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PROGRAMMA DI ITALIANO DI 3*

• ORIGINI: dal latino al


volgare

• DANTE: Beatrice e la
Divina Commedia - “Nel
mezzo del cammin di
nostra vita...” scolastica
• PETRARCA: Laura e il
Canzoniere - “Laura
non c’è, è andata via”

• BOCCACCIO: la prosa
del Decameron - ...le
boccacce si fan per
ridere...
• ARIOSTO: “L’Orlando
Furioso” - Si parla di
Orlando o Rolando e
non di Ronaldo!
IL TESTO POETICO
- RIPASSO -
LA METRICA
Insieme di regole su cui si basa il testo poetico. Riguarda dunque:
- definizione del verso (misura)
- sistema delle rime
- forma delle strofe
La metrica italiana e ACCENTUATIVA, si basa cioè sull’alternanza di sillabe accentate
(toniche) e sillabe non accentate (atone).
In base alla posizione dell’ACCENTO si avranno parole TRONCHE, PIANE, SDRUCCIOLE,
BISDRUCCIOLE, TRISDRUCCIOLE.

MISURA del VERSO RIME STROFE


Ogni verso è composto da un certo
numero di SILLABE.
Due parole di fine verso sono identiche a
partire dall’ULTIMA VOCALE ACCENTATA. - distico
- terzina
In poesia si parla di SILLABE VARIANTI: - quartina
METRICHE che possono essere - rima RICCA - ottava
diverse dalle SILLABE GRAMMATICALI - rima EQUIVOCA
(quelle comunemente intese) nei casi in - rima AL MEZZO
cui si verificano fenomeni di: - rima INTERNA …FORME METRICHE
- SINALEFE (più frequente) - sonetto
- DIALEFE
QUASI-RIME
- ASSONANZA - canzone
- SINERESI - CONSONANZA
- DIERESI REGISTRO POETICO
(Vedi Esempio 1) COMBINAZIONI alto/basso
- rima BACIATA (AA)
Versi più usati poesia italiana: - rime ALTERNATE (ABAB) La POESIA LIRICA
- ENDECASILLABO (verso di 11 sillabe - rime INCROCIATE (ABBA) (in origine accompagnata da
metriche con l’accento sulla 10*) - rime INCATENATE (ABA BCB CDC … ) musica)
- SETTENARIO poesia che nasce dalla vita
ENJAMBEMENT (INARCATURA) interiore del poeta
LA Esempio 1
TESTO ORIGINALE

”Divina Commedia”, Inferno, Dante

Nel mezzo del cammin di nostra vita


Mi ritrovai per una selva oscura
Che la diritta via era smarrita

[...]
la somma sapïenza e 'l primo amore.
ELEMENTI DEL TESTO POETICO
- RITMO (dettato principalmente dal tipo di verso scelto e dalla punteggiatura)
- FORMA (le poesie possono assumere forme della tradizione poetica - es.: sonetto, ballata, canzone -
oppure presentare una forma più libera)
- TEMI (principale e secondari... di quali argomenti parla la poesia; es.: la poesia “Veglia” di Ungaretti
parla di guerra e di morte)
- PAROLE CHIAVE (parole centrali per importanza nel componimento) E CAMPO SEMANTICO (insieme
di parole che si potrebbero riferire ad un unico macrotema; es.: nella poesia di Pascoli “Novembre”, le
parole secco, stecchite, nere, vuoto, cavo, silenzio, cader fragile, fredda, morti appartengono al
campo semantico della morte)
- FIGURE RETORICHE...

...di SUONO …di SIGNIFICATO …di SINTASSI


allitterazione similitudine anafora
onomatopea metafora anastrofe
analogia (“metafora estrema”) iperbato
allegoria (“metafora continuata” o antitesi
“estesa”)
asindeto/polisindeto
sineddoche
chiasmo
metonimia
sinestesia climax
eufemismo
litote
ossimoro
perifrasi
personificazione
iperbole
LE FIGURE RETORICHE...
…di SUONO
allitterazione
“Di me medesmo meco mi vergogno”

onomatopea
Il gatto miagola perché fa miao; la rana gracida, perché fa gra gra; il topo
squittisce, perché fa squit.
LE FIGURE RETORICHE...
…di SIGNIFICATO
ACCOSTAMENTO
similitudine
Claudia è molto affidabile. È precisa come un orologio svizzero (una delle caratteristiche di Claudia è che è puntuale e precisa, proprio come gli
orologi svizzeri, noti per la precisione con cui indicano l’orario).
metafora
Claudia è molto affidabile. È un orologio svizzero (sostituisco direttamente l’immagine di Claudia con quella di un orologio svizzero).
analogia (“metafora estrema”, soggettiva)
“alba di perla” (unisce nella mente del poeta il momento del giorno con il colore perlaceo della foschia mattutina); “un casolare: un’ala di gabbiano”
allegoria (“metafora continuata” o “estesa”)
“Passa la nave mia colma d’oblio”: è la nave stessa ad essere un’allegoria. La nave rappresenta infatti la vita, mentre il mare in tempesta i problemi
che si hanno nella propria esistenza, il naufragio dell’imbarcazione indica la morte, mentre il porto la salvezza.

SOSTITUZIONE
sineddoche (contiguità quantitativa... maggiore o minore estensione...
- la parte per il tutto: “la vela” per “la nave”;
metonimia (contiguità qualitativa...
- contiguità spaziale: il contenente per il contenuto: “bevi un bicchiere” per “bevi il contenuto del bicchiere”; l’autore per l’opera: “ho comprato un
Raffaello” per “ho comprato un quadro di Raffaello”; l’effetto per la causa: “le sudate carte” per “gli scritti per produrre i quali ho sudato”

sinestesia (“più sensazioni insieme”... sensazioni provenienti da diversi sensi)


i colori caldi, un suono dolce, un leggero profumo, ecc.

eufemismo (“un dir meglio”, “parlar bene”, cose che potrebbero risultare poco garbate o imbarazzanti)
“passare a miglior vita” per “morire”, “anziano” per “vecchio”, “viale del tramonto” per “terza età”, “casa circondariale” per “carcere”, “operatore
ecologico” per “spazzino”

litote (affermazione attraverso la negazione del contrario


“non è simpatico” per dire che “è antipatico”, “Don Abbondio non era nato con un cuor di leone” per dire che era pavido, pauroso;

ossimoro (accostamento di due termini opposti)


un silenzio assordante, una lucida pazzia, “Allegria di naufragi”

perifrasi (usare più parole al posto di una )


