e le modalità di rilascio alla cancel-
leria dell’attestazione dell’avvenuto inserimento dell’atto Certificazione dei debiti contributivi
da notificare nell’area web riservata; e per premi assicurativi
f) il contenuto della ricevuta di avvenuta notifica 1. L’Istituto nazionale per la previdenza sociale e l’Isti-
mediante inserimento nell’area web riservata e le modali- tuto nazionale per gli infortuni sul lavoro, su richiesta del
tà di firma elettronica; debitore o del tribunale, comunicano i crediti dagli stessi
g) il periodo di tempo per il quale è assicurata la con- vantati nei confronti del debitore a titolo di contributi e pre-
servazione dell’atto notificato nell’area web riservata. mi assicurativi, attraverso il rilascio di un certificato unico.

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14-2-2019 Supplemento ordinario n. 6/L alla GAZZETTA UFFICIALE Serie generale - n. 38

2. L’INPS e l’INAIL, entro novanta giorni dall’entra- 2. Le disposizioni dell’articolo 147 del decreto del Pre-
ta in vigore del presente articolo, definiscono i contenuti sidente della Repubblica n. 115 del 2002, come sostituito
della comunicazione ed i tempi per il rilascio del certifi- dal comma 1, si applicano anche in caso di revoca dei
cato unico di cui al comma 1 con proprio provvedimento, fallimenti adottati con provvedimento emesso a norma
approvato dal Ministero del lavoro e delle politiche so- dell’articolo 18 del regio decreto 16 marzo 1942, n. 267.
ciali, di concerto con il Ministero dell’economia e delle
finanze e, per i profili di competenza, con il Dipartimento Art. 367.
della funzione pubblica.
Modalità di accesso alle informazioni sui debiti
risultanti da banche dati pubbliche
Art. 364.
1. Nei procedimenti di cui all’articolo 42, comma 1,
Certificazione dei debiti tributari le pubbliche amministrazioni che gestiscono le banche
dati del Registro delle imprese, dell’Anagrafe tributaria e
1. Gli uffici dell’Amministrazione finanziaria e degli
dell’Istituto nazionale di previdenza sociale trasmettono
enti preposti all’accertamento dei tributi di loro compe-
direttamente e automaticamente alla cancelleria, mediante
tenza rilasciano, su richiesta del debitore o del tribunale,
il sistema di cooperazione applicativa ai sensi del decreto
un certificato unico sull’esistenza di debiti risultanti dai
legislativo 7 marzo 2005, n. 82, Codice dell’amministra-
rispettivi atti, dalle contestazioni in corso e da quelle già
zione digitale, i dati e i documenti di cui ai commi 2, 3 e 4.
definite per le quali i debiti non sono stati soddisfatti.
2. Il Registro delle imprese trasmette alla cancelleria
2. L’Agenzia delle entrate adotta, entro novanta gior- i bilanci relativi agli ultimi tre esercizi, la visura storica,
ni dalla data di entrata in vigore del presente articolo, gli atti con cui sono state compiute le operazioni straor-
con proprio provvedimento, modelli per la certificazio- dinarie e in particolare aumento e riduzione di capitale,
ne dei carichi pendenti, risultanti al sistema informativo fusione e scissione, trasferimenti di azienda o di rami
dell’anagrafe tributaria e dell’esistenza di contestazioni, di azienda. Ulteriori informazioni e documenti possono
nonché per le istruzioni agli uffici locali dell’Agenzia essere individuati con decreto non avente natura regola-
delle entrate competenti al rilascio e definisce un fac- mentare del Ministero della giustizia, di concerto con il
simile di richiesta delle certificazioni medesime da par- Ministero dello sviluppo economico.
te dei soggetti interessati, curando la tempestività di
rilascio. 3. L’Agenzia delle entrate trasmette alla cancelleria le di-
chiarazioni dei redditi concernenti i tre esercizi o anni pre-
cedenti, l’elenco degli atti sottoposti a imposta di registro
Art. 365. e i debiti fiscali, indicando partitamente per questi ultimi
Informazioni sui debiti fiscali, contributivi interessi, sanzioni e gli anni in cui i debiti sono sorti. Con
e per premi assicurativi decreto del direttore generale della giustizia civile d’intesa
con il direttore generale dell’Agenzia delle entrate possono
1. A seguito della domanda di apertura della liquidazio- essere individuati ulteriori documenti e informazioni.
ne giudiziale o del concordato preventivo e fino alla ema- 4. L’Istituto nazionale di previdenza sociale trasmette
nazione dei provvedimenti di cui agli articoli 363 e 364, alla cancelleria le informazioni relative ai debiti contribu-
la cancelleria acquisisce dagli uffici competenti idonea tivi. Con decreto del direttore generale della giustizia ci-
certificazione sui debiti fiscali, contributivi e per premi vile d’intesa con il presidente del predetto Istituto posso-
assicurativi. no essere individuati ulteriori documenti e informazioni.
5. Sino a quando non sono definiti dall’Agenzia per
Art. 366. l’Italia digitale gli standard di comunicazione e le rego-
le tecniche di cui all’articolo 71 del decreto legislativo
Modifica all’articolo 147 del Testo unico 7 marzo 2005, n. 82, e, in ogni caso, quando l’ammini-
in materia di spese di giustizia strazione che gestisce la banca dati o il Ministero della
giustizia non dispongono dei sistemi informatici per la
1. L’articolo 147 del decreto del Presidente della Re- cooperazione applicativa di cui al codice dell’ammini-
pubblica 30 maggio 2002, n. 115, è sostituito dal seguente: strazione digitale, i dati, i documenti e le informazioni di
«Art. 147 (L) (Recupero delle spese in caso di revoca cui al presente articolo sono acquisiti previa stipulazione,
della dichiarazione di apertura della liquidazione giudi- senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica, di
ziale). — 1. In caso di revoca della dichiarazione di aper- una convenzione a titolo gratuito e senza nuovi o maggio-
tura della liquidazione giudiziale, le spese della procedu- ri oneri per la finanza pubblica, finalizzata alla fruibilità
ra e il compenso del curatore sono a carico del creditore informatica dei dati, sentito il Garante per la protezione
istante quando ha chiesto con colpa la dichiarazione di dei dati personali.
apertura della liquidazione giudiziale; sono a carico del 6. Con le medesime modalità di cui al comma 1 sono
debitore persona fisica, se con il suo comportamento ha altresì trasmesse alla cancelleria le ulteriori informazioni
dato causa alla dichiarazione di apertura della liquidazio- relative al debitore e rilevanti per la sussistenza dei requi-
ne giudiziale. La corte di appello, quando revoca la liqui- siti eccedenti quelli di cui all’articolo 2, comma 1, lettera
dazione giudiziale, accerta se l’apertura della procedura è d), detenute dalle altre pubbliche amministrazioni indivi-
imputabile al creditore o al debitore.». duate dal Ministero della giustizia. Si applica il comma 5.

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7. Le disposizioni del presente articolo acquistano effi- lo 2112 del codice civile, fermo il trasferimento al ces-
cacia a decorrere dal sessantesimo giorno successivo alla sionario dei rapporti di lavoro, trova applicazione, per
pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale del provvedimen- quanto attiene alle condizioni di lavoro, nei termini e con
to del responsabile dei sistemi informativi automatizzati le limitazioni previste dall’accordo medesimo, da conclu-
del Ministero della giustizia, da adottarsi entro un anno dersi anche attraverso i contratti collettivi di cui all’ar-
dall’entrata in vigore del presente codice, attestante la ticolo 51 del decreto legislativo 15 giugno 2015, n. 81,
piena funzionalità del collegamento telematico, anche qualora il trasferimento riguardi aziende:
a seguito della stipulazione delle convenzioni di cui al a) per le quali vi sia stata la dichiarazione di aper-
comma 5. tura della procedura di concordato preventivo in regime
di continuità indiretta, ai sensi dell’articolo 84, comma 2,
Capo IV del codice della crisi e dell’insolvenza, con trasferimento
DISPOSIZIONI IN MATERIA DI DIRITTO DEL LAVORO di azienda successivo all’apertura del concordato stesso;
b) per le quali vi sia stata l’omologazione degli ac-
cordi di ristrutturazione dei debiti, quando gli accordi non
Art. 368. hanno carattere liquidatorio;
Coordinamento con la disciplina del diritto del lavoro c) per le quali è stata disposta l’amministrazio-
ne straordinaria, ai sensi del decreto legislativo 8 luglio
1. All’articolo 5, comma 3, della legge 23 luglio 1999, n. 270, in caso di continuazione o di mancata ces-
1991 n. 223, dopo le parole «comma 12» sono aggiun- sazione dell’attività»;
te le seguenti: «nonché di violazione delle procedure di
cui all’articolo 189, comma 6, del codice della crisi e c) il comma 5 è sostituito dal seguente:
dell’insolvenza». «5. Qualora il trasferimento riguardi imprese nei con-
2. All’articolo 10 del decreto legislativo 4 marzo fronti delle quali vi sia stata apertura della liquidazione
2015, n. 23, dopo le parole «comma 12» sono aggiun- giudiziale o di concordato preventivo liquidatorio, ovve-
te le seguenti: «nonché di violazione delle procedure di ro emanazione del provvedimento di liquidazione coatta
cui all’articolo 189, comma 6, del codice della crisi e amministrativa, nel caso in cui la continuazione dell’atti-
dell’insolvenza». vità non sia stata disposta o sia cessata, i rapporti di lavo-
3. All’articolo 24 della legge 23 luglio 1991, n. 223 ro continuano con il cessionario. Tuttavia, in tali ipotesi,
sono introdotte le seguenti modifiche: nel corso delle consultazioni di cui ai precedenti commi,
possono comunque stipularsi, con finalità di salvaguardia
a) al comma 1, dopo il primo periodo, è aggiunto il dell’occupazione, contratti collettivi ai sensi dell’artico-
seguente: «Fermi i requisiti numerici e temporali prescrit- lo 51 del decreto legislativo 15 giugno 2015, n. 81, in
ti dal presente comma, alle imprese in stato di liquidazio- deroga all’articolo 2112, commi 1, 3 e 4, del codice civi-
ne giudiziale si applicano le disposizioni di cui all’artico- le; resta altresì salva la possibilità di accordi individuali,
lo 189, comma 6, del codice della crisi e dell’insolvenza.»; anche in caso di esodo incentivato dal rapporto di lavoro,
b) al comma 1-bis, dopo il primo periodo, è aggiunto da sottoscriversi nelle sedi di cui all’articolo 2113, ultimo
il seguente: «Ai datori di lavoro non imprenditori in sta- comma del codice civile.»;
to di liquidazione giudiziale si applicano le disposizioni d) dopo il comma 5 sono aggiunti i seguenti:
di cui all’articolo 189, comma 6, del codice della crisi e
dell’insolvenza.»; «5-bis. Nelle ipotesi previste dal comma 5, non si ap-
c) al comma 1-quinquies, dopo le parole: «procedu- plica l’articolo 2112, comma 2, del codice civile e il trat-
re richiamate dall’articolo 4, comma 12,» sono aggiun- tamento di fine rapporto è immediatamente esigibile nei
te le seguenti: «nonché di violazione delle procedure di confronti del cedente dell’azienda. Il Fondo di garanzia,
cui all’articolo 189, comma 6, del codice della crisi e in presenza delle condizioni previste dall’articolo 2 della
dell’insolvenza.». legge 29 maggio 1982, n. 297, interviene anche a favore
dei lavoratori che passano senza soluzione di continuità
4. All’articolo 47 della legge 29 dicembre 1990, n. 428, alle dipendenze dell’acquirente; nei casi predetti, la data
sono apportate le seguenti modificazioni e integrazioni: del trasferimento tiene luogo di quella della cessazione del
a) dopo il comma 1 è inserito il seguente: «1-bis. rapporto di lavoro, anche ai fini dell’individuazione dei
Nei casi di trasferimenti di aziende nell’ambito di pro- crediti di lavoro diversi dal trattamento di fine rapporto,
cedure di regolazione della crisi e dell’insolvenza di cui da corrispondere ai sensi dell’articolo 2, comma 1, del de-
al presente codice, la comunicazione di cui al comma 1 creto legislativo 27 gennaio 1992, n. 80. I predetti credi-
può essere effettuata anche solo da chi intenda proporre ti per trattamento di fine rapporto e di cui all’articolo 2,
offerta di acquisto dell’azienda o proposta di concordato comma 1, del decreto legislativo 27 gennaio 1992, n. 80
preventivo concorrente con quella dell’imprenditore; in sono corrisposti dal Fondo di Garanzia nella loro integrale
tale ipotesi l’efficacia degli accordi di cui ai commi 4- misura, quale che sia la percentuale di soddisfazione stabi-
bis e 5 può essere subordinata alla successiva attribuzione lita, nel rispetto dell’articolo 85, comma 7, del codice della
dell’azienda ai terzi offerenti o proponenti.». crisi e dell’insolvenza, in sede di concordato preventivo.
b) il comma 4-bis è sostituito dal seguente: 5-ter. Qualora il trasferimento riguardi imprese nei
«4-bis. Nel caso in cui sia stato raggiunto un accordo, confronti delle quali vi sia stata sottoposizione all’ammi-
nel corso delle consultazioni di cui ai precedenti commi, nistrazione straordinaria, nel caso in cui la continuazione
con finalità di salvaguardia dell’occupazione, l’artico- dell’attività non sia stata disposta o sia cessata e nel corso

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della consultazione di cui ai precedenti commi sia stato 3) al comma 3, le parole «nell’art. 203 della legge
raggiunto un accordo circa il mantenimento anche parzia- fallimentare» sono sostituite dalle seguenti: «nell’artico-
le dell’occupazione, ai lavoratori il cui rapporto di lavoro lo 298 del codice della crisi e dell’insolvenza»;
continua con l’acquirente non trova applicazione l’artico- f) all’articolo 83 sono apportate le seguenti
lo 2112 del codice civile, salvo che dall’accordo risultino modificazioni:
condizioni di miglior favore. Il predetto accordo può al-
tresì prevedere che il trasferimento non riguardi il perso- 1) al comma 2, le parole: «dagli articoli 42, 44,
nale eccedentario e che quest’ultimo continui a rimanere, 45 e 66, nonché dalle disposizioni del titolo II, capo III,
in tutto o in parte, alle dipendenze dell’alienante.»; sezione II e sezione IV della legge fallimentare» sono so-
e) al comma 6 dopo le parole «i lavoratori che» è stituite dalle seguenti: «dagli articoli 142, 144, 145 e 165,
aggiunta la seguente : «comunque»; nonché dalle disposizioni del titolo V, capo I, sezione III
e V del codice della crisi e dell’insolvenza»;
f) all’articolo 11, comma 3, del decreto-legge 23 di-
cembre 2013, n. 145, convertito, con modificazioni, dalla 2) al comma 3, le parole «del luogo dove la banca
legge 21 febbraio 2014, n. 9, le parole «dell’articolo 2, ha la sede legale» sono sostituite dalle seguenti: «del luo-
comma 19, della legge 28 giugno 2012, n. 92» sono sosti- go in cui la banca ha il centro degli interessi principali»;
tuite dalle seguenti: «dell’articolo 8 del decreto legislati- 3) al comma 3-bis, le parole «all’articolo 56, pri-
vo 4 marzo 2015, n. 22». mo comma, della legge fallimentare» sono sostituite dalle
seguenti: «all’articolo 155, comma 1, del codice della cri-
Capo V si e dell’insolvenza»;
DISPOSIZIONI DI COORDINAMENTO IN TEMA DI LIQUIDAZIONE g) all’articolo 86 sono apportate le seguenti
COATTA AMMINISTRATIVA E IN ALTRE MATERIE modificazioni:
1) al comma 3, le parole «del luogo ove la banca
Art. 369. ha la sede legale» sono sostituite dalle seguenti: «del luo-
go in cui la banca ha il centro degli interessi principali» e
Norme di coordinamento con le disposizioni del decreto le parole «Si applica l’articolo 31-bis, terzo comma, della
legislativo 1° settembre 1993, n. 385 legge fallimentare, intendendosi sostituito al curatore il
1. Al decreto legislativo 1 settembre 1993, n. 385, sono commissario liquidatore» sono sostituite dalle seguenti:
apportate le seguenti modificazioni: «In pendenza della procedura e per il periodo di due anni
a) all’articolo 39, comma 4, le parole «a revocatoria dalla chiusura della stessa, il commissario liquidatore è
fallimentare» sono sostituite dalle seguenti «alla revoca- tenuto a conservare i messaggi di posta elettronica certifi-
toria di cui all’articolo 166 del codice della crisi e dell’in- cata inviati e ricevuti»;
solvenza» e le parole «L’art. 67 della legge fallimentare» 2) al comma 7, le parole «del luogo ove la banca
sono sostituite dalle seguenti: «L’articolo 166 del codice ha la sede legale» sono sostituite dalle seguenti: «del luo-
della crisi dell’insolvenza»; go in cui la banca ha il centro degli interessi principali»;
b) all’articolo 69-septiesdecies, le parole «agli arti- h) all’articolo 87, al comma 2, le parole «del luo-
coli 64, 65, 66 e 67, 216, primo comma, n.1) e terzo com- go ove la banca ha la sede legale» sono sostituite dalle
ma e 217 della legge fallimentare» sono sostituite dalle seguenti: «del luogo in cui la banca ha il centro degli in-
seguenti: «agli articoli 163, 164, 165, 166, 338, com- teressi principali» e le parole «l’articolo 99, commi 2 e
ma 1, lettera a) e comma 3, e 339 del codice della crisi e seguenti, della legge fallimentare» sono sostituite dalle
dell’insolvenza»; seguenti: «l’articolo 206, comma 2 e seguenti, del codice
c) all’articolo 70, comma 7, le parole «il titolo IV della crisi e dell’insolvenza»;
della legge fallimentare e» sono soppresse; i) all’articolo 91 sono apportate le seguenti
d) all’articolo 80, comma 6, le parole «della legge modificazioni:
fallimentare» sono sostituite dalle seguenti: «del codice
della crisi e dell’insolvenza»; 1) al primo periodo del primo comma, le parole
e) all’articolo 82 sono apportate le seguenti «dall’articolo 111 della legge fallimentare» sono sosti-
modificazioni: tuite dalle seguenti: «dall’articolo 221 del codice della
crisi e dell’insolvenza» e, al secondo periodo, le parole
1) al comma 1, le parole «in cui essa ha la sede le- «nell’articolo 111, comma primo, numero 1) della leg-
gale» sono sostituite dalle seguenti: «dove essa ha il centro ge fallimentare» sono sostituite dalle seguenti: «nell’ar-
degli interessi principali», le parole «dell’art. 195, commi ticolo 221, comma 1, lettera a), del codice della crisi e
primo, secondo periodo, terzo, quarto, quinto, sesto e otta- dell’insolvenza»;
vo della legge fallimentare» sono sostituite dalle seguenti:
«dell’articolo 296 del codice della crisi e dell’insolvenza»; 2) al comma 1-bis, le parole «dall’articolo 111
2) al comma 2, le parole «del luogo in cui la banca della legge fallimentare» sono sostituite dalle seguenti:
ha la sede legale» sono sostituite dalle seguenti: «del luogo «dall’articolo 221 del codice della crisi e dell’insolvenza»;
in cui la banca ha il centro degli interessi principali», le 3) al comma 3, le parole «dell’articolo 111, com-
parole «dell’art. 195, terzo, quarto, quinto e sesto comma ma 1, numero 3) della legge fallimentare» sono sostituite
della legge fallimentare» sono sostituite dalle seguenti: dalle seguenti: «dall’articolo 221, comma 1, lettera c) del
«dell’articolo 297 del codice della crisi e dell’insolvenza»; codice della crisi e dell’insolvenza»;

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l) all’articolo 93 sono apportate le seguenti quinto e sesto comma, della legge fallimentare» sono so-
modificazioni: stituite dalle seguenti: «dell’articolo 297 del codice della
1) al comma 1, le parole «del luogo dove l’impre- crisi e dell’insolvenza»;
sa ha la sede legale» sono sostituite dalle seguenti: «del 2) al comma 2, le parole «in cui l’impresa ha
luogo dove l’impresa ha il centro degli interessi principa- la sede legale» sono sostituite dalle seguenti: «dove
li» e le parole «dell’art. 152, secondo comma, della legge l’impresa ha il centro degli interessi principali», le pa-
fallimentare» sono sostituite dalle seguenti: «dell’artico- role «dell’articolo 195, terzo, quarto, quinto e sesto
lo 265, comma 2, del codice della crisi e dell’insolvenza»; comma, della legge fallimentare» sono sostituite dal-
2) al comma 3, ultimo periodo, le parole «dall’ar- le seguenti: «dell’articolo 297 del codice della crisi e
ticolo 135 della legge fallimentare» sono sostituite dal- dell’insolvenza»;
le seguenti: «dall’articolo 248 del codice della crisi e 3) al comma 3, le parole «nell’articolo 5, secon-
dell’insolvenza»; do comma, della legge fallimentare» sono sostituite dalle
3) al comma 6, le parole «l’articolo 131 della leg- seguenti: «nell’articolo 2, comma 1, lettera b), del codice
ge fallimentare» sono sostituite dalle seguenti: «l’artico- della crisi e dell’insolvenza»;
lo 247 del codice della crisi e dell’insolvenza»; 4) al comma 4, le parole «nell’art. 203 della legge
m) all’articolo 94, comma 3, le parole «l’articolo 215 fallimentare» sono sostituite dalle seguenti: «nell’artico-
della legge fallimentare» sono sostituite dalle seguenti: lo 299 del codice della crisi e dell’insolvenza»;
«l’articolo 299 del codice della crisi e dell’insolvenza»; d) all’articolo 249 sono apportate le seguenti
n) all’articolo 99, comma 5, le parole «67 della leg- modificazioni:
ge fallimentare», ovunque ricorrano, sono sostituite dalle 1) al comma 1, le parole «del luogo dove l’impre-
seguenti: «166 del codice della crisi e dell’insolvenza»; sa ha la sede legale» sono sostituite dalle seguenti: «dove
o) all’articolo 104, comma 1, le parole «ha sede le- l’impresa ha il centro degli interessi principali»;
gale la capogruppo» sono sostituite dalle seguenti: «la ca-
2) al comma 2, le parole «titolo II, capo III, se-
pogruppo ha il centro degli interessi principali».
zione II e sezione IV, e dall’articolo 66 della legge falli-
2. La disposizione di cui al comma 1, lettera a), si ap- mentare» sono sostituite dalle seguenti: «titolo V, capo I,
plica alle liquidazioni giudiziali aperte a seguito di do- sezione III e V del codice della crisi e dell’insolvenza e
manda depositata o iniziativa comunque esercitata suc- dall’articolo 165 del medesimo codice»;
cessivamente all’entrata in vigore del presente decreto.
e) all’articolo 252 sono apportate le seguenti
3. La disposizione di cui al comma 1, lettera b), si ap- modificazioni:
plica agli accordi previsti dal capo 02-I del Testo unico
bancario e alle prestazioni di sostegno finanziario in loro 1) al comma 2, le parole «del luogo dove ha sede
esecuzione, approvati successivamente all’entrata in vi- legale l’impresa» sono sostituite dalle seguenti: «dove
gore del presente decreto. l’impresa ha il centro degli interessi principali»;
4. Le disposizioni di cui al comma 1, lettere d), e), f), 2) al comma 8, le parole «del luogo ove l’impresa
g), h), i), l), m), n), e o), si applicano alle liquidazioni co- ha sede legale» sono sostituite dalle seguenti: «dove l’im-
atte amministrative disposte per effetto di domande depo- presa ha il centro degli interessi principali»;
sitate o iniziative comunque esercitate successivamente f) all’articolo 254, comma 2, le parole «dagli artico-
all’entrata in vigore del presente decreto. li 98 e 99 della legge fallimentare» sono sostituite dalle
seguenti: «dagli articoli 206 e 207 del codice della crisi e
Art. 370. dell’insolvenza»;
Norme di coordinamento con le disposizioni del decreto g) all’articolo 255, le parole «dalla legge fallimenta-
legislativo 7 settembre 2005, n. 209 re» sono sostituite dalle seguenti: «dal codice della crisi e
dell’insolvenza»;
l. Al decreto legislativo 7 settembre 2005, n. 209, sono h) all’articolo 256, le parole «dagli articoli 98 e
apportate le seguenti modificazioni: 99 della legge fallimentare» sono sostituite dalle se-
a) all’articolo 238, le parole «non si applica il titolo guenti: «dagli articoli 206 e 207 del codice della crisi e
III della legge fallimentare» sono sostituite dalle seguen- dell’insolvenza»;
ti: «non si applicano le disposizioni dei capi I e III del i) all’articolo 257, comma 1, le parole «dall’artico-
titolo IV del codice della crisi e dell’insolvenza»; lo 35 della legge fallimentare» sono sostituite dalle se-
b) all’articolo 245, comma 7, secondo periodo, le guenti: «dall’articolo 132 del codice della crisi e dell’in-
parole «della legge fallimentare» sono sostituite dalle se- solvenza» e le parole «a quanto disposto dall’articolo 206,
guenti: «del codice della crisi e dell’insolvenza»; secondo comma, della medesima» sono sostituite dalle
c) all’articolo 248 sono apportate le seguenti seguenti: «a quanto disposto dall’articolo 307, comma 2,
modificazioni: del medesimo codice»;
1) al comma 1, le parole «dove l’impresa ha la l) all’articolo 258, comma 6, le parole «all’artico-
sede legale» sono sostituite dalle seguenti: «dove l’im- lo 111, primo comma, numero 1, della legge fallimenta-
presa ha il centro degli interessi principali», le parole re» sono sostituite dalle seguenti: «all’articolo 221, com-
«dell’articolo 195, primo, secondo periodo, terzo, quarto, ma 1, lettera a), del codice della crisi e dell’insolvenza»;

