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PROFESSIONE ERGONOMIA

Design for All


Seminario di approfondimento
LAURA BURZAGLI, PIERLUIGI EMILIANI
CNR – Istituto di Fisica Applicata “Nello Carrara”
ISABELLA TIZIANA STEFFAN
Studio di Progettazione & Ricerca

1. Introduzione ria e della fisica. Il Design for All è un di esperienze sul Design for All pre-
approccio di progetto che esprime senti oggi in Italia e più in generale in
La relazione tra Design for All ed lo sforzo di migliorare la qualità del- Europa.
Ergonomia non è un tema del tutto la vita delle persone, e di un numero Questo evento può dunque esse-
sconosciuto alle pagine di questa ri- sempre più alto di esse, indipenden- re caratterizzato da una parola chia-
vista. Essa infatti è stata tracciata dal- temente da particolari condizioni di ve, quale l’esperienza. Un’esperienza
l’intervento dell’architetto Bandini salute, da fattori ambientali o da fat- che emerge a vari livelli, in ambiti di
Buti e della dottoressa Avril Accolla tori personali che possano interveni- competenza come in campi applica-
nel numero 3 del 2005. In quell’arti- re. Secondo questa prospettiva tale tivi diversi.
colo veniva presentato con tratti concetto interessa numerosi campi Per meglio esprimere la varietà di
molto intensi, il cammino del De- applicativi e richiede per ciascuno di prospettive che possono essere con-
sign for All dalle sue origini storiche essi competenze anche molto specifi- siderate, tre aspetti particolari sono
fino a oggi. che. Dando uno sguardo anche solo stati evidenziati: il rapporto con le
Tale descrizione costituisce un’ot- al nostro vissuto quotidiano troviamo associazioni professionali e sociali
tima base per un’analisi del semina- ambiti che vanno dai trasporti, al ver- che a vario titolo si occupano di De-
rio di approfondimento sul Design de pubblico, al design di ambienti e sign for All, il rapporto con la proget-
for All ad inviti, ospitato dall’VIII prodotti, all’educazione, a tutto il tazione, il rapporto con uno specifi-
Convegno Nazionale della Società complesso ambito definito come co campo d’applicazione come l’ICT.
Italiana di Ergonomia svoltosi a Mi- Tecnologie dell’Informazione e del-
lano nel febbraio scorso, e coordi- la Comunicazione (internazional- 4. DfA e associazioni
nata dal dottor Emiliani, responsabi- mente indicato con l’acronimo ICT).
le della rete italiana EDeAN e dal- Inoltre all’interno di ognuno di essi è Una metodologia così innovati-
l’Arch. Steffan, ergonomo europeo, presente una complessa struttura di va non potrebbe esprimersi senza
che ha aperto il seminario con una relazioni, che va, ad esempio, dal- l’apporto di associazioni che ne col-
breve introduzione storica sul per- l’ambito legislativo a quello econo- gano il valore intrinseco e si sforza-
corso dell’applicazione della meto- mico a quello della ricerca. no di inserire elementi nuovi all’in-
dologia del Design for All, soprattut- terno dei percorsi comuni di ap-
to ma non solo, nel campo della pro- 3. Scopo del seminario prendimento, di progettazione, di
gettazione, e un quesito di fondo: il gestione pubblica. In questo senso
rapporto tra Disabilità, Design for Al fine di procedere ad una reale possono essere letti gli interventi
All, Ergonomia. valutazione delle possibilità d’appli- dell’IIDD (associazione no-profit, di
cazione di questo principio emerge cui si è già parlato a livello istituzio-
2. Design for All la necessità di confrontare le diffe- nale nel n. 3/05 di Ergonomia già ci-
renti esperienze che vanno maturan- tato, e che ha recentemente modifi-
Quando si parla di Design for All si do in questo ambito o che in qualche cato il suo nome con “IIDD Design
pensa alla progettazione materiale e modo possono essere considerate for All Italia” per comunicare più
fisica di un oggetto o nei casi più utili o riferibili ad esso. Il seminario chiaramente la sua mission,
complessi di un sistema. L’ergono- del febbraio scorso a Milano può es- www.iidd.it), del CERPA, “Centro Eu-
mia, sappiamo, è una disciplina pon- sere interpretato proprio come lo ropeo di Ricerca e Promozione del-
te tra le scienze umane, della mate- sforzo di comporre questo panorama l’Accessibilità” un’associazione fon-

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PROGRAMMA DEL SIMPOSIO signforall.org). Tutte queste associa-


zioni sono molto attive sul territorio
IL DESIGN FOR ALL SIMPOSIO SPECIALE nazionale, e hanno anche diverse
Coordinamento I.T. Steffan, P. Emiliani reti di comunicazione e sviluppo a li-
Sabato, 11 febbraio 2006 · 9.00-11.00, Aula A vello internazionale.