“oggetto di forma quasi sferica che sta attaccato alla pianta e che è giallo come il sole” per dire “limone”

personificazione (parole che identificano concetti astratti o oggetti inanimati assumono tratti umani)
“Le bugie hanno le gambe corte”; “i rami degli alberi danzavano nel vento”, “il tempo fugge”,

iperbole (esagerazione)
“Ho già fatto le scale mille volte!”, “È’ un secolo che non ti vedo”, “Ti perdi in un bicchiere d’acqua”, “Darei una gamba per quella moto!”
LE FIGURE RETORICHE...
…di SINTASSI

anafora (ripetizione a inizio di verso o di frase della stessa parola o dello stesso gruppo di parole)
“Per me si va nella città dolente
Per me si va nell’eterno dolore
Per me si va tra la perduta gente”

L’ORDINE DELLE PAROLE


anastrofe (variazione dell’ordine naturale delle parole)
“Sempre caro mi fu quest’ermo colle” al posto di “Quest’ermo colle mi fu sempre caro”
iperbato (rottura di un sintagma attraverso l’inserimento di un termine o di un gruppo di termini)
“questa bella d’erbe famiglia e di animali” al posto di “questa bella famiglia d’erbe e di...”

antitesi (consiste nell’ottenere il rafforzamento di un concetto accostando due parole o concetti opposti)
"Pace non trovo e non ho da far guerra;
e temo e spero; e ardo e sono ghiaccio;
e volo sopra ‘l cielo e ghiaccio in terra;
e nulla stringo e tutto ‘l mondo abbraccio;”

asindeto/polisindeto (coordinazione per...)


“Le donne, i cavallier, l’arme, gli amori, “Le donne e i cavalieri e l’arme e gli amori
le cortesie, l’audaci imprese io canto”. e le cortesie e l’audaci imprese io canto”

• climax (consiste nell’accostamento di termini dal significato simil, attuato per perseguire l’effetto di un’intensità espressiva
crescente. Se l’intensità è decrescente si parla di anticlimax o climax discendente)
“Don... Don... E mi dicono, Dormi! “...la terra ansante, livida, in sussulto;
mi cantano, Dormi! sussurrano, il cielo ingombro, tragico, disfatto”
Dormi! bisbigliano, Dormi!”

chiasmo (si crea un “incrocio” tra le parole al posto di un parallelismo; rif. alla lettera greca “chi”)
“Le donne, i cavallier, l’arme, gli amori...”
(A1,B1,B2,A2) invece di A1,B1,A2,B2
“Pace non trovo e non ho da far guerra...”
(A1,B1,B2,A2) invece di A1,B1,A2,B2
LA Esempio 2

“Il tuono”, Giovanni Pascoli “Il temporale”, Giovanni Pascoli

E nella notte nera come il nulla, Un bubbolìo lontano...


a un tratto, col fragor d'arduo dirupo Rosseggia l'orizzonte,
che frana, il tuono rimbombò di schianto: come affocato, a mare:
rimbombò, rimbalzò, rotolò cupo, nero di pece, a monte,
e tacque, e poi rimareggiò rinfranto, stracci di nubi chiare:
e poi vanì. Soave allora un canto tra il nero un casolare:
s'udì di madre, e il moto di una culla. un'ala di gabbiano.
LA Esempio 2
LE ORIGINI DELLA
LETTERATURA ITALIANA
DAL LATINO ALLE LINGUE
MODERNE

V sec. d.C. (476 d.C.): caduta


dell’Impero romano d’Occidente —>

frammentazione e diversificazione
delle lingue parlate
DAL LATINO ALLE LINGUE MODERNE

P) Al tempo delle conquiste e dell’espansione dell’Impero romano, la lingua


latina si sovrappone alla lingua di substrato (lingua che si usava fino a prima
della conquista) —> il latino ha funzione comunicativa SCRITTA e ORALE

• SCRITTO: latino classico (lingua ufficiale)

• ORALE: latino classico e latino volgare (il latino volgare - sermo vulgaris,
da vulgus: popolo - è l’insieme delle varianti delle lingue latine parlate
dalle diverse popolazioni dell’Impero romano; principali differenze rispetto
al latino classico sono:

A. l’influenza dei substrati linguistici locali

B. la mancanza di una codificazione legata alla scrittura)

Il latino è l’elemento che unisce lingua scritta e orale

D) Dopo la caduta dell’Impero romano d’Occidente (dopo il 476 d.C.)

• SCRITTO: un latino modellato a partire dal latino classico e che


diventerà il cosiddetto latino medievale; sarà la lingua gestita dalle
élite intellettuali (soprattutto dagli uomini di chiesa… il resto della
popolazione è analfabeta)

• ORALE: le lingue parlate, ovvero i vari volgari diversi da zona a


zona, si modificano molto rapidamente, sganciandosi
progressivamente dal latino (principali mutamenti linguistici: - si
estingue il genere neutro; - scompaiono i casi e si utilizzano
sempre più le preposizioni; - si modificano alcuni termini e se ne
includono di nuovi)…
DAL LATINO ALLE LINGUE MODERNE

…i mutamenti linguistici saranno tali che gli IDIOMI VOLGARI…

…nel VI secolo risulteranno molto …e verranno nominati

diversi tra di loro (al limite della LINGUE NEOLATINE o ROMANZE


comprensione, pur avendo comune (da romanice loqui: parlare in lingua
origine latina)… romana, ovvero in latino)

Dentro l’Impero - le LINGUE ROMANZE

- portoghese, castigliano (poi lo spagnolo comunemente inteso), Catalano nella penisola


iberica

- lingua d’oil (Francia del Nord; il futuro francese) e lingua d’oc (Francia del Sud: Occitania
-da lingua d’Oc- / Linguadoca / Provenza -da “provincia”- —> il cosiddetto “provenzale”)

- rumeno (Dacia, attuale Romania)

- franco-provenzale, ladino, sardo e altri dialetti, come il toscano, in Italia

Fuori dall’Impero - le LINGUE GERMANICHE

Al di là dei confini dell’Impero la lingua latina è molto meno consolidata… già dall’VIII sec.
la lingua parlata è integrata nella forma scritta… prime testimonianze:

- lingua anglosassone (il futuro inglese) intorno al 700

- lingua tedesca intorno al 750


DAL LATINO ALLE LINGUE MODERNE
Primi documenti in VOLGARE (prime
testimonianze scritte)

• Giuramento di Strasburgo (842) —> la lotta per


la spartizione dell’Impero carolingio porta
Ludovico il Germanico e Carlo il Calvo ad
allearsi contro il fratello Lotario; il giuramento,
scritto in latino, riporta:

- il giuramento di Lodovico in tedesco antico

- il giuramento di Carlo in francese antico

…bisognava leggerli ai soldati che non capivano il


latino.

