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Venite a me, voi tutti, che siete affaticati

e oppressi, e io vi ristorerò.
Adorazione Eucaristica
O Buon Gesù, sii per noi forza e
protezione

“O Padre, che hai voluto salvare gli uomini


con la Croce del Cristo tuo Figlio,
concedi a noi che abbiamo conosciuto in terra

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il suo mistero di amore,
di godere in cielo i frutti della sua redenzione”. (Colletta)
Canto per l’esposizione
T'adoriam, Ostia divina,
t'adoriam, Ostia d'amor:
tu dell'angelo il sospiro,
tu dell'uomo sei l'onor:
Rit.: T'adoriam, Ostia divina,
t'adoriam Ostia d'amor.

Tu dei forti la dolcezza,


tu dei deboli il vigor,
tu salute dei viventi,
tu speranza di chi muor. Rit.

Ti conosca il mondo e t'ami,


tu la gioia d'ogni cuor;
ave, o Dio nascosto e grande,
tu dei secoli il Signor. Rit.
Per tre volte:
Cel.: Sia lodato e ringraziato, ogni momento
Tutti: il Santissimo e divinissimo Sacramento.

Cel.: Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo


Tutti.: Come era nel principio e ora e ... Amen.

Cel.: Invochiamo lo Spirito Santo che ci illumini e ci aiuti


a pregare. Chiediamo al Signore di accogliere la nostra
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Adorazione: lui ci conosce, ci chiama per nome, ci ama da
sempre.
Cel.: Ti adoro ogni momento.
Tutti: O vivo Pane del cielo, grande Sacramento.
Cel.: Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.
Tutti: Come era nel principio e ora e sempre nei ... Amen.
Cel.: Adoriamo, o Cristo, il tuo corpo glorioso, nato dalla
Vergine Maria;
Tutti: per noi hai voluto soffrire,
per noi ti sei fatto vittima sulla croce,
e dal tuo fianco squarciato
hai versato l'acqua e il sangue del nostro riscatto .
Cel.: Sii nostro conforto nell' ultimo passaggio
Tutti: e accoglici benigno nella casa del Padre:
o Gesù dolce, o Gesù pio, o Gesù, figlio di Maria.
Cel.: Credo Signore Gesù di essere alla tua presenza.
Tutti: Aumenta la nostra fede.
Cel.: Credo Signore Gesù che tu mi parli nel silenzio.
Tutti: Apri il mio cuore all' ascolto e alla contemplazione.
Cel.: Credo Signore Gesù che tu vuoi guidarmi con la tua
Parola.
Tutti: Aiutami a conformare la mia vita alle sue esigenze.
Cel.: Credo Signore Gesù che tu dall' Eucaristia mi vedi e
apri il mio cuore alle necessità dei fratelli.
Tutti: Insegnami a pregare per gli altri.

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Cel.: Signore, grazie per averci riuniti insieme con te.
Tutti: Grazie, Signore
Cel.: Signore, questo stare insieme ci porti ad amare di più, a
crescere come comunità.
Tutti: Grazie, Signore
Cel.: Signore, noi ti ringraziamo per averci concesso di
pregarti insieme.
Tutti: Grazie, Signore
Cel.: Signore, tu ci aiuti a fare di tutta la nostra vita una
preghiera.
Tutti: Grazie, Signore
Cel.: Signore, per quello che la tua parola ci comunica.
Tutti: Grazie, Signore
Cel.: Signore, ci ricordi che "non di solo pane vive l'uomo,
ma di ogni parola che esce dalla bocca di Dio".
Tutti: Grazie, Signore
Cel.: Signore, noi ti lodiamo perché ci inviti a cibarci di te.
Tutti: Grazie, Signore

1o Lettore: Il simbolo della croce ha sacralizzato per secoli


ogni angolo della terra e ogni manifestazione sociale e
privata. Oggi rischia di essere spazzato via o peggio
strumentalizzato da una moda consumistica. Tuttavia rimane
sempre un simbolo che fa volgere lo sguardo a tutti i
«crocifissi» di sempre: i poveri, gli ammalati, i vecchi, gli
sfruttati, ecc. Essi sono i più degni di essere collocati nel
«vivo» delle nostre messe. A noi, figli del «benessere», verrà
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la salvezza tramite loro, per i quali è sempre valida la parola
del Vangelo:
«Avevo fame ... avevo sete ... ero forestiero ... ero nudo ... ero
malato ...»

