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TESINA

Dipartimento di Energia
Elettomagneistmo Applicato

Progetto di un condotto sbarra 400 A 50 Hz

Relatori:
Prof. Aldo Canova
Prof. Fabio Freschi

Autore:
Salvador A. Sana A.

Torino, 2020
Indice

1 Considerazioni teoriche 5
1.1 Cenni sui condotti sbarra . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 5
1.1.1 Parametri di scelta dei condotti sbarra . . . . . . . . . . . . . . . 6
1.1.2 Eetto pelle ed eetto di prossimità . . . . . . . . . . . . . . . . 7
1.2 Normativa IEC 61439-6 . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 9
1.3 Condotto sbarra Schneider . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 10

2 Calcoli analitici 12
2.1 Calcolo della resistenza media . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 12
2.2 Calcolo dell'induttanza . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 13
2.2.1 Autoinduttanza . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 13
2.2.2 Mutua induttanza . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 13
2.3 Caduta di tensione . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 14
2.4 Sforzi elettrodinamici . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 15
2.5 Campo magnetico all'esterno . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 16

3 Simulazioni 18
3.1 Costruzione del modello in femm . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 18
3.2 Resistenza e induttanza . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 19
3.3 Sforzi elettrodinamici . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 20
3.4 Induzione magnetica . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 20
3.5 Perdite . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 22
3.6 Modello termico . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 22

4 Risultati 23
4.1 Impedenza . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 23
4.2 Caduta di tensione . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 25
4.3 Campo e induzione magnetica . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 26
4.4 Sforzi elettrodinamici . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 29
4.5 Perdite . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 30
4.6 Modello termico . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 31

5 Conclusioni 33
A 36

1
Elenco delle gure
1.1 Struttura base per condotto sbarra in bassa tensione.[1] . . . . . . . . . 6
1.2 Eetto pelle in barra isolata.[1] . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 8
1.3 Distribuzione in conduttori tondi illustrando l'eetto di prossimità. [1] . 9
1.4 Caratteristiche dimensionali del condotto scelto. [10] . . . . . . . . . . . 11

2.1 Conduttore di sezione rettangolare di dimensioni axbxl. . . . . . . . . . . 14


2.2 Conduttori adiacenti, dimensioni.[2] . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 16
2.3 Conduttore elementare per il calcolo del campo magnetico. . . . . . . . . 17

3.1 Denizione del problema in femm. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 18


3.2 Modello del condotto sbarra in femm. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 19
3.3 Esempio di impedenza in Circuit Properties. . . . . . . . . . . . . . . . . 20
3.4 Risultati di sforzi elettrodinamici. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 20
3.5 Impostazioni per mappa di induzione. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 21
3.6 Impostazioni per curva di induzione su una linea. . . . . . . . . . . . . . 21
3.7 Impostazioni del materiale per modello termico . . . . . . . . . . . . . . 22

4.1 Densità di corrente nei conduttori di fase. . . . . . . . . . . . . . . . . . 25


4.2 Distribuzione dell'induzione magnetica nel condotto sbarra. . . . . . . . 27
4.3 Induzione intorno a 1m del condotto sbarra. . . . . . . . . . . . . . . . . 28
4.4 Sforzi elettrodinamici in conduttori  fase. . . . . . . . . . . . . . . . . . 30
4.5 Distribuzione di temperatura su una sezione di condotto. . . . . . . . . . 32
4.6 Temperatura in faccia esterna laterale della copertura. . . . . . . . . . . 32

A.1 Caratteristiche elettrice del condotto sbarra Schneider. [10] . . . . . . . . 36


A.2 Formula analitica di mutua induttanza. [3] . . . . . . . . . . . . . . . . . 37
A.3 Formula analitica per sforzi elettrodinamici. [2] . . . . . . . . . . . . . . 37

2
Elenco delle tabelle
3.1 Propietà dei materiali in femm. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 19

4.1 Risultati analitici a temperatura 20◦ c. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 23


4.2 Risultati analitici a temperatura 35◦ c. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 23
4.3 Risultati ottenuti da femm. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 24
4.4 Confronto di Risultati impedenza. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 24
4.5 Caduta di tensione. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 25
4.6 Confronto di risultati caduta di tensione. . . . . . . . . . . . . . . . . . . 26
4.7 Valori di induzione con calcolo analitico. . . . . . . . . . . . . . . . . . . 26
4.8 Valori di induzione risultanti da femm. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 27
4.9 Perdite nel condotto ottenuti con femm . . . . . . . . . . . . . . . . . . 31

3
Introduzione
Rispetto ai sistemi convenzionali di trasmissione e distribuzione dell'energia, i condotti
sbarra sono state consolidate come una soluzione tecnica molto interessante, sia per l'in-
terconnessione tra pannelli e trasformatori di potenza, sia per l'alimentazione di carichi
dispersi in un percorso.
Questi sistemi facilitano e velocizzano l'installazione elettrica, rendendola comoda e
semplice. Innanzitutto, orono risparmi sui tempi di assemblaggio. Così come la ridu-
zione degli spazi e dei percorsi, lasciando un'installazione estetica e snella rispetto ai
sistemi convenzionali, i cui circuiti di cavi complicati e saturi generalmente portano a
complicazioni e costi più elevati.
In questo lavoro sono state fatti una serie di calcoli per determinare alcune delle
caratteristiche più importanti di un condotto sbarra, facendo il confronto fra calcoli
analitici e soluzioni numeriche tramite elementi niti. Questi determinazioni sono state
fatte per un condotto sbarra commerciale il cui fabbricante provvede i valori di queste
caratteristiche studiate. Così è stato possibile fare il confronto fra i risultati ottenuti e
quelli dati con l'idea di vericare la corrispondenza sia teorica che numerica con un caso
reale.
Nel capitolo 1 si fa un breve ripasso della classica dei condotti sbarra, le conside-
razioni a tenere conto per il suo progetto e selezione, e delle normative che ne regolano
il suo uso nel ambito europeo ed italiano. Nel capitolo 2 si indicano le formule analiti-
che e le considerazioni semplicativi per il calcolo di: resistenza, induttanza, caduta di
tensione, sforzi elettrodinamici, e campo magnetico. Nel capitolo 3 vengono mostrate le
procedure per il calcolo tramite elementi niti (con il software femm) di: resistenza e
induttanza, sforzi elettrodinamici, induzione magnetica, perdite, e distribuzione di tem-
peratura. Finalmente i risultati ottenuti sia dai calcoli analitici sia dal metodo numerico
vengono riportati nel capitolo 5, questi vengono analizzati e confrontati tra loro e con i
dati del fabbricante.

