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Breve guida di riferimento

Analisi per gruppi dei PAESC

Perché l’analisi per gruppi dei Piani di Azione per l’Energia Sostenibile e il
Clima (PAESC)?
Il Centro Comune di Ricerca (CCR) della Commissione europea responsabile dell’analisi dei PAESC ha
riscontrato che molti Coordinatori del Patto attivi si sono assunti la responsabilità di sviluppare i PAESC
degli enti locali utilizzando una metodologia e fonti di dati comuni. Questo ha portato ad un nuovo
approccio di valutazione dei PAESC basato su un insieme di piani di azione nell’ambito della stessa provincia
o regione. L’analisi per gruppi dei PAESC è stata introdotta nel 2013 e consiste in un’analisi approfondita
della metodologia e di alcuni PAESC di riferimento da parte del CCR. I Coordinatori hanno il ruolo di
comunicare i risultati dei riscontri del CCR a tutti i firmatari che hanno presentato un piano d’azione sulla base
della stessa metodologia e di rimanere in contatto diretto con il CCR. Da un lato, questo approccio consente
ai firmatari di ricevere un riscontro più rapido concernente i piani d’azione. Dall’altro, si rivela un processo
meno dispendioso per i Coordinatori in termini di tempo, in quanto ricevono un riscontro sulla metodologia e
sui PAESC di riferimento che può essere facilmente applicata a tutti gli altri firmatari del gruppo. Il valore
aggiunto di questa analisi per gruppi risiede anche nella possibilità offerta di discutere con il CCR di
questioni metodologiche e rafforzare il ruolo dei Coordinatori del Patto.

Chi può rientrare nell’analisi per gruppi dei PAESC?


L’analisi per gruppi è stata appositamente progettata per i Coordinatori che ricorrono ad una metodologia
comune per lo sviluppo dei PAESC per gli enti locali del territorio. In questa analisi possono rientrare anche i
Coordinatori che non hanno sviluppato direttamente i PAESC, ma che possono confermare che i piani
d’azione possono essere analizzati secondo un approccio di gruppo. Questo concerne spesso i piani che
ricorrono ad una metodologia sviluppata da un’agenzia locale per l’energia o da una società di consulenza.

In che cosa consiste l’analisi del CCR?


Il CCR analizzerà a fondo la metodologia sviluppata dal Coordinatore o da un altro ente, nonché alcuni
PAESC di riferimento. Sulla base di queste informazioni il CCR sarà in grado di fornire un riscontro
completo sugli aspetti metodologici e sulla loro conformità ai principi del Patto dei Sindaci delineati nella
Guida al PAESC. Il CCR fornirà anche una relazione di valutazione dettagliata sul campione di PAESC
analizzati. Il CCR approverà tutti i PAESC implicati nell’analisi per gruppi, sempre che la metodologia sia in
linea con i principi del Patto e previa accettazione dei PAESC di riferimento. Analogamente all’analisi dei
singoli PAESC, la valutazione dei PAESC di riferimento si concentra sulla valutazione di una serie di criteri di
ammissibilità (si veda più avanti). Il mancato rispetto di questi criteri impedirà l’accettazione del PAESC da
parte del CCR. L’analisi si concentra anche sulla coerenza dei dati forniti.

 Il PAESC deve essere approvato dal Consiglio comunale o da un organo equivalente.


 Il PAESC deve specificare chiaramente l’obiettivo di riduzione delle emissioni di CO2 (almeno il 40%
di riduzione delle emissioni entro il 2030) e gli impegni di adattamento.
 Il SECAP deve essere basato sui risultati di un Inventario di Base delle Emissioni (IBE) completo e
su una Valutazione dei Rischi e delle Vulnerabilità (RVAs).
 Per la mitigazione, il SECAP deve coprire i principali settori di attività (Comunale, Terziario,
Residenziale e Trasporti): 1
o L’Inventario di Base delle Emissioni (IBE) deve comprendere almeno tre dei quattro settori chiave
o Le azioni di mitigazione devono includere almeno due dei quattro settori chiave.
Quali sono i passi da seguire?
I Coordinatori che intendono aderire all’approccio dell’analisi per gruppi dei PAESC devono intraprendere i
seguenti passi:


Contattare il CCR

Mantenere i contatti

Analisi del CCR


con il CCR in merito ai

riscontri forniti
Fornire la descrizione
della metodologia

Comunicare i
❸ riscontri ai firmatari
Individuare i PAESC di
riferimento

❶ Contattare il CCR all’indirizzo jrc-com-technical-helpdesk@ec.europa.eu per esprimere il


proprio interesse a partecipare;
❷ Fornire una descrizione dettagliata della metodologia adottata, includendo:
 La descrizione del contesto regionale;
 L’identificazione delle fonti di dati utilizzate (consumo energetico, produzione, fattori di
emissione);
 La descrizione della metodologia per preparare l’inventario delle emissioni;
 La descrizione delle aree prioritarie di intervento e delle azioni chiave da attuare (e il
rispettivo impatto);
 La descrizione di come il Coordinatore sostiene e coordina i firmatari.
❸ Individuare un PAESC di riferimento per l’analisi da parte del CCR per ciascun gruppo rispetto
alla dimensione demografica:
 < 3.000
 da 3.001 a 10.000
 da 10.001 a 50.000
Per i comuni con popolazione superiore a 50.000 abitanti, i relativi PAESC saranno analizzati
dal CCR singolarmente. Ai fini del raggruppamento dei PAESC, i Coordinatori potrebbero
anche identificare criteri differenti rispetto a quelli proposti in base alla dimensione demografica
(ad esempio: densità della popolazione, geomorfologia, tipologia, dinamica, ecc.).
❹ Dopo l’analisi del CCR, comunicare i riscontri a tutti i firmatari.

❺ Dare seguito ai riscontri sulla metodologia e sui PAESC di riferimento. Successivamente, il


CCR può organizzare un incontro di monitoraggio (tramite telefono/videoconferenza) per
discutere le questioni sollevate nella relazione di valutazione e le soluzioni individuate dal
Coordinatore.

Se il Coordinatore non è stato direttamente coinvolto nello sviluppo dei PAESC, gli sarà richiesto di eseguire
in via prioritaria una verifica di ammissibilità di ciascuno dei PAESC e di comunicare l’esito al CCR. Il CCR
fornirà orientamenti dettagliati al Coordinatore su come eseguire la verifica di ammissibilità.

Si noti che il Coordinatore può mettersi in contatto con il CCR in ogni fase di sviluppo del PAESC per
discutere di tutte le eventuali questioni metodologiche.
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Cosa accade nelle successive presentazioni con lo stesso Coordinatore?
Quando un Coordinatore si propone di fornire più PAESC dopo l’analisi per gruppi dei PAESC condotta dal
CCR, possono verificarsi due casi differenti:

 Il Coordinatore conferma che le presentazioni successive sono conformi alla metodologia


precedentemente analizzata e ai PAESC di riferimento e, pertanto, il CCR approva direttamente i
PAESC senza ulteriore analisi;
 Il Coordinatore ha riesaminato la metodologia e deve quindi fornire una descrizione aggiornata e
individuare nuovi PAESC di riferimento per ogni soglia di dimensione demografica, di modo che il
CCR svolga una nuova analisi per gruppi dei PAESC per la nuova serie di PAESC presentati.

Cosa accade in presenza di un PAESC con caratteristiche specifiche tra il


gruppo di PAESC?
Tali casi potrebbero verificarsi in presenza di una particolare città con caratteristiche molto diverse rispetto
alle altre del gruppo. Questo può accadere nel caso di una città con una rete di teleriscaldamento o una linea
di trasporto permanente. In questi casi, il Coordinatore deve informare il CCR, il quale svolgerà un’analisi
distinta del PAESC.

Come si mette in pratica l’analisi per gruppi dei PAESC?

Provincia di Limburgo, Belgio


La Provincia di Limburgo ha sviluppato insieme ad alcuni partner un approccio comune per la redazione dei
PAESC di 42 dei suoi comuni. La Provincia ha commissionato uno studio scientifico per definire il concetto
di neutralità climatica e per accertare la fattibilità dei propri ambiziosi obiettivi, che costituiva la base per
l’approccio applicato ai comuni. Il sostegno della Provincia consisteva nel fornire tutti i dati necessari ai
comuni in modo che potessero calcolare i loro Inventari di Base delle Emissioni. Ai comuni sono stati resi
disponibili anche altri strumenti, come ad esempio l’“analisi dell’edilizia sostenibile” che fornisce
informazioni sulle diverse misure che possono essere adottate nel settore edile, oppure l’“analisi delle
energie rinnovabili” che dà un’idea del potenziale delle energie rinnovabili e dei limiti in ogni territorio
comunale. Inoltre, è stato fornito ai comuni un “modello PAESC” quale base per la redazione del proprio
PAESC, che può essere personalizzato utilizzando gli strumenti specifici sviluppati. Per l’analisi per gruppi dei
PAESC, la provincia di Limburgo ha fornito al CCR la descrizione della metodologia, ivi compreso il
“modello PAESC”. I PAESC che seguono sono stati indicati dal Coordinatore quale campione di riferimento
e hanno ricevuto dal CCR un riscontro singolo: Bocholt, Peer, Zonhoven, Lommel e Beringen. I PAESC delle
città di Genk e Hasselt sono stati analizzati singolarmente, avendo più di 50.000 abitanti. Successivamente, il
Coordinatore ha informato il CCR della presentazione di altri due PAESC sviluppati secondo lo stesso
approccio e il CCR li ha accettati direttamente.