9.00-9.10 Introduzione ai lavori


5. DfA e progettazione
I.T. Steffan, P. Emiliani
9.10-9.25 Il DfA nella società europea e nel mondo
della progettazione Nei primi tre interventi di caratu-
F. Aragall, B. Benenti (Design for All Foundation) ra accademica è stato ben affronta-
9.25-9.40 Il Design for All nel mondo delle associazioni: to, più a livello di dettaglio dal Poli-
l’Istituto Italiano Design e Disabilità tecnico di Milano e dal Politecnico di
M. Gabbiani (Presidente IIDD)
Torino, e a livello generale dall’Uni-
9.40-9.55 Il Design for All nel mondo delle associazioni:
il Centro Europeo di Ricerca e Promozione dell’Accessibilità versità degli Studi di Ferrara, il rap-
L. Fantini (Vicepresidente CERPA) porto tra Design For All, Ergonomia
e progetto.
SETTORE PROGETTAZIONE
9.55-10.10 Ergonomia e Design for All
NELL’INTERVENTO di Francesca Tosi, do-
F. Tosi (Politecnico di Milano)
10.10-10.25 L’approccio del DfA nella progettazione urbana, cente di ergonomia della Facoltà del
architettonica, degli oggetti d’uso Design del Politecnico di Milano, so-
E. Monzeglio (Politecnico di Torino) no stati trattati i contenuti teorici e
10.25-10.40 L’arredo for All e la scena urbana metodologici elaborati in questi ulti-
M. Balzani (Università degli Studi di Ferrara, Dip. Architettura) mi anni nell’area dell’ergonomia og-
10.40-10.55 Turismo per tutti: prodotto, ambiente, informazione
L. Fantini (Associazione Si Può, Laboratorio nazionale turismo
gi definibile come “ergonomia per il
accessibile) progetto” e, in particolare, i punti di
10.55-11.10 L’applicazione del DfA in un oggetto d’uso quotidiano contatto sia con l’approccio Design
F. Bianchetti (Designer) For All, che con gli strumenti teorici
SETTORE INFORMAZIONE
e metodologici prodotti in questi ul-
11.35-11.50 La legislazione italiana sul Design for All
timi anni dal WHO e dall’ISO (tra que-
P. Ridolfi (Componente CNIPA e Presidente della Commissione sti: la Classificazione ICF “Internatio-
interministeriale sullo sviluppo e l’impiego delle tecnologie nal Classification of Functioning, Di-
dell’informazione per le categorie deboli) sability and Health” pubblicata dal
11.50-12.05 Il Design for All nella Società dell’informazione WHO nel 2001, e gli strumenti norma-
P. Emiliani (Direttore Istituto di Fisica Applicata del CNR
tivi prodotti a livello internazionale
12.05-12.20 La rete Europea EdeAN
R. Andrich (SIVA Servizio Informazione e Valutazione Ausili) dalla ISO con la norma 20282 “Ease of
I.T. Steffan (IIDD) operation of everyday products”).
12.20-12.35 I prodotti interattivi I punti di convergenza tra l’ergo-
J.C. Zoels (Experientia) nomia per il progetto e il Design For
12.35-12.50 Design for All nella progettazione delle metodologie All hanno origine nell’attenzione con
di apprendimento
la quale l’ergonomia affronta la spe-
I. Ippoliti (SIS Consorzio Sistema Imprese Sociali)
12.50-13.30 Discussione finale e conclusioni cificità di ogni caso di intervento – sia
esso di valutazione o di progettazio-
Aziende partecipanti: Curvet ne di un prodotto così come di un
ambiente, di un servizio – a partire
dalla individuazione delle caratteri-
data da professionisti che si occupa- ne e promozione del Design for All. stiche e delle esigenze degli utenti,
no da anni dei temi della disabilità Design for All Foundation si prefig- intesi come coloro che utilizzeranno
come prodotto dell’interazione tra ge di riunire i leader delle aziende, realmente il prodotto all’interno di
soggetto e ambiente costruito degli enti e delle amministrazioni un determinato contesto d’uso.
(www.cerpa.org, www.cerpa.it), e di che sentono la necessità di migliora- L’approccio ergonomico al pro-
“Design for All Foundation”, una fon- re l’attitudine della propria organiz- getto, infatti, consente – e richiede –
dazione con sede a Barcellona, crea- zazione in rapporto alla sostenibili- di spostare l’attenzione dalla identi-
ta per la ricerca, sviluppo, diffusio- tà ed alla diversità umana (www.de- ficazione dei cosiddetti profili di

