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1.4.

1 RISPOSTA AD UNA FORZANTE GENERICA (LEGGE DI DUHAMEL)

Precedentemente abbiamo visto sistemi senza forzante, con forzante armonica e come si tratta un
impulso. Quest'ultimo aspetto molto importante perch tratteremo le forzanti generiche
scomponendole in una serie di impulsi. Considerando una forzante di forma generica, quindi molto
complessa dal punto di vista matematico, per trovare la soluzione la si scompone in una serie di
istanti temporali infinitesimi. Se il nostro sistema lineare, basta fare la sommatoria di tutti gli
intervalli infinitesimi per ottenere la risposta del sistema ( come se stessimo calcolando la risposta
per ciascun istante a partire da quell'istante temporale).

Si analizzano le risposte per un sistema libero e per un sistema smorzato:


1.4.1.1 SISTEMA LIBERO
() =

(( ))

Per avere la risposta del sistema libero devo integrare du() tra 0 e t, ossia fino alla durata della
nostra forzante.

() =
0

()
1
(( )) =
(( )) =
()(( ))

0
0

1.4.1.2 SISTEMA SMORZATO


() = ()

( ( ))

Quindi integrando:

() =
0

()

()
(( )) = ()
(( ))

17

Queste due risposte generiche valgono quando il SISTEMA LINEARE perch bisogna sfruttare
il principio di sovrapposizione degli effetti. Proprio grazie al PSE nasce lintegrale di DUHAMEL, che
non fa altro che darci la risposta per i sistemi lineari a forzanti generiche. In pratica, ci che facciamo
andare a sommare, sia per i sistemi liberi che per i sistemi smorzati, la risposta (integrali sopra
riportati), alla risposta ricavata in precedenza.
Partendo da determinate condizioni iniziali, ad esempio:
= 0,

= 0
{ =
0

La risposta sar dunque:

() =

() = (

+ 0 cos() +

((+0 )

1
()((
0

+ 0 cos( )) + 0 ()

)) ;

()

(( ))

1.5 ANALISI MODALE


Fino ad ora siamo in grado di determinare lo spostamento, la velocit e laccelerazione di un sistema
ad un solo gdL, quindi siamo in grado di fare unanalisi dinamica vera e propria solo di sistemi
semplici.
Nella pratica progettuale, lanalisi dinamica (che ovviamente non si esegue per sistema ad un gdL)
sebbene contemplata dalla normativa, viene fatta in casi rari. Lanalisi che generalmente si esegue
LANALISI MODALE.
partendo dalloscillatore semplice a un solo gdL appena studiato, possibile estendere il
ragionamento ai sistemi complessi a pi gdL. Per fare ci, considerando un sistema a n gdL libert,
riduciamo tale sistema in n sottosistemi semplici a 1gdL.
Utilizzeremo dunque la soluzione delloscillatore semplice n volte, una per ciascun grado di libert
e la combineremo per avere la soluzione desiderata. Questo pu essere eseguito svincolandoci dalla
variabile tempo. In effetti non ci interessa conoscere come variano i valori (ad esempio lo
spostamento o laccelerazione) istante per istante. Faremo infatti riferimento a quelli che sono i
VALORI MASSIMI.(Ad esempio lo spostamento massimo che viene definito SPOSTAMENTO
SPETTRALE(Sd)).
Dato un determinato accelerogramma, definito per una particolare zona dalla normativa, saremo in
grado di determinare lo spostamento massimo, imponendo uguale a zero la velocit.
= (, )
Il valore dello spostamento max Sd, dipende dal periodo (T) e dal coeff. di smorzamento ().
Allo stesso modo faremo riferimento allACCELERAZIONE SPETTRALE, ossia laccelerazione
massima.
18

Riscrivendo dunque lequazione di equilibrio dinamico e facendo riferimento ai valori massimi posso
scrivere lequazione di equilibrio dinamico:

() + () = ()

