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Settimanale di Preghiera Domenica 6 settembre 2020 - 23^ settimana tempo ordinario anno XXII N.

954

Non di solo Pane

23^ Sii vicino Signore a quanti


ti invocano e compi la vo-
Tempo lontà di quanti ti temono.
Sostieni quelli che cadono
Ordinario e raddrizza quanti sono
curvati. Amen.
Apostolato
della preghiera
Amore, gioia, pace, ma-
gnanimità, benevolenza,
bontà, fedeltà, mitezza,
dominio di sé. E’ questa
la nostra strada verso il
Settembre Cielo, è la nostra strada,
Primo venerdì 04/09
che incomincia il Cielo
di qua.

Papa Francesco

Nella preghiera i dolori si sciolgono

Fate bene attenzione, miei figliuoli: il tesoro del rende capace di amare Dio. La preghiera ci
cristiano non è sulla terra, ma in cielo. Il nostro fa pregustare il cielo, come qualcosa che di-
pensiero perciò deve volgersi dov'è il nostro teso- scende a noi dal paradiso. Non ci lascia mai
ro. Questo è il bel compito dell'uomo: pregare ed senza dolcezza. Infatti è miele che stilla
amare. Se voi pregate ed amate, ecco, questa è la nell'anima e fa che tutto sia dolce. Nella pre-
felicità dell'uomo sulla terra. La preghiera nient'al- ghiera ben fatta i dolori si sciolgono come
tro è che l'unione con Dio. Quando qualcuno ha il neve al sole. Anche questo ci dà la preghiera:
cuore puro e unito a Dio, è preso da una certa soa- che il tempo scorra con tanta velocità e tanta
vità e dolcezza che inebria, è purificato da una luce felicità dell'uomo che non si avverte più la
che si diffonde attorno a lui misteriosamente. In sua lunghezza. Ascoltate: quando ero parro-
questa unione intima, Dio e l'anima sono come due co di Bresse, dovendo per un certo tempo
pezzi di cera fusi insieme, che nessuno può più se- sostituire i miei confratelli, quasi tutti malati,
parare. Come è bella questa unione di Dio con la mi trovavo spesso a percorrere lunghi tratti
sua piccola creatura! E' una felicità questa che non di strada; allora pregavo il buon Dio, e il
si può comprendere. Noi eravamo diventati inde- tempo, siatene certi, non mi pareva mai lun-
gni di pregare. Dio però, nella sua bontà, ci ha per- go.
messo di parlare con lui. La nostra preghiera è in-
(San Giovanni Maria Vianney)
censo a lui quanto mai gradito. Figliuoli miei, il vo-
stro cuore è piccolo, ma la preghiera lo dilata e lo

Non di solo pane Ventitreesima settimana Tempo Ordinario - Numero 954 pagina 2
I santi del giorno: Sant'Onesiforo, discepolo di
san Paol; Sant'Eleuterio di Spoleto, abate.

“La gioia non è solamente allegria, è chiarezza.


Semplifica ciò che noi complichiamo.” (Pierre Talec)
Domenica
Settembre
23^ tempo ordinario
6
TO

Il Santo del giorno: san Zaccaria


Parola di Dio
Solo mettendo al centro la celebrazione della vita che si apre al
in briciole
"totalmente altro" di Dio il Vangelo raggiungerà ogni popolo e o-
gni nazione fino agli estremi confini. Così, alla luce della vicenda di
Cristo, potrebbe essere riletta l'eredità profetica di san Zaccaria,
Due facce della carità voce della ricostruzione, che operò in mezzo a Israele dopo il rien-
Pagina curata da Don Luciano
tro dall'esilio babilonese alla fine del VI secolo a.C. Il forte richia-
”….Tu dovrai avvertirli da parte mo al tempio e a ciò che lì vi si celebrava, serve a Zaccaria per ri-
mia…..” (Ez 33,7-9) cordare agli israeliti che solo ricordando l'antica relazione con Dio
si può pensare di costruire un futuro. Solo così la fede autentica
Il profeta Ezechiele in questo può raggiungere anche chi è lontano, ai popoli pagani, a chi non
brano ci ricorda il dovere di conosce il volto amorevole del Creatore. Zaccaria apparteneva alla
correggere il fratello quando è
nell’errore. E questo va fatto tribù di Levi e nel libro che porta il suo nome parla, riporta la pro-
con amore. Il vero amore, il fezia del Messia a cavallo di un asinello, poi ripresa nel Nuovo Te-
perdono autentico non lascia le stamento.
persone come sono con i loro
difetti e i loro limiti. Amare un
fratello significa aiutarlo a cre-
scere a tutti i livelli, voler con-
cretamente la sua liberazione da Vangelo Matteo 18,15-20
ciò che è difettoso e cattivo,
impegnarsi per la sua umanizza- In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
zione. Per questo, correggere è «Se il tuo fratello commetterà una colpa contro di te, va’ e ammo-
opera di amore; Non è mai spe-
gnere energie ed entusiasmi; è niscilo fra te e lui solo; se ti ascolterà, avrai guadagnato il tuo fra-
tutt’altro della critica. Accanto tello; se non ascolterà, prendi ancora con te una o due persone,
alla correzione fraterna il cristia- perché ogni cosa sia risolta sulla parola di due o tre testimoni. Se
no farà largo uso di incoraggia-
m en to. L ’u omo atten de poi non ascolterà costoro, dillo alla comunità; e se non ascolterà
dall’altro uomo qualcosa di di- neanche la comunità, sia per te come il pagano e il pubblicano.
verso di un dono materiale; at-
tende che l’altro gli si fermi vici- In verità io vi dico: tutto quello che legherete sulla terra sarà legato
no, che prenda contatto con lui, in cielo, e tutto quello che scioglierete sulla terra sarà sciolto in
che si accorga che esiste, e ogni
tanto glielo dica. Nulla è così cielo. In verità io vi dico ancora: se due di voi sulla terra si mette-
incoraggiante come l’attenzione ranno d’accordo per chiedere qualunque cosa, il Padre mio che è
vigile, il rispetto non puramente nei cieli gliela concederà. Perché dove sono due o tre riuniti nel
formale se non sono vuote for-
me di rito o espressioni conven- mio nome, lì sono io in mezzo a loro».
zionali. L’incoraggiamento, co-
me la correzione, è una delle
mille facce della carità.

