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Collana “Il Taccuino” - Caso n. 46 – Insoliti sospetti – di Gianandrea Parisi - www.murderparty.

it

Insoliti sospetti
di Gianandrea Parisi

Una rapina andata male, cinque ostaggi, chiusi in una banca, ognuno con un segreto,
due impiegati, tre criminali e il cadavere di un uomo, intimamente legato ad ognuno
di loro. Solo tre ore di tempo, prima che la polizia cerchi di entrare e le cose
precipitino. Una situazione in cui tutti hanno qualcosa da perdere.

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Indice
Condizioni di uso del testo ........................................................................................ 3
Versioni ................................................................................................................... 3
Introduzione ............................................................................................................ 4
Istruzioni per l'organizzatore ..................................................................................... 5
Roberto ................................................................................................................... 7
Eva.......................................................................................................................... 9
Gaetano................................................................................................................. 12
Francesca .............................................................................................................. 14
Kevin, detto“Rambu” .............................................................................................. 16
Fortunato............................................................................................................... 17
Eleonora (cliente) ................................................................................................... 19
Avv. Martino .......................................................................................................... 20
Juanito Alvarez ....................................................................................................... 21
Cassandra (cliente)................................................................................................. 23
Gli indizi................................................................................................................. 24

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“Il vero ladro non è chi rapina una banca, ma chi la fonda.”
(Bertold Brecht)
L'economia fa girare il mondo, lo rende libero; non esiste niente di più bello dell'avere un
portafoglio pieno di quei fogli rettangolari, di vario colore: verde, marrone chiaro, giallo...
Diamine! Anche quelli rossi non sono male. Avendone circa un milione, s'intende.
Raccogliamo soldi, li spendiamo, acquisiamo ricchezze che utilizziamo per il nostro benessere,
nella speranza di essere felici, realizzati. Possediamo: quindi siamo. Ogni problema possiamo
risolverlo tirando fuori dalla tasca le chiavi del Paradiso, opportunamente ripiegate, partorendo
costantemente l'illusione di acquistare anche potere, fama, onore.
E non ci rendiamo conto che, alla fine della nostra scalata verso il successo, c'è qualcun altro
al di sopra di noi, che foraggia quegli stessi desideri, quelle voglie, creandone sempre di nuove,
mostrandoci miraggi che, una volta raggiunti, si fanno ancora più distanti.
Non siamo liberi.
Siamo schiavi.
E non sappiamo nemmeno di esserlo.

Condizioni di uso del testo


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Versioni
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Introduzione
Oggi sarebbe dovuto essere un giorno qualsiasi.
Solita routine, sveglia la mattina presto, colazione alle 8.00, al bar sotto casa, una
granita con panna, perché sta per iniziare l'estate... E una brioche, di quelle che solo a
Messina sanno fare: quelle con il cappuccio sopra e un vago aroma e sapore di arancia,
morbida, calda. La colazione, si sa, è il pasto più importante.
Mi sporgo per un attimo dal terrazzo e guardo con serenità la spiaggia antistante il
locale. Migliaia di soffici granelli, all'inizio, poi man mano che ci si avvicina al
bagnasciuga, il fondo sotto i propri piedi diventa sempre più sassoso, fino ad arrivare al
limitare delle onde, quando è quasi impossibile camminare agilmente, senza il timore
di scivolare e cadere nell'acqua. Gli scogli nascondono le coppiette di fidanzati che
colgono un attimo di passione, lontani dagli sguardi indiscreti di genitori ed amici,
sentimenti “fastfood”, momentanei come le giornate che si susseguono senza sosta. Le
stuoie fanno del litorale un fantasioso patchwork che schiarisce l'aria circostante e
mette la giusta dose di allegria a chi, già da maggio, si gode il primo sole, incurante dei
problemi lavorativi. Disoccupati, studenti, impiegati costretti a prendere un paio di
giorni di ferie perché altrimenti devono incassarle come ferie non godute (e non si può
fare, troppe spese per i nostri datori di lavoro). Sono tutti uguali, stamattina, nei loro
costumi multicolori, tutti liberi. Eppure tutti schiavi del sistema, illusi di poterne uscire,
almeno per un fuggevole attimo.
Mi sistemo la divisa blu scuro, spazzolando via le ultime briciole, prendo la
macchina, una Fiat Punto di seconda mano, l'unica che posso permettermi con lo
stipendio di agente di polizia (quando si hanno i soldi, a Messina, la prima cosa da fare
è comprare una macchina nuova): lascio il marsupio sul sedile lato passeggero e mi
dirigo verso il mio reparto, pronto a prendere servizio alle 9.00. Ma, appena metto
piede in ufficio, sento il mio collega che chiude con forza il telefono e bestemmia. Poi
solleva lo sguardo e alzandosi dalla sedia, mi fa segno di seguirlo, come se
dall'esecuzione del suo ordine dipendesse il destino del mondo. Saliamo
sull'autovettura di servizio e ne approfitta per raccontarmi cos'è successo, mentre ci
dirigiamo verso il centro città: una rapina, in una delle filiali più ricche ed importanti.
Tre rapinatori, con il viso coperto, due impiegati, il direttore e cinque clienti sotto il
tiro delle armi. Situazione ad altissimo rischio, da trattare con assoluta diplomazia.
Appena arriviamo sul posto ci sono circa 9 autovetture che circondano il sito, ed una
trentina di poliziotti che, con nervosismo, fissano le porte automatiche, adesso
ermeticamente chiuse. Sudo copiosamente, più per la paura di commettere qualche
sbaglio che per il caldo di inizio stagione. L'ispettore comincia a dare ordini, cerca di
creare una comunicazione fra l'interno e l'esterno, usando un walkie talkie che, con
cautela, ha lasciato davanti all'ingresso. Qualche minuto dopo, una mano sottile, con
unghie lunghe e curate, si affaccia, recupera l'apparecchio e rientra veloce. Una donna,
probabilmente.
Sarà una lunga mattinata, sono circa le 9.30. Ci vorranno almeno due o tre d'ore
perché i capi decidano come intervenire: forse sceglieranno di agire con la forza, entrare

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e sperare di eliminare tutti i rapinatori, prima che possano compiere una strage e
fuggire.
Io, comunque, qualunque cosa si decida, aspetterò e seguirò le istruzioni. Spero che
tutto si risolva per il meglio.
Ma, chissà per quale motivo, ne dubito.

Istruzioni per l'organizzatore


L'incipit del gioco è abbastanza semplice: una rapina in perfetto stile tarantiniano,
personaggi pieni di segreti, un omicidio non programmato e l'orologio che rincorre a
ritmo ossessivo tutti i protagonisti. Trovare la soluzione può essere l'unica via per la
salvezza.
Per spiegare la presenza di un arbitro, sarebbe utile sottolineare come il poliziotto
dell'introduzione stia ascoltando tutti i dialoghi che avvengono all'interno della banca
attraverso il walkie talkie che è stato consegnato per comunicare. In realtà, l'apparecchio
contiene un microfono nascosto, che consente di sentire ciò che accade all'interno,
anche se la radio è spenta. In tal modo possono essere spiegati i suoi interventi,
soprattutto nel chiarire alcuni punti che non sembrano essere comprensibili ad alcuni
giocatori oppure al fine di correggere alcuni errori di gestione del gioco.
Se dovessero esserci più partecipanti che copioni, una volta assegnate le parti, chi
rimane potrebbe essere il gruppo di investigatori che fa parte del cordone attorno alla
banca: non potranno partecipare ai dibattiti fra i giocatori, ma potranno, alla fine delle
indagini, esprimere il loro parere sulla risoluzione del caso.
E' chiaro che l'ambientazione, come pure la storia, sono sui generis e lasciano ampio
spazio di manovra sul finale: se nessuno dovesse risolvere il caso, si potrebbe far sì che
la polizia intervenga e uccida i rapinatori, salvando gli ostaggi e realizzando le
aspettative del responsabile dell'omicidio. Oppure (alternativa ben più interessante) il
poliziotto, rendendosi conto della sofferenza patita per mano di quelle istituzioni che
avrebbero dovuto difendere la donna e che invece l'hanno precipitata nel baratro che
l'ha costretta a comportarsi di conseguenza, può decidere di farla fuggire, facendo
passare l'omicidio per il gesto compiuto da uno dei rapinatori e coprendola anche
dopo. Ancora, potrebbe chiedere agli altri ostaggi e ai giocatori partecipanti cosa
farebbero loro al suo posto, in modo da essere loro stessi a creare il finale della storia.
Per ogni personaggio vi sono tre indizi (vedi “Indizi”): se ne darà uno ad ogni
personaggio ogni mezz'ora, tre quarti d'ora, più o meno, il tempo che ciascuno dei
giocatori possa dibattere con gli altri e cercare di appurare la veridicità e la congruenza
di ciascuno di essi. Alla fine, una volta esaurito il dibattito e i tre indizi, si provvederà
ad invitare i giocatori a dire chi secondo loro è il colpevole, perchè e come sono andate
le cose. Chiaramente il colpevole dovrà cercare di far ricadere i sospetti su qualcun
altro.
L'arbitro dovrà controllare i tempi e i modi della discussione, lasciando comunque la
libertà di gestire il dialogo.

