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22.

L'INFLUENZA DEGLI ORMONI


SULL'EVENTO PATOLOGICO

Per comprendere le psicosi che verranno trattate nel capitolo seguente dob-
biamo continuamente tenere presente un'influenza che è molto decisiva
come causa di molte possibili combinazioni di costellazioni schizofreniche:
si tratta dell'influenza degli ormoni! Molti fra di voi sicuramente desidera-
no ora sapere quale sia in sostanza il rapporto con gli ormoni sessuali di ciò
che viene indicato come "maschile" e "femminile" e il significato delle mol-
te possibilità di combinazione esistenti. Infatti si parla spesso, come nel
caso della costellazione depressiva, di "pareggio ormonale" o di trasposi-
zione dei conflitti, di Focolai di Hamer o di cancri degli organi nella castra-
zione o nella "terapia" con bloccanti ormonali. Qui si dovrà tentare di dare
un tracciato a grandi linee mettendo sempre in primo piano la relazione con
i conflitti, i Focolai di Hamer e le relative malattie cancerogene nell'orga-
no, cioè l'applicazione pratica.
A prescindere dalle forme secondarie e dai vari derivati metabolici, in sostan -
za distinguiamo tre diversi tipi di ormoni sessu ali

1. l'ormone maschile o testosterone


2. l'ormone femminile, ormone estrogeno che stimola la produzione della
ghiandola mammaria (ormone follicolare)
3. l'ormone della gravidanza o progesterone (ormone del corpo luteo)

Se in questo contesto consideriamo gli esseri biologicamente a noi più vici-


ni (i mammiferi), si può facilmente riconoscere il compito ovvero lo scopo
dei differenti ormoni:

1. l'ormone maschile o testosterone procura la capacità riproduttiva e lo


stimolo sessuale dell'individuo maschile.
2. ~orm one femminile o estrogeno fa crescere le ghiandole mammarie,
consente negli animali l'f!ntrata in calore o nelle persone la disponibili-
tà all'amore e l'ovulazione della donna.
3. ~ormone della gravidanza permette di conservare e pilotare la
gravidanza.

Fino a qui è di certo chiaro per tutti. Ma se entriamo nei dettagli la faccen-
da si complica, poiché decisiva è la particolare combinazione di questi

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ormoni, presenti tutti in ciascun individuo! E appunto ciò sarà l'oggetto
delle nostre osservazioni.
Volutamente evitiamo qui di parlare dei passaggi intermedi assai complica-
ti fra cervello e ghiandole germinali, cioè ipotalamo e ipofisi e le loro alter-
ne attivazioni e disattivazioni, per limitarci solo agli "effetti finali" nella re-
lazione fra psiche, cervello e ormoni.

Colesterolo
Progestinici

Progesterone

Sterano
/?·~
Corticosterone Cortisolo
Andro~eni

Testosterone

Aldosterone Cortisone 1
Estradiolo
l
Estriolo
Corticoidi Estrogeni

Stero id e C21 (progestinici e corticoidi)

fH~OH

OH

o
Cor11so!o
C21 H:u Os

Steroide C19 (androgeni). Il rappresentante più importante degli anclrogeni


è il te sto sterone.