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m) all’articolo 260, al comma 1, primo periodo, le pa- 2. Il comma 1 si applica alle liquidazioni generali del
role «dall’articolo 111 della legge fallimentare» sono sosti- patrimonio disposte per effetto di domande depositate o
tuite dalle seguenti: «dall’articolo 221 del codice della crisi iniziative comunque esercitate successivamente all’entra-
e dell’insolvenza» e, al comma 1, secondo periodo, le parole ta in vigore del presente decreto.
«nell’articolo 111, comma primo, numero 1) della legge fal-
limentare» sono sostituite dalle seguenti: «nell’articolo 221, Art. 372.
comma 1, lettera a), del codice della crisi e dell’insolvenza»;
n) all’articolo 262, comma 1, le parole «dell’art. 152, Modifiche al codice dei contratti pubblici di cui al
secondo comma, della legge fallimentare» sono sostituite decreto legislativo 18 aprile 2016, n. 50
dalle seguenti: «dell’articolo 265, comma 2, del codice 1. Al codice dei contratti pubblici di cui al decreto le-
della crisi e dell’insolvenza» e le parole «del luogo dove gislativo 18 aprile 2016, n. 50, sono apportate le seguenti
l’impresa ha la sede legale» sono sostituite dalle seguenti:
«dove l’impresa ha il centro degli interessi principali»; modificazioni:
o) all’articolo 263, comma 3, le parole «Si applica a) all’articolo 48, al comma 17, le parole «artico-
l’articolo 215 della legge fallimentare» sono sostituite lo 110, comma 5, in caso di fallimento, liquidazione co-
dalle seguenti: «Si applicano gli articoli 250 e 251 del atta amministrativa, amministrazione controllata, ammi-
codice della crisi e dell’insolvenza»; nistrazione straordinaria, concordato preventivo ovvero
procedura di insolvenza concorsuale o di liquidazione del
p) all’articolo 265, comma 3, le parole «all’artico- mandatario ovvero, qualora si tratti di imprenditore indi-
lo 213, secondo e terzo comma, della legge fallimentare» viduale, in caso di morte, interdizione, inabilitazione o
sono sostituite dalle seguenti: «all’articolo 313 del codice fallimento» sono sostituite dalle seguenti: «articolo 110,
della crisi e dell’insolvenza»;
comma 6, in caso di liquidazione giudiziale, liquidazio-
q) all’articolo 270, comma 1, le parole «dall’ar- ne coatta amministrativa, amministrazione straordinaria,
ticolo 56 della legge fallimentare» sono sostituite dal- concordato preventivo o di liquidazione del mandatario
le seguenti: «all’articolo 155 del codice della crisi e ovvero, qualora si tratti di imprenditore individuale, in
dell’insolvenza»; caso di morte, interdizione, inabilitazione o liquidazione
r) all’articolo 276, comma 5, prima parte, le parole giudiziale» e, al comma 18, le parole «articolo 110, com-
«67 della legge fallimentare», sono sostituite dalle seguen- ma 5, in caso di fallimento, liquidazione coatta ammini-
ti: «166 del codice della crisi e dell’insolvenza» e le parole strativa, amministrazione controllata, amministrazione
«per gli atti indicati ai numeri 1), 2) e 3) del primo comma straordinaria, concordato preventivo ovvero procedura
dell’articolo67dellalegge fallimentare, che siano stati po- di insolvenza concorsuale o di liquidazione di uno dei
sti in essere nei cinque anni anteriori al provvedimento di mandanti ovvero, qualora si tratti di imprenditore indi-
liquidazione coatta, e per gli atti indicati al numero 4) del viduale, in caso di morte, interdizione, inabilitazione o
primo comma e dal secondo comma del medesimo artico- fallimento» sono sostituite dalle seguenti: «articolo 110,
lo 67, che siano stati posti in essere nei tre anni anteriori» comma 6, in caso di liquidazione giudiziale, liquidazio-
sono sostituite dalle seguenti : «per gli atti indicati all’arti-
colo 166, comma 1, lettere a), b) e c) del codice della crisi ne coatta amministrativa, amministrazione straordinaria,
e dell’insolvenza chesiano stati posti in essere nei cinque concordato preventivo o di liquidazione di uno dei man-
anni anteriori al provvedimento di liquidazione coatta, e danti ovvero, qualora si tratti di imprenditore individuale,
per gli atti indicati all’articolo 166, comma 1, lettere a), b) in caso di morte, interdizione, inabilitazione o liquidazio-
e c) e comma 2 del codice della crisi e dell’insolvenza, che ne giudiziale»;
siano stati posti in essere nei tre anni anteriori»; b) all’articolo 80, comma 5, la lettera b) è sostitu-
s) all’articolo 281, comma 1, le parole «tribunale ita dalla seguente: «b) l’operatore economico sia stato
nella cui circoscrizione ha sede legale tale società control- sottoposto a liquidazione giudiziale o si trovi in stato di
lante» sono sostituite dalle seguenti: «tribunale dove tale liquidazione coatta o di concordato preventivo o sia in
società controllante ha il centro degli interessi principali». corso nei suoi confronti un procedimento per la dichia-
2. Le disposizioni di cui al comma 1, lettere b), c), d), razione di una di tali situazioni, fermo restando quanto
e), f), g), h), i), l), m), n), o), p), q), r) e s), si applicano alle previsto dall’articolo 95 del codice della crisi di impre-
liquidazioni coatte amministrative disposte per effetto di sa e dell’insolvenza adottato in attuazione della delega
domande depositate o iniziative comunque esercitate suc- di cui all’articolo 1 della legge 19 ottobre 2017, n.155 e
cessivamente all’entrata in vigore del presente decreto. dall’articolo 110;»;
c) l’articolo 110 è sostituito dal seguente:
Art. 371. «Art. 110 (Procedure di affidamento in caso di liqui-
Norme di coordinamento con l’articolo 16 delle dazione giudiziale dell’esecutore o di risoluzione del
disposizioni di attuazione del codice civile contratto e misure straordinarie di gestione). — 1. Fat-
to salvo quanto previsto ai commi 3 e seguenti, le sta-
1. All’articolo 16 delle disposizioni di attuazione del zioni appaltanti, in caso di liquidazione giudiziale, di
codice civile, le parole «201, 207, 208, 209, 210, 212 e liquidazione coatta e concordato preventivo, ovvero di
213 del r.d. 16 marzo 1942, n. 267» sono sostituite dalle risoluzione del contratto ai sensi dell’articolo 108 ov-
seguenti: «304, 308, 309, 310, 311, 312 e 313 del codice vero di recesso dal contratto ai sensi dell’articolo 88,
della crisi e dell’insolvenza». comma 4-ter, del decreto legislativo 6 settembre 2011,

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n. 159, ovvero in caso di dichiarazione giudiziale di Capo VI


inefficacia del contratto, interpellano progressivamen-
te i soggetti che hanno partecipato all’originaria pro- DISPOSIZIONI DI COORDINAMENTO DELLA DISCIPLINA PENALE
cedura di gara, risultanti dalla relativa graduatoria, al
fine di stipulare un nuovo contratto per l’affidamento Art. 373.
dell’esecuzione o del completamento dei lavori, servizi
o forniture. Coordinamento con le norme di attuazione del codice
2. L’affidamento avviene alle medesime condizioni di procedura penale
già proposte dall’originario aggiudicatario in sede in
offerta. 1. All’articolo 104-bis delle norme di attuazione, di co-
ordinamento e transitorie del codice di procedura penale
3. Il curatore della procedura di liquidazione giudi- approvate con decreto legislativo 28 luglio 1989, n. 271
ziale, autorizzato all’esercizio dell’impresa, può esegui- sono apportate le seguenti modificazioni:
re i contratti già stipulati dall’impresa assoggettata alla
liquidazione giudiziale su autorizzazione del giudice a) il comma 1-bis è sostituito dal seguente: «1-bis.
delegato. Si applicano le disposizioni di cui al Libro I, titolo III,
del codice di cui al decreto legislativo 6 settembre 2011,
4. Alle imprese che hanno depositato la domanda di n. 159, e successive modificazioni nella parte in cui reca-
cui all’articolo 40 del codice della crisi di impresa e no la disciplina della nomina e revoca dell’amministrato-
dell’insolvenza adottato in attuazione della delega di re, dei compiti, degli obblighi dello stesso e della gestione
cui all’articolo 1 della legge 19 ottobre 2017, n.155, si dei beni. Quando il sequestro è disposto ai sensi dell’arti-
applica l’art.95 del medesimo codice. Per la partecipa- colo 321, comma 2, del codice ai fini della tutela dei terzi
zione alle procedure di affidamento di contratti pubbli- e nei rapporti con la procedura di liquidazione giudiziaria
ci tra il momento del deposito della domanda di cui al si applicano, altresì, le disposizioni di cui al titolo IV del
primo periodo ed il momento del deposito del decreto Libro I del citato decreto legislativo.»;
previsto dall’articolo 47 del codice della crisi di impresa
b) il comma 1-quater è sostituito dal seguente:
e dell’insolvenza è sempre necessario l’avvalimento dei
«1-quater. Ai casi di sequestro e confisca in casi parti-
requisiti di un altro soggetto.
colari previsti dall’articolo 240-bis del codice penale
5. L’impresa ammessa al concordato preventivo non o dalle altre disposizioni di legge che a questo articolo
necessita di avvalimento di requisiti di altro soggetto. rinviano, nonché agli altri casi di sequestro e confisca
di beni adottati nei procedimenti relativi ai delitti di cui
6. L’ANAC può subordinare la partecipazione, l’af- all’articolo 51, comma 3-bis, del codice, si applicano
fidamento di subappalti e la stipulazione dei relativi le disposizioni del titolo IV del Libro I del decreto le-
contratti alla necessità che l’impresa in concordato si gislativo 6 settembre 2011, n. 159. Si applicano inoltre
avvalga di un altro operatore in possesso dei requisiti di le disposizioni previste dal medesimo decreto legislati-
carattere generale, di capacità finanziaria, tecnica, eco- vo in materia di amministrazione e destinazione dei beni
nomica, nonché di certificazione, richiesti per l’affida- sequestrati e confiscati e di esecuzione del sequestro. In
mento dell’appalto, che si impegni nei confronti dell’im- tali casi l’Agenzia nazionale per l’amministrazione e la
presa concorrente e della stazione appaltante a mettere a destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla crimi-
disposizione, per la durata del contratto, le risorse neces- nalità organizzata coadiuva l’autorità giudiziaria nell’am-
sarie all’esecuzione dell’appalto e a subentrare all’im- ministrazione e nella custodia dei beni sequestrati, fino al
presa ausiliata nel caso in cui questa nel corso della gara, provvedimento di confisca emesso dalla corte di appel-
ovvero dopo la stipulazione del contratto, non sia per lo e, successivamente a tale provvedimento, amministra
qualsiasi ragione più in grado di dare regolare esecuzio- i beni medesimi secondo le modalità previste dal citato
ne all’appalto o alla concessione quando l’impresa non è decreto legislativo 6 settembre 2011, n. 159. Restano co-
in possesso dei requisiti aggiuntivi che l’ANAC indivi- munque salvi i diritti della persona offesa dal reato alle
dua con apposite linee guida. restituzioni e al risarcimento del danno».
7. Restano ferme le disposizioni previste dall’artico-
lo 32 del decreto-legge 24 giugno 2014, n. 90, convertito, Capo VII
con modificazioni, dalla legge 11 agosto 2014, n. 114,
in materia di misure straordinarie di gestione di imprese ABROGAZIONI
nell’ambito della prevenzione della corruzione.»;
2. Le disposizioni di cui al comma 1 si applicano alle Art. 374.
procedure in cui il bando o l’avviso con cui si indice la
gara è pubblicato successivamente alla data di entrata in Abrogazioni
vigore del presente codice, nonché, per i contratti non
preceduti dalla pubblicazione di bandi o avvisi, alle pro- 1. Il comma 43 dell’articolo 23 del decreto-legge 6 lu-
cedure in cui, alla medesima data, non sono ancora stati glio 2011, n. 98, convertito con modificazioni, dalla legge
inviati gli inviti a presentare le offerte. 15 luglio 2011, n. 111 è abrogato.

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Parte SECONDA lo 2086, secondo comma, e spetta esclusivamente agli


MODIFICHE AL CODICE CIVILE amministratori, i quali compiono le operazioni necessarie
per l’attuazione dell’oggetto sociale. Salvo diversa di-
sposizione dell’atto costitutivo, l’amministrazione della
Art. 375. società è affidata a uno o più soci nominati con decisione
Assetti organizzativi dell’impresa dei soci presa ai sensi dell’articolo 2479.».
5. All’articolo 2475 del codice civile, dopo il quinto
1. La rubrica dell’articolo 2086 del codice civile è so- comma è aggiunto il seguente: «Si applica, in quanto
stituita dalla seguente: «Gestione dell’impresa». compatibile, l’articolo 2381.».
2. All’articolo 2086 del codice civile, dopo il primo
comma è aggiunto il seguente: Art. 378.
«L’imprenditore, che operi in forma societaria o col- Responsabilità degli amministratori
lettiva, ha il dovere di istituire un assetto organizzativo,
amministrativo e contabile adeguato alla natura e alle 1. All’articolo 2476 del codice civile, dopo il quinto
dimensioni dell’impresa, anche in funzione della rileva- comma è inserito il seguente: «Gli amministratori rispon-
zione tempestiva della crisi dell’impresa e della perdita dono verso i creditori sociali per l’inosservanza degli
della continuità aziendale, nonché di attivarsi senza in- obblighi inerenti alla conservazione dell’integrità del pa-
dugio per l’adozione e l’attuazione di uno degli strumenti trimonio sociale. L’azione può essere proposta dai credi-
previsti dall’ordinamento per il superamento della crisi e tori quando il patrimonio sociale risulta insufficiente al
il recupero della continuità aziendale». soddisfacimento dei loro crediti. La rinunzia all’azione da
parte della società non impedisce l’esercizio dell’azione
Art. 376. da parte dei creditori sociali. La transazione può essere
impugnata dai creditori sociali soltanto con l’azione re-
Crisi dell’impresa e rapporti di lavoro vocatoria quando ne ricorrono gli estremi.»
1. All’articolo 2119 del codice civile, il secondo com- 2. All’articolo 2486 del codice civile dopo il secondo
ma è sostituito dal seguente: «Non costituisce giusta comma è aggiunto il seguente: «Quando è accertata la re-
causa di risoluzione del contratto la liquidazione coatta sponsabilità degli amministratori a norma del presente ar-
amministrativa dell’impresa. Gli effetti della liquidazione ticolo, e salva la prova di un diverso ammontare, il danno
giudiziale sui rapporti di lavoro sono regolati dal codice risarcibile si presume pari alla differenza tra il patrimonio
della crisi e dell’insolvenza.». netto alla data in cui l’amministratore è cessato dalla ca-
rica o, in caso di apertura di una procedura concorsuale,
Art. 377. alla data di apertura di tale procedura e il patrimonio netto
determinato alla data in cui si è verificata una causa di
Assetti organizzativi societari scioglimento di cui all’articolo 2484, detratti i costi so-
stenuti e da sostenere, secondo un criterio di normalità,
1. All’articolo 2257 del codice civile, il primo com- dopo il verificarsi della causa di scioglimento e fino al
ma è sostituito dal seguente: «La gestione dell’impresa compimento della liquidazione. Se è stata aperta una pro-
si svolge nel rispetto della disposizione di cui all’artico- cedura concorsuale e mancano le scritture contabili o se a
lo 2086, secondo comma, e spetta esclusivamente agli causa dell’irregolarità delle stesse o per altre ragioni i net-
amministratori, i quali compiono le operazioni necessarie ti patrimoniali non possono essere determinati, il danno è
per l’attuazione dell’oggetto sociale. Salvo diversa pattu- liquidato in misura pari alla differenza tra attivo e passivo
izione, l’amministrazione della società spetta a ciascuno accertati nella procedura».
dei soci disgiuntamente dagli altri.».
2. All’articolo 2380-bis del codice civile, il primo com- Art. 379.
ma è sostituito dal seguente: «La gestione dell’impresa
si svolge nel rispetto della disposizione di cui all’artico- Nomina degli organi di controllo
lo 2086, secondo comma, e spetta esclusivamente agli
1. All’articolo 2477 del codice civile il secondo e il ter-
amministratori, i quali compiono le operazioni necessarie
zo comma sono sostituiti dai seguenti:
per l’attuazione dell’oggetto sociale.»
«La nomina dell’organo di controllo o del revisore è
3. All’articolo 2409-novies, primo comma, del codi-
obbligatoria se la società:
ce civile, il primo periodo è sostituito dal seguente: «La
gestione dell’impresa si svolge nel rispetto della disposi- a) è tenuta alla redazione del bilancio consolidato;
zione di cui all’articolo 2086, secondo comma, e spetta b) controlla una società obbligata alla revisione le-
esclusivamente al consiglio di gestione, il quale compie gale dei conti;
le operazioni necessarie per l’attuazione dell’oggetto c) ha superato per due esercizi consecutivi almeno
sociale.». uno dei seguenti limiti: 1) totale dell’attivo dello stato pa-
4. All’articolo 2475 del codice civile, il primo com- trimoniale: 2 milioni di euro; 2) ricavi delle vendite e del-
ma è sostituito dal seguente: «La gestione dell’impresa le prestazioni: 2 milioni di euro; 3) dipendenti occupati in
si svolge nel rispetto della disposizione di cui all’artico- media durante l’esercizio: 10 unità.

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L’obbligo di nomina dell’organo di controllo o del re- Art. 382.


visore di cui alla lettera c) del terzo comma cessa quan-
do, per tre esercizi consecutivi, non è superato alcuno dei Sostituzione dei termini fallito e fallimento
predetti limiti.»
1. All’articolo 2288 del codice civile, il primo comma
2. All’articolo 2477, quinto comma, del codice civi-
è sostituito dal seguente: «E’ escluso di diritto il socio nei
le, dopo le parole «qualsiasi soggetto interessato» sono
confronti del quale sia stata aperta o estesa la procedura
aggiunte le seguenti: «o su segnalazione del conserva-
di liquidazione giudiziale secondo il codice della crisi e
tore del registro delle imprese» e dopo il quinto com-
dell’insolvenza».
ma è aggiunto il seguente: «Si applicano le disposizioni
dell’articolo 2409 anche se la società è priva di organo di 2. All’articolo 2308 del codice civile, il primo comma
controllo.». è sostituito dal seguente: «La società si scioglie, oltre che
3. Le società a responsabilità limitata e le società per le cause indicate dall’articolo 2272, per provvedimen-
cooperative costituite alla data di entrata in vigore del to dell’autorità governativa nei casi stabiliti dalla legge e
presente articolo, quando ricorrono i requisiti di cui al per l’apertura della procedura di liquidazione giudiziale».
comma 1, devono provvedere a nominare gli organi di 3. All’articolo 2497 del codice civile, l’ultimo comma
controllo o il revisore e, se necessario, ad uniforma- è sostituito dal seguente: «Nel caso di liquidazione giu-
re l’atto costitutivo e lo statuto alle disposizioni di cui diziale, liquidazione coatta amministrativa e amministra-
al predetto comma entro nove mesi dalla predetta data. zione straordinaria di società soggetta ad altrui direzione
Fino alla scadenza del termine, le previgenti disposizio- e coordinamento, l’azione spettante ai creditori di questa
ni dell’atto costitutivo e dello statuto conservano la loro è esercitata dal curatore o dal commissario liquidatore o
efficacia anche se non sono conformi alle inderogabili dal commissario straordinario.».
disposizioni di cui al comma 1. Ai fini della prima ap-
plicazione delle disposizioni di cui all’articolo 2477 del Art. 383.
codice civile, commi secondo e terzo, come sostituiti dal
comma 1, si ha riguardo ai due esercizi antecedenti la Finanziamenti dei soci
scadenza indicata nel primo periodo.
4. All’articolo 92 delle disposizioni per l’attuazione del 1. All’articolo 2467, primo comma, del codice civile
codice civile e disposizioni transitorie, al primo comma, sono soppresse le parole «e, se avvenuto nell’anno pre-
le parole «capi V e VI» sono sostituite dalle seguenti : cedente la dichiarazione di fallimento della società, deve
«capi V, VI e VII». essere restituito.».

Art. 380. Art. 384.


Cause di scioglimento delle società di capitali Abrogazioni di disposizioni del codice civile
1. All’articolo 2484, primo comma, del codice civi-
le dopo il numero 7) è aggiunto il seguente: «7-bis) per 1. Dalla data dell’entrata in vigore del presente codice,
l’apertura della procedura di liquidazione giudiziale e l’articolo 2221 del codice civile è abrogato.
della liquidazione controllata.».
Parte TERZA
Art. 381.
GARANZIE IN FAVORE DEGLI ACQUIRENTI
Disposizioni in materia di società cooperative DI IMMOBILI DA COSTRUIRE
ed enti mutualistici
1. All’articolo 2545-terdecies, primo comma, del co- Art. 385.
dice civile, il secondo periodo è sostituito dal seguente:
«Le cooperative che svolgono attività commerciale sono Modifiche all’articolo 3 del decreto legislativo
soggette anche a liquidazione giudiziale». n. 122 del 2005
2. All’articolo 2545-sexiesdecies, primo comma, del
codice civile, il primo periodo è sostituito dal seguente: 1. All’articolo 3 del decreto legislativo 20 giugno 2005,
«Fuori dai casi di cui all’articolo 2545-septiesdecies, in n. 122 sono apportate le seguenti modificazioni:
caso di irregolare funzionamento della società cooperati- a) il comma 1 è sostituito dal seguente: «1. La fide-
va, l’autorità di vigilanza può revocare gli amministratori iussione è rilasciata da una banca o da un’impresa eser-
e i sindaci, affidare la gestione della società a un commis- cente le assicurazioni; essa deve garantire, nel caso in cui
sario, determinando i poteri e la durata, al fine di sanare il costruttore incorra in una situazione di crisi di cui al
le irregolarità riscontrate e, nel caso di crisi o insolvenza, comma 2 o, nel caso di inadempimento all’obbligo assi-
autorizzarlo a domandare la nomina del collegio o del curativo di cui all’articolo 4, la restituzione delle somme
commissario per la composizione assistita della crisi stes- e del valore di ogni altro eventuale corrispettivo effettiva-
sa o l’accesso a una delle procedure regolatrici previste mente riscossi e dei relativi interessi legali maturati fino
nel codice della crisi e dell’insolvenza.». al momento in cui la predetta situazione si è verificata.»;

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b) il comma 3 è sostituito dal seguente: «3. La fide- Art. 387.


iussione può essere escussa:
Modifiche all’articolo 5 del decreto legislativo
a) a decorrere dalla data in cui si è verificata la n. 122 del 2005
situazione di crisi di cui al comma 2 a condizione che, per
l’ipotesi di cui alla lettera a) del medesimo comma, l’ac- 1. All’articolo 5 del decreto legislativo 20 giugno 2005,
quirente abbia comunicato al costruttore la propria vo- n. 122, dopo il comma 1-bis, è aggiunto il seguente: «1-
lontà di recedere dal contratto e, per le ipotesi di cui alle ter. Le modifiche apportate dal decreto legislativo di
lettere b), c) e d) del comma 2, il competente organo della attuazione dell’articolo 12 della legge 19 ottobre 2017,
procedura concorsuale non abbia comunicato la volontà n. 155 si applicano ai contratti aventi ad oggetto immobili
di subentrare nel contratto preliminare; da costruire per i quali il titolo abilitativo edilizio sia stato
richiesto o presentato successivamente alla data di entrata
b) a decorrere dalla data dell’attestazione del no-
in vigore del decreto stesso.».
taio di non aver ricevuto per la data dell’atto di trasferi-
mento della proprietà la polizza assicurativa conforme al
decreto ministeriale di cui all’articolo 4, quando l’acqui- Art. 388.
rente ha comunicato al costruttore la propria volontà di Modifiche all’articolo 6 del decreto legislativo n. 122
recedere dal contratto di cui all’articolo 6. del 2005
c) il comma 7 è sostituito dal seguente: «7. L’effi- 1. All’articolo 6, comma 1, del decreto legislativo 20 giu-
cacia della fideiussione cessa nel momento in cui il fide- gno 2005, n. 122 sono apportate le seguenti modificazioni:
iussore riceve dal costruttore o da un altro dei contraenti
copia dell’atto di trasferimento della proprietà o di altro a) all’alinea, dopo le parole «immobile oggetto del
diritto reale di godimento sull’immobile o dell’atto defi- presente decreto», sono aggiunte le seguenti: «devono
nitivo di assegnazione il quale contenga la menzione di essere stipulati per atto pubblico o per scrittura privata
cui all’articolo 4, comma 1-quater.»; autenticata»;
b) la lettera g) è sostituita dalla seguente: «g) gli
d) dopo il comma 7 è aggiunto il seguente: «7-bis.
estremi della fideiussione di cui all’articolo 2 e l’attesta-
Con decreto del Ministro della giustizia, di concerto con
zione della sua conformità al modello contenuto nel de-
il Ministro dell’economia e delle finanze, da adottarsi
creto di cui all’articolo 3, comma 7-bis;».
entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della
presente disposizione, è determinato il modello standard
della fideiussione.». Parte QUARTA
DISPOSIZIONI FINALI E TRANSITORIE
Art. 386.
Modifiche all’articolo 4 del decreto legislativo Art. 389.
n. 122 del 2005 Entrata in vigore
1. All’articolo 4 del decreto legislativo 20 giugno 2005, 1. Il presente decreto entra in vigore decorsi diciotto
n. 122 sono apportate le seguenti modificazioni: mesi dalla data della sua pubblicazione nella Gazzetta Uf-
a) al comma 1, dopo le parole «all’atto del trasferi- ficiale, salvo quanto previsto al comma 2.
mento della proprietà» sono inserite le seguenti: «a pena 2. Gli articoli 27, comma 1, 350, 356, 357, 359, 363,
di nullità del contratto che può essere fatta valere solo 364, 366, 375, 377, 378, 379, 385, 386, 387 e 388 entrano
dall’acquirente,» in vigore il trentesimo giorno successivo alla pubblicazio-
b) dopo il comma 1 sono aggiunti i seguenti: ne nella Gazzetta Ufficiale del presente decreto.
3. Le disposizioni di cui agli articoli 3 e 4 del decreto
«1-bis. Con decreto del Ministro dello sviluppo eco- legislativo 20 giugno 2005, n. 122, come modificati dagli
nomico, di concerto con il Ministro della giustizia e con articoli 385 e 386 del presente codice, si applicano anche
il Ministro dell’economia e delle finanze, da adottarsi nelle more dell’adozione dei decreti di cui agli articoli
entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della 3, comma 7-bis, e 4, comma 1-bis, del predetto decreto
presente disposizione, sono determinati il contenuto e le legislativo e il contenuto della fideiussione e della polizza
caratteristiche della polizza di assicurazione e il relativo assicurativa è determinato dalle parti nel rispetto di quan-
modello standard. to previsto dalle richiamate disposizioni.
1-ter. In caso di inadempimento all’obbligo previsto
dal comma 1, l’acquirente che abbia comunicato al co- Art. 390.
struttore la propria volontà di recedere dal contratto di cui
all’articolo 6 ha diritto di escutere la fideiussione ai sensi Disciplina transitoria
dell’articolo 3, comma 3, lettera b). 1. I ricorsi per dichiarazione di fallimento e le propo-
1-quater. L’atto di trasferimento deve contenere la ste di concordato fallimentare, i ricorsi per l’omologa-
menzione degli estremi identificativi della polizza as- zione degli accordi di ristrutturazione, per l’apertura del
sicurativa e della sua conformità al decreto previsto dal concordato preventivo, per l’accertamento dello stato di
comma 1-bis.». insolvenza delle imprese soggette a liquidazione coatta

