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7.

5 ASPETTI GENERALI DELLA LAVORAZIONE DEL PETROLIO

La lavorazione del grezzo viene effettuata secondo un ciclo produttivo che


comprende diverse operazioni. Lo schema di lavorazione, dal quale dipendono
caratteristiche sostanziali del petrolio, viene scelto in base ai prodotti richiesti
dal mercato. Ogni grezzo ha caratteristiche diverse e diversa è la resa dei suoi
prodotti. Le operazioni che consentono di passare dalla materia prima al
prodotto finito possono essere raggruppate in tre categorie principali:

Frazionamento: tramite le operazioni di frazionamento si ottengono dall’


alimentazione le varie frazioni petrolifere, caratterizzate da un determinato
intervallo di distillazione. Questi hanno lo scopo di convertire una frazione in un’
altra o di migliorare determinate caratteristiche di una frazione.

Conversione e raffinazione: alcuni processi di conversione non modificano il


peso molecolare medio, e quindi l’ intervallo di distillazione, ma cambiano
radicalmente le caratteristiche delle frazioni, trasformando ad esempio benzine
paraffiniche in aromatiche. In genere i prodotti ottenuti devono essere raffinati
prima della commercializzazione, allo scopo di eliminare agenti corrosivi,
gomme, resine e materiali pesanti, per migliorare l’ odore e ed il colore e per
raggiungere in definitiva le caratteristiche commerciali dei prodotti.
Stabilimenti industriali molto estesi comportano un forte impatto sull’ ambiente
che solo in parte può essere limitato. In particolare, l’ area industriale deve
essere dotata di un impianto per il trattamento ed il corretto smaltimento dei
reflui liquidi, generati dal consumo di acque di vario genere.

7.6 I TRATTAMENTI PRELIMINARI

Il petrolio è facile da prelevare e trasportare. Può risalire dal giacimento spinto


dalla pressione dei gas o con l’ ausilio di pompe aspiranti prementi. Alcuni grezzi
possono presentare viscosità così elevate da rendere molto difficile l’ estrazione.
In tal caso si utilizzano i flussanti, come ad esempio gasolio, in maniera da
abbassarne la viscosità.
-Stoccaggio: Il trasporto del grezzo viene effettuato tramite gli oleodotti con cui
si collegano i campi di estrazione ai terminali petroliferi. Quando il grezzo arriva
allo stabilimento petrolifero, viene inviato ai serbatoi di stoccaggio. La capacità
complessiva dello stoccaggio deve essere tale da consentire la lavorazione anche
in assenza di approvvigionamenti immediati e continui. Il parco serbatoi inoltre
deve essere provvisto di misure di sicurezza per lo stoccaggio di un materiale
altamente infiammabie.

-Eliminazione dei Sali: Il grezzo contiene sempre una certa misura di acqua
salmastra dispersa e materiali sedimentabili. Mentre questi possono essere
rimossi più facilmente, l’ eliminazione completa dei sali richiede un trattamento
apposito, per evitare che durante il trattamento le apparecchiature si
deteriorino. Inoltre, i cloruri presenti in grande quantità, potrebbero, insieme all’
acido solfidrico, essere causa di tensiocorrosione.
Il desalting viene effettuato pompando petrolio alla pressione di 12 bar e
preriscaldandolo fino a 150°C, temperatura alla quale le viscosità si abbassono
notevolmente, agevolando la successiva separazione. Inoltre, l’ elevata pressione
impedisce la vaporizzazione dell’ acqua e dei disemulsionanti che si aggiungono
subito dopo. La miscela passa attraverso una valvola che ne favorisce la completa
miscelazione. Quindi si passa al desalter, dove un campo elettrostatico da 15.000
a 30.000 volt agevola la sedimentazione delle particelle di acqua salata verso il
basso, mentre il grezzo dissalato esce dall’ alto.

