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-1CAPITOLO I

LA TETTONICA DELLE PLACCHE: UN MODELLO GLOBALE

1. - L'INTERNO DELLA TERRA.


Il globo terrestre ha una densit media (rapporto tra massa e volume: d = m/V) di
5,52 g/cm3. Poich le rocce che costituiscono la crosta hanno una densit media tra
2,7 e 3 chiaro che l'interno del pianeta deve essere formato da materiale a densit
molto elevata per raggiungere il valore medio di tutta la Terra. Altri dati che ci hanno
consentito di capire l'interno del nostro pianeta ci sono forniti dalla geofisica e dalla
sismologia (studio della propagazione delle onde che si sviluppano dai terremoti e
che viaggiano attraverso le masse rocciose, sia interne che superficiali).
La Terra presenta una struttura a involucri concentrici, di diversa natura e
spessore, che sono partendo dall'esterno:
a) - Una sottile crosta: spessa da meno di una decina a qualche decina di Km.
b) - Uno spesso mantello (circa 2.900 Km).
c) - Un grosso nucleo, il cui raggio di circa 3.400 Km.
Crosta. E' la parte esterna del pianeta il cui spessore varia da una media di 35
Km sotto i continenti a una media di 6 Km sotto i fondi oceanici. Ha composizione
eterogenea (vari tipi di rocce), e densit che varia da 2,7 g/cm 3 per le rocce granitiche
dei continenti, a circa 3 g/cm3 per le rocce basiche (basalto) dei vasti fondi oceanici.
La base della crosta (cio il limite tra la crosta e il mantello) indicata da una
brusca discontinuit sismica, essa nota come superficie di Moho (dal geofisico A.
MOHOROVICIC).
Mantello. Rappresenta l'82% del volume terrestre e si estende fino a 2.900 Km
di profondit, dove presente un'altra grande discontinuit sismica, detta superficie
di Gutenberg.
La Moho, con la quale inizia il mantello, corrisponde a un brusco aumento della
velocit con cui si propagano le onde sismiche (rispetto alla velocit con la quale
attraversano la crosta) e ci significa che le rocce del mantello hanno una maggiore
rigidit.
Quindi, sembra che il mantello superiore (fino a 700 Km dalla superficie sia
costituito di peridotite, roccia ultrabasica formata da olivina e pirosseni (entrambi
silicati di Fe e Mg). Nel resto del mantello (tra i 700 e i 2.900 Km di profondit) i
silicati Fe e Mg si trasformerebbero in vari ossidi, come MgO, FeO e SiO2, organizzati
in reticoli cristallini adatti a resistere alle temperature e pressioni crescenti.
La temperatura da poche centinaia di C sotto la crosta sale a circa 3.000 C in
vicinanza del nucleo; mentre la pressione, nello stesso intervallo, aumenta da 9 bar a
1.400 Kbar (1 Kbar corrisponde a circa 1.000 volte la pressione atmosferica).
Tra i 70 e 250 Km di profondit la velocit delle onde sismiche rallenta, poi torna a
crescere con la profondit. Da tali osservazioni si dedotto che la fascia tra 70 e 250
Km parzialmente fusa, per cui una zona plastica detta astenosfera. Dai 250 ai
700 Km vi una zona pi rigida e densa.
-2-

La parte di mantello compreso tra la crosta e 700 Km di profondit detta


mantello superiore. Da 700 Km fino al nucleo vi il mantello inferiore, che ha
caratteristiche pi omogenee.
Nucleo. La discontinuit sismica di Gutenberg segna il passaggio al nucleo della
Terra. Esso ha un raggio di circa 3.470 Km. La temperatura sale da 3.000 C a oltre
4.000 C al centro della Terra. La pressione aumenta fino a 3.600 Kbar.
Si suppone che il nucleo sia composto da una lega di Ferro e Nichel (NIFE)
alleggerita da elementi meno densi come: il Silicio e lo Zolfo.
La discontinuit di Gutenberg non provoca solo fenomeni di riflessione delle onde
sismiche; infatti, in corrispondenza di essa le onde longitudinali o di compressione
(P) subiscono una brusca riduzione di velocit, mentre le onde trasversali o di taglio
(S) non vi penetrano. Siccome le onde S non si propagano nei liquidi si pensa che il
nucleo esterno sia liquido. Verso i 5.170 Km di profondit una nuova discontinuit
sismica, detta superficie di Lehmann, indica il passaggio a un nucleo solido (nucleo
interno), che rimane tale fino al centro della Terra.
velocit (Km/sec)

GUTENBERG

14

LEHMANN

onda P

12
10
8
onda S
6
4
mantello

nucleo

2
nucleo esterno

nucleo interno

0
1.000

2.000

3.000

4.000

crosta

5.000

6.000
profondit (Km)

Fig. 1 - La velocit delle onde P e S nell'interno della Terra.


PROFONDITA' (Km)
(1)

6
35

INVOLUCRO

DENSITA'

crosta superiore

2,7

granito

basalto

crosta inferiore

(2) 2.900

mantello

3,3 5,6

(3) 5.170

nucleo esterno

9,7

nucleo interno

13

NATURA

peridotite

DISCONTINUITA'

Moho
Gutenberg

6.640

lega di
ferro e nichel

Lehmann

Tabella 1 - Involucri terrestri e principali caratteristiche.