( + ) + = 0

Si pone la velocit () uguale a zero perch quando si raggiunge lo spostamento massimo la


velocit si annulla (perch la sua derivata).
da cui:

( + ) =

= 2 | | = = (, )

OSSERVAZIONI:
2 =

2 | | =

se lo smorzamento nullo esso coincide con

laccelerazione assoluta.
Si mette il valore assoluto per prescindere dal segno.
tramite 2 si passa facilmente dallo spostamento spettrale allaccelerazione spettrale.
In conclusioni i valori massimi di interesse sono:

(, ) ;

(, ) ;
(, )

Se(accelerazione spettrale) e sta per elastico perch stiamo facendo riferimento ad un sistema
lineare, funzione solo del periodo e del coefficiente di smorzamento.
Per ogni accelerogramma, sempre con riferimento alloscillatore semplice, in funzione del periodo
T, si pu determinare landamento dellaccelerazione spettrale. Ad esempio, possibile
determinare laccelerazione, dato il periodo, al variare del coefficiente di smorzamento.
In via del tutto generica:

19

In fase di progetto non conosciamo laccelerogramma specifico, sono stati realizzati degli SPETTRI
DI PROGETTO(come da normativa) facendo riferimento agli eventi storici ottenuti acquisiti da diversi
accelerogrammi e tenendo conto della risposta di un sistema ad un solo gdL . Questi possono essere
riferiti allo spostamento, allaccelerazione o alla velocit.
Lo spettro di progetto avr espressione analitica e i parametri da cui dipende varieranno in base al
sito e alle caratteristiche del sito in cui ci si trova (Ad esempio: terreno di fondazione caratteristiche
topografiche, ecc).

20

1.5.1

Sistemi a 2 gdl

il sistema riportato in figura ha due gdL. Le incognite da determinare son lo spostamento della massa
m1 e quello della massa m2.

Scrivendo lequazione delleq.dinamico

1 + 1 1,2 = 0
considero ora il carrello 2:

2,1 + 2 = 0
Esplicitando i termini:

1 1 1 1 2 (2 1 ) = 0
2 2 + 2 (2 1 ) = 0
Il sistema in forma compatta lo posso riscrivere come:

[]{ } + [ ]{} = {0}


Lobbiettivo eseguire lanalisi modale, e per fare ci scompongo il sistema in n oscillatori semplici
indipendenti tra loro (le equazioni del sistema devono essere indipendenti tra loro).
Scrivo dunque lo spostamento u come spostamento proporzionale ad un solo modo proprio del
sistema a 2 gdL: ci significa che nel tempo la forma si manterr costante(non sar funzione del
tempo), varier lampiezza ma il rapporto (in questo caso tra le ampiezze u1 e u2) rimarr
proporzionale.

{} = {}
Dove: {U}= MODO PROPRIO (ci indica lampiezza del moto, ) indica modi di vibrare del sistema
derivando lo spostamento:
{ } = {}
21

{ } = 2 {}
Sostituendo questi valori allinterno dellequazione di equilibrio dinamico.

2 []{} + [ ]{} = {0}


([ ] 2 []){} = 0

: 0.

Per risolvere lultima equazione devo imporre:

det|[ ] 2 []| = 0 det |[]1 [ ] 2 []|


Con questa relazione ottengo una soluzione diversa da quella banale, riconducendomi ad problema
agli autovalori della matrice [M]-1 [K] che non sono altro che le pulsazioni proprie del nostro
sistema elevate al quadrato (12 22 ).
(

1 2

PULSAZIONI

NATURALI

DEL

SISTEMA.

(in

particolare

1 )
(le matrici M e K sono diagonali quindi le equazioni sono disaccoppiate e il contributo di ciascun
modo pu valutarsi separatamente)
Ne deriva che per trovare le pulsazioni di un sistema a n gdL, basta determinare la matrice delle
masse e quella delle rigidezze. Note le pulsazioni proprie siamo in grado di determinare gli
autovalori, ossia i modi propri del i-esimo sistema.

