Sei sulla pagina 1di 11

Le equazioni di Maxwell

in forma differenziale e loro risoluzione


in assenza di carica

Nel seguente elaborato si intende presentare le equazioni di Maxwell in forma differenziale,


ricavandole dalla loro forma integro-differenziale. Si intende inoltre presentare la matematica
necessaria alla loro comprensione, con particolare attenzione ai concetti di derivata parziale di una
funzione e ai vari operatori vettoriali. Si propone inoltre il calcolo di una loro soluzione nel caso di
assenza di cariche e con conseguente esistenza di onde elettro-magnetiche.

Lapo Moggi 11/06/2020 pag.1/11


Indice
1. Basi matematiche
1.1. Le derivate parziali
1.2. Il nabla
1.3. Il gradiente di una funzione
1.4. L’operatore di divergenza
1.5. L’operatore di rotore
1.6. L’operatore di Laplace
1.7. L’operatore di d’Alembert
2. Le equazioni di Maxwell
2.1. La prima equazione o teorema di Gauss per il campo elettrico
2.2. La seconda equazione o teorema di Gauss per il campo magnetico
2.3. La terza equazione o legge di Faraday-Neumann-Lentz
2.4. La quarta equazione o teorema di Ampère-Maxwell
3. Funzioni potenziale
3.1. Caso classico
4. Risoluzione in casi semplici
4.1. Assenza di carica
5. Fonti
5.1. Sitografia
5.2. Bibliografia

Notazione
In tutto l’elaborato verrà utilizzata la seguente notazione:

 I vettori e le funzioni vettoriali verranno rappresentati con lettere in grassetto


 Gli scalari e le funzioni scalari verranno rappresentati con lettere non in grassetto
 𝜕𝑉 è la superficie chiusa che racchiude il volume V con verso canonico
 𝜕𝑆 è la curva chiusa che contorna la superficie S con verso canonico

Lapo Moggi 11/06/2020 pag.2/11


1. Basi Matematiche

1.1.Le derivate parziali


Data una funzione f definita da un insieme 𝐷 ∈ 𝑅 ad un insieme 𝑅 , detta 𝑢 l’𝑖esima base di 𝑅
con 1 < 𝑖 < 𝑛, detta 𝑣 l’𝑗esima base di 𝑅 con 1 < 𝑗 < 𝑚, detta 𝑓 la componente di f lungo 𝑣 e
detto 𝒙 = (𝑥 , 𝑥 , … , 𝑥 ) ∈ 𝐷 il generico punto di 𝐷 allora la derivata parziale di 𝑓 lungo 𝑢 si
definisce:
𝜕𝑓 (𝒙) 𝑓 (𝑥 , 𝑥 , … , 𝑥 + ℎ, … , 𝑥 ) − 𝑓 (𝑥 , 𝑥 , … , 𝑥 )
= lim
𝜕𝑢 → ℎ
Da osservare il fatto che questa derivata si deduce vada calcolata come se variasse solo la variabile
in esame e le altre fossero costanti.
Scritta per tutte le componenti la derivata parziale di una funzione vettoriale si esprime come
𝜕𝒇(𝒙) 𝒇(𝑥 , 𝑥 , … , 𝑥 + ℎ, … , 𝑥 ) − 𝒇(𝑥 , 𝑥 , … , 𝑥 )
= lim
𝜕𝑢 → ℎ

1.2.Il nabla
Il nabla o ∇ è un operatore differenziale al primo ordine di tipo vettoriale che, dato uno spazio 𝑅 ,
detta 𝑥 l’𝑖esima base di 𝑅 , è definito come

𝜕
∇= 𝑥
𝜕𝑥

Nel caso di una funzione a tre variabili spaziali x, y, z il nabla si riduce a


𝜕 𝜕 𝜕
𝛻 = 𝚤̂ + 𝚥̂ +𝑘
𝜕𝑥 𝜕𝑦 𝜕𝑧
Il nabla viene spesso usato per scrivere in forma compatta gli operatori di gradiente, divergenza,
rotore e laplaciano.
Da questo punto in avanti tutte le funzioni di cui si tratterà saranno funzioni a tre variabili spaziali
ed una temporale dove le quattro variabili formano una base ortonormale dello spazio vettoriale
dominio di tale funzione.
Le funzioni scalari avranno per insieme di arrivo 𝑅 mentre le funzioni vettoriali 𝑅 .
Il vettore posizione spaziale verrà indicato con 𝒙 mentre la coordinata temporale verrà indicata
con 𝑡.

