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Equation Chapter 1 Section 1 A3.

Caratterizzazione ottica di guide donda

La caratterizzazione ottica delle guide donda parte dallindividuazione sperimentale


dei modi guidati e dal calcolo dei corrispondenti indici di rifrazione efficaci.
Per un modo guidato di ordine m, lindice di rifrazione efficace definito come

m
neffm = (A3.1)
k

in cui m la costante di propagazione del modo e k = 2 il numero donda dello


spazio libero.
Se ns lindice di rifrazione del substrato e n(0) lindice di rifrazione massimo della
guida, la condizione affinch il modo sia guidato che ns < neff < n(0).
Uno dei metodi per realizzare la caratterizzazione di guide donda quello
dellaccoppiamento mediante prisma, detto anche metodo m-lines.

A3.1 METODO DI ACCOPPIAMENTO MEDIANTE PRISMA

Laccoppiamento del fascio laser allinterno di una guida dielettrica planare mediante
prisma governato dallangolo di incidenza del fascio sulla base del prisma.

vpz
vp

Figura A3.1 Velocit di fase nel sistema prisma-aria-guida

i
Langolo di incidenza determina la velocit di fase vp nella direzione z, dellonda
incidente nel prisma e nella regione di separazione fra prisma e guida. La velocit vp
definita dalla relazione

c0
vp = (A3.2)
np sen

in cui c 0 la velocit della luce nel vuoto e np lindice di rifrazione del prisma.

Per comprendere il comportamento dellonda nelle diverse regioni si consideri


dapprima la situazione geometrica che prevede il prisma posto a contatto con uno strato di
materiale che lo divide dalla guida ed il cui indice di rifrazione sia na, con na < np.
Unonda planare incidente con angolo soggetta ad una riflessione totale alla base
del prisma solo se verifica la disequazione

> c (A3.3)

con c angolo critico di riflessione totale definito dallequazione

n
c = sen1 a (A3.4)
np

Se si verifica la riflessione totale, nel prisma si genera una distribuzione di onde


stazionarie rispetto alla direzione x ed un campo che decade esponenzialmente nella
regione di separazione fra prisma e guida (la velocit di propagazione sempre vp). In fig.
A3.2a mostrato la componente Ex del campo elettrico; il campo magnetico avr
componente Hy e, pertanto, il vettore di Poynting risulta lungo la direzione z. Quindi, il
flusso di energia del campo e.m. orizzontale sia nel prisma che nel gap di separazione
prismaguida, come mostrato dalla freccia in figura A3.2b. A causa di questo flusso
orizzontale lintero campo pu essere considerato un modo che si propaga nella direzione
z. Si consideri poi uno strato guidante di spessore hf allinterno del quale si propaghi
unonda la cui ampiezza evidenziata in figura A3.2b. La regione al di sopra della guida
ha indice di rifrazione na. Il campo dellonda che si propaga nella regione al di sopra della
guida e nel substrato decade esponenzialmente allaumentare della distanza dallo strato

ii
guidante. Allinterno di questo strato il campo varia sinusoidalmente e londa si pu
considerare un modo che si propaga nella direzione z orizzontale.

Figura A3.2 Descrizione del comportamento dellonda e.m. nella regione di accoppiamento: a)
campo di unonda piana incidente sul prisma che subisce una riflessione totale
allinterfaccia; b) campo di unonda superficiale che si propaga nella guida

E possibile considerare una geometria che combini le due configurazioni. In generale


ci si aspetta che i modi che si propagano in questa nuova geometria siano diversi da quelli
che si propagano nelle singole configurazioni. I modi prima considerati separati hanno
campi esponenziali nel mezzo comune (quello con indice di rifrazione na). Questo implica
che i modi interagiscono debolmente se laltezza del mezzo comune sufficientemente
grande. La forma esponenziale dei campi nella regione di accoppiamento implica anche
che lenergia si sia trasferita nella guida per effetto tunnel. Unimportante propriet dei
modi debolmente accoppiati che lenergia pu essere scambiata tra loro. Linterscambio
completo se i due modi hanno la stessa fase. Questa condizione soddisfatta se

k p sen = sw (A3.5)

in cui kp il fattore di propagazione dellonda planare nel mezzo pi esterno, cio il


prisma, e sw il fattore di propagazione dellonda superficiale.