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amministrativa e le domande di accesso alle procedure di Per le direttive CEE vengono forniti gli estremi di pubblicazione
composizione della crisi da sovraindebitamento deposita- nella Gazzetta Ufficiale delle Comunità europee (GUCE).
ti prima dell’entrata in vigore del presente decreto sono Note alle premesse:
definiti secondo le disposizioni del regio decreto 16 mar-
zo 1942, n. 267, nonché della legge 27 gennaio 2012, n. 3. — L’art. 76 della Costituzione stabilisce che l’esercizio della fun-
zione legislativa non può essere delegato al Governo se non con deter-
2. Le procedure di fallimento e le altre procedure di minazione di principi e criteri direttivi e soltanto per tempo limitato e
cui al comma 1, pendenti alla data di entrata in vigore per oggetti definiti.
del presente decreto, nonché le procedure aperte a seguito — L’articolo 87 della Costituzione conferisce, tra l’altro, al Presi-
della definizione dei ricorsi e delle domande di cui al me- dente della Repubblica il potere di promulgare le leggi e di emanare i
desimo comma sono definite secondo le disposizioni del decreti aventi valore di legge ed i regolamenti.
regio decreto 16 marzo 1942, n. 267, nonché della legge Note all’art. 1:
27 gennaio 2012, n. 3.
— La legge costituzionale 18 ottobre 2001, n.3, reca: “Modifiche
3. Quando, in relazione alle procedure di cui ai com- al titolo V della parte seconda della Costituzione.”.
mi 1 e 2, sono commessi i fatti puniti dalle disposizioni
penali del titolo sesto del regio decreto 16 marzo 1942, Note all’art. 2:
n. 267, nonché della sezione terza del capo II della legge — Il decreto legge 18 ottobre 2012, n.179, convertito, con modi-
27 gennaio 2012, n. 3, ai medesimi fatti si applicano le ficazione dalla legge 17 dicembre 2012 n.221 (Conversione in legge,
predette disposizioni. con modificazioni, del decreto-legge 18 ottobre 2012, n. 179, recante
ulteriori misure urgenti per la crescita del Paese) reca: “Ulteriori misure
Art. 391. urgenti per la crescita del Paese.”.
— I capi III, IV, VI, del titolo V (delle società) del libro quinto (del
Disposizioni finanziarie e finali lavoro) del codice civile recano:
“Capo III: della società in nome collettivo
1. Per l’attuazione delle disposizioni di cui al presente Capo IV: della società in accomandita semplice
decreto legislativo si provvede nel limite delle risorse fi-
Capo VI: della società in accomandita per azioni.”.
nanziarie, umane e strumentali disponibili a legislazione vi-
gente, senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica. — Si riporta il testo dell’articolo 2 del decreto legislativo 19 ago-
sto 2016, n.175 (Testo unico in materia di società a partecipazione
2. L’attuazione delle disposizioni di cui all’articolo 27 pubblica):
avviene nei limiti della dotazione organica del personale “Art. 2. Definizioni
amministrativo e di magistratura. Lettere da a) . a l) Omissis.
Il presente decreto, munito del sigillo dello Stato, sarà m) «società a controllo pubblico»: le società in cui una o più ammi-
inserito nella Raccolta ufficiale degli atti normativi della nistrazioni pubbliche esercitano poteri di controllo ai sensi della lettera b);
Repubblica italiana. È fatto obbligo a chiunque spetti di n) «società a partecipazione pubblica»: le società a controllo pub-
osservarlo e di farlo osservare. blico, nonché le altre società partecipate direttamente da amministrazio-
ni pubbliche o da società a controllo pubblico;
Dato a Roma, addì 12 gennaio 2019 o) «società in house»: le società sulle quali un’amministrazione
esercita il controllo analogo o più amministrazioni esercitano il con-
trollo analogo congiunto, nelle quali la partecipazione di capitali privati
MATTARELLA avviene nelle forme di cui all’articolo 16, comma 1, e che soddisfano il
requisito dell’attività prevalente di cui all’articolo 16, comma 3;
CONTE, Presidente del Con- Lettera p). Omissis.”.
siglio dei ministri — Si riporta il testo dell’articolo 3, paragrafo 4, della direttiva
BONAFEDE, Ministro della 2013/34/UE (relativa ai bilanci d’esercizio, ai bilanci consolidati e alle
giustizia relative relazioni di talune tipologie di imprese, recante modifica della
direttiva 2006/43/CE del Parlamento europeo e del Consiglio e abroga-
TRIA, Ministro dell’econo- zione delle direttive 78/660/CEE e 83/349/CEE del Consiglio):
mia e delle finanze “Art. 3. Categorie di imprese e di gruppi
DI MAIO, Ministro del lavo- Paragrafi da 1. a 3. Omissis.
ro e delle politiche sociali 4. Sono grandi imprese le imprese che alla data di chiusura del
Visto, il Guardasigilli: BONAFEDE bilancio superano i limiti numerici di almeno due dei tre criteri seguenti:
a) totale dello stato patrimoniale: 20000000EUR;
b) ricavi netti delle vendite e delle prestazioni: 40000000EUR;
c) numero medio dei dipendenti occupati durante l’esercizio: 250.
NOTE 5. I piccoli gruppi sono gruppi composti da un’impresa madre e
imprese figlie da includere nel bilancio consolidato e che, su base con-
solidata, alla data di chiusura del bilancio dell’impresa madre non supe-
AVVERTENZA: rano i limiti numerici di almeno due dei tre criteri seguenti:
Il testo delle note qui pubblicato è stato redatto dall’amministrazio- a) totale dello stato patrimoniale: 4000000EUR;
ne competente per materia, ai sensi dell’art.10, commi 2 e 3, del testo b) ricavi netti delle vendite e delle prestazioni: 8000000EUR;
unico delle disposizioni sulla promulgazione delle leggi, sull’emana-
zione dei decreti del Presidente della Repubblica e sulle pubblicazioni c) numero medio dei dipendenti occupati durante l’esercizio: 50.
ufficiali della Repubblica italiana, approvato con D.P.R. 28 dicembre Gli Stati membri possono stabilire soglie superiori rispetto alle
1985, n.1092, al solo fine di facilitare la lettura delle disposizioni di leg- soglie di cui al primo comma, lettere a) e b). Tuttavia le soglie non
ge modificate o alle quali è operato il rinvio. Restano invariati il valore sono superiori a 6000000EUR per il totale dello stato patrimoniale e a
e l’efficacia degli atti legislativi qui trascritti. 12000000EUR per i ricavi netti delle vendite e delle prestazioni.

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6. I gruppi di dimensioni medie sono gruppi che non sono piccoli La cancellazione o la sospensione dal registro dei revisori lega-
gruppi e sono composti da un’impresa madre e imprese figlie da in- li e delle società di revisione legale e la perdita dei requisiti previsti
cludere nel bilancio consolidato e che, su base consolidata, alla data di dall’ultimo comma dell’articolo 2397 sono causa di decadenza dall’uf-
chiusura del bilancio dell’impresa madre non superano i limiti numerici ficio di sindaco.
di almeno due dei tre criteri seguenti: Lo statuto può prevedere altre cause di ineleggibilità o decadenza,
a) totale dello stato patrimoniale: 20000000EUR; nonché cause di incompatibilità e limiti e criteri per il cumulo degli
b) ricavi netti delle vendite e delle prestazioni: 40000000EUR; incarichi.”.
c) numero medio dei dipendenti occupati durante l’esercizio: 250. — Si riporta il testo dell’articolo 1, comma 1, lettera n-ter) e del
decreto legislativo 7 marzo 2005, n.82 (Codice dell’amministrazione
7. I grandi gruppi sono gruppi composti da un’impresa madre e digitale):
imprese figlie da includere nel bilancio consolidato e che, su base con-
solidata, alla data di chiusura del bilancio dell’impresa madre superano “Art. 1. Definizioni
i limiti numerici di almeno due dei tre criteri seguenti: Commi da 0a) a n-bis) Omissis.
a) totale dello stato patrimoniale: 20000000EUR; n-ter) domicilio digitale: un indirizzo elettronico eletto presso un ser-
b) ricavi netti delle vendite e delle prestazioni: 40000000EUR; vizio di posta elettronica certificata o un servizio elettronico di recapito
certificato qualificato, come definito dal regolamento(UE) 23 luglio 2014
c) numero medio dei dipendenti occupati durante l’esercizio: 250.”. n. 910 del Parlamento europeo e del Consiglio in materia di identificazione
— Si riporta il testo degli articoli 2497, 2545 septies e 2399 del elettronica e servizi fiduciari per le transazioni elettroniche nel mercato
codice civile: interno e che abroga la direttiva 1999/93/CE, di seguito “Regolamento
“Art. 2497. Responsabilità eIDAS”,valido ai fini delle comunicazioni elettroniche aventi valore legale.
Le società o gli enti che, esercitando attività di direzione e coor- Commi da n-quater a ff) Omissis.”.
dinamento di società, agiscono nell’interesse imprenditoriale proprio — Il decreto del Ministro della giustizia del 24 settembre 2014,
o altrui in violazione dei princìpi di corretta gestione societaria e im- n.202, reca: “Regolamento recante i requisiti di iscrizione nel registro
prenditoriale delle società medesime, sono direttamente responsabili nei degli organismi di composizione della crisi da sovraindebitamento, ai
confronti dei soci di queste per il pregiudizio arrecato alla redditività ed sensi dell’articolo 15 della legge 27 gennaio 2012, n. 3, come modifica-
al valore della partecipazione sociale, nonché nei confronti dei creditori ta dal decreto-legge 18 ottobre 2012, n. 179, convertito, con modifica-
sociali per la lesione cagionata all’integrità del patrimonio della società. zioni, dalla legge 17 dicembre 2012, n. 221.”.
Non vi è responsabilità quando il danno risulta mancante alla luce del
risultato complessivo dell’attività di direzione e coordinamento ovvero Note all’art. 3:
integralmente eliminato anche a seguito di operazioni a ciò dirette.
Risponde in solido chi abbia comunque preso parte al fatto lesivo — Si riporta il testo dell’articolo 2086 del codice civile:
e, nei limiti del vantaggio conseguito, chi ne abbia consapevolmente “Art 2086. Direzione e gerarchia nell’impresa.
tratto beneficio. L’imprenditore è il capo dell’impresa e da lui dipendono gerarchi-
Il socio ed il creditore sociale possono agire contro la società o camente i suoi collaboratori.”.
l’ente che esercita l’attività di direzione e coordinamento, solo se non
sono stati soddisfatti dalla società soggetta alla attività di direzione e Note all’art. 5:
coordinamento. — Si riporta il testo degli articoli 200 e 103 del codice di procedura
Nel caso di fallimento, liquidazione coatta amministrativa e ammi- penale:
nistrazione straordinaria di società soggetta ad altrui direzione e coor- “Art 200.Segreto professionale.
dinamento, l’azione spettante ai creditori di questa è esercitata dal cu-
ratore o dal commissario liquidatore o dal commissario straordinario.” 1. Non possono essere obbligati a deporre su quanto hanno cono-
sciuto per ragione del proprio ministero, ufficio o professione, salvi i
“Art. 2545-septies. Gruppo cooperativo paritetico. casi in cui hanno l’obbligo di riferirne all’autorità giudiziaria:
Il contratto con cui più cooperative appartenenti anche a categorie a) i ministri di confessioni religiose, i cui statuti non contrastino
diverse regolano, anche in forma consortile, la direzione e il coordina- con l’ordinamento giuridico italiano;
mento delle rispettive imprese deve indicare:
b) gli avvocati, gli investigatori privati autorizzati, i consulenti
1) la durata; tecnici e i notai;
2) la cooperativa o le cooperative cui è attribuita direzione del c) i medici e i chirurghi, i farmacisti, le ostetriche e ogni altro
gruppo, indicandone i relativi poteri; esercente una professione sanitaria;
3) l’eventuale partecipazione di altri enti pubblici e privati; d) gli esercenti altri uffici o professioni ai quali la legge riconosce
4) i criteri e le condizioni di adesione e di recesso dal contratto; la facoltà di astenersi dal deporre determinata dal segreto professionale.
5) i criteri di compensazione e l’equilibrio nella distribuzione 2. Il giudice, se ha motivo di dubitare che la dichiarazione resa da
dei vantaggi derivanti dall’attività comune. tali persone per esimersi dal deporre sia infondata, provvede agli accer-
La cooperativa può recedere dal contratto senza che ad essa possa- tamenti necessari. Se risulta infondata, ordina che il testimone deponga.
no essere imposti oneri di alcun tipo qualora, per effetto dell’adesione 3. Le disposizioni previste dai commi 1 e 2 si applicano ai giorna-
al gruppo, le condizioni dello scambio risultino pregiudizievoli per i listi professionisti iscritti nell’albo professionale, relativamente ai nomi
propri soci. delle persone dalle quali i medesimi hanno avuto notizie di carattere
Le cooperative aderenti ad un gruppo sono tenute a depositare fiduciario nell’esercizio della loro professione. Tuttavia se le notizie
in forma scritta l’accordo di partecipazione presso l’albo delle società sono indispensabili ai fini della prova del reato per cui si procede e la
cooperative.” loro veridicità può essere accertata solo attraverso l’identificazione del-
“Art. 2399. Cause d’ineleggibilità e di decadenza. la fonte della notizia, il giudice ordina al giornalista di indicare la fonte
delle sue informazioni.”
Non possono essere eletti alla carica di sindaco e, se eletti, deca-
dono dall’ufficio: “Art. 103. Garanzie di libertà del difensore.
a) coloro che si trovano nelle condizioni previste dall’articolo 2382; 1. Le ispezioni e le perquisizioni negli uffici dei difensori sono
consentite solo:
b) il coniuge, i parenti e gli affini entro il quarto grado degli
amministratori della società, gli amministratori, il coniuge, i parenti e a) quando essi o altre persone che svolgono stabilmente attività
gli affini entro il quarto grado degli amministratori delle società da que- nello stesso ufficio sono imputati, limitatamente ai fini dell’accertamen-
sta controllate, delle società che la controllano e di quelle sottoposte a to del reato loro attribuito;
comune controllo; b) per rilevare tracce o altri effetti materiali del reato o per ricer-
c) coloro che sono legati alla società o alle società da questa care cose o persone specificamente predeterminate.
controllate o alle società che la controllano o a quelle sottoposte a co- 2. Presso i difensori e gli investigatori privati autorizzati e incarica-
mune controllo da un rapporto di lavoro o da un rapporto continuativo di ti in relazione al procedimento, nonché presso i consulenti tecnici non si
consulenza o di prestazione d’opera retribuita, ovvero da altri rapporti di può procedere a sequestro di carte o documenti relativi all’oggetto della
natura patrimoniale che ne compromettano l’indipendenza. difesa, salvo che costituiscano corpo del reato.

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3. Nell’accingersi a eseguire una ispezione, una perquisizione o — Il decreto legislativo 17 maggio 1999, n.153 reca: “Disciplina
un sequestro nell’ufficio di un difensore, l’autorità giudiziaria a pena civilistica e fiscale degli enti conferenti di cui all’articolo 11, comma 1,
di nullità avvisa il consiglio dell’ordine forense del luogo perché il pre- del D.Lgs. 20 novembre 1990, n. 356, e disciplina fiscale delle opera-
sidente o un consigliere da questo delegato possa assistere alle opera- zioni di ristrutturazione bancaria, a norma dell’articolo 1 della L. 23 di-
zioni. Allo stesso, se interviene e ne fa richiesta, è consegnata copia del cembre 1998, n. 461.”.
provvedimento. — Il decreto legge 30 settembre 2003, n. 269, convertito con mo-
4. Alle ispezioni, alle perquisizioni e ai sequestri negli uffici dei dificazione dalla legge 24 novembre 2003, n.326 reca: “Disposizioni
difensori procede personalmente il giudice ovvero, nel corso delle in- urgenti per favorire lo sviluppo e per la correzione dell’andamento dei
dagini preliminari, il pubblico ministero in forza di motivato decreto di conti pubblici.”.
autorizzazione del giudice. — Il decreto legislativo 7 settembre 2005, n. 209 reca: “Codice
5. Non è consentita l’intercettazione relativa a conversazioni o co- delle assicurazioni private”.
municazioni dei difensori, degli investigatori privati autorizzati e incari- — Si riporta il testo dell’articolo 199 del decreto legislativo 24 feb-
cati in relazione al procedimento, dei consulenti tecnici e loro ausiliari, braio 1998, n.58 (Testo unico delle disposizioni in materia di interme-
né a quelle tra i medesimi e le persone da loro assistite. diazione finanziaria, ai sensi degli articoli 8 e 21 della legge 6 febbraio
6. Sono vietati il sequestro e ogni forma di controllo della corri- 1996, n. 52):
spondenza tra l’imputato e il proprio difensore in quanto riconoscibile “Art. 199. Società fiduciarie
dalle prescritte indicazioni, salvo che l’autorità giudiziaria abbia fonda-
to motivo di ritenere che si tratti di corpo del reato. 1. Fino alla riforma organica della disciplina delle società fiducia-
rie e di revisione conservano vigore le disposizioni previste dalla legge
7. Salvo quanto previsto dal comma 3 e dall’articolo 271, i risultati 23 novembre 1939, n. 1966, e dell’articolo 60, comma 4, del decreto
delle ispezioni, perquisizioni, sequestri, intercettazioni di conversazioni legislativo 23 luglio 1996, n. 415.
o comunicazioni, eseguiti in violazione delle disposizioni precedenti,
non possono essere utilizzati [c.p.p. 191]. Fermo il divieto di utiliz- 2. Le società fiduciarie di cui alla legge 23 novembre 1939, n. 1966,
zazione di cui al primo periodo, quando le comunicazioni e conver- che svolgono attività di custodia e amministrazione di valori mobiliari e
sazioni sono comunque intercettate, il loro contenuto non può essere che, alternativamente, sono controllate direttamente o indirettamente da
trascritto, neanche sommariamente, e nel verbale delle operazioni sono una banca o da un intermediario finanziario o hanno adottato la forma di
indicate soltanto la data, l’ora e il dispositivo su cui la registrazione è società per azioni ed hanno capitale versato di ammontare non inferiore
intervenuta.”. al doppio di quello richiesto dall’articolo 2327 del codice civile, sono
autorizzate e iscritte in una sezione separata dell’albo previsto dall’arti-
Note all’art. 9: colo 106 del decreto legislativo 1°(gradi) settembre 1993, n. 385, ma non
possono esercitare le attività elencate nel comma 1 del medesimo artico-
— Si riporta il testo dell’articolo 1 delle legge 7 ottobre 1969, lo. All’istanza si applica l’articolo 107 del decreto legislativo 1°(gradi)
n. 742 (Sospensione dei termini processuali nel periodo feriale): settembre 1993, n. 385, in quanto compatibile. Il diniego dell’autoriz-
“Art. 1. Il decorso dei termini processuali relativi alle giurisdizioni zazione, con la relativa motivazione, è comunicato al Ministero dello
ordinarie ed a quelle amministrative è sospeso di diritto dal 1°(gradi) al sviluppo economico e comporta la revoca dell’autorizzazione di cui
31 agosto di ciascun anno, e riprende a decorrere dalla fine del periodo all’articolo 2 della legge 23 novembre 1939, n. 1966, ove non vengano
di sospensione. Ove il decorso abbia inizio durante il periodo di sospen- meno, nel termine di novanta giorni dalla notifica del provvedimento di
sione, l’inizio stesso è differito alla fine di detto periodo. diniego, le condizioni che comportano l’obbligo di iscrizione. La Banca
d’Italia esercita i poteri indicati all’articolo 108 del decreto legislativo
La stessa disposizione si applica per il termine stabilito dall’artico- 1°(gradi) settembre 1993, n. 385, al fine di assicurare il rispetto da parte
lo 201 del codice di procedura penale.”. delle società fiduciarie iscritte nella sezione separata delle disposizioni
contenute nel decreto legislativo 21 novembre 2007, n. 231. Alle società
Note all’art. 10: fiduciarie iscritte si applicano gli articoli 110, 113-bis, 113-ter del decreto
— Si riporta il testo dell’articolo 1, comma 1-ter del citato decreto legislativo 1°(gradi) settembre 1993, n. 385, in quanto compatibili.
legislativo 7 marzo 2005, n. 82: 3. Il Ministero dello sviluppo economico e la Banca d’Italia, per
“Art. 1. Definizioni. quanto concerne le società di cui al comma 2, si danno reciproca comu-
Commi 1 e 1-bis Omissis. nicazione dei provvedimenti adottati ai fini dell’adozione dei rispettivi
provvedimenti di competenza.”.
1-ter. Ove la legge consente l’utilizzo della posta elettronica certi-
ficata è ammesso anche l’utilizzo di altro servizio elettronico di recapito — La legge 23 novembre 1939, n.1966, reca: “Disciplina delle so-
certificato qualificato ai sensi degli articoli 3, numero 37), e 44 del Re- cietà fiduciarie e di revisione”.
golamento eIDAS.”. — Si riporta il testo dell’artico 2 del decreto legge 5 giugno 1986,
n. 233 (Norme urgenti sulla liquidazione coatta amministrativa delle
Note all’art. 12: società fiduciarie e delle società fiduciarie e di revisione e disposizioni
sugli enti di gestione fiduciaria):
— Si riporta il testo dell’articolo 106 del decreto legislativo 1° set- “Art. 2. Società controllate, a direzione unica e finanziate.
tembre 1993, n. 385 (Albo degli intermediari finanziari):
“Art. 106. Albo degli intermediari finanziari: 1. Dalla data di pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale del decre-
to con il quale è stata disposta la liquidazione coatta amministrativa di
1. L’esercizio nei confronti del pubblico dell’attività di concessio- una società fiduciaria o di una società fiduciaria e di revisione o di un
ne di finanziamenti sotto qualsiasi forma è riservato agli intermedia- ente di gestione fiduciaria, sono altresì soggette alla liquidazione coat-
ri finanziari autorizzati, iscritti in un apposito albo tenuto dalla Banca ta amministrativa, con esclusione del fallimento, ai sensi degli articoli
d’Italia. 197 e seguenti del regio decreto 16 marzo 1942, n. 267 , quando venga
2. Oltre alle attività di cui al comma 1 gli intermediari finanziari dichiarato lo stato di insolvenza e salvo che per esse sia prevista dalla
possono: legge una autonoma procedura di liquidazione coatta amministrativa:
a) emettere moneta elettronica e prestare servizi di pagamento a) la società che controlla direttamente od indirettamente la so-
a condizione che siano a ciò autorizzati ai sensi dell’articolo 114-quin- cietà posta in liquidazione coatta amministrativa;
quies, comma 4, e iscritti nel relativo albo, oppure prestare solo servizi b) le società direttamente od indirettamente controllate dalla so-
di pagamento a condizione che siano a ciò autorizzati ai sensi dell’arti- cietà posta in liquidazione coatta amministrativa o dalla società che la
colo114-novies, comma 4, e iscritti nel relativo albo.”. controlla;
b) prestare servizi di investimento se autorizzati ai sensi dell’ar- c) le società che, in base alla composizione dei rispettivi organi
ticolo 18, comma 3, del decreto legislativo 24 febbraio 1998, n. 58; amministrativi, risultano sottoposte alla stessa direzione della società
c) esercitare le altre attività a loro eventualmente consentite dal- posta in liquidazione coatta amministrativa;
la legge nonché attività connesse o strumentali, nel rispetto delle dispo- d) le società finanziarie in via continuativa o in misura prevalen-
sizioni dettate dalla Banca d’Italia. te dalla società posta in liquidazione coatta amministrativa; si considera
3. Il Ministro dell’economia e delle finanze, sentita la Banca d’Ita- finanziamento l’erogazione, anche per conto dei fiducianti, sia di capi-
lia, specifica il contenuto delle attività indicate nel comma 1, nonché in tale di credito che di capitale di rischio, nonché l’acquisto a qualsiasi
quali circostanze ricorra l’esercizio nei confronti del pubblico. “. titolo di crediti da tali società.

