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LA PREVIDENZA

COMPLEMENTARE
Maria Cristina Cimaglia
La previdenza complementare

La previdenza complementare è una forma di


accantonamento di risorse finanziarie, volontaria e
agevolata fiscalmente dallo Stato, con lo scopo di
garantire attraverso l’erogazione di apposite prestazioni,
più elevati livelli di copertura previdenziale rispetto a
quelli offerti dal sistema obbligatorio.

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La necessità della previdenza complementare

Riduzione delle
Rischio Riforme
prestazioni
demografico previdenziali
pensionistiche

Necessità di
ricorrere a
strategie
previdenziali
compensative

Forme di previdenza complementare:


funzione di erogare delle prestazioni
pensionistiche integrative di quelle offerte dal
sistema pubblico

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La normativa costituzionale

La normativa costituzionale
Principio di uguaglianza
Art. 3 Cost. sostanziale fra tutti i
cittadini

Fondamento
Art. 38 Cost. costituzionale del sistema
del welfare

Art. 47 Cost. Tutela del risparmio

Art.117Cost. Potestà legislativa


delle Regioni nella
previdenza
complementare
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I pilastri del sistema previdenziale

SISTEMA
PREVIDENZIALE

I PILASTRO II PILASTRO III PILASTRO

Previdenza Previdenza complementare Previdenza complementare


obbligatoria collettiva: fondi pensione individuale:
• negoziali/chiusi • FP aperti individuali
• aperti collettivi • Piani individuali
previdenziali 5
Il sistema pubblico (obbligatorio) e complementare

Sistemi di finanziamento

A ripartizione A capitalizzazione
(previdenza obbligatoria) (previdenza complementare)

• Ad adesione obbligatoria • Ad adesione volontaria


• Contributi sociali • Contributi individuali
• Patto intergenerazionale • Mercato finanziario
• Non c’è accumulazione di • Accumulazione di riserve
riserve

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La normativa di riferimento
La normativa primaria:

D.lgs. 252/2005
D.lgs. 124/93 – Riforma Complessiva riforma della
Amato previdenza complementare
Nascita della previdenza in vigore dal 2007,
complementare ricomprende in un unico
corpo normativo anche le
norme fiscali

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La normativa di riferimento

Aumento dei flussi alla previdenza


complementare attraverso lo
smobilizzo del TFR

Linee di riforma Disciplina fiscale più favorevole


contenute nel d.lgs.
252/2005

Realizzazione della parità


concorrenziale tra tutte le forme di
previdenza complementare

Miglioramento e accentramento
del sistema di vigilanza
Gli elementi a tutela del sistema

• il principio della libertà di adesione individuale la quale avviene


liberamente;
• il principio di gestione dei fondi pensione secondo lo schema di
capitalizzazione individuale;
• una gestione delle risorse finanziarie affidata a gestori professionali;
• la presenza di specifici criteri e limiti qualito-quantitativi agli investimenti,
insieme al controllo operato dalla banca depositaria;
• le norme sulle informazione agli iscritti e ai potenziali aderenti a tutela della
trasparenza del sistema;
• una disciplina fiscale migliorativa rispetto ad altre forme di investimento
giustificata dal fine previdenziale che tale forme si prefiggono;
• la richiesta di specifici requisiti di onorabilità e professionalità per i soggetti
che li governano;
• una vigilanza dedicata.

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La Covip

Autorità di vigilanza per tutte le forme di previdenza complementare,


la Covip (Commissione di vigilanza sui fondi pensione) ha personalità
giuridica di diritto pubblico.

È a sua volta soggetta all’alta vigilanza del ministero del Lavoro e


delle Politiche Sociali.

Il ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali esercita l’attività di


vigilanza sul settore della previdenza complementare, mediante
l’adozione, di concerto con il ministero dell’Economia e delle Finanze,
di direttive generali.

