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Roberto

Campagner

GIOCHI D'AZZARDO
Dalle

di Aristofane

commedie
di giochi

d'azzardo:

IN ARISTOFANE
una
si pu? estrapolare
variegata
innanzitutto
l'innocente
gioco degli

tipologia
e fanciulle,
evocato
in Ran. 970
da giovinetti
astragali praticato
nome
col
della faccia dell'aliosso
dal punteggio
pi? basso XEov e di quella
a7tpo
per un malizioso
opposta, dal punteggio
pi? alto Kwov,1 deformato,
in
Kzlo?.2
aS?xYjTov,
Un'attivit?
ludica pi? articolata ? la tzzttz?ol (Soph. fr. 1081 Radt), il gioco
simile alla nostra dama; dall'et? arcai
d?lie pedine
(tzzggol) sul tavoliere,
ne
kzvtz
conosciamo
due
la
ca,
varianti,
prima, denominata
ypa[X[xai, la
seconda

Il gioco

noXi?.

che imoderni

convenzionalmente

chiamano

nzvxz

(sco
ypa^fxai
da
Polluce
preciso
dagli antichi), collegato
con
due giocatori
(9,97-98) e da Eustazio
(1396,62) alla tzzttz'mx, coinvolgeva
un
frammento
di
da
Sofocle
(fr. 429 Radt) pare di
cinque pedine ciascuno;
si af?idassero all'esito fortuito dei dadi solamente
per
capire che i giocatori

nosciuto

resta il nome

attribuito

nella
le pedine sulle cinque linee (ypa^fjiat) del tavoliere. Tuttavia,
disporre
saranno
stati
delle
successiva,
sequenza
pedine
disciplinati
gli spostamenti
e
che non mortificava
da un preciso regolamento
l'esperienza
l'intelligenza
al gioco.
di chi partecipava
La descrizione
(9, 98): il gioco
pi? precisa della noXi? si legge in Polluce
numero
un
da <Jwjcpoi,sassolini,
di pedine
comporta
(rappresentate
grande
un
su
tavoliere
di caselle
si
che
(7uXiv9iov)
provvisto
pietruzze),
dispongono
e le pedine x?vec:
si
Il
tavoliere
chiama
da
linee.
delimitate
?toXi?
(X<3pa0
a seconda del colore e l'arte di questo gioco
esse sono divise in gruppi
consiste nell'accerchiamento,
da parte di due pedine dello stesso colore,
in modo
Svetonio
da eliminarla.
Secondo
di una pedina awersaria
(Ilepi
casuale
il gioco era in parte regolato dall'esito
fr. 1, 16 Taillardat),
naiSi?v
che le pedine avessero tutte
del lancio dei dadi; in ogni caso, ? ipotizzabile
stesse
movimento.
del
di
le
ttoXi? ? stato
L'e?So?
gioco chimato
possibilit?
che tiene con
anche al centro di una recente indagine piuttosto
complessa,
1

s.v. Talus',
Diet. ant. gr. rom. v, Paris 1919, p. 29; H. Lamer,
Cfr. G. Lafaye,
coll. 1951-1953.
tabula', RE xm 2,1927,
2
Da
o? x?^??> <*XX?Kslo?.
scJiof. Ran.
Ran.
970 neizTiuxev
e^w twv xaxwv,
aveva nel suo testo Kwo?. Un articolato
Aristarco
si
evince
che
per?
Chantry,
in A. H. Sommerstein,
The Comedies
si legge
al passo
of A?stophanes
and notes by A. H. S., Warminster
translation
1996, p. 243.

ix.

Frogs,

s.v. Xusoria

970b
(Vetera)
commento
edited

with

82

ROBERTO

to dell'evolversi
cui in Grecia

delle dinamiche
si afferm?

la polis,

state coite

Sono

CAMPAGNER

e sociali dal momento


in
culturali, politiche
aut?noma.
intesa corne citt? politicamente
tra h polis e il tavoliere, spazi circoscritti
che

forti analogie
un "senso"
che raccolgono
agli elementi
siano, offrendo una precisa identit? e un ruolo
di status.1
danno

in s?, cittadini o pedine che


in una condizione
di parit?

sola volta, in Aristofane


(Eccl. 987-988) si allude al v?(jlo<; che disciplina
:
? possibile
ai
il gioco dei 7i?o-rjoi, dal contesto
dedurre che venisse concesso
un
discrezionalit?2
di
dal
di
margine
suggerita
giocatori
slcr?yeiv
significato
sul tavoliere
(v. 986), inteso quale vox propria d?lia TcexxeLa, "riposizionare
Una

una

pedina

Tra

catturata".