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Tutti dovranno essere più o meno sinceri, soprattutto per quanto riguarda le
informazioni principali (omettere o cercare di camuffare la verità è ammissibile,
lasciando ampio spazio alle capacità recitative e all'empatia dei singoli, comunque fino
al secondo indizio. Dal terzo in poi, si dovrà essere sinceri di fronte ad accuse dirette),
ma l'assassino sarà l'unico a poter mentire spudoratamente per non farsi scoprire.

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Roberto
Informazioni principali
38 anni, occhi freddi come il ghiaccio, senza alcuna pietà o compassione. Ma non
stupido, non eserciti violenza gratuita, ma solo per uno scopo preciso: ottenere il
massimo del risultato. Nella vita hai ucciso, non lo neghi. Ma mai per piacere, solo per
il dovere, che fosse mostrare la tua potenza e dare un esempio agli altri (Mao Tze Tung:
colpirne uno per educarne cento), oppure acquisire denaro e potere, in modo da
consolidare e migliorare la tua posizione. E così, nel giusto tempo hai scalato i vertici
dell'organizzazione criminale della quale avevi fatto parte da giovane. Hai una donna
che tutti guardano con desiderio e che ti invidiano: ma nessuno osa toccarla, perchè
sanno che la tua collera sarebbe implacabile. Hai le mani in pasta un po' ovunque,
droga, prostituzione, smercio di banconote false, e anche pirateria digitale e
cinematografica. Sei la mente alla base della rapina. Siete entrati in banca, tu ed altri
due complici, Kevin e Fortunato, per svuotare le casse e poi fuggire: e intendi far sì che
tutto si risolva in poco tempo e con la minima violenza possibile.

I tuoi segreti
Hai conosciuto Eva durante una festa dell'organizzazione, e te ne sei innamorato
appena le hai messo gli occhi addosso. Hai subito detto a Kevin, il tuo amico d'infanzia,
che non ti saresti fermato di fronte a niente per averla: e così hai fatto. Ti sei avvicinato
e vi siete messi a ballare per tutta la notte. Poi avete fatto l'amore in modo selvaggio,
senza fermarvi un attimo. Questa è la cosa che ami di lei, il fatto che riesce a risvegliare
l'animale che è in te. Con lei al tuo fianco, hai creato un impero e adesso hai deciso di
organizzare il colpo della tua vita; una rapina in banca per oltre 100 milioni di euro.
Hai ricevuto, qualche giorno fa, una lettera, da un tizio che si faceva chiamare “X” e che
ti diceva di essere al corrente di un grosso deposito di denaro, presso una delle filiali
più importanti del centro città. Hai intuito che dietro quello pseudonimo si celasse
qualche impiegato, o persino il direttore che era intenzionato a prendersi una piccola
rivincita sulle istituzioni. Hai coinvolto Eva, che si è spacciata per una nuova cliente e
che nel frattempo controllava se ciò che aveva detto X corrispondesse alla realtà dei
fatti. Dopo avere appurato la credibilità delle sue parole, saputo il giorno in cui il
denaro sarebbe stato depositato, hai organizzato, con la complicità della tua donna, la
rapina, coinvolgendo il tuo amico Kevin, come complice e Fortunato, un grosso esperto
di informatica, che provvederà a trasferire i fondi dai computer della banca ad un conto
corrente segreto che solo tu ed Eva conoscete. Nel frattempo, Eva avrebbe fatto la parte
dell'ostaggio: la sua presenza sarebbe stata molto più utile in questo ruolo. Ma non è
andato tutto come avevi progettato: una volta entrati, armi in pugno, il metal detector
ha iniziato a suonare e sono partiti anche gli allarmi della polizia. Hai fatto richiudere le
porte e hai detto ad Eva, facendo finta di minacciarla con l'uso delle armi, di seguirti
con il direttore fino al caveau. Qualche soldino in più, non avrebbe fatto male. Hai
legato l'ostaggio e lo hai lasciato all'interno della stanza del denaro; poi hai deciso di
festeggiare a modo tuo. Hai cominciato a baciare Eva. Ti sei fermato soltanto un
attimo, lasciandola sola in bagno e approfittandone per andare a controllare se tutto
stava andando bene con gli altri ostaggi. Poi sei tornato e ti sei divertito un altro po'.
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Ma a quel punto le cose sono precipitate: andando a controllare come stava il direttore,
ti sei accorto che giaceva morto, con tre pallottole, una nello stomaco, una in mezzo alle
gambe ed una in testa. Qualcuno aveva approfittato della confusione per ucciderlo.
Così, adesso, devi capire chi è stato e come, per potere evitare un'accusa di omicidio
che peserebbe sull'accusa di rapina. Inoltre devi capire quale arma possa avere sparato,
visto che le uniche persone in possesso di pistole e fucili siete voi. Nessuno dei clienti
sarebbe potuto entrare con un oggetto del genere, o i metal detector avrebbero suonato.
E' davvero un rompicapo che dovrai risolvere al più presto. Prima che le cose si
mettano male.

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Eva
Informazioni generali
Ti chiami Eva. Nessuno conosce il tuo cognome, né immaginano tu possa averne
uno. La tua vita precedente nemmeno te la ricordi (usi dire con espressione di falsa
noncuranza ed un pizzico di malizia), ma ciò che sei adesso è la realizzazione dei tuoi
sogni: sei la donna di uno degli uomini più importanti della città, ricchissimo e
rispettato. L'hai conosciuto ad una festa alla quale eri stata invitata per via di alcuni tuoi
trascorsi non propriamente leciti, ed è stata la tua fortuna. Avete ballato e fatto l'amore
per tutta la notte, fin quasi a non poterne più. Lui ti ha preso sotto la sua ala protettiva
e non ti ha chiesto nulla della tua vita precedente. Ti ha accettato così com'eri,
ritenendo che la tua vita cominciasse con lui. Roberto, così si chiama il tuo uomo, è
uno dei più grossi criminali della città, questo lo sai, ma non te n'è mai importato
nulla. Ciò che conta è che lui ti ama. E tu ami lui. E' già da qualche mese che sei stata
messa al corrente di un grosso colpo che stava organizzando: una rapina in banca, una
delle più grandi filiali del centro, all'interno della quale sarebbero stati depositati, in
modo virtuale, più di duecento milioni di euro! Sarebbe stata la rapina della vostra vita.
Chiaramente gli sarebbe servito un basista, e così ti ha chiesto di fingere di essere una
nuova correntista, per osservare l'ambiente e cercare di capire quando portarlo a
termine e come. Gli hai fornito tutte le informazioni del caso e gli hai suggerito che il
momento giusto sarebbe stato quella mattina, all'apertura, quando non ci sarebbero
state guardie e gli impiegati erano ridotti al minimo indispensabile. Inoltre, i metal
detector sarebbero dovuti essere in riparazione e quindi nessun allarme sarebbe
scattato. Purtroppo il diavolo fa le pentole e non i coperchi: giusto quel giorno i metal
detector erano stati installati, e quindi appena i tuoi complici sono entrati, l'allarme ha
richiamato un nutrito cordone di poliziotti. Stante la situazione, Roberto non ha voluto
bruciare il tuo ruolo, continuando a considerarti una cliente e ha finto di prenderti in
ostaggio insieme agli altri. Si è fatto accompagnare da te e dal direttore nel caveau,
giusto per prendere i contanti, quasi una sorta di assicurazione sulla vita, lasciando i
suoi uomini a sorvegliare gli altri ostaggi, quattro persone più due impiegati, mentre tu
e lui legavate il direttore e vi concedevate un piccolo momento di intimità nel bagno
della banca, senza che nessuno si accorgesse di niente. Poi lui si è allontanato per un
attimo, solo per controllare che fosse tutto a posto, mentre tu ti sistemavi un poco. Al
suo ritorno siete stati un altro poco insieme, e poi siete andati a controllare il vostro
prigioniero. E lì avete avuto la seconda sorpresa della giornata: il direttore giaceva
morto, con tre fori di proiettile: uno in pancia, l'altro in mezzo alle gambe e un terzo in
testa. Qualcuno deve avere approfittato della confusione per eseguire quell'omicidio.
Ma chi? E come?

