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Aspetti geologico-ambientali connessi con lattivit estrattiva nel territorio milanese

Prof. Laura Scesi


1) Premessa
La realizzazione di tutte le opere di ingegneria civile, dalle pi semplici alle pi complesse, comporta lutilizzo
di materiale inerte e/o ornamentale proveniente da zone di escavazione che possono essere site in aree di
pianura o in aree montuose.
Pertanto, se da un lato impensabile eliminare le attivit estrattive, dallaltro si sente lesigenza di studiare
tutte le problematiche legate alla loro presenza sul territorio per cercare di raggiungere un giusto
compromesso tra sviluppo socio-economico e salvaguardia ambientale, ovvero la cosiddetta sostenibilit
ambientale. Lobiettivo infatti quello di razionalizzare il numero delle cave e la quantit di materiale
estratto, in funzione delle opere previste o, pi in generale, della domanda, nonch quello di effettuare
escavazioni che non comportino grossi sacrifici per lambiente. Per tale motivo molto importante acquisire
e migliorare la consapevolezza geologica inerente le cave e porre lattenzione sui vari aspetti legati allattivit
estrattiva.
2) Problematiche ambientali
Le pi importanti problematiche ambientali legate allattivit estrattive sono: Atmosfera, Rumore, Suolo e
sottosuolo, Acque superficiali, Acque sotterranee, Paesaggio, Traffico, Flora, fauna ed ecosistemi, Impatto
socio-economico. Attualmente, la normativa vigente richiede che questi aspetti vengono approfonditi nelle
Valutazioni di Impatto Ambientale (VIA) o comunque affrontati nei Progetti dAmbito.
Al fine di valutare correttamente tali problematiche necessario seguire una procedura di studio articolata
nelle seguenti fasi:
- Fase di conoscenza del territorio
- Fase di analisi dei fenomeni
- Fase di intervento
3) Suolo e sottosuolo
Per quanto riguarda il Suolo e il Sottosuolo, la conoscenza del territorio deve avvenire tramite gli studi:
litologici, pedologici, geomorfologici, idrografici, idrologici e idrogeologici. Tali studi forniscono le basi utili
per analizzare nel dettaglio i seguenti fenomeni: modificazione della copertura vegetale del suolo;
alterazione del reticolo idrografico di superficie; possibili inquinamenti delle acque
superficiali/sotterranee; stabilit delle scarpate; formazione di fanghi (limi) come residuo di lavorazione.
A partire dalle conoscenze del territorio e dallanalisi dei fenomeni possibile scegliere gli interventi
ovvero: lottimizzazione della coltivazione (ampliamento del giacimento, profondit di scavo, ecc.), la
scelta dei monitoraggi e della loro ubicazione.
4) Acque sotterranee
4.1) Deformazioni indotte sulla superficie piezometrica dallapertura di una cava
In generale, lapertura di cave in falda determina sensibili deformazioni della superficie piezometrica, che si
manifestano in abbassamenti a monte della cava e in sollevamenti a valle della stessa (fig. 1).

