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GS 2,1-24

Il capitolo si apre con una narrazione in showing, in cui l’autore mostra, in un tempo
narrato maggiore rispetto al tempo cronologico, l’invio nella città di Gerico di due spie da
parte di Giosuè. Il narratore, saltando l’esposizione, ci presenta direttamente in Gs 2,1
l’inizio dell’azione. In Gs 2,2 si può osservare una complicazione: mentre gli esploratori
sono in sosta durante la notte a casa di una donna (presentata con il telling: «una prostituta
di nome Raab»), qualcuno rivela al re di Gerico la loro intenzione. In Gs 2,3-4, quindi, il re
di Gerico interviene e, al fine di scongiurare l’ingresso degli esploratori nel territorio di
Gerico, intima a Raab di farli uscire dalla sua casa. Quanto narrato in Gs 2,4 corrisponde ad
una vera e propria sorpresa, dal momento che ci si attenderebbe da Raab un atto di
obbedienza alla parola del re, mentre, di fatto, con un artificio menzognero, Raab si rende
complice delle spie, nascondendole all’interno della sua casa. In Gs 2,6, infatti, si mostra
con un’analessi, le azioni di Raab a sostegno degli esploratori. È chiara la differenza di punti
di vista: dal punto di vista degli intermediari del re la donna sta affermando il vero e gli
esploratori sono effettivamente in fuga, dal punto di vista affidabile del narratore (quindi
anche del lettore) e della donna, invece, appare evidente che la donna stia mentendo.

Il narratore, nella parte centrale del capitolo, rallenta il tempo della narrazione, per
sottolineare l’importanza di ciò che sta avvenendo, ovvero del patto che Raab instaura con
le spie inviate da Giosuè. Mediante il discorso diretto possiamo accedere alle parole che
Raab rivolge agli esploratori: dopo aver fornito indicazioni su come scampare alla mano
degli inseguitori e aver prospettato, in maniera prolettica, cosa sarebbe accaduto nei tre
giorni successivi, Raab rivolge agli esploratori una richiesta di clemenza per la propria
famiglia e per se stessa all’indomani della presa di Gerico. L’accordo tra le due parti consente
agli esploratori la fuga, che, narrativamente, rappresenta il turning point, ovvero il punto di
svolta per la risoluzione della complicazione posta in essere nel capitolo. Alla fuga è legata
la suspense per la sorte degli esploratori: riusciranno a scampare ai loro inseguitori? Oppure
saranno rintracciati e soccomberanno?

Dal v.22 il tempo narrato subisce una brusca accelerazione: c’è un blank relativo ai tre
giorni che gli esploratori trascorrono sulla montagna. L’autore non rivela cosa sia successo,
né sarà rivelato in futuro, perché ininfluente ai fini della narrazione. Nei vv. 23-24 ha luogo
la conclusione della narrazione, con il ritorno degli esploratori al cospetto di Giosuè e con la
loro affermazione positiva circa la possibilità di occupare la città di Gerico.
Valutando esclusivamente il singolo episodio narrato, i personaggi principali, ovvero
Raab e le spie, si dimostrano round.

Gs 6,1-27

In Gs 6,1 è possibile rintracciare l’esposizione: viene descritta, infatti, nella modalità


narrativa del telling, la situazione di Gerico, sotto assedio da parte degli israeliti condotti da
Giosuè; in tale descrizione è già presente una complicazione, in quanto la città sembra essere
inaccessibile agli israeliti. In Gs 6,2-5, è Dio stesso a rivolgersi a Giosuè: facendo entrare il
lettore in tale discorso, il narratore rivela il punto di vista di Dio e la sua intenzione di
concedere a Giosuè la presa della città di Gerico. Ciò contribuisce a generare nel lettore la
suspense, in quanto all’udire le parole di Dio ci si chiede se effettivamente accadrà quanto
promesso. In maniera prolettica, infatti, è descritto ciò che accadrà nei successivi sette giorni.
L’inizio dell’azione ha luogo in Gs 6,6, con la convocazione del popolo da parte di Giosuè
che, come gli aveva indicato il Signore, impartisce al popolo le istruzioni per procedere alla
presa della città. Con la tecnica dello showing, la narrazione procede nella descrizione di
quanto accade nei sette giorni successivi al comando di Giosuè; dal punto di vista del tempo
della narrazione, viene dato risalto ai primi due giorni e al settimo, mentre in Gs 6,14 in una
sola frase vengono riassunti gli altri giorni: tale scelta è funzionale alla scansione settenaria
di quella che si rivela essere una vera e propria liturgia celebrata intorno alle mura della città
in assedio. Il turning point si avrà in Gs 6,16, al termine del settimo giorno quando,
colmando la susense iniziale, Giosuè darà l’ordine di lanciare il grido di guerra e di invadere
la città. La città è votata allo sterminio da parte degli israeliti. Nella narrazione si apre una
parentesi che costituisce un richiamo al testo di Gs 2. Così come promesso nell’episodio
dell’invio delle spie, sarà preservata la vita di Raab e della sua famiglia, colmando così la
suspense relativa alla sorte della donna che, con la sua protezione, aveva contribuito al buon
esito della prima esplorazione della città. La conclusione della scena coincide con la presa e
la distruzione di Gerico e delle sue mura e con il favore del Signore nei confronti di Giosuè.
Il narratore chiude in telling, affermando, infatti, che «il Signore fu con Giosuè, la cui fama
si sparse in tutto il paese», suscitando così curiosità sul prosieguo della narrazione.

Studente: Massimiliano Domenico Piciocchi


matr. 02SL1122