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METODOLOGIE

QUALITATIVE E QUANTITATIVE
DELLA RICERCA SOCIALE

Docente: dott. Dario Tuorto

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ARGOMENTI DEL CORSO:

Prima parte (30 ore)

- I paradigmi della ricerca sociale


- Ricerca quantitativa e ricerca qualitativa
- La traduzione empirica della teoria
- L'esperimento nella ricerca sociale
- L'inchiesta campionaria
- Le fonti statistiche ufficiali
- La tecnica delle scale
- L'osservazione partecipante
- L'intervista qualitativa
- L’uso dei documenti

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Seconda parte (12 ore)

- L’organizzazione dei dati


- L’analisi monovariata
- Misure di tendenza centrale e variabilità
- L’analisi bivariata
- Studio della relazione tra due variabili

Testo d'esame
Piergiorgio Corbetta, La ricerca sociale: metodologia e
tecniche, Bologna, Il Mulino, 1999

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ALCUNI RIFERIMENTI ALLA TERMINOLOGIA

Differenza tra metodologia e tecniche della ricerca


sociale

«Il metodologo non è un tecnico, non insegna ai


ricercatori come essi debbono procedere, quali passi
devono seguire nella effettiva condotta di un’indagine»
[Lazarsfeld e Rosenberg, 1955]

«…(la metodologia indica) il sistematico esame delle


procedure e modalità di spiegazione che vengono
utilizzate nell’analisi dei dati empirici» [Selvin, 1958]

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DISTINZIONE :

La metodologia non si riduce alle tecniche (o metodi)


della ricerca né all’epistemologia (riflessione sulla
conoscenza scientifica).
E’ la logica del metodo, l’insieme delle regole, principi
metodici, condizioni formali che stanno alla base della
ricerca scientifica.
Si colloca a metà strada tra riflessione filosofica e
pratiche procedurali.

Le tecniche (o metodi) della ricerca sociale sono la


materia stessa, le procedure operative utilizzate dalla
disciplina per controllare i propri risultati empirici, gli
strumenti della ricerca.

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I PARADIGMI DELLA RICERCA SOCIALE

Paradigma : modello (Platone), esempio (Aristotele).

Nelle scienze sociali:

teoria, sistema di idee pre-scientifiche, scuola di


pensiero, struttura concettuale, procedimento di ricerca
esemplare.

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1. THOMAS KUHN ed i paradigmi delle scienze
(The structure of scientific revolutions, 1962)

Critica della concezione tradizionale della scienza:

Secondo Kuhn la scienza non procede cumulativamente


e progressivamente ma per rotture, rivoluzioni.

Il passaggio alla nuova struttura conoscitiva non è né


graduale né completamente razionale (presenza di
elementi di accidentalità).

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Contrapposizione tra scienza normale e fase
rivoluzionaria:

«Il compito della scienza normale non è affatto di


scoprire nuovi generi di fenomeni….[la ricerca
nell’ambito della scienza normale è invece rivolta
all’articolazione di quei fenomeni e di quelle teorie già
fornite dal paradigma»

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La rivoluzione scientifica produce invece un
cambiamento dei problemi e delle soluzioni, riorienta la
disciplina, trasforma la struttura concettuale.

Esempio di rivoluzione scientifica nelle scienze naturali.

Sviluppo della fisica ottica: dalla fisica corpuscolare


(luce costituita da corpuscoli materiali, XVII° sec.) alla
teoria del movimento ondulatorio trasversale (XIX°
sec.) alla fisica quantistica (luce costituita da fotoni,
XX° sec.)

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Che cosa è un PARADIGMA per Kuhn ?

E’ una prospettiva teorica:

a) condivisa dalla comunità scientifica di una disciplina;

b) cumulata, ossia fondata sulle acquisizioni precedenti;

c) che indirizza la ricerca.

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Il paradigma è la guida di una scienza. E’ più ampio di
una teoria (carattere pre-teorico), è una visione del
mondo, una griglia di lettura che precede l’elaborazione
teorica.