4
Capitolo 1

Considerazioni teoriche

1.1 Cenni sui condotti sbarra

I condotti sbarra vengono usati principalmente per la trasmissione di alta potenza sia
media, o bassa tensione. Si usano in media tensione nella parte di generazione, per esem-
pio, per collegare il generatore al trasformatore di potenza, e in generale per connessioni
a corte distanze prima di arrivare alla trasmissione. Altro uso in media tensione si ha
nella distribuzione, e nell'alimentazione di impianti industriali che richiedono alta po-
tenza sia in media o bassa tensione e quindi hanno bisogno di mezzi con alta capacità di
trasportare corrente. A bassa tensione, è più comune l'uso di cavi per trasportare cor-
renti no a 600/800 A, per correnti più alti si fa predominante l'uso di conduttori solidi
come i condotti sbarra, ma anche per livelli di corrente minori a 1000 A vengono usati i
condotti sbarra, principalmente per motivi di riduzione del volume, costi, apparenza, e
facilita di mantenimento.
I condotti sbarra possono essere aperti, principalmente per altissime correnti o bassa
tensione, o chiusi coperti da una lamina metallica, come mostrato in gura 1.1. A seconda
dell'applicazione i condotti sbarra ad impiegare vengono classicati come [1]:

• Non separati

• Separati

• Fase isolata

• Verticali (Rising mains )

• Orizzontali (Overhead bus )


Non separati: In questo tipo di costruzione tutti i conduttori di fase stanno nella
stessa copertura metallica, separate dalle distanze giuste fra loro e dalla copertura stessa,
senza barriere tra le fasi. Vengono maggiormente usate in bassa tensione dovuto alla sua
semplicità costruttiva.
Separati: Per questa soluzione tutte le fasi sono nella stessa copertura metallica,
ma anche esistono barriere metalliche che separano ogni fase, queste barriere hanno lo
scopo di funzionare come schermatura magnetica ed isolare magneticamente i conduttori.
Anche, portano il vantaggio di ridurre l'eetto di prossimità e ridurre le perdite nella

5
copertura. Vengono usati per condurre alti livelli di corrente (da 3000A a 6000A). Si
possono usare in tutti i livelli di tensione ma vengono più usati in alta tensione.
Fase isolata: Conducono una sola fase e vengono usate per correnti superiori a
10000A, i suoi criteri di costruzione e impiego sono diversi da quelli dei condotti sbarra
comuni.
Verticali: Il suo principale impiego è per la distribuzione in costruzioni verticali,
dove sono più convenienti che la distribuzione in cavo, in ogni piano derivano per servire
l'energia al intero piano o una porzione di esso.
Orizzontali: Disposti sotto il tetto ad una altezza conveniente, distribuiscono la
potenza sia per circuiti di illuminazione, o per molte cariche distribuite sul piano. Rap-
presentano un vantaggio in termini di costi e spazio, per alimentare i carichi rispetto a
un sistema di distribuzione in cavo.
Anche ci sono altre tipologie di condotto sbarra più particolari, come: condotti
compatti (sandwich type ), fase parzialmente isolata, isolati in gas.

Figura 1.1: Struttura base per condotto sbarra in bassa tensione.[1]

1.1.1 Parametri di scelta dei condotti sbarra


Un sistema di distribuzione in condotto sbarra deve soddisfare i parametri [1]:

• Tensione e frequenza nominale: uguale a quella assegnata ai quadri associati.

• Livelli di isolamento: Sia a frequenza industriale, o impulsi di tensione.

• Massima corrente in forma continuata che non produca surriscaldamenti nei con-
duttori.

• Livello di corto circuito.

6
• Temperatura massima in corto circuito: per un guasto di corta durata il sistema
non è in grado di dissipare il calore, quindi deve essere in grado di assorbire tutto il
calore generato senza arrivare alla temperatura in cui i conduttori si cominciano ad
ammorbidire. Considerando che l'alluminio si comincia ad ammorbidire intorno ai
180 − 200◦ C, considerando che durante il guasto si ha un aumento di temperatura

di 100 C, si vuole che la temperatura massima di operazione normale non superi
85 − 90◦ C.

• Caduta di tensione: In generale si desidera che la caduta di tensione non superi il


1-2% della tensione nominale in sistemi di bassa tensione e alta corrente, questa
caduta in generale non è prodotta dall'impedenza dei condotti stessi ma nei giunti
con il quadro o trasformatore, se la caduta di tensione arriva al 3- 5% è passibile
che aetti la stabilità del sistema e le prestazione del carico alimentato.

1.1.2 Eetto pelle ed eetto di prossimità


Mentre che in sistemi a corrente continua, la distribuzione di corrente nei conduttori è
uniforme dato che solo conta la resistenza. In sistemi in alternata gli eetti induttivi
fra i conduttori producono i detti eetti pelle e di prossimità, l'induttanza del condut-
tore varia a seconda della profondità dovuto all'eetto pelle, e anche viene modicata
dalla presenza di altro conduttore che conduce corrente, questo è l'eetto di prossimità.
Questi due fattori incrementano la resistenza eettiva e quindi l'impedenza, portando a
maggiore perdite Joule, maggiore caduta di tensione, e minore capacità di trasporto di
corrente. In generale questi fenomeni sono pù rilevanti in sistemi a partire da 2000A.

Eetto pelle:
Un conduttore che trasporta corrente produce un campo elettrico attorno ad esso che
induce una forza contro elettromotrice e causa un eetto induttivo. Questa fem viene
prodotta nel conduttore dal campo elettrico che interagisce con il proprio conduttore. È
più denso al centro e diventa meno in supercie. Il il conduttore ha quindi un'induttanza
maggiore al centro che in supercie e provoca una distribuzione irregolare della corrente
attraverso la sua sezione trasversale. La corrente tende a concentrarsi sulla supercie
esterna del conduttore, cioè la sua "pelle". Il rapporto di resistenza, Rac / Rdc, è la
misura dell '"eetto pelle" ed è noto come skin eect ratio. Oltre allo sviluppo teori-
co, nel disegno e selezione dei condotti sbarra questo rapporto viene studiato e tenuto
conto a partire di curve e tabelle caratteristiche a seconda della forma e il materiale del
conduttore. In gura 1.2 si mostra una famiglia di curve per un conduttore di sezione
rettangolare [1].
L'eetto pelle può essere ridotto al minimo impiegando diversi congurazioni e di-
sposizione delle barre. Può anche essere ridotto al minimo selezionando conduttori vuoti
rotondi o rettangolari (canali in forma di scatola) e quindi concentrandosi la massima
corrente nell'anello e nell'ottimizzazione del metallo utilizzo.

Eetto di prossimità:
Se c'è più di un conduttore che trasporta corrente, disposti uno accanto all'altro, si
terrà una mutua induzione. La grandezza di questa dipenderà dalla quantità di corrente

7
Figura 1.2: Eetto pelle in barra isolata.[1]

e dalla spaziatura tra i due. Ciò tende a distorcere ulteriormente la propria resistenza del
conduttore oltre alla distorsione già causata dall'eetto pelle e quindi anche dalla distri-
buzione di corrente attraverso la sua sezione trasversale. C'è sempre una forza tra due
conduttori posti uno accanto all'altro, ma l'eetto di prossimità, tuttavia, esisterà solo
in un sistema in ac dovuto alla reciproca induzione tra i due conduttori che trasportano
corrente. L'eetto di prossimità è meno pronunciato nei sistemi a bassa corrente (minore
a 1600A), e nei sistemi ad alta tensione, in cui le distanze tra le fasi sono sucientemen-
te grandi. La gura 1.3 illustra schematicamente la distorsione della densità di corrente
in un conduttore circolare e anche le forze meccaniche esercitate sui conduttori. Se il
secondo conduttore trasporta corrente nella stessa direzione, la corrente scorrerà nella
parte più esterna dei due conduttori. Se la corrente scorre nella direzione opposta, come
in un sistema monofase, la corrente scorrerà nelle parti adiacenti dei due conduttori.
L'eetto dello spostamento di corrente è aumentare l'eettiva resistenza e l'impeden-
za del conduttore su un lato, e causa una distorsione nel suo schema di riscaldamento.
Questo porterà i vari conduttori di una particolare fase per operare in modo diverso.
L'area con densità di corrente elevata produrrà un calore più elevato. L'eetto di pros-
simità quindi provoca anche un declassamento della capacità di carico corrente di un
conduttore [1].