I tuoi segreti
In realtà, nasci come Matilde Guerrisi, sposata subito dopo il diploma e iscritta
all'età di diciott'anni in giurisprudenza. Nonchè vera assassina del direttore. Il motivo di
quella che è stata la più satisfattiva vendetta della tua vita è presto spiegato: tuo marito,
all'epoca, gestiva il bar di famiglia, un'attività all'apparenza redditizia. Sei rimasta incinta
a vent'anni, e hai deciso di lasciare la facoltà e di iscriverti ad economia e commercio,
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molto più semplice e sicuramente in grado di fornire delle competenze che ti avrebbero
permesso di aiutare maggiormente tuo marito nella gestione dell'attività. Nel contempo
sono iniziati i guai. Qualche problema finanziario, già prima del vostro matrimonio,
protesti... La banca ha aspettato fin quando le somme sono aumentate in maniera
esponenziale (un trucchetto che, avevi imparato all'università, le banche fanno spesso),
e in quel momento ha provveduto a pignorare la vostra casa e l'attività commerciale,
nonché gli immobili di proprietà. Vi siete ritrovati di colpo dalle stelle alle stalle,
perdendo nel contempo tutto. A poche settimane da quello che doveva essere il giorno
più felice, e cioè la nascita di vostra figlia, tuo marito, di ritorno dall'ennesima supplica
al dirigente che si occupava dell'operazione finanziaria, ha avuto un incidente d'auto (o
forse si è suicidato, ma non ne hai mai avuto le prove) ed è morto, lasciandoti da sola.
In assoluta buona fede, hai offerto la sua assicurazione della vita quale garanzia per il
pagamento dei debiti: ma la banca, contravvenendo agli accordi, ha incassato le somme,
salvo poi proseguire nell'assegnazione degli altri beni, non ritenendosi ancora
soddisfatta. A seguito del dolore per la perdita di tuo marito e al pensiero di non avere
più nessuno a cui rivolgerti per superare quel gravissimo momento, non sei riuscita a
concludere la gravidanza e hai abortito, perdendo anche l'ultimo tuo motivo di vita. E'
stato l'inizio di una parabola discendente, un momento in cui la tua esistenza è stata
ricoperta dalla spazzatura della quale erano circondati i bassifondi nei quali ormai ti eri
ridotta a vivere. Hai cambiato nome, hai nascosto la tua identità e te ne sei creata
un'altra, Eva. Hai cominciato a frequentare brutta gente, delinquenti, mafiosi, assassini,
e hai usato la tua rabbia, mutandola in misurata e spietata abilità di calcolo, per crearti
una rete di amicizie che in quel momento ti sarebbero state utili per sopravvivere, ma
per le quali avevi anche altri progetti. Hai imparato ad usare il tuo corpo per tenere in
pugno gli uomini, ad osservare un basso profilo per raggiungere risultati, per
confondere ed ingannare. Finalmente, ad una festa dell'Organizzazione, hai conosciuto
un malavitoso di alto livello, e ne sei divenuta la compagna e la complice. Avevi seguito,
nascostamente, la carriera del dirigente che aveva rifiutato l'ennesima richiesta di
proroga nei pagamenti di tuo marito. Era stato lui a procedere contro di voi, a
complottare, pragmaticamente e con crudeltà, per ridurlo in rovina e così impossessarsi
della somma che la banca aveva prestato, con gli interessi, triplicandone i guadagni. Il
tutto gli era valso un aumento di grado e di stipendio e la nomina a direttore di una
delle migliori filiali della città. Era il momento della rivalsa. Hai mandato, a novembre,
alcune lettere al tuo compagno, spacciandoti per un certo “X” (dando ad intendere che
fossi una talpa all'interno della banca, ma senza dargli alcuna conferma), convincendolo
che alcuni mesi dopo, e precisamente durante l'ultima settimana di maggio, l'agenzia
(dove sapevi essere stato nominato direttore il colpevole delle tue disgrazie) avrebbe
ricevuto un investimento di circa duecento milioni di euro, frutto della compravendita
di alcuni titoli. “X” avrebbe dunque comunicato la data precisa, in cambio di 20
milioni di euro. Attratto dalla prospettiva, il tuo compagno ti ha mandata in
avanscoperta, per studiare il sistema d'allarme e la struttura della banca. Hai così aperto
un conto corrente, con soldi da lui forniti e hai cominciato a recarti lì abbastanza
spesso, studiando gli impiegati ed i turni che di solito facevano, le telecamere, le guardie
e i momenti in cui lasciavano sguarnita la sede. Giunto il momento, “X” ha mandato
una lettera, comunicando che per quella settimana, sarebbe arrivata la somma. Nel
contempo, tu stessa hai informato Roberto che il momento migliore per agire sarebbe
stato ad inizio mattinata, quando le guardie ancora non avevano preso servizio, durante
il cambio turno e vi erano solo due cassieri ed il direttore. Nel frattempo avevi anche
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stretto, all'insaputa di Roberto, una più che intima amicizia con Fortunato, il complice
che avrebbe avuto il compito di manipolare i computer in modo da spostare il denaro e
lo avevi convinto a fare il doppio gioco, ingannandolo e convincendolo che quei soldi
sarebbe stato meglio che ve li godeste voi due. Il tuo piano era a prova di bomba e ti
avrebbe garantito di uscirtene pulita, con un bel mucchio di soldi ed un futuro in Costa
Rica. Sapevi che la polizia sarebbe intervenuta e nel peggiore dei casi li avrebbe arrestati
tutti. Nel peggiore li avrebbe uccisi. O lo avresti fatto tu, per loro. Vendetta e
risarcimento. Quella mattina ti sei recata in banca, fingendo di volere effettuare un
deposito. Poco dopo, sono entrati il tuo compagno e i suoi due complici, chiudendo le
porte e prendendo in ostaggio gli altri quattro clienti, che erano entrati subito prima di
te, i due impiegati, nonché il direttore che era già arrivato. Poi, mentre i due complici
tenevano sotto mira i contabili e i clienti, il tuo compagno ha finto di obbligarti ad
accompagnare lui ed il direttore ad aprire il caveau, sapendo che quello era l'orario in
cui scattava la serratura a tempo. Una volta entrati, circondati da tutto quel denaro, hai
detto al tuo compagno di immobilizzare il direttore. Poi lo hai volutamente eccitato,
portandolo all'esasperazione e fermandolo sul più bello, dicendogli di tornare
all'ingresso e controllare che fosse tutto a posto, mentre tu andavi in bagno. Così ne hai
approfittato per tirare fuori la pistola (in plastica, creata con una stampante 3D,
secondo alcuni progetti trovati su internet, per evitare che fosse segnalata dal metal
detector) che tenevi nascosta nella borsa, montare un silenziatore e dirigerti verso il
caveau, dove hai sparato al direttore con tre pallottole, una allo stomaco, una in mezzo
alle gambe, ed una finalmente in testa. Poi sei tornata in bagno, ti sei liberata della
pistola, smontandola in quindici pezzi più piccoli e buttandoli nel gabinetto. Infine hai
aspettato che tornasse il tuo uomo. Avete amoreggiato un po', poi siete rientrati nel
caveau e lui si è reso conto della morte del direttore. Non riuscendo a comprendere chi
fosse il responsabile, non sapendo che anche tu avevi una pistola nascosta, ha pensato
che qualcuno dovesse avere un motivo per ucciderlo, qualcuno all'interno della banca.
Così siete tornati dagli altri ostaggi, intenzionati a capire chi potesse essere il colpevole.
Adesso il tuo piano è completo. Non ti resta che prendere del tempo. Aspetterai che il
vostro esperto di informatica usi i computer della banca per passare il denaro su un
conto corrente di cui tu hai i codici. Poi, se la polizia dovesse entrare, farai in modo che
i tuoi complici periscano nello scontro a fuoco che ne seguirà, senza che nessuno possa
mai sospettare di te. Se ciò non dovesse succedere, e il piano si concludesse con la fuga,
troverai successivamente il modo di liberarti di quegli stupidi e goderti i soldi lontana
da lì. Te lo sei meritato, in barba alle banche e allo Stato che si è già preso una parte
della tua vita.

