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RADIORIPARAZIONI

PRELIMINARI

Per iniziare la riparazione di una radio la prima cosa da fare è estrarre il telaio. (161) Si tolgono le
manopole allentando le viti di serraggio, oppure si estraggono se sono del tipo a pressione: in questo
caso attenzione a non perdere le mollette di pressione. - (162) Si tolgono le viti che fissano il telaio
al mobile; in genere si trovano sotto il mobile, talvolta nell'interno…

(163) ...e si mettono insieme alle manopole e ad altri pezzi, che si toglieranno in seguito, in una
scatola. - (164) Prima di estrarre il telaio accertarsi che non vi siano collegamenti dell'altoparlante
da staccare,.. - (165) ...o da togliere staffe che sostengono la scala parlante, o...

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(166) ...lampadine che vadano sfilate, od altre cose che si possono danneggiare per una inutile fretta
nel volere estrarre il telaio. - (167) Per estrarre il telaio prenderlo solidamente per la scatola o per il
trasformatore di alimentazione. Si eviti di fare forza sugli altri pezzi anche se sono più a portata di
mano.

(168) Una volta estrattolo occorre appoggiarlo in posizione comoda per fare le riparazioni. Un po'
di buonsenso aiuterà ad evitare danni come quello illustrato in figura. - (169) Uno degli
inconvenienti più banali è la rottura delle funicella della scala parlante. A seconda dei tipi la
sostituzione è più o meno laboriosa: si cominci sempre in ogni caso dalla ruota del variabile,
agganciando il filo alla ruota, tenerlo teso con una mano; con l'altra passarlo sulla prima puleggia e
così via.

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(170) Per ultimo si fissi l'indice allineandolo con l'emittente locale. - (171) Se il percorso del filo
fosse dubbio si ricordi che a variabile aperto, o nucleo magnetico estratto, corrisponde la frequenza
maggiore, cioè la lunghezza d'onda minore.

(172) La ricerca del guasto in un apparecchio radio completamente muto può sembrare a prima
vista molto più difficile di quanto non sia nella realtà. Si esamini la figura schematica: il segnale
captato dall'antenna passa attraverso i vari stadi: alta frequenza, oscillatore e mescolatore, media
frequenza, finale ed arriva infine all'altoparlante:... - (173) ... c'è inoltre l'alimentatore, il quale,
indirettamente, è necessario per il funzionamento.

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(174) Supponiamo ora che lo stadio di bassa frequenza sia guasto: il segnale non arriverà
all'altoparlante; se ora noi stacchiamo la bassa frequenza dal finale ed applichiamo all'ingresso di
quest'ultimo un segnale a bassa frequenza udremo questo segnale riprodotto dall'altoparlante. -
(175) Lo stesso si può dire per qualsiasialtro stadio: per esempio, se lo stadio convertitore è guasto,
noi stacchiamo la media frequenza dal convertitore e vi applichiamo un segnale adatto con
l'oscillatore modulato: udremo il segnale. In altre parole noi possiamo rapidamente circoscrivere il
guasto a quello stadio dal quale non riusciamo ad ottenere alcun segnale, mentre lo stadio seguente
funziona perfettamente.

(176) Per quanto riguarda l'alimentatore le cose si semplificano ulteriormente e noi cominceremo da
questo. I difetti che si possono riscontrare sono: mancanza di tensione ai filamenti delle valvole,
mancanza di tensione anodica, mancanzadi qualsiasi tensione. - (177) Per l'esame dei guasti del
ricevitore è necessario metterlo nelle normali condizioni di funzionamento. Se per estrarre il telaio
si fossero dovuti staccare i collegamenti dell'altoparlante, si riallaccino nuovamente, usando un
cordone provvisorio di allungamento se necessario. Si accenda il ricevitore: si controlli che tutte le
valvole si accendano; in caso contrario si esamini con l'ohmetro lo stato del filamento della valvola
spenta, se è buono, si controlli con il voltometro la tensione ai piedini.

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(178 - 179 - 180 - 181) Nelle figure indicate si vedono quali sono i contatti corrispondenti ai
filamenti delle amplificatrici più comuni che si trovano negli apparecchi radio.

