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impegnate in questi lavori e ne ricavano le risorse
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mento, puoi scriverci alla seguente email:
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Lo staff Gruppo Editoriale Macro
Hiromi Shinya

il Fattore
Enzima
la dieta del futuro
che previene le malattie cardiache,
cura il cancro
e arresta il diabete di tipo 2

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pubblicati. Le informazioni scientifiche, sanitarie, dietetiche e
alimentari fornite nei nostri libri non comportano alcuna
responsabilità da parte dell’editore circa la loro efficacia e sicurezza
in caso di utilizzo da parte dei lettori. Ognuno è tenuto a valutare con
buon senso e saggezza il percorso curativo e nutrizionale più
appropriato. Ognuno è tenuto ad assumere tutte
le informazioni necessarie, confrontando rischi e benefici delle
diverse terapie e regimi dietetici disponibili.

Per maggiori informazioni su questo autore e sulla stessa


collana visitate il nostro sito www.macroedizioni.it

Titolo originale: The Enzyme Factor


© 2005 Hiromy Shinya

traduzione Giuseppe Chia


revisione Valerio Pignatta
editing Mariella Alunni, Valentina Pieri
copertina Matteo Venturi

I edizione eBook Gennaio 2012


Collana “Salute & Alimentazione”
a cura di Valerio Pignatta

ISBN 978-88-7869-129-2

© 2009 Macro Edizioni


un marchio del Gruppo Editoriale Macro
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Indice
Nota dell’Editore
Prefazione

Introduzione
Il fattore enzima: la chiave del codice della vita
La chiave per una vita lunga e in buona salute si riassume
in una parola sola: enzimi

Capitolo 1
Enzimi e salute: preconcetti e verità

Si può vivere fino a cent’anni in buona salute


I preconcetti più diffusi sul cibo
Alcuni miti riguardo al cibo
Mangiare carne non dà energia
Sei ragioni per cui le diete ad alto contenuto proteico
sono dannose per la salute
Ciò che raccontano stomaco e intestini
La differenza tra colon americani e giapponesi
In Giappone il tasso di cancro allo stomaco è dieci volte
superiore a quello degli USA
L’assunzione di farmaci anti-acido peggiora le condizioni
dello stomaco
Tutti i farmaci sono estranei all’organismo
Il bruciore di stomaco è un segnale di avvertimento
La quantità di enzimi è la chiave della salute
Tutto si basa sugli enzimi sorgente
Perché i farmaci anticancro non guariscono il cancro
Perché non ci sono recidive del cancro nelle persone
che seguono l’Enzyme Factor Diet and Lifestyle
Il valore limitato dei farmaci
Molte abitudini alimentari mettono a rischio l’organismo
Il latte causa infiammazioni
Perché bere troppo latte causa l’osteoporosi
Perché non mi convince il mito dello yogurt

Capitolo 2
La dieta basata sul fattore enzima

Mangiate cibi che contengono molti enzimi


Continuando a mangiare cibi ossidati anche l’organismo
diventerà ossidato
Non c’è grasso peggiore della margarina
Se di tanto in tanto dovete proprio mangiare cibi fritti
Il modo migliore per assumere acidi grassi essenziali
Il latte in commercio è grasso ossidato
Il latte di mucca è per i vitelli
Troppe proteine animali sono tossiche
Il grasso contenuto nel pesce non ostruisce le arterie
Il pesce a carne rossa deve essere mangiato fresco
Il pasto ideale è per l’85% di origine vegetale e per il 15%
di origine animale
Il riso bianco è cibo morto
Perché i carnivori mangiano gli erbivori
Perché gli uomini hanno 32 denti
Perché masticare bene e mangiare con moderazione
fanno bene alla salute
Non si può star bene e mangiare cibo che ha un sapore
orribile

Capitolo 3
Le abitudini dei ricchi e sani

La maggior parte delle malattie sono causate dalle


abitudini, non sono ereditarie
Sono le abitudini a riscrivere i geni
Fumare e bere alcol sono i peggiori stili di vita
Come guarire dall’apnea nel sonno cambiando abitudini
Bere acqua un’ora prima dei pasti
Acqua ed enzimi sorgente vanno molto d’accordo
La buona acqua è quella con forti qualità antiossidanti
Per perdere peso bevete tanta buona acqua
Evitare di mangiare più del dovuto con gli enzimi
Il metodo giusto per migliorare la funzionalità intestinale
Quali sono gli stili di vita che prevengono l’esaurimento
degli enzimi sorgente?
I vantaggi di una dormitina di cinque minuti ogni tanto
Troppo esercizio fisico non dà benefici ed è molto nocivo
Come ha fatto Chaplin ad avere figli a 73 anni?
La post-menopausa è l’inizio del grande sesso

Capitolo 4
È tutto scritto nel codice della vita

Tutti possono vivere una vita piena


La specializzazione sta rovinando la medicina
Scegliete la salute in anticipo: mangiate meno carne
La vita dell’uomo si deve ai microrganismi
Come creare un ambiente intestinale favorevole ai batteri
buoni
L’inseparabile nesso tra terra e corpo
Gli alimenti coltivati con concimi chimici non contengono
energia vivente
Tutto è scritto nel codice della vita
L’amore attiva l’enzima miracoloso

Conclusione
Il fattore enzima: dall’entropia alla sintropia

Le sette regole d’oro per la buona salute


Raccomandazioni relative all’alimentazione
Alghe e funghi

L’autore
Nota dell’Editore

Per gastroenterologi e medici di tutto il mondo il dott. Hiro-


mi Shinya non ha bisogno di presentazioni. In quanto pioniere
della chirurgia colonscopica Shinya è uno dei medici più famo-
si al mondo. È stato lui, infatti, a sviluppare questa tecnica, che
ha preso non a caso il suo nome, ed è stato sempre lui che ha
contribuito a sviluppare e mettere a punto gli strumenti che
hanno permesso di mettere in pratica questa tecnica.
Attivo nella professione medica da oltre quarant’anni, Shinya
ha curato presidenti, primi ministri, star del cinema, musicisti
e un numero enorme di pazienti meno noti. In effetti, Shinya
ha esaminato stomaci e intestini di oltre 300.000 persone.
Attualmente è Clinical Professor of Surgery all’Albert Einstein Col-
lege of Medicine di New York e direttore della Surgical Endoscopy
Unit al Beth Israel Medical Center.
Basandosi sulla vasta esperienza accumulata trattando
centinaia di migliaia di pazienti – alcuni dei quali seguiti
per tutta una vita – il dott. Shinya ha sviluppato e clini-
camente verificato un approccio alla medicina basato sul
fornire all’organismo un enzima di importanza vitale che
egli ha denominato l’enzima miracoloso. In questo enzima
risiede il segreto per una vita lunga e in salute.
Lo scopo di Shinya nello scrivere questo libro è di spiegare come
funziona questo enzima e perché è così importante per la salute.
Considera questa pubblicazione il punto culminante di una vita di
lavoro, in cui estende le sue scoperte a milioni di persone, persone
che non potrà mai curare di persona. Nel testo Shinya delinea uno
stile di vita che può assicurare a chi lo segue uno stato di salute
ottimale e spiega il perché le pratiche indicate sono così efficaci.

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Il Fattore Enzima

Shinya è nato in Giappone e per metà dell’anno opera nel


paese del Sol Levante. È così riuscito a unificare nella pro-
pria opera le prospettive della medicina occidentale e di
quella orientale. La versione originale di questo libro è in
giapponese. Quando è uscito in Giappone, il libro ha su-
scitato tanto scalpore da vendere oltre due milioni di copie
nel giro di qualche mese. Macro Edizioni è onorata di offri-
re questo libro ai lettori italiani, nella speranza che possa
aiutarli a mettere in pratica uno stile di vita più salutare e
a condurli a una maggiore felicità.

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Prefazione

Sono diventato adulto nel Giappone del dopoguerra, nel-


la fase in cui tecnologie e costumi importati dall’America
trasformarono la mia terra natia. Volevo studiare medicina
in America, così nel 1963, dopo essermi laureato in medi-
cina, mi trasferii negli Stati Uniti con la mia giovane sposa.
Cominciai allora a lavorare nel reparto di chirurgia del Beth
Israel Medical Center di New York.
Giunto negli USA da un paese straniero, mi resi subito con-
to che dovevo per forza diventare bravo per essere rispettato
come chirurgo. Da adolescente avevo studiato arti marziali e,
proprio a causa di quel tipo di addestramento, avevo imparato
a usare bene entrambe le mani. L’essere ambidestro mi diede la
possibilità di operare chirurgicamente con insolita efficienza.
In quella prima fase di internato divenni assistente del dott. Leon
Ginsburg, uno degli scopritori (insieme ai dott. Burrill Bernard
Crohn e Gordon Oppenheimer) del morbo di Crohn. Avvenne
un giorno che i due assistenti principali del dott. Ginsburg fos-
sero impossibilitati ad assisterlo in sala operatoria. Fu allora che
l’infermiera del dott. Ginsburg, che già mi aveva visto operare, mi
raccomandò a lui. Essendo ambidestro, finii molto velocemen-
te. Il dott. Ginsburg, vista la velocità dell’operazione, non volle
credere che tutto fosse stato fatto correttamente e si arrabbiò.
Ma quando poi si rese conto che il paziente guariva bene, senza
le emorragie e il gonfiore che seguono di solito un prolungato
intervento chirurgico, rimase impressionato. Da allora cominciai
a lavorare con lui regolarmente.
Mia moglie e la mia figlioletta non si trovarono bene negli
Stati Uniti. Mia moglie stava spesso male, si sentiva debole

7
Il Fattore Enzima

e non riuscì ad allattare al seno mia figlia. Così fummo co-


stretti a darle del latte artificiale derivato da latte di muc-
ca. Lavoravo tutto il giorno in ospedale e quando tornavo
a casa la sera davo una mano a mia moglie che era incinta
di nuovo. Cambiavo il pannolino alla bambina e le davo il
biberon. La bambina piangeva molto e sviluppò un eritema
su tutta la pelle. Aveva prurito dappertutto e stava male.
Poi nacque il mio figlio maschio. La sua nascita fu una gioia,
ma in un breve volgere di tempo si ammalò di emorragia
rettale. In quel periodo acquistai il mio primo, rudimentale
colonoscopio e con quello esaminai il bambino. Scoprii che
aveva il colon infiammato, ovvero la colite ulcerativa. Rimasi
annichilito dalla scoperta: ecco, mi dissi, sono un dottore
ma non sono capace di guarire la mia giovane e bella moglie
e non sono neppure in grado di alleviare le sofferenze di mio
figlio e di mia figlia. Di quanto avevo studiato in medicina,
niente mi aiutava a capire il perché della loro malattia. Con-
sultai altri medici, i migliori che conoscessi, ma nessuno di
loro fu in grado di aiutarmi. Essere un bravo chirurgo o pre-
scrivere dei farmaci in base ai sintomi non era sufficiente.
Volevo capire che cosa causava la malattia.
In Giappone non avevo mai visto il tipo di dermatite atro-
fica che aveva mia figlia. Cominciai allora a investigare
che cosa avesse potuto causare quella malattia. In Giap-
pone non utilizziamo molti latticini nell’alimentazione.
Pensai che forse la causa della malattia poteva essere il
latte artificiale a base di latte vaccino. Appena smettem-
mo di darle il latte, la bambina cominciò a migliorare.
Capii così che era allergica al latte di mucca. Non riusciva
a digerirlo; le parti non digerite, abbastanza piccole da
passare dagli intestini nel sangue, venivano attaccate dal
suo sistema immunitario come fossero corpi estranei. La

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Prefazione

stessa cosa si rivelò vera per mio figlio. Appena smettem-


mo di dargli il latte la colite sparì.
La malattia di mia moglie venne finalmente diagnostica-
ta come Lupus. La conta delle cellule ematiche era trop-
po bassa, per questo era pallida e anemica. Entrò e uscì
dall’ospedale varie volte ma invano cercammo di salvarle
la vita. Morì prima che riuscissi a scoprire come aiutarla.
Perfino oggi non riesco a dire cosa potrebbe aver causato
il suo lupus. So però che era geneticamente predisposta ad
avere un sistema immunitario iper-reattivo. Da giovane era
stata mandata in un convitto che – pur trovandosi in Giap-
pone – prevedeva una dieta all’occidentale, con tanto latte.
Senza dubbio lei era allergica al latte come furono dopo di
lei i nostri due figli. Esposta innumerevoli volte a un alimen-
to che creava una reazione allergica, il suo sistema immuni-
tario si era indebolito lasciandola senza difese davanti alla
malattia autoimmune del lupus. In base a queste esperienze
cominciai a capire quanto sia importante ciò che mangiamo
per la nostra salute. Questo accadeva oltre cinquant’anni
fa. Da allora in poi ho esaminato stomaci e colon e analiz-
zato le vicende alimentari di più di 300.000 persone.
Ho trascorso la vita cercando di capire l’organismo uma-
no, la salute e la malattia. Mi sono prima concentrato sulla
malattia, su cosa la causa e su come guarisce. Ma quanto
più approfondivo la conoscenza di come funziona l’orga-
nismo nel suo insieme, tanto più cambiava il mio modo
di concepire la malattia. Capii che noi professionisti della
medicina, e anche i pazienti, dovremmo sforzarci di capire
la salute piuttosto che combattere la malattia.
Tutti nasciamo col diritto alla salute, è del tutto naturale
essere sani. Quando cominciai a capire in che cosa consi-
ste la salute, cominciai anche a diventare capace di lavo-

9
Il Fattore Enzima

rare col corpo, aiutandolo a liberarsi della malattia. Solo


l’organismo può guarire se stesso. In quanto medico, è mio
compito creare i presupposti perché ciò accada.
Cominciai, quindi, col cercare di capire la malattia e la mia
ricerca mi condusse a ciò che ritengo essere la chiave per
la salute. Questa chiave è l’enzima miracoloso che opera
all’interno del nostro organismo.
Nel nostro organismo vi sono oltre 5.000 enzimi che crea-
no qualcosa come 25.000 reazioni diverse. Si potrebbe di-
re che ogni azione all’interno del nostro organismo è con-
trollata da enzimi. Ma sappiamo troppo poco su di essi. A
mio parere, questa miriade di enzimi viene creata a partire
da un enzima base o sorgente, che è presente all’interno del
nostro organismo in quantità più o meno circoscritta. Se
esauriamo questa scorta di enzimi sorgente, essi non sa-
ranno in quantità sufficiente per riparare adeguatamente
le cellule, con la conseguenza che col tempo si sviluppe-
ranno cancro e altre malattie degenerative.
È questo, in nuce, ciò che io chiamo fattore enzima.
Quando curo i malati di cancro al colon, per prima cosa
elimino il cancro dal colon e poi li metto a dieta, una dieta
molto rigida ad alto contenuto di enzimi, cibo non tossico e
acqua, in modo che abbiano a disposizione quanti più enzimi
sorgente possibile per riparare le cellule dell’organismo. Non
credo nei potenti farmaci che sconfiggono il sistema immu-
nitario, perché vedo che il cancro al colon non si verifica in
modo casuale, non è mai un incidente isolato. Il cancro al
colon mi dice che l’intera scorta di enzimi sorgente a disposi-
zione dell’organismo è esaurita e l’organismo non riesce più
a riparare le proprie cellule in modo adeguato.
Io credo che nasciamo con una scorta limitata di questo enzi-
ma sorgente e che non dovremmo sprecarlo avvelenandoci con

10
Prefazione

cibo cattivo, tossine, stress ed escrezione inadeguata. Ma c’è


qualcos’altro che dovremmo capire e questo qualcos’altro ha
a che fare con la ragione per cui chiamo questo enzima miraco-
loso. Sono stato testimone di guarigioni spontanee e remissioni
da ogni tipo di malattia. Studiando in profondità tali fenomeni
ho cominciato a capire come certi miracoli possono accadere.
Abbiamo scoperto il DNA, ma non abbiamo capito granché
di come funziona. Nel nostro DNA c’è un grande potenziale
latente che non riusciamo ancora a capire. Le mie ricerche
indicano che l’irrompere di energie emotive positive quali
l’amore, il riso e la gioia possono stimolare il nostro DNA
a produrre una cascata di enzimi sorgente nel nostro orga-
nismo. Questo enzima miracoloso può allora agire da bio-
catalizzatore per riparare le nostre cellule. La gioia e l’amore
possono risvegliare questo potenziale ben al di là di quanto
col nostro comune intelletto riusciamo ad afferrare.
In questo libro vi dirò cosa fare ogni giorno, cosa mangiare,
quali supplementi ed enzimi prendere per stimolare l’enzi-
ma miracoloso e la salute. Tuttavia, la cosa più importante
che posso dirvi per vivere a lungo e in salute è: “Fate ciò che
vi rende felici” (anche se questo a volte potrà andare contro
altre mie raccomandazioni).
Lasciatevi trasportare dalla musica. Fate l’amore. Divertitevi.
Gioite di semplici piaceri. Vivete con passione. Ricordatevi che
una vita felice e densa di significato è la strada che ci indica la
natura per conservare la salute. Un gioioso entusiasmo – più
che la perfetta aderenza a una qualunque dieta – è la chiave per
mettere al lavoro a vostro vantaggio l’enzima miracoloso.

Giugno 2007
Dott. Hiromi Shinya

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Introduzione

Il fattore enzima: la chiave del codice della vita

Il nostro organismo ha una miracolosa capacità di guarire se


stesso. Anzi, è l’unico sistema di guarigione che ci può resti-
tuire l’equilibrio in caso di malattia. La medicina può agire
da supporto in caso di emergenza, la chirurgia può essere
necessaria in certe circostanze ma è solo il nostro organismo
che ha la capacità di guarire se stesso.
Ho visto questa verità all’opera innumerevoli volte nella mia pra-
tica medica. Circa trentacinque anni fa fui la prima persona al
mondo a recidere con successo un polipo utilizzando un colono-
scopio senza dover incidere in alcun modo la parete addomina-
le. Fu un evento molto importante a quel tempo perché riuscii a
togliere il polipo senza tagliare l’addome, evitando così gli effetti
secondari connessi all’intervento chirurgico. Visto che ero l’unico
specialista in quel campo, ricevetti di punto in bianco innume-
revoli richieste di intervento. Più di dieci milioni di persone, solo
negli Stati Uniti, avevano urgenza di esami al colon e per molti di
essi si rendeva necessaria l’asportazione di polipi. Attratti dalla
nuova tecnica poco invasiva, i pazienti cominciarono ad arrivare
da ogni dove. E così, ad appena trent’anni, divenni il direttore
del Surgical Endoscopy del Beth Israel Medical Center di New York. Di
mattina lavoravo in ospedale e nel pomeriggio nella mia clinica
privata, ricevendo pazienti dal mattino fino a tarda sera. Dopo
decenni di pratica clinica come endoscopista gastrointestinale –
trascorsi ad analizzare letteralmente centinaia di migliaia di per-
sone – ho appreso che quando l’apparato gastrointestinale di
una persona è in ordine, pulito, allora l’organismo di quella per-

13
Il Fattore Enzima

sona è in grado di reagire a malattie di ogni genere. Il contrario


accade quando il sistema gastrointestinale non è pulito: quella
persona andrà soggetta a malattie. In altri termini, una perso-
na con buone caratteristiche gastrointestinali è mentalmente
e fisicamente sana; quando invece le caratteristiche non sono
buone, prima o poi di solito si manifesta qualche patologia
di tipo mentale o fisico. La stessa cosa vale al contrario: una
persona sana ha buone caratteristiche gastrointestinali, una
persona non sana cattive condizioni gastrointestinali. Natu-
ralmente, mantenere buone condizioni intestinali e gastriche è
direttamente connesso al mantenimento di uno stato di salute
complessivo buono.
Ma che cosa dovrebbe fare (o non fare) un individuo per
avere e mantenere buone condizioni gastrointestinali? Per
avere delle risposte precise a questa domanda, ho sottoposto
per anni ai miei pazienti un questionario concernente le loro
abitudini alimentari e altri aspetti del loro stile di vita. Grazie
ai risultati di tali questionari ho scoperto una forte interazio-
ne tra lo stato di salute e certi modi di vivere e alimentarsi.
In questo libro ho intenzione di presentare al lettore le mie
teorie su come vivere a lungo e in buona salute, teorie ba-
sate proprio sui dati raccolti nei miei lunghi anni di pratica
medica. I dati suggeriscono che l’intero organismo e le sue
innumerevoli funzioni possono essere compresi utilizzan-
do una unica chiave di lettura.

La chiave per una vita lunga e in buona salute


si riassume in una parola sola: enzimi

Enzima è un termine generico che indica un catalizzatore


proteico che si forma all’interno delle cellule degli esseri

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Introduzione - Il fattore enzima: la chiave del codice della vita

viventi. Ovunque vi sia vita, in animali o piante, gli enzimi


sono al lavoro. Essi prendono parte a tutti i processi neces-
sari a sostenere la vita: sintesi, decomposizione, trasporto,
escrezione, detossificazione e rifornimento di energia. Gli
esseri viventi non sarebbero tali senza gli enzimi.
Più di 5.000 tipi di enzimi vengono creati all’interno delle
cellule del nostro organismo. Ma gli enzimi utilizzati dall’or-
ganismo vengono prodotti anche a partire dagli enzimi che
si ritrovano negli alimenti che consumiamo ogni giorno. La
ragione dell’esistenza di così tanti enzimi è che ognuno di
essi ha caratteristiche speciali e funzioni uniche. Ad esempio
l’enzima digestivo amilasi, che si trova nella saliva, reagisce
solo ai carboidrati. Anche grassi e proteine vengono digeriti
da enzimi specifici e diversi uno dall’altro.
L’opinione prevalente è che molti tipi di enzimi vengano
creati in risposta ai bisogni dell’organismo. Non è ancora
chiaro, però, come essi vengano creati all’interno delle cellu-
le. Io ho una teoria che potrebbe chiarire questo processo.
A mio parere esiste un enzima sorgente, ossia un prototipo
di enzima non specializzato. Questo enzima può potenzial-
mente trasformarsi e diventare qualsiasi tipo di enzima in
risposta a un particolare bisogno dell’organismo.
La mia teoria – sviluppata nel corso di lunghi anni di pratica
clinica e di osservazioni – è questa: il nostro stato di salute
dipende dalla nostra capacità di mantenere, piuttosto che
esaurire, l’enzima sorgente all’interno del nostro organismo.
Per questi catalizzatori io uso il termine enzima sorgente per-
ché è da questi enzimi non specializzati che l’organismo rica-
va i 5.000 e oltre enzimi specifici che svolgono le più svariate
funzioni all’interno del corpo umano. Li ho anche denominati
enzimi miracolosi perché svolgono un ruolo fondamentale nel-
la capacità dell’organismo di guarire se stesso.

15
Il Fattore Enzima

Questa idea di un enzima sorgente è nata osservando che


quando una particolare area dell’organismo necessita e,
di conseguenza, consuma grandi quantità di uno specifico
tipo di enzima, allora altre aree dell’organismo tendono a
svuotarsi dei loro enzimi specifici. Ad esempio, se si consu-
mano grosse quantità di alcol, vi sarà bisogno di una quan-
tità superiore al normale dell’enzima specifico che provvede
a disgregare le molecole dell’alcol all’interno del fegato. Ciò
però crea una carenza negli enzimi necessari per la digestio-
ne e l’assimilazione a livello di stomaco e intestini.
A quanto sembra non esiste una quantità predeterminata
di ciascuno delle migliaia di enzimi esistenti. Pare piuttosto
che sia l’enzima sorgente a essere trasformato in un tipo
specifico di enzima, quando ciò si rende necessario. L’enzi-
ma specifico viene poi utilizzato nel sito in cui è richiesto.
Attualmente a livello mondiale gli enzimi vengono ritenuti un
fattore chiave nel mantenimento della salute ma – per quan-
to la ricerca sul tema continui a progredire – molti processi
rimangono tuttora incompresi. Il dott. Edward Howell – pio-
niere nella ricerca sugli enzimi – ha proposto una teoria dav-
vero interessante. Essa afferma che il numero di enzimi che un
organismo vivente può produrre nel corso della sua esistenza
è predeterminato. Howell ha denominato questo numero fis-
so di enzimi potenziale enzimatico. Quando questo potenziale
si esaurisce, termina anche la vita dell’organismo.
La teoria di Howell è simile alla mia teoria dell’enzima
sorgente. Questo mi fa pensare che – se la direzione che
prenderà la ricerca sugli enzimi sarà quella giusta – presto
l’esistenza dell’enzima sorgente sarà provata. Questo tipo
particolare di ricerca è tuttora in fase di sviluppo e l’esi-
stenza dell’enzima sorgente è attualmente solo una teoria,
ma vi sono già innumerevoli prove cliniche che dimostrano

16
Introduzione - Il fattore enzima: la chiave del codice della vita

come si possa rafforzare enormemente le nostre caratteri-


stiche gastrointestinali – e di conseguenza lo stato di salu-
te – seguendo una dieta a base di enzimi e trasformando lo
stile di vita in modo da non esaurire l’enzima sorgente.
Lo stile di vita sano che presento ai lettori in questo libro
consiste in suggerimenti che da anni fornisco ai miei pa-
zienti. Ho assistito a molte guarigioni di pazienti che hanno
messo in pratica le linee guida che offrirò anche ai lettori di
questo libro. Preparatevi comunque a delle sorprese perché
alcuni di questi consigli non sono affatto in sintonia con
molti dei luoghi comuni oggi prevalenti su alimentazione e
salute. Vi assicuro però che tutto ciò che leggerete in questo
libro è stato ben collaudato: solo dopo aver verificato la si-
curezza di questo stile di vita ho proposto ai miei pazienti di
seguirlo. E con risultati davvero sensazionali.
Anch’io seguo questo stile di vita e in tanti anni di pratica
quotidiana della medicina non mi sono ammalato neppu-
re una volta. La prima e ultima volta che un dottore mi ha
prescritto dei farmaci è stato a 19 anni, perché avevo pre-
so l’influenza. Adesso che sono entrato nei settanta, con-
tinuo ancora a operare in ambito medico, sia in Giappone
che negli USA. Per quanto stressante sia la professione di
medico, sia fisicamente che mentalmente, sono stato in
grado di mantenermi in salute proprio mettendo in pratica
lo stile di vita che descrivo in questo libro.
Avendo constatato attraverso la mia personale esperienza gli
effetti positivi di questo stile di vita, ho fatto in modo che lo
seguissero anche i miei pazienti. I risultati ottenuti sono stati
meravigliosi, di gran lunga superiori a quelli ottenuti perfino
da me. Ad esempio, dopo aver istruito i miei pazienti a com-
prendere e seguire questo stile di vita, ho potuto osservare
che il tasso di recidività del cancro si è ridotto a zero.

17
Il Fattore Enzima

La medicina moderna viene spesso praticata come se il cor-


po umano fosse una macchina composta da parti indipen-
denti l’una dall’altra. Esso è invece una unità singola in cui
tutto è connesso. Ad esempio, gli effetti di una cavitazione
non curata in un dente avranno ripercussioni su tutto l’or-
ganismo. Quando il cibo non viene masticato a sufficienza
appesantirà il lavoro di stomaco e intestini causando indi-
gestione, inadeguato assorbimento di principi nutritivi es-
senziali e una miriade di altri problemi in tutto l’organismo.
Una piccola patologia che può sembrare a prima vista irrile-
vante non di rado conduce a malattie molto gravi.
La nostra salute trova sostegno nelle varie azioni che svol-
giamo ogni giorno: mangiare, bere, movimento fisico, ripo-
so, sonno e mantenimento di uno stato mentale adeguato.
Se in una qualsiasi di queste aree si sviluppa una patologia,
essa finirà col coinvolgere tutto l’organismo. Date le com-
plesse interconnessioni esistenti all’interno dell’organismo,
la mia opinione è che gli enzimi sorgente svolgano la fun-
zione di mantenere l’omeostasi dell’organismo, l’equilibrio
necessario per una vita sana.
Purtroppo, la società moderna presenta un’abbondanza di
fattori che consumano i nostri preziosi enzimi sorgente. Al-
col, tabacco, farmaci e droghe, additivi alimentari, sostanze
chimiche utilizzate in agricoltura, inquinamento ambienta-
le, onde elettromagnetiche e stress di tipo affettivo sono
alcuni dei fattori che portano all’esaurimento degli enzimi
sorgente. Per mantenersi in buona salute nella società con-
temporanea, è essenziale capire i meccanismi attraverso cui
opera il nostro organismo e mettere in opera un adeguato
sforzo di volontà per prenderci cura della nostra salute.
Fortunatamente, ciò non è affatto difficile da fare. Una volta
compreso chiaramente ciò che esaurisce gli enzimi sorgen-

18
Introduzione - Il fattore enzima: la chiave del codice della vita

te e come questi possono essere ripristinati, allora – con un


piccolo sforzo quotidiano – saremo in grado di vivere il resto
della nostra vita senza ammalarci.
Un vecchio detto dice: “Mangia e bevi in allegria perché
domani puoi morire”. Io suggerisco invece di mangiare e
bere in modo saggio e di vivere in allegria oggi e anche do-
mani. In questo libro vi mostrerò come fare.

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Capitolo 1

Enzimi e salute: preconcetti e verità

Sono passati quarant’anni da quando iniziai la mia attivi-


tà di specialista in endoscopia gastrointestinale. Per tutti
questi anni ho cercato, insieme ai miei pazienti, di scoprire
in cosa consiste una vita sana. Proprio in quanto medico
sono profondamente convinto che non si può mantenere
un paziente in salute solo facendo check-up e curando le
malattie. La salute a lungo termine è il risultato di atteg-
giamenti e abitudini sani. Migliorare il proprio stile di vi-
ta a livello quotidiano è di gran lunga più importante del
contare solo sull’efficacia della chirurgia o dei farmaci.
La dieta basata sul fattore enzima e sullo stile di vita1 che
vi presento in questo libro è capace di conseguire risultati
clinici come lo 0% del tasso di recidività del cancro.
Lo ripeto: nessuno dei miei pazienti ha dovuto affrontare
di nuovo il cancro. Perché? Perché i miei pazienti malati
di cancro prendono molto sul serio la loro salute, sosten-
gono con tutta la convinzione possibile i processi di auto-
guarigione dell’organismo e mettono in pratica quotidia-
namente lo stile di vita da me consigliato. Si tratta di un
complesso di nuove abitudini che permettono di godere di
ottime condizioni di salute fino a tarda età.
Armati delle verità che vi propongo in questo libro, spetterà poi
a voi scegliere la salute o la malattia. Nel passato, si pensava che
le malattie potessero e dovessero essere curate esclusivamente
da medici mediante farmaci. I pazienti, del tutto passivi, non
facevano altro che seguire le istruzioni del medico prendendo

21
Il Fattore Enzima

i farmaci prescritti. Nella fase attuale, però, niente impedisce


che ogni persona si renda responsabile della propria salute.
Tutti speriamo di non ammalarci mai oppure, se ci am-
maliamo, desideriamo profondamente guarire in fretta. Se
questo vi sembra impossibile, convincetevi: non lo è affat-
to. In questo libro propongo uno stile di vita che vi permet-
terà di continuare il corso naturale della vostra vita senza
dovervi ammalare di nuovo.
Naturalmente, per raggiungere questo obiettivo potrebbe es-
sere necessario cambiare completamente le abitudini alimen-
tari e lo stile di vita che vi hanno accompagnato fino a quel
dato momento. Non lasciate che queste abitudini vi facciano
considerare con superficialità i consigli che man mano vi da-
rò. Leggete con la mente aperta. Credo fermamente che da
adesso a quando finirete di leggere questo libro, l’ispirazione
a operare cambiamenti avrà sicuramente fatto breccia.
Quando ci si ammala, la prima cosa che viene da pensare e di
cui ci lamentiamo è il perché ci siamo ammalati. Ma ammalarsi
non è una punizione che ci arriva da Dio, nessuno ci mette alla
prova attraverso la malattia! Nella maggior parte dei casi la
malattia non è affatto frutto di predisposizione genetica. Qua-
si tutte le malattie, invece, non sono altro che il prodotto delle
abitudini personali che abbiamo accumulato nel tempo.

Si può vivere fino a cent’anni


In buona salute

Vi considerate una persona sana? Non sono molti quel-


li che risponderanno a questa domanda con un chiaro e
definito sì. Il motivo è che il non essere malati non signifi-
ca automaticamente essere sani. Nella medicina orientale

22
Capitolo 1 - Enzimi e salute: preconcetti e verità

esiste l’espressione malattia dormiente. Tale termine indica


una condizione in cui una persona non è ancora malata e
non è neppure completamente in salute. In altri termini, la
persona si trova in uno stato in cui la malattia può instau-
rarsi da un momento all’altro. Attualmente molti cittadini
statunitensi si trovano in questa condizione.
Anche le persone che si considerano complessivamente sane
hanno spesso qualche problema di stitichezza cronica o diar-
rea, insonnia, torcicollo o mal di schiena. Tali sintomi sono
segnali di SOS che ci manda il nostro organismo. Se l’unica
cosa che vi viene da dire in tali circostanze è “Può capitare”
oppure “Mi capita spesso”, rischiate che il disturbo prosegua
il suo corso trasformandosi in una malattia grave.
Negli USA l’aspettativa di vita è balzata dai 47 anni del 1900
ai quasi 78 del 2006. Visto che è normale pensare di vivere
quanto più a lungo possibile, si potrebbe dire che si tratta
di una tendenza del tutto positiva. Tuttavia, le cifre riferite
all’aspettativa di vita media non dovrebbero farci assume-
re atteggiamenti di malriposta fiducia, perché queste cifre
non riflettono in maniera esatta il vero stato di salute della
maggior parte delle persone. Ad esempio, un centenario che
conduce una vita sana non è equiparabile a un centenario
malato e costretto a letto. Hanno entrambi la stessa età ma
la qualità della vita è completamente diversa. Se non stiamo
bene, sarà difficile che riusciamo a vivere una vecchiaia sod-
disfacente. Pochissime persone vorrebbero vivere a lungo ed
essere al contempo costrette a letto in stato di sofferenza.
Solo quando si è relativamente sani, il desiderio di vivere a
lungo viene condiviso dalla maggior parte delle persone.
Provate a ricordare l’aspetto di un vostro anziano parente
o di un’altra persona a voi vicina. Se considerate atten-
tamente lo stato di quella persona, vi sentite davvero di

23
Il Fattore Enzima

desiderare di trovarvi in quello stesso stato, quando rag-


giungerete la sua età? Purtroppo la risposta è obbligata ed
è chiaramente un no deciso.
Quando si diventa vecchi, anche il corpo di una persona sa-
na si deteriora. Tuttavia, essere malati e sperimentare il na-
turale declino del corpo sono due cose totalmente diverse.
Mia madre, che ha seguito lo stile di vita consigliato in que-
sto libro per molti anni, è sana e attiva all’età di 96 anni.
Che cosa porta gli anziani ad ammalarsi?
La differenza tra un centenario sano e un centenario co-
stretto a letto non è data dall’età. La differenza sta nelle
abitudini alimentari e non, che si sono accumulate in quei
cent’anni di vita. In soldoni, che una persona sia sana o
no dipende da ciò che quella persona mangia e da come
quella persona vive giorno per giorno Ciò che determina lo
stato di salute di una persona è l’effetto di accumulo cre-
ato giorno dopo giorno da cibo, acqua, movimento fisico,
sonno, lavoro e stress.
Se è così, allora la domanda è: che tipo di stile di vita do-
vremmo seguire per vivere a lungo e in salute?
Oggi esiste un mercato enorme dell’industria della salute e
del fitness. Gli scaffali dei supermercati sono stracolmi di
prodotti che promettono di migliorare la salute. Molta gen-
te compra questi prodotti perché sull’etichetta c’è scritto
che basta quel rimedio per risolvere quel dato problema di
salute. Basta mandar giù il supplemento una volta al giorno.
Come se non bastasse, anche la pubblicità in televisione o
sulla stampa ci dice “il prodotto xx fa bene all’organismo”.
Ecco perché il giorno dopo quel prodotto registrerà il tutto
esaurito. Ciò significa, in breve, che la maggior parte della
gente non capisce ciò che davvero è un bene per l’organi-
smo ed è facilmente manipolata dai media.

24
Capitolo 1 - Enzimi e salute: preconcetti e verità

I preconcetti più diffusi sul cibo

C’è qualcosa a cui prestate particolare attenzione quando


cercate di mantenervi in salute? Fate movimento fisico con
regolarità, mangiate in modo appropriato, prendete sup-
plementi e tisane?
La mia intenzione qui non è di criticare le vostre abitudini
quotidiane. Raccomando invece che almeno una volta al
giorno vi fermiate a considerare il vostro stato di salute
cercando di capire se abitudini e stile di vita siano davvero
efficaci nel mantenervi in salute.
La ragione per la quale dico questo è che spesso molti pro-
dotti generalmente considerati buoni per la salute in effetti con-
tengono cose che possono danneggiare il vostro organismo.

Alcuni miti riguardo al cibo

• Mangiare yogurt tutti i giorni per migliorare la digestione.


• Bere latte tutti i giorni per evitare il deficit di calcio.
• Assumere quotidianamente vitamine attraverso i sup-
plementi invece che con la frutta perché la frutta contie-
ne carboidrati e calorie.
• Trattenersi dal mangiare carboidrati come riso e pane
per la paura di ingrassare.
• Scegliere alimenti ad alto contenuto proteico.
• Aumentare il consumo di liquidi bevendo tè verde, ricco
di antiossidanti.
• Bollire l’acqua del rubinetto per eliminare i residui di cloro.

Non ho ancora trovato una persona che mangi yogurt tutti i


giorni e che goda di una buona salute gastrointestinale. Molti

25
Il Fattore Enzima

americani bevono latte tutti i giorni per tutta la vita e mangia-


no latticini fin dalla più tenera età, eppure molti di essi sof-
frono di osteoporosi, quella stessa osteoporosi che dovrebbe
essere prevenuta proprio dal calcio contenuto nel latte.
Per diversi mesi all’anno esercito la mia attività a Tokyo
e ho notato che anche i giapponesi che bevono spesso tè
verde ricco di antiossidanti presentano problemi di sto-
maco più o meno gravi. Gli addetti alle miscele di tè, ad
esempio, – che per lavoro devono bere enormi quantità di
tè verde – spesso presentano ciò che è nota come gastrite
atrofica, un precursore del cancro allo stomaco.
Ricordate ciò che oltre trecentomila analisi cliniche mi
hanno insegnato: una persona con una debole funzionali-
tà gastrointestinale non è mai una persona sana.
Alla luce di quanto ho appena detto, come mai sostanze
che danneggiano lo stomaco e gli intestini vengono general-
mente considerate buone per la salute? Questo accade per
lo più perché si tende a considerare un solo aspetto, o un
solo effetto, di quel particolare alimento o bevanda, piut-
tosto che il quadro d’insieme. Prendiamo ad esempio il tè
verde. Indubbiamente esso contiene molti antiossidanti e,
come tale, è in grado di uccidere batteri e ha positivi effetti
contro l’ossidazione. Di conseguenza si è diffusa l’opinione
che bere molto tè verde prolunghi la vita e aiuti a prevenire
il cancro. Io ho sempre nutrito molti dubbi su questo mito
dell’antiossidante. Anzi, i miei dati clinici provano il contra-
rio. Analizzando i miei pazienti ho scoperto che le persone
che bevono molto tè verde hanno problemi di stomaco.
È vero che gli antiossidanti contenuti nel tè appartengono ai
polifenoli, sostanze che prevengono o neutralizzano gli effetti
dannosi dei radicali liberi. Tuttavia, quando gli antiossidanti si
accumulano, si trasformano in una sostanza chiamata tannino.

26
Capitolo 1 - Enzimi e salute: preconcetti e verità

Il tannino fa sì che certe piante e frutti abbiano un effetto astrin-


gente. L’amaro dei cachi acerbi, ad esempio, è causato dal tan-
nino. Il tannino si ossida facilmente, per cui, in base al tempo di
esposizione all’acqua calda o all’aria, si trasforma facilmente in
acido tannico. L’acido tannico, a sua volta, causa il coagulo delle
proteine. La mia teoria, pertanto, è che il tè contenente acido
tannico ha un effetto negativo sulla mucosa gastrica, il rivesti-
mento interno allo stomaco. Ciò può essere causa di patologie
gastrointestinali quali sono ad esempio le ulcere.
Il fatto è che, quando con l’endoscopio analizzo lo stoma-
co di persone che bevono regolarmente tè (tè verde, nero
e di altro tipo) o caffè contenenti alte quantità di acido
tannico, di solito scopro che la loro mucosa gastrica si è
assottigliata o atrofizzata. Il rivestimento della parete del-
lo stomaco, un elemento della massima importanza, lette-
ralmente rovinato! È un fatto ben noto che le alterazioni
causate da atrofia cronica o da gastrite cronica possono
facilmente trasformarsi in cancro dello stomaco.
Non sono l’unico professionista ad aver notato gli effetti ne-
gativi del bere caffè e tè. Nel settembre 2003, alla Japanese
Cancer Conference, Masayuki Kawanishi, della Mie University
School of Hygiene, presentò un rapporto in cui dichiarava che
gli antiossidanti possono danneggiare il DNA. Come se non ba-
stasse, molti tipi di tè venduti oggi nei supermercati vengono
sottoposti a trattamenti chimici nel corso della coltivazione.
Se consideriamo gli effetti dell’acido tannico e dei residui di
pesticidi e sostanze chimiche utilizzati in agricoltura e se a
questi sommiamo gli effetti della caffeina, risulta ben chiaro
perché io raccomandi caldamente di bere semplice acqua
invece del tè. Tuttavia – a quanti non riescono a rinunciare
al tè – consiglio di utilizzare tè, coltivato biologicamente e di
berlo a stomaco pieno, dopo i pasti, e non a stomaco vuo-

27
Il Fattore Enzima

to, per evitare un eccesso di stress per le mucose gastriche.


Consiglio anche di limitarsi a bere due o tre tazze al giorno.
Molte persone sono vittime di preconcetti molto diffusi
riguardo alla salute perché la medicina oggi non considera
l’organismo nel suo insieme. Per molti anni la tendenza per
i dottori è stata quella della specializzazione, limitandosi a
trattare e curare solo una parte del corpo. Non possiamo
confondere la foresta con gli alberi. Tutto nell’organismo
umano è interconnesso. Il fatto che una sostanza conte-
nuta in un alimento sia benefica per una parte dell’organi-
smo non significa che sia benefica per l’organismo nel suo
insieme. Quando si tratta di scegliere alimenti e bevande,
bisogna considerare il quadro d’insieme. Non si può de-
cidere se un alimento è buono o cattivo a partire da un
singolo ingrediente contenuto in quell’alimento.

Mangiare carne non dà energia

Nel 1977 negli Stati Uniti venne pubblicato un rapporto mol-


to interessante su alimentazione e salute: il McGovern Report.
Il rapporto venne pubblicato in risposta a una problema-
tica molto sentita negli USA: i costi crescenti dell’assisten-
za medica e gli effetti sull’economia. Nonostante i grandi
progressi della medicina, il numero dei malati, soprattutto
di patologie gravi come cancro e malattie cardiovascolari,
era allora in continuo aumento. Era chiaro che la situazio-
ne sarebbe presto diventata insostenibile dal punto di vi-
sta finanziario, a meno che non si fosse scoperta una cau-
sa precisa del fenomeno, in modo da ideare una concreta
politica per contrastare la tendenza. Fu a causa di questa
crisi che il senato decise di istituire una commissione spe-

28
Capitolo 1 - Enzimi e salute: preconcetti e verità

ciale per studiare il fenomeno. A capo della commissione


venne nominato il senatore George McGovern.
In collaborazione con medici e nutrizionisti del periodo, i
membri della commissione cominciarono a raccogliere da
tutto il mondo dati relativi ad alimentazione e salute, co-
minciando a studiare le cause dell’aumento del numero
dei malati. Risultati e dati vennero poi raccolti nelle 5.000
pagine del McGovern Report.
Tra le conclusioni del rapporto, una in particolare indicava
che molte malattie erano causate da errate abitudini alimen-
tari. La pubblicazione del rapporto costrinse quindi gli ameri-
cani a prendere delle decisioni: la salute pubblica sarebbe ine-
vitabilmente peggiorata, a meno che non si fossero apportati
i necessari cambiamenti alle abitudini alimentari.
In quel periodo si riteneva positiva una dieta ad alto contenu-
to di proteine e grassi. Il piatto tipico americano era la bistec-
ca, con tagli abbastanza spessi di carne, oppure l’hamburger
ad alto contenuto di grasso. Le proteine sono indubbiamente
preziose perché forniscono l’elemento base di costruzione
dell’organismo. Alimentarsi con cibi ricchi di proteine animali
veniva considerato positivo non solo per atleti e adolescenti
ma anche per anziani e persone fisicamente deboli. Perfino in
Giappone l’idea americana che la carne sia la base dell’ener-
gia fece breccia e influenzò le abitudini alimentari.
Il McGovern Report non solo mise in discussione un’opi-
nione largamente diffusa ma giunse persino a descrivere la
dieta ideale ricavandola nientemeno che dalla dieta giap-
ponese del periodo Genroku (1688-1703). Questa dieta era
basata su cereali e verdure, alghe e piccoli quantitativi di pe-
sce come apporto proteico. I benefici delle diete giapponesi
per la salute cominciarono da allora ad attrarre l’attenzione
di tutto il mondo.