CAVA

Fig. 1: Variazioni piezometriche prodotte dallapertura di una cava sotto falda. La linea continua indica la superficie
piezometria iniziale, mentre quella tratteggiata indica la superficie piezometrica successiva allescavazione.
Gli elementi essenziali che incidono sullentit della depressione piezometrica sono:
le dimensioni dello scavo: lestensione e lentit della deformazione piezometrica sono proporzionali
al perimetro dello scavo; in particolare, la lunghezza dello scavo costituisce il parametro saliente nel
determinare lestensione e lentit di tale fenomeno;
lorientamento rispetto alla direzione di flusso: maggiore langolo formato fra la direzione di
massimo allungamento della cava e la direzione di flusso e minore leffetto sulla piezometria;
la forma dello scavo: quanto pi lo scavo frazionato in piccole cave, tanto minore la depressione
piezometrica; le cave devono essere per sufficientemente lontane le une dalle altre per evitare il
sovrapporsi degli effetti;
la struttura idrogeologica dellarea: se la struttura idrogeologica tale da supplire allincremento degli
afflussi determinato dallapertura della cava con un semplice allargamento del fronte di richiamo
(cosa che avviene quando nella zona di influenza della cava vi un corso dacqua in grado di
alimentare la falda interessata dalla depressione piezometrica) lo scavo non crea problemi. Quando,
invece, lo scavo incide una falda con scarsa rialimentazione, ne pu provocare lestinzione; ci si
verifica, ad esempio, per le falde sospese il cui acquifero venga scavato fino al substrato, oppure per
falde alimentate da strutture in cui la fonte sia lontana o separata dalla zona di cava da setti a bassa
trasmissivit.
Ne consegue che lattuabilit di uno scavo sotto falda deve essere di volta in volta valutata in relazione alla
sua compatibilit ambientale. Infatti
gli abbassamenti a monte possono innescare, in presenza di materiali fini, fenomeni di
consolidazione con possibili cedimenti in superficie;
il richiamo dacqua indotto dallapertura del lago di cava pu alterare il bilancio idrico della
zona, portando ad un impoverimento, se non allestinzione, delle aree di risorgiva;
gli innalzamenti piezometrici a valle, qualora la soggiacenza della falda sia particolarmente
ridotta, possono creare problemi alle infrastrutture.
Un ulteriore aspetto da prendere in considerazione quello connesso ai fenomeni di evaporazione; infatti,
una rilevante estensione degli specchi dacqua determinati dallemergenza della falda nelle cave pu
comportare uno squilibrio fra infiltrazione ed evaporazione. Ci si verifica soprattutto quando la permeabilit
del fondo cava viene ad essere ridotta dalla deposizione di limo; in simili circostanze sicuramente
levaporazione supera la quantit dacqua infiltrata, determinando una perdita di acqua tale da incidere sul
bilancio idrico locale.
Per tenere sotto controllo le suddette problematiche diviene fondamentale la realizzazione di una opportuna
rete di monitoraggio che comprenda dei punti di controllo per la ricostruzione della deformazione
piezometrica indotta dagli scavi, a prescindere dagli altri fenomeni agenti sulla falda, con la realizzazione
delle relative cartografie piezometriche, nonch dei punti di controllo in corrispondenza delle zone di
risorgiva, al fine di verificare che le acque che le alimentano non vengano drenate dalla cava.
Una valutazione quantitativa degli effetti prodotti dallattivit estrattiva sul bilancio della falda pu essere
condotta sia coi metodi tradizionali sia con un approccio modellistico, che consente di analizzare il sistema
acquifero in campo tridimensionale, considerando leffettiva complessit della struttura idrogeologica.
4.1.1

Esempi di modellazione su cave in aree di pianura

Le simulazioni condotte con il codice di calcolo Modflow (MacDonald e Harbaugh, 1988), hanno preso in
considerazione differenti strutture idrogeologiche, che possono essere cos schematizzate:
-

due livelli acquiferi sovrapposti, separati da un aquitard, con profondit di escavazione S pari allo
spessore del primo acquifero H (fig. 2a);
due livelli acquiferi sovrapposti, separati da un aquiclude con profondit di escavazione S pari allo
spessore del primo acquifero H (fig. 2b);
due livelli acquiferi sovrapposti, separati da un aquitard, con profondit di escavazione S minore
dello spessore del primo acquifero H (fig. 2c);

La modellazione ha consentito di quantificare i fenomeni di abbassamento e innalzamento che si verificano a


monte e a valle del lago di cava al variare della struttura geologica (fig. 3).

Aquitard

Spessore del
primo acquifero
H = alla
profondit di
escavazione S

Aquiclude

S
H

Spessore del primo acquifero H >


della profondit di escavazione S

Fig. 2: Schema rappresentativo di una cava in materiale granulare sotto falda, con profondit di escavazione uguale
allo spessore del primo livello acquifero; questultimo separato dallacquifero sottostante: (a) da un livello a bassa
permeabilit (aquitard); (b) da un livello impermeabile (aquiclude). Schema rappresentativo di una cava in materiale
granulare sotto falda, con profondit di escavazione S minore dello spessore del primo livello acquifero H;
questultimo separato dallacquifero sottostante da un livello a bassa permeabilit (aquitard).