iii
Lo scambio totale di energia si verifica se la lunghezza di interazione L lungo la
direzione z data da KL = /2, dove K il coefficiente di accoppiamento fra londa che si
propaga nel prisma (Fig. A3.2a) e quella che si propaga nella guida (Fig. A3.2b). Infatti,
lefficienza di trasferimento del tipo = sen2KL , che massima ( = 1) per KL = /2. La
geometria che comprende entrambi i casi esaminati e che corrisponde alla situazione
reale di accoppiamento prismaguida riportata nella figura A4b.3.

Figura A3.3 Schematizzazione del sistema prisma aria - guida

Un fascio incide su un prisma con indice di rifrazione np; langolo di incidenza si


sceglie in modo da verificare la condizione di riflessione totale e di uguaglianza di fase. Il
campo dellonda che si propaga in questo sistema descritto con buona approssimazione
dalla Fig. A3.2a. Il mezzo tra il prisma e la guida generalmente aria caratterizzata da un
gap di altezza ha ed indice di rifrazione na = 1. Laccoppiamento pu verificarsi solo se il
fascio incide sulla base del prisma in un punto che sia interno al segmento la cui
lunghezza L (evidente nella Fig. A3.3) sia misurata a partire dalla faccia normale alla base
con L espressa dalla relazione 2w = L cos . Quando il gap di aria sufficientemente
piccolo (dellordine di /5) si verifica un forte accoppiamento fra il campo elettrico nel
prisma ed il modo di propagazione della guida secondo il principio di sincronismo. Questo
principio prescrive che la velocit di fase dellonda incidente nel prisma sia uguale alla
velocit di fase di uno dei modi di propagazione della guida donda

c0
vm = = vp (A3.6)
neff

Lindice efficace , quindi, neff = np sen , con maggiore dellangolo critico di rifrazione

interna c. La luce totalmente riflessa alla base del prisma e nel prisma si forma unonda

iv
stazionaria. Questo campo evanescente interagisce con il campo evanescente della guida
ottenendo laccoppiamento della luce con il modo.
Langolo non pu essere misurato direttamente. E possibile mettere in relazione
e , angolo di incidenza sul prisma, mediante considerazioni geometriche.

Figura A3.4 Traiettorie dei raggi allaccoppiamento del raggio laser nella guida mediante prisma

In riferimento alla figura A4b.4 ed applicando la legge di Snell si ha:

na sen = np senp
(A3.7)
np sen = neff sen

in cui na lindice di rifrazione dellaria pari a 1, np quello del prisma e neff quello
relativo al modo eccitato.
Se si impone che vi sia una riflessione totale allinterfaccia prisma-guida, affinch un
modo della guida possa essere eccitato, si ha:

sen
sen = np senp senp = n
(A3.8)
np sen = neff
p
n sen = n
p eff

essendo = 90.
Dalla figura A3.3 si rileva che:
= 90
= 90 +
= 90
Inoltre

v
= 90
= + p (A3.9)
= 180 p = 90 p

Se si combinano le relazioni precedenti si ottiene lespressione dellindice di


rifrazione efficace che lega langolo di incidenza del fascio laser sulla faccia obliqua del
prisma ai parametri caratteristici del prisma quali lindice di rifrazione np e langolo alla
base :

sen
neff = np sen + p = np sen + sen1 (A3.10)
np

Questa relazione consente di determinare gli indici efficaci corrispondenti ai modi