Non di solo pane Ventitreesima settimana del tempo Ordinario - Numero 954 pagina 3
La sinfonia di Gesù meditazione a cura di don Luciano Vitton Mea

In verità io vi dico: “Se


due di voi sopra la terra si
accorderanno per doman-
dare qualunque cosa, il
Padre mio che è nei cieli
ve la concederà”.
E’ necessario accordarsi tra
noi per poterci rivolgere al
Padre e domandargli fiducio- Gesù è la sinfonia che unisce le parole o non essendo con-
samente qualunque cosa: ma il cielo e la terra, Dio e gli uo- sapevoli di quali siano in realtà
cosa significa “accordarsi”? mini. Gesù infatti è il Figlio i nostri desideri più veri e
dell’uomo e Figlio di Dio, il profondi.
Un accordo musicale è forma- vero definitivo mediatore, co-
to da diverse note che suonate lui che conosce il Padre e la Solo Lui conosce la profon-
insieme, creano un suono bel- sua volontà e che ci ha amato dità del nostro cuore e sa di
lo, pieno e armonico. totalmente. La totalità del suo che cosa veramente abbia-
L’armonia tra gli uomini rima- amore ci dona e prepara la mo bisogno.
ne però solo un sogno se non totalità di ogni altro bene pos-
c’è gesù in mezzo a noi, se Lui è l’accordo musicale che
sibile, che noi desideriamo e
non ci si riunisce nel suo no- rende soave e lieta la vita
che vorremmo chiedere, pur
me. degli uomini.
non sapendo neppure trovare

Preghiamo la Contemplo: Verso la risurrezione


Parola

Gesù ti ringraziamo “A Dio, Padre di Misericordia, incontriamo perché possiamo


della gioia che ci dai luce e fonte di ogni bene, Signo- unirci tutti in un inno di ricono-
ogni volta che ci riu- re della storia dell’universo, ter- scenza per la pienezza della glo-
niamo, nel tuo nome, mine di tutto il cammino uma- ria che il tuo Figlio ci comunica
con tanti fratelli e so- no, eleviamo la nostra lode. nella grazia dello Spirito che vi-
relle. Donaci la quiete
A te, Padre, sia lode, nella Chie- vifica i nostri cuori. Amen.”
e la salute dell’anima e
del corpo, e il giusto sa e nel mondo, nella storia e
(Martini C.M. , La donna nel suo popolo, pp. 138-
riposo in te. Liberaci nei cieli. 139)
dalle preoccupazioni Ti lodi Maria, Madre di Gesù, ti
di questo mondo per lodino gli angeli, ti lodino i troni
essere testimoni della e le dominazioni, ti lodino i
nostra fede al mondo Santi, ti lodino i nostri defunti,
intero.
ti lodino tutte le persone che

Non di solo pane Ventitreesima settimana Tempo Ordinario - Numero 954 pagina 4
Santi del giorno: San Giovanni da Lodi; beato Gio-
vanni Mazzucconi, sacerdote.

“Felici coloro che hanno una lira nel cuore, e nello


spirito una musica eseguita dalle
azioni!” (JosephJoubert)
Lunedì
Settembre
23^ settimana tempo ordinario
7
TO
Il Santo del giorno: san Grato di Aosta
Parola di Dio
in briciole I padri ci proteggono con il loro esempio e richiamandoci
continuamente ai valori fondanti, per questo oggi chi vuol
guardare avanti deve continuamente ritornare alle origini.
Per Aosta san Grato rappresenta proprio questo: un pila-
Costruiamo in noi una co- stro che continua a sostenere e a proteggere la comunità
scienza morale corretta cristiana locale. Poche le notizie biografiche del secondo
Pagina curata da Don Luciano V. M. vescovo della città ma i dati storici lo collocano a Milano
nel 451, ancora sacerdote e inviato del primo vescovo di
“….celebriamo dunque la festa non con
il lievito vecchio ma con azzimi di sincerità Aosta, Eustasio: Grato, infatti, firmò la lettera uscita dal
e di verità..” (Cor 5,1-8) Concilio provinciale e inviata a papa Leone I Magno con-
Tante volte si nota una scissio- tro la posizione eretica di Eutiche che negava la doppia
ne tra la fede celebrata e la fe- natura, umana e divina, di Gesù. Come Eustasio forse an-
de vissuta. Cioè tra quello in che Grato era di origine greca e si era formato nel cenobio
cui diciamo di credere e le no- fondato da sant'Eusebio a Vercelli, da dove all'epoca, se-
stre scelte morali spesso vi è condo quando sostenuto da sant'Ambrogio, uscivano i
un grande spazio; questo, in vescovi dell'Italia settentrionale.
realtà può essere anche norma-
le, considerato che la vita cri-
stiana è un cammino e che le
cattive inclinazioni non sono
mai vinte del tutto. Il punto, Vangelo Lc 6,6-11
per i cristiani di Corinto, è che
Un sabato Gesù entrò nella sinagoga e si mise a insegnare. C’era
si vantavano di una situazione
di cui, invece, avrebbero dovu- là un uomo che aveva la mano destra paralizzata. Gli scribi e i
to vergognarsi. Non vi sembra farisei lo osservavano per vedere se lo guariva in giorno di saba-
che anche oggi viviamo situa- to, per trovare di che accusarlo. Ma Gesù conosceva i loro pen-
zioni simili? Certi comporta- sieri e disse all’uomo che aveva la mano paralizzata: «Àlzati e
menti peccaminosi non solo mettiti qui in mezzo!». Si alzò e si mise in mezzo. Poi Gesù disse
sono ritenuti normali, ma addi- loro: «Domando a voi: in giorno di sabato, è lecito fare del bene
rittura tanti se ne vantano. Il
o fare del male, salvare una vita o sopprimerla?». E guardandoli
problema è che quando si per-
de di vista la verità delle cose, tutti intorno, disse all’uomo: «Tendi la tua mano!». Egli lo fece e
ciò che sembra male divine la sua mano fu guarita. Ma essi, fuori di sé dalla collera, si misero
bene e viceversa. Per questo, a discutere tra loro su quello che avrebbero potuto fare a Gesù.
noi per primi siamo chiamati a
costruire in noi una coscienza
morale corretta.

