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Verde

Spunti per la grafica:

1. Creerei un box sempre uguale per il vangelo con un fondino colorato per renderlo
immediatamente distinguibile, a me ins sarebbe comodo
2. Mettiamo la preview dell’infografica o dell’immagine per agevolare il
riconoscimento all’ins
3. Sarebbe ottimo che l’indice della guida bes avesse le miniature delle opere d’arte per
una più facile identificazione
SEZIONE ARTE

Educare alla Bellezza per sollevare lo sguardo

“... Come si può e che senso può avere educare alla


bellezza i giovani di oggi? La domanda ha senso se
partiamo da quell’esperienza giudaico-cristiana che
rivendica un’idea di uomo e un senso etico fra i più veri
e profondi apparsi lungo la storia umana.
Educare al bello non coincide dunque con una categoria
religiosa, ma promuove l’uomo nella sua totalità e nella
sua dignità, apre al rispetto per le opere di bellezza
prodotte da qualunque cultura e favorisce il dialogo fra
le diversità etniche, culturali e religiose.
Educare alla bellezza è urgente e davvero ci salverà.
Educare alla bellezza significa dunque, anzitutto,
educare alla domanda. Quale domanda di vita, di uomo,
di senso, soggiace ai nostri progetti educativi? Quali
domande albergano nel cuore dei nostri ragazzi? Se
circoscriviamo semplicemente il senso originario della
parola educare (educere = tirar fuori), comprendiamo
immediatamente che l’educazione mira a suscitare
domande vere, quelle più giuste e profonde. Tra queste,
la domanda circa il senso della vita e il desiderio innato
nell’uomo di rimanere è una delle più spontanee. L’arte
in ogni sua forma, letteraria, artistica, musicale,
obbedisce a questo imperativo: rimanere. Lasciare una
traccia.
I nostri ragazzi, in un mondo consegnato al provvisorio e
alla precarietà, tendono ad ancorarsi a certezze
effimere, ma possono trovare nella bellezza uno
strumento prezioso per conseguire punti di riferimento e
luoghi ove approfondire la domanda di senso della loro
vita. (...) Educare alla bellezza implica educare al
confronto con l’altro, alla diversità, senza tuttavia
rinunciare alla verità. La verità è qualcosa che contiene
l’uomo, che lo supera persino nelle sue categorie
religiose e culturali. Il bello tende per sua natura al vero
e al bene, perciò educare alla bellezza implica
l’educazione alla ricerca sincera della verità, intesa come
armonia di bene, giustizia e bontà. In un’ottica cristiana,
dunque, educare alla bellezza significa educare alla fede.
Non nel senso più immediato del far proselitismo e
dell’educazione catechetica, ma nel senso più
profondamente (e mi verrebbe da dire più laicamente),
culturale. Non si può comprendere Dante, né Manzoni,
né Giotto, né Michelangelo e neppure Bach o Mozart
senza un’educazione alla fede.
Educare alla bellezza è perciò può uno strumento
prezioso per consegnare ai nostri giovani la chiave
interpretativa del loro tempo e delle sfide, spesso
insidiose, che stanno loro davanti.”

Sr Gloria Riva, Giornate dell’Educazione, Pietrarubbia, 2017

Queste parole di sr Gloria Riva ben introducono lo scopo per cui si è


scelto di supportare con l’arte i vari temi del percorso di Religione
Cattolica. Molti i criteri perseguiti nell’operare la cernita delle opere
e l’incrocio di variabili di cui si è tenuto conto affinchè l’arte
diventasse una valida risorsa per lo studente con cui accostarsi al
dato religioso: l’efficacia didattica, la chiarezza di linee,
l’immediatezza di contenuti, la vivacità di stili e colori, la fedeltà al
dato biblico, la pertinenza di contenuti, l’eterogeneità di stili, la
provenienza, la celebrità... e infine ovviamente la bellezza.
Pur vivendo in una società delle immagini, non si sa più vedere,
ascoltare e quindi neppure entrare in dialogo: lo sguardo degli occhi
e del cuore è andato perduto. Educhiamo a formarci o a
riappropriarci di questo sguardo capace non solo di guardare ma
anche di vedere la realtà in modo nuovo, per potervi scorgere e
contemplare la Bellezza che essa contiene.
L’arte del pensare

Il potenziale dell’arte sacra (e talvolta non solo tale) è spiegare le


cose invisibili attraverso quelle visibili. L’arte svela agli alunni le
‘cose di Dio’ con le immagini, è come un libro che racconta la parola
di Dio di nuovo e in un modo nuovo. Le opere d’arte vanno infatti
proposte come se avessimo tra le mani un testo-documento e,
come tale, può essere interpretato in svariati modi, tanti quanti
sono i soggetti che lo leggono.
Ecco allora che ad esempio nella Fuga in
Egitto del Beato Angelico un alunno vi
vedrà una freccia disegnata sul sentiero del
ritorno, un altro le tre croci del Golgota nel
venerdì della morte di Gesù, un altro
ancora la palma del martirio e della vittoria
in bocca all’asino che un giorno porterà in
groppa Gesù nel suo ultimo ingresso a
Gerusalemme.
Insieme vi è lettura. Insieme vi è didattica.
Insieme vi è apprendimento. Insieme vi è
inclusione. Il linguaggio silenzioso dell’arte è trasversale e
accessibile a tutti, cattura, educe e mai annoia.
Motivati delle Indicazioni Nazionali del 2010, che richiedono
all’insegnante di offrire
“…strumenti per cogliere, interpretare e gustare le espressioni culturali e
artistiche offerte dalle diverse tradizioni religiose”

dai Traguardi, all’alunno di identificare

‘...le caratteristiche essenziali di un brano biblico, sa farsi accompagnare


nell’analisi delle pagine a lui più accessibili, per collegarle alla propria
esperienza’

e, dagli obiettivi di apprendimento, di

‘... riconoscere i segni cristiani nell’ambiente’ come anche ‘Individuare


significative espressioni d’arte cristiana (a partire da quelle presenti nel
territorio), per rilevare come la fede sia stata interpretata e comunicata dagli
artisti nel corso dei secoli’
scopriamo nei prossimi cinque passaggi ciò che permetterà
all’alunno di comprendere il tema e lo scopo dell’opera in autonomia
con soddisfazione, impegno e passione.
l’IRC trova infatti la sua principale collocazione all’interno

“…dell’arte linguistico-artistico-espressiva”.

La seguente griglia di domande potrà esserci utile in classe come


strumento di base da utilizzare su qualsiasi opera trattata nei due
volumi del corso.
Sarà utile costruire una mappa concettuale di mano in mano che
avanziamo nel lavoro di analisi dell’opera per riassumere e fissare
brevemente le informazioni che emergeranno dagli alunni.

1 Fase descrittiva
a. Che cosa vedi?
b. Dove siamo? Da che cosa lo capisci?
c. Quando potrebbe essere accaduta la scena? Da che cosa
lo capisci?
d. Chi sono i personaggi?
e. Qual è il personaggio principale? Perchè?
f. Che gesti stanno compiendo?
g. Quali sono i colori che vedi?
h. che cosa potrebbero simboleggiare?

Sollecitiamo i ragazzi a entrare nell’opera attraverso le


relazioni spaziali e temporali: chiediamo per questo di
guardare con attenzione tutti gli elementi e di elencarli
proprio come una lista della spesa, specificandone
numero, genere, varietà, eccetera.
2 Fase iconografica
a. Che cosa sta accadendo?
b. Qual è il tema della scena rappresentata?

Lasciamo esporre gli alunni con semplicità e fantasia ciò


che intuiscono dalla scena rappresentata

3 Fase iconologica
a. Che cosa avrà mosso il pittore a rappresentare questo
quadro (una persona, un evento, un versetto della
Bibbia...)?
b. Quale può essere lo scopo del pittore con quest’opera?
c. Quale messaggio vuole lasciare?
d. Come possiamo interpretare quello che vedi?
e. Quali potrebbero essere le parole dei personaggi?
Aggiungi dei fumetti

Procediamo nella lettura simbolica della scena e guidiamo


gli alunni verso la mèta della lezione, cioè lo scopo per
cui abbiamo proposto l’opera. Non sarà difficile ricevere
da loro un anticipo molto verosimile al brano di Bibbia
che desideriamo sottolineare con la visione dell’opera
scelta.

4 Fase emozionale
a. Che cosa mi colpisce di questa opera? Perchè?
b. Quali saranno le emozioni, i sentimenti e i pensieri dei
personaggi dell’opera?
c. Quali sono le tue emozioni, sentimenti e pensieri al
guardarla?
d. Che cosa lascia in te questa opera?
e. Quale titolo daresti all’opera?

Attraverso queste domande-ponte, gli alunni esprimeranno


quello che l’opera suscita in loro e saranno pronti così per
elaborare il prossimo e ultimo passaggio didattico
5 Fase esperienziale-metacognitiva
a. Dal quadro alla vita: hai mai vissuto / visto vivere
un’esperienza simile? Quando?
b. In caso contrario, che cosa pensi accada/ si provi?
c. Mettiti nei panni di XXX: che cosa avresti / non avresti
fatto?

Ecco il salto metacognitivo cui l’alunno perverrà attraverso


la nostra opera di mediazione didattica, protesa a
sviluppare le life skills, cioè le abilità per la vita quali le
varie forme di pensiero (ipotetico, creativo, critico) e le
competenze (cognitiva, interrogativa, investigativa...) da
trasferire nel quotidiano per vivere la realtà.

Ma come possiamo capire noi docenti di aver operato una didattica


costruttiva ed efficace e che gli alunni hanno acquisito le
competenze? Potremo conoscere la bontà del nostro lavoro
attraverso le risposte che emergeranno dagli Indicatori che
prepareremo ad hoc per ogni lavoro.
Questi alcuni Indicatori-esempio:

L’alunno:
 ha compreso lo scopo delle richieste;
 ha enumerato, classificato e confrontato
 ha separato / decostruito gli elementi per riunirli / ricostruire
nuovamente la scena
 ha messo in relazione i vari elementi del tutto
 ha elencato i contenuti essenziali delle richieste;
 ha utilizzato un vocabolario appropriato al contesto
 ha utilizzato i riferimenti spazio-temporali
 ha utilizzato parole, conoscenze e categorie di altre discipline
 ha operato una scelta tra le tante informazioni
 ha spiegato il perchè delle scelte
 ha utilizato il pensiero ipotetico
 ha costruito una mappa per organizzare le idee e fissare i
contenuti
 ha rispettato i tempi richiesti
 ha calibrato il numero degli interventi
 ha lasciato spazio ai contributi dei compagni
 ha collaborato con i compagni
 ha utilizzato le proprie conoscenze pregresse e le ha applicate
al lavoro richiesto
 ha elaborato le informazioni del lavoro e le ha trasferite nei
propri campi di esperienza
 ha partecipato
 ha pensato prima di parlare, evitando di dire cose avventate o
banali
 ha superato la paura dell’esporre davanti a molti
 ha dimostrato un atteggiamento interessato e propositivo

e via di seguito.

Nel caso in cui trovassimo alcuni Indicatori scoperti o deficitari,


dovremo allora ritornare sui nostri passi, compiere un feedback e
approfondire gli stessi argomenti con strumenti diversi, affinchè
insegnanti e alunni raggiungano le rispettive mète.

Il lavoro di smontaggio e rimontaggio di una qualsiasi opera (sia


essa musicale, artististica, letteraria...) effettuato in questa
modalità laboratoriale esplorativo-collaborativa, permetterà allo
studente di appropriarsi di un metodo di lavoro che potrà poi
applicare a qualsiasi altro campo o disciplina. Tale didattica risulterà
rassicurante e di estremo ausilio ancor più per tutti quegli alunni
con B.E.S., poichè permetterà loro di guadagnare autostima e
sviluppare con gusto le proprie potenzialità.
Sempre nelle Indicazioni Nazionali, nella descrizione del terzo
ambito tematico si legge che l’IRC valorizza il
linguaggio religioso, nelle sue declinazioni verbali e non verbali

con chiaro riferimento al linguaggio dell’arte, in particolare a quella


cristiana. L’immagine, infatti, è un ottimo strumento che, in modo
silenzioso ma non per questo meno efficace, intercetta e stimola sia
la sfera razionale che emotiva. Per questo motivo, l’IRC si avvale
anche di questa disciplina per veicolare i dati propri della sua
materia e raggiungere tutti gli alunni, facilitando soprattutto coloro
che presentano dei B.E.S.
Griglia di lavoro con dialogo pilotato e domande per la classe. Potete
fotocopiarla e tenerla come traccia per ogni schedare e far propria ogni
opera che trovate su questa guida, ovviamente adattando di volta in volta le
domande per genere e numero.

1 Fase descrittiva
a. Che cosa vedete?
b. Dove siamo? Da che cosa lo capite?
c. Quando potrebbe essere accaduta la scena? Da che cosa lo capite?
d. Chi sono i personaggi?
e. Qual è il personaggio principale? Perchè?
f. Che gesti stanno compiendo?
g. Quali sono i colori che vedete?
h. che cosa potrebbero simboleggiare?

2 Fase iconografica
a. Che cosa sta accadendo?
b. Qual è il tema della scena rappresentata?

3 Fase iconologica
a. Che cosa avrà spinto il pittore a rappresentare questo quadro (una
persona, un evento, un versetto della Bibbia...)?
b. Quale può essere lo scopo del pittore con quest’opera?
c. Quale messaggio vuole lasciare?
d. Come possiamo interpretare quello che vedete?
e. Quali potrebbero essere le parole dei personaggi? Aggiungete dei fumetti

4 Fase emozionale
a. Che cosa vi colpisce di questa opera? Perchè?
b. Quali saranno le emozioni, i sentimenti e i pensieri dei personaggi
dell’opera?
c. Quali sono le vostre emozioni, sentimenti e pensieri al guardarla?
d. Che cosa lascia in voi questa opera?
e. Quale titolo dareste all’opera?

5 Fase esperienziale-metacognitiva
a. Dal quadro alla vita: avete mai vissuto / visto vivere un’esperienza
simile? Quando?
b. In caso contrario, che cosa pensate accada/ si provi?
c. Mettetevi nei panni di XXX: che cosa avreste / non avreste fatto?
Non sempre è stato possibile rendere lo stesso stile coinvolgente e diretto per
ogni scheda; è necessaria infatti la mediazione dell’insegnante che tradurrà di
volta in volta in termini spendibili per la classe a seconda della sua sensibilità e
dello scopo che intende raggiungere. Non di tutto poi si potrà dare spiegazione
perchè, come anche afferma padre Mark Rupnik, “... è proprio questa la forza
dell’immagine: spiegando troppo se ne riduce il significato. L’opera d’arte
racchiude un evento, il succedere di qualcosa che è molto più complesso, più
profondo e vitale del suo semplice significato" (Famiglia Cristiana, 24 maggio
2012).

Arte (pp del corso) 1 ciclo

DOBBIAMO SEGNALARE DOVE METTIAMO LE IMMAGINI IN ALTA


DEFINIZIONE PER LA PROIEZIONE IN CLASSE
Qui ci sarebbe il rimando al link di rdl online per le schede operative ma non
sono più online ... le vogliamo ridare almeno qui oppure le rimandiamo online
perchè è un peccato cassarle? so che verranno ripristinate, tuttavia devono
passare anni e ciò non è per niente funzionale al corso. Propongo di eliminare
al limite le animazioni (se sono queste a generare problemi) e ripristinare
almeno l’arretrato pdf. p.s. in questi files potrebbero esserci degli errori di
battitura a causa del programma di dettatura automatica.

Cl2 p3
La creazione degli astri, mosaico del Duomo di Monreale.

Questo mosaico si trova all’interno del Duomo di


Monreale e appartiene al ciclo biblico che illustra le
fasi della creazione, realizzate tra il XII e il XIII
secolo da maestranze veneziane e siciliane.
Partiamo dalla scritta in latino (Genesi 1, 14)
formata dalle tessere nere in alto a sinistra:

“Fiant luminaria in
firmamento caeli”

e traduciamole ai bambini:

“Si facciano gli astri nel


firmamento del cielo”

Spieghiamo che colui che sta creando i pianeti è Cristo. Possiamo dare anche
degli indizi per l’identificazione:

1. il volto
 Questo è il volto simile al Cristo Pantocrator. Gesù è il volto
del Padre (Giovanni 10, 15). La tranquillità dello sguardo e
dei piedi comunicano la facilità e la potenza del creare
2. i colori
 Gli abiti: il mantello blu (simbolo di divinità) lascia scoperti i
polsi della veste rossa (simbolo di umanità). Con questi due
colori, l’iconografia descrive le due nature di Cristo, vero Dio
e vero uomo. L’aureola d’oro indica la gloria di Cristo
3. il rotolo
 Cristo tiene nella mano sinistra il rotolo della S. Scrittura; in
questo mosaico non è il Padre che crea il mondo, ma il Figlio,
il Verbo che dà la vita con la sua parola. Cristo è l’architetto
e il rotolo è il suo progetto
4. i sandali ai piedi
 Solo la natura umana può calzare dei sandali, quindi Gesù è
al contempo vero Dio e vero Uomo.
Domandiamo ai bambini se l’immagine è ferma o in movimento e da cosa lo
deducono: il braccio destro è alzato mentre sta creando il sole, le dita indicano
l’atto del parlare, così come vengono rappresentate dall’arte bizantina.
Chiediamo ai bambini di riconoscere la figura geometrica ricorrente nel
mosaico. Spieghiamo loro che fin dall’antichità, l’arte cristiana rappresentava
Dio con il cerchio, simbolo di eternità e perfezione.
Il regno di Dio, cioè lo sgabello - trono sul quale Cristo è seduto, è formato da
cerchi concentrici, così come i pianeti (Terra, Sole, Luna).La Luna è il pianeta
blu più piccolo a destra, il Sole a sinistra è rosso fuoco in quanto illumina,
riscalda e dà la vita, e le stelle sono gialle sparse nel firmamento.
Facciamo notare la diversa colorazione del globo sul quale è seduto Cristo e del
globo che rappresenta la Terra: entrambi sono blu ma, mentre le gradazioni
del primo partono dal blu scuro al centro e diventano sempre più chiare verso
l’esterno, per il secondo accade il contrario. Ciò indica la diversità tra le “acque
superiori” e le “acque inferiori”, tra il cielo e la terra.
Presentiamo ai bambini questa infografica (alla LIM o a pagina 3 del nostro
testo I colori della luce) su cui poter ragionare:

[1] In principio Dio creò il cielo e la terra.


[2] Ora la terra era informe e deserta e le tenebre ricoprivano l'abisso e lo spirito di Dio aleggiava sulle acque.
[3] Dio disse: "Sia la luce!". E la luce fu.
[4] Dio vide che la luce era cosa buona e separò la luce dalle tenebre
[5] e chiamò la luce giorno e le tenebre notte. E fu sera e fu mattina: primo giorno.
[6] Dio disse: "Sia il firmamento in mezzo alle acque per separare le acque dalle acque".
[7] Dio fece il firmamento e separò le acque, che sono sotto il firmamento, dalle acque, che son sopra il firmamento. E così
avvenne.
[8] Dio chiamò il firmamento cielo. E fu sera e fu mattina: secondo giorno. [14] Dio disse: "Ci siano luci nel firmamento del
cielo, per distinguere il giorno dalla notte; servano da segni per le stagioni, per i giorni e per gli anni
[15] e servano da luci nel firmamento del cielo per illuminare la terra". E così avvenne:
[16] Dio fece le due luci grandi, la luce maggiore per regolare il giorno e la luce minore per regolare la notte, e le stelle.
[17] Dio le pose nel firmamento del cielo per illuminare la terra

[18] e per regolare giorno e notte e per separare la luce dalle tenebre. E Dio vide che era cosa buona.

[19] E fu sera e fu mattina: quarto giorno.


Genesi 1, 1-8; 14-19
Nel DVD trovi questa infografica con i fumetti
per l’attività e sulla rivista online RAGGI DI
LUCE altre schede operative:

PER QUESTO MOTIVO RIPETEREI


ANCHE IN QUESTA GUIDA LE 6 PP
DELLE PROGRAMMAZIONI ANNUALI DI
RDL ONLINE

Questa infografica l’ho modificata rispetto a quella presente sulla rivista online.
Credo che vogliate mettere l’infografica sull’altra guida del corso (anche se secondo me risulta
scomodo e dispersivo), per cui qui allego solo uno screenshot segnalando all’insegnante il
rimando all’altra guida e alla rivista (se attiva). Adotto questo metodo per ogni altra immagine
che abbia il rimando all’online, a meno che non cambiate idea e mettiate tutto qui che mi
sembrerebbe più proficuo. Già basterebbe la rivista online come fonte esterna da consultare (a
me passerebbe la voglia se dovessi cercare o unire le informazioni da ben tre contenitori).
Cl2 p.26

Battesimo di Cristo
Chiesa di Santa Maria Madre della Chiesa Zaragoza - Spagna

Questo mosaico realizzato dal gesuita padre Marko


Ivan Rupnick (artista, teologo, direttore dell’Atelier
d'Arte spirituale del Centro Aletti), si trova nella
chiesa di Santa Maria madre della Chiesa di
Saragozza in Spagna.
La scena presenta Gesù che viene battezzato dal
cugino Giovanni:

 Gesù:
o entra nelle acque del giordano e dà loro il colore oro della sua
divinità per santificare tutte le acque, perchè tutti gli uomini
possano essere in esse battezzati e redenti. Gesù è coperto con un
panno bianco per la dimensione pasquale del battesimo. Da Gesù
parte e arriva l’arco di luce bianca e rossa colori che indicano
rispettivamente il battesimo dell’eucaristia, i sacramenti che
nascono dal costato trafitto di Gesù in croce e che Rupnik
rappresenta nel pannello centrale a destra di questo. Gesù ha gli
occhi aperti e guarda verso chi lo guarda.