-~~--~JXJ~
~~~M~
JXJ~
M
))]~
Androsten-3, 17-clion Testosterone

_.NM
17-ldrossiprogesterone c H o C H 0

. M---:w-
19 26 2 19 211 2

~~:~=~:one _ idrolizzazione e
_.:::cl•:::id::.:ro::.:t•::::zi2on=•.:::•l_:C...:-1.:.9_
Hi ~% .M -oe

C19 H260J ~:~2~ig; ~:~~l~OJ

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Gli schemi delle formule precedenti vogliono solo consentirvi una visione
d'insieme sui rapporti degli ormoni sessuali e la loro formula di base, la
colesterina, che a sua volta ha come suo componente fondamentale il lipi-
de sterano, un elemento costituito da 4 anelli di carbonio.

I progestinici, gli androgeni, gli estrogeni e i corticoidi derivano tutti dalla


colesterina che in gran parte viene assorbita con il cibo, ma può anche esse-
re sintetizzata dal corpo stesso.
Molto interessante è il fatto che il testosterone maschile viene prodotto sia
nei testicoli e nella corteccia surrenale sia nell'ovaio! Analogamente l'estro-
geno femminile non viene prodotto solo nell'ovaio e nella corteccia surre-
nale, ma anche nel testicolo.
La donna in genere produce solo un sesto della quantità di testosterone pro-
dotta dall'uomo. Viceversa non si ha questo stesso tipo di rapporto per gli
estrogeni perché questi si modificano di continuo (ovulazione, gravidanza,
menopausa). Ma ovviamente anche il corpo maschile produce degli estro-
geni (ormone follicolare) nei testicoli e nella corteccia surrenale (zona reti-
colare) .
Fra il testosterone e l' estrogeno, cioè fra l'ormone propriamente maschile e
quello femminile, c'è il progesterone o "ormone del corpo luteo" ovvero l'or-
mone della gravidanza che viene formato nel corpo luteo dell'ovaio e nella
placenta e serve per mantenere e far procedere regolarmente la gravidan-
za. Questo ormone ha un effetto un po' virilizzante perché frena la produ-
zione di estrogeno e ad esso si deve la virilizzazione causata dall'assunzio-
ne della pillola anticoncezionale. Invece il progesterone, se viene assunto
in modo esogeno204 (per esempio ingerendolo tramite l'acqua potabile), ha
sugli uomini un effetto devirilizzante, cosa che probabilmente causa l'im-
provviso aumento dei nostri "uomini femminili", cioè effeminati.
Gli ormoni sessuali agiscono su ogni singola cellula del corpo e la modifi-
cano specificamente in relazione al sesso e hanno in modo correlato un'in-
fluenza particolarmente forte sul cervello. Precisamente la cosiddetta corre-
lazione dall'organo al cervello e dalla psiche al cervello è in sé un fatto
comune, ma rispetto agli ormoni sessuali acquisisce però una dimensione
particolare.
Si può indicare una serie di fenomeni interessanti.

(204) esogeno = originato fuori dell'organismo, ch e penetra nell'organismo dall'esterno.

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22.1 Effetto di androgeni o estrogeni di origine artificiale

Sono ben noti alla maggior parte di voi gli esperimenti sugli animali nei
quali per esempio ai cuccioli vengono somministrati androgeni o estrogeni
che causano una maturità sessuale precoce. Tradotto nel nostro linguaggio
conflittuale biologico ciò significherebbe che il cervello può essere "latera-
lizzato". Quest'ultima espressione significherebbe che ad esempio se a un
giovane galletto viene dato del testosterone nel cibo e quello improvvisa-
mente si mette a cantare, viene "attivata" la zona del territorio periinsulare
destra. Al verificarsi di un conflitto un galletto fatto maturare precocemen-
te in questo modo artificiale reagirà in maniera del tutto diversa rispetto a
quanto farebbe altrimenti con eventi analoghi. La stessa cosa ovviamente
vale anche per la maturazione femminile forzata.
Sebbene il cervello continui ad essere l'organo che dirige l'intero organi-
smo, lo si può controllare dall'esterno con gli ormoni, un fenomeno enor-
memente importante come vedremo di nuovo in seguito.

22.2 Modifica della sessualità con la castrazione

La castrazione causa un'alterazione mostruosa dell'intero organismo! Non


si tratta solo della perdita di uno o due piccoli organi come gli ovari, bensì
nella maggior parte dei casi ne risulta una immediata trasposizione della
lateralizzazione dalla parte opposta del cervello. I.:organismo sinora femmi-
nile all'improvviso diventa, non sempre, ma certo nella maggior parte dei
casi, un organismo con orientamento ormonale maschile, in cui ora preval-
gono gli androgeni prodotti nella corteccia surrenale. Contemporanea-
mente però la paziente, che ha subito una ovariectomia zos o che è stata irra-
diata o "curata" con citostatici, dopo la castrazione invece che con il lato fem-
minile sinistro reagisce con l'area periinsulare destra di territorio maschile. Lo
stesso evento adesso assume sotto l'aspetto conflittuale una valenza e una
qualità del tutto diverse rispetto a quelle che avrebbe avuto prima.
Di nuovo la conseguenza è che insorge un cancro del tutto diverso (per
esempio un cancro intrabronchiale) da quello che potrebbe formarsi nor-
malmente nella donna, cioè un cancro della laringe, prima che fosse castra-
ta. Quindi, conflittualmente, prima della castrazione avrebbe reagito a un
evento drammatico, per rimanere nell'esempio, con una DHS da conflitto

(205) Ectomia = totale ablazion e mediante inteJVento chirurgico di un organo .

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di spavento improvviso femminile, ma dopo la castrazione reagisce con una
DHS da conflitto di minaccia del territorio.
Non esiste però solo una castrazione definitiva, bensì può verificarsi anche
una castrazione perlomeno temporanea e una lateralizzazione trasferita a
livello cerebrale a causa di una "terapia" con chemio, citostatici o irradia-
zioni. La situazione vista sotto il profilo psichico e cerebrale è così pericolo-
sa che si può solo disperarsi per l'ignoranza e la leggerezza degli appren-
disti stregoni della medicina.

22.3 Influenza degli ormoni sul cosiddetto "pareggio


ormonale" nel conflitto di territorio con depressione

Nella Nuova Medicina Germanica con l'espressione "pareggio ormonale"


si intende notoriamente lo stato per cui in un paziente gli ormoni femmini-
li e maschili sono bilanciati seppure con una leggera prevalenza dei com-
ponenti femminili o maschili. Questo argomento viene trattato anche fra le
psicosi (depressioni), ma è senz'altro pertinente anche in questo contesto.
Ogni manipolazione della costellazione ormonale che ci porta al "pareggio
ormonale" può causare istantaneamente depressione nel caso in cui si
patisca un conflitto di territorio! Qui prevalgono di pochissimo gli ormoni
maschili. La soluzione del conflitto è in genere più difficile che se ci trovas-
simo a dover risolvere solo un "semplice conflitto di territorio", poiché in
una simile fase depressiva il paziente è meno disposto a riflessioni raziona-
li rispetto a qualcuno che si trova "solo" in conflitto di territorio attivo.
E' possibile provocare il pareggio ormonale nei pazienti essenzialmente in
quattro modi diversi: bloccando l'eccesso di qualche componente o rim-
piazzando il difetto di altri componenti. Gli apprendisti stregoni ottengono
la riduzione di alcuni componenti del tutto senza scrupoli grazie alle loro
castrazioni chirurgiche o che prevedono l'impiego di irradiazioni e citosta-
tici nonché con i cosiddetti inibitori ormonali.
E' importante sapere che il pareggio ormonale indica solo una relazione,
per così dire un equilibrio fra il tasso di ormoni maschili e femminili, dun-
que fra androgeni ed estrogeni. Saremo però in grado di dire con sicurezza
se anche i progestinici, forse persino i corticoidi, abbiano un ruolo aggiun-
tivo in questa situazione di pareggio solo quando avremo esaminato l'an-
damento dei parametri ormonali parziali di 100 pazienti con depressione:
prima, durante e dopo la loro fase depressiva. Ma sebbene non si conosca
la precisa costellazione ormonale parziale, possiamo senza dubbio dedurre
sostanzialmente questo pareggio ormonale a partire dalla sintomatica clinica.

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22.4 Influenza degli ormoni sulle cosiddette "costellazioni
degli emisferi"

Con l'espressione di "costellazione degli emisferi" intendiamo dire che la


costellazione ormonale è tale per cui l'individuo non solo ha un ritmo che
di volta in volta si allontana dal ritmo di base in entrambi gli emisferi del
neoencefalo, bensì che questi "ritmi deviati" sono pure sfasati fra di loro. La
costellazione degli emisferi è contemporanea o ha lo stesso significato della
"costellazione schizofrenica".
Un paziente può patire questa costellazione degli emisferi con costellazio-
ne schizofrenica a causa di conflitti con DHS del tutto diverse. Bastano due
conflitti di paura purché siano localizzati in emisferi differenti. Le donne
durante la pubertà patiscono il loro primo conflitto, se sono destrimani,
nell'emisfero sinistro, "l'emisfero femminile", invece le mancine hanno il
loro primo conflitto durante la fase di maturazione sessuale localizzato
nell'emisfero destro. Questo schema è obbligatorio per tutti i conflitti del
neoencefalo !
Se però la situazione ormonale si modifica, anche i conflitti sono avvertiti
in modo di volta in volta diverso. Ma ciò significa che lo stesso avvenimen-
to viene elaborato in modo del tutto differente e, per esempio, nel caso della
menopausa con la virilizzazione della donna il "conflitto dell'essere abban-
donata" non viene appunto più avvertito come conflitto sessuale femminile
di "non essere posseduta" ma come conflitto di territorio in senso maschi-
le. Fra i modi di reagire femminile e mascolinizzato ovvero fra i modi di rea-
gire maschile e femminilizzato gli individui possono vivere per anni in
"pareggio ormonale" in cui sono possibili entrambe le reazioni a seconda
di quanto duramente colpisca il conflitto e per esempio in quale fase del
ciclo la donna ha patito il conflitto.
Perciò con il "pareggio ormonale" si può verificare la costellazione degli
emisferi persino con molta più facilità rispetto al periodo di un normale
livello ormonale sessuale. Infatti possiamo avvertire lo stesso evento ora in
modo femminile ora in modo maschile e quindi (per es. nei destrimani) la
DHS del primo conflitto attiverà il lato cerebrale sinistro femminile e il
seguente conflitto dello stesso tipo quello destro maschile. Non appena però
su ciascun lato si forma perlomeno un Focolaio di Hamer attivo, si verifica la
"costellazione schizofrenica"!
La cosa diventa ancor più complicata per il fatto che ad esempio una
donna, che ha patito una DHS con conflitto sessuale, per la durata di tale
conflitto perde l'ovulazione, cioè la sua produzione di estrogeno è "inibita".

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I.:ovulazione avviene di nuovo solo quando si verifica la soluzione del con-
flitto sessuale, cioè in termini biologici la donna ha di nuovo dei rapporti
sessuali. In questa fase di conflitto attivo prima della CL la donna può però
reagire mascolinamente, a seconda della situazione ormonale di partenza e
del grado di inibizione degli estrogeni.
Pertanto tali pazienti con ad esempio un conflitto sessuale attivo, nell'uomo
un conflitto di territorio, corrono di continuo il rischio di reagire controlate-
ralmente alla successiva DHS conflittuale, tanto a livello psichico che a
livello cerebrale e organico e di entrare istantaneamente in "costellazione
schizofrenica" dove il paziente sotto il profilo biologico si trova in una
"nuova dimensione" su tutti i tre livelli della psiche, del cervello e degli
organi; il computer cervello passa a uno speciale programma specifico per
la costellazione schizofrenica in atto!
La questione si complica ulteriormente per il fatto che in un simile caso i
pazienti naturalmente devono soffrire di una costellazione schizofrenica
"depressivo-maniacale" o di una costellazione schizofrenica "maniaco-
depressiva", dove clinicamente ora sembra prevalere una certa componen-
te e ora l'altra. Se non si conosce questo sistema la cura di simili pazienti è
altamente p:.-oblematica perché ad esempio erano in una situazione "schi-
zofrenico -depressiva" di ostinazione, irritazione, malinconia e scarsa
comunicatività. Di conseguenza da tali pazienti non si otteneva nulla e ci si
doveva limi~are alla descrizione della sintomatica. Non essendo quindi
possibile fare la terapia causale, rimaneva la pseudoterapia sintomatica con
farmaci fino a "sedare " e imporre la "camicia di forza" tramite farmaci. Si
diceva: "Sì signor Hamer, che altro si potrebbe fare con simili pazienti?".
In futuro vi divertirete a scoprire, come dei bravi psico-detective, quali due
esperienze scioccanti (DHS) hanno fatto diventare "matta" una persona.
Infatti ora vi ho dato la chiave con cui potete aprire le porte dell'anima di
questi poveri esseri. Siate cauti, non si tratta di "alienati", bensì di persone
proprio come voi e me. E non appena avete pronunciato la parola magica
riuscendo così ad aprire la porta della sua anima, svanisce l"'incantesimo
malefico" ed egli torna ad essere "normale" come era prima. Ciò non ha
nulla a che vedere con l'ereditarietà. Si può soltanto ereditare una predispo-
sizione a una situazione ormonale ambivalente, una tendenza al pareggio
ormonale. Ma se la prima DHS avesse già interessato il primo emisfero non
ci si deve per forza ammalare se si cerca di elaborare e risolvere quanto
prima possibile i conflitti con DHS subiti in seguito sull'altro emisfero.

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Si noti:
Esistono due condizioni per la costellazione schizofrenica:
1. entrambi gli emisferi non oscillano nel ritmo di base.
2. i due emisferi oscillano con ritmo sfasato.

22.5 Influenza degli ormoni sul carattere e sul tipo di carat-


tere della persona

Possiamo renderci conto di tale influenza guardando l'esempio di uno scrit-


tore che descrive una ragazza come dolce, graziosa, affettuosa e tenera, il
suo viso irraggia gentilezza e disponibilità ad aiutare. Un altro scrittore
invece descrive questa stessa donna più tardi come tipica suocera in meno-
pausa: una megera litigiosa, prepotente con un viso duro e mascolino, una
tipica becera con un po' di barba e la voce profonda, completamente inten-
ta a dominare senza limiti il proprio territorio. Analogamente, da un poten-
te eroe maschile potrebbe derivare una vecchia femminuccia che si lascia
manipolare a piacere.

Che cosa è il carattere?


E' molto difficile definire il carattere dal punto di vista biologico perché i
numerosi gruppi di studiosi e manipolatori dell'anima, in cui rientrano sen-
z'altro psicologi, psichiatri, teologi, filosofi, politici, guru di ogni sorta e
giornalisti, credono quasi tutti di possedere il monopolio per poter definire
il carattere. Tutti loro difficilmente sarebbero d'accordo con le mie dichiara-
zioni. Ciò nonostante non possiamo evitare di valutare a fondo le correla-
zioni fra cervello e ormoni e di metterle in rapporto con quanto abitualmen-
te riteniamo essere il carattere.
Il cosiddetto carattere umano attualmente viene considerato da numerosi
punti di vista, compreso spesso quello morale. Ma il carattere può quasi
sempre essere inculcato e anche rieducato. Se in guerra un uomo uccide
un'intera truppa di soldati nemici, viene considerato un eroe. Se in tempo
di pace ne uccide anche uno solo intenzionalmente, allora diventa un
assassino. I piloti degli aerei da bombardamento che nell'ultima guerra
mondiale notte dopo notte hanno ucciso migliaia di donne e bambini indi-
fesi con enormi squadre aeree (io stesso da ragazzino per anni ho tremato
in un simile rifugio antiaereo di una grande città), oggi passano per eroi. Se
un tale pilota in seguito uccidesse anche una sola vecchia signora o un
bambino, di cui appunto a quel tempo ogni notte faceva strage, verrebbe
considerato uno spregevole assassino.

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Che cos'è dunque il carattere?
Uno sguardo nel mondo animale ci può essere di aiuto. Infatti se sappiamo
che i conflitti biologici e la DHS dell'uomo e del mammifero sono patiti in
modo analogo, dobbiamo anche ammettere onestamente che le cause e le
costellazioni di questo tipo di conflitti biologici debbano essere paragona-
bili. Fra queste cause e costellazioni rientrano non solo il nostro cervello,
ma anche gli ormoni o la costellazione ormonale di quel momento. Perciò è
del tutto legittimo mettere questi ormoni in correlazione con ciò che comu-
nemente chiamiamo carattere. I.:animale si comporta secondo il codice del
suo cervello in tutta innocenza. Il leone non è coraggioso quando sbrana un
animale perché ha fame, né è vigliacco quando lascia scappare gli gnu a
poca distanza da lui perché è sazio. La gallina ha un carattere "codardo"
perché scappa svolazzando di fronte agli uomini o ha un carattere partico-
larmente "coraggioso" perché becca una persona che si avvicina troppo al
suo nido quando sta covando? Ma c'è di più: da quando abbiamo degli stu-
diosi del comportamento animale si sta diffondendo pian piano il concetto
che uomo e animale formino il proprio carattere, il proprio tipo in gran parte
grazie al fatto che devono esercitare una determinata funzione.
Un lupo non ha tanto un carattere "proprio", ma piuttosto assume il suo
carattere soprattutto grazie alla sua posizione e funzione nel branco.
Questa posizione modifica anche la sua costellazione ormonale per mezzo
del codice cervello, perché per esempio in quanto capo del branco cresce
con il suo compito, proprio come la madre cresce con il suo compito e anche
ormonalmente si trova in una costellazione del tutto diversa da una donna
che non ha un bambino.
Se osserviamo i differenti tipi umani e il loro carattere sotto il punto di vista
delle costellazioni ormonali, dobbiamo tenere in considerazione quanto
segue: ogni distinzione può solo essere arbitraria e grossolana, perché nella
razza dell'homo sapiens esistono infinite sfumature già all'interno delle
diverse razze.
Se consideriamo · i tipi fondamentalrche sono stati descritti da Ernst
Kretschmer nel suo libro "Koerperbau und Charakter" (Struttura corporea
e carattere). il piccolo, grasso e mobile "picnico " 205 e il più chiuso "leptoso-
mico" 2 07 alto e slanciato, a fronte del tipo "atletico", si può dire grosso modo
che il picnico ha più tendenza alla depressione mentre il leptosomico e l'a-
tletico dovrebbero essere visibilmente più inclini alla costellazione schizo-
frenica.

(206) Picnico = persona con conformazion e corporea tozza, tarchiata e incline all'adiposità.
(207) Leptosomico = slanciato, sottile.

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In linea di massima Kretschmer ha fatto una giusta osservazione senza
sapere perché sia così. Gli uomini picnici sorio socievoli, coinvolgenti e
affabili ("tengono banco" nelle feste). Hanno relativamente meno testoste-
rone rispetto agli uomini leptosomici e atletici, quindi più estrogeni. Perciò
hanno un animo molto sensibile e tenero, quasi femminile. Pertanto con un
conflitto di territorio arrivano molto facilmente al pareggio ormonale e
patiscono una depressione. La donna picnica può patire una simile depres-
sione solo dopo la menopausa perché per lei il rapporto androgeno/estroge-
no dopo la menopausa aumenta a favore dell'androgeno mentre nell'uomo
picnico aumenta a favore dell'estrogeno.
I leptosomici e gli atletici, dove per leptosomico si intende il tipo longilineo,
sottile e gracile, patiscono pure dei conflitti di territorio, forse persino di più
dei picnici che sanno organizzarsi meglio e sono più diplomatici. Ma i lep-
tosomici e gli atletici raramente entrano in pareggio ormonale perché
hanno un alto tasso di androgeno, ma pochi estrogeni. Pertanto in genera-
le hanno anche una vita interiore non così ricca come quella dei picnici,
sono più chiusi e impacciati nella conversazione, ma sono per contro tipici
capi di territorio maschili. Di fatto entrambe le tipologie possono entrare in
costellazione schizofrenica. Ma se durante la depressione si forma un altro
Focolaio di Hamer nella corteccia dell'emisfero opposto, spesso non si veri-
fica la cosiddetta "schizofrenia", ma quasi sempre la "depressione paranoi-
de" . Però dato che i leptosomici e gli atletici di rado patiscono una depres-
sione, perché non arrivano al pareggio ormonale, ogni costellazione schi-
zofrenica si verifica sempre nella costellazione degli emisferi come cosid-
detta schizofrenia. Quanto sin qui detto sui leptosomici e sugli atletici vale
solo per gli uomini.
Le donne leptosomiche e atletiche al momento della pubertà hanno sempre
più androgeni delle donne picniche. E dato che oggi spesso le donne non
hanno figli e in più prendono la pillola anticoncezionale, vediamo sovente
delle donne di questi tipi con conflitto di territorio e depressione. E' già
molto difficile e lo diventa di giorno in giorno ancora di più parlare di ciò
che è normale e di ciò che non lo è. Quando si definisce "normale" ciò che
fa la maggior parte della gente, molte cose non quadrano. Ciò che di fatto
secondo il codice del nostro cervello è paranormale non può diventare nor-
male solo perché viene ritenuto tale quasi da tutti. Proprio la donna lepto-
somica e anche quella atletica si sviluppano molto di più in donne vere solo
con la gravidanza e il parto, mentre la donna picnica già a 12 o 13 anni è
"del tutto donna" e dispone già di tutti gli attributi tipicamente femminili.

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Questo breve excursus dovrebbe bastare. Credo che evidenzi abbastanza le
difficoltà con cui di norma e in particolare oggi ci dobbiamo confrontare.
· Tanto affascinante è la molteplicità delle diverse tipologie umane quanto
svariate sono anche le possibili costellazioni ormonali nonché le costella-
zioni conflittuali che a loro volta possono derivare dalle diverse costellazio-
ni ormonali. Non voglio più tentare di mostrarvi queste difficoltà che più
precisamente andrebbero studiate in relazione al tipo, al tasso ormonale
parziale dei singoli ormoni, alla fase ormonale (fase di ovulazione, gravi-
danza, menopausa, mestruazione regolare o anche emorragia da aborto a
causa della pillola anticoncezionale ecc.) come pure all'età e alla funzione bio-
logica (padre di famiglia, "single" ecc.). Ma per favore non con dei questiona-
ri! Fate in modo di evitare di abusare dei dati del vostro compagno pazien-
te, di guardarlo dall'alto in basso. Non dovete convincerlo a rientrare nel
vostro tipo, ma aiutarlo a realizzare il proprio tipo nella misura in cui ciò è
possibile.
Io non posso rispondere alla vostra domanda su che cosa è effettivamente
il carattere, né tantomeno come agisca precisamente l'influenza degli
ormoni, in quale costellazione e con quali condizioni biologiche, sul carat-
tere o sui diversi caratteri. Basta che ci riflettiate sopra.

22.6 Influenza degli ormoni sull'omosessualità, sul


rapporto lesbico

Ci sono molte cose che ci vengono proposte, persino prescritte, da fare o da


non fare, anche per legge, ma che sono del tutto non normali. Per contro ci
sono altre cose che oggi sono ritenute anormali e che tuttavia sono affatto
normali dal punto di vista biologico. Anche qui è utile dare uno sguardo alle
specie animali a noi più affini (mammiferi). Credo che gli antichi Greci
avessero un concetto particolarmente equilibrato rispetto alla sessualità.
Se liberiamo 11 lupi di diversa provenienza nella steppa, dopo breve tempo
si forma un branco ben strutturato. Per fare ciò i lupi non hanno bisogno di
nessuna guida: il codice del loro cervello indica come bisogna fare, dice al
più debole che deve offrire la gola al morso in segno di sottomissione e dice
al più forte che deve reprimere l'impulso a mordere e non azzannare, per-
ché un branco di 11 lupi è più forte di uno di 9. Il codice del cervello dice
ai lupi molto precisamente come va suddivisa la preda nonché come essa
vada cacciata aggirandola con un semicerchio; esso dice ai lupi quando
inizia e quando termina il momento di accoppiarsi, come si debba allevare
ed istruire la prole.

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l!uomo civilizzato, come si dice, invece non lo sa più. Per incominciare non
sappiamo che cosa dovremmo mangiare, quindi ci costruiamo dei concetti
personali. Gli uomini non sanno più come si costruisce un territorio, non
hanno più neppure l'istinto di farlo preferendo restare dei "single" effemi-
nati. Le donne non sanno più come devono partorire i loro figli. E' stata
scelta a questo scopo la posizione di gran lunga peggiore, cioè sulla schie-
na, possibilmente insieme con altre partorienti, cosa da far impazzire. A
questo proposito nel frattempo per fortuna ci sono stati dei grandi migliora-
menti all'insegna del "ritorno al parto naturale". In passato però la donna
"civilizzata" subito dopo il parto svezzava il bambino e lo lasciava da solo
in .un lettino, il più possibile lontano da ogni contatto corporeo. Per alleva-
re il cucciolo e il bambino vengono prese delle balie, delle maestre d'asilo
e delle istitutrici che "hanno studiato", sebbene spesso non abbiano loro
stesse mai allevato un figlio.
Se in tale situazione si considera che in effetti nella nostra società cosiddet-
ta civilizzata non avviene più nulla in modo "normale", cioè secondo il
codice biologico, allora non è più corretto tacciare di "anormalità" solo gli
omosessuali, le lesbiche e gli edipici o persino i bigami. Infatti non sono più
anomali delle donne che ogni mese prendono una confezione di pillola
anticoncezionale e causano artificialmente un blocco ovarico.

22.6.1 Omosessualità

Fra i mammiferi a noi affini l'omosessualità è entro certi limiti una cosa del
tutto normale. Uno solo può essere la guida del branco, il capo del territo-
rio. Gli animali maschili più giovani, che non possono ancora accoppiarsi
(può farlo solo il capo!) e gli individui più vecchi, cui non è più consentito
accoppiarsi, costituiscono il lusso della natura nell'eventualità di una cata-
strofe nella quale il capo e i suoi successori muoiano. Costituiscono la
"riserva". (Tuttavia per il posto di capo entrano in gioco solo i lupi seconda-
ri che si trovano in costellazione schizofrenica). Ma in natura tutto ciò ha
un senso e uno scopo, anche l'omosessualità. Diversamente dalle persone,
per le quali l'omosessualità spesso diventa un vicolo cieco biologico, negli
animali talvolta un simile "esemplare di riserva" che si trova in costellazio-
ne schizofrenica diventa capo del territorio vacante. Ecco come cambia in
un momento diventando assolutamente eterosessuale nonché un esempla-
re magnifico di capo di territorio. Anche per noi solo il territorio che si deve
difendere può trasformare un debole in un uomo vero. Riguardo ai nostri
uomini di oggi, effeminati ed ubiquitari, riflettiamo sempre se sono tali per-

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ché non hanno nessun territorio o se non possiedono nessun territorio pro-
prio perché sono effeminati. Anche qui il cervello, quale computer del no-
stro organismo, costituisce la centrale di comando che stabilisce quale fun-
zione spetta all'individuo.
Anche negli uomini i giovani o gli adolescenti fra i 10 e i 15 anni sono del
tutto omofili: stanno sempre insieme, si giurano fratellanza con il sangue,
sono grandi amici e del tutto inseparabili!
Questa però è solo una fase passeggera, un passaggio molto normale e
necessario. Questa fase omoerotica protegge i giovani perché dà loro la
possibilità di avere uno spazio libero fino a 15 o 16 anni e di non essere con-
siderati dei concorrenti e dei rivali da parte degli uomini adulti, perché non
appena questa fase omoerotica termina ed inizia la fase eterosessuale della
pubertà sono rivali degli altri uomfoi con tutti gli svantaggi e i pericoli che
ne seguono.
Nella maggior parte dei casi è legittimo intendere l'omosessualità degli
uomini come disturbo dello sviluppo. Ciò però non significa che tale distur-
bo si sia verificato fra i 10 e i 15 anni, bensì che l 'individuo maschile non
ha mai superato la fase omoerotica.
Tale disturbo può essere abbozzato già con molto anticipo così che già
parecchio tempo prima si può vedere quale direzione viene presa. Senza
lupi secondari non può esistere nessun branco.
1'.uomo maschile sano, capo e difensore del territorio ha sufficienti estrogeni,
ma ancor più androgeni. Di conseguenza ci sono due possibilità di disturbo
dello sviluppo:

Primo tipo: androgeni a sufficienza, ma troppo pochi estrogeni. Il disturbo


dello sviluppo è dato dalla scarsità di estrogeni. Questi uomini sono ambiva-
lenti o omosessuali in modo facoltativo, sono rigidi, goffi, insensibili, fred-
di, il tipo del rozzo mercenario che si sente di più a suo agio in compagnia di
uomini.
Secondo tipo: estrogeni a sufficienza, ma troppo pochi androgeni.
Il disturbo dello sviluppo deriva dalla scarsità di androgeni. Questi "omet-
ti" sentono quasi come delle donne, spesso sono molto sensibili e simpate-
tici, dei superesteti. Di preferenza sono attori, ballerini, musicisti, fotografi
o designer e simili. Sono gli "omosessuali di tipo femminile".

Il primo tipo va sempre nella direzione della tipologia leptosomica o atleti-


ca, il secondo va più nella direzione della tipologia picnica. Nessuno di loro
è adatto a diventare capo ovvero padrone del territorio e neppure desidera

673
farlo. Il primo tipo si sente a tale riguardo troppo maldestro e rigido, il
secondo si sente troppo debole. Il capo del territorio riceve simpatia da
entrambi i gruppi dei tipi omosessuali, ma la corrisponde solo nella misura
in cui tollera il suo "ammiratore". E questo sembrerebbe anche essere il
senso profondo della questione. Il fatto che i due tipi d'abitudine formino
delle "coppiette" mi sembra che sia un espediente particolarmente sensato
della natura. I due gruppi non possono avere alcun rapporto con le donne:
il primo tipo non può affatto immedesimarsi con una donna perché gli man-
cano gli estrogeni, il secondo gruppo potrebbe farlo in modo ottimale, ma a
causa dell'insufficienza di androgeni non ha nessuna motivazione o affini-
tà; praticamente sono loro stessi delle donne. In ogni· caso per le donne
maschili tali "ometti" possono rappresentare una specie di amicizia, men-
tre il primo tipo (ambivalente) può comunicare anche con donne molto fem-
minili che sono disponibili a rinunciare alla comunicazione psichica. In
particolare molti conflitti nascono dal fatto che le donne vogliono "conver-
tire" gli omosessuali, un'impresa insensata, "amore mal riposto" .
Beninteso l'omoerotismo in natura ha il suo significato presso i giovani
individui maschili per poter essere tollerati dal capo del territorio. Ma i no-
stri "vecchi omosessuali" mal sviluppati possono costituire una componen-
te importante della famiglia, perché non rappresentano nessuna concorren-
za per il capo dato che non vogliono avere nulla a che fare con le donne e
si subordinano volentieri al capo.
Diamo ancora uno sguardo al cosiddetto rapporto lesbico fra donne: anche
qui vediamo che prima e durante la pubertà le ragazzine sono profonda-
mente affezionate una all'altra, l'amica del cuore dell'amica prediletta.
Scherzano e ridacchiano tutto il giorno ed è normale che sia così. Ciò che
notiamo in seguito nei rapporti lesbici è quasi senza eccezione (a prescin-
dere dai disturbi dello sviluppo postpuberale) causato in modo artificiale e
precisamente dal "non avere figli". E' del tutto normale che le madri si
ritrovino e parlino tra loro delle preoccupazioni piccole o grandi causate dai
figli . Solo il completo allontanamento dal codice biologico porta agli sban-
damenti che presso i popoli primitivi non esistono affatto. Ma voler deriva-
re una regola dal nostro modo di vivere parabiologico, proprio come ad
esempio la presenza del "ciclo mestruale" della donna, è una totale assur-
dità, un puro trastullo accademico insensato. Non è possibile sostituire le
leggi biologiche che hanno regolato la nostra vita per milioni di anni con
un non-sistema di vita in comune, voluto da qualche riformatore sociale o
profeta, che gli uomini di recente hanno fatto diventare di moda. Ancor di
meno si può pretendere di considerare come dei fattori normali le anoma-

674
lie che ne risultano. Noi uomini stolti dobbiamo sempre prendere come
esempio i saggi animali che fanno nel modo giusto per istinto tutto ciò che
noi dopo mille lezioni ancora sbagliamo e apparentemente non vogliamo
imparare mai.
Probabilmente gli ormoni un tempo erano i corrieri più antichi dell'organis-
mo nell'uomo e nell'animale. Gli ormoni agiscono in ogni singola cellula
del nostro corpo, sono composti da elementi biochimici polivalenti (gli
ormoni sessuali da sterano, ovvero colesterina) ed è stato possibile inviarli
con il flusso sanguigno all'organo preposto alla funzione. In seguito la fun-
zione degli ormoni è stata coordinata nel grande computer del cervello e
ulteriormente ampliata perché si era rivelata utile ed efficace. Sebbene si
conoscano già molti particolari sui diversi ormoni che qui non ho potuto
riportare per ragioni di spazio, il segreto della loro influenza sui nostri con-
flitti e sull'insieme del nostro computer cervello inizia solo ora a svelarsi un
poco.

675
23. LE COSIDDETTE PSICOSI

La combinazione dei programmi speciali, biologici e sensati nella costella-


zione schizofrenica come "evento biologico sensato composto di più pro-
grammi SBS che insieme costituiscono un nuovo senso biologico".

La definizione delle psicosi trasversali (costellazioni schizofreniche) recita :

devono essere soddisfatte 2 condizioni:


1. il cervello non segue più il ritmo di base
2. due lati (tronco cerebrale, cervelletto, sostanza bianca e
corteccia cerebrale) seguono un ritmo sfasato.

23.1 Il percorso compiuto per scoprire l'eziologia delle cosid-


dette malattie mentali e psicopatiche

Dopo avere ottenuto l'abilitazione alla professione di medico trovai il mio


primo posto di lavoro nell'organico della clinica universitaria psichiatrica di
Tubinga. Le cosiddette psicosi che vidi là furono per me, giovane medico,
la cosa più terribile che si potesse mai immaginare e che non lasciava
scampo. Delle persone, anche molto giovani con schizofrenia giovanile (la
cosiddetta ebefrenia), persone per nulla diverse da te lettore e da me, che
avevano avuto dei sogni e delle speranze come noi, se ne stavano seduti
tutti insieme come animali in una gabbia nel "reparto coatto". Nessuno di
fatto sapeva quale malattia avessero veramente queste persone commisere-
voli. Nella malinconia, la cosiddetta "depressione endogena"2oa 1a sintoma-
tica è perlomeno abbastanza uniforme, ma nelle cosiddette psicosi schizo-
timiche, o più brevemente schizofrenie, finora nessuno psichiatra è riusci-
to ancora a stabilire quale debba essere il criterio decisivo della malattia.
Era già molto azzardato ritenere che queste sintomatiche diversissime fos-
sero una malattia unica. Infatti che cosa ha in comune una persona affetta
da una presunta "mania di persecuzione" con chi abbia la mania di lavare
o con chi "sente delle voci" nel dormiveglia o con chi abbia una cosiddetta
catatonia, una "irritazione rabbiosa"? E anche questi quadri sintomatici che
cosa hanno in comune con le diverse forme di psicosi di tipo depressivo,
spesso alternate a fasi maniacali, depressioni ansiose o cosiddette depres-
sioni regressive, che sono delle depressioni durante o dopo la menopausa,

(208) Endogeno = formatosi nel corpo stesso, non proveniente dall'esterno.

677
oppure che cosa hanno a che fare con le psicosi della gravidanza? In real-
tà proprio nulla rispetto a quanto si dovrebbe poter vedere se si trattasse di
una malattia specifica. Eppure hanno una cosa in comune per la quale il
gergo popolare ha trovato una definizione azzeccata: sono degj "spostati",
e con ciò si vuole dire che si sono "spostati" dal loro precedente stato psi-
chico.
Da allora sino ad oggi ho sempre avuto il grande desiderio di poter aiutare
come medico questi poveretti. Spero e credo che ora mi sia riuscito di farlo.
In tutte le cliniche psichiatriche del mondo da tempo si tenta di trovare la
causa della malattia psicosi nelle vicende passate del paziente, inutilmen-
te. Certo già spesso non si è potuto non notare che delle esperienze decisi-
ve, in particolare delle esperienze conflittuali, avevano preceduto il mani-
festarsi di una "malattia psicotica", ma con tutta la buona volontà non si era
mai potuto individuare un sistema. I.'.enigma tanto difficile era in realtà
semplice, come vedremo nel corso di questo capitolo.
Se qualcuno fra voi, cari lettori, sa qualcosa di psichiatria o ha già riflettu-
to una volta sulla "malattia più frequente nel mondo", allora alla fine di
questo capitolo gli cadrà il velo dagli occhi e dirà: ah, adesso è tutto chia-
ro! E di fatto non poteva essere altrimenti! Come alcuni già pensavano, la
schizofrenia, intesa come "pensiero scisso", potrebbe forse derivare dal
fatto che gli emisferi cerebrali non "pensano allo stesso ritmo". Finora inve-
ce a nessuno è venuto in mente, sebbene in seguito la cosa sembrerà ovvia,
che ciò potrebbe essersi verificato a causa di due diversi conflitti biologici
attivi.
Quasi tutte le cliniche psichiatriche oggi dispongono di un'apparecchiatu-
ra per la tomografia computerizzata, però nessuno ha ancora mai pensato
di utilizzarla perché gli psichiatri normalmente non capiscono nulla di TAC
cerebrali e i neuroradiologi non sono interessati ai conflitti (biologici). Nel
99% dei pazienti cosiddetti schizofrenici non viene eseguita nessuna TAC
data l'assenza di "sintomatologie neurologiche".
Potete essere sicuri, cari lettori, che io prima di scrivere questo capitolo ho .
riflettuto intensamente per anni su una possibile relazione fra conflitti bio-
logici e psicosi. Già prima del mio studio sull'infarto cardiaco alla clinica
universitaria di Vienna nel 1984 avevo scoperto e anche pubblicato che
esistono delle correlazioni conflittuali rispetto alla cosiddetta depressione
endogena (che non sono affatto di origine endogena). La schizofrEnia mi è
costata una fatica maggiore, ma ciò è dipeso in particolare dalla insufficien-
te collaborazione dei colleghi di allora che spesso si rifiutavano di fare ese-
guire una TAC cerebrale per i pazienti schizofrenici. Mi è tornato utile

678
conoscere con la massima esattezza, grazie all'attività da me svolta presso la
clinica universitaria di Tubinga, l'intera problematica del metodo diagnosti-
co. Quello che uno chiama psicosi, per un altro è un "esaurimento nervo-
so" oppure si dice che il paziente è "impazzito", gli "ha dato di volta il cer-
vello" o è "diventato matto".
E' grave per il paziente se il referto medico di una clinica universitaria parla
di psicosi, perché allora il poveretto per il resto della sua vita viene quasi
considerato un "mostro". Anche se viene ancora trattato "umanamente"
non è però più preso sul serio da nessuno.
Ovunque egli incontra delle facce indulgenti che lo compatiscono. Più
spesso viene costretto ad andare in pensione ed è praticamente escluso
dalla società degli uomini che vanno presi sul serio. Ed è strano come ciò
accada spesso. Un mio giovane collega del passato a Tubinga aveva l'am-
bizione di diventare "specialista dei sogni", come era ed è di tanto in tanto
di moda nella psichiatria.
Quando interrogò riguardo ai suoi sogni un paziente, di cui nessuno sape-
va che cosa potesse avere perché di fatto nulla quadrava, questi gli confidò
di avere sentito parlare sua madre di notte in sogno. Il troppo zelante assis-
tente andò ancora un po' più oltre e gli chiese se forse ciò non fosse invece
accaduto nel dormiveglia. Il paziente quasi ammise che in sogno non si può
sapere se si è già di nuovo svegli per metà. Poi il "giovane Esculapio" 209 si
preparò al colpo decisivo: forse era già del tutto sveglio nel momento in cui
credeva di avere sentito la voce della madre? l'.innocente paziente non vole-
va escluderlo del tutto dato che non sapeva dove il dottore volesse andare
a parare.
Non appena questi ebbe udito la mezza "confessione" di tale possibilità,
interruppe subito l'interrogatorio come un grande inquisitore e con faccia
soddisfatta scrisse a grandi lettere sulla prima pagina: "Vox! ". Con "vox"
intendeva dire che il paziente sentiva delle voci e per il poveretto con ciò
era scritta la sua condanna a morte morale.
Sentire le voci significa che il paziente è schizofrenico e, se così, lo è per
sempre. Un singolo istante alla leggera aveva rovinato il paziente per il
resto della sua vita, ovviamente a causa dello zelo cinicamente privo di
scrupoli del giovane dottore.
Da quel momento nessuno si interessò più ai sogni del paziente, la diagno-
si era pronta e diceva: schizofrenia paranoide allucinatoria. Normalmente
il paziente non si libera più da una simile diagnosi fino alla fine della sua
vita: una volta pazzo, pazzo per sempre!

(209) Esculapio = nel mito greco-romano il dio della medicina.

679
Se in un tempo non troppo lontano, in cui sarà rimasta una sola medicina,
gli storici si impegneranno a ripercorrere i singoli passi della scoperta della
Nuova Medicina Germanica, allora appureranno che queste conoscenze
acquisite gradualmente in nessun modo mi sono cadute in grembo all'im-
provviso, bensì spesso si è trattato di un combattimento faticoso e compli-
cato, che in particolare ha comportato di ripetere gli stessi errori.
Anche quando si è scoperto qualcosa di nuovo si corre sempre il rischio di
ricadere nei vecchi schemi mentali. Fintanto che la scienza compie solo dei
piccoli passi in un "territorio nuovo", ciò non causa quasi nessun problema.
Ben diverso è quando un'intera (pseudo)scienza viene dichiarata larga-
mente o quasi interamente errata. Si scatena l'inferno! Infatti viene consi-
derato giusto e soprattutto serio ciò che tutti considerano giusto. Devo con-
fessare onestamente che io stesso spesso sono scivolato di nuovo a tratti nel
vecchio modo di pensare dogmatico sebbene fossi già arrivato alle mie
nuove conoscenze.
Mi è tornato utile il fatto di avere studiato in fisica che le conoscenze empi-
riche e le conclusioni ideologiche sono due cose assai diverse. Così per altri
due anni, dopo che avevo già scoperto la prima e la seconda legge biologi-
ca, ho continuato a credere che si doveva considerare il cancro come qual-
cosa di maligno. Parlavo erroneamente di un "cortocircuito" nel computer
cervello. Solo con la terza e la quarta legge biologica si è delineata quasi
obbligatoriamente anche la quinta legge. Così ho capito che tutti questi feno-
meni che avevamo chiamato "malattie" a partire semplicemente dai sintomi,
sono solo parti di programmi speciali, biologici e sensati (SBS).

Le due prime leggi biologiche erano e restano giuste, ma le conclusioni


concettuali che ne avevo tratto erano sbagliate, cioè rappresentavano una rica-
duta nei vecchi schemi mentali ormai superati di "buono" e "cattivo" ovvero
di "benigno" e "maligno".

Era accaduto qualcosa del genere anche per le cosiddette psicosi: credo di
avere correttamente interpretato le cause di depressioni, manie e cosiddet-
te costellazioni schizofreniche. Ma avevo anche creduto che il senso di
queste costellazioni schizofreniche fosse da considerare come "non va più
bene nulla", cioè il computer cervello è commutato su "errore". Di nuovo
era una ricaduta nei vecchi schemi sbagliati. Persino la mia supposizione
che il senso di questo "andare fuori di testa" fosse un'attesa di tempi miglio-
ri in cui forse si potevano risolvere entrambi i conflitti era giusta solo per
metà.

680
Con la quinta legge biologica madre natura ha di nuovo insegnato a me,
piccolo apprendista stregone, che essa non fa nulla di insensato. Solo la
nostra ignoranza è folle e pericolosa. Dopo che madre natura mi ha insegnato
ancora una volta la lezione, mi è caduto il velo dagli occhi. Sono contento
di potervi mostrare in questa edizione il più recente frutto delle mie scoper-
te. Credo che mi darete ragione sul fatto che questa conclusione finale è
ormai giusta e mostra anche di avere un senso, appunto un senso biologi-
co. E si va persino oltre.

Si noti:
ogni cosiddetta costellazione schizofrenica, cioè ogni combinazione di
due programmi speciali, biologici e sensati (SBS) ha un nuovo senso bio-
logico speciale proprio. Si potrebbe dunque anche parlare di uno specifi-
co senso biologico della combinazione di due programmi speciali, biolo-
gici e sensati ovvero di un "superprogramma SBS".

Ciò è così tanto emozionante che ad ogni persona normale, abituata a pen-
sare nella maniera consueta, innanzitutto vengono per forza a mancare le
parole! Proprio la pazzia, la paranoia, ciò che presumibilmente era ancora più
insensato delle cellule cancerogene ritenute degenerate, proprio questo
dovrebbe essere un programma biologico sensato? Sembra quasi inconce-
pibile!
Alla fine avevamo relegato queste persone infelici in reparti coatti, quasi in
prigioni, perché credevamo che fossero affetti da una malattia psichica ere-
ditaria, maligna e incurabile. Credevamo di dovere proteggere la comunità
da questi "pazzi incapaci di intendere e di volere". Ora riconosciamo che
non era affattQ così! Che il rapporto con simili persone possa avvenire in
modo diverso viene mostrato dall'esempio dell'Italia dove già da anni non
esistono più istituti psichiatrici coatti. Come indicano le esperienze riporta-
te, va molto meglio di prima. Gli istituti psichiatrici erano diventati super-
flui. Ora in Italia per i casi particolarmente gravi nei grandi ospedali nor-
mali ci sono delle camere riservate!

23.2 "Psichiatria a tre livelli"

Se pensiamo a fondo con logicità e coerenza, l'intera questione diventa


ancor più logica in modo addirittura fantastico: la parola "psichiatria" non
va più bene per nulla. Proprio come ciascun sintomo psichico nel program-
ma SBS ha anche la sua controparte a livello organico, ovviamente anche

681
la combinazione di tali programmi SBS deve avere un senso biologico non
solo sul piano psichico, ma anche su quello organico. Voler credere diver-
samente non ha nessun senso biologico, ma un senso deve derivare in base
alla quinta legge biologica. Possiamo persino fare delle "diagnosi psichia-
triche" in base a sintomi corporei (nel senso di prima). Se un paziente ha a
destra e a sinistra una neurodermatite non simmetrica, deve avere anche
una costellazione schizofrenica della corteccia cerebrale (separazione dal
partner e separazione dalla madre o da un bambino). Ciò ha ovviamente un
senso biologico di combinazione dei due programmi SBS.
Ma analogamente i sintomi organici devono avere un senso biologico nella
loro combinazione. E' quanto esige la quinta legge biologica!
Nel frattempo conosco il senso biologico di circa 2/3 dei programmi SBS e
sto preparando una tabella al riguardo. Ma voglio anche rivelare umilmen-
te che sinora non conosco il "senso biologico di combinazione", che devo
scoprire a livello psichico e organico, nemmeno per un terzo di tutte le com-
binazioni dei superprogrammi SBS.
Non si tratta solo di chiacchiere quando si parla del "piccolo apprendista
stregone", bensì davanti agli enormi compiti che si devono affrontare ci si
sente davvero piccoli e miseri se si osa anche solo occasionalmente gettare
uno sguardo dal buco della serratura dentro l'officina di madre natura. E'
difficile nel senso più vero della parola inquadrare rapidamente ciò che si
vede, cioè decifrare le combinazioni ovvero il loro senso biologico .

Se per il momento accettiamo, cosa che devo ancora dimostrare e lo farò


senz'altro in seguito, che queste condizioni sinora da noi chiamate "malat-
tie mentali e psicopatie" hanno tutte un particolare senso biologico, che
non avevamo sin qui ancora riconosciuto (né forse potevamo farlo perché
tutti dapprima restano sbalorditi), subito sorge la domanda: ''..6.llora si pos-
sono lasciar andare in giro tutti i pazzi e gli psicopatici?"
La risposta è sia semplice sia complicata: il nostro intero organismo e anche
il "computer" di questo organismo è regolato su rapporti biologici naturali.
Anche questi rapporti hanno un loro senso biologico. lo non credevo che
queste situazioni da noi chiamate malattie mentali e psicopatie avrebbero
rivelato un senso ancora riconoscibile per la nostra civilizzazione già molto
lontana dalla biologia.

Un piccolo esempio: la nostra Maja, cagna alfa di razza boxer, quando sua
figlia partorisce cinque cuccioli sani salta nella cesta e azzanna i piccoli per
ucciderli doverosamente.

682
Noi diciamo che è impazzita, gli psicologi dicono che è gelosa, ma entram-
be le cose sono sbagliate. Possiamo capire questo comportamento solo
quando gli etologi ci spiegano che esso è del tutto normale nel branco che
vive libero nella riserva di caccia ed è biologicamente sensato, infatti solo
la lupa alfa può fare dei cuccioli, tanti quanti ne occorrono per completare
il branco.

Come mostra l'esempio italiano, la maggior parte dei pazienti può senz'al-
tro restare a casa. Né i pazienti possono risolvere i loro conflitti con la psi-
chiatria, perché di solito vengono sedati con i tranquillanti, e neppure qual-
cuno nelle cliniche si era interessato ai loro conflitti effettivi, per non parla-
re delle TAC cerebrali. Si tratta appunto di conflitti biologici che hanno a
che vedere con l'ambiente in cui si trovavano prima e da cui ora, stando in
clinica, si sono allontanati. Nel caso di un conflitto singolo, grazie al fatto
di allontanarsi di una certa distanza sia spaziale sia psichica dalla causa
conflittuale, si potrebbe arrivare eventualmente a una soluzione del conflit-
to.
Ciò non vale per la costellazione schizofrenica, il cui senso a quanto pare
consiste nel fatto che i conflitti vengono al momento "congelati". Qui sta in
gran parte il senso biologico di questa costellazione che posso pure dimostra -
re subito.
Con una costellazione schizofrenica in pratica non si accumula nessuna
massa conflittuale. Se un giorno gli interessati hanno la possibilità di risol-
vere entrambi i conflitti, vengono liberati dall'incantesimo come nelle fiabe
e tornano ad essere del tutto "normali". Se però in questo periodo, che sup-
poniamo essere lungo, avessero avuto solo un conflitto su un lato cerebra-
le, per esempio nella zona del territorio, allora non dovrebbero risolverlo
perché altrimenti morirebbero di infarto cardiaco nella crisi epilettoide.
Dopo avere scoperto la prima legge biologica della Nuova Medicina crede-
vo, nel mio entu siasmo, che si dovesse risolvere quanto più possibile tutti i
conflitti e molto rapidamente. Oggi so che si trattava dell'errore di un pic-
colo apprendista stregone. Ci sono conflitti che, se possibile, è meglio por-
tare con sé irrisolti fino alla morte per poter così vivere più a lungo.
Se dopo quanto detto nelle pagine precedenti ancora non ti è chiaro nulla,
caro lettore, non disperare ! Alla fine di questo capitolo ne saprai senz'altro
di più di qualsiasi psichiatra. Già la parola "psicosi" è in senso stretto erra-
ta, perché ci eravamo immaginati che essa avesse a che fare solo con la
"psiche". Ma per ogni sintomo psichico c'è anche un sintomo cerebrale e
un sintomo nell'organo corrispondente! N ella Nuova Medicina ogni cosid-

683
detta malattia avviene sempre su tutti i tre livelli e le cose non sono diver-
se anche per le cosiddette psicosi. Solo che per queste ultime avevamo
regolarmente trascurato i sintomi organici! Se per caso ci è capitato di
notarli, non li abbiamo però messi in relazione con la psicosi.
Purtroppo oggi, ad esempio in Austria (legge per gli psicoterapeuti = legge
anti Nuova Medicina Germanica), si è già arrivati a distinguere la medici-
na in modo del tutto insensato in "malattie puramente psichiche" e "malat-
tie puramente organiche". Le prime, fra cui rientrano anche le cosiddette
psicosi, vengono trattate esclusivamente da psichiatri e psicoterapeuti, le
altre "malattie puramente organiche" sono curate appunto dai medici che
si occupano degli organi ...
Per non creare una totale confusione linguistica continueremo per il
momento ad usare l'espressione di "psicosi", tanto più che anche nella
Nuova Medicina Germanica, sebbene in un modo diverso, mostrano uno
specifico senso biologico grazie alla combinazione di due o più programmi
SBS. Fanno eccezione la cosiddetta "depressione primaria" e la "mania pri-
maria", in contrasto con la depressione e la mania nella costellazione schi-
zofrenica che chiamiamo "depressione secondaria" o "mania secondaria",
talvolta anche costellazione maniaco-depressiva, se sono interessate
entrambe le zone del territorio. Infatti la depressione primaria e la mania
primaria si presentano con un solo conflitto nel caso di mancinismo o
pareggio ormonale.

23.3 Quali aspetti cambiano in ciò che abbiamo sin qui


chiamato psichiatria?

1. Non esistono e non sono mai esistiti speciali programmi psichici senza
correlazioni organiche. Pertanto rigorosamente non ci sono né psichia-
tria nel senso consueto né psicologia.
2. Dobbiamo smettere di cercare di "eliminare con la terapia" tutti i pre-
sunti disturbi psichici, cioè le stranezze, come si è sempre voluto imma-
ginarli. Come oggi sappiamo, si tratta di speciali programmi biologici
che naturalmente implicano ogni volta anche a livello psichico un rela-
tivo senso biologico. Questa cosa non era nota sino ad oggi!
3. Un punto di vista affatto nuovo e sinora completamente sconosciuto è
quello per cui le diverse costellazioni dei relè cerebrali colpiti hanno una
determinata sintomatica psichica (e ovviamente anche organica) comu-
ne o paragonabile che descriverò di seguito. Come mostrerò in un caso
particolare, naturalmente ci sono anche delle combinazioni di più di due

684
conflitti attivi su emisferi cerebrali diversi. E anche simili costellazioni
multiple sono a loro volta paragonabili fra di loro, cioè hanno qualcosa
in comune. Un'eccezione solo apparente è costituita dai "salti quantici"
psichici (e ovviamente anche organici) causati dalla costellazione che ci
fanno vedere una sintomatica del tutto nuova, che apparentemente non
ha più nulla a che fare con i due conflitti originari.
4. Anche le costellazioni, comprese quelle multiple, ovviamente hanno ogni
volta il proprio senso biologico. Si tratta di un fatto dimostrabile, che
anche a me che sono vecchio del mestiere è dapprima sembrato incre-
dibile, forse perché io stesso ho lavorato nella cosiddetta psichiatria,
dove ci sentivamo intelligenti quando ostentavamo espressioni e sinto-
mi psichiatrici e facevamo credere ai nostri pazienti di sapere qualcosa
su di loro.
5. Solo per motivi di completezza va ancora detto che probabilmente dob-
biamo fare i conti ancora con altri tipi di costellazioni, per esempio
-la costellazione fronto-occipitale del medesimo emisfero e
-la costellazione cranio-caudale (superiore/inferiore) dello stesso
emisfero.
Ovviamente queste costellazioni possono a loro volta essere combinate
con delle costellazioni trasversali di emisferi diversi.
6. Combinazioni di costellazioni degli emisferi di tronco cerebrale, cerve
lletto e/o neoencefalo.
Simili combinazioni possono essere presenti in molti se non persino
nella maggior parte dei casi dei pazienti ricoverati nei nostri istituti psi-
chiatrici.
7. Ampliamento del senso biologico delle costellazioni.
La questione dell'ampliamento del senso biologico del singolo program-
ma biologico speciale nella combinazione di due o più costellazioni, di
emisferi diversi (o fronto-occipitale o cranio-caudale), diventa una questio-
ne decisiva in ciascun singolo caso per tutti coloro che vogliono occu-
parsi più intensamente di Nuova Medicina. Naturalmente, come abbia-
mo già detto, il senso biologico si può cercare non solo nella realtà psi-
chica, così come non lo si poteva cercare solo nella realtà organica.
Intendo dire: il "salto quantico" psichico, cioè la variazione del contenu-
to conflittuale ovvero l'ampliamento del contenuto conflittuale a causa
della combinazione di due o più contenuti conflittuali, prevede anche il
corrispondente "salto quantico" organico, di cui finora sappiamo soltanto
che la massa conflittuale è molto limitata nel suo effetto anche a livello
organico. Vale la pena di trovare sotto quale aspetto, a causa della com-

685
binazione, si potrebbe modificare non solo il relativo senso biologico dei
due conflitti attivi a livello organico, ma anche se il senso biologico a
livello organico possa pure fare eventualmente un "salto 'quantico", cioè
un "salto quantico" organico, o se debba persino farlo per forza.

Ovviamente dobbiamo pensare la stessa cosa anche a livello cerebrale.


Siamo in grado di fotografare facilmente queste combinazioni con le nostre
TAC, ma per il momento possiamo solo fare delle speculazioni sui processi
elettromagnetici (sempre che di questo si tratti) ovvero sulle loro combina-
zioni. Tuttavia tali conoscenze al presente non sono necessarie clinicamen-
te. Poiché ci troviamo davanti a un sistema predeterminato, possiamo far-
cela anche senza questa speciale conoscenza dettagliata di un solo livello.

23.4 Il senso biologico di combinazioni ovvero costellazioni


di conflitti biologici a livello organico

Probabilmente questo punto sembrerà dapprima ad ogni lettore un po' fuor-


viante. Si può ancora immaginare che una combinazione psichica di più
conflitti di emisferi diversi o di lati cerebrali differenti (nel tronco cerebrale
e nel cervelletto) possa avere un senso biologico, ma diventa difficile capi-
re per il momento che debba essere così anche nel caso di speciali program-
mi organici.
Tuttavia se riflettiamo correttamente, arriveremo alla conclusione che non c'è
contraddizione nel fatto che la combinazione, qui da noi chiamata costellazio-
ne, possa in modo analogo avere un senso biologico specifico modificato a
livello organico o debba addirittura averlo, così come ce l'ha a livello psi-
chico.
Poiché la prima legge biologica dice che tutti i processi dopo la DHS si svol-
gono in modo analogo sui tre livelli, perché non dovrebbe essere così anche
per le combinazioni o costellazioni di questi processi? Certo, all'inizio
(prima edizione di questo libro) avevo creduto che nel caso di due conflitti
biologici corticali su emisferi diversi il computer cervello commutasse su
"errore" e l'individuo colpito "fosse eliminato dalla concorrenza". Ciò è
ancora vero in parte, cioè l'individuo si ritira dalla concorrenza speciale
ovvero riguardante il territorio, ma ha il vantaggio che non si forma quasi
nessuna massa conflittuale. Però non si trattava affatto di un "errore", bensì
la stessa costellazione della pazzia ha un suo senso biologico, così credo
oggi. E molti fatti confermano che non solo a livello psichico la combinazio-
ne dei conflitti, cioè la costellazione schizofrenica, rappresenta un senso

686
biologico specifico del tutto nuovo appunto nella sua combinazione specia-
le (ad es . "senso di sospensione" con costellazione schizofrenica premorta-
le), ma che questa combinazione specifica come a livello psichico in prati-
ca rivela una nuova dimensione, così anche a livello organico potrebbe
mostrare una simile dimensione nuova, forse dovrebbe persino! Sono con-
sapevole che risulti difficile immaginarsi una nuova dimensione di una
corrispondenza biologica a livello organico. Pure voglio citare un paio di
esempi che in parte conoscevo già prima, ma ·che non riuscivo ancora a
valutare in modo adeguato.

23.4.1 Esempio: ricomparsa dell'ovulazione in una giovane donna


destrimane per costellazione postmortale

a) In questo caso la prima DHS sarebbe un conflitto sessuale che ha subito


provocato amenorrea (perdita dell'ovulazione).
b) Dopo una seconda DHS nel relè di territorio corticale (destro) (infatti
dopo il primo conflitto la donna reagisce "maschilmente", per esempio
con il desiderio di un partner delicato o una giovane amica lesbica) ritor-
na l'ovulazione. Si ristabilisce per così dire l'equilibrio, più precisamen-
te un equilibrio conflittuale.
Ora, a seconda di quale conflitto è più forte, può prevalere prima un lato
cerebrale sull'altro, per esempio con conflitto accentuato sul lato destro,
maschile, la donna è relativamente un po' più femminile. Ma se il con-
flitto sessuale femminile viene accentuato per un aggravamento del con-
flitto corticale sinistro, la donna allora diventa relativamente un po' più
maschile. Con questa alterazione della sessualità, che si osserva con
particolare frequenza nelle donne lesbiche o nei maschi omosessuali, la
donna può continuare ad avere sia il ciclo sia l'ovulazione. Ovviamente
si trova però psichicamente in costellazione schizofrenica maniaco-
depressiv a post-mortale!

23.4.2 Esempio: combinazione di due conflitti del profugo che inte-


ressano entrambi i reni

Prima DHS:
conflitto del profugo a livello psichico, a livello organico ritenzione idri-
ca con carcinoma dei tubuli collettori di un rene.

687
Seconda DHS:
un altro conflitto del profugo ovvero conflitto del sentirsi abbandonati a
livello psichico, quindi costellazione schizofrenica del tronco cerebrale
con sensazione di disorientamento; ciò ha un senso biologico particolare.

Organicamente: ritenzione idrica grave, ciò che sinora abbiamo chiama-


to disfunzione renale acuta con necessità di dialisi; carcinoma dei tubu-
li collettori sul secondo rene.
Psichicamente: disorientamento, costernazione, psicosi.

23.5 Suddivisione generale delle cosiddette psicosi

A. Foglietto embrionale interno

Costellazione schizofrenica del tronco cerebrale

1. Lato destro del tronco cerebrale inerente al tratto gastrointestinale fino al


digiuno210 compresi i tubuli collettori del rene destro e metà destra dell'u-
tero e tromba ovarica destra; corrispondenti al lato destro del tronco cere-
brale.

Delle quattro qualità funzionali quelle possibili sarebbero:

a) sensorialità del tessuto intestinale: esamina la composizione dei singoli


bocconi di cibo all'interno dell'intestino sia chimicamente sia meccani-
camente.
b) Motricità della peristalsi intestinale.
c) Secrezione della mucosa intestinale: produzione di succhi digestivi.
d) Capacità di assorbimento intestinale: le sostanze nutritive vengono
assorbite attraverso la parete intestinale nel circolo sanguigno e linfati-
co in direzione del fegato.
Queste qualità funzionali palesemente sono tutte dirette dal medesimo
relè nel tronco cerebrale (vedi a questo proposito lo schema della sezio-
ne schematica del tronco cerebrale), ma non in tutte le parti del tratto
gastrointestinale sono presenti tutte quattro. Per esempio, sembra che le
ghiandole lacrimali, le parotidi e le ghiandole linguali inferiori abbiano
solo delle qualità funzionali secretorie.

(210) Digiuno= porzione dell'intestino tenue attaccata al duodeno.

688
D'altra parte le qualità funzionali secretorie e assorbenti, ad esempio,
non sembrano necessariamente escludersi a vicenda. Quindi nello stes-
so punto una volta può crescere un carcinoma piatto se non è possibile
assorbire un boccone, un'altra volta in quel punto un boccone risulta
troppo grosso per poter transitare nella porzione intestinale. Allora si
forma a monte in posizione prossimale un carcinoma a forma di cavol-
fiore di tipo secretorio che ha il compito di produrre quanto più succo
digestivo possibile in modo che il boccone venga digerito e possa sco-
rrere. In entrambi i casi, ma soprattutto nel secondo, possono essere
coinvolte anche le qualità funzionali sensoriale e motoria. Ma si deve
tenere presente che ci sono anche parecchi casi in cui è interessata una
sola qualità funzionale. Quindi se una DHS ha colpito un lato anche con
una sola qualità funzionale, è sufficiente che l'altro lato del tronco cere-
brale sia colpito da un'altra DHS per avere la costellazione schizofreni-
ca del tronco cerebrale.
Non sembra verificarsi molto di frequente che una DHS puramente sen-
soriale o puramente motoria colpisca nel tronco cerebrale. Altrimenti
avrei dovuto trovare molto più spesso "Focolai di Hamer in soprannume-
ro". Però da un lato non vengono mai scoperti molti tumori, in particola-
re quelli di tipo assorbente a crescita piatta, soprattutto se possono esse-
re ridotti per necrosi caseosa grazie alla presenza di micobatteri tuber-
colotici. D'altro lato non esistono ancora dei parametri di valutazione
diagnostica con cui poter qualificare una DHS sensoriale nel tratto
intestinale, tranne la TAC cerebrale. Forse presto saremo in grado di
farlo. Infatti credo che la forte dissenteria accompagnata da vomito, la
cosiddetta colerina, causata dall'assunzione di un boccone avvelenato o
guasto provochi un'inversione della peristalsi nella prima porzione
intestinale fino al digiuno e una intensificazione della peristalsi nella
porzione finale espellente a partire dall'ileo. Lo "spartiacque" allora si
troverebbe a metà dell'intestino tenue tra il digiuno e l'ileo.

2. Lato sinistro espulsore del tratto gastrointestinale, diretto dal lato sinistro
del tronco cerebrale. Anche qui vale quanto sopra citato al punto "1 ".

Il sintomo psichico tipico nella costellazione schizofrenica del tronco cere-


brale è sempre la costernazione.

689
B. Costellazione schizofrenica del cervelletto: problema sociale: conflitto
con/per madre o bambino e per il partner.
C. Costellazione schizofrenica della sostanza bianca ("gruppo di lusso").
D. Costellazione schizofrenica 'd ella corteccia cerebrale.
E. Costellazione o combinazione fronto-occipitale.
F. Costellazione o combinazione cranio-caudale della corteccia cerebrale.

G. Combinazioni di programmi SBS di diverse porzioni cerebrali (per


esempio corteccia del neoencefalo/tronco cerebrale).
H. Combinazione o costellazione di più di 2 programmi SBS.
I. Fase intermedia con salto dei conflitti nell'emisfero opposto. E' come
se fossero presenti due programmi SBS speculari per breve tempo
dove uno si è da poco attivato e l'altro non si è ancora sciolto.

23.5.1 Classificazione dettagliata delle cosiddette psicosi

Premesso che siamo consapevoli del fatto che le psicosi intese nel modo
sinora consueto come "malattie puramente psichiche" non esistono, bensì
che tutte le presunte malattie sono in parte sintomi di programmi speciali,
biologici e sensati o combinazioni di quelli, ora da noi chiamate "costella-
zioni", possiamo arrivare alla seguente classificazione:

Premesso che siamo consapevoli del fatto che le psicosi intese nel modo
sinora consueto come "malattie puramente psichiche" non esistono, bensì
che tutte le presunte malattie sono in parte sintomi di programmi speciali,
biologici e sensati o combinazioni di quelli, ora da noi chiamate "costella-
zioni", possiamo arrivare alla seguente classificazione:

A: un solo programma speciale, biologico e sensato attivato in una persona


mancina:

1. Depressione primaria:
a) nella donna mancina sessualmente matura (tranne che in gravidan-
za, durante l'allattamento e con pillola anticoncezionale).
b) nell'uomo mancino nella cosiddetta andropausa
2. Mania primaria:
a) nell'uomo mancino,
b) nella donna mancina in menopausa

690
3. Depressione primaria e mania primaria con "pareggio ormonale".
Pertanto parliamo di "depressione primaria" e di "mania primaria" perché
già con il primo programma SBS insorge la depressione o la mania e ciò ha
il suo senso biologico.
Tutte le altre "stranezze psichiche" erano ovvero sono sempre delle combi-
nazioni di programmi speciali, biologici e sensati, sempre in una combina-
zione ogni volta particolare, dove chiamiamo
costellazioni schizofreniche
le combinazioni trasversali delle porzioni cerebrali a destra e a sinistra
(tronco cerebrale, cervelletto, sostanza bianca e corteccia cerebrale).

Quindi abbiamo la costellazione fronto-occipitale (dal davanti verso dietro)


e la costellazione cranio-caudale (parte superiore e inferiore della stessa
porzione cerebrale).
La combinazione o costellazione di programmi SBS di diverse parti cere-
brali con tutte le variazioni possibili (trasversale, cranio-caudale ecc.) e la
combinazione o costellazione di più di due programmi SBS con le cosiddet-
te "costellazioni multiple".

Si noti:
Anche la combinazione di più programmi SBS ha sempre un senso biolo-
gico, in pratica un senso biologico proprio.

La classificazione delle psicosi è molto semplice e si basa sui tre foglietti


embrionali. Riguardo alla natura molto specifica delle varie psicosi vedre-
mo che naturalmente ogni programma SBS, per esempio del tronco cere-
brale, può essere combinato con un altro programma SBS del tronco cere-
brale, per esempio sul lato opposto, in una costellazione schizofrenica del
tronco cerebrale, ma ovviamente anche con qualsiasi programma SBS del
cervelletto o del neoencefalo e viceversa. Ma incominciamo dalla psicosi
primaria costituita dalle "depressioni primarie" e dalle "manie primarie"
che rappresentano solo un programma SBS.

23.5.2 Le depressioni primarie e le manie primarie (gruppo speciale)

Le depressioni e le manie primarie formano perciò un gruppo particolare


perché hanno solo un programma SBS che tuttavia si è costituito in condi-
zioni speciali, o per mancinismo o per pareggio ormonale. Mentre il man-
cinismo è un fattore costante, il pareggio ormonale per contro può variare.

691
(Per esempio a causa della pillola anticoncezionale, dell'allattamento, di
una cisti ovarica ecc.) Analogamente anche la sintomatica della depressio-
ne può trasformarsi in mania. Questo cambiamento maniaco-depressivo
quasi "artificiale" (contrariamente alla costellazione schizofrenica mania-
co-depressiva, anche chiamata dalla medicina ufficiale "demenza mania-
co-depressiva", ha sempre solo un conflitto che però di volta in volta, in
base alla situazione ormonale e al contenuto conflittuale, può attivare un
diverso programma SBS, sempre soltanto uno! Parliamo allora di un "con-
flitto che salta" cioè che cambia lato cerebrale.
Un piccolo esempio: una paziente cinquantenne in menopausa aveva pati-
to un conflitto di territorio (reagendo quindi maschilmente) perché il part-
ner l'aveva lasciata (cioè era fuggito dal suo territorio). Poiché aveva anco-
ra molti ormoni femminili, quelli maschili prevalevano solo di poco, si era
trovata nel cosiddetto "pareggio ormonale". Di conseguenza subito dopo la
DHS si manifestarono depressione e angina pectoris come segno del con-
flitto di territorio in "(quasi) pareggio ormonale". Nella medicina tradizio-
nale abbiamo chiamato questo evento "psicosi involutiva" o "depressione
involutiva".
Già da tempo si sa che questa depressione involutiva sembra avere appun-
to a che fare con gli ormoni e spesso "reagisce" bene agli estrogeni. Ma
dato che non si conosceva affatto la causa, neppure si sapeva che con gli
estrogeni il sintomo depressione scompare, ma la paziente (se il conflitto
non viene di fatto risolto) ormai avverte il conflitto in modo diverso, cioè
come conflitto di frustrazione sessuale, ("mi ha lasciato per un'altra").
Il conflitto si è dunque modificato nel suo contenuto per la somministrazio-
ne ormonale, ora salta dal lato destro della corteccia cerebrale a quello
sinistro e invece di un'ulcera delle arterie coronariche con angina pectoris
e depressione, ora causa ulcera delle vene coronariche e ulcera del collo
dell'utero nonché una mania, dato che in pratica sussiste sempre il pareg-
gio ormonale!
Se tali pazienti hanno sfortuna, e quella sopra citata era stata sfortunata, già
dopo un periodo relativamente breve il ginecologo può diagnosticare un
carcinoma all'orifizio o al collo dell'utero (carcinoma ulcerante). Se la stes-
sa paziente avesse avuto il suo conflitto di territorio in pareggio ormonale
con depressioni e angina pectoris a causa di una lite con la vicina, allora gli
estrogeni sarebbero stati un aiuto molto efficace perché un simile conflitto
non avrebbe mai potuto diventare, per quanto riguarda il contenuto, un
conflitto di territorio. Grazie agli estrogeni questa donna già maschile
sarebbe diventata di nuovo femminile e non avrebbe potuto continuare ad

692
avvertire e gestire il conflitto di territorio, che infatti non l'avrebbe più
riguardata. Dei casi analoghi si verificano di frequente con la gravidanza o
la pillola anticoncezionale (qui in sequenza rovesciata). Già il cosiddetto
ciclo mensile, che in natura in pratica non esiste, non è omogeneo (le gio-
vani ragazze aborigene sono subito fecondate e alternano continuamente
gravidanze e allattamenti lunghi raggiungendo prima il climaterio). Dei
periodi più femminili si alternano ad altri più maschili. Ciò che a una rapi-
da occhiata ci sembra o ci è sembrato essere costante in realtà non lo è, ma
si tratta piuttosto di continui alti e bassi ormonali.

Vedete, cari lettori, come le cose in linea di principio siano facili ma quan-
to possano diventare complicate nella pratica. E' quindi sempre consiglia-
bile rivolgersi a uno "iatros" (in greco = medico) esperto della Nuova
Medicina Germanica, così come per altre cose si deve chiedere il parere
tecnico di un consulente specializzato. Infatti se nel caso precedente fortu-
natamente conclusosi bene il conflitto sessuale (dopo il salto) fosse durato
8 o 9 mesi, anche dopo avere raggiunto la soluzione ci sarebbe stata obbli-
gatoriamente l'embolia polmonare con morte nel punto culminante della
fase PCL (infarto cardiaco destro dopo ulcera delle vene coronariche) . Nel
caso di un'apparecchiatura elettrica si può sempre fare una riparazione,
all'occorrenza eliminare tutto l'impianto e sostituirlo con uno nuovo, ma per
l'uomo e per l'animale non si può più invertire un certo percorso.

23.5 .2.1 Esempio: depresi$ione con 3 recidive in una ragazza manci-


na a causa di un conflitto sessuale e/o di un conflitto sessuale di
marcare il territorio

Desidero farvi conoscere, cari lettori, una serie di 4 fasi depressive di una
giovane che sono tipiche rispetto al decorso, ma delle quali di sicuro nes-
suno avrebbe mai capito l'origine se ora non avessimo finalmente scoperto
il sistema. Le depressioni si manifestano in pareggio ormonale, dunque con
amenorrea giovanile o post-climaterica, cioè quando le donne diventano
più maschili e gli uomini più femminili, oppure con conflitto sessuale o con-
flitto sessuale del marcare il territorio di donne mancine di tipo femminile.
Nell'esempio che segue si prende in considerazione un caso simile che è
appunto sorprendente, perché è databile abbastanza precisamente e piut-
tosto completo sui tre livelli (psiche, cervello, organo) e perché la paziente
ha tenuto, per se stessa, una specie di diario disegnato dei suoi stati d'ani-

693
mo. Sono convinto che fra breve questo caso entrerà a far parte della "let-
teratura" medica mondiale.
Prima DHS: conflitto sessuale con mancinismo nel lobo temporale destro:
Nell'ottobre '83 l'ingenua ragazza ventenne per la prima volta lasciò la casa
ben protetta dei genitori per andare a studiare in una città universitaria
straniera. Come accade alla maggior parte degli studenti, all'inizio aveva
fatto fatica a trovare una stanza, ma poi aveva trovato un alloggio per stu-
denti un po' scomodo nel bosco a circa 3 km dall'università. La cosa non la
disturbava perché era sana e sportiva e con la bicicletta non c'era problema.
Fu anche contenta quando i compagni le dissero che poteva prepararsi la
cena nella cucina della comunità studentesca evangelica e quindi ne face-
va uso. Ma già dopo pochi giorni accadde la disgrazia: un tipico adescato-
re della vicina clinica psichiatrica, presumibilmente un infermiere, entrò
furtivamente nella casa della comunità studentesca e si appostò in attesa
del momento in cui lei fosse rimasta sola e a quel punto le si avvicinò con
fare cameratesco volgarmente confidenziale. "Hai un amico o te la fai da
sola? Possiamo provare". E già si avventava su di lei, la stringeva, la mor-
deva al collo e cercava di spogliarla. La ragazza dapprima fu come colpita
dal fulmine, ma poi si riprese, lasciò tutto e scappò fuori per fuggire sulla
sua bicicletta. Ma il maniaco la inseguì, afferrò la bicicletta e la "accom-
pagnò" attraverso il bosco fitto continuando ad afferrarle il petto e impe-
dendo ogni volta la fuga perché teneva forte la bicicletta. Aveva paura di
gridare perché il tipo sembrava così folle, aveva un lungo soprabito svolaz-
zante e sembrava fuori di sé. Quando alla fine riuscì per il rotto della cuffia
ad arrivare al suo alloggio riuscì persino con presenza di spirito a chiudere
la porta prima che lui potesse infilarsi dentro. Rimase ancora per un'ora
davanti alla porta battendoci sopra. La ragazza aveva una paura folle che la
porta potesse cedere. Allo specchio vide che era pallidissima e tremava in
tutto il corpo.
Dopo circa due ore lui se ne andò, ma ritornò più volte nelle notti seguenti
causando sempre nuovo panico alla ragazza. Da quel momento (inizio
novembre '83) fu affetta da una depressione causata da questa scioccante
esperienza conflittuale con DHS sessuale. Da allora ebbe anche degli spa-
smi alla. vescica. Per entrambi i disturbi non trovava una spiegazione. Di
fatto avrebbe desiderato avere un amico affettuoso, certo non di quel genere.

694
Questa immagine risale al
1979. La ragazza che ha dipin-
to questa "Brughiera a Sylt" (nel
periodo della fioritura) allora •
aveva 16 anni e il mondo per lei
era ancora integro. Tutto il dipin-
to irradia forza e ottimismo.
La giovane vede il suo cammi-
no davanti a sé attraverso la
brughiera fiorita. Il quadro è
stato dipinto sulla falesia rossa
di Kampen. Il sentiero conduce
alle case accoglienti con il tetto
di canne; persino il cielo rispecchia il rosso dell'erica in fiore. Quando una gio-
vane dipinge un quadro così, significa che il suo mondo è a posto.

Autoritratto con "terzo occhio",


dicembre 1983

Per il quadro qui accanto quasi


ogni commento diventa super-
fluo . La paziente aveva ormai
vent'anni quando si è raffigura-
ta in questa immagine commo-
vente in cui appare "distrutta".
l.!occhio destro appare fisso e
senza espressione, quello sini-
stro è chiuso. Sulla fronte la
paziente ha "un terzo occhio"
attraverso il quale, come lei
stessa ricorda, vede il mondo
nero e senza speranza.
l.!autoritratto, dipinto durante la
psicosi di una profonda depres-
sione, ha una forza espressiva così sconvolgente che non si potrebbe espri-
mere più intensamente. Aveva fatto questo dipinto "solo per se stessa"
durante la fase psicotica introversa. Solo per una circostanza fortunata sono
riuscito ad ottenere dopo una lunga ricerca la maggior parte dei dipinti, che

695
erano stati fatti solo per sé, secondo quanto lei stessa dice, come valvola per
alleggerirsi un po'.
l'.arte è la capacità di esprimere pensieri, sentimenti, stati d'animo o sensa-
zioni in modo che possano essere condivisi, non fosse altro che dal pittore
e dalla pittrice stessi. Un quadro che viene dipinto non per avere un effetto su
altre persone, ma quasi come "diario dell'artista e solo per sé" acquista un
interesse del tutto particolare a causa della sua sana originalità.
Non mi immagino di essere un "conoscitore d'arte" o un critico, ma in veste
di semplice osservatore sono sempre affascinato da una cosa in un quadro ,
cioè se so, come in questo caso, che l 'artista dispone di tutte le capacità tec-
niche per dipingere a piacere dei quadri in modo realistico e preciso e se
un simile artista volutamente (e persino solo per se stesso) rinuncia a sfrut-
tare tali capacità, e invece di quelle ha qualcosa di così importante da dire
a se stesso da dover ricorrere a dei mezzi più fortemente espressivi, allora
non posso fare a meno di soffermarmi su tale quadro per chiedermi che
cosa o chi esprima. La rigidità da maschera che gli psichiatri osservano
sempre nelle vere depressioni corrisponde alla fase simpaticotonica di con-
flitto attivo. La DHS ha colpito la paziente all'inizio del novembre '83, la
conflittolisi è avvenuta a Natale '83.
Il sogno di una vergine era crollato: ogni mattina e ogni sera doveva passa-
re davanti alla comunità evangelica studentesca, che si trovava proprio di
fronte al suo istituto e aveva sempre paura di incontrare il matto pericolo-
so. Solo quando andò a casa per Natale i suoi pensieri cambiarono e la ten-
sione la lasciò. La fase di conflitto attivo della depressione o in breve la
prima o ansiosa fase depressiva era durata dall'inizio di novembre fino a
Natale '83. Quando la ragazza nel gennaio '84 tornò all'università, il con-
flitto era smorzato, ma non completamente risolto. Vide ancora ripetuta-
mente il matto e ogni volta si diede alla fuga nel panico. Solo quando alla
fine di marzo '84 traslocò in un altro alloggio studentesco dove aveva una
vicina simpatica, si sentì al sicuro e finalmente la depressione in fase semi-
risolta scomparve.

Conflittolisi
Già pochi giorni prima del trasloco, quando tutto era deciso , iniziò ad
avvertire una terribile stanchezza che non riusciva a spiegarsi. Era così
stanca tutto il giorno da non poter uscire dalla sua camera, fece quindi con
grande sforzo il trasloco e poi continuò ad essere "stanca da morire". In
questa fase, che durò circa 2 mesi ed ebbe un decorso a ondate, la pazien-
te era in "depressione in fase di soluzione".

696
Ciò significa che dopo ogni conflittolisi la persona si sente assonnata e stan-
ca, senza energie. Ciò nonostante la maggior parte della gente si sente
molto bene. Ma se un paziente ha una simile fase PCL vagotonica a segui-
to di una depressione con tensione (conflitto attivo). allora questa fase di
"perdita delle energie" viene considerata parte della depressione. Al termi-
ne di tale fase di riparazione, fase PCL, ritorna anche l'energia.
La paziente spesso e talvolta per parecchie settimane era così enormemen-
te stanca da non potersi reggere in piedi. In questo periodo era "solo" in
"depressione in fase di soluzione". La "depressione in fase di soluzione" è
ancora una depressione, ma di qualità del tutto diversa. A questo proposito
tuttavia la perdita di energie, l'estrema stanchezza vagotonica e spesso i
sintomi cerebrali sono così pesanti che il paziente non si sente in sostanza
meglio rispetto alla fase della "depressione in fase attiva".
Immagini
Dal "diario dipinto" della paziente consideriamo un'immagine della fase
acuta della "depressione in fase attiva", l'autoritratto con il terzo occhio. In
questa immagine si esprime esattamente tutta la rigidità e la tensione di
questo tipo di fase depressiva. Il paziente in tale depressione si sente "irri-
gidito come ghiaccio". In sostanza però la depressione della prima fase è
simile per tutte le malattie cancerogene nella fase di conflitto attivo. Tutti
hanno una specie di ossessione da cui non riescono a liberarsi, continuano
a pensare giorno e notte soltanto al loro conflitto.
La seconda immagine del febbraio '84 è stata eseguita nella fase di conflit-
to ridotto fra la fine di dicembre '83 (Natale a casa) e la fine di marzo '84,
momento della conflittolisi finale grazie al trasloco. Nel quadro l'atmosfera
è ancora grigia, ma non più così disperata: si vedono già dei raggi di luce.
Alla fase di depressione in conflitto attivo risalgono i seguenti versi del diario:

novembre '83: Incontro


depressione in conflitto La strada è quasi scura
attivo nel suo orribile blu
betulle bianche si gettano
nei miei occhi atterriti.
Per la lontananza ti dai da fare
inutilmente, che cos'è?
Un bambino, un uomo, un arbusto che si
agita? Non posso giudicare,
gli alberi sono troppo alti
e non vuole voltarsi il viandante.

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Novembre/dicembre '83: Lacrime
depressione in In autunno piangono gli alberi e
conflitto attivo stormiscono
quando venti freddi li attraversano
dovrei versarle oppure no?
Puoi ascoltare il tenue timbro delle loro
lacrime.

I versi seguenti del diario derivano dalla fase PCL della "depressione in
fase di soluzione":

9.2.84: depressione La mia anima è una ballerina,


in fase di soluzione se solo la lascio libera
corro dietro di lei
fino a che cado,
con una lunga rete per farfalle
per imprigionarla di nuovo.

Questa immagine è stata fatta due mesi


dopo l'autoritratto di disperazione e di
profonda depressione "con il terzo
occhio". Nel frattempo la paziente è en-
trata nella fase PCL, circa 6 settimane
dopo la soluzione del conflitto. In que-
sta fase la depressione, ancora presente
in certa misura, è qualitativamente mol-
to diversa.
Mentre il dipinto precedente è caratte-
rizzato dalla "depressione in conflitto
attivo", qui vediamo la "depressione in
fase di soluzione", cioè senza spasmi. La
paziente è assonnata e stanca, come
tutti i pazienti che sono nella fase PCL,
le sue energie sono ancora più limitate, ma ci sono già i primi "raggi di
luce", come nell'immagine precedente sono persino già riconoscibili delle
notevoli schiarite che spezzano la tonalità grigia di base del quadro.

698
Soprattutto, come dice la paziente, "in quel periodo ho potuto di nuovo con-
siderare altre persone e cose, mentre prima guardavo solo me stessa come
in uno specchio e precisamente senza speranza".
La poesia seguente risale al periodo senza conflitto con fase PCL termina-
ta nella tarda estate '84:

1.10.84 (durante il Bacche di ginepro


periodo privo di conflitto) Come si raccolgono le bacche di ginepro,
i piccoli cavalieri amari?
Si difendono con spade risolute,
la gente dice:
alberello agitati e scuotiti,
getta spine e bacche ai tuoi piedi!

Seconda DHS: conflitto sessuale nel gennaio '85


La successiva DHS si verificò nel gennaio '85, quando uno studente israe-
liano a cui lei aveva dato delle normali informazioni sull'università duran-
te tre minuti dentro la biblioteca universitaria nel dicembre '84, perché lui,
che diceva di essere di passaggio, d'improvviso si era presentato davanti
alla sua porta, alle undici di sera. Aveva già detto a tutti i vicini e alla affit-
tacamere di essere il suo amico.
Quando la ragazza rientrò a casa verso le undici, l'affittacamere la salutò
dicendo : "il tuo amico è arrivato". Lo studente israeliano pretendeva di dor-
mire da lei.
Di nuovo la ragazza fu duramente colpita da questa penosa situazione. Però
non si lasciò incastrare e dopo la mezzanotte lo spedì in un albergo. Il mat-
tino seguente si allontanò da casa già intorno alle sette e ritornò di sera
tardi solo quando "la via era libera". Di nuovo il conflitto non durò solo un
giorno perché lo spasimante telefonava di continuo ai genitori della ragaz-
za. Il conflitto consisteva nel fatto che lei si sarebbe molto rallegrata della
visita fatta in modo corretto di un giovanotto simpatico e avrebbe anche ben
volentieri dormito con un amico. Ma il fatto che le capitassero sempre per
le mani proprio dei matti così, che ci provavano in quella brutta maniera,
era per lei scioccante.
La depressione iniziata il giorno della DHS tuttavia durò solo 14 giorni e
all'incirca uguale fu la fase di riparazione.

699
Terza DHS: conflitto sessuale a causa di un padrone di casa molesto a
Sylt nell'aprile '85.
N ell'aprile '85 la paziente ha di nuovo sperimentato o meglio è stata colpi-
ta da un'intera scarica di DHS con DHS recidive. La storia iniziò in modo
del tutto innocuo: durante le vacanze semestrali la paziente voleva trasco-
rrere due settimane a Sylt dove la sua famiglia era già stata di frequente.
Un naturopata che li conosceva le procurò un alloggio, che però si rivelò
avere un "difetto" . Il padrone di casa in età matura "toccava" e, ovviamen-
te, lo faceva più volentieri con le ragazze giovani. Così quando la nostra
ragazza in un giorno di pioggia se ne stava seduta nel soggiorno, dove gli
ospiti si intrattenevano in casi simili, china sui suoi libri a studiare, lui con-
tinuava a girare intorno al tavolo in accappatoio e a un certo punto lo las-
ciò aprire "del tutto casualmente" mormorando qualcosa come "tesoruccio"
e "cara". Alla fine dei suoi giri allungò persino la mano sopra la spalla della
ragazza verso il petto. Questo fu troppo per lei, di nuovo proprio il suo
punto allergico, ancora un maniaco come sempre! Non lo tollerò in nessun
modo e lo raccontò anche al naturopata che, contrariamente alla promessa
di lasciar perdere la faccenda a meno che si ripetesse, telefonò subito alla
moglie del maniaco per dirle che il marito per favore tenesse le sue sporche
mani lontano dalla ragazza. A quel punto si scatenò l'inferno. Confronti,
interrogatori, testimoni e ripetute descrizioni della "molestia", minacce e
grandi scenate, così che la ragazza dopo cinque giorni lasciò la pensione
precipitosamente tremando in tutto il corpo, perché non poteva più soppor-
tare che ogni giorno questa storia criminale toccasse la sua ferita sebbene
avesse ragione.
Di colpo fu nuovamente colpita dalla depressione con spasmi della vescica.
Questa volta la depressione durò circa tre o quattro settimane nella fase attiva
e più o meno lo stesso tempo nella fase "di soluzione". Fortunatamente la
ragazza essendo giovane poté dimenticare più presto di altre persone per-
ché studiando si concentrava su altri pensieri.

27.4 .85 (Durante il periodo Pasqua


di conflitto attivo della Corro da sola contro il vento,
terza depressione); Sylt il più forte di tutti qui.
Le conche del bassofondo
si riempiono del tutto per caso,
torbide o un po' argentee,
lentamente
come il mosaico volante degli uccelli,

700
che scompare nel lontano risucchio di alto e basso.
Le pecore immobili sulla pietra
sono da sempre qui, indifferenti,
sorgendo fuori direttamente dalla terra.
Sollevo gli occhi:
grigio insignificante e lande piatte.
I miei piedi sono attorniati da fango denso
in modo che io non affondi.

Maggio '85 (durante la fase di conflitto attivo); dopo la fuga da Sylt

Caducità
In tempi in cui io
mi spingo all'interno
e cadaveri imbottiti
nelle vetrine dei musei
per la prima volta
vengono fatti conoscere fra loro,
le formiche scappano
dalle cassette di medicazione
e il pavimento è nero
come il grido interiore,
silenzioso, asciutto,
dinamite per le branchie sott'acqua.

Questo disegno
risale all'estate '85

Il mondo è di nuovo a posto


dopo il terzo conflitto sessuale
a Sylt nell'aprile '85, che però
era durato solo due settimane
circa. Il paesaggio dolcemente
ondulato della Franconia
dipinto con delicati toni pastello
irradia tranquillità e armonia.
Il cielo è blu: in breve, utto è a
posto come dovrebbe essere
normalmente per una ragazza giovane.

701
Quarta DHS: conflitto sessuale a causa delle bassezze del compagno della
sua migliore amica; novembre '85:
Ogni malato, che abbia patito una DHS con un conflitto di lunga durata, in
seguito ha lì il suo punto debole, il suo "tallone di Achille", il proprio punto
vulnerabile.
Le cose su cui le altre persone passerebbero tranquillamente sopra scher-
zando colpiscono invece subito il paziente, diventato allergico, nella vec-
chia ferita. Questa giovane donna non aveva desiderato nulla più ardente-
mente di un "amico ragionevole" con cui poter avere dei bambini. Ma le
capitavano sempre solo questi assurdi maniaci!
Nell'ottobre '85 aveva traslocato in un piccolo appartamento insieme con la
sua amica e il fidanzato di lei, con cui l'amica era "praticamente sposata"
da molti anni.
Ciascuno aveva la propria camera, solo il bagno e la cucina erano in comu-
ne. Regnava la massima armonia. Un giorno l'amica la invitò nella casa che
possedeva, dicendole che sarebbe stata assente temporaneamente e che
comunque c'era abbastanza posto. Tutto andò normalmente, ma alla sera la
paziente dovette constatare che non le era stato preparato il letto per gli
ospiti e il fidanzato della sua amica si era sistemato, come se fosse la cosa
più ovvia, nel letto accanto a lei e d'improvviso aveva incominciato a tocca-
re la sua scollatura. Non poteva essere vero! La paziente era completamen-
te fuori di sé, tremava in tutto il corpo per la rabbia e lo sdegno. Non tolle-
rò nessuna invadenza e trascorse per forza la notte "platonicamente".
Quando il mattino dopo la paziente si attendeva delle scuse, il suo indesi-
derato compagno di letto disse: "Si è trattato di una proposta e la conside-
ro sempre valida!" La paziente: "Ciò mi ha dato il colpo di grazia. Fino a
quel momento avevo ancora sperato che tutta la faccenda potesse conside-
rarsi uno stupido scherzo. La doppia delusione fu enorme, da una parte per-
ché mi aveva considerato come una che avrebbe accettato, dall'altra perché
aveva ingannato la mia migliore amica".
Disegno di novembre '85 Secondo "autoritratto" dell'anima: dal momento
di questa DHS con conflitto sessuale la paziente ebbe una profonda depres-
sione, come mostra il dipinto, iniziata pochi giorni dopo questa esperienza
scioccante. Il quadro esprime una notevole mancanza di speranza e di fidu-
cia. Tutto è nero su grigio e grigio su nero. La paziente aveva dovuto patire
di nuovo circa due mesi di questa "depressione in fase attiva" e poi altri due
di "depressione in fase di soluzione".

702
Dicembre '85 Vuoto
I giorni sono lunghi
Troppo lunghi per il vuoto
Sono semplicemente lì
Anche senza di me
Tutto va e viene con monotonia
Senza senso per me.

Gennaio '86. Depressione in fase attiva

Disfonia
Sempre più sogni
dall'Artide o dall'Alaska
con insuperabile chiarezza
di neve e freddo.

Questo dipinto secondo me possiede, come l'autoritratto con il terzo occhio,


l' espressività più forte che conosco proprio perché non segue nessuna ten-
denza, ma in modo del tutto genuino rispecchia solo il proprio stato d'ani-
mo.
La pittrice dice che di nuovo si tratta in pratica di un autoritratto e di avere
di fatto dipinto solo ciò che c'era dentro di lei. E nella sua anima c'era il gri-
gio bosco di novembre. In cima al dipinto ha scritto:

Le cornacchie si radunavano
a centinaia, nere, nere in alto, molto in su
nella nebbia
della notte che calava
e occupavano i rami
i rami dei pioppi nudi
senza chiedere,
interi eserciti preparavano
l'arrivo del freddo.

703
Il dipinto è stato eseguito subito dopo
la quarta DHS di un nuovo conflitto
sessuale (vedi testo). Come già l'auto-
ritratto con "il terzo occhio" è un grido
di aiuto contro la disperazione, tradot-
to nel linguaggio medico un po' fred-
do come attività conflittuale acuta,
simpaticotonia, depressione in fase
attiva per una mancina.

Quinta DHS: conflitto sessuale per


una proposta di matrimonio; dicem-
bre '85:
Solo per motivi di completezza deve
essere citato anche l'ultimo piccolo
conflitto sessuale che rientra nella
fase attiva del conflitto precedente,
ma che è durato solo per pochi gior-
ni. Un tipo grassone, il cosiddetto
amico "allegrone", che 'v eniva deriso e ritenuto impotente da tutti, la sera
prima del ritorno a casa da una gita aveva continuato a raccontare davanti
a lei delle barzellette volgari, una peggiore dell'altra, che avevano avuto per
di più l' effetto di far apparire chi le raccontava del tutto impotente, dato che
in un precedente incontro alla sauna nel giro degli amici la paziente si era
convinta che il suo corteggiatore aveva i genitali di un bambino di tre anni
(atrofia 211 dei genitali). Tutti confabulavano e parlavano dell'eunuco con
enormi masse di grasso.
Il mattino seguente proprio costui si trovò davanti alla porta del suo appar-
tamento studentesco con una bottiglia di spumante e le fece una domanda
di matrimonio in modo formale inginocchiandosi di fronte a lei in posizio-
ne teatrale, come nel più orribile romanzo kitsch. La paziente però trovò la
cosa per nulla divertente, si sentì invece umiliata perché ancora le risuona-
vano nelle orecchie le volgarità della sera prima.
La sua reazione fu: perché proprio io devo sempre imbattermi in questi
pazzi? Dopo l'accaduto la paziente tremava in tutto il corpo, si era riaperta
la vecchia ferita .

(211) Atrofia = riduzione dei tessuti.

704
I.:ultima conflittolisi (della quarta DHS) arrivò circa alla fine di
febbraio/inizio marzo '86. Si è arrivati a una soluzione di conflitto duratura
quando la paziente ha un rapporto fisso con un amico e da allora non ha
più mostrato tracce di depressione sebbene nel frattempo avesse dovuto
affrontare dei gravi problemi familiari.

"Benessere", dicembre '86

Un anno dopo la quarta e


la quinta DHS sessuale e
relativo conflitto la giova-
ne dipinse il quadro
sopra: quasi un idillio.
Un bonario cane boxer è
accucciato comodamente
in una poltrona sotto la
luce gialla dorata e calda
che si irradia da una lam -
pada. I.:insieme esprime 1
un senso di benessere e di
conforto. Si fa fatica a immaginare che sia stata la stessa persona che ha
dipinto i due "Autoritratti" a realizzare questa immagine piacevole. Il
mondo qui si è di nuovo raddrizzato, i conflitti sono risolti (dicembre '86).
Ciò che salta agli occhi in questo caso inquietante è il fatto che qui sia stata
una giovane a essere colpita e a patire una cosiddetta "depressione endo-
gena" per la quale non ci sono cause prodromiche secondo i punti di vista