Canto al Vangelo
Tutti: Alleluia, alleluia.
Cel.: “Noi ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo,
perché con la tua croce hai redento il mondo”.
Tutti: Alleluia, alleluia.

Cel.: Dal Vangelo secondo Giovanni (Gv 3, 13-17)


In quel tempo, Gesù disse a Nicodèmo:
«Nessuno è mai salito al cielo, se non colui che è
disceso dal cielo, il Figlio dell’uomo. E come Mosè innalzò il
serpente nel deserto, così bisogna che sia innalzato il Figlio
dell’uomo, perché chiunque crede in lui abbia la vita eterna.
Dio infatti ha tanto amato il mondo da dare il Figlio
unigenito, perché chiunque crede in lui non vada perduto, ma
abbia la vita eterna.
Dio, infatti, non ha mandato il Figlio nel mondo per
condannare il mondo, ma perché il mondo sia salvato per
mezzo di lui».
Parola del Signore.
Tutti: Lode a Te, o Cristo.

2o Lettore: La croce è il sacramento della solidarietà di Dio


con noi, la croce di Gesù è riconosciuta dal cristiano come
“causa di salvezza eterna”, nel senso che nella persona e nel
destino di Gesù, Dio e l’uomo si trovano indissolubilmente
uniti. Nel suo “abbracciare la Croce”, Gesù è il rappresentante
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dell’umanità davanti a Dio. In questa prospettiva la croce di
Gesù diventa “luminosa”, diventa strumento di
riconciliazione tra il Padre e noi.
Il gesto dunque del venerare la croce risponde alla
speranza profeticamente espressa: «Guarderanno a colui che
hanno trafitto». La persona di Cristo diventa qui
fondamentale per la nostra fiducia di essere salvati. In lui
possiamo avere la certezza della vicinanza di Dio e del suo
perdono.

3o Lettore (dal Salmo 77)


Ripetiamo insieme: Non dimenticate le opere del Signore!

Ascolta, popolo mio, la mia legge,


porgi l’orecchio alle parole della mia bocca.
Aprirò la mia bocca con una parabola,
rievocherò gli enigmi dei tempi antichi. Rit.:

Quando li uccideva, lo cercavano


e tornavano a rivolgersi a lui,
ricordavano che Dio è la loro roccia
e Dio, l’Altissimo, il loro redentore. Rit.:

Lo lusingavano con la loro bocca,


ma gli mentivano con la lingua:
il loro cuore non era costante verso di lui
e non erano fedeli alla sua alleanza. Rit.:

Ma lui, misericordioso, perdonava la colpa,


invece di distruggere.
Molte volte trattenne la sua ira
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e non scatenò il suo furore. Rit.:

4o Lettore: Nel cuore delle paure, delle aspirazioni e delle


speranze dell'uomo d'oggi la liturgia inserisce il messaggio
cristiano, non con un discorso facile e rassicurante, ma con un
violento richiamo a valori fondamentali, troppo dimenticati.
Lo fa rinnovando la memoria della passione del
Signore come memoria della libertà, dell'amore, della fedeltà
coraggiosa alle intenzioni di Dio e alla propria coscienza.
È una memoria scomoda e pericolosa per la nostra
tendenza a rifugiarci nei comodi conformismi e a salvarci con
i facili compromessi. Per questo dobbiamo comprendere bene
il significato cristiano della croce.
Troppi abusi teologici e antropologici si sono
accumulati nei secoli e sembrano dare ragione alle culture
laiche che vedono nella croce il simbolo dell'accettazione
passiva e rassegnata dei fallimenti della vita.
Capire il senso della croce è invece un modo maturo di
scoprire l'amore per una vita veramente umana che esprima
nel quotidiano le forti esigenze di impegno e di
responsabilità.
La passione è un avvenimento che fa luce sui problemi
decisivi dell'uomo. Certo il credente non può eludere il
discorso sulla croce.
È la prospettiva stessa dei racconti evangelici,
organizzati, si può dire, come un cammino deliberato di Gesù
incontro alla croce. E la croce è anche la vocazione del
discepolo.
Sorge allora la domanda cruciale: può essere questo
l'ideale cristiano?