In Italia

• “Indovinello veronese” (fine VIII - inizio IX), posto


in margine a un codice latino della Biblioteca “Indovinello veronese”
Capitolare di Verona

• “Placito cassinese” (960, chiamato anche


“Carta capuana”); il documento consiste nella
formula pronunciata da alcuni testimoni in
occasione di una lite, sorta per stabilire i confini,
fra il monastero di Montecassino (fondato nel
529 da San Benedetto da Norcia in territorio
laziale) e un certo Rodelgrimo d’Aquino.
“Placito cassinese”
ORIGINI DELLA LETTERATURA EUROPEA…

… che avrà dei modelli di riferimento…

Grandi poemi epici Poesia lirica scritta in


scritti in lingua d’oil tra lingua d’oc (PROVENZALE
XI e XII sec. —> CICLI o OCCITANICA)

• CICLO CAROLINGIO

• POESIA DELL’AMOR CORTESE


• CICLO BRETONE
ORIGINI DELLA LETTERATURA EUROPEA…
I CICLI EPICI

• CICLO CAROLINGIO: sulle gesta di Carlo Magno,


fondatore del Sacro Romano Impero; è composto da
delle chanson de geste (“canzoni delle imprese”,
lunghi poemi scritti in lingua d’oil) di cui la più
importante è la chanson de Roland (prende spunto
dalla disfatta dei Franchi a Roncisvalle, nei Pirenei,
nel 778), in cui Rolando (altrimenti Orlando), paladino
di Carlo Magno, perde la vita per difendere la patria
dai musulmani (vedi “Orlando furioso” di Ariosto)

- centrale l’epicità delle imprese compiute

• CICLO BRETONE: ispirato alle gesta di re Artù


(leggendario re del Galles e capo dei Britanni, cerca
di fermare invasione dei Sassoni tra V e VI sec.) e dei
cavalieri della Tavola rotonda; i racconti sono
ambientati nella Piccola e nella Grande Bretagna—>
vicende saranno riprese nei romanzi in versi di
Chretien de Troyes (XII sec., tra i cavalieri resi
immortali: Lancillotto, Parsifal)

- maggiore rilievo dato alle vicende amorose


ORIGINI DELLA LETTERATURA EUROPEA…
I CICLI EPICI

• Le TEMATICHE dei due cicli sono attinenti alle


questioni che riguardano la Francia intorno all’anno
1000:

1) rapporto conflittuale con l’ESPANSIONISMO


ISLAMICO (la stesura della “Chanson de Roland”
avviene intorno al 1100, in piena età delle crociate!!)

2) la vicinanza culturale e la rivalità politica tra


FRANCIA e INGHILTERRA

prima —> tra V e VI sec., gli Angli e i Sassoni invadono


la Gran Bretagna, i Britanni scappano verso il
continente dove creano la Piccola Bretagna... Artù, re
dei Britanni cerca di respingere l’invasione di Angli e
Sassoni;

dopo —> nel 1066, il duca di Normandia Guglielmo,


vassallo del re di Francia, diventa anche re
d’Inghilterra... la rivalità tra Inghilterra e Francia troverà
una soluzione al termine della “guerra dei
cent’anni” (1453))
ORIGINI DELLA LETTERATURA EUROPEA…

LA POESIA DELL’AMOR CORTESE

XII sec: nelle corti della Francia meridionale si sviluppa la


cultura cortese —> valori della corte feudale, raffinata e colta,
espressi nelle poesie dei “trovatori” —>

Poeti che accompagnano con la musica i loro versi, scritti in


lingua d’Oc. In genere si accetta il fatto che "trovatore" tragga il
suo significato dall'uso provenzale di trobar: "poetare",
“creare, inventare”. Inizialmente le poesie dei trovatori sono
orali, nati per essere ascoltati e accompagnati dalla musica. Poi
vengono scritte e raccolte in canzonieri il cui tema centrale è:

l’AMOR CORTESE

La “cortesia” era intesa come l’insieme delle virtù che


caratterizza l’uomo di corte. Un certo Andrea Cappellano
(1150-1220 ca., così chiamato perché verosimilmente si
trattava del cappellano di Marie de Champagne) è il primo
autore, che ispirandosi all’Ars amatoria di Ovidio, fissa norme e
canoni dell’amor cortese con l’opera De Amore: non c’è amore
senza nobiltà di sentimenti, coraggio, generosità, lealtà,
devozione.

Legato al tema amoroso e ancora una volta elaborato dalla


cultura francese è il poema allegorico-didascalico Roman de la
Rose (Romanzo della Rosa): l’opera racconta delle imprese che
l’Innamorato deve compiere per conquistare La Rosa, ovvero la
donna, custodita in un inaccessibile giardino
ORIGINI DELLA LETTERATURA EUROPEA…

CARATTERI DELL’AMOR CORTESE

L’ AMOR CORTESE

- amore inappagato, desiderio struggente e che, in questo


suo essere, trova forza

- amore che non si conclude mai con un matrimonio, anche


perché spesso la donna, idealizzata, è già sposata (la donna
non viene nominata o è nominata con un nome fittizio -
senhal “segnale”- per evitare voci che potrebbero rovinarne
la reputazione)

- rapporto di vassallaggio (sottomissione) nei confronti della


donna (la “domina”, che spesso risulta crudele), di cui il
poeta è servo (il rapporto tra amante e amata è strettamente
connesso al rapporto feudale tra signore e vassallo)
ORIGINI DELLA LETTERATURA EUROPEA…

LA FINE DELLA CULTURA PROVENZALE

1208-1209: viene bandita da papa Innocenzo III una


crociata contro gli Albigesi (da Albi, città della
Provenza dove è presente un gruppo ereticale) —>

FINE CULTURA PROVENZALE


(eredità raccolta da nuove scuole in Italia e in Spagna,
dove fuggono e si stabiliscono alcuni poeti provenzali)
ORIGINI DELLA LETTERATURA EUROPEA…

I POETI DELL’AMOR CORTESE

Gli autori più noti della poesia trobadorica sono

• Arnaut Daniel —> il più importante, inventore


della SESTINA (ripresa da Dante e da Petrarca)