29
Il Fattore Enzima

L’opinione comune secondo cui se non si mangia carne i


muscoli non si sviluppano è falsa. Per avere una prova della
sua falsità basta osservare la natura. I leoni, ad esempio,
visto che sono carnivori, dovrebbero avere dei muscoli stra-
ordinari. In realtà, erbivori come cavalli e cervi hanno mu-
scoli maggiormente sviluppati dei leoni. Leoni e tigri, infatti,
non godono dell’energia necessaria per inseguire le prede
a lungo; preferiscono invece restare in agguato e attaccare
all’improvviso, contando sulla velocità dell’attacco per sor-
prendere e uccidere la preda nel minor tempo possibile. I
carnivori hanno sviluppato le loro tecniche di caccia ben sa-
pendo di non poter contare sulla resistenza dei loro muscoli
per avere la meglio su quelli più sviluppati degli erbivori.
Ugualmente falso è quanto ci viene detto a proposito dello
sviluppo e cioè che se non mangiamo carne non diventia-
mo alti. Elefanti e giraffe sono molto più alti di leoni e
tigri, eppure sono erbivori.
Mangiare carne in effetti accelera lo sviluppo; la rapida
crescita e maturazione di bambini e adolescenti, negli
scorsi decenni, possono essere attribuite a una aumentata
assunzione di proteine animali. Ma il mangiare carne na-
sconde anche una trappola pericolosa. Una volta raggiun-
ta una certa età, la crescita dell’organismo si trasforma in
un fenomeno chiamato invecchiamento. Mangiare carne
accelera sì il processo di crescita ma accelera anche quello
dell’invecchiamento.
Probabilmente non riuscirete a eliminare la carne dall’ali-
mentazione. Dovete però essere pienamente consapevoli
del fatto che la carne ha un effetto dannoso sulla salute
accelerando, come in effetti fa, l’invecchiamento. Perciò,
invece di chiudere questo libro, aprite la mente e leggete
quanto segue.

30
Capitolo 1 - Enzimi e salute: preconcetti e verità

Sei ragioni per cui le diete ad alto contenuto


proteico sono dannose per la salute

1. Le tossine contenute nella carne stimolano le cellule


cancerogene
Ogni cellula contiene DNA, una sostanza chimica che con-
tiene la mappa dell’organismo e delle sue funzioni. I residui
tossici derivati dalla digestione di grassi e proteine animali
in eccesso possono danneggiare il DNA, rendendo le cellule
cancerose. Queste cellule cominciano a moltiplicarsi auto-
nomamente. Il sangue contiene globuli rossi, globuli bian-
chi e linfociti. Globuli bianchi e linfociti attaccano nemici
come batteri e virus, distruggendoli o rendendoli innocui.
Ma se essi vengono danneggiati, il meccanismo di difesa
dell’organismo non funziona più come dovrebbe. Ciò porta
ad infezioni e può causare la comparsa di cellule anormali
e cancerose.

2. Le proteine causano reazioni allergiche


Le proteine in eccesso che l’organismo non riesce a disag-
gregare nei principi nutritivi in esse contenuti passano,
attraverso le pareti dell’intestino, nel circuito sanguigno
ma qui vengono trattate come sostanze estranee. Ciò
accade spesso nei bambini piccoli. L’organismo reagi-
sce trattandole come sostanze estranee creando reazioni
allergiche. Questo tipo di allergia alle proteine è molto
spesso causata da latte e uova. L’eccessiva assunzione di
proteine animali e le reazioni allergiche da esse originate
sono la causa dell’aumentata incidenza di dermatite ato-
pica, orticaria, malattie del collagene, colite ulcerativa e
morbo di Crohn.

31
Il Fattore Enzima

3. L’eccesso di proteine appesantisce il lavoro di fegato e reni


Le proteine in eccesso devono essere scomposte ed elimi-
nate attraverso l’urina. Ciò causa un eccesso di lavoro per
fegato e reni.

4. L’eccesso di proteine causa deficit di calcio e osteoporosi


Quando nel sangue entrano in circolazione grosse quantità
di amminoacidi, il sangue diventa acido. Per riportarlo a va-
lori neutri è necessario del calcio. In questo modo avviene che
l’eccessivo consumo di proteine produce in effetti una perdita
di calcio. Oltre a questo, l’alto contenuto di fosforo nella car-
ne crea ulteriori squilibri perché il sangue deve mantenere un
rapporto tra 1:1 e 1:2 tra calcio e fosforo. Una dieta che ac-
cresca i livelli di fosforo farà sì che l’organismo per mantenere
l’equilibrio utilizzi il calcio destinato a denti e ossa. Quando
nell’organismo aumentano i livelli di calcio e fosforo, i due
elementi si combinano producendo fosfato di calcio. L’orga-
nismo non riesce ad assorbire questo composto che dev’es-
sere pertanto eliminato. Abbiamo così una ulteriore perdita
di calcio e ciò rende possibile l’instaurarsi dell’osteoporosi. È
questo il motivo per cui nei paesi con diete ricche di proteine
animali molte persone soffrono di osteoporosi. Le ossa poro-
se sono il risultato di un deficit di calcio.

5. L’eccesso di proteine può causare una mancanza di energia


Per digerire il cibo è necessaria una grande quantità di ener-
gia. Le proteine in eccesso non vengono del tutto metaboliz-
zate e perciò non vengono assimilate. Ciò porta a processi di
putrefazione negli intestini e la creazione di residui tossici.
Per eliminare queste sostanze è necessaria una grande quan-
tità di energia. Quando vengono utilizzate grandi quantità di
energia si crea anche un alto numero di radicali liberi. I radi-

32
Capitolo 1 - Enzimi e salute: preconcetti e verità

cali liberi sono responsabili del processo di invecchiamento,


del cancro, delle malattie cardiovascolari e dell’aterosclerosi.

6. Le proteine in eccesso sono una delle cause dell’ADHD2


in bambini e adolescenti
Studi svolti di recente dimostrano l’aumento di questa pa-
tologia caratterizzata da tempi di attenzione limitati e scatti
d’ira. L’alimentazione può avere un impatto significativo sui
comportamenti e la socializzazione di bambini e adolescen-
ti. Oggi è in atto una tendenza che vede un crescente consu-
mo, a scuola e in famiglia, di alimenti industriali.
Questi alimenti non solo contengono grandi quantità di ad-
ditivi ma tendono anche ad accrescere le condizioni di aci-
dità all’interno dell’organismo. Ciò avviene in concomitanza
col crescente consumo di proteine animali e zuccheri raffi-
nati, mentre i cibi di origine vegetale vengono spesso evitati.
Proteine animali e zuccheri innalzano le richieste di calcio
e magnesio causando un deficit di calcio. Il deficit di calcio
produce stati di irritabilità a livello del sistema nervoso.

Ciò che raccontano stomaco e intestini

In Giappone esiste l’opinione diffusa che si possa leggere


nell’espressione del volto la qualità della vita che una perso-
na conduce. Negli Stati Uniti si dice correntemente “Ce l’ha
scritto in faccia” per dire che l’espressione del volto mani-
festa il carattere della persona. Ma – così come i tratti del
volto possono essere buoni o cattivi in base alle esperienze
di vita e allo stato mentale della persona – anche stomaco
e intestini possono avere caratteristiche buone o cattive che
descrivono lo stato di salute della persona.

33
Il Fattore Enzima

Una persona in salute ha un apparato gastrointestinale


pulito. Uno stomaco sano presenta una mucosa unifor-
memente rosa senza irregolarità o gobbe. I vasi sanguigni
sotto il muco non sono visibili. Inoltre, dato che il mu-
co di una persona sana è trasparente, sembra risplendere
quando riflette la luce dell’endoscopio. L’intestino di una
persona sana è anch’esso rosa, estremamente morbido e
presenta grosse pieghe uniformi.
Bambini e adolescenti presentano un apparato gastrointesti-
nale pulito, ma queste caratteristiche si modificano poi in ba-
se all’alimentazione e allo stile di vita quotidiano di ognuno.
Lo stomaco di una persona non sana è a chiazze e, in certe
aree, rosso e rigonfio. Inoltre, quando lo stomaco sviluppa
infiammazioni croniche o acute della mucosa – fatto mol-
to comune sia tra gli statunitensi che tra i giapponesi – il
rivestimento dello stomaco diventa sottile e si riescono a
vedere i vasi sanguigni al di sotto della mucosa.
Inoltre, quando la mucosa gastrica tende all’atrofia o a
restringersi, le cellule superficiali tentano di compensare
il fenomeno ispessendosi in particolari aree. Ciò produce
dei caratteristici rigonfiamenti nella parete gastrica. In un
intestino non sano – a causa dell’ispessirsi e solidificarsi
dei muscoli della parete intestinale – si sviluppano delle
pieghe diseguali, con restringimenti in certe aree (come
fossero strozzate da un elastico).
Le persone con malattie dormienti, che non hanno ancora
sviluppato disturbi fisici dolorosi, hanno scarsa motivazio-
ne a ridurre il consumo di carne. Probabilmente saranno
pochissimi gli americani che seguiranno i miei consigli.
Molti di loro non riescono proprio a rinunciare alla car-
ne, questo perché le pressioni sociali sono molto forti. La
maggior parte è stata abituata da una vita a fare della car-

34
Capitolo 1 - Enzimi e salute: preconcetti e verità

ne il pasto principale della giornata e non saprebbe pro-


prio cos’altro mangiare.
Molte di queste persone cambierebbero radicalmente opinio-
ne se riuscissero a immaginare l’aspetto del proprio stoma-
co. Quando l’esterno del nostro corpo comincia a mostrare
segnali significativi di un’alterazione in atto, allora si tende
a prendere le cose più seriamente. La perdita dei capelli, la
comparsa di rughe, l’obesità o la pelle che tende ad afflo-
sciarsi, sono tutti segnali che qualcosa di grave sta accaden-
do. Questi segnali ci spingono ad attivarci, spesso investendo
tempo e denaro per tentare di frenare questi processi.
Quando invece questi cambiamenti avvengono nel nostro ap-
parato digerente, proprio perché questi cambiamenti non so-
no visibili, allora tendiamo a sottovalutare la cosa. Si tende a
pensare che tutto vada per il meglio, a meno che non faccia la
sua comparsa qualche dolore di forte intensità. Prendersi cura
del proprio stomaco e dei propri intestini è l’ultima cosa a pre-
occuparci. E così procede il loro deterioramento. Poi, quando
si comincia a star male, ecco spuntare il rammarico di non aver
apportato qualche modifica al proprio stile di vita.
Personalmente mi preoccupano maggiormente le disfunzio-
ni che avvengono all’interno piuttosto che quelle esterne. In
parte questo è dovuto al fatto che riesco a vedere cosa acca-
de all’interno attraverso il colonoscopio. Il motivo di questo
atteggiamento è però soprattutto dovuto al fatto che sono
perfettamente cosciente che le disfunzioni che si verificano
all’interno di una persona influenzano direttamente lo stato
di salute generale di quella stessa persona.
I pazienti che seguono scrupolosamente le mie indicazioni
riguardo a dieta e stile di vita lo fanno perché sanno che da
ciò dipende la loro sopravvivenza. Per quanti sono sopravvis-
suti al cancro, in particolare, uno stile di vita che produce lo

35
Il Fattore Enzima

0% di ricorrenze ha senza alcun dubbio la precedenza su ogni


altra possibile considerazione. Personalmente vorrei che que-
sto 0% riferito al cancro si trasformasse nello 0% riferito alle
varie patologie e questo sarebbe possibile se tutte le persone
con malattie dormienti adottassero uno stile di vita sano.
Perché ciò avvenga, bisogna rendersi conto una volta per
tutte che le disfunzioni più negative a livello intestinale av-
vengono per effetto della carne.
La ragione fondamentale per cui il mangiare carne danneggia
i nostri intestini è dovuta al fatto che la carne non contiene
fibra e contiene invece grandi quantitativi di grasso e coleste-
rolo. Oltre a questo, il consumo di carne causa l’ispessirsi e
irrigidirsi delle pareti del colon. Ciò accade perché l’assenza
di fibra alimentare causa una sensibile riduzione delle feci nel
colon. La riduzione di volume delle feci fa sì che il colon lavori
molto più del normale per eliminarle attraverso la peristalsi.
In altri termini, un eccessivo movimento peristaltico fa sì che
i muscoli delle pareti intestinali diventino più spessi e grossi e
ciò, a sua volta, rende il colon più rigido e corto.
Man mano che le pareti del colon diventano più spesse, in pa-
rallelo il lumen (la cavità del colon) si restringe. In queste condi-
zioni la pressione interna al colon ovviamente aumenta. Questo
però non produce effetti positivi sull’evacuazione. Il fatto è che
quando si introducono alte quantità di grasso e proteine animali
lo strato di grasso che circonda il colon diventa più denso pro-
ducendo una maggiore pressione sulle pareti dell’intestino. Man
mano che la pressione interna al colon aumenta, le sue mucose
ricevono una spinta dall’interno verso l’esterno. Queste spinte
producono delle caratteristiche tasche chiamate diverticoli, da cui
consegue la patologia denominata diverticolosi.
In queste condizioni si fa fatica a eliminare perfino una piccola
quantità di feci. Il risultato è che le feci si accumulano nel colon

36
Capitolo 1 - Enzimi e salute: preconcetti e verità

anche per lungo tempo. Le feci stagnanti accumulandosi aderi-


scono alle pareti del colon e vanno a depositarsi nelle cavità dei
diverticoli, rendendo l’escrezione ancora più difficile.
Le feci stagnanti che si accumulano nei diverticoli o tra le
pieghe del colon producono tossine e causano mutazioni
genetiche nelle cellule di quelle sezioni producendo i poli-
pi. Questi ultimi man mano che crescono possono alla fine
diventare cancerogeni.

La differenza tra colon americani e giapponesi

Ho cominciato il mio internato di chirurgo a New York nel


1963. A quel tempo, il metodo utilizzato per fare gli esami
del colon prevedeva il clistere a base di bario, una procedura
secondo cui nel colon veniva prima iniettato del bario e poi si
procedeva a fare le radiografie. Con questo metodo si riusci-
va a evidenziare la presenza di grossi polipi ma non si riusciva
a evidenziare i dettagli delle condizioni interne del colon. In
presenza di polipi, per rimuoverli si doveva procedere a inci-
dere l’addome (laparotomia). La laparotomia implicava uno
stress pesantissimo per il paziente, dal punto di vista mentale
e fisico. Inoltre, la procedura allora utilizzata non poteva in
alcun modo evidenziare se si trattava di un polipo benigno o
maligno. Il chirurgo poteva dirlo solo dopo l’operazione.
Esisteva allora un endoscopio chiamato proctoscopio; si tratta-
va di un tubo metallico diritto con il quale il medico riusciva a
esplorare solo la sezione entro venti centimetri dall’ano.
Nel 1967 comprai un esofagoscopio (una sonda di vetrore-
sina con la quale esaminare l’esofago) fabbricato in Giap-
pone e scoprii un modo di utilizzarlo per esaminare il co-
lon. Fu quello il mio primo colonoscopio.

37
Il Fattore Enzima

In seguito venne prodotta una sonda lunga 185 centimetri,


specifica per l’esame del colon. La comprai e la utilizzai per
esaminare i miei pazienti. Quando esaminai i primi colon di
americani, le loro condizioni mi sbalordirono. A causa della
dieta basata soprattutto su carne, i colon degli americani
erano molto più rigidi e corti dei colon giapponesi. Non so-
lo il lumen si presentava più stretto, ma in certe aree si no-
tavano strozzature ad anello come se porzioni di intestino
fossero state legate con degli elastici. C’erano anche molti
diverticoli e frequenti accumuli di feci stagnanti.
Un tale deterioramento delle condizioni intestinali non cau-
sa soltanto patologie gravi come il cancro del colon, polipi e
diverticolosi. Le patologie degli intestini causano anche molte
malattie legate allo stile di vita: fibromi, ipertensione, arterio-
sclerosi, malattie cardiovascolari, obesità, cancro al seno, can-
cro della prostata e diabete. Quando l’intestino è malato è l’or-
ganismo intero che si indebolisce gradualmente dall’interno.
Già a quel tempo molti statunitensi erano afflitti da patologie
collegate al colon con una persona su dieci sofferente di poli-
pi. Nel reparto di chirurgia dove io lavoravo, gli interventi per
l’escissione di polipi al colon costituivano circa un terzo di tutte
le operazioni praticate. Ogni giorno si praticavano laparotomie
per la rimozione di piccoli polipi di 1-2 cm. Cominciai allora a
chiedermi se non ci fosse un modo per evitare interventi che
erano così pesanti e densi di conseguenze per i pazienti.
Nel frattempo in Giappone era stato messo a punto un ga-
strocamera fiberscope, ossia una sonda di vetroresina con una
videocamera posta all’estremità. Così nel giugno del 1968 mi
decisi a fare una richiesta che avrebbe avuto grandi ripercus-
sioni: chiesi a un fabbricante giapponese di sviluppare un ca-
vo elettrico che potesse essere inserito in un colonoscopio e
utilizzato per bruciare i polipi senza dover ricorrere a interventi

38
Capitolo 1 - Enzimi e salute: preconcetti e verità

operatori. Nel 1969, dopo essermi consultato continuamen-


te con l’ufficio di New York dell’azienda e dopo molte prove,
divenni la prima persona al mondo a mettere in pratica con
successo una polipectomia, ossia la rimozione di un polipo
utilizzando un filo a forma di cappio annesso al colonosco-
pio, senza dover incidere l’addome.
L’innovazione tecnologica venne poi applicata all’escissione
di polipi in stomaco, esofago e intestino tenue. Nel 1970 le
mie esperienze nel campo delle polipectomie colonscopiche
vennero riferite alla New York Surgical Society Conference e nel
1971 all’American Gastrointestinal Endoscopy Conference, do-
podichè si diede avvio a un nuovo settore della chirurgia che
venne denominato chirurgia endoscopica.
Sono ormai trascorsi più di trent’anni da allora e in questo
tempo ho avuto modo di osservare, continuando a eserci-
tare sia in Giappone che negli USA, vari cambiamenti occor-
si nelle caratteristiche gastrointestinali di persone dei due
paesi. Nel corso degli anni ’60 il Giappone attraversò un
periodo di rapido sviluppo, raggiungendo e a volte sorpas-
sando in molti campi gli Stati Uniti. A cominciare dal 1961
nelle mense scolastiche venne introdotto il consumo di lat-
te e da allora è andato gradualmente aumentando anche
il consumo quotidiano di yogurt e latticini. Nel contempo
verdure e pesce – alimenti base della cucina giapponese –
cominciarono a essere sostituiti da proteine animali. In tal
modo la tradizionale dieta giapponese mutò radicalmente
trasformandosi in una dieta ad alto contenuto di proteine e
grassi, con un alto consumo di hamburger, bistecche e pol-
lo fritto. Questa tendenza è tuttora dominante.
Al contrario, la pubblicazione del rapporto McGovern del
1977 causò un’inversione di tendenza negli USA spingendo
molti americani a rivedere la propria dieta. Questi processi

39
Il Fattore Enzima

diventano evidenti analizzando le diverse caratteristiche degli


apparati gastrointestinali di giapponesi e americani.
L’intestino una volta pulito e sano dei giapponesi tende sem-
pre più a deteriorarsi per effetto dei cambiamenti nell’alimen-
tazione e ad assomigliare in modo crescente all’intestino de-
gli americani. La ragione principale di tale fenomeno è l’alto
consumo di carne. Nel contempo molti cittadini americani
hanno preso sul serio la propria salute modificando la pro-
pria dieta ad alto contenuto di proteine e grassi e miglioran-
do così sensibilmente le condizioni gastrointestinali. Conse-
guentemente, a partire dagli anni ’60, il tasso di polipi e di
tumori al colon negli USA si è abbassato. Questa è una prova
evidente che si può promuovere la salute gastrointestinale
migliorando le proprie abitudini alimentari.

In Giappone il tasso di cancro allo stomaco


è dieci volte superiore a quello degli USA

Negli USA gli orientamenti culturali hanno tradizionalmente pri-


vilegiato una dieta in cui la carne è il piatto principale. Per tale
motivo le caratteristiche intestinali degli americani rimangono
generalmente peggiori di quelle dei giapponesi. Tuttavia, gli sto-
maci di molti cittadini giapponesi sono in effetti in condizioni
molto peggiori degli stomaci degli americani. Avendo esaminato
sia gli stomaci di cittadini giapponesi che quelli di cittadini statu-
nitensi, ho scoperto che i giapponesi hanno una probabilità dieci
volte più alta di ammalarsi di gastrite atrofica, una patologia che
vede la mucosa gastrica assottigliarsi gradualmente. La gastrite
atrofica, a sua volta, fa innalzare le probabilità di ammalarsi di
cancro allo stomaco; pertanto il tasso di cancro allo stomaco è
in Giappone dieci volte più alto che negli USA.

40
Capitolo 1 - Enzimi e salute: preconcetti e verità

Sia in Giappone che negli USA attualmente l’obesità sta di-


ventando una emergenza nazionale. I giapponesi obesi in
ogni caso non sono così tanti rispetto agli obesi statuni-
tensi. La ragione è che i giapponesi proprio non riescono a
diventare molto obesi. La cosa diventa evidente se esami-
niamo il caso dei lottatori di sumo, per i quali è un dovere
acquistare peso. Non esistono lottatori di sumo giapponesi
capaci di raggiungere le dimensioni di Konishiki, un lottato-
re di sumo americano nato nelle isole Hawaii che è riuscito
a raggiungere i 264 chili di peso, salendo al secondo gradino
più alto, quello di ozeki3, nel sumo giapponese.
I giapponesi non riescono a diventare obesi come gli ame-
ricani perché, prima di raggiungere quei livelli, lo stomaco
del giapponese comincia a dare segni di disturbo, il che im-
pedisce di procedere oltre. In altri termini, la ragione per cui
gli americani diventano più obesi dei giapponesi è semplice-
mente che il loro apparato digerente è più forte.
Esaminando stomaci con l’endoscopio, ho trovato delle dif-
ferenze significative tra giapponesi e americani nel modo in
cui i due popoli sperimentano i sintomi. I giapponesi, anche
in caso di patologie non gravi, lamentano dolori e bruciori
di stomaco e una sensazione generale di forte malessere. Gli
americani, invece, anche se hanno stomaco e mucosa esofa-
gea infiammati, raramente si lamentano di bruciori di stoma-
co e altri disturbi di cui soffrono i giapponesi.
Una ragione di queste differenze sta nella quantità di vitami-
na A che si ritrova nel cibo consumato negli USA. La vitamina
A non solo protegge la mucosa gastrica ma anche tutte le
membrane mucose, fra l’altro quella dell’occhio e della tra-
chea. L’olio contiene molta vitamina A. Si potrebbe afferma-
re che la dieta giapponese è diventata molto simile a quella
americana ma non per la quantità di olio, burro e uova che i

41
Il Fattore Enzima

giapponesi consumano in quantità molto minori rispetto agli


americani. Se consideriamo la salute complessiva dell’orga-
nismo, questi cibi non sono da consigliare. Ma se vogliamo,
invece, proteggere le membrane mucose di tutto l’organismo
allora non si può che registrarne gli effetti positivi.
Un’altra possibile spiegazione del perché gli americani han-
no sistemi gastrointestinali più forti è il numero di enzimi
digestivi che il loro corpo contiene. Gli enzimi digestivi di-
sgregano gli alimenti e aiutano l’organismo ad assimilare le
sostanze nutritive. Il numero di enzimi digestivi determina la
digestione e l’assimilazione del cibo. Queste due fasi proce-
dono in parallelo man mano che gli enzimi vengono rilascia-
ti di livello in livello. Il primo comincia con la saliva, si passa
poi allo stomaco, al duodeno, al pancreas e all’intestino te-
nue. In queste circostanze, se ogni organo secerne enzimi
digestivi a sufficienza, digestione e assimilazione procedono
senza problemi. Ma se in un certo livello viene rilasciata una
quantità insufficiente di enzimi, allora si hanno episodi di
indigestione che appesantiscono il lavoro degli altri organi.
La ragione per cui molti giapponesi avvertono bruciori di
stomaco e altri malesseri – anche se il loro apparato ga-
strointestinale non è in condizioni gravi – è dovuta al fatto
che in origine essi sono dotati di un numero di enzimi dige-
stivi più basso rispetto a quello degli americani.
Inoltre, i giapponesi, appena avvertono un incipiente mal di sto-
maco, prendono immediatamente farmaci, al contrario di quan-
to fanno molti americani. Anzi, questi ultimi prendono spesso
anche dei supplementi a base di enzimi digestivi. Tali supplemen-
ti, però, non sono in vendita libera in Giappone e sono disponi-
bili solo su prescrizione del medico. In America, i supplementi
di enzimi digestivi sono molto popolari e si possono comprare
senza problemi nei supermercati e in altri negozi.

42
Capitolo 1 - Enzimi e salute: preconcetti e verità

Prendere farmaci che sopprimono la secrezione di acidi nel-


lo stomaco accelera ulteriormente il deteriorarsi del rivesti-
mento dello stomaco. Farmaci antiacido e correlati come
la combinazione di H2 antagonisti e inibitori della pompa
protonica vengono pubblicizzati come altamente benefici
nel sopprimere la secrezione acida dello stomaco. Tuttavia,
se la secrezione acida viene soppressa tramite farmaci, la
mucosa gastrica si atrofizza e il risultato è quello che ho già
spiegato in precedenza, ossia che l’atrofia progredisce fino
a causare il cancro dello stomaco.
In presenza di problemi di stomaco, bisognerebbe dire al
proprio medico in cosa consistono questi disturbi e poi
farsi prescrivere degli enzimi digestivi appropriati per quei
tipi di disturbo. Possiamo comprarli anche senza la consu-
lenza del medico, ma dopo aver letto molto bene l’etichet-
ta. L’assunzione di enzimi digestivi migliorerà sensibilmen-
te le condizioni dei nostri intestini.

L’assunzione di farmaci anti-acido peggiora


le condizioni dello stomaco

Vi sono due zone del corpo umano dove l’ambiente estrema-


mente acido serve come misura protettiva. Uno è lo stomaco
e l’altro è la vagina. Nei due siti il pH può variare da 1,5 a 3.
Questa forte acidità serve a uccidere i batteri.
Durante un rapporto sessuale, o anche durante il bagno, i bat-
teri entrano nella vagina. I lattobacilli (o batteri lattici) si attiva-
no producendo nella vagina dei forti acidi che uccidono i bat-
teri invasori. Quando si consuma del cibo i batteri invadono lo
stomaco. È stato calcolato che il numero di batteri che entrano
nello stomaco ad ogni pasto varia da 300 a 400 miliardi.

43
Il Fattore Enzima

Gli acidi sono pertanto naturalmente prodotti nello stoma-


co e nella vagina per bloccare e uccidere i batteri. Quando,
attraverso i farmaci, blocchiamo la produzione naturale di
queste sostanze acide, indispensabili per proteggere l’or-
ganismo, accade che tossine altamente nocive attraversino
lo stomaco e si riversino nell’intestino dove possono cau-
sare diarrea e svariati altri disturbi.
Se la secrezione acida dello stomaco è bloccata, anche la
secrezione di pepsina e di acido cloridrico – che attivano
gli enzimi digestivi – viene soppressa. Ciò produce non solo
una cattiva digestione ma rende più difficile assimilare ferro
e minerali come calcio e magnesio. Di conseguenza, le per-
sone che hanno subito gastrectomie a causa di ulcere o tu-
mori allo stomaco sono sempre anemiche perché – allorché
viene loro chirurgicamente rimosso lo stomaco – non rie-
scono più a secernere le sostanze acide tipiche dello stoma-
co e quindi non riescono più neppure ad assimilare il ferro.
Oltre a ciò, sopprimere la formazione delle sostanze acide
dello stomaco distrugge l’equilibrio batterico dell’intesti-
no, causando un indebolimento del sistema immunitario.
Si dice che nell’intestino umano siano presenti circa 100
trilioni di batteri di circa 300 varietà diverse. Tra essi vi
sono i cosiddetti batteri buoni (ad esempio il Lactobacil-
lus bifidus o Bifidobacterium) e i cosiddetti batteri cattivi. La
maggior parte dei batteri che risiedono nell’intestino, pe-
rò, non sono né buoni né cattivi, ma intermedi. Tali batteri
intermedi hanno proprietà eccezionali; in effetti, se il nu-
mero dei batteri buoni nell’intestino si moltiplica allora i
batteri intermedi diventano batteri buoni. Al contrario, se
si moltiplicano i batteri cattivi, anche gli intermedi diventa-
no patogeni. Sono dunque i batteri intermedi a mantenere
in equilibrio il rapporto tra batteri buoni e patogeni ed è

44
Capitolo 1 - Enzimi e salute: preconcetti e verità

tale equilibrio a determinare la salute complessiva dell’am-


biente intestinale.
Quando la secrezione acida nello stomaco non è sufficien-
te, gli enzimi digestivi non possono essere attivati. Questo
significa che non tutto il cibo verrà digerito e una parte di
esso finirà negli intestini inalterato. Avviene così che il cibo
che doveva essere digerito e assimilato nell’intestino passa
adesso nel colon. La temperatura all’interno del colon è in-
torno ai 37 gradi centigradi, una temperatura equivalente
a quella di una bella giornata in giugno. Il cibo non dige-
rito a quella temperatura si decompone innescando delle
fermentazioni anomale. Il risultato di questo processo è
che nel colon i batteri patogeni si moltiplicano in modo
anomalo indebolendo il sistema immunitario.
È chiaro a questo punto che quanto più una persona ricor-
re a farmaci che bloccano la secrezione acida nello stoma-
co, tanto più peggioreranno le condizioni dell’apparato di-
gerente di quella persona. Per evitare il verificarsi di questi
danni, bisogna cercare di prevenire i bruciori di stomaco,
le sensazioni di gonfiore e gli altri disturbi che portano a
prendere gli anti-acidi. Se comprendiamo la causa del bru-
ciore di stomaco o del gonfiore, questi malesseri si posso-
no prevenire con qualche precauzione.
Il bruciore di stomaco si verifica quando gli acidi dello sto-
maco rifluiscono verso l’esofago. Quest’ultimo è caratte-
rizzato da un ambiente tipicamente alcalino, il che lo rende
particolarmente suscettibile al riflusso acido. Quando gli
acidi dello stomaco si accumulano nell’esofago, avviene
una reazione spontanea per cui la saliva alcalina viene in-
ghiottita per diluire l’acido che dallo stomaco è salito ver-
so l’esofago. Tuttavia, quando si mangia troppo o quando
si è in presenza di cattiva digestione gli acidi dello stomaco

45
Il Fattore Enzima

aumentano e la saliva diventa insufficiente a diluire l’acido;


accade allora che nell’esofago si verifichino delle erosioni.
In questa situazione, il risalire degli acidi dello stomaco
nell’esofago produce un effetto simile a quello che si ha
quando si passa dell’alcol su una ferita. Si sperimentano
allora dei sintomi dolorosi o di malessere che comunemen-
te chiamiamo bruciore di stomaco4. Il sollievo che si ha dopo
aver preso un farmaco antiacido è dato dalla soppressione
di ulteriori secrezioni acide nello stomaco.
In sostanza, per sopprimere il bruciore di stomaco, tutto
ciò che dobbiamo fare è impedire che l’acido dallo sto-
maco risalga verso l’esofago. Per ottenere questo risultato
bisogna prima di tutto evitare di mangiare e bere troppo
e ridurre al minimo il fumo, l’alcol e il caffè. Un’altra cosa
che bisogna ricordarsi di fare è di finire di mangiare quat-
tro o cinque ore prima di andare a letto, in modo che lo
stomaco si svuoti prima che arrivi il sonno.
La mucosa dello stomaco è rivestita di minuscole escrescenze
chiamate villi che secernono gli acidi gastrici. Se si continua
ad assumere antiacidi per sopprimere la secrezione di acidi
gastrici, i villi diventeranno sempre più corti e la loro funzio-
nalità ne risulterà indebolita. Tale fenomeno viene chiama-
to atrofia della mucosa. Col progredire dell’atrofia la mucosa
diventa sempre più sottile dando luogo a infiammazioni.
Tale processo è noto come gastrite atrofica. Lo stomaco in
tali condizioni diventa un brodo di coltura per l’Helicobacter
pylori e altri tipi di batteri, che causeranno il peggioramento
dell’infiammazione fino a scatenare il cancro.
Negli USA l’infezione da H. pylori è molto diffusa; le persone
che ne sono affette presentano un rischio da due a sei volte
maggiore di sviluppare il cancro dello stomaco. L’H. pylori tro-
va rifugio all’interno delle cellule della mucosa o all’interno

46
Capitolo 1 - Enzimi e salute: preconcetti e verità

del muco che protegge la mucosa gastrica dagli acidi gastrici.


L’infezione da H. pylori si contrae per via orale e il tasso di
infezione aumenta con l’età fino a raggiungere il 50% per le
persone che hanno superato i 50 anni.
La presenza di H. pylori non sempre conduce al cancro ma,
per evitare il suo moltiplicarsi, sarebbe meglio evitare del
tutto di prendere farmaci che svolgano un’azione diretta
sullo stomaco, ivi compresi gli antiacidi.

Tutti i farmaci sono estranei all’organismo

Gli statunitensi assumono farmaci con molta superficialità.


Per quanto sia necessario a volte curare certe patologie, per-
sonalmente sono convinto che ogni tipo di farmaco, con o
senza prescrizione del medico, sia fondamentalmente danno-
so all’organismo nel lungo termine. Alcuni sono convinti che i
rimedi fitoterapici non abbiano effetti collaterali e che abbia-
no solo effetti positivi ma, anche in questo caso, si tratta di
un errore. Che si tratti di prodotti chimici o di origine vegeta-
le, il fatto è che in ogni caso sono estranei all’organismo.
L’ultima volta che mi ammalai fu all’età di 19 anni, quando
presi l’influenza. Di conseguenza non ho quasi mai assunto
farmaci in tutta la mia vita. Posso considerarmi alla stes-
sa stregua del classico canarino nella miniera di carbone.
Dato che non prendo farmaci da svariati decenni, che non
faccio uso di alcol o tabacco, che mangio solo cibi che non
contengono sostanze chimiche manifesto reazioni estreme
perfino al più minuscolo quantitativo di farmaco. Ad esem-
pio, quando mi accade di consumare una minestra di mi-
so contenente una qualche forma di aroma chimico, il mio
polso aumenta di 20 e sento chiaramente delle vampate di

47
Il Fattore Enzima

calore attraversarmi il viso. Se solo bevo una tazza di caffè,


la pressione del sangue mi aumenta da 10 a 20 punti.
Molta gente che come me reagisce anche a minuscole quan-
tità di farmaci viene etichettata come ipersensibile ai farmaci;
questo termine, però, per me è del tutto fuori luogo. Nel suo
stato naturale l’organismo umano dovrebbe essere proprio
così. Il fatto è che la stragrande maggioranza delle persone
consuma regolarmente alcol, tabacco, caffeina e bevande
gasate e che, oltre a questo, si nutre di alimenti che conten-
gono ogni sorta di additivi chimici. Proprio per questi mo-
tivi il loro organismo sviluppa una tolleranza alle sostanze
chimiche diventando così insensibile agli stimoli.
Tuttavia, visto che sono un medico, a volte prescrivo
anch’io farmaci ai miei pazienti, quando lo reputo proprio
necessario. Finché i medici prescriveranno farmaci ai loro
pazienti, avranno anche il dovere di scegliere almeno quelli
che avranno meno ripercussioni negative sull’organismo
dei loro pazienti. Per questa ragione, prima di prescrivere
qualsiasi nuovo farmaco, ho preso l’abitudine di testare
il farmaco su me stesso. Questo significa assumere 1/4 o
1/8 della dose prescritta e aspettare le reazioni che questa
dose ha sul mio organismo. In questo modo verifico anche
la sicurezza del farmaco.
Negli USA, gli effetti collaterali più noti di ogni singolo far-
maco vengono descritti con tutti i dettagli. Ciononostan-
te, se prima non assumo in prima persona il farmaco, non
saprò mai il suo vero effetto. In realtà, molti tipi di medi-
cinali producono reazioni che non vengono elencate nei
foglietti illustrativi. In base a queste esperienze personali
sono stato e sono in grado di descrivere ai miei pazienti gli
effetti collaterali noti e solo in base a questo, con la loro
piena consapevolezza, prescrivo loro il farmaco.

48
Capitolo 1 - Enzimi e salute: preconcetti e verità

In anni recenti, però, ho smesso di utilizzare il mio corpo per


testare gli effetti dei medicinali, perché uno di essi, in parti-
colare, mi ha indotto una patologia per la quale ho temuto
di morire. Il farmaco in questione è molto popolare e viene
utilizzato per trattare la cosiddetta disfunzione erettile.
All’inizio ho cercato di rompere la pastiglia da 50 mg, la dose
più bassa disponibile, per ricavarne una frazione pari a un
quarto. Tuttavia, la pastiglia è talmente dura che non sono
riuscito a romperla, nonostante ripetuti tentativi. Allora ho
raschiato con una lametta una piccola porzione della pasti-
glia, ho messo la polvere sulla punta del dito e l’ho leccata.
Il quantitativo assunto era al massimo un settimo del quan-
titativo normale ma, per quanto piccola come dose, mi ha
causato sofferenze terribili subito dopo. Quando ci ripenso
adesso, sono davvero contento di non averne preso di più.
Gli effetti fecero la loro comparsa appena dieci minuti dopo.
La prima reazione sperimentata fu la congestione nasale. Poi
cominciai ad avere difficoltà nella respirazione, avevo l’im-
pressione che mi si gonfiasse la faccia. La difficoltà respirato-
ria aumentò al punto che mi venne da pensare che sarei morto
di soffocamento. A dirvi la verità, dimenticai completamente
di controllare se l’erezione avveniva o meno: in quei momenti,
preso da una sofferenza e da un’ansia davvero profonde, pre-
gai solamente, in silenzio, implorando di non morire.
Ciò che imparai dall’esperienza fu che quanto più rapidi so-
no gli effetti di un farmaco, tanto più forte è la sua tossicità.
Quando scegliete un farmaco, non dimenticate che quello più
efficace e che produce gli effetti più immediati sarà anche quel-
lo che ha gli effetti marcatamente più tossici sull’organismo.
Anche i farmaci diretti al comparto gastrointestinale possono
avere effetti collaterali imprevedibili. Se, ad esempio, una per-
sona prende regolarmente antiacidi come gli H2 antagonisti,

49
Il Fattore Enzima

c’è la possibilità che sperimenti disfunzione erettile. Vi sono, al


proposito, dati che dimostrano che anche la conta spermati-
ca diminuisce bruscamente. Non è pertanto una esagerazione
affermare, come faccio io, che le problematiche concernenti la
sterilità maschile sperimentate negli ultimi anni sono diretta-
mente collegate ai forti antiacidi oggi presenti sul mercato.
Tra le tante persone che assumono farmaci su prescrizio-
ne medica, ve ne sono molte che probabilmente non sanno
neppure che tipo di farmaco stanno prendendo, quali sono i
suoi effetti e quali gli effetti collaterali. Ogni tipo di farmaco
ha severe ripercussioni sullo stato dell’organismo. Pertanto
è importante sapere esattamente quali sono i rischi.

Il bruciore di stomaco è un segnale


di avvertimento

Nel corso degli anni ho notato che le pazienti malate di


cancro al seno spesso presentano caratteristiche come di-
verticolosi e feci stagnanti. Di solito si pensa che cancro al
seno e cancro al colon non siano correlati. Da quello che
ho visto nella mia pratica medica, penso invece che siano
strettamente connessi.
I ricercatori stanno cercando in tutti i modi di scoprire la
causa del cancro; in realtà non esiste una sola causa. Ciò è
vero anche per altre malattie. In effetti cibo, acqua, farmaci,
mancanza di esercizio fisico, stress, ambiente di vita sono tut-
ti fattori che hanno intricate influenze sulla salute del nostro
organismo e possono condurre allo sviluppo di malattie.
In seguito ai progressi nella specializzazione dei vari rami
della pratica medica, esiste attualmente una tendenza a
prendere di volta in volta in considerazione una sola e par-

50
Capitolo 1 - Enzimi e salute: preconcetti e verità

ticolare area del corpo: quella dove si sviluppa la malattia.


Quando i pazienti lamentano bruciori di stomaco, molti
dottori dicono loro di prendere farmaci per sopprimere la
secrezione di acido nello stomaco. Essi credono, infatti, che
la causa dei bruciori sia un eccesso di acidi prodotto dallo
stomaco. In altri termini, credono che questa iperacidità
debba essere soppressa mediante l’utilizzo di farmaci.
È vero che se si sopprime la secrezione di acidi nello sto-
maco, i sintomi del bruciore spariscono. Ma, come ho già
evidenziato, questa forma di cura causa seri danni e intac-
ca la funzionalità di altre parti dell’organismo. Secondo me
questa idea che il bruciore di stomaco, il riflusso acido e
l’indigestione siano causati dall’iperacidità gastrica è sba-
gliata. In realtà, non esiste l’iperacidità gastrica. Gli acidi so-
no prodotti dallo stomaco perché è necessario mantenere
l’equilibrio e la salute complessiva dell’organismo. Alterare
i naturali meccanismi dell’organismo tramite i farmaci non
produce altro che una morte prematura.
L’organismo umano è un sistema incredibilmente comples-
so e la sua salute è frutto di un delicato equilibrio. Le cellule
di alcune aree del corpo vengono completamente sostituite
nel giro di giorni mentre per quelle di altre aree il processo
può richiedere anche anni. Ma alla fine tutte vengono so-
stituite. Le nuove cellule sono fatte con l’acqua e il cibo che
consumiamo giorno per giorno. Su questa base, possiamo
ben dire che la qualità del cibo e dell’acqua determina la
salute dell’intero organismo.
Dopo aver scoperto che le condizioni gastrointestinali rifletto-
no le condizioni di salute dell’intero organismo, chiesi ai miei
pazienti di compilare dei questionari concernenti alimentazio-
ne e stile di vita. Lo scopo di questo lavoro era di riuscire a
capire cosa è positivo e negativo per l’organismo, a prescindere

51
Il Fattore Enzima

da ogni possibile luogo comune che potesse influenzarmi in un


senso o nell’altro. Fu così che tirai le mie conclusioni confron-
tando risultati clinici e risultati dei questionari. Ciò che accade
all’interno dell’organismo è diverso da ciò che accade in un la-
boratorio sperimentale. L’unico modo per raggiungere la verità
è rivolgere le domande direttamente all’organismo.

La quantità di enzimi è la chiave della salute

Confrontando i risultati dei questionari e vari altri dati clinici,


scoprii l’esistenza di un fattore centrale nel mantenere in salute le
persone. Questo fattore è quello che io chiamo fattore enzima.
Come ho già detto, enzima è un termine generale per indicare un
catalizzatore proteico fabbricato all’interno delle cellule di un organi-
smo vivente. Detto in termini semplici, un enzima è un elemento
necessario perché un organismo vivente continui a vivere. Sia
che si tratti di un animale o che si tratti di una pianta, dovun-
que c’è vita vi sono enzimi. Ad esempio, se un germoglio sboc-
cia a partire da un seme è perché ci sono degli enzimi al lavoro.
Anche quando un germoglio si trasforma in foglia è perché vi
sono enzimi al lavoro. Anche le attività del nostro organismo
sono supportate da molti enzimi. Digestione e assimilazione,
il metabolismo che porta le cellule vecchie a essere sostituite
da nuove cellule, la disgregazione delle tossine e la detossifica-
zione sono tutti fenomeni che avvengono come risultato della
funzionalità degli enzimi.
Vi sono più di 5000 tipi di enzimi al lavoro nell’organismo uma-
no. Questi possono essere suddivisi in due grandi categorie: quel-
li prodotti all’interno dell’organismo e quelli che provengono
dall’esterno sotto forma di cibo. Tra gli enzimi prodotti nell’or-
ganismo circa 3000 vengono prodotti dai batteri dell’intestino.

