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La Comunità politica nella mia Costituzione vs

Dottrina Sociale della Chiesa


Due visioni a confronto?

Contenuto

Introduzione..........................................................................................................................................2
Cap. 1: La comunità politica nella Dottrina Sociale della Chiesa..................................................2
Cap. 2: La comunità politica nella Costituzione Rumena...............................................................3
Cap. 3 Confronto tra Dotrina Sociale della Chiesa e Costituzione Rumena...............................5
Conclusione..........................................................................................................................................6

Professore
Alberto García Gómez
Studente
Mihai Adrian Miclaus
Introduzione

La domanda: „Possono essere trovati aspecti simili tra Doctrina Sociale della
Chiesa e la Costituzione dello Stato?” e stata messa nella mia testa da qualche
tempo fa. In questo studio voglio trovare similitudini e disimilitudini tra questi due
documenti, ma prima voglio fare un piccolo commento a ogniuno documento.
Il contenuto della mia analisi sarà diviso in 3 parti, cioè in prima parte voglio
presentare La comunità politica nella Dottrina Sociale della Chiesa, in seconda parte
voglio parlare della mia constituzione e di aspetti della organizzazione politica e nella
ultima parte della mia analisi voglio mettere qualche similitudini e dissimilitudini che
gli ho trovato tra DSC1 e Constituzione.

Cap. 1: La comunità politica nella Dottrina Sociale della Chiesa

La dottrina sociale è la parte del magistero della Chiesa che si occupa di


insegnare il comportamento corretto degli uomini nella loro vita sociale. Applica gli
insegnamenti di Gesù Cristo alla vita nella società, sempre con il fine di cercare la
salvezza delle anime.
In questo senso, il mio studio si ferma solo su capitolo ottavo, cioè la comunità
politica. Dal inizio questo capitolo comincia con l’argomentazioni bibliche, e la parte
più importante secondo me la troviamo a numero 379 „dare a Dio quello che è di Dio”
e con questo come prosegue anche nel Compendio „condanna ogni tentativo di
divinizzazione e di assolutizzazione del potere temporale: solo Dio può esigere tutto
dall’uomo.” I prossimi punti parlano di Gesù come l’autorita politica e di suo ruolo sul
terra „ per servire e dare la propia vita”. Così la Chiesa annuncia che „Cristo,
vincitore della morte, regna sull’universo che Egli stesso ha riscattato”. Questa parte
si conclude con la via dell'organizzazione sociale „mediante la verità, la giustizia, la
libertà e la solidarietà che procurano la pace”.
Il secondo punto del capitolo parla di „fondamento e il fine della comunità
politica” in qualle si sta parlando della persona umana, il popolo, i diritti con le loro
caratteristiche e fondamente. Ma in questa parte abbiamo al n. 389 una
caratteristicha fondamentale della comunità politica cioe „persegue il bene comune” il
punto importante per questa analisi. Ulteriore si parla di uomo come persona, si da il
significato del termina ma alla fine abbiamo l’obbiettivo che i credenti devono
proporsi. „La visione cristiana della società politica conferisce il massimo rilievo al
valore della comunità, sia come modello organizzativo della convivenza sia come
stile di vita quotidiana.”
Nel punto succesivo del capitolo si sta parlando proprio della Autorita Politica,
il fondamento il suo compito e il suo „Dovere”. Tra questi ricordo che: „deve lasciarsi
guidare dalla lege morale”, „deve riconoscere, rispettare e promuovere i valori umani
e morali essenziali”, „deve emanare leggi giuste”, „deve tutelare il bene comune”. Ma