si annoverano
sul piano operativo,
il
sports pi? semplici
e
e
nostro
il
noci" (Plut. 1056-1057)3
"pari
dispari" richiamato
che esige corne posta stateri d'oro (Plut. 816-817),4 sin?nimo

i gambling

"gioco delle
da ?pxi?Ceiv
di ^aXxi?eiv

(Poll. 7, 105).5
Le scommesse,
elettrizzavano
l'aspetto pi? eccitante del gioco d'azzardo,
corazzate
il match tra queste ultime
la lotta dei galli o delle quaglie:
anche
1

to
Cfr. L. Kurke,
Ancient
Board Games
and how
Class. Philol.
Greek
94,
play them',
Il gioco
dei izzGooi in Omero,
dove ? testimoniato
1999, PP- 247-267.
(Od.
per la prima volta
e di fatto le sue modalit?
sembra
ci sfuggono:
diverso
"Alte
1,107),
piuttosto
performative
zu rekonstruieren,
:S. Laser,
die es erlauben,
'homerische'
fehlen"
Brettspiele
Sport
und Spiel, G?ttingen
della din?mica
del
1987, p. 124. Fonti tarde, come per es. la spiegazione
= Athen.
tentata da Apione
molti
lati oscuri.
1, i6f-i7a),
(FGrHist 616 F 36
presentano
gioco
Si veda anche Eustath.
ad Od. 1426,11-32.
Tra i grandi maestri
accanto
della tcsttsutixy],
ad
Berichte,

un

certo Diodoro,
Ateneo
rabile nel gioco
della dama.
2
Eccl. 985-988

(1, 16e)

ricorda

Leone

di Mitilene,

'E71I T?j? TrpOT?pa? ?p/?j? ys toc?t' y)v, w yX?xcov


vuvl ok upwTov sla?yeiv
^[xa? Soxs?.
N. To ?ouXo[xevw ye xax? xov ?v 7I?ttoT? v?(xov.
'AXX' o?ok Seircvel? xax? tov ?v 7I?TtoT? v?[xov.

TP. A'

TP. A'

originario

di Atene,

insupe

x.
di ela?yeiv
The Comedies
(v. 986), cfr. A. H. Sommerstein,
of Aristophanes
edited with
A. H. S., Warminster
translation
and notes
Ecclesiazusae,
1998,
223.
p.
by
3
Plut. 1056-1057NE.
AUTo?, Xa?o?cra x?pua. TP. IlaiSi?v
x?va; / NE.
ll?aouc
?yz1^ ?S?vxac.
era detto
Il gioco
7toaLvSa (Xen. Hippar.
che un giocatore
5, 10), dalla domanda
rivolgeva
"k?gol ?v ^ep^t-v ?X??'" ^fr. schol. Plut. 1057a (Vetera)
all'antagonista:
Chantry.
4
P?ut. 816-817 CTTaxTJpac S' o? rtep?Trovxec apxi?^ofxev
erano mo
Gli stateri d'oro
/^puaolc.

A proposito

nete

era lamoneta
che arrivavano
ad Atene
da altri stati; la pi? comune
il darico
persiana,
un
meno
di 20 dracme;
il
ciziceno
valeva
Tranne
che
(Eccl. 602) del valore
(Pax
1176).
po'
anni della guerra
non
del Peloponneso
nel 407/6
a.C), Atene
negli ultimi
(precisamente
?urea
ebbe una monetazione
Cfr. A. H. Sommerstein,
The Comedies
propria.
of Aristophanes
xi. Wealth,
edited with
A.
H.
translation
and commentary
2001, p. 188.
S., Warminster
by
Si veda anche M. H. Crawford,
in Grecia e a Roma,
La moneta
5
f"Pari e caffo" di un coceo di mamma:
Cfr. R. Campagner,
Ludica 5-6, 2000, pp. 14-15.

Roma-Bari
dal Mimiambo

1986, p. 37.
III di Eronda',

GIOCHI

sul versante
pi? accaniti
in Av.

D AZZARDO

IN ARISTOFANE

83

conosceva
tra i
l'?pTuyoxo7r?.a (Poll. 9,107-108),
"psicol?gico",1
'battitori' (opTuyoxoTuo?),2 un certo Midia, deriso da Aristofane

1297-1299.3

del gioco d'azzardo


? sempre stato
di
d'avorio:
la nume
d'osso,
(xii?oc),4
legno,
razione delle sei facce, con punti da uno a sei, segue uno schema di distri
buzione
tale che due facce opposte danno sempre come somma sette (6-1;
ne seguiva
tre dadi in un bossolo;6
si praticava
5-2; 3-4).5II gioco
agitando
e
su
una
il lancio
la caduta
superficie pia?a.7 Nella
tipologia pi? semplice
la somma pi? alta, ma non saranno cer
del gioco vinceva chi raggiungeva
to m?ncate
le varianti performative
b?sate su combinazioni
fisse di punti.8
il simbolo

Tuttavia,
considerato

I dadi
come
1

il dado

per

eccellenza

cubetto

entrare come elemento


in altri giochi,
accessorio
infine, potevano
non
mancare
con le
il
la tizitz?ol', in questo
tavoliere
caso,
poteva

Cfr. Ran.

79 xwSqv??co; Lys. 485 ?xwSwviaTo?.