 Giovanni Battista:
o notiamo insieme ai bambini il suo abbigliamento: peli di cammello
e cintura di pelle ai fianchi. La sua aureola si tinge dei colori dello
Spirito: azzurro cielo, rosso e oro divino, gli stessi che poi
confluiranno nelle acque del giordano per immettersi in quelle del
mondo. Da notare la sua grande umiltà, tutto curvato e proteso
con grande concentrazione sulla persona di Gesù. Giovanni è
l’ultimo dei profeti e il primo dei salvati, la persona a cavallo tra
l’antico e nuovo testamento come attestano i suoi piedi: quello
sinistro sulla terra dell’antica alleanza, quello destro nel fiume
dell’acqua viva portata da Cristo. Sopra la sua mano si apre

 il cielo:
o qui aleggia lo Spirito da cui scende l’oro, la santità, la voce del
padre in forma di colomba. Cirillo di Gerusalemme (vescovo e
Dottore della Chiesa del IV secolo dopo Cristo) dice infatti che Gesù
ha conferito alle acque colori della sua divinità: per questo l’oro che
scende dal cielo penetra, tinge e trasforma gli abissi del male del
mondo. Anche per questo motivo, è curioso notare che il luogo in
cui Gesù è stato battezzato è proprio il punto più basso della Terra,
480 m sotto il livello del mare, a metafora di Gesù che si abbassa
fino alle profondità dell’umanità per salvarla dalla morte e dal
peccato con dell’acqua della sua vita nuova.

I versetti evangelici cui questa scena si ispira sono:

“Giovanni portava un vestito di peli di cammello e una cintura di pelle attorno ai fianchi; il
suo cibo erano locuste e miele selvatico.” (Matteo 3,4)

“Io (Giovanni) vi ho battezzati con acqua, ma Egli (Gesù) vi battezzerà con lo Spirito Santo ».
(Marco 1, 8)

“Appena battezzato, Gesù uscì dall'acqua: ed ecco, si aprirono i cieli ed egli vide lo Spirito di
Dio scendere come una colomba e venire su di lui.” (Matteo 3, 16)
Cl2 p.32

IMAGE numero
TBM204313
Titolo
The Healing of the Lepers,
illustration for 'The Life of Christ',
c.1886-94 (w/c & gouache on
paperboard)
Autore
Tissot, James Jacques Joseph (1836-
1902)

Ricordiamoci di dare nel dvd


L’immagine intera

Partiamo dall’analisi del quadro e seguiamo lo griglia di lavoro di p. 2 e, in


ultima analisi, leggiamo il brano del vangelo e dividiamolo in due sequenze:

“Durante il viaggio verso Gerusalemme, Gesù attraversò la Samaria e la Galilea. Entrando in


un villaggio, gli vennero incontro dieci lebbrosi i quali, fermatisi a distanza, alzarono la voce,
dicendo: «Gesù maestro, abbi pietà di noi!». Appena li vide, Gesù disse: «Andate a
presentarvi ai sacerdoti». E mentre essi andavano, furono sanati.

Uno di loro, vedendosi guarito, tornò indietro lodando Dio a gran voce; e si gettò ai piedi di
Gesù per ringraziarlo. Era un Samaritano. Ma Gesù osservò: «Non sono stati guariti tutti e
dieci? E gli altri nove dove sono? Non si è trovato chi tornasse a render gloria a Dio, all'infuori
di questo straniero?». E gli disse: «Alzati e va'; la tua fede ti ha salvato!».
Luca 17, 11-19

Gesù entra in un villaggio (posto sulle colline sulle sfondo del dipinto)che si
trova tra la Samaria e la Galilea, mentre è in cammino verso Gerusalemme.
 Diamo uno sguardo sulla società al tempo di Gesù:
o Facciamo presente agli alunni che a quei tempi vi erano molti
malati di lebbra. La lebbra è una malattia che fa paura, rovina il
volto e il corpo, porta alla morte della persona. Tranquillizziamo gli
alunni circa il fatto che in Italia non ci si ammala ormai più di
questa malattia, ma esistono luoghi dove ancora purtroppo è
presente (Africa ed Asia). Al tempo di Gesù non si guariva dalla
lebbra per la mancanza di cure. Inoltre, essendo una malattia
contagiosa, la comunità escludeva i lebbrosi segregandoli al di fuori
del villaggio a della propria famiglia (come si evince dal quadro)
per difendere il dono della vita, uno dei doveri più sacri del popolo
di Dio. Il lebbroso veniva allontanato da tutti, era considerato
impuro e maledetto da Dio perchè la sua malattia era considerata il
prezzo del suo peccato. Per questo motivo, doveva per questo
vivere nascosto e in povertà. Il lebbroso era quindi ritenuto come
morto. Ma questa parabola mostra come colui che la società
esclude, Gesù al contrario accoglie.
 Immaginiamo la scena:
o I lebbrosi sentono dire da lontano che passa Gesù e capiscono che
lui può guarirli, perciò lo chiamano, gridando perché debbono
mantenersi lontani dalle persone “sane”. I dieci lebbrosi non fanno
in tempo a chiamare Gesù, che lui li ha già guariti dalla malattia.
 Le parole di Gesù:
o “Andate dal sacerdote”. Al tempo di Gesù, l’unica persona che
poteva dichiarare la guarigione di una persona gravemente malata
era il sacerdote, perchè era come constatare che Dio aveva
perdonato il suo peccato. La sua frase possiamo immaginarla così:
“Sì, tu sei veramente guarito: ora non contagi più nessuno e puoi
tornare alla vita di sempre con la tua famiglia nel tuo villaggio.
Shalom!”
 Contiamo:
o Gesù guarisce dieci lebbrosi (due dei quali appena tagliati fuori
dalla scena sulla destra), ma solo uno torna indietro a ringraziarlo
per il dono della salute riacquistata prima di andare dal sacerdote.
Quanti ne mancano all’appello? Dove saranno andati? I restanti
nove lebbrosi si allontano da lui per andare dal sacerdote ed essere
riammessi ufficialmente nella società come Gesù aveva loro detto,
ma senza ringraziarlo.
 Scopriamo l’identità del lebbroso che ringrazia:
o è un Samaritano. All’epoca, i Samaritani erano un popolo di infedeli
idolatri, considerati per questo stranieri e disprezzati dal popolo
d’Israele. L’unico che torna indietro per ringraziare è, quindi,
doppiamente emarginato dalla comunità.
Cl3 p21

Questo lavoro di Delacroix è collegato a Genesi 32,24:

Genesi 32,24-34
24 Li prese, fece loro passare il torrente e fece passare anche tutti i suoi
averi. 25 Giacobbe rimase solo e un uomo lottò con lui fino allo
spuntare dell'aurora. 26 Vedendo che non riusciva a vincerlo, lo colpì
all'articolazione del femore e l'articolazione del femore di Giacobbe si
slogò, mentre continuava a lottare con lui. 27 Quegli disse: «Lasciami
andare, perché è spuntata l'aurora». Giacobbe rispose: «Non ti lascerò,
se non mi avrai benedetto!». 28 Gli domandò: «Come ti chiami?».
Rispose: «Giacobbe». 29 Riprese: «Non ti chiamerai più Giacobbe, ma
Israele, perché hai combattuto con Dio e con gli uomini e hai vinto!».
30 Giacobbe allora gli chiese: «Dimmi il tuo nome». Gli rispose: «Perché
mi chiedi il nome?». E qui lo benedisse. 31 Allora Giacobbe chiamò quel
luogo Penuel «Perché - disse - ho visto Dio faccia a faccia, eppure la mia
vita è rimasta salva». 32 Spuntava il sole, quando Giacobbe passò
Penuel e zoppicava all'anca. 33 Per questo gli Israeliti, fino ad oggi, non
mangiano il nervo sciatico, che è sopra l'articolazione del femore,
perché quegli aveva colpito l'articolazione del femore di Giacobbe nel
nervo sciatico.

Delacroix fece questo enorme murale in una cappella laterale della chiesa di
Saint-Sulpice a Parigi. Secondo la storia di Genesi:

 Giacobbe imbocca una strada parallela sulla via di casa e un uomo (o


meglio un angelo) gli blocca la strada. I due lottano fino all’inizio del
nuovo giorno (in alto a sinistra del quadro), momento in cui l'angelo cede
e benedice Giacobbe per la sua perseveranza.

 Giacobbe attacca l’angelo di petto:


o Egli ha il ginocchio alzato in alto, che mostra la sua assoluta
determinazione in combattimento nel movimento d'attacco.

 l'Angelo
o con le ali leggermente abbozzate attutisce l'attacco del ginocchio di
Giacobbe, che resta però ferito alla coscia. L’Angelo senza nome ha
le ali in posizione verticale per la lunga lotta durata tutta la notte.

Anche il pittore Delacroix è impegnato nella lotta contro i suoi pari e


probabilmente anche contro Dio. Come Giacobbe, la notte prima di
attraversare il guado del fiume Jabbok, è solo: "La pittura mi schernisce e mi
tormenta in mille modi", come scrive nel diario il 1 gennaio 1861 durante la
sua opera a Saint Sulpice: "... le cose che sembravano essere le più facili da
superare presentano difficoltà sconvolgenti e interminabili. Come è, allora, che
invece di buttarmi giù, questo combattimento eterno mi solleva, non scoraggia,
ma mi consola?".
Cl3 p39

Rupnik, natività

Centro Aletti natività Santuario nazionale Mátraverebély-Szentkút - Ungheria

Questo splendido mosaico che si trova nel


Santuario nazionale Mátraverebély-Szentkút in
Ungheria, è la parte centrale di un trittico
dedicato alla figura di Maria, ben visualizza e
segni profetici che accompagnano la nascita di
Gesù come Messia.

Mi piacerebbe dare questa foto ma non l’ho


cercata nelle nostre agenzie
https://www.youtube.com/watch?v=gX5rKtrK4yk
https://www.youtube.com/watch?v=lMyTE3KeyhY

Gesù:

 Gesù porta la stola del sacerdote, come per significare che Gesù è il
mediatore tra Dio e gli uomini per eccellenza. Un giorno offrirà la sua vita
per salvare quella degli uomini che si sono allontanati da Dio col peccato.
Gesù è anche vestito di bianco con gocce di oro, colori simboli di
purezza, della luce e della gloria di Dio: la Sacra Scrittura, laddove parla
dell'incarnazione e della nascita, lo definisce «luce per illuminare le
genti», «sole che sorge», «luce vera che illumina ogni uomo»:

Il popolo che camminava nelle tenebre vide una grande luce; su coloro che abitavano in terra tenebrosa una
luce rifulse. (Isaia 9,1)

La grotta:

 Le braccia di Gesù sono aperte a croce e Il fondo della grotta è nero,


simbolo della morte e del sepolcro in cui un giorno giacerà: la luce della
stella che entra nel buio è il simbolo della vita che vince la morte. Gesù
risorgerà, come recita anche un salmo:
“... non abbandonerai la mia vita nel sepolcro, né lascerai che il tuo santo veda la corruzione.” (Salmo 16,
10)

La stella

 Il compito di Gesù, il Messia, è proprio quello di illuminare la vita di ogni


uomo, redimerla dalle tenebre del peccato e introdurlo nel Regno di Dio.
Anche la stella cometa che squarcia il nero della grotta, ribadisce tutto
questo e fa riecheggiare la voce del mago Balaam che, al posto di
maledire, non riesce a emettere se non benedizioni, divenendo
paradossalmente un “profeta” sul futuro del popolo di Israele:

«Una stella spunta da Giacobbe e uno scettro sorge da Israele» (Nm 24,17)

Maria

 il rosso avvolge sia Maria che Gesù, è infatti il simbolo di umanità. Gesù
è tutto e solo Figlio di Maria vergine, come da profezia:
“Pertanto il Signore stesso vi darà un segno. Ecco: la vergine concepirà e partorirà un figlio, che chiamerà
Emmanuele.” Isaia 7,14-17

Il colore marrone nel suo mantello simboleggia la terra, l’humus, l’umiltà


con cui ha accolto il messaggio dell’angelo, l’invito di Dio a diventare la
Madre del Salvatore:

Allora Maria disse: « Eccomi, sono la serva del Signore, avvenga di me quello che hai detto ». E l'angelo partì
da lei. (Luca 1, 38)

Giuseppe
 egli è fuori dalla scena della Natività perchè non è il padre biologico di
Gesù: la sua è una paternità adottiva. Giuseppe tiene in mano un
bastone, un ramo secco con un germoglio: questo è il simbolo che da un
albero morto nasce miracolosamente una nuova vita, Gesù. Gesù è il
germoglio di Iesse, coem attesta la profezia di Isaia 11,1-10:
“Un germoglio spunterà dal tronco di Iesse, un virgulto germoglierà dalle sue radici. Su di lui si poserà lo Spirito
del Signore, spirito di sapienza e d’intelligenza, spirito di consiglio e di fortezza, spirito di conoscenza e di timore
del Signore. (…) Il lupo dimorerà insieme con l’agnello; il leopardo si sdraierà accanto al capretto; il vitello e il
leoncello pascoleranno insieme e un piccolo fanciullo li guiderà” (Is).

E anche:
ecco, io manderò il mio servo Germoglio. (Zaccaria 3, 8b)
p40-41

manca la dida sul volume

IMAGE numero
TBM266588
Titolo
And All the City Was Gathered Together at the Door, illustration for
'The Life of Christ', c.1884-96 (w/c & gouache on paperboard)

Con questo dipinto, Tissot intende ritrarre il brano evangelico di Marco 1, 32-
39:

32
Venuta la sera, dopo il tramonto del sole, gli portavano tutti i malati e gli indemoniati. 33Tutta la città era riunita
davanti alla porta. 34Guarì molti che erano affetti da varie malattie e scacciò molti demòni; ma non permetteva ai
demòni di parlare, perché lo conoscevano.
35
Al mattino presto si alzò quando ancora era buio e, uscito, si ritirò in un luogo deserto, e là pregava. 36Ma Simone e
quelli che erano con lui si misero sulle sue tracce. 37Lo trovarono e gli dissero: «Tutti ti cercano!». 38Egli disse loro:
«Andiamocene altrove, nei villaggi vicini, perché io predichi anche là; per questo infatti sono venuto!». 39E andò per
tutta la Galilea, predicando nelle loro sinagoghe e scacciando i demòni.

Siamo a Cafarnao, la piccola cittadina posta sulle rive del lago di Galilea. Gesù
era appena uscito dalla sinagoga ed era entrato nella casa di Pietro, quella in
cui abiterà terra i tre anni della sua vita pubblica. Secondo i Vangeli, Gesù
lasciata Nazaret venne ad abitare a Cafarnao" (Mt 4,12), la quale divenne,
sotto un certo aspetto, la sua città" (Mt 9,1).
In casa Di Pietro, Gesù guarì sua suocera; la sera di quello stesso giorno, si
ambienta il contenuto del Vangelo di cui sopra.
La porta di cui si parla è quella della città di Cafarnao, la stessa che Tissot
rappresenta sullo sfondo in alto. La folla si divide in due parti, una negativa e
l’altra positiva:

1 in secondo piano, dalla porta della città fino alle barelle (contraria,
sospettosa e dubbiosa di Gesù)
2 in primo piano, le barelle, le donne con le braccia protese verso Gesù
e le persone intorno a lui (fiduciose, credenti, cercatrici di Dio)

La pittura di questo artista è stata soprannominata dalla critica “Healing prayer


peinture”, ovvero “pittura-preghiera di guarigione” proprio perché capace di
evocare un profondo sentimento di fede in chi contempla e non solo guarda le
opere di questo pittore. Da tale contemplazione nasce la preghiera capace di
avvicinare a Dio.
Rivolgiamo ai bambini anche queste ulteriori domande per completare quelle
presenti sul testo:
1 nel quadro una persona sta parlando a Gesù e altre due stanno gridando: chi sono? che
cosa gli staranno dicendo?
2 Che cosa sta facendo Gesù?
3 è capitato anche a te di vedere passare qualcuno di importante per strada con tanta folla
intorno? Racconta e metti a confronto le due situazioni, la tua e quella descritta dal
quadro
Arte (pp del corso) 2 ciclo: Cl4 p9

Camille Bombois, Banchine della Loira.

Camille Bombois era un pittore francese noto per le sue raffigurazioni di strade
suburbane chiazzate di luce, scene vivaci del circo e paesaggi rurali. Egli
dipingeva con uno stile autodidatta simile a quello di Henri Rousseau. Le sue
opere mature utilizzavano un nero profondo e verdi intensi, rossi e blu
luminosi. Frequentò la scuola fino ai 12 anni, poi diventò bracciante agricolo.
Da adulto entrò in un circo itinerante e si esibì come uomo forte e lottatore,
stabilendosi poi a Parigi. Le sue opere presentano una forte ingenuità infantile
nei temi e nei soggetti, tanto che è stato inserito all’interno della corrente della
pittura naif. Il quadro ‘Banchine della Loira’ appartiene proprio secondo periodo
dell’artista, quello relativo al suo contatto con la natura quando lavorava come
garzone di fattoria e poi come fattore.
In questo dipinto, diverse sono occasioni di riflessione in classe con i bambini
da poter porre in parallelo con la poesia citata dal testo in relazione alla Shoah:

1 La stagione suggerita è la primavera. Possiamo dedurlo dalle persone


a passeggio sulla banchina a sinistra non troppo abbigliate, l’aria
nuova, tiepida e spensierata che pare di respirare, il movimento calmo
dell’acqua della Loira, l’atmosfera chiara e avvolgente
2 la nostalgia del ritorno: la casa gialla dal tetto rosso vermiglio posta al
centro del dipinto, induce a rievocare nella mente il benessere che si
prova nel viverla.
3 Vi è un contrasto evidente tra le linee orizzontali e quelle verticali, tra
l’acqua del fiume che arresta lo sguardo dell’osservatore sulla casa
raddoppiata dal riflesso dello specchio, e i tronchi degli alberi lanciati
verso il cielo
4 il clima disteso di relax che si intuisce guardando il bambino vestito in
bianco sulla passeggiata verso il cancello di casa sua
Patricia A. Schwimmer, Volo per la libertà

Questa pittrice appartiene alla corrente astrattista, così come essa stessa
afferma di sè nel suo sito web (http://www.patriciaschwimmer.com/about-1/):
“Ho iniziato il mio viaggio nell'astratto alcuni anni fa, dopo aver dipinto il
realismo per molti anni. Il mio lavoro riguarda molto il processo del mondo e
ultimamente, con tutto il suo rumore. Mi diverto a vivere il silenzio e i colori
tenui di un quadro; a essere trasportata dalle sfumature e dalla grazia di
essere presente a ciò che accade. In qualche modo non sono soddisfatta fino a
che il lavoro non raggiunge una storia. Sono consapevole che sono i segni
spontanei e accidentali quelli più eccitanti e creano tensione nel lavoro.
Desidero ardentemente un piccolo disturbo nella calma generale della
composizione ... un'area in cui l'occhio vaga, mi dice che potrebbe non andare
con il resto del dipinto e mi chiede il perché. È importante che il pezzo sia
visivamente accattivante e allo stesso tempo interessante perchè obbliga ad
indugiare. Prendo spunto dalla mia esperienza interna per capire quando un
dipinto è completo. La pittura è diventata una metafora della vita perché se
sono disposta solo a grattare la superficie e a fare ciò che è facile, il lavoro lo
rifletterà. L'apertura a sfruttare le acque profonde del mio flusso creativo
produrrà qualcosa di molto più ricco e molto più interessante.”

Ecco spiegato con le sue parole la fantasia e la creatività che questo quadro, “
volo per la libertà”, trasmette.
La scena è immersa in due tonalità dominanti, il lilla e il blu. Oltre alla
sensazione di riposo e quiete, esse donano al dipinto anche una dimensione di
leggerezza ed etereità, quello che serve per sdrammatizzare la drammaticità
della pagina del testo. L’unica cosa agognata e sognata dall’autore è proprio il
forte desiderio di fuggire dalla sua situazione di morte. Per compiere questo
volo verso la libertà ci aiutano molti particolari: la finestra spalancata, le tende
mosse dal vento, l’uccello che rapisce in un volo di cuori la donna verso l’alto,
gli alberi verticali che conducono lo sguardo verso il cielo, la mongolfiera
appoggiata sulla nuvola che cammina lenta ma sicura verso una vita nuova
finalmente libera dal male.
P17

La natività, Beit Sahour (Betlemme), Campo dei Pastori.

