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Corso di “Didattica della musica”

A.A.: 2016/2017
Docente: Prof.ssa Marina Callegari
Studente: Giulio Tullio

Esercitazione I, Parte 1

La prima lezione, dalla durata di cinquantacinque minuti, è stata


suddivisa in tre attività. Esse condividono lo stesso target sociale,
il contesto in cui hanno luogo, il periodo dell’anno in cui si
svolgono e le loro finalità.
Inoltre si premette che il docente sia un insegnante curricolare, il
quale tiene lezione di educazione musicale una volta alla
settimana, da giugno a settembre. Questi, infine, non avrà
conoscenza alcuna dei suoi studenti, pertanto dovrà tenere conto
di ciò nel momento in cui vengono stilate le modalità e le
caratteristiche delle diverse attività.

 Chi? Venti alunni di una classe di seconda elementare.

 Dove? Scuola primaria di primo grado. Insegnante


curricolare di educazione musicale. Lezioni da giugno a
settembre.
 Quando? Prima lezione di inizio anno scolastico,
presumibilmente a settembre.

 Perché? Le attività hanno finalità educativa, di studio dei


nuovi alunni, delle loro reazioni e delle loro capacità.

 Come? Lezione di gruppo (venti studenti).

 Cosa? Lezione di educazione musicale.

Attività numero 1 (attività di introduzione)

Si crea dello spazio libero nel mezzo della classe e si invita i


bambini a disporsi in cerchio. In seguito, l’insegnante, sulle note
della sigla della “Famiglia Adams”, si inserirà tra gli alunni e
inizierà a compiere dei semplici movimenti, quali spostamento
del corpo verso destra, verso sinistra e battito delle mani (
semiminima – semiminima; pausa di semiminima – semiminima)
e dei piedi seguendo il ritmo della melodia. Per imitazione i
bambini eseguiranno gli stessi movimenti del docente. Al
termine dell’attività si eseguono due ripetizioni. Se i bambini
dimostrano buone capacità di esecuzione, si può aumentare la
velocità del brano progressivamente. Questa attività può
necessitare di un piccolo momento di spiegazione esplicita solo
se emergono difficoltà nella memorizzazione delle cellule
ritmiche.
Oltre alla finalità di introduzione, questa attività di ascolto senso
motorio permette all’insegnante di comprendere la capacità
degli alunni di coordinare l’andamento melodico alla percussione
del corpo, il loro senso del ritmo, la loro attenzione e il loro livello
di interesse ed attenzione. Inoltre il docente può cogliere delle
prime informazioni sulle reazioni e sugli atteggiamenti dei singoli
elementi della classe.

Attività numero 2 (attività di presentazione)

Disposte delle sedie, sempre a mo’ di cerchio, si fanno sedere i


bambini. L’insegnante prenderà posto tra loro e, battendo le
mani sulle cosce (ripetizione continua di crome), intonerà la
melodia di “Stella stellina” sostituendo alle parole del canto
tradizionale il suo nome e il suo strumento preferito. Si invita i
bambini ad imitarlo. L’attività può essere ripetuta una volta.

Le finalità dell’attività numero due sono le medesime dell’attività


di introduzione, tuttavia, in questo caso, l’insegnante ha
occasione di ricevere un feedback circa la capacità dei bambini di
intonare la voce sulle note di una semplice melodia e circa le loro
abilità nel riprodurre contemporaneamente la cellula ritmica
attraverso delle “body percussion”e la melodia cantata.
Attività numero 3 (attività di miglioramento del senso ritmico e
della vocalità)

Come attività conclusiva della prima lezione l’insegnante può


ritornare sul ritmo e sull’uso della voce. Questi dividerà i bambini
in due gruppi di ugual numero e si porrà dinnanzi ad essi.
Inizialmente espliciterà l’esecuzione (mediante body percussion)
di una semplice cellula ritmica (semiminima – semiminima –
croma – croma – semiminima) che gli alunni di ambo i gruppi
dovranno ripetere. Accertatosi della corretta memorizzazione del
ritmo, il docente canterà “Lullaby” di Brahms. Per imitazione i
bambini di entrambi i gruppi eseguiranno la melodia. (Se noterà
delle difficoltà nel processo di associazione sillaba-nota,
l’insegnate potrà sostituire le parole con delle semplici sillabe,
quali DA o TA). Memorizzata la melodia, l’insegnate farà cantare
“Lullaby” ad un gruppo, mentre all’altro dirà di eseguire la cellula
ritmica precedentemente studiata. Si potranno eseguire un
numero di ripetizioni a piacere del docente, invertendo
l’esecuzione di melodia e ritmo tra i due gruppi. Se vi sarà a
disposizione dell’insegnante altro tempo, egli potrà lavorare sul
concetto pratico di dinamica e di velocità mediante l’uso della
gestualità e della mimica facciale.

Oltre a contenere tutte le finalità delle precedenti, questa attività


conclusiva dà segnali all’insegnante circa la capacità degli
studenti di memorizzare delle cellule ritmiche e delle melodie di
complessità di poco superiori a quelle esposte in precedenza.
Inoltre il docente verificando quanto i bambini di un gruppo si
facciano influenzare dalla diversità ritmica espressa dall’altro,
ottiene un feedback sul livello di concentrazione generale.