KwSwvi?w
propriamente
verificare,
significa
con una campana
con una
due spiegazioni:
1) allertare
(x?Swv); gli scolii offrono
con
una
stato
le sentinelle
lo
verif?came
di
controllare
2)
per
campanella
campanella
veglia;
se le
uno
restavano
insensibili
al suono, probabilmente
addestramen
dopo
specifico
quaglie
con
il combattimento.
efficacia
Cfr. schol. Lys. 485 Hangard
to, cos? da affrontare
maggior
controlare

tov
o? Se 67ro(jLVY]{xaTi(7Tal oltzo t?5v ?pT?ytov <p<xoi [xsTYJ^ai tyjv Xs^lv. to?? y?p ?7io[xe?vavTac
TOU X??SwVOC
?X?lV
PV-XW
n?^
?7CLT7]8??(0<;
^OV
2
o di strap
aveva il
con un dito la testa di una
II 'battitore'
di colpire
compito
quaglia,
un
una
su
se
i
tracciato
uscire
dallo
di
cerchio
Tuccello
farla
tavola;
ciuffi, per
parne
spazio
il battitore
la scommessa,
che talora era r?levante.
resisteva,
perdeva
3
Av. 1297-1299 MeiS?occ
/ ?rc? o~Tu<pox?7tou
S? toi / vOpTi>l; exaXslTO' xai y?p yjxsiv opruyi
N.
Cfr.
Birds, Oxford
Dunbar,
xr?v xecpaXiqv TcsTcXiqyfjtivw.
[?pTuyox?Trou Bentley]
Aristophanes.
1995, pp. 643-644.
4
e
valenza
del dado
cfr. L. Kurke,
'Kuboi
SulFopposta
antropol?gica
delfastragalo,
vs.
in Archaic Greece,
and
Gold.
The
Politics
in
Coins, Bodies, Games,
of Meaning
Astragaloi',
Princeton
NJ 1999, pp. 283-295.
5
tre quattro
danno
del dado
le facce".
Cfr. AP 14, 8 "Sei uno, cinque
due,
6
in II. 3, p. 921, 22 van der Valk rpiai, to rcaXaiov xu?oic
Cfr. Eustath.
Comm.
e/pwvTo xod
il bossolo:
o? S?o xocT? to?? utfTspov. LemiTii per definir?
1, 59; Diph.
77 K.
cpi\i?c (Aeschn.
ov ?ve
10, 150); X7][x?c (Harp. p. 31, 15 Dind.
xy][a?c, elq
cptjx?c S' ?cttiv 6 xaXo?p-evoc
si
sino
attrezzi
necessari
al
lancio
<o?
add.
Gli
Meineke>).
?aXXovTo
xo?ot
perfezionarono,
Per una valutazione
alia progettazione
del rc?pyoc la torre (AP 9, 482, 24, Agatia
Scolastico).
s.v. Xusoria
cit. coll. 1964-1965.
cfr. H. Lamer,
tabula',
archeologica,
7
Lancio:
tttwot? (Plat. Resp. 604c).
?oXic (AP 9, 767, 4); caduta:
?oXVj (Soph. fr. 429 Radt),

A.;

Poli.

s.v. Xusoria
Per un quadro
cfr. H. Lamer,
delle voces propriae,
tabula',
complessivo
un tavolo di
essere
di
1945. Infine, la superficie
poteva
pietra. Cfr. AP 9, 767,1
quella
Tpa7re?oc.
8
Acute

cit. col.
e?Xaty?

con
in una prospettiva
dei dadi,
osservazioni
sul gioco
diacronica,
frequenti
in D. Parlett,
The Oxford History
Oxford
Board
si leggono
ad altri giochi,
Games,
of
e
associative
fra
New
York 1999, pp. 19-33. Parlett
infatti, studia le "catene
questo
genetiche
'
o
come
che si son? realizzate
saltando
serie di operazioni
mentali
possibili",
quel gioco
:G. Dossena,
in Ludica
e
recensione
al libro citato di D. Parlett,
secoli, meridiani
paralleli"
rimandi

7, 2001, p.

194.

ROBERTO

84

CAMPAGNER

il tavoliere,1
le pedine. Tra i vari nomi che designano
caselle, per ospitare
exS?xco
8? tic / xod
Aristofane
362
K.-A.) presenta
(fr.
Yhapax 4>7]<poXoyiov:
(?rje
xai,
S?o.
rj?cppw
^TjcpoX?yiov
Un giudizio morale
decisamente
negativo nei confronti del gioco dei dadi
viene espresso da numerosi
autori, corne Alcidamante,
Senofonte,
Lisia;2 in
tramonetizzazione
in
suscita
interesse
l'accostamento
Isocrate,
particolare,
che trova la sua espressione
pi? cruda nell'associazione
pubblico,
Y
Lo
spazio pubblico
(specie
agora) accoglie un "commercio"
xu?oi-7ropvoa.
il
trionfo
richiesti
che
rappresenta
privato
depravato
degli scambi monetari
e spazio

sia dalle prestazioni


sessuali d?lie meretrici.
Il
ludiche,
non
alle
considerazioni
di
nell'omo
binomio
Pluto,
dadi-prostitute
sfugge
nima commedia
di Aristofane
condanna
nell'uso
della
(Plut. 243), mentre
e
mente
nel
nelTavaro
ricchezza gli eccessi riscontrabili
237
(v.
cpetSwXo?)
sia dalle

esigenze

catto

(v. 242 TcapaTtXYj^).3


al gioco, lontano da una qualche forma di equilibrio
L'inclinazione
(anche
se instabile),
in una malattia:
in un attaccamento
si trasforma
il
morboso,