8
Figura 1.3: Distribuzione in conduttori tondi illustrando l'eetto di prossimità. [1]

In generale, l'eetto di prossimità è direttamente proporzionale alla grandezza della


corrente e inversamente alla spaziatura tra i due conduttori. Più piccola è la distanza tra
fasi, maggiore sarà l'eetto della prossimità così come le forze sviluppate tra i conduttori
adiacenti. Ma la reattanza delle due fasi è direttamente proporzionale alla spaziatura.
La reattanza è la causa principale di una caduta di tensione. Più piccola è la spaziatura,
più bassa sarà la reattanza. Mentre il requisito di un inferiore la reattanza richiederà
una spaziatura minore e signicherà maggiore forze. Un'alta reattanza contribuirebbe
a ridurre il livello di corrente di guasto. Viene quindi raggiunto un compromesso per
soddisfare entrambe le esigenze.
Il campo elettrico prodotto dai conduttori interagisce anche con il bus metallico di
copertura, supporti di montaggio e strutture esistenti nelle vicinanze, parallelo e attorno
all'asse del trasporto corrente. Causando correnti indotte (parassite) in tali strutture e
porta a: Perdite per eetto Joule, perdite per correnti parassite, perdite per isteresi. Gli
sforzi elettrodinamici tra la copertura e i conduttori saranno piccoli perché la custodia,
che non è continua, porterà molta meno corrente rispetto al conduttori principali. Per
una copertura non magnetica, come alluminio o acciaio inossidabile, ci saranno solo
perdite di resistenza. In una copertura magnetica, come acciaio dolce, ci saranno inoltre
perdite di isteresi e perdite per correnti parassite. Tutte queste perdite vengono espresse
come calore nella copertura e le strutture metalliche vicine[1].

1.2 Normativa IEC 61439-6

La Commissione elettrotecnica internazionale (IEC) è un'organizzazione mondiale per


la standardizzazione che comprende tutti i comitati elettrotecnici nazionali (Comitati
nazionali IEC). L'obiettivo della IEC è di promuovere cooperazione internazionale su
tutte le questioni relative alla standardizzazione in campo elettrico ed elettronico. A tal
ne e oltre ad altre attività, IEC pubblica standard internazionali, speciche tecniche,
Rapporti tecnici, e altre pubblicazioni di interesse.
Lo standard IEC 61439-6 titolata LOW-VOLTAGE SWITCHGEAR AND CON-
TROLGEAR ASSEMBLIES  Part 6: Busbar trunking systems (busways) stabilisce
le denizioni e indica le condizioni di servizio, requisiti di costruzione, caratteristiche
tecniche e requisiti di verica per condotti sbarra in bassa tensione come segue:

• Condotti per i quali la tensione nominale non supera 1000 V in caso di corrente
alternata o 1500 V in caso di corrente continua.

9
• Condotti destinati all'uso in connessione con la generazione, trasmissione, distri-
buzione e conversione di energia elettrica e per il controllo di apparecchiature che
consumano energia elettrica.

• Condotti progettati per l'uso in condizioni di servizio speciali, ad esempio nelle


navi, nelle ferrovie veicoli e per applicazioni domestiche.

• Condotti progettati per le apparecchiature elettriche delle macchine.

Il responsabile in ambito nazionale della normazione tecnica in campo elettrotecnico,


elettronico e delle telecomunicazioni, è il CEI  Comitato Elettrotecnico Italiano, con la
partecipazione diretta nelle corrispondenti organizzazioni di normazione europea (CE-
NELEC - Comité Europen de Normalisation Electrotechnique) e internazionale (IEC -
International Electrotechnical Commission).
Il CEI coordina e svolge le seguenti attività:

• Elaborare, pubblicare, promuovere e diondere le norme tecniche nel settore elet-


trotecnico, elettronico e delle telecomunicazioni per materiali, apparecchi, macchi-
ne, impianti, processi e loro programmi, stabilendo i relativi requisiti di qualità e
sicurezza;

• Provvedere alla simbologia, alla nomenclatura, alla terminologia e all'unicazione


nei settori di competenza;

• Stabilire criteri, metodi di prova e limiti nalizzati al raggiungimento di adeguati


livelli di sicurezza, adabilità e qualità dei prodotti o dei processi, nonché elaborare
regole e procedure per prove e controlli di rispondenza alle norme tecniche.

In Italia lo standard IEC 61439-6 viene uguagliato dalla normativa CEI EN 61439-
6 "Apparecchiature assiemate di protezione e di manovra per bassa tensione (quadri
BT) Parte 6: Condotti sbarre". Che è entrata in vigore nel anno 2013. E sostituisce
completamente la Norma CEI EN 60439-2:2000-11.

1.3 Condotto sbarra Schneider

Per questo lavoro è stato scelto come condotto sbarra di riferimento, e quello su cui
si faranno i confronti dei risultati il modello KSA400ED4306 fabbricato da Schneider
Electric. Questo appartiene alla serie di condotti sbarre prefabbricati Canalis KS. E a la
gamma Classic, la quale comprende 8 versioni in base al valore della corrente nominale
(In): 100, 160, 250, 400, 500, 630, 800 e 1000 A. Ove il modello scelto ha come corrente
nominale 400A.
Tutti gli isolanti e le materie plastiche impiegate sono senza alogeni e hanno un com-
portamento al fuoco provato (tenuta al lo incandescente 960◦ C secondo IEC 60695-2:
960◦ CC per i componenti a contatto con le parti attive e 650◦ C per gli altri componenti).
Il Canalis KS è certicato IP55 qualunque sia il tipo di posa.
Nel suo catalogo commerciale [10], il fabbricante indica alcune caratteristiche dei
suoi condotti, questi sono:

• Prolato portante in lamiera di acciaio chiuso e nervato, galavanizzato a caldo.

10
• Conduttori per condotti sbarre da 250 a 1000 A in alluminio con cavallotti in
metallo colaminato alluminio/rame.

• Prese di derivazione posizionate con interasse di ssaggio da 0.5 a 1 metro sui due
lati del condotto.

Così come caratteristiche dimensionali, e caratteristiche elettriche, quelle dimensio-


nali vengono mostrate in gura 1.4, e quelle elettriche sono disponibili nell'appendice.
Un disegno quotato semplicato del condotto è disponibile in formato CAD sul sito uf-
ciale di Schneider Electric, a partire di esso ci sono pressi le dimensioni per i calcoli
analitici e per la costruzione del modello in femm.

Figura 1.4: Caratteristiche dimensionali del condotto scelto. [10]

11
Capitolo 2

Calcoli analitici

2.1 Calcolo della resistenza media

Per ogni conduttore viene calcolata la resistenza considerando l'eetto pelle a due tem-
perature ambiente, secondo lo indicato nella normativa IEC, queste sono: 20◦ C e 35◦ C,
che corrispondono con le temperature alle quale viene indicata la resistenza media nel
catalogo Schneider. L'eetto di prossimità non è stato considerato per i calcoli analitici
ma viene presso in considerazione nelle simulazioni fatti su femm.
Per il calcolo delle resistenze a 20◦ C prima si calcola lo spessore di penetrazione del
conduttore, questo viene dato da

1
δ=√ [m] (2.1)
µo µr πf γ
ove

• µr : permeabilità relativa del materiale conduttore, per i conduttori di aluminio è


pari a 1.

• γ: conduttività del materiale conduttore in S/m

Considerando lo spessore di penetrazione, la resistenza in alternata è quella di un


conduttore in continua con lo stesso perimetro ma con lo spessore dato dallo spessore di
penetrazione. Quindi, la resistenza calcolata per un conduttore in continua è data da

l
R= (2.2)
γA
Ove al considerare i conduttori di sezione rettangolare con spessore dato da δ, e le
dimensioni di ciascun conduttore, l'area per il calcolo della resistenza in alternata è

A = 2 · 10−3 [8 · δ + (21.5 − 2δ) · δ] [m2 ] (2.3)

Qui si deve notare che al applicare l'equazione 2.1 si ottiene uno spessore di pene-
trazione pari a 11.6 mm, che è maggiore alla metà della altezza e della larghezza del
conduttore, questo porterebbe ad accavallamenti indesiderati e un risultato erroneo, per
tanto, si mantiene come area del conduttore in alternata quella del conduttore originale,
che alla ne signica considerare unicamente la resistenza in continua.

