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pagina 38 Martedì, 16 luglio 2019

Sport
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di Gianni Mura

ALBI — Un vento, in senso stretto, ma


anche un vento di follia, d’incertez-
ze, di colpi scena. Ora ci sarebbe da
spiegare perché una tappa all’appa-
renza insignificante produce più
danni in classifica di una tappa di
montagna, come quella delle Belles
Filles. E, ancora, da spiegare questa
continua fioritura di ciclocrossisti.
Ieri di turno Wout Van Aert, che in
volata ha piegato Viviani al fotofini-
sh. Dietro a loro Ewan, Matthews, Sa-
gan, Philipsen e i nostri Colbrelli e
Trentin. Viviani la prende con filoso-
fia: «È stato un durissimo testa a te-
sta, più bravo lui nel colpo di reni».
Gli ex crossisti: Teunissen, Sagan,
Alaphilippe. Van Aert, 25 anni a set-
tembre, non è di passaggio, nella pri-
ma settimana s’era già distinto per
brillantezza. È nato a Herentals, co-
me Rik Van Looy, ed è il pupillo di
Roger De Vlaeminck, altro crossista-
sprinter. Tra il 2012 e il 2019 Van
Aert nel Mondiale di cross ha vinto
quattro ori, tre argenti e un bronzo.
In linea se la sbriga bene: terzo
all’Europeo di Glasgow dietro a
Trentin e al grande rivale, Mathieu
Van der Poel, figlio di Adri e nipote
di Poulidor. «La cosa più difficile è
stata di decidere su quale ruota sta-
re. Ho scelto quella di Sagan, ho in-
dovinato. Il resto è stato più facile»:
così Van Aert.
Lo sprint, con tutto il rispetto per
chi s’è impegnato allo spasimo, non
è il fatto più importante della St.

Un colpo di vento
Flour-Albi, una delle tappe più lun-
ghe, piuttosto impegnativa nella pri-
ma metà, molto piatta nella secon-
da. In tutto tremila metri di dislivel-
lo e un grande caldo .Nessuno, nem-
meno tra i suiveurs, passando per
Chaudes-Aigues ha voglia di rischia-

ha spaccato il Tour
re una mano sotto il getto a 82 gradi
della sorgente del Par. L’acqua bol-
lente un tempo serviva soprattutto
per lavare i maiali macellati e toglie-
re le setole. Poi gli umani hanno sco-
perto le sue virtù terapeutiche. Su e
giù tra Cantal, Aveyron e Tarn, tra i
500 e i 1.000 metri. Bei posti tran-
quilli, da vacanze verdi e azzurre. A
Chaudes-Aigues segnalo i tripoux,
piatto tipico dell’Alvernia, dell’alber-
Le raffiche spezzano il gruppo, l’arrivo ad Albi per velocisti fa più selezione delle salite
go Beauséjour. Trattasi di un ripie- Pinot, Fuglsang, Uran e Porte perdono 1’40”. Va anche peggio a Ciccone, Aru e Nibali
no di trippe di vitello, piedini, erbe
aromatiche, impacchettato in altra
trippa, spesso d’agnello. Ad avere il
tempo, sarebbe una tappa d’ alta ga- to all’altro. Tutti gli effettivi Ineos so- E questi sono i conti, a fine giorna- fatto cadere tra il pubblico, senza clusi) che è molto cambiato, è più
stronomia. A Laguiole, famosa per no allupatissimi in prima linea, Ala- ta. Thomas, e con lui Alaphilippe, danni, ma perdendo il treno. Dopo maturo e concentrato, e rieccolo pa-
le fabbriche di coltelli (infatti è ge- philippe pure. E il gruppo si spezza Bernal, Kruijswijk, Bardet, Quinta- l’arrivo Landa ha accusato Bardet, gare dazio con una leggerezza im-
mellata con Scarperia) ci sarebbe il in tre parti. Nella seconda restano in- na, Mas, hanno staccato di 1’40” Pi- che ha twittato: «Non sono io quello perdonabile per chi aspira alla vitto-
tre stelle (dal 1999) di Michel Bras e trappolati Pinot, Fuglsang, Porte e not, Fuglsang, Uran e Porte, di 2’09” che ha spinto Landa». In effetti, era ria finale. I ventagli, le bordures per
di suo figlio Sébastien, geniale auto- Uran, poco più indietro Aru,Cicco- Landa, Ciccone e Aru. A Landa ne ca- Barguil, ma involontariamente, tan- dirla alla francese, sono micidiali.
didatta il padre, cresciuto alla scuo- ne e Nibali, che rotolerà nel terzo pita sempre una: era nel primo grup- to che la giuria non è intervenuta. Il Chi perde di pochi metri dalla ruota
la di Paul Bocuse il figlio. Che a fine troncone e chiuderà a oltre 5’ da po, con Quintana e Valverde, quan- grande battuto è Pinot. Non si fa in di chi ha davanti si trova come spin-
2017 ha chiesto alla Michelin di can- Van Aert. Nella generale ha 14’: non do la sbandata di un francese lo ha tempo a scrivere (tutti, francesi in- to indietro da una grande mano. Sui
cellargli le tre stelle, «per togliere credo sia felice di uscire dalla classi- rettilinei del Tarn, tra i campi di gira-
pressione a tutta la famiglia e segui- fica in questo modo e già ci si può j In salvo sole, annaspano senza speranze i
re altri ritmi». E la Michelin gliele ha chiedere che senso ha avuto portar- Julian corridori tagliati fuori, è come un
tolte. Si divaga, ma sempre di pres- lo al Tour, dopo il Giro, anziché farlo Alaphilippe, 27 naufragio senz’acqua. Trentin è bra-
sione si parla. Non in corsa, solita fu- recuperare per la Vuelta. Nella clas- anni, ha portato vo a lanciare un salvagente a Yates.
ga, stavolta sono in 5: l’eritreo Behra- sifica dei giovani, Ciccone perde la al traguardo la Pinot organizza l’inseguimento,
ne, che passa primo su tutte le sali- maglia bianca che passa a Bernal: la maglia gialla e mettendo alla frusta Molard e Rei-
te, i francesi Gallopin e Turgis, il da- terrà fino a Parigi, a meno che non ha anche chenbach. Arrivano fino a 18” da
nese Wurtz, il norvegese Eiking, cui ne trovi una di un altro colore, più ampliato il suo Thomas, poi pagano lo sforzo e fan-
s’aggiunge lo svizzero Schär. Non è solare. Fin qui, però, Thomas ha fat- margine sui più no naufragio. Dice Alaphilippe:
giornata, sono sotto controllo, tutti to capire che il padrone era e resta diretti «Non era un’azione programmata,
ripresi a 25 km dal traguardo. lui. Suo commento: «Il Tour si può inseguitori: quando c’è vento, perdipiù su stra-
Ma il fatto più importante avviene vincere o perdere anche in giornate saltati Ciccone, de strette, bisogna stare davanti».
prima, quando ne mancano 36. Da come questa. Non ci sono solo le Pinot e Bennett. Lui la maglia gialla la perderà sui Pi-
un po’ il vento soffia forte, di traver- montagne. Dietro hanno sbagliato e Ora il 2° della renei e lo sa, ma intanto che grinta,
so. E chi è esperto corre ai ripari, il noi ne abbiamo approfittato. Una generale, che classe, che prontezza di riflessi.
gruppo può spezzarsi da un momen- grandissima giornata». AP Thomas, è a 1’12” ©RIPRODUZIONE RISERVATA