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ing.

Gabriele Bollasina, IWE

Ed.2017-05
Considerazioni introduttive
Esistono tre aspetti fondamentali che influenzano le caratteristiche finali di un
giunto saldato:
imperfezioni operative: sono legate alle
capacit operative del saldatore/operatore
imperfezioni metallurgiche: sono legate alla
metallurgia della saldatura
caratteristiche meccaniche: il giunto saldato
deve rispondere a specifici requisiti di
caratteristiche (resistenza, durezza, tenacit,
ecc.)
Questi aspetti richiedono pertanto un
opportuno controllo indiretto, di cui sono
elementi fondamentali la qualifica dei
processi di saldatura e la certificazione dei
saldatori e degli gli operatori di saldatura.
Generalit dei difetti nelle
costruzioni saldate
Difetti di
fabbricazione
da lavorazione
primaria
da lavorazione
termomeccanica
di finitura
Difetti di
esercizio
corrosione
rottura fragile
rottura per fatica
erosione
..
Classificazione dei difetti
In base alla posizione
difetti superficiali
difetti interni o volumetrici
Classificazione dei difetti
In base alla forma
difetti bidimensionali
difetti tridimensionali
Classificazione dei difetti
I difetti di saldatura si possono distinguere in base alle cause che li hanno
generati:
difetti metallurgici
difetti operativi
Cricche a caldo
Ad una determinata
temperatura,
coesistono fase solida
e fase liquida
Durante il
raffreddamento
hanno origine le
tensioni di ritiro
Quando si supera
localmente la tensione
di rottura, si formano
rotture di tipo
intergranulare,
separando due grani
Cricche a caldo: cause
intervallo di solidificazione lungo
Scarsa resistenza a caldo
Tensioni di ritiro elevate
Ciclo termico eccessivamente blando
ingrossamento del grano
tensioni di ritiro
rapporto di diluizione
Fragilit a caldo per la presenza di composti
bassofondenti (S e P), C, Si, Solfuro di Fe (fonde
900), Solfuro di Ni (fonde 690)
Cricche a caldo
SONO SUSCETTIBILI:
Gli acciai inossidabili austenitici ,serie 300
Le leghe di allumino
Le leghe al nichel (cricche da liquazione, cricca
a caldo in ZTA)
Leghe di rame
Acciai al nichel (1,5% - 9% Ni)
Cricche a caldo

Hanno origine nei punti che solidificano per


ultimi
Possono essere affioranti in superficie o
sotto cordone
Cricche a caldo
Cricche a caldo: RIMEDI
Limitare le tensioni
diminuire le condizioni di vincolo con delle sequenze
appropriate di saldatura e uso di passate multiple:
la sommatoria delle tensioni inferiore alla passata
singola,si esegue un trattamento di distensione sulla
passata sottostante, addottare la tecnica del passo del
pellegrino
Cricche a caldO
Cricche a caldo: RIMEDI
Fattore di forma del cordone
W/D < 1
Distanza tra i lembi
Limitare gli apporti termici
riduzione del calore asportato dalla
zona centrale della saldatura
Apporto termico
processi di saldatura a basso
apporto termico e depuranti
es. elettrodo o filo animato BASICO
Cricche a freddo
Sono cricche di tipo
transgranulare
Hanno andamento
generalmente longitudinale
Se il tenore di idrogeno
particolarmente elevato, la
rottura si verifica appena
raggiunta una temperatura
sufficientemente bassa
Se il tenore di idrogeno non cos 800X

elevato, si possono verificare con


notevole ritardo (fino a 48h)
DEFORMAZIONI DURANTE LA
SALDATURA
Alla dilatazione del materiale durante il
riscaldamento segue la contrazione dovuta al
raffreddamento.
Poich durante la saldatura riscaldiamo solo la
ristretta zona della saldatura e le immediate
vicinanze, le conseguenze si rifletteranno nelle
tensioni.
Secondo la legge di azione e reazione, il
materiale, conformemente allentit delle
tensioni, si contrarr adeguatamente ne
risultano delle deformazioni
Tensioni residue
MISURE PER RIDURRE LE
TENSIONI E LE DEFORMAZIONI
DURANTE LA SALDATURA
Dopo la saldatura