Non di solo pane Ventitreesima settimana Tempo Ordinario - Numero 954 pagina 5
“Gesù guarisce” a cura di don Luciano Vitton Mea

Gesù disse all’uomo che strumento umano mera- ricominciare a vivere in


aveva la mano inaridita: viglioso adatto per lavo- pienezza la relazione con
«Àlzati e mettiti qui in rare, ma anche la parte gli altri.
mezzo!». del corpo che, per prima,
Gesù guarisce e il suo
Poi Gesù disse loro: incontra l’altro.
sguardo è rivolto a tutti
«Domando a voi: in
Gesù è il salvatore e risa- coloro che gli stanno at-
giorno di sabato, è lecito
na l’uomo; con la sua pa- torno, sia che sperino di
fare del bene o fare del
rola e volontà di bene, lo vedere un miracolo, sia
male, salvare una vita o
sopprimerla?». fa mettere al centro per- che aspettino un pretesto
ché tutti vedano cosa si- per condannarlo.
Un uomo si trova limita- gnifica ritrovare la pro-
to nei movimenti e in pria vita, essendo rag-
tante situazioni della vita giunti dal desiderio di
a causa dell’impossibilità bene e salvezza di Gesù.
di usare pienamente la
propria mano. La mano L’uomo ora può stende-
umana non è solo uno re nuovamente la mano,

Preghiamo la
Parola
Contemplo: Parole di speranza
Signore Gesù, dona-
“Dio mio, Dio mio” (Mc pur nell’apparente abbandono
mi la luce della tua
Risurrezione, quella 15,34). della morte.
che permette di af- Questo Dio a cui tutto è possi- Questo ci dà la certezza che Dio
frontare le incertezze bile, che vuole il nostro bene si prende cura di noi suoi figli,
della vita con la cer-
tezza della fede, non è obbligato a fare ciò che qualunque cosa ci avvenga, in
quella che di fronte noi attendiamo da lui. qualunque situazione ci trovia-
alle porte chiuse del- Può anche sembrare che este- mo.
la disperazione fa
riormente ci abbandoni, come
intravedere la spe-
ranza, quella che ha abbandonato Gesù sulla cro- (Martini C.M. Aprirsi, p.74)
nell’egoismo calcola- ce, ma anche in questo abban-
tore abilita alla carità dono, la parola “Dio mio, Dio
senza misura.
mio”, è parola di speranza .
Dio si è preso cura di suo Figlio,

Non di solo pane Ventitreesima settimana Tempo Ordinario - Numero 954 pagina 6
Santi del giorno:Santi
Adriano e Natalia, spo-
si; san Federico Ozanam, laico.