E’ l’insieme dei principi fondamentali su cui si basa una


comunità scientifica, l’insieme delle regole che
orientano il ricercatore nella sua attività.

Senza un paradigma una scienza è priva di orientamenti.

ESEMPI di paradigmi scientifici (nelle scienze naturali):


meccanica newtoniana ed einsteiniana, cosmologia
tolemaica e copernicana, fisica quantistica.

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E nelle scienze sociali ?

Il paradigma caratterizza le scienze "mature".


Le scienze sociali sono prive di un unico paradigma
dominante (pre-paradigmatiche ?).

Lettura meno rigorosa (applicata alla sociologia): ci


possono essere discipline multi-paradigmatiche.

Paradigma come prospettiva teorica globale ma non


esclusiva e in competizione con altre prospettive.

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Alcuni problemi delle scienze sociali
(perché è difficile sviluppare un unico paradigma):

 Reattività del soggetto studiato;

 Individualità;

 Complessità (delle cause);

 Non-manipolabilità
(difficoltà di realizzare un esperimento).

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Quali sono i paradigmi fondativi che orientano la ricerca
nel campo delle scienze sociali ?

1. POSITIVISMO 2. INTERPRETATIVISMO

(o anche: visione empirista e umanista, oggettivismo e


soggettivismo)

(distinzione da ricordare: DURKHEIM vs. WEBER)

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I paradigmi della ricerca sociale si caratterizzano per le
risposte che danno a 3 interrogativi fondamentali:

 La realtà sociale esiste?

 E' conoscibile?

 Come può essere conosciuta?

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1) Questione ontologica : riguarda il “che cosa”,
l’essenza, la natura della realtà sociale e la sua forma.
Ci si chiede se i fenomeni sono “cose in se stesse” o
“rappresentazioni di cose”;

2) Questione epistemologica: riguarda il rapporto tra


“chi” e “che cosa”, la relazione tra studioso e realtà
studiata, è la riflessione sulle condizioni della
conoscenza scientifica;

3) Questione metodologica: riguarda il “come” la realtà


sociale può essere conosciuta, la strumentazione tecnica
del processo conoscitivo, il metodo.

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IL POSITIVISMO

Il paradigma positivista originario ottocentesco ha


accompagnato la nascita delle scienze sociali.

Per positivismo si intende lo studio della realtà sociale


utilizzando apparati concettuali, metodi di osservazione
e misurazione, strumenti di analisi, procedimenti di
inferenza propri delle scienze naturali (causa ed effetto,
verifica, spiegazione, variabili quantitative, statistiche,
ecc.).

Il positivismo teorizza l’unità metodologica tra scienze


naturali e scienze sociali.

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Auguste Comte, 1789 -1857; Cours de philosophie
positive
- fenomeni sociali come fatti naturali sottoposti a leggi
naturali
- legge dei tre stadi (teologico, metafisico, e positivo)

Herbert Spencer, 1820 - 1903; Principi di filosofia


sintetica

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EMILE DURKHEIM, 1858 – 1917 (Le regole del
metodo sociologico; Il suicidio; Le forme elementari di
vita religiosa).

Compie il primo sforzo di coniugare teoria sociale e


indagine empirica definendo le basi metodologiche della
ricerca sociale.

Per Durkheim esiste una realtà sociale :

- al di fuori dell'individuo (fatti sociali come "cose");


- oggettivamente conoscibile;
- studiabile con gli stessi metodi delle scienze naturali
(unità metodologica tra mondo naturale e mondo
sociale).

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La metodologia positivista si basa su :

- studio dei fatti sociali come cose;


(fatti sociali = non solo ciò che può essere direttamente
osservato o misurato, ma anche fenomeni e sistemi di
credenza, abitudini, istituzioni. I fatti sociali sono esterni
agli individui ed esistono indipendentemente da essi);

- uso di dati statistici;


I positivisti ritenevano possibile classificare il mondo
sociale in un modo oggettivo;

- ricerca delle correlazioni tra differenti fatti sociali e di


connessioni causali.

