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Tutto sulla faringite

Revisione scientifica: Dr. Alessandro Valieri


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04.12.2013 
  
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Faringite, quando la gola è in fiamme. Con il


termine faringite si indica una patologia di tipo infiammatorio a carico della faringe, vale a
dire il canale muscolo-membranoso che si collega con la cavità nasale, con la cavità orale,
con l'esofago, la laringe e l'orecchio medio.

Comunemente chiamata mal di gola, la faringite può colpire tutti, dai bambini agli adulti.

Essenzialmente tale malattia tende a manifestarsi durante la stagione invernale e molto


spesso essa segna l'inizio di un'infezione delle vie respiratorie superiori, per esempio di
una sinusite o di un'influenza.  

Quando il mal di gola risulta persistente si deve pensare alla presenza di faringite cronica,
spesso associata a patologie allergiche o del tratto digestivo, nonché rilievo piuttosto
comune nella terza età.

ARGOMENTI TRATTATI

 Cause
 Sintomi
 Diagnosi
 Prevenzione
 Terapia
 Conclusioni

CAUSE
 
CAUSE DELLA FARINGITE

La faringite riconosce molteplici fattori causali. Il più delle volte a


determinarne l’insorgenza è la colonizzazione delle mucose respiratorie da parte di un
ceppo batterico. Fra i batteri più temibili coinvolti nello sviluppo della malattia ricordiamo lo
Streptococco beta-emolitico di gruppo A ed ilMycoplasma pneumoniae. La faringite può
altresì essere la conseguenza di processi infiammatori che coinvolgono le aree
anatomiche vicine (raffreddore, sinusite). Molto spesso essa si presenta poi quale
complicanza di un’infezione virale sottovalutata.

A dispetto di molti luoghi comuni, il freddo non induce in maniera diretta il mal di gola, ma
può creare i presupposti di abbassamento delle difese immunitarie locali per l’ingresso di
virus e batteri nella mucosa respiratoria. Allo stesso modo possono essere determinanti i
repentini sbalzi di temperatura tra gli ambienti riscaldati e l’esterno. Locali eccessivamente
riscaldati e poco arieggiati, un sistema di climatizzazione eccessiva rientrano pertanto fra i
fattori di rischio ambientale più comuni.

Sono allo stesso modo dannosi per le mucose faringee il fumo di sigaretta, le bevande
alcoliche, l’inquinamento ambientale, le polveri ed i vapori irritanti.

Una frequente causa di faringite cronica risulta essere la malattia da reflusso


gastroesofageo; l’incontinenza della valvola che separa l’esofago dallo stomaco può infatti
determinare la risalita verso le mucose respiratorie di secrezioni acide, fortemente irritanti
e perciò responsabili di un graduale processo peggiorativo dell’infiammazione faringea.

SINTOMI
 
 SINTOMI DELLA FARINGITE 

Il principale sintomo che permette di riconoscere la faringite è il dolore


spontaneo localizzato alla parte posteriore della bocca, comunemente indicata come gola
o faringe. A livello della gola si avverte dunque una sensazione di calore, cui si
accompagna spesso intenso dolore nella deglutizione (odinofagia).

La faringite può essere altresì associata ad una infiammazione dei linfonodi del collo, un
aumento della temperatura corporea, raucedine, arrossamento locale della mucosa.

Nella forma cronica i suddetti sintomi risultano meno evidenti, lasciando il posto a vellichio
della gola ed alterazioni aspecifiche della voce. Nelle fasi di riacutizzazione, invece, si
avverte una sensazione di tensione nella regione posteriore della gola, localizzata in un
punto preciso. Soprattutto nella parte iniziale della giornata sono presenti tosse e
impellente necessità di raschiare la gola. Ciò avviene al mattino per via del muco che si è
depositato durante il corso della notte.

La sintomatologia è ben delineata fin dagli esordi di malattia; inizialmente si avverte una
sensazione di malessere e fastidio alla gola che, entro poche ore, può trasformarsi in una
malattia respiratoria con interessamento del distretto nasale.

DIAGNOSI
 
DIAGNOSI DELLA FARINGITE 

I sintomi devono essere un chiaro campanello d'allarme per la


tempestiva valutazione specialistica. L’ispezione del cavo orale evidenzia rossore della
mucosa, ricoperta da secrezioni biancastre: la palpazione del collo rivela poi i linfonodi
ingrossati ed una discreta dolenzia muscolare.

Per identificare i microrganismi che hanno innescato il processo infiammatorio della


faringe è indicato il tampone faringeo, pratica clinica efficace, veloce ed indolore. La
procedura prevede l'inserimento nella gola del paziente di una sorta di cotton-fiocc, il
quale viene strofinato sia sulle tonsille che sulla mucosa faringea. Il referto di laboratorio
include l’antibiogramma, ovvero l’indicazione alla scelta di un antibiotico sicuramente
efficace nel contrastare il batterio isolato dal tampone.

La ricerca degli anticorpi specifici nel sangue, la cosiddetta sierologia, è altrettanto utile
per stabilire l’epoca di insorgenza della patologia e consentire diagnosi differenziali più
accurate (mononucleosi infettiva, faringite da citomegalovirus, infezione da coksackie virus
e molti altri germi che hanno come bersaglio le vie respiratorie superiori).

PREVENZIONE
 
PREVENZIONE DELLA FARINGITE

La prevenzione della faringite acuta riconosce notevole importanza in


alcune elementari norme igieniche. E’ opportuno rivolgere una particolare attenzione
all’igiene delle mani, da lavarsi con acqua e sapone più volte al giorno. Questa indicazione
deriva dal fatto che i processi infettivi (virali e batterici) si diffondono proprio a causa del
contatto delle secrezioni respiratorie infette con le mani. Un altro comune veicolo di
contagio sono le micro-goccioline di saliva o di muco . Per questo motivo è
raccomandabile arieggiare spesso i locali frequentati da molte persone; ciò vale per le
aule scolastiche, dove spesso si rileva una elevata concentrazione di agenti infettivi.

Per quanto concerne le faringiti croniche è indicato ridurre più possibile l’esposizione a
sostanze irritanti, ivi compreso il fumo. Nelle faringiti da reflusso gastroesofageo rivestono
notevole importanza il regime alimentare e le abitudini del sonno.

L’integrazione alimentare con sostanze che in modo naturale stimolano le difese del
nostro organismo può essere un valido presidio nella prevenzione delle faringiti
ricorrenti.

La prevenzione farmacologica si avvale invece dei cosiddetti “vaccini anticatarrali”, un


estratto di batteri resi inoffensivi che, presentati ai nostri globuli bianchi, ne stimolano la
produzione di anticorpi specifici. 
TERAPIA
 
TERAPIA DELLA FARINGITE

La terapia farmacologica della faringite varia notevolmente per


entità e durata in relazione alla causa.

In caso di faringite da batteri il trattamento antibiotico risulta indispensabile, onde evitare il


coinvolgimento delle tonsille palatine e della tonsilla linguale.

L’assunzione di cortisone per contrastare il processo infiammatorio e la difficoltà


all’alimentazione derivante dall’intenso mal di gola è variabile, risultando più indicato per il
trattamento della faringite da mononucleosi.

Quando invece la faringite è di tipo virale, non è necessario un trattamento di tipo


farmacologico. Di solito il disturbo tende a risolversi da sé, facendo il suo decorso.
Laddove la faringite sia associata a febbre, l’assunzione di antipiretici ed antinfiammatori
provoca sollievo dai sintomi.

La faringite cronica da reflusso prevede invece l’assunzione di farmaci con azione


regolatrice sull’acidità dello stomaco; i periodi di trattamento sono lunghi e ciclici, fino
all’accettabile contenimento dei sintomi maggiori.

CONCLUSIONI
 
CONCLUSIONI SULLA FARINGITE

Si può quindi affermare che anche quello che si considera inizialmente come il più comune
dei mal di gola non vada sottovalutato, prestando particolare attenzione all’evoluzione dei
sintomi. Improvvisarsi medici di se stessi non è di certo la strada giusta per risolvere il
problema; e ciò è prassi fin troppo diffusa quando si tratta di faringite, scambiata per
influenza o non correttamente trattata come tonsillite. La diagnosi differenziale fra faringite
e faringo-tonsillite è infatti il punto chiave del processo decisionale dello specialista nella
scelta della terapia o degli approfondimenti diagnostici di
carattere otorinolaringoiatrico(fibroscopia del naso e della gola, test allergologico).
Sintomi Faringite
Malattie simili e sinonimi: Mal di gola.
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MEDICI E SINTOMI
La presente guida non intende in alcun modo sostituirsi al parere di medici o di altre figure sanitarie preposte alla
corretta interpretazione dei sintomi, a cui rimandiamo per ottenere una più precisa indicazione sulle origini di qualsiasi
sintomo.
La faringite, o più comunemente mal di gola, è l'infiammazione della faringe, spesso causata da
un'infezione virale come il raffreddore, l'influenza o la mononucleosi; più raramente il processo
flogistico è causato da batteri ed in tal caso viene intrapresa una terapia antibiotica. Il sintomo più
caratteristico, noto ai più, è un dolore localizzato nella parte posteriore della bocca. Se l'infezione
persiste, i linfonodi del collo possono infiammarsi e risultare particolarmente dolenti (adenite
cervicale).

Sintomi e Segni più comuni*


 Afonia
 Disfagia
 Febbre
 Mal di gola
 Massa o tumefazione nel collo
 Nodo alla gola
 Odinofagia
 Otalgia
 Placche in Gola
 Prurito alla Gola

*I sintomi evidenziati dal grassetto sono tipici, ma non esclusivi, del Faringite
Ulteriori indicazioni
Oltre ai sintomi sopraelencati, la faringite si accompagna a quelli tipici della malattia che l'ha
provocata. Per esempio, se il mal di gola è causato da un raffreddore, il paziente può
lamentare febbre, starnuti frequenti, tosse, dolori muscolari e rinorrea. Quando i sintomi della
faringite si fanno particolarmente severi, si accompagnano a febbre alta e severo ingrossamento dei
linfonodi del collo, e marcata debolezza e difficoltà  a respirare, è bene rivolgersi ad un medico
(potrebbe trattarsi di una tonsillite streptococcica che richiede un trattamento antibiotico).

Tratto da http://www.my-personaltrainer.it/Sintomi/Faringite