Sei sulla pagina 1di 4

26 luglio 2017

5 motivi per diventare tutore volontario di un minore migrante solo

La nuova legge per la protezione e l’accoglienza dei minori stranieri non accompagnati
(L.47/2017), fortemente voluta da Save the Children e dalle più autorevoli organizzazioni di
tutela dei minori e dei migranti, promuove la figura del tutore volontario del minore non
accompagnato e già in diverse regioni è possibile presentare domanda.

Ci sono molti buoni motivi per scegliere responsabilmente di diventare tutore volontario di un
minore migrante che ne ha bisogno. Ne abbiamo individuati 5 e restiamo a disposizione per
ulteriori informazioni, ricordando il numero verde della nostra Helpline Minori migranti 800 14
10 16, attiva dal lunedì al venerdì, dalle h 10,00 alle h 17,00.

1. E’ un aiuto concreto molto importante per un minore solo

Essere tutore di un minore straniero non accompagnato significa offrirgli una figura di riferimento e
sostenerlo nel suo percorso in Italia: è un aiuto molto importante per un ragazzo o una ragazza che ha
affrontato la migrazione senza i genitori o altre figure responsabili per la sua assistenza, un contributo
concreto alla sua protezione nei momenti più complessi che dovrà affrontare.
I minori non accompagnati sono soprattutto adolescenti, provengono da paesi esterni all’Unione Europea
e si trovano in Italia da soli, senza l’assistenza dei genitori o di altri adulti responsabili per loro. Nonostante il
coraggio che hanno avuto nell’affrontare la migrazione, la loro giovane età e gli ostacoli che potranno incontrare
li mettono in una condizione di grande bisogno e vulnerabilità. Tra le necessità essenziali di questi ragazzi c’è la
tutela legale, cioè la presenza di una persona che abbia la responsabilità di curare i loro interessi e il loro
benessere, di garantire l’ascolto del loro punto di vista e di rappresentarli esternamente per gli atti con valore
legale che, in quanto minorenni, non possono compiere da soli.

Venire incontro a questo bisogno significa garantire a un adolescente in difficoltà una figura di riferimento,
farlo sentire meno solo nelle procedure che dovrà affrontare, proteggerlo e rafforzarlo nelle decisioni che dovrà
prendere e nel percorso di integrazione che compirà in Italia. E’ un ruolo che attualmente esercitano
prevalentemente enti locali e avvocati per grandi gruppi di minori. Ma se sei giovanissimo e solo in un paese
straniero, avere una persona che è il tuo tutore esclusivo per scelta volontaria, che ti chiama per nome e che puoi
contattare rapidamente in caso di bisogno, fa davvero la differenza.

Save the Children Italia Onlus Telefono (+39) 06. 48.07.001 Save the Children dal 1919 lotta per i
Via Volturno 58 00185 Roma - Italia Fax (+39) 06.48.07.00.39 diritti dei bambini e per migliorare le
Cod. Fis. 97227450158 info.italia@savethechildren.org loro condizioni di vita in tutto il mondo
P.IVA 07354071008 www.savethechildren.it
2. Le responsabilità sono chiare e previste per legge

La legge sui minori non accompagnati promuove la tutela esercitata da privati cittadini. Le
responsabilità sono quelle già chiaramente previste dalle norme di diritto civile per la figura del tutore,
che riguardano principalmente i suoi compiti verso il minore. La tutela non implica la convivenza e il
supporto economico al minore, regolate invece dall’affidamento.

La nuova legge sui minori non accompagnati (L.47/2017) favorisce l’esercizio della tutela da parte di privati
cittadini. A questo scopo prevede la creazione, presso i Tribunali per i Minorenni, di elenchi di persone disponibili
ad assumere questo importante incarico. La procedura per la nomina e le responsabilità del tutore restano quelle
definite dal Codice civile1 e dal Codice di procedura civile2.

