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Copyright Maggio 2014

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Attribuzione, Non Commerciale, Non Opere Derivate

Gottfried Benn
Obitorio e Altre Poesie

a cura di MSS

a-versi in-versi

Indice
7

Biografia
Obitorio

Piccolo astro
Una bella infanzia
Ciclo
Sposa del Negro
Requiem

10
11
12
13
14

Altri Versi

Appendicectomia
Uomo e donna che camminano nel reparto...
Sala di Lavoro
Night Caf
Treno Espresso
Dinanzi ad un campo di grano
Treno Sotterraneo

16
18
20
22
24
26
27

Biografia
Assurdo e la fine ovunque intorno allorlo.
Figlio di un pastore protestante, Gottfried Benn, abbandon presto lo studio della teologia per dedicarsi alla medicina presso laccademia militare di Berlino dove si laure nel
1910. Esord nella letteratura pubblicando nel 1912 la raccolta di poesie espressioniste Morgue e altre poesie, ambientata
prevalentemente nei padiglioni di un ospedale e fitta di immagini macabre e mortuarie. Lopera dest un certo scandalo
e proiett Benn negli ambienti letterari della Berlino degli
anni 10. Il dottor Benn entr in contatto con gli artisti del
gruppo Die Brcke ed inizi unavventura sentimentale con
la poetessa ebrea Else Lasker-Schler.
Durante la prima guerra mondiale Benn prosegue la sua
professione di medico come sifilopatologo prestando servizio nellesercito tedesco di occupazione in Belgio. Nel 1916
pubblica il racconto lungo Cervelli (Gehirne) seguito poi da
Le novelle di Rnne. Opera fortemente autobiografica, dove
le giornate di un medico dellesercito vengono descritte attraverso un flusso di immagini pregne di regressione onirica e simbolismo. Terminato il conflitto Benn si ritrasferisce

di nuovo a Berlino dove apre uno studio privato sulla Hermannstrae.


Nel dopoguerra, ostile alla Repubblica di Weimar, fece parte del movimento culturale della Rivoluzione conservatrice e
poi simpatizz per lemergente movimento nazista. Nel febbraio del 1933 viene chiamato dai gerarchi nazisti a dirigere
la sezione di poesia dellAccademia di Prussia, dai quali erano stati espulsi o si erano volontariamente allontanati poeti e
intellettuali ostili al nuovo regime. Durante questi anni Benn
scrive alcuni saggi e articoli, raccolti poi nel volume Die neue
Staat und die Intellektuellen (1932), dalla quale si avverte una
forte fascinazione estetizzante per il nazionalsocialismo, salutato come forza storica nuova, potente, nata da istanze dionisiache e assertrice del culto della forma. Concetti ripetuti
ancora in una serie di saggi raccolti poi nel libro Kunst und
Macht (1935).
Ma la luna di miele fra Benn e i gerarchi ha vita breve. I nazisti mettono gli occhi sui suoi scritti giovanili e sulle sue affinit poetiche col movimento espressionista che Goebbels e
compagni bollano come arte degenerata e lo bandiscono.
In giugno Hans Friederich Blunck lo sostituisce alla direzione dellAccademia e Benn prende le distanze dal nazismo. Il

27 agosto 1934 ne scrive alla poetessa Ina Seidel: Il tutto


mi comincia ad apparire come una sceneggiata che annuncia
sempre il Faust ma la troupe appena sufficiente per unoperetta. Con quali toni grandiosi ha esordito e come appare
schifoso oggi!. Benn, profondamente amareggiato, scompare dalla scena pubblica e si ritira ad Hannover. Allamico
Friedrich Oelze scrive il 18 novembre di voler tornare a far
parte dellEsercito: la Reichswehr la forma aristocratica di
emigrazione. Nel 1937 attaccato da Wolfgang Willrich, ufficiale delle SS, nel libro Suberung des Kunsttempels (Pulizia
del tempio dellarte) ma Benn difeso da Heinrich Himmler:
tuttavia, nel 1938, la Reichsschrifttumskammer, lAssociazione degli scrittori, proibisce a Benn la pubblicazione dei suoi
libri.
Finita la guerra, nel 1951 ottiene il premio Georg Bchner.
Muore a Berlino Ovest nel 1956 e viene sepolto nel cimitero
Waldfriedhof di Dahlem.

Piccolo Astro
Il corpo dellautista di
un camion di birra fu
sollevato su una barella
Qualcuno aveva messo
un piccolo astro
viola scuro tra i suoi denti.
Quando giunsi attraverso il torace
sotto pelle
con un lungo coltello
per recidere la lingua ed il palato
devo aver intaccato il fiore, poich slitt
verso il cervello distendendosi di lato.
Lo sistemai nella cavit toracica
con la segatura
e una bella cucitura.
Bevi tutto in cotanto vaso!
Riposa in pace,
piccolo astro.
1. Astro (Aster) un piccolo fiore simile alla margherita

10

Una Bella Infanzia


La bocca di una fanciulla che a lungo aveva giaciuto
tra le canne
appariva alquanto smangiucchiata.
Quando abbiamo aperto il torso,
lesofago era pieno di buchi.
Alla fine in un incavo sotto il diaframma
abbiamo trovato un nido di piccoli ratti.
Una piccola topolina giaceva morta.
Gli altri vivevano tra fegato e rene,
bevendo il freddo sangue e godendosi
una bella infanzia.
E bella e rapida stata anche la loro morte:
Abbiamo messo lintero mucchio in acqua.
Oh, quanto hanno squittito quei piccoli musetti!