(182) In caso di dubbio consultare sempre le tabelle. - (183) Per estrarre le valvole dall'apparecchio
si cerchi di fare il minor sforzo possibile sul bulbo. Il sistema migliore è quello di esercitare uno
sforzo di trazione e, contemporaneamente, smuovere la valvola in vari sensi. - (184) Se la valvola
fosse restia ad uscire, od il bulbo di vetro fosse scollegato dallo zoccolo, aiutarsi con un cacciavite
come leva.

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(185) Una valvola può non accendersi perchè le pinzette dello zoccolo sono allentate: stringerle. -
(186) Puo' darsi anche che gli spinotti siano sporchi od ossidati; pulirli con bnezina o carta
smeriglio. - (187) Analogamente per gli zoccoli, specie quelli a contatti laterali, che vanno
accuratamente puliti con uno stecchino imbevuto di benzina. Se manca tensione ai collegamenti
dello zoccolo non è difficile trovare l'interruzione: è sufficiente seguire i collegamenti e misurarne
la continuità (ad apparecchio spento pero'!).

(188) Puo' darsi che invece di una interruzione ci sia un corto circuito nei fili di collegamento, per
trovarlo: togliere le valvole, distaccare i collegamenti e misurare l'isolamento. - (189) Se tutte le
valvole sono spente ed anche le lampadine della scala, escluso il caso che siano tutte bruciate,
ricercare il difetto nel circuito primario.

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(190) Controllare, se c'è, il fusibile annesso al cambio-tensioni: FG in fig. 189, ... - (191) ..., il
cordone di alimentazione e l'interruttore: DE in fig. 189; quest'ultimo si controlla facilmente
cortocircuitandone i terminali: se era isolato il corto determina l'accensione del ricevitore.

(192) Quando è tutto a posto, la resistenza che si misura tra gli spinotti puo' variare di 5 a 10 ohm. -
(193) Se effettuando il controllo di continuità proprio agli estremi dell'avvolgimento primario si
constata interruzione, occorre sostituire l'avvolgimento.

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(194) In alcuni apparecchi di tipo antiquato, un pulsante, comandato dal pannello posteriore,
interrompe la corrente quando si toglie il pannello. - (195) La tensione anodica si misura tra il
catodo della raddrizzatrice e la massa. Ovviamente se la raddrizzatrice non si accende, non si
misurerà alcuna tensione.

(196 - 196a - 196b) Si faccia molta attenzione quando si misura la tensione al filamento della
raddrizzatrice: vi sono circa trecento volt di tensione tra il filamento e la massa. Si controllino le
altre tensioni: se c'è tensione tra le due placche, ma non tra queste e la massa, è staccata da massa la
presa centrale del secondario alta tensione: D in figura 202.

(197) Un più rapido controllo per sapere se c'è tensione anodica, quando gli elettrolitici sono
allogati accanto all'altoparlante, od in altro posto facilmente accessibile, si ha misurando la tensione
ai capi di uno qualunque di essi. Se manca tensione puo' esservi un corto circuito od un'interruzione.

(198) Se c'è un corto circuito è importante che il riparatore se ne accorga subito. Il sintomo più
evidente e pericoloso, è l'arrossamento delle placche della raddrizzatrice. Questo arrossamento
denota il sovraccarico della valvola, che puo' essere messa fuori uso in pochi secondi. - (199)
Controllare le presenze di corti nell'alta tensione sfilando la raddrizzatrice, e misurando la resistenza
tra il filamento e la massa...

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(200) ...oppure il catodo e la massa se la raddrizzatrice è a riscaldamento indiretto. Se la resistenza
misurata è minore di 30.000 ohm non accendere l'apparecchio radio, ma ricercare il corto. - (201) In
alcuni apparecchi esiste un partitore di tensione, per cui anche in condizioni perfette di isolamento
si legge il valore della resistenza del partitore.

(202) Più spesso che in altri posti il corto si verifica nei due elettrolitici e, meno frequentemente, nel
condensatore di placca della finale: nello schema questi punti in corto con la massa sono ABC. -
(203) Si possono verificare facilmente questi tre condensatori togliendo la raddrizzatrice e la finale
senza neanche togliere il telaio.

