Sei sulla pagina 1di 2

L’evaporatore rotante è un’apparecchiatura utilizzata comunemente per allontanare i solventi da

una soluzione di un composto d’interesse. L’evaporatore rotante lavora a bassa pressione ed è


costituito da cinque elementi:
– un pallone di evaporazione, in cui viene inserita la soluzione da evaporare
– un bagno termostatico, in cui si immerge il pallone di evaporazione per mantenere la soluzione
alla temperatura opportuna
– un meccanismo per mettere in rotazione il pallone di evaporazione
– un condensatore per abbattere la maggior parte dei  vapori che si sviluppano durante il processo
– una pompa a vuoto, generalmente di tipo a membrana
– un pallone di raccolta per i solventi condensati.
I palloni, il condensatore e gli elementi di raccordo fra questi sono realizzati in vetro, e tutto il
sistema, una volta montato deve garantire una perfetta tenuta del vuoto.

Il processo di evaporazione delle sostanze chimiche

L’evaporatore rotante è ampiamente utilizzato nei laboratori chimici di sintesi organica e in tutte
quelle situazioni dove sia necessario concentrare o tirare a secco soluzioni. L’applicazione di
un’opportuna depressione (vuoto) abbassa la temperatura di ebollizione del solvente. Sotto vuoto
tutti i solventi bollono, e quindi evaporano, a temperature più basse rispetto a quelle necessarie
lavorando a pressione atmosferica. La pompa da vuoto è uno dei componenti fondamentali
dell’evaporatore rotante. Un ulteriore aiuto viene dato dal riscaldamento del pallone di
evaporazione tramite il bagno termostatico. La rotazione del pallone, creando un velo di soluzione,
continuamente rinnovata sulla superficie del pallone, incrementa ulteriormente la velocità di
evaporazione. I vapori di solvente si allontanano e, incontrando la superficie del condensatore,
opportunamente raffreddata, condensano e vengono raccolti in gocce nel pallone di raccolta. Il più
comune condensatore è quello a serpentina, in cui circola acqua fredda o una soluzione
refrigerata. I moderni controllori del vuoto sono in grado di gestire anche la portata della pompa. In
questo modo sarà possibile evitare completamente il rischio di bumping. Il bumping è formazione
di schiume e spruzzi nel pallone di evaporazione. La soluzione da evaporare viene immessa nel
pallone di evaporazione, che viene collegato al dispositivo di rotazione e di collegamento al
condensatore. Il pallone di evaporazione è immerso nel bagno riscaldante e viene avviata la
rotazione, viene applicato il vuoto al sistema ed inizia l’evaporazione. Alla base del condensatore
un rubinetto consente l’immissione di aria per rompere il vuoto al termine della evaporazione. Il
processo si conclude con la separazione del soluto, che rimane nel pallone di evaporazione, dal
solvente, che è finito nel pallone di raccolta.