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Cap 1.

GEOGRAFIA DEL TURISMO: DISCIPLINA disciplinare IN EVOLUZIONE


Il fenomeno turistico ha attirato l’interesse di studiosi notando i benefici che le transizioni finanziarie
dei turisti apportano alle aree ricettive. Il primo autore ad affrontare l’argomento “turismo” fu Toschi,
in quale studiava un indirizzo idiografico, monografico nometetico il quale prese in considerazione le
diverse motivazioni di ordine fisico, biologico, psicologico, culturale… dei flussi turistici e dall’altra le
conseguenze ambientali, sociali, ecc… Inoltre sottolineava le regioni di partenza dei turisti (outgoing,
di fuga, passivo) e quella di destinazione (incoming, turismo attivo, di arrivo) transito tramite tra i due.
L’ingresso ufficiale della geografia del turismo all’interno degli studi geografici (grazie a Toschi) è
avvenuto al XVII Congresso Geografico Italiano svoltosi a Bari. Fra le diverse branche della
geografia che si sono occupate di turismo abbiamo: la geografia economica, politica, umana,
ambientale e percettiva.
- La ‘geografia economica’ si occupa dello studio del trasferimento del denaro da una regione
all’altra; analizza la domanda e l’offerta nei servizi turistici; lo studio delle strategie turistiche nelle
diverse destinazioni.
- La ‘geografia politica’ studia la relazione dei vari Stati in ambito politico come rapporti
internazionali ma anche la situazione politica di un determinato Stato;
- La ‘geografia umana’ dove Innocenti attirò l’attenzione sull’impatto del turismo sulle
comunità locali. Infatti negli anni Settanta c’era un atteggiamento “volontarista” e
successivamente si affermò un atteggiamento “sostenibilista”, quindi in questo caso si parla di
‘geografia ambientale’ che si occupa della difesa del paesaggio dall’aggressione del turismo, per
esempio.
– La ‘geografia percettiva’ in cui si considera la realtà geografica soggettiva, sia di chi la “usa”, sia
di chi la “offre”.

Cosa studia la geografia tradizionale?


Studia la distribuzione e combinazione dei fenomeni sulla superficie terrestre che modifica i
caratteri fisionomici e influisce sulla vita dell’uomo. Esamina le associazioni di oggetti e fenomeni
che ne costituiscono i paesaggi, ne descrive le unità organiche in cui appare ripartita, in
conseguenza di un processo di differenziazione spaziale (regioni) e analizza gli insiemi territoriali,
risultato delle forze naturali e degli interventi umani.
TERRITORIo: area di intervento dell’uomo per organizzarlo affinché risponda meglio ai suoi
bisogni, sede di infrastrutture varie, di uomini in movimento e flussi di traffico, strutture
produttive e ricreative;
PAESAGGIO: paesaggio geografico si intende un’ insieme reale di particolari
caratteristiche formali e strutturali; beni culturali
REGIONE: qualsiasi tratto della superficie terrestre che si differenzia rispetto ai territori circostanti in
base a elementi di carattere fisico, umano, storico, politico ed economico.

Cosa si intende per turismo?


Spostamento dal luogo di residenza verso una località scelta non permanente, ma la cui
periodicità richiede strutture fisiche e non degli spazi che sono propri.
La geografia, dunque si occupa di tutti questi spazi rispetto ai cambiamenti che la presenza del
turista crea. Tali cambiamenti avvengono anche sull’essere umano sia nelle regioni di outgoing
(operatore turistico, pubblicitario) sia nelle regioni di incoming (guida turistica, albergatore).
Inoltre, il turismo non deve essere confuso con il tempo libero.

GEOGRAFIA E TURISMO
Il turismo ha acquisito sempre più importanza negli ultimi decenni e dunque tante regioni sono
diventate ‘regioni turistiche’: una regione turistica ‘attiva’ dove partono i flussi turistici e ‘passiva’
che attrae flussi di persone che trascorrono parte del loro tempo libero dal lavoro e spendono i loro
redditi percepiti altrove. Così la tipologia dei consumi risulta diverso e superiore a quanto
richiederebbe la popolazione locale.
La geografia, considera il turismo come espressione e misura della capacità degli uomini di
organizzare lo spazio, per metterlo meglio al suo servizio rispettando la natura. Lo considera come
un fattore di sviluppo regionale ed esamina i nodi e le regioni turistiche per valutarne il grado di
maturità e le loro prospettive.

RIFLESSIONI “postmoderne”:
dalla geografia tradizionale a quella più attuale

Nella fase attuale del postmodernismo, vanno presi in considerazione alcuni concetti che con il tempo sono
stati rivisitati e sono essenziali nel turismo:

- LUOGO  Contesto simbolico che l’uomo lavora per agire nel mondo (connotazione non univoca
perché è anche SIMBOLICO e non solo SPAZIALE). La scelta che viene fatta rispetto ad un luogo in
particolare è determinata da elementi d’identità che rappresentano il significato delle scelte fatte
dall’uomo proprio perché rappresenta qualcosa di unico. Una località turistica per essere tale deve
essere percepita come luogo turistico dal turista stesso.

Anche il concetto di paesaggio muta e si è evoluta nel tempo. Il paesaggio è la maniera in cui la modernità
concepisce il mondo sottoforma di luogo, una rappresentazione nella mente del turista, di tipo iconico.

- PERCEZIONE molto importante nel discorso postmoderno. Permette di costruire al turista un’idea di
ciò che andrà a visitare (che non è sempre veritiera alle descrizioni sul web o dei cataloghi).

- PAESAGGIO: Il concetto del paesaggio ha assunto una dimensione più ampia e organica grazie alla
convenzione europea del paesaggio nel 2000. Le caratteristiche del paesaggio sono dovute da una
concezione culturale e naturale.

Importanti per la ricerca geografico-turistica diventano le reti tessute dalle persone e dai gruppi nelle diverse
parti del mondo. Il turista da passivo diventa attivo grazie alla sua consapevolezza e alla società in cui vive
che è in continua evoluzione.

A questo punto possiamo confermare che la regione turistica passiva e la regione turistica attiva non
esistono più. Per tanto non esistono più bacini di domanda e bacini di offerta. Ogni turista percepisce un
LUOGO TURISTICO in maniera diversa, in base alla sua percezione.

 REGIONE TURISTICA PASSIVA  regione da dove parte il turista.

 REGIONE TURISTICA ATTIVA  regione dove arriva il turista.

La Liguria è stata una regione che è riuscita a reinventarsi il turismo. Principalmente era un turismo legato al
clima, in epoca moderna era legato al turismo balneare, mentre in epoca post modera le esigenze del turista
sono cambiate.

Ogni regione è capace di reinventarsi dal punto di vista turistico, perché è capace di rispondere alle esigenze
del tipo di turismo.

Esistono:

- CITTA’ INDUSTRIALI

- CITTA’ TURISTICHE/BALNEARI

Milano e Torino sono diventate città non solo legate al turismo passivo ed industriali, ma possiamo dire che
in lettura postmoderna, si sono organizzate anche dal punto di vista turistico. Si cerca quindi di dare
opportunità di eventi che diventano motivo di attrazione turistica in queste città come L’EXPO o EVENTI
SPORTIVI. In tal senso di modifica il volto delle città industriali.

Alla fine degli eventi però, al territorio rimangono le strutture che non sempre vengono sfruttate per eventi
futuri.

L’incentivo per attivare flussi turistici è la competizione. Ogni regione turistica deve avere inventiva nel
mercato, proprio perché il turista è alla ricerca dell’unicità. L’immagine turistica diventa nella riflessione
postmoderna oggetto principale di indagine nella geografia turistica, apportatrice di modifiche territoriali.

CENNI DI STORIA DEL TURISMO


Nel Mediterraneo ci furono le prime forme di turismo che risalgono dagli antichi Egizi, i quali si
recavano nelle località sacre, poi ci furono i pellegrinaggi nella Grecia antica che si recavano presso
le località termali. Successivamente si ebbe uno sviluppo delle viabilità nell’Impero romano con i
traffici e commerci.
Con la rinascita dell’ anno Mille, si diede vita ad un traffico culturale, come per esempio
l’Erasmus. Nel Seicento ci fu il fenomeno del Gran Tour, cioè viaggi fatti dall’alta borghesia inglese e
dall’aristocrazia solo che con la fine dell’epoca napoleonica, il Gran Tour passa di moda.

Negli anni Venti/Trenta nel Nord America e dagli anni 50 in Europa, il turismo da élitario diviene di
massa. Dopo gli anni 60 si consolida la società postindustriale e si modificano le prassi turistiche.
Infine, al turismo di massa tradizionale si affianca la figura del nuovo- turista e del post-turista.
- il ‘nuovo turista’ è esigente nei confronti della qualità del servizio e offerta e in più vuole essere
un protagonista e non solo consumatore;
- il ‘post-turista’ è in grado di cogliere tutto ciò che è presente nel territorio per soddisfare i propri
desideri culturali, estetici, ecc…

cap 2. TURISMO E GEOGRAFIA ECONOMICA


La domanda turistica ha origine in outgoing si può esprimere in termini fisici come il numero dei
turisti rilevati nelle due modalità di arrivi e presenze registrate presso le strutture turistiche in
termini di valore come l’ammontare della spesa turistica.
La domanda e funzione di alcune variabili: reddito, disponibilità di tempo libero, livello
culturale, capacità di movimento, moda…
Gli arrivi vengono misurati quando il turista viene registrato perché usufruisce della struttura
ricettiva. Le presenze, ovvero, il pernottamento sono misurate all’atto della sua partenza. Inoltre la
domanda turistica (arrivi e presenze) può essere nazionale o estera e si possono avere dati divisi
per paese di provenienza o regione. Riguardo poi l’ammontare della spesa relativa alla domanda,
essa è quantificata annualmente e va presa in considerazione anche la spesa pro-capite e la
distinzione rispetto alla nazionalità di provenienza della domanda e rispetto alle regioni e alla
struttura prescelta.
Il rapporto fra presenze e arrivi costituisce ‘Il tempo medio di Permanenza’ anche se negli ultimi
decenni si è ridotto. Se dunque non c’è il pernottamento, non si può parlare di turismo ma di
escursionismo ( dato che non c’è la registrazione).
Oppure ci sono coloro che pernottano ma che non vengono registrati e come riporta il Piano
Strategico di Sviluppo del turismo, si fa ricorso a dati stimati.
Inoltre ci sono casi in cui i flussi sono notevoli ma mancano le strutture ricettive e quindi vengono
utilizzati dati indiretti, non facendo distinzione fra turisti ed escursionisti.

Mentre per quanto riguarda la domanda turistica delle regioni di outgoing, si può conoscere e
misurare riguardo alcuni indicatori:
- la ‘propensione netta’ (percentuale delle persone che hanno compiuto un viaggio in una
determinata area, in un determinato periodo e delle persone totali presenti nell’area);
‘propensione lorda’, data nel rapporto percentuale tra il numero dei viaggi compiuti e la
popolazione tot.
Nelle regioni di transito, la domanda si può conoscere attraverso i dati dei caselli
autostradali, porti, ecc… distinguendo tra chi viaggia a fini turistici e chi no.