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(204) In alcuni apparecchi, che hanno tensioni anodiche molto elevate, è opportuno mettere due
condensatori elettrolitici in serie, con due resistenze per equilibrare il carico. I condensatori
elettrolitici vanno sostituiti non solo quando sono in corto ma anche quando la loro capacità è
diminuta dopo qualche anno di attività. - (205) Una prova semplice dell'efficienza di un elettrolitico
si fa così: si stacca l'elettrolitico da un lato e si inserisce il voltmetro con portata adatta a sopportare
la tensione cui lavora il condensatore.

(206) Si accende il ricevitore: il voltmetro segnerà tutta la tensione; ... - (207) ...; dopo alcuni
secondi la lancetta sarà tornata verso lo zero se il condensatore non è in corto. Se lo strumento è del
tipo a 1.000 ohm per volt, e la lancetta e' arrivata a segnare un decimo della tensione di lavoro o
meno, il condensatore puo' ancora andare.

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(208) Quando l'indice del voltmetro si è fermato, staccare il voltmetro, e mettere in corto i terminali
del condensatore. Se all'atto del corto non si ha scintilla oppure si ha una scintilla appena
percettibile, sostituire il condensatore. - (209) Non mettre mai un condensatore elettrolitico vicino
ad una valvola o ad altra sorgente di calore: se ne abbrevierebbe la vita.

(210) Se si riscontra che il trasformatore scalda, puo' darsi che sia, anche solo parzialmente, in corto
circuito. Per accertarsene regolare il cambio-tensioni su una tensione maggiore di quella di
limentazione e lasciare il trasformatore sotto carico, dopo aver staccato tutte le valvole e le
lampade, par alcune ore. - (211) Se si scalda in queste condizioni occorre rifare l'avvolgimento.

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(212) Un altro inconveniente che puo' presentare è la vibrazione di qualche lamierino; stringere le
viti di serraggio e, se non basta... - (213) ... provare con qualche colpo di martello.

(214 e 215) Alcuni apparecchi di tipo economico non hanno il trasferimento di alimentazione. I
filamenti delle valvole sono alimentati in serie e collegati alla rete luce: i piu' perfezionati tramite
una resistenza detta termistore, RT in figura, che possiede a freddo un valore molto piu' elevato che
non a caldo. Si viene cosi' ad eliminare in pericolo che qualche filamento si bruci all'atto
dell'accensione. Il controllo dei filamenti si fa misurando la tensione con il voltmetro ad
apparecchio acceso. Se il filamento è interrotto il voltmetro segnera' tutta la tensione della rete. Nei
tipi che montano la raddrizzatrice 35Z5, con presa a 6 V del filamento, è inserita la lampada del
quadro come mostrato in figura. Con tale disposizione il corto circuito di un elettrolitico provoca la
fusione della lampada e del tratto di filamento AC. Eliminando il collegamento CB, si salva la
valvola.

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RADIORIPARAZIONI
CONTROLLO TENSIONI

Una volta accertato che l'alimentatore è a posto possiamo controllare tutte le tensioni anodiche.
(216) Il controllo può anche non essere accurato: si dispone il voltmetro per 300-500 volt, si infila il
puntale negativo nelle boccole di massa e con l'altro si toccano tutti i piedini delle valvole. - (217)
Se la valvola è un triodo amplificatore il solo piedino della placca è sotto tensione. - (218) Se la
valvola è un tetrodo o un pentodo: due piedini.

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(219) Se la valvola è un convertitore pentagriglia con oscillazione di catodo: due piedini. - (220) Se
la valvola è una convertitrice pentagriglia con griglia anodica od una valvola doppia (triodo, esodo,
ecc.): tre piedini. - (221) Si controllino anche le griglie controllo: l'indice dello strumento non si
dovrà muovere affatto, o dovrà muoversi appena in senso opposto: altrimenti vuol dire che il
condensatore di accoppiamento alla placca precedente è in corto.