2. -FLUSSO TERMICO E TEMPERATURA ALL'INTERNO DELLA


TERRA.
Numerosi fatti (attivit vulcanica, fuoriuscita di sorgenti calde, ecc.) ci dicono che
l'interno della Terra caldo e che la Terra perde continuamente calore verso l'esterno.
-3-

Il flusso termico terrestre (cio la quantit di calore emessa nell'unit di tempo


per ogni unit di superficie) molto basso: in media 0,06 Watt per m2.
Secondo alcuni calcoli, nell'ultimo miliardo di anni la temperatura della Terra
sarebbe diminuita di circa 300 C, che non poi un valore eccessivamente grande.
Un tempo si riteneva che il calore terrestre fosse unicamente il residuo dello stadio
primordiale della Terra, in cui il pianeta doveva essere totalmente fuso.
La scoperta della radioattivit naturale ha suggerito una diversa ipotesi sull'origine
del calore: l'energia cinetica delle particelle emesse da isotopi radioattivi si trasforma
in calore, e nella crosta terrestre sono presenti vari isotopi: es. l'Uranio 238, il Torio
232 e il Potassio 40. I calcoli effettuati in base all'abbondanza di tali isotopi nella
crosta mostrano che il loro decadimento potrebbe spiegare quasi tutto il flusso di
calore della Terra. Anche nel mantello si suppone che si produce calore a causa della
radioattivit.
Nel mantello si , inoltre, ipotizzata l'esistenza di movimenti convettivi, cio uno
spostamento di materiale pi caldo (quindi meno denso) che risale da zone profonde
verso l'alto che viene sostituito da materiale raffreddatosi in vicinanza della superficie
(quindi pi denso) che ridiscende verso il basso. Tali movimenti lentissimi (qualche
cm/anno) operanti da miliardi di anni sono dovuti alla presenza nel mantello di vaste
zone a diversa temperatura.
Si realizzano cos delle celle convettive, tenute in movimento dalle energie liberate
dalla radioattivit.

mantello superiore
1.450 C
mantello inferiore
3.000 C
nucleo
esterno fuso
nucleo
interno
solido
4.400 C
4.000 C

Fig. 2 - I moti convettivi che rimescolerebbero lentamente il mantello terrestre.

Il gradiente geotermico (cio l'aumento della temperatura della Terra con la


profondit) di circa 30 C ogni 1.000 m. Tale gradiente per non resta costante con
la profondit. Infatti, il risultato di certe ricerche (analisi sismiche) ci dice che al
centro della Terra la temperatura non supera i 4.300 C.
-4-

3. - Il CAMPO MAGNETICO TERRESTRE.


La Terra possiede un campo magnetico il cui asse incontra la superficie terrestre in
due punti, detti poli magnetici, le cui posizioni sono vicine ai poli geografici.
L'origine del campo magnetico terrestre ipotizzata con un modello simile alla
dinamo di autoeccitazione (si ricordi che anche una corrente elettrica in movimento
in un conduttore produce un campo magnetico: effetto Oersted). Tale modello
prevede che il nucleo esterno di ferro fuso funzioni come una dinamo autoeccitata,
cio come un corpo che con la sua rotazione entro il campo magnetico induce una
corrente elettrica, che a sua volta genera un campo magnetico. Il campo iniziale
potrebbe essere stato dato da correnti termoelettriche del nucleo, anche se piccole. Il
fatto essenziale la rotazione.
Tale teoria prevede che i poli magnetici e quelli di rotazione dovrebbero quasi
coincidere (come avviene attualmente) e che la polarit del campo magnetico un
fatto casuale: il Polo Nord magnetico potrebbe essere altrettanto facilmente il Polo
Sud magnetico.
Un fatto assai interessante (chiarito negli anni '50) che la polarit del campo
magnetico terrestre non rimasta immutata nel tempo, ma ha subito ripetute
inversioni di polarit (cio i poli nord e sud magnetici hanno reciprocamente
cambiato la loro posizione). Tale fenomeno stato scoperto studiando il magnetismo
fossile, cio attraverso la ricerca delle direzioni dei campi magnetici del passato.
In una lava in via di consolidamento gli atomi ferromagnetici (es. minerali di
magnetite) si orientano secondo la direzione del campo magnetico terrestre,
disponendosi parallelamente tra loro. Alla fine gli atomi dei minerali magnetici
restano immobilizzati nella roccia consolidata, per cui se il campo magnetico terrestre
cambia in tempi successivi essi non modificano il loro orientamento e il loro
magnetismo residuo resta ad indicare la situazione del passato.
Come gi detto per, l'origine del campo magnetico terrestre stato proposto un
modello simile alla dinamo di autoeccitazione (proposta fatta dal geofisico tedesco
W. M. ELSASSER e dal geofisico inglese E. C. BULLARD). Una dinamo di
autoeccitazione costituita da un disco di materiale conduttore, che ruota intorno a
un asse ed immerso in un campo magnetico (H), la cui direzione parallela all'asse
di rotazione.
In queste condizioni per induzione elettromagnetica si genera tra il centro e
l'estremit del disco un moto di cariche (i) in direzione radiale nel disco. Se le cariche
vengono raccolte e fatte circolare in una Bobina avente come asse l'asse di rotazione
del disco, il moto delle cariche produrr un campo magnetico che rinforza il campo
primitivo.
Trasferendo tale modello al caso del nucleo terrestre, il disco rotante potrebbe avere
come equivalente i moti convettivi nella parte fluida del nucleo, mentre il campo
magnetico iniziale potrebbe essere prodotto da deboli correnti indotte al confine tra
mantello e nucleo da piccole variazioni di Temperatura lungo il contatto tra un
materiale cattivo conduttore (i silicati del mantello) e un ottimo conduttore (il
nucleo).
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asse

disco

i
bobina

Fig. 3 - Dinamo di autoeccitazione.