L’OFFERTA TURISTICA
L’offerta turistica indica la quantità delle strutture ricettive, pararicettive (ristorazione) e
complementari (divertimento, relax…). Essa è una funzione del costo e della qualità della
manodopera, della disponibilità e del costo dell’area dove si localizza l’attività turistica,
l’accessibilità da altre regioni, dalla promozione e pubblicità effettuata.
Per quanto riguarda
-Le attrezzature ricettive si distinguono in esercizi alberghieri (alberghi, motel…) ed esercizi extra-
alberghieri (campeggi, villaggi…).
- Anche le strutture pararicettive si possono distinguere in base al periodo di apertura,
gestione, dimensione…
- Le attrezzature complementari si distinguono in relazione al tipo di turismo al quale si
rivolgono (per stabilimenti balneari si fa riferimento al num. di ombrelloni, per i porti il numero
dei posti in barca per gli approdi).
Le attrezzature ricettive si distinguono in base al periodo di apertura, gestione, dimensione e
categoria. Accanto a queste ci sono le seconde case (sono proprietà di privati che affittano ai turisti
per un certo periodo di tempo. Questo però non permette la formazione di un nuovo tipo di
turismo perché non permette allo stesso tempo la costruzione di un hotel che potrebbe creare
nuovi posti di lavoro. Però un vantaggio può essere la ristrutturazione di un’area che altrimenti
sarebbe stata abbandonata e che la manutenzione da un’occasione di lavoro ai residenti) o anche
alberghi sostenibili e diffusi (hanno lo scopo di valorizzare la cultura di una località e non è la tipica
struttura dell’hotel, ma è dispersa in modo che il turista possa approcciare con la cultura della
località).
EVENTO CAPITALE EUROPEA DELLA CULTURA:COME SI DIVENTA CAPITALE DELLA CULTURA
Il ruolo del grandi eventi oggi rappresenta l’esempio più significativo di come il turismo sia
responsabile dei beni, servizi e del denaro. Quindi oggi le città sono in competizione e tra questi
eventi c’è il titolo di “capitale europea della cultura”. Tale idea la ebbe la Ministra della Cultura, la
quale voleva far incontrare scienziati e intellettuali da tutto il mondo in modo da poter sviluppare
una coscienza comune.
Sei anni prima dell’elezione gli Stati selezionati ricevono un invito a presentare candidature, le città
interessate presentano una proposta, viene fatta una prima selezione, le città nelle shortlist
presentano un’altra proposta più dettagliata, la giuria seleziona una città per ogni Stato invitato.
Plovdiv è la prima Capitale europea della Bulgaria, mentre le Capitali europee della cultura del 2020
sono Galway e Rijeka.

MATERA: CAPITALE EUROPEA DELLA CULTURA 2019


Il bando per le città italiane è stato pubblicato nel 2012. Tra le 21 città candidate solo 6 rientrano nella
shortlist: Cagliari, Lecce, Matera, Perugia, Siena…
Nel 2014 queste città presentano ognuna il proprio dossier e la commissione sceglie Matera
per la sua visione internazionale dell’evento e del futuro.

LA FONDAZIONE MATERA 2019 E LO SLOGAN: OPEN FUTURE


Nel 2011 nasce il Comitato Matera 2019 e nel 2014 la fondazione Matera 2019. I progetti
chiave dell’evento: Open Design School, dove una scuola di design che accoglie architetti, designer ed
ingegneri da tutto il mondo si occupa di allestire i palchi per gli eventi del 2019. Grazie a questo
evento i cittadini migliorano le proprie condizioni di vita, l’economia della città, della regione e anche
di quelle limitrofe. Slogan matera oper future
TURISMO E GEOGRAFIA ECONOMICA: INDICATORI indici TURISTICI SULLA
DOMANDA E SULL’OFFERTA:
- Indici di attività turistica (si calcola dividendo n° turisti con abitanti autoctoni);
- “ “ densità turistica (si calcola dividendo n° delle presenze turistiche per la superficie del
territorio);
- Indice di funzione alberghiera (n° di strutture alberghiere o dei residenti);
- Indice di intensità turistica (tot. Pernottamenti e residenti);
- Fattore di impatto turistico (spesa turistica pro capite o reddito pro capite);
- “ “ proporzione turistica (spesa tot. sostenuta per viaggi e il PIL dello Stato).
Tali parametri si applicano su regioni turistiche con vocazioni diverse, mentre in casi particolari si
utilizzano:
- Indice di carico turistico (n° degli stabilimenti balneari);
- Dotazione di aree ricreative pro capite (n° degli utenti);
- Tasso di funzione residenziale turistica (residenze secondarie/tot. delle abitazioni) in %;

TURISMO E GEOGRAFIA ECONOMICA


Bisogna sottolineare l’importanza della formazione del capitale umano che deve essere idoneo al
mercato turistico, caratterizzato da un’alta professionalizzazione. E questa formazione non avviene
soltanto negli istituti tecnici ma anche nelle università.
Inoltre il turismo è riuscito a riprendersi anche negli anni della crisi per una serie di motivi: per il
carattere da società industriale del nostro turismo; per l’aumento del turismo domestico che ha
compensato la diminuzione del turismo estero; perché ci sono stati
investimenti per la qualificazione dei dipendenti. Dal lato dell’offerta, infatti l’Italia non è riuscita a
soddisfare questo tipo di domanda (turista esigente, responsabile dal punto di vista ambientale…).
Per tale motivo da essere primi nel 1970, siamo arrivati alla 5° posizione nel 2005 nella graduatoria
delle destinazioni turistiche.

EVOLUZIONE DELLA DOMANDA E DELL’OFFERTA TURISTICA


Col turismo di massa nella società industriale prevale la domanda sull’offerta e dunque i locali si
sentivano colonizzati dagli stranieri, in quanto il turismo veniva visto come un momento di
consumo. Attualmente il turismo viene visto come fattore di sviluppo locale e quindi importante
per l’economia locale e anche utile per rivitalizzare la cultura locale, ridurre la disoccupazione.
Bisogna sottolineare però che questo cambio di visione è avvenuto più per la domanda che per
l’offerta. Nella società post-industriale il mercato turistico cambia dal lato della domanda:
diversificazione dei tipi di turismo e dunque minore stagionalità e anche dal alto dell’offerta c’è sia
una riduzione della stagionalità sia
dell’elasticità.

TURISMO E COMMERCIO
Le regioni di incoming ricevono flussi di merci che vanno al di là del consumo. Accanto ai flussi delle
persone marciano i flussi delle merci in base alla richiesta dei turisti nelle strutture.
Il flusso delle merci è importante in termini economici. Nella ristorazione si pone il problema del
flusso delle merci per questione di reperibilità a livello locale e non locale. C’è una riflessione
importante da fare a livello di consumo dei turisti che movimentano il commercio locale.
- TOURISM SHOPPING  acquisti che i turisti compiono durante i viaggi in località turistiche. Non
costituiscono lo scopo principale del viaggio (sia per indumenti che per la ristorazione)
- SHOPPING TOURISM  Lo shopping diviene lo scopo principale in località che non sono
turistiche (Es. Outlet). In questo caso le località non attrattive divengono attrattive grazie allo
shopping.
Nelle attività commerciali organizzate e consumate in funzione dell’ambiente, l’ambiente stesso
diventa un marchio di fabbrica. (Es. pesto alla genovese rappresentato sul vasetto dal vulcano nel
napoletano).
- RIVOLUZIONE DIGITALE la costruzione di un itinerario avviene online dal 91% dei turisti,
attraverso smartphone, tablet ecc...). tutto questo avviene anche nella fase di fruizione per la
ricerca di monumenti, ristoranti e negozi (quando si è in loco).

TURISMO E CIRCOLAZIONE E DISTRIBUZIONE DEI CAPITALI


La distribuzione dei capitali è legata nell’ottica intragenerazionale per il fatto che i capitali vanno
negli stessi bacini di incoming e di outgoing, quindi nelle parti del Nord del mondo. Quindi c’è un
problema di suddivisione dei capitali in alcune parti del mondo ma anche tra le generazioni. Dal
punto di vista intergenerazionale è chiaro che minore sarà lo sviluppo e minore sarà la presenza del
lavoro e di conseguenza le generazioni future non potranno risolvere questo problema.
Un altro flusso sono le transazioni finanziarie: TRANSAZIONI FINANZIARIE:
- Nel turismo in uscita: turismo effettuato all’estero dai residenti di un Paese che se ingente
può costituire un rischio perché non va a sostegno del turismo domestico, pertanto parte di
questo reddito lo possiamo investire nel nostro paese.
- Nel turismo in entrata: Turismo effettuato all’interno di un paese dai non residenti
- Nel turismo domestico: avviene una ridistribuzione dei redditi perché parte dei redditi del
turista viene spostato in altre regioni. Il turismo italiano non va sostenuto solamente dagli
stranieri, ma anche dal paese stesso.
Esiste una “bilancia turistica” che può essere attiva o passiva e rappresenta una sezione della
bilancia dei pagamenti dello Stato. Ad ogni paese serve avere una bilancia turistica ATTIVA e per
fortuna nella nostra nazione è in una posizione positiva.
Spesso i paesi sottosviluppati hanno una bilancia turistica attiva e una bilancia dei pagamenti
passiva. In questo caso il turismo diventa un apportatore di valuta che va ad equiparare la bilancia
dei pagamenti in passivo.

MIGRAZIONI, OCCUPAZIONE E FORMAZIONE PROFESSIONALE


Va preso in considerazione la componente che si sposta per motivi professionali dalle periferie verso il
centro. Ci sono flussi che si spostano per lavori stagionali, flussi di pendolari e frontalieri.
Se un’aria vive una crisi economica, il turismo può essere importante fungendo da meccanismo di
sostituzione ad altri settori in crisi. Tutto questo succede per aree particolari come quelle montane,
che attraverso il turismo invernale ed estivo, sono state in grado di portare una situazione turistica
positiva.

Il turismo in termini occupazionali rivoluziona la distribuzione della popolazione attiva nei nostri
settori economici. Stiamo vivendo una terziarizzazione nell’economia, perchè il settore terziario
sostiene sia il settore primario che il suo settore stesso in maniera autonoma. In questo settore
terziario c’è il turismo che permette di soddisfare notevolmente la domanda di lavoro. Il problema è
però capire se il capitale umano che lavorativamente parlando si rivolge al settore del turismo.
Il professionista nel turismo oltre ad essere abile ni parametri delle 4 P nel marketing (far funzionare il
PRODOTTO, PREZZO, PUBBLICITA’ FAR VENIRE IL CLIENTE NEL PLACE), deve conoscere le regole del
potere politico, delle pubbliche relazioni e deve essere a conoscenza dei contesti geografici.
La reperibilità dl personale alberghiero proviene da Paesi esteri, pertanto ha portato ad un flusso
migratorio, in relazione ad una serie di carenze quantitative (mancanza di personale a sufficienza) e
qualitative (mancanza di soggetti qualificati).
Il turismo è un settore che deve essere organizzato e gestito meglio senza improvvisazioni.

DISTANZE distanza, TRASPORTI E VIE DI COMUNICAZIONE


La circolazione per il turismo è estremamente importante. In parallelo a una costruzione di un
prodotto e all’attrattività che un’aria deve avere, un elemento da tenere in considerazione è
l’accessibilità alla località, valutando quali sono le infrastrutture di trasporto.
La distanza tra una località che si vuole di turismo passivo e le località di turismo attivo è tra le
principali cause della fortuna di una situazione turistica.
La nozione di distanza è molto importante nella valutazione di una meta turistica in termini di TEMPO
e COSTO. Se non esiste un sistema di trasporto valido, il turismo non potrà mai svilupparsi. Tutto
questo incide fortemente sul prodotto turistico, perché si può convincere il turista della qualità del
prodotto, ma se è collegato male non è soddisfacente per il turista stesso che cerca la comodità con
voli diretti, voli low cost ecc…
I voli low cost hanno consentito alle località distanti di ottenere una concorrenza rispetto alle località
più vicine. Qui si crea una nuova geografia del turismo anche in termini di organizzazione.
Turismo e migrazioni, occupazione e formazione professionale
Oltre alla durata e al costo del viaggio vi sono altri fattori che hanno modificato il concetto di distanza
(disagio del viaggio, sicurezza e cultura del turista) che avvicinano o allontanano molti punti diversi del
globo più di quanto faccia un aereo low cost.
Turismo e coesione territoriale e cooperazione internazionale
La pianificazione e la gestione del territorio sono finalizzate al raggiungimento di un grado elevato di
coesione economica e sociale all’interno di un’area cui è rivolta a livello comunitario, nazionale,
regionale o locale.
Per coesione (economica e sociale) s’ intende la capacità delle molteplici componenti di un territorio.
Sino ad oggi in ambito turistico e non solo (dove si parla di pianificazione di territorio), si è attinto
molto ai fondi comunitari per favorire lo sviluppo di questo settore e lo sviluppo locale e territoriale.
Riportando questo discorso nel turismo, ci fa capire come si è organizzato il settore in termini turistici
e le politiche di coesione in questo settore.
Piuttosto che ragionare in termini di località, si è avviato un discorso diverso facendo nascere sistemi
turistici che fanno riferimento al piano strategico dello sviluppo del turismo, al fine di coordinare e
integrare l’offerta turistica organizzata e coordinata (Slot) a sostegno di nuove iniziative turistiche,
attraverso una modalità organizzata.
Qui l’offerta diventa percepita in modo coerente e coesa.
Al concetto di coesione che ha partorito tutta questa sistematizzazione (slot e piano strategico), si
aggiunge la cooperazione che favoriscono lo sviluppo di aree sottosviluppate. Nella cooperazione
Il turismo sul piano della cooperazione entra a pieno titolo. I legami col turismo sono assoluti, quando
si parla di coesione c’è questo discorso di sistematizzazione e con la cooperazione il turismo realizza
un processo di volonturismo (turismo di volontariato).
Questi aspetti che legano il turismo alla cooperazione internazionale devono essere ben fatti, perché
può esserci il rischio di creare dei profitti in ambienti a rischio.
- Pro-poor tourism è un orientamento che si pone come tipo di turismo al fine di favorire lo
sviluppo economico come processo mirato a trarre dal turismo tutte le opportunità possibili dal
guadagno economico, al miglioramento della qualità della vita, alla possibilità di aere maggiori
opportunità educative per i poveri.
- Critiche avere un impatto limitato, produrre cambiamenti a piccola scala, essere vicino ad un
approccio neo-liberale piuttosto che a una visione critica e alternativa.