1
DSC – Dottrina Sociale della Chiesa
tra questi doveri ha anche compiti di fare leggi, pene e di seguire di non violare i
diritti.
Nella quarta sezione e stato descrito il sistema della democrazia dove si mette
i valori che inspirano le procedure democratiche: „la dignità di ohni persona umana, il
rispetto dei diritti dell’uomo, l’assunzione del „bene comune” come fine e criterio
regolativo della vita politica.”
A questo punto devo dare un paragrafo molto significativo che mette alla luce
cio che la Dottrina Sociale vede in democrazia.
„La dottrina sociale individua uno dei rischi maggiori per le attuali democrazie
nel relativismo etico, che induce a ritenere inesistente un criterio oggettivo e
universale per stabilire il fondamento e la corretta gerarchia dei valori: « Oggi si
tende ad affermare che l'agnosticismo e il relativismo scettico sono la filosofia e
l'atteggiamento fondamentale rispondenti alle forme politiche democratiche, e che
quanti sono convinti di conoscere la verità e aderiscono con fermezza ad essa non
sono affidabili dal punto di vista democratico, perché non accettano che la verità sia
determinata dalla maggioranza o sia variabile a seconda dei diversi equilibri politici.
A questo proposito, bisogna osservare che, se non esiste nessuna verità ultima la
quale guida ed orienta l'azione politica, allora le idee e le convinzioni possono esser
facilmente strumentalizzate per fini di potere. Una democrazia senza valori si
converte facilmente in un totalitarismo aperto oppure subdolo, come dimostra la
storia ».838 La democrazia è fondamentalmente « un “ordinamento” e, come tale,
uno strumento e non un fine. Il suo carattere “morale” non è automatico, ma dipende
dalla conformità alla legge morale a cui, come ogni altro comportamento umano,
deve sottostare: dipende cioè dalla moralità dei fini che persegue e dei mezzi di cui si
serve »”
Un instrumento molto utile in questa areea sono i mezzi di comunicazione
sociale che „si devono utilizzare per edificare e sostenere la comunità umana, nei
vari settori, economico, politico, culturale, educativo, religioso.” Come dice anche il
compendio „L'informazione attraverso i mass-media è al servizio del bene comune.
La società ha diritto ad un'informazione fondata sulla verità, la libertà, la giustizia e la
solidarietà”.
In ultimi 2 punti del capitolo si parla di valori della societa civile, principio di
sussidiarietà, la liberta religiosa e la colaborazioni tra chiesa e stato.