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I principali compiti della Covip

 approvare gli statuti e i regolamenti delle forme pensionistiche


complementari;
 garantire la trasparenza e la correttezza dei comportamenti;
 fornire delucidazioni sugli aspetti centrali della disciplina;
 garantire la sana e prudente gestione delle forme pensionistiche
complementari;
 esercitare il controllo sulla gestione tecnica, finanziaria, patrimoniale,
contabile delle forme pensionistiche complementari, anche mediante
ispezioni presso le stesse, richiedendo l’esibizione dei documenti e degli atti
che ritenga necessari;
 pubblicare e diffondere informazioni utili alla conoscenza della previdenza
complementare;
 riferire periodicamente al ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali e
formulare proposte di modifica legislativa in materia

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Segue

➢ la Covip ha poteri di normazione secondaria e controllo su


documenti, informazioni, bilanci e rendiconti annuali che le forme
pensionistiche complementari sono tenute a trasmettere a essa;

➢ può compiere anche atti ispettivi presso le sedi delle forme


pensionistiche;

➢ Essa ha anche il potere di convocare presso di sé gli organi di


amministrazione e di controllo delle forme pensionistiche
complementari;

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Il criterio temporale e i fondi pensione

CRITERIO TEMPORALE

Vecchi fondi pensione


sono quelli già esistenti I nuovi fondi pensione
prima del 1993 (più in sono tutti quelli nati in
dettaglio sono quelli già base alla disciplina
istituiti alla data di entrata introdotta dal d.lgs.
in vigore della legge 124/93 ora sostituito con
n.421/92) il d.lgs. 252/2005

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Le tipologie di forme pensionistiche

❖ i fondi pensione chiusi istituiti tramite la contrattazione collettiva nazionale,


aziendale e tramite accordi tra lavoratori e per regolamento aziendale;
❖ i fondi istituiti o promossi dalle regioni;
❖ i fondi pensione aperti (ad adesione collettiva): sono quelli istituiti
unilateralmente dagli stessi intermediari finanziari che possono gestire i
fondi pensione chiusi: SIM (Società di intermediazione mobiliare), banche,
assicurazioni e SGR (Società di gestione del risparmio) e a cui possono
aderire, in linea di massima, tutti i soggetti (lavoratori e non);
❖ le forme istituite dalle casse dei liberi professionisti;
❖ le forme <<preesistenti>> (vecchi fondi).

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Le forme di previdenza per adesione

forme individuali di
forme di previdenza previdenza (FPA ad adesione
collettive (fondi pensione individuale e PIP) che si
chiusi e aperti ad fondano sull’adesione del
adesione collettiva). singolo soggetto (lavoratore o
meno) a forme di previdenza
complementare offerte
indistintamente a tutto il
collettivo dei potenziali
aderenti, da pare di appositi
operatori (banca, assicurazioni,
SIM, SGR) per far fronte alle
esigenze pensionistiche.
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Prescrizioni

➢ dovranno comunque recare nella denominazione la


definizione di <<fondo pensione>>.

➢ tale definizione non potrà essere, per contro, utilizzata da


altri soggetti, rispetto a quelli contemplati dal decreto.

➢l’esercizio dell’attività propria dei fondi pensione in


difetto delle prescritte autorizzazioni o approvazioni è
punita penalmente.

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Le diverse tipologie di adesioni

ADESIONE
ADESIONE COLLETIVA INDIVIDUALE

Fondi Fondi Fondi FIP


preesistenti chiusi aperti
Le fasi della previdenza complementare

FASE DI ADESIONE

FASE DI
CONTRIBUZIONE

FASE DI INVESTIMENTO
DELLE RISORSE

FASE DI EROGAZIONE

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Il processo di contribuzione

art. 8 D.Lgs. n. 252/2005

Grava su datori di lavoro e lavoratori.


Le fonti costitutive fissano la misura del rispettivo contributo.