Cap 3. TURISMO E GEOGRAFIA POLITICA si divide in


- La geopolitica indaga il binomio territorio-popolazione, studia i caratteri e le modalità e individua le
motivazioni dell’agire politico territoriale e coglie i risultati in termini di nuova organizzazione dello spazio
anche in dipendenza di altre forze naturali;
- La geopolitica classica è più complessa e tratta lo studio dello Stato considerato come organismo
geografico, così come si manifesta lo spazio;
- La geopolitica critica è stata concettualizzata da Toal come approccio intellettuale, mentre Dalby
ha definito il discorso geopolitico come processo di divisione dello spazio tra ‘nostro’ e ‘loro’.

GEOGRAFIA POLITICA E TURISMO


La geografia politica studia il governo del binomio ‘territorio-popolazione’, cioè azioni che hanno come fine
la gestione territoriale, demografica o anche le scelte che agisono indirettamente sulla distribuzione delle
risorse e della popolazione sul territorio. Per governo si intende il potere
legittimo che ha uno Stato ma anche tutti i soggetti di ‘governance’ (partiti politici, sindacati…). In tal
senso l’indagine geografico-politica studia tale aspetto sotto diverse prospettive:
- nei suoi caratteri (in cosa consiste un’azione politica di interesse geografico);
- nelle sue modalità (in che modo si realizza);
- nelle sue motivazioni (per quali cause o fini);
- nei suoi risultati (quali sono i vantaggi e gli svantaggi ottenuti)
Dunque l’azione di governo su un paesaggio o regione da degli effetti perché viene organizzato lo spazio, ma
se questo non ci fosse non sarebbe stata esercitata forza politica. Quindi bisogna cercare di portare un luogo
in un posto sistemico (es. cascate di Iguazù che costituisce un versante
brasiliano e uno argentino, un ambiente molto fragile sottoposto a tutela con l’istituzione di due Parchi
Nazionali e con l’iscrizione alla Word Heritage List dell’Unesco nel 1984). In questo caso l’autorità politica
interviene per governare il binomio ‘territorio-popolazione’ per orientare il
turismo verso una direzione piuttosto che verso un’altra. Si tratta di attività di coordinamento,
pianificazione, della partecipazione diretta o dell’iniziativa privata.

GEOPOLITICA CLASSICA E DEL TURISMO


È lo studio dello stato considerato come organismo geografico così come si manifesta nello spazio.
La geopolitica influenza i flussi turistici internazionali sia nelle origini che nelle destinazioni. NELLA
GEOPOLITICA CLASSICA SI INSERISCE LO STATO E I FATTORI CHE CARATTERIZZANO LO STATO.
Un primo fattore geopolitico è il sistema politico-economico adottato da un Paese. Con la caduta del muro di
Berlino possiamo comprendere che i fattori geopolitici sono importantissimi, perché non consentivano ai flussi
di accedere ad est della città nel blocco sovietico.
Un altro esempio può essere la compromissione dei flussi turistici per ragioni politiche e terroristiche, così
come Parigi che ha avuto un calo.
Se l’Italia dovesse avere dei problemi con altri nazioni, il ministero promuove la nazione. Esiste quindi un
orientamento di tipo politico.
OSTACOLI
 Le parate militari, le manifestazioni militari, le sedi del potere politico e i monumenti celebrativi come l’Altare della
Patria ecc.. sono elementi geopolitici.
 Il cambio di una moneta favorevole di una moneta nazionale può essere causa di aumento e diminuzione di flussi.
 Le scelte politiche dei visti di entrata necessari per accedere al territorio di uno Stato possono essere un’entrata
importante per l’erario del Paese ma possono costituire una barriera. A tal proposito si cerca di agevolare l’ottenimento
dei visti da parte dei cittadini provenienti dallo spazio extra Schengen, semplificando le procedute.

Il trattato Schengen ha portando tutto ciò che è relativo all’UE dentro, e tutto ciò che non è relativo all’UE fuori.

GEOPOLITICA CRITICA
All’interno della geopolitica il turismo viene utilizzato per creare ‘discorso geopolitico’ che comprende
concetti e ideologie attraverso cui noi diamo senso al mondo, all’interno di una costruzione che ci dice chi
siamo ‘noi’ e chi gli ‘altri’. (es. il manifesto di circa otto metri posto sul “muro di separazione” tra Israele e
Palestina che recita in 3 lingue: “la pace sia con voi” o anche le bandiere della Repubblica cinese sugli edifici
del Bund di Shangai che indicano la chiusura del periodo degli insediamenti internazionali delle potenze
coloniali.

TURISMO SOCIALE TRA GEOGRAFIA POLITICA E GEOGRAFIA ECONOMICA


Nel 1963 il BITS (Bureau Internazionale del Turismo Sociale) definì il turismo sociale come
l’insieme delle relazioni e dei fenomeni che scaturiscono dalla partecipazione al movimento turistico degli
strati della popolazione aventi reddito modesto ai quali tale partecipazione è resa agevolata da
provvedimenti di carattere facilmente riconoscibili.
In una recente indagine il turismo ha trovato una definizione degli utenti: i soggetti sono i
sindacalisti, gli imprenditori, sacerdoti, le associazioni giovanili…
In tal senso, il turismo sociale riguarda la geografia politica ed economica.
Dal lato della domanda, sono aumentate ‘nuove povertà’ e si cerca di superare gli ostacoli per la fruizione dei
servizi turistici; dal lato dell’offerta, si cerca di riattivare strutture ricettive in crisi o di ottimizzare la
promozione per consentire uno sviluppo locale. (si tratta di un turismo sostenibile, responsabile…).
Il turismo sociale non è più sinonimo di ‘povero’, ma è essenziale e porta sviluppo dove c’è più necessità.
Da qui è nato il paradigma “glociale” cioè divisione turistica globale e locale che ha come fine quello di
soddisfare le esigenze del turista con strutture che abbiano un personale qualificato, perché l’operatore
deve rivalutare i siti turistici più bisognosi mettendo in contatto i turisti con siti ed eventi “minori”.

POLITICHE EUROPEE E NAZIONALI PER IL TURISMO


Con il trattato di Lisbona (2009) il turismo è entrato a far parte degli obiettivi dell’UE e le istituzioni europee
non sostituendosi alle competenze dei singoli Stati promuovono la competitività nel settore turistico delle
imprese e favoriscono la cooperazione fra gli Stati membri. Gli obiettivi dettati dalla Commissione europea
nel 2010 sono: stimolare la competitività nel settore turistico, promuovere lo sviluppo di un turismo
sostenibile, responsabile e di qualità e consolidare
l’immagine dell’Europa).
Nel 2015 il Parlamento europeo aggiunge un ulteriore obiettivo per garantire competitività tra le imprese che
operano nel settore dei viaggi e del turismo. E tutto ciò si è realizzato attraverso
l’erogazione dei finanziamenti ad enti pubblici territoriali e non, imprese private o organizzazioni no profit. A
livello nazionale, la legge quadro del turismo e le leggi regionali hanno riorganizzato il settore turistico. Il
Sistemi Turistici Locali dall’art. 5 della legge quadro ha costituito un passo in avanti rispetto
all’organizzazione territoriale del turismo e dato che l’offerta turistica italiana non risulta ancora robusta per
la concorrenza internazionale è stato approvato il Piano Strategico di Sviluppo del Turismo nel 2017-2022.
Quindi attraverso la nuova regolamentazione si cerca di superare i punti di debolezza del sistema, cioè
l’eccessiva burocrazia, l’inefficienza della giustizia civile e amministrativa, l’eccessiva onerosità, ecc…

I SISTEMI TURISTICI LOCALI europeo


Prevede un approccio di tipo bottom up, indagando le esigenze del turista
Il sistema locale appare lo strumento idoneo per rispondere ai cambiamenti. Esso risponde ad una diversa
gestione della politica turistica che non poteva essere regolamentata a livello nazionale o
regionale. Si tratta di un’attribuzione di responsabilità, in modo che gli attori collaborino con gli enti
preposti.
I STL hanno alcuni elementi qualificanti, quali:
- il territorio inteso nella sua globalità;
- la comunità locale (imprenditori locali, istituzioni, enti pubblici…) per fare sistema e condividere le scelte;
- il progetto di sviluppo che si basa su una gestione condivisa dalle finalità progettuali.
È il progetto di sviluppo a rappresentare l’elemento fondamentale, mentre la “promozione” e la
“commercializzazione” costituiscono un’attività di complemento che possono essere di competenza dell’STL
o della Regione. Però alcune Regioni non hanno aderito a ciò per due ragioni:
l’inadeguatezza del finanziamento e l’insufficiente diffusione nel nostro Paese della “cultura del nuovo”.

IL PIANO STRATEGICO DI SVILUPPO DEL TURISMO locale


Il piano strategico di sviluppo del turismo viene approvato nel 2017-2022 e ha alcune finalità che danno il
senso di cambiamento (nuova modalità di fruizione turistica del patrimonio del nostro Paese basata sul
rinnovamento dell’offerta tur. e valorizzando le nuove mete). Il Piano agisce su leve come l’innovazione
tecnologica e organizzativa, la capacità di trasformazioni del mercato,
valorizzazione del patrimonio culturale e territoriale. Sulla base di questi principi, il Piano individua 3 principi
trasversali:
- Innovare, specializzare ed integrare l’offerta nazionale;
- Accrescere la competitività del sistema turistico;
- Sviluppare un marketing efficace ed innovativo;
- realizzare una governance efficiente.
Incrociando i Principi trasversali con gli Obiettivi generali, nascono 14 Obiettivi speciali. Tra quelli specifici, si
individuano quelli di interesse geografico:
- promuovere la valorizzazione delle aree strategiche di attrazione turistica (geografia economica);
- promuovere la valorizzazione delle destinazioni turistiche (geografia dello sviluppo);
- adeguare la rete infrastrutturale per migliorare la mobilità (geografia dei trasporti);
- accrescere la cultura dell’ospitalità e sviluppare competenze legate alle evoluzioni del mercato
(geografia umana);
- rafforzare l’attrattività del Brand Italia e facilitare azioni di promozione sul mercato interno
(geografia della percezione);
- promuovere la gestione, l’aggiornamento continuo del Piano e le scelte degli operatori in
direzione della sostenibilità e dell’innovazione (geografia dell’ambiente).
Il Piano non è uno strumento di programmazione rigida perché lascia spazio alle decisioni politiche con un
piano attuativo che dura 1 anno o 2, il quale stabilisce tempi e azioni e in pratica si stanno verificando molti
effetti di emulazione in Italia.

TURISMO E STUDI DI GENERE


Negli ultimi anni ci sono studi nuovi in geografia turistica: gender, postcolonial, critical, animal, behavioral,
popular, youth, ecc...
Es. Giubilaro ha analizzato i movimenti di persone, riconsiderando oltre ai flussi migratori anche quelli turistici.
In particolare si da attenzione al turismo “genere” che è un concetto delle discipline sociali e culturali. La
teoria del gender è innestata sugli studi femministi. Questa tipologia ha per obiettivo l’analisi delle relazioni
esistenti tra spazio e genere nelle sue declinazioni e ruoli o delle funzioni che uomini e donne svolgono in
esso. (analisi dello spazio pubblico costruito intorno ad un
comportamento sessuale appropriato). A partire dai tempi del Grand Tour c’è stata una divisione tra uomini
e donne perché questo era praticato solo dai primi, però successivamente hanno viaggiato anche le donne
consigliandole i viaggi più a “relax” mentre agli uomini quelli di avventura.
Anche nella geografia del turismo questo approccio ha comportato novità, se pure in ritardo in Italia. (es. il
viaggio come esperienza di genere, la differenza di percezione del paesaggio tra turisti e turiste o la
costruzione di paesaggi “maschili” e “femminili”).