52
Capitolo 1 - Enzimi e salute: preconcetti e verità

Un elemento che hanno in comune le persone che hanno una


buona funzionalità gastrointestinale è che costoro mangia-
no molti alimenti freschi contenenti molti enzimi. Ciò non
solo significa consumare enzimi provenienti dall’esterno ma
anche creare un ambiente intestinale che stimola i batteri
intestinali a potenziare la produzione di altri enzimi.
Al contrario, un elemento che hanno in comune le persone
con una funzionalità intestinale precaria è uno stile di vita
che accelera il consumo di enzimi. L’uso abituale di alcol e
tabacco, il troppo cibo, il cibo contenente additivi, il vivere
in ambienti stressanti, l’uso di farmaci sono tutti fattori
che consumano un numero enorme di enzimi. Altri fattori
che portano all’esaurimento degli enzimi sono il cibo catti-
vo che produce tossine all’interno del colon, l’esposizione
a raggi ultravioletti e a onde elettromagnetiche che produ-
cono radicali liberi – i quali a loro volta richiedono la de-
tossificazione da parte degli enzimi – e gli stress emotivi.
La prima lezione che dovremmo imparare è che è necessario
sviluppare uno stile di vita che potenzi piuttosto che con-
sumare gli enzimi dell’organismo. Questa è la base del mio
metodo per migliorare lo stato di salute delle persone.
Se un organismo possiede enzimi in abbondanza, la sua ener-
gia vitale e il suo sistema immunitario sono forti. Per avere
un organismo in salute bisogna dunque evitare l’esaurimento
della scorta di enzimi e mantenerli in quantità sufficiente.
Solo gli organismi viventi possono produrre enzimi. An-
che se possiamo creare artificialmente alimenti contenenti
enzimi (ad esempio i cibi fermentati), saranno sempre mi-
crorganismi come i batteri a produrre quegli enzimi. An-
che se possiamo creare un ambiente in cui i microrganismi
producono enzimi, non siamo in grado di sintetizzarli arti-
ficialmente o in qualche modo di fabbricarli da noi.

53
Il Fattore Enzima

Questo è il motivo per cui il mio metodo dà tanta importanza


al cibo. Come ho già spiegato, mangiare alimenti contenenti
enzimi crea un ambiente intestinale che permette ai batteri
dell’intestino di produrre enzimi. Visto e considerato che ogni
organismo vivente ha un potenziale di enzimi predetermina-
to, diventa ancora più vitale per noi – costretti a vivere in am-
bienti stressanti e inquinati – consumare e utilizzare in modo
efficiente gli enzimi prodotti da altri organismi viventi.

Tutto si basa sugli enzimi sorgente

Ho utilizzato più volte il termine enzimi come se si trattas-


se di un’unica categoria ma, in realtà, sono necessari più
di 5000 tipi di enzimi diversi per svolgere tutte le attività
che svolgiamo ogni giorno. Questa incredibile varietà esi-
ste perché ogni enzima svolge una sola funzione.
Ad esempio, l’enzima digestivo amilasi, che si trova nella
saliva, reagirà solo all’amido mentre la pepsina, che si tro-
va nei succhi gastrici, reagisce solo alle proteine.
Se è questo il modo corretto di considerare la questione, allora
si pone un problema che è il seguente: se noi anche riuscissimo
a fornire all’organismo gli enzimi necessari con cibo e batteri
intestinali, come potremmo essere sicuri che stiamo fornendo
all’organismo il giusto tipo di enzima, esattamente quel tipo di
enzima necessario per svolgere quella data funzione?
Il fatto è che anche se ci nutriamo di alimenti ricchi di enzi-
mi, quegli enzimi di solito non vengono assimilati e utilizza-
ti direttamente dall’organismo. Alcuni enzimi, ad esempio
quelli presenti nel daikon5 e nello yam, entrano in funzio-
ne direttamente negli organi digestivi (bocca e stomaco).
Ma queste sono eccezioni. Molti enzimi presenti nel cibo

54
Capitolo 1 - Enzimi e salute: preconcetti e verità

vengono disgregati tramite il processo digestivo e assorbiti


attraverso l’intestino come peptidi o amminoacidi.
Ci si può chiedere perché allora gli enzimi siano così impor-
tanti visto che non possiamo assimilarli e utilizzarli in modo
diretto. Ma non è questo il punto. Dai dati clinici che ho
raccolto è del tutto evidente che quando le persone consu-
mano cibi ricchi di enzimi godono anche di un alto livello di
enzimi nel loro organismo.
Ma allora come fa l’organismo a produrre gli enzimi? È a
questo punto che entra in scena la mia teoria sugli enzimi,
teoria supportata da oltre quarant’anni di pratica medi-
ca e di analisi di migliaia di sistemi digestivi. Sulla base di
questi dati ho sviluppato una teoria la cui idea base è che
ci deve essere un prototipo di enzima, un enzima sorgente
che io chiamo l’enzima miracoloso.
Ho cominciato a pensare che ci dev’essere un enzima proto-
tipo perché ho notato che quando viene utilizzato un parti-
colare enzima in una determinata area del corpo, si verifica
una carenza di enzimi necessari ad altre parti del corpo. Un
tipico esempio di questo fenomeno, cui ho già accennato
prima, è che quando si consuma una grande quantità di
alcol, è necessaria una grande quantità di enzimi per disgre-
gare l’alcol e ciò provoca una carenza di enzimi necessari
per la digestione e l’assimilazione in altre aree.
Da questa osservazione ho raggiunto la conclusione che
le migliaia di tipi di enzimi diversi hanno tutti origine da
un enzima prototipo. Questo viene prodotto per primo e
viene poi trasformato in risposta a richieste specifiche e
utilizzato quando sarà necessario.
Gli enzimi sono responsabili di tutte le funzioni di un or-
ganismo vivente. Il movimento delle dita, la respirazione, il
battito cardiaco sono tutte attività rese possibili dal lavoro

55
Il Fattore Enzima

degli enzimi. Ma il sistema sarebbe inefficiente se ciascun


enzima utilizzato per una particolare attività fosse prodot-
to fin dall’inizio nella sua forma finale, a prescindere dalle
esigenze dell’organismo che cambiano continuamente.
Se la mia teoria è corretta, quando un organo o parte del cor-
po utilizza un eccessivo quantitativo della sua scorta di enzimi,
il corpo avrà un compito difficile nel mantenere l’omeostasi, nel
riparare le cellule, nel supportare il sistema nervoso, quello endo-
crino e quello immunitario, perché in tal modo esaurirà gli enzimi
sorgente creando quindi una carenza di enzimi nelle altre aree.
Un’altra ragione per cui credo nell’esistenza degli enzimi sor-
gente è che l’utilizzo abituale di tabacco, alcol o farmaci fa sì
che l’organismo sviluppi una tolleranza a queste sostanze.
Ad esempio, se una persona fa uso di alcol, questo sarà as-
sorbito da stomaco e intestino, sarà accumulato nel fegato
e verrà disgregato da enzimi specifici dell’alcol. Nel fegato
esistono diversi tipi di enzimi che svolgono questo compito.
Tuttavia, la velocità di disgregazione dell’alcol differisce no-
tevolmente da persona a persona. Le persone con un rapi-
do metabolismo dell’alcol possiedono molti enzimi che sono
prontamente disponibili a disgregarlo nel fegato. Queste per-
sone possiedono un alto livello di tolleranza dell’alcol. Al con-
trario, le persone con bassa tolleranza per l’alcol possiedono
uno scarso numero di enzimi dedicati alla sua disgregazione.
Tuttavia, anche le persone che hanno inizialmente una bassa
tolleranza all’alcol possono innalzarla, riuscendo così nell’im-
presa di berne molto. Quando il fegato si rende conto che è in-
dispensabile un grosso numero di enzimi, l’organismo si auto-
regola concentrando i suoi enzimi sul metabolismo dell’alcol.
In tal modo, il numero di enzimi in una particolare area
dell’organismo può variare quando ciò è necessario. Ma che
cosa lo rende possibile? A renderlo possibile è proprio l’esi-

56
Capitolo 1 - Enzimi e salute: preconcetti e verità

stenza dell’enzima sorgente, che può trasformarsi in qualsiasi


tipo di enzima. Quando si consumano cibi contenenti enzimi,
gli enzimi sorgente vengono immagazzinati dall’organismo,
pronti a essere utilizzati quando sarà necessario.
Attualmente l’esistenza dell’enzima sorgente è ancora allo
stato di teoria, ma i dati clinici che ho raccolto provano
che questa teoria è del tutto basata sulla realtà.

Perché i farmaci anticancro


non guariscono il cancro

Ho già parlato del rischio che i farmaci pongono per l’or-


ganismo. Il problema più grosso è che i farmaci consuma-
no quantità enormi di enzimi sorgente. Di tutti i farmaci,
quelli che hanno l’effetto più negativo per gli enzimi sor-
gente sono quelli anticancro.
Nella pratica medica attuale, per evitare che le cellule cancero-
gene si diffondano, subito dopo l’intervento chirurgico vengono
utilizzati per brevi periodi di tempo i farmaci chemioterapici, an-
che se non esistono prove che le cellule cancerogene si siano tra-
sformate in metastasi. Questi farmaci funzionano avvelenando
molte cellule dell’organismo, normali e maligne, nella speranza
che l’organismo rigeneri le cellule normali, mentre tutte quelle
anormali e maligne vengono completamente annientate.
Dato che i farmaci chemioterapici sono veleni mortali io ho
scelto di non utilizzarli, se non in casi straordinari. Anche quan-
do il cancro si trova fuori del colon, nei linfonodi, io non uti-
lizzo la chemioterapia. Il mio trattamento consiste per prima
cosa nel rimuovere chirurgicamente l’area invasa dal cancro e,
una volta eliminata la parte visibile del cancro, comincio a eli-
minare ciò che secondo me è all’origine del cancro in quel par-

57
Il Fattore Enzima

ticolare paziente. Non c’è bisogno di dire che le prime cose che
il paziente dovrà assolutamente evitare sono tabacco e alcol e
poi carne, latte e latticini. Oltre a seguire quella che io chiamo
Enzyme Factor Diet and Lifestyle (dieta e stile di vita basati sul fat-
tore enzima), stimolo il paziente a cambiare la sua prospettiva
mentale, istruendo la sua mente a evocare quanti più pensieri
e sentimenti positivi possibile. In questo modo il mio program-
ma di trattamento mira a prevenire la ricomparsa del cancro
rinforzando le difese immunitarie dell’organismo attraverso
una migliore salute fisica e mentale.
Gli enzimi sono i responsabili della riparazione e rigenera-
zione delle cellule, sostenendo il sistema immunitario e le
altre attività vitali. Il numero di enzimi sorgente determina
se il sistema immunitario funziona adeguatamente o meno.
I farmaci anticancro come i chemioterapici sono velenosi per-
ché quando entrano nell’organismo rilasciano grandi quantità
di radicali liberi altamente tossici. In questo modo vengono
distrutte le cellule cancerose in tutto l’organismo. Ma a essere
distrutte non sono solo le cellule cancerose. Nel processo muo-
iono anche molte cellule normali. Il vecchio detto del combatte-
re il fuoco col fuoco probabilmente è alla base dell’atteggiamento
mentale dei medici che curano il cancro con i farmaci chemio-
terapici. Ma, per lo stesso principio, anche i farmaci chemiote-
rapici possono essere considerati cancerogeni.
L’organismo umano è in continua attività per mantenere
l’omeostasi. Questa è la ragione per cui, quando al suo
interno si introducono e si accumulano radicali liberi al-
tamente tossici, gli enzimi sorgente di tutto l’organismo
si trasformano in enzimi preposti alla detossificazione dei
radicali liberi. L’organismo fa tutto ciò che è possibile per
neutralizzare i danni causati dai radicali liberi.
È vero che molte persone sono guarite dal cancro grazie alla che-

58
Capitolo 1 - Enzimi e salute: preconcetti e verità

mioterapia; è anche vero però che molte di queste persone sono


giovani e hanno probabilmente una buona scorta di enzimi sor-
gente. Il livello di enzimi sorgente diminuisce con l’età. Natural-
mente esistono differenze individuali ma la chemio ha maggiori
probabilità di avere successo in organismi giovani perché in essi
la scorta di enzimi sorgente è ancora elevata e questo aiuta l’or-
ganismo a guarire dallo stress del trattamento.
I ben noti effetti della chemio sono perdita dell’appetito,
nausea e caduta dei capelli. Io credo, però, che questi sin-
tomi si verifichino perché enormi quantità di enzimi sor-
gente vengono consumati nel processo di detossificazione
successivo alla chemioterapia.
Quando gli enzimi digestivi diminuiscono, la persona speri-
menta la perdita di appetito. Nel contempo il metabolismo
cellulare rallenta perché gli enzimi coinvolti nel metabolismo
diminuiscono, le mucose dello stomaco e dell’intestino di-
ventano irregolari e causano nausea. Il deficit di enzimi me-
tabolici causa la desquamazione della pelle, la rottura delle
unghie e la caduta dei capelli. (Anche se il livello di gravità
di questi fenomeni è diverso, la stessa cosa avviene quando
si introducono nell’organismo altri tipi di farmaci).
In linea di principio i farmaci non possono guarire le ma-
lattie. Il solo sentiero che conduce alla guarigione dalle
malattie consiste nel nostro stile di vita quotidiano.

Perché non ci sono recidive del cancro


nelle persone che seguono l’Enzyme Factor
Diet and Lifestyle

I tumori si formano quando cellule anormali si moltiplicano e


diventano masse tissutali. Possono essere tumori benigni, che

59
Il Fattore Enzima

non portano a metastasi e che non infiltrano altre parti del cor-
po, con una crescita limitata. Oppure possono essere tumori
maligni e di natura invasiva, ossia il cancro vero e proprio.
Quando il cancro viene diagnosticato, la prima cosa che preoc-
cupa è se sono già comparse metastasi o meno. In caso affer-
mativo, diventa difficile rimuovere chirurgicamente tutta l’area
affetta da cancro e aspettarsi una guarigione completa.
La metastasi significa la comparsa del cancro in una regio-
ne diversa da quella in cui il cancro si è sviluppato all’inizio.
In generale la metastasi compare quando le cellule cance-
rose, viaggiando attraverso i linfonodi e i vasi sanguigni
approdano in altri organi dove poi si moltiplicano. Ma su
questo processo io ho idee un po’ diverse. Secondo me è il
processo stesso delle cellule cancerose che si moltiplicano
in un certo sito ad avere ripercussioni in altri organi. Ciò
rende l’intero organismo più attaccabile dal cancro.
Di solito il cancro viene scoperto quando il tumore ha rag-
giunto un diametro di almeno un centimetro. Un tumore si
sviluppa da una cellula cancerosa che si moltiplica. Servono
diverse centinaia di milioni di cellule per formare un tumore.
Per questa ragione occorre del tempo perché si formi un
tumore. Il cancro è una malattia connessa allo stile di vita.
Quindi, la comparsa del cancro in una regione del corpo
significa con tutta probabilità che esistono cellule cance-
rose che non si sono ancora trasformate in tumore in altre
regioni del corpo. Queste cellule sono simili a una serie di
bombe a orologeria disposte nelle varie parti del corpo.
Ciò che determina quale di queste bombe esploderà prima
sono fattori come le caratteristiche genetiche dell’indivi-
duo e l’ambiente in cui vive. Se una persona mangia molto
cibo contenente pesticidi utilizzati in agricoltura e additivi
alimentari, il fegato – che controlla il processo di detossi-

60
Capitolo 1 - Enzimi e salute: preconcetti e verità

ficazione – potrebbe essere il sito in cui esploderà la prima


bomba. La prima bomba potrebbe invece esplodere nello
stomaco qualora quella persona abbia pasti irregolari o
assuma regolarmente antiacidi. Anche se lo stile di vita è
simile, il sito in cui esplode la prima bomba potrebbe dif-
ferire in base a fattori ereditari. In altre parole, il cancro
non è una malattia ben localizzata, che invade un’area pre-
cisa del corpo. È invece una malattia di tutto l’organismo e
che attacca l’organismo nel suo complesso.
La ragione per cui il cancro sembra diffondersi dapper-
tutto attraverso le metastasi è che le bombe disseminate
in tutto il corpo esplodono una dopo l’altra come in base
agli intervalli tra un fuso orario e l’altro. Visto e considera-
to questo processo, è molto dubbio che la rimozione chi-
rurgica dell’area affetta primaria – compresi linfonodi e
vasi sanguigni – sia veramente l’approccio corretto.
Rimuovere chirurgicamente il cancro dal suo sito prima-
rio può essere per giunta considerato pericoloso perché in
tal modo si favorirà la comparsa di metastasi in altre parti
del corpo. Questo, tuttavia, non deve destare meraviglia se
consideriamo il cancro una malattia di tutto l’organismo. Se
rimuoviamo organi, linfonodi e vasi sanguigni in un organi-
smo già privo di energia, è naturale che le funzioni immuni-
tarie del corpo peggioreranno ancora più rapidamente.
Nel caso del cancro al colon, per evitare il diffondersi del
cancro a linfonodi e altre aree, io non rimuovo il mesente-
re (la parte del peritoneo che collega l’intestino alla parete
posteriore dell’addome). Credo, infatti, che il danno sia
maggiore quando si asportano i linfonodi piuttosto che
lasciando una piccola porzione di cancro intatta.
Nella medicina moderna il pensiero dominante è che l’or-
gano affetto dalla malattia non guarirà se prima non si ri-

61
Il Fattore Enzima

muove chirurgicamente il cancro. La mia esperienza dice il


contrario. Il sistema immunitario e la capacità naturale di
guarire degli umani sembra essere più potente di quanto
comunemente si crede. A riprova di questo posso dire che
i miei pazienti che hanno ancora nei linfonodi piccole por-
zioni di cancro ma che seguono le mie indicazioni in tema di
alimentazione non sperimentano la ricomparsa del cancro.
Se si migliora la dieta seguendo l’Enzyme Factor Diet and
Lifestyle, si forniranno all’organismo anche enzimi sorgen-
te in abbondanza. Gli enzimi sorgente sono la fonte ener-
getica della vita. Bisogna ovviamente correggere le cattive
abitudini che esauriscono gli enzimi sorgente. Si ricava co-
sì un doppio beneficio. Il numero di enzimi sorgente viene
ripristinato a sufficienza; si rafforza in tal modo il sistema
immunitario dell’organismo e l’attivazione delle cellule im-
munitarie impedisce la ricorrenza del cancro.
Ma questa terapia ha un limite. Se il cancro è già arrivato al-
lo stadio terminale, migliorare dieta e stile di vita o assume-
re supplementi avrà un impatto insufficiente sul ripristino
delle difese immunitarie. Sarà quindi molto difficile riporta-
re l’organismo alle sue funzioni normali. Questo perché gli
enzimi sorgente saranno già stati tutti consumati.
Tuttavia, sulla base della mia esperienza clinica posso dire che
perfino persone con un terzo o addirittura metà della circon-
ferenza interna del colon invaso dal cancro non soffrirebbero
recidività e potrebbero recuperare la salute qualora – dopo
aver rimosso chirurgicamente il cancro – seguissero una die-
ta appropriata e assumessero supplementi invece della che-
mioterapia, questo per permettere ai loro enzimi sorgente di
lavorare con maggiore efficacia. I miei pazienti sono per lo
più seguiti da tempo con regolari esami di routine, per cui dif-
ficilmente ho a che fare con malati di cancro in stadio avan-

62
Capitolo 1 - Enzimi e salute: preconcetti e verità

zato. Tuttavia, dei miei malati di cancro che hanno messo in


pratica la Enzyme Factor Diet and Lifestyle dopo la chirurgia,
neppure uno ha avuto ricorrenza di cancro o metastasi. Que-
sto fatto merita una seria attenzione.

Il valore limitato dei farmaci

Mi preme sottolineare ancora una volta, nel modo più chiaro


possibile, che per la maggior parte farmaci non guariscono
le malattie. Essi possono essere utili in caso di forti dolori,
emorragie o emergenze per sopprimere sintomi che devono
essere alleviati. Anch’io a volte prescrivo H2 antagonisti a pa-
zienti che lamentano emorragie o dolori provocati da ulcere
gastriche. Il mio consiglio è però sempre di non prendere tali
farmaci per più di due-tre settimane. Mentre i dolori vengono
alleviati dai farmaci, bisogna procedere alla rimozione della
causa dell’ulcera. Le cause dell’ulcera sono diverse e vanno
dallo stress alla quantità, qualità e periodicità dei pasti. Se
non si procede a rimuovere la radice del dolore, nessun far-
maco sarà efficace nella guarigione del male. Anche se si po-
trà generare l’impressione che il farmaco abbia guarito tem-
poraneamente l’ulcera, essa presto o tardi ricomparirà.
L’unico, fondamentale percorso che può portare alla guarigione
da qualsiasi malattia è basato sul cambiare lo stile di vita quo-
tidiano. Perciò, una volta rimossa la causa e guarita l’ulcera,
al fine di prevenire la sua ricomparsa, è importante seguire
regolarmente delle abitudini alimentari appropriate.
Gli enzimi sorgente non vengono prodotti automaticamen-
te. Quando si presta attenzione a una corretta alimentazio-
ne e a un sano stile di vita che non pregiudichino gli enzimi,
è la vita stessa a produrre l’energia di cui il nostro organi-

63
Il Fattore Enzima

smo ha bisogno. Bisogna comprendere come limitare ogni


non necessario indebolimento dei nostri preziosi enzimi sor-
gente. È questo il segreto per guarire le malattie e per vivere
a lungo e in piena salute.

Molte abitudini alimentari


mettono a rischio l’organismo

Se prendiamo in esame molte delle opinioni più diffuse concer-


nenti cibo e digestione, risulta del tutto evidente che molti degli
alimenti che riteniamo positivi per la salute dell’organismo in
realtà operano in senso contrario ai suoi meccanismi naturali.
Prendiamo come esempio i pasti considerati positivi per i ma-
lati. Negli USA il brodo di pollo viene considerato l’alimento
classico per la persona malata. I cibi leggeri come pane bianco
e budino vengono considerati buoni per chi soffre di ulcera. In
Giappone, quando si viene ricoverati in ospedale, di qualunque
patologia si tratti, il pasto ospedaliero sarà invariabilmente a
base di pappa di riso. L’ospedale crede di fare un favore al pa-
ziente, specialmente a quanti sono stati sottoposti a chirurgia
interna. È come se si dicesse al paziente: «Ti diamo della pappa
di riso così stomaco e intestini non dovranno lavorare troppo».
Questo però è un grossolano errore.
Io do ai miei pazienti dei pasti regolari fin dall’inizio, anche
se sono stati operati allo stomaco. Se sapete come funzio-
nano gli enzimi, capirete anche immediatamente perché gli
alimenti crudi producono migliori risultati rispetto alla pap-
pa di riso. La prima ragione è che i cibi non elaborati costrin-
gono a masticare molto. Il masticare stimola la secrezione
di saliva. Gli enzimi digestivi presenti nella saliva, miscelati
al cibo mediante la masticazione, migliorano la digestione

64
Capitolo 1 - Enzimi e salute: preconcetti e verità

e l’assimilazione perché la disgregazione del cibo avviene in


modo lento e regolare. La pappa di riso e altri alimenti simi-
li, tanto per cominciare sono molli e vengono ingoiati quasi
senza masticare, quindi non vengono digeriti bene perché
non hanno avuto il tempo di miscelarsi agli enzimi. Tutto
ciò che viene masticato bene viene digerito bene.
Ho perfino fatto servire del sushi a pazienti operati allo
stomaco tre giorni dopo l’intervento. In quel caso ho istru-
ito bene i pazienti a masticare ogni boccone settanta volte.
Masticare bene è molto importante, non solo per i malati.
Perché la digestione e l’assimilazione procedano nel mi-
glior modo possibile, io consiglio anche a coloro che non
soffrono di patologie gastrointestinali di masticare consa-
pevolmente ogni boccone da 30 a 50 volte.
Un altro degli errori tipici dei cibi serviti in ospedale è il lat-
te. Le sostanze nutritive principali che si ritrovano nel latte
sono proteine, grassi, glucosio, calcio e vitamine. Il latte è
un cibo molto popolare perché contiene molto calcio e il
calcio, secondo i più, previene l’osteoporosi.
La verità invece è che non esiste un alimento che sia così dif-
ficile da digerire come il latte. Dato che è una sostanza liqui-
da, vi sono persone che lo bevono come fosse acqua quando
hanno sete, ma questo è un grosso errore. La caseina, che
rappresenta circa l’80 percento delle proteine contenute nel
latte, appena entra nello stomaco forma dei grumi che risul-
tano difficili da digerire. C’è poi da dire che nel latte omoge-
neizzato la caseina viene miscelata al resto del latte. L’omo-
geneizzazione significa distribuire in modo uniforme il grasso
contenuto nel latte rimestandolo. L’omogeneizzazione è un
fattore negativo perché, quando il latte viene mescolato, non
si fa altro che far entrare dell’aria nel latte; ciò trasforma la
componente grassa del latte in una sostanza grassa ossida-

65
Il Fattore Enzima

ta, nient’altro che grasso in avanzato stato di ossidazione. In


altre parole, il latte omogeneizzato produce radicali liberi ed
esercita un’influenza molto negativa sull’organismo.
Il latte contenente grasso ossidato viene poi pastorizzato ad
alte temperature (a volte oltre 100 gradi). Gli enzimi sono
sensibili al calore e cominciano a essere distrutti a tempera-
ture comprese tra 50 e 120 gradi. In altre parole, il latte che
viene comunemente commercializzato non solo non contiene
più i preziosi enzimi, ma il suo grasso è ossidato e la qualità
delle proteine viene alterata dai cambiamenti dovuti alle alte
temperature. In un certo senso, il latte è il peggior alimento.
Infatti, ho sentito dire che se si dà a un vitello il latte venduto
nei negozi invece di quello preso dalla madre, il vitello morirà
nel giro di quattro o cinque giorni. La vita non può essere
alimentata da cibi che non hanno più enzimi.

Il latte causa infiammazioni

La prima volta che mi resi conto di quanto sia negativo il


latte per l’alimentazione umana fu trentacinque anni fa,
quando i miei stessi figli si ammalarono di dermatite ato-
pica a sei-sette mesi di età.
La madre seguì le istruzioni del pediatra ma, nonostante le
cure ricevute, la dermatite non migliorò affatto. All’età di
tre-quattro mesi mio figlio cominciò a soffrire di una grave
diarrea. Poi comparve del sangue nelle feci. Esaminandolo
con l’endoscopio scoprii che il bambino manifestava i primi
segnali di colite ulcerativa.
Sapendo che questa malattia è intrinsecamente legata alla
dieta, cercai di capire qual era il cibo, fra quelli di ogni gior-
no, che poteva essere la causa della patologia. Mi resi conto

66
Capitolo 1 - Enzimi e salute: preconcetti e verità

che, proprio quando era comparsa la dermatite atopica, mia


moglie aveva smesso di allattarli al seno e, dietro consiglio del
pediatra, aveva cominciato a dar loro del latte. Da quel mo-
mento eliminammo il latte e ogni prodotto derivato dall’ali-
mentazione dei bambini. A quel punto il sangue nelle feci e la
diarrea scomparvero insieme alla dermatite atopica.
Dopo quell’esperienza, cominciai a chiedere ai miei pa-
zienti, insieme alle loro abitudini alimentari, un elenco det-
tagliato di quanto latte e quanti prodotti a base di latte
essi consumavano. In base ai dati raccolti, posso dire che
il consumo di latte e derivati causa una alta probabilità di
sviluppare una predisposizione alle allergie. Ciò è del tutto
in sintonia con recenti studi sulle allergie secondo i quali,
quando le donne in gravidanza bevono latte, i loro figli svi-
luppano in percentuale maggiore la dermatite atopica.
Negli ultimi trent’anni, in Giappone, il numero di pazienti
con dermatite atopica e febbre da fieno è aumentato in
maniera impressionante. Attualmente quel numero si ag-
gira intorno a una persona ogni cinque. Molte teorie sono
state formulate sul perché vi sia stato un incremento tanto
rapido nel numero di persone con allergie. Personalmente
credo che la causa numero uno sia l’introduzione del latte
nelle mense scolastiche nei primi anni ’60.
Il latte, che contiene molte sostanze grasse ossidate, danneggia
l’ambiente intestinale facendo aumentare il numero dei bat-
teri negativi e distruggendo l’equilibrio della flora batterica.
All’interno dell’intestino s’innescano processi che portano alla
produzione di radicali liberi, acido solfidrico e ammoniaca. Le
ricerche sui meccanismi che portano alla formazione di queste
tossine e sulle patologie ad esse collegate sono tuttora in cor-
so, ma molte di queste ricerche hanno messo in luce che il latte
non solo genera varie allergie ma è anche connesso allo svi-

67
Il Fattore Enzima

luppo di diabete tra bambini e adolescenti6. Tali ricerche sono


consultabili su Internet e vi invito a leggerle di persona.

Perché bere troppo latte causa l’osteoporosi

L’errore più grossolano a proposito del latte è che esso aiuta


a prevenire l’osteoporosi. Dato che il contenuto di calcio nel
nostro organismo si riduce con l’età, ci viene detto che bere
molto latte previene l’osteoporosi. Ma questo è un grosso er-
rore perché bere troppo latte, in effetti, causa l’osteoporosi.
È opinione molto comune che il calcio contenuto nel latte
sia meglio assimilato del calcio contenuto in altri alimenti
(ad esempio nel pesce) ma questo non è del tutto vero.
La concentrazione di calcio nel sangue umano è normalmen-
te di 9-10 milligrammi. Quando si beve latte, la concentra-
zione di calcio nel sangue aumenta bruscamente. A prima
vista può sembrare che venga assimilato molto calcio, ma
questo brusco innalzamento ha i suoi effetti negativi. Quan-
do la concentrazione di calcio nel sangue si innalza all’im-
provviso, l’organismo cerca di riportare i livelli alla normali-
tà eliminando il calcio in eccesso attraverso i reni e l’urina.
In altre parole, quando si beve latte per aumentare il calcio,
il risultato che si ottiene è ironicamente il contrario, ossia
il livello complessivo di calcio nell’organismo diminuisce.
Nei quattro paesi maggiori consumatori di latte e derivati
(USA, Svezia, Danimarca e Finlandia), nei quali si consuma
ogni giorno tantissimo latte, si verifica un’alta percentuale
di fratture del femore e di osteoporosi.
Il contrario si verifica con pesce di taglia piccola e alghe,
alimenti tradizionali della dieta giapponese, ritenuti per
lungo tempo a basso contenuto di calcio. La modalità più

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Capitolo 1 - Enzimi e salute: preconcetti e verità

lenta di assimilazione del calcio in essi contenuto non in-


nalza il contenuto di calcio nel sangue. I casi di osteopo-
rosi in Giappone, finché non venne introdotto il consumo
di latte a livello di massa, si sono sempre mantenuti a un
livello estremamente basso. Anche oggi è difficile venire a
conoscenza di casi di persone malate di osteoporosi tra
individui che non consumino latte in modo regolare. L’or-
ganismo può assimilare il calcio e i minerali necessari at-
traverso la digestione di crostacei, pesce e alghe.

Perché non mi convince il mito dello yogurt

In Giappone recentemente sono stati introdotti sul mercato


vari tipi di yogurt, fra cui due denominati Caspian Sea yo-
gurt e aloe yogurt, che sono diventati molto popolari grazie al
tam-tam pubblicitario sulle loro presunte virtù benefiche. A
mio parere anche in questo caso si tratta di falsi miti.
Ciò che i pazienti che consumano yogurt spesso mi raccon-
tano è che le loro patologie gastrointestinali sono migliorate,
che non soffrono più di stitichezza e che il girovita si è ridotto.
I più credono che questi risultati siano dovuti ai lattobacil-
li contenuti nello yogurt. I lattobacilli, invece, si trovano già
nell’intestino umano. Questi batteri sono già parte della flo-
ra batterica residente nell’intestino. L’organismo possiede
meccanismi di difesa che si oppongono a batteri e virus che
provengono dall’esterno, perciò anche i batteri che sono per
natura positivi per l’organismo, come i lattobacilli, vengono
attaccati e distrutti dalle difese naturali dell’organismo se non
fanno parte della flora batterica già presente nell’intestino.
La prima linea di questa difesa è l’acido dello stomaco.
Quando i lattobacilli dello yogurt entrano nello stomaco, la

69
Il Fattore Enzima

maggior parte di essi viene uccisa dagli acidi dello stomaco.


Per questo motivo, di recente sono stati introdotti sul mer-
cato yogurt migliorati che vengono venduti con l’accattivan-
te slogan “I lattobacilli che raggiungono il tuo intestino”. E
comunque: anche nel caso i batteri dello yogurt raggiun-
gessero l’intestino, sarà davvero possibile che essi lavorino
mano nella mano con la flora batterica ivi residente?
La ragione per cui metto in dubbio le presunte virtù salutari
dello yogurt è che, nella mia esperienza clinica, le caratteristi-
che gastrointestinali dei pazienti che mangiano yogurt tutti
i giorni non sono mai buone. Il mio fondato sospetto è che
– anche quando i lattobacilli dello yogurt raggiungono vivi
l’intestino – non portano a un suo migliorato funzionamento
ma non fanno altro che alterare la flora intestinale residente.
Ma allora perché tutti pensano che lo yogurt sia efficace nel mi-
gliorare la salute? Molti pensano che lo yogurt sia la soluzione al
problema stitichezza. Questa soluzione potremmo in realtà defi-
nirla più propriamente una leggera diarrea. La cosa funziona così:
gli adulti non hanno un patrimonio di enzimi sufficiente a di-
sgregare il lattosio. Il lattosio è lo zucchero contenuto nei derivati
del latte, ma la lattasi, l’enzima deputato a disgregare il lattosio,
comincia a mancare man mano che diventiamo adulti. Questo
è un fenomeno del tutto naturale perché il latte dovrebbe essere
l’alimento dell’infanzia, non dell’età adulta. In altri termini, la lat-
tasi è un enzima che non è necessario agli adulti.
Lo yogurt contiene molto lattosio. Di conseguenza, quan-
do mangiamo yogurt, esso non può essere adeguatamente
assimilato a causa dell’insufficiente quantità di lattasi, il
che a sua volta provoca indigestione. In breve, molte per-
sone quando mangiano yogurt sviluppano una leggera
forma di diarrea. Questa diarrea non è in realtà che l’elimi-
nazione di feci stagnanti che si sono accumulate nel colon.

70
Capitolo 1 - Enzimi e salute: preconcetti e verità

Ecco perché lo yogurt viene erroneamente interpretato co-


me una cura per la costipazione.
Le condizioni dell’intestino peggiorano se si mangia yogurt
tutti i giorni. Lo posso dire con tutta sicurezza in base alle
mie osservazioni cliniche. Se una persona mangia yogurt
tutti i giorni, l’odore delle sue feci e il gas emesso diventa-
no sempre più fastidiosi. Questo indica che l’ambiente in-
testinale sta peggiorando. L’odore è causato dalle tossine
che vengono prodotte all’interno del colon. Anche se tanta
gente è convinta degli effetti salutari dello yogurt in gene-
rale (e le aziende produttrici sono ben liete di accentuare
questa impressione), in realtà lo yogurt ha caratteristiche
che non lo rendono positivo per l’organismo.
Come ho già affermato, siamo adesso in un’epoca in cui
ognuno dovrebbe preoccuparsi della propria salute. Invece
di accettare semplicemente le informazioni che ci vengono
fornite, è necessario verificare la fondatezza di queste in-
formazioni in modo diretto, attraverso il proprio corpo.
Quando dico che bisogna verificare col proprio organi-
smo, non voglio dire soltanto mangiare o assaggiare qual-
cosa di persona. Chi crede che lo yogurt risolva i problemi
di stitichezza perché provoca la diarrea non ha presente il
quadro nel suo insieme. Testare col proprio corpo significa
prima di tutto cercare di sondare tutte le informazioni e i
consigli disponibili, poi mettere in pratica queste indica-
zioni e, infine, chiedere a un dottore di fiducia di esaminare
periodicamente le proprie condizioni gastrointestinali. Ciò
permetterà di confermare o rigettare i risultati dei consigli
di altri medici o specialisti. Se avete in mente di adottare
l’Enzyme Factor Diet and Lifestyle descritto in questo li-
bro, vi invito a fare prima un esame di tipo endoscopico e
di farvi esaminare dopo ogni due o tre mesi. Senza dubbio

71
Il Fattore Enzima

vi renderete conto dei grandi e positivi cambiamenti che


avverranno a livello gastrointestinale.
Se volete vivere un lunga vita in salute non fatevi fuorviare
da voci esterne; piuttosto piegate la testa e ascoltate le
voci che provengono dall’interno del vostro corpo.

Note al Capitolo 1

1. Nell’originale Enzyme Factor Diet and Lifestyle [N.d.T.].


2. Attention deficit/Hyperactivity disorder [Sindrome da deficit di attenzione
e iperattività, N.d.T.].
3. Il secondo in ordine di importanza nella scala gerarchica dei lottatori
di sumo in Giappone. Il primo è detto yokozuna [N.d.T.].
4. In termini più specifici, questa patologia in italiano viene denomina-
ta pirosi o bruciore retrosternale [N.d.T.].
5. In giapponese grossa radice. È una specie di ravanello o carota gigan-
te, bianco, molto consumato nei paesi orientali. Lo yam è un tubero
gigante fonte di amido, coltivato come cibo primario in Asia, Africa
e Sud America [N.d.T.].
6. Vedi www.sciencenews.org/pages/sn_arc99/6_26_99/fob2.htm [N.d.A.].

72
Capitolo 2

La dieta basata sul fattore enzima

“Siamo quello che mangiamo” recita il vecchio detto. Le


malattie, la vita e la salute sono il risultato di ciò che man-
giamo giorno per giorno.
Nel 1996, influenzato dal rapporto McGovern pubblicato
negli Stati Uniti, il Ministero della salute, del lavoro e dell’assi-
stenza sociale giapponese decise di cambiare la denominazio-
ne di quelle che allora erano chiamate “malattie degli adulti”
(cancro, malattie cardiovascolari, epatite, diabete, malattie
cerebrovascolari, ipertensione e ipercolesterolemia) in “ma-
lattie connesse allo stile di vita”. Il riesame della relazione tra
alimentazione e salute aveva chiarito che quelle malattie ave-
vano la loro radice nello stile di vita e non nell’età.
Tuttavia, nella medicina moderna occidentale raramente
vengono chieste notizie sulla storia alimentare dei pazienti.
Secondo me, la ragione per cui colite ulcerativa, morbo di
Crohn, malattie del tessuto connettivo e leucemia vengono
definite “malattie incurabili di causa ignota” nasce dalla
mancanza di fondate informazioni sulle scelte alimentari
dei malati. Se venissero svolte approfondite ricerche sul
nesso tra storia alimentare personale e malattie, saremmo
in grado di trasformare le cause ignote nel loro opposto.
Le persone che in un modo o nell’altro sviluppano malattie
connesse allo stile di vita, invariabilmente in una fase del-
la loro vita hanno fumato sigarette, consumato alcol tutti i
giorni, mangiato molta carne e poca frutta e verdura e con-
sumato latte e latticini. Il nesso è più marcato se queste abi-

73
Il Fattore Enzima

tudini sono iniziate in età precoce. Il tipo di malattia che si


sviluppa dipende dalla predisposizione genetica e dall’am-
biente di vita. Ad esempio, le persone che geneticamente
ereditano una predisposizione ad avere vasi arteriosi deboli
svilupperanno ipertensione, arteriosclerosi o malattie car-
diovascolari mentre le persone con insufficienza renale han-
no probabilità di sviluppare il diabete. Nelle donne, fibromi,
cisti ovariche e malattie del seno possono trasformarsi in
cancro, mentre negli uomini la prostata ingrossata (o iper-
trofia prostatica) può trasformarsi in cancro della prostata.
Altre malattie molto diffuse e collegate allo stile di vita sono
il cancro al polmone, polipi del colon e artrite. Anche se il
tipo di malattia che si sviluppa è connesso a fattori genetici
e ambientali, senza alcun dubbio le persone che hanno stili
di vita scorretti svilupperanno qualche tipo di malattia.
Due anni dopo aver iniziato a esaminare intestini e stomaci
con l’endoscopio, cominciai anche a chiedere ai miei pazienti
informazioni sulla loro alimentazione. Questo è abbastanza
comune quando si visita un ammalato in ospedale. Tuttavia,
le informazioni richieste di solito riguardano il presente, il che
è una pratica di scarsa utilità. Se si vuole comprendere perché
una persona si è ammalata, è necessario avere sotto mano l’in-
tera storia alimentare di quella persona e soprattutto quando
mangia, cosa mangia e la frequenza dei pasti. Naturalmente,
la maggior parte dei pazienti non riesce a ricordare tutti i det-
tagli però, man mano che continuo pazientemente a chiede-
re, imparo sempre qualcosa di utile. Ad esempio, sempre per
quanto concerne il bere latte, è cosa diversa se il paziente beve
un bicchiere di latte al giorno avendo iniziato in pratica dopo la
nascita o se invece questa abitudine ha avuto inizio da adulto.
Se consideriamo la storia alimentare dei malati di cancro, la
scoperta più comune è che questi pazienti hanno seguito una

74
Capitolo 2 - La dieta basata sul fattore enzima

dieta principalmente a base di proteine animali e latticini.


Ho appreso, inoltre, che esiste una diretta correlazione tra
il quando una persona sviluppa il cancro e la frequenza con
cui questi cibi (carne, uova, pesce e latte) vengono consuma-
ti. Più precisamente, la comparsa della malattia è tanto più
precoce quanto più presto e più frequentemente il paziente
ha iniziato a consumare questi prodotti (soprattutto carne
e latticini). Esistono diversi tipi di cancro ma, a prescindere
dal tipo, il nesso tra comparsa della malattia e dieta a base di
prodotti animali permane invariata.
E, sempre a prescindere dal tipo di cancro, anche le cat-
tive condizioni dell’apparato gastrointestinale dei malati
di cancro sono una costante. Io spingo sempre i malati di
cancro – qualunque tipo esso sia – a farsi esaminare l’in-
testino perché vi sono buone probabilità che essi sviluppe-
ranno prima o poi un polipo o un tumore al colon.
I risultati ottenuti tramite gli esami da me effettuati su
malati di cancro hanno tutti rispettato le mie previsioni.
Per le donne con cancro al seno e gli uomini con cancro
alla prostata, vi sono alte probabilità di scoprire qualcosa
di anormale nel colon. La prassi di sottoporre i malati di
cancro al seno, di cancro alla prostata e di altri tipi di can-
cro all’esame colonscopico negli USA si sta diffondendo
sempre di più. (Per quanti tra i lettori di questo libro sono
o sono stati malati di cancro consiglio vivamente di sotto-
porsi all’esame del colon prima possibile).
Non sto affermando, comunque, che chi mangia un certo tipo
di cibo debba ammalarsi subito di una qualche malattia. Ciò
che invece mi preme sottolineare è che gli effetti delle abitudini
alimentari certamente si accumuleranno all’interno dell’orga-
nismo. Non ci si può sentire sollevati solo perché i sintomi non
sono ancora comparsi. La pratica è ciò che conta ma se si pra-

75
Il Fattore Enzima

ticano cattive abitudini alimentari giorno dopo giorno, anno


dopo anno, alla fine la malattia è inevitabile.
Attualmente siamo circondati da una varietà incredibile di cibi.
Se desideriamo vivere in salute e a lungo, bisogna capire che
non si può mangiare qualsiasi cosa solo perché ha un buon
sapore. Una volta riconosciuto questo principio, quali sono i
criteri per scegliere il cibo di cui nutrirsi giorno per giorno?

Mangiate cibi che contengono molti enzimi

Fin da bambino ho avuto in dono la capacità di andare su-


bito d’accordo con qualsiasi tipo di cane. Non è molto diffi-
cile. Tutto ciò che bisogna fare è di mettere un po’ della pro-
pria saliva sulla mano e di farsi poi leccare la mano. Facendo
questo, si diventa subito buoni amici con qualsiasi cane.
Ho allevato molti cani fin da piccolo e so che ai cani pia-
ce leccare la bocca delle persone. Ragionando sul perché
di questo comportamento, ho capito che gli piace la saliva.
Ogni volta che ho messo in pratica questa teoria rendevo fe-
lice il cane, che dimenava subito la coda dalla gioia. Ero an-
cora uno scolaro quando ho cominciato a utilizzare questo
metodo per diventare amico di tutti i cani del vicinato. Na-
turalmente, allora non ero ancora riuscito a capire perché
ai cani piace così tanto la saliva. Il mistero fu risolto quando
diventato medico cominciai a interessarmi agli enzimi.
È tutto qui! Ai cani piace la saliva perché servono loro gli
enzimi contenuti in essa!
Mi resi conto in seguito che tutti gli animali vanno alla ricerca
di enzimi. Quando i carnivori catturano le loro prede, la prima
cosa che fanno è mangiare gli organi interni, un vero e proprio
scrigno ricolmo di enzimi. Gli eschimesi, che vivono in aree do-

76
Capitolo 2 - La dieta basata sul fattore enzima

ve difficilmente possono far ricorso a cibi vegetali a causa del


grande freddo, la prima cosa che mangiano delle foche cattu-
rate sono sempre gli organi interni. I conigli mangiano le loro
stesse feci per riassorbire il cibo e gli enzimi non digeriti.
In anni recenti abbiamo assistito a un aumento delle malattie dei
piccoli animali domestici ma a questo punto avrete già capito
qual è la ragione del fenomeno. La causa sta nella loro alimen-
tazione. Le case produttrici affermano che i mangimi vengono
formulati per assicurare una dieta ben bilanciata ma queste af-
fermazioni si basano sulle teorie dell’alimentazione moderna,
che ignorano del tutto il ruolo degli enzimi. Anche se il mangi-
me contiene abbastanza calorie e sostanze nutritive con tutto
il corredo di vitamine, minerali, proteine e grassi, la mancanza
di enzimi priva l’animale di un ingrediente essenziale. I prezio-
si enzimi, infatti, sono sensibili al calore e vengono distrutti da
temperature comprese tra i 50 e i 120 gradi centigradi. Nono-
stante questo dato, i vari tipi di mangimi per animali domestici
vengono sempre scaldati durante il processo di produzione, sia
che si tratti di mangime in latta che a secco. In pratica, gli enzimi
vengono distrutti durante il processo di produzione.
Gli animali selvatici, al contrario, non mangiano mai cibo
scaldato. In un prossimo futuro sarà del tutto evidente che
molte malattie degli animali domestici sono anch’esse do-
vute allo stile di vita.
Anche gli umani sono vittime dello stesso problema che ho
appena messo in luce a proposito degli animali domestici.
Attualmente le teorie di dietologi e nutrizionisti si basano
su calorie e principi nutritivi. “Non consumare troppe ca-
lorie e scegliere pasti ben bilanciati dal punto di vista nu-
tritivo”: questo è il mantra dell’alimentazione moderna.
Normalmente per gli uomini si raccomanda il consumo di cir-
ca 2000 calorie al giorno, per le donne 1600; le calorie devo-

77
Il Fattore Enzima

no essere bilanciate sulla base dei quattro gruppi alimentari.