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Provincia di Girona, Spagna
Dei 221 comuni della Provincia di Girona, 191 hanno aderito finora al Patto dei Sindaci. La Provincia di Girona
ha promosso l’iniziativa tra gli enti locali del territorio quale eccezionale opportunità per migliorare la
coesione territoriale e contribuire alla governance multilivello, contando anche sul supporto di altri enti. La
Provincia ha collaborato con il CILMA (Consell d’iniciatives locals per al medi ambient de les comarques de
Girona) per lo sviluppo di una metodologia comune che tutti i firmatari devono rispettare. Nel definire la
metodologia, il CILMA ha potuto avvalersi costantemente del supporto tecnico del CCR tramite e-mail e
telefono, al fine di garantire il rispetto dei principi del Patto. Ai firmatari è stato inoltre fornito un foglio Excel
in cui raccogliere tutti i dati necessari per il calcolo degli inventari delle emissioni e un modello PAESC quale
base per la redazione dei PAESC singoli. Dal momento che la Provincia non redige direttamente i PAESC per
i propri comuni coordinati, si è impegnata ad eseguire una verifica preliminare di ogni PAESC prima della
presentazione ufficiale. A tal fine, è stato chiesto ad ogni comune di inviare alla Provincia una copia
modificabile del PAESC allo scopo di:
 garantire l’omogeneità;
 valutare la conformità alla metodologia;
 valutare la coerenza dei risultati;
 valutare la credibilità delle azioni.
La procedura intrapresa dalla Provincia è stata la seguente: dopo la verifica preliminare, la Provincia rilascia
un documento di convalida (Document de validació del PAES) e accorda al firmatario un mese di tempo per
modificare il proprio PAESc e inviare la versione finale alla Provincia. Successivamente, la versione finale del
PAESc viene presentato dalla Provincia. Ad oggi sono stati presentati 45 PAESC. I PAESC di riferimento
sono in fase di valutazione da parte del CCR mediante l’approccio di gruppo. Al fine di sostenere il ruolo della
Provincia di Girona nell’analisi per gruppi dei PAESC, il CCR ha partecipato a una riunione in
videoconferenza organizzata dalla Provincia con la partecipazione di tutti i firmatari.

Provincia di Teramo, Italia


La Provincia di Teramo, in stretta collaborazione con l’Agenzia per l’Energia (AG.EN.A - Agenzia per l’Energia
e l’Ambiente), ha messo a punto i PAESC per tutti i 47 comuni del proprio territorio. L’agenzia ha sviluppato,
appositamente per il territorio, uno strumento che può essere utilizzato da ciascun comune per calcolare
i propri inventari delle emissioni: il modello si basa su un approccio misto di dati: “top-down” (“dall’alto
verso il basso” a partire da banche dati regionali/provinciali di energia e di emissioni) e “bottom-up” (“dal
basso verso l’alto” dai dati effettivi a livello comunale). La Provincia ha fornito al CCR una nota che descrive in
dettaglio l’approccio e le equazioni utilizzate nel modello per ciascun settore dell’inventario delle emissioni.
Nei PAESC di riferimento sono stati descritti i seguenti aspetti: il Coordinatore sostiene i comuni
nell’attuazione di azioni (in particolare quelle che richiedono uno sforzo di coordinamento), si occupa
dell’organizzazione di eventi di sensibilizzazione circa l’uso dell’energia sostenibile e gestisce una pagina web
del Patto rivolta ai cittadini e alle parti interessate sul sito ufficiale della Provincia. La Provincia di Teramo ha
potuto anche beneficiare del sostegno finanziario fornito dalla Regione Abruzzo, che ha finanziato alcune
azioni attraverso il Fondo europeo di sviluppo regionale. I PAESC di riferimento analizzati dal CCR sono stati:
Valle Castellana, Mosciano Sant’Angelo e Roseto degli Abruzzi. Quello di Teramo è stato l’unico PAESC del
gruppo di una città con oltre 50.000 abitanti.

Ufficio del Patto dei Sindaci & Centro Comune di Ricerca della Commissione Europea
Pubblicato a luglio 2017
www.eumayors.eu
Servizio di assistenza CoMO: coordinators@eumayors.eu
JRC Helpdesk: jrc-com-technical-helpdesk@ec.europa.eu