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L'invidia, la gelosia e l'amore di Dio

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L'invidia, la gelosia e l'amore di Dio
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L'invidia uno dei primi sentimenti dell'uomo. La vediamo manifestarsi molto presto, gi subito dopo che
Adamo ed Eva sono stati allontanati dal giardino dell'Eden: Caino, primogenito di Adamo, anche il
primo esempio di uomo invidioso.

Il SIGNORE guard con favore Abele e la sua offerta, ma non guard con favore Caino e la sua offerta.
Caino ne fu molto irritato, e il suo viso era abbattuto. (Genesi, 4:4-5). Il nome di Caino (Qayin) deriva
da un verbo che significa acquistare (Genesi, 4:1) e che ha una radice molto vicina a quella che
significa invidiare. La radice che significa acquistare difatti qanah, mentre quella che significa
invidiare qana'. Ma oltre alla vicinanza delle due radici, tra i due verbi possiamo anche vedere una
stretta connessione spirituale. Caino invidi Abele, il cui sacrificio era stato gradito da Dio, invidi, cio, il
favore di Dio che non aveva ottenuto e che voleva acquistare.

La Bibbia narra di vari casi di invidia, in molti dei quali questo sentimento porta addirittura all'omicidio,
almeno a tentarlo o a meditarlo. Vediamo che i fratelli di Giuseppe lo invidiarono e lo vendettero come
schiavo (Genesi, 37:11 e Atti, 7:8); che Saul invidi i successi di Davide (1 Samuele, 18:6-8) e tent pi
volte di ucciderlo (1 Samuele, 18:25, 19:1 e 10); che i Farisei invidiarono Ges e lo diedero in mano ai
Romani perch lo condannassero a morte (Marco, 15:10).

Ma l'invidia, nella Bibbia, non rimproverata solo indirettamente. Dai dieci comandamenti pi che
evidente che l'invidia verso il prossimo un sentimento contrario alla volont di Dio: Non desiderare la
casa del tuo prossimo; non desiderare la moglie del tuo prossimo, n il suo servo, n la sua serva, n il
suo bue, n il suo asino, n cosa alcuna del tuo prossimo (Esodo, 20:17). Nei Salmi e nei Proverbi non
solo detto pi volte di non invidiare gli empi (Salmi, 37 e 73; Proverbi, 3:31, 23:17 e 24:19), ma
anche parlando in generale l'invidia chiamata la carie delle ossa (Proverbi, 14:30).

Eppure l'invidia riappare e continua a riapparire, anche in mezzo ai cristiani (Filippesi, 1:15; 1 Corinzi,
3:3; Romani, 13:13). Si tratta evidentemente di un sentimento molto ben radicato nella natura umana.

L'invidia si avvicina anche alla gelosia. Saul non solo invidi Davide, ma divenne anche geloso del regno
che sentiva di avere perduto.

In ebraico, la gelosia si chiama addirittura con la stessa parola (qin'ah) che si usa per nominare l'invidia.

Nel testo greco del Nuovo Testamento, a questi due sentimenti corrispondono due parole diverse,
rispettivamente phthonos e zelos. Phthonos (affine a phtheiro, un verbo che significa corrompere) ha
quasi sempre il senso peggiorativo di invidiare, mentre zelos, spesso usato, come vedremo, per riferirsi
oltre che alla gelosia carnale anche allo zelo spirituale. Ma nelle varie traduzioni (a cominciare da quella
dei Settanta, utilizzata dagli autori dei libri del Nuovo Testamento) questa corrispondenza non sempre
perfettamente rispettata.

Entrambi i termini, comunque, sono usati nell'elenco che definisce le opere della carne: fornicazione,
impurit, dissolutezza, idolatria, stregoneria, inimicizie, discordia, gelosie (zeloi), ire, contese, divisioni,
stte, invidie (phthonoi), ubriachezze, orge e altre simili cose; circa le quali, come vi ho gi detto, vi
preavviso: chi fa tali cose non erediter il regno di Dio. (Galati, 5:19-21). Gelosie e invidie sono il
risultato del desiderio della carne, che opera sempre in vista di un interesse, verso cui orienta anche i pi
intensi sentimenti. Pensieri e sentimenti che non producono pace, ma spesso violenza. Come scritto
poche righe pi sopra, se vi mordete e divorate gli uni gli altri, guardate di non essere consumati gli
uni dagli altri (Galati, 5:15).

Bisogna quindi liberarsi a tutti i costi di questi sentimenti. E Dio ha certamente provveduto un modo per
farlo. Infatti Dio fedele e non permetter che siate tentati oltre le vostre forze; ma con la tentazione
vi dar anche la via d'uscirne, affinch la possiate sopportare. (1 Corinzi, 10:13). Non ha senso, quindi,
giustificarsi adducendo il proprio temperamento o la propria cultura. Nella parola di Dio troviamo il
costante preavviso di quale sia il destino di chi cammina secondo la carne (seguendo cio la natura
umana egoista), ma troviamo anche la via per avere la vita. Paolo, scrivendo ai Galati, aggiunge difatti
alle parole sopra citate: Io dico: camminate secondo lo Spirito e non adempirete affatto i desideri della
carne. (Galati, 5:16). E ai Romani dice: Cos dunque, fratelli, non siamo debitori alla carne per vivere
secondo la carne; perch se vivete secondo la carne voi morrete; ma se mediante lo Spirito fate morire
le opere del corpo, voi vivrete (Romani, 8:13). E ancora, sempre ai Galati: Non vi ingannate; non ci si
pu beffare di Dio; perch quello che l'uomo avr seminato, quello pure mieter. Perch chi semina per
la sua carne, mieter corruzione dalla carne; ma chi semina per lo Spirito mieter dallo Spirito vita
eterna. (Galati, 6:7-8)