tra il brivido dato


oscilla tra meccanismi
contrastanti,
giocatore
psicologici
e l'ossessiva
i propri quattrini
dalla consapevolezza
di arrischiare
speranza
f
non suscita
continuamente
della vincita, che porta ad accrescere
la posta:
che nel gioco dei dadi, non appena hanno
plauso quei giocatori
in un lancio, subito raddoppiano
la posta".4 All'inizio
d?lie Vespe,
al pubblico,
? presentato
Filocleone
affetto da una ins?lita malattia,5
la cui
una sequenza di composti
in
viene
analizzata
caratterizzati
sintomatologia
da cpiXo/?) - corne primo elemento
il vecchio non ? pazzo per
del lemma:
i dadi cpiXoxu?oc (v. 75), n? gli piace troppo il vino cpiXoTcoxYj? (v. 79), non
ama i prostituti
(w. 83-84), ma ha la freg?la dei pro
cpiXo?evo?/OiXo^evo?
cessi dell'Eliea
Nella
del
rassegna d?lie presunte manie
cpiXY)XiaaTY)?(v. 88).

no

ilmi?

successo

Una

lista

articolata

di

si trova

lemmi

in H.

Lamer,

1915.
2
Alcidam.
??jpxa?,
?v?v7]Ta

au
2, 27-28 xai xu?ouc
?SiSa^s,
(x?yiaTov xax?v
xai oveiSo?* Ta y?p
Se v?vix?]xoai
xaTay?XwTa
Ta Se 7cXeIaTa xaTavaXiaxsTai
yiyvsTai,
rcapa^p^^a;

toI?

?viocpeXel?
Toia?Tac

s.v. Xusoria

?v&pwTiwv
?xoXaaia?

ojJiiXiai;

Lys.

Tuy^avoucri

16, 11 twv vewTepwv

T?? SiaTpi?ac

?aoi

7iolo?(jl?vol,

pou? ?vTac.
3
Plut. 242-244

tabula',

cit. coll.

1914

toI? [x?v YjTTYjfreiat, XUTua? xai


oltzo t?5v
xu?wv
7tpoayiyv?p.?va
ts xai
Xen. Oec. 1, 20 xu?eiai

rcepi xu?ouc
rc?vTa?

r? tc?touc

a?To??

o^sa&?

r? [?tepi] T?aq
(jloi Siacp?

/ Tt?pvaior xai xu?oiai


Ttapa
Yjv S' w? TrapaTrXYJy' ?va)pw7iov eiaeX&wv t?^w,
/ yu[xvo? ftupa?' e^?rceo-ov ?v ?xapel
?e?Xvjjjtivoc
yjp?vou.
4
...
Xen. Hei?. 6, 3,16 (o?S' ?xsivou?
au ??v ev tl ?7it/nj)(coai,
oltlve?
?-rcaivw)... t?5v xu?eircwv
una casa da
Da qui, concitazione,
schiamazzi,
Tcepl Si7iXaaiwv
xu?euouaiv.
tipici di
imbrogli
essere
serena di un
doveva
1'atmosfera
1397, 38). Ben diversa
(cfr. Eustath.
gioco
simposio,
e xu?eu
tra aupr?aiov
secondo
Per la contrapposizione
sensibilit?
di Plutarco.
l'equilibrata
conviv. 1, 4, 621b.
T?jpiov, vd. Plut. Quaest.
5
airuou
Vesp. 71 v?aov y?p ? TiaT?jp ?XX?xoTov

voas?.

GIOCHI

nuovo

d'aZZARDO

IN ARISTOFANE

85

che godr? di una certa


dadi-vino,1
con
una
lo
accezione
greca, per
pi?
negativa.
Racconta
Pausania
(2,20,3) che ad Argo si trovava un antichissimo
tempio
aveva dedicato
i dadi da lui inventati.
della Fortuna
(T?/y)), a cui Palamede
Balza in primo piano il binomio
la fortu
xu?oi-TUxY] ;ai dadi si accompagna
successo si trasforma f?cilmen
abbrivo del fato:2 l'esaltante
na, il cangiante
vecchio,
fortuna

nella

risulta

l'accostamento

letteratura

e inevitabile
il riferimento metaf?rico
sconfitta.
Suggestivo
e all'incertezza
della vita umana:
"Una vita come questa
al gioco dei dadi; essi non cadono sempre alio stesso modo,
n?

te in rovinosa
alla mutabilit?

assomiglia
id?ntico permane

della vita: porta con s? dei rivolgimenti".3


Una volta che il dado sia stato lanciato, l'evento dipende dal caso: l'espres
sione ?veppicp?o) xu?oc "sia gettato
il dado" divenne ben presto proverbiale
11
Macar.
ad
8) per segnare eventi cruciali nella vita di un uomo,
(Leutsch,
come la decisione
o l'atto trasgressivo
di prendere moglie
che segna l'inizio
di una guerra civile.4 Il sintagma xu?oc ?vapp?7CTS(rOou si legge gi? in un
frammento
aristofaneo
(fr. 929 K.-A.) cppdc?eto?vuv ?? ?yco gol tc?c? ?v?p
risulta estraneo
alio stile di Aristofane
che il soggetto
pt,[AfjLou
xu?oc. Non
una
sono
stato
sia
io
cosa:5
da
ad
rapportato
gettato
?yco
"parla dunque;
te corne un dado, il tuo ultimo dado", il cui senso ? "parla, perch? io rap
la tua ultima chance".
presento
Ilmotivo
in difficolt?
cientemente
di Eschilo.

il corso

si trova
chance ritorna nelle Kane (v. 1400). Euripide
dell'ultima
non riesce a scovare nelle sue
un verso suffi
trag?die
perch?
sul
della
da
ad un verso
bilancia,
contrapporre,
pesante
piatto
con l'aria del suggeritore:
Interviene Dioniso,
?e?Xvjx' 'A^cXXe?? Suo xu?co xoll xexxapa
lanci? Achille: due assi e quattro, il risultato!

