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PREMESSA

Esistono tanti libri sulla televisione. Gli approcci al tema


sono tra i pi diversi: si parte dalla sociologia e dalla storia del costume, alcuni veramente affascinanti dal momento che dentro c lo sbarco sulla luna e drive in, Mamm
e Berlusconi; altri invece si concentrano sulla metologia
tecnologica di approccio alla televisione ed i peggiori tra
questi tengono a lungo col fiato sospeso sullo sconosciuto
termine tecnico o sulla incomprensibile scheda grafica del
pixel.
Non ci riuscito in questi anni di trovare un libro che fosse
una guida pratica a programmi visti, comuni, che rispondesse alle domande banali che le persone a volte fanno a
proposito della televisione, tipo: ma come fa limmagine
di quella telecamera ad andare in onda in tutto il mondo?
Per questo ci siamo risolti a scriverne uno insieme, a quattro mani, che raccontasse in maniera abbastanza discorsiva e schematica come avviene quel miracolo chiamato
trasmissione, come una partita diventa un programma.
solo un approccio, una prima stesura nata in seguito alle
visite fatte dai ragazzi dellAccademia di Belle Arti di Napoli presso il Centro di Produzone Tv della Rai di Napoli
e scritta per accontentare le curiosit degli studenti delle
Facolt nella quali abbiamo avuto modo di raccontare il
nostro mestiere. un libro, infatti, ricco delle nostre
esperienze di televisione, di esempi che abbiamo trasmesso in prima persona. Ci ripromettiamo con la seconda
edizione, con maggior tempo a disposizione, di condirla
ancor di pi.
Buona visione.
Barbara e Giacomo.

Introduzione

Che cosa stiamo raccontando?


una storia di fantasia? Si tratta di notizie di cronaca?
Riprendiamo una rappresentazione teatrale?
O forse la partita della nazionale di calcio? Ma no,
lelezione del Presidente...
Ogni contenuto definisce un testo televisivo diverso ed
ogni testo comporta una diversa organizzazione della
produzione, della ripresa audio/video, della postproduzione.
Queste pagine costituiscono una guida alle produzioni televisive: un viaggio che parte dal contenuto che si
intende mettere in scena televisivamente e che ha come
tappe lo studio televisivo, le location esterne, le regie
fisse e quelle mobili. Un excursus sulle tecnologie che
consentono la messa in onda di programmi lontani
e diversi tra loro. Le impressioni e le immagini che
corrono lungo il testo sono perlopi tratte da lavori e
contesti riferiti al Centro di Produzione Rai di Napoli.
La comunicazione televisiva
Nel lancio del Tg la giornalista cerca di guadagnare
ascolti terrorizzando gli spettatori per convincerli a

rimanere in visione del proprio canale di trasmissione:


il telegiornale, infatti, tratter, tra laltro, dellaumento
preoccupante delle rapine agli anziani. del suo target
di anziani che la giornalista si occupa, del numero di
ascoltatori che non potr assolutamente fare a meno di
prestare attenzione tutto dallinizio alla fine, quasi che
questo possa salvar loro la vita in caso di rapina.
Ha utilizzato una serie di mezzi tecnologici per comunicare il suo messaggio: ha guardato diritto in camera
(la Uno probabilmente), mentre il regista ha scelto
di inquadrarla in piedi con alle spalle un monitor nel
quale il mixer video ha inserito la grafica che distingue
questo Tg dagli altri, sicuramente un lancio in diretta,
il microfonista ha agganciato perfettamente il collarino (un piccolo microfono che si colloca alla base del
collo, da qui il suo nome, ma detto anche lavalier) ed
il tecnico audio ha contemporaneamente aperto la pista
che moduler la voce della giornalista mixandola con
la musica di sottofondo.
Per quanto riguarda, invece, il testo che propone la
giornalista sar, probabilmente, stato scelto in maniera abbastanza estemporanea: calibrando le parole da
usare, condendole con il tono della vera professionista:
deve convincere i suoi telespettatori della propria affidabilit, deve essere professionale ed accattivante per
mantenere
primato del giornale del suo canale, piuttosto che andare dal concorrente tg, in onda nelle stesso momento.
Insisto su due concetti che sono alla base di questo
esempio: il primo quello di comunicazione (1), il
secondo quello di diretta.

Alla base del lavoro della televisione (cos come di


qualunque opera di pittura, di grafica, di scultura, di
cinema) vi la ragion dessere nel trasmettere qualcosa a qualcuno, a molti, ad una folla ciascuna opera
ha raggiunto lo scopo quando il contenuto (manifesto
e nascosto) che si intendeva comunicare raggiunge il
proprio destinatario.
Quasi tutte le opere vengono costruite in un primo
tempo, relativamente lontano, e soltanto in un secondo
tempo poi vengono fruite dai loro destinatari, ovvero dal proprio pubblico; soltanto per la televisione la
produzione e la trasmissione possono coincidere:
nella diretta.
Ogni giorno, sia in diretta 24 ore su 24 come per Rainews 24 (ma solo per rimanere campanilisticamente
in casa) che per tre edizioni collocate in orari diversi
nei diversi palinsesti nazionali e regionali va in onda
il telegiornale. la trasmissione che vanta il maggior
numero di dirette nella storia della televisione.
Per esemplificare seguiremo limpostazione del TGR
Campania: la redazione giornalistica lavora al terzo
piano del Centro di Produzione Rai di Napoli. Il caporedattore centrale (oggi Antonello Perillo) si occupa
di organizzare la vita della redazione nella scelta dei
diversi giornalisti a cui assegna il compito di gestire solo un servizio o lintera edizione del mattutino
Buongiorno Italia, Buongiorno Regione o la stessa
edizione del TGR in qualit o di semplici giornalisti o
di caporedattore. Una volta assegnati i servizi ciascun
giornalista si recher a confezionare il proprio servizio

chiuso (con una troupe esterna che sar dotata di un


equipaggiamento ENG (2) per la ripresa, o servendosi
di materiale di repertorio messo a disposizione dalla
teca, o di entrambe le risorse e registrando un proprio
audio a commento talvolta anche mixato ad una musica che fa da sottofondo), mentre il designato conduttore del telegiornale si occuper di impaginare i servizi
dei colleghi, facendo precedere ciascun chiuso (cio
servizio completo) con un lancio in tema al servizio
ed aggiungendo notizie che ritiene di rilevante interesse per il pubblico, spesso anche sottolineate da fermo
immagine (fotografie scelte ad hoc a rappresentare
situazioni/personaggi) o da stralci di video che corrono
sulla lettura del conduttore.
Una volta approntato il copione il conduttore si dedicher di concerto con il regista ad impaginare televisamente il telegiornale. Il regista stabilir per i lanci
di quali servizi il conduttore si rivolger alle diverse
camere, scegliendo anche i tagli che di volta in volta, di notizia in servizio, inquadreranno il conduttore.
Finito insieme questo spoglio del copione, nel quale
si sceglieranno insieme anche i fermi a corredo delle
notizie, il regista si reca in studio ed in regia per verificare con il direttore di produzione che la macchina
tecnica sia efficiente.
Per la squadra tecnica un assistente al programma che
lavora nella redazione del Tg ha scritto un menab che
servir ad orizzontare ciascuno per il suo ruolo.
A titolo di esempio propongo un menab del 29 maggio 2014.