12
Per fare il confronto con i valori rapportati nel catalogo, si fa anche il calcolo della
resistenza alla temperatura di 35◦ c, dove per ricavare il valore di resistenza a una tem-
peratura diversa da quella standard alla cui è legata il valore di conduttività si usa la
solita formula [5].
Rdc T = Rdc T ref [1 + α(T − Tref )] (2.4)

ove

• α: coeciente di temperatura dell'alluminio.

• T: temperatura alla cui si vuole calcolare la resistenza (35 c).


• Tref : temperatura di riferimento (20 c).


2.2 Calcolo dell'induttanza

2.2.1 Autoinduttanza
Piatek, denisce l'autoinduttanza di un conduttore retto come:

J(Y )J ∗ (X)
Z Z
µo
Lp = dv1dv2 (2.5)
4πI 2 v1 v2 ρXY
Ove J(Y ) e J(X) sono le densità di corrente in un punto sorgente ed un punto di
osservazione appartenenti al conduttore, e ρXY è la distanza fra i punti X e Y . In questa
denizione generale l'autoinduttanza di un conduttore solido dipende dalla distribuzione
della densità di corrente, Piatek [9] indica che per un conduttore di sezione costante in
continua o a bassa frequenza si può assumere densità di corrente costante e quindi
l'equazione 2.5 si semplica a

Z Z
µo 1
Lp = dv1 dv2 (2.6)
4πS 2 v1 v2 ρXY
La soluzione di questa integrale per un conduttore a sezione rettangolare come
indicato nella gura 2.1 viene data in 2.7

n h i h i h i o
µo l a 2 b 2 a 2 a 2
ln 2l 13 2
tan−1 tan−1
b a a b 1 1
ln ab
    
Lp = 2π a + 12 − 3 a b + b a + 12 b −6+ a ln 1 + b + 6 6− b
(2.7)
Sebbene i conduttori del condotto sbarra Schneider selezionato non sono di sezio-
ne rettangolare, per questo lavoro sono considerati come rettangolari, ai ni di poter
impiegare l'equazione 2.7, essendo le dimensioni, a=8 mm; b = 18 mm; l = 3000 mm.

2.2.2 Mutua induttanza


Per due conduttori retti di sezione S1 e S2, sempre nel caso di alimentazione in continua
o a bassa frequenza si può assumere densità di corrente costante, per tanto la mutua
induttanza fra essi viene data da

Z Z
µo 1
M= dv1 dv2 (2.8)
4πS1 S2 v1 v2 ρXY

13
Figura 2.1: Conduttore di sezione rettangolare di dimensioni axbxl.

La soluzione di questa integrale per due conduttori di dimensioni a1 xb1 xl1 e a2 xb2 xl2
rispettivamente e distanziati di una distanza d−a viene data da Hoer in [3], data la
complessità e lunghezza detta espressione viene mostrata nell'appendice.
Avendo le espressioni generali, queste possono essere applicate per ricavare l'autoin-
duttanza e le mutue induttanze dei conduttori della sbarra in studio. Dove tutti hanno
le stesse dimensioni, e quindi hanno la stessa autoinduttanza. Le mutue induttanze
dipenderanno di la distanza fra ogni coppia di conduttori.
I calcoli di auto e mutua induttanza vengono fatti in Matlab ottenendo i parametri
Lp, M 12, M 13. L'induttanza di ogni conduttore quando il sistema è alimentato da una
terna di correnti bilanciate viene data da:

LpI1 + M 12I2 + M 13I3


L1 = (2.9)
I1
M 12I1 + LpI2 + M 12I3
L2 = (2.10)
I2
M 13I1 + M 12I2 + LpI3
L3 = (2.11)
I3
Quindi, l'induttanza media e la reattanza media vengono date da

L1 + L2 + L3
Lm = ; Xm = 2πf Lm (2.12)
3

2.3 Caduta di tensione

I calcoli di caduta di tensione sono stati fatti secondo la procedura indicata nella nor-
mativa IEC 61439-6 [4]. Questa specica che, la caduta di tensione si può calcolare
da:

u = k 3 (R cos ϕ + X sin ϕ) IB l (2.13)

14
ove

• u: caduta di tensione composta del sistema in Volts.

• R e X: sono la resistenza e reattanza media in Ohm per metro.

• IB : corrente del circuito, in Amperes.

• l: lunghezza del condotto in metri.

• cos ϕ: fattore di potenza del carico considerato.

• k : fattore di distribuzione del carico:

1 per carico concentrato alla ne del condotto.


n+1
n per carico uniformemente distribuito in n rami. l

Sono stati fatti i calcoli per valori di cos ϕ 1, 0.9, 0.8, 0.7; che sono gli stessi indicati
nel catalogo. Il condotto sbarra Schneider considerato per questo studio ha la possibilità
di derivare carico ogni metro e in ciascun lato, cioè sei possibilità di derivazione di carico.
Comunque, si considera il carico concentrato alla ne del condotto (k =1).
L'equazione 2.13 si applica per i valori di resistenza e reattanza media per metro
ottenuti sia analiticamente che tramite la simulazione in femm.

2.4 Sforzi elettrodinamici

Per il calcolo degli sforzi elettrodinamici ci sono sviluppi analitici che anche considerano
densità di corrente costante nei conduttori, come quello fatto in [2]. Per una congura-
zione di conduttori adiacenti, la forza per unità di lunghezza nata dall'interazione fra
due conduttori e considerando i punti P1 (x1 , y1 ) e P2 (x2 , y2 ) ove ognuno appartiene ad
un conduttore e data da.
µ0
f= √ J1 J2 (2.14)
2π l2 + m2
ove
m = y1 − y2
l = d − 2a + x1 + x2
Dovuto alla congurazione simmetrica nel caso di conduttori adiacenti, la forza totale
che attua su ciascun conduttore ha solo componenti orizzontali, e viene calcolata secondo

Z 2a Z 2a Z b Z b
l
Fx = f√ dx1 dy1 dx2 dy2 (2.15)
0 0 −b −b l2 + m2 )

La soluzione di questa integrale è stata calcolata in [2] in forma simbolica e si mostra


nell' appendice.
Nel condotto sotto studio, i conduttori sono anche adiacenti, ma disposti orizzontal-
mente uno sopra l'altro, quindi la forza risultante sarà solo di componente verticale.

15
Figura 2.2: Conduttori adiacenti, dimensioni.[2]

2.5 Campo magnetico all'esterno

Come fatto per il calcolo dell'induttanza, per il calcolo del campo magnetico prodotto dal
condotto sbarra si ipotizza densità di corrente costante in tutta la sezione dei conduttori.
Si prende lo sviluppo fatto da Kusiak [6] in cui non si considera densità di corrente
costante e suddivide il conduttore in porzioni di conduttori, ognuno con la densità di
corrente che adesso si viene considerata costante e ottiene il campo come la sommatoria
degli eetti di tutti i sotto conduttori. Questo sviluppo viene adattato considerando un
solo conduttore caratterizzato dai punti opposti Y1 (x1 , y1 , z1 ), Y2 (x2 , y2 , z2 ) con densità
di corrente costante per fase.
Si parte dal calcolo del potenziale vettore ( A) prodotto dal conduttore in un punto
X dello spazio, dato da. Z
µ0 J
A= dv = az A (2.16)
4π v ρXY
Se la lunghezza (l) del conduttore è molto maggiore alla sua larghezza e altezza,
l'espressione precedente si può semplicare a.

