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Appunti Storia Contemporanea I 12,

27/10/2020

La guerra fredda, vista come bipolarismo, scontro tra due super


potenze, USA e URSS.
Insisteremo sugli aspetti politici, diplomatici, economici.
Assisteremo a come tra il 1945 al 1960 si sia verificata una parabola di
crescita economica al di sotto della parabola principale del bipolarismo,
che vedrà una crescita del secondo e terzo mondo mai vista prima.
Questi 30 anni verranno ricordati come l’età d’oro per ciò che avvenne.
La guerra fredda vede la scissione post-bellica degli alleati antifascisti, da
un lato il comunismo e l’Urss, e dall’altro il mondo autoproclamatosi
libero guidato dagli USA.
La suddivisione porta al rischio di una nuova guerra, che anche se non
combattuta quindi non calda, diventa una guerra fredda che mette in
pericoli gli equilibri mondiali già precari.
Ci fu un momento in cui lo scontro tra questi due contendenti fu
notevole, questo periodo in cui il rischio di guerra sembrò imminente è
quello per il quale si usa maggiormente il termine di guerra fredda. Molti
continuano a utilizzare il nome di guerra fredda per tutto l’arco del
bipolarismo, perché utilizzarlo solo per il sotto arco di frizione tra i due è
sbagliato, perché il rischio di una guerra atomica non scomparve ma si
ridusse solamente, per tutto il cinquantennio del bipolarismo ambe due le
parti continuarono a possedere tali armi di distruzione di massa. Il
dimenticarlo per gli anni successivi al 53’ fino all’89’-91’ solo perché i
contemporanei lo percepirono in maniera velata è un errore. Quindi
guerra fredda no sino al 53’ ma sino all’89’-91’, definendo così
interscambiabili le due definizioni di guerra fredda e bipolarismo.
La guerra fredda fu combattuta da due attori principali che si divisero il
mondo, fin dove potevano arrivare nel liberare i vari paesi dai fascisti, più
un terzo attore.
Questi due principali sono USA e URSS. L’Unione Sovietica dal 49 si
espanse nell’Europa Orientale, anche grazie alla conquista comunista
cinese, dall’altro lato nell’aria Occidentale gli Stati Uniti avevano
all’interno della propria sfera di alleanze: Francia, Regno Unito, Giappone
e le varie colonie europee.
Il terzo attore va ritrovato nei paesi esterni, America latina e Africa per
farne un esempio. Paesi legati al bipolarismo per mezzo delle colonie. È
importante ricordare che i territori coloniali delle potenze europee non
furono a lungo, perché dal 1945 al 1960 gran parte delle colonie si resero
indipendenti. Soprattutto nell’area del terzo mondo, in cui crearono una
influenza importantissima nel bipolarismo.
Superata la fase di guerre di procura da USA e URSS all’interno delle aree
del terzo mondo, molti paesi decisero di formare una cooperazione tra
paesi del terzo mondo, non allineandosi né a Washington e né a Mosca.
Questa visione pacifica della guerra fredda visto l’enorme rischio, ma non
era vista così facilmente in ambito violento.
Le principali periodizzazioni di questo periodo:
1. Definizione della guerra fredda 45’-49’ (il momento delle alleanze)
2. Il momento di rischio maggiore della crisi geopolitica 49’-55, nel 53’
la corea del nord che fa riferimento al Urss e preso anche alla Cina.
Lab Cina interviene al posto dell’URSS, la guerra fredda diventa
calda così nella provincia coreana, clima che contagia tutto il
pianeta, nel 53’ finisce la guerra in corea e muore Stalin iniziando
un processo di destalinizzazione e generando un disgelo tra i due
attori.
3. Periodo caratterizzato dal disgelo tra i due stati, prodotto dalla
morte di Stalin: primi momenti di contatto, primi trattati di
limitazione del riarmo, la seconda metà degli anni 50’ è meno
fredda, scoppia però un insurrezione di tipo anti colonialista nel 58-
60, di nazionalisti cubani, Fidel Castro e Che Guevara, che chiedono
aiuto agli americani che però non aiutano i cubani e che allora si

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rivolgono all’URSS, dove l’Unione Sovietica piazza delle stazioni
missilistiche per avere un appoggio vicino agli USA. Gli Stati Uniti si
trovano in pericolo, anche qui la lungimiranza di Kennedy porta a il
non utilizzo dell’arma atomica su Cuba ma grazie all’uso della
diplomazia, allora dato che gli USA in Turchia e in Italia avevano
piazzato le stesse rampe, stringono un accordo con l’URSS, dove
loro avrebbero dovuto abbandonare le rampe Cubane e l’America
avrebbe sgomberato quelle in Italia e Turchia. In questo 62’ si rischi
nuovamente una guerra. Nel 62’ avverrà la risoluzione della crisi di
cuba
4. Il quarto periodo che va dal 62-73’, vede la guerra fredda
riprendere la via del disgelo, della “distensione” che avrebbe
portato a numerosi trattati di disarmo e nel reciproco
riconoscimento tra Mosca e Washington. Anche questo periodo
però non è che non conosca crisi, proprio in questi anni si svolge la
guerra in Vietnam, versione bipolarizzata della vecchia guerra
coloniale degli anni 50’. Nel Vietnam del Nord una parte di
rivoluzionari dichiara guerra alla Francia scacciandola nel 54’ e
generando però una suddivisione del Vietnam. Questa guerra
d’indipendenza coloniale riesplode negli anni 60’ quando a seguito
di un rafforzamento del Vietnam del nord che puntavano a
un’unificazione sotto un unico Vietnam, l’Usa manda degli aiuti
militari al Vietnam del sud fino a quando nel 64’ scoppia la guerra
del Vietnam con i bombardamenti militari americani. La data di
chiusura di questo quarto periodo è convenzionale perché è il 1973
quando gli USA ammettono di aver perso la guerra del Vietnam
ritirando quasi tutte le forze, abbandono totale che avverrà
nell’aprile del 75’, quando parallelamente su un altro fronte a
Helsinki viene firmato un accordo nel quale gli USA e il blocco
occidentale riconoscono i confini europei del blocco orientale, atto
di enorme rilevanza nei confronti della guerra fredda in cui gli usa
riconoscono un secondo mondo formato da un’Europa orientale
capitanata dall’URSS. Il quarto periodo potrebbe quindi andare
anche dal 62’-75’ proprio grazie all’importanza del patto di Helsinki.
5. Il quinto periodo dal 73’/75’-79’, sembra di breve durata ed è il
periodo della distensione, in cui i due blocchi si riconoscono