SIGLA DI APERTURA

Vivo Fracchiolla
130 rvm NUOVE INDAGINI SU SCOMPARSA PORFIDIA

Miglino

sonoro

Vivo Fracchiolla
130 rvm CONFESSIONI BOSS IOVINE

Nocchetti sonoro

Vivo Fracchiolla
115 rvm SALERNO: TRUFFA ALLE ASSICURAZIONI

Messina sonoro

Vivo Fracchiolla
130 rvm AGRICOLTURA TERRA DEI FUOCHI

Ghidini

Vivo Fracchiolla
120 rvm PROGETTO ANTICAMORRA PREFETTURA

Coppola sonoro

Vivo Fracchiolla
142 rvm VERSO SOLUZIONE VERTENZA IRIBUS

Genovese sonoro

Vivo Fracchiolla
30 rvm POLEMICHE UFFICIO TECNICO PORTICI

sonoro

muto

Vivo Fracchiolla
240
COLLEGAMENTO DA SORRENTO: ENZO PERONE SU MOSTRA PICASSO
Vivo Fracchiolla
220
OSPITE IN STUDIO: ROSANNA PURCHIA SOPRINTENDENTE SAN CARLO
210 a supporto ospite immagini manifestazioni San Carlo
Vivo Fracchiolla
110 rvm ARTRITE PSORIASICA
Saluti
Sigla di chiusura
METEO

Della Rocca

sonoro

Legenda:
Vivo Fracchiolla si riferisce al parlato od allinquadratura ripresa dal vivo, appunto, della conduttrice,
lottima giornalista Antonella Fracchiolla.
A capo la durata del servzio rvm (ovvero servizio da
registrazione videomagnetica)
Segue il suo titolo/argomento ed il nome del giornalista
che ne autore ed infine lindicazione di sonoro, ovvero con un suo audio.
Alla fine dei servizi sono previsti per questo Tg un
collegamento allesterno con il giornalista Enzo Perone
ed infine la presenza di unospite in studio, appunto la
soprintendente del San Carlo, il famoso Teatro napoletano, con tanto di immagini che serviranno a sostanziare con altri contenuti visivi le chiacchiere che si
faranno con lospite.

Chiaramente il menab ed il copione non possono prevedere cosa accadr veramente in diretta. Nel caso di
questo Tg, per esempio il filmato sullARTRITE PSORIASICA saltato in diretta perch il tempo previsto
per lospite in studio e quello del collegamento esterno si sono dilatati, non lasciando spazio sufficiente a
mettere in onda anche questo contributo filmato. Mancano a questo menab i fermi, ovvero le fotografie
che hanno corredato le notizie e recuperati nel corso
del telegiornale. Un altro termine proprio del menab
e non presente in questo esempio il cosiddetto voltapagina, ovvero una transizione grafica che consente
il passaggio da un servizio allaltro senza che venga
inquadrata di nuovo la conduttrice, ovvero mandando
in onda i servizi uno dopo laltro.

Lo studio
Lo studio del Tg, dove per studio si intende la struttura
attrezzata alla realizzazione della trasmissione nel quale avvengono le riprese e sono montate le scenografie
(3), servito da tre telecamere con gas pedestal, come
possibile osservare nelle foto che segue.

Ecco quello che in genere lassetto dello studio un


attimo prima che arrivi il conduttore.

Come si vede nella parte alta dello studio sono collocate luci ed accessori di illuminazione ed alle spalle della
seduta predisposta per il conduttore sono posti alcuni
monitor di scena. Altri monitor di servizio, invece,
sono sistemati dietro le telecamere, o comunque fuori
del loro raggio dazione, come si pu osservare nella
foto precedente.
Lo studio , inoltre, dotato di un sistema di diffusione
audio che si distribuisce sia con auricolari sia con casse
acustiche.
Nel caso specifico del telegiornale al conduttore che
guarda in camera proposto un gobbo elettronico che
consentir di leggere sullo schermo, posto sotto lobiettivo della camera, i lanci dei servizi e le notizie. Quando invece si opera in uno studio per un programma di

approfondimento, un talk o altro genere che utilizzi lo


strumento del gobbo elettronico e non, questo pu essere dislocato anche solo in prossimit delle telecamere

La regia

La regia il luogo in cui avviene la confezione del


programma. Nella sala di regia si definisce il coordinamento e la realizzazione dei programmi. Quando
si parla di regia in televisione si intende il luogo nel
quale si trova il regista, il mixer video, laiuto regista
e le apparecchiature che servono loro per svolgere il
proprio lavoro. In realt anche lambito del controllo
camere e della cabina audio appartengono alla regia,
ma si tratta di ambienti spesso separati che, quando
possibile, si isolano dalla regia video.
Nella regia video si trovano :

Una serie di monitor, sia singoli che pilotati da
multiviewer, chiaramente la qualit dei monitor cambia
a seconda del loro impiego.

Un mixer video, ovvero una console digitale alla
quale arrivano tutti i segnali, le sorgenti che il mixer
(persona fisica) sceglier in accordo con il regista per
metterle in onda. Il monitor pi importante della
regia quello del PGM (Program) detto anche di Linea, ovvero il monitor che indica qual la sorgente
che in onda. Il PGM , di solito, il monitor pi grande della regia ed posto proprio di fronte al regista ed
al mixer, accanto a questo il monitor del PREVIEW,
che, invece, accoglie la sorgente che seguir nellonda quella della linea. A completare il mixer anche
programmi che consentono di inserire effetti speciali

(particolari tipi di transizioni, ma pure banali tendine) e per alcuni programmi, come i TG pure titolatrici
e computer dedicati alla grafica. Nella foto che segue,
per esempio sono poste in

evidenza nella parte alta le DLS (digital library)
1 e 2 e la DEKO, tutte monitorie di fonti grafiche che
serviranno nel corso del TG. Prima della serie di monitor dedicati alle camere vi sono quelli che indicano
con SINC (sincronizzatore, ovvero che mette in sinc
sorgenti esterne) da 1 a 4 altre sorgenti, in genere di
postazioni o stand up (4), che interverranno a completare il programma. Anche laudio ha la sua importanza
per lascolto in regia come si nota dallaltoparlante
posto in alto a sinistra, chiaramente speculare ad uno
posto nella parte opposta. Per tutte le transizioni e gli
effetti, come quello anche di porre in plasma diversi
dello studio le diverse sorgenti, il Mixer si servir del
Mixer-effetti la cui monitoria in genere identificata
dalla sigla ME.

Nella regia video del telegiornale regionale, che


proposta nella foto sopra, possibile notare una fila di

monitor dedicati alle camere (nella foto sono evidenti


in particolare quelli delle camere da 2 a 6) che corre
proprio sopra il Program, mentre in particolare evidenza accanto a questo vi un orologio che indica lora:
non si tratta di un accessorio, ma di uno strumento
di particolare importanza. Nel corso delle dirette non
perdere di vista lora e dunque lo spazio destinato al
programma in palinsesto fondamentale.

Nelle due foto che seguono sono evidenziate due momenti diversi della vita di regia: nel primo in pieno
svolgimento la registrazione del programma, nel secondo il regista (nello specifico Sergio Colabona) sta
controllando le posizioni degli attori in scena: latmosfera chiaramente molto diversa, a cominciare dalla
presenza delle cosiddette luci di servizio che sono
accese mentre Colabona fornisce indicazioni, mentre
sono spente nel corso della realizzazione del programma. Si lascia proprio unilluminazione di comodo
per gli assistenti che lavorano, mentre vive la luce dei
monitor

Nella regia hanno una parte fondamentale le comunicazioni gestite dal tecnico audio attraverso l intercom.
Si tratta di un sistema in grado di far comunicare tra
loro tutti i membri della squadra tecnica con quelli dei
reparti artistici. attraverso lintercom che il regista
comunica il taglio dellinquadratura ed il tipo di movimento che desidera faccia la camera alloperatore di
ripresa, che pu relazionarsi con il direttore della fotografia in merito ai cambi di luce e di atmosfera, che

gestisce e controlla con laiuto dellispettore di studio


(che si occupa dellorganizzazione dello studio e controlla che tutto avvenga come previsto) gli eventuali
problemi o cambiamenti che intercorrono le corso del
programma. Nel caso del telegiornale fondamentale che il regista possa comunicare in tempo reale con
il giornalista e verificare con lui lo svolgimento della
diretta.
Accanto alla regia video vi il controllo camere: in
questa sala nella quale lavorano uno o pi tecnici
chiamati appunto controlli camere (come nel caso del
mixer infatti prendono il loro nome dallapparecchiatura che gestiscono) si provvede al controllo tecnico dei
segnali ed al bilanciamento delle telecamere. Per essere pi chiari banalizzeremo il concetto facendo lesempio di due inquadrature prodotte rispettivamente da
due camere che per essere staccate dal mixer una dopo
laltra devono chiaramente avere colori omologhi: non
possibile che la camicia del nostro giornalista appaia
azzurra sulla camera uno e verde sulla camera due.