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utenza, tradizionalmente definiti in mento culturale che mira a valoriz- – offrire alternative, attraverso una
base a specifiche caratteristiche fisi- zare le diversità. progettazione multi-opzionale: te-
che o cognitive a cui far corrisponde- L’attenzione del mondo dell’ergo- ner conto di esigenze, bisogni, de-
re altrettanto specifici bisogni, alla nomia (il cui approccio è pluridisci- sideri delle persone con disabili-
identificazione di profili di esigenze, plinare e interdisciplinare) all’Inclu- tà/diversità, consente un arricchi-
intese come necessità ma anche co- sive Design o Design for All pare ri- mento del progetto;
me aspettative, attitudini e desideri conducibile ad almeno due aspetti – integrare il concetto di accessibi-
riferibili all’uso di un determinato caratterizzanti dell’ergonomia: la sua lità con quello di soddisfazione
prodotto, esigenze nelle quali pos- valenza applicativa e i suoi principi nell’uso, della comunicazione e
sono identificarsi profili di utenza e metodi (User-Centred Design). della temporalità;
anche molto differenti tra loro. Il progetto inclusivo vuole rag- – sottolineare l’importanza dell’ap-
Ciò significa, in altre parole, su- giungere l’obiettivo di ottenere spa- proccio multisensoriale e sineste-
perare la tradizionale valutazione dei zi fisici, prodotti, servizi, modalità tico e della valenza espressiva ed
“livelli di abilità” o “inabilità” del- organizzative che: estetica;
l’utenza, necessariamente rigida e – siano usabili in autonomia, sicu- – coinvolgere gli utenti (prima, du-
spesso insufficiente a definire le dif- rezza, benessere, soddisfazione e rante, dopo).

L’INTERVENTO PREVISTO di Marcello Bal-


zani, docente del Dipartimento di
Architettura dell’Università degli Stu-
di di Ferrara, mirava ad evidenziare
come il progetto di arredo urbano
debba recuperare la spazialità del
luogo, della scena e del paesaggio,
cercando di abbattere lo steccato
concettuale che protegge i campio-
nari industriali di attrezzature fun-
zionali con i loro reticoli di impian-
to, utilizzabili per definire densità e
Figura 1. Particolare interno di un bagno Figura 2. Progetto di percorso didattico e qualità di collocazione, moderni mo-
in cui i sanitari si adattano alle esigenze accessibile inserito all’interno del Parco duli per governare la ristrutturazio-
della maggior parte dei clienti: Hotel dei Cento Laghi: località Lagdei – ne dell’ambiente urbano.
Sporting, Trento (Fonte. L. Fantini). Provincia di Parma (Fonte: L. Fantini). Oggi, invece, è importante che i
parametri ergonomici (usabilità dif-
ferenti e molteplici realtà della con- con il minimo sforzo di adatta- fusa, comfort, sicurezza ed efficacia)
dizione umana, ad una progettazio- mento; vengano sempre più associati ai te-
ne centrata sulla realtà dei bisogni e – incontrino il soddisfacimento del- mi della mobilità e del traffico (inter-
delle aspettative che accomunano le necessità del più ampio possi- modalità, incidentalità, ecc.) e con
persone diverse per età, livello di au- bile ventaglio di utenti, senza ri- quelli delle relazioni sociali tipiche
tonomia e condizioni di salute, e pos- correre a speciali adattamenti o a della sociologia e della psicologia
sono riguardare ciascun individuo una speciale progettazione. ambientale (ruolo utente/cittadino,
nelle differenti fasi della sua vita. Dai principi dell’Universal Design, classi di utenza, segregazione-par-
elaborati sia in ambito americano tecipazione, percezione del disagio-
NELL’INTERVENTO di Eugenia Monze- sia nel contesto europeo, si potreb- benessere, insicurezza ambientale).
glio, docente al Politecnico di Torino, bero tracciare delle considerazio- Tali parametri ergonomici dovreb-
Dipartimento Casa-città, è stato trat- ni/linee guida per la progettazione bero venire arricchiti da un approc-
tato il tema dell’approccio del DfA inclusiva. In particolare è importan- cio “for All” che, come esplicitato ne-
nella progettazione a livello urbano, te: gli interventi precedenti, ha diversi
architettonico, di disegno industria- – conoscere l’utenza e considerare punti di contatto con l’ergonomia.
le: il Design for All non è né un nuo- tutti i possibili utenti, partendo
vo genere o modalità di progettazio- proprio da coloro che sono stati LERIS FANTINI, rappresentante dell’As-
ne, né una specializzazione separa- esclusi o sono stati scarsamente sociazione “Si Può”, laboratorio na-
ta, ma è un processo ed un atteggia- considerati; zionale del turismo accessibile, e Fa-

