Sei sulla pagina 1di 4

LACUSTICA E IL MOTO ONDUALTORIO

LE ONDE

Concetto di onda

Lidea di onda un concetto unificante della fisica attraverso il quale possibile descrivere
fenomeni di natura diversa quali lelettromagnetismo, i terremoti, la fisica quantistica, lidraulica ed i
fenomeni sonori.

Gi Leonardo da Vinci riconobbe le caratteristiche delle onde, egli infatti scrisse : accade sovente
che londa si allontani dal suo punto di creazione, mentre lacqua non si muove; come le onde create dal
vento in un campo di grano, dove vediamo le onde correre attraverso il campo mentre il grano rimane al
suo posto

Esse, dunque, come gi cap Leonardo non comportano lo spostamento della materia, se non per
piccole oscillazioni intorno alla posizione di equilibrio, esse transitano attraverso il mezzo senza alterarlo.

Lutilit della descrizione di un fenomeno in termini di onde, sta nella capacit di queste di fornire
una mezzo di analisi abbastanza semplice e con buone capacit predittive, anche quando il fenomeno
presenta caratteri di dualismo, come nel caso della luce, in cui laspetto ondulatorio e quello corpuscolare
coesistono.

Le onde possono distinguersi in lineari e non lineari. Quando il passaggio di un onda non influenza
o modifica leffetto prodotto da unaltra onda, dello stesso tipo, che con essa si incrocia, diciamo che esse
hanno un comportamento lineare e che leffetto combinato delle due e la semplice somma degli effetti di
ciascuna.

E quello che accade nel caso di onde sonore, come possibile constatare quando due persone
possono parlare insieme senza che si perda lintellegibilit di ciascuna di esse.

Grandezze caratteristiche delle onde

Unonda caratterizzata da una fase e da unampiezza, che ne definisce lintensit e pu essere


matematicamente descritta, per unonda che si muove nella direzione z, da una funzione del tipo:

A=A0 cos(t Kz +) = A0 cos

Lintensit del fenomeno varia, dunque nel tempo e nello spazio con andamento sinusoidale.

La costante A0 rappresenta il valore massimo assunto dal fenomeno descritto.

Se t =kz e quindi z= t/k ovvero z= vt, con v= /k il fenomeno stazionario, vale a dire che un
osservatore che si muova con velocit v= /k vedr sempre lo stesso valore dellampiezza donda.

La distanza tra due creste donda detta lunghezza donda ed indicata con la lettera greca

Se f la frequenza, cio lintervallo di tempo tra il passaggio di due creste donda, risulta f=
v/mentre = 2f.
LOSCILLATORE SEMPLICE

Il fenomeno acustico ha carattere oscillatorio come accade in altri sistemi meccanici, in cui un corpo
spostato dalla sua posizione di equilibrio vi ritorna per lazione di forze che ne ripristinano lequilibrio
iniziale, come accade ad esempio per un altalena, per un pendolo o per lallungamento di una molla.

Il modello pi semplice per descrivere un moto oscillatorio quello di una massa collegata ad una
molla che si muova su di un piano senza attrito. La forza esercitata dalla molla proporzionale allo
spostamento dalla posizione di equilibrio secondo la legge di Hooke, che viene scritta generalmente nella
forma:

F1=-kx (1)
Dove k la costante elastica della molla ed il segno meno indica che la forza ha verso contrario allo
spostamento e tende quindi a riportare la massa nella sua posizione di equlibrio.

Sul corpo agisce oltre alla forza della molla, anche la forza di inerzia che in virt della 2a legge di
Newton pari a

2
F2=m a = (2)
2

Per lequilibrio deve essere

2
+ = 0 (3)
2

Che ammette come soluzione la funzione

x = A sin t +B cos t (4)


dove :

Lequazione (4) pu essere scritta anche come:

x = A sin t +B cos t = X (cos cost sensent) = X cos(t+) (5)

dove:

0 0
X= 02 + ( ) e = tan-1 ( ) (6)
0

con

X = massima ampiezza dellonda

= fase iniziale del sistema

Lequazione (5) mostra che il moto del sistema periodico e si ripete con un periodo :

T= 2 = 2

mentre la frequenza propria del sistema data da

1 1
fn= =
2

se sottoponiamo alla molla un peso P = mg essa subir una deformazione in modo che :

k= mg

pertanto se a k sostituiamo nella (8) si ha :

1 1
fn= =
2

e quindi poich g =9.81 m/s2 risulta :

1 1 9.81 5
fn = =
2 ()

La (10) rappresenta un modo agevole per valutare la frequenza propria di un sistema.

LOSCILLATORE DI HELMHOLTZ

Quando laria contenuta in uno spazio


chiuso, si comporta come una molla. Immaginiamo di
avere un tubo chiuso da un lato e dallaltro occupato
da un pistone libero di muoversi senza attrito,
dallequazione di stato avremo:

PV = costante (11),

derivando avremo:

PVdV + VdP = 0 (12)

Pertanto ad una variazione di volume corrisponde una variazione di pressione data da:

PdV
dP= 13)

da cui la costante elastica dellaria contenuta nel volume V risulta essere pari a:

2
k= = = (14)

e quindi sostituendo nella (8), si ha:

1 0
fn= 2


(15)

avendo indicato con P0 la pressione atmosferica (0.1013x106 Pa).

RISUONATORE DI HELMHOLTZ

Sul principio esposto nel paragrafo precedente fondato il funzionamento del risuonatore
di Helmholtz, cos denominato in onore dello scienziato che per primo ne determino la frequenza
di risonanza. In questo caso la massa rappresentata dallaria contenuta nel collo ed data da :

m= 0S l0
mentre la costante elastica data da:

k= PoS2/V

e quindi:

0
fn=
2

Anche in assenza di un collo ben definito un contenitore forato agisce come un risuonatore
di Helmholtz, in quanto laria, nel passare attraverso il foro, contrae le sue linee di flusso non
molto diversamente da quanto accade nel passare nel tubo di lunghezza lo sopra descritto,
costituendo cos un collo virtuale, di lunghezza s +1.7r, dove s lo spessore della parete forata e r
il raggio del foro.