Link per me https://www.youtube.com/watch?v=xaFc13o6ii0


https://www.youtube.com/watch?v=Frg99jqz7P0

Questa opera è presente all’interno della chiesa del campo dei pastori a
Betlemme. La chiesa è situata ad est di fare la Betlemme, circa 2 km dal
centro abitato. Essa sorge sulla casa dei “guardiani”, cioè coloro che vigilano.
Anticamente, già in epoca costantiniana e quindi nel quarto secolo dopo Cristo,
sorgeva una chiesa dedicata agli angeli che avevano portato l’annuncio della
nascita di Gesù ai pastori:

"L'angelo disse loro: Non temete! Ecco, vi porto una lieta novella che sarà di
grande gioia per tutto il popolo: Oggi nella città di Davide è nato un salvatore
che è il Cristo Signore" (Luca 2, 10-11).

L’attuale chiesa è stata edificata nel 1950 ad opera dell’architetto Antonio


BarLuzzi. L’opera “La natività” si tratta di un affresco di grandi dimensioni
posto in una delle tre absidi in cui sono riprodotte le seguenti scene
evangeliche:

 l’apparizione celeste
 i pastori si dirigono a Betlemme
 adorazione del bambino (la presente)

È possibile entrare nella scena da un punto di vista ribaltato rispetto alla


realtà: i personaggi sono rivolti verso lo spettatore che è nel punto più interno
alla grotta e ciò è abbastanza irreale poiché i pastori dovrebbero provenire
dalla parte opposta e il tutto essere girato a 180°. Molto probabilmente il
pittore ha voluto rappresentare la scena in questo modo per mostrare non solo
cosa accade ma anche il luogo, ovvero uno scorcio della città di Betlemme alle
spalle dei personaggi.
Il pittore inoltre intende suggerire allo spettatore il messaggio che Gesù è il
figlio di Dio: ciò lo si può dedurre dal fascio di luce verticale che attraversa
centralmente la grotta e punta verso il bambino. I pastori offrono quello che
possono, ciò che hanno a disposizione e cioè i prodotti delle loro mani: frutta e
pecore. Tutti i personaggi sono immersi in un alone di luce che proviene dal
centro, il bambino Gesù.
p. 19

Gaetano Cresseri, Battesimo di Gesù.

Da questo meraviglioso dipinto, è possibile ricavare un profondo insegnamento


sull’identità di Gesù. Innanzitutto, il fatto che Gesù sia il Figlio di Dio. Questo lo
capiamo da diversi elementi:

1 la verticalità estrema della dipinto, che obbliga l’occhio dello spettatore ad


alzarsi verso il cielo

2 il triangolo di luce bianca posto al centro della nube oscura in alto nel cielo:
questa è l’origine di Gesù, divina e umana allo stesso tempo. Questo squarcio
di luce rimanda a Dio Padre, che nel brano evangelico citato nella pagina del
testo dice queste parole: “tu sei il figlio mio prediletto, in te mi sono
compiaciuto”.

3 Gesù solo è circonfuso di luce, la stessa emanata dal Padre

4 Gesù solo a i piedi dentro le acque del fiume Giordano: da quel momento e
da quel luogo, tutte le acque del mondo saranno santificate per mezzo suo.

5 La scena del battesimo si divide in due zone di luminosità: una inferiore in


cui sta Gesù, l’altra superiore in cui sta il Padre. In entrambe ci sono due
contrasti ombra luce: in quella inferiore, Giovanni battista e le altre figure sulla
destra sono al buio. In quella superiore campeggia una larga nube scura.

6 le due zone di luce, o meglio i due punti luce principali del dipinto (il
triangolo raffigurante Dio padre e Gesù), sono collegati da 1/3 piccolo e
impercettibile punto luce: quello della colomba dello spirito che alle dal cielo
alla terra dal Padre verso Gesù.

Lo sfondo ricorda il territorio reale del luogo in cui si è svolto il battesimo e


cioè la valle del giordano con adiacente il deserto della Giudea. Anche la pianta
di aloe riconduce a quell’ambiente.
p. 50-51, 55

Con cosa è stato sostituita Jan Styka, Pietro predica nelle catacombe?

Comunque non le commento, troppo piccole o troppo zoomate


p. 58

La trinità Rublev

La scena dipinta è il racconto biblico di Genesi capitolo 18, 1-16 in cui si narra
della visita di Dio sotto forma di tre angeli ad Abramo alle querce di Mamre:

Genesi 18

1 Poi il Signore apparve a lui alle Querce di Mamre, mentre egli sedeva all'ingresso della tenda
nell'ora più calda del giorno. 2 Egli alzò gli occhi e vide che tre uomini stavano in piedi presso
di lui. Appena li vide, corse loro incontro dall'ingresso della tenda e si prostrò fino a terra,
3 dicendo: «Mio signore, se ho trovato grazia ai tuoi occhi, non passar oltre senza fermarti dal
tuo servo. 4 Si vada a prendere un po' di acqua, lavatevi i piedi e accomodatevi sotto l'albero.
5 Permettete che vada a prendere un boccone di pane e rinfrancatevi il cuore; dopo, potrete
proseguire, perché è ben per questo che voi siete passati dal vostro servo». Quelli dissero:
«Fa' pure come hai detto». 6 Allora Abramo andò in fretta nella tenda, da Sara, e disse:
«Presto, tre staia di fior di farina, impastala e fanne focacce». 7 All'armento corse lui stesso,
Abramo, prese un vitello tenero e buono e lo diede al servo, che si affrettò a prepararlo.
8 Prese latte acido e latte fresco insieme con il vitello, che aveva preparato, e li porse a loro.
Così, mentr'egli stava in piedi presso di loro sotto l'albero, quelli mangiarono.
9 Poi gli dissero: «Dov'è Sara, tua moglie?». Rispose: «È là nella tenda». 10 Il Signore
riprese: «Tornerò da te fra un anno a questa data e allora Sara, tua moglie, avrà un figlio».
Intanto Sara stava ad ascoltare all'ingresso della tenda ed era dietro di lui. 11 Abramo e Sara
erano vecchi, avanti negli anni; era cessato a Sara ciò che avviene regolarmente alle donne.
12 Allora Sara rise dentro di sé e disse: «Avvizzita come sono dovrei provare il piacere,
mentre il mio signore è vecchio!». 13 Ma il Signore disse ad Abramo: «Perché Sara ha riso
dicendo: Potrò davvero partorire, mentre sono vecchia? 14 C'è forse qualche cosa impossibile
per il Signore? Al tempo fissato tornerò da te alla stessa data e Sara avrà un figlio». 15 Allora
Sara negò: «Non ho riso!», perché aveva paura; ma quegli disse: «Sì, hai proprio riso».
16 Quegli uomini si alzarono e andarono a contemplare Sòdoma dall'alto, mentre Abramo li
accompagnava per congedarli.

Lo Spirito Santo è la terza persona della Trinità che non si raffigura se non
simbolicamente (lezione 4, ottobre 2), sarebbe come dipingere l'amore che
lega il Padre al Figlio. Quella del Rublev è una tra le prime icone della
tradizione ad averlo rappresentato.
L'interpretazione comune è d'accordo nel definire che quello rappresentato è
l'apparizione della Trinità ad Abramo a Mamre e che l'Angelo di destra è lo
Spirito Santo. Non tutti però stabiliscono con certezza l'identità delle altre due
Persone della Trinità; la tradizione ortodossa vede nell'angelo centrale la figura
del Padre e di conseguenza in quello a sinistra, il Figlio. Noi accogliamo invece
la pista tradizionale, quella che vede nell’angelo centrale la II Persona della
Trinità, Gesù.
Passiamo ora all’analisi dell’icona:
1 dividiamo le zone dell’icona: primo piano (tre angeli, tavolo) e secondo piano
(casa, albero, montagna).
2 primo piano: partiamo dall’angelo del centro, Dio Figlio. Egli ha lo sguardo
rivolto verso il Padre, che lo invia in missione per salvare l’umanità. Gesù
comprende la sua volontà e la accetta indicando il calice in completo
abbandono e totale fiducia.
3 Il Padre, l’angelo di sinistra: la sua tunica è di colore rosa e trasparente, frutto
dell’unione del rosso e dell’azzurro ovvero umanità e divinità insieme: “Chi ha
visto me, ha visto il Padre” e ancora “Io e il Padre siamo una cosa sola”. Anche
lui ripete il gesto benedicente del Figlio sul calice, in segno di mandato della
missione da svolgere. Lo sguardo del Padre passa ora all’angelo di destra.
4 Lo Spirito Santo, l’angelo di destra. La sua tunica verde è simbolo di vita, di
speranza: egli è Dio e dà la vita. Egli guarda il calice e la sua mano porta a
destinazione l’ultima tappa della triangolazione di sguardi.
5 Cosa c’è attorno a loro? chiediamo ai bambini quali contesti e simboli associno
per ognuno di essi:
Casa, la casa del Padre (il cenacolo, a due piani; parabola casa sulla roccia,
l’edificio chiesa) posta sopra l’angelo di sinistra appunto;
Albero (Eden, croce, germoglio Iesse, punta e radici) posto sopra l’angelo del
centro, il Figlio appunto;
Monte (sicurezza, roccia, terra creata) il luogo in cui si incontra lo Spirito di
Dio, posto appunto sopra l’angelo di destra, lo Spirito Santo.
6 Quali le figure geometriche?

7 Quali i colori e i loro significati?


a) Bianco, purezza
b) Azzurro, divinità
c) Oro, regalità
d) Rosso, umanità
e) Verde, vita
f) Marrone, terra
g) Nero, morte e peccato
p. 63

antonello da messina, annunziata

dare l’immagine intera qui e nel cd

Nel 1476, Antonello, avendo respinto un'offerta del duca di Milano per
diventare il suo pittore di corte, tornò a Messina da Venezia. Nessuno è sicuro
se in questo momento della sua vita avesse già dipinto il suo più grande
capolavoro, la "Vergine Annunciata".
In questo dipinto, Antonello ritrae la sola Madonna al suo leggio, con la testa
ammantata di un velo di lapislazzuli il cui colore possiede una grande opacità
piuttosto che la sua solita lucentezza. Il mantello di Maria rappresenta la
perfezione, poiché la sua forma a triade rievoca il triangolo della Trinità: Padre,
Figlio E Spirito Santo.
Non c'è l’angelo, come nessuna colomba. Siamo noi, gli spettatori, che
diventiamo il suo messaggero. La sua mano è sollevata, il palmo è inclinato
verso il tavolo sottostante, come Antonello ha reso dipingendo l’ombra sotto le
sue dita. Non fanno alcun cenno: semplicemente bloccano. Gli occhi di Maria
non incontrano lo sguardo dell'Angelo né mostrano un sentimento di
sottomissione. E la guarda invece da una parte come se fosse decisa a evitare
tutte le aspettative. Dietro di lei gli è la più totale oscurità, segno delle tenebre
che stanno per essere vinte dalla luce che il figlio di Dio porterà attraverso di
lei. In primo piano è posto il leggio, i cui tarli portano in sé l’oscurità che
avvolge da dietro. Il libro appoggiato su di esso è la Bibbia, e la pagina aperta
è la profezia dell’antico testamento che annuncia la venuta del Messia.
La mano sinistra, al contrario della destra, accoglie e segna al contempo la fine
dell’antico testamento: con Maria inizia il nuovo, il tempo del figlio di Dio.
Cl5 p 74 - 75

Non commenterei queste due opere, non c’è molto da far notare (a bambini di
9 anni) in più di quanto già i titoli suggeriscono.
Direi solo:
Pietro dimostra la sua umiltà e per il suo riconoscersi creatura di Dio
inginocchiandosi davanti a Suo Figlio, Gesù. Gesù, in cambio, gli dona le chiavi
del regno dei cieli, una d’oro e l’altra d’argento: esse rappresentano
rispettivamente il potere spirituale e quello temporale.
I colori degli abiti di Gesù richiamano la sua doppia natura, umana (rosso) e
divina (blu). Anche quelli di Pietro, il blu e loro, simbolicamente alludono alla
gloria del cielo che un giorno Gesù gli regalerà dopo la sua morte che avverrà
circa nell’anno 64 dopo Cristo per mano di Nerone a Roma. Pietro potrà così a
sua volta glorificare il nome di Gesù per il quale darà la sua vita accettando di
morire crocifisso a testa in giù, come un giorno Gesù gli aveva profetizzato
lungo le rive del lago di Galilea dopo la sua risurrezione:

Giovanni 21,15-19

15 Quand'ebbero mangiato, Gesù disse a Simon Pietro: «Simone di Giovanni, mi ami tu più di
costoro?». Gli rispose: «Certo, Signore, tu lo sai che ti amo». Gli disse: «Pasci i miei agnelli».
16 Gli disse di nuovo: «Simone di Giovanni, mi ami?». Gli rispose: «Certo, Signore, tu lo sai
che ti amo». Gli disse: «Pasci le mie pecorelle». 17 Gli disse per la terza volta: «Simone di
Giovanni, mi ami?». Pietro rimase addolorato che per la terza volta gli dicesse: Mi ami?, e gli
disse: «Signore, tu sai tutto; tu sai che ti amo». Gli rispose Gesù: «Pasci le mie pecorelle.
18 In verità, in verità ti dico: quando eri più giovane ti cingevi la veste da solo, e andavi dove
volevi; ma quando sarai vecchio tenderai le tue mani, e un altro ti cingerà la veste e ti porterà
dove tu non vuoi». 19 Questo gli disse per indicare con quale morte egli avrebbe glorificato
Dio. E detto questo aggiunse: «Seguimi».
P78

La basilica di San Paolo fuori le mura è stata ricostruita completamente ed è


ora dichiarata monumento nazionale dal governo italiano.
Splendidi affreschi raffiguranti la conversione dell’apostolo Paolo da
persecutore dei cristiani in superapostolo di Cristo occupano la parte superiore
delle mura intorno alla basilica. Gli affreschi sono stati realizzati da artisti
diversi in altrettanti vari periodi della storia. La conversione di Paolo è un
miracolo operato da Dio per la diffusione del Vangelo e del Cristianesimo.
L'Apostolo delle genti ha infatti contribuito a più della metà del Nuovo
Testamento e ha inciso notevolmente sul pensiero cristiano di oggi.
L'affresco intitolato Conversione di San Paolo illustra l'incontro di Saulo con
Cristo nel suo viaggio verso Damasco. Saulo viene mostrato disteso a terra
stordito e raggiunto dalla luce divina; la figura di Cristo è fluttuante tra le
nuvole.

At 22,3-10

In quei giorni, Paolo disse al popolo: «Io sono un Giudeo, nato a Tarso di
Cilìcia, ma cresciuto in questa città, formato alla scuola di Gamalièle nelle più
rigide norme della legge paterna, pieno di zelo per Dio, come oggi siete tutti
voi. Io perseguitai a morte questa nuova dottrina, arrestando e gettando in
prigione uomini e donne, come può darmi testimonianza il sommo sacerdote e
tutto il collegio degli anziani. Da loro ricevetti lettere per i nostri fratelli di
Damàsco e partii per condurre anche quelli di là come prigionieri a
Gerusalemme, per essere puniti.
Mentre ero in viaggio e mi avvicinavo a Damàsco, verso mezzogiorno,
all'improvviso una gran luce dal cielo rifulse attorno a me; caddi a terra e sentii
una voce che mi diceva: Sàulo, Sàulo, perché mi perseguiti? Risposi: Chi sei, o
Signore? Mi disse: Io sono Gesù il Nazareno, che tu perseguiti. Quelli che
erano con me videro la luce, ma non udirono colui che mi parlava. Io dissi
allora: Che devo fare, Signore? E il Signore mi disse: Alzati e prosegui verso
Damasco; là sarai informato di tutto ciò che è stabilito che tu faccia.

Gli uomini di Paolo sono sconvolti dall'incontro e dalla luce, un soldato altro
nell'oscurità cerca di controllare il suo cavallo spaventato, un altro tenta di
proteggere Saulo dalla luce e un altro ancora tenta di aiutare Saulo a rialzarsi
da terra. Questi soldati descrivono i vari modi in cui gli uomini rispondono a
Dio. Nell'affresco, Saulo non ha le calzature, esattamente con anche Mosè le
aveva tolte per poter calpestare il luogo santo del Roveto ardente.
P92

Diamo l’immagine intera nel dvd e qui.

Nella parte posteriore destra dell’affresco visione di Costantino posto nella sala
del Costantino affrescata da Raffaello e il suo assistente principale, Giulio
Romano, ammiriamo una serie di monumenti famosi dell'antica Roma tra cui la
piramide, un obelisco egizio e la tomba di Adriano all’epoca già trasformata in
residenza papale, Castel Sant'Angelo. Raffaello era in parte ansioso di
mostrare la sua conoscenza delle antichità classiche, specialmente da quando
papa Leone X lo aveva nominato sovrintendente delle antichità classiche a
Roma. La stessa dimostrazione di conoscenza archeologica e accuratezza
storica si evince dalle armature e dall’impostazione di battaglia attentamente
studiate in questo affresco.
Per sottolineare i valori cristiani, Raffaello dipinse la luce divina mentre scende
e attraversa un tempio pagano, distruggendo un idolo pagano mentre predice
con la sua posizione cruciforme l’imminente trionfo cristiano.
Nel cielo campeggia il segno della croce e una scritta in greco la accompagna:
‘Sotto questo segno vincerai’.
p. 95

“Ci sono solo villaggi, fatti di case povere e di baracche. Le case sono di fango
e paglia, ma non crollano. Le case servono solo a proteggersi durante la notte,
dal freddo della stagione delle piogge, dagli insetti, dagli animali. Le case non
hanno bagni, né cucine ed elettrodomestici. Hanno ciò che serve, ciò che
basta, quattro mura e un tetto. In Africa non si vive nel caldo e nella solitudine
della propria casa, ma in strada. Appena si impara a camminare, via, fuori, a
scoprire ciò che ti circonda, a esplorare la vita. Si vive camminando, si
cammina per vivere. Il cielo dell’Africa è azzurro, di un azzurro vivo quando c’è
il sole che scalda pelle e cuore.” (tratto da EMOZIONI DA SODDO – ETIOPIA,
Associazione “La Goccia” p. 7)

Al centro del quadro, la Natività. Ciò che la racchiude assomiglia molto a quello
che la Sacra Famiglia avrà vissuto a Betlemme nella precarietà di una grotta,
rifugio per animali. Quella raffigurata è infatti un’umile capanna, tipica di un
povero villaggio africano: la casa Xhsosa. Al suo interno, lo spazio è unico e
ogni cosa è mescolate confusa: vi è ogni tipo di attività domestica familiare
(soggiorno e lavoro, alimentazione, bagno, riposo e sonno). Tante case Xhsosa
formano un villaggio Ubuntu.

Se allarghiamo lo sguardo ai lati della capanna, potremo fare osservare agli


alunni i doni che le persone stanno producendo e portando in dono al neonato
Gesù: il pittore qui raffigura il tipico cibo dei poveri, la Cassava o manioca e le banane.
Le case sono isolate e ognuno coltiva il suo piccolo pezzo di terra. Certe persone che vivono lì si
nutrono di quello che cresce nell’orto intorno a casa manioca e banane appunto.
Dal tubero della Cassava si ricava la farina di tapioca.

Passiamo ora all’osservazione degli abiti specialmente di quello di Maria: in


Nigeria ad esempio, le donne indossano lunghi abiti fluenti e il velo, raramente
coprano i loro volti. Ma la domenica, la maggior parte delle donne indossa gli
abiti più belli che ha e il copricapo tradizionale. Questi sono spesso realizzati
con tessuti prodotti e dipinti sul posto. Maria indossa il vestito più bello perché
il giorno della festa è arrivato, alla luce della domenica è spuntata perché
Cristo Gesù è nato. Sul suo velo splende il cielo del Natale del figlio di Dio.
P103

Questo affresco, che si trova nella chiesa di San Giovanni battista in


Gerusalemme, rappresenta una classica icona della discesa agli inferi di Cristo.
Nella tradizione orientale, questa icona non rappresenta Gesù nell’atto di uscire
dal sepolcro ma in quello di sprofondarlo. Con questa immagine infatti l’arte
iconografica orientale intende rappresentare l’assoluto dominio e supremazia
del Kyrios, cioè del Signore, sopra la morte: egli entra e vince contro il principe
delle tenebre (Marco 3,22-30) che tiene in schiavitù Adamo ed Eva e la sua
discendenza.
Cristo infatti scende negli inferi, ne spalanca gli stipiti ed entra vivo in essi. “O
morte dov’è la tua vittoria?” (1 Corinzi 15,55). Cristo vivo risorto porta la vita e
la risurrezione a quelli che abitano nel limbo in attesa di poter entrare nel
Regno di Dio. L’uomo è tornato di nuovo in amicizia e in comunione con Dio
grazie al sacrificio salvifica di Cristo.
L’icona è divisa in due metà:
1 La parte inferiore, in cui sta la grotta degli inferi scardinata da
Cristo che la domina ritto in piedi sulla sua croce che fa da ponte e
sostegno. Essa diventa paradossalmente da strumento di tortura e di
morte a sostegno di vita. Anche gli strumenti che sono stati utilizzati
per la tortura di Gesù durante la sua passione (chiodi, martello
tenaglie, scure, leve, chiavistello, serrature, cardini...) diventano utili
per vincere lo stesso infero che gli ha procurato il male e la morte.
Salendo verso l’alto stanno ai lati stanno i sepolcri di Adamo (in verde
sinistra) e di Eva (in rosso a destra). Sullo sfondo le montagne della
‘creazione trasfigurata’ che seguono il movimento ascnedente di Cristo
risorto verso l’alto, il cielo suo regno.
2 La parte superiore, dominata al centro da Gesù che si erge a
dividere verticalmente l’icona. La sua presenza (la presenza di Dio) è
segnalata come sempre dalla mandorla di luce che lo circonfonde.
Cristo ha i tratti del ‘più bello tra i figli dell’uomo’ (Salmo 44, 3).
Legenda:
 in giallo il testo da adoperare per il drag and drop. Il resto
rimane qui in guida per nutrire il dialogo tra l’insegnante e la
classe
 in bold underlined il testo che l’alunno deve scoprire
 “d&d” = drag and drop, in genere sono indovinelli.
Chiaramente l’insegnante aiuta gli alunni attraverso le
‘soluzioni’ che legge in guida
 “f” = fumetti con domande per bambini, appaiono uno alla
volta intorno all’immagine. Chiaramente nel digitale non
compariranno le risposte che invece diamo qui per comodità
dopo le domande.
 Distrattori: classi 1 e 2 un distrattore, classe 3 2 distrattori.