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brizio Bianchetti, designer, hanno il- tiscano la fruibilità e l’accessibili- D’altra parte, nella Società dell’In-
lustrato degli esempi di eccellenza tà a chiunque; guida e accompa- formazione, l’attenzione all’accessi-
di applicazione progettuale e di ge- gna il cliente con bisogni speciali bilità si rende necessaria per evitare
stione, “for All”. nella scelta della località e della forme di emarginazione che si con-
Fantini ha sottolineato che in Ita- struttura ricettiva, garantendo che figurerebbero come deficit sociale,
lia da oltre un decennio si assiste ad la struttura prescelta sia idonea economico, democratico.
una crescente richiesta di nuovi ser- alle proprie esigenze). La Legge, pur riferendosi ai soli
vizi turistici anche da parte di turisti disabili, si inquadra in una strategia
con disabilità o con necessità spe- IL GIÀ DESCRITTO (nel precedente nu- della fruibilità che mira a concretiz-
ciali: per poter offrire un prodotto mero 3/05 di Ergonomia) Progetto zarsi in un miglior servizio per tutti.
gradito al mercato, bisogna innan- Leonardo, di Bianchetti, è un esem- Essa infatti, nel perseguire una
zitutto conoscere bene la domanda, pio di applicazione for All negli og- miglior qualità dei servizi offerti dal-
un prerequisito essenziale anche per getti di uso quotidiano, fortemente la PA, propone in realtà un modello
sviluppare poi servizi turistici come voluto dal progettista, che ha cerca- di riferimento anche ai privati che
occasione di impresa. to di rinnovare il rapporto con l’og- interagiscono, attraverso le nuove
Il turismo e l’accoglienza rivolta a getto maniglia indirizzandolo verso tecnologie, con il cittadino, inteso
tutti deve essere pensata come SI- un “uso più ampio” per soddisfare come potenziale utente.
STEMA dove l’accessibilità viene ga- senza barriere fisiche o psicologiche
rantita dall’integrazione dei seguen- le diverse esigenze abitative di una
ti sotto-sistemi: società reale.
– Progettazione e gestione Una forma innovativa, caratteriz-
– Accoglienza zata da un design molto personale,
– Informazione e comunicazione ne fa anzitutto un oggetto gradevo-
– Educazione e formazione le che sottende a molteplici funzio-
Attualmente, l’idea di turismo per ni; un disegno semplice determina le
tutti messo a “sistema” è stato svi- forme della maniglia e consente di
luppato in diversi progetti fra cui: essere impugnata anche da persone
– Il progetto “Albergo in via dei Mat- con problemi di prensilità, e a diver-
ti n. 0”, (finanziato attraverso il se altezze, permettendone l’uso a
programma europeo Equal con bambini, adulti, anziani, persone su
l’obiettivo di mettere a contatto sedia a ruote.
la cooperazione sociale con il tu-
rismo e produrre nuove imprendi- 6. DfA e ICT
torialità il cui valore aggiunto è
l’inclusione, l’ospitalità, l’acces- Il previsto intervento del Prof.
sibilità e nuovi servizi comple- Pierluigi Ridolfi, Componente CNI- Figura 3. Particolare di segnaletica inserita
mentari); PA e Presidente della Commissione in un edificio pubblico per facilitarne
– Il progetto C. A. R. E. Città Acces- interministeriale sullo sviluppo e l’accesso alle persone non vedenti e
sibili della Regioni Europee (fi- l’impiego delle tecnologie dell’infor- ipovedenti DUC, Parma. (Fonte: L. Fantini).
nanziato all’interno del program- mazione per le categorie deboli, era
ma europeo Interreg-Cadses, si mirato a fare il punto sulla legisla- L’Italia si è ispirata nella defini-
basa sulla condivisione a livello zione italiana sull’accessibilità elet- zione dei requisiti tecnici a norme e
internazionale di strategie di svi- tronica, con particolare riferimento standard raccomandati dagli orga-
luppo delle città in cui l’accessibi- alle Legge 4/2004, “Disposizioni per nismi internazionali, ed in particola-
lità rappresenta una chiave della favorire l’accesso dei soggetti disabi- re dall’Unione Europea, e si è orga-
qualità); li agli strumenti informatici”. La legi- nizzata inoltre con un’articolazione
– Il progetto “Assoinviaggio” (soste- slazione italiana, infatti, è tra le pri- normativa particolarmente flessibi-
nuto da L’Altra Romagna attraver- me ad aver definito in termini nor- le che consente tempestivi adegua-
so l’Iniziativa Comunitaria Lea- mativi e tecnici i livelli minimi di ac- menti a mutate esigenze.
der+, ha come obiettivo l’infor- cessibilità informatica che la PA de-
mazione turistica per la promo- ve garantire all’esterno, verso i cit- NELL’INTERVENTO di Pier Luigi Emiliani,
zione e la valorizzazione di luo- tadini utenti, e all’interno, verso i Direttore dell’Istituto di Fisica Appli-
ghi, strutture e servizi, che garan- propri dipendenti. cata “Nello Carrara” del CNR e re-

