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«Bomba» della Cassazione lo Stato deve pagare lʼIm…

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06 Feb 2019

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«Bomba» della Cassazione: lo 


Stato deve pagare l’Imu
di Pasquale Mirto e Gianni Trovati

PDF L’ordinanza della Corte di cassazione n. 3275/2019


Lo Stato deve pagare ai Comuni l’Imu e l’Ici
arretrata sui propri immobili. L’inedito,
dirompente, si nasconde in poche righe di
un’ordinanza (la 3275/2019) con cui la Cassazione
ha condannato l’agenzia del Demanio alle prese con
una battaglia di carte bollate con un Comune.
La questione affrontata dalla Suprema Corte è
minima, e riguarda quattro case e altrettante opere
idrauliche a Concordia sulla Secchia, piccolo
Comune del modenese a un passo dal confine con la
Lombardia. Ma le sue conseguenze sono esplosive
per i conti pubblici: pessime per quelli dello Stato,
che dovrebbe sborsare agli enti locali una quota di
miliardi al momento difficile da calcolare, e
ovviamente ottime per i Comuni, a partire da Roma
che dovrebbe battere cassa a ministeri ed enti
pubblici dei più vari generi. Ma ce n’è per tutti, visto
che il Demanio è titolare di immobili per 62 miliardi
di euro a valore di libro secondo l’ultimo Conto del
Patrimonio del ministero dell’Economia.
Il cambio di rotta è enorme, ma è chiarissimo nelle
parole dei giudici di Cassazione, che fra le altre
cose, sempre ieri, con un’altra pronuncia (la 3268)
hanno imposto al ministero della Difesa di pagare
l’Imu per gli appartamenti dati in uso ai militari.
L’agenzia del Demanio, spiegano, «ha natura di ente
pubblico economico del ministero dell’Economia,
dotato di autonomia e gestionale, e in quanto tale
non rientra tra i soggetti di cui all’articolo 7, comma
1, lettera a) del Dlgs 504/1992». E i «soggetti di cui»
all’articolo, comma eccettera sono quelli che hanno
diritto all’esenzione da Ici e Imu. Su questa base, la
Cassazione ha condannato il Demanio a pagare i tre
avvisi emessi dal piccolo Comune emiliano per l’Ici
2005-2007, e già che c’era ha imposto all’Agenzia di
versare anche 1.700 euro delle spese del giudizio.
Ma soprattutto ha aperto le cateratte di una
battaglia potenzialmente infinita fra i Comuni e lo
Stato.
Perché il parametro utilizzato per sciogliere la
questione è originale quanto si vuole, ma per
fermarlo serve una pronuncia contraria delle
Sezioni Unite o una norma, di carattere
intepretativo per affrontare anche il passato. E
proprio questa sembrerebbe la via più rapida per
provare a spegnere l’incendio prima che si estenda
troppo.
Fuori dal raggio d’azione dell’Imu resterebbero
infatti solo gli immobili utilizzati per le finalità
istituzionali del proprietario. Ma l’agenzia del
Demanio è titolare del mattone di tutte le
istituzioni. La sindaca di Roma Virginia Raggi
dovrebbe pretendere l’Imu su Palazzo Chigi, per poi
andare a bussare alla porta di Tria per avere
l’imposta sul “suo” sconfinato palazzo a Via XX
Settembre, senza dimenticare di rivolgersi agli altri
ministeri, alle agenzie fiscali e agli altri enti ospitati
dal Demanio. Ma anche i suoi colleghi lontano dalla
Capitale avrebbero di che sbizzarrirsi fra Ragionerie
provinciali, caserme dei carabinieri, sedi locali
dell’agenzia delle Entrate, e poi terreni, spiagge e
così via.
La bordata della Cassazione potrebbe dare nuova
benzina al Mef che sta accelerando sul piano di
dismissione degli immobili pubblici previsto dalla
manovra, con l’obiettivo di superare i 950 milioni
indicati come obiettivo di quest’anno a Bruxelles.
Ma per rimediare alla falla aperta dalla Cassazione
serve ben altro.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

( La Difesa deve l’imposta per gli alloggi in uso


ai militari

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