Il tutore viene nominato dal Giudice tutelare ed esercita, a titolo volontario e gratuito, la responsabilità
genitoriale. Ha quindi la responsabilità di curare gli interessi e di perseguire il benessere del minore, che
rappresenta negli atti e nei procedimenti con valore legale. In concreto, il tutore vigila sulle condizioni di
accoglienza, sui percorsi di integrazione, educazione e protezione del minore in coordinamento con le istituzioni
responsabili per queste aree, tenendo conto delle sue inclinazioni, promuovendone i diritti e prendendo sempre
in attenta considerazione il suo punto di vista. Vi sono atti per compiere i quali il tutore deve chiedere
l'autorizzazione del Giudice tutelare o del Tribunale3, altri di ordinaria amministrazione che può compiere in
autonomia. Le FAQ dell’Autorità Garante per l’infanzia e l’adolescenza riportano un utile elenco esemplificativo
delle attività concrete che il tutore può essere chiamato a svolgere, tra cui la presentazione della richiesta di
permesso di soggiorno e i rapporti con i servizi sociali che hanno in carico il minore, con le comunità e con le
famiglie affidatarie.

La figura del tutore non coincide necessariamente con quella dell’affidatario, che ha la responsabilità diretta
dell’accoglienza e del sostentamento del minore e viene nominato secondo un diverso procedimento. Di
conseguenza, si può assumere la tutela di un minore senza che siano necessarie la coabitazione e il
sostentamento economico, ad esempio di un minore ospitato in un centro di accoglienza.

Al momento della nomina il tutore si impegna ad esercitare il proprio ruolo con “fedeltà e diligenza”, ha
quindi l’obbligo di agire responsabilmente nei confronti del tutelato e può essere rimosso dall’incarico in caso
di comportamenti gravemente scorretti verso il minore. Il tutore non è invece responsabile per eventuali atti illeciti
commessi dal minore verso terzi, salvo la responsabilità civile per i danni prodotti, ma soltanto quando convive con
il minore4.

1 Libro I, Titoli IX e X
2 In particolare art. 717
3 Artt. 374 e 375 Cod. Civ.
4 Art. 2048 del Cod. Civ. : “Responsabilità dei genitori, dei tutori, dei precettori e dei maestri d'arte. Il padre e la madre, o il tutore, sono responsabili

del danno cagionato dal fatto illecito dei figli minori non emancipati o delle persone soggette alla tutela, che abitano con essi. La stessa disposizione si
applica all'affiliante. I precettori e coloro che insegnano un mestiere o un'arte sono responsabili del danno cagionato dal fatto illecito dei loro allievi e

2
3. Presentare la domanda è semplice

Le modalità di presentazione della domanda per diventare tutore volontario sono previste dagli avvisi
pubblici emanati su base regionale e non prevedono formalità complesse. Presentare la domanda in
questa fase è importante in vista della partenza dei primi corsi di formazione.

Gli avvisi pubblici per la presentazione delle domande vengono emanati su base regionale dai Garanti regionali
per l’Infanzia e l’adolescenza. Al 26 luglio, gli avvisi emanati in attuazione della L. 47/2017 risultano essere stati
pubblicati in Calabria, Campania, Lazio, Lombardia, Liguria, Marche, Piemonte e Val D’Aosta, Umbria e provincia
autonoma di Bolzano. L’Autorità Garante Nazionale per l’infanzia e l’adolescenza ha pubblicato l’avviso per le
regioni Abruzzo, Molise, Toscana e Sardegna, sprovviste di un Garante regionale. Non si tratta di un elenco
definitivo e potranno essere pubblicati nelle prossime settimane avvisi relativi ad altre regioni. Si segnala inoltre
che in alcune regioni non comprese nell’elenco, tra cui l’Emilia Romagna, la Puglia, la Sicilia e il Veneto, sono stati
avviati, a livello regionale o provinciale, già prima dell’entrata in vigore della Legge, dei percorsi per l’individuazione
e la formazione dei tutori volontari. Per maggiori informazioni su eventuali nuovi bandi in uscita e sulla possibilità
di essere iscritti negli elenchi già esistenti si consiglia di far riferimento ai contatti dei singoli Garanti regionali5.

Gli avvisi non hanno, per la maggior parte, data di scadenza ma, considerata la prossima partenza dei corsi
di formazione, conviene consultare il bando della regione in cui si risiede e, se si decide di presentare domanda,
può essere utile farlo in tempi rapidi.

