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Rivista Italiana di Acustica

Vol. 39 (2015), N. 1, pp. 59-63

ISSN: 2385-2615
www.acustica-aia.it

INCERTEZZA DI MISURA E VALORI LIMITE DI LEGGE: UN ALTRO


PASSO AVANTI
MEASUREMENT UNCERTAINTY AND LIMIT VALUES: ANOTHER
STEP AHEAD
Massimo Garai *
Universit di Bologna

* Indirizzo dellautore di riferimento - Corresponding authors address:


Viale Risorgimento 2 40136, Bologna (Italia)
e-mail: massimo.garai@unibo.it
(Ricevuto il 01/06/2015, accettato il 28/06/2015)

RIASSUNTO
Lintervento illustra i contenuti della UNI/TS 11326-2 sul confronto tra valori misurati e
valori limite in acustica applicata. Dopo avere delineato, dal punto di vista dellautore, il quadro
generale, lintervento illustra e commenta passo per passo il processo logico che porta dal
problema alla sua soluzione in maniera tecnicamente soddisfacente. Concludono lintervento
alcuni cenni ai problemi non esclusivamente tecnici ancora aperti. Si ritiene che la presentazione
esplicita della filosofia di fondo e delle potenzialit della UNI/TS 11326-2 possa contribuire ad
un pi diffuso e miglior utilizzo dellincertezza di misura nel campo dellacustica applicata.
ABSTRACT
The work presents the content of UNI/TS 11326-2 on the comparison of measured values
with limit values in applied acoustics. After a sketch of the general framework, from the
authors point of view, the work highlights and comments step by step the logic process going
from the problem to its solution on a technically sound basis. In conclusion, some open
problem, of non-technical nature, are revised. It is believed that the explicit presentation of the
background philosophy and the potential of UNI/TS 11326-2 may contribute to a wider and
better use of the measurement uncertainty in applied acoustics.

Parole chiave: incertezza di misura; confronto con valori limite; regole di decisione.
Keywords: measurement uncertainty, comparison with limit values, decision rules.

Associazione Italiana di Acustica, 2015

Massimo Garai
Incertezza di misura e valori limite di legge: un altro passo avanti
Measurement uncertainty and limit values: another step ahead

1. Introduzione
Fino a pochi anni il tecnico acustico che intendeva confrontare i valori da lui
misurati con i valori limite di legge si trovava di fronte ad una serie di problemi
apparentemente irrisolvibili. Infatti, da una parte leggi e regolamenti nel campo
dellacustica applicata prescrivono i valori limite da rispettare intendendoli come esatti
e senza tolleranza; dallaltra parte i valori misurati sono sempre senza eccezione
accompagnati da unincertezza non trascurabile, e sono spesso vicini ai valori limite. Il
primo problema riguardava proprio la determinazione dellincertezza di misura: per
quanto ineliminabile, questa sembrava un concetto sfuggente, difficile da quantificare. Il
secondo problema discendeva dal fatto che lincertezza di misura determina attorno al
valore di dichiarato un intervallo di valori probabili; ci rende problematico il confronto
secco con il valore limite: come si fa a confrontare un intervallo continuo di valori con
un valore limite puntuale per legge? Se poi si trattava di un contenzioso, era meglio non
parlare dincertezza di misura: il tecnico che avesse osato dichiararla avrebbe rischiato
di essere tacciato di incapacit perch presentava misure affette da incertezza e dunque
poco affidabili. Ed allora ecco che tutti, o quasi, continuavano a fare finta che le
misure fossero perfette, ignorando i suddetti problemi. Lincertezza di misura era
considerata uno scomodo convitato di pietra da non nominare nemmeno.
A livello nazionale, un primo passo verso il cambiamento di questa paradossale
situazione stata la pubblicazione nel 2009 della UNI/TR 11326 [1]. Si tratta di una
norma innovativa che ha contribuito a chiarire che la valutazione dellincertezza
praticabile ed utile anche nel campo dellacustica applicata. Certo, alla luce
dellesperienza di questi ultimi anni la UNI/TR 11326 andrebbe aggiornata (come
nella natura di tutte le norme tecniche), ma linsegnamento fondamentale che essa ha
reso accessibile a tutti resta immutato: dichiarare lincertezza del risultato il modo
migliore per essere affidabili, come recita il titolo di un precedente intervento apparso
sulla Rivista Italiana di Acustica [3].
Un secondo importante passo stato compiuto con la recente pubblicazione della
UNI/TS 11326-2:2015 [2]. Essa affronta il tema pi caldo per molti professionisti,
operatori delle agenzie ambientali, gestori di infrastrutture di trasporto, di siti industriali
e simili: confrontare i valori misurati ed i valori limite di legge tenendo correttamente
conto dellincertezza di misura. Come possibile? Procedendo razionalmente.
Proviamo a schematizzare per punti.
2. Come utilizzare la UNI/TS 11326-2
Punto primo: lincertezza esiste, anche per chi finge di non vederla, ed ometterne la
valutazione degrada la qualit dei dati misurati, rendendo poco affidabile il confronto
con i valori limite.
Punto secondo: lincertezza si pu valutare, anche per le tipiche misure di acustica
applicata. Si vedano le due UNI 11326 [1] e [2] ed i riferimenti scientifici e normativi in
essa contenuti.
Punto terzo: non si dovrebbe parlare del confronto tra due valori puntuali (il valore
misurato ed il valore limite), ma del confronto tra due intervalli di valori:
- Lintervallo di fiducia, determinato dalla misurazione e dal livello di fiducia
scelto (in genere il 95%), che lintervallo compreso tra il valore misurato
meno lincertezza estesa ed il valore misurato pi lincertezza estesa;
- Lintervallo di specifica, determinato dai valori limite di legge; pu essere un
intervallo bilaterale, cio compreso tra un valore limite inferiore ed

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uno superiore (come le classi di destinazione duso del territorio del DPCM
14-11-1997), oppure un intervallo monolaterale, cio comprendente tutti i
valori minori o uguali di un fissato valore limite superiore (per esempio il
valore limite per Ln,w del DPCM 5-12-1997) oppure tutti i valori maggiori o
uguali di un fissato valore limite inferiore (per esempio il valore limite per
Rw del DPCM 5-12-1997).
Il problema reale quindi quello della conformit o meno dellintervallo di fiducia
allintervallo di specifica.
Punto quarto: impostato correttamente il problema generale come sopra, occorre ora
esplicitare lo scopo del confronto tra valori misurati e valori limite. Esso pu essere di
volta in volta la tutela dei ricettori pi esposti, la verifica della responsabilit di un
possibile inquinamento acustico, la verifica dellefficacia di un intervento di
mitigazione del rumore ecc. In proposito la UNI/TS 11326-2 chiarissima: La scelta
della regola di decisione dipende anche dallobiettivo della valutazione, che deve
essere sempre esplicitamente dichiarato. Infatti, se si vuole garantire la massima tutela
dei cittadini potenzialmente esposti al rumore, si far valere lincertezza a loro favore,
in termini di un adeguato margine di sicurezza rispetto al valore limite. Se invece si
vuole accertare la responsabilit di un possibile inquinamento acustico, con conseguente
imposizione di sanzioni o di provvedimenti di bonifica onerosi, allora potr essere
opportuno adottare un approccio in linea con la mentalit giuridica che garantisce al
massimo laccusato, giuocando a suo favore lincertezza invece che a favore dei
cittadini esposti (in dubio pro reo). Non si vuole qui entrare nel merito della discussione
di quale scelta sia la migliore, perch allo stato attuale non esiste una scelta migliore
in assoluto. Piuttosto, bene sottolineare che questa scelta deve sempre essere
esplicitata. Inoltre e questo fondamentale anche se va oltre ci che si pu dire in una
norma tecnica la responsabilit della scelta non va lasciata alloperatore sul campo,
ma va attribuita al responsabile in capo dellente a cui loperatore che esegue la misura
appartiene (per esempio il dirigente di una agenzia ambientale, che dovrebbe emanare
un direttiva scritta) o va concordata preventivamente tra le parti.
Punto quinto: per decidere bisogna scegliere una regola di decisione adatta allo
scopo. Pu sembrare strano, ma non tutti conoscono le regole, saldamente codificate da
anni in statistica e metrologia, che si usano per decidere in presenza di dati affetti da
incertezza. Per questo la UNI/TS 11326-2 richiama sinteticamente le pi note regole
base, dette di accettazione o rifiuto (semplici, stringenti, allargate) ed illustra come
funzionano nella valutazione della conformit dellintervallo di fiducia allintervallo di
specifica. Prese singolarmente, queste regole non sono completamente soddisfacenti per
lo scopo che ci si propone; per questo la UNI/TS 11326-2 combina regole pi semplici
per formulare due regole composte (denominate in maniera neutra A o B) che sono
esaustive, cio non lasciano casi di indecidibilit, e coerenti.
Punto sesto: definito lo scopo della valutazione e scelta la regola di decisione pi
adatta, occorre applicarla al caso in esame in maniera coerente fornendo la conclusione
in maniera chiara. Per questo la UNI/TS 11326-2 fornisce i testi tipo per presentare la
decisione finale, ma soprattutto fornisce una serie di esempi svolti, che riguardano: una
misurazione di livello assoluto di immissione in ambiente esterno, una misurazione di
livello differenziale in ambiente abitativo, una misurazione dei requisiti acustici passivi
in un edificio, una misurazione di tempo di riverberazione ed una misurazione degli
indicatori di rischio nellesposizione professionale al rumore in ambienti di lavoro.

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3. Problemi aperti
Dunque grazie alla nuova UNI/TS 11326-2 il tecnico acustico sempre in grado di
dare una risposta corretta alle domande sul rispetto o meno dei valori limite di legge,
considerando anche linevitabile incertezza di misura. Tutto bene allora? Beh, in verit
rimangono ancora alcuni problemi di ordine non tecnico.
Innanzitutto circola lobiezione di chi dice che inutile valutare lincertezza perch
in fondo le regole dellaccettazione e rifiuto semplici (UNI/TS 11326-2 punto 5.2.1)
prese assieme corrispondono alla vecchia prassi del confronto puntuale tra valore
misurato e valore limite senza considerare lincertezza. una parte della verit, ma non
tutta la verit. Infatti vero che chi accetta questa regola non considera lincertezza, pur
sapendo che c, in modo che, qualunque sia lentit del rischio di decisioni sbagliate,
esso viene equamente ripartito fra le parti. Ma altrettanto vero che in tal modo la
probabilit di decisione errata pu essere molto alta, fino al 50% nel caso che il valore
stimato del misurando coincida con un valore limite (inferiore o superiore). Si riveda in
proposito lesempio di figura 3 in [4]. Si spera che a forza di imbattersi in casi ad
elevato rischio di errore, poich i valori misurati sono prossimi ai valori limite e ce ne
sono tanti i fautori di questa posizione minimalista si rassegnino ad usare i mezzi
che la scienza mette a disposizione per dare risposte pi solide e ridurre finalmente i
contenziosi.
Unaltra obiezione pu sembrare incredibile ma stata veramente sollevata in
sostanza dice che nelle leggi attuali sullacustica non si parla dincertezza e quindi non
si vede perch dovrebbero parlarne le norme tecniche. Tradotto: le leggi attuali sono
carenti e non solo per quanto riguarda lincertezza ma nessuno osi proporre qualche
correttivo. Lo status quo va difeso a qualunque costo. Ogni commento a questa
posizione superfluo: se avessimo sempre ragionato cos saremmo ancora allet della
pietra.
Obiezioni di questo tipo scaturiscono dalla resistenza ad aggiornarsi ed a cambiare
vecchie abitudini, anche se sono sbagliate. A proposito di cattive abitudini: che dire
della maniera con cui molte leggi sono scritte? Il lavoro [5] illuminante riguardo le
ampie incertezze causate da procedure di misura definite in maniera ambigua e
tecnicamente discutibile ma purtroppo cogente nei decreti che riguardano lacustica.
Quando i legislatori italiani capiranno che le leggi relative a prestazioni tecniche
dovrebbero indicare i requisiti essenziali da ottenere in maniera semplice e chiara,
demandando le procedure tecniche per conseguire tali requisiti a nome tecniche frutto di
una procedura consensuale tra tecnici? Da tempo lUnione Europea segue questo
approccio, dimostrando con i fatti che praticabile e fruttuoso.
Ed allora, che cosa ci riserva il futuro? Certamente lUNI proseguir lopera iniziata,
aggiornando le norme gi pubblicate ed approntandone di nuove sul tema
dellincertezza. Il Governo sperabilmente dovrebbe sfruttare la delega concessagli dalla
legge n. 161/2014 per larmonizzazione della normativa nazionale con le direttive
europee in tema di rumore ambientale ed emissioni delle macchine. Speriamo che la
sfrutti bene, evitando di introdurre in qualche decreto i soliti ambigui simulacri di
procedure di misura e richiamando invece le norme tecniche di settore. In questo modo
anche una corretta considerazione dellincertezza sarebbe salvaguardata, ma soprattutto
sarebbe ristabilita la possibilit dei tecnici del settore di lavorare bene, senza essere
obbligati per legge a seguire procedure sbagliate.

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Conclusioni
La valutazione dellincertezza di misura possibile anche nel campo dellacustica
applicata. La UNI/TR 11326 [1] mostra nella maniera pi semplice possibile come si
pu fare.
Lincertezza di misura riveste un ruolo fondamentale nella corretta esecuzione del
confronto tra valori misurati e valori limite. La UNI/TS 11326-2 [2] mostra nella
maniera pi semplice possibile come si pu fare.
Questultima chiarisce anche che lo scopo del confronto deve sempre essere
esplicitato, poich da esso dipende la corretta scelta della regola di decisione da
applicare ad ogni caso specifico.