Parametrato quale percentuale della retribuzione


Contributo utile a Tfr. Definito in sede di contrattazione
datoriale collettiva. Ora può essere fissato anche a “livello
individuale”.

Si esprime quale parametro della retribuzione utile


al Tfr. Di norma definito in sede collettiva, salva la
Contributo dei libera determinazione da parte del lavoratore del
lavoratori proprio contributo volontario (al quale il datore potrà
aggiungere o meno il suo, se non obbligato da contratto o
accordo collettivo anche aziendale)

Contributo da Materia fortemente innovata con la riforma del Tfr.


conferimento del Con il d.l. concorrenza 2017 le parti sociali possono
Tfr prevedere il conferimento parziale del TFR.

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Contribuzione mediante Tfr MATURANDO

Il d.lgs. 252/2005 ex art. 8 comma 7 prevede un


meccanismo di trasferimento del TFR maturando alle
forme pensionistiche complementari in misura
diversificata, a seconda che il lavoratore sia iscritto a
forme di previdenza obbligatoria al 28 aprile 1993,
oppure in data successiva
Nel primo caso vi è la possibilità di aderire ai fondi
pensione attraverso il conferimento anche parziale
(secondo la misura prevista dalla contrattazione
collettiva o in mancanza nella misura del 50%)del TFR,
nel secondo caso occorre conferire l’intero TFR
maturando.

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Le diverse tipologie di prestazioni

RISCATTO PER CAUSE


DIVERSE:
- PRESTAZIONI
MATURAZIONE REQUISITI - ANTICIPAZIONI PENSIONISTICHE IN
PER PRESTAZIONI ACQUISTO CAPITALE, RENDITA
PENSIONISTICHE RISTRUTTURAZIONE O MISTE
OBBLIGATORIE, MA PRIMA CASA
PARTECIPAZIONE A
PREVIDENZA - ANTICIPAZIONI PER
COMPLEMENTARE ALTRI MOTIVI
SUPERIORE A 5 ANNI

TRASFERIMENTO

- ANTICIPAZIONI PER SPESE


SANITARIE
- TRASFERIMENTO PER PERDITA DEI
REQUISITI
- RISCATTO PARZIALE
- RISCATTO TOTALE
- RISCATTO PER CAUSE DIVERSE
21 - RISCATTO PER PREMORIENZA
Prestazioni delle forme pensionistiche complementari
Art. 11 D.Lgs. n. 252/05
Anticipazione della posizione individuale maturata:

Anticipazione sino al 75% a prescindere dalla


anzianità di iscrizione le spese sanitarie per
gravissime situazioni relative a terapie e interventi
straordinari (Ritenuta d’imposta all’11%)

Anticipazione sino al 75%: dopo 8 anni di iscrizione,


Fattispecie di per l’acquisto della prima casa di abitazione o
anticipazioni per interventi di ristrutturazione della medesima
casa (Ritenuta d’imposta al 23%)

Anticipazione sino al 30%: dopo 8 anni di


iscrizione, per ulteriori esigenze (Ritenuta
d’imposta al 23%)

Reintegrabilità delle anticipazioni, da parte dell’aderente, in qualsiasi momento

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Il trasferimento della posizione previdenziale

Art. 14
Il lavoratore acquisisce un diritto autonomo sulla posizione individuale nel fp, che
può essere oggetto di vicende giuridiche traslative/dispositive. Oltre alle
anticipazioni, si hanno in particolare: trasferimento e riscatto della posizione.

per venir meno dei requisiti di La posizione maturata viene


partecipazione: trasferita al fondo operativo
es. tipico: recesso dalla presso la nuova azienda cui
Trasferimento azienda “titolare” del Fp si accede
ad altra F.P.C.
a prescindere dal venir meno In alternativa è possibile sia
dei requisiti di partecipazione: prevista la permanenza della
trasferimento ad nutum posizione individuale, sino
(purché siano decorsi 2 anni alla maturazione dei requisiti
dall’iscrizione) pensionistici

la posizione previdenziale viene trasferita ad altra f.p.c., scelta dal


lavoratore; a questa si indirizza il Tfr maturando e l’eventuale
contributo del datore di lavoro, “nei limiti e secondo le modalità
stabilite dai contratti o accordi collettivi anche aziendali”
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Riscatto della posizione: fattispecie