(222) Si faccia attenzione al fatto che, molto spesso, i collegamenti non utilizzati di una valvola
vengono utilizzati come sostegni in altri circuiti che possono essere soggetti a tensioni elevate. -
(223) Negli zoccoli a contatto laterale è altrettanto semplice effettuare controlli di corrente: un
puntale dell'amperometro si appoggia sul contatto laterale della valvola, con l'altro puntale si spinge
in fuori la linguetta dello zoccolo. - (224) La misura della tensione di griglia controllo si può fare
solo con un voltmetro a valvola: quando questa tensione è ottenuta con una resistenza catodica, la
tensione che si misura ai capi della resistenza è anche la tensione di griglia controllo, e questa
misura può essere fatta anche con un voltmetro normale..

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(225) Quando si riscontra che uno stadio amplificatore non amplifica molto, e tutti i componenti
sono a posto verificare le valvole con un provavalvole. - (226) Oltre che esaurita una valvola può
essere rumorosa; si controlla cio' colpendola leggermente col manico del cacciavite mentre il
ricevitore funziona. Se si sentono scariche, scrocchi e sbalzi nella resa sonora la valvola va
sostituita.

(227) Prima di sostituirla provare con il saldatore a rifare la saldatura sui piedini. Una qualunque di
queste potrebbe non essere stata fatta a dovere. - (228) Provare anche a smuovere le valvole durante
il funzionamento del ricevitore . Nessun rumore o fruscio deve accompagnare questi movimenti,
altrimenti vedi figg. 185-186-187.

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RADIORIPARAZIONI

BASSA FREQUENZA

Esaminiamo ora come è possibile individuare gli stadi guasti. Per prima cosa mettere il ricevitore in
posizione FONO e controllare se riproduce i dischi; in tal caso la parte a bassa frequenza è a posto.
(229) Può non esservi il pick-up o non essere prevista l'applicazione del fono, in tal caso si può
inserire l'oscillatore a bassa frequenza direttamente tra la griglia della prima valvola a bassa
frequenza e la massa. - (230) Ancora più semplicemente si può toccare il cappuccio della valvola: si
sentirà un rumore caratteristico.

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(231) Se la valvola ha la griglia controllo su un piedino si può toccare con un cacciavite il piedino.
Le stesse prove si possono fare per lo stadio finale: si tenga però presente che il rumore
caratteristico è fortemente ridotto poichè ora c'è uno stadio solo che amplifica. - (232) Per
controllare rapidamente trasformatore di uscita e altoparlante, ad apparecchio spento, si inserisca
l'ohmetro (portata più bassa) tra schermo e placca della finale: si sentirà un debole toc
all'altoparlante: se no è interrotto uno dei tre: primario trasformatore, secondario o bobina mobile.
Su come inserire l'oscillatore all'ingresso della MF e dell'AF sarà detto nella parte
ALLINEAMENTO.

(233) Anche la media frequenza si può controllare più rapidamente toccando con un cacciavite il
cappuccio della valvola: se si sente una scarica intensa la media frequenza va bene. - (234) I guasti
che si possono trovare nel circuito a bassa frequenza sono tutti di facile ricerca. Provata l'efficienza
delle valvole basta eseguire i controlli di tensione, di isolamento e di conduzione dei vari pezzi per
individuare il guasto. Se misurando la tensione di catodo della finale non si legge nessuna tensione
l'elettrolitico è in corto. Prima di sostituirlo controllare se non sia interrotta la resistenza: infatti, se
questa si interrompe, ai capi dell'elettrolitico è presente tutta la tensione anodica, e quindi va
immediatamente in corto.

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(235) Analogamente se una resistenza del circuito di alta tensione risulta bruciata, prima di
sostituirla, controllare che a valle di questa non vi sia qualche condensatore in corto. - (236) I
controlli normali di volume e di tono possono col tempo diventare rumorosi: sostituirli. - (237) Se la
riproduzione è debole e stridente, si è staccato il condensatore di accoppiamento, e allora solo le
frequenze più alte passano.