“Tutto arriva al momento giusto per chi sa


aspettare”. (Clèment Marot)
Martedì
Settembre
23^ settimana tempo ordinario
8
TO
Natività della Vergine Maria
Parola di Dio
Siamo creature chiamate a generare Dio nel mondo,
in briciole u n a “ m i ss i o ne ” v i s su ta f i n da l l 'i ni zi o
della propria esistenza da Maria, che è stata un ponte
tra il Creatore e le creature. La festa di oggi, che cele-
bra la natività della Vergine Maria, è legata indissolubil-
Le autentiche rivelazioni di mente a quella del Natale: nella lettura dei Padri, infatti,
Dio con la nascita di Maria Dio si “costruisce una casa” in
Pagina curata da Don Luciano V. M. mezzo agli uomini, una dimora che poi lui stesso abite-
“...e tu Betlemme, così piccola, da te usci- rà nell'Incarnazione. La ricorrenza odierna è nata in
rà per me colui che deve essere il dominato- Oriente ed è stata introdotta anche in Occidente da
re in Israele…...”
(Mic5,1-4a)
papa Sergio I nel VII secolo. Oggi questa festa è un
invito a curare la nostra vita e la nostra interiorità per-
Betlemme era davvero una ché è qui che s'incontra Dio. Una lezione “mistica” che
piccola borgata, rispetto alla i cristiani non devono mai dimenticare se non vogliono
grande città di Gerusalemme. ridurre la fede a semplici “buone pratiche”.
Eppure Dio scelse proprio
quel luogo minuscolo e dimen-
ticato da tutti per manifestare
la sua gloria attraverso la nasci-
ta di suo Figlio. Se vogliamo Vangelo Matteo: 1,18-23
essere certi di vedere la gloria
di Dio, non cerchiamola nel
successo, nella fama e sotto i Così fu generato Gesù Cristo: sua madre Maria, essendo
riflettori dell’attenzione del promessa sposa di Giuseppe, prima che andassero a vive-
re insieme si trovò incinta per opera dello Spirito Santo.
mondo. Ci sbaglieremmo dav-
Giuseppe suo sposo, poiché era uomo giusto e non vole-
vero di grosso e resteremmo
va accusarla pubblicamente, pensò di ripudiarla in segre-
davvero delusi. Invece, come to. Mentre però stava considerando queste cose, ecco, gli
Maria, impariamo che le auten- apparve in sogno un angelo del Signore e gli disse:
tiche rivelazioni di Dio avven- «Giuseppe, figlio di Davide, non temere di prendere con
gono nel silenzio, lontano dal te Maria, tua sposa. Infatti il bambino che è generato in
chi a s so del m on do e lei viene dallo Spirito Santo; ella darà alla luce un figlio e
dall’attenzione così superficiale tu lo chiamerai Gesù: egli infatti salverà il suo popolo dai
della folla. Dio ha in serbo per suoi peccati». Tutto questo è avvenuto perché si compisse
noi cose davvero grandi, come ciò che era stato detto dal Signore per mezzo del profeta:
le ebbe per la Vergine Madre; «Ecco, la vergine concepirà e darà alla luce un figlio: a lui
tutto sta nel farsi umili e, so- sarà dato il nome di Emmanuele», che significa Dio con
prattutto, nel cercarle. Esse ci noi.
faranno da guida per incontra-
re Colui che per noi si è fatto
piccolo e indifeso.

Non di solo pane Ventitreesima settimana Tempo Ordinario - Numero 954 pagina 7
Il si a Dio meditazione curata da don Luciano

“Così fu generato Gesù


Cristo: sua madre Maria,
essendo promessa sposa
di Giuseppe, prima che
andassero a vivere insieme
si trovò incinta per opera
dello Spirito Santo.”

Maria è la donna del si. Di


un si incondizionato e fe- Amare Dio è saper dire i tristezza, dell’isolamento e
dele. nostri si come i bambini del rifiuto.
Dice San Paolo: “Noi sap- ciechi che si sentono tenuti
Il si a Dio è sorriso, acco-
piamo che tutto concorre per mano e accompagnati,
glienza, abbraccio, vicinan-
al bene per quelli che ama- sostenuti, protetti sempre;
za agli uomini, alle situa-
no Dio.” dire i nostri piccoli grandi
zioni ed è come un investi-
si quotidiani diventando
Amare Dio è avere fiducia mento: prima o poi il bene
anche seminatore di luci;
e portare speranza in que- fatto ritorna indietro.
partorendo la luce del
sta vita a volte tanto cupa, mondo, quella che salva
pesante, complicata. perché sconfigge le tene-
bre della solitudine, della

Contemplo: Donaci di partecipare al tuo “si”


Essere figli di Dio (H.J.M. Nouwen, Vivere nello Spirito)
Preghiamo la
Parola
“Maria sono tante le volte in cui che rimane tale nella più doloro-
Signore, tu chiedi trop-
po ai tuoi discepoli! noi non comprendiamo. sa oscurità, nella sofferta in-
Non farci mai mancare Fa’ che l’umiltà e la sofferenza comprensione, fino al momento
il dono della sapienza
che ci aiuterà ad affi- del tuo non capire sia di soste- della Croce e della Risurrezio-
darci a te completa- gno alla insofferenza, ne”.
mente e senza calcoli; all’orgoglio e talora alla superbia
a confidare, senza ri- (Martini C.M., La donna nel suo popolo, p.
serve nel tuo amore del nostro non capire.
128)
che ci libererà da ogni Medica con la tua dolcezza e
timore e da ogni paura
Conferma i nostri cuo- perseveranza, col tuo silenzio
ri perché non tremino paziente, la ribellione che spesso
davanti alla croce e accompagna le nostre riflessioni
riconoscano che “tu
solo hai parole di vita sulla nostra vita, sulla vita delle
eterna.” comunità e della Chiesa.
Donaci di partecipare al tuo “si”

Non di solo pane Ventitreesima settimana Tempo Ordinario - Numero 954 pagina 8
Santi del giorno: San
Ciarano il Giovane, abate;
beato Giorgio Douglas, martire.

“Una piccola impazienza rovina un grande


Mercoledì
Settembre
23^ settimana tempo ordinario
9
progetto”. (Confucio)