guidati agganciati variando langolo di incidenza sulla faccia obliqua del prisma. Assegnate
la geometria del prisma e la lunghezza donda, langolo legato alla velocit con cui
viaggia il modo allinterno della guida, varia con il modo.
Per la visualizzazione del fascio in uscita si utilizza un prisma di uscita di geometria
identica a quella del prisma dingresso. Supponendo che la guida sia monomodale (in
presenza di pi modi possibile trattare ognuno di essi indipendentemente dagli altri) in
corrispondenza di un determinato angolo e, quindi, di un angolo di incidenza sulla
faccia obliqua del prisma un solo fascio viene condotto al di fuori della struttura
attraversando prisma ed aria. Con unottimizzazione del diametro del fascio, della
lunghezza di accoppiamento e della geometria del gap, si sono raggiunti valori
dellefficienza ingesso uscita superiori al 90%. Nella maggior parte dei casi si hanno
per valori medi intorno al 50-60%.
Lavvenuto accoppiamento in corrispondenza di un determinato angolo di incidenza
pu essere osservato con la presenza di una linea su uno schermo (vedi figura A3.5),
detta m-line.

vi
Figura A3.5 Schema del set-up sperimentale per la misura degli indici efficaci di rifrazione con
metodo m-lines

Il sistema prisma-guida montato su una piattaforma rotante. Un sistema di


microposizionatori consente la regolazione della posizione dellintero sistema nei tre assi.
La sorgente luminosa utilizzata un fascio di luce coerente a polarizzazione lineare
TE emessa da un fascio laser He-Ne. La lunghezza donda di emissione = 0.6328 m.
In uscita al laser possibile inserire un rotatore di polarizzazione che consente di eccitare
anche i modi TM.
Poich al variare dellangolo di incidenza del fascio laser sul prisma possibile
eccitare selettivamente i modi sostenuti dalla guida, i prismi devono essere montati sulla
guida in modo che lintero sistema possa essere ruotato rispetto ad un riferimento fisso e
solidale al banco ottico in un piano ad esso parallelo. Langolo di rotazione pu essere
misurato per mezzo di un goniometro. Dopo aver fissato il campione allapposito supporto,
si fa in modo, agendo sui microposizionatori, che il fascio colpisca la base del prisma in
corrispondenza della vite di serraggio. Questo consente una riduzione del gap di aria tra
prisma e guida e realizza le condizioni migliori per laccoppiamento.
Il sistema ottico deve essere sistemato in modo che lo spot luminoso rimanga
sostanzialmente fisso alla base del prisma quando il goniometro viene ruotato di angoli
compresi nellintervallo di valori per i quali si pu verificare laccoppiamento.
Il goniometro pu essere inizializzato a zero quando il fascio laser incide
normalmente sulla faccia obliqua del prisma dingresso. In questo caso si ha la perfetta
sovrapposizione tra il raggio diretto e quello riflesso dal prisma. Per rendere visibile il

vii
punto di coincidenza dei due raggi si utilizza un chopper posto a valle del laser che
consente di individuare i raggi stessi attraverso due piccoli spot visualizzabili su di esso.
La frequenza di rotazione del chopper deve essere fissata in modo che i due spot
appaiono fissi, ossia senza intermittenze. Agendo sui microposizionatori e ruotando
leggermente il goniometro possibile ottenere la perfetta sovrapposizione degli spot e,
conseguentemente, possibile fissare lo zero della scala angolare.
Ruotando la guida si ricercano gli angoli di sincronismo in corrispondenza delle linee
modali. Questi angoli sono esattamente quelli di deflessione del raggio incidente rispetto
alla normale della faccia obliqua. Individuata la linea luminosa corrispondente al modo
fondamentale, si ottimizza la posizione del goniometro in modo da ottenere il massimo
dellintensit luminosa e si effettua la lettura dellangolo.
La misura si ripete anche per i modi di ordine pi elevato.
La determinazione dellangolo per il quale si ha eccitazione di un modo nella guida
pu essere effettuata non solo visualizzando la linea modale su un schermo e regolando
finemente la posizione del goniometro fino ad individuare la massima intensit luminosa
ma pu essere realizzata ricorrendo anche alluso di una telecamera.
In questo caso non si utilizza il prisma di uscita e si lascia propagare il modo in guida.
Quando questo raggiunge lestremit limite, possibile vedere sul bordo uno spot la cui
intensit massima in corrispondenza dellangolo di eccitazione. La telecamera viene
posizionata in modo da inquadrare il bordo della guida e, quindi, rilevare lo spot, che viene
visualizzato su un monitor. La visualizzazione sul monitor consente di apprezzare con
maggior precisione il massimo dellintensit luminosa del modo che si sta propagando e,
quindi, di effettuare una misura pi precisa dellangolo. Inoltre, questo metodo utilizzato
per la caratterizzazione di guide donda nellintervallo di lunghezza donda dellinfrarosso.
A queste lunghezze donda la radiazione non visibile. Lindividuazione della posizione
del raggio emesso dalla sorgente ed il posizionamento del prisma dingresso sulla guida
viene effettuato ricorrendo alluso di lastre sensibili alla lunghezza donda di interesse.
Lazzeramento del goniometro e la misura dellangolo sono realizzati con luso della
telecamera.