(214 e 215) Alcuni apparecchi di tipo economico non hanno il trasferimento di alimentazione. I
filamenti delle valvole sono alimentati in serie e collegati alla rete luce: i piu' perfezionati tramite
una resistenza detta termistore, RT in figura, che possiede a freddo un valore molto piu' elevato che
non a caldo. Si viene cosi' ad eliminare in pericolo che qualche filamento si bruci all'atto
dell'accensione. Il controllo dei filamenti si fa misurando la tensione con il voltmetro ad

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apparecchio acceso. Se il filamento è interrotto il voltmetro segnera' tutta la tensione della rete. Nei
tipi che montano la raddrizzatrice 35Z5, con presa a 6 V del filamento, è inserita la lampada del
quadro come mostrato in figura. Con tale disposizione il corto circuito di un elettrolitico provoca la
fusione della lampada e del tratto di filamento AC. Eliminando il collegamento CB, si salva la
valvola.

MEDIA FREQUENZA

(268) Schema tipico di stadio amplificatore a MF - (269) Se lo stadio paralizza il ricevitore


controllare con il voltmetro: 1) se la tensione manca, ed è invece presente in b, è interrotto
l'avvolgimento del trasformatore MF; 2) se la tensione manca puo' essere in corto C6, oppure essere
interrotto il filo di alimentazione; 3) se la tensione manca, puo' essere interrotta R2 o in corto C4 o
entrambi i difetti; 4) se la tensione manca, dopo aver controllato i tre punti precedenti è in corto C4;
se è troppo elevata è interrotta R1 (il valore di questa tensione è x 2 volt.).

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(270) Con l'ohmetro controllare la continuità degli avvolgimenti e l'isolamento dei compensatori dei
trasformatori MF. - (271) La presenza di fischi prodotti dallo stadio di MF puo' essere dovuta a
capacità insufficiente dei condensatori segnati in grassetto nella figura.

(272) Per provare se il filtraggio dei condensatori di cui a fig. 271 è sufficiente o meno, si puo'
collocare temporaneamente in parallelo a ciascuno di essi un condensatore da 0,1 microfarad. Se i
fischi cessano sostituire il condensatore.

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(273) I fischi possono essere anche prodotti dai collegamenti dei condensatori troppo lunghi che
provocano accoppiamenti elettrolitici. - (274) Più spesso la causa è in uno schermo che non fa bene
contatto. Infine scarsa sensibilità e selettività e anche distorsione possono essere dovuti a cattivo
allineamento o errata tensione di polarizzazione della griglia controllo.

CONVERSIONE DI FREQUENZA

(275) Schema tipico di conversione di frequenza con valvola pentagriglia: le prime due griglie
provvedono alla produzione di oscillazioni. - (276) Con una valvola pentagriglia e con oscillazione
di catodo si puo' ottenere il soppressore.

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(277) In questo schema le oscillazioni sono ottenute con valvola oscillatrice separata dalla
mescolatrice. La prima cosa da fare, dato che il difetto risiede nell'alta frequenza, è stabilire se è
difettosa la sezione oscillatrice o la sezione mescolatrice. - (278) Si controlli per prima la sezione
mescolatrice applicando all'antenna , con l'oscillatore, un segnale modulato della stessa frequenza
della media frequenza. Se il segnale viene riprodotto la sezione mescolatrice è a posto. In caso
contrario controllare con l'ohmetro la continuità dei circuiti e l'isolamento dei condensatori segnati
in grassetto nella fig. 276.

(279) Per controllare se la sezaione oscillatrice funziona si stacchi il collegamento dell'anodo


dell'oscillatore e si inserisca un milliamperometro, con portata almeno fino a 20 mA, tra il filo
staccato e il corrispondente piedino. - (280) si cortocircuiti il condensatore variabile dell'oscillatore:
se all'atto del corto circuito si nota una variazione di corrente nel milliamperometro, l'oscillatore
funziona, altrimenti controllare al solito continuità ed isolamento nelle singole parti che
compongono l'oscillatore (segnate in grassetto in fig. 275). Spesso ci si puo' rendere conto che
l'oscillatore non funziona perchè col volume al massimo si sente quel fruscio caratteristico che si
nota quando l'apparecchio non è sintonizzato su nessuna emittente, pur non essendo possibile
alcuna audizione.