Numeriamo sempre tutte le frasi, mai i pallini.


Mettiamo sempre l’immagine per ogni scheda di lavoro, anche quando non la
metto io
Album di arte Classe 1

1 ciclo
David Newton secret lagoon

D&D

1il sole, una palla di fuoco! Dal centro del dipinto dona e
spande la sua luce e il suo calore attraverso l’aria. Senza
di lui non ci sarebbe la vita nel creato.

2 la luce del sole si riflette sull’acqua del lago e porta la


vita al mondo: le piante crescono, gli animali vivono, c’è
anche gioia nei cuori. Noi sappiamo che c’è il sole anche
senza guardarlo: è sufficiente il suo riflesso.

3 i colori del creato! Quali vedi? Senza la luce del sole non
potresti vederli.

4 la terra è uno dei quattro elementi fondamentali del


creato, dopo il fuoco, l’aria, l’acqua.
Genesi, 1, 1-19
[1] In principio Dio creò il cielo e la terra.
[2] Ora la terra era informe e deserta e le tenebre ricoprivano l'abisso e lo spirito di
Dio aleggiava sulle acque.
[3] Dio disse: "Sia la luce!". E la luce fu.
[4] Dio vide che la luce era cosa buona e separò la luce dalle tenebre
[5] e chiamò la luce giorno e le tenebre notte. E fu sera e fu mattina: primo giorno.
[6] Dio disse: "Sia il firmamento in mezzo alle acque per separare le acque dalle
acque".
[7] Dio fece il firmamento e separò le acque, che sono sotto il firmamento, dalle
acque, che son sopra il firmamento. E così avvenne.
[8] Dio chiamò il firmamento cielo. E fu sera e fu mattina: secondo giorno.
[9] Dio disse: "Le acque che sono sotto il cielo, si raccolgano in un solo luogo e
appaia l'asciutto". E così avvenne.
[10] Dio chiamò l'asciutto terra e la massa delle acque mare. E Dio vide che era cosa
buona.
[11] E Dio disse: "La terra produca germogli, erbe che producono seme e alberi da
frutto, che facciano sulla terra frutto con il seme, ciascuno secondo la sua specie". E
così avvenne:
[12] la terra produsse germogli, erbe che producono seme, ciascuna secondo la
propria specie e alberi che fanno ciascuno frutto con il seme, secondo la propria
specie. Dio vide che era cosa buona.
[13] E fu sera e fu mattina: terzo giorno.
[14] Dio disse: "Ci siano luci nel firmamento del cielo, per distinguere il giorno dalla
notte; servano da segni per le stagioni, per i giorni e per gli anni
[15] e servano da luci nel firmamento del cielo per illuminare la terra". E così
avvenne:
[16] Dio fece le due luci grandi, la luce maggiore per regolare il giorno e la luce
minore per regolare la notte, e le stelle.
[17] Dio le pose nel firmamento del cielo per illuminare la terra
[18] e per regolare giorno e notte e per separare la luce dalle tenebre. E Dio vide che
era cosa buona.
[19] E fu sera e fu mattina: quarto giorno.
van gogh primi passi Classe 1

1. quante persone ci sono nel dipinto? tre


2. Chi potrebbero essere? Padre madre figlio
3. Quale legame potrebbe esserci tra di loro? Sono
una famiglia
4. Quali gesti/azioni sta compiendo ognuno di
essi? Il padre invita, sollecita, chiama,
abbraccia; la madre sorregge, aiuta, guida; il
bambino è attratto, si muove, si sente amato e
protetto.
5. Quali sentimenti / emozioni esprimono? Amore,
unione, tenerezza...
6. Quale colore domina il dipinto? Il verde
7. Che sensazione ti dà questo colore? Pace,
armonia
8. Hai vissuto o visto vivere una scena simile?
Quando?

Genesi 1, 27-28
[27] Dio creò l'uomo a sua immagine; a immagine di Dio lo creò;
maschio e femmina li creò.
[28] Dio li benedisse e disse loro:
"Siate fecondi e moltiplicatevi,
riempite la terra;

Motley Jr. Archibald Classe 1

D&D
1. Giocano con una corda
2. Scivolano allegri
3. Corrono insieme
4. Parlano
5. È solo
6. Chiama
7. ‘ti abbraccio, amico’

Proverbi 17, 17
[17] Un amico vuol bene sempre,
è nato per essere un fratello nella sventura.

Siracide 6, 14-15
L'amico fedele è solido rifugio, chi lo trova, trova un tesoro.
Per un amico fedele non c'è prezzo, non c'è peso per il suo valore».

Annunciazione della Vergine Maria, affresco Classe 1


F
1. Chi sono i due personaggi? Maria e l’arcangelo
Gabriele
2. Da dove provengono? Maria da Nazaret, l’angelo dal
cielo
3. I due personaggi sono dipinti diversamente: come?
perchè? maria ha i colori che saranno di gesù, ma al
contrario: è umana, proviene dalla terra (rosso) ed è
rivestita di divinità, quella che lo porterà il Figlio
(blu)
4. Che cosa stanno facendo? Maria ascolta, l’angelo le
porge un fiore, il giglio simbolo di purezza
5. Dove sono? Sono in casa ma la parete apre uno
squarcio sul cielo, il luogo da cui proviene l’angelo
6. Riconosci un luogo simile nella tua casa? Quale?
Com’è?
7. Che cosa poteva fare Maria prima della visita
dell’angelo? Riassettare la cucina, preparare il
pranzo,...
8. E l’angelo? Ascoltare da Dio il messaggio che
avrebbe portato a Maria
Luca, 26-38

[26] Nel sesto mese, l'angelo Gabriele fu mandato da Dio in una città della Galilea,
chiamata Nazaret,

[27] a una vergine, promessa sposa di un uomo della casa di Davide, chiamato
Giuseppe. La vergine si chiamava Maria.

[28] Entrando da lei, disse: "Ti saluto, o piena di grazia, il Signore è con te".

[29] A queste parole ella rimase turbata e si domandava che senso avesse un tale
saluto.

[30] L'angelo le disse: "Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio.

[31] Ecco concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù.

[32] Sarà grande e chiamato Figlio dell'Altissimo; il Signore Dio gli darà il trono di
Davide suo padre

[33] e regnerà per sempre sulla casa di Giacobbe e il suo regno non avrà fine".

[34] Allora Maria disse all'angelo: "Come è possibile? Non conosco uomo".

[35] Le rispose l'angelo: "Lo Spirito Santo scenderà su di te, su te stenderà la sua
ombra la potenza dell'Altissimo. Colui che nascerà sarà dunque santo e chiamato
Figlio di Dio.

[36] Vedi: anche Elisabetta, tua parente, nella sua vecchiaia, ha concepito un figlio e
questo è il sesto mese per lei, che tutti dicevano sterile:

[37] nulla è impossibile a Dio".

[38] Allora Maria disse: "Eccomi, sono la serva del Signore, avvenga di me quello
che hai detto". E l'angelo partì da lei.

John rogers herbert, Our Saviour Classe 1


D&D
1. Sono le colline della Galilea
2. Ci vive e lavora la santa famiglia
3. è un falegname
4. aiuta i suoi familiari nei lavori di casa
5. disegna una croce
6. pensa mentre lavora

Luca 2, 48-52
[48] Al vederlo restarono stupiti e sua madre gli disse: "Figlio, perché ci hai fatto
così? Ecco, tuo padre e io, angosciati, ti cercavamo".
[49] Ed egli rispose: "Perché mi cercavate? Non sapevate che io devo occuparmi
delle cose del Padre mio?".
[50] Ma essi non compresero le sue parole.
[51] Partì dunque con loro e tornò a Nazaret e stava loro sottomesso. Sua madre
serbava tutte queste cose nel suo cuore.
[52] E Gesù cresceva in sapienza, età e grazia davanti a Dio e agli uomini.

Kandinsky, murnau lower market Classe


1
1. Dove siamo? In città
2. Che cosa vedi? Case, strada, marciapiede, alberi
3. quali i colori vedi? Molto blu con le sue sfumature di
azzurro, il giallo, il verde, il rosso, il bianco,
l’arancione, il rosso, il nero, il viola...
4. Tra gli edifici ce n’è uno diverso: quale? Perché? È la
chiesa, il luogo con il campanile
5. Questo edificio è presente anche nella tua città?
6. Dove lo hai visto?
7. Ci sei mai entrato?
8. Come è?
9. A che cosa serve?

Atti 2, 46-47
46
Ogni giorno erano perseveranti insieme nel tempio e, spezzando il pane
nelle case, prendevano cibo con letizia e semplicità di cuore, 47lodando Dio e
godendo il favore di tutto il popolo. Intanto il Signore ogni giorno aggiungeva
alla comunità quelli che erano salvati.
Olga costa, venditrice di frutta Classe 2
D&D (+F)

La pittrice Olga disegna i frutti della sua terra, il Messico,


nelle quattro stagioni.
Quali frutti riconosci?
Estate cocomero
Autunno zucca
Inverno pera
Primavera limone
Ce ne sono anche altri nel dipinto, indicali:
1. possono essere gialle, verdi, rosse e sono molto
succose mele
2. hanno il guscio marrone peloso e l’interno bianco con
un liquidò noci di cocco
3. hanno delle scaglie esterne pungenti e l’interno è
giallo arancione ananas
4. è un frutto esotico dalla buccia rosso e la polpa gialla
mango
5. sono allungate di colore giallo con una grossa buccia
esterna banane
Che frutta c’è nella tua terra?
Quale frutta c’è nella stagione che stai vivendo?
[14] Dio disse: "Ci siano luci nel firmamento del cielo, per distinguere il giorno dalla
notte; servano da segni per le stagioni, per i giorni e per gli anni

[15] e servano da luci nel firmamento del cielo per illuminare la terra". E così
avvenne:

[16] Dio fece le due luci grandi, la luce maggiore per regolare il giorno e la luce
minore per regolare la notte, e le stelle.

[17] Dio le pose nel firmamento del cielo per illuminare la terra

[18] e per regolare giorno e notte e per separare la luce dalle tenebre. E Dio vide che
era cosa buona.

[19] E fu sera e fu mattina: quarto giorno.

Genesi 1, 14-19

mosaico all’entrata di kaluapapa Classe 2


F

1. Chi è il personaggio del mosaico? San Francesco


2. Da chi è circondato? Dalla natura: alberi e le
colombe
3. Che cosa vedi sullo sfondo? Un grande sole e il cielo
blu
4. quale gesto sta facendo? Sta comunicando con la
colomba e la avvicina
5. Che cosa pensi stia accadendo? La colomba sta per
appoggiarsi sulla sua mano
6. osserva i capelli di Francesco: perché sono tagliati a
quel modo? La tonsura esprime il suo rifiuto al
mondo e allo stesso tempo un segno del suo “Si” a
Dio

da ‘Le Fonti Francescane’


Sezione seconda
VITA PRIMA
DI SAN FRANCESCO D'ASSISI

CAPITOLO XXI
FRANCESCO PREDICA AGLI UCCELLI
E TUTTE LE CREATURE GLI OBBEDISCONO
424
58. Mentre, come si è detto, il numero
dei frati andava aumentando, Francesco
percorreva la valle Spoletana. Giunto presso
Bevagna, vide raccolti insieme moltissimi
uccelli d'ogni specie, colombe, cornacchie e «
monachine ». Il servo di Dio, Francesco, che
era uomo pieno di ardente amore e nutriva
grande pietà e tenero amore anche per le
creature inferiori e irrazionali, corse da loro
in fretta, lasciando sulla strada i compagni.
Fattosi vicino, vedendo che lo attendevano,
li salutò secondo il suo costume. Ma notando
con grande stupore che non volevano volare
via, come erano soliti fare, tutto felice, li
esortò a voler ascoltare la parola di Dio. E tra l'altro disse
loro: «Fratelli miei uccelli, dovete
lodare molto e sempre il vostro Creatore perché
vi diede piume per vestirvi, ali per volare
e tutto quanto vi è necessario. Dio vi fece no
bili tra le altre creatu
re e vi concesse di
spaziare nell'aria limpida: voi non seminate e no
n mietete, eppure Egli vi soccorre e guida,
dispensandovi da ogni preoccupazione». A ques
te parole, come raccontava lui stesso e i
frati che erano stati presenti, gli uccelli manifestarono il loro
gaudio secondo la propria
natura, con segni vari, allungando il collo, spie
gando le ali, aprendo il becco e guardando
a lui. Egli poi andava e veniva
liberamente in mezzo a loro, sf
iorando con la sua tonaca le
testine e i corpi. Infine li benedisse col segno
di croce dando loro licenza di riprendere il
volo. Poi anch'egli assieme
ai suoi compagni riprese il cammino, pieno di gioia e
ringraziava il Signore, che è venerato da tutte
le creature con sì devota confessione.

http://www.assisiofm.it/allegati/216-
Vita%20prima%20di%20san%20Francesco.pdf
laura james, visitation Classe 2

D&D (+F)

1. È la protagonista del dipinto. Maria


2. è la cugina della protagonista. Elisabetta
3. esprime affetto, unione, amicizia, porta la pace.
Stretta di mano
4. Che cosa si dicono le donne? Maria porta della sua
maternità divina: in grembo a Gesù. Elisabetta
conferma a Maria le parole dell’angelo:
nonostante la vecchiaia è incinta, aspetta un
figlio Giovanni battista
5. C’è il deserto: dove siamo? In Giudea
6. come si chiama il nome del paese dove abita
Elisabetta? Ain Karem
7. anche la natura in da cosa lo capisci? I fiori sono
sbocciati, il verde dei prati è brillante
Luca 1, 39-56
[39] In quei giorni Maria si mise in viaggio verso la montagna e raggiunse in fretta
una città di Giuda.

[40] Entrata nella casa di Zaccaria, salutò Elisabetta.

[41] Appena Elisabetta ebbe udito il saluto di Maria, il bambino le sussultò nel
grembo. Elisabetta fu piena di Spirito Santo

[42] ed esclamò a gran voce: "Benedetta tu fra le donne e benedetto il frutto del tuo
grembo!

[43] A che debbo che la madre del mio Signore venga a me?

[44] Ecco, appena la voce del tuo saluto è giunta ai miei orecchi, il bambino ha
esultato di gioia nel mio grembo.

[45] E beata colei che ha creduto nell'adempimento delle parole del Signore".

[46] Allora Maria disse:


"L'anima mia magnifica il Signore

[47] e il mio spirito esulta in Dio, mio salvatore,

[48] perché ha guardato l'umiltà della sua serva.


D'ora in poi tutte le generazioni mi chiameranno beata.

[49] Grandi cose ha fatto in me l'Onnipotente


e Santo è il suo nome:

[50] di generazione in generazione la sua misericordia


si stende su quelli che lo temono.

[51] Ha spiegato la potenza del suo braccio,


ha disperso i superbi nei pensieri del loro cuore;

[52] ha rovesciato i potenti dai troni,


ha innalzato gli umili;

[53] ha ricolmato di beni gli affamati,


ha rimandato a mani vuote i ricchi.

[54] Ha soccorso Israele, suo servo,


ricordandosi della sua misericordia,

[55] come aveva promesso ai nostri padri,


ad Abramo e alla sua discendenza,
per sempre".

[56] Maria rimase con lei circa tre mesi, poi tornò a casa sua.
the good samaritan, su vetro Classe 2
F
1. Quanti personaggi conti? Due
2. Chi sono? L’uomo in alto il buon samaritano, l’uomo
in basso il malcapitato ferito
3. Osserva la testa dell’uomo più in basso: che cosa
porta? Delle bende
4. Che cosa può essere quindi accaduto all’uomo più in
basso? È stato ferito alla testa
5. Che cosa sta facendo l’uomo più in alto? Sta
aiutando il ferito
6. Perché il samaritano è buono? Perché non è rimasto
indifferente di fronte a una persona che soffre e che
chiede aiuto.

Luca 10, 30-37


"Un uomo scendeva da Gerusalemme a Gerico e incappò nei briganti che lo
spogliarono, lo percossero e poi se ne andarono, lasciandolo mezzo morto.

[31] Per caso, un sacerdote scendeva per quella medesima strada e quando lo vide
passò oltre dall'altra parte.

[32] Anche un levita, giunto in quel luogo, lo vide e passò oltre.

[33] Invece un Samaritano, che era in viaggio, passandogli accanto lo vide e n'ebbe
compassione.

[34] Gli si fece vicino, gli fasciò le ferite, versandovi olio e vino; poi, caricatolo sopra
il suo giumento, lo portò a una locanda e si prese cura di lui.

[35] Il giorno seguente, estrasse due denari e li diede all'albergatore, dicendo: Abbi
cura di lui e ciò che spenderai in più, te lo rifonderò al mio ritorno.

[36] Chi di questi tre ti sembra sia stato il prossimo di colui che è incappato nei
briganti?".

[37] Quegli rispose: "Chi ha avuto compassione di lui". Gesù gli disse: "Và e anche
tu fà lo stesso".
Guarigione del paralitico di Cafarnao Classe 2

D&D
1. Il protagonista è Gesù: lo riconosci dalla aureola
2. Gesù è ospite di Pietro: chi è Pietro nel mosaico?
3. È malato e chiede aiuto
4. lo aiutano a raggiungere Gesù perché credono in lui
5. qui abita Pietro
6. qui Pietro vi andava a pescare

Vangelo di Marco (Mc 2, 1-12)

Entrò di nuovo a Cafàrnao, dopo alcuni giorni. Si seppe che era in casa e si
radunarono tante persone che non vi era più posto neanche davanti alla porta; ed egli
annunciava loro la Parola. Si recarono da lui portando un paralitico, sorretto da
quattro persone. Non potendo però portarglielo innanzi, a causa della folla,
scoperchiarono il tetto nel punto dove egli si trovava e, fatta un’apertura, calarono la
barella su cui era adagiato il paralitico. Gesù, vedendo la loro fede, disse al paralitico:
«Figlio, ti sono perdonati i peccati». Erano seduti là alcuni scribi e pensavano in cuor
loro: «Perché costui parla così? Bestemmia! Chi può perdonare i peccati, se non Dio
solo?». E subito Gesù, conoscendo nel suo spirito che così pensavano tra sé, disse
loro: «Perché pensate queste cose nel vostro cuore? Che cosa è più facile: dire al
paralitico “Ti sono perdonati i peccati”, oppure dire “Àlzati, prendi la tua barella e
cammina”? Ora, perché sappiate che il Figlio dell’uomo ha il potere di perdonare i
peccati sulla terra, dico a te – disse al paralitico –: àlzati, prendi la tua barella e va’ a
casa tua». Quello si alzò e subito presa la sua barella, sotto gli occhi di tutti se ne
andò, e tutti si meravigliarono e lodavano Dio, dicendo: «Non abbiamo mai visto
nulla di simile!».

rupnik, la pentecoste Classe 2

1. Chi è la protagonista del mosaico? Maria


2. sono 12: chi sono? apostoli
3. è il colore del cielo. Azzurro
4. è il colore del sacrificio dell’amore e della potenza.
Rosso
5. è il colore di Dio. Oro
6. ce l’hanno perché sono santi. aureola
7. gli occhi di Maria chiamano qualcuno: chi?
Spettatore / me

atti 2, 1-11
La Pentecoste
1
Mentre stava compiendosi il giorno della Pentecoste, si trovavano tutti insieme
nello stesso luogo. 2Venne all'improvviso dal cielo un fragore, quasi un vento che si
abbatte impetuoso, e riempì tutta la casa dove stavano. 3Apparvero loro lingue come
di fuoco, che si dividevano, e si posarono su ciascuno di loro, 4e tutti furono colmati
di Spirito Santo e cominciarono a parlare in altre lingue, nel modo in cui lo Spirito
dava loro il potere di esprimersi.
5
Abitavano allora a Gerusalemme Giudei osservanti, di ogni nazione che è sotto il
cielo. 6A quel rumore, la folla si radunò e rimase turbata, perché ciascuno li udiva
parlare nella propria lingua. 7Erano stupiti e, fuori di sé per la meraviglia, dicevano:
«Tutti costoro che parlano non sono forse Galilei? 8E come mai ciascuno di noi sente
parlare nella propria lingua nativa? 9Siamo Parti, Medi, Elamiti, abitanti della
Mesopotamia, della Giudea e della Cappadòcia, del Ponto e dell'Asia, 10della Frìgia e
della Panfìlia, dell'Egitto e delle parti della Libia vicino a Cirene, Romani qui
residenti, 11Giudei e prosèliti, Cretesi e Arabi, e li udiamo parlare nelle nostre lingue
delle grandi opere di Dio».