Le inversioni di polarit possono essere spiegate con il modello di una dinamo a


due dischi accoppiati, sviluppato dal giapponese T. RIKITAKE (fig. 4). Il disco X1
ruota con velocit 1 e provoca la circolazione di corrente elettrica I1 nella spira a
esso associata. Il disco X2 ruota con velocit 2 e provoca la corrente I2 nella spira a
esso associata. Le correnti circolano in senso inverso e viene prodotto un campo
magnetico, la cui intensit varia nel tempo. In altre parole, essendo i campi magnetici,
prodotti dalle due correnti I1 e I2, di senso inverso, il campo risultante sar (+) o (-) a
seconda di quale dei due prevarr.

H2

X1

Fig. 4 - Dinamo a due dischi accoppiati.

-64. - LA STRUTTURA DELLA CROSTA TERRESTRE (ISOSTASIA).

Prima di prendere in considerazione i meccanismi attraverso cui avvenuta nel


passato e procede tuttora l'evoluzione della Terra, faremo un'analisi pi completa
della crosta terrestre.
Esistono due tipi di crosta: quella oceanica (coperta dalle acque dei mari) e quella
continentale (che corrisponde ai continenti, alla piattaforma continentale e a una
buona parte della scarpata continentale).
Questi due tipi di crosta differiscono per vari aspetti:
Il livello medio della superficie della crosta continentale di oltre 4.000 metri
maggiore di quello della crosta oceanica. Il raccordo tra i due livelli medi dato dalla
scarpata continentale.
Nella crosta continentale compaiono rocce di ogni et, tra oggi e circa 4 miliardi
di anni fa, mentre le rocce pi antiche dei fondi oceanici hanno 190 milioni di anni.
Quindi i bacini oceanici attuali sono strutture giovani del pianeta.
Le due croste hanno, inoltre, natura e struttura diversa. La crosta oceanica ha
una struttura a strati molto regolare: sotto uno strato 1 di sedimenti, vi uno strato 2
di rocce effusive basaltiche e infine, in profondit, uno strato 3 di gabbro.
La crosta continentale presenta invece una natura e una struttura meno uniforme.
Ogni area continentale un mosaico di settori diversi, aggregati nel tempo, e appare
perci in continuo, lento accrescimento. Quindi la crosta continentale presenta una
complessa evoluzione, che comprende anche il processo detto orogenesi, quello che
porta alla formazione delle grandi catene montuose.
Nelle vaste aree continentali si distinguono scudi e tavolati. Gli scudi sono le parti
pi antiche: appaiono come ampie pianure debolmente bombate verso l'alto. I
tavolati, che circondano gli scudi, sono ampie aree pianeggianti.
Scudi e tavolati (a volte riuniti sotto il nome di cratoni) sono costituiti da rocce non
pi interessate da processi di orogenesi nell'ultimo miliardo di anni. I principali
cratoni sono: l'immenso tavolato arabo-africano e lo scudo canadese.
Agli scudi e tavolati si contrappongono le fasce orogeniche o orogeni, in cui
l'orogenesi si verificata in tempi recenti (cio entro gli ultimi 500 milioni di anni).
L'orogenesi pi recente (detta orogenesi alpina o alpina-himalayana) ha portato
alla formazione dei Pirenei, Alpi, Caucaso, Iran, Himalaya.
Montagne che galleggiano: l'isostasia
Le teorie orogenetiche possono essere suddivise in due grandi gruppi: quelle che
riconoscono le catene montuose come effetto di spinte verticali, e quelle che
invocano l'intervento di spinte tangenziali, pi o meno parallele alla superficie
terrestre.
Le prime teorie trovano forza da un principio fisico, quello dell'isostasia, secondo
cui un corpo emerge da una massa viscosa o fluida tanto pi quanto pi
profondamente immerso in esso. Ricerche geofisiche e sismiche mostrano che in
effetti la crosta a densit relativamente bassa che forma le catene montuose si
ispessisce nettamente sotto queste ultime in una sorta di profonda radice.
-7-

bacino
oceanico

bacino
oceanico

continente

roccia poco densa


CROSTA

roccia pi
densa

radici

MANTELLO

Fig. 5 - Isostasia. Come si vede alle culminazioni montuose


corrispondono profonde radici e inflessioni del mantello.