PWHT
Trattamento termico
es. 30-150 min a 600C
Cricche a freddo: fattori
fondamentali
Mn Cr Mo V Cu Ni
Ceq C
Composizione6 chimica5 del materiale
15 base
Ciclo termico di saldatura
Preriscaldo
Apporto termico specifico
Spessore e geometria del giunto

Postriscaldo
Tensioni di ritiro
Caratteristiche di resistenza del materiale
Apporto termico specifico
Grado di vincolo
Strappi lamellari
Difetto caratteristico dei
laminati sollecitati al
traverso corto
Si verifica in ZTA o nel
materiale base limitrofo
Meccanismo di formazione
del difetto:
la sollecitazione nella direzione dello spessore produce microcavit in
corrispondenza delle interfacce matrice -inclusioni o delle inclusioni stesse
Allapice di ciascuna microcavit le tensioni assumono caratteristiche di
triassialit producendo la coalescenza delle prime rotture mediante cricche
perpendicolari alle inclusioni
Strappi lamellari
Principali cause:
sforzi di ritiro elevati
dovuti alla rigidezza
della struttura
sfavorevole
geometria del
giunto, che sollecita il
materiale nella
direzione dello
spessore
materiale base con
ridotta duttilit al
traverso corto, a
seguito di elevata
concentrazione di
inclusioni lamelliformi

Strappi lamellari
Giunti particolarmente critici
Giunti a T a piena penetrazione a 1/2V o a
K
Giunti a croce
Giunti a L a piena penetrazione
Giunti a T e a croce con cordoni dangolo
Possibili soluzioni progettuali al
problema:
impiego di pezzi speciali
riduzione delle dimensioni della zona fusa
Impiego di saldature simmetriche
adozione di cianfrini di forma opportuna
atta a limitare la sollecitazione al traverso
corto
Strappi lamellari: rimedi
Corretto ordine di
esecuzione delle passate
Imburratura con materiale
dapporto
Controllo del tenore di H
(infragilente)
Utilizzo di lamiere Z (con
caratteristiche di resistenza
al traverso corto garantite)
Controllo ultrasonoro dei
laminati
IMPERFEZIONI OPERATIVE
Difetti operativi
La base del sistema di classificazione internazionale (UNI
EN ISO 6520-1) delle imperfezioni prevede sei gruppi:
- 1 - Cricche
- 2 - Cavit
- 3 - Inclusioni solide
- 4 - Mancanza di fusione e di penetrazione
- 5 - Difetti di forma e dimensionali
- 6 - Altre imperfezioni
Difetti operativi
Mancanze di penetrazione
errore nella preparazione dei
lembi
corrente bassa o velocit
eccessiva
assenza od incorretta ripresa
al rovescio
DIFETTOLOGIA
Mancanza di penetrazione o di fusione
In questo caso si tratta di discontinuit esistenti tra i due lembi del cianfrino (mancanza di
penetrazione) o tra un lembo e la zona fusa (mancanza di fusione) provocate dalla mancata
fusione di entrambi o di uno solo dei lembi.
Nella radiografia questo difetto si presenta come una linea nera continua o discontinua
che si trova sul fondo e corre parallelamente alla saldatura.
Questo tipo di difettosit (grave e quasi sempre incettabile) pu essere riscontrato nella
zona della prima passata, al vertice o al cuore della saldatura, a seconda del tipo di
preparazione: a V, a X ecc. o in corrispondenza di passate successive. La causa principale
della loro comparsa da ricercarsi nella non corretta preparazione dei lembi (angolo di
apertura del cianfrino troppo piccolo, spalla eccessiva, distanza tra i lembi insufficiente,
slivellamento)
Nel caso di giunti che possono essere ripresi dal lato opposto (come accade per esempio
nel caso delle lamiere) il difetto pu essere eliminato con unaccurata solcatura al rovescio
effettuata prima dellesecuzione della passata di ripresa. Da notare, peraltro, che se la
presenza di questo difetto si osserva al cuore della saldatura, significa non solo che la
preparazione dei lembi non stata corretta ma anche che la solcatura e la ripresa non sono
state eseguite con sufficiente cura.
Oltre alla mancata penetrazione si pu presentare il difetto di penetrazione eccessiva; tale
problema si manifesta nel controllo radiografico sotto forma di una linea chiara, piuttosto
spessa, che corre lungo la saldatura, spesso accompagnata da eventuali macchie ancora pi
chiare di forma arrotondata.
Difetti operativi
Incollature
tipico di processi MIG/MAG
short-arc o ossiacetilenico
basso apporto termico
velocit eccessiva
DIFETTOLOGIA