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Il positivismo è essenzialmente induttivo (passa dai
particolari all’universale).

La metodologia induttiva inizia raccogliendo i dati, li


analizza e poi sviluppa teorie generali. Si basa
sull’individuazione/formulazioni di leggi della natura e
sulla loro dimostrazione/verifica (leggi di causa effetto,
metodo sperimentale).

Compito dello scienziato è scoprire l’ordine implicito, i


principi organizzatori di carattere universale.

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Quale è il limite di questo approccio ?

Ingenuo fideismo nei metodi delle scienze naturali


(la scienza naturale è l’unica conoscenza possibile,
esistono leggi immutabili, è sempre possibile la
generalizzazione alle scienze sociali).

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Ontologia: realismo ingenuo.
Esiste una realtà sociale oggettiva e questa realtà è
conoscibile nella sua essenza reale.
Epistemologia: dualistica ed oggettiva; legge naturale.
Lo studioso e l’oggetto di studio sono due entità
indipendenti; lo studioso può studiare l’oggetto senza
influenzarlo o esserne influenzato.
La conoscenza assume la forma di leggi fondate sulle
categorie di causa-effetto.
Il fatto sociale è esterno e immodificabile
Metodologia: sperimentale e manipolativa.
Il metodo è quello sperimentale (desunto dalle scienze
naturali), la tecnica l’esperimento (manipolazione e
controllo delle variabili, separazione-distacco tra
osservato e osservatore).

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IL NEOPOSITIVISMO

Il positivismo subisce una revisione nel corso del ‘900.


Si passa dalla chiarezza e linearità alla complessità.
Calano le certezze attorno alla scienza (“ottimismo “).

Ruolo centrale conferito alla critica della scienza


(declinano le grandi teorizzazioni).

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SCUOLA DEL POSITIVISMO LOGICO
(Circolo di Vienna, anni ’20).

Del positivismo ottocentesco mantiene :

- realismo: il mondo esiste indipendentemente dalla


nostra conoscenza;

- empirismo: posizione preminente accordata all'osser-


vazione empirica;

- analogia nel metodo delle scienze naturali e sociali.

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Nuovi elementi:

a) rifiuto delle "grandi questioni" metafisiche


(pseudo-problemi) ed attenzione ai problemi
metodologici (elaborazioni teoriche e procedure di
validazione attraverso verifica empirica).

Paul F. Lazarsfeld e il linguaggio delle variabili


Ogni oggetto viene definito sulla base di attributi e
proprietà e i fenomeni sociali analizzati in termini di
relazioni tra variabili. La variabile è alla base della
analisi sociale.
Tutti i fenomeni sociali possono essere rilevati, misurati,
correlati e le teorie convalidate o falsificate.

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b) carattere provvisorio della conoscenza scientifica.
Nelle scienze esatte (ad es. la fisica quantistica) le nuove
scoperte immettono elementi di incertezza.
Si passa dalla legge deterministica e quella
probabilistica (presenza di elementi di accidentalità e di
disturbo).

La ricerca si sviluppa essenzialmente secondo la


sequenza PROBLEMA - TEORIE – CRITICHE.

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KARL POPPER e il falsificazionismo metodologico:

La conoscenza assolutamente certa non esiste. Nessun


numero finito di osservazioni può mai verificare
proposizioni universali come quelle comunemente
impiegate dalla scienza. Ogni asserzione della scienza è
un tentativo. L'uomo non può conoscere, ma solo
congetturare.

Popper introduce il criterio di falsificazione come


discriminante di una scienza. Una teoria per essere
validata non deve essere semplicemente verificabile (in
positivo), ma deve essere non-falsificata dai dati.