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Gaetano
Informazioni principali
48 anni, sposato, con una bambina. Hai vinto il concorso per entrare in banca
subito dopo esserti laureato in Scienze Politiche con il massimo dei voti, e poco a poco,
hai scalato i vertici, diventando uno dei più quotati dirigenti di quella filiale. Da alcuni
mesi, il nuovo direttore, con il quale hai avuto uno splendido rapporto fin dall'inizio, ti
ha chiesto di occuparti dello sportello, dicendoti che aveva bisogno di qualcuno che
ricoprisse, momentaneamente quel ruolo. Non hai avuto alcun problema, tenuto conto
del fatto che il tuo stipendio è rimasto sempre lo stesso. Quella mattina, non appena
arrivato, ti sei subito accorto che in banca c'era già la tua collega, Francesca, a colloquio
nell'ufficio del direttore, dal quale è uscita circa venti minuti dopo. Era rossa in viso e
aveva gli occhi bassi, e hai pensato l'avesse rimproverata. Subito dopo sono entrati
alcuni clienti che tu già conoscevi, almeno di vista. Purtroppo, a quel punto, le cose
sono precipitate. Neanche il tempo di prendere posto dietro gli sportelli che tre
rapinatori, con maschere sul viso, sono entrati, tenendovi sotto la minaccia delle armi e
ordinandovi di mettervi faccia a terra. Hai esitato qualche secondo, e così uno dei tre,
quello che sembrava un pazzo esaltato, ti ha colpito con forza alla testa, usando il calcio
del suo fucile. Sei caduto all'indietro, proprio sotto lo sportello, e hai perso i sensi per
almeno una decina di minuti. Ti sei risvegliato sentendo quello che sembrava essere il
capo, che diceva qualcosa a proposito di un omicidio. Devi cercare di capirci qualcosa,
prima di rischiare di venire ucciso.

I tuoi segreti
In realtà nutri grande odio nei confronti del direttore della filiale, il quale, fin da
quando è arrivato, ha fatto il bello ed il cattivo tempo. Avevi consolidato la tua
posizione all'interno di quella struttura e il posto ti sarebbe spettato di diritto. Ma
chissà perchè, i capi avevano deciso di mandare quel novellino, invece di nominare te,
come direttore. Tu eri uno dei dirigenti anziani ed eri abituato a gestirti i tempi di
lavoro come più ti andava. Un giorno, appena arrivato, ti ha sorpreso ad alleggerire con
indifferenza, una delle casse. Lo facevi per abitudine, giusto per arrotondare lo
stipendio, e poco ti importava se poi toccava al responsabile di sportello integrare ciò
che mancava: tu avevi il totale controllo e nessuno poteva dirti niente. Il nuovo, invece,
ha iniziato a parlare di denunce, di licenziamento, risarcimento danni e quant'altro,
ogni genere di minaccia. Ti avrebbe potuto creare grossi problemi. Lo hai implorato di
soprassedere, ti sei prostrato di fronte a lui: era il tuo lavoro e non volevi perderlo,
poiché alla tua età, non avresti avuto altra prospettiva. Gli hai chiesto di dimenticare,
gli hai giurato che non lo avresti fatto più, che avresti smesso. E per tutto quel tempo,
sorrideva. Con malignità, felice di vederti sull'orlo del baratro, sul filo di rasoio, che
teneva in mano e che dipendeva da lui spezzare o mantenere. Ti sei reso conto che le
tue suppliche non gli sarebbero mai bastate. Ha promesso che non lo avrebbe detto a
nessuno, ma ha voluto che, in contraccambio, tu gli versassi una quota del tuo
stipendio (non perchè ne avesse realmente bisogno, il suo stipendio era faraonico,

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rispetto a quello di un normale direttore, ma per il piacere di costringerti a piegarti di


fronte al tuo potere). Poi sono iniziate le umiliazioni pubbliche: prima il degradarti al
ruolo di cassiere, senza che tu potessi far nulla per opporti. Poi le offese in pubblico, le
critiche anche di fronte ai clienti, gli insulti, velati ed, a volte, anche espliciti. Lo
vorresti morto, almeno così ti libereresti di questa ossessiva spada di Damocle che
ormai è solo causa di un forte esaurimento nervoso e che sta, anche danneggiando i
rapporti con tua moglie.

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Francesca
Informazioni principali
32 anni, separata da 5, con tre bambini: il più piccolo di 6 anni, il secondo di 8, e il
terzo di 9. Hai combattuto da quando ricordi solo ed esclusivamente per loro, e saresti
disposta a fare qualunque cosa per garantire loro il migliore dei futuri. Purtroppo il tuo
ex marito ti ha abbandonata, fuggendo dall'Italia con una delle sue amanti, e non ha
mai versato un solo euro per mantenere te o i tuoi figli. Neanche il tuo avvocato (che
non eri nelle condizioni di pagare, e che quindi, sicuramente, non si sarà impegnato
nemmeno tanto, per farti vincere la causa) è riuscito a trovare una soluzione. I tuoi
genitori ti hanno voltato le spalle, considerandoti una poco di buono, solo perchè eri
caduta nella trappola delle belle parole e ti eri innamorata dell'uomo sbagliato. E hanno
continuato a non parlarti, a considerarti come se fossi morta, anche dopo la
separazione, convinti che i tuoi bambini fossero figli del demonio, senza alcun diritto di
conoscere i nonni. Con il tempo hai ricominciato a vivere e a frequentare nuovi e
vecchi amici: uno di questi ti ha presentato Fortunato, un esperto di informatica, che ti
ha avvertito di un bando per un posto come cassiera presso una filiale del centro. Hai
studiato come una pazza, investendo ogni oncia del tuo tempo nel superare il colloquio,
rimanendo sorpresa nell'accorgerti che avevi raggiunto il tuo obiettivo: pieni voti negli
scritti, e grande successo negli orali. La tua prima mattina di lavoro ti sei svegliata
presto, stanca, ma con una grande fiducia nel tuo futuro. Hai iniziato a costruire degli
ottimi rapporti con la dirigenza e a farti conoscere come un'impiegata modello, sempre
attenta alle esigenze di tutti, disposta a sacrificarti, non guardando orologio o compiti
più o meno impegnativi, anche al di fuori del tuo ruolo. Quel giorno, appena entrata ti
sei accorta che erano già entrati, insieme a te, alcuni clienti che avevi già visto nei mesi
scorsi: non ti sei preoccupata più di tanto – era normale, in quei giorni – così stavi per
sistemarti alla cassa, dopo avere ricevuto le ultime istruzioni dal direttore, quando, di
punto in bianco, tre rapinatori (uno dei quali, quello che poi si è messo ad armeggiare
con il computer nell'ufficio del direttore, a viso coperto) sono entrati in banca e hanno
chiuso le porte di ingresso, bloccando anche i metal detector che avevano iniziato a
suonare con il loro arrivo. Hai avuto un balzo al cuore, soprattutto quando uno dei tre,
un folle esaltato, con gli occhi fuori dalle orbite, si è messo a correre verso il tuo collega,
vicino di bancone, e lo ha colpito alla testa (o al viso, eri troppo spaventata per
rendertene conto), con il calcio del fucile mitragliatore. Ha urlato di stare fermi,
immobili, e ti ha fatto segno di aiutarlo. A te si è unito anche uno dei clienti, che
ricordavi essere una specie di grosso uomo d'affari della Costa Rica, o di quei luoghi
vicini. Il tuo collega era svenuto, e approfittando del fatto che il rapinatore stava
minacciando gli altri clienti, non ritenendoti una minaccia, ne hai approfittato per
allontanarti di qualche metro da lui ed armeggiare con il cellulare, spostandoti nella
stanza accanto, dove c'era maggiore campo. Sei stata via alcuni minuti, e quando sei
tornata, l'impiegato si era già ripreso e si nascondeva sotto la cassa. Poi è arrivato quello
che sembrava essere il capo, il quale ha radunato tutti all'interno dell'ingresso e ha
cominciato a fare domande. Non hai visto il direttore. Speri davvero che stia bene.

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I tuoi segreti
Non solo non te ne frega niente del direttore, ma sinceramente speri che, se dovesse
saltare fuori, il rapinatore più violento, lo ammazzi senza pietà. Infatti è stato proprio
quel bastardo a minacciarti e metterti sotto scacco: ha approfittato del tuo bisogno, per
chiederti prestazioni sessuali, in cambio della prosecuzione della tua attività lavorativa.
Il primo giorno di lavoro ti ha fatta entrare nel suo ufficio: lo avresti dovuto capire,
eravate soli, tu e lui. Si è alzato dalla sua scrivania e ti è venuto vicino, accarezzandoti a
tradimento. Hai reagito immediatamente, cercando di allontanarlo, ma lui ha
continuato a sorridere: con tono ironico, ti ha chiesto se tenevi al tuo lavoro. Lo hai
guardato con curiosità, cercando di capire cosa intendesse. Lui si è messo a ridere,
cominciando a parlare di come sarebbe stato semplice crearti problemi: una donna sola,
con figli, nessuno che la possa difendere. Bastava qualche parola, una lamentela, un
richiamo verbale, qualche testimone fasullo... E il gioco era fatto. Le cose sarebbero
state diverse, se ogni tanto avessi voluto cedere ai suoi desideri: era un semplice “do ut
des”, nulla di più, nulla di meno. Cosa poteva esserci di male? Avresti voluto
denunciarlo, registrare quella conversazione con il cellulare e poi farla sentire ai suoi
capi o a qualcun altro... Ma eri l'ultima arrivata e nessuno ti avrebbe creduto, nessuno
avrebbe fatto niente per te. Ti vergogni al pensiero di come avessi ceduto alle sue
proposte, e dopo quella prima volta, altre sono seguite. Non ultima, quella mattina, nel
suo ufficio, prima di prendere servizio. Ma le sorprese non sono finite: quando sono
entrati, hai riconosciuto uno dei rapinatori, un tizio con il quale hai stretto un rapporto
amichevole qualche settimana prima di superare il colloquio di lavoro. Anche lui ne ne
è reso conto e ti ha fatto un segnale con gli occhi. Speri voglia dire che non hai niente
da temere e che ti lascerà andare.

