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Appunti Storia Contemporanea I 11,

26/10/2020

La Seconda guerra mondiale è una conseguenza del ventennio tra le due


guerre. Una conseguenza voluta da alcune potenze come la Germania e
l’Italia che nel 39’ non era ancora pronta. Altri “regimi fantoccio “si
allearono ai fascismi. Dall’altro lato le potenze antifasciste come Francia,
Inghilterra e poi USA, i cui interessi nazionali sarebbero crollati in caso di
vittoria nazista. Anche l’URSS era il nemico politico della Germania, ma tra
il 38’ e il 39’ stringono un patto di non belligeranza. Fu solo una tattica da
parte della Germania per prendere tempo, perché di lì a poco Hitler
avrebbe attaccato la Polonia e nel 41’ l’URSS.
Il Giappone si allineò alla Germania e nel 41’si illude di indebolire gli
americani a seguito dell’attacco a Pearl Harbour.
A queste forze regolari si aggiunge quella irregolare dei movimenti
resistenziali, che con modi e tempi diversi insorgono contro gli occupanti
nazi-fascisti. Si organizzarono anche dall’esilio a Londra. Resistenze deboli
ma eroiche in Polonia e a Praga, più forti in Francia, la quale verrà
spaccata in due. De Gall, un generale che non si piegò; le forze della
montagna sono più popolari invece, uniti da ideali comunisti e sociali.
Anche in Jugoslavia, che era divisa tra occupanti italiani e tedeschi; a capo
della resistenza jugoslava Mihelovic.
In Italia la resistenza raggruppava differenti ideologie esplose
all’occupazione da parte dei nazisti dell’Italia: accettarono il rischio di
essere sterminati o deportati (700.000).
Alcuni di questi preferirono restare nel campo di concentramento
piuttosto di essere reclutati nella Repubblica di Salò.
L’invasione della Polonia fu la punta dell’iceberg, sotto stanno tutti gli
attacchi delle forze revisioniste alla pace mondiale stabilita a Versailles
(Fiume, Carpi, Mercimur, Etiopia). Tra le cause c’è il tentativo delle
potenze europee di appacificare Hitler, poi l’Anoclun di parte dell’Austria,
l’occupazione della Boumia e la richiesta di ottenere carte bianca su
Danzica.
Nel maggio del 39’ l’Italia occupa l’Albania e in quel momento si configura
il patto d’acciaio.
Nel 40’ i tedeschi entrano a Parigi e si espandono su tre fronti. L’Italia non
era ancora pronta e la Germania non aveva comunicato tempistiche, solo
allora dichiarò guerra alla Francia sperando di salire sul carro dei vincitori.
Partecipa anche il tentativo al tentativo di blitz su Londra, l’unica
resistenza democratica in Europa, fallito.
Attacco in Grecia non riuscito, i tedeschi dovettero intervenire, ne
conseguirà una subordinazione dell’Italia alla Germania, allargando il
campo anche ai Balcani.
Svolte radicali sono l’attacco all’URSS e l’attacco a Pearl Harbor. Le
potenze antifasciste iniziano a pianificare la resistenza con delle
conferenze, organo di consultazione e pianificazione che le forze
antagoniste non ebbero mai a causa del loro eccessivo nazionalismo.
Veniva stesa una carta atlantica che avrebbe ispirato questa guerra,
premessa delle Nazioni Unite. Giro di boa alla fine del 42’ con importanti
vittorie americane, inglesi e sovietiche, che schiacceranno le forze naziste
in una, meno in Africa.
Nel 43’ primi bombardamenti in Sicilia, l’Italia capitolò e Vittorio
Emanuele III arrestò Mussolini, messo in minoranza dal suo stesso partito.
Governo Badoglio emergerà dalla corona.
Le forze dei nazismi sono allo stremo perché gli americani stanno
riconquistando le Maldive nel pacifico, per poi riprendere l’Europa con lo
sbarco in Normandia, nel giugno del 44’. I fronti da cui difendersi
diventano troppi per i nazisti. Capitolano Parigi e Berlino, conferenze dei
vincitori che riorganizzano la spartizione del mondo. In oriente ancora si
combatte perché il Giappone resiste, allora l’esercito americano decise di
ricorrere al lancio delle bombe nucleari su Hiroshima e Nagasaki, quegli
ordigni hanno lanciato anche un messaggio di forza all’URSS. La Germania
non era pronta per una guerra sul lungo periodo.