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In margine alla mostra caravaggesca di Sassari

Categoria: Luoghi, eventi e mostre


Pubblicato 06 Gennaio 2016
di Marcello Derudas
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Caravaggio. Nome altisonante che ha nei mesi autunnali attratto lintellighenzia


della Citt di Sassari. Una mostra caravaggesca, dove il solo dipinto del Merisi era
la Medusa, che ha attirato critiche, attenzioni, studi e pensieri dellamatore popolo
della
Sardegna.
Certo, la sola strega pietrificante non bastava dal suo aureo cerchio di perfezione ad
attirare gli studiosi, e per questi i curatori della mostra nelle sale anguste ma
degne del Palazzo Ducale hanno inserito opere consimili, di Maestri che del
Michelangelo secondo, conoscevano, imitavano e invidiavano con successo o
con patetismo stile e genio. Il padrone autentico dellesposizione che ora
presentiamo in una ponderata retrospettiva stato invero il Martirio di San
Gavino del Preti (1639 ca.), opera collocata a diversi metri daltezza nella chiesa
locale delle Monache Cappuccine, ma sempre ritenuta assieme ad unaltra opera
cui in futuro ci riserviamo di trattare uno dei pi eccelsi capolavori della Citt di
Sassari.
Vittorio Sgarbi e i consulenti per lesposizione hanno ben evidenziato le peculiarit
di questa silloge di capolavori e opere meno importanti per arte, ma valide per

storia e forza, addirittura dedicando ad essa e al Preti un incontro specifico presso il


Palazzo di Citt.
Intervenuti il Sindaco Nicola Sanna, Sgarbi, gli Assessori del Comune di Sassari,
Francesco
Morandi
dellAssessorato
della
Regione
Autonoma
Sardegna Artigianato Natura Commercio, il rettore emerito dellUniversit di
Sassari Attilio Mastino (studioso di storia romana) e gli esperti consulenti Gianluca
Bocchi e Antonio DAmico, ricapitoliamo dunque gli esiti di questa mostra che ha
tanto
fatto
discutere.
Peculiarit sono state anzitutto lingannevole pubblicizzazione (lopera del Merisi
esposta era soltanto una) e la provincialit dellevento, dettaglio che fa soffermare
su quanto larte che dellItalia sia soltanto importante in alcune aree dItalia,
mentre altre che pure sono Italiane, non ne recepiscano la portata, e persino non
vogliano recepirla. Eppure la Sardegna stata culla e madre di svezzamento di
numerosi emuli del Caravaggio; ed stata pure onesta pagatrice e committente, se
consideriamo la presenza in loco di opere come il citato Martirio del Cavalier
Calabrese.
Dopo una breve proroga novembrina, il Caravaggio e i suoi seguaci si sono ritirati
alla fine del 2015. Al principio del 2016 riteniamo di dover dare una nostra
considerazione. Urla ancora la delirante Medusa caravaggesca? O Sassari si
trovata di fronte ai Comizi Agricoli di Yonville di flaubertiana memoria, con gran
afflusso di pedanteria e poco di consapevolezza? Questa retrospettiva vuole
ignorare il ben troppo noto tondo caravaggesco (ne esistono diverse copie quella
esposta a Sassari era la cosiddetta Medusa Murtola) e fermarsi sulle opere
annesse al capolavoro del Maestro meneghino.

Lingresso dello spettatore stato rapito dalle sale ducali (ora Comunali) troppo
poco note, e poi dai quadri. Finalmente lex Casa Professa della Compagnia di
Ges/Convitto Nazionale Canopoleno non era padrona dominatrice di mostre