• Invalidità permanente con


Ipotesi tipizzate e riduzione capacità di
fiscalmente Riscatti totali lavoro<1/3
agevolate
• Inoccupazione> 48 mesi
Ritenuta con aliquota • Premorienza aderente
tra il 15% e il 9%
(riduzione di una quota
pari allo 0,30% per ogni • Inoccupazione compresa
anno eccedente il 15° di fra 12<mesi< 48
Riscatti parziali
partecipazione a • Procedure di mobilità,
previdenza CIGO, CIGS
complementare)

Ipotesi non
tipizzata e
Riscatto 100% per cause
fiscalmente non
diverse
agevolata
Ritenuta a titolo
d’imposta del 23%
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Riscatti tipizzati e fiscalmente agevolati

Riscatto totale (art. 14, c. 2, lett. c)

Presupposti:
• Stato di invalidità permanente che comporti la
riduzione della capacità di lavoro a meno di 1/3
• Cessazione dell’attività lavorativa con conseguente
inoccupazione superiore a 48 mesi

Eccezione: se la situazione descritta si verifica nei 5 anni che


precedono la maturazione dei requisiti di accesso alle
prestazioni pensionistiche, non è possibile il riscatto ma
l’aderente può chiedere la prestazione pensionistica
complementare
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Riscatti tipizzati e fiscalmente agevolati
Riscatto (totale) per premorienza (art. 14, c. 3)
Presupposto: Morte dell’iscritto prima che maturi il diritto alla
prestazione pensionistica
Quantum del riscatto: intera posizione individuale maturata
Soggetti aventi titolo a richiedere il riscatto:
- eredi ovvero diversi beneficiari designati dall’aderente;
- Ipotesi di eredità vacante:
nelle forme collettive acquisizione al Fondo

nelle forme individuali posizione devoluta a finalità


sociali (modalità da stabilire
con D.M.Lavoro)
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Riscatti tipizzati e fiscalmente agevolati

Riscatto parziale (art. 14, c. 2, lett. b)

Presupposti:
• Cessazione dell’attività di lavoro con conseguente
inoccupazione per un periodo di tempo compreso fra 12 e 48
mesi
• Procedure di mobilità, CIGO, CIGS

Misura del riscatto


• 50% della posizione individuale maturata

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Riscatto non tipizzato e fiscalmente non agevolato

Riscatto per cause diverse (art. 14, c. 5)


• Oltre alle specifiche ipotesi di riscatto di cui all’art. 14, c. 2 che godono
di un regime fiscale agevolato, l’art. 14, c. 5, recupera una nozione
generale di riscatto attraverso la locuzione “per cause diverse” a cui si
applica, però, un trattamento fiscale deteriore (ritenuta a titolo
d’imposta del 23%).
• Direttive Covip: “Avuto riguardo alla formulazione normativa, è da
ritenersi ammissibile che gli Statuti e i Regolamenti delle forme
contengano previsioni relative alla possibilità di riscatto della
posizione in linea con le causali di perdita dei requisiti di
partecipazione sin qui ammesse negli Statuti e Regolamenti medesimi,
anche sulla base delle previsioni della contrattazione collettiva”
• Schemi Statuto/Regolamento FPN e FPA ad adesione collettiva:
prevedono l’inserimento di una clausola eventuale inerente ai riscatti
ex art.14,c.5.
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Prestazioni delle forme pensionistiche complementari

Prestazione pensionistica complementare (art. 11 )


Il diritto alla prestazione pensionistica del fondo si
acquisisce al momento della maturazione dei
requisiti di accesso alla prestazione Ago, con
almeno 5 anni di partecipazione ad una
forma pensionistica complementare.
CONDIZIONI In caso di inoccupazione per più di 2 anni,
l’iscritto può richiedere la erogazione delle
prestazioni pensionistiche con un anticipo
massimo di 5 anni rispetto ai requisiti di
accesso alle prestazioni nell’Ago.