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Modo TE Modo TM
E z c
E
.
k y . x k
Onda straordinaria Onda ordinaria

Asse del prisma


y cut
di rutilo

Modo TE Modo TM
E
y E
.
k . x k
z c
Onda ordinaria Onda straordinaria

Asse del prisma


z cut
di rutilo

Modo TE Modo TM
E x
E
.
k y . k
z c
Onda ordinaria Onda ordinaria

Asse del prisma


x cut
di rutilo

Figura A3.6 Modi di propagazione in una guida di LiNbO3 in relazione al taglio cristallografico
(entrambi i modi TE e TM sono da intendersi incidenti sul prisma di ingresso)

In figura A3.6 sono mostrati i modi di propagazione in una guida planare anisotropa
in LiNbO3, in relazione alle tre diverse orientazioni del cristallo. I modi che si propagano
nella guida hanno la stessa polarizzazione dellonda incidente e costituiscono onda
ordinaria o straordinaria in relazione allorientazione dellasse ottico della guida.
Lorientazione dellasse ottico del prisma suggerisce lutilizzo dellindice di rifrazione
straordinario del prisma in presenza di modi TE e di quello ordinario con i modi TM.

I prismi utilizzati per la caratterizzazione ottica con il metodo delle m-lines devono
essere opportunamente scelti. La scelta viene operata facendo riferimento alla relazione
(A3.10). Il primo requisito che deve caratterizzare i prismi utilizzati quello di avere un
indice di rifrazione pi elevato dellindice di rifrazione superficiale della guida che si deve
eccitare. I prismi utilizzati per la caratterizzazione di una guida donda realizzata per
diffusione di Ti in LiNbO3 sono in TiO2 (rutilo). Il rutilo un materiale anisotropo
ix
caratterizzato da valori degli indici di rifrazione straordinario ed ordinario rispettivamente
pari a npe = 2.8719 e npo = 2.5837 . Il rutilo presenta anche buone caratteristiche strutturali

(ad esempio, la durezza) ed ottiche (elevata trasmissivit alle lunghezze donda di


interesse). Langolo alla base del prisma un parametro critico nella determinazione degli
indici efficaci dei modi guidati. Il taglio del rutilo e la lappatura delle facce possono
provocare variazioni dellangolo dellordine di decimi di grado tali da influenzare
notevolmente la misura dellindice di rifrazione. I data sheet dei prismi dovrebbero
riportare, insieme ai valori degli indici di rifrazione, anche il valore preciso dellangolo alla
base. Nel caso in cui esso non sia noto con precisione necessario effettuarne la misura.
Supponendo che le caratteristiche del prisma sia note con elevata precisione, gli
errori che si commettono nella misura degli indici di rifrazione efficaci riguardano la misura
degli angoli, lallineamento fra luce incidente e guida, lorientazione del substrato e del
prisma.

A3.2 METODO Wentzel-Kramers-Brillouin (WKB)

Si consideri una guida slab diffusa lungo x il cui profilo presenta un andamento che
parte da x = 0 e decresce in profondit.
Lequazione donda dei modi TE

d2E y
dx 2
( )
+ k 02 n2 (x) n2eff E y = 0 (A3.11)

Essa pu essere scritta nella forma

d2 f(x)
2
+ k 2 (x)f(x) = 0 (A3.12)
dx

in cui k(x) = k 0 (n (x) n )


2 2
eff la costante di propagazione lungo x.