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La vita cristiana non dovrebbe essere piuttosto uno
sforzo efficace, e dunque vittorioso di liberazione e di
promozione umana?
In questa prospettiva ciò che conta non può essere la
mortificazione, ma l'impegno personale e sociale,
professionale e politico, teso alla crescita dell'uomo, alla
trasformazione del mondo, alla vittoria sulla sofferenza.
L'uomo socialmente impegnato contesta il
cristianesimo proprio per la croce, perché vede in essa
l'accettazione rassegnata di ogni contrarietà e ingiustizia, o
addirittura la ricerca della sofferenza, come se fosse in se
stessa un valore.
Per questo il cristianesimo appare alienante, perché
distrae l'uomo dal compito di costruire un mondo senza
ingiustizia, perché lo porta ad accettare, per una speranza
futura un mondo che dovrebbe piuttosto suscitare la nostra
ribellione.
Ma è davvero questa la spiritualità della croce? Noi
crediamo invece che la croce sia l'espressione umana più alta
della nostra ribellione all'ingiustizia del mondo e
dell'impegno più efficace per un mondo più umano.
Per sviluppare questa tesi dobbiamo passare da una
lettura sacrificale del Vangelo a una lettura antropologica che
esprima l’esigenza di aderire al linguaggio concreto
dell'esperienza umana.
Gesù non è una vittima innocente destinata al
sacrificio, in ossequio a Dio, per una misteriosa salvezza
ultraterrena che non tocca la vita dell'uomo.
La sua figura è piuttosto quella di un uomo realissimo,
messo di fronte a scelte difficili che mettono in gioco la sua

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libertà e la sua coscienza, in un contesto storico di estrema
concretezza.
I conflitti di Gesù, con la cultura del tempo esprimono
bene questo aspetto della sua personalità e fanno di lui un
modello di umanità.
Gesù contesta i punti nevralgici del sistema giudaico: il
potere, l'ordine costituito, la legge intesa in modo farisaico, i
privilegi usurpati, le abitudini religiose, i criteri morali, al
punto da spingere i Sommi Sacerdoti a «cercare il modo di
farlo morire».
È la coscienza libera di Gesù che si esprime nelle
pagine più innovatrici dei Vangeli e che, muovendosi
criticamente nella complessità della cultura del tempo, fa
emergere ciò che appartiene alla natura profonda dell'uomo.
Gesù diventa così l'immagine più alta di una coscienza
libera e coraggiosa che lotta per la verità e la libertà
dell'uomo.
Così il mistero della croce diventa il momento più alto
della vocazione dell'uomo. Chiediamo di saper sempre
ispirare la nostra vita a questo inarrivabile ideale di umanità.

Cel.: Noi ti ringraziamo, Signore, per l'amore che ci riveli


e ci offri nel tuo Figlio, Gesù.

Tutti: Egli si è fatto in tutto simile a noi,


ha vissuto la nostra vita di ogni giorno,
ha fatto sentire la sua voce
in difesa della giustizia e della misericordia,
ha subito la rappresaglia del potere
e gli umori della folla.
Esaltato e calpestato, ha trovato sempre
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nella invincibile fedeltà alla tua parola
la forza per dominare ogni contraddizione.
In questo modo ha mostrato,
nella sua persona sofferente e coraggiosa,
la vocazione dell'uomo nuovo,
alla quale siamo tutti chiamati.

Cel.: Signore, nostro Dio, hai mandato nel mondo


il tuo figlio Gesù, fatto uomo come noi,
con l'unica certezza della sua fedeltà
e del suo servizio fino alla morte.

Tutti: Egli ha compiuto la sua missione fino alla fine


e così è diventato per noi la risurrezione e la vita.
Ti preghiamo: aiutaci a riconoscere in quest'uomo
il nostro salvatore,
e a trovare il coraggio di seguire
la strada che egli ha percorso prima di noi.

Canto: DAVANTI A QUESTO AMORE


Hai disteso le tue braccia anche per me Gesù
dal tuo cuore come fonte hai versato pace in me.
Cerco ancora il mio peccato ma non c’è,
Tu da sempre vinci il mondo dal tuo trono di dolore.