Anche la postazione luci agita da un tecnico attraverso la consolle di comando ed sovente posta accanto
a quella del controllo camere, poich queste figure
professionali lavorano a stretto contatto per decidere
insieme qual la fotografia del programma.
Nella regia audio sono collocati il mixer audio e tutta
una seria d apparati che concorrono alla realizzazione
della colonna audio del program. Il mixer audio provvede alla preamplificazione ed al bilanciamento delle
varie sorgenti sonore sia che esse siano: voci, musiche,
rumori, brusio e cos via, insomma di tutte le fonti
sonore che compongono appunto la colonna audio del
Program.
La jingle machine, in particolare, una delle apparecchiature in dotazione anche nelle regie audio, non solo
dedicate al video, ma anche quelle radiofoniche, ed
una libreria di suoni, di effetti che in maniera
istantanea, in tempo reale, appunto, possono essere
inseriti dal tecnico audio allinterno della trasmissione.

In qualche caso il tecnico audio si occupa anche della


diffusione dello studio, chiaramente questo non pu
avvenire per i programmi musicali o per teatri e auditorium che prevedono un impianto pi grosso di quello
che serve, ad esempio il TG o un talk show.
Anche limpianto di collegamento tra la regia e lo studio, quelle che abbiamo indicato come intercomunicazioni, ovvero comunicazioni interne, sono a cura di
questa regia e del tecnico che ne responsabile.
La regia audio dovrebbe sempre essere posta in un
ambiente separato per consentire al tecnico di lavorare
con i volumi utili di volta in volta senza disturbare il
lavoro del regista e degli altri tecnici.
Tutti gli ambienti devono essere climatizzati dal momento che lo smaltimento del calore prodotto dalle
apparecchiature manderebbe in tilt uomini e mezzi. La
climatizzazione deve essere particolarmente silenziosa
per non invadere la necessaria attenzione allascolto
che serve tanto al cast artistico quanto a quello tecnico.
A concludere gli spazi che completano linsieme di
regia vi la sala apparati che ospita tutti gli apparecchi
elettronici come CCU (control camera unit), multiviewer, matrici, e altro che sono necessari per mettere in
collegamento tra loro le varie sale di regia con lo studio e con gli apparati di messa in onda che si trovano
dislocati in altro ambiente. Nella sala apparati, infatti,
si trova anche il patch panel a cui fa capo tutto il cablaggio dello studio.
Per le riprese interne della messa in onda si occuper

il Vidigrafo, per le riprese esterne, invece, si tratter di


un pulmino dotato di satellite.
Per completezza bisogna considerare che anche aree
che non hanno una diretta attinenza tecnica vengono
servite con monitorie che consentano il controllo della
produzione. Le sale di redazione, trucco e parrucco,
sala autori, camerini, guardaroba, reception e sale di
attesa.
NOTE
(1) Per meglio comprendere la storia ed il senso della

comunicazione utile questo approfondimento sul pensiero di Mc


Luhan.
Estratto da Wikipedia.
Alla base del pensiero di McLuhan (e della Scuola di Toronto di cui
egli, insieme a W. J. Ong, il maggiore rappresentante) troviamo un
accentuato determinismo tecnologico, cio lidea che in una societ la
struttura mentale delle persone e la cultura siano influenzate dal tipo
di tecnologia di cui tale societ dispone.
McLuhan afferma che il contenuto di una trasmissione ha in realt un
effetto minimo sia in presenza di programmi per bambini o di spettacoli violenti. Si tratta certamente di una forzatura, questa, che per
tende a mettere laccento sulla struttura dello strumento che sovente
viene dimenticata a favore del contenuto. Per esemplificare lo stesso film (contenuto) visto alla televisione o al cinema (medium) ha
un effetto diverso sullo spettatore. Di conseguenza la struttura della
televisione e la struttura del cinema hanno un impatto particolare nella
societ e sugli individui che deve essere colto e analizzato attentamente.
McLuhan osserva che ogni medium ha caratteristiche che coinvolgono gli spettatori in modi diversi; ad esempio, un passo di un libro pu
essere riletto a piacimento, mentre (prima dellavvento delle videocassette) un film deve essere ritrasmesso interamente per poterne studiare
una parte. in questo testo che McLuhan introduce la classificazione
dei media in caldi e freddi.
Fra le tesi pi illuminanti, quella per cui ogni nuova tecnologia (comprese la ruota, il parlato, la stampa), esercita su di noi una lusinga

molto potente, tramite la quale ci ipnotizza in uno stato di narcisistico torpore. Se non abbiamo gli anticorpi intellettuali adatti, questo
capita appena ne veniamo in contatto, e ci porta ad accettare come
assiomi assoluti, le assunzioni non neutrali intrinseche in quella tecnologia. Se invece riusciamo a evitare di esserne fagocitati, possiamo
guardare quella tecnologia dallesterno, con distacco, e a quel punto
riusciamo non solo a vedere con chiarezza i principi sottostanti e le
linee di forza che esercita, ma anche i mutamenti sociali diventano per
noi un libro aperto, siamo in grado di intuirli in anticipo e (in parte) di
controllarli. (pp. 1920)
Ci sono, poi, alcuni media che secondo McLuhan assolvono soprattutto la funzione di rassicurare e uno di questi media la televisione,
che per lui era un mezzo di conferma: non era un medium che diede
luogo a novit nellambito sociale o nellambito dei comportamenti
personali.
La televisione non crea delle novit, non suscita delle novit, quindi
un mezzo che conforta, consola, conferma e inchioda gli spettatori
in una stasi fisica (stare per del tempo seduti a guardarla) e mentale
(poich favorisce lo sviluppo di una forma mentis non interattiva, al
contrario di internet e di altri ambienti comunicativi a due o pi sensi).
Ci sono, poi, alcuni media che secondo McLuhan assolvono soprattutto la funzione di rassicurare e uno di questi media la televisione,
che per lui era un mezzo di conferma: non era un medium che diede
luogo a novit nellambito sociale o nellambito dei comportamenti
personali.
La televisione non crea delle novit, non suscita delle novit, quindi
un mezzo che conforta, consola, conferma e inchioda gli spettatori
in una stasi fisica (stare per del tempo seduti a guardarla) e mentale
(poich favorisce lo sviluppo di una forma mentis non interattiva, al
contrario di internet e di altri ambienti comunicativi a due o pi sensi).

Il villaggio globale

Quello del villaggio globale (1968) un metaforico ossimoro


adottato da McLuhan per indicare come, con levoluzione dei mezzi
di comunicazione, tramite lavvento del satellite che ha permesso comunicazioni in tempo reale a grande distanza, il mondo sia diventato
piccolo ed abbia assunto di conseguenza i comportamenti tipici di un
villaggio. Nellopera Understanding Media (1964), McLuhan scri-

ve: Oggi, dopo pi di un secolo di tecnologia elettrica, abbiamo esteso il nostro sistema nervoso centrale fino a farlo diventare un abbraccio globale, abolendo limiti di spazio e tempo per quanto concerne il
nostro pianeta. Il concetto che sta alla base di questa affermazione
la credenza dello studioso nel fatto che la tecnologia elettronica sia
diventata unestensione dei nostri sensi, particolarmente la vista e
ludito. Le nuove forme di comunicazione, specialmente radio e televisione, hanno trasformato il globo in uno spazio fisicamente molto
pi contratto di un tempo, in cui il movimento di informazione da una
parte allaltro del mondo istantanea. La formazione di una comunit
globale ampia ma anche molto integrata nelle sue diverse parti incoraggia lo sviluppo di nuove forme di coinvolgimento internazionale e
di correlativa responsabilit. Il termine villaggio globale inteso, a tal
proposito, in due sensi diversi: 1) da un punto di vista pi letterale, ci
si riferisce alla nozione di un piccolo spazio in cui le persone possono
comunicare rapidamente tra loro e in tal modo linformazione diviene
molto pi diffusa e immediata. Infatti, mediante i nostri sensi estesi ognuno di noi fa esperienza in tempo reale di eventi che possono
avvenire fisicamente sullaltra faccia del pianeta; 2) da una prospettiva
pi ampia, si intende una comunit globale, in cui tutti sono interconnessi allinterno di uno spazio armonioso e omogeneo.
(2) Con ENG (Electronic News Gatering) si intende linsieme di telecamera, microfono e corpo illuminante: ovvero la dotazione minima
per una ripresa.
(3) Di solito lo studio non ha finestre per evitare la luce interna e i
rumori, mentre pu avere delle superfici vetrate insonorizzate per la
visibilit verso le altre aree.
(4) STAND-UP
da http://web.mclink.it/MD3259/campus_area_studenti/teoria_tecnica_comunicazione_rm/approfondimenti/
1) COSE
A scuola, alluniversit, durante il servizio militare, partecipando ad
una conferenza, ad unassemblea o a una riunione di condominio,
quando viene il momento di dire la propria, ci si alza in piedi e si parla rivolgendosi allinterlocutore. In piedi, stand up appunto, nellatteggiamento di chi ha preso la parola.