Z l+lo
µ0 I dz
A= dv = az A (2.17)
4π lo ρXY
Dove, Y è un punto generico del conduttore, e ρXY viene dato da

r
1 1
ρXY = (x − x1 − ∆x)2 + (y − y1 − ∆y)2 + (z − z1 )2 (2.18)
2 2
Per tanto, il campo magnetico ha solo due componenti date da:

l+lo (x − x1 − 12 ∆x)
Z
I
Hx (X) = − dz1 (2.19)
4π lo ρ3XY
l+lo (y − y1 − 12 ∆y)
Z
I
Hy (X) = dz1 (2.20)
4π lo ρ3XY

16
Le integrali sopra denite hanno come soluzione generale

b ξ
F(ξ, a, b) = (2.21)
a2 2
p
+b a + b2 + ξ 2
2

Considerando ξ = z − z1 e lo =0 le componenti del campo vengono date da:

I 1 1 1 1
Hx (X) = [F(z, x − x1 − ∆x, y − y1 − ∆y) − F(l − z, x − x1 − ∆x, y − y1 − ∆y)]
4π 2 2 2 2
(2.22)
I 1 1 1 1
Hx (X) = − [F(z, y − y1 − ∆y, x − x1 − ∆x) − F(l − z, y − y1 − ∆y, x − x1 − ∆x)]
4π 2 2 2 2
(2.23)
Date le dimensioni dei conduttori di fase e considerando il punto Y1 situato nel origine
si possono indicare i valori:

• ∆x=21.5 mm

• ∆y =8 mm

• x1 = z1 = 0

La trattazione generale data da Kusiak [6] è rappresentata gracamente nella gura


2.3.

Figura 2.3: Conduttore elementare per il calcolo del campo magnetico.

Le equazioni 2.22 e 2.23 indicano le componenti del campo prodotto da un conduttore


sul punto X dello spazio, quindi il campo totale in quel punto sarà la somma dei campo
prodotti da tutti i tre conduttori di fase.

Hx (X) = H1x (X) + H2x (X) + H3x (X) (2.24)

Hy (X) = H1y (X) + H2y (X) + H3y (X) (2.25)

17
Capitolo 3

Simulazioni

3.1 Costruzione del modello in femm

Per modellare il condotto sbarra tramite elementi niti, è stato usato il software femm,
la geometria del condotto sbarra è stata ottenuta dal sito uciale di Schneider, è stato
costruito un modello magnetico e planare come indicato in gura 3.1. I materiali usati sul
modello sono stati pressi dalla libreria del proprio software, sebbene corrispondo come
materiali, non è detto che quelli scelti abbiano le stesse proprietà che quelli impiegati nel
condotto reale. Le proprietà degli materiali scelti per il modello vengono indicati nella
tabella 3.1

Figura 3.1: Denizione del problema in femm.

Anche, sul modello si considera che la sbarra è alimentata da una terna de correnti
bilanciate con 400 A ecaci e 50 Hz. Ogni conduttore è stato considerato come un
circuito cioè le tre fasi e un conduttore neutro. Per approssimare un dominio illimitato
è stata utilizzata l'opzione IABC Open Boundary che crea una struttura di conne che

18
emula accuratamente l'impedenza di un dominio illimitato. [8]. La geometria nale del
modello si mostra in gura 3.2

Tabella 3.1: Propietà dei materiali in femm.

Materiale µx µy σ [MS/m]
Aluminum, 6061-T6 1 1 24.59
1010 Steel 902.6 902.6 5.8

Figura 3.2: Modello del condotto sbarra in femm.

3.2 Resistenza e induttanza

Una volta generata la mesh e fatto l'analisi, si apre il visualizzatore di risultati, dove
tramite l'opzione Circuit Properties è possibile ricavare, per ogni conduttore percorso
da corrente il rispettivo valore di impedenza, che viene indicato in forma complessa
come mostrato in gura 3.3, dove la parte reale corrisponde alla resistenza e la parte
immaginaria alla reattanza, l'induttanza del singolo conduttore viene ottenuta da Xl =
ωL

19
Figura 3.3: Esempio di impedenza in Circuit Properties.

3.3 Sforzi elettrodinamici

Anche, sul visualizzatore di risultati è possibile ricavare l'andamento degli sforzi elet-
trodinamici a cui sono sottoposti i conduttori. Per farlo si va su Operation → Areas,
sul disegno si sceglie il conduttore di interesse e poi si sceglie l'opzione Integrate, per
calcolare gli sforzi si selezziona Force via Weighted Stress Tensor come indicato in [7]. I
risultati vengono espressi sia per l'asse x come per l'asse y come una componente conti-
nua più una componente di doppia frequenza, a partire di questi risultati si può ricavare
l'andamento temporale degli sforzi su ciascun asse come.

Fx (t) = Fox + Facx cos(2ωt + φx )


Fy (t) = Foy + Facy cos(2ωt + φy )

Figura 3.4: Risultati di sforzi elettrodinamici.

3.4 Induzione magnetica

Per ricavare l'induzione magnetica, sempre sul visualizzatore di risultati si impiegano


tre metodi. Il primo consiste in una mappa della magnitudine dell'induzione magnetica
su tutto il dominio del modello con una distribuzione di colori secondo alla magnitudine
dell'induzione in ogni punto, questo si fa con il proposito di avere una idea generale del
andamento dell'induzione in tutte le direzioni. Per farlo si va su View → Density plot, si
sceglie come uscita la magnitudine di densità di usso in Tesla, si selezionano le opzioni

20
Show Density Plot e Show Legend, nalmente si indicano i limiti delle magnitudine che
si vogliono visualizzare.

Figura 3.5: Impostazioni per mappa di induzione.

Il secondo metodo consiste in rappresentare gracamente l'andamento della magni-


tudine dell'induzione su una linea appartenente al dominio del modello. Questo metodo
è stato impiegato per avere una rappresentazione più locale ed è stato fatto per tutte le
direzioni indicati dalla normativa IEC 61439-6 su linee di 10 cm con il proprio centro a
un metro dal baricentro del condotto sbarra, con lo scopo di poter confrontare i risultati
con i valori indicati in catalogo.

Figura 3.6: Impostazioni per curva di induzione su una linea.

Il terzo metodo consiste in semplicemente indicare un punto sul dominio del modello
sul cui vengono indicate tutte le grandezze di interesse fra quali c'è la magnitudine
dell'induzione magnetica.

21
3.5 Perdite

Il visualizzatore di risultati ore diversi calcoli relativi alle perdite per un problema di
tipo magnetico, i quali sono raggiungibili in modo simile a quanto fatto per gli sforzi
elettrodinamici, nella sezione Integrate si possono calcolare:

• Perdite resistive: si deve sclegliere l'opzione Resistive losses, questa integra le per-
dite i2 R date da correnti circolando nella direzione z, siano quelli imposti dalle
sorgenti o indotte sul blocco selezionato.

• Histeresis, Laminated eddy, or Proxi-


Perdite nel ferro: si deve scegliere l'opzione
mity Eect, questa viene tipicamente utilizzata per il calcolo delle perdite nel ferro
di un nucleo laminato e sottoposto ad armonici.

• Perdite totali: al selezionare l'opzione Total losses, si calcola il totale di perdite nel
blocco selezionato date da tutti le possibili sorgenti de perdite.

Quindi, questi opzioni vengono usati per identicare le perdite nelle diverse parti
del condotto sbarra, conduttori di fase, conduttore di neutro, e nella copertura. Ed
identicare le cause di queste perdite.