Le incollature
Si presentano di caratteristiche simili alle mancanze di fusione, ma tra il lembo e la
zona fusa si trova interposto uno strato di ossido, per cui in quella zona la
saldatura diventa una brasatura allossido del materiale che si salda. Questo
difetto tipico dellacciaio, qualora si proceda a saldatura ossiacetilenica (cio ad
apporto termico poco concentrato) e MAG ad immersione (quindi con basso
apporto), ma si presenta anche nei materiali facilmente ossidabili come, ad
esempio, le leghe di alluminio.
Un giunto nel quale siano presenti incollature possiede caratteristiche
meccaniche scadenti. Anche questo difetto molto subdolo e, particolarmente
negli acciai, poco rilevabile ai controlli non distruttivi, per cui deve essere evitato
soprattutto con i controlli preventivi.
DIFETTOLOGIA
Le inclusioni (solide o gassose) sono difetti situati in zona fusa, dovuti alla presenza di
sostanze diverse dal metallo del cordone di saldatura, che risultano inglobate nel cordone
stesso.
Le inclusioni solide si classificano, a seconda del materiale che le costituisce, in inclusioni di
scorie e inclusioni di tungsteno.
Le prime sono cavit in zona fusa contenenti solo scoria o scoria e gas. Le inclusioni di
scoria sono definite allungate quando la loro lunghezza pi di tre volte la larghezza e in
radiografia si presentano come macchie nere, irregolari, di forme diverse. Si tratta di uno
dei difetti pi comuni nei cordoni realizzati con elettrodi rivestiti e ad arco sommerso,
quando lesecuzione del giunto sia stata effettuata con passate multiple ed causato
principalmente dallasportazione poco accurata di scorie prima dellesecuzione della
passata successiva; tuttavia le inclusioni possono essere anche dovute ad un uso scorretto
dellelettrodo rivestito, ad un non preciso posizionamento della testa saldatrice oppure ad
una non corretta scelta dei parametri della preparazione (es. angolo di apertura del
cianfrino troppo stretto).
Le inclusioni di tungsteno, che appaiono, in radiografia come macchie bianche di forma e
dimensioni irregolari sono originate dalla presenza di minute schegge di tungsteno sia
isolate che raggruppate (spruzzi). un tipico difetto del procedimento TIG.
Gli spruzzi sono di forma generalmente molto irregolare e frastagliata e ai loro vertici si
possono piccole cricche, fatto che ne aumenta decisamente la pericolosit in termini di
possibili cedimenti della saldatura
Difetti operativi -
inclusioni solide
Inclusioni di scoria
tipiche di procedimenti scorificanti
asportazione incorretta tra le passate
cordone troppo irregolare
incorretto maneggio
Inclusioni di tungsteno
errore di maneggio
insufficiente protezione gassosa dellelettrodo
sbagliata preparazione della punta
Difetti operativi -
inclusioni solide
DIFETTOLOGIA
Le inclusioni gassose sono cavit provocate da gas intrappolati nel
bagno che si solidificato troppo rapidamente; esse si
presentano tipicamente di forma tondeggiante e assumono la
denominazione di pori o soffiature a seconda che la loro
dimensione sia inferiore o superiore ad 1 mm. In radiografia,
questa tipologia di difetti appare in veste di macchie nere
arrotondate localizzate allinterno del cordone.
Le inclusioni gassose possono essere provocate dalla presenza,
sui lembi da unire, di ruggine, vernice o sporcizia in genere.
Altre cause sono un eccessivo tasso di umidit nel rivestimento
degli elettrodi o nei flussi (arco sommerso) oppure nei gas
impiegati (saldatura ossiacetilenica e saldatura elettrica sotto
protezione di gas). Anche luso di procedimenti ad elevata
velocit di deposito o di saldatura (per esempio saldatura laser