In tv, ad un certo punto del suo servizio, il giornalista recita una piccola parte, in piedi davanti alla telecamera, guardando dritto nellobiettivo. Entra in campo per dire alcune cose. Si introduce in prima persona
nellazione della storia che sta raccontando. Da voce fuori campo, filo
conduttore alle immagini e ai suoni dellavvenimento, il cronista si
trasforma in presenza fisica, prende il sopravvento su tutti gli altri elementi. Per una durata, in genere compresa tra i sette e i venti secondi,
in primo piano sulla scena del fatto.
Per questa natura di comparsata, i francesi preferiscono un termine
meno da accademia militare americana (leffetto Sissignore-signorcapitano di film come Full metal jacket) e pi da accademia darte
drammatica, definendo lo stand up plateau, cio scena o palcoscenico.
Siparietto, potremmo dire in Italia, con riferimento al breve numero
dintermezzo fatto durante il cambio delle scene nella rivista. Se non
fosse che proprio questa definizione mette laccento su una delle pi
deleterie patologie dello stand up, purtroppo assai diffusa in Italia:
unesibizione gratuita, uno spettacolino fuori programma del cronista.
Per non incoraggiare neppure involontariamente questa tendenza,
allora preferibile laltra definizione che usano i francesi, face camera,
faccia rivolta alla telecamera, analoga a quella inglese, piece to camera, pezzo verso la telecamera.
Pezzo in macchina, potremmo tradurre in italiano, senza dover
ricorrere ad altri termini stranieri come lorrido spiccettino, cio
discorsetto, dallinglese speech, molto in uso fra i cameraman. Oltre
ad essere fuorviante rispetto al contenuto e al tono che lo stand up
bene abbia, spiccettino contiene anche un richiamo controproducente allidea di spicciarsi. In molti casi bisogner fare in fretta se non
addirittura al volo. Ma, bene chiarire subito che se vogliamo fare
un pezzo in macchina, dobbiamo essere disposti a dedicargli tutto il
tempo e la cura possibili. Perch in gioco non c solo la buona riuscita del pezzo, ma anche limmagine personale del cronista e quella
dellintera emittente.
Il punto decisivo da cui partire, e che attraverser lintero il percorso
che faremo assieme, che il giornalista non pu mai, se non in casi
eccezionali, trasformarsi in protagonista o, peggio, in show man.
Anche quando conquista il campo, deve restare testimone e narratore.

Solo cos non tradisce quellimparzialit, quella terziet che, esattamente come per i magistrati, sono tra le fonti principali della credibilit. Uno dei compiti dello stand up proprio quello di conferire maggiore autorevolezza e attendibilit al reporter e alla sua testata. Chi
stato sul posto ha informazioni di prima mano, ha visto di persona.
Ma, se per imperizia, mancanza di tecnica, sbadataggine o fretta, il
cronista da con lo stand up unimpressione di sciatteria e di imprecisione, allora raggiunge il risultato opposto. Anzich acquistare credibilit, la perde e la fa perdere alla propria emittente. In questo caso,
il danno di immagine e professionale tanto grande che senzaltro
preferibile eliminare lo stand up.
In Italia accaduto proprio questo. Vista la diffusa difficolt dei giornalisti e dei cameraman a familiarizzare con il pezzo in macchina, a
comprenderne le potenzialit e ad utilizzarlo correttamente, numerosi
responsabili dei telegiornali periodicamente ne sconsigliano, quando
non ne impediscono completamente luso. E in ci non incontrano
difficolt o resistenze eccessive. Nellimbarazzo del come fare e del
trovarsi buffi o inadeguati, e vivendo spesso la cosa come una semplice necessit narcisistica, esposta per di pi alle critiche al vetriolo
dei colleghi della carta stampata e di quelli che in tv lavorano dietro
le quinte (non ha perso loccasione di mostrare la faccetta a mamm
e alla fidanzata), molti giornalisti preferiscono non cimentarsi negli
stand up, se non quando siano costretti da un collegamento in diretta
(e qui cominciano altri dolori). I cameraman li aiutano in questo, ben
felici di liberarsi di ci che per loro costituisce un fastidioso aggravio
di lavoro, con gratificazioni professionali nulle, e vere e proprie crisi
di rigetto quando il rapporto con il giornalista non dei migliori.
In questo modo, per, per ragioni assolutamente banali, si riducono,
e non di poco, le possibilit espressive e informative dei pezzi. E si
impoveriscono limmagine e la credibilit del giornalista e della rete.
Nessun reporter verosimile che compia seri progressi nella sua carriera senza imparare a fondo questo elemento, sostiene senza mezzi
termini Ivor Yorke nel suo Basic Tv Reporting, una sorta di help
manual, prontuario di salvataggio, per i giornalisti britannici che
passano da altri media alla televisione.
Lo stand up, il piccolo monologo del giornalista rivolto al pubbli-

co, caratterizzandosi come elemento di forte rottura nel ritmo e nel


naturale sviluppo dei servizi del telegiornale, costituisce una risorsa
preziosa e di impatto. Se realizzata e usata con abilit, consente di
dare efficacemente una serie di informazioni e di risolvere un certo
numero di situazioni narrative.
Per comprenderne la forza, in un parallelo cinematografico, si pu
pensare alluso dirompente che Hitchcock faceva della propria presenza nel film. Con la differenza che il grande regista impersonava il
proprio gusto per lintreccio diabolico degli eventi.
Il giornalista, invece, deve incarnare il gusto di raccontare in modo
attendibile gli eventi, come risultato del lavoro di tutto il gruppo che
dietro al suo servizio e al telegiornale intero.
Lo stand up, il pezzo in macchina del cronista, pu essere paragonato
a unarma potente, alla quale non conviene perci rinunciare, ma che
bisogna imparare a padroneggiare con sicurezza se non si vogliono
provocare danni gravi.
Il primo passo nelladdestramento alluso di unarma definirne la
funzione, a cosa serve.

2) A COSA SERVE
Lorigine dello stand up, sia di quello in diretta, sia di quello registrato
e poi mandato in onda come finta diretta oppure, pi comunemente,
montato allinterno di un servizio, ha a che fare con la natura stessa e i
limiti dellinformazione televisiva.
Quando arriva una notizia di grande importanza, una breaking news,
come dicono gli americani, la prima cosa che si fa andare davanti ad
una telecamera e raccontare cosa accaduto. Finch non sono disponibili le immagini o non c il tempo per montarle, cio per costruire
con esse un efficace messaggio audiovisivo, il giornalista non ha altre
strade che dire di persona il fatto qual . Pu affidare il compito a un
conduttore seduto in studio. Oppure, pu ricorrere ad uno stand up realizzato sul luogo pi vicino o pi pertinente alla notizia che si riesca
a raggiungere.
Immaginate che unora e mezza prima della messa in onda del tele-

giornale, le agenzie battano la notizia di un gruppo di italiani ucciso


per rappresaglia in un paese straniero. Magari, come spesso accade, si
tratta di uno stato poco democratico, dove quindi le telecamere hanno
difficolt a muoversi con la rapidit cui oggi siamo abituati. Insomma,
certo che prima di alcune ore non arriveranno immagini del fatto.
Non , poi, da escludere che in quel paese sia notte, mentre in Italia
giorno. Cos, non vi neppure la possibilit di chiamare al telefono
lambasciatore o il console italiano sul posto.
La notizia dovr, perci, essere data dal conduttore, con lausilio di
una cartina grafica e, se possibile, di una telefonata allUnit di crisi
della Farnesina in cui la voce del funzionario fornisca tutte le informazioni disponibili. Insomma, si tratter di un linguaggio radiofonico
pi che televisivo, tanto che i montatori definiscono questo modo di
andare in onda Radio a colori.
Molto meglio, se le distanze lo consentono -ed il caso della Rai-,
andare al volo al Ministero degli Esteri, raccogliere le informazioni
e unintervista allUnit di crisi e raccontare tutto in uno stand up,
registrato dal vostro operatore davanti alla Farnesina o allinterno
dellUnit di crisi. Baster, poi, che un fattorino, o un membro della
troupe, riporti la cassetta in sede. Se c tempo, in pochi minuti un
montatore inserir la parte migliore dellintervista nel punto dello
stand up dove voi avrete previsto, mai in testa e, possibilmente, neppure in coda. In questo modo, il semplice pezzo in macchina comincia
ad acquistare forma e dignit di un servizio un po pi elaborato.
(Nota : Per non rendere inservibile lo stand up nel caso non vi fosse
tempo per inserire lintervista a met, basta usare una frase che non lo
bruci. Es. : Secondo il responsabile dellUnit di crisi, i nostri connazionali potrebbero esser stati scambiati per cittadini di un altro paese.
Qui fate una breve pausa in modo che lintervista al responsabile
dellUnit di crisi possa essere inserita in questo punto. Poi proseguite
con altre informazioni in modo da non dare limpressione di uninterruzione o di un salto in caso non vi fosse tempo per montare lintervista. Se, al contrario, direte frasi del tipo Ascoltiamo cosa ci ha detto
in proposito..., oltre a perdere tempo e alleffetto retorico, lo stand up
senza intervista non pu essere mandato in onda).
Chi lavora per unemittente fornita di buoni mezzi e di organizzazione
efficiente, con una buona dose di fortuna, entro unora potr contare