Quando si verifica uno squilibrio fra parte emersa e parte sommersa della crosta si
ha un aggiustamento isostatico: per es. la penisola baltica, ricoperta un tempo da una
spessa calotta di ghiacci, lentamente sprofondata; mentre, le crosta della
Fennoscandia, dopo lo scioglimento dei ghiacciai, alleggerita, si gradualmente
risollevata.
In definitiva, la crosta continentale con il suo grosso spessore confrontabile con
una grande nave, che pesca parecchio ma che emerge alta sulla superficie del mare; la
crosta oceanica invece, pi sottile, simile a una grossa zattera, che pesca molto
meno della nave, ma che si alza di poco. Come qualunque natante, la crosta terrestre,
se viene appesantita, sprofonda fino a compensare il peso accresciuto; se viene
alleggerita, risale di quota fino al ristabilirsi dell'equilibrio isostatico.
5. - L'ESPANSIONE DEI FONDI OCEANICI.
Teoria della deriva dei continenti
L'idea secondo la quale i continenti potrebbero muoversi fu prospettata dal tedesco
A. WEGENER nel 1915. Egli elabor un quadro teorico globale che va sotto il nome
di deriva dei continenti.
Secondo lui i continenti erano raggruppati in un unico grande continente, detto
Panga, circondato da un unico grande oceano (Pantlassa); circa 200 milioni di
anni fa la Panga si sarebbe smembrata in pi pezzi (Americhe, Africa, Eurasia,
India, Australia, Antartide) che si sarebbero sempre pi allontanati tra loro secondo
un meccanismo noto come deriva dei continenti.
Tale teoria presuppone che le masse continentali, formate da sial (silicio e
alluminio), rigide e relativamente poco dense, galleggerebbero sul sottostante sima
(silicio e magnesio), pi denso e pi fluido. La deriva dei continenti sarebbe stata
anche la causa che ha prodotto le orogenesi; infatti, per l'attrito lungo il margine delle
masse in movimento verso Ovest (cio verso l'Oceano Pacifico) si sarebbe corrugato
il bordo occidentale delle Americhe, dando origine alle Montagne Rocciose e alle
Ande.
-8La teoria della deriva dei continenti partiva da una premessa valida, cio dalla

constatazione che in Sudamerica, Sudafrica, India, Australia e Antartide vi stata,


fino a circa 200 milioni di anni fa, una storia geologica uguale, testimoniata dalla
complementarit delle coste (es. tra le sponde dell'Africa e dell'America
Meridionale), da successioni di rocce identiche e con gli stessi resti di esseri viventi,
cosa possibile solo se quelle aree erano a contatto.
Dove invece la teoria di Wegener risultava poco sostenibile era nelle modalit della
deriva: le forze invocate (cio i grossi frammenti della Panga sarebbero andati pian
piano alla deriva verso Ovest per essere rimasti in ritardo rispetto alla rotazione della
Terra verso Est) apparivano del tutto inadeguate e il movimento di blocchi sialici che
navigano su un sima rigido si prestava a numerose obiezioni.
Dorsali, fagli trasformi (anomalie magnetiche) e fosse
Oggi vi sono dati sufficientemente validi per ritenere che il pavimento degli oceani
non stabile, ma in continua evoluzione: la crosta oceanica si rinnova e si consuma
incessantemente, con velocit di qualche cm/anno. Vediamo i punti essenziali del
meccanismo dell'espansione dei fondi oceanici.
Sul fondo degli oceani si snoda un sistema di dorsali: si tratta di una lunghissima
fascia di crosta oceanica, ampia un migliaio di Km, inarcata verso l'alto tanto che in
qualche punto arriva ad emergere dalla superficie del mare (es. Islanda e Isole
Azzorre). E' una specie di cicatrice in rilievo.
Le pi importanti dorsali sono: quella medio-atlantica, quella del pacifico orientale
e meridionale e quella indo-australiana.
La cresta del sistema di dorsali segnata da un solco longitudinale largo qualche
decina di Km e profondo alcune centinaia di metri, detto rift valley.
Infine tutta la catena interessata da una serie numerosa di fratture trasversali,
che disarticolano le dorsali in segmenti ciascuno dei quali risulta spostato rispetto a
quelli contigui; tali fratture sono dette faglie trasformi.
Dalle dorsali viene eiettato del magma che solidifica all'interno della valle come
roccia basaltica. L'enorme massa di magma, arrivata a una certa profondit, si
espande dividendosi in rami che si allontanano in direzioni opposte rispetto alla
posizione della dorsale, e si muovono a velocit di qualche cm/anno. Di conseguenza
i continenti sono allontanati l'uno dall'altro. La lava che fuoriesce lungo le fratture si
consolida dando cos origine a nuova crosta oceanica.
Le ricerche effettuate sulle dorsali e in particolare su quella medio-atlantica hanno
mostrato un fatto di eccezionale interesse. Le rocce situate ai lati di queste strutture
sono distribuite in modo da formare delle strisce, simmetriche rispetto all'asse delle
strutture, che posseggono una polarit magnetica alternativamente uguale o invertita
rispetto a quella del campo magnetico terrestre attuale, ci viene detto anomalie
magnetiche.
Le anomalie magnetiche sono positive, quando hanno la stessa polarit di quella
attuale, e negative quando le rocce hanno magnetizzazione invertita.
-9-

DORSALE

strisce paleomagnetiche negative

strisce paleomagnetiche positive

litosfera

N
mantello

Fig. 6 - Anomalie magnetiche. Poich le strisce paleomagnetiche sono simmetriche, dimostrano


l'espansione dei fondi oceanici (o meglio le due placche si allontanano dalla dorsale).

