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Corso Base di Autocad - Tutti i diritti sono riservati a Fabio Pardini


e FP Computergrafica - è esplicitamente proibita la duplicazione, il noleggio e la
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e/o a qualsiasi titolo.
Tutti i marchi citati nel presente corso appartengono ai legittimi proprietari e
vengono riportati a puro titolo di riferimento per la completezza delle
informazioni esposte. Non vi è alcuna relazione/accordo/correlazione tra
l’autore e i proprietari di eventuali marchi citati nel corso.

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Sommario:

- Parte 1: Interfaccia di Autocad e impostazioni preliminari pag. 6


- Interfaccia di Autocad
- Introduzione alle Toolbar
- Impostazioni preliminari

- Parte 2: Cominciamo a disegnare… pag. 31


- Linea
- Ortho
- Unità di Autocad
- Coordinate di Autocad
- UCS
- Offset
- Finestra di selezione e cancella
- Taglia ed Estendi
- Introduzione allo Zoom
- Raccorda e Cima
- Strumenti di zoom
- Rigenera disegno
- Salvataggio e apertura di files

- Parte 3: Snap ad oggetto e strumenti di modifica pag. 74


- Snap ad oggetto
- Sposta
- Copia
- Ruota

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- Scala
- Specchia
- Stira
- Allinea
- Annulla e ripristina

- Parte 4: Forme di disegno pag. 98


- Rettangolo
- Cerchio
- Arco
- Poligono
- Ellisse
- Anello
- Punto e Stile di punto
- Dividi
- Misura
- Polilinea e Edita polilinea
- Retino
- Edita retino
- Esplodi

- Parte 5: Proprietà degli oggetti pag. 131


- Colore
- Tipo di linea
- Scala del tipo di linea
- Layers
- Proprietà

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- Copia proprietà

- Parte 6: Aggiunta di testo e quote pag. 151


- Stile di testo
- Testo linea singola
- Testo linea multipla
- Modifica del testo
- Quota lineare
- Quota allineata
- Raggio
- Diametro
- Angolo
- Stile di quota
- Aggiorna quota
- Modifica testo delle quote
- Il comando Distanza

- Parte 7: Stampa pag. 190


- Il comando Stampa
- Stile di stampa
- Proprietà della stampante
- Percorso dei file di salvataggio automatico

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- Parte 8: Funzioni avanzate 2D pag. 218
- I Grip
- Serie rettangolare
- Serie polare
- Serie lungo traiettoria
- I Blocchi
- I Layout
- Riferimenti Esterni XREF
- Inserimento immagini raster

- Parte 9: alcune novità di AutoCAD pag. 273


- Serie associative
- Grip Multifunzione
- Elimina Oggetti Duplicati
- Completamento automatico linea di comando
- AutoCAD 360
- Conclusioni

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Parte 1:
INTERFACCIA DI AUTOCAD E IMPOSTAZIONI
PRELIMINARI.

Darò per assunto che il programma sia già installato sul tuo computer e
pronto per essere usato.
Se non hai il programma è possibile scaricare una versione di prova dal sito
della Autodesk al seguente indirizzo:
http://www.autodesk.it/products/autocad-lt/free-trial
Farò riferimento inoltre alla versione in inglese e indicherò tra parentesi ( ) la
dicitura in italiano dei vari comandi che andremo ad esaminare.
In questo modo imparerai ad utilizzare tutte e due le versioni.
Di seguito ti mostro alcune immagini dell’interfaccia di diverse versioni di
Autocad, dalla più vecchia a quelle più recenti, che nel tempo sono state
leggermente aggiornate sia nella graficamente che nella disposizione dei vari
tasti di comando.
Non preoccupartene per ora, tieni presente che in generale i simboli
rappresentati, almeno per i comandi principali, sono sempre gli stessi.

Autocad viene prodotto in versione LT (light) e nella versione normale, Full.


La versione light non ha la possibilità di creare disegni in 3D (tridimensionali), ma può
aprirli e visualizzarli, mentre con la più completa e costosa versione Full, si possono
creare, attraverso strumenti e comandi aggiuntivi.
In questo corso saranno descritte le principali funzioni 2D del software.

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Autocad 2007/2008

Qua sopra una “vecchia” versione di Autocad che come vedi, similmente a
quasi tutti i programmi per windows si presentava con una fila di menu a
comparsa in alto, con i comandi “file, edit, viev, insert” ecc. (“file, modifica,
vista, inserisci ecc.” nella versione in italiano) , e varie “toolbar” o barre
degli strumenti, cioè tutti quei pulsanti, corrispondenti ai vari comandi che
vedremo in seguito, i quali sono suddivisi in gruppi, le “toolbar” appunto, che
possono essere personalizzate rendendole visibili o non visibili e spostate
nella posizione desiderata.
In seguito l’interfaccia è stata modificata.

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Sopra Autocad 2010 – sotto Autocad 2012

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Sopra Autocad 2014 “drafting workspace” sotto “classic workspace”

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Sopra Autocad LT 2015 impostato tipo versione classica, sotto Autocad LT 2016

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Dalla versione 2009 in poi è stato fatto un aggiornamento abbastanza
significativo dell’interfaccia del programma, in particolare è stata data una
disposizione completamente diversa ai pulsanti di comando raggruppati ora
in una “barra multifunzione” posta in alto sullo schermo, in gruppi che in
precedenza (ma anche ora) distinguevano le singole “toolbar” (barre degli
strumenti), le vedremo tra breve.
In base alla proprie preferenze possiamo lavorare con l’interfaccia classica,
oppure con la più recente.
Fino alla versione 2014 ciò era molto semplice in quanto era presente un
apposito comando che permetteva di passare velocemente tra una interfaccia
e l’altra, solitamente posizionato in basso a destra e in alto a sinistra della
schermata di Autocad, contraddistinto da un simbolo simile ad un
ingranaggio. Si tratta del tasto “Workspace o (Area di lavoro).

Facendo click su questo tasto e selezionando la voce “Autocad Classic”


ottenevamo la vecchia interfaccia con le toolbar.

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Sulle ultime versioni 2015 e 2016 è presente il tasto per impostare l’area di
lavoro, ma è stata tolta l’impostazione “Autocad Classic”.
E’ comunque possibile ottenerla ma la dovremo impostare manualmente, ti
spiegherò tra poco come fare.

Innanzitutto per poter iniziare qualsiasi cosa è necessario aprire un nuovo


disegno, con le ultime versioni di Autocad, sulla schermata che appare
all’avvio del programma fare clic su “Start Drawing” (Inizia disegno).

In questo modo si aprirà un nuovo disegno e possiamo cominciare a lavorare.

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A questo punto un particolare da notare è che nelle versioni con la barra
multifunzione non è inizialmente presente la barra dei “menu”:

Da non confondere con le voci sottostanti “Home, Insert, Annotate, ecc. che sono invece i nomi delle
schede contenenti i gruppi dei comandi.

In alto a sinistra è presente una piccola “toolbar” ad accesso rapido, facendo


click sulla freccia posta alla destra di questa barra si può spuntare la voce
“Show Menu Bar” (Mostra barra dei menu) per farla comparire.
Sempre su questo menu spuntare anche la voce “Workspace”(Area di lavoro)

Sarà necessaria per le indicazioni che ti darò durante il corso.

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Abbiamo poi l’area centrale, cioè l’area di disegno (solitamente a sfondo
nero), con al centro il “cursore” o “puntatore a croce” comandato dal mouse.
Oltre a questo in basso a sinistra dell’area di disegno dovrebbe essere
presente un icona con due frecce e le lettere X, Y.
Si tratta dell’icona detta “UCS” e rappresenta gli assi delle coordinate X, Y
sulle quali si sposta il puntatore a croce.

Un’alta parte molto importante e che ti chiedo di ricordarti è la “command


line” o linea dei comandi, che è quella finestra in basso disposta su una, due o
più righe dove in basso appare la dicitura “Type a command” (Digitare un
comando).
E’ molto importante specialmente all’inizio che ti abitui ad osservare quello
che appare scritto in questa finestra durante l’esecuzione dei comandi,
Autocad infatti ogni volta che usi un comando ti indica qui i vari passi per
eseguirlo.

Anche questa nel corso degli aggiornamenti ha cambiato leggermente


aspetto, in particolare nelle ultime versioni 2015 e 2016 è stata ridotta ad una
piccola linea posta in basso sull’area di disegno.

E’ gestibile come una toolbar per cui può essere anche chiusa, fai attenzione
a non farlo ed eventualmente basta premere i tasti CTRL+9 per riattivarla.

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Sotto alla command line troviamo un ulteriore barra di pulsanti, che
chiameremo barra inferiore.

Sulle vecchie versioni di Autocad era diversa e per ogni tasto vi era un nome
che richiamava la funzione interessata, con le ultime versioni del software
queste scritte sono state sostituite da dei simboli.

Questi tasti servono per impostare alcune importanti funzioni che vedremo
durante il corso.

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Introduzione alla Barra Multifunzione e alle Toolbar

Abbiamo visto che rispetto alle vecchie versioni, ormai da diversi anni sono
stati raggruppati i comandi di Autocad all’interno di una “barra
multifunzione” che racchiude diversi gruppi di comandi che prima erano
inseriti nelle varie “toolbar” dell’interfaccia classica.

La “barra multifunzione” è composta da più schede “Home, Insert, Annotate,


ecc.” le quali a loro volta contengono diversi gruppi di comandi tra cui
“Draw, Modify, Layers, ecc.” questi gruppi di comandi corrispondono con lo
stesso nome anche alla relative “toolbar” dell’interfaccia classica.
La maggior parte delle funzioni normalmente necessarie per lavorare le
possiamo trovare sulla scheda principale “Home”.
Su questa sono riportate le principali toolbar, i cui comandi più importanti
riportano un tasto di dimensioni maggiori rispetto agli altri, inoltre tutti i
simboli o le voci che sono accompagnati da una piccola freccia rivolta in
basso, nascondono degli ulteriori comandi che possono essere visualizzati
facendo click su questa freccia e successivamente attivati facendo click su
quello desiderato.
Altra caratteristica della barra multifunzione è la possibilità di ridurne le

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dimensioni, facendo click in sequenza sul tastino posto a destra dei nomi
delle schede della barra, possiamo ridurre questa a dimensioni più piccole, in
una fila di pulsanti principali, oppure schede e titoli gruppo, soltanto schede,
e riportarla alle dimensioni iniziali. Vedi immagini seguenti:

Barra completa

Riduci a pulsanti gruppo

Riduci a titoli gruppo

Riduci a schede

In ognuna di queste impostazioni, quando andiamo con il cursore sopra ad


uno dei pulsanti, titoli o schede, questi si espanderanno mostrando tutti i

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relativi comandi.

Le “Toolbar” classiche.
Se vogliamo utilizzare l’interfaccia classica con le vecchie toolbar (barre
degli strumenti), con le versioni 2015/2016 possiamo procedere nel seguente
modo:
- Imposta la barra dei menu in modo che sia visibile
- Nella barra dei menu vai su “Tools” (strumenti) > “Palettes”
(tavolozze) e fai clic sulla voce > “Ribbon” (barra multifunzione).
In questo modo disattiverai la barra multifunzione.

- Poi vai ancora su “Tools” > Toolbars > AutoCAD LT, e ti apparirà il
seguente elenco a tendina:

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Le voci riportate in questo menu corrispondono alle varie “toolbar” visibili e


non visibili e come avrai già capito da qui si possono attivare o disattivare.
Fai click quindi sulle voci “draw” (disegna) e “modify” (edita) per rendere
visibili queste toolbar.
Se ti appaiono nell’area di disegno puoi spostarle facendo click senza
rilasciare il pulsante sul bordo alla loro sinistra e trascinandole, (una per
volta) sulla parte sinistra dello schermo, ad un certo punto vedrai che si
disporranno automaticamente in verticale, a questo punto rilascia il tasto
sinistro del mouse.

La barra degli strumenti “draw” (disegna)

E la barra “modify” (edita)

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A questo punto per attivare ulteriori toolbar sarà sufficiente fare click con il
tasto destro sopra una qualsiasi toolbar già aperta e si aprirà la tendina
dove ne potrai attivare o disattivare altre.

In questo modo, in seguito, ti potrai personalizzare l’interfaccia del


programma come desideri attivando le toolbar che usi di frequente e
posizionandole dove vuoi, a destra, a sinistra, in alto o sull’area di disegno.

A seguire un esempio di Autocad LT 2015 con interfaccia personalizzata con


le toolbar sullo stile classico del programma.
Dall’elenco puoi vedere le toolbar che sono state attivate.

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Una volta impostata l’interfaccia è possibile salvarla per poterla ricaricare in


caso di necessità.

Selezionare il menu “Workspace” (Area di lavoro) e fare clic su “Save


Current As… digitare il nome voluto e dare OK, come vedi io l’ho chiamata
“Autocad Classic” e se necessario può essere ricaricata da questo menu.

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Impostazioni Preliminari

Prima di iniziare a disegnare andiamo a vedere altre utili impostazioni.


Fai click con il mouse sul simbolo di Autocad in alto a sinistra e poi sul tasto
“Options” oppure sul menu “Tools > Options…” (Strumenti > Opzioni)
come nelle immagini seguenti.

Ti apparirà una finestra contenente varie tabelle dalle quali si possono


impostare tutta una serie di cose riguardanti l’interfaccia dell’Autocad, ad
esempio il colore dello sfondo e di altri parametri che influenzano il
funzionamento del programma.

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Ok, adesso clicca sulla tabella “Open and Save” (Apri e Salva) e sotto alla
voce “Save as” (Salva come) apri il menu a tendina cliccando sulla freccia a
lato.

E’ quello evidenziato in azzurro nell’immagine precedente…

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Nel menu che compare vedrai alcune voci con la dicitura:
AutoCAD 2013 drawing (*.dwg)
AutoCAD 2010/LT2010 drawing (*.dwg)
AutoCAD 2007/LT2007 drawing (*.dwg)
ecc.

Queste voci con a fianco scritto (*.dwg) rappresentano i tipi di file che il
nostro programma può aprire e salvare. Più precisamente impostando questa
voce ad esempio su “AutoCAD 2010” andiamo a dire all’Autocad che ogni
volta che salviamo un disegno che abbiamo fatto o che abbiamo aperto,
questo viene salvato nel formato Autocad 2010.
Cosa vuol dire questo?
Come abbiamo già visto ci sono diverse versioni di Autocad ed ogni anno ne
esce una nuova, talvolta viene aggiornato anche il formato dei files generati.

La più importante differenza tra le varie “release” del programma è che con
le versioni più vecchie non si possono aprire i disegni creati dalle versioni
successive, a meno che chi ha salvato il file non abbia impostato il suo
programma per il salvataggio in una versione precedente, come spiegato
prima.
Questo è molto importante da sapere specialmente quando si collabora con
altri disegnatori e si devono dare o ricevere disegni da altri.

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Al di là di questo, ogni file che verrà salvato da Autocad sarà di tipo “dwg”,
cioè i file che salva e apre normalmente Autocad hanno come estensione
“.dwg”.
Se ad esempio salviamo un disegno e lo chiamiamo “Pianta” oppure “cucina”
verrà salvato automaticamente in questo modo:

Pianta.dwg
Cucina.dwg

Dove il punto . separa il nome del file dalla sua estensione, la quale identifica
un tipo di file da un altro.
Esistono infatti moltissimi tipi di file con altrettante estensioni diverse:

“Pianta.doc” sarebbe un documento di testo


“Pianta.bmp”, .gif, .jpg .tiff ed altri, invece sarebbero delle immagini.

Sto divagando un po’ dall’Autocad me se già non ne sei a conoscenza, queste


informazioni ti saranno utili.
Il “dwg” non è comunque l’unico tipo di file che può essere letto e salvato da
Autocad, ma questo lo vedremo più avanti.

Torniamo quindi alla finestra delle opzioni di Autocad, e sempre nella tabella
“apri e salva”, cerca più in basso la voce “Automatic save” (Salvataggio
automatico), e nelle finestra dei “Minutes between saves” (Minuti tra ogni

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salvataggio) scrivi ad esempio 10.
In questo modo Autocad eseguirà in automatico un salvataggio ogni 10
minuti, del disegno al quale stai lavorando e lo metterà in una cartella
specifica.

Questa funzionalità e utilissima per non perdere il lavoro fatto in quanto


vedrai che talvolta il programma si blocca, o va via la corrente oppure
involontariamente cancelli il file sul quale stavi lavorando.
Ti sarà allora possibile (e molto utile) andare a riprendere il file che Autocad
aveva salvato in automatico, vedremo in seguito come….

Andiamo adesso ad impostare la funzione del tasto destro del mouse.


Sempre nella finestra delle opzioni, fai click sulla tabella “User Preferences”
(Preferenze utente) e poi click ancora sul tasto in alto a sinistra “Right-click
Customization” (personalizzazione tasto destro del mouse).
Nella finestra che appare, attiva la prima casella per ogni voce, cliccandoci
sopra, per le seguenti voci.
Default mode, Edit mode, Command mode

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Secondo la versione di Autocad che hai,
puoi in alternativa spuntare la prima voce
che trovi nella finestra, “Turn on time-
sensitive right-click”.
Fai click infine sul tasto “Apply & close“
(applica e chiudi).

In questo modo cliccando con il tasto destro del mouse, dopo aver concluso
un comando, Autocad lo ripeterà.
Se hai appena finito di disegnare una linea ad esempio, cliccando subito dopo
con il tasto destro sarà ripetuto il comando “linea”, e cosi per tutti gli altri
comandi.

Questa funzione aiuta molto a velocizzare il lavoro, abituati ad usarla,


durante il corso la metteremo spesso in pratica.

Sulla tabella “Display” (Visualizzazione) vicino alla voce “Color scheme” è


possibile selezionare la voce “light”, in questo modo le toolbar diventeranno
di colore grigio, simili alla vecchie versioni di Autocad
Se fai click sul tasto “colors” (colori), si aprirà la finestra che vedi di seguito
sulla possiamo impostare i colori dell’interfaccia del programma.

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Su questa finestra seleziona nell’area centrale in alto, la prima voce


“background” (sfondo) e poi apri il menu dei colori sulla destra e seleziona il
colore desiderato per lo sfondo. Di solito viene usato il nero.
Dopo fai click su “Apply & Close” (Applica e Chiudi) per assegnare
all’Autocad le modifiche fatte ai colori.
A questo punto clicca su “OK” in fondo alla finestra delle opzioni per
chiuderla e confermare le modifiche.

Quanto detto fino ad adesso sono impostazioni generali da fare solo una
volta, le prossime volte che aprirai Autocad non sarà necessario ripeterle.

N.B. se l’Autocad per qualsiasi ragione si blocca prima che tu lo abbia


chiuso e riaperto, le impostazioni appena fatte andranno perse.

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Griglia di disegno e Snap alla griglia

Sullo sfondo dell’area di disegno dovrebbe essere presente di default una


griglia, tipo carta millimetrata, di colore grigio chiaro, in leggero contrasto
con lo sfondo stesso.
Se premiamo il tasto “F7” sulla tastiera la griglia si disattiva e lo sfondo
rimane più pulito.
Premendo ancora F7 si riattiva e vediamo che sulla barra inferiore è presente
il relativo tasto che cambia colore di conseguenza, la griglia può essere
gestita anche da quel pulsante.
Io ho sempre disegnato tenendola spenta, usala secondo le tue preferenze,
non ha particolare importanza.

Molto importante è invece il tasto accanto a quello della griglia, lo “snap”


alla griglia, corrispondente anche al tasto “F9”.
Se attiviamo questo tasto i movimenti del cursore a croce saranno vincolati
alla griglia e potremo di conseguenza disegnare solamente in corrispondenza
delle intersezioni di questa.
Si può notare che quando questa funzione è attiva il cursore a croce si muove
a scatti, specialmente se siamo vicini alla griglia con lo zoom.
Questa funzione deve stare disattivata.

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RIEPILOGO:

1) Apri Autocad e se necessario personalizza l’interfaccia attivando le


toolbar e posizionandole a piacimento sullo schermo.

2) Apri la finestra delle opzioni dal menu “Tool > options..” (Strumenti >
opzioni) e imposti il salvataggio automatico e se necessario imposti il
salvataggio dei files su versioni più vecchie. (Per il momento lascialo
come è con l’impostazione di default).

3) Sempre nella finestra delle opzioni imposti le preferenze per il tasto


destro del mouse, nella tabella “User preferences”.

4) Dalla tabella “Display” delle opzioni, puoi impostare come preferisci il


colore di sfondo dell’area di lavoro.

5) Attiva o disattiva la griglia di disegno secondo le preferenze “F7”

6) Lascia sempre disattivato lo snap alla griglia “F9”

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Parte 2

COMINCIAMO A DISEGNARE

Il comando “LINE” (linea).

Bene a questo punto è ora di iniziare a disegnare.


Sulla “draw” toolbar clicca con il tasto sinistro sul comando “line” (linea).

E’ il tasto con questa icona = LINEA


Guarda adesso che cosa è venuto scritto nella “command line”.

Il programma ti sta suggerendo i passaggi che devi fare per creare una linea,
in questo caso ti sta chiedendo “specify first point” (specificare il primo
punto della linea).
Adesso fai click con il mouse in un punto qualsiasi dell’area di disegno e poi
guarda di nuovo che cosa appare nella “command line”:
“specify next point” (specificare secondo punto).
Adesso sposta il mouse da un lato e vedrai che si sta creando una linea, prima
di cliccare per il secondo punto prova a ruotare con il mouse intorno al primo
punto che hai già fissato; vedrai che la linea segue il tuo movimento in tutte
le direzioni.
Fai click quindi in un altro punto dell’area di disegno leggermente distante
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dal primo, così facendo creerai la prima linea tra i due punti appena definiti.

A questo punto il programma ti dà la possibilità di continuare a creare altri


segmenti di linea collegati alla prima, cliccando con il mouse in altre zone
dello schermo.
Per interrompere il comando e concludere la linea, fai click con il tasto destro
del mouse, oppure premi il tasto “invio” sulla tastiera.
Puoi riprendere il comando linea appena terminato premendo di nuovo uno di
questi due tasti (destro del mouse o invio), oppure cliccando di nuovo sul

tasto “linea” della toolbar.

Per creare una linea quindi sono stati necessari almeno 4 click del mouse:
Inizio del comando, primo punto, secondo punto, fine del comando (con il
tasto destro).
Per eseguire i vari comandi di Autocad si devono utilizzare diverse
combinazioni dei tasti del mouse che vedremo di volta in volta; con la pratica
ti diverranno automatici e li eseguirai senza pensarci.

In ogni caso se durante l’esecuzione di questo o di altri comandi, ti sembra


di aver sbagliato qualche passaggio, cliccando il tasto “Esc” sulla tastiera si
esce dal comando e puoi ricominciarlo da capo.

Sulle ultime versioni di Autocad può essere che durante l’esecuzione dei
comandi vengano visualizzate delle informazioni e dei numeri vicino al
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cursore a croce, che ripetono quelle della “command line”, oltre ad altre.
Si chiama “input dinamico” e si può disattivare ciccando su questo tasto
oppure nelle versioni di Autocad più vecchie sulla voce “DYN”, in basso
sullo schermo, sotto alla Command line.
Personalmente lo trovo fastidioso ma è soggettivo, inizialmente comunque
consiglio di disattivarlo.

Il comando “ORTHO”.

Prova ora a premere una volta il tasto “F8” sulla tastiera del computer e
riprendi il comando “line” (linea), clicca per stabilire il primo punto e poi
riprova a spostarti con il mouse intorno ad esso, vedrai che ora la linea non si
sposta più in tutte le direzioni ma soltanto in verticale ed orizzontale.
Fai click ancora per il secondo punto della linea e poi con il tasto destro per
concludere il comando.
Continua a premere più volte “F8” e guarda la “command line” e gli altri
piccoli tasti sotto di questa.
Con il tasto “F8” quindi si attiva o disattiva la funzione “ortho”, o in
alternativa si può fare click sul relativo pulsante, posto sulla barra inferiore

sotto alla “command line” .


Questa funzione essenziale ci permette di disegnare con precisione linee
verticali e orizzontali, ma è anche utile per spostare, o copiare degli elementi

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in maniera ortogonale tra loro; nel disegno tecnico pertanto va usata
praticamente sempre e può essere attivata o disattivata in qualsiasi momento,
anche durante l’esecuzione di un comando.
Disegnando con Autocad non si deve mai andare a caso, anche se sembra di
poterlo fare, non vanno disegnate linee verticali o orizzontali senza la
funzione “ortho” attivata.

Le unità di Autocad.

Riprendi ancora il comando linea e con la modalità “ortho” attivata stabilisci


il primo punto della linea sullo schermo, dopodiché sposta il mouse sulla
destra in modo da creare una linea orizzontale.
A questo punto invece di cliccare per il secondo punto della linea, digita un
numero con la tastiera, ad esempio 100 e dopo premi invio o fai click destro
per due volte, per confermare e terminare il comando.

Come avrai capito hai appena fatto una linea lunga “100”, ma cento cosa…?
Per Autocad sono cento unità, ma sei tu che decidi in che modo disegnare per
cui questi 100 potrebbero essere millimetri, centimetri o metri.
Dipende anche da cosa si sta disegnando quindi potrebbero essere 100 mm di
un oggetto in metallo da disegnare per un fabbro, 100 cm se fosse ad esempio
il lato di un tavolo in legno, oppure 100 mt per la recinzione di un terreno.

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Generalmente io mi trovo bene con i cm, ma è bene imparare a gestire le
varie situazioni.
La cosa da tenere bene a mente invece è che in Autocad non si esegue il
disegno già in scala!
Voglio dire che se devo fare una stanza di metri 4x4 e considero di disegnarla
in cm, disegnerò della pareti lunghe 400 unità, che considererò appunto
“centimetri”, oppure 4000 unità che considererò “millimetri”.
In linea generale quindi dovrai disegnare immettendo le misure reali di ciò
che vuoi rappresentare, salvo il caso di particolari ingranditi che ti capiterà di
dover fare sulla stessa tavola.

Sarà al momento di stampare il disegno che imposteremo una scala “alla


stampa” secondo le necessità e qui le cose cambieranno in base alle unità con
cui abbiamo interpretato il disegno (cm. o mm.).
Diciamo che, per le impostazioni di stampa, sarebbe forse più corretto
disegnare considerando i “mm”, ma di questo ne riparleremo al momento
opportuno.

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Impostazione unita nel menu “Format” (Formato).

Andiamo quindi a vedere un’altra importante impostazione per quanto


riguarda le unità.
Dal menù “format” (Formato), fai click su “Units..” (Unità)

Nella finestra che appare, cliccando sui menu a comparsa delle voci “lenght”
e “angle” (lunghezza e angolo), imposta rispettivamente “Decimal” e
“Decimal degrees” (Decimale e Angolo decimale), come nell’immagine
seguente.
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Come noterai Autocad può essere impostato secondo diversi tipi di unità di
misura, ad esempio i “pollici” che corrispondono all’impostazione
“architectural”.
Nel nostro caso devono essere usate le unità decimali sia per le lunghezze che
per gli angoli.

Attenzione: le impostazioni delle unità del menù format non valgono a livello
generale per il programma, ma in questo caso influiscono singolarmente su
ogni “file” di disegno che si va salvare.
Cliccare su “ok” per confermare e chiudere la finestra.
Torneremo ancora su questo argomento al momento di stampare un disegno.

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Le “Coordinate” di Autocad

Vediamo ora le “coordinate” di Autocad, anche se non sono fondamentali per


quanto riguarda disegni semplici, ma è utile comunque per capire il
funzionamento del programma.
Sulle vecchie versioni erano visibili in basso a sinistra, sotto la command
line, adesso possono essere rese visibili facendo click sul tasto alla destra
della barra dei pulsanti inferiore e spuntando la prima voce “coordinates”.

Mentre sposti il mouse sull’area di disegno vedrai dei numeri muoversi


velocemente, questi numeri rappresentano le coordinate X-Y del punto in cui
si trova il cursore.
Facendoci click sopra con il mouse, attiviamo o disattiviamo le coordinate.
Una linea disegnata sull’area di disegno avrà pertanto delle coordinate X e Y
per ognuno dei due punti che la definiscono, l’inizio e la fine.
Praticamente stiamo disegnando su di un “Piano Cartesiano” invisibile.