psicanalitici.
La ragazza viene da una buona famiglia borghese protetta, ha conseguito
in maniera eccellente la maturità ed è una studentessa dotata.
Non avrebbe mai patito una depressione per simili avvenimenti se non
fosse stata mancina ... La psicanalisi non si può applicare nel caso delle psi-
cosi, è una cosa che sanno anche tutti gli psichiatri. Piuttosto dobbiamo
imparare a capire la realtà "biologicamente" e allora le psicosi non saran-
no più come sono state fino ad ora "il libro con sette sigilli".

705
Le immagini sopra sono state eseguite nell'aprile '87 e appartengono alla
giovane mancina che aveva patito quattro diversi conflitti sessuali o anche
parzialmente dei conflitti sessuali del marcare il territorio. La figura della
base cranica a sinistra mostra un edema molto chiaramente visibile alla
base del lobo temporale destro corrispondente a un conflitto uditivo ("Non
posso credere alle mie orecchie!") e a uno degli organi inerenti il marcare
il territorio, in questo caso la vescica. Dopo ognuno di queste DHS sessua-
li la paziente durante la fase di conflitto attivo soffrì di forti spasmi alla ves-
cica. Si vede l'arteria comunicante posteriore destra decisamente spostata
verso il centro che preme sul diencefalo. Dopo la soluzione della serie di
conflitti, giunta grazie al rapporto stabile con l'amico, la paziente aveva
avuto continuamente mal di testa e una grande stanchezza per circa un
anno.
La figura in alto a destra e quella in basso mostrano il progredire dell'ede-
ma cranialmente. Qui però, guardando attentamente, si nota un'area cica-
trizzata nella zona frontale del lobo temporale destro, a destra in alto un'e-
vidente compressione del corno frontale destro da destra lateralmente (frec-
cia). In questa regione di solito troviamo il correlativo del carcinoma bron-
chiale. Di fatto la paziente si ricorda che, dopo la soluzione del primo con-
flitto da aprile fino a maggio '84, aveva una grande stanchezza con 2 o 3
settimane di tosse forte che a volte le faceva quasi mancare il respiro. Allora
si sentiva assonnata e spenta, faceva fatica a muoversi. Si vede che in real-
tà è più facilmente possibile definire gli "speciali programmi del cancro" in
base ai loro conflitti e alla localizzazione nel cervello, dove sono riuniti i
relativi sintomi, invece di definirli in base ai sintomi organici che vanno
ogni volta (in ogni caso sino ad ora) faticosamente raccolti.
Se questa paziente non fosse stata mancina, ma destrimane, naturalmente
non si sarebbe ammalata di ulcera delle areterie coronariche e di carcino-

706
ma bronchiale, bensì tutte le DHS avrebbero colpito nel lobo temporale
sinistro del cervello e avrebbero causato, come fa normalmente un conflit-
to sessuale, un carcinoma del collo dell'utero e un conflitto di spavento
improvviso con carcinoma della mucosa della laringe nonché un carcinoma
della mucosa della vescica dal lato destro o un carcinoma rettale (rispetti-
vamente conflitto del marcare il territorio e conflitto di identità).

Immagini TAC del 21.4.87

Nella TAC in alto a sinistra che mostra uno strato subito al di sopra della
base cranica, si vede bene che il lobo temporale destro spinge verso il cen-
tro. Anche rispetto al lobo temporale sinistro ha notevolmente più edema,
riconoscibile nella colorazione scura. Si vede anche un FH per un conflitto
uditivo in fase PCL. La paziente non credeva alle sue orecchie!
Pure nell'immagine a destra si riconosce chiaramente una compressione
verso sinistra del corno frontale destro. La pressione deriva da un grande
Focolaio di Hamer con processo espansivo a destra fronto-temporo-parieta-
le ancora ben visibile sebbene sia già in cicatrizzazione e quindi da tempo
oltre il suo punto culminante. Mentre il conflitto sessuale con le sue recidi-
ve è riferito a questo processo quale complemento psichico, a livello orga-
nico esso si riferisce al carcinoma bronchiale che vediamo nell'immagine
seguente.
(Solo in una donna mancina il conflitto sessuale si manifesta sulla destra
cerebralmente).

707
In questa radiografia degli
organi toracici al primo
sguardo non sembrerebbe
esserci nulla di strano e
infatti anche nel rapporto
del radiologo si considera la
situazione normale.
Ma osservando più attenta-
mente si può notare un
disegno chiaramente rigato
nell'area in basso a destra. In
misura più ridotta si rileva lo
destra sinistra
stesso fenomeno anche sulla
sinistra. Dato che da alcune
settimane al mattino la paziente ha un'espettorazione che non ha mai avuto
prima, può trattarsi solo di uno stato residuale passato. Conoscendo il
decorso, può trattarsi unicamente di un carcinoma bronchiale. Nel "non-
sistema" della medicina ufficiale per un simile quadro verrebbe espressa
solo una diagnosi incerta. Verrebbe per contro eseguita una broncoscopia
per confermare o per escludere la diagnosi sospettata. Secondo il sistema
della Nuova Medicina Germanica non è affatto spaventoso per il paziente
apprendere che c'è stato un "piccolo carcinoma bronchiale" fo1tunatamen-
te senza danno grazie alla sua durata relativamente breve. Questa pazien-
te ne ha riso e ha affermato che c'era anche da aspettarselo come logica
conseguenza della storia precedente. Devo ammettere che le avevo comu-
nicato la "diagnosi di tumore sospetto" già prima della radiografia.
Proprio come sono del parere che di fatto qualsiasi medico avrebbe potuto
scoprire la realtà del cancro se avesse studiato davvero a fondo anche un
solo caso, comprendendo qui me stesso per i primi vent'anni della mia
carriera di medico, lo stesso dicasi per le cosiddette psicosi, già solo per il
fatto che mai nessuno ha rilevato le alterazioni vegetative fra simpaticoto-
nia e vagotonia, che caratterizzano ogni tipo di cancro quando il conflitto
viene risolto e anche che mai nessuno ha chiesto al paziente a che cosa stia
pensando o abbia pensato giorno e notte, invece di trattare tutti i pazienti
con la medesima misura freudiana.
Se si chiede a uno psichiatra che cosa sia una depressione, quello si adom-
bra e teme che si voglia tirargli un brutto scherzo, come se per la strada si
chiedesse a qualcuno che cosa sia un'automobile. Ma ben presto si trova in
difficoltà perché a parte il peggioramento dell'umore del paziente, la man-

708
I
canza di energia e i pensieri ossessivi e deprimenti, 1i fatto lo psichiatra
non ha assolutamente nient'altro da rilevare. Già qua9do occorre fare una
netta distinzione fra le depressioni cosiddette endogene e quelle reattive
deve arrendersi e preferisce mettersi il più presto possibile a parlare di
"depressioni miste", che di nuovo sono appunto solo chiacchiere.
Se in futuro ci prenderemo la briga di controllare in retrospettiva il percor-
so compiuto dai nostri depressi allora constateremo che non solo tutti
hanno seguito esattamente le cinque leggi biologiche della Nuova
Medicina Germanica, ma che quei pazienti che hanno avuto una cosiddet-
ta fase depressiva nuova, dunque una ricaduta, per esempio dopo essere
stati dimessi dalla clinica, ogni volta avevano riaperto (senza rendersene
conto) la loro vecchia ferita conflittuale, a casa o sul posto di lavoro, e aveva-
no dovuto necessariamente patire in tali condizioni una nuova depressione.
Il caso presente mostra in modo chiaro e logico la causa e il decorso di una
depressione come una speciale "malattia cancerogena" caratterizzata da
una costellazione particolare.

Durante la depressione il livello organico non veniva mai considerato sic-


come procedeva senza farsi notare, cioè in caso normale l'ulcera delle arte-
rie coronariche (per non parlare affatto del cervello) non viene rilevata.
Infatti sino ad oggi queste malattie chiamate infarti cardiaci ovvero angina
pectoris o "insufficienza cardiaca" sono state ritenute essere solo delle
malattie senili. Se in una paziente si riscontrava un carcinoma bronchiale o
un carcinoma alla vescica, si riteneva che ciò non avesse "nulla a che vede-
re con la depressione".
Nel nostro caso occorreva invece sapere innanzitutto che una mancina con
un conflitto sessuale ha un Focolaio di Hamer a destra periinsularmente e
non come di solito a sinistra. Nelle destrimani un simile Focolaio di Hamer
si forma solo con un conflitto di territorio, che una donna destrimane d'al-
tra parte può patire solo con costellazione di tipo maschile, cioè con ame-
norrea o dopo la menopausa. Infatti normalmente solo gli uomini soffrono
di conflitti di territorio. E' una cosa stupida cercare dei conflitti nel senso
freudiano per una simile costellazione determinata in modo puramente bio-
logico come nel nostro caso.
Ho consapevolmente descritto questo caso di depressione in maniera così
esauriente. Sono convinto che si debba studiare molto ben a fondo un sin-
golo caso per arrivare a capire il principio generale. In seguito si deve sem-
pre ricontrollare comunque, ma una volta scoperto il principio diventa
molto più facile capire i casi successivi. Il caso presente aveva inoltre il van-

709
taggio che non c'erano altri medici a complicare il decorso con la sommi-
nistrazione di qualche tranquillante. Questo caso poi ha il vantaggio che le
singole depressioni si sono susseguite in modo chiaro una dopo l'altra a
causa della relativa brevità dei conflitti, ad eccezione dell'ultima piccola, e,
cosa molto importante, avevano sempre un diverso contenuto conflittuale
per il medesimo tema conflittuale.
Per la maggior parte le depressioni sono molto più difficili da classificare
perché di solito si tratta dello stesso tema conflittuale che ritorna nelle reci-
dive. Spesso le recidive sono anche più lunghe e la fase PCL si sovrappone
già alla successiva fase di conflitto attivo di "depressione in fase attiva''.
Inoltre la ricerca dei conflitti coinvolti per quasi tutte le pazienti depresse,
con la cosiddetta depressione involutiva post-climaterica, spesso è oltremo-
do difficile. Sovente sono ricoverate in qualche ospedale psichiatrico dove
vengono sedate fino a non poterne più ovvero gonfiate di tranquillanti in
modo da non sentire più nulla. Per simili malattie le TAC cerebrali non sono
affatto ammesse, gli esami a livello organico sono ritenuti "superflui". I
parenti spesso collaborano molto malvolentieri: "Se la nonna, che è già
stata interdetta, dovesse di nuovo guarire, questo creerebbe solo delle com-
plicazioni!". E se qualcuno parlasse del tutto incautamente di cancro gli
verrebbe gridato contro: "Ci mancherebbe solo che lei spaventasse la
nonna con la storia del cancro!".

23.5.2.2 Esempio: conflitto di una levatrice mancina

Nell'immagine della TAC a destra un grande Focolaio di Hamer, a destra parie-


talmente (freccia), un altro focolaio più piccolo, meno chiaramente definibile, si

710
trova di fronte a sinistra. Il Focolaio di Hamer nella zona periinsulare destra
corrisponde al carcinoma bronchiale nell'area in alto del lobo polmonare infe-
riore sinistro, come si può ben vedere nell'immagine del polmone a sinistra e
nella TAC toracica sotto.

Naturalmente la
paziente di 33 anni
può essere colpita
da un carcinoma
bronchiale con FH a
destra periinsular-
mente solo per il
fatto che è mancina.
E perché ciò acca -
desse doveva avere
patito un conflitto
sessuale (femminile)
e di spavento
improvviso, come appunto era successo a fine '84 per la prima volta quan-
do era levatrice in un ospedale e aveva 33 anni.
Era stata ricoverata una donna incinta con un'emorragia; il bambino era
morto e anche la donna stava per morire dissanguata.
Ma letteralmente all'ultimo minuto si era potuto arrestare l'emorragia vagi-
nale.
La levatrice patì una DHS, un conflitto sessuale femminile con conflitto di
spavento improvviso che la colpì nella zona periinsulare destra a causa del
suo mancinismo. l'.associazione della vagina sanguinante fu la causa del
conflitto sessuale. Contemporaneamente patì però anche un "conflitto di
paura nella nuca" perché da quel momento aveva sempre paura che il caso
potesse ripetersi.
l'.ulcera delle arterie coronariche pertinente al conflitto sessuale sul piano
organico di solito viene notata solo con l'angina pectoris nella fase di con-
flitto attivo.
1'.intero caso è un po' complicato innanzitutto per il fatto che la paziente è
mancina e che inoltre aveva preso dei citostatici prima di venire da me. Lo
riservo quindi solo ai lettori più esperti.

711
La TAC che è stata eseguita uno o due
giorni dopo il nostro colloquio di con-
flittolisi mostra a destra occipitalmen-
te nella retina un Focolaio di Hamer
colto in evidente soluzione con distin-
to edema perifocale. Vi corrispondeva
uno scotoma dell'occhio sinistro che
la paziente aveva ancora in quel
periodo ma che in seguito è scompar-
so del tutto. Il disturbo della retina è in
pratica cerebrale (estroflessione corti-
cale).
Il Focolaio di Hamer a destra periin-
sularmente della pagina precedente
sta gonfiandosi come una pagnotta
che lievita. Anche la svalutazione di
sé, praticamente generalizzata, è in
soluzione, tutta la sostanza bianca
assume una colorazione scura. La paziente venne nel mio studio con le mani
gelide e se ne andò con le mani calde.

Ingrandimento parziale dell'immagi-


ne precedente.
Nel frattempo la paziente sta bene
nel complesso, ha ripreso peso, mi
ha mandato dei cordiali saluti dalle
vacanze.
I medici in Francia allora le aveva-
no dato da due a tre settimane di
vita perché il suo carcinoma bron -
chiale era arrivato all'emottisi
(tosse con sangue), che pure è
scomparsa nel frattempo.
1'.atelectasia si è di nuovo lentamente ventilata. Non voglio però tacere il
fatto che la paziente per circa sei mesi è rimasta in forte vagotonia con
sonno e stanchezza. E se non fosse stata lei stessa una levatrice, quindi in
grado di capire a fondo il sistema, e non avesse avuto in Francia due medi-
ci che pure hanno compreso pienamente il sistema e hanno potuto aiutar-
la, per esempio con il corretto dosaggio del cortisone, forse la paziente
sarebbe morta dopo due settimane come pronosticato.

712
Ora vediamo perché questo caso viene citato fra le psicosi data la sua par-
ticolarità.

1. A fine 1984 DHS sessuale con conflitto duraturo, contemporaneamente


conflitto di paura nella nuca.
Durata di circa 4-6 mesi. Nel cervello FH a destra periinsularmente, a
livello organico ulcera delle arterie coronariche e angina pectoris con
carcinoma bronchiale a sinistra, scotoma dell'occhio sinistro.
Cerebralmente: a causa del mancinismo FH a destra periinsulare.
Di conseguenza: depressione! (Per il fatto di avere un conflitto di paura
nella nuca anche a destra occipitalmente non c'è costellazione schizo-
frenica!). Inoltre troviamo pure un conflitto di perdita attivo a destra
cerebralmente riguardante l'ovaio sinistro.

2. All'inizio di agosto '86 DHS recidiva acuta, di nuovo una partoriente per
poco non muore dissanguata.
Nuovo conflitto sessuale, progressione dell'ulcera delle arterie coronari-
che e dell'ulcera della mucosa bronchiale, che fino ad allora non era
stata riscontrata, ma che ormai, in settembre, in soluzione, causava l'e-
mottisi, quindi nuovo conflitto di paura nella nuca, aumento rapido dello
scotoma e concomitante depressione! Con la comunicazione della diagno-
si e della prognosi nell'agosto '86 la paziente patisce un ulteriore conflit-
to con DHS: il conflitto di paura frontale del cancro. Quattro settimane
dopo sul collo da entrambi i lati appaiono i tipici noduli che si presenta-
no nella fase PCL del conflitto della paura del cancro. Inoltre la
paziente molto probabilmente soffre di un carcinoma ovarico (terato-
ma) a sinistra e inoltre di un conflitto di separazione brutale con un FH
nella corteccia post-sensoria paracentrale destra. Siccome il relé del
teratoma ovarico, che si trova nel mesencefalo rispecchia il funziona-
mento del sottostante tronco cerebrale, è quindi innervato omolateral-
mente rispetto all'organo, è interessato unicamente l'emisfero destro,
con l'eccezione dei due FH frontali per i noduli della paura del cancro.
Ma la discussione sarebbe puramente accademica, perché alla paziente
è stata subito somministrata una massiccia serie di citostatici.

713
FH per il conflitto di paura nella nuca
a destra occipitalmente.

3. A causa dei citostatici la produzione degli ormoni femmin ili fu subito


bloccata. Il conflitto, per carenza degli ormoni femminili, diventò istan-
taneamente un "conflitto di territorio maschile" e in quanto tale, a causa
del mancinismo, ovviamente saltò sul lato sinistro della regione periin-
sulare del cervello. Tuttavia il conflitto di paura nella nuca, poiché è
indipendente dagli ormoni, continuò a restare a destra e con ciò si era
creata esattamente la situazione per una cosiddetta costellazione schi-
zofrenica. In quei due mesi la paziente era davvero psicotico-schizofre-
nica o paranoide o "pazza". In seguito lei stessa disse di essersi sentita
"come idiota".
Faceva anche le cose più folli, commetteva una serie di azioni insensa-
te per le quali poi non riusciva assolutamente a dare una giustificazio-
ne. Non si rendeva veramente conto di ciò che i medici stavano facendo
nei suoi confronti.
E quelli in due mesi le fecero tre serie massicce di chemio (citostatici),
le irradiarono il cervello, i polmoni, persino i noduli da paura del cancro
al collo quando li scopersero all'inizio di settembre '86. Quando il qua-
dro ematico arrivò al limite di pericolo mortale e la paziente aveva solo
500 leucociti, la mandarono a casa dicendo che a quel punto non si pote-
va fare più nulla, era arrivata al "limite di terapia". Due giorni dopo
venne da me.
Quando la paziente poco tempo dopo essere venuta da me le furono riscon-
trate anche delle "metastasi cerebrali", nessun medico della medicina
ufficiale la volle più curare. Ciò fu temporaneamente la sua fortuna!

714
Inoltre, dal momento della soluzione del conflitto la paziente era di nuovo
completamente "normale"! Le occorse tutto il suo coraggio per superare la
fase di riparazione.

Questa TAC mostra, per la medesima


paziente, come già pochissimo tempo
dopo la soluzione del conflitto la con-
sapevolezza di sé "esploda" di nuovo
e aumenti non appena la paziente
.ritrova la speranza. La freccia a sini-
stra in basso mostra anche il centro
del relè dell'ovaio sinistro (incrocia-
to). La DHS per la corrispondente
necrosi ovarica, verificatasi subito
dopo la "rivelazione •della prognosi"
nell'agosto '86, sembra essere stata
una brutta osservazione fatta dal
medico, quando le venne un colpo di
tosse con sangue e sporcò il letto per-
ché si pensò immediatamente a una tubercolosi. (Per questo caso si veda
anche il capitolo sulla tubercolosi).
Ad una attenta osservazione nella zona fronto-parietale si riconosce anche
una compressione del ventricolo laterale destro causata dall'edema di un
Focolaio di Hamer di cui avevamo visto l'iniziale rigonfiamento in uno stra-
to più profondo della prima TAC illustrata di questo caso clinico. Purtroppo
non possiedo altre immagini di TAC cerebrali. So che non si è più accon-
sentito a farne perché i radiologi ritenevano che fosse "inutile". Però in base
ai sintomi clinici la paziente in seguito ha avuto dei forti edemi, nel frattem-
po in diminuzione, nonostante massicce somministrazioni di cortisone.
Sarebbe potuto andare tutto bene e invece la paziente è morta per cause
iatrogene! I medici della medicina ufficiale non hanno voluto o saputo capi-
re ciò che per la Nuova Medicina Germanica è così sensato e logico. La
paziente arrivata alla fase di soluzione dei suoi conflitti subì un tampona-
mento del pericardio. La DHS fu la prima angina pectoris; fu costretta a
farsi ricoverare e le venne accertato il tamponamento del pericardio. Ma si
rifiutarono di fare una agoaspirazione come richiesto dal medico francese e
come da me consigliato. Venne persino sospeso il cortisone e al suo posto
le diedero la morfina.
La paziente morì senza che ciò fosse affatto inevitabile!

715
Come vedete, questa paziente aveva una cosiddetta "costellazione incro-
ciata", cioè una costellazione trasversale e una fronto-occipitale.

23.5.3 I conflitti di territorio per le persone mancine

Sezione trasversale schematica del neoencefalo

Attivazione dei HH sul lato cerebrale sinistro nell'uomo mancino

Nell'uomo
Relè dello spavento improvviso
mancino,
Nei mancini: conflitto di minaccio del territorio
il HH si attivi
Relè del conflitto sessuale femminile sull'altro lato
Nei mancini: conflitto di territorio (sinistro), ma il
contenuto
Relè del conflitto di identità
conflittuale resta
Nei mancini: conflitto di rancore
lo stesso
Relè del marcare il territorio femminile Ne risulta MANIA!
Nei mancini: conflitto di marcare il territorio

Attivazione dei HH sul lato cerebrale destro della donna mancina


~
E
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Nella donna Relè del minaccia del territorio
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& lato (destro), ma Relè del conflitto di territorio
ci Nelle mancine: conflitto sessuale femminile
Q)

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'ti lo stesso. Nelle mancine: conflitto di identità femminile
Q)
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..:
o Ne risulta ~ Relè del marcare il territorio. Nelle mancine:
@ DEPRESSIONE! conflitto di marcare il territorio femminile

Se un anziano mancino è arrivato alla cosiddetta andropausa e quindi è


diventato femminile, il primo conflitto colpisce a destra cerebralmente
come per una donna mancina e analogamente causa depressione!

Viceversa: quando una donna mancina è in menopausa, prende la pillola,


è in gravidanza o sta allattando, reagisce maschilmente, cioè come un
uomo mancino. Il primo conflitto nella zona del territorio allora colpisce il
lato cerebrale sinistro.
Se la donna mancina smette di prendere la pillola oppure dopo il climate-

716
rio assume molti estrogeni (o ha una cisti ovarica) o termina di allattare e
se sino a quel momento ha un FH sul lato cerebrale sinistro (avendo reagi-
to come un uomo mancino), resta da vedere se il conflitto allora avvertito
maschilmente adesso, dopo che la donna è di nuovo femminile, possa man-
tenersi ancora.

Esempio: se il conflitto era dovuto a un uomo effeminato "sfuggito dal terri-


torio" della donna mancina quando lei reagiva ancora maschilmente, di
solito tale conflitto decade quando la donna si sente di nuovo femminile,
perché allora voleva un uomo effeminato (quando lei stessa si sentiva simi-
le a un maschio) ma adesso non più. Se però l'uomo che si era allontanato
da lei era maschile e lei, quale donna femminile, lo desidera ancora e pre-
cisamente con un conflitto sessuale di non essere posseduta, allora il FH
"salta" sul lato cerebrale destro, come giustamente nel caso della donna
mancina. Si trova quindi nel "relè maschile" ma è un "conflitto femminile" .

23.6 La cosiddetta costellazione schizofrenica

Alle tre regioni cerebrali a noi note corrispondono anche tre diverse costella-
zioni schizofreniche:

1. Tronco cerebrale: costellazione schizofrenica del tronco cerebrale


2. Cervelletto: costellazione schizofrenica del cervelletto
3. Neoencefalo: costellazione schizofrenica del neoencefalo
A) costellazione schizofrenica della sostanza bianca
B) costellazione schizofrenica della corteccia cerebrale
- costellazione schizofrenica trasversale della corteccia cerebrale
- costellazione (pseudoschizofrenica) longitudinale o franto-occipitale

In futuro, a prescindere dalla depressione primaria e dalla mania primaria,


si suddivideranno in questo modo i programmi speciali, biologici e sensati
(SBS) la cui sintomatica abbiamo sinora chiamato, senza capirla, psicosi.
Da quanto già descritto ormai conosciamo cinque fatti assai importanti:

1. Ciò che di volta in volta avevamo chiamato psicosi consiste in effetti di


due o più conflitti biologici con programma SBS che si svolgono sui tre
livelli, di psiche, cervello e organo, cosa che in passato non sapevamo.
2. Alla combinazione di due o più programmi speciali, biologici e sensati,
che originariamente avevano ognuno il proprio senso biologico, corri-

717
sponde un nuovo senso biologico con una nuova sintomatica psichica.
3. Solo nella costellazione schizofrenica della corteccia cerebrale non si
forma nessuna massa conflittuale, cosa che decisamente rientra nel
senso biologico di questa costellazione.
4. l.'.attivazione dei Focolai di Hamer nel cervello e quindi della sintomati
ca SBS avviene secondo un ordine e delle regole ben precisi che hanno
a che vedere con il mancinismo o il destrismo del paziente e in parte
anche con la sua situazione ormonale (vedi sotto punto 5) .
5. Un'alterazione della situazione ormonale modifica anche il lato dei Fo-
colai di Hamer nei conflitti di territorio corticali e quindi anche il conte-
nuto conflittuale e l'organo di riferimento, cioè l'intera sintomatica. Ciò
vale però solo per l'area periinsulare destra e sinistra dei conflitti di terri-
torio nonché per i relè della glicemia (per le cellule di Langerhans alfa
e beta del pancreas) a destra e a sinistra.

I punti 4 e 5 beninteso valgono solo per i programmi SBS dei FH nella cor-
teccia cerebrale.

23.6.1 La costellazione schizofrenica del tronco cerebrale

La costellazione schizofrenica sembrerebbe essere antica quanto la vita


stessa, pertanto non può trattarsi di un "guasto", bensì deve possedere un
senso biologico, che appunto abbiamo trovato!
Osserviamo un tipico caso: se un uomo o un animale deve fuggire improv-
visamente e inaspettatamente (con DHS) andando a finire in un luogo sco-
nosciuto, di solito patisce un cosiddetto conflitto del profugo, il conflitto del
sentirsi solo e abbandonato. A livello organico si forma un cosiddetto ade-
nocarcinoma dei tubuli collettori che fa otturare i tubuli di un rene o di una
parte del rene in modo che vi scorra fuori meno urina. Si risparmia così
acqua. All'occorrenza l'urina diventa un po' più concentrata, ma in modo
che le sostanze uriche possano ancora essere eliminate. In natura, in un
ambiente ignoto l'acqua è un problema molto più grande del cibo.
Contemporaneamente il programma prevede, se possibile, di assorbire
acqua ad ogni occasione che si presenta.
In origine il conflitto del profugo derivava dal tempo evolutivo in cui gli
organismi viventi "uscirono dall'acqua" e si adattarono lentamente alla
terraferma.
Può esistere un'altra situazione del profugo o del sentirsi solo e abbando-
nato che interessa lo stesso rene (in una parte diversa) oppure l'altro rene.

718
Se viene colpito l'altro rene e sono attivi entrambi i conflitti del profugo,
abbiamo una costellazione schizofrenica del tronco cerebrale.
Sappiamo da osservazioni empiriche che ormai non solo l'organismo rispar-
mia più liquido o che il valore della creatinina può salire a circa 9-12 mg %,
bensì che il paziente è anche psichicamente alterato: è disorientato!
Non riconosce più il suo ambiente.
In passato abbiamo considerato ciò come un guasto, un errore della natura.
Ma in realtà si tratta di una nuova combinazione, appunto di una costellazio-
ne schizofrenica di due programmi SBS, che ha un particolare senso biolo-
gico.

Se un organismo del tempo in cui esisteva solo il tronco cerebrale, che vive-
va ancora nell'acqua molti milioni di anni fa, improvvisamente veniva get-
tato da un'onda sulla terra e contemporaneamente avveniva anche un
"conflitto del sentirsi solo e abbandonato", per esempio perché d'improvvi-
so non c'erano più tutti i compagni, esso si sentiva disorientato e costerna-
to. Il "sovrasenso" biologico era che se avesse continuato ad avanzare nel
territorio sconosciuto avrebbe con una probabilità dell'80-90% soltanto peg-
giorato la propria situazione. Invece era molto più sicuro e utile attendere
una nuova ondata della prossima marea. Ciò che consideriamo o abbiamo
considerato come un errore della natura, inducendoci ad attaccare i pazien-
ti al "rene artificiale" (dialisi) per combattere la presunta insufficienza
renale, il "precoma uremico"212 e il disorientamento, è in realtà un'occasio-
ne molto sensata offerta dall'intelligente madre natura. La cosa risultava a
fatica comprensibile senza prendere in considerazione il contesto evolutivo.
I fatti anatomici e topografici della medicina ufficiale valgono anche per la
Nuova Medicina. Fra questi rientra il fatto che il punto di origine, diciamo
il "nucleo" del nervo abducente, si trovi nel ponte in prossimità del relè dei
tubuli collettori renali. Per poter comprendere dobbiamo di nuovo fare rife-
rimento alla storia evolutiva. Riprendiamo l'esempio dell'organismo viven-
te con tronco cerebrale di molti milioni di anni fa che, a causa di una forte
ondata del mare, veniva gettato sulla riva e, come spiegato, a causa di due
DHS pativa due conflitti del profugo. Da quel momento è costernato (sgo-
mento, smarrito) e disorientato. Ciò evidentemente dipende anche dal fatto
che egli ha gli occhi girati di lato (strabismo divergente). Di fatti le porzio-
ni muscolari lisce dei nervi abducenti, che fanno sì che gli occhi possano
girare di lato, sono "ipermotorie" (quasi spastiche). Potremmo parlare di

(212} Uremia= condizione patologica associata ad insufficienza renale.

719
"colica degli abducenti". Pazienti simili riescono ancora guardare in avan-
ti grazie alle fibre muscolari striate (che sono innervate dalla corteccia cere-
brale), ma gli occhi non ubbidiscono più in modo completo, soprattutto in
riposo. Ho osservato questa cosa per la prima volta in mio figlio Dirk e pre-
cisamente sui due lati.
Come dobbiamo immaginarci "l'occhio originario"? Risposta: più o meno
come un disco forato diretto dall'endoderma che aveva una muscolatura
anelliforme. Quello che oggi chiamiamo pupilla. Poiché anche la pupilla è
un "disco di derivazione intestinale" e la sua motricità nient'altro che una
specie di "peristalsi intestinale", dobbiamo intendere la luce come "bocco-
ne" che si doveva afferrare allo scopo di orientarsi.
La pupilla aveva una peristalsi, da una parte per riuscire a prendere quan-
to più possibile del "boccone luminoso" (occhio arcaico destro). dall'altra
per evitare quanto più possibile un boccone inadeguato (occhio arcaico
sinistro, per esempio se c'era troppa luce).
l'.innervazione del neoencefalo è esattamente contraria: il muscolo dilata-
tore della pupilla, innervato in modo corticale simpaticotonico, allarga la
pupilla.
Troviamo lo stesso meccanismo ad esempio nella bocca, nell'esofago, nei
bronchi ecc.: innervazione del tronco cerebrale = riuscire ad afferrare i boc-
coni; innervazione del neoencefalo = sputare i bocconi. Dunque il nervo
abducente originariamente (interessando le fibre muscolari lisce) sposta
tutto da una parte il "disco di derivazione intestinale" (= pupilla). cioè
verso la luce per arrivare ad orientarsi quanto più possibile e d'altra parte
anche per evitare la luce (vedi la tabella dei cosiddetti "nervi cranici").
In un "superprogramma speciale" combinato di costernazione e disorienta-
mento è attivo iperperistalticamente anche il nervo abducente (= "colica"
dell'abducente). che tuttavia riguarda solo la muscolatura liscia (= "musco-
latura intestinale").
l'.organismo con tronco cerebrale praticamente avrebbe quasi dei "paraoc-
chi" in avanti a causa della iperperistalsi del nervo abducente (porzioni di
muscolatura liscia).
Con la peristalsi del nervo abducente si manifesta anche una iperperistalsi
del muscolo sfintere della pupilla (= muscolatura intestinale). Il contrario,
cioè la morte di una persona, si esprime con la rigidità luminosa delle pupi-
lle dilatate, cioè con una "peristalsi" delle pupille paralizzate. La pupilla
dilatata, vale a dire la paralisi della muscolatura della pupilla, è considera-
ta un segno di morte ("mancanza di reazione delle pupille", cioè "peristal-
si" mancante). Anche i relè per l'innervazione delle pupille si sovrappongo-

720
no in pratica al relè dei tubuli collettori renali, significando che l'occhio
antico era strettamente legato al conflitto del profugo dei tubuli collettori
renali.

23 .6.1.1 Necessità dei micobatteri della tubercolosi

Se il paziente riesce a risolvere uno o due conflitti del profugo, il tumore dei
tubuli collettori, una specie di adenocarcinoma intestinale, in natura si
caseificherebbe grazie ai batteri della tubercolosi fino a scomparire. E' ciò che
la medicina ufficiale chiama "tubercolosi renale". I sintomi sono: sudore not-
turno verso il mattino, albuminuria, cioè proteine nell'urina e temperature
subfebbrili, stanchezza, fame.
Se vent'anni fa avessi saputo quanto so oggi, forse mio figlio Dirk non
sarebbe dovuto morire, perché aveva proprio questa costellazione schizo-
frenica del tronco cerebrale a causa del doppio conflitto del profugo.
Tuttavia i micobatteri della TBC devono essere presenti quanto più possibi-
le già alla DHS perché si moltiplicano durante la fase di conflitto attivo
(fase CA), proprio come il tumore diretto dal tronco cerebrale . Se i micobat-
teri non sono presenti al momento giusto, scompaiono sì la costernazione e
il disorientamento, ma il valore della creatinina e l'accumulo di acqua non
si normalizzano come ac.c adrebbe nel caso ideale in presenza di TBC.
D'altronde si deve completamente riscrivere anche l'intero capitolo dell'u-
remia ovvero l'aumento del valore della creatinina. Anche quando tale valo-
re arriva a 12 mg% l'organismo continua ad espellere la quantità minima
necessaria di urina (200 ml) affinché la creatinina nel sangue non aumenti
notevolmente. Abbiamo sempre interpretato la confusione e il disorienta-
mento come segno di un "disturbo della coscienza causato dall'uremia" .
Una cosa del tutto priva di senso! Infatti il disorientamento non si elimina
mediante la dialisi. La moderna medicina "interventista" vuole sempre
"intervenire" e guadagnare denaro. Vengono sottoposti a dialisi i pazienti
già a partire da un valore della creatinina di 4 mg %, dunque con un solo
rene colpito.
Fino al valore di 6 mg % di creatinina il paziente ha solo un programma
SBS. Il tumore dei tubuli collettori viene ridotto per caseificazione durante
la fase PCL tubercolotica.
Le proteine che ritroviamo nell'urina durante questa fase PCL provengono
appunto dallo spurgo continuo delle parti necrosate dei tubuli collettori.

Questa albuminuria cessa da sola se non si verificano nuove ricadute con-

721
flittuali e soluzioni. Si dovrebbero sempre eseguire dei controlli del valore
proteico globale nel siero sanguigno (valore normale 6,5-7,3 g %), senza
però farsi prendere dal panico se tale valore scende. Si può farlo risalire
facilmente con un'alimentazione ricca di proteine o, se occorre, anche con
delle fleboclisi di plasma sanguigno.

Con questo esempio, cari lettori, ho cercato di spiegare come tutto sia stret-
tamente e necessariamente collegato in modo sistematico.
La costernazione o il disorientamento sono considerati dei "sintomi psico-
tici", sarebbero cioè un "problema psichiatrico''. Il cancro al rene sarebbe
un problema oncologico. La paralisi del nervo abducente o l'iperperistalsi o
le pupille troppo dilatate o troppo chiuse andrebbero curate dai neurologi.
La TBC sarebbe un problema degli internisti o degli urologi, la cosiddetta
insufficienza renale e/o albuminuria invece dei nefrologi. Nessuno aveva
capito come tutto ciò fosse collegato in modo sensato e neppure che la psi-
che e gli organi non si possono mai separare fra loro!
Non voglio dare a intendere di saperne di più di quanto so davvero. Vi ho
indicato il principio; ora dobbiamo, come bravi artigiani, darci da fare per
decifrare tutte le combinazioni possibili dei Focolai di Hamer sul lato de-
stro e su quello sinistro ovvero per conoscere il loro "sovrasenso" biologico.
Esiste anche una serie di altri organi appaiati diretti dal tronco cerebrale
(utero, prostata, tube, orecchio medio con tuba di Eustachio), invece tutti gli
organi della cavità orale, che possiedono l'epitelio cilindrico, appartengono
in parte al lato sinistro e in parte al lato destro del tronco cerebrale (si veda
anche la tabella dei nervi cranici).
Non serve a nulla fare delle speculazioni. Occorrono almeno 10-20 casi per
ciascun tipo di combinazione, che al momento non ho e non posso avere
perché, come si sa, ogni mia conversazione con un paziente viene conside-
rata una cura non consentita ... Ma questo lavoro si deve fare. Attualmente
tutte queste combinazioni di programmi SBS sono ritenute a livello psichi-
co dei sintomi psicotici.
Ritengo che sia privo di senso e perfino pericoloso volere ad esempio fare
delle psicoterapie senza conoscere le realtà organiche! Anche in seguito ci
renderemo conto che i sintomi psichici delle combinazioni di programmi
SBS hanno solo in parte a che fare con i programmi SBS all'origine della
combinazione. Per questo ancora nessuno aveva scoperto i componenti
conflittuali di un dato comportamento.

722
23.6.1.2 Il significato dei 12 nervi cranici

Quelli fra voi, cari lettori, che conoscono la prima edizione di questo libro e
inoltre hanno delle approfondite nozioni neurologiche in quanto medici o
biologi, forse qualche volta si saranno chiesti come i concetti e le conoscen-
ze neurologiche della Nuova Medicina Germanica possano mai accordarsi
con quelli della medicina ufficiale consueta.
Ve lo posso spiegare così: quando si vuole scoprire o si è scoperto qualcosa
di nuovo, nulla è di maggiore impedimento dei vecchi dogmi che inevita-
bilmente ci portiamo dentro la testa, non solo perché abbiamo fatto l'esame
di stato, ma perché abbiamo lavorato per molti anni sebbene nel modo erra-
to . Si corre sempre il rischio di cadere nelle vecchie convinzioni e ciò è
tanto più facilmente possibile quanto più il vecchio "credo" viene accetta-
to da tutti e considerato serio.
Un altro problema però è il fatto che non tutte le cose si possono scoprire di
colpo, in particolare non in medicina. Il paziente desidera sapere oggi di
che cosa si tratta: non serve dargli una speranza per l'anno dopo, quando
probabilmente ne saprò di più sulla sua malattia, perché potrebbe essere
già morto. Come già detto, in medicina esistono fatti reali, ma anche fatti
presunti che risultano non essere stati affatto o solo per metà veri. Vi rien-
tra la maggior parte delle cosiddette conoscenze o meglio supposizioni
della cosiddetta ricerca sul cervello.
Per il momento dovete credere che ci sono solo pochissime cose nelle
conoscenze sul cervello che siano davvero inconfutabili. Per quasi tutte tali
conoscenze si dice, come spesso sinora accade nella medicina: "Si presu-
me che, si suppone che, secondo le più recenti scoperte ... ".
Per la maggior parte si sono rivelate non essere vere!
Una cosa che ormai dobbiamo considerare diversamente sono i cosiddetti
12 nervi cranici o cerebrali. Per la maggior parte essi sono responsabili
dell'area facciale. Uno abbiamo già imparato a conoscerlo, il nervo abdu-
cente. I nervi della testa III-XII hanno il loro punto di origine nel ponte del
tronco cerebrale. Se avessi studiato prima i cosiddetti nervi cerebrali, avrei
ostacolato le mie scoperte piuttosto che favorirle. Mentre ora conoscendo
già le cinque leggi biologiche, le nozioni sui 12 nervi cranici o cerebrali mi
cadono in grembo come frutti maturi.
In passato non avevamo ovviamente ancora a disposizione le conoscenze
della Nuova Medicina Germanica per valutare correttamente l'innervazio-
ne dei nervi cranici e quindi ciò che causano nell'organo. Altrimenti avrem-
mo potuto subito sospettare che l'innervazione arcaica per i nervi III-XII

723
della testa, che è inconfutabile, dovesse avere qualcosa a che vedere anche
con la sfera di competenza del tronco cerebrale.
Quindi:
Psichicamente devono essere inerenti alla capacità di afferrare un boccone,
di inghiottirlo e di espellerlo {il residuo non digeribile) dopo che è avvenu-
ta la digestione.
Cerebralmente quasi tutti i relè nel tronco cerebrale si trovano molto vicini
e organicamente tutti questi nervi che si originano nel tronco cerebrale
devono avere a che fare con gli organi ad epitelio cilindrico fra la bocca e
la regione ano-vaginale. Infatti constatiamo che è così e che però si tratta-
va solo di una parte della loro innervazione. Tutte queste regioni, ad esem-
pio nella testa, possiedono anche un'innervazione controlaterale diretta dal
neoencefalo inerente al volere ingerire o al potere sputare {espellere) un
boccone. Non lo sapevamo perché non eravamo in grado di capirlo, sebbe-
ne anche questa parziale funzione antagonista di espellere il boccone sia
naturalmente già presente nella qualità peristaltica del tronco cerebrale
sinistro. Così ad esempio il nervo ipoglosso, il 12mo nervo cerebrale, che si
origina nel ponte inferiore del tronco cerebrale, innerva la motricità della
lingua e precisamente dal lato destro del ponte la metà destra della lingua
e viceversa.
Siamo quindi di fronte a una cosiddetta innervazione omolaterale. E fin qui
non c'è nulla da obiettare . Ma dal ponte viene innervata solo la muscolatu-
ra liscia di quella che chiamiamo peristalsi intestinale. La muscolatura liscia
ha il compito di spingere avanti il cibo nell'intestino. La muscolatura liscia
della lingua con la quale spingiamo involontariamente il cibo dalla bocca
nell'esofago non è nient'altro che una muscolatura intestinale rinforzata e
potremmo chiamare i suoi movimenti peristalsi come nel caso dell'intesti-
no. Ma siamo inoltre in grado di muovere la lingua anche in modo volon-
tario. I muscoli a ciò preposti vengono chiamati "muscolatura striata" o
muscoli volontari. Questa innervazione deriva dal neoencefalo, detto più
precisamente dal centro motorio della corteccia cerebrale {giro precentrale)
del lato cerebrale controlaterale. La muscolatura striata sinistra della lingua
è dunque innervata dalla corteccia cerebrale destra. La muscolatura stessa
però è di origine mesodermica, {vedi sezione arancione della tabella
"Psiche - cervello - organo"), come pure, così ci insegnano gli embriologi,
la muscolatura liscia sarebbe di origine mesodermica. Tuttavia avrebbe
pure il suo relè di innervazione nel mesoencefalo, che fa ancora paite del
tronco cerebrale, nel punto di transizione verso la sostanza bianca, che a
sua volta contiene i relè di innervazione della muscolatura striata.

724
Vedete, cari lettori, che ci sono ancora molti dettagli da chiarire, anche per-
ché, ad esempio, l'innervazione della muscolatura striata si trova nella cor-
teccia cerebrale (centro corticale motorio) e i relè di innervazione della
muscolatura sono subito sotto nella sostanza bianca. Ma alla fine il senso di
tutto sarà chiarito sotto l'aspetto embriologico.
D'altronde è ovviamente risaputo che l'innervazione (muscolare) delle
pupille deriva dal ponte. Solo che sinora nessun embriologo aveva saputo
dire come potesse arrivare dal tronco cerebrale alla pupilla. Non sembra
tuttavia che la questione abbia sin qui avuto grande importanza. La Nuova
Medicina Germanica anche qui come è già spesso accaduto esplora nuovi
orizzonti cognitivi.

23.6.1 .3 Ampliamento della tabella scientifica sinottica della Nuova


Medicina Germanica

Non solo è sensato tenere conto delle nuove conoscenze anche nella tabe-
lla "Psiche - Cervello - Organo", ma è semplicemente necessario farlo, se
volete, già per ragioni di completezza delle cosiddette psicosi. Infatti i
cosiddetti nervi cerebrali III-XII, i nervi del ponte, sono tutti appaiati, quin-
di possono causare una costellazione schizofrenica del tronco cerebrale non
solo con il loro corrispondente sul lato opposto, ma anche con un Focolaio
di Hamer attivo di un altro nervo cerebrale del ponte e, come abbiamo già
visto, avere un "sovrasenso" biologico a partire da due o più programmi
SBS .
Dobbiamo inoltre considerare le quattro qualità funzionali riferite a ciascu-
na porzione intestinale.
In questo contesto occorre menzionare che probabilmente esiste, ad esem-
pio, anche una sensibilità del tronco cerebrale (sensibilità intestinale), così
come esiste sicuramente una cosiddetta sensibilità del cervelletto, per
esempio la sensibilità profonda della pelle. Di tutto ciò si deve tenere conto
nella nostra nuova tabella.
Nello stabilire queste correlazioni spesso ci spingiamo necessariamente,
come ho già fatto notare, in nuovi ambiti medici, perché la vecchia medici-
na tradizionale non aveva nessun sistema, a parte l'embriologia. E quest'ul-
tima non possedeva nessun punto di riferimento clinico.
Così, per esempio, la bocca fino alle labbra in origine non è nient'altro che
la parte superiore dell'intestino e beninteso la cavità faringe-naso-bocca lo
è ancora oggi. Tuttavia la mucosa di epitelio pavimentoso (foglietto embrio-
nale esterno!) è migrata dall'esterno e riveste l'intera cavità faringea.

725
Essa ricopre la vecchia mucosa intestinale. Sappiamo che è migrata lungo l'e-
sofago fino ai dotti pancreatici e biliari. La pelle di epitelio pavimentoso della
faccia (foglietto embrionale esterno!) però, come tutta la pelle esterna, ha
come "supporto" il vecchio derma o corium diretto dal cervelletto (foglietto
embrionale medio!). E fin qui tutto bene.

726
Schema della disposizione nella tabella
del tronco cerebrale (giallo)

Tronco cerebrale sinistro Tronco cerebra le destro


Gl Tubuli collettori renali, rene sinistro Gl Tubuli collettori renali, destro
G2 Midollo surrenale sinistro G2 Midollo surrenale destro
22 Intestino tenue inferiore, ileo 21 Intestino tenue superiore, digiuno
23 Intestino cieco, appendice ~ 20 -~s, parenchima
24 Intestino crasso, coloy 19 Fegato, p~chima
25
26
Sigma /
Submucosa ret~oe {distopy :sigma)
~
18 ~o, part~eriore, tranne bulbo
27 Ombelico intfjfno / 17 Stomaco~ranne pi\ cola curva
28 Submucosa el trigonf vescicale 16 Esofago, t~zo inferi~ e, submucosa
29 Ghiandole d Bartolirl 15 Alveoli polr onari
30 Cellule del J ene pro ucenti smegma 14 Bronchioli p ilmonari
Ghiandole J aratimi< i, parte acinosa , Ghiandole J ara tiroidi parte acinosa,
31 13
lato sinistro lato d estro
Ghiandola t roide, pi rte acinosa, Ghiandola t' oide, par e acinosa,
32 12
emiparte sii i stra emiparte de tra
Ghiandole! µblingm li, parte acinosa, Ghiandole s 1blingual parte acinosa,
33 11
a sinistra a destra
Ghiandola arotide, parte acinosa, Ghiandola I arotide, p rte acinosa,
34 10
sinistra destra
35 Submucosa orale, la o sinistro 9 Submucosa Jrale, lato destro
36 Palato, emiJ arte sini tra 8 Palato, emip rte destre
37 Tonsilla sin stra 7 Tonsilla des a
38 ~inistr , musco atura ~ 6 Iride d estra, muscolat ra liscia
39 ~hian~le l.Crimali a s~tra ) 5 Ghiandole 1, crimali, a destra
40 O~chio' dio, sin syf> / 4 Orecchio m dio, destrD
41 Tram~ di I ustacchi , a s~stra 3 Tromba di E 1~ta~ a destra

42 Adeno~~lla cavit~obuccale, 2
Adenoidi d ella cavità retrobuccale,
fannge , p e srmstr faringe, parte destra

43 Lobo anteri~~~illif>ofisi, emipa1te 1 Lobo anteriore dell'ipofisi, emiparte


sinistra ·destra

GA Teratoma ovarico e testicolare, a sx GA Teratoma ova1ico e testicolare, a dx


GB Tuba di Falloppio, sinistra GB Tuba di Falloppio, destra

GC Corpo dell'utero, emiparte sinistra GC Corpo dell'utero, emiparte destra

GD Prostata, emiparte sinistra GD Prostata, emiparte destra

727
23.6.1.4 I dodici nervi cranici

Dei dodici nervi cranici, detti nervi cerebrali, i primi due sono i seguenti:

I. Nervo olfattivo
il nervo dell'olfatto per i filameni olfattivi nella cavità nasofaringea, di
fatto delle estroflessioni della corteccia cerebrale del neoencefalo. Le
fibre del nervo olfattivo sboccano direttamente nel bulbo olfattorio della
corteccia cerebrale basale.

Il. Nervo ottico


ovvero nervo della vista.
Incrocio delle fibre del nervo ottico

Linea mediana di messa a fuoco dove Linea della visione diretta


entrambi gli occhi "vedono nitidamente".
( = linea mediana). dove entram-
corrisponde alla fovea centrale = punto
della visione nitida sulla retina laterale bi gli occhi possono "vedere niti-
damente", corrispondente alla
Ca mpo visivo fovea centrale = campo visivo
nitido sulla retina laterale.

Campo visivo Retina:


Il nervo ottico passa attraverso il
cosiddetto chiasma ottico (incro-
cio) fino alla corteccia visiva
occipitale del neoencefalo. Le
fibre delle emiparti sinistre della
retina, che consentono di vedere
verso destra, riunite nel chiasma
ottico, passano nella corteccia
visiva sinistra e viceversa le
emiparti destre della retina, che
consentono di vedere a sinistra,
mandano le loro fibre attraverso
il chiasma ottico nella corteccia visiva destra. Infine: vediamo ciò che sta
alla nostra destra al 90% con la sensibilità della corteccia visiva sinistra (che
raccoglie il segnale da entrambi gli occhi) mentre il restante 10% con la
sensibilità della corteccia visiva destra. Con la corteccia visiva destra vedia-
mo ciò che sta alla nostra sinistra al 90% mentre il restante 10% con la cor-
teccia visiva sinistra.

728
I nervi cranici o cerebrali III-XII sono i seguenti; sono disposti appaiati su
entrambi i lati e non sono incrociati dal cervello all'organo; hanno tutti un
cosiddetto "n-.icleo" nel ponte del tronco cerebrale.

III. Nervo oculomotore:


nervo per la muscolatura dell'occhio, il muscolo sfintere della pupilla e
il muscolo ciliare (tende il cristallino).

IV. Nervo trocleare:


nervo per il muscolo dell'occhio, muscolo obliquo superiore, fa girare
l'occhio verso l'alto.E' il nervo ottico più piccolo e l'unico che scorre ven-
tralmente sottotentorialmente dal tronco cerebrale.

V. Nervo trigemino:
(chiamato pure primo nervo degli archi branchiali proveniente dal lato
opposto del neoencefalo): nervo facciale che innerva:
a) la sensibilità di viso, faringe e lingua;
b) la motricità della muscolatura della masticazione.

VI. Nervo abducente:


nervo per il muscolo ottico laterale, fa girare l'occhio di lato.

VII. Nervo facciale:


(chiamato pure secondo nervo degli archi branchiali) innerva:
a) la sensibilità ovvero l'attività sensoriale dei due terzi anteriori
della lingua.
b) La motricità della muscolatura della mimica facciale.
c) La secrezione della ghiandola salivale-lacrimale.

VIII. Nervo acustico:


di recente chiamato vestibolo-cocleare: nervo uditivo e dell'equilibrio,
innerva le porzioni antiche dell'orecchio interno e l'organo dell'equili-
brio. Innerva l'orecchio medio, assorbe il "boccone uditivo" ovvero il
boccone d'informazione, il cosiddetto "neurinoma acustico"

IX. Nervo glosso-faringeo:


(chiamato pure terzo nervo degli archi branchiali): nervo della
lingua e del palato, innerva i muscoli del palato molle e della faringe.

729
Innervazione sensoria: sensibilità e papille gustative del palato posterio-
re e del terzo posteriore della lingua, riflesso del vomito.

X. Nervo vago:
chiamato pure: quarto nervo degli archi branchiali, quinto nervo degli
archi branchiali (ora regredito) e sesto nervo degli archi branchiali.

In quanto "fatto" la denominazione di "nervi degli archi branchiali" è


corretta, ma non se si considera la loro innervazione.
Infatti le fibre nervose provenienti dalla corteccia controlaterale si sono
intrecciate in un periodo evolutivo successivo con le fibre nervose omolate-
rali provenienti dal tronco cerebrale!
Per questo al nervo vago viene attribuita anche l'innervazic·ne motoria e
sensoriale della laringe (nervo ricorrente), l'innervazione del cuore ovvero,
secondo la Nuova Medicina Germanica, dei vasi coronarici, sebbene in base
alla mia esperienza ciò non abbia nulla a che fare con il tronco ::erebrale.
Inoltre il nervo vago innerva a livello motorio la peristalsi intestinale, a
livello sensorio la funzione ghiandolare (endogena e esogena) di tutto il
tratto gastrointestinale soprattutto nella fase di riposo.
Consente la peristalsi intestinale, la produzione dei succhi gastrici ecc.
(Suo antagonista: tronco del simpatico nella regione addomir_ale).

Xl. Nervo accessorio:


funziona in parte con le ramificazioni del nervo vago, innerva con le
sue fibre cerebrali il muscolo sternocleidomastoide e il muscolo trape-
zio, che devono essere entrambi originariamente costituiti da muscola-
tura liscia ed erano in grado di far raggomitolare il corpo a palla
(= muscolatura intestinale esterna arcaica) .

XII. Nervo ipoglosso:


innervazione motoria della muscolatura della lingua e della deglutizio-
ne dell'esofago. Probabilmente in origine solo muscolatura liscia arcaica.

730
Sezione schematica di TAC attraverso
il tronco cerebrale. Corrispondenza tra tronco cerebrale e organi

Tubuli collettori del rene sinistro Tubuli collettori del rene destro

Intestino tenue superiore Gejunum)


Intestino cieco con colon ascendente
e parte prossimale del colon trasverso Duodeno
Colon discendente e parte
distale del colon trasverso

Nucleo del N. Acusticus destro

a) Epitelio cilindricc profondo (submuccsa)


delle isole di mucosa profonda ccn epitelio Stomaco
intestinale, epitelio cilindricc della muccsa
della vescica solo nel ccsiddetto trigono (triangolo) Esofago, terzo inferiore e
tra gli ingressi degli ureteri e l'uscita dell'uretra. alveoli polmonari
b) Epitelio ghiandolare del prepuzio

Faringe sinistra (cavità oro-anale Faringe destra (Cavità orale primordiale)


primordiale (Schlund))
Mucosa del corpo dell'utero, Mucosa del corpo dell'utero,
. tube ovariche e prostata, tube ovariche e prostata,
j emiparte sinistra del corpo emiparte destra del corpo

©Dr. med. Mag. theol. Ryke Geerd Hamer

Sopra e di seguito vediamo due sezioni schematiche attraverso il ponte del


tronco cerebrale e il cervelletto. Lo schema precedente mostra i relè relati-
vi agli organi ghiandolari del tratto gastrointestinale, nonché mucosa
dell'utero o della prostata, mucosa delle tube, submucosa della vescica e
dell'ombelico.

Per gli organi di transizione fra tronco cerebrale e cervelletto vediamo i relè
degli orecchi medi da entrambi i lati che da una parte appartengono alla
porzione superiore dell'intestino, precisamente alla faringe, e dall'altra
parte però mostrano una crescita piatta corrispondentemente alle loro fun-
zioni di assorbimento. Cosa che ad esempio fanno in parte anche la pleura
e il peritoneo (diretti dal cervelletto).
Per tutti questi organi quando c'è rispettivamente un FH attivo sui lati del
tronco cerebrale destro e sinistro abbiamo naturalmente una costellazione
schizofrenica del tronco cerebrale. Queste cose già ci erano chiare.

Il secondo schema descrive i cosiddetti nuclei dei nervi cerebrali III-XII, di


volta in volta disposti appaiati, omolaterali cioè non incrociati dal cervello
all'organo.

731
I nervi cranici
Disposizione delle aree dei loro nuclei nel tronco cerebrale

III nervo oculomotore


nucleo rosso

nucleo mesencefalico

acquedotto cerebrale
del Silvio
IV nervo trocleare

VII ~( ,_......._:::J
vrn~I

IX-

- nuclei motori
- nuclei parasimpatici
~ efferenze viscerali
....... nuclei sensitivi
- nuclei vestibolari
c:I nuclei cocleari

732
I nuclei neivosi cerebrali sono all'origine le inneivazioni sensoriali,
motorie, di secrezione e di assorbimento

1. Per meglio capire l'innervazione motoria dai nuclei nervosi cerebrali


bisogna pensare che l'intestino arcaico doveva avere in qualche modo la
capacità di sentire o percepire ciò che aveva inglobato. In pratica l'intesti-
no esaminava il cibo, cosa che fa ancora oggi. Chiamiamo questo feno-
meno qualità sensoria del tronco cerebrale .
In caso di conflitto:
Porzione intestinale superiore (fino al digiuno): peristalsi inversa e vomito.
Porzione intestinale inferiore (dall'ileo in poi): peristalsi accelerata, diarrea.
Entrambi i tratti intestinali: vomito e diarrea!

2. In caso di conflitto l'innervazione motoria della muscolatura liscia


(= intestino) va in ultima analisi intesa come una specie di peristalsi
accelerata. Anche se nel frattempo nell'area della faccia e della bocca la
porzione maggiore della muscolatura di questi organi consiste di mus-
colatura striata innervata dalla corteccia cerebrale, che possiamo muo-
vere in modo volontario, l'originale porzione arcaica di tale muscolatu-
ra però consisteva di muscolatura intestinale liscia.

3. I.:innervazione della funzione secretoria: ciò che nel caso di un program-


ma SBS chiamiamo tumore intestinale (adenocarcinoma).

4. I.:innervazione della funzione assorbente: riguarda l'assimilazione


del cibo, dell'acqua, dell'aria ecc. In caso di conflitto: crescita tumorale
piatta per avere un assorbimento più veloce.

5. I.:innervazione della qualità escretoria: relativa alla capacità della muco-


sa intestinale di espellere le sostanze nocive. (ultima qualità scoperta dal
dott. Hamer ancora in fase di studio)

Ora ciascuno di questi relè sensoriali, motori, secretori e di assorbimento


può patire un conflitto biologico con FH nel tronco cerebrale. Un FH attivo
sul lato sinistro del tronco cerebrale può causare, in concomitanza di un
altro FH attivo sul lato destro, una costellazione schizofrenica del tronco
cerebrale e la stessa cosa vale per due nuclei di nervi o organi appaiati.
Inoltre ciascun paio di relè che innerva due ghiandole speculari può provo-
care una costellazione schizofrenica del tronco cerebrale, anche se per

733
esempio da un lato un relè è attivo per un conflitto motorio e l'altro per un
conflitto sensorio.
Esistono quindi numerose possibilità di tali costellazioni schizofreniche il
cui contenuto, come detto, non posso ancora definire. Conosciamo però la
direzione della nostra ricerca diagnostica empirica. Il resto è routine. Per
ognuna di queste costellazioni ci occorrono 10-20 casi empirici sicuri (che
non è difficile procurarsi in una grande clinica) e, se si sa che cosa si deve
osservare, questa lacuna sulla mappa delle combinazioni dei conflitti viene
ben presto colmata.
Ovviamente esistono anche delle costellazioni schizofreniche con più di
due conflitti biologici ovvero focolai attivi nel cervello. Anche queste vanno
chiarite riguardo al loro contenuto. Inoltre non sappiamo ancora se dobbia-
mo attenderci di trovare delle qualità particolari nelle combinazioni dei relè
di tronco cerebrale, cervelletto e neoencefalo ovvero nelle combinazioni di
Focolai di Hamer attivi.

La cosa più importante però è che conosciamo il principio e ci possiamo ela-


borare ogni singolo caso. A questo scopo era assolutamente necessario aver
capito il funzionamento dei nervi cranici. I conflitti si delineano in modo
quasi obbligatorio: si tratta sempre del "boccone" che deve essere avverti-
to, spostato con movimenti peristaltici, insalivato o assorbito, in ogni caso
assimilato (lato destro del tronco cerebrale) oppure del chimo che deve
essere espulso (lato sinistro del tronco cerebrale). Al lato destro appartiene
la parte destra della bocca, a quello sinistro la parte sinistra della bocca. I
conflitti sono sempre delle diverse varianti di questo processo. Per i nervi
cranici, che tutti i medici hanno dovuto imparare a fondo , non c'era e non
c'è nessun concetto unitario o sistematico, cosa che invece tu, caro lettore,
troverai in questo libro per quanto ne so io per la primissima volta.
Con ciò ci è possibile scoprire in modo del tutto naturale il senso biologico
di ogni singolo conflitto, tuttavia la costellazione schizofrenica potrebbe
avere di volta in volta una sua qualità particolare.
E' importante sapere che tutte le costellazioni schizofreniche del tronco
cerebrale hanno una cosa in comune:

la costernazione
quale segno patognomonicom, che potremmo anche chiamare sgomento
biologico o smarrimento.

(213) Patognomonico= caratteristico di una certa malattia.

734
I nostri cosiddetti psichiatri si basano solo sui sintomi. Conoscevamo ad
esempio il cosiddetto stupore 214, come pure l'incubo notturno, l'improvviso
grido di spavento nella notte, soprattutto dei bambini.
Conosciamo molti tipi di manifestazione della costernazione. Ora dobbia-
mo, molto diligentemente come si conviene a dei bravi scienziati, darci da
fare per riuscire a distinguere quale sintomo appartenga a una data costella-
zione.
Siete tutti invitati a collaborare. E' una tale gioia quando si riesce ad aiuta-
re le persone afflitte. E gli interessati notano subito se uno "conosce il fatto
suo "; allora si aprono volentieri perché si sentono capiti.
Se penso a quei poveretti che sinora abbiamo rinchiuso in un istituto psi-
chiatrico, talvolta per tutta la vita, perché considerati malati inguaribili e
che oggi possiamo davvero aiutare a tornare di nuovo sani proprio come noi
stessi, allora il cuore potrebbe saltarmi in petto dalla gioia. Mi sono sempre
augurato così fervidamente da quando sono medico di poter forse aiutare i
più disgraziati tra loro ...
Sarebbe molto giustificata la domanda su come mai i nuclei dei nervi cra-
nici, che innervano la cavità orale sinistra e sono situati sul lato sinistro del
tronco cerebrale, dove troviamo l'innervazione della parte terminale dell'in-
testino, siano di fatto dal lato "sbagliato". Posso tentare di spiegarlo solo con
il fatto che la lacerazione della forma arcaica originaria ad anello deve aver
dato luogo all'attuale forma allungata (eretta) al di sotto della faringe, come
di certo è appunto accaduto. In origine doveva esserci una innervazione già
molto differenziata perché con la stessa apertura si doveva inglobare il cibo
e trasportarlo all'interno con l'estremità intestinale afferente (che introdu-
ce), d'altra parte però si doveva anche espellere il chimo attraverso l'estre-
mità intestinale efferente21s.
La peristalsi dell'intestino, che in origine funzionava in modo "circolare",
avviene in senso bidirezionale, soprattutto nella faringe.
Presumo che ciò sia la causa che ha reso necessa1i i diversi nuclei nervosi
cerebrali speculari sui due lati.
I.:innervazione presente nell'emiparte sinistra del tronco cerebrale, che evi-
dentemente doveva effettuare l'espulsione del chimo, potrebbe essere stata
la base evolutiva per l'innervazione neoencefalica dell'epitelio pavimento-
so, che in linea di massima ha il compito di eliminare i bocconi non idonei
alla cavità orale (antico riflesso del vomito). (Si veda a questo proposito

(214) Stupore = stato di reattività diminuita, irrigidimento.


(215} efferente = che porta all'esterno.

735
anche il capitolo dedicato ai nervi cranici nonché lo schema e l'elenco nella
tabella "Psiche-Cervello-Organo" in fondo al libro).

23. 6.1.4.1 Esempio: "Se non fai la brava vai dalla zia Clara!"

Spesso molte persone sono inibite, timide o ansiose. Si cerca quindi di tro-
vare delle lunghe spiegazioni psicologiche o alla fine si cerca di spiegare la
questione come una particolarità del carattere. Ora con l'aiuto della Nuova
Medicina Germanica possiamo scoprire il vero motivo, che spesso è molto
più semplice trattandosi cioè di uno o più conflitti biologici.
Quando la paziente dell'esempio seguente aveva 5 anni le venne detto: "Se
non fai la brava vai dalla zia Clara!". Quest'ultima infatti avrebbe volentie-
ri adottato la bambina, cosa non rara in passato nelle famiglie con molti
figli. Sarebbe stato un vantaggio per tutti, si diceva: per la ricca zia, che
ricevendo la figlioccia avrebbe dato un senso alla sua vita, per la piccola
· che grazie all'eredità della zia in seguito avrebbe avuto una vita sicura, per
la famiglia numerosa che si sarebbe tolta un peso ...
Per la bambina questi non erano affatto dei motivi ragionevoli. Certo la zia
Clara non era cattiva, anzi era persino simpatica, ma lontano dai genitori,
dai fratelli, dai compagni di giochi, dalla casa paterna e dai vicini! La
paziente sentiva la paura correrle nelle membra: no, per carità, non laggiù
dove si sarebbe sentita sola e abbandonata!
La bambina aveva patito un conflitto del profugo e sognava molto spesso di
quello. Non sappiamo datare precisamente in quale occasione la paziente
patisse il secondo conflitto del profugo, ma fu durante un viaggio di visita
alla zia Clara. La bambina era preoccupata che non la riportassero indietro
e aveva paura semplicemente che la lasciassero dalla zia.
Persino quando la zia Clara era gentile con lei e le regalava delle belle cose,
ciò le sembrava sospetto perché la bambina sapeva bene che cosa signifi-
casse la parola "adottare''. E dato che si continuava sempre a ripetere: "Se
non fai la brava, vai dalla zia Clara", viveva nella paura perenne di essere
spedita dalla zia.
Da allora uno dei due binari conflittuali fu il non essere brava e l'altro di
partire in viaggio! La situazione è rimasta così fino al momento delle pre-
senti radiografie (1994). sebbene la paziente nel frattempo abbia compiuto
50 anni e sia madre di una figlia già grande; eppure quale moglie di un
medico cerca sempre di
1. fare la brava e
2. possibilmente non viaggiare affatto.

736
Un altro binario conflittuale per lei è sua madre che aveva sempre detto
quella frase pericolosa. Basta che la paziente riceva una lettera dalla madre
o che le parli al telefono per avere una ricaduta di un conflitto del profugo!
Se poi viaggiasse avrebbe due conflitti del profugo che interessano entram-
bi i reni ovvero due carcinomi dei tubuli collettori.
Istintivamente si è tenuta lontano quanto più possibile dai medici, a parte
suo marito, senza mai lasciarsi visitare ... per fortuna, altrimenti avrebbero
potuto trovarle qualsiasi cosa, almeno temporaneamente, che così invece
non si è trovato. Si è arrivati alla TAC cerebrale solo perché il marito le
aveva spiegato che a parte me nessuno l'avrebbe potuta leggere e ciò l'ave-
va convinta.
Così prima i~ rene destro aveva avuto un carcinoma dei tubuli collettori
seguito da caseificazione tramite TBC, poi l'altro rene, perché entrambi i
conflitti si risolvevano alternativamente.
Una volta però si arrivò al punto in cui entrambi i binari conflittuali erano
attivi contemporaneamente, quando dopo una lite al telefono con la madre
venne convinta dal marito a partire per una breve vacanza con lui in
Baviera.
Dopo avere viaggiato per appena duecento chilometri il marito constatò
stupito, essendo medico, che la moglie era del tutto disorientata. Dapprima
pensò che forse la donna era vittima di un colpo apoplettico, ma non riusciva
ad immaginare quale fosse il motivo che l'aveva causato. ·Forse, pensò,
sarebbe migliorata una volta giunti a destinazione.
Ma al contrario là fu anche peggio. Sua moglie continuava a chiedere dove
fosse, non trovava la camera dell'albergo e vagava completamente disorien-
tata in giro per l'albergo. Non era solo disorientata, ma anche costernata!
Poiché suo marito conosceva la Nuova Medicina Germanica si rese conto
d'improvviso che la moglie doveva avere due conflitti del profugo attivi.
Ovviamente non pensò affatto a farla ricoverare in una clinica psichiatrica
né tantomeno in una nefrologica per sottoporla a dialisi. Ma che cosa
avrebbe fatto in Baviera se sua moglie avesse manifestato oliguria 216, cioè
avesse eliminato pochissima urina e tutti avessero gridato che era in preco-
ma uremico. Come ci disse in seguito in un seminario, egli si chiese: "Che
cosa farebbe o consiglierebbe ora il dott. Hamer?" Risposta: direbbe:
"Riporta subito tua moglie a casa!". Detto, fatto . Il medico prese la moglie
disorientata per la mano, la fece salire in macchina, ricaricò i bagagli e
guidò quanto più velocemente possibile verso casa dove arrivarono nel

(216) Oliguria =ridotta quantità di urina eliminata.

737
tardo pomeriggio. La donna però non riconosceva la sua casa e chiedeva al
marito dove fossero. Di nuovo il marito fece riferimento alla Nuova
Medicina: "Che cosa farebbe o direbbe adesso il dott. Hamer?" Risposta:
direbbe: "Porta tua moglie nel posto che preferisce." Questa era una cosa
facile da farsi, infatti il posto preferito della moglie era il pollaio delle galli-
ne e delle oche. Spesso stava per un'ora intera o anche di più ad osservare
le sue gallinelle nane, soprattutto quando c'erano i pulcini. Il pollaio si tro-
vava in fondo al giardino a circa 50 metri dalla casa.
Riprese sua moglie per la mano e andò con lei fino al pollaio. Si fermarono
lì per un momento a guardare le gallinelle. Finalmente la donna si voltò
verso di lui e disse: "Senti, siamo a casa!"
Come nelle favole si era spezzato l'incantesimo. Durante le 24 ore seguen-
ti tutto tornò alla normalità come se non fosse mai accaduto nulla, anche la
quantità di urina eliminata tornò ad essere normale mentre prima era scesa
a una quantità minima.

Nella TAC seguente vediamo i due


FH nei relè dei tubuli collettori destro
e sinistro (frecce grandi scure a destra
e a sinistra). Poiché i FH sono molto
accentuati possiamo notare che ci
sono già state ·molte recidive, eviden-
temente però non nello stesso tempo
come l'ultima volta, perché altrimenti
la donna sarebbe già stata più
volte così confusa e disorientata.
Accanto (freccia piccola a destra)
vediamo che anche il fegato ha
reagito spesso o sempre con uno
dei due conflitti del profugo. Al
momento dell'immagine si vede
che c'è ancora o di nuovo un po' di
attività . Fortunatamente non è mai
stata fatta una TAC addominale e il
valore della creatinina è stato misura-
to di rado o mai. La freccia sottile a sinistra indica il relè dell'udito corrispon-
dente al conflitto di non credere alle proprie orecchie che ha causato un tinnito
per le parole: "Se non fai la brava vai dalla zia Clara!"
D'altronde la prima volta era stato il padre a dirle quella frase, per questo è un

738
conflitto uditivo inerente al partner, anche se in seguito l'aveva ripetuta soprat-
tutto la madre.
Nel 1997 un conflitto era stato risolto grazie a un lungo colloquio con la madre.
In seguito la paziente ebbe per mesi il sudore notturno.

23.6.1.4.2 Esempio: costellazione schizofrenica del tronco cerebrale


in una bambina di sette anni

Si tratta di una bambina di sette anni la cui famiglia rischiò di fare la fame,
cosa che le fece venire un adenocarcinoma epatico e un carcinoma al corpo
dell'utero. Questo caso della Francia meridionale è già stato descritto bre-
vemente nel capitolo sui Focolai di Hamer.

Oltre al citato carcinoma epatico si formò anche un carcinoma della muco-


sa del corpo dell'utero nella fase ca per il lato sinistro dell'utero.
Erano quindi presenti due ContJ_itti Attivi ovvero due speciali programmi
biologici:

1. Conflitto di paura di morire di fame con adenocarcinoma epatico perché


il padre della bambina continuava a imprecare: "Oh Dio, moriremo di
fame!" Avevano minacciato di aprire un supermercato accanto al picco-
lo negozio dei genitori. La bambina ovviamente aveva preso la frase del
padre alla lettera.
2. Poi era presente un conflitto ripugnante semisessuale con carcinoma del
corpo dell'utero a sinistra. Per questa ragazzina il conflitto era l'uomo
cattivo desc1itto dai genitori proprietario del supermercato che voleva
portare alla fame la sua famiglia. Un simile conflitto che rinforza la
mucosa del corpo dell'utero ha il senso biologico di rendere più spessa
la mucosa uterina per una gravidanza presente o futura. Il potenziale
embrione con una simile mucosa rinforzata avrebbe migliori possibilità
di nutrimento dalla sua placenta.

Il senso biologico arcaico di questo doppio programma speciale è:


a) ogni briciola di cibo viene sfruttata meglio dal carcinoma epatico impe
dendo di morire di fame .
b) La nutrizione dell' embrione viene migliorata grazie all'ispessimento
della mucosa uterina causato dal carcinoma.

739
Nella TAC dell'addome vediamo
l'adenocarcinoma epatico. E' interes-
sante che anche l'adenocarcinoma
del fegato (di tipo assorbente??) cresce
con configurazione tonda a bersaglio.
Nel focolaio carcinomatoso centrale,
segnato con una croce, si vedono
ancora vagamente sul margine
gli anelli del bersaglio periferici.

TAC cerebrale: la freccia destra indica i


Focolai di Hamer attivi nel relè del fegato.
La freccia sinistra indica i Focolai di
Hamer attivi nel relè dell'emiparte sinistra
dell'utero. I due focolai insieme creano
una costellazione schizofrenica del tronco
cerebrale in cui la bambina era e rimase
del tutto "costernata".

N essuno in passato avrebbe ritenuto possibile che una bambina si amma-


lasse anche di un carcinoma del corpo dell'utero a causa di un conflitto
ripugnante per un uomo (il proprietario del supermercato).

23.6.1.4.3 Esempio: costellazione schizofrenica del tronco cerebrale


a causa di uno choc da diagnosi

In un paziente venne scoperta la vecchia cicatrice di un carcinoma del


sigma per caso quando era andato dal medico per alcuni disturbi. In prece-
denza c'era stata una breve recidiva di un conflitto anale ripugnante. Un
bambino del vicino aveva messo un mucchio di letame sulla sua terrazza
(intorno alla èasa di recente costruzione non aveva ancora tirato la rete di
recinzione).
Venne scoperta la vecchia cicatrice del carcinoma del sigma, un cosiddetto
diverticolom, cioè una piccola area del sigma dove prima si trovava un car-

(217) Diverticolo = estroflessione a torma di sacco di porzioni circoscritte della parete di un


organo cavo.

740
cinoma intestinale adenomatoso, che poi era stato eliminato dalla TBC con
concomitante tipico sudore notturno. Ciò era accaduto due anni prima a
causa di un conflitto molto brutale per il posto di lavoro .
La diagnosi clinica di "carcinoma del sigma" provocò subito al paziente
due nuovi conflitti come vedremo nella TAC cerebrale:

a) un conflitto del morire di fame per la paura èhe il cibo non possa più pas-
sare attraverso l'intestino (sigma, dove c'era il diverticolo).
b) "un conflitto dell'orecchio medio", cioè il conflitto di non potere più
liberarsi dell'informazione (in questo caso l'operazione e il reperto "un
conflitto dell'orecchio medio", cioè il conflitto di non potere più liberar-
si dell'informazione (in questo caso l'operazione e il reperto istologico)
ovvero del boccone di informazione. Nella TAC cerebrale ciò viene descrit-
to come neurinoma acustico se il conflitto è durato abbastanza a lungo.

Dunque il paziente era istantaneamente entrato in costellazione schizo-


frenica. La moglie racconta che il marito era stato del tutto costernato per
circa 10 giorni fino alla diagnosi istologica definitiva. Se ne stava sedu-
to nel medesimo posto, smarrito, senza sapere più dove poter andare . In
realtà non era disorientato come la paziente con il programma speciale
doppio dei tubuli collettori renali, ma era costernato, quasi agghiacciato.

Fortunatamente entrambi i conflitti si risolsero molto rapidamente per-


ché i medici da una parte dissero che ora le feci passavano di nuovo
senza problemi dentro l'intestino. Dall'altra l'istologo disse di avere tro-
vato solo un paio di cicatrici nel diverticolo e scrisse che la cosa era
"abbastanza benigna".

I due Focolai di Hamer attivi nel


sigma e il relè dell'udito (neurinoma
acustico) e a destra nel relè del fegato
si vedono chiaramente con i loro anelli
concentrici. Purtroppo dopo la soluzio-
ne dei due conflitti non fu più possibi-
le far eseguire altre TAC cerebrali e
quindi non siamo in grado di mostrare
qui il decorso.

741
23.6.1.4.4 Esempio; costellazione schizofrenica doppia del tronco
cerebrale

Nel paziente sessantenne, cui appartengono le immagini seguenti, ci sono


due conflitti esistenziali (tubuli collettori renali) in aggiunta a un carcino-
ma epatico e a un carcinoma del sigma.
I conflitti sono stati scatenati da un fallimento per cifre di denaro molto rile-
vanti. Questo è stato ovvero è uno dei conflitti. La tributaria, inoltre, preten-
de alcuni miliardi e questo costituisce l'altro "più piccolo" conflitto esisten-
ziale, che vediamo nella TAC cerebrale a sinistra.

Caverna nel rene destro dopo


riduzione caseosa di un carcinoma
dei tubuli collettori

In questo caso ci sono quattro


cose interessanti:
1. La TAC cerebrale ci mostra la
situazione dopo una doppia costel-
lazione schizofrenica del tronco
cerebrale.

TAC cerebrale: le due frecce


indicano i due relè dei tubuli
collettori renali.

a) Entrambi i reni hanno un car


cinoma dei tubuli collettori, uno
minore e già risolto nel rene
sinistro, mentre il rene destro è
di nuovo infase CA, come secon-
do l'immagine della TAC nel
tronco cerebrale con FH attivo
(relè pure a destra, non incro-
ciato!).
Quando i due programmi spe-
ciali erano in fase attiva, a sini-
stra l'attività per fortuna è durata
solo per un periodo relativamen-

742
te breve e il paziente ha sofferto di disorientamento. Non riusciva più ad
orientarsi nella propria città che conosceva sin dall'infanzia. Doveva guida-
re la sua amica perché lui non sapeva più dove si trovava. In questo lasso
di tempo anche il valoré della creatinina era aumentato a circa 4 mg %.

b) Il carcinoma del sigma (conflitto subdolo ripugnante) non fu fortunata-


mente diagnosticato. Il carcinoma epatico venne diagnosticato solo in
base alla TAC cerebrale. Nel frattempo deve esserci stata una breve solu-
zione del relativo conflitto di paura di morire di fame, al momènto di
questa immagine è però di nuovo attivo e lo si vede nel punto centrale
nel FH del relè del fegato (freccia in basso a destra), mentre il carcino-
ma del sigma sembra essere in fase di riparazione. Anche qui per un
certo tempo fu attiva una grande costellazione schizofrenica del tronco
cerebrale. Il paziente, ad esempio, apriva ovunque poteva dei piccoli
depositi di denaro, quasi per "ostacolare la morte per fame", non appe-
na riusciva ad incassare dei soldi dalla massa fallimentare. Ma poiché
ciò è normale in caso di fallimento, cioè tali programmi speciali e coste-
llazioni schizofreniche non sono insoliti, per fortuna nessuno se ne è
occupato.
c) La TAC del cervello mostra inoltre un carcinoma della prostata. Questo
non ha a che fare o solo indirettamente con il fallimento: una delle tre
amiche del paziente lo lasciò, causandogli un conflitto a sfondo semises-
suale ripugnante, che fu quasi peggiore di tutto il fallimento. Il lobo sini-
stro della prostata è sicuramente colpito, quello destro probabilmente.

2. Programmi speciali combinati:


non voglio farmi credere più furbo di quello che sono. Sto molto faticosa-
mente cercando di trovare il senso relativo a solo due programmi specia-
li che in passato, qualora venivano notati, erano considerati un disturbo
privo di senso, ma che ora vanno intesi come "pseudo-paranoia" in quan-
to combinazione sensata di tali due programmi speciali in fase attiva. Ma
così anche ogni focolaio attivo a destra può formare e probabilmente for-
merà con ogni focolaio attivo a sinistra una combinazione di tali pro-
grammi speciali. Resta però molto difficile scoprire come le combinazio-
ni possano di volta in volta combinarsi nuovamente tra di loro nonché il
senso biologico della loro nuova combinazione complessiva, quando si è
costretti a lavorare in totale solitudine.
Perciò mi sono rallegrato quando di recente uno psichiatra svizzero mi ha
battuto riconoscente sulla spalla dicendo: "Signor Hamer, se lei avesse

743
scoperto anche solo un'unica combinazione di due programmi speciali,
per esempio quella del carcinoma bilaterale dei tubuli collettori renali
(senso di disorientamento di origine biologica), e così facendo avesse
ristabilito il collegamento fra psichiatria e medicina organica, allora
sarebbe il re di noi psichiatri, perché infatti noi non ne sappiamo proprio
nulla .. . "

3. Il decorso dei programmi speciali.


La persona pensa e sente sempre, anche nel sonno, e cambia di continuo
i propri pensieri e sentimenti. Per esempio, trova temporaneamente delle
presunte soluzioni che dopo una settimana si rivelano non realizzabili.
Brevi o lunghe soluzioni e recidive conflittuali si alternano fra loro. La
TAC del cervello è solo la fotografia di un istante che però ci consente di
trarre delle conclusioni sul decorso attuale, con le dovute riserve. Perché
già il giorno dopo una soluzione può di nuovo trasformarsi in conflitto
attivo. Controlliamo, per quanto ci è possibile, per esempio il valore della
creatinina, il valore del PSA ecc. nei reperti organici e di laboratorio, che
possono darci degli schiarimenti anche sull'attività o persino sulla dop-
pia attività in corso.

4. Nel nostro caso il paziente aveva anche ripetutamente un forte sudore


notturno. Ciò significa che c'è una tubercolosi a livello di un organo, ma
quale? Se abbiamo la scelta di cinque organi, spesso solo il paziente
stesso può aiutarci in quanto ci confida ciò che pensa o quale problema
crede di avere risolto.

La Nuova Medicina è per noi medici molto faticosa, richiede tempo, ma


rende felici i pazienti e il medico, è affascinante ed enormemente umana ...

TAC cerebrale alcuni mesi dopo. FH risolto nel


relè epatico e FH risolto nel relè del sigma e del
nucleo del nervo acustico.

744
23.6.1.4.5 Esempio: il dipinto falso

Una paziente molto intelligente di 46 anni, madre di cinque bambini di tre


diversi matrimoni, conoscitrice e appassionata di arte, si innamora di un
pittore. Desiderano avere un figlio insieme. Quasi come pegno del suo
amore, lui le regala un suo dipinto che le piace molto. Resta incinta. Fanno
anche dei progetti per lavorare insieme. Sembra proprio trattarsi del gran-
de amore. Un giorno però l'amico le confessa di essere di fatto prevalente-
mente omosessuale. La paziente è fortemente scioccata e una settimana
dopo ha un aborto spontaneo. Nel periodo seguente non dorme più con il
suo compagno bisessuale, che avrebbe dovuto essere il suo grande amore,
ma neppure se ne separa.
Dieci mesi dopo la paziente riceve la visita di un'amica, che vede il quadro
suddetto appeso alla parete e dice: 'M, non sapevo che tu avevi un dipin-
to di G.!" La paziente risponde: "Come sarebbe a dire di G.? Questo è stato
dipinto dal mio amico che me lo ha regalato". I.: amica: "Impossibile, appa-
re sulla prima pagina di un catalogo che ti porterò. Il quadro è una copia!"
La paziente patì una DHS! Un paio di settimane dopo l'amica le portò il
catalogo, ma lei non ci voleva credere. Sapeva che questi due pittori aveva-
no tenuto un atelier in comurie per breve tempo, quindi anche G. poteva
avere "copiato". Rimase per ore seduta davanti al quadro discusso, incre-
dula.
Alla fine andò a un vernissage del pittore G. che lei conosceva e gli chiese:
"Come mai lei copia i quadri?" Il pittore G. era del tutto strabiliato: "Io
copierei quadri? Non mi sono mai sognato di farlo!" Gli mostrò una foto del
proprio dipinto con lo stesso soggetto. l!artista G. scoppiò a ridere, la invi-
tò nel suo atelier e le mostrò il quadro originale.
La paziente acquistò l'originale per un terzo della cifra prevista come "prez-
zo superspeciale''. Il suo conflitto era durato già quattro mesi, ma, come
secondo il detto "meglio una fine con spavento che uno spavento senza
fine", a quel punto il suo conflitto in qualche modo si risolveva. Dentro di
lei però si rodeva orribilmente: che umiliazione! Io, un'esperta, sono stata
infinocchiata così meschinamente dal mio grande amore con un falso gros-
solano e in modo tanto più brutto in quanto il pittore dell'originale vive
nella medesima città ...
Fece venire il suo grande amore O., gli allungò la "sua copia" attraverso lo
spiraglio della porta di casa dicendogli di non farsi mai più vedere.
Le TAC vennero eseguite tre settimane dopo la DHS quando lei si sentiva
"da cani''. Come detto, era rimasta seduta per ore costernata, smarrita

745
davanti al quadro, il suo "quadro tanto amato", lo aveva fissato imperterri-
ta mormorando: "No, non è possibile, non è possibile ... "
Il conflitto legato al carcinoma epatico riguarda il fatto che i progetti che ave-
vano fatto insieme, soprattutto una mostra per handicappati .nella quale
aveva già fatto molti investimenti, erano scoppiati come una bolla di sapone.
Il conflitto relativo al carcinoma del colon a crescita piatta riguarda il fatto
che il dipinto, "il dipinto del suo amore", non poteva essere riassorbito in
senso biologico e che contemporaneamente le era stata inflitta una sconfit-
ta in maniera del tutto abietta.
Il carcinoma del collo dell'utero pure visibile significava che dieci mesi
prima aveva dovuto separarsi con grande conflittualità emotiva da quel
figlio frutto del loro amore .
La paziente del resto fu colpita anche da una necrosi della corteccia surre-
nale a causa del conflitto di avere seguito la direzione sbagliata. Questa
venne scoperta solo tre anni dopo quando era ormai diventata una ciste
indurita dopo la fase di riparazione.

Quando dopo questi tre anni appunto, per un motivo del tutto diverso, arri-
vò alla soluzione di un conflitto di territorio e di minaccia per il territorio
con atelectasia bronchiale, si considerò retroattivamente tutto il caso nel
modo seguente: carcinoma bronchiale generalizzato con metastasi nel
fegato, nel colon, nei surreni e nei polmoni e le si "prognosticava" per così
dire ancora due mesi di vita.

Carcinoma del colon a crescita


piatta nella cosiddetta flessura
epatica 21s, nella cuiva dell'inte-
'\ - ~ !
stino crasso fra colon ascendente
è'\ t ,::
ET !_~ e colon trasverso.

(218) Flessura = piega, curvatura.

746
Faccio questa descrizione precisa per dire che questa è la porzione afferen-
te dell'intestino crasso. Quando i nostri antenati, dal punto di vista embrio-
logico, avevano ancora "solo" l'intestino crasso, il centro del colon trasver-
so era anche il punto di cambiamento fra il boccone da assorbire e il chimo
da eliminare. (Nel primissimo periodo evolutivo precedentemente alla
attuale sistemazione del nostro tronco cerebrale. La porzione prossimale
del colon ascendente e del colon trasverso hanno anche funzioni di assor-
bimento, per esempio di acqua e glucosio).
Il quadro che la paziente quale conoscitrice d'arte aveva tanto amato,
anche perché le era stato regalato dal padre del suo futuro bambino, era
stato riconosciuto come falso e non poteva più essere "assorbito" (accetta-
to) da lei. Corrispondentemente vediamo un carcinoma del colon a cresci-
ta piatta (qui dopo tre settimane di crescita!) di tipo assorbente a differenza
dai tumori del colon "a cavolfiore" (per lo più nel colon discendente) di tipo
secretorio.

Carcinoma epatico chiara-


mente visibile ventro-medial-
m ente con anelli a bersaglio
attivi ben distinguibili del FH
a livello organico

Così appare quello che era


un carcinoma epatico (dopo
tre anni), dopo che si è
cavernizzato mediante
TBC epatica.

747
A causa della loro ignoranza gli oncologi hanno in seguito ritenuto che
questa caverna fosse una metastasi del carcinoma bronchiale epiteliale infi-
ne scoperto.

TAC cerebrale: due FH si


sovrappongono. Quello del
relè del fegato (freccia grande
a destra) e quello di un conflit-
to uditivo, nel senso di non
avere ricevuto l'informazione
attesa (ad esempio: "no, il
quadro è autentico "corrispon-
dente a un adenocarcinoma
dell'orecchio medio destro di
tipo assorbente.
Entrambi i Focolai di Hamer mostrano delle cicatrici residue di conflitti guariti.
Nel mezzo (tratteggio) vediamo il FH per le due metà .dell'utero, la paziente era
incinta . Il relè del pericardio molto rigonfio (tratteggio in basso a destra e a sini-
stra) deve essere citato solo per motivi di completezza. Il reperto corrisponde al
conflitto di un attacco contro il cuore, scatenato dall'angina pectoris. A quel
punto la paziente aveva fortemente trasformato il conflitto insieme con un carci-
noma bronchiale. Il motivo del conflitto era la figlia handicappata .

Cicatrice residua del FH


per il carcinoma del colon
guarito (freccia sinistra).
Si vedono chiaramente sia
il centro sia i vecchi anelli
concentrici cicatrizzati.
Corrisponde a un adeno-
carcinoma di tipo
assorbente.

748
Freccia sinistra : conflitto di paura
con spavento (laringe) e di impo-
tenza (struma) .
DHS: nel 1994 la madre, poco
prima di morire di cancro bron-
chiale sotto chemio, disse alla
figlia: "Non passerà molto tempo
e anche tu morirai di cancro bron-
chiale". Questa maledizione della
madre la colpì "come una martella-
ta in testa". Come si vede, se ne
ricordava ancora al momento in
cui è stata eseguita la radiografia
(28.4.99). Perciò quando il cosid-
detto carcinoma bronchiale,
ovvero l'atelectasia bronchiale,
tu diagnosticato e "accertato isto-
logicamente" (seconda freccia a destra) unitamente alle cisti degli archi bran-
chiali nel mediastino (entrambi in fase PCL), lei patì un'altra DHS.
La freccia più in basso a destra indica il FH del relè delle arterie coronarie.
La paziente aveva l'angina pectoris.
Frecce a destra:
DHS del 1997: il figlio del pastore, che frequentava un laboratorio per handi-
cappati con la figlia diciassettenne della paziente, aveva tentato di violentarla.
Poiché in quanto lui stesso handicappato non era responsabile (e anzi ci aveva
provato più di una volta) la paziente era caduta nel panico totale.

1. Conflitto di paura frontale (in soluzione sulla TAC del marzo '99) = cisti dei
dotti degli archi branchiali nel mediastino.
2. Conflitto di minaccia per il territorio = ulcera della mucosa bronchiale.
3. Conflitto di territorio ridotto = ulcera delle arterie coronarie, angina pectoris.

La lotta durò due anni. La paziente trovò ovunque delle opposizioni quan-
do volle trasferire la figlia in un altro laboratorio simile per handicappati.
Sebbene ormai fosse in costellazione schizofrenica, questa era per lei, in
quanto madre e capo del territorio, una situazione insopportabile. Era in
costellazione planante, sognava di continuo di "volare", a volte aveva dei
violenti attacchi di angina pectoris e aveva anche delle depressioni tempo-
ranee. Le ritornò il ciclo perché era stato prevalentemente colpito il lato
cerebrale destro (maschile).

749
E' qui interessante menzionare anche che le crisi di angina pectoris furono
la base del successivo versamento del pericardio nonché della costellazio-
ne schizofrenica planante. l'.angina pectoris scomparve completamente
solo quando da ultimo la figlia non frequentò più quel laboratorio. Cioè alla
fine la sua lotta terminò con una vittoria (CL!) con la commissione di peti-
zione del tribunale federale nel gennaio 1990. Un mese dopo si riscontrò la
presenza del carcinoma bronchiale (= atelectasia bronchiale), delle cisti dei
dotti degli archi branchiali nel mediastino (= fase di riparazione del conflit-
to di paura frontale) e il notevole ingrossamento della corteccia surrenale
dovuti al conflitto di tre anni prima. Ora erano tutti considerati delle
"metastasi" del carcinoma bronchiale dell'epitelio pavimentoso (si veda a
questo proposito anche il breve capitolo sulle costellazioni schizofreniche
plananti).
Gli artisti cercano sempre disperatamente nuove idee e nuove storie.
Nessuno riesce ad immaginare delle vicende inverosimili come quelle eh.e
la vita stessa propone. Basta solo riportarle fedelmente. E il fatto che tali
vicende reali abbiano a che fare con TAC cerebrali e cancri del fegato, del
colon e persino della corteccia surrenale viene ovviamente capito solo se si
conosce la Nuova Medicina Germanica. l'.intelligente ex-paziente diceva:
"Sì, ora capisco, tutto mi è ben chiaro adesso!"

Conflitto di paura della


morte (la freccia a
sinistra indica uno dei
focolai polmonari).
I medici le dissero:
"Ora non c'è più
nulla da fare, le restano
solo due mesi di vita".
Quando la paziente
venuta a conoscenza
della Nuova Medicina
Germanica era uscita
dal panico e in breve
tempo aveva recuperato 7 kg di peso dei dieci persi, una "buona amica" le
disse: "E' bello quando uno riesce a stare meglio 'nel frattempo"'. La paziente
rispose: "Mia cara, se conosci la chiave di volta riprendi di nuovo peso".

750
La freccia indica il carci-
noma bronchiale (atelec-
tasia bronchiale = fase
PCL di un conflitto di mi-
naccia per il territorio);
nella stessa sezione di
TAC vediamo contempo-
raneamente la cisti dei
dotti degli archi branchia-
ili (fase PCL di un conflit-
to di paura frontale).

La TAC mostra l'in-


grossamento della
corteccia surrenale a
sinistra del 2.2.99
( = situazione dopo la
fase PCL di un conflit-
to "Ho seguito la
direzione sbagliata",
intendendosi qui la
relazione con il pitto-
re). Tali rigonfiamenti
della corteccia surre-
nale rimandano sempre a un conflitto guarito, cioè più vecchio. [;immagine è stata
qui inserita per motivi di chiarezza. Owiamente il tasso di cortisolo deve essere
stato alto per lungo tempo .

23 .6.1.4.6 Esempio: l'amico se ne va e la madre si suicida

In questa paziente quarantacinquenne destrimane c'era sia una doppia


costellazione schizofrenica del tronco cerebrale sia una doppia costellazio-
ne schizofrenica corticale degli emisferi cerebrali. Tutte le quattro costella-
zioni dipendevano da due terribili esperienze:

1. la paziente allora (1990) aveva 36 anni e da 10 anni conviveva con un


uomo . Questo amico la lasciò per sposare un'altra donna sebbene aves-
se sempre affermato di voler sposare lei (la paziente).

75 1
Questa DHS la colpì nel tronco cerebrale comportando:
a) un conflitto sessuale ripugnante con adenocarcinoma dell'utero,
b) un conflitto esistenziale con adenocarcinoma dei tubuli collettori
renali,
c) un conflitto di paura di morire di fame con adenocarcinoma del
fegato.
Inoltre fu colpita nel neoencefalo da:
d) un conflitto di identità con ulcera della mucosa rettale,
e) un conflitto del marcare il territorio con ulcera della mucosa epitelia-
le della vescica e
f) un conflitto sessuale con ulcera della mucosa del collo dell'utero.

2. Nel 1994 la madre della paziente si impiccò nella vasca da bagno. Quindi
la paziente fu colpita nel tronco cerebrale con:

a) un conflitto esistenziale con adenocarcinoma dei tubuli collettori


renali,
b) un conflitto sessuale ripugnante con adenocarcinoma dell'utero
e nel neoencefalo con:
c) un conflitto di rancore nel territorio con ulcera della mucosa gastrica e
d) un conflitto del marcare il territorio con ulcera della mucosa epitelia
le della vescica.

Dal 1994 la paziente è stata costernata (sgomenta, smarrita) e disorientata


al massimo a causa della costellazione schizofrenica ormai doppia del tron-
co cerebrale.
Chiaramente anche il doppio conflitto del marcare il territorio con doppia
ulcera della mucosa della vescica causava una completa mancanza di
orientamento. La paziente non aveva più confini di territorio con cui poter-
si orientare. Ciò insieme con la doppia costernazione a livello del tronco
cerebrale permette di comprendere il suo comportamento: la giovane
donna conservò faticosamente il suo posto di lavoro ancora per un anno e
mezzo senza però in pratica parlare con nessuno. I compagni di lavoro non
si fidavano più ad avvicinarla perché sembrava loro come "una mina
vagante". Per fortuna aveva ancora un certo credito di comprensione per-
ché si era saputo del suicidio della madre. Non appena la paziente arriva-
va a casa restava seduta per ore fissando in totale automatismo sempre il
medesimo punto. Le sembrava sempre come se un disco rovinato conti-
nuasse a girare nello stesso solco.

752
Alla fine non fu più in grado di lavorare. Ma mentre era ancora in malattia
arrivò per lei la soluzione essendo venuta a conoscenza della Nuova
Medicina Germanica: possedeva una foto della sua infanzia in cui indossa-
va un abitino nuovo che la madre stessa le aveva confezionato. La guardò
fissamente ed ebbe l'impressione di avere ritrovato sua madre.

Lentamente il terribile crampo della costernazione si sciolse e si risvegliò


come in una favola dal tremendo incantesimo.

TAC addominale: frecce


in alto: rigonfiamento
su ambo i lati della
mucosa della vescica .
Freccia in basso: TBC
della mucosa del corpo
dell'utero, a destra
vediamo una caverna.

Le immagini degli organi spesso ci


mostrano una costellazione schizo-
frenica presente o passata in modo
più incisivo delle TAC cerebrali . Le
due frecc e in alto indicano una
mucosa della vescica fortem ente
rigonfia su ambo i lati così che rima-
ne solo un piccolo lume, quindi la
paziente doveva andare spesso alla
toilette (pollachiuria). Ma un gonfio-
r e sui du e lati della vescica può
esserci solo se la madre (o i figli) e il
partner hanno causato ognuno un
conflitto del marcare il territorio. Era
proprio questo il suo caso! Non pos-
siamo capire dall'immagine quando
sono sorti i due conflitti. Vediamo

753
solo che entrambi devono essere durati abbastanza a lungo (probabilmente
anni) e che devono essersi risolti all'incirca contemporaneamente. Sappiamo
dall'anamnesi che è appunto andata così . Se per gli esperti l'immagine della
TAC della vescica con la corrispondente TAC cerebrale è già molto sorprenden-
te (vedi le frecce più in basso a destra e a sinistra, i FH incrociati con l'organo
per i due conflitti del marcare il territorio), anche quanto indicato dalla freccia
in basso nella TAC addominale che mostra una TBC della mucosa dell'utero che
cavernizza su entrambi i lati (di più a destra) è ancora più impressionante e
sconvolgente. Cioè mentre il gonfiore della mucosa della vescica rappresenta
una situazione dopo costellazione schizofrenica corticale, questo reperto (ai due
lati dell'utero) è uno stato dopo costellazione schizofrenica del tronco cerebrale.