Il termine
1
2

xu?oc6 nell'espressione
'

R. Campagner,
Cfr. AP 9, 768,1-2

"Pari

e caffo"

di un

S?o xtj?co xai, x?rrapa


coceo',

indica Xasso, l'unico

cit. p. 14 n. 38.
fx?v T?Se Tr?vTa- Tu/yj?

S' ?T?pOTpo7to? ?pfjnq


7caiyvia
(Agatia
/ TaX? ?Xoyo?? Ta?Tai? ?[xcp?peTai ?oXiaiv.
3
t? ?yjv ?cftiv GXT7tepol xu?ot,* / o? TaOV ?el ?UTCTOuaiv, o?S? tw
Alexis
fr. 35 K.-A. toiouto
un commento
e ricco di do
ax?)\L0L, fxeTa?oXac S' ?^ei. Per
?iw / Ta?T?v Sia[x?vei
punt?ale
A Commentary,
the Fragments.
cfr. Alexis:
Arnott,
1996,
cumentazione,
by WG.
Cambridge
pp.

Scolastico)

137-138.
Men.

(jLYjxay?p
Plut.

fr. 64,
/ a?T??-

1-4 K.-A.
Sc? tout?

xaTaXt,7rwv tov ?iov. yey?


?v vouv ex.7)1^ / toutov
/
t? 7ip?y[x'- ?vepp?<p&w
jjltqyafxeiv.
(B.) SeSoy[iivov
xivSuvov
32, 8. Cfr. Phot, x 733 (Theodoridis)
X?youo-i
?vapp?^ai

(A.) o? yafxei?,
ctoi 7rapaivc5

Pomp. 60,4; Caes.


twv xu?wv.
^LeTacp?povTe? ?ic?
5
Les images
Cfr. J. Taillardat,

xu?oc.

de langue et de style, Paris 19652, p. 488,


?tudes
d'Aristophane.
661 K.-A.
"che
fare per te, disgraziato,
fr.
io, ?nfora
cita, a conferma,
posso
Aristoph.
fatta a pezzi dall'ostracismo?"
(t? Se aoi Sp?o-w, xaxoSai[xov,
?fjupope?? / ?^oo-Tpaxia&ei?;).
6
corne
termine
si
oltre a dado significa
puntino
segnato
Ku?oc
polisemantico;
qualifica

che

86

ROBERTO

CAMPAGNER

su una faccia di un dado,1 mentre


punto segnato
un sottinteso
TpY??jLaxa(punti),2 significa quattro
il risultato complessivo
citato del verso definisce

che determina
xexxapa,
il segmento
Tutto
punti.
del lando

di tre dadi ope

rato da Achille:

due assi pi? quattro


(1+1+4).
rifarsi ad un'espres
Per cogliere il valore reale di tale risultato, ? necessario
in
sione proverbiale
rintracciabile
Ferecrate,3
y? xpl? e? y?xpel? xu?ouc
gi?
correr?
alie persone
"o triplo sei, o triplo asso", destinata
che non vogliono
a
uno
un rischio da
viene
locuzione
chiarita
scolio
La
da
Platone;5
poco.4
con tre dadi, il risultato pi? alto di un lancio ammonta
si giocava
poich?
a diciotto
baciati dalla fortuna
va, per i giocatori
pun
(?7UTuy^?vovTec),
invece toccava l'esito pi? basso di tre
ti, a quelli iellati (?Ttoxuy^?vovTec)6
il risultato ottenuto
da Achille
considerazioni,
punti. Alia luce di queste
con il lancio dei suoi dadi (punti sei), appare decisamente
come
scadente,
sottolinea
col participio
arcocpirapeic rovinato. Il v. 1400 delle Kane,
Eupoli7
una fase caratterizzata
da una comicit?
sostanzialmente
"dotta", si
dopo
uno
trova inserito in una parte della commedia
da
contrassegnata
sviluppo
marcatamente
farsesco con la pesatura dei versi, su proposta
di Eschilo
(w.
e Dioniso,
in gravi difficolt?
si dibatte
1365-1413). A questo punto, Euripide
al linguaggio
ricorrendo
dei dadi,8 invia un chiaro messaggio
ad Euripide:
la sua situazione
? certo disperata
(vicina al xpel? xu?ot), ma non del tutto
infatti offerta ancora una chance (v. 1401 Xoitcyj ...
compromessa;
gli viene
sulla

faccia

del dado,

lancio di un dado,

asso di ciascun

dado.

Cfr.

Su?tone.

Ilepi

TtaiSiwv,

par

Paris 1967, p. 150.