su ununit di diretta sul posto e andare in onda dal vivo.


Questa la natura originaria sia dello stand up per il collegamento in
diretta, sia di quello registrato, fatto cio per essere inserito in un servizio chiuso. Nonostante queste due categorie fondamentali di stand
up abbiano caratteristiche, sviluppi e utilizzazioni molto diverse una
dallaltra, e perci saranno trattate separatamente, sono accomunate
dalla stessa funzione di base, primordiale e grezza si pu dire, che
resta anche la principale, quella a cui far riferimento per essere certi di
aver impostato bene il lavoro. Entrambe nascono dallesigenza di dare
informazioni senza poter mostrare la realt di cui si parla. Insomma,
servono in primo luogo a superare il pi grave handicap che possa
capitare in televisione. Dover dire senza immagini.
I due tipi di stand up condividono anche una funzione negativa,
assolutamente da evitare: non devono essere usati per dare la notizia, intesa come lead, lancio della storia. Il perch molto semplice.
Sia in una diretta, sia in un pezzo chiuso, quando il reporter arriva in
campo stato preceduto da alcuni passaggi nei quali, inevitabilmente,
la notizia gi stata data. Il collegamento o il servizio sono sempre
lanciati dal conduttore, che ha appunto la funzione di annunciare qual
la storia di cui si sta per parlare diffusamente.
Perch mai, dopo che questo signore ha appena detto E accaduto
questo, vediamo di cosa si tratta, dovrebbe comparire un altro signore per ripetere E accaduto questo, i fatti sono andati cos e cos ?
Ne riparleremo diffusamente quando tratteremo il modo in cui va fatto
lattacco del servizio e perch il pezzo in macchina registrato non
vada mai messo allinizio. Ma gi ora si pu anticipare che, a parte la
ripetizione della notizia che gi nel lancio del conduttore e, magari,
anche nei titoli, non si comprende perch, disponendo delle immagini
dellavvenimento, si dovrebbe cominciare con la faccia del giornalista. Cio, con lo strumento che serve come estremo rimedio quando
non possiamo far vedere ci di cui dobbiamo parlare.
Premesse le funzioni positiva e negativa comuni, da questo momento
le strade dei due tipi di stand up, quello in diretta e quello registrato, si
dividono. Analizzeremo innanzitutto il secondo, il meno conosciuto e
praticato, quello che il giornalista dovrebbe essere in grado di inserire
efficacemente in ogni servizio girato sul campo, che cio non sia fatto

in redazione. Gran parte delle indicazioni generali varranno anche per


il primo, attualmente il pi in voga nel nostro giornalismo, del quale
parleremo nella seconda parte del manuale.

LO STAND UP REGISTRATO
1) LE FUNZIONI
Le funzioni del pezzo in macchina registrato sono fondamentalmente
tre:
Parlare di qualcosa senza avere le immagini ;
Legare due parti diverse di un servizio ;
Testimoniare la presenza dellemittente e del giornalista sul posto.
Ovviamente, i casi in cui lo stand up riesca a ricoprire tutte tre queste
funzioni, il risultato sar particolarmente buono.
a) Dire senza immagini.
Cercher qui di esprimere in modo semplice, anche se, conseguentemente, un tantino impreciso, alcuni presupposti teorici necessari a
comprendere il gioco di equilibrismo che dietro ad un buon stand
up.
Il modo pi efficace di dare notizie in tv luso sofisticato del linguaggio audiovisivo, uninterazione strettissima di immagini, suoni e
parole che consente, seguendo una serie di regole, di comunicare in un
tempo molto breve una elevata quantit di informazioni. Di raccontare
in poco pi di un minuto una storia con numerosi passaggi di tempo e
di ambiente, dando unimpressione di vissuto molto intenso, ma senza
che lo spettatore si stanchi, cio senza che soffra per la durata o per
lintensit del messaggio.
Lequazione : se la parola comunica 24 bit al secondo (lunit di misura dellinformazione), i suoni centinaia di bit e le immagini migliaia
di bit, un messaggio audiovisivo corretto comunicher un numero di
bit al secondo sensibilmente superiore alla semplice somma di bitparola, pi bit-suoni, pi bit-immagini. Se ci vero, vuol dire che
tutte le volte in cui rinunciamo ad adoperare uno stretto legame tra
immagine, suoni e parole, abbassiamo drasticamente la possibilit di
comunicare.

Ma, cosa ancor peggiore se i tre elementi entrano in conflitto fra


loro. Cio, se la parola esprime una cosa, mentre immagini e suoni
ne raccontano unaltra. Allora, si ha un fenomeno di interferenza, per
cui lo spettatore sar portato a seguire o il testo o immagini e suoni,
e mentre tenta di fare questo, sar costantemente distratto dalluna o
dallaltra cosa.
E veniamo alle conseguenze. E giusto concludere che tutte le volte
in cui abbiamo immagini e suoni di una situazione, non conviene affidarci alla sola parola per raccontarla. Cio : perch mai fare il pezzo
in macchina su un aspetto della storia che pu essere reso meglio con
sintesi audiovisiva ?
E, daltro canto, tutte le volte che non abbiamo immagini per un
aspetto della storia, perch mai tentare di raccontarlo leggendo un
testo su immagini generiche e non strettamente pertinenti, rischiando
fatalmente che lo spettatore si distragga o pensi ad altro.
Tanto vale venire fuori in primo piano e, guardando il pubblico negli
occhi, riferirgli il fatto in estrema sintesi. Cio : conviene fare il pezzo
in macchina su gli aspetti della storia che impossibile o difficile
esprimere con immagini.
Non solo. Dipendendo dalle immagini a colori e dai suoni, la televisione fondamentalmente il mezzo del concreto. Tutto ci che
astratto ha bisogno di un trattamento particolare per poter essere rappresentato. Soprattutto nel linguaggio da telegiornale, per il ritmo e le
abitudini di ascolto, lo spazio per levocazione o la rappresentazione
delle idee estremamente limitato. E necessario ricorrere a espedienti
che rendano visualmente i concetti, le astrazioni o le cose non immediatamente visibili.
Il passaggio pi semplice la traduzione delle parole in uno stile
esemplificativo e immaginifico, attraverso la sostituzione dellastratto
con il concreto. Cio : pu essere opportuno fare il pezzo in macchina
sugli aspetti astratti che vanno detti e non si possono, o non si ha il
tempo, di trattare televisivamente.
Legare due parti del servizio.
Proprio il linguaggio di sintesi audiovisiva, con il suo andamento per