Nel linguaggio biologico il reperto sul lato destro dell'utero riguarda il non poter
ricevere l'amico e quello sul lato sinistro dell'utero il non potersi staccare dalla
madre (che si era impiccata nella vasca da bagno). Sul lato inferiore sinistro
dell'utero sembra che ci siano state ancora molte ricadute. L:adenocarcinoma
della metà destra dell'utero è già quasi del tutto ridotto per caseificazione con un
concomitante e duraturo fluor vaginale (perdite), la metà sinistra dell'utero si sta
pure da lungo tempo riducendo, ma è collassata cosicché non possiamo valuta-
re precisamente la situazione.
Tuttavia dall'anamnesi psichica sappiamo che la paziente era arrivata nel
medesimo tempo alla soluzione di entrambi i conflitti (sia i conflitti del profugo
ovvero esistenziali sia il conflitto di paura di morire di fame). Le due penultime
frecce in basso della TAC cerebrale (a sinistra conflitto di identità, a destra ran-
core nel territorio) indicano una seconda costellazione schizofrenica corticale: la
costellazione aggressivo-biomaniacale! Pazienti simili sono come delle "mine
vaganti" ma sono anche in grado, grazie a questa costellazione, di dare delle
prestazioni che altri non sarebbero in grado di compiere. Inoltre vediamo un
conflitto sessuale attivo (FH: freccia sinistra in alto). Al momento di queste foto-
grafie il conflitto sessuale (per l'amico) e il conflitto di rancore nel territorio a de-
stra cerebralmente (a causa della madre) sono ancora entrambi attivi, quindi
esiste una ulteriore costellazione schizofrenica del neoencefalo!

754
TAC del fegato: nelle presenti immagi-
ni i FH nell'organo del fegato sono
solo difficilmente visibili. Ciò significa
che sono stati attivi sempre solo per
breve tempo, quindi il conflitto di
paura di morire di fame non era pre-
sente di continuo bensì si risolveva
quasi subito.

In questa immagine vediamo due


focolai carcinomatosi del fegato che
devono essere rimasti attivi più a
lungo . Qui però non sono più roton-
deggianti e mostrano delle caverne.

In questa TAC cerebrale del


13.10.98 vediamo il FH per il carci-
noma del fegato (freccia a destra in
basso) in leggera attività. Freccia a
destra in alto: FH per l'adenocarci-
noma della mucosa del corpo
dell'utero in fase PCL. Freccia in
basso a sinistra: FH per l'adenocar-
cinoma della mucosa del corpo
dell'utero per metà attivo e per metà
risolto.
Freccia in alto a sinistra: Focolai di
Hamer per l'adenocarcinoma dei
tubuli collettori dei due reni,
entrambi in fase PCL.

Qui vediamo "l'antica saggezza" della Nuova Medicina per cui con il ter-
mine "risolto" non si intende dire "risolto per sempre o definitivamente".

755
Chi ha visto come molti pazienti mobilitando tutte le loro forze passano
penosamente attraverso le fasi dolorose di continue recidive, può solo sen-
tirsi colmo di ammirazione di fronte a tali situazioni. Da un lato ci sono gli
oncologi che sono sempre in attesa di somministrare veleni e morfina,
dall'altro lo psichiatra, per non parlare dei propri simili che fanno doman-
de stupide o prive di tatto. Questa povera paziente, sebbene in triplice
costellazione schizofrenica, ha lavorato per anni per la semplice paura di
essere esaminata e abbattuta con la somministrazione di medicinali letali.
Ma è sopravvissuta!

23.6.2 La costellazione schizofrenica del cervelletto

Volendo anticipare che cosa sia la costellazione schizofrenica del cervellet-


to diremo che, analogamente alla costernazione per la costellazione schizo-
frenica del tronco cerebrale, qui domina la

sensazione di morte emotiva, dell'essere completamente spenti!

Queste persone sono come dei "morti" viventi!


"Dottore, la mia anima è come spezzata, non sento più nulla. Sono come
morto, spento", mi dicono tali persone.
In passato si parlava volentieri a questo proposito di "depressione" sebbe-
ne a rigore, come vedremo ancora in seguito, non vi abbia nulla a che fare .
Ma ovviamente può anche essere abbinata a una depressione (neoencefa-
lo!). Ma non vogliamo mettere il carro davanti ai buoi ...

4° ventricolo

Ghiandole mammarie,
. -++-- Ghiandole mammarie,
Seno destro
Seno sinistro
Pleura e peritoneo, Pleura e peritoneo,
emiparte destra emiparte sinistra

Pericardio,
Pericardio,
emiparte sinistra
emiparte destra

Derma (corion),parte destra del corpo Derma (corion),parte sinistra del corpo

©or. med . Mag. theol. Ryke Geerd Hamer

756
Sotto l'aspetto evolutivo nel cervelletto si trova per la prima volta l'innerva-
zione incrociata dal cervello all'organo! Per la prima volta entrambi i lati
dell'individuo sono riservati a diversi gruppi sociali: un lato del corpo (nelle
destrimani quello sinistro) alla madre e al bambino.
I.:altro lato del corpo (nelle destrimani quello destro) a tutti i partner.
Nelle mancine tutto è esattamente all'opposto. Lo stesso vale ovviamente
anche per l'organismo maschile, riguardo al bambino però solo se l'uomo
sin dall'inizio si sente intensamente padre.
Per la prima volta anche tutta la pelle (derma) viene distinta in segmenti
che corrisponderanno nella successiva evoluzione ai segmenti della colon-
na vertebrale.
Per le nostre considerazioni è importante immaginare che già la "realtà del
tronco cerebrale" esprime una specie di comportamento sociale arcaico in
quanto fa crescere un nuovo essere vivente (bambino) nell'utero a spese
della propria sostanza secondo lo "schema del teratoma".
Nella fase evolutiva di formazione del cervelletto questo comportamento
sociale è stato notevolmente accentuato nei mammiferi per il fatto che in
caso di necessità si poteva nutrire con una mammella il bambino e la
madre; con l'altra il partner, sempre a spese della sostanza della madre.
In questo periodo evolutivo di asessualità non esistevano ancora maschi o
organismi maschili; tutti erano, se vogliamo, femminili e allattavano con la
loro produzione di latte.
Sempre da quel periodo evolutivo derivano tutti i conflitti biologici che trat-
tiamo in questo capitolo e che chiameremo programmi speciali, biologici e
sensati (SBS) diretti dal cervelletto.
Quindi chiamiamo i programmi SBS con FH attivo in un emisfero del cer-
velletto in sincronia cioè in combinazione con un programma SBS ovvero
un FH attivo dell'altra metà del cervelletto

costellazione schizofrenica del cervelletto.

Per poter comprendere ciò che potremmo chiamare in via del tutto empiri-
ca "rigidità cadaverica emotiva", dobbiamo fare ritorno alla fase evolutiva
di formazione del cervelletto.
Se un simile "organismo allattante" avesse patito per esempio un conflitto
madre/bambino e nell'ambito di tale programma SBS avesse dato al bam-
bino una doppia quantità di latte (con l'aiuto del cancro alla mammella), ciò
sarebbe stato facile da capire.
Ma se si aggiungeva un altro programma SBS con un FH attivo sull'altro

757
lato del cervelletto, che dunque riguardava un partner infortunato o grave-
mente malato che doveva pure essere allattato con la mammella opposta,
allora questo "vuoto emotivo" , in cui cadeva l'organismo che allattava,
potrebbe avere avuto due possibili significati:

1. I.:organismo allattante potrebbe essersi staccato per autodifesa:


non ce la faccio più!
2. Potrebbe essersi trattato di una specie di suicidio biologico "misericor-
dioso" con cui questo organismo allattante nel "vuoto emotivo" non nota
più che si sta distruggendo fino a morire.

Non ha qui nessun senso fare delle speculazioni. Si può verificare molto
semplicemente sotto il profilo biologico se "l'organismo allattante" nella
costellazione schizofrenica del cervelletto produce più o meno latte da
entrambe le mammelle. La prima possibilità sembra meno probabile a van-
taggio della seconda.
Non c'è da meravigliarsi se questa caduta nel "vuoto emotivo" è stata sino-
ra considerata una depressione.
Presumo che fintanto che il derma era "solo" una delimitazione per stare
separati da altri individui, la costellazione schizofrenica del cervelletto
abbia avuto un altro significato rispetto al momento in cui il derma in forma
di seno o serie di mammelle allattanti, che hanno appunto v-also a questo
gruppo il nome di "mammiferi", è diventato il segno distintivo della dedi-
zione, del conflitto di preoccupazione per il bambino o il partner che ven-
gono a trovarsi in difficoltà.
Non credo che esagererei se affermassi che ora ci sarà un nuovo ramo delle
scienze embriologiche che si occuperà della psiche ipotizzabile dei nostri
"antenati" durante i vari stadi evolutivi. Il tracciato delle linee evolutive
sino ai giorni nostri si rivelerà di estremo interesse.

23.6.2.1 Esempio: "Sparisci, non farti più vedere!"

Una paziente di 67 anni, con una vita matrimoniale molto armoniosa, aveva
invitato sua figlia e il genero. La figlia era la preferita del padre settantacin-
quenne. La paziente si diede da fare per preparare tutto molto bene secon-
do i desideri della figlia, senza risparmiare su nulla. Quando più tardi la
figlia si congedò da lei le disse senza pensarci troppo: "Mamma credo che
la prossima volta che verrò a trovarti andrò a mangiare al ristorante". La
madre, che aveva davvero preparato le migliori leccornie, fu come colpita

758
da un fulmine e riuscì soltanto a balbettare: "Sparisci, non farti più vedere!"
In quel momento aveva patito un conflitto madre/figlia, a livello organico
iniziava un cancro nella mammella madre/bambino. Lo aveva appena detto
che suo marito, che era seduto vicino a lei e in 40 anni di matrimonio non
le aveva quasi mai detto una parola cattiva, saltò su dicendo: "Stupida vec-
chiaccia!"
Nel giro di pochi secondi fu colpita dal fulmine per la seconda volta!
"Dottore, da quel momento", disse, "fui come morta ai sentjmenti! Non pro-
vavo più nulla per mia figlia e neppure per mio marito. Fu come se cades-
si in un buco profondo ed ero come spenta!" Presi nota allora di quello che
aveva detto. Quindi le chiesi come da routine se nel periodo successivo, in
cui le si erano formati in entrambe le mammelle due grandi noduli cance-
rosi e delle profonde rughe e pieghe sul viso, se avesse fatto o percepito
qualcosa di strano. Mi disse di no, salvo quel sentimento ancora presente
di vuoto completo dei suoi sentimenti. Poi aggiunse: "C'è però una cosa, ma
è così ridicola e folle che mi vergogno a raccontargliela, però gliela dirò mio
malgrado, forse può risultarle utile per la sua scienza". Allora la paziente
mi raccontò una storia bizzarra che mi sembrò del tutto stupida e in quel
momento non capii. Ora però credo di riuscire a capirla e questa "piccola
stupida storia" sembrerebbe avere scatenato una valanga di conoscenze!
"Dottore, si immagini, io ho un barboncino, che era pieno di pulci da cui
non riuscivo semplicemente a liberarlo. Mi venne in mente un'idea sciocca
della quale di fatto mi vergogno: invitai tutte le mie amiche che avevano un
cane per un "tè con cane". Speravo che le pulci se ne andassero sui cani
delle mie amiche, cosa che infatti accadde. Alla fine tutti i cani delle mie
amiche avevano le pulci, ma il mio ne aveva solo poche di meno.
A dire la verità allora non capii affatto e borbottai soltanto che era appunto
un racconto molto originale ...
La signora peraltro è sopravvissuta grazie alla Nuova Medicina Germanica
e poiché fortunatamente aveva i micobatteri della TBC i noduli di entram-
be le mammelle scomparvero per riduzione caseosa da TBC.

Accanto c'è una foto della paziente il cui viso, che era stato
come "spento", è tornato di nuovo normale. Nel giro di
pochi mesi dopo il conflitto la sua faccia si era coperta di
pieghe e rughe. Evidentemente era colpita gran parte
del derma che si era sciolto (caseificato) a causa di una
tubercolosi cutanea passata inosservata; da qui le pieghe
profonde!

759
Seni della paziente sessanta-
settenne dopo la guarigione.
La mammella sinistra
(madre/bambino)era stata più
fortemente colpita (freccia
destra) della mammella destra
del partner (freccia a sinistra) .

TAC cerebrale della m edesima paziente


n el periodo di conflitto
attivo:
1. FH a destra cerebralmente per il carcino-
ma mammario a sinistra (freccia in basso a
destra).
2. FH a sinistra cerebralmente per il carci-
noma mammario a destra cui sono sovrap-
posti
3. e 4. due fo colai a sinistra cerebralmente
riguardanti il derma a destra (frecce secon-
da e ter za a sinistra) .
5 . FH in mezzo al cervelletto per il relè del
pericardio in fase PCL visibile dalla com-
pressione del quarto ventricolo (freccia sot-
tile sotto in m ezzo).
6. FH per il conflitto del profugo o del sentir-
si solo e abbandonato (freccia spessa in alto a sinistra) riguardante il r el è dei
tubuli collettori del r en e sinistro .
7. FH per il conflitto uditivo (seconda punta di freccia dall'alto a sinistra, riguar-
da l'orecchio destro).
8. FH per la mucosa dell ' utero, conflitto con evidente relazione con la figlia (frec-
cia sottile in alto a destra).
9. FH per l'adenocarcinoma del f egato corrispondente a un conflitto di paura di
morire di fam e (terza freccia dall'alto a destra).
1O. FH per l'intestino tenue superiore (digiuno) r elativo al conflitto di non potere
digerire un boccone (seconda freccia dall'alto a destra) .

760
11. FH sui due lati già spesso recidivante, momentaneamente in fase PCL nel
relè per il pericardio con il conflitto di un attacco contro il cuore (treccia sottile
centrale in basso).
12. FH nel relè delle tube a sinistra riguardante un conflitto semisessuale ripugnan-
te (terza freccia a sinistra).

Se osserviamo la TAC del tronco cerebrale ovvero del cervelletto eseguita


nella fase di conflitto attivo, vediamo 13 Focolai di Hamer, di cui solo il con-
flitto del pericardio (attacco contro il cuore o paura per il cuore) è nella
fase PCL e deve avere causato contemporaneamente un tamponamento
cardiaco.
Constatiamo sorpresi che in questi due conflitti del cervelletto avvenuti in
breve tempo uno dietro l'altro, che hanno fatto sentire la paziente "come
morta", contemporaneamente c 'è stata anche tutta una serie di conflitti del
tronco cerebrale. In questa immagine sono ancora quasi tutti attivi, cioè i
FH si trovano ancora nella configurazione a bersaglio ben distinguibile. La
paziente si trova quindi al tempo stesso in costellazione schizofrenica del
tronco cerebrale e costernata. Dato che non possediamo nessuna TAC né
addominale né toracica di questa paziente, i relativi adenocarcinomi diret-
ti dal tronco cerebrale non sono stati scoperti. Per la medicina ufficiale, se
fossero stati scoperti, sarebbero stati tutti delle "metastasi". La paziente tut-
tavia è approdata alla Nuova Medicina Germanica ed è guarita.
Le due frasi della figlia e del marito avevano "completamente annientato"
sotto l'aspetto emotivo la paziente sessantasettenne.
Vogliamo ora considerare due Focolai di Hamer insieme con il relativo con-
flitto perché sono particolarmente interessanti: al conflitto di paura di mori-
re di fame (carcinoma epatico eventualmente anche carcinoma dello stoma-
co e carcinoma dell'esofago) del tratto gastrointestinale afferente si con-
trappone, nel lato efferente sinistro, il conflitto di non potersi liberare del
boccone di informazione.
A causa delle parole cattive soprattutto del marito la paziente ha patito con-
temporaneamente un conflitto di non ricevere più in futuro il "boccone",
dunque di morire di fame.
D'altra parte vuole di nuovo liberarsi del boccone di informazione, ovvero
delle parole cattive del marito dal lato sinistro del tratto gastrointestinale
efferente, cioè vuole "eliminarle" con la metà sinistra della faringe. Per più
aspetti quindi in questa particolare costellazione schizofrenica del tronco
cerebrale la paziente si trova in costernazione, vale a diie: ha paura di intro-
durre del cibo e ha paura rispetto all'eliminazione del boccone da espelle-

761
re (le parole cattive del marito). A destra, come lei teme istintivamente, non
entra più niente e a sinistra non esce più niente. Tutti questi conflitti erano
avvertiti dalla paziente d'istinto nel subconscio, ovviamente non aveva tali
cose presenti con chiarezza nell'intelletto.

Vedete, cari lettori, come è importante lavorare scrupolosamente nella


Nuova Medicina Germanica. Questo caso per fortuna si è concluso bene,
anche se sarebbe stato un caso disperato per la medicina tradizionale se
questa avesse scoperto tutti i cancri a livello organico. Ciò nonostante la
paziente è di nuovo completamente sana.
Ma qual è il senso di quella "piccola sciocca storia" delle pulci del cane?
Potremmo considerare il comportamento della signora altamente "asocia-
le", perché cose simili non si fanno. Infatti è un atto cattivo, punibile, pre-
meditato ... per motivi abietti ...
Noi uomini siamo stati abituati forse anche a causa della nostra religione
ad applicare sempre la stessa misura etico-morale di "buono e cattivo". Che
sarebbe se intanto ciò non avesse proprio nulla a che fare con i concetti di
"buono" e di "cattivo", bensì il "comportamento asociale" dipendesse da
tali costellazioni schizofreniche del cervelletto? La paziente si trovava
appunto, come abbiamo già visto, in un dilemma biologico fra un lato e l'al-
tro del cervelletto colpiti ambedue da un focolaio attivo, cioè fra figlia e
partner. La nostra visione del mondo etico-moralistica potrebbe incomincia-
re a vacillare!
Abbiamo descritto il comportamento biologico sociale degli animali e i loro
disturbi come "istintivi", mentre per i nostri simili e talvolta anche per noi
stessi avevamo misurato tali manifestazioni sempre con il metro etico-
morale.
Sarebbe di fatto normalissimo se anche il comportamento sociale nell'uomo
e nell'animale seguisse le nostre cinque leggi biologiche. E con un doppio
disturbo da DHS la costellazione schizofrenica del cervelletto, cioè il com-
portamento "asociale ", avrebbe un senso biologico ben definito. Sarebbe
così semplice! Dovremmo toglierci i nostri vari paraocchi che ci impedisco-
no di vedere la realtà e considerare con saggezza il mondo intorno a noi con
occhi attenti per poterlo comprendere biologicamente.

Sono ben lontano dal sapere tutto. Dobbiamo ancora risolvere molti quesi-
ti. Ma per quel poco che sappiamo adesso sembra che si stiano già ora deli-
neando delle conoscenze fondamentali che sono rivoluzionarie.

762
23.6.2.2 Esempio: costellazione schizofrenica del cervelletto con fre-
quenti ricadute a causa di liti con i genitori (madre, e padre = partner)

Vediamo il petto della


paziente trentenne che
in generale verrebbe
considerato bello sotto il
profilo estetico. Partendo
solo da questa immagi-
ne non è ancora possibi-
le dedurre come si arri-
va a tale bellezza e a
quali forti variazioni
essa è sottoposta.

Questa giovane donna ha su entrambi i seni un processo che dovremmo indi-


care nella fase attiva rispettivamente come recidiva di tumore adenoideo della
mammella a sinistra (conflitto di preoccupazione/lite per la madre) e a destra
(conflitto di preoccupazione/lite per il padre) e nella fase di riparazione come
tubercolosi del seno. Ciò produce la "bellezza dei seni sodi''. Ogni 3-4 settima-
ne i genitori della ragazza, che vive ancora con loro, bisticciano furiosamente.
La paziente se ne sta li tremando, incapace di fare qualcosa, "come morta",
così dice. Di solito dopo un giorno i genitori si sono già rappacificati, fino al
prossimo litigio. Ma alla paziente occorrono 3 o 4 giorni prima di riprendersi
dalla sua rigidità emotiva. Dunque per 3 o 4 giorni ha una recidiva attiva di
due conflitti: di un conflitto figlia/madre per la mammella sinistra e di un con-
flitto del partner (padre) per la mammella destra. Ciò accade da anni. Il risve-
glio dalla rigidità emotiva è segno della soluzione del conflitto.
Contemporaneamente insorge una TBC che produce di nuovo liquido nelle
caverne del seno e in pratica "gonfia" entrambe le mammelle con il liquido
(per caseificazione). Poi i seni si afflosciano di nuovo fino al prossimo litigio dei
genitori. La giovane donna, beninteso, non bisticcia affatto con i genitori, anzi
li ama profondamente. Proprio per questo la lite dei genitori costituisce per lei
un doppio conflitto.

A questa paziente si volevano amputare urgentemente entrambe le mamme-


lle. Grazie alla Nuova Medicina Germanica lei ora sa quando e perché i seni
si gonfiano e che non c'è motivo di cadere nel panico.

763
Attualmente la paziente si trova di nuovo nella fase subito successiva a una
"lite mensile" particolarmente violenta, che appunto i genitori avevano e
hanno ogni mese e di cui evidentemente hanno bisogno. Le mammelle sono
perciò in questo momento estremamente "gonfiate".

Così appare nella TAC cerebrale una


costellazione schizofrenica del ceIVellet-
to con recidive croniche. Nell'immagine
accanto c'è appunto una nuova fase
PCL.
Ora che sappiamo quando e perché ciò
accade, siamo in grado di spiegare alla
paziente queste alterazioni.

TAC delle mammelle della paziente in


"con seni pendenti". Sono tratteggiate
in rosso le porzioni liquide in caseifica-
zione tubercolotica di entrambi i seni,
che hanno l'aspetto sodo, ad ogni fase
di riparazione dopo la recidiva
conflittuale.

A confronto con l'immagine precedente


qui si possono riconoscere le caverne di
liquido tubercolotico (vedi tratteggio).
Se i genitori non litigassero più la
paziente dopo qualche mese avrebbe
entrambe le mammelle cascanti. Le
caverne si svuoterebbero collassando
e i seni penderebbero.

764
23.6.2.3 Esempio: costellazione schizofrenica del cervelletto a causa
della prevista operazione del mediastino

A questo paziente fu diagnosticato un'ulcera degli archi branchiali in fase


PCL, cioè delle cisti dei dotti degli archi branchiali dopo un conflitto risol-
to di paura frontale . La diagnosi della medicina ufficiale recita "linfoma
non-Hodgkin". Gli dissero che si doveva fare una grossa operazione al tora-
ce per arrivare fino al mediastino da entrambi i lati. Ciò fu uno choc enor-
me per il paziente. I..'.operazione venne di fatto eseguita dopo questa TAC. Il
paziente morì nella fase PCL per forti versamenti pleurici da entrambi i lati.

FH molto ben visibili sui due lati in


entrambi i relè pleurici in attività.
I conflitti dipendevano dalla sensa-
zione di un attacco su entrambi i lati
contro il torace, a livello organico
ciò corrispondeva a mesoteliomi
pleurici sui due lati.

23.6.3 La costellazione schizofrenica della sostanza bianca

I..'.intera struttura del neoencefalo (sostanza bianca e corteccia) si basa in


linea di massima su quella del cervelletto o sul principio del cervelletto.
I..'.innervazione è sempre incrociata dal cervello all'organo (controlaterale).
Un lato del corpo (nei destrimani quello destro, nei mancini quello sinistro)
è il lato del partner, l'altro lato qel corpo (nei destrimani il sinistro, nei man-
cini il destro) è il lato madre/bambino o padre (se materno)/bambino ovve-
ro figlia/madre o figlio/madre.
Ad esempio, il significato conflittuale della spalla è vario: nelle persone destri-
mani la spalla destra è quella del partner, mentre la spalla sinistra è quella che
ha a che vedere con un bambino o con la madre. Nei mancini è ovviamen-
te tutto al contrario. Fa però "eccezione" l'interessamento diretto di un arto
nel caso ad esempio di un incidente.

765
Di conseguenza anche il comportamento biologico nella società segue il
modello del neoencefalo o meglio il programma del neoencefalo. A ciò si
aggiunge anche il fatto che gli organi diretti dal cervelletto e gli organi diret-
ti dalla sostanza bianca appartengono tutti al foglietto embrionale medio.

23.6.3.1 Il sistema scheletrico sano è segno della stima intatta di sé

Gli organi diretti dalla sostanza bianca sono: scheletro, linfonodi, arterie,
vene, muscolatura (striata) nonché le cellule intermedie (che producono
ormoni) di ovario e testicolo e il parenchima renale che produce l'urina.
Nella tabella "Psiche - Cervello - Organo" vediamo che il senso biologico
di questo gruppo si compie sempre solo alla fine della fase di riparazione.
I conflitti biologici sono quasi dei "conflitti di lusso" con cui l'organismo si
permette il lusso di lasciar accadere un programma SBS che solo al termi-
ne si giustifica in previsione di casi analoghi futuri!

23 .6.3.2 Il doppio conflitto biologico di svalutazione di sé =


megalomania

Per via puramente empirica sappiamo, da quando c'è la Nuova Medicina


Germanica, che l'uomo e l'animale, quando hanno su entrambe le metà del
corpo delle osteolisi scheletriche a causa di un relativo conflitto di svaluta-
zione di sé, mostrano una cosiddetta megalomania rispetto alla madre o al
bambino e rispetto al partner.
In passato la megalomania era considerata dai nostri psichiatri come un
delirio particolarmente grave, perché faceva perdere in modo assai eviden-
te il senso della realtà. Napoleone, Alessandro il Grande o Cesare sono stati
spesso il modello di follia dei nostri pazienti. Ovviamente non sapevamo
come gestirla.
Ora finalmente incominciamo a capire che qui è in corso un processo bio-
logico del tutto sensato. Quale giovane non ha voluto una volta essere stato
un grande cavaliere o Rambo, quale ragazza non ha desiderato essere una
principessa ò l'imperatrice Sissi? I nostri idoli o ideali non sono poi molto
distanti dalla megalomania, almeno come principio!
Il paziente che si sente svalutato su entrambi i lati del corpo ovvero sui rela-
tivi lati cerebrali opposti avrebbe a malapena ancora una possibilità di recu-
pero: è scaduto nel suo ordine gerarchico sia rispetto al bambino o alla
madre sia rispetto alla sua partner. In questa prospettiva futura catastrofica
madre natura gli procura un'autentica possibilità attraverso la megaloma-

766
nia: non solo può quasi "tirarsi fuori per i capelli dal pantano" da solo, ma
si arresta anche la progressione delle osteolisi! Per il momento questa è la
salvezza! Intorno a lui si sa ovviamente molto bene che non occorre trattar-
lo come un vero, pericoloso "Napoleone", ma che la sua megalomania vale
"solo per lui stesso" . La sua possibilità è la seguente: ad un certo punto le
correlazioni probabilmente si sono spostate a suo favore; per esempio il gio-
catore di tennis giovane contro cui uno aveva perso nel gioco finale, ora è
troppo vecchio e quindi non è più un avversario. Così l'interessato può
risolvere in primo luogo un conflitto (svalutazione di sé per non sportività -
per il partner). Può poi lavorare per l'altra svalutazione di sé, per esempio il
suo prestigio crollato agli occhi della madre, e tentare di risolvere il restante
conflitto, per esempio rendendosi indispensabile per la madre.
Già dopo la soluzione di un conflitto di svalutazione la megalomania scom-
pare senza lasciare tracce.
Naturalmente ci sono anche dei casi in cui non si può risolvere di colpo il
conflitto, in particolare quando ci sono di continuo nuove recidive, così che
i due conflitti tornano sempre ad essere attivi entro breve tempo e quindi
anche la megalomania si ripresenta di continuo .
Non sono ancora in grado di dire se esista anche una megalomania sessua -
le con concomitante necrosi interstiziale bilaterale del testicolo da cui risul-
ta una temporanea impotenza e se esista una megalomania inerente all'e-
liminazione dell'acqua con concomitante necrosi del parenchima renale
bilaterale e ipertonia. Per poterlo dire mi occorrerebbe esaminare una serie
di casi di cui al momento non mi è dato disporre.
E' importante sottolineare ancora quanto segue: la cosiddetta megalomania
non è affatto rara. Possono ovviamente essere interessate anche delle por-
zioni scheletriche del tutto diverse (dunque non speculari) a destra e a
sinistra. Ne risulta sempre una megalomania.
Ad esempio se in passato la medicina tradizionale, per una "diagnosi di
cancro", avesse fatto a un paziente una prognosi di mortalità del 98%, allo-
ra a quel poveretto di solito sarebbero venute pure, tra l'altro, le cosiddette
"metastasi ossee".
Nella Nuova Medicina Germanica, dove in sostanza non si pongono simi-
li prognosi perché sono oggettivamente false, siamo in grado di ricostruire
con esattezza per i casi della medicina ufficiale quali osteolisi su un certo
lato appartenevano a quel conflitto di svalutazione (bambino/madre o part-
ner) basandoci sul contenuto. La "megalomania" di norma si esaurisce per
il fatto che il poveretto sogna di essere di nuovo sano e ammirato da tutti
coloro che ha intorno (figli e partner).

767
I..:anima dei nostri pazienti adesso è diventata per noi ancora più comples-
sa nei dettagli e nelle sfumature, ma al tempo stesso è più facilmente com-
prensibile!
Se ci troviamo, ad esempio, di fronte a un calciatore che ha delle osteolisi
vicino alle articolazioni in uno o in entrambe le ginocchia, sappiamo subi-
to che può o persino deve avere avuto una megalomania sportiva. Sogna ad
occhi aperti di diventare Pelé o perlomeno di giocare nella squadra di cal-
cio nazionale. E ciò nonostante dobbiamo sapere che questa mania di spor-
tività è un processo biologicamente molto sensato e perciò deve essere
preso sul serio anche da noi.
La svalutazione di sé dal lato madre/bambino, nel destrimane sul lato sini-
stro del corpo, significa che egli voleva (e non poteva) impressionare i suoi
genitori con la sua sportività e, sul lato destro (ginocchio destro), che vole-
va impressionare il partner e neppure in questo caso ci riusciva.
Dare un consiglio qui è un compito di grande responsabilità. Finché sono
attivi i conflitti sui due lati, le osteolisi sono probabilmente presenti in modo
limitato o scarso. Ma se il paziente risolve un conflitto da un lato e non ries-
ce a risolvere quello dall'altro lato, probabilmente il processo necrotico che
provoca l'osteolisi verrà accelerato. La costellazione schizofrenica del midollo
osseo è una specie di protezione per il paziente e non è consentito metter-
la in gioco sconsideratamente. Per tali pazienti ci vogliono le mani di un
esperto!
La supposizione che probabilmente una costellazione schizofrenica della
sostanza bianca produca poca o pochissima massa conflittuale, analoga-
mente ai rapporti dei programmi SBS diretti dalla corteccia cerebrale nei
conflitti degli emisferi rispettivi, e che le osteolisi crescerebbero meno rapi-
damente, deve essere ancora ulteriormente verificata. Infatti il "superpro-
gramma speciale" della megalomania rispetto al senso biologico alla fine
della fase di riparazione ha uno scopo del tutto diverso dalle costellazioni
schizofreniche della corteccia.
La costellazione schizofrenica della sostanza bianca, ad esempio la mega-
lomania, ha lo scopo seguente: ricostruzione della stima di sé distrutta,
ricalcificazione bilaterale dello scheletro, guarigione!
Questo scopo è diverso da quello delle costellazioni schizofreniche della
corteccia cerebrale che trovano nel contenuto dei due programmi SBS nella
fase di conflitto attivo il proprio senso biologico.

768
Corrispondenza tra sostanza bianca del neoncefalo e organi
© Dr. med. Mag. theol. Ryke Geerd Hamer

3: HH (Focolaio di Hamer): centro (trofico) per la parte 1: HH (Focolaio di Hamer): centro (trofico) per la parte
striata del miocardio sinistro, un tempo tubo coronarico striata del miocardio destro, un tempo tubo coronarico
destro. In caso di conflitto: necrosi del miocardio del cuore sinistro.In caso di conflitto: necrosi del miocardio del
sinistro. Crisi epilettica: infarto del miocardio sinistro cuore destro. Crisi epilettica: infarto del miocardio destro
= crisi epilettica del miocardio sinistro. =crisi epilettica del miocardio destro.
denti (dentina) dx denti (dentina) sx
calotta, emiparte dx .,,__,.,.,..__ _ calotta, emiparte sx

braccio dx braccio sx
vertebre cervicali, emiparte dx '71Y- - \- - vertebre cervicali, emiparte sx
spalla dx \ .- ic-------\,_ _ spalla sx

vertebre dorsali, emiparte dx r-+-- - - t- vertebre dorsali, emiparte sx


corteccia surrenale sx
L -+- ---l--- vertebre lombari, emiparte sx
vertebre lombari, emiparte dx milza, 2 cm più in basso
in posizione caudale
bacino, emiparte sx
ginocchio dx ' -"-_.,_- ginocchio sx
piede dx piede sx

4: HH: testicolo e ovaio destro; 2: HH: testicolo e ovaio sinistro;


incrociati dal cervello all'organo. incrociati dal cervello all'organo.
Parenchima renale sinistro (glomeruli), 2 cm più Parenchima renale destro (glomeruli), 2 cm più
in basso in posizione caudale (non incrociati dal in basso in posizione caudale (non incrociati dal
cervello all'organo). cervello all'organo).
Emisfero cerebrale sinistro Emisfero cerebrale destro
Emiparte destra dello scheletro Emiparte sinistra dello scheletro

769
23.6.3.2.1 Esempio con due cisti ovariche e megalomania

Questa paziente 53nne


da 6 anni ha queste due
cisti ovariche indurite:
quella sinistra diretta dal
relè cerebrale destro
(immagine sotto) e quella
destra diretta dal relè
cerebrale sinistro.
La paziente, che all'inizio
era stata quasi costretta
con ogni tipo di pressione
da parte della "medicina ufficiale" a sottoporsi a un'operazione (e alla che-
mio) (" ... altrimenti vivrà solo 3 settimane!"), ora sta bene. Ha l'aspetto di
una ventunenne!

Nella foto sopra la delimitazione fra


le due cisti indurite è volontariamen-
te tratteggiata in rosso. Le due frecce
nell'immagine precedente segnano
rispettivamente il punto di contatto
al relativo ovaio. La paziente riferis-
ce anche di avere avuto un "senso di
sopravvalutazione femminile" nella
costellazione schizofrenica attiva
della sostanza bianca.

770
23.6.3.2 .2 Esempio: megalomania di potenza

Una paziente di 31 anni patì un conflitto sessuale a causa di suo marito che
beveva. Le venne fatta un'operazione "totale" (con asportazione di utero e
ovaia), cioè fu castrata. In questo modo il conflitto sessuale perse il suo
terreno d'appoggio.
Ma come si sente una donna trentunenne castrata e madre di due bambini
di 7 e 9 anni?
Era completamente distrutta nella stima di sé. In quanto partner (castrata)
non si sentiva più attraente e non poteva più avere figli che di fatto avreb-
be ancora voluto. Si separò. Gestiva un chiosco nella casa dell'ex-suocera
che ora, dopo la separazione, le faceva fare un vita d'inferno tormentando-
la in tutti i modi.
Ma occorre guardare questa situazione sotto il profilo biologico: la suocera
reagiva "come un uomo" (postmenopausa), l'ex-marito ovviamente pure e
anche la paziente in quanto donna castrata! Con tre capi nella stessa casa,
ce n'erano due di troppo!

La paziente ebbe una serie di osteolisi nella quarta e nella quinta vertebra
lombare e nell'osso sacro, tutte cosiddette "metastasi", ovviamente del collo
dell'utero (epitelio pavimentoso), come le venne detto. In breve: era consi-
derata un caso disperato perché nonostante la grave operazione (fino al tes-
suto sano!) presumibilmente le metastasi cattive si erano già infiltrate nella
colonna vertebrale lombare.
Con l'aiuto della Nuova Medicina Germanica la paziente sopravvisse per-
ché imparò a capire le diverse correlazioni.

Nelle tre fotografie della


quarta vertebra lombare
(foto centrale = ingrandi-
mento dell'immagine prece-
dente, la foto in basso è un
altro strato della stessa ver-
tebra) vediamo una confi-
gurazione a bersaglio atti-
va disposta con il centro a
destra paramedialmente,
ma che si estende anche
verso sinistra.

771
Così iniziano le osteolisi, cioè con una
configurazione a bersaglio di questo
tipo nell'osso, Questa svalutazione di
sé riguarda (di più) il partner e (di
meno) i bambini (poter avere ancora
dei figli ovvero non poter averne più).
\ l I'
Il focolaio sinistro con una struttura a
bersaglio ancora solo accennata è,
palesemente, per la paziente destri-
mane una svalutazione del "non
-,
poter più avere bambini".

Possiamo classificare molto bene ogni


singola osteolisi. Quelle nella zona
inferiore della colonna lombare e del
bacino, spesso anche nel coccige, pos-
sono significare: "Mi mancano l'utero
e le ovaie, lì non valgo più niente".
La serie di immagini precedenti (strato

772
più alto a sinistra, più profondo a destra, ma entrambi al di sopra dei ventricoli
laterali) sono assai impressionanti perché tutti i Focolai di Hamer, fino ai due
relè delle ovaie, sono attivi. Però anche i FH delle ovaie possono essere attivi con
delle recidive, "attività fantomatica", perché le ovaie a questo punto già da
tempo non sono più presenti.
Anche il conflitto sessuale (immagine sinistra, freccia sinistra) è attivo in modo
fantomatico ovvero è per metà attivo: l'utero con il collo e l'orifizio dell'utero è
stato asportato chirurgicamente. Ma le vene coronarie sono presenti come orga-
no correlato ed è interessata pure la mucosa della laringe nella porzione fronta-
le del FH. Il conflitto sessuale relativo a questo carcinoma del collo dell'utero
(insieme all'ulcera delle vene coronarie) consisteva nel fatto che il marito alcoo-
lizzato, che lei nonostante l'alcool amava molto, l'aveva tradita con un'altra
donna. Ma dato che gli aveva voluto molto bene patì contemporaneamente
anche un conflitto di perdita bilaterale (ovaie per marito e bambini, riguardo ai
quali non sapeva se sarebbero rimasti con lei ovvero se sarebbero andati via con
lei) e un conflitto di separazione brutale dal partner (per il FH vedi la freccia in
alto a sinistra dell'immagine destra) . La TAC è per fortuna tecnicamente così ben
riuscita da consentire di vedere qui i FH attivi nel relè della sostanza bianca. La
freccia in basso a sinistra indica il FH delle porzioni scheletriche destre delle ver-
tebre lombari inferiori e del bacino, la freccia centrale a destra nella foto di de-
stra indica il lato scheletrico sinistro della stessa zona .
Infine si vede ancora un enorme conflitto di paura frontale come FH attivo a de-
stra frontalmente (freccia superiore destra nella foto di destra), che può essersi
formato solo in un secondo tempo dopo che il lato sinistro era stato occupato dal
conflitto sessuale e di spavento improvviso .
Se per facilitare la comprensione tralasciamo di considerare il FH a sini-
stra cerebralmente nel relè del periostio (conflitto di separazione brutale dal
partner), alla paziente restano ancora tre cosiddette costellazioni schizofre-
niche:
Sostanza bianca:
- Relè dell'ovaio a destra e a sinistra = megalomania sessuale,
nonostante l'isterectomia!
- Relè dello scheletro: FH a destra e a sinistra cerebralmente =
megalomania.
Corteccia cerebrale:
FH attivo nel relè sessuale femminile (riguarda le vene coronarie e del
collo) nonché nel relè della mucosa della laringe (conflitto di spavento
improvviso), tutto a sinistra cerebralmente . In aggiunta al grande con-

773
flitto attivo di paura frontale riguardante gli archi branchiali. Ne risulta
una grande paranoia, cioè la paziente era del tutto "fuori di testa", cosa
che però ora comprendiamo bene.

23.6.4 La costellazione schizofrenica della corteccia cerebrale

Questo gruppo, come ammesso, è stato quello che ho sinora studiato più
ampiamente perché all'inizio avevo l'errata convinzione che le costellazio-
ni schizofreniche riguardassero solo la corteccia cerebrale. Ciò era sicura-
mente sbagliato sebbene qui ritroviamo la maggior parte delle costellazio-
ni schizofreniche che nella medicina ufficiale sono chiamate "schizofre-
nie". In ogni caso il vantaggio è stato che in base al contenuto posso far
rientrare in questo gruppo moltissime costellazioni schizofreniche della
corteccia cerebrale. Con questo gruppo ho anche imparato che appunto la
costellazione schizofrenica non solo ha un proprio "sovrasenso biologico",
ma anche che questo sovrasenso biologico ha una sua sintomatica psichica
specifica. Naturalmente prima non sapevamo tutto ciò e non riuscivamo
mai a trovare un collegamento fra la cosiddetta follia paranoide e i due pre-
cedenti conflitti ovvero i due speciali programmi biologici sensati.
Ora per la prima volta la psicosi, che come presunta "malattia" puramente
psichica non esiste più nella Nuova Medicina Germanica, è diventata bio-
logicamente sensata e comprensibile e quindi anche curabile (con il
paziente come capo del processo) perché adesso si sa che cosa si deve o si
può fare e anche che cosa non si deve fare ... E' difficile, molto più diffici-
le di prima, quando si sedavano i poveri malati, ma è anche ingrandissi-
ma misura una gioia e una soddisfazione per i medici poter aiutare con
conoscenza e successo le persone che ne sono affette.
Nelle costellazioni schizofreniche di cui si è parlato sinora, cioè
- la costellazione schizofrenica del tronco cerebrale
- la costellazione schizofrenica del cervelletto e
- la costellazione schizofrenica della sostanza bianca
potevamo ancora in certo qual modo capire la costellazione schizofrenica dal
contenuto dei due programmi speciali, biologici e sensati (SBS) originari.

Possiamo ancora capire e riconoscere le cause dei due conflitti originari


anche per una parte delle costellazioni schizofreniche della corteccia cere-
brale come le costellazioni puramente motorie o sensoriali, la costellazione
dei due centri della glicemia, la costellazione frontale o la costellazione
della retina, la cosiddetta "mania di persecuzione".

774
1. Ulcera dei dotti escretori (endogeni) della tiroide: conflitto di impotenza Corrispondenza tra corteccia cerebrale e organi
3. Centro motorio della parola+ muscolatura della laringe: conflitto di spavento 2. Archi branchiali: conflitto di paura frontale
improvviso 4. Muscolatura bronchiale: conflitto di manicia del territorio
5. Epitelio pavimentoso della mucosa della laringe: conflitto di spavento 6. Epitel_io pavimentoso della mucosa bronchiale: conflitto di manicia del territorio
improvviso
8. Epitelio pavimentoso dell'intima delle arterie coronariche e epitelio
7. Epitelio pavimentoso dell'intima delle vene coronariche e pavimentoso delle vescicole seminali: conflitto di territorio maschile
epitelio pavimentoso della mucosa del collo dell'utero:
conflitto sessuale femminile di frustrazione 1O. Epitelio pavimentoso dello stomaco, del duodeno, dei
(di non esere prosseduta) dotti biliari e pancreatici: conflitto di rancore nel territorio
9. Epitelio pavimentoso della muccsa del retto: 12. Epitelio pavimentoso della mucosa dell'emiparte sinistra
conflitto di identità della vescica +epitelio pavimentoso di transizione
del bacinetto renale e dell'uretere (sinistro): conflitto
11.Epitelio pavimentoso della mucosa dell'emiparte de- maschile di non poter "marcare", delimitare il territorio
stra della vescica + epitelio pavimentoso di transizione
del bacinetto renale e dell'uretere (destro): conflitto 14. Corteccia visiva, metà destra delle retine:
femminile di non poter riconoscere i limiti del territorio. conflitto di paura nella nuca
13.Corteccia visiva, metà sinistre delle retine: conflitto 16. Corpo vitreo sinistro: conflitto di paura nella nuca,
di paura nella nuca paura del brigante, della belva in agguato
15. Corpo vitreo destro: conflitto di paura nella nuca, 18. Smalto dei denti
paura del brigante, della belva in agguato 20. Cellule beta delle isole di Langherhans (insulina):
17. Smalto dei denti conflitto dell'oppurre resistenza, conflitto
di opposizione:diabete
19. Cellule alfa delle isole di Langerhans (glucagone): conflitto
di paura ribrezzo.di repulsione: ipoglicemia. 22. Centro per la parte striata del miocardio destro,
anticamente secondo la storia evolutiva tubo cardiaco sinistro.
21. Centro per la parte striata del miocardio sinistro, anticamente
In caso di conflitto: necrosi miocardica del cuore destro.
secondo la storia evolutiva tubo cardiaco destro. In caso di conflitto:
Crisi epilettica: infarto del miocardio destro= attacco epilettico
necrosi miocardica del cuore sinistro. Crisi epilettica: infarto del miocardio sinistro =
del cuore (vedi lo schema del mesoderma - sostanza bianca)
attacco epilettico del cuore (vedi lo schema del mesoderma-sostanza bianca)
24. Area motoria per gamba e piede sinistro
23. Area motoria per gamba e piede destro
© Dr. med. Mag. theol. Ryke Geerd Hamer 26. Area sensoriale per gamba e piede sinistro
25. Area sensoria per gamba e piede destro
28. Area post-sensoriale = zona per la sensibilità del periostio;
27. Area post-sensoriale= zona per la sensibilità del periostio; conflitto
conflitto di separazione brutale per gamba e piede sinistro
di separazione brutale per gamba e piede destro
30. Testicolo sinistro, ovaio sinistro, incrociano dal cervello all'organo;
29. Testicolo destro, ovaio destro, incrociano dal cervello all'organo; parenchima
parenchima renale destro, 2 cm caudalmente (più basso), non incrocia
renale sinistro, 2 cm caudalmente (più basso), non incrocia dal cervello all'organo
dal cervello all'organo (vedi schema del mesoderma - sostanza bianca)
(vedi schema del mesoderma - sostanza bianca)
Le speciali costellazioni schizofreniche corticali,
sinora riscontrate empiricamente come "doppio
programma" biologico sensato, vanno considerate
solo come una piccola parte di tutte le costellazio-
ni. In realtà esistono oltre 500 costellazioni cortica-
li perché i due emisferi cerebrali sono quasi due
mezze sfere che, fino alla fessura di divisione cen- ...
trale, sono tutte ricoperte di corteccia, anche le ..
invaginazioni come ad esempio l'insula .
Qui sceglieremo e presenteremo alcune costella-
. . :
~ ......................... ............................ ..:
zioni particolarmente frequenti, senza peraltro avere la benché minima pre-
tesa di completezza.

23 .6.4.1 La costellazione schizofrenica olfattiva

Anche se il bulbo olfattivo, il bulbo del rinencefalo, si trova al centro della


base cranica, esistono comunque, in senso stretto, un rinencefalo destro e
uno sinistro. Inoltre in generale le fibre dell'olfatto sono incrociate, cioè la
donna destrimane annusa con l'emiparte sinistra del naso il suo bambino e
con quella destra il partner.
Corrispondentemente esistono pertanto anche delle costellazioni schizofre-
niche olfattive, disosmiezrn paranoidi dell'olfatto, allucinazioni olfattive ecc.
I filamenti del nervo olfattivo (primo nervo cranico) sono da considerarsi
un'estroflessione del cervello, dunque non un nervo vero e proprio.

23.6.4.2 Costellazione schizofrenica facciale

Si deve qui distinguere fra le immagini spaventose o catastrofiche che


siamo costretti a vederci davanti (frontalmente), abbiamo visto o non voglia-
mo vedere e che possono suscitare le cosiddette costellazioni schizofreni-
che visive, e la paura nella nuca che a sua volta può interessare delle cose
e colpisce la retina (metà destra e sinistra) o può interessare persone o ani-
mali colpendo il corpo vitreo destro o sinistro.
Nella costellazione schizofrenica della paura nella nuca (anche con combi-
nazione di retina e corpo vitreo) parliamo di "mania di persecuzione", seb-
bene le due persecuzioni (paure nella nuca) in origine possano essere state
molto reali. Uno sguardo al mondo animale ci spiega la questione.

(218) disosmia = senso dell'olfatto disturbato.

776
Tra i mammiferi che sono gli animali a noi più vicini ci sono i predatori,
come il lupo, l'orso e la scimmia, il gatto o il leone, e le prede come la peco-
ra, il cavallo, la mucca o il coniglio.
I predatori guardano in avanti, come anche gli esseri umani (originaria-
mente pure predatori), invece le prede guardano di lato così che possono
vedere anche all'indietro per un certo angolo in modo da accorgersi se ci
sono predatori alle spalle.
Gli uomini non sono dei predatori molto abili, si nutrono prevalentemente
di cibi vegetali e si può dire che sono contemporaneamente predatori e
prede (per esempio del leone e della tigre). Perciò nell'uomo anche la "pau-
ra nella nuca" tipica dell'animale preda è ben accentuata.
Dobbiamo conoscere queste cose e trasferirle nel mondo naturale per poter-
le capire. In natura nessun animale può rinchiudersi in casa, ad esempio,
per proteggersi dai predatori durante la notte. l!urlo di un animale ferito
mortalmente dal predatore nelle vicinanze scatena subito tutte le paure. In
tal senso una "mania di persecuzione" in natura è solo una "reazione di
eccesso di prudenza" che era o è molto ben fondata. Grazie alla nuova com-
prensione biologica dovuta alla nostra conoscenza della Nuova Medicina
Germanica siamo in grado di capire perfettamente una parte di queste rea-
zioni biologiche che nella nostra civilizzazione non si riescono più a com-
prendere o si comprendono solo con molta difficoltà e che pertanto abbia-
mo definito "allucinazione paranoide".

23 .6.4 .3 Le costellazioni schizofreniche della sfera del territorio,


motorie e sensoriali

La questione diventa difficile o impossibile nelle costellazioni della sfera


del territorio che in passato hanno costituito la parte principale delle cosid-
dette schizofrenie. Fra quelle rientrano anche le cosiddette schizofrenie
paranoico-allucinatorie, il sentire le voci e la cosiddetta psicosi maniaco-
depressiva.
Invece di queste vecchie formule e frasi fatte sintomatico-diagnostiche
vogliamo qui seguire di nuovo un approccio sistematico come dei bravi arti-
giani.
A prescindere dalla possibilità del rinencefalo di una costellazione schizo-
frenica paranoide dell'olfatto e della retina di una mania di persecuzione
inerente la retina mediante cose o il corpo vitreo (glaucoma), mediante ani-
mali o persone, possiamo suddividere la corteccia cerebrale dalla parte
anteriore a quella posteriore all'incirca come segue:

777
paure frontali, di cui fanno parte anche la paura dell'opporre resistenza e il
conflitto di paura con ribrezzo (centri della glicemia). I conflitti motori della
corteccia motoria e i conflitti sensoriali della corteccia sensoria (pelle) e
della corteccia postsensoriale (nervi periostiali).
Ci sono poi le aree corticali laterali (temporali) a destra e a sinistra, i cosid-
detti centri della sfera del territorio, che in linea di massima originariamen-
te appartenevano o appartengono ancora al centro corticale motorio e sen-
soriale ma che, a causa della loro dipendenza ormonale legata al sesso, for-
mano un gruppo a parte, a cui si deve tra l'altro il "saltare" (cioè il passare
da un emisfero all'altro) dei conflitti e dei Focolai di Hamer al modificarsi
della situazione ormonale ecc .. Si tratta delle costellazioni schizofreniche
che hanno un "sovrasenso" biologico in pratica con una propria sintomati-
ca che al primo sguardo non ha apparentemente più nulla in comune con
il contenuto dei due conflitti originari.
Tali persone sono sempre state considerate "incomprensibili", "paranoidi",
"pazze". Poiché ovviamente erano spesso presenti anche i sintomi delle altre
costellazioni e in passato non si sapeva nulla delle cause, queste costellazioni
particolari conferivano alle cosiddette malattie mentali e psicopatie il sapo-
re dell'anormalità inguaribile. Del tutto erroneamente, come sappiamo ora.
Infatti le costellazioni sono in linea di principio completamente reversibili,
anche se queste persone continuano a tornare inconsapevolmente sui vec-
chi binari e a patire delle recidive, poiché nessun medico sapeva o poteva
impedirglielo, cioè i vecchi conflitti tornavano a riattivarsi.

23.6.4.4 Le costellazioni schizofreniche motorie della corteccia


cerebrale

Una costellazione schizofrenica motoria della corteccia cerebrale significa


semplicemente che nelle due metà del corpo è in corso una paralisi moto-
ria. Finora con la medicina ufficiale non sapevamo praticamente nulla delle
cause relative. Solitamente viene chiamata sclerosi multipla. Se nel con-
tempo si verificavano delle soluzioni brevi o lunghe per uno dei due lati,
parlavamo di epilessia. La definizione di tali manifestazioni nella medicina
ufficiale avveniva sempre solo superficialmente in base ai sintomi.
Se ad esempio una donna lascia il marito portandosi via anche i figli, l'uo-
mo destrimane può essere colpito da una paralisi dei muscoli flessori del
braccio destro del partner dal quale la moglie amata è appunto sfuggita.
Contemporaneamente però può patire anche una paralisi dei muscoli fles-
sori del braccio sinistro (padre/bambino) dal quale gli sono sfuggiti i figli.

778
Se sua moglie gli manca anche come partner sessuale, possono essere inte-
ressati contemporaneamente anche i flessori del braccio destro del partner.
Un uomo simile da un momento all'altro può entrare in costellazione schi-
zofrenica motoria della corteccia cerebrale. Allora continuerebbe a "sogna-
re ad occhi aperti" di trattenere tutti nelle sue braccia, mentre in realtà gli
è sempre meno possibile farlo . Nella fase CA i muscoli si atrofizzano ovve-
ro vi si formano delle necrosi. Ciò che la medicina ufficiale chiama anche
distrofia muscolare.
Ora facciamo una piccola anticipazione sulle costellazioni della sfera del
territorio: se questo stesso marito e padre quando la moglie se ne è andata
ha patito, come capita di solito, un conflitto di paura nel territorio, che col-
pisce la muscolatura bronchiale e/o la mucosa bronchiale con la sensibili-
tà dei bronchi (destrimani), e un altro conflitto di spavento improvviso (fem-
minile) che riguarda la muscolatura della laringe e/o la mucosa e la sensi-
bilità della laringe, allora si viene a trovare istantaneamente in costellazio-
ne planante.
Altre piccole costellazioni schizofreniche motorie possono riguardare fon-
damentalmente tutti i gruppi o ambiti muscolari più o meno grandi. La sin-
tomatica psichica è di volta in volta sempre diversa. In questo contesto è
ancora interessante il fatto che le persone spesso possono essere paralizza-
te per anni per esempio nella muscolatura del braccio o della spalla senza
che ciò venga diagnosticato. Fino a quando riescono a tenere in mano una
penna non sono considerate paralizzate. Nel caso delle gambe è tutto diver-
so. Ci si accorge quasi subito, già solo dall'andatura diversa e dal rapido
affaticamento quando ad esempio si cammina in piano o si va in bicicletta
o si salgono le scale. C'è senz'altro una paranoia motoria!

23.6.4.4.1 Esempio: conflitto paracentrale attivo in sospeso e conflitto


di paura in sospeso in un giovane cosiddetto "nevrotico o psicopatico"

In psichiatria all'incirca tutto quanto non risulta più comprensibile viene


chiamato psicotico, invece ciò che è eccentrico o persino molto eccentrico, ma
non del tutto comprensibile viene chiamato nevrotico.
Chi ha capito la NUOVA MEDICINA sa che l'una cosa può trasformarsi rapi-
damente nell'altra a seconda se si aggiunge una nuova DHS conflittuale o se
un conflitto si risolve. Così non si è potuto mai trovare un sistema applicabi-
le al singolo caso perché spesso i confini sembravano labili pur non essendo-
lo in realtà. Si era troppo legati ai concetti freudiani di "conflitto a evoluzio-

779
ne lenta". Per di più nessuno riusciva a immaginare che ad esempio si potes-
se essere del tutto in costellazione schizofrenica senza esserlo mai stati né
prima né dopo. Inoltre si consideravano sempre solo come "artefatti" le for-
mazioni cerebrali del conflitto centrale nella TAC cerebrale negando loro
qualsiasi valore diagnostico. Spesso anche nella TAC cerebrale di controllo si
trovava che l'immagine precedente del conflitto centrale era scomparsa e
della psiche non si era mai interessato nessuno. Dunque questi "strani cer-
chi" erano ritenuti degli artefatti ("1'.apparecchio a volte fa il matto, signor
Hamer, tutti rideranno di lei se ora lo considera come un criterio diagnosti-
co!"). Che ridano pure quanto vogliono. I reperti sono fin troppo chiari!

Questa immagine appartiene a


un giovane che non si riusciva a
classificare bene, un emarginato
della società terribilmente mal-
trattato dai genitori, sballottato
in numerosi asili e collegi, pur
avendo conseguito la licenza
ginnasiale ed essendo molto
intelligente, un triste caso desti-
nato all'assistenza sociale.
Ma questo ragazzo aveva un
grande sogno, il sogno della sua
vita, che mi ha descritto con pre-
cisione in una lunga lettera.
Questo sogno era il suo unico
sostegno che lo aiutava a sop-
portare tutte le angherie, la
miseria, tutta l'arroganza delle
autorità nei confronti di un "caso
sociale''. Per questa grande aspi-
razione prese la licenza ginnasiale frequentando i faticosi corsi serali del cen-
tro per i rifugiati. Alla fine, a diciotto anni, ce l'aveva fatta. Credeva finalmen-
te di poter realizzare il sogno della sua vita e di diventare ballerino.
Modestamente comunicò alle autorità il suo desiderio intimo e volle spiega-
re loro che in questo modo e in questa "professione" poteva dare ai suoi simi-
li tutto ciò che aveva da dare.

780
La risposta fu una potente risata di scherno da parte di quei "tripponi" di
superiori, che gli penetrò nelle ossa facendolo restare incapace di dire una
parola come se fosse stato colpito da una bastonata in testa. Piangendo ama-
ramente il giovane sensibile lasciò l'ufficio. Il sogno della sua vita era stato
infranto! Aveva patito una DHS con conflitto centrale, aveva ricevuto il peg-
gior colpo che potesse mai ricevere. E lo si vede nel cervello quando si spez-
za il sogno di una vita! Un conflitto centrale in sospeso dal quale ora lui è
imprigionato come dentro a una corazza, senza più osare di pensare al sogno
della sua vita.

23.6.4.4.2 Esempio: conflitto centrale per operazione dell'ernia

Le prime tre immagini di TAC cerebrale mostrano il


conflitto paracentrale a destra, in pratica solo scar-
samente risolto, un cosiddetto "conflitto paracentra-
le in sospeso". Questa zona fra gli emisferi riguarda
la sensibilità delle gambe e delle articolazioni. Tale
conflitto paracentrale in due anni ha cambiato
questa bambina. La terapia per molti bambini di
questa età risulta difficile se si segue un approccio
intellettuale-psicologico e facile se si segue un sano
buon senso pratico. Queste immagini appartenenti a una bambina di quattro
anni francese mostrano molto chiaramente un "conflitto centrale in sospeso".
Detto più precisamente si tratta di un conflitto paracentrale a destra. Il centro di
questo conflitto paracentrale si trova nel giro postcentrale sensorio e riguarda in
particolare i centri di relé interemisferici per la gamba sinistra (di più) e per la
destra (di meno) .

781
La DHS si è verificata due anni fa quando la bambina aveva due anni. Fu
operata di un'ernia inguinale a destra e di un' ernia ombelicale. Si fecero
due operazioni e non sappiamo che cosa sia veramente accaduto. Ai geni-
tori non fu permesso di essere presenti. Probabilmente la bambina fu intu-
bata contro il suo volere e nel panico totale. I genitori, che andavano a
vederla, notarono che stava dimagrendo rapidamente. Quando dopo quat-
tro settimane la riportarono a casa dall'ospedale, la bambina era del tutto
cambiata. Non aveva più appetito, si risvegliava di notte con i crampi alle
gambe, non poteva più muovere le ginocchia bene come prima, spesso le
aveva gonfie. Per i medici a quel punto la diagnosi in base ai sintomi fu:
'Mrite da gonococchi", una diagnosi del tutto ignorante che non può esiste-
re. La bambina frequenta l'asilo ma "non è a posto", come si dice. E' ancora
alterata psichicamente, di notte grida per incubi notturni, ha sempre dei cram-
pi alle gambe, probabilmente però ha solo la sensazione delle "gambe addor-
mentate", cioè ha un disturbo della sensibilità delle gambe.
Questo caso per il momento in sostanza non ha nulla a che fare con la costella-
zione schizofrenica. Il conflitto centrale e paracentrale interessa sì i due
emisferi, ma evidentemente altera le oscillazioni cerebrali in modo uguale.
Forse però non proprio nello stesso modo dato che si tratta di un "conflitto
paracentrale". Se la bambina sarà molto fortunata riuscirà a risolvere ques-
to conflitto paracentrale. Se non ce la farà, più tardi verrà intruppata nel
gruppo dei cosiddetti "nevrotici". In ogni caso però c'è sempre il pericolo
che entri in costellazione schizofrenica qualora nell'emisfero sinistro si for-
masse un altro Focolaio di Hamer per una corrispondente DHS. Ho consi-
gliato ai genitori di fare come segue: comprare alla bambina un cane boxer
e permettere che il cane dorma n el suo letto. Spesso accade il miracolo!

23.6.4.5 Le costellazioni schizofreniche sensoriali

E' importante sapere che la motricità e la sensorialità che riguardano l'in-


nervazione restano immodificate per tutta la vita anche rispetto al contenu-
to (relativo a partner o bambino/madre).
Per esempio, la motricità e la sensorialità del lato sinistro del corpo (lato
cerebrale sinistro) nei destrimani sono sempre per il partner, mentre il lato
sinistro del corpo (lato cerebrale destro) è sempre per il bambino o la madre.
Nelle persone mancine è tutto rovesciato.
In presenza di alterazioni ormonali o di un conflitto attivo, come ben sap-
piamo, non si modifica, ad esempio, l'innervazione delle arterie coronarie,
che avviene sempre a partire dalla corteccia periinsulare destra. Bensì il

782
conflitto con programma SBS "salta" sull'altro lato del cervello, non riguar-
dando più a quel punto le arterie coronarie, ma le vene coronarie e il collo
ovvero l'orifizio dell'utero nella donna. Il contenuto conflittuale ovviamen-
te si modifica in modo corrispondente. Ciò viene qui detto solo per aiutare
a ricordare.
Il conflitto sensoriale della pelle e della mucosa, entrambe costituite di epi-
telio pavimentoso, se è innervato dalla corteccia cerebrale, causa sempre
una mancanza di sensibilità e neurodermatite ovvero nel caso della muco-
sa parliamo di ulcerazioni più o meno grandi. La fase di riparazione com-
porta sempre gonfiore rosso vivo, iperestesia (sensibilità elevata al contat-
to) e/o prurito.

Un caso particolare costituisce qui la psoriasi, che quando è unilaterale


viene chiamata neurodermatite. Ma anche la psoriasi riguarda due pro-
grammi SBS che però

1. sono entrambi dallo stesso lato sovrapponendosi e


2. sono in fasi diverse. Un programma SBS è nella fase CA e produce la sfal
datura, l'altro programma SBS è nella fase PCL e costituisce il substra-
to rosso scuro.

Ovviamente esiste anche la psoriasi doppia, cioè sui due lati corporei c'è un
processo in fase CA e uno in fase PCL. I due programmi SBS in fase CA (a
destra e a sinistra) significano però che siamo in presenza di una vera cos-
tellazione schizofrenica sensoriale .
In biologia la sensorialità ha un valore sociale molto alto. A tale riguardo è
per noi "mammiferi" una diretta continuazione della funzione sociale del
vecchio derma (corium) rispetto al processo di allattamento del bambino e
del partner. Se consideriamo la nostra corteccia cerebrale come un'enorme
"disco fisso di computer" constatiamo che la sensorialità occupa una quan-
tità di spazio dieci volte più grande rispetto alla motricità, sebbene essa ci
sembri molto più importante per esempio nella paralisi motoria delle
gambe. Il contenuto dei conflitti sensoriali è correlato all'area in cui il con-
tatto corporeo bambino/madre o partner è stato interrotto. La donna destri-
mane normalmente porta il suo bambino sul braccio sinistro, contro il seno
sinistro, mentre abbraccia il partner con il braccio destro. In un doppio con-
flitto di separazione {per esempio disgregamento di un matrimonio) da figli
e partner o in due conflitti di separazione che si susseguono di figli e part-
ner la madre {persona o animale) è del tutto isolata! Si trova in costellazio-

783
ne schizofrenica. Possiamo valutare quanto ciò sia grave per l'uomo o per l' a-
nimale, oltre che tramite la nostra propria esperienza, dal fatto che questo cen-
tro corticale sensoriale e postsensoriale (per il periostio) occupa uno spazio
così ampio nella nostra corteccia cerebrale. Non accade neppure negli ani-
mali, nel caso di presenza di parecchi cuccioli o di parecchi partner, di non
accorgersi se un piccolo o un partner scompare. Al contrario, come abbia-
mo potuto osservare per la nostra cagna boxer Maja. I miei bambini le ave-
vano nascosto uno dei suoi 12 cuccioli perché volevamo sapere se Maja
sapesse contare. Infatti sapeva farlo, ma non contava con i numeri bensì
con un modello olfattivo che si completava solo quando tutti i cuccioli erano
presenti. Affondava il naso su ciascuno degli 11 cuccioli ancora presenti e
ne aspirava l'odore, uno dopo l'altro. Notò che il modello non era comple-
to, mancava un "pezzo" per completare il quadro. Tornò a contare e ricon-
tare, dieci, venti volte. A quel punto i miei figli non ressero più all'esperi-
mento e restituirono il cucciolo alla madre Maja con molte scuse e due gusto-
se salsicce per compensare l'ingiustizia subita e lei se ne rallegrò molto
come se avesse avuto solo quel cucciolo! Ma cominciò ancora a contare per
constatare soddisfatta al ventesimo controllo che ormai il "modello olfatti-
vo" era completo.
Un esperimento interessante, che ciascuno di voi può eseguire facilmente,
è quello della sensazione soggettiva di freddo nel sonno quando si è soli (e
non si è coperti da un piumino) . Infatti se una persona dorme a contatto con
un bambino o un partner o entrambi, non sente freddo anche se la superfi-
cie di pelle a contatto è molto ridotta.
Credo che il fenomeno della costellazione schizofrenica sensoriale sia rela -
tivamente facile da capire. E' ciò che finora abbiamo chiamato neuroderma-
tite bilaterale in cui il sintomo della sfaldatura della pelle (pelle squamata) si
riconosce bene clinicamente solo dopo un certo tempo. Possiamo anche dire
generalizzando un po' che queste persone sono in costellazione schizofreni-
ca sociale se la sfaldatura è bilaterale. Sono separati da bambino e partner.
Decisamente più difficile è la valutazione clinica di una paralisi della sen-
sibilità del periostio da uno o da entrambi i lati. Queste sono le persone con
i cosiddetti "disturbi di irrorazione sanguigna", che per esempio hanno
sempre i piedi freddi, anche quando indossano delle calze spesse. Il conte-
nuto del conflitto è una separazione brutale. Nella costellazione schizofre-
nica postsensoriale (del periostio) la sensazione sgradevole (il freddo, il
freddo nelle ossa) risulta notevolmente potenziata. Al tempo stesso però c'è
anche uno stato psico-sociale eccezionale: l'interessato è "pazzo"!
Esistono persino dei conflitti di separazione in cui, per esempio, avvertia-

784
mo un figlio già grande all'80% come partner e solo al 20% come figlio. Con
una DHS corrispondente di separazione o di voler essere separati patiamo
nello stesso momento un FH su entrambi i lati cerebrali, cioè con un con-
flitto solo ci troviamo istantaneamente in costellazione schizofrenica.

23.6.4.5.1 Esempio: pseudoschizofrenia (la cosiddetta psicosi organi-


ca) con delirio da astinenza

Febbraio '83
primo delirio da astinenza: un mese di ospedale psichiatrico con diagnosi
sospetta di schizofrenia in base al fatto di "udire delle voci".

Gennaio '86
secondo delirio: dopo ricaduta da stupefacenti per tre anni, di nuovo
ricovero in clinica psichiatrica - "udiva delle voci", di nuovo diagnosi di
"schizofrenia".

Qui si pone una domanda decisiva: perché il paziente, che nel frattempo
non mostra più il minimo segno di psicosi, per la seconda volta patisce i sin-
tomi tipici della psicosi con delirio?
Nei drogati le sostanze tossiche causano una regolare alterazione delle
oscillazioni di base del cervello, per esempio anche di entrambi gli emisfe-
ri. Con questa alterazione regolare dei due emisferi il paziente è sì strano,
ma non psicotico. Non mostra nessuno dei sintomi che si riscontrano nella
schizofrenia, come "udire delle voci" e simili. Una "infornata" di droghe,
cioè delle dosi più forti possono provocare temporaneamente una sintoma-
tica paranoica assai massiccia e portare a una DHS acuta, come ho osser-
vato ripetutamente . Quando poi l'intossicazione da droghe diminuisce,
resta il conflitto della DHS che è quasi autonomo. Ora il paziente ad esem-
pio ha un Focolaio di Hamer attivo in un emisfero. Nell'altro emisfero però
c'è ancora l'alterazione da droghe come in tutto il cervello. Ovvero: un
emisfero ha alterazione da droghe e Focolaio di Hamer, l'altro "solo" l'alte-
razione da droghe. Né l'uno né l'altro sono normali. Ma se un emisfero
fosse normale si avrebbe la condizione per cui il paziente si mette in modo
non conclamato nella direzione della sintomatica psicotica. Quindi fintan-
to che dura l'assunzione di droga nessuno degli emisferi oscilla normal-
mente e il paziente resta psicotico-schizofrenico.

Un processo analogo può verificarsi durante il processo di disintossicazio-


ne da queste droghe: di nuovo le oscillazioni basali delle due metà cerebra-

785
li sono regolarmente alterate. Quindi nessuna delle metà cerebrali è "nor-
male". Se il paziente era drogato da lungo tempo o avvezzo a dosi elevate,
allora con buona certezza si arriva al delirio, a buon diritto molto temuto. In
numerosi dei casi da me osservati questo delirio è quasi forzatamente una
DHS e precisamente un conflitto centrale e con un conflitto di territorio. Il
paziente in pratica si sente cacciato dal suo "paradiso di droga". Qui abbia-
mo proprio un caso così: al primo delirio da astinenza il paziente in prece-
denza aveva assunto eroina e hashish per 16 anni (dall'età di dieci!) con 15
mesi di interruzione in prigione dopo dieci anni di assunzione di droghe
perché doveva scontare una pena a causa di traffico di eroina. Allora la
disassuefazione in prigione venne eseguita con competenza mediante di-
straneurina.
Alla prima disintossicazione volontaria che il paziente, spinto dalla moglie,
tentò di fare da sé, si arrivò al suddetto delirio che diventò una DHS (con-
flitto di territorio). Sentiva delle voci, fu ricoverato in clinica psichiatrica e
lì trattato per presunta schizofrenia. Subito dopo il soggiorno in clinica
durato quattro settimane il paziente diventò recidivo e si drogò per altri tre
anni. Quando sua moglie minacciò di lasciarlo, essendo il suo unico puntello,
il paziente tentò una seconda disassuefazione con l'appoggio della moglie.
Fallì nuovamente e nel gennaio '86 si arrivò al delirio. Il paziente venne di
nuovo ricoverato nella clinica psichiatrica. E poiché "sentiva delle voci" e
manifestava "follia da spersonalizzazione" gli venne rifatta la diagnosi di
schizofrenia. Da allora il paziente non assume più droghe. I sintomi psico-
tici non si sono più presentati. N ella TAC del cervello si vedono i FH in
cicatrizzazione nella zona parietale periinsulare destra (conflitto di territo-
rio e conflitto di rancore nel territorio) possibilmente con frequenti recidive
di breve durata (cosiddetta "astinenza in sospeso"). La percentuale di rica-
duta (98%) presumibilmente è così alta perché il conflitto di dipendenza
spesso ha delle recidive in modo subliminale, per esempio una goccia di
alcool o eroina e "tutto ricomincia da capo ... ".

FH in cicatrizzazione, probabilmente però sempre


attivo per il conflitto di separazione
(entrambe l e gambe) e conflitto di separazione
brutale (periostio di entrambe l e gambe).

786
FH risolto e in via di cicatrizzazione,
centrale nella zona postsensoriale
(organicamente: periostio dopo con-
flitto di separazione a causa del
delirio) .
Freccia a sinistra in alto: conflitto di
separazione brutale del periostio
riguardante la parte destra del corpo,
dunque la madre (a causa del man-
cinismo del paziente).
Freccia a sinistra in basso: conflitto
di perdita, riguardante il testicolo
destro.
Freccia a destra in alto: conflitto di
separazione brutale, riguardante la
parte sinistra del corpo, dunque il
padre.
Freccia centrale a destra: conflitto
del marcare il territorio (costellazione schizofrenica) .
Freccia in basso a destra: conflitto di perdita, riguardante il testicolo sinistro
(padre owero partner). Tutti i conflitti sono attivi!

FH del conflitto di territorio in cica-


trizzazione e FH del conflitto di ran-
core nel territorio. Possibilm ente con
brevi recidive (all'esterno configura-
zione a bersaglio ancora nitida) .

787
23.6.4.5.2 Esempio: caduta dei capelli

Paziente mancino con

- alopecia 219 su capo


- e barba
- conflitto di perdita della faccia.

Nel 1995 a Natale si arrivò


a un pesante litigio con
il padre e la madre del
paziente. In quell'occasio-
ne il padre disse: "Non farti
più vedere qui. Non voglia-
mo vedere mai più la tua
faccia."
Il paziente patì i tre conflitti
sensoriali citati.
Il conflitto di separazione
dal padre causò la caduta di
capelli peli sul lato sinistro
del corpo, mentre quello di
separazione dalla madre ne
causò la caduta sul lato de-
stro del corpo.
Il rapporto con il padre non
venne più ricuperato. Con
la madre andò un po' \
meglio, ma il problema era
che lei stava dalla parte del padre. Con la madre il paziente aveva sempre
avuto un buon rapporto. Gli accarezzava sempre la testa e perciò egli
proiettò il conflitto di separazione su quella zona del capo.

Il paziente era in doppia costellazione schizofrenica sensoriale, come ci


mostrano le seguenti TAC cerebrali.

(219) Alopecia = caduta dei capelli.

788
6.5 .96
I FH nella parte alta del ceivello e
a sinistra riguardanti la crescita
dei capelli (peli del dorso) a sinistra
(separazione dal padre) e a destra
' , (separazione dalla madre) perché
il paziente è mancino.
I capelli sulla testa a partire dalla
fronte in pratica appartengono
già al dorso.

6.5.96
Due FH a destra nella fossa crani-
ca mediana, quello sinistro indica
un conflitto dell'udito (attivo,
orecchio sinistro), riguardante il
padre, dato che il paziente è
mancino. "Non farti mai più
veder qui!", avéva detto il padre.
La freccia laterale indica il FH
(trigemino) per la metà sinistra
della faccia: "Non vogliamo più
vedere la tua faccia!"
Inneivazione dei peli della parte
sinistra della faccia (sopracciglia
a sinistra e barba a sinistra) . Nel
tronco cerebrale (freccia più bassa
a destra) si vede a destra un con-
flitto del profugo attivo, a sinistra
(freccia sinistra) uno cicatrizzato.
Sorprendentemente sinora nessuno ha notato la sintomatica renale; si sarebbe
trovato un grande carcinoma dei tubuli collettori nel rene destro.

789
6.5.96
La zona del trigemino a sinistra per
la parte destra della faccia (riguar-
dante la madre) è fortemente attiva,
perciò si ha caduta dei peli a destra
da sopracciglia e barba.

23.6.4.5.3 Esempio: doppia costellazione schizofrenica sensoriale a


causa della morte della madre

La madre di questa paziente destrimane morì nel novembre 1988. Due mesi
prima la paziente aveva patito una DHS con doppio conflitto di separazio-
ne, quando i medici le dissero che la madre sarebbe morta. La figlia era
molto affezionata alla madre, che per lei era stata al tempo stesso mamma
e miglior amica. Madre all'80% e al 20% miglior amica. Pertanto con ques-
to unico conflitto di separazione e di perdita (che interessò entrambe le
ovaie) entrò immediatamente in costellazione schizofrenica corticale.
Quando la paziente si calmò ed entrò lentamente nella fase di riparazione ,
si verificarono di conseguenza nello stesso momento le crisi epilettoidi e
l'assenza bilaterale per i due conflitti sensoriali, perché si trattava sempre
della stessa persona, cioè della madre.
Dato che la paziente era stata in costellazione schizofrenica sensoriale, l'as-
senza internamente a questa crisi epilettoide (culmine attivo dentro la fase
PCL) fu di tipo particolarmente lungo. Per il medico provetto ciò non costi-
tuisce nessun pericolo, per quanto drammatico il caso sembri agli inesper-
ti, perché nessun centro vitale viene coinvolto.
Si può quindi attendere tranquillamente la fine dell'assenza (tempo di
incoscienza), come appunto accadde anche in questo caso.

790
Stesso caso, strato più alto. Sono colpiti i centri corticali sensoriale e postsenso-
riale.

23.6.4.6 Le costellazioni schizofreniche della corteccia cerebrale


proprie dell'ambito del territorio

Definizione:
per ambito del territorio intendiamo i relè situati intorno alla cosiddetta
insula a destra e a sinistra negli emisferi e precisamente a destra dei relé
bronchiali motori e sensoriali fronto-temporale fino al relè sensoriale della
vescica occipito-temporale, come pure a sinistra del relè sensoriale e moto-
rio della laringe fronto-temporale fino al relè sensoriale della vescica occi-
pito-temporale, nonché facoltativamente i due relè dell'udito nella fossa
cranica mediana temporale.

Il territorio di volta in volta corrisponde al territorio che un individuo mas-


chile (uomo o animale) difende dagli intrusi esterni, mentre l'individuo
femminile praticamente occupa con la sua presenza tutto il territorio all'in-
terno! In questo senso l'uomo destrimane e la donna mancina reagiscono ,
nel caso di conflitti di territorio, con un Focolaio di Hamer nella zona cere-
brale periinsulare destra, mentre l'uomo mancino e la donna destrimane
con corrispondenti conflitti biologici di territorio reagiscono nella zona cor-
ticale periinsulare sinistra.

791
I relativi organi del corpo sono:
Corteccia cerebrale p eriinsulare sinistra Corteccia cerebrale periinsulare destra
da frontale a occipitale (vedi tabella da frontale a occipitale (vedi tabella)"
"Psiche - Cervello - Organo")

(LH =mancino (Left Hand), RH =destrimane (Right Hand), M =uomo, F =donna)

Muscolatura M LH: conflitto di Muscolatura M RH: conflitto di


laringea; minaccia nel bronchiale; minaccia nel
mucosa laringea territorio mucosa territorio
F RH: conflitto di bronchiale F LH: conflitto di
spavento improvviso spavento improvviso

Vene coronarie M LH: conflitto di Arterie coronarie M RH: conflitto di


territorio (Mucosa ad territorio
F RH: conflitto di epitelio F LH: conflitto di
frustrazione sessuale pavimentoso) frustrazione sessuale
Orecchio interno M LH: conflitto Orecchio interno M RH: conflitto
destro uditivo di territorio sinistro uditivo di territorio
F RH: conflitto udi- F LH: conflitto
tivo di frustrazione uditivo di frustrazio-
sessuale ne sessuale
Ulcera gastrica M RH : conflitto di
Orifizio e collo F RH: conflitto di rancore nel territorio,
dell'utero frustrazione doversi sottomettere
sessuale F LH : conflitto di
identità
Mucosa vaginale F RH : conflitto di
separazione Ulcera del M RH: conflitto di
sessuale duodeno rancore nel territorio,
doversi sottomettere
F LH: conflitto di
Mucosa rettale M LH: conflitto di identità
rancore nel territorio
F RH : conflitto di Ulcera delle vie M RH: conflitto di
identità biliari e del rancore nel territorio,
coledoco "mi si sottrae qualco-
sa ingiustamente "
Mucosa vescicale M LH: conflitto del F LH: conflitto di
marcare il territorio identità
verso l'esterno
Ulcera dei dotti M RH : conflitto di
F RH: conflitto del
pancreatici rancore nel territorio,
marcare il territorio
"mi si toglie una
dall'interno
cosa sperata ingius-
tamente"
F LH : conflitto di
identità

792
Il conflitto uditivo è solo facoltativamente un conflitto di territorio. Può
anche essere un conflitto uditivo di madre (padre)/bambino o del partner.
Lui/lei sente dire qualcosa riguardo al bambino oppure al partner che non
può credere.

Poiché le zone del territorio hanno a che fare con i conflitti di territorio,
rivolti verso l'esterno per i maschi e verso l'interno per le femmine, ovvia-
mente hanno anche qualcosa o molto a che vedere con gli ormoni.
Tanto l'uomo quanto la donna producono ormoni sia maschili sia femmini-
li, dove l'ormone della gravidanza (progesterone) viene considerato più
"maschile".
Se il tasso ormonale si modifica, ovvero la risultante delle proporzioni
ormonali, l'identità biologica può invertirsi o alterarsi, per esempio nel cli-
materio, per assunzione di ormoni, con la gravidanza e l'allattamento o
anche a causa di cisti ovariche o testicolari indurite o per un conflitto bio-
logico che in pratica "chiude" biologicamente la parte cerebrale interessa-
ta. Ciò accade anche con l'assunzione della pillola anticoncezionale (=
ingestione di ormoni).

23.6.4.6.1 Combinazioni possibili

In linea generale ciascun conflitto della zona del territorio, ovvero ogni FH
di un emisfero cerebrale con ciascun FH corticale dell'altro emisfero, può
formare una costellazione schizofrenica. Ho sperimentato che, se osservia-
mo le costellazioni non speculari, prevale anche la maniera di "sentire" in
relazione al conflitto più forte in tali costellazioni. Ma qui si deve certo fare
ancora molto lavoro approfondito perché sinora abbiamo potuto studiare
troppo pochi casi rispetto a questa questione. Potrebbero quindi venirne
fuori altre sorprese.
Analogamente dobbiamo esaminare con attenzione che cosa accade con
più di due conflitti della corteccia cerebrale in costellazione schizofrenica,
se abbia un ruolo l'ordine di manifestazione o piuttosto il "risultato finale"
della costellazione.
Inoltre dobbiamo adesso indagare sistematicamente non solo come gli
ormoni influiscano o persino determinino i conflitti della zona del territorio
ovvero la loro formazione, bensì anche come i conflitti e una costellazione
a loro volta modifichino gli ormoni.
In merito alla verifica di questi argomenti saprei senz'altro assegnare una
serie di 300 tesi di dottorato.

793
In linea di principio credo che l'interpretazione di una simile raccolta spe-
rimentale nell'attuale epoca del computer non presenti nessun problema
sostanziale. E' una pura questione di diligenza, una volta che sappiamo
come stanno le cose fondamentalmente, come appunto accade ora.
Soprattutto è un compito magnifico mettere insieme i dettagli, perché die-
tro a ciascun dettaglio c'è una vita umana, per noi sacra, con tutte le sue
pene e necessità, gioia e riconoscenza se riusciamo a darle un aiuto .

23.6.4.6 .1.1 Un esempio tipico

Sintomi su tutti i tre livelli:

tutti i casi hanno dei sintomi sui tre


livelli (psiche-cervello-organo).
E' quanto si può forse verificare in
modo particolarmente facile nel
caso seguente. In questa donna
destrimane di 31 anni tutto andò
nor-malmente fino al dodicesimo
anno d'età. Da sei mesi era arriva-
ta al momento del suo ciclo.

Per gentile concessione della


paziente posso stampare questa
immagine e le successive. A
de stra vediamo la graziosa
paziente dodicenne in piscina.

A 12 anni era accaduto qualcosa


che a questa sensibilissima ragaz-
za non avrebbe dovuto succedere :
il padre, che la batteva spesso, ma
che lei ciò nonostante rispettava e
amava affettuosamente, aveva sco-
perto che la ragazza aveva un amichetto. Si erano scambiati dei baci e ave-
vano anche fatto un po' di petting senza però dormire insieme.
Un giorno in cui la madre era assente e la paziente si trovava già svestita
sotto la coperta nel suo letto per dormire, il padre entrò nella stanza, si
sedette dietro il suo letto e disse che ora doveva farle vedere lui "tutto" e

794
con queste parole tirò indietro la coperta dal letto così che lei si trovò nuda
davanti a lui.
La ragazza rimase irrigidita dallo spavento, incapace di dire una parola o
fare un gesto. Capì subito che cosa "ciò" significava, cioè che il padre vole-
va violentarla.
A causa di questo irrigidimento il padre irritato si ritirò senza avere conclu-
so niente. Ma non fu come se "non fosse accaduto nulla" . Infatti "era acca-
duto tutto", almeno nell'animo della ragazza.

In quell'istante la paziente patì parecchi conflitti:


1. un conflitto sessuale, con perdita del ciclo che non ha più avuto fino ad
oggi, a quasi vent'anni, come infatti doveva succedere per non morire,
altrimenti, di un'embolia polmonare.
2. Un conflitto del talamo a sinistra cerebralmente come segno di un terri
bile crollo della personalità. Da quel momento in poi il suo rapporto con
il padre era distrutto.
Gran parte della sua giovane personalità venne distrutta irreparabil-
mente in un singolo istante.
3. Un conflitto di paura con ribrezzo per quello che il padre aveva in mente
di fare con lei, corrispondente a livello organico a una ipoglicemia
(carenza di glucagone). Anche questo conflitto fu attivo perlomeno fino
al 1996.
4. Un conflitto di perdita con necrosi dell'ovaio sinistro, perché lei consi
derava il padre, che adorava, appunto come un padre e non come un
partner (in tal caso sarebbe stato interessato l'ovaio destro).
5. Un conflitto ancora attivo di paura nella nuca del brigante (padre), riguar-
dante entrambi i corpi vitrei, che lei avvertiva per 2/3 padre e per 1/3
partner. La paziente aveva sempre paura che il padre potesse mettere in
atto la sua intenzione.

All'età di 16 anni questa sensibile paziente subì il secondo colpo: venne


costretta a lasciare la scuola e a fare un tirocinio, sebbene sarebbe rimasta
ancora volentieri nella scuola per altri due anni. Patì allora:
1. un conflitto di territorio; ora reagì "maschilmente" perché il lato cerebra-
le sinistro era "chiuso" a causa del conflitto sessuale attivo come lo è
ancora oggi. Da quel momento ebbe, e ha, delle depressioni con brevi
interruzioni.
Detto più precisamente da allora si trova in modo maniaco-depressivo in
costellazione schizofrenica della corteccia cerebrale, cioè nella cosiddet-

795
ta costellazione post-mortale. Pensa molto spesso a cose che potranno
succedere dopo la sua morte.
2. Un conflitto dell'opporre resistenza. Era stata costretta a fare ciò che non
voleva. Da allora ebbe un grave diabete con valori sanguigni dello zuc-
chero elevati (300 mg e oltre), da allora fa delle iniezioni di insulina.
Sempre quando ritorna sul "binario", per esempio quando deve fare
qualcosa che non desidera, il "diabete intermittente" salta a valori di gli-
cemia compresi fra 400 e 500 mg %. Ormai ha questo diabete da 15
anni.
3. Un conflitto del profugo. Si sentì esclusa dalla scuola nella quale si era
trovata bene, come una profuga.
Anche questo conflitto restò attivo da allora, perché anch'esso ogni volta
"reagisce" con il binario, cioè rimane attivo. Ciò significa che la pazien-
te ha un carcinoma dei tubuli collettori sul rene sinistro che, come lei
racconta, si era risolto temporaneamente del tutto o in parte fra il dicias-
settesimo e il diciottesimo anno di vita. Allora per mesi ebbe sudore not-
turno e temperature subfebbrili, forte stanchezza e albumina nell'urina.
In seguito però il conflitto tornò ad essere attivo, forse con brevi interru-
zioni, fino ad oggi, perché ricadeva sempre nel medesimo binario di
dover fare qualcosa che non voleva fare. Quindi subito reagisce sempre
anche il "binario del profugo".

I sintomi esterni di questo conflitto del profugo sono che da quando ha 16


anni, dunque subito dopo il secondo conflitto, è ingrassata. Ciò è stato erro-
neamente attribuito al diabete, perché la sua corpulenza non è grasso ma
accumulo di acqua.
Tipicamente, beve 3 litri di acqua al giorno e anche di più ma elimina rela-
tivamente poca urina (da circa 500 a un massimo di 1000 ml al giorno) e
suda il resto del liquido in eccesso. In tal modo è costantemente umida e
sudata. Inoltre da allora è la "Baby".
A 16 anni fu ricoverata in ospedale a causa del diabete per 5 settimane sot-
topeso e ne uscì sovrappeso, pompata d'acqua. Allora infatti come unica
"paziente senza cancro" fra "malati di cancro", come lei stessa dice, patì il
secondo conflitto del profugo (rene destro). Da allora ha dei problemi nell'o-
rientarsi (disorientamento).
Però lei non è la "Baby" solo a causa della ritenzione idrica, ma anche per-
ché dal sedicesimo anno di età non ha più continuato a svilupparsi. E'
rimasta sedicenne con una faccia da teen -ager.

796
Di fianco la paziente di 31 anni con una
faccia da ragazzina che è tipica di
questa costellazione conflittuale. Si
vedono chiaramente i sacchi lacrimali
come segno del programma di ritenzio-
ne idrica (conflitto di esistenza ovvero
del profugo) . [;accumulo d'acqua gene-
ralizzato fa sembrare grassa la paziente
che invece non lo è. Fino al secondo
conflitto era ancora del tutto snella.

Riassumendo ciò significa che contemporaneamente al secondo conflitto a


sedici anni la paziente era:
1. in costellazione schizofrenica corticale,
2. lo sviluppo si era bloccato,
3. così che contemporaneamente al secondo choc conflittuale patì anche un
conflitto del profugo e nel reparto oncologico ancora un altro conflitto
nei tubuli collettori del rene destro (con costellazione schizofrenica del
tronco cerebrale e disorientamento), ingrassando per ritenzione idrica
nei tessuti! Da allora tutti le dicono "Baby".

TAC cerebrale del 28.11.96


Freccia a sinistra in alto : FH attivo nel relè delle cellule insulari alfa : conflitto di
ipoglicemia ovvero conflitto di paura con ribrezzo
quando il padre voleva violentarla a 12 anni.
Seconda freccia a sinistra in alto: FH per il con-
flitto di spavento improvviso, insieme con la frec-
cia a sinistra in mezzo che indica il FH per il con-
flitto di frustrazione sessuale attivo da 19 anni.
Frecce sottili a sinistra e a destra in basso: FH per
i relè delle ovaia. Entrambi i FH sono attivi, ciò
significa: necrosi delle ovaia, in particolare di
quello sinistro.
Frecce larghe a sinistra e a destra in basso: FH
per il conflitto centrale per entrambi i corpi vitrei .
La paziente avvertì il padre al tempo stesso come
"padre brigante" ma anche come partner che
voleva violentarla.

797
TAC dell'addome del 17.9.99
Sono chiaramente visibili i FH dell'or-
gano con carcinoma dei tubuli colletto-
ri di entrambi i reni (frecce) .

In questa immagine del 28.11.96 si


può vedere particolarmente bene la
configurazione a bersaglio del conflitto
del profugo attivo, riguardante i tubuli
collettori del rene sinistro
(freccia sinistra).
Freccia destra: grande conflitto uditivo,
che ha colpito insieme con il conflitto
di territorio a destra quando a 16 anni
venne tolta dalla scuola contro la sua
volontà.

18.6.99
Freccia esterna a sinistra: conflitto udi-
tivo (attivo), insorto insieme con il con-
flitto sessuale a 12 anni. Lei "non cre-
deva alle sue orecchie" quando il
padre le tolse la coperta e le disse
che doveva farle vedere lui tutto.
Freccia esterna destra: conflitto uditivo
attivo perché a 16 anni dovette lasciare
la scuola: "Non può essere vero!"

798
Le tre frecce centrali indicano i FH per metà attivi e per metà risolti dei tubuli
collettori dei reni destro e sinistro, corrispondenti a conflitti del profugo e insorti
insieme con il conflitto di frustrazione sessuale e il conflitto di territorio.
I conflitti del profugo non sono costantemente attivi, bensì "attivi con frequenti
recidive" e con soluzioni intermittenti.

18.6.99
In questo strato si ha
l 'impressione che i due
conflitti del profugo siano
prevalentemente in soluzione,
a sinistra quasi certamente, a
destra probabilmente (a destra
non è del tutto sicuro perché si
vedono ancora gli anelli del
bersaglio).

8.9.98
Questa TAC risulta molto signi-
ficativa per l'esperto. Si tratta
di una TAC renale con mezzo
di contrasto. Vediamo che i
tubuli collettori (vicini al baci-
no renale contornati da tratti
rossi) non assorbono mezzo di
contrasto. Sono irregolari, in
parte necrotizzati (per la TBC!)
e demoliti. Sebbene tutto il
parenchima renale sia intatto,
e dunque assorba mezzo di
contrasto, sembra che ad eliminare sia solo uno dei calici renali. Il resto del baci-
no renale è senza mezzo di contrasto. Lo si vede bene a sinistra, ma anche a de-
stra. Ciò corrisponde esattamente alla mia idea di conflitti leggeri che si ripeto-
no cronicamente essendo un momento attivi e un momento in soluzione, cioè a
volte un rene è in soluzione, a volte forse anche tutti e due per breve tempo, mai
a lungo. Nella fase di riparazione le piccole porzioni tumorali sono demolite per
caseificazione. Dopo molti anni ne risulta un bacino renale afflosciato.

799
8.9.99
In questo strato di TAC si vede pure molto chiaramente che il rene destro ha del
tessuto tumorale dei tubuli collettori per metà necrotizzato (stato dopo TBC!}
Le due frecce in alto indicano una "corazza d'acqua", cioè ciò che nelle persone
normali è la parete addominale o il grasso della pancia, qui è quasi esclusiva-
mente acqua, ovvero liquido tissutale (in nero nella TAC). !;enorme accumulo di
acqua di circa 40 kg qui concerne esclusivamente i tessuti dell'ipoderma!

Il grande dubbio che subito si solleva è: forse molte più persone di quante
abbiamo sinora pensato hanno una simile "corazza d'acqua" invece del
grasso? E molti con la "pancia da birra" forse hanno un'epatite cronica con
conflitto del profugo attivo? Disponiamo ora di criteri affatto nuovi che evi-
dentemente erano già stati intuiti con la cosiddetta "Lipodiagnostica".

800
Freccia destra nell'immagine a sini-
stra : FH in conflitto attivo da 15 anni
nel r el è delle cellule insulari beta,
corrispondente a livello organico a
un diabete .

Freccia sinistra in alto: FH per il


conflitto del talamo attivo.
Freccia sinistra in basso: FH per il
conflitto uditivo attivo per il partner
(padre) . Non aveva creduto alle sue
orecchie.

Freccia: FH per il grande conflitto


del profugo, presumibilmente attivo,
corrispondente a un carcinoma dei
tubuli collettori del rene sinistro. Il
conflitto era insorto quando la pa-
zi ente a 16 anni era stata tolta dalla
scuola contro la sua volontà . Mentre
prima era snella, da allora diventò
molle e gonfia. (Ritenzione idrica, non
grasso!) Si diede la colpa al diabete
ma nonostante l'assunzione di insuli-
na la situazione non cambiò più .

801
Freccia destra: FH per il grande con-
flitto di territÒrio nella cosiddetta insu-
la, attivo da 15 anni, da quando la
paziente aveva 16 anni. Da allora
dolori cardiaci, depressioni con
tendenza maniaco-depressiva.

Freccia a sinistra centrale: in questa


immagine si riconosce particolarmente
• bene il conflitto sessuale attivo con
nitidi ane11i concentrici.
Freccia destra: FH attivo per l'ovaio
sinistro (necrosi ovarica) corrispondente
a un conflitto di perdita per il padre.
Freccia in basso a sinistra: piccolo FH
per una necrosi dell'ovaio dal lato de-
stro corrispondente a un secondo conflit-
to di perdita del partner(?) (padre?) .

802
TAC 18.6.99
In questa immagine si vede bene il
FH per il conflitto di territorio attivo.
Tuttavia il corno anteriore del ventri-
colo destro un po' compresso ci rivela
che qui antecedentemente era già
stata raggiunta una soluzione.
Ora però c'è di nuovo attività.

TAC cerebrali del 18.6.99


Freccia in alto a destra: FH per un
conflitto del mordere, del non poter o
dover mordere, probabilmente insorto
con il FH situato dorsalmente (freccia
in basso a destra) per il conflitto
dell'opporre resistenza. La ragazza
patì entrambi i conflitti con il secondo
choc quando contro il suo desiderio fu
tolta dalla scuola . Da allora c'è stata
attività conflittuale. La paziente ha
dei denti molto rovinati.

803
TAC del 18.6.99
Freccia: FH per un conflitto di spavento
improvviso molto ben visiòile, attivo da
19 anni (allora lei aveva 12 anni).

TAC del 18.6.99


Freccia a destra in alto: FH per il conflit-
to di minaccia nel territorio e di territo-
rio, entrambi in attività da 15 anni.
Seconda freccia dall'alto a destra: FH
1 per il conflitto di paura nella nuca a
causa di un brigante (padre) e di una
cosa.
Ultima freccia in basso a destra: FH per
il conflitto di paura contemporaneamen-
te di un brigante/persona minacciosa da
1 dietro (padre) e di una cosa. Freccia in
alto a sinistra: FH per il conflitto di fru-
strazione sessuale attivo.
Seconda freccia da sinistra in alto: FH
per il conflitto del talamo.
Terza freccia da sinistra f.n alto: FH per
.. . il conflitto femminile del marcare il terri-
torio, attivo, riguardante la metà destra

804
della vescica. Ultima freccia in basso a sinistra: FH per la paura contemporanea
di un brigante/persona minacciosa nella nuca riguardante il corpo vitreo destro
( = glaucoma) e una cosa che minaccia da dietro. Il conflitto deve essersi già
risolto una volta in precedenza (allontanamento spaziale), ma ora è di nuovo
attivo.

TAC del 18.6.99


Freccia in alto a destra: caverna del
corpo vitreo indicante che il conflitto si
era già quasi risolto una volta in prece-
denza.
Seconda freccia da destra : distacco della
retina che pure indica una soluzione
perlomeno temporanea.
Freccia in basso: FH attivo nella retina.

TAC del 18.6.99


Freccia: FH attivo nel relè del diabete .

805
TAC del 18.6.99
Freccia a sinistra in alto: FH per il
conflitto di spavento improwjso .
Seconda freccia a sinistra: FH attivo per
il conflitto di frustrazione sessuale.
Freccia più in basso a sinistra: FH nella
retina sinistra per metà in fase PCL
(paura di una cosa) .
Freccia a destra: FH per il · conflitto del
marcare il territorio attivo, che sembra
essere stato già più volte in soluzione e
continua ad avere delle recidive; proba-
bilmente il conflitto è insorto con la
seconda esperienza conflittuale a 16
anni.

TAC del 18.6.99


Freccia a sinistra: FH con gli anelli con-
centrici per il conflitto di paura con
ribrezzo (a 12 anni), attivo.
Freccia a destra in alto: FH nel centro
corticale motorio per la mano sinistra,
attivo; conflitto: voleva respingere il
padre. La paziente ha una paralisi par-
ziale del muscolo estensore del braccio
sinistro.
Freccia in basso a destra: FH per il con-