J. Taillardat,
1
Cfr. Poll. 9, 95 xai
[JiaXiCTTar? ye [xov?? r? ?v a?ToI? ?vo[xa e?jz xu?oc xaXelcr&ai.
2
come
in AP 14, 8, dove Tpia e Teaaapa
Esattamente
presuppongono
TpV][xaTa.
3
contesto
fr. 129 K.-A. Anche
in questo
Pherecr.
T?nico
d?lia faccia
punto
xu?oc designa
in Od. 1397, 17 ... zpeiq xu?ouc
di un dado
(l'asso). Cfr. Suet.
llepi rcaiS. 1, 6; Eustath.
?aX
Xovts?, TouTsaTi TpeT? [XOv?Sa?.
4
... ?&ev xai
twv
Suet.
llepi TiaiS. 1, 6
7iapoi[xia ?nl
[X?]S?vSi? piaou xivSuveu?vTwv.
5
Schol. Plat. Leg. 968e t? piv y?p Tpi? e? ttqv TuavTeX-?)v?xyjv SyjXoI, t? Se TpeT? xu?ot tyjv
in Od. 1397,
Cfr. inoltre Eustath.
YjTTav. ?t?Xat, y?p Tptaiv ?xpwvTo rcp?? T?? TcaiSi?? xu?oic...
16; Suet.
llepi TiaiS. 1, 5-7.
6
Cfr. Hesych.
?Tti twv r? e?UTuy^av?vTwv
?] 957 r\"zpiq ?? >] Tpe"i? xu?or
r? oltzo
7iapoi(j.ia
7
fr.
K.-A.
xai
S?
S?o
372
Tuy^av?vTwv.
xu?w
T?TTapa.
?rcocp^apei?
Eupol.
8
Non
si conosce
ai dadi, comparissero
il nome
cui Dioniso
allude e se accanto
del gioco
anche
tuno

le pedine.
ricordare

Cfr.
che

L. Kurke,

Ancient
non

indica

Greek
un

Board
lancio

Games',
di dadi

cit. p. 257 e n. 27. ? oppor


o fortunato
corne
sfortunato

'A^XXeu?
le voces propriae
dei xu?ot,
la stessa ricchezza
dei tecnicismi
MiSa?;
pur non presentando
creano
tuttavia un rispettabile
che connotano
In particolare,
sem?ntico.
campo
gli astragali,
un lancio di tre dadi
con
diverse
combinazioni
difficolt?
di
comportava
poich?
possibili,
memorizzazione
finale da parte dei giocatori,
del computo
tale operazione,
per facilitare
creati dei nomi
furono
totali, corne Fortunato
"parlant!"
legati ai singoli
(E?Saifxwv), Nemico
Mordace
Cfr.
K.-A.
in Poil.
Eubul.
fr.
57
7, 205.
(A?xvwv),
?Avcixeuxoq),
(Apyelo?).
Argivo
Sull'intera

questione,

cfr. G. Lafaye,

s.v. Tessera',

Diet.

ant. gr. rom. v, Paris

1919, p. 126.

GIOCHI

D AZZARDO

IN ARISTOFANE

87

Si abbandoni
al brivido del caso in un'unica giocata,
che
gtolgi?).
dunque
vede come posta la sua stessa arte po?tica.
Il fascino segreto dell'azzardo
? dato dal rischio: ?vappLTtxsLv presenta
come oggetto
sia xu?ov che x?vSuvov, "gettare il dado, correr? un rischio".1
x?v&uvov ?vb?[ja equivale a x?vSuvov dcvap
Nelle Nuvole (v. 955), l'espressione
come
momento
che anche av?Y?[ju,5"ranciare in aria", si connota
p?7tTw dal
vox propria del gioco dei dadi.2 Verso
tra il Discorso
la fine del proagone
Debole
di struttura for
(Nub. 889-958), in un segmento
come nelle Kane (v. 882) subito
il coro interviene
di esortazione,3
la grandezza,
del vero agone,4 per sottolineare
l'incertezza
prima dell'inizio
e il rischio
conten
il
vincere
del
dei
due
confronto
(potrebbe
peggiore!)
sostenuta
come
t?cnica
la aocpta, la competenza
dal
denti, che ha
oggetto
e il Discorso

Forte

mulare

uno scontro interpretato


le
secondo
di nozioni
specifiche:
vuv
di una partita a dadi, con la sequenza dadi-rischio-abilit?,
y?p
oltzol?, I ev&?Se x?vSuvoc avel/rai aocp?ac, / y?c nzpi toI? ?[Jioi? cpiXoi? ?axtv

possesso
modalit?

mentale

fi?yiaxo? (w. 954-56).


tritrico dadi-rischio-abilit?,
da altri fattori, anche di natura
?ywv
Nel

"abilit?" pu? essere sostituita


il senso di respon
ad esempio
psicol?gica,
una scelta importante,
corne nel passo
da
sabile coinvolgimento
giustificato
Lisistrata.
della
seguente
la variabile

Lisistrata,
per la sorte d?lie
angosciata
con Calonice
(Lys. 21-30):
dialoga
KA.

T?

co

S'sctt?v,

donne,

in apertura

di commedia

cplX?]AuacaxpaxY],

ecp'6 xi 7to&'r\[idiqx?? yuvalxa?


TL to 7ipayfjia; IIyjXLxovtc;

?uyxaXel? ;

AT. Meya.

M?5v xal noc/? ;


KA.
AT. Ny) Ata

?ra^?