 Dio mia grazia mia speranza, ricco e grande Redentore.


 Tu re umile e potente, risorto per amore, risorgi per la vita.
 Vero agnello senza macchia, mite e forte Salvatore sei.
  Tu re povero e glorioso, risorgi con potenza,
  davanti a questo amore la morte fuggirà.

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5o Lettore: Dio, il totalmente altro, l'infinitamente distante, ha
tanto amato il mondo da mandare il proprio Figlio a
riprendere ciò che era perduto.
Per i vinti e gli sconfitti, per i cercatori di senso e di
verità, per chi pensa di essere già condannato, Cristo Gesù,
pur essendo di natura divina, svuotò se stesso, si fece uomo,
servo dell'umanità, per ricondurre tutti e ciascuno alla casa
del Padre.
Nessuno, infatti, potrebbe salire al cielo, se il Figlio
dell'uomo non fosse disceso dal cielo.
L'aver voltato le spalle alla vita ha permesso alla morte
di entrare nel mondo, mistero dell'origine che ha portato
l'umanità lontano dalla casa di Dio e dall'amore trinitario.
Eppure, Dio rincorre l'uomo e per il suo amore si tuffa
nella carne della storia per venire a riprenderlo.
Un Dio che ha tanto amato il mondo da mandare il suo
Figlio unigenito, il quale, proprio perché è Dio di amore, si fa
carne, entra nella nostra vita e ci viene a ripescare dalla nostra
sofferenza.
Ma affinché l'uomo vecchio morisse e nascesse
l'umanità redenta, «come Mosè innalzò il serpente nel
deserto, così bisogna che sia innalzato il Figlio dell'uomo,
perché chiunque crede in lui abbia la vita eterna».
C'era bisogno di un ponte che inaugurasse il definitivo
sentiero della vita che da Dio discende agli uomini.
Il Sommo Pontefice, Gesù Cristo, sfondato il muro
dell'eterno, è entrato nel tempo, «obbediente fino alla morte e
a una morte di croce», è morto e risorto per portarci indietro.
Se prima eravamo schiavi della morte, ora siamo liberi
perché liberati, liberati perché riscattati dalla santa Croce di
Cristo, riscattati perché amati.
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E allora la consapevolezza di un Dio che ha tanto
amato il mondo da riconsegnarci, malgrado noi, l'originaria
dignità, è anche scoperta di nuova condizione che pretende
responsabile atteggiamento.
La vita, la storia, gli avvenimenti del tempo non
possono che essere vissuti nella coscienza di essere parte di
un progetto di amore che genera felicità, perché è felice chi,
anche nella tempesta della sua vita, sa di poter contare
sull'amore del Padre che nel Figlio Gesù ha redento il mondo.
Nel suo nome siamo salvati: «Ogni ginocchio si pieghi,
nei cieli, in terra e sotto terra».
In cerca di significato, corriamo giorni di attesa, in
ansia per dare ragione ai nostri passi, gesti consumati nel
tempo, condivisi con gli altri.
Gesti di amore e di peccato, di gratitudine e di conflitto,
descrivono il percorso e fanno umano il vivere, storie di
dolore e di gioia sperata.
Solo il suo nome, Gesù, può aprire luce nel tempo
dell'attesa, pronunciare il suo nome è decisivo per sentirlo
compagno.
Un nome al di sopra di ogni altro perché «Gesù Cristo è
Signore!».

Cel.: Croce di Cristo, trono di salvezza,


Tutti: vessillo di speranza per chi in te spera.
Cel.: La luce del futuro passa per il sacrificio del Giusto,
Tutti: per le sue piaghe noi siamo redenti.
Cel.: Non distoglierò il mio volto dal condannato,
Tutti: non voglio dimenticare quanto per me ha sofferto,
Cel.: se nei miei occhi conserverò il suo volto,
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Tutti: la sua croce renderà possibile la mia.
Cel.: Per la croce la luce della salvezza,
speranza che non delude benché la morte,
Tutti: oltre ogni possibile vendetta
la speranza di ritrovare vita, felicità futura.
Cel.: Le piaghe del Maestro hanno salvato il mondo,
Tutti: la mia vita per il suo amore è stata liberata,
Cel.: croce di Cristo, vessillo di nuova gente,
Tutti: resa vana la prigionia della morte,
grida per sempre la vittoria della vita.