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L’UCS

Abbiamo visto che il simbolo dell’UCS, rappresenta gli assi X-Y del suddetto
“piano cartesiano” sul quale stiamo disegnando e che con il comando “ortho”
possiamo vincolare l’Autocad a disegnare parallelamente a questi assi.
Se volessimo disegnare ad esempio a 45° possiamo ruotare gli assi dell’UCS.
Per farlo digita sulla tastiera proprio le lettere UCS e poi premi il tasto invio.
Dopo digita la lettera Z e poi premi ancora invio.

La lettera Z indica il terzo asse, quello che guardando il disegno sarebbe


proiettato verso i nostri occhi ed è quindi il perno intorno al quale ruoteremo
gli assi X e Y.

Digita ora 45 e poi premi ancora invio.


Come vedi l’UCS è ruotato e con lui anche il cursore di disegno, il comando
è concluso. Disegnando ora con “ortho” attivo saremo vincolati a 45°

Ripetiamo ora il comando, scrivi ancora UCS e premi invio per due volte di
seguito, l’UCS sarà riportato all’inclinazione di origine. Semplice no?
Ripetiamo ancora, digita UCS e poi premi invio, ora al posto della Z digita le
lettere OB (OG nella versione in italiano), poi premi invio.

Queste lettere sono l’abbreviazione di OBject (OGgetto) come suggerito


sulla command line.

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Il cursore si trasformerà in un quadratino di selezione, se abbiamo una linea


inclinata sul disegno e la selezioniamo, cliccandoci sopra con il mouse,
l’UCS si allineerà a quella linea.
Per riportarlo all’origine, come prima ripetiamo il comando e premiamo invio
due volte di seguito, oppure digitiamo una W e poi invio.

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Il comando “OFFSET”.

Fino ad adesso abbiamo disegnato una linea verticale od orizzontale, della


lunghezza di 100 unità; immaginiamo che siano centimetri.
Vediamo ora un nuovo comando “Offset”, questa funzione che troviamo

sulla toolbar “modify” (edita) e che ha questa icona , ci permette di


creare delle copie parallele di una linea, o concentriche nel caso di un cerchio
o di una figura geometrica, da un lato o dall’altro rispetto alla linea di origine.

Clicca sul comando “offset” ed osserva la “command line”, il programma


chiede:
“specify offset distance” (specifica distanza offset), digita 50 sulla tastiera e
premi il tasto “invio”.
A questo punto il programma ci chiede di quale linea vogliamo fare l’offset,
sulla command line appare scritto “select object to offset” (seleziona oggetto)
e come noterai il cursore assume l’aspetto di un piccolo quadratino.
Fai click quindi sulla linea creata in precedenza e dopo fai ancora click da un
lato o dall’altro di questa in un punto qualsiasi dell’area di disegno, si creerà
una copia della prima linea alla distanza di 50 unità come abbiamo
precedentemente stabilito.
Adesso è possibile fare click con il tasto destro del mouse, (o premendo invio
con la tastiera) per uscire dal comando offset, oppure continuare
selezionando ancora una delle righe presenti e facendo altri offset
equidistanti.
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Attenzione che eseguendo due o più offset della stessa linea e sullo stesso
lato creiamo delle linee sovrapposte, ne vedremo una sola ma in realtà sono
di più, è un classico errore da cercare di evitare.

Quindi:

Un click sul comando “offset” , inserire la distanza di offset e premere


invio per confermarla. Fare click sull’oggetto da copiare e poi click ancora da
un lato o dall’altro di questo, per creare la copia, ripetere questi ultimi due
passaggi per fare altri offset o cliccare con il tasto destro per concludere ed
uscire dal comando.

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Finestra di selezione e Cancella.

Se vuoi cancellare le linee create per fare altre prove clicca in basso a destra
dell’area di disegno e poi ancora in alto a sinistra.
Facendo ciò si creerà una “finestra di selezione” all’interno della quale dovrai
comprendere in tutto o in parte le linee da selezionare.
Puoi fare la finestra anche cliccando prima in alto e poi in basso e andando da
sinistra verso destra, ma attenzione, in questo ultimo caso è diverso perché
verranno selezionati soltanto gli oggetti che sono interamente compresi
all’interno della finestra.
Nelle ultime versioni di Autocad questa finestra di selezione viene colorata
all’interno rispettivamente di verde o blu, per evidenziarne appunto la
differenza.

Fatto ciò le linee vengono selezionate (diventano leggermente tratteggiate e


appaiono dei quadratini blu ai vertici e al centro), adesso premi il tasto

“Canc” sulla tastiera oppure sul tasto cancella della “modify” (edita)
toolbar.

E’ possibile fare anche l’inverso, prima premere il comando “cancella” sulla


toolbar, poi fare la finestra di selezione e premere “invio” per cancellare.

Fai alcune prove dei comandi che abbiamo descritto, (linea, offset, finestra di
selezione e cancella).
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I comandi “Taglia” ed “Estendi”.

Vediamo altre due importanti funzioni, i comandi “Trim” (Taglia) ed


“Extend” (Estendi).
Questi comandi si trovano sulla “modify” toolbar ed hanno le seguenti icone:

= Trim (Taglia).

= Extend (Estendi).
Vediamo come metterli in pratica.
Con il comando linea, disegna cinque segmenti, più o meno come quelli nella
figura seguente.

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Adesso fai click sul comando estendi .


Sulla command line appare scritto “select objects” (seleziona oggetti) ed il
cursore a croce è cambiato in un quadratino di selezione.
Fai click ora sull’ultima riga verticale a destra, poi fai click con il tasto destro
del mouse per confermare questa selezione.
La command line chiede ora: “select object to extend….” (selezionare
l’oggetto da estendere), fai click sulle due righe orizzontali più in alto, prima
una e poi l’altra, si estenderanno entrambe fino ad incontrare la riga verticale
che avevamo selezionato.
A questo punto facendo click con il tasto destro si termina e si esce dal
comando.

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In pratica all’inizio del comando Autocad ci chiede su quale o quali oggetti
(linee o figure), vogliamo estendere un’altra o più linee; una volta scelti,
andiamo a scegliere le linee da estendere su di essi.
La condizione perché ciò avvenga è che le linee da estendere vadano in
proiezione ad incrociare la prima selezionata.

Nell’ immagine precedente infatti, la riga orizzontale in basso non si può


estendere in quanto non andrebbe ad incontrare la prima riga che abbiamo
scelto come destinazione.
Attenzione perché questa è una situazione che disegnando capita spesso e
nella quale il neofita di Autocad si blocca.
In realtà è molto semplice uscirne, basta disegnare una linea provvisoria,
sulla quale estenderemo la prima linea verticale, in modo che su questa poi
potremo estendere la linea orizzontale che prima non era possibile estendere.

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Così facendo però abbiamo allungato la linea verticale che magari volevamo
rimanesse come prima…
Avremmo potuto allora disegnare un altro pezzo di linea, proseguendo la
prima, sul quale estendere la linea in basso per poi cancellarlo.
Avremmo potuto anche copiare (vedremo dopo il comando copia) la linea
verticale sopra se stessa, estendere questa ultima su una linea provvisoria,
come nell’immagine sopra e poi cancellarle.
Infatti se abbiamo due linee sovrapposte e ci facciamo click sopra per
estenderle, se ne allunga una sola, l’altra rimane sotto nascosta.
Se invece del click singolo e diretto, le selezioniamo attraversandole con una
finestra di selezione, allora si estendono entrambe.
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Taglia

Per il comando taglia la procedura è simile a quella precedente:

Continuando da dove siamo arrivati con il comando estendi, fai click sul

comando taglia , seleziona la linea verticale a sinistra, tasto destro per


confermare, poi fai click sulle linee orizzontali a sinistra di quella verticale, le
due linee verranno tagliate dalla prima, adesso click con tasto destro per
concludere.
Ancora…
Premi invio o il tasto destro del mouse per riprendere il comando “taglia”,
seleziona ora le due righe orizzontali e anche la verticale a destra, come linee
di taglio (prova in alternativa a fare una finestra di selezione che le intersechi
tutte), tasto destro, selezionare i quattro segmenti da tagliare in modo da
andare a formare un rettangolo.

Anche per il comando “taglia” quindi si deve selezionare prima gli oggetti di
taglio (linee o figure) e poi le linee o le figure geometriche da tagliare.
In questo caso come è ovvio le suddette linee devono già essere intersecate
tra loro perché le prime possano tagliare le seconde.

Per entrambi questi due comandi è possibile abbreviare qualche passaggio:


Una volta fatto click sul comando, sia taglia o estendi, premendo subito dopo
il tasto destro del mouse oppure il tasto invio, facciamo sì che tutte le linee
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presenti possano essere estese o tagliarsi tra loro, in base al comando scelto.

Facciamo un esempio:

Disegna tre linee verticali, (possono anche essere non parallele) e tre linee
orizzontali che intersecano soltanto una delle verticali. (vedi immagine).

Ora fai click sul comando estendi e dopo sul tasto destro del mouse*, adesso
clicca sulle linee orizzontali più volte, queste si estenderanno prima sulla
prima linea che incontrano e poi sulla seconda. Nel fare questo fai attenzione
al fatto che se fai click sulla parte a sinistra delle linee rispetto al loro centro
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queste non si estendono.
Può sembrare infatti che il comando non funzioni, invece non è cosi, e se si
dovesse estendere su una linea posta a sinistra ovviamente varrebbe il
contrario.

Adesso usando il comando “taglia” allo stesso modo, prova a tornare indietro
cioè a tagliare le linee che hai esteso in precedenza, (prova anche oltre a
selezionarne una alla volta, a fare una finestra di selezione che ne intersechi
due o tre, con le ultime versioni di Autocad si possono in questo modo
tagliare o estendere molte linee in un passaggio solo).

*Come vedi in questo modo è come se avessi selezionato per il taglio o


l’estensione tutte le linee in un solo click.

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Piccola introduzione allo “Zoom”.

Come sicuramente saprai per “zoom” si intende l’ingrandimento e cioè il


vedere qualcosa più o meno da vicino.

Dovresti avere, in teoria, un mouse con la rotellina tra i due tasti, bene, dopo
aver disegnato qualcosa, basta anche una linea, prova a ruotare lentamente in
un senso e nell’altro la rotellina del mouse.
Vedrai gli oggetti che hai disegnato avvicinarsi fino a scomparire dallo
schermo o allontanarsi fino ad un certo punto e poi fermarsi.
Nota anche, ad esempio dopo aver disegnato una linea, la differenza ad usare
lo “zoom rotellina” dopo aver spostato il puntatore nei pressi di un’estremità
o dell’altra della linea.
Vedrai che il disegno si allontanerà e si avvicinerà relativamente alla
posizione del puntatore e quindi a una zona del disegno da te liberamente
indicata con il mouse, in questo caso a una estremità di una linea.
Abbiamo pertanto una doppia funzione che ci permette di avvicinarci o
allontanarci dagli oggetti e di spostarci in ogni direzione sul disegno,
allontanandoci da un punto e riavvicinandoci ad un altro.

Vedremo dopo altri comandi specifici per lo “zoom”.

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I comandi “Raccorda” e “Cima”.

Questi due comandi “Fillet” (Raccorda) e “Chamfer” (Cima), si trovano


anche loro sulla “modify” toolbar ed hanno le seguenti icone:

= Fillet (Raccorda).

= Chamfer (Cima).

Servono entrambi per raccordare (unire) due linee non parallele (*) o che
sono perpendicolari, sia quando non si incontrano tra loro, che quando sono
intersecanti.
Vediamo in cosa differiscono:

Con il comando “Fillet” (Raccorda), possiamo unire due linee formando un


angolo tra queste oppure un raccordo raggiato.

Disegna con “ortho” attivo due linee perpendicolari che non si incontrano,
come nell’immagine sotto:

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Adesso fai click sul comando Fillet ed osserva la “command line” in


basso.
Ci sono due cose da notare, la prima è che, come già detto, Autocad ci chiede
di selezionare il primo oggetto “select first object”, ma sulla seconda linea è
presente un importante informazione: “Radius = 0.0000” (Raggio = 0.0000).
Questo vuol dire che unendo le due linee si creerà un raccordo con raggio
zero, quindi un angolo.

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(N.B. è possibile estendere la Command line su due o più linee facendoci


click sul bordo superiore e trascinandolo verso l’alto, in questo modo
rimangono visibili più informazioni).

Continua con l’esecuzione del comando e seleziona in sequenza le due linee


facendoci click sopra.
Le due linee si uniranno formando un angolo, che in questo caso è di 90° in
quanto le linee erano già state disegnate perpendicolari tra loro e si uscirà
automaticamente dal comando.

Facciamo ora la stessa cosa però eseguendo un raccordo “raggiato”.


Puoi cancellare e rifare le due linee iniziali, anche non perpendicolari, oppure
puoi continuare dal punto in cui siamo arrivati, è lo stesso.

Fai click di nuovo sul comando “Fillet” e poi prima di selezionare la prima
linea osserva ancora l’ultima riga sulla “command line”, dove Autocad
scrive:

Select first object or […]


(Seleziona primo oggetto o [...])

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[Le voci che vedi tra parentesi quadre sono delle opzioni tra le quali è
presente “Radius” o (RAggio) nella versione in italiano ].

Attenzione alla sintassi di queste voci, l’utilizzo delle lettere maiuscole


rappresenta i tasti da premere per attivare ogni opzione.

A noi interessa il “raggio” quindi si procede cosi:

Digita sulla tastiera la lettera “r” oppure “ra” se hai l’Autocad in italiano e
poi premi invio.

Specify fillet radius (Specificare il raggio del raccordo):


Ci viene chiesto il raggio di raccordo che vogliamo usare e ci viene mostrata
l’impostazione corrente <0.0000>:

Digita 50 e premi invio.


Adesso siamo di nuovo al punto in cui ci viene chiesto di selezionare la prima
linea.
Seleziona quindi le due linee, che si dovrebbero unire formando una curva
che avrà raggio appunto di 50 unità ed il comando è concluso.

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Se si riprende il comando, il raggio impostato è sempre “50” e cioè rimane


sempre impostata l’ultima misura che abbiamo usato per il raccordo
precedentemente fatto, finché non viene chiuso il file.
Per impostarlo nuovamente a “zero” o ad un’altra misura si procede
analogamente a quanto descritto sopra.

Se provi a ripetere due volte il raccordo sulle stesse linee senza cancellarle,
utilizzando per esempio un raggio più grande del primo, noterai che la parte
curva del primo raccordo fatto rimane sullo schermo come un oggetto
Tutti i Diritti Riservati - E’ vietata qualsiasi duplicazione del presente e-book 56
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indipendente, un arco.
Questo perché eseguendo un raccordo tra due linee, queste si allungano fino
ad incontrarsi ma non diventano un unico oggetto, nel caso di un raccordo
raggiato si viene a formare una terza parte curva, un arco appunto, del
raggio che tu hai stabilito durante l’esecuzione del comando.

(*) Indipendentemente dal raggio impostato, se si esegue un”fillet” (


raccordo) tra due linee parallele, queste si raccordano formando un
semicerchio tra loro.

Passiamo ora al “Chamfer” (Cima) , questo comando è simile al “Fillet”


ma anziché un raccordo curvo, crea, come già accennato, uno smusso tra due
linee non parallele, sia che queste non si incontrino o che siano incrociate tra
di loro.

Cancella tutto e rifai le due linee perpendicolari come prima, prendi poi il

comando facendo click sull’apposita icona nella modify toolbar e come


al solito osserva la command line.

Come prima il programma ci chiede di selezionare in sequenza le due linee


da unire, ma sulla riga centrale adesso è scritto: Current chamfer Dist1, Dist2
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(Cima corrente Distanza1, Distanza2), con i relativi valori che dovrebbero
essere inizialmente “zero”.
Se selezioniamo le due linee con questi valori impostati a zero, come nel caso
precedente si creerà un semplice angolo tra le linee.

Premi invece il tasto “d” sulla tastiera e poi “invio”, a questo punto viene
richiesto il primo valore per la “Distanza1”: digitare 50 e premere invio.
Adesso ci viene chiesto il valore per la “distanza2”: premi invio per
confermare la stessa distanza usata per il primo valore.
Ora e possibile selezionare le due linee, che si uniranno formando una cima
che avrà come distanza i valori assegnati.
Questi valori sarebbero potuti essere anche diversi tra loro, formando una
cima asimmetrica.

Ripetendo il comando rimangono impostati i valori di distanza impostati


precedentemente.
Come per il raccordo, il segmento di cimatura che si viene a formare non sarà
unito in un unico oggetto con le altre linee, ma avremo tre oggetti
selezionabili separatamente.

Nell’immagine seguente ho inserito due quote per far vedere come


intervengono i valori impostati nel comando “cima”.

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Strumenti di Zoom.

Fino ad adesso ti ho spiegato soltanto il funzionamento della rotellina del


mouse per quanto riguarda lo “zoom”, anche perché in pratica è la funzione
più usata, ma ci sono molti altri comandi specifici ed ora vedremo quelli più
importanti e di uso frequente.

I comandi di zoom si trovano sulla “standard toolbar” in alto sotto ai menu,


è questa:

--------------
Quelli sottolineati sono i pulsanti per lo zoom, vediamoli:

Disegna qualche linea sullo schermo per vedere il funzionamento di questi


comandi.

“Pan”: Facendo click su questo comando si attiva la funzione “pan”, il


cursore a croce si trasforma in una manina e tenendo premuto il tasto sinistro
del mouse e spostandolo e come se spostassimo il disegno in ogni direzione,
il fattore di zoom in questo caso rimane invariato.
Per uscire dal comando basta premere “esc” sulla tastiera, oppure fare click
destro con il mouse e poi cliccare sulla voce “exit” (esci) nel piccolo menu
che compare.

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“Zoom realtime” (Zoom tempo reale): Facendo click qui il cursore si


trasforma in una piccola lente di ingrandimento, tenendo premuto il tasto
sinistro del mouse e trascinandolo in alto e basso si ha uno zoom con un
effetto simile a quello della rotellina del mouse.
Come prima “esc” per uscire o tasto destro e “exit”.

Nel menu che compare facendo tasto destro con il mouse durante
l’esecuzione di questi comandi, possiamo passare dall’uno all’altro facendo
click sulla relativa voce “pan” o “zoom”.

“Zoom Window” (Zoom finestra): questo zoom ci fa avvicinare ad una


zona del nostro disegno stabilita da una finestra di selezione.
Si fa click quindi sul comando e poi si fa una finestra, cliccando due volte
con il mouse, per delimitare l’area da ingrandire, il comando termina
automaticamente una volta eseguito lo zoom.

Il tasto dello zoom sulla standard toolbar, ha una piccola freccetta nera in
basso a destra.
Questo sta ad indicare che contiene altri comandi nascosti che puoi vedere
facendoci click e tenendo premuto il tasto sinistro, in questo modo vedrai
apparire gli altri comandi.

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Tra questi il più importante è:

“Zoom Extents” (Zoom Estendi), che si seleziona


trascinandoci sopra il cursore e rilasciando il tasto sinistro del
mouse.
A questo punto Autocad fa uno zoom allontanandosi dal disegno,
finché non sono visibili tutti gli oggetti contenuti in esso.

E’ buona abitudine dopo che hai fatto un disegno, eseguire questo zoom
prima di salvarlo, in modo che alla riapertura sia subito visibile per intero.

“Zoom Previous” (Zoom Precedente): una volta eseguiti una o più volte
i comandi di zoom descritti, facendo click su questo comando si torna
indietro alla visualizzazione precedente.
Tutti i comandi di “zoom” possono essere usati in qualsiasi momento ed in
qualsiasi ordine si vuole, anche durante l’esecuzione di altri comandi per es.
mentre si sta disegnando una linea, o mentre si sta spostando o copiando un
oggetto.

Nelle ultime versioni di Autocad è stata inserita una nuova toolbar che
raccoglie questi comandi, si chiama “Navigation bar” (Barra di navigazione)
e dovrebbe essere visibile in alto sulla destra dell’area di disegno:

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Su questa è presente il comando “Pan” più un comando a tendina che


raccoglie le altre funzioni di zoom che abbiamo visto sulla toolbar.
E’ poi presente la “Steeringh wheel” sempre per le funzioni di Pan e Zoom
che ritengo superflua e per il momento non sto a descrivere così come altri
comandi di Zoom.

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La funzione “Regen” (Rigenera Disegno)

Passiamo alla funzione “Regen” (rigenera), questo comando fa sì che


l’Autocad rigeneri il disegno sullo schermo.
Se provi a disegnare una o più linee e poi con la rotella del mouse fai uno
“zoom indietro”, allontanandoti il più possibile dalle linee disegnate.
Vedrai che ad un certo punto lo zoom si blocca, per poter continuare a
zoomare il disegno dobbiamo rigenerarlo, selezionando nella barra dei menu
in alto, la voce:
View > Regen (visualizza > rigenera), dopodiché possiamo continuare ad
allontanarci ancora dal disegno con lo zoom fino al blocco seguente, dove per
continuare dobbiamo richiamare ancora il comando “Regen”

Che cosa succede quindi, il programma, arrivato ad una certa percentuale di


zoom, non riesce più a gestire graficamente il disegno, o meglio deve
“ottimizzarlo” per poter continuare.

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Questo risulterà evidente quando disegneremo dei cechi o degli archi, in
questo caso infatti allontanandosi da un cerchio fino a dover utilizzare il
“Regen” e poi riavvicinandoti ad esso, noterai che la circonferenza risulta
sfaccettata.
Vediamo il disegno cosi perché il programma lo ha semplificato, ma soltanto
a livello grafico cioè sullo schermo, in modo da poter gestire una quantità
maggiore di elementi se fossero presenti.
Utilizzando ancora il comando “Regen” infatti, visualizzeremo di nuovo il
cerchio o l’arco, correttamente.

Quindi quando ti capiterà di zoomare su un cerchio e di trovarci una figura


sfaccettata, sai che è per questo motivo e dovrai solo “rigenerare il
disegno”.
Ricorda inoltre che si tratta soltanto di una approssimazione a livello grafico
sullo schermo, infatti se stampassi un cerchio ottimizzato dal fattore di zoom,
risulterebbe normalmente circolare.

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Bene a questo punto, con i comandi che abbiamo visto,
- Linea
- Offset
- Taglia
- Estendi
- Raccorda
- Cima
Insieme alla funzione “ortho” e ai comandi di “zoom”, anche se
limitatamente, dovresti essere in grado di fare i primi passi e disegnare
semplici oggetti, come la pianta di una stanza, di un tavolo o il prospetto di
una libreria, con delle dimensioni stabilite.

Fai delle prove, è sufficiente iniziare da una linea orizzontale e una verticale
che potrebbero essere due ipotetiche pareti di una stanza, poi con l’offset crei
le pareti opposte alla distanza desiderata (immagina delle misure che può
realmente avere una stanza) e unisci il tutto con “raccorda” o “estendi” e
“taglia”.
In seguito ancora con “offset” puoi dare spessore esternamente alle pareti e
poi raccordarle ancora tra loro.
Cerca di comprendere bene questi comandi e di considerarli
complessivamente come gli strumenti di base per disegnare.
Le prime volte ti risulterà un po’ macchinoso, ma è solo questione di pratica,
coraggio che siamo solo all’inizio!

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Salvataggio e apertura di file.

Vediamo ora come salvare il disegno che hai fatto e come aprirne un altro.
Con le nuove versioni di Autocad abbiamo l’imbarazzo della scelta,
possiamo aprire il menu facendo click su simbolo rosso di Autocad in alto a
sinistra e poi selezionare “Save As” (Salva come..) e scegliere la prima
opzione “Draving”.
Possiamo fare click sul classico menu “File” e selezionare “Save As”, oppure
possiamo semplicemente usare il tasto relativo sulla la piccola barra di
accesso rapido posta in alto.
Nell’immagine seguente ti mostro le tre soluzioni in sequenza.

Di conseguenza si aprirà una finestra come quella in figura, dove potrai


scegliere il percorso nel quale salvare il tuo file ed il nome da dargli, è

Tutti i Diritti Riservati - E’ vietata qualsiasi duplicazione del presente e-book 68


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possibile anche creare nuove cartelle od eliminarne, attraverso i comandi
presenti in alto.
Funziona come il normale esplora risorse di Windows.

Come vedi in basso su questa finestra trovi l’area con scritto a fianco “File
name” (nome file) dove devi scrivere il nome da dare al file, sostituendo la
voce drawing1.dwg (disegno1.dwg) che Autocad assegna automaticamente.
Puoi anche evitare di scrivere il nome con .dwg a fianco, Autocad lo inserirà

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ugualmente e salverà il file secondo la tipologia indicata nella finestra
sottostante.

Sulla voce sottostante “Files of type:” (Tipo di files:) è possibile scegliere il


tipo di file da salvare, scegliendo una tra le varie versioni disponibili.
Come impostazione di base troverai la versione che hai messo nelle
impostazioni preliminari, all’inizio del corso (dove abbiamo parlato dei vari
tipi di files di Autocad), ma potrai se necessario sceglierne temporaneamente
un'altra, indipendentemente dall’impostazione di base.

Facendo click poi sul tasto “Save” (Salva), il file viene appunto memorizzato
nel percorso scelto, ma attenzione, non viene chiuso ma rimane attivo ed è
possibile continuare a lavorarci sopra.
Per salvare le ulteriori modifiche fatte basterà fare click sulla voce “Save”
(Salva), sempre nel menù “File” e in questo modo il file, al quale hai già
assegnato un nome al momento del primo salvataggio, verrà aggiornato
sovrascrivendosi su se stesso senza crearne uno nuovo.

Ti ricordi di quando abbiamo impostato il salvataggio automatico ogni 10


minuti, all’inizio nella finestra delle opzioni… bene tieni presente che questo
non aggiorna direttamente il disegno sul quale stai lavorando ma ne fa una
copia in un’altra cartella specifica e può essere ripreso in caso di
emergenza, per cui devi comunque salvare spesso il disegno, attraverso il
menù “File>save..”,man mano che lo esegui, perché se il programma si

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blocca (ti assicuro che capita) perdi il lavoro fatto.
Puoi salvare il file anche facendo click, sui menu che abbiamo visto, sulla

voce/tasto “Save” (Salva) raffigurante un dischetto.

Per chiudere il file sul quale si sta lavorando basta fare click sulla crocetta
“X” in alto a destra (non la prima più in alto su sfondo rosso quella chiude
Autocad, ma la seconda posta sotto).
Al momento della chiusura, se il disegno non è stato salvato dopo le ultime
modifiche, appare una finestra dove ci viene chiesto se salvare il file oppure
no.

Apertura di un disegno:

Come avrai notato sui menu che abbiamo appena visto si possono dare molti
altri comandi, quelli principali servono per salvare, creare un nuovo
disegno, aprirne uno esistente, stampare.

Per aprire un disegno si deve andare sul menù “File>Open..” (File>Apri.. )

oppure fare click sul relativo tasto raffigurante una cartella aperta:

Apparirà una finestra simile a quella per il salvataggio dove potrai scorrere
tra le cartelle del disco fisso, fino alla posizione dove si trova il file da aprire,
dopodiché ci fai doppio click sopra, oppure lo selezioni e poi premi il tasto

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“Open” (Apri).

Nella finestra vicino alla voce “Files of type” (Tipo di file) si possono
scegliere rispettivamente tra alcuni tipi di files che Autocad è in grado di
aprire e di cui il “dwg” come già detto è quello standard.

L’altra tipologia di files che Autocad può aprire e salvare è il “dxf”, che è
simile al “dwg”, il quale può essere usato per scambiare disegni fatti in
Autocad con altri programmi.
C’è poi il formato “dwt” drawing template, che se selezionato rimanda ad
una cartella interna ad Autocad dove si trovano dei file che contengono già
delle squadrature e mascherine in vari formati A4, A3, secondo specifiche
“ansi”, “iso”, ecc. detti appunto “template”.
Per il momento occupati solo del normale “dwg”.