TO
Il santo del giorno: san Pietro Claver
Parola di Dio Schiavo degli schiavi, fratello e amico degli ultimi del-
in briciole la terra, incatenati e sradicati dalla loro terra e poi
sfruttati e abbandonati. Così visse san Pietro Claver,
sacerdote gesuita, che da missionario in Colombia si
Cerchiamo sempre la volon- mise al servizio degli schiavi portati nel nuovo mondo
tà di Dio dall’Africa. Era nato nei pressi di Barcellona nel 1580
Pagina curata da Don Luciano V. M. e aveva pronunciato i primi voti nella Compagnia di
“..il tempo si è fatto breve..” Gesù nel 1604. Inviato a Cartagena in Colombia ven-
( Cor 7,25-31) ne ordinato prete nel 1616 e decise di aggiungere agli
altri un voto personale: essere schiavo degli “etiopi” –
In passato le parole di Paolo cioè degli africani – che in Colombia arrivavano gio-
venivano interpretate come un vani e forti, ma spesso morivano soli e abbandonati.
modo per dare maggiore lustro Per poter stare loro più vicino imparò anche la lingua
alla verginità piuttosto che al
matrimonio. In realtà il suo dell’Angola. Morì forse di peste nel 1654.
pensiero è molto più profon-
do: la questione è che la venu-
ta di Cristo nella storia ha dato
un significato completamente
Vangelo Lc 6,20-26
nuovo al tempo. Per questo
motivo, non bisogna perdersi In quel tempo, Gesù, alzàti gli occhi verso i suoi discepoli, di-
in cose da poco conto. Di cva :«Beati voi, poveri, perché vostro è il regno di Dio. Beati
fronte al regno di Dio anche
un aspetto dell’esistenza così voi, che ora avete fame, perché sarete saziati. Beati voi, che ora
importante, come la scelta del piangete, perché riderete. Beati voi, quando gli uomini vi odie-
proprio stato di vita, passa in ranno e quando vi metteranno al bando e vi insulteranno e di-
secondo piano. A noi, forse, sprezzeranno il vostro nome come infame, a causa del Figlio
questo discorso può sembrare
strano: quello che Paolo vuole dell’uomo. Rallegratevi in quel giorno ed esultate perché, ecco,
dirci è che dobbiamo cercare la vostra ricompensa è grande nel cielo. Allo stesso modo infat-
anzitutto la volontà di Dio e il ti agivano i loro padri con i profeti. Ma guai a voi, ricchi, perché
suo regno. Quando impieghia- avete già ricevuto la vostra consolazione. Guai a voi, che ora
mo tutte le nostre forze per
questo progetto, scopriamo siete sazi, perché avrete fame. Guai a voi, che ora ridete, perché
anche la nostra felicità, in qual- sarete nel dolore e piangerete. Guai, quando tutti gli uomini di-
siasi stato di vita essa si realiz- ranno bene di voi. Allo stesso modo infatti agivano i loro padri
zi. con i falsi profeti».

Non di solo pane Ventitreesima settimana Tempo Ordinario - Numero 954 pagina 9
Il messaggio della salvezza a cura di don Luciano Vitton Mea

Gesù, alzàti gli occhi ver- sente proporre da Gesù il viene assicurato che ci sa-
so i suoi discepoli, dice- messaggio della salvezza, rà un rovesciamento delle
va: ”Beati voi, poveri, le beatitudini e i guai. sorti, che la realtà non è
perché vostro è il regno di spazio del trionfo,
In questo modo Gesù
Dio. Beati voi, che ora
manifesta l’opera del Pa- dell’ingiustizia e della leg-
avete fame, perché sarete
dre, che è amore e cono- ge del più forte.
saziati. Beati voi, che ora
piangete, perché ridere- sce ogni suo figlio: le sorti Quanti pongono la loro
te.” del mondo verranno sov- speranza nell’amore di Di-
Dopo che la folla si è vertite dalla giustizia di o non resteranno delusi in
messa alla ricerca di Gesù, Dio, i poveri erediteranno eterno.
avendo visto i suoi mira- il regno mentre i ricchi
coli, le guarigioni e le libe- hanno già ricevuto la loro
razioni, segno del tempo consolazione.
nuovo che è stato final- Come nel canto di gioia di
mente inaugurato, ora si Maria, il Magnificat, ci

Contemplo: Accogliere la misericordia


Preghiamo la
Parola
Nella logica della croce l’amore riconciliato; non c’è peccato
Signore, aiutami a è più forte della morte e il per- passato, presente, futuro che sia
scoprire la concre- dono è più forte della vendetta. più terribile della croce, più
tezza della carità e Nella croce Dio si dà tutto, si grande della croce, più potente
dell’amore per co- esprime in maniera suprema. della croce, perché la croce ha
struire una vera fra-
Gesù crocifisso e risorto rivela già tutto superato, tutto riconci-
ternità. Aprimi gli
occhi perché alle pa- chi è Dio, chi siamo noi, e uni- liato, tutto sommerso nella po-
role io possa far se- sce entrambi in un unico amore. tenza dell’amore redentore di
guire azioni concrete E il “si” il “si” di Dio all’uomo Gesù inerme e messo a morte.
per realizzare il tuo anche più lontano a Dio. Nella
nuovo e unico co- (Martini C.M. Aprirsi, p.74)
croce tutto ritorna a casa, tutto
mandamento:
“Amatevi come io vi si riunisce in unità, tutto viene
ho amato”.

Non di solo pane Ventitreesima settimana Tempo Ordinario - Numero 954 pagina 10
Santi del giorno: San Nemesio di Alessandria;
sant'Auberto di Avranches. vescovo.