6o Lettore: Benedetta sia la tua croce, Gesù, perché ha


rivelato ad ognuno di noi quanto è grande il tuo amore.
Tu, il Figlio donato all’umanità, non hai esitato ad
offrire te stesso, fino in fondo, totalmente, spezzando la tua
vita per tutti, perché ognuno possa trovare salvezza e
misericordia.
Benedetta sia la tua croce, Gesù, segno levato sul
mondo, simbolo di grazia, àncora di speranza.
È guardando alla tua croce, infatti, che noi peccatori
imploriamo un perdono che non ci siamo meritati, noi,
dall’esistenza fragile e ferita, veniamo guariti e resi forti.
Sì, è per le tue piaghe che veniamo risanati, per i tuoi
dolori che conosciamo una vera pace, libera da affanni.
Benedetta sia la tua croce, Gesù, perché attraverso di
essa tu hai sconfitto la morte e con essa ogni violenza, ogni
cattiveria, ogni sopruso, ogni ingiustizia, ogni arroganza.

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Benedetta sia la tua croce, Gesù, che ci parla di una vita
più forte di ogni gorgo oscuro, che ci annuncia la tua
risurrezione e ci fa sperare nella nostra.

Canto: NOSTRA GLORIA E’ LA CROCE


Nostra gloria è la croce di Cristo, in lei la vittoria
Il Signore è la nostra salvezza, la vita la risurrezione.

Non c'è amore più grande


di chi dona la sua vita.
O Croce tu doni la vita
e splendi di gloria immortale.

Nostra gloria è la croce di Cristo, in lei la vittoria


Il Signore è la nostra salvezza, la vita la risurrezione.

Preghiera al Buon Gesù


Tutti: O Gesù, crocifisso e risorto,
che sei dolcemente chiamato “Buon Gesù”
da quanti ti venerano a Piediluco,
ti ringrazio di presentarti oggi, ancora,
sulla Croce, per me e con me.
La Croce, dove sei inchiodato,
ti rende a me compagno di viaggio,
nel condividere le difficoltà della vita.
Sei uno di noi!
La tua Croce rivela debolezza.
Lo sono anch’io debole.
La tua Croce rivela coraggio.
Mi inviti ad essere come te.
La tua Croce mi offre fraterno sostegno, difesa.
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La Croce, pesante, che porti sulle spalle,
mi fa considerare leggera la mia.
Sei sulla Croce in mia vece, sul mio posto,
liberandomi da quella che mi è stata affidata
a causa dei miei peccati e di quelli del mondo.
La Croce è segno di amore senza confini, per me.
Mi ami fino a morire.
La tua Croce dona fiducia, speranza.
Non mi fa arrendere al male,
mi induce a lottare, con tenacia, per la vittoria del bene.
La Croce, dove sei crocifisso per me,
mi esorta a condividere quella degli altri,
ad aiutarli in quel cammino,
a caricarmi fraternamente anche di quella,
a salire sulla tua anche per loro.
Tu sei crocifisso, ma con la Croce hai vinto la morte.
La risurrezione, la vita piena da Te conquistata per me,
la gioia è il frutto splendente della Croce.
Sei un crocifisso vivo, un crocifisso risorto, glorioso.
Quando soffro, guardo Te sulla Croce e mi rassereno.
Quando gioisco, guardo Te
e comprendo qual è la via della vita.
Se voglio capire il senso dell’esistenza
e scoprire la felicità che ci attende,
guardo Te sulla Croce.
La tua Croce si stampi nel mio animo, nel mio cuore.
Sia al centro della mia casa, della mia famiglia.
Mi accompagni nel lavoro e nel tempo libero.
La tua Croce sia luce e forza della società nuova,
che intendiamo costruire.
Gesù, crocifisso e risorto, emblema perfetto di bontà!
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O dolce, o “Buon Gesù”!

Inno al Buon Gesù

1. Dalla croce Gesù pende,


sulla croce Gesù muore!
Ti vuol bene, ti comprende
quell’abisso di dolore.
Rit. Crocifisso Buon Gesù!