La simmetria nella distribuzione e nell'ampiezza delle fasce magnetiche ai lati


della dorsale suggeriscono che la roccia fusa, in risalita lungo l'asse della
dorsale, si sia magnetizzata al momento del raffreddamento secondo il campo
geomagnetico presente, per allontanarsi poi gradualmente, parte su un lato e parte
sull'altro della dorsale (ci una prova dell'ipotesi dell'espansione dei fondi
oceanici).
Infine, alla formazione di nuova litosfera oceanica lungo la rift valley deve
corrispondere qualche forma di consunzione di litosfera in altri settori del globo.
Ci avviene in un altro tipo di strutture, presenti sui fondi oceanici, dette fosse
abissali.

isola vulcanica

piana abissale

margine continentale

P
R
O
F
O
N
D
I
T
A'

rift valley

10

fossa

(Km)
12

Fig. 7 - Gli elementi strutturali dei bacini oceanici.

- 10 Le pi importanti fosse sono: quella presente lungo il bordo occidentale del


Pacifico (che va dallo Stretto di Bering fino alla Nuova Zelanda) e quella lungo le

coste del Sudamerica (fossa Per-Cile).


In corrispondenza delle fosse, le masse basiche della litosfera si infilano sotto i
continenti e scendono in profondit (subduzione) secondo piani inclinati di un
angolo, rispetto alla superficie terrestre, compreso tra 30 e 70 cui stato dato il
nome di piani di Benioff.
Lungo i piani di scorrimento la frizione provoca terremoti profondi (fino a un
massimo finora registrato di circa 720 Km); inoltre, i loro ipocentri si distribuiscono
lungo i piani di Benioff.
Contemporaneamente la litosfera comincia a fondere alimentando un intenso
vulcanesimo, in gran parte di tipo esplosivo, detto arco magmatico o arco vulcanico.
Inoltre, l'attrito del sottoscorrimento capace, in pi casi, di corrugare il bordo del
continente creando una catena montuosa (es. le Ande).
Crosta che si forma, crosta che si consuma: il meccanismo dell'espansione
L'idea che le fasce di intensa attivit in corrispondenza delle fosse e delle dorsali
fossero in qualche modo, tra loro collegate and maturando all'inizio degli anni '60,
quando fu fatta l'ipotesi dell'espansione dei fondi oceanici (ipotesi sostenuta dal
geologo H. HESS).
In tale ipotesi, le dorsali oceaniche sono sostenute dalla risalita di materiale caldo in
movimento nel mantello; l'inarcamento della litosfera provoca l'assottigliamento e la
fratturazione di quest'ultima, per cui la rift valley corrisponde a una gigantesca
crepa estesa su tutto l'involucro litosferico; attraverso essa materiale del mantello,
fuso, risale e alimenta la formazione di nuova litosfera.
La lava si allontana da un lato e dall'altro della rift valley, si raffredda e diviene pi
pesante e sprofonda lentamente per assestamento isostatico: si forma cos il
pavimento delle vaste piane abissali.
Contemporaneamente, a una certa distanza dalle dorsali, il materiale ridiscende in
profondit: la sovrastante litosfera segue tale movimento, per cui si inflette verso il
basso (si formano cos le fosse).
Durante il lento movimento di discesa, detto di subduzione, si producono grandi
volumi di magma che alimenta (salendo verso l'alto) il vulcanesimo degli archi
vulcanici. La discesa della litosfera avviene con violenti attriti che generano i
terremoti.
Un contributo decisivo alla teoria dell'espansione dei fondi oceanici venne dalla
scoperta delle anomalie magnetiche (gi viste precedentemente: infatti, le strisce
paleomagnetiche, positive e negative, sono simmetriche rispetto alla dorsale per cui
dimostrano l'espansione dei fondi oceanici).
Con tale teoria viene confermata la deriva, l'allontanamento dei continenti. Il
movimento non dovuto a semplici fenomeni di galleggiamento o di fluttuazione dei
continenti, ma all'espansione e alla contrazione dei fondali oceanici.
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piana abissale

DORSALE
FOSSA

arco vulcanico
crosta
continentale

N
N
litosfera

mantello

subduzione

astenosfera

+
+

zona di fusione

mantello non

superficie di Benioff

e contrazione di

differenziato

(+ ipocentri di terremoti)

magma basaltico

Fig. 8 - Espansione dei fondi oceanici.

6. - LA TETTONICA DELLE PLACCHE.


Un mosaico in continua trasformazione: le placche litosferiche
Alla fine degli anni '60 (sulla base delle teorie di Wegener e di Hess) si giunti alla
formulazione di una teoria globale sull'evoluzione del nostro pianeta, nota come
tettonica delle placche.
Secondo tale teoria la litosfera (il guscio esterno solido del pianeta) composto da
una ventina di lastre rigide e indeformabili, dette placche o zolle crostali, spesse da
70 a 150 Km, che sostengono sia gli oceani che i continenti.
Le placche possono essere formate da sola litosfera oceanica (es. la placca del
Pacifico), o da sola litosfera continentale (es. la placca Euroasiatica), o da porzioni di
litosfera dei due tipi (es. la placca Africana).
Queste placche, in movimento relativo tra loro, scivolano sullo strato interno del
mantello superiore, di consistenza vischiosa, chiamato astenosfera.
Ogni placca delimitata da una combinazione di margini che possono essere di tre
tipi:
- 12 (a) Margini costruttivi (o divergenti): sono le dorsali, lungo le quali le due zolle si
allontanano tra loro e dove risale dal mantello un magma basaltico che costruisce

nuova crosta oceanica.