Lapo Moggi 11/06/2020 pag.3/11


1.1.L’operatore di gradiente
L’operatore di gradiente o semplicemente il gradiente di una funzione 𝑓 scalare, normalmente
indicato con il simbolo 𝛻𝑓 è definito
𝜕 𝜕 𝜕
𝛻𝑓 = 𝚤̂ 𝑓 + 𝚥̂ 𝑓 + 𝑘 𝑓
𝜕𝑥 𝜕𝑦 𝜕𝑧
Dalla formula precedente si può osservare che il gradiente di una funzione è un vettore in cui
ciascuna componente è la derivata parziale lungo quella componente della funzione stessa.
L’operatore di gradiente è un operatore lineare, pertanto
𝛻(𝑓 + 𝑔) = 𝛻𝑓 + 𝛻𝑔
𝛻(𝑎𝑓) = 𝑎(𝛻𝑓)
In genere in fisica classica non si considera all’interno dell’operazione di gradiente la coordinata
temporale.

1.2.L’operatore di divergenza
L’operatore di divergenza di una funzione vettoriale, indicato con il simbolo 𝛻 ∙ 𝒇 è definito come
prodotto scalare fra l’operatore nabla e la funzione a cui l’operatore è applicato. Pertanto
𝜕 𝜕 𝜕
𝛻∙𝒇= 𝑓 + 𝑓 + 𝑓
𝜕𝑥 𝜕𝑦 𝜕𝑧
L’operatore di divergenza è un operatore lineare
𝛻 ∙ (𝒇 + 𝒈) = 𝛻 ∙ 𝒇 + 𝛻 ∙ 𝒈
𝛻 ∙ (𝑎𝒇) = 𝑎(𝛻 ∙ 𝒇)
Per l’operatore di divergenza di funzioni vettoriali vale il teorema di Gauss-Green

𝒇 ∙ 𝑑𝑺 = ( 𝛻 ∙ 𝒇)𝑑𝑣

Secondo il quale il flusso attraverso una superficie chiusa con verso di una funzione vettoriale è
uguale all’integrale sul volume all’interno della superficie chiusa della divergenza della funzione.
Nel caso in cui la divergenza di una funzione vettoriale sia sempre nulla è possibile definire una
funzione potenziale vettoriale
𝒇= 𝛻x𝑨

Lapo Moggi 11/06/2020 pag.4/11


1.3.L’operatore di rotore
L’operatore di rotore di una funzione vettoriale, indicato con il simbolo 𝛻 x 𝒇 è definito come
prodotto vettoriale fra l’operatore nabla e la funzione a cui l’operatore è applicato. Pertanto

𝚤̂ 𝚥̂ 𝑘
𝜕 𝜕 𝜕 𝜕𝑓 𝜕𝑓 𝜕𝑓 𝜕𝑓 𝜕𝑓 𝜕𝑓
𝛻 x 𝒇 = 𝑑𝑒𝑡 = − ; − ; −
𝜕𝑥 𝜕𝑦 𝜕𝑧 𝜕𝑦 𝜕𝑧 𝜕𝑧 𝜕𝑥 𝜕𝑥 𝜕𝑦
𝑓 𝑓 𝑓

L’operatore di rotore è un operatore lineare, dunque


𝛻 x (𝒇 + 𝒈) = 𝛻 x 𝒇 + 𝛻 x 𝒈
𝛻 x (𝑎𝒇) = 𝑎(𝛻 x 𝒇)
Si può osservare che la divergenza di un rotore è sempre nulla in quanto
𝛻 ∙ (𝛻 x 𝒇) = 0
Per l’operatore di divergenza vale il teorema di Stokes