o a fascio elettronico) e un non corretto maneggio della torcia o
della pinza (protezione gassosa difettosa o scarsa, nel caso dei
procedimenti sotto gas sono causa di inclusioni gassose.
DIFETTOLOGIA
Contrariamente a quanto ritenuto dalla maggior parte degli
operatori di saldatura, questi difetti non sono molto
pericolosi per la resistenza del giunto; in particolare una
porosit diffusa nella saldatura MIG di leghe leggere
praticamente inevitabile e accettabile, mentre tali difetti
diventano inaccettabili solo quando sono di grandi
dimensioni o numerosi (nidi di porosit o di soffiature) o
quando, come nel caso della porosit diffusa, sono di
entit tale da mascherare leventuale presenza di altri
difetti pi gravi.
Le inclusioni gassose di forma allungata (lunghezza
superiore a pi di tre volte il loro diametro) vengono dette
tarli, e quelle con una coda particolarmente lunga, che pu
terminare con piccole cricche o incollature, sono da
considerarsi pi pericolose per la sicurezza del giunto. I
tarli possono, inoltre, presentarsi raggruppati (nidi di tarli)
nelle zone in cui, per errore di maneggio, larco con
elettrodi basici o cellulosici, stato troppo allungato. Nella
radiografia i tarli appaiono come delle macchie pi scure
allungate.
Difetti operativi:
inclusioni
Si distinguono in: gassose
Porosit (<1 mm)
Soffiature (>1mm)
Tarli
Dovute a:
Ruggine, vernice o sporcizia in genere presenti sul
lembo da unire
Umidit degli elettrodi, dei fili, dei gas
Procedimenti ad elevata velocit di deposito di
saldatura
Incorretto maneggio della torcia
Cause metallurgiche (ad esempio alluminio)
Difetti operativi: cricche
Si verificano alla fine di
di cratere
una passata o
dellelettrodo
Possono essere riprese
durante la passata
successiva
Difetti operativi:
ossidazione
Si verifica in materiali
particolarmente
suscettibili
allossidazione
purezza del gas
inadeguata
errore di maneggio
della torcia
Difetti operativi: difetti
di profilo
Eccesso di sovrametallo, cordone dangolo
convesso
parametri incorretti (stick out, velocit bassa)
eccessivo numero di passate
preparazione incorretta
Difetti operativi: difetti
di profilo
DIFETTOLOGIA
Difetti esterni o di profilo
Eccesso di sovrametallo
un difetto che si riscontra nei giunti di testa dovuto, in genere, a scorretta
procedura da parte delloperatore che non ha saputo distribuire opportunamente
il numero delle passate (caso della saldatura manuale) oppure qualora non si
siano seguite scrupolosamente le specifiche di saldatura. Talvolta questo difetto
pu essere dovuto a non corretta scelta della preparazione del giunto, in
particolare nella saldatura ad arco sommerso: ad esempio, nella saldatura a
lembi retti su un certo spessore, se per ottenere una sufficiente penetrazione si
innalza la corrente, cresce parallelamente il consumo del filo e ci origina una
maggiore quantit di metallo dapporto con conseguente sovrametallo. In tali
casi occorre cambiare la preparazione del giunto affinch questo sia adatto a
poter accogliere il maggiore apporto.
luogo comune ritenere, erroneamente, che leccesso di sovrametallo non sia un
difetto ma che, anzi, a causa del maggiore spessore della saldatura il giunto offra
una resistenza pi elevata. Ci assolutamente falso: infatti ai margini del
sovrametallo si crea sempre, per effetto della forma, una concentrazione di
tensioni (effetto di intaglio) che sotto certe condizioni di servizio come fatica, urti
o bassa temperatura, pu ridurre la capacit di resistenza dal giunto.
Difetti operativi: difetti
di profilo
Incisioni marginali
corrente eccessiva
maneggio non corretto
Irregolarit di maglia
velocit elevata
arco troppo lungo