= 1 acquifero
= aquitard/aquiclude
= 2 acquifero

_
Profondit di
escavazione minore
dello spessore del
primo acquifero

= lago

Profondit di
escavazione uguale allo
spessore del primo
acquifero

Fig. 3:Valutazione quantitativa degli abbassamenti (-) e degli innalzamenti (+) che si verificano in prossimit di un
lago di cava in funzione delle differenti strutture geologiche
Pertanto la conoscenza del territorio consente di implementare il modello e di tararlo, mentre lanalisi del
fenomeno permette di effettuare delle valutazioni quantitativamente circa gli abbassamenti e gli innalzamenti
della falda. Ne consegue una corretta scelta degli interventi da effettuare sul territorio a protezione delle
scarpate, delle infrastrutture o delle risorse idriche (es. risorgive).
4.2) Alterazione del bilancio idrico
La presenza di una cava in falda, genera alterazioni nellassetto idrogeologico, sia per quanto riguarda la
piezometria che per quanto riguarda la rete idrografica superficiale. Tramite lutilizzo di modelli numerici , ad
esempio, possibile simulare vari scenari di realizzazione/espansione del polo estrattivo valutando ogni volta
gli effetti sulla piezometria e sui fontanili o altri corsi dacqua per ottimizzare lo sfruttamento nel rispetto dei
vincoli idrogeologici.
La prima fase del lavoro consiste nellimplementazione del modello, ovvero (Fig. 4):
nella delimitazione del dominio di studio, nellindividuazione delle unit geologiche ed idrogeologiche
di interesse, nella ricostruzione delle condizioni di deflusso idrico sotterraneo e nella valutazione dei
termini di ricarica e deflusso delle falde;
nella scelta della griglia di discretizzazione del dominio;
nella definizione delle condizioni al contorno e di quelle iniziali, sulla base di studi precedenti e di
una campagna piezometrica eseguita ad hoc.
Successivamente il modello deve essere tarato, rispetto alla piezometria rilevata in sito (Fig. 5), per essere
sicuri che i risultati siano attendibili. Quindi si pu procedere alla simulazione del fenomeno. Nelle Figure 6 e
7 sono riportati due possibili casi:
1) ampliamento di un giacimento esistente previsto lungo la direzione di flusso della falda
2) ampliamento del medesimo giacimento previsto ortogonalmente alla direzione di flusso della falda
Nel primo caso gli abbassamenti piezometrici saranno importanti e potranno coinvolgere anche un fontanile
presente in zona. Nel secondo caso, invece, labbassamento piezometrico non verr risentito dal fontanile
situato nelle vicinanze della cava.

Fig. 4: Implementazione del modello

Fig. 5: Implementazione del modello

Fig. 6: Ampliamento
previsto lungo la
direzione di flusso
della falda

_
+

Fig. 7: Ampliamento previsto ortogonalmente la direzione di flusso


In questo caso la conoscenza del territorio e le analisi effettuate consentono di operare delle scelte di
ampliamento compatibili con lambiente.
4.3) Potenziali effetti delle cave sulla qualit delle acque sotterranee
La vulnerabilit delle acque sotterranee indica la facilit con cui esse possono essere interessate da
fenomeni di inquinamento, causati da interventi antropici come ad esempio la presenza di una cava,
mediante infiltrazione o percolazione di inquinanti.
I parametri principali che contribuiscono a definire il grado di vulnerabilit sono:
la soggiacenza della falda,
linfiltrazione efficace

le caratteristiche di autodepurazione del non saturo


lacclivit della superficie topografica
la tipologia di copertura
Se la cava intercetta la superficie piezometrica (Fig. 8), gli inquinanti possono raggiungere immediatamente
la falda senza alcun effetto tampone, pertanto la cava diventa una fonte attiva di contaminazione.

Superficie piezometrica

Fig. 8: caso in cui la cava intercetta la superficie piezometrica


Se la falda acquifera non intercettata dalla cava (Fig. 9), la riduzione dello spessore di terreno aumenta la
quantit di acqua che si pu infiltrare nellunit di tempo e, contemporaneamente, diminuisce leffetto di
depurazione. La cava pu costituire quindi una via preferenziale di immissione dei contaminanti nel
sottosuolo.

Fig. 9: caso in cui la cava non intercetta la


superficie piezometrica

Nel caso in cui esistano due falde separate da un livello impermeabile, la cava potrebbe costituire un
elemento di impatto non solo nei confronti dellacquifero interessato, ma anche di quello sottostante (Fig.
10). Ci particolarmente vero nel momento in cui il livello interposto fra i due non sia in grado di garantire
un perfetto confinamento. In tal caso, infatti, possibile che vi sia un interscambio fra le acque dellacquifero
superficiale e quello sottostante la cui entit, a parit di altre condizioni (permeabilit e spessore
dellaquitard), funzione del dislivello piezometrico esistente tra la falda freatica e quella confinata. Lazione
alimentante della cava potrebbe dunque determinare, a valle di essa, un incremento del livello piezometrico
della falda superficiale con due possibili effetti:
-

se il carico della falda freatica naturalmente pi elevato di quello della falda confinata, si pu
incrementare il flusso, gi esistente, dalla prima alla seconda falda
se il carico della falda freatica naturalmente inferiore a quello della falda confinata, si potrebbe
invertire il flusso che, in assenza di condizionamenti, sarebbe diretto dallacquifero profondo a quello
pi superficiale.