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Kevin, detto“Rambu”
Informazioni Principali
Nessuno sa da dove vieni, né chi siano i tuoi genitori, né quali siano i tuoi sogni, i
tuoi obiettivi, il ricordo che di te intendi lasciare nelle vite della gente. L'unica sicurezza
è che vivi per la violenza, per uccidere, per maneggiare armi da taglio e da fuoco, la qual
cosa fa di te un soggetto fortemente inaffidabile. Ma ad ognuno il proprio posto nella
vita: i tuoi difetti, per le persone giuste possono essere qualità da valorizzare e da
sfruttare. Conosci Roberto fin da quando eravate piccoli ed è il tuo unico amico. Siete
cresciuti nello stesso quartiere, circondati dal boss della zona. Crescendo vi siete resi
conto che il potere è per gli uomini che sanno meritarselo, mentre quell'ominicchio
senza spina dorsale era incapace di conservarlo. Usando determinazione e ambizione, lo
avete scalzato dal suo trono e avete costruito la vostra fortuna sugli illeciti più vari:
rapine, omicidi, ricatti, gioco d'azzardo, droga. Roberto ha sempre avuto maggiore
lungimiranza rispetto a te, i cui semplici interessi sono la tortura e la ferocia più
abbietta. Da perfetto serial killer hai massacrato persone solo perchè non ti piaceva
come ti guardavano per strada, animali, uomini e donne. La ricchezza non ti serve, se
non per poterti permettere un tranquillo stile di vita e così soddisfare i tuoi piaceri.
Così, quando il tuo amico ti ha proposto di tentare il colpaccio, con una rapina da 200
milioni di euro, hai pensato, in modo molto superficiale, alla parte che ti sarebbe
toccata: hai invece pensato, con maggiore attrattiva, al piacere di illudere gli ostaggi e
poi ucciderli tutti, senza nemmeno pensarci, pur di eliminare i testimoni. Per questo
siete entrati in banca senza coprirvi il volto, tutti, tranne Fortunato, l'informatico della
situazione. Eva, la compagna di Roberto, ha fatto il suo lavoro in modo impeccabile,
informandovi degli orari delle guardie e suggerendovi il momento migliore per colpire,
fungendo da falso ostaggio. Certo, anche il basista all'interno, quel mister “X”, che ha
fornito a Roberto tutte le informazioni su un grosso deposito, è servito allo scopo. Ma,
pur non conoscendolo e non avendolo mai visto (avendo comunicato solo per lettera)
c'è la fondata possibilità che lui sia a conoscenza delle vostre facce. Comunque, seppure
in modo primitivo, hai intuito che, per crearsi un alibi, deve essere qualcuno che quel
giorno si trova all'interno della banca: organizzando la cosa nel proprio giorno di
riposo, avrebbe attirato troppo l'attenzione; escludendo il direttore, ci sono solo due
impiegati, e così hai pensato che mister X debba essere uno di loro. Entrando con i tuoi
compagni ti sei subito diretto verso l'uomo e lo hai colpito alla testa, senza motivo, con
forza, sperando di rompergliela, a quel bastardo! Con la ragazza non vuoi essere così
veloce, vuoi divertirti un po', se la polizia ve ne darà modo.

I tuoi segreti
L'impiegata, Francesca... In realtà è lei la tua unica debolezza. Tua sorella, la tua
unica sorella. Siete stati separati alla nascita, perchè tuo padre non aveva voluto
riconoscerti: tu, frutto di una sveltina con la cameriera di famiglia. Con gli anni, tua
madre ti ha permesso di ricostruire il tuo passato, di capire le radici di quell'odio che
provi nei confronti della gente, come tutti i bambini che non sono stati
sufficientemente amati. Avresti voluto vendicarti, ma nello spiare la famiglia di tuo
padre, hai fatto conoscenza con Francesca. Era dolcissima, ma anche molto infelice.
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Sposata e separata, tradita dal marito, con tre bambini e senza lavoro, era stata
abbandonata dai propri genitori che non condividevano la scelta di sposarsi in così
giovane età. Lui, mostro? E loro come dovevano essere chiamati? Chi avrebbe mai
potuto odiare la propria figlia, al punto da respingerla quando ne aveva maggiormente
bisogno? Nonostante il tuo carattere sanguinario, l'amore per quella parte della tua
famiglia che non conoscevi ti ha cambiato e hai pensato di aiutarla. L'hai conosciuta
una sera in un pub, fingendoti un amico che si ricordava di lei ai tempi della scuola, e
hai cominciato a stringere una tiepida amicizia. Poi, le hai offerto sostegno, parlando
con lei, portandola ad aprirsi, cercando di non forzarla e scoprendo in te stesso, nel
contempo, una grande sensibilità. Saputo che non aveva lavoro, hai chiesto a
Fortunato, un amico esperto di informatica, un favore personale: setacciare la Rete, alla
ricerca di una buona offerta. Seppur confuso, Fortunato ha fatto ciò che gli avevi
chiesto. L'hai così informata di un concorso presso una grossa filiale bancaria,
facendole capire che uno stipendio fisso avrebbe risolto parecchi pensieri. Con le sue
conoscenze da hacker, hai detto al tuo amico di manipolare i risultati delle prove,
facendole vincere la selezione. Qualche tempo dopo, quando tutto sembrava essersi
sistemato, Francesca ti ha chiamato e ti ha confidato, piangendo, che il direttore l'aveva
sottoposta ad un ricatto sessuale: le sue prestazioni, in cambio del posto di lavoro: che
bastardo! Non c'è problema: unirai l'utile al dilettevole, rapinando la banca, lasciando
in vita Francesca (è un favore che Roberto non potrà assolutamente rifiutare) e
approfittando della confusione per sparare in testa a quel porco! E magari pure da
qualche altra parte...

