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Anonimo

IL TESTAMENTO DEL CAPITANO arm: L.Pigarelli

E il capitan della compagnia


"Cosa comanda sior capitano? Il quarto pezzo alla mia bella
e l' ferito e st per morir
che noi adesso semo arriv" che si ricordi del suo primo amor.
e manda a dire ai suoi alpini
"E io comando che il mio corpo Lultimo pezzo alle montagne
perch lo vengano a ritrovar
in cinque pezzi sia tagli" che lo fioriscano di rose e fior.
E i suoi alpini ghe manda a dire
Il primo pezzo alla mia Patria,
che non han scarpe per camminar
secondo pezzo al Battaglion,
"o con le scarpe, o senza scarpe
il terzo pezzo alla mia Mamma
i miei alpini li voglio qua!"
che si ricordi del suo figliol.

Moderato

I & b 44 j . 45 j 44



El ca - pi - tan de la com - pa - gni - a e l' fe - ri - toe sta per mo -

& b 44 j 54 j

44

.
II

ri per mo -
? b 44 J .
El ca - pi - tan de la com - pa - gni - a e l' fe - - toe sta
J
III 45 44

. .
5

&b
rir, el man - daa di - re ai suoi Al pi - ni per - ch lo ven - ga - no a ri - tro - var.

&b . .

.
rir, el man - daa di - re ai suoi Al pi - ni per - ch lo ven - ga - no a ri - tro - var.

?b

La vera e sicura origine di quello che potremmo definire il pi classico, il pi nobile fra i canti degli alpini si
riscontra nel canto funebre cinquecentesco Il testamento spirituale del Marchese di Saluzzo. Nigra, storico della
letteratura, ce ne tramanda le versioni, in piemontese arcaico, ritenute pi originali e gi nel 1858 traccia
dettagliatamente la vicenda storica cui il canto legato.
Michele Antonio, undicesimo marchese di Saluzzo, capitano generale delle armi francesi nel reame di Napoli,
mortalmente ferito da un obice durante la difesa della fortezza di Aversa assediata dalla truppe borboniche, nel
1528, esprime le sue ultime volont ai soldati riuniti attorno al letto di morte.
E sar forse proprio uno di quei soldati l'ignoto autore che rivers nel canto gli ultimi sublimi istanti del capitano,
creando una fra le gemme pi interessanti del patrimonio epico-lirico italiano, ereditata in seguito dalla tradizione
alpina che, all'epoca della 1a Guerra Mondiale (1918), rese popolarissimo il canto in questa versione dove appare
un misto tra il dialetto veneto e quello trentino.

LF2017