1.5.2 RISPOSTA AD UN ACCELEROGRAMMA:


Ipotizzando un sistema a n gradi di libert, la procedura di risoluzione di tale sistema attraverso
lanalisi modale comporta la determinazione della matrice delle masse e della matrice delle
rigidezze.
1
=(
0

11
0
), = [
1

si ottengono matrici di questa forma nel caso di telaio shear type, telai che possiedono traversi
infinitamente rigidi (EI= infinito).
Una volta determinate queste due matrici, siamo in grado di determinare gli autovalori e tramite
essi determiniamo gli autovettori.
Noti gli autovalori e gli autovettori posso determinari i periodi propri.
=

2
1

Osservazioni: 1 > 2 > >


I periodi sono ordinati in modo decrescente, il primo periodo dunque quello con valore piu elevato.
NB= si fa riferimento ai periodi perche lo spettro di risposta funzione del periodo e non della
pulsazione.
22

Se consideriamo i modi naturali, che rappresentano la forma della deformata, per un telaio piano,
presentano tante inversioni di segno quanti i gdL-1.

Fatto questo dobbiamo operare un cambio di sistema di riferimento. Bisogna cio scrivere
lequazioneindefinita di equilibrio nel sistema di riferimento degli autovettori.
Partiamo allora dal sistema di riferimento originario.

[]{ } + [ ]{} = {0}


determinati gli autovalori e gli autovettori proseguo col costruire la matrice deli autovettori.

= ( 11

21

12
22 )

Cambiano il sistema di riferimento, lo spostamento {u} pu essere scritto in funzione degli


autovettori.

{} = []{()}
dove: {q}= vettore delle coordinate principali, funzione del tempo, ci dice come varia lampiezza nel
tempo.
Analogamente:
{ } = []{ ()}

NB= NON HO DERIVATO LA MATRICE U PERCHE NON


FUNZIONE DEL TEMPO.

{ } = []{ ()}

sostituendolo spostamento e laccelelrazione nellequazione indefinita di equilibrio:

[][]{ ()} + [ ][]{ ()} = {0}


[] [][]{ ()} + [] [ ][]{()} = {0}
che puo anche essere riscritta come
23

]{ ()} + [
]{ ()} = {0}
[
] = [] [][] [
] = [] [][] .
Dove: [
] [
] risultano diagonali per le propriet di
Poich matrici [M] e [K] sono simmetriche, [
ortogonalit degli autovettori [U].
] [
] sono delle matrici diagonali perch gli autovettori sono ortogonali sia alla
Le matrici [
matrice delle masse che alla matrice delle rigidezze.
Moltiplicando tutto per []1 :

]1 [
]{ ()} + [
]1 [
]{()} = {0}
[

[]{ ()} + [2 ]{ ()} = {0}


dove [2 ] rappresenta la matrice DELLE PULSAZIONI NATURALI
12
22

2 ]

In questo modo abbiamo ottenuto un sistema con equazioni disaccoppiate: possiamo scrivere in tal
modo n equazioni indipendenti, che non sono altro che n OSCILLATORI SEMPLICI.
La soluzione dellequazione di un oscillatore semplice libero e un oscillatore smorzato si ottiene
svolgendo identicamente le equazioni viste in precedenza:

Il passaggio successivo quello che manca per completare la trattazione, considerare la FORZANTE
che nel nostro caso un ACCELEROGRAMMA. Anche ora il discorso non cambia, poich dobbiamo
sempre conoscere prima gli autovalori e gli autovettori per poi trasformare lequazione di equilibrio
dinamico nel sistema delle coordinate principali.
Partendo dal sistema originario generico:

[]{ } + [ ]{ } + [ ]{} = []{ }


Per introdurre laccelerogramma si introduce il VETTORE DI INCIDENZA { } che ha valore unitario
nella direzione in cui agisce laccelerogramma sismico.
Scrivo lequazione in coordinate principali:

[] [][]{ ()} + [] [ ][]{ ()} + [] [ ][]{()} = [] []{}


]{ ()} + [ ]{ ()} + [
]{ ()} = [] []{ }
[
moltiplico tutto per []1 :
24

]{ ()} + []1 [ ]{ ()} + []1 [


]{()} = []1 [] []{ }
[]1 [

[] { ()} + [2]{ ()} + [

[] []{}
()} =

][]
[ ] [

2 ]{

Anche in questo caso avr un sistema di equazioni indipendenti.