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Funzione della ricerca: modificare o sostituire una
teoria pre-esistente in modo da rendere compatibile la
nuova teoria con i fatti che hanno messo in crisi la teoria
precedente.

Le generalizzazioni sono prima avanzate come


congetture e poi sottoposte a test. Quando una teoria è
confutata è sostituita da un’altra congettura e così via.

La scienza è ipotetico-deduttiva (piuttosto che induttiva)


e procede per errori.

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Lo sviluppo della scienza vede grandi teorie scientifiche
falsificate da esperimenti negativi.

Problema:
questa spiegazione si adatta male alle scienze sociali,
dove non esistono paradigmi dominanti. Fra teorie e fatti
esistono diverse mediazioni.

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Ontologia: realismo critico.
Esiste una realtà sociale esterna ma è imperfettamente
conoscibile.
Epistemologia: dualismo-oggettività modificati;
leggi di medio raggio, probabilistiche e provvisorie.
Non c’è più separazione tra studioso e realtà studiata,
ma consapevolezza degli elementi di disturbo e degli
effetti di reazione. Oggettività solo approssimativa.
Priorità al metodo della deduzione (attraverso la
falsificazione delle ipotesi).
Ricerca di leggi limitate e provvisorie.
Metodologia: sperimentale-manipolativa modificata
Tecniche quantitative improntate al distacco tra
ricercatore ed oggetto studiato, ma apertura ai metodi
qualitativi.

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L’INTERPRETATIVISMO

Comprende tutte le visioni teoriche (interazionismo,


ermeneutica, fenomenologia) per le quali la realtà non
può essere semplicemente osservata ma va interpretata.

Origini:

Wilhelm Dilthey (filosofo tedesco, 1833-1911)


Contrapposizione tra scienze della natura e scienze dello
spirito: lo scopo delle prime è la spiegazione, mentre
scopo delle seconde è la comprensione.

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“Noi spieghiamo la natura, mentre intendiamo la vita
psichica” (Dilthey).
Comprensione o Verstehen, .. fenomeni di empatia e
simpatia tra osservatore ed osservato : intuizione,
percezione dell’altro, stato mentale, ricostruzione
immaginativa (Erlebnis = subitanea intuizione).

Wilhelm Windelband (filosofo tedesco, 1848-1915)


Distinzione tra scienze nomotetiche (finalizzate
all'individuazione di leggi naturali) e scienze
idiografiche (individuano l’unicità ed irripetibilità dei
fenomeni).

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MAX WEBER (sociologo tedesco, 1864-1920)

Porta il concetto di “comprensione” all’interno della


sociologia, ma evita di cadere nell'individualismo
soggettivista e nello psicologismo.

Weber vuole salvare l'oggettività della scienza sociale


come:

- avalutatività (indipendenza da giudizi di valore,


distinzione tra conoscere e valutare, tra
constatazione dei fatti empirici e presa di posizione);
- capacità di arrivare ad enunciati generali (pur
partendo da orientamento verso l'individualità).

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Per Weber il concetto di comprensione non è perspicacia
psicologica o intuizione, ma comprensione razionale
delle motivazioni dell’agire.

E’ intendere lo scopo dell’azione, immedesimandosi


nell’altro. Capire il significato soggettivo attribuito
dall’individuo al suo comportamento.

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Come nasce l’oggettività nel paradigma interpretativo ?

L’elemento che lega il senso soggettivo dell’azione alla


conoscenza oggettiva e generale è la concezione del tipo
ideale.

Il TIPO IDEALE per Weber sono forme ricorrenti


dell’agire sociale, uniformità di comportamento
costruite mediante un processo di astrazione ed
isolamento di alcuni elementi che vengono connessi
dentro un quadro concettuale unitario.

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Questo quadro non può mai essere rintracciato
empiricamente nella realtà; è un'utopia.
Ha il significato di un puro concetto-limite ideale, a cui
la realtà deve essere misurata e comparata.