Fortunato
Informazioni principali
Ciò che natura toglie, natura dà. Fin dall'infanzia, i tuoi genitori, lui muratore, lei
casalinga, non hanno mai capito come instradarti nella crescita. Eri molto più magro e
nervoso dei tuoi coetanei, con una sensibilità a volte eccessiva: ti commuovevi in
presenza dei barboni, parlavi di argomenti, quali la giustizia sociale, i principi di uno
Stato Democratico, le Banche Etiche... Tutti concetti dei quali loro non avevano alcuna
idea; senza contare quelle che per loro erano macchine infernali, ma che per te
rappresentavano un mondo sul quale affacciarti per navigare fra le onde della
conoscenza. Quando nell'aprile del 1986 (avevi cinque anni, all'epoca) ti dissero che a
Pisa ci sarebbe stata la prima connessione ad Internet, in Italia, hai sorriso: quello che
per altri era stato un traguardo impensabile, per te era solo la tappa scontata di
un'evoluzione che presto avrebbe travolto l'umanità. Con il predecessore di internet (il
primissimo Telnet) riuscivi a comunicare con il mondo intero e la tua mente cresceva
ad un ritmo esponenziale. Non allo stesso modo cresceva la tua maturità: eri pur
sempre un bambino, e non potevi comprendere i tuoi coetanei, al punto che essi stessi
ti escludevano dalle loro attività, rendendoti arrabbiato con il mondo che non riusciva
ad accettarti; e così ti sei rinchiuso in te stesso, non arrivando mai a laurearti
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nonostante la tua non comune intelligenza, utilizzando le tue conoscenze solo per chi
era capace di apprezzare le tue potenzialità, e cioè per la malavita. Loro ti hanno
concesso quella credibilità che nessun altro ti ha mai riconosciuto, e di questo sei grato
soprattutto a Roberto, l'uomo che ha organizzato il colpo del secolo, quello che ti
permetterà di vivere senza pensieri e preoccupazioni di sorta fino alla fine della tua vita.
Quando ti ha proposto di partecipare alla rapina del secolo ti sei subito messo in moto,
accedendo in remoto ai computer della banca. Poi ti sei reso conto che era comunque
necessario utilizzare i computer della filiale, per superare alcuni sbarramenti. Così
quella mattina siete entrati, armi in pugno, tenendo sotto mira gli ostaggi. Poi ti sei
distaccato dal gruppo e sei entrato nell'ufficio del direttore, mettendoti al computer e
accedendo ai server che gestiscono i depositi e i passaggi da un conto corrente all'altro.
La qual cosa ti ha richiesto più di un quarto d'ora di lavoro, fra il suono dell'allarme e la
paura che la polizia possa tentare qualche brutto scherzo.
I tuoi segreti
Ciò che nessuno sa, è che di notte, nel buio della tua cameretta, sei uno dei membri
più importanti e conosciuti di Anonymous, un consesso di hackers intenzionati a
cambiare il mondo, abbattendo i capisaldi di ciò che ritengono essere il vero motivo per
il quale la nostra civiltà si sta evolvendo al peggio: il potere precostituito! Partendo dalla
politica, le grosse multinazionali, le banche, tutte quelle organizzazioni che
standardizzano e controllano la crescita della popolazione e che spingono a svilupparsi
non secondo la propria naturale evoluzione, ma secondo la legge del guadagno e della
produttività: l'80% della ricchezza, in mano al 20% della popolazione mondiale; il resto
degli animali deve contendersi le restanti briciole, fino all'autodistruzione delle masse o
alla sopravvivenza del più forte. Quando Roberto ti ha proposto di partecipare al colpo,
usando le tue conoscenze per accedere ai computer della banca e trasferendo il denaro
in un paradiso fiscale, dove poterselo godere in barba alle forze dell'ordine, hai colto
immediatamente la palla al balzo, consapevole del fatto che, se da un lato avresti
acquisito una grossa fetta di ricchezza che avresti usato per vivere agiatamente, allo
stesso tempo avresti potuto dare un duro colpo a quei banchieri che hanno amplificato
il divario fra ricchi e poveri. Poi, una volta conclusa la rapina, hai in mente di
diffondere la voce sui social network, burlandoti di quegli stessi gruppi di potere, che
non potranno mai fermarti. Sei sempre stato convinto dell'uso della non violenza,
preferendo utilizzare le tue conoscenze per fare un danno maggiore, ma ciò non vuol
dire che se dovessi incontrare il responsabile di quella filiale, qualche bel calcione non
possa scapparci. Hai inoltre stretto amicizia, senza che Roberto ne sappia nulla, con
Eva, la ragazza del capo. E' stata lei a dare un grosso aiuto nell'organizzare la rapina ed è
proprio lei ad essersi mascherata da cliente, per acquisire più informazioni possibili
sulla banca e sui sistemi di sicurezza, in modo da permettervi di infiltrarvi. E' una
donna affascinante, della quale ti sei innamorato, e che non tradirai mai, anche perché
hai intenzione di fuggire con lei, fregando Roberto e appropriandoti di tutto il denaro.
Gli ideali vanno bene, ma non si vive solo di quelli.

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Eleonora (cliente)
Informazioni principali
La prossima volta che tuo marito cercherà di convincerti a fare degli investimenti per
la vostra famiglia, sai già dove mandarlo. E' tutta colpa sua, ti ha convinta ad andare in
banca, quella mattina, per parlare con il direttore e cercare di trovare un modo per
acquistare titoli sicuri e raggranellare nel corso degli anni qualche bella sommetta. Il
tuo denaro, ottenuto con il duro lavoro, i tuoi pochi risparmi, sudati e tenuti da parte
in caso di bisogno ti hanno portato a rischiare la vita all'interno della banca dove per
tanto tempo ti sei servita e dove non era mai successo niente. Fino a quella mattina,
quando hai deciso di essere una delle prime, in modo da parlare subito con il
responsabile e poi uscire, per andare a fare la spesa per la tua piccola famiglia, tuo
marito e i tuoi due figli ancora piccoli, un maschietto ed una femminuccia. Appena
entrata, tre rapinatori sono entrati, armi in pugno, facendo suonare un mucchio di
allarmi e sbattendovi contro il muro, a te e ad altri quattro clienti. Adesso non ti resta
che aspettare che quegli uomini se ne vadano, anche se hai notato che quello che
sembrava essere il capo si è allontanato con una delle clienti e con il direttore, e poi è
tornato, nervosissimo, e solo con la ragazza. Cosa può essere successo? Nel frattempo
hai sentito la polizia che, fuori dalla banca, faceva sapere che avrebbe lasciato un walkie
talkie davanti alla porta, per comunicare con i rapinatori. Il capo ha ordinato alla
ragazza di allungarsi fuori e prenderlo. Almeno c'è qualche speranza di trovare un
accordo. Speriamo che tutto si risolva in fretta e in modo indolore

I tuoi segreti
In realtà la tua situazione è ben diversa da quella conosciuta dalla tua famiglia. Hai
già investito tutto il denaro risparmiato, ma, su consiglio proprio del direttore (uno
sporco imbroglione, a tuo parere), su alcuni titoli che ti avevano garantito essere sicuri
(tripla A, il meglio del meglio) e che invece si sono rivelati una truffa: i titoli hanno
perso una infinità di punti nell'arco di appena qualche settimana, e tutti i tuoi risparmi
(circa 30.000,00 euro) sono andati a coprire le spese di gestione. Non hai avuto il
coraggio di confessarlo alla tua famiglia, ma quella mattina sei andata in banca per
cercare di trovare una soluzione al problema. In fondo era stato il direttore a suggerirti
di investire su quelle azioni. Ma fin dall'inizio, ha declinato ogni responsabilità, dicendo
che la banca non aveva alcuna colpa se il mercato azionario aveva subito quel ribasso.
Hai subito capito dove voleva andare a parare, quel viscido e laido serpente; ti ha messo
sul lastrico e adesso l'intera tua famiglia ne patirà le conseguenze.

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Avv. Martino
Informazioni principali
Non sei certo il migliore avvocato della città, ma di sicuro girano fra le tue mani un
mucchio di soldi. Hai 38 anni. Ti sei laureato prima del solito, anche se non con voti
molto elevati, ma sei sempre stato convinto che chi tardi arriva, male alloggia. Hai
subito iniziato la pratica e ti sei abilitato nei due anni canonici, comprendendo bene la
lezione più grande: la ricchezza di un avvocato, sta nella sua capacità di creare
congiunture favorevoli. E amicizie, aggiungeresti. E infatti, nel pieno rispetto del codice
deontologico, hai rappresentato i tuoi clienti nel migliore dei modi possibili,
specializzandoti nel campo civilistico e soprattutto in fallimenti e tassi usurai,
occupandoti soprattutto più dei singoli che delle banche. Vai fiero della tua ultima
pratica, un grosso commerciante della provincia, il quale, avendo avuto dei problemi
economici, stava per vedersi venduta la casa dove abitava per un mutuo non saldato con
la banca. Hai così proposto un azione di risarcimento danni contro la filiale presso cui
l'uomo aveva aperto il conto corrente, e ti trovi lì, quella mattina, per prendere il
direttore e metterlo di fronte alla forza delle tue motivazioni, strappando un'altra
immancabile vittoria. Sei arrivato presto, sperando di potere andare in tribunale, subito
dopo, ma mentre stavi aspettando il tuo turno, tre rapinatori sono entrati in banca,
chiudendo le porte e prendendo te ed altri clienti in ostaggio. Non hai intenzione di
creare problemi. Te ne starai, buono buono, ad aspettare che tutta questa storia si
concluda.

I tuoi segreti
Ciò che il tuo cliente non sa, è che il segreto dei tuoi successi è la tua capacità di
stringere accordi con le controparti, in modo tale da acquisire soldi dall'uno e dall'altro:
nel caso specifico, hai già avuto un incontro con il direttore della banca, uno con il
quale sembrava auspicabile parlare e giungere a bonari componimenti delle cause: vi
eravate già accordati affinchè il tuo cliente pagasse le somme che la banca gli aveva
prestato, più un 20% di interesse (manipolando in modo opportuno la consulenza
tecnica del commercialista, in modo da dare l'impressione che la somma sia quella
corretta), illudendolo che in realtà la banca avesse rinunciato a tutto il resto; in questo
modo avrebbe conservato la proprietà dell'immobile. E tu avresti ricevuto il pagamento
della tua congrua parcella dal cliente, e in più la banca ti avrebbe ringraziato del favore,
passandoti sotto banco un congruo assegno. Niente male per poche ore di lavoro.
L'unico problema è che in tutta questa storia, anche il direttore vuole qualcosa, e,
all'inizio, ti aveva chiesto, in cambio della chiusura dell'accordo, una discreta
percentuale. Man mano che il momento si avvicinava, però, le sue richieste si sono
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fatte sempre più esose e sei andato lì quella mattina, proprio per discutere di questo:
nell'ultima vostra telefonata, quel bastardo, vantandosi di avere registrato il vostro
colloquio, aveva minacciato di denunciarti al consiglio dell'ordine per infedele
patrocinio e la cosa ti sarebbe costata la radiazione dall'albo, oltre che da tre e cinque
anni di galera ed una pesante multa. Ti sei chiesto nei giorni scorsi se saresti disposto
ad uccidere per conservare la tua posizione. E la risposta ti ha decisamente spaventato.
Anche se non tantissimo.