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sponsabile del NCC (National Con- Europea, all’emergere di “Ambienti degli ambienti e sistemi ospeda-
tact Centre) italiano della rete euro- Intelligenti”. Si suppone cioè che gli lieri (Universal Access in Health
pea EDeAN è stato brevemente rias- ambienti sociali evolvano verso l’in- Telematics – A design Consortium
sunto il percorso dell’applicazione tegrazione di sistemi computazio- Code of Practise – Springer, Ger-
della metodologia del Design for All nali che permettano ad un insieme di many 2005).
nel campo dell’ICT e più in generale dispositivi interattivi collegati in re-
della Società dell’Informazione, dal- te ed inseriti in un contesto fisico di NELL’INTERVENTO di Isabella T. Steffan,
le sue origini sino agli sviluppi attual- fornire sia supporto a numerose at- in qualità di rappresentante di IIDD-
mente in studio al fine di compren- tività mediate dalla tecnologia sia Design for All Italia, effettuato in col-
dere l’evoluzione tecnologica in atto. l’accesso ai servizi. Tali ambienti do- laborazione con Renzo Andrich, del
Il punto di partenza storico sta vrebbero esibire un comportamen- SIVA Servizio Informazione e Valuta-
nell’utilizzo di queste tecnologie da to di crescente “intelligenza“, sensi- zione Ausili, è stata descritta un’altra
parte delle persone con disabilità, bilità all’utente e al contesto d’uso. importante esperienza rivolta alla
reso possibile attraverso l’introdu- Alcune caratteristiche stanno emer- diffusione e alla discussione di que-
zione di adattamenti in prodotti pro- gendo: servizi non completamente sta metodologia per le ICT, quella
gettati per un utente “medio”, ovve- predefiniti e configurabili in tempo della rete europea EDeAN, European
ro con un insieme di abilità fisiche, reale per bisogni diversi in diversi Design for All e-Accessibility Net-
sensoriali e cognitive ben definite. contesti d’uso, mancanza di una di- work, (www.e-accessibility.org). L’im-
Se questo profilo mal si adatta ad un stinzione tra la comunicazione in-
gran numero di utenti anche senza terpersonale e accesso all’informa-
disabilità, per queste categorie di zione, servizi altamente interattivi,
persone richiede degli adattamenti multimediali e multimodali, in cui
specifici realizzati a posteriori (tipi- vengono usate insieme differenti abi-
ci della cosiddetta Tecnologia Assisti- lità motorie e sensoriali, cooperazio-
va), con problemi di costo, in gene- ne sia tra esseri umani che tra rap-
re alto, e di ritardo di realizzazione ri- presentanti degli utenti (agenti, ava-
spetto al prodotto. Ecco dunque l’in- tar). Da questa descrizione emergo-
teresse verso un approccio diverso, no almeno due necessità specifiche
già introdotto e sperimentato in al- per il trasferimento in questo nuovo
tri settori applicativi, come l’architet- ambito della metodologia della Pro-
tura: il Design for All o, espresso in gettazione Universale:
lingua italiana, Progettazione Uni- – l’introduzione della semplifica-
versale. In tale approccio il profilo zione delle interazioni, basate sul
dell’utente utilizzato per definire le concetto che la complessità dei
specifiche di progetto viene definito sistemi deve essere aumentata ai
tenendo conto delle necessità e pre- livelli non visibili all’utente, ma
ferenze di tutti i potenziali utenti, riportando le interazioni a meta-
permettendo così di soddisfare un fore conosciute;
numero molto maggiore di indivi- – l’introduzione di dispositivi, siste- portanza di una rete di questo gene-
dui senza adattamenti specifici. Lo mi e servizi di intelligenza suffi- re è la sua capacità di favorire una di-
studio passa dunque dall’adatta- ciente per renderli adattabili in scussione e un confronto sull’argo-
mento del dispositivo per una sola modo automatico o semiautoma- mento e di aumentare la conoscen-
categoria di persone, con disabilità, tico alle caratteristiche degli uten- za del DfA nei settori pubblici e pri-
ad un ambito più vasto, che com- ti e al contesto d’uso o adattivi al vati. Per permettere questo è stata
prende necessità e esigenze di ogni modo in cui sono stati utilizzati. innanzitutto realizzata una comples-
persona o, più realisticamente, del Questo principio è stato già adot- sa e potente infrastruttura telemati-
maggior numero possibile. tato da alcuni progetti europei (ad ca ed informatica che rende possibi-
Questa metodologia di progetto esempio Access, Avanti, Palio), co- le in modo accessibile un reale scam-
deve però essere trasferita dai setto- ordinati da Ifac, che hanno rea- bio di informazioni e di opinioni. Es-
ri in cui è nata, alla progettazione di lizzato prototipi di servizi accessi- sa comprende, tra i vari servizi, la ge-
sistemi e servizi della Società dell’In- bili con dispositivi fissi e mobili e stione di una mailing list, di un siste-
formazione, il cui concetto viene col- prodotto linee guida di sviluppo in ma di chat, una scheda informativa
legato, nei documenti della Unione campi specifici quali la gestione sui membri di ogni SIG Special Inte-