Tieni presente che possono essere aperti più file contemporaneamente, i quali
analogamente alle finestre di “Windows”, possono essere ridotti, ingranditi o
mandati ad icona; possono essere visualizzati uno alla volta o
contemporaneamente, affiancandoli.
Non mi dilungherò su questo che dovrebbe essere abbastanza intuitivo se hai
un minimo di dimestichezza con Windows.
Di seguito ti metto un’immagine di esempio:

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Creare un nuovo disegno da zero:


Per creare un novo disegno da zero si clicca sul menù “File>New..”

(File>Nuovo..) o sul relativo tasto con la seguente icona


Nella finestra che appare, fai click sulla freccetta posta accanto al tasto
“Open” (Apri).
Sul menu che appare seleziona la voce “Open with no template – Metric”.
Si aprirà una nuova finestra di disegno.

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Parte 3

SNAP AD OGGETTO E STRUMENTI DI MODIFICA

Snap ad Oggetto.

Vedremo ora un’utilissima funzionalità di Autocad: “object snap” (snap ad


oggetto), questa utilità ci permette di disegnare con precisione e più
velocemente.

Supponiamo che tu abbia disegnato una linea ed adesso tu ne voglia fare


un'altra che parta esattamente da una estremità o dal centro della linea già
fatta.
Si presenta dunque la necessità di “attaccare” la seconda linea alla prima
esistente, ma come si fa ad unirla con precisione?
Se andiamo ad occhio può sembrare che funzioni e le due linee siano unite,
ma facendo uno zoom più da vicino al punto di unione risulterà che non è
così, anche se di poco.
Dobbiamo assicurarci invece che le linee siano perfettamente unite nel punto
desiderato.

Per fare ciò ci dobbiamo servire degli “snap ad oggetto” che non sono altro
che una specie di calamita che ci permette di fare interagire i vari oggetti del

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disegno tra loro secondo dei punti stabiliti, come l’estremità o il centro di un
oggetto, evidenziando questi punti con degli appositi simboli, che
compariranno al momento del loro intervento nel punto interessato del
disegno.
Lo “snap” ha una sua toolbar specifica che può essere resa visibile o
invisibile facendo click con il tasto destro del mouse su un tasto qualsiasi
delle toolbar già presenti e selezionando la voce “Object snap” (Snap ad
oggetto) nel menu che compare.

Eccola:

Ogni tasto corrisponde ad una diversa funzione; vediamo le principali:

= Endpoint (Punto finale). Corrisponde alle estremità delle linee o archi e


agli angoli delle figure geometriche.
Quando viene attivato sullo schermo appare un quadratino giallo
sull’estremità selezionata.

= Midpoint (Punto medio). Corrisponde al punto medio di una linea, di


un arco o un lato di una figura geometrica.
Alla sua attivazione compare un triangolo giallo in corrispondenza del
punto selezionato.

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= Intersection (Intersezione). Corrisponde al punto di incrocio tra due


linee.
Alla sua attivazione compare una crocetta simile ad una “X”, in
corrispondenza del punto selezionato.

= Center (Centro). Corrisponde al centro di un cerchio, di un arco o di un


ellisse.
Alla sua attivazione compare un cerchietto

= Quadrant (Quadrante). Corrisponde alle estremità del cerchio, di un


ellisse o di un arco, rispetto agli assi X e Y dell’UCS.
Alla sua attivazione compare un piccolo rombo giallo.

= Tangent (Tangente). Corrisponde alla tangente su di un cerchio, di un


ellisse o di un arco, rispetto al punto dal quale si porta una linea.
Alla sua attivazione compare un cerchietto con una lineetta sopra.

= Node (Nodo). Il nodo corrisponde ad un punto che può essere


disegnato (non l’abbiamo ancora visto) o anche ai punti di definizione
delle quote (anche queste da vedere) e al centro del testo delle stesse.
Alla sua attivazione compare un cerchietto con una crocetta al centro.

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= Perpendicular (Perpendicolare). Corrisponde alla perpendicolare su un


oggetto rispetto al punto dal quale si porta una linea.
Ci permette di portare una linea perpendicolarmente ad un'altra, anche
senza andare ad incontrarla.
Il simbolo che lo contraddistingue quando si attiva è un angolo con un
quadratino all’interno.

= Nearest (Vicino). Con questo comando è possibile selezionare un punto


qualsiasi su di un oggetto.
Alla sua attivazione compare un simbolo simile ad una clessidra.

= Snap to None (Snap su Niente). Facendo click su questo comando si


disattivano temporaneamente tutti gli snap, utile talvolta quando si lavora
con l’autosnap attivo, che tra poco vedremo.

Bene l’utilizzo degli snap ad oggetto è molto semplice, ed avviene all’interno


dei vari comandi di Autocad.
Ad esempio dopo aver attivato il comando linea, prima di selezionare il
primo punto di questa, si può fare click sullo snap “midpoint” (Punto medio)

e poi stabilire il primo punto della linea da costruire esattamente sul


punto medio di un’altra, dopodichè si può selezionare ancora un altro snap,

ad esempio “endpoint” (Punto Finale) e poi andare a selezionare il


secondo punto della linea su una estremità di un’altra.
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Cosi anche per gli altri snap ad oggetto secondo le loro relative funzioni.

Devi fare alcune prove con gli snap, dopodiché vedremo un’ultima
importante utilità degli stessi che ti faciliterà molto nel loro utilizzo, si tratta
dell’autosnap.

= Osnap Settings (Impostazioni Snap ad oggetto).

Facendo click su questo ultimo tasto della snap toolbar, si apre la seguente
finestra:

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Spuntando la prima casellina in alto a sinistra dove è scritto “Object snap
on”, si attiva o disattiva l’autosnap.

Come vedi per ogni voce degli snap ad oggetto, è indicato a sinistra il
relativo simbolo che appare sullo schermo al momento della sua attivazione e
che serve appunto ad identificarne i vari tipi.
Spuntiamo la casella di quelli che vengono utilizzati regolarmente durante il
disegno, in questo modo verranno usati automatico.
Impostali come mostrato in figura e poi fai click su OK.

A questo punto l’autosnap è impostato e attivo, ciò vuol dire che quando
useremo un qualsiasi strumento di disegno che richiede di stabilire dei punti
sullo schermo, ogni volta che si avvicinerà il cursore ad un punto che
l’Autocad riconoscerà come uguale ad uno degli snap impostati, questo si
attiverà automaticamente mostrando nel punto indicato il relativo simbolo.
Si potrà a questo punto selezionare con precisione il punto desiderato senza
dover ogni volta andare a scegliere lo snap necessario sulla toolbar, comodo
no?

Una volta impostato è possibile attivare o disattivare l’autosnap premendo il


tasto “F3” sulla tastiera oppure facendo click sul tasto dedicato nella barra dei
comandi inferiore.
(Sui vecchi Autocad facendo click sul tasto riportante la scritta “OSNAP”
della barra inferiore).

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Sui nuovi Autocad cliccando sulla freccia a lato dal tasto “snap” sulla barra
inferiore, si possono impostare gli snap automatici spuntandoli nel menu che
appare, o accedere alla finestra Object Snap Settings... (Impostazioni snap ad
oggetto…)

Questi strumenti sono fondamentali per disegnare con precisione, fai alcune
prove, disegnando delle linee e unendole tra loro con delle altre, sia con
l’autosnap attivo che non, utilizzando gli snap singolarmente.

Quando selezioni gli snap singolarmente, nota che sulla command line viene
scritto quello appena attivato, il quale sarà valido soltanto per la successiva
selezione.
Se si seleziona lo snap sbagliato se ne può scegliere un altro cliccandoci su
per due volte. (Occhio sempre alla command line che ti indica quello scelto).
Con l’autosnap attivo si può inoltre temporaneamente selezionare uno snap
diverso da quelli impostati in automatico, selezionandolo sulla toolbar.

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Il comando “Move” (Sposta).

Il comando sposta, come suggerisce già il nome, serve a spostare uno o più
oggetti da un punto ad un altro dell’area di disegno.

Si attiva facendo click su questa icona che si trova sulla “modify”


toolbar.
A questo punto il cursore a croce cambia in un quadratino di selezione e sulla
“command line” viene scritto “select objects” (seleziona oggetti).
Si devono ora selezionare uno o più oggetti da spostare e si può farlo
cliccando singolarmente su ognuno oppure facendo una o più finestre di
selezione, dopodiché dobbiamo confermare la scelta fatta premendo invio o il
tasto destro del mouse.

N.B. prima di premere invio è possibile togliere oggetti dalla selezione fatta,
tenendo premuto il tasto “shift” sulla tastiera (è quello con la freccia in alto,
detto anche “maiusc”) e contemporaneamente selezionandoli di nuovo,
singolarmente o con una finestra di selezione.

Questo è un concetto generale da ricordare, indipendentemente dall’utilizzo


dei vari comandi, cioè anche senza attivarne alcuno, in Autocad si
selezionano gli oggetti cliccandoci sopra e si deselezionano cliccandoci di
nuovo mentre si tiene premuto il tasto “shift” (maiusc), oppure premendo
“esc” si deselezionano tutti.
Gli oggetti selezionati cambiano aspetto diventando leggermente tratteggiati.
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Una volta selezionati e confermati gli oggetti da spostare Autocad ci chiede
di stabilire due punti, facendo click con il mouse:
- il punto di partenza rispetto al quale spostare gli oggetti.
- il punto di destinazione dove andremo a posizionare gli oggetti,
relativamente al primo punto selezionato.

Questo significa che se devi spostare ad esempio un quadrato, è possibile


selezionarne come primo punto di spostamento, un angolo (utilizzando gli
snap), oppure anche un punto esterno all’oggetto, il quale può essere sia il
vertice di un altro oggetto che un punto casuale sull’area di disegno.

Spero che tu capisca bene questo concetto e ti metto un immagine per


aiutarti:

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Bene, se si vuole spostare il quadrato azzurro sotto a quello rosso, però


mantenendo la distanza (A) tra loro, si può selezionare come primo punto di
spostamento un angolo del quadrato verde e come secondo punto lo stesso
angolo del quadrato rosso.

Se invece si desidera attaccare il quadrato azzurro sotto al rosso si sceglierà


come primo punto uno dei due vertici in alto sul quadrato azzurro e come
secondo punto uno dei due vertici in basso sul quadrato rosso.

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Riepilogando:

1) Attivazione del comando sposta


2) Selezione degli oggetti da spostare
3) Conferma della selezione premendo invio o il tasto destro del mouse
4) Selezione del primo punto di riferimento
5) Selezione del secondo punto di destinazione e uscita dal comando.

Fai alcune prove…

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Il comando “Copy” (Copia).

Il comando “Copy” (copia) a questo punto è molto semplice perché


funziona esattamente come il comando “sposta” soltanto che invece di
spostare gli oggetti selezionati ne fa una copia uguale.
L’unica differenza è che una volta copiato il primo oggetto il comando non si
chiude e si possono continuare a fare copie del primo oggetto finché non si
preme il tasto invio per uscire dal comando.
Anche questo comando si trova sulla “modify” toolbar e ci permette quindi di
copiare oggetti all’interno di ogni singolo disegno.

Non va confuso quindi con i comandi “copia, taglia, incolla” di Windows,


che sono anch’essi presenti in Autocad, ma possono essere usati per copiare
oggetti tra due file di disegno diversi.

A questo punto può essere utile parlare ancora degli oggetti sovrapposti.
Come abbiamo appena visto, con il comando copia si possono fare delle
copie multiple di uno o più oggetti, facendo ciò è possibile creare delle copie
di oggetti sopra se stessi, pur continuando a visualizzarne soltanto uno sullo
schermo.
Si vengono a creare quindi delle linee sovrapposte, che anche se non danno
particolari problemi al disegno è bene cercare di evitarle.

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Il comando “Rotate” (Ruota).

Il comando “Rotate” (ruota) serve per ruotare gli oggetti selezionati


secondo il valore desiderato, espresso in gradi.

Facendo click sul rispettivo comando “ ” sempre sulla modify toolbar, il


programma ci chiede di selezionare l’oggetto o gli oggetti da ruotare, una
volta selezionati si preme invio o il tasto destro del mouse per confermarli.
A questo punto Autocad, similarmente al comando sposta, ci chiede di
specificare il punto base, che in questo caso rappresenta l’asse di rotazione,
cioè il punto di riferimento rispetto al quale verranno ruotati gli oggetti
precedentemente selezionati.
Anche in questo caso è possibile scegliere un punto preciso di un oggetto
facendo uso degli “snap” (un angolo, l’estremità di una linea, il centro di una
curva ecc.) oppure un punto qualsiasi sull’area di disegno.
Una volta cliccato e stabilito l’asse di rotazione sulla command line appare
“specify rotation angle” (specificare angolo di rotazione), si deve inserire
quindi il valore di quanto vogliamo che l’oggetto venga ruotato, ad esempio
45 gradi, che digiteremo con la tastiera, dopodiché premendo invio l’oggetto
o gli oggetti selezionati vengono ruotati ed il comando si conclude
automaticamente.

Il verso della rotazione, inserendo valori positivi sarà di tipo “antiorario” in


quanto l’Autocad è impostato cosi di default, se si vuole ruotare in senso

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“orario” sarà sufficiente inserire valori negativi, es. -45.
Si possono inserire angoli di rotazione da 0° a 360° sia positivi che negativi
(ovviamente è inutile ruotare un oggetto di 360° perché equivale a non
ruotarlo), utilizzando quanti numeri decimali si vuole es 45.99° oppure 15.2 o
30.671.
Questo almeno in teoria, poi in pratica di solito si usano angoli con numeri
interi o al più con un decimale, dipende anche da che cosa si disegna.

(N.B. in Autocad la virgola che separa i numeri decimali si fa inserendo


un punto).
Ripeto:
Quando si inseriscono dei valori con dei numeri decimali si deve usare il
punto e non la virgola. Es. 10.25 è corretto mentre 10,25 no!

Riepilogando:

1) Si fa click sul comando “Ruota” .


2) Si selezionano gli oggetti da ruotare.
3) Si preme invio o tasto destro del mouse per confermare la selezione.
4) Si stabilisce il punto di rotazione facendoci click con il mouse.
5) Si digitano con la tastiera i gradi di rotazione desiderati, positivi o
negativi.
6) Si preme invio o tasto destro del mouse. La rotazione viene eseguita ed
il comando è concluso.

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Il comando “Scale” (Scala).

Il comando “Scale” (scala) serve per ingrandire o ridurre gli oggetti.


Si trova anch’esso sulla modify toolbar, e funziona similmente agli ultimi
comandi visti.
Si aziona il comando, si selezionano gli oggetti da scalare, poi si preme invio
per confermare la selezione fatta e dopo si deve scegliere anche in questo
caso il punto base di riferimento, in base al quale verranno scalati gli oggetti.
Fatto questo Autocad chiede il valore numerico di quanto vogliamo scalare
gli oggetti selezionati, sulla command line appare “specify scale factor”
(specificare fattore di scala).
Si possono immettere valori interi o decimali, se si vogliono ad esempio
ingrandire del doppio gli oggetti selezionati si immetterà un valore pari a 2,
se invece si vogliono dimezzare le dimensioni si inserirà 0,5 e così via, 10
ingrandirà di dieci volte e 0,1 ridurrà le dimensioni ad un decimo ecc.
Una volta inserito il valore desiderato si preme invio o il tasto destro del
mouse, gli oggetti vengono scalati e si esce dal comando.

Riepilogando:

1) Si fa click sul comando “Scala” .


2) Si selezionano gli oggetti da scalare.
3) Si preme invio o tasto destro del mouse per confermare la selezione.

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4) Si stabilisce il punto base di riferimento facendoci click con il mouse.
5) Si digita con la tastiera il fattore di scala.
6) Si preme invio o tasto destro del mouse, la modifica viene eseguita ed
il comando è concluso.

Sul comando scala è necessario soffermarsi ulteriormente in quanto seppur di


semplice utilizzo spesso è fonte di difficoltà per chi è all’inizio.
Uno dei passaggi più complicati da capire è la determinazione del corretto
“fattore di scala” da usare quando si vuole fare un particolare ingrandito di un
oggetto.
Supponiamo di aver disegnato un tavolo e di voler fare un particolare
ingrandito del bordo del piano, di che valore lo dobbiamo scalare?
Si deve tener conto della scala per la quale andremo a stampare il nostro
disegno.
Normalmente i disegni (tecnici) fatti con l’Autocad devono essere poi
stampati in scala,
1:10, 1:20, 1:100 e cosi via secondo le necessita.
Nel caso di un tavolo, il disegno che andremo a stampare potrà essere fatto in
scala 1:10, in questo caso se si vuole fare all’interno del disegno un dettaglio,
che risulti una volta stampato in scala 1:1 (al vero), dovrà essere scalato di 10
volte rispetto al disegno di base.
Se pero si intende stampare il tavolo in scala 1:20 si deve ingrandire il
dettaglio di 20 volte rispetto al disegno di base, che altrimenti risulterebbe in
scala 1:2.

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Il comando “Mirror” (Specchia).

Il comando “Mirror” (specchia) è molto utile per creare una copia


speculare di uno o più oggetti rispetto ad un asse da stabilire.
Dopo aver fatto click sul comando, si devono scegliere gli oggetti da
“specchiare”, si selezionano quindi uno o più oggetti e dopo si preme “invio”
o il tasto destro del mouse per confermarli.
A questo punto sulla command line appare “select first point of mirror line”
(selezionare il primo punto dell’asse).
Si devono in pratica indicare due punti che stabiliscono l’asse in base al quale
verranno specchiati gli oggetti, questi punti possono essere selezionati su
oggetti già disegnati (utilizzando le funzioni di snap) oppure casualmente
sull’area di schermo, in modo ortogonale o non.
Dopo aver selezionato il secondo punto ci viene chiesto: “Erase source
objects?” (Cancellare gli oggetti sorgente?).
In questo caso dovremo rispondere digitando sulla tastiera “y” o “n”
sull’Autocad in inglese, oppure “s” o “n” su quello italiano (che stanno per Si
o No), dopodiché si preme invio, lo specchio viene eseguito ed il comando è
concluso.
Secondo la scelta che abbiamo fatto, si eseguirà lo specchio mantenendo o
eliminando gli oggetti selezionati inizialmente.
Non è necessario fare ogni volta questa scelta, Autocad di default ha
impostato “N” cioè mantiene gli oggetti sorgente, ed in ogni caso memorizza
l’ultima scelta fatta e lo indica sulla command line, per cui arrivati a questo
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punto la maggior parte delle volte basterà premere invio confermando
l’impostazione già presente.

Il comando “Stretch” (Stira).

Il comando “Stretch” (stira) serve a modificare degli oggetti già


disegnati, in pratica li allunga o li scorcia spostando la parte che andremo a
selezionare su di essi.
Disegna una figura casuale di quattro lati, un quadrato o una forma
geometrica casuale.
Facendo click sul comando “stira” si attiva il comando e si deve poi fare
un’area di selezione sull’oggetto da stirare, comprendendone nel caso di un
quadrato, uno o due vertici.
Il comando stira infatti agirà soltanto sui vertici degli oggetti, che
comprenderemo all’interno della finestra di selezione.
Fai click quindi in basso a destra rispetto alla figura geometrica, e poi in alto
sopra di questa comprendendone una parte e cioè due vertici.

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Dopodiché si preme “invio” o tasto destro per confermare la selezione.


Si deve ora selezionare il punto base di spostamento (come nel comando
sposta), che può anche essere un vertice dell’oggetto.
Prova adesso a spostare il mouse sia con l’ortho attivato che non per vedere
come viene modificato l’oggetto.
A questo punto quindi si trascina l’oggetto nella direzione e posizione voluta
e si fa click per selezionarla e concludere il comando.

Si può quindi stirare da un vertice dell’oggetto ad un vertice di un altro,


utilizzando gli snap, oppure, una volta fatta la selezione e spostato il mouse
nella direzione nella quale stirare l’oggetto, inserire un valore numerico, es.
50 e poi premere “invio”, l’oggetto verrà cosi “allargato” di 50 unità.

Tutti i vertici degli oggetti che comprenderemo nell’area di selezione

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verranno stirati.
Immagina ad esempio di dover allargare o alzare il prospetto di un mobile
che hai disegnato.
Sara possibile allargare di 50 unità la sua parte destra, e poi ripetere il
comando selezionando solo la sua parte centrale per stirarla questa volta di
25, rendendolo nuovamente simmetrico.
Fai una prova di questo appena detto, utilizzando semplicemente quattro
quadrati uguali, uniti a formarne uno più grande.

Stirane prima un lato e poi la parte centrale per “ricentrarlo” selezionando le


figure come indicato.

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Il comando “Align” (Allinea)

Il comando Align (allinea) è molto comodo, ci permette di allineare uno o più


oggetti ad un altro presente sul disegno ed inclinato diversamente dai primi e
nello stesso tempo di spostarli in un punto desiderato.
Questa funzione è presente da sempre nelle versioni “full” di Autocad, ma
sulla versione LT è stata introdotta dalla versione 2010.
Vediamo come funziona:
Per attivare il comando dobbiamo digitare la scritta ALIGN sulla tastiera
(ALLINEA nella versione in italiano) e poi premere invio.

P.S. nella versione in italiano possiamo attivare i comandi digitandoli sulla


tastiera anche in inglese purché siano preceduti da questo segno _
“l’underscore”, per il comando allinea ad es. scriveremo _align.

Attivato il comando, selezioneremo poi uno o più oggetti da allineare e poi


premere ancora invio per confermarli.
A questo punto faremo click sullo schermo per il primo punto di origine poi
per il primo punto di destinazione.
Dopo ancora click per il secondo punto di origine e ancora per il secondo
punto di destinazione.
Fatto questo premiamo due volte invio e gli oggetti selezionati verranno
spostati e ruotati sui punti di destinazione.

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Tieni presente che nell’allineamento il primo punto di origine coinciderà con
il primo punto di destinazione, mentre il secondo punto di origine e di
destinazione serviranno per stabilire la rotazione agli oggetti da allineare, ma
non coincideranno necessariamente come posizione.

Esempio di allineamento di un quadrato, su un rettangolo inclinato,


selezionando come punti di origine e destinazione i due vertici inferiori delle
due figure…

Ricorda durante l’utilizzo di questo comando, di osservare sempre la


command line, che ti suggerirà i vari passaggi da fare.

Riepilogo:

1) Si attiva il comando digitando ALIGN (allinea) e poi premi invio.


2) Selezionare gli oggetti da allineare e premere invio per conferma.
3) Selezionare il primo punto di origine e di destinazione.
4) Selezionare il secondo punto di origine e di destinazione.
5) Premere due volte invio per eseguire e concludere l’allineamento.

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I comandi (UNDO, REDO) (Annulla, Ripristina)

Fino ad adesso abbiamo visto alcuni comandi di disegno e di modifica,


capiterà spesso di dover annullare le ultime operazioni fatte, in particolar
modo le operazioni di modifica ad esempio scala, stira ecc.

In questi casi si usa il comando “Uundo” (annulla) , che si trova in alto


sulla barra di accesso rapido o sulla “Standard” toolbar.
Ogni volta che si preme questo tasto, Autocad annulla in sequenza le
operazioni fatte sul disegno, di qualsiasi tipo esse siano.

In pratica Autocad memorizza tutte le operazioni fatte dal momento in cui


apriamo un disegno o ne creiamo uno nuovo, tutte queste operazioni possono
essere annullate partendo dall’ultima a ritroso, fino al momento in cui
abbiamo aperto un disegno.

In maniera opposta con il tasto “Redo” (ripristina) si potranno


ripristinare eventuali operazioni che abbiamo annullato con il tasto “annulla”.

Una situazione “limite” dove può essere utile questo comando è la seguente:
Supponiamo di aver aperto un disegno già esistente che dobbiamo
modificare, pur conservando una copia della versione attuale.
Dopo aver eseguito alcune modifiche, anziché salvare il file con un altro
nome, si clicca il comando “salva”.

Tutti i Diritti Riservati - E’ vietata qualsiasi duplicazione del presente e-book 96


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A questo punto il file è salvato con le nuove modifiche e la vecchia versione è
andata persa.
Per recuperarlo basterà salvare il disegno con un altro nome, (avremo cosi
due copie uguali del disegno modificato), fatto questo useremo più volte il
comando “annulla” in modo da tornare indietro con le modifiche fatte fino
al momento in cui avevamo iniziato a modificare il disegno.
Adesso basterà ripetere un “salva con nome” e sovrascrivere il primo file di
origine, in questo modo avremo recuperato l’originale annullando le
modifiche a ritroso, ma avremo anche il nuovo file con le modifiche fatte
salvato in precedenza.

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Parte 4

FORME DI DISEGNO

Vedremo ora alcune forme geometriche di base dette anche “primitive”, più
altri strumenti di disegno.

“Rectangle” (Rettangolo)

Facciamo click sul comando “Rectangle” per attivarlo, dobbiamo poi


inserire i due angoli opposti di un rettangolo che si creerà automaticamente.
Una volta inserito il primo ed il secondo punto del rettangolo sullo schermo il
comando sarà già concluso, non è necessario infatti premere invio o il tasto
destro del mouse per uscire, come nel caso della linea.

Vediamo però una funzione utile, fai click sul comando rettangolo per
attivarlo di nuovo e poi fai click sullo schermo per stabilire il primo vertice
del rettangolo.
Adesso con la tastiera digita il seguente simbolo @ (la chiocciolina delle
e-mail per intenderci), la vedrai scrivere sulla command line, di seguito scrivi
200,100
Quindi avrai scritto “@200,100”, il simbolo @ indica all’Autocad di
considerare come riferimento il primo vertice che abbiamo stabilito per il

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rettangolo, i numeri scritti di seguito e separati da una virgola (attenzione
deve essere una virgola non un punto) indicano le unità sull’asse X e Y.
Adesso premendo “invio” si creerà un rettangolo di queste dimensioni
(200x100 di lato) ed il comando sarà concluso.
Ripeto la formulina da digitare dopo aver stabilito il primo punto del
rettangolo:
@valore per l’asse X,valore per l’asse Y
Dove al valore per l’asse X e Y immetteremo numericamente le dimensioni
desiderate.

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“Circle” (Cerchio)

Il comando “circle” ci permette di creare questa figura in diverse


maniere; attivando questo comando Autocad ci chiede di inserire un punto
che corrisponderà al centro della figura, faremo quindi click con il tasto
sinistro del mouse in un punto dello schermo casualmente, o utilizzando se
necessario gli “snap ad oggetto” per riferirlo ad altri oggetti già presenti.
Fatto ciò si dovrà inserire un valore numerico che stabilirà il “raggio” del
nostro cerchio.
Digitiamo ad esempio 50 e confermiamo col tasto “invio” o con il tasto
destro del mouse.
A questo punto abbiamo creato il cerchio ed il comando è concluso.

Ripetiamo ora il comando; fissiamo il centro del nuovo cerchio ma, prima di
inserire il nuovo raggio diamo uno sguardo alla “command line”.
Come vedi il programma scrive: “Specify radius of circle or [Diameter]:”.
La scritta tra parentesi quadre [Diameter] rappresenta l’opzione di inserire il
diametro del cerchio invece che il raggio.
Per usare questa opzione dobbiamo digitare la lettera che all’interno della
parola tra parentesi quadre è scritta in maiuscolo, in questo caso è la “D”.
Adesso invece di digitare il numero del raggio, scrivi la lettera “d” e poi
premi invio; ora sulla “command line” appare:
“Specify diameter of circle <100.0000>:”, cioè specificare il diametro del
cerchio <100.0000>.
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Il numero indicato tra i segni di maggiore e minore indica l’ultimo valore
immesso per creare un cerchio e dato che prima avevamo inserito un raggio
di 50 il diametro corrispondente è 100, quindi il programma mostrerà questo
valore.
Se ora si preme invio senza inserire altri valori, creeremo un cerchio uguale
al precedente, se invece digitiamo ancora 50 e poi invio, andremo a creare un
cerchio del diametro di 50 quindi sarà grande la metà di quello fatto
precedentemente.

E’ poi possibile creare un cerchio in altri tre modi; se subito dopo aver
attivato il comando si va a leggere la “command line” vediamo che Autocad
ci suggerisce:
“_circle Specify center point for circle or [3P/2P/Ttr (tan tan radius)]:”.