• Guglielmo IX duca d’Aquitania (1071-1126) —>


considerato il fondatore della “scuola
provenzale”

• Bernart de Ventadorn

• Bertran de Born
ORIGINI DELLA LETTERATURA ITALIANA…

...CHE RISULTA ESSERE IN RITARDO RISPETTO A CERTA EUROPA

RAGIONE PRIMA DEL RITARDO:

il grande prestigio del LATINO

(vista anche la presenza ingombrante della


Chiesa!!!)
I PRIMI SCRITTI DELLA LETTERATURA ITALIANA

POESIA del 1200

POESIA RELIGIOSA

• Una delle più importanti e famose è la lauda


(lode) di San Francesco d’Assisi (1181
ca.-1226) nota come il “Cántico delle creature”
o “Cántico di Frate Sole” —> considerata il
primo testo della letteratura italiana
• Le laude di Jacopone da Todi (1236-1306).
I PRIMI SCRITTI DELLA LETTERATURA ITALIANA
Francesco d’Assisi (1181 ca..-1226, battezzato dalla madre
Giovanni di Pietro di Bernardone), figlio di un ricco mercante di SAN FRANCESCO D’ASSISI
tessuti che aveva fatto fortuna commerciando con la Francia… da
qui il nome Francesco;

1206 Francesco si spoglia dei suoi averi per dedicarsi alla


preghiera e all’assistenza;

1210 approvazione della Regola francescana —> si richiamano ai


principi della povertà evangelica e rifiutano qualsiasi proprietà…
criticano indirettamente i comportamenti delle autorità
ecclesiastiche che però rispettano e considerano necessarie; i
nuovi ordini che si formeranno verranno riconosciuti dal papato
che però cerca di definirne le “regole”, limitando così le posizioni
troppo radicali.

Alla morte di San Francesco, i FRANCESCANI si divideranno in:

a) SPIRITUALI (“fraticelli”, seguono il principio di povertà alla


lettera)

b) CONVENTUALI (ammettono la vita in convento, più moderati,


appoggiati dalla Chiesa)

I primi sembrano avere speranza nel 1294 quando viene eletto


papa Pietro da Morrone, monaco eremita, con il nome di Celestino
V che dopo pochi mesi rinuncia alla carica (“colui/ che fece per
viltade il gran rifiuto” Inf,III; dopo di lui verrà eletto papa Bonifacio
VIII, causa della vittoria dei guelfi neri a Firenze e dell’esilio di
Dante)… gli spirituali vengono dichiarati eretici nel 1323.

Dante dedicherà a san Francesco il canto XI del Paradiso.


I PRIMI SCRITTI DELLA LETTERATURA ITALIANA

POESIA del 1200

POESIA COMICO-REALISTA
Argomenti semplici, popolari, giocosi.

Iniziatore del genere è il toscano


Rustico Filippi (1230 ca.-1300 ca.).

Il più importante tra gli scrittori comico-


realistici è Cecco Angiolieri (Siena,
1260-1313).
I PRIMI SCRITTI DELLA LETTERATURA ITALIANA

POESIA di Rustico Filippi


I PRIMI SCRITTI DELLA LETTERATURA ITALIANA

POESIA del 1200

POESIA AMOROSA

t1) SCUOLA SICILIANA

Tra il 1230 e il 1250, alla corte siciliana di


Federico II di Svevia si sviluppa una vera e
propria scuola poetica in volgare, la scuola
poetica siciliana, che raccoglie l’eredità della lirica
provenzale (aprirà la propria corte al alcuni poeti
provenienti dalla Provenza dai quali verranno
ripresi forme -come la canzone- e temi -come
l’amore MA in una dimensione più “psicologica”...
interesse del poeta per gli effetti prodotti
dall’amore nell’animo dell’amante...

• donna idealizzata (bionda, occhi chiari, pelle


chiara)

• scompare l’accompagnamento musicale

• sperimentazione e regolarizzazione della


metrica
I PRIMI SCRITTI DELLA LETTERATURA ITALIANA

I poeti della scuola siciliana sono anche funzionari della


corte. I loro testi sono giunti principalmente nella traduzione
dei lirici toscani.

- Jacopo (o Giacomo) da Lentini (1210-1260 ca.): funzionario


imperiale tra il 1230 e il 1240, indicato come “Notaro”, viene
considerato il caposcuola dei lirici siciliani (vedi Dante,
“Purgatorio” XXIV) e l’ideatore del sonetto; “Madonna, dir
vo voglio”, “Meravigliosamente”, “Io m’aggio...”

- Stefano Protonotaro: considerato ideatore della forma


metrica della canzone; “Pir meu cori allegrari” unica
canzone giunta nella versione originale in dialetto siciliano

- Cielo d’Alcamo (XIII sec.): probabilmente un giullare; “Rosa


fresca e aulentissima” —> genere del “contrasto” che
riprende il genere provenzale della “pastorella” (forma
dialogata in cui il poeta cerca di far innamorare una
campagnola maldisposta)

- Pier delle Vigne (1190-1249): funzionario di fiducia di


Federico II, ricevette alti incarichi... MA nel 1249 venne
incarcerato con un’accusa (falsa!) di tradimento... disperato,
si suicida (vedi Dante, “Inferno” XIX...la “selva dei suicidi”

- Federico II (1194-1250): con la sua morte ha


sostanzialmente fine la Scuola siciliana...

...attività culturale si sposterà DALLA Sicilia ALLA Toscana!!!


I PRIMI SCRITTI DELLA LETTERATURA ITALIANA

POESIA del 1200

POESIA AMOROSA

t2) LIRICI TOSCANI

Attivi nella seconda metà del ‘200, riprendono i


temi affrontati dai siciliani e introducono nuovi
contenuti politici (frutto dell’ “età dei comuni”) e
morali.

- Guittone d’Arezzo (1230-1294): considerato il


caposcuola della lirica Toscana e dei poeti che
perciò verrano chiamati “guittoniani”;

- Bonagiunta Orbicciani (1220-1290 ca.): da un


dialogo con lui in Purgatorio (XXIV) Dante
introduce il concetto di “dolce stil novo” in
opposizione alla poesia dei siciliani e dei
toscani.

I PRIMI SCRITTI DELLA LETTERATURA ITALIANA

POESIA del 1200

POESIA AMOROSA

t3) Il DOLCE STIL NOVO

Corrente letteraria che si sviluppa in Toscana tra la fine del 1200


e l’inizio del 1300.