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reciprocamente e hanno rapporti reciproci molto più distesi. Siamo
effettivamente in un momento molto lontano dalle asperità dei
primi anni della guerra fredda, dai momenti di rischio della guerra
di corea e della crisi missilistica di cuba. Anche il terzo mondo ha
una parte importante durante questo quinto periodo, dato che il
terzo mondo si ritrova quasi del tutto libero dalle colonie e vede
una speranza per divenire partecipante alla scena mondiale.
Succede però che anche nel periodo della distensione, la parte
statunitense si organizza con un riarmo e un aggiornamento
tecnologico, e la parte sovietica cerca di espandersi verso il terzo
mondo, ad esempio è negli anni 70’ che nel corno d’Africa (Etiopia e
Somalia) gli statunitensi entrano e sovvertono le alleanze, i sovietici
hanno un’influenza in Angola, e anche in asia URSS e Cina cercano
di avere qualche ulteriore punta di espansione. Di fronte a queste
mosse militari da ambo i lati, si capisce che la distensione sia molto
fragile, anche legata a una scelta fatta dagli statunitensi nel 72’-73’,
quella di rovesciare le alleanze in asia e poiché la Cina aveva preso
le distanze da mosca, gli usa nel 72’ stringono un rapporto diretto
con la Cina, il presidente statunitense va in viaggio a Pechino e
incontra “Manxtu”, l’ideologia non conta più e si siedono al tavolo il
potere più grande della nato e la versione più tradizionale di
comunismo. L’URSS costretta a cercare nuove mosse si espande
quindi nel terzo mondo, e le 79’ credendo che gli USA fossero in
difficolta, erroneamente invade l’Afghanistan, ciò non può essere
tollerato dagli USA già in difficolta per il Vietnam e le crisi
economiche, venendo criticata dall’intero occidente e mettendo in
difficolta tutti quei politici che trovavano in questa distensione
occidentale e orientale una fiducia. Da quell’invasione boomerang
mosca anziché rafforzarsi si indebolisce archiviando cosi la
distensione
6. Il sesto periodo dall’80’-89’ si apre con il rischio di una seconda
guerra fredda, dovuta all’attacco dell’Afghanistan e la vittoria negli
usa di Reagan e in Inghilterra della Thatcher, causando un riarmo
contro l’URSS. Questo periodo finale della guerra fredda, questo
ultimo decennio in realtà è un epilogo dello stesso periodo di cui
abbiamo parlato e non la nascita di una seconda guerra fredda.

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Gorbaciov sale al potere in URSS nell’85’. Questo nuovo scontro
non può essere retto dall’Europa dato dalla nuova difficolta in
seguito alle crisi economiche degli anni 70 e lo stesso avviene in
URSS. Gorbaciov spinge a livello interno per un superamento della
pianificazione economica e spinge se non per un multi partitismo
per un dialogo comune, parole che destrutturano l’URSS conosciuta
fino a ora, e a livello internazionale spinge per la prima volta in
maniera chiara sostenendo che dall’occidente bisogna accordarsi in
modo nuovo, è una riduzione è una riduzione da parte dell’URSS
dell’intervento militare, inoltre sogna un mondo privo di armi
atomiche, privo dei costi dovuti a tali armi cosa che si può avere
solo con l’accordo con gli stati uniti. Questo nuovo pensiero di
Gorbaciov si incontra e impatta con quello di Reagan e quello
europeo, se non ci fosse stato il nuovo pensiero di Gorbaciov
questa guerra fredda non avrebbe avuto spazio. Dall’85-87 iniziano
a incontrarsi e a demilitarizzare le armi nucleari. Reagan tra 87-89
passa il potere a Bush padre, gli usa si accorgono che l’URSS è
cambiata e dall’interno dell’URSS partono richieste di autonomia a
cui mosca non impone i carri armati e quindi si pongono le basi del
crollo del muro di Berlino a novembre dell’89 in cui Gorbaciov non
impongono ai cittadini della Germania dell’est di fermarsi difronte
al muro e permettono che tale muro sia sbriciolato e con il crollo
del muro la guerra fredda si conclude. Nel 91’ risoluzione dell’URSS
bando del comunismo e attacco a Gorbaciov che viene messo in
difficolta. Con la scomparsa del secondo mondo è finito un ciclo
della storia lunghissima in cui attori dell’est dell’ovest e del sud del
mondo hanno avuto tutti una loro rilevanza.