Oltre all’inserimento del centro del cerchio, tra le parentesi quadre troviamo
altre tre diverse opzioni [3P/2P/Ttr].

3P = cerchio passante per tre punti.


Scrivendo questa opzione e poi premendo invio, dobbiamo inserire tre punti
nell’area di disegno, per i quali passerà il cerchio creato.
Ad esempio avendo tre segmenti nello spazio, si può creare un cerchio che
sia tangente ad ognuno di questi.

Esempio:

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- Fare click sul comando cerchio

- Digitare “3P ” e poi premere il tasto “invio”

- Inserire i tre punti usando lo snap “tangente” su


ognuna delle tre linee..

2P = cerchio tra due punti.


Dopo aver digitato questa opzione possiamo inserire sullo schermo i due
punti tra i quali verrà creato il cerchio.
Questi due punti possono essere i vertici (endpoint) di due linee..

Esempio:

- Fare click sul comando cerchio

- Digitare “2P” e poi premere il tasto “invio”

- Inserire i due punti usando lo snap “endpoint” sui


vertici di due linee.

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Ttr = tangente, tangente, raggio.
Avendo due segmenti convergenti, questo comando ci permette di creare un
cerchio che sia tangente a questi e che abbia un raggio da noi stabilito.

Esempio:

- Fare click sul comando cerchio


- Digitare “t” e poi premere “invio”

- Fare click sulle due linee convergenti


(in questo caso non importa attivare lo
snap tangente, in quanto fa già parte del
comando)
- Digitare il raggio desiderato e premere
invio.
In base al raggio stabilito il cerchio
potrà essere disegnato fuori dai segmenti
ma rimarrà in proiezione tangente a
questi.

Questi ultimi tre esempi descritti possono essere utili ma in genere verranno
usati poco frequentemente rispetto al normale cerchio “centro, raggio”.
Dei tre probabilmente il più usato potrà essere il “2P” due punti.

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“Arc” (Arco)

Se tagliamo un cerchio tra due linee che ne attraversano la circonferenza, la


parte che rimane è un arco.
In Autocad un arco è una linea curva di un certo raggio, che passa per tre
punti.

Attivando il comando “Arc” il programma chiederà come metodo di


base, di inserire tre punti sullo schermo, che corrisponderanno al punto
iniziale, a quello intermedio e a quello finale dell’arco.

Come abbiamo visto per il cerchio, una volta attivato il comando, sulla
“command line” appaiono le informazioni per l’esecuzione del comando.

Ci sono diversi modi che permettono di disegnare un arco, seguendo molte


sequenze e punti di riferimento diversi da quella descritta (inizio, intermedio,
fine), nell’immagine i punti 1,2,3.
Ad esempio (inizio, fine, centro*) oppure (inizio, fine, raggio), (inizio,
raggio, angolo) ecc.

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* per centro di un arco si intende il centro del suo raggio.
Vediamo questi comandi se facciamo click sulla freccia posta a lato del
comando arco sulla barra multifunzione, espandendolo.
Inizialmente comunque, è meglio concentrarsi e capire il funzionamento di
base (inizio, punto intermedio, fine).

Parleremo ora invece di una caratteristica che può essere molto utile per
eseguire determinati lavori.
Costruiamo un arco in modo casuale come già abbiamo provato a fare…,
bene una volta disegnato se premiamo due volte invio o tasto destro del
mouse, inizieremo a disegnare un altro arco collegato e quindi conseguente al
punto finale del primo.
Ora possiamo fare click in un punto dello schermo che sarà il punto finale di
questo secondo arco.
Ripetendo ancora un doppio click destro del mouse si dà inizio ad un terzo
arco conseguente al secondo e così via, possiamo continuare a disegnare
archi consecutivi di diversa ampiezza e direzione, come riccioli o spirali.
La cosa interessante è che questi archi saranno contigui tra loro, cioè
risulteranno perfettamente raccordati, senza angolature nei loro punti di
unione.
Ciò è maggiormente importante nell’ipotesi in cui il disegno fatto dovesse
essere esportato ed usato come file di input per lavorazioni su macchine a
controllo numerico.
Pensa ad esempio al disegno di una decorazione da riportare su di un anta in

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vetro, oppure un pavimento in marmo da dover tagliare secondo il nostro
disegno, oppure ad una lamiera in metallo da tagliare al laser.

“Polygon” (Poligono)

La funzione poligono ci permette di disegnare delle figure geometriche con


un minimo di tre lati.

Avviando il comando tramite l’apposito tasto , Autocad chiede


immediatamente di digitare il numero di lati di cui sarà composta la figura.
Sulla command line appare: “_polygon Enter number of sides <4>:”
Immettendo ad esempio “3”, seguito da invio, stabiliamo che andremo a
disegnare un triangolo equilatero.
A questo punto sulla command line appare: “Specify center of polygon or
[Edge]:”
Se facciamo click sullo schermo fissiamo il centro della figura da creare ed in
seguito dovremo indicare se costruirla inscritta o circoscritta in un cerchio
virtuale di cui digiteremo il raggio.

Se invece si sceglie l’opzione [Edge] (spigolo) tra la parentesi quadre


digitando una “e” (-s- con Autocad in italiano) seguita dal tasto invio, è
possibile costruire la figura in base alla lunghezza dei suoi lati.
Vediamo ora il primo caso:

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-Si avvia il comando


-si digita il numero di lati necessari + “invio” per conferma
-si fa click sullo schermo per quello che sarà il centro della figura.

Bene, adesso sulla command line appare:


“Enter an option [Inscribed in circle/Circumscribed about circle] <I>:”,
dobbiamo decidere se disegnare la figura inscritta o circoscritta in un cerchio
digitando la lettera contenuta nelle due opzioni tra parentesi quadre scritta in
maiuscolo, quindi la I o la C e poi premere invio.
Rimane ora da digitare il raggio seguito ancora una volta da invio o tasto
destro del mouse, per creare la figura stabilita ed il comando sarà concluso.

Fai alcune prove disegnando diverse figure geometriche.


Tieni presente che al momento di scegliere tra inscritto o circoscritto,
Autocad ricorderà l’ultima impostazione assegnata la quale verrà indicata
sulla command line:
“Enter an option [Inscribed in circle/Circumscribed about circle] <I>:”,
questa ultima <I> o <C> corrisponde alla scelta fatta per la figura precedente
e se ci va bene possiamo direttamente confermarla premendo invio, senza
digitare la lettera sulla tastiera, la stessa cosa vale anche per il numero dei lati
che compongono la figura da assegnare all’inizio del comando.

Vediamo ora la seconda possibilità, cioè l’opzione [Edge] (spigolo) nella


quale andremo a disegnare un esagono che abbia i lati lunghi “50”.
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Attiviamo il comando , poi digitiamo 6 e tasto invio, dopodiché digitiamo


“e” e poi ancora invio.
Ora il programma chiede di inserire sullo schermo il primo punto di un lato
della figura (la funzione “ortho” deve essere attiva, in caso contrario premi
il tasto “F8”) e poi il secondo che corrisponderà alla lunghezza del lato.
Al posto del secondo punto, digitiamo 50 seguito da invio.
Avremo creato cosi un esagono con i lati di 50 unità.
Il comando poligono è leggermente più elaborato di altri, come sempre il
trucco per poterlo eseguire bene è seguire le indicazioni sulla “command
line”.

“Ellipse” (Ellisse)

Per costruire un ellisse andremo a fissare i vertici o “endpoint” dei due assi
virtuali per i quali passa questa figura geometrica.

Premendo sul relativo comando dobbiamo in seguito inserire tre punti


sullo schermo.
I primi due stabiliranno la lunghezza del primo asse, che potrebbe essere sia
l’asse maggiore che il minore dell’ellisse.
Il terzo punto che inseriremo sullo schermo stabilirà un vertice del secondo
asse, che sarà sufficiente a completare l’ellisse ed il comando sarà concluso,
vedi fig. 1.

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fig. 1 fig. 2

In alternativa scegliendo l’opzione [Center] suggerita sulla command line


dopo aver attivato il comando, quindi digitando la lettera “c” e premendo
invio, disegneremo l’ellisse partendo dal suo centro e stabilendo in seguito un
vertice dei due assi della figura, vedi fig. 2.

Anche in questo caso utilizzando lo “snap ad oggetto” potremo fissare i punti


dell’ellisse, su dei riferimenti già presenti nel disegno sul quale stiamo
lavorando.
Ad esempio se disegnando prima gli assi della misura che ci interessa,
basterà poi costruire l’ellisse sugli “endpoint” di questi ultimi ed avremo la
figura con larghezza e lunghezza da noi stabilite.

Attenzione: questa descrizione vale per il comando attivato dalla toolbar


classica, sulla barra multifunzione dei nuovi Autocad si può scegliere tra le
due soluzioni descritte (fig.1 e 2) tramite due diversi pulsanti di ellisse.

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“Donut” (Anello)

Questo comando non è presente sulle toolbar, per attivarlo con i vecchi
Autocad dobbiamo andare a trovarlo con il mouse in alto all’interno del menu
“Draw” o (disegna).

Nelle nuove versioni oltre al comando nel menu è presente il pulsante

“Donut” anche nella barra multifunzione.

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Il comando “Donut” ci consentirà di disegnare un anello, dopo aver stabilito


un raggio interno ed uno esterno alla figura.
Una volta attivato il comando infatti Autocad ci chiederà di inserire il primo
di questi valori (es. 5), dopo aver premuto invio si digita il secondo valore
(es. 10) che corrisponderà al raggio esterno e si premerà di nuovo il tasto
invio.
Fatto questo comparirà sul cursore il profilo dell’anello da disegnare e
facendo click con il tasto sinistro del mouse sullo schermo, potremo creare
una o più copie dell’oggetto.
Se necessario potremo utilizzare anche gli “snap” per fissare il centro
dell’anello in uno o più punti precisi.
Al termine facendo click con il tasto destro o premendo invio si esce dal
comando.

Se diamo al primo raggio il valore “0” l’anello creato sarà pieno.

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“Point” (Punto)

Con lo strumento “Point” (punto), si disegnano dei punti, o centri, i quali


avranno diverso aspetto in base all’impostazione stabilita nel menu “Format”
(formato) alla voce “Point style” (stile di punto).

Selezionando questa voce si apre la seguente finestra:

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All’interno di questa sceglieremo l’aspetto che avranno tutti i punti presenti
nel disegno in cui stiamo lavorando.
(Attenzione a quelli poco visibili e al secondo in particolare che rende i punti
non visibili se pur presenti).
Potremo inoltre scegliere la grandezza dei simboli disegnati come punti in
unità assolute o relative allo zoom; questa seconda opzione significa che se ci
allontaniamo con lo zoom e poi si “rigenera” il disegno, i simboli dei punti
disegnati ritorneranno alla grandezza impostata.

Per disegnare dei punti basterà attivare il comando e fare click in uno o
più punti sullo schermo.
Per uscire dal comando, in questo caso, sarà necessario premere il tasto “Esc”
sulla tastiera.

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“Divide” (Dividi) e Measure (Misura)

Con il comando “Divide” possiamo suddividere una linea o anche una figura
chiusa in “N” parti uguali.
Per dividere non si intende spezzare, le linee o figure rimarranno intere ma vi
verranno disegnati sopra dei punti come quelli descritti in precedenza.
Questi punti, in quanto tali, saranno rappresentati in base all’impostazione
dello stile di punto.

Il comando Divide (dividi) è presente sulla Draw (disegna) toolbar della


barra multifunzione:

Mentre con i vecchi Autocad dovremo attivarlo


manualmente digitando “divide” (“dividi” per
Autocad in italiano) sulla tastiera e poi premendo
invio.

Attivato lo strumento, vediamo che sulla command line viene scritto: “select
object to divide” cioè selezionare l’oggetto da dividere, quindi selezioneremo
una linea o una figura, dopodiché sulla command line appare:
“enter the number of segments”, cioè inserire il numero dei segmenti per i
quali vogliamo dividere l’oggetto.
Inserendo ad esempio “4” e premendo invio, sull’oggetto verranno disegnati
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tre punti che divideranno l’oggetto in 4 parti uguali.
A questo punto il comando sarà concluso automaticamente.
Se non vedessimo alcun cambiamento significa che dobbiamo modificare
l’impostazione dello stile di punto, tuttavia i punti anche se non visibili
saranno presenti e possono essere selezionati*.
(*eccetto lo stile di punto invisibile)

Il comando “Measure” (misura) è simile a “divide” ma invece di dividere


l’oggetto in parti uguali lo suddividerà fino dove è possibile in base ad una
misura da noi stabilita.
Per attivare questa funzione digiteremo “measure” (misura) sulla tastiera
seguito dal tasto invio.
Anche questa volta ci viene chiesto di selezionare un oggetto ed in seguito
sulla command line apparirà:
“specify lenght of segment” cioè specificare la lunghezza del segmento per il
quale sarà diviso l’oggetto fino a dove possibile.
Digitando 50 e premendo invio, la linea sarà marcata, partendo dal vertice più
vicino al punto in cui l’abbiamo selezionata, ogni 50 unita della sua
lunghezza…

Come avrai capito questi due comandi potranno essere utili per disegnare dei
punti di riferimento su degli oggetti o linee, sui quali potremo disegnare altre
linee o figure, per poi eventualmente cancellarli.
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Alcuni esempi:

Dividendo un cerchio in parti uguali, potremo disegnare al suo interno un


decoro a spicchi.
Potremo suddividere una parete della pianta di una stanza, in base alla misura
delle mattonelle del pavimento da disegnare, ecc.

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“Polyline” (Polilinea) e “Edit Polyline” (Edita Polilinea)

La polilinea è un tipo di linea con la quale possiamo disegnare, che però ha


caratteristiche diverse e funzioni più avanzate rispetto alla linea normale che
abbiamo già utilizzato.

Avviamo questo comando premendo il tasto Polyline e disegniamo una


linea composta da più segmenti facendo click più volte sullo schermo con il
tasto sinistro, in maniera casuale, fare poi click con il tasto destro per
concludere la polilinea.

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La differenza fondamentale tra una linea e una polilinea disegnate in questo
modo, sta nel fatto che la polilinea è individuata dall’Autocad come un unico
oggetto, infatti se clicchiamo su un segmento di quest’ultima vediamo che
viene evidenziata e selezionata tutta la polilinea, mentre nel caso della linea
normale ogni segmento potrebbe essere selezionato indipendentemente.
Figure come il rettangolo, il poligono (non il cerchio e l’ellisse) disegnate
mediante gli appositi comandi che abbiamo visto, corrispondono quindi a
delle polilinee chiuse in quanto anch’essi vengono individuati come singoli
oggetti.

Attraverso il comando “Edit polyline” (edita polilinea) che si trova sulla


“MODIFY II” toolbar, possiamo assegnare alla polilinea uno spessore in base
al quale sarà visualizzata sullo schermo; possiamo smussarne i vertici,
trasformandola così in quella che viene chiamata una “spline” e viceversa;
possiamo trasformare una linea normale in polilinea ed unirla ad altri
segmenti che abbiano i vertici coincidenti.

Vediamo il primo caso:


Dopo aver disegnato una polilinea di più segmenti attiviamo il comando “edit

polyline” .
Sulla “command line” appare:
“Select polyline or [Multiple]”
Selezioniamo quindi la polilinea.

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(Digitando “m” per l’opzione [Multiple] e poi premendo invio potremmo
selezionare più polilinee se presenti).
A questo punto possiamo scegliere varie opzioni, come indicato sulla
command line, digitando le rispettive lettere di abbreviazione.
Digitiamo quindi “W” per width (in Autocad italiano sarà L per larghezza) e
premiamo invio.
Digitiamo ora il valore di larghezza desiderato, es. 5 e premiamo invio.
La polilinea si allargherà, il comando però, diversamente da altri non sarà
concluso, infatti sulla command line sono ancora presenti le opzioni iniziali.
Per concluderlo dovremo premere nuovamente invio o il tasto destro del
mouse.
Digitiamo invece S per spline e premiamo invio, i vertici della polilinea
verranno curvati ottenendo una “spline”.
Digitiamo ora D per decurve, la polilinea tornerà come prima.
Premendo ancora invio si uscirà dal comando.

Se invece abbiamo una serie di segmenti consecutivi o una figura chiusa,


costruiti con la normale linea sarà possibile con questo comando trasformarli
ed unirli in una polilinea.

Attiviamo il comando e selezioniamo uno dei segmenti.


Dato che non si tratta di una polilinea, Autocad ci chiede sulla command line
se vogliamo convertirla, premiamo invio per confermare ed a questo punto
compariranno tutte le opzioni come in precedenza.
Digitiamo ora J per join (oppure U per unisci nell’Autocad in italiano) e
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selezioniamo tutti gli altri segmenti, o archi, che abbiano i vertici coincidenti,
selezionandoli singolarmente o tutti insieme con una o più finestre di
selezione, dopo premiamo invio due volte per uscire dal comando.
Tutte le linee selezionate verranno unite e trasformate in un'unica polilinea.
Perché avvenga questo le linee devono avere un vertice coincidente, cioè
devono toccarsi, se così non fosse, anche di pochissimo, non saranno unite…

Vediamo come potrebbe essere utile questa funzione.


Supponiamo di avere la pianta di una stanza, che potrebbe essere rettangolare
ma anche di forma più elaborata, sulla quale dobbiamo disegnare un
controsoffitto con un motivo che segua il perimetro della stanza.
Potremo iniziare a fare l’offset di ogni singola parete verso l’interno, ma poi
dovremmo tagliare o raccordare tutte le linee che si incrociano.
Se invece uniamo in una polilinea le pareti della pianta, saremo in seguito in
grado di eseguire con pochi offset, delle figure concentriche ed equidistanti
dal perimetro, senza poi dover fare altri interventi di raccordatura.

Quelle che abbiamo visto sono le opzioni per la polilinea utilizzate più
frequentemente, in particolar modo quella per la larghezza e l’unione, le altre
ritengo siano meno importanti quindi al momento le tralasceremo.

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“Hatch” (Retino)

Il comando “Hatch” o retino, serve a riempire delle figure chiuse con delle
campiture di vario genere.
L’area da riempire può essere teoricamente di qualsiasi forma e potrà essere
delimitata sia da una polilinea che da linee normali, la sola regola da
rispettare è che le figure da riempire siano perfettamente chiuse, in caso
contrario la campitura non verrà creata.
In realtà con le ultime versioni di Autocad è possibile impostare una
tolleranza, al di sotto della quale, anche se una figura da riempire non fosse
ben chiusa il programma riesce comunque a creare il retino, tuttavia è buona
norma rispettare le regole di base.
Per figura chiusa quindi non si intende una forma geometrica indipendente,
come ad esempio un singolo poligono, ma anche un area all’interno di un
disegno più complesso delimitata da linee che si intersecano.
Possiamo quindi riempire con una campitura un disegno di un quadrato, cosi
come un area quadrata all’interno del disegno di una scacchiera.
Un’ altra caratteristica da tenere a mente, rimanendo sull’esempio della
scacchiera, è che Autocad per creare la campitura elaborerà tutte le aree
chiuse che saranno visibili sull’area di disegno cioè sullo schermo del nostro
computer.
Se abbiamo quindi il disegno della scacchiera interamente visualizzato sullo
schermo e volessimo riempire un quadrato di questa, nel momento in cui
andremo a selezionarlo, Autocad elaborerà anche tutti gli altri perdendo più

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tempo.
Una volta però che sarà conclusa questa elaborazione ed il quadrato sarà
selezionato, potremo selezionarne subito altri, questa volta molto
rapidamente in quanto tutte le aree visibili sono già state pre-elaborate.
Nel caso della scacchiera quindi questo ci può avvantaggiare perché
probabilmente vorremo riempire col retino la metà dei quadrati presenti, ma
se ci trovassimo di fronte ad un disegno più complesso e grande, ad esempio
il disegno di un pavimento che contiene anche archi o cerchi al suo interno, i
tempi di elaborazione per riempirne una parte col retino mentre è interamente
visualizzato sullo schermo potrebbero diventare parecchio lunghi.
Sarà quindi conveniente eseguire uno zoom su una o poche parti da riempire
prima di applicare il retino, riempiendo quindi tutte le zone interessate in più
passaggi.

Vediamo ora come mettere in pratica questo comando.


Qua dobbiamo fare un po’ attenzione perché se utilizziamo l’interfaccia di
Autocad con la “barra multifunzione” oppure l’interfaccia classica con le
“toolbar” avremo una modalità diversa per l’inserimento del retino, ma
comunque il funzionamento è lo stesso.
Spiegherò il comando partendo dal “vecchio sistema”, relativo all’interfaccia
“classica”.

Disegniamo sullo schermo una figura geometrica chiusa, cerchio o


rettangolo.

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Attivando poi il comando “hatch” con il relativo tasto , comparirà una


finestra come la seguente:

Questa finestra è suddivisa in alcune sezioni:

“Type and pattern” (tipo di retino)


In questa prima sezione sceglieremo quale tipo di campitura andremo ad
usare; facendo click sulla piccola finestra vicino alla scritta “Swatch”, dove è
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rappresentata un’anteprima del retino usato, si aprirà un ulteriore finestra
sulla quale sceglieremo il tipo di retino da usare:

In questa finestra sono presenti alcune tabelle contenenti molti tipi di


campiture, per selezionarne una basterà fare un doppio click su quella che
vogliamo usare.

“Angle e scale” (Angolo e scala)


In questa sezione decideremo il fattore di scala ed eventualmente l’angolo di
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rotazione in base al quale verrà disegnato il retino.
Da tenere presente che se usiamo una scala troppo piccola rispetto all’area da
riempire, Autocad non riesce a generare il retino, stessa cosa se la scala
troppo grande il retino potrà non essere visualizzato.
E’ possibile comunque inserire anche valori decimali (0,1) o centesimali
(0,01) ecc.
Per quanto riguarda l’angolo di rotazione ricordo che va considerato in senso
antiorario.

“Boundaries” (Area da riempire)

Con i primi due tasti della sezione “boundaries” selezioneremo l’area da


riempire:

“Add: Pick points” (seleziona un punto)


Dopo averlo premuto dovremo fare click all’interno dell’area (o delle aree)
da riempire in modo che il programma la elabori e la selezioni
evidenziandone i bordi *.

*In base alle aree da elaborare che saranno presenti sullo schermo, in questo momento,
prima di iniziare ad elaborarle può capitare che ci venga chiesto sulla command line se
veramente vogliamo continuare con l’operazione. Leggeremo quindi:
Do you really want to do this?<N> (vuoi veramente continuare?)

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A questa domanda digiteremo Y seguito dal tasto invio per continuare ad elaborare
l’area da riempire.

Vediamo il secondo tasto:

“Add: Select Objects” (Seleziona Oggetti)


Dopo averlo premuto dobbiamo selezionare le linee o la figure che
racchiudono l’area da riempire.

Eseguiti uno di questi due comandi e selezionata l’area interessata si preme


invio (oppure il tasto destro > Enter), per confermare la selezione e tornare
alla finestra principale del comando.
Su questa finestra fare click in basso a sinistra sul pulsante “preview”
(anteprima), e il nostro retino comparirà “in anteprima” nell’area selezionata.
A questo punto se premiamo invio si conferma il retino e si esce dal
comando, se invece vogliamo apportare altre modifiche, alla scala rotazione o
tipo di retino, premendo il tasto “Esc” sulla tastiera torniamo alla finestra
precedente e possiamo modificare le impostazioni.

Utilizzando la nuova interfaccia con la “barra multifunzione”, almeno con


Autocad 2015/2016 la gestione del retino è leggermente diversa.
Attivando il comando appare la seguente barra per gestire il comando:

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Riepilogando:

- Si avvia il comando “hatch”


- Si seleziona l’area con “pick points” o “select objects”
- Si imposta il tipo di retino o “pattern”
- Si imposta la scala e se necessario la rotazione.
- Si controlla la “preview” (anteprima) sullo schermo
- Si preme ancora invio per confermare il retino inserito ed uscire dal
comando

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P.s.
Sulla finestra di inserimento ci sono poi le sezioni “Options” (opzioni) e
“Hatch origin” (origine retino), e, facendo click sul tastino in basso a destra si
può allargare la finestra principale mostrando ulteriori opzioni.
Al momento le tralasceremo per non creare troppa confusione, aggiungo
soltanto una spiegazione del primo flag “associative” della sezione
“Options”.
In pratica un retino associativo può essere stirato con il comando “stira”
insieme al suo perimetro, mentre un retino creato con la voce “associative”
tolta, non potrà essere stirato insieme al suo perimetro, ma resterà fisso.

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“Edit Hatch” (Edita Retino)

Una volta creato un retino è possibile modificarlo.


Sulla toolbar “modifyII”, oppure sulla barra multifunzione è presente il

comando “Edit Hatch”

Se lo premiamo e poi selezioniamo il retino da editare si riaprirà la stessa


finestra dell’inserimento “classico” e potremo aggiornarne i vari valori.

Utilizzando Autocad con la “barra multifunzione” sarà sufficiente selezionare


un retino per riattivare la barra di modifica in alto sullo schermo.

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“Explode” (Esplodi)

Come avrai visto, un retino è un insieme di linee e/o punti che però una volta
creato risulta come un unico oggetto.
Se ricordi, la polilinea o il poligono hanno una caratteristica simile in quanto
pur essendo composti da più segmenti risultano come un unico oggetto.

Se utilizziamo il comando “Explode” / , poi selezioniamo uno o più


degli oggetti citati e premiamo ”Invio”, li esploderemo nelle singole parti che
li compongono, linee e/o punti che siano.
Questo con i retini non è sempre consigliabile in quanto un retino esploso
non può più essere editato e modificato, e, nel caso dovessimo cancellarlo
potrebbe essere sconveniente in termini di tempo e pazienza…

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Parte 5

PROPRIETA DEGLI OGGETTI

Passiamo ora alla descrizione delle proprietà degli oggetti.


Per proprietà intendiamo principalmente il colore, il tipo di linea, lo spessore
delle linee che disegniamo su Autocad, per finire con i Layer.
Si può intervenire su questi fattori attraverso i comandi a tendina o “pop-up”
posti sulla “barra multifunzione”, sulla “properties toolbar” e sulla “layer
toolbar”, o anche attraverso il comando “properties” (proprietà) e la relativa
finestra…

- Layer toolbar

- Properties tb.
Colore Tipo linea Spessore

Vedremo ora individualmente queste funzioni:

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“Color” (colore)

Autocad dispone di una tavolozza di 255 colori che possono essere assegnati
singolarmente ad ogni linea che creiamo.
Disegniamo una linea casuale sullo schermo e selezioniamola facendoci
sopra click con il mouse, la linea si evidenzierà.
Una volta selezionata fai click sulla prima tendina della “properties toolbar”
per aprire il menu dei colori.

In questo menu troviamo alcune opzioni:


-ByLayer
-ByBlock
…più i primi sette colori principali che Autocad ci mette a disposizione,
infine l’ultima voce la quale se cliccata ci aprirà la tavolozza completa dei
colori disponibili… ma la vedremo tra poco.
Se a questo punto selezioniamo uno dei colori presenti su questa tendina, ad
esempio il rosso, la linea che avevamo selezionato cambierà colore.

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Se facciamo ancora click sulla tendina dei colori e selezioniamo il verde, la
linea diventerà di questo colore.
Possiamo cambiargli colore finché essa è selezionata.
Premendo il tasto “Esc” sulla tastiera, la linea si deseleziona e sulla finestra
della tendina colori torna la voce “ByLayer”.
Questo significa che la prossima linea che disegneremo avrà come colore
l’impostazione ByLayer.
Se interveniamo ora sulla tendina colori, mentre nessuna linea è selezionata,
e scegliamo il giallo, faremo sì che gli oggetti che disegneremo da qui in poi
saranno di questo colore.
E’ possibile quindi impostare un colore di base, a nostra scelta, col quale
disegnare e se necessario possiamo cambiare colore ad uno o più oggetti
contemporaneamente, come abbiamo appena visto, dopo averli selezionati.