Cap. 2: La comunità politica nella Costituzione Rumena

Nel contesto del ritorno della Romania alla politica multipartitica, nel 1989, la
costituzione comunista dovette essere sostituita per menzionare il nuovo stato di
cose, ma anche per garantire il rispetto dei diritti civili e per consentire lo sviluppo di
un regime politico democratico.
Attraverso la costituzione del 1991, la Romania diventa uno stato democratico
e uno stato governato dallo stato di diritto (cioè uno stato le cui leggi sono basate sul
rispetto dei diritti civili e delle libertà, uno stato in cui il funzionamento delle istituzioni
si basa sulle leggi, la magistratura è indipendente ei cittadini sono protetti da eccesso
di autorità delle istituzioni). Il passaggio dallo Stato comunista autoritario allo Stato di
diritto ha incontrato alcune difficoltà. L'ingresso della Romania nell'Unione europea
nel 2007 è stato un riconoscimento a livello europeo del fatto che nel nostro paese lo
Stato di diritto funziona.
Il primo capitolo della costituzione è intitolato Principi generali e contiene i
principi fondamentali, specifici di un regime democratico: separazione dei poteri nello
stato, sovranità nazionale, uguaglianza di tutti i cittadini davanti alla legge,
multipartitismo. La forma di governo dello stato è la repubblica e la Romania è
considerata lo stato di diritto, democratico e sociale. La frase Stato di diritto
democratico e sociale sottolinea l'idea che in Romania sono garantiti, attraverso le
istituzioni statali, il rispetto della legge e il libero accesso alla giustizia (Stato di
diritto), i principi democratici sono rispettati (Stato democratico), lo Stato rispetta la
personalità umana e interviene per ottenere il bene comune, attraverso misure a
tutela dei propri cittadini in situazioni ordinarie ma anche straordinarie, in caso di
calamità o crisi, oppure attraverso la tutela e la garanzia di opportunità per le
categorie svantaggiate (welfare state). Tra i principi generali menzionati in questo
primo capitolo citiamo la garanzia del diritto delle minoranze nazionali a conservare
la loro lingua e tradizioni, il rafforzamento dei legami con i rumeni all'estero, lo
sviluppo di relazioni pacifiche con tutti gli Stati, l'osservanza dei trattati internazionali.
Il potere legislativo è detenuto dal Parlamento, composto dalla Camera dei
Deputati e dal Senato. Il Parlamento è eletto per un periodo di quattro anni e ha
come principali attribuzioni l'adozione delle leggi e del bilancio. L'iniziativa legislativa
(cioè la proposta di progetti di legge) appartiene ai membri del parlamento, ai membri
del governo, ma anche ai cittadini, se un progetto è firmato da almeno 250.000
cittadini di almeno un quarto delle contee del paese.
Il potere esecutivo è rappresentato dal governo e dal presidente della
Romania. Il governo sta monitorando l'attuazione delle leggi. Il Presidente del
Consiglio è proposto dal Presidente, previa consultazione con il partito o i partiti che
detengono la maggioranza parlamentare. Propone al Parlamento un elenco di
ministri per l'approvazione. Il governo è politicamente responsabile davanti al
Parlamento; può essere revocato dal Parlamento con voto di sfiducia.
Il Presidente della Romania è eletto a suffragio universale per un periodo di 4
anni (in occasione della revisione della costituzione, nel 2003, il mandato è stato
portato a 5 anni). La stessa persona può ottenere un massimo di due termini. Il ruolo
fondamentale del Presidente è quello di esercitare la funzione di mediazione tra i
poteri dello Stato. Il Presidente ha le seguenti responsabilità: nomina il Presidente
del Consiglio, promulga leggi (le controfirma per approvarne l'entrata in vigore), può
sciogliere il Parlamento, se ha rifiutato due volte l'investimento di un governo (ma
può sciogliere il Parlamento solo una volta). tra un anno), è il comandante supremo
dell'esercito, conferisce onorificenze, concede perdono, conclude trattati
internazionali che propone all'approvazione del Parlamento, emana decreti.
La magistratura. I giudici sono indipendenti dal potere politico e inamovibili
(possono essere trasferiti, sostituiti o revocati solo dal Consiglio Superiore della
Magistratura). La più alta istituzione giudiziaria è la Corte Suprema di Giustizia.
I diritti e le libertà abituali sono specificati in costituzione: libertà di persona,
libertà di riunione e di associazione, libertà di stampa, inviolabilità del domicilio,
inviolabilità della proprietà, diritto di voto. A differenza della costituzione democratica
del 1923, quella del 1991 specifica anche la protezione dallo stato rumeno di cui
godono i cittadini rumeni all'estero, i cittadini stranieri e gli apolidi (coloro che non
hanno cittadinanza) sul territorio della Romania, il rispetto di tutti i trattati in materia di
diritti umani, firmato dalla Romania. La costituzione del 1991 prevede anche il diritto
alla vita, il divieto di tortura, lavoro forzato e pena di morte, la protezione delle
persone con disabilità, la protezione delle famiglie, dei bambini e dei giovani.
Al fine di garantire la difesa dei diritti civili viene istituita l'istituto dell'Avvocato
del Popolo, che può essere impugnato da qualsiasi cittadino che si ritenga ingiusto.