DOVE:

[] []{ }
=

][]
[ ] [
CI DICE QUALE IL PERIODO DI CIASCUN MODO SUL MOTO COMPLESSIVO DEL SISTEMA.
RIUSCIAMO A CAPIRE QUALI SONO I MODI DOMINANTI SUL MOTO COMPLESSIVO DEL SISTEMA
(QUESTO OERCHE ALCUNI MOTI AVRANNO UN INCIDENZA MAGGIORE DI ALTRI)
esplicitando il coefficiente:

=1
=1 2

A questo punto si capisce quale la soluzione che dobbiamo cercare, come farlo, e ricordandoci che
dobbiamo fare riferimento agli effetti massimi.
Se n sono i gdL, avremo anche n valori di coeff. di partecipazione modale , uno per ciascun
oscillatore semplice indipendente. Si consideri ora lo spettro di risposta di progetto, in termini di
SPOSTAMENTO SPETTRALE, noto lo spettro di risposta per ogni oscillatore possiamo ricavare lo
spostamento massimo in termini di coordinate principali.

Sullasse delle ascisse individuiamo Ti, al quale corrisponder sulle ordinate, un valore di
spostamento spettrale. Sd(Ti, v). Ci significa che una volta ricavato li-esimo periodo proprio siamo
in grado di ricavare lo spostamento spettrale i-esimo(conoscendo gli spettri di risposta forniti dalle
normative).
25

Possiamo ricavare lo spostamento massimo , , che sar funzione dello spostamento spettrale
e del coefficiente di partecipazione modale :
, = ( , )

{ , } = { } ( , )
Ora possiamo determinare lo spostamento massimo nelle coordinate originarie, moltiplicando
, per lautovettore i-esimo.
E possibile ora determinare tutti gli effetti, compreso il vettore delle forze massime, correlate alliesimo nodo.
{, } = []{ , } = []{, }
Questo significa che, per esempio in un telaio shear-type, note tutte le quantit, possiamo trovare
lo spostamento massimo e il vettore delle accelerazioni massimo e il vettore delle forze massime.

analizziamo un telaio come in figura. In tal caso il telaio ha 3 gdL, pertanto ogni vettore avr tre
spostamenti.
Determinate le forze di piano relative a ciascun modo, si risolve il problema calcolando il telaio
sottoposto a tali forze. Avendo 3 piani si avranno 3 vettori delle forze e quindi dobbiamo calcolare
3 telai. Per ogni telaio troveremo il diagramma del momento del taglio e degli spostamenti, ecc.
Quindi ad esempio, se sono interessato al valore di momento in una sezione di un pilastro, avr 3
valori del momento (perch abbiamo risolto 3 schemi di telaio). Secondo quanto riportato dalla
normativa il valore finale dato dalla combinazione degli effetti massimi.
Unaltra grandezza di interesse il TAGLIO ALLA BASE.
La forza ad un piano generico pu essere scritta:

= ( , )
Dunque il taglio alla base dato dalla somma di tutte le forze che stanno ai piani superiori:
26

, = = ( , )
=1

=1

esplicitando :

, = =
=1

=1

=1
=1 2

( , )

Da questa formula ricavo:

=
=1

=1
=1 2

detta MASSA PARTECIPANTE DEL MODO I-ESIMO. Ci d un idea del quantitativo di massa
eccitata nel moto, tramite essa possibile considerare, secondo normativa, tutti modi di vibrare
purch la massa partecipante sia superiore all85% .
La massa partecipante dunque il parametro che ci consente di selezionare quanti modi naturali
considerare nellandare a determinare la risposta della nostra struttura.
Ricapitolando:
Lazione sismica genera un impulso in ciascuna massa e quindi delle forze inerziali e un conseguente
stato di sollecitazione e deformazione. Le sollecitazioni sulla struttura dovrebbero, quindi, essere
date da una combinazione di quelle associate a ciascun modo di vibrare. Se n sono le masse, per
un sisma agente in due direzioni i modi di vibrare sono 2xn(Una struttura seppur modellata con
schemi semplici ha numerosi modi di vibrare: 100.1000!!!!!). I modi di vibrazione dei sistemi
strutturali perdono man mano importanza al diminuire del periodo. Ogni modo di vibrazione
caratterizzato da un coefficiente di partecipazione al moto totale indotto dal sisma; per periodi
decrescenti tale coefficiente diminuisce e gli effetti (sollecitazioni, spostamenti) associate ai modi
corrispondenti diventano trascurabili. Il totale dei modi di vibrare da considerare quello in grado
di attivare l85% dellintera massa della struttura oppure devono essere presi in considerazione
tutti i modi con massa partecipante superiore al 5%.

In relazione al telaio piano, dobbiamo considerare i modi naturali che presentano uninversione di
segno, inversioni che aumentano allaumentare del numero di modi, infatti il primo modo di vibrare
non ha inversione di segno. Questo ci fa capire che il taglio alla base piu elevato perche, non
essendoci cambi di segno, le forze dei piani successivi si sommano e non si sottraggono tra di loro.
27

Relativamente al taglio, ci si aspetta che esso non dipenda solo dalla massa partecipante ma anche
dallaccelerazione spettrale, la quale dipende dal periodo (allaumentare del periodo si riduce
laccelerazione spettrale). Questo significa che (per i telai piani) seppur al primo modo di vibrare, la
massa partecipante pi elevata, se avessimo un periodo naturale molto elevato, avremmo
comunque una Se molto bassa. Potrebbe quindi risultare che il prodotto M*Se

1.6 ANALISI STATICA LINEARE.


In alcuni casi, e sotto determinate ipotesi, possibile eseguire una analisi pi semplice e rapida
rispetto allanalisi modale; la cosiddetta analisi statica lineare. Le ipotesi essenziali per utilizzare
tale analisi sono:

ANALISI DI SOLO TELAIO PIANO;

TELAIO NON MOLTO RIGIDO.

Con lanalisi del telaio piano andiamo a determinare un sistema di forze che applichiamo al nostro
telaio (senza eseguire tutto liter per lanalisi modale), considerando lazione sismica come unazione
equivalente statica che applichiamo al telaio.
Tale analisi si pu applicare solo nei casi in cui il primo modo di vibrare determina il modo di tutto il
sistema. (questo perch il primo modo del sistema associato al primo modo di vibrare ??).
In termini strutturali significa che il comportamento della struttura debba essere assimilabile a telaio
piano e che il periodo proprio non debba essere elevato, cio non debba superare assegnati valori
limiti.
Considerando dunque la massa partecipante del sistema relativa al primo modo di vibrare:

(=1 1 )

1 =
2
=1 1

28

Una prima approssimazione di tale metodo consiste proprio nel porre uguale la massa
partecipante nel primo modo di vibrare con quella di tutto il sistema.

1 = 1
=1

Imponendo luguaglianza possiamo ricavare lespressione del coefficiente di partecipazione modale


al primo modo:

= 1 1

1 =

=1

=1
=1 1

Ricavato 1 si sostituisce nellespressione Fij e si ottengono le forze da applicare al telaio.

1 = 1

=1
=1 1

( , )

Quindi considerando lanalisi statica, si considera un unico sistema di forze applicato al telaio e
facendo lequivalenza tra lazione del sisma e un sistema di forze statico, si prescinde dallanalisi
modale.
E possibile fare unaltra approssimazione, riguardo landamento qualitativo del primo modo di
vibrare. Tale approssimazione consiste nel linearizzare la deformata. Tramite tale semplificazione,
posso esprimere la componente dellautovettore 1 al j-esimo piano per mezzo della quota z del jesimo piano.