NOME: nel XXIV canto del Purgatorio (“Divina commedia”),


Bonagiunta Orbicciani (guittoniano) utilizza queste parole
parlando della poesia di Dante.

- “Dolce” perché musicale, sciolto e di tematica amorosa

- “Novo” per la consapevolezza della novità stilistica raggiunta

TEMI: Assoluto primato della tematica amorosa!

Nobiltà basata su una nuova concezione della gentilezza (da


gens=origine, stirpe nobile):

P) non più legata alla eredità del sangue

D) MA legata a bontà d’animo e di spirito, dimostrabile al di là


della condizione sociale

Questa nuova condizione di nobiltà consente di provare Amore


e di viverlo come mezzo per un miglioramento morale e
intellettuale... la donna amata, avvolta da un’aura di spiritualità,
può garantire la salvezza all’uomo muovendolo verso Dio... per
questo la donna degli stilnovisti viene definita “donna-angelo”!!!

I PRIMI SCRITTI DELLA LETTERATURA ITALIANA

POESIA del 1200

AUTORI:

- Guido Guinizelli (Bologna, 1235 ca.-1276): considerato il


precursore e il fondatore del “dolce stil novo” (Dante nel
Purgatorio lo chiamerà “padre” proprio nel senso di creatore,
generatore) , “Al cor gentil rempaira sempre amore” è una
sorta di manifesto poetico.

- Guido Cavalcanti (Firenze, 1255 ca.-1300): il padre Cavalcante


verrà messo da Dante nell’Inferno tra gli eretici (canto X) perché
non credeva all’immortalità dell’anima; la famiglia Cavalcanti è
di parte guelfa bianca: Guido, grande amico di Dante, verrà
esiliato nel 1300 e, ritornato a Firenze, morirà poco dopo.
Concezione dell’amore drammatica (negativa) e perciò diversa
da Dante: l’amore è una passione che sconvolge l’anima e porta
alla distruzione dell’io.

- Lapo Gianni: amico di Dante; considera l’amore come una realtà


che rasserena.

- Cino da Pistoia: (1270 ca.-1337): amico di Dante; le sue rime


cantano dell’amore per una certa Selvaggia.

- Dante Alighieri (Firenze 1265-1321): diventa un grande


interprete dello Stil Novo MA presto se ne distacca...
rinnovamento della poesia amorosa in una prospettiva
fortemente religiosa e teologica —> tutto, l’amore in primis,
conduce a Dio!!!... amore esperienza positiva
DANTE ALIGHIERI
DANTE ALIGHIERI (1265, Firenze - 1321, Ravenna)
LA CITTÀ NATALE DI DANTE

1265: Dante (abbreviativo di Durante) Alighieri


nasce a Firenze. Tale datazione è ricavata
sulla base di alcune allusioni autobiografiche
riportate nella Vita Nova e nella cantica
dell'Inferno, che comincia con il celeberrimo
verso Nel mezzo del cammin di nostra vita.
Poiché la metà della vita dell'uomo è, per
Dante, il trentacinquesimo anno di vita e
poiché il viaggio immaginario avviene nel 1300,
si risalirebbe di conseguenza al 1265.
DANTE ALIGHIERI (1265, Firenze - 1321, Ravenna)
I NATALI DI DANTE

PADRE: Alighiero Alighieri.

Dante afferma che la sua famiglia discende dagli antichi Romani. Il parente più lontano che
nomina in realtà è il trisavolo Cacciaguida degli Elisei, cavaliere durante la seconda
crociata 1147-1150 (comparirà nel “Paradiso”, vedi immagine).

La famiglia degli Alighieri (che prese tale nominativo dalla famiglia della moglie di
Cacciaguida) passò da uno status nobiliare meritocratico a uno borghese agiato, ma meno
prestigioso sul piano sociale.
Il nonno paterno di Dante si chiamava Bellincione Alighieri. Il figlio di Bellincione (e padre
di Dante), Aleghiero o Alighiero di Bellincione o Alighiero Alighieri, svolgeva la professione
di cambiavalute e di usuraio (dando alimento alla tenzone tra Dante e l'amico Forese
Donati), attività con cui riuscì a procurare un dignitoso decoro alla numerosa famiglia.
DANTE ALIGHIERI (1265, Firenze - 1321, Ravenna)
I NATALI DI DANTE

MADRE: Bella degli Abati.

Bella morì quando Dante aveva cinque o sei anni e


Alighiero presto si risposò, forse tra il 1275 e il 1278,
con Lapa di Chiarissimo Cialuffi. Da questo
matrimonio nacquero Francesco e Tana Alighieri
(Gaetana).
DANTE ALIGHIERI (1265, Firenze - 1321, Ravenna)
STUDI E BEATRICE

Dante studia il “trivio” (grammatica, dialettica e


retorica) e il “quadrivio” (aritmetica, geometria,
musica, astronomia), autori latini e francesi.

Comincia a scrivere i primi versi (influenzato dallo


Stil Novo) in cui emerge la figura di Beatrice:

Beatrice = “colei che dà beatitudine”

giovane di Firenze di cui si è innamorato; da


molti è identificata con Bice di Folco Portinari
(1265/1266-1290). Secondo la Vita Nuova
Beatrice fu vista da Dante in un primo incontro
quando aveva nove anni e i due si conobbero
quando lui aveva diciotto anni. Andata in sposa
al banchiere Simone dei Bardi nel 1287, si crede
anche che si sia spenta nel 1290, a soli
ventiquattro anni.
DANTE ALIGHIERI (1265, Firenze - 1321, Ravenna)
MATRIMONIO E MORTE DI BEATRICE

Dante sposa Gemma Donati (a lui destinata per via di una


promessa del padre) e ha dei figli (Iacopo, Pietro, ?Giovanni,
Antonia... che si farà suora con il nome di Beatrice)

1266: Dante ha 1 anno... battaglia di Benevento, in cui trova


la morte l’imperatore Manfredi di Svevia (figlio di Federico
II)... la colpa ricadrà anche sui sostenitori dell’imperatore, i
ghibellini... Firenze finirà nelle mani dei guelfi.

1289: battaglia di Campaldino (a cui Dante partecipa) —>


Firenze affronta i ghibellini di Arezzo

1290: morte precoce di Beatrice... Dante viene colto da un


“traviamento” (si perde nella selva oscura...) di cui lo
accuserà la stessa Beatrice nel Purgatorio. Il “traviamento”
consisterà in una inclinazione verso il razionalismo filosofico,
quindi in un allontanamento da Dio, espresso nella forma
dell’amore per un’altra donna.

