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La Biblioteca Classense di Ravenna

Gli spazi architettonici Lazzaro, opera di Francesco Z a g a-


L ’ e d i f i c a z i o n e dell’Abbazia camal - nelli (1465-1532) ora adibita a s p a z i o
d o l e s e , s e d e della Biblioteca Clas - conferenze; la Manica Lunga , a n t i -
s e n s e , h a i n i zio nel 1512. Per tre se - camente adibita a cantine e s t a l l e
c o l i l ’ A b b a z ia è stata oggetto di e che ora accoglie le sale es p o s i t i -
c o n t i n u i a m p liamenti, divenendo nel ve realizzate nel 1983 su prog e t t o d i
c o r so d e i s e coli uno dei più grandi e Marco Dezzi Bardeschi, nelle q u a l i r i-
m a e s t o s i m o numenti dell’Ordine Ca - salta il pavimento a mosaico id e a t o e
maldolese. realizzato dalla Prof.ssa Maria G r a z i a
Brunetti con la collaborazione d e g l i
A l p i a n t e r r e n o: il chiostro d’ingresso, allievi degli Istituti d’arte di Ra v e n n a
c o n l a f a c c i ata barocca di Giusep - e Firenze, dell’Accademia di B B . A A .
p e A n t o n i o S oratini (1682-1762); il ve - e dell’Istituto professionale di R a v e n -
s t i b o l o c i n q u ecentesco che introdu - na; il chiostro grande, edifica t o t r a
c e n e l g r a n de refettorio, adorno di il 1611 e il 1620 su progetto di G i u l i o
v e t r a t e , a r r e di lignei e dipinti, tra i Morelli, con l’elegante cistern a d i s e-
q u a l i l a r a f f i gurazione delle Nozze di gnata nei primi del ‘700 da D o m e n i -
C a na , o p e r a di Luca Longhi (1507- co Barbiani (1714-1777).
1590).
Al piano ammezzato: gli amp i s p a z i
L a c h i e s a d i San Romualdo, ora Sa - seicenteschi del dormitorio d e i m o -
c r a r i o d e i c a duti e Museo del Risor - naci novizi restaurati nel 1983 s u p r o -
g i m e n t o , e d i ficata su progetto archi- getto di Marco Dezzi Bardes c h i e d
t e t t o n i c o d i Luca Danesi (1598-1672) adibiti a sale di consultazione.
e d e c o r a t a c on affreschi di Giovanni
B a t t i s t a B a r b iani (1593-1650) e Ce - Al primo piano: il corridoio g r a n d e ,
s a r e P r o n t i ( 1626-1708); la Sala Mu - costruito nel Seicento, con gli a f f r e-
r a t o r i , a n t i c a sacrestia, decorata schi di Giovanni Battista Barbia n i c h e
d a C e s a r e P r onti e adorna di dipinti, raffigurano regole e santi ben e d e t t i-
t r a i q u a l i s p icca la Resurrezione di ni e camaldolesi.
A l p i a n o s e c ondo: la Libreria, realiz - te nella varietà delle tipolog i e d o -
z a t a t r a S e i e Settecento dall’abate cumentarie che la caratter i z z a n o :
P i e t r o C a n n e ti (1659-1730) su proget- opere a stampa, antiche e mo d e r n e ,
t o d e l S o r a t i ni, ricca di statue, stuc - manoscritti, incisioni, mappe, f o t o -
c h i e d i s c a n sie lignee finemente in - grafie, documenti d’archivio, m a t e -
t a g l i a t e e d ecorata con affreschi e riale multimediale.
d i p i n t i d i F r ancesco Mancini (1679-
1758). Una varietà che nasce dalla d o p p i a
valenza della Biblioteca Clas s e n s e :
A s e g u i r e , i n sopraelevazione, la Sala biblioteca storica e di conse r v a z i o -
d e l l e s c i e n z e e delle arti, opera ne- ne da un lato e biblioteca fort e m e n-
o c l a s s i c a d i Camillo Morigia (1744- te orientata alla pubblica l e t t u r a
1 7 9 5 ) , e l a l unga serie delle stanze dall’altro.
c h e , a p a r t i re dall’Ottocento, ospi -
t a n o l e r a c c olte bibliografiche delle Il complessivo patrimonio libr a r i o a
s e c o n d e s o p pressioni e le collezioni stampa della Biblioteca Cla s s e n s e
l i b r a r i e p r i v a t e appartenute a Corra- si stima in circa 800.000 unità b i b l i o -
d o R i c c i e a Leo Olschki. grafiche. La maggior parte de l l e c o l -
lezioni è di ambito umanistic o , a l l e
quali si affianca un cospicuo n u c l e o
Le raccolte di raccolte a carattere scienti f i c o .
L a r i c c a a r t i colazione delle collezio-
n i d e l l a B i b l i oteca Classense si riflet -