7.7 IL TOPPING

Qualunque sia il ciclo di lavorazione scelto, questo ha inizio sempre con il


topping che consiste in una distillazione atmosferica con cui si ottiene il
frazionamento del petrolio. Il topping realizza una distillazione
multicomponente.
 un grezzo, proveniente dal dissalaggio, viene preriscaldato recuperando
calore dalle frazioni in uscita dagli scambiatori E1, E2, E3 e E4. Questi sono
disposti in modo che lo scambio termico avvenga prima con le frazioni più
leggere, ed infine con il residuo caldo.
 quindi, il grezzo, fa ingresso nel forno da topping (B1), dove i tubi, all’
interno dei quali passa il petrolio, sono esposti inizialmente nella zona
convettiva ai fumi caldi, prodotti dalla combustione di oli combustibili, e
successivamente sono esposti nella zona radiante, all’ irraggiamento diretto alla
fiamma. All’interno del forno il grezzo, vaporizza progressivamente, mentre la
pressione comincia a diminuire.
 la pressione si abbassa ulteriormente dal forno alla colonna, sino all’
ingresso della colonna del topping C1, nella zona flash, dove la pressione cade
a circa 1,4 bar. La vaporizzazione per flash comporta una diminuzione della
temperatura della fase liquida, necessaria per fornire il calore latente di
ebollizione, la temperatura al fondo della colonna scende di conseguenza. I
vapori risalgono verso l’ alto, mentre il residuo non vaporizzato scende verso il
fondo della colonna.
 nella zona di ingresso viene immessa una rilevante portata di vapore acqueo
che ha la funzione di abbassare le pressioni parziali dei vapori di idrocarburi.
 I vapori passano dalla zona flash alla zona di rettifica, inoltre dal fondo della
colonna viene immesso altro vapore acqueo di stripping, ovvero sempre con l’
intento di abbassare le pressioni parziali dei vapori.
 ogni sezione è costituita da un piatto di raccolta alla base e da normali piatti
di contatto. Il prodotto nel piatto di raccolta viene in parte raffreddato e riciclato
in testa alla colonna, in parte viene estratto dal sistema.

IL FUNZIONAMENTO DEL SISTEMA DI TOPPING

Si prende come esempio la prima sezione sopra la zona flash, in cui viene
separato il gasolio pesante dalle altre frazioni più leggere.
I vapori in salita, costituiti da tutti gli idrocarburi eccetto il residuo, vengono a
contatto con la frazione di gasolio riciclato in testa alla sezione, dopo essere stata
raffreddata. Cioè determina una condensazione della parte più altobollente dei
vapori e una vaporizzazione della parte più bassobollente del liquido, dovuta al
calore di condensazione reso disponibile. In questa maniera, i vapori si liberano
dai gasoli e continuano a salire verso l’ alto, mentre i gasoli di riciclo si liberano
degli idrocarburi più bassobollenti.

Le frazioni laterali escono tutte alla temperatura di inizio ebollizione della


frazione. La parte che esce dal sistema viene sottoposta a strippaggio, allo scopo
di eliminare le sostanza più volatili (in C2,C3,C4e C5). Il vapore acqueo utilizzato
e i vapori strippati vengono reintrodotti in colonna.

TESTA DELLA COLONNA


Dalla testa della colonna escono i gas incondensabili, i GLP e le benzine leggere.
Questi vengono raffreddati in modo da condensare le benzine leggere, che
verranno poi separate nel raccoglitore di testa D1 ed in parte riciclate in testa
alla colonna.
I GLP e i gas incondensabili verranno invece separati successivamente
aumentando la pressione e condensando i GLP.

STABILIZZAZIONE DELLE BENZINE

La benzina leggera uscente dalla colonna di topping deve essere sottoposta a


stabilizzazione, ovvero alla eliminazione di componenti più leggeri, la maggior
parte costituita da C3,C4.
Le benzine vengono introdotte in una colonna, munita di ribollitore di fondo E1
che assicura la portata di vapori in salita che strippano i gas. I GLP vengono
separati dai gas nel raccoglitore di testa D1 ed in parte reciclati in colonna.
La benzina stabilizzati si ottiene dal fondo della colonna.

7.8 IL VACUUM

Il residuo del topping è un prodotto poco pregiato e costituito da idrocarburi con


un punto di ebollizione superiore ai 360 °C. Si possono ottenere dei prodotti più
pregiati attraverso un ulteriore frazionamento dei prodotti, ma bisogna operare
a vuoto in modo da abbassare le temperature del processo ( distillazione
vacuum).
 il residuo del topping viene introdotto nel forno B1, da cui esce in buona parte
vaporizzato. Entra all’interno della colonna C1, in una nuova zona di strippaggio.
 la carica si divide in due: il residuo va verso il basso e i vapori salgono verso l’
alto.
 anche la colonna del vacuum è divisa in sezioni per quanto riguarda il liquido
in discesa, ma non per il vapore in salita.
 anche qui, da ogni sezione si estraggono gasoli e si provvede al
raffreddamento e al riciclo interno.
 dalla testa i vapori non condensati vengono aspirati dal sistema di vuoto,
costituendo una batteria di tre stadi di eiettori.
 il residuo di vacuum è costituito dagli idrocarburi in assoluto più pesanti e
possono essere impiegati come bitume.