TURISMO E STUDI POSTCOLONIALI


Con il termine colonialismo si indica quel periodo tra il XIX e il XX sec. durante il quale le potenze europee
hanno dominato gli altri continenti. Questo termine non ha smesso di essere attuale: gli
studi hanno riguardato l’analisi dell’impatto ambientale, sociale ed economico (es. alle Maldive il governo
ha dato in gestione le strutture solo a gente del posto perché avevano il timore che le multinazionali estere
possano monopolizzare la questione turismo) che la gestione del turismo da parte dei tour operator
occidentali ha esercitato sugli spazi extraeuropei (carnevale di Rio, scoperta dell’Africa nera…).
Successivamente, si è creata una prassi turistica che sta diventando sempre più diffusa: il turismo del
volontarismo che si tratta di persone che durante le loro vacanze intraprendono un’ attività di volontariato
per aiutare le persone in condizioni di necessità oppure tutelano e valorizzano
l’ambiente. Il periodo è variabile, come anche le destinazioni (scala nazionale, internazionale e
intercontinentale).
Solo che il turismo del volontariato è diventato un business nel mercato turistico, tanto che si contano
sessanta milioni di volonturisti organizzati anche da operatori dell’ONLUS con scopo di lucro).
Un’altra forma di turismo è il “turismo politico”, realizzato da chi vuole sostenere una causa dei popoli che
visita con un contributo in termini di lavoro e solidarietà. Si condividono ideali sociali, ambientali o educativi.

Cap 4. TURISMO E GEOGRAFIA UMANA


Bartolomeo Aquarone tradusse il romanzo inglese ‘Doctor Antonio’ di Giovanni Ruffini, pubblicato a
Edimburgo. Qui nacque il termine “turista”: tourist, touriste, in italiano
inizialmente era “elegante giramondo”, poi torista e infine si trasformò in turista.
Inoltre l’ONU definisce cos’è il turista, cioè una persona che viaggia per divertimento, ragioni
familiari, salute, riunioni, affari… e che soggiorna per un periodo minimo di 24 ore in una nazione o
regione diversa da quella in cui risiede, altrimenti si parla di escursionismo.
Ci sono anche altri viaggiatori come i “migranti” che si spostano per motivi economici, o i “profughi”,
che lo fanno per violazioni dei diritti dell’individuo.
Ma la geografia del turismo nella sua evoluzione e nella realtà postmoderna arricchisce il termine
turista da altri elementi più soggettivi, e dunque turista è chi si sente o chi la società sente turista.
Il concetto di turismo ha senso nelle società che lo riconoscono come attività specifica in una
società capitalistica (l'accumulazione di capitale, sociale, culturale e simbolico che caratterizza la
distribuzione per classi di consumatori tipiche della società tardo-moderna) dove il turismo
contemporaneo è caratterizzato da trend culturali che determinano bisogni e consumi, trasformano
il rapporto tra ‘vita e lavoro’, aumentano la propensione nei confronti dei consumi meno essenziali.
La scelta della destinazione dipenderà dall’esigenza/motivazione per cui scegliere la località.
Inoltre, oggi, si costruiscono località dotate di quei tipi di servizi atti a soddisfare tanto che si parla
di turismo sintetico (es. idroscalo di Milano, pista di sci a Dubai o pista di pattinaggio sul ghiaccio a
Nizza). Questo è un turismo sintetico, cioè si parla di costruzione e non si basa su risorse che ci
aspetteremmo.

Tipologie di turismo:
Riguardo la motivazione (tematica della geografia umana), si svolgono diverse tipologie di turismo che
si possono praticare in diversi momenti dell’anno.

La motivazione nella domanda è fondamentale, poiché a seconda della motivazione che il turista
sente, si possono distinguere diverse tipologie di turismo che può essere naturalistico, balneare,
rurale, religioso, culturale, della memoria, sportivo, sociale ecc..

TURISMO NATURALISTICO
Nell’Ottocento con le origini del turismo si ipotizzò che l’uomo avrebbe cercato il proprio habitat. Da
allora il mito dell’”integrità” naturale dei luoghi non è mai svanito. Infatti si è cercato di trovare tratti
di superficie terrestre dove l'uomo non ha portato nessuna forma di inquinamento, dove non ha
impresso tracce della sua presenza.
Dopo la Rivoluzione industriale questa idea si è sempre più allontanata anche se continua è la
richiesta del turista post-moderno a praticare turismo naturalistico in quanto questo tipo di turista
cerca il contatto, il dialogo con la Natura.
Quindi oggi non si può parlare di autenticità (Esempio del Cervino, l'isola di Tino, La Spezia e il Parco
nazionale delle Cinque Terre).
E’ un tipo di turismo che si occupa della tutela dell’ambiente. È evidente che con la rivoluzione
industriale, l’idea che sia assente l’intervento dell’uomo sui territori, ha fatto si che si siano creati
impatti importanti con la natura.
Oggi con questo tipo di turismo, si cerca il contatto con la natura perché la vita è diventata
“alienante”. Questo tipo di turista è alla ricerca di località dove l’uomo non ha portato nessuna
forma d’inquinamento e non ha impresso tracce della sua presenza.
Il turismo naturalistico è tuttora una delle prassi più richieste anche dal turista postmoderno che
cerca il contatto con la natura distante dalla sua quotidianità.
Trovare oggi tratti di superficie terreste totalmente naturali è oggi praticamente impossibile, se non
in via esclusiva di zone protette e parchi naturali. Possiamo sostenere questo perché anche le aree
di montagna sono state contaminate dall’ingegno umano, con la costruzione di impianti sciistici che
modificano l’aspetto naturale.
Sosteniamo anche che il turismo non è un fattore di degrado per l’ambiente se si applica una
politica di sostenibilità. È necessaria un’educazione ambientale.

TURISMO ETNOLOGICO
Anche sul piano culturale non esistono sulla Terra lembi di superficie non intaccate da
condizionamenti esterni.
QUESTO è un tipo di turismo che punta all’incontro con una cultura autentica e indigena diversa dalla
propria e soprattutto che si rifà al concetto di scoperta di determinate terre prima dell’arrivo del
turismo.
Con l’avvento del turismo è un dato di fatto che le culture degli abitanti locali s’incontra con la cultura
di chi visita quel paese stesso, ed entrambe le parti sono condizionate a cambiamenti. Bisognerebbe
intendere quindi, che tipo di cambiamento avviene.
Il rischio è la museificazione delle culture, pertanto il turista dovrebbe avere una sorta di educazione e
responsabilità della comunità locale, in grado di offrire un “servizio autentico di qualità”.
Non importa che i decenni passino, tutto per il mercato turistico deve rimanere così com’è secondo la
tradizione, anche se nella realtà quotidiana molte cose sono cambiate.
ES. Geisha che risiede nelle okiya (置屋) "case delle geisha a Kyōto.

TURISMO BALNEARE
Giotart ha coniato l’espressione “turismo eliotropico e balneatropico” proprio a significare
che la motivazione del flusso turistico è oggi la ricerca dei posti soleggiati.
Tra le due guerre mondiali il turismo marittimo era invernale poiché i turisti ricercavano un clima
più mite. Dopo la seconda guerra mondiale, il turismo marittimo si sposta ai mesi estivi. La vacanza
estiva divenne quella balneare caratterizzata dalle tre S (sea, sun and sand) dove ci fu il boom della
costa adriatica e della Versilia. Successivamente si aggiungono altre S (sex and spirit) e anche sport.
La deterritorializzazione del fenomeno turistico non ha risparmiato il turismo balneare. Quindi per
deterritorializzazione si intende che si può realizzare il turismo balneare anche in altri spazi (piscine,
parchi acquatici) o comunque dove c'è acqua.

TURISMO RURALE e autocoscienza del turismo


Gli esempi di villeggiatura in zone rurali sono presenti sin: dall’ otium dei Romani nelle residenze fuori
porta, alle vacanze a Castelgrandolfo per i Papi.
In generale, il turismo rurale viene praticato per sottrarsi dalla città caotica e calda in estate, ma con
l'industrializzazione si cerca sempre più la campagna che nel frattempo è stata sempre più
spopolata.
La dinamica di questo tipo di turismo lo si ricorda con il termine “agriturismo” che deriva da una
Legge n.730 del 5 dicembre 1985 e le leggi regionali, collegata alle attività agricole che poi sfociò
nella presenza di grandi aziende turistiche e in un tipo di turismo di massa
DIFFERENZA L’agriturismo non è stato creato con funzione turistica, mentre il turismo rurale si (si
pensi a tutte quelle strutture rurali che ormai sono diventate delle vere e proprie aziende
turistiche).
C’è un rapporto tra agricoltura e turismo strettissimo, dove i turisti vivono i ritmi e le attività della
campagna. Inoltre, il turismo rurale è stata un'ottima alternativa anche per chi decideva di praticare
il turismo balneare.
C’è una distinzione fra “viaggiatori” e “turisti”: i primi si distinguono per il grande valore
che attribuirebbero al viaggio, lasciando ai secondi la parte negativa dell’esperienza.
Di questi i più famosi sono i tipi turistici allocentrici e psicocentrici:
- i turisti allocentrici preferiscono le aree non turistiche, apprezzano la scoperta e le nuove
esperienze, amano cambiare destinazione, richiedono comfort e preferisconol’aereo;
- i turisti psicocentrici scelgono destinazioni conosciute, rilassanti , si dedicano ad attività
sportive e preferiscono l’automobile.
Un’altra distinzione è stata elaborata da dell’Agnese, distinguendo i turismofobici e i
turismofili:
- i turismofobici si definiscono viaggiatori e non turisti. Pensano di poter scoprire nuove località o
nuove stagioni (il mare d’inverno), credono di essere intraprendenti e di conoscere l’Altro;
- i turismofili cercano località di tendenza , non vogliono scoprire nulla: se sono all’estero, non
escono dal villaggio turistico , seguono le attività sportive, rilassanti e non vogliono incontrare
l’altro.
Il turismo rurale pur essendo divenuto un turismo di massa si presenta come “alternativa”. Una
riflessione rispetto agli esempi è che non è importante nel mercato turistico se una prassi o una
località sono d’élite o di massa, ma piuttosto se essa viene presentata come tale.

IL TURISMO RELIGIOSO esperienze virtuali


Il turismo religioso è un tipo di turismo legato alla fede ed è caratterizzato al pellegrinaggio che viene
realizzato tutto l’anno e in particolari giornate dell’anno, dove effettivamente ci sono dei flussi
consistenti di religiosi.
Il pellegrinaggio però non è sempre caratterizzato da flussi di credenti, in quanto ci si può trovare in
una situazione in cui, il turista si reca nei siti spirituali solo perché e alla ricerca della conoscenza di
nuove culture. (es. il cattolico in un sito buddista), per questo possiamo dire che il turismo religioso è
comune a ogni cultura, ogni religione, ideologia e filosofia di vita.
Nel caso del turismo religioso il presupposto importante è la fede, dove avviene un incontro con sé
stessi e con gli altri, condividendo delle motivazioni di fede fortissime. È un tipo di turismo che non
viene praticato alla stessa maniera degli altri.
Il turismo religioso assume una notevole importanza dal momento che è stato riconosciuto dal
Consiglio Europeo il Cammino di Santiago di Compostela.
Questo tipo di turismo rappresenta una prassi molto importante che riguarda giovani, anziani,
studenti, lavoratori, uomini e donne che si recano tutti nei diversi luoghi dello spirito.
Le città con questi eventi hanno tutti gli effetti di un turismo religioso che non è l’unico tipo di turismo
che si può praticare.
Molto spesso però, vengono venduti pacchetti turistici nelle quali le destinazioni sono “rivisitate” e
sono alla riscoperta di mete collegate alla religiosità come ad esempio L’Argentina di Papa Francesco,
la Grecia prime comunità cristiane e la Turchia di San Paolo.
Talvolta la ricostruzione di un sito di interesse turistico può causare concorrenza all’originale.
Nel turismo religioso abbiamo a disposizione molte “mete sostitutive” per ovvie ragioni (pericolosità e
la lontananza), che si affermano sempre più e sono più vicine alla nostra realtà. Quest’ultimo è detto
TURISMO VIRTUALE esperienze virtuali.
Il turismo religioso non è il solo ad intraprendere il turismo virtuale, ma anche una grande città come
LAS VEGAS, nella quale sono presenti tutte le maggiori capitali del mondo, può essere un esempio di
turismo virtuale.
Il turismo virtuale si è affermato notevolmente nella nostra società postmoderna, nella quale i mezzi
di comunicazione, le immagini e i libri, talvolta sono molto accurati con descrizioni dettagliate, che
non spingono il turista a viaggiare.