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2. L’accertamento giudiziario dello stato di insolvenza delle società — La legge 1° agosto 1986, n. 430 reca: “Conversione in legge, con
di cui al comma 1 è compiuto dal tribunale competente, anche su inizia- modificazioni, del decreto-legge 5 giugno 1986, n. 233, recante norme
tiva del commissario. urgenti sulla liquidazione coatta amministrativa delle società fiduciarie
3. Alla procedura di liquidazione coatta amministrativa, da dispor- e di revisione e disposizioni transitorie sugli enti di gestione fiduciaria”.
re con separato decreto per ciascuna società, sono preposti gli stessi — Si riporta il testo dell’articolo 60, del decreto legislativo 23 lu-
organi nominati con i decreti di cui all’articolo 1, salvo l’eventuale in- glio 1996, n.415 (Recepimento della direttiva 93/22/CEE del 10 maggio
tegrazione del comitato di sorveglianza anche in eccedenza al numero 1993 relativa ai servizi di investimento nel settore dei valori mobiliari
massimo previsto nell’articolo 198 del regio decreto 16 marzo 1942, e della direttiva 93/6/CEE del 15 marzo 1993 relativa all’adeguatezza
n. 267 . patrimoniale delle imprese di investimento e degli enti creditizi):
4. Nei confronti delle società di cui al comma 1, ancorché non ne “Art. 60. SIM, società fiduciarie e banche già autorizzate.
sia stato accertato lo stato di insolvenza, il commissario delle società 1.
poste in liquidazione coatta amministrativa può esperire l’azione revo- 2.
catoria di cui all’articolo 67 del predetto regio decreto relativamente agli 3.
atti indicati al primo comma, numeri 1), 2) e 3), dello stesso articolo
posti in essere nei cinque anni anteriori alla sentenza dichiarativa dello 4. Le Società fiduciarie che, alla data di entrata in vigore del pre-
stato di insolvenza della società posta in liquidazione coatta amministra- sente decreto, sono iscritte nella sezione speciale dell’albo previsto
tiva e, relativamente agli atti indicati al n. 4) e al secondo comma del dall’articolo 3 della legge 2 gennaio 1991, n. 1, devono introdurre nella
medesimo articolo, posti in essere nei tre anni anteriori. denominazione sociale le parole «società di intermediazione mobiliare»
entro novanta giorni. Esse continuano a prestare il servizio di gestione
5. Ai soli fini dell’esperimento dell’azione, il commissario può ri- di portafogli d’investimento, anche mediante intestazione fiduciaria, e
chiedere informazioni alla Commissione nazionale per le società e la sono iscritte di diritto in una sezione speciale dell’albo previsto dall’arti-
borsa (CONSOB) e ad ogni altro pubblico ufficio, i quali sono tenuti colo 9; non possono essere autorizzate a svolgere servizi di investimento
a fornirle entro trenta giorni. Può altresì chiedere alla CONSOB di ef- diversi da quello di gestione di portafogli di investimento a meno che
fettuare, allo scopo di accertare tutti i rapporti di carattere giuridico e non cessino di operare mediante intestazione fiduciaria. Dalla data di
patrimoniale intercorsi tra le società in liquidazione coatta amministra- iscrizione nella sezione speciale dell’albo, le stesse sono soggette alle
tiva e quelle passivamente legittimate rispetto all’azione revocatoria di norme del presente decreto e non si applicano la legge 23 novembre
cui al comma 4, le indagini consentite dal decreto-legge 8 aprile 1974, 1939, n. 1966 e il decreto-legge 5 giugno 1986, n. 233, convertito con
n. 95 , convertito, con modificazioni, dalla legge 7 giugno 1974, n. 216, modificazioni dalla L. 1°(gradi) agosto 1986, n. 430.
e successive modifiche ed integrazioni. L’accertamento deve compiersi 5.”.
entro centoventi giorni dalla data della richiesta. In considerazione delle
accresciute esigenze di servizio, la dotazione organica della CONSOB, Note all’art. 13:
determinata dall’articolo 2 del decreto-legge 8 aprile 1974, n. 95 , con-
vertito, con modificazioni, dalla legge 7 giugno 1974, n. 216, come so- — Per il decreto legge 18 ottobre 2012, n.179 vedi note
stituito dall’articolo 2 della legge 4 giugno 1985, n. 281 , è aumentata di all’articolo 2.
quindici unità. Conseguentemente la CONSOB provvederà a modificare — Il Decreto legge 24 gennaio 2015, n.3, convertito, con modifi-
la tabella relativa all’organico del personale di ruolo allegata al proprio cazioni, dalla legge 24 marzo 2015, n. 33, reca: “Misure urgenti per il
regolamento, con deliberazione da assumersi a norma dell’articolo 1 del sistema bancario e gli investimenti.”.
decreto-legge 8 aprile 1974, n. 95 , convertito, con modificazioni, dalla
legge 7 giugno 1974, n. 216, come sostituito dall’articolo 1 della legge Note all’art. 14:
4 giugno 1985, n. 281 , con la procedura stabilita dal nono comma del
medesimo articolo 1. — Si riporta il testo dell’articolo 2407 del codice civile:
6. Il commissario è legittimato a proporre la denuncia prevista “Art. 2407. Responsabilità
dall’articolo 2409 del codice civile contro gli amministratori e i sindaci I sindaci devono adempiere i loro doveri con la professionalità e
delle società indicate al comma 1 del presente articolo. Ove il tribunale la diligenza richieste dalla natura dell’incarico; sono responsabili della
accerti la sussistenza delle più gravi irregolarità di cui al terzo comma verità delle loro attestazioni e devono conservare il segreto sui fatti e sui
del citato articolo 2409, il commissario potrà essere nominato ammini- documenti di cui hanno conoscenza per ragione del loro ufficio.
stratore giudiziario della società i cui amministratori hanno compiuto Essi sono responsabili solidalmente con gli amministratori per i
tali irregolarità. fatti o le omissioni di questi, quando il danno non si sarebbe prodotto
7. Le domande giudiziali previste dai commi precedenti e quelle se essi avessero vigilato in conformità degli obblighi della loro carica.
di responsabilità, cui il commissario è legittimato a norma dell’artico- All’azione di responsabilità contro i sindaci si applicano, in quanto
lo 206, primo comma, del regio decreto 16 marzo 1942, n. 267 , vanno compatibili, le disposizioni degli articoli 2393, 2393-bis, 2394, 2394-bis
proposte dinanzi al tribunale del luogo dove la società fiduciaria o le e 2395.”.
società fiduciarie e di revisione o l’ente di gestione fiduciaria hanno la
sede legale con il rito disciplinato dalla legge 11 agosto 1973, n. 533 . Note all’art. 15:
Le relative sentenze sono provvisoriamente esecutive.
— Si riporta il testo dell’articolo 3-bis del decreto legislativo 18 di-
8. Le norme di cui ai commi precedenti sono applicabili anche agli cembre 1997, n. 462 (Unificazione ai fini fiscali e contributivi delle
atti ed ai fatti posti in essere anteriormente alla data di entrata in vigore procedure di liquidazione, riscossione e accertamento, a norma dell’ar-
del presente decreto. ticolo 3, comma 134, lettera b), della legge 23 dicembre 1996, n. 662):
9. Il Ministero dell’industria, del commercio e dell’artigianato, “Art. 3-bis. Rateazione delle somme dovute
l’Istituto per la vigilanza sulle assicurazioni private e di interesse col- 1. Le somme dovute ai sensi dell’articolo 2, comma 2, e dell’arti-
lettivo ed il commissario, allo scopo di accertare l’esistenza di società colo 3, comma 1, possono essere versate in un numero massimo di otto
nelle condizioni di cui al comma 1, possono richiedere informazioni alla rate trimestrali di pari importo, ovvero, se superiori a cinquemila euro,
CONSOB e ad ogni altro pubblico ufficio, i quali sono tenuti a fornirle in un numero massimo di venti rate trimestrali di pari importo.
entro quindici giorni.
2. L’importo della prima rata deve essere versato entro il termine
10. Al medesimo fine possono richiedere alle società fiduciarie, e di trenta giorni dal ricevimento della comunicazione. Sull’importo delle
alle società fiduciarie e di revisione le quali sono parimenti tenute a for- rate successive sono dovuti gli interessi, calcolati dal primo giorno del
nirle entro quindici giorni, le generalità degli effettivi proprietari dei ti- secondo mese successivo a quello di elaborazione della comunicazione.
toli azionari e delle altre partecipazioni sociali intestati al proprio nome. Le rate trimestrali nelle quali il pagamento è dilazionato scadono l’ulti-
11. Nei casi di società collegate a norma del comma 1, ove si veri- mo giorno di ciascun trimestre.
fichi l’ipotesi di una direzione unitaria, gli amministratori delle società 3. In caso di inadempimento nei pagamenti rateali si applicano le
che hanno esercitato tale direzione rispondono in solido con gli ammi- disposizioni di cui all’articolo 15-ter del decreto del Presidente della
nistratori della società posta in liquidazione coatta amministrativa dei Repubblica 29 settembre 1973, n. 602.
danni da questi cagionati alla società stessa. 4. Le disposizioni di cui ai commi 1, 2 e 3 si applicano anche alle
12. Le disposizioni di cui al presente articolo si applicano anche somme da versare a seguito del ricevimento della comunicazione pre-
alle procedure di liquidazione coatta amministrativa di enti di gestione vista dall’articolo 1, comma 412, della legge 30 dicembre 2004, n. 311,
fiduciaria in corso alla data di entrata in vigore del presente decreto.”. relativamente ai redditi soggetti a tassazione separata.”.

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— Si riporta il testo dell’artico 21-bis del decreto legge 31 maggio gli effetti di cui al comma 6 dell’articolo 60 al contribuente, nonché per
2010, n.78 (Misure urgenti in materia di stabilizzazione finanziaria e di evitare la reiterazione di errori e per consentire la regolarizzazione degli
competitività economica): aspetti formali. Qualora a seguito della comunicazione il contribuente
“Art. 21-bis. Comunicazioni dei dati delle liquidazioni periodiche rilevi eventuali dati o elementi non considerati o valutati erroneamente
I.V.A. nella liquidazione dei tributi, lo stesso può fornire i chiarimenti neces-
sari all’amministrazione finanziaria entro i trenta giorni successivi al
1. I soggetti passivi dell’imposta sul valore aggiunto trasmettono, ricevimento della comunicazione.
negli stessi termini e con le medesime modalità di cui all’articolo 21,
una comunicazione dei dati contabili riepilogativi delle liquidazioni 4. I dati contabili risultanti dalla liquidazione prevista dal pre-
periodiche dell’imposta effettuate ai sensi dell’articolo 1, commi 1 e 1- sente articolo si considerano, a tutti gli effetti, come dichiarati dal
bis, del decreto del Presidente della Repubblica 23 marzo 1998, n. 100, contribuente.”.
nonché degli articoli 73, primo comma, lettera e), e 74, quarto comma, — Si riporta il testo dell’articolo 4 del decreto del Ministro dell’Eco-
del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633. Re- nomia e Finanze 25 giugno 2012 (Modalità di certificazione del credito,
stano fermi gli ordinari termini di versamento dell’imposta dovuta in anche in forma telematica, di somme dovute per somministrazione, forni-
base alle liquidazioni periodiche effettuate. ture e appalti, da parte delle Regioni, degli Enti locali e degli Enti del Ser-
2. Con il provvedimento di cui all’articolo 21, comma 2, sono sta- vizio Sanitario Nazionale, di cui all’articolo 9, commi 3-bis e 3-ter del de-
bilite le modalità e le informazioni da trasmettere con la comunicazione creto-legge 29 novembre 2008, n. 185, convertito con modificazioni dalla
di cui al comma 1 del presente articolo. legge 28 gennaio 2009, n. 2 e successive modificazioni e integrazioni):
3. La comunicazione è presentata anche nell’ipotesi di liquidazio- “Art. 4. Procedimento di certificazione mediante piattaforma
ne con eccedenza a credito. Sono esonerati dalla presentazione della elettronica
comunicazione i soggetti passivi non obbligati alla presentazione della 1. Il Ministero dell’economia e delle finanze - Dipartimento della
dichiarazione annuale I.V.A. o all’effettuazione delle liquidazioni perio- Ragioneria generale dello Stato, avvalendosi di Consip S.p.A., predi-
diche, sempre che, nel corso dell’anno, non vengano meno le predette spone e mette a disposizione una piattaforma elettronica al fine dello
condizioni di esonero. svolgimento del procedimento di certificazione di cui al presente decre-
4. In caso di determinazione separata dell’imposta in presenza di to, dando avviso dell’entrata in funzione della piattaforma e pubblican-
più attività, i soggetti passivi presentano una sola comunicazione riepi- do le relative istruzioni tecniche sul proprio sito istituzionale.
logativa per ciascun periodo. 2. Le regioni, gli enti locali e gli enti del Servizio sanitario nazionale
5. L’Agenzia delle entrate mette a disposizione del contribuente, ov- rendono disponibile la certificazione telematica conformemente a quanto
vero del suo intermediario, secondo le modalità previste dall’articolo 1, previsto nelle istruzioni tecniche di cui al comma 1 ovvero richiedono
commi 634 e 635 della legge 23 dicembre 2014, n. 190, le risultanze l’abilitazione sul sistema elettronico messo a disposizione dal Ministero
dell’esame dei dati di cui all’articolo 21 del presente decreto e le valutazio- dell’economia e delle finanze, entro 30 giorni dalla comunicazione di
ni concernenti la coerenza tra i dati medesimi e le comunicazioni di cui al cui al comma 1. Trascorso tale termine, il sistema messo a disposizione
comma 1 del presente articolo nonché la coerenza dei versamenti dell’im- dal Ministero dell’economia e delle finanze potrà comunque acquisire, ai
posta rispetto a quanto indicato nella comunicazione medesima. Quando soli fini della decorrenza dei termini per l’attivazione dell’istanza di no-
dai controlli eseguiti emerge un risultato diverso rispetto a quello indicato mina del commissario ad acta, le istanze di certificazione per crediti nei
nella comunicazione, il contribuente è informato dell’esito con modali- confronti di regioni, enti locali ed enti del Servizio Sanitario Nazionale
tà previste con provvedimento del direttore dell’Agenzia delle entrate. che non abbiano reso disponibile la certificazione telematica ovvero che
Il contribuente può fornire i chiarimenti necessari, o segnalare eventuali non abbiano richiesto la predetta abilitazione sul sistema messo a dispo-
dati ed elementi non considerati o valutati erroneamente, ovvero versare sizione dal Ministero dell’economia e delle finanze.
quanto dovuto avvalendosi dell’istituto del ravvedimento operoso di cui 3. I titolari di crediti non prescritti, certi, liquidi ed esigibili rien-
all’articolo 13 del decreto legislativo 18 dicembre 1997, n. 472. Si applica tranti nell’ambito di applicazione di cui all’art. 1 possono presentare
l’articolo 54-bis, comma 2-bis, del decreto del Presidente della Repubblica all’amministrazione debitrice istanza di certificazione del credito abili-
26 ottobre 1972, n. 633, indipendentemente dalle condizioni ivi previste.”. tandosi sulla piattaforma di cui al presente articolo. L’istanza va redatta
— Si riporta il testo dell’articolo 54-bis del decreto del Presiden- utilizzando il modello generato dal sistema, conforme all’allegato 1.
te della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633 (Istituzione e disciplina 4. Utilizzando la piattaforma elettronica di cui al presente articolo,
dell’imposta sul valore aggiunto): le amministrazioni debitrici certificano secondo la procedura di cui ai
“Art. 54-bis. Liquidazione dell’imposta dovuta in base alle commi da 2 a 8 del precedente art. 3.
dichiarazioni 5. La piattaforma assicura l’univoca identificazione di tutti i sog-
1. Avvalendosi di procedure automatizzate l’amministrazione fi- getti coinvolti nella certificazione telematica e nella eventuale cessione
nanziaria procede, entro l’inizio del periodo di presentazione delle di- dei crediti certificati o oggetto di anticipazione mediante attestazione
chiarazioni relative all’anno successivo, alla liquidazione dell’imposta del relativo flusso dati di interscambio con i detti soggetti, e un livello di
dovuta in base alle dichiarazioni presentate dai contribuenti. certezza e sicurezza adeguato alla vigente normativa in materia.
2. Sulla base dei dati e degli elementi direttamente desumibili dalle 6. Le cessioni dei crediti certificati in modalità telematica sono
dichiarazioni presentate e di quelli in possesso dell’anagrafe tributaria, comunicate all’amministrazione ceduta attraverso la piattaforma: tale
l’amministrazione finanziaria provvede a: comunicazione assolve al requisito di cui all’art. 117, commi 2 e 3 del
a) correggere gli errori materiali e di calcolo commessi dai con- decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163 e all’obbligo di notificazione.
tribuenti nella determinazione del volume d’affari e delle imposte; 7. La piattaforma assicura l’attribuzione di un numero progressivo
b) correggere gli errori materiali commessi dai contribuen- identificativo, per ogni certificazione rilasciata dalle singole ammini-
ti nel riporto delle eccedenze di imposta risultanti dalle precedenti strazioni debitrici.
dichiarazioni; 8. I dati relativi all’ammontare delle certificazioni rilasciate da cia-
c) controllare la rispondenza con la dichiarazione e la tempesti- scuna amministrazione, sono resi disponibili anche ai sensi dell’art. 13
vità dei versamenti dell’imposta risultante dalla dichiarazione annuale a della legge 31 dicembre 2009, n. 196. Nel periodo precedente la messa a
titolo di acconto e di conguaglio nonché dalle liquidazioni periodiche di disposizione delle informazioni nelle modalità di cui al comma 1, il Di-
cui agli articoli 27, 33, comma 1, lettera a), e 74, quarto comma. partimento della Ragioneria generale dello Stato comunica mensilmen-
te le informazioni ricevute al Dipartimento del tesoro, entro il decimo
2-bis. Se vi è pericolo per la riscossione, l’ufficio può provvedere, giorno di ciascun mese.
anche prima della presentazione della dichiarazione annuale, a control-
lare la tempestiva effettuazione dei versamenti dell’imposta, da eseguir- 9. Dall’attuazione del presente articolo non devono derivare nuovi
si ai sensi dell’articolo 1, comma 4, del decreto del Presidente della o maggiori oneri per la finanza pubblica.”.
Repubblica 23 marzo 1998, n. 100, degli articoli 6 e 7 del decreto del — Si riporta il testo dell’articolo 3 del decreto del Ministro
Presidente della Repubblica 14 ottobre 1999, n. 542, nonché dell’artico- dell’economia e delle finanze 22 maggio 2012 (Modalità di certificazio-
lo 6 della legge 29 dicembre 1990, n. 405. ne del credito, anche in forma telematica, di somme dovute per sommi-
3. Quando dai controlli automatici eseguiti emerge un risultato di- nistrazione, forniture e appalti da parte delle amministrazioni dello Stato
verso rispetto a quello indicato nella dichiarazione, ovvero dai controlli e degli enti pubblici nazionali):
eseguiti dall’ufficio, ai sensi del comma 2-bis, emerge un’imposta o una “Art. 3. Procedimento di certificazione mediante piattaforma
maggiore imposta, l’esito della liquidazione è comunicato ai sensi e per elettronica

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14-2-2019 Supplemento ordinario n. 6/L alla GAZZETTA UFFICIALE Serie generale - n. 38

1. Il Ministero dell’economia e delle finanze Dipartimento della ra- 2) la sezione specializzata in materia di impresa di Cagliari per
gioneria generale dello Stato - avvalendosi di Consip S.p.A., predispone gli uffici giudiziari ricompresi nei distretti di Cagliari e Sassari (sezione
e mette a disposizione una piattaforma elettronica al fine dello svol- distaccata);
gimento del procedimento di certificazione di cui al presente decreto, 3) la sezione specializzata in materia di impresa di Catania per
dando avviso dell’entrata in funzione della piattaforma e pubblicando le gli uffici giudiziari ricompresi nei distretti di Caltanissetta, Catania, Ca-
relative istruzioni tecniche sul proprio sito istituzionale. tanzaro, Messina, Palermo, Reggio Calabria;
2. Le amministrazioni statali e gli enti pubblici nazionali richie- 4) la sezione specializzata in materia di impresa di Genova per
dono l’abilitazione sul sistema elettronico messo a disposizione dal gli uffici giudiziari ricompresi nei distretti di Bologna, Genova;
Ministero dell’economia e delle finanze, entro trenta giorni dalla co- 5) la sezione specializzata in materia di impresa di Milano per
municazione di cui al comma 1. Trascorso tale termine, il sistema potrà gli uffici giudiziari ricompresi nei distretti di Brescia, Milano;
comunque acquisire, ai soli fini della decorrenza dei termini per l’atti-
vazione dell’istanza di nomina del commissario ad acta, le istanze di 6) la sezione specializzata in materia di impresa di Napoli per gli
certificazione per crediti nei confronti di amministrazioni ed enti che uffici giudiziari ricompresi nei distretti di corte d’appello di Campobas-
non abbiano richiesto la predetta abilitazione. so, Napoli, Salerno;
3. I titolari di crediti non prescritti, certi, liquidi ed esigibili rien- 7) la sezione specializzata in materia di impresa di Roma per gli
tranti nell’ambito di applicazione di cui all’art. 1 possono presentare uffici giudiziari ricompresi nei distretti di Ancona, Firenze, L’Aquila,
all’amministrazione o ente debitore istanza di certificazione del credito Perugia, Roma;
abilitandosi sulla piattaforma di cui al presente articolo. L’istanza va 8) la sezione specializzata in materia di impresa di Torino per gli
redatta utilizzando il modello generato dal sistema, conforme all’alle- uffici giudiziari ricompresi nel distretto di Torino;
gato 1. 9) la sezione specializzata in materia di impresa di Venezia per
4. Utilizzando la piattaforma elettronica di cui al presente articolo, gli uffici giudiziari ricompresi nei distretti di Trieste, Venezia;
le amministrazioni e gli enti debitori certificano secondo la procedura 9-bis) la sezione specializzata in materia di impresa di Trento
di cui ai commi da 2 a 7 del precedente art. 2 utilizzando il modello per gli uffici giudiziari ricompresi nel distretto di Trento, fermo quanto
generato dal sistema, conforme all’allegato 2. previsto al numero 9-ter);
5. La piattaforma assicura l’univoca identificazione di tutti i sog- 9-ter) la sezione specializzata in materia di impresa di Bolzano
getti coinvolti nella certificazione telematica e nella eventuale cessione per gli uffici giudiziari ricompresi nel territorio di competenza di Bolza-
dei crediti certificati o anticipazione mediante attestazione del relativo no, sezione distaccata della corte di appello di Trento.
flusso dati di interscambio con i soggetti e un livello di certezza e sicu- 1-ter. Per le controversie di cui all’articolo 3, comma 1, lettere c) e
rezza adeguato alla vigente normativa in materia. d), anche quando ricorrono i presupposti del comma 1-bis, che, secondo
6. Le cessioni dei crediti certificati in modalità telematica sono gli ordinari criteri di competenza territoriale e nel rispetto delle disposi-
comunicate all’amministrazione ceduta attraverso la piattaforma: tale zioni normative speciali che le disciplinano, dovrebbero essere trattate
comunicazione assolve al requisito di cui all’art. 117, commi 2 e 3 del dagli uffici giudiziari di seguito elencati, sono inderogabilmente com-
decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163 e all’obbligo di notificazione. petenti: a) la sezione specializzata in materia di impresa di Milano per
gli uffici giudiziari ricompresi nei distretti di Brescia, Milano, Bologna,
7. La piattaforma assicura l’attribuzione di un numero progressivo Genova, Torino, Trieste, Venezia, Trento e Bolzano (sezione distaccata);
identificativo, per ogni istanza inviata e certificazione rilasciata dalle b) la sezione specializzata in materia di impresa di Roma per gli uffici
singole amministrazioni debitrici. giudiziari ricompresi nei distretti di Ancona, Firenze, L’Aquila, Perugia,
8. I dati relativi all’ammontare delle certificazioni rilasciate da cia- Roma, Cagliari e Sassari (sezione distaccata); c) la sezione specializzata
scuna amministrazione, sono resi disponibili anche ai sensi dell’art. 13 in materia di impresa di Napoli per gli uffici giudiziari ricompresi nei
della legge 31 dicembre 2009, n. 196. Nel periodo precedente la messa a distretti di corte d’appello di Campobasso, Napoli, Salerno, Bari, Lecce,
disposizione delle informazioni nelle modalità di cui al comma 1, il Di- Taranto (sezione distaccata), Potenza, Caltanissetta, Catania, Catanzaro,
partimento della ragioneria generale dello Stato comunica mensilmen- Messina, Palermo, Reggio Calabria.”.
te le informazioni ricevute al Dipartimento del tesoro, entro il decimo
giorno di ciascun mese. Note all’art. 20:
9. Dall’attuazione del presente articolo non devono derivare nuovi — Si riporta il testo dell’articolo 1 del citato decreto legislativo
o maggiori oneri per la finanza pubblica.”. 27 giugno 2003, n.168:
“Art. 1. Istituzione delle sezioni specializzate in materia di impresa.
Note all’art. 17:
1. Sono istituite presso i tribunali e le corti d’appello di Bari, Bo-
— Si riporta il testo dell’articolo 4 del decreto legislativo 27 giu- logna, Catania, Firenze, Genova, Milano, Napoli, Palermo, Roma, To-
gno 2003, n.168 (Istituzione di Sezioni specializzate in materia di pro- rino, Trieste e Venezia sezioni specializzate in materia di impresa senza
prietà industriale ed intellettuale presso tribunali e corti d’appello, a oneri aggiuntivi per il bilancio dello Stato né incrementi di dotazioni
norma dell’articolo 16 della L. 12 dicembre 2002, n. 273): organiche.
“Art. 4. Competenza territoriale delle sezioni. 1-bis. Sono altresì istituite sezioni specializzate in materia di im-
presa presso i tribunali e le corti d’appello aventi sede nel capoluogo di
1. Fermo quanto previsto dai commi 1-bis e 1-ter, le controversie ogni regione, ove non esistenti nelle città di cui al comma 1. Per il ter-
di cui all’articolo 3 che, secondo gli ordinari criteri di ripartizione della ritorio compreso nella regione Valle d’Aosta/Vallè d’Aoste sono com-
competenza territoriale e nel rispetto delle normative speciali che le di- petenti le sezioni specializzate presso il tribunale e la corte d’appello di
sciplinano, dovrebbero essere trattate dagli uffici giudiziari compresi nel Torino. È altresì istituita la sezione specializzata in materia di impresa
territorio della regione sono assegnate alla sezione specializzata avente presso il tribunale e la corte d’appello di Brescia. È altresì istituita la
sede nel capoluogo di regione individuato ai sensi dell’articolo 1. Alle sezione specializzata in materia di impresa del tribunale e della corte
sezioni specializzate istituite presso i tribunali e le corti d’appello non di appello (sezione distaccata) di Bolzano. L’istituzione delle sezioni
aventi sede nei capoluoghi di regione sono assegnate le controversie che specializzate non comporta incrementi di dotazioni organiche.”.
dovrebbero essere trattate dagli uffici giudiziari compresi nei rispettivi
distretti di corte d’appello. — Per l’articolo 4 del citato decreto legislativo 27 giugno 2003,
n.168, vedi note all’articolo 17.
1-bis. Per le controversie di cui all’articolo 3 nelle quali è parte,
anche nel caso di più convenuti ai sensi dell’articolo 33 del codice di — Si riporta il testo degli articoli 2446, secondo e terzo comma,
procedura civile, una società, in qualunque forma costituita, con sede 2447, 2482-bis, 2482-ter, 2484 e 2545-duodecies del codice civile:
all’estero, anche avente sedi secondarie con rappresentanza stabile nel “Art. 2446. Riduzione del capitale per perdite.
territorio dello Stato, e che, secondo gli ordinari criteri di competenza Comma 1. Omissis.
territoriale e nel rispetto delle disposizioni normative speciali che le di- Se entro l’esercizio successivo la perdita non risulta diminuita a
sciplinano, dovrebbero essere trattate dagli uffici giudiziari di seguito meno di un terzo, l’assemblea ordinaria o il consiglio di sorveglian-
elencati, sono inderogabilmente competenti: za che approva il bilancio di tale esercizio deve ridurre il capitale in
1) la sezione specializzata in materia di impresa di Bari per gli proporzione delle perdite accertate. In mancanza gli amministratori e i
uffici giudiziari ricompresi nei distretti di Bari, Lecce, Taranto (sezione sindaci o il consiglio di sorveglianza devono chiedere al tribunale che
distaccata), Potenza; venga disposta la riduzione del capitale in ragione delle perdite risultanti