rilevanti della Sassari culturale, che irraggia del suo a tutta la Sardegna.
LanonimoMaestro del vasetto (coll. priv. Molinari Pradelli di Castenaso) si sar
allietato nella tomba nel vedersi accostato alle nature morte del Merisi, coi suoi
fiori decadenti e le frutta circostanti che pi di una natura morta ricordano un cesto
campagnolo appena vuotato; le ombre del Caravaggio cadono sulla tela
del Compianto sul Cristo(Pinacoteca Mus'A ex Canopoleno), col suo Cristo livido
come i fiori del Vasetto. Leccessiva plasticit notata in Pietro Paolo Bonzi, non
ci permette di mettere a confronto la Canestra di frutta caravaggiana, ma ci
portano alla sua stupenda lezione dipinti come la Santa Caterina da Siena in
contemplazione del crocefisso (coll. priv. 1622 ca.), dove emerge unombra di luci
che anima emotivamente il busto della santa senese, sottolineando la mano destra
stimmatizzata il resto nellombra del misticismo seicentesco di Giovan Battista
Caracciolo, sommo autore; e la Incredulit di san Tommaso di Giuseppe
Vermiglio (coll. priv. 1610 ca.), dove il Signore spinge lApostolo a infilare le sue
dita nella Sacra Piaga del Costato, come volle il Caravaggio e come con estrema
carnalit ottiene il nostro autore. Pietro e Andrea, i due grandi apostoli, osservano,
mentre il Signore scruta con compassione e amore il suo apostolo incredulo, con lo
stesso sguardo che riserva agli increduli odierni. sicurezza, sguardo di
compassione e amore; sguardo darte dove Dio e i suoi Apostoli si piegano su
un fondo nero e con una forte luce in viso (divina) allo sguardo incredulo
delluomo di oggi che lontano dalla luce, dalla Lux vera quae illuminat omnem
hominem venientem in hunc mundum. San Giovanni scrive questo, e san Giovanni
osserva discreto d forse fuori luogo, dietro la mirabile figura del Cristo, la cui
anatomia se inferiore al Merisi vicina ad un pi soffuso Benefial.

Numerosi altri dipinti provenienti dalla Pinacoteca MusA (impropriamente nota


come al Canopoleno ma meglio ex Canopoleno) di Sassari e da collezioni
private, integrano questa ricca raccolta, che ha accolto anche un Ribera (San Pietro,
1628 ca.). Ora non pi visitabile, ma non terminata la sua avventura. Le opere

private si possono reperire nel pregiato catalogo Caravaggio e i caravaggeschi.


La pittura di realt (a cura di V. Sgarbi / A. DAmico - Sassari, 2015). Lo stesso
Sgarbi ha annunciato di voler prelevare il Martirio di San Gavino di Mattia Preti
dal suo angusto angoletto presso la volta della navata unica della chiesa delle
Monache Cappuccine di Sassari per renderlo noto al grande pubblico (dopo averlo
presentato col maltese K. Sciberras nel mese di Ottobre). Il pregiatissimo dipinto,
prima del noto personaggio televiso, e curatore della Mostra sassarese, era stato gi
vantato dagli storici locali, come Enrico Brunelli, Salvatore Coradduzza ed Enrico
Costa, ma anche da P. Desole, A. Sari, R. Serra, M. Porcu-Gaias, A. Casula, M.
Derudas, e altri.
La nostra recensione-retrospettiva un invito molteplice: a scoprire il
caravaggismo in ogni suo angolo; a seguirlo non solo nelle mostre alla comizio
agricolo di Yonville come Sassari (vel di provincia) e a studiare le opere che il
sommo Maestro Merisi ci ha lasciato: nella sua mano divina, e nellopera di
predestinati suoi prosecutori.

Bibliografia
Non potendo elencare i numerosissimi testi che esplicano i pezzi della Mostra Turritana, si
rimanda al Catalogo citato, edito a Sassari/Muros, Nuova Stampa Color Editrice, 2015, a cura
di V. Sgarbi e A. DAmico. Per ulteriori informazioni contattare il direttore della rivista e/o
lautore. La Casa Editrice del Catalogo della Mostra risponde agli indirizzi indicati nel sito
web: http://www.nuovastampacolor.com/contatti.html