𝒇 ∙ 𝑑𝒍 = (𝛻 x 𝒇) ∙ 𝑑𝑺

Secondo il quale la circuitazione lungo una qualsiasi curva orientata chiusa 𝜕𝑆 di una funzione è
uguale al flusso attraverso una qualsiasi superficie avente per contorno 𝜕𝑆 del rotore della
funzione stessa
Nel caso in cui il rotore di una funzione sia sempre nullo è possibile definire una funzione
potenziale scalare tale che
𝒇 = 𝛻𝑉

1.4.L’operatore di Laplace
L’operatore di Laplace o Laplaciano, indicato con il simbolo 𝛻 𝑓, è definito come la divergenza del
gradiente di una funzione e come tale è un operatore differenziale del secondo ordine.
𝜕 𝜕 𝜕
𝛻 𝑓 = 𝛻 ∙ 𝛻𝑓 = 𝑓+ 𝑓+ 𝑓
𝜕𝑥 𝜕𝑦 𝜕𝑧
Il laplaciano applicato ad una funzione vettoriale si esprime come vettore di laplaciani lungo le
componenti
𝜕 𝜕 𝜕
𝛻 𝒇 = 𝚤̂ 𝑓 + 𝑓 + 𝑓 +
𝜕𝑥 𝜕𝑦 𝜕𝑧

𝜕 𝜕 𝜕 𝜕 𝜕 𝜕
+𝚥̂ 𝑓 + 𝑓 + 𝑓 + 𝚥̂ 𝑓 + 𝑓 + 𝑓
𝜕𝑥 𝜕𝑦 𝜕𝑧 𝜕𝑥 𝜕𝑦 𝜕𝑧

Lapo Moggi 11/06/2020 pag.5/11


Gli operatori di Laplace, sia quello scalare che quello vettoriale, sono operatori lineari, dunque
𝛻 (𝒇 + 𝒈) = 𝛻 𝒇 + 𝛻 𝒈
𝛻 (𝑎𝒇) = 𝑎(𝛻 𝒇)

1.5.L’operatore di d’Alembert
L’operatore di d’ Alembert è un operatore differenziale del secondo ordine simile al Laplaciano ma
comprendente anche la componente temporale
𝜕 𝜕 𝜕 1 𝜕 1 𝜕
□𝑓 = 𝑓+ 𝑓+ 𝑓− 𝑓=𝛻 𝑓− 𝑓
𝜕𝑥 𝜕𝑦 𝜕𝑧 𝑣 𝜕𝑡 𝑣 𝜕𝑡
L’operatore di d’Alembert può essere derivato anche dal laplaciano vettore e assume la seguente
forma
1 𝜕
□𝒇 = 𝛻 𝒇 − 𝒇
𝑣 𝜕𝑡
L’equazione□𝒇 = 𝟎 descrive un’onda che si propaga con velocità v

2. Le equazioni di Maxwell

2.1.La prima equazione di Maxwell o teorema di Gauss per il campo elettrico


Per il teorema di Gauss per il campo elettrico
𝑄
Φ (𝑬) =
𝜀
Che sviluppata in forma integrale

𝜌
𝑬 ∙ 𝑑𝑺 = 𝑑𝑣
𝜀
Applicando il teorema di Gauss-Green al primo termine della precedente equazione si ricava

𝜌
( 𝛻 ∙ 𝑬)𝑑𝑣 = 𝑑𝑣
𝜀
Essendo questa relazione valida per ogni volume V se ne deduce che
𝜌
𝛻∙𝑬=
𝜀
Questa equazione valida per distribuzioni continue di carica si può estendere anche a cariche
puntiformi attraverso l’utilizzo della delta di Dirac