capacit operatorie inadeguate in genere
Difetti operativi: difetti
di profilo
Difetti operativi: difetti
Slivellamenti
di profilo
errori di montaggio
pu portare a mancanze di
fusione
Spruzzi
tipici della saldatura ad
elettrodo o MIG / MAG short arc
lunghezza dellarco eccessiva
Colpi darco
Errori nellinnesco dellarco
elettrico
particolarmente pericolosi su
materiali facilmente temprabili
DIFETTOLOGIA
Incisioni marginali
Le incisioni marginali sono, sostanzialmente, una sorta di solcatura a margine del cordone che si presenta,
nellimmagine radiografica, sotto forma di piccole linee nere, talvolta sui due lati, continue o a tratti.
Questo tipo di difetto si presenta spesso nei cordoni eseguiti manualmente sia in giunti di testa sia in
cordoni dangolo, pi frequentemente in posizione diversa da quella piana.
Le incisioni marginali sono essenzialmente causate dallimpiego di corrente eccessiva, associata ad un
impiego non corretto della torcia.
Irregolarit superficiale
un difetto che conferisce un cattivo aspetto estetico al cordone le cui maglie, anzich essere disposte
parallelamente una di seguito allaltra, seguono un andamento irregolare, con variazione di profilo del
cordone, avvallamenti denuncianti i punti di ripresa ecc. La causa di tale difetto da imputarsi ad una
scarsa abilit da parte del saldatore.
Nella saldatura automatica si pu riscontrare uno scadente aspetto superficiale a seguito delladozione di
parametri di saldatura non appropriati quali, ad esempio, velocit eccessiva (maglia a spina di pesce
troppo accentuata) o velocit troppo bassa (eccesso di sovrametallo accoppiato a traboccamenti laterali
che costituiscono incollature tra sovrametallo e metallo base.
Slivellamento dei lembi
un difetto dovuto ad un imperfetto assemblaggio del giunto che ostacola la possibilit di eseguire una
saldatura regolare. Nel migliore dei casi si riscontra una brusca variazione del profilo, ma in certe
situazioni lo slivellamento tale da provocare una mancanza di fusione del lembo sottoposto.
DIFETTOLOGIA
Cordone dangolo troppo convesso
Questo difetto caratteristico dei giunti dangolo ed dovuto ad un uso
improprio dellelettrodo da parte del saldatore o a parametri non corretti (per
esempio tensione insufficiente) nella saldatura automatica.
Spruzzi
Sono depositi pi o meno grandi e dispersi, frequentemente incollati sulla
superficie del metallo base vicino al cordone, tipici della saldatura manuale a
elettrodi rivestiti (basico e cellulosico) e del procedimento MAG (CO2). Gli spruzzi
di saldatura appaiono nellimmagine radiografica sotto forma di piccole macchie
bianche sia sul cordone di saldatura sia nel materiale base.
Questo tipo di difetto pericoloso, soprattutto per i giunti che operano in
ambienti chimicamente aggressivi, poich rappresentano un facile innesco per
lattacco corrosivo.
Colpi darco
Consistono in una fusione localizzata del materiale base che avvenuta senza
deposito di materiale dapporto. Si tratta di difetti tipici dei procedimenti manuali
ad arco e sono provocati dalla scarsa cura del saldatore che innesca larco sul
materiale base e non, come regola, su un lembo del cianfrino.
Livelli di qualit nelle
imperfezioni
EN ISO 5817: Guida sui livelli di qualit delle
imperfezioni
E un riferimento per la stesura di codici di applicazione
Si applica alla saldatura di acciaio, nickel e titanio
Vengono forniti tre livelli di qualit delle imperfezioni delle
saldatura
I valori indicati sono relativi alle dimensioni reali dei difetti. Il
rilevamento e la valutazione di tali dimensioni possono richiedere
luso di uno o pi metodi di controllo non distruttivo