La gestione dei colori attraverso la barra multifunzione è simile a quanto


descritto sopra, con una scelta maggiore di colori, qui gli “index colors”
sono i principali.

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Selezionando l’ultima voce della tendina “Select color...” (seleziona colore...)


o “More colors…”, si aprirà la seguente finestra:

In questa finestra troviamo la tavolozza completa degli “index color” (indice


colori) di Autocad, che possiamo selezionare con il mouse e poi fare click su
ok per assegnarli agli oggetti.
Come vedrai in questa finestra ad ogni colore corrisponde un numero, tranne
i primi sette ai quali Autocad assegna anche il nome del colore.
(Rosso, giallo, verde, ciano, blu, magenta, bianco).

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“Linetype” (tipo di linea)

Con lo stesso principio di funzionamento che abbiamo visto per il colore,


possiamo anche utilizzare diversi tipi di linea, i quali sono impostabili
attraverso il secondo* menu a tendina presente sulla “properties toolbar”.
*Il terzo più in basso nella barra multifunzione.

C’è però una piccola variante, i tipi di linea che vogliamo utilizzare vanno
“caricati”, vediamo come:
In un disegno nuovo aprendo il menu a tendina dei tipi di linea troveremo le
seguenti voci:
-ByLayer (DaLayer)
-ByBlock (DaBlocco)
-Continuous (Continua)
-Other… (Altro…)

Selezionando questa ultima voce “other” si apre la seguente finestra con le


linee predefinite di Autocad:

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In questa finestra vediamo ancora le linee già presenti sulla tendina, cioè
quelle che sono attualmente caricate.
Cliccando ora sul tasto “Load” (Carica) su questa finestra, ne apriremo
un’altra:

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Questa seconda finestra fa riferimento ad un file di sistema di Autocad
(acadltiso.lin) sul quale sono programmati i vari tipi di linea.

Servendoci della barra di scorrimento o della rotellina del mouse possiamo


scorrere i tipi di linea disponibili e, tenendo premuto il tasto “Ctrl” sulla
tastiera, selezionarne alcuni da caricare, (solitamente si usano le “HIDDEN”
e le “CENTER”) e premendo poi su OK le linee scelte vengono caricate nel
nostro disegno.
Devono quindi comparire nella prima finestra tra le linee disponibili,
dopodiché si fa ancora click su OK per chiudere anche la prima finestra.
Adesso dopo aver selezionato una o più linee ed oggetti potremo cambiare
tipo di linea servendoci del menu a tendina nello stesso modo in cui
cambiamo il colore, cioè selezionando il tipo di linea desiderato.
Scegliendo il tipo di linea “HIDDEN” le linee selezionate diventeranno
tratteggiate, ma la dimensione del tratteggio sarà dipendente da due variabili
o fattori di scala.

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“Ltscale” (scala tipo di linea)

In Autocad, quando usiamo tipi di linea diversi dalla normale linea continua,
la dimensione del tratteggio di questi dipende dalla variabile “ltscale”.
Questa variabile definisce un fattore di scala in base al quale saranno
disegnate tutte le linee all’interno di un disegno.
Digitando sulla tastiera il comando _ltscale e poi premendo invio, possiamo
modificare il fattore di scala di tutte le linee, che di default è 1, per aumentare
o diminuire la densità dei tratteggi dei diversi tipi di linea.
A valori maggiori avremo un tratteggio più ampio, mentre a valori minori il
tratteggio sarà più fitto, fino a risultare pari ad una linea continua, pur non
essendola.
Bisogna quindi prestare attenzione a questo particolare in quanto se useremo
una linea tratteggiata all’interno di un disegno con un fattore di “ltscale”
troppo basso il tratteggio non risulterà visibile.
Oltre alla variabile ltscale, che interviene globalmente sull’intero disegno,
quindi su ogni singolo file di disegno di Autocad, è possibile impostare un
secondo fattore di scala per ogni singola linea di un disegno in maniera
individuale.
Potremo quindi avere due oggetti o linee con lo stesso tipo di linea
tratteggiata, ma scalata in modo diverso.
Per modificare questo secondo fattore di scala si utilizzerà il comando
“properties” (proprietà), che vedremo in seguito.
Per la visualizzazione dei tipi di linea diversi dalla ‘continua’, dobbiamo

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quindi tenere presente l’impostazione di questi due valori, in modo da
disegnare e stampare correttamente, secondo le nostre esigenze.

“Lineweight” (spessore della linea)

Sulla terza tendina della properties toolbar, è possibile impostare uno


spessore per le linee selezionate.

Lo spessore impostato sarà visibile sullo schermo o meno, se è premuto il


tasto “Lineweight”, tra quelli posti sulla barra inferiore sotto alla Command
line.

Vorrei tuttavia che tu tralasci per ora questa impostazione perché per quanto
riguarda lo spessore delle linee utilizzeremo il “plot style” che vedremo più
tardi e con il quale assegneremo diversi spessori per ogni colore usato per
disegnare.
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“Layer” (Livelli)

I Layer sono come dei livelli o degli strati, ai quali possiamo assegnare
alcune parti di un disegno.
Attraverso l’apposita finestra di comando possiamo crearne a nostro
piacimento e possiamo impostargli un nome, un colore di base, e un tipo di
linea di base.
Tipo di linea e colore di base non sono comunque vincolanti, infatti
all’interno di uno stesso layer è possibile disegnare con ogni colore o linea
disponibili, utilizzando le funzioni appena viste.
Vediamo dunque la “layer toolbar”:

Facendo click sul primo pulsante a sinistra della tendina dei layer , si
aprirà la finestra “layer manager” eccola di seguito:

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Sulla finestra “layer manager” vediamo che al momento è presente solo il
layer “0”

In alto sono presenti questi quattro tasti , tralasciando il


secondo gli altri corrispondono a:

-New layer (nuovo layer)

-Delete layer (cancella layer) [n.b. non si possono cancellare layer che
non sono vuoti]

-Set current (imposta come layer corrente)

Possiamo creare più layer, ma disegneremo sempre su uno alla volta, il layer
corrente.

Se facciamo click su “new layer” creeremo un nuovo layer di nome “Layer1”


che comparirà nella finestra. In questo momento se vogliamo possiamo
subito rinominarlo a nostro piacimento.
Nell’immagine seguente ho creato due nuovi layer, il primo, “layer1” lo ho
lasciato come di default, il secondo lo ho rinominato come “pavimento” gli
ho assegnato il colore rosso e gli ho cambiato il tipo di linea nella HIDDEN,
come impostazione di base.

Per rinominare un layer, dobbiamo selezionarlo nella finestra di layer


manager e premere il tasto “F2” sulla tastiera.
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Il nome del layer si editerà e potremo rinominarlo a nostro piacimento.

Per chiudere la finestra dei layer dobbiamo fare click sulla X in alto a sinistra
sulla finestra stessa.
Il layer corrente è rimasto lo 0, infatti è quello che vediamo scritto nella
finestrina della “layer tooolbar”

Ciò significa che le linee che disegniamo faranno parte di questo layer.
Facendo click sulla finestra della “layer toolbar” si apre una tendina dove
vediamo elencati i layer presenti nel disegno, quindi 0, layer1 e pavimento.

Selezionando uno dei layer presenti, ad esempio “pavimento”, lo impostiamo


come layer corrente, da lì in poi le linee o gli oggetti che andiamo a disegnare

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apparterranno a questo layer e avranno quindi le caratteristiche che abbiamo
impostato, colore rosso e tipo di linea HIDDEN.
Questo almeno, se lasceremo l’impostazione “Bylayer” per il colore e tipo di
linea sulla “properties toolbar”, diversamente se assegniamo un colore o tipo
di linea, differenti da quelli impostati per il layer, questi avranno la
precedenza e saranno usati per disegnare.

La visualizzazione delle linee hidden dipenderà dalla variabile LTSCALE.

Facendo la stessa operazione, cioè selezionando un layer nella tendina


apposita, ma dopo aver selezionato uno o più oggetti del disegno, andremo a
modificare il layer di appartenenza di questi oggetti, ma in questo caso,
premendo poi “Esc” per deselezionarli, vediamo che il layer corrente è
rimasto lo 0.
Quindi abbiamo assegnato il layer “pavimento” agli oggetti selezionati, ma
continuiamo a disegnare con il layer 0.

Riepilogando possiamo creare diversi layer e assegnargli nome colore e tipo


di linea.
Possiamo impostare agli oggetti colori a piacimento oppure lasciarli come
da impostazione del layer “Bylayer”.
Possiamo assegnare agli oggetti diversi tipi di linea oppure lasciarli come da
impostazione del layer “Bylayer”.

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Come avrai già notato, sia sul menu a tendina che nella finestra layer
manager ci sono altri simboli per ogni singolo layer, una lampadina, un sole,
ed un lucchetto.
Sono i comandi, ON/OFF , FREEZE , LOCK.
Sia dal menu a tendina dei layer che dalla finestra manager si può intervenire
su queste funzioni.

La prima ON/OFF permette di spegnere e riaccendere i vari layer presenti,


quindi se si apre la tendina e si fa click sulla lampadina del layer “pavimento”
lo spegniamo, per cui gli oggetti del disegno che fanno parte di questo layer
non verranno più visualizzati.
Ripetendo l’operazione riattiviamo il layer, visualizzandolo di nuovo sullo
schermo.

La funzione FREEZE diciamo che equivale alla prima descritta, almeno per
quel che concerne questo corso.
E’ da tenere presente che un layer spento con la funzione ON/OFF può
rimanere come layer corrente, cioè in uso.
Se disegniamo una linea utilizzando un layer spento, questa non apparirà
sullo schermo, dato che il layer è disattivato, ma verrà disegnata ugualmente
e la vedremo reimpostando il layer su ON.
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Diversamente, un layer spento con la funzione FREEZE non può essere usato
come layer corrente, impedendo quindi di poter continuare a disegnare al suo
interno.
La funzione LOCK invece, se attivata bloccherà il layer interessato il quale
rimarrà visibile sullo schermo, ma impedirà di modificare o cancellare le
parti già disegnate che sono contenute in questo layer.
Sarà invece possibile anche in questo caso mantenere un layer bloccato come
layer corrente, e potremo continuare a disegnare oggetti al suo interno i quali
però una volta creati risulteranno immediatamente bloccati e non più
modificabili, fintanto che non disattiveremo la funzione lock.

In pratica i layer servono per disegnare suddividendo gli oggetti per settori,
ad esempio il disegno in pianta di una stanza si può suddividere in diversi
layer tra pareti, pavimento, arredi, controsoffitto…; spegnendo o bloccando
all’occorrenza, i layer sui quali non dobbiamo intervenire o che non
dobbiamo visualizzare.

Nonostante sia possibile creare una vasta quantità di layer… e molti lo


facciano (ve ne renderete conto se vi capiterà di lavorare su disegni fatti da
altri), è bene non esagerare e limitarsi allo stretto necessario per mantenere il
più possibile ordine nel disegno e non perdere il controllo di quello che
stiamo facendo.
Sarà molto facile infatti in caso contrario, ritrovarsi con parti del disegno
sparse su layer dove non dovrebbero essere e dover poi perdere tempo a

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correggere il tutto.
Vedrai che questo succede anche usandone soltanto due, se non si fa
attenzione.
Un buon disegno tecnico potrebbe stare anche su un unico layer, limitandosi
ad utilizzare diversi colori per i diversi oggetti, pareti di un colore, pavimenti
di un altro colore, arredi di un altro ancora ecc.

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“Properties” (Proprietà)

Il comando “Properties” si trova sulla “standard toolbar”:

Oppure sulla barra multifunzione facendo click sulla freccia indicata di


seguito:

Facendo click su uno di questi tasti si attiverà una specie di toolbar verticale
che contiene una finestra dove vengono riportate molte informazioni.
Queste barre verticali vengono chiamate “Palettes” (Tavolozze)

Fanno parte delle “Palettes” anche la barra multifunzione e la finestra di


gestione dei Layers

La vediamo nell’immagine seguente:

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Questa finestra può essere spostata da un lato o dall’altro dello schermo e


facendo click sulla freccetta sul bordo, sotto alla X di chiusura, apriamo e
chiudiamo lateralmente la finestra con le informazioni sugli oggetti.
Se infatti selezioniamo un oggetto e poi andiamo su questa finestra,
visualizzeremo tutta una serie di informazioni che sono appunto le
“proprietà” relative all’oggetto che abbiamo selezionato.

Come vedi in alto sono presenti le voci relative al colore, layer e tipo di linea.
Facendo click sul valore di queste voci possiamo modificarle anche da qui
nello stesso modo che avevamo già visto poco fa.

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Sulla quarta voce troviamo “Linetype scale”, qui possiamo inserire
numericamente un fattore di scala per il tipo di linea usato.
Questo valore di scala inserito qui però è relativo al singolo oggetto
selezionato ed è indipendente dal valore impostato nella variabile “ltscale”, o
meglio interviene in aggiunta a questo.
Per chiudere la finestra delle proprietà basta fare click ancora sul comando

oppure sulla X in alto sulla relativa finestra.

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“Match Properties” (Copia Proprietà)

Il comando “Match properties” si trova sulla “standard toolbar”:

Oppure sulla barra principale con la seguente icona:


Tramite questo comando è possibile copiare le proprietà di un oggetto, colore
layer e tipo di linea, ad altri.
Attivando il comando ci viene chiesto di selezionare l’oggetto sorgente.
Selezioniamo quindi una linea del nostro disegno.
Appena fatto questo dobbiamo selezionare uno o più oggetti di destinazione,
possiamo farlo facendo click sui singoli oggetti, od anche facendo una
finestra di selezione che racchiuda gli elementi che ci interessano.
Al momento della loro selezione, agli oggetti di destinazione vengono
applicate le proprietà dell’oggetto sorgente, quindi cambieranno colore, ma
anche il layer di appartenenza e lo stile di linea.
Se copiamo le proprietà da un testo ad un altro, viene influenzata anche
l’altezza del testo.

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Parte 6

AGGIUNTA DI TESTO E QUOTE

“Text Style” (Stile di Testo)

Passiamo ora all’aggiunta del testo sul nostro disegno.


In questo caso ci serviamo della “Annotation” o “text toolbar”, sulla quale
troviamo i comandi necessari:

- Annotation (Annota) sulla barra principale

- Text toolbar

Il primo comando da prendere in esame è il “Text Style”

Attivando questo comando si apre la finestra Text Style, cioè dello stile di
testo:

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In Autocad possiamo creare sullo stesso disegno diversi stili di testo e per
ogni stile di testo è possibile impostare un tipo di carattere o “Font” di
scrittura ed altre caratteristiche, in particolare l’altezza del carattere.
Su questa finestra troviamo in alto l’area “Styles” dove troviamo già creato lo
stile di testo “Standard” all’interno della relativa area.
Se clicchiamo sul tasto “New” (Nuovo) a destra, si aprirà una ulteriore
finestra, nella quale andremo a digitare il nome del nuovo stile di testo che
stiamo creando, ad esempio “style1”; premendo poi “ok” vediamo che lo
“style1” viene aggiunto sotto allo stile “Standard”.
Possiamo ora andare a impostare le caratteristiche di questo stile nell’area
“Font” della finestra.
Qui troviamo sotto la voce “Font Name:” è un menu a tendina con i tipi di
carattere disponibili, apriamo il menu e scegliamo quello che ci interessa, es.
“Arial”.
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Vedremo comparire nella finestra di preview un esempio del carattere scelto

Una volta selezionato il menu a tendina “font name” si può scorrere tra i
font disponibili utilizzando le frecce “su / giù” della tastiera.
I caratteri con estensione .shx fanno parte di Autocad e sono di aspetto più
semplice, composti da linee e possono essere esplosi.
Quelli con il simbolo TT sono font detti “true type” e fanno parte di
Windows, qualitativamente migliori e di colore pieno.
Alcuni dei caratteri disponibili sono composti da simboli.

Ancora a lato troviamo “Font Style” (normale, corsivo, grassetto) e sotto


troviamo la casella “Height” dove impostare l’altezza del testo.
Fatto questo premiamo “Apply” (applica) per rendere corrente lo stile di testo
creato e poi premiamo “Close” per chiudere la finestra.

Una volta impostato lo stile di testo siamo pronti per inserire delle scritte sul
disegno.
Per fare questo abbiamo due diversi comandi sulla text toolbar o sulla barra
multifunzione.

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“Single line text” (Testo a linea singola)

Con il comando “single line text” inseriremo del testo su una singola
linea; l’altezza di questo testo sarà quella impostata nello stile di testo,
oppure, nel caso avessimo lasciato questo valore su zero, Autocad ci chiederà
di immettere un’altezza di testo per ogni scritta che andremo a creare.
Le altezze del testo che useremo dovranno essere di proporzione adeguata al
disegno che stiamo creando e soprattutto al fattore di scala con cui andremo a
stamparlo.
Un carattere alto 30 che risulterà 3 mm stampato in scala 1:10; dovrà essere
impostato a 300 per ottenere lo stesso risultato su una stampa in scala 1:100.

Facciamo click sul comando


Sulla command line appare: “specify start point for text” (specificare il punto
di inizio del testo), facciamo quindi click sullo schermo per fissare il punto di
inserimento del testo.
Adesso, se non l’abbiamo già impostata nello stile di testo, ci viene chiesto di
inserire l’altezza del testo:
“specify height” (specificare l’altezza del testo)
Inseriamo ad es. 30 e poi premiamo invio.
Ora sulla command line appare “specify rotation angle” (specificare l’angolo
di rotazione), premere direttamente invio per lasciare a zero, in modo da
scrivere orizzontalmente.
A questo punto vedremo comparire nel punto scelto un cursore lampeggiante.

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Possiamo finalmente scrivere il nostro testo con la tastiera e nel frattempo
utilizzare la rotellina del mouse per regolare lo zoom su ciò che stiamo
scrivendo.
Una volta completata la scritta si preme il tasto invio, vedremo ora che il
cursore va a capo permettendoci di scrivere una seconda linea, proviamo a
scrivere ancora del testo sulla seconda linea e poi premiamo di nuovo invio.
Il cursore andrà di nuovo a capo sulla eventuale terza linea…premiamo
ancora invio per uscire dal comando.
Abbiamo appena creato due linee di testo… ma allora perché il comando si
chiama testo a linea singola?
La risposta sta nel fatto che le due linee create risultano come oggetti
indipendenti.
Possiamo quindi selezionarle indipendentemente e spostarle, scalarle
cambiargli colore, ecc. con i normali comandi di Autocad, come qualsiasi
altro elemento del disegno.

“Multi line text” (Testo a linea multipla)

Contrariamente a quanto appena spiegato, il “multiline text” ci consentirà di


scrivere del testo su più linee, le quali però una volta create risulteranno,
selezionandole, come un unico oggetto.
Oltre a questo il testo multilinea presenta delle funzioni più avanzate di
scrittura, vediamo quali:

Facendo click sul comando sulla “text toolbar” Autocad chiede di


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inserire i due angoli di un rettangolo virtuale, che rappresenta l’area dentro
alla quale scriveremo il testo.
Facciamo quindi click sullo schermo per stabilire i due punti come se
disegnassimo un rettangolo.
Successivamente anche qui l’Autocad si comporta diversamente se stiamo
lavorando con l’interfaccia classica o con la nuova.
Nel primo caso vedremo comparire una ulteriore toolbar con sotto un’area di
scrittura, vedi immagine seguente:

Nel caso della nuova interfaccia vedremo cambiare la barra multifunzione in


alto nel seguente modo:

Su queste barre di controllo abbiamo diversi comandi con funzioni simili ai


normali programmi di videoscrittura, come il WordPad di Windows o
Microsoft Word, vediamone i principali:
In alto a sinistra sono presenti tre menu a tendina, sul primo si può
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selezionare uno dei “text style” creati.
Sul secondo si può scegliere il tipo di carattere da usare (di default ci
troviamo quello impostato nel text style, ma è possibile usarne anche uno
diverso).
Sul terzo menù invece digiteremo l’altezza della scrittura.
Tutto questo, possiamo farlo prima di cominciare a scrivere oppure dopo, ma
in questo caso dobbiamo ricordarci di selezionare con il mouse, il testo già
scritto nell’area sottostante altrimenti le modifiche interesseranno solo il testo
che scriviamo dopo.
Abbiamo poi i tre tasti per scrivere in grassetto, corsivo e sottolineato.
Più a destra troviamo un’altra tendina con i colori, per mezzo della quale
assegneremo un colore al testo o a una parte di questo.

Se cambieremo il colore del testo multilinea attraverso questo comando, in


seguito potremo modificarlo solamente da questo in quanto le modifiche al
colore che eventualmente tenteremo di fare dalla “properties toolbar” non
avranno più effetto.

Ancora verso destra c’è il tasto OK o “Close text editor” questo tasto serve
per confermare ciò che abbiamo scritto e uscire dal comando.
Nella parte inferiore sinistra della toolbar ci sono i tasti per l’allineamento del
testo che scriviamo, rispetto all’area virtuale che stabiliamo all’inizio del
comando, quindi a sinistra, centro e destra ecc. ed in alto al centro ed in
basso.

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Nelle tre finestre sulla destra invece possiamo impostare rispettivamente
l’inclinazione del testo in gradi, poi la distanza tra le lettere ed il fattore di
larghezza delle stesse.
Appena prima di queste ultima tre finestre, c’è un tasto con questo simbolo
“@”, attraverso questo comando possiamo scrivere dei simboli tipo il Più o
Meno ±, il diametro Ø ecc.
Facendo click su questo tasto si aprirà il seguente menu, sul quale andremo a
selezionare l’eventuale simbolo da scrivere.
Da notare che ad ogni simbolo corrisponde una particolare sequenza di
lettere, ad esempio il simbolo del diametro corrisponde a “%%c”, ciò vuol
dire che se su una riga di testo di Autocad scriviamo una di queste sequenze
di tasti verrà scritto il simbolo corrispondente.

Ritroviamo tutte le stesse funzioni di questo comando anche sulla barra di


controllo utilizzata con la nuova interfaccia di Autocad, pur se disposte in
modo differente.

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“Edit text” (Modifica del testo)

Una volta che avremo creato del testo potremo in ogni momento modificarlo
o aggiungerne altro alla stessa linea.

Per fare questo sulla “text toolbar è presente il seguente comando Edit…
Dopo aver fatto click sul comando ci verrà chiesto di selezionare la scritta da
modificare la quale si riattiverà come nel momento in cui l’abbiamo creata e
potremo modificarla.

In alternativa, potremo semplicemente fare doppio click con il mouse su una


scritta da modificare, ottenendo la stessa funzione del comando appena
descritto, cioè si va a riattivare la funzione di inserimento testo usata,
all’interno della quale potremo modificare il testo già fatto.

Se invece vogliamo cancellare del testo sarà sufficiente selezionarlo e


cancellarlo come qualsiasi altro oggetto disegnato.
Con lo stesso concetto il testo può essere quindi spostato, scalato, ruotato ecc.
con i vari comandi descritti in questo corso.

Esiste però una specifica funzione per scalare il testo…

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“Scaletext” (Scalatesto)

Questo comando può essere utile se ci trovassimo a dover variare


l’altezza di vari elementi di testo già inseriti in un disegno, magari per
adattarli ad una scala di stampa diversa da quella prevista.
Con questo comando possiamo stabilire un nuovo valore di altezza per i testi
che selezioniamo, andando così a modificarne la dimensione ma mantenendo
fissa la posizione in cui sono inseriti, cosa che non succederebbe se li
modificassimo con il normale comando “scala”.
Attivando questo comando Autocad chiede di selezionare i testi da scalare,
una volta scelti e premuto il tasto destro per confermarli, dobbiamo scegliere
il punto di riferimento, rispetto al quale vogliamo che il testo cambi
dimensione.
Sulla command line ci vengono suggerite le seguenti opzioni:

Queste opzioni sono punti di riferimento relativi alle singole righe di testo
inserite ed alla loro posizione nel disegno.
Facciamo ancora click con il tasto destro per confermare l’opzione di default
<Existing>, in questo modo verrà preso come riferimento l’attuale punto di
inserimento dei testi.

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Successivamente si deve digitare la nuova altezza da assegnare alle righe di
testo selezionate, digitiamo il valore desiderato e premiamo invio per
confermarlo ed uscire dal comando, i testi verranno scalati nel disegno.

QUOTATURA DEL DISEGNO

Per assegnare delle quote ad un disegno esistono diverse tipologie di


dimensioni da utilizzare in base che cosa vogliamo quotare.
Dobbiamo inoltre impostare almeno uno stile di quota, per definire le
caratteristiche di visualizzazione e di misurazione, delle quote che inseriremo
nel disegno.
Queste caratteristiche possono variare in base al fattore di scala con cui
stamperemo il disegno, in modo da essere dimensionate correttamente,
oppure anche in base all’unità di misura che vogliamo rappresentare con le
quote, ad es. centimetri o millimetri.

Facciamo un esempio pratico per capire meglio:


Vediamo nell’immagine seguente due quadrati quotati, il primo di 3x3 unità,
il secondo di 30x30 unità.
Se li stampassimo insieme in scala 1:1 otterremmo che il primo risulta 3mm
x 3 mm ed il secondo 30mm x 30mm.
La dimensione del testo e delle frecce delle quote possono andare bene cosi
come sono.

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Consideriamo ora lo stesso disegno, come se le unità fossero centimetri….


Se lo stampiamo ancora in scala 1:1 dovremo magari indicare che il disegno
è in scala 1:10 ma per quanto riguarda le quote potremo lasciarle cosi,
considerandole però in cm.
Avremmo quindi stampato due disegni uguali, il secondo però indicato in
scala 1:10 rappresenterà un quadrato di 3cm x 3cm e uno di 30cm x 30cm

Volendo invece stampare il secondo disegno con le quote che rappresentino


comunque i millimetri imposteremo lo stile di quota affinché le dimensioni
considerino una unità per 10 volte, indicando cosi il primo quadrato 30x30 ed
il secondo 300x300.

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Se poi volessimo stamparlo realmente in scala 1:1 (cioè al vero) imposteremo
una stampa a 10:1.
Il disegno verrà quindi stampato dieci volte più grande e con lui anche
l’aspetto delle quote risulterà dieci volte maggiore.
Per riportarle all’aspetto di partenza dovremmo andare nelle impostazioni
dello stile di quota e ridurre le impostazioni che riguardano l’aspetto delle
quote, dimensioni delle frecce, del testo ecc.

Potremmo anche considerare il secondo quadrato come se fosse il particolare


ingrandito del primo.
In questo caso le dimensioni indicate dovrebbero essere uguali in quanto
riguarderanno lo stesso oggetto visto con due fattori di scala diversi.
Per fare questo abbiamo due strade:

-modificare manualmente le quote del particolare ingrandito, dopo averle


create.

-creare un secondo stile di quota dove imposteremo il fattore di scala più


piccolo, (in questo caso a 0.1) e lo applicheremo soltanto alle dimensioni del
particolare ingrandito.
Vedremo tra poco come fare tutto questo.

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“Dimension Toolbar”

Per quotare il disegno ci serviremo della “dimension toolbar” sulla quale


sono presenti i comandi necessari.

Con la nuova interfaccia di Autocad troveremo alcuni comandi per le quote


già sulla prima scheda “Home” (Inizio) nel gruppo “Annotation”
(Annotazione), oppure sulla scheda “Annotate” (Annota) nel gruppo
“Dimensions” (Quote)

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Prenderemo in esame i seguenti comandi per la creazione delle quote
principali e più usate:

- Linear (Lineare)

- Aligned (Allineata)

- Radius (Raggio)

- Diameter (Diametro)

- Angular (Angolo)

- Dimension style (Stile di quota)

“Linear Dimension” (Quota lineare)

Attivando la “linear dimension” , sulla command line viene chiesto di


specificare il punto della prima linea di estensione:
Specify first extension line origin or <select object>:
In pratica, con lo snap attivato, dobbiamo selezionare i due vertici di una
linea o di un oggetto al quale vogliamo applicare una quota.
Fatto click con il mouse sul primo punto infatti ci viene immediatamente
chiesto di inserire il secondo:
Specify second extension line origin:

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Inserito il secondo punto, vedremo comparire la linea di quota che segue
provvisoriamente i movimenti del mouse, per poter essere posizionata da una
parte o dall’altra della linea misurata.
Faremo click una terza volta con il mouse per definire la posizione finale
della linea di quota ed usciremo contemporaneamente dal comando.