Alla profondit xt alla quale n(xt) = neff si ha k(xt) = 0; xt viene definito turning point, ossia
il punto nel quale lindice di rifrazione assume il valore dellindice efficace, ovvero il punto a
partire dal quale landamento oscillatorio del campo diventa esponenziale decrescente.

x
Se fosse k(x) = costante = k, la soluzione dellequazione (A3.13) sarebbe f(x) = Aejkx, con
A costante, quindi la soluzione dellequazione dellonda potrebbe assumere la forma

Ey (x) = A(x)e(x) (A3.13)

Nellipotesi che A(x) e (x) possono variare in modo significativo solo per x = L >> (
lunghezza donda) ed imponendo che la (A3.13) sia una soluzione della (A3.12), si
impongono le

C
A(x) = k(x)
(A3.14)
(x) = x k(x)dx
0

con C costante.
Se la soluzione viene esplicitata anche per le componenti non nulle del campo magnetico
per le tre regioni x < 0 (aria), 0 < x < xt e x > xt, e si impongono le condizioni di continuit
delle componenti tangenziali dei campi, si ha lequazione caratteristica o equazione agli
autovalori per un generico modo di ordine m:

xt
k0 n2 (x) neff
2
dx = m + a + s (A3.15)
0

nel caso di un profilo asimmetrico e monotonicamente decrescente per x > 0 con il


massimo allinterfaccia ariaguida.
La variazione di fase 2a allinterfaccia aria-guida data da:

n2 n2
2 a = 2tg1 2 eff a
(A3.16)
n (0) n2eff

in cui na = 1 lindice di rifrazione dellaria.


La variazione di fase 2s in corrispondenza del turning point data da:


2 s = (A3.17)
2

xi
Se noto il profilo dindice n(x) ricorrendo alle equazioni (A3.15), (A3.16) e (A3.17)
possibile determinare gli indici dei modi TE e TM che si propagano in guida, nonch la
distribuzione di campo di tutti i modi. Lapprossimazione WKB riesce a valutare gli indici
efficaci con una precisione dellordine 10-4 10-5 ed tanto migliore quanto maggiore il
numero dei modi guidati.
Se si conoscono gli indici efficaci di rifrazione della guida si pu determinare il profilo
dellindice.

A3.2.1 Metodo WKB inverso (IWKB)

In molte situazioni pratiche sono noti gli indici di rifrazione efficaci misurati attraverso
il metodo di accoppiamento con prisma. Lequazione agli autovalori (A4b.15) deve essere
invertita per ricostruire il profilo dellindice di rifrazione della guida.
E necessario sottolineare che, per un set di costanti di propagazione misurate per una
guida ad una data lunghezza donda, si possono considerare diversi profili. Per questo
motivo, quando si usa il metodo IWKB, possono essere assunte alcune forme funzionali
per il profilo dellindice di rifrazione.
Una possibilit quella di rappresentare la distribuzione dellindice di rifrazione con una
semplice funzione con pochi parametri incogniti e di trovare i valori per i parametri che
forniscono ladattamento migliore per le costanti di propagazione. Se gli unici fattori noti
dellandamento del profilo sono il suo indice di rifrazione graduale ed il fatto che
diminuisce con la profondit a partire dalla superficie, esso si pu assumere lineare tra i
turning point dei diversi modi.
Gli indici efficaci dei modi forniscono i valori degli indici di rifrazione ai turning point, quindi
gli unici parametri incogniti sono le profondit dei turning points ed il valore massimo
dellindice di rifrazione superficiale.
Assumendo un valore noto come valore massimo dellindice di rifrazione superficiale e
procedendo dal modo dordine pi basso a quello di ordine pi alto, le profondit dei
turning point possono essere determinate dalla (A4b.15) per un modo alla volta. Se lindice
di rifrazione superficiale non noto il suo valore pu essere determinato minimizzando la
curvatura totale del profilo. E possibile considerare diversi metodi che fanno riferimento al
metodo IWKB.