1292-1293: la morte di Beatrice ispira la composizione del


prosimetro intitolato “Vita Nuova” (culmine Stil Novo).
DANTE ALIGHIERI (1265, Firenze - 1321, Ravenna)
POLITICA

1295: Dante partecipa attivamente alla


vita politica di Firenze...

1300: Dante eletto “priore” (uno dei sei


grandi magistrati di Firenze); nella sua
città è in corso uno scontro fra diverse
fazioni politiche...

a) Dante appartiene alla fazione dei


guelfi bianchi (a favore di un
equilibrio tra le prerogative del papa
e quelle dell’imperatore).

b) scontro con la fazione dei guelfi


neri (decisamente a favore del
dominio del papa); attraverso di loro
papa Bonifacio VIII cerca di
controllare Firenze.

Dante, in qualità di priore, deciderà di


mandare in esilio dei guelfi neri e dei
guelfi bianchi, i più estremisti, per
tentare di pacificare le due fazioni.
DANTE ALIGHIERI (1265, Firenze - 1321, Ravenna)
POLITICA
FAZIONI FIORENTINE 1200-1300

ORIGINE DEI “GHIBELLINI” E DEI “GUELFI”


1125: imperatore Enrico V muore senza eredi —> lotte per la successione nella nobiltà feudale tedesca:

a) duchi di Svevia —> famiglia Hohestaufen —> GHIBELLINI (castello di Weiblingen)

b) duchi di Baviera —> GUELFI (Welf, capostipite casa di Baviera)

… 1152: Federico I di Svevia detto il Barbarossa eletto re di Germania… e poi imperatore... ghibellini
quelli che sostengono imperatore... guelfi quelli che lo osteggiano.

GUELFI E GHIBELLINI

GUELFI BIANCHI E GUELFI NERI


DANTE ALIGHIERI (1265, Firenze - 1321, Ravenna)
L’ESILIO

... a un certo punto si viene a sapere che Carlo di Valois,


fratello del re di Francia Filippo IV il Bello, sta scendendo
in Italia chiamato dal papa...

...per evitare l’invasione delle truppe francesi, Firenze


invia degli ambasciatori dal papa... e tra di loro c’è anche
Dante!!!

MA
...è troppo tardi —> il papa e il principe francese hanno
già stipulato un accordo...

1301: Carlo di Valois entra a Firenze —> trionfo dei


Sentenza del tribunale cittadino di Firenze, 10
guelfi neri!!!

marzo 1302

«Alighieri Dante è condannato per baratteria, 1302: Dante (insieme ad altri guelfi bianchi) viene
frode, falsità, dolo, malizia, inique pratiche
estortive, proventi illeciti, pederastia, e lo si
condannato all’esilio (con l’accusa formale di aver
condanna a 5000 fiorini di multa, interdizione rubato del denaro pubblico...).

perpetua dai pubblici uffici, esilio perpetuo, e


se lo si prende, al rogo, così che muoia»
[1303: “schiaffo di Anagni” e successiva morte di
Bonifacio VIII]

1304: “sconfitta della Lastra” —> fallisce il tentativo dei


guelfi bianchi di rientrare con le armi a Firenze.
DANTE ALIGHIERI (1265, Firenze - 1321, Ravenna)
PRODUZIONE LETTERARIA

1303-1305: Dante scrive il “De Vulgari


eloquentia” (“L’eloquenza della lingua volgare”;
in latino) mentre è ospite di Cangrande della
Scala a Verona... e abbandona i suoi compagni di
fazione (assume una posizione super partes).

Inizia a scrivere il “Convivio” (idea di una


“mensa” presso la quale nutrire l’anima attraverso
la sapienza; in volgare)... che però a un certo
punto interrompe... ha necessità di dedicarsi ad
altro... la “Divina Commedia” (in volgare)!!!

Dante chiede ospitalità a diversi signori ghibellini


(che, per la condizione d’esilio, erano in quel
momento i più vicini ai guelfi bianchi.

1307-1309: Dante stende la maggior parte dell’


“Inferno” e inizia il “Purgatorio”.
DANTE ALIGHIERI (1265, Firenze - 1321, Ravenna)
PRODUZIONE LETTERARIA

1308: eletto imperatore Enrico VII di Lussemburgo


(“l’alto Arrigo”)... Dante confida nel nuovo imperatore,
avendo la speranza che si realizzi una monarchia
universale fondata sulla giustizia e sull’accordo tra
imperatore e papa.

1311: Dante offre i suoi servigi all’imperatore.

1312: inizia a scrivere il “De monarchia”, in cui esprime


il suo pensiero politico. È ospite ancora a Verona di
Cangrande della Scala. Conclude il “Purgatorio”.

1313: muore Enrico VII... fine delle speranze!

1315: rifiuta amnistia (cessazione delle pene inflitte ma


non della condanna)... dando un’idea di quale dovesse
essere la sua personalità. Si trasferisce quindi a
Ravenna presso Guido Novello da Polenta.
DANTE ALIGHIERI (1265, Firenze - 1321, Ravenna)
MORTE DI DANTE

1321: ha da poco terminato il


“Paradiso” quando muore (14
settembre; di ritorno da Venezia,
colpito da malaria mentre
attraversa le paludi del Comacchio;
verrà poi sepolto a Ravenna).

«I diritti della monarchia, i cieli e le acque del Flegetonte


visitando cantai, finché volle il mio destino mortale.
Ma giacché la mia anima andò ospite in luoghi migliori
e più beata raggiunse fra gli astri il suo Creatore,
qui son racchiuso io, Dante, esule dalla patria terra,
cui generò Firenze, patria di poco amore»
DANTE ALIGHIERI (1265, Firenze - 1321, Ravenna)
FORMAZIONE CULTURALE

T1) fase RETORICO - GRAMMATICALE

—> trivio e quadrivi, i classici latini (tra cui Virgilio, maestro di vita
e di stile) e Brunetto Latini (introduce Dante all’ “Ars Dictandi”,
ovvero all’ “arte del comporre”, allo studio della filosofia e della
scienza morale).

T2) fase FILOSOFICO - LETTERARIA

—> allaccia rapporti con gli Stilnovisti (come Guido Cavalcanti,


da cui poi si distacca per una diversa concezione dell’amore) e
approfondisce gli studi filosofici (legge Cicerone, Seneca e autori
medievali come Severino Boezio)... la filosofia ha una sorta di
primato conoscitivo!