flitto centrale di separazione dal padre
(dal dodicesimo anno di vita). Awerte il
padre come partner e come pndre. Dopo
il fatto il rapporto col padre si è rotto, fino
ad oggi, sebbene la pazjente in prece-
denza abbia molto amato e adorato il padre, nonostante che lui la percuotesse
spesso.

806
Il presente caso è inquietante non solo a causa della sua drammaticità e tra-
gicità, bensì soprattutto perché ci permette di imparare molte cose. E' ovvio
che il rispetto per la sorte personale di ogni singolo individuo è una questione
importante. Ma è altrettanto significativo imparare dal decorso e dagli
aspetti medici di tali destini, come possiamo fare qui in particolare. In questo
caso disponiamo fortuitamente di due serie di TAC cerebrali degli anni
1996 e 1999. La paziente, che aveva lavorato nel settore medico, sapeva
fare delle affermazioni chiare e capiva bene anche la Nuova Medicina
Germanica. Così abbiamo molti punti sui tre livelli (pslche-cervello-orga-
no) che devono corrispondere. Poiché la Nuova M edicina Germanica è una
scienza con 5 leggi naturali senza ipotesi, possiamo rispondere da noi stes-
si a molti interrogativi che si pongono.
Quando u::ia ragazza destrimane di dodici anni, che già da sei mesi è
regolarmente mestruata, improvvisamente non ha più il ciclo, allora si
può dedur::.-e quasi con certezza, senza eseguire TAC cerebrali e senza
interrogarla, che deve avere patito un conflitto sessuale. Si tratta appun-
to di quanto è accaduto qui. Basta che un padre tolga via la coperta da
sua figlia un'unica volta con pretese evidenti per rendere infelice una
giovane per tutta la vita e letteralmente per castrarla! Certo questa
ragazza oltre al conflitto di paura con ribrezzo con ipoglicemia e al con-
flitto del talamo, di cui perlomeno il secondo è ancora attivo, aveva
anche un conflitto di perdita con necrosi dell'ovaio sinistro (incrociato).
Ma normalmente una giovane donna con necrosi ovarica unilaterale
non perde subito il ciclo. Dall'età di vent'anni lei faceva una visita gine-
cologica ogni anno. Sempre (per 11 volte!) fu accertato un carcinoma del
collo, sempre si consigliò un'operazione totale, ogni volta rifiutata dalla
paziente perché conosceva la Nuova Medicina Germanica.
Quando sappiamo che la paziente a dodici anni dopo sei mesi di rego-
lari mestruazioni all'improvviso ha perso il suo ciclo e quattro anni dopo
si ammala di diabete e angina pectoris, in base alle leggi della Nuova
Medicina sappiamo anche che la paziente deve essere stata maniaco-
depressiva, come è ancora oggi. Vediamo dunque che a partire da sinto-
mi puramente corporei siamo in ~rado di fare una "diagnosi psichiatri-
ca" nel vecchio senso che sarebbe stata persino corretta. Ma è fin trop-
po chiaro che non esiste più nessuna "psico-iatria". I sintomi psichici,
cerebrali e organici devono corrispondere regolarmente fra loro. In
questo caso del resto abbiamo ricevuto le due TAC cerebrali solo in
seguito. Ciò nonostante sapevamo già (quasi) tutto anche senza tali TAC
cerebrali che sono servite solo da conferma. Ovviamente ciò significa

807
anche che nell'ambito del programma SBS non esiste nessun sintomo
organico senza il corrispondente psichico.

Il successivo svolgimento della sua vita e dei diversi programmi SBS è tra-
gico. Dalla seconda serie di conflitti che aveva colpito la paziente sedicen-
ne quando era stata tolta dalla scuola contro il suo espresso desiderio, i con-
flitti non si sono sostanzialmente modificati. Poiché ricade di continuo sul
"binario", in pratica tutti i conflitti restano "attivi in sospeso". Dunque da
15 anni si trova in costellazione schizofrenica post-mortale (tipo della cor-
teccia cerebrale). Le fasi maniacali e depressive si alternano a seconda di
quale lato cerebrale sia toccato dal conflitto. La "vita sessuale" di questa
giovane donna perciò è insolita: per lei la regola è la paranormalità. Più
precisamente la paziente ha una doppia e tripla costellazione corticale schi-
zofrenica. Cominciamo ad esaminare la costellazione del centro della glice-
mia:
La paziente come primo conflitto insieme con il conflitto di frustrazione
sessuale, del talamo e di perdita ebbe un conflitto di paura con ribrezzo
con ipoglicemia (cellule insulari alfa del pancreas) a 12 anni quando suo
padre con indubbia intenzione le strappò la coperta del letto sotto la
quale lei giaceva nuda. Questo conflitto di paura con ribrezzo è attivo
ancora oggi, causa l'ipoglicemia quando lei prova ribrezzo di qualcosa,
in particolare nelle questioni legate al sesso. Perciò dorme solo con delle
donne o possibilmente degli uomini deboli che fanno esattamente ciò
che vuole lei.
Con il secondo conflitto a 16 anni quando venne tolta dalla scuola con-
tro il suo volere, patì oltre al conflitto di territorio, per il quale entrò nella
costellazione schizofrenica post-mortale maniaco-depressiva, un conflit-
to dell'opporre resistenza con, a livello organico, un diabete (cellule
insulari beta del pancreas). Poiché il conflitto di paura/ribrezzo con ipo-
glicemia e il conflitto dell'opporre resistenza sono entrambi dei conflitti
corticali e sono entrambi attivi nella paziente, quest'ultima già solo per
questo è in una costellazione schizofrenica corticale.
In passato dato che non sapevamo spiegare perché un c_iabetico fosse
d'improvviso ipoglicemico senza cause apparenti parlavamo di "diabete
latente". Le ragioni vere, come vedremo, sono due conflitti di cui qui
appunto prevale perlopiù quello cerebrale destro.
Consideriamo ancora una costellazione schizofrenica corticale: la paziente
ha bisogno di occhiali per entrambi gli occhi, sia per i due corpi vitrei sia
per le due rispettive metà della retina.

808
Il FH per i due corpi vitrei è un conflitto centrale che sembra vecchio e
potrebbe essere attribuito al primo complesso di conflitti (quando venne
tirata via la coperta). In quel momento la paziente avvertì il padre molto
amato cor_temporaneamente come genitore (corpo vitreo sinistro) e come
partner che voleva dormire con lei (corpo vitreo destro). Da allora non solo
vede male ma sembra anche che uno dei conflitti della retina (paura nella
nuca per una cosa, FH a sinistra cerebralmente) dipenda dal fatto che da
allora lei si trova anche in un' altra costellazione corticale schizofrenica, una
cosiddetta mania di persecuzione. Tuttavia ogni FH corticale attivo di un
emisfero con ogni altro FH corticale attivo dell'altro emisfero costituisce
una possibilità di costellazione schizofrenica. Dobbiamo ammettere onesta-
mente che sappiamo ancora troppo poco riguardo queste possibilità di com-
binazioni multiple, che poi devono anche avere tutte, singolarmente o
insieme, un sovrasenso biologico. Dobbiamo ancora studiare molto prima di
poter classificare e capire tali possibilità di combinazione. Questo caso però
si rivela particolarmente adatto perché quasi tutti i conflitti sono attivi da 15
o 19 anni. Dato che il conflitto dell'opporre resistenza ("dover sopportare
qualcosa contro la propria volontà") è ancora attivo come prima ed è un
binario, la paziente dorme con altre donne o eventualmente con uomini
deboli solo quando tutto avviene come vuole lei. Se qualcosa non si svolge
secondo il suo volere, subito i valori della glicemia aumentano.
A 23 anni la paziente si sposò, senza avere il ciclo, con un uomo separato
che dopo alcuni anni espresse il desiderio e lo realizzò di farsi operare per
diventare donna. Due anni fa la paziente si è separata perché sua "moglie",
con cui peralto continua a intendersi bene, ha sviluppato un interesse esa-
gerato per i travestiti. Per questo motivo è tornata di nuovo sul binario di
dover fare o di dover lasciare accadere qualcosa che lei non voleva. E ciò
ovviamente non le andava bene.
Risulta addirittura commovente che questa paziente da 12 anni prenda la
pillola per avere così il ciclo "come le altre donne". Ovviamente non si trat-
ta di una mestruazione, bensì di una emorragia provocata artificialmente
senza ovulazione. Delle stupidaggini insensate, contrarie alla biologia,
diventano la norma!

23.6.4.6.2 Il "saltare" dei conflitti da un emisfero all'altro

Se una donna destrimane di 45-50 anni dopo 30-35 anni della fase di matu-
rità sessuale (escluso il periodo di gravidanza e di allattamento) arriva alla
menopausa, può (ma non deve per forza!) reagire maschilmente da quel

809
momento. Modifica oltre al modo di avvertire le cose anche il lato cerebra-
le. In precedenza, per esempio, se è destrimane aveva reagito sul lato cere-
brale sinistro, mentre ora reagisce sul lato cerebrale destro. Nella donna
mancina avviene il contrario con la menopausa.
Non può cambiare il lato di appartenenza madre/bambino o donna/partner
e neppure, ovviamente, ci sono modificazioni nel fatto che la motricità e la
sensorialità del lato corporeo sinistro dipendono dal lato destro della cortec-
cia cerebrale e la· motricità e sensorialità degli organi innervati dalla cortec-
cia cerebrale del lato destro del corpo dipendono dalla corteccia cerebrale
sinistra.
Si modifica la sensibilità e quindi anche la maniera di sentire i conflitti e la
correlazione dei conflitti. Ora la donna post-climaterica avverte un conflit-
to sessuale come conflitto di territorio: "Mi è sfuggito il partner dal territo-
rio". In passato poteva sentire in modo analogo già dopo un precedente con-
flitto sessuale. Diciamo allora che "il lato sinistro era chiuso". Con un con-
flitto sessuale erano scomparsi subito l'ovulazione e il ciclo (destrimane!).
D'altra parte una donna in menopausa può avere di nuovo il ciclo mestrua-
le a causa di un conflitto di territorio sul lato cerebrale destro, se è destri-
mane, infatti ora è la metà cerebrale destra ad essere chiusa o, se ha già un
conflitto di frustrazione sessuale, è anche chiusa.
In particolare una donna giovane, che aveva perso il ciclo a causa di un
conflitto sessuale, può di nuovo riaverlo se

1. riesce a risolvere il conflitto sessuale oppure


2. se patisce un altro conflitto sul lato cerebrale destro, cioè un conflitto
nell'ambito del territorio e quindi entra in costellazione schizofrenica.

La costellazione schizofrenica nell'ambito del territorio ha dunque un senso


biologico! Inoltre gli interessati durante la costellazione non formano nes-
suna massa conflittuale! Non siamo in grado di valutare abbastanza questo
fatto che va tenuto presente in tutte le nostre considerazioni diagnostiche.
La costellazione schizofrenica quindi è anche una protezione!
(Vedi anche il saltare dei conflitti nell'ambito del territorio nell'esempio
della bulimia 220).

(220) Bulimia = appetito eccessivo e insaziabile.

810
23.6.4. 7 La costellazione schizofrenica di paura frontale

HH nel relè del dotto HH nel relè del dotto


d'uscita della tiroide dell'arco branchiale

© Dr. med. Mag. theol. Ryke Geerd Hamer

Nello schema sopra vediamo i relè pertinenti alla costellazione schizofreni-


ca frontale. I sintomi psichici di una tale costellazione sono:

estrema apprensione owero paura continua per il futuro

23.6.4. 7.1 Esempio: la mucca preferita

A questa giovane paziente fu diagnosticato un "tumore cerebrale". La DHS


era avvenuta all'età di 6 o 7 anni. I genitori della ragazza possedevano una
fattoria e la paziente aveva una giovane mucca sua preferita cui si era molto
affezionata sin da quando era un vitellino. Quando andava nella stalla
accarezzava sempre e parlava con la sua mucca che era molto docile e
buona e si era abituata a lei.
Un giorno i suoi genitori decisero di far macellare proprio quella mucca. In
quegli ambienti di solito nessuno si preoccupa affatto dei sentimenti dei
bambini. Gli animali per tali persone sono oggetti che si possono o si devo-
no trattare come si vuole.
La figlia patì innanzitutto un conflitto di impotenza sul lato sinistro del cer-
vello, dato che era destrimane. Contemporaneamente patì un conflitto di
spavento improvviso e uno di paura con ribrezzo, perché si immaginò che
la sua amatissima mucca sarebbe stata macellata. Pianse e gridò senza
ritegno per impedire l'uccisione della mucca, ma non servì a nulla.

811
I genitori rimasero crudelmente insensibili e la rinchiusero nella sua stanza.
Quando dovette vedere dalla finestra la mucca che veniva caricata sul fur-
gone del macellaio e il suo destino era ormai segnato, patì un secondo con-
flitto che oggi, dopo vent'anni, ci è ancora possibile ricostruire abbastanza
precisamente, come conferma anche la paziente stessa, cioè un conflitto di
paura frontale. In quella mezz'ora la paziente entrò in costellazione schizo-
frenica . Patì due conflitti di impotenza simili a paura frontale , un conflitto
di spavento improvviso e uno di paura con ribrezzo . Ovviamente tutti i con-
flitti rimasero attivi, dato che continuò a vivere alla fattoria nei successivi
vent'anni e rimase nel vecchio binario poiché si doveva occupare delle muc-
che. Ogni problema ovvero ogni lite con i genitori la riportava sul binario.
Da allora fu una ragazza iper-ansiosa in paura costante quasi schizofrenica
del futuro. Per i genitori era una ragazza doppiamente "brava", perché ese-
guiva gli ordini alla lettera. Si potrebbe anche dire che era distrutta da una
grande paura del futuro.
Vent'anni dopo la paziente conobbe un giovane terapeuta, se ne andò con
lui a 300 km di distanza dalla sua famiglia e alla fine non si ricordò più del
suo "binario della mucca". I conflitti si risolsero su entrambi i lati cerebra-
li. Quando, a causa della sintomatica presentatasi a quel punto, si fece ese-
guire una TAC cerebrale, si diagnosticò un grande tumore cerebrale a sini-
stra che aveva già prodotto delle "metastasi" verso destra sull'altro lato .
Dapprima si voleva operarla, poi si dichiarò che non era più operabile e si
pronunciò una prognosi catastrofica. Secondo i medici, senza irradiazioni e
chemio sarebbe morta in 3-6 settimane, con la chemio e le irradiazioni un
po' più tardi !
La paziente venne a conoscenza della Nuova Medicina Germanica e deci-
se di fare soltanto una terapia sintomatica con il cortisone. Ma a causa della
lunga durata dei suoi conflitti si presentarono delle difficoltà che non vanno
qui taciute. Si aggiunse il problema seguente: già prima della diagnosi la
paziente aveva deciso e disposto con il suo amico di ritirarsi nelle vicinan-
ze del suo paese natale. Così l'intera situazione si trasformò in una "solu-
zione in so-speso": ogni volta che andava a trovare i genitori, cosa da cui in
seguito (troppo tardi?) si astenne su mio consiglio, e che i genitori del tutto
sprovveduti al riguardo le facevano visita, cosa che lei non poteva evitare,
entrava di nuovo nei binari conflittuali. Così dopo queste brevi ricadute l'e-
dema di riparazione tornava ad essere grande. In tal modo non riusciva a
staccarsi dal cortisone, seppure preso in dosi relativamente piccole . Alla
fine non le rimase altro da fare che trasferirsi dai genitori dell'amico e solo
allora la riparazione fu portata a termine. Tuttavia l'edema di risoluzione

812
non fu più controllabile e la paziente morì di coma cerebrale.

TAC cerebrale del 2.12.96


L:immagine è stata eseguita il gior-
no dopo che i genitori l e avevano
fatto visita . Vediamo dentro l 'edema
dei sottili anelli nitidi come segno
di un'attività recidivante.

Nell'immagine seguente
del 19.12.96 questi
anelli concentrici sono
modificati e riconoscibili come
anelli edematici scuri.

813
23.6.4. 7.2 Esempio: conflitto di paura frontale di una persona di
ceto medio nella Germania riunificata

In Germania dopo la svolta si arrivò a molti modi di vivere nelle nuove


regioni federali. Vediamo la TAC cerebrale di un uomo destrimane che
aveva un'impresa di imbianchino. A causa del suo capitale troppo esiguo
patì due conflitti di paura frontale perché aveva costantemente paura
- delle banche e
- di dover chiudere la sua impresa o di dover licenziare i dipendenti.

Il paziente in seguito ebbe un incidente e quando fu portato in ospedale lo


addormentarono con la morfina, senza motivo, per pura ignoranza. Infatti
non sarebbe morto di un FH, perché non aveva prodotto quasi nessuna
massa conflittuale (grazie alla costellazione schizofrenica).

Ftcce in alto a destra per la


paura frontale (in fase PCL)
e in alto a sinistra per la
paura di impotenza (in fase
PCL, allora deve essere stato
in costellazione schizofreni-
ca di paura della morte per
quasi tutto il periodo).
Freccia in basso a sinistra:
FH in fase PCL riguardante
la sfera di colon/sigma:
conflitto ripugnante dell'as-
sorbimento, quando un
imbianchino padrone non
riceve da un cliente il
denaro che gli spetta.

814
23.6.4.8 La costellazione schizofrenica dell'asma bronchiale = asma
bronchiale
Sezione schematica trasversale del neoencefalo

HH nel relè della muscolatura

+ un secondo HH in
un qualche punto
della corteccia sinistra

© Dr. med. Mag. theol. Ryke Geerd Hamer

23.6.4.8.1 La costellazione schizofrenica dell'asma laringeale =


asma della laringe

Sezione schematica trasversale del neoencefalo

HH nel relè della muscolatura


della laringe.

+ un secondo HH
in un qualche punto della
corteccia sinistra

© Dr. med. Mag. theol. Ryke Geerd Hamer

815
23.6.4.8.2 La costellazione schizofrenica bronchiale e dell'asma
laringeale = stato asmatico
Sezione schematica trasversale del neoencefalo

HH nel relè della muscolatura HH nel relè della


della laringe muscolatura bronchiale

© Dr. med. Mag. theol. Ryke Geerd Hamer

N egli schemi precedenti vediamo la costellazione dell'asma bronchiale, poi


la costellazione dell'asma della laringe e la costellazione dello stato asma-
tico, cioè lo schema per lo stato asmatico (molto pericoloso!). Tutte tre rap-
presentano delle costellazioni schizofreniche della muscolatura bronchiale
e/o laringea, dunque dei crampi muscolari spastici, con evidente prevalen-
za del tipo della muscolatura liscia arcaica (nervo glossofaringeo IX e nervo
vago X con nervo ricorrente), ma sembra che i centri recenti nel neoence-
falo possano fungere da attivatori dei nuclei corrispondenti nel tronco cere-
brale. Originariamente era una specie di crampo peristaltico dell'antica
muscolatura intestinale, dove l' antica e rudimentale muscolatura liscia
della laringe simboleggia ancora l'arcaica porzione iniziale afferente
dell'intestino, che doveva far arrivare il cibo all'interno, da qui inspirium
(inspirazione) prolungata e forte, mentre l'antica muscolatura liscia bron-
chiale sembra essersi originata dall'arcaica porzione efferente dell'intestino
che doveva spingere all'esterno il chimo, da qui exspirium (espirazione)
prolungata e forte.
Tuttavia dobbiamo sempre tenere presente una cosa.
l'.attività conflittuale motoria consiste in una paralisi della muscolatura

816
striata. Può quindi trattarsi solo della costellazione e non del cosiddetto
attacco di asma, che il paziente ha soltanto nella crisi epilettica, come acca -
de di consueto anche nelle altre crisi motorie. Nel cosiddetto stato asmati-
co abbiamo a sinistra e a destra contemporaneamente (muscolatura bron-
chiale e muscolatura della laringe) il relativo attacco epilettico .

23.6.4.8.3 Il fenomeno della "banca" e della "variabile"

Dei due conflitti biologici attivi ovvero FH attivi, che costituiscono la costella-
zione schizofrenica, di norma uno è costantemente attivo, la cosiddetta
"banca", l'altro solo di tanto in tanto (la "variabile").
Se sono entrambi in attività si ha l'asma.

23.6.4.8.4 Asma nella crisi epilettica

Conosciamo due diverse possibili attività conflittuali:


1. la fase CA normale che può produrre la costellazione asmatica, ma nes-
sun attacco di asma.
2. Il culmine epilettico all'interno della fase PCL dove abbiamo di nuovo
simpaticotonia e quindi l'attacco di asma.

Sono possibili anche due crisi epilettiche contemporanee per scatenare l'at-
tacco di asma, il cosiddetto stato asmatico .

23.6.4.9 La costellazione planante

Relè motorio
della laringe

Relè sensoriale dei


Relè sensoriale della bronchi
laringe

© Dr. med. Mag. theol. Ryke Geerd Hamer

817
Definizione:
nella costellazione planante troviamo un FH attivo nel relè sensoriale della
laringe e nel relè sensoriale dei bronchi.

A destra cerebralmente:
tempora-frontale nel relè bronchiale e precisamente solo per la mucosa
dei bronchi.
Conflitto di minaccia per il territorio nell'uomo destrimane o conflitto di
spavento improvviso nella donna mancina con depressione immediata.

A sinistra cerebralmente:
franto-temporale nel relè della laringe e precisamente solo per la muco-
sa della laringe (ulcera delle corde vocali).
Conflitto di spavento improvviso nella donna destrimane o conflitto di
minaccia per il territorio nell'uomo mancino con mania immediata.

Si noti:
nella cosiddetta costellazione planante sono interessati solo i relè senso-
riali!

La cosa particolare di questa costellazione è che il paziente patisce due


conflitti fra i più ricorrenti, per esempio uno a causa del suo posto di lavo-
ro, l'altro a causa di sua suocera e d'improvviso è in costellazione planan-
te. Ogni notte sogna di librarsi sui tetti o di volare sulle montagne o dentro
la camera sotto il tetto.
Molti pazienti che a causa della morte clinica apparente sentono i medici
dire: "Cielo! Il paziente muore, il paziente è morto!" patiscono ancora un
secondo conflitto, per esempio un conflitto di spavento improvviso, in
seguito dopo la rianimazione raccontano di aver volato lungo il soffitto della
camera e di avere "visto" il proprio corpo. Siamo ora in grado di capire
molto bene questi stati euforici, spesso assai gioiosi per i pazienti.
Ci sono pazienti prettamente "in sospensione maniacale" e altri prettamen-
te "in sospensione depressiva".
In linea di principio però tutti quelli in costellazione planante sono mania-
co -depressivi ! Ma va detto che ognuno "plana" a modo suo.

La costellazione planante è un fenomeno sorprendente: nel corso di un


seminario sulla Nuova Medicina in Svizzera durante il pranzo una pazien-
te mi aveva confidato di poter "volare" sia nel sogno sia da sveglia. Si dice-

818
va pronta a parlarne anche agli altri partecipanti al seminario. Per fortuna
la signora aveva portato con sé anche una TAC cerebrale. Così il seminario
diventò molto vivace. Quando la signora ebbe terminato la sua storia e io
ebbi spiegato la TAC cerebrale, circa otto altri partecipanti si fecero avanti
molto entusiasti dicendo tutti di avere una storia simile che li riguardava,
sia passata sia ancora attuale. Potete quindi constatare quanto frequente sia
questo fenomeno.
Con la costellazione planante siamo già a metà delle nostre costellazioni
riguardanti la sfera del territorio. Di fatto in passato si sarebbe potuto descri-
vere la costellazione planante come una tipica "psicosi maniaco -depressi-
va", a seconda di quale dei due conflitti era più fortemente accentuato, quello
cerebrale sinistro (maniacale) o quello cerebrale destro (depressivo).

Ma nella Nuova Medicina Germanica entra in gioco un fattore del tutto


nuovo: il sovrasenso biologico. Non ogni singolo conflitto ha un proprio
senso biologico particolare, ma una determinata costellazione ha il suo
senso biologico specifico, il "sovrasenso" appunto.
Poiché il paziente non riesce a "gestire" i due conflitti contemporaneamen-
te, si solleva al di sopra delle cose e "vola". Ovviamente ci sono anche delle
sfumature nella "sospensione depressiva" e nella "depressione maniacale" ,
ma quasi tutti avvertono la costellazione planante come uno stato oltremo-
do piacevole e felice. Volano mentalmente sulla loro città, via dalla loro
casa, sul mare o nell'universo. Del resto sembra anche che il volare, così
spesso descritto come fenomeno della spersonalizzazione con abbandono
del corpo nella morte clinica (per esempio in sala operatoria), rientri in
questo settore.
D'altronde nel caso della costellazione planante non ha importanza in
quale successione essa si è verificata. Anche il contenuto conflittuale origi-
nario sembra non avere più importanza. Un uomo mancino per esempio
aveva patito due volte un conflitto di minaccia per il territorio e da quel
momento si ritrovò in costellazione planante. E' molto problematico pensa-
re di voler curare un paziente in tale situazione. In seguito egli di solito è
molto infelice di non potere più "volare". Quindi dobbiamo essere molto
prudenti quando pensiamo di doverci rimboccare le maniche per curare
simili persone. Inoltre molti non sono sempre in costellazione planante, ma
solo per un certo periodo o di tanto in tanto .
Dobbiamo considerare che la costellazione planante ha un suo chiaro e pro-
fondo senso biologico ovvero sovrasenso, altrimenti sarebbe da una parte
non così frequente e dall'altra non così utile per i pazienti. Nella costella-

819
zione planante si può osservare molto meglio che altrove come i pazienti
non pensino più ai loro conflitti e di solito non se ne preoccupino più.
Questo era ed è anche il motivo per cui finora per quegli stati cosiddetti
paranoici gli psichiatri non riuscivano mai ad arrivare ai conflitti che li ave-
vano causati, sempre che ne avessero supposto l'esistenza. Infatti apparen-
temente non sono più lì! Solo per le "vecchie volpi" e gli "investigatori"
della Nuova Medicina Germanica sono ovviamente ancora ben presenti,
altrimenti il nostro paziente non continuerebbe a trovarsi "sospeso" ... Ma
nel frattempo abbiamo accumulato sufficiente esperienza per non gridare
"Vittoria!" troppo affrettatamente mettendoci a curare alla cieca.
Il senso ovvero sovrasenso biologico è quasi una "barriera sacra" che non
dobbiamo infrangere se non ce n'è bisogno per il paziente.
Soprattutto non dobbiamo dimenticare che il paziente durante la sua costella-
zione schizofrenica è protetto. Egli praticamente non accumula massa con-
flittuale e inoltre i pazienti in costellazione planante sono spesso felici! La
cosa può concludersi molto male se però ci muoviamo da inesperti e con
troppo zelo medico credendo, dato che ora possiamo scoprire quali conflit-
ti sono coinvolti, di dovere risolvere anche quelli: se infatti si riesce a risol-
vere un conflitto e l'altro rimane attivo, allora non c'è tempo da perdere! Se
per caso il paziente, dopo un anno, risolve il secondo conflitto, ciò può signi-
ficare che da quel momento produrrà un carcinoma bronchiale ...

23.6 .4.9.1 Il significato del sovrasenso

C'è ancora una cosa che si deve sapere: io non credo che il "sovrasenso"
della costellazione planante consista solo nell'attutire i due problemi ovve-
ro nel rimuoverli. Potrebbe esserci dietro un altro senso ancora più alto: sap-
piamo che l'uomo e l'animale possono inserire una specie di "turbo spiri-
tuale" per risolvere un problema di fatto insolubile. Con la ben nota telepa-
tia, ad esempio, non facciamo niente di diverso, anche senza costellazione.
Ci sono molte persone, fra le quali rientro anch'io, che possiedono questa
· capacità. Potrebbero forse averla quasi tutti se si allenassero. La costellazio-
ne schizofrenica con doppia simpaticotonia però si trova su un gradino
ancora più alto.
Moltissime invenzioni, scoperte, opere d'arte non nascono forse in costella-
zione schizofrenica? Non riscontriamo forse che anche gli animali, quando
si trovano in necessità, probabilmente in costellazione, mostrano delle
capacità quasi incredibili e danno delle prestazioni che non avremmo loro
mai attribuito? Scansare un doppio pericolo quando è inevitabile e contro-

820
llarlo con forze "sovrannaturali" forse non sono cose di natura molto diver-
sa. Il sovrasenso terrà occupate ancora molte generazioni di medici e di bio-
logi!

23.6.4.10 La costellazione-Sèhizofrenica post-mortale


(in passato: la cosiddetta psicosi maniaco-depressiva)

Sezione schematica trasversale del neoencefalo

Costellazione schizofrenica post-mortale accentuata a destra cerebralmente


= costellazione schizofrenica depressiva.

Costellazione schizofrenica post-mortale accentuata a sinistra cerebralmente


= costellazione maniacale o suicidale

uomo mancino: uomo destrimane:


conflitto di territorio conflitto di territorio

HH nel relè dell'epitelio HH nel relè dell'epitelio


pavimentoso pavimentoso
dell'intima delle vene dell'intima delle arterie
coronariche e dell'epitelio coronariche e dell'epitelio
pavimentoso della mucosa pavimentoso delle vesciche
del collo dell'utero. seminali.

donna destrimane: donna mancina:


conflitto sessuale conflitto sessuale

©Dr. med. Mag. theol. Ryke Geerd Hamer

La costellazione schizofrenica post-mortale, che la medicina ufficiale chia-


ma psicosi maniaco-depressiva, nella quale tuttavia si possono far rientra-
re anche tutte le altre costellazioni della sfera del territorio, ha sempre lascia-
to assai perplessi tutti gli psichiatri. Il cosiddetto quadro clinico può variare di
continuo passando da una depressione schizofrenica o da una depressione
"agitata" a una mania di tipo depressivo che spinge molti pazienti a togliersi
la vita.

821
Poiché finora non sapevamo nulla delle cause, bensì ogni volta abbiamo
solo descritto i sintomi ovvero li abbiamo dipinti con un vano "psico-lin-
guaggio altisonante", non avevamo notato che il contenuto intellettuale di
questa costellazione è sempre di tipo post-mortale: il paziente pensa costante-
mente a ciò che riguarda il tempo dopo la propria morte, per esempio che
cosa accade, è accaduto o accadrà dopo la morte; perciò chiamiamo questa
costellazione anche costellazione schizofrenica post-mortale.

23.6.4.10 .1 Quello che conta è il recipiente!

Mi sono molto stupito di quanto segue.


Tutti coloro che si erano occupati di psichiatria erano abituati ovviamente a
cercare i contenuti conflittuali. Ciò però non era sinora riuscito a causa dei
motivi sopra esposti. Infatti nessuno aveva sospettato che oltre al contenu-
to e alla successione dei conflitti un altro fattore avrebbe avuto un'impor-
tanza molto decisiva, cioè il "recipiente" del contenuto conflittuale! Forse
con il termine "recipiente" possiamo descrivere al meglio ciò che intendia-
mo per costellazione planante o costellazione post-mortale.
Al "recipiente" non aveva ancora pensato nessuno!
Quanto riguarda i pensieri relativi al tempo dopo la morte viene da noi
spesso avvertito come una buffonata. Ognuno vede se stesso nella bara o il
corteo funebre della propria sepoltura. Oppure vede la madre morta da
lungo tempo ovvero la sua bara o la sua tomba; ognuna pensa di continuo
a quale donna giovane e carina sposerà il marito dopo la propria morte; o
come verrà suddivisa l'eredità ecc. Ma, come detto, ciò che è decisivo è il
"recipiente"!
Sinora nelle nostre cliniche psichiatriche abbiamo già osservato che i
pazienti sovente si suicidavano quando la loro depressione stava per esse-
re risolta. Ci si spiegava ciò con il fatto che in fase remissiva della depres-
sione, come prima cosa, tornava l'impulso di agire ... e allora i pazienti ave-
vano così tanto impulso, pur essendo ancora in stato depresso, da riuscire a
suicidarsi. In sostanza ora vediamo che ovviamente è tutto diverso.
Per i suicidi che avvengono nelle nostre cliniche psichiatriche si tratta quasi
senza eccezione di pazienti in costellazione schizofrenica e precisamente
nella costellazione post-mortale descritta.
Non appena prevale il conflitto maniacale a sinistra cerebralmente, cioè
esso viene accentuato da un qualsivoglia avvenimento o conversazione, il
paziente entra istantaneamente nella costellazione suicida. La sua compo-
nente maniacale ormai accentuata lo "risucchia" spingendolo decisamente

822
al suicidio, senz'altro per tutto il tempo i suoi pensieri sono già stati dei pen-
sieri post-mortali! A causa della prevalenza maniacale questi pensieri ora
semplicemente possono spingere all'azione ed essere realizzati!
Può essere che in simili casi il sovrasenso biologico di fatto consista in una
specie di aspirazione al suicidio. Ciò non ci risulterebbe affatto nuovo nella ·
biologia (vedi l'esempio dei lemming). A queste persone chiaramente non
rimane nemmeno un pezzettò di territorio né come esseri maschili né come
esseri femminili. Si sentono quasi "superflui". Gli interessati potrebbero
avvertire istintivamente che sono "superflui" nel senso arcaico-biologico.
Ma, come spesso accade, nella Nuova Medicina Germanica ciò che è
deplorevole si trova molto vicino a ciò che è ammirevole. Forse che anche
il re spartano Leonida e i suoi 300 combattenti alle Termopili, che da soli
tennero testa a un esercito di milioni di Persiani guidati dal re Serse nel 480
a.C., non erano in costellazione post-mortale, suicida e per giunta aggres-
sivo-biomaniacale?
I "candidati alla morte" suicidi potrebbero forse avere il senso biologico
"dell'antesignano", come l'ultimo re ostrogoto Teja nell'anno 553 nella
memorabile battaglia presso il Vesuvio?

23.6.4.10.2 Esempio: costellazione schizofrenica a causa di 4 conflit-


ti concomitanti

Paziente 46enne della Francia meridionale, schizofrenica, morta nel dicem-


bre '86.
Non ho mai visto questa paziente, quindi posso parlarne solo poco: la
paziente da tre anni era in menopausa. Patì contemporaneamente
a) un grave conflitto sessuale a causa del marito che si era preso un'amica
e si era fatto sorprendere dalla moglie,
b) un conflitto di territorio quando la sua intenzione di trasferirsi in città era
andata a monte e aveva dovuto continuare a vivere nel villaggio.

Inoltre quasi nello stesso tempo a causa di un esantema della pelle provò
a) paura del cancro, perché credeva che si trattasse di cancro,
b) paura nella nuca, perché aveva costantemente paura che l'esantema si
sarebbe allargato.

La paziente, che per 45 anni era stata del tutto normale, dopo questo choc
conflittuale diventò strana, cioè "pazza". Venne ricoverata in una clinica
psichiatrica. I parenti, che conoscevano i miei libri, richiesero una TAC

823
cerebrale, cosa che normalmente nei casi di schizofrenia non viene fatta. La
TAC eseguita nel dicembre '86 è chiara, mostra la recente fase PCL pratica-
mente di tutti i quattro conflitti. I parenti richiesero alla clinica di curare la
paziente con del cortisone, ma i medici rifiutarono, tanto più che nel frat-
tempo avevano scoperto il carcinoma del collo dell'utero e i noduli (di paura
del cancro) sui due lati del collo e il tutto venne così definito: "paziente
schizofrenica con carcinoma del collo dell'utero e metastasi generalizzate,
comprese metastasi cerebrali multiple ".
La paziente morì in coma per edema cerebrale. Gli edemi perifocali, che
inizialmente erano stati trovati n elle immagini seguenti delle TAC, non ave-
vano affatto raggiunto il loro apice. Di certo la paziente non era un caso
facile, ma neppure avrebbe dovuto essere un caso disperato se fosse stata
curata alla luce delle conoscenze corrette e specializzate della Nuova
Medicina Germanica.
Non voglio con questo pretesto eludere una domanda che mi viene spesso
fatta e che io stesso mi pongo di sovente: sarebbe stato possibile risolvere i
conflitti uno dopo l'altro invece che tutti insieme?
Non posso ancora dare una risposta definitiva. Ritengo che un simile pro-
cedimento sia possibile in alcuni casi di particolare impostazione, tuttavia
solo qualora si disponga di un ambiente terapeutico ottimale e di persona-
le preparato e amorevole e di un reparto di rianimazione modernamente
attrezzato. Un'altra difficoltà sta nel fatto che anche i parenti, che sono
coinvolti in questo processo in maniera notevole, possano lasciarsi manipo-
lare a piacere. La cosa migliore probabilmente sarà riuscire a creare un
ambiente di consenso generale.

La cosa particolarmente tragica di questo caso è che la paziente morì dopo


che il marito si era separato dall'amica, la paziente quindi si "rasserenò" e
con una normale riflessione critica risolse rapidamente anche gli altri con-
flitti. La paziente ebbe una forte pressione cerebrale, mentalmente era di
nuovo del tutto normale. Per i medici, che avevano preparato una TAC cere-
brale, lei era "piena di tumori cerebrali". Il mio consiglio di darle del corti-
sone venne rifiutato e si addormentò la paziente con la morfina: a causa di
"tumori cerebrali generalizzati".

824
Qui si vede un chiaro "stato dopo
costellazione schizofrenica".
La paziente morì in coma cerebrale
perché nessun medico sapeva che
cosa fare per lei (non si voleva però
seguire il mio consiglio) dopo che la
paziente era guarita dalla schizofre-
nia, come si vede, grazie alla conflitto-
lisi. Al momento di questa tomografia
non era più "pazza".

23.6.4.10.3 Esempio: suicidio in costellazione schizofrenica

Immagini di TAC cerebrale, tratte dal libro "Cancro, malattia dell'anima",


di una giovane donna di 33 anni, che aveva colto in flagrante con la sua
migliore amica, Ursel il suo compagno, più vecchio di lei di 20 anni, con cui
aveva avuto un figlio ormai quattordicenne e a cui aveva dedicato tutto il
suo amore per 15 anni.
La sua domanda stereotipata era sempre : "Va ancora a letto con Ursel?" che
nel frattempo era rimasta incinta dell'amico. Si ammalò di cancro al collo
dell'utero.
Quando i medici le fecero la diagnosi precipitò nel panico e poche settima-
ne dopo le vennero riscontrati dei focolai alveolari ai polmoni.
Organizzai un incontro fra la paziente e il suo amico, che le promise solen-
nemente di non vedere più Ursel e di riconoscere la paternità del figlio
quattordicenne.
Si arrivò a una soluzione del conflitto sessuale, quindi a una disfunzione
del cuore destro e a una embolia polmonare acuta. Riuscimmo a controlla-
re questo stato con un' elevata dose di cortisone.
La paziente, che era stata solo pelle e ossa, riprese peso, andò a casa da sua
madre e presto tornò a fare delle passeggiate. Un giorno venne a sapere che
il suo amico non solo aveva dato fondo al loro conto in comune, ma anche
che andava ancora a letto con Ursel. Si verificò una terribile DHS di rica-
duta conflittuale.

825
Dimagrì di nuovo ed entrò in
a. costellazione schizofrenica post-mortale, specificatamente con accentua-
zione sul lato sinistro, costellazione suicida,
b. costellazione autistica,
c. costellazione planante (relè bronchiale, relè della laringe) .

A questo stadio era di nuovo in costella-


zione schizofrenica come al tempo fra
la comunicazione della diagnosi e la
conflittolisi. Parlava come una folle
solo della morte e del fatto che l'amico
andava a letto con Ursel. In questa
follia un giorno si tolse la vita in quan-
to, trovandosi in costellazione suicida,
saltò dal balcone ("volò") .

Nell'immagine della TAC cerebrale ve-


diamo a sinistra periinsularmente il tipi-
co Focolaio di Hamer per il carcinoma del
collo dell'utero che però spesso può cau -
sare contemporaneamente anche una
disfunzion e acuta del cuore destro con embolia polmonare, come è appunto il
caso qui. A destra vediamo il Focolaio di Hamer nel relè della mucosa gastrica
(perciò costellazione autistica!) come n ella sostanza bianca, che contiene una
svalutazione di sé. Al momento in cui fu realizzata questa immagine la pazien-
te era già di nuovo "normale", cioè aveva solo un focolaio attivo (quello destro).
Anche questo però entrò in soluzione pochi giorni dopo. La prima costellazione
schizofrenica era durata circa 2 mesi e mezzo, la seconda solo 4 settimane. lo ho
seguito la prima di queste due fasi. La paziente era "fuori di sé", quasi in stupo-
re catatonico 221, guardava fissamente la parete. Tutto ciò cambiò repentinamen-
te quando si risolse il primo dei conflitti e si sciolse la costellazione schizofrenica.

(221) Ca tatonia = rigidità totale del malato sveglio che non reagisce a nulla.

826
23.6.4.10.4 Esempio: "costellazione schizofrenica" di due mesi

Questo caso, termi-


natosi in modo tra-
gico, è un po' com-
plicato, ma di fatto
solo perché alla
paziente (45 anni)
furono sommini-
strati nel frattempo
dei citostatici e
quindi il "conflitto
nel territorio del
nido" del seno sini-
stro diventò un
conflitto di territo-
rio o del marcare il
territorio. Tutta
questa tragedia
iniziò per una cosa
stupida: la paziente
era segretaria in un
studio commercia -
le. Un giorno vide 4 o 5 topi insieme che correvano nel suo ufficio. Corse
fuori gridando e solo con grande fatica riuscì a scuotersi per ritornare
nell'ufficio: aveva patito un conflitto nel territorio del nido. Ciò accadde
nell'agosto 1980. Da allora il tormento dei topi non ebbe più fine. Si distri-
buì del veleno e alcuni morirono, ma gli intelligenti animaletti rimasti non
toccarono più il veleno. La paziente sentiva sempre frusciare, grattare,
rosicchiare o correre. Per lei era una continua tortura. Nell'ottobre '80 vide
persino gli sfacciati roditori che correvano sulla sua scrivania. Provò, come
lei stessa disse, la sensazione di una grande trascuratezza neì suoi confron-
ti. Nel gennaio '81 avvertì un nodulo grande 2 o 3 centimetri nella mamme-
lla sinistra. Il nodulo crebbe nei due anni seguenti di 10 per 15 cm!
Nell'aprile '83 si fece operare e si sottopose a irradiazioni di cobalto. Il con-
flitto però a quel tempo non era risolto. Ma si risolse poco tempo dopo per-
ché la ditta la licenziò a causa della sua malattia (fine maggio '83). In gen-
naio però aveva già patito una nuova DHS perché un medico antroposofi-
co le aveva detto: "Lei ha ancora al massimo tre mesi di vita". Questo era

827
stato il motivo per cui alla fine dei tre mesi aveva accettato di farsi operare
nella consapevolezza che altrimenti sarebbe morta entro qualche settima-
na. Ma aveva patito un conflitto di paura della morte quando la prognosi
era stata pronunciata così alla leggera. Da allora si formarono dei focolai
polmonari che si possono vedere bene nella radiografia del torace in basso
a sinistra.
Il 10.8.83 il padre della paziente morì inaspettatamente a causa di un inci-
dente. La paziente, che a quel punto si trovava in attività conflittuale (di
paura della morte), patì una nuova gravissima DHS che questa volta colpì
contemporaneamente in cinque punti del cervello:

1. Conflitto nel territorio del nido, praticamente un conflitto madre/bambi-


no. Il padre, che era per lei l'unica persona di riferimento, al tempo stes-
so padre, marito e figlio, era molto anziano.
2. Conflitto di perdita, ovaio sinistro, nell'immagine sopra a destra freccia
a sinistra in basso: a sinistra occipitalmente.
3. Conflitto centrale frontale paramediano, su entrambi gli emisferi. Di
questo ·conflitto non sappiamo precisamente se fosse insorto già alla
comunicazione della diagnosi. Corrisponde ai noduli di paura sui due
lati del collo.
4. Conflitto sessuale femminile a sinistra retroinsularmente. La paziente
non era sposata, suo padre era "suo marito", dormiva con lei nel letto
matrimoniale. La morte del padre ebbe una componente sessuale perché
lei suppose che un'amica del padre fosse stata la causa dell'incidente.
5.Conflitto di territorio; eventualmente conflitto del marcare il territorio.
A causa del trattamento con citostatici e della menopausa la paziente
reagì in modo ambivalente, sia con la mammella sinistra (comportamen-
to nel territorio del nido) sia con un tipico comportamento nel territorio
di tipo maschile.

A partire da questa DHS la paziente si trovò in "costellazione schizofreni-


ca", nel giro di due mesi nella mammella sinistra al di sopra del preceden-
te tumore si formò un enorme tumore, grande 10 per 12 cm. Si formarono
pure dei focolai polmonari. Dall'agosto '83 fino all'ottobre '83 la paziente fu
come irrigidita, come se stesse dietro una lastra di vetro, ed era per giunta
in depressione profonda.
Poi a sua sorella e a me riuscì di parlare con lei della morte del padre. Tutti
i conflitti si risolsero, persino il conflitto di paura della morte nel tronco
cerebrale (immagine in basso a destra, freccia più in alto, la freccia in basso

828
in questa immagine indica il centro del relè della mammella sinistra che è
in soluzione (edema)). Quando la paziente tornò a casa, si ripresentarono il
medico di famiglia e i suoi colleghi con le loro prognosi pessime . La pazien-
te morì con i polmoni pieni di focolai in preda alla paura della morte !

23.6 .4.11 La costellazione schizofrenica ninfomane della donna


mancina e la costellazione schizofrenica con mania da Casanova
dell'uomo mancino

Sezione schematica trasversale del neoencefalo

Costellazione schizofrenica ninfomane della donna mancina

Primo conflitto
Secondo conflitto
sessuale
sessuale

© Dr. med. Mag. theol. Ryke Geerd Hamer

829
23.6.4.11.1 La costellazione ninfomane e con mania da Casanova

Sezione schematica trasversale del neoencefalo


Costellazione schizofrenica con mania da Casanova
nell'uomo mancino

Secondo conflitto di
Primo conflitto di
territorio
territorio

© Dr. med. Mag. theol. Ryke Geerd Hamer


Nella Nuova Medicina Germanica, soprattutto quando si considera la costella-
zione della corteccia cerebrale, è spesso molto importante sapere in quale
successione avvengono i conflitti. Da ciò dipende anche il loro contenuto
conflittuale.
Più precisamente, ad esempio, nella costellazione planante troviamo che la
successione in cui si sono formati i due conflitti con FH attivo nel relè bron-
chiale e con FH attivo nel relè della laringe (mucosa) presenta scarsa o nes-
suna importanza. Qui infatti il sovrasenso biologico palesemente si trova
nella sensazione di planare.
Si può però anche senz'altro vedervi un sovrasenso che abbia a che fare con
le due DHS ovvero con i due conflitti biologici, in particolare anche con la
successione in cui si verificano questi conflitti. E questa successione appun-
to di nuovo dipende da quale sia la mano dominante.

23.6.4.11.2 La costellazione schizofrenica ninfomane della donna


mancina

Se una donna mancina patisce un conflitto sessuale ne risulta interessato


l'emisfero destro, detto più precisamente la regione della cosiddetta "insu-

830
la" (sopra l'orecchio destro) che ha un FH attivo. A livello organico la donna
nota subito di avere dei dolori cardiaci, angina pectoris, e una depressione.
È colpita la mucosa dell'intima delle arterie coronariche del cuore.

Dato che il FH si forma sul lato cerebrale destro non c'è un blocco dell'ovu-
lazione con assenza del ciclo, come avrebbe una donna destrimane con lo
stesso conflitto.
Da quel momento nella donna mancina il lato cerebrale destro resta "chiu-
so" per così dire, a causa del FH attivo a destra periinsularmente. Poiché
quindi il lato femminile sinistro è libero, la mancina può patire ancora un
altro conflitto sessuale, che allora colpisce specularmente al primo, sull'e-
misfero cerebrale sinistro.
Gli organi interessati sono l'intima delle vene coronariche e del collo o
dell'orifizio dell'utero. Con questi due conflitti biologici in questa succes-
sione la paziente mancina viene a trovarsi in costellazione ninfomane.
Psichicamente ovvero clinicamente si verifica il quadro seguente: le donne
colpite da un lato sono sempre "tentatrici degli uomini", d'altro lato invece
sono frigide 222. Molte dormono persino con gli uomini, ma senza trasporto
amoroso e solo quando non si può evitarlo. Molto spesso donne simili pre-
sentano tendenze lesbiche. Ma grazie alla costellazione ninfomane hanno
tre grandi vantaggi:

1. nonostante i due conflitti sessuali esse non perdono il loro ciclo, hanno
l'ovulazione e possono restare incinte.
2 . Con le altre costellazioni schizofreniche della corteccia cerebrale natu-
ralmente hanno in comune il fatto di non accumulare massa conflittua-
le. Sono per così dire "protette" durante il periodo della costellazione.
3. Se prevale la componente maniacale a sinistra cerebralmente (non neces-
sariamente!), queste donne spesso sono molto felici sebbene nessuno
riesca a capire bene che cosa le renda così felici. Se prevale la compo-
nente depressiva a destra cerebralmente, le interessate sono "infelicissi-
me". Sono spesso ancora più infelici e più depresse di quanto di solito è
la mancina con un solo conflitto a destra cerebralmente, perché allora
sono in psicosi maniaco-depressiva (nomenclatura sinora utilizzata) con
accentuazione dell'aspetto depressivo.

Pure qui ci sono dei gradini intermedi e anche dei percorsi alternanti che

(222) Frigidità = incapacità della donna di provare desiderio sessuale.

831
fanno riempire i nostri istituti psichiatrici. Sembra che la rispettiva accen-
tuazione dei due conflitti abbia un ruolo decisivo, sebbene le pazienti di
solito non ne siano ovviamente consapevoli. Anche in questo caso dobbia-
mo constatare che i percorsi a noi noti in sostanza sono biologicamente del
tutto innaturali. Infatti in natura la donna ninfomane, volente o nolente,
sarebbe posseduta e messa incinta. In questo modo le carte si rimescolereb -
bero completamente.
I vantaggi della costellazione schizofrenica ninfomane sono indicati di
seguito.

23.6.4.11.2.1 Possibilità di passare alla costellazione post-mortale

Fortunatamente per le donne mancine non accade spesso che "scivolino"


nella costellazione post-mortale; oppure che da lì, per accentuazione della
componente maniacale a sinistra cerebralmente, vengano risucchiate anco-
ra oltre fino alla costellazione suicida, cioè arrivino al suicidio.
In realtà sorprendentemente questa è piuttosto la reazione della donna de-
strimane nella costellazione post-mortale. In passato si verificavano molto
spesso questi suicidi nelle donne destrimani ("si è gettata nell'acqua" e
precisamente prima del termine del terzo mese di gravidanza, perché dal
quarto mese in poi non era più maniacale e nemmeno depressa!), le quali
avevano potuto restare incinte solo a causa della loro costellazione o perché
l'equilibrio dei lati cerebrali si era di nuovo ristabilito. Tali donne destrimani
recuperano istantaneamente l'ovulazione con il secondo conflitto a destra
cerebralmente ovvero con la costellazione . Sono in tal caso poco fertili, ma
in grado di concepire.

23.6.4.11.2.2 Frigidità

Le mancine in costellazione schizofrenica ninfomane non sono capaci di


provare trasporto amoroso e di creare dei legami sessuali durevoli. Per con-
tro sono spesso molto "gradevoli" per i loro compagni fino a quando non
sono costrette a sposarsi.
Ma queste costellazioni ovvero queste condizioni che finora siamo stati abi-
tuati a considerare come degli stati finali definitivi, sono considerate da
madre natura solo un mezzo provvisorio per raggiungere uno scopo e uni-
camente in questo senso sono straordinarie!

832
23.6.4.11.3 La costellazione schizofrenica con mania da Casanova
dell'uomo mancino

Se un uomo mancino patisce un conflitto di territorio viene interessato l'e-


misfero sinistro del neoencefalo, la zona della cosiddetta insula sopra l'o-
recchio sinistro. Anche se questo in realtà è il "lato del territorio femmini-
le", il conflitto del mancino è però senza alcun dubbio un conflitto di terri-
torio maschile. Da quel momento l'emisfero sinistro è "chiuso". Se il con-
flitto si prolunga si genera, cosa che sembrerebbe essere una contraddizio-
ne, un "macho psichicamente castrato". Il suo comportamento è ultramas-
chile (macho) ma in realtà è un codardo, appunto psichicamente castrato e
non capace di essere il capo del territorio, per lo più omosessuale.
Dal punto di vista psichico o clinico un simile mancino diventa maniacale
già al primo conflitto di territorio!
Se il conflitto ha solo una breve durata, la mania agisce quasi come una
simpaticotonia doppia e serve da "carburante" per riconquistare il territo-
rio. Ma se il conflitto si protrae, non va più risolto perché altrimenti il
paziente muore di infarto cardiaco destro con embolia polmonare. Di con-
seguenza svanisce anche il suo desiderio di riappropriarsi del proprio terri-
torio o di un altro . Per le donne non prova più un vero interesse sebbene il
suo comportamento resti ultramaschile.
Qualora un mancino di questo tipo patisse un secondo conflitto di territo-
rio, per esempio allorquando poteva ancora combattere per il proprio terri-
torio, potrebbe allora avere il FH solo a destra cerebralmente nella zona
dell'"insula" dove il destrimane patisce il suo primo conflitto di territorio.
Con ciò il mancino entra istantaneamente nella "costellazione con mania
da Casanova". Le persone intorno a lui lo avvertono come più piacevole,
perché esibisce in modo molto minore l'incomprensibile atteggiamento da
macho. D'altra parte ora diventa un Casanova, costantemente impegnato a
corteggiare le donne, non importa se non può comunicare davvero e in
modo profondo con loro, cioè psichicamente è impotente perché tenden-
zialmente omosessuale per un certo periodo. Dal punto di vista biologico in
un branco sarebbe una specie di pronubo per il capo.

Anche la costellazione con mania da Casanova ha dei grandi vantaggi:


1. dal momento della costellazione non si forma più alcuna massa conflit-
tuale . In questo modo i Casanova costituiscono delle riserve per i casi di
emergenza, se il capo muore improvvisamente e il suo posto resta
vacante. I Casanova hanno acquisito delle affinità con il sesso femmini-

833
le e la capacità intermittente di procreazione. Se i due conflitti si risol-
vessero più o meno contemporaneamente, potrebbero tornare ad essere
dei veri capi di territorio grazie al recupero della mascolinità.
2. Anche i Casanova si reputano felici, lo sono soggettivamente e sono invi-
diati da molti, secondo considerazioni superficiali, sebbene non possano
costituirsi un territorio fintanto che si trovano in questa costellazione.
Spesso in società sono i clown o i buffoni di corte.

Ma a fronte dei vantaggi citati si possono anche presentare dei grandi svan-
taggi, sebbene non necessariamente.

1. Anche un mancino può entrare in una costellazione post-mortale, cosa


che palesemente non accade spesso, mentre ciò avviene molto più di
frequente per l'uomo destrimane. Se entra in tale costellazione aumen-
ta molto il rischio della "costellazione suicida" a causa della sua tenden-
za maniacale. In passato erano così, in parte, gli eroi che cercavano e
trovavano la morte in battaglia.
2. Nel branco l'individuo maschile che si trova in costellazione per conflit-
to di territorio bilaterale non è mai un suddito del tutto sottomesso e affi-
dabile per il capo del branco. I Casanova a causa dei loro flirt innocui
vengono azzannati senza pietà perché per i capi la loro ambivalenza a
malapena avvertibile è già motivo di una severa punizione.
3. I Casanova non sono in grado di costruire delle relazioni psichiche pro-
fonde né con le donne né con gli uomini (sebbene siano spesso semio-
mosessuali) e nemmeno desiderano farlo. Perciò non hanno mai degli
amici e sono spesso ritenuti dei tipici egoisti.

Queste poche considerazioni dovrebbero mostrarvi, cari lettori, quanto è


importante la successione dei conflitti. I mancini (uomini e donne) possono
appunto patire due volte di seguito un conflitto uguale o simile, dove però
il destrimane avverte il secondo conflitto "in modo femminile", in qualità di
"lupo di secondo rango", cioè di subalterno.
La Nuova Medicina Germanica anche in questo campo risulta comprensi-
bile in modo meravigliosamente logico, è affascinante come forse nessu-
n'altra scienza. Ci costringe però a lavorare in modo molto preciso e scru-
poloso, altrimenti da un errore subito si originano altri tre errori. Pertanto è
ancora più affascinante in quanto possiamo aiutare i pazienti con grande
cognizione, in generale e nel singolo caso. Sottolineo ancora una volta che
dobbiamo guardarci dal voler valutare moralmente le nostre conoscenze

834
dal punto di vista della nostra civilizzazione, la quale si dovrebbe orientare
in base al nostro codice biologico e non viceversa. Tale consapevolezza
comincia a prendere piede anche nell'ecologia. Nella Nuova Medicina
Germanica non possiamo fare a meno di guardare di continuo alla natura
per scoprire quali siano di fatto i piani di madre natura con le sue numero-
se varianti che abbiamo erroneamente interpretato come malattie!

23.6.4.12 La costellazione aggressivo-biomaniacale e la costellazione


depressivo-biomaniacale
(in passato, la cosiddetta psicosi maniaco-depressiva)

Sezione schematica trasversale del neoencefalo

uomo mancino: uomo destrimane:


conflitto di rancore conflitto di rancore
di territorio di territorio

HH nel relè del retto HH nel relè dello stomaco,


dotto epatico, bulbus
duodeni, dotto pancreatico.

donna destrimane: donna mancina:


conflitto di identità conflitto di identità

©Dr. med. Mag. theol. Ryke Geerd Hamer

C'era solo una costellazione schizofrenica che in passato forse riuscivamo a


capire ancora meno della costellazione post-mortale, cioè la costellazione
aggressivo-biomaniacale. Il prefisso "bio" prima di maniacale vuole indica-
re che anche questa costellazione, che è stata considerata quella dei furio-
si e dei "pazzi" e che nessuno riusciva a spiegare, ha un senso biologico e
persino un suo "sovrasenso". Nella nostra società di stampo borghese, nella
nostra civiltà "addomesticata", evidentemente questa costellazione non
trova più una sua collocazione. Ma madre natura non si è posta il proble-
ma quando ha creato questa costellazione in modo intelligente e saggio .
Immaginatevi una cagna che allatta i suoi cuccioli. Un grosso cane pastore
le si avvicina inavvertitamente. Basta che lei ringhi una sola volta inequi-
vocabilmente e saggiamente ogni cane si allontana subito, perché se non se

835
ne andasse la cagna un secondo dopo gli salterebbe alla gola, essendo
istantaneamente entrata in costellazione biomaniacale. Il "nemico" non ha
nessuna speranza, perché non ha abbastanza tempo per mobilitare le sue
forze. Che cosa c'è di sbagliato in questa costellazione?
A una madre erano stati tolti i figli dalla polizia e dall'assistenza sociale per
portarli in un asilo; lei pure entrò istantaneamente in costellazione bioma-
niacale e si difese con le mani e con i piedi, cosa che venne definita:

resistenza alla forza pubblica, un motivo in più per sottrarle i figli!


La costellazione aggressivo-biomaniacale è la reazione di un essere umano
o di un animale che viene messo con le spalle al muro ovvero in una situa-
zione senza via d'uscita. A quel punto l'individuo mobilita tutte le sue forze
e con l'effetto della sorpresa causata dalla reazione aggressivo-biomaniaca-
le ha ancora un ultimo vantaggio non da poco, che si rivela molto utile.
Gli animali saggiamente lo sanno e si allontanano, solo noi schiocchi uomi-
ni invece ...
Una simile costellazione biomaniacale viene descritta in modo abbastanza
indovinato con l'espressione "irascibile", che però oggi in genere ha il
senso negativo di "incontrollato". Anche qui oggi sono molto più numerosi
gli uomini mancini che patiscono due conflitti di rancore nel territorio in
una costellazione aggressivo-biomaniacale. Entrano in tale costellazione
come "mine vaganti" che possono esplodere in qualsiasi momento. Nel
branco o in una famiglia queste "mine vaganti" sono quasi insopportabili.
In un gruppo più grande sono i tipici sovversivi. Perciò, ad esempio, un
capobranco, se si presenta la buona occasione, cerca di isolarli e di sconfig-
gerli in modo definitivo.
Originariamente, non solo le prigioni, ma anche gli istituti psichiatrici sono
stati costruiti proprio per tali "mine vaganti" ovvero gli "iracondi" e per
queste persone furiose.

23.6.4.12.1 Esempio: schizofrenia con i cosiddetti "accessi d'ira"

Questo caso è stato descritto alla luce delle conoscenze del 1986/87. l'.ho
lasciato quasi inalterato come documento storico. (Vedi nota 224)
Il caso seguente è esemplare per i seguenti motivi: riguarda un uomo destri-
mane molto intelligente di 32 anni che nel frattempo è di nuovo del tutto
normale, ha preso le distanze dalla sua malattia e inoltre ha capito il siste-
ma della Nuova Medicina Germanica.

836
Di lui non abbiamo solo una TAC cerebrale, una radiografia del torace e un
dipinto ad olio eseguito prima e durante una costellazione schizofrenica,
bensì possediamo anche un dipinto ad olio eseguito dal suo "partner". Il
caso diventa particolarmente chiaro per il fatto che un dato conflitto (a
sinistra periinsulare) era costantemente "in sospeso", mentre gli altri con-
flitti di territorio (a destra periinsularmente) erano inerenti a territori diver-
si. Ogni volta che lui aveva un nuovo conflitto di territorio attivo in aggiun-
ta al "conflitto omofilo223 sessuale femminile" in sospeso, aveva di nuovo
anche un cosiddetto accesso schizofrenico. Ogni volta che riusciva a risol-
vere uno dei due conflitti attivi, la schizofrenia scompariva sebbene il con-
flitto in sospeso continuasse ad essere presente. Siamo riusciti a risolvere
anche quest'ultimo solo grazie a un incontro, psichicamente piuttosto
drammatico per il paziente, di ricapitolazione con il suo partner di una volta
e amante platonico.
La presenza del conflitto sessuale femminile rimasto effettivamente in sospe-
so fino a quel momento era avvertita dal paziente non solo a livello psichi-
co ("Non ho ancora potuto superarlo, mi fa ancora soffrire"). ma era confer-
mata da una serie di sintomi: il paziente era passato a una fase di riparazio-
ne PCL affatto normale con tutti i sintomi della vagotonia, la TAC cerebra-
le in quel momento indica un edema a sinistra e a destra periinsularmente,
il paziente è fiacco e stanco, come rinato ("Ora ho definitivamente conclu-
so la questione, non mi opprime più"). Adesso è assonnato e stanco come
non lo era stato da molti anni. Il 14.5.87 venne fatta eseguire una TAC di
controllo, sei settimane dopo la prima TAC cerebrale che era stata fatta
nella fase di conflitto attivo. Ora tutti i conflitti sono in edema di riparazio-
ne. In seguito fu possibile riconoscere alcuni altri conflitti solo per il fatto
che anche questi si risolsero a quel punto in quanto avvenne una "risolu-
zione generale''. Se ora mi si chiede se il paziente sia ormai del tutto sano,
risponderei senz'altro con un sì deciso. Ovviamente potrebbe patire una
nuova DHS con conflitto in sospeso, come potrebbe capitare a tutti noi. Ma
per avere la costellazione della cosiddetta schizofrenia, dovrebbe patire
appunto due conflitti in una determinata costellazione cerebrale che fosse-
ro entrambi attivi contemporaneamente. Ciò è improbabile. La salute è l'im-
probabilità di ammalarsi. Nessuna persona è al sicuro rispetto alla malattia.
Del resto in questo caso è interessante anche il fatto che il partner è amma-
lato per lo stesso motivo di polipi al retto, dunque di un conflitto anale
ripugnante, ed è stato sottoposto a trattamento psicoterapeutico per 3 anni

(223) omofilo = omosessuale.

837
e mezzo. Anche per lui ciò diventò palesemente un "conflitto in sospeso",
quantunque sappiamo bene che la DHS lo ha colpito nel tronco cerebrale
(ponte). Sebbene nella relazione platonica-omofila il paziente si sia sentito
come la "parte femminile", ciò non significa automaticamente che il part-
ner sia la parte maschile. Riguardo alla promiscuità degli omosessuali sap-
piamo che questo ruolo nel rapporto fra i partner può cambiare. Inoltre il
sentimento soggettivo dei partner per il loro ruolo reciproco non resta affat-
to identico.
Altrettanto facilmente avrebbe potuto presentarsi la stessa costellazione
della cosiddetta schizofrenia se fosse ritornato attivo per recidiva il medesi-
mo conflitto di territorio a destra temporalmente (a causa di una recidiva
della DHS). Ma si può valutare l'intero processo in modo ancora molto più
chiaro ogni volta che si inserisce un nuovo conflitto.
I cosiddetti "accessi" della schizofrenia non sono altro che tali sfortunate ripe-
tizioni di costellazioni di questo tipo. Chi tra i pazienti sa quanto soffrano terri-
bilmente, in modo del tutto speciale, le persone affette da tale costellazione
schizofrenica quando sono ancora ritenute schizofreniche pur essendo tor-
nate normali, costui come me può solo sperare che si riconsiderino al più
presto tutte le case di cura nel modo giusto e che si aprano le loro porte,
come hanno fatto gli Italiani già da lungo tempo.

Si noti una cosa importante: ogni paziente che è malato di un processo can-
cerogeno attivo corre il forte pericolo, alla prossima DHS che subirà, di
ammalarsi della cosiddetta schizofrenia. Infatti un paziente ammalato di
cancro in qualsiasi momento, al verificarsi di una seconda DHS, può entra-
re nello stato delirante. Ciò accade più rapidamente di quanto si creda o sia
probabile in base a dei puri calcoli di probabilità, poiché la prognosi fatta
dalla nostra medicina ufficiale non lascia nulla da desiderare quanto a bru-
talità!

838
La creazione e lo scioglimento
dell'uomo nell'universo.

Il paziente dipinse questo quadro nel 197 4/75, cioè cinque anni prima della
sua psicosi. Mancavano però i punti colorati, che aggiunse nel 1985 duran-
te il suo ultimo accesso psicotico. Ripassò con il pennello anche l'interno di
quei mondi che mostravano l'uomo alla fine della sua vita, cioè la vecchiaia
e alla fine lo scheletro che finì nel terzo inferiore del quadro a sinistra "nel
cosmo" sul quale gli altri mondi mostrano solo una cavità (corpo astrale)
che alla fine si perde nella nebulosa a spirale. I punti molto piccoli rappre-
sentavano in origine degli astri.
La prima fase creativa del quadro è quasi prevalentemente razionale,
un'espressione figurativa chiaramente comprensibile. La modificazione
che il pittore ha apportato al suo quadro con la malattia in corso durante
l'ultimo accesso psicotico è patognomonica per emotività, atmosfera e
intenzione. Ora il quadro gli sembrava troppo freddo, troppo disperato e razio-
nale. Ha coperto il dipinto quasi del tutto nero con un mare variopinto di
ridenti punti, come ha detto successivamente. In realtà allora, in costellazione
schizofrenica, ha distrutto il quadro .

839
Dolori del ricordo

Ha ridipinto lo scheletro
perché non poteva soppor-
tare la disperazione che
esso esprimeva e non lo ha
fatto più apparire nel cos-
mo. Il paziente, nato nel
1950, colto informatico, con
modo di pensare logico e
razionale ma al tempo stes-
so debole e facilmente pre- .
da dell'insicurezza, ha avu-
to una serie di amiche, ma
precedentemente alla prima psicosi anche tre rapporti omosessuali nei
quali egli faceva sempre la parte femminile (bisessuale). Dalla prima psico-
si il paziente trova ripugnanti i rapporti omosessuali; di fatto è "infuriato"
perché sei settimane dopo la DHS di un conflitto di territorio, che era anco-
ra attivo (e ha causato un carcinoma bronchiale), ha patito un conflitto ses-
suale femminile (platonico) ("di non essere posseduto"). Dice il paziente:
"Sì, oggi so che per me si è trattato di un conflitto sessuale femminile, pla-
tonico-omosessuale". Questo conflitto sessuale "è rimasto in sospeso" per
sette anni. Ma quando vi si aggiungeva un nuovo conflitto di territorio si
formava ogni volta la costellazione psicotica, la "doppia asincronia degli
emisferi". E sempre si arrivava a un nuovo accesso di schizofrenia a causa
del quale il paziente nel frattempo era stato messo in pensione. Quando
abbiamo cercato di eliminare definitivamente questo vecchio conflitto con
una discussione tardiva, il suo amico e capo di cui in passato si era platoni-
camente infatuato gli aveva dipinto il quadro ad olio mostrato sopra la sera
prima della discussione. Titolo del quadro: "Dolori del ricordo" . Non occo-
rre spendere parole a proposito del quadro. Quando il paziente lo vide
divenne all'improvviso consapevole del contenuto conflittuale dell'intera
situazione di allora. Il capo e "amico" del passato fu molto deluso che il
paziente rifiutasse il quadro invece di tenerlo . Ora egli si trovava "su un'al-
tra sponda". Ho richiesto il quadro per me perché esso completa in modo
molto appropriato questo caso straordinariamente tipico. Del resto il pitto-
re del quadro ha palesemente patito il conflitto complementare. Allora, fra
il 1980 e il 1983, era stato per tre anni sotto trattamento psicoterapeutico e,
come detto, pochi mesi dopo il conflitto era stato operato di polipi al retto

840
{carcinoma rettale). Il polipo del retto è un adenocarcinoma ed è correlato
al sigma, dunque al tronco cerebrale dove si trova appunto il Focolaio di
Hamer per il sigma.

Date dei conflitti


1. DHS del conflitto di territorio, giugno '80. Il paziente ritornò dalle vacan
ze. Il suo collega era stato promosso a direttore di un progetto che in
realtà era stato elaborato dal paziente.
2. Conflitto sessuale femminile omofilo, settembre '80. Il suo capo di cui
era (platonicamente) infatuato omosessualmente (il paziente si sentiva
la parte femminile in questo "rapporto") aveva commesso un "tradimen-
to". Il conflitto 1 (a destra nell'emisfero) e il conflitto 2 (a sinistra nell'e-
misfero) attivi insieme produssero la costellazione schizofrenica: il
cosiddetto primo accesso schizofrenico.
Ricovero in clinica psichiatrica. Conflittolisi del conflitto di territorio tra-
mite accordo con la ditta. In seguito il paziente tornò di nuovo "norma-
le", cioè di solito con un solo conflitto non si viene considerati strani. In
quel momento, o meglio da quel momento, il conflitto sessuale femmi-
nile dell'emisfero sinistro è "in sospeso" con attività ridotta224.
3. Secondo conflitto di territorio per perdita del posto di lavoro (1982),
quindi ancora costellazione schizofrenica, perché adesso su ciascun
emisfero c'è di nuovo un conflitto attivo. Clinica psichiatrica, conflittoli-
si per il ricovero permanente. Il paziente è "fuori gioco".
4. Terzo conflitto di territorio, dicembre '84, nuovamente costellazione schi-
zofrenica come le volte precedenti, sempre per la perdita del posto di
lavoro. Nuovo ricovero in clinica psichiatricà, la conflittolisi avviene per
quelle circostanze. Con questa nuova spinta di "costellazione schizofre-
nica" il paziente ci ha descritto con precisione come si sono svolti i fatti:
era appena stato licenziato e il giorno successivo parcheggiava nella
striscia centrale di un viale dove c'erano parcheggiate due file di mac-

(224) Questo caso fu il primo caso di costella zione schizofrenica che io potei studiare siste-
maticamente. Allora non sapevo ancora nulla sulla possibilità dei FH di "saltare dal lato
opposto", se quel lato si è liberato grazie alla conflittolisi.
Ho scoperto che questi conflitti sono in parte retroattivi, come in ogni anamnesi. Pertanto non
so se il conflitto della sfera del territorio a sinistra cerebralmente (omosessual e) sia passato
momentaneamente sul lato cerebrale destro o se il paziente potesse continuare a sentire in
modo maschile il conflitto allora awertito in modo femminile. E' anche possibile che i conflitti
cerebrali a destra non fossero completamente risolti o lo fossero solo per breve tempo. Infatti il
paziente si era sentito di nuovo "normale". Vedete, cari lettori, come occorra lavorare con
grande scrupolosità. Non ha senso voler colmare delle conoscenze lacunose, che risalgono a
13 anni prima, con delle speculazioni ...

841
chine con i radiatori che si fronteggiavano. Quando il paziente risalì
nella sua auto vide che di fronte a lui c'era una macchina con la targa di
Monaco. Poiché anche il suo capo era di Monaco e aveva un tipico
accento, quella macchina gli fece ricordare il suo capo che l'aveva licen-
ziato proprio il giorno prima. Ciò lo "travolse". Avviò la sua auto e spin-
se lentamente, ma inesorabilmente all'indietro la macchina parcheggia-
ta di fronte con i freni tirati fino sulla strada. Questa cosa naturalmente
era del tutto "pazza". La gente rimase a guardare per un po' la sua pro-
dezza e poi qualcuno chiamò la polizia, che arrivata gli chiese che cosa
stesse facendo. Egli non fu in grado di dare nessuna risposta ragionevole.
Quando però la polizia seppe che era già stato in un istituto psichiatri-
co fu indulgente e lo rimandò "urgentemente" nel medesimo istituto. Da
quel momento inizia la storia della patente di cui parleremo ancora più
avanti.
Rispetto a questo trattamento del paziente possiamo solo parlare di
motivi associativi e non ragionati. Il paziente non ha solo spostato la
macchina perché gli aveva ricordato il suo capo, ma lo ha fatto perché
lui stesso era "spostato"!
5. Quarto conflitto di territorio, nuova costellazione schizofrenica, dicembre
'85, clinica psichiatrica. Questa volta il conflitto resta "in sospeso", si
attenua, ma solo con la soluzione generale.
6. Conflitto di paura nella nuca, primavera '86. Le autorità volevano toglier-
li la patente.
7. Quinto conflitto di territorio (il paziente abbandonò il lavoro dopo il
primo giorno in cui aveva ripreso) e conflitto di paura frontale (convoca-
zione dell'ufficio di assistenza sociale). Il paziente aveva patito un nuovo
conflitto di territorio sebbene l'altro fosse ancora "in sospeso".

Radiografia del torace con il


residuo dopo il carcinoma inter-
bronchiale ("disegno con strisce
accentuate").

842
Per ogni stato psichiatrico si possono accertare con
precisione le correlazioni nel cervello rispetto ai
Focolai di Hamer come pure si può eseguire un
esame approfondito degli organi, per lo meno di
quelli che sono pertinenti ai Focolai di Hamer.
In questo caso ho potuto dire al paziente già prima
degli esami, "solo" in base alla storia precedente,
che cosa mi aspettavo di trovare. La radiografia
toracica mostra a destra e a sinistra dell'area car-
diaca un disegno con striature accentuate che si
estendono ai due lobi inferiori. Se ne può dedurre che si è trattato di carci-
noma bronchiale a decorso abortivo.
Il paziente ebbe parecchie fasi di tosse di lunga durata. Non si fecero mai
delle radiografie.
Nella TAC le due frecce a destra indicano il vecchio focolaio a destra periin-
sularmente, corrispondente ai conflitti di territorio (e carcinoma bronchia-
le) e a sinistra periinsularmente un Focolaio di Hamer abbastanza edemiz-
zato che comprime leggermente l'ala sinistra della cisterna ambiens verso
il centro ed è responsabile del conflitto "in sospeso" sessuale femminile
(platonico) e di identità.
In questo caso (carcinoma del retto) non abbiamo ancora trovato la correla-
zione a livello corporeo.
Da allora il paziente ha capito il sistema della sua malattia, ne è molto feli-
ce e calmissimo.

Le TAC di controllo del paziente, eseguite dal 14 maggio '87, mostrano a chi
è un po' esperto la soluzione in atto a sinistra periinsularmente.
Nell'immagine a sinistra inoltre si riconosce molto bene la struttura del
conflitto paracentrale (conflitto di separazione dal partner). Questo conflit-

843
to a sinistra periinsularmente era "in sospeso" ed era del "tipo con configu-
razione a bersaglio".

Sono però evidenti parecchie altre cose:


1. il conflitto di territorio con carcinoma interbronchiale è da poco entrato
in soluzione. E infatti il paziente interrogato infine ammise che l'ultimo
conflitto di territorio del dicembre '85 si era risolto per metà temporane-
amente per 3 o 4 mesi dalla fine di marzo siccome la ditta gli aveva
pagato una liquidazione di 10.000 Marchi, ma in seguito non aveva più
trovato lavoro e il conflitto aveva continuato ad essere attivo. In quel
periodo la costellazione schizofrenica venne mascherata con degli
antipsicotici (Tesoprel) ma era sempre presente.

Immagine a sinistra : 1.4.87 (freccia in alto) mostra un conflitto di minaccia per il


territorio che non è ancora in soluzione.
Immagine al centro: il 23.6.87 questo conflitto di paura è entrato in piena solu-
zione (vedi freccia piccola, bordo edematoso).
Immagine a destra: 23.6.87, le due frecce mostrano i Focolai di Hamer che si tro-
vano in soluzione a sinistra e a destra periinsularmente.

2. Vediamo sui due lati frontalmente due conflitti di paura in soluzione


(paura frontale a destra e paura di impotenza a sinistra) . I conflitti ave-
vano avuto le loro DHS nel febbraio '87 ed erano durati solo 6 settima-
ne. Allora il paziente dovette andare all'ufficio di assistenza sociale per-
ché si voleva dichiararlo invalido. Una profonda paura si impadronì di
lui che si risolse poi anch'essa con la "soluzione generale" dei suoi con-
flitti. I modesti noduli di paura del cancro sul collo e le cisti degli archi
branchiali bilaterali erano stati scoperti dal paziente, ma per fortuna non
ne aveva parlato! (Gennaio - marzo '87).

844
3. Evidentemente si risolse anche un conflitto di paura nella nuca (vedi
immagine a sinistra in basso), la cui DHS risaliva alla primavera '85 .
Allora le autorità volevano toglierli la patente, che poi dovette essere rin-
novata ogni tre mesi.

Questo caso, che io rendo noto con il consenso esplicito ed amichevole del
paziente, è particolarmente impressionante perché è o potrebbe essere un
caso molto ricorrente. Ci sono centinaia di migliaia di combinazioni e costella-
zioni simili. Fortunatamente la maggior parte delle p ersone ne esce senza
danno ("tutti ogni tanto impazziscono"), talvolta però un simile conflitto
sessuale femminile resta "in sospeso", risultando molto pericoloso proprio
nella costellazione omosessuale. Allora il poveretto va in giro come un
"proiettile inesploso" che può scoppiare in qualsiasi momento, cioè può
cadere in costellazione schizofrenica. N el nostro tempo, in cui si considera
interessante essere "androgini"22s, molte persone corrono il rischio di cade-
re in costellazione schizofrenica.
Qui probabilmente non si tratta solo di come una persona reagisce di volta
in volta, bensì di tutti i vari livelli.
Un'altra possibilità di pericolo sta per esempio n el fatto, da me spesso
osservato, che le pazienti, che hanno patito un conflitto sessuale (femmini-
le) con carcinoma del collo dell'utero per una corrispondente DHS, ogni
volta diventavano subito amenorroiche. Evidentemente la produzione di
ormoni, ovvero l'ovulazione, viene controllata in modo decisivo da questo
particolare centro di relè periinsulare a sinistra nell'emisfero.
Analogamente, la stessa cosa potrebbe accadere anche negli uomini a de-
stra periinsularmente. Solo non lo si può osservare così bene come nelle
donne con il ciclo mestruale. Era del tutto possibile che il paziente a causa
del precedente conflitto di territorio diventasse quasi "frenato maschilmen-
te " e quindi potesse più facilmente patire (e manten ere) un conflitto sessua-
le femminile di natura omosessuale.
In questo caso vediamo anche che cosa si diceva nei nostri testi dei cosid-
detti "accessi schizofrenici": si trattava di una mera descrizione dei sinto-
mi, in sostanza del tutto errata. Questi "accessi" si verificano sempre, come
nel nostro caso, quando un conflitto è "in sospeso" e ogni volta ne avviene
uno nuovo sull'emisfero opposto. Davvero molto logico!
In futuro dobbiamo esaminare molto attentamente tutte queste combinazio-
ni, alternanze e costellazioni.

(225) Androgino = bisessuale.

845
Si noti:
una schizofrenia quale caratteristica o tratto essenziale non esiste! C'è
solo una costellazione schizofrenica e in linea di principio essa è tempo-
ranea e risolvibile in qualsiasi momento!

Noi apprendisti stregoni ci eravamo completamente sbagliati!


Poscritto : che cosa è la normalità?
Quando in questo capitolo parlo di "normalizzazione", intendo con ciò l'in-
terruzione della costellazione schizofrenica e il ritorno allo stato precedente
nella migliore delle ipotesi, sempre che la malattia stessa non abbia lasciato
delle notevoli tracce di svalutazione di sé.
Se per esempio il paziente di prima è omosessuale, quando viene elimina-
ta la costellazione schizofrenica egli può anche (essere o) restare omoses-
suale (con tutta probabilità).
Ciò risulta anche visibile. Dunque con l'eliminazione della costellazione
schizofrenica non si" riporta alla norma" il tipo o il carattere, bensì si annu-
lla appunto solo la costellazione schizofrenica. Egli può però anche reagire
di nuovo da eterosessuale.

Ma anche quando tutto si svolge felicemente, tali persone sono in grandis-


simo pericolo per due motivi diversi:
1. poiché i tratti caratteristici e la costellazione ormonale possono esprimer-
si per lungo tempo, ad esempio bisessualmente, il paziente corre il ris-
chio più di tutti gli altri di patire dei conflitti con DHS su emisferi diver-
si e se questi per caso sono attivi contemporaneamente, è già presente
la costellazione schizofrenica. Credo che proprio per questo il numero di
pazienti omosessuali affetti da costellazione schizofrenica è così spropo-
sitatamente alto.
2. Una vecchia regola ancora valida dice: "Uno schizofrenico non guarisce
più!" Una volta pazzo, pazzo per sempre. Ma se si può applicare la
NUOVA MEDICINA in questo campo, allora credo che nei nostri istitu-
ti stiano rinchiuse moltissime persone i cui conflitti di fatto sono risolti
da lungo tempo ma che nel frattempo si sono così abituate all'istituto da
non avvertire più nessun impulso di buttarsi di nuovo nella difficile lotta
per la vita. Infatti vedono che quelli che si ribellano sono doppiamente
puniti per la loro protesta e spediti nel reparto di isolamento.

846
E proprio qui sta la tragedia attuale:

nessun dottore sa che cosa sia la schizofrenia o la costellazione schizofreni-


ca. Ma ogni dottore riconosce uno schizofrenico!
In verità cioè, come abbiamo già ammesso, non esistono dei criteri per sta-
bilire con precisione che cosa sia una schizofrenia. Ciò nonostante tutti si
comportano come se fosse chiarissimo il motivo per cui il tal dei tali è schi-
zofrenico. E una volta che uno ha ricevuto questo marchio in fronte e per
quanto stupido sia stato il dottore che ha fatto questa diagnosi sconsidera-
tamente, egli non se ne libera più! _
Se un paziente, che è guarito dalla sua costellazione schizofrenica, vuole
spiegare a delle autorità o a dei medici di essere di nuovo sano, riceverà sol-
tanto un sorrisetto.
Sentirà solo mormorare qualcosa riguardo alla sua mancanza di autocriti-
ca, scarsa comprensione della malattia o persino disconoscimento paranoi-
de della malattia. Il fatto che il paziente possa davvero guarire sembra esse-
re del tutto inconcepibile. Tutt'al più può avere un intervallo con scarsi o
persino senza sintomi (la cosiddetta "remissione"), si intende fino al pros-
simo accesso.
Così un paziente può correre da Ponzio Pilato o fare come il disperato
Michael Kohlhas, venendo considerato ancor più pazzo per la sua corsa
sfrenata. Se fosse normale infatti si potrebbe capire che ha voluto tentare
con tutti i mezzi possibili di ottenere giustizia, ma essendo un pazzo ciò è
del tutto inimmaginabile e quindi lui resta pazzo, in base al dogma attuale!
In base all'elettroencefalogramma, dopo la conflittolisi, egli ritorna norma-
le proprio come tutti gli altri.

Come già detto, questo caso si basa sulle conoscenze disponibili nel
1986/87.

Attualmente: dalla scoperta della Nuova Medicina sono state sinora prese
69 decisioni legali (spesso nella sala del tribunale) di ricovero psichiatrico
coatto e/o sono stati eseguiti degli internamenti, già solo nel 1997/98 nel
mio periodo di prigionia ci sono stati 4 internamenti forzati in un istituto
psichiatrico. La diagnosi era sempre prestabilita: "Perdita del senso della
realtà". Il ricovero psichiatrico coatto è sempre stato, ma oggi lo è in modo
particolare, un'arma terribile della dittatura massonica dominante per
bollare un avversario di ridicolo o farlo considerare "non più da prendere
sul serio". Era impossibile trovare un modo per difendersi. Solo perché

847
"sapevo dove il diavolo tiene la coda", dato che io stesso ho lavorato come
medico per anni nella clinica psichiatrica dell'università di Tubinga, sono
sempre riuscito a sfuggire a questo perfido terrore. Tuttavia i sacrifici erano
tremendi: "O si lascia psichiatrizzare o lei perde definitivamente la sua abi-
litazione professionale". Ho preferito perdere "definitivamente" la mia abi-
litazione.
Quando nel 1993 il prof. Bresser, noto come il peggiore psichiatra della
Renania Settentrionale-Vestfalia, doveva "distruggermi psichiatricamente"
nella sala udienze del tribunale di Colonia (ero accusato di avere dato
un'informazione gratuita sulla Nuova Medicina e di avere regalato una
stecca di gesso per una frattura spontanea del ginocchio) accadde quanto
segue: il mattino di quel giorno avevo ricevuto per fax lo scritto dell'ufficia-
le sanitario dott. Stangl del 3.2.93 (vedi in appendice al libro). Andai nella
sala udienze senza parole con in mano lo scritto dell'ufficiale sanitario, pre-
sidente dell'Unione scientifica degli ufficiali sanitari dell'Austria inferiore e
misi lo scritto davanti al prof. Bresser che lo lesse. Feci la stessa cosa con il
presidente del tribunale Schlueter. Quando ebbe letto, il prof. Bresser (il cui
nomignolo è "boia della psichiatria") si alzò e disse: "Signor Presidente, lo
so, ci siamo telefonati, Lei mi ha chiesto di dichiarare pazzo l'accusato, ma
non posso farlo. Infatti dovrei dichiarare pazzo anche l'ufficiale sanitario.
Trovo la Nuova Medicina persino molto logica e illuminante. Non si può
essere subito dichiarati pazzi solo perché si è scoperto qualcosa di nuovo
nella medicina. Dunque mi dispiace, ma non posso dichiarare pazzo l'ac-
cusato come si desiderava''. Il presidente Schlueter ringhiò: "E allora non
lo faccia!".
Poco tempo dopo il prof. Bresser è stato probabilmente messo da parte "defi-
nitivamente", forse a causa di disubbidienza alla loggia massonica?

848
23.6.4.13 La costellazione mitomane

Sezione schematica trasversale del neoencefalo

HH nel relè dell'epitelio


pavimentoso della
mucosa bronchiale

HH nel relè dell'epitelio


pavimentoso della
mucosa del retto

©Dr. med. Mag. theol. Ryke Geerd Hamer

La costellazione mitomane corticale ha sempre questo aspetto nella TAC


cerebrale.

23.6.4.13.1 Insorgenza della costellazione mitomane

N ei mitomani molto dipende dal modo in cui si realizza la costellazione


mitomane, sia rispetto all'età del paziente quando insorge la costellazione
sia rispetto alla successione dei due conflitti ovvero dei programmi specia-
li, biologici e sensati.

1. donna destrimane:
1. conflitto di identità ( = conflitto femminile)
2. conflitto di minaccia per il territorio (= conflitto maschile)

2. uomo destrimane:
1. conflitto di minaccia per il territorio (= conflitto maschile)
2. conflitto di identità ( = conflitto femminile)

3. donna mancina:
1. conflitto di spavento improvviso (= conflitto femminile,

849
anche se ha colpito sul lato
maschile)

2. conflitto di identità ( = conflitto femminile, sebbene la


paziente sia "defemminilizzata"
psichicamente. E' ancora "aperto"
solo il lato sinistro femminile)

4. Uomo mancino:

1. conflitto di rancore nel territorio


(= conflitto maschile , anche se ha
colpito sul lato femminile)

2. conflitto di minaccia per il territorio


( = conflitto maschile, sebbene l'uo-
mosia "demascolinizzato" a causa
del primo conflitto. Ma è ancora
libero solo il lato destro maschile)

23 .6.4 .13.2 Importanza dell'età del paziente al verificarsi, in partico-


lare, del secondo conflitto

Dal momento in cui il paziente si trova nella costellazione mitomane, il suo


sviluppo si blocca, come in tutte le costellazioni corticali. Ciò ha grande
importanza per la successiva "colorazione" dell'intero superprogramma
SBS di questa combinazione di costellazioni.

23.6.4.13.3 Importanza dell'accentuazione di un lato cerebrale

Abbiamo definito come mitomani i bugiardi cronici o quelli che raccontano


favole. Si è sempre detto : hanno l'impulso di raccontare di continuo delle
storie inventate, non riescono a distinguere la fantasia dalla realtà. Se però
si trattava di preti o scrittori di romanzi o anche solo di giornalisti, si parla-
va di mitomania 226 professionale. La cosa non era ritenuta paranoide.
Normalmente hanno tutti in comune la medesima costellazione, a prescin-

(226) Mitomania = mania di mentire.

850
dere dal calunniatore intenzionale matricolato. Ma la "mania"spesso ha
una presenza più debole delle componenti depressive. La si potrebbe chia-
mare mitomania passionale.

23.6.4.13.4 Influenza di altri programmi SBS corticali o persino di


SBS singoli o delle loro costellazioni nella sostanza bianca

Per una costellazione mitomane occorre un minimo di due conflitti ovvero


due programmi SBS. Ma naturalmente ci sono molti, se non addirittura la
maggior parte dei pazienti, che hanno una combinazione di 3 o 4 o anche
più programmi SBS o per lo meno ce l'hanno temporaneamente. A secon-
da che colpiscano a sinistra o a destra, questi conflitti possono rafforzare la
mania (sinistra) o la depressione (destra).
Simili conflitti aggiuntivi modificano non solo la "colorazione" della mito-
mania, ma la cambiano quasi completamente, a partire dalla innocua fan-
tasticheria paranoide fino alla peggiore calunnia (con aggiunta di costella-
zione biomaniacale aggressiva).
E' molto importante sapere l'età alla quale si è verificato il secondo conflit-
to, il "conflitto completante".
A partire da quel momento lo sviluppo si blocca. Se per esempio il secondo
conflitto è avvenuto a 13 anni, la persona resta tredicenne! Contano non
solo i racconti fantastici, ma anche il tipo e il modo con cui sono riferiti e le
persone di cui parlano gli scritti di un/una tredicenne (in questo caso dei
genitori). Simili "bambini", anche se hanno 20, 30 o 40 anni, possono
inventare e diffondere le più avventurose storie false sui loro genitori. Poi,
a 30 o 40 anni, si siedono a tavola insieme ai genitori con la massima natu-
ralezza ("Ho 13 anni!").
Se confrontati con le loro storie false rispondono solo: "E allora?" Un'ora
dopo diffondono altre storie calunniose .. .
Nella mitomania "pura" si tratta di innocui matti, amichevoli e fantasiosi,
che inventano delle storie senza fare del male a nessuno. Spesso sono con-
siderati delle persone introverse, sensibili e molto fantasiose con una ricca
vita interiore.
Però non appena un FH attivo si aggiunge nel relè del rancore nel territo-
rio, così che ne risulta anche una costellazione aggressivo-biomaniacale
(non importa quando), questo innocuo fantasticone può diventare un
calunniatore aggressivo e cattivo. Fra i nostri pazienti affetti da mitomania,
altrettanto numerosi sono quelli con mito-depressione, cioè con prevalenza
del lato depresso; dobbiamo quindi procedere come dei bravi artigiani.

851
Ciò vale per ogni programma SBS, in particolare per i programmi SBS com-
binati ovvero le schizo-costellazioni.
Ci si guardi dal voler risolvere con leggerezza queste costellazioni, per lo
m eno quelle corticali del neoencefalo. Per il paziente costituiscono una pro-
tezione poiché egli durante la costellazione corticale non produce nessuna
massa conflittuale. E se non prevale il lato depresso (destro), il paziente si
sente decisamente bene.
Dobbiamo anche sapere quando, come, chi (uomo o donna, a destra o a
sinistra, prima del menarca, prima o dopo la menopausa, con o senza pillo-
la, durante la gravidanza o l'allattamento, a quale età ha colpito il primo con-
flitto e a quale il secondo conflitto (di completamento)) e in quali circostanze
è avvenuta la DHS. Dobbiamo anche sapere se i due conflitti erano attivi in
modo duraturo o passeggero e se in precedenza c'è già stato un conflitto
attivo per un certo tempo.
E' sempre importante fare un confronto fra le TAC cerebrali, se ce ne sono
a disposizione, e gli eventuali reperti organici.
All'inizio questa alta matematica delle combinazioni e delle costellazioni,
in cui nonostante tutto il paziente è il capo del processo, è molto complica-
ta, tanto più che un paziente che si trova in costellazione non viene facil-
mente indotto a parlare di se stesso e ancor meno è disposto a costruire un
rappo1to di fiducia.
La medicina torna ad essere un'arte, la più bella e onesta del mondo.

23.6.4.13.5 Esempio: tipica costellazione mitomane

Questa giovane paziente di 23 anni è un tipico esempio di costellazione


mitomane non pura.
Infatti, come vedete, ha per di più una costellazione autistica, una costella-
zione post-mortale, una costellazione fronto-occipitale, un conflitto di sepa-
razione brutale, un conflitto di svalutazione di sé, un conflitto del mordere,
un conflitto di paura con ribrezzo , un conflitto di paura nella nuca ecc ....
Ciò appare molto drammatico e di fatto lo è, ma per fortuna i FH, quasi tutti
attivi, non formano quasiuna massa conflittuale. Tali casi prima o poi arri-
vano tutti nelle nostre cliniche psichiatriche, non appena i genitori o gli
altri parenti non pagano più.
Questa paziente a tredici anni entrò in costellazione mitomane. Nessuno sa
esattamente dove e in quale circostanza abbia prodotto tutti i suoi FH e pro-
grammi SBS. Per la maggior parte sono diretti contro la madre, come di
consueto a tredici anni.

852
Da dieci anni lei racconta le storie più pazzesche sui suoi genitori, in parti-
colare sulla madre, che peraltro è una donna molto intelligente e di buon
cuore.
La paziente lotta continuamente, non ha un titolo di studio, non ha mai
lavorato seriamente neanche un giorno. Riesce con le sue fandonie a farsi
finanziare dai genitori un piccolo appartamento e un sussidio. Alla sera alle
9 va in discoteca, dove si lascia rintronare fino a quando tutti se ne vanno,
poi dorme fino alla mattina tardi.
Se mi chiedete della terapia, questa non può consistere nel metterle accan-
to per lungo tempo uno "chiacchierone" come uno psicologo o uno psico-
terapeuta, seguendo delle regole non biologiche. Anche i ricoveri in ospe-
dale non rappresentano un'alternativa.
Neppure si può considerare seria la possibilità di inserirla nel gregge dei
casi sociali quale pensionata precoce. Anche i discorsi del tipo " ... non ha
la necessità di mentire ... e .. .in fondo non le manca niente ... " non servo-
no a nulla perché la paziente ha davvero i suoi conflitti. Dobbiamo sempli-
cemente constatare che questa giovane persona già a 11 o 12 anni (primo
conflitto) e poi a 13 (costellazione mitomane) è uscita dal suo codice biolo-
gico normale.
Se in natura una simile inibizione dello sviluppo ha ancora un suo senso
transitorio allo scopo di tenere l'individuo fuori dalla brutale concorrenza
per il territorio e di conservargli le sue possibilità future, nella nostra società
civilizzata antibiologica non si riesce più a trovare un senso, tranne forse un
non-senso che però ci allontana ancora di più dal nostro codice biologico.
Naturalmente so che non aiuta questa povera madre indurla a sperare nel
futuro, quando forse la nostra società civilizzata sarà cambiata. Lei ha
bisogno di aiuto adesso.
Ciò nonostante: che aspetto avrebbe dunque avuto l"'aiuto" (=terapia) bio-
logico?
In natura forse una ragazza così sarebbe diventata madre precocemente e
avrebbe usato tutti gli istinti e le motivazioni per nutrire e allevare suo
figlio.
Non si sarebbe mai arrivati in modo antibiologico a simili raffiche di con-
flitti biologici. Dobbiamo di nuovo incominciare là dove noi medici abbia-
mo fallito.
Questo incitamento, cari lettori, può a prima vista sembrarvi troppo meschi-
no. Ma se ci riflettete su un po' più a lungo vi risulterà comprensibile.

853
Questo è un caso in cui la paziente non
desiderava parlare di sé. Si deve
rispettare questo desiderio.
La seconda freccia (in basso a sinistra) e
la prima freccia (in alto a destra) forma-
no la costellazione mitomane (FH nel
relè del r etto e nel relè della mucosa
bronchiale).
La freccia in alto a sinistra rivela un con-
flitto sessuale. La giovane donna è del
tutto frigida sebbene abbia il suo ciclo
grazie ai conflitti corticali attivi a destra.
Il conflitto sessuale e il conflitto di terri-
torio (freccia piccola centrale sulla de-
stra) formano l a costellazione schizofre-
nica post-mortale (maniaco-depressiva) .

E il conflitto di spavento improvviso (terza immagine: freccia in alto a sinistra) e


il conflitto di rancore n el territorio (prima immagine: terza freccia a destra) for-
mano la costellazione autistica
(si stordisce per ore in discoteca
"tanto per fare qualcosa").
Prima immagine: la terza freccia
a sinistra sotto indica un conflitto
femminile del marcare il territorio
(che si trova per metà in soluzio-
ne) .
La quarta freccia a destra in
basso indica un conflitto attivo
di svalutazione di sé n el bacino
sinistro (osteolisi) che insieme
con il conflitto, pure attivo, di
svalutazione di sé per la colonna
vertebrale toracica destra (secon-
da immagine, freccia a sinistra
in alto} forma una costellazione
schizofrenica della sostanza
bianca (megalomania).

854
Va ancora citato il conflitto di separazione brutale dalla madre attivo (gamba
sinistra) (seconda immagine: freccia destra) .
Grave conflitto centrale attivo nel centro della glicemia . Riguardante sia l'ipogli-
cemia (conflitto di paura con ribrezzo) sia l'iperglicemia (conflitto dell'opporre
resistenza).

Nella terza fotografia


possiamo riconoscere
bene quattro FH.
Freccia in alto a destra :
conflitto del mordere
(vuole sempre "mordere"
la madre).
Freccia in alto a sinistra (FH
nel relè della laringe) e frec-
cia in basso a destra (relè del
rancore nel territorio;
stomaco o dotti epatici e