(b) Margini distruttivi (o convergenti): sono le fosse oceaniche, luoghi dove due
zolle si avvicinano tra loro e dove la litosfera viene distrutta nel processo di
subduzione.
(c) Margini conservativi: sono le faglie trasformi, lungo le quali due zolle scorrono
una di fianco all'altra in direzioni opposte, con fenomeni di metamorfismo e forte
attivit sismica, ma senza variazioni del volume della litosfera.
Alcune placche sono circondate in gran parte da margini costruttivi (es. la placca
Africana): in tal caso la loro superficie aumenta continuamente nel tempo; altre sono
limitate sia da dorsali che da fosse, e in tal caso la loro superficie pu rimanere
stazionaria o modificarsi col tempo.
In definitiva, nell'ipotesi che la superficie della Terra non si modifica nel tempo, il
bilancio globale di produzione e di consunzione di litosfera deve essere in
equilibrio, e ci si realizza attraverso l'accrescimento di certe placche e la riduzione
di altre.
Lembi di crosta oceanica alla sommit delle catene montuose: l'orogenesi
Se un continente, nel suo vagabondare a causa dei movimenti delle placche,
finisce a ridosso di una fossa oceanica, costretto ad arrestarsi, perch la litosfera
continentale, meno densa di quella oceanica, non pu sprofondare e venire assimilata
entro il mantello, al di sopra del quale costretta a galleggiare.
A questo punto la crosta oceanica riverser il suo carico di sedimenti sul continente,
e, inoltre, comprimer innalzando la crosta continentale facendo sorgere una catena di
montagne costiere. Si ha quindi un processo di orogenesi, che in superficie si
manifesta con il sollevamento di una nuova catena montuosa. E' il caso di quello che
sta succedendo, da qualche decina di milioni di anni, lungo la costa occidentale del
Sudamerica: il risultato la catena delle Ande, costellata di alti vulcani e investita
spesso da violenti terremoti.
C' un'altra situazione, cio l'incontro di due zolle, ciascuna con una massa
continentale, detta collisione continentale. Ci avviene quando un continente resta
bloccato lungo una fossa di subduzione e la placca di subduzione comprende anche
essa un continente, questo finir per arrivare alla fossa per cui si avr una collisione
fra i due continenti. Si origina cos una lunga catena montuosa, che rimane come una
cicatrice all'interno di un unico grande continente. Tutto questo complesso fenomeno
di orogenesi ha dato origine alla catena dell'Himalaya (infatti, il margine meridionale
dell'Eurasia, bordato un tempo da una fossa di subduzione, e il continente India,
andato alla deriva per lunghissimo tempo da Sud verso Nord, si sono scontrati).
Anche le Alpi sono nate con tale modalit: avvicinamento e collisione delle placche
africana ed europea.
- 13 -

(a)

arco vulcanico

mantello

subduzione

(b)

crosta oceanica

(c)

crosta continentale

zona di sutura (ofioliti)

Fig. 9 - Il processo di collisione tra i margini di due continenti.

Tale processo di collisione suggerisce che le fosse oceaniche sono strutture


transitorie.
All'inizio di un ciclo: l'apertura di un continente
A questo punto si possono ipotizzare i vari stadi che portano alla formazione di
un oceano.
Dapprima, si hanno dei moti convettivi ascendenti nel mantello; in tal caso la
placca continentale sotto cui inizia a risalire materiale caldo dal mantello si inarca e si
frattura; le lunghe spaccature individuano un allineamento di grandi fosse, profonde
centinaia di metri, le cui pareti scendono ripide con enormi gradini, limitati da faglie.
Dalle spaccature fuoriesce il magma che ricopre il fondo delle fosse. Questo lo
stadio embrionale; in tale stadio si trova l'Africa Orientale (la Great Valley), che
viene considerato come un tentativo di formare un nuovo oceano (i rift africani sono
larghi dai 40 ai 70 Km).
Dopo si passa allo stadio giovanile: se il processo di espansione continua, i due
margini continentali, rotti a gradinata, si allontanano e le lave che continuano a
risalire dal basso formano una prima striscia di nuova crosta oceanica, mentre le
acque dei mari vicini cominciano ad invadere la depressione che si apre. Prende
forma cos il nuovo oceano, ancora stretto e allungato, il cui fondo presenta un
elevato flusso termico. In tale stadio si trova il Mar Rosso, che si formato per
l'allargamento di una frattura tra Africa e Arabia, apertosi circa 20 milioni di anni fa e
ampia oggi 300 Km.
- 14 Alla fine vi lo stadio di maturit: l'oceano si ampliato, il suo fondo si accresce

secondo il meccanismo dell'espansione e la frattura originaria segnata dalla rift


valley. I due frammenti di continente sono trasportati lontano dal movimento delle
placche su cui si trovano, mentre lungo i loro margini passivi si accumulano i detriti
portati dai fiumi. E' questo lo stadio dell'Oceano Atlantico apertosi a partire da 140
milioni di anni fa (per tale motivo i margini di questo oceano, se riaccostati,
combaciano molto bene, come gi aveva osservato Wegener).
(a)