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14-2-2019 Supplemento ordinario n. 6/L alla GAZZETTA UFFICIALE Serie generale - n. 38

dal bilancio. Il tribunale provvede, sentito il pubblico ministero, con Quando l’atto costitutivo o lo statuto prevedono altre cause di scio-
decreto soggetto a reclamo, che deve essere iscritto nel registro delle glimento, essi devono determinare la competenza a deciderle od accer-
imprese a cura degli amministratori. tarle, e ad effettuare gli adempimenti pubblicitari di cui al precedente
Nel caso in cui le azioni emesse dalla società siano senza valore comma.”
nominale, lo statuto, una sua modificazione ovvero una deliberazione “Art. 2545-duodecies. Scioglimento.
adottata con le maggioranze previste per l’assemblea straordinaria pos- La società cooperativa si scioglie per le cause indicate ai numeri 1),
sono prevedere che la riduzione del capitale di cui al precedente comma 2), 3), 5), 6) e 7) dell’articolo 2484, nonché per la perdita del capitale
sia deliberata dal consiglio di amministrazione. Si applica in tal caso sociale.”.
l’articolo 2436.
Art. 2447. Riduzione del capitale sociale al di sotto del limite legale. Note all’art. 26:
Se, per la perdita di oltre un terzo del capitale, questo si riduce al
disotto del minimo stabilito dall’articolo 2327, gli amministratori o il — Il REGOLAMENTO (UE) 2015/848 DEL PARLAMENTO
consiglio di gestione e, in caso di loro inerzia, il consiglio di sorveglian- EUROPEO E DEL CONSIGLIO del 20 maggio 2015, relativo alle pro-
za devono senza indugio convocare l’assemblea per deliberare la ridu- cedure di insolvenza, è pubblicato nella G.U.U.E. n. L 141 del 5 giugno
zione del capitale ed il contemporaneo aumento del medesimo ad una 2015.
cifra non inferiore al detto minimo, o la trasformazione della società.”
Note all’art. 27:
“Art. 2482-bis. Riduzione del capitale per perdite.
Quando risulta che il capitale è diminuito di oltre un terzo in con- — Per il testo dell’articolo 1 del citato decreto legislativo 27 giu-
seguenza di perdite, gli amministratori devono senza indugio convocare gno 2003, n. 168, vedi note all’articolo 20.
l’assemblea dei soci per gli opportuni provvedimenti. — Per il testo dell’articolo 4 del citato decreto legislativo 27 giu-
All’assemblea deve essere sottoposta una relazione degli ammini- gno 2003, n. 168, vedi note all’articolo 17.
stratori sulla situazione patrimoniale della società, con le osservazioni
nei casi previsti dall’articolo 2477 del collegio sindacale o del soggetto Note all’art. 29:
incaricato di effettuare la revisione legale dei conti. Se l’atto costitutivo — Si riporta il testo degli articoli 45 e 50 del codice di procedura
non prevede diversamente, copia della relazione e delle osservazioni civile;
deve essere depositata nella sede della società almeno otto giorni prima
dell’assemblea, perché i soci possano prenderne visione. “Art. 45. Conflitto di competenza.
Nell’assemblea gli amministratori devono dare conto dei fatti di Quando, in seguito all’ordinanza che dichiara l’incompetenza del
rilievo avvenuti dopo la redazione della relazione prevista nel prece- giudice adito per ragione di materia o per territorio nei casi di cui all’ar-
dente comma. ticolo 28, la causa nei termini di cui all’articolo 50 è riassunta davanti
Se entro l’esercizio successivo la perdita non risulta diminuita a ad altro giudice, questi, se ritiene di essere a sua volta incompetente,
meno di un terzo, deve essere convocata l’assemblea per l’approvazione richiede d’ufficio il regolamento di competenza .”
del bilancio e per la riduzione del capitale in proporzione delle perdite “Art. 50. Riassunzione della causa.
accertate. In mancanza gli amministratori e i sindaci o il soggetto incari- Se la riassunzione della causa davanti al giudice dichiarato com-
cato di effettuare la revisione legale dei conti nominati ai sensi dell’arti- petente avviene nel termine fissato nell’ordinanza dal giudice e in man-
colo 2477 devono chiedere al tribunale che venga disposta la riduzione canza in quello di tre mesi dalla comunicazione dell’ordinanza di rego-
del capitale in ragione delle perdite risultanti dal bilancio. lamento o dell’ordinanza che dichiara l’incompetenza del giudice adito,
Il tribunale, anche su istanza di qualsiasi interessato, provvede con il processo continua davanti al nuovo giudice.
decreto soggetto a reclamo, che deve essere iscritto nel registro delle Se la riassunzione non avviene nei termini su indicati, il processo
imprese a cura degli amministratori. si estingue.”.
Si applica, in quanto compatibile, l’ultimo comma
dell’articolo 2446. Note all’art. 30:
Art. 2482-ter. Riduzione del capitale al disotto del minimo legale. — Per l’articolo 45 del codice di procedura civile vedi note
Se, per la perdita di oltre un terzo del capitale, questo si riduce al all’articolo 29.
disotto del minimo stabilito dal numero 4) dell’articolo 2463, gli ammi-
nistratori devono senza indugio convocare l’assemblea per deliberare la Note all’art. 32:
riduzione del capitale ed il contemporaneo aumento del medesimo ad
una cifra non inferiore al detto minimo. — Per l’articolo 50 del codice di procedura civile vedi note
È fatta salva la possibilità di deliberare la trasformazione della all’articolo 29.
società.”
Note all’art. 36:
“Art. 2484. Cause di scioglimento.
Le società per azioni, in accomandita per azioni e a responsabilità — Si riporta il testo degli articoli 528, 641e 642 del codice civile
limitata si sciolgono: “Art. 528. Nomina del curatore.
1) per il decorso del termine; Quando il chiamato non ha accettato l’eredità e non è nel possesso
2) per il conseguimento dell’oggetto sociale o per la sopravve- di beni ereditari, il tribunale del circondario in cui si è aperta la succes-
nuta impossibilità di conseguirlo, salvo che l’assemblea, all’uopo con- sione, su istanza delle persone interessate o anche d’ufficio, nomina un
vocata senza indugio, non deliberi le opportune modifiche statutarie; curatore dell’eredità.
3) per l’impossibilità di funzionamento o per la continuata inat- Il decreto di nomina del curatore, a cura del cancelliere, è pubbli-
tività dell’assemblea; cato per estratto nel foglio degli annunzi legali della provincia e iscritto
4) per la riduzione del capitale al disotto del minimo legale, sal- nel registro delle successioni.”
vo quanto è disposto dagli articoli 2447 e 2482-ter; “Art. 641. Amministrazione in caso di condizione sospensiva o di
5) nelle ipotesi previste dagli articoli 2437-quater e 2473; mancata prestazione di garanzia.
6) per deliberazione dell’assemblea; Qualora l’erede sia istituito sotto condizione sospensiva, finché
7) per le altre cause previste dall’atto costitutivo o dallo statuto. questa condizione non si verifica o non è certo che non si può più veri-
ficare, è dato all’eredità un amministratore.
La società inoltre si scioglie per le altre cause previste dalla leg-
ge; in queste ipotesi le disposizioni dei seguenti articoli si applicano in Vale la stessa norma anche nel caso in cui l’erede o il legatario
quanto compatibili. non adempie l’obbligo di prestare la garanzia prevista dai due articoli
precedenti.
Gli effetti dello scioglimento si determinano, nelle ipotesi previste
dai numeri 1), 2), 3), 4) e 5) del primo comma, alla data dell’iscrizione Art. 642. Persone a cui spetta l’amministrazione.
presso l’ufficio del registro delle imprese della dichiarazione con cui gli L’amministrazione spetta alla persona a cui favore è stata disposta
amministratori ne accertano la causa e, nell’ipotesi prevista dal numero 6) la sostituzione, ovvero al coerede o ai coeredi, quando tra essi e l’erede
del medesimo comma, alla data dell’iscrizione della relativa deliberazione. condizionale vi è il diritto di accrescimento.

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Se non è prevista la sostituzione o non vi sono coeredi a favore dei Qualora per un anno non siano state eseguite registrazioni, la firma
quali abbia luogo il diritto di accrescimento, l’amministrazione spetta al digitale e la marcatura temporale devono essere apposte all’atto di una
presunto erede legittimo. nuova registrazione e da tale apposizione decorre il periodo annuale di
In ogni caso l’autorità giudiziaria, quando concorrono giusti moti- cui al terzo comma.
vi, può provvedere altrimenti.”. I libri, i repertori e le scritture tenuti con strumenti informatici, se-
condo quanto previsto dal presente articolo, hanno l’efficacia probatoria
Note all’art. 40: di cui agli articoli 2709 e 2710 del codice civile.
— Si riporta il testo dell’art. 107, del decreto del Presidente della Per i libri e per i registri la cui tenuta è obbligatoria per disposizio-
Repubblica 15 dicembre 1959, n. 1229 (Ordinamento degli ufficiali giu- ne di legge o di regolamento di natura tributaria, il termine di cui al terzo
diziari e degli aiutanti ufficiali giudiziari): comma opera secondo le norme in materia di conservazione digitale
contenute nelle medesime disposizioni.”.
“Art. 107. L’ufficiale giudiziario deve avvalersi del servizio posta-
le per la notificazione degli atti in materia civile ed amministrativa da — Si riporta il testo degli articoli 155-quater, 155-quinquies e 155
eseguirsi fuori del Comune ove ha sede l’ufficio, eccetto che la parte sexies delle disposizioni di attuazione del codice di procedura civile:
chieda che la notificazione sia eseguita di persona. In quest’ultimo caso “Art. 155-quater. Modalità di accesso alle banche dati.
la richiesta deve essere fatta per iscritto in calce o a margine dell’atto e Le pubbliche amministrazioni che gestiscono banche dati conte-
firmata dallo stesso richiedente. Se questi non può o non sa scrivere, l’uf- nenti informazioni utili ai fini della ricerca di cui all’articolo 492-bis
ficiale giudiziario deve farne menzione nell’atto indicandone il motivo. del codice mettono a disposizione degli ufficiali giudiziari gli accessi,
Tutti gli ufficiali giudiziari possono eseguire, a mezzo del servizio con le modalità di cui all’articolo 58 del codice di cui al decreto legi-
postale, senza limitazioni territoriali, la notificazione degli atti relativi slativo 7 marzo 2005, n. 82, e successive modificazioni, su richiesta del
ad affari di competenza delle autorità giudiziarie della sede alla quale Ministero della giustizia. Sino a quando non sono definiti dall’Agenzia
sono addetti, del verbale di cui all’articolo 492-bis del codice di proce- per l’Italia digitale gli standard di comunicazione e le regole tecniche di
dura civile e degli atti stragiudiziali. cui al comma 2 del predetto articolo 58 e, in ogni caso, quando l’ammi-
La notificazione a mezzo del servizio postale è eseguita secondo nistrazione che gestisce la banca dati o il Ministero della giustizia non
le norme previste dal R.D. 21 ottobre 1923, n. 2393 e dal regolamento dispongono dei sistemi informatici per la cooperazione applicativa di
di esecuzione del Codice postale approvato con R.D. 18 aprile 1940, cui all’articolo 72, comma 1, lettera e), del medesimo codice di cui al
n. 689.”. decreto legislativo n. 82 del 2005, l’accesso è consentito previa stipula-
zione, senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica, di una con-
Note all’art. 47: venzione finalizzata alla fruibilità informatica dei dati, sentito il Garante
per la protezione dei dati personali. Il Ministero della giustizia pubblica
— Si riporta il testo degli articoli 737 e 738 del codice di procedura sul portale dei servizi telematici l’elenco delle banche dati per le quali
civile: è operativo l’accesso da parte dell’ufficiale giudiziario per le finalità di
“Art. 737. Forma della domanda e del provvedimento. cui all’articolo 492-bis del codice.
I provvedimenti, che debbono essere pronunciati in camera di con- Il Ministro della giustizia può procedere al trattamento dei dati ac-
siglio, si chiedono con ricorso al giudice competente e hanno forma di quisiti senza provvedere all’informativa di cui all’articolo 13 del decre-
decreto motivato, salvo che la legge disponga altrimenti. to legislativo 30 giugno 2003, n. 196.
Art. 738. Procedimento. E’ istituito, presso ogni ufficio notifiche, esecuzioni e protesti, il
Il presidente nomina tra i componenti del collegio un relatore, che registro cronologico denominato «Modello ricerca beni», conforme al
riferisce in camera di consiglio. modello adottato con il decreto del Ministro della giustizia di cui al
primo comma.
Se deve essere sentito il pubblico ministero, gli atti sono a lui pre-
viamente comunicati ed egli stende le sue conclusioni in calce al prov- L’accesso da parte dell’ufficiale giudiziario alle banche dati di cui
vedimento del presidente. all’articolo 492-bis del codice e a quelle individuate con il decreto di cui
al primo comma è gratuito. La disposizione di cui al periodo precedente
Il giudice può assumere informazioni.”. si applica anche all’accesso effettuato a norma dell’articolo 155-quin-
quies di queste disposizioni.
Note all’art. 48:
Art. 155-quinquies. Accesso alle banche dati tramite i gestori.
— Si riporta il testo dell’articolo 133 del codice di procedura civile: Quando le strutture tecnologiche, necessarie a consentire l’accesso
“Art. 133. Pubblicazione e comunicazione della sentenza. diretto da parte dell’ufficiale giudiziario alle banche dati di cui all’arti-
La sentenza è resa pubblica mediante deposito nella cancelleria del colo 492-bis del codice e a quelle individuate con il decreto di cui all’ar-
giudice che l’ha pronunciata. ticolo 155-quater, primo comma, non sono funzionanti, il creditore,
Il cancelliere dà atto del deposito in calce alla sentenza e vi appone previa autorizzazione a norma dell’articolo 492-bis, primo comma, del
la data e la firma, ed entro cinque giorni, mediante biglietto contenente codice, può ottenere dai gestori delle banche dati previste dal predetto
il testo integrale della sentenza, ne dà notizia alle parti che si sono co- articolo e dall’articolo 155-quater di queste disposizioni le informazioni
stituite. La comunicazione non è idonea a far decorrere i termini per le nelle stesse contenute.
impugnazioni di cui all’articolo 325.”. La disposizione di cui al primo comma si applica, limitatamente a
ciascuna delle banche dati comprese nell’anagrafe tributaria, ivi incluso
Note all’art. 49: l’archivio dei rapporti finanziari, nonché a quelle degli enti previden-
ziali, sino all’inserimento di ognuna di esse nell’elenco di cui all’artico-
— Si riporta il testo dell’articolo 2215-bis del codice civile: lo 155-quater, primo comma.
“Art. 2215-bis. Documentazione informatica. Art. 155-sexies. Ulteriori casi di applicazione delle disposizioni
I libri, i repertori, le scritture e la documentazione la cui tenuta per la ricerca con modalità telematiche dei beni da pignorare.
è obbligatoria per disposizione di legge o di regolamento o che sono Le disposizioni in materia di ricerca con modalità telematiche dei
richiesti dalla natura o dalle dimensioni dell’impresa possono essere beni da pignorare si applicano anche per l’esecuzione del sequestro con-
formati e tenuti con strumenti informatici. servativo e per la ricostruzione dell’attivo e del passivo nell’ambito di
Le registrazioni contenute nei documenti di cui al primo comma procedure concorsuali di procedimenti in materia di famiglia e di quelli
debbono essere rese consultabili in ogni momento con i mezzi messi a relativi alla gestione di patrimoni altrui. Ai fini del recupero o della ces-
disposizione dal soggetto tenutario e costituiscono informazione prima- sione dei crediti, il curatore, il commissario e il liquidatore giudiziale
ria e originale da cui è possibile effettuare, su diversi tipi di supporto, possono avvalersi delle medesime disposizioni anche per accedere ai
riproduzioni e copie per gli usi consentiti dalla legge. dati relativi ai soggetti nei cui confronti la procedura ha ragioni di cre-
Gli obblighi di numerazione progressiva e di vidimazione previsti dito, anche in mancanza di titolo esecutivo nei loro confronti. Quando
dalle disposizioni di legge o di regolamento per la tenuta dei libri, re- di tali disposizioni ci si avvale nell’ambito di procedure concorsuali e
pertori e scritture sono assolti, in caso di tenuta con strumenti informa- di procedimenti in materia di famiglia, l’autorizzazione spetta al giudice
tici, mediante apposizione, almeno una volta all’anno, della marcatura del procedimento.”.
temporale e della firma digitale dell’imprenditore o di altro soggetto dal Per il testo dell’articolo 133 del codice di procedura civile vedi
medesimo delegato (2). note all’articolo 48.”.

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Note all’art. 50: presume, fino a prova contraria, che il centro degli interessi principali
sia il luogo in cui la persona ha la residenza abituale. Tale presunzione
— Per gli articoli 737 e 738 del codice di procedura civile vedi note si applica solo se la residenza abituale non è stata spostata in un altro
all’articolo 47 del presente decreto legislativo. Stato membro entro il periodo di sei mesi precedente la domanda di
apertura della procedura d’insolvenza.”.
Note all’art. 51:
— Si riporta il testo degli articoli 327 e 96 del codice di procedura Note all’art. 59:
civile: — Si riporta il testo dell’articolo 1239 del codice civile:
“Art. 327. Decadenza dall’impugnazione.
“Art. 1239. Fideiussori.
Indipendentemente dalla notificazione, l’appello, il ricorso per
Cassazione e la revocazione per i motivi indicati nei numeri 4 e 5 La remissione accordata al debitore principale libera i fideiussori.
dell’articolo 395 non possono proporsi dopo decorsi sei mesi dalla pub- La remissione accordata a uno dei fideiussori non libera gli altri
blicazione della sentenza. che per la parte del fideiussore liberato. Tuttavia se gli altri fideiussori
Questa disposizione non si applica quando la parte contumace di- hanno consentito la liberazione, essi rimangono obbligati per l’intero.”.
mostra di non aver avuto conoscenza del processo per nullità della cita-
zione o della notificazione di essa, e per nullità della notificazione degli Note all’art. 61:
atti di cui all’art. 292.” — Si riporta il testo degli articoli 1372 e 1411 del codice civile:
“Art. 96. Responsabilità aggravata. “Art. 1372. Efficacia del contratto.
Se risulta che la parte soccombente ha agito o resistito in giudizio Il contratto ha forza di legge tra le parti. Non può essere sciolto che
con mala fede o colpa grave, il giudice, su istanza dell’altra parte, la per mutuo consenso o per cause ammesse dalla legge.
condanna, oltre che alle spese, al risarcimento dei danni, che liquida,
anche d’ufficio, nella sentenza. Il contratto non produce effetto rispetto ai terzi che nei casi previsti
dalla legge.”
Il giudice che accerta l’inesistenza del diritto per cui è stato esegui-
to un provvedimento cautelare, o trascritta domanda giudiziale, o iscrit- “Art. 1411. Contratto a favore di terzi.
ta ipoteca giudiziale, oppure iniziata o compiuta l’esecuzione forzata, È valida la stipulazione a favore di un terzo, qualora lo stipulante
su istanza della parte danneggiata condanna al risarcimento dei danni vi abbia interesse.
l’attore o il creditore procedente, che ha agito senza la normale pruden- Salvo patto contrario, il terzo acquista il diritto contro il promit-
za. La liquidazione dei danni è fatta a norma del comma precedente. tente per effetto della stipulazione. Questa però può essere revocata o
In ogni caso, quando pronuncia sulle spese ai sensi dell’articolo 91, modificata dallo stipulante, finché il terzo non abbia dichiarato, anche
il giudice, anche d’ufficio, può altresì condannare la parte soccombente in confronto del promittente, di volerne profittare.
al pagamento, a favore della controparte, di una somma equitativamente
determinata.”. In caso di revoca della stipulazione o di rifiuto del terzo di profit-
tarne, la prestazione rimane a beneficio dello stipulante, salvo che di-
— Si riporta il testo dell’articolo 9 del decreto del Presidente della versamente risulti dalla volontà delle parti o dalla natura del contratto.”.
Repubblica 30 maggio 2002, n. 115:
“Art. 9 (L). (Contributo unificato) Note all’art. 62:
1. E’ dovuto il contributo unificato di iscrizione a ruolo, per cia- — Per il testo degli articoli 1372 e 1411 del codice civile vedi note
scun grado di giudizio, nel processo civile, compresa la procedura con- all’articolo 61 del presente decreto legislativo.
corsuale e di volontaria giurisdizione, nel processo amministrativo e nel
processo tributario, secondo gli importi previsti dall’articolo 13 e salvo Note all’art. 63:
quanto previsto dall’articolo 10.
1-bis. Nei processi per controversie di previdenza ed assistenza ob- — Si riporta il testo dell’articolo 17 del decreto legislativo 13 apri-
bligatorie, nonché per quelle individuali di lavoro o concernenti rapporti le 1999, n. 112 (Riordino del servizio nazionale della riscossione, in
di pubblico impiego le parti che sono titolari di un reddito imponibile attuazione della delega prevista dalla legge 28 settembre 1998, n. 337):
ai fini dell’imposta personale sul reddito, risultante dall’ultima dichia- “Art. 17. Oneri di funzionamento del servizio nazionale della
razione, superiore a tre volte l’importo previsto dall’articolo 76, sono riscossione
soggette, rispettivamente, al contributo unificato di iscrizione a ruolo
nella misura di cui all’articolo 13, comma 1, lettera a), e comma 3, salvo 1. Al fine di assicurare il funzionamento del servizio nazionale del-
che per i processi dinanzi alla Corte di cassazione in cui il contributo è la riscossione, per il presidio della funzione di deterrenza e contrasto
dovuto nella misura di cui all’articolo 13, comma 1.”. dell’evasione e per il progressivo innalzamento del tasso di adesione
spontanea agli obblighi tributari, agli agenti della riscossione sono rico-
— Per il testo dell’articolo 147 del citato decreto del Presidente nosciuti gli oneri di riscossione e di esecuzione commisurati ai costi per
della Repubblica 30 maggio 2002, n. 115 vedi articolo 366 del presente il funzionamento del servizio. Entro il 31 gennaio di ciascun anno, Equi-
decreto legislativo. talia S.p.A., previa verifica del Ministero dell’economia e delle finanze,
determina, approva e pubblica sul proprio sito web i costi da sostenere
Note all’art. 54: per il servizio nazionale di riscossione che, tenuto conto dell’andamento
— Si riporta il testo dell’articolo 3, paragrafo1, del citato regola- della riscossione, possono includere una quota incentivante destinata al
mento (UE) 2015/848: miglioramento delle condizioni di funzionamento della struttura e dei
risultati complessivi della gestione, misurabile sulla base di parametri,
“ Art. 3. Competenza giurisdizionale internazionale attinenti all’incremento della qualità e della produttività dell’attività,
1.Sono competenti ad aprire la procedura d’insolvenza i giudici nonché della finalità di efficientamento e razionalizzazione del servizio.
dello Stato membro nel cui territorio è situato il centro degli interessi Con decreto del Ministro dell’economia e delle finanze sono individuati
principali del debitore («procedura principale di insolvenza»). Il centro i criteri e i parametri per la determinazione dei costi e quelli in relazio-
degli interessi principali è il luogo in cui il debitore esercita la gestione ne ai quali si possono modificare in diminuzione le quote percentuali
dei suoi interessi in modo abituale e riconoscibile dai terzi. Per le socie- di cui al comma 2, all’esito della verifica sulla qualità e produttività
tà e le persone giuridiche si presume che il centro degli interessi prin- dell’attività, nonché dei risultati raggiunti in termini di efficientamento
cipali sia, fino a prova contraria, il luogo in cui si trova la sede legale. e razionalizzazione del servizio, anche rimodulando le quote di cui alle
Tale presunzione si applica solo se la sede legale non è stata spostata in lettere b), c) e d) dello stesso comma 2 in funzione dell’attività effetti-
un altro Stato membro entro il periodo di tre mesi precedente la doman- vamente svolta.
da di apertura della procedura d’insolvenza. Per le persone fisiche che 2. Gli oneri di riscossione e di esecuzione previsti dal comma 1
esercitano un’attività imprenditoriale o professionale indipendente si sono ripartiti in:
presume, fino a prova contraria, che il centro degli interessi principali
sia il luogo in cui si trova la sede principale di attività. Tale presunzione a) una quota, denominata oneri di riscossione a carico del de-
si applica solo se la sede principale di attività non è stata spostata in un bitore, pari:
altro Stato membro entro il periodo di tre mesi precedente la domanda 1) all’uno per cento, in caso di riscossione spontanea effettua-
di apertura della procedura d’insolvenza. Per le altre persone fisiche si ta ai sensi dell’articolo 32 del decreto legislativo 26 febbraio 1999, n. 46

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14-2-2019 Supplemento ordinario n. 6/L alla GAZZETTA UFFICIALE Serie generale - n. 38