biliari o entrambi) formano
la costellazione autistica
che produce la mitomania
aggressiva e cattiva.
Infine (freccia in basso a
sinistra) vediamo una enor-
me paura nella nuca, riguar-
dante principalmente una
cosa e chiaramente attiva!
Insieme con il conflitto del
mordere ciò dà una debole costellazione schizofrenica franto-occipitale.
E' schizofrenica in modo trasversale debole perché con il conflitto di paura nella
nuca (nervo ottico del chiasma) sono interessate l e metà posteriori della retina che
guardano verso il partner (verso destra) mentre il conflitto del mordere riguarda la
madre. Da queste immagini possiamo imparare moltissimo (vedi successivo capi-
tolo "costellazione biomaniacale aggressiva e costellazione franto-occipitale") .

855
23.6.4.14 Costellazione autistica

Sezione schematica trasversale del neoencefalo

uomo destrimane:
1° conflitto di rancore nel
HH nel relè della territorio
mucosa della laringe 2° conflitto di spavento
improvviso

HH nel relè della mucosa


dello stomaco (piccola
curvatura e piloro) o HH nel
donna mancina: relè dei bulbus duodeni o
1° conflitto di identità dei dotti biliari o dei dotti
2° conflitto di spavento pancreatici.
improvviso

©Dr. med. Mag. theol. Ryke Geerd Hamer

23.6.4.14.1 Esempio: autismo a causa di una lite con i medici


dell'ospedale

Il paziente, cui appartengono le immagini seguenti, è di fatto una persona


molto amabile, socievole e intelligente. Non si può affatto considerarlo un
tipo autistico come avevano stabilito in passato gli psicologi. Eppure ha
attraversato un periodo di terribile autismo dal quale è riuscito a venire
fuori grazie alla conoscenza della Nuova Medicina. Oggi è di nuovo sano
come chiunque altro.
A metà del 1995 ci fu un forte litigio nella scuola di 'Tai ji", che il paziente
e sua moglie frequentavano per hobby, fra l'insegnante e la moglie del
paziente. Il paziente si schierò dalla parte di sua moglie e fu a sua volta
attaccato dall'insegnante. Ciò gli causò una DHS da rancore nel territorio.
Da quel momento non andò più alla scuola; la faccenda ebbe uno strascico
giudiziario, da cui però il paziente uscì vittorioso nel gennaio '96. Quella fu
la soluzione.
In febbraio gli fu diagnosticato un ittero, un'epatite. Si fece anche una TAC,
che però non fu più restituita, nella quale si scoprì un (vecchio) carcinoma
epatico. Da allora il paziente non lavorò più.
Ovviamente a quel punto non era più una "epatite", bensì un "carcinoma

856
epatico con aumento della transaminasi" che di solito non c 'è nel carcino-
ma del fegato. Ma prima ancora di dirglielo gli misero nel fegato tre tubet-
ti, mediante un intervento chirurgico, "allo scopo di far defluire la bile".
Poiché nessuno lo aveva informato correttamente a proposito dell'interven-
to, egli si irritò così tanto che patì un nuovo conflitto di rancore nel territo-
rio.
Con la nuova attività conflittuale cessò anche il rigonfiamento dei dotti
biliari e la bile riprese a scorrere.
Dato che ora dal tubetto non fuoriusciva più la bile e il paziente accusava i
medici di essere degli incapaci, quelli fecero la voce grossa e dichiararono
che ormai non c'era più nulla da fare, si trattava cioè di cancro al fegato.
Istantaneamente il paziente patì altri due conflitti, uno di spavento improv-
viso (laringe), venendo così a trovarsi nella costellazione autistica, nonché
un cancro del colon, oltre a un cancro del sigma e un carcinoma alla mam-
mella destra.
Precipitò in una totale rigidità autistica, stava seduto cupo guardando
meditabondo davanti a sé senza dire in pratica neanche una parola. E' ciò
ch e chiamiamo catatonia.
CL: dopo cinque mesi, dei quali oggi egli non riesce più a ricordarsi, trascor-
si a casa, perché la sua saggia moglie lo aveva riportato a casa, venne a
sapere da un terapeuta della Nuova Medicina che il dott. Hamer non con-
siderava la sua malattia così grave. Occorreva soltanto scoprire i conflitti.
Ciò fece svanire il brutto incantesimo, come lui stesso ha raccontato in una
intervista televisiva. Si risvegliò da un altro mondo del quale a malapena
riusciva a ricordarsi. Ma sua moglie ne ha fatto una descrizione esatta: era
stato come se qualcuno lo avesse toccato con una bacchetta magica. In
poche ore era tornato ad essere del tutto normale, come prima. Appena tor-
nati a casa dopo avere lasciato l'ospedale la moglie gli aveva fatto togliere
tutti i tubicini, perché non essendoci l'ittero ( = colorazione gialla della
pelle) non erano più necessari.
Allora tuttavia si ebbe ancora una "epatite residua" della prima epatite inte-
rrotta e della seconda, che però grazie alla costellazione aveva prodotto solo
poca massa conflittuale e "massa organica". Gli avevamo spiegato in fretta
il "vecchio carcinoma epatico" , risolse anche le DHS del carcinoma del
colon e del sigma, che evidentemente erano durate 5 mesi ed ebbe una TBC
con sudore notturno, dunque una vera guarigione biologica. Il conflitto
riguardava una cosa menzognera e ripugnante legata alla lite con i medici.
Oggi questo paziente sta molto bene.

857
Secondo conflitto:
freccia a sinistra (freccia spes-
sa): conflitto di spavento improv-
viso, quindi costellazione con
autismo, attivo!
Freccia a sinistra frontalmente
(sopra): conflitto di paura con
ribrezzo, attivo. Se il rancore nel
territorio avesse interessato la
mucosa dello stomaco, allora il
paziente probabilmente avrebbe
avuto anche una bulimia.
Parliamo quindi di doppia
costellazione schizofrenica.

Primo conflitto:
freccia in basso a destra: conflit-
to di rancore nel territorio.
Freccia a destra in mezzo:
conflitto di territorio attivo.
Freccia sopra frontale: conflitto
dell'opporre resistenza e conflit-
to della paura frontale .

858
Prima freccia a sinistra
in alto: carcinoma del
colon attivo (paura di
1 non poter e più assorbire
il cibo) .
Seconda freccia dall'alto
a sinistra: carcinoma del
sigma, già cicatrizzato,
è di nuovo r ecidivante
(non poter e espeller e
il chimo) .
Ter za freccia: carcinoma
mammario, venn e notato
solo come nodulo (con-
flitto gen erale avvertito femminilmente a causa del primo conflitto di territorio
e di rancore n el territorio).
Frecce sottili dal basso: indicano il relè peritoneale (ancora attivo!} .
(Si voleva sempre fare dei nuovi interventi).

23.6.4.14.2 Esempio: costellazione autistica

(Vedi questo caso anche nel capitolo "Sindrome del carcinoma dei tubuli
collettori")

Citiamo solo due conflitti di questa paziente mancina, cioè quelli che hanno
scatenato la costellazione schizofrenica con autismo.

Prima DHS
Il primo conflitto di questa donna mancina è avvenuto quando aveva 12
anni. Sin dal sesto anno di vita aveva un "amico" al quale si era legata. Da
un giorno all'altro all'improvviso lui non aveva più voluto saperne di lei.
Patì un conflitto di identità con ulcera gastrica e depressione .
Da allora rimase depressa prima per sei anni (fino alla sua prima relazione
intima) e poi per altri 4 anni, in totale 10 anni.

Seconda DHS
Poco tempo dopo la prima DHS ebbe una lite con sua madre. Quest'ultima
gridò al punto da "farle gelare il sangue nelle vene''. Patì un conflitto di spa-
vento improvviso e ancora adesso sente spesso in sogno quella voce.

859
Da allora è rimasta, con delle brevi interruzioni, in costellazione autistica,
non sempre in modo continuativo, ma molto di frequente . Resta meditabon-
da a guardare davanti a sé per delle ore, non ha stimoli, è depressa e come
incantata.

Primo conflitto: freccia a destra n el


relè della mucosa gastrica FH attivo
(a causa del mancinismo).
Sussiste, con delle interruzioni più o
meno lunghe, da quando aveva 12
anni: depressione. Conflitto di identi -
tà, perché l'amato amico dodicenne
l'aveva piantata in asso.
Secondo conflitto sempre quando
aveva 12 anni . La madre durante il
litigio gridò "con la sua voce stridu-
la" così tanto da farle patire un
conflitto di spavento improwiso .

Da allora, se un rapporto si rompe e


l ei sente la voce stridula della madre
(anch e solo al telefono), immediata-
m ente cade di nuovo in costellazione
autistica, quindi resta seduta per ore
e si lambicca il cervello incapace di mettere fine a tale ossessione.

23.6.4.15 Costellazione schizofrenica della corteccia cerebrale per


una DHS con due conflitti biologici parziali

Anch'io, come tutti gli scienziati, faccio degli errori. Si può già essere con-
tenti quando non si commettono degli errori fondamentali o di principio.
Ho fatto un mezzo errore di quel tipo quando, parlando di "conflitti centra-
li" n ei miei libri precede nti, ho citato un conflitto biologico particolarmen-
te grave. Era giusto, ma non n el senso che intendevo allora.
In realtà tali conflitti centrali o paracentrali che si estendono all'altro emis-
fero sono del tipo che interessa psichicamente entrambe le regioni madre o
bambino e partner. Lo avevamo già visto nell'esempio del capitolo sull'a-
rresto dello sviluppo a causa della costellazione schìzofrenica.
Se la moglie amata insieme con i bambini lascia suo marito o il marito se

860
ne va con i figli abbandonando la moglie in una drammatica DHS, vedia-
mo di conseguenza o
a) un conflitto centrale con anelli concentrici nel FH, che si estendono su
entrambi l'emisfero madre/padre-bambino e quello del partner. Un simi-
le conflitto centrale o paracentrale non produrrebbe ancora una costella-
zione schizofrenica nel senso definito perché non viene soddisfatta la
seconda condizione (gli emisferi oscillano in modo diverso) oppure
b) per la stessa DHS due diversi FH in entrambi gli emisferi. Decisivo è
solo come il paziente avverte la DHS in quel momento. In questo caso il
paziente o la paziente hanno una costellazione schizofrenica della cor-
teccia cerebrale come se fossero stati due conflitti biologici diversi sin
dall'inizio .

Dobbiamo fare un'ulteriore distinzione se la madre o il padre eventualmen-


te non avvertono più o solo in parte il figlio cresciuto come "bambino",
soprattutto se questi li affronta in modo apertamente ostile. Anche qui il FH
può presentarsi come conflitto centrale o conflitto paracentrale, dove il cen-
tro del FH ovviamente è situato sul lato avvertito come predominante.
Ma anche qui una DHS può manifestarsi contemporaneamente come due
conflitti parziali. Allora ne risulta una costellazione schizofrenica del tutto
"normale".

Per molti all'inizio è comprensibilmente difficile immaginarsi la differenza


fra i cosiddetti ambiti di territorio. Infatti questi ambiti di territorio, femmi-
nile e maschile, a sinistra e a destra, hanno una successione ben determi-
nata a seconda se iVla paziente è mancino/a o destrimane; cioè, si verifica
una determinata successione nonostante originariamente anche questi
ambiti abbiano fatto parte di normalissimi conflitti motori (per es. muscola-
tura bronchiale o muscolatura della laringe) o sensoriali (per es. intima
delle arterie coronariche o intima delle vene coronariche).
Tuttavia la normale muscolatura striata del nostro scheletro e la normale
sensorialità della nostra pelle sono appunto di volta in volta correlate in
modo inequivocabile alla madre o al bambino e ai partner. Bisogna tenere
ben presente tale differenza. Queste hanno a che vedere solo con il manci-
nismo e il destrismo, non con gli ormoni, la menopausa o cose simili, sono
stabilite una volta per tutta la vita.

I casi che seguono dovrebbero chiarire quanto detto in precedenza.

861
23.6.4.15.1 Esempio: vitiligine - separazione brutale dall'amico e
dal figlio

Madre di 32 anni, abbandonata dall'amico da lei molto amato che contem-


poraneamente si porta via il loro figlio di dieci anni .

In questa immagine vedia-


mo su entrambi i lati della
linea centrale delle macchie
di vitiligine (separazione
ripugnante brutale) .
Le macchie di vitiligine a
destra di questa madre
destrimane sono relative
all'amico, quelle a sinistra
al figlio.

In questa immagine la
macchia di vitiligine
intorno al capezzolo
destro è r elativa all'amico.

862
TAC cerebrale: conflitto cen -
trale di separazione, che a
un'osservazione più attenta
risulta essere un conflitto
paracentrale perché il centro
del FH si trova sul lato destro
(per il lato sinistro del corpo,
dunque per il figlio). Si può
capire che anche la regione
intorno al capezzolo destro
(nella TAC a sinistra molto
all'esterno) è coinvolta dagli
anelli attivi disposti molto
verso l'esterno che si distin-
guono con particolare chia-
rezza frontalmente a questo
FH.
Frontalmente al FH sensoriale
molto marcato vediamo un "mezzo FH" per la motricità dell'anca destra (coscia)
= gamba del partner, corrispondente a una leggera paralisi della gamba del
partner (freccia chiara in alto a sinistra).

~ediamo un conflitto di sepa-


razione centrale (freccia de-
stra) ch e comprende la sepa-
razione dal bambino (lato
sinistro del corpo, lato destro
del cervello) e dal partner
(lato destro del corpo, lato
sinistro del cervello) della
paziente destrimane
(in prevalenza attivo) .

863
In questa immagine vediamo inol-
tre il FH sinistro attivo per l'amico
nella parte alta del cervello
(sovrapposizione).
Quando troviamo un simile proces-
so sul lato esterno della pelle e
quando uno dei due focolai è
in soluzione e l'altro in attività
(sovrapposizione) di solito parliamo
di psoriasi. Ma qui è interessata la
parte inferiore della pelle esterna
(vitiligine!).

23.6.4.15.2 Esempio: neurodermatite

N eurodermatite in fase PCL sul


dorso di entramb e le mani in un
padre destrimane che ha dovuto
difendersi da sua figlia adulta, di
45 anni, spingendola via con il
dorso delle mani, cioè ha dovuto
separarsi da lei. La figlia aveva
lottato con lui in modo cattivo per
anni . Al momento della scenata =
DHS, egli avvertì questa figlia
all'80% come partner (nemica) e
solo al 20% ancora come figlia. Di
conseguenza il segno sul dorso
della mano destra è quattro volte
più forte (partner) di quello della mano sinistra (figlia).
A dedurre da questa marcata differenza la DHS deve avere colpito con due
diversi FH su entrambi gli emisferi separatamente provocando istantanea-
mente una costellazione schizofrenica della corteccia cerebrale.

864
Focolaio di neurodermatite in
fasePCL. Vediamo il FH
dell'organo che sta appunto
diventando edematoso, cioè
gli anelli diventano rossi.

A uno stadio di riparazione


avanzato tutto il FH dell'organo
si gonfia e gli anelli edematizzati
si perdono nel gonfiore
generalizzato.

865
23.6.4.16 La costellazione schizofrenica dell'udito con tinnito o voce
bilaterale, il cosiddetto "sentire delle voci"
(in passato nota come paranoia)

Taglio schematico attraverso la fossa cranica media

Uomo mancino: Uomo destrimane:


Conflitto uditivo relativo Conflitto uditivo relativo
al territorio al territorio

HH nel relè dell'orecchio HH nel relè dell'orecchio


destro sinistro

Donna destrimane: Donna mancina:


Conflitto uditivo inerente Conflitto uditivo inerente
l'interno del territorio l'interno del territorio

Territorio maschile: tutto il territorio


Territorio femminile: (territorio interno): per esempio la casa, i bambini o la sessualità.

© Dr. med. Mag. theol. Ryke Geerd Hamer

Conflitto uditivo= "Non posso credere alle mie orecchie!"

Sinora, quando un paziente imprudentemente aveva "confessato" di avere


sentito una o persino più voci o di sentirle ancora spesso, la diagnosi psi-
chiatrica era sicura: schizofrenia paranoide! Nella cartella clinica veniva
scritto soltanto: "Vox!" Con ciò l'interessato era "liquidato" per il resto della
sua vita e considerato un caso da istituto psichiatrico.
Nella Nuova Medicina il fatto di sentire le voci in sostanza non è altro che
un doppio tinnito, solo che invece di uno o due tinniti si sentono di conti-
nuo o spesso una o due voci. Si tratta sempre di una voce o di voci che il
paziente aveva sentito nel momento della DHS del conflitto uditivo quan-
do non aveva potuto "credere" alle sue orecchie. Se il rumore della DHS
acustica era stato uno schianto, uno scoppio, uno scroscio, un ronzio o il
rombo di un motore, egli sente appunto quel rumore.
Contrariamente alla costellazione planante i pazienti soffrono del fatto di
avere un tinnito in entrambe le orecchie o di sentire delle voci da entram-
be le orecchie o di avere un tinnito in un orecchio mentre nell'altro sento-

866
no una voce. Secondo la vecchia nomenclatura anche qui siamo di fronte a
una "psicosi maniaco-depressiva". Poiché il conflitto uditivo può anche far
parte dei conflitti di territorio (detto in termini biologici, il padrone del terri-
torio "sente" il rivale), per lo meno in senso lato, il paziente può anche esse-
re più maniacale o più depresso a seconda di come siano accentuati i con-
flitti.
Anche qui, se necessario, si deve procedere con molta cautela ad una tera-
pia insieme con il paziente. Soprattutto non si deve dimenticare di avverti-
re il paziente riguardo al fatto che nella fase di riparazione non sentirà più
le frequenze interessate (solo per la durata della fase PCL). Lo si chiama
"riduzione drastica della capacità uditiva" . Naturalmente non di rado
accade che la fase di riparazione sia spesso interrotta da recidive. Allora il
paziente può eventualmente sentire di nuovo un tinnito. Ma la riduzione
uditiva può durare per anni (sordità). Perciò è importante trovare ogni volta
la DHS e risolvere definitivamente il conflitto.
Qui è interessante il fatto che nei destrimani non deve essere necessaria-
mente l'orecchio sinistro "l'orecchio madre/bambino" o "l'orecchio
padre/bambino", bensì che appunto il conflitto uditivo può rientrare nella
sfera del territorio, dove si sente la voce del rivale di territorio, ma non si
può credere alle proprie orecchie. Spesso quelli che sentono le voci sono
considerati dei paranoici innocui, ma la loro costellazione schizofrenica può
anche combinarsi, ad esempio, con un'altra costellazione schizofrenica
aggressivo-biomaniacale. Allora non sono affatto innocui, perché credono
decisamente alle voci e ai responsabili di queste voci. Molti fanatici religio-
si, per esempio, sono persone "che sentono le voci".
Che cosa ci accade quando sentiamo delle voci in sogno? Probabilmente
patiamo delle brevi recidive di un conflitto uditivo, dove sul lato opposto del
cervello o c'è in sospeso un conflitto uditivo attivo (cosiddetto "fondo di riser-
va") in fase CA oppure c'è un altro conflitto corticale. Infatti per sentire delle
voci in sogno è già sufficiente che uno dei due conflitti della costellazione sia
un conflitto uditivo. Poiché la "ricaduta in sogno" di un conflitto ha solo una
durata molto breve, nella persona sveglia sussiste solo un conflitto attivo e
quindi avviene subito il distacco dall'evento vissuto nel sogno, cioè l'inte-
ressato sa subito che si trattava di un sogno.

23.6.4.16.1 Esempio: udire delle voci

Prima DHS 1986: paziente di vent'anni mancino, a militare, aveva un'ami-


ca (Ulrike) che però aveva già un fidanzato, cosa che lui accettava. La DHS

867
per lui fu che lei ingannava tutti e due con un terzo amico. Trovò la cosa
molto brutta. Lei si separò da lui.
a) conflitto di territorio (a sinistra cerebralmente)
b) conflitto di paura nel territorio (a sinistra cerebralmente)
c) conflitto uditivo
Allora era maniacale.

Seconda DHS, 1990:


nel 1988 nuova amica, però in testa aveva sempre Ulrike, con la quale
aveva avuto il suo primo rapporto intimo. Con la nuova amica andò avanti
fino al 1989 (per un anno e mezzo), ma per la metà del tempo era rimasta
all'estero.
Lei lo piantò. Ciò lo colpì di nuovo terribilmente.
Da allora in poi fu prevalentemente depresso.
a) conflitto di territorio
b) conflitto di rancore nel territorio
c) conflitto uditivo

Terza DHS =doppia recidiva:


dal 1994 al marzo 1998 aveva una nuova compagna, Carol.
DHS: lei lo lasciò nel marzo '98. Ciò riattivò la prima e la seconda DHS.
Maniaco-depressivo: altissime grida di giubilo, mortalmente triste.
Da allora iniziò a udire le voci!
a) recidiva dei due conflitti di territorio
b) recidiva dei due conflitti di rancore nel territorio
c) recidiva dei due conflitti uditivi

Sentiva sempre delle "voci perfide" che lo chiamavano dicendo '1\h ah! la
tua amica ha un altro ... " A metà agosto '98 Anne gli aveva "confessato" di
essere incinta di lui. "Ero dissociato, del tutto impreparato".
Da quando l'amica Carol l'aveva lasciato nel marzo 1998 "pensavo in modo
diverso. Riflettevo di continuo in modo ossessivo a come reagiscono o pen-
sano le altre persone con cui avevo a che fare".
Recidiva 1 e 2 ovvero intensificazione dei due conflitti durante una forte lite
con Anne alla fine di ottobre '98 dove egli voleva entrare con la forza a casa
di Anne. Lei lo buttò fuori e troncò la relazione.
Poiché già prima il fatto di sentire di continuo delle voci gli era diventato
insopportabile, andò volontariamente in una clinica psichiatrica.
Diagnosi: schizofrenia paranoide allucinatoria con voci.

868
Freccia sinistra: primo conflitto uditivo, FH attivo. Freccia in alto a destra: secon-
do conflitto uditivo, FH attivo. Da allora in poi "si sentono delle voci" (allucina-
zione paranoide). Freccia destra in basso: vedi lo strato del cervelletto.

Prima freccia a destra in alto: conflitto di paura


nel territorio, FH attivo
Seconda freccia a destra: conflitto di territorio,
FH attivo.

Freccia a destra: FH per metà risol-


to nella regione del cervelletto per
la mammella sinistra ( = reazione
semifemminile) .

869
Due frecce sopra: conflitto para-
centrale attivo del non poter mor-
dere (smalto dentario).
Seconda freccia a destra: FH
attivo, conflitto di paura frontale.
Terza freccia a destra: grande
conflitto di territorio, paura nel
territorio e rancore nel territorio,
tutti FH attivi.
Seconda freccia a sinistra: con-
flitto di paura nel territorio nei
mancini, FH attivo.
Terza freccia a sinistra: conflitto
di territorio nei mancini.
Insieme, doppia costellazione
schizofrenica corticale, costella-
zione planante (conflitto di terri-
torio a sinistra e conflitto di
territorio a destra) e costellazio-
ne maniaco-depressiva post-mortale di tipologia "Casanova".

23.6.4.16.2 Esempio: cinque mesi di costellazione schizofrenica e


depressione dopo la morte del marito

Questa paziente di 55 anni, svizzera, è una donna ricca. Di fatto le persone ric-
che patiscono molto più raramente delle DHS con conflitto duraturo rispetto
alla gente povera perché con i soldi si possono risolvere molti problemi. Ma
se si tratta di conservare quei soldi, allora anche i ricchi soffrono dei con -
flitti allo stesso modo dei poveri.
A questa paziente morì il marito dopo una bancarotta aziendale. La soluzio-
ne per lui era consistita nel fatto di essere riuscito a malapena a salvare dal
disastro il suo patrimonio personale. Poche settimane dopo morì di infarto
cardiaco.
La sua morte causò una DHS con conflitto di territorio alla moglie cinquan-
tacinquenne. Questo conflitto la colpì contemporaneamente in tre modi.
Da un lato non si era ancora del tutto liberata del fallimento da poco felice-
mente superato; inoltre il rapporto della coppia era stato molto felice, ma
ora tutto crollava; il fantasma del fallimento sarebbe potuto riapparire e
avrebbe travolto tutto con sé. Perciò lei patì innanzitutto un conflitto di terri-

870
torio tipicamente umano per la perdita del marito, che era "fuggito dal terri-
torio della sua regina", e contemporaneamente un conflitto di territorio per
le proprie sostanze. In più si aggiunse quale terzo conflitto, sempre per la
medesima DHS, una paura terribile del futuro. Tutti questi tre conflitti col-
pirono il lato destro (vedi le tre frecce a destra nella prima immagine).
Ma le sfortune di rado vengono da sole: una settimana dopo la morte del
marito, quando la paziente era in piena attività conflittuale e già dimagriva
rapidamente, la segretaria del marito più giovane di lei di dieci anni le con-
fidò che negli ultimi sei mesi aveva avuto un rapporto intimo particolar-
mente sentito con il marito della paziente. Secondo lei, il loro era stato vero
amore.
La paziente, che si trovava già in simpaticotonia permanente, si irrigidì di
nuovo congelata e le mancò addirittura il fiato (conflitto sessuale femmini-
le con carcinoma della laringe, freccia in basso a sinistra).
Insieme con questa nuova DHS si era aggiunta una tremenda paura per-
ché le due persone di cui lei si era fidata di più l'avevano ingannata. Si
immaginava come suo marito aveva trascorso dei giorni ad amoreggiare
con la sua segretaria durante ogni "viaggio d'affari". Ora invece non pote-
va più fidarsi nemmeno della segretaria. Le venne una paura terribile
(prima TAC, freccia centrale a sinistra).

Da quel momento in poi la paziente ebbe la costellazione della schizofre-


nia. Lei stessa disse di essere rimasta durante i cinque mesi seguenti del
tutto confusa, praticamente da ricovero in istituto psichiatrico. Si aggiunge-
va in realtà il fatto che la paziente, dalla morte del marito, era caduta in una
depressione profonda e correva un grandissimo pericolo di suicidarsi, cosa
che le persone intorno a lei attribuivano al lutto . Ad esempio, una notte
improvvisamente fuggì per raggiungere sua figlia guidando in autostrada
per 800 km nel panico totale perché temeva di essere al punto di suicidar-
si.
Ma la situazione si fece ancora più grave: nel mezzo di questa "totale atti-
vità conflittuale d~l neoencefalo", comprendente sei conflitti, scoppiò la
peggiore lite per l'eredità con il marito della figliastra. La cosa però era
quasi prevista perché la coppia era già stata sposata una prima volta e quin-
di avevano dei "figli miei, dei figli tuoi e i nostri figli". Questo conflitto
("Non credo alle mie orecchie") colpì di nuovo la paziente come un conflit-
to doppio. Da un lato della medaglia c'era il "conflitto del boccone di infor-
mazione" ("Ho aspettato inutilmente l'informazione che volevo avere") che
causò un cosiddetto "neurinoma del nervo acustico", che non è nient'altro

871
che un Focolaio di Hamer nel nucleo del nervo acustico (ultima immagine,
freccia in alto). Dall'altro lato della medaglia c'era un conflitto di paura di
morire di fame con i familiari a causa del denaro, un tipico "conflitto del
fegato". Quindi Focolaio di Hamer nel tronco cerebrale a destra (ultima
immagine, freccia in basso).
Come la paziente sia riuscita a superare i suoi due primi conflitti principa-
li resterà comunque in parte un enigma per ogni esperto e un miracolo per
ogni psichiatra.
La paziente aveva una cara amica, una di cui poteva fidarsi ad occhi chiu-
si. Lei e i suoi amabili figli le parlarono, organizzarono la conciliazione con
la segretaria che chiese scusa. Le finanze si rimisero a posto.
Ciò nonostante resta un miracolo che la paziente sia riuscita a sfuggire a
questo circolo vizioso. Ha avuto inoltre "più fortuna che cervello", come si
dice. l'.ultima cosa accaduta (il litigio per l'eredità con il marito della figlia-
stra) ancor oggi non è stato "digerito", come si vede nella TAC cerebrale,
ma già si delineano i primi leggeri edemi, i cosiddetti edemi perifocali
intorno al "focolaio epatico" di Hamer nel ponte a destra.
Dalla soluzione del conflitto sessuale (novembre '85) la paziente era di
nuovo "normale", ma ancora depressa. Questa depressione svanì subito
dopo la soluzione anche del conflitto di territorio (dicembre '85). Fino a quel
momento aveva perso 15 chili di peso.
Ma sarebbe stato quasi tutto inutile perché quando la paziente sentiva sem-
pre peggio (e aveva dei disturbi al fegato) i medici le fecero fare una TAC
cerebrale, scoprirono il "neurinoma del nervo acustico", vi aggiunsero il
"focolaio del fegato" ("grande neurinoma dell'acustico") e volevano subito
operare. Io la sconsigliai con altrettanta insistenza. Da allora ovviamente il
Focolaio di Hamer, o meglio i Focolai di Hamer, non sono aumentati nel
tronco cerebrale, come risulta dai controlli, e neppure possono aumentare
perché il conflitto non è ancora definitivamente risolto, è stato molto ridot-
to, forse è persino provvisoriamente risolto. La fase di risoluzione creerà
altre difficoltà. La paziente ha ripreso peso dal dicembre '85, di recente
sente anche meglio, i valori epatici (fase di riparazione = epatite, dal con-
flitto di rancore nel territorio) sembrerebbero migliorati. Va anche detto che
la paziente ebbe una forte tosse dopo la depressione. Allora aveva anche dei
noduli di paura del cancro al collo che però non furono ritenuti carcinoma-
tosi. Inoltre durante questo periodo di conflitto attivo la paziente aveva una
voce molto rauca.
Da questo esempio, che è composto da svariati conflitti, si può imparare
una grande quantità di cose.

872
Innanzitutto la paziente ha avuto la grande fortuna che nessuno dei suoi
cancri (carcinoma interbronchiale, carcinoma della laringe, cisti carcino-
matose degli archi branchiali al collo e carcinoma epatico) è stato scoperto.
Avendole io spiegato che le cellule cerebrali non possono affatto moltipli-
carsi e quindi non può neppure svilupparsi il neurinoma dell'acustico, lei si
era convinta e così pure si erano convinti i medici a cui lei l'aveva detto
come motivo per non volersi lasciare operare.

Importante in questo caso è constatare che ogni persona può diventare


"schizofrenica" nello spazio di un'ora, perfino di un secondo. Nel nostro
tipo di società c'è il rischio che da quel momento si porti addosso per sem-
pre il marchio della schizofrenia se questa diagnosi venisse confermata
d'ufficio (analogamente al cancro) . Se ciò fosse accaduto l'intero processo
avrebbe potuto risolversi in modo completamente diverso, la paziente
sarebbe stata interdetta. I litigi per l'eredità, come lei ormai sembra avere
faticosamente imparato, sarebbero stati del tutto controproducenti per lei,
la morte sarebbe stata preprogrammata. La paziente avvertiva di continuo
questo pericolo e diceva sempre: "Il marito della mia figliastra mi vuole
uccidere".
Questo caso dimostra anche in modo chiaro e comprensibile che la cosid-
detta schizofrenia non ha a che vedere con l'ereditarietà né è di cosiddetta
eziologia "endogena" 22 7 come oggi viene da qualcuno ritenuto. Si tratta
solo di una costellazione infelice, ma biologicamente sensata. Infatti que-
sta paziente fino ad allora rientrava fra le persone più normali che si possa-
no immaginare.
Questa costellazione può verificarsi per una serie di fattori. Si vede anche
quanto la depressione e la schizofrenia siano strettamente affini, ma solo per
la frequenza della costellazione! Una donna "capo", che ormai reagisce in
modo mascolino perché è da tempo in menopausa, patisce un conflitto di
territorio quando suo marito, che faceva bene e gentilmente (quasi) tutto ciò
che lei gli diceva, morendo le è sfuggito dal territorio; questa stessa donna
capo però può ancora reagire con un conflitto sessuale femminile se il motivo
è corrispondentemente molto drammatico e se l'emisfero corticale destro è già
"chiuso" da un conflitto attivo (di fatto reagisce come un uomo destrimane).

Questa paziente aveva anche dei Focolai di Hamer sui due emisferi frontal-
mente a destra e a sinistra dovuti a delle paure terribili, era in pratica "dop-

(2 27) endogena = che nasce dentro, che viene dall'interno ..

873
piamente schizofrenica".
E' stata una benedizione che le relative malattie cancerogene non venissero
scoperte rendendo possibile seguire un procedimento di tipo "criminalistico".
Il fatto che questa paziente fra i suoi tanti conflitti non avesse patito anche
un conflitto centrale, è stata un'ulteriore fortuna per lei perché sarebbe
diventata "visibilmente strana" e l'avrebbero ricoverata in un istituto. Così
fu strana solo per l'ambiente più ristretto intorno a lei.
Ha superato tutto; oggi, dopo 14 anni, sta bene.

Immagine pagina a fianco a sinistra


Frecce a destra: conflitto di paura
nel territorio e di rancore n el territorio.
Freccia grande in alto: conflitto dell'oppor-
re resisten za
Frecce a sinistra: (dall'alto verso il basso}:
conflitto di impotenza, conflitto del mor-
dere (del non poter mordere, dentina),
conflitto di frustrazione sessuale con con-
flitto uditivo (non credette alle proprie
orecchie quando la segretaria le confessò
la "love story" con suo marito) .
Immagine sopra a destra freccia a sini-
stra: conflitto uditivo

874
Freccia a destra: (tronco cerebrale) conflitto del boccone di informazione
(ingrandito n ell 'immagine a sinistra)

23.6.4.17 La costellazione della bulimia

Sezione schematica trasversale del neoencefalo

HH nel relè dell'ipoglicemia donna mancina:


(carenza di glucagone) conflitto di identità
centro della fame

uomo destrimane:
conflitto di rancore
donna destrimane: nel territorio
confiitto di paura-ribrezzo

uomo mancino: HH nel relè della


conflitto dell'opporre mucosa gastrica
resistenza e duodenale, dei
dotti epatici e
pancreatici
© Dr. med. Mag. theol. Ryke Geerd Hamer
La cosiddetta bulimia è una costellazione schizofrenica nella quale solo uno
dei due conflitti è un conflitto della sfera del territorio. La cosiddetta "vora-
cità" si verifica per il fatto che il paziente è continuamente ipoglicemico a
causa del FH a sinistra cerebralmente p erché manca il glucagone, l'anta-
gonista dell'insulina. Quindi il paziente ha sempre fame e mangia di con-
tinuo p er contrastare la sua ipoglicemia. A causa dell'ulcera gastrica a de-
stra cerebralmente ha però sempre lo stimolo di vomitare perché lo stoma-
co non assorbe questo cibo eccessivo.

Nella donna destrimane la successione è :


1. conflitto di paura con ribrezzo (reazione femminile)
2. conflitto di rancore nel territorio (reazione maschile)

Nella donna mancina la successione è:


1. conflitto di identità (reazione femminile)
2. conflitto di paura con ribrezzo (di nuovo reazione femminile)

Nell'uomo destrimane la successione è:


1. conflitto di rancore nel territorio (reazione maschile)
2. conflitto di paura con ribrezzo (reazione femminile)

875
Nell'uomo mancino la successione è:
1. conflitto dell'opporre resistenza (reazione maschile)
2. conflitto di rancore nel territorio (di nuovo reazione maschile)

La bulimia è un esempio molto adatto per rendersi conto della successione


dei conflitti e del "saltare" dei FH sul lato cerebrale opposto ovvero della
"chiusura" di un lato del cervello. Fatto importante: la correlazione fra cer-
vello e organo è sempre uguale e invariabile, così pure la correlazione figlio
e partner rispetto all'innervazione motoria e sensoriale.

Meccanismo della bulimia:


si mangia di continuo a causa dell'ipoglicemia (FH attivo nel relè dell'ipo-
glicemia) e si vomita a causa dell'ulcera gastrica (FH attivo nel relè della
mucosa gastrica).

23.6.4.17.1 Esempio: costellazione schizofrenica con bulimia

Le immagini nelle pagine seguenti appartengono a una ragazza destrima-


ne francese di 23 anni che rientra fra i numerosi pazienti che di volta in
volta vengono descritti come nevrotici, matti, pazzi o schizofrenici e depres-
si. A 14 anni aveva avuto una terribile esperienza quando la madre l'aveva
soffocata con un cuscino e aveva avuto una fortissima paura di morire. Le
venne un carcinoma della laringe (immagine a sinistra in basso, freccia
sinistra) e contemporaneamente un conflitto centrale nel centro della glice-
mia (centrale perché in quel momento avvertì la madre per metà come
madre e per metà come partner o rivale, frecce nelle due immagini) che
sussiste ancora parzialmente. Un simile carcinoma della laringe con FH a
sinistra frontalmente rientra, secondo le mie conoscenze, fra i conflitti ses-
suali femminili. La ragazza quattordicenne allora perse istantaneamente il
suo ciclo. Dai 14 ai 19 anni la ragazza ha avuto questo "conflitto semises-
suale in sospeso ''. Sognava spesso che la madre voleva ucciderla, altrimen-
ti il conflitto era molto ridotto . A 19 anni aveva un amico (molto effemina-
to). Lei stessa era spigliatamente mascolina. Patì una nuova DHS quando
l'amichetto la lasciò in circostanze molto drammatiche di rancore. Patì un
conflitto di paura nel territorio (freccia superiore destra) e un'ulcera gastri-
ca (freccia a destra in basso). corrispondente a un conflitto di rancore nel
territorio concomitante. Non abbiamo nessuna radiografia dei polmoni, ma
dobbiamo concludere che si trattava, a livello organico, di un carcinoma
bronchiale corrispondente a questo conflitto di paura nel territorio.

876
Fu diagnosticata l'ulcera gastrica che in seguito si evidenziò in modo
drammatico sotto forma di una bulimia.

Dal momento in cui la ragazza ebbe anche il conflitto di territorio in


aggiunta al conflitto della laringe in sospeso a sinistra cerebralmente,
venne a trovarsi in costellazione schizofrenica. Sognava, di notte gridava
all'improvviso e credeva che sua madre volesse di nuovo ucciderla; soffriva
di una gravissima bulimia notturna, con voracità e vomito, e aveva una
depressione molto forte! Questo stato della costellazione schizofrenica durò
per circa un anno.

Il mio collega francese, che mi infor-


mò per lettera di questo caso e inol-
tre fece eseguire le TAC cerebrali,
non sapeva dire perché il conflitto
della laringe (sessuale) si era risolto
(probabilmente a causa di un legge-
ro incidente che la ragazza avvertì
come recidiva di DHS passeggera).
Esso è in soluzione, come si può
vedere sulla TAC cerebrale, perché
ha un bordo edematoso (freccia a
sinistra, immagine a destra e a sini-
stra) . Alla paziente tornò il ciclo me-
struale. Con questa modificazione

877
ormonale quasi automaticamente si risolse anche il conflitto di territorio,
perché ora la ragazza era di nuovo in una "dimensione diversa" sotto il pro-
filo ormonale. Da allora la ragazza è praticamente normale, ha ripreso peso
e ora pesa 65 kg.
Nelle TAC cerebrali ci sono tutti i conflitti "gradualmente in soluzione",
vale a dire non hanno un margine edematoso scuro come dopo la soluzio-
ne di conflitti che sono stati attivi per un lungo periodo in modo acuto e poi
si sono risolti di colpo. Questi "conflitti in sospeso" , quando si risolvono,
hanno anche un processo di soluzione protratto, secondo quanto ho sempre
osservato. Del conflitto centrale avvenuto resta solo la modificazione del
centro di questo conflitto centrale (vedi freccia in alto a sinistra, FH dei relè
dell'ipoglicemia e dei relè dell'iperglicemia) .
A moltissime persone capita di "uscire di senno". La maggior parte di loro
si calma abbastanza rapidamente, come è normale che sia. Se ora volessi-
mo appurare se molte di queste persone abbiano avuto una costellazione
schizofrenica per un periodo breve o un po' più lungo, ciò provocherebbe
innanzitutto un compassionevole scuotere della testa. Infatti la parola schi-
zofrenia è quasi la condanna a portare un marchio per tutta la vita perché
una volta dichiarati schizofrenici lo si resta per sempre. Spesso questo ver-
detto prevede anche un internamento in un istituto vita natural durante,
cioè comporta una ospitalizzazione di fatto quasi simile a un ergastolo.
In realtà però è "solo" una costellazione che si può di nuovo far regredire
alla stessa velocità con cui si è manifestata. Del resto anche gli animali
come gli uomini possono essere affetti da schizofrenia. Non c'è esperto di
animali che non l'abbia già osservato nei nostri animali domestici (vedi il
caso che segue della cagna boxer in costellazione schizofrenica).

878
23 .6.4.18 La costellazione schizofrenica della corteccia visiva

Sezione schematica trasversale del neoencefalo

Ecco le quattro possibili costellazioni schizofreniche della corteccia visiva

1° relè della retina: due HH


nei relè della retina: mania di
persecuzione a causa di "qualcosa"

2° relè del corpo vitreo: due HH


nel relè del corpo vitreo: mania
di persecuzione relativa a delle
"persone"

3° combinazione di due HH: uno nel


relè del corpo vitreo (qui a sinistra) e
uno nel relè della retina (qui a destra):
combinazione di costellazione! mania
di persecuzione a causa di una
"persona"(HH a sinistra) e mania di
persecuzione a causa di una "cosa"
(HH a destra)

4° combinazione di due HH: uno nel


relè del corpo vitreo (qui a destra) e
uno nel relè della retina (qui a sinistra):
combinazione di costellazione! mania
di persecuzione a causa di una
"persona"(HH a destra) e mania di
persecuzione a causa di una "cosa"
(HH a sinistra)

879
Non solo gli occhi ma anche le cortecce visive sono degli organi complica-
ti a livello fisico-ottico.

INCROCIO DELLE FIBRE DEL NERVO OTTICO

Linea mediana di messa a fuoco dove


Possiamo distinguere (campo
medico ancora largamente
entrambi gli occhi "vedono nitidamente",
corrisponde alla fovea centrale = punto
inesplorato!) una porzione
della visione nitida sulla retina laterale
occipito-laterale della corteccia
Campo visivo visiva che innerva le due emi-
parti omolaterali delle retine,
che guardano verso il lato op-
posto per il 90%, e una porzio-
ne mediana della corteccia
visiva che innerva il corpo
vitreo dell'occhio sul lato
opposto.
Corrispondentemente ci sono
anche le diverse combinazioni,
indicate prima, di costellazione
schizofrenica della corteccia
visiva.
Entrambe le porzioni corticali
producono un FH se si verifica
un conflitto con sensazione di
essere perseguitati, precisamente la porzione relativa alla corteccia visiva
produce un FH in caso di DHS del "sentirsi perseguitati" a causa di cose o
circostanze o semplicemente di qualche pericolo, invece la porzione relati-
va al corpo vitreo (situata centralmente) a causa di una persecuzione dovu-
ta a persone o animali, in ogni caso sempre ad esseri viventi.
Cosa importante: 1in senso lato anche le porzioni della corteccia visiva pre-
vedono la distinzione figlio o partner: la donna destrimane guarda il suo
bambino verso sinistra con entrambe le emiparti destre della retina e con la
corteccia visiva destra. Nella donna mancina è tutto a rovescio.
l'.uomo destrimane con le due emiparti sinistre della corteccia visiva sini-
stra guarda verso destra la sua partner, i nemici e il territorio. N egli uomi-
ni mancini accade il contrario.

880
23.6.4.18.1 Esempio: paziente con grave mania di persecuzione

Il caso seguente riguarda un paziente con doppia costellazione schizofreni-


ca della corteccia visiva e quindi una grave mania persecutoria doppia.
Il paziente sessantaduenne per sette mesi aveva avuto un conflitto attivo di
paura n ella nuca dovuto a delle cose e un conflitto di paura nella nuca
dovuto a persone. Al momento della prima immagine TAC i conflitti erano
in soluzione da quattro settimane. Il paziente aveva voluto fondare un ospe-
dale della Nuova Medicina, ma era stato di continuo terrorizzato da costri-
zioni burocratiche. Conte mporaneamente, a causa d ella situazione giuridi-
ca non risolta della clinica aveva una paura enorme che un paziente potes-
se morire. La sua rabbia nei confronti dell'eccessivo accanimento delle
autorità, che con tutti i mezzi volevano ostacolare l'ospedale , gli fece veni-
re un'ulcera allo stomaco.
Grazie a lunghe discussioni con i suoi amici e parenti riuscì a superare i
conflitti e a controllare le complicazioni delle fasi di riparazione (forti dolo-
ri di testa, abbassamento della vista) con una cura a base di cortisone. La
forte mania di persecuzione subentrata nella fase di conflitto attivo si era ad
esempio manifestata con il fatto che il paziente non poteva mai andare a
dormire senza prima avere barricato le porte di casa con parecchi pezzi di
mobilio pesanti.

Le frecce indicano su entram-


bi i lati occipitalmente i quat-
tro FH nel relè della retina
(mania persecutoria a causa
di cose) e due FH in entrambi
i relè del corpo vitreo (mania
persecutoria a causa di perso-
ne). Al momento di questa
immagine, soprattutto a sini-
stra i focolai sono in chiara
fase edematosa di soluzione.
Per colpa dell'edema di solu -
zione il paziente a quel punto
vedeva molto male, spesso
sbatteva contro l e porte di
vetro. Anche il radiologo riuscì
ad individuare l'edema di

881
soluzione perifocale del FH occipitale sinistro nel relè della retina e lo segnalò
con una marcatura. Le due frecce destre indicano il relè relativo all'ulcera gastri-
ca che pure si trova un po' in soluzione. La freccia centrale mostra lo spostamento
del lato destro del ventricolo laterale verso la linea mediana ( = conflitto di per-
dita risolto in fase PCL inerente al testicolo sinistro).

[;immagine qui accanto, esegui-


ta 4 mesi più tardi, mostra che
non si vede più l'edema cerebra-
le occipitale destro della cortec-
cia visiva. Però a sinistra occipi-
talmente l'edema rimasto indica
che la riparazione del FH non è
affatto compiuta. Questi FH cor-
ticali a tutt'oggi sono spesso
asportati con intervento chirurgi-
co perché ritenuti dei meningio-
mi, cioè dei tumori cerebrali.

23.6.4.18.2 Esempio: costellazione schizofrenica a causa

a) conflitto sessuale: amore lesbico respinto


b) conflitto di paura nella nuca: paura dell'ufficio giudiziario

Una giovane donna che allora aveva 26 anni, laureata, con un ottimo posto
di lavoro nell'industria, dopo parecchie relazioni fallite con uomini per i
quali lei era sempre "il capo", si era innamorata di una psicologa della sua
stessa età. Però in questo rapporto desiderato sentiva di essere la parte fem-
minile.
All'inizio del maggio '84 questa amica venne a fare visita alla paziente con
un suo amico. La paziente si ingelosì molto e quando rimasero sole per
breve tempo baciò la psicologa sulla bocca; questa ne fu contenta, cosa che
rese la paziente molto felice.

882
Prima DHS
Una settimana dopo, a metà maggio, accompagnò l'amica a casa in auto di
ritorno dalla solita seduta terapeutica in gruppo più ampio. Dopo che si
erano separate, alla paziente dispiacque di non avere osato approfondire
definitivamente il rapporto. Perciò tornò indietro verso mezzanotte e chiese
di entrare da lei. Quando si trovò nell'appartamento di fronte alla sua amica
si fece coraggio e le chiese il permesso di dormire con lei.
l'.amica rifiutò dicendo: "No, non è possibile, è ancora troppo presto!" e pra-
ticamente buttò la paziente fuori dal suo appartamento. Quest'ultima dice
di essersi sentita "radicalmente distrutta". Ancora oggi ama l'amica e dor-
mirebbe senz'altro con lei se fosse possibile.
Alla paziente si formò un Focolaio di Hamer nella zona periinsulare sini-
stra.
Da quel momento non riuscì a pensare a nient'altro che al modo per riusci-
re a sedurre l'amica. Le faceva di continuo delle proposte che però veniva-
no sempre rifiutate.

Seconda DHS
Il 15 giugno '84 la paziente ricevette una lettera dai genitori in cui si dice-
va che il padre era stato citato dall'ufficio giudiziario e c'era un forte peri-
colo che il suo ufficio d'assicurazioni andasse in fallimento. La paziente fu
come colpita da un fulmine. Diceva di avere provato due tipi di panico
(nella nuca): uno per il fatto che ora in pratica l'intera famiglia sarebbe
potuta finire sul lastrico e l'altro che al padre potesse venire un secondo
infarto cardiaco. Aveva già avuto un infarto circa venti anni prima.

La paziente istantaneamente diventò psicotico-schizofrenica.

D'improvviso faceva le cose più pazze che prima non le sarebbero mai potu-
te accadere. Per esempio gettava la carta da lettere dalla finestra del suo
appartamento sulla strada per far sbalordire i passanti. Andava con una tuta
da jogging a un colloquio con il capo della ditta, cosa che normalmente,
estremamente corretta com'era, non si sarebbe mai sognata di fare . Dal
momento della DHS ebbe anche, come lei stessa dice, un continuo "scric-
chiolio nella testa" e "come un cerchio intorno alla testa" che gliela strin-
geva.
La paziente accusava un "sintomo paranoide" molto particolare: in quel
periodo vedeva sua madre in parte "sbagliata", cioè la vedeva "o troppo gio-
vane o troppo vecchia" rispetto a quello che era davvero .

883
Chiaramente il computer della corteccia visiva era finito sottosopra. Infatti
lei associava a un'immagine reale della madre un'immagine precedente o
una futura da lei stessa inventata in parte ricordando e in parte immaginan-
do. In pratica "trasformava" una "foto reale" della madre in un'immagine
irreale.
All'inizio del luglio '84 la paziente regalò alla sua amica un anello di Cartier
d'oro come "segno inequivocabile", che l'amica accettò. Alcuni giorni
prima aveva detto alla paziente: "Tu sei molto importante per me", dando-
le così di nuovo delle speranze. La tomografia della testa eseguita il 10.7.84
risale a quel periodo, quando anche la faccenda con l'ufficio giudiziario
iniziava ad appianarsi. A quel punto la paziente non era più psicotica.
Nel frattempo però, a causa del suo strano comportamento, la ditta aveva
preso la decisione di licenziarla (fine luglio '84). La notizia, lentamente ma
inesorabilmente, si diffuse nel giro dei suoi conoscenti che presero le distanze
da lei.
All'inizio di agosto '84 anche l'amica la lasciò, sebbene a quel punto la
paziente non fosse più psicotica; a causa di questo abbandono tornò però
ad esserlo, unitamente a un improvviso aggravarsi delle difficoltà del padre
con l'ufficio giudiziario. Poco tempo dopo il padre dovette intestare l'ufficio
di assicurazioni alla moglie per salvare il salvabile. La paziente fu toccata
sul vivo da questi eventi, tanto più che dopo il licenziamento era tornata ad
abitare a casa dei suoi. La DHS recidiva per il conflitto di frustrazione ses-
suale consisteva nel fatto che aveva invitato l'amica a fare una vacanza
insieme con lei a Sylt, ma quella aveva rifiutato e anzi se ne era andata in
vacanza altrove con un amico. Ora entrambi i conflitti erano di nuovo atti-
vi e la costellazione si era ritrasformata in schizofrenia.
Sino ad oggi poco è cambiato rispetto a questa costellazione. Entrambi i
conflitti sono "in sospeso". Il conflitto di paura nella nuca è decisamente
ridotto ed è presente solo a un basso livello, sebbene il processo non sia
ancora concluso. Ma poiché nel frattempo il fratello ha un buon posto di
lavoro nell'industria, lei spera che in caso di necessità, ovvero di una cata-
strofe, lui potrebbe intervenire. Ora l'amica si stava allontanando sempre di
più dalla paziente, perché quest'ultima era davvero molto cambiata, come
diceva l'amica stessa. La paziente non poteva più avvertire delle emozioni
come prima, dimenticava tutto, non era più in grado di concentrarsi in uno
sforzo mentale. Ciò nonostante continuava a fare la corte all'amica, ovvia-
mente invano. Rimproverava all'amica che, in quanto psicologa, avrebbe
dovuto accorgersi molto prima che c'era qualcosa che non era a posto. In
questo periodo la paziente un giorno telefonò all'amica e le disse soltanto:

884
"Ti odio, ti amo!", riagganciando subito. Nel giugno '85 fece ancora un
misero tentativo di lavorare in un'altra ditta, ma già dopo quattro giorni
dovette rinunciare non essendo capace di svolgere lavoro di concentrazione.
Dal giugno '85 fino all'aprile '86 seguì un soggiorno permanente in una cli-
nica psichiatrica a causa della psicosi schizofrenica.
Lì le venne fatta una "copertura" di sedativi. Dal settembre '85 in poi inco-
minciò a stare meglio. La questione dell'ufficio giudiziario non la toccava
più tanto, perché sua madre non gliene parlava e lei si trovava appunto in
clinica. La madre le raccontava anche di "successi parziali". Il conflitto però
durava, sebbene a un livello molto basso. Nel marzo '86, poco prima di
essere dimessa dalla clinica, l'amica le restituì per posta l'anello di Cartier
unitamente a uno scritto che deve essere stato così offensivo che la madre,
la quale aveva ricevuto il pacchetto dalla posta e l'aveva aperto, stracciò la
lettera furente.
Nell'aprile '86 tornò a casa e venne così di nuovo toccata da vicino dalla
questione dell'ufficio giudiziario mentre pensava continuamente all'amica.
Non desiderava nulla più ardentemente del dormire con lei. Come prima
non aveva più i sensi a posto né riusciva a concentrarsi. Venne quindi pen-
sionata come invalida per sempre. I medici le dissero che doveva prendere
dei medicinali per tutta la vita e che non sarebbe mai più tornata ad essere
quella di prima e che non c'era più niente da fare, perché era appunto psi-
cotica. Da allora il sentimento della stima di sé è stato messo a dura prova.

885
La TAC del 1Oluglio '84 è tipica : in questa donna destrimane mostra un Focolaio
di Hamer che si trova in soluzione parziale a sinistra periinsularmente, che
corrisponde a un conflitto di frustrazione sessuale (per l'amica lesbica) . Inoltre si
vedono due FH occipitalmente a destra e a sinistra con grande edema perifoca-
le, corrispondenti a un doppio conflitto di paura nella nuca (uno per il fallimen-
to della famiglia e l'altro per un possibile nuovo infarto cardiaco del padre). A
questo punto entrambi i conflitti sono in soluzione. Sappiamo che poco tempo
dopo il conflitto ha avuto di nuovo una ricaduta. La paziente inoltre vedeva deci-
samente molto peggio, tornando a migliorare solo nel settembre '85. Dal maggio
'86 è di nuovo leggermente peggiorata.
Il radiologo, che è pure neurologo, aveva sì notato "qualcosa" e aveva contras-
segnato l'elemento o gli elementi rilevati, ma, non sapendo che cosa dovesse
fame, aveva scritto che era tutto a posto.

23.6.4.19 La costellazione franto-occipitale in parte semi-schizofrenica

Sezione schematica trasversale del neoencefalo

Costellazione
fronto-occipitale
semi-schizofrenica

© Dr. med. Mag. theol. Ryke Geerd Hamer

Questa costellazione della corteccia cerebrale è di tipo molto drammatico:


una persona o un animale vede un pericolo davanti e contemporaneamen-
te avverte la paura nella nuca di un pericolo che arriva da dietro. Ciò pro-
duce panico! In questo modo ogni FH frontale può combinarsi con qualsia-
si FH occipitale. Può così cambiare un po' il tipo di panico, ma il panico di
fondo resta sempre uguale.

886
La costellazione franto-occipitale può essere tale anche quando i due con-
flitti colpiscono il medesimo emisfero.

Persone e animali con questo tipo di costellazione schizofrenica franto-occi-


pitale non solo sono del tutto imprevedibili, ma si comportano anche come
un animale che viene messo alle strette e allora tenta "il tutto e per tutto" .
Seguono due esempi che ci devono far riflettere che solo in linea di princi-
pio tutti i casi sono tipici e analoghi, mentre ovviamente a un esame più
dettagliato risultano molto differenti fra loro.

23 .6.4.19.1 Esempio: mania di persecuzione

Costellazione schizofrenica
corticale franto-trasversale.
Mania di persecuzione per costel-
lazione schizofrenica di entrambe
le cortecce visive e costellazione
franto-occipitale .

Cinque anni prima, nel marzo


1994, questo paziente mancino di
24 anni (meccanico) aveva accol-
tellato ad una sagra un giovane
portoghese. Il portoghese era del
tutto ignaro di quanto stava per
accadere, non c'era stata nessuna
lite, proprio nulla. Morì all'istan-
te. Il paziente restò accanto al
morto fino a quando la polizia
venne a prenderlo.
Alcuni anni prima (8 anni) aveva fatto un incidente frontale con il suo ciclo-
motore scontrandosi contro un altro motociclista. Questo conflitto di paura
frontale continuava ad avere delle recidive tutte le volte che rischiava di
urtare qualcuno con il suo ciclomotore. Si tratta evidentemente di un con-
flitto frontale a sinistra cerebralmente (freccia a sinistra in alto). Dopo il
primo incidente era rimasto incosciente per due giorni, sull'occipite aveva
una doppia frattura cranica e una contusione cerebrale a sinistra. Si tratta-
va appunto di un conflitto di paura frontale a sinistra (mancino) e semilate-
rale che continuava a fare delle recidive e che era stato mal interpretato

887
come "contusione 22 s cerebrale" nella primissima TAC eseguita. A causa
delle continue recidive il suo tronco cerebrale si alterò e anche la sua per-
sonalità cambiò procurandogli ripetuti licenziamenti per inaffidabilità. I
genitori lo denunciarono alla polizia il giorno in cui,
trovandosi visibilmente in crisi epilettoide e sotto l'influenza di droghe,
attaccò la madre con un coltello (il padre riuscì a intervenire). La fuga di
fronte alla polizia e ai genitori produsse una DHS con 4 nuovi FH (a sini-
stra paracentralmente, a destra fronto-temporalmente (paura nel territorio),
nonché in entrambe le cortecce visive: a destra per la reale situazione peri-
colo+padre+polizia, a sinistra cerebralmente per la paura nella nuca ri-
spetto alla madre).

23.6.4.19.2 Esempio: paura dell'intervento per un melanoma

Costellazione franto-occipitale

A questa paziente 42nne mancina


fu diagnosticato un melanoma al
collo. Quando le dissero che biso-
gnava operare "asportando in pro-
fondità fin dentro i tessuti sani", lei
che già aveva patito in precedenza
un conflitto di spavento improvviso
(freccia grande a destra), ora nel
panico totale patì un altro conflitto
di paura frontale a sinistra ante-
riormente (freccia piccola) e un
conflitto di paura nella nuca a de-
stra cerebralmente (retina e corpo
vitreo). Viaggiò per tutta l'Europa
in preda al panico. Riuscimmo
però a calmarla. Per un certo perio-
do vide male con l'occhio sinistro (ovvero con il corpo vitreo), ma nel frattempo
tutto è ritornato normale.

(228) Contusione = ferimento e schiacciamento dell'organo con consegu enze visibili.

888
23.6.4.20 La costellazione cranio-caudale

Includo come possibilità, solo per


motivi di completezza, questa
costellazione attualmente ancora
teorica, in quanto non ho sin qui
potuto fare delle ricerche sistema-
tiche.
Questo capitolo sulle psicosi,
insieme con gli esempi riportati,
non pretende affatto di essere
completo di ogni dettaglio. Se cer-
cassimo con attenzione troverem-
mo ancora che esiste un grande
numero di costellazioni speciali, perché ciascun relè ovvero ogni FH della
corteccia cerebrale sinistra può combinarsi con ciascun relè ovvero FH
della corteccia cerebrale destra e formare una costellazione. Simili costella-
zioni possono anche essere triple o quadruple, e persino le costellazioni
possono combinarsi fra di loro. Restano ancora moltissimi dettagli da sco-
prire! Ma credo che i passi più grandi siano stati fatti e ora abbiamo ben
chiari i principi di fondo. Mi riempie di soddisfazione il pensiero di poter
aiutare queste povere persone, come è sempre stato il mio sogno sin da
quando ero un giovane assistente.
Oggi possiamo avere in modo rapido e sistematico i particolari delle possi-
bili combinazioni e costellazioni grazie alla TAC cerebrale e ai nostri com-
puter. Se avessi una clinica ciò sarebbe un lavoro di routine di pochi mesi.

23.6.4.21 I.:arresto dello sviluppo (in parte infantilismo) come segno


di una costellazione schizofrenica

Nell'ambito delle costellazioni schizofreniche un fenomeno molto interes-


sante e molto frequente è quello dell'arresto dello sviluppo. Tale fenomeno
è piuttosto ricorrente nella nostra epoca civilizzata ed intellettualizzata al
punto che viene ritenuto più o meno "normale".
Ma sotto l'aspetto biologico non lo è affatto. Citiamo un piccolo esempio: in
passato il maturando riceveva il diploma con cui appunto si certificava la
sua "maturità". Ciò ovviamente comportava anche una buona preparazio-
ne generale con conoscenza di fatti, ma decisiva era la maturità. Accadeva
spesso che a un "secchione", che aveva dei buoni voti, non venisse conte-

889
rito il diploma di maturità, mentre veniva dato a uno studente considerato
"maturo", sebbene avesse dei brutti voti.
Oggi è tutto diverso. La maturità oggi si potrebbe fare benissimo al compu-
ter, il quale sarebbe in grado di stabilire nel modo più oggettivo la quantità
di nozioni che il maturando ha accumulato ed è in grado di esporre. La
maturità non viene più richiesta, secondo la teoria di dare a tutti le stesse
opportunità.
Negli ultimi 20 o 30 anni sono stati ammessi allo studio della medicina
molti simili "secchioni immaturi". Nessuna importanza viene riconosciuta
alla maturità sotto il profilo umano. Se si giudicasse in base alla loro matu-
rità, sembrerebbe che molti medici si siano fermati nella loro evoluzione a
un'età fra gli 11 e i 14 anni.
Non mi interessa affatto criticare gli intellettuali oggi così quotati, prepube-
rali, poveri di sentimenti o del tutto insensibili, eppure molto loquaci, bensì
vogliamo tentare di occuparci di questo fenomeno con senso davvero critico.
Innanzitutto dobbiamo premettere che anche lo stato di tali "ragazzini"
immaturi, prepuberali, eunucoidi, altamente intellettuali deve avere un
senso biologico, il che ovviamente non significa che esso si debba presen-
tare in natura con simile frequenza. Potrebbe anche trattarsi di una delle
molte manifestazioni speciali che la nostra civiltà produce in tali quantità
in modo non fisiologico. Inoltre dobbiamo guardarci dal formulare delle
valutazioni umane quando si fanno simili constatazioni biologiche.

23.6.4.21.1 Come nasce questo fenomeno

Oggi la maggior parte dei conflitti insorge nella pubertà, ma non sono affat-
to biologici. Uno sguardo al mondo antico ci mostra che allora le
ragazze/donne dodicenni o tredicenni normalmente erano sposate o stava-
no per sposarsi. Per queste "donne bambine" non esisteva una pubertà nel
senso come oggi noi ancora l'intendiamo. Era anche normale che avessero
il loro primo figlio a 13 o 14 anni e questi bambini primogeniti non erano
affatto più deboli o malati di quelli successivi. Una femminista emancipata,
che a 40 anni non si sente ancora matura per avere un figlio, potrebbe solo
ridere del fatto di sposarsi o di diventare madre a un'età così giovane.
Per contro, la pubertà dei giovani era qualcos 'altro, ma in passato si faceva
sempre in modo che essi potessero sfogare l'aggressività tipica della puber-
tà con il lavoro o con dei giochi bellicosi. Poiché l'organizzazione familiare
era costruita solidamente, non c'erano orde di giovani in età puberale che
per la noia non sanno quale sciocchezza combinare per prima. Ciò signifi-

890
ca che il fenomeno dell'arresto dello sviluppo è esistito in tutti i tempi, solo che
oggi sembra essere notevolmente aumentata la frequenza delle costellazioni
schizofreniche nell'età fra gli 11 e i 14 anni a causa del modo attuale di vive-
re lontano dai ritmi biologici.
La causa dell'arresto dello sviluppo è semplice: ci sono sempre due pro-
grammi SBS diretti dal neoencefalo, dove non posso ancora sapere con
sicurezza se anche i programmi SBS diretti dalla sostanza bianca produca-
no questo fenomeno o solo quelli diretti dalla corteccia cerebrale (sezione
rossa della tabella, ectoderma).
La costellazione schizofrenica dei programmi SBS diretti dalla corteccia
cerebrale non riguarda soltanto la sfera del territorio a sinistra e a destra,
bensì l'intera corteccia cerebrale dei due emisferi. Dunque, per un simile
arresto dello sviluppo bastano anche una costellazione schizofrenica sola-
mente motoria (a sinistra e a destra nel centro corticale motorio) o una pura:
mente sensoriale.
Quando si ha un po' di esperienza in questo campo si è subito in grado di
dire quando deve essere avvenuto il secondo conflitto, dato che lo svilup-
po si è bloccato a quel punto. Questa conoscenza costituisce un criterio
diagnostico molto importante. Il primo conflitto deve essere avvenuto
prima, anche se non possiamo determinare se molto o poco tempo prima.
Ma dato che sappiamo se il paziente è mancino o destrimane, possiamo
almeno capire per i programmi SBS della sfera del territorio quale è stata
la prima DHS e quale la seconda. Potendo valutare abbastanza precisa-
mente il momento del secondo programma SBS, riusciamo a fare delle
domande mirate riguardo al conflitto avvenuto a quel punto. Il resto è solo
routine diagnostica. Tuttavia, come cerco sempre di spiegare ai miei allie-
vi, non abbiamo davanti una macchina guasta, ma un essere vivente.
I.'.arresto dello sviluppo, che forse risale a molto tempo prima o forse alla
tarda pubertà (14-16 anni). nel frattempo è già diventato parte integrante
della personalità e probabilmente il paziente sarebbe infelice se all'improv-
viso diventasse "diverso". E dato che l'arresto dello sviluppo ha avuto a suo
tempo un proprio senso biologico e probabilmente continua ad averlo, non
solo occorre chiarire coscienziosamente la questione dall'inizio, ma anche
tentare di scoprire perché il paziente non sia mai uscito da questa costella-
zione. Per esempio, forse perché a 30-35 anni vive ancora con i suoi e quin-
di non ha mai potuto esserci una modifica dei conflitti.
Ma si deve anche accertare se il paziente ora non consideri il suo stato
attuale come parte integrante stabile della sua personalità e non desideri
affatto diventare "diverso", soprattutto se è maniaco e in quanto tale avver-

891
te la propria condizione come decisamente vantaggiosa. Dobbiamo sempre
renderci conto che queste persone sono in costellazione schizofrenica, dun-
que pensano sempre in modo un po' bizzarro, per non dire paranoide, e
possono agire di conseguenza in qualsiasi momento. Da un istante all'altro
possono peggiorare, se si aggiunge un ulteriore conflitto e allora improvvi-
samente si possono arrabbiare e diventare del tutto maniaci o depressivi,
cioè appunto "pazzi".

23.6.4.21.2 Esempio: arresto dello sviluppo di una quarantenne

Una giovane donna, che nelle immagini ha 30 anni, aveva patito due con-
flitti rispettivamente all'età di 12 e 13 anni. Il primo, essendo lei destrima-
ne, l'aveva colpita a sinistra cerebralmente, il secondo, con il quale le tornò
il ciclo mestruale che si era interrotto per un certo tempo, a destra cerebral-
mente. Da allora il suo sviluppo si fermò al livello di una tredicenne.
A tredici anni le ragazzine, se non hanno una gravidanza come accadeva
anticamente, presentano un periodo di omosessualità; nella nostra epoca
civilizzata ciò viene percepito come normale. Sino ad oggi la paziente non
ha potuto costruire una vera relazione con nessun uomo.
A tredici anni i ragazzi in età puberale si ribellano ai genitori. Anche questo
viene accettato come "normale" dalla nostra moderna società antibiologi-
ca. Ma qui c'è la questione decisiva: se una paziente si "congela" a questo
stadio di tredicenne, per quanto riguarda il suo sviluppo, allora tutte queste
reazioni tipiche della pubertà proseguono. Quindi se resta in costellazione,
lotterà per tutta la vita contro i suoi genitori. Lei stessa di fatto non sa per-
ché li contrasta e trova come motivazione di questa lotta le cose più paz-
zesche che ogni persona ragionevole considera paranoidi. Lotta semplice-
mente, con o senza un motivo.

Freccia in alto a destra: FH nel relè bronchiale, attivo, sia per la mucosa bron-
chiale sia per la muscolatura bronchiale corrispondente a un conflitto di paura
nel territorio.
Freccia in basso a destra: FH nel relè della mucosa gastrica, delle vie biliari e
del coledoco, recidivante, corrispondente a un conflitto di rancore nel territorio.
Freccia superiore a sinistra: FH attivo nel relè del retto corrispondente a un con -
flitto di identità.
Due frecce in basso a sinistra: FH attivo nel relè della vescica corrispondente a
un conflitto del marcare il territorio femminile.

892
I FH della freccia in alto a destra e
delle frecce a sinistra insieme pro-
ducono una costellazione mitoma-
niacale.
I FH della freccia in basso a de-
stra e della freccia in alto a sini-
stra insieme danno una costella-
zione aggressivo-biomaniacale, se
è accentuato il lato sinistro, o una
costellazione depressiva con irrigi-
dimento se è accentuato ovvero
prevale conflittualmente il lato
cerebrale destro.

Freccia sinistra: FH relativo al


conflitto sessual e in sospeso da
17 anni. Allora la paziente
aveva 13 anni.

893
23.6.4.21.3 Il contenuto della paranoia

In passato i nostri psichiatri e psicologi avevano tentato invano di sviluppa-


re una terapia a partire dal contenuto della lite o dei presunti conflitti in
corso, in quanto cercavano di verbalizzare la lite, secondo un procedimen-
to da loro chiamato "rielaborazione". Ciò non era commisurato alle circostan-
ze biologiche, cioè potremmo anche dire che era del tutto sbagliato sotto
l'aspetto biologico.
Vediamo infatti che il contenuto conflittuale è del tutto aleatorio. Per esem-
pio nel caso precedente non si tratta di che cosa sia esatto oppure no; non
importa che cosa sia bugia o verità per una donna ferma allo stadio di svi-
luppo di una tredicenne, bensì solo che cosa sia "utilizzabile" per portare
avanti la lotta contro i genitori di una tredicenne invecchiata in costellazio-
ne schizofrenica. Finora non avevamo fatto le giuste valutazioni. Tutti noi,
come è già stato detto altrove, ci eravamo concentrati troppo o esclusiva-
mente sul contenuto della lite, senza pensare mai al "contenitore", cosa che
invece è decisiva.

23.6.4.21.4 Esempio: arresto dello sviluppo a ca usa di una costella-


zione schizofrenica

Un ragazzino di 8 anni, che fino a quel momento era cresciuto normalmen-


te, cadde all'improvviso in costellazione schizofrenica. La cosa avvenne nel
modo seguente: una sera del 1995 i genitori vollero andare a una piccola
festa con degli amici, con l'intenzione di tornare a casa a mezzanotte.
Chiesero a una nipote diciottenne di curare la casa mentre i due bambini
dormivano, cioè la figlia tredicenne e il fratellino di otto anni. I genitori
erano da poco partiti che i due bambini scivolarono di nuovo fuori dal letto
e convinsero la cugina a lasciar loro guardare la televisione. Non volevano
che i genitori venissero a saperlo.
Alla televisione c'era un tremendo film dell'orrore in cui dei bambini veni-
vano rapiti dal loro letto di notte. Il rapitore entrava camminando silenzio-
samente dalla porta della camera da letto e afferrava le sue vittime da dietro.
Le due ragazze di 18 e 13 anni trovarono questo film divertente e si lasciaro-
no volentieri "inorridire", ma il bambino di otto anni lo prese come se fosse
realtà, come ricostruimmo in seguito. Egli guardava con gli occhi spalanca-
ti dallo spavento da dietro il divano e patì all'istante più conflitti, come
vedremo nelle immagini seguenti delle TAC cerebrali. In questo modo entrò
istantaneamente in costellazione schizofrenica della corteccia cerebrale.

894
Da quel giorno ogni sera voleva dormire nel letto vicino a sua madre, cosa
ancora tollerabile trattandosi di un ragazzo di otto anni, ma anche oggi,
dopo cinque anni, vuole sempre dormire accanto a sua madre pur avendo
ormai tredici anni. La madre dice: "E' come un bambino di otto anni!"
Da un anno si è cercato di "spodestare " il ragazzo dal letto della madre, ma
gli sono venute delle assenze combinate ad epilessia motoria. Quando ha
le crisi stravolge gli occhi sempre verso l'alto. Durante l'attacco sente delle
voci che arrivano da lontano, come lui stesso ha raccontato al pediatra. Ma
spesso sente queste voci anche senza avere una crisi. C'è un motivo per il
fatto che stravolge gli occhi verso l'alto: quando era stato riportato nel suo
proprio letto se ne stava sdraiato con la testa rivolta verso la porta. Se qual-
cuno, di notte, fosse entrato nella sua camera da letto, ad esempio per pren-
dere qualcosa, l'avrebbe visto soltanto dopo che avesse oltrepassato la testa-
ta del letto. Ovviamente pensava sempre al cattivo rapitore del film dell'orro-
re, come in seguito raccontò spontaneamente. Probabilmente ha le assenze
già da quasi cinque anni, solo che nei primi anni nessuno le ha notate.
Quando gli veniva una crisi con assenza e con gli occhi stravolti, natural-
mente quella sera il "povero ragazzo" poteva senz'altro dormire di nuovo
nel letto della madre.
A scuola ha spesso delle crisi che non passano inosservate, ma vengono
accettate. Si trova in una classe di tredicenni, si comporta come un bambi-
no di otto anni, ma rispetto ai voti è il primo della classe.
I genitori perplessi si sono rivolti ai miei amici. Nessun medico era stato in
grado di consigliarli. Si trattava sempre soltanto di somministrare delle
medicine diverse. Il ragazzo venne da me con la diagnosi di "crisi epiletti-
che con assenze". Quando investigando tutti insieme scoprimmo che la
causa del problema era il film dell'orrore e anche il giovane lo confermò (in
precedenza non si era lasciato sfuggire una sola parola al riguardo), i geni-
tori tirarono un profondo sospiro di sollievo. Ora almeno si sapeva da dove
si doveva incominciare! Anche così un caso simile non è una faccenda da
poco. Ma ora si conosce la causa e quindi quale orientamento seguire per
aiutare il giovane e si sa anche che con grandissima probabilità potrà gua-
rire sia dalla sua epilessia con assenze, sia dall'arresto dello sviluppo.
Spero di essere riuscito a descrivervi questo caso in modo che possiate
capirlo. Vi entusiasmerà il fatto che ormai è possibile capire le cause e
curare qualcosa in sostanza considerato incurabile, cioè non guaribile (se si
prescinde una volta per tutte dagli insensati farmaci antiepilettici ad effet-
to puramente sintomatico).

895
Da questo caso dobbiamo imparare tre cose, ognuna delle quali costituisce
una novità sorprendente:
1. ora è possibile curare crisi epilettiche e assenze in base alla causa. Ciò
significa che il paziente torna ad essere del tutto sano. Non resta per
tutta la vita segnato dal marchio "epilettico", come è stato sinora.
2. I disturbi dello sviluppo, persino di grave entità, adesso si possono cura-
re a fondo e normalizzare.
3. Dobbiamo imparare che la prima esperienza conflittuale in contempora-
nea o più precisamente subito seguita da due o più conflitti parziali può
far sì che il paziente entri istantaneamente in una costellazione schizo-
frenica con tutto ciò che essa comporta. Premesso tuttavia che l'espe-
rienza conflittuale abbia avuto a che vedere contemporaneamente con la
madre e il partner o con i figli e il partner. Il guaio più frequente, perché
si verifichino le coincidenze di una simile costellazione schizofrenica è
quando, dopo una lite coniugale, la moglie lascia la casa con i figli. Se
il marito ama sua moglie e i suoi figli, di solito ne deriva un conflitto di
separazione su entrambi gli emisferi del neoencefalo. In tal caso se tro-
viamo una grande configurazione a bersaglio che invade l'emisfero,
allora sono sì colpiti entrambi gli emisferi del neoencefalo, ma viene
soddisfatta solo una, cioè la prima, delle due condizioni necessarie per
una costellazione schizofrenica che sono
1. il cervello (in questo caso la corteccia cerebrale bilateralmente)
non oscilla nel ritmo di base e
2. i due lati cerebrali (corteccia cerebrale) oscillano con ritmo sfasato.
Dunque non abbiamo una costellazione schizofrenica della corteccia
cerebrale, ma la DHS, se essa si differenzia psichicamente nell'istan-
te della DHS ovvero subito dopo, può colpire anche come due con-
flitti parziali autonomi e precisamente in modo separato su ciascuno
dei due emisferi. In questo momento anche la seconda condizione
per una costellazione schizofrenica viene soddisfatta e quindi essa si
verifica.

Riflettete voi stessi un momento sulla straordinaria importanza delle tre


novità di cui abbiamo parlato qui in modo quasi ovvio, ma che sinora erano
del tutto sconosciute.
Tutto diventa ancor più significativo e difficile per il fatto che dobbiamo
immaginare che queste cose, che vogliamo e dobbiamo curare (insieme con
il nostro capo ovvero il paziente) non erano o non sono un guasto, un erro-
re o una stoltezza della natura, bensì dei processi in sé molto sensati e

896
collaudati nel corso di milioni di anni, ma che fino ad oggi non riuscivamo
a capire .
Contemporaneamente dobbiamo convincerci che la televisione per un
ragazzino di otto anni non è un teatrino di fiabe di cui lui possa ridere, bensì
qualcosa di molto realistico che in quanto tale lui assorbe anche nei suoi
sogni. Vedete quanto ancora abbiamo da imparare!

Nella TAC cerebrale del ragazzo tredicen-


ne vediamo due FH attivi che hanno non-
dimeno un po' di edema (porzioni scure).
I FH riguardano sia parti motorie sia sen-
soriali e periostio-sensoriali. Da lì deriva-
no senz'altro gli attacchi epilettici.
Qui si tratta di conflitti di separazione
centrali, cioè riferiti alla madre (che era
lontana) e al padre (pure assente) .

Il paziente però nella sfortunata


"sera della televisione" aveva subito
anche un conflitto di paura nel terri-
torio (attivo) (freccia in alto a de-
stra), un conflitto di rancore nel
territorio (semiattivo; freccia centra-
le, mucosa gastrica) e un conflitto
del marcare il territorio (freccia in
basso, mucosa della vescica) che è
ancora attivo. Con ciò egli si trova
(a sinistra e a destra) nella costella-
zione schizofrenica con arresto dello
sviluppo .

897
Nell'immagine accanto (frecce a
sinistra e a destra occipitalmente)
riconosciamo due conflitti di paura
nella nuca che sono per metà in
soluzione, cioè hanno delle conti-
nue recidive. Cosiddetta "mania
di persecuzione".

La TAC dei globi


oculari, owero del
corpo vitreo e della
retina sinistra è
assai esplicita.
Occhio sinistro: la
freccia destra indi-
ca un distacco della
retina quale segno
di riparazione della
retina (paura di
una cosa).

Contemporaneamente (freccia sinistra) c'è ancora o di nuovo un offuscamento


del corpo vitreo.
Occhio destro: la freccia indica un processo di riparazione (dissolvimento

898
dell'offuscamento del corpo vitreo) che si accompagna sempre a un cosiddetto
glaucoma, cioè a un aumento della pressione nel corpo vitreo, per cui durante
la fase di riparazione il corpo vitreo resta turgido, cioè non si affloscia. In passa-
to avevamo erroneamente ritenuto che questo glaucoma fosse una "malattia".

Il nostro piccolo paziente infine ha


subìto ancora due conflitti riguar-
danti i tubuli collettori di entrambi
i reni, conflitti del "sentirsi solo e
abbandonato" (grande freccia a
sinistra e freccia piccola in alto a
destra), entrambi attivi, il che signi-
fica che egli si sente più o meno
disorientato e ha una ritenzione
idrica. Questi pazienti appaiono
"gonfi". Probabilmente uno di que-
sti conflitti deriva dal "tentativo di
spodestarlo" dal letto della madre.
Inoltre (freccia in alto a destra) c'è
un conflitto uditivo attivo (presumi-
bilmente dalla "sera della televisio-
ne").
Una cosa molto interessante: con
l'accentuazione del conflitto sul
lato cerebrale destro forse il ragaz-
zo ha reagito "in modo femminile"
anche al "tentativo di spodestarlo"
dal letto della madre (freccia piccola a destra) con un carcinoma della ghiando-
la mammaria sinistra. Il conflitto è ancora attivo. Perciò ci deve essere un nodu-
lo nel seno sinistro che altro non è che un "quasi cancro della mammella" (con-
flitto con la madre del ragazzino destrimane).

23.6.4.21.5 Esempio: costellazione schizofrenica, depressione, epi-


lessia e paralisi

Ecco il caso con alterne vicende felici e tristi di una ragazza che a 11 anni
era bellissima e molto intelligente, poi ebbe in contemporanea l'epilessia,
la depressione e la schizofrenia, a 16 anni riuscì a risolvere un conflitto cen-
trale con paralisi spastiche, a 17 anni risolse tutti i conflitti, trovandosi ad

899
avere una TAC cerebrale in pratica normale. In pochi mesi si era trasforma-
ta in una bella giovane che era di nuovo in grado di ridere e ballare, ma poi
per un'altra recidiva conflittuale cadde di nuovo nella schizofrenia come in
un profondo abisso. Una cosa da urlare! Ma la NUOVA MEDICINA è
ferrea in entrambe le direzioni. In base allo stesso principio il cancro si
forma e poi torna a scomparire.

Queste tre TAC cerebrali della citata ragazza francese di dodici anni rispecchia-
no una terribile tragedia. La ragazza è mancina, con il ciclo mestruale da un
anno.
Sulle due TAC a destra vediamo un FH nitidamente segnato a destra periinsu-
larmente, privo di edema, ma riconoscibile solo grazie a una marcatura. Dato
che la ragazza è mancina questo FH deve corrispondere a un conflitto sessuale.
Sulla TAC a sinistra in alto vediamo inoltre frontalmente a sinistra un FH che nel
frattempo ha formato dell'edema. Corrisponde a una seconda DHS in forma di
un terribile spavento improwiso. Questo conflitto è certo stato la causa dell'epi-
lessia.
Infatti sei mesi dopo la DHS la ragazza ebbe per la prima volta una crisi epilet-
tica e da allora altre crisi di quando in quando.
Nella TAC destra vediamo un FH pure con leggero edema nel centro della gli-
cemia, contemporaneamente (a sinistra corticalmente!) un doppio conflitto di
paura con ribrezzo, che però a livello organico si manifesta al tempo stesso con
ipoglicemia e diabete.

E' la costellazione della schizofrenia intermittente. Il conflitto periinsulare


destro è "in sospeso" mentre quello frontale è alternativamente attivo con
recidive oppure risolto.
Riguardo a questo periodo si riporta che la ragazza di tanto in tanto aveva

900
delle allucinazioni e parlava sempre solo di "guerra". Ogni volta erano i
momenti in cui, oltre al focolaio sempre in sospeso a destra periinsularmen-
te del conflitto sessuale, si era di nuovo attivato il conflitto di paura nella
zona frontale sinistra.
Che cosa era accaduto? E' certo che la ragazza a 11 anni aveva patito il con-
flitto sessuale insieme con il conflitto di paura, precisamente nel maggio
1980.
Gioventù distrutta: conflitto centrale, conflitto sessuale in sospeso, conflitto
di territorio, epilessia, pseudodebilitazione - mancina!
Si preferirebbe senz'altro parlare solo di casi positivi. E anche i medici non
hanno smesso di pensare in modo positivo. Quanti più successi ha il dotto-
re, tanto meglio lui sembra stare. Dunque il suo benessere dipende dai suoi
successi. Nel campo di cui io mi occupo le cose vanno un po' diversamente.
E' stato difficile scoprire il sistema, ma in ogni singolo caso io sono soltan-
to come una levatrice che aiuta il bambino a venire al mondo. Spesso però
me ne sto lì davanti impotente, pur sapendo con precisione come si potreb-
be dare un aiuto. Ma spesso la dura realtà crea degli ostacoli ancor più
insuperabili. E il paziente che era già stato tratto in salvo affonda di nuovo
nelle profondità abissali del mare.
Tutta la storia iniziò nel marzo '86 quando uno psicologo francese mi chie-
se se avessi esperienza di casi di sclerosi multipla. Risposi di sì, ma di non
conoscere ancora con certezza la realtà di questa malattia. Tuttavia ero
disposto ad occuparmi di questo caso di sclerosi multipla se mi fosse stata
fornita una TAC cerebrale.
Quindi la paziente venne da me con sua madre, suo fratello e le vecchie
TAC cerebrali del 1980. La ragazza diciassettenne tetra-spastica229, che
poteva solo balbettare faticosamente, camminava sorretta dalla madre e dal
fratello, sembrava una di quelle creature debilitate di cui sono pieni gli isti-
tuti per handicappati. Finiscono là dentro accompagnati da ogni possibile
diagnosi che in sostanza dice sempre soltanto: non sappiamo di che cosa si
tratta.
Innanzitutto notai una cosa in questa ragazza: guardava me e il mondo
intorno a lei come attraverso una lastra di vetro offuscata. Aveva chiuso le
finestre della sua anima, ma non mi sembrava che fosse veramente mino-
rata. La madre affermava che prima della sua improvvisa malattia era stata
una brava studentessa e anche molto graziosa.
Guardai poi la TAC del 1980 che era stata fatta poco tempo dopo la secon-

(229) Tetraspastico = che presenta spasticità nei quattro arti.

901
da DHS, i due Focolai di Hamer, uno a sinistra frontalmente, che riuscii a
capire, e un altro a destra periinsularmente, entrambi non risolti. Non me
l'aspettavo e rimasi momentaneamente perplesso, come si dice. Non sape-
vo ancora a quel punto che la ragazza era mancina e lo capii solo quando
glielo domandai espressamente in seguito. Da quel momento in poi seppi
quindi anche che doveva esserci stato un conflitto sessuale con conflitto cen-
trale, che aveva causato una devastazione in questa ragazza che era stata
oltremodo carina e intelligente trasformandola ora in una povera spastica.

Ma subito si presentò un'altra difficoltà che mi fece fare marcia indietro. La


ragazza aveva allora solo 12 anni, i genitori erano delle persone benestan-
ti molto rette. Molto prudentemente tastai il terreno con la madre se per
caso già anche a quell'età ... La madre negò subito, no, non era successo
nulla di simile, a casa loro una cosa simile non poteva accadere. Già bat-
tendo in ritirata feci solo le domande di routine per sapere se la ragazza
avesse già avuto il suo menarca. La madre confermò che l'aveva avuto già
alcuni mesi prima ma, che poi il ciclo si era fermato dopo di che lei era
improvvisamente cambiata. Essendo ormai su quella traccia volevo sapere
con precisione se allora aveva già avuto un amico. Dalla madre arrivò subi-
to un no categorico! Io insistetti e la madre disse: "No, davvero, era ancora
una bambina, aveva solo Mokka, il suo cane boxer che amava più di ogni
cosa". Ah sì, però non c'entra, ogni tanto veniva un ragazzo di 23 anni e si
divertivano un po' insieme. Chiesi come si chiamasse l'amico buffone. La
madre disse "Jean Mare". Mentre pronunciava quel nome avevo osservato
discretamente la ragazza con la coda dell'occhio. Notai che a sentire quel
nome aveva chiaramente ammiccato con le palpebre. "Dov'è ora Jean
Mare?" La madre rispose di non saperlo, perché due giorni prima della
catastrofe era improvvisamente scomparso e non avevano più saputo nulla
di lui. Interruppi la conversazione e presi in disparte il fratello della pazien-
te. "Che cosa sa lei di Jean Mare?" "Nient'altro, non l'ho mai più visto".
"Helene non ha detto qualcosa di lui?" "No, mai, da allora del resto non
può più parlare, balbetta soltanto poche parole che capiamo solo noi perché
la conosciamo. Ma, un momento, abbiamo lo psicologo che ci ha raccoman-
dato di venire da lei. Da qualche tempo tenta una o due volte per settima-
na di parlare con Helene. All'inizio non otteneva niente, ma tre settimane
fa ha detto qualche parola che anche lo psicologo è riuscito a capire e in
quell'occasione, così lui dice, ha nominato anche Jean Mare. Però lo psico-
logo non ha saputo farsene nulla. Crede che c'entri qualcosa?" "Sì, molto,
lo vedrà subito" . Ritornammo nella stanza da Helene. Presi tranquillamen-

902
te la sua mano nella mia e le dissi guard ndola: "Non devi più avere paura,
noi vogliamo aiutarti. Hai dormito con Jean Mare quella volta?" Helene
non disse nulla ma, sulle palpebre le pa sò come un lampo. Sapevo che era
come avevo pensato e come la TAC a] eva mostrato infallibilmente. Solo
ancora nessuno era riuscito a vederlo.
Una settimana dopo lo psicologo mi tel .fonò: sì, quella volta aveva dormi-
to con Jean Mare. Dopo molte ore fatico1e venne fuori la sconvolgente veri-
tà di quello che era accaduto allora e avr va distrutto la ragazza o bambina.
Era andata a letto con Jean Mare e poi era caduta nel panico, temendo di
essere rimasta incinta. Aveva patito una DHS con conflitto sessuale per cui
il ciclo mestruale iniziato da appena u anno si era bloccato istantanea-
mente e anche la funzione ovarica si ~ra palesemente arrestata. In ogni
caso da allora la ragazza non aveva più avuto mestruazioni. Dopo avere
passato tre settimane nel panico pensanp o che avrebbe avuto un bambino,
la ragazza venne a sapere all'improvvisr che lui, a cui aveva parlato della
sua paura, se l'era svignata, chissà dov~ senza salutare.
La ragazza patì quindi una seconda D S con conflitto centrale e svaluta-
zione di sé. Da quel momento iniziò ad ssere paralizzata.
Il conflitto sessuale restò "in sospeso", p! rché continuava a non avere il suo
ciclo e quindi credeva più di prima di es ere incinta. Così si era svolta tutta
la faccenda.
La ragazza dodicenne della Francia occ 'dentale, i cui genitori erano ricchi,
viveva una giovinezza felice. Il suo ompagno di giochi preferito era
Mokka, il cane. Per casa andava e veniv un giovane di 23 anni con il quale
Helene, la paziente, si trovava molto be ' e. Un giorno la convinse ad anda-
re a letto con lui. I.:aveva appena fatto e e subito fu colta dall'enorme spa-
vento di essere rimasta incinta. Patì una DHS con conflitto sessuale e dato
che era mancina il conflitto colpì non a sinistra, come accadrebbe per una
destrimane, ma nella zona periinsulare destra.
Questa era la situazione, quando due giorni dopo venne a sapere che il suo
amico Jean Mare se ne era andato all'improvviso, senza salutare, verso una
meta ignota e per un tempo imprecisato. In altre parole: il giovanotto sape-
va di essersi cacciato in un guaio e aveva tagliato la corda perché aveva
paura che Helene avrebbe avuto un figlio suo.
A Helene cadde il mondo in testa. Patì una seconda DHS, un conflitto cen-
trale del non poter fuggire, che ebbe un impatto terribile sulla ragazza e le
provocò istantaneamente una "psicosi acuta" e una paralisi parziale degli
arti, perché aveva colpito bilateralmente nel giro precentrale (paura della
madre e del padre o paura rispetto al bambino e all'amico?).

903
A quel punto deve essersi aggiunto un altro conflitto di paura, perché i
genitori litigavano e una volta la madre lasciò la casa in modo drammatico.
La ragazza che si trovava con dei pesantissimi conflitti attivi e un conflitto
centrale non era più in grado, dato il suo stato, di valutare la gravità o meno
della situazione. Deve esserci stato un altro conflitto di svalutazione di sé
(di tipo sessuale) già alla seconda DHS insieme con il conflitto centrale. Ci
rendiamo conto delle dimensioni dei conflitti avvenuti solo quando questi
si sono risolti, perché allora si forma l'edema causando la colorazione scura
e lo spostamento della massa nel cervello.
La ragazzina dapprima riusciva ancora ad andare a scuola, anche se le
quattro estremità erano parzialmente paralizzate. Era allucinata e parlava
di "guerra" e diceva che "tutti avrebbero avuto dei bambini", persino il suo
cane Mokka. Dopo sei mesi ebbe per la prima volta degli attacchi epiletti-
ci, dopo che i genitori si erano riconciliati. Gli altri conflitti però restarono
"in sospeso". Oltre agli attacchi epilettici, che si presentavano regolarmen-
te dopo i litigi dei genitori, la ragazza soffriva di gravi depressioni. Ben
presto non riuscì più ad andare a scuola.
La ragazza, ormai considerata un'epilettica schizofrenica, depressa e con la
sclerosi multipla, rimase in questo stato per i cinque anni successivi. E che
altro poteva fare? Non aveva più amici, se ne stava a casa depressa; i geni-
tori continuavano a bisticciare, quando andavano di nuovo d'accordo, alla
ragazza veniva una crisi epilettica (come si capisce dal focolaio nella cor-
teccia frontale destra).

Consigliai allo psicologo di parlare con lei di Jean Mare tutti i giorni e di
spiegarle che non avrebbe avuto alcun bambino. Doveva di continuo ripor-
tare la ragazza al punto in cui allora era avvenuto lo sbandamento.
Probabilmente avrebbe avuto ancora delle crisi epilettiche, ma sarebbero
appunto state un buon segno.

904
Nelle tre immagini sopra, che sono state scattate subito dopo l'inizio della con-
flittolisi, a destra periinsularmente si vede chiaramente il Focolaio di Hamer che
sta formando un edema nel punto tipico (a destra) per le mancine con un con-
flitto sessuale. Inoltre vediamo a sinistra e a destra frontalmente i due Focolai di
Hamer dei conflitti di paura; uno, con Focolaio di Hamer a sinistra frontalmen-
te, riguardava la paura di essere incinta, che la fece vivere nel delirio per quasi
sei anni; l'altro, con Focolaio di Hamer a destra frontalmente, riguardava la
paura che la madre se ne andasse via.
Nelle altre fotografie scattate poche settimane più tardi il 20 maggio '86 vedia-
mo gli altri conflitti risolti, il conflitto central e e il conflitto di svalutazione di sé
risolto con accentuazione del bacino sinistro.

In verità lo psicologo era riuscito a parlare con la ragazza dei suoi dubbi e
dei suoi choc, che non aveva voluto confidare a nessun'altra persona prima.
Dapprima aveva solo balbettato, poi era riuscita a parlare sempre meglio.
Ebbe parecchie crisi epilettiche, che superò bene, improvvisamente le tornò
il ciclo, era di nuovo in grado di camminare senza aiuto, persino di ballare,
e in poche settimane si trasformò da povera ragazza storpia e debole in una
giovane donna fiorente con un corpo del tutto sviluppato, come se la natu-
ra volesse recuperare in fretta il lungo periodo di aridità vissuto.

N elle fotografie seguenti del luglio '86 anche questi ultimi edemi sono in
gran parte scomparsi. Solo il centro di relè della stima di sé a destra per il
bacino sinistro ha ancora dell'edema, soprattutto si vede che tutto lo sche-
letro sta ricalcificando, cioè si sta ricostituendo la consapevolezza del pro-
prio valore, che è un segno molto positivo. In questa fase la paziente aveva
anche una leucocitosi (fase leucemica).

905
Tutto avrebbe potuto andare bene se solo i giovanotti non avessero conti-
nuato a considerare "pazza" questa giovane donna, che già aveva perso
cinque anni della sua vita. Sebbene fosse molto graziosa, nessuno si fidava
ad avvicinarla per la paura della derisione degli altri ("Quello vuole sposa-
re una pazza!").
Dal forte edema nella sostanza bianca vediamo come si ricostruisce tutta la
consapevolezza del proprio valore, in particolare anche il sentimento della
sportività.
La ragazza ricevette un "rifiuto" da un giovane, che per giunta trovò la cosa
divertente. Di nuovo il ciclo mestruale si bloccò ...
Nel luglio '86 avevo davanti a me una giovane donna in fiore di 17 anni che
era desiderosa di riprendersi in un colpo solo i cinque anni persi. Ma si era
risvegliata in un mondo senza pietà. Ci sarebbe voluto un amico, uno vero,
con il quale poter intraprendere un nuovo percorso. Invece tutti i ragazzi le
giravano al largo dicendo: ''.L\h, ecco la pazza". Al primo "rifiuto" patì di
nuovo una DHS con recidiva del conflitto sessuale. Ebbe di nuovo un cro-
llo, prima che si potesse salvarla definitivamente. Ma che cosa significa qui
definitivamente?
Nella nostra spietata società in verità si può fare un simile tentativo di gua-
rigione solo come "esperimento''. In linea di principio si può benissimo
liberare queste persone dalle loro psicosi e paralisi, ma quali sono le perso-
ne disposte a collaborare? Da soli non si riesce a farlo.

906
Fintanto che i medici e tutta la società si rifiutano così tanto e non esiste
alcun ambiente di consenso, il paziente rischia tutti i giorni, durante o dopo
la guarigione, di fare una ricaduta.
Mi ero rallegrato così tanto di avere raggiunto una soluzione forse definiti-
va per questa ragazza.
Come consolazione posso però dirvi che funziona, in linea di principio. Fate
un tentativo con i vostri parenti chiusi negli istituti invece di lasciarli là ad
intristire miseramente. Dovete soltanto fare leva nel punto giusto, si può
guarire completamente qualsiasi psicosi! In linea di principio sono curabi-
li e reversibili anche le paralisi del conflitto centrale, se non sono durate
troppo a lungo. Nel caso della ragazza sopra descritto erano durate per 5
anni.

23.6.4.22 Psicosi della gravidanza

La psicosi della gravidanza non è una malattia a sé bensì una costellazio-


ne.
Sappiamo che dal quarto mese di gravidanza non può più crescere un can-
cro, perché l'accrescimento fa parte della simpaticotonia, mentre il corpo
della donna incinta al più tardi a partire dal quarto mese si trova in vagoto-
nia, perché biologicamente la formazione del feto ha l'assoluta precedenza.
Ma con le prime doglie il corpo della partoriente si viene a trovare già in
"mezza simpaticotonia" e più tardi, con le doglie del periodo espulsivo, in
completa simpaticotonia. Se un conflitto non era risolto, ma soltanto "tenu-
to in sospeso" dalla gravidanza, a quel punto l'attività conflittuale si ripre-
senta sia come vero conflitto attivo con nuova crescita del cancro, sia come
conflitto attivo "in sospeso".
Se durante la gravidanza si è verificata una DHS, essa pure ovviamente
annullata, o se accade ora una nuova DHS, istantaneamente può insorge-
re la costellazione della schizofrenia.
Forse pensate che questa eventualità di costellazione sia molto rara; inve-
ce è più frequente di quanto si creda. Basti pensare alle possibili DHS sca-
tenate in una madre dalle reazioni dell'ambiente circostante alla nascita del
bambino, ad esempio "Non voglio vedere quel bastardo" oppure "Il padre
non vuole saperne nulla, forse non è nemmeno suo figlio" e ogni altra bas-
sezza e cattiveria. Ma dopo il parto la madre è estremamente sensibile e
può essere molto facilmente colpita da una DHS, soprattutto se si manifesta
un'attività conflittuale per la riattivazione di un conflitto che era stato prov-
visoriamente annullato. Si spiegano così le psicosi della gravidanza che

907
accadono quasi sempre al momento della nascita (o dell'aborto), in modo
molto lampante.
Il mio sistema delle psicosi, in particolare l'insorgenza e il decorso delle psi-
cosi, legato a determinate costellazioni e condizioni, non deve essere con-
siderato un dogma, bensì un'ipotesi di lavoro comprovabile che di certo va