IL TURISMO TERAPEUTICO
Questo tipo di turismo era praticato da Napoleone III e per lunghi anni era praticato per curare
patologie. Ma a volte poteva essere un alibi per visitare località climatiche. Inoltre ci sono tante
località che sono specializzate in questo tipo di turismo. L’alibi terapeutico c’è stato fino agli anni
Sessanta del XX sec. quando molte località termali e climatiche si sono dovute “re-inventare” sotto
la nuova forma di turismo “del fitness”.
Si prende come esempio di alibi il turismo “culturale”, in quanto il turismo è restio nell’ammettere
che l’unica motivazione della vacanza è quella culturale. Anche se negli ultimi anni si è evoluto.
Anche altri tipi di turismo possono essere dedicati a quello culturale come il turismo congressuale o
il turismo business-leisure non solo perché alcune parti del soggiorno sono a fini culturali, ma anche
perché si possono organizzare viaggi a fini culturali per particolari categorie professionali. In
entrambi i casi, si tratta di un tipo di turismo improprio in quanto sono dei viaggi compiuti con una
motivazione economica e con alcuni momenti di relax, enogastronomici…
A proposito di turismo professionale, sta acquisendo sempre più importanza il MICE (si tratta di uno
dei comparti turistici a più alto tasso di crescita e riguarda la partecipazione alle riunioni, conferenze
ed eventi; per quanto riguarda l’incentive, l’attività è di riposo).
Anche il turismo scolastico offre la possibilità di viaggi di istruzione o culturali e rientra nel turismo
culturale, organizzato verso mete italiane o internazionali.
La cultura quindi è presente come motivazione anche in altri tipi di turismo.

IL TURISMO DELLA MEMORIA: steriotipi


Questo tipo di turismo fa rivivere al viaggiatore un evento nel passato. In generale ha una funzione
nel venir meno dei condizionamenti del vivere quotidiano. Consiste nel visitare una località
importante che ha avuto una storia passata e quindi è un modo per ripercorrerla attraverso la visita di
monumenti. (es. Auschwitz)
Esistono anche alcuni stereotipi geografici che derivano dall’educazione ricevuta, dai modelli
sociali… i turisti di oggi sono condizionati dagli stereotipi: l’ Islam e i minareti, il Tibet e i monasteri
buddisti, l’Australia il canguro. Questo avviene anche per gli stereotipi
italiani da parte di stranieri che quando pensano all’Italia pensano al sole e anche alla mafia. Si
tratta, dunque di indicazioni omnicomprensive dove non c’è spazio né tempo e dove tutto è
uniforme e dove il visitatore porta sviluppo nelle aree. L’industria turistica sfrutta gli stereotipi per
massimizzare i profitti e li inserisce nel messaggio pubblicitario. Spesso le immagini stereotipate sono
sbagliate perché si ha una concezione sbagliata del paese in questione (es. vendere i prodotti
dell’Emilia Romagna con etichette ritraenti paesaggi campani o toscani).

TURISMO ENOGASTRONOMICO i processi identitari


In questo tipo di turismo la motivazione è la degustazione di cibi e bevande. Questi sono gli
elementi per identificare il turismo enogastronomico, ma anche per identificare una regione rurale
e costituiscono gli elementi principali di cultura materiale che caratterizza una regione. Soprattutto
a causa della globalizzazione la dimensione locale della cucina tipica regionale o nazionale è
diventata un aspetto importante in termini di concorrenza e attrazione. Il Brand Italia sotto l’aspetto
dell’enogastronomia è importante nelle Politiche di Ministero. Nel turismo enogastronomico
scoprire che vi sono usanze diverse rispetto alla propria cucina, le può far anche scoprire elementi
della propria cultura gastronomica che non erano conosciuti. Inoltre, si viene a creare un
atteggiamento paternalistico del civilizzatore: avviene nelle esperienze che ti ci fanno tuffare in altre
culture ma che propongono solo cucina italiana, un esempio è quanto ha lasciato in alcune località
la presenza delle colonie di turisti inglesi che trascorrevano lunghi periodi di vacanza in Italia
(Firenze, la Riviera di Ponente in Liguria, la Sicilia) dove si ricostruivano i loro ambienti.

HOST E GUEST
Rappresenta l'incontro tra autoctoni e turisti e si può presentare una tipologia caratterizzata da:
1. Incertezza: autorità e comunità locale hanno un atteggiamento incerto nei confronti del
turismo, caratterizzato da aspettative o da timori;
2. Divisione: gli autoctoni si dividono in indifferenti, curiosi o scettici nei confronti del turismo;
3. Entusiasmo: i locali collaborano con le autorità alla costruzione di strutture per i turisti;
4. Imitazione: la comunità locale, in base alla propria situazione economica o sociale rispetto
ai turisti, assume un atteggiamento di imitazione dei loro comportamenti.
Vi possono essere anche tensioni come avvenne a Barcellona, Palma de Maiorca, Venezia. Queste
tensioni sono particolarmente presenti in città che vivono il turismo in una maniera ingombrante,
ovvero gli autoctoni riscontrano problemi poiché non riescono più a vivere una vita normale
essendo la città invasa da turisti.
Per risolvere questi problemi la politica può fare da intermediario operando nella gestione del
territorio in una ottica sostenibile.

TURISMO DI ESPERIENZE esperenziale (e il depaysement=cambio di scenario)


Una motivazione per fare un viaggio turistico può essere quella di fare nuove esperienze. Il turista
esperienziale è in ascesa oggi e dunque si sviluppano esperienze turistiche alternative, sia per poter
evadere dalla routine quotidiana sia per differenziarsi dalla massa. Si pensi, per esempio alle pratiche
sportive estreme, gioco d'azzardo, località rischiose per la sicurezza personale, turismo in funzione
dell'accessibilità all’uso di sostanze stupefacenti, turismo sessuale.
Dunque il turista tradizionale si accontenta del dépaysement, cioè di trovarsi in un ambiente con
nuovi paesaggi, nuove culture, nuove abitudini, nuovo cibo, mentre il turista postmoderno ricerca
invece un dépaysement sociale, culturale, psicologico, etico nel quale trovare soddisfazione nel fare
vacanza.
In tal senso, nel gioco d'azzardo il valore del denaro non è più quello che si guadagna e
addirittura l'azzardo scarica lo stress. Nel turismo sessuale si realizza una ribellione della
frustrazione.
In questo caso emergono degli stereotipi che vengono rappresentati anche in depliant, cartoline e
souvenir nei paesi esotici i quali riportano alcune immagini offrendole ad un potenziale turista come
dépaysement sociale.

Cap. 5 L’EVOLUZIONE DEL PENSIERO GEOGRAFICO

Domenico Ruocco ha sintetizzato l’evolversi della scienza geografica, considerando i rapporti tra
l’uomo e la natura per fini turistici dividendo il tutto in fasi:
- la prima fase, che ha caratterizzato la cultura geografica dal XIX sec. sino alla Grande guerra, viene
definita del “determinismo ambientale”. Quindi il turista ha una missione civilizzatrice, mentre la
comunità locale è sfavorita nel suo sviluppo dagli aspetti ambientali nei quali vive;
- la seconda fase, dalla fine dell’Ottocento fino alla Seconda Guerra mondiale è quella del
“possibilismo”. Il turismo conosce il passaggio dalla modalità elitaria a quella di massa
(urbanizzazione delle aree turistiche);
- la terza fase, fra le due guerre sino agli Sessanta, Settanta del XX secolo, ci fu il
“volontarismo” sino ad arrivare al turismo di massa vero e proprio;
- nella quarta fase, Ruocco indica che dopo gli incidenti ambientali (es. nube di diossina a Seveso)
ci fu un punto di svolta che comportò la fine dell’atteggiamento “volontarista”.
Quindi ci fu un passaggio dall’ “tecnocentrismo” all' ”ecocentrismo”, caratterizzato da un
rapporto con la natura rispettoso.
Dalla Dichiarazione di Stoccolma(1972) al Rapporto Bruntland (1987), si definisce il
concetto di “sviluppo sostenibile” nelle sue dimensioni:
- ambientale: richiede di conservare il capitale naturale per cui l’uso deve rispettare i vincoli dati da
parte dei sistemi ecologici;
- economica: richiede di integrare nel calcolo economico anche il capitale naturale (sistemi
naturali, patrimonio artistico…);
- sociale: richiede un miglioramento qualitativo delle condizioni di vita (servizi sanitari,
educativi…) e lavoro, rispetto delle tradizioni locali e i cambiamenti negli stili di vita dei
consumatori.

Turismo e geografia ambientale


Lo studioso Domenico Ruocco ha focalizzato l’attenzione sul porsi dell’essere umano nei confronti
della natura, affrontando lo studio dell’evoluzione dei rapporti tra uomo e natura sin dai principi di
Darwin.
Questa riflessione ha dato origine a movimenti di pensiero da parte di alcuni attivisti ambientali e ha
portato a riflettere anche il turista, affinché venisse applicato il turismo sostenibile.
Il turismo sostenibile aiuta l’ambiente e l’ambiente aiuta il turismo  si crea un RAPPORTO
BIUNIVOCO dove si inizia a parlare di sostenibilità.
Esistono 4 fasi EVOLUZIONE che si rivelano utili ai fini dello studio della geografia del turismo, nella
quale ci si relaziona oggi con la società e con l’ambiente:
Il DETERMINISMO ambientale, va fino alla guerra mondiale,è una concezione filosofica dove si
sostiene che le conseguenze naturali che abbiamo oggi, sono fattore di inciviltà o civiltà. In
quest’ottica il viaggiatore è spesso incaricato di una missione civilizzatrice nei confronti degli spazi
visitati. Hanno un ruolo immportante elementi naturali
POSSIBILISMO non fa più dipendere le scelte e i comportamenti umani dalla natura, ma incomincia a
porre ambiente e società sullo stesso piano, dove il primo influenza l’altro.
VOLONTARISMO si tratta di organizzazioni (di norma no-profit), che permettono ai turisti di svolgere
attività di volontariato, recandosi in paesi economicamente più arretrati. Può essere considerato uno
strumento atto al miglioramento di determinate situazioni, grazie all’aiuto dei turisti di provenienza
occidentale a sostegno di determinate aree geografiche.
SVILUPPO SOSTENIBILE si definisce sostenibile quello sviluppo che soddisfa i bisogni del presente
senza compromettere la capacità di soddisfare i bisogni delle generazioni future.
Lo SVILUPPO SOSTENIBILE ha tre dimensioni entro cui si pone:
- Sostenibilità ambientale
- Sostenibilità economica
- Sostenibilità sociale
Dallo sviluppo sostenibile nasce il concetto di TURISMO SOSTENIBILE basato sul criterio della
sostenibilità a lungo periodo a livello:
- Etico
- Economico
- Ecologico

CRITICHE ALLO SVILUPPO SOSTENIBILE SECONDO LA DICHIARAZIONE DI RIO:


1) CONCETTO ECOCENTRICO, è stato definito troppo naturalistico escludendo la componente
culturale dell’ambiente. Invoca un rapporto di rispetto della natura.
L’essere umano non provoca solo degrado ma modifica anche le condizioni ambientali in meglio, come
ad esempio con l’introduzione specie esotiche, di piante ornamentali e di svariate colture.
Ruocco ha una concezione di ambiente molto precisa:
- L’ambiente è quell’insieme di condizioni esterne, fisiche, umane ed economiche, in cui si trova
un soggetto o si manifesta un fenomeno. In questi termini l’ambiente fisico è diventato
ambiente geografico trasformato o alterato dalla prolungata presenza umana e degli interventi
dell’uomo.
Il concetto di sostenibilità viene a volte abusato in tutti i piani e progetti.
Nel 2015 l’ONU ha approvato gli obiettivi del turismo sostenibile validi siano al 2030. Il 2017 è stato
dichiarato dall’ONU l’anno internazionale del turismo sostenibile per lo sviluppo.
Un’importante geografo di nome Lozato-Giotar, richiamava l’attenzione sullo spazio turistico che si
divide in: SPAZIO VISITATO, SPAZIO ORGANIZZATO, SPAZIO CONSUMATO e SPAZIO GESTITO. Queste
osservazioni sono state fatte in seguito alla modifica dell’ambiente soprattutto nei paesi
industrializzati.
SPAZIO (turistico) VISITATO
Si dice spazio visitato quando il turista visita uno luogo ma la sua presenza non incide in maniera
pesante tanto da modificare l’ambiente turistico. Lo spazio turistico non è rinnovabile all’infinito,
anche se sarebbero dovute essere rinnovabili e sfruttate fino all’esaurimento.
SPAZIO ORGANIZZATO
Coinvolge la volontà della comunità locale o degli imprenditori turistici a costruire uno spazio
turistico. Bisogna prendere in considerazione quindi, le risorse strutturali come le infrastrutture, che
sono state costruite per ricevere i turisti. Si pensi ai parchi divertimento come Disneyland Paris, spazi
nei quali è quasi totalmente assente la componente naturale o culturale ed è sostituita dalla
costruzione di strutture ludiche.
Questo tipo di spazio spesso è accavallato con altri spazi, come ad esempio lo spazio di lavoro nelle
zone industriali.
SPAZIO CONSUMATO
È uno spazio eroso dall’insediamento turistico. A volte l’organizzazione può consumare lo spazio
turistico o addirittura acquistarlo, pertanto è giusto pensare che gli spazi turistici oggi sono spazi posti
in vendita che possono dare adito a conflitti per la loro proprietà.
SPAZIO GESTITO
Lo spazio non è soltanto visitato ma anche organizzato, rimodellato e ristrutturato e anche
consumato a causa dell’inquinamento e la degradazione dei siti. Nella sua organizzazione lo spazio
turistico viene infine gestito.
La trasformazione dello spazio turistico di oggi è un attore di trasformazione ambientale ancora più
forte dell’impatto che il turista imprime normalmente con le strutture ricettive o porti, aeroporti,
autostrade linee ferroviarie ecc..
L’OCSE organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (1980) pubblicò un rapporto sulle
pressioni che il turismo esercita sull’ambiente considerando l’ambiente da un punto di vista naturale
e antropico.
A distanza di anni l’elenco sottostante costituisce tuttora una buona base di partenza per le riflessioni
contemporanee:
- Effetti di inquinamento
- Perdita di terreni agricoli
- Distribuzione della flora e della fauna
- Degradazione del paesaggio e dei siti artistici e monumentali
- Effetti di congestione (autoctoni che non sopportano più l’avvento turistico)
- Effetti di concorrenza
Alcuni punti indicati dall’OCSE riguardano il punto di vista naturale, altri riguardano il punto di vista
economico, sociale e culturale, dato che la geografia ambientale è onnicomprensiva.
Viene preso in considerazione anche ciò che provoca il turista stesso che non agisce in maniera
responsabile, causando gravi danni all’ambiente della regione di incoming e nelle zone di transito
anche se in maniera minore.
Nelle dimensioni attuali, il turismo può essere sia apportatore di danni sia di protezione all’ambiente
tanto nelle regioni di fuga, quanto in quelle di transito o quelle di arrivo. Esso ha un grosso impatto
ambientale anche sulla regione di outgoing.
Il turista va a spendere altrove il reddito percepito nel luogo di abituale residenza originando un flusso
importante di denaro, che viene sottratto alla regione di partenza e diretto altrove. Inoltre dà lavoro a
tutta una serie di figure professionali legate al settore e che sono site nelle regioni di fuga. (ES.
agenzie viaggi).
Nel turismo tradizionale, luoghi d’imbarco come aeroporti, porti, terminal, stazioni ferroviarie ecc.
venivano solamente attraversati; erano quindi denominati “non luoghi”. Oggi giorno invece hanno
subito uno sviluppo straordinario, non solo per l’incremento dei commerci, ma per la dimensione di
massa che il turismo ha via via acquistato.
Le zone di transito e i mezzi di trasporto ricoprono anch’essi una loro importanza turistica, in quanto
vengono attrezzati appositamente per indurre i turisti a trascorrere parte del loro tempo e
possibilmente a farli spendere parte del loro reddito.
ES. Gli Aeroporti offrono numerose attrattive commerciali, così come le navi da crociera.

IL “CICLO DI VITA” DELLA REGIONE TURISTICA


Dato che il territorio è una risorsa non rinnovabile, e quindi “consumabile”, anch’esso è
soggetto a un “ciclo di vita”. Quindi esso subisce due fasi: di crescita e declino. Secondo il
modello di Plog (1973), possiamo distinguere alcune fasi temporali:
- la prima fase è caratterizzata dal turista “allocentrico” al quale interessa esplorare e ha sete di
esperienze uniche. Il territorio risente poco della sua presenza;
- la seconda fase è caratterizzata dal turista “quasi allocentrico”, il quale in più richiede un certo
grado di sicurezza personale. Il territorio comincia ad organizzarsi;
- la terza fase è caratterizzata dal turista “midcentrico”, cioè intermedio tra allocentrico e
psicocentrico. E qui nasce la regione turistica vera e propria;
- la quarta fase è caratterizzata dal turista “tradizionalista psicocentrico” che arriva quando la
località è già fuori moda contribuendo al declino ambientale;
- la quinta fase è caratterizzata dal turista “psicocentrico” che fa turismo per obbligo sociale o per
moda e arriva quando la località perde attrattività.

Successivamente c’è il modello di Miossec (1973) che distingue anch’esso cinque fasi
evolutive, caratterizzate da un livello di crescita dell’industria turistica e indicando anche un
livello di sviluppo nelle rete di trasporti e nelle strutture.
Fase 0 o “pre-turistica” si ha quando il territorio non è visitato dai turisti o è solo attraversato:
- non ci sono vie di comunicazione;
- la domanda non lo percepisce come luogo turistico;
Fase 1 o “pioniera”: il turismo si affaccia in una sola località ma isolata rispetto al resto della
regione:
- gli autoctoni si dividono in indifferenti, scettici, ecc… nei confronti del nuovo fenomeno
turistico;
Fase 2 o “dell'imitazione”: sull'onda del successo della stazione pioniera e si moltiplicano le località
turistiche nella regione:
- i turisti aumentano e migliorano la loro percezione della regione;
- i locali collaborano con le autorità per la costruzione di strutture per i turisti;
Fase 3 o “dell'organizzazione”: il territorio si organizza in stazioni specializzate, a volte integrate
gerarchicamente o in concorrenza:
- la comunità locale, in base alla loro situazione economica e sociale rispetto ai turisti,
assume un atteggiamento di imitazione;
Fase 4 o “satura”: la gerarchizzazione è la specializzazione delle stazioni all'interno della
regione è in fase di declino:
- la comunità locale vive un periodo di crisi economica e sociale e per non emigrare deve
“reinventarsi”.

Il modello di Butler distingue 6 fasi invece di 5:


- Fase 1, o “della scoperta”: un piccolo gruppo di turisti cerca un’esperienza in un ambiente
incontaminato e povero di servizi per l’ospitalità,
- fase 2 o “iniziale”: la popolazione locale intravede potenzialità economiche nello
sfruttamento turistico;
- fase 3 o “del decollo”: il controllo del turismo sfugge agli operatori locali. Quindi
diminuisce la qualità per il maggiore uso delle strutture e per l’affollamento;
- fase 4 o “del consolidamento”: si ha una crescita e si adottano incentivi per prolungare la
permanenza dei turisti;
- fase 5 o “della saturazione”: si raggiunge il numero massimo di turisti e gli operatori sono volti a
mantenerli piuttosto che a farli aumentare, altrimenti si creano problemi ambientali, sociali ed
economici;
- fase 6 o “del declino” o “della rivalutazione”: si perdono turisti e il tenore dell’offerta si
abbassa. Possono essere introdotte nuove politiche turistiche per rivitalizzare la località.
Il teorico Minca fa notare che il territorio considerato da Miossec e dagli altri del ciclo di vita è una
tabula rasa e non si considera ciò che è pre-turistica o extra-turistica della regione.
Costa, invece, dà attenzione al fatto che c’è un “limite metodologico” che sarebbe una
conseguenza di un’ ”opzione antituristica”. (es. con un pessimismo che si possa verificare la
possibilità di ringiovanimento della regione turistica). Per questi motivi Costa propone un altro
modello di classificazione delle località turistiche, tenendo conto dell’intensità dei flussi che dà vita a
4 tipi di località turistica, collegate ad una categoria di turismo:
- “turismo alternativo occasionale”: comprende una bassa intensità di flussi e bassa
regolazione;
- “turismo insostenibile di massa”: “ un’alta intensità di flussi e bassa regolazione;
- “turismo sostenibile di massa”: “ un’alta intensità di flussi e alta regolazione: è data da
un’applicazione delle politiche turistiche basate sulla tutela dell’ambiente geografico;
- “turismo alternativo programmato”: comprende una bassa intensità di flussi e alta regolazione.
Si basa su strumenti “precauzionali” per far sì che una regione che si sta imponendo nel mercato
turistico non debba poi rendere sostenibili le presenze turistiche.

GLI INDICI DI MISURA DELL’IMPATTO AMBIENTALE


Esistono degli strumenti per cercare di valutare qual è la capacità di carico di un territorio. Entro una
certa soglia il turismo risulta sostenibile e porta benefici alla comunità locale, dopo tale soglia il
turismo incomincia ad intaccare l’equilibrio che alla fine si rompe inevitabilmente. Per questo
divengono necessari gli strumenti che determinano l’ “affollamento turistico” di una determinata
regione per evitare di oltrepassare questo limite.
Le valutazioni sono essenzialmente due:
- VIA (valutazione di impatto ambientale)
- VAS (valutazione ambientale strategica) considerando la capacità di carico, ovvero
scientificamente quanti turisti può sopportare.
Si prende in considerazione un’area e si cerca di capire quanti turisti può sopportare. Oltre i limiti
imposti, la località di quella regione va in sovraccarico.
Ogni progetto è stato sottoposto a VIA e a VAS che sono dei riferimenti. Entrambe le valutazioni non si
limitano ad un’analisi geografico ambientale, ma si allargano a temi culturali, sociali ed economici,
secondo un approccio olistico applicato già nelle scienze geografiche.
Il turismo può apportare addirittura degli elementi positivi come quello della tutela. Non va
interpretato solamente secondo gli eventi catastrofici, ma può essere questo un modo per portare a
riflettere il turista a poter migliorare gli spetti. La tutela dell’ambiente non è vista in maniera
inversamente proporzionale all’affluenza turistica, ma soprattutto tenendo conto del comportamento
turistico, in modo da auspicare l’erosione delle aree turistiche
STRUMENTI DI TUTELA AMBIENTALE E DI VALORIZZAZIONE TURISTICA
PARCHI E AREE NATURALISTICHE
Lo strumento che riesce a valorizzare turisticamente un sito naturale e a tutelarla dal punto di vista
ambientale è l’istituzione di un parco o di un’area protetta. Infatti, viene stimolata da parte del
turista la visita di bellezze naturali, denominate “paesaggio” e nella Costituzione Repubblicana sono
tutelate dal 1939 con una legge. Il Testo unico dei beni culturali e ambientali inserì l’espressione di
“beni ambientali”, ma fu superato dal Codice dei beni culturali e l’introduzione termine
“paesaggio”, anche in funzione della Convenzione europea del paesaggio del 2000.
Naturalmente, ogni area è sottoposta alla tutela e ci sono numerosi vincoli paesaggistici. Tutele più
specifiche sono riferite ad aree naturalistiche particolari come le “aree protette” (i parchi e le riserve
naturali), il cui organo di gestione ricopre funzioni di sorveglianza e controllo oltre che di
formazione, ricerca e valorizzazione.
In Italia furono istituite diverse aree protette a partire dagli anni Venti/Trenta con i Parchi nazionali
del Gran Paradiso, di Abruzzo, del Circeo e dello Stelvio; poi quello della Calabria. Con l’istituzione
delle Regioni dovevano essere istituiti parchi regionali e aree di tutela regionali che necessitarono
nel 1991 di una legge quadro sulle aree protette. Questa legge, oggi, distingue i parchi naturali e
riserve naturali e inoltre le aree protette
costituiscono l’11% del totale del territorio nazionale.
Sul piano turistico ci sono pro e contro nel rapporto tra aree protette e turismo: l’aspetto
turistico è stato istituzionalizzato di recente (es. il Parco nazionale del Gran Paradiso).
Oggigiorno, si incentra la presenza di turisti nelle aree protette per realizzare lo sviluppo
territoriale.