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rest Group, un’area dedicata ai docu- che usano la sedia a rotelle, informa- per favorire il mantenimento lavora-
menti. Inoltre si è già provveduto a zioni specifiche e “di gruppo” sul luo- tivo e diffondere la cultura del man-
costituire dei gruppi di lavoro vir- go, attraverso gli MMS, i telefoni cel- tenimento a livello di sistema (disa-
tuali a livello europeo. Essi riguarda- lulari e il web. Gli utenti possono ca- bili, famiglia, azienda, pubblica am-
no la standardizzazione, che sta ac- ricare o scaricare contenuti multi- ministrazione).
quistando un’importanza sempre mediali che illustrano come muover-
maggiore, la Politica e Legislazione, si attraverso ostacoli fisici, o che aiu- 7. Conclusioni
le Tecnologie del Futuro, i curricula tano, più in generale, a programma-
relativi al Design for All. Il volume re i tragitti. In questa piattaforma ge- Nel percorso tracciato non esisto-
complessivo della discussione anco- nerale, il suo approccio, basato sui no delle conclusioni chiare e certe,
ra abbastanza limitato, induce a pen- contenuti forniti dall’utente, può raf- tuttavia ci sono alcuni aspetti che
sare che anche se lo strumento di forzare i legami della comunità e dar merita sottolineare.
supporto informatico è molto effi- voce alle preoccupazioni su grandi Affinché il concetto del DfA rie-
ciente, tuttavia non è altrettanto ef- temi come le politiche urbanistiche. sca realmente a mostrare i suoi bene-
ficace, perché forse questa modalità fici e a cambiare interi processi di
di scambio di informazioni trova an- DESIGN FOR ALL non è solo progetta- progettazione, risulta senza dubbio
cora delle resistenze anche di tipo zione fisica di un oggetto o nei casi di primaria importanza una sua dif-
culturale. più complessi di un sistema. Isabel- fusione in misura sempre maggiore.
la Ippoliti, psicologa del SIS Consor- Un principio non conosciuto non
zio Sistema Imprese Sociali, ha illu- può nemmeno diffondersi.
strato come un corretto approccio di Allo stesso tempo emerge la con-
Design for All debba essere teso a sapevolezza che i campi che sono
sviluppare anche una metodologia interessati dalla sua applicazione so-
di apprendimento rivolta a tutti, no così numerosi e diversificati che
comprendendo anche i profili spesso risulta difficile trovare un lin-
d’utenza normalmente dimenticati guaggio che permetta di veicolare in
quali quelli riferiti alla disabilità psi- modo veloce ed efficace caratteristi-
chica, in modo tale da migliorare che a carattere generale. Un elemen-