ancora completata in alcuni dettagli, ma che grosso modo è riproducibile in
ogni singolo caso. E' basato sull'esame di circa 200-300 casi corrisponden-
ti, che in una statistica di tipo generale non significherebbe molto, ma in
termini di regolarità rappresenta un'altissima probabilità "che rasenta la
certezza".
Pertanto le psicosi sono delle costellazioni speciali nelle malattie cancero-
gene, in cui anche i conflitti permanenti (rintracciabili nella TAC) hanno un
ruolo importante perché sono ancora attivi. La depressione potrebbe essere
quasi un programma SBS con un conflitto solo (nella donna mancina),
mentre il pareggio ormonale in quanto evento monoconflittuale può causa-
re sia una depressione (a destra cerebralmente) sia una mania (a sinistra
cerebralmente).
Anche l'epilessia in sé dapprima indica solo un particolare rischio o perico-
lo di schizofrenia, se si aggiunge un'altra DHS, mentre la schizofrenia com-
porta una costellazione di due Focolai di Hamer situati in emisferi cerebra-
li diversi. La cosiddetta psicosi da gravidanza spesso si scatena per il fatto
che un conflitto prima attivo e poi annullato durante la gravidanza (o un
conflitto in sospeso) viene riattivato dalla nascita del bambino o dalle doglie
oppure si verifica una nuova DHS. Infine lo stato delirante è una costella-
zione speciale all'interno della costellazione schizofrenica in quanto avvie-
ne un conflitto centrale che provoca istantaneamente lo stato delirante (o
una droga! Attenzione ai cosiddetti analgesici!).

I politici sognano di diventare presidenti, i tennisti di diventare campioni a


Wimbledon.
Con le mie modeste esperienze mediche avevo sperato di poter contribuire
a chiarire il quadro delle malattie cancerogene e, se ci fosse stato il tempo,
anche le correlazioni delle psicosi. Sono profondamente confuso e colmo di
gioia per il fatto che, come credo, sono riuscito in entrambe le cose oltre
ogni aspettativa.

908
23.6.4.23 Costellazione schizofrenica negli animali

23.6.4.23.1 Costellazione schizofrenica a causa di taglio cesareo in


una cagna boxer

DHS con conflitto di paura frontale a causa del trasporto in una clinica per ani-
mali durante le doglie . DHS con conflitto di spavento improwiso a causa
dell'intubazione .

La mia cagna boxer Kimba all'età di otto anni era rimasta gravida per la
prima volta. Il 5 novembre '86 iniziò il parto. Il primo cucciolo uscì sponta-
neamente ed era morto. Poi Kimba ebbe le doglie per 10 ore senza che nasces-
se nessun altro cucciolo. A quel punto i miei ragazzi, che si trovavano da
soli a Roma con Kimba, caddero nel panico. La cagna con le doglie venne
trasportata in una clinica per animali.

Ora si deve sapere che una donna partoriente e anche un animale si trova
in una siLiazione completa di stress a causa delle doglie. Pertanto un indi-
viduo con le doglie non ha affatto bisogno di ulteriori turbamenti!

Prima DHS
Kimba patì la prima DHS con conflitto di paura frontale quando durante il
parto venne trasportata in una clinica per animali di Roma che lei avverti-
va come piena di pericoli.

Seconda DHS
Nella clinica romana Kimba fu intubata, cosa che le causò notevoli difficol-
tà e le procurò una DHS.
Il contenuto conflittuale fu lo spavento e la paura di non potere più respira-
re. l'."organo colpito " fu la laringe con conseguente ulcera della laringe.
Da quel momento tutto proseguì sul binario del cancro laringeo. Dopo l'in-
tervento del parto cesareo e l'asportazione dell'utero fu subito di nuovo
intubata quando era già sveglia. In seguito fu lasciata sola con i suoi cuc-
cioli in un ambiente a lei del tutto estraneo . La cagna era fuori di sé perché,
oltre al conflitto della laringe e al cancro della laringe, aveva patito anche
un conflitto centrale di paura frontale ed era perciò entrata in "costellazio-
ne schizofrenica", infatti, a causa del conflitto centrale frontale, nessuno dei
due emisferi oscillava più nel ritmo normale e per il concomitante conflitto
della laringe di paura improvvisa di soffocare il lato sinistro, inoltre, aveva

909
un'oscillazione diversa rispetto al lato dell'emisfero destro. Durante la notte
Kimba, in "costellazione schizofrenica" e afflitta dai dolori, uccise a morsi
tutti i suoi cuccioli!

TAC cerebrale: edema in evidente


regressione di un conflitto laringeo
di spavento improwiso con carci-
noma della laringe, chiaramente
circondato da ui:i bordo bianco non
ben teso ma piuttosto irregolare.
Non c'è più processo espansivo!

Esempio di costellazione schizofre-


nica corticale con recidive croniche
scatenate di volta in volta da un
binario nella cagna boxer Kimba.

Quando Kimba il mattino dopo si risvegliò dal suo delirio con l'effetto della
narcosi e vide che cosa aveva combinato patì un'altra DHS:
a) un conflitto motorio nel centro corticale motorio destro per la "gamba
madre-bambino" sinistra, cioè del non aver potuto trattenere i suoi
cuccioli. (Vedi freccia centrale a destra nella TAC cerebrale)
b) un conflitto madre-figlio (freccia in basso a destra) per essere separata
dai suoi cuccioli morti.

910
Se Kimba solo dopo lungo tempo riuscì a risolvere il conflitto della laringe
(dovuto all'intubazione) (FH della freccia in basso a sinistra), non poté
invece mai risolvere definitivamente i conflitti causati dal trisma di

- paura frontale con ribrezzo


- dell'opporre resistenza
- del non poter mordere
- dell'essere costretta a non mordere (Focolai di Hamer delle frecce in alto
a destra e a sinistra),

perché ad ogni litigio con altri cani ritornava sempre sui sei binari conflit-
tuali da entrambi i lati. Ci interrogavamo sempre sul perché la zampa destra
tremasse ogni volta (crisi epilettica) e chiamavamo scherzosamente questo
fenomeno "zampa tremante" . Dato che dopo l'intervento Kimba non aveva
più l'utero, per tutta la vita non poté più arrivare a ·.ma soluzione biologica
del suo choc conflittuale iatrogeno.
Gli esseri umani pensano spesso che gli animali non siano in grado di capi-
re molto. Per i veterinari un trisma prima di una narcosi è del tutto norma-
le per far sì che il cane non possa mordere. Ma gli animali pensano e sen-
tono come noi e come noi hanno un'anima e possono patire dei conflitti.

Vedete come un animale, in ogni caso di sicuro un mammifero, può trovar-


si in "costellazione schizofrenica" analogamente a una persona. E anche
l'animale fa delle cose che normalmente non farebbe e che nessuno iiesce
a spiegarsi. Cioè quando entra in "costellazione schizofrenica" diventa
"pazzo" proprio come un essere umano.
Il conflitto, o meglio i due conflitti, durarono per circa un mese; fino a quan-
do durarono le medicazioni e gli esami di controllo.
A Natale '86, quando il conflitto era risolto, notammo che i noduli di paura
al collo si erano ingrossati e che Kimba ansimava e rantolava per piccoli
sforzi e se il collare la stringeva quando camminava al guinzaglio. Allora
credemmo che fosse colpa del raffreddore o di piccoli postumi dovuti all'in-
tubazione. Ma Kimba continuò ad ansimare e rantolare per sei mesi. Non
iiuscivamo più a darci una spiegazione. Ora invece abbiamo capito benis-
simo. La guarigione era stata decisamente procrastinata dalla rinnovata
attività del conflitto del segnare il territorio con carcinoma rettale.
Normalmente avrebbe dovuto durare al massimo per tre mesi, anche qua-
lora il conflitto fosse stato molto forte. Ma la vagotonia di riparazione veni-
va frenata a causa della simpaticotonia sovrapposta.

911
24. LE SINDROMI NELLA NUOVA MEDICINA

[;esempio di diversi programmi SBS in fase PCL con concomitante conflitto atti-
vo del profugo (carcinoma dei tubuli collettori renali)

Nelle diverse costellazioni schizo- Corteccia del surrene


freniche abbiamo potuto vedere
che anche la combinazione di due
o persino di più conflitti biologici Parenchima renale.
attivi ha a sua volta un proprio
senso biologico nuovo, cioè la Tubuli collettori renali

combinazione risulta biologica -


mente sensata nel quadro delle
varie situazioni biologiche possi- - Ectoderma
bili. - Mesoderma
Questo capitolo prende in consi- Uretere Endoderma
derazione un altro tipo di combi-
nazione, Cioè quella di una fase © Dr. med. Mag. theol. Ryke Geerd Hamer

PCL di un programma SBS, con la


fase attiva di un programma SBS, qui in particolare con quella del program-
ma speciale, biologico e sensato del conflitto del profugo ( = sentirsi solo e
abbandonato, "un pesce fuor d'acqua") con adenocarcinoma dei tubuli
collettori renali (gruppo giallo nella tabella, tronco cerebrale). Per la fase di
riparazione delle osteolisi ossee (= leucemia) conosciamo già la sindrome
(in concomitanza con i tubuli collettori in fase attiva) che in passato nessu-
no sapeva spiegare: la chiamavamo gotta.

Dobbiamo innanzitutto chiarire alcuni aspetti fondamentali.

Quando la fase PCL di un programma SBS è combinata con la fase CA di


un altro programma SBS potremmo immaginarci un senso biologico solo
per la fase PCL di un SBS del gruppo di lusso (scheletro, linfonodi, ovari,
parenchima renale) in combinazione con la fase attiva di un altro SBS, per-
ché infatti soltanto nel cosiddetto gruppo di lusso il senso biologico si trova
alla fine della fase PCL. Così avverrebbe appunto nel caso della gotta (osteo-
lisi in prossimità delle articolazioni con cosiddetto reumatismo articolare
e leucemia in combinazione con adenocarcinoma dei tubuli collettori nella
fase CA). Ma se si dovesse fare una sistematica valida anche per gli altri
foglietti embrionali, allora difficilmente si potrebbe immaginare un simile

913
senso biologico. Per contro si può immaginare molto bene che la natura
abbia delle cosiddette preferenze, cioè faccia la distinzione seguente: che cosa
è prioritmio in questa particolare situazione e che cosa è momentaneamente
meno importante?
Sembra appunto essere proprio il nostro caso.
Per l'uomo o per l'animale che corrono il rischio di morire di sete nel deser-
to ogni goccia d'acqua è vitale. Questa necessità sembra avere la preceden-
za assoluta per gli esseri che vivono sulla terra. Infatti senz'acqua non è più
possibile alcun metabolismo.
Se dunque nell'ambito di una certa fase PCL si accumula edema nel nostro
organismo, per esempio epatite, cisti renale, cisti ovarica, osteolisi ossea
nella ricalcificazione o nella tumefazione della mammella durante la fase di
riparazione dell'ulcera dei dotti lattiferi, allora, se si aggiunge un carcino-
ma dei tubuli collettori in fase attiva, c'è un accumulo d'acqua eccessivo.

Finora non riuscivamo a spiegarci questo fatto perché tentavamo di mette-


re in relazione la dimensione della tumefazione con la massa conflittuale .
Ciò era vero solo in parte. In parte qui significa: fintanto che non era in
corso alcun programma di ritenzione dell'acqua; quindi non c'era alcun
carcinoma dei tubuli collettori attivo.
Andiamo incontro ad un'altra sorpresa: per la stolta medicina tradizionale
l'aumento delle cosiddette transaminasi epatiche 230 era il segno "patologi-
co " di una epatite. Nel frattempo sappiamo che ciò non si è rivelato corret-
to, senza peraltro contestare le analisi di laboratorio . Quanto più erano
aumentate le transaminasi, tanto più grande sembrava essere stata la
massa conflittuale, più intenso il processo di riparazione, maggiore il peri-
colo nella crisi epilettoide (chiamata coma epatico) con ristagno della bile231
oppure senza (epatite anitterica 232).
Ora si approda a un punto di vista del tutto nuovo che in passato non pote-
vamo avere e che però corregge nuovamente il nostro attuale modo di pen-
sare secondo la Nuova Medicina: non solo la precedente massa conflittuale
è stata decisiva per la dimensione del tumore in un organo o nelle sue vici-
nanze (nel cosiddetto versamento transudativo), bensì anche il concomitan-
te conflitto del profugo con carcinoma dei tubuli collettori in fase attiva.
Tuttavia per l'aumento della transaminasi sembra che lo stesso rigonfiamen-
to edematico sia un momento decisamente imp01tante. E precisamente:

(230) Transaminasi epatiche = en zimi del fega to.


(231) Ristagno di bile = ittero.
(232) Anitterica = che decorre senza ittero.

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anche nel caso di una epatite, che in sé dovrebbe essere innocua (in base
alla massa conflittuale). le transaminasi, soprattutto le sensibili Gamma-
GT 233, possono aumentare rapidamente se si aggiunge un conflitto del pro-
fugo attivo (per esempio paura di dover andare in ospedale) che causa al
fegato una notevole epatomegalia 234.
Lo stesso vale, mutatis mutandis, per tutte le fasi PCL di altri programmi spe-
ciali, biologici e sensati, persino per lo stesso parenchima renale diretto dalla
sostanza bianca (glomeruli). In tali casi le cisti dei reni, delle ovaie o della
milza spesso raggiungono una dimensione enorme e non di rado scoppiano.

Per le persone che non conoscono ancora bene la Nuova Medicina, simili
riflessioni suonano forse più o meno come delle "discussioni accademiche".
Per gli esperti queste correlazioni hanno sotto il profilo clinico un'importan-
za immensa, cioè dei casi poco gravi possono trasformarsi in casi difficilmen-
te gestibili, soprattutto se, a causa dell'aggravarsi della sintomatica, aumenta
anche il pericolo per il paziente di dover essere ricoverato in ospedale.
Infatti il paziente cade nel circolo vizioso: in una camera d'ospedale egli di
solito non è più capo del processo di riparazione, ma giorno e notte deve
affrontare con discussioni l'ignoranza dei medici. E i suoi avversari, ben lon-
tano dall'essere dei veri medici, si vendicano sin troppo spesso della "indo-
cilità" del loro "paziente ribelle" somministrandogli subdolamente e segre-
tamente la morfina, contro l'espressa volontà o all'insaputa del paziente; di
conseguenza il paziente muore presto, cioè viene assassinato, cosa di cui
appunto aveva grande paura, e a buon diritto, purtroppo! Mentre lo stoltis-
simo primario crede di nuovo di "avere avuto ragione"!
In questo contesto occorre sapere che il carcinoma dei tubuli collettori nella
stolta medicina ufficiale è riconosciuto solo istologicamente come carcinoma
delle cellule renali. Neppure si sa che si origina a partire dai tubuli colletto-
ri né che (in caso favorevole) nella fase PCL è identico alla tubercolosi rena-
le, purché fossero presenti i micobatteri della TBC al momento della DHS.
Ovviamente meno che mai si conoscono le cause, il senso biologico o il rela-
tivo conflitto che sta alla base di questa sintomatica. Pertanto non è più pos-
sibile discutere con la stolta medicina ufficiale che continua a non capirne
nulla e di proposito non vuole capire in modo diverso per non essere costret-
ta ad ammettere che la Nuova Medicina Germanica ha ragione.

(233) Gamma GT = gamma-glutamil-transferasi, en zima epatico.


(2 34) Epatomegalia = ingrossamento d el fegato.
(2 35) N efrologia = disciplina che studia la struttura e la funzion e del ren e n onch é l e malattie
renali e l e loro conseguenze.

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Se un paziente in clinica vuole dare una spiegazione in questo senso, si
sente dire soltanto: "Tutte fandonie", sebbene la massima autorità per la
nefrologia 235 infantile in Germania, il prof. ... di Heidelberg, mi abbia detto
chiaramente: "I miei medici primari e io, dopo avere letto a fondo la sua
"Documentazione di Celle ", abbiamo tenuto una conferenza e siamo arriva-
ti alla conclusione che il dott. Hamer potrebbe davvero avere ragione!"
Non ci resta dunque nient'altro da fare se non continuare tranquillamente le
nostre iicerche, informare i nostri pazienti e, dove possibile, risolvere il con-
flitto del profugo. A questo proposito ammetto francamente che la difficoltà
sta nel fatto che a causa della continua lotta alla TBC operata dalla medici-
na ufficiale la soluzione del conflitto del profugo probabilmente serve a poco
o persino a niente se al momento della DHS non c'era presenza di micobat-
teri. Essi infatti si moltiplicano nella fase CA La forte sete che si manifesta
in conflitto attivo viene però a mancare.
Dato che in questa sindrome si tratta di un fenomeno straordinariamente
importante sotto l'aspetto clinico, per maggiore chiarezza vogliamo mettere
a confronto un paio di casi, seppure in forma molto concisa, in cui però si
possono riconoscere le correlazioni importanti.
Si è trattato solo di una questione di tempo prima di riuscire a vedere o a tro-
vare una sistematica per il frequente fenomeno in cui un programma SBS
arcaico viene riscontrato in concomitanza con uno più recente che si può pre-
sentare nella medesima fase o in quella opposta. Nel caso di fase opposta
potrebbe quindi essere che il programma SBS arcaico (diretto dal paleoen-
cefalo) è in fase CA e quello più recente (diretto dal neoencefalo) è in fase
PCL o viceversa.
Se tali SBS decorrono in modo parallelo o parzialmente parallelo, cioè in
modo sfasato (vale a dire, uno in fase CA e l'altro in fase PCL), l'organismo
in ogni caso deve decidere quale fra i due SBS sia il più importante biologi-
camente. Ciò non vale solo per il conflitto del profugo, di cui qui vogliamo
occuparci in modo più approfondito, ma in linea di principio per ogni com-
binazione di programmi SBS che sono diretti da regioni cerebrali differenti.
Anche nel caso di due SBS, diretti dal paleoencefalo (FH nella stessa emi-
parte o in emiparti opposte), che decorrono in modo sfasatò (uno in fase CA,
l'altro in fase PCL), si nota il prevalere del programma SBS del carcinoma
dei tubuli collettori attivo.
Vedremo un caso simile che è finito sulla stampa, quello di Olivia Pilhar:
tubercolosi epatica e carcinoma dei tubuli collettori attivo (solo in seguito
anche TBC renale).

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Dobbiamo considerare ancora una cosa molto importante: persino l'edema
del Focolaio di Hamer nel cervello, dunque l'edema intra e perifocale nel
FH è molto più grande con contemporaneo conflitto del profugo attivo !

24.1 Il senso della sindrome del carcinoma dei tubuli collettori

l'.organismo sfrutta o usa un ambito, organo o porzione cerebrale, che è sen-


z'altro già interessato dall'edema della fase di riparazione vagotonica, come
riserva idrica supplementare perché ogni goccia d'acqua viene risparmiata
e tesaurizzata. Gli organi o le porzioni organiche che sono già edemizzati
sono palesemente quelli più adatti ad accumulare una simile riserva. Però
anche i travasi o i rigonfiamenti interessati dalla trasudazione2J6 restano
intatti ovvero non sono riassorbiti. Si deve qui sottolineare ancora una volta
che non importa se consideriamo questi processi positivi o utili per la nostra
cosiddetta vita civilizzata, ma conta solo se questa combinazione si sia con-
servata biologicamente nel corso di molti milioni di anni. Possiamo soltanto
osservare, registrare e regolarci di conseguenza! Per quanto bene possa
essersi conservata in natura sotto un profilo sostanzialmente biologico questa
combinazione di un simile conflitto dell'acqua attivo con la fase di riparazio-
ne di un altro SBS, in medicina proprio le recidive di questo conflitto di
ritenzione dell'acqua sono estremamente pericolose e possono avere esito
letale!
Soprattutto possono presentarsi da un momento all'altro e allora il paziente
elimina poco o quasi nulla. E l'organo che si trova in fase PCL torna a gon-
fiarsi enormemente, sebbene si possa essere inequivocabilmente già dopo i
"giorni freddi" della crisi epilettoide, dunque proprio quando la normalizza-
zione era già più o meno a portata di mano. ·

Il conflitto di ritenzione dell'acqua(= conflitto del sentirsi soli e abbandona-


ti) è causato in particolare
a) dalla paura di dover andare in ospedale, cosa molto temuta perché in
genere non se ne esce più vivi,
b} dal sentirsi "come gettati sulla luna" negli ospedali simili a laboratori
senz'anima o appunto dal sentimento di essere lì abbandonati,
c) dal non sentirsi sufficientemente curati a casa, cioè dal sentirsi soli a casa
propria.

(236) 'Ifasuda zione = filtrazione di liquido, per lo più sieroso e povero di proteine, n egli spazi
interstiziali.

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Come detto il conflitto che comporta la ritenzione dell'acqua (carcinoma dei
tubuli collettori) per il decorso clinico rappresenta spesso una grave compli-
canza, perché attualmente arriviamo sempre troppo tardi se non facciamo
molta attenzione. Infatti esso complica la fase di riparazione del programma
SBS in corso in più modi:

1. all'edema vagotonico già presente viene ad aggiungersi l'edema "simpa-


ticotonico" (dovuto alla simpaticotonia dei tubuli collettori) nella regione
organica o corporea già colpita. Dapprima si presume una recidiva che è
già entrata in soluzione, cioè si pensa a un edema vagotonico supple-
mentare fino a quando non si nota che il paziente chiaramente elimina
poca urina. Nel conflitto di ritenzione dell'acqua non si riesce ad aumen-
tare decisamente la scarsa escrezione nemmeno con i cosiddetti diureti-
ci.
2 . Anche quando si conosce il nuovo conflitto del profugo, non è facile risol-
verlo. Ne sa qualcosa chi abbia tentato di dare a un paziente malato
grave la sensazione di essere ben assistito e curato. Non si tratta di avere
l'impressione che il paziente sia di fatto "sufficientemente assistito". Egli
stesso deve crederlo e persino essere ben convinto di poter risolvere il suo
conflitto del profugo.
3. Anche quando il paziente ha l'impressione di essere ormai ben assistito,
spesso la realtà manda a monte i nostri piani. Infatti a causa dell'attuale
attività del conflitto del profugo, il versamento pleurico transudativo o
ascite, la epato o splenomegalia237 può diventare così grande da richie-
dere, a seguito di ragionevoli considerazioni, che il paziente venga sotto-
posto a un buon trattamento clinico. Ma ciò può subito causare al pazien-
te la nuova recidiva del conflitto del profugo o, se non l'aveva affatto risol-
to, la riattivazione del conflitto.
4. Da un "piccolo conflitto di rancore nel territorio" in fase di riparazione,
che noi chiamiamo epatite, può risultare una forte epatomegalia alla
quale il paziente infine, dopo la decima recidiva, non sopravvive più. Da
un innocuo versamento pleurico transudativo a causa della riparazione
dell'osteolisi delle costole parasternali, che di solito non viene notata o
quasi, né la si può evidenziare in una TAC, poiché l'organismo riassorbe
il versamento transudativo contemporaneamente al suo formarsi, all'im-
provviso risulta un versamento pleurico che limita fortemente la respira-
zione e richiede quindi un'agoaspirazione ecc. ecc.

(2 37) Splenomegalia = forte tumefazione della milza.

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5. La mancanza di micobatteri della TBC: una gravissima complicanza per
noi uomini è rappresentata dalla nostra attuale ignoranza medica, a
causa della quale gli apprendisti stregoni "medicinici" si sono impegna-
ti a "distruggere" i micobatteri della TBC. Fortunatamente non ci sono
riusciti. Molte persone, in particolare quelle giovani, non hanno più bat-
teri della tubercolosi, che invece dovrebbero avere al momento della
DHS secondo il disegno della natura. Infatti essi si moltiplicano solo
nella fase di conflitto attivo.
Se durante la fase CA la moltiplicazione dei micobatteri non può avveni-
re a causa della loro totale assenza, il tumore del carcinoma dei tubuli
collettori non può essere ridotto per caseosi nella fase PCL. Ma se il
tumore non viene demolito, la ritenzione di acqua persiste anche se il
conflitto si è già risolto (soluzione non biologica).
6. In passato parlavamo di "insufficienza renale" o uremia. Ciò era in effet-
ti errato, ma anche nella Nuova Medicina Germanica non abbiamo an-
cora chiarito tutto.
7. Innervazione mista: un ulteriore importante problema, che conosciamo
già dal principio, è la cosiddetta "innervazione mista" perché il paziente,
per dirla in breve, non dorme fino alle tre del mattino a causa della sua
vagotonia e dalle tre del mattino in poi non dorme più a causa della sua
simpaticotonia. Quindi dorme sempre solo poco e non profondamente
senza riprendere le forze.
Le conseguenze a livello psichico e organico sono gravi: il paziente ben
presto è spossato e con i "nervi a fior di pelle" non è più in grado di pia-
nificare tranquillamente la sua vita e il suo processo di guarigione e
ancor meno di realizzarlo.
8. Il circolo vizioso della sindrome dei tubuli collettori: il paziente ha patito
il conflitto del sentirsi solo e abbandonato, perché ritiene appunto di non
essere ben assistito A causa della spossante innervazione mista e delle
gravi complicanze organiche, che talvolta rendono necessari degli inter-
venti clinici o per lo meno una cura clinica che nella maggior parte degli
ospedali è. fredda e brutale, il paziente può cadere sempre di più nel cir-
colo vizioso. Non ultimo, spesso il paziente ha la sensazione di "affogare
nella propria acqua" a causa della diminuita eliminazione di urina e
dell'assorbimento esagerato di liquido.
In verità potrebbe controllare facilmente e stabilire l'introduzione di
acqua e l'eliminazione di urina, ma il programma di ritenzione idrica
comporta: a) una scarsa eliminazione di acqua e b) un assorbimento
quanto più grande possibile di acqua. A questo proposito dobbiamo sem-

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pre considerare che se fossimo dei profughi nel deserto tutti i fenomeni
citati sarebbero molto ragionevoli e ci consentirebbero di sopravvivere.
Ma questi sistemi di regolazione non sono adatti per la cosiddetta civi-
lizzazione. Nessun animale si lascerebbe rinchiudere volontariamente in
un simile ospedale brutale e senz'anima da cui alla fine, ad esempio nel
caso del cancro, i pazienti riescono ad uscire vivi solo per il 3-5% .
9. La costellazione schizofrenica del tronco cerebrale (conflitto del profugo):
per motivi di completezza va ancora aggiunto che il paziente può avere
due conflitti del profugo in attività e precisamente un FH su ciascun lato
del tronco cerebrale. Si somma allora anche l'ulteriore grave complican-
za del sentirsi disorientato (costernazione).
10.1.'.edema cerebrale ingrossato in modo non fisiologico dentro e intorno al
Focolaio di Hamer può a sua volta causare ancora altri problemi.

Sostanzialmente il programma di ritenzione dell'acqua e l'uremia con aumen-


to delle sostanze da eliminare con l'urina sono quasi identici. Tuttavia l'au-
mento della creatinina e dell'urea contenute nel siero sembra variare molto
da individuo a individuo.
Occorre anche sapere sostanzialmente che l'organismo con una cosiddetta
oliguria, cioè con scarsa produzione di urina (da 150 a 200 ml) è in grado
di eliminare tutte le sostanze uriche. La già spesso citata confusione da
"coma uremico" era semplicemente la costellazione schizofrenica di due
conflitti del profugo che si trovano in posizione opposta nel tronco cerebra-
le (disorientamento, costernazione) .
Anche se parliamo di complicanze, causate soprattutto dalla nostra cosid-
detta civilizzazione, il programma SBS dei tubuli collettori resta appunto
un evento biologico sensato.
Di seguito vogliamo discutere 8 casi in certa misura tipici, considerandone
però solo gli elementi essenziali che costituiscono questa sindrome del car-
cinoma dei tubuli collettori.

1. Una bambina che all'epoca aveva quattro anni e nel 1996 patì una sva-
lutazione di sé per immedesimazione, con osteolisi ossee della quarta
costola a sinistra. Quando il conflitto si risolse e si manifestò un carcino-
ma dei tubuli collettori del rene sinistro, si formò un grande versamento
pleurico a sinistra.
La stessa bambina, che nel frattempo aveva compiuto sei anni, patì di
nuovo per immedesimazione un'osteolisi dell'osso zigomatico destro. Di
nuovo si arrivò alla soluzione del conflitto e si manifestò un carcinoma

920
dei tubuli collettori del rene sinistro. A causa dell'ignorante intervento di
biopsia del periostio si produsse un enorme osteosarcoma per fuoriuscita
del callo.
2. In una paziente di 69 anni con versamento pleurico transudativo di enti-
tà limitata, quest'ultimo crebbe enormemente dopo la comparsa di un
carcinoma dei tubuli collettori (paura di dover andare in ospedale).
3. In una paziente di 55 anni con versamento pericardico transudativo, que-
sto aumentò notevolmente dopo la comparsa di un carcinoma dei tubuli
collettori nel rene sinistro. Per cinque mesi la paziente poté dormire solo
seduta.
4. Gotta del calcagno .
5. Epatomegalia con gotta a causa del carcinoma dei tubuli collettori (pau-
ra di dover andare in ospedale).
6. Caso della bambina Olivia Pilhar: epatomegalia da TBC epatica e cisti
renale con carcinoma dei tubuli collettori del rene destro.
7. Epatomegalia dopo TBC epatica con carcinoma dei tubuli collettori in
una paziente di 45 anni.
8. Quella che in passato era chiamata insufficienza renale acuta nel caso
di mio figlio Dirk.

24.2 Esempio: enorme osteosarcoma

La bambina destrimane, che allora aveva quattro anni, vede i genitori che
litigano e arrivano persino alle mani. Nel corso della lite la madre destrima-
ne colpisce con un pugno nelle costole a sinistra il padre mancino oppure
il padre dà un pugno alla madre nelle costole a sinistra, non sappiamo con
precisione. La bambina patisce questo pugno per immedesimazione su di
sé e nel punto corrispondente al pugno sferrato manifesta una osteolisi
delle costole. Nella fase di riparazione (con "lieve leucemia") la zona cir-
costante si gonfia.
Un simile punto (freccia a sinistra)
con forte pressione interna del liquido
preme "transudativamente" attraverso
il periostio verso l'esterno e verso l'in-
terno . All'esterno si forma un rigonfia-
mento, all'interno un versamento
pleurico. Normalmente in un caso
simile il liquido trasudato viene rapi-
damente riassorbito dalla pleura man

921
mano che si produce. Pertanto di solito si nota poco o per nulla, come qui. Le
due frecce in alto indicano delle piccole osteolisi delle costole da entrambi i
lati, parasternalm ente, in ripara zione .

Come di consueto la bambina fu rico-


verata in ospedale e trattata con la
chemio (con cateter e venoso centrale
( = conflitto di attacco contro il cuore),
ebbe dolori cardiaci ecc. Seguì un
grave intervento con asportazione
della quarta costola a sinistra. A
causa del ricovero ospedaliero, un
conflitto del profugo. Da quel momen-
to il ridotto versam ento pleurico vago -
tonico causato dal conflitto del profugo attivo simpaticotonico non vien e più
riassorbito e si produce un grande versamento pleurico. Anche il versamento
pericardico essudativo formatosi per l'atta cco contro il cuore a causa del catete-
re venoso centrale) ( = fase PCL) si inten sifica ancor di più per il conflitto del
profugo (freccia grande in alto).

La freccia in alto indica il FH circolare


n el r elè dei tubul i collettori per il rene
sinistro . La freccia in basso indica il r el è
del pericardio il cui FH già si colora,
quindi è già in soluzione. Situa zione
dopo il tamponam ento pericardico ( e il
versam ento) quale fas e di ripara zione
di un conflitto di attacco contro il cuore
a causa del cateter e venoso centrale
n ell'a trio destro.

922
Nella radiografia del torace eseguita
nel 1996 la porzione toracica sinistra è
a destra e quella destra è a sinistra. La
freccia a destra indica l'osteolisi costale
a sinistra nella fase PCL, con un grande
versamento che era stato provocato dal
conflitto del profugo attivo .

Come detto, allora si poté mitigare la gra-


vità della situazione con un intervento
chirurgico con cui si asportò tutta la
quarta costola sinistra togliendo dunque
la zona di alimentazione del versamento.
Due anni dopo, nel 1998, ci fu un'altra
forte lite fra i genitori. Uno dei due si pre-
se un violento schiaffo.
La bambina ormai di sei anni di nuovo
patì per immedesimazione una svaluta-
zione di sé. Manifestò un 'os teolisi
nell'osso zigomatico destro e in seguito
una riparazione (= "lieve l eucemia") .
Sfortunatamente la bambina venne di
nuovo ricoverata in ospedale per una
"biopsia", cioè si incise il periostio così che il callo fuoriuscì: si formò un osteosar-
coma {freccia in alto).
- Però con il ricovero in ospedale si era nuovamente attivato anche il conflitto del pro-
fugo e a causa di questo conflitto il liquido prodotto ormai non veniva più riassor-
bito (freccia in basso) e addirittura spingeva l'osteosarcoma verso il centro.

923
La freccia indica il FH n el relè dei tubuli
collettori del rene sinistro.
A causa del conflitto del profugo attivo
l'osteosarcoma assume dimensioni mo-
struose, ciò per la stoltezza della medici-
na ufficiale che pratica l'incisione del
periostio, unica causa che poteva scate-
nare I"' osteosarcoma", questo diventa
ancora più enorme per il ricovero in
ospedale owero per lo scatenarsi della
recidiva del conflitto del profugo. Di fatto
con un intervento si potrebbero facilm en-
te eliminare tali protuberanze dell'osteo-
sarcoma. Ma non trovammo nessun chi-
rurgo disponibile. Erano tutti troppo
codardi. Praticamente i genitori furono costretti a proseguire la chemio.

24.3 Esempio: grande versamento pleurico

Questa paziente mancina di 69 anni nel 1992, dopo la morte della madre,
patì un conflitto di perdita. Dopo la soluzione di tale conflitto di perdita si
sviluppò la prevista cisti dell'ovaio, che però purtroppo venne scoperta dai
medici. l'.operazione (asportazione totale) non fu eseguita subito, ma venne
posticipata di qualche tempo. Durante le tre settimane prima dell'operazione
pensava continuamente all'intervento (= attacco contro il ventre) . Dunque la
paziente aveva patito un conflitto di attacco contro il ventre con mesotelioma
peritoneale. Nel corso dell'intervento poi eseguito per l'asportazione totale il
chirurgo trovò che "tutto il peritoneo era pieno di metastasi".
Quando dopo l'intervento si era un po' tranquillizzata e grazie alla conoscen-
za della Nuova Medicina Germanica non credeva più alla prognosi di una
morte imminente, le venne l'ascite prevista. Il chirurgo voleva subito ope-
rare di nuovo! La paziente fuggì dall'ospedale che da allora per lei equiva-
le a due binari:

a) nuova paura di "metastasi"


b) conflitto del sentirsi sola e abbandonata (conflitto del profugo).

Da allora le pende sul capo la spada di Damocle di un'altra operazione e si


trova sul binario del "conflitto di attacco contro il ventre" ovvero di un car-

924
cinoma peritoneale, la cui soluzione è sempre una nuova ascite. Continua
così da sette anni. Nel frattempo doveva sempre farsi fare una agoaspira-
zione dell'ascite quando diventava troppo grande. I giorni trascorsi in cli-
nica erano sempre un inferno perché si voleva continuamente convincerla
di fare la chemio (i due binari contemporaneamente!!) .
In simili circostanze ricade sempre sul suo vecchio binario del conflitto del
profugo (ospedale). Di conseguenza l'ascite aumenta ancora di più di prima
e si crea un vero e proprio circolo vizioso.
E dato che i medici non erano più in grado di spiegare l'ascite che durava
per così lungo tempo con l 'ipotesi delle metastasi, le dissero che ciò dipen-
deva dal cuore, perché il suo cuore non funzionava più bene.
La relativa svalutazione di sé coinvolge le porzioni costali parasternali e lo
sterno all'altezza del cuore. Lì ebbe delle decalcificazioni e ormai nelle fasi
di riparazione versamenti pericardici e pleurici, ma di tipo transudativo.
Ora si sottopone sempre a due agoaspirazioni, per l'ascite essudativa e per
il versamento pleurico transudativo. Entrambi i versamenti sono così gran-
di solo perché persiste sempre l'attività del conflitto del profugo.
Precisamente si tratta di due conflitti del profugo, uno per ciascun rene.
Pertanto la paziente è di continuo nella costellazione schizofrenica del tron-
co cerebrale con disorientamento locale.

TAC dell'agosto '99 con


strato del paleoencefalo.
Le due frecce indicano
due FH attivi nel relè per i
tubuli collettori di entram-
bi i reni; dunque carcino-
ma dei tubuli collettori da
entrambi i lati.

925
Strato della TAC toracica: la
pleura sinistra è colma del ver-
samento. La pleura destra pre-
senta un versamento modera-
to (freccia in basso a destra).
Così appariva la situazione
prima della terza agoaspira-
zione del versamento pleurico
a sinistra. La seconda volta
risultò un pneumatorace, dove
però fortunatamente entro
pochi giorni il lobo polmonare
sinistro si dilatò di nuovo. Ogni volta veniva aspirato un litro di liquido. Si può
vedere (due frecce in alto) il motivo del versamento transudativo pleurico e peri-
cardico da entrambi i lati nell'osteolisi costale parasternale che trasuda liquido
nella fase di riparazione. Il relativo conflitto di svalutazione di sé era : "Lì nel
cuore non valgo più niente". Poi nella fase di riparazione il versamento viene
spinto attraverso il periostio. Normalmente un simile versamento transudativo
viene subito riassorbito dalla pleura, ma non se persiste o insorge un conflitto
attivo del profugo. Allora ogni goccia d'acqua viene quanto più possibile tratte-
nuta o accumulata dove appunto si trova il liquido .

Dopo le tre agoaspirazioni


con ogni volta eliminazio-
ne di un litro di trasudato
a sinistra, ora si vede
anche il versamento peri-
cardico (frecce a destra in
alto e a sinistra sotto).

926
In questa immagine si
vede l'addome con forte
ascite. Senza i due conflitti
del profugo (paura
dell'ospedale) la paziente
di 69 anni avrebbe solo
un'ascite ridotta che non
noterebbe neppure e, poi-
ché in tal caso non avreb-
be più paura di dover
andare all'ospedale, dopo
breve tempo questa scom-
parirebbe perché il conflitto sarebbe definitivamente risolto. Ma i due carcino-
mi dei tubuli collettori che, come vediamo nella TAC cerebrale, sono entrambi
attivi ovvero in crescita, fanno sì che l'ascite assuma una grande dimensione.
In questo modo continua a verificarsi il circolo vizioso.

24.4 Esempio: grande versamento pericardico

Quando si deve lasciare la propria abitazione per traslocare e se per giun-


ta si è in menopausa si può patire contemporaneamente
a) un conflitto di territorio (con depressione a causa del pareggio ormonale) e
b) un conflitto del profugo.
Se il conflitto di territorio causa la consueta angina pectoris (dolori cardia-
ci) una paziente simile spesso patisce un conflitto di svalutazione di sé:
"Lì nel cuore non valgo più niente" . Se il conflitto di territorio si risolve
prima del conflitto del profugo abbiamo questo quadro:

fase PCL delle osteolisi co-


stali parasternalmente a
destra e a sinistra. La frec-
cia destra indica la pleura
mediastinale rigonfia attra-
verso la quale l'edema
periostale transudativo
viene passato al pericardio
(si vede chiaramente il
versamento pericardico!) .

927
Principio di versamento
pericardico a causa della
sclerotizzazione del tessuto
fra periostio e pleura
(prima immagine freccia a
destra e a sinistra) su
entrambe le immagini. La
paziente per cinque mesi
poté dormire solo seduta.
Quando il conflitto del pro-
fugo si risolse, immediata-
mente ciò scomparve.

La freccia indica il carcino-


ma dei tubuli collettori del
rene sinistro.

Questa immagine è di sei m esi dopo: la


freccia indica il FH in fas e PCL nel relè
dei tubuli collettori del rene sinistro.

928
24.5 Esempio: gotta

Non ho potuto avere un'immagine del tronco cerebrale e una TAC renale di
questa paziente quarantacinquenne con gotta (11 mg% di acido urico nel
siero).

Per gotta sinora si intendevano delle articolazioni dolorosamente infiamma-


te che nell'insieme non erano infiammate come nel caso del reumatismo
articolare acuto, ma presentavano dei "noduli gottosi" che davano forti
dolori. Essendo sempre elevata la quantità di acido urico presente nel siero,
in passato si tentava di lenire il dolore con una dieta povera di carne, la
cosiddetta "alimentazione povera di purina".
Ormai nella Nuova Medicina Germanica la gotta rappresenta una sindro-
me; la concomitanza di una fase di riparazione del cancro osseo, cioè della
leucemia, con una fase di conflitto attivo del conflitto del profugo.

Nella radiografia vediamo l'osteolisi


del calcagno destro che arriva fino
all'articolazione e nella TAC del neoen-
cefalo un conflitto del talamo in fase
PCL (macchia bianca) con delle osteolisi
ossee nella colonna vertebrale e nel
tallone destro (freccia a sinistra in
basso) .

929
Il rigonfiamento del tallone
diventò enorme a causa del con-
flitto del profugo. In caso di gotta
è obbligatoriamente attivo il con-
flitto del profugo. Non appena si
risolve e il relativo carcinoma dei
tubuli collettori viene demolito
(dalla TBC), anche il tasso di
acido urico ritorna a valori nor-
mali

24.6 Esempio: paura di dover andare in ospedale

Questa paziente mancina di 60 anni è morta in modo molto tragico e inuti-


le per la paura di dover andare in ospedale, cioè per due conflitti attivi del
profugo.
La paziente,mancina, aveva patito, prima del 1992, due conflitti sessuali.
Nel 1989 era morta sua madre causandole un conflitto di perdita. N ella fase
PCL dopo la risoluzione del conflitto la paziente sviluppò una cisti ovarica.
Quando nel 1992, dopo l'ablazione dell'ovaio destro a causa della cisti si
scoperse per caso anche un carcinoma del collo dell'utero e un adenocarci-
noma del grande omento. Alla paziente fu detto che praticamente non c'era
più alcuna speranza. Allora venne a sapere della Nuova Medicina Ger-
manica, comprese in certa misura le correlazioni così che non provò più
panico e per i suoi ultimi sette anni tutto andò bene. Non mi ha confidato
il contenuto dei suoi conflitti sessuali e io ho rispettato il suo desiderio.

A causa degli avvenimenti, verificatisi in corrispondenza dell'intervento nel


1992 (asportazione totale) la paziente aveva un binario per il panico di
dover andare in ospedale.

930
Nel 1996 cadde di nuovo in modo drammatico in questo binario di panico,
quando il medico di famiglia le aveva riscontrato degli elevati valori della
tiroide. Era venerdì sera ed egli le disse in tono minaccioso che doveva
andare quella sera stessa in clinica perché poteva trattarsi solo di nuove
"metastasi" nella tiroide ed ogni ora era importante. Si doveva operare
immediatamente e fare la chemio ...
Ma la paziente conosceva la Nuova Medicina e riuscì ancora una volta ad
evitare la catastrofe. Dopo sudore notturno e temperature subfebbrili (TBC)
i valori tiroidei tornarono di nuovo alla normalità.
Ora però, quale segno dell'acquietamento di un conflitto di paura frontale
ovvero di conflitto di paura del cancro, nel collo si manifestarono delle cisti
degli archi branchiali, che tuttavia scomparvero dopo alcuni mesi, ma la
povera paziente, che continuava a sentire dei noduli nel collo, restava nel
panico (circolo vizioso!) .
La situazione precipitò a causa di un ridicolo incidente nel marzo 1998,
quando la paziente sfortunatamente urtò contro la maniglia della porta e si
ruppe una costola dalla parte destra della cassa toracica. Non si fece nes-
suna radiografia. Solo quando ebbe dei dolori (fase di riparazione della
frattura) il medico di famiglia fece un'analisi con gli ultrasuoni, non scoprì
la frattura della costola bensì un piccolo, vecchissimo carcinoma epatico
multiplo, o meglio le caverne del vecchio carcinoma epatico che la pazien-
te aveva avuto da bambina, quando aveva patito la fame come quasi tutti i
bambini tedeschi nel dopoguerra. Il medico le disse che i dolori della costola
erano causati dalle metastasi dell'ovaio nel fegato e che aveva capito subi-
to che i dolori potevano provenire solo dalle metastasi (dicembre '98) .
Nel 1945 dopo la guerra, sua madre le aveva sempre detto: "Devi mangia-
re la tua minestra di latte altrimenti possiamo comprarti subito una bara".
Allora la paziente aveva sei anni.
La diagnosi errata del medico di famiglia costituì la recidiva per il nuovo
conflitto del profugo, probabilmente per entrambi. Nel periodo successivo
l'eliminazione di urina diminuì e la sete aumentò.
Purtroppo la creatinina, l'urea e l'acido urico nel siero non furono mai misu-
rati, si era del tutto "fissati" sulle "metastasi epatiche" .
Sfortunatamente a ciò si aggiunse ancora una cosa che senza questi con-
flitti del profugo attivi sarebbe stata innocua. La paziente nel giro di un anno
patì tre conflitti di rancore nel territorio, sempre con presenza di costellazione
schizofrenica postmortale così che praticamente non si formò nessuna
massa conflittuale per i conflitti di rancore nel territorio. Ora tutto diventò
letteralmente un problema:

931
- La frattura della costola causava ormai insieme con il carcinoma attivo dei
tubuli collettori sia un versamento pleurico, sia un rigonfiamento precostale.
Il medico di famiglia diceva: "Tutte metastasi!"
- Le innocue epatiti, fasi di riparazione dei conflitti di rancore nel territorio
risolti, dei quali nessuno era durato più di 4-6 settimane, causavano (con
un carcinoma attivo dei tubuli collettori) una epatomegalia, dove ovvia-
mente anche le caverne si ingrossavano a causa del rigonfiamento. Il
medico di famiglia diceva: "Le metastasi del fegato continuano ad ingros-
sare!"
- Un conflitto di svalutazione di sé sessuale, con osteolisi della sinfisi, che
la paziente aveva patito per la perdita della libido, si risolse con una "lieve
leucemia" (18.000 leucociti) con una leggera ascite (verso l'interno) e un
rigonfiamento presinfisarico (verso l'esterno). Il medico di famiglia disse:
"Un'altra metastasi!"
La paziente confusa si fece promettere dal marito che mai in nessun caso
l'avrebbero portata in ospedale. Ciò nonostante si parlava sempre soltanto
di "metastasi". Un giorno venne un parente che era medico e spiegò cate-
goricamente che con così tante metastasi doveva senz'altro andare subito
in ospedale.
Non ci andò, ma due giorni dopo era morta, con un valore gamma GT (enzi-
ma epatico) oltre 1000.
In passato abbiamo considerato i valori alti delle cosiddette transaminasi
del fegato, cioè degli enzimi epatici, particolarmente dei gamma GT, un
segno della gravità dell'epatite. Nella Nuova Medicina abbiamo poi impa-
rato che la gravità dell'epatite è correlata alla gravità e alla durata del con-
flitto di rancore nel territorio (del conflitto di identità nella donna mancina).
Presumibilmente anche questo va in parte riconsiderato: forse le transami-
nasi dipendono "semplicemente" dalla stasi epatica, per esempio la cosid-
detta epatomegalia nel caso di carcinoma attivo dei tubuli collettori.

15.1.99
Vecchie caverne del fegato
che risalgono al periodo
dopo la guerra, quando
tutti i bambini in Germania
pativano la fame. Si veda-
no i bordi calcarei al mar-
gine esterno delle caverne.

932
30.10.98
Freccia in basso a destra:
vecchio FH, cicatrizzato
(con TBC) nel relè del
fegato del tronco cerebrale
(deposito calcareo).
Freccia in alto a destra:
edema nel relè dei tubuli
collettori del rene destro .
Freccia a sinistra: edema
nel relè dei tubuli collettori
per il rene sinistro.

30.11.98 D'abitudine avvie-


ne che vediamo innanzitut-
to un processo attivo e in
seguito i segni della solu-
zione. Qui notiamo i FH
per entrambi i relè dei
tubuli collettori in soluzio-
ne dopo i precedenti con-
flitti del profugo. Subito
dopo la recidiva i FH su
entrambi i lati erano stati
riattivati a causa delle
diagnosi (errate) del
medico di famiglia .

8.3 .99
Questa è la TAC di una persona
che si trova nel panico biologico
totale: tutti i conflitti di questa
paziente sono di nuovo attivi: i due
conflitti di ritenzione dell'acqua
dei tubuli collettori renali (frecce
in alto a destra e a sinistra), persi-
no il conflitto di paura di morire di
fame (carcinoma epatico) perché
nel frattempo il fegato si era molto

933
ingrossato (pericolo di morire di fame!). Vediamo anche un conflitto di paura
della morte attivo (terza freccia a destra dall'alto).
La quarta freccia a destra dall'alto indica un conflitto attivo pleurico e peritoneale,
come pure le frecce a sinistra.
A destra il FH è più pertinente al panico per il ventre(= panico peritoneale; vec-
chio binario a causa dell'ovaio destro, 1992), a sinistra il FH a causa del versa-
mento pleurico (si veda la TAC toracica). Il relè del pericardio (frecce in basso a
destra e a sinistra) mostra una riattivazione del conflitto durante una fase di
soluzione a causa dei dolori cardiaci del conflitto sessuale che si attiva per primo
a destra cerebralmente (mancina).
Infine la seconda freccia a sinistra dall'alto indica un conflitto attivo del "perde-
re la faccia", con insensibilità della metà facciale destra (madre/figlio).
La paziente aveva "perso la faccia" come madre quando il figlio le comunicò che
si era sposato e aveva preso il cognome della moglie. Per questa donna iperma-
terna il suo unico figlio maschio, che portava il suo nome, aveva sempre rappre-
sentato qualcosa di speciale.

15.1.99
Anche queste sono
le vecchie caverne
del fegato osservate
in uno strato più
alto che il medico
di famiglia vide con
gli ultrasuoni quan-
do cercava la causa
dei dolori costali.
Medico di famiglia:
"Certamente, i
dolori sono causati
dalle "metastasi" al
fegato di origine
ovarica!".

934
22.7.99
La frattura delle
costole in via
di guarigione
(cerchio rosso).
Versamento pleu-
rico transudativo
per le osteolisi
costali (cerchio),
fase PCL con
concomitante
leucemia.
Ridotto versa-
mento pleurico,
pure transudativo, anche a sinistra. A destra lateralmente si forma un edema
sottocutaneo precostale (freccia) corrispondente al versamento pleurico esterno.

30.10.98
FH a destra, conflitto sessuale atti-
vo ora con successivo conflitto di
rancore nel territorio a causa di
una violenta lite per motivi di
denaro con la figlia. La paziente
ebbe un'altra lite simile per denaro
con il suo capo di una volta che
tempo dopo era andato a casa sua
per un conteggio non corretto. Per
una retta tedesca del nord fu la
cosa peggiore che le si potesse
fare! Questo fu il penultimo dei tre
conflitti di rancore nel territorio,
che durò solo un mese, ma ebbe
una grande massa conflittuale.
Ciò nonostante la paziente non ne
sarebbe morta. Ma molte persone,
anche fra i parenti, dicevano continuamente che doveva andare in ospedale.
Così tragicamente patì due conflitti attivi del profugo.

935
Vecchio FH nel relè dell'ovaio
(freccia) . La paziente nel 1990
(dopo la soluzione del conflitto per
la perdita della madre morta nel
1989) era stata operata a causa
della cisti dell'ovaio destro
(mancina)!

21.1. 99 A sinistra cerebralmente il


secondo conflitto sessuale della
paziente mancina . Il relativo carci-
noma del collo dell'utero, più preci-
samente le ulcere, fu scoperto con
esame istologico dopo isterectomia
totale nel 1992. La paziente man-
cina non ha rivelato il contenuto
del conflitto sessuale a causa del
quale era entrata nella costellazio-
ne schizofrenica postmortale (nin-
fomaniacale) . Da quel momento fu
maniaco-depressa.
In quel periodo patì anche un con-
flitto di spavento improvviso (FH
attivo, freccia in alto) e un conflitto
di identità (FH attivo, freccia in
basso) .

936
30.10.98
I due FH in entrambi
i relè dei tubuli
collettori dei due reni.
A questo punto (30.10.98)
almeno per il rene destro
si vede infatti un grande
FH cicatrizzato, ma che
si trova chiaramente in
soluzione. E' difficile
valutare con certezza
il relè sinistro
presumibilmente attivo.
I; anello più grande a destra nel tronco cerebrale indica che contemporanea-
mente hanno reagito uno o più relè (ghiandola tiroide).

22 .7.99
Freccia a destra : carci-
noma dei tubuli collet-
tori del rene destro.
Freccia sinistra: carci-
noma di tipo assorben-
te del colon scoperto
solo "per caso" della
flessura colica sinistra.
Questi tumori più piat-
ti ("ispessimenti della
parete") quasi regolar-
mente non sono rile-
vati dai radiologi (come in questo caso) perché non hanno l'aspetto del tumore
a cavolfiore. Conflitto: paura di non poter assumere il cibo.

937
22.7.99
Freccia a destra: FH attivo
per il carcinoma dei tubuli
collettori del rene destro.
Anche a sinistra si vede
una struttura simile, al
momento però presumibil-
mente non attiva.
Fra simili reperti rientrano i
cosiddetti "bacinetti renali
afflosciati", che in passato
erano considerati un tipico
segno di un'awenuta
tubercolosi renale. Li ritro-
viamo anche nel rene sini-
stro di questa paziente.

22.7.99
Grande FH in soluzione
nel tronco cerebrale a de-
stra, in questo caso relati-
vo a una tubercolosi epati-
ca ( = necrosi caseosa del
carcinoma epatico con
formazione di caverne).
Freccia sinistra: FH che
era già stato attivo in pas-
sato e risolto, pertinente a
un carcinoma del colon di
tipo assorbente (conflitto: paura di non poter assumere cibo).

938
Fegato eccessivamente ingrossato (epatomegalia) con:
1. carcinoma epatico in fase PCL.
I FH nell'organo pure formatisi e similmente ingrossati a causa del generale
ingrossamento del fegato sinora sono stati interpretati dalla medicina come
un ingrossamento del carcinoma epatico stesso.
Il forte ingrossamento del fegato è la conseguenza di tre epatiti avvenute una
dopo 1'altra, di un piccolo carcinoma epatico e di due conflitti del profugo atti-
vi, uno in ciascun rene.
2. Epatite con transaminasi elevate (Gamma-GT: 1010) contemporaneamente a
conflitti del profugo attivi (carcinoma dei tubuli collettori del rene destro e del
sinistro) con conflitto attivo di paura in particolare di dover andare in ospedale.

Carcinoma dei tubuli


collettori (conflitto del
profugo) del rene destro.

939
22.7.99
Osteolisi dell'osso
pubico in fase PCL
con leucemia. Per
l'isterectomia con
escissione di
entrambe le ovaie
nel 1992 a causa
della cisti ovarica la
produzione di estro-
geno della paziente
ora sessantenne era
rimasta relativamente alta per un certo periodo proprio per la presenza della
cisti.
Ma poiché mancavano entrambe le ovaie complessivamente la quantità di estro-
geno era troppo scarsa e la libido era fortemente ridotta.
Grazie alla ragionevole reazione del marito si arrivò a una soluzione.
Vediamo come il liquido scorre transudativamente fuori dal sacco periostale in
direzione sia ventrale sia dorsale (ascite) .
A causa del conflitto del profugo (paura di dover andare in ospedale) l'edema è
notevolmente più grande.
Chiamiamo gotta la combinazione di calcificazione ossea (leucemia) e conflitto
attivo con carcinoma dei tubuli collettori.

940
15 .1.99
Freccia a sinistra:
rene sinistro.
Ispessimento del
lobo parenchimati-
co laterale per
cicatrizzazione
del carcinoma dei
tubuli collettori .

15.1.99
A sinistra rene
con tipico afflos-
ciamento del
bacinetto renale.
Lobo destro del
fegato: piccoli
focolai, per la
maggior parte
vecchi, di car-
cinoma epatico.

La paziente morì in pace di ciò che in passato avevamo chiamato "coma


epatico", senza sapere di che cosa si trattasse. Ora sappiamo che forse si
tratta di un tipo di coma epatico, ma ce ne sono forse un secondo e un terzo,
per esempio con totale occlusione dei dotti biliari. Dobbiamo continuare ad
indagare ulteriormente.

941
24. 7 Il caso di Olivia Pilhar, un caso con sindrome dei
tubuli collettori

Il caso di Olivia Pilhar impegnerà ancora intere generazioni di medici e di


giuristi. Qui illustreremo ancora una volta un particolare aspetto medico.

Le mie diagnosi di allora, che erano state confermate dal primario della cli-
nica universitaria per la radiologia dell'università di Barcellona, prof. Rius,
erano e restano del tutto giuste.
- Adenocarcinoma epatico in fase di riparazione tubercolotica
- Nefroblastoma del rene destro
- Carcinoma dei tubuli collettori del rene destro in soluzione di conflitto.

Le immagini della TAC del fegato, dei reni e del cervello sono chiaramente
inequivocabili.
Ciò nonostante all'epoca non sapevo le cose che so oggi: non conoscevo la
sindrome del carcinoma dei tubuli collettori. Devo ammettere che allora
non disponevo ancora di alcuna chiara spiegazione sul perché il fegato
fosse gonfiato così enormemente nella fase di riparazione tubercolotica,
probabilmente anche la cisti renale ("Wilms") che si trovava quasi al termi-
ne dell'indurimento(= nefroblastoma), si era di nuovo gonfiata.
Ora conosciamo le correlazioni: Olivia aveva patito due conflitti a causa del
trasloco dalla casa dei nonni paterni a quella dei nonni materni:

- un conflitto di paura di morire di fame con carcinoma epatico, perché la


madre da un giorno all'altro aveva accettato un lavoro come insegnante e
non cucinava più. A Olivia non piaceva la cucina della nonna ("che schi-
fo")
- un conflitto del profugo perché non si sentiva ancora a suo agio nel nuovo
ambiente, soprattutto per il fatto che la madre era quasi sempre fuori di
casa.

Nel frattempo il conflitto di paura di morire di fame si era risolto dato che
la madre era di nuovo a casa e cucinava di nuovo per Olivia. I sintomi tipi-
ci della tubercolosi epatica nella fase di riparazione del carcinoma epatico:
sudore notturno, temperature subfebbrili e stanchezza estrema erano chia-
ramente rilevabili. Però il "conflitto del profugo", che era responsabile del
carcinoma dei tubuli collettori renali, il cosiddetto "conflitto con ritenzione
dell'acqua", era di nuovo attivo dato che la famiglia non era affatto tornata

942
dai genitori del padre, ma era persino di fatto "in fuga"! Lo sapevamo per-
ché avevamo visto nella TAC cerebrale che il conflitto era di nuovo attivo.
In seguito alla promessa ufficiale con la firma del console austriaco che non
sarebbe stato fatto alcunchè alla bambina contro il volere dei genitori, la
decisione presa dai genitori e da me che la famiglia tornasse in Austria,
ritengo fosse ragionevole e giusta. Infatti credevamo che la bambina non
potesse risolvere un conflitto del profugo mentre era "in fuga".
Però non conoscevamo ciò che oggi appunto chiamiamo sindrome del car-
cinoma dei tubuli collettori. In questa costellazione (TBC del fegato e nefro-
blastoma al termine della fase di riparazione con carcinoma dei tubuli
collettori che era di nuovo attivo dal momento della fuga della famiglia dai
tribunali) il fegato e il rene (destro) si gonfiano enormemente, perché l'ede-
ma viene conservato. La ritenzione idrica ha per così dire la precedenza.
Il mio errore era inoltre consistito nel fatto che avevo considerato la presen-
za dell'edema nel FH del relè destro dei tubuli collettori un segno della
riparazione terminata del processo, mentre in realtà mostrava già altri segni
di nuova attività.
Ciò che allora non potevo affatto spiegarmi era il fatto che nel giugno '95,
dopo l'inizio della fuga della famiglia dalle autorità e dai tribunali, sia la
tubercolosi epatica, che palesemente doveva avere già superato il punto
culminante della riparazione, sia il "quasi-nefroblastoma", quindi una cisti
renale che era molto chiaramente già al termine della fase di riparazione,
riprendessero entrambi a gonfiarsi invece di diminuire. Infatti la sindrome
del carcinoma dei tubuli collettori comporta che fino al termine ultimo della
fase di riparazione venga accumulata ovvero resti una quantità massima di
edema. Allora non potevo ancora saperlo.
Inizialmente le immagini della TAC come pure l'esame istologico non lascia-
no dubbi riguardo a un carcinoma del rene destro (Wilms). In seguito, dopo
l'asportazione del rene destro, nel reperto isto- patologico oltre alla diagno-
si di nefroblastoma (d'improvviso la denominazione "Wilms" era stata del
tutto dimenticata ... ) si parlò anche di "necrosi con depositi calcarei" nel
polo renale inferiore, ciò che di norma indica un' avvenuta tubercolosi rena-
le.
Nel maggio '95 il conflitto del profugo era manifestamente risolto, in giugno
presumibilmente si riattivò all'inizio della fuga, sulle immagini della TAC
cerebrale del 13.6.95 è di nuovo attivo. Il 12.8.95 è sempre ancora attivo quan-
do Olivia, dopo arresto cardiaco e morte clinica alla prima somministrazione
di chemio il 31.7.95 si trovava nel reparto di rianimazione con una frattura
multipla delle costole e pneumotorace a destra. Non sappiamo se in segui-

943
to ci sia stata un'altra soluzione fino all'estirpazione del rene avvenuta un
mese dopo, perché la madre ormai restava presso di lei giorno e notte.
La tubercolosi epatica era stata violentemente repressa con circa dieci irra-
diazioni di cobalto dopo che la chemio aveva causato ad Olivia la morte cli-
nica e ciò nonostante il fegato aveva continuato a gonfiarsi. Certo è che
subito dopo l'operazione, quando Olivia era stata trasportata dal reparto
pediatrico generico al reparto di chirurgia, si verificò ancora una volta un
conflitto del profugo o recidiva e il valore della creatinina nel siero salì a 2,7
mg%. Ma poiché nel frattempo anche in quell'ospedale di Vienna avevano
studiato i miei libri e si dovette presumere che questo nuovo conflitto del
profugo fosse correlato allo spostamento di Olivia e al fatto che nel reparto
di chirurgia alla madre non era consentito di stare con la bambina, Olivia
venne riportata al più presto nel reparto pediatrico generico dove la madre
poteva rimanere accanto a lei.

Va qui ancora citata una cosa molto interessante: il conflitto del liquido di
Olivia (originato, come noto, nel corso di una gita con la bambina su un
canotto pneumatico, quando da una valvola non ermetica usciva dell'aria,
la zia di Olivia, Veronica, aveva gridato con voce stridula in preda al pani-
co che l'imbarcazione sarebbe affondata e che sarebbero annegati e aveva
urlato "aiuto, aiuto!") aveva portato nella fase di riparazione alla cisti rena-
le e più tardi al nefroblastoma. Durante la fase di conflitto attivo Olivia
aveva una pressione sanguigna alta (nei bambini di solito sui 140-150 mm
Hg) di cui però nessuno si era accorto. Con la morte clinica alla prima infu-
sione di chemio Olivia patì di nuovo un conflitto del liquido e di nuovo ebbe
la pressione alta. Questa si normalizzò solo dopo l'interruzione dell'infusio-
ne di chemio (che in effetti era in dosi minime, praticamente una chemio
"simbolica") . Poiché a metà settembre '95 il rene destro era stato asporta-
to, ma la pressione sanguigna restava alta, il conflitto (attivo) del liquido
deve per lo meno essere proseguito sul rene sinistro, sempre che non lo
avesse già colpito sin dall'inizio.
Secondo le regole della Nuova Medicina Germanica Olivia nella fase di
riparazione avrebbe dovuto produrre una nuova seppure relativamente pic-
cola cisti renale nel rene sinistro. I.:ingrossamento di quest'ultimo era ormai
descritto dai radiologi come "compensatorio". Ciò potrebbe avere a che
vedere con il fatto che la cisti renale è rimasta "intra-parenchimatosa", cioè
non si è espansa verso l'esterno.

944
Il "caso Olivia", un bilancio medico provvisorio

(Vedi a questo proposito il libro di Helmut Pilhar "Olivia - Tagebuch eines


Schicksals" ("Diario di un destino"). Edizione Amici di Dirk, Spagna).

Olivia, questa graziosissima


bambina, che amo come se fosse
mia figlia e che per il suo modo
discreto, amabile e gentile si fa
amare da tutti, questa povera
bambina è rimasta intrappolata
negli ingranaggi di una lite
medica. Dal martirio di Olivia
tutti sanno che esistono due
"medicine '': una medicina bru-
tale che disprezza gli esseri
umani e offre solo infinite ipote-
si e nessun argomento vero ris-
petto alle controprove. Però in
quanto "medicina di Stato" ha il
potere per eccellenza e il diritto
esclusivo di espressione e quin-
di chiama se stessa anche medi-
cina "riconosciuta" dato che è perfettamente integrata nell'apparato buro-
cratico statale.
Chi le si oppone deve subire il terrore psichico nonché gravi calunnie e
viene psichiatrizzato.
La seconda medicina è la Nuova Medicina. Essa possiede tutti gli argo-
menti scientifici che esistono dato che si basa su cinque leggi biologiche
comprovabili e riproducibili per qualsivoglia paziente. Fino ad oggi la
medicina ufficiale non è riuscita mai a confutarla in alcuna indagine. Per
questo, si sarebbe tentati di dire, essa è "non-riconosciuta".
Se la Nuova Medicina Germanica riuscisse ad affermarsi, potremmo fare a
meno sia del "veleno per topi", della chemio ,sia delle costose bombe al
cobalto e di due terzi delle nostre strutture ospedaliere in cui si diffonde
soprattutto panico.
Per tale motivo questa controversia delle "medicine" viene portata avanti
dai rappresentanti della "medicina di Stato" come una lite economica pas-
sando sopra i corpi dei pazienti con impietosa brutalità.

945
La piccola Olivia è tragicamente finita dentro questi terribili ingranaggi
senza avere la possibilità di opporsi. Chi forse pensa che Olivia non abbia
potuto capire bene tutto ciò che accadeva intorno a lei, questi dovrebbe solo
guardare i suoi occhi intelligenti. Riusciva persino a comprendere quello
che non veniva detto apertamente! Con quanta disinvoltura alcuni medici
non hanno fatto il benché minimo sforzo nella camera d'ospedale di Olivia!
Olivia ha capito benissimo l'esorcismo dei suoi tormentatori. Ha patito e
patisce ben sapendo, pur essendo così piccola!
Per decenni l'Austria non dimenticherà l'indicibile dolore di questa valoro-
sa ragazzina e vorrà che non fosse mai successo ciò che è accaduto nei suoi
salotti davanti agli occhi di tutti!
Tutti quelli che non hanno voluto indagare più approfonditamente prefe-
rendo "credere alla chemio", ma soprattutto i responsabili e i detentori del
potere di stato, tutti questi non possono dire che si è trattato di un errore. Ai
magistrati o ai medici sarebbe bastato prendersi anche un solo giorno di
tempo per sapere che la Nuova Medicina è logica, plausibile e comprova-
bile per tutti. Allora anche migliaia di altri bambini che soffrono atrocemen-
te lontano dalle luci della ribalta avrebbero avuto ancora una speranza.
Così un intero paese diventa complice di un "assassinio a rate".
La medicina di stato può lavorare di nascosto con la protezione delle auto-
rità. Fino ad oggi (1996) i genitori di Olivia non dispongono di alcun reper-
to o di TAC attuali né dei risultati degli esami. Questi sono letteralmente un
segreto di stato! Neppure dopo sette istanze presentate dalla procura della
repubblica tedesca questi atti sono stati resi pubblici.
Per questo motivo al presente non è possibile fare una corretta valutazione
medica dell'effettivo stato di salute di Olivia. Quindi questa valutazione
dovrà essere fatta in un momento successivo quando le autorità e i medici
si vedranno costretti alla fine a tirare fuori questi atti e a mettersi in discus-
sione (nel secondo volume del diario di Helmut Pilhar) !

Tuttavia l'anamnesi medica è presto raccontata.


Nella primavera 1995 Olivia aveva un conflitto attivo del liquido già da tre
anni:
quando aveva tre anni si trovava con sua zia in un canotto che perdeva aria.
La zia, che non sapeva nuotare, si mise a gridare in modo spaventoso seb-
bene i famigliari stessero facendo il bagno lì vicino. Olivia ebbe paura di
annegare e, come detto, patì un conflitto del liquido che a livello organico
corrisponde a una necrosi (riduzione dei tessuti) del rene destro. Da allora
Olivia evitò rigorosamente i bagni e le gite in barca.

946
Con un conflitto prolungato dell'acqua ovvero del liquido nella TAC del
rene si può riconoscere a livello organico una necrosi renale se si coglie il
paziente ancora nella fase di conflitto attivo.
Contemporaneamente si può accertare sempre una pressione sanguigna
elevata quale sintomo dell'attività conflittuale ovvero della necrosi renale.
Ma questa ovviamente non venne controllata perché allora non ci si pensa-
va affatto. I.: elevata pressione sanguigna dovrebbe in certo qual modo com-
pensare la funzionalità renale ridotta a causa della necrosi (lacuna nel tes-
suto renale), così che possa essere eliminata una sufficiente quantità di
urina e di urea.
Il senso biologico di questo processo, che chiamiamo programma speciale,
si trova alla fine della fase di riparazione. In quest'ultima, dopo la soluzio-
ne del conflitto che per Olivia avvenne nell'agosto 1994 quando faceva di
nuovo volentieri il bagno, dal tessuto necrotizzato del rene si formò una
tumefazione che era colma di liquido. Questa, che chiamiamo cisti renale,
ha la parete esterna che concresce tutt'intorno, mentre all'interno della cisti
ha luogo una forte moltiplicazione cellulare che alla fine, dopo nove mesi,
forma al posto del liquido un tessuto cellulare solido con un proprio siste-
ma di vasi sanguigni. Questa cosiddetta "cisti renale indurita" ( = cisti rena-
le solidificata = nefroblastoma) è di fatto parte del rene e produce urina.
Ora il rene è più funzionale di prima e verso la fine della fase di riparazio-
ne la pressione sanguigna è di nuovo normale. Nei primi 5-6 mesi, quando
la cisti è ancora parzialmente liquida e in parte è già solida, la medicina
ufficiale parla di "tumore di Wilms". Questa definizione è insensata, perché
si tratta solo di uno stadio temporaneo. Il senso biologico dunque è l'ingros-
samento del rene. Se si fossero comprese queste circostanze, nel caso di
Olivia non ci sarebbe più stato bisogno di asportare chirurgicamente a
causa della sua dimensione la cisti renale indurita, detta nefroblastoma, che
misurava solo 450 ccm come si appurò in seguito. Solo l'insano concetto
medico di "maligno" è responsabile di una simile insensatezza.

Uno strato più alto del rene destro e del rene


sinistro. Di solito il rene sinistro si trova più
in alto rispetto a quello destro. Lo è anche in
questa immagine del 22.5.1995. Qui si vede
la cisti renale ("Wilms") che ha ancora
poche porzioni liquide. [;indurimento della
cisti del rene destro avviene cioè a partire
dal polo renale superiore e si espande ven-

947
tralmente (in avanti). A questo punto occorre sapere che il rene destro è situato
retroperitonealmente ( = dietro il peritoneo) e al di sotto del fegato. La cisti rena-
le che si sta indurendo spinge cioè il peritoneo che le sta davanti . Quindi se la
dott.ssa Lieschen Mueller dovesse spiegare come è awenuto l'avanzamento
subdolo delle cosiddette "metastasi" dal rene al fegato, direbbe semplicemente
che tale avanzamento è awenuto a causa della vicinanza del rene al fegato. In
realtà le piccole cellule subdolamente striscianti, in realtà mai osservate, avreb-
bero dovuto innanzitutto attraversare la capsula renale, poi due volte il cosiddet-
to peritoneo parietale ( = tessuto di rivestimento delle pareti addominali) e il
peritoneo viscerale del fegato (rivestimento degli organi splancnici), una cosa
dawero awenturosa! Ma visto che oramai si era in ballo, si continuò a fantasti-
care che le "velocissime particelle" erano andate oltre, attraversando trasversal-
mente tutto il fegato, poi di nuovo il peritoneo del fegato e il peritoneo parietale
sotto il diaframma e, via via, attraverso il diaframma, due volte nella pleura e poi
ancora un passaggio attraverso il polmone dove infine avrebbero causato le
"metastasi polmonari". Una dottoressa, primario dell'ospedale, disse al signor
Pilhar verso la fine della chemio: "Secondo un'ipotesi standard si può valutare che
ora ci siano dieci milioni di cellule maligne che dobbiamo ancora distruggere."

Strato verticale di una RMI del 22.5 .1995 della


zona posteriore epatica e renale (il lato sinistro
qui si presenta a destra!}.
Le tre frecce in alto indicano il carcinoma epatico,
la freccia in basso indica la cisti renale che si sta
indurendo nel polo superiore del rene destro.
Il carcinoma dei tubuli collettori qui non è visi-
bile.

Pielogramma renale con mezzo di contrasto del


22.5.1995 (il lato sinistro qui è a destra) . Il seg-
mento renale superiore si presenta abbastanza
normale nonostante la cisti renale in via di
indurimento. Quest'ultima si spinge appunto
verso l'esterno del rene e non comprime il siste-
ma dei calici renali bensì viene visibilmente

948
schiacciata dal carcinoma dei tubuli collettori del polo renale inferiore. Nessuno
riusciva a cap1rlo perché non si voleva comprendere la Nuova Medicina
Germanica. La freccia indica la cisti renale in via di indurimento che una volta
del tutto solidificata viene chiamata nefroblastoma.

Olivia aveva inoltre:

- un conflitto del profugo con carcinoma


dei tubuli collettori renali e
- un conflitto di paura di morire di fame
con cancro del fegato.

Olivia patì entrambi i conflitti il primo gior-


no di scuola ( 4 settembre 1994) al termine
delle vacanze estive quando la madre trovò
un posto come insegnante nella zona del
suo paese natale di Meiersdorf e quindi
tutta la famiglia dovette trasferirsi letteralmente a precipizio dai nonni
materni.
Ma ancora non basta: la madre Erica, ottima cuoca, ora non poteva più
cucinare e così la nonna spesso friggeva una fettina di carne per i nipoti-
ni, che Olivia trovava disgustosa.
Entrambi i conflitti si risolsero quasi contemporaneamente, quando la
madre Erica rinunciò al suo lavoro il 17 maggio 1995 a causa di Olivia. Il
processo di guarigione ebbe inizio solo alla fine di giugno 1995 per colpa
dei diversi ricoveri in clinica e precisamente avvenne, come di consueto in
presenza di micobatteri tubercolotici, con forte sudore notturno e tempera-
ture subfebbrili a causa di una concomitante tubercolosi epatica e renale
grazie alla quale le cellule cancerogene sono di nuovo ridotte per necrosi
caseosa.
Così fu anche per Olivia. Sia il rene (destro) sia il fegato in un simile processo
di riparazione tubercolotica erano notevolmente gonfiati (il rene destro indi-
pendentemente dal nefroblastoma).
Alla fine rimasero le caverne (cavità nel tessuto) nel rene e nel fegato, pre-
sentando entrambi delle calcificazioni. Per il rene questo processo era già
ampiamente concluso al ritorno in Austria, come dimostra l'esame istologi-
co del rene destro (necrosi con depositi calcarei). nel fegato invece la ripa-
razione ancora in corso venne brutalmente bloccata dalle irradiazioni e
dalla chemio e si produsse artificialmente (per via iatrogena, cioè causata

949
dai medici) una cirrosi epatica. Il fegato con una simile cirrosi riesce solo
malamente o non riesce più per nulla a metabolizzare le proteine. Alla
lunga i pazienti devono essere nutriti per via intravenosa con delle infusio-
ni di aminoacidi.

TAC della porzione i nferiore del


rene destro del 22.5 .1995. La frec-
cia indica il carcinoma dei tubuli
collettori (tumore dei dotti escretori
renali) del rene destro. Osservando
attentamente si può vedere anche
qui la tipica configurazione a ber-
saglio a livello organico nel paren-
chima ventrale (tessuto renale
rivolto verso il ventre) della
porzione inferiore del rene destro.

Molti lettori saranno dapprima sorpresi al doversi rendere conto che la


tubercolosi, in passato così tanto temuta, qui viene considerata in linea di
principio un buon mezzo di riparazione del tumore epatico o renale. Ma le
cose stanno veramente così! Un tempo, dato che le nostre attrezzature
diagnostiche erano tecnicamente ancora poco sviluppate, spesso non si
riusciva ad accertare il tumore, bensì solo la tubercolosi nella fase di ripara-
zione in base a sintomi come il sudore notturno verso mattina, le temperature
subfebbrili, la carenza proteica ecc. Per esempio, se un bambino aveva una
proteinuria (proteine nell'urina) e un brutto aspetto, spesso si riscontrava-
no nell'urina dei "batteri acidoresistenti", cioè dei micobatteri tubercoloti-
ci. Oggi con i nostri apparecchi sofisticati si può accertare il tumore spesso
già nella fase di conflitto attivo. Allora madre natura sovente non ha più
alcuna possibilità di una fase di riparazione tubercolotica.
Infatti subito si inizia una pseudoterapia oncologica e l'avvelenamento con
la chemio impedisce istantaneamente ogni riparazione.
Spesso non sono affatto presenti i micobatteri della tubercolosi.

Nella nostra follia per l'igiene noi medici avevamo creduto che i batteri
tubercolotici fossero "maligni", che fossero la causa della "malattia" della
tubercolosi. Perciò abbiamo tentato di sterminarli. Ma così facendo per pura
ignoranza abbiamo rischiato di distruggere il nostro "servizio di eliminazio-
ne del tumore", i nostri bravi spazzini.

950
Olivia aveva ancora tali batteri della tubercolosi ed era in procinto di demo-
lire (più specificamente, di caseificare) il suo tumore dei tubuli collettori
(non nefroblastoma/Wilms) e il suo tumore epatico.
Di solito a quel punto rimane una cosiddetta caverna con depositi calcarei,
esattamente quello che gli istopatologi hanno riscontrato nel rene di Olivia
dopo l'asportazione, a parte il nefroblastoma che non ha nulla a che vede-
re con ciò.
Dato che con la Nuova Medicina Germanica conosciamo questi processi,
potemmo dire abbastanza precisamente che fino alla metà di settembre circa
il rene destro e il fegato si sarebbero di nuovo sgonfiati, nel rene destro ovvia -
mente solo per quanto riguarda la porzione dei tubuli collettori. Infatti per
il nefroblastoma il senso biologico è quello di costituire una porzione
aggiuntiva di rene, quindi il senso biologico si situa nella o alla fine della
fase di riparazione. Questo nuovo parenchima renale (tessuto renale) deve
cioè restare (nel caso di Olivia 450 ccm) in modo che il rene, nel caso di un
nuovo conflitto del liquido, possa eliminare più rapidamente l'urina con l'u-
rea. Vediamo come si debba inquadrare il "senso" anche nel contesto evo-
lutivo per poterlo comprendere correttamente!

TAC del 18.5.1995. Vediamo un grande


carcinoma epatico (tumore) . Nella gran-
de macchia scura, che rappresenta il
carcinoma, si riconoscono facilmente gli
anelli della configurazione a bersaglio,
segno che a quel punto il processo è
ancora attivo a livello psichico e organico.

TAC del fegato del 19.5.1995, dunque


eseguita solo un giorno dopo la TAC pre-
cedente. Lo strato attraversa la cupola del
fegato, cioè è più alto rispetto all'immagi-
ne precedente. Anche qui vediamo una
serie di configurazioni a bersaglio che
indicano dei focolai epatici attivi recenti .
Dobbiamo immaginarci che contestual-
mente ad un conflitto di paura di morire

951
di fame possono manifestarsi dei punti di vista owero degli aspetti conflittuali del
tutto nuovi; ciò causa delle nuove configurazioni a bersaglio che quindi appaiono
"più giovani", cioè non sono ancora in stadio avanzato come le altre incominciate
prima.

TAC del 19.5.1995. Anche questo è uno


strato simile a quello della TAC del
18.5.1995. Nell'area scura è nitidamente
riconoscibile una configurazione a bersa-
glio, la cosiddetta "configura.zione a ber-
saglio a livello organico", all'interno del
tumore epatico scuro. Ciò significa sol-
tanto che il processo è ancora attivo.

TAC del medesimo giorno (19.5.1995),


ma di nuovo uno strato attraverso la
cupola del fegato. Le frecce grandi indi-
cano gli anelli della configurazione a
bersaglio nell'organo, segnalano l'attivi-
tà conflittuale. Anche il radiologo lo
aveva notato e lo aveva segnato con una
piccola freccia in un altro punto.

TAC cerebrale del 23.5.1995 del tronco


cerebrale e del cervelletto. ll prof. Lukaya,
uno dei più famosi radiologi pediatri
europei della clinica universitaria radio-
logica di Barcellona (primario prof. Rius)
qui diagnosticò una cosiddetta "metasta-
si cerebrale''. Ciò non può essere, infatti
le cellule cerebrali dopo la nascita di una
persona non possono più moltiplicarsi.
[;espressione "tumore cerebrale" o quella
di "metastasi cerebrale", che del resto nessuno riesce a distinguere, sono pertanto
una pura insensatezza. Ma owiamente la macchia bianca mostrata dalla freccia
indica qualcosa: lì nel relè del fegato nel tronco cerebrale si è accumulato del tes-

952
suto connettivo. Esistono solo due possibilità di interpretazione di come un relè cere-
brale possa colorarsi di bianco a causa del tessuto connettivo gliale accumulato: o
in precedenza è già awenuto un processo nel fegato (tumore epatico) e nel relè
cerebrale per il fegato e si è arrivati a una soluzione oppure il processo attuale nel
corso degli otto mesi e mezzo della sua attività ha avuto delle piccole fasi di solu-
zione. Per esempio potrebbe essere che Olivia avesse sperato che la madre dopo il
Natale 1994 non avrebbe ripreso il suo lavoro presso la scuola. Ciò avrebbe potuto
portare ad un inizio di soluzione, ma dopo breve tempo il processo era di nuovo tor-
nato ad essere attivo a fronte del fatto che la madre in realtà era ritornata a scuo-
la. Nel frattempo Olivia qualche volta di notte ha sudato, come si ricordano i geni-
tori.
E' dawero così difficile immaginare che i pensieri, le speranze, i desideri e le paure
di una ragazzina non riguardino un'automobile o una nuova casa, bensì il fatto che
la mamma sia di nuovo a casa e cucini per lei?

Altri relè nel cervello:

TAC cerebrale del 22.5.1995.


La freccia nella zona ventrale del
tronco cerebrale indica il relè dei
tubuli (dotti escretori) del rene destro
che infatti presentano il carcinoma
dei tubuli collettori renali. Si vede
chiaramente la configurazione a
bersaglio, segno di una ripresa
attività del corrispondente conflitto
del profugo.

TAC cerebrale pure del 22.5.1995. Vediamo una


grande forma circolare, colorata di scuro, che inte-
ressa la sostanza bianca, ma (qui però non si vede)
anche la corteccia sottostante (corteccia cerebrale} .
Quando vediamo una formazione simile sappiamo
che anche qui siamo in presenza di un conflitto
motorio con effetto sull'organo (muscolatura) che è
in soluzione e riguarda tanto le braccia e le mani
quanto le gambe e i piedi. Il conflitto è paragonabi-
le a quello di una scimmietta che è stata separata

953
da sua madre: conflitto del non poter restare nella stretta delle braccia e delle
gambe.
La paralisi spastica manifestata da Olivia nelle braccia/mani (meno) e nelle
gambe/piedi (di più) va ricondotta alla follia dei medici tradizionali che in questa
fase di riparazione del centro corticale motorio e della muscolatura della sostancia
bianca bombardano con la loro stupida chemio. Così si distrugge istantaneamen-
te, spesso irreversibilmente, il processo di guarigione.

TAC addominale del 19. 7.1995


nella clinica universitaria di
Malaga: l'immagine mostra molto
chiaramente il nefroblastoma
quasi del tutto indurito (un tempo
"tumore di Wilms") che ha quasi
lo stesso volume di un rene (450
ccm) .
Verso l'esterno vediamo il fegato
enorme che è "inomogeneo" e le
cui caverne possiamo solo intuire
perché owiamente sono compresse. tenorme rigonfiamento di riparazione del
fegato sarebbe scomparso da solo (spontaneamente) entro 4-6 settimane se
appunto avesse potuto arrivare a conclusione. I medici ufficiali ora consideraro-
no, per drammatizzare il caso a modo loro, tutto il fegato come un "tumore rena-
le" e calcolarono diversi volumi compresi fra 4,2 e 6 kg . Owiamente era un'idio-
zia stravagante che la stampa ha accettato volentieri e in modo acritico per
demonizzare la Nuova Medicina Germanica. Inoltre veniva sempre mostrata e
drammatizzata un'immagine televisiva dell'inizio di luglio per sostenere che
questo ventre avrebbe potuto "scoppiare" in qualsiasi momento se non si fosse
ricorso a una "buona" chemio e a delle irradiazioni, come affermava appunto
anche il mini-stro della pianificazione famigliare nonché produttore di farmaci
Bartenstein. Si irradiò e si awelenò il fegato che veniva confuso con un tumore
renale ottenendo con ciò:
- un blocco respiratorio immediato con momentanea morte clinica di Olivia e
- un immediato arresto del rigonfiamento (tubercolotico) di riparazione del fega-
to e del rigonfiamento di riparazione (tubercolotico) delle porzioni carcinomato-
se dei tubuli collettori del rene destro. A quel punto si giubilava: "Il tumore è
regredito!" J;intercorsa morte clinica di Olivia, che fu possibile rianimare solo
con una tempestiva intubazione (nella quale per la fretta le venne rotto un dente)
fu completamente taciuta. Se ne fece accenno solo mesi più tardi in una lettera

954
medica come se la cosa fosse stata del tutto normale. Una simile irradiazione del
fegato rigonfio in combinazione con la chemio causa, come si può leggere in
qualsiasi libro di medicina, una cosiddetta cirrosi epatica, cioè un restringimen-
to del fegato con riduzione della sua funzionalità. A quel punto il fegato non è
più in grado di metabolizzare le proteine, può sintetizzare (costruire) solo gli
aminoacidi e anche questi molto faticosamente. Praticamente si è distrutto il
fegato in modo irreversibile, probabilmente per il resto della vita. Ora chiunque
capisce perché le autorità, i magistrati e i medici nascondano con tanta cura la
loro comune imbecillità e le infamie commesse contro la ragazzina e tengano
sotto chiave le cartelle cliniche. Altrimenti dovrebbero fioccare procedimenti
penali contro lo stato austriaco, le autorità, i consiglieri, i giudici, il ministro
Bartenstein, i primari e i medici ...

Conflitto di svalutazione di sé nel processo trasverso della seconda verte-


bra lombare dietro il rene destro
Conflitto : "lì non valgo più niente". Infatti in quel punto era stato scoperto
il tumore renale.
Alla fine di luglio Olivia aveva dei dolori e una leucemia con 19500 leuco-
citi, cosa riguardo a cui però nessuno nell'ospedale voleva sapere qualco-
sa di più preciso.
Anche in questo caso chi non conosce la Nuova Medicina Germanica si
meraviglierà. Infatti in passato credevamo che la leucemia significasse
morte quasi sicura. E si può forse parlare della leucemia come se fosse una
malattia non grave? Ci si stupirà ancora di più se si pensa che noi già il
21.7.1995 sapevamo (si veda il comunicato pubblicato il 21.7.95) che Olivia
doveva avere avuto una leucemia già allora, perché accusava dei dolori nel
processo trasverso destro della seconda vertebra lombare. In realtà la leu-
cemia non è nemmeno una malattia a sé, bensì solo la fase di riparazione,
precisamente dopo una necrosi ossea e/o dei linfonodi.
La fase di conflitto attivo che precede questa fase leucemica manifesta la
tipica osteoatrofia o osteolisi, nel linfonodo delle necrosi cioè dei buchi
come in un formaggio svizzero, inoltre obbligatoriamente anemia con leu-
copenia (pochi leucociti). Nell'osso e nel linfonodo avviene all'incirca la
stessa cosa. La fase di riparazione comporta che le osteolisi o le necrosi del
linfonodo si colmino nuovamente con il callo osseo ovvero il tessuto del lin-
fonodo. Questo è un processo doloroso perché il periostio (pelle delle ossa)
si dilata e si manifesta la leucemia perché il midollo osseo è il luogo in cui
si produce il sangue. Il relativo conflitto è sempre un conflitto di svalutazio-
ne di sé (per esempio: "sono stata una cattiva compagna, madre, figlia" ...

955
"non sono stata sportiva" ... "non sono abbastanza forte per resistere" ecc.).
Per Olivia la svalutazione di sé era stata: "Lì dietro il rene destro non valgo
più niente". Patì il conflitto alla prima diagnosi il 17.5.1995. Il processo tras-
verso destro (= residuo evolutivo di una costola) in questo caso si decalci-
fica come segno che lei credeva di non valere più niente in quel punto. I
dolori e la leucocitosi o leucemia di 19500 leucociti indicano che questo
processo trasverso della vertebra si sta ricalcificando. La leucemia non è
nient'altro. Volendo guardare, alla maggior parte delle persone spesso può
capitare di avere una volta una "lieve leucemia" che grazie a Dio quasi
senza eccezione non viene diagnosticata da medici tradizionali troppo
zelanti. Così può normalizzarsi per conto proprio, cioè mediante la soluzio-
ne del conflitto di svalutazione di sé.

TAC della seconda vertebra lom-


bare del 13.6.1995. Si vede che i l
processo trasverso destro è osteo-
lizzato (decalcificato) . Lì Olivia si
sentiva svalutata nella sua stima
di sé, infatti dopo la diagnosi del
17/18 maggio 1995 (tumore del
rene destro) credeva "Lì dietro a
destra non valgo più niente". Alla
fine del luglio 1995 vennero conta-
ti 19.500 leucociti, nel quadro di
dolori continui che awertiva lì dietro quale segno della ricalcificazione, cioè
aveva una leucemia.

Conflitto di paura della morte del 21. 7 .1995 a Malaga con adenocarcino-
ma alveolare al polmone scatenato da un redattore di "Spiegel". Il reperto
fu confermato anche dall'ospedale.
Nell'hotel Las Vegas a Malaga ci fu un orribile incidente. Un redattore di
"Spiegel-TV" gridò da una distanza di due metri al signor Pilhar, a Olivia e
a me mentre attraversavamo la hall dell'albergo (tenevo Olivia per mano):
"Signor Hamer, che cosa farà se Olivia dopodomani muore?"
Olivia impallidì e mi lanciò un grido di spavento. Allora, non appena Olivia
non era più presente, dissi che questa era la classica situazione per una
DHS con conflitto di paura della morte. Da quel momento in poi dovemmo
calcolare che Olivia avrebbe avuto dei focolai nel polmone (adenocarcino-
ma polmonare). E infatti questi focolai, che di sicuro fino ad allora non

956
erano presenti (radiografia del 19.7.95) furono riscontrati una settimana
dopo nell'ospedale di Tull, cioè Olivia per tutto il tempo dopo l'accaduto
aveva avuto paura di morire. Questa terribile esperienza, così tipica per la
stampa scandalistica rozza e senz'anima, fu per me l'elemento decisivo per
chiamare la dottoressa Marcovich, che era appena ripartita senza Olivia, e
dirle: "Signora Marcovich, la Nuova Medicina Germanica può essere cento
volte giusta, ma la povera piccola Olivia non può guarire in mezzo a una
simile caccia alle streghe. Autorità, magistrati, medici e giornalisti da stra-
pazzo, in numero di 100 o 200, danno la caccia alla povera bambina dalla
mattina alla sera. Se il governo austriaco desse una garanzia che alla bam-
bina non accadrà nulla che sia contrario al volere dei genitori, allora mi
impegnerò personalmente affinché i signori Pilhar ritornino spontaneamente
in Austria con Olivia. A Maiersdorf. nella tranquillità domestica, Olivia di
certo potrebbe guarire meglio che qui a Malaga in mezzo a queste iene di
giornalisti."

Conflitto del liquido, riguardante ora il rene sinistro


Conflitto del 31 luglio 1995 con arresto respiratorio e morte clinica di Olivia
quando era ancora in grado di capire che la chemio infusa goccia a goccia
avrebbe potuto essere la causa o per lo meno un fattore concomitante della
sua morte per arresto respiratorio.
Da allora fu accertato un aumento della pressione sanguigna di 140/100,
valore che per un bambino è molto alto.
Dobbiamo immaginarci la questione in questo modo : Olivia vede il veleno
della chemio che scorre a gocce da una fiala. I genitori avevano rifiutato
con veemenza questo veleno e quindi lei sapeva quanto fosse pericoloso.
Così patisce la più terribile di tutte le DHS e per giunta è da sola, senza sua
madre! con il peggiore conflitto biologico. "Muoio!"
Se il lettore controllerà gli avvertimenti dati nelle mie lettere e spiegazioni,
appurerà che avevo insistentemente messo in guardia dal fare delle infusio-
ni in un simile processo di riparazione estremamente vagotonico, tuberco-
lotico e leucemico.
E' come un gelo di -20 gradi su dei fiori appena sbocciati. Ma è appunto ciò
che hanno fatto quegli ignoranti, spinti dalle urla e dalle calunnie di quei
barbari giornalisti.
Nella Nuova Medicina Germanica sappiamo che moltissime, forse la mag-
gior parte delle persone che stanno morendo coscientemente patiscono un
ulteriore conflitto biologico. Molti entrano in una cosiddetta "costellazione
schizofrenica" dell'emisfero del neoencefalo e vedono se stessi "oscillare

957
nell'aria" praticamente in paranoia. Lo vedono davvero e in seguito sono in
grado di ricordarsene.
Olivia fu rianimata, ma il binario conflittuale rimase. Per mesi la pressione
sanguigna restò elevata come segno dell'attività del conflitto del liquido.
Evidentemente però nel frattempo si è arrivati a una soluzione del conflit-
to, dato che la pressione alta di 140/100 mm Hg è diminuita. Doveva quin-
di essersi formata una nuova piccola cisti renale, molto più ridotta di que-
lla del rene destro, il cui conflitto era durato per anni. I medici di stato non
volevano ammettere che si trattava di una piccola cisti renale con successi-
vo "piccolo Wilms" e ormai già quasi un piccolo nefroblastoma (= cisti
renale indurita). Parlavano semplicemente di "rene sinistro ingrossato",
interpretandolo come un processo di compensazione perché ora era presen-
te solo un rene.

Conflitto di spavento improvviso, riguardante la mucosa della laringe e/o


la muscolatura della laringe
Conflitto pure del 31. 7 .95 con arresto respiratorio e successiva rianimazio-
ne e intubazione (dove per la fretta a Olivia fu rotto un dente).
Non possiamo ancora documentare questo presumibile conflitto con delle
TAC cerebrali perché la clinica di proposito non ne ha eseguite. Possediamo
però non solo dei dati anamnestici, ma anche altri "indizi" e altri puntelli
"criminalistici".
Olivia è destrimane. Di fatto come tutte le ragazzine anche Olivia è già una
piccola donna. In quanto tale a fronte di un conflitto di spavento improvvi-
so (infusione della chemio) reagirebbe o ancora sull'emisfero sinistro del
neoencefalo nel relé della laringe o già (a causa dell'arresto provocato dalla
chemio della produzione ormonale, che anche una bambina ha già) sull'e-
misfero destro, maschile del neoencefalo. Sul lato sinistro dovremmo osser-
vare una componente maniacale, su quello destro una depressiva. Ed è
appunto quanto hanno notato in seguito i genitori in Olivia: sempre quan-
do riceveva la chemio, la ragazza diventava istantaneamente depressa, se
si sospendeva la chemio per alcuni giorni o una settimana, diventava inve-
ce maniacale. Le nostre osservazioni hanno mostrato che questo fenomeno
si accentua di più se vengono prodotti meno ormoni, per esempio nel cli-
materio, quando sia gli ormoni femminili (estrogeno) sia quelli maschili
(testosterone e progesterone) sono prodotti in quantità quasi ugualmente
ridotte.
Questo fenomeno, che nella Nuova Medicina viene chiamato pareggio ormo-
nale, gioca un ruolo importante nei casi in cui si verificano delle psicosi.

958
Conflitto di attacco contro il cuore
Olivia patì questo conflitto nell'ospedale di Vienna la prima volta che il vele-
no venne versato direttamente nell'atrio cardiaco destro con il catetere.
Questo conflitto, che causerebbe un mesotelioma (tumore del pericardio),
non è dimostrato, ma fortemente sospettato.
Nella Nuova Medicina Germanica parliamo sempre di "conflitti biologici"
non di "conflitti psicologici" che spesso sono artificiosi. Un simile conflitto
biologico è quello di "attacco contro il cuore" . Se si spinge un catetere nell'a-
trio cardiaco destro e vi si inietta del veleno, l'organismo ha una reazione di
forte spavento perché l'atrio destro è molto sensibile. Per l'organismo è come
se il cuore fosse stato colpito da un pugnale da cui sgorga per giunta del vele-
no. Il senso biologico del conflitto che ne deriva è quello di rafforzare il peri-
cardio in modo che non possa più penetrarvi un altro pugnale.
Ad un certo punto, quando l'organismo ha realizzato che non c'è più alcun
catetere nel cuore si arriva alla soluzione di questo conflitto biologico. Quindi
si forma un liquido essudativo fra il cuore e il pericardio ( prodotto dal peri-
cardio). Parliamo allora di versamento pericardico ovvero di un tamponamen-
to pericardico. Nei pazienti che hanno ancora i batteri della tubercolosi il
mesotelioma del pericardio formatosi viene di nuovo caseificato.
Anche questo processo ha un suo senso biologico. Non è però sensato ciò che
i nostri apprendisti stregoni hanno fatto con il loro veleno nel pericardio dei
pazienti che infatti, a causa della chemio, spesso si assottiglia moltissimo.
Di conseguenza spesso si instaura un circolo vizioso per il fatto che il sensa-
to versamento pericardico è abbinato ad un fatto prodotto artificialmente, del
tutto insensato e non biologico, cioè che il muscolo cardiaco ormai diventato
sottile può schiacciarsi così che il cuore non riesce più a battere. Nella mag-
gior parte dei bambini che vengono avvelenati con la chemio mediante il
catetere cardiaco questa è la principale causa di morte conseguente.
Si può senz'altro supporre che Olivia abbia patito il relativo conflitto e le con-
seguenze della chemio, solo non è ancora nella fase di riparazione del suo
conflitto di attacco contro il cuore.

Conflitto del profugo con tumore dei tubuli collettori del rimanente rene
sinistro
Conflitto a causa del trasferimento di Olivia dal reparto di medicina generi-
ca, in cui si era ambientata, al reparto di chirurgia pediatrica. Allora, quale
segno dell'attività conflittuale, il valore della creatinina aumentò a 2,6 mg%.
Si normalizzò di nuovo perché dopo pochi giorni Olivia fu riportata nel repar-
to di prima.

959
Questo conflitto patito allora, che non solo ha come conseguenza l'aumento
delle sostanze uriche, ma il cui senso biologico sta nella ritenzione dell' ac-
qua, provoca istantaneamente la ritenzione di liquido da parte dell' organis-