GIROLAMO Tessari, il miracolo della mula Classe 2

D&D (+F)
1. C’è ma è diverso nell’aspetto. Gesù nell’Ostia
2. lo riconosce come Dio. Mula
3. La scartata per Gesù. Biada
4. era incredulo ora è credente. Bonvillo
5. è il pittore del quadro!
6. rifiuta di credere a quello che vede
7. crede a quello che vede

Antonio, amico di Francesco di assisi, si trova a Rimini con il compito di parlare a


persone che non credono in Dio.
Un giorno, nella piazza principale della città, incontra Bonvillo, che lo ricatta con
queste parole: “Diventerò cristiano solo se la mia mula si inginocchierà davanti
all’ostia, altrimenti te ne dovrai andare via da Rimini!”.
Bonvillo va poi a casa, tiene la mula a digiuno per tre giorni e la riporta in piazza
affamata insieme a un bel sacco di fieno.
Antonio esce dalla chiesa con l’ostia: la mula gli si avvicina e piega il muso e le
zampe verso terra. L’animale, nonostante fosse stremato dalla fame, lascia da parte il
fieno per inginocchiarsi davanti all’ostia.
Bonvillo crede nel miracolo e si fa battezzare
Dagli Acta sanctorum

L. Cranach il vecchio, paradiso terrestre Classe 3

D&D
1. Dio vieta ad Adamo ed Eva di cogliere i frutti
dall’albero della conoscenza.
2. l’albero della conoscenza
3. la nascita di Adamo
4. il peccato originale
5. la cacciata dal Paradiso terrestre
6. Dio interroga la coppia
7. Dio dà la vita a Eva dalla costola di Adamo
8. gli animali creati

Genesi 1- 31

[1] In principio Dio creò il cielo e la terra.

[2] Ora la terra era informe e deserta e le tenebre ricoprivano l'abisso e lo spirito di
Dio aleggiava sulle acque.

[3] Dio disse: "Sia la luce!". E la luce fu.

[4] Dio vide che la luce era cosa buona e separò la luce dalle tenebre

[5] e chiamò la luce giorno e le tenebre notte. E fu sera e fu mattina: primo giorno.

[6] Dio disse: "Sia il firmamento in mezzo alle acque per separare le acque dalle
acque".
[7] Dio fece il firmamento e separò le acque, che sono sotto il firmamento, dalle
acque, che son sopra il firmamento. E così avvenne.

[8] Dio chiamò il firmamento cielo. E fu sera e fu mattina: secondo giorno.

[9] Dio disse: "Le acque che sono sotto il cielo, si raccolgano in un solo luogo e
appaia l'asciutto". E così avvenne.

[10] Dio chiamò l'asciutto terra e la massa delle acque mare. E Dio vide che era cosa
buona.

[11] E Dio disse: "La terra produca germogli, erbe che producono seme e alberi da
frutto, che facciano sulla terra frutto con il seme, ciascuno secondo la sua specie". E
così avvenne:

[12] la terra produsse germogli, erbe che producono seme, ciascuna secondo la
propria specie e alberi che fanno ciascuno frutto con il seme, secondo la propria
specie. Dio vide che era cosa buona.

[13] E fu sera e fu mattina: terzo giorno.

[14] Dio disse: "Ci siano luci nel firmamento del cielo, per distinguere il giorno dalla
notte; servano da segni per le stagioni, per i giorni e per gli anni

[15] e servano da luci nel firmamento del cielo per illuminare la terra". E così
avvenne:

[16] Dio fece le due luci grandi, la luce maggiore per regolare il giorno e la luce
minore per regolare la notte, e le stelle.

[17] Dio le pose nel firmamento del cielo per illuminare la terra

[18] e per regolare giorno e notte e per separare la luce dalle tenebre. E Dio vide che
era cosa buona.

[19] E fu sera e fu mattina: quarto giorno.

[20] Dio disse: "Le acque brulichino di esseri viventi e uccelli volino sopra la terra,
davanti al firmamento del cielo".

[21] Dio creò i grandi mostri marini e tutti gli esseri viventi che guizzano e brulicano
nelle acque, secondo la loro specie, e tutti gli uccelli alati secondo la loro specie. E
Dio vide che era cosa buona.

[22] Dio li benedisse: "Siate fecondi e moltiplicatevi e riempite le acque dei mari; gli
uccelli si moltiplichino sulla terra".

[23] E fu sera e fu mattina: quinto giorno.

[24] Dio disse: "La terra produca esseri viventi secondo la loro specie: bestiame,
rettili e bestie selvatiche secondo la loro specie". E così avvenne:
[25] Dio fece le bestie selvatiche secondo la loro specie e il bestiame secondo la
propria specie e tutti i rettili del suolo secondo la loro specie. E Dio vide che era cosa
buona.

[26] E Dio disse: "Facciamo l'uomo a nostra immagine, a nostra somiglianza, e


domini sui pesci del mare e sugli uccelli del cielo, sul bestiame, su tutte le bestie
selvatiche e su tutti i rettili che strisciano sulla terra".

[27] Dio creò l'uomo a sua immagine; a immagine di Dio lo creò;


maschio e femmina li creò.

[28] Dio li benedisse e disse loro:


"Siate fecondi e moltiplicatevi,
riempite la terra;
soggiogatela e dominate
sui pesci del mare
e sugli uccelli del cielo
e su ogni essere vivente,
che striscia sulla terra".

[29] Poi Dio disse: "Ecco, io vi do ogni erba che produce seme e che è su tutta la terra
e ogni albero in cui è il frutto, che produce seme: saranno il vostro cibo.

[30] A tutte le bestie selvatiche, a tutti gli uccelli del cielo e a tutti gli esseri che
strisciano sulla terra e nei quali è alito di vita, io do in cibo ogni erba verde". E così
avvenne.

[31] Dio vide quanto aveva fatto, ed ecco, era cosa molto buona. E fu sera e fu
mattina: sesto giorno.

Ospitalità e sacrificio di Abramo, San vitale Classe 3


D&D (+F)

1. Sta porgendo un piatto. Abramo


2. La moglie di Abramo. Sarah
3. sono tre e sono uno. Dio (padre figlio e spirito
Santo)
4. da cosa lo riconosci? Aureola
5. è un alimento principale nella cultura di tutti i popoli.
Pane
6. è l’animale del sacrificio. Agnello
7. è un albero gigante dalle foglie che assomigliano alle
dita di una mano. Quercia

genesi 18, 1-15

[1] Poi il Signore apparve a lui alle Querce di Mamre, mentre egli sedeva all'ingresso
della tenda nell'ora più calda del giorno.

[2] Egli alzò gli occhi e vide che tre uomini stavano in piedi presso di lui. Appena li
vide, corse loro incontro dall'ingresso della tenda e si prostrò fino a terra,

[3] dicendo: "Mio signore, se ho trovato grazia ai tuoi occhi, non passar oltre senza
fermarti dal tuo servo.

[4] Si vada a prendere un pò di acqua, lavatevi i piedi e accomodatevi sotto l'albero.

[5] Permettete che vada a prendere un boccone di pane e rinfrancatevi il cuore; dopo,
potrete proseguire, perché è ben per questo che voi siete passati dal vostro servo".
Quelli dissero: "Fà pure come hai detto".
[6] Allora Abramo andò in fretta nella tenda, da Sara, e disse: "Presto, tre staia di fior
di farina, impastala e fanne focacce".

[7] All'armento corse lui stesso, Abramo, prese un vitello tenero e buono e lo diede al
servo, che si affrettò a prepararlo.

[8] Prese latte acido e latte fresco insieme con il vitello, che aveva preparato, e li
porse a loro. Così, mentr'egli stava in piedi presso di loro sotto l'albero, quelli
mangiarono.

[9] Poi gli dissero: "Dov'è Sara, tua moglie?". Rispose: "È là nella tenda".

[10] Il Signore riprese: "Tornerò da te fra un anno a questa data e allora Sara, tua
moglie, avrà un figlio". Intanto Sara stava ad ascoltare all'ingresso della tenda ed era
dietro di lui.

[11] Abramo e Sara erano vecchi, avanti negli anni; era cessato a Sara ciò che
avviene regolarmente alle donne.

[12] Allora Sara rise dentro di sé e disse: "Avvizzita come sono dovrei provare il
piacere, mentre il mio signore è vecchio!".

[13] Ma il Signore disse ad Abramo: "Perché Sara ha riso dicendo: Potrò davvero
partorire, mentre sono vecchia?

[14] C'è forse qualche cosa impossibile per il Signore? Al tempo fissato tornerò da te
alla stessa data e Sara avrà un figlio".

[15] Allora Sara negò: "Non ho riso!", perché aveva paura; ma quegli disse: "Sì, hai
proprio riso".

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1. il nome del padre del ragazzo. Abramo
2. è il figlio di Abramo. Isacco
3. serve per far fuoco. Legna
4. il nome del monte sul quale stanno salendo. Moira
5. sullo sfondo è la terra di Gesù. Palestina
6. l’animale che verrà sacrificato al posto del figlio.
Ariete

genesi 22, 1-18

[1] Dopo queste cose, Dio mise alla prova Abramo e gli disse: "Abramo, Abramo!".
Rispose: "Eccomi!".
[2] Riprese: "Prendi tuo figlio, il tuo unico figlio che ami, Isacco, và nel territorio di
Moria e offrilo in olocausto su di un monte che io ti indicherò".

[3] Abramo si alzò di buon mattino, sellò l'asino, prese con sé due servi e il figlio
Isacco, spaccò la legna per l'olocausto e si mise in viaggio verso il luogo che Dio gli
aveva indicato.

[4] Il terzo giorno Abramo alzò gli occhi e da lontano vide quel luogo.

[5] Allora Abramo disse ai suoi servi: "Fermatevi qui con l'asino; io e il ragazzo
andremo fin lassù, ci prostreremo e poi ritorneremo da voi".

[6] Abramo prese la legna dell'olocausto e la caricò sul figlio Isacco, prese in mano il
fuoco e il coltello, poi proseguirono tutt'e due insieme.

[7] Isacco si rivolse al padre Abramo e disse: "Padre mio!". Rispose: "Eccomi, figlio
mio". Riprese: "Ecco qui il fuoco e la legna, ma dov'è l'agnello per l'olocausto?".

[8] Abramo rispose: "Dio stesso provvederà l'agnello per l'olocausto, figlio mio!".
Proseguirono tutt'e due insieme;

[9] così arrivarono al luogo che Dio gli aveva indicato; qui Abramo costruì l'altare,
collocò la legna, legò il figlio Isacco e lo depose sull'altare, sopra la legna.

[10] Poi Abramo stese la mano e prese il coltello per immolare suo figlio.

[11] Ma l'angelo del Signore lo chiamò dal cielo e gli disse: "Abramo, Abramo!".
Rispose: "Eccomi!".

[12] L'angelo disse: "Non stendere la mano contro il ragazzo e non fargli alcun male!
Ora so che tu temi Dio e non mi hai rifiutato tuo figlio, il tuo unico figlio".

[13] Allora Abramo alzò gli occhi e vide un ariete impigliato con le corna in un
cespuglio. Abramo andò a prendere l'ariete e lo offrì in olocausto invece del figlio.

[14] Abramo chiamò quel luogo: "Il Signore provvede", perciò oggi si dice: "Sul
monte il Signore provvede".

[15] Poi l'angelo del Signore chiamò dal cielo Abramo per la seconda volta

[16] e disse: "Giuro per me stesso, oracolo del Signore: perché tu hai fatto questo e
non mi hai rifiutato tuo figlio, il tuo unico figlio,

[17] io ti benedirò con ogni benedizione e renderò molto numerosa la tua


discendenza, come le stelle del cielo e come la sabbia che è sul lido del mare; la tua
discendenza si impadronirà delle città dei nemici.

[18] Saranno benedette per la tua discendenza tutte le nazioni della terra, perché tu
hai obbedito alla mia voce".
w. Blake, jacob’s ladder Classe 3

D&D

p.s. nel testo non abbiamo citato la citazione biblica

1. Chi è Giacobbe?
2. Con quale simbolo è raffigurato Dio?
3. Da chi è rappresentato Dio nel dipinto?
4. Quale è il regno di Dio?
5. Dove abita l’uomo?
6. Che cosa unisce il regno di Dio alla terra?

Genesi 28, 10-19


[10] Giacobbe partì da Bersabea e si diresse verso Carran.

[11] Capitò così in un luogo, dove passò la notte, perché il sole era tramontato; prese
una pietra, se la pose come guanciale e si coricò in quel luogo.

[12] Fece un sogno: una scala poggiava sulla terra, mentre la sua cima raggiungeva il
cielo; ed ecco gli angeli di Dio salivano e scendevano su di essa.

[13] Ecco il Signore gli stava davanti e disse: "Io sono il Signore, il Dio di Abramo
tuo padre e il Dio di Isacco. La terra sulla quale tu sei coricato la darò a te e alla tua
discendenza.

[14] La tua discendenza sarà come la polvere della terra e ti estenderai a occidente e
ad oriente, a settentrione e a mezzogiorno. E saranno benedette per te e per la tua
discendenza tutte le nazioni della terra.

[15] Ecco io sono con te e ti proteggerò dovunque tu andrai; poi ti farò ritornare in
questo paese, perché non ti abbandonerò senza aver fatto tutto quello che t'ho detto".

[16] Allora Giacobbe si svegliò dal sonno e disse: "Certo, il Signore è in questo luogo
e io non lo sapevo".

[17] Ebbe timore e disse: "Quanto è terribile questo luogo! Questa è proprio la casa di
Dio, questa è la porta del cielo".

[18] Alla mattina presto Giacobbe si alzò, prese la pietra che si era posta come
guanciale, la eresse come una stele e versò olio sulla sua sommità.

[19] E chiamò quel luogo Betel, mentre prima di allora la città si chiamava Luz.

Classe 3
scuola di raffaello, il roveto ardente

D&D (+F)

1. È uomo. Mosé
2. è tra le fiamme. Dio
3. brucia ma non si consuma. Roveto
4. è il simbolo della pastore. Bastone
5. sono curate e protette dal pastore. Pecore
6. il monte su cui avviene l’incontro. Sinai
7. lo dicono le due dita della mano destra di Dio. Va’
8. Mosé è scalzo perché quella è una terra... Santa

Esodo 3, 1-16
[1] Ora Mosè stava pascolando il gregge di Ietro, suo suocero, sacerdote di
Madian, e condusse il bestiame oltre il deserto e arrivò al monte di Dio,
l'Oreb.

[2] L'angelo del Signore gli apparve in una fiamma di fuoco in mezzo a un
roveto. Egli guardò ed ecco: il roveto ardeva nel fuoco, ma quel roveto non si
consumava.
[3] Mosè pensò: "Voglio avvicinarmi a vedere questo grande spettacolo:
perché il roveto non brucia?".

[4] Il Signore vide che si era avvicinato per vedere e Dio lo chiamò dal roveto
e disse: "Mosè, Mosè!". Rispose: "Eccomi!".

[5] Riprese: "Non avvicinarti! Togliti i sandali dai piedi, perché il luogo sul
quale tu stai è una terra santa!".

[6] E disse: "Io sono il Dio di tuo padre, il Dio di Abramo, il Dio di Isacco, il
Dio di Giacobbe". Mosè allora si velò il viso, perché aveva paura di guardare
verso Dio.

[7] Il Signore disse: "Ho osservato la miseria del mio popolo in Egitto e ho
udito il suo grido a causa dei suoi sorveglianti; conosco infatti le sue
sofferenze.

[8] Sono sceso per liberarlo dalla mano dell'Egitto e per farlo uscire da questo
paese verso un paese bello e spazioso, verso un paese dove scorre latte e
miele, verso il luogo dove si trovano il Cananeo, l'Hittita, l'Amorreo, il
Perizzita, l'Eveo, il Gebuseo.

[9] Ora dunque il grido degli Israeliti è arrivato fino a me e io stesso ho visto
l'oppressione con cui gli Egiziani li tormentano.

[10] Ora và! Io ti mando dal faraone. Fà uscire dall'Egitto il mio popolo, gli
Israeliti!".

[11] Mosè disse a Dio: "Chi sono io per andare dal faraone e per far uscire
dall'Egitto gli Israeliti?".

[12] Rispose: "Io sarò con te. Eccoti il segno che io ti ho mandato: quando tu
avrai fatto uscire il popolo dall'Egitto, servirete Dio su questo monte".

[13] Mosè disse a Dio: "Ecco io arrivo dagli Israeliti e dico loro: Il Dio dei
vostri padri mi ha mandato a voi. Ma mi diranno: Come si chiama? E io che
cosa risponderò loro?".

[14] Dio disse a Mosè: "Io sono colui che sono!". Poi disse: "Dirai agli
Israeliti: Io-Sono mi ha mandato a voi".

[15] Dio aggiunse a Mosè: "Dirai agli Israeliti: Il Signore, il Dio dei vostri
padri, il Dio di Abramo, il Dio di Isacco, il Dio di Giacobbe mi ha mandato a
voi. Questo è il mio nome per sempre; questo è il titolo con cui sarò ricordato
di generazione in generazione.

[16] Và! Riunisci gli anziani d'Israele e dì loro: Il Signore, Dio dei vostri
padri, mi è apparso, il Dio di Abramo, di Isacco, di Giacobbe, dicendo: Sono
venuto a vedere voi e ciò che vien fatto a voi in Egitto.
M. Chagall, biblical message Classe 3

1. Chi vedi al centro della scena? Mosé


2. Che cosa sta prendendo? Le due tavole della legge
3. Chi gliele sta donando? Dio con le sue mani
4. Mosé sta sopra un monte: quale? Il Sinai
5. a destra in basso c’è un uomo in viola, il fratello di
Mosé. Come si chiama? Aronne
6. Che cosa regge in mano? Un candelabro di cosa è
simbolo? Della religione ebraica
7. c’è un angelo che vola: dov’è? Dietro Mosè sotto il
suo braccio destro
8. Che cosa sta facendo? Sta portando il rotolo della
legge al popolo che lo aspetta
9. nel dipinto c’è l’ animale che diventa l’idolo per il
popolo ebraico: Quale? dov’è? Il vitello d’oro, a
sinistra al centro

esodo 34, 1-5; 28-29

[1] Poi il Signore disse a Mosè: "Taglia due tavole di pietra come le prime. Io
scriverò su queste tavole le parole che erano sulle tavole di prima, che hai spezzate.

[2] Tieniti pronto per domani mattina: domani mattina salirai sul monte Sinai e
rimarrai lassù per me in cima al monte.

[3] Nessuno salga con te, nessuno si trovi sulla cima del monte e lungo tutto il monte;
neppure armenti o greggi vengano a pascolare davanti a questo monte".

[4] Mosè tagliò due tavole di pietra come le prime; si alzò di buon mattino e salì sul
monte Sinai, come il Signore gli aveva comandato, con le due tavole di pietra in
mano.
[5] Allora il Signore scese nella nube, si fermò là presso di lui e proclamò il nome del
Signore.

[28] Mosè rimase con il Signore quaranta giorni e quaranta notti senza mangiar pane
e senza bere acqua. Il Signore scrisse sulle tavole le parole dell'alleanza, le dieci
parole.

[29] Quando Mosè scese dal monte Sinai - le due tavole della Testimonianza si
trovavano nelle mani di Mosè mentre egli scendeva dal monte - non sapeva che la
pelle del suo viso era diventata raggiante, poiché aveva conversato con lui.
Laura james, sermon on the mount Classe 3

1. Qual è il personaggio principale? Quello al centro


2. chi è? Gesù
3. come riconosci che è quello principale? Perché è più
grande rispetto alle persone sedute
4. nel dipinto c’è chi dà e chi riceve: chi e che cosa?
Gesù dà (la sua parola, l’amore di Dio ...), la folla
riceve (il messaggio, la persona di Gesù,...)
5. Quali azioni compie Gesù? Parla, e mette il suo soffio
di vita sulla folla come per donarle il suo spirito
6. quali azioni compie la folla? Ascolta e guarda Gesù, è
protesa verso di lui
7. c’è vita in questo dipinto che cosa te lo suggerisce?
Le vesti di Gesù gonfie del vento dello spirito, gli
alberi che incorniciano

matteo 5, 1-12

[1] Vedendo le folle, Gesù salì sulla montagna e, messosi a sedere, gli si
avvicinarono i suoi discepoli.

[2] Prendendo allora la parola, li ammaestrava dicendo:

[3] "Beati i poveri in spirito,


perché di essi è il regno dei cieli.