Leffetto complessivo sulla falda profonda risulterebbe ovviamente peggiorato nel momento in cui il piano di
scavo della cava si spingesse fino ad intaccare il livello semipermeabile o impermeabile, caso, questo
abbastanza frequente. Da quanto fin qui emerso, si pu comprendere limportanza dello studio dei potenziali
impatti delle cave nei confronti delle risorse idriche sotterranee. Impatti che possono essere pi o meno
indirettamente imputati allaumento del grado di vulnerabilit degli acquiferi legati alla presenza di cave
nonch ai possibili effetti da esse addotte in seguito alle modificazioni delle condizioni di flusso della falda.
Unopportuna conoscenza del territorio in cui inserita, o in progetto lopera, diventa quindi un punto di
partenza essenziale sia per la necessit di valutare il grado di vulnerabilit intrinseca dellarea che per
comprendere quali potrebbero essere le potenziali fonti di inquinamento primario che potrebbero interagire
con la cava medesima (industrie, fiumi contaminati, area ad alta intensit di traffico, aree rurali). Non da
ultimo, meriter attenzione lindividuazione dei potenziali bersagli sensibili che potrebbero subire effetti
negativi per la presenza di cave che, o per dispersione diretta o per la modificazione del campo di moto della
falda contaminata, potrebbero incidere significativamente sulla loro esposizione.

Superficie piezometrica

Livello poco permeabile


Falda profonda
Substrato impermeabile
Fig. 10: caso in cui esistano due falde separate da un livello impermeabile
Diventa importante analizzare i possibili scenari di rischio, ovvero ipotizzare, in funzione dellassetto
geologico e idrogeologico del territorio, la propagazione delleventuale inquinante (plume) (fig. 11) e studiare
le deformazioni piezometriche generate da una cava (fig. 12).

Fig. 11: il plume si espande


longitudinalmente (avanzamento
del contaminante) e
trasversalmente (allargamento
del plume) rispetto alla direzione
di flusso

Fig. 12: Generalmente la cava richiama


acqua da monte (frecce blu) e le rilascia
a valle (frecce rosse).

Tali deformazioni sono strettamente connesse allassetto geologico del territorio, come si pu osservare
nelle figure riportate di seguito. Se la permeabilit dei terreni non ha una distribuzione omogenea (fig. 13) e
la falda inclinata, lafflusso sar prevalentemente laterale con un conseguente abbassamento
dissimmetrico dei livelli di falda, pi pronunciato ai lati dello scavo.

Fig. 13

La presenza di livelli poco permeabili a valle della cava determina un tratto a bassa cadente piezometrica a
monte dellarea meno trasmissiva. Lacquifero a valle di essa non risulta interessato da alcuna depressione
piezometrica (fig. 14).

Fig. 14

Nel caso riportato in figura 15, si pu osservare come la falda si incanali nella porzione di territorio
caratterizzato da una maggiore permeabilit.

Fig. 15

La conoscenza dellassetto geologico e idrogeologico del territorio consente il corretto posizionamento dei
monitoraggi, che non solo sono utili per tener sotto controllo eventuali fenomeni di inquinamento generati
allinterno della cava, ma di individuare possibili fonti inquinanti provenienti da zone esterne allarea della
cava stessa. Lanalisi dei vari casi reali ha infatti evidenziato che la mancata conoscenza di alcuni elementi
fondamentali del sottosuolo pu comportare errori di interpretazione dei processi dinquinamento e quindi di
posizionamento delle reti di monitoraggio e dimensionamento delle opere di bonifica/salvaguardia (fig. 16).

Corso dacqua

Fig. 16: La presenza di livelli


impermeabili impedisce il
deflusso delle acque. Tali livelli
orientano non solo il flusso delle
acque ma anche quello dei
contaminanti. La presenza invece
di un corso dacqua, pur
orientando il flusso idrico,
favorisce la diluizione dei
contaminanti.

Livello impermeabile

Non tutte le contaminazioni risultano strutturate in plumes. Spesso per motivi legati alla lentezza del moto
delle acque sotterranee o la scarsa permeabilit dei terreni o il basso gradiente idraulico o lelevato fattore di
ritardo dei contaminanti, i pennacchi non si possono formare. In questi casi si ha la tendenza degli inquinanti
ad espandersi verso il basso (fig. 17). Anche questa informazione molto importante per il corretto
posizionamento dei monitoraggi.