Se subito dopo facciamo click con il tasto destro riattiveremo direttamente la


“linear dimension” per inserirne un’altra sul disegno.

Con il comando “linear dimension” potremo inserire quote che siano solo
orizzontali o verticali e che quindi misureranno gli oggetti solo
orizzontalmente o verticalmente o che comunque saranno ortogonali all’UCS
(assi X-Y).

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“Aligned Dimension” (Quota allineata)

Con “aligned dimension” , diversamente dalla linear, possiamo applicare


delle quote a degli oggetti o linee non ortogonali.
Il procedimento di creazione della quota è lo stesso della “linear dimension”,
quindi una volta attivato il comando si fa click sui due punti da misurare
(ricorda sempre di usare lo snap), poi si fa il terzo click per stabilire la
posizione della quota rispetto ai punti che stiamo misurando ed il comando è
concluso.

Vedi immagine di esempio seguente:

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“Radius Dimension” (Quota Raggio)

Con la “radius” quoteremo il “raggio” di un cerchio o di un arco.


Disegniamo un cerchio di raggio 50 dopodiché attiviamo la quota “radius”.
A questo punto facendo click su un punto qualsiasi del cerchio comparirà la
quota che come nei casi precedenti seguirà il movimento del mouse per
stabilirne la posizione finale la quale può essere all’interno o all’esterno del
cerchio.
Faremo quindi click una seconda volta per posizionare la quota e uscire dal
comando.
Il valore del raggio sulla quota, sarà preceduto dalla lettera R per
evidenziarlo.

“Diameter Dimension” (Quota Diametro)

Il comando “diameter” , in maniera del tutto uguale al comando radius,


quoterà il diametro di un cerchio o quello “virtuale” di un arco.
Il valore sulla quota sarà preceduto dal simbolo del diametro Ø.

Fai alcune prove, quotando un cerchio con raggio e diametro e posizionando


le quote all’interno e all’esterno del cerchio per vedere come vengono
rappresentati.

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“Angular Dimension” (Quota Angolo)

La dimensione “angular” serve per quotare degli angoli.


Il procedimento è sempre simile, avendo da quotare l’angolo di due linee che
si intersecano, si attiva il comando che in questo caso ci chiederà di
selezionare le due linee interessate.
Fai quindi click sulle linee per selezionarle e come nei casi precedenti
comparirà la nuova quota angolare, che seguendo il mouse potrà essere
fissata nella posizione voluta.
Come vedrai spostando la posizione dalla quota intorno alle linee è possibile
decidere di quotare l’angolo internamente o esternamente alle linee che si
intersecano come nell’esempio seguente:

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Per poter quotare un angolo non è necessario che le linee intersecanti si


tocchino o si incrocino attraversandosi; se le linee nell’immagine di esempio
mantenendo la stessa inclinazione fossero interrotte prima di intersecarsi, sarà
comunque possibile quotarle con una dimensione angolare.

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“Dimension Style” (Stile di quota)

Vediamo ora la parte un po’ più complicata, il comando “dimension style”

(stile di quota).

Sulla barra multifunzione lo troviamo


qua.

Attraverso questo comando imposteremo le varie caratteristiche delle quote,


facendo click sul comando si apre la seguente finestra,
Dimension Style Manager:

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Vediamo scritto in alto a sinistra la “Current dimension style: ISO-25” cioè


che lo stile di quota attualmente attivo è lo stile ISO-25.
Nella finestrina centrale è visualizzata una anteprima dello stile di quota
corrente dove ne visualizziamo le caratteristiche impostate, colore, tipo di
carattere, frecce ecc.
Normalmente si usa uno stile di quota singolo per ogni disegno, ma ne
potremmo usare anche più di un uno con caratteristiche diverse dal primo.
Attraverso i tasti “New” (nuovo) e “Modify” (modifica), si creerà un nuovo
stile di quota o modificheremo uno degli esistenti, in questo secondo caso si
deve prima selezionarlo sulla finestra Styles di sinistra e poi fare click sul
tasto “modify”.

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Per il momento optiamo per la seconda via, quindi seleziona lo stile ISO-25
già presente, che si evidenzierà in blu come nell’immagine sopra e poi click
sul tasto modifica.
Si aprirà la seguente finestra:

La finestra di modifica stile di quota è composta da alcune tabelle attraverso


le quali si impostano le caratteristiche degli stili di quota.

- Lines (Linee della quota)


- Symbols and Arrows (Simboli e frecce della quota)
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- Text (Testo della quota)
- Fit (Inserimento del testo sulla quota quando manca spazio)
- Primary Units (Unità primarie della quota)
- Alternate Units (Unità alternative)
- Tolerances (Simboli di tolleranza delle quote)

Prenderemo in esame le prime cinque.

-La tabella “Lines”, nell’immagine precedente, riguarda le linee che


compongono la quota.
Una quota è composta dalla “dimension line” (linea di dimensione) e dalle
“estension lines” (linee di estensione),

Attraverso la prima tabella si interviene su queste linee, potendone scegliere


rispettivamente il colore, il tipo di linea e lo spessore.
Alla voce “suppress” è possibile scegliere se rendere invisibile parte della
linea di dimensione e una o entrambe le linee di estensione.
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Normalmente intervengo solamente sul colore delle linee per distinguere le


quote dal resto del disegno.

Nelle caselle in basso a destra stabiliremo la lunghezza delle extension line


oltre la linea di quota e la distanza sempre delle stesse linee dal punto di
origine.

In alternativa è anche possibile attivare la misura fissa per le extension line e


impostarla nella casella in basso, in questo modo le linee di estensione
saranno tutte lunghe uguali indipendentemente dalla distanza che diamo alla
quota rispetto all’oggetto quotato.

Imposta questi valori in modo proporzionato al resto della quota e al disegno


sul quale stai lavorando.
Mentre facciamo queste modifiche vedremo aggiornarsi le quote nella
finestrina di anteprima, sulle quote reali eventualmente presenti nel disegno
verranno applicate al momento in cui le confermeremo con il tasto OK e
chiuderemo la finestra “dimension style”.

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-La seconda tabella “Symbols and Arrows” interviene principalmente sui


simboli (frecce) all’estremità della linea di dimensione, per i quali abbiamo
diverse varianti da scegliere.

Selezionare dall’elenco a discesa il simbolo desiderato, normalmente si usa


la “Closed fillet” o “Architectural tick”.

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-Sulla terza tabella “Text” impostiamo l’aspetto del testo della quota, quindi:

Text Style (selezionare uno stile di testo tra quelli creati per il testo
normale (nell’esempio lo Standard), volendo potremo quindi
impostare due caratteri diversi per il testo scritto sul disegno
e quello delle quote)
Text Color (il colore del testo)
Text Height (l’altezza del testo. Se abbiamo già stabilito una altezza
“nello stile di testo”,questa avrà valore anche per le quote
che utilizzano questo stile di testo. In caso contrario
possiamo impostare qui l’altezza desiderata per il testo delle
quote.

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Nell’area “Text placement”, impostiamo la posizione del testo rispetto alla


linea di quota.

Impostare come nell’immagine: vertical: Above e Horizontal: Centered


In questo modo il testo starà verticalmente sopra la linea di quota e
orizzontalmente centrato su questa.
Nella casella “Offset from dim line” impostiamo la distanza del testo dalla
linea di quota.

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Nell’area “Text alignment” lasciare spuntata la voce “Aligned with
dimension line” cosi il testo rimarrà allineato con la linea di quota.

-La quarta tabella, “Fit” serve a stabilire come la quota deve comportarsi
quando sulla dimension line non c’è abbastanza spazio per contenere insieme
il testo e le frecce della quota.

Lasciare tutto impostato come troviamo, vedi immagine seguente.

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-La quinta tabella “Primary Units” è la più importante:

Come vediamo nell’immagine si interviene separatamente sulle “Linear


dimensions” che sulle “Angular dimensions”, (cioè su dimensioni lineari e
angoli) a sinistra e a destra della tabella.
In entrambi i casi dobbiamo impostare:

Unit Format: (unita di misura utilizzate dalla quota)

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Impostare tramite la tendina su “Decimal” e “Decimal Degrees” (unità
decimali).
Precision: (numero di decimali da visualizzare sulle quote)
Selezionare la quantità di decimali in base alla precisione necessaria alla
quotatura di ciò che stiamo disegnando.
Es. se disegniamo delle opere di muratura potrebbe non essere indispensabile
visualizzare i millimetri sulle quote, mentre in altri tipi di disegno tecnico
possono essere importanti anche i decimi di millimetro.
In generale comunque può andar bene impostare a “0.00” cioè con due
decimali.

Per le quote lineari imposteremo anche i seguenti valori:

Round off: (con “round off” possiamo indurre le quote a misurare con
l’approssimazione che impostiamo in questo campo)

Se impostiamo ad esempio 0.5 i valori decimali delle quote saranno


approssimati a questo valore, per cui indipendentemente dalla quantità di
decimali che abbiamo impostato alla casella “Precision”, la quota li
trascurerà e ci darà una misura “falsata” approssimata a 0.5 decimali.

Quotando un disegno in centimetri con “Round off” a 0.5 avremo delle quote
con una approssimazione di mezzo centimetro per volta.

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Se invece impostiamo a 0.1 la quota sarà più precisa approssimando a un
millimetro per volta.
Se consideriamo le stesse quote in millimetri avremo nel primo caso (0.5)
una approssimazione di mezzo millimetro e nel secondo caso (0.1) una
approssimazione al decimo di millimetro.

Scale factor: (questo è il fattore di scala applicato alle quote)

Impostando questo valore ad esempio a 0.1, il valore delle quote sarà pari ad
un decimo del valore misurato.

Come già accennato nell’introduzione delle quote, può essere utile se


all’interno di un disegno usiamo due diversi stili di quota, uno per il disegno
di base e uno per i particolari ingranditi.
Se all’interno di un disegno abbiamo un particolare ingrandito di dieci volte e
lo quotiamo, il valore della quota sarà dieci volte maggiore rispetto alla quota
del modello di base.
Creando un altro stile di quota con uno “scale factor” impostato in questo
caso a 0.1, quoteremo i particolari ingranditi ottenendo valori uguali al
modello di base.
Eventualmente useremo colori diversi per il testo o le linee di quota dei sue
stili per differenziarli.

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Zero suppression:

Le caselle “Leading” e “Trailing” poste sotto alla voce zero suppression


servono, se selezionate, a togliere lo zero (quando presente), all’inizio
(Leading) e alla fine (Trailing) delle quote con i decimali.

Una quota di valore 0.57 verrà mostrata con .57 (Leading selezionato)
Una quota di valore 3.60 verrà mostrata con 3.6 (Trailing selezionato)

E’ possibile impostare lo zero suppression indipendentemente per le quote


lineari e angolari.
_____________________________________________________________

Finito di impostare le quote facciamo click in basso su Ok per chiudere la


finestra e poi sul tasto Close della finestra “Dimension style manager” per
chiudere anche questa.
A questo punto, se sono già presenti delle quote sul disegno dovrebbero
venire automaticamente aggiornate in base alla nuove impostazioni inserite.

Se abbiamo dimensioni appartenenti a stili di quota diversi, verranno


aggiornate soltanto quelle appartenenti allo stile modificato.

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Ogni nuova quota che inseriamo appartiene sempre allo stile di quota
corrente.

Con il comando “dimension update” (aggiorna dimensione) ,presente


sulla toolbar delle quote, possiamo aggiornare le eventuali quote sul
disegno allo stile corrente.

Per creare un nuovo stile di quota, riattivare il comando “Dimension Style”

Sulla finestra “dimension style manager” fare click sul tasto “new…”

Comparirà la seguente finestra:

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In questa finestra possiamo digitare in alto un nome per il nuovo stile di


quota “New style Name:”
Il nuovo stile riprenderà le impostazioni di uno già presente, selezionabile
alla seconda tendina “Start with:”
Sull’ultima tendina “Use for” lasciare “All dimensions” (tutte le dimensioni).
Facciamo click sul tasto “Continue” ed entreremo nella finestra di modifica
dello stile dove faremo le impostazioni necessarie, come abbiamo visto
prima.
Una volta terminato si fa click su OK e il nuovo stile è creato e compare con
il nome scelto nella lista con gli altri presenti.
A questo punto non rimane che renderlo “corrente” cliccando su “Set
current” e chiudere la finestra dimension style manager, per poterlo
utilizzare.

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“Dimension Update” (Aggiorna Dimensione)

Attivare il comando , dopodichè selezionare le quote interessate e poi


premere il tasto destro o invio per confermare la modifica.
Le quote selezionate saranno aggiornate allo stile di quota corrente ed il
comando sarà automaticamente concluso.

Questa funzione si rivela utile se andiamo a lavorare su un disegno esistente


e creiamo un nuovo stile di quota alternativo a quello già presente.

“Edit text” (Modifica manuale del testo delle quote)

Dopo aver creato delle quote potremo anche modificarne manualmente il


valore.

Per fare questo utilizzeremo ancora il comando “Edit Text” della “text
toolbar”, praticamente lo stesso che serve a modificare il normale testo.
Dopo aver fatto click sul comando selezioneremo la quota interessata e si
attiverà la funzione “text formatting” (modifica testo) similmente a come
avevamo già visto per il multiline text.
In alternativa è possibile fare doppio click sul testo della quota per editarlo.

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A questo punto il valore reale delle quota sarà evidenziato, per modificarlo lo
dobbiamo cancellare premendo il tasto “canc” sulla tastiera, e lo sostituiremo
scrivendo il valore desiderato.
Premiamo poi sul tasto OK della finestra di modifica per concludere il
comando.
La quota adesso indicherà un valore diverso dalla realtà, se volessimo
ripristinarlo alla misurazione reale riutilizzeremo lo stesso comando ma
questa volta al posto del testo inseriremo i simboli “minore e maggiore”, cioè
questi: < >
Digitando questi simboli con la tastiera, la quota tornerà a mostrare il valore
reale misurato.
Premi poi ancora il tasto OK per confermare ed uscire dal comando Edit.

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“Distance” (Distanza)

Il comando distanza si trova nella “toolbar” “inquiry” (interroga):

oppure a destra sulla barra dei comandi principale:


Serve per misurare la distanza tra due punti.
Attivato il comando si deve fare click, meglio se
usando lo snap, su due punti tra i quali vogliamo
misurare la distanza.
Il comando è subito concluso e sulla command line
appare la distanza misurata, a fianco della scritta
Distance = xxx.xxxx

Dobbiamo fare attenzione perché oltre alla distanza lineare ci vengono


restituiti anche altri valori, Delta X, Delta Y ecc.
A noi interessa il valore alla voce “Distance” o distanza.
Può darsi che non sia visibile in quanto, restituendo diversi valori, vengono
occupate due o tre linee della command line, per cui la distanza che è il primo
valore scritto, capita che rimanga fuori dalla command line.
In questo caso basterà fare click sulla freccia a destra della command line,
(Oppure premere “F2” sulla tastiera) per espanderla e vedere lo storico dei
comandi, tra cui la voce “Distance” con il valore riportato.

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Parte 7

STAMPA

Finalmente siamo giunti al momento di stampare il nostro lavoro,


normalmente avremo almeno una piccola stampante installata sul computer
con la quale potremo stampare su formati tipo A4 o A3, mentre per stampare
su grandi formati, tipo un A0 o anche maggiori, necessiteremo di un plotter.
Queste periferiche di stampa potranno essere installate sia localmente sul
nostro PC, che in rete, come capita di solito nelle aziende.
In pratica Autocad può utilizzare qualsiasi stampante che sia installata e
funzionante sul nostro sistema operativo (Windows).

“Plot” (Stampa)

Il comando “Plot” si trova sulla “standard toolbar”,

In alternativa possiamo aprire il menu facendo click su simbolo rosso di


Autocad in alto a sinistra e poi selezionare “Print” (Stampa).
Possiamo fare click sul classico menu “File” e selezionare “Plot”, oppure

possiamo semplicemente usare il relativo tasto ‘plot’, sulla la piccola


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barra di accesso rapido posta in alto sullo schermo.

Attivando il comando “Plot” si aprirà la seguente finestra:

Da qui gestiremo tutte le impostazioni necessarie per stampare ed infine


invieremo il disegno alla stampante o al plotter.
Come abbiamo già visto in molti altri casi, anche la finestra di stampa è
suddivisa in varie sezioni evidenziate da dei titoli, vediamole:

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Printer/plotter

Qui aprendo il menu a tendina dobbiamo selezionare la stampante da


utilizzare, tra le presenti installate sul sistema operativo.

Nella sezione “Paper size” (Formato carta) seleziona il formato desiderato,


tra quelli che la stampante utilizzata mette a disposizione. A4, A3, A2 ecc.

Su “Number of copies” impostiamo il numero di copie da stampare.

Nella finestrina a sfondo nero è rappresentato il foglio sul quale andremo a


stampare con le sue dimensioni.
All’interno di questo viene schematicamente inserita l’area che stiamo per
stampare, la quale, in base anche alla scala assegnata, sarà bordata di rosso
nel caso non rientri nelle dimensioni del foglio selezionato.

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“Plot area”: Qui sceglieremo la parte del nostro disegno che vogliamo
stampare.
Sul menu a tendina selezionare “Window” tra le voci disponibili.

Appena fatto dovremo selezionare sullo schermo la parte del disegno che
intendiamo stampare.
Faremo quindi click per due volte sullo schermo per definire una finestra
rettangolare che delimiterà ciò che vogliamo stampare.
Possiamo quindi selezionare una superficie leggermente esterna all’intero
disegno che abbiamo fatto oppure una parte di questo.
Appena definita l’area di stampa visualizzeremo di nuovo la finestra di
stampa, se necessario, facendo ancora click sul tasto “window” potremo
immediatamente ridefinire l’area da stampare.

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“Plot offset”:

In queste caselle potremo stabilire di quanti millimetri vogliamo spostare il


disegno, rispetto al bordo del foglio sul quale stiamo per stampare, nelle
direzioni orizzontale e verticale (X e Y)

In realtà ogni stampante non riesce a coprire interamente le dimensioni del


foglio selezionato ma lascerà del margine vuoto intorno ad esso.
Per ogni dimensione di carta selezionata avremo quindi un area effettiva di
stampa che sarà leggermente più piccola del foglio scelto.
I valori di “offset” impostabili qui, faranno quindi riferimento al bordo
dell’effettiva area di stampa.

Se spuntiamo la casella “Center the plot” (centrare la stampa), il disegno


stampato verrà centrato nell’area effettiva di stampa del foglio scelto.

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“Plot scale”:

Nell’area “plot scale” imposteremo il fattore di scala per il nostro disegno.


Se spuntiamo la casella “Fit to paper” (adatta al foglio), il disegno verrà
stampato alla massima scala consentita dalle dimensioni del foglio
selezionato, occupando quindi tutta l’area di stampa effettiva disponibile.

Lasciando questa casella vuota invece, possiamo andare ad impostare, nelle


altre caselle, il valore di scala desiderato.
Nel primo menu a tendina presente possiamo selezionare un valore di scala
tra le molte opzioni disponibili, 1:1 – 1:2 – 1:10 – 1:20 – 2:1 – 10:1 ecc.
Abbiamo anche valori in piedi e pollici, ma a noi non servono.

Impostando la scala col menu a tendina vediamo che gli stessi valori vengono
riportati nelle due caselle sottostanti. Volendo è possibile infatti inserire
manualmente in queste due caselle il valore di scala desiderato, anche se
diverso dai valori predefiniti presenti nella tendina, anzi il loro scopo sarebbe
proprio questo.
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Importante è impostare nell’altra tendina più piccola, i millimetri “mm” e non


i pollici “inches”.

Leggeremo quindi che 1 mm stampato è uguale a 1 unità del disegno in


Autocad

Oppure che 1 mm stampato è uguale a 20 unità del disegno in Autocad

Il valore 1:1 corrisponderà al “vero”, infatti una unità del disegno


corrisponderà ad un millimetro stampato su carta.
__________________________________________

A questo punto viene la parte un po’ più complicata, dobbiamo tener presente
come “noi” abbiamo deciso di interpretare le unità di Autocad quando
abbiamo fatto il disegno, se in millimetri o centimetri.

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Per esempio se abbiamo disegnato un quadrato di 100x100 unità
considerandole mm, se lo stampiamo in scala 1:1 il quadrato risulterà su carta
di 100x100 millimetri.

Lo stesso quadrato potrebbe rappresentare la pianta di un tavolo di 100 cm x


100cm
In questo caso considereremo una unità di Autocad pari ad un centimetro.
Stampandolo come prima in scala 1:1 su Autocad otterremo su carta lo stesso
quadrato di 100x100 mm, o se vogliamo 10x10 cm…
Questa misura quindi corrisponde ad un decimo del tavolo che nella realtà
sarebbe 1 metro x 1 metro… abbiamo fatto pertanto un disegno che sulla
carta è in scala 1:10 rispetto all’oggetto reale che vogliamo rappresentare.

Quindi considerando le unità di Autocad in millimetri una stampa impostata


in scala 1:1 corrisponderà a 1:1 cioè al “vero”.
1:2 sarà 1:2, 1:10 sarà 1:10, 1:20 sarà 1:20 ecc. Diciamo che considerare le
unità come millimetri sarebbe lo standard da adottare.

Ma come abbiamo visto non è sempre cosi perché se disegniamo una stanza è
più facile definirne le dimensioni in ‘cm’ che non in ‘mm’.

Considerando dunque le unità come centimetri, una stampa impostata in scala


1:1 corrisponderà su carta a 1:10.

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1:2 sarà 1:20, 1:5 sarà 1:50, mentre se vogliamo stamparla al vero
imposteremo 10:1.

Ciò apparirà evidente se capiterà di dover stampare un disegno fatto da altri,


in quel caso la prima nostra preoccupazione consisterà nel capire in che
termini sono state considerate le unità dal disegnatore.
Normalmente saremo a conoscenza del tipo di oggetto che è stato disegnato e
sul quale stiamo lavorando, cioè se è una planimetria di una casa, mobili,
oggetti meccanici ecc.
Da qui saremo in grado di valutare, misurando con il comando “distanza”, un
oggetto sul disegno di cui conosciamo la “natura” quindi le proporzioni,
rapportando poi la misura ottenuta su Autocad con la sua misura nella realtà.
Faccio un esempio: apro il disegno della pianta di una casa che devo
stampare, le sue unita potrebbero essere state considerate dal disegnatore in
millimetri, centimetri o anche metri.
Per capirlo misurerò la distanza di un oggetto di cui orientativamente posso
conoscere le proporzioni, lo spessore di una parete, o la larghezza di una
porta.
Se la misura dello spessore di una parete mi darà risultato 200 evidentemente
il disegno è considerato in mm dato che lo spessore di una parete può essere
nella realtà di 20 cm.
Se la misura mi darà 20 il disegno è stato interpretato in cm.
Se la stessa misura mi darà 0.2 significa che le unità sono state interpretate in
metri.

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Stampando un disegno interpretato in metri con una scala di 1:1 risulterà su
carta in scala 1:100.
Dovremo quindi prestare attenzione a queste valutazioni; alternativamente, in
alcuni casi è utile scalare tutto il disegno con il comando “scala” per
dimensionarlo a delle unità più “familiari”, quindi scalando il disegno di cui
parlavo per 100, la parete di spessore 0.2 risulterà di 20.
Ho quindi fatto corrispondere le unità ai centimetri, che per me sono più
facili da interpretare sia per disegnare che al momento di impostare la scala
per la stampa.

Sarà inoltre importantissimo ricordarsi di scrivere sul disegno il fattore di


scala che questo rappresenta sulla carta, (il quale come abbiamo visto non
sarà necessariamente uguale a quello impostato per stampare), in modo da
rendere evidente ad un eventuale collaboratore che visionerà il disegno
cartaceo, le proporzioni di questo rispetto alla realtà.

Quindi, in base alla scala impostata per stampare, il disegno risulterà su carta
più o meno grande e di conseguenza dovremo usare diversi formati di carta in
base a questo.
E’ probabile che dovremo creare insieme al disegno anche una mascherina
sulla quale riporteremo l’eventuale azienda con il logo, titolo del disegno,
descrizione, scala ecc.

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Le dimensioni della mascherina sul disegno stampato, che normalmente
corrispondono ad un foglio di carta A4 (210x297 mm sulla base della quale
può esser piegato il disegno), dovranno rimanere sempre uguali
indipendentemente dal fattore di scala utilizzato.
Dobbiamo quindi scalare la mascherina per adattarla al fattore di scala
utilizzato per stampare.
Quindi:
210x297 in scala 1:1
La scaleremo il doppio per la stampa 1:2, quindi verrà 420x594
La scaleremo per 10 volte per una stampa in 1:10 e verrà 2100x2970 ecc.

Dalla misura della mascherina (se sappiamo che vengono utilizzate queste
proporzioni) possiamo anche inversamente risalire al fattore di scala per il
quale va stampato un disegno fatto da altri.
_____________________________________________________________

Bene, giunti all’impostazione corretta della scala potremo premere il tasto


OK ed inviare il disegno alla stampante che farà il resto del lavoro…
Ma andiamo avanti…

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“Plot style” (Stile di Stampa)

Ancora sulla finestra di stampa troviamo la sezione:

“Plot style table (pen assignments)”:

Con Autocad è possibile assegnare ad ogni colore utilizzato nel disegno un


diverso spessore sulla stampa.
Per farlo si utilizza la tavola per lo stile di stampa “plot style table”

Cliccando sulla freccia che apre la tendina dei plot styles, vediamo che ce ne
sono diversi già presenti.
Ogni plot style corrisponde ad un file, questi files vengono installati insieme
all’Autocad in delle cartelle specifiche, e ne possiamo creare anche altri.

Selezioniamo -acadlt.ctb- , fatto questo si attiva il tasto a lato / .


Facciamo click su questo e si aprirà la “polt style table” (tavola dello stile di
stampa).

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Su questa dovrebbe già essere selezionata in alto la tabella la tabella “Form


view” altrimenti selezionala, avremo quindi la tabella come nell’immagine
sopra.
Su questa tabella possiamo scorrere sulla sinistra tra tutti i 255 colori di base
disponibili.

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Selezionando un colore è possibile successivamente impostarne diverse
impostazioni nelle voci sulla destra della finestra, relative al colore
selezionato.
Color:
Dither:
ecc.

Per il momento ci interesseremo della voce “Color” e “Lineweight” (colore e


spessore della linea)
Alla voce “Color” apriamo un menu a tendina dove possiamo scegliere per
ogni colore se usare il colore originale oppure un altro diverso.
Quando stampiamo, ad un colore visualizzato nel disegno in Autocad
corrisponderà sulla stampa il colore impostato qui.
Questo è utile perché ci permette ad esempio di utilizzare vari colori
all’interno del disegno e di poterli poi stampare tutti in nero sulla carta.
Per fare questo imposteremo quindi ai colori che vogliamo, il colore nero,
nella finestra del “plot style”.

Se selezioniamo il plot style -monochrome.ctb- vedremo che i colori sono già


tutti impostati in questo senso.

Alla voce “Lineweight” corrisponde un altro menu a tendina per mezzo del
quale selezioniamo uno spessore tra molti presenti: 0.1 - 0.2 - 0.5 ecc.

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Selezioneremo quindi per ogni colore che ci interessa (normalmente i primi
sette) e che abbiamo usato nel disegno, differenti spessori in base a ciò che
vogliamo maggiormente evidenziare o meno sul disegno stampato.
Queste impostazioni infatti non modificano lo spessore delle linee
visualizzate sullo schermo ma soltanto sulla stampa, inoltre essendo
contenute in un file apposito, possono essere richiamate al momento di
stampare ogni file di disegno di Autocad.
Una volta impostati a piacimento gli spessori da usare possiamo fare click sul
tasto “Save & Close” per sovrascrivere il plot style “acad.ctb” o ancora
meglio, facciamo click sul tasto “save as” per salvare un nuovo file con il
nostro plot style personalizzato e dopo su “Save & Close” per chiudere la
finestra del plot style.