Il primo gruppo è formato da derivati del latte e uova. Sono
alimenti che contengono proteine e grassi di alta qualità, non-
ché calcio, vitamina A e vitamina B2. Questi cibi vengono de-
finiti alimenti completi dal punto di vista nutritivo. Il secondo
gruppo è formato da alimenti che servono a formare muscoli
e sangue: carne, pesce e legumi. Questi cibi contengono pro-
teine e grassi di alta qualità, vitamina B1 e B2 e calcio. Il terzo
gruppo è formato da vegetali e frutti, alimenti che contengo-
no vitamine, minerali e fibra e mantengono lo stato di salute
generale dell’organismo. Infine, il quarto gruppo è formato
da cereali, zuccheri, oli e grassi, cibi che servono a mantenere
costante la temperatura e l’energia dell’organismo.
Come potete vedere, la parola enzima non compare in nes-
sun gruppo. È vero che identificare la quantità di enzimi
nel cibo è un compito non facile. Così come esistono diffe-
renze individuali nella quantità di enzimi contenuta in ogni
organismo, vi sono anche differenze tra un cibo e un altro
e persino tra cibi dello stesso tipo e addirittura tra due ali-
menti apparentemente uguali. Ad esempio, il numero di en-
zimi contenuto in due mele della stessa varietà varia in base
all’ambiente da cui provengono e in base a quanti giorni
sono trascorsi da quando le mele sono state raccolte.
Nel tipo di dieta che io consiglio, i cibi buoni sono quelli che
contengono molti enzimi e i cibi cattivi quelli che ne con-
tengono pochi o che non ne contengono affatto. I cibi mi-
gliori sono quelli coltivati su suoli fertili e ricchi di minerali,
senza l’utilizzo di sostanze chimiche e di concimi chimici,
consumati immediatamente dopo essere stati raccolti.
Detto questo, se la verdura, la frutta, la carne e il pesce sono
freschi contengono la maggior quantità possibile di enzimi.
Quando mangiamo del cibo fresco di solito ne apprezziamo

78
Capitolo 2 - La dieta basata sul fattore enzima

il buon sapore perché è ricco di enzimi. Tuttavia, gli umani si


distinguono dagli altri animali perché mangiano cibo cotto. Il
cibo viene bollito, cotto al forno o alla griglia o fritto. Poiché
gli enzimi sono sensibili al calore, più si cuoce il cibo e più si
eliminano gli enzimi. Certamente, però, non possiamo man-
giare solo cibo crudo. Perciò diventa molto importante sape-
re come scegliere il giusto cibo, come cuocerlo o cucinarlo e
come mangiarlo. Continuate a leggere e tutti questi dettagli
verranno chiariti.

Continuando a mangiare cibi ossidati


anche l’organismo diventerà ossidato

Gli alimenti freschi sono considerati buoni per l’organismo


perché, oltre a contenere molti enzimi, non sono ossidati. L’os-
sidazione si verifica quando un materiale esposto all’ossigeno
dell’aria arrugginisce. Ovviamente vi starete chiedendo come
può il cibo, che non è fatto di metallo, arrugginire ma è proprio
questo che vediamo accadere sotto i nostri occhi tutti i giorni.
Ad esempio, quando friggiamo qualcosa, l’olio utilizzato cam-
bia man mano colore e diventa scuro. Anche le mele e le patate
cambiano colore e diventano scure subito dopo averle sbuccia-
te. Questi fenomeni sono attribuibili all’ossidazione, all’effetto
che ha l’ossigeno contenuto nell’aria. Quando i cibi ossidati
entrano nell’organismo si creano i radicali liberi.
Il tema dei radicali liberi è stato di recente portato all’attenzione
dell’opinione pubblica grazie anche a trasmissioni televisive e a
molti articoli su riviste. Molti degli effetti dannosi dei radicali li-
beri sulla salute sono pertanto abbastanza noti al grande pub-
blico. I radicali liberi distruggono il DNA delle cellule causando
il cancro e molte altre malattie. Combattere i radicali liberi è

79
Il Fattore Enzima

diventato l’obiettivo principale di molti approcci alimentari. Si


dice, ad esempio, che il vino rosso abbia degli effetti positivi
perché contiene agenti antiossidanti chiamati polifenoli. Anche
l’isoflavina, contenuta nella soia, riceve molta attenzione per
i suoi principi antiossidanti. La ragione per cui i radicali liberi
sono così temuti è perché hanno un’azione ossidante molto
più marcata del normale ossigeno.
Ma non sono solo i cibi ossidati a produrre i radicali liberi.
Altri fattori implicati sono il consumo di alcol e di tabacco.
Perfino la respirazione produce radicali liberi: respirando,
infatti, l’ossigeno brucia il glucosio e i grassi delle cellule
producendo energia. Il 2 percento dell’ossigeno immesso
nell’organismo è fatto di radicali liberi.
I radicali liberi vengono spesso trattati come il nemico
pubblico numero uno ma, in effetti, svolgono anche una
funzione essenziale che permette loro di uccidere virus,
batteri e muffe sopprimendo in tal modo le infezioni. Tut-
tavia, quando il numero di radicali liberi si innalza oltre un
certo livello, le membrane cellulari e il DNA delle normali
cellule cominciano a essere distrutte.
Quando il loro numero è eccessivo, il nostro organismo reagisce
mettendo in funzione degli strumenti per neutralizzarli. Questi
strumenti sono gli enzimi antiossidanti. Il tipo di enzima che
svolge questa funzione si chiama SOD (superossido dismutasi).
Tuttavia, quando si supera l’età di 40 anni, la quantità di
SOD nell’organismo si riduce bruscamente. Alcune teorie
suggeriscono che molte malattie connesse allo stile di vita
fanno la loro comparsa quando si superano i 40 anni pro-
prio a causa della riduzione di questo enzima.
Quando la quantità di SOD comincia ad abbassarsi a causa
dell’età, gli enzimi sorgente cominciano a lottare contro i
radicali liberi in eccesso. Se gli enzimi sorgente sono dispo-

80
Capitolo 2 - La dieta basata sul fattore enzima

nibili in abbondanza, si concentrano sui radicali liberi man


mano che ciò si rende necessario. Se invece sono scarsi, non
riescono a impedire i danni causati dai radicali liberi.
Riassumendo, se si continua a consumare cibi ossidati, ciò
innalzerà la quantità di radicali liberi nell’organismo. I cibi
ossidati, inoltre, contengono pochi enzimi o ne contengo-
no in quantità minime; l’organismo avrà quindi maggiori
difficoltà a produrre gli enzimi sorgente causando un cir-
colo vizioso per cui i radicali liberi non neutralizzati dagli
enzimi cominceranno a causare patologie.
Invece, se mangiamo alimenti freschi ricchi di enzimi, oltre
a limitare la quantità di radicali liberi prodotti, possiamo
anche evitare l’esaurimento della scorta di enzimi sorgente
presente nell’organismo. Ciò innescherà un ciclo positivo
che aumenterà in modo costante la nostra energia vitale.

Non c’è grasso peggiore della margarina

Il cibo che più facilmente viene ossidato è l’olio. Nel mon-


do naturale gli oli si trovano nei semi di varie piante. Dato
che anche il riso è un seme, possiamo ricavare dell’olio an-
che dal riso integrale tramite un processo di spremitura,
come si fa con gli altri semi. Esistono molti tipi diversi di
oli adatti alla cottura dei cibi: olio di colza, olio di oliva,
olio di sesamo, olio di cotone, di mais e di vinaccioli. La
spremitura estrae dal seme solo la parte oleosa.
In passato di solito l’olio si estraeva tramite macchine con
un processo rudimentale di compressione. Oggi questo pro-
cesso di produzione per compressione è attuato da pochis-
simi produttori. Perché? Perché esso richiede molto tempo
e manodopera e poi perché c’è una grossa perdita di olio.

81
Il Fattore Enzima

Per di più, visto che il processo non prevede riscaldamenti di


sorta nella fase di estrazione, la qualità dell’olio varia mol-
tissimo in confronto a quello prodotto con altri metodi.
Attualmente, la maggior parte degli oli venduti sul mercato
viene prodotta tramite un processo chimico di estrazione
che prevede l’utilizzo di un solvente chimico chiamato esa-
no, il quale viene aggiunto alla materia prima scaldando
poi la poltiglia oleosa. L’olio viene estratto facendo evapo-
rare solo il solvente chimico sottoponendo la massa a for-
te calore e pressione. Con questo metodo si hanno minori
perdite di olio e, dato che l’olio viene riscaldato, la qualità
ottenuta è uniforme. L’olio estratto in questo modo, tut-
tavia, non è più un semplice olio ma un acido grasso trans,
un elemento molto negativo per l’organismo.
Gli acidi grassi trans non esistono in natura; ad essi è impu-
tato di innalzare il livello del colesterolo cattivo e di abbas-
sare quello del colesterolo buono. Essi causano anche can-
cro, ipertensione, malattie cardiovascolari e altre patologie.
Nei paesi occidentali esiste un limite massimo stabilito per
la quantità di acidi grassi trans contenuta negli alimenti e
non si possono mettere in commercio prodotti che supera-
no quel livello. Alla fine del 2006 l’assessorato alla salute del
municipio di New York ha deciso la messa al bando da tutti i
ristoranti cittadini dei grassi trans entro il luglio 2008.
Il cibo che contiene il quantitativo maggiore di acidi grassi
trans è la margarina. Molti pensano che gli oli estratti da vege-
tali come la margarina – dato che non contengono colesterolo
– siano migliori per la salute dei grassi animali come il burro.
Ma non c’è preconcetto peggiore di questo. La verità è che la
margarina è il peggior tipo di olio per l’organismo. Quando do consi-
gli sulla dieta ai miei pazienti giungo addirittura a dire loro: «Se
avete della margarina in casa, buttatela via immediatamente».

82
Capitolo 2 - La dieta basata sul fattore enzima

Gli oli vegetali a temperatura ambiente sono liquidi perché


contengono molti acidi grassi insaturi. Al contrario, i grassi ani-
mali, per quanto siano anch’essi degli oli, a temperatura am-
biente sono solidi perché contengono molti acidi grassi saturi.
La margarina, anche se è fatta con oli vegetali, a temperatura
ambiente è solida proprio come i grassi animali. La margarina
è solida perché è fatta con oli idrogenati artificialmente trasfor-
mati da acidi grassi insaturi in acidi grassi saturi. Il processo di
produzione inizia con gli oli vegetali estratti col metodo chimi-
co menzionato prima e quindi contenenti acidi grassi trans. Poi
viene aggiunto l’idrogeno, trasformando deliberatamente acidi
grassi insaturi in saturi. Nella margarina abbiamo così il peggio
di tutto: i grassi trans degli oli vegetali estratti chimicamente e
i grassi saturi come nei grassi animali. Per l’organismo nessun
olio o grasso è peggio della margarina.
Esistono poi degli oli che vengono utilizzati nella produzio-
ne industriale di svariati alimenti, la cui composizione è si-
mile a quella della margarina. Raramente queste sostanze
vengono utilizzate a casa per cucinare ma le ritroviamo in
abbondanza nei biscotti e nelle merendine che compriamo
al supermercato e sono uno degli ingredienti base per la pre-
parazione delle patatine fritte che compriamo nei ristoranti
fast food. Gli acidi grassi trans sono l’elemento principale
che depone a sfavore della ristorazione fast food e sarebbe-
ro del tutto da evitare per la salute dell’organismo.

Se di tanto in tanto dovete proprio


mangiare cibi fritti...

Il fatto che i cibi fritti siano negativi per la salute o meno di-
pende dai vostri antenati. La domanda da farsi è: da quanto

83
Il Fattore Enzima

tempo i miei antenati hanno scaldato l’olio per cuocere i


cibi? I popoli che vivono sulle sponde del Mediterraneo (ad
esempio greci e italiani) da circa seimila anni coltivano l’uli-
vo e utilizzano olive e olio di oliva. Al contrario, i giapponesi
hanno cominciato a mangiare cibi fritti da 150-200 anni.
Queste differenze nelle tradizioni culinarie sono proba-
bilmente incorporate nei nostri geni e determinano se il
nostro sistema digerente riesce o meno a digerire l’olio.
Gli oli vengono scomposti e assimilati nel pancreas ma dai
miei dati clinici risulta che il pancreas dei giapponesi è più
debole del pancreas di popoli con una lunga storia alimen-
tare a base di cibi fritti. Molti giapponesi lamentano dolori
nella regione epigastrica (la parte superiore dello stoma-
co) ma quando si fa un esame endoscopico non appaiono
né gastriti, né ulcere gastriche o duodenali. Le analisi del
sangue di questi soggetti mostrano nella maggior parte
dei casi livelli anormalmente alti di amilasi nel pancreas.
Quando chiedo informazioni sulla loro storia alimentare,
spesso scopro una predilezione per i cibi fritti. Tuttavia,
tra gli occidentali che amano i cibi fritti non sono tanti
quelli che soffrono di patologie del pancreas.
Se si mangiano cibi fritti due o tre volte alla settimana e si av-
vertono dolori nella parte superiore dello stomaco, c’è la pos-
sibilità che sia in corso una pancreatite. In quel caso sarebbe
meglio fare un esame del pancreas il più presto possibile.
Credendo che gli oli vegetali siano più sicuri, molta gente
attualmente li preferisce ai grassi animali. Ma tutti, in ogni
caso, dovrebbero prestare la massima attenzione a non
mangiare troppi cibi fritti. Come ho già detto, il consumo
frequente di oli estratti col metodo chimico è nocivo per
l’organismo. Ma se è particolarmente difficile rinunciare
ai cibi fritti, bisognerebbe almeno limitarne il consumo.

84
Capitolo 2 - La dieta basata sul fattore enzima

L’obiettivo dovrebbe essere di non mangiare cibi fritti più


di una volta al mese.
Personalmente mangio cibi fritti molto raramente. Quan-
do lo faccio elimino la pastella ed evito il più possibile di
mangiare la parte più impregnata d’olio. Se proprio non
riuscite a resistere dal consumare la parte esterna del cibo,
almeno masticate bene. Masticare bene miscelando l’unto
alla saliva aiuta a neutralizzare almeno in parte gli acidi
grassi trans. I cibi fritti, in ogni caso, generalmente rappre-
sentano un colpo mortale per gli enzimi dell’organismo.
Inoltre, nei cibi fritti in olio il fenomeno dell’ossidazione av-
viene in modo estremamente veloce. Dato che gli oli nor-
malmente non fanno bene all’organismo, non bisognerebbe
mai mangiare cibi fritti ormai da qualche tempo, come quel-
li normalmente serviti in molti ristoranti fast food.

Il modo migliore per assumere acidi grassi


essenziali

I componenti principali dell’olio sono gli acidi grassi. Questi


vengono generalmente classificati in acidi grassi saturi e insatu-
ri. Quelli insaturi sono i cosiddetti acidi grassi buoni, necessari
per la normale funzionalità di cuore, organi della circolazione,
cervello e pelle. Tra gli acidi grassi insaturi ve ne sono alcuni che
non possono essere prodotti nell’organismo umano e che per-
ciò devono essere forniti dai cibi. Si tratta dei cosiddetti acidi
grassi essenziali, che includono l’acido linoleico, l’acido linole-
nico e l’acido arachidonico.
Anni fa negli USA si raccomandava di prendere un cucchiaino
di olio di oliva al giorno al fine di assumere gli acidi grassi es-
senziali. Si credeva allora che fosse una buona pratica. Dopo

85
Il Fattore Enzima

qualche tempo vennero pubblicati dei rapporti in cui si diceva


che consumare olio d’oliva tutti i giorni poteva potenzialmente
provocare il cancro alle ovaie. Ovviamente l’abitudine di assu-
mere olio di oliva morì così come era nata, nel giro di qualche
giorno. Il fatto è che tra le proprietà degli acidi grassi insaturi c’è
quella di ossidarsi molto facilmente. Nel caso dell’olio di oliva,
come con tutti gli altri oli, non posso raccomandarne l’utilizzo
se il metodo di estrazione prevede l’uso di solventi chimici.
Se volete consumare acidi grassi insaturi, i più sicuri sono
quelli contenuti nel pesce. L’acido docoesaenoico (DHA)
e l’acido eicosapentaenoico (EPA), contenuti in sardine e
sgombri, sono gli acidi grassi migliori. Queste due sostan-
ze si trovano anche nella parte grassa degli occhi del tonno
e sembra che migliorino le prestazioni del cervello.
Non è necessario assumere olio tale quale: se si consuma-
no cibi nella loro forma naturale si possono ottenere gli
acidi grassi insaturi direttamente dai grassi contenuti nel
cibo. A prescindere dal tipo di olio che si utilizza, esso si
ossida immediatamente una volta esposto all’aria. Quindi,
per cucinare, se possibile, non bisognerebbe usare olio.
Si dice spesso che la vitamina A viene assorbita meglio se il
cibo che la contiene viene cotto in olio. Perciò viene comu-
nemente raccomandato di utilizzare olio per cuocere ingre-
dienti contenenti vitamina A. La ragione è che la vitamina A
è solubile nei grassi e può essere facilmente sciolta in olio.
Per quanto sia vero che la vitamina A è una vitamina solubile
in grasso, con qualche artificio essa può essere assunta sen-
za ricorrere alla cottura in olio estratto artificialmente. Basta,
infatti, una piccola quantità di olio per assimilare le vitamine
solubili in grassi. È sufficiente, quindi, mangiare un qualche ci-
bo che contenga olio (soia o semi di sesamo) per assumere
automaticamente anche le vitamine solubili in grassi.

86
Capitolo 2 - La dieta basata sul fattore enzima

In altri termini, la quantità di oli e grassi necessaria all’organi-


smo si può ottenere semplicemente mangiando cibi che con-
tengono grasso nella loro forma naturale, senza per forza do-
ver aggiungere attraverso la frittura oli estratti chimicamente.
Quando dico nella loro forma naturale, intendo cibi che sono
materie prime da cui si estrae olio e quindi cereali, legumi,
frutta in guscio e semi di varia natura. Molti di essi si possono
mangiare così come sono. Non c’è metodo migliore, più sano
e sicuro per assumere gli oli necessari.

Il latte in commercio è grasso ossidato

Dopo l’olio, il tipo di cibo che si ossida più facilmente è il latte


normalmente in vendita nei negozi. Prima di essere lavorato,
il latte contiene molti elementi salutari. Ad esempio, contiene
molti tipi di enzimi, fra cui quelli che trasformano il lattosio,
la lipasi (che trasforma i grassi) e la proteasi (che disgrega le
proteine). Il latte allo stato naturale contiene anche lattoferri-
na, una sostanza antiossidante, antinfiammatoria, antivirale
e con effetti regolatori sul sistema immunitario.
Purtroppo, dopo essere stato sottoposto ai processi di lavora-
zione, il latte perde molte di queste proprietà positive. Il proces-
so di produzione del latte prevede varie fasi. Nella prima fase vie-
ne applicata ai capezzoli della mucca una macchina mungitrice;
attraverso i tubi della mungitrice il latte passa in un contenitore-
cisterna in cui viene conservato temporaneamente. Il latte crudo
viene quindi trasportato dalla fattoria all’impianto di lavorazio-
ne. Il latte viene adesso immesso in enormi contenitori dove con
appositi meccanismi agitatori viene mescolato e omogeneizzato.
Ciò che viene in effetti omogeneizzato sono le piccole particelle
di grasso che si trovano nel latte crudo. Il latte crudo contiene un

87
Il Fattore Enzima

4% di grassi; gran parte di questo grasso è presente sotto forma


di minuscole gocce di grasso. Dato che le particelle di grasso gal-
leggiano sulla superficie del latte quanto più sono grosse, se il
latte crudo viene lasciato così com’è allo stato naturale, il grasso
formerà uno strato di panna che galleggerà in modo uniforme
sulla superficie. Quando ero bambino ricordo che un paio di vol-
te ebbi modo di bere latte in bottiglia. Ricordo di aver visto sotto
il tappo della bottiglia uno strato di panna bianca. Dato che il
latte non era stato omogeneizzato, le particelle di grasso si erano
raccolte sopra la superficie durante il trasporto.
Al giorno d’oggi vengono utilizzate apposite macchine omoge-
neizzatrici che rompono meccanicamente le particelle di grasso
fino a miscelarle completamente al resto del latte. Il prodotto
finale dell’intero processo è il latte omogeneizzato. Quando si
sottopone il latte a omogeneizzazione, il grasso contenuto nel
latte crudo si lega all’ossigeno trasformandosi in grasso idroge-
nato (che non è altro che grasso ossidato). Grasso idrogenato
significa che il grasso si è ossidato troppo, si è per modo di dire
arrugginito. Come tutti i grassi idrogenati, anche il grasso conte-
nuto nel latte intero omogeneizzato è nocivo all’organismo.
Ma il processo di produzione non è ancora ultimato. Prima di
essere immesso sul mercato, il latte omogeneizzato deve essere
pastorizzato per sopprimere la proliferazione di germi e batteri.
Esistono quattro sistemi basilari per pastorizzare il latte:
• Sottoporre il latte a basse temperature per tempi lunghi
(LTLT = low temperature long time). Il latte viene riscaldato
fino a raggiungere la temperatura di 62-65 gradi cen-
tigradi per trenta minuti. Questo viene indicato come
metodo di pastorizzazione a bassa temperatura.
• Sottoporre il latte ad alte temperature per più di 15 mi-
nuti (HTLT = high temperature long time). La temperatura
può raggiungere e superare i 75 gradi.

88
Capitolo 2 - La dieta basata sul fattore enzima

• Sottoporre il latte ad alte temperature per circa 15 se-


condi (HTST = high temperature short time). La tempera-
tura raggiunta in questo caso è di 72 gradi. Questo è il
metodo più utilizzato in tutto il mondo.
• Sottoporre il latte a temperature molto elevate per bre-
ve tempo (UHT = ultra high temperature). La temperatu-
ra raggiunge i 120-130 gradi per due secondi (oppure i
150 per un secondo).

I metodi più utilizzati oggi a livello mondiale sono il terzo


e l’ultimo. Pertanto, non posso fare a meno di ripetere che
gli enzimi cominciano a essere distrutti già a temperature di
48 gradi centigradi. A 115 gradi vengono completamente
distrutti. A prescindere dalla durata della pastorizzazione,
quando la temperatura raggiunge i 130 gradi, gli enzimi so-
no già stati tutti praticamente distrutti.
Ma c’è di più. A temperature estremamente elevate la quan-
tità di grasso ossidato aumenta ancora di più e il calore
cambia perfino la qualità delle proteine del latte. Proprio
come il tuorlo di un uovo che è stato bollito a lungo si di-
sfa completamente, così anche le proteine del latte perdono
completamente la loro forma. Anche la lattoferrina, che è
sensibile al calore, viene distrutta.
Per tutti questi motivi il latte normalmente in commercio
in tutto il mondo non fa bene alla salute.

Il latte di mucca è per i vitelli

Le sostanze nutritive contenute nel latte di mucca sono adat-


te a far crescere i vitelli. Ciò che è necessario a far crescere un
vitello non è necessariamente adatto agli umani. Inoltre, allo

89
Il Fattore Enzima

stato naturale, gli unici animali che bevono latte sono i neo-
nati. Nessun animale beve latte una volta diventato adulto
(fatta eccezione per l’Homo sapiens). Così è in natura. Solo gli
umani per scelta bevono latte di altri animali, lo fanno ossi-
dare e lo bevono. Tutto ciò cozza contro le leggi di natura.
In Giappone e negli Stati Uniti, bambini e adolescenti vengono
incoraggiati a bere il latte delle mense scolastiche perché si ritie-
ne che esso, dato che è ricco di sostanze nutritive, faccia bene alla
crescita dei ragazzi. Ma quanti pensano che il latte di mucca e il
latte umano siano la stessa cosa cadono in un grave errore.
Se mettiamo in parallelo le sostanze nutritive contenute
nel latte di mucca e quelle contenute nel latte umano sem-
brano per la verità molto simili. Nutrienti come proteine,
grassi, lattosio, ferro, calcio, fosforo, sodio, potassio e vita-
mine si trovano in entrambi. Ma la qualità e la quantità di
questi nutrienti sono completamente diverse.
La principale componente proteica contenuta nel latte di
mucca è la caseina. Ho già accennato al fatto che questa pro-
teina è molto difficile da digerire nell’apparato gastrointesti-
nale umano. Ma il latte di mucca contiene anche una sostan-
za antiossidante, la lattoferrina, che migliora le funzioni del
sistema immunitario. La quantità di lattoferrina contenuta
nel latte umano è dello 0,15% mentre nel latte di mucca è
contenuta allo 0,01%. A quanto sembra i neonati di specie
diverse richiedono non solo quantità diverse di nutrienti ma
anche diversi rapporti tra un principio nutritivo e un altro.
Parliamo adesso degli adulti. Prendiamo sempre come
esempio la lattoferrina. La lattoferrina presente nel latte di
mucca viene scomposta dagli acidi dello stomaco, quindi,
anche se beviamo latte crudo non sottoposto ad alcun ri-
scaldamento, essa viene sempre disgregata nello stomaco.
La stessa cosa avviene per la lattoferrina contenuta nel latte

90
Capitolo 2 - La dieta basata sul fattore enzima

umano. Un bambino appena nato assimila adeguatamen-


te la lattoferrina del latte materno perché il suo stomaco
è poco sviluppato. Visto che lo stomaco è piccolo anche le
sue secrezioni acide sono scarse. Per questo la lattoferrina
non viene scomposta. Questo significa che il latte materno
umano non è adatto a essere consumato da un adulto.
Il latte di mucca, anche quello crudo, non è un cibo adatto
agli umani. Il latte crudo di mucca, che già non è adatto
all’uomo per principio, viene poi addirittura omogeneiz-
zato e pastorizzato ad alte temperature. Dopo di che insi-
stiamo per farlo bere ai nostri bambini.
Un altro problema è che molti popoli non hanno una quan-
tità di enzima lattasi sufficiente a disgregare il lattosio. Molti
hanno questo enzima in quantità sufficiente durante l’in-
fanzia ma poi esso si riduce con l’età. Quando queste per-
sone bevono latte sperimentano sintomi come gorgoglii di
stomaco o attacchi di diarrea, effetti dell’incapacità dell’or-
ganismo di digerire il lattosio. Esistono poi persone intol-
leranti al lattosio in cui manca del tutto la lattasi o in cui
l’enzima si presenta in quantità molto basse. Poche sono le
persone completamente intolleranti al lattosio, però il 90%
degli asiatici, il 75% degli ispanici, degli indiani americani
e degli afroamericani, il 60% delle persone che vivono sulle
coste del Mediterraneo e il 15% delle persone di origine nor-
deuropea presentano una insufficiente quantità di lattasi.
Il lattosio è uno zucchero che esiste solo nel latte dei mam-
miferi. Il latte è adatto a essere bevuto solo dai cuccioli di
mammiferi. Anche se a molti adulti manca la lattasi, quan-
do invece sono piccoli hanno sempre una quantità sufficien-
te di lattasi, se sono sani. Un altro dato importante è che la
quantità di lattosio contenuto nel latte materno è circa il 7%
mentre quello contenuto nel latte di mucca è il 4,5%.

91
Il Fattore Enzima

Visto che gli umani sono in grado di bere senza problemi il


latte materno ricco di lattosio solo quando sono piccoli e
visto che il loro patrimonio di enzima lattasi si riduce sem-
pre di più con l’età, mi sembra non vi sia bisogno di altre
prove per affermare con certezza che la natura vuole che il
latte non sia un alimento adatto a un adulto.
Se proprio vi piace il sapore del latte, consiglio almeno di
ridurne la frequenza del consumo provando a bere latte
che non sia stato omogeneizzato e che sia stato pastoriz-
zato a bassa temperatura. Bambini e adulti a cui non piace
il latte non dovrebbero mai essere spinti a berlo.
Bere latte semplicemente non fa bene all’organismo umano.

Troppe proteine animali sono tossiche

Il mio consiglio ai pazienti è di mangiare soprattutto cere-


ali e verdure, di limitare i prodotti di origine animale come
carne, pesce, latticini e uova e di limitare la loro assunzio-
ne al 15% delle calorie consumate quotidianamente.
Molti nutrizionisti, invece, sostengono che le proteine animali
contengono molte componenti essenziali, che vengono disag-
gregati e assimilati dagli amminoacidi nell’intestino, trasforman-
dosi infine in sangue e muscoli. È vero però che a prescindere
da quanto buono sia il cibo se ne consumate più del necessario
si trasformerà in un veleno per l’organismo. Questo si dimostra
particolarmente vero per l’eccesso di proteine animali, dato che
non saranno del tutto scomposte e assimilate dall’apparato
digerente. Esse, invece, si decomporranno nell’intestino produ-
cendo grandi quantità di tossine come acido solfidrico, indolo,
metano, ammoniaca, istamina e nitrosammina. Oltre a queste
sostanze vengono prodotti anche i radicali liberi. Per eliminare

92
Capitolo 2 - La dieta basata sul fattore enzima

tutte queste tossine servono quantità enormi di enzimi che così


vengono a esaurirsi, sia nell’intestino che nel fegato.
La quantità di proteine necessaria a una persona è circa un
grammo per ogni chilo di peso corporeo. In altre parole, per una
persona che pesa 60 chili sono necessari 60 grammi di proteine
animali al giorno. In realtà vi sono dati che dimostrano come ne-
gli USA, attualmente, il consumo di proteine animali è compre-
so tra gli 88 e i 92 grammi negli uomini e tra i 63 e i 66 grammi
per le donne. Ovviamente questo quantitativo è troppo elevato.
Le proteine consumate in eccesso vengono alla fine elimi-
nate con l’urina, ma nel frattempo producono molti danni
all’organismo. Per prima cosa, le proteine in eccesso vengo-
no trasformate in amminoacidi dagli enzimi digestivi; questi
amminoacidi vengono poi a loro volta scomposti nel fegato,
prima di finire nella corrente sanguigna. Poiché il sangue in
tal modo diventa troppo acido, per neutralizzare questa aci-
dità servono grosse quantità di calcio; questo calcio in più
viene prelevato da ossa e denti. Il calcio e il sangue ossidato
vengono poi filtrati dai reni; a quel punto le proteine in ec-
cesso vengono eliminate assieme a una grande quantità di
acqua e calcio. Non c’è bisogno di dire che durante questo
processo viene consumato un numero enorme di enzimi.
Ma se ingeriamo un eccesso di proteine animali consumando
carne (compresa la carne contenuta in alimenti elaborati) e
latte (compreso il latte contenuto in formaggi e latticini), il
danno per la salute può essere ancora più grave. Perché? Per-
ché i cibi animali non contengono fibra alimentare e proprio
per questo motivo viene accelerato il processo di deteriora-
mento della salute dell’intestino.
La fibra alimentare non può essere scomposta dagli enzimi di-
gestivi. Tipici esempi sono la cellulosa e la pectina contenute nei
vegetali e la chitina contenuta nella conchiglia dei crostacei.

93
Il Fattore Enzima

Se mangiamo tanta carne senza al contempo introdurre una


quantità sufficiente di fibra alimentare, la quantità delle feci
si riduce causando stitichezza e feci stagnanti. Inoltre, se non
si pone rimedio, sulle pareti dell’intestino si svilupperanno di-
verticoli dove si accumuleranno tossine e feci in stagnazione
e queste a loro volta causeranno polipi e tumori.

Il grasso contenuto nel pesce


non ostruisce le arterie

Ho parlato finora solo della carne, ma anche il pesce contiene


proteine animali e come tali anche il pesce può causare gli
stessi rischi della carne, quando se ne mangia in eccesso.
In base ai miei dati clinici, tuttavia, c’è una differenza marcata
tra gli intestini di chi mangia carne in eccesso e gli intestini
di chi mangia pesce in eccesso. Questa differenza consiste
nel fatto che i miei pazienti che mangiano pesce in eccesso
non formano diverticoli, questo a prescindere dalla negatività
delle loro condizioni gastrointestinali. In molti libri di medi-
cina è scritto che, qualunque sia la sostanza (carne, pesce o
latticini), consumare troppo cibo privo di fibra porterà alla
diverticolosi. In base alla mia esperienza, invece, le persone
che mangiano poca o nessuna carne e in cambio mangiano
tanto pesce presentano sì pareti intestinali spastiche o rigide
ma non finiscono con lo sviluppare la diverticolosi.
Cos’è che causa questa marcata differenza? Credo che la
differenza risieda nel tipo di grasso contenuto nella carne
e nel pesce. Da più parti ci viene detto che la differenza tra
i grassi della carne e del pesce è che i grassi saturi della car-
ne fanno male alla salute mentre quelli insaturi del pesce
fanno bene perché abbassano il livello di colesterolo. Per-

94
Capitolo 2 - La dieta basata sul fattore enzima

sonalmente preferisco considerare la cosa da un punto di vista


diverso, che è il seguente: il grasso di un animale la cui tempe-
ratura corporea è più alta di quella della temperatura corporea
umana dovrebbe essere considerato negativamente mentre il
grasso di un animale la cui temperatura corporea è più bassa
di quella umana può essere considerato positivamente.
La temperatura corporea di una mucca, di un maiale o di
un volatile si aggira normalmente sui 38,5-40 gradi cen-
tigradi, mentre quella dell’uomo si aggira sui 37. La tem-
peratura interna di un pollo è ancora più alta (intorno ai
41,5 gradi). Il grasso di questi animali ha la sua forma più
stabile quando si trova alla temperatura interna dell’ani-
male. Quando invece quel grasso finisce nel corpo umano
e quindi in una temperatura più bassa, esso diventa colloso
e si indurisce. Questo grasso appiccicaticcio fa diventare
più denso anche il sangue. Il flusso di questo sangue più vi-
scoso del normale è più lento del dovuto e tende a diventa-
re stagnante e a coagulare all’interno dei vasi sanguigni.
Il contrario accade per i pesci. Questi sono animali a san-
gue freddo e in condizioni normali le loro temperature cor-
poree sono molto più basse della temperatura interna del
corpo umano. Che cosa accade, allora, quando il grasso di
pesce entra nel corpo umano? Accade proprio quello che
accade quando mettete un pezzo di grasso in una padel-
la per farlo sciogliere: si disfa e diventa liquido. Il grasso
del pesce, quindi, quando entra nella corrente sanguigna
dell’uomo, rende il sangue più fluido, abbassando il livello
di colesterolo cattivo nel sangue.
Anche quando si consuma la stessa quantità di grasso, per
l’organismo umano il pesce è chiaramente migliore rispet-
to agli animali a sangue caldo perché il grasso del pesce
entra nel nostro sangue in forma liquida.

95
Il Fattore Enzima

Il pesce a carne rossa


dev’essere mangiato fresco

Il pesce può essere grossolanamente diviso in pesce a car-


ne rossa e pesce a carne bianca.
Il pesce a carne bianca viene generalmente considerato mi-
gliore per la salute perché il pesce a carne rossa tende a os-
sidarsi più velocemente. L’ossidazione avviene più veloce-
mente perché questo tipo di pesce contiene molto ferro.
Il tonno e il bonito7 sono pesci a carne rossa perché la loro massa
muscolare è rossa. Il colore rosso è dato dal fatto che i muscoli
del pesce contengono speciali proteine chiamate mioglobine.
Le mioglobine sono proteine globulari che immagazzinano
ossigeno e si formano a partire da catene di polipeptidi (che
sono amminoacidi) e poliferrina, un tipo di ferro. Le mioglo-
bine si trovano nei muscoli di animali che compiono lunghe
traversate sott’acqua come ad esempio delfini, balene e fo-
che. Ciò accade perché le mioglobine sono in grado di imma-
gazzinare ossigeno nelle cellule fin quando esso non viene ri-
chiesto per il metabolismo. I muscoli animali in generale sono
rossi per la presenza di mioglobina.
Tonno e bonito contengono molta mioglobina perché per-
corrono l’oceano a grandissima velocità; ciò richiede che i
muscoli siano continuamente riforniti da grandi quantità di
ossigeno. Per evitare una carenza di ossigeno, essi accumu-
lano la mioglobina nei muscoli. Poiché la carne dei pesci a
carne rossa contiene tanta mioglobina, essa si ossida imme-
diatamente una volta macellata ed esposta all’aria. Questa
è la ragione per cui il pesce a carne rossa viene considerato
relativamente poco sano dal punto di vista della salute. Il
pesce bianco, invece, non contiene mioglobina per cui an-
che dopo essere lavorato non si ossida velocemente.

96
Capitolo 2 - La dieta basata sul fattore enzima

Tuttavia, il pesce a carne rossa contiene più agenti antios-


sidanti rispetto a quello a carne bianca, soprattutto DHA
e EPA. L’abbondante contenuto in ferro della mioglobina
nella sua forma naturale può essere un notevole vantaggio
per quanti sono anemici. Ma quando questo ferro si ossi-
da, trasformandosi in ossido di ferro, i danni per la salute
aumentano, sorpassando ogni possibile vantaggio appor-
tato a chi soffre di anemia. Perciò, quando si vuole man-
giare del pesce a carne rossa, si dovrebbe usare la massima
cura nello scegliere pesce che sia il più fresco possibile.
A me piace molto il sushi di tonno. Quando mi accade di
mangiarlo, faccio sempre togliere 5 millimetri di superficie
esterna prima di prepararlo. In tal modo sono sicuro che
la parte che è rimasta esposta all’aria per lungo tempo, e
quindi ossidata, non finisca nel mio piatto.
Con un po’ di tempo e di energia in più, il pesce a carne ros-
sa può essere trasformato in un alimento di alta qualità. Ad
esempio, nella prefettura di Kochi, in Giappone, è diffusa una
specialità chiamata katsuo no tataki (bonito crudo abbrustoli-
to). Il metodo di preparazione consiste nel sottoporre la par-
te esterna del pesce ad altissima temperatura in modo molto
veloce, una sorta di cauterizzazione che elimina la possibili-
tà che il pesce si ossidi. Poiché l’operazione viene fatta con
molta rapidità, la parte esterna del pesce protegge il resto
dall’esposizione all’ossigeno dell’aria. Un altro vantaggio di
questo metodo di preparazione è che il calore uccide tutti i
parassiti che tendono a concentrarsi nella pelle del pesce.
Il pesce rimane comunque, a dispetto di tutto questo, una
proteina animale che non bisogna consumare in quantità ec-
cessive. Per di più, le notizie sui crescenti livelli di mercurio
rintracciati nel tonno destano molte preoccupazioni. In alcu-
ne persone i livelli di mercurio registrati attraverso esami del

97
Il Fattore Enzima

sangue presentavano valori davvero molto elevati. Se voi che


leggete siete frequenti consumatori di tonno, consiglio di sot-
toporvi ad analisi almeno una volta. Dobbiamo tutti renderci
conto che l’inquinamento del suolo e del mare sono diretta-
mente connessi allo stato della nostra salute. Dobbiamo per-
ciò prestare molta attenzione al nesso alimentazione-salute.

Il pasto ideale è per l’85% di origine vegetale


e per il 15% di origine animale

Secondo il mio Enzyme Factor Diet and Lifestyle, un’ali-


mentazione sana dovrebbe prevedere un 85% di frutta,
vegetali, legumi e cereali e un 15% di carne. Una delle do-
mande che mi sento rivolgere più spesso al proposito è
questa: «Ma se riduco così tanto la carne, non mi manche-
ranno poi delle proteine essenziali?». La mia risposta è di
non preoccuparsi. Anche con una dieta vegana si possono
avere a disposizione proteine a sufficienza.
Come la maggior parte di animali e piante, il corpo uma-
no è costituito da proteine. Ma, anche se si mangia tanto
cibo contenente proteine, come carne e pesce, non neces-
sariamente quelle proteine saranno utilizzate direttamente
come materiale da costruzione per l’organismo. Il motivo è
che le proteine sono formate da amminoacidi e gli ammi-
noacidi hanno varie conformazioni.
Nell’intestino umano, le proteine vengono assorbite dalle pareti
intestinali solo dopo essere state trasformate dagli enzimi dige-
stivi in amminoacidi. Gli amminoacidi assimilati devono essere
poi ri-sintetizzati nell’organismo nelle proteine che si rendono
necessarie. Esistono circa venti tipi di amminoacidi che forma-
no le proteine del corpo umano. Di questi venti, otto non pos-

98
Capitolo 2 - La dieta basata sul fattore enzima

sono essere sintetizzati dall’organismo. Questi otto sono lisina,


metionina, triptofano, valina, treonina, leucina, isoleucina e fe-
nilalanina. Essi vengono chiamati amminoacidi essenziali e sono
preziosi al punto che, se anche solo uno di essi non è presente
in quantità sufficiente, c’è la possibilità di andare incontro a
gravi disturbi nutrizionali. Ecco perché è assolutamente neces-
sario includerli nella dieta di tutti i giorni.
Le proteine animali vengono considerate di buona qualità per-
ché contengono tutti gli amminoacidi essenziali. Ecco perché i
moderni nutrizionisti consigliano di mangiare proteine animali
tutti i giorni. Ma anche le proteine di origine vegetale conten-
gono molti, anche se non tutti, amminoacidi essenziali. Cere-
ali, legumi, verdure, funghi, frutta e alghe contengono molti
amminoacidi. Molte persone si sorprendono quando dico loro
che il nori contiene al 37% proteine mentre è abbastanza risa-
puto che il kelp8 è un vero scrigno di amminoacidi.
Tra tutti gli alimenti di origine vegetale, la soia viene consi-
derata alla stregua di carne vegetale perché contiene molti
amminoacidi. La quantità di amminoacidi essenziali con-
tenuta nella soia è quasi uguale a quella della carne, fat-
ta eccezione per la treonina contenuta in quantità legger-
mente inferiori al minimo necessario. Le proteine della soia
vengono però digerite meglio della carne, senza intaccare
– come fa la carne – il patrimonio di enzimi sorgente.
Naturalmente nemmeno consumare troppe proteine vege-
tali va bene; ma se prendiamo in considerazione il fatto
che gli alimenti di origine vegetale contengono molta fibra
alimentare, la mia raccomandazione è quella di centrare la
propria dieta sulle proteine vegetali, aggiungendo una pic-
cola quantità di proteine animali, preferibilmente pesce.
Se consideriamo a livello individuale ogni singolo cibo di
origine vegetale, è senz’altro vero che nessuno contiene tutti

99
Il Fattore Enzima

gli amminoacidi essenziali. Ma, di solito non mangiamo mai


un solo tipo di cibo per pasto. Se con un po’ di abilità riu-
sciamo a mettere insieme un piatto base di cereali, un po’ di
verdure e una minestra, possiamo facilmente ottenere am-
minoacidi essenziali a sufficienza senza ricorrere alla carne.

Il riso bianco è cibo morto

Recentemente molte persone hanno cominciato a ridurre il con-


sumo di riso perché si sono convinte che i carboidrati contenuti
nel riso facciano ingrassare. Anche questa convinzione è del tut-
to errata. La mia dieta consiste per il 40-50% di cereali ma non
mi fa ingrassare perché i miei pasti sono ben bilanciati.
Il mio alimento base, però, non è il riso bianco impoverito
che mangia normalmente la maggioranza delle persone. È ri-
so integrale, al quale aggiungo almeno altri cinque cereali, tra
cui orzo perlato, miglio, grano saraceno, quinoa, amaranto,
avena e bulgar9. Miscelando riso integrale e questi altri cereali
ottengo il mio cibo di base. Tutti i cereali devono essere fre-
schi, integrali e di coltivazione biologica.
La stagione di raccolto del riso è limitata e quindi non sem-
pre riesco ad approvvigionarmi di riso appena raccolto.
Allora compro riso integrale confezionato sotto vuoto ed
evito in questo modo di comprare riso che è stato esposto
all’aria. Una volta aperto il sacchetto, cerco di consumare
il contenuto nel giro di dieci giorni evitando il più possibile
di esporlo all’aria. L’ossidazione avviene molto più facil-
mente nel riso bianco perché manca la cuticola esterna che
invece è presente nel riso integrale. La stessa cosa avviene
quando si sbuccia una mela: essa cambia subito colore e
diventa scura.