l’inclusione di tutti nel contesto or- to che viene in aiuto in questo sen-
Figure 4-5-6. Access! di Nokia permette
di avere informazioni personalizzate sugli ganizzativo. so è l’applicazione, l’esperienza ap-
itinerari (Fonte: J.-C. Zoels). In campo nazionale, con l’appli- plicativa. Nell’applicazione c’è infat-
cazione della L. 68/99 abbiamo assi- ti necessariamente uno sforzo di
stito ad un incremento sia qualitati- adeguamento dei principi generali
Affinché fosse disponibile anche vo che quantitativo delle assunzioni alle esigenze specifiche di un conte-
l’informazione esistente sul Design di soggetti con disabilità in aziende sto. Essa infatti ha la capacità di par-
for All è stato realizzato anche un op- private. Tuttavia la problematica at- lare il linguaggio dell’utente finale,
portuno sistema di raccolta e con- tuale prevalente riguarda il manteni- ma di impersonare il principio ge-
sultazione dei documenti. mento della postazione lavorativa nerale.
nel medio e lungo termine. Nel 2003 In conclusione, oltre ad aver per-
JAN-CHRISTOPH ZOELS, designer di Ex- la Regione Lombardia e la Provincia messo un sereno confronto tra per-
perientia, ha affermato che nel 2050 Autonoma di Bolzano hanno propo- sone che si occupano a vario titolo di
in Italia il 50% della popolazione avrà sto un Protocollo d’Intesa al quale Design for All, l’evento di Milano è ri-
50 anni: un dato di cui tener conto. hanno aderito le Regioni Campania, sultato importante per aver contri-
Ha quindi illustrato una serie di Lazio, Liguria, Marche, Sardegna, Si- buito alla diffusione di tale approc-
esempi applicativi di interaction de- cilia, Valle D’Aosta nel quale si impe- cio. Decisivo in questo senso è stato
sign for All, tra i quali un telefono gnano a realizzare un progetto in- il fatto di aver saputo tenere insieme
portatile utile anche all’orientamen- terregionale denominato “Manteni- esperienze diverse, ciascuna delle
to delle persone. L’accessibilità per mento mirato: permanenza in azien- quali ha comunque voluto interpre-
tutti infatti non è solo una questione da dei disabili”. tare questo principio in un contesto
di adattamento fisico: riguarda an- Il progetto descritto da Ippoliti si specifico. Non si può che auspicare
che le informazioni. “Access! ” di No- situa all’interno del più ampio pro- che questo processo di confronto e di
kia, ad esempio, è un sistema per for- getto interregionale per individuare allargamento della base applicativa
nire agli utenti, in particolare coloro modelli, metodologie e strumenti prosegua nel tempo. 

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