3.6 Modello termico

Come nel caso del modello magnetico, si usa la geometria data dal sito uciale di
Schneider e si costruisce un modello di usso di calore (Heat Flow Problem ) anche
planare. In questo caso i materiali usati sono Aluminum, 6061-T6 N per i conduttori, e
acciaio con 1% carbonio per la copertura.
Per rappresentare la fonte di calore si imposta la generazione di calore per unita di
volume [W/m3 ], ottenuto a partire della potenza dissipata da ogni sbarra. Al soluzio-
nare questo modello termico si ottiene la mappa di temperatura per una condizione di
funzionamento a regime e alla corrente nominale di 400A. Un esempio dell'impostazio-
ne del materiale conduttore si mostra nella gura 3.7, i valori Thermal conductivity e
Volumetric heat Capacity vengono dati dal proprio software a seconda del materiale.

Figura 3.7: Impostazioni del materiale per modello termico

22
Capitolo 4

Risultati

4.1 Impedenza

Dai calcoli di resistenza e induttanza si ottengono i parametri per determinare l'im-


pedenza del segmento di condotto sbarra selezionato, con il ne di poter confrontare i
valori ottenuti sia dai calcoli analitici come dalle simulazioni fatte in femm i risultati
vengono espressi per unità di lunghezza. Nelle tabelle sottostanti si riportano i valori
di resistenza, induttanza, e reattanza per fase, secondo il tipo di calcolo e temperatura.
Poi si riportano i valori medi di queste grandezze. Sempre con il condotto alimentato da
una terna di correnti bilanciati con valore ecace 400A. E considerando per i calcoli di
resistenza γ = 2.65 ∗ 108 [Sm] e α = 0.0039 [5]


√ √ √
3
√ 1 3
I1 = 2 · 400 I2 = 2· 400(− 12 − 2 i) I3 = 2 · 400(− + i)
2 2

Tabella 4.1: Risultati analitici a temperatura 20◦ c.

Fase Resistenza [Ω/m] Induttanza [H/m] Reattanza [Ω/m]


1 1.5407e − 04 4.0847e − 07 1.2832e − 04
2 1.5407e − 04 6.9074e − 07 2.1700e − 04
3 1.5407e − 04 6.5861e − 07 2.0691e − 04
Media 1.5407e − 04 5.8594e − 07 1.8408e − 04

Tabella 4.2: Risultati analitici a temperatura 35◦ c.

Fase Resistenza [Ω/m] Induttanza [H/m] Reattanza [Ω/m]


1 1.6308e − 04 4.0847e − 07 1.2832e − 04
2 1.6308e − 04 6.9074e − 07 2.1700e − 04
3 1.6308e − 04 6.5861e − 07 2.0691e − 04
Media 1.6308e − 04 5.8594e − 07 1.8408e − 04

23
Tabella 4.3: Risultati ottenuti da femm.

Fase Resistenza [Ω/m] Reattanza [Ω/m]


1 3.0488e − 04 1.5801e − 04
2 2.6768e − 04 8.9107e − 05
3 1.6629e − 04 2.2745e − 04
Media 2.4628e − 04 1.5819e − 04

Tabella 4.4: Confronto di Risultati impedenza.

Resistenza catalogo Errore Reattanza catalogo Errore


[Ω/m] % [Ω/m] %
Analitico 20◦ c 1.5e − 04 2.71 1.4e − 04 31.48
Analitico 35◦ c 2.1e − 04 22.34 1.4e − 04 31.48
femm 1.5e − 04/2.1e − 04 64.19/17.28 1.4e − 04 12.99

Nella tabella 4.4 si fa il confronto dei valori medi di resistenza e reattanza per ciascun
tipo di calcolo con i valori riportati in catalogo. Si osserva che per le resistenze il valore
più vicino a quello riportato in catalogo è per una temperatura di conduttore di 20◦ C,

mentre che per 35 C l'errore e di 22.3%, qui si deve notare che il calcolo analitico è stato

fatto considerando il conduttore a 35 C, mentre che nel catalogo c'è quello per una
temperatura ambiente di 35◦ C come si indica nella normativa. In quanto al risultato
da femm si ha che in confronto con il valore di catalogo a 20◦ C l'errore e di 64% e in

confronto con il valore a 35 C si riduce a 17%, per questo caso ci sono diversi fattori a
considerare, il valore di conduttività utilizzato per i calcoli analitici è diverso da quello
che ha il Aluminum, 6061-T6 in femm, e non si sa quale sia il valore reale del condotto
sbarra, unicamente si sa i conduttori sono di alluminio. Anche, si deve considerare che
nei calcoli in femm per un modello magnetico non si può impostare la temperatura sia
del conduttore che ambiente.
Confrontando i valori di resistenza nelle tabelle relativi ai calcoli analitici e femm
si osserva che al no considerare l'eetto della prossimità e trascurare l'eetto pelle,
le resistenze per una data temperatura sono uguali per tutti i conduttori nei calcoli
analitici, mentre che in femm si osservano importanti dierenze fra le resistenze di ogni
fase, questo evidenza l'importanza del eetto di prossimità nei conduttori del condotto,
che anche è visibile gracamente nella gura 4.1.
Per le reattanze, al no considerare l'eetto della temperatura nel suo calcolo questa è
invariata nei due calcoli analitici, sempre con un errore del 31%, mentre che per i risultati
da femm l'errore si riduce al 13%, di nuovo l'eetto di prossimità, al aettare la distri-
buzione della corrente aetta anche le mutue induttanze fra i conduttori. Ulteriormente
si deve ricordare che la sezione reale dei conduttori non è rettangolare, ma esagonale,
fattore che anche incide nella dierenza fra i valori di catalogo e quelli calcolati.

24
Figura 4.1: Densità di corrente nei conduttori di fase.

4.2 Caduta di tensione

Da i valori di resistenza e reattanza media indicati nelle tabelle 4.2,4.3, e applicando


l'equazione 2.13 si ottengono i valori di caduta di tensione, in questo caso si ipotizza una
larghezza del condotto si 100m e con correnti di 1A con il ne di poter fare confronti con
i valori di catalogo, i calcoli di caduta di tensione vengono fatti per valori di cos φ 1, 0.9,
0.8, 0.7, considerando il carico concentrato alla ne del condotto. Al calcolare la caduta
di tensione con i parametri di R e X riportati in catalogo a partire dell'equazione 2.13
sono stati impiegati i valori per una temperatura ambiente di 35◦ c, che come si mostra
nella tabella 4.6 risultano in errori molto bassi oppure nulli.

Tabella 4.5: Caduta di tensione.

cos φ Rmed e Xmed Rmed e Xmed Rmed e Xmed Valore di catalogo


A 35◦ c Ottenuti con femm Riportati in catalogo [V/100m/A]
1 0.028 0.043 0.036 0.036
0.9 0.039 0.050 0.043 0.044
0.8 0.042 0.050 0.044 0.044
0.7 0.043 0.049 0.043 0.042

Dalla tabella 4.6 si osserva che l'equazione 2.13 è valida per il calcolo della caduta di
tensione, già che al introdurre i valori di resistenza e reattanza del catalogo, da risultati
di caduta di tensione che praticamente coincidono con quelli riportati in catalogo.

25
Tabella 4.6: Confronto di risultati caduta di tensione.

cos φ Errore % Errore % Errore %


R e X 35◦ c R e X femm R e X catalogo
1 21.54 18.49 0
0.9 10.64 14.40 1.58
0.8 5.16 14.92 0
0.7 1.85 17.68 1.85

Gli errori risultanti al introdurre nell'equazione 2.13 i valori di R e X ottenuti sia


analiticamente a temperatura 35◦ c, sia da femm, si deve considerare che come indicato
nella tabella 4.4 questi sono già aettati da un proprio errore, quindi gli errori per la
caduta di tensione dipendono dalla relazione fra gli errori di R e X secondo il tipo di
calcolo.
Per cos φ unitario data la struttura di 2.13, conta solo la resistenza, e al essere l'errore
di R minore per il modello in femm che la calcolata, e logico che l'errore in caduta di
tensione sia anche minore. Al abbassare il valore di cos φ, risulta che gli errori risultanti
dai parametri ottenuti con femm si mantengono nel rango fra 14 - 18 %, mentre che quelli
ottenuti a partire del calcolo analitico sebbene si riducono al ridurre il cos φ variano a
da 11% a 2%.