11

Ciclo
Il molare solitario di una puttana
morta senza nome
aveva un riempimento doro.
Come per un accordo silente
gli altri invece erano caduti.
Ma questo lasci di stucco
lassistente dellobitorio
che laveva impegnato per andare a ballare.
Poich, egli ha detto,
solo la terra deve tornare alla terra.

12

La Sposa del Negro


Dunque la bionda gola di una donna bianca
giaceva su cuscini di sangue scuro.
Il sole sinfervorava tra i suoi capelli
e leccava le sue coscie leggere
e singinocchiava davanti ai suoi seni bruni,
non ancora distorti dal vizio o dalla maternit.
Al suo fianco un negro, occhi e fronte
maciullati da uno zoccolo di cavallo, con
due dita del suo piede sinistro sporco
nel piccolo orecchio bianco di lei.
Ancora giace addormentata come una sposa:
sul punto delle prime gioie dellamore
e nellattesa di molti futuri ribollii
di giovane e caldo sangue.
Fino a quando non le hanno affondato
il coltello nella gola bianca schizzandole
un manto viola di sangue morto
attorno alle anche.

13

Requiem
Due su ciascun tavolo. Uomini e donne
di lato. Attaccati, nudi, ma senza
dolore.
Cranio aperto. Il torso squarciato. I corpi
generano vita per l'ultima volta.
Ciascuno riempie tre recipienti: dal cervello alle
palle.
Il tempio di Dio ed il covo del diavolo,
ora fianco a fianco in un secchio di sbobba,
sogghignano al Golgotha e alla caduta dell'uomo.
Ci che resta va nelle bare. Veri
neonati:
le gambe dell'uomo, il torso del bambino, i capelli della donna.
Ho visto ci che hanno generato due prostitute,
giacere l, come uscito da un solo utero.

14

Altri Versi
1912-1913

15

Appendicectomia
Tutto pulito e sterile per il taglio.
I coltelli fanno fumo. Il ventre dipinto.
Sotto panni bianchi qualcosa geme.
Siamo pronti, quando voi siete pronto Signore.
La prima incisione. Come tagliare il pane.
Pinze! Uno schizzo cremisi.
Pi a fondo. I muscoli: umidi, brillanti e freschi.
C un ramo di rose sul tavolo?
E pus quello che ha cominciato a zampillare?
Avranno tagliato lintestino?
Dottore, se rimane davanti alla luce,
come diavolo faccio a vedere il peritoneo.
Anestesista, non posso operare,
luomo sta facendo sobbalzare il suo stomaco.
Silenzio, pesante, umido. Nel vuoto
il tintinnio di una forbice caduta a terra.
E langelica infermiera porge tamponi sterilizzati.
Non riesco a vedere nulla in questa porcheria!
Il sangue diventa scuro. Mi tolga la mascherina!
Ma - Dio del cielo - signore, per favore,
spingete di pi su quei talloni!
Tutto aggrovigliato. Finalmente: trovato!

16

Cauterizzi, infermiera! Un sibilo.


Sei stato ancora una volta fortunato, figlio mio.
La cosa era quasi in perforazione.
Vedete questo punto verde? Tre ore, credo,
ed il mesentere si sarebbe riempito di merda.
Ventre chiuso, pelle suturata.
Qui cerotti!
Buona giornata signori.
La sala si svuota.
Furiosa, scuotendo la sua spada ossuta,
la Morte se la squaglia dal reparto di oncologia.
1912

17

Uomo e Donna che camminano nel reparto dei malati di cancro

Luomo:
in questa fila ci sono i grembi laceri,
ed in questa i toraci malandati.
Letti affianco a letti puzzolenti.
Le sorelle si alternano ogni ora.
Vieni, solleviamo adagio questa coperta.
Guarda questa massa di grasso e umori marci,
una volta importanti per luomo,
e che ha significato estasi e casa.
Vieni, ora guarda quelle cicatrici sul torace.
Lo senti il rosario di piccoli nodi?
Tocca, senza paura. La carne morbida e non fa male.
Qui c ne uno che sanguina come da trenta corpi.
Nessuno ha cos tanto sangue.
Hanno dovuto estrarre un bambino da questa qui,
dal suo utero canceroso.
Li lasciano dormire. Tutto il giorno,
tutta la notte. - Dicono
ai nuovi arrivati: qui il sonno curativo. - Ma le domeniche
li si fa alzare un p per le visite.
Gli si d un p di cibo. Le
loro schiene sono piene di piaghe. Guarde le mosche.