“Chi conosce il suo dolore lo decima. Ma chi conosce


Giovedì
Settembre
23^ settimana tempo ordinario
10
la sua gioia la decuplica.” (Jean Prieur)
TO

Il Santo del giorno: san Nicola da Tolentino


Parola di Dio La fiducia genera gioia e quando ci si fida di Colui che è fonte
in briciole dell'amore autentico la gioia diventa felicità piena. Il messaggio
di san Nicola da Tolentino oggi appare profetico come non mai:
il suo sorriso, che nascondeva una vita fatta di penitenza e pre-
ghiera, appare come un invito a dimenticare le liti e l'odio che
Un grande valore: l’integrità troppo spesso caratterizza i nostri rapporti sociali. Nato nel 1245
della fede a Castel Sant'Angelo in Pontano nella diocesi di Fermo, Nicola
Pagina curata da Don Luciano V. M. era entrato fra gli eremitani di sant'Agostino di Castel Sant'Ange-
lo ancora giovanissimo come oblato. Nel 1274 venne ordinato
“…..chi invece ama Dio, è da lui prete e nel 1275 arrivò a Tolentino dove restò fino alla morte il
conosciuto…” (Cor 8,1b-7.11-13) 10 settembre 1305. Nel suo ministero si dedicò alla predicazione
La conoscenza in sé, è davvero sul territorio, testimoniando la potenza del Vangelo con il suo
una grande cosa. Ma quando sorriso, anche nel confessionale.
essa è slegata dall’amore e dal
rispetto degli altri, essa diviene
un mezzo di sopruso e di pre-
Vangelo Lc 6,27-38
varicazione che serve solo per In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
umiliarli. Persino la conoscen- «A voi che ascoltate, io dico: amate i vostri nemici, fate del
za teorica di Dio, senza bene a quelli che vi odiano, benedite coloro che vi maledico-
l’apporto dell’amore e del ri- no, pregate per coloro che vi trattano male. A chi ti percuote
spetto diviene davvero antipa- sulla guancia, offri anche l’altra; a chi ti strappa il mantello,
tica e odiosa: conosciamo le non rifiutare neanche la tunica. Da’ a chiunque ti chiede, e a
chi prende le cose tue, non chiederle indietro. E come volete
regole, le leggi e le consuetudi- che gli uomini facciano a voi, così anche voi fate a loro. Se
ni alla perfezione, ma esse non amate quelli che vi amano, quale gratitudine vi è dovuta? An-
servono per edificare. Piutto- che i peccatori amano quelli che li amano. E se fate del bene a
sto essa diventa un piedistallo coloro che fanno del bene a voi, quale gratitudine vi è dovuta?
sul quale ci mettiamo per ele- Anche i peccatori fanno lo stesso. E se prestate a coloro da
varci sugli altri. Prendendo lo cui sperate ricevere, quale gratitudine vi è dovuta? Anche i
peccatori concedono prestiti ai peccatori per riceverne altret-
spunto su un fatto pratico che tanto. Amate invece i vostri nemici, fate del bene e prestate
era avvenuto nella comunità di senza sperarne nulla, e la vostra ricompensa sarà grande e sa-
Corinto, Paolo esprime la re- rete figli dell’Altissimo, perché egli è benevolo verso gli ingrati
gola secondo la quale più che e i malvagi. Siate misericordiosi, come il Padre vostro è mise-
la conoscenza teologica vale la ricordioso. Non giudicate e non sarete giudicati; non condan-
salvezza dei fratelli e l’integrità nate e non sarete condannati; perdonate e sarete perdonati.
Date e vi sarà dato: una misura buona, pigiata, colma e tra-
della loro fede. boccante vi sarà versata nel grembo, perché con la misura con
la quale misurate, sarà misurato a voi in cambio».

Non di solo pane Ventitreesima settimana Tempo Ordinario - Numero 954 pagina 11
Diventare simili al nostro Signore pagina curata da Don Luciano

“Non giudicate e non volo verso gli ingrati e i Il segreto di chi è capace
sarete giudicati; non malvagi. di donare è la fiducia, e
condannate e non sa- Noi confidiamo conti- forse un po’ anche
rete condannati; per- nuamente in questa sua l’esperienza già vissuta,
donate e sarete perdo- benevolenza verso di noi di ricevere molto di più
nati. Date e vi sarà da- e troviamo qui la pace e dalla fonte inesauribile
to” la speranza che non de- dell’amore, del padre che
lude. non misura il proprio
L’amore per tutti, perfi- dono, come vediamo
Oggi il Vangelo ci do-
no per chi ci è nemico, è nelle meraviglie della cre-
manda di imitare la mise-
qualcosa di grande che azione e della redenzio-
ricordia e di farlo con
consente all’uomo di di- ne.
una misura grande, con
ventare più simile al suo
magnanimità e senza cal-
Signore e creatore, al Pa-
colo.
dre altissimo che è bene-

Preghiamo la
Parola Contemplo: Testimoni di speranza
Signore Gesù, tu
che “non hai pietra La Madonna del sabato santo moni di speranza con la parola e
a dover posare il ca- getta luce sul compito che ci a- con vita.
po” lo poni tuttavia spetta e che ci è reso possibile Con la parola: non dobbiamo
nella “barca” delle dal dono dello spirito del risor- temere di toccatre i grandi temi
nostre vite, e affron-
to, il quale ci tocca interiormen- oggetto della speranza ultima.
ti con noi la tempe-
sta. Aiutaci a crede- te con la “consolazione del cuo- Con la vita: siamo chiamati a
re in te sempre, an- re”. dare i segni credibili e inequivo-
che se non sentiamo Si tratta di irradiare attorno a cabili della luce che i valori ulti-
la tua presenza. In- noi, con gli atti semplici della mi gettano sui valori penultimi,
segna alla nostra fe- vita quotidiana senza forzature- facendo scelte di vita sobrie, po-
de fragile ad amarti , la gioia interiore e la pace, frut- vere, caste, ispirate all’umiltà e
in ogni tuo silenzio,
ti della consolazione dello spiri- alla pazienza di Cristo.
e a non smettere
mai di cercarti.
to.
(Martini C.M. La Madonna del Sabato Santo, pp.41-42)
Credere in Cristo morto e risor-
to per noi, significa essere testi-

Non di solo pane Ventitreesima settimana Tempo Ordinario - Numero 954 pagina 12
Santi del Giorno: Sant'Elia Speleota, abate; san
Giovanni Gabriele Perboyre, sacerdote.