mo quale misura di "risparmio del liquido". La madre di Olivia riferisce pre-
cisamente che la bambina nel periodo vicino all'operazione (18.9.95) era
"molto gonfiata". Lo aveva notato, ma aveva pensato che dipendesse dai
numerosi farmaci e dall'operazione. Fu nascosto ai genitori che il valore della
creatinina (valore delle sostanze uriche) era salito oltre 2 mç;- %. Con 3 mg%
alcuni medici tradizionali rigorosi incominciano già a fare la dialisi.
Quando Olivia venne di nuovo trasferita dalla chirurgia al reparto di medici-
na generica la creatinina ritornò a valori normali, perché il conflitto era dura-
to solo alcuni giorni.
Al medico di famiglia dott. L., cui allora l'ospedale aveva comunicato senza
sospetti i valori della creatinina, nel frattempo fu assolutamente proibito da
parte dell'ospedale di rendere noti tali valori ai signori Pilhar, perché non si
voleva che il dott. Hamer avesse ragione. Egli si attenne alla "legge del silen-
zio" e disse ai genitori che probabilmente si era trattato di "valori errati".
Avrebbe potuto essere una lite a posteriori, puramente accademica, se Olivia
non avesse avuto proprio lì un "binario" . Infatti ogni volta che risolveva
momentaneamente il conflitto del profugo in sospeso, per esempio quando
venne dimessa "ufficialmente" e nelle debite forme il 27 .3.96, urinò così tanto
da dimagrire di 2 kg in due giorni come segno della soluzione e del rilascio
del liquido accumulato (trattenuto). Perciò quando, essendo scesa a 20,5 kg
di peso, dovette restare una notte nell'ospedale per delle infusioni nutritive,
molto probabilmente ~ una forte recidiva del suo conflitto del profugo che,
così pare, causò una nuova ritenzione dell'acqua, fatto che i medici dell'os-
pedale non conoscendo le correlazioni e neppure il valore della creatinina
mal interpretarono come un vero aumento di peso.
Di fatto da quel 1 aprile Olivia ha mani e piedi freddi. Vive nella paura con-
tinua di dovere tornare in clinica (conflitto del profugo) e cerca in modo com-
movente di "mettere su peso" portando sempre in giro con sé qualcosa da
mangiare, sgranocchiando però solo come un topolino.
Con questo tipo di recidive conflittuali di breve durata il valore della creatini-
na non aumenta necessariamente in modo così evidente. Tuttavia l'ospedale
"per precauzione" non controlla più il valore della creatinina o solo a grandi
intervalli di tempo, forse da quando anche lì si sono diffuse le conoscenze
contenute nella "Documentazione di Celle".

960
22 .5.1996: poscritto durante la stampa
Olivia risolse questo conflitto del profugo quando il 17 .5 .1996 si rimosse, con
un intervento di tre quarti d 'ora, il catetere cardiaco malamente collocato
facendolo scivolare nella vena giugulare dove si era incarnito. Ora, così cre-
deva Olivia, non doveva più essere ricoverata in clinica dato che non aveva
più alcun catetere per l'infusione. Il 21.5.1996 Olivia ebbe la febbre a 38,4°.

I genit01i dovettero accompagnarla all'ospedale dove vennero loro date ulte-


riori informazioni a piccole dosi:
Olivia aveva di nuovo una leucemia con oltre 10.000 leucociti nel sangue
periferico e una proteinuria con 30 mg di proteina nell'urina nonché una leu-
cocituria. Nella medicina ufficiale un quadro simile viene chiamato grave
nefrosi (vedi "Documentazione di Celle") ma nella Nuova Medicina
Germanica è la fase di riparazione tubercolotica del conflitto del profugo con
carcinoma dei tubuli collettori renali.
Ormai dovrebbe essere definitivamente chiaro perché si siano nascosti così
accuratamente ovvero si siano protetti come un segreto di stato le cartelle cli-
niche con tutti i reperti e i valori di questa pseudoterapia forzata!

Necrosi del muscolo cardiaco in seguito alla chemio


Questa massima conseguenza della follia della chemio comporta che a causa
del forte avvelenamento cellulare non si possa più formare alcuna nuova cellu-
la del muscolo cardiaco, che quindi diventa sempre più esiguo. In qualsiasi
momento si può arrivare a una rottura (lacerazione) del muscolo cardiaco.
La causa di morte della maggior parte dei bambini trattati con la chemio,
sempre che non vengano addormentati con la morfina, è appunto tale rottu-
ra del muscolo cardiaco.
l'.ospedale di Vienna in seguito a numerose indagini ha dovuto ammettere
che il principale muscolo cardiaco del ventricolo sinistro è già così sottile che
riesce ad avere ormai solo il 33 per cento della sua normale funzionalità.

Risulta molto difficile trovare un senso al martirio di questa bellissima ed


innocente bambina.
Riesce difficile sperare che questa povera e tormentata ragazzina possa esse-
re ancora sottratta a questa infernale follia di stato e rientrare nell'8% di colo-
ro che riescono a sopravvivere all'avvelenamento della chemio.
Questa bambina coraggiosa dagli occhi furbi e intelligenti se lo sarebbe dav-
vero meritato dopo tutto ciò che ha patito!
Se il martirio di Olivia avesse fatto sì che si mettesse fine in modo definitivo

961
a questa follia medica ufficialmente riconosciuta, si potrebbe dire a questa
follia di stato criminale, a vantaggio di tutti gli altri bambini del mondo, come
vuole la Nuova Medicina Germanica, allora forse l'infinito tormento e le sof-
ferenze di Olivia, così profondamente amata da tutti, potrebbe ancora avere
avuto un senso.

Olivia subì una pseudoterapia di chemio il 29.7.95 (sabato). Durante l'infu-


sione di chemio ebbe un arresto cardiaco, cosa che in genere si verifica nel
10% dei casi.

Venne rianimata
- tentando un massaggio cardiaco, che provocò una frattura plurima delle
costole a destra e a sinistra.
- A causa della frattura delle costole una scheggia penetrò nel polmone pro-
vocando un cosiddetto pneumotorace.
- Si tentò un'intubazione di Olivia clinicamente morta spezzandole con ciò un
dente. Alla fine si riuscì a fare l'intubazione.
- Fino all'l 1.8.95, dunque per 14 giorni, praticandole la respirazione artificia-
le si sperò che forse il polmone si sarebbe rigonfiato spontaneamente. Ciò
però non accadde.
- Fino all' 11.8.95 si lasciò un "drenaggio Buelau" per produrre una depres-
sione nella cavità pettorale e permettere così al polmone di espandersi di
nuovo. Cosa che alla fine sembrò riuscire.

Abbiamo delle TAC che inavvertitamente sono state date ai signori Pilhar, del
3.8.95edell'l1.8.95 con drenaggio Buelau e precedenti l'espansione del lobo
polmonare destro. Queste immagini sono così chiare che qualsiasi studente
di medicina del primo semestre può riconoscere bene le correlazioni.
Il 3.8.95 vediamo già la presenza di un drenaggio Buelau. Però evidentemen-
te la ferita del polmone era così rilevante che nemmeno con la depressione si
riuscì a far espandere il lobo polmonare destro.
Il drenaggio Buelau rimase al suo posto, come riferisce la madre di Olivia.
Non sappiamo con certezza quando precisamente il polmone sia guarito in
modo sufficiente da espandersi, in ogni caso dopo 1'11.8.95.
Sulla TAC del fegato dell'l 1.8.95, dopo che si erano fatte irradiazioni di cobal-
to per 14 giorni, il fegato appare molto sgonfiato, cioè la tubercolosi epatica è
stata interrotta artificialmente. In questa immagine, nella quale di sicuro ora
non c'è più alcuna compressione, si vede molto chiaramente la caverna nel
fegato (stato dopo la TBC).

962
La truffa di stato della falsificazione degli atti avvenne nel modo seguente:
- ai genitori non è mai stato detto che il polmone destro aveva subito un
afflosciamento a causa della rianimazione cioè della frattura multipla
delle costole.
- Nessuno ha mai parlato ai genitori del drenaggio Buelau.
- Per impedire che il padre (ingegnere) notasse qualcosa, per due settima-
ne gli fu impedito con un pretesto di entrare nella camera d'ospedale.
- Tutte le annotazioni relative agli interventi eseguiti nel reparto di rianima-
zione, compreso il drenaggio Buelau, non compaiono negli atti consegna-
ti solo poco prima del procedimento d'appello (nel settembre 1997) ai signo-
ri Pilhar. Essi ricevettero secondo il loro calcolo circa 250 TAC e radiogra-
fie.
- N egli atti quasi tutti i rapporti medici sono falsificati a posteriori per nascon-
dere la rianimazione ovvero la precedente morte clinica di Olivia. Le fal-
sificazioni sono così grossolane perché le lettere originali erano state spe-
dite da lungo tempo e si dovette scriverne delle nuove, spesso negli atti
che i signori Pilhar ricevettero si lasciarono perfino le nuove lettere "in ori-
ginale" (invece della copia come avrebbe dovuto essere ... ).
- La clinica. ha fatto la falsificazione, ma con la conoscenza e per incarico-
da parte di autorità, magistrati, procure della repubblica, ministeri, presi-
dente della repubblica e maggiori esponenti della stampa. Tutti erano ben
informati di questo crimine di stato.

Se lo Stato medesimo diventa criminale ...


. . .allora abbiano una dittatura massonica e menzognera.

Una dittatura in cui gli stessi criminali di Stato falsificano atti, li nascondo-
no, commissionano nuovi rapporti medici contraffatti per occultare qualco-
sa, per diffondere la "chemio di Stato" nell'illusione di dominare il mondo
e per rianimare il cadavere della medicina ufficiale, una simile dittatura
massonica e menzognera è ancora più pericolosa di una dittatura primiti-
va. Infatti si ostenta la parvenza della legalità di uno stato di diritto.
I criminali di Stato accusano gli innocenti e li stigmatizzano come crimina-
li. ;Moltissimi milioni di pazienti hanno dovuto morire per questo terribile
delitto della repressione della conoscenza scientifica.
E tutta la gentaglia schiamazzante della stampa, che fa appunto parte di
questi criminali di stato, partecipa ubbidientemente. A volte gridano in
tutto il mondo, ovunque con le stesse parole velenose: "Stregone, ciarlata-
no, rinchiudetelo! Fatelo tacere! Fatelo fuori! Uccidetelo (con le calunnie)! "

963
Poi di nuovo una verifica ufficiale della Nuova Medicina Germanica viene
perfettamente taciuta ovunque... Sempre ubbidientemente secondo il
motto: "E' meglio stare con quelli che hanno il potere!"
Basti pensare che uno Stato massonico da operetta come l'Austria ha l'im-
pudenza di inscenare un processo contro di me in Germania e a tale scopo
fornisce il 14% del materiale illustrativo della clinica universitaria statale di
Vienna, trattiene tutti i documenti della rianimazione dalla morte clinica di
Olivia, aggiunge centinaia di rapporti medici falsificati e, insolenza più
grande di tutte, i magistrati e pubblici ministeri, fratelli massonici tedeschi,
partecipano a questo delitto nella precisa conoscenza di tutte le correlazio-
ni criminali e non si vergognano di avviare un processo penale per il "tor-
mento di Olivia", per il quale nondimeno il committente, cioè lo Stato au-
striaco, non fornisce documenti o solo quelli falsi. Allora tanto è ladro chi
ruba quanto chi tiene il sacco ...
Si potrebbe ridere dell'energia maligna dei criminali di Stato e dei loro
complici se per questo delitto di Stato non morissero molti milioni di pove-
ri pazienti.
Come ha appunto giustamente detto il massimo oncologo della Slovacchia,
il prof. Koretz il 9.9 .99, dopo avere soggiornato 13 anni in America: "Sì, è
vero. Nella medicina ufficiale non sappiamo praticamente nulla delle corre-
lazioni del cancro. Eppure facciamo delle terapie senza avere capito, com-
portandoci come se ne sapessimo qualcosa. Ha ragione il signor Pogardy
(professore universitario di psichiatria) quando dice che una terapia che fa
morire quasi tutti i pazienti con la chemio e con la morfina è un crimine."
Di certo non c'è altro da aggiungere.

3.8.95 La freccia grossa indica il dre-


naggio Buelau nella cavità toracica
destra con il polmone afflosciato
(freccia sottile).

11.8.95
Le frecce indicano le costole fratturate e
scheggiate.

964
11.8.95
Lobo polmonare destro
afflosciato a causa del
pneumotorace.

11 .8.95

11.8.95
Le frecce indicano la frattura
multipla delle costole a destra
e a sinistra.

965
11.8.95
Freccia in alto: dre-
naggio Buelau nella
cavità toracica destra.
Freccia in basso: lobo
polmonare afflosciato
a causa del pneumo-
torace.

11.8.95
Lobo polmonare
afflosciato e drenag-
gio Buelau.

11.8.95
Caverna del fegato.

966
Olivia nell'estate '99 con il suo
amico Rolf di cui la piccola dotata
pittrice ha fatto un ritratto. I due
si conoscono già dal tempo della
visita di Olivia a Colonia nel mag-
gio '95.

24.8 Esempio: sentirsi soli e abbandonati

Questa paziente mancina di 43 anni, separata e madre di una bambina di


11 anni, grazie a Dio, sopravviverà. Ma ha rischiato molto e non è ancora
del tutto fuori pericolo. Ma non ci saremmo riusciti senza l'aiuto di sua
madre, che, avendo alla fine capito le correlazioni riuscì a trovare il modo
ottimale, e senza il suo psichiatra, che per forza dovette imparare la Nuova
Medicina. La più degna di ammirazione è la paziente stessa, un'insegnan-
te che riuscì appena in tempo a capire la Nuova Medicina prima che le
ondate dell'uragano della medicina ufficiale la sommergessero presumibil-
mente con una prognosi senza speranza. Attualmente giace, fiacca e stan-
ca, ma felice, nel letto di casa sua, si lascia viziare da sua madre mentre
cura, fra sudori notturni e temperature subfebbrili, la residua tubercolosi
polmonare nonché la tubercolosi di entrambi i reni. l'.enorme epatomega-
lia2Ja, causata contemporaneamente dal carcinoma epatico in fase PCL, dai
dotti epatici in fase di soluzione {epatite) e dal carcinoma dei tubuli collet-

(238) Epatomegalia = ingrossamento del fegato.

967
tori bilateralmente, regredisce; entrambi i conflitti di ritenzione dell'acqua
sono risolti da quando la paziente si sente bene per le cure della madre. La
ritenzione di acqua quindi non è più un problema, ogni giorno di più elimi-
na una quantità maggiore di quella assorbita.
Potrebbe accadere la stessa cosa alla maggior parte dei pazienti, e così
dovrebbe essere, se potessimo motivare non solo i pazienti, ma anche l'am-
biente intorno a loro spiegando le correlazioni esistenti. Allora quasi tutti i
pazienti potrebbero sopravvivere come questa donna che era stata messa in
osservazione in una clinica antroposofica sotto morfina, perché ormai sen-
z'altro non c'era più nulla da fare e le si parlava di morte dalla mattina alla
sera.
Ciò era del tutto insensato come potete vedere, cari lettori, infatti la pazien-
te è sopravvissuta e non ha più dolori, senza morfina.

La storia di questa paziente è presto raccontata.


A 12 anni patì il suo primo conflitto biologico con DHS (conflitto di identi-
tà a destra cerebralmente a causa del mancinismo). Un'amicizia infantile e
giovanile durata per sei anni (dai 6 ai 12 anni) si ruppe d'improvviso. Da
allora la paziente fu depressa. Poco tempo prima, a 12 anni, aveva avuto la
prima mestruazione.
A 13 anni patì la sua seconda DHS (conflitto di spavento improvviso) quan-
do la madre a causa di una violenta lite "gridò in modo straziante". Da allo-
ra la voce della madre è stata per lei un binario, in particolare quando la
madre si agitava e la sua voce dava nel falsetto o persino tornava ad esse-
re straziante.
Da quel tempo rimase in costellazione corticale autistico-schizofrenica. A
18 anni ebbe un amico che la idolatrava platonicamente, ma che la abban-
donò all'improvviso. Poco tempo dopo dormì per la prima volta con un
uomo, ma non fu bello. Poteva avere soltanto un orgasmo per stimolazione
clitoridea, perché il conflitto di identità a destra cerebralmente con depres-
sione rimaneva attivo. Detto più precisamente, la paziente già dal suo tre-
dicesimo anno d'età era in costellazione maniaco-depressiva (autismo) con
accentuazione della depressione. Così sul "binario uomini" sperimentò solo
degli insuccessi. Anche con il padre di sua figlia undicenne non andò diver-
samente. Dopo il primo anno erano già separati.
Questo "binario uomini" in seguito ebbe grande importanza perché riuscì
a trovare una soluzione almeno temporaneamente. Però l'epatite che ne
conseguì coincise con la TBC epatica e la sindrome dei tubuli collettori
renali. Dapprima la paziente non si sentiva curata a casa ovvero si sentiva

968
"sola e abbandonata". Quando lo psichiatra che se ne occupava la mandò
in una clinica antroposofica, per i primi giorni si sentì bene e ben assistita.
Ma dopo una settimana lì parlavano solo di morte, le rifiutavano l'alimen-
tazione per infusione e le davano, senza che lei lo sapesse e contro il suo
espresso volere, in seguito quasi con forzato consenso, della morfina ... per
"aiutarla" a morire. Ormai entrambi i reni erano di nuovo in conflitto attivo
di ritenzione dell'acqua. l:eliminazione di urina scese a 200 ccm. Rimaneva
un'unica possibilità: fuggire dalla brutale clinica incurante della realtà
umana! Ciò fu la sua fortuna.
Alla fine del 1995 la paziente patì un conflitto ripugnante indigesto (adeno-
carcinoma nel colon ascendente) e un conflitto di paura di morire di fame
(adenocarcinoma epatico) quando il suo rettore la licenziò in modo perfido
dicendole: "Non abbiamo più studenti per lei" . Ciò causò l'adenocarcino-
ma al colon e l'adenocarcinoma del fegato, infatti in seguito fu disoccupa-
ta. La soluzione del conflitto di paura di morire di fame avvenne grazie al
fatto che la ricca madre le regalò 60.000 Marchi.

TAC del 30.11 .1998


Freccia a sinistra in alto: FH
attivo di un conflitto di spaven-
to improvviso. Freccia a destra:
conflitto di identità attivo della
paziente mancina. Chiamiamo
questa costellazione con due
conflitti attivi a livello corticale
insieme alla costellazione del
tronco: "costellazione autisti-
ca". Le tre frecce in basso a
sinistra indicano: conflitto ses-
suale, conflitto di identità e
conflitto di non poter marcare
il territorio dall'interno, tutti
attivi. Chiamiamo costellazio-
ne "aggressivo-biomaniacale"
o "biodepressiva" quella deri-
vante da conflitto di identità
(freccia in mezzo delle tre in
basso) insieme con il conflitto
di identità per una mancina (freccia a destra) .

969
Simili pazienti sono sempre tesi
e aggressivi, possono uscire dai
gangheri in qualsiasi momento
se il conflitto è accentuato a
sinistra cerebralmente. Questa
paziente al momento della TAC
aveva sia una costellazione
autistica sia una biomaniacale.
Con il prevalere del conflitto a
destra cerebralmente dalla
costellazione
"aggressivo-biomaniacale" può
anche derivare all'improwiso
una costellazione "biodepressi-
va", depressiva e autolesionisti-
ca. E' in cura da uno psichiatra.

14.4.99
Carcinoma dei
tubuli collettori del
rene sinistro (frec-
cia) e carcinoma
epatico (freccia
destra).

970
Carcinoma epatico a
metà della fase PCL,
inoltre (vedi immagine
precedente) si vedono
dei nuovi anelli a bersa-
glio attivi nel fegato; a
volte credeva di non
dover morire di fame, a
volte il contrario.

Carcinoma epatico il
7.9.98 in fase CA.

Fegato il 19.4.99 a metà


della fase PCL (freccia a
destra), ma accanto
vediamo (freccia in alto)
una nuova configurazio-
ne a bersaglio attiva.
Segni di una ripresa di
attività del conflitto di
paura di morire di fame .
La persona continua a
vivere, pensare e senti-
re. Domani la sua TAC

971
del cervello e dell'organo potrebbe già apparire del tutto diversa. Per questo
spesso troviamo uno accanto all'altro dei sintomi "ancora attivi" e "già risolti"
e viceversa.
Adenocarcinoma
del colon il
7.9.98. Questa e
le immagini
seguenti convin-
cono al primo
colpo qualsiasi
esperto. Le frec-
ce indicano il
tumore nel colon
ascendente,
dunque a destra.

Il mezzo di con-
trasto bianco qui
viene lasciato da
parte, cioè scorre
accanto al tumo-
re. Se si guarda
attentamente
lasportazione
chirurgica
dell'intestino
crasso destro,
eseguita una
settimana dopo con un intervento grave, non sarebbe stata necessaria perché
il cibo riusciva a passare bene.
Dato che la paziente era portatrice di micobatteri (sudore notturno e temperatu-
re subfebbrili), il tumore si sarebbe ridotto per caseificazione spontaneamente
alla soluzione del conflitto.
Il rischio a quel punto è minimo (emorragia intestinale). Nulla a confronto con
il rischio di un simile grave intervento . Inoltre i medici non diedero alla pazien-
te assolutamente più alcuna speranza di sopravvivere a causa delle presunte
metastasi del fegato non operabili.

972
3 .11 .98
FH nel relè del fegato
con anelli della configu-
razione a bersaglio
ancora nitidi come
segno dell'attività pre-
sente del conflitto di
paura di morire di fame.
Il FH del colon sul lato
sinistro non risulta ben
chiaro in questa imma-
gine.

30.11.98
Freccia sinistra in alto:
conflitto del profugo
attivo.
Freccia destra in basso:
conflitto del peritoneo
attivo (attacco contro
il ventre). Qui risulta
molto interessante che
il FH per il carcinoma
peritoneale dal lato
sinistro si trovi "dalla
parte sbagliata".
Ciò deriva dal fatto che il
chirurgo ha mostrato la radiografia del colon nel modo consueto, dove a sinistra
c'è il lato destro. Anche a sinistra (per il peritoneo destro) si è formato un debo-
le FH che, presumibilmente, è comparso in seguito quando la paziente si è resa
conto che il tumore era a destra. Fatto particolare: la paziente era ed è a questo
punto ancora sempre in costellazione schizofrenica tripla :
a) del tronco cerebrale (di nuovo)
b) del cervelletto (come conseguenza)
c) della corteccia cerebrale (ancora).

973
19.4.99
A questo punto palese-
mente i FH dei tubuli
collettori a destra sono
risolti, a sinistra sono
ancora attivi. La treccia in
basso a destra indica un
FH nel relè dell'alveolo, il
che significa conflitto atti-
vo di paura della morte
con focolai tondi polmo-
nari .

30.11.98
In questa immagine il
conflitto del colon appare
risolto. Il preside della
scuola non era più un
problema a fronte di quel-
li nuovi (cancro!) .

19.4.99
Costellazione schizofreni-
ca del tronco cerebrale =
costernazione. In questa
immagine si vede il FH
nel relè del fegato ancora
o di nuovo attivo. C'è non-
dimeno anche un edema
di soluzione. In modo
analogo appare anche un
FH del duodeno I intesti-
no tenue . Infatti la madre
nel febbraio '99 aveva regalato i 30.000 euro (freccia piccola in alto a destra).
Sul lato sinistro appare il FH per il colon di nuovo parzialmente attivo.
Evidentemente il conflitto del colon era ricominciato dopo che era stato allonta-

974
nato il grave rischio di morire di fame. A livello organico, dopo l'operazione nel
settembre '98, questo processo si svolgeva ormai solo in modo "fantomatico".

24.9 Esempio: insufficienza renale acuta in mio figlio Dirk

Due FH attivi con confi-


gurazione a bersaglio
nitida del novembre '78.

Questa è una TAC cerebrale di mio figlio Dirk del 2 novembre 1978, esegui-
ta alla clinica universitaria di Heidelberg, nel cui reparto di rianimazione
egli si trovava e dove faceva la dialisi ogni due giorni.
Ciò che in passato avevamo chiamato "insufficienza renale acuta" in sostan-
za era una "costellazione schizofrenica del tronco cerebrale dei tubuli
collettori di entrambi i reni" (= carcinomi dei tubuli collettori), cioè un con-
flitto doppio o su entrambi i lati di ritenzione dell'acqua o conflitto del pro-
fugo. Il presunto "blocco renale" in realtà era il risultato di due programmi
speciali, biologici e sensati di ritenzione dell'acqua.
Se allora avessi saputo quello che so oggi, mio figlio Dirk di certo sarebbe
ancora vivo.
Nel giugno 1978 Dirk aveva patito il primo conflitto del profugo. Allora era
a Roma alla posta centrale insieme con la nostra cagna boxer Viola per riti-
rare del denaro inviatogli. Dato che i cani non possono entrare nell'ufficio
postale, l'impiegato dello sportello gli disse di portarlo fuori. Dirk lo pregò
di permettergli solo di ritirare il denaro e sarebbe subito uscito dalla posta
con il nostro cane che è estremamente pacifico.
l'.impiegato telefonò immediatamente alla polizia. Arrivarono due piccoli
poliziotti romani che intimarono a Dirk di uscire subito dall'ufficio postale
con il cane. Dirk chiese loro molto cortesemente che gli permettessero di

975
ritirare il suo denaro e poi se ne sarebbe subito andato via con Viola. A quel
punto senza aggiungere altro gli misero le manette "per resistenza" (ovve-
ro protesta) contro la forza pubblica e lo portarono in prigione. Rimase rin-
chiuso tre settimane in una stanzetta con 12 prigionieri, ladri, assassini, ruf-
fiani, trafficanti di droga e mafiosi.
Per Dirk fu una cosa davvero orribile. Era una persona straordinariamente
buona. Molti reclusi avevano con sé dei coltelli e il guardiano ne era a
conoscenza. Nessuno sapeva chi fosse uno dei numerosi spioni infiltrati .
Di notte Dirk si sentiva in pericolo di vita .Non era permesso a nessuno di
fargli visita. Dopo tre settimane ci fu un'udienza ed egli fu condannato alle
tre settimane che aveva già "scontato". Inoltre doveva lasciare immediata-
mente il paese per due anni, proprio mentre stava preparando l'esame di
maturità presso una scuola tedesca.
Un mese dopo Dirk, che fino ad allora aveva davvero amato l'Italia, venne
a trovare, in pratica illegalmente, la nostra famiglia che era in vacanza in
Sardegna. Lì avvenne il secondo conflitto del profugo quando Dirk il 18
agosto '78, mentre stava dormendo in una barca, fu colpito mortalmente al
ventre da due pallottole sparate con una carabina da guerra da un principe
italiano impazzito, di fronte all'isola di Cavallo nel Mediterraneo, dove
rimase senza aiuto per quattro ore "solo e abbandonato" dissanguandosi
dal ventre.
Da allora fu in costellazione schizofrenica del tronco cerebrale con carcino-
mi dei tubuli collettori di entrambi i reni e una oliguria di 150-200 ml di
urina eliminata giornalmente.
Come detto, ciò in passato veniva chiamato "insufficienza renale acuta".
Dirk, che il suo assassino si rifiutò di aiutare pur avendo a disposizione un
elicottero, fu ricoverato dissanguato e clinicamente morto nell'ospedale di
Porto Vecchio dopo quattro ore. Lì riuscirono a rianimarlo . Il giorno dopo
venne trasportato in elicottero a Marsiglia.
Dal momento degli spari Dirk fu disorientato. Sia a Marsiglia, nel reparto
di rianimazione, sebbene mia moglie e io fossimo giorno e notte accanto a
lui, sia dopo l'avventurosa fuga da Marsiglia a Heidelberg, Dirk credeva di
essere in prigione, con una breve eccezione alla fine di agosto a Heidelberg
quando avvenne una temporanea soluzione dei due conflitti. Aveva un
"delirio del tronco cerebrale" con disorientamento locale. La passeggera
fase di soluzione dei due conflitti del profugo alla fine di agosto '78 tragica-
mente era stata vanificata da nuove complicanze . In quel periodo produce-
va 1000 ml di urina al giorno, aveva una TBC con sudore notturno e tem-
perature subfebbrili.

976
Dirk fu operato 19 volte, ebbe infinite complicanze che allora non compre-
si, ma oggi sì: aveva un versamento pericardico, dei versamenti pleurici che
furono agoaspirati con il risultato ogni volta di un pneumotorace, aveva
un'ascite che pure fu agoaspirata ed era "debordante". In tutto ciò aveva un
valore della creatinina solo poco elevato (circa 3,5 mg%).
La terapia, in base alle mie attuali conoscenze, fu così stupida che di più
non avrebbe potuto esserlo. Dirk fu intubato temporaneamente (dopo ognu-
na delle 19 operazioni), aveva una sonda gastrica con cui però non veniva
nutrito, ma che serviva solo per aspirare il succo gastrico . Era nutrito per
via intravenosa quotidianamente con circa 2 litri di soluzione nutritiva, cosa
che però rendeva ogni volta necessaria la dialisi. Dunque si interveniva
sempre contro le regole della natura.
Gran parte delle complicanze non si sarebbero verificate senza la "sindro-
me dei tubuli collettori renali", quali il versamento pericardico, i versamen-
ti pleurici a destra e a sinistra, l'ascite ecc. Mi ci sono voluti quasi vent'an-
ni per riuscire a comprendere queste correlazioni.
Dirk morì il 7 dicembre '78 nelle mie braccia per un infarto acuto cardiaco
sinistro con aritmia ventricolare e arresto cardiaco. Dopo una così breve
durata del conflitto come nel suo caso, normalmente non sarebbe dovuto
morire. Anche qui la sindrome dei tubuli collettori renali era stata respon-
sabile del fatto che l'edema nel relè del territorio a destra non si era riassor-
bito come in genere avviene nell'evento infartuale cardiaco.
Ma era sopraggiunto ancora qualcosa: negli ultimi giorni prima della morte
di Dirk ricevetti il divieto di visitarlo in clinica per più di un'ora al giorno.
Il motivo era che non si riteneva "giusto" che mi fosse consentito di resta-
re giorno e notte presso il letto di mio figlio e potessi correggere tutti gli
errori, mentre gli altri pazienti non avevano una simile possibilità. Ora ave-
vano "mano libera" ...
Subito dopo la morte di Dirk il professore svedese Roehl, uronefrologo della
clinica chirurgica universitaria di Heidelberg, mi confessò che gli avvocati
di famiglia del principe (l'avvocato in seguito finì in prigione a causa di un
grave delitto finanziario) avevano telefonato quasi tutti i giorni al primario
della clinica prof. Linder, in pratica al massimo livello della loggia masso-
nica. Il professor Linden gli aveva detto che la famiglia del principe lo
aveva pregato di "porre fine ai dolori di Dirk" .
Egli ritiene che si sia agito appunto nel senso della famiglia del principe .
Intendeva dire, con la morfina! Da parte sua però egli non aveva collabo-
rato. Tuttavia deve avere promesso di non dirmi nulla al riguardo. Ha però
anche notato che, nei giorni in cui non potei più andare da mio figlio (se

977
non per un'ora al giorno) era subentrata una forte alterazione che lui attri-
buiva alla morfina.
Ciò in parole povere significa: Dirk è stato assassinato per ordine massimo
della loggia ... , su desiderio della famiglia dell'assassino.
Ma la sua morte non è stata inutile. Ci ha regalato il testamento della
Nuova Medicina Germanica.
Anche la scoperta delle correlazioni della "sindrome dei tubuli collettori
renali", per la quale mi sono occorsi vent'anni dopo la sua morte, è stata
una specie di ultimo compito da lui affidatomi.
Come mi ha detto il signor Garda, il procuratore generale di Bastia, il caso
dell'omicidio di Dirk è stato "del tutto falsificato sin dal primo momento". Il
principe allora aveva firmato una confessione scritta (per ordine di suo
padre che, unico della famiglia, si era scusato con mia moglie e con me).
In seguito la macchina della loggia massonica si mise in moto a pieno
ritmo.
Tredici anni dopo ebbe luogo un processo farsa. A questo scopo il grande
maestro della loggia Mitterand (Grande Oriente) aveva costruito per il suo
amico intimo, il principe (gran maestro della delittuosa Loggia P2) un
dipartimento nuovo appositamente per lui, dove tutti i pubblici ufficiali
coinvolti erano stati selezionati accuratamente : cioè erano fratelli massoni
e correligionari. Persino i "giurati" di un distretto ben preciso di Parigi
erano d'accordo.
Il giudice presidente, che mi interrompeva sempre dopo la prima frase e mi
minacciava di allontanarmi dall'aula, (il signor Colomb) consigliò egli stes-
so al principe di revocare la sua confessione. Poi costruirono insieme un
"dubium" (il che significa: "nel dubbio a favore dell'accusato").
Il giudice stesso congegnò per l'accusato, suo caro fratello massonico,
questa ipotesi: "Potrebbe anche essere che, con 1: 10.000.000 di irrazionali
probabilità teorica (sebbene circa 30 persone fossero presenti al momento
degli spari mortali e avessero visto), e che con 0,00000001 % di probabilità
teorica, un cecchino, non visto, sia entrato nella traiettoria di tiro e cioè nel
canotto del principe (per caso con la medesima carabina e sempre per caso
dello stesso calibro) e abbia sparato due volte e se ne sia di nuovo allonta-
nato. Solo che purtroppo nessuno l'aveva visto.
La traiettoria stessa dello sparo era ricostruibile con un margine di precisio-
ne di 10 cm."
"Dunque, annunciò il giudice massone, si sollevava un dubbio, seppure
minimo. Ma "in dubio pro reo" (nel dubbio a favore dell'accusato) egli era
non colpevole per mancanza di prove.

978
Questo processo esemplare della criminalità statale entrerà nella storia del
diritto con il nome di "processo di Parigi" quale tipico esempio di corruzio-
ne giuridica statale al massimo livello massonico. Queste persone credono
di poter sempre venire fuori da un delitto accumulando dieci nuovi delitti
che provocano il disgusto di tutta l'umanità.
Ovviamente anche tutta la repressione delle conoscenze della Nuova
Medicina ha avuto inizio laddove si voleva avere come avversario (da non
prendere sul serio) un "guaritore ciarlatano" invece di un serio scopritore
della Nuova Medicina Germanica.

TAC cerebrale (purtroppo


tecnicamente non ben riu-
scita) del 31.8.78. Allora
entrambi i FH dei tubuli
collettori (conflitti di riten-
zione dell'acqua, trecce in
alto a destra e a sinistra)
erano temporaneamente in
soluzione. Dirk in quel
periodo eliminava in preva-
lenza un litro di urina al
giorno. Seconda freccia a
destra dall'alto: conflitto
attivo di paura della morte,
probabilmente proprio al momento della soluzione. Le frecce in basso a destra,
indicano i FH, forse pure parzialmente attivi, nei relè di pleura, peritoneo e
pericardio.

A mio parere la forza espressiva di questi casi è di una chiarezza schiac-


ciante. Anche quando ora scopriamo sempre nuovi dettagli delle correlazio-
ni esistenti nella Nuova Medicina Germanica, notiamo pure che abbiamo fatto
degli errori, perché appunto in precedenza non eravamo consapevoli di tali
correlazioni. Per ogni domanda, cui adesso riusciamo a dare una risposta, sor-
gono altre tre nuove domande non chiarite. Solo gli stupidi credono di
sapere sempre tutto.
Che cosa comporta ora l'immenso significato clinico di questo nuovo sapere?
Le mie conoscenze sin dall'inizio erano state tutte giuste, ma c'è stato (e c'è
sempre) un elemento importante che io ancora non conoscevo e per la sua
ignoranza di certo è morta tutta una serie di pazienti.

979
Adesso dobbiamo lavorare ancor più consapevolmente e tentare di impedi-
re il "panico del profugo", cioè per lo più la paura di dovere andare in ospe-
dale, dietro la quale c'è la generale orrenda visione della chemio e l'insidio-
sa sedazione letale con la morfina dei "medicinici" .
Quanto sia attualmente fondata questa visione orrenda e tale paura posso
dimostrarlo con centinaia di pazienti che, contro la loro esplicita volontà e
senza saperlo, sono stati o vengono addormentati con la morfina, mentre
quasi tutti avrebbero potuto ancora vivere lietamente, se non fossero cadu-
ti negli impietosi ingranaggi dei dogmi stupidi e falsi della medicina uffi-
ciale ovvero di Stato.
Possiamo eliminare la grande paura che i nostri pazienti provano nelle
camere senz'anima e spietate delle cliniche solo offrendo loro dei bei sana-
tori dove non regna il panico, con terapeuti e collaboratori preparati ed ami-
chevoli, per un ricovero di cui potrebbero giustamente rallegrarsi come di
una bellissima vacanza.
Con i 600-1000 euro che una clinica universitaria in Germania oggi richie-
de per occupare un letto per una notte, si potrebbe non solo offrire ai
pazienti delle condizioni diagnostiche e tecniche ottimali, ma dare loro un
vero e proprio paradiso!

24.10 Conflitto a causa dell'ospitalizzazione ("sentirsi soli


e abbandonati") con conseguenti conflitto del profugo,
ritenzione idrica, uremia e accumulo di acqua nei tessuti

Entrambi i casi seguenti sono accaduti durante la stampa di questo libro.


Ho potuto e voluto inserirli in fretta perché li trovo entrambi in certo senso
molto inquietanti. Infatti essi contengono uno dei più frequenti "fenomeni
dovuti all'ospedale" che esistano: il fenomeno sin qui chiamato "blocco rena-
le" o uremia o ritenzione idrica senza significativo aumento delle sostanze
uriche (creatinina e urea).
Il primo caso ci mostra inoltre la stretta affinità fra gotta e ritenzione idrica
nella sindrome dei tubuli collettori renali.
Contemporaneamente questi due casi ci insegnano lo stretto legame fra i
conflitti, l'intervento cosiddetto medico, cioè per lo più ignorante e del
tutto superfluo, ma non di meno dannoso, perché carico di conseguenze,
da cui di nuovo derivano altri conflitti ovvero programmi SBS che in verità
sotto l'aspetto biologico sarebbero sensati, ma nel polipragmatismo non
medico e nelle condizioni di sfacelo delle nostre strutture sociali disgrega-
te di solito hanno avuto sin qui esito mortale.

980
24.10.1 Esempio: nel circolo vizioso dell'ignoranza maligna della
medicina brutale

Questa paziente destrimane ha 53 anni, da tre è separata, ha un figlio gran-


de che si fa vedere di rado da lei.
Fino ai cinquant'anni ha vissuto "molto normalmente", come si direbbe in
genere. Nel 1996 suo marito l'ha lasciata facendole patire un conflitto di
separazione dal partner con carcinoma duttale (= dei dotti lattiferi) del seno
destro (seno del partner). E' stata curata in modo tutt'altro che medico con
chemio e irradiazioni.
Da allora la mammella destra è visibilmente molto più piccola della .sinistra.
Quando la paziente si trovava in ospedale per il trattamento con la chemio
patì il "conflitto del profugo a causa dell'ospedale", cioè si sentì abbando-
nata. Oltre a sua madre non c'era più nessuno che si preoccupasse di lei.
Essendo ora diventata la mammella destra decisamente più piccola della
sinistra (la paziente era sempre stata orgogliosa del suo bel seno), patì un con-
flitto di svalutazione di sé con osteolisi nello sterno e nelle costole parasterna -
li nonché un conflitto di deturpazione, con un melanoma simile a un her-
pes a livello organico.
Fece amicizia con un uomo che però era sposato e poteva frequentarla solo
per qualche ora.
Nel 1997 sua madre morì dopo sette anni di malattia. Di fatto la morte della
madre non la colse inaspettatamente, ma non aveva potuto valutare l'im-
portanza del sentimento di essere "sola e abbandonata". Così ora entrambi
i conflitti interagirono con grande violenza:
a) il conflitto del profugo o in altre parole il "sentirsi sola e abbandonata"
b) il conflitto di separazione dalla madre con ulcera dei dotti lattiferi nella
mammella sinistra.

Dalla morte della madre si è messo in moto il carosello del circolo vizioso.
Da allora ha la gotta con valori dell'acido urico molto elevati nel siero.
Poiché le osteolisi ossee relative alla gotta nella fase PCL sono presenti
nella zona delle costole parasternali, il liquido trasudato si spinge attraver-
so il periostio costale a destra e soprattutto a sinistra in avanti nella musco-
latura (muscolo pettorale minore e maggiore) e verso l'interno attraverso la
pleura a destra e a sinistra e attraverso il pericardio. Così da entrambi i lati
ha di continuo dei versamenti pleurici e un versamento pericardico (=
cosiddetto tamponamento cardiaco = compressione del cuore a causa del
liquido presente nel pericardio). Questi versamenti trasudativi non si sareb-

981
bero ovviamente manifestati senza il conflitto del profugo perché il trasuda-
to sarebbe stato di volta in volta riassorbito dall'organismo.
Ma per questa paziente le cose si mettono ancor peggio: quando deve
andare in ospedale per l'agoaspirazione, soprattutto perché il versamento
pleurico ha colmato quasi tutto il polmone sinistro , lei regolarmente cade
nel secondo binario del conflitto del profugo a causa dell'ospedale che ha
patito con l'intervento della chemio. A quel punto elimina solo 200 ml di
urina e i versamenti pleurici avvengono ancor più rapidamente. E quando
il "medicinico" ha causato di nuovo un pneumotorace, cioè un afflosciarsi
del lobo polmonare, (cosa che del resto accade statisticamente per ogni
seconda agoaspirazione della pleura e che è già accaduto ripetutamente a
questa paziente), allora il maestro oncologo grandemente ignorante è solo
capace di stare accanto al suo letto con la siringa di morfina sguainata per
"discutere con lei della morfina perché ormai con tutte quelle metastasi non
c'è più alcuna speranza".
La povera paziente può solo rifugiarsi a casa sua. Ma non può risolvere i
due conflitti del profugo e i versamenti pleurici ricompaiono, anche se più
lentamente, premesso che il lobo polmonare possa in assoluto gonfiarsi di
nuovo a causa del versamento.
In tutto ciò i valori renali sono buoni: creatinina 0,63 mg%, urea 22 mg%,
acido urico 8,3 mg% (gotta!) e leucociti 12.000 (leucemia, gotta!).
Chi deve stare a guardare tutti i giorni il destino sconvolgente di questa
malcapitata e sa che in realtà tale destino non dovrebbe essere affatto senza
speranza, bensì lo diventa solo a causa dell'ignorante e brutale medicina
ufficiale con le sue "prognosi zero", potrebbe proprio come me scoppiare
per la rabbia impotente e per l'ira.
Come detto, il crimine più orrendo e brutale della storia dell'umanità!

Foto del 1.9.99


In seguito alla cicatrizzazione del carcino-
ma dei dotti lattiferi (irradiato) la mamme-
lla destra risulta visibilmente più piccola
della sinistra che ha ancora un carcinoma
duttale attivo (dopo la morte della madre).
Si vedono chiaramente anche i noduli del
melanoma, in particolare sul lato destro
(conflitto del sentirsi deturpati) .

982
Vediamo distintamente come l'edema tra-
sudativo passando attraverso il periostio
costale comprime la pleura (freccia). Qui si
è già arrivati a un indurimento del trasu-
dato. A destra e a sinistra si vedono bene i
due versamenti pleurici come pure, solo
accennato, il versamento pleurico (freccia
a sinistra in alto).

E' chiaramente visibile l'edematizzazione


della muscolatura sotto la mammella sini-
stra (freccia in alto a sinistra) e l'indurimen-
to a sinistra (freccia in basso a sinistra),
dove si è formato un vero osteosarcoma
(in seguito all'agopunzione).Di nuovo
sono ben visibili i due versamenti pleurici.

22.12.98
Nel dicembre '98 per breve tempo entram-
bi i carcinomi dei tubuli collettori entraro-
no in fase PCL. Allora i versamenti pleurici
si arrestarono temporaneamente.

13.10.99
I due FH nei relè dei tubuli collettori sono
di nuovo attivi (subito prima del nuovo
ricovero in ospedale) .

983
5.8.99
FH attivo
n ell'organo cioè
n ei tubuli
collettori del
r en e destro
ingrossato ...

. . . lo stesso sul
ren e sinistro .. .

... e di nuovo
sul r en e destro
(dalla m edesi-
ma serie).

984
13.10.99

985
24.10.2 Esempio: paziente in dialisi per due "conflitti del profugo a
causa dell'ospedale" quando era bambina

9.9.99
Ecco come appare una
paziente con un accumulo
di 20 kg di acqua ...

25.2.97
Vediamo i reni
caseificati lenta-
mente dalla TBC
(sette anni).
Le frecce a destra e
a sinistra indicano
le caverne.

986
25.1.97
Il 25 .1.97 entrambi i FH
dei tubuli collettori
renali erano di nuovo in
fase PCL con TBC.

10.8.99
Il 10.8.99 i due FH sono. di
nuovo visibilmente attivi!

Questa paziente non ha, in


senso proprio, una sindro-
me da carcinoma dei tubuli
collettori, bensì delle conti-
nue recidive di due conflitti
del profugo, uno per ciascun
rene.
Tutto iniziò tragicamente
per una vaccinazione anti-
vaiolosa quando aveva un
anno e mezzo. Se si conosce
tale tipo di vaccinazione si
sa che la maggior parte dei
bambini piccoli non ne vengono particolarmente disturbati psichicamente,
soprattutto se il medico è capace di eseguirla abilmente a livello psichico e
in modo tecnicamente brillante. Ma è sufficiente che uno di questi bimbi
gridi o si dimeni con tutte le sue forze per difendersi così che deve essere
tenuto con la forza e che nella stanza ci siano già anche gli altri piccoli in

987
braccio alla madre (e che il medico forse faccia queste vaccinazioni per la
prima volta e molto maldestramente ... ), per scatenare l'inferno fra i bambi-
ni.
In questi casi patiscono un conflitto motorio del "non poter fuggire" , poi
nella fase di riparazione obbligatoriamente hanno una crisi epilettica con
febbre e, quindi vengono trasportati in ospedale con le sirene spiegate .. . , lì
ovviamente subiscono altre iniezioni "per motivi diagnostici" tornando sul
medesimo binario ... e alla soluzione del conflitto hanno di nuovo un attac-
co epilettico ...

Qui si tratta appunto di un caso simile. Solo che questa paziente, che allo-
ra aveva un anno e mezzo, fu trattenuta in ospedale per tre settimane "a
causa di pericolo di infezione". Rimase lì con 115 altri bambini in uno stan-
zone ("per poterli controllare meglio") dove sempre più bambini gridavano,
soli e abbandonati! Patì un conflitto del profugo. La madre poteva farle visi-
ta per un 'ora nel "reparto infettivo" dell'ospedale pediatrico solo una volta
alla settimana ... e per quell'ora le era consentito solo di guardare attraver-
so il vetro "a causa del pericolo di infezioni", sia verso i membri della fami-
glia della piccola paziente, sia perché non potessero introdurre "nuove
malattie infettive" nell'ospedale.
Da allora ci furono continui "esami di controllo" nei quali la paziente tor-
nava sempre su entrambi i binari:
1. Conflitto motorio del non poter sfuggire (alle iniezioni e agli altri stru
menti dei medici).
2. Conflitto del profugo, del sentirsi soli e abbandonati nell'ospedale.
Ad ogni controllo susseguente, come la paziente ricorda con precisione,
si aggiungeva sempre un nuovo conflitto del profugo:
3. La paura di dover andare in ospedale (in pratica di nuovo in un luogo
estraneo).
Mentre la paziente imparò a convivere con le iniezioni ovvero con il con-
flitto motorio, i due conflitti del profugo, uno per ciascun rene, rimasero atti-
vi con recidive. Ciò significa che si riattivarono centinaia di volte e si risol-
sero di nuovo altrettante volte, precisamente con sudore notturno e febbre,
vale a dire con una tubercolosi renale.
Invece di quella però sette anni fa le fu diagnosticata una cosiddetta "ure-
mia che richiedeva la dialisi" (in precedenza si era sospettato un blocco
renale). Da allora venne dializzata. Per i primi quattro anni di dialisi del
sangue, dato che non si trovava alcun accesso adeguato ai vasi, si optò per
una dialisi peritoneale, che la paziente fece per tre anni.

988
Ognuna di queste dialisi le scatenava di nuovo i due "conflitti del profugo
a causa dell'ospedale". Per cui la situazione si trasformò in una "recidiva
cronica" e i reni si restrinsero sempre di più "dall'interno". Cioè lentamen-
te l'intero tessuto dei tubuli collettori si ridusse per caseificazione.
Negli ultimi sei mesi, da quando la paziente ha conosciuto la Nuova
Medicina Germanica, ha tentato istintivamente di fare la cosa giusta: di fare
la dialisi peritoneale a casa. Ma anche questa possibilità si è ben presto
esaurita, perché il peritoneo ha formato una "cavità'' dalla quale si diparte
una fistola verso la vescica ...
La paziente allora ha tentato di fare del tutto a meno della dialisi.
Normalmente anche questo funziona, perché l'organismo continua a pro-
durre fra 150 e 200 ml di urina al giorno e quindi può eliminare le sue sos-
tanze uriche, facendo aumentare il valore della creatinina nel siero a 12-15
mg % ... ma ciò avviene solo con molta disciplina, in quanto la quantità di
liquido assorbita (compreso il liquido nella cosiddetta "alimentazione solida")
non deve essere più della quantità di urina eliminata sommata a quella del
liquido traspirato (fra 200 e 500 ml, o di più con febbre e un lavoro fisico
pesante) .
E' una questione di disciplina e resta la domanda se la paziente ora davve-
ro non abbia più paura di "dover andare di nuovo in ospedale", dato che
questo torna ad essere uno dei due conflitti. Ma la maggior parte dei
pazienti, e anche la nostra, sente questa paura fissa nella nuca.
Così il corpo produsse di nuovo del liquido edematoso, più lentamente del
solito dato che un conflitto era risolto (non era più in ospedale), ma l'altro
era ancora attivo (continuava ad avere paura di dover andare in ospedale),
cosicché alla fine accumulò 22 litri oltre il suo "peso secco", con creatinina
a 15 mg%.
Dovette andare all'ospedale per una dialisi del sangue, dove con una serie
di dialisi le tolsero i 22 litri dal corpo.
Quando venne dimessa le dissero che era un caso disperato. Di fatto non
occorreva più che tornasse, a meno che ci fosse la possibilità di un trapian-
to renale ...
Qui i nefrologi si sbagliano!
Infatti secondo la Nuova Medicina Germanica la "terapia" può essere fatta
nel modo seguente:
i bordi corticali del parenchima renale sono sì stretti, ma ciò dipende
(diversamente dalla paziente precedente) dal fatto che in questo caso quasi
tutto il tessuto dei tubuli collettori è stato ridotto per caseosi a causa delle
recidive croniche di riparazione (= TBC). Però resta ancora disponibile suf-

989
ficiente tessuto glomerulare che produce urina per eliminare le sostanze
uriche e anche per poter espellere sufficiente liquido (urina), premesso che
si riesca a liberarsi per sempre di entrambi i conflitti del profugo!
Ora la paziente ha una grande opportunità: quando cerca molto disciplina-
tamente di impedire dei nuovi accumuli di acqua, ad un certo punto nota
che è lei stessa il capo del processo e che può tenere sotto controllo la pro-
pria quantità di liquido, sebbene uno dei conflitti del profugo sia rimasto
ancora attivo (paura di dover andare in ospedale). Non appena nota che lei
stessa controlla il gioco non ha più paura. Infatti non occorre più davvero
che vada all'ospedale ... Il conflitto si risolverà ... e se non si ripresenta più
nessuno dei due conflitti del profugo può invecchiare con i suoi reni.

E' così facile e così difficile al tempo stesso!

Gradualmente ci si rivela il quadro della sindrome dei tubuli collettori rena-


li e la cosiddetta "insufficienza renale", come la chiamavamo in passato.
Con un forte aumento delle sostanze uriche parlavamo di "uremia".
E' sempre la medesima cosa: la forma più lieve del programma SBS è la
"forma di sola ritenzione dell'acqua" che però può diventare pericolosa per
le complicanze della sindrome dei tubuli collettori renali.
La forma più grave (che evidentemente riguarda anche il conflitto) è quella
con aumento delle sostanze uriche (creatinina e urea) .
La tubercolosi elimina di nuovo gli adenocarcinomi dei tubuli collettori, se
si arriva a una soluzione del conflitto del profugo o esistenziale. La tuber-
colosi con recidive croniche (con una recidiva del conflitto che si ripresen-
ta in modo cronico) riduce progressivamente per caseosi tutto il tessuto dei
tubuli (= tessuto dei tubuli collettori renali) facendo così diventare i reni
piccoli e ristretti e di aspetto falciforme alla TAC con il bordo corticale del
parenchima assottigliato.
In passato abbiamo sempre creduto che per questo i reni non potessero più
eliminare liquido (uremia), ma in realtà il conflitto (conflitto del profugo per
paura dell'ospedale) o entrambi i conflitti non erano mai veramente risolti
così che la paziente non poteva mai fare a meno della dialisi.
Prima non avevamo compreso nulla nel modo giusto e perciò abbiamo fatto
tutto o quasi tutto nel modo sbagliato.

990
25. L'INSORGENZA DI CRIMINI SPONTANEI
OVVERO DI REATI

Eureka! Ho trovato! l'.insorgere di reati spontanei e di crimini si può spie-


gare secondo le leggi naturali e le regole della Nuova Medicina!

Esistono numerose teorie riguardanti l'insorgenza o il verificarsi di reati.


Sinora erano tutte delle ipotesi. In qualche punto tutte le teorie sembrava-
no essere in parte accettabili.
Ognuno aveva degli esempi da mostrare per rendere credibile la propria
teoria. Ma ad un'attenta analisi esistevano sempre altrettanti argomenti ed
esempi che dimostravano il contrario.
Si è discussa la criminalità genetica, condizionata a livello famigliare,
sociale, psicologico, solo per dare un esempio, insieme con un intero baga-
glio di teorie.
Nessuno ne capiva davvero qualcosa.
Quanto più da noi si sono sviluppate in modo eccessivo le teorie intellet-
tual-pedagogiche e quanto meno gli scienziati puramente intellettuali
hanno tenuto conto delle possibilità intuitive e "istintive", tanto più grande
è diventata la cosiddetta criminalità e il numero di recidive nei reati.
La conclusione è che i cosiddetti "galeotti" o detenuti sono stati solo tenu-
ti più o meno sotto controllo.
In particolare si parla molto di assistenza psicologica, di risocializzazione,
reinserimento nella società e cose simili, ma i detenuti in pratica non sono
assistiti psicologicamente.
Psicologi e psichiatri decidono insieme riguardo a persone detenute che
hanno visto una volta in vita loro e poi mai più. Non sanno mai in base a quali
criteri devono decidere e su quale base scientificamente comprovabile.
I giudici hanno semplificato la faccenda: hanno fatto una suddivisione
netta in "buono" e "cattivo". Hanno paragrafi diversi per le diverse "catti-
verie". Le decisioni sono prese da quelli che ne sanno meno di tutti: i giu-
dici. Nella prigione di Colonia non c'era più già da 15 anni alcun giudice
o procuratore generale. Perché? Per spuntare o segnare con una croce i
paragrafi non hanno bisogno, così dicono, di andare nella prigione.
E' una grande tragedia. Le persone imprigionate sopportano apaticamente
il loro destino, in assenza quasi totale di prospettive. Il reinserimento in
famiglia spesso fallisce per il fatto che non esiste più una famiglia . E se ci
fosse ancora una famiglia prima di scontare la condanna, in seguito, quan-
do il detenuto esce di prigione, essa è da lungo tempo distrutta, dispersa.

991
La prigione torna ad essere ciò che è sempre stata sin dall'inizio: un luogo
di detenzione per "soggetti" che disturbano la società. Ma i fronti oggi non
sono più così facilmente definibili: una donna giudice istruttore compie il
suo supposto dovere con la faccia impietrita. 1:82% dei duemila detenuti
sono rinchiusi a Colonia a causa di delitti legati agli stupefacenti o di cri-
mini per spaccio di droga. Se un simile detenuto agli arresti deve andare
dal giudice (e se ha con sé anche solo un grammo di hascisc) aspetta per
tre mesi in reclusione preventiva. Qual è il motivo della severità di questa
donna infelice e arcigna? La sua unica figlia, a diciotto anni, due anni
prima si era uccisa con un'overdose. Ora la madre si vendica nella sua infi-
nita rabbia sulle persone sbagliate.
La droga è una dimensione molto pericolosa che si è venuta ad aggiunge-
re potenziando ancora di più tutta la criminalità!
Adesso è ancor più pericoloso avere un litigio con un "ladruncolo" perché
per la droga farebbe di tutto ... e se ha soldi ha la droga ... quindi fa di tutto
per avere soldi ...
In breve, tutto il sistema detentivo è una catastrofe. Le grandi affermazioni
rivelatorie su come porre rimedio sono già state fatte tutte, solo non se ne
vuole parlare, come pure le dichiarazioni religiose, ideologiche, famigliari
e sociali.
Resta solo la solita frase semiconsentita: "Sa come si potrebbe fare di
meglio?"
"Sì!ri
Ma non così come ora: si pasticcia e si rattoppa in base alla situazione
attuale; cambiare qualcosa qui con gran chiasso e là migliorare un po'
qualcos'altro, in sostanza però per lasciare tutto com'è! Così no!

25.1 Se si conosce la causa si sa già per metà la terapia

Nessuno conosceva la causa effettiva per il verificarsi di reati spontanei (al


contrario di crimini da tempo premeditati, per esempio politici, economici
o medici ecc.). Le istituzioni non vogliono neppure conoscere le cause. La
Chiesa però ha sempre creduto di sapere la causa di ogni "male", il diavo-
lo, e di ogni "bene", Dio.
Rispetto alle cause la Nuova Medicina ha una cosa sola da dire, indipen-
dentemente da "bene" e "male". Incominciamo con le cause che finora nes-
suno conosceva. Già al terzo giorno della mia permanenza nella prigione di
Colonia avevo trovato il principio che regola i reati spontanei. Volutamente
non dico "che regola psichicamente", perché si tratta di un evento che si

992
verifica biologicamente sui tre piani di psiche, cervello e organo in modo
sincrono.

Innanzitutto suddividiamo i reati in tre grandi gruppi:

1. I delitti compiuti non intenzionalmente, per esempio delitti contro il codi-


ce stradale.
2. I delitti premeditati e preparati in piena regola a sangue freddo dai cri-
minali professionali che progettano un misfatto in tutti i suoi particolari
spesso per settimane e mesi.
3. I cosiddetti delitti spontanei, che rappresentano all'incirca il 90% di tutti
i crimini, a prescindere dalla criminalità procurata dagli stupefacenti.

Il presente capitolo si occupa di questo terzo gruppo, dunque quello con il


contingente di gran lunga più numeroso dei cosiddetti criminali.
I crimini spontanei cioè hanno uno schema che sorprenderà tutti quelli di
voi che leggeranno questo capitolo:

questi reati spontanei sono sempre delle recidive di costellazioni schizofre-


niche, dove spesso un conflitto resta in permanenza "attivo" e l'altro ha delle
recidive e saltuariamente può anche tornare a risolversi.

Innanzitutto vogliamo occuparci delle costellazioni schizofreniche corticali


(ectodermiche) dei reati spontanei. Tre casi di reati spontanei possono ser-
vire per illustrare in modo chiaro la tipologia o lo schema tipico.

25.2 Esempio: detenuto mancino di 34 anni

- Costellazione suicida
- Costellazione schizofrenica postmortale
- Costellazione aggressivo-biomaniacale
- Ritardo di sviluppo nella maturazione con arresto a 16-17 anni e contem-
poraneamente intelligenza sviluppata che consentirebbe di concludere gli
studi della scuola superiore.
- In detenzione preventiva a causa di ripetute gravi violenze fisiche.
l.'.ultimo delitto, il furto, è stato un crimine molto insolito.

993
Prima DHS
Nell'agosto 1977 il padre di Juergen B. morì mentre quest'ultimo era in
vacanza in Italia con un gruppo di bambini di un collegio. Il padre prima si
era ammalato e aveva chiesto al ragazzo di restare con lui. Quando Juergen
B. dopo tre settimane di vacanza, che aveva fatto nonostante il rifiuto del
padre, tornò a casa con gli altri bambini, fu accolto dalla madre in lutto che
gli disse che il padre era morto.
Da allora egli ha un rumore nell'orecchio destro (tinnito). Non poteva cre-
dere alle sue orecchie .
Da quel momento Juergen B. diventò maniacale. Corse subito a casa e volle
controllare che il padre non fosse invece ancora lì. Infatti non poteva cre-
derci. Si fece i più amari rimproveri di essere partito sebbene il padre gli
avesse chiesto tanto di restare con lui.
La cosa peggiorò ancora per lui: tutti i parenti dicevano che il padre era
morto perché lui era partito.
Secondo loro, sua madre e la sorella gli avevano dato così tanti farmaci in
modo confuso (morfina ecc.) che il padre ne era morto. Ciò non sarebbe di
certo accaduto se Juergen fosse rimasto a casa. Inoltre il padre aveva avuto
un crollo quando il figlio era partito nonostante la sua richiesta insistente.
I sensi di colpa di Juergen B. da allora sono enormi. Non ha ancora mai
potuto parlare con nessuno di questo terribile trauma.
Il primo conflitto doppio (conflitto di territorio e rancore nel territorio) lo
colpisce dunque all'età di 14 anni sul lato cerebrale sinistro nel relè del
territorio, a sinistra perché Juergen B. è mancino. A livello organico sono
interessate anche le vene coronarie del cuore, inoltre la mucosa del retto a
causa del conflitto di rancore nel territorio. A sinistra cerebralmente c'è
pure il Focolaio di Hamer per il conflitto dell'udito ovvero il relè dell'udito
per l'orecchio destro (incrociato!) . Non aveva creduto alle sue orecchie
quando la madre aveva detto: "Tuo padre è morto!". Da allora ha avuto anche
il tinnito nell'orecchio destro.
Psichicamente la morte del padre è stata per lui un conflitto di territorio e un
conflitto di rancore nel territorio, palesemente a causa del nipote della madre,
con cui questa aveva un rapporto intimo già prima della morte del padre.
Il conflitto complesso (triplo) è attivo da 20 anni sino ad oggi: il primo un
conflitto di territorio, poi rancore nel territorio e il conflitto dell'udito per l'o-
recchio destro.
Dato che Juergen B. è mancino entrambi i focolai per questo primo conflitto di
territorio complesso si trovano sul lato cerebrale sinistro. Perciò egli è diventato
istantaneamente maniacale, come egli stesso dice, e lo è rimasto sino ad oggi.

994
Riassunto schematico: prima DHS

HH per il conflitto uditivo temporale-


-occipitale-basale a sinistra. A livello
organico: tinnito all'orecchio destro

HH per il conflitto di territorio a sinistra


periinsularmente (mancino) a livello
organico: ulcera delle vene coronariche

HH per il conflitto di rancore nel


territorio (mancino). A livello organico:
ulcera della mucosa del retto

© Dr. med. Mag. theol. Ryke Geerd Hamer il paziente è maniacale!

Seconda DHS
A questo punto la madre aveva già iniziato da lungo tempo una relazione
intima con suo nipote, che era notevolmente più giovane, quasi di vent'an-
ni (rapporto edipico). J uergen B. li sospettava entrambi di desiderare di
liberarsi del padre e forse di essersi aiutati un po' con i farmaci. Alla madre
non rimase a lungo nascosto quanto si mormorava e nemmeno quello che
Juergen pensava di lei. Pochi giorni dopo il suo rito::-no dall'Italia si piazzò
di punto in bianco davanti alla porta con tutte le cose del figlio e gli disse:
"Vattene in collegio e non venirmi più davanti agli occhi!"
Juergen patì un secondo conflitto di territorio e di rancore nel territorio,
questa volta sul lato cerebrale destro. Ora può solo reagire sul lato cerebra-
le destro, perché su quello sinistro c'è già attività.

Da allora è:
1. maniaco-depresso, ha dolori cardiaci (angina pectoris)
2. in costellazione postmortale
3. in costellazione aggressivo-biomaniacale e ha ripetutamente l'ulcera
gastrica e dal quel momento è diventato criminale!
Juergen stesso dice: "Da quel momento in poi sono diventato criminale e
violento".

995
Juergen B. è maniaco-depresso dalla seconda DHS, da quando è stato scac-
ciato da casa, però sempre prevalentemente maniacale perché continuava
ad essere predominante in lui il primo conflitto di territorio attivo in modo
permanente per la perdita del padre con tutte le sue implicazioni.
Da quel momento in poi Juergen B., pure in cosiddetta costellazione postmor-
tale (a causa dell'accentuazione del lato cerebrale sinistro nella costellazio-
ne suicida). pensava continuamente "al tempo dopo la sua morte" e all'in-
tenzione di suicidarsi.
Inoltre era in costellazione aggressivo-biomaniacale, a sinistra e a destra
cerebralmente aveva rispettivamente un conflitto di rancore nel territorio
con ulcera della mucosa del retto e della mucosa gastrica. Tuttavia il con-
flitto di rancore nel territorio a destra cerebralmente non era attivo conti-
nuamente.
Negli ultimi vent'anni Juergen B. ha tentato infinite volte di tornare da sua
madre. Ma le cose sono andate bene solo per pochi giorni o per poche set-
timane. Poi puntualmente scoppiava una lite furiosa e la madre ogni volta
praticamente lo metteva di nuovo alla porta.
Nel 1996 ha risolto il suo antichissimo "conflitto di essere scacciato" grazie
al matrimonio. Nel settembre '96 ebbe un infarto cardiaco, che di fatto non
fu molto grave perché per la maggior parte del tempo, da vent'anni, c'era
stata la costellazione schizofrenica e quindi si era formata una scarsa massa
conflittuale. l'.ulcera gastrica sanguinante obbligatoriamente manifestatasi
nella fase PCL non venne notata. Si diceva solo: "Lui ha comunque sempre
mal di stomaco" .

Riassunto schematico: seconda DHS

4)
HH per il secondo conflitto di
1) v t - - - - territorio. A livello organico: ulcera
delle arterie coronariche:
Angina pectoris
2) 5)
HH per il secondo conflitto di rancore
nel territorio. A livello organico:
ulcera gastrica

© Dr. med. Mag. theol. Ryke Geerd Hamer

996
1) + 4) = maniaco-depresso,
costellazione postmortale. Se con accentuazione del primo conflitto a sini-
stra cerebralmente: costellazione suicida
2) + 5) = costellazione aggressivo-biomaniacale

Terza DHS
Nel 1979 Juergen si innamorò di una ragazza molto bella. Non gli riuscì
però di intrecciare un rapporto più stretto sebbene anche la ragazza avesse
una spiccata simpatia per lui. Poco tempo dopo gli toccò di stare a guarda-
re la ragazza che si metteva sulla cattiva strada (prostituzione).
Juergen si fece degli amari rimproveri convinto che lei lo avesse fatto per
causa sua, mentre se egli avesse avuto il coraggio di avvicinarsi a lei ciò
non sarebbe accaduto.
Patì un conflitto di perdita della faccia con paresi facciale e paresi del trige-
mino 239 dei tre rami del lato sinistro della faccia (lato del partner nei man-
cini). La paresi durò oltre un anno.

Binari conflittuali:
dato che Juergen era mancino, diventò maniacale già dopo il primo conflit-
to di territorio!
Con il secondo conflitto di territorio (scacciato da casa dalla madre) diven-
tò maniaco-depresso con costellazione postmortale: pensa sempre al tempo
dopo la morte.
Inoltre entrò in costellazione suicida: pensa di continuo a come può uccider-
si. A ciò si aggiunge una costellazione aggressivo-biomaniacale: diventò
violento .
Da allora fu un "criminale", come egli stesso dice, e violento.

Binario che lo porta al delitto:


Sempre quando, dopo una breve "riconciliazione", ha un nuovo, scontato
litigio con la madre, Juergen B. potrebbe picchiare brutalmente il primo che
incontra che osi dirgli una minima cosa. Ciò dipende dalla costellazione
aggressivo-biomaniacale aggiuntiva. Il processo che conduce al delitto è in
pratica sempre lo stesso.
Qui si offre la possibilità di fare una terapia mirata, che viene favorita dal
fatto che Juergen B. ha una donna da amare che gli sta vicino e un bambi-
no.

(239) Trigemino = quinto nervo craniale.

997
Questo caso giustifica molto bene la domanda: "Che cosa accade se il
paziente è fuori dai suoi binari o da uno dei due binari?"
N el 1995 Juergen uscì di prigione, conobbe una bella ragazza della
Germania centrale, si sposò ed ebbe un figlio. Il conflitto cerebrale a destra
cerebralmente si era palesemente risolto in modo temporaneo, ma per un
periodo prolungato. Quindi nel 1996 ebbe il prevedibile infarto cardiaco (a
cui sopravvisse solo grazie alla costellazione schizofrenica in cui era stato)
e non fu più depresso. Era persino felice. Sua moglie lo amava.
Lei è il "capo". Uscì dal suo modello di binario. Nonostante la mania sus-
sistente come prima, non si verificarono atti violenti, infatti la giovane
donna in pratica aveva risolto il conflitto a destra cerebralmente: lei, quale
madre sostitutiva, non lo aveva cacciato di casa ovvero messo sulla strada.

Nuovo reato senza il modello del binario:


Juergen B. era rimasto "nel giro" (vedeva le stesse persone di prima) ma
per la sua situazione conflittuale non si verificò più alcun "delitto tipico"
con atto violento; però alla fine commise un delitto completamente atipico
che ebbe un finale anche del tutto dilettantesco.
Una volta aveva lavorato in una ditta che produceva computer. Dato che
egli necessariamente continuava a frequentare "certi giri", un giorno gli
venne fatta una "proposta".
Dei ricettatori sapevano che lui in passato aveva lavorato in qt;.ella ditta,
dove di sera c'era un autocarro carico di computer. Avrebbe dovuto portar-
lo fuori e consegnarlo a loro al grill autostradale. Egli stupidamente accet-
tò, andò alla ditta, rubò la chiave dalla casa del padrone, che però lo rico-
nobbe senza che lui se ne accorgesse e guidò il camion fino al grill dell'au-
tostrada dove aspettavano i ricettatori. Per giunta lo truffarono sul denaro
pattuito.
Quando poco tempo dopo fu arrestato balbettò: "Ho dovuto farlo, mi stava-
no aspettando". Tutta la faccenda fu così dilettantesca, che senza la capaci-
tà di comprendere della Nuova Medicina, sarebbe proprio un insulto alla
sua intelligenza.
Si era comportato come un diciassettenne che non è in costellazione schi-
zofrenica!
La cosa affascinante di questo caso è il fatto che ora possiamo capire che
cosa era accaduto quando appunto sul lato cerebrale destro per es. si era
risolto il conflitto (da 1-2 anni): con il nuovo crimine, che non è aifatto "nel
suo stile", si è comportato in modo del tutto "immaturo", sciocco, sebbene
egli sia molto intelligente.

998
In passato non eravamo in grado di capire queste evidenti "mancanze di
intelligenza" .

Recidiva con nuova costellazione schizofrenica e depressione insieme a


costellazione suicida

A causa dell'arresto, in pratica, egli si sentì di nuovo cacciato di casa.


Quindi: recidiva a destra cerebralmente. Ogni volta che sua moglie, che gli
è molto vicina, va a trovarlo, ha delle depressioni e accresce i suoi proposi-
ti suicidi. In tutto il periodo "felice" durato un paio di anni non aveva mai
avuto pensieri di suicidio.
Nessuno ovviamente comprende questo caso. Infatti Juergen B. non è tos-
sicomane (in passato però lo è stato) e neppure può fare un "programma
terapeutico" . In realtà dovrebbe uscire al più presto dalla prigione.
In questa combinazione ovvero costellazione schizofrenica di conflitti bio-
logici le manifestazioni a livello organico sono relativamente limitate così
che il medico facilmente non le nota: dei leggeri dolori cardiaci e nella zona
dell'ampolla del retto, nonché il tinnito nell'orecchio destro. Inoltre, grazie
alla costellazione schizofrenica in cui Juergen B. è di fatto rimasto per la
maggior parte del tempo, si forma notoriamente poca massa conflittuale
così che i disturbi organici sono limitati sia nella fase CA sia nella fase PCL.

Non disponiamo di una TAC cerebrale, ma anche senza TAC possiamo pro-
vare che le cose devono essere avvenute come descritto:
1. la mania nel mancino si ha solo nella fase CA nel relè di territorio
(femminile)
2. la costellazione postmortale presuppone attività conflittuale nel relè delle
vene coronariche come uno dei due fattori
3. la costellazione aggressivo-biomaniacale presuppone attività conflittua-
le nel relè del retto come una delle due componenti.

Nella Nuova Medicina lavoriamo così. La TAC del cervello è importante


per noi solo come conferma di fatti che avevamo già scoperto a livello psi-
chico e organico, una specie di prova di controllo!

Dapprima risulta sicuramente difficile a tutti noi dover vedere ormai in modo
quasi "matematico" le cose che ci hanno insegnato a considerare sotto un pro-
filo "psicologico". E ancor più difficile ci risulta immaginare che una costella-
zione aggressivo-biomaniacale debba avere per giunta un senso biologico.

999
Il senso biologico sarebbe dunque una "combinazione sensata di due pro-
grammi speciali, biologici e sensati". Ammetto che al primo colpo è una
cosa molto difficile da immaginare.
Ma proviamo una volta a liberarci di tutta la zavorra ideologica, psicologi-
ca e sociologica per poter pensare in modo biologico: immaginiamo un gio-
vane lupo con conflitti di territorio su entrambi gli emisferi del neoencefa-
lo, perché è stato scacciato dal suo branco dato che il vecchio lupo capo è
morto e il comando è passato a un nuovo capobranco. Il lupo giovane ora
deve sopravvivere come lupo solitario fino a quando non potrà diventare
lupo capobranco o, se è in grado di risolvere solo un conflitto di territorio su
un lato cerebrale, assumere la posizione di "lupo di secondo rango" in un
branco diverso. Cosa molto difficile! l'.unica possibilità che madre natura gli
ha dato è la "costellazione aggressiva biomaniacale" e la "costellazione
postmortale". Simili persone e animali cercano intrepidamente la morte se
sono maniacali, cioè quando è più fortemente accentuato il lato cerebrale
sinistro. Oppure temono la morte con paura e depressione se prevale la
metà cerebrale destra ovvero il conflitto lì localizzato è più fortemente
accentuato.
Il senso biologico di questa doppia combinazione ogni volta di due pro-
grammi SBS (costellazione postmortale e aggressivo-biomaniacale) è l'uni-
ca possibilità per sopravvivere. Il lupo solitario vagabonda da solo in tutti i
territori che sono già possesso di qualcuno. Ovunque viene subito perse-
guitato a morte e precisamente da un intero branco. La sua unica "chance"
sta nel poter incontrare un vecchio lupo da solo e vincerlo. Per farlo ha
bisogno di una grande aggressività e coraggio incurante della morte.
Avevamo definito questa combinazione di programmi speciali criminale,
non cristiana, asociale ecc . e avevamo "punito" il colpevole con corrispon-
dente severità. Ciò probabilmente era sbagliato. Pur correndo il rischio di
alienarmi la simpatia di molti amici e sostenitori si deve in ogni caso
ammettere che sotto il profilo biologico ciò è sbagliato.

Ora capirete senza difficoltà gli ulteriori sviluppi di questo caso.

Juergen B. è sempre rimasto maniacale. Ma si sono sempre ripetute (sul lato


cerebrale destro) delle brevi soluzioni conflittuali, se sua madre condiscende-
va a "fare la pace", che però durava sempre solo pochi giorni, al massimo due
settimane, mai abbastanza a lungo perché egli potesse avere una crisi epilet-
toide, cioè un infarto cardiaco e un coma gastrico. E neppure abbastanza a
lungo perché potesse arrivare alla "maturazione ritardata" del suo sviluppo.

1000
Era arrivato a questi due momenti senza accorgersene quando per un anno
o due aveva avuto "solo" un conflitto attivo (sul lato cerebrale sinistro),
quando sua moglie aveva preso il posto della madre e non l'aveva più
messo alla porta come invece la madre continuava a fare.
La storia con la ragazza infatuata del 1979 (allora lui aveva 16 anni, con
conseguente paresi facciale e del trigemino a sinistra per oltre un anno) era
stata solo un intermezzo di cui non vogliamo qui occuparci nella nostra dis-
sertazione specialistica.
Negli ultimi 1 o 2 anni il paziente, come lo chiameremo ora, ha risolto il
conflitto sul lato cerebrale destro. Ha patito l'infarto cardiaco sinistro dopo
il matrimonio e un'emorragia gastrica. Non sappiamo se abbia avuto anche
un'epatite e un breve coma epatico. E' sopravvissuto all'infarto cardiaco
entrambi i conflitti erano insorti quasi contemporaneamente e fino al 1995
erano stati attivi sempre insieme sul lato cerebrale destro con brevissime
interruzioni di pochi giorni o settimane. Poi il "lupo" aveva sì trovato il suo
territorio, era macho-maniacale, come di norma nei mancini, ma era rimas-
to psichicamente "castrato", cioè era diventato un "lupo di secondo rango
macho" perché non poteva risolvere il primo conflitto sul lato cerebrale
sinistro (causato dalla morte del padre). Come egli stesso dice, a casa si
sentiva il "capo in seconda" dopo sua moglie.

E' consentito risolvere ora il primo conflitto?


Risposta: no!

Sarebbe una specie di suicidio risolvere il primo conflitto (attualmente


comunque impossibile perché Juergen B. ha di nuovo attivato istantanea-
mente entrambi i conflitti ed è in costellazione schizofrenica). Infatti il
primo conflitto fino al 1995 non aveva quasi creato massa conflittuale.
Allora si sarebbe potuto risolverlo. Ma nel frattempo egli ha avuto per due
anni un solo conflitto attivo, quindi ha sviluppato una notevole massa con-
flittuale così che il paziente dopo 4-6 settimane dalla soluzione con gran-
dissima probabilità morirebbe di embolia polmonare (il cosiddetto infarto
cardiaco destro). La domanda puramente accademica se il paziente potreb-
be tentare di nuovo di risolvere il suo primo conflitto a sinistra cerebralmen-
te (morte del padre) dopo altri anni di costellazione schizofrenica, risolven-
do insieme il conflitto a destra cerebralmente, è una possibilità molto ipote-
tica, finora non comprovata e perciò molto pericolosa e da sconsigliare.

1001
Cari lettori, vedete quale coerenza conoscitiva iichiede il rapporto con la
Nuova Medicina. Quando un terapeuta esperto lavora bene egli sa anche
quali conflitti si possono risolvere e soprattutto quali non si devono più
risolvere. In questo gioco talvolta altamente pericoloso gli apprendisti stre-
goni non devono intromettersi!

Il nuovo reato e le sue conseguenze


Con la soluzione del conflitto a destra cerebralmente (la madre lo aveva
sempre messo alla porta) grazie alla moglie, il paziente entrò in una nuova
dimensione:
1. rimase "solo" maniacale
2. non era più depresso e non aveva più tendenze suicide
3. ora era un "macho -lupo di secondo rango" mancino
4. non era più nella combinazione di costellazioni, cioè non era più
violento
5. incominciò a recuperare il ritardo nel suo sviluppo che era stato frenato
a causa del conflitto attivo a destra cerebralmente, ma in quei due anni
riuscì almeno a recuperare 2 o 3 "anni di maturazione". Naturalmente
restò psichicamente "castrato".

Secondo le regole della Nuova Medicina con l'espressione "psichicamente


castrato" si intende una persona che ha un conflitto di territorio attivo
sull'emisfero destro del neoencefalo (se destrimane) o sull'emisfero sinistro
del neoencefalo (se mancina). Da quel momento o dopo un certo tempo
quando, dopo un periodo iniziale di forte attività in cui l'individuo voleva
riappropriarsi del territorio, si instaura la fase della rassegnazione, sempre
ancora attiva, ma trasformata a un livello conflittuale ridotto, l'individuo
diventa un cosiddetto "lupo di secondo rango" ovvero omosessuale.
A questo proposito distinguiamo due tipi di omosessualità: l'omosessuale
debole, efebico (destrimane), che è sempre più o meno depresso, e l'omo-
sessuale maschile (mancino) che è sempre più o meno maniacale. Entrambi
i tipi di omosessualità causati da un conflitto di territorio in sospeso rendo-
no gli interessati "psichicamente castrati". Dipendono da un capo o da un
capobranco, sono "capi in seconda", sono loro scudieri o soldati e non si
interessano ai membri femminili della famiglia, del gruppo o del branco.
Dunque in natura non sono destinati alla riproduzione.
Se guardiamo ora, secondo i punti di vista discussi, il nuovo reato commes-
so da Juergen B. notiamo che è non professionale in modo quasi toccante
ed è il tipico crimine di un "lupo di secondo rango". "Ma ho dovuto farlo,

1002
mi stavano aspettando". Niente a che vedere con la violenza, nessun rap-
porto con i reati tipici del suo stile . Un'azione stupida da ragazzo immatu-
ro di 16-17 anni che non è più capace di compiere i crimini tipici per lui,
perché madre natura gli aveva risolto la costellazione schizofrenica relati-
va.
Aveva infatti trovato rifugio in un territorio (sua moglie è indubbiamente il
"capo") e quindi erano venuti a mancare gli elementi necessari per la
"combinazione di programmi speciali, biologici e sensati".

Recidiva delle costellazioni schizofreniche


Si verificò una nuova "combinazione di programmi speciali, biologici e sen-
sati" per il fatto che i poliziotti lo avevano arrestato e di nuovo lo avevano
non cacciato via, bensì portato via di casa.

In prigione egli torna ad essere:


1. in costellazione schizofrenica maniaco-depressiva
2. in costellazione schizofrenica postmortale, pensa sempre al tempo dopo
la sua morte
3. in costellazione suicida, vuole sempre uccidersi
4. in costellazione aggressivo-biomaniacale, è violento
5. il processo di maturazione ritardata è bloccato.

In quel periodo fa sempre il "sogno della morte del padre". Nel sogno vede
sempre se stesso furioso che scaglia ogni possibile oggetto per attirare l'at-
tenzione, ma la voce non gli viene fuori, nessuno lo sente, proprio come
allora quando il padre era morto. Il suo intelligente avvocato ha fatto in
modo che egli sconti la pena in libertà vigilata. Sua moglie, il "capo", pos-
siede una casa e si è resa garante che egli torni alla sua dimora, tronchi i
rapporti con i vecchi amici di galera e non "giochi più dei tiri sporchi e così
stupidi". La moglie inoltre ha assicurato in modo credibile al giudice e alla
procura della repubblica che da quando è sposato con lei, lui non è mai
stato violento "grazie alla sua buona influenza". Per questo occorreva che
tornasse presto da lei, allora non sarebbe mai più stato violento.

Vediamo che a volte casualmente si guarda alle cose nel modo giusto, ma
nessuno sapeva quali fossero veramente le correlazioni e le cause.
Coloro tra voi lettori che mi hanno seguito sin qui si chiederanno già dopo
questo primo caso: "Un momento, che cosa sono allora "buono" e "cattivo",
"colpevole" e "innocente"?" Allora tutte le sentenze che i nostri giudici

1003
hanno pronunciato ed eseguito erano solo giudizi avventati di presumibi-
li "errori di educazione".
E quindi la terapia non dovrebbe essere sociologica o psicologica e neppu-
re giuridico-legale, bensì biologica, secondo l' esempio dei modelli biologi-
ci arcaici.

25.3 Esempio: detenuto mancino di 56 anni

- Costellazione schizofrenica maniaco-depressiva, prevalentemente


depressiva.
- Costellazione postmortale, ma a causa dell'accentuazione del lato cere-
brale destro nessuna costellazione suicida.Paralisi sensoriale di entrambe
le metà del corpo, a destra più che a sinistra.
- Gravissima neurodermatite e psoriasi, a destra più che a sinistra. Angina
pectoris dal 1990 (morte per incidente della moglie), tinnito (squillo e fis-
chio) dell'orecchio sinistro.

Fino al 1990 l'allora 49nne Karl-Heinz W, sposato, era stato un uomo feli-
ce. Aveva un figlio di 25 anni che era la "sua benedizione", aveva una vita
matrimoniale decisamente felice e gestiva con sua moglie un chiosco per
spuntini, piccolo, ma molto redditizio.

Prima DHS
Nel 1990 sua moglie morì nelle vicinanze del chiosco mentre parcheggia-
va sulla strada gelata in modo molto sfortunato. Si ruppe l'osso del collo e
morì sul colpo. Quando qualcuno lo chiamò sul luogo dell'incidente:
"Credo che sua moglie sia morta", egli non credette alle sue orecchie.
Infatti sapeva che da casa loro fino al chiosco la distanza era pochissima.

Patì quasi contemporaneamente:


1. un conflitto di territorio, essendo mancino a sinistra cerebralmente,
2. un conflitto di separazione sul lato del partner, a causa del mancinismo
sul lato sinistro del corpo, cerebralmente a destra,
3. un conflitto dell'udito con tinnito nell'orecchio sinistro,
4. un conflitto di perdita con necrosi del testicolo.

Tutti i conflitti sono ancor oggi attivi. Sua moglie era sotto tutti gli aspetti,
umano e territoriale, insostituibile.

1004
Seconda DHS
Nel 1991 morì a ventisei anni il suo figlio amatissimo per un incidente di
motocicletta. Era stato travolto da un'automobile. Il figlio si capovolse tre
volte con la moto, fece un salto di 30 metri nell'aria. Anche qui il padre patì
un conflitto dell'udito con tinnito nell'orecchio destro quando gli comuni-
carono per telefono che suo figlio era gravemente infortunato e si trovava
nel reparto di rianimazione dell'ospedale. Non credeva alle sue orecchie! Il
figlio combatté contro la morte nel reparto di rianimazione per nove mesi (il
padre andava a trovarlo ogni due giorni), poi morì.

Il padre patì i medesimi conflitti dell'anno prima, però sull'altro lato cere-
brale:
1. un conflitto di territorio, questa volta a destra cerebralmente, perché il
lato sinistro del territorio era già occupato, da quel momento con grave
angina pectoris,
2. un conflitto di separazione padre/figlio sul lato destro del corpo con grave
neurodermatite e psoriasi di tutto la parte destra del corpo,
3. un conflitto dell'udito padre/figlio con tinnito nell'orecchio destro,
4. un nuovo conflitto di perdita con necrosi testicolare.

I tre conflitti sopra citati sono attivi ancor oggi e sono tutti iniziati nell'istante
in cui gli era stato comunicato il grave incidente del figlio, non a partire
dalla sua morte.

Se avete fatto attenzione, cari lettori, avrete notato che il paziente per due
volte è caduto in una costellazione schizofrenica completa, cioè già dopo la
morte della moglie era in costellazione schizofrenica:
- conflitto di territorio in quanto mancino a sinistra cerebralmente,
- conflitto di separazione dal partner sulla metà sinistra del corpo, cerebral-
mente a destra e inoltre
- FH nel relè destro dell'udito per l'orecchio sinistro del partner con
tinnito.

Alla morte del figlio tutto avvenne in modo opposto:


- conflitto di territorio questa volta a destra cerebralmente con forte angina
pectoris,
- conflitto di separazione a sinistra cerebralmente con neurodermatite e
psoriasi del lato destro del corpo (padre/figlio nei mancini) e

1005
- conflitto dell'udito nel relè dell'udito a sinistra cerebralmente per
l'orecchio destro (padre/figlio nei mancini) con tinnito.

Entrambe le "combinazioni di prograrnrni speciali, biologici e sensati" sono


attive!

Ogni notte il paziente fa lo stesso sogno: la moglie e il figlio morti nel sogno
parlano tra loro e anche con lui, talvolta persino a occhi aperti. Nel 1990
sognava solo della moglie defunta, dal 1991 della moglie e del figlio.
Quando, dopo nove rnesi in rianimazione, anche il figlio rnorì, a cui nel frat-
tempo era stata attribuita la colpa maggiore per l'incidente, il paziente era
allo stremo, urnanarnente, rnoralrnente ed esistenzialrnente . Si trovava di
nuovo al punto in cui aveva iniziato 27 anni prima.

Riassunto dei fatti


Il detenuto di 56 anni dal 1990 è in costellazione schizofrenica semplice
dopo la morte dell 'amata moglie e dal 1991 in costellazione schizofrenica
dopo l'incidente mortale del figlio, la "sua benedizione"!
Quindi il paziente è maniaco-depresso. Si presentano costellazione schizo-
frenica postrnortale, angina pectoris, neuroderrnatite e psoriasi in tutto il
corpo, in particolare dei lati flessori del braccio e dei lati interni delle cosce,
doppio conflitto di perdita con necrosi di entrambi i testicoli. Ogni notte
sogna la moglie e il figlio, che parlano con lui, anche ad occhi aperti.
Attualmente il cinquantaseienne è in detenzione preventiva per appropria-
zione indebita.

Modello biologico arcaico e senso biologico di entrambe le combinazioni


schizofreniche
Anche questo mancino, una volta lupo capo (tanto per fare un confronto nel
linguaggio biologico), cui gli orsi in sua assenza hanno dapprima sottratto
la partner, poi anche il cucciolo arnatissirno, è di conseguenza rnaniaco-
depresso, anche se prevalentemente depresso.
A causa della depressione e in mancanza di un branco per lui non c'è quasi
più alcuna possibilità di catturare una preda carne lupo solitario.
Biologicamente vede la sua unica possibilità nel rubare il cibo! Quindi si
dedica a sottrarre la preda ad altri predatori, per esempio a una volpe ...
E' esattamente quello che ha fatto anche il nostro paziente.

1006
Tipo pertinente di crimine
Il paziente (ubbidendo al senso biologico di entrambe le combinazioni schi-
zofreniche presenti in lui) ha fatto ciò che anche ogni intelligente lupo alfa
avrebbe fatto, se gli fosse capitato quello che è successo al nostro paziente.
Istintivamente si è comportato nel modo giusto.
Nel frattempo consegnava carne con un camion frigorifero per conto di un
macello. Ripetutamente aveva sottratto un paio di quarti di mucca e li aveva
venduti a dei ricettatori per conto proprio, a prezzo speciale ovviamente.
Non c'era mai stata violenza, solamente furto ovvero appropriazione inde-
bita, che in questo caso è la stessa cosa. Come detto, istintivamente si è
comportato nel modo giusto come un saggio ex lupo alfa che non ha altra
possibilità per sopravvivere.
Sotto l'aspetto legale egli non aveva la "necessità" di rubare, infatti il suo
stipendio era decisamente superiore al livello minimo di sopravvivenza.
Ma egli appunto non agiva "normalmente" bensì in costellazione schizo-
frenica, qui sta la grande differenza. Questo fatto ci mostra anche bene il
"senso biològico" della costellazione schizofrenica e la combinazione di
quelle costellazioni schizofreniche che a loro volta sono costituite ciascuna
di due programmi speciali biologici e sensati (SBS). Che cosa è "bene" e
che cosa è "male" qui? Ma quale Solone o legislatore poteva sapere che le
nostre leggi sono quasi tutte contro natura?

Possibilità terapeutiche
Le cosiddette soluzioni dei conflitti a livello psichico, come le avevamo
chiamate sinora, risultano qui molto difficili, in parte anche molto pericolo-
se. Chi può restituire a un così buon padre suo figlio, la sua "benedizione"?
Nel migliore dei casi il paziente potrebbe trovare una nuova compagna per
la sua vita, ma ciò sarebbe appunto particolarmente pericoloso: forse risol-
verebbe il primo conflitto a sinistra cerebralmente (morte della moglie).
In base alle leggi della Nuova Medicina a quel punto il secondo conflitto di
territorio a destra cerebralmente (morte del figlio) salterebbe sull'emisfero
sinistro del neoencefalo, dato che il relè cerebrale pertinente al conflitto di
territorio risulterebbe di nuovo "libero" sotto l'aspetto conflittuale.
Non salterebbe invece il conflitto di separazione con la paralisi sensoriale e
la neurodermatite e psoriasi. Questo resta sulla metà corporea destra e
cerebralmente a sinistra, cioè il relativo relè cerebrale è legato rispetto al
"tema conflittuale". Nel caso in cui si verifichi una soluzione del primo con-
flitto di territorio, il secondo conflitto di territorio, che a quel punto saltereb-
be a sinistra, e il conflitto di separazione dal figlio, che è sempre rimasto a

1007
sinistra cerebralmente, verrebbero a trovarsi sul medesimo lato cerebrale. Il
"conflitto della moglie" si risolverebbe sotto tutti gli aspetti grazie a una
nuova partner (conflitto di territorio, di separazione e dell'udito). La coste-
llazione schizofrenica per questo possibile caso sarebbe eliminata. Il
paziente avrebbe "solamente" due grandi conflitti a sinistra cerebralmente;
grazie alla soluzione del primo conflitto di territorio egli patirebbe un leg-
gero (costellazione) infarto cardiaco (infarto cardiaco sinistro) al culmine
della fase PCL. Ma allora si .t roverebbe seduto su una bomba ad orologeria.
Se dopo uno o due anni dovesse mai risolvere il suo conflitto di separazio-
ne e di territorio padre/figlio, se ad esempio avesse un bambino con la
nuova compagna, difficilmente potrebbe sopravvivere all'infarto cardiaco
(infarto cardiaco destro con embolia polmonare) che inevitabilmente si veri-
ficherebbe nella fase PCL a causa della lunga durata del conflitto (senza
costellazione schizofrenica).

A prescindere da ciò, un medico esperto della Nuova Medicina come pri-


missima cosa farebbe fare una TAC cerebrale e, in questo caso, anche del
testicolo ed eseguirebbe un controllo ormonale dei testosteroni.
C'è da supporre fortemente che il paziente abbia delle necrosi al testicolo
da entrambi i lati perché infatti entrambi i conflitti di perdita sono ancora
attivi (dal 1990 ovvero 1991).
I conflitti di perdita avrebbero i loro relè da entrambi i lati nella sostanza
bianca. Allora avrebbe una costellazione schizofrenica della sostanza bian-
ca con sentimento di sopravvalutazione sessuale folle, possiamo anche dire:
con megalomania sessuale e contemporaneamente ridotta capacità procre-
ativa.
Anche ciò può essere compreso sotto l'aspetto arcaico-biologico nel senso
che l'ex lupo alfa che è stato privato del suo branco sogna sempre di avere
di nuovo un branco vero e proprio come quello di prima.
In tal caso c'è concordanza con la realtà, infatti il paziente spendeva il
denaro ricavato dai suoi furti con le prostitute. Ma se l'ex lupo alfa trovas-
se ancora una lupa sola che gli desse un cucciolo, allora in un prossimo
futuro avrebbe di nuovo un branco ...
Ovviamente per i moralisti della nostra società una faccenda simile non è
accettabile, cioè è "peccaminosa" o "cattiva", ma biologicamente è proprio
così.
La frequentazione del bordello non rappresenta nient'altro che l'istinto a
seguire i programmi speciali arcaico-biologici e le combinazioni dei pro-
grammi speciali di madre natura per ricostituire il branco perduto. Se si

1008
verificasse davvero, per restare in questo esempio, che il vecchio lupo alfa
trovasse una lupa e avesse dei cuccioli, trovandosi così di colpo a disposi-
zione un branco completo, vedremmo che entrambi i testicoli gonfierebbe-
ro enormemente (dopo la soluzione dei conflitti di perdita) e si avrebbe un
notevole aumento dei testosteroni, degli ormoni sessuali maschili. Un lupo
simile sarebbe così forte da poter subito riconquistare il suo territorio e
anche difenderlo. In tal caso il senso biologico starebbe principalmente alla
fine della fase di riparazione .. Ma anche la megalomania sessuale fa evi-
dentemente parte del programma speciale, biologico e sensato, ovvero
della combinazione di due simili programmi SBS, cosa che avvertiamo e
diagnostichiamo come "follia".
Tra l'altro, il paziente non presenta teratomi testicolari del tipo del paleoen-
cefalo (endoderma) che si potrebbero di certo avvertire (eccesso di tessuto).

Miei cari lettori, voi stessi vedete bene che dobbiamo tornare a mescolare
le carte delle nostre valutazioni morali. Dobbiamo orientarle secondo i pro-
grammi biologici arcaici della natura, secondo il codice comportamentale
del nostro cervello!
Vediamo rapidamente anche la domanda che alcuni di voi potrebbero fare:
perché da noi così tanti uomini frequentano i bordelli?
Risposta: perché nella nostra società instabile caratterizzata da sempre
maggiore disgregazione delle strutture famigliari si patiscono molti conflit-
ti di perdita. A questo proposito la costellazione aggressivo-biomaniacale di
alcuni uomini sembra talvolta essere un fattore aggiuntivo. Del resto, nes-
sun "lupo secondario", e ce ne sono moltissimi nella nostra società, fre-
quenterebbe di norma un bordello ... tranne che per trovare una "donna
capo".

25.4 Esempio: il detenuto Bernd, 47nne e destrimane

- temporaneamente costellazione planante


- temporaneamente costellazione postmortale
- temporaneamente costellazione suicida
- temporaneamente maniaco-depresso, talvolta più maniaco, talvolta
più depresso
- temporaneamente perdita quasi totale della memoria corta a causa di due
conflitti di separazione: nel 1976, padre/figlia, in seguito stesso binario
padre/figlio e nel 1985 conflitto di separazione dalla partner.
In detenzione preventiva perché ha picchiato a letto una entraineuse.

1009
Prima DHS
Nel 1976, a 26 anni, si separò dalla moglie e dalla figlioletta di tre anni.
Aveva trovato una nuova compagna, giovane e presumibilmente affasci-
nante presso la quale si era trasferito. La figlioletta di tre anni gli si avvici-
nò e gli disse: "Papà, torna da noi, ti voglio bene".
Ciò lo colpì al cuore, perché anche lui amava molto sua figlia. Si trattava
dunque non della madre, ma della figlia, infatti rispetto a un rapporto con
una donna era molto felice con la sua nuova amica.

Patì:
1. un conflitto di territorio e un conflitto di minaccia del territorio a destra
cerebralmente (destimane) e
2. un conflitto di separazione padre/figlia, pure a destra cerebralmente con
intorpidimento del lato sinistro del corpo, del lato flessore del braccio
sinistro e del lato interno della gamba sinistra, con possibile paralisi
motoria parziale;
3. con tutta probabilità un conflitto di perdita per il testicolo sinistro, dun-
que a destra cerebralmente nella sostanza bianca.

Questo conflitto triplo fu a lungo attivo con delle recidive, ma non in modo
continuo. I "piccoli infarti cardiaci" nelle relative fasi di soluzione non ven-
nero diagnosticati in quanto tali. Questo triplo conflitto non scatenò istan-
taneamente, come nel caso precedente, una costellazione schizofrenica,
perché per primo aveva patito il conflitto di separazione padre/figlia con il
conflitto di territorio (entrambi a destra cerebralmente).
N el caso precedentemente citato per contro il conflitto di separazione dal
partner (a destra cerebralmente) era stato quello che aveva colpito per
primo insieme con il conflitto di territorio (a sinistra cerebralmente) (man-
cino! ). Quindi il paziente del caso precedente era entrato in costellazione
schizofrenica già con il primo complesso conflittuale, ma questo paziente
no!
Il triplo conflitto in questo caso all'inizio non era mai stato attivo continua-
mente per un tempo prolungato. La cosa tuttavia cambiò negli ultimi anni
quando da una nuova compagna nel 1990 ebbe un figlio, Nikolas, cui è
molto affezionato .
Egli abbandonò anche questa partner ripetutamente per un certo tempo
ricadendo sempre istantaneamente sul vecchio binario triplo. Questa volta
gli infaiti cardiaci (infarto cardiaco sinistro). nel 1991 e 1995, non furono
trascurabili.

1010
Seconda DHS
Nel 1985 la sua compagna meravigliosa, per la quale aveva abbandonato
sua moglie e la figlioletta, lo lasciò perché lui l'aveva tradita con un'altra.
Sposò subito un uomo più anziano ed ebbe da lui due figli.

Il paziente patì:
1. un conflitto di territorio femminile e spavento improvviso a sinistra cere-
bralmente perché a quel tempo era ancora attivo a destra il conflitto di
territorio.
2. Un conflitto di separazione dalla partner, pure a sinistra cerebralmente
per il lato corporeo destro (lato flessore del braccio e lato interno della
gamba); sensorialmente, ma anche a livello motorio.
3. Conflitto di perdita a causa della partner riguardante il test