I requisiti per poter diventare tutori sono:

- Cittadinanza Italiana o di altro paese dell’Unione Europea, oppure di paese esterno all’Unione Europea,
purché si sia in possesso di permesso di soggiorno e si abbia conoscenza della lingua e cultura italiana, che verrà
verificata in sede di selezione
- Residenza in Italia
- Età non inferiore ai 25 anni
- Godimento dei diritti civili e politici
- Assenza di condanne penali, di procedimenti penali o di procedimenti per l’applicazione di misure di
sicurezza o prevenzione
- Assenza delle condizioni di “incapacità all’ufficio tutelare” previste dalla legge6

apprendisti nel tempo in cui sono sotto la loro vigilanza. Le persone indicate dai commi precedenti sono liberate dalla responsabilità soltanto se provano
di non avere potuto impedire il fatto.”
5
http://www.garanteinfanzia.org/garanti-regionali-elenco
6 Secondo l’art. 350 del Cod. Civ. “non possono essere nominati tutori e, se sono stati nominati devono cessare dall’ufficio: 1) coloro che non hanno
la libera amministrazione del proprio patrimonio; 2) coloro che sono stati esclusi dalla tutela per disposizione scritta del genitore il quale per ultimo ha
esercitato la responsabilità genitoriale; 3) coloro che hanno o sono per avere o dei quali gli ascendenti, i discendenti o il coniuge hanno o sono per avere
col minore una lite, per effetto della quale può essere pregiudicato lo stato del minore o una parte notevole del patrimonio di lui; 4) coloro che sono

3
- Ineccepibile condotta7
- Disponibilità di tempo ed energie per esercitare la funzione.
Nei singoli bandi, che si invita a consultare con attenzione, sono indicate chiaramente le modalità di
presentazione delle domande, che non prevedono formalità complesse.

4. Si viene selezionati e formati dai Garanti per l’infanzia e l’adolescenza

Il percorso di selezione e di formazione è curato dai Garanti per l’infanzia e l’adolescenza, punta a
garantire l’individuazione di persone idonee al ruolo e potrà dare ai futuri tutori i principali strumenti per
comprendere ed esercitare al meglio il loro importante compito.

Secondo la nuova legge per la protezione dei minori non accompagnati (L.47/2017) sono i Garanti regionali
per l’infanzia e l’adolescenza – e l’Autorità Garante Nazionale per le regioni sprovviste di Garanti regionali – a
curare la selezione degli aspiranti Tutori volontari, affinché gli elenchi siano formati da persone ritenute idonee
ad assumere, a titolo gratuito e volontario, questo importante incarico.

Dopo una preselezione sulla base di quanto risulta dalla domanda, come indicato dalle Linee guida
dell’Autorità Garante per l’Infanzia e l’adolescenza è prevista la frequenza di un’apposita formazione
multidisciplinare in tre moduli (fenomenologico, giuridico e psico-socio sanitario), a seguito della quale chi ha
seguito il corso potrà essere iscritto negli elenchi e così rendersi disponibile alla nomina formale da parte del
Giudice tutelare.

5. E’ un gesto significativo di cittadinanza solidale

Essere tutori volontari di un minore non accompagnato significa anche contribuire, su base volontaria
e gratuita, alla costruzione di una cultura di solidarietà e di protezione dei più vulnerabili.
Nel momento storico e sociale che stiamo attraversando, le forme di partecipazione e le pratiche di
solidarietà come quelle legate all’accoglienza e all’aiuto ai minori e ai migranti, oltre a rappresentare un aiuto
fondamentale per le persone vulnerabili che ne beneficiano, hanno il merito di promuovere una cultura
dell’accoglienza, rappresentando il segnale di una volontà di politiche inclusive. Costituiscono un’occasione
importante di conoscenza reciproca tra settori diversi della società, un momento di arricchimento individuale e
un chiaro posizionamento personale rispetto a questioni importanti come quella della protezione dei minori non
accompagnati.

incorsi nella perdita della responsabilità genitoriale o nella decadenza da essa, o sono stati rimossi da altra tutela; 5) il fallito che non è stato cancellato
dal registro dei falliti.”
7 Art. 348 Cod. Civ.