“Shaded viewport options”:

Nell’area seguente lasciare tutto invariato:


Shade plot = As diplayed
Qualità = Normal

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“Plot options”:

Su Plot options impostare/lasciare come nell’immagine seguente:

Spuntando la voce “Plot with plot styles” (Stampa con il plot style)
indichiamo al programma di utilizzare il file di plot style che abbiamo
selezionato in precedenza, con le relative impostazioni per lo spessore delle
linee.

Attenzione anche alla casella “Plot object lineweights” la quale definisce se


stampare lo spessore delle linee come definito sul disegno attraverso le
proprietà, qualora avessimo usato questa funzione.
Normalmente è preferibile usare il plot styles con gli spessori riferiti ai
colori ma potrebbe anche tornare utile il contrario o entrambe le possibilità
combinate.

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“Drawing orientation”:

Infine alla voce Drawing orientation imposteremo se impaginare l’area


selezionata da stampare in modo verticale o orizzontale “portrait o
landscape” rispetto al foglio.

Nell’icona del foglio, la “A” al centro rappresenta il disegno che stamperemo


e quindi il suo orientamento rispetto al foglio.
Cambiando impostazione da Portarait a Landscape vedremo questa “A”
cambiare orientamento rispetto all’immagine del foglio sottostante.

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“Preview” (Anteprima di Stampa)

Finalmente abbiamo impostato tutto il necessario e siamo pronti per inviare il


disegno alla stampante.
Per vedere in anteprima di quello che stamperemo possiamo fare click sul
tasto “Preview” in basso a sinistra sulla finestra di stampa.

Ci verrà mostrata quindi l’anteprima del foglio con il disegno che passeremo
alla stampante.
L’immagine di anteprima mostrerà il disegno tenendo conto anche delle
impostazioni del “plot style” (spessori e colori) per cui ciò che visualizziamo
qui corrisponde esattamente a quello che verrà stampato.
Sull’anteprima di stampa facciamo click con il tasto destro del mouse.
Apparirà una piccola finestra con varie opzioni.

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Con “Zoom” e “Pan” possiamo visualizzare l’anteprima più o meno da vicino


e possiamo spostarci su di essa per esaminarla in dettaglio.
Selezionando “Plot” inviamo direttamente il disegno alla stampante dalla
schermata di anteprima.
Selezionando “Exit” usciamo dall’anteprima e torniamo alla finestra di
stampa.
Da qui premendo OK invieremo il disegno alla stampante.

Le stesse opzioni sono presenti in alto sulla sinistra della finestra di


anteprima con dei tasti corrispondenti ai comandi appena descritti.

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Vediamo infatti il primo tasto “plot” e i quattro seguenti che corrispondono al


“pan” - “zoom dinamico” – “zoom finestra” – “zoom precedente” ed infine
“Exit”.

“Printer Properties” (Proprietà della stampante)

Abbiamo visto quindi tutti i passaggi necessari per inviare una stampa, ma
facciamo ancora un passo indietro, alla voce Printer/plotter sulla finestra di
stampa

In questa sezione possiamo scegliere uno dei dispositivi di stampa tra quelli a
disposizione del nostro PC.

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Queste stampanti saranno quindi già installate sul sistema operativo e
normalmente utilizzabili anche con gli altri programmi diversi da Autocad.

Normalmente queste periferiche avranno già delle impostazioni stabilite per


quanto riguarda il formato della carta, la qualità di stampa, il colore ecc.
Per modificare queste impostazione dobbiamo cercare la cartella di sistema
“Stampanti e fax”.
Selezionando poi la stampante interessata e facendo click su di essa con il
tasto destro, poi sulla voce proprietà ed infine su “preferenze di stampa”,
entreremo nell’interfaccia della stampante sulla quale sono impostate le
suddette impostazioni “di base”.
Quando in Autocad sulla finestra di stampa si sceglie una stampante
vengono utilizzate quindi le impostazioni di base di questa periferica.

Se però a questo punto facciamo click sul tasto “Properties” apriremo la


seguente finestra:

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Su questa, se clicchiamo su “Custom Properties…” entriamo direttamente


nell’interfaccia della stampante utilizzata, dove potremo modificare le

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impostazioni di questa, cioè qualità di stampa, utilizzo del colore, formati di
carta con misure personalizzate ecc.

Queste impostazioni tuttavia non possono sostituire quelle “di base” settate
dal sistema operativo, se le modifichiamo infatti quando facciamo click su
OK per confermarle ed uscire dalla finestra “Custom properties” viene
visualizzata la seguente richiesta:

Questa finestra ci chiede se salvare le impostazioni appena fatte su un file


temporaneo che verrà utilizzato solo per una stampa, oppure spuntando la
seconda voce verranno salvate in un file .PC3.

Scegliendo questa seconda opzione e poi premendo OK, salveremo


all’interno di Autocad una copia del driver di stampante con le nostre
impostazioni personalizzate.

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Questa copia rimarrà presente tra i dispositivi di stampa utilizzabili da
Autocad ma sarà rappresentata da un icona diversa e in fondo al nome avrà
estensione .pc3

Questo ci permette di poter avere delle impostazioni di stampa personalizzate


indipendentemente dall’impostazione di base della stampante settata su
“Windows” che in questo modo rimarrà invariata.

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Percorso dei file di salvataggio automatico:

Vediamo un ultima cosa, vai nelle opzioni, attraverso il menu


“tools>options”, (strumenti>opzioni).
Nella finestra delle opzioni seleziona la tabella “Files”

Sotto la voce “Automatic Save File Locations” trovi il percorso dove


Autocad esegue i salvataggi automatici, (lo avevamo impostato perché
salvasse ogni 10 minuti nelle impostazioni preliminari “Cap. 1”).

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Innanzitutto ti consiglio di sostituire questo percorso con uno di più facile
accesso, creando magari una nuova cartella “temp” sotto c:\.
Lo puoi fare selezionando su questa finestra il percorso attuale e poi facendo
click sul tasto “browse” (sfoglia) per poi selezionare la cartella desiderata
dove verranno eseguiti i salvataggi automatici

Se vai con esplora risorse di Windows in questa cartella, troverai salvati


alcuni files con estensione “.sv$” ad esempio “Disegno1.sv$”

Se non vedi l’estensione dei files dipende da una impostazione di windows.


Da “esplora risorse” o “risorse del computer” fai click sul menu
“Strumenti” oppure su “Visualizza”, poi cerca le “opzioni cartella”, sulla
finestra che appare seleziona la cartella “Visualizzazione”

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Qui cerca e deseleziona la voce “nascondi le estensioni per i tipi di file


conosciuti”
Clic su OK per chiudere, adesso vedrai le estensioni dei file.

Rintracciato dunque il file con estensione .sv$ lo rinomini (tasto


dx>rinomina).
Sostituisci l’estensione sv$ con dwg
Disegno1.dwg

Fatto questo è possibile aprire questo file come un normale disegno di


Autocad… e “fortuna” abbiamo recuperato un disegno che rischiava di
andare perso, magari perché è saltata la corrente mentre disegnavamo e
guarda caso ci eravamo dimenticati di salvare il disegno. Ti assicuro che
capita…

Tornando alla tabella “File” della finestra “Opzioni”, troviamo anche il


percorso dove sono salvati i file di “Plot style”.
Si trova sotto la voce “Printer support file path” (Percorso dei file di supporto
stampante) e “Plot style table search path” (Percorso di ricerca tabella stili di
stampa)
Qua sono presenti i file con estensione .ctb nei quali come abbiamo visto
impostiamo gli spessori dei colori quando stampiamo.

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Parte 8

FUNZIONI AVANZATE 2D

Passeremo adesso a descrivere alcuni comandi e funzioni più avanzate del


programma.

I “GRIP”

Anche se non sono stati ancora descritti all’interno di questo corso,


sicuramente chi ha provato a lavorare col programma avrà notato quei
quadratini colorati che appaiono ai vertici ed al centro degli oggetti, quando
questi vengono selezionati direttamente con il mouse senza aver prima
avviato alcun comando di Autocad.

Questi quadratini colorati sono i “Grip” e possono essere a loro volta


selezionati, singolarmente o anche più di uno, nel secondo caso tenendo
premuto il tasto “Maiusc” sulla tastiera prima di selezionarne due o più, la
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stessa cosa anche per deselezionarli.
Per eseguire la selezione dei Grip non potremo eseguire delle ‘finestre di
selezione’ ma si dovrà fare click direttamente sui singoli quadratini, i quali si
evidenzieranno cambiando di colore.

Per selezionare due o più Grip si deve tenere premuto il tasto “Maiusc”;
dobbiamo successivamente lasciare il tasto “Maiusc” e selezionare il Grip
che sarà il punto base rispetto al quale verranno eseguite le modifiche.

Per uscire dalla funzione dei Grip e quindi dalla selezione dell’oggetto
basterà premere il tasto “Esc” sulla tastiera.

I Grip sono una possibile “scorciatoia” per eseguire determinati comandi che
già conosciamo.
La prima cosa che vediamo infatti, dopo aver selezionato un Grip posto sul
vertice di un oggetto, è che spostando il mouse e facendo click su un altro
punto verrà spostato il vertice dell’oggetto.
Ciò corrisponde praticamente al comando “Stira”.
Dopo aver selezionato dei Grip, premendo la barra dello spazio, passeremo in
successione attraverso i comandi: Stira, Sposta, Ruota, Scala, Specchio.

Facendo eccezione per la prima funzione “Stira”, che agirà soltanto sui Grip
selezionati, le altre funzioni, sposta ruota ecc. agiranno sull’intero oggetto
(od anche su più oggetti selezionati) attivando anche un solo Grip.

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L’utilizzo dei Grip è soggettivo, personalmente mi capita di usarli per stirare


uno o due vertici degli oggetti oppure se devo ampliare o ridurre un cerchio
in modo casuale, ma in generale utilizzo i normali comandi dedicati alle varie
funzioni, sposta, scala, ecc.

Il comando “Array” (Serie).

Questo comando serve per creare delle copie multiple di uno più oggetti in
“serie” come suggerisce il nome stesso del comando.
In realtà in questo comando ne sono racchiusi tre in quanto possiamo creare
tre diversi tipi di serie di oggetti.

Rectangular Array (Serie Rettangolare)

Polar Array (Serie Polare)

Arraypath (Serie lungo traiettoria)

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Rectangular Array (Serie Rettangolare)

Con la “serie rettangolare” possiamo distribuire ortogonalmente una serie


di copie di uno o più oggetti sull’asse X od Y oppure entrambe
contemporaneamente.
Partendo quindi dalla selezione degli oggetti che intendiamo copiare si vanno
poi a stabilire il numero delle righe e delle colonne per le quali vogliamo che
vengano ripetute le copi degli oggetti.
In seguito andremo a stabilire la distanza che vogliamo interporre tra le copie
sia sull’asse X che sull’asse Y, quindi in orizzontale e verticale.
Alla fine del comando avremo ottenuto un area, quadrata o rettangolare (in
base al numero di copie impostate e alla distanza tra di esse sugli assi X e Y),
formata dalle copie degli oggetti stabiliti.

>
Vedremo ora come eseguire passo per passo queste operazioni con Autocad
2015/2016.
(Con le vecchie versioni di Autocad questo comando veniva gestito in
maniera leggermente diversa).

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Per attivare il comando “serie rettangolare” fai click sul relativo tasto ,
posto sulla “modify” (edita) toolbar o sulla barra multifunzione.
Una volta attivato il comando ci viene chiesto di selezionare uno o più
oggetti da copiare, eseguiamo la selezione e premiamo invio per conferma.

Ricorda di leggere sempre la Command line dove vengono suggeriti i


passaggi da eseguire.

Una volta selezionato l’oggetto vediamo comparire un’anteprima suggerita


dal programma, di un ipotetico array, cioè vediamo apparire alcune copie
dell’oggetto in orizzontale e verticale rispetto all’oggetto di origine.
Se stiamo usando l’interfaccia con la barra multifunzione a questo punto
vediamo che questa cambia aspetto mostrandoci le funzioni relative alla
creazione dell’array.

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In questa barra possiamo andare ad impostare i vari valori per l’esecuzione


del comando:
Numero di colonne / numero di righe - “columns/rows”
Distanza tra le colonne / distanza tra le righe - “between”
O in alternativa e se necessario si può anche inserire l’ingombro totale di
righe e colonne.
Possiamo poi indicare se eseguire un array associativo oppure no, tramite
l’apposito tasto e quando siamo pronti chiudiamo il comando con il tasto
“close array”.

Se invece usiamo l’interfaccia classica non visualizzeremo la barra sullo


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schermo, dovremo quindi fare riferimento alla Command line che come
sempre ci suggerisce i passaggi necessari.

In questo caso vediamo che viene scritto:


“Select grip to edit array or [ ]” (Seleziona I grip per editare l’array)
Nell’immagine precedente avrai visto che quando Autocad crea l’anteprima
dell’array sono presenti alcuni “grip” al suo interno.

Come suggerisce il programma possiamo selezionare questi “grip” per


intervenire sull’array:
Selezionando uno dei più “esterni”: la freccia in alto, quella più a destra, o il
quadratino in alto a destra, trascinando poi il mouse andiamo ad impostare in
maniera “visuale” in numero di copie che vogliamo rispetto all’asse X e Y.
Nello stesso momento sulla command line possiamo inserire numericamente

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il numero di copie voluto.
Selezionando le frecce più interne andiamo ad intervenire sulla distanza tra le
copie da creare, intervenendo su di una asse per volta; anche qui una volta
selezionato il grip vediamo che la distanza tra gli oggetti in anteprima segue
il movimento del mouse e nello stesso tempo possiamo inserire
numericamente la distanza voluta sulla command line.

Altra alternativa è utilizzare le opzioni suggerite sulla command line


all’interno delle parentesi quadre [ ].

Una volta attivato il comando e selezionato l’oggetto da copiare in serie,


possiamo scegliere l’opzione <COUnt> (<CONteggio>)

Digitare le abbreviazioni indicate in maiuscolo e premere invio, quindi in


questo caso digitare COU oppure CON poi premere invio

Successivamente ci viene chiesto di inserire il numero di righe:


Digitare il numero desiderato e premere invio.

Adesso, come richiesto, dobbiamo digitare il numero di colonne:


Digitare il numero desiderato e premere invio.

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A questo punto rimane da impostare la distanza che vogliamo avere tra le


copie dell’oggetto, sia in verticale che in orizzontale.
In questo caso però non vorremo stabilire visualmente la distanza tra le copie
perché molto probabilmente avremo bisogno di un valore ben preciso di
spaziatura tra gli oggetti, quindi tra righe e colonne.
Andremo ad inserire numericamente con la tastiera questi valori, che
dovremmo aver calcolato prima di eseguire il comando “serie”*.

*Questo almeno con le vecchie versioni di Autocad, mentre le più recenti ci


vengono in aiuto potendo creare delle serie dette “associative” che
descriverò in seguito.

Seguendo quindi quello che viene suggerito sulla command line dobbiamo
adesso scegliere l’opzione <Spacing> (<Spaziatura>)

Digtiamo quindi S e premiamo invio.

Successivamente il comando ci chiede di inserire la distanza tra le righe (asse


Y), inseriamo quindi il valore desiderato con la tastiera e premiamo invio.

Adesso è la volta della distanza tra le colonne (asse X), digitiamo con la
tastiera e premiamo invio.

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A questo punto la serie viene creata sullo schermo, premi ancora una volta
invio o tasto destro del mouse per confermarla ed uscire dal comando.

Facciamo quindi una prova pratica.


Disegna due linee di 50 unità con un angolo di 90° tra loro, come se fossero il
lato sinistro ed inferiore di un quadrato.
Esegui poi un “offset” di 5 unità su entrambe le linee verso l’interno
dell’ipotetico quadrato, ottenendo una figura come questa:

Attiva il comando “Serie rettangolare” e seleziona le linee disegnate.


Stabilisci un numero a piacere di righe e colonne ad una distanza di 50 unità
sia sull’asse Y che X.
Otterrai in questo modo una serie come nell’immagine seguente, la quale non
avrà linee sovrapposte.

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Riepilogo:
- Si attiva il comando
- Si selezionano gli oggetti da copiare in serie
- Si stabiliscono il numero di righe e di colonne da creare con la serie
- Si stabilisce la distanza tra le righe e le colonne
- Una volta creata la serie si preme invio per uscire dal comando.

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Polar Array (Serie Polare)

Con il comando “serie polare” è possibile eseguire una copie in serie di


oggetti ruotandoli intorno ad un asse.
Per fare un esempio, attraverso questo comando possiamo distribuire delle
sedie intorno ad un tavolo rotondo.
Iniziando anche in questo caso dalla selezione degli oggetti che intendiamo
copiare, si va poi a stabilire il punto centrale della serie polare, cioè l’asse di
rotazione intorno al quale verranno create le copie.
Successivamente si stabilisce il numero delle copie che vogliamo creare e
infine l’angolo di rotazione per il quale siano distribuite le copie impostate.
Potremmo ad esempio volere 6 copie di un oggetto distribuite su di un
cerchio completo (360°) oppure soltanto sulla metà (90°)

Vedi immagini seguenti:

>
Oggetto di base 10 copie su un angolo di 360°

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Per attivare il comando “serie polare” fai click sul relativo tasto , posto
sulla “modify” (edita) toolbar, oppure sulla barra multifunzione*.

*(Fare click sulla freccia accanto al comando rectangular array per


espandere i relativi tasti).

Una volta attivato il comando ci viene chiesto di selezionare uno o più


oggetti da copiare, eseguiamo anche qui la selezione e premiamo invio o
tasto destro per confermarla.
Dopo aver selezionato gli oggetti dobbiamo “specificare il punto centrale
della serie”, cioè l’asse di rotazione intorno al quale sarà creata la serie
polare.
Facciamo quindi click con il mouse sul punto che ci interessa rispetto
all’oggetto da copiare.

Questo punto potrebbe coincidere con il centro di un altro oggetto presente


nel disegno (es. un tavolo) od altro.

Anche in questo caso se usiamo l’interfaccia più recente, giunti a questo


punto compare in alto una barra di comandi per intervenire sulle impostazioni
dell’array polare e si crea sullo schermo un array di esempio sul quale
intervenire secondo le nostre necessità.

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Stabilito il punto centrale, Autocad chiede di “digitare il numero di elementi”


della serie “Items”.

Passiamo infine a specificare “in gradi” l’angolo da riempire; in questo caso


possiamo stabilire, o un angolo che vogliamo tra i singoli oggetti “between”,
oppure l’angolo completo di rotazione per il quale vogliamo che sia
distribuito il numero di copie scelte, “Fill”.
Come sempre digitiamo i valori e premiamo invio per confermarli.
Se vogliamo eseguire una serie su di un cerchio completo inseriremo 360.
Una volta definito l’angolo la serie viene creata sullo schermo ma il comando
non è ancora concluso, dobbiamo premere ancora invio o tasto destro del
mouse per confermare la serie ed uscire dal comando.

Utilizzando l’interfaccia classica non avremo in alto la barra per


l’inserimento dei dati e anche in questo caso ci dovremo servire delle opzioni
suggerite sulla command line:

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“Select grip to edit array or [ ]” (Seleziona I grip per editare l’array)


Anche per il polar array Autocad creerà un anteprima dell’array con alcuni
“grip” al suo interno.

Il primo “grip” a forma di freccia, vicino all’oggetto di origine, interverrà


sull’angolo tra gli elementi, selezionandolo e muovendo il mouse vedremo
variarlo sull’anteprima.
In questo momento possiamo fare click con il mouse per stabilirlo a vista o
digitare il valore desiderato con la tastiera e premere invio.

Il secondo “grip” a forma di freccia interverrà sul numero di copie da fare


dell’oggetto di origine.
Possiamo selezionarlo e andare a stabilire spostando il mouse il numero di
copie, o inserire manualmente il numero necessario.
Infine premere ancora invio per terminare il comando.

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Riepilogo:
- Si attiva il comando
- Si selezionano gli oggetti da copiare in serie
- Si stabilisce il punto centrale della serie polare
- Si stabilisce il numero delle copie che vogliamo creare
- Si digita l’angolo da riempire con la serie
- Una volta creata la serie si preme invio per uscire dal comando.

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Arraypath (Serie lungo traiettoria)

Con il comando “arraypath” possiamo creare una serie distribuita lungo un


percorso, il quale sarà definito da una linea, un arco, od una “spline”, che
dovrà essere già presente sul disegno.

Vedi immagini seguenti:

>
Oggetto di base Serie eseguita lungo l’arco

Per attivare il comando “serie lungo traiettoria” fai click sul relativo tasto

posto sulla “modify” (edita) toolbar.


Attivato il comando ci viene chiesto di selezionare uno o più oggetti da
copiare, eseguiamo la selezione e premiamo invio o tasto destro per
confermarla.

A questo punto sulla command line appare:


“Select path curve” (Selezionare la curva della traiettoria)

Dobbiamo selezionare l’oggetto che rappresenterà il percorso lungo il quale


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verrà creata la serie, pertanto prima di eseguire questo comando dovremmo
già avere disegnato questo oggetto sul disegno.

Selezioniamo la curva della traiettoria, (in questo caso non serve premere
invio per confermare la selezione) Autocad creerà l’anteprima dell’array
dopodiché sulla command line verrà scritto:

“Select grip to edit array or [ ]” (Seleziona I grip per editare l’array)

Selezionando il “grip” a forma di freccia vicino all’oggetto di origine


interveniamo sulla distanza tra gli oggetti disposti lungo la traiettoria.
Se spostiamo il mouse sulla curva selezionata vedremo spostarsi le copie
lungo di essa.
Possiamo anche in questo caso stabilire visualmente la distanza tra gli oggetti
e confermarla facendo click con il mouse, oppure digitare il valore della
distanza desiderato e premere invio.

Questo valore andrà a influenzare anche il numero di oggetti creati nella


serie in quanto Autocad la distribuisce di default su tutta lunghezza della
traiettoria scelta.
Se invece selezioniamo l’opzione I “Items” o (EL “ELementi”) con la
tastiera, il comando chiederà in successione la distanza tra gli elementi e il
numero di questi, che pertanto potranno non essere distribuiti su tutta la
lunghezza della traiettoria.

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Una volta definiti i parametri, la serie viene creata sullo schermo e dobbiamo
premere invio o tasto destro del mouse per confermare la serie ed uscire dal
comando.

Anche per questo tipo di array vale quanto detto per i precedenti riguardo
all’utilizzo o meno dell’interfaccia con la barra multifunzione e la presenza o
meno della relativa barra di editazione del comando.

Su questa vediamo che di default la voce “Items” (elementi) per questo array
è disattivata ma basterà fare click sull’icona accanto alla voce per attivarla e
poter inserire il numero di copie voluto si potrà quindi distribuire l’array
solo parzialmente rispetto alla lunghezza della traiettoria scelta.

Riepilogo:
- Si attiva il comando
- Si selezionano gli oggetti da copiare in serie
- Si seleziona la curva della traiettoria
- Si definisce la distanza tra gli elementi da copiare
- Una volta creata la serie si preme invio per uscire dal comando.
________________________________________________________

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Serie associative:

Durante la descrizione dei comandi serie ho fatto accenno alle “serie


associative”.
Questa funzionalità è stata inserita con Autocad LT 2012 e fa sì che le serie
possano essere create come se fossero un unico oggetto (similmente ai
blocchi che vedremo dopo), mentre nelle versioni precedenti e quindi con le
serie non associative, gli oggetti copiati in serie rimanevano poi indipendenti.
Come abbiamo visto quando creiamo una serie è possibile stabilire se questa
è di tipo associativo oppure no.

Lo possiamo fare agendo sull’apposito tasto nella barra multifunzione


dell’array, oppure durante la creazione dello stesso digitando l’opzione AS.
Se scriviamo AS e premiamo invio, il comando ci chiede se creare la serie in
modo associativo oppure no.

Dovremo adesso digitare N e premere invio per creare una serie non
associativa.
Di default Autocad creerà serie associative e queste sono utili perché ci

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permettono di modificarne i parametri anche dopo che sono state create.
Ciò è più facilmente intuibile se lavoriamo utilizzando la nuova interfaccia di
Autocad, in questo caso se dopo aver creato una serie associativa ci facciamo
click sopra selezionandola, appare la seguente toolbar in alto:

Come vediamo sulla toolbar viene visualizzato il tipo di serie selezionata ed i


vari parametri come numero di colonne e di righe e la distanza tra di esse.
Possiamo dunque modificare questi valori che avevamo impostato durante la
creazione della serie, ma anche modificare l’oggetto di origine o sostituire
uno o più elementi della serie con un altro oggetto presente nel disegno,

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facendo click sui relativi tasti.
Prova a fare dei tentativi seguendo le indicazioni sulla command line.
Una volta terminate le modifiche premere “Esc” per uscire dalla modifica
della serie.

Se vogliamo togliere l’associatività ad una serie fatta, basterà premere il

comando “esplodi” e selezionare la serie sullo schermo.

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I Blocchi

In Autocad un “blocco” è un disegno composto da più elementi raggruppati


in un unico oggetto.
Gli elementi che compongono il blocco possono avere proprietà diverse tra
loro, come layer di appartenenza, colore, tipo di linea ecc.
Questi oggetti composti possono essere creati e definiti all’interno di un file
di disegno; qui rimangono memorizzati all’interno del file anche se non sono
visualizzati sullo schermo e possono essere richiamati ed inseriti nel disegno
effettivo quando ne abbiamo bisogno.
Per comprendere meglio supponiamo di aver disegnato un oggetto (ad es. una
sedia) che pensiamo possa essere utile riutilizzare anche in altri progetti.
Una soluzione per non doverla ridisegnare ogni volta è quella di trasformarla
in un blocco ed “archiviarla” all’interno del file in modo da poterla
richiamare ogni volta che servirà nel disegno corrente ma anche in altri,
recuperandola da questo file.
Potremmo quindi teoricamente avere a disposizione una libreria di blocchi di
disegni più o meno complessi, da poter inserire nel progetto che stiamo
eseguendo secondo le nostre necessità e con il vantaggio di poter gestire ogni
blocco come un unico oggetto.
Vediamo adesso come poter creare un blocco da zero.

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Definizione di un blocco

Disegna alcuni oggetti casuali, un quadrato con un cerchio, all’interno


qualche linea ecc.

Dopo fai click sul comando “block” (crea blocco) sulla toolbar “draw”
(disegna), oppure in alto sulla barra multifunzione della nuova interfaccia
nella prima scheda “home” (inizio) sul gruppo “block” (blocco).

Si aprirà la seguente finestra: “Definizione di un blocco”

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Nell’area “Name:” definiamo un nome per il blocco che andremo a creare, ad


es. Blocco1 (ogni blocco deve avere il suo nome).
Vediamo che la finestra è divisa in cinque aree:

Base point, Objects, Behavior, Settings, Description.


(Punto base, Oggetti, Funzionamento, impostazioni, Descrizione).

Occupiamoci delle prime due, il punto base indica un punto di riferimento


rispetto al quale verrà definito il blocco, se non lo specifichiamo verranno
prese le coordinate 0,0 come punto base.
Fai click su “Pick point” (Seleziona punto)

e stabilisci un punto vicino o un vertice di uno degli oggetti da


convertire in blocco.
Dopo fai click su “Select objects” (Seleziona oggetti)
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e seleziona gli oggetti che vuoi convertire in blocco.
Adesso nell’area oggetti abbiamo tre opzioni:

- (Mantieni) = crea il blocco con gli oggetti selezionati ma li mantiene sul


disegno invariati.

- (Converti in blocco) = unisce gli oggetti selezionati in blocco

- (Elimina) = crea il blocco ed elimina gli oggetti dal disegno.

Scegliendo ognuna di queste opzioni il blocco verrà memorizzato all’interno


del file di disegno con il nome scelto.

Adesso premi sul tasto OK per chiudere la finestra e salvare il blocco con le
impostazioni scelte.