[4] Beati gli afflitti,


perché saranno consolati.

[5] Beati i miti,


perché erediteranno la terra.

[6] Beati quelli che hanno fame e sete della giustizia,


perché saranno saziati.

[7] Beati i misericordiosi,


perché troveranno misericordia.

[8] Beati i puri di cuore,


perché vedranno Dio.

[9] Beati gli operatori di pace,


perché saranno chiamati figli di Dio.
[10] Beati i perseguitati per causa della giustizia,
perché di essi è il regno dei cieli.

[11] Beati voi quando vi insulteranno, vi perseguiteranno e, mentendo, diranno ogni


sorta di male contro di voi per causa mia.

[12] Rallegratevi ed esultate, perché grande è la vostra ricompensa nei cieli.

Rupnik, il passaggio del mar rosso Classe 3

1. Chi è alla guida? L’uomo in bianco


chi è l’uomo in bianco? Gesù
2. Che cosa tiene nella mano destra? Un bastone
3. Chi è guidato da Gesù? Il popolo
4. Che cosa indossa ai piedi di Gesù? Dei sandali
5. come sono invece i piedi del popolo? Nudi
6. perché questa differenza? Gesù è Dio ed è il Santo,
colui che dona la santità. La terra che sta
calpestando il popolo (n^6) è quindi diventata Terra
Santa. Il popolo non è degno di calpestarla con le
calzature ma a piedi scalzi in segno di rispetto.
7. Questo particolare ricorda un’altra scena biblica che
hai già incontrato: quale? Mosé davanti al Roveto
ardente
8. da che cosa protegge, ripara, salva Gesù? Dalle onde
del mare, dal male.
9. Che cosa indica il bambino? La terra promessa, il
regno di Dio, il paradiso, la salvezza.

Esodo 14, 26-31


[26] Il Signore disse a Mosè: "Stendi la mano sul mare: le acque si riversino sugli
Egiziani, sui loro carri e i loro cavalieri".

[27] Mosè stese la mano sul mare e il mare, sul far del mattino, tornò al suo livello
consueto, mentre gli Egiziani, fuggendo, gli si dirigevano contro. Il Signore li
travolse così in mezzo al mare.

[28] Le acque ritornarono e sommersero i carri e i cavalieri di tutto l'esercito del


faraone, che erano entrati nel mare dietro a Israele: non ne scampò neppure uno.

[29] Invece gli Israeliti avevano camminato sull'asciutto in mezzo al mare, mentre le
acque erano per loro una muraglia a destra e a sinistra.

[30] In quel giorno il Signore salvò Israele dalla mano degli Egiziani e Israele vide
gli Egiziani morti sulla riva del mare;

[31] Israele vide la mano potente con la quale il Signore aveva agito contro l'Egitto e
il popolo temette il Signore e credette in lui e nel suo servo Mosè.

---

Giovanni 12, 44-47


44 Gesù allora gridò a gran voce: «Chi crede in me, non crede in me, ma in colui che
mi ha mandato; 45 chi vede me, vede colui che mi ha mandato. 46 Io come luce sono
venuto nel mondo, perché chiunque crede in me non rimanga nelle tenebre. 47 Se
qualcuno ascolta le mie parole e non le osserva, io non lo condanno; perché non sono
venuto per condannare il mondo, ma per salvare il mondo.

Album di arte 2 ciclo Classe 4


E. Munch, Il sole; Beato Angelico, Madonna dell’ombra
(particolare)

1. Il quadro è dominato da tanti colori: quali?


2. La forma delle colline far spazio al soggetto più
importante del quadro: qual è? Il sole
3. Che sensazione che dà il sole e i suoi tanti colori?
4. Quali sono le caratteristiche del sole? scalda,
illumina, dà la vita...
5. Immagine allo stesso paesaggio senza il sole: come
sarebbe? Non potrebbe essere visto, poiché è grazie
alla luce del sole che si percepiscono i colori
6. I raggi continuano a spandersi intorno al sole fino a
toccare terra. Dove vedi questo? Nei raggi e nei
cerchi più esterni colorati di rosso
7. Hai mai visto un paesaggio simile?
8. Secondo te, quale parte della giornata è dipinta? Il
tramonto o l’alba
9. Mettendo il volto di Gesù bambino al centro sopra il
sole, quale messaggio si intende dare secondo te?
Gesù è (come) il sole del mondo
10. (oppure) Qual è la similitudine / metafora che
potresti fare? Gesù è (come) il sole del mondo:
scalda il cuore, illumina la mente, da lui proviene la
vita.

Giovanni 1,9

Veniva nel mondo


la luce vera,
quella che illumina ogni uomo.

Giovanni 8,12

Di nuovo Gesù parlò loro: «Io sono la luce del mondo; chi segue me, non camminerà
nelle tenebre, ma avrà la luce della vita».

Giovanni 9,5

Finché sono nel mondo, sono la luce del mondo».

Giovanni 12,36

Mentre avete la luce credete nella luce, per diventare figli della luce».
Gesù disse queste cose, poi se ne andò e si nascose da loro.

Giovanni 12,46

Io come luce sono venuto nel mondo, perché chiunque crede in me non rimanga nelle
tenebre.
A. Macke, Campi di ortaggi Classe 4

F
1. Osserva il quadro: che cosa vedi? Descrivi. In primo
piano una che si biforca a Y e si divide in altre due
strade. Al centro e ai lati dei campi con ortaggi. In
secondo piano dei covoni di grano. Sullo sfondo le
colline e il cielo
2. quali i colori sono usati dal pittore? Blu verde giallo e
i loro derivati
3. Come sono usati questi colori? Con pennellate
decise, senza sfumature, accostando colori forti
4. Che cosa pensi di quella strada? Dove pensi che
porti? Da dove proviene?
5. Immagina di essere davanti ad una scelta: ad
esempio se parlare con un compagno o ascoltare la
maestra. Che cosa sceglieresti? Perché?
6. Che cosa c’entra questa scelta con il dipinto?
7. A cosa potrebbero corrispondere le due strade con
l’esempio di prima?

La Didachè
CAPITOLO 1

1. Due sono le vie, una della vita e una della morte, e la differenza è grande fra queste
due vie.

2. Ora questa è la via della vita: innanzi tutto amerai Dio che ti ha creato, poi il tuo
prossimo come te stesso; e tutto quello che non vorresti fosse fatto a te, anche tu non
farlo agli altri.

(...)

CAPITOLO 5

1. La via della morte invece è questa: prima di tutto essa è maligna e piena di
maledizione: omicidi, adultèri, concupiscenze, fornicazioni, furti, idolatrie, sortilegi,
venefici, rapine, false testimonianze, ipocrisie, doppiezza di cuore, frode, superbia,
malizia, arroganza, avarizia, turpiloquio, invidia, insolenza, orgoglio, ostentazione,
spavalderia.
R. Magritte, La colomba Classe 4

1. Di che colore è una colomba? bianco


2. Di cosa può essere simbolo questo colore nella
religione? purezza, assenza di male
3. Se ti si avvicinasse una colomba da dietro le spalle,
te ne accorgeresti? No
4. Che cosa sposta la colomba durante il volo? L’aria
5. Com’è una colomba, leggera o pesante? Leggera
6. è prevedibile il suo volo? No
7. com’è una colomba in volo? Leggiadra, elegante,
silenziosa
8. quali sono quindi le caratteristiche di una colomba e
del suo volo?
9. Quali sono le caratteristiche dello spirito di Dio? Lo
vedi? Lo senti? Lo tocchi? No
10. potresti mettere in paragone la colomba e lo
spirito? Perché? Sì, per le caratteristiche appena
dette: leggerezza, silenzio, purezza,
imprevedibilità...

genesi 8, 1-13; 9, 11-13

[1] Dio si ricordò di Noè, di tutte le fiere e di tutti gli animali domestici che erano con
lui nell'arca. Dio fece passare un vento sulla terra e le acque si abbassarono.

[2] Le fonti dell'abisso e le cateratte del cielo furono chiuse e fu trattenuta la pioggia
dal cielo;

[3] le acque andarono via via ritirandosi dalla terra e calarono dopo centocinquanta
giorni.

[4] Nel settimo mese, il diciasette del mese, l'arca si posò sui monti dell'Araràt.

[5] Le acque andarono via via diminuendo fino al decimo mese. Nel decimo mese, il
primo giorno del mese, apparvero le cime dei monti.

[6] Trascorsi quaranta giorni, Noè aprì la finestra che aveva fatta nell'arca e fece
uscire un corvo per vedere se le acque si fossero ritirate.

[7] Esso uscì andando e tornando finché si prosciugarono le acque sulla terra.
[8] Noè poi fece uscire una colomba, per vedere se le acque si fossero ritirate dal
suolo;

[9] ma la colomba, non trovando dove posare la pianta del piede, tornò a lui nell'arca,
perché c'era ancora l'acqua su tutta la terra. Egli stese la mano, la prese e la fece
rientrare presso di sé nell'arca.

[10] Attese altri sette giorni e di nuovo fece uscire la colomba dall'arca

[11] e la colomba tornò a lui sul far della sera; ecco, essa aveva nel becco un
ramoscello di ulivo. Noè comprese che le acque si erano ritirate dalla terra.

[12] Aspettò altri sette giorni, poi lasciò andare la colomba; essa non tornò più da lui.

[13] L'anno seicentouno della vita di Noè, il primo mese, il primo giorno del mese, le
acque si erano prosciugate sulla terra; Noè tolse la copertura dell'arca ed ecco la
superficie del suolo era asciutta.

cap 9

[11] Io stabilisco la mia alleanza con voi: non sarà più distrutto nessun vivente dalle
acque del diluvio, né più il diluvio devasterà la terra".

[12] Dio disse:


"Questo è il segno dell'alleanza,
che io pongo
tra me e voi
e tra ogni essere vivente
che è con voi
per le generazioni eterne.

[13] Il mio arco pongo sulle nubi


ed esso sarà il segno dell'alleanza
tra me e la terra.
D. Maurice, Cristo e i bambini Classe 4

D&D

1. Chi è il personaggio al centro del dipinto? Gesù


2. da che cosa lo hai riconosciuto? Dalla aureola, anche
se è pressoché invisibile perché fa parte del mare
color oro sullo sfondo
3. Che cosa sembra dire Gesù? “Lasciate che i bambini
vengano a me”
4. quale gesto fa la donna in primo piano vestita di
nero? Offre il proprio figlio a Gesù
5. Che atteggiamento hanno i personaggi sulla sinistra?
La bambina col violino crea l’atmosfera, la ragazza
ha uno sguardo estatico, la bambina con le trecce
osserva l’altra bambina che si sta avvicinando a
Gesù
6. Che cosa sta facendo l’uomo in basso a destra? Sta
guardando verso il cielo e le mani giunte in
preghiera. Dal suo atteggiamento sembrerebbe aver
riconosciuto la divinità di Gesù
Marco 10, 13-16
13
Gli presentavano dei bambini perché li toccasse, ma i discepoli li rimproverarono.
14
Gesù, al vedere questo, s'indignò e disse loro: «Lasciate che i bambini vengano a
me, non glielo impedite: a chi è come loro infatti appartiene il regno di Dio. 15In
verità io vi dico: chi non accoglie il regno di Dio come lo accoglie un bambino, non
entrerà in esso». 16E, prendendoli tra le braccia, li benediceva, imponendo le mani su
di loro.

V. van Gogh, Il seminatore Classe 4

D&D

1. Com’è il seminatore? In movimento


2. e 3. oltre a camminare, che cosa sta facendo il
seminatore? Sta tenendo il sacco con la semente con la
mano sinistra, con la destra invece sta spargendo il
seme
3. l’ombra del seminatore sul campo è segno di un’altra
presenza: quale? Il sole
4. Che cosa vedi sullo sfondo a sinistra? Una casa, quella
del seminatore
5. Che cosa vedi sullo sfondo a sinistra? La casa del
seminatore
6. e 7. Il campo presenta due zone ben distinte sia per la
forma che per il colore: quali sono? Il campo in primo
piano di colore blu marrone bianco è quello in cui sta
seminando l’uomo, quello giallo intenso da metà dipinto
in poi, quello che già ha portato frutto, quello seminato
nella terra buona è colui che ascolta la parola e la
comprende; questi dà frutto e produce ora il cento, ora il
sessanta, ora il trenta». (Matteo 13, 23)
8. che animali vedi nel dipinto? I corvi
Che parola ha detto Gesù nella parabola del seminatore?
«Ecco, il seminatore uscì a seminare. 4 E mentre
seminava una parte del seme cadde sulla strada e
vennero gli uccelli e la divorarono.” (Matteo 13, 3-4)
9. la strada ha una direzione: quale e perchè? proviene
dallo spettatore e lo invita a entrare nel quadro.
10. Pensa alla religione e confronta: il seminatore, la
casa, il sole, il campo, gli uccelli, il seme, la strada. (Dio
padre è il sole, il seminatore Gesù, il campo il cuore
dell’uomo, la casa il paradiso, gli uccelli il male, il seme
ogni uomo, la strada la vita).

Matteo 13, 1-9


1
Quel giorno Gesù uscì di casa e sedette in riva al mare. 2Si radunò attorno a lui tanta
folla che egli salì su una barca e si mise a sedere, mentre tutta la folla stava sulla
spiaggia.
3
Egli parlò loro di molte cose con parabole. E disse: «Ecco, il seminatore uscì a
seminare. 4Mentre seminava, una parte cadde lungo la strada; vennero gli uccelli e la
mangiarono. 5Un'altra parte cadde sul terreno sassoso, dove non c'era molta terra;
germogliò subito, perché il terreno non era profondo, 6ma quando spuntò il sole, fu
bruciata e, non avendo radici, seccò. 7Un'altra parte cadde sui rovi, e i rovi crebbero e
la soffocarono. 8Un'altra parte cadde sul terreno buono e diede frutto: il cento, il
sessanta, il trenta per uno. 9Chi ha orecchi, ascolti».

Mosaico, Chiesa della moltiplicazione dei pani e dei pesci, Classe 4


Tabgha

F
1. Osserva il mosaico: che cosa vedi? Due pesci, un
canestro con quattro brani due dei quali si
intravedono solamente.
2. Nel mosaico ci sono quattro croci: dove sono? Sui
quattro anni
3. c’è una città in Palestina il cui nome significa “Casa
del pane”: qual è? Betlemme
4. Chi è nato in questa città? Il re Davide e Gesù
5. pensa a Gesù: perché a Betlemme porta questo
nome? Gesù durante l’ultima cena ha detto che quel
pane spezzato era il suo corpo. La casa del pane si
collega quindi al corpo di Gesù
6. ricordi il miracolo raffigurato nel mosaico?
Raccontalo. Luca 9,10-17

10 Quando gli apostoli ritornarono, raccontarono a Gesù tutte le cose che avevano
fatto. Allora egli li prese con sé e si ritirò in disparte in un luogo deserto di una città,
detta Betsaida. 11 Ma quando le folle lo vennero a sapere, lo seguirono; ed egli le
accolse e parlava loro del regno di Dio, e guariva coloro che avevano bisogno di
guarigione. 12 Or il giorno cominciava a declinare; e i dodici, accostatisi, gli dissero:
«Congeda la folla, perché se ne vada per i villaggi e per le campagne d'intorno a
trovare alloggio e nutrimento, perché qui siamo in un luogo deserto». 13 Ma egli
disse loro: «Date voi ad essi da mangiare». Essi risposero: «Noi non abbiamo altro
che cinque pani e due pesci, a meno che andiamo noi stessi a comprare dei viveri per
tutta questa gente». 14 Erano infatti circa cinquemila uomini. Ma egli disse ai suoi
discepoli: «Fateli accomodare a gruppi di cinquanta». 15 Essi fecero così e fecero
accomodare tutti. 16 Egli allora prese i cinque pani e i due pesci e, alzati gli occhi al
cielo, li benedisse, li spezzò e li diede ai suoi discepoli, perché li distribuissero alla
folla. 17 E tutti mangiarono e furono saziati; e dei pezzi avanzati ne raccolsero dodici
ceste.
Beato Angelico, La trasfigurazione Classe 4
1. Osserva le vesti di Gesù: come sono? Bianche,
candide, rigonfie, di luce
2. Gesù è fermo oppure in movimento? Se sì, verso
dove? Gesù è in movimento verso i tre discepoli ai
piedi del monte. Lo si deduce dal piede sinistro
portato in avanti
3. quale posizione si ricordano le braccia aperte? Quella
che Gesù aveva in croce
4. osserva l’aureola di Gesù: che cosa ti ricorda? il
colore rosso, la passione; i raggi rossi i tre chiodi.
5. Chi sono i personaggi senza corpo ai lati di Gesù?
Elia e Murgia
6. 7. Chi sono i personaggi a destra-sinistra del monte
della trasfigurazione? S. Francesco d’Assisi a Santa
Chiara
come si chiama questo monte? Tabor
8. Chi sono i tre personaggi ai piedi del monte? Pietro,
Giacomo, Giovanni
9. che forma ha lo sfondo in cui è immerso Gesù? ha la
forma di una mandorla

Matteo 17,1-9

1 Sei giorni dopo, Gesù prese con sé Pietro, Giacomo e Giovanni suo fratello e li
condusse in disparte, su un alto monte. 2 E fu trasfigurato davanti a loro; il suo volto
brillò come il sole e le sue vesti divennero candide come la luce. 3 Ed ecco apparvero
loro Mosè ed Elia, che conversavano con lui. 4 Pietro prese allora la parola e disse a
Gesù: «Signore, è bello per noi restare qui; se vuoi, farò qui tre tende, una per te, una
per Mosè e una per Elia». 5 Egli stava ancora parlando quando una nuvola luminosa
li avvolse con la sua ombra. Ed ecco una voce che diceva: «Questi è il Figlio mio
prediletto, nel quale mi sono compiaciuto. Ascoltatelo». 6 All'udire ciò, i discepoli
caddero con la faccia a terra e furono presi da grande timore. 7 Ma Gesù si avvicinò
e, toccatili, disse: «Alzatevi e non temete». 8 Sollevando gli occhi non videro più
nessuno, se non Gesù solo.
9 E mentre discendevano dal monte, Gesù ordinò loro: «Non parlate a nessuno di
questa visione, finché il Figlio dell'uomo non sia risorto dai morti».