Cap. 3 Confronto tra Dottrina Sociale della Chiesa e Costituzione


Rumena

In questo capitolo voglio fare attenzione su qualche similitudini che gli ho


trovato in questi due documenti.
Prima similitudine è che ogni popolo ha bisognio di una autorita. Nella
Constituzione della Romania abbiamo al articolo 61: „Il Parlamento è l'organo
rappresentativo supremo del popolo rumeno e l'unica autorità legislativa del paese”,
e nel compendio abbiamo già dal inizio in aspetti biblici che il popolo di Israele
„riconosce soltanto la signoria di Jahve”, ma sono sicuro che ogni popolo ha un
„representante” cioè una persona o un gruppo di persone che representano un
gruppo più grande e questa, secondo me, e una cosa fondamentale perchè
dobbiamo „rispetare” e „ascoltare” le autorità. In stesso punto possiamo trovare
un’altra similitudine cioè la libertà di esprimere che lo troviamo nel compendio ma
ache nella constituzione.
Come abbiamo visto nella prima parte di questo documento, il compendio
parla di autorità politica e il suo „dovere”. Anche qui sono similitudini con la mia
Constituzione cioè il Parlamento deve riconoscere, rispettare e promuovere i valori
umani e morali essenziali, deve emanare leggi, deve tutelare il bene comune.
Un altro punto simile e il sistema della democrazia dove si mettono in gioco i
valori umani.
Una cosa speciale che ho trovato nella mia Constituzione il juramento che il fa
il presidente ma anche i deputati devono fare un juramento, ma non e stato scrito e
questa secondo me e una divergenza tra DSC perchè nel compendio si parla di
componenti morali della reppresentanza politica e si mettono in testo „pazienza,
modestia, moderazione, carità, sforzo di condivisione”, cosi si nasce una piccola
discuzione perchè non e stato ammeso nella constituzione il juramento degli
parlamentari. Nella sezione 2 Tit. III, Status di deputati e senatori e stata messa solo
„Deputati e senatori entrano in carica alla data della riunione legale della Camera di
appartenenza, a condizione di convalidare l'elezione e prestare giuramento. Il
giuramento è stabilito dalla legge organica.”
In senso della libertà religiosa ho trovato dei similitudini tra DSC e C.R. 2 cioè
„La libertà di pensiero e di opinione, così come la libertà di credo religioso, non può
essere limitata in alcun modo. Nessuno può essere costretto ad adottare un'opinione
o ad aderire a un credo religioso contrario alle proprie convinzioni.” Ma anche che „I
culti religiosi sono autonomi dallo stato e godono del suo sostegno, anche facilitando
l'assistenza religiosa nell'esercito, negli ospedali, nei penitenziari, nei manicomi e
negli orfanotrofi” così possiamo vedere che „ La società e lo Stato non devono
costringere una persona ad agire contro la sua coscienza, né impedirle di operare
in conformità ad essa” come sostiene anche in Compendio.
Possiamo parlare di similitudini anche nel campo giuridico, dei magistrati, o
in campo legislativo.
L’ultima cosa che voglio mettere si riferisce a „mondo dei mezzi di
comunicazione” come gli chiama Compendio, e questo e reglementato nella
Constituzione nella parte „diritto al informazione”. Ho messo anche questa perchè
secondo me e una problema etica questi mezzi. Se prendiamo la constituzione che
dice: „Il diritto della persona ad avere accesso a qualsiasi informazione di interesse
pubblico non può essere limitato” o „I mass media, pubblici e privati, sono tenuti a
garantire la corretta informazione dell'opinione pubblica” possiamo
tranquilamente osservare che le parole sono belissime, ma mi sto chedendo e
vero? Una grande parte del mio pensiero mi sta dicendo che i mass-media publica
solo che vuole, in scopo proprio, solo per fare attenzione le persone, senza dire la
verita (in tanttisime volte)

Conclusione

In una piccola conclusione, posso dire che nella mia constituzione i valori
fondamentali che ci sono sostenuti anche nella Dottrina Sociale della Chiesa, gli
troviamo, ma anche che nelle grande aree questi due documenti hanno tante
similitudini invece di disimilitudini. Se prendeamo ogni parola sicuramente troviamo in
ogni riga qualcosa che non va, ma se guardiamo tutta la prase posso dire che sono
contento che „in parole” la mia Constituzione rispetta i maggior parte delle linee del
Compendio.

2
C.R. – Constituzione Rumena