100
Capitolo 2 - La dieta basata sul fattore enzima

Il riso che consumiamo è il seme della pianta di riso. Allo


stato originario il seme è avvolto da un suo guscio che lo
protegge dall’esterno. Quando questa cuticola esterna vie-
ne rimossa, otteniamo il riso integrale. Quando vengono
rimossi tutti gli strati esterni del riso, ciò che rimane è il
germe di riso. Quando viene rimosso anche il germe di riso
otteniamo il riso bianco, che non è altro che albume.
Molti preferiscono mangiare riso bianco perché è morbido,
dolce e, appunto, bianco. Queste qualità lo fanno sembrare
migliore di quello che è in realtà. In effetti, nel riso bianco le
parti più importanti del riso non ci sono più. È un cibo morto.
Se esponiamo all’aria una mela o una patata sbucciata, esse
si ossidano e diventano scure. Il riso raffinato – anche se il
colore non muta – si ossida molto più velocemente del riso
integrale. Il riso bianco ha davvero un ottimo sapore quando
è stato appena lavorato perché non si è ancora ossidato.
Il riso bianco, però, non contiene più la crusca e il germe del
riso. Per questo se lo lasciate a mollo in acqua, si gonfierà ma
non germoglierà. Il riso integrale, invece, se viene immerso
in acqua alla giusta temperatura può germogliare. È un cibo
vitale che ha la potenzialità di generare la vita. Ecco perché
affermo che il riso bianco è un cibo morto, senza vita.
I semi delle piante contengono molti enzimi che servono per
attivare il processo di germinazione in condizioni ambientali
adeguate. I semi possiedono anche una sostanza chiamata
inibitori della tripsina che impedisce ai semi di germogliare.
La ragione per cui è nocivo mangiare cereali, fagioli e patate
crude è che è necessaria una grande quantità di enzimi di-
gestivi per neutralizzare e digerire gli inibitori della tripsina.
Tuttavia, dato che gli inibitori della tripsina vengono disgre-
gati e resi più digeribili quando i semi vengono scaldati, è
meglio mangiare cereali, legumi e patate una volta cotti.

101
Il Fattore Enzima

I semi non raffinati sono letteralmente imbottiti di principi


nutritivi utili per la salute. Essi contengono quantità equi-
librate di proteine, carboidrati, grassi, fibre alimentari, vi-
tamina B1, vitamina E e minerali come ferro e fosforo.
Per quanto eccellente possa essere il riso bianco, esso ha
solo un quarto delle sostanze nutritive del riso integrale.
Molte di queste sostanze nutritive sono contenute nel ger-
me. Se si compra del riso raffinato, sarebbe meglio sceglie-
re un tipo di riso col germe intatto.
Molti dicono che il riso integrale è difficile da cucinare ma
oggi sono presenti sul mercato dei dispositivi che rendono
questa operazione del tutto agevole. Si può anche prepa-
rare del riso integrale hatsuga, riso integrale appena ger-
mogliato. Gli utensili non adatti a cuocere il riso integrale
possono servire a preparare il delizioso riso hatsuga.
Anche il grano non raffinato è un alimento eccellente. Se
invece lo raffiniamo, il suo valore nutritivo si ridurrà in mo-
do incredibile. Se vi piace mangiare pane e pasta, sceglie-
teli preparati con farina di grano integrale.

Perché i carnivori mangiano gli erbivori

La regola base dell’alimentazione è mangiare cibi freschi. I


cibi freschi sono migliori perché più sono freschi e più enzi-
mi essi contengono. Gli enzimi possono essere poi trasfor-
mati nei 3.000 enzimi diversi che servono all’organismo.
Sulla terra esistono innumerevoli specie di animali e tutti han-
no una dieta specifica. L’unica cosa che hanno in comune è la
passione per i cibi ricchi di enzimi. Siamo solo noi umani ad
aver dimenticato la regola base della natura? Abbiamo elabo-
rato teorie nutrizionali molto moderne analizzando i principi

102
Capitolo 2 - La dieta basata sul fattore enzima

nutritivi contenuti negli alimenti classificandoli in base alle


calorie fornite. Tuttavia, il fattore fondamentale, il fattore en-
zima, è stato del tutto tralasciato. Nonostante quelle teorie la
gente mangia per lo più cibo morto, privo di enzimi.
La stessa cosa si può dire del cibo che diamo da mangiare ai
nostri animali domestici. Questo cibo è oggi completamen-
te privo di enzimi. Il risultato è che molti di questi animali
soffrono oggi di varie malattie. Per questo ai miei cani non
do mai mangime commerciale. Do loro invece lo stesso riso
integrale che mangio io. Può sembrare strano che dei cani
mangino riso integrale, ma posso assicurarvi che i miei cani
sono felici di mangiare riso integrale con una spruzzata di non
(un tipo di alga). Sono perfino contenti di mangiare verdura e
frutta e si contendono addirittura i broccoli appena bolliti.
Quando parliamo di carnivori, tutti pensano che l’unica
cosa che serve loro è la carne. Ma questo non è vero. Han-
no bisogno anche di vegetali. Perché allora mangiano solo
carne? Perché non hanno gli enzimi che servono a scom-
porre il cibo vegetale. Questo però non significa che non
abbiano accesso a fonti esterne di enzimi.
Questo è ben comprensibile se si osserva il fatto che i car-
nivori allo stato selvatico mangiano solo animali erbivo-
ri. Dopo aver catturato le loro prede, la prima cosa che i
carnivori mangiano sono gli intestini perché in essi sono
contenute non soltanto le piante mangiate dagli erbivori
in corso di digestione ma anche gli enzimi. In tal modo
i carnivori si nutrono delle piante in corso di digestione
all’interno degli intestini e dello stomaco degli erbivori.
I carnivori mangiano soltanto erbivori e gli erbivori mangiano
solo piante. Questa è la legge della natura. Se ignoriamo questa
legge, certamente ne soffriremo in qualche modo le conseguen-
ze. Un tipico esempio è la BSE, la malattia della mucca pazza.

103
Il Fattore Enzima

La causa della BSE non è ancora del tutto nota. Ciò che sap-
piamo è che il cervello delle mucche si trasforma in una specie
di spugna a causa di una anormale trasformazione dei prioni,
particelle proteiche prive di acido nucleico. Ma cosa cambia que-
sta anormale trasformazione dei prioni? Dalle prove accumulate
finora è evidente che la BSE è una conseguenza della diffusione
di mangimi contenenti farina di carne (in pratica tutto ciò che
rimane dell’industria della macellazione: scarti di carne, ossa e
pelle). Le agenzie governative in USA, Giappone e vari altri paesi
hanno detto che la BSE è dovuta a polvere di ossa geneticamen-
te contaminata. La verità è secondo me che, se dai da mangiare
a degli erbivori farina di carne e ossa, fai prima di tutto qualcosa
che cozza brutalmente contro le leggi di natura.
La prassi di dare alle mucche farina di carne e ossa ha come
origine gli interessi egoistici dell’uomo. Il mangime contenente
farina di ossa e carne aumenta la quantità di proteine e calcio
nel latte di mucca. Credo, quindi, che la causa della BSE stia
nell’egoismo e nell’arroganza degli umani che hanno ignorato
le leggi di natura. Non posso che ripetere: ciò che mangiano gli
animali, uomini compresi, è determinato dalle leggi della natu-
ra. Non si può vivere una vita sana e degna di questo nome se
si ignora questo fatto.

Perché gli uomini hanno 32 denti

Come ho già spiegato, il pasto ideale dovrebbe essere costitu-


ito da un 85% di cibo vegetale e da un 15% di cibo animale.
Questo rapporto tra cibo animale e cibo vegetale mi è stato
suggerito da considerazioni sul numero dei denti che abbiamo.
I denti riflettono il tipo di cibo che ogni specie di animale do-
vrebbe mangiare. Ad esempio, i denti dei carnivori sono tutti

104
Capitolo 2 - La dieta basata sul fattore enzima

molto aguzzi come i canini. I denti dei carnivori sono adatti a


strappare la carne dalle ossa delle prede. Al contrario, gli ani-
mali erbivori hanno denti simili agli incisivi, sottili e squadrati,
adatti a procurarsi ogni sorta di cibo vegetale.
Può sembrare folle contare i denti degli animali per giudicare
qual è la dieta migliore per quell’animale, ma questa è un’idea
per niente nuova. Molti in passato hanno asserito che esiste un
nesso profondo tra tipo di dentatura e alimentazione ideale.
Gli uomini hanno 32 denti (compresi i denti del giudizio).
La conformazione è la seguente: due paia di incisivi (posti
sul davanti) in alto e in basso, una coppia di canini in alto
e in basso e cinque paia di molari in alto e in basso. Il rap-
porto è dunque: un canino – due incisivi – cinque molari;
un canino per mangiare carne e due incisivi più cinque mo-
lari (in totale sette denti) per mangiare cibi vegetali.
Se applichiamo questo rapporto tra cibo vegetale e cibo
animale, abbiamo un rapporto di 7 a 1. Ecco perché per
quanto concerne l’alimentazione suggerisco un rapporto
di 85% di cibo vegetale e un 15% di cibo animale. Se vo-
gliamo sintetizzare in modo più dettagliato il rapporto tra
i vari elementi, possiamo dire che:
• il rapporto tra cibi di origine vegetale e cibi di origine
animale dovrebbe essere 85-90% e 10-15%;
• i cereali dovrebbero costituire il 50%, vegetali e frutta
35-40% e la carne 10-15%;
• i cereali dovrebbero essere non raffinati.

Si potrebbe pensare che la porzione vegetale sia esagera-


ta, ma questa idea si dimostra fuori luogo se pensiamo allo
scimpanzé, l’animale il cui patrimonio genetico è più simile
a quello dell’uomo (uguale al 98,7%). La dieta dello scim-
panzé è per il 95,6% vegetariana, così distribuita: 50% frut-

105
Il Fattore Enzima

ta, 45,6% frutta in guscio, patate e radici; il 4,5% restante


cibo animale, soprattutto insetti e principalmente formiche.
Lo scimpanzé non mangia pesce. Io ho analizzato l’appara-
to gastrointestinale di scimpanzé con l’endoscopio.
Esso è talmente simile a quello umano da non riuscire a distin-
guere uno dall’altro. La cosa che mi ha maggiormente sorpreso
è la pulizia della struttura gastrointestinale dello scimpanzé.
A differenza degli umani, gli animali selvatici muoiono su-
bito se si ammalano. Essi sanno istintivamente che è il cibo
ciò che li tiene in vita e che protegge la loro salute.
Credo che sia necessario per noi umani imparare dalla na-
tura e, con la più grande umiltà, tornare a nutrirci degli
alimenti fondamentali di base.

Perché masticare bene e mangiare


con moderazione fanno bene alla salute

Nel primo capitolo di questo libro ho spiegato che il cibo ma-


sticato bene, per digerire bene è addirittura molto meglio del-
la pappa di riso, che invece non viene affatto masticata bene. Il
masticare bene presenta numerosi altri vantaggi; senz’altro il più
importante di essi è la conservazione degli enzimi sorgente.
Per quanto mi concerne, io mastico ogni boccone 30-50
volte. Se la consistenza del cibo è normale ogni boccone vie-
ne così ridotto a una poltiglia che scende giù nello stomaco
senza sforzo alcuno. Quando la consistenza è più robusta
oppure quando si tratta di cibi che non si digeriscono bene,
mastico ogni boccone 70-75 volte. Il corpo umano è fatto in
modo che le ghiandole salivari secernono sempre più saliva
quanto più si mastica; se poi aggiungiamo al prodotto della
masticazione gli acidi dello stomaco e della bile, il processo

106
Capitolo 2 - La dieta basata sul fattore enzima

della digestione non dovrebbe presentare problemi. La pa-


rete intestinale può assimilare sostanze fino a dimensioni
di 15 micron (0,015 millimetri). Qualunque cosa sia di di-
mensioni maggiori verrà eliminata. Questa è la ragione per
cui, se non si mastica bene, gran parte del cibo che man-
giamo non servirà a niente e non verrà assimilato.
Quando dico queste cose ci sono persone – soprattutto giova-
ni donne – che spesso mi rispondono: «E allora? Se il cibo non
viene assimilato tanto meglio, non aumenterò di peso!». Ma la
situazione non è così semplice. Quando il cibo non viene ben
digerito e assimilato, all’interno dell’intestino si verificano de-
composizioni e fermentazioni anomale, proprio come avviene
quando si mangia più del dovuto. La decomposizione produce
varie tossine che consumano grandi quantità di enzimi.
Inoltre, poiché esiste un grosso divario tra il tasso di assimila-
zione di cibi facilmente digeribili e quello di cibi più difficili da
digerire, anche se riusciamo a procurarci dei pasti ben bilancia-
ti, alla fine potrebbero sempre mancare nella dieta determinati
principi nutritivi. Ciò si rivela particolarmente vero per quei nu-
trienti che sono presenti solo in traccia (oligoelementi).
Recentemente è stato sollevato il caso del numero crescente
di persone che – pur aumentando di peso a causa dell’eccesso
di proteine assunte – continuano a essere prive di determina-
te sostanze nutritive essenziali. Le cause di questo fenomeno
sono la dieta squilibrata, la cattiva digestione e la non assimi-
lazione provocate dal non masticare bene ciò che si mangia.
Per quanti vogliono perdere peso, masticare bene è in realtà
un vantaggio per la maggior quantità di tempo che richiede.
Mentre si mangia, i livelli di zucchero nel sangue aumentano
e l’appetito diminuisce, impedendoci di mangiare troppo.
Masticare bene non fa che potenziare questo processo: il
senso di pienezza si raggiunge più velocemente. Non c’è bi-

107
Il Fattore Enzima

sogno di una grande forza di volontà per sentire l’obbligo di


diminuire la quantità di cose che mangiamo. Se si mastica
bene, il desiderio di mangiare di meno diventa automatico.
Un altro beneficio del masticare bene è che così si uccido-
no dei parassiti. Oggi non vediamo mai insetti sulla verdu-
ra, ma siamo comunque circondati da parassiti, anche se
compriamo bonito, seppia e pesce d’acqua dolce. Questi
parassiti sono talmente piccoli che, se non mastichiamo
bene, finiscono con l’essere ingoiati così come sono e, per-
tanto, continuano a vivere nutrendosi dei nostri organi in-
terni. Il fatto di masticare 50-70 volte ogni boccone uccide
ogni tipo di parassita già all’interno della bocca.
Se volete cambiare in meglio la vostra alimentazione, dovrete
sicuramente iniziare con lo scegliere verdura coltivata biolo-
gicamente e poi pesce catturato in mare aperto e non pesce
allevato. I cibi coltivati biologicamente e il pesce non allevato
potrebbero contenere dei parassiti ma, conoscendo l’effetto
del masticare bene nell’eliminarli, potrete essere sicuri di es-
sere abbastanza protetti contro potenziali pericoli.
Molti pensano che più si mastica e più saliva si produce nella
bocca con un aumento del consumo di enzimi. Ma non è così.
La quantità di enzimi consumata dal masticar bene è molto
più bassa della quantità di enzimi che verrebbero consumati
se il cibo entrasse nello stomaco poco masticato. Masticare
bene riduce inoltre l’appetito. Se la quantità di cibo che in-
troduciamo nell’organismo diminuisce, anche la quantità di
enzimi richiesta per digestione e assimilazione diminuisce. Se
consideriamo il quadro generale nel suo insieme, il masticare
bene produce la conservazione degli enzimi.
Questo significa che gli enzimi sorgente non vengono uti-
lizzati nel processo digestivo e di conseguenza aumenta la
quantità di enzimi disponibili per provvedere al manteni-

108
Capitolo 2 - La dieta basata sul fattore enzima

mento dell’omeostasi del corpo, alla detossificazione, alla


riparazione e al rifornimento di energia. In generale, quindi,
la resistenza dell’organismo e il sistema immunitario diven-
tano più forti e portano a un allungamento della vita.
Inoltre, se non si mangia più del dovuto, gran parte del cibo
verrà digerito e assimilato completamente: si eviterà così il
fenomeno del cibo non assimilato che marcisce formando
tossine nell’intestino. Saranno così risparmiati molti enzimi
che potranno dedicarsi alla detossificazione. Se si decide di
seguire la Enzyme Factor Diet and Lifestyle le condizioni di
stomaco e intestini miglioreranno in sei mesi circa, elimi-
nando anche gli odori sgradevoli dovuti a gas e feci.
L’eccesso di alimentazione causa in ogni caso dei danni alla salu-
te, anche se il cibo è buono e contiene preziosi elementi nutritivi.
La cosa più importante è mangiare in modo equilibrato alimenti
naturali e freschi e masticare bene. Se prestiamo attenzione a
queste tre cose, conserveremo in buono stato la nostra scorta di
enzimi sorgente e vivremo a lungo e in buona salute.

Non si può star bene e mangiare


cibo che ha un sapore orribile

In questo capitolo ho parlato degli alimenti che fanno bene


alla salute e di quelli che hanno l’effetto opposto. La diffe-
renza chiave tra cibo buono e cattivo sono gli enzimi e la fre-
schezza. Ho anche spiegato che bisogna mangiare in modo
equilibrato e quanto importante sia il masticare bene.
Nel corso dell’evoluzione, l’uomo ha imparato a cuocere il ci-
bo. Abbiamo imparato come utilizzare al meglio e come con-
servare i vari tipi di alimenti. Dobbiamo però renderci conto
che cuocere il cibo significa anche perdere preziosi enzimi.

109
Il Fattore Enzima

Allo stato di natura nessun animale mangia cibo cotto. Non


mangia neppure cibo raffinato o comunque elaborato. Per
questo vi sono ricercatori sui temi della salute e dell’alimen-
tazione che sostengono di abbandonare completamente il
cibo elaborato e di mangiare solo alimenti crudi.
Personalmente non penso che questo sia un approccio
corretto. Perché una persona viva in modo sano, deve an-
che sperimentare un senso di piacere e benessere. Per gli
umani il cibo è una fonte di grande piacere. Non si può
star bene e mangiare cibi che hanno un brutto sapore.
Per questo per la Enzyme Factor Diet and Lifestyle è ugual-
mente importante che il cibo abbia un buon sapore e nu-
trirsi con una dieta adeguata. Riassumo di seguito i princi-
pali punti del mio approccio dietetico:

• Mantenere un rapporto dell’85-90% e 10-15% tra cibi di


origine vegetale e cibi di origine animale.
• I cereali devono costituire il 50%, verdura e frutta il 35-
40% e i cibi animali il 10-15% del totale.
• I cereali devono essere non raffinati.
• La porzione di cibo animale deve provenire da animali
che hanno una temperatura corporea più bassa rispetto
a quella dell’uomo (pesce).
• I cibi freschi e non raffinati dovrebbero essere consuma-
ti il più possibile nella loro forma naturale.
• Latte e derivati devono essere il più possibile evitati. Le
persone con intolleranza al lattosio, predisposte ad al-
lergie o che non gradiscono latte e derivati dovrebbero
evitarli del tutto.
• Margarina e cibi fritti devono essere evitati.
• Masticare bene (da 40 a 70 volte per ogni boccone) e
cercare di fare piccoli pasti.

110
Capitolo 2 - La dieta basata sul fattore enzima

Se si seguono questi punti, non è difficile continuare a go-


dersi il cibo, se si capiscono i meccanismi dell’organismo
umano e le leggi della natura. Il modo migliore per farlo è
prendere le buone abitudini fin da piccoli.
Se proprio vi piace, va bene anche di tanto in tanto man-
giare una bella bistecca, del formaggio e bere un po’ di al-
col. Se vi lasciate andare per il 5% delle volte e invece state
attenti per il resto del 95% delle volte, gli enzimi sorgente
continueranno a proteggere la vostra salute. La salute, in-
fatti, non è altro che l’accumulo degli effetti delle buone
abitudini nel tempo.
Ciò che è importante è seguire uno stile di vita sano il più a
lungo possibile, uno stile di vita che vi faccia sentire bene.

Note al Capitolo 2

7. Pesce per dimensioni e qualità molto simile al tonno [N.d.T.].


8. Sia il termine nori che il termine kelp rimandano al variegato settore delle
alghe (dette anche verdure di mare), un cibo tradizionalmente molto uti-
lizzato in Giappone nell’alimentazione popolare. Entrambi i termini, nori
e kelp, possono rimandare a varie specie di alghe (Porphyra per il nori e
Laminaria per il kelp) e prendere vari nomi a seconda della forma di pre-
parazione e del territorio o stato. Nori designa soprattutto alghe disidratate
da usare in cucina mentre il kelp o kombu può assumere svariate forme e
preparazioni anche nel settore degli integratori alimentari [N.d.T.].
9. O bulgur. È una sorta di semola che viene ricavata dal grano. L’amaranto
era l’alimento base di Aztechi e Incas, la quinoa cresce sulle Ande. Ama-
ranto e quinoa non sono graminacee e quindi non sono cereali in senso
stretto; inoltre, sono naturalmente privi di glutine [N.d.T.].

111
Capitolo 3

Le abitudini dei ricchi e sani

C’è sempre una ragione se la gente si ammala: le abitudini


alimentari disordinate, il modo di mangiare sbagliato, lo sti-
le di vita affidato al caso oppure tutte queste cose insieme.
Negli USA, dal 1990 si è verificato un costante declino nel-
la diffusione del cancro e delle morti per cancro. Ciò è av-
venuto, secondo me, dopo la pubblicazione del rapporto
McGovern pubblicato nel 1977. A partire da questa data il
governo statunitense ha iniziato a diffondere appropriate
linee guida alimentari che gradualmente sono penetrate
nella mentalità comune degli americani.
Oggi negli USA, più alto è lo status socio-economico di una per-
sona, tanto più queste persone si danno da fare per migliorare
le loro abitudini alimentari. Attualmente, queste abitudini nelle
classi sociali benestanti sono molto salutari. Il loro consumo di
frutta e verdura è aumentato e raramente si vedono bistecche
grondanti grasso sulle loro tavole. Tra i ricchi, gli obesi diminu-
iscono sempre più, anche se nel resto della popolazione la per-
centuale di obesi ha raggiunto proporzioni davvero preoccupan-
ti. Negli USA si dice che una persona obesa non può diventare
presidente di un’azienda. Questo perché molti credono che una
persona che non è capace nemmeno di curare la propria salute
difficilmente potrà curare gli interessi di un’azienda.
Ma perché si è verificato questo grande divario tra le abitu-
dini alimentari delle classi ricche e quelle di tutti gli altri?
Uno dei problemi è il fatto che comprare cibi freschi (frut-
ta e verdura) e alimenti organici coltivati senza sostanze e

113
Il Fattore Enzima

concimi chimici non sono cose alla portata di tutti. Spesso


il cibo migliore costa molto caro. Questa è la ragione per
cui negli USA oggi assistiamo a una netta separazione tra
i ricchi e sani e la maggioranza che ha una salute precaria.
Questa tendenza secondo me difficilmente potrà essere in-
vertita perché le abitudini alimentari di ogni classe sociale
tendono a tramandarsi da padre in figlio per generazioni.

La maggior parte delle malattie sono causate


dalle abitudini, non sono ereditarie

Molte persone quando raggiungono la mezza età o la vecchiaia


si ammalano delle stesse malattie di cui soffrivano i loro geni-
tori, siano esse diabete, ipertensione, malattie cardiovascolari
o cancro. Quando ciò accade, molti dicono: «Era inevitabile
che avrei preso il cancro perché il cancro fa parte della mia fa-
miglia». Ma non è così. Non dirò mai che i fattori genetici non
abbiano la loro importanza, ma la causa principale delle ma-
lattie ereditarie è l’aver ereditato le stesse abitudini che aveva-
no a loro tempo causato quelle malattie.
Le abitudini familiari vengono incorporate nel subconscio
della mente dei figli man mano che essi crescono. Le prefe-
renze per certi cibi, certi modi di cucinare, gli stili di vita e i
valori possono variare da famiglia a famiglia, ma genitori e
figli che vivono insieme nello stesso ambiente condividono
queste preferenze. In altri termini, i figli sono più propensi
a prendere le stesse malattie dei genitori non perché eredi-
tano i geni che causano la malattia, ma perché ereditano lo
stile di vita che è la causa della malattia.
Se i figli ereditano buone abitudini come il nutrirsi di cibo
fresco e buona acqua10, seguire uno stile di vita appro-

114
Capitolo 3 - Le abitudini dei ricchi e sani

priato senza prendere molti farmaci, sarà più facile per


loro mantenersi in buona salute. Tuttavia, se si ereditano
cattive abitudini come il mangiare cibi ossidati e affidarsi
troppo ai farmaci seguendo uno stile di vita disordinato,
probabilmente anche i figli si ammaleranno, forse di ma-
lattie ancora più gravi di quelle dei genitori.
In questo modo i figli ereditano le buone o cattive abitudi-
ni dei loro genitori. Gli adulti che si sono sentiti dire fin da
piccoli dai loro genitori che dovevano bere latte ogni gior-
no perché il latte fa bene alla salute, probabilmente conti-
nueranno a bere latte tutta la vita, memori delle parole dei
genitori. Se vogliamo andare controcorrente e tramandare
ai nostri figli uno stato di salute migliore, dobbiamo ri-
flettere con attenzione sulle nostre abitudini, mettendole
a confronto con i più vari approcci nutrizionali e assumerci
la responsabilità delle nostre scelte.

Sono le abitudini a riscrivere i geni

Più si diventa vecchi e più diventa difficile cambiare abitu-


dini. Inoltre, le abitudini che si imprimono in noi quando
siamo giovani esercitano una potente influenza per tutta la
nostra vita. Per questo è importante imprimere nei bambi-
ni le buone abitudini il più presto possibile.
Molte ricerche sono state svolte sulla formazione dei bambi-
ni; grande attenzione è stata posta sul loro sviluppo cerebra-
le e sul potenziare le loro capacità cognitive. Tutto questo è
davvero spropositato per soggetti con capacità mnemoniche
ancora allo stato rudimentale. Se confrontiamo tutti questi
sforzi con quelli fatti per migliorare la consapevolezza delle
persone sui temi della salute, ci rendiamo subito conto della

115
Il Fattore Enzima

sproporzione. Lo sviluppo intellettuale è un fattore rilevan-


te per una buona formazione e socializzazione, ma anche
la conoscenza approfondita di come si possono abituare i
soggetti più piccoli a delle abitudini salutari meriterebbe la
massima attenzione. Anche se mandiamo i nostri figli nelle
migliori scuole, essi non riusciranno a condurre delle vite felici
se il loro corpo non è sano.
Molti cittadini statunitensi affidano i loro pasti ai loro ri-
storanti preferiti, in molti casi fast food, e la loro salute ai
medici e sanno molto poco dei farmaci che prendono. Sarà
forse strano sentirlo dire da un medico quale io sono, ma io
credo che troppa gente sappia troppo poco di medicina. Le
condizioni fisiche di una persona sono soprattutto deter-
minate da due fattori: ciò che erediti dai tuoi genitori e le
abitudini, alimentari e non, che si assorbono crescendo.
Ad esempio, se i nostri genitori non hanno sufficienti enzimi
per disgregare l’alcol, anche a noi mancheranno gli stessi
enzimi. Tuttavia, se gradualmente aumentiamo la quantità
di alcol che beviamo, anche la quantità di enzimi utilizzati
dal nostro fegato aumenta e alla fine saremo in grado di
bere delle notevoli quantità di alcol. In questo modo au-
mentiamo la nostra tolleranza all’alcol.
Il processo appena descritto si dimostra ancora più vero
se i nostri genitori – quegli stessi genitori che non aveva-
no enzimi a sufficienza per disgregare l’alcol – avevano già
sviluppato una certa tolleranza all’alcol. Le persone che
vedono i genitori continuare a bere nonostante tutto, so-
no portate a credere che anch’esse, se continuano a bere,
sopporteranno sempre meglio l’alcol. Al contrario, se le
persone con genitori che non sopportano l’alcol vedono
che essi si trattengono dal bere, allora anch’esse saranno
spinte ad accettare il fatto che non sopportano l’alcol.

116
Capitolo 3 - Le abitudini dei ricchi e sani

L’esempio appena riportato potrà non essere il migliore, ma


la verità è che le buone abitudini possono avere la meglio sui
cattivi geni.
Mettiamo il caso che i nostri genitori avessero una predispo-
sizione a sviluppare il cancro, se noi ci prendiamo cura della
nostra salute, se pratichiamo uno stile di vita adeguato riu-
scendo a vivere a lungo e bene, allora i nostri figli impareran-
no che i geni del cancro non necessariamente devono portare
al cancro e che possono continuare, come noi abbiamo già
fatto, a prevenire lo sviluppo del cancro con uno stile di vita
adeguato. In questo modo, man mano che le buone abitudini
alimentari e un sano stile di vita si tramandano da una gene-
razione all’altra, i geni del cancro si indeboliranno sempre più
da una generazione all’altra. In altre parole, ereditare buone
abitudini significa riscrivere i propri geni.
Allo stesso modo, i bambini cresciuti col latte in polvere non
sono per forza condannati a un precario stato di salute da
adulti. I bambini nutriti col biberon perché le loro madri
non hanno potuto allattarli al seno, sviluppano allergie più
facilmente rispetto ai bambini allattati al seno. Tuttavia,
questi bambini cresciuti col latte in polvere non necessaria-
mente devono, da adulti, sviluppare malattie collegate allo
stile di vita, a patto che, una volta svezzati, seguano una
dieta attenta e uno stile di vita appropriato.
Potrebbe succedere anche il contrario: che bambini allattati al
seno e destinati ad essere perfettamente sani, sviluppino col
tempo degli stili di vita inadeguati, basando la loro alimenta-
zione su carne, latticini e cibi ossidati infarciti di additivi.
Ognuno nasce con certi fattori ereditari, ma le abitudini
possono modificare questi fattori. Anche le abitudini pos-
sono cambiare con uno sforzo adeguato. L’accumulo di
abitudini può cambiare i fattori ereditari in direzione posi-

117
Il Fattore Enzima

tiva o negativa. Le buone abitudini che possono contribu-


ire a salvarci la vita possono contribuire a cambiare la vita
di chi viene dopo di noi.

Fumare e bere alcol


sono i peggiori stili di vita

La mentalità comune dei medici attuali è pesantemente influen-


zata dai due principi guida della chirurgia e del farmaco. Rara-
mente essi tentano di sensibilizzare il paziente proponendogli
degli approcci alimentari adeguati e questo nonostante ormai
sia largamente accettato che cancro, malattie cardiovascolari e
altre ancora sono ampiamente connesse a ciò che mangiamo.
Tuttavia, anche se l’alimentazione può migliorare sensibilmen-
te lo stato di salute di una persona, essa da sola non basta a
impedire che si sviluppino delle malattie perché, oltre all’ali-
mentazione, vi sono molti altri fattori della vita quotidiana che
possono condurre all’esaurimento degli enzimi sorgente. Oltre
alla dieta, per proteggere la propria salute, bisognerebbe con-
sapevolmente eliminare molte altre cattive abitudini.
Le peggiori tra queste cattive abitudini sono il fumo e l’alcol.
La ragione principale per cui vengono considerate le peggio-
ri è che danno dipendenza: molte persone non riescono a
passare un giorno senza fumare o bere alcol.
Io mi accorgo se una persona è un fumatore semplicemente
guardandola in faccia. Una persona che fuma presenta un co-
lorito di un grigio peculiare. La pelle diventa grigia perché – ol-
tre al fatto che i capillari si restringono impedendo a ossigeno e
principi nutritivi di raggiungere le cellule – le sostanze di rifiuto
non riescono a essere eliminate. In altre parole, il grigio è dovu-
to all’accumularsi di tossine nella pelle.

118
Capitolo 3 - Le abitudini dei ricchi e sani

La nocività delle sigarette è soprattutto dovuta all’accumulo di


catrame nei polmoni. Ugualmente grave e nocivo è però anche
il restringersi dei capillari in ogni parte del corpo. Quando i ca-
pillari si restringono, i liquidi non possono scorrere come do-
vrebbero in tutto l’organismo. Quando questo avviene, anche i
principi nutritivi trasportati dai liquidi non riescono a raggiun-
gere alcune parti del corpo. Un altro effetto di questo processo
è che le sostanze di scarto non riescono a essere eliminate. La
conseguenza è che le scorie si accumulano e marciscono pro-
ducendo tossine. Il grigiore della pelle è facile da vedere ma
la stessa cosa avviene all’interno dell’organismo, specialmente
nelle parti del corpo dove terminano i capillari.
I vasi sanguigni di una persona che beve alcol vanno soggetti
più o meno allo stesso fenomeno. Alcuni dicono che una picco-
la quantità di alcol apre i vasi sanguigni migliorando la circola-
zione del sangue ma, a seconda del tipo di alcol, i vasi sanguigni
rimangono aperti solo per due o tre ore. La verità è che questa
maggiore apertura dei vasi sanguigni alla fine produce l’effetto
opposto: i vasi si restringono. Quando una persona beve, i suoi
vasi sanguigni si espandono immediatamente. Ma proprio in
reazione a questo, l’organismo agisce in senso contrario cer-
cando di restringerli. Facendo questo impedisce al nutrimento
e ai rifiuti di essere assimilati o eliminati, causando gli stessi
problemi generati dal fumo di sigaretta.
Fumo e tabacco mettono così in circolazione all’interno dell’or-
ganismo una gran quantità di radicali liberi. Questi sono neu-
tralizzati dall’agente antiossidante SOD e da enzimi antiossi-
danti quali catalasi, glutatione e perossidasi. È noto che il fumo
frequente distrugge grandi quantità di vitamina C. Questo av-
viene perché la vitamina C è uno degli agenti antiossidanti.
Al fine di neutralizzare i radicali liberi vengono utilizzati gran-
di quantità di enzimi antiossidanti. I radicali liberi possono

119
Il Fattore Enzima

essere prodotti anche da fattori della nostra vita quotidiana


che sfuggono al nostro controllo: onde elettromagnetiche e
inquinamento ambientale. Ma molti consumano intenzio-
nalmente sostanze che sono interamente sotto il loro con-
trollo. Fumo e alcol sono due tipici esempi. Se vengono pro-
dotti molti radicali liberi significa che vengono consumate
anche grandi quantità dei nostri preziosi enzimi sorgente.
Gli enzimi andranno soggetti a esaurimento se vengono utiliz-
zati continuamente, proprio come accumuleremo velocemente
debiti continuando a utilizzare la carta di credito senza rimpin-
guare il nostro conto in banca. Seguire una buona dieta e un
sano stile di vita significa continuare a risparmiare denaro. Se
invece continuiamo a spendere grandi somme di denaro ogni
giorno, accumuleremo un debito incolmabile. Alla fine i credi-
tori pretenderanno il dovuto e, nel caso degli enzimi, finiremo
con l’ammalarci. Se continuiamo a spendere senza saldare i
debiti, andremo in fallimento. In termini di salute, questo fal-
limento è molto più grave del fallimento in chiave economica.
Perché può arrivare a causare la morte.

Come guarire dall’apnea nel sonno


cambiando abitudini

Molte abitudini quotidiane causano più o meno seri disturbi.


Alcuni di questi disturbi possono guarire cambiando legger-
mente abitudini. Uno di questi casi è la sindrome da apnea nel
sonno, che recentemente ha sollevato molta attenzione.
Questa sindrome si verifica quando la respirazione cessa
in modo intermittente durante il sonno. Poiché i muscoli
durante il sonno si rilassano, quando una persona dorme
rivolta all’insù, la base della lingua si affloscia verso il basso

120
Capitolo 3 - Le abitudini dei ricchi e sani

restringendo le vie respiratorie. Le persone che soffrono di


apnea nel sonno presentano un grave restringimento delle
vie respiratorie. Questa chiusura temporanea del tratto re-
spiratorio causa l’arresto della respirazione. Molte di que-
ste persone dormono poco di notte e poi, di giorno, fanno
fatica a restare svegli e stentano a concentrarsi.
Il disturbo difficilmente causerà la morte per soffocamento
durante il sonno. La mancanza di sonno, tuttavia, abbassa le
difese immunitarie e le funzioni metaboliche. Oltre a questo
rende più difficoltosa la circolazione, aumentando di conse-
guenza la probabilità di malattie cardiovascolari o di ictus di
tre-quattro volte. Per questo la malattia incute molta paura.
Il 70-80% dei malati di questa sindrome è obeso. All’inizio
si pensava che fosse l’obesità a causare l’apnea restringen-
do le vie respiratorie ma ulteriori ricerche hanno messo in
luce che non esiste un nesso diretto tra i due fenomeni.
Questa sindrome può presentare tre diverse fasi: l’apnea
ostruttiva (le vie respiratorie si ostruiscono), l’apnea cen-
trale (l’attività dei centri encefalici preposti alla respirazio-
ne si ferma), l’apnea mista (un misto dei primi due tipi).
L’apnea ostruttiva – la più comune forma della sindrome
– può essere curata in modo molto semplice. La cura con-
siste nel non mettere nulla nello stomaco quattro o cinque
ore prima di andare a letto. Detto ancora più semplice-
mente, per guarire bisogna dormire a stomaco vuoto.
La trachea è fatta in modo che non vi possa entrare altro
che aria. Tuttavia, se nello stomaco prima di dormire c’è del
cibo, può accadere che, stando sdraiati, esso dallo stoma-
co risalga fino alla gola. Quando ciò accade, l’organismo
restringe automaticamente le vie respiratorie impedendo la
respirazione per evitare che il contenuto dello stomaco entri
nella trachea ostruendola.

121
Il Fattore Enzima

Il fatto che molte persone sofferenti di questa malattia


siano obese conferma la mia ipotesi. Se mangiamo subito
prima di andare a letto, viene secreta una gran quantità di
insulina. Sia che mangiamo carboidrati, sia che mangiamo
proteine, l’insulina trasforma tutto in grasso. Se mangia-
mo di sera tardi è molto più facile mettere su peso, anche
se non si mangiano cibi che fanno ingrassare. In altri ter-
mini, la sindrome da apnea non compare se una persona è
obesa; è piuttosto l’abitudine di mangiare prima di andare
a letto che causa sia la sindrome che l’obesità.
Mangiare subito prima di andare a letto di sera è davvero
una brutta abitudine.
Molte persone che bevono abitualmente alcol, prima di andare
a letto si fanno l’ultimo cicchetto, pensando che ciò sia molto
meglio del prendere un sonnifero, ma anche questo è pericolo-
so. Il bevitore pensa che questo lo farà dormire più facilmente;
invece è più probabile che in questo modo la respirazione sia
ancora più soggetta a dei blocchi intermittenti e questo a sua
volta produce una riduzione dell’ossigeno nel sangue. La caren-
za di ossigeno potrebbe da qui trasferirsi al muscolo cardiaco,
la qual cosa può avere un esito fatale per tutte quelle persone
che soffrono di arteriosclerosi o di malattie delle coronarie.
Molti decessi che avvengono per infarti e attacchi cardiaci sul
far del giorno sono dovuti al riflusso acido causato dal mangia-
re e bere di sera tardi, il che a sua volta causa ostruzione delle
vie respiratorie, respirazione irregolare, riduzione dei livelli di
ossigeno nel sangue e, come ultima fase, carenza di ossigeno
nel muscolo cardiaco.
Questo rischio aumenta qualora insieme al cibo, di sera, si
consumino anche bevande alcoliche; questo perché il cen-
tro respiratorio viene depresso riducendo ulteriormente
l’afflusso di ossigeno nel sangue. Nelle persone che hanno

122
Capitolo 3 - Le abitudini dei ricchi e sani

un ridotto patrimonio di enzimi deputati a scindere l’alcol,


quest’ultimo rimane nel sangue più a lungo. Queste perso-
ne sono soggette a un rischio ancora più alto.
Anche i genitori che somministrano ai figli latte caldo pri-
ma di andare a letto, con l’idea che questo induca i bambi-
ni a dormire meglio, fanno qualcosa che farebbero meglio
ad evitare. Anche se i figli cenassero alle sei di sera, avreb-
bero sempre nello stomaco del cibo all’ora di andare a let-
to, questo perché i bambini di solito vanno a letto molto
prima degli adulti. Se oltre a questo diamo loro anche del
latte, siamo quasi sicuri di favorire il fenomeno del riflusso.
Il respiro allora diventerà irregolare, a volte subirà persino
delle interruzioni momentanee. Se in quell’istante il bam-
bino fa un respiro profondo, molto facilmente inalerà del
latte. Questo fenomeno può persino provocare delle aller-
gie. In effetti, io credo che sia proprio questa la vera causa
di molti casi di asma infantile.
Anche se dev’essere ancora provato, molti dati da me rac-
colti confermano che molte persone che hanno sofferto di
asma infantile venivano mandate a letto subito dopo aver
mangiato o dopo aver bevuto del latte.
Per prevenire malattie come asma infantile, sindrome da ap-
nea, infarto e attacchi cardiaci, bisognerebbe semplicemente
far diventare un’abitudine andare a letto a stomaco vuoto.
Se proprio di sera non riuscite a sopportare i morsi della
fame, mangiare un po’ di frutta fresca – un cibo ricco di en-
zimi – un’ora prima circa di andare a letto sarebbe la scelta
giusta. Gli enzimi contenuti nella frutta sono estremamente
digeribili e passano dallo stomaco agli intestini in circa 30-
40 minuti. In questo modo non ci sarà più da preoccuparsi
del riflusso una volta sdraiati. Questo a patto che si vada a
letto almeno un’ora dopo aver mangiato la frutta.

123
Il Fattore Enzima

Bere acqua un’ora prima dei pasti

Una buona abitudine che pratico tutti i giorni è bere mez-


zo litro di acqua un’ora prima di ogni pasto.
Spesso si sente dire che bere tanta acqua tutti i giorni fa bene
alla salute ma – così come non si può mangiare a tutte le ore –
c’è un’ora giusta anche per bere acqua. Sono sicuro che quanti
coltivano piante capiranno bene questo principio. Dare troppa
acqua alle piante, infatti, fa marcire le radici; le piante allora si
afflosciano e muoiono. Come c’è un’ora e una quantità ade-
guate per bagnare le piante, la stessa cosa si può dire riguardo
al consumo umano di acqua.
Il corpo umano è fatto per la maggior parte di acqua. Il
corpo dei bambini è composto per l’80% circa di acqua,
quello degli adulti per il 60-70% e quello degli anziani per il
50-60%. I bambini hanno la pelle fresca perché le loro cel-
lule contengono molta acqua. È molto importante che il
corpo sia costantemente rifornito di buona acqua fresca.
L’acqua che entra dalla bocca viene assorbita dal sistema
gastrointestinale prima di essere trasportata alle cellule di
tutto l’organismo attraverso i vasi sanguigni. L’acqua fa sì
che il sangue scorra meglio promuovendo un metabolismo
efficiente. Ha anche l’effetto di diminuire il livello di cole-
sterolo e trigliceridi nel sangue. Gli adulti dovrebbero bere
almeno 6-8 tazze di acqua al giorno, gli anziani almeno 5.
Quando è il momento giusto per bere acqua? Se bevia-
mo troppa acqua prima dei pasti, lo stomaco si riempirà e
causerà una perdita di appetito. Se invece la beviamo du-
rante il pasto, essa diluirà gli enzimi digestivi nello stoma-
co rendendo più difficoltoso digerire e assimilare il cibo. Se
si vuole bere acqua durante i pasti, bisognerebbe evitare di
berne più di una tazza11.

124
Capitolo 3 - Le abitudini dei ricchi e sani

Vi sono medici che consigliano ai loro pazienti di bere acqua


prima di andare a letto o quando si svegliano durante la notte
– anche in assenza di sete – per ridurre la densità del sangue.
Io non sono d’accordo con questa pratica. Bisognerebbe evi-
tare di bere acqua prima di andare a letto se si vuole evitare
il fenomeno del riflusso. Anche se si tratta di semplice acqua,
quando essa si mescola agli acidi dello stomaco, potrebbe
entrare nella trachea ed essere inalata nei polmoni; si corre
così il rischio di contrarre la polmonite.
Il sistema ideale per rifornire di acqua il corpo è berla
quando ci si sveglia al mattino e un’ora prima dei pasti. Se
è solo acqua, essa passerà dallo stomaco all’intestino in
trenta minuti e conseguentemente non ostacolerà la dige-
stione e l’assimilazione dei nutrienti.
Ecco di preciso cosa consiglio riguardo all’acqua:
• Berne da una a tre tazze come prima cosa al mattino.
• Berne due o tre tazze un’ora prima di pranzo.
• Berne due o tre tazze un’ora prima di cena.

Naturalmente, è solo un metodo tra tanti possibili. In estate


tutti abbiamo bisogno di più acqua, soprattutto coloro i quali
sudano molto. Tuttavia, le persone con un sistema gastrointe-
stinale indebolito potrebbero finire per prendersi la diarrea, se
bevono troppa acqua. La quantità di acqua di cui ha bisogno
una persona varia a seconda delle sue dimensioni fisiche e deve
essere determinata in base a ciò che si considera adeguato allo
specifico individuo. Se bere sei tazze di acqua causa diarrea,
allora è meglio ridurre il quantitativo a una tazza e mezza tre
volte al giorno, aumentando poi gradualmente col tempo.
Quando fa freddo bisognerebbe bere acqua appena tiepida
e sorseggiarla lentamente. Bere acqua fredda raffredda l’or-
ganismo. La temperatura corporea che stimola la maggiore

125
Il Fattore Enzima

attività degli enzimi sembra essere intorno ai 36-40 gradi


centigradi. Inoltre, quando la temperatura interna arriva in-
torno ai 37 gradi, l’efficacia del sistema immunitario pare
aumenti del 35 percento. La febbre in questo contesto si ve-
rifica come parte delle difese naturali dell’organismo in caso
di malattia: l’aumento di temperatura attiva gli enzimi.