18

A volte le sorelle li lavano. Come si lavano le panche.


Qui la tomba si solleva un p su ogni letto.
E la carne calata fino alla terra.
Il fuoco si consuma. E la linfa si prepara a fluire.
La terra chiama.
1912

19

Sala
Le donne pi povere di Berlino
- tredici figli in una camera e mezza,
prostitute, reietti, prigionieri si contorcono e piagnucolano.
In nessun altro luogo c tanto lamento.
Da nessunaltra parte v sofferenza e dolore
e non qualcosa che uno pu ignorare
poich qui si urla sempre.
Spingi, donna! capito? Spingi!
Non sei qui per divertirti
Non trattenerti. Non aspettare.
Spingi anche se evacui!
Non sei qui per una pausa.
Non esce da solo. Devi spingere!
Alla fine uscito: piccolo e bluastro,
ed anche sporco di urina e feci.
Da undici letti di lacrime e sangue
singhiozzano com per salutare.
Un coro sinnalza da due soli occhi
per portare giubilo ai cieli.
Questo piccolo pezzo dicarne prover

20

tutto col tempo: gioia e dolore.


E quando un giorn morir ansimante e agonizzante
altri riempiranno i dodici letti in questa stanza.
1912

21

Night Caf
824: L'amore e la vita delle Donne.
Il violoncello consuma un veloce drink. Il flauto
rutta in tre battute: il suo gustoso snack serale.
Il tamburo legge la fine del romanzo giallo.
Denti verdi, brufoli sulla faccia,
segni di congiuntivite.
Grasso nei capelli
parla spalancando la bocca con le tonsille gonfie,
fede speranza e carit intorno al collo.
Un dolce gozzo con il naso da boxer.
Offre loro tre mezze pinte.
L'uomo con la sicosi compra garofani per
nascondere il doppio mento.
Si bemolle minore: sonata op. 35.
Un paio di occhi ruggiscono:
stai facendo a pezzi Chopin,
perch gi trascinarsi nell'accidia
un gran bel da fare
Hey, Gigi! Stop!
La porta si apre: una donna.
Il deserto si prosciugato. Bruna cananea.

22

Casto. Pieno di cave. Emana un profumo. Forte fragranza.


E' solo una dolce bolla d'aria contro il mio cervello.
L'obesit trotterella dietro.
1912

23

Treno Espresso
Marrone come Cognac. Marrone come le foglie.
Rosso-marrone. Giallo malese.
Treno espresso Berlino-Trelleborg e resort
del Mar Baltico.
Carne, che si denuda.
Abbronzata sino alle labbra dal mare.
Cos matura, per il piacere greco.
E lattesa della falce: quanto sembra lunga lestate!
Gi quasi alla fine dei nove mesi!
Barba incolta e autentica sete di mandorle in noi.
La fioritura, il sangue, la stanchezza,
la vicinanza delle dalie ci confonde.
Un uomo moro si lancia su di una donna mora:
Una donna cosa di una notte.
E se stata brava, allora anche per la notte successiva!
Oh, e poi ritornar ad essere soli!
Questi silenzi! Questo lasciarsi andare alla deriva!
Una donna fragranza.
Inspiegabile! Dissolvenza. Reseda.
In lei il sud, il mandriano ed il mare.
In ogni dove giace un piacere.

24

Una donna castana barcolla verso un uomo moro:


tienimi, caro; sto cadendo.
Sono tanto stanca alla gola.
Oh, questa febbrile dolcezza
ultima fragranza soffiata dai giardini.
1912

25

Dinanzi a un campo di grano


Dinanzi ad un campo di grano disse:
la leggendaria fedelt dei fiordalisi
un ottimo motivo per le pittrici,
ma preferisco lopera profonda del papavero.
Ti f pensare a grumi di sangue e mestruazioni.
A sofferenza, a lamenti, a fame,
a morte in breve: al percorso torbido delluomo!
1913

26

Treno Sotterraneo
Brividi lascivi. I primi fiori. Cos come si esce
da una calda pelliccia si esce dai boschi.
Uno sciame rosso si accende. Il sangue aumenta
e sale alla testa.
Attraverso tutta la primavera giunge la donna.
Le calze si stendono dal collo del piede,
ma dove terminano non mi dato vedere.
Singhiozzo sulla soglia:
afosa vegetazione, aliena umidit.
Oh come dissipa la sua bocca laria tiepida!
Tu cervello di rose, sangue marino, dea del tramonto,
Tu letto di terra, con quanta padronanza dalle tue anche
fluiscono i tuoi passi, il tuo camminare planata.
Buio: vive ora sotto le sue vesti:
puro animale bianco, libero, e muta fragranza.
Un cervello da cane, carico di divinit.
La mia fronte cos stanca.
191

27

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