Lapo Moggi 11/06/2020 pag.6/11


2.2. La seconda equazione di Maxwell o teorema di Gauss per il campo magnetico

Procedendo analogamente alla prima equazione


Φ (𝑩) = 0

( 𝛻 ∙ 𝑩)𝑑𝑣 = 0

Essendo questa relazione valida per ogni volume V si ricava che


𝛻∙𝑩=0

2.3.La terza equazione di Maxwell o legge di Faraday-Neumann-Lentz


Secondo la legge di Faraday-Neumann-Lentz
𝜕Φ (𝑩)
∆𝑉 = −
𝜕𝑡
Che scritta in forma integro-differenziale

𝜕
𝑬 ∙ 𝑑𝒍 = − 𝑩 ∙ 𝑑𝑺
𝜕𝑡

Applicando il teorema di Stokes al primo termine dell’equazione

𝜕
(𝛻 x 𝑬) ∙ 𝑑𝑺 = − 𝑩 ∙ 𝑑𝑺
𝜕𝑡
Poiché nel secondo termine le operazioni di integrale e derivata si applicano a variabili diverse è
possibile scambiare l’ordine delle due operazioni

𝜕
(𝛻 x 𝑬) ∙ 𝑑𝑺 = − 𝑩 ∙ 𝑑𝑺
𝜕𝑡
Essendo i due integrali uguali per ogni superficie S allora
𝜕
𝛻x𝑬 =− 𝑩
𝜕𝑡

2.4.La quarta equazione di Maxwell o teorema di Ampère-Maxwell


Per il teorema di Ampère-Maxwell

𝜕
𝑩 ∙ 𝑑𝒍 = 𝜇 𝐼 + 𝜀 𝜇 Φ (𝑬)
𝜕𝑡

Lapo Moggi 11/06/2020 pag.7/11


Che in forma integro-differenziale diventa

𝜕
𝑩 ∙ 𝑑𝒍 = 𝜇 𝑱 ∙ 𝑑𝑺 + 𝜀 𝜇 𝑬 ∙ 𝑑𝑺
𝜕𝑡
Applicando il teorema di Stokes al primo membro

𝜕
(𝛻 x 𝑩) ∙ 𝑑𝑺 = 𝜇 𝑱 ∙ 𝑑𝑺 + 𝜀 𝜇 𝑬 ∙ 𝑑𝑺
𝜕𝑡
Poiché nel secondo termine le operazioni di integrale e derivata si applicano a variabili diverse è
possibile scambiare l’ordine delle due operazioni

𝜕
(𝛻 x 𝑩) ∙ 𝑑𝑺 = 𝜇 𝑱 ∙ 𝑑𝑺 + 𝜀 𝜇 𝑬 ∙ 𝑑𝑺
𝜕𝑡
Essendo questa relazione valida per ogni superficie S se ne ricava
𝜕
𝛻x𝑩=𝜇 𝑱+𝜀 𝜇 𝑬
𝜕𝑡
Questa equazione valida per densità di correnti continue può essere generalizzata a correnti di
cariche puntiformi attraverso l’utilizzo della delta di Dirac

3. Le funzioni potenziale

3.1.Caso classico
Essendo la divergenza del campo magnetico sempre nulla è possibile scrivere il campo magnetico
come rotore di un particolare campo potenziale chiamato potenziale vettore
𝑩= 𝛻x𝑨
Sostituendo questo risultato nella terza equazione di Maxwell si ottiene
𝜕
𝛻x𝑬=− (𝛻 x 𝑨)
𝜕𝑡
che invertendo l’ordine fra le operazioni di rotore e derivata diventa
𝜕
𝛻 x 𝑬 = −𝛻 x 𝑨
𝜕𝑡
Portando entrambi i termini a sinistra e applicando la linearità dell’operatore di rotore
𝜕
𝛻 x (𝑬 + 𝑨) = 0
𝜕𝑡