scene, quindi diviso in blocchetti autonomi, impone spesso bruschi


passaggi di tempo, di luogo, di argomento o di persone che possono
essere ammorbiditi o risolti da uno stand up, detto appunto di passaggio o ponte.
Tempo. In un servizio che racconti di una dura trattativa sindacale, per
esempio, dopo aver sviluppato le fasi critiche del confronto seguendo la giornata di incontri, si pu passare alla soluzione raggiunta in
serata superando il salto di tempo con uno stand up : La trattativa
si bloccata per ore sul nodo degli straordinari. 40 ore forfetarie
per tutti, dicevano gli industriali. Libera contrattazione nelle unit
produttive, rispondevano i sindacati. Unora fa il compromesso, qui
nella sede della Confindustria. Nellimmagine successiva, notturna,
sindacalisti e industriali che escono dal portone e spiegano laccordo.
Dalle immagini con la luce del sole, attraverso un pezzo in macchina
girato allinterno degli uffici della Confindustria, nei corridoi o magari
davanti alla porta aperta della sala riunioni, si passa alle immagini
notturne delluscita.
Luoghi. In un servizio sulle lezioni amministrative, dopo aver dato
conto della situazione a Roma, si pu passare a Milano con uno stand
up, ambientato al Campidoglio o nella sala stampa del Viminale : Bisogner attendere domattina per sapere se Rutelli conserver lattuale
vantaggio che gli consentirebbe di diventare sindaco senza bisogno di
ballottaggio. Un dato che invece gi certo a Milano, dove le operazioni di spoglio sono in fase pi avanzata. Limmagine successiva
Palazzo Marino o, comunque, unaltra di Milano pertinente a quello
che dir il testo.
Durante lalluvione in Valtellina del 1987, nello stesso pezzo si doveva parlare della situazione in alto, dove sera formato il lago, e a valle,
dove i paesi rischiavano di essere travolti da uninondazione. Lo stand
up funzionava da cerniera.
E cos pure durante la Guerra del Golfo, quando a Daharan dovevamo
descrivere la situazione in Iraq. A met pezzo, si passava a Bagdad
con uno stand up dopo il quale si registrava solo un testo che era
coperto in redazione a Roma con le immagini che arrivavano dalla
capitale irachena.

Argomenti. In questi due ultimi esempi gi insito, oltre ad un


cambio di localit, anche un cambio di argomento. Un passaggio pi
brusco si pu trovare in un servizio che spieghi una serie di provvedimenti del governo. Per passare dagli aumenti del gasolio alla nuova
disciplina sugli esami di maturit pu essere utilizzato un pezzo in
macchina. E, cos, raccontando lo scandalo sexgate che ha travolto il
presidente degli Stati Uniti, si pu ad un certo punto dover virare dagli
sviluppi legali alle conseguenze sui rapporti familiari tra Bill Clinton,
la moglie e la figlia.
Con alle spalle la Casa Bianca, se il presidente e la famiglia sono a
Washington, il reporter racconter cosa sta accadendo : Per la prima
volta i collaboratori di Clinton non hanno negato il malumore fra
il presidente e la moglie, riferendo che i due non pranzano assieme
e conducono in pratica vite separate. Un atteggiamento col quale,
secondo molti, Hillary intende prendere le distanze dal marito per non
pregiudicarsi la carriera futura. In questo modo, si risolve anche il
problema di non avere le immagini dei pranzi separati e delle attivit
private della coppia presidenziale. Se, poi, il presidente e la First Lady
fossero altrove o in due posti diversi, lo stand up risolverebbe anche il
problema di superare il salto di luoghi.
Personaggi. Nei tremendi pastoni politici italiani, si fa abuso dello
pezzo in macchina per passare dai rappresentanti della maggioranza a
quelli dellopposizione, oppure da un partito allaltro. Magari, girando
la scena senza faretto nella penombra di un corridoio della Camera dei
deputati, o, peggio, alla luce del sole davanti a Montecitorio, mentre
le immagini dei politici saranno tutte riprese in interni. Mancando
totalmente lambientazione, lo stand up fa da meccanico raccordo tra
facce che, nella maggioranza dei casi, non parlano neppure in prima
persona, ma muovono la bocca a pesce mentre il giornalista spiega
cosa hanno detto.
Pi opportunamente, la funzione dello stand up, in questo caso, s
quella di passare da un personaggio allaltro, ma spostandosi anche
tra gli ambienti nei quali luno e laltro si muovono. Per tornare alla
politica americana, pensate a un servizio sulla giornata di campagna
elettorale dei due candidati alla Casa Bianca. Oppure,
immaginate un pezzo sul confronto a distanza sullembargo fra il vice
primo ministro irakeno Tarek Aziz e il Segretario di stato americano,
il primo in visita in Italia, il secondo impegnato in un giro di capitali

arabe.
Testimonianza.
In greco antico, il verbo orao, cio vedere, allindicativo aoristo (un
tempo in linea di massima corrispondente al passato remoto italiano)
era usato come presente del verbo sapere, conoscere. E cos, per dire
io so si poteva usare oida, cio io vidi. Il ragionamento dei greci
che chi ha visto, sa, conosce. Se un giornalista sul posto in cui
accade un avvenimento, lo conosce direttamente, per averlo visto. E,
quindi, a rigor di logica, credibile.
Essere presente sui fatti principali un punto di forza di un telegiornale e, quindi, molte emittenti, soprattutto straniere, impongono lo stand
up ai loro reporter e inviati. E non solo nei servizi in trasferta, ma
anche in quelli cittadini. In tempi in cui si lavora sempre pi assemblando notizie e immagini che arrivano dallesterno dellemittente,
in gran parte sui circuiti delle agenzie, perfino avere un giornalista al
consiglio comunale o su una rapina pu costituire un punto a favore
nei confronti del pubblico.
Il giornalismo si gioca in gran parte sulla ricerca delle fonti primarie,
cio quelle a diretto contatto con la notizia, definite cos in contrapposizione alle fonti secondarie, quelle che ci riferiscono di un fatto per
averlo saputo da altri.
Poter essere testimone diretto, trasforma il reporter in una fonte particolarmente attendibile. E, visto che la costruzione di una storia, si
gioca in gran parte su quanti protagonisti di quella vicenda si riesce a
portare davanti alla telecamera, perch diano la propria testimonianza
diretta, il giornalista presente sul campo, se da un lato colui che ha
sentito direttamente queste persone, dallaltro diventa egli stesso una
voce da ascoltare.
Un fattore psicologico cos forte, che nella distorsione dellinformazione spettacolo, soprattutto negli Stati Uniti, tra la met e la fine degli
Anni Ottanta ci si accorse che ormai si inviavano i reporter sul luogo
di un avvenimento solo perch portassero a casa uno stand up, cio
la prova che cerano stati. Le notizie erano attinte in gran parte dalle
agenzie, le immagini e le interviste erano girate da cameraman guidati
da producer, e il giornalista era catapultato sul posto solo per far pre-

senza. E, appena girato un pezzo in macchina, rispedito in redazione


in modo che non rischiasse di bucare il servizio che altri continuavano
a mettere assieme per lui.
La situazione divent tanto comica che se ne accorse anche il pubblico. I militari americani su questa degenerazione televisiva costruirono quel capolavoro di disinformazione che fu la Guerra del Golfo.
Immagini uguali per tutti, girate da poche telecamere, magari militari.
E ogni inviato poteva confezionare i propri pezzi sul conflitto aggiungendo stand up rimessi alla fantasia di ciascuno. Una duna dietro
langolo, un posto di controllo davanti allalbergo a cinque stelle di
Daharan (basta non inquadrarlo), la pista di decollo degli aerei. Poi, la
differenza si vide in Kuwait, quando ci si trov davvero in mezzo alle
botte.
Celebre lo stand up con maschera antigas di un giornalista della CNN,
dietro al quale ciondolavano per persone a viso scoperto. Il mondo
rise. Il re era nudo.
E, daltro canto, uno dei pi bravi inviati della Cbs, Bob Simon, svan
nel deserto, preso dagli iracheni, mentre cercava di vedere qualcosa
con i propri occhi. Torn a guerra finita, senza stand up.
Ogni volta che sono state portate a conoscenza del pubblico i trucchi
e le finzioni, gli autori hanno perso popolarit e credibilit (da noi,
invece...) E ancora oggi non essere capace di eseguire un buon pezzo
in macchina o essere poco telegenico possono rappresentare un grave
handicap in quei paesi. Gli americani e gli inglesi dividono drasticamente le professioni televisive in on camera e in off camera,
cio tra chi pu andare in onda e chi lavora dietro le quinte. E non c
raccomandazione che tenga. Non si diventa conduttore o inviato solo
per grazia di partito, come da noi (My God, the monsters !, esclamava qualche anno fa un grande giornalista britannico davanti ai tg
italiani). Perch il prezzo che lemittente paga in termini di ascolti e di
credibilit troppo alto.
Nella funzione di testimonianza si pu far rientrare, dunque, anche
il prestigio e la popolarit che il giornalista acquista mostrandosi al
pubblico giorno dopo giorno dalla scena dei vari avvenimenti chiamato a seguire. Il suo volto diventa sinonimo di una particolare persona-