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Inserimento di un blocco

Per inserire un blocco nel disegno fai click sul tasto “inserisci” blocco.
Si aprirà la seguente finestra:

Nel menu a tendina “Name” seleziona il blocco da inserire tra quelli presenti.
Più in basso sulla finestra troviamo le aree:

Insertion point, Scale, Rotation (Punto di inserzione, Scala, Rotazione)

Il punto di inserimento fa riferimento al punto base stabilito quando è stato


creato il blocco, lasciamo spuntata la casella “specifica sullo schermo”.

Queste caselle di spunta permettono di stabilire direttamente sulla finestra di


inserimento i relativi valori oppure di stabilirli sullo schermo durante
l’inserimento.

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Alla voce “Scala” possiamo impostare un valore di scala al blocco che verrà
inserito sul disegno relativo agli assi x,y,z.
Togli la spunta “specifica sullo schermo” e lascia il valore 1,1,1 per lasciare
il blocco con le dimensioni originali.

Diversamente potremmo inserire diversi valori per l’asse X od Y andando


così a deformare il blocco inserito.

Ora fai click su OK e seleziona con il mouse il punto di inserimento sullo


schermo.
Il blocco è inserito nel disegno e verrà considerato come un oggetto singolo.

Anche un blocco può essere “esploso” per riportarlo agli oggetti


originali.
Il blocco rimarrà comunque memorizzato nel disegno e potrà essere inserito
di nuovo.

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Inserimento di un blocco da un altro file

Per poter inserire uno o più blocchi contenuti in altro file utilizzeremo ancora

il comando appena visto, “inserisci” blocco .


Sulla finestra di dialogo facciamo clic sul tasto “Browse…” (Sfoglia…), si
aprirà una finestra di selezione attraverso la quale andremo a cercare ed
aprire il file dal quale vogliamo importare i blocchi.
Selezioniamo il file e premiamo “apri”, tornati sulla finestra di dialogo
“inserisci” vediamo che nella casella del nome è riportato il nome del file
scelto, facciamo click su OK e stabiliamo un punto di inserimento casuale
sullo schermo.
A questo punto avremo importato all’interno del disegno corrente il
contenuto del file che abbiamo inserito, quindi abbiamo importato sia
eventuali oggetti/disegni presenti nel file, che verranno visualizzati sullo
schermo sotto forma di blocco, sia tutti blocchi che erano memorizzati nel
file, i quali adesso saranno presenti nella memoria del file corrente e potranno
essere inseriti come abbiamo visto prima.

Un altro modo veloce per eseguire questa operazione è aprire “esplora


risorse”, individuare il file da inserire, quindi selezionarlo con il mouse e
trascinarlo all’interno dell’area di disegno su Autocad.

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I LAYOUT

Vediamo adesso una funzione che può essere usata per l’impaginazione e la
stampa dei disegni realizzati: i “Layout”.
Come avrai già notato in fondo a sinistra dell’area di disegno normalmente ci
sono tre schede denominate “Modello”, “Layout1”, “Layout2”.

La scheda “Model” (Modello) corrisponde al “model space” (spazio


modello), che in pratica è la normale area di disegno dove disegniamo gli
oggetti.
Se facciamo click con il mouse sulla scheda “Layout1” attiviamo questa
scheda e sull’area di disegno visualizzeremo un area rettangolare bianca con
un rettangolo al suo interno.
Facendo ciò passeremo dallo “spazio modello” allo “spazio carta”, (in inglese
“Model space” e “Paper space”), come vediamo anche dal tasto sotto alla
“command line” che cambia da “MODEL” a “PAPER”.

(MODELLO) (CARTA)

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Lo spazio carta o “Layout” è a sua volta un area di disegno sulla quale


possiamo lavorare, ma si trova ad un livello superiore rispetto al normale
spazio modello.
In pratica è come se fosse un foglio di carta che viene appoggiato sopra al
disegno che si trova nello spazio modello, ricoprendolo.
L’area bianca che vediamo nel layout corrisponderà al foglio sul quale
andremo a stampare il nostro lavoro, per cui sul foglio di layout potremo
impaginare il lavoro fatto, per poi stamparlo.

Abbiamo visto che all’interno del foglio di layout è presente un rettangolo, in


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realtà non si tratta di una normale figura disegnata ma è una “finestra”
attraverso (o all’interno) della quale sarà possibile “inquadrare” e
visualizzare il disegno presente sullo “spazio modello”, interamente oppure
una parte di questo.
Quando siamo sullo spazio carta, questo rettangolo che definisce la finestra
sullo spazio modello, può essere trattato come un normale oggetto di
Autocad.
Pertanto, è possibile spostarlo, ridimensionarlo attraverso il comando
“stretch” (stira), assegnarlo ad un layer, cancellarlo oppure copiarlo, andando
di fatto a creare un’altra o più finestre, attraverso le quali potremo
visualizzare gli oggetti disegnati nello spazio modello, vediamo come…
Per attivare la finestra sullo “spazio modello” basterà portarsi con il cursore
al suo interno e fare doppio click con il tasto sinistro, il bordo della finestra si
evidenzierà aumentando di spessore, ad indicare che la finestra si è attivata.
Se ci spostiamo con il mouse vediamo che il cursore a croce rimane attivo
solamente all’interno della finestra, mentre se usciamo fuori da questa area il
cursore cambia nella classica freccettina del mouse.
Se facciamo doppio click fuori dalla finestra questa si disattiva e torniamo
nello spazio carta, quindi sull’area di disegno del layout.

Quando ci troviamo “dentro alla finestra attivata”, di fatto stiamo lavorando


sullo spazio modello, qui possiamo inquadrare (tramite i vari comandi di
zoom e pan) gli oggetti che abbiamo disegnato ed eventualmente disegnarne
altri o intervenire su quelli presenti.

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Le modifiche che facciamo agli oggetti all’interno della finestra attiva, le
ritroveremo tornando sulla scheda “Modello”.
Gli oggetti che invece disegniamo sul layout, nello spazio carta, faranno parte
soltanto di questo livello e non saranno visibili quando siamo nella scheda
“Modello”.

A cosa può servire in pratica tutto questo? Diciamo che sullo spazio modello
disegneremo gli oggetti da rappresentare, mentre sul Layout disegneremo la
squadratura del disegno finale, quindi la mascherina, eventuali legende ecc.
All’interno della squadratura del Layout posizioneremo una o più finestre
all’interno delle quali inquadreremo le viste degli oggetti che abbiamo
disegnato nello spazio modello.
Sul Layout avremo quindi il disegno finale che andremo a stampare,
posizionato all’interno del foglio di layout il quale rappresenta le dimensioni
del foglio di carta sul quale vogliamo stampare: A0, A3, A4, ecc.

Un vantaggio sta nel fatto che quando stampiamo dal layout è possibile
stampare sempre in scala 1:1.
Infatti, rispetto alla normale stampa dalla scheda modello, dove (come avevo
spiegato nel capitolo sulla stampa) dobbiamo variare le dimensioni della
mascherina relativamente alla scala in cui vogliamo stampare il disegno.
(In modo da ottenerla sulla stampa sempre della stessa dimensione, ad es. un
foglio A4); utilizzando il metodo dei layout avremo la mascherina disegnata
“al vero” quindi 210x297 nel caso di un A4, mentre potremo applicare un

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fattore di scala alle finestre che inquadrano gli oggetti dello spazio modello.
Il risultato sarà lo stesso ma non avremo bisogno di calcolare le dimensioni
della mascherina in base al fattore di scala per il quale vogliamo sia
stampato il disegno; al contrario applicheremo un a scala al disegno da
rappresentare, come faremmo dovendo eseguire il disegno a mano.
Al momento di stampare utilizzeremo sempre un fattore di scala 1:1.

Facciamo un esempio, dobbiamo disegnare il progetto di una abitazione e


sullo spazio modello disegniamo una vista in pianta ed un prospetto; volendo
potremmo disegnare due soluzioni diverse del progetto.
Fatto questo andiamo nella scheda “Layout” e qui impostiamo le dimensioni
del foglio.
Per farlo fai click con il tasto destro sulla scheda layout e sul menu che
appare seleziona “Page Setup Manager” (Gestione impostazioni pagina…):

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Si aprirà la seguente finestra di gestione:

Selezioniamo il *layout1* e facciamo click sul tasto “Modify…” (Modifica)


Si aprirà la classica finestra di stampa, dove imposteremo la stampante o il
plotter da usare, le dimensioni del foglio ed il plot style.

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Alla voce “Plot area” lasceremo la voce “Layout” in modo che venga
stampato tutto il foglio di Layout.
Facciamo click su OK e poi su “Close” nella finestra precedentemente aperta
e le impostazioni verranno applicate al Layout selezionato.

Fatto questo andiamo a comporre il Layout, disegneremo una squadratura


all’interno del foglio e disegneremo od inseriremo una mascherina (questa
potrebbe anche essere un blocco).

Il rettangolo tratteggiato rappresenta l’area stampabile, dobbiamo


mantenere la squadratura all’interno di questo margine.

Poi è la volta di impostare la “viewport”, cioè la/le finestre sullo spazio


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modello. Per fare questo ridimensioneremo la finestra già presente e la
copieremo se ne vogliamo creare un’altra o più.
Nella “viewport” inquadreremo il disegno realizzato nello spazio modello.
Se ne creiamo più di una potremo impostare un diverso fattore di scala per
ognuna.

Per impostare il fattore di scala di una finestra dobbiamo selezionarla


facendoci click sopra con il mouse, poi in basso a destra potremo scegliere la
scala desiderata attraverso un menu a tendina, facendoci click e
selezionandone una tra le presenti, oppure immettendone una personalizzata.

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A questo punto dobbiamo fare attenzione perché se attiviamo la finestra ed


eseguiamo uno zoom con la rotellina del mouse, perderemo la scala
impostata!
Questo succede perché per impostare la scala scelta, Autocad interviene sul
fattore di zoom della “viewport”.

Una volta impostata la scala della finestra, per posizionare il disegno


all’interno di questa useremo solo il comando “Pan” facendo attenzione a non
eseguire ulteriori zoom e soprattutto a non toccare la rotellina del mouse.
Per evitare questo, una volta impostata la finestra ed inquadrato il disegno
possiamo bloccarla attraverso l’apposito tasto “Blocca/Sblocca” finestra.

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Quando una finestra è bloccata non sarà più possibile eseguire comandi di
zoom al suo interno, in questo modo non potremo più variare il fattore di
scala della stessa.

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External Referenceres (Riferimenti Esterni - XREF)

Vediamo adesso una funzione avanzata di disegno con Autocad: i Riferimenti


Esterni o XREF.
All’interno di un disegno, un riferimento esterno è simile ad un “blocco”, con
la differenza che, mentre un blocco è contenuto all’interno del file di disegno
stesso, il riferimento esterno è costituito da un altro file di disegno
indipendente, che viene caricato e visualizzato dal file in uso, come un
componente esterno che diventa parte del disegno corrente.
Quindi mentre un disegno che contiene dei blocchi sarà un unico file, un
disegno contenente dei “Riferimenti Esterni” risulterà infine composto da due
o più file.
Avremo quindi il file principale ed a questo verranno poi attaccati un altro, o
più file di disegno, detti “Riferimenti Esterni” i quali andranno a comporre e
completare il disegno finale; questi verranno “caricati” al loro inserimento ed
ad ogni successiva apertura del disegno principale al quale sono stati
attaccati.
Il riferimento esterno è quindi un disegno indipendente che può trovarsi in
una posizione diversa rispetto al file al quale viene attaccato, che sia
all’interno del PC sul quale stiamo lavorando, oppure anche su altri PC
collegati in rete al nostro.
L’utilizzo degli XREF pertanto potrà essere vantaggioso all’interno di un
gruppo di lavoro dove più persone potranno contribuire alla realizzazione di
un unico disegno finale, potendone disegnare ognuno alcuni elementi anche

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in tempi diversi.
Tali elementi potranno essere successivamente modificati / aggiornati,
andando di fatto a modificare anche il disegno al quale sono stati attaccati
come riferimenti esterni, dato che questo li ricaricherà ogni volta che viene
aperto.

Vediamo adesso in pratica come si inserisce un “Riferimento Esterno” in


Autocad:
Per inserire un XREF facciamo click sul menu “Insert” (Inserisci) sulla barra
dei menu in alto e poi click su “ External References…” (Riferimenti Esterni)

Si aprirà la seguente finestra per la gestione dei riferimenti esterni:

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Tenendo premuto con il mouse sul bordo destro e trascinandolo, la


ridimensioniamo come nell’immagine sopra.
La voce “Drawing1” riportata all’interno della finestra indica il file corrente
sul quale stiamo lavorando.

Adesso facciamo click sul primo tasto posto in alto a sinistra della
finestra degli XREF e selezioniamo la voce “Attach DWG..” (Collega DWG)

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Si aprirà una successiva finestra di Windows attraverso la quale dobbiamo


andare a selezionare un altro file di tipo DWG presente sul proprio PC
oppure in rete, da “attaccare” al disegno corrente.
Scegliamo quindi il file e facciamo click su “apri”.

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Si apre una ulteriore finestra (Attacca riferimento esterno):

Come già visto per l’inserimento dei “blocchi” anche in questo caso se
necessario possiamo stabilire una scala per il riferimento esterno ed un
punto di inserimento.
Lasciamo i valori come di default in modo che la scala sia pari ad 1 su tutti
gli assi X, Y, Z mentre il punto di inserimento lo specificheremo sullo
schermo, con il mouse.
Facciamo click su OK e stabiliamo con il mouse un punto sullo schermo che
corrisponderà al punto di inserimento del riferimento esterno.

Adesso il nostro riferimento esterno è stato attaccato e caricato all’interno del


disegno corrente, vediamo infatti che è presente nell’area di disegno e che
nella finestra dei riferimenti esterni si è aggiunta una riga dove è riportato il

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nome del file ed i relativi dettagli:
“Status, Size, Type, Date, Saved Path”
(Stato, Dimensioni, Tipo, Data, Percorso salvato),
cioè il percorso sulla rete dal quale viene caricato.

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Possiamo inserire uno o più riferimenti esterni; successivamente ad ogni


riapertura del disegno Autocad andrà automaticamente a ricaricare anche tutti
i riferimenti esterni ad esso collegati, mostrandoli sullo schermo.

Nel caso in cui un file di riferimento esterno sia stato spostato o cancellato
dalla posizione dove era salvato, Autocad non potrà caricarlo, dato che non
lo troverà sul percorso che era stato memorizzato.
All’apertura del file, Autocad visualizzerà un messaggio di errore:

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Chiudiamo la finestra di errore facendo click sulla X o su “ignora i


riferimenti non risolti e continua” ed andiamo a vedere la finestra dei
riferimenti esterni
(Se non è aperta fai click su: menu\inserisci\riferimenti esterni…).
In questo caso vediamo che il riferimento esterno risulta ancora “attaccato” al
disegno corrente, ma risulta “! Non trovato”.

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Può essere che il file sia stato spostato o cancellato, oppure che la rete non
funzioni impedendo di caricarlo.
Nel caso sia stato spostato, possiamo andare a cercarlo facendo click due
volte sulla parte inferiore della finestra dei rif. esterni, in corrispondenza
della riga “Percorso salvato”.
Dobbiamo fare prima un click sulla riga stessa per attivarla ed in seguito sul
tasto con i tre puntini […] che appare in fondo a destra della riga.

Così facendo si aprirà una nuova finestra di selezione attraverso la quale


sceglieremo il nuovo percorso del file.

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Se all’interno della finestra di gestione degli XREF facciamo click con il
tasto destro su un riferimento esterno, si apre un piccolo menu con alcune
opzioni.

Apri: apre il file di riferimento esterno in modo indipendente.


Attacca…: attacca un’altra copia del rif. esterno
Scarica: scarica il rif. esterno dall’area di disegno ma lo mantiene attaccato
al file.
Ricarica: ricarica il rif. Esterno nell’area di disegno
Stacca: stacca completamente il rif. esterno del disegno
Unisci…: trasforma il rif. esterno in un blocco, integrandolo al file corrente

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Inserimento di Immagini

Con Autocad è possibile inserire delle immagini all’interno del disegno;


anche queste vengono gestite dal programma come dei riferimenti esterni.
Per inserirle quindi, useremo la stessa finestra di gestione dei rif. esterni
selezionando però la specifica voce “Attach Image…” (Collega Immagine...):

Oppure possiamo inserirla direttamente attraverso il menu:


Inserisci\Riferimento Immagine Raster

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In entrambi i casi si aprirà la finestra di selezione del file da inserire, che in
questo caso dovrà contenere un immagine, ad esempio una foto, dopodiché si
aprirà la finestra di collegamento dell’immagine, sulla quale come per i rif.
esterni di tipo DWG, possiamo stabilire la scala dell’oggetto inserito, il punto
di inserimento ed in questo caso anche l’angolo di rotazione.

Lasciamo tutto come di default e facciamo click su OK, in questo modo


stabiliremo sullo schermo sia il punto di inserimento che le dimensioni
dell’immagine inserita, mentre la rotazione è già fissata ad un angolo di 0°.
Click sul punto di inserimento e poi spostiamo il mouse e facciamo un
secondo click per stabilire le dimensioni dell’immagine.
A questo punto l’immagine viene caricata e visualizzata sul disegno.
Se abbiamo bisogno di ridimensionarla basterà selezionarla con il mouse, poi
fare click su uno dei quadratini posti ai vertici dell’immagine (detti GRIP) e
spostarlo in trasversale all’esterno o all’interno dell’immagine (meglio se con
Ortho su off) e fare ancora click sul punto desiderato.

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Quando inseriamo un immagine in Autocad questa viene automaticamente


contornata da un rettangolo che ha la funzione di una cornice.
A questo rettangolo/cornice possiamo impostare colore, spessore, tipo di
linea, come ad un normale oggetto; quando stamperemo il disegno con un
immagine “attaccata” verrà stampata anche la suddetta cornice con le relative
impostazioni.
Se vogliamo è possibile rendere invisibile la cornice delle immagini andando
ad intervenire su una variabile del software, la variabile “imageframe”.
Per attivarla basterà digitare il comando “imageframe” con la tastiera e

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premere invio, oppure possiamo attivarla con il mouse tramite il menu:
“Modify \ Object \ Image \ Frame”
(Edita \ Oggetto \ Immagine \ Cornice).

In entrambi i casi sulla “command line”, Autocad ci chiederà di inserire un


nuovo valore per la variabile attivata.

E’ possibile immettere il valore 1, 2, 0, e premere invio per confermarlo.

1: è il valore di default, la cornice è visibile e viene stampata su carta


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2: la cornice è visibile ma non viene stampata su carta
0: la cornice non è visibile e non verrà stampata.

Con le vecchie versioni di Autocad quando veniva impostata l’imageframe su


0, quindi con la cornice non visibile, questa impostazione faceva sì che le
immagini non potessero più essere selezionate con il mouse rendendole di
fatto bloccate, non modificabili ne cancellabili.
Da Autocad 2012 in poi è consentito selezionare le immagini anche con la
variabile “imageframe” su 0.

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Parte 9

NOVITA’ DA AUTOCAD 2012 IN POI…

Vediamo ora velocemente alcuni aggiornamenti di comandi e nuove funzioni


introdotti con le ultime versioni di AutoCAD.

-Serie associative:
Abbiamo già visto la funzionalità delle “serie associative” introdotte nel
comando “Serie”, che ci permette di editare e modificare una serie già
eseguita senza doverla rifare da capo.

-Grip multifunzione:
I Grip multifunzione sono i normali Grip che abbiamo visto, ai quali sono
state aggiunte nuove funzioni altre a quelle già descritte.
Come abbiamo visto, una volta selezionato un Grip è possibile scorrere tra le
sue varie funzioni stira, sposta, ecc. premendo la barra dello spazio.
Per attivare i comandi aggiuntivi inseriti con i Grip multifunzione dovremmo
premere il tasto “Ctrl” sulla tastiera.
Le nuove funzioni si attivano diversamente in base all’oggetto selezionato, in
particolare selezionando una figura geometrica chiusa, ad es. un rettangolo, è
possibile aggiungere o rimuovere vertici alla figura oppure trasformare un
lato della figura in un arco.

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Fai delle prove attivando i Grip su di un rettangolo chiuso, poi seleziona un
Grip su di un vertice o su un lato e premi il tasto “Ctrl” per attivare i nuovi
comandi: aggiungi vertice, togli vertice, converti in arco.
Se invece attiviamo i Grip sul vertice di una singola linea od un arco, con
tasto “Ctrl” passeremo dalla funzionalità “Stira” ad “Allunga” e potremo
allungare la linea o l’arco nella direzione in cui sono disegnati, in pratica
come se si eseguisse il comando “Estendi”.

-Elimina oggetti duplicati:


Con il comando “Elimina oggetti duplicati” , che si trova nella toolbar
“Modify II”, oppure nel menu (Edita>Elimina oggetti Duplicati), possiamo
cancellare le linee sovrapposte presenti nel disegno.
Questo comando permette di eliminare tutti gli oggetti duplicati
indistintamente oppure di filtrarli in base a colore, layer ed altre
caratteristiche.
Dopo aver attivato il comando ci viene chiesto di selezionare tutti gli oggetti
sui quali vogliamo eseguire l’operazione, eseguiremo quindi una finestra di
selezione che comprenderà l’intero disegno eseguito oppure una parte di
questo.
Successivamente si aprirà la seguente finestra:

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Su questa finestra possiamo andare a “filtrare” il comando selezionando i


parametri elencati, ad esempio se selezioniamo colore e layer, indichiamo al
comando di eliminare gli oggetti duplicati indipendentemente dal loro colore
o layer di appartenenza.

In pratica se sono presenti due linee uguali e sovrapposte ma di colore o


layer diversi, se spuntiamo la casella colore e layer e premiamo OK, una
delle due linee sarà cancellata.

Un'altra opzione gestisce gli oggetti sovrapposti parzialmente, in questo caso


possiamo indicare al comando (sempre in base ai filtri precedenti sul tipo di
linea, layer ecc.) se unire due linee parzialmente sovrapposte in un'unica linea
oppure no.

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-Completamento automatico linea di comando:

Tutti i comandi di Autocad possono essere attivati, oltre che attraverso i vari
menu e le toolbar, anche digitando con la tastiera il relativo nome del
comando e premendo invio.
I nomi dei comandi variano secondo la lingua impostata sull’Autocad di cui
disponiamo, ma tutte le versioni accettano i comandi digitati in inglese se
preceduti dal seguente simbolo _
Su Autocad in italiano ad esempio potremo digitare correttamente sia il
comando:
“linea” oppure “_line”
“sposta” oppure “_move”
“scala” oppure “_scale”
Ecc.

Già sulle vecchie versioni del programma alcuni dei comandi principali
potevano essere abbreviati digitando solamente la lettera iniziale e premendo
invio, ad esempio “l” per linea, “s” per sposta ecc. oppure una combinazione
di due lettere per altri comandi.

Con Autocad 2012 è stato inserito il “completamento automatico dei


comandi” digitati da tastiera; in pratica quando iniziamo a digitare un
comando con la tastiera il programma completa la parola da solo, oppure apre
un piccolo “scroll menu” sopra la command line, dove ci suggerisce gli

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eventuali comandi che iniziano con le lettere che abbiamo iniziato a digitare.
Possiamo scegliere uno dei comandi suggeriti selezionandolo con le frecce
“su” e “giù” della tastiera e poi premere invio, o facendo clic con il mouse su
uno dei comandi suggeriti.
Questa funzione servirà principalmente a chi è abituato ad attivare i comandi
da tastiera, in modo da poter eliminare le toolbar dallo schermo per avere più
spazio per l’area di disegno.

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®
-AutoCAD 360:

Autocad 360 ( ex AutocadWS ) è un editor di disegni CAD dedicato alla


mobilità, con il quale è possibile visualizzare, modificare e condividere
disegni di Autocad attraverso internet.
Grazie a questa nuova funzionalità è possibile caricare i nostri disegni online
in uno spazio web personale, si tratta di un servizio gratuito* offerto da
Autodesk, previa registrazione al sito di Autocad 360.
Una volta registrati ed eseguito l’accesso, sarà possibile caricare ed accedere
a questi file da qualsiasi PC con connessione internet, senza che vi sia
installato l’Autocad, ma attraverso il normale browser web.
Si potrà inoltre accedere ed operare da dispositivi mobili, tablet oppure
smartphone con accesso al web, previa installazione dell’applicazione
Autocad 360 gratuita, sul dispositivo.
*Per i dispositivi mobili è però prevista anche una versione a pagamento di
Autocad360, che offre la possibilità di creare nuovi disegni (sulla versione
gratuita non è possibile) oltre a comandi è funzioni più avanzate per poter
disegnare, simili alla versione standard del programma.
Si passa quindi da una versione gratuita più “soft”, utile per la
visualizzazione/annotazione e possibilità di apportare piccole modifiche dei
disegni in mobilità, ad una versione più completa che può essere utile ad
utenti avanzati con la necessità di poter lavorare anche fuori dal proprio
ufficio.

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Per iniziare ad utilizzare Autocad 360 è necessario creare un account sul sito
www.autocad360.com , sul quale poi caricheremo i file di disegno.
Dopo che ci siamo registrati, possiamo iniziare a fare l’upload dei file di
disegno che ci interessano.
Nell’immagine seguente vediamo la schermata di Autocad360, su un browser
web del PC:

Come vediamo si tratta di un “piccolo” Autocad che viene eseguito online


all’interno del nostro browser, attraverso il quale possiamo visualizzare e
apportare annotazioni e modifiche ai disegni condivisi.
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Il funzionamento è del tutto simile a quello del normale Autocad, ma sulla
versione gratuita sono però presenti pochi comandi di base, disposti su alcune
tabelle. In particolare vengono usate le funzionalità dei “Grips” per poter
eseguire alcuni comandi, come ad esempio “Ruota, Scala, Sposta” per i quali
non è presente il relativo tasto sulle toolbar.

Ovviamente, essendo il tutto eseguito su internet, non aspettiamoci la velocità


e la fluidità di esecuzione cui siamo abituati sul normale programma, in
particolare se accediamo attraverso tablet o smartphone, sui quali
l’interfaccia risulterà ancora più ridotta.

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Conclusioni

Bene, per il momento siamo arrivati alla fine di questo corso.


Ovviamente l’Autocad non finisce qua, ci sarebbero moltissime altre cose da
spiegare sempre riguardanti il disegno in 2D, ma per quanto riguarda le
funzioni di base del programma direi che abbiamo già trattato diversi
argomenti sui quali dovrai esercitarti molto e una volta appresi sarai in grado
di creare e stampare dei tuoi disegni utilizzando questo programma.
Esercitati molto con i comandi che hai imparato, prova poi a creare qualcosa
di più elaborato e di senso compiuto, ad esempio la pianta arredata di una
stanza o il disegno tecnico di mobile, un marchio ecc. in base alle tue
preferenze e necessità, con Autocad si può disegnare praticamente di tutto.

Quando esegui dei disegni, calcola fin dall’inizio l’eventuale scala con la
quale li stamperai, le dimensioni della tavola finita e di conseguenza le
dimensioni del foglio da utilizzare.
Sulla base di questo, considera inoltre la grandezza del testo e delle quote da
inserire sul disegno, in modo che risultino proporzionate sulla stampa finale.
Cerca di disegnare delle tavole che siano semplici da capire ed in linea
generale attieniti alle regole che utilizzeresti disegnando a mano.
Tieni presente che l’Autocad è soltanto uno strumento, possiamo paragonarlo
al saper usare il lapis e il tecnigrafo e chiaramente non disegna da solo.

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Con questo corso spero di averti trasmesso l’utilizzo dei comandi
fondamentali, attraverso la combinazione dei quali, tu acquisisca la capacità
di tradurre in formato digitale, (anzi nel caso di disegni CAD si parla di
formato “vettoriale”), ciò che in teoria sapresti disegnare su carta;
avvalendoti però degli indubbi vantaggi che l’utilizzo del computer ci mette a
disposizione.
Da questa base di partenza, potrai in seguito approfondire ancora le
potenzialità di Autocad e gestire disegni anche molto complessi, per poi
magari passare al disegno 3D e alla Grafica Tridimensionale.

Ti auguro allora di poter utilizzare le tue nuove conoscenze nel modo più
redditizio.

Invia un tuo commento sul corso a: info@corso-cad.it

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