Lapo Moggi 11/06/2020 pag.8/11


Essendo il rotore uguale a zero è possibile scrivere la funzione come gradiente di una opportuna
funzione scalare 𝜙
𝜕
𝑬+ 𝑨 = −𝛻 𝜙
𝜕𝑡
Mettendo a sistema l’equazione 3.1.1. con la 3.1.5 si ottiene
𝑩= 𝛻x𝑨
𝜕
𝑬 = −𝛻 𝜙 − 𝑨
𝜕𝑡

4. Risoluzione in casi semplici

4.1.Assenza di carica
Una delle conseguenze più rilevanti delle equazioni di Maxwell è l’esistenza di onde
elettromagnetiche, di cui qui di seguito viene riportato il calcolo nel vuoto in assenza di carica.
In assenza di carica le equazioni di Maxwell prendono la seguente forma
𝛻∙𝑬=0

⎪ 𝛻∙𝑩=0
𝜕
𝛻x𝑬=− 𝑩
⎨ 𝜕𝑡
⎪ 𝜕
⎩𝛻 x 𝑩 = 𝜀 𝜇 𝜕𝑡 𝑬
Applicando l’operatore di rotore alla terza equazione si ottiene
𝜕
𝛻 x (𝛻 x 𝑬) = − (𝛻 x 𝑩)
𝜕𝑡
Sostituendo la quarta equazione di Maxwell al secondo membro
𝜕 𝜕 𝜕
𝛻 x (𝛻 x 𝑬) = − 𝜀 𝜇 𝑬 = −𝜀 𝜇 𝑬
𝜕𝑡 𝜕𝑡 𝜕𝑡
Applicando la seguente identità per il doppio rotore
𝛻 x (𝛻 x 𝑬) = −𝛻 𝑬 + 𝛻(𝛻 ∙ 𝑬)
Si ottiene
𝜕
−𝛻 𝑬 + 𝛻(𝛻 ∙ 𝑬) = −𝜀 𝜇 𝑬
𝜕𝑡
Poiché
𝛻∙𝑬=0

Lapo Moggi 11/06/2020 pag.9/11


Si ricava
𝜕
𝛻 𝑬=𝜀 𝜇 𝑬
𝜕𝑡
𝜕
𝛻 𝑬−𝜀 𝜇 𝑬=𝟎
𝜕𝑡
□𝑬 = 𝟎
Procedendo analogamente per il campo magnetico
𝜕
𝛻 x (𝛻 x 𝑩) = 𝜀 𝜇 (𝛻 x 𝑬)
𝜕𝑡
𝜕
−𝛻 𝑩 + 𝛻(𝛻 ∙ 𝑩) = 𝜀 𝜇 𝑩
𝜕𝑡
𝜕
𝛻 𝑩=𝜀 𝜇 𝑩
𝜕𝑡
□𝑩 = 𝟎
Avendo ottenuto
□𝑬 = 𝟎
□𝑩 = 𝟎
Si è trovata l’esistenza di onde elettromagnetiche che viaggiano alla velocità di
1
𝑣= =𝑐
𝜀 𝜇

Lapo Moggi 11/06/2020 pag.10/11


5. Fonti

5.1.Bibliografia
Edward M. Purcell, La fisica di Berkerley: elettricità e magnetismo, Zanichelli Bologna, 1971

5.2.Sitografia
Wikipedia:

equazioni di Maxwell (https://it.wikipedia.org/wiki/Equazioni_di_Maxwell)


derivate parziali (https://it.wikipedia.org/wiki/Derivata_parziale)

gradiente (https://it.wikipedia.org/wiki/Gradiente_(funzione))

Laplaciano (https://it.wikipedia.org/wiki/Operatore_di_Laplace)

Operatore di d’Alembert (https://it.wikipedia.org/wiki/Operatore_di_d%27Alembert)

radiazione elettromagnetica (https://it.wikipedia.org/wiki/Radiazione_elettromagnetica)


Appunti di elettromagnetismo (https://it.wikitolearn.org/Utente:Dan/Elettromagnetismo)

Lapo Moggi 11/06/2020 pag.11/11