<7i?vu>.
KA. KaTa

Cfr.

Borries

Phot,

?vappZ^ai

n??

ou^

y]xo{jl?v;

1868

olov ?TioxextvS?veuTat
; Phrynich.
29,
(Theod.)
?v?ppi7iTai
xu?oc*
xivSuvov
?airco?? ei? xivS?vou?
7iepi twv ?9eiSw?
xu?ov,
7iap? t? ?vappl^at

?cpt?vTwv.
2
Cfr. Anecd.

s.v. ?veXvac) ?veXvai xu?ov


?vTi tou ?vappl^ai
Gr. 396, 14 Bekker
(= Suid.
un tecnicismo
come per es. l'?
di altri giochi,
Il composto
?vappi?TTw risulta anche
aUToXatv
K.-A.
S'
Plat.
Com.
fr.
4
168,
el?
?viiqa' ei? p.?aov
?^xcpoT?pwv ?aTpaxov
crrpaxivSa,
tra due
in alto un coccio..."
in mezzo
?o-Tw? "e uno messosi
gruppi,
scagliato
3
e traduzione
a cura di G. Guidorizzi.
di D. Del Corno,
Le Nuvole,
Introduzione
Aristofane.

xu?ov.

Milano
non

inoltre, Eccl.
1996, p. 299. Si veda
un
contenuto
lirico ma
presentano

locuzioni

tradizionali",

D. Del Corno,
Milano
4
Per l'accostamento
302 e A. H.

Sommerstein,

571 e le osservazioni
esortativo,

Le donne
Aristofane.
1989, p. 200.
tra i due
Frogs,

di Vetta:

prevedono
a cura

alVassemblea,

cfr. K. J. Dover,
passi,
cit. p. 234.

un

le wSai

che
agonali,
e
di motivi

"repertorio
di M. Vetta.
Traduzione

Aristophanes.

Frogs, Oxford

di

1993, p.

88

ROBERTO

CAMPAGNER

AT.Oir^ o?TOc ? Tp?Tioc* toc^? y?p ?v ^uvy]Xt)o(jl?v. 25


'AXX5 eaTLv

utc' ?fxou Tipay^'


?ve?Y]TY][i?vov
t' aypuTtvcoaaiv
?ppiTiToccrfji?vov.
?cfti To?ppiTtTacrfjtivov;
~H Trou xi Xstctov

noXkoL?G?
KA.
AT.

OuTco

Xetttov

y?

?v to??

yuvoa?iv

wa^'
? tiv

fEXXa8o?

?Xyj? tyj?

30

Y) acoTYjpia.

come

i
bomolochos per gli "a parte", i giochi di parole,
usato da Lisistrata nel
23-28),
(w.
?tpayjjia
doppi
da Calonice
di "questione,
l'accezione
affare", viene interpretato
corne un lemma ? double entendre a carattere
sessuale per la presenza
degli
e
e Tioiy?
ilWitz
grosso.2 Lisistrata
[x?ya
grande
coglie finalmente
aggettivi
da questa non si
dell'arnica
(v. 25), precisa che l'interpretazione
immaginata
seriet? della problem?tica
che
la profonda
addice aile sue parole e sottolinea

Calonice

si connota

sensi:1

infatti,
sem?ntica

il termine

erotica non si cancella


tuttavia perdura e l'allusione
la investe. L'equivoco
a
in
cui
Xsttt?v
si oppone
Calonice
di
nella punt?ale
(v. 28),
?oiyoc
ripresa
e nac/? sul versante
sessuale: a furia di essere agitato
(To?ppiTtTocrjjjiivov),3
non

sar? mai

poca cosa,4 l'affare?


in questo scambio di battute,
attiva dunque un gioco di equivo
Calonice
corne Ttpayjjia,
ci basato sulla double entente di termini ripresi da Lisistrata,
e infine, ToupptTrxaafji?vov.
Xstttov
?ji?ya, Tta^?,
sem?ntica
attribuita agli stessi termini da
Di segno opposto
? la valenza
diventato

la precisa funzione
di illustrare il lungo travaglio
che svolgono
Lisistrata,
il
la
che la attanaglia:
risolvere
della
mentale
per
questione
protagonista,
a
si presenta
di grandi proporzioni
Lisistrata
(?ji?ya), di grande
problema
(noc/v).
importanza
e tenace ricerca s'inserisce
In questa cornice d'angosciosa
il participio
- strettamente
si
al
dilata
nell'arco
che
?ppiTTTaafiivov
precedente
legato
notti insonni. Il significato-base
di piTcx?Ceo-Soa, essere agitato, pu?
di moite
essere dibattuto,5 oppure, quale lem
assumere una colorazione
psicol?gica,
ma del
indicare
l'inquieto girarsi da un fianco all'altro
linguaggio medico,
1