Il tipo ideale è un modello teorico che non va confuso


con la realtà, ha una funzione “euristica” in quanto
serve ad indirizzare la conoscenza. E’ una costruzione
razionale chiara, coerente, priva di ambiguità.

(Esempi: burocrazia, forme di potere, ecc.)

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Come si generalizza nel paradigma interpretativo ?

Il numero di cause che determinano un avvenimento


individuale è sempre infinito.

Non esistono leggi generali ed obbligatorie ma


connessioni causali, enunciati di possibilità segnati da
specificità e possibilità
(se accade A allora il più delle volte si verifica anche B).

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SOCIOLOGIA AMERICANA ANNI ’60
(fenomenologia, interazionismo, etnometodologia)

Prospettive di impostazione weberiana, che si spostano


però da un piano di analisi macro-sociologico ad uno
«micro» (interazioni tra individui, vita quotidiana).

Caratteristiche comuni:
- antideterminismo;
- differenza tra scienze naturali e sociali;
- centralità all’azione individuale dotata di senso;
- sviluppo di una prospettiva “micro” (si guarda agli
individui per capire la società).

Rischio : eccessivo soggettivismo

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Ontologia: costruttivismo e relativismo
Il mondo conoscibile è quello del significato attribuito
dagli individui (ogni individuo produce la sua realtà).
Relativismo (i significati variano tra gli individui).

Epistemologia: non dualismo e non oggettività; tipi


ideali, enunciati di possibilità
Non c’è più separazione tra studioso e realtà studiata.
La ricerca sociale è una scienza interpretativa in cerca di
significato (e non sperimentale in cerca di leggi).
Alla base ci sono i concetti di valore, significato, scopo.
La scienza sociale si serve di astrazioni e
generalizzazioni (tipi ideali ed enunciati di possibilità).

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Metodologia: interazione empatica fra studioso e
studiato.
L’interazione è alla base del processo conoscitivo.
Le tecniche di ricerca sono qualitative (non si adotta il
linguaggio delle variabili).
La conoscenza avviene attraverso l’induzione.

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Positivismo Post-positivismo Interpretativismo

ONTOLOGIA (cosa è la realtà)


Realismo ingenuo Realismo critico: la Costruttivismo: il mondo
(realtà sociale è realtà sociale è conoscibile è quello dei
«reale» e conoscibile «reale» ma significati attribuiti dagli
come una «cosa»). conoscibile solo in individui.
maniera imperfetta Relativismo (realtà multiple):
e probabilistica. queste realtà costruite variano
nella forma e nel contenuto
fra individui, gruppi, culture.

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EPISTEMOLOGIA (rapporto chi-che cosa)
Dualismo/oggettività. Dualismo/oggettività Non-dualismo;
modificati. non-oggettività.
Risultati veri. Risultati Non separazione
probabilmente veri. ricercatore/oggetto dello
studio, ma interdipendenza

Scienza sperimentale in Scienza sperimentale Scienza interpretativa


cerca di leggi. in cerca di leggi. in cerca di significato.
Molteplicità di teorie

Obiettivo: spiegazione. Obiettivo: Obiettivo: comprensione.


spiegazione. Generalizzazioni:
Generalizzazioni: leggi Generalizzazioni: enunciati di possibilità;
«naturali» immutabili. leggi provvisorie, tipi ideali.
aperte alla revisione.

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METODOLOGIA (come)
Sperimentale- Sperimentale- Interazione empatica
manipolativa. manipolativa modificata. fra studioso e studiato.

Osservazione. Osservazione. Interpretazione.


Distacco tra osservatore Distacco tra osservatore Interazione tra
e osservato. e osservato. osservatore- osservato

Prevalentemente Prevalentemente Induzione


induzione. deduzione (falsificazione) (la conoscenza emerge
dalla realtà studiata).
Tecniche quantitative. Tecniche quantitative con
apertura alle qualitative. Tecniche qualitative.

Analisi «per variabili». Analisi «per variabili» Analisi «per soggetti»

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