Fig. 17

5) Possibilit che lattivit estrattiva rappresenti una opportunit per il territorio


Lattivit estrattiva pu rappresentare una opportunit per il territorio ogni volta che si effettua un buon
recupero ambientale o quando le cave forniscono un supporto importante nella gestione del territorio. Qui di
seguito vengono presentati sinteticamente tre esempi.
Esempio 1: Idroscalo
Lidroscalo, la cui superficie di circa 815.000 m2, rappresenta un ampio affioramento della prima falda ed
stato ottenuto dalla congiunzione di pi cave negli 30 (fig. 18). Dal 2000 lidroscalo ha sofferto di una
progressiva diminuzione dei livelli idrometrici che, pur oscillando stagionalmente, ha visto raggiungere la
quota minima di 103,50 m s.l.m. nel giugno 2007 (- 2,45 m rispetto allo zero idrometrico). Lidroscalo non ha
affluenti ed il suo livello determinato dalle precipitazioni sulla sua superficie e dagli scambi idrici con la
falda freatica di cui sostanzialmente rappresenta lemersione (fig. 19).

Fig. 18

Fig. 19

Si sono studiate diverse soluzioni atte ad innalzare il livello dellidroscalo. Tra queste si ricordano (Fig. 20):
1. Immissione diretta di acqua nellIdroscalo (proveniente dal Canale Martesana) e innalzamento del
livello piezometrico tramite la rete irrigua
2. Innalzamento del livello piezometrico tramite ricarica della falda (lacqua proveniente dai canali
irrigui viene immessa nei laghetti di cava situati a Sud dellIdroscalo)
3. Riduzione della permeabilit a valle dellidroscalo (Diaframmi metallici, Iniezioni di miscele
impermeabilizzanti, Jet Grouting) e di conseguenza innalzamento della superficie piezometrica.

Fig. 20

Esempio 2: Cava Tecchione


Si trattava di un progetto di pompaggio sperimentale da cava. Questo progetto rientrava nel Programma
degli interventi di seconda fase per il controllo dellinnalzamento della falda nellarea milanese (D.G.R. 26
luglio 2002 N. 7 / 9958 e Legge 3 dicembre 2001- n. 428).
La sperimentazione progettata e allestita dalla Provincia di Milano nella Cava Tecchione in Comune di S.
Donato Milanese iniziata il 3 luglio 2000 ed proseguita fino al giugno 2001 con prelievo di portate
progressivamente crescenti fino ad un massimo di 1 m3 / sec. Il progetto stato chiuso alla fine del 2001.
In questo caso il progressivo abbassamento operato nellarea di cava portava ad una diminuzione del livello
piezometrico circostante la cava stessa con benefici per le strutture soggette ad allagamento.
Esempio 3: Fiume Reno (fig. 21) (Emilia Romagna)

Fig. 21: Inquadramento


geografico

Le numerose cave in disuso presentano una volumetria sufficiente per essere utilizzate come stoccaggio
delle acque durante i periodi piovosi al fine di una loro restituzione in Reno nei periodi siccitosi, con lo scopo
di garantire sia il rispetto del DMV (deflusso minimo vitale) indicato dal PTA nella sua componente idrologica

e morfologica, sia acqua a sufficienza alla derivazione della Chiusa di Casalecchio per lalimentazione del
Canale di Reno e lassolvimento delle funzioni ambientali del Canale (fig. 22). Lutilizzo di tali superfici
permetterebbe inoltre la valorizzazione ambientale di aree che sono marginali, degradate e comprese tra
lasse autostradale e la strada lungo fiume; inoltre, progettando gli interventi secondo lottica della
riqualificazione fluviale, potrebbe rendersi possibile recuperare alla dinamica fluviale le aree pi prossime
allalveo attivo, inducendo un netto miglioramento dellecosistema fluviale del Reno.

Fig. 22: Cave


abbandonate lungo il
fiume (evidenziate in
giallo)

6) Conclusioni
Conoscendo molto bene le problematiche ambientali legate allattivit estrattiva possibile non solo
ottimizzare la coltivazione del giacimento al fine di migliorare la produttivit anche a lungo termine e mitigare
gli impatti sul territorio, ma anche creare un buon connubio tra impresa e contesto sociale.