POLITICHE TURISTICHE URBANE


I flussi turistici sino agli anni Ottanta si sono diretti dalle aree urbane verso aree rurali, ma da
qualche decennio anche il turismo urbano sta avendo successo. Dunque i circa 2000 centri urbani
d’interesse storico e artistico hanno rappresentato il 33% degli arrivi turistici, organizzando eventi:
manifestazioni, mostre, convegni…
- un elemento sono le politiche urbane, le quali si indirizzano verso una diversificazione di attrattori
in aree vicine (es. il Giubileo della Misericordia del 2016, quando la Porta Santa di San Pietro fu il
centro principale dell’evento o anche l’Expo di Milano 2015 dove numerosi visitatori hanno
pernottato in città della Lombardia e addirittura dalla Svizzera);
- un altro elemento sono la restrizione degli ingressi o pagamento di biglietti di accesso per le città
d’arte, anche se è facile selezionare i viaggiatori-turisti (per i quali regolamentare l’accesso) e
viaggiatori-non turisti (ai quali lasciare libero accesso alla città). Perciò questa politica si può
adottare per i “veicoli ad uso turistico”;
- un ultimo elemento è l’”accesso a pagamento ai siti interessanti dal punto di vista turistico”, dove
il superamento delle problematiche è avvenuto introducendo la tassa di soggiorno (non superiore
ai 5 euro in Italia). L’imposta serve per finanziare interventi di manutenzione, fruizione e recupero
dei beni culturali e ambientali. Infine, è essenziale che i turisti siano informati e responsabili. Un altro
strumento per limitare i flussi è attuare un elevato costo per l’accesso alle città d’arte o per i biglietti in modo
che maggiore sarà il costo e minore sarà la presenza turistica.
PARCHI LETTERARI E CULTURALI
Per quanto riguarda il cambiamento apportato dalla società non riguarda solo l’ambiente fisico o
antropico, ma anche l’aspetto culturale come impronta immateriale che l’umanità ha lasciato e sul
significato che viene attribuito dalla società.
Uno degli esempi è quello dei “parchi letterari” che rappresentano strumenti che servono a tutelare
un sito per il suo significato culturale o per il suo valore letterario. Quindi tale parco conserva e tutela
proponendo una rilettura del territorio attraverso l’opera di poeti e scrittori scoprendo itinerari da
conservare e tutelare.
In secondo luogo, il Parco ha cercato di promuovere lo sviluppo locale attraverso una
valorizzazione turistica del paesaggio. Inoltre, la valorizzazione dei parchi è da attribuire alla
Fondazione Nievo che opera in franchising tra le Fondazioni e i Comuni che vogliono creare un
Parco letterario (es. “Cesare Pavese-La Luna e i Falò”; “Eugenio Montale- Poesie”…).
Successivamente vi sono parchi letterari finanziati dal Fondo Europeo di Sviluppo regionale nel
Mezzogiorno.
MUSEI ALL’ARIA APERTA ED ECOMUSEI
- I musei all’aria aperta sono nati a fine Ottocento nei Paesi scandinavi e sono all’interno di spazi
aperti al pubblico in edifici che vengono montati e smontati e dove viene ricostruita l’atmosfera di
un momento storico, attraverso l’uso di oggetti, costumi d’epoca…
Essi rappresentano la tradizione e una cultura locale troppo limitata a un particolare momento
storico.
- Gli ecomusei, invece, sono nati in Francia negli anni Settanta e si distinguono dai precedenti in
quanto non guardano solo al passato, ma sono proiettati verso il futuro. Non utilizzano edifici
spostati dalla loro sede naturale, ma questi restano come patrimonio della popolazione residente
che gestisce il museo.
A livello nazionale si fa riferimento, volta per volta, ai criteri come: valenza dello scrittore ne vivente
ne recente; deve essere nazionale; devono essere coinvolte imprese di giovani… Questi ecomusei
sono sviluppati a livello europeo e hanno ampliato la conoscenza delle attività tradizionali;
riscoperto il territorio; raccontare la storia di un territorio, la vita quotidiana; salvaguardato, cioè
conservare il patrimonio culturale, ambientale, le attività tradizionali; valorizzato, cioè hanno
contribuito allo sviluppo locale ed economico…
Il successo dell’iniziativa ha fatto sì che, in mancanza di una legislazione nazionale, questa
è stata differenziata e la Puglia l’ha fatto nel 2011.

I MARCHI DI QUALITÀ
I marchi in generale e le certificazioni di qualità sono nati a fini aziendali e riferiti ai prodotti, ma le
certificazioni di qualità hanno riguardato anche gli enti locali territoriali e rafforzato l’immagine
turistica. I soggetti che istituiscono o gestiscono un marchio di qualità sono registrati a norma del
D.L. 59/2010 di attuazione della Direttiva europea 2006/123, presso il Ministero dello Sviluppo
Economico. Ci sono alcuni esempi:
- LE BANDIERE BLU: è un riconoscimento delle località marine nato nel 1986 e ha come scopo
quello di promuovere lo sviluppo sostenibile;
date da Foundation for environmental education
-LE BANDIERE ARANCIONI: lanciate dal Touring Club nel 1999 per le località
dell’entroterra;
- LE BANDIERE VERDE AGRICOLTURA E LE BANDIERE LILLA: sono nati in Italia
nel 2003 e nel 2012 ed hanno come scopo la valorizzazione turistica. Il primo, tutela
l’ambiente rurale e quindi risultano d’immagine per le località agrituristiche. Il secondo,
premia quei comuni che hanno prestato attenzione e sensibilità verso il turismo disabile;
- I BORGHI PIÙ BELLI D’ITALIA: riferito ai borghi marittimi o dell’entroterra, i piccoli
comuni italiani con un centro storico o una frazione dalla tipicità storica. Il 2017 è stato
l’anno dei borghi italiani, proclamato dal Ministero dei Beni e delle attività culturali e del turismo;
- OSPITALITÀ ITALIANA che è iniziata come certificazione degli alberghi e si è esteso
anche a strutture come ristoranti, agriturismi, B&B, agenzie di viaggi… Dal 2009
l’iniziativa è uscita dai confini nazionali per raggiungere i ristoranti italiani presenti in tutto il
mondo. Gli obiettivi della certificazione sono riconoscere e sviluppare la qualità del servizio e della
gestione, fornire elementi di miglioramento agli operatori, creare opportunità di promozione;
- LE CERTIFICAZIONI INTERNAZIONALI ED EUROPEE. L’ente che desidera ottenere la certificazione
UNI EN ISO 14001, dopo aver predisposto un Sistema di Gestione
Ambientale deve presentare una domanda per poter fare una fase “istruttoria” e a una fase
“valutativa”. Tali procedure devono per esempio accertare processi di efficienza ambientale,
l’assenza di agenti inquinanti, un livello di inquinamento acustico…
Successiva alla certificazione ISO 14001 è la possibilità di ottenere la registrazione europea EMAS.
Essa è più impegnativa perché vengono presi nei confronti del pubblico degli impegni che devono
essere rispettati nelle scadenze. Simili a questi sono le certificazioni ISO 14014 ed “UE-ecolabel”, i
quali verificano la qualità del prodotto che immettono sul mercato. ISO 22000 e BS OHSAS 18001,
infine, attestano gli standard in termini di sicurezza alimentare e di sicurezza sul lavoro.

Turismo e immagine
DAI VIDEOGIOCHI AL TURISMO VIDEOLUDICO
Con l’evoluzione della tecnologia degli ultimi anni, i videogiochi sono diventati un sofisticato
prodotto multimediale. Il fenomeno del virtuale ha stuzzicato la curiosità del consumatore per
cercare di capire di cosa si tratta, soprattutto dal punto di vista geografico.
A causa della progressiva diffusione su un pubblico di varie età e generi, questo prodotto
multimediale è riuscito a creare non solo un business economico, ma anche ad acquisire una
straordinaria importanza in nuovi ambiti, diventando così interessante oggetto di studi e ricerche
sociali.
I videogiochi ricoprono un particolare interesse ai fini geografici, dove ci si sofferma su uno
scenario in particolare in cui il soggetto gioca. Riescono inoltre ad offrire ambientazioni complete
e tridimensionali di intere città o siti geografici, che possono essere immaginari, identici o ispirati
a quelli reali.
Questo strumento virtuale è capace di creare nuovi luoghi mentali in grado di far percepire al
giocatore la sensazione di trovarsi completamente immerso nell’ambientazione e di creare
emozioni. Questo processo è detto quindi “turismo e immagine”, in quanto viene studiato
l’immaginario dello scenario e le emozioni scaturite da parte di chi gioca.
Il processo sensuale che coinvolge il giocatore può essere:
- Visuale in oggettiva esterna all’azione di gioco, dove l’esperienza risulta più o meno
immersiva nei confronti dell’ambiente di gioco.
- Visuale in soggettiva dove il giocatore vive in prima persona un’esperienza coinvolgente
nell’ambiente di gioco.
In entrambi i casi, il giocatore è in grado di riconoscere i SITI e di collegarli alla realtà.
Con l’avvio della tecnologia, l’ambiente di gioco acquisisce un’importanza massima poiché lo
sguardo del giocatore si muove in uno spazio nel contempo reale e virtuale definito “IPER-
LUOGO”, Cioè uno spazio che possiede una propria identità.
Si è accostato al viaggio virtuale l’esperienza turistica, proprio perché la tecnologia ha permesso
di far vivere al giocatore un’esperienza SIMILTURISTICA. Per questo motivo i luoghi nel quale è
ambientato il prodotto multimediale, spesso hanno come sfondo un’ambientazione storica, in cui
i siti sono fedelmente riprodotti e offrono la possibilità di vivere un’esperienza denominata a
questa maniera.
Spesso i videogiochi forniscono alcuni ausili propri del viaggio, come mappe virtuali che
richiamano le carte turistiche, oppure le guide che ricordano le guide turistiche. A questo modo si
avvicina il giocatore alle esperienza di un viaggio reale.
Questa forma di viaggio virtuale non può essere però considerata una vera e propria esperienza
turistica, in quanto manca lo spostamento fisico di una persona da una località all’altra.
Ad un certo punto nel turista scaturisce la voglia di visitare il sito che ha sempre visualizzato
attraverso lo schermo, pertanto il turismo basato sull’esperienza dei videogames si divide in tue
tipi:
- Turismo “per” il videogioco in cui il giocatore diventa un turista vero e proprio spinto
dall’interesse di raggiungere le località che ospitano eventi videoludici.
- Turismo “del” videogioco in cui il giocatore diventa un turista perché la location è riuscita a
diventare nella sua mente un luogo turistico, e per tale motivo egli parte alla ricerca del
confronto con la realtà. Una volta raggiunta la località ricercata si sofferma a cercare
analogie e differenze tra la realtà e il mondo virtuale.
La “gamisfication” è in grado di indurre l’utenza a comportamenti attivi, come il mettersi in
viaggio per andare a visitare la location da cui gli sviluppatori del videogioco hanno tratto
ispirazione per la creazione dell’ambientazione.
Da un paio di anni gli sviluppatori dei videogiochi hanno mostrato maggior interesse per le
località italiane. Questo potrebbe offrire un occasione interessante per il rilancio turistico
dell’Italia.
“Assassin’s Creed 2” può essere un esempio di lancio turistico del borgo di Monteriggioni, grazie
ai videogiochi e alla letteratura. Il videogioco è ambientato in epoca rinascimentale di città
italiane tra cui Firenze, Forlì, Venezia, Roma e Monteriggioni, dando così vita ad un turismo di
interesse videoludico in luoghi dove è già affermato l’interesse artistico, storico e culturale.
Sono stati creati dei veri e propri itinerari dedicati al turismo videoludico, in cui gli stessi turisti a
notare alcune differenze in loco tra il mondo virtuale e il mondo reale.
Un altro esempio di videogioco popolare è “Father and Soon” ambientato nelle diverse epoche
della città partenopea che ha raggiunto un forte incremento di flussi turistici a posteriori del
successo del videogioco dal 2016 al 2017.
Dal punto di vista organizzativo, inoltre, ci sono in Italia alcune iniziative come il portale web
IVIPRO.