4.3 Campo e induzione magnetica

Il calcolo analitico, fatto con il metodo indicato nel punto 3.5 è stato usato per approssi-
mare il valore delle componenti dell'induzione magnetica in cinque punti a una distanza
di un metro del condotto sbarra. I punti e il valore delle componenti di induzione ven-
gono mostrati nella tabella 4.7. Questo calcolo è una semplicazione del caso reale dato
che, si considera densità di corrente costante nei conduttori, non si considerano gli altri
elementi del condotto sbarra come il conduttore neutro o la copertura del condotto fatta
di acciaio.

Tabella 4.7: Valori di induzione con calcolo analitico.

Punto [mm] Bx [T] By [T] |B| [T]


(11;1000) 5.15e-06 -2.37e-09 5.15e-06
(11;-1000) 4.49e-06 1.9e-09 4.49e-06
(1000;26) -3.76e-06 7.29e-08 3.76e-06
(707:707) 4.22e-07 -4.53e-06 4.55e-06
(707;-707) 8.09e-07 4.08e-06 4.16e-06

Al passare alla simulazione con femm si ottengono risultati più legati alla congu-
razione reale del condotto, e quindi confrontabili con i valori indicati dal fabbricante.
Femm sì considera gli eetti del eetto pelle e la prossimità dei conduttori, che alterano
la distribuzione di corrente nei conduttori. Come primo risultato, in gura4.2 si mostra
la distribuzione dell'induzione magnetica nel condotto sbarra, dove si può osservare che

26
essa è maggiore nella copertura di acciaio del condotto, ed è molto minore nei tratti in
aria o nei conduttori di alluminio.

Figura 4.2: Distribuzione dell'induzione magnetica nel condotto sbarra.

Nelle gure 4.3b a 4.3f si mostrano gli andamenti dell'induzione in tratti di 10 cm


nelle cinque direzioni indicati dalla normativa, queste vengono ordinate in senso orario
come si mostra nella gura di riferimento 4.3a. Si indicano in rosso i punti dove la
distanza è un metro.
Si può notare che eettivamente l'induzione cade al aumentare della distanza al
condotto. Nel catalogo si indica che l'induzione magnetica a un metro del condotto
sbarra è di 1µT , nelle grache di gura 4.3 si osserva che il valore dell'induzione a un
metro non è sempre di 1µT ma è sempre intorno a questo valore, infatti il massimo
si trova nella direzione A che è circa 1.1µT e il minore intorno a 0.74µT si trova su la
direzione E. I valori esatti risultanti della simulazione in femm, negli stessi punti in cui
è stato fatto il calcolo analitico, si mostrano nella tabella 4.8.

Tabella 4.8: Valori di induzione risultanti da femm.

Punto [mm] |B| [T]


(11;1000) 1.1e-006
(11;-1000) 7.38e-007
(1000;26) 9.e-007
(707:707) 1.05e-006
(707;-707) 7.91e-007

27
(b) Induzione in direzione A.

(a) Direzioni per la misura di induzione.

(c) Induzione in direzione B. (d) Induzione in direzione C.

(e) Induzione in direzione D. (f ) Induzione in direzione E.

Figura 4.3: Induzione intorno a 1m del condotto sbarra.

Al confrontare le tabelle 4.7 e 4.8 risulta evidente la dierenza nei risultati dei moduli
dell'induzione, essendo molto maggiori nei calcoli analitici. Questa dierenza evidenza
che le considerazioni semplicativi fatte per il calcolo analitico non sono ottime per
avere risultati vicini al caso reale, infatti al considerare la densità di corrente costante
in pratica si sta considerando una alimentazione in continua, con una terna de correnti
sempre continue ma equilibrate, se nel modello in femm si imposta una frequenza nulla
i risultati che si ottengono sono vicini a quelli dati dal calcolo analitico. La dierenza
nei risultati anche evidenza l'importanza di considerare sia l'eetto pelle come l'eetto
di prossimità per lo studio di congurazioni con conduttori multipli e geometria non
elementare.

28
4.4 Sforzi elettrodinamici

Il calcolo analitico è stato fatto considerando una geometria semplicata in cui ci sono
unicamente i conduttori di fase, e così poter applicare la soluzione per conduttori adia-
centi. Si ricorda che questa soluzione analitica considera densità di corrente costante
in tuta la sezione del conduttore. Sebbene la soluzione proposta da [2] non è legata al
tempo ma ai valori istantanei di corrente, è stata sviluppata una rutina in Matlab per
ottenere l'andamento temporale delle forze sui conduttori, alimentandoli con una terna
di correnti bilanciate:

√ √ 2π
√ 2π
i1 = 2 · 400 sin(ωt) i2 = 2 · 400 sin(ωt − 3 ) i1 = 2 · 400 sin(ωt + )
3
In gura 4.4 si mostrano gli andamenti temporali delle forze su ogni conduttore
ottenute dal metodo analitico, sulla prima colona ci sono, per separato, la forza prodotta
da ogni conduttore, e sulla seconda colonna la forza risultante sul conduttore.
Su femm sono state fatte due tipi di simulazioni, la prima considera solo i conduttori
di fase, quindi è una congurazione simile a quella dei calcoli analitici. La seconda
considera oltre ai conduttori di fase, il conduttore neutro e la copertura metallica. A
partire dei risultati mostrati da femm si costruisce l'andamento temporale degli sforzi
su ogni conduttore, avendo per la simulazione con geometria semplicata:

F ycond1 = 0.85 + 0.96 sin(2π50t + 0.5)[N/m]


F ycond2 = 1.93 sin(2π50t − 0.52)[N/m]
F ycond3 = −0.84 + 0.96 sin(2π50t + 0.55)[N/m]

Dai risultati mostrati da femm si possono costruire anche gli andamenti degli sforzi
in direzione x, ma questi sono molti minore da quelli in y e vengono trascurati. Per le
simulazioni considerando tutta la geometria del condotto invece si hanno:

F ycond1 = 2.07 + 2.08 sin(2π50t − 0.06)[N/m]


F ycond2 = 0.31 + 3.93 sin(2π50t + 0.44)[N/m]
F ycond3 = −2.35 + 2.38 sin(2π50t + 0.91)[N/m]

Risulta evidente la dierenza fra gli andamenti temporali risultanti dalla simulazione
in femm con la geometria semplicata e quella più completa, per il caso completo si
ottengono sforzi maggiori in tutti i conduttori, e in tutti c'è una componente continua
di forza, a dierenza dal caso semplicato dove sul conduttore della fase 2 (conduttore
centrale) non c'è una componente continua. Ma in entrambi casi si ha una componente
sinusoidale del doppio della frequenza di rete.
Invece, al confrontare gli andamenti temporali ottenuti analiticamente con quelli
ottenuti dal caso semplicato in femm si ha che questi sono molto simili, avendo la
stessa frequenza, nel conduttore centrale non c'è una componente continua di forza e
nei conduttori esterni si hanno andamenti di stessa magnitudine ma segno contrario.
Questa similitudine conferma che la soluzione analitica è in principio corretta, ma non è
suciente per studiare una geometria complessa come nel caso del condotto sotto studio.