T3) fase FILOSOFICO - TEOLOGICA

—> da una parte Aristotele, dall’altra i pensatori della Scolastica


(Tommaso d’Aquino, interprete della filosofia cristiana medievale);
comincia così a distinguere tra

A) FILOSOFIA: fondata sulla ragione e quindi limitata (nella


“Commedia” Virgilio, allegoria della ragione e della filosofia,
può arrivare fino al paradiso terrestre)

B) RELIGIONE: fondata sulla fede e quindi vera (a Virgilio si


sostituirà Beatrice, allegoria della fede religiosa)
DANTE ALIGHIERI (1265, Firenze - 1321, Ravenna)
PENSIERO

Fortemente influenzato dall’età medievale... visione integralmente religiosa!!!

VISIONE TEOCENTRICA MEDIEVALE

LE FONTI

A. Aristotele

B. Tommaso d’Aquino (reinterpreta in


chiave cristiana il pensiero di Aristotele)

C. Testi letterari classici ( che forniscono


un bagaglio di notizie storiche e di
riferimenti mitologici da rivedere in
dimensione cristiana e religiosa
attraverso una reinterpretazione
allegorica - ovvero attraverso
l’attribuzione di significati religiosi ad
eventi dell’età precristiana -)

D. Testi biblici e di carattere religioso


(Sant’Agostino, San Francesco)
DANTE ALIGHIERI (1265, Firenze - 1321, Ravenna)
PENSIERO

CONOSCENZE SCIENTIFICHE

A. Aristotele +

B. Tommaso d’Aquino (reinterpreta in chiave cristiana il


pensiero di Aristotele)

=
cosmologia ARISTOTELICO-TOLEMAICA
rielaborata dalla Scolastica
Universo come una grande bolla immersa nell’infinita mente di
Dio.

Al centro la Terra, immobile, divisa in due emisferi:

A) emisfero BOREALE a Nord —> terre emerse (... e voragine


dell’Inferno)

B) emisfero AUSTRALE a Sud —> grande Oceano (... in cui è


presente la montagna del Purgatorio)
9 sfere celesti che
Attorno alla Terra ruotano
influenzano la vita sulla Terra
(astrologia)

- i 7 pianeti (quelli conosciuti allora: Luna, Mercurio, Venere, ...

Sole, Marte, Giove, Saturno)

immerse in un 10* cielo:

- il “cielo delle stelle fisse” (quello che è occupato dalle l’Empireo, cielo immateriale
costellazioni che si vedono di notte, col buio)

e sede delle anime beate e


- il “primo mobile” (il cielo che dà il movimento a tutti gli altri) degli angeli
DANTE ALIGHIERI (1265, Firenze - 1321, Ravenna)
PENSIERO

CONCEZIONE DELLA STORIA

È tutto “contenuto” in Dio...

...concezione provvidenziale degli eventi...

a) eventi prima della venuta di Cristo


preparano proprio quella venuta

b) eventi che vengono dopo la nascita di


Cristo devono fare riferimento ad essa e
spiegarne i significati più profondi

Cristo viene dunque visto come il punto


centrale della storia dell’uomo!!!
DANTE ALIGHIERI (1265, Firenze - 1321, Ravenna)
POETICA

T1) fase CORTESE-STILNOVISTICA e la “Vita Nuova”

- Adesione ai canoni della letteratura amorosa cortese e poi


stilnovistica... Dante è attento ai temi e agli stili della poesia
provenzale e siciliana.

- Sperimentazione nella poesia comico-realistica

- Sperimentazione nello stile “aspro” e “petroso” (vedi le 4


canzoni “petrose” con un linguaggio duro e oscuro, sorta di
reinterpretazione del trobar clus del provenzale Arnaut
Daniel)... in antitesi allo stile “dolce” dello Stilnovo

T2) fase FILOSOFICO-DOTTRINALE(religiosa) e il “Convivio”

- dopo la morte di Beatrice... Dante vive due sentimenti


conflittuali

a) l’amore per la donna-angelo, Beatrice (simbolo della fede)

b) l’amore per la filosofia (sviamento dalla fede)


DANTE ALIGHIERI (1265, Firenze - 1321, Ravenna)
POETICA

T3) fase PROFETICO-RELIGIOSA e la “Divina Commedia”

- Dante si considera una sorta di profeta che attraverso la


poesia deve comunicare un messaggio affidatogli da
Dio... la POESIA ha funzione DIDASCALICO-
PEDAGOGICA e l’arte in generale deve essere
religiosamente, moralmente e politicamente educativa...

...uno degli strumenti che Dante utilizza in questo senso è


l’ALLEGORIA (da allei=altrimenti, in altro modo e
agoreuo=parlo) —> figura retorica mediante la quale si
attribuisce a un discorso un significato simbolico e quindi
diverso da quello letterale... e per una corretta
interpretazione di allegoria e simboli occorre conoscere il
codice culturale di riferimento (in questo caso, la cultura
Medievale).

L’ALLEGORIA è molto importante per l’uomo del


Medioevo —> la realtà terrena rimanda sempre a un’altra
realtà ultraterrena e provvidenziale (il divino).
DANTE ALIGHIERI
Le opere
DANTE ALIGHIERI (1265, Firenze - 1321, Ravenna)
“Vita Nuova”

TITOLO: possibili significati —>

a) “prima età della vita”, “giovinezza”

b) “vita rinnovata dall’esperienza d’Amore”

c) “vita rinnovata”... effetto di elevazione


spirituale prodotto dall’amore MA in
superamento dello stilnovismo tradizionale!!!

FORMA: è un PROSIMETRO —> prosa + versi...


contiene cioè 31 poesie (quasi tutte canzoni e
sonetti preesistenti) legate da una narrazione in
prosa in 1* persona. L’opera è divisa in 42 brevi
capitoli (il 1* funge da proemio).
DANTE ALIGHIERI (1265, Firenze - 1321, Ravenna)
“Vita Nuova”

CONTENUTO: tema centrale è l’amore di Dante per Beatrice.


1*) momento “guinizzelliano”: il
Dopo l’incipit (capitolo introduttivo) Dante racconta che a 18 anni ha saluto di Beatrice ed effetti
ricevuto il saluto di Beatrice (rivista dopo 9 anni dal loro primo benefici sull’innamorato e sugli
incontro).
uomini in generale

Nel sonno Dante ha una visione: Amore sostiene nelle sue braccia
Beatrice, a cui fa mangiare il cuore del poeta, e poi con lei si
allontana verso il cielo.