G. Mastromarco,

E?kasmos
3
Nella

'Problemi

6, 1995, p. 74.
di Calonice
ripresa

di interlocuzione
nel prologo
d?lia Lisistrata
di Aristofane',
2
e Pax 1349.
Cfr. schol. Lys. 23 w? 7ip?? t? aiSoIov
= aiSolov
influsso
di
(v. 28), To?ppiTCTaapivov,
per
7tp?y[jia

una connotazione
(schol. Lys. 23). potrebbe
acquisire
Cfr. J. Henderson,
agitato).
Lysistrata,
A?stophanes.
4
In Aristoph.
fr. 53, 3 K.-A.,
XercT?? qualifica
mai
la dimensione
Aristofane
Xe^T?? non determini

nel suo significato-base


(essere
1987, p. 71.
canna:
in
xaX?piw Xe^Tw. Sebbene

sessuale
Oxford
una

del sesso
(come,
per esempio,
[xixp??
rientra
sin da Alceo
nella
sfera dell'eros
1014 n?G&r?\> ?xixp?v), tuttavia
l'aggettivo
Cfr. B. Gentili,
Polinnia, Messina-Firenze
1965, p. 216.
(fr. 347, 5 Voigt).
5
Plut. Cic. 37, 2 SyjXo? eaTL zf? yvwp.7] TtoXX? piTtTaaO-ei? kn ?jxcp?Tepa xai SicrTaaac
"? certo
sua
ora per Tuna ora per
che (Cicerone)
oscilla moite
volte nella
opinione,
propendendo
l'altra parte, pieno
di incertezza"
(trad, di B. Mugelli).
in Nub.

GIOCHI

D AZZARDO

IN ARISTOFANE

89

di un ammalato,
che non trova pace (rivoltarsi continuamente, Hp. Morb. 2,
v.
ad una persona
27, il participio
69, etc.). Al
eppircxaafxevov non collegato
a
in funzione
di soggetto, ma
Ttpayjjia, la preoccupazione
procedimento
*
in Aristofane
riunisce in s? i significad
sintattico unico
-,
sopra esaminati
(essere rivoltato, essere dibattuto).2
un altra interpretazione
Gli scolii pero preferiscono
di pircx?Ceiv: lo rap
a
al
dei
dadi
col
di
portano
gioco
"agitarli
lungo" nel bossolo
significato
con la combina
in attesa di cogliere Tattimo giusto per il lancio fortunato
zione

desiderata.3

? legittima perch? piTcxa?co, frequentativo


di p?7iTw,4 che
L'operazione
con ?vapp?Ttxco, come si ? visto in
connota
si
precedenza,
quale voxpropria
ma anche
come un tecnicismo,
del gioco dei dadi, non solo si qualifica
il ripetersi dell'azione.
sottolinea
:Lisistrata
senza sosta di ?va^xelv
si riverbera su piTrx?^iv
L'arrovellarsi
come
che la opprime,
nelle sue insonnie
agita in se stessa la "questione"
un
suo cpifx?c.
i
nel
dadi
giocatore,
su Xsttt?v, che
come conclusivi,
I versi 29-30, da considerarsi
"poggiano"
non senza una punta d'ironia, per affermare
Lisistrata riprende da Calonice,
un idea rivoluzionaria.
Infatti, mentre
per Calonice
Tta^u-XsTtT?v attivano
un antitesi sem?ntica
neir?mbito
della sfera sessuale, per Lisistrata
7ia^?
in sequenza,
le modalit?
di un piano operativo
di
Xsttt?v,
suggeriscono
un
e
tentativi
che
di
richiede
analisi
progetto
ripetuti
grandi proporzioni,
come ben sottolinea
acutezza
il preverbio
?voc- nel composto
di ingegno,
(v. 2?).5
av?^Y)TY]?JL?VOV
il piano di Lisistrata
inconsistente,
(v. 30 ?v tol?q yuvat^?v
Lungi dall'essere
arditamente
di
?oTiv r?acoTYjp?a) si presenta geniale,
innovativo,
espressione
una mente
la speranza, come nel gioco dei
sottile; a questo si accompagna
dadi, del "colpo buono", dell'occasione
propizia per la concreta rappacifica
e crudele.
zione di tutta la Grecia spossata da una guerra
lunga
Venezia
1
2

Les images,
Cfr. J. Taillardat,
sembra molto
lontano

cit. p. 485.
da questa

schol. Lys. 27a eppi7CTaa{?ivov


interpretazione
toioutol
waxe
xal arp?^ea^at.
xal eppifjifjivov.
?ie pinz??^ea^oLi
fxepip-vwaav
yeyufjLvaajjiivov
y?p ol [A?pl?JlV(OVT??.
3
Schol. Lys. 27a ?eXxiov Se arc? xu?cav tyjv [xexacpop?v voe?v; schol. Lys. 27b xal y?p stcL twv
{J-?XPL^av eXOyj to 7ipoxe?(xevov
?Xy]tHjvai.
xu?wv ava?aXXofji?v,
4
un tecnicismo:
cfr. AP 5, 25, 3 oi8' ?tl pitctw / ?r?vxa xu?ov
Anche
il semplice
p?jrao ?
Non

XEcpaX?j? al?v U7iep^?v i[LT?q.


5
A proposito
del preverbio
?va-,
?v T?y?Tj e il commento
di Humbert:
on d?couvre
i9603,

p. 332.

le sens de

l'oracle

et de

si veda

Hdt.

1, 68 to?twv

wv twv

"le pr?verbe
indique que c'est
:J. Humbert,
ses
prescriptions"

?veupe
?vSpwv Ai/tj?
? force d'ing?niosit?
qu'
Syntaxe grecque, Paris