Mosaico, Chiesa di Betania Classe 4

1. Dov’è Gesù? Al centro


2. con chi sta parlando? Con Marta e Maria sue due
amiche e sorelle il
3. Che gesto sta facendo Gesù? sta risuscitando
Lazzaro, morto da quattro giorni
4. Chi sono le persone a sinistra di Gesù? Gli apostoli
5. Che cosa sta facendo la donna davanti agli apostoli?
Sta pregando Dio padre raffigurato nella nuvola di
luce e fuoco e lo sta ringraziando per il miracolo
appena ricevuto
6. Che cosa fa l’uomo che indossa l’abito marrone e
blu? Sta aprendo la porta del sepolcro per far uscire
Lazzaro
7. Che atteggiamento ha l’uomo sulla destra in rosso?
Ironico, beffardo, incredulo

Giovanni 11,1-53

1 Era allora malato un certo Lazzaro di Betània, il villaggio di Maria e di Marta sua
sorella. 2 Maria era quella che aveva cosparso di olio profumato il Signore e gli
aveva asciugato i piedi con i suoi capelli; suo fratello Lazzaro era malato. 3 Le sorelle
mandarono dunque a dirgli: «Signore, ecco, il tuo amico è malato».
4 All'udire questo, Gesù disse: «Questa malattia non è per la morte, ma per la gloria
di Dio, perché per essa il Figlio di Dio venga glorificato». 5 Gesù voleva molto bene
a Marta, a sua sorella e a Lazzaro. 6 Quand'ebbe dunque sentito che era malato, si
trattenne due giorni nel luogo dove si trovava. 7 Poi, disse ai discepoli: «Andiamo di
nuovo in Giudea!». 8 I discepoli gli dissero: «Rabbì, poco fa i Giudei cercavano di
lapidarti e tu ci vai di nuovo?». 9 Gesù rispose: «Non sono forse dodici le ore del
giorno? Se uno cammina di giorno, non inciampa, perché vede la luce di questo
mondo; 10 ma se invece uno cammina di notte, inciampa, perché gli manca la luce».
11 Così parlò e poi soggiunse loro: «Il nostro amico Lazzaro s'è addormentato; ma io
vado a svegliarlo». 12 Gli dissero allora i discepoli: «Signore, se s'è addormentato,
guarirà». 13 Gesù parlava della morte di lui, essi invece pensarono che si riferisse al
riposo del sonno. 14 Allora Gesù disse loro apertamente: «Lazzaro è morto 15 e io
sono contento per voi di non essere stato là, perché voi crediate. Orsù, andiamo da
lui!». 16 Allora Tommaso, chiamato Dìdimo, disse ai condiscepoli: «Andiamo anche
noi a morire con lui!».
17 Venne dunque Gesù e trovò Lazzaro che era già da quattro giorni nel sepolcro.
18 Betània distava da Gerusalemme meno di due miglia 19 e molti Giudei erano
venuti da Marta e Maria per consolarle per il loro fratello. 20 Marta dunque, come
seppe che veniva Gesù, gli andò incontro; Maria invece stava seduta in casa.
21 Marta disse a Gesù: «Signore, se tu fossi stato qui, mio fratello non sarebbe
morto! 22 Ma anche ora so che qualunque cosa chiederai a Dio, egli te la concederà».
23 Gesù le disse: «Tuo fratello risusciterà». 24 Gli rispose Marta: «So che risusciterà
nell'ultimo giorno». 25 Gesù le disse: «Io sono la risurrezione e la vita; chi crede in
me, anche se muore, vivrà; 26 chiunque vive e crede in me, non morrà in eterno.
Credi tu questo?». 27 Gli rispose: «Sì, o Signore, io credo che tu sei il Cristo, il Figlio
di Dio che deve venire nel mondo».
28 Dopo queste parole se ne andò a chiamare di nascosto Maria, sua sorella, dicendo:
«Il Maestro è qui e ti chiama». 29 Quella, udito ciò, si alzò in fretta e andò da lui.
30 Gesù non era entrato nel villaggio, ma si trovava ancora là dove Marta gli era
andata incontro. 31 Allora i Giudei che erano in casa con lei a consolarla, quando
videro Maria alzarsi in fretta e uscire, la seguirono pensando: «Va al sepolcro per
piangere là». 32 Maria, dunque, quando giunse dov'era Gesù, vistolo si gettò ai suoi
piedi dicendo: «Signore, se tu fossi stato qui, mio fratello non sarebbe morto!».
33 Gesù allora quando la vide piangere e piangere anche i Giudei che erano venuti
con lei, si commosse profondamente, si turbò e disse: 34 «Dove l'avete posto?». Gli
dissero: «Signore, vieni a vedere!». 35 Gesù scoppiò in pianto. 36 Dissero allora i
Giudei: «Vedi come lo amava!». 37 Ma alcuni di loro dissero: «Costui che ha aperto
gli occhi al cieco non poteva anche far sì che questi non morisse?».
38 Intanto Gesù, ancora profondamente commosso, si recò al sepolcro; era una grotta
e contro vi era posta una pietra. 39 Disse Gesù: «Togliete la pietra!». Gli rispose
Marta, la sorella del morto: «Signore, già manda cattivo odore, poiché è di quattro
giorni». 40 Le disse Gesù: «Non ti ho detto che, se credi, vedrai la gloria di Dio?».
41 Tolsero dunque la pietra. Gesù allora alzò gli occhi e disse: «Padre, ti ringrazio
che mi hai ascoltato. 42 Io sapevo che sempre mi dai ascolto, ma l'ho detto per la
gente che mi sta attorno, perché credano che tu mi hai mandato». 43 E, detto questo,
gridò a gran voce: «Lazzaro, vieni fuori!». 44 Il morto uscì, con i piedi e le mani
avvolti in bende, e il volto coperto da un sudario. Gesù disse loro: «Scioglietelo e
lasciatelo andare».
45 Molti dei Giudei che erano venuti da Maria, alla vista di quel che egli aveva
compiuto, credettero in lui. 46 Ma alcuni andarono dai farisei e riferirono loro quel
che Gesù aveva fatto.

Correggio, L’ascensione di Cristo; J. Constable, Studio di Classe 4


cirri e nuvole

1. Chi è al centro dell’affresco? come fai a riconoscerlo?


Al centro vi è Gesù. Lo si riconosce Dal fatto che è in
una posizione centrale ma soprattutto dal colpo di
lancia nel costato a destra
2. Che cosa sta facendo Gesù? Sta salendo al cielo
3. chi lo attende nella luce? Dio padre
4. Che cosa pensi stia dicendo Gesù in questo affresco?
Sto salendo al padre mio che è nei cieli ma non vi
abbandono sarò sempre con voi
5. Chi c’è intorno a Gesù? Una serie di persone
6. Che cosa stanno facendo. La maggior parte delle
persone guardano verso il basso come per a
richiamare e attirare l’attenzione verso Gesù, l’unico
protagonista della scena
7. Le figure sono ferme o in movimento? Sono in
movimento
8. Che cosa te lo suggerisce? Le nuvole dinamiche del
cielo, i corpi in movimento degli uomini e soprattutto
Gesù sospeso verso l’altro con le vesti rigonfie

Atti 1, 9-11
9
Detto questo, mentre lo guardavano, fu elevato in alto e una nube lo sottrasse ai loro
occhi. 10Essi stavano fissando il cielo mentre egli se ne andava, quand'ecco due
uomini in bianche vesti si presentarono a loro 11e dissero: «Uomini di Galilea, perché
state a guardare il cielo? Questo Gesù, che di mezzo a voi è stato assunto in cielo,
verrà allo stesso modo in cui l'avete visto andare in cielo».

Raffaello, Madonna Sistina; S. Gatti, Il trasporto della Classe 4


Santa Casa di Loreto

1. Osserva la Loreto del gatti: da chi è trasportata? Da


due angeli
2. Che cosa sorvola la casa? Il mar Adriatico o il
Mediterraneo, gli unici mari che può aver percorso
del tragitto da Nazaret ad Ancona - Loreto
3. Che cosa è accaduto in questa casa? Maria ha avuto
l’annuncio dell’angelo, Gesù vi ha abitato per
trent’anni insieme alla sua famiglia
4. che parte è della casa di Nazaret? La parte esterna
alla grotta
5. osserva il dipinto di Raffaello, la Madonna Sistina.
Sta camminando? Dove? Sta camminando sopra le
nuvole
6. quali sono i colori della vita di Maria? Rosso
dell’umanità e il blu del cielo, di cui è rivestita poiché
la madre del figlio di Dio
7. come mai hai il velo marrone gonfio? Maria è piena
di Spirito Santo, quello portato dal figlio di Dio che
ha in braccio

Luca 1, 26-27
“L'angelo Gabriele fu mandato da Dio in una città della Galilea, chiamata Nàzaret,
a una vergine (…) La vergine si chiamava Maria.”
Matteo 2,19-23

19 Morto Erode, un angelo del Signore apparve in sogno a Giuseppe in Egitto 20 e


gli disse: «Alzati, prendi con te il bambino e sua madre e va' nel paese d'Israele;
perché sono morti coloro che insidiavano la vita del bambino». 21 Egli, alzatosi,
prese con sé il bambino e sua madre, ed entrò nel paese d'Israele. 22 Avendo però
saputo che era re della Giudea Archelào al posto di suo padre Erode, ebbe paura di
andarvi. Avvertito poi in sogno, si ritirò nelle regioni della Galilea 23 e, appena
giunto, andò ad abitare in una città chiamata Nazaret, perché si adempisse ciò che era
stato detto dai profeti: «Sarà chiamato Nazareno».

Luca 2, 39-40
39Quando ebbero adempiuto ogni cosa secondo la legge del Signore, fecero ritorno
in Galilea, alla loro città di Nàzaret. 40Il bambino cresceva e si fortificava, pieno di
sapienza, e la grazia di Dio era su di lui.

Luca 4, 16-24.
16 Si recò a Nazaret, dove era stato allevato; ed entrò, secondo il suo solito, di
sabato nella sinagoga e si alzò a leggere.

Ochoa, Autoritratto nello studio Classe 5


1 come si chiama la donna ritratta? Chi
potrebbe essere? Isy Ochoa, l’autrice del
quadro
2 Che cosa sta facendo? Qual è il suo mestiere
o il suo hobby? Sta dipingendo, e
probabilmente quello è anche il suo mestiere
3 da che cosa lo capisci? Dal pennello che tiene
in mano e dai quadri appesi alla parete in
uno dei quali pare esserci lei: la donna
vestita di nero come è nel quadro. I colori
sulla tavolozza sono gli stessi della camera in
cui si è ritratta
4 com’è il suo carattere? Solare e lunatico al
tempo stesso
da che cosa lo capisci? Dal mezzo sole della
coperta sulla poltrona, dalla mezzaluna della
applique a muro, dal nero dei vestiti di Isy,
dall’inverno con la neve nel quadro appeso
alla parete, dall’espressione del suo volto e
dal colore blu in cui è immersa la scena.
Che cosa suggerisce il colore blu in questo
dipinto? Freddezza, buio, tristezza.
5 Isy ama gli animali: da cosa lo capisci? Nella
camera c’è un gatto
6 Isy ama le piante: da cosa lo capisci? C’è una
pianta di Lilium rosso sulla sedia
7 Isy ama la frutta: quale? Mele, arance, che
servono anche per dipingere la natura morta.
8 Isy colleziona un oggetto: quale? I vasi,
soprattutto in ceramica
9 se tu dovessi ritrarti: quale luogo sceglieresti
per farlo? Quale sarebbe il colore dominante?
In quale azione ti dipingeresti?

Romani 12, 4-8


“...come in un solo corpo abbiamo molte membra e queste membra non hanno tutte la
medesima funzione, 5 così anche noi, pur essendo molti, siamo un solo corpo in
Cristo e ciascuno per la sua parte siamo membra gli uni degli altri. 6 Abbiamo
pertanto doni diversi secondo la grazia data a ciascuno di noi. Chi ha il dono della
profezia la eserciti secondo la misura della fede; 7 chi ha un ministero attenda al
ministero; chi l'insegnamento, all'insegnamento; 8 chi l'esortazione, all'esortazione.
Chi dà, lo faccia con semplicità; chi presiede, lo faccia con diligenza; chi fa opere di
misericordia, le compia con gioia.
Masaccio, Distribuzione delle elemosine e morte di Ananìa Classe 5

D&D

1 Dove si svolge questa scena nel vangelo? A


Gerusalemme
2 dove si svolge questa scena nell’affresco? A Firenze,
la città del pittore Masaccio
da che cosa lo capisci? Dall’architettura delle case
perché Masaccio porta a Firenze una scena di
Gerusalemme? Per attualizzare la storia sacra e
avvicinarla al mondo dello spettatore
3 Che cosa c’è sui monti? La neve
4 come sono gli indumenti dei personaggi, specie
quelli della donna? Leggeri, riflettono la povertà dei
protagonisti che contrastano con il freddo intorno
5 Chi sono i personaggi? Indica Pietro, un altro
apostolo, Saffira, Anania, il pittore Masaccio. (Il volto
tra Pietro e l’apostolo è probabilmente quello del
pittore Masaccio che si è autoritratto.)
6 osserva gli occhi dei personaggi: dove guardano? La
donna guarda Pietro, ma Pietro e l’altro apostolo non
la guardano. Il pittore Masaccio lo spettatore per
interpellarlo e coinvolgerlo nella scena. Il povero a
sinistra con la bisaccia e le stampelle attende l’aiuto
che gli apostoli stanno per donargli. Il suo sguardo è
pieno di sofferenza, urgenza e di implorazione.

Atti 5,1-11

1 Un uomo di nome Anania con la moglie Saffira vendette un suo podere 2 e, tenuta
per sé una parte dell'importo d'accordo con la moglie, consegnò l'altra parte
deponendola ai piedi degli apostoli. 3 Ma Pietro gli disse: «Anania, perché mai satana
si è così impossessato del tuo cuore che tu hai mentito allo Spirito Santo e ti sei
trattenuto parte del prezzo del terreno? 4 Prima di venderlo, non era forse tua
proprietà e, anche venduto, il ricavato non era sempre a tua disposizione? Perché hai
pensato in cuor tuo a quest'azione? Tu non hai mentito agli uomini, ma a Dio».
5 All'udire queste parole, Anania cadde a terra e spirò. E un timore grande prese tutti
quelli che ascoltavano. 6 Si alzarono allora i più giovani e, avvoltolo in un lenzuolo,
lo portarono fuori e lo seppellirono.
7 Avvenne poi che, circa tre ore più tardi, entrò anche sua moglie, ignara
dell'accaduto. 8 Pietro le chiese: «Dimmi: avete venduto il campo a tal prezzo?». Ed
essa: «Sì, a tanto». 9 Allora Pietro le disse: «Perché vi siete accordati per tentare lo
Spirito del Signore? Ecco qui alla porta i passi di coloro che hanno seppellito tuo
marito e porteranno via anche te». 10 D'improvviso cadde ai piedi di Pietro e spirò.
Quando i giovani entrarono, la trovarono morta e, portatala fuori, la seppellirono
accanto a suo marito. 11 E un grande timore si diffuse in tutta la Chiesa e in quanti
venivano a sapere queste cose.
Battesimo di San Paolo, Cappella di San Paolo, Damasco Classe 5

1 Quante scene vedi nell’icona? tre


2 Questa immagine si legge come le sequenze di un
libro a fumetti, ma da destra a sinistra come
procede la scrittura araba. Parti dunque dalla scena
n.1: dove siamo?
1. Damasco, casa di Giuda, strada Diritta –
Retta, (At 9, 11)
2. Idem, anche se è raffigurato un fiume la
cui sorgente scaturisce a sinistra dell’icona –
vedi punto C)
3. In primo piano, il deserto dell’Arabia in
cui Paolo si rifugia per meditare più a fondo il
dono ricevuto. Qui trascorse tre anni in
completo raccoglimento.
In secondo piano, Gerusalemme, città in cui
Paolo però non fa ingresso.
3 Quanti e quali personaggi si contano?
1. Tre: Saulo-Paolo, Anania e Dio la cui
presenza non è rappresentata ma intuibile
dallo sguardo dell’apostolo nella scena 3
4 Quali colori sono maggiormente presenti?
1. Oro, tutta la scena è immersa in Dio
2. Rosso, simbolo di umanità e sofferenza
3. Verde, simbolo della presenza dello
Spirito Santo effuso da Anania a Saulo
4. Blu, simbolo di divinità
b) Il fiume
1 il fiume nasce da Gerusalemme, il cui santuario è
simbolo del cuore di Cristo. Dopo la crocifissione, il
soldato romano lo trafisse con il colpo di lancia e
subito ne fuoriuscì sangue (eucaristico) e acqua
(battesimale), da cui l’avverarsi delle profezie
veterotestamentarie. L’acqua viva è lo Spirito, dono
di Gesù risorto, che in questo caso lambisce e
rinnova la persona di Saulo.

c) Sandali e piedi
1 Nella scena 1, Saulo indossa una calzatura
tipicamente romana in accordo con la sua
provenienza. Da ricco si fece povero e scalzo si
abbassò nelle acque battesimali per morire a Saulo
e rinascere in Cristo con il nuovo nome di Paolo.
Come il sacerdote Anania, indosserà degli umili
sandali che lo porteranno per le strade dell’Impero
Romano a predicare il Vangelo.

Atti degli Apostoli 9, 1-19


1
Saulo, spirando ancora minacce e stragi contro i discepoli del Signore, si presentò al
sommo sacerdote 2e gli chiese lettere per le sinagoghe di Damasco, al fine di essere
autorizzato a condurre in catene a Gerusalemme tutti quelli che avesse trovato,
uomini e donne, appartenenti a questa Via. 3E avvenne che, mentre era in viaggio e
stava per avvicinarsi a Damasco, all'improvviso lo avvolse una luce dal cielo 4e,
cadendo a terra, udì una voce che gli diceva: «Saulo, Saulo, perché mi perséguiti?».
5
Rispose: «Chi sei, o Signore?». Ed egli: «Io sono Gesù, che tu perséguiti! 6Ma tu
àlzati ed entra nella città e ti sarà detto ciò che devi fare». 7Gli uomini che facevano il
cammino con lui si erano fermati ammutoliti, sentendo la voce, ma non vedendo
nessuno. 8Saulo allora si alzò da terra ma, aperti gli occhi, non vedeva nulla. Così,
guidandolo per mano, lo condussero a Damasco. 9Per tre giorni rimase cieco e non
prese né cibo né bevanda.
10
C'era a Damasco un discepolo di nome Anania. Il Signore in una visione gli disse:
«Anania!». Rispose: «Eccomi, Signore!». 11E il Signore a lui: «Su, va' nella strada
chiamata Diritta e cerca nella casa di Giuda un tale che ha nome Saulo, di Tarso;
ecco, sta pregando 12e ha visto in visione un uomo, di nome Anania, venire a imporgli
le mani perché recuperasse la vista». 13Rispose Anania: «Signore, riguardo a
quest'uomo ho udito da molti quanto male ha fatto ai tuoi fedeli a Gerusalemme.
14
Inoltre, qui egli ha l'autorizzazione dei capi dei sacerdoti di arrestare tutti quelli che
invocano il tuo nome». 15Ma il Signore gli disse: «Va', perché egli è lo strumento che
ho scelto per me, affinché porti il mio nome dinanzi alle nazioni, ai re e ai figli
d'Israele; 16e io gli mostrerò quanto dovrà soffrire per il mio nome». 17Allora Anania
andò, entrò nella casa, gli impose le mani e disse: «Saulo, fratello, mi ha mandato a te
il Signore, quel Gesù che ti è apparso sulla strada che percorrevi, perché tu riacquisti
la vista e sia colmato di Spirito Santo». 18E subito gli caddero dagli occhi come delle
squame e recuperò la vista. Si alzò e venne battezzato, 19apoi prese cibo e le forze gli
ritornarono.

Orologio della Chiesa Nera, Brasov, Romania; Gesù, Classe 5


Chiesa di Santa Teresa

1 Vedi nell’immagine? Un grande orologio al centro che


segna le ore, quattro personaggi agli angoli
2 quali animali vedi? Un bue, un’aquila, un leone
3 quante persone conti? Quattro.
4 Chi è la figura alata in alto a sinistra? Un angelo
5 Che cosa rappresentano questi animali e l’angelo?
Sono i simboli dei quattro evangelisti: Matteo
l’angelo / uomo alato, Marco il leone, Luca il bue,
Giovanni l’Aquila.
6 Osserva le coppie di colori dei quattro evangelisti:
quali sono? Rosso e blu, rosso e verde
7 Che cosa simboleggiano? I due evangelisti Matteo e
Giovanni sono in blu e rosso perché sono stati i
testimoni diretti oculari di Gesù. I restanti due,
Marco e Luca, sono in blu e verde perché non
avendo conosciuto direttamente di persona di Gesù
hanno una particolare assistenza dello spirito Santo
(il colore verde) per scrivere i loro vangeli
8 Gesù è posto al centro del cerchio dell’orologio e i gli
evangelisti sono ai quattro angoli del quadrato verso
l’esterno, quale potrebbe essere la similitudine - la
metafora? L’orologio che segna il tempo è Gesù,
colui che ha creato il tempo e lo possiede. Gli
evangelisti posti in quegli angoli rappresentano le
persone che Gesù invia in tutto il mondo a diffondere
la sua parola che dura per sempre, in eterno come
Dio

Ebrei 13. 8
8 Gesù Cristo è lo stesso ieri, oggi e sempre!

A. N. Nikolayevich, Nella catacomba Classe 5


1 e 2 Chi è il personaggio di sinistra? Perché è seduto?
Che cosa sta facendo? Un sacerdote, vescovo
cristiano è seduto su una specie di perché significa
che lui insegna la fede e lo dimostra con il gesto
della mano: con il gesto della mano, è come se egli
stesse dicendo ai due ragazzi di non temere le
persecuzioni e di procedere. Li sta confermando nella
fede.
3 Chi è il personaggio in primo piano? È una ragazza
ebrea (lo si evince dal mantello che porta piegato
sopra il capo: esso ha le frange e due strisce blu su
sfondo bianco. È il tallit che gli ebrei indossano per la
preghiera) che sta pregando, come dimostrano le
sue braccia e occhi alzati al cielo. Nell’iconografia
paleocristiana questa figura è chiamata orante, cioè
colei che prega
4 ci sono altri oranti nella catacomba? Sì, nei simboli
che accrescano le pareti
5 quali altri simboli paleocristiani riconosci?
5: ultima Cena
6: Evangelista con rotolo della Bibbia
7: pavone simbolo di Cristo e della sua risurrezione
8: ‘XP’, monogramma di Cristo
9: orante

“Così come nelle più grandi e celebri catacombe romane, anche nelle catacombe del
Lazio i primi cristiani desideravano essere sepolti vicino alle tombe dei martiri, nel
senso che si riteneva che la sepoltura “ad sanctos” producesse dei vantaggi per
l’anima dei fratelli scomparsi, in vista della ricompensa finale. Questa credenza,
certamente significativa di una genuina mentalità religiosa, che interessa anche il
concetto profondamente teologico della preghiera di intercessione, nel senso che i
fedeli, pregando presso le tombe dei martiri, abbracciavano, con le loro intenzioni,
anche quella dei defunti ordinari, sistemati nei pressi di quei sepolcri eccellenti.
Insomma – come ricorda S. Agostino (Cur. Mart. 4-5) – i vivi rivolgevano una
preghiera ai martiri, affinché questi svolgessero un ruolo di “patronato” che giovava
alle anime dei defunti. E’ la splendida realtà dell’amore fraterno tipico della vita
ecclesiale.
(...)
I pellegrini, giunti da ogni dove nella città santa, si incamminavano per le vie
consolari, si fermavano nel suburbio, si calavano nelle catacombe, si raccoglievano in
preghiera dinanzi alle tombe, leggevano gli epitaffi che papa Damaso aveva fatto
incidere in onore dei campioni della fede, sfioravano con piccoli pezzi di stoffa
(palliola) quei santi sepolcri con il sacro gesto dell’ex contactu, accendevano lumi e
lucerne sulle mense situate nei pressi di quelle eccezionali deposizioni.”