2) al tre per cento delle somme iscritte a ruolo riscosse, in caso L’iscrizione del credito fa collocare nello stesso grado le spese
di pagamento entro il sessantesimo giorno dalla notifica della cartella; dell’atto di costituzione d’ipoteca, quelle dell’iscrizione e rinnovazione
3) al sei per cento delle somme iscritte a ruolo e dei relativi e quelle ordinarie occorrenti per l’intervento nel processo di esecuzio-
interessi di mora riscossi, in caso di pagamento oltre tale termine; ne. Per il credito di maggiori spese giudiziali le parti possono estendere
l’ipoteca con patto espresso, purché sia presa la corrispondente iscrizione.
b) una quota, denominata spese esecutive, correlata all’atti-
vazione di procedure esecutive e cautelari da parte degli agenti della Qualunque sia la specie d’ipoteca, l’iscrizione di un capitale che
riscossione, a carico del debitore, nella misura fissata con decreto del produce interessi fa collocare nello stesso grado gli interessi dovuti,
Ministro dell’economia e delle finanze, che individua anche le tipologie purché ne sia enunciata la misura nell’iscrizione. La collocazione degli
di spesa oggetto di rimborso; (16) interessi è limitata alle due annate anteriori e a quella in corso al giorno
del pignoramento, ancorché sia stata pattuita l’estensione a un maggior
c) una quota, a carico del debitore, correlata alla notifica della numero di annualità; le iscrizioni particolari prese per altri arretrati han-
cartella di pagamento e degli altri atti della riscossione, da determinare no effetto dalla loro data.
con il decreto di cui alla lettera b);
L’iscrizione del capitale fa pure collocare nello stesso grado gli inte-
d) una quota, a carico dell’ente che si avvale degli agenti della ressi maturati dopo il compimento dell’annata in corso alla data del pigno-
riscossione, in caso di emanazione da parte dell’ente medesimo di un ramento, però soltanto nella misura legale e fino alla data della vendita .”.
provvedimento che riconosce in tutto o in parte non dovute le somme
affidate, nella misura determinata con il decreto di cui alla lettera b); Note all’art. 69:
e) una quota, a carico degli enti che si avvalgono degli agenti
della riscossione, pari al 3 per cento delle somme riscosse entro il ses- — Si riporta il testo dell’articolo 124-bis del citato decreto legisla-
santesimo giorno dalla notifica della cartella. tivo 1 settembre 1993, n. 385:
“Art. 124-bis. Verifica del merito creditizio
3. l rimborso della quota denominata spese esecutive di cui al com-
ma 2, lettera b), maturate nel corso di ciascun anno solare, se richie- 1. Prima della conclusione del contratto di credito, il finanziatore
sto agli Enti creditori entro il 30 marzo dell’anno successivo, è erogato valuta il merito creditizio del consumatore sulla base di informazioni
entro il 30 giugno dello stesso anno. Il diniego, a titolo definitivo, del adeguate, se del caso fornite dal consumatore stesso e, ove necessario,
discarico della quota per il cui recupero sono state svolte le procedure, ottenute consultando una banca dati pertinente.
obbliga l’Agente della riscossione a restituire all’Ente creditore, entro 2. Se le parti convengono di modificare l’importo totale del credito
il decimo giorno successivo ad apposita richiesta, l’importo anticipato, dopo la conclusione del contratto di credito, il finanziatore aggiorna le
maggiorato degli interessi legali. L’ammontare dei rimborsi spese ri- informazioni finanziarie di cui dispone riguardo al consumatore e valuta
scossi dopo l’erogazione, maggiorato degli interessi legali, è riversato il merito creditizio del medesimo prima di procedere ad un aumento
entro il 30 novembre di ciascun anno. significativo dell’importo totale del credito.
4. Restano a carico degli Enti che si avvalgono degli Agenti della 3. La Banca d’Italia, in conformità alle deliberazioni del CICR,
riscossione: detta disposizioni attuative del presente articolo.”.
a) il cinquanta per cento della quota di cui al comma 2, lettera a),
numeri 2 e 3, in caso di mancata ammissione al passivo della procedu- Note all’art. 76:
ra concorsuale, ovvero di mancata riscossione nell’ambito della stessa — Per gli articoli 2749, 2788 e 2855 del codice civile vedi note
procedura; all’articolo 68 del presente decreto legislativo.
b) le quote di cui al comma 2, lettere b) e c), se il ruolo viene
annullato per effetto di provvedimento di sgravio o in caso di definitiva Note all’art. 86:
inesigibilità.”. — Si riporta il testo dell’articolo 5 del decreto legislativo 9 ottobre
2002, n.231 (Attuazione della direttiva 2000/35/CE relativa alla lotta
Note all’art. 64: contro i ritardi di pagamento nelle transazioni commerciali):
— Per gli articoli 2446, 2447, 2482-bis, 2482-ter, 2484 e 2545-duo- “Art. 5. Saggio degli interessi
decies del codice civile vedi note all’articolo 20 del presente decreto 1. Gli interessi moratori sono determinati nella misura degli inte-
legislativo. ressi legali di mora. Nelle transazioni commerciali tra imprese è con-
— Per il testo dell’articolo 2486 del codice civile vedi note all’ar- sentito alle parti di concordare un tasso di interesse diverso, nei limiti
ticolo 378 del presente decreto legislativo. previsti dall’articolo 7.
2. Il tasso di riferimento è così determinato:
Note all’art. 66: a) per il primo semestre dell’anno cui si riferisce il ritardo, è
— La legge 20 maggio 2016, n. 76 reca: “Regolamentazio- quello in vigore il 1° gennaio di quell’anno;
ne delle unioni civili tra persone dello stesso sesso e disciplina delle b) per il secondo semestre dell’anno cui si riferisce il ritardo, è
convivenze.”. quello in vigore il 1° luglio di quell’anno.
3. Il Ministero dell’economia e delle finanze dà notizia del tasso di
Note all’art. 68: riferimento, curandone la pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Re-
Il D.P.C.M. del 5 dicembre 2013, n. 159, reca: “Regolamento pubblica italiana nel quinto giorno lavorativo di ciascun semestre solare.”.
concernente la revisione delle modalità di determinazione e i campi
di applicazione dell’Indicatore della situazione economica equivalente Note all’art. 88:
(ISEE).”. — Per l’articolo 17 del decreto legislativo 13 aprile 1999, n.112,
— Si riporta il testo degli articoli 2749, 2788 e 2855 del codice vedi note all’articolo 63 del presente decreto legislativo.
civile:
“Art. 2749. Estensione del privilegio. Note all’art. 89:
Il privilegio accordato al credito si estende alle spese ordinarie per — Per gli articoli 2446, 2447, 2482-bis, 2482-ter e 2545-duo-
l’intervento nel processo di esecuzione. Si estende anche agli interes- decies del codice civile vedi note all’articolo 20 del presente decreto
si dovuti per l’anno in corso alla data del pignoramento e per quelli legislativo.
dell’anno precedente. — Per il testo dell’articolo 2484 del codice civile vedi note all’ar-
Gli interessi successivamente maturati hanno privilegio nei limiti ticolo 380 del presente decreto legislativo.
della misura legale fino alla data della vendita.”
“Art. 2788. Prelazione per il credito degli interessi. Note all’art. 92:
La prelazione ha luogo anche per gli interessi dell’anno in corso — Si riporta il testo degli articoli 35, comma 4-bis e 35.1 del de-
alla data del pignoramento o, in mancanza di questo, alla data della no- creto legislativo 6 settembre 2011, n.159 (Codice delle leggi antimafia
tificazione del precetto. La prelazione ha luogo inoltre per gli interessi e delle misure di prevenzione, nonché nuove disposizioni in materia
successivamente maturati, nei limiti della misura legale, fino alla data di documentazione antimafia, a norma degli articoli 1 e 2 della legge
della vendita.” 13 agosto 2010, n. 136):
“Art. 2855. Estensione degli effetti dell’iscrizione. “Art. 35. Nomina e revoca dell’amministratore giudiziario

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1. Con il provvedimento con il quale dispone il sequestro previsto 22 gennaio 2004, n. 42, di uno dei soggetti indicati nell’articolo 9-bis
dal capo I del titolo II del presente libro il tribunale nomina il giudi- del medesimo codice. Il giudice delegato ne autorizza l’istituzione te-
ce delegato alla procedura e un amministratore giudiziario. Qualora la nuto conto della natura dei beni e delle aziende in stato di sequestro e
gestione dei beni in stato di sequestro sia particolarmente complessa, degli oneri che ne conseguono.
anche avuto riguardo al numero dei comuni ove sono situati i beni im- 4-bis. Non possono assumere l’ufficio di amministratore giudizia-
mobili o i complessi aziendali o alla natura dell’attività aziendale da rio, né quello di suo coadiutore, coloro i quali sono legati da rappor-
proseguire o al valore ingente del patrimonio, il tribunale può nominare to di coniugio, unione civile o convivenza di fatto ai sensi della legge
più amministratori giudiziari. In tal caso il tribunale stabilisce se essi 20 maggio 2016, n. 76, parentela entro il terzo grado o affinità entro
possano operare disgiuntamente. il secondo grado con magistrati addetti all’ufficio giudiziario al qua-
2. L’amministratore giudiziario è scelto tra gli iscritti nell’Albo le appartiene il magistrato che conferisce l’incarico, nonché coloro i
nazionale degli amministratori giudiziari secondo criteri di trasparenza quali hanno con tali magistrati un rapporto di assidua frequentazione.
che assicurano la rotazione degli incarichi tra gli amministratori, tenuto Si intende per frequentazione assidua quella derivante da una relazione
conto della natura e dell’entità dei beni in stato di sequestro, delle carat- sentimentale o da un rapporto di amicizia stabilmente protrattosi nel
teristiche dell’attività aziendale da proseguire e delle specifiche compe- tempo e connotato da reciproca confidenza, nonché il rapporto di fre-
tenze connesse alla gestione. Con decreto del Ministro della giustizia, quentazione tra commensali abituali.
di concerto con il Ministro dell’interno e con il Ministro dello sviluppo 5. L’amministratore giudiziario riveste la qualifica di pubblico uf-
economico, sono individuati criteri di nomina degli amministratori giu- ficiale e deve adempiere con diligenza ai compiti del proprio ufficio.
diziari e dei coadiutori che tengano conto del numero degli incarichi Egli ha il compito di provvedere alla gestione, alla custodia e alla con-
aziendali in corso, comunque non superiore a tre, con esclusione degli servazione dei beni sequestrati anche nel corso degli eventuali giudizi
incarichi già in corso quale coadiutore, della natura monocratica o col- di impugnazione, sotto la direzione del giudice delegato, al fine di incre-
legiale dell’incarico, della tipologia e del valore dei compendi da am- mentare, se possibile, la redditività dei beni medesimi.
ministrare, avuto riguardo anche al numero dei lavoratori, della natura 6. L’amministratore giudiziario deve segnalare al giudice delegato
diretta o indiretta della gestione, dell’ubicazione dei beni sul territorio, l’esistenza di altri beni che potrebbero formare oggetto di sequestro di
delle pregresse esperienze professionali specifiche. Con lo stesso decre- cui sia venuto a conoscenza nel corso della sua gestione.
to sono altresì stabiliti i criteri per l’individuazione degli incarichi per
i quali la particolare complessità dell’amministrazione o l’eccezionalità 7. In caso di grave irregolarità o di incapacità il tribunale, su propo-
del valore del patrimonio da amministrare determinano il divieto di cu- sta del giudice delegato, dell’Agenzia o d’ufficio, può disporre in ogni
mulo. L’amministratore giudiziario è nominato con decreto motivato. tempo la revoca dell’amministratore giudiziario, previa audizione dello
All’atto della nomina l’amministratore giudiziario comunica al tribuna- stesso. Nei confronti dei coadiutori dell’Agenzia la revoca è disposta
le se e quali incarichi analoghi egli abbia in corso, anche se conferiti da dalla medesima Agenzia.
altra autorità giudiziaria o dall’Agenzia. 8. L’amministratore giudiziario che, anche nel corso della procedu-
2-bis. L’amministratore giudiziario di aziende sequestrate è scelto ra, cessa dal suo incarico, deve rendere il conto della gestione ai sensi
tra gli iscritti nella sezione di esperti in gestione aziendale dell’Albo dell’articolo 43.
nazionale degli amministratori giudiziari. 9. Nel caso di trasferimento fuori della residenza, all’amministra-
tore giudiziario spetta il trattamento previsto dalle disposizioni vigenti
2-ter. Fermo restando quanto previsto dall’articolo 41-bis, com- per i dirigenti di seconda fascia dello Stato.
ma 7, l’amministratore giudiziario di cui ai commi 2 e 2-bis può al-
tresì essere nominato tra il personale dipendente dell’Agenzia, di cui Art. 35.1. Dichiarazione di incompatibilità
all’articolo 113-bis. In tal caso l’amministratore giudiziario dipendente 1. L’amministratore giudiziario, al momento dell’accettazione
dell’Agenzia, per lo svolgimento dell’incarico, non ha diritto ad emo- dell’incarico e comunque entro due giorni dalla comunicazione della
lumenti aggiuntivi rispetto al trattamento economico in godimento, ad nomina, deposita presso la cancelleria dell’ufficio giudiziario conferen-
eccezione del rimborso delle spese di cui al comma 9. te l’incarico una dichiarazione attestante l’insussistenza delle cause di
3. Non possono essere nominate le persone nei cui confronti il incompatibilità di cui all’articolo 35, comma 4-bis. In caso di violazio-
provvedimento è stato disposto, il coniuge, i parenti, gli affini e le ne della disposizione di cui al periodo precedente il tribunale provvede
persone con esse conviventi, né le persone condannate a una pena che d’urgenza alla sostituzione del soggetto nominato. Il tribunale provvede
importi l’interdizione, anche temporanea, dai pubblici uffici o le pene allo stesso modo nel caso in cui, dalla dichiarazione depositata, emerga
accessorie previste dal regio decreto 16 marzo 1942, n. 267, o coloro la sussistenza di una causa di incompatibilità. In caso di dichiarazione di
cui sia stata irrogata una misura di prevenzione o nei confronti dei qua- circostanze non corrispondenti al vero effettuata da un soggetto iscritto
li sia stato disposto il rinvio a giudizio per i reati di cui all’articolo 4 ad un albo professionale, il tribunale lo segnala all’organo competente
del presente decreto o per uno dei reati previsti dal libro II, titolo II, dell’ordine o del collegio professionale ai fini della valutazione di com-
capo I, e titolo III, capo I, del codice penale. Non possono altresì essere petenza in ordine all’esercizio dell’azione disciplinare e al presidente
nominate le persone che abbiano svolto attività lavorativa o professio- della Corte di appello affinché dia notizia della segnalazione a tutti i
nale in favore del proposto o delle imprese a lui riconducibili. Le stes- magistrati del distretto.
se persone non possono, altresì, svolgere le funzioni di coadiutore o 2. Nella dichiarazione il soggetto incaricato deve comunque indi-
di diretto collaboratore dell’amministratore giudiziario nell’attività di care, ai fini di cui all’articolo 35.2, l’esistenza di rapporti di coniugio,
gestione. Non possono assumere l’ufficio di amministratore giudizia- unione civile o convivenza di fatto ai sensi della legge 20 maggio 2016,
rio, né quelli di coadiutore o diretto collaboratore dell’amministratore n. 76, parentela entro il terzo grado o affinità entro il secondo grado o
giudiziario, il coniuge, i parenti fino al quarto grado, gli affini entro il frequentazione assidua con magistrati, giudicanti o requirenti, del di-
secondo grado, i conviventi o commensali abituali del magistrato che stretto di Corte di appello nel quale ha sede l’ufficio giudiziario presso
conferisce l’incarico. Non possono altresì assumere l’ufficio di ammi- il quale è pendente il procedimento.
nistratore giudiziario, né quelli di coadiutore o diretto collaboratore 3. Il coadiutore nominato dall’amministratore giudiziario a norma
dell’amministratore giudiziario, i creditori o debitori del magistrato dell’articolo 35, comma 4, redige la dichiarazione disciplinata ai commi
che conferisce l’incarico, del suo coniuge o dei suoi figli, né le perso- 1 e 2 e la consegna all’amministratore giudiziario entro due giorni dal
ne legate da uno stabile rapporto di collaborazione professionale con momento in cui ha avuto conoscenza della nomina e, in ogni caso, prima
il coniuge o i figli dello stesso magistrato, né i prossimi congiunti, i di dare inizio alla sua attività. L’amministratore giudiziario entro i due
conviventi, i creditori o debitori del dirigente di cancelleria che assiste giorni successivi provvede a depositare in cancelleria la dichiarazione
lo stesso magistrato. del coadiutore. Se il coadiutore non consegna la dichiarazione o se dal-
4. L’amministratore giudiziario chiede al giudice delegato di esse- la dichiarazione emerge la sussistenza di una causa di incompatibilità,
re autorizzato, ove necessario, a farsi coadiuvare, sotto la sua respon- l’amministratore giudiziario non può avvalersi del coadiutore nominato.
sabilità, da tecnici o da altri soggetti qualificati. Ove la complessità 4. A decorrere dal trentesimo giorno successivo alla pubblicazione
della gestione lo richieda, anche successivamente al sequestro, l’am- nella Gazzetta Ufficiale del provvedimento con cui il responsabile dei
ministratore giudiziario organizza, sotto la sua responsabilità, un pro- sistemi informativi automatizzati del Ministero della giustizia attesta la
prio ufficio di coadiuzione, la cui composizione e il cui assetto interno piena funzionalità dei sistemi in relazione a quanto previsto dai commi
devono essere comunicati al giudice delegato indicando altresì se e 1, 2 e 3, il deposito della dichiarazione prevista dai predetti commi ha
quali incarichi analoghi abbiano in corso i coadiutori, assicurando la luogo esclusivamente con modalità telematiche, nel rispetto della nor-
presenza, nel caso in cui si tratti dei beni di cui all’articolo 10 del mativa, anche regolamentare, concernente la sottoscrizione, la trasmis-
codice dei beni culturali e del paesaggio, di cui al decreto legislativo sione e la ricezione dei documenti informatici.”.

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Note all’art. 97: Gli amministratori rispondono verso i creditori sociali per l’inos-
servanza degli obblighi inerenti alla conservazione dell’integrità del
— Si riporta il testo dell’articolo 1, comma 139, della legge 4 ago- patrimonio sociale.
sto 2017, n. 124 (Legge annuale per il mercato e la concorrenza):
L’azione può essere proposta dai creditori quando il patrimonio so-
“139. Ai fini di cui al comma 138, il concedente procede alla ven- ciale risulta insufficiente al soddisfacimento dei loro crediti.
dita o ricollocazione del bene sulla base dei valori risultanti da pubbli- La rinunzia all’azione da parte della società non impedisce l’eser-
che rilevazioni di mercato elaborate da soggetti specializzati. Quando cizio dell’azione da parte dei creditori sociali. La transazione può essere
non è possibile far riferimento ai predetti valori, procede alla vendita impugnata dai creditori sociali soltanto con l’azione revocatoria quando
sulla base di una stima effettuata da un perito scelto dalle parti di comu- ne ricorrono gli estremi.”.
ne accordo nei venti giorni successivi alla risoluzione del contratto o, in
caso di mancato accordo nel predetto termine, da un perito indipendente Note all’art. 116:
scelto dal concedente in una rosa di almeno tre operatori esperti, previa-
mente comunicati all’utilizzatore, che può esprimere la sua preferenza — Si riporta il testo degli articoli 2500-bis, 2504-quater e 2506-ter
vincolante ai fini della nomina entro dieci giorni dal ricevimento della del codice civile:
predetta comunicazione. Il perito è indipendente quando non è legato al “Art. 2500-bis. Invalidità della trasformazione.
concedente da rapporti di natura personale o di lavoro tali da compro-
mettere l’indipendenza di giudizio. Nella procedura di vendita o ricollo- Eseguita la pubblicità di cui all’articolo precedente, l’invalidità
cazione il concedente si attiene a criteri di celerità, trasparenza e pubbli- dell’atto di trasformazione non può essere pronunciata.
cità adottando modalità tali da consentire l’individuazione del migliore Resta salvo il diritto al risarcimento del danno eventualmente spet-
offerente possibile, con obbligo di informazione dell’utilizzatore.”. tante ai partecipanti all’ente trasformato ed ai terzi danneggiati dalla
trasformazione.”
Note all’art. 102: “Art. 2504-quater. Invalidità della fusione.
— Per il testo dell’articolo 2467 del codice civile vedi note all’ar- Eseguite le iscrizioni dell’atto di fusione a norma del secondo com-
ticolo 383 del presente decreto legislativo. ma dell’articolo 2504, l’invalidità dell’atto di fusione non può essere
pronunciata.
— Si riporta il testo dell’art. 2497-quinquies del codice civile: Resta salvo il diritto al risarcimento del danno eventualmente spet-
“Art. 2497-quinquies. Finanziamenti nell’attività di direzione e tante ai soci o ai terzi danneggiati dalla fusione.”
coordinamento. “ Art. 2506-ter. Norme applicabili.
Ai finanziamenti effettuati a favore della società da chi esercita at- L’organo amministrativo delle società partecipanti alla scissione
tività di direzione e coordinamento nei suoi confronti o da altri soggetti redige la situazione patrimoniale e la relazione illustrativa in conformità
ad essa sottoposti si applica l’articolo 2467.”. agli articoli 2501-quater e 2501-quinquies.
La relazione dell’organo amministrativo deve inoltre illustrare i
Note all’art. 107: criteri di distribuzione delle azioni o quote e deve indicare il valore
— Si riporta il testo dell’articolo 1 della legge 7 ottobre 1969, effettivo del patrimonio netto assegnato alle società beneficiarie e di
n. 742 (Sospensione dei termini processuali nel periodo feriale): quello che eventualmente rimanga nella società scissa. Quando la scis-
sione si realizza mediante aumento di capitale con conferimento di beni
“Art. 1. Il decorso dei termini processuali relativi alle giurisdizioni in natura o di crediti, la relazione dell’organo amministrativo menziona,
ordinarie ed a quelle amministrative è sospeso di diritto dal 1°(gradi) al ove prevista, l’elaborazione della relazione di cui all’articolo 2343 e il
31 agosto di ciascun anno, e riprende a decorrere dalla fine del periodo registro delle imprese presso il quale tale relazione è depositata.
di sospensione. Ove il decorso abbia inizio durante il periodo di sospen- Si applica alla scissione l’articolo 2501-sexies; la situazione pa-
sione, l’inizio stesso è differito alla fine di detto periodo. trimoniale prevista dall’articolo 2501-quater e le relazioni previste da-
La stessa disposizione si applica per il termine stabilito dall’artico- gli articoli 2501-quinquies e 2501-sexies, non sono richieste quando la
lo 201 del codice di procedura penale.”. scissione avviene mediante la costituzione di una o più nuove società e
non siano previsti criteri di attribuzione delle azioni o quote diversi da
Note all’art. 114: quello proporzionale.
Per il testo degli articoli 35, 35.1 del citato decreto legislativo Con il consenso unanime dei soci e dei possessori di altri strumenti
6 settembre 2011, n. 159 vedi note all’articolo 92 del presente decreto finanziari che danno diritto di voto nelle società partecipanti alla scis-
legislativo. sione l’organo amministrativo può essere esonerato dalla redazione dei
documenti previsti nei precedenti commi.
— Si riporta il testo dell’articolo 35.2 del citato decreto legislativo Sono altresì applicabili alla scissione gli articoli 2501-septies,
6 settembre 2011, n. 159: 2502, 2502-bis, 2503, 2503-bis, 2504, 2504-ter, 2504-quater, 2505, pri-
“Art. 35.2. Vigilanza mo e secondo comma, 2505-bis e 2505-ter. Tutti i riferimenti alla fusio-
1. I sistemi informativi automatizzati del Ministero della giustizia ne contenuti in detti articoli s’intendono riferiti anche alla scissione.”.
assicurano al presidente della Corte di appello la possibilità di estrarre,
anche in forma massiva, le dichiarazioni depositate a norma dell’artico- Note all’art. 118:
lo 35.1, dalle quali deve essere possibile rilevare almeno i seguenti dati: — Si riporta il testo dell’articolo 2560 del codice civile:
a) il nome del giudice che ha assegnato l’incarico e la sezione “Art. 2560. Debiti relativi all’azienda ceduta.
di appartenenza; L’alienante non è liberato dai debiti, inerenti all’esercizio
b) il nome dell’ausiliario e la tipologia dell’incarico conferitogli; dell’azienda ceduta anteriori al trasferimento, se non risulta che i credi-
c) la data di conferimento dell’incarico; tori vi hanno consentito.
d) il nome del magistrato del distretto con il quale il professioni- Nel trasferimento di un’azienda commerciale risponde dei debiti
sta incaricato ha dichiarato di essere legato da uno dei rapporti indicati suddetti anche l’acquirente dell’azienda, se essi risultano dai libri con-
all’articolo 35.1, comma 2; tabili obbligatori.”.
e) la natura di tale rapporto. Note all’art. 125:
2. Il presidente della Corte di appello tiene conto delle risultanze — Per il testo degli articoli 35, 35.1 e 35.2 del citato decreto legi-
delle dichiarazioni ai fini dell’esercizio, su tutti gli incarichi conferi- slativo 6 settembre 2011, n. 159 vedi note all’articolo 92.
ti, del potere di sorveglianza di cui al regio decreto 31 maggio 1946,
n. 511.”. Note all’art. 131:
Note all’art. 115: — Si riporta il testo dell’articolo 2 del decreto-legge 16 settembre
2008, n. 143, convertito, con modificazioni , dalla legge 13 novembre 2008,
— Si riporta il testo dell’articolo 2394 del codice civile: n. 181 (Interventi urgenti in materia di funzionalità del sistema giudiziario):
“Art. 2394. Responsabilità verso i creditori sociali. “Art. 2. Fondo unico giustizia