1 =
29

di conseguenza il sistema di forze da applicare, nel caso di ANALISI ELASTICA, sar del tipo:
1 =

=1
( , )
=1 1 1

Lanalisi diventa dunque molto piu semplice perche per determinare lazione sismica basta
conoscere la massa del telaio ai singoli piani, la massa complessiva, laltezza di piano e 1 , 1
.
Per quanto riguarda il coeff di smorzamento si assume un valore del 5% a meno che non siamo in
presenza di tecniche particolari, come i dissipatori. In queste condizioni esistono delle indicazioni da
normativa per stimarlo.(

VINCOLI PER LANALISI STATICA


Ricordiamo come gia detto,che per poter applicare lanalisi statica il sistema deve essere
riconducibile ad un sistema piano(solo trasolazioni e niente rotazioni) e che il periodo non deve
essere molto grande. Il periodo deve essere tale che rientri in valori limite proposti per non avere
una accelerazione spettrale molto bassa.( 1 < 2,5 oppure 1 < )
Una semplificazione sconveniente per tale metodo relativo alla semplificazione del telaio piano ad
un telaio di tipo shear-type. Generalmente i telai non hanno traversi infinitamente rigidi, ma sono
consentite le rotazioni ai nodi. In questo caso, quindi, come parametri di spostamento avremo sia
le traslazioni di piano che le rotazioni ai nodi.
Cio che veramente interessa capire, a prescindere dalla tipologia di analisi che si adotta, quali sono
le forze da applicare al telaio, in presenza di unazione sismica orizzontale. Quindi, al solo fine di
calcolare queste azioni, operiamo tramite tecnica definita di CONDESAZIONE STATICA. Essa
consente di scrivere in maniera diversa la matrice delle rigidezze. Non c nulla di concettuale, si
tratta solo di riscrivere [K] in modo opportuno.
Partiamo dalla relazione: {} = []{} .
Il vettore delle forze e il vettore degli spostamenti sono cosi costituiti:
{} = {

{ }
}
{ }

{} = {

{ }
}
{ }

OSSERVAZIONE: Sono dei sottovettori!!


= vettore delle forze di piano;
= vettore delle coppie applicate ai nodi.
In maniera del tutto analoga:
[] = [

[ ]

[ ]
]
[ ] [ ]
30

Riscrivendo lequazione precedente in forma matriciale:


{

[ ] [ ] { }
{ }
} =[
}
]{
0
[ ] [ ] { }

Dalla risoluzione del sistema risulta:


1

{ } = [ ]{ } [ ][ ] [ ]{ }
Ci siamo svincolati dalle rotazioni nodali!! Le uniche incognite in termini di spostamento sono gli
spostamenti di piano e in termini di forze le forze di piano.
Dunque la matrice che ci permette di mettere in relazione le forze di piano con gli spostamenti di
piano, tenendo conto che c la possibilit che i modi ruotino, detta MATRICE DELLE RIGIDEZZE
TRALSATE.
1

[ ] = [ ] [ ][ ] [ ]
il processo di analisi modale rimane lo stesso solo che dobbiamo scrivere in maniera opportuna la
matrice di rigidezza traslata per tenere appunto conto che c la possibilit di rotazione dei nodi.

E possibile eseguire lanalisi statica lineare di un edificio spaziale, la cui struttura pu essere
considerata come un reticolo di telai disposti in due direzioni principali, purch rispettanti
determinati requisiti quali:

Si consideri un edificio monopiano;

gli impalcati si considerano infinitamente rigidi nel loro piano.

Con tali ipotesi si riducono i gdL, diventando 3 due traslazioni e una rotazione.