PONTIFICIA COMMISSIONE PER I BENI CULTURALI DELLA CHIESA, Le


catacombe cristiane come luogo di evangelizzazione, Roma, 21 gennaio 2006

http://www.vatican.va/roman_curia/pontifical_commissio
ns/pcchc/documents/rc_com_pcchc_20060121_progetto-
perseca_it.html

San Pietro e San Paolo, lapide romana Classe 5

1 Questa immagine risale agli inizi del quarto secolo


DC trovata nelle catacombe di Roma. Chi vedi
raffigurati? Gli apostoli Pietro e Paolo
2 se sono raffigurati insieme, qual è il primo
messaggio che sorge spontaneo pensare? unione,
fratellanza, fino alla morte
3 guarda le loro bocche: come sono? Sembrano
aperte, mentre lasciano un messaggio. Forse
parlano, forse emettono il soffio vitale cioè l’ultimo
alito di vita prima della morte
4 Che cosa sembrano dire? “Noi stiamo per dare la vita
per Gesù, ma non siate tristi per noi: Gesù ha vinto
la morte e con lui risorgeremo. Arrivederci”
5 quale simbolo paleocristiano riconosci nella lapide?
Monogramma di Cristo
6 A Roma esiste un luogo in cui è stata eretta una
piccola chiesa in via Ostiense, chiamata della
“Separazione” oggi purtroppo distrutta. Rimane però
una lapide che contiene queste parole a ricordo del
momento in cui Pietro e Paolo si sono separati prima
di andare ciascuno al proprio martirio:
“Nei pressi di questo sito una devota cappellina in
onore del Santissimo crocifisso demolita agli albori
del secolo 20º per l’allargamento della via Ostiense il
segnale del luogo dove secondo una pia tradizione i
principi degli apostoli Pietro e Paolo vennero separati
nell’avvio al glorioso martirio”

LEUCIO CARINO, ATTI DI PIETRO, 80-81; 87-88

[80] Udita la sentenza, Pietro e Paolo furono allon


tanati dal cospetto di Nerone. Paolo fu
condotto incatenato sul luogo della decapitazione,
a tre miglia dalla città, sotto la scorta di tre
soldati, di nobile stirpe. Allontanatisi dalla port
a lo spazio del tiro di una freccia, andò loro
incontro una pia donna, la quale, vedendo Paolo in
catene, si sentì commuovere e scoppiò in
lacrime. Il nome della donna era Perpetua e aveva u
n occhio solo. Vedendola piangere, Paolo
le disse: "Dammi il tuo sudario; al mio ritorno, te
lo restituirò". Lei prese il sudario, e subito
glielo diede. I soldati si avvicinarono alla donna
e le dissero: "Perché vuoi perdere il tuo
fazzoletto, donna? Non sai che va alla decapitazion
e?". Ma Perpetua rispose loro: "Vi scongiuro
per la salvezza di Cesare, quando lo decapiterete c
oprite i suoi occhi con quel fazzoletto". E
così fu fatto. Lo decapitarono presso il fondo dell
e Acque Salvie, vicino all'albero di pino.
Secondo il volere di Dio, prima che i soldati ritor
nassero, il fazzoletto intriso di sangue fu
restituito alla donna; e non appena lo portò, subit
o le si aprì l'occhio.
[81] I soldati presero poi san Pietro, e quando giu
nsero al luogo della crocifissione, il beato
disse loro: "Il mio Signore Gesù Cristo, discese da
l cielo in terra, fu crocifisso su di una croce
diritta; siccome adesso si degna di chiamare in cie
lo me che provengo dalla terra, la mia croce
deve essere piantata con la testa in giù, affinché
io diriga i miei piedi verso il cielo. Non sono
degno, infatti, di venire crocifisso come il mio Si
gnore". Essi voltarono subito la croce e gli
inchiodarono i piedi in alto.
(...)
[87] Persone pie vennero dall'Oriente con l'intenzi
one di rapire i corpi dei santi apostoli e
trasportarli in Oriente. Ma in città ci fu un grand
e terremoto; allora il popolo romano scappò e
li pose in un luogo detto Catacomba, sulla via Appi
a, al terzo miglio. Quivi furono custoditi i
corpi dei santi per un anno e sei mesi, fino a quan
do costruirono per loro i luoghi ove deporli. Il
corpo del beato Pietro fu posto, con gloria e inni,
in Vaticano, luogo vicino alla naumachia,
quello invece del beato Paolo fu posto sulla via Os
tiense, al secondo miglio della città. Per le
preghiere dei fedeli, avvengono in quei luoghi molt
i favori a quanti credono nel nome del
Signore nostro Gesù Cristo.
[88] Il cammino dei santi apostoli e martiri di Cri
sto Pietro e Paolo ebbe fine il 29 giugno (...)’.

Eusebio di Cesarea, Hist. eccl.2,25,5; 6-7:


“Durante il suo regno Paolo fu decapitato proprio a
Roma e Pietro vi fu crocifisso. Il racconto è confermato dal nome di Pietro e di Paolo,
che è ancor oggi conservato sui loro sepolcri in quella città (...)“Io ti posso mostrare i
trofei degli apostoli: se andrai al Vaticano o sulla Via Ostiense, vi troverai i trofei dei
fondatori della Chiesa”.
Desiderio da Subiaco, Vita di San Benedetto Classe 5

D&D

http://www.affile.org/storia_e_cultura/sbenedetto.htm
http://www.culturaitalia.it/opencms/museid/viewItem.jsp
?language=it&id=oai%3Aculturaitalia.it%3Amuseiditalia-
work_41557
1 chi è il protagonista centrale dell’affresco? Gesù
morto e risorto, scena numero 1.
2 Benedetto ha 17 anni e vuole fuggire da Roma
perché è deluso da quell’ambiente rovinato per la
mancanza di fede e scappa ad Affile. Dove leggi la
scritta del nome di questo luogo? sul monte centrale
dell’affresco.
3 Affile era forse il paese natale di Cirillo, la nutrice di
Benedetto. Dove vedi questa donna nell’affresco? A
sinistra nella scena numero 2
4 dove vedi la città di Affile nell’affresco? Si riconosce
nelle case della scena centrale numero 3
5 osserva la scena numero 4: il monaco è San Romano
e sta compiendo un’azione: quale? Sta vestendo
Benedetto con gli abiti monastici. Da quel momento
Benedetto diventa un monaco.
6 Il monaco romano gli indica poi una grotta che oggi
è contenuta dentro il monastero del Sacro Speco,
dove Benedetto vivrà da eremita per circa tre anni
(scena 4). Che cosa sarà l’unica compagnia di
Benedetto in questo periodo di solitudine? La Bibbia
Classe 5
S. Gregorio Magno, libro II° dei "Dialoghi"
Giunti alla località chiamata Enfide, quasi costretti dalla carità di molte
generose persone, dovettero interrompere il viaggio; presero così dimora presso
la chiesa di S. Pietro.
Qualche giorno dopo, la nutrice aveva bisogno di mondare un po' d
i grano e chiese alle vicine che volessero prestarle un vaglio di coccio. Avendolo però
lasciato sbadatamente sul tavolo, per caso cadde e si ruppe i due pezzi. Ed ora?
L'utensile non era suo, ma ricevuto in prestito: cominciò disperatamente a
piangere.Il giovanotto, religioso e pio com'era, alla vista di quelle lacrime, ebbe
compassione di tanto dolore: presi i due pezzi del vaglio rotto, se ne andò a
pregare e pianse. Quando si rialzò dalla preghiera, trovò al suo fianco lo staccio
completamente risanato, senza un minimo segno d'incrinatura: "Non c'è più
bisogno di lacrime - disse, consolando dolcemente la nutrice -
Il vaglio rotto eccolo qui, è sano!".
La cosa però fu risaputa da tutto il paese e suscitò tanta ammirazione che gli
abitanti vollero sospendere il vaglio all'ingresso della chiesa: doveva far
conoscere ai presenti e ai posteri con quanto grado di grazia Benedetto, ancor
giovane, aveva incominciato il cammino della perfezione.
5
Il vaglio restò lì per molti anni, a vista di tutti, e fino al tempo
recente dei Longobardi, è rimasto appeso sopra la porta della chiesa.
Benedetto però non amava affatto le lodi del mondo: bramava piuttosto
sottoporsi a disagi e fatiche per amore di Dio, che non farsi grande negli onori di
questa vita. Proprio per questo prese la decisione di abbandonare anche la sua
nutrice e nascostamente fuggì. Si diresse verso una località solitaria e deserta
chiamata Subiaco, distante da Roma circa 40 miglia, località ricca di fresche e
abbondantissime acque, che prima si raccolgono in un ampio lago e poi si
trasformano in fiume.
Si affrettava dunque a passi svelti verso questa località, quando si incontrò
per via con un monaco di nome Romano, che gli domandò dove andasse.
Conosciuta la sua risoluzione, gli offrì volentieri il suo aiuto. Lo rivestì quindi
dell'abito santo, segno della consacrazione a Dio, lo fornì del poco necessario
secondo le sue possibilità e gli rinnovò la promessa di non dire il segreto a
nessuno.In quel luogo di solitudine, l'uomo di Dio si nascose in una stre
tta e scabrosa spelonca. Rimase nascosto lì dentro tre anni e nessuno seppe mai
niente, fatta eccezione del monaco Romano. Questi dimorava in un piccolo
monastero non lontano, sotto la guida del padre Adeodato; con pie industrie,
cercando il momento opportuno, sottraeva una parte della sua porzione di cibo e in
giorni stabiliti la portava a Benedetto. Dal monastero di Romano però non era
possibile camminare fino allo speco, perché sopra di questo si stagliava un'altissima
rupe. Romano quindi dall'alto di questa rupe, calava abilmente il pane con una
lunghissima fune, a cui aveva agganciato un campanello: l'uomo di Dio sentiva,
usciva fuori e lo prendeva.
Il bene però non piace mai allo spirito maligno: sentiva rabbia della carità
dell'uno e della refezione dell'altro. Un giorno, osservando che veniva calato il
pane, scagliò un sasso e ruppe il campanello. Romano però continuò lo stesso,
come meglio poteva, a prestare questo generoso servizio.
D. R. Kendall, Gesù lava i piedi ai discepoli

Guardando il dipinto, che cosa ti colpisce?

1. Dove siamo? In una stanza anonima


Com’è il luogo in cui è ambientata la scena? Molto
colorato
2. Chi è il personaggio in rosso al centro in primo
piano? Gesù
3. Che cosa sta accadendo nella scena? Una persona –
Gesù - sta lavando i piedi ad un’altra in un catino
pieno di acqua mentre altre persone stanno
assistendo al gesto
4. Come sono gli abiti dei personaggi? Sono abbigliati
con vestiti e moderni, anche bizzarri: i pantaloni a
righe verdi, la maglia a stelle rosa, la maglia a
quadri verde, il vestito ad anelli blu, i cappelli.
5. Che cosa fa l’uomo in alto a destra? Solleva una
tenda nera e lascia intravedere la luce di un sole alto
nel cielo e richiama le parole della profezia: “Verrà a
visitarci un sole dall’alto (Isaia 60,1-22). Per i cristiani
questo sole è Gesù
6. quali oggetti vedi di questo luogo? Un catino, un
vaso contenente dell’acqua, altro vasellame, un
calice, una tavola con una tovaglia bianca, delle
sedie, una lampada rossa con fiammelle gialle
pendenti, che cala dal soffitto

A quale festa cristiana ti far pensare la lampada


rossa con le fiamme gialle pendenti? Alla Pentecoste

È una scena che ritrae un’azione vicina o lontana nel


tempo? Entrambe, sia attuale (considerata la modernità
dell’ambiente e dei personaggi) che passata (non si
lavorerebbero più i piedi in un catino ne avrebbe senso il
farlo davanti ad altre persone)

Giovanni 13, 1-15


CENA E ADDIO AI DISCEPOLI
Gesù lava i piedi ai discepoli
1
Prima della festa di Pasqua Gesù, sapendo che era venuta la sua ora di passare da
questo mondo al Padre, avendo amato i suoi che erano nel mondo, li amò fino alla
fine. 2Durante la cena, quando il diavolo aveva già messo in cuore a Giuda, figlio di
Simone Iscariota, di tradirlo, 3Gesù, sapendo che il Padre gli aveva dato tutto nelle
mani e che era venuto da Dio e a Dio ritornava, 4si alzò da tavola, depose le vesti,
prese un asciugamano e se lo cinse attorno alla vita. 5Poi versò dell'acqua nel catino e
cominciò a lavare i piedi dei discepoli e ad asciugarli con l'asciugamano di cui si era
cinto. 6Venne dunque da Simon Pietro e questi gli disse: «Signore, tu lavi i piedi a
me?». 7Rispose Gesù: «Quello che io faccio, tu ora non lo capisci; lo capirai dopo».
8
Gli disse Pietro: «Tu non mi laverai i piedi in eterno!». Gli rispose Gesù: «Se non ti
laverò, non avrai parte con me». 9Gli disse Simon Pietro: «Signore, non solo i miei
piedi, ma anche le mani e il capo!». 10Soggiunse Gesù: «Chi ha fatto il bagno, non ha
bisogno di lavarsi se non i piedi ed è tutto puro; e voi siete puri, ma non tutti».
11
Sapeva infatti chi lo tradiva; per questo disse: «Non tutti siete puri».
12
Quando ebbe lavato loro i piedi, riprese le sue vesti, sedette di nuovo e disse loro:
«Capite quello che ho fatto per voi? 13Voi mi chiamate il Maestro e il Signore, e dite
bene, perché lo sono. 14Se dunque io, il Signore e il Maestro, ho lavato i piedi a voi,
anche voi dovete lavare i piedi gli uni agli altri. 15Vi ho dato un esempio, infatti,
perché anche voi facciate come io ho fatto a voi.
P. Picasso, I quattro angoli del mondo Classe 5

1. Che cosa noti nell’affresco? Una colomba con un


ramo di ulivo nel becco in un cerchio sorretto da
quattro persone che compiono due gesti
contemporaneamente: con un braccio sono unite fra
di loro, con l’altro sorreggono la stessa colomba.
2. Quali colori vedi nell’affresco? Bianco rosso giallo
nero azzurro verde
3. a chi sono attribuiti questi colori? Potrebbero essere i
colori della pace: rosso della passione e l’amore, il
giallo della gioia, il bianco della purezza e il verde
della vita e della speranza. Ma potrebbero anche
significare proprio i quattro ceppi / civiltà
dell’umanità: asiatica (giallo), europea (bianco), indo
americana (lo stesso), africana (nero).
4. Nella religione cristiana, che cosa si ricorda quel
cerchio bianco in cui sta la colomba? L’ostia
consacrata
5. Se le quattro persone sono unite da un unico gesto
fra di loro, e a loro volta sono unite all’unica
colomba, quale potrebbe essere il messaggio che
lascia Picasso? La pace proviene da Dio: Dio la dona
agli uomini di tutto il mondo indistintamente, purché
la accolgano e la passino gli uni agli altri. Anch’essi a
loro volta diventeranno da canali, sorgenti di acqua
viva, che è l’amore di Dio stesso.
6. Quali sentimenti, impressioni, sensazioni lascia
questo affresco?

Metterei una selezione di versetti, che segnalo in bold


underlined:
Isaia 52, 7-10
7Come sono belli sui monti
i piedi del messaggero che annuncia la pace,
del messaggero di buone notizie che annuncia la salvezza,
che dice a Sion: «Regna il tuo Dio».
8
Una voce! Le tue sentinelle alzano la voce,
insieme esultano,
poiché vedono con gli occhi
il ritorno del Signore a Sion.
9
Prorompete insieme in canti di gioia,
rovine di Gerusalemme,
perché il Signore ha consolato il suo popolo,
ha riscattato Gerusalemme.
10
Il Signore ha snudato il suo santo braccio
davanti a tutte le nazioni;
tutti i confini della terra vedranno
la salvezza del nostro Dio.

Salmi 97

1 Salmo.
Cantate al Signore un canto nuovo,
perché ha compiuto prodigi.
Gli ha dato vittoria la sua destra
e il suo braccio santo.
2 Il Signore ha manifestato la sua salvezza,
agli occhi dei popoli ha rivelato la sua giustizia.
3 Egli si è ricordato del suo amore,
della sua fedeltà alla casa di Israele.
Tutti i confini della terra hanno veduto
la salvezza del nostro Dio.
4 Acclami al Signore tutta la terra,
gridate, esultate con canti di gioia.
5 Cantate inni al Signore con l'arpa,
con l'arpa e con suono melodioso;
6 con la tromba e al suono del corno
acclamate davanti al re, il Signore.
7 Frema il mare e quanto racchiude,
il mondo e i suoi abitanti.
8 I fiumi battano le mani,
esultino insieme le montagne
9 davanti al Signore che viene,
che viene a giudicare la terra.
Giudicherà il mondo con giustizia
e i popoli con rettitudine.

Salmo 121 (122)


Canto delle salite. Di Davide
Quale gioia, quando mi dissero:
“Andremo alla casa del Signore!”.

Già sono fermi i nostri piedi


alle tue porte Gerusalemme!

Gerusalemme è costruita
come città unita e compatta.

È là che salgono le tribù,


le tribù del Signore,
secondo la legge d'Israele,
per lodare il nome del Signore.

Là sono posti i troni del giudizio,


i troni della casa di Davide.

Chiedete pace per Gerusalemme:


vivano sicuri quelli che ti amano;

sia pace nelle tue mura,


sicurezza nei tuoi palazzi.

Per i miei fratelli e i miei amici


io dirò: “Su te sia pace!”.

Per la casa del Signore nostro Dio,


chiederò per te il bene.
R. Magritte, Il falso specchio Classe 5

1. Guarda il dipinto: che cosa ti sembra vero / reale?


Che cosa invece no?
2. L’iride contiene il cielo, la pupilla un buco nero. Non
dovrebbe essere piuttosto il contrario? Si, infatti è
attraverso la pupilla che transitano le informazioni
verso il cervello. Il cervello poi trasmette a sua volta
queste informazioni sotto forma di impulsi nervosi
che a seconda del piacere, della soddisfazione o al
contrario della negatività che uno prova, procurano
al cuore un’emozione
3. A che cosa ti fa pensare questo contrasto, cioè il
buco nero proprio dove dovrebbe esserci il passaggio
della realtà? A volte può capitare che uno non veda il
cielo eppure il cielo esiste nonostante non sia visto, e
viene riflesso nell’occhio anche se non penetra fino al
cervello e poi da qui al cuore
4. a chi appartiene quest’occhio? A una persona umana
5. di che cosa può essere metafora il cielo? Il cielo è
Dio
6. quale potrebbe essere il messaggio che lascia il
pittore? Il cielo c’è, esiste e si riflette in tutti gli
uomini e donne del mondo ma per farlo vivere
occorre farlo entrare in se stessi

Dio unico padre, gli uomini tutti fratelli:

Matteo 6, 9-13
Padre nostro che sei nei cieli,
sia santificato il tuo nome,
10
venga il tuo regno,
sia fatta la tua volontà,
come in cielo così in terra.
11
Dacci oggi il nostro pane quotidiano,
12
e rimetti a noi i nostri debiti
come anche noi li rimettiamo ai nostri debitori,
13
e non abbandonarci alla tentazione,
ma liberaci dal male.

Il paradiso, il cielo:
Giovanni 14:2,3
“Nella casa del Padre mio ci son molte dimore; se no, vi avrei detto forse che io vado
a prepararvi un luogo? Quando sarò andato e vi avrò preparato un luogo, tornerò e vi
accoglierò presso di me, affinché dove sono io, siate anche voi.”

Isaia 65:21-23 : “Essi costruiranno case e le abiteranno; pianteranno vigne e ne


mangeranno il frutto. Non costruiranno più perché un altro abiti, non pianteranno più
perché un altro mangi; poiché i giorni del mio popolo saranno come i giorni degli
alberi; i miei eletti godranno a lungo l’opera delle loro mani. Non si affaticheranno
invano, e non avranno più figli per vederli morire all’improvviso; poiché saranno la
discendenza dei benedetti del Signore e i loro rampolli staranno con essi.”

Isaia 65:25 : “Il lupo e l’agnello pascoleranno assieme, il leone mangerà il foraggio
come il bue, e il serpente si nutrirà di polvere. Non si farà né male né danno su tutto il
mio monte santo, dice il Signore.”

Isaia 35:5,6 : “Allora si apriranno gli occhi dei ciechi, e saranno sturati gli orecchi dei
sordi; allora lo zoppo salterà come un cervo, e la lingua del muto canterà di gioia;
perché delle acque sgorgheranno nel deserto, e dei torrenti nei luoghi solitari.”

Apocalisse 21:3.4 : “Udii una gran voce dal trono, che diceva: ‘Ecco il tabernacolo di
Dio con gli uomini! Egli abiterà con loro, essi saranno suoi popoli e Dio stesso sarà
con loro e sarà loro Dio. Egli asciugherà ogni lagrima dai loro occhi e non ci sarà più
la morte; né cordoglio, né grido, né dolore, perché le cose di prima sono passate.”