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(281) La fonte del maggior numero di difetti dell'alta frequenza è il cambio gamma. Smuovendo
appena la manopola del cambio gamma, se i contatti non sono stabili, si sentiranno scariche e
fruscii, ed alle volte l'apparecchio ammutolisce completamente. - (282) Si puliscano i contatti con
pennello bagnato di benzina o petrolio, che non lasci peli, e si ruoti più volte il commutatore in tutte
le posizioni in modo che i contatti stessi raschino la patina di polvere. - (283) Non si cerchi di
aumentare la pressione del contatto forzando la linguetta: la si metterebbe fuori uso. Nel caso che ci
sia qualche linguetta storta, la cosa più conveniente da fare è sostituire quella sezione del
commutatore.

CONVERSIONE DI FREQUENZA

(275) Schema tipico di conversione di frequenza con valvola pentagriglia: le prime due griglie
provvedono alla produzione di oscillazioni. - (276) Con una valvola pentagriglia e con oscillazione
di catodo si puo' ottenere il soppressore.

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(277) In questo schema le oscillazioni sono ottenute con valvola oscillatrice separata dalla
mescolatrice. La prima cosa da fare, dato che il difetto risiede nell'alta frequenza, è stabilire se è
difettosa la sezione oscillatrice o la sezione mescolatrice. - (278) Si controlli per prima la sezione
mescolatrice applicando all'antenna , con l'oscillatore, un segnale modulato della stessa frequenza
della media frequenza. Se il segnale viene riprodotto la sezione mescolatrice è a posto. In caso
contrario controllare con l'ohmetro la continuità dei circuiti e l'isolamento dei condensatori segnati
in grassetto nella fig. 276.

(279) Per controllare se la sezaione oscillatrice funziona si stacchi il collegamento dell'anodo


dell'oscillatore e si inserisca un milliamperometro, con portata almeno fino a 20 mA, tra il filo
staccato e il corrispondente piedino. - (280) si cortocircuiti il condensatore variabile dell'oscillatore:
se all'atto del corto circuito si nota una variazione di corrente nel milliamperometro, l'oscillatore
funziona, altrimenti controllare al solito continuità ed isolamento nelle singole parti che
compongono l'oscillatore (segnate in grassetto in fig. 275). Spesso ci si puo' rendere conto che
l'oscillatore non funziona perchè col volume al massimo si sente quel fruscio caratteristico che si
nota quando l'apparecchio non è sintonizzato su nessuna emittente, pur non essendo possibile
alcuna audizione.

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(281) La fonte del maggior numero di difetti dell'alta frequenza è il cambio gamma. Smuovendo
appena la manopola del cambio gamma, se i contatti non sono stabili, si sentiranno scariche e
fruscii, ed alle volte l'apparecchio ammutolisce completamente. - (282) Si puliscano i contatti con
pennello bagnato di benzina o petrolio, che non lasci peli, e si ruoti più volte il commutatore in tutte
le posizioni in modo che i contatti stessi raschino la patina di polvere. - (283) Non si cerchi di
aumentare la pressione del contatto forzando la linguetta: la si metterebbe fuori uso. Nel caso che ci
sia qualche linguetta storta, la cosa più conveniente da fare è sostituire quella sezione del
commutatore.

TARATURA ALTA FREQUENZA

Per poter allineare i circuiti di alta frequenza occorre prima aver perfettamente allineato le medie
frequenze, e conoscere l'ubicazione dei vari compensatori. L'oscillatore va collegato tra antenna e
terra del ricevitore; l'indicatore di uscita nel solito modo, il CAV paralizzato, il controllo di volume
al massimo. (299) Oscillatore su 1.400 khm: cercare il segnale sul ricevitore e regolare l'attenuatore:
nella maggior parte dei casi l'indice del ricevitore non sarà esattamente sui 1.400 khz. - (300)
Mettere l'indice su 1.400 khz,...

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(301) ...regolare il trimmer dell'oscillatore fino alla perfetta ricezione del segnale e regolare il
trimmer d'entrata fino alla massima uscita. - (302) Oscillatore su 600 khz... (303) ...cercare il
segnale sul ricevitore...

(304) ..tenere a mente l'indcazione del misuratore d'uscita. - (305) Spostare la sintonia del ricevitore
in un verso qualsiasi quel tanto che basta per non ricever più il segnale dell'oscillatore.