SIMBOLO DEL LIVELLO LIVELLO DI QUALITA


D MODERATO
C MEDIO
B ELEVATO
Livelli di qualit nelle
imperfezioni (esempio)
Classificazione
imperfezioni: gruppo 100

100 cricca
1001 microcricca
101 cricca longitudinale
102 cricca trasversale
103 cricche a raggiera
104 cricca di cratere
105 rete di cricche
106 cricche ramificate
Classificazione
200 cavit

imperfezioni:
201 soffiatura
gruppo 200
2011 poro
2012 porosit distribuita uniformemente
2013 nido di soffiature
2014 pori allineati
2015 cavit allungata
2016 tarlo
2017 poro superficiale
202 cavit di ritiro
2021 cavit di ritiro interdendritica
2024 cavit di cratere
2025 cavit di ritiro terminale
Classificazione
imperfezioni:
203 microcavit di ritiro gruppo 200
2031 microcavit di ritiro interdendritica
2032 microcavit di ritiro transgranulare
Classificazione
imperfezioni: gruppo 300
300 inclusione solida
301 inclusione di scoria
302 inclusione di flusso
303 inclusione di ossido
3034 pellicola di ossido
304 inclusione metallica
Classificazione
imperfezioni: gruppo 400
400 mancanza di fusione e di penetrazione
401 mancanza di fusione (incollatura)
4011 mancanza di fusione laterale
4012 mancanza di fusione tra le passate
4013 mancanza di fusione al vertice
402 mancanza di penetrazione (penetrazione
incompleta)
4021 mancanza di penetrazione al vertice
403 penetrazione a denti di sega
Classificazione
imperfezioni: gruppo 500
500 forma difettosa
501 incisione marginale
5011 incisione marginale continua
5012 incisione marginale discontinua
5013 incisione al vertice
5014 incisione tra le passate
5015 incisione marginale discontinua; incisione marginale locale
502 sovrammetallo eccessivo
503 convessit eccessiva
504 eccesso di penetrazione
5041 eccesso di penetrazione locale
5042 eccesso di penetrazione continuo
5043 sfondamento
Classificazione
imperfezioni: gruppo 500
505 raccordo difettoso
506 traboccamento
5061 traboccamento dellultima passata
5062 traboccamento della passata al vertice
507 slivellamento
5071 slivellamento fra lamiere
5072 slivellamento fra tubi
508 deformazione angolare
509 avvallamento
5091 avvallamento in frontale
5092 avvallamento in piano o in soprattesta
5093 avvallamento in saldatura dangolo
5094 avvallamento con spigolo fuso
Classificazione
imperfezioni: gruppo 500
510 sfondamento
511 riempimento incompleto, insellamento
512 asimmetria eccessiva di una saldatura dangolo
513 larghezza irregolare
514 superficie irregolare
515 insellamento al vertice
516 spugnosit al vertice
517 difetto di ripresa, ripresa difettosa
520 distorsione eccessiva
521 dimensioni non corrette della saldatura
Classificazione
imperfezioni: gruppo 500
521 dimensioni non corrette della saldatura
5211 eccessivo spessore della saldatura
5212 larghezza eccessiva della saldatura
5213 altezza di gola insufficiente
5214 altezza di gola eccessiva
Classificazione
imperfezioni: gruppo 600
600 altre imperfezioni
601 colpo darco (sul pezzo)
602 spruzzo
6021 spruzzo di tungsteno
603 strappo superficiale
604 colpo di mola
605 colpo di scalpello
606 molatura eccessiva
607 imperfezione della puntatura
608 sfalsamento di saldature contrapposte
610 colori di rinvenimento
Classificazione
imperfezioni: gruppo 600
613 superficie ricoperta con calamina
614 residuo di flusso
615 residuo di scoria
617 distacco non corretto in saldatura dangolo
618 rigonfiamento
A. Corrente, lunghezza
arco e velocit
corrette
B. Corrente troppo
bassa
C. Corrente troppo alta
D. Lunghezza arco
corta
E. Lunghezza arco
eccessiva
F. Velocit troppo
bassa
G. Velocit eccessiva