Sei sulla pagina 1di 1

2.

PROVA DI CARICO SU PALO CON CELLA OSTERBERG

2.1 La scelta della prova

La riduzione di incertezze relative al reale comportamento palo-terreno a seguito di un campo prove può
comportare vantaggi di diversa natura. Dal punto di vista del calcolo si evidenziano le seguenti opportunità: (i)
possibile riduzione dei coefficienti parziali da impiegarsi ai fini del calcolo della capacità portante; (ii) misura
diretta della risposta carico-cedimento del palo singolo; (iii) quantificazione della capacità portante fornita dalla
superficie laterale del palo alle diverse profondità; (iv) valutazione dell’aliquota di carico trasferita alla base e
corrispondente entità degli spostamenti. Dal punto di vista tecnologico-realizzativo il campo prove permette inoltre
di (i) verificare l’efficacia nella pulizia del della base del palo; (ii) ridurre i rischi associati alla costruibilità del
palo, validando la tecnica realizzativa adottata dall’impresa prima dell’inizio dei lavori di realizzazione delle
fondazioni piuttosto che a cantiere avviato, specialmente in relazione alle metodologie di scavo, sostegno del foro
e di getto in presenza di falda in pressione; (iii) tarare i tempi richiesti dalle singole attività per la definizione del
cronoprogramma in fase realizzativa; (iv) identificare eventuali altre situazioni impreviste.
Alla luce dell’elevato numero di pali trivellati previsti dal progetto definitivo, un’analisi costi-benefici ha
portato Arup e la Committenza a concordare sull’opportunità di eseguire un campo prove per i pali trivellati. La
scelta di eseguire una prova di carico bidirezionale tramite celle di carico Osterberg, altrimenti dette O-cell
(Osterberg, 1989), è dovuta principalmente alla volontà di (i) minimizzare i rischi legati alla sicurezza; (ii) garantire
una sufficiente mobilizzazione della portata di base la quale, tramite altre tecnologie, si sarebbe mobilitata solo in
presenza di carichi e spostamenti estremamente elevati; (iii) limitare le incertezze legate alla misura della risposta
carico-cedimento alla base del palo. Per i dettagli circa le modalità esecutive e l’interpretazione delle prove tramite
O-cell si faccia riferimento ai riferimenti disponibili in letteratura (Becci et al. 2007; England et al 2011).

2.2 Requisiti ed esecuzione della prova

Il palo pilota è un palo trivellato (d=800mm, L=45.7m) eseguito a rotazione con l’impiego di fanghi
bentonitici, la cui testa è posta a circa 2m da p.c.. La capacità portante caratteristica del palo stimata sulla base delle
indagini geotecniche è pari a circa 11÷13 MN, di cui il 45÷65% è fornito dalla portata di base (AGI 1984).
Il palo prova (Figura 1a) è stato strumentato mediante una coppia di O-cell (con capacità massima
equivalente pari a circa 15MN) posta 2m al di sopra della base del palo, 6 terne di strain gauges, sei estensimetri
monobase e quattro LVWDT. Sono inoltre stati installati tubi per prove soniche per tutta la lunghezza del palo al
fine di verificare la buona riuscita del getto di calcestruzzo prima del test.
Le modalità operative di realizzazione del palo (modalità di scavo, bucket, bentonite, etc.) sono state concordate
nel dettaglio con l’Impresa al fine di minimizzare le differenze fra il palo pilota e i pali di progetto.
La gabbia di armatura è stata strumentata a terra ed ha richiesto un attento coordinamento fra l’Impresa ed Arup al
fine di minimizzare i rischi legati alla sicurezza ed i tempi richiesti per la messa in opera della gabbia. In particolare,
sono state installate le celle di carico, i sistemi di alimentazione e il cablaggio dei sistemi di azionamento e
monitoraggio (due coppie di tubi per l’azionamento del sistema idraulico delle O-cell, quattro tubi per prove cross-
hole, un cavo per ciascun strain gauge per un totale di 18 cavi e 6 tubi per le 3 coppie di estensimetri).
Si consideri che l’esecuzione di ciascuna giunzione in fase di calo della gabbia può richiedere fino a 2 ore di
lavorazione, in funzione della modalità di messa in opera. A tal proposito, è consigliabile massimizzare l’interasse
fra le barre longitudinali e prevedere idonei dettagli per facilitare le sovrapposizioni e le giunzioni, oltre che
prescrivere la presenza di barre che superino il piano campagna, anche nel caso di testa palo interrata, per permettere
il supporto della strumentazione. Inoltre, laddove si preveda di eseguire prove cross-hole in seguito all’esecuzione
della prova di carico, è opportuno studiare i tubi cross-hole con particolari dettagli quali giunti a bicchiere o
membrane sufficientemente elastiche e resistenti che permettano di accomodare le pressioni in fase di getto e gli
spostamenti generati in fase di prova.
Per una corretta interpretazione dei risultati della prova, è necessario conoscere la corretta posizione degli
strain gauge in opera, i quali potrebbero differire dal progetto costruttivo a causa della non perfetta sovrapposizione
fra gabbie adiacenti. Osservazioni in sito hanno mostrato uno scostamento pari a circa il 2%.
Al fine di valutare l’idoneità della metodologia di scavo proposta, ed avere maggiore controllo sul diametro
del palo in sito ai fini dell’interpretazione della prova, al termine della perforazione è stata eseguita una prova
mediante calibro sonico. Per permettere tale misura è richiesto un contenuto di sabbia inferiore al 2-5%, per ottenere
il quale è stato necessario eseguire lunghe operazioni di dissabbiamento. I risultati del calibro hanno mostrato un
errore di verticalità inferiore all’1% e l’assenza di franamenti delle pareti del foro (Figura 1b).