Juanito Alvarez
Informazioni principali
Fare il libero professionista in una delle città più vivibili del mondo è il sogno di
tutti: e tu lo hai realizzato. Sei nato in Costa Rica, a San Josè, e dopo anni di duro
lavoro, ultimo di 12 figli, hai ottenuto il successo che meritavi: hai studiato e hai preso
una laurea con lode presso la Cambridge International University, e un master presso
lo stesso istituto, aprendo poi un lussuosissimo ristorante con clientela internazionale,
sulla parte costiera della città, permettendoti uno stile di vita da parecchi milioni di
euro, complice anche la moneta del luogo, il Colon, completamente svalutata. Hai
deciso di partire per l'Italia dove avresti intenzione di aprire alcune succursali del tuo
locale e hai un colloquio con il direttore per discutere di eventuali finanziamenti e
pratiche burocratiche. Sei arrivato in banca di mattina presto e stavi per rivolgerti
all'impiegata che c'era allo sportello, quando hai sentito suonare gli allarmi e hai visto
entrare alcuni uomini armati che minacciavano tutti quelli che erano all'interno della
stanza. Hai visto il più grosso che colpiva uno degli impiegati con violenza e ti sei
avvicinato per soccorrerlo. Hai visto quello che sembrava il capo prendere in ostaggio
una donna e il direttore e dirigersi verso il caveau, poi lo hai visto tornare da solo per
controllare la situazione, ed infine tornare di nuovo con la donna. In quel momento,
mentre ti sporgevi, sei stato visto da quello con il fucile, il quale ha minacciato di
ucciderti, se non ti fossi messo insieme agli altri. Meglio non tentare scherzi. Ti sei
messo accanto alla donna che era stata presa in ostaggio e ti sei messo a pregare.

I tuoi segreti
Ciò che racconti è tutta una menzogna, anche se ormai, dopo anni, fai finta di
crederci anche tu. Ad iniziare dal tuo nome, falso come una moneta da tre euro. Non ti
chiami Juanito Alvarez, ma Biagio Alicardi, nome molto più prosaico. Sei nato in Italia
e hai sposato una donna italiana, ma l'hai lasciata, dopo qualche anno, con tre figli e
senza un euro in tasca, per inseguire la fortuna con una delle tue tante amanti. La
quale, oltretutto, ti ha lasciato subito dopo essere arrivati in Costa Rica, trovando
nuove opportunità (di lavoro e sentimentali). E così ti sei industriato per sopravvivere:
sei andato avanti con i mestieri più umili, fino a quando è arrivata la grande occasione.
Uno dei soci, in uno dei ristoranti in cui lavoravi, è morto, senza lasciare a nessuno la
propria quota. Il direttore, contento del tuo modo di lavorare e del tuo impegno, ha
deciso di metterti alla prova e, mentre lui diventava unico proprietario, ha dato a te il
posto che prima era suo. In capo a qualche anno sei diventato anche tu socio,
arricchendoti e realizzando finalmente il tuo pieno potenziale. Ma una notte hai avuto

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un incubo terribile, sui tuoi figli lasciati in Italia e su tua moglie. Hai sentito che erano
in pericolo a causa tua e del tuo abbandono e ti sei svegliato, madido di sudore e con
un urlo bloccato in gola. Forse a causa di quell'angoscia, o forse per il senso di colpa
che aveva roso, inconsciamente, negli anni, la tua anima, hai deciso di partire, per
controllare che andasse tutto bene. Gli anni ti avevano cambiato, barba e baffi, più di
25 chili in meno, negli occhi lo sguardo di chi era stato costretto a combattere per
raggiungere i propri obiettivi. Ti sei reso conto che tua moglie, Francesca, non solo non
ti aveva riconosciuto, ma aveva trovato un buon lavoro in banca, in una delle migliori
filiali della città e ti sembrava felice. Per ulteriore scrupolo, hai deciso di restare ancora
un po', inventandoti la possibilità di aprire una catena di ristoranti in Italia
(raccontando anche un'infinità di fesserie, a partire dalla laurea in economia al
Cambridge International University, scuola privata del Kenya, laurea acquistata per 200
euro, iva inclusa) e chiedendo una consulenza al direttore della stessa filiale. Tua moglie
ha continuato a non riconoscerti e tu hai potuto osservare alcuni comportamenti che
fin dall'inizio non ti erano sembrati molto chiari. E così hai capito cosa non andasse: gli
sguardi laidi e lascivi del direttore nei confronti di Francesca sono subito stati chiari, e
non hai impiegato molto a tirare le conclusioni: la tua ex moglie era vittima di un
ricatto sessuale. Forse per espiare ciò che le avevi fatto nella tua vita precedente, hai
deciso di aiutarla: quella mattina sei arrivato in banca fra i primi, e hai subito chiesto
del direttore: sapendo che prima di entrare saresti dovuto passare sotto i metal detector,
hai portato con te un coltello dalla lama in porcellana, piccolo regalo di un tuo vecchio
trascorso nelle galere di San Josè, dove poteva sopravvivere soltanto il più forte. Il
coltello portava ancora impresse le macchie di uno degli ergastolani che ti aveva preso
di mira: una pugnalata allo stomaco, durante l'ora d'aria, e 40 giorni di infermeria, lo
avevano convinto a non darti più alcun fastidio. Hai dunque chiesto un appuntamento
con il direttore, in privato. Una volta nella sua stanza lo avresti minacciato e spaventato
al punto da convincerlo a non avvicinarsi più alla donna nemmeno con il pensiero, e i
conti sarebbero stati saldati. Saresti stato libero di tornartene a San Josè, senza alcun
altro pensiero. Appena entrato, mentre attendevi insieme agli altri, tre rapinatori sono
entrati in banca, facendo suonare gli allarmi e prendendo tutti i clienti presenti in
ostaggio. Per un attimo hai avuto paura che il rapinatore più grosso volesse colpire
Francesca, ma poi lo hai visto colpire l'altro impiegato ed allontanarsi. Così ti sei
avvicinato per aiutarlo, insieme alla tua ex moglie, la quale, nel frattempo, si è
allontanata a sua volta, approfittando per nascondersi mentre mandava un messaggio
alla polizia con il telefonino. Anche tu hai approfittato della sua assenza per nascondere
il pugnale dentro un vaso lì accanto, rompendolo, prima, in tanti piccoli pezzi. Per
qualche minuto sei rimasto invisibile a tutti, dietro il bancone. Avresti potuto tentare
qualcosa, ma hai preferito non rischiare: meglio che la situazione si chiuda velocemente
e senza grossi problemi.

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Cassandra (cliente)
Informazioni principali
27 anni, da poco sposata, in attesa di acquistare la vostra prima casa. Ti sei laureata
con il massimo dei voti in Economia e Commercio e hai iniziato un'attività di
rappresentanza e vendita di stampanti 3D. Ti sei fatta una cultura su questo nuovo
prodotto, rendendoti conto che le potenzialità sono tantissime, dando la possibilità, a
chiunque abbia una certa perizia tecnica, di realizzare oggetti anche complicati,
perfettamente funzionanti. Presso la tua azienda godi di una tale credibilità, da essere
stata assunta a tempo indeterminato, con uno stipendio mensile eccezionalmente alto,
tale da poterti permettere l'acquisto di una prima casa, con un mutuo a tasso variabile
(almeno così ti ha suggerito il direttore della banca presso la quale hai sempre avuto il
conto corrente), un sicuro investimento per il vostro futuro. Quella mattina sei andata
in banca da sola, senza il tuo futuro marito, per discutere sull'erogazione delle somme e
sull'appuntamento con il perito della filiale che dovrà passare a valutare l'appartamento.
Eri appena entrata, trovando altri tre clienti all'interno, quando tre rapinatori sono
entrati in banca, armi in mano, e vi hanno minacciati. Hai un terrore folle che ti possa
succedere qualcosa, proprio adesso che tutto sembra avere ingranato nel modo giusto.
Hai deciso che resterai in silenzio, appoggiata al muro e non muoverai alcun muscolo.
L'unico tuo scopo e passare più inosservata possibile, aspettando che i rapinatori se ne
vadano, lasciandovi andare. E preghi che questo sia l'auspicabile finale di quella triste
vicenda.