lit professionale.
La gente comune, ma anche i personaggi pubblici, lo riconoscono e ne
hanno stima. Dunque, si lasciano intervistare con fiducia ed pi facile che si confidino con lui. E questo si trasforma in un altro vantaggio
per lemittente.
Ma, essere sotto i riflettori, costringe il reporter ad attenersi scrupolosamente a regole di correttezza e ad impegnarsi sempre al meglio nel
proprio lavoro, per non tradire la fiducia della gente e non perdere di
credibilit. Ancora un effetto positivo per il telegiornale.
2) DOVE SI METTE
Quando si registra lo stand up, nella maggior parte dei casi il giornalista ha appena abbozzato, e solo mentalmente, la struttura del servizio.
Gli avvenimenti sono spesso ancora in corso e molte cose potrebbero
cambiare. E, dunque, quasi impossibile o, comunque, molto limitativo, decidere gi a questo stadio del lavoro dove pezzo in macchina
sar inserito.
Per cavarsi dimpaccio, e per non perdere tempo, molti pensano
che sia bene stabilire che lo stand up sar comunque lapertura o la
chiusura del pezzo, e in base a questa scelta ne decidono il contenuto.
Altri, addirittura, registrano tutto il testo del servizio sul posto, magari
a braccio, come se fosse un lungo stand up e poi lo coprono con le
immagini.
Chi sceglie la prima strada si trova imbottigliato in un attacco o in una
chiusa che, per una ragione o per laltra, nella maggior parte dei casi
possono non avere pi senso al momento di andare in onda. Chi sceglie la seconda strada, rischia di ritrovarsi un servizio immodificabile,
superato dagli eventi (oltre al grave inconveniente tecnico di avere
su tutto il pezzo laudio ambiente del posto dove stato registrato lo
stand up. E capitato perfino di sentire il rumore del traffico parigino
allinterno dellAssemblea Costituente)*.
La regola fondamentale , dunque, lelasticit, cio registrare lo stand
up come un elemento da giocarsi in una posizione da definire al momento di strutturare la storia. Gi pensare questo aiuta ad adoperare

una serie di accorgimenti che evitano di portarsi a casa un pezzo in


macchina che scade o diventa inservibile. Per esempio, i giornalisti
americani, che firmano in voce al termine del servizio, cio enunciano
una formuletta che contiene il proprio nome (es. : Bob Schiffer, Cbs
news, Washington), quando registrano lo stand up aggiungono sempre questa frasetta dopo aver lasciato una breve pausa. Poi, se monteranno lo stand up al termine del servizio, lasceranno la formuletta.
Altrimenti, se lo stand up andr allinterno del servizio, allora la firma
in voce sar tagliata (e riletta in coda al testo).
Anche per la posizione, come poi vedremo per la forma e per il contenuto, esistono, per alcune regole che aiutano ad evitare errori irreparabili o un cattivo uso del pezzo in macchina.

postazioni STAND UP evento G8 LAquila

I media event
Lo sport
lo spettacolo
la musica

I programmi televisivi che si susseguono nel palinsesto comprendono anche produzioni che si localizzano in ambienti
esterni, in particolare i cosiddetti media event (ossia eventi di
grossa portata mediatica e dunque ripresi dai media internazionali come le elezioni presidenziali o i campionati del mondo),
per la ripresa dei quali necessaria una regia esterna. Le regie
sono collocate in grossi mezzi su ruote ai quali ci si riferisce in
genere con il termine di pullman regia o OBvan.

Camera 9 con ottica 21X in controcampo per la ripresa del direttore dorchestra

compound mezzi mobili mezzi mobili per ripresa in esterna

Le fasi di preparazione di questi eventi partono dai sopralluoghi


nelle location nelle quali sono prevista gli eventi da riprendere
o la messa in scena del programma. Nel corso del sopralluogo
lo scenografo, il direttore di produzione, il direttore della fotografia ed il regista fanno una valutazione delle risorse tecniche e
umane che serviranno alla produzione.
Una volta approntato un modello produttivo compileranno una
serie di richieste che consentano la partenza dei lavori.
Per set esterno si intende qualunque location non sia compresa
allinterno del Centro di Produzione televisiva e dunque anche
nel caso di teatri, auditorium e contesti al chiuso ma esterni al

Centro di Produzione si parler di produzioni esterne.


La dislocazione delle regie deve essere ragionevolmente vicina
al luogo nel quale avverr levento dal momento che per la ripresa audio e video e per la trasmissione necessario stendere
metri e metri di cavo di collegamento tra la regia e le appendici di ripresa (telecamere,microfoni, monitor, ecc.)

posizione delle camere 1-2-3 con relative ottiche montate.


Concerto sinfonico Parco della musica di Roma

Camera 9 con ottica 21X in controcampo per la ripresa del direttore dorchestra

le camere 4 e 5 con ottica 40X in posizione laterali alte

I media event che si ricordano nella storia della televisione sono


molteplici, ne citiamo uno su tutti: lo sbarco sulla luna nel luglio
del 1969. In quelloccasione allo studio centrale arrivavano e
venivano smistate in tutto il mondo le immagini del primo uomo
che passeggiava sulla superficie lunare. Uno dei primi collegamenti satellitari che arrivava in mondovisione. Tra gli ultimi
media event ripresi dalle regie mobili del mondo intero per la
confezione di collegamenti e programmi ad hoc si pensi allelezione di Papa Bergoglio ed ai funerali di Nelson Mandela: due
eventi per i quali la produzione televisiva mondiale si mossa
in grande stile con dispendio di uomini e mezzi.
Lente televisivo del Paese che ospita levento provveder, alla
produzione di un segnale chiamato multilaterale, che racconter

regia multilaterale

camere allarrivo

levento in maniera uniforme per tutti i paesi collegati. Oltre al


segnale multilaterale, ogni ente televisivo interessato a personalizzare il racconto dellevento con telecamere proprie, potr
farlo con regie mobili oppure semplicemente con postazioni

studio per personalizzare levento

postazioni stand up personalizzate

stand up aggiuntive. La regia multilaterale avr il compito,


nella maggior parte dei casi, di approntare le postazioni per i
segnali a cui si appoggeranno tutti gli OB van stranieri, oltre a

dotare di impianti di comunicazione audio/video, postazioni pc


e quantaltro si ritiene sia utile alle masse della stampa.
Una sottocategoria appartenente ai mediaevent rappresentata
dalle manifestazioni sportive di carattere mondiale, o comunque
internazionale, che hanno come utenza paesi diversi. Per questi
eventi si rende indispensabile, da parte di chi confeziona limpianto, prevedere che accanto al set centrale dedicato allevento
tout court vi siano una serie di piccoli set secondari che parteciperanno a diverso titolo al programma. Prendiamo ad esempio i
mondiali di sci in Val di Fiemme del 2013: limpianto prevedeva
il collegamento tra set molto lontani. Le diverse gare si sarebbero svolte in diverse aree della Valle e dunque stato necessario
provvedere ad installare postazioni camera e studioli lungo percorsi che gli atleti avrebbero affrontato nel corso della competizione. Il master della ripresa, inoltre, doveva essere destinato
anche alle tv estere che ne facessero richiesta.
La gestione del programma era complicata pure dalla necessaria
presenza di impianti utili alla registrazione ed alla confezione
per i cronisti sportivi dei contributi chiusi da trasmettere tanto
nel corso dei telegiornali nazionali e locali quanto nelle diverse
trasmissioni sportive. Limpianto della grafica contemplava la
possibilit di inserimenti tanto nel live quanto nella postproduzione che pure aveva delle sue postazioni nello spazio riservato
ai mezzi tecnici.