MAGMA

(b)

(c)

Fig. 10 - Apertura di un nuovo oceano. (a) Il materiale caldo in risalita dal mantello fa inarcare in
alto la litosfera; dalle fessure che si aprono fuoriesce la lava. (b) Stadio embrionale. La litosfera si
assottiglia e si spezza lungo grandi faglie: si ha cos una lunga depressione nella quale si accumula
lava e sedimenti continentali. (c) Stadio giovanile. Le due parti del continente originario si
allontanano tra loro; nello spazio intermedio si forma nuova crosta oceanica a causa del magma in
risalita. Il mare invade la depressione.

Un oceano, per, non si allarga all'infinito in quanto ad un certo punto gli equilibri
sotto la litosfera possono mutare e la dorsale, non pi alimentata diviene inattiva. A
questo punto il fondo del vecchio oceano pu rimettersi in movimento e consumarsi
in qualche nuova fossa di subduzione e i due continenti torneranno ad avvicinarsi per
entrare in collisione e si salderanno nuovamente in un unico continente. Il punto di
saldatura dar una nuova catena montuosa, tra le cui rocce si troveranno ofioliti, cio
resti dell'antico fondo oceanico.
7. - UN POSSIBILE MOTORE PER LA TETTONICA DELLE PLACCHE:
CELLE CONVETTIVE E PUNTI CALDI (HOT SPOT).
Secondo i geofisici due sono i possibili meccanismi motori della tettonica delle
placche:
(a) Le celle convettive: sarebbero celle create dai movimenti convettivi del
mantello, i cui rami caldi in risalita formerebbero le dorsali e le fosse, mentre quelli
divenuti pi freddi trascinerebbero nel mantello la litosfera.
- 15 (b) I punti caldi (hot spot): sono le manifestazioni superficiali della risalita di
materiale incandescente (pennacchi) le cui radici si troverebbero a diverse centinaia

di Km di profondit nel mantello. Tali punti farebbero innescare i processi di


espansione. Contemporaneamente, entro il resto del mantello si verificherebbe un
flusso di ritorno, discendente, di materiale meno caldo.
I due meccanismi, sopra detti, sarebbero la causa della continua frantumazione,
rifusione e ricostruzione della litosfera.

mantello

mantello

nucleo esterno

nucleo esterno

nucleo interno

Fig. 11 - Celle convettive.

Fig. 12 - Punti caldi.

- 16 -

Schema Riassuntivo N 8 (I parte)

LA DINAMICA
DELLA LITOSFERA
(I parte)

STRUTTURA INTERNA
DELLA TERRA

formata da

si studia attraverso le

involucri concentrici

ONDE SISMICHE

separati da
discontinuit

che subiscono:

OCEANICA:

CROSTA

- spessore ridotto
- giovane
- tre strati regolari:
sedimenti, basalto, gabbro

variazioni di velocit
rifrazione
riflessione

CONTINENTALE: - antic a
- struttura geologic a complessa
- cratoni
- orogeni

SUPERFICI DI DISCONTINUITA
ZONA DOMBRA

DISCONTINUITA' DI MOHO

SUPERIORE

MOTI CONVETTIVI

ASTENOSFERA: plastica

MANTELLO
INFERIORE

DISCONTINUITA' GUTENBERG

EST ERNO

fuso

INTERNO

solido

NUCLEO

DISCONTINUITA' LEHMANN

CALORE INTERNO

origine

DECADIMENTO NUCLEI RADIOATTIVI

si trasmette con

MOTI CONVETTIVI
NEL MANTELLO:
- ascendenti (nelle dorsali)
- dis cendenti (nelle f osse oceaniche)

ISOSTASIA

MAGNETISMO
TERRES TRE

la crosta form ata da

BLOCCHI

cam po m agnetico DIPOLARE

origine: DINAMO DI AUTOECCITAZIONE

- 17 -

galleggiano sul mantello


sprof ondano pi o meno
a seconda della densit
e dello spessore

periodiche INVERSIONI

Schema Riassuntivo N 8 (II parte)

LA DINAMICA
DELLA LITOSFERA
(II parte)

DINAMICA CROSTALE

TEORIE
ISOSTATICHE

DERIVA DEI
CONTINENTI

la

BLOCCHI CONTINENTALI

CROSTA

ESPANSIONE DEI
FONDI OCEANICI
- i fondi oceanic i si
formano (
DORSALI)
e si consumano (
FOSSE)

con

- non uniforme
- galleggia su uno strato
profondo plastico

MOTI ORIZZONTALI

ESP ANSIONE SUBDUZIONE

su un
strato profondo

MOTI VERTICALI

- i continenti sono
strutture permanenti

smembramento della

dei blocchi crostali

PANGEA

NON SPIEGA
- dis tribuzione vulc ani
e terremoti

CAUSA = MOTI CONVETTIVI


nel mantello

MIGRAZIONE DEI
CONTINENTI

PROV E
- et dei fondali
- paleomagnetis mo

PROV E
- geomorfologiche
- paleontologiche

NON SPIEGA
- globalmente vulcani
e terremoti

NON SPIEGA
- le cause del moto
dei continenti

TETTONICA
A ZOLLE

la LITOSFER A di visa in

MOTI PASSIVI

MARGINI

ZOLLE

sulla ASTENOSFER A

COSTRUTTIVI

DORSALI

DISTRUTTIVI

FOSSE

CONSERVATIVI

CAUSE

- apertura di un nuovo oceano

SUBDUZIONE

FAGLIE TRASFORMI

- MOTI CONVETTIVI nel mantello


- PUNTI CALDI

- 18 -

- piano di Benioff
- formazione di archi insulari
- catene montuose

QUESTIONARIO
LA TETTONICA DELLE PLACCHE (DINAMICA DELLA LITOSFERA)
*** CONOSCENZA DEL LESSICO *************************************************
1. - Inserisci al posto dei puntini il termine esatto per completare le affermazioni:
Secondo la teoria della........................................................., la superficie della Terra consiste
in una serie di pezzi di litosfera, rigidi ma mobili.
La teoria di Wegener detta della............................................................ .
Il.......................... una fossa al centro della dorsale medio-atlantica.
La faglia di San Andreas un esempio di margine......................................................... .
L'origine del campo magnetico terrestre ipotizzata con un modello simile
alla.................................................................... .
Il limite tra la crosta e il mantello indicato da una brusca discontinuit sismica
nota come.......................................................... .
Il....................................................... di circa 30C ogni 1.000 m di profondit.
In corrispondenza delle..........................il piano di Benioff il piano di..........................
della placca che sprofonda nell'astenosfera.
Le correnti convettive in salita all'interno del.............................determinano il reciproco
allontanamento delle placche, mentre la.....................delle correnti convettive determina
l'avvicinamento delle placche.
*** COMPRENSIONE DEI CONCETTI *********************************************
2. - Scrivi il numero che contrassegna le descrizioni contenute in A nei quadratini dei
termini
corrispondenti elencati in B.
A
B
1

margini convergenti.............................................................

espansione dei fondi oceanici............................................

limite tra nucleo esterno e nucleo interno......................

3
4

dorsale medio-atlantica........................................................

limite tra mantello e nucleo................................................

calore terrestre.....................................................................

- 19 -

...............margine divergente

...............radioattivit

...............anomalie magnetiche

...............placca in subduzione

...............superficie di Lehmann

...............superficie di Gutenberg

3. - Per ciascuna delle seguenti domande scegli la risposta esatta tra quelle proposte.
La densit media della Terra di:
A. 55 g/cm3.
C. 3,3 g/cm3.
B. 5,5 g/cm3.
D. 33 g/cm3.
Una prova dell'ipotesi di Hess (espansione dei fondi oceanici) data:
A. Dalla radioattivit.
C. Dalle celle convettive.
B. Dalle anomalie magnetiche.
D. Dalla subduzione.
Lo spostamento nel mantello di materiale pi caldo che risale verso l'alto e di materiale pi freddo
che discende verso il basso realizza:
A. Le celle convettive.
C. Il calore terrestre.
B. Le anomalie magnetiche.
D. La dinamo di autoeccitazione.
Le faglie trasformi, come quella di San Andreas in California, costituiscono:
A. Margini divergenti.
C. Margini conservativi.
B. Margini costruttivi.
D. Margini distruttivi.
La tendenza della crosta a raggiungere una posizione di equilibrio con il galleggiamento detta:
A. Hot spot.
C. Isoipsa.
B. Cratone.
D. Isostasia.
In quali condizioni lo scontro tra due placche pu generare un sistema montuoso?
A. Mai.
C. Se una sola trasporta un continente.
B. Se lo scontro molto forte.
D. Se trasportano entrambe un continente.
La Great Rift Valley che attraversa l'Africa orientale in che tipo di stadio si trova per la
formazione di un oceano?
A. Giovanile.
C. Embrionale.
B. Di maturit.
D. Iniziale.
I due meccanismi motori della tettonica delle placche sono:
A. Orogenesi e radioattivit.
B. Punti caldi e radioattivit.
C. Celle convettive e punti caldi.
D. Celle convettive e orogenesi.
Se una fossa fiancheggia il margine di un continente si forma:
A. Un arco vulcanico.
C. Una catena montuosa.
B. Un arco di isole vulcaniche.
D. Una pianura detta scudo.

- 20 -

RISPOSTE AL QUESTIONARIO
LA TETTONICA DELLE PLACCHE (DINAMICA DELLA LITOSFERA)

1. tettonica delle placche.


deriva dei continenti.
rift.
conservativo (o trasforme).
dinamo di autoeccitazione.
superficie di Moho.
gradiente geotermico.
fosse; subduzione.
mantello (o astenosfera); discesa.
2. 4
6
2
1
3
5
3. A. 5,5 g/cm3.
B. Dalle anomalie magnetiche.
A. Le celle convettive.
C. Margini conservativi.
D. Isostasia.
D. Se trasportano entrambe un continente.
C. Embrionale.
C. Celle convettive e punti caldi.
A. Un arco vulcanico.