Dante scrive allora un sonetto rivolto a “li fedeli d’Amore” (“A


ciascun’alma presa”) per chiedere un’interpretazione del sogno
(risponderà Guido Cavalcanti, destinato a diventare il miglior amico
del poeta).

Dante per tenere lontane le maldicenze della gente tiene nascosto il 2*) momento “cavalcantiano”:
suo sentimento per Beatrice e si finge così innamorato di altre negazione del saluto e
donne...
sconvolgimento doloroso (limite
Beatrice gli toglie il saluto!...
dei beni terreni)

t1) Dante smarrito e addolorato;

t2) Dante si dedica alla contemplazione disinteressata della 3*) superamento dello
donna (lode di Beatrice);
stilnovismo: contemplazione
Beatrice muore!!...
disinteressata della donna... che
Traviamento di Dante, attratto da una “donna gentile” che lo ora è nella gloria del Cielo...
consola... MA un giorno, all’ora nona, Dante ha una visione in sogno: donna è tramite autentico per
vede Beatrice come gli era apparsa la prima volta... scacciato il arrivare a Dio
“malvagio desiderio” torna a rivolgere ogni suo pensiero a Beatrice...
della quale parlerà più avanti... nella “Divina Commedia”!
DANTE ALIGHIERI (1265, Firenze - 1321, Ravenna)
“Convivio”

TITOLO: “banchetto”... che ha l’obiettivo di offrire


come vivanda la SAPIENZA a chi non abbia potuto
ancora cibarsene... e anche per questo il testo è
scritto in volgare.

FORMA: è un PROSIMETRO

P) nella “Vita Nova” —> la prosa viene utilizzata


con scopo narrativo (racconto)

D) nel “Convivio” —> la prosa viene usata per


spiegare e commentare le poesie
DANTE ALIGHIERI (1265, Firenze - 1321, Ravenna)
“Convivio”

CONTENUTO: opera che contiene 4 trattati (in origine dovevano


essere 15) di cui 1 introduttivo:

1) l’INTRODUZIONE muove dal presupposto (derivato da


Aristotele) che tutti gli uomini desiderano sapere (MA alcuni non
hanno avuto possibilità di sapere)

2) 4 diversi SENSI delle SCRITTURE

a) LETTERALE: contenuto puro e semplice

b) ALLEGORICO: “veritade ascosa sotto bella menzogna”

c) MORALE: ricercato, nascosto nel testo, a utilità del lettore per i


suoi comportamenti

d) ANAGOGICO (o SOVRASENSO): una scrittura rivela un senso


più alto di tipo sovrannaturale, spirituale

3) la FILOSOFIA: l’uomo è in posizione intermedia tra due


mondi:

A. SPIRITUALE degli ANGELI (che sono sostanze separate dalla


materia

B. quello degli ESSERI MATERIALI (minerali, piante, animali)

...l’UOMO è colui del quale non si pulire che “tutto sia ne l’acqua
né tutto fuor di quella”... e così come ci sono uomini prossimi alle
bestie, ce ne sono altri molto vicini agli angeli (utile per capire la
figura di Beatrice, donna-angeli.

4) la VERA NOBILTÀ... che si acquista con l’esercizio delle virtù.


DANTE ALIGHIERI (1265, Firenze - 1321, Ravenna)
“De vulgari eloquentia”

TITOLO: “Sull’eloquenza, sul parlare del volgare,


in volgare ”.

FORMA: è un trattato in prosa di argomento


linguistico e retorico; è scritto in latino (pur
riferendosi al volgare!) essendo un testo di
carattere scientifico.
DANTE ALIGHIERI (1265, Firenze - 1321, Ravenna)
“De vulgari eloquentia”

CONTENUTO:

ASSUNTO INIZIALE: il VOLGARE è superiore al


LATINO perché

• si impara naturalmente sin dai primi anni di vita;

• è ritenuto anteriore, precedente al latino.

Considerazioni sulla STORIA del LINGUAGGIO:

t1) originariamente era unico

t2) dopo l’atto di superbia della costruzione della


torre di Babele si crea una molteplicità e una
confusione generale delle lingue...
DANTE ALIGHIERI (1265, Firenze - 1321, Ravenna)

“De vulgari eloquentia”


DANTE ALIGHIERI (1265, Firenze - 1321, Ravenna)
“De monarchia”

TITOLO: “Sulla monarchia”.

FORMA: è un trattato politico in 3 libri, scritto in


latino.
DANTE ALIGHIERI (1265, Firenze - 1321, Ravenna)
“De monarchia”

CONTENUTO:

1) necessità di una MONARCHIA UNIVERSALE al di


sopra degli altri principati temporali:

- unica condizione per avere la PACE

- riproduce il principio che governa il cosmo: è UNICO il


DIO che regge l’universo, UNICO deve essere il
MONARCA che dirige il mondo;

2) LEGITTIMITÀ del POTERE dell’IMPERO ROMANO,


fondato

- NON sulla forza bruta delle armi

+ MA su un DIRITTO a governare i popoli... vedi la


benevolenza di DIO, visti i vari segni della Provvidenza
Divina:

• fuga di Enea da Troia fino al Lazio

• Cristo ha accettato di farsi a giudicare dal tribunale dei


Romani —> è stata data legittimità giuridica all’autorità
dell’Impero... trasmessa con una linea che unisce
Impero Romano —> Impero bizantino —> Sacro
Romano Impero di Carlo Magno e degli imperatori
germanici (vedi canto VI Paradiso)
DANTE ALIGHIERI (1265, Firenze - 1321, Ravenna)
“De monarchia”

3) problema poteri IMPERO e PAPATO:

- potere Imperatore deriva direttamente da Dio (non dal


papa)

- messa in discussione del potere temporale del papa


(negata la validità della donazione di Costantino

2 sono le mete che deve raggiungere l’uomo!!!

A) felicità terrena (il cui simbolo è il Paradiso terrestre)

B) felicità nella vita eterna (godimento nella visione di Dio


in Paradiso)

DIVERSI gli STRUMENTI

A) filosofia, ragione, pratica delle virtù

B) insegnamenti divini fondati sulle virtù teologali

DIVERSE le GUIDE

A) imperatore nell’ambito temporale

B) papa nell’ambito spirituale

CONCLUSIONE

le due figure sono complementari ANCHE SE


l’imperatore dovrà avere verso il papa la reverenza che il
figlio primogenito ha avuto verso il padre.