“Avere degli obiettivi è non solo necessario per


motivarci ma anche essenziale per farci rimanere in
Venerdì
Settembre
23^ settimana tempo ordinario
11
vita.” (Robert H. Schuller)
TO

I Santi del Giorno: santi Proto e Giacinto


Parola di Dio
Il messaggio del Risorto non conosce classe sociale o differenze di
in briciole
ceto, perché agli occhi di Dio ogni essere umano ha valore infinito,
ognuno è chiamato a diventare testimone di un amore senza confini.
Così la storia dei santi Proto e Giacinto dimostra che la fede cristia-
L’impegno del cristiano na è una forza che spesso viene portata nel mondo dagli umili. Scar-
Pagina curata da don Luciano se le notizie biografiche riguardanti questi due santi vissuti forse nel
“….mi sono fatto servo di tutti per guada- III secolo, anche se il loro martirio e il loro culto hanno riscontri
gnarne il maggior numero...” storici. Per la tradizione essi erano due fratelli, eunuchi e schiavi del-
(Cor 9,16-19.22b-27) la figlia del prefetto di Alessandria d'Egitto. La padrona, convertita
Una delle cose che ancora fac- al cristianesimo grazie alla loro testimonianza, cedette poi i due uo-
ciamo fatica a capire è che la mini a un'altra nobile, che si sarebbe poi a sua volta convertita. Sa-
vita cristiana e la perfezione rebbe stato quindi il fidanzato di quest'ultima a denunciare i due
della carità non possono esse- schiavi, che subirono così il martirio per la loro fede.
re lasciate al sentire del mo-
mento oppure alle circostanze.
Se vogliamo dei risultati biso-
gna avere un impegno costante
e si stematico, al p ari
dell’allenamento di una gara.
Non si può improvvisare una
vittoria senza un duro e conti- Vangelo Lc 6,39-42
nuo allenamento. Per questo
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli una parabola:
l’invito di san Paolo è partico-
larmente attuale: come possia- «Può forse un cieco guidare un altro cieco? Non cadranno
mo pretendere di vincere certi tutti e due in un fosso? Un discepolo non è più del mae-
nostri vizi o difetti, se non at- stro; ma ognuno, che sia ben preparato, sarà come il suo
traverso un impegno e uno maestro. Perché guardi la pagliuzza che è nell’occhio del
sforzo persistente e metodico? tuo fratello e non ti accorgi della trave che è nel tuo oc-
E’ facile dare a Dio la colpa di chio? Come puoi dire al tuo fratello: “Fratello, lascia che
certe situazioni che non si
tolga la pagliuzza che è nel tuo occhio”, mentre tu stesso
sbloccano nella nostra vita cri-
stiana. Ma la domanda da farci non vedi la trave che è nel tuo occhio? Ipocrita! Togli pri-
è: quanto impegno ci mettia- ma la trave dal tuo occhio e allora ci vedrai bene per to-
mo davvero per superarle e gliere la pagliuzza dall’occhio del tuo fratello».
per spezzare certi atteggiamen-
ti?

Non di solo pane Ventitreesima settimana Tempo Ordinario - Numero 954 pagina 13
Lo scettro del Maligno Meditazione di don Luciano Vton Mea

Non è mia abitudine sof- confusione, di grigia deca- bensì in Dio. E’ Lui il pri-
fermarmi troppo sulla fi- denza. E’ l’immagine più mo umile. Egli è talmente
gura del Maligno. Però eloquente del declino spiri- grande, talmente al di fuori
porto la convinzione che tuale che provoca la trave di ogni possibilità che una
la trave che si trova nel interiore conficcata nel no- qualsiasi potenza lo possa
nostro “occhio”, questa stro cuore. costringere, che egli può
cecità interiore che ci porta “permettersi” - se ci è con-
ad indugiare sui difetti de- “Ipocrita, togli prima la cesso di esprimerci in que-
gli altri, è opera dell’ trave dal tuo occhio…..” sto modo- di essere umile.
“antico avversario” di Dio Quello di Gesù è un moni- La grandezza gli è essen-
e delle sue opere. to che potremo accogliere ziale; soltanto Lui può
solo attraverso l’umiltà. dunque rischiare di abbas-
Cosa c’è di più diabolico e sare questa sua grandezza
di più pericoloso che na- Solo questa virtù ci può
guarire da ogni sorta di sino all’umiltà”.
scondere a noi stessi la tra-
ve interiore che ci rende cecità interiore. La superbia, scettro del
ciechi e mettere in risalto L’umiltà è una virtù che fa maligno, genera la trave;
la “pagliuzza” degli altri? parte della fortezza: solo l’umiltà, forza di Dio, gua-
l’umile è veramente forte. risce da ogni forma di ceci-
Ho visto su internet un tà.
famoso quadro di Bruegell Scriveva giustamente Ro-
dove un cieco conduce mano Guardini: “L’umiltà
altri ciechi. Osservandolo non può del resto avere la
bene avverto un senso di sua origine nell’uomo,