(306) Regolare il padding fino a che il segnale dell'oscillatore è di nuovo perfettamente in sintonia:
se l'indicazione del misuratore di uscita è maggiore di quella precedente ripetere l'operazione 305 e

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306 fino ad ottenere il massimo guadagno. - (307) Se l'indicazione è minore ripetere l'operazione
305 e 306 ma nell'altro verso.

(308) Allentare la vite che ferma la lancetta del ricevitore e spostarla in modo che segni 600 khz. Si
ripete l'operazione 299 e seguenti e se la lancetta del ricevitore è molto lontana da 1.400 khz si
ripetono tutte le operazioni elencate. - (309) Il condensatore variabile è provvisto di settori tagliati.
Essi servono per l'allineamento alle altre frequenze del circuito d'antenna. In genere i settori sono 6
e corrispondono alle frequenze di 550, 600, 700, 840, 1120, 1400 khz. Si sintonizzano ricevitore ed
oscillatore a ciascuna di queste frequenze e si spostano i settori della sezione antenna in modo da
ottenere la massima uscita mentre non vanno toccati i settori della<sezione oscillatrice.

(310) In molti ricevitori moderni invece del conpensatore variabile è variabile l'induttanza della
bobina dell'oscillatore. L'induttanza variabile sostituisce il padding in circuiti di questo tipo,... -
(311) ..., ed il trimmer in circuiti di quest'altro tipo. Per la taratura di questi circuiti è più prudente
seguire le istruzioni del costruttore qualora si possano avere. Si tenga presente in ogni modo che è
solo il circuito dell'oscillatore a determinare la sintonia del ricevitore, e il circuito d'antenna puo'
soltanto, essendo più o meno bene allineato, aumentarne o diminuirne la sensibilità.

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(312-313-314-315-316) Durante la taratura si puo' riscontrare che la gamma di frequenza su cui si
puo' sintonizzare il ricevitore è assai spostata rispetto a come dovrebbe essere. Nella tabella sono
indicati difetti principali e loro cause.

RONZII E FISCHI

(317) La ricerca del ronzio avviene con gli stessi criteri della ricerca di un guasto: tenendo presente
che il ronzio interessa il ricevitore dallo stadio dove si manifesta fino all'altoparlante. Per la ricerca
la radio deve essere accesa. - (318) Staccare i collegamenti del trasformatore finale e collegarli ad
una resistenza di 10.000 ohm.

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(319) Se è presente ancora ronzio staccare il trasformatore d'uscita ed orientarlo fino al cessare del
ronzio. - (320) Aumentare la capacità del filtro.

(321) Mettere a massa la griglia controllo della valvola finale: se il ronzio cessa la causa è proprio
nello stadio finale, altrimenti cercare negli stadi precedenti. - (322) Se sostituendo una resistenza da
10.000 ohm alla valvola il ronzio cessa, la colpa è della valvola.

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(323) Se la tensione negativa di griglia controllo è ottenuta con una presa nell'avvolgimento di
campo dell'altoparlante aumentare il filtraggio della tensione prelevata come mostrato in figura. -
(324) Se la finale è a riscaldamento diretto, inserire un potenziometro registrando il quale è
possibile diminuire il ronzio.

(325) Anche la tensione di griglia schermo puo' provocare ronzio: provvedere come in figura. -
(326) Se è presente un trasferimento intervalvolare, e cortocircuitandone il primario il ronzio cessa
vedi fig. 319. Provare ad aumentare il filtraggio di placca o di griglia schermo.

(327) Ronzio modulato: si manifesta insieme alle emittenti forti solo quando il ricevitore è
sintnizzato su esse; è di difficile ricerca,... - (328)..., ma spessissimo si elimina completamente come
mostrato in figura. Cioè con un condensatore da 0,1 microfarad collegato tra la massa e la placca
della raddrizzatrice.

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(329) La causa più frequente di fischi nel ricevitore risiede nel circuito CAV: se i collegamenti che
portano tensione alle griglie controllo della convertitrice non sono collegati alla massa con un
condensatore da 0,1 microfarad la valvola di media frequenza entra in oscillazione. - (330) Per lo
stesso motivo occorre che i conduttori di collegamento alla convertitrice siano schermati.

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