Acqua ed enzimi sorgente


vanno molto d’accordo

L’acqua svolge molte funzioni all’interno dell’organismo umano.


La funzione più importante è quella di migliorare il flusso del san-
gue e il metabolismo. Un’altra funzione è quella di attivare la flora
batterica intestinale e gli enzimi nel compito di eliminare rifiuti e
tossine. Diossine, inquinanti, additivi alimentari e sostanze cance-
rogene vengono espulsi dall’organismo per mezzo dell’acqua.
Per tutte queste ragioni, le persone che non bevono acqua –
buona acqua – si ammalano più facilmente. Al contrario, se si
beve molta acqua, sarà più difficile ammalarsi. Quando l’ac-
qua inumidisce aree del corpo dove batteri e virus possono
introdursi più facilmente – ad esempio bronchi e mucosa ga-
strointestinale – accade che il sistema immunitario diventa più
attivo rendendo quelle stesse aree più difficili da invadere.
Al contrario, se non si consuma abbastanza acqua, le mem-
brane mucose dei bronchi si disidratano e seccano. Catar-
ro e muco vengono prodotti nei bronchi, ma in mancanza
di sufficiente acqua, essi aderiranno ai bronchi diventando
un terreno di coltura per batteri e virus.
L’acqua non è solo presente nei vasi sanguigni ma svolge
un ruolo importante anche nei vasi linfatici contribuendo a
mantenerci in buona salute. Se i vasi sanguigni assomiglia-

126
Capitolo 3 - Le abitudini dei ricchi e sani

no a un fiume, il sistema dei vasi linfatici del corpo umano


assomiglia a un tubo di scarico. Esso svolge le importanti
funzioni di purificare, filtrare e trasportare l’acqua in ecces-
so, le proteine in sovrappiù e i rifiuti attraverso la corrente
sanguigna. All’interno dei vasi linfatici sono presenti anti-
corpi chiamati gammaglobuline – che hanno funzioni im-
munitarie – ed enzimi chiamati lisozimi che svolgono azione
antibatterica. Perché il sistema immunitario funzioni ade-
guatamente la buona acqua è assolutamente necessaria.
L’acqua è vitale per ogni parte del corpo. L’organismo non
può sostenersi senza un apporto di acqua adeguato. Per
questa ragione le piante non crescono nel deserto. Perché
le piante crescano, c’è bisogno solo di luce, terra e acqua.
Se abbiamo solo luce e terra, i nutrienti non possono essere
assorbiti. La pianta allora deperirà e morirà. L’acqua fa sì
che i principi nutritivi vengano assimilati dalle piante.
Nell’essere umano, se l’acqua non viene distribuita adegua-
tamente, non solo il corpo non viene nutrito adeguatamen-
te ma tossine e rifiuti si accumulano all’interno delle cellule,
senza poter essere eliminati. Nel caso peggiore, l’accumu-
lo di tossine causerà danni ai geni delle cellule causando la
comparsa di cellule cancerose.
Se migliorare il flusso del sistema gastrointestinale, del sangue
e dei fluidi linfatici sono le funzioni dell’acqua nel corpo umano,
fornire nutrimento ai suoi 60 trilioni di cellule e ricevere ed elimi-
nare le loro sostanze di scarto sono le micro-funzioni dell’acqua.
Tali microfunzioni – che includono la produzione di energia e la
scissione dei radicali liberi – coinvolgono molti enzimi.
Se non fosse possibile far arrivare l’acqua a tutti i 60 trilioni
di cellule, gli enzimi non potrebbero svolgere tutte le loro
funzioni. Perché gli enzimi funzionino correttamente non so-
lo servono vitamine e minerali ma è indispensabile lo stesso

127
Il Fattore Enzima

medium che queste sostanze trasporta, ossia l’acqua. C’è


poi da considerare una certa quantità di acqua (circa 10 tazze
e mezza) che viene eliminata ogni giorno attraverso gli organi
escretori, senza dimenticare il sudore. Naturalmente una parte
di questa acqua viene rimpiazzata da quella contenuta nel cibo
ma, ciò considerato, resteranno sempre almeno sei-sette tazze
di acqua al giorno che bisogna reintegrare.
Quando dico ai miei pazienti «Bevete quanta più acqua pos-
sibile», molti rispondono: «Io non bevo molta acqua, bevo
invece tanto caffè e tè». Il corpo umano, però, ha proprio
bisogno di vera acqua. Quando beviamo te, caffè, birra, be-
vande gasate e simili, ciò che facciamo non è dare acqua
al corpo ma disidratarlo. Questi liquidi, infatti, insieme agli
additivi in essi contenuti, rubano liquidi alle cellule e al san-
gue rendendo quest’ultimo più denso.
D’estate molta gente, soprattutto nelle giornate più calde o
uscendo dalla sauna, manda giù grandi sorsate di birra, ma
anche in questo caso c’è da usare qualche precauzione. Per
quanto rinfrescante possa essere quando si ha molta sete,
la birra non può essere considerata un sostituto dell’acqua.
Persone di mezza età e anziani con colesterolo alto, pressione
alta o diabete potrebbero andare soggetti a infarto o ictus.
Se avete sete – invece di bere birra, tè o caffè – bevete so-
lo della buona acqua; solo così si possono rimpiazzare in
modo adeguato i liquidi persi dal corpo.

La buona acqua è quella con forti qualità


antiossidanti

Ormai avete capito quanto importante sia bere della buo-


na acqua. Ma starete chiedendovi perché continuo a usa-

128
Capitolo 3 - Le abitudini dei ricchi e sani

re l’aggettivo buono e soprattutto quale acqua può essere


considerata buona.
Quando uso l’espressione buona acqua, dubito che qualcuno
pensi di primo acchito all’acqua del rubinetto. Oltre al cloro
usato per disinfettarla, l’acqua del rubinetto contiene anche
diossine e sostanze cancerogene come tricloroetilene e trife-
nilmetano. Ovviamente queste sostanze saranno contenute
entro una certa soglia ma questo non vuol dire che l’acqua
del rubinetto sia priva di tossine.
L’acqua del rubinetto viene sterilizzata col cloro, che uccide
i batteri contenuti nell’acqua. Quando si aggiunge il clo-
ro all’acqua, però, vengono prodotti anche grandi quan-
tità di radicali liberi. I microrganismi muoiono per effetto
dell’azione dei radicali liberi e l’acqua viene considerata
pulita perché sterilizzata. Quando questo tipo di sterilizza-
zione viene attuata, l’acqua viene anche ossidata.
Il livello di ossidazione dell’acqua può essere misurato me-
diante uno strumento che misura il potenziale elettrico di
ossido-riduzione. L’ossidazione, che è un male per l’acqua,
è un processo per cui gli elettroni si disgregano oppure ven-
gono estromessi dalle molecole. La riduzione, che invece è
un elemento positivo, è il contrario: gli elettroni vengono
associati alle molecole. Sulla base di queste misurazioni
degli elettroni fluttuanti, si può determinare se l’acqua di
cui disponiamo potrà ossidare o ridurre altre sostanze. Più
il potenziale è basso, più è alto il potere riduttivo dell’ac-
qua (ossia il potere di ridurre altre sostanze). L’acqua con
un potenziale alto contribuirà all’ossidazione di altre so-
stanze. Detto questo, come ci si può procurare dell’acqua
con un alto potere riduttivo, ossia della buona acqua?
Per creare acqua con una forte capacità riduttiva, si posso-
no utilizzare dei processi di tipo elettrico (acqua Kangen12).

129
Il Fattore Enzima

Esistono dei dispositivi di purificazione che ionizzano e cre-


ano questo tipo di acqua attraverso l’elettrolisi.
Anche i purificatori a ioni alcalini e i purificatori a ioni nega-
tivi utilizzano lo stesso meccanismo per produrre acqua con
potere riduttivo. La differenza è che quando all’interno dei
dispositivi per la produzione di acqua Kangen avviene l’elet-
trolisi, i minerali di calcio e magnesio contenuti nell’acqua
si attaccano ai catodi. Perciò l’acqua sottoposta a questo
trattamento di tipo elettrico si arricchisce di minerali. Inol-
tre, quando avviene l’elettrolisi, viene anche prodotto idro-
geno attivo, che può servire a rimuovere l’eccesso di radi-
cali liberi dall’organismo. Quando l’acqua passa attraverso
questi purificatori, il cloro e le altre sostanze chimiche che
si trovano nell’acqua del rubinetto vengono eliminati. Il ri-
sultato è quello che io chiamo buona acqua, un’acqua pura,
pulita, alcalina con minerali in abbondanza.
Di recente si è sentito parlare di piccole molecole d’acqua
chiamate cluster13, che sembrano essere un requisito della
buona acqua. Attualmente, però, le opinioni sono ancora
discordi ed è difficile farsi un’opinione chiara in proposito.
La buona acqua, in sostanza, possiede un forte potere ridut-
tivo e non è inquinata da sostanze chimiche. Le marche di
acqua minerale sono praticamente infinite, di produzione
nazionale o d’importazione. Tra i minerali che si ritrovano
nell’acqua, calcio e magnesio sono particolarmente impor-
tanti per l’uomo. L’equilibrio tra questi due minerali è in effetti
molto importante. Il calcio introdotto nell’organismo non va
a finire nei liquidi esterni alle cellule ma rimane all’interno del-
le cellule. Quando il calcio si accumula all’interno delle cellule
diventa causa di arteriosclerosi e alta pressione sanguigna.
Tuttavia, se al contempo si introduce il giusto quantitativo di
magnesio, ciò impedisce l’accumulo in eccesso di calcio nelle

130
Capitolo 3 - Le abitudini dei ricchi e sani

cellule. Il rapporto corretto tra calcio e magnesio sembra sia


di 2 a 1. L’acqua delle profondità degli oceani, che contiene
molto magnesio e calcare, può anch’essa essere considerata
buona acqua perché, oltre a calcio e magnesio, contiene fer-
ro, rame, fluoro e altri minerali.
Detto per inciso, la durezza dell’acqua può essere determi-
nata usando la seguente formula:

(Quantità di calcio x 2,5) + (quantità di magnesio x 4,1) = durezza.

Se il valore minerale dell’acqua è sotto il valore 100, essa


viene considerata acqua dolce; qualunque valore superiore
al 100 designa un’acqua dura. Una cosa, però, va atten-
tamente considerata a proposito delle acque minerali ed è
questa: se l’acqua viene lasciata a lungo in bottiglie di plasti-
ca, il potere riduttivo dell’acqua gradualmente diminuisce.
Inoltre, se bevete solo acqua minerale in bottiglia, sarà molto
dispendioso in termini di tempo e denaro procurarsene a suffi-
cienza. Per bere in abbondanza acqua buona tutti i giorni, utiliz-
zandola anche per cucinare, credo proprio sia necessario com-
prare e usare un purificatore con un forte potere riduttivo.
Quando si beve acqua fredda, l’organismo cerca di riscal-
darla nel modo più veloce possibile per portarla alla stessa
temperatura interna del corpo. Bere acqua vuol dire sti-
molare i nervi simpatici ad attivarsi per produrre energia
allo scopo di innalzare la temperatura interna del corpo.
Bisogna però considerare che cercare di aumentare il con-
sumo di energia allo scopo di perdere peso bevendo ac-
qua, in particolare acqua molto fredda, può avere anche
l’effetto opposto. Se si beve dell’acqua troppo fredda, l’or-
ganismo si raffredda troppo bruscamente e ciò può causa-
re diarrea e altri problemi fisici.

131
Il Fattore Enzima

Di recente abbiamo assistito a un aumento del numero di


persone, specialmente giovani, che soffrono della sindrome
detta della temperatura corporea bassa. In questa sindrome la
temperatura media interna del corpo si aggira sui 35 gradi
centigradi. Questo può causare vari effetti negativi.
La temperatura interna di una persona in salute dovrebbe
essere intorno ai 37 gradi. Se la temperatura si abbassa il
tasso del metabolismo si riduce fino al 50%. La temperatu-
ra interna alla quale le cellule cancerogene si moltiplicano
più facilmente è proprio intorno ai 35 gradi. A questa tem-
peratura l’attività degli enzimi rallenta, abbassando anche
le difese immunitarie. Gli enzimi sono più attivi quando
la temperatura si mantiene a livelli più alti. La febbre, in
effetti, si verifica perché l’organismo tenta di potenziare le
funzioni immunitarie. A meno che non sia estate, sarebbe
più sicuro bere acqua intorno ai 20 gradi.

Per perdere peso bevete tanta buona acqua

Se girate a piedi per le strade di New York incontrerete spes-


so persone obese con la loro bottiglietta d’acqua. Questo
perché si pensa che bere molta acqua abbia un effetto posi-
tivo sulla dieta. L’idea di perdere peso solo bevendo acqua
può sembrare aria fritta ma contiene una parte di verità.
Bevendo acqua, infatti, si stimolano i nervi simpatici e si
attiva il metabolismo energetico e il conseguente consumo
di calorie, il che produce una perdita di peso. Quando si sti-
molano i nervi simpatici, si secerne adrenalina. Questa atti-
va la lipasi che si trova nei tessuti grassi con la conseguente
scissione dei trigliceridi in acidi grassi e glicerolo. Ciò rende
più facile per l’organismo bruciare il grasso accumulato.

132
Capitolo 3 - Le abitudini dei ricchi e sani

Alcuni studi hanno dimostrato che il consumo calorico aumenta


per effetto del consumo di acqua. Secondo questi studi, bere
due tazze di acqua tre volte al giorno aumenta il numero di ca-
lorie che il corpo brucia di circa il 30%. Trenta minuti dopo aver
bevuto l’acqua, le calorie bruciate raggiungono il loro picco.
Questo fatto dimostra che le persone in sovrappeso dovreb-
bero far diventare un’abitudine bere almeno sei tazze e mezza
di buona acqua al giorno. E qual è il tipo di acqua che risulta
più efficace allo scopo? Un’acqua che abbia una temperatura
più bassa rispetto alla temperatura interna del corpo ma non
troppo fredda. In base a esperimenti svolti, l’acqua che acce-
lera il consumo calorico dovrebbe avere intorno ai 22 gradi.
L’acqua a questa temperatura viene considerata buona perché
per portarla alla temperatura interna del corpo vengono bru-
ciati considerevoli quantità di energia.
Il corpo umano ha vari modi per stabilizzare la temperatura
interna. Ad esempio, quando in un freddo mattino andate
al bagno a urinare, vi passa un brivido per la schiena. Que-
sto accade perché l’urina calda accumulatasi nella vescica,
viene bruscamente eliminata dall’organismo. Il brivido serve
a recuperare velocemente una parte del calore perduto.

Evitare di mangiare più del dovuto


con gli enzimi

Anche se bevete tanta buona acqua, non aspettatevi di ave-


re perdite significative di peso, a meno che non cambiate
anche le vostre abitudini alimentari. Questo non vuol dire
necessariamente mangiare di meno. Se si vuole perdere il
peso in più, è importante mangiare cibi ricchi di enzimi.
Se mangiamo solo cibi ricchi di enzimi, l’organismo regola

133
Il Fattore Enzima

naturalmente il suo peso a quello per noi appropriato. Il


peso in eccesso compare quando si mangiano cibi ossidati e
cibi lavorati che hanno perso tutti i loro enzimi. I cosiddetti
morsi della fame sono causati dal fatto che non si mangiano
i nutrienti di cui l’organismo ha davvero bisogno: vitamine,
minerali ed enzimi. Le persone in sovrappeso non mangiano
perché hanno bisogno di altro cibo, quanto piuttosto per
saziare la fame di enzimi e principi nutritivi essenziali quali
vitamine e minerali. I morsi della fame spariranno solo man-
giando cibi buoni e ricchi di enzimi.
Altre persone, pur disponendo di una sufficiente scorta
di enzimi, sentono fame perché mancano di alcuni oligo-
elementi. Oltre a vitamine e minerali, infatti, vi sono altre
sostanze indispensabili che vengono chiamate coenzimi,
sostanze che contribuiscono al funzionamento adeguato
degli enzimi all’interno dell’organismo.
Il coenzima Q10, ad esempio, ha recentemente attirato l’atten-
zione in quanto utile a ristabilire la salute e il benessere delle
persone. Ma il Q10 non è il solo coenzima necessario.
Il numero di coenzimi necessari è in effetti molto ridotto. In
passato, un pasto ben bilanciato avrebbe fornito una quan-
tità sufficiente di elementi in traccia. Ma il numero di questi
elementi che possiamo ritrovare in frutta e verdura si riduce
attualmente sempre più. Se i morsi della fame non vanno via
nemmeno con pasti bene bilanciati, vuol dire che bisogna ri-
fornirsi di elementi in traccia attraverso dei supplementi.
Nel cercare di perdere peso, bisogna prendere in considera-
zione non solo la quantità di cibo ma anche come e quando
si mangia. La maggior parte delle persone sovrappeso non
mastica bene il proprio cibo. Mangiando in fretta, queste
persone innalzano i livelli di zucchero nel sangue e prima
che il centro della sazietà possa mandare all’individuo il

134
Capitolo 3 - Le abitudini dei ricchi e sani

segnale che lo stomaco è pieno, finiscono col mangiare più


del dovuto. Masticando ogni boccone 30-50 volte, la con-
seguenza naturale sarà di mangiare meno.
Se quando andiamo a dormire abbiamo ancora lo stomaco
pieno di cibo – non importa se carboidrati o proteine – gran
parte del cibo sarà trasformato in grasso dall’insulina.
Negli USA hanno acquistato popolarità le diete a basso con-
tenuto di carboidrati. Con questo tipo di dieta, si consumano
meno carboidrati oppure li si elimina del tutto. I risultati spe-
rimentali però dimostrano che anche con una dieta a basso
contenuto di carboidrati e ad alto contenuto di proteine, se si
continua a mangiare di sera tardi, si aumenterà di peso pro-
prio come se si mangiassero carboidrati a volontà. Questo
accade perché quando una persona consuma i propri pasti
prima di andare a letto la secrezione di insulina aumenta al
punto che tutto il cibo viene immagazzinato sotto forma di
grasso. In altre parole, se non cambiamo le nostre abitudini
alimentari, diete come quelle a basso contenuto di carboidra-
ti e altre ancora serviranno a ben poco, aumenterà l’acidità
dell’organismo e aumenteranno le probabilità di ammalarsi
di osteoporosi e altre patologie.
D’altra parte, una persona troppo magra non secerne insu-
lina a sufficienza e questo farà sì che il cibo sarà eliminato
senza essere digerito o assimilato. Anche se i risultati sono
diametralmente opposti, i risultati dell’essere sovrappeso
o sottopeso saranno esattamente gli stessi.
Se invece il cibo che mangiamo è ricco di enzimi e beviamo la
giusta quantità di acqua, non ci sarà bisogno di mettersi a die-
ta per perdere o prendere peso. L’organismo ritroverà allora il
suo peso tipico in modo spontaneo. A riprova di questo, quan-
do una persona troppo magra segue uno stile di vita adeguato,
aumenta di peso ritrovando le sue dimensioni normali.

135
Il Fattore Enzima

Se facciamo diventare pratica quotidiana l’Enzyme Factor


Diet and Lifestyle il nostro corpo ritroverà naturalmente il
suo peso ideale.

Il metodo giusto per migliorare


la funzionalità intestinale

Una delle patologie femminili più diffuse è la costipazione.


Molte persone prendono lassativi tutti i giorni.
Tuttavia, come ho già detto, la maggior parte dei farmaci se-
condo me non sono altro che veleno. Quanto più gli intestini
vengono stimolati da farmaci, tanto più avranno bisogno di
stimoli sempre più forti. Quanti prendono lassativi conosco-
no bene questa verità, perché all’inizio avranno preso una sola
pillola per andare di corpo. Poi man mano il lassativo diventa
sempre meno efficace fino a doverne prendere due di pillole e
poi tre e poi bisognerà cambiare lassativo nella speranza che
quello nuovo funzioni meglio.
La stitichezza è una delle cause principali di cattive condizioni
intestinali. È dunque necessario cercare di risolvere questa pa-
tologia il più presto possibile. A prescindere da quanto buono
sia il cibo, se non si riescono a eliminare adeguatamente i resti
di cibo, questi marciranno e produrranno tossine nell’intesti-
no. Quando si verifica questa situazione, l’equilibrio della flora
intestinale ha un tracollo improvviso. La causa di foruncoli e
altre manifestazioni cutanee che compaiono con la stitichezza
sono le tossine che si accumulano nell’intestino e non riescono
a essere eliminate nemmeno in parte.
Naturalmente l’ideale sarebbe avere dei movimenti d’inte-
stino regolari in modo naturale. Perché questo avvenga, ol-
tre a consumare cibi ricchi di enzimi, è importante stimolare

136
Capitolo 3 - Le abitudini dei ricchi e sani

l’intestino con cibi ricchi di fibra alimentare, bere tanta buo-


na acqua e massaggiare lo stomaco seguendone il percorso
fino all’intestino rinforzando così i muscoli addominali.
Se, dopo aver fatto tutto questo, non notate miglioramenti, la
mia raccomandazione è di fare un clistere, più in specifico un
clistere di caffè. Ciò significa pulire l’intestino con acqua conte-
nente caffè, minerali ed estratti da cui ricavare lattobacilli.
In Giappone molti si preoccupano del fatto che il clistere
possa diventare un’abitudine e che il colon sia poi incapace
di provvedere da sé alla bisogna. I miei dati clinici mi dicono
invece che non c’è ragione di preoccuparsi. Anzi, le persone
che da sole con regolarità fanno un clistere presentano una
migliore funzionalità gastrointestinale e intestini più puliti,
liberi da feci stagnanti e compatte.
Al contrario, le persone che fanno un uso costante di lassativi
– siano essi a base di sostanze chimiche o di erbe medicinali –
presentano pareti intestinali tendenti al nero. Più queste per-
sone aumentano l’utilizzo di farmaci e più si deteriora lo sta-
to dei loro intestini, il cui movimento peggiora gradualmente.
Quando il movimento all’interno dell’intestino si ferma, le fe-
ci diventano stagnanti e cominciano a creare problemi.
Un mio amico dottore, nonostante sia in buone condizioni di sa-
lute, continua a farsi due clisteri di caffè al giorno. La ragione è che
– nonostante non soffra di stitichezza – ha qualche problema di
stomaco dato dal fatto che non riesce a eliminare alcune sostanze
alimentari che rimangono indigerite e provocano fermentazioni
anomale. È importante che le feci siano espulse il più presto possi-
bile, specialmente se tendono a depositarsi nella parte sinistra del
colon dove facilmente vanno soggette a stagnazione. Seguendo i
miei consigli, da quasi vent’anni il mio amico continua a utilizzare
il clistere a base di caffè per attenuare il suo problema. Le sue con-
dizioni fisiche sono nel tempo sensibilmente migliorate.

137
Il Fattore Enzima

Anch’io spesso faccio dei clisteri al caffè. Al proposito è me-


glio precisare che solo la parte sinistra dell’intestino crasso
viene ripulita dal clistere. Il clistere, perciò, non ostacola le
funzioni dell’intestino tenue, nel quale avvengono digestio-
ne e assimilazione. Considerato tutto questo, il clistere non
dovrebbe generare alcun tipo di preoccupazione.

Quali sono gli stili di vita che prevengono


l’esaurimento degli enzimi sorgente?

Gli enzimi controllano tutta la vita umana e la produzione di


energia. Perfino gli atti dello svegliarsi e dell’addormentarsi han-
no a che fare con gli enzimi. Se andate a letto pensando all’ora in
cui volete svegliarvi il mattino dopo, spesso accade che il mattino
dopo vi sveglierete più o meno a quell’ora. Anche questo sem-
plice fatto può essere attribuito all’azione degli enzimi, perché lo
stesso pensare non è altro che l’effetto di enzimi che operano nel
cervello. Tutto ciò che una persona fa, perfino muovere la mano
o gli occhi, dipende dalla funzionalità degli enzimi.
L’organismo umano è pianificato per mantenere l’omeosta-
si. Una ferita che guarisce o la pelle che ritorna al suo colore
naturale dopo l’abbronzatura sono esempi di un organismo
che ritorna alla sua omeostasi. Le funzioni omeostatiche re-
agiscono in modo sensibile a qualsiasi anormalità cercando
di riportare il corpo alla salute originaria e alle sue normali
condizioni. Questo, ad esempio, accade quando facciamo
movimento fisico in modo esagerato rispetto al normale,
quando andiamo a letto alle tre del mattino o ci svegliamo
alle quattro invece delle solite sei del mattino. Il corpo cerca
sempre di ritornare alle sue abitudini normali. Sono gli enzi-
mi ad aiutare il corpo a regolare l’omeostasi.

138
Capitolo 3 - Le abitudini dei ricchi e sani

Se le anormalità non sono troppo frequenti, il corpo riesce


sempre a tornare alla sua normalità. Se le anormalità diven-
tano troppo frequenti, gli enzimi sorgente si esauriscono e
l’equilibrio interno dell’organismo si altera più o meno so-
stanzialmente. Questo è il motivo per cui condurre una vita
regolare previene l’eccessivo consumo di enzimi sorgente.
Le persone che tirano a far tardi o che fanno altre cose che
possono rientrare in uno stile di vita non sano, consumano
in modo più o meno irrimediabile la propria scorta di enzi-
mi sorgente. Credo che la causa reale di molti decessi per
esaurimento non sia altro che il totale esaurimento degli en-
zimi sorgente. Il mestiere del medico richiede grande impe-
gno. Da quando ho iniziato a fare il medico, quarantacinque
anni fa, non ho mai saltato un giorno di lavoro per ragioni
di salute. Questo perché ho imparato a seguire uno stile di
vita che non esaurisce i miei enzimi sorgente. Se nelle pagine
che seguono presento ai lettori il mio stile di vita, non è per
essere imitato o perché essi seguano in tutto e per tutto ciò
che faccio io. Ognuno ha il suo ritmo di vita individuale e il
mio potrebbe non essere adatto alla vita di altre persone.
Ma – qualunque ritmo di vita voi abbiate – condurre una
vita regolare è assolutamente necessario per mantenere la
salute. Per questo sarò molto lieto se troverete nelle mie
abitudini quotidiane qualche suggerimento utile e adatto
alle attività della vostra vita quotidiana.

Mattino
Svegliandomi alle sei di mattina, inizio la giornata facendo
dei leggeri esercizi con mani e piedi mentre sono ancora a
letto. Dopo di che mi alzo, apro le finestre e respiro profon-
damente l’aria fresca del mattino. Ciò mi permette di sosti-
tuire l’aria stagnante che si è accumulata di notte nei pol-

139
Il Fattore Enzima

moni con aria fresca. Fatto questo, torno a letto e mi sdraio


sulla schiena. Stando in questa posizione faccio dei leggeri
esercizi alzando in modo alternato braccio sinistro e destro
e poi gamba destra e sinistra e poi sollevando prima le brac-
cia e poi le gambe. Fatto questo, mi dedico a qualcosa di
simile allo stretching calistenico14, attivando lentamente la
circolazione sanguigna e il flusso linfatico.
Eseguiti gli esercizi per attivare la circolazione, mi alzo dal
letto ed eseguo cento mosse di karate a sinistra e cento a
destra e poi cinque minuti di stretching di base.
Terminata la mia ginnastica mattutina, vado in cucina e
lentamente bevo due o tre tazze di buona acqua sui 20 gra-
di. Venti minuti dopo aver bevuto l’acqua, proprio quando
la sento muovere negli intestini, mangio della frutta fresca
ricca di enzimi e 30-40 minuti dopo faccio colazione.
La mia colazione consiste principalmente di riso integrale con ag-
giunta di cinque, sei o sette cereali diversi. Come secondo piatto
mangio verdure cotte al vapore, natto (soia fermentata), non (al-
ghe secche) e un po’ di alghe wakame fatte rinvenire in acqua.

Pomeriggio
Poco dopo le 11, bevo due tazze di acqua e trenta minuti
dopo mangio della frutta (se ce n’è).
Detto per inciso, molti mangiano la frutta come dessert; io
invece raccomando di mangiarla trenta minuti prima dei
pasti il più spesso possibile. La frutta fresca ricca di enzimi
si digerisce bene e, mangiandola prima dei pasti, migliora le
funzioni gastrointestinali e innalza il livello degli zuccheri nel
sangue, facendo da prevenzione contro il mangiare troppo.
Anche durante i pasti, se si mangiano cibi crudi (ad esempio
un’insalata) la digestione sarà facilitata. Questa è la ragione per
cui l’insalata viene servita all’inizio di un pasto che avrà come

140
Capitolo 3 - Le abitudini dei ricchi e sani

portata principale carne o pesce. Poiché non si può mangiare


troppa verdura cruda tutta in una volta, spesso mangio anche
verdura cotta. Tuttavia, se si cuoce la verdura in acqua troppo
calda, gli enzimi andranno persi. Per questo mangio solo verdu-
ra cotta al vapore o che sia stata sbollentata per due minuti.
A pranzo mangio qualcosa che mi sono preparato a casa
di persona. Di tanto in tanto mangio fuori insieme a degli
amici, ma per lo più il mio pranzo consiste in riso integrale
con cereali misti che mi preparo a casa.
Dopo pranzo faccio un pisolino di 20-30 minuti. Riposando
quel tanto, la fatica del mattino sparisce e posso cominciare
il lavoro che mi aspetta di pomeriggio con la mente lucida.

Sera
Dopo il pasto di mezzogiorno, cerco di non fare spuntini.
Alle 16 e 30 circa bevo ancora due tazze d’acqua. Quindi
aspetto trenta minuti e mangio della frutta. Trenta o qua-
ranta minuti dopo faccio un pasto regolare.
Ogni giorno mangio tanta frutta. Credo che una persona
dovrebbe mangiare tutta la frutta che vuole.
La mia cena viene preparata sul momento con ingredienti
freschi, subito dopo averli cotti. Ciò che mangio a cena
non è molto diverso da ciò che mangio a colazione.
Mastico comunque a lungo. Proprio per questo motivo, a casa
mia, durante i pasti si parla poco. Quando parliamo è perché
abbiamo davvero finito di mangiare. È importante ricordare
di non avere niente in bocca mentre si parla. Non si tratta di
buone maniere: è per impedire che qualcosa vada di traverso e
finisca nel tubo sbagliato ingoiando aria e cibo insieme.
Se dopo cena si vuole bere qualcosa va bene, ma io cerco di
non bere caffè o tè verde. Piuttosto bevo tisane biologiche, tè
di grano saraceno o di orzo. Riguardo a queste ultime due be-

141
Il Fattore Enzima

vande bisogna dire che sono a base di cereali tostati. Per que-
sta ragione devono essere conservati in un contenitore chiuso
ermeticamente per evitarne l’ossidazione. Per la verità bisogne-
rebbe bere questi tè subito dopo l’operazione di tostatura ma
visto che ciò è quasi impossibile con gli attuali ritmi di vita, bi-
sognerebbe comprare solo piccole quantità e, una volta aperta
la confezione, consumare entro breve tempo.
Alle 18 o 18 e 30 finisco il mio pasto serale. Fino all’ora di
andare a letto (cinque ore dopo) non metto in bocca altro
cibo o liquido. Quando nei mesi estivi ho sete, bevo solo ab-
bastanza acqua per placare la sete (più o meno una tazza)
circa un’ora prima di andare a letto. Ma è meglio evitare di
bere acqua di sera tardi.

I vantaggi di una dormitina di cinque minuti


ogni tanto

Dopo pranzo, ho preso l’abitudine di fare un sonnellino di


20-30 minuti. Quando mi sento stanco in altri momenti
della giornata mi appisolo per cinque minuti.
La cosa più importante quando faccio questi pisolini è il
riposare in una posizione rilassata. Spesso tendo a dormire
con la pancia rivolta in basso, ma se sono rilassato posso
anche dormire seduto su una sedia con le gambe sollevate.
Qualcuno si chiederà come ci si possa liberare dalla stanchezza
in soli 20-30 minuti. Per effetto dell’omeostasi un breve riposo
aiuta il corpo a ritrovare il suo equilibrio. Riposo e sonno ripor-
tano alla normalità le funzioni indebolite del corpo: flusso san-
guigno, flusso linfatico, sistema nervoso e secrezioni interne.
Ma perché il riposo migliora l’omeostasi del corpo? Ciò che
segue è una mia teoria, ma credo che la ragione sia questa.

142
Capitolo 3 - Le abitudini dei ricchi e sani

Quando si è svegli e attivi, si utilizzano molti più enzimi. Se si


riposa in posizione rilassata, anche le varie funzioni del corpo
fanno una pausa e di conseguenza gli enzimi non vengono
utilizzati per attività o movimento. Gli enzimi sono liberi di
lavorare, invece, in quelle aree del corpo che sono affaticate e
che hanno bisogno di ritrovare energia e omeostasi.
Il fatto è che se si riposa per cinque o dieci minuti quando si è
stanchi o assonnati, si recupera molto velocemente. Se invece
si continua a lavorare quando si è stanchi o assonnati non si
migliora certamente in efficienza. Di recente, in alcune azien-
de e luoghi di lavoro, riconoscendo la giusta importanza del
pisolino nel recupero dell’efficienza, si sono organizzati degli
appositi spazi in cui le persone possono riposarsi.
Nella mia clinica, tra le dodici e l’una del pomeriggio si fa pausa
e ci si riposa. Ovviamente non tutti in quell’ora si riposano ma,
com’è prevedibile, esistono dei turni. In quell’ora, anche se c’è
una telefonata per la persona che sta riposando, la si lascia ripo-
sare, a meno che non si tratti di una emergenza. Quindi, se a una
certa ora date una sbirciatina alla mia clinica, vedrete dottori e
infermiere che riposano nella posizione che a loro più piace.
Il sonno svolge una funzione estremamente importante nel
mantenere efficienti i ritmi dell’organismo. È ovvio che una
vita regolare sia sinonimo dell’andare a letto presto e dell’al-
zarsi presto. Se l’ora in cui si va a letto e quella in cui ci si sve-
glia sono prestabilite e se sono anche fissi gli orari di pisolini
e pasti, l’omeostasi dell’organismo non sarà appesantita e si
eviterà anche un eccessivo consumo di enzimi sorgente.
Attualmente il mio più grosso problema è il jet lag. Per lo più
vivo a New York ma due volte all’anno mi reco in Giappone
dove rimango a lavorare per periodi di due mesi. La differen-
za oraria (13-14 ore) tra New York e Tokyo continua però a
provocarmi dei problemi. Poiché nei ritmi del mio organismo

143
Il Fattore Enzima

vengono completamente invertiti giorno e notte, ci vogliono


ogni volta due settimane circa per abituarmi ai nuovi ritmi.
Ho osservato che questo è vero anche per i miei reni, il fega-
to e il sistema gastrointestinale. Anch’essi hanno bisogno di
tempo per ritrovare completamente il loro equilibrio. Quan-
do per ragioni del tutto naturali ci sentiamo stanchi e asson-
nati è la volta buona per fermarsi a riposare.
Molte persone hanno problemi di insonnia e prendono abi-
tualmente dei sonniferi. Queste sostanze, però, hanno un
effetto diretto sul cervello e quindi possono essere molto pe-
ricolose. I sonniferi esauriscono grandi quantità di enzimi del
cervello, il che potrebbe predisporre allo sviluppo di demenza
senile o Alzheimer. Se usate regolarmente sonniferi e notate
che i problemi di memoria aumentano sempre più, state av-
vertendo un segnale di pericolo. I farmaci, in ogni caso, non
vanno mai presi se non strettamente necessari.
Se conducete una vita regolare e fate dei pisolini durante il
giorno quando vi sentite stanchi, non c’è bisogno di prendere
farmaci. L’omeostasi del corpo sarà in equilibrio e di notte non
vi saranno problemi a prendere sonno in modo naturale.

Troppo esercizio fisico non dà benefici


ed è molto nocivo

L’esercizio fisico moderato è indispensabile per una vita sana.


Come ho già detto, anch’io ogni mattino eseguo la mia ver-
sione di esercizi ginnici.
Nel corpo umano vi sono cinque tipi di flusso: flusso del
sangue e della linfa, flusso gastrointestinale, flusso dell’uri-
na, flusso dell’aria e flusso dell’energia interna (chi). È im-
portante che questi flussi non vengano interrotti e ciò che

144
Capitolo 3 - Le abitudini dei ricchi e sani

permette che questi flussi vadano avanti senza ostacoli è


proprio l’esercizio fisico.
Il movimento del corpo intero migliora la circolazione del san-
gue e il flusso della linfa. Ciò attiva il metabolismo, il che a sua
volta fa sì che minerali e vitamine indispensabili siano forniti
più facilmente all’intero organismo. Questo nel suo insieme
crea un ambiente più stimolante per il lavoro degli enzimi. Ne
risulta il potenziamento globale delle funzioni dell’organismo.
Tuttavia, quanto descritto avviene solo quando la quantità di
esercizio fisico non sia eccessiva. Troppa ginnastica può in ef-
fetti danneggiare la salute, perché con l’aumentare dell’eser-
cizio fisico l’organismo produce una quantità maggiore di ra-
dicali liberi. Questo, secondo me, è quanto succede quando
si verificano casi di persone che muoiono all’improvviso di in-
farto mentre fanno jogging. Molte donne fanno jogging tutti
i giorni; in particolare le giovani sui vent’anni che corrono per
dieci chilometri al giorno diventano estremamente magre,
con seno e natiche piatti. A volte il loro ciclo mestruale si in-
terrompe. Ciò avviene perché il loro organismo non riesce più
a produrre la giusta quantità di ormoni femminili.
Quando si esagera l’omeostasi dell’organismo collassa. La
moderazione è un criterio importante se si vuole stare in
salute. Moderazione in questo contesto non significa affat-
to fare le cose all’acqua di rose; significa invece fare le cose
che sono più adatte a noi, alle nostre condizioni fisiche, al
nostro stile di vita e alla nostra salute mentale. La mode-
razione non è un criterio oggettivo ma varia di persona in
persona. L’esercizio moderato che io faccio ogni mattina si
basa sul mettere insieme molti elementi diversi che ho ve-
rificato di persona su me stesso. Se qualcuno si mettesse a
fare le stesse cose che faccio io ogni mattina, senza aver mai
fatto in vita sua dell’esercizio fisico, si rovinerebbe in fretta

145
Il Fattore Enzima

muscoli e giunture. Lo stress produce nell’organismo una


gran quantità di radicali liberi; l’esercizio fisico che produce
stress non avrà alcun beneficio per la salute.
Come ho già detto, la moderazione non è un principio univo-
co ma varia di persona in persona. Se ci basiamo su questo
presupposto – in generale e per qualsiasi persona – direi che è
appropriato fare ogni giorno delle camminate di circa tre ore,
a passo naturale. Uno dei benefici del fare movimento fisico è
che si migliora il passaggio dell’aria nei polmoni. Con un flus-
so dell’aria migliore, l’aria fresca entra nel corpo attivando il
metabolismo e migliorando il flusso del sangue, della linfa e
quello gastrointestinale.
Un’altra cosa buona che vale la pena fare quando si ha
tempo libero è chiudere gli occhi e fare dei profondi respiri.
Fare questo esercizio significa rifornirsi di ossigeno senza
muoversi troppo. Inspirare profondamente ha anche l’ef-
fetto di stimolare i nervi del parasimpatico, stabilizzare il
proprio stato mentale e rinforzare le difese immunitarie.
Bisognerebbe fare tutto il possibile per fare del movimento
tutti i giorni, fare ginnastica con moderazione tutti i giorni
ma senza arrivare al punto da crearsi situazioni stressanti.

Come ha fatto Chaplin ad avere figli


a 73 anni?

C’è un’altra cosa importante che va tenuta in conto quan-


do si parla di stile di vita sano e riguarda la vita sessuale.
In anni recenti, è diventato abbastanza normale che anche
giovani coppie abbiano problemi relativi al sesso. Questi
problemi per lo più sono la mancanza di attività sessuale,
la cosiddetta disfunzione erettile e l’infertilità.

146
Capitolo 3 - Le abitudini dei ricchi e sani

Secondo me, si può parlare veramente di salute quando


le varie funzioni dell’organismo, inclusa l’attività sessuale,
sono regolarmente attive.
Anche molte persone sane dai sessant’anni in poi riferi-
scono di “non avere più quella capacità” oppure di “non
essere più interessate al sesso”. Questo, però, è del tutto
innaturale dal punto di vista medico. La vita sessuale di
una persona sana e normale, secondo me, dovrebbe finire
con la morte di quella persona.
Dal punto di vista della funzionalità fisica, un maschio dav-
vero sano dovrebbe avere erezioni mattutine tutti i giorni
fino all’età di 75 anni. Una donna sana dovrebbe avere
mestruazioni regolari fino all’età di 55 anni.
Le donne raggiungono la fase della menopausa intorno ai 55
anni soprattutto a causa della maternità. La gravidanza signi-
fica creare al proprio interno un altro organismo. Ciò crea un
grave stress all’organismo materno. Per sopportare questo
tipo di stress bisogna essere giovani. Il parto è di per sé un
evento a rischio di vita e questo rischio aumenta con l’au-
mentare dell’età. La riserva di calcio della madre si esaurisce e
il suo organismo consuma enzimi per due, non più per la pro-
pria persona e basta. Con l’età diminuisce anche la capacità
dell’organismo di ripristinare la scorta di enzimi sorgente.
La funzionalità fisica declina in ogni caso con gli anni. For-
se ciò avviene perché il corpo cambia il suo assetto ormo-
nale a metà della vita in modo da permetterci di goderci
la vita con maggior riguardo per noi stessi. Diciamo che
la vita di una donna è programmata per arrivare a cento
anni. Il suo assetto ormonale cambia intorno ai 50 anni,
un modo più o meno indiretto per affermare che l’età della
riproduzione è finita. A mio parere si tratta di un vero e
proprio meccanismo di difesa dell’organismo.

147
Il Fattore Enzima

Nel caso degli uomini, visto che non affrontano veri e pro-
pri rischi di tipo fisico quali possono essere la gravidanza
o il parto, essi riescono a mantenere attiva la capacità di
riprodursi per un periodo più lungo rispetto alle donne. Se
sono sani, la loro produzione di sperma può andare avanti
ancora per molto tempo.
Il pittore Pablo Picasso, famoso per aver mantenuto la sua
creatività artistica perfino a 90 anni, ebbe un figlio all’età
di 67 anni. Il celebre Charlie Chaplin si sposò quattro volte
ed ebbe il suo ultimo figlio quando aveva 73 anni. L’attore
giapponese Uehara Ken ebbe un figlio a 71 anni e un altro
attore, Nakamura Tomiyuro, divenne padre a 74 anni.
Ma non equivocate: non sto sostenendo l’idea che anche
gli anziani debbano avere figli. Sto solo suggerendo che la
capacità riproduttiva dell’organismo è collegata al man-
tenimento di un buono stato di salute. Ciò che hanno in
comune le quattro persone che ho prima nominato è che
tutti hanno avuto una vita molto intensa e un corpo sano.
Naturalmente, gli enzimi svolgono un’azione determinan-
te sulla vita sessuale di una persona. Uno stile di vita che
non spreca inutilmente gli enzimi sorgente è inequivocabil-
mente connesso al mantenimento delle funzioni sessuali.

La post-menopausa è l’inizio del grande sesso

La good news per le donne che hanno avuto la menopausa


è che fertilità e desiderio sessuale sono due cose comple-
tamente diverse.
È vero che quando cessano le mestruazioni le donne secer-
nono meno ormoni femminili e che ciò causa cambiamenti
fisici come scarsa lubrificazione vaginale e perdita dei capelli.

148
Capitolo 3 - Le abitudini dei ricchi e sani

Ma, invece di considerare negativi questi cambiamenti, biso-


gnerebbe pensare ai vantaggi dell’assenza di mestruazioni e
di preoccupazioni riguardo al rimanere incinte. Gli anni post-
menopausa potrebbero essere quelli in cui il sesso potrebbe
toccare le sue cime più alte. La nuova libertà permette di go-
dersi il sesso pienamente, mentalmente e fisicamente.
Quando uomini e donne raggiungono l’età in cui l’equilibrio
ormonale cambia, il loro desiderio sessuale declina. Tuttavia,
è importante per entrambi, uomini e donne, continuare ad
avere un’attività sessuale, anche se con minore frequenza.
Con qualche sforzo, gli uomini possono migliorare le loro
prestazioni sessuali senza dover ricorrere a farmaci. Il mo-
do più facile è bere due tazze di acqua circa un’ora prima
di fare sesso. Una volta bevuta l’acqua, il liquido si rac-
coglie nella vescica stimolando la prostata e aumentando
l’erezione in modo considerevole. Per inciso, questo effet-
to non si ha bevendo altri liquidi, birra, tè o altro, perché
caffeina e alcol sono vasocostrittori.
Molti anziani diranno: «Non mi va di fare cose così stancanti
e problematiche», ma per una coppia di anziani che davvero
si amano, il sesso non dovrebbe essere mai stancante o pro-
blematico. Anche dal punto di vista medico è provato che uno
stato di felicità mentale e fisica potenzia le difese immunitarie.
A ogni uomo piacerebbe continuare a vivere al meglio di sé, de-
siderato e amato da una donna. E a tutte le donne piacerebbe
continuare a essere belle, desiderabili e amate da un uomo. È
molto importante continuare a nutrire questi sentimenti se si
vuole continuare a vivere in modo sano e a lungo.
Ciò è vero per tutto: chi rinuncia perde. Se rinunciate a del-
le cose anche solo mentalmente, l’organismo invecchierà
più velocemente. Mai rinunciare. Questo è il segreto per
vivere a lungo e in salute.