31

ipotesi:
1) MASSA CONCENTRATA IN G:
2) IMPALCATO INFINITAMENTE RIGIDO NEL PROPRIO PIANO: significa che trasferisce carichi
agli elementi verticali in funzione delle rigidezze e si riducono i gdL.
La prima cosa da fare , in funzione di quelli che sono i gdL dellimpalcato, determinare gli
spostamenti dei singoli telai.
= +
{
=
(segno perche verso discorde)
Si sono cosi definiti gli spostamenti dei telai in funzione del baricentro dellimpalcato. Bisogna ora
determinare le forze nei singoli telai, le quali genericamente rispondono alla seguente relazione:
{

, = , , = , ( + )
, = , , = , ( )

tali forze abbiamo gia chiamato :FORZE DI RICHIAMO ELASTICO.


Per definire lequazione di equilibrio dinamico occorre definire quali masse considerare, avendo in
questo caso, un solo impalcato si considera la sola massa m. Trattandosi di un sistema spaziale,
lazione sismica la consideriamo agente in entrambe le direzioni, non bisogna per considerarle
contemporaneamente. Si analizza il telaio con le forze agenti nelle due differenti direzioni
separatamente, prima una poi laltra, e i risultati verranno poi combinati. Ad esempio si prender il
32

valore massimo delleffetto dovuto allazione lungo x che verr combinato con il 30% degli effetti
massimi dovuti allazione lungo y, e viceversa.
Lequazione di eq. dinamico pu cos essere scritta: (Si sta considerando lazione sismica lungo x)
Equilibrio lungo x:

+ , =

+ , ( + ) =

=1

=1

Analogamente lungo y:

+ , = 0

+ , ( ) = 0

=1

=1

Lequilibrio alla rotazione invece:

2 + , , 2 2 = 0
2

=1

=1

+ + , ( + ) , ( ) = 0
=1

=1

possibile scrivere il sistema in forma compatta:


[]{ } + []{ } = [][ ]
OSSERVAZIONE: [It]= matrice che permette di considerare una forza sismica solo in una direzione.
A questo punto si procede come fatto per il telaio piano. Una volta nota la matrice delle masse e la
matrice delle rigidezze troviamo gli autovalori e gli autovettori della matrice [M]-1[K]. In questo caso
avremo 3 autovalori e 3 autovettori, tanti quanti i gradi di Libert del sistema.
Saremo dunque in grado di determinare gli spostamenti massimi in termini di coordinate principali.
Abbiamo dunque capito che il procedimento sempre lo stesso:
1. Si determina la matrice delle masse e la matrice delle rigidezze;
2. Si determinano gli autovettori, dove gli autovalori sono le pulsazioni proprie (al quadrato);
3. Si ricavano i periodi propri e tramite lo spettro si ricava laccelerazione spettrale.
4. Noti i valori di accelerazione, possiamo determinare i valori di spostamento e accelerazione
massimi in termini di coordinate principali.
Note le quantit in termini di coordinate principali, posso passare alle coordinate originarie,
moltiplicando la quantit in coord. principali per lautovettore associato ad un generico modo s:

33

Cio significa che ad ogni autovettore spostamento corrisponde una forza(o un sistema di forze) :
avendo 3gdL, avremo dunque 3 schemi da risolvere

1.6.1

Analisi statica lineare di edifici Monopiano

34

1.7 EDIFICI MULTIPIANO


Estendiamo la trattazione vista per gli edifici monopiano al caso generico con edifici elevati in piu
piani di altezza. Si riprendono alcune ipotesi (impalcato infinitamente rigido, che ci consente di
ridurre i gradi di libert da analizzare. Se r il numero di piani il numero di gradi di libert sar pari
a 3 x r. il vettore spostamento sar quindi composto da 3r spostamenti.
1

1
{} =

{ }
Lo stesso ordine segue il vettore accelerazione.
possibile definire la matrice delle masse ipotizzando che la massa degli impalcati sia concentrata
nel baricentro del suo impalcato stesso. Questa ipotesi permette di avere una matrice diagonale.
Avendo 3r gdl la matrice delle masse sar una matrice diagonale 3r x 3r.

[M]=

un po pi complessa la scrittura della matrice delle rigidezze

35