IMMAGINE E NEOTOPONIMI TURISTICI


Il turismo e la toponomastica hanno in comune un concetto molto importante, quello dell’immagine.
Una località turistica deve avere come prima cosa un suo preciso toponimo, il quale deve essere
evocatore d’immagini.
Un toponimo nasce quando la società attribuisce un valore a una località, dandole un nome
geografico e facendola divenire un marchio per la promozione turistica.
Se un sito non possiede un proprio toponimo significa che esso non ha mai riscosso un interesse da
parte della società.
ESEMPIO POSITIVO, COSTA SMERALDA
POSITIVA ECCESSIVA CEMENTIFICAZIONE DELLE COSTE, ECCESSIVA MODERNIZAZZIONE,
BALEARIZZAZZIONE M
I toponimi possono anche mutare in seguito ai significati che la comunità attribuisce ai siti.
Nel caso della Francia alcuni toponimi sono stati ispirati ai colori caratterizzanti della località e alla
fantasia dei promotori turistici che nel caso della “Costa azzurra ecc..” si è concentrata sulle pietre
preziose.
Far risaltare solamente piccoli tratti costieri di una determinata regione turistica, diviene dannoso per
tutto il resto del territorio.
Rientrano nei flussi turistici non solo i toponimi delle località costiere, ma anche quelli delle località
montane.
In alcuni casi il neotoponimo non sostituisce totalmente quello già in uso ma si affianca ad esso.
Monteriggioni ad esempio è indicata come “Il borgo di Assassin’s Creed 2”, anziché con il suo vero e
proprio toponimo.
Talvolta i toponimi diventano sostantivi come nel seguente caso:
- SPA, città Belga  diventato in molte lingue sinonimo di stazione termale (Le SPA).

IMMAGINE E VIP
Una delle motivazioni che possono cooperare al lancio turistico di una località è data dalla presenza
dei VIP come nel caso di Porto Cervo.
Ampi stati della popolazione imitano da sempre i comportamenti delle classi sociali che vengono
considerate più elevate. Anche il turismo non si distingue da questo processo e ne è molto
indirettamente interessato.
Oltre ai VIP capaci di lanciare una località turistica, possono essere un esempio anche i poeti, i
letterati, i giornalisti, gli attori, i cantanti e i politici. La loro presenza viene sottolineata in funzione
dell’immagine che gli operatori turistici vogliono dare alla loro località.
Se da una parte la presenza “spontanea” dei VIP in una stazione turistica viene ampliamente
sottolineata dagli operatori turistici locali, dall’altra parte sono gli stessi operatori turistici che invitano
i grandi personaggi a trascorrere un periodo di tempo presso le loro strutture, affinché possa essere
“costruita” un’immagine turistica.

IMMAGINE E LETTERATURA
Vi sono alcuni casi in cui la costruzione dell’immagine turistica di una località è incentrata attorno alla
letteratura. Questo avviene quando la località è stata oggetto di un’opera letteraria celebre (per
esempio il lago di Como, celebre per i Promessi Sposi, oppure Monteriggioni, un riferimento letterario
alla Divina Commedia). Si costruisce così, un’immagine turistica.
Spesso i versi di un opera letteraria vengono utilizzati anche come messaggi promozionali a favore di
una località turistica.
I geografi iniziano a considerare il testo letterario sotto una prospettiva differente, in quanto permette
di accrescere l’interesse del “turista colto”.
Altre volte invece la costruzione dell’immagine turistica di una regione non viene costruita dalla
letteratura, ma anche dalla scienza e dagli eventi politici.

IMMAGINE E GUIDE TURISTICHE


È evidente che il più grande strumento di diffusione sono le guide turistiche e questo significa
affermarsi sugli obiettivi turistici. Se una località non è ancora un luogo turistico, la guida deve avere
tutti gli elementi per convincere che un luogo sia una località turistica e quindi deve inserire tutte le
informazioni importanti, in modo che un luogo diventi una località. Per prima cosa si inseriscono gli
elementi oggettivi, ma soprattutto la guida deve dare al turista la percezione che questi elementi
siano importanti. Inoltre se c’è un trend turistico, la guida deve convincere che visitare una certa
località corrisponda a qualcosa che in tanti vogliono visitare (creare un flusso). Qui subentra
l’atteggiamento del turista: siccome la località è alla moda, allora va visitata. Egli, inoltre, nei
confronti della guida turistica può essere attivo o passivo: se attraverso delle attrazioni, il turista
partecipa e viceversa.
Ci sono alcuni esempi di guide turistiche:
- la Guida del Touring che promuove molte regioni in ambito storico-artistico;
- la Lonely Planet che è più giovane della prima e ha uno stile brillante, propone
passeggiate, mette all’erta il viaggiatore un po’ turismofobico del rischio di trovarsi
coinvolto in un’esperienza che per lui potrebbe essere troppo di massa;
- la Guida Verde che ha come scopo quello di andare incontro ai turisti che amano
immergersi in ambienti naturali;
- la Guida della via Francigena che si riferisce al turismo religioso e qui la guida descrive
Monteriggioni come un mondo “piccolo”, con poche case, una chiesa… si tratta di una descrizione
che va incontro a questi tipi di turisti che sfuggono dalle grandi città.
Quindi oltre al riferimento al videogioco, l’esperienza ludica si può provare al museo (es. dov’è
possibile impugnare qualche arma), od osservare laboratori artigianali…

IMMAGINE E MASSMEDIA
I mass media hanno un ruolo molto importante per le immagini. Attraverso le serie tv, documentari e
spot vengono trasmesse al pubblico delle immagini in maniera positiva. Queste ci spingono a volerle
visitare, in quanto costruiscono l’immagine di una località e nel contempo valorizzarla . Per questo
Si cerca di mettere in risalto immagini che siano interessanti e che possano essere definite come
“attrattori” con degli aspetti positivi, celando gli aspetti negativi. In questo caso la realtà è filtrata.
Il cinema diventa uno degli elementi di promozione di determinate località turistiche. La terra (specie
il paesaggio montano)è vista come un incanto. Tutto ciò non fa altro che accrescere il desiderio del
turista che intende trascorrere le sue vacanze in montagna.
La stampa a larga diffusione è un altro importante elemento di promozione dell’immagine turistica, in
quanto l’immagine è veicolata attraverso la stampa stessa.
La televisione è diventata oggi il mezzo di privilegio per la diffusione di messaggi promozionali e dei
documentari, spesso anch’essi responsabili della formazione delle mode turistiche. In tal senso le
immagini trasmesse possono essere di diverso tipo. Nel caso dei documentari viene proposta un
immagine che non è solamente legata agli attrattori visti in un’ ottica positiva, ma anche alle
problematiche che sono presenti nelle località. In questo caso le immagini non appaiono tutte uguali e
la realtà non è filtrata.
Per la promozione turistica è stata utilizzata anche la “free press” col fine della divulgazione del
messaggio ad un pubblico più vasto per poterne trarre benefici promozionali.
Le mostre e fiere nazionali e internazionali specializzate nel turismo sono sono altri veicoli per la
diffusione al grande pubblico dell’immagine turistica di una località. Un esempio emblematico è la BIT
Borsa Internazionale del Turismo a Milano.
Internet è un altro strumento di comunicazione sul veicolo dell’immagine turistica. Oggi una località
turistica risulta “inesistente” se non ha il suo sito web che deve essere realizzato da specialisti.
Solitamente più il sito è efficace e più riesce a classificarsi nelle prime posizioni nei risultati dei
principali motori di ricerca. Oggi il web è importante anche per la pianificazione di un viaggio.

IMMAGINE E CARTOGRAFIA
Il ruolo della cartografia è notevole per la promozione turistica. Particolare importanza ricopre lo
studio della cartografia turistica, al fine di studiare le modifiche che il turismo ha causato sul
territorio o anche per orientarsi. La carta geografica è piana, in quanto ha due dimensioni,
altrimenti si ha un plastico o un globo; ridotta perché riproduce la superficie terrestre in misure più
piccole rispetto alla realtà; simbolica perché per dare informazioni ci si serve di simboli presenti
nella legenda.
La carta turistica rappresenterà le vie di comunicazione, gli ostacoli alla viabilità, i centri abitati presi
in considerazione rispetto ai servizi ricettivi presenti e all’importanza storica, artistica e naturale, la
presenza di strade panoramiche, belvedere, ecc…
Quindi questo strumento condiziona l’immagine di una località.
La nascita della cartografia turistica è avvenuta in epoca romana e come esempio c’è la Tabula
Peutingeriana: carta itineraria romana del IV sec. In essa le forme del territorio sono molto
improprie mentre precise risultano le indicazioni delle strade, le distanze varie… Nel Medioevo
questo strumento aveva come scopo quello di condurre i pellegrini alle loro mete, soprattutto a
Roma e Santiago di Compostela. Nell’età moderna, invece, si affermò il mezzo ferroviario che ha
segnato una tappa importante, dato che gli itinerari erano rigidi hanno ridotto le carte turistiche a
strisce lunghe e strette (es. in Italia ci sono le produzioni
cartografiche dell’Istituto Geografico Militare, che adatta i fogli alle esigenze turistiche).
Però, oggi, la cartografia tematica è quella più conosciuta.

IMMAGINE ED ETICA
L’eticità delle esperienze turistiche proposte dai vari operatori (come nel caso dell’acquisto di pacchetti comprensive di
donazioni), è una pratica consueta nel mondo. Solitamente è praticato dal turista che ha il coraggio di lottare per i diritti umani.
Gli aggettivi che più di frequente accompagnano il sostantivo “turismo” nel mercato contemporaneo, il turista tradizionale, oltre
all’etico pratica:
- Turismo consapevole: scegliendo un modo corretto di fare turismo in base alle proprie azioni.
- Turismo responsabile: scoraggia le attività dannose per la società.
- Turismo solidare: tutela le attività delle comunità locali.
- Turismo d’incontro: da molto spazio all’incontro con gli autoctoni.
- Turismo comunitario: permette di immergersi totalmente nella vita della comunità locale
- Turismo equo: si adopera affinché la ricaduta dei benefici economici venga distribuita equamente nella comunità locale.
- Turismo partecipativo
- Turismo creativo: offre la possibilità di sviluppare il potenziale creativo dei turisti attraverso corsi o esperienze di
apprendimento.
- Turismo ecologico: rispetto e valorizzazione dell’ambiente
- Turismo ambientale
- Ecoturismo
- Turismo lento, non frettoloso per godersi la località al meglio
Se si analizzano diversi tipi di turisti, si noterà che accanto ai turisti tradizionali si affermano i nuovi turisti, caratterizzati dalle 3 L.
Quest’ultimi sono turisti di un ceto benestante, provenienti da paesi dove l’economia è avanzata e il grado d’istruzione è più
elevato. Essi sono alla ricerca di paesaggi autentici e sono più sensibili e rispettosi della diversità culturale della comunità locale.
Il turismo etico è “una moda turistica nuova” alla quale è stata fatta corrispondere un’offerta adeguata da soddisfare. La
diffusione del turismo etico è data anch’esso dai mass media e dalle associazioni internazionali e nazionali per la diffusione di
tale pratica.
Esempi emblematici sono l’assemblea generale dell’OMT e le “Conferenze internazionali”.
Alcune pratiche turistiche però pongono gravi problemi etici come il dark tourism e il turismo sessuale. Riguardo il primo si tratta
della visita dei luoghi e siti che hanno come particolarità quella di essere stati teatri di morte, ponendo quindi problematiche di
genere etico. Per quanto riguarda il secondo, si tratta del turismo sessuale, dove molto spesso vengono coinvolti minori in
pratiche di prostituzione.
È stata fondata un organizzazione che combatte questa piega. Nasce ECPAT – end child prostitution in Asian Tourism, una
campagna per rispondere a una grave emergenza del turismo sessuale nel Sud-est asiatico per poter difendere i diritti dei minori
e condannare chi in patria abusa di un minore all’estero.

Nozioni extra
Lackage, Quando gli introiti di una regione di incoming tornano alla regione di outgoing in quanto
magari merci e servizi hanno sede in quest’ultima

cosa è cambiato nel terzo settore?


ormai la maggior parte della popolazione lavora nel settore terziario 70%, e gli altri due settori al
contrario rappresentano una percentuale molto bassa e, se ignorati, possono facilmente andare in
crisi
primario agricoltura4%

BONUS VIAGGI 2020 in base al reddito per incentivare il turismo

Volonturismo, Turismo di volontariato


e volontarismo, Fase del pensiero evolutivo del turismo a cavallo fra le due guerre, in cui ambiente e
uomo vanno di pari passo e nessuno sovrasta l'altro sul prendere le decisioni