149
Il Fattore Enzima

Note al Capitolo 3

10. Il significato preciso di buona acqua verrà chiarito in seguito [N.d.T.].


11. L’autore, qui e nel seguito della trattazione, non precisa cosa intenda
esattamente per tazza [N.d.T.].
12. Kangen è una parola giapponese che significa ritorno alle origini. L’acqua
Kangen viene prodotta attraverso un dispositivo brevettato da una azien-
da giapponese, in uso anche presso molti ospedali giapponesi.
13. Letteralmente grappolo, agglomerato, in pratica gruppi di molecole
d’acqua. Sembrerebbe che quanto più basso è il numero di molecole
d’acqua tanto più aumenta la sua capacità di penetrazione nell’orga-
nismo [N.d.T.].
14. In inglese callisthenic (o calisthenic), un tipo particolare di ginnastica
con esercizi tesi a ottenere un corpo forte e attraente [N.d.T.].

150
Capitolo 4

È tutto scritto nel codice della vita

Negli ultimi cento anni la medicina ha fatto passi da gigan-


te ma, ironicamente, il numero delle persone che si amma-
lano continua ad aumentare a ogni anno che passa. Se la
medicina ha fatto tutti questi progressi, perché il numero
dei malati non diminuisce?
È forse perché la medicina moderna parte da presupposti
sbagliati? Io credo che la risposta a questa domanda sia af-
fermativa. Le teorie mediche prevalenti affermano che batteri
e virus sono la causa delle malattie infettive. Ma questo è un
modo di vedere molto parziale. Ricordiamoci che le malattie
si sviluppano perché permettiamo al nostro corpo di ospitare
batteri e virus. La medicina moderna si basa sull’idea del trat-
tare o guarire le malattie mentre la vera medicina dovrebbe
avere come sua base l’idea di mantenersi in salute.
Ho cominciato a investigare sulla relazione tra cibo e salute
quasi quarant’anni fa. A quel tempo, dopo aver analizzato
molti stomaci e intestini di cittadini statunitensi e aver sco-
perto che le condizioni gastrointestinali sono dei buoni ba-
rometri dello stato di salute di una persona, ho capito che
migliorare proprio questi ultimi aspetti è la vera scorciatoia
per promuovere la buona salute. In tal modo, mentre cer-
cavo di sviluppare e diffondere la tecnica della polipectomia
colonoscopica per aiutare la gente che soffriva a causa di
queste malattie, ho continuato a ricercarne le cause.
Ho letto molti articoli e documenti scientifici, ho raccolto dati
clinici con la collaborazione dei miei pazienti, ho utilizzato il mio

151
Il Fattore Enzima

stesso corpo per testare l’influenza dei farmaci e ho anche stu-


diato il comportamento degli animali allo stato selvatico. Il risul-
tato cui sono arrivato è stato che se andiamo contro le leggi di
natura – che comprendono tutto ciò che esiste in questo mondo
(se a qualcuno piace possiamo anche chiamarle volontà divina)
– inevitabilmente ci ammaliamo. Gli umani fanno parte della na-
tura, non sono separati da essa. E senza di essa non potremo
mai ottenere salute e una vita degna di essere vissuta. Come gli
altri animali, gli umani devono consumare cibi adatti alle carat-
teristiche specifiche della loro specie e adatti all’ambiente in cui
vivono. Il principio fondamentale della vita umana è mangiare
piante e animali che si trovano allo stato naturale nel territorio
in cui si vive. Per persone abituate a una dieta fatta di granaglie,
verdure, alghe, frutta e pesce, mangiare tanta carne carica di so-
stanze chimiche o latte altamente elaborato e altri cibi poveri di
enzimi non può che provocare problemi di digestione.
Secondo me tutti abbiamo la capacità di vivere bene e in
piena salute. È vero che alcune persone hanno la sfortuna di
nascere con malattie congenite che le costringono ad avere
problemi di salute tutta la vita. Alcuni hanno sperimentato
negative influenze ereditarie o ambientali già nell’utero ma-
terno. Altre cause di malattie congenite sono tuttora scono-
sciute. Io credo però che anche queste persone con malattie
croniche di tipo ereditario possano migliorare il loro stato
di salute complessivo con uno stile di vita appropriato.

Tutti possono vivere una vita piena

Il nostro codice della vita dà a tutti il diritto a una vita sana. Gli
animali capiscono istintivamente di cosa hanno bisogno per so-
pravvivere. Gli animali selvatici sono consapevoli del loro codice

152
Capitolo 4 - è tutto scritto nel codice della vita

di vita e cercano di comportarsi di conseguenza. I denti di carni-


vori ed erbivori sono diversi perché attraverso essi la natura tra-
smette loro l’informazione relativa al tipo di cibo da mangiare.
Anche l’allineamento e il rapporto esistente tra i denti è un
esempio perfetto della legge di natura al lavoro. Ciò signifi-
ca che anche noi umani abbiamo il nostro codice della vita
da rispettare per vivere una buona vita, ma nella nostra ar-
roganza preferiamo spesso ignorarlo. Una ragione di que-
sto comportamento è l’avidità tipica della specie umana. La
nostra capacità di pensare, dispensataci dalla grazia di Dio,
viene mal interpretata da molti come la prova del fatto che
gli uomini sono esseri speciali appartenenti a una classe più
elevata dei semplici animali. E così alleviamo e controllia-
mo gli animali nel modo a noi più conveniente. Il desiderio
di mangiare cose deliziose ci ha spinti a nutrirci di cibi che
non esistono in natura. Il desiderio di vivere nel modo più
comodo possibile, con tutti i vantaggi della vita moderna,
ci ha spinti a distruggere l’ambiente naturale. Il desiderio
di coltivare piante con altissime rese ci ha spinti a utilizzare
sostanze chimiche in agricoltura. Il desiderio di estendere i
nostri territori e di perseguire sogni di ricchezza ci ha spin-
ti alla discordia e alle dispute. Forse è per questo che oggi
gli umani soffrono di malattie mai viste prima: paghiamo
l’espandersi costante dell’avidità umana con la malattia.
Ma è anche ora che la medicina moderna riconosca i propri
errori. Anche noi umani siamo parte della natura. Se vogliamo
vivere sani dobbiamo seguire le leggi di natura. Affidarci alle
leggi di natura significa dare ascolto al codice della vita che è in
noi. Una persona in sovrappeso sente fame perché manca di
sostanze nutritive importanti. Chi soffre di diarrea o stitichezza
non mangia cibi adatti al proprio sistema digerente. Ecco per-
ché ci ammaliamo quando non seguiamo le leggi di natura.

153
Il Fattore Enzima

Sono convinto che la medicina del futuro debba basarsi sulle


leggi di natura. Dobbiamo prestare attenzione al codice della
vita che la natura ha scritto per noi, cercare di risvegliare la
nostra innata capacità di guarire da soli e promuovere la sa-
lute invece di ostinarci a sopprimere la malattia.

La specializzazione sta rovinando la medicina

Il primo passo nel seguire le leggi di natura è abbandonare la


pratica della specializzazione nell’assistenza sanitaria. La spe-
cializzazione ci fa confondere la foresta con gli alberi. Niente
in natura è un’entità isolata. Tutto ha una sua influenza e do-
vrebbe essere in equilibrio con ciò che lo circonda.
In anni recenti in Giappone ha preso vita un movimento che
ha adottato come slogan “Pianta una foresta per far cresce-
re l’oceano”. Questo progetto ha avuto inizio da un grup-
po di pescatori, i quali, dopo essersi chiesti il perché della
scomparsa crescente del pesce dagli oceani, hanno scoper-
to che molti anni fa molti grandi alberi di montagna so-
no stati tagliati per far posto a progetti di sviluppo edilizio.
Hanno trovato un nesso tra le attività di deforestazione e il
declino delle popolazioni di pesce. Il progetto dei pescatori
ha l’obiettivo di ripiantare gli alberi sulle montagne per far
tornare il pesce. A prima vista può sembrare difficile trovare
una relazione tra i grandi alberi delle montagne e i pesci
dell’oceano, ma le due cose nel circolo della natura sono
strettamente interconnesse.
Allo stesso modo, le attività apparentemente separate di 60
trilioni di cellule, protagoniste dei cinque flussi all’interno
del corpo umano – sangue e linfa, gastrointestino, urina,
aria ed energia – sono tutte strettamente interconnesse.

154
Capitolo 4 - è tutto scritto nel codice della vita

Un problema in una cellula influenzerà la salute delle altre.


Ignorare questa interconnessione trattando solo organi in-
dividuali significa ignorare il quadro d’insieme. Se la specia-
lizzazione delle cure mediche procede alla velocità attuale,
nel prossimo futuro non avremo più la figura del medico.
Avremo solo specialisti che conoscono quella particolare
area di specializzazione ma non sanno porre rimedio alle
patologie del paziente in un quadro complessivo.
È possibile capire che un paziente ha problemi di salute an-
che solo osservandone gli occhi o la conformazione fisica.
Uno specialista di malattie gastrointestinali, invece, farà una
colonscopia e, non trovando polipi, dirà al paziente: «Com-
plimenti, lei non ha niente. Non abbiamo trovato polipi o tu-
mori». Questo è un comportamento da irresponsabili perché
da un semplice esame colonoscopico non si può dedurre lo
stato di salute generale di una persona.
Alcuni mi definiscono “il chirurgo endoscopista numero uno
negli USA”, ma io non penso di avere un talento ecceziona-
le. Cerco solo di curare i miei pazienti prestando particolare
attenzione al loro organismo.
Attualmente negli USA è diventata pratica comune sotto-
porre le malate di cancro al seno a esami del colon. In ef-
fetti sono stato io il primo a mettere in circolazione questa
idea. Al tempo, per questa scoperta ricevetti molte lodi ma
– in tutta sincerità – qualsiasi altro medico avrebbe dovuto
pensare la stessa cosa, se solo fosse stato abituato a con-
siderare il paziente un’entità organica unitaria.
Quando incontro persone che hanno il cancro, me ne accor-
go senza dover guardare nei loro corpi. È difficile spiegarlo a
parole: è come se la mia energia (il mio chi) venisse succhiata
fuori di me. Quando parlo di queste cose, molti dottori stor-
cono la bocca. Ma non è solo l’immaginazione a suggerirmi

155
Il Fattore Enzima

queste sensazioni; è piuttosto una sensazione fisica generata


dalla mia lunga esperienza clinica.
Una volta venne da me una donna di 38 anni e mi disse:
«Dottore, ho un tumore qui», indicando la parte alta dell’ad-
dome. Ed io ebbi l’impressione di avere la stessa cosa. Prima
di venire da me la donna era stata da molti altri dottori e si
era sottoposta a molti esami, ma ogni volta i risultati degli
esami erano risultati negativi. Allora la esaminai con l’endo-
scopio ma non riuscii a scoprire tracce di cancro. Pensai che
non ci fosse da preoccuparsi vista l’età della donna ma – poi-
ché persisteva nel lamentare che qualcosa non andava per
il verso giusto – le feci una lastra inserendo una sostanza di
contrasto dal duodeno al condotto biliare. (Il dotto biliare
non può essere esaminato con l’endoscopio perché è estre-
mamente sottile). I test fatti mettendo tinture di contrasto
nel dotto biliare non sono pratica comune.
Tramite questo test scoprii un tumore grande quanto la
punta del mignolo nel dotto biliare.
Un altro paziente venne a farsi visitare dicendosi sicuro di
avere il cancro allo stomaco. Questa persona si era sempre
sottoposta a endoscopia risultando nella normalità. Ma an-
che in questo caso il paziente insistette e – visto che anch’io
avevo la strana sensazione che ci fosse qualcosa che non an-
dava – decisi di riesaminarlo due mesi dopo la visita. Quan-
do lo visitai la seconda volta, scoprii una piccola ulcera nello
stomaco. Dopo aver fatto una biopsia e aver analizzato il
campione di tessuto, scoprimmo che si era sviluppato un
carcinoma scirroso, che si era già esteso sotto la mucosa
gastrica. Quando questo tipo di carcinoma si insedia sotto
la mucosa diventa molto difficile scoprirlo all’endoscopio e
si trasforma in una patologia terrificante. Se non lo avessi
rivisitato, il cancro lo avrebbe sicuramente ucciso.

156
Capitolo 4 - è tutto scritto nel codice della vita

Il tempo che un medico trascorre faccia a faccia col pa-


ziente non è molto lungo. Durante quel breve tempo il dot-
tore dovrebbe concentrarsi sul cogliere i possibili segnali
di SOS emessi dall’organismo. Purtroppo, sono veramente
pochi i dottori che prestano volentieri attenzione all’inte-
ro corpo del paziente. Perché? Proprio perché l’assistenza
medica è diventata troppo specializzata.
Sono sicuro che anche i lettori di questo libro hanno speri-
mentato questa situazione. Prima di sottoporsi a degli esami,
bisognerebbe che ogni paziente scegliesse attentamente da
quale dottore farsi visitare. Al momento di fare gli esami, il
dottore chiederà: «Qual è il problema?». Se il paziente dice:
«Mi fa male lo stomaco», sarà sicuramente sottoposto a un
esame dello stomaco. Se non si trova nulla di anormale, il pa-
ziente viene rimandato a casa dicendogli: «È tutto OK, tutto
normale». Al che – a meno che il paziente non chieda ulteriori
esami – la visita è finita. Ma anche nel caso il paziente chieda
ulteriori esami, il dottore per lo più ignorerà la sua richiesta e
dirà: «È solo la sua immaginazione. Non c’è bisogno di fare
quest’altro test» e congederà il paziente.
Invece, come ho già detto, è necessario che i dottori diano
ascolto ai pazienti e prendano sul serio ciò che dicono. La si-
tuazione attuale mi rende davvero triste; non credo che si possa
diventare dei veri dottori con un sistema simile. La situazione è
resa ancora più grave dal fatto che il medico generico non è più
tenuto a fare un anno di praticantato prima di specializzarsi.
Questo significa che non ha neppure la possibilità di imparare
a conoscere parti del corpo diverse da quelle attinenti alla sua
area di specializzazione.
Nella mia clinica di New York, prima di qualsiasi esame clinico,
faccio una visita generale per alleviare l’ansia dei pazienti. Prima
di sottoporre il paziente a esofago-gastro-duodenoscopia (EGD)

157
Il Fattore Enzima

o a colonscopia, per prima cosa esamino le condizioni cutanee,


la pressione del sangue, il polso, il livello di saturazione dell’ossi-
geno, la tiroide, le ghiandole linfatiche, le anormalità di giunture
e muscoli e un esame del seno se il paziente è una donna.
In quest’ultimo caso, chiedo se vuole che controlli l’eventualità
di cancro alla cervice uterina. Se è d’accordo esamino l’utero col
colonoscopio. Per fare questo esame il tempo richiesto è meno
di un minuto. Le pazienti lo accettano di buon grado anche per-
ché in questo modo si risparmiano la visita dal ginecologo.
Anche se la mia specializzazione è di tipo gastrointestinale, come
faccio l’esame dell’utero posso fare anche quello della prostata
e del seno. Questi esami vengono accettati volentieri e diventano
anche per me una buona esperienza di apprendimento.

Scegliete la salute in anticipo:


mangiate meno carne

Analizzando una particolare patologia riesco ad apprendere


molte cose diverse. Ad esempio, quando faccio esami riguar-
danti il cancro al seno, chiedo alle pazienti informazioni sulle
loro abitudini alimentari. Sulla base di tali colloqui mi è più
facile individuare relazioni causali tra alimentazione e malat-
tie. Così facendo ho imparato che a molte di queste donne
piace bere caffè e consumare con frequenza latte e derivati,
nonché piatti a base di carne. Le donne che seguono questo
tipo di dieta possono anche non ammalarsi di cancro al seno
ma tenderanno in ogni caso ad avere il cosiddetto seno fibro-
cistico. La causa di questa malattia è dovuta alla combinazio-
ne alimentare tra latticini e carne. Se le abitudini alimentari
della paziente non cambiano in tempo, l’eventualità di am-
malarsi di cancro al seno diventa sempre più alta.

158
Capitolo 4 - è tutto scritto nel codice della vita

Il mio consiglio al proposito è di cambiare dieta immediatamen-


te. Quando chiedo a donne con seno fibrocistico: «Le piacciono
il caffè, la carne e i latticini, vero?» di solito esprimono sorpre-
sa per il fatto che io sia a conoscenza di questo particolare.
Dopo aver spiegato perché, do loro consigli e suggerimenti
sull’alimentazione. Al che la maggior parte delle donne decide
di cambiare abitudini alimentari.
Le cure mediche che impartisco si basano su quanto ho impara-
to esaminando migliaia di pazienti. Analogamente anche i miei
suggerimenti sullo stile di vita da seguire si basano sull’osserva-
zione di pazienti. Oltre a cambiare abitudini alimentari un’altra
procedura si è dimostrata efficace nel prevenire il cancro al seno
ed è il massaggiare il seno circa cinque minuti al giorno. Anche
questo l’ho imparato dalle mie osservazioni cliniche.
Io non so se gli specialisti di cancro al seno suggeriscono alle loro
pazienti misure preventive. So però che quando rivisito un anno
dopo le stesse pazienti cui a suo tempo ho dato questi consigli,
esse non solo non hanno sviluppato cancro al seno ma, cosa an-
cora più importante, presentano un tessuto della mammella più
morbido e la patologia fibrocistica spesso è scomparsa.
Ciò che mi rende molto felice come dottore non è il guarire le ma-
lattie o essere definito un bravo medico ma essere in grado di dare
consigli precisi a persone che hanno malattie dormienti, aiutando-
le così a ritrovare una vera salute.
Dopo così tanti anni di lavoro, non meraviglia che sia diventato
così attento all’importanza dell’aspetto alimentare della malat-
tia. Oggi, d’altronde, sono diventati molto comuni cibi larga-
mente considerati buoni che invece sono dannosi per l’organi-
smo. Negli ultimi trent’anni mi sono occupato molto, sia tenen-
do conferenze che partecipando a forum e dibattiti (ma anche
parlando con pazienti statunitensi e giapponesi), del rapporto
tra alimentazione e salute e degli alimenti che sono nocivi per la

159
Il Fattore Enzima

salute. Riconosco però che far cambiare abitudini alla maggior


parte della gente è oltremodo difficile quando queste abitudini
diventano norme socialmente accettate. Inoltre, se il processo
che tende alla specializzazione delle cure mediche procederà con
la stessa velocità registrata negli ultimi tempi, risulterà sempre
più difficile per i nuovi dottori apprendere le cose che io e molti
altri come me abbiamo imparato dall’esperienza clinica.
In futuro avremo bisogno di una medicina preventiva. Perché
questo tipo di medicina sia istituita su basi corrette, è indispen-
sabile conoscere i principi che governano l’alimentazione. È co-
munque molto difficile riformare la mente di un adulto il cui
senso comune è ormai ben saldo. Se questa persona è un am-
malato la cosa è diversa, ma se la sua malattia è solo latente, la
sua scelta sarebbe quella di mangiarsi una bistecca piuttosto
che quella di essere in buona salute dopo dieci anni. Per quanti
di voi stanno leggendo questo libro ho forti speranze che la
scelta propenda a favore della seconda ipotesi.
Ciò che mi preme attualmente è educare le generazioni futu-
re. Spesso sentiamo parlare di educazione intellettuale, fisica
e spirituale. Insieme a questo, spero di sentir parlare presto
anche di una corretta educazione alimentare. I pasti che at-
tualmente vediamo servire nelle mense scolastiche si basano
spesso su idee errate e su calcoli molto pericolosi basati sulle
calorie. La cosa più urgente attualmente credo sia proprio la
riforma dei pasti dedicati alle giovani generazioni e un’educa-
zione alimentare fatta su misura per i giovani.

La vita dell’uomo si deve ai microrganismi

Avete mai pensato a cosa succede ai pesci che muoiono negli


oceani? Sul fondo degli oceani nessuno ha mai notato alcun

160
Capitolo 4 - è tutto scritto nel codice della vita

cumulo di carcasse di pesci. Allora dove vanno a finire tutti


i pesci che muoiono? La risposta non può che essere una
sola: spariscono. I microrganismi degli oceani lentamente li
disgregano e li fanno sparire senza che lascino traccia.
Anche se non riusciamo a vederli a occhio nudo, il nostro
mondo è pieno di microrganismi. Anche nell’aria più pura
sono presenti a quanto pare 100 microrganismi per una cir-
conferenza qualsiasi di un centimetro di diametro. I micror-
ganismi li troviamo perfino nell’atmosfera a oltre sei miglia di
altezza e a sei miglia di profondità sotto terra. Naturalmente
anche nel mare vi sono microrganismi. E l’intestino dell’uo-
mo non fa certo eccezione: la flora batterica intestinale è co-
stituita anch’essa da microrganismi. In altre parole, viviamo
letteralmente immersi in un brodo fatto di microrganismi.
Solo nell’intestino umano troviamo 300 diversi tipi di micror-
ganismi e un totale di circa mille trilioni di batteri intestinali.
E non sono certo lì a far niente. Molte delle sostanze che fi-
niscono nel nostro organismo sono prodotte dai batteri. Le
funzioni più importanti svolte da questi batteri sono quelle di
creare gli enzimi sorgente che sono la base della nostra forza
vitale. I batteri intestinali creano approssimativamente tremi-
la diversi tipi di enzimi.
Tra i batteri intestinali troviamo batteri che svolgono fun-
zioni positive e batteri che svolgono funzioni negative. In
generale i batteri chiamati lactobacilli lavorano a favore
dell’uomo e sono quindi i batteri buoni mentre quelli che
causano marcescenze e altri effetti dannosi vengono defi-
niti batteri negativi.
I batteri buoni sono in generale batteri con enzimi antios-
sidanti. Quando nell’intestino vengono prodotti radicali
liberi, questi batteri muoiono producendo enzimi antiossi-
danti neutralizzando così i radicali liberi.

161
Il Fattore Enzima

Nell’intestino esistono innumerevoli escrescenze chiamate


villi. I lattobacilli, ossia i batteri buoni, riempiono gli spazi
tra un villo e l’altro. Molte cellule connesse al sistema im-
munitario, ad esempio i globuli bianchi e le cellule chiama-
te natural killer, vengono prodotte nei villi. Quando i globu-
li bianchi e i natural killer combattono corpi estranei come
proteine, virus e cellule cancerose, vengono prodotte alte
quantità di radicali liberi. I lattobacilli svolgono un ruolo
attivo nella rimozione di questi radicali liberi.
Secondo una mia teoria i radicali liberi che non riescono
a essere neutralizzati a causa della mancanza di batteri
buoni, o per altre ragioni, causano l’infiammazione dei vil-
li, che sono estremamente delicati. La distruzione dei villi
causa la colite ulcerativa o la malattia di Crohn.
La funzione dei batteri cattivi è invece di eliminare la ma-
teria altrimenti ineliminabile e proprio per questo si pensa
generalmente che siano tossici. La verità è invece che, cau-
sando la fermentazione anomala di materiale indigeribile
con la conseguente creazione di gas tossici, essi stimolano
l’intestino a eliminare gas e feci contribuendo a rimuovere
dall’organismo tutto ciò che non può essere assimilato nel
modo più rapido possibile. Ecco perché secondo me è ol-
tremodo difficile distinguere i batteri intestinali tra buoni
e cattivi. I batteri “cattivi” esistono per provvedere a scopi
che non sono necessariamente nocivi.
Oltre a questi due tipi di batteri, ve ne sono altri che non
sono né tossici né positivi. Possiamo chiamarli indetermina-
ti o neutri. Anche questo non è un metodo molto preciso
di definire questi batteri particolari. La cosa veramente im-
portante è che vi sia un certo equilibrio tra tutti questi tipi
di batteri. La stessa cosa si verifica per le proteine: qualun-
que sia il principio nutritivo, se ne consumiamo in eccesso

162
Capitolo 4 - è tutto scritto nel codice della vita

diventa un veleno per l’organismo. La stessa cosa si può


dire dei batteri cattivi. Se essi aumentano troppo, possono
causare problemi anche se si tratta di batteri indispensa-
bili all’organismo per mantenersi in salute.
È tutta una questione di equilibrio. Come ho già detto, l’equili-
brio dei batteri intestinali è molto delicato. I microrganismi sono
estremamente fragili e sono facilmente influenzati dall’ambien-
te. Se l’ambiente è adatto alla loro proliferazione, si moltipli-
cheranno migliaia di volte e poi milioni di volte. Se l’ambiente,
al contrario, non è adatto moriranno velocemente.
Le caratteristiche dei batteri intermedi non sono ancora
del tutto chiare. Se essi sono circondati per la maggior
parte da batteri buoni, cominceranno anch’essi a produr-
re enzimi antiossidanti. Al contrario, se intorno vi sono so-
prattutto batteri cattivi cominceranno anch’essi a produr-
re enzimi ossidati, trasformandosi in batteri cattivi. In altri
termini, i batteri intermedi sono fortemente influenzati dai
batteri da cui sono circondati.
I batteri cattivi, ovviamente, non riscuotono molto gradi-
mento ma siamo noi a creare le condizioni intestinali che
portano al loro proliferare. Non possiamo certo dare la col-
pa ai batteri per la nostra ignoranza di corrette regole die-
tetiche. In ultima analisi, siamo noi i responsabili della tra-
sformazione di batteri intermedi in batteri buoni o cattivi.

Come creare un ambiente intestinale favorevole


ai batteri buoni

Gli enzimi sono indispensabili per la vita, ma la quantità di


enzimi che l’organismo umano può produrre è secondo me
predeterminata. Personalmente credo che la vita umana ab-

163
Il Fattore Enzima

bia termine quando tutti gli enzimi presenti nell’organismo


si esauriscono. Considerando le cose sotto questo punto di
vista, non sarebbe un errore affermare che gli enzimi sor-
gente determinano la durata della nostra vita.
Più di qualsiasi altra cosa, sono i radicali liberi a consuma-
re questi preziosi enzimi. La società moderna ha creato un
ambiente in cui i radicali liberi vengono prodotti in grandi
quantità. Lo stress, l’inquinamento dell’aria, i raggi ultra-
violetti, le onde elettromagnetiche, le infezioni batteriche o
virali, l’esposizione a raggi X o ad altri tipi di radiazioni sono
tutti fattori che contribuiscono a produrre radicali liberi.
Oltre a questi fattori esterni, esistono altre attività che pro-
ducono radicali liberi, attività che possono facilmente esse-
re evitate se facciamo delle opportune scelte di vita. Bere,
fumare, consumare cibi con additivi, cibi ossidati e farmaci
sono cause della produzione di radicali liberi che possiamo
tranquillamente eliminare. Dato che queste cattive abitudi-
ni consumano una enorme quantità di enzimi, se non riu-
sciamo con uno sforzo cosciente a evitarle, è abbastanza
prevedibile che la malattia prima o poi arriverà.
Se il numero di enzimi prodotto all’interno dell’organismo è
predeterminato, se vogliamo aumentare la nostra dotazione
di enzimi dobbiamo contare sui batteri dell’intestino. Quin-
di, l’unico modo per aumentare gli enzimi nel nostro orga-
nismo è creare un ambiente intestinale favorevole ai buoni
batteri e agli enzimi antiossidanti che essi producono.
Se dico ai pazienti di mangiare cibi ricchi di enzimi è per-
ché questi cibi creano le condizioni perché i batteri buoni
aumentino. Questi, a loro volta, diventeranno la materia
prima per la produzione di enzimi.
Proprio come succede in natura, l’accumulo di fattori po-
sitivi alla fine produce un ciclo positivo. Se mangiamo del

164
Capitolo 4 - è tutto scritto nel codice della vita

buon cibo, beviamo della buona acqua e continuiamo a se-


guire uno stile di vita sano, l’ambiente intestinale diventerà
automaticamente ben regolato creando un’abbondanza di
enzimi che permetterà di vivere nel pieno delle energie.
Al contrario, se alteriamo il ciclo positivo anche con una sola
cattiva abitudine, tutto il ciclo può facilmente trasformarsi in
un ciclo negativo. Se, ad esempio, continuiamo a consumare
carne e latticini in quantità, ciò impedirà una corretta assi-
milazione di principi nutritivi e danneggerà progressivamente
l’ambiente intestinale. Se quest’ultimo si deteriora, i batte-
ri buoni spariranno e i batteri intermedi si trasformeranno
sempre più in batteri negativi. Ciò creerà un ambiente in cui
l’organismo non riuscirà più a neutralizzare i radicali liberi.
Col peggiorare della capacità digestiva, il cibo non digerito
comincerà a marcire all’interno dell’intestino. Il materiale in
putrefazione fornirà nutrimento ai batteri cattivi che a loro
volta cominceranno a produrre una quantità di gas tossici.
Le persone che emettono frequentemente gas non proprio
decorosi hanno già l’intestino parzialmente alterato. Le fe-
ci dei bambini allattati al seno non hanno un cattivo odore
perché essi consumano solo cibo proveniente da una fonte
vivente. Le feci di bambini che crescono nutriti con latte di
mucca hanno un odore decisamente più fastidioso.
Per quanto il sistema immunitario lotti per eliminare le tos-
sine prodotte all’interno dell’intestino, i batteri buoni rimasti
per neutralizzare i radicali liberi prodotti da questa battaglia
sono sempre troppo pochi. Il risultato è che gli effetti negativi
dei radicali liberi non vengono bloccati e le pareti intestinali
distrutte dai radicali liberi producono polipi e tumori.
Questo ciclo può essere invertito solo creando un buon
ambiente intestinale. Questo a sua volta si basa sul presta-
re grande attenzione a ciò che si mangia e al proprio stile

165
Il Fattore Enzima

di vita. Lo sforzo per dare inizio al ciclo positivo e mante-


nerlo poi attivo e operante richiede grande impegno ma,
una volta iniziato, riuscirà a compensare anche le occasio-
nali scappatelle. Anche se si beve alcol e si mangia carne
di tanto in tanto gli enzimi sorgente accumulati saranno
sufficienti per rimettere le cose in sesto.

L’inseparabile nesso tra terra e corpo

La dieta basata principalmente sul consumo di carne non


produce gli stessi effetti dannosi sull’equilibrio intestinale
di cittadini statunitensi e cittadini giapponesi. Essendomi
chiesto spesso la ragione di tale fenomeno, credo di aver
trovato due risposte possibili.
La prima di queste ragioni è dovuta alle abitudini alimentari
che si sono evolute e mantenute nel corso di molti anni. Gli oc-
cidentali per secoli hanno continuato a seguire una dieta basa-
ta sulla carne. I giapponesi, invece, hanno adottato questo tipo
di dieta a partire dal periodo Meiji (1868-1912), un fenomeno
relativamente recente. L’intestino dei giapponesi – abituati da
secoli a una dieta prevalentemente a base di cereali e verdure
– in proporzione alle dimensioni del corpo è 1,2 volte più lun-
go dell’intestino degli occidentali. Poiché il loro intestino è più
lungo, anche l’escrezione avviene in tempi più lunghi. Poiché il
cibo permane nell’organismo più a lungo, l’effetto che ha una
dieta a base di carne sugli intestini è molto più pesante.
L’altra ragione è data dal tipo di terreno. Il corpo umano e
la terra vivono in una connessione inseparabile. Attualmente
possiamo mangiare cibi che provengono da ogni parte del
mondo ma, anche oggi, per lo più ci nutriamo degli alimenti
prodotti sul territorio in cui viviamo. Per questa ragione la

166
Capitolo 4 - è tutto scritto nel codice della vita

salute della gente dipende in gran parte dalle condizioni del


territorio in cui vive.
Molto tempo fa, la prima volta che ebbi modo di vederne,
rimasi stupito dalle dimensioni degli ortaggi venduti in Ame-
rica. Le verdure coltivate in Giappone – qualsiasi verdura –
sono molto più piccole. Pensai che ciò fosse dovuto al fatto
che le verdure fossero di un tipo diverso. Poi mi resi conto
che, anche seminando ortaggi giapponesi negli USA, le loro
dimensioni erano sempre molto più grosse degli stessi ortag-
gi seminati in Giappone. La ragione del fenomeno è che i ter-
reni americani sono più ricchi di calcio, minerali e vitamine
rispetto ai terreni giapponesi. Ad esempio, gli spinaci cresciuti
negli USA contengono da 3 a 5 volte più calcio degli spinaci
prodotti in Giappone.
Un altro esempio: i broccoli. Secondo alcuni dati, in 100 gram-
mi di broccoli coltivati negli USA sono contenuti 178 milli-
grammi di calcio, mentre in 100 grammi di broccoli coltivati in
Giappone sono contenuti solo 57 milligrammi di calcio.
La mia teoria è che, pur avendo una dieta centrata sulla
carne, l’organismo degli americani non è influenzato così
negativamente da questo fatto come quello dei giapponesi,
perché gli ortaggi che consumano sono coltivati in terreni
ricchi di sostanze nutritive. Questi ortaggi riescono, anche
solo in parte, a rendere neutro il leggero pH acido prodotto
dalla carne all’interno dell’organismo.
Anni fa, era evidente la differente costituzione fisica di ame-
ricani e giapponesi. Oggi che la costituzione fisica dei giap-
ponesi è diventata più robusta, si pensa che ciò sia dovuto
alla generale adozione di una dieta occidentale. In altri ter-
mini, le abitudini alimentari e la costituzione fisica dei giap-
ponesi sono cambiate in seguito all’importazione di una
cultura alimentare ricca di carne, latte, formaggi e burro.

167
Il Fattore Enzima

Nonostante questo, c’è una cosa che non può essere assolu-
tamente cambiata ed è il tipo di terreno che contraddistingue
il Giappone. La ricchezza del suolo statunitense non può es-
sere imitata, non è una dieta che si può importare. Qualcuno
potrebbe a ragione dire che la ricchezza di un suolo è deter-
minata dal numero di piccoli animali e microrganismi che vi-
vono sul e in quel suolo. Ma in Giappone tutti i terreni hanno
una costituzione prevalentemente vulcanica e non contengo-
no abbastanza nutrimento per i batteri del suolo.
Tanto per cominciare, dunque, in Giappone il suolo non è
abbastanza ricco di nutrienti. In passato i giapponesi sono
stati capaci di mantenere in equilibrio dieta e salute perché si
nutrivano di cereali e verdure coltivati su quel tipo di terreno,
nonché di pesce e alghe provenienti dall’oceano circostante.
Tutto questo era in perfetto equilibrio con le risorse naturali.

Gli alimenti coltivati con concimi chimici


non contengono energia vivente

Tutto nel mondo naturale è intimamente connesso. Un de-


licato equilibrio mantiene in relazione ogni creatura viven-
te e non. Anche le cose che noi riteniamo non necessarie
sono invece indispensabili per il mondo naturale.
Quando si coltivano piante destinate all’alimentazione, ven-
gono spesso utilizzate sostanze chimiche per prevenire i dan-
ni alle colture causati da insetti nocivi. Ovviamente il termine
insetto nocivo è stato coniato dagli umani. Nel mondo natu-
rale il concetto di organismo nocivo è inimmaginabile.
All’uomo non piace affatto che gli insetti abbiano a che fa-
re con le loro colture. La verità è che, siano essi dannosi o
meno, gli insetti quando si posano su una pianta aggiungo-

168
Capitolo 4 - è tutto scritto nel codice della vita

no ad essa una certa sostanza nutritiva. Questa sostanza si


chiama chitina-chitosano.
Questa sostanza si trova nella conchiglia di granchi e gam-
beri, ma anche il corpo esterno degli insetti è formato da
chitina-chitosano. Quando un insetto si posa sulle foglie di
una pianta, le foglie di quella pianta secernono enzimi co-
me la chitonasi e la chitinasi. Questi enzimi permettono alle
piante di assorbire piccole quantità di chitina, dell’ordine di
un nanogrammo circa, dal corpo dell’insetto e di utilizzare
questa sostanza come loro nutrimento. In tal modo, i nu-
trienti che le piante assorbono dagli insetti contribuiscono
alla vita di animali e uomini che si nutrono di quelle piante.
Questa catena alimentare viene gravemente intaccata quando
si utilizzano sostanze chimiche. Invece della chitina-chitosano
derivante dagli insetti, piante e vegetali assorbono le sostanze
chimiche utilizzate per respingere gli insetti, causando gravi
danni alle persone che si nutrono di queste piante.
Ma c’è di più: le sostanze chimiche utilizzate in agricoltura
uccidono gli organismi viventi del suolo. Questi organismi
viventi sono ciò che produce la vitalità energetica delle col-
ture agricole. I terreni agricoli spruzzati periodicamente con
sostanze chimiche non contengono più lombrichi e batteri.
Poiché le colture non possono vivere su terreni sterili privi
di energia vivente, devono essere usati dei fertilizzanti chi-
mici. Certamente le colture prosperano con l’utilizzo di tali
sostanze ma sono prive di aromi e di valore nutritivo. Ec-
co perché i principi nutritivi contenuti nelle colture agricole
convenzionali sono sempre di meno.
Un altro aspetto negativo è dato dall’irrigazione. L’acqua utiliz-
zata per irrigare le colture non viene sterilizzata col cloro come
l’acqua destinata al consumo familiare. Al contrario essa è in-
quinata dalle stesse sostanze chimiche utilizzate in agricoltura,

169
Il Fattore Enzima

nonché dagli scarichi fognari e dagli altri inquinanti che finisco-


no nei fiumi. Per l’irrigazione sono necessarie quantità di acqua
incredibili. Così come il corpo umano in una certa misura riesce
ad eliminare le tossine proprio bevendo acqua, anche le piante
dovrebbero poter fare la stessa cosa. Ma come può essere pos-
sibile ciò quando proprio l’acqua che dovrebbe aiutare la pianta
a disintossicarsi è piena di tossine? È evidente che le colture agri-
cole diventano vere e proprie accumulatrici di tossine.
Il terzo problema è la coltivazione in serra. Gli scopi della
coltivazione in serra sono evitare i danni degli insetti nocivi
e il controllo ottimale della temperatura. L’aspetto negativo
– poco evidenziato dai più – è invece che la luce solare viene
esclusa proprio dalla copertura di vinile tipica delle serre. Le
piante non possono muoversi come fanno gli animali. Pro-
prio per questo motivo esse sono esposte a grandi quantità
di raggi ultravioletti provenienti dal sole. I raggi ultravioletti
costringono animali e piante ad accumulare radicali liberi e
a ossidarsi. Per proteggersi da questo fenomeno, le piante
posseggono un meccanismo che le rende capaci di produrre
grandi quantità di sostanze antiossidanti.
Questi agenti antiossidanti sono vitamina A, C, E e polife-
noli come flavanoide, isoflavone e catechina. Tutte queste
sostanze vengono accumulate nelle piante quando esse
sono esposte ai raggi ultravioletti. Ma se schermiamo la
luce solare usando teli di plastica, l’intensità dei raggi ul-
travioletti si riduce notevolmente col risultato che le piante
riducono in maniera sostanziale la produzione di sostanze
antiossidanti come vitamine e polifenoli.
Nell’agricoltura industriale di oggi, la priorità è produrre ali-
menti che abbiano un bell’aspetto piuttosto che un alto valore
nutritivo. Le verdura che cresce in condizioni completamente
naturali ha le foglie bucate dagli insetti e spesso presenta forme

170
Capitolo 4 - è tutto scritto nel codice della vita

irregolari. L’aspetto di questi ortaggi può non essere invitante


ma essi possiedono un’energia vivente molto più alta.
Dato che la nostra energia proviene da ciò che mangiamo, se il
cibo non contiene energia vivente, non saremo mai sani, a pre-
scindere dalla quantità di cibo che ingurgitiamo. Una persona
che non mangia cibo cresciuto in condizioni naturali difficil-
mente può aspettarsi di godere – in modo naturale – di buone
condizioni di salute. Il cibo che mangiamo ogni giorno sostiene
il nostro corpo; i criteri usati per scegliere questo cibo determi-
nano le nostre condizioni di salute.
Ma c’è una buona notizia ed è che un numero sempre cre-
scente di agricoltori comincia a utilizzare fertilizzanti orga-
nici e metodi di coltura biologici. Il costo dei prodotti così
ottenuti è ovviamente più alto dei prodotti “normali”, ma
il mio parere è che – se questo è il prezzo di una vita sana
– è molto meno caro della malattia.
La vita è sostenuta solo da cibo che possiede energia vivente. Le
colture con energia vivente possono vivere solo su terreni che
possiedono energia vivente. Se i batteri del suolo sono sani,
allora ortaggi e frutti cresceranno anch’essi sani. I cibi ottenuti
in modo sano renderanno sani anche i batteri dell’intestino.

Tutto è scritto nel codice della vita

Tutti noi, periodicamente, sottovalutiamo importanti relazioni


concentrandoci su un qualche aspetto particolare. Ad esem-
pio, se consideriamo i vari organi del corpo presi uno per uno
individualmente, irrimediabilmente sottovalutiamo come que-
sti organi interagiscono e si influenzano reciprocamente. Se
invece consideriamo solo il corpo, trascuriamo la vitale insepa-
rabilità di corpo, mente e spirito.

171
Il Fattore Enzima

Quando si è mentalmente sotto pressione, il corpo viene veloce-


mente dominato dal sistema nervoso simpatico. Al contrario,
quando ci sentiamo davvero contenti, il corpo è dominato dai
nervi parasimpatici. Di notte, durante il sonno, il corpo recupe-
ra le sue energie perché prevalgono i nervi parasimpatici.
Una persona sottoposta quotidianamente a stress di tipo
mentale, troppo impegnata per prendersi il giusto tempo
per una alimentazione corretta, sperimenterà uno squili-
brio fisico. Sono sempre più fattori che portano alla ma-
lattia. Tutto è connesso, fattori mentali, fisici e ambien-
tali: la malattia fa la sua comparsa quando tutti questi
fattori congiuntamente formano un ciclo negativo.
Una dieta squilibrata produce grandi quantità di radicali
liberi ma la stessa cosa succede quando si sperimentano
sentimenti negativi quali odio, risentimento e gelosia. Que-
sti sentimenti hanno sulla salute lo stesso effetto distrut-
tivo di una dieta scorretta. Potete smettere di bere o di
fumare e adottare una dieta perfetta, ma se la vostra dieta
mentale è a base di rabbia, stress e paura, è facile ammalar-
si. Per vivere una vita sana è molto importante mantenere
una condizione mentalmente armoniosa e stabile.
Tra i malati di cancro, vi sono persone che si aggravano
e muoiono in brevissimo tempo e altre la cui malattia ha
un decorso abbastanza lento. La differenza, secondo me,
dipende dal paziente e, in particolare, dalla sua energia
fisica. Le metastasi e la recidività del cancro sono dovute al
progressivo indebolimento del sistema immunitario.
A mio parere, la capacità di combattere il cancro (e qual-
siasi altra malattia) dipende dalla quantità di enzimi sor-
gente a disposizione del malato. Se costui possiede una
buona scorta di enzimi sorgente, vi sono migliori possibili-
tà di riuscire a sconfiggere il cancro. Al contrario, se gli en-

172
Capitolo 4 - è tutto scritto nel codice della vita

zimi sorgente sono ridotti al minimo, la malattia diventerà


sempre più aggressiva diffondendosi facilmente in altre
parti del corpo indebolito.
La vita umana è davvero poca cosa confrontata all’uni-
verso; la nostra vita è ancora più breve di quella dei virus.
Un battere di ciglio e non ci siamo più. Anche se vivessi
120 anni, per me sarebbe sempre una vita troppo breve.
Ci sono tante cose che vorrei fare in questa vita e tutte
queste cose richiedono costante impegno, motivazione e
un alto livello di energia. Poiché le nostre vite sono co-
sì brevi, non sarebbe meglio viverle in salute, felicità ed
energia? Ai miei pazienti (e a chiunque abbia voglia di
ascoltarmi) dico: «Voi avete la possibilità di scegliere di
restare giovani, di restare sani, sviluppando interessi po-
sitivi per ciò che vi circonda».
Le nostre vite, compresa la mia, sono un microcosmo del
mondo più grande che è intorno a noi. Tutte le vite, nono-
stante la loro piccolezza, sono importanti e mi interessano.
Non è stupido sprecare la nostra breve e preziosa vita trasci-
nandoci giorno dopo giorno nel risentimento e nella paura,
mangiando schifezze e soffrendo per i più vari problemi di
salute e assenza di energia? A nessuno serve ammalarsi e
soffrire: tutti possiamo vivere bene e in salute seguendo il
codice della vita scritto per noi dalla natura. Per prima cosa
bisogna dare ascolto a ciò che l’organismo cerca di comu-
nicarci. Se non siamo in grado di sentire quella voce allora è
meglio imparare dalla natura. Se prestiamo attenzione alle
leggi della natura, capiremo che queste leggi sono esatta-
mente ciò di cui abbiamo bisogno. Se siamo abbastanza
umili da accettare queste leggi e affidarci al codice della vita,
gli enzimi sorgente faranno il miracolo e ci daranno la possi-
bilità di conquistarci una vita piena, lunga e felice.