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1. Il Fondo di cui all’articolo 61, comma 23, del decreto-legge 3-bis. Entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore della pre-
25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge sente disposizione, in caso di omessa intestazione ovvero di mancata
6 agosto 2008, n. 133, denominato: «Fondo unico giustizia», è gestito trasmissione delle relative informazioni ai sensi del comma 3, il Mi-
da Equitalia Giustizia S.p.A. con le modalità stabilite con il decreto di nistero dell’economia e delle finanze applica nei riguardi della società
cui al predetto articolo 61, comma 23. Poste italiane S.p.A., delle banche e degli altri operatori finanziari autori
2. Rientrano nel «Fondo unico giustizia», con i relativi interessi, le dell’illecito una sanzione amministrativa pecuniaria nella misura pre-
somme di denaro ovvero i proventi: vista dall’articolo 1, comma 1, primo periodo, del decreto legislativo
18 dicembre 1997, n. 471, con riferimento all’ammontare delle risorse
a) di cui al medesimo articolo 61, comma 23; di cui al comma 3 del presente articolo per le quali risulta omessa l’inte-
b) di cui all’articolo 262, comma 3-bis, del codice di procedura stazione ovvero la trasmissione delle relative informazioni. Il Ministero
penale; dell’economia e delle finanze verifica il corretto adempimento degli ob-
c) relativi a titoli al portatore, a quelli emessi o garantiti dallo Sta- blighi di cui al comma 3 da parte della società Poste italiane S.p.A., del-
to anche se non al portatore, ai valori di bollo, ai crediti pecuniari, ai le banche e degli altri operatori finanziari, anche avvalendosi del Corpo
conti correnti, ai conti di deposito titoli, ai libretti di deposito e ad ogni della guardia di finanza, che opera a tal fine con i poteri previsti dalle
altra attività finanziaria a contenuto monetario o patrimoniale oggetto leggi in materia di imposte sui redditi e di imposta sul valore aggiunto.
di provvedimenti di sequestro nell’ambito di procedimenti penali o per 4. Sono altresì intestati «Fondo unico giustizia» tutti i conti corren-
l’applicazione di misure di prevenzione di cui alla legge 31 maggio ti ed i conti di deposito che Equitalia Giustizia S.p.A., successivamente
1965, n. 575, e successive modificazioni, o di irrogazione di sanzio- alla data di entrata in vigore del presente decreto, intrattiene per farvi
ni amministrative, inclusi quelli di cui al decreto legislativo 8 giugno affluire le ulteriori risorse derivanti dall’applicazione dell’articolo 61,
2001, n. 231; comma 23, del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con
c-bis) depositati presso Poste Italiane S.p.A., banche e altri opera- modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, dell’articolo 262,
tori finanziari, in relazione a procedimenti civili di cognizione, esecutivi comma 3-bis, del codice di procedura penale, i relativi utili di gestione,
o speciali, non riscossi o non reclamati dagli aventi diritto entro cinque nonché i controvalori degli atti di disposizione dei beni confiscati di cui
anni dalla data in cui il procedimento si è estinto o è stato comunque al predetto articolo 61, comma 23.
definito o è divenuta definitiva l’ordinanza di assegnazione, di distri- 5. Equitalia Giustizia S.p.A. versa in conto entrate al bilancio dello
buzione o di approvazione del progetto di distribuzione ovvero, in caso Stato per essere riassegnate, con decreto del Ministro dell’economia e
di opposizione, dal passaggio in giudicato della sentenza che definisce delle finanze, alle unità previsionali di base dello stato di previsione
la controversia; della spesa del Ministero della giustizia concernenti le spese di investi-
c-ter) di cui all’articolo 117, quarto comma, del regio decreto mento di cui all’articolo 2, comma 614, della legge 24 dicembre 2007,
16 marzo 1942, n. 267, come sostituito dall’articolo 107 del decreto n. 244, le somme di denaro per le quali, anteriormente alla data di en-
legislativo 9 gennaio 2006, n. 5. trata in vigore del presente decreto, ai sensi dell’articolo 676, comma 1,
del codice di procedura penale, è stata decisa dal giudice dell’esecu-
2-bis. A decorrere dalla data di entrata in vigore del decreto di cui zione ma non ancora eseguita la devoluzione allo Stato delle somme
al comma 6-ter del presente articolo rientrano in apposite gestioni sepa- medesime.
rate del «Fondo unico giustizia»:
6. Con il decreto di cui all’articolo 61, comma 23, del decreto-
a) salvo che nei casi di cui all’articolo 104, primo e secondo com- legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge
ma, del regio decreto 16 marzo 1942, n. 267, e fino al riparto finale 6 agosto 2008, n. 133, è determinata altresì la remunerazione massima
dell’attivo fallimentare, le somme giacenti in conti correnti accesi a spettante a titolo di aggio nei cui limiti il Ministro dell’economia e delle
norma dell’articolo 34, primo comma, dello stesso regio decreto n. 267 finanze stabilisce con proprio decreto quella dovuta a Equitalia Giusti-
del 1942; zia S.p.A. per la gestione delle risorse intestate «Fondo unico giustizia».
b) fino al momento della distribuzione, le somme giacenti in conti Con il decreto di cui al predetto articolo 61, comma 23, sono inoltre
correnti e in depositi a risparmio ricavate nel corso di procedure esecu- stabilite le modalità di utilizzazione delle somme afferenti al Fondo da
tive per espropriazione immobiliare; parte dell’amministratore delle somme o dei beni che formano ogget-
c) le somme, giacenti in conti correnti e in depositi a risparmio, to di sequestro o confisca, per provvedere al pagamento delle spese di
oggetto di sequestro conservativo ai sensi dell’articolo 671 del codice conservazione o amministrazione, le modalità di controllo e di rendi-
di procedura civile; contazione delle somme gestite da Equitalia Giustizia S.p.A., nonché la
natura delle risorse utilizzabili ai sensi del comma 7, i criteri e le moda-
d) le somme a qualunque titolo depositate presso Poste Italiane lità da adottare nella gestione del Fondo in modo che venga garantita la
S.p.A., banche e altri operatori finanziari in relazione a procedimenti pronta disponibilità delle somme necessarie per eseguire le restituzioni
civili contenziosi. eventualmente disposte. Con decreto del Ministro dell’economia e del-
2-ter. Gli utili della gestione finanziaria delle somme di cui al com- le finanze, di concerto con il Ministro della giustizia e con il Ministro
ma 2-bis, costituiti dal differenziale rispetto al rendimento finanziario dell’interno, può essere rideterminata annualmente la misura massima
ordinario di cui al comma 6-ter, sono versati all’entrata del bilancio dell’aggio spettante a Equitalia Giustizia S.p.A.
dello Stato, per la successiva riassegnazione, in misura pari al 50 per 6-bis. Fino al 31 marzo 2011 Equitalia Giustizia Spa effettua i ver-
cento, al Ministero della giustizia, al netto degli interessi spettanti, ri- samenti dovuti al bilancio dello Stato al lordo delle proprie spese di
spettivamente, ai creditori del fallimento e all’assegnatario. gestione e, a decorrere dai versamenti da eseguire dal 1º aprile 2011,
3. Entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore del presente il recupero di tali spese, a fronte di attività rese dalla stessa Equitalia
decreto, Poste Italiane S.p.A., le banche e gli altri operatori finanziari, Giustizia Spa nell’ambito dei propri fini statutari, e l’incasso della re-
depositari delle somme di denaro, dei proventi, dei crediti, nonché dei munerazione dovuta a tale società a titolo di aggio ai sensi del comma 6,
beni di cui al comma 2, intestano «Fondo unico giustizia» i titoli, i primo periodo, seguono il principio della prededuzione, con le modalità,
valori, i crediti, i conti, i libretti, nonché le attività di cui alla lettera c) le condizioni e i termini stabiliti nelle convenzioni regolative dei rappor-
del comma 2. Entro lo stesso termine Poste Italiane S.p.A., le banche ti con i competenti Ministeri. Con riferimento alle risorse sequestrate in
e gli altri operatori finanziari trasmettono a Equitalia Giustizia S.p.A., forma di denaro intestate “Fondo unico giustizia”, Equitalia Giustizia
con modalità telematica e nel formato elettronico reso disponibile dal- Spa trasferisce tali risorse su uno o più conti correnti intrattenuti con gli
la medesima società sul proprio sito internet all’indirizzo www.equi- operatori finanziari che garantiscono un tasso d’interesse attivo alline-
taliagiustizia.it, le informazioni individuate con decreto del Ministero ato alle migliori condizioni di mercato, nonché un adeguato livello di
dell’economia e delle finanze, di concerto con il Ministero della giusti- solidità e di affidabilità ed idonei livelli di servizio.
zia, da emanarsi entro quindici giorni dalla data di entrata in vigore del 6-ter. Le modalità di attuazione dei commi 2-bis e 2-ter, anche
presente decreto. A decorrere dalla data di intestazione di cui al primo in relazione a quanto disposto dal comma 6, sono stabilite con decreto
periodo, Equitalia Giustizia S.p.A. provvede, se non già eseguite alla del Ministro dell’economia e delle finanze, di concerto con il Ministro
medesima data da Poste Italiane S.p.A., dalle banche ovvero dagli altri della giustizia. Con il medesimo decreto è individuato, relativamente ai
operatori finanziari, alle restituzioni delle somme sequestrate disposte procedimenti e alle procedure di cui al comma 2-bis sorti dopo l’entrata
anteriormente alla predetta data. in vigore del decreto di cui al presente comma, il tasso di interesse atti-
3.1. Le disposizioni di cui al comma 3 si applicano ai beni di cui vo di riferimento scelto tra quelli disponibili sul mercato interbancario
ai commi 2 e 2-bis a decorrere dalla data di entrata in vigore del decreto per operazioni analoghe e continuativamente rilevati e pubblicati, che la
di cui al comma 6-ter. banca o l’ufficio postale prescelto deve riconoscere al fine di garantire

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l’ordinario rendimento finanziario delle somme depositate. Per i pro- I crediti dipendenti dal contratto di trasporto e quelli per le spese
cedimenti e le procedure di cui al comma 2-bis sorti prima dell’entrata d’imposta anticipate dal vettore hanno privilegio sulle cose trasportate
in vigore del decreto di cui al presente comma il differenziale di cui al finché queste rimangono presso di lui.
comma 2-ter è determinato in relazione al tasso di interesse attivo già I crediti derivanti dall’esecuzione del mandato hanno privilegio
riconosciuto. sulle cose del mandante che il mandatario detiene per l’esecuzione del
7. Salvo quanto previsto dai commi 2-bis e 2-ter, con decreto del mandato.
Presidente del Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro dell’eco- I crediti derivanti dal deposito o dal sequestro convenzionale a fa-
nomia e delle finanze, di concerto con il Ministro della giustizia e con il vore del depositario e del sequestratario hanno parimenti privilegio sulle
Ministro dell’interno, sono stabilite, fermo quanto disposto al comma 5, cose che questi detengono per effetto del deposito o del sequestro.
le quote delle risorse intestate «Fondo unico giustizia», anche frutto di Si applicano a questi privilegi le disposizioni del secondo e del
utili della loro gestione finanziaria, fino ad una percentuale non supe- terzo comma.”.
riore al 30 per cento relativamente alle sole risorse oggetto di sequestro
penale o amministrativo, disponibili per massa, in base a criteri statistici Note all’art. 153:
e con modalità rotativa, da destinare mediante riassegnazione:
a) in misura non inferiore ad un terzo, al Ministero dell’interno per — Si riporta il testo degli articoli 2749, 2788 e 2855 del codice
la tutela della sicurezza pubblica e del soccorso pubblico, fatta salva civile:
l’alimentazione del Fondo di solidarietà per le vittime delle richieste “Art. 2749. Estensione del privilegio.
estorsive di cui all’articolo 18, comma 1, lettera c), della legge 23 feb- Il privilegio accordato al credito si estende alle spese ordinarie per
braio 1999, n. 44, e del Fondo di rotazione per la solidarietà delle vittime l’intervento nel processo di esecuzione. Si estende anche agli interes-
dei reati di tipo mafioso di cui all’articolo 1 della legge 22 dicembre si dovuti per l’anno in corso alla data del pignoramento e per quelli
1999, n. 512; (28) dell’anno precedente.
b) in misura non inferiore ad un terzo, al Ministero della giustizia Gli interessi successivamente maturati hanno privilegio nei limiti
per assicurare il funzionamento e il potenziamento degli uffici giudiziari della misura legale fino alla data della vendita.”
e degli altri servizi istituzionali; “Art. 2788. Prelazione per il credito degli interessi.
c) all’entrata del bilancio dello Stato. La prelazione ha luogo anche per gli interessi dell’anno in corso
7-bis. Le quote minime delle risorse intestate “Fondo unico giusti- alla data del pignoramento o, in mancanza di questo, alla data della no-
zia”, di cui alle lettere a) e b) del comma 7, possono essere modificate tificazione del precetto. La prelazione ha luogo inoltre per gli interessi
con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri in caso di urgenti successivamente maturati, nei limiti della misura legale, fino alla data
necessità, derivanti da circostanze gravi ed eccezionali, del Ministero della vendita.”
dell’interno o del Ministero della giustizia. “Art. 2855. Estensione degli effetti dell’iscrizione.
7-ter. Con riferimento alle somme di cui al comma 2, lettere c-bis) L’iscrizione del credito fa collocare nello stesso grado le spese
e c-ter), le quote di cui al comma 7 sono formate destinando le risorse dell’atto di costituzione d’ipoteca, quelle dell’iscrizione e rinnovazione
in via prioritaria al potenziamento dei servizi istituzionali del Ministero e quelle ordinarie occorrenti per l’intervento nel processo di esecuzio-
della giustizia. ne. Per il credito di maggiori spese giudiziali le parti possono esten-
7-quater. Con decreto del Ministro dell’economia e delle finanze, dere l’ipoteca con patto espresso, purché sia presa la corrispondente
di concerto con i Ministri dell’interno e della giustizia, la percentuale iscrizione.
di cui all’alinea del comma 7 può essere elevata fino al 50 per cento in Qualunque sia la specie d’ipoteca, l’iscrizione di un capitale che
funzione del progressivo consolidamento dei dati statistici. produce interessi fa collocare nello stesso grado gli interessi dovuti,
8. Il comma 24 dell’articolo 61 del decreto-legge 25 giugno 2008, purché ne sia enunciata la misura nell’iscrizione. La collocazione degli
n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, interessi è limitata alle due annate anteriori e a quella in corso al giorno
è abrogato. del pignoramento, ancorché sia stata pattuita l’estensione a un maggior
numero di annualità; le iscrizioni particolari prese per altri arretrati han-
9. All’articolo 676, comma 1, del codice di procedura penale, come no effetto dalla loro data.
modificato dall’articolo 2, comma 613, della legge 24 dicembre 2007,
n. 244, le parole: «o alla devoluzione allo Stato delle somme di denaro L’iscrizione del capitale fa pure collocare nello stesso grado gli
sequestrate ai sensi del comma 3-bis dell’articolo 262» sono soppresse. interessi maturati dopo il compimento dell’annata in corso alla data del
pignoramento, però soltanto nella misura legale e fino alla data della
10. Dalla gestione del «Fondo unico giustizia», non devono deriva- vendita.”.
re oneri, né obblighi giuridici a carico della finanza pubblica.”. Per il testo degli articoli 2756 e 2761 del codice civile vedi note
all’articolo 152 del presente decreto legislativo.
Note all’art. 146:
— Si riporta il testo dell’articolo 170 del codice civile: Note all’art. 159:
“Art. 170. Esecuzione sui beni e sui frutti. — Si riporta il testo dell’articolo 1866 del codice civile:
L’esecuzione sui beni del fondo e sui frutti di essi non può aver “Art. 1866. Esercizio del riscatto.
luogo per debiti che il creditore conosceva essere stati contratti per scopi Il riscatto della rendita semplice e della rendita fondiaria si effettua
estranei ai bisogni della famiglia.”. mediante il pagamento della somma che risulta dalla capitalizzazione
della rendita annua sulla base dell’interesse legale.
Note all’art. 152: Le modalità del riscatto sono stabilite dalle leggi speciali.”.
— Si riporta il testo degli articoli 2756 e 2761 del codice civile: Note all’art. 166:
“Art. 2756. Crediti per prestazioni e spese di conservazione e
miglioramento. — Si riporta il testo dell’articolo 2645-bis del codice civile:
I crediti per le prestazioni e le spese relative alla conservazione o “Art. 2645-bis. Trascrizione di contratti preliminari.
al miglioramento di beni mobili hanno privilegio sui beni stessi, purché 1. I contratti preliminari aventi ad oggetto la conclusione di taluno
questi si trovino ancora presso chi ha fatto le prestazioni o le spese. dei contratti di cui ai numeri 1), 2), 3) e 4) dell’articolo 2643, anche se
sottoposti a condizione o relativi a edifici da costruire o in corso di co-
Il privilegio ha effetto anche in pregiudizio dei terzi che hanno di- struzione, devono essere trascritti se risultano da atto pubblico o da scrit-
ritti sulla cosa, qualora chi ha fatto le prestazioni o le spese sia stato in tura privata con sottoscrizione autenticata o accertata giudizialmente.
buona fede.
2. La trascrizione del contratto definitivo o di altro atto che costi-
Il creditore può ritenere la cosa soggetta al privilegio finché non tuisca comunque esecuzione dei contratti preliminari di cui al comma 1,
è soddisfatto del suo credito e può anche venderla secondo le norme ovvero della sentenza che accoglie la domanda diretta ad ottenere l’ese-
stabilite per la vendita del pegno.” cuzione in forma specifica dei contratti preliminari predetti, prevale sul-
”Art. 2761. Crediti del vettore, del mandatario, del depositario e le trascrizioni ed iscrizioni eseguite contro il promittente alienante dopo
del sequestratario. la trascrizione del contratto preliminare.

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3. Gli effetti della trascrizione del contratto preliminare cessano e — Si riporta il testo dell’articolo 2775-bis del codice civile:
si considerano come mai prodotti se entro un anno dalla data convenuta “Art. 2775-bis. Credito per mancata esecuzione di contratti
tra le parti per la conclusione del contratto definitivo, e in ogni caso preliminari.
entro tre anni dalla trascrizione predetta, non sia eseguita la trascrizione
del contratto definitivo o di altro atto che costituisca comunque esecu- Nel caso di mancata esecuzione del contratto preliminare trascrit-
zione del contratto preliminare o della domanda giudiziale di cui all’ar- to ai sensi dell’articolo 2645-bis, i crediti del promissario acquirente
ticolo 2652, primo comma, numero 2). che ne conseguono hanno privilegio speciale sul bene immobile oggetto
del contratto preliminare, sempre che gli effetti della trascrizione non
4. I contratti preliminari aventi ad oggetto porzioni di edifici da co- siano cessati al momento della risoluzione del contratto risultante da
struire o in corso di costruzione devono indicare, per essere trascritti, la atto avente data certa, ovvero al momento della domanda giudiziale di
superficie utile della porzione di edificio e la quota del diritto spettante risoluzione del contratto o di condanna al pagamento, ovvero al mo-
al promissario acquirente relativa all’intero costruendo edificio espressa mento della trascrizione del pignoramento o al momento dell’intervento
in millesimi. nell’esecuzione promossa da terzi.
5. Nel caso previsto nel comma 4 la trascrizione è eseguita con Il privilegio non è opponibile ai creditori garantiti da ipote-
riferimento al bene immobile per la quota determinata secondo le mo- ca relativa a mutui erogati al promissario acquirente per l’acquisto
dalità di cui al comma stesso. Non appena l’edificio viene ad esistenza del bene immobile nonché ai creditori garantiti da ipoteca ai sensi
gli effetti della trascrizione si producono rispetto alle porzioni materiali dell’articolo 2825-bis.”.
corrispondenti alle quote di proprietà predeterminate nonché alle rela-
tive parti comuni. L’eventuale differenza di superficie o di quota con- Note all’art. 174:
tenuta nei limiti di un ventesimo rispetto a quelle indicate nel contratto
preliminare non produce effetti. — Si riporta il testo dell’articolo 5 del decreto legislativo 20 giugno
2005, n. 122 (Disposizioni per la tutela dei diritti patrimoniali degli ac-
6. Ai fini delle disposizioni di cui al comma 5, si intende esistente quirenti di immobili da costruire, a norma della L. 2 agosto 2004, n. 210):
l’edificio nel quale sia stato eseguito il rustico, comprensivo delle mura
perimetrali delle singole unità, e sia stata completata la copertura.”. “Art. 5. Applicabilità della disciplina.
1. La disciplina prevista dagli articoli 2, 3 e 4 si applica ai contratti
Note all’art. 167: aventi ad oggetto il trasferimento non immediato della proprietà o di
altro diritto reale di godimento di immobili per i quali il permesso di
— Si riporta il testo dell’articolo 2447-bis del codice civile: costruire o altra denuncia o provvedimento abilitativo sia stato richiesto
“Art. 2447-bis. Patrimoni destinati ad uno specifico affare. successivamente alla data di entrata in vigore del presente decreto.
La società può: 1-bis. L’acquirente non può rinunciare alle tutele previste dal pre-
a) costituire uno o più patrimoni ciascuno dei quali destinato in via sente decreto; ogni clausola contraria è nulla e deve intendersi come
esclusiva ad uno specifico affare; non apposta.”.
b) convenire che nel contratto relativo al finanziamento di uno spe- Note all’art. 176:
cifico affare al rimborso totale o parziale del finanziamento medesimo
siano destinati i proventi dell’affare stesso, o parte di essi. — Per il testo dell’articolo 2447-bis vedi note all’articolo 167 del
Salvo quanto disposto in leggi speciali, i patrimoni destinati ai sen- presente decreto legislativo.
si della lettera a) del primo comma non possono essere costituiti per — Si riporta il testo dell’articolo 2447-decies del codice civile:
un valore complessivamente superiore al dieci per cento del patrimonio “Art. 2447-decies. Finanziamento destinato ad uno specifico affare.
netto della società e non possono comunque essere costituiti per l’eser- Il contratto relativo al finanziamento di uno specifico affare ai sen-
cizio di affari attinenti ad attività riservate in base alle leggi speciali.”. si della lettera b) del primo comma dell’articolo 2447-bis può prevedere
che al rimborso totale o parziale del finanziamento siano destinati, in via
Note all’art. 171: esclusiva, tutti o parte dei proventi dell’affare stesso.
— Si riporta il testo dell’articolo 1 della citata legge 23 novembre Il contratto deve contenere:
1939, n. 1966: a) una descrizione dell’operazione che consenta di individuarne lo
“Art. 1. Sono società fiduciarie e di revisione e sono soggette alla specifico oggetto; le modalità ed i tempi di realizzazione; i costi previsti
presente legge quelle che, comunque denominate, si propongono, sotto ed i ricavi attesi;
forma di impresa, di assumere l’amministrazione dei beni per conto di b) il piano finanziario dell’operazione, indicando la parte coperta
terzi, l’organizzazione e la revisione contabile di aziende e la rappresen- dal finanziamento e quella a carico della società;
tanza dei portatori di azioni e di obbligazioni. c) i beni strumentali necessari alla realizzazione dell’operazione;
Sono escluse dalla competenza delle società di cui al comma pre- d) le specifiche garanzie che la società offre in ordine all’obbli-
cedente le funzioni di sindaco di società commerciale, di curatore di go di esecuzione del contratto e di corretta e tempestiva realizzazione
fallimento e di perito giudiziario in materia civile e penale e in genere dell’operazione;
le attribuzioni di carattere strettamente personale riservate dalle leggi
vigenti esclusivamente agli iscritti negli albi professionali e speciali. e) i controlli che il finanziatore, o soggetto da lui delegato, può
effettuare sull’esecuzione dell’operazione;
Le norme della presente legge si applicano anche alle società estere f) la parte dei proventi destinati al rimborso del finanziamento e le
le quali, mediante succursali o stabili rappresentanze nel territorio del modalità per determinarli;
Regno, svolgano alcuna delle attività prevedute dal primo comma di
questo articolo.” g) le eventuali garanzie che la società presta per il rimborso di parte
del finanziamento;
Note all’art. 173: h) il tempo massimo di rimborso, decorso il quale nulla più è do-
vuto al finanziatore.
— Si riporta il testo dell’articolo 2932 del codice civile: I proventi dell’operazione costituiscono patrimonio separato da
“Art. 2932. Esecuzione specifica dell’obbligo di concludere un quello della società, e da quello relativo ad ogni altra operazione di finan-
contratto. ziamento effettuata ai sensi della presente disposizione, a condizione:
Se colui che è obbligato a concludere un contratto non adempie a) che copia del contratto sia depositata per l’iscrizione presso l’uf-
l’obbligazione, l’altra parte, qualora sia possibile e non sia escluso dal ficio del registro delle imprese;
titolo, può ottenere una sentenza che produca gli effetti del contratto b) che la società adotti sistemi di incasso e di contabilizzazione
non concluso. idonei ad individuare in ogni momento i proventi dell’affare ed a tenerli
Se si tratta di contratti che hanno per oggetto il trasferimento della separati dal restante patrimonio della società.
proprietà di una cosa determinata o la costituzione o il trasferimento di Alle condizioni di cui al comma precedente, sui proventi, sui frutti
un altro diritto, la domanda non può essere accolta, se la parte che l’ha di essi e degli investimenti eventualmente effettuati in attesa del rim-
proposta non esegue la sua prestazione o non ne fa offerta nei modi di borso al finanziatore, non sono ammesse azioni da parte dei creditori
legge, a meno che la prestazione non sia ancora esigibile.”. sociali; alle medesime condizioni, delle obbligazioni nei confronti del
Per il testo dell’articolo 2645-bis del codice civile vedi note finanziatore risponde esclusivamente il patrimonio separato, salva l’ipo-
all’articolo 166. tesi di garanzia parziale di cui al secondo comma, lettera g).

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I creditori della società, sino al rimborso del finanziamento, o alla alle associazioni di categoria può essere effettuata per il tramite dell’as-
scadenza del termine di cui al secondo comma, lettera h) sui beni stru- sociazione dei datori di lavoro alla quale l’impresa aderisce o conferi-
mentali destinati alla realizzazione dell’operazione possono esercitare sce mandato. Qualora la procedura di licenziamento collettivo riguardi i
esclusivamente azioni conservative a tutela dei loro diritti. membri dell’equipaggio di una nave marittima, il datore di lavoro invia
Se il fallimento della società impedisce la realizzazione o la conti- la comunicazione al soggetto di cui al comma 4 nel caso in cui la proce-
nuazione dell’operazione cessano le limitazioni di cui al comma prece- dura di licenziamento collettivo sia relativa a membri dell’equipaggio di
dente, ed il finanziatore ha diritto di insinuazione al passivo per il suo cittadinanza italiana ovvero il cui rapporto di lavoro è disciplinato dalla
credito, al netto delle somme di cui ai commi terzo e quarto. legge italiana, nonché alla competente autorità dello Stato estero qualora
la procedura di licenziamento collettivo riguardi membri dell’equipag-
Fuori dall’ipotesi di cartolarizzazione previste dalle leggi vigen- gio di una nave marittima battente bandiera diversa da quella italiana.
ti, il finanziamento non può essere rappresentato da titoli destinati alla
circolazione. 3. La comunicazione di cui al comma 2 deve contenere indicazio-
ne: dei motivi che determinano la situazione di eccedenza; dei motivi
La nota integrativa alle voci di bilancio relative ai proventi di cui tecnici, organizzativi o produttivi, per i quali si ritiene di non poter adot-
al terzo comma, ed ai beni di cui al quarto comma, deve contenere l’in- tare misure idonee a porre rimedio alla predetta situazione ed evitare, in
dicazione della destinazione dei proventi e dei vincoli relativi ai beni.”. tutto o in parte, il licenziamento collettivo; del numero, della colloca-
zione aziendale e dei profili professionali del personale eccedente, non-
Note all’art. 187: ché del personale abitualmente impiegato; dei tempi di attuazione del
— Si riporta il testo dell’articolo 1898 del codice civile: programma di riduzione del personale; delle eventuali misure program-
mate per fronteggiare le conseguenze sul piano sociale della attuazione
“Art. 1898. Aggravamento del rischio. del programma medesimo del metodo di calcolo di tutte le attribuzioni
Il contraente ha l’obbligo di dare immediato avviso all’assicuratore patrimoniali diverse da quelle già previste dalla legislazione vigente e
dei mutamenti che aggravano il rischio in modo tale che, se il nuovo sta- dalla contrattazione collettiva. Alla comunicazione va allegata copia
to di cose fosse esistito e fosse stato conosciuto dall’assicuratore al mo- della ricevuta del versamento all’INPS, a titolo di anticipazione sulla
mento della conclusione del contratto, l’assicuratore non avrebbe con- somma di cui all’articolo 5, comma 4, di una somma pari al trattamento
sentito l’assicurazione o l’avrebbe consentita per un premio più elevato. massimo mensile di integrazione salariale moltiplicato per il numero dei
L’assicuratore può recedere dal contratto, dandone comunicazione lavoratori ritenuti eccedenti.
per iscritto all’assicurato entro un mese dal giorno in cui ha ricevuto 4. Copia della comunicazione di cui al comma 2 e della ricevuta del
l’avviso o ha avuto in altro modo conoscenza dell’aggravamento del versamento di cui al comma 3 devono essere contestualmente inviate
rischio. all’Ufficio provinciale del lavoro e della massima occupazione.
Il recesso dell’assicuratore ha effetto immediato se l’aggravamento 5. Entro sette giorni dalla data del ricevimento della comunicazio-
è tale che l’assicuratore non avrebbe consentito l’assicurazione; ha ef- ne di cui al comma 2, a richiesta delle rappresentanze sindacali aziendali
fetto dopo quindici giorni, se l’aggravamento del rischio è tale che per e delle rispettive associazioni si procede ad un esame congiunto tra le
l’assicurazione sarebbe stato richiesto un premio maggiore. parti, allo scopo di esaminare le cause che hanno contribuito a determi-
Spettano all’assicuratore i premi relativi al periodo di assicurazio- nare l’eccedenza del personale e le possibilità di utilizzazione diversa
ne in corso al momento in cui è comunicata la dichiarazione di recesso. di tale personale, o di una sua parte, nell’ambito della stessa impre-
sa, anche mediante contratti di solidarietà e forme flessibili di gestione
Se il sinistro si verifica prima che siano trascorsi i termini per la del tempo di lavoro. Qualora non sia possibile evitare la riduzione di
comunicazione e per l’efficacia del recesso, l’assicuratore non risponde personale, è esaminata la possibilità di ricorrere a misure sociali di ac-
qualora l’aggravamento del rischio sia tale che egli non avrebbe consen- compagnamento intese, in particolare, a facilitare la riqualificazione e la
tito l’assicurazione se il nuovo stato di cose fosse esistito al momento del riconversione dei lavoratori licenziati. I rappresentanti sindacali dei la-
contratto; altrimenti, la somma dovuta è ridotta, tenuto conto del rappor- voratori possono farsi assistere, ove lo ritengano opportuno, da esperti.
to tra il premio stabilito nel contratto e quello che sarebbe stato fissato se
il maggiore rischio fosse esistito al tempo del contratto stesso.”. 6. La procedura di cui al comma 5 deve essere esaurita entro quaran-
tacinque giorni dalla data del ricevimento della comunicazione dell’im-
Note all’art. 189: presa. Quest’ultima dà all’Ufficio provinciale del lavoro e della massima
occupazione comunicazione scritta sul risultato della consultazione e sui
— Si riporta il testo dell’articolo 2119 del codice civile: motivi del suo eventuale esito negativo. Analoga comunicazione scritta
“Art. 2119. Recesso per giusta causa. può essere inviata dalle associazioni sindacali dei lavoratori.
Ciascuno dei contraenti può recedere dal contratto prima della sca- 7. Qualora non sia stato raggiunto l’accordo, il direttore dell’Uf-
denza del termine, se il contratto è a tempo determinato, o senza pre- ficio provinciale del lavoro e della massima occupazione convoca le
avviso, se il contratto è a tempo indeterminato, qualora si verifichi una parti al fine di un ulteriore esame delle materie di cui al comma 5, an-
causa che non consenta la prosecuzione anche provvisoria, del rapporto. che formulando proposte per la realizzazione di un accordo. Tale esame
Se il contratto è a tempo indeterminato, al prestatore di lavoro che re- deve comunque esaurirsi entro trenta giorni dal ricevimento da parte
cede per giusta causa compete l’indennità indicata nel secondo comma dell’Ufficio provinciale del lavoro e della massima occupazione della
dell’articolo precedente. comunicazione dell’impresa prevista al comma 6.
Non costituisce giusta causa di risoluzione del contratto il fal- 8. Qualora il numero dei lavoratori interessati dalle procedure di
limento dell’imprenditore o la liquidazione coatta amministrativa licenziamento collettivo sia inferiore a dieci, i termini di cui ai commi 6
dell’azienda.”. e 7 sono ridotti alla metà.
— Si riporta il testo dell’ articolo 4 della legge 23 luglio 1991, 9. Raggiunto l’accordo sindacale ovvero esaurita la procedura di
n. 223 (Norme in materia di cassa integrazione, mobilità, trattamenti di cui ai commi 6, 7 e 8, l’impresa ha facoltà di licenziare gli impiegati, gli
disoccupazione, attuazione di direttive della Comunità europea, avvia- operai e i quadri eccedenti, comunicando per iscritto a ciascuno di essi il
mento al lavoro ed altre disposizioni in materia di mercato del lavoro): recesso, nel rispetto dei termini di preavviso. Entro sette giorni dalla co-
municazione dei recessi, l’elenco dei lavoratori licenziati, con l’indica-
“Art. 4. Procedura per la dichiarazione di mobilità zione per ciascun soggetto del nominativo, del luogo di residenza, della
1. L’impresa che sia stata ammessa al trattamento straordinario di qualifica, del livello di inquadramento, dell’età, del carico di famiglia,
integrazione salariale, qualora nel corso di attuazione del programma di nonché con puntuale indicazione delle modalità con le quali sono stati
cui all’articolo 1 ritenga di non essere in grado di garantire il reimpiego applicati i criteri di scelta di cui all’articolo 5, comma 1, deve essere
a tutti i lavoratori sospesi e di non poter ricorrere a misure alternative, comunicato per iscritto all’Ufficio regionale del lavoro e della massima
ha facoltà di avviare la procedura di licenziamento collettivo ai sensi del occupazione competente, alla Commissione regionale per l’impiego e
presente articolo. alle associazioni di categoria di cui al comma 2.
2. Le imprese che intendano esercitare la facoltà di cui al comma 1 10. Nel caso in cui l’impresa rinunci a licenziare i lavoratori o ne
sono tenute a darne comunicazione preventiva per iscritto alle rappresen- collochi un numero inferiore a quello risultante dalla comunicazione
tanze sindacali aziendali costituite a norma dell’articolo 19 della legge di cui al comma 2, la stessa procede al recupero delle somme pagate
20 maggio 1970, n. 300, nonché alle rispettive associazioni di categoria. in eccedenza rispetto a quella dovuta ai sensi dell’articolo 5, comma 4,
In mancanza delle predette rappresentanze la comunicazione deve esse- mediante conguaglio con i contributi dovuti all’INPS, da effettuarsi con
re effettuata alle associazioni di categoria aderenti alle confederazioni il primo versamento utile successivo alla data di determinazione del nu-
maggiormente rappresentative sul piano nazionale. La comunicazione mero dei lavoratori licenziati.