Soppressa la distinzione fra pensione di vecchiaia


e pensione di anzianità.
Rendita (min. 50%)
FATTISPECIE E
MODALITÀ DI Capitale (max 50% del montante finale), sia per
EROGAZIONE le prestazioni a contribuzione definita, che a
prestazione definita. Sono detratte le somme
corrisposte a titolo di anticipazione non
reintegrate.
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Le prestazioni pensionistiche

Disciplina delle prestazioni nel segno della semplificazione:


▪ I presupposti per la fruizione dei trattamenti pensionistici
sono definiti mediante rinvio ai requisiti per l’accesso alle
prestazioni di base nel concorso del requisito di almeno 5
anni di partecipazione
▪ Risulta più evidente il nesso di complementarità tra i due
sistemi di tutela
▪ Tassazione favorevole per i montanti maturati dal 1°
gennaio 2007 (K3): applicazione di una ritenuta a titolo
d’imposta con aliquota tra il 15% e il 9% (riduzione di una
quota pari allo 0,30% per ogni anno eccedente il 15° di
partecipazione a previdenza complementare)

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Le prestazioni pensionistiche
La prestazione pensionistica in rendita
• Consiste nell’erogazione periodica di somme di denaro, finché
l’aderente resti in vita.
• La f.p.c. eroga le rendite, previa sottoscrizione di convenzioni,
per il tramite di Compagnie assicuratrici (le quali operano la
conversione del montante in rendita).
• I documenti sulle rendite: Nota informativa (Scheda
sintetica), Statuti/Regolamenti (per i Pip, anche le condizioni
generali di contratto).
VITALIZIA
REVERSIBILE
Tipi di rendita: CERTA
CONTROASSICURATA
CON OPZIONE DI LTC
DIFFERITA
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Le prestazioni pensionistiche

La prestazione pensionistica in capitale

• Fino ad un massimo del 50% del montante finale accumulato


• L’aderente può ricevere il 100% in capitale se, convertendo il
70% del montante finale in rendita, ottiene una rendita annua
inferiore al 50% dell’assegno sociale

Principio generale per le prestazioni in capitale:


Nel computo dell’importo complessivo erogabile in capitale sono
detratte le somme percepite a titolo di anticipazione per le quali
non sia intervenuto il reintegro

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Le prestazioni pensionistiche nelle ultime riforme

La prestazione pensionistica anticipata

RENDITA INTEGRATIVA TEMPORANEA


RITA SPERIMENTALE (connessa all’APE) (art. 11, c. 4, d.lgs. N. 252/05 come modificato dal d.l.
(l. stabilità 2017) «concorrenza»
E’ prevista la possibilità di ottenere in via L’iscritto può percepire in forma anticipata le prestazioni
sperimentale fino al 31 dicembre 2018 un a pensionistiche – sia in rendita che in capitale – in caso di
rendita integrativa temporanea anticipata (RITA) possesso dei seguenti requisiti:
così come previsto dall’art. 1 commi 188-193 della - Inoccupazione superiore a 24 mesi
Legge 232/2016. - Maturazione dei requisiti di accesso alle prestazioni
pensionistiche obbligatorie entro 5 anni (10 se così
dispongono le parti istitutive)
- Anzianità di partecipazione a forme di previdenza
complementare di almeno 5 anni

Sono misure diverse, ancorché aventi la stessa finalità e analoghe nei meccanismi di calcolo.
È in fase di discussione con la legge di stabilità 2018 una nuova prestazione denominata RITA, che andrà a sostituire
le precedenti 33