xii
Lequazione di riferimento (A3.15); lidea di partenza quella di costruire il profilo
dellindice partendo dagli indici efficaci misurati.
Uno dei metodi usati per la ricostruzione del profilo dellindice quello di Chiang. Esso
determina il profilo a partire da una serie di indici efficaci misurati costruendo una funzione
di indice efficace N(m) tale che N(m) = neff, in cui m rappresenta lordine dei modi, e
ricavando n(x) dalla (A3.15).
La funzione indice efficace ricostruita interpolando gli indici efficaci misurati N(0), N(1),
N(m-1) usando una spline cubica. Nota N(m) = n(xtm) possibile determinare il valore
dellindice superficiale n(0) = N(m0) dalla relazione neff = n(xtm).
In tali condizioni, dalla (A3.16) si ha che la variazione di fase 2a associata al particolare

turning point, xt = 0, pari a 2 s = 2 = ; perci a + s = 0.75 .
2
xt
Dalla (A3.15) si ha che k0 n (x) neff dx = 0 con n(0) = N(m0) e xt = 0, e, perci:
2 2
0

0 = m0 + 0.75 B m0 = 0.75 .

Quindi, lindice di rifrazione superficiale n(0) pari a N(-0.75).


Per studiare landamento della funzione N(m) si analizza la sua derivata:
dN(m) dN dx t
= ;
dm dx t dm
essendo, per ipotesi, il profilo decrescente per x >0 e xt crescente con lordine dei modi,
affinch il profilo sia realizzabile fisicamente la funzione N(m) deve essere decrescente
per m > -0.75.
La funzione costruita potrebbe non verificare queste condizioni e questo dipende
generalmente dalla distribuzione degli indici.
Dopo aver costruito la funzione N(m), per ricostruire il profilo n(x), si inverte la (A3.15)
nella quale agli neff si sostituita la funzione N(m). Questa operazione risulta complicata
perch il secondo membro della (A3.15) dipende da N(m), per cui si ricorre ad un

algoritmo a meno di non approssimare a ad un valore costante, per esempio pari a . La
2
funzione N(m) viene campionata in ordine decrescente nei punti associati ai turning point
determinati dalla (A3.15) con la condizione di annullamento dellintegrale a primo membro
e si costruisce una curva a gradino N(x) che rappresenta il profilo dellindice campionato. Il
profilo viene ricostruito senza ricorrere ad alcuna funzione di partenza, per cui il metodo
un valido strumento per scoprire il tipo di profilo dellindice della guida. I risultati di questa

xiii
prima elaborazione vengono successivamente elaborati per ricavare una funzione di
profilo dindice che approssimi al meglio i punti campionati.
Un altro metodo badato sullapprossimazione WKB quello proposto da White e
Heidrich. Esso consiste in unintegrazione numerica condotta senza assumere alcuna
forma particolare del profilo dellindice ed approssimando il profilo con dei segmenti.
Questo metodo accurato nel fornire informazioni dettagliate sul gradiente dellindice di
rifrazione solo per guide donda con un numero elevato di modi.
Nel metodo di Hertel e Menzler il valore dellindice di substrato ns si considera noto e
si impone il comportamento del profilo dellindice in prossimit della superficie ed a grande
profondit. In questo modo si possono ottenere risultati molto accurati.

A3.3 PERDITE PER DIFFUSIONE DELLA LUCE

Le perdite per diffusione (scattering losses) dipendono essenzialmente da tre fattori:


- zone di non omogeneit localizzate
- rugosit superficiale
- difetti isolati.
La rugosit superficiale in relazione alla tecnica di preparazione del substrato ed al
processo di deposizione dello strato di Ti da diffondere, mentre le zone di non omogeneit
localizzate (centri di scattering) sono direttamente collegate al processo di fabbricazione
durante il quale si formano delle zone di dimensioni molto piccole a diverso indice di
rifrazione ed anisotrope. Il terzo fattore dipende dalla presenza di impurit (ad esempio
grani di polvere) presenti durante la preparazione della guida. Questa ultima causa di
scattering meno importante delle altre due nel senso che pu facilmente essere
eliminata dedicando particolare cura alla preparazione del campione. I risultati disponibili
in letteratura mostrano che leffetto pi rilevante quello prodotto dallo scattering nel bulk
piuttosto che dalla rugosit superficiale. Per questo motivo un maggiore interesse viene
dedicato alle perdite nel piano della guida (in-plane scattering losses) e non a quelle fuori
dal piano (out-of-plane scattering losses), che vengono utilizzate come fonte di
informazioni diagnostiche.

xiv
A3.3.1Misura di in plane scattering

Lo schema del sistema di misura adoperato mostrato in figura A4b.7

Figura A3.7 Schema del set-up sperimentale per la misura delle in-plane scattering losses

Il fascio del laser He-Ne a = 0.6328m, dopo la modulazione effettuata dal chopper
a 575 Hz, accoppiato nella guida attraverso un prisma di rutilo. Un secondo prisma
identico al primo usato per accoppiare la luce con lesterno. La guida montata con il
suo piano disposto verticalmente ed il fotodiodo montato su un asse verticale posto ad
una distanza dalla guida tale da poter effettuare misure di luce in campo lontano, ad
esempio a 50 cm dalla guida. Si visualizza la m-line relativa al modo fondamentale e si
posiziona il fotodiodo in corrispondenza di essa. Il fotodiodo del tipo ad area efficace
grande ma con una stretta finestra montata sulla parte frontale. Il movimento del fotodiodo
regolato in modo che effettui la scansione della linea modale, rilevando lintensit
luminosa in corrispondenza di determinate posizioni. Luscita del fotodiodo entra
nellamplificatore lock-in ed il segnale amplificato viene inviato ad un sistema di
acquisizione dati.
Il grafico che si ottiene dalla scansione della linea modale del tipo riportato in figura
A3.8. La scala verticale riportata i livelli di intensit luminosa mentre la scala orizzontale
individua la posizione di lettura del fotodiodo rispetto alla punto centrale della linea modale
che quello ad intensit maggiore.

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Figura A3.8 Acquisizione delle misure dei livelli di scattering nel piano della guida

Nota la distanza dalla guida a cui stato posto il fotodiodo ed avendo regolato la
scansione della linea da parte del fotodiodo in modo che acquisisca in corrispondenza di
determinate distanze dal centro, si pu determinare una scala angolare in corrispondenza
della posizione del fotodiodo. In tal modo si misurano le intensit di luce corrispondenti a
fissati angoli in aria rispetto al punto centrale della linea modale. La misura viene ripetuta
per diverse posizioni del prisma duscita rispetto a quello dingresso, ottenendo per
ciascuna misura un grafico del tipo visto sopra. Su ciascuno dei grafici ottenuti per
ciascuna posizione del prisma di uscita si legge il valore di intensit in corrispondenza di
determinati spostamenti angolari rispetto al massimo di intensit, ad esempio 1 in aria, 2
e cos via. Si effettua il rapporto fra ciascuno di questi valori ed il valore di intensit
corrispondente al massimo (quindi, una differenza in scala logaritmica) e si riportano tali
dati in funzione della posizione del prisma di uscita, ottenendo dei grafici del tipo di quelli
riportati in figura A3.9.

Figura A3.9 Perdite per diffusione nel piano della guida

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I punti sperimentali sono interpolati con regressione lineare. La pendenza della retta
fornisce una stima del livello di scattering nel piano della guida. Se la retta fosse a
pendenza nulla questo significherebbe avere un livello di scattering praticamente costante
su tutta la lunghezza della guida. Il secondo parametro da stimare lintercetta della retta
sullasse verticale che fornisce lindicazione del livello di diffusione in corrispondenza di
ciascuna posizione del fotodiodo. Idealmente, se la guida fosse senza perdite le rette
sarebbero a pendenza nulla e coincidenti con lasse orizzontale.

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