I tuoi segreti
Cosa aspettarsi da una come te? Nessun segreto, nessuno scheletro nell'armadio,
nulla da nascondere. E poi, perchè dovresti? La situazione è molto semplice: una
rapina, ostaggi e una moltitudine di soldi. Tutto finirà in poco tempo e tu tornerai alla
tua vita tranquilla e priva di preoccupazioni. Non ti interessa proprio null'altro.

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Gli indizi
Indizi per Roberto

1. Ti sei sempre chiesto quale sia il passato di Eva, cosa facesse prima
di diventare la tua donna: sembra così decisa, così fredda, eppure avverti in
lei una grande sofferenza, come se ti nascondesse una grossa parte del suo
passato.

2. Hai sentito Kevin fare degli strani discorsi a proposito del direttore
della filiale presso la quale fare il colpo. Sei abituato ai suoi scoppi di ira e
alla violenza della quale è capace, ma stavolta è riuscito a terrorizzarti come
mai era successo: parlava di ucciderlo, facendolo soffrire e sparandogli più
volte...

3. Quell'ostaggio, Cassandra, è troppo silenziosa e sta per conto suo,


come se avesse qualcosa da nascondere. E se fosse davvero così?

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Indizi per Eva

1. Il primo impiegato che hai conosciuto, diventando correntista, è


stato Gaetano: ti è sembrato strano sentirlo chiamare dai suoi colleghi
“dottore”, e ridere sotto i baffi, dicendolo. Se fosse vero, ricoprire il ruolo
di addetto allo sportello sarebbe un lavoro ben al di sotto delle sue
competenze.

2. Ti sei resa conto dello sguardo di intesa fra Francesca e uno dei
rapinatori, quello più violento, con il fucile, Kevin. Che lo conosca?

3. Hai il dubbio che questa rapina sia un'occasione, per Roberto, per
ritirarsi a vita privata, e chissà perchè, non credi tanto che voglia dividere
in parti uguali il frutto della rapina. Dovrai tenerlo sotto stretta
sorveglianza.

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Indizi per Gaetano

1. Hai notato fin da subito l'atteggiamento disponibile di Francesca,


anche se il suo è uno sguardo preoccupato e sempre in tensione. Come se
avesse un segreto che le pesa, ma che non può rivelare a nessuno. Devi
cercare di farla parlare, per potere capire cosa nasconde.

2. Ultimamente l'avv. Martino si è fatto vedere molto più spesso in


banca, per parlare con il direttore, ma l'ultima volta che ha telefonato,
sembrava essere seriamente indisposto nei suoi confronti.

3. Quando Alvarez ha tolto il fazzoletto dalla tasca, sul pavimento sono


caduti alcuni frammenti. Li hai raccolti e ti sei reso conto che erano
pezzetti di ceramica. Ti sei ricordato che qualcuno utilizzava armi di
ceramica, per non fare suonare i metal detector. Strano... Devi indagare in
merito.

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Indizi per Francesca

1. La cadenza falsamente spagnola di Juanito Alvarez non ti ha mai del


tutto convinta. Sai con certezza che quell'uomo nasconde qualcosa, e non
credi alle fesserie che racconta sulla splendida vita che passa in Costa Rica.

2. Hai visto Eleonora fuori dalla banca, ieri mattina, piangere a dirotto.
Stavo per chiederle cosa non andava, ma è scappata.

3. Quando hai parlato l'altro ieri con il direttore, lui ti ha detto che
anche l'avvocato Martino, che si credeva tanto scaltro ed intelligente, era
caduto come un animale nella sua trappola. Gli ho chiesto quale trappola,
e lui si è messo a ridere, allontanandosi.

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Indizi per Kevin

1. Hai visto Fortunato che, furtivamente, colloquiava via Internet con


un gruppo di persone con il cappuccio ed una maschera con pizzetto. Chi
diavolo sono? E che vogliono da lui?

2. Eva sembra un'esperta nei meccanismi alla base dei movimenti dei
grossi colossi finanziari e soprattutto delle tecniche con le quali le banche
sembrano capaci di ingannare i piccoli risparmiatori: come se avesse già
avuto esperienza in merito

3. Quando hai sensazioni dovute al tuo istinto, è difficile tu possa


sbagliarti. Ti sei reso conto che Fortunato prova una enorme attrazione per
Eva. Fino a che punto sarebbe disposto a rischiare, per lei? Cosa non
farebbe un uomo innamorato.

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Indizi per Fortunato

1. Kevin ti ha fatto uno strano discorso su una delle impiegate che


lavorano in banca, chiedendoti di parlare con Roberto e di chiedergli di
non farle del male: che stia diventando un sentimentale? O c'è qualche
altro motivo?

2. Roberto si allontana con il direttore, e pochi minuti dopo ti dice di


averlo trovato morto? No, c'è decisamente qualcosa che non quadra. E'
stato l'ultimo a vederlo vivo, è lui ha anche una pistola. Due più due, di
solito, fa quattro.

3. Nella cronologia del computer di Eva hai trovato un riferimento ad


una pagina della Defense Distribuited, una società produttrice di armi e un
link al DEFCAD, un sito dal quale è possibile scaricare i progetti per una
pistola di plastica, nome in codice “Liberator”, da realizzare con l'aiuto di
una stampante 3D.

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Indizi per Eleonora

1. Conosci il rapinatore che sembra condurre i giochi, tale Roberto, un


brutto ceffo, immerso fino al collo nella violenza di ogni genere,
tristemente famoso nelle cronache locali. Non c'è da fidarsi, di uno così.

2. Alcuni dei tuoi colleghi ti hanno confidato che vi sono alcune voci
di corridoio su Gaetano: sembrerebbe che qualcuno, senza che lui se ne
accorgesse, lo abbia visto, in precedenza, con atteggiamento guardingo,
vicino alle casse, mentre si intascava qualche banconota.

3. Hai subito riconosciuto una delle impiegate, Francesca, come una


tizia che il rapinatore con il fucile, quel Kevin, frequentava in un bar dove
eri solita andare con tuo marito. E dopo qualche tempo che li avevi visti,
Francesca è entrata in banca. Che ci sia un collegamento? Ricordi che si
entra in banca con una domanda on – line...

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Indizi per Avv. Martino

1. Eleonora, una delle nuove clienti della filiale... Le hai sentito


domandare un investimento sicuro per i suoi risparmi di una vita. Speri
che il direttore le dia qualche buon consiglio, e che lei ci pensi bene, prima
di prendere una decisione. Sappiamo bene come ragionano le banche, pur
di vendere un prodotto.

2. Hai sorpreso più volte Alvarez a guardare con interesse decisamente


malcelato Francesca, l'impiegata della banca. Come se la studiasse, o fosse
sul punto di dirle qualcosa e non ne avesse il coraggio.

3. Ti sei accorto, da quando frequenti la banca ed il nuovo direttore,


appena trasferito, che uno degli impiegati, quel Gaetano, ha un
atteggiamento molto schivo: non fa che criticare il direttore e sostiene, fra i
denti, che quel ruolo toccherebbe a lui, per anzianità di servizio e
competenza.

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Indizi per Juanito Alvarez

1. Quella ragazza, Cassandra... Sai che si occupa di commercio di


stampanti 3D. Hai letto che sono il futuro, ma sai anche che la tecnologia
può essere molto pericolosa. Chi può dire come potrebbe venire utilizzata
una macchina del genere?

2. Sai che quella nuova cliente, Cassandra, era intenzionata a chiedere


un mutuo prima casa al direttore. Sei curioso di sapere se glielo aveva
concesso, oppure aveva approfittato di quella ragazzina e della sua
inesperienza per prenderla in giro.

3. Non è sfuggito al tuo sguardo attento, la forte antipatia fra Francesca


ed il direttore. Lei lo evita il più possibile, tranne quando non è proprio
necessario. Stranamente è sempre lui a richiedere la sua presenza,
chiamandola nel suo ufficio e chiudendo la porta con aria guardinga.

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Indizi per Cassandra

1. Hai sentito parlare spesso dell'avv. Martino, ma di lui non si dicono


cose molto edificanti: sembra sia talmente legato ai soldi che venderebbe
sua sorella se sapesse che da questo ne trarrebbe un buon affare.

2. La notizia che il direttore è morto ti ha riempito di sorpresa. Ma,


pensandoci, ti sei reso conto che il rapinatore più magro, quello che hai
sentito chiamare Fortunato, è scomparso quasi subito, restando per
parecchi minuti nell'ufficio del direttore, senza essere visibile a nessuno.
Poteva avere qualche motivo per toglierlo di mezzo?

3. Hai appena saputo, osservando di sfuggita il computer, che una delle


clienti della banca, una certa Eleonora, ha perso tutti i suoi risparmi per
avere investito su azioni spazzatura, che il direttore aveva avuto ordine di
cedere a qualunque costo. Certo che questo sarebbe proprio un buon
movente, per un omicidio.

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