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Simone Anelli e Chiara Priore

VISIONE DEL MONDO DELL'UOMO MEDIEVALE


Al fine dell'analisi della visione del mondo dell'uomo medievale possiamo distinguere due diversi
punti di vista: quello laico e quello religioso. Analizzando la visione del mondo dell'uomo religioso,
possiamo notare come egli rimandi ogni evento all'azione di Dio, considerato causa di ogni cosa,
mentre non capisce che ogni evento avviene per un fatto concreto e provoca un determinato effetto.
Nel Nome della Rosa,infatti, i monaci ricollegano alla venuta dell'Anticristo, cos tanto
profetizzata da Jorge, il monaco cieco, gli omicidi che stanno avvenendo all'interno dell'abbazia
perch la dinamica degli assassini sembra seguire lo schema di alcuni versetti dell'Apocalisse di
Giovanni. In realt, come Guglielmo capisce, tutti gli omicidi rimandano ad un unico assassino, che
uccide le sue vittime di persona o tramite l'azione di qualcun altro, come nel caso di Severino,
ucciso da Malachia per le maldicenze di Jorge, il vero ed insospettabile assassino. L'uomo
medievale credeva anche nella simbologia dei numeri (esisteva persino una dottrina che studiava il
significato dei numeri e la loro applicazione, detta Numerologia): il tre, ad esempio,
rappresentava la trinit ed era visto come il numero perfetto, il quattro era associato al numero dei
Vangeli in ambito religioso e il cubo, solido formato da facce quadrate, suscitava solidit,il sette,
numero dei giorni della Creazione, il dodici, prodotto di tre e quattro, era il numero degli Apostoli.
La simbologia dei numeri era cos importante che erano usati nella costruzione architettonica
dell'Edificio dell'abazia del Nome della Rosa. il religioso vedeva la vita terrena come una
penitenza per conquistarsi un posto nellaldil, ad esempio Jorge, il monaco cieco, disprezzava il
riso in quanto distoglieva dalla vita di penitenza che doveva essere propria di un monaco al punto
tale da distruggere lunica preziosissima copia del secondo libro della Poetica di Aristotele, che
aveva come tema proprio la risata. Per quanto riguarda la cultura, i monaci erano spinti da un forte
desiderio di conoscenza non da condividere con gli altri ma esclusivamente per loro stessi. Secondo
Abelardo, chierico e professore universitario, il sapere deve essere ricercato da noi stessi, in modo
tale da avere un maggior interesse che ci spinga a migliorare fino ad eccellere in ci che si studia.
Per quanto riguarda i laici, dato che la maggior parte di loro era illitterata, cio non conosceva il
latino medievale, lunico modo per divulgare loro la cultura religiosa erano immagini istoriate nelle
chiese. luomo litterato, decisamente pi colto dellillitterato, non accontentandosi di spiegare ci
che accade con lintervento divino, cercava di collegare gli accadimenti di una situazione, per avere
un quadro completo basandosi su rapporti causa-effetto.