Per quanto riguarda, invece, il genere dei programmi musicali e


di intrattenimento consideriamo come funziona una trasmissione che non si compone dei suoi contenuti nel momento in cui
avviene. Intuitivamente facile comprendere che il commento
e la ripresa di una partita, per esempio, o di unelezione politica
non sono del tutto prevedibili, certo avranno un loro programma di svolgimento, ma questo si sostanzier solo nel live.
Per altri programmi, invece, una squadra di autori si occupa
di prevedere una scansione di eventi minuto per minuto. Questa
squadra di autori, che lavora in precedenza ed in parallelo
alla squadra tecnica, si dedica alla costruzione del programma
approntando un copione ed una scaletta tecnica che racconteranno a cast artistico e cast tecnico cosa accadr...
A titolo esemplificativo si propongono le prime tre pagine di
una scaletta tipo per uno spettacolo in set esterno, in questo caso
il golfo di Sorrento. Conduttori della serata Luca Ward e Paola
Saluzzi: nella scaletta sono scanditi tempi e modi con i quali
si susseguono tanto i contributi filmati (indicati con il termine
RVM che si ricorda significa registrazione videomagnetica),
quanto gli ospiti ed i momenti musicali.

Visto limpaginato autorale veniamo adesso allimpaginato


tecnologico approntato in seguito ai sopralluoghi. Il direttore

di produzione avr provveduto a trasformare le esigenze del


programma e del regista in una serie di richieste e in un progetto
di lavoro che tenga conto dei tempi in cui far svolgere il carico e lo scarico dei materiali necessari alla ripresa, ai giorni di
viaggio da effettuare per raggiungere la destinazione, ai tempi
necessari a montaggio e quelli necessari alle prime prove, alle
prove generali ed alla messa in onda del programma, nonch
allo smontaggio ed al ritorno a casa. Anche il capitale umano
necessario allimpresa scelto e convocato secondo le istruzioni
del direttore di produzione che concorder pure tempi e luoghi
per i pasti e per i riposi.
Si prenda ad esempio la produzione Una voce per padre Pio,
svoltasi a Pietrelcina e andata in onda per Raiuno, che si considera appartenere per convenzione alla categoria dello spettacolo, tanto quanto il Premio Caruso. chiaro che si sta ragionando per grosse categorie al fine di rendere pi comprensibili
contesti e contenuti della produzione.

La ripresa della musica si compone di un ulteriore capitolo


allinterno della media delle tecnologie adoperate per le produzione in esterna, dal momento che gli impianti per la ripre-

sa musicale dovranno essere particolarmente specializzati, in


maniera specifica per lopera lirica e la musica classica. Si pensi
che per la ripresa musicale di ciascun evento il tecnico del suono
dovr trovare la giusta atmosfera per la ripresa e la trasmissione,
dovr dunque valutare qual la giusta microfonazione perch
sia rispettata lintenzione del maestro dorchestra, dei musicisti.
Interviene nel percorso della calibratura dei livelli del suono
anche il consulente musicale, un vero e proprio musicista che
aiuter i tecnici del suono a creare la giusta armonia sonora tra
le diverse fonti.
Siamo nel campo dellartigianato puro in questo caso, la
differenza tra un buon prodotto ed un cattivo prodotto, infatti,
sar data in maniera determinante dalla sensibilit musicale, che
non vuol dire semplicemente lorecchio, che il tecnico del suono
possiede di suo. C da dire che la passione per il proprio lavoro
in questo campo determina un atteggiamento di ricerca della
perfezione che raramente si riscontra in altri campi della produzione televisiva.

Scheda 1- PRODUZIONE OTELLO

Scheda 2- PRODUZIONE MONDIALI SCI

In una trasmissione televisiva limpostazione base delle telecamere disposta in ordine antiorario.
La CAM 2 si occuper del totale della scena, dotata in genere
di unottica grandangolare, e verr utilizzata dalloperatore di
ripresa pi anziano e di maggiore esperienza, identificato dal
ruolo di PRIMO OPERATORE.

A questa camera richiesto, inoltre, di rappresentare una sorta


di paracadute, dal momento che si suppone che segua in maniera abbastanza fissa ci che accade in scena, per cui nelleventualit che uno degli attori si sposti in direzioni non previste, o
come nel caso di un talk qualora uno degli ospiti si alzi improvvisamente, ad esempio, questa camera assicura che lazione sia
possibile da staccare a cura del mixer e del regista.
Alle CAM 1 e 3, invece, viene in genere assegnato il compito di
seguire con inquadrature pi strette (i PP di chi parla, ad esempio) le azioni in scena.
Le camere in studio sono generalmente carrellate e possono spostarsi per brevi tratti, se la superficie su cui si muovono, per,
non perfettamente in piano meglio che tali spostamenti siano
fatti fuori onda, poich lo spettatore avvertirebbe le oscillazioni
della camera e sarebbe distratto dallazione ripresa. Solamente
in presenza di un carrello per la ripresa, infatti, i movimenti sarebbero morbidi e fluidi, e lo spostamento non dovrebbe essere

evidente a chi guarda.


Chiaramente quanto pi il programma da riprendere costoso e complicato tante pi saranno le macchine impiegate nella
ripresa: in genere si ricorre alla steadicam ed al jmmi-jib per

spettacoli di prima serata. La steadicam una camera che entra


in simbiosi con il suo operatore, dal momento che formata da
un corpetto ed un braccio metallico che asseconda i movimenti
di chi la guida, proprio attraverso il suo corpo: limpiego di questa macchina speciale per la ripresa, dotata quasi sempre per la
televisione di ottica grandangolare, spesso dedicato a balletti,
ingressi di personaggi importanti in scena, alla descrizione di
movimenti nei quali seguire gli attori.
Il jimmy-jib, invece, anche questo dotato generalmente di unottica grandangolare, impiegato per sottolineare dallalto o dal
basso totaloni della scena che ne evidenzino non solo lazione
cos come accade sul palco, ma pure il contorno: movimenti che
accompagnano lazione seguendo, ad esempio, lapplauso del
pubblico, ingressi ed uscite dalla pubblicit, insieme coreografici per i quali necessita una ripresa che tenga conto dei movimenti dei ballerini.
Oggi, inoltre, sempre pi diffuso luso di carrelli, cams, montate in studio su percorsi precedentemente stabiliti dal regista

che si occupa dei movimenti scenografici a cui la telecamera


dovr essere asservita dal momento che accompagner lazione
e gli attori o ne traccer lo spazio allinterno della scena con
rischio frequente di collisioni anche con altre camere.

Il Dolly, invece, cos caro alla paleotelevisione oramai raramente impiegato.


Sui set esterni si segue esattamente la stessa regola per la numerazione, chiaramente la posizione delle camere, invece, dipende
dalle necessit della messa in scena.

Pompei-Santuario jimmy jib in azione

In queste pagine per proporre in maniera chiara


loggetto di un programma e la sua traduzione
televisiva abbiamo avuto modo di rivedere foto,
persone e contesti incontrati nel corso, in particolare, di questi ultimi dieci anni. Ci siamo anche
divertiti a verificare quanti studenti avessero visto i programmi di cui abbiamo parlato ed anche
nel loro caso si presentata la domanda che pi
spesso ci fa il pubblico televisivo: Ma quellattrice
veramente cos da vicino?
Spesso, sorridendo, ci siamo domandati quel
cos per cosa stesse. chiaro che sta per
come appare in televisione. La cosa divertente
che la percezione di come appare non poi
uguale per tutti. Quanti trovano bella una cantante
ed altrettanti la trovano poco attraente, brutta, e
cos via. Un gran complimento per gli artisti, comunque, il sempre bene accetto ma sa che lei
molto pi bello da vicino. Verrebbe da entrare
in crisi, no? E invece no, perch non si parte dal
presupposto che in tv si venga male, ma che nonostante si sia gi dei gran fighi in tv, da vicino si
ancora meglio!
Insomma la televisione ancora il medium che
pi di ogni altro consente di essere visto da milioni di persone e contemporaneamente. Siamo
consapevoli del folle galoppo di altri medium,
come della rete Internet, e del loro fiato sul collo.
Ma ancora non ci hanno raggiunti e questo primato, tutto sommato, ci fa piacere.

INDICE
1. PREMESSA
2. INTRODUZIONE
La comunicazione televisiva
9. LO STUDIO
11. LA REGIA
18.NOTE
34. LO STUDIO ALTROVE
44. SCHEDE
47. TECNOLOGIE IN CAMPO
55. TELECAMERE IN CAMPO
61. CONCLUSIONI

Le foto di questo testo sono state scattate da Giacomo Ramaglia.


Le foto da pg. 9 a 13 sono di Alfonso Palladino.
La foto di pg. 15 di Federica Capo.
La foto di pg. 57 di Marco Sommella.
La foto di pg. 58 di Nico Milani.