173
Il Fattore Enzima

L’amore attiva l’enzima miracoloso

Un insegnamento biblico recita: «L’uomo non vive di solo


pane». Nella mia lunga carriera di medico ho imparato che
questo è ciò che insegna anche la natura.
Vi sono stati casi di persone gravemente malate guarite mi-
racolosamente dopo che mentalmente hanno ritrovato uno
scopo da perseguire. In tutto il mondo persone malate di
cancro sviluppano, per qualche caso fortunato, sentimenti di
gratitudine e, quando cominciano a nutrire questi sentimen-
ti, cominciano a guarire. Ogni uomo ha infinite potenziali-
tà, ma queste potenzialità sono spesso nascoste. Quando si
apre una possibilità di sviluppo per una qualsiasi potenzia-
lità, gli enzimi dell’organismo si attivano creando l’energia
necessaria per riportare alla vita perfino persone vicine alla
morte. Esiste anche il contrario: persone sane che vivono in
solitudine e che tendono sempre a coltivare un’immagine
negativa di se stesse. In questi casi gli enzimi dell’organismo
perdono progressivamente la loro forza.
Io non penso che guarire di cancro attraverso l’amore sia
impossibile. Se una persona davvero crede di poter guarire
attraverso l’amore e sperimenta del vero amore scaturire dal-
le profondità del proprio cuore, secondo me quella persona
riuscirà addirittura a sconfiggere la malattia. Se una persona
desidera con tutte le sue forze e dal profondo del cuore vuole
a ogni costo continuare a vivere, per veder crescere i propri
figli o nipoti, vi sono buone probabilità che questo desiderio
avrà il potere di far sopravvivere quella persona. Tutto dipen-
de dalla forza di volontà; se è abbastanza grande anche le
porte apparentemente sbarrate si apriranno.
Perché una malattia guarisca, non è sufficiente che il dot-
tore amputi le parti malate o che dia al paziente ogni sorta

174
Capitolo 4 - è tutto scritto nel codice della vita

di farmaco. Guarire significa motivare quella persona in


modo che possa sentire una genuina felicità. Un dottore
davvero capace dovrebbe essere in grado di trasmettere
al paziente questo tipo di motivazione. Il mio personale
obiettivo è diventare tale.
Ma cosa può costituire una motivazione così forte? Nessun
fattore di motivazione, secondo me, è più grande dell’amore.
Tutti sappiamo che esistono molti tipi diversi di amore:
l’amore che unisce un uomo e una donna, quello che unisce il
genitore e il figlio, quello tra compagni e amici e quello tra noi
e le persone che hanno bisogno di noi. Ma qualunque forma
prenda, dall’amore nascono motivazione, benessere e felici-
tà. Per stare bene in salute è assolutamente necessario senti-
re amore per qualcuno. Poche sono le persone che possono
essere felici stando da sole. Una vita felice è piena di amore
e le varie fasi dell’amore si sviluppano ricevendo amore, co-
struendo l’amore tra se stessi e gli altri e dando amore.
Quando una persona è davvero felice, gli esami del sangue
metteranno in rilievo un sistema immunitario molto attivo.
Poiché gli enzimi sorgente innalzano le difese immunitarie,
una persona che si sente felice avrà molto probabilmente
una grande riserva di enzimi sorgente.
Inoltre, quando ci sentiamo felici, i nervi parasimpatici del
sistema nervoso prendono il sopravvento riducendo il livello
dello stress. Quando il livello di stress si riduce, vengono
prodotti meno radicali liberi e l’equilibrio della flora bat-
terica intestinale comincia a propendere a favore dei bat-
teri buoni. Quando l’ambiente intestinale migliora, tale
condizione viene trasmessa attraverso i nervi parasimpa-
tici all’ipotalamo nel cervello, il quale, una volta ricevuta
tale informazione, trasmette una sensazione di piacere
ancora maggiore.

175
Il Fattore Enzima

Il processo si può schematizzare come segue:

senso di felicità Õ i nervi parasimpatici prendono il controllo Õ riduzione


dello stress Õ miglioramento dell’equilibrio intestinale Õ messaggio at-
traverso il sistema parasimpatico Õ trasmissione all’ipotalamo Õ mag-
gior senso di felicità

Le varie parti del corpo umano – siano esse il sistema im-


munitario, il sistema endocrino o il sistema nervoso – non
funzionano in modo indipendente, ma si influenzano reci-
procamente. Se si innesca un ciclo positivo, l’intero orga-
nismo prende subito una direzione positiva.
Quando ha inizio un ciclo di felicità, si innesca un processo
che porta a un’alta produzione di enzimi. Questi enzimi, a loro
volta, stimolano in senso positivo tutte le cellule del corpo. Gli
enzimi che vengono prodotti innescando il ciclo della felicità,
sono in effetti la forza misteriosa che attiva i poteri di auto-
guarigione della persona che sente felicità attraverso l’amore.
Sono sicuro che chi legge capirà quanto importante sia il
capitolo amore nel codice della vita.

176
Conclusione

Il fattore enzima: dall’entropia alla sintropia

Ho compiuto 72 anni nel marzo del 2007. Quando, di tan-


to in tanto, incontro dei compagni di scuola mi sforzo di
capire che tipo di vita hanno fatto dal tempo che ci siamo
conosciuti. Alcuni hanno l’aspetto tipico degli anziani, al-
tri sembrano molto giovani. La differenza dipende da vari
fattori, fra cui la loro storia alimentare, lo stile di vita, l’ac-
qua che bevono, il ritmo del sonno, l’ambiente di vita e la
motivazione. Il corpo di una persona anziana non mente
mai. Il corpo davvero riflette la vita vissuta.
Alcuni dicono che dal momento in cui nasce, ogni organi-
smo vivente tende alla morte. Questo è vero. Dopo tutto,
in coerenza con le leggi della natura, le nostre vite un gior-
no o l’altro finiranno.
Tuttavia, la velocità con cui percorriamo tutti quello stesso
sentiero può variare moltissimo. Le persone che sperimenta-
no alti livelli di stress fisico e mentale possono terminare il
viaggio già intorno ai 40 anni; altri proseguono lietamente
raggiungendo il traguardo dei 100 anni. Tale obiettivo si può
raggiungere: basta prestare le dovute cure al proprio corpo e
alla propria mente, godendosi il panorama ai lati del percorso
con compagni e amici. La strada che scegliamo è determinata
dal nostro libero arbitrio. Ma dato che il risultato è lo stesso,
non sarebbe meglio vivere una vita lunga e fruttuosa?
Prendiamo l’esempio di un chiodo. Il chiodo prima o poi ar-
rugginisce e alla fine si ridurrà in briciole disintegrandosi. In

177
Il Fattore Enzima

un luogo esposto alla salsedine il chiodo arrugginirà in fretta,


ma se di tanto in tanto applichiamo su quel chiodo un velo di
vernice o dell’olio, si può prolungarne la vita per un bel po’.
Il processo attraverso cui ogni persona o cosa volge alla di-
struzione o alla decadenza si chiama entropia. Ma la velocità
dell’entropia cambia moltissimo in funzione dell’ambiente.
Il processo mediante il quale si può invertire la progressione
dell’entropia in direzione del recupero e della rigenerazione
si chiama sintropia.
Dato che tutti siamo destinati a morire, possiamo dire che
la vita scorre lungo il fiume dell’entropia. Ma nello stesso
tempo la natura ci fornisce anche la possibilità della sin-
tropia. Un organismo vivente che crea nuova vita a partire
dal proprio corpo sperimenta la sintropia. Negli animali, ad
esempio, l’uovo della madre e lo sperma del padre si unisco-
no per creare una nuova vita. Negli alberi, anche se il tronco
marcisce, un nuovo germoglio nasce dal seme dell’albero
oppure dalla sommità delle radici. Alcuni pesci, il salmone
ad esempio, danno la propria vita per crearne una nuova,
nuotando controcorrente fino al luogo in cui deporranno le
uova e moriranno. Questi esempi rappresentano il momen-
to in cui l’entropia si trasforma in sintropia.
Nel disegno della natura, entropia e sintropia coesistono.
Il corpo umano si rigenera ogni giorno attraverso il meta-
bolismo. Anche se ci ammaliamo, i nostri naturali poteri di
auto-guarigione ci aiutano a recuperare le energie.
Tuttavia, perché la sintropia funzioni bene nel nostro organi-
smo, dobbiamo vivere secondo le leggi di natura. Questo vuol
dire prima di tutto seguire la dieta e lo stile di vita che ho cerca-
to di suggerire ai lettori in questo libro. Nell’uomo c’è un unico
fattore che riesce a trasformare l’entropia in sintropia e questo
è la nostra energia mentale. Ho già sottolineato l’importanza

178
Conclusione - Il fattore enzima: dall’entropia alla sintropia

della motivazione e della felicità e il loro ruolo nell’aiutarci a


vivere in modo sano. Ho voluto con questo evidenziare la forza
della mente e il suo potere di influenzare il corpo fisico.
Attualmente, la medicina specializzata non riconosce abba-
stanza il ruolo di fattori mentali come la motivazione, anche
se è evidente quanto essa influenzi l’organismo e quanto sia
indispensabile per vivere una vita ricca di energia e salute.
Le persone che vivono costantemente sotto i riflettori dell’opi-
nione pubblica, attori e attrici ma anche politici e uomini d’af-
fari, spesso brillano per la loro giovanile esuberanza. La con-
sapevolezza di essere al centro dell’attenzione stimola la loro
motivazione. Al contrario, spesso ci accade di sentire casi di
persone che fino a poco prima lavoravano con alacrità e che
all’improvviso invecchiano e si ammalano appena viene il mo-
mento della pensione. Senza dubbio ciò è dovuto a una man-
canza di motivazione. Uomini e donne che vivono solo per il
lavoro e che non nutrono interessi al di fuori del lavoro, non
sanno cosa fare della propria vita appena dopo essere andati
in pensione. Per una persona più equilibrata la transizione alla
vita di pensionato dovrebbe essere più facile.
Se, dopo aver letto questo libro, comincerete a seguire il mio con-
siglio evitando di mangiare cibi ossidati e latticini, bevendo buona
acqua, concentrandovi su sentimenti di gratitudine e felicità tutti i
giorni, il vostro corpo comincerà a passare da uno stato di entro-
pia a uno stato di sintropia.
La cosa importante è agire immediatamente per mantenere alto
il livello della motivazione. A prescindere da quanto seriamente
penserete di mangiare cibi migliori, bere buona acqua, smette-
re di bere e fumare, se tali pensieri non saranno accompagnati
dall’azione, finirete col nutrire sentimenti di colpa e di mancanza
di determinazione. Queste sono emozioni negative che certa-
mente non avranno un effetto positivo sulla vostra salute.

179
Il Fattore Enzima

Molte malattie che in passato venivano denominate malattie


della vecchiaia adesso vengono chiamate malattie connesse allo
stile di vita. Per quanto mi riguarda, non smetto di sottolinea-
re ogni volta che mi capita che queste malattie nascono solo
dall’ignoranza e dalla mancanza di auto-controllo. Sono co-
sciente che queste sono parole dure per chi è già ammalato.
Ma, poiché molte di queste persone si sono ammalate perché
non hanno acquisito le giuste conoscenze, la responsabilità
più grave non è loro ma dei medici che li hanno curati e dei
modelli di comportamento della nostra società.
Dico, inoltre, che queste malattie nascono dalla mancanza di
auto-controllo perché vorrei capiste chiaramente che se riusci-
te a controllarvi, molte malattie possono essere prevenute.
Medici e modelli sociali sono i responsabili di questa man-
canza di corrette informazioni; gli stessi medici sono spesso
le prime vittime di questi modelli ammalandosi. Molti dottori
che conosco soffrono di cancro e diabete. Qualche decennio
fa lessi addirittura che l’aspettativa di vita media per i dottori
americani era di 58 anni. In altri termini, perfino i dottori che
si ritengono specialisti nelle varie malattie, non hanno poi le
necessarie conoscenze riguardo a cibo e salute.
Ho scritto questo libro basandomi sui tanti casi clinici che ho
studiato, ma non dovete pensare che si possa recuperare la salu-
te semplicemente leggendolo. Ciò che rende sani è invece la co-
erenza quotidiana nello svolgere il giusto tipo di attività. L’adot-
tare delle buone abitudini, per quanto limitate possano essere
all’inizio, finirà comunque con l’avere un significativo impatto
sulla salute. Non è mai troppo tardi per cominciare qualcosa di buono.
La maggior parte delle cellule del nostro corpo di solito viene
sostituita ogni 120 giorni, anche se esistono differenze tra le va-
rie parti dell’organismo. È importante sapere questo se volete
adottare l’Enzyme Factor Diet and Lifestyle. Se si vogliono ve-

180
Conclusione - Il fattore enzima: dall’entropia alla sintropia

dere dei risultati è importante seguire dieta e stile di vita per al-
meno quattro mesi. Se si riesce a trasformare il flusso energetico
dall’entropia alla sintropia mantenendolo in regime di sintropia,
l’organismo cambierà radicalmente anche in solo quattro mesi.
Le fasi principali di questo radicale cambiamento sono: se-
guire una buona dieta, adottare uno stile di vita appropriato,
abbondante riposo, moderato esercizio fisico, seguire interes-
si profondamente motivati. A queste condizioni l’organismo
risponderà in modo chiaramente positivo. A prescindere da
tutti i problemi di varia natura che l’organismo può avere,
esso è sempre attivo nello sforzo di mantenersi in salute.
Rivolgendomi direttamente a te lettore e parlando in qua-
lità di medico, niente potrebbe rendermi più contento del
tuo mettere in pratica i miei suggerimenti in seguito alla
lettura di questo libro e del tuo sperimentare un radicale
cambiamento in positivo del tuo stato di salute.

Le sette regole d’oro per la buona salute

Seguite queste sette regole per conservare la scorta di enzimi sor-


gente e vivere una lunga vita sana:

A. Una buona dieta


1. 85-90% di alimenti derivati da vegetali.
a. 50% di cereali integrali, riso integrale, pasta di grano in-
tegrale, orzo, altri cereali, pane fatto con farina integrale,
legumi vari fra cui soia, fagioli di ogni tipo, ceci, lentic-
chie, piselli;
b. 30% di vegetali verdi e gialli e ortaggi da radice come
patate, carote, yam, barbabietole. In più alghe;
c. 5-10% di frutta fresca, semi, frutta in guscio e secca.

181
Il Fattore Enzima

2. 10-15% di proteine animali o assimilabili (da 80 a 140 gram-


mi al giorno).
a. Qualsiasi tipo di pesce: preferibilmente pesce di taglia
piccola (i pesci di taglia grossa contengono mercurio);
b. pollame: pollo, tacchino, anatra (solo piccole quantità);
c. uova;
d. latte di soia, formaggio di soia, latte di riso, latte di
mandorla;
e. da limitare o evitare: carne di manzo, agnello, maiale.

Altri elementi da aggiungere alla dieta:


a) tisane;
b) alghe (kelp);
c) lievito di birra (una buona fonte di vitamine del gruppo
B e di minerali);
d) polline e propoli;
e) supplementi di enzimi;
f) supplemento multivitaminico e minerali.

Sostanze e alimenti da evitare o limitare.


a) Prodotti a base di latte: latte di mucca, formaggio, yo-
gurt e altri derivati del latte;
b) tè verde o comune (massimo una o due tazze al gior-
no);
c) caffè;
d) dolci e zucchero;
e) nicotina;
f) alcol;
g) cioccolato;
h) grassi e oli;
i) sale comune da tavola (usare sale marino con minerali
in traccia).

182
Conclusione - Il fattore enzima: dall’entropia alla sintropia

Altri suggerimenti relativi alla dieta.


a) Smettere di mangiare e bere 4-5 ore prima di andare a letto;
b) masticare ogni boccone 30-50 volte;
c) non mangiare tra un pasto e l’altro, fatta eccezione per
la frutta fresca (se si ha ancora fame si può mangiare
frutta fresca anche un’ora prima di andare a letto, per-
ché si digerisce velocemente);
d) mangiare frutta e bere succhi 30-60 minuti prima dei pasti;
e) mangiare cereali integrali, in ogni caso non raffinati;
f) aumentare il consumo di alimenti crudi o appena cotti
a vapore. Scaldare il cibo oltre i 48 gradi centigradi uc-
cide gli enzimi;
g) non mangiare cibi ossidati (quando la frutta comincia a
diventare scura ha cominciato a ossidarsi);
h) mangiare cibi fermentati;
i) controllarsi per quanto concerne cibo e pasti: siamo ciò
che mangiamo.

B. Una buona acqua


L’acqua è essenziale per la salute. Bevete acqua con forte po-
tere riduttivo, non inquinata da sostanze chimiche. Bere buo-
na acqua (acqua minerale o acqua dura con molto calcio e
magnesio) mantiene l’organismo a un pH alcalino ottimale.
a) Gli adulti dovrebbero bere almeno 6-10 tazze di acqua
al giorno;
b) bere 1-3 tazze di acqua quando ci si sveglia al mattino;
c) bere 2-3 tazze di acqua circa un’ora prima di ogni pasto.

C. Una regolare escrezione


a) Seguire un programma quotidiano che consenta di elimina-
re le scorie intestinali e ripulire regolarmente gli intestini;
b) non prendere lassativi;

183
Il Fattore Enzima

c) se avete l’intestino pigro o se volete disintossicare il fe-


gato è meglio usare un clistere di caffè. Questo tipo di
clistere è particolarmente indicato per disintossicare il
colon e il resto dell’organismo perché non rilascia ra-
dicali liberi nella corrente sanguigna, cosa che invece
avviene con altri analoghi metodi di detossificazione.

D. Un esercizio moderato
a) Degli esercizi appropriati all’età e alle condizioni fisiche
sono indispensabili per mantenersi in buona salute, ma
un esercizio fisico eccessivo rischia di rilasciare radicali
liberi danneggiando così l’organismo;
b) buone forme di esercizio fisico sono camminare (circa 4
chilometri al giorno), nuoto, tennis, andare in bicicletta,
golf, ginnastica muscolare, yoga, arti marziali e aerobica.

E. Un riposo adeguato
a) La regola è andare a letto sempre alla stessa ora e fare
da 6 a 8 ore di sonno ininterrotto;
b) non mangiare o bere nelle 4-5 ore prima di andare a
letto. Se si ha fame o sete mangiare un po’ di frutta
un’ora prima di ritirarsi. La frutta viene digerita velo-
cemente;
c) fate un breve pisolino di mezz’ora dopo pranzo.

F. Respirazione e meditazione
a) Praticare la meditazione;
b) praticare il pensiero positivo;
c) respirare profondamente 4 o 5 volte ogni ora. L’espirazione
dovrebbe essere due volte più lunga dell’inspirazione. Que-
sto è molto importante perché respirare profondamente
aiuta a eliminare le tossine e i radicali liberi dall’organismo;

184
Conclusione - Il fattore enzima: dall’entropia alla sintropia

d) indossare vestiti larghi che non esercitino alcuna costri-


zione sulla respirazione;
e) ascoltare il proprio corpo e volersi bene.

G. Gioia e amore
a) Gioia e amore potenzieranno gli enzimi in modo a volte
miracoloso;
b) ogni giorno bisogna trovare un po’ di tempo per nutrire
un sentimento di gratitudine e apprezzamento;
c) ridere;
d) cantare;
e) ballare;
f) vivere con passione e impegnarsi nella vita, nel lavoro,
per i nostri cari con genuino amore.

Raccomandazioni relative all’alimentazione

Masticare bene
Masticare ogni boccone da 30 a 70 volte. Ciò porta a se-
cernere una maggiore quantità di saliva attiva, un enzima
che si lega bene ai succhi gastrici e alla bile contribuendo
a facilitare il processo della digestione. Una masticazione
meticolosa aumenta i livelli di glucosio nel sangue, il che
sopprime l’appetito e costringe a mangiare meno. Masti-
care a lungo rende più efficiente l’assimilazione di ogni mi-
nuscola porzione di cibo.

Mangiare cereali integrali,


se possibile prodotti biologicamente
Il riso integrale, i cereali integrali e i legumi sono alimenti di gran-
de valore; anche i cibi fermentati lo sono. Mangiate un po’ di le-

185
Il Fattore Enzima

gumi tutti i giorni. I legumi contengono più proteine della carne e


tanti altri elementi essenziali, fra cui vitamine, minerali e selenio.

Mangiare solo la carne di animali che hanno temperatura


corporea più bassa di quella dell’uomo
Non fa bene mangiare la carne di animali con un’alta tem-
peratura interna (manzo, pollo) perché il grasso animale si
solidifica nella corrente sanguigna dell’uomo. È molto meglio
mangiare pesce perché l’olio contenuto nel pesce diventa li-
quido all’interno del corpo umano; invece di ostruire le arte-
rie le rende più fluide contribuendo anche a disintasarle.

Evitare di mangiare o bere prima di andare a dormire


È importante finire di mangiare e bere 4-5 ore prima di anda-
re a dormire. Quando lo stomaco è vuoto, si crea un alto livel-
lo di un forte acido che uccide l’Helicobacter pylori e altri bat-
teri negativi, creando un ambiente intestinale equilibrato. Ciò
stimola i processi di auto-guarigione, resistenza e immunità.
Limitare liquidi e solidi prima di andare a letto previene anche
i problemi legati al riflusso acido e all’apnea nel sonno.

Bere 8-10 bicchieri di buona acqua ogni giorno


È importante sviluppare e mantenere un buon ritmo e
una buona tempistica nel bere. Bisogna bere due-tre tazze
d’acqua appena alzati e due-tre tazze d’acqua da trenta
minuti a un’ora prima di ogni pasto. È importante bere
prima di ogni pasto – piuttosto che durante o dopo il pa-
sto – per non diluire gli enzimi digestivi. Se dovete bere
qualcosa durante i pasti, bevete a piccoli sorsi mezza tazza
d’acqua. Per buona acqua bisogna intendere acqua priva
di sostanze dannose per l’organismo, il che include il clo-
ro. La buona acqua contiene un complesso equilibrato di

186
Conclusione - Il fattore enzima: dall’entropia alla sintropia

minerali, fra cui calcio, magnesio, sodio, potassio e ferro.


Il pH dovrebbe essere superiore a 7,5 o leggermente al-
calino. L’acqua non dovrebbe contenere alte quantità di
calcio ossidato. In breve, la buona acqua dovrebbe essere
in grado di eliminare i radicali liberi attraverso un processo
di anti-ossidazione.

Mangiare carboidrati di qualità


I carboidrati sono facili da digerire e assimilare e costitui-
scono una fonte di energia immediata. I carboidrati di qua-
lità contengono fibre alimentari, vitamine e minerali, tutti
elementi che contribuiscono a un efficiente metabolismo
cellulare, un flusso sanguigno ottimale e a una adeguata
eliminazione delle scorie. I carboidrati di ottima qualità,
una volta digeriti e assimilati per la produzione di energia,
producono acqua e biossido di carbonio. Non producono
tossine o scorie come avviene per proteine e grassi quan-
do vengono metabolizzati. Dato che il metabolismo dei
carboidrati non sporca il sangue con scorie e non richiede
molta energia per digestione e assimilazione, essi rappre-
sentano una fonte ideale di energia per supportare ogni
tipo di attività, anche quelle piuttosto esigenti.

Fonti di carboidrati di alta qualità:


• Riso integrale o non raffinato
• Orzo non raffinato
• Grano saraceno
• Miglio
• Mais
• Amaranto
• Quinoa
• Pane di cereali integrali

187
Il Fattore Enzima

Scegliere attentamente la fonte di grassi


I grassi si dividono in grassi di origine vegetale e grassi di
origine animale

Grassi di origine vegetale:


• olio di oliva
• olio di soia
• olio di mais
• olio di sesamo
• olio di colza
• olio di cartamo
• olio di riso integrale

Grassi di origine animale:


• burro
• strutto
• grasso della carne
• olio di pesce

I grassi si possono ulteriormente dividere in acidi grassi sa-


turi e acidi grassi insaturi. Gli acidi grassi saturi, ad esem-
pio l’acido stearico e l’acido palmitico, sono abbondanti
nei grassi animali. Gli acidi grassi insaturi si trovano nei
grassi vegetali sotto forma di acido linoleico, linolenico,
oleico e arachidonico. Gli acidi linoleico e arachidonico
sono chiamati acidi grassi essenziali o vitamina F; essi non
possono essere prodotti dall’organismo e pertanto devo-
no essere introdotti tramite gli alimenti.
I grassi animali promuovono l’accumulo di scorie nell’or-
ganismo causando arteriosclerosi, ipertensione e obesità.
Alimenti naturali come riso integrale, semi di sesamo, di
mais e di soia contengono circa il 30% di grassi e ne sono

188
Conclusione - Il fattore enzima: dall’entropia alla sintropia

una fonte migliore rispetto agli oli raffinati perché il loro


metabolismo non appesantisce pancreas e fegato. Un al-
tro vantaggio degli oli di origine vegetale è che, mantenen-
do elastici cellule e vasi sanguigni, agevolano l’espulsione
delle scorie e del colesterolo cattivo e prevengono l’arte-
riosclerosi. Molti oli vegetali in commercio, però, sono chi-
micamente trattati e sono pertanto da sconsigliare.

L’olio di pesce
L’olio di pesce fa bene al cervello. Gli alti livelli di DHA conte-
nuti nell’olio di pesce sono stati collegati alle abilità matema-
tiche e ad altre abilità mentali. Anche se gli effetti del DHA sul
sistema nervoso non sono ancora stati ben indagati, si presu-
me che il DHA riduca il rischio di sviluppare demenza senile e
Alzheimer. Alcuni studi dimostrano che l’omega 3 abbassa i
trigliceridi del sangue e riduce il rischio di coaguli nel sangue.

Se possibile, ridurre la dipendenza da farmaci modificando


la dieta e aumentando l’esercizio fisico
La dipendenza dai farmaci, anche dai farmaci prescritti dal
medico, può essere nociva alla salute perché essi diminu-
iscono l’efficienza di fegato e reni. Molte patologie croni-
che – fra cui artrite, gotta, diabete e osteoporosi – posso-
no essere risolte con la dieta e l’esercizio fisico.

L’importanza della fibra per un’adeguata escrezione


e per prevenire le malattie della vecchiaia
Molti cibi sono ricchi di fibra alimentare. La fibra abbonda
in ortaggi, alghe, frutta, legumi, cereali non raffinati e fun-
ghi. Le alghe disidratate contengono dal 50 al 60% di fibra
alimentare rispetto al loro peso. Non è invece consigliabile
assumere fibra alimentare sotto forma di granuli, capsule

189
Il Fattore Enzima

o liquidi. Tali supplementi possono interferire con l’assi-


milazione di altri nutrienti causando anche disturbi.

I micronutrienti hanno un potere miracoloso


I micronutrienti includono vitamine, minerali e amminoacidi. Il
termine micro indica le piccole quantità richieste rispetto a macro
nutrienti come carboidrati, proteine, grassi e fibra. I micronutrien-
ti sono sostanze cruciali per mantenere salute, equilibrio mentale
ed emotivo e prevenire l’insorgere di malattie. Le quantità di mi-
cronutrienti indispensabili per l’organismo vengono indicate con
la dicitura dose raccomandata giornaliera (Recommended Daily Allo-
wance o RDA). La RDA rappresenta la quantità minima richiesta
per prevenire malattie. Questa quantità, però, è una variabile
individuale e dipende dalla dieta e dallo stile di vita del singolo
individuo. Anche se una persona mangia lo stesso tipo e la stessa
quantità di cibo con lo stesso numero di calorie tutti i giorni, la
quantità di nutrienti assimilati ed escreti varia a seconda dello
stato fisico, mentale o emotivo dell’individuo in quel dato gior-
no. Una dieta a base di cibi sani e naturali nelle proporzioni ade-
guate, non necessariamente garantisce un’adeguata assunzione
di vitamine, minerali e amminoacidi.

Prendere supplementi con moderazione


È importante mangiare cibi naturali perché essi sono ben
equilibrati e in sincronia con i bioritmi dell’individuo. Pa-
recchi studi hanno dimostrato che prendere supplementi a
base di micronutrienti riduce il rischio di malattie connesse
all’età e migliora l’esito dei trattamenti di cancro, malattie
cardiovascolari e malattie croniche. L’azione complessiva
di tutti i nutrienti è ciò che mantiene in salute l’organismo.
Assumere due o tre nutrienti con qualche vitamina e qual-
che minerale escludendone altri rende impossibile man-

190
Conclusione - Il fattore enzima: dall’entropia alla sintropia

tenere il giusto equilibrio di salute o prevenire malattie e


processo di invecchiamento. Il consumo di una particolare
vitamina o di un solo minerale scelti tra i nutrienti essen-
ziali può risultare efficace per alcuni e dannoso per altri.
Le vitamine solubili in grassi come la A, la D, la E e la K vengono
immagazzinate nel fegato e nel grasso; ciò rende inutile pren-
dere ogni giorno supplementi di queste sostanze. Le vitamine
solubili in acqua, come il complesso B e la vitamina C, sono
solubili nei liquidi organici e vengono escreti con l’urina. È utile
quindi assumerle tutti i giorni ma in quantità ridotte. (Alcune
ricerche indicano che prendere troppi supplementi può avere un effetto
negativo sul sistema immunitario, può far aumentare i radicali liberi e
stimolare cambiamenti nel grasso contenuto nel fegato, nel cuore e nei
reni. Personalmente penso che è importante prendere supplementi di
micronutrienti ma consiglio anche moderazione e cautela).

Vitamine e minerali lavorano congiuntamente


Le vitamine sono organiche, i minerali inorganici. Le due fami-
glie svolgono ruoli che si completano a vicenda. Ad esempio,
la vitamina C facilita l’assorbimento di calcio e ferro; il ferro
rende più rapido il metabolismo delle vitamine del gruppo B.
Il rame stimola l’attivazione della vitamina C e il magnesio è
necessario per metabolizzare la vitamina C. Il funzionamento
integrato dei micronutrienti è molto esteso ed è lungi dall’es-
sere stato compreso in tutta la sua complessità.

I minerali potenziano l’azione degli enzimi


I minerali sono indispensabili per mantenere la salute. Essi in-
cludono: calcio, magnesio, fosforo, potassio, zolfo, rame, zinco,
ferro, bromo, selenio, iodio e molibdeno. Il loro ruolo è impor-
tante quanto quello delle vitamine nel prevenire malattie, iper-
tensione, osteoporosi e cancro. Essi lavorano in sinergia con le

191
Il Fattore Enzima

vitamine e gli enzimi in qualità di antiossidanti per eliminare i


radicali liberi. Non sono necessarie grandi quantità di minerali
ma i deficit possono causare seri problemi di salute. I minera-
li rafforzano l’immunità e la capacità di guarire e supportano
l’azione degli enzimi.
Se le vitamine si trovano in cibi vivi come piante e animali, i mi-
nerali invece si trovano nel terreno, nell’acqua e nel mare (come
sali organici o inorganici). Il contenuto minerale degli alimen-
ti dipende da dove essi sono stati prodotti e dalla qualità del
suolo. I minerali del suolo possono essere distrutti o alterati
dalle piogge acide o dai concimi chimici. I minerali contenuti in
ortaggi e cereali vanno facilmente persi; ad esempio i processi
di raffinazione dei cereali distruggono gran parte dei minerali.
Ciò rende difficile ottenere un livello equilibrato dei minerali
richiesti attraverso il cibo che mangiamo tutti i giorni. Il deficit
di minerali si manifesta come perdita di vitalità, deficit di atten-
zione, irritabilità, peso eccessivo e altri squilibri e disturbi.
I minerali sono solubili in acqua e vengono eliminati attra-
verso l’urina e il sudore. Il consumo di minerali può variare
di giorno in giorno a seconda delle attività mentali e fisiche,
dello stress, dell’esercizio fisico, delle mestruazioni, della gra-
vidanza o dell’età cronologica. Anche l’assunzione di partico-
lari farmaci può portare al deficit di minerali. Diuretici, con-
traccettivi orali, lassativi, alcol e fumo accelerano l’escrezione
o la distruzione di calcio, ferro, magnesio, zinco e potassio.

L’iperattività tra bambini e adolescenti potrebbe essere


causata da un deficit di calcio

Recenti studi dimostrano che tra bambini e adolescenti dimi-


nuiscono i tempi di attenzione e aumentano l’irritabilità e gli

192
Conclusione - Il fattore enzima: dall’entropia alla sintropia

scatti d’ira. L’alimentazione può avere un significativo impatto


sui comportamenti e la socializzazione delle giovani generazio-
ni. Nel contempo aumenta tra essi la tendenza, a scuola e in
famiglia, a far largo ricorso a cibi preconfezionati. Questi ali-
menti non solo contengono additivi chimici ma tendono ad
aumentare le condizioni di acidità all’interno dell’organismo.
Si tende a consumare sempre più proteine animali e zuccheri
raffinati mentre si evitano verdure e altri cibi di origine vegeta-
le. Le proteine animali e lo zucchero richiedono una presenza
maggiore di calcio e magnesio, il che causa un deficit di calcio.
La carenza di calcio irrita il sistema nervoso e contribuisce allo
sviluppo di stati di nervosismo e irritabilità.

L’eccessiva assunzione di calcio


dopo la mezza età è dannosa
Il calcio previene il cancro, riduce lo stress, abbassa il cole-
sterolo e previene l’osteoporosi, ma l’eccessiva assunzione
di calcio rispetto alla dose raccomandata giornaliera è dan-
nosa. Ho già spiegato perché i latticini sono un modo inac-
cettabile per aumentare l’assunzione di calcio. Un’alternati-
va è prendere un supplemento a base di vitamina D e calcio.
La vitamina D facilita l’assimilazione del calcio dall’intestino
tenue e stimola la formazione di tessuto osseo. L’eccesso di
calcio può causare costipazione, nausea, perdita di appeti-
to e dilatazione dell’addome. Se preso senza cibo, il calcio
riduce la quantità di acidi gastrici causando lo squilibrio dei
batteri intestinali e un inadeguato assorbimento di ferro,
zinco e magnesio. Se c’è bisogno di supplementi di calcio,
la dose raccomandata giornaliera va da 800 a 1550 mil-
ligrammi, preso in tre dosi da 250 a 500 mg con i pasti.
L’equilibrio tra calcio, altri minerali e vitamine è cruciale per
la salute.

193
Il Fattore Enzima

Il magnesio attiva centinaia di enzimi diversi


e cura l’emicrania e il diabete
Il magnesio è un minerale importante e sono necessari note-
voli quantitativi. Il suo deficit si manifesta quando compaio-
no irritabilità, ansia, depressione, capogiri, muscoli indeboliti,
spasmi muscolari, malattie cardiovascolari e ipertensione. Un
recente studio svolto in Germania indica che pazienti colpiti da
ictus presentavano un basso livello di magnesio. Alcune ricer-
che svolte negli USA hanno riportato che il 65% dei malati di
emicrania testati ne sperimentavano la scomparsa dopo aver
assunto 100-200 mg di magnesio. Bassi livelli di magnesio ri-
ducono la tolleranza al glucosio. Il trattamento del diabete mi-
gliora quando si mantengono appropriati livelli di magnesio.

L’equilibrio tra sodio e potassio è indispensabile alla vita


Il sodio è contenuto nel sale. Questo minerale è responsabile
del mantenimento dell’equilibrio tra i liquidi sia all’interno che
all’esterno delle cellule dell’organismo. Il sodio mantiene il cor-
retto pH (il livello acido/alcalino) nel sangue ed è un elemen-
to indispensabile per il corretto funzionamento di acidi gastrici,
muscoli e nervi. Il sodio di solito abbonda ma alcune condizioni
possono provocarne il deficit. L’intenso utilizzo di lassativi, lunghi
periodi di diarrea o il praticare sport o attività pesanti in partico-
lare in climi caldi sono alcune di queste condizioni. L’equilibrio
tra sodio e potassio determina il passaggio di liquidi tra l’interno
e l’esterno della cellula. Il sodio si trova normalmente all’esterno
della cellula. Quando il potassio contenuto nel liquido interno
alla cellula è basso, il sodio, attraverso i liquidi, passa all’interno
della cellula causandone il rigonfiamento. L’aumento di dimen-
sioni della cellula esercita una pressione sulle vene, restringendo
il diametro dei vasi e provocando ipertensione. Il rapporto ideale
tra sodio e potassio è di uno a uno. Il problema è che molti cibi

194
Conclusione - Il fattore enzima: dall’entropia alla sintropia

industriali contengono sale; in tal modo si può arrivare a un ec-


cesso di sodio senza neppure accorgersene.
Il modo più corretto per riequilibrare l’apporto di potassio
è consumare vegetali e succo di vegetali.

Piccole quantità di minerali traccia lavorano in sinergia


con vitamine, minerali ed enzimi
I minerali in traccia sono indispensabili per la vita. Per quan-
to piccole siano le quantità richieste, essi non possono as-
solutamente essere ignorati. Essi supportano l’equilibrio e
l’armonia delle nostre funzioni organiche. Dopo essere stati
assimilati nell’intestino, questi minerali vengono trasferiti
alle cellule tramite la circolazione sanguigna penetrando in
esse attraverso la membrana cellulare. Il fatto più importan-
te da ricordare è che l’apporto di questi minerali dev’essere
adeguatamente bilanciato. Una presenza eccessiva di uno
o due di questi minerali in traccia causa la perdita di altri
minerali o un loro cattivo assorbimento. È meglio, quindi,
che i minerali in traccia arrivino nell’organismo attraverso
il cibo che mangiamo piuttosto che mediante supplementi.
Sale marino e alghe sono buone fonti di questi minerali.
• Boro: è importante per l’assorbimento del calcio e per il
mantenimento della salute di denti e ossa.
• Cromo: facilita il metabolismo dei carboidrati e delle proteine.
Facilita il metabolismo del glucosio, mantenendo un livello di
glucosio nel sangue che non richiede un eccessivo utilizzo di
insulina, prevenendo così l’ipoglicemia e il diabete.
• Ferro: è il componente principale dell’emoglobina ed è
importante anche nella funzionalità degli enzimi, delle
vitamine del gruppo B e della resistenza alle malattie.
• Iodio: è cruciale per il normale funzionamento della ti-
roide e per la prevenzione dello sviluppo del gozzo.

195
Il Fattore Enzima

• Manganese: metabolizza proteine e grassi e contribuisce


alla produzione di ormoni.
• Molibdeno: promuove la salute dei denti e della bocca.
• Rame: è indispensabile per la produzione di tessuto osseo,
emoglobina e globuli rossi; genera elastina e collagene,
abbassa i livelli di colesterolo e innalza i livelli di coleste-
rolo HDL. (Un eccesso di rame è stato rinvenuto in malati
con tumori maligni soprattutto del tratto digerente, dei
polmoni e del seno. Il rame pertanto potrebbe essere coin-
volto nello sviluppo di forme particolari di cancro).
• Selenio: in combinazione con la vitamina E, previene la
produzione di radicali liberi. È un minerale meraviglioso
che si trova solo in alcuni tipi di terreno. Ad esempio, nel-
la zona di Cheyenne (nel Wyoming) i terreni contengono
alte quantità di selenio, al contrario di quanto riscontra-
to nel territorio di Muncee, nell’Indiana. Ebbene, il tasso
di mortalità per cancro a Cheyenne è del 25% più basso
di quello di Muncee. Alcuni studi indicano che il deficit
di selenio è collegato a una maggior incidenza di cancro
a prostata, pancreas, seno, ovaie, pelle, polmoni, colon-
retto e vescica, nonché di leucemia.
• Zinco: è coinvolto nella produzione dell’insulina; metabolizza
i carboidrati, partecipa alla produzione di proteine e all’as-
sorbimento di vitamine dall’apparato digerente (in parti-
colare quelle del gruppo B); mantiene la funzionalità della
prostata e sostiene la vitalità riproduttiva del maschio.

Alghe e funghi

Le alghe sono una grande fonte di fibra alimentare. Que-


ste fibre, proprio perché poco digeribili, assorbono acqua

196
Conclusione - Il fattore enzima: dall’entropia alla sintropia

dall’intestino e aggiungono così massa alle pareti intesti-


nali, favorendo di conseguenza la peristalsi intestinale. In
tal modo si previene l’accumulo di tossine nel colon.
Nori: è il nome giapponese di varie specie di alghe rosse com-
mestibili denominate Porphyra. Le più utilizzate sono la P.
yezoensis e la P. tenera. Il termine nori viene spesso utilizzato
per indicare vari prodotti derivati da alghe.
Kanten: è un’alga ricca di vitamine, minerali e minerali in
traccia, fra cui iodio, calcio e ferro.
Hijiki (Hizikia fusiformes): è un’alga che cresce alla stato na-
turale sulle coste del Giappone. È ricca di fibra e mine-
rali essenziali. Le donne giapponesi la usano per rende-
re i capelli più folti e sani.
Aonori: è ricca di ferro, potassio e vitamina C. Stimola la
produzione di collagene ed elastina nella pelle ed è nota
per le sue proprietà anti-invecchiamento.
Wakame: è un’alga che cresce sulle coste del Giappone. Una
sostanza contenuta nella wakame aiuta a bruciare i grassi.
Kima: è un fungo commestibile proveniente dalla Siria,
prezioso perché rinforza le difese immunitarie.
Maitake: è il nome giapponese di un fungo commestibile
tradizionalmente usato come cibo e per scopi medici-
nali. Estratti di questo fungo rinforzano il sistema im-
munitario e sembra svolgano un’azione anti-tumorale.
Kikurage: è un fungo che, affettato e cotto, si sposa bene con
qualsiasi cibo, soprattutto per fritture veloci ad alta tempe-
ratura (stir fry) e minestre. Il cibo cucinato insieme al kiku-
rage assume un aspetto croccante e un lieve aroma che va
bene con tutto. Il kikurage ha anche proprietà salutari.
Chaga: è un fungo medicinale che è un antiossidante naturale,
una dei più antichi rimedi popolari. Secondo molti il chaga
contribuisce a combattere i virus, a stimolare il sistema ner-

197
Il Fattore Enzima

voso centrale, a sopprimere la crescita tumorale e le cellule


cancerose, ad abbassare la conta dei globuli bianchi, ad ab-
bassare pressione arteriosa e venosa, a diminuire i livelli di
zucchero, a migliorare il colore e l’elasticità della pelle, a ridare
un aspetto giovanile e a disintossicare fegato, reni e milza.
Shitake: è un fungo che contiene uno speciale amminoacido
che contribuisce a velocizzare l’elaborazione del coleste-
rolo da parte del fegato. È fortemente attivo anche nella
lotta contro il cancro. Un composto polisaccaride dello
shitake sembra stimolare le cellule del sistema nervoso
nella eliminazione delle cellule tumorali dall’organismo.
Può essere efficace anche nella lotta contro l’HIV e l’epa-
tite B. È stato dimostrato che lo shitake blocca il danno
cellulare causato da Herpes simplex I e II.

198
Note sull'autore

Hiromi Shinya è un medico giapponese che


vive e pratica negli USA e in Giappone, famoso
per aver sviluppato la tecnica di chirurgia
colonscopica.

Shinya, medico di riferimento di personalità del


mondo dello spettacolo e della politica, è
attualmente Clinical Professor of Surgery
all'Albert Einstein College of Medicine di New
York e direttore della Surgical Endoscopy Unit
al Beth Israel Medical Center della stessa città.
"Il Fattore Enzima" contiene la chiave che
rivoluzionerà il modo di considerare l’organismo
umano, l’alimentazione e la medicina. Il Dr. Hiromi
Shinya – prestigioso medico giapponese che da anni
opera negli Stati Uniti – rivela le sorprendenti capacità
di auto-guarigione dell’organismo umano.

La base di questo processo risiede negli enzimi: quando


la loro carica energetica si indebolisce, ci ammaliamo;
quando la loro carica energetica è ottimale, stiamo di
nuovo bene. Uno stile di vita inappropriato,
l’assunzione di farmaci, l’inquinamento ambientale e lo
stress contribuiscono all’esaurimento della nostra
riserva di enzimi.

Il Dr. Shinya fornisce semplici linee-guida per


potenziare in modo olistico la forza dei nostri enzimi,
un processo grazie al quale ci ammaleremo di meno,
guariremo più in fretta e invecchieremo meglio.

In questo testo troverete preziose risposte a molte delle


vostre domande, tra cui:
- come potenziare le difese immunitarie
- come godere di buona salute fino a tarda età
- quali sono i punti deboli di molte diete
- quale ruolo hanno gli enzimi nella prevenzione e cura
del cancro
- quali sono gli effetti nocivi dell’agricoltura su larga
scala
- in che modo la felicità ci rende sani.