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11. Gli accordi sindacali stipulati nel corso delle procedure di cui al 1. La NASpI è riconosciuta ai lavoratori che abbiano perduto invo-
presente articolo, che prevedano il riassorbimento totale o parziale dei lontariamente la propria occupazione e che presentino congiuntamente
lavoratori ritenuti eccedenti, possono stabilire, anche in deroga al se- i seguenti requisiti:
condo comma dell’articolo 2103 del codice civile, la loro assegnazione a) siano in stato di disoccupazione ai sensi dell’articolo 1, com-
a mansioni diverse da quelle svolte . ma 2, lettera c), del decreto legislativo 21 aprile 2000, n. 181, e succes-
12. Le comunicazioni di cui al comma 9 sono prive di efficacia sive modificazioni;
ove siano state effettuate senza l’osservanza della forma scritta e delle b) possano far valere, nei quattro anni precedenti l’inizio del perio-
procedure previste dal presente articolo. Gli eventuali vizi della comu- do di disoccupazione, almeno tredici settimane di contribuzione;
nicazione di cui al comma 2 del presente articolo possono essere sanati, c) possano far valere trenta giornate di lavoro effettivo, a prescin-
ad ogni effetto di legge, nell’ambito di un accordo sindacale concluso dere dal minimale contributivo, nei dodici mesi che precedono l’inizio
nel corso della procedura di licenziamento collettivo. del periodo di disoccupazione.
13. I lavoratori ammessi al trattamento di cassa integrazione, al ter- 2. La NASpI è riconosciuta anche ai lavoratori che hanno rasse-
mine del periodo di godimento del trattamento di integrazione salariale, gnato le dimissioni per giusta causa e nei casi di risoluzione consen-
rientrano in azienda. suale del rapporto di lavoro intervenuta nell’ambito della procedura di
14. Il presente articolo non trova applicazione nel caso di ecceden- cui all’articolo 7 della legge 15 luglio 1966, n. 604, come modificato
ze determinate da fine lavoro nelle imprese edili e nelle attività stagio- dall’articolo 1, comma 40, della legge n. 92 del 2012.”.
nali o saltuarie, nonché per i lavoratori assunti con contratto di lavoro a
tempo determinato. Note all’art. 191:
15. Nei casi in cui l’eccedenza riguardi unità produttive ubicate in
diverse province della stessa regione ovvero in più regioni, la competen- — Si riporta il testo dell’articolo 47 della legge 29 dicembre 1990,
za a promuovere l’accordo di cui al comma 7 spetta rispettivamente al n. 428 (Disposizioni per l’adempimento di obblighi derivanti dall’ap-
direttore dell’Ufficio regionale del lavoro e della massima occupazione partenenza dell’Italia alle Comunità europee):
ovvero al Ministro del lavoro e della previdenza sociale. Agli stessi van- “Art. 47. Trasferimenti di azienda.
no inviate le comunicazioni previste dal comma 4. 1. Quando si intenda effettuare, ai sensi dell’articolo 2112 del co-
15-bis Gli obblighi di informazione, consultazione e comunicazione dice civile, un trasferimento d’azienda in cui sono complessivamente
devono essere adempiuti indipendentemente dal fatto che le decisioni re- occupati più di quindici lavoratori, anche nel caso in cui il trasferimento
lative all’apertura delle procedure di cui al presente articolo siano assunte riguardi una parte d’azienda, ai sensi del medesimo articolo 2112, il
dal datore di lavoro o da un’impresa che lo controlli. Il datore di lavoro cedente ed il cessionario devono darne comunicazione per iscritto al-
che viola tali obblighi non può eccepire a propria difesa la mancata tra- meno venticinque giorni prima che sia perfezionato l’atto da cui deriva
smissione, da parte dell’impresa che lo controlla, delle informazioni rela- il trasferimento o che sia raggiunta un’intesa vincolante tra le parti, se
tive alla decisione che ha determinato l’apertura delle predette procedure . precedente, alle rispettive rappresentanze sindacali unitarie, ovvero alle
16. Sono abrogati gli articoli 24 e 25 della legge 12 agosto 1977, rappresentanze sindacali aziendali costituite, a norma dell’articolo 19
n. 675, le disposizioni del decreto-legge 30 marzo 1978, n. 80, converti- della legge 20 maggio 1970, n. 300, nelle unità produttive interessate,
to, con modificazioni, dalla legge 26 maggio 1978, n. 215, ad eccezione nonché ai sindacati di categoria che hanno stipulato il contratto collet-
dell’articolo 4-bis, nonché il decreto-legge 13 dicembre 1978, n. 795, tivo applicato nelle imprese interessate al trasferimento. In mancanza
convertito, con modificazioni, dalla legge 9 febbraio 1979, n. 36.”. delle predette rappresentanze aziendali, resta fermo l’obbligo di comu-
nicazione nei confronti dei sindacati di categoria comparativamente più
— Per il testo dell’articolo 24 della citata legge 23 luglio 1991, rappresentativi e può essere assolto dal cedente e dal cessionario per il
n. 223, vedi note all’articolo 368 del presente decreto legislativo. tramite dell’associazione sindacale alla quale aderiscono o conferiscono
— Si riporta il testo dell’articolo 19 della legge 20 maggio 1970, mandato. L’informazione deve riguardare: a) la data o la data proposta
n. 300 (Norme sulla tutela della libertà e dignità dei lavoratori, della del trasferimento; b) i motivi del programmato trasferimento d’azienda;
libertà sindacale e dell’attività sindacale nei luoghi di lavoro e norme c) le sue conseguenze giuridiche, economiche e sociali per i lavoratori;
sul collocamento): d) le eventuali misure previste nei confronti di questi ultimi.
“Art. 19. (Costituzione delle rappresentanze sindacali aziendali) 2. Su richiesta scritta delle rappresentanze sindacali o dei sindacati
Rappresentanze sindacali aziendali possono essere costituite ad di categoria, comunicata entro sette giorni dal ricevimento della comu-
iniziativa dei lavoratori in ogni unità produttiva, nell’ambito: nicazione di cui al comma 1, il cedente e il cessionario sono tenuti ad
a); avviare, entro sette giorni dal ricevimento della predetta richiesta, un
esame congiunto con i soggetti sindacali richiedenti. La consultazione
b) delle associazioni sindacali che siano firmatarie di contratti col- si intende esaurita qualora, decorsi dieci giorni dal suo inizio, non sia
lettivi di lavoro applicati nell’unità produttiva. stato raggiunto un accordo.
Nell’ambito delle aziende con più unità produttive le rappresentan- 3. Il mancato rispetto, da parte del cedente o del cessionario, degli
ze sindacali possono istituire organi di coordinamento.”. obblighi previsti dai commi 1 e 2 costituisce condotta antisindacale ai
— Si riporta il testo dell’articolo 2, comma 31, della legge 28 giu- sensi dell’articolo 28 della legge 20 maggio 1970, n. 300.
gno 2012, n. 92 (Disposizioni in materia di riforma del mercato del 4. Gli obblighi d’informazione e di esame congiunto previsti dal
lavoro in una prospettiva di crescita): presente articolo devono essere assolti anche nel caso in cui la decisione
“Art. 2. Ammortizzatori sociali relativa al trasferimento sia stata assunta da altra impresa controllante.
1. – 30. Omissis. La mancata trasmissione da parte di quest’ultima delle informazioni ne-
31. Nei casi di interruzione di un rapporto di lavoro a tempo indeter- cessarie non giustifica l’inadempimento dei predetti obblighi.
minato per le causali che, indipendentemente dal requisito contributivo, 4-bis. Nel caso in cui sia stato raggiunto un accordo circa il mante-
darebbero diritto all’ASpI, intervenuti a decorrere dal 1°(gradi) gennaio nimento, anche parziale, dell’occupazione, l’articolo 2112 del codice ci-
2013, è dovuta, a carico del datore di lavoro, una somma pari al 41 per vile trova applicazione nei termini e con le limitazioni previste dall’ac-
cento (41) del massimale mensile di ASpI per ogni dodici mesi di anzia- cordo medesimo qualora il trasferimento riguardi aziende:
nità aziendale negli ultimi tre anni. Nel computo dell’anzianità aziendale a) delle quali sia stato accertato lo stato di crisi aziendale, ai sensi
sono compresi i periodi di lavoro con contratto diverso da quello a tempo dell’articolo 2, quinto comma, lettera c), della legge 12 agosto 1977,
indeterminato, se il rapporto è proseguito senza soluzione di continuità o n. 675;
se comunque si è dato luogo alla restituzione di cui al comma 30. b) per le quali sia stata disposta l’amministrazione straordinaria, ai
32. – 72. Omissis.”. sensi del decreto legislativo 8 luglio 1999, n. 270, in caso di continua-
zione o di mancata cessazione dell’attività;
Note all’art. 190: b-bis) per le quali vi sia stata la dichiarazione di apertura della
— Si riporta il testo dell’articolo 3 del decreto legislativo 4 marzo procedura di concordato preventivo;
2015, n. 22 (Disposizioni per il riordino della normativa in materia di b-ter) per le quali vi sia stata l’omologazione dell’accordo di ri-
ammortizzatori sociali in caso di disoccupazione involontaria e di ricol- strutturazione dei debiti.
locazione dei lavoratori disoccupati, in attuazione della legge 10 dicem- 5. Qualora il trasferimento riguardi o imprese nei confronti del-
bre 2014, n. 183): le quali vi sia stata dichiarazione di fallimento, omologazione di con-
“Art. 3. Requisiti cordato preventivo consistente nella cessione dei beni, emanazione del

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provvedimento di liquidazione coatta amministrativa ovvero di sotto- Note all’art. 201:


posizione all’amministrazione straordinaria, nel caso in cui la continua-
zione dell’attività non sia stata disposta o sia cessata e nel corso della — Si riporta il testo degli articoli 20 e 22 del citato decreto legisla-
consultazione di cui ai precedenti commi sia stato raggiunto un accordo tivo 7 marzo 2005, n. 82:
circa il mantenimento anche parziale dell’occupazione, ai lavoratori il “Art. 20. Validità ed efficacia probatoria dei documenti informatici
cui rapporto di lavoro continua con l’acquirente non trova applicazione 1.
l’articolo 2112 del codice civile, salvo che dall’accordo risultino condi- 1-bis. Il documento informatico soddisfa il requisito della forma
zioni di miglior favore. Il predetto accordo può altresì prevedere che il scritta e ha l’efficacia prevista dall’articolo 2702 del Codice civile
trasferimento non riguardi il personale eccedentario e che quest’ultimo quando vi è apposta una firma digitale, altro tipo di firma elettronica
continui a rimanere, in tutto o in parte, alle dipendenze dell’alienante. qualificata o una firma elettronica avanzata o, comunque, è formato,
6. I lavoratori che non passano alle dipendenze dell’acquirente, previa identificazione informatica del suo autore, attraverso un pro-
dell’affittuario o del subentrante hanno diritto di precedenza nelle as- cesso avente i requisiti fissati dall’AgID ai sensi dell’articolo 71 con
sunzioni che questi ultimi effettuino entro un anno dalla data del tra- modalità tali da garantire la sicurezza, integrità e immodificabilità del
sferimento, ovvero entro il periodo maggiore stabilito dagli accordi documento e, in maniera manifesta e inequivoca, la sua riconducibilità
collettivi. Nei confronti dei lavoratori predetti, che vengano assunti all’autore. In tutti gli altri casi, l’idoneità del documento informatico
dall’acquirente, dall’affittuario o dal subentrante in un momento succes- a soddisfare il requisito della forma scritta e il suo valore probatorio
sivo al trasferimento d’azienda, non trova applicazione l’articolo 2112 sono liberamente valutabili in giudizio, in relazione alle caratteristiche
del codice civile.”. di sicurezza, integrità e immodificabilità. La data e l’ora di formazione
— Si riporta il testo dell’articolo 11 del decreto legge 23 dicembre del documento informatico sono opponibili ai terzi se apposte in con-
2013, n. 145, convertito nella legge 21 febbraio 2014, n. 9 (Interventi formità alle Linee guida.
urgenti di avvio del piano “Destinazione Italia”, per il contenimento del- 1-ter. L’utilizzo del dispositivo di firma elettronica qualificata o
le tariffe elettriche e del gas, per l’internazionalizzazione, lo sviluppo e digitale si presume riconducibile al titolare di firma elettronica, salvo
la digitalizzazione delle imprese, nonché misure per la realizzazione di che questi dia prova contraria.
opere pubbliche ed EXPO 2015): 1-quater. Restano ferme le disposizioni concernenti il deposito de-
“Art. 11. Misure per favorire la risoluzione di crisi aziendali e di- gli atti e dei documenti in via telematica secondo la normativa, anche
fendere l’occupazione regolamentare, in materia di processo telematico.
1. All’articolo 9 della legge 27 febbraio 1985, n. 49, dopo le parole: 2.
«ai finanziamenti del Foncooper» sono inserite le seguenti: «e a quelli 3. Le regole tecniche per la formazione, per la trasmissione, la con-
erogati dalle società finanziarie ai sensi dell’articolo 17, comma 5,». servazione, la copia, la duplicazione, la riproduzione e la validazione
2. Nel caso di affitto o di vendita di aziende, rami d’azienda o dei documenti informatici, nonché quelle in materia di generazione, ap-
complessi di beni e contratti di imprese sottoposte a fallimento, con- posizione e verifica di qualsiasi tipo di firma elettronica, sono stabilite
cordato preventivo, amministrazione straordinaria o liquidazione coatta con le Linee guida.
amministrativa, hanno diritto di prelazione per l’affitto o per l’acquisto 4. Con le medesime regole tecniche sono definite le misure tecniche,
le società cooperative costituite da lavoratori dipendenti dell’impresa organizzative e gestionali volte a garantire l’integrità, la disponibilità e
sottoposta alla procedura. la riservatezza delle informazioni contenute nel documento informatico.
3. L’atto di aggiudicazione dell’affitto o della vendita alle società 5. Restano ferme le disposizioni di legge in materia di protezione
cooperative di cui al comma 2, costituisce titolo ai fini dell’applicazione dei dati personali.
dell’articolo 7, comma 5, della legge 23 luglio 1991, n. 223, nonché
dell’articolo 2, comma 19, della legge 28 giugno 2012, n. 92, ai soci 5-bis. Gli obblighi di conservazione e di esibizione di documenti
lavoratori delle medesime, ferma l’applicazione delle vigenti norme in previsti dalla legislazione vigente si intendono soddisfatti a tutti gli ef-
materia di integrazione del trattamento salariale in favore dei lavoratori fetti di legge a mezzo di documenti informatici, se le procedure utilizza-
che non passano alle dipendenze della società cooperativa. te sono conformi alle Linee guida.”
3-bis. Il quarto comma dell’articolo 2526 del codice civile si in- “Art. 22. Copie informatiche di documenti analogici
terpreta nel senso che, nelle cooperative cui si applicano le norme sulle 1. I documenti informatici contenenti copia di atti pubblici, scrit-
società a responsabilità limitata, il limite all’emissione di strumenti fi- ture private e documenti in genere, compresi gli atti e documenti ammi-
nanziari si riferisce esclusivamente ai titoli di debito. nistrativi di ogni tipo formati in origine su supporto analogico, spediti o
3-ter. All’articolo 4, comma 4-septies, del decreto-legge 23 dicem- rilasciati dai depositari pubblici autorizzati e dai pubblici ufficiali, han-
bre 2003, n. 347, convertito, con modificazioni, dalla legge 18 febbraio no piena efficacia, ai sensi degli articoli 2714 e 2715 del codice civile,
2004, n. 39, dopo le parole: «per un massimo di 12 mesi» sono aggiunte se sono formati ai sensi dell’articolo 20, comma 1-bis, primo periodo.
le seguenti: «, o per un massimo di 24 mesi nel caso in cui, essendo La loro esibizione e produzione sostituisce quella dell’originale.
stato autorizzato un programma di cessione dei complessi aziendali, tale 1-bis. La copia per immagine su supporto informatico di un do-
cessione non sia ancora realizzata, in tutto o in parte, e risulti, sulla base cumento analogico è prodotta mediante processi e strumenti che assi-
di una specifica relazione del commissario straordinario, l’utile prose- curano che il documento informatico abbia contenuto e forma identici
cuzione dell’esercizio d’impresa». a quelli del documento analogico da cui è tratto, previo raffronto dei
3-quater. documenti o attraverso certificazione di processo nei casi in cui siano
3-quinquies. All’articolo 9 del decreto-legge 10 dicembre 2013, adottate tecniche in grado di garantire la corrispondenza della forma e
n. 136, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 febbraio 2014, n. 6, del contenuto dell’originale e della copia.
dopo il comma 2 è aggiunto il seguente: 2. Le copie per immagine su supporto informatico di documenti
«2-bis. L’articolo 63 del decreto legislativo 8 luglio 1999, n. 270, originali formati in origine su supporto analogico hanno la stessa effica-
si interpreta nel senso che, fermi restando gli obblighi di cui al comma 2 cia probatoria degli originali da cui sono estratte, se la loro conformità
e le valutazioni discrezionali di cui al comma 3, il valore determinato è attestata da un notaio o da altro pubblico ufficiale a ciò autorizzato,
ai sensi del comma 1 non costituisce un limite inderogabile ai fini della secondo le Linee guida.
legittimità della vendita.»”. 3. Le copie per immagine su supporto informatico di documen-
ti originali formati in origine su supporto analogico nel rispetto del-
Note all’art. 193: le Linee guida hanno la stessa efficacia probatoria degli originali da
cui sono tratte se la loro conformità all’originale non è espressamente
— Si riporta il testo dell’articolo 758 del codice di procedura civile: disconosciuta.
“Art. 758. Cose su cui non si possono apporre sigilli e cose 4. Le copie formate ai sensi dei commi 1, 1-bis, 2 e 3 sostituiscono
deteriorabili. ad ogni effetto di legge gli originali formati in origine su supporto ana-
Se vi sono oggetti sui quali non è possibile apporre i sigilli, o che logico, e sono idonee ad assolvere gli obblighi di conservazione previsti
sono necessari all’uso personale di coloro che abitano nella casa, se ne dalla legge, salvo quanto stabilito dal comma 5.
fa descrizione nel processo verbale. 5. Con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri possono
Delle cose che possono deteriorarsi, il giudice può ordinare con essere individuate particolari tipologie di documenti analogici originali
decreto la vendita immediata, incaricando un commissionario a norma unici per le quali, in ragione di esigenze di natura pubblicistica, permane
degli articoli 532 e seguenti.”. l’obbligo della conservazione dell’originale analogico oppure, in caso

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14-2-2019 Supplemento ordinario n. 6/L alla GAZZETTA UFFICIALE Serie generale - n. 38

di conservazione sostitutiva, la loro conformità all’originale deve essere 5. L’ANAC, sentito il giudice delegato, può subordinare la parte-
autenticata da un notaio o da altro pubblico ufficiale a ciò autorizzato cipazione, l’affidamento di subappalti e la stipulazione dei relativi con-
con dichiarazione da questi firmata digitalmente ed allegata al docu- tratti alla necessità che il curatore o l’impresa in concordato si avvalga-
mento informatico. no di un altro operatore in possesso dei requisiti di carattere generale,
6.”. di capacità finanziaria, tecnica, economica, nonché di certificazione,
richiesti per l’affidamento dell’appalto, che si impegni nei confronti
— Si riporta il testo dell’articolo 2418 del codice civile: dell’impresa concorrente e della stazione appaltante a mettere a dispo-
“Art. 2418. Obblighi e poteri del rappresentante comune. sizione, per la durata del contratto, le risorse necessarie all’esecuzione
Il rappresentante comune deve provvedere all’esecuzione delle dell’appalto e a subentrare all’impresa ausiliata nel caso in cui questa
deliberazioni dell’assemblea degli obbligazionisti, tutelare gli interessi nel corso della gara, ovvero dopo la stipulazione del contratto, non sia
comuni di questi nei rapporti con la società e assistere alle operazioni per qualsiasi ragione più in grado di dare regolare esecuzione all’appalto
di sorteggio delle obbligazioni. Egli ha diritto di assistere all’assemblea o alla concessione, nei seguenti casi:
dei soci. a) se l’impresa non è in regola con i pagamenti delle retribuzioni dei
Per la tutela degli interessi comuni ha la rappresentanza proces- dipendenti e dei versamenti dei contributi previdenziali e assistenziali;
suale degli obbligazionisti anche nell’amministrazione controllata, nel b) se l’impresa non è in possesso dei requisiti aggiuntivi che
concordato preventivo, nel fallimento, nella liquidazione coatta ammi- l’ANAC individua con apposite linee guida.
nistrativa e nell’amministrazione straordinaria della società debitrice.”.
6. Restano ferme le disposizioni previste dall’articolo 32 del decre-
Il testo dell’articolo 1 della citata legge 7 ottobre 1969, n. 742, vedi to legge 24 giugno 2014, n. 90, convertito, con modificazioni, dalla leg-
note all’articolo 9 del presente decreto legislativo. ge 11 agosto 2014, n. 114, in materia di misure straordinarie di gestione
di imprese nell’ambito della prevenzione della corruzione.”.
Note all’art. 207:
— Per il testo dell’articolo 1 della legge 7 ottobre 1969, n. 742, Note all’art. 212:
vedi note all’articolo 9 del presente decreto legislativo. — Si riporta il testo degli articoli 2112, 2556 e 2560 del codice
civile:
Note all’art. 210:
“Art. 2112. Mantenimento dei diritti dei lavoratori in caso di tra-
— Si riporta il testo dell’articolo 621 del codice di procedura civile: sferimento d’azienda.
“Art. 621. Limiti della prova testimoniale. In caso di trasferimento d’azienda, il rapporto di lavoro continua
Il terzo opponente non può provare con testimoni il suo diritto sui con il cessionario ed il lavoratore conserva tutti i diritti che ne derivano.
beni mobili pignorati nella casa o nell’azienda del debitore, tranne che Il cedente ed il cessionario sono obbligati, in solido, per tutti i cre-
l’esistenza del diritto stesso sia resa verosimile dalla professione o dal diti che il lavoratore aveva al tempo del trasferimento. Con le procedure
commercio esercitati dal terzo o dal debitore.”. di cui agli articoli 410 e 411 del codice di procedura civile il lavoratore
— Si riporta il testo dell’articolo 1706 del codice civile: può consentire la liberazione del cedente dalle obbligazioni derivanti
“Art. 1706. Acquisti del mandatario. dal rapporto di lavoro.
Il mandante può rivendicare le cose mobili acquistate per suo conto Il cessionario è tenuto ad applicare i trattamenti economici e nor-
dal mandatario che ha agito in nome proprio, salvi i diritti acquistati dai mativi previsti dai contratti collettivi nazionali, territoriali ed aziendali
terzi per effetto del possesso di buona fede. vigenti alla data del trasferimento, fino alla loro scadenza, salvo che
siano sostituiti da altri contratti collettivi applicabili all’impresa del ces-
Se le cose acquistate dal mandatario sono beni immobili o beni sionario. L’effetto di sostituzione si produce esclusivamente fra contratti
mobili iscritti in pubblici registri, il mandatario è obbligato a ritrasferirle collettivi del medesimo livello.
al mandante. In caso d’inadempimento, si osservano le norme