Preghiamo la
Parola Contemplo: Signore, mi hai ricreato
Signore Gesù, appro- Mi hai preso in disparte, Signore, lon- C’era del pane, del vino, gli alimenti
da sulle rive del mio tano dalla folla, e lì, nel silenzio mi più semplici, indispensabili e c’eri tu a
cuore, vieni ad abi- hai ricreato. Ero muto, ero sordo, ero spezzare la tua vita per noi, a portare
tarlo. Ho sete della cieco, e non lo sapevo finchè tu non la speranza, la certezza dell’amore di
tua salvezza, della hai deciso di fermarti da me, bussan- Dio dentro la fragilità, la malattia,
vita piena che hai
do alla mia porta entrando nella mia l’abbruttimento.
promesso. Che io
possa riconoscerti in decadente casa. Lo sguardo che vede e non ferisce,
ogni suo frammento Allora ho visto: c’era un uomo in- l’orecchio che non solo sente ma a-
di tempo, di storia, di freddolito sulla piazza della Chiesa, scolta, la mano che accarezza, la vici-
volto e con tutta la sporco; c’era una mia vicina in ospe- nanza del cuore che si fa azione.
mia vita possa farti dale, incattivita dalla sofferenza; c’era Non più sorda, non più cieca, non
approdare sulle rive un anziano, la memoria a brandelli, più muta: ora so cosa fare.
dei fratelli desiderosi pezzi di vita dissolti, mal sopportato,
di te. rabbioso…..

Non di solo pane Ventitreesima settimana Tempo Ordinario - Numero 954 pagina 14
I santi del giorno: Sant'Autonomo, vescovo;
san Guido di Anderlecht, pellegrino.

“Non ti arrabbiare. Potresti bruciare in un


minuto la legna raccolta per giorni”. (Meng Tse)
Sabato
Settembre
23^ settimana tempo ordinario
12
TO

Il santo del giorno: Santissimo Nome di Maria


Parola di Dio
in briciole Il nome custodisce l'orizzonte che dà senso alla nostra
vita: essere chiamati per nome significa entrare in una re-
lazione di prossimità. Se a chiamarci per nome è Dio allo-
ra l'orizzonte diventa quello dell'amore infinito, lo stesso
che Maria visse fino in fondo in un atteggiamento di ab-
Vangelo: Lc 6,43-49 bandono totale. Da secoli i fedeli chiamano per nome
In quel tempo, Gesù disse ai suoi Maria, instaurando così con lei un legame che coinvolge il
discepoli: «Non vi è albero buo- cuore e l'anima e che da speranza. La ricorrenza del San-
no che produca un frutto cattivo, tissimo Nome di Maria apparve nel XVI secolo in Spa-
né vi è d’altronde albero cattivo gna, per essere estesa poi alla Chiesa universale nel 1683
che produca un frutto buono. da papa Innocenzo, che la fissò alla domenica fra l'Ottava
Ogni albero infatti si riconosce della Natività. Fu poi Pio X a riportarla alla data attuale.
dal suo frutto: non si raccolgono Gli studiosi hanno cercato l'origine del nome di Maria,
fichi dagli spini, né si vendemmia formulando diverse ipotesi a partire dai possibile signifi-
uva da un rovo. L’uomo buono cati nelle lingue antiche; per i cristiani esso è da sempre
dal buon tesoro del suo cuore sinonimo di santità e di porta aperta verso il Cielo.
trae fuori il bene; l’uomo cattivo
dal suo cattivo tesoro trae fuori il
male: la sua bocca infatti esprime
ciò che dal cuore sovrabbonda. Medita:
Perché mi invocate: “Signore, “Chiunque viene a me e ascolta le mie parole e le mette in prati-
Signore!” e non fate quello che
ca...è simile a un uomo che, costruendo una casa, ha scavato molto
dico? Chiunque viene a me e a-
scolta le mie parole e le mette in profondo e ha posto le fondamenta sulla roccia.”
pratica, vi mostrerò a chi è simi- Molto spesso l’apparenza inganna, come si usa dire.
le: è simile a un uomo che, co- Ci sono due alberi, due tesori, due case, nel vangelo di og-
struendo una casa, ha scavato gi; esteriormente possono sembrare tutti ugualmente belli,
molto profondo e ha posto le
fondamenta sulla roccia. Venuta preziosi, solidi. Per comprendere la verità, occorre però anda-
la piena, il fiume investì quella re ben oltre le apparenze: bisogna assaggiare i frutti, estrarre i
casa, ma non riuscì a smuoverla beni dal tesoro, verificare se la casa regge alle intemperie.
perché era costruita bene. Chi Alla base di tutto ci deve essere una certa profondità, che
invece ascolta e non mette in possa garantire la bontà dei frutti e dei risultati.
pratica, è simile a un uomo che
ha costruito una casa sulla terra, Le radici o le fondamenta non sono visibili; eppure pro-
senza fondamenta. Il fiume la prio là sotto sta il segreto di tutto. L’ascolto umile e nascosto,
investì e subito crollò; e la distru- quotidiano, della parola di Dio costruisce la bellezza e la soli-
zione di quella casa fu grande». dità della nostra vita.

Non di solo pane Ventitreesima settimana Tempo Ordinario - Numero 954 pagina 15
Scheda del n°923
di Non di solo Pa-
ne

Sussidio di preghiera per la famiglia

Coordinatrice
Fiorella Elmetti
Anno XXII - n. 954
Redazione
Domenica 6 settembre 2020 don Luciano Vitton Mea,
Chiuso il 31/08/2020 don Carlo Moro, don Fabio Marini,
don Diego Facchetti, Fiorella Elmetti,
Numero copie 950
Tiziana Guerini, Cristina Sabatti e Marina Tanfoglio
Stampato in proprio
Grafica e stampa
don Luciano Vitton Mea
333/3390059
don Luciano Ideato da
don Luciano Vitton Mea

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 I racconti di un pellegrino russo
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