2. Tra la terra e il ciel sospeso


cielo e terra a conciliare.
Sanguinante, vilipeso,
pensi solo a perdonare. Rit.

3. Ma dall’alto della Croce


fatta cattedra del vero
si distende la tua voce,
e a Te traggi il mondo intero. Rit.

4. Sotto l’ombra di quel legno


che il tuo popolo circonda,
da quel caro e santo pegno
la Tua grazia si diffonda. Rit.

5. Tien su noi quel sguardo fisso


e proteggi la tua Chiesa.

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Amor nostro Crocifisso
sii ogn’or nostra difesa. Rit.

Preghiera per le vocazioni sacerdotali


Tutti: Obbedienti alla tua Parola, ti chiediamo, Signore:
“manda operai nella messe”.
Nella nostra preghiera, però,
riconosci pure l’espressione di un grande bisogno:
mentre diminuiscono i ministri del Vangelo,
aumentano gli spazi dov’è urgente il loro lavoro.
Dona, perciò, ai nostri giovani, Signore,
un animo docile e coraggioso
perché accolgano i tuoi inviti.
Parla col Tuo al loro cuore e chiamali per nome.
Siano, per tua grazia, sereni, liberi e forti;
soltanto legati a un amore unico, casto e fedele.
Siano apostoli appassionati del tuo Regno,
ribelli alla mediocrità, umili eroi dello Spirito.
Un’altra cosa chiediamo, Signore:
assieme ai “chiamati”non ci manchino i “chiamanti”;
coloro, cioè, che, in tuo nome,
invitano, consigliano, accompagnano e guidano.
Siano le nostre parrocchie segni accoglienti
della vocazionalità della vita e spazi pedagogici della fede.
Per i nostri seminaristi
chiediamo perseveranza nella scelta:
crescano di giorno in giorno in santità e sapienza.
Quelli, poi, che già vivono la tua chiamata
- il nostro Vescovo e i nostri Sacerdoti -,
confortali nel lavoro apostolico, proteggili nelle ansie,
custodiscili nelle solitudini, confermali nella fedeltà.
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All’intercessione della tua Santa Madre,
affidiamo, o Gesù, la nostra preghiera.
Nascano, Signore, dalle nostre invocazioni
le vocazioni di cui abbiamo tanto bisogno. Amen.

Momento di silenzio per intercessioni personali

Tutti: Padre nostro …

Canto: Tantum Ergo


Tantum ergo Sacramentum Genitori Genitoque
Veneremur cernui Laus et jubilatio
Et antiquum documentum Salus, honor, virtus quoque
Novo cedat ritui Sit et benedictio.
Praestet fides supplementum Procedenti ab utroque
Sensuum defectui. Compar sit laudatio.

Cel.: Hai dato loro il pane disceso dal cielo.


Tutti: Che porta con sé ogni dolcezza.

Cel.: Preghiamo. Signore Gesù Cristo, che nel mirabile


sacramento dell'Eucaristia ci hai lasciato il memoriale della
tua Pasqua, fa' che adoriamo con viva fede il santo mistero
del tuo corpo e del tuo sangue, per sentire sempre in noi i
benefici della redenzione. Tu che vivi e regni nei secoli dei
secoli.
Tutti: Amen.

Elevazione del Santissimo Sacramento e Benedizione


Eucaristica.
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Al termine: Acclamazioni tutti insieme:
Dio sia benedetto.
Benedetto il Suo Santo Nome.
Benedetto Gesù Cristo vero Dio e vero Uomo.
Benedetto il Nome di Gesù
Benedetto il suo Sacratissimo Cuore.
Benedetto il suo Preziosissimo Sangue.
Benedetto Gesù nel santissimo sacramento dell’altare.
Benedetto lo Spirito Santo Paraclito.
Benedetta la gran Madre di Dio, Maria Santissima.
Benedetta la sua Santa ed Immacolata Concezione
Benedetta la sua gloriosa Assunzione.
Benedetto il nome di Maria, Vergine e Madre.
Benedetto San Giuseppe suo castissimo sposo.
Benedetto Dio nei suoi angeli e nei suoi santi.

Canto ??????????

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