29
Figura 4.4: Sforzi elettrodinamici in conduttori  fase.

4.5 Perdite

Una volta risolto il modello magnetico in femm si possono identicare le perdite totali
per un elemento, diversi elementi, o tutto il condotto. Sono state stimate le perdite per
ogni conduttore di fase, conduttore neutro, copertura, e per tutto l'insieme che compone
il condotto lungo 3m.
Come sono stati calcolate le perdite totali in ogni elemento, queste tengono conto
delle perdite Joule, per isteresi, e per correnti parassite. Nei risultati mostrati in tabella
4.9 si nota che le perdite nei conduttori di fase sono molto maggiori a le perdite in
altri elementi, dato che in questi conduttori si tengono perdite per eetto Joule. Nel
conduttore neutro le perdite sono molto minori (in pratica trascurabili) già che su questo
al essete fatto di alluminio ha una resistività bassa e una permeabilità relativa unitaria,

30
quindi produce basse perdite per correnti parassite e per isteresi, anche essendo un
conduttore massiccio. Questo non presenta perdite Joule dato che i conduttori di fase
sono alimentati da correnti bilanciate e la corrente nel conduttore neutro e nulla. Per la
copertura di acciaio le perdite sono anche per isteresi e correnti parassite, in confronto con
l'alluminio, l'acciaio ha una maggiore resistività e una maggiore permeabilità per questo
risulta logico che le perdite nella copertura siano maggiori a le perdite nel conduttore
neutro.

Tabella 4.9: Perdite nel condotto ottenuti con femm

Elemento Perdite [W]


Cond. Neutro 0.0034
Cond. Fase 1 113.818
Cond. Fase 2 114.275
Cond. Fase 3 113.874
Copertura 12.768
Totale 354.739

4.6 Modello termico

Per risolvere il modello termico ci sono impostate i valori di generazione di calore per
unità di volume [W/m3 ] a partire delle perdite totali di ogni barra conduttrice di fase e
neutro. Quindi i valori utilizzati sono:

Sbarra neutro: .6476 [W/m3 ]


Sbarra Fase 1:
3
22058 [W/m ]
Sbarra Fase 2:
3
22146 [W/m ]
Sbarra Fase 3:
3
22069 [W/m ]

Che porta alla distribuzione di temperatura (in Kelvin) mostrata in gura 4.5
Risulta evidente che le parti a più temperatura sono le sbarre conduttrici già che
hanno la maggiore perdita, e si nota anche il punto più caldo del condotto sbarra è
il centro della sbarra della fase 2 al essere quella con maggiore perdite ed essere in
mezzo alle altre due sbarre che sono sorgenti di calore. In questo punto si raggiunge una
temperatura di 331.54 K, o 58.54◦ C che e dentro al margine temperatura di operazione a
regime di un condotto sbarra, e secondo [1] potrebbe resistere l'aumento di temperatura
prodotto in un guasto.
L'andamento della temperatura su una faccia laterale del condotto si mostra nella
gura 4.6. In esse si vede che la temperatura massima della copertura è di 299 K nel
punto più vicino alla sbarra della fase 2.

31
Figura 4.5: Distribuzione di temperatura su una sezione di condotto.

Figura 4.6: Temperatura in faccia esterna laterale della copertura.

32
Capitolo 5

Conclusioni
Nei calcoli analitici di resistenza e induttanza sono state fatte ipotesi semplicative prin-
cipalmente in quanto alla densità di corrente, che è stata considerate costante grazie alla
no considerazione del eetto pelle e eetto di prossimità, mentre che i calcoli con femm
sì considerano questi eetti. Per i risultati di resistenza il confronto risulta in errori mol-
to variabili principalmente dovuto alla aettazione della temperatura che non permette
stabilire quale metodo sia più opportuno. Per i risultati di induttanza (e reattanza) in-
vece si ha una chiara diminuzione del errore nei calcoli con elementi niti, che da una
prima idea del suo vantaggio per i calcoli in congurazione particolari e che sebbene l'ef-
fetto pelle può essere trascurato per una barra conduttrice, l'eetto di prossimità aetta
considerevolmente la distribuzione di corrente e quindi dai parametri a essa legati. Uno
dei principali usi dei valori di resistenza e induttanza nella progettazione di un impianto
a condotto sbarra e la caduta di tensione che queste parametri provocano, di nuovo, si
ha che per i calcoli analitici gli errori relativi sono molto variabili, mentre che i risultati
ottenuti da femm sebbene non sono piccoli sono costretti a un margine più stretto.
L'importanza di considerare l'eetto di prossimità e la sua aettazione nella distribu-
zione di corrente anche si fa evidente nei risultati d' induzione magnetica ove i risultati
ottenuti da femm sono corrispondenti con i valori indicati dal fabbricante mentre che
quelli analitici sono molto maggiori e quindi non validi, lo che indica che le considerazioni
fatti per i calcoli analitici sono controproducenti per essere applicate a congurazioni
complesse come quella di un condotto sbarra.
Una conclusione similare può essere raggiunta a partire degli sforzi elettrodinamici,
in questo caso risulta più chiaro che i calcoli analitici, ove anche si è considerata densità
di corrente costante, sono giusti per congurazioni semplici, ma al essere applicati alla
congurazione reale del condotto provocano errori e quindi non sono validi per uno studio
preciso di esso.
Inne, la tendenza generale in tutti i calcoli fatti analiticamente e numericamente e
confrontati è che quelli analitici possono funzionare anche con considerazioni semplica-
tive ma la sua eettività è limitata a congurazioni semplici, mentre che per uno studio
in dettaglio sia per progettazione del condotto o di un impianto che fa uso di condotti
risulta più vantaggioso l'uso di software che impiegano metodi numerici. Anche, deve
considerarsi che è possibile fare uno studio accurato basato in calcoli analitici ma questi
impiegano soluzioni troppo complesse che alla ne anche devono essere risolte con l'a-

33
iuto di mezzi computazionali e quindi non comportano un vantaggio nel uso di risorse
rispetto al uso di metodi numerici.

34
Bibliograa
[1] Agrawal. Electrical Power Engineering: Reference and Applications Handbook. CRC
Press, 2007.

[2] Canova Giaccone. Numerical and analytical modeling of busbar systems. IEEE
Transactions on Power Delivery, 2009.

[3] Cletus Hoer. Exact inductance equations for rectangular conductors with applica-
tions to more complicated geometries. JOURNAL OF RESEARCH of the National
Bureau of Standard, 1965.

[4] International Electrotechnical Commission IEC 61439-6 Low-voltage


(IEC).
switchgear and controlgear assemblies  Part 6: Busbar trunking systems (busways).

[5] Kalane. Comparative analysis of electrical parameters for three phase busbar trun-
king system. International Journal of Scientic Research in Science and Technology,
2018.

[6] Dariusz Kusiak. The magnetic eld and impedances in three-phase rectangular bu-
sbars with a nite length. Faculty of Electrical Engineering, Czestochowa University
of Technology, 2019.

[7] David Meeker. Finite element method magnetics : Ac force example. http://www.
femm.info/wiki/ACForceExample, 2013.

[8] David Meeker. Finite element method magnetics : Magnetics tutorial. http://
www.femm.info/wiki/MagneticsTutorial, 2014.

[9] Zygmunt Piatek. Self inductance of long conductor of rectangular cross section.
Przeglad Elektrotechniczny, 2007.

[10] Schneider Electric. Canalis KS 100-1000A Catalogo 2019 Condotti Sbarra


Prefabbricati.

35
Appendice A

Figura A.1: Caratteristiche elettrice del condotto sbarra Schneider. [10]

36
Figura A.2: Formula analitica di mutua induttanza. [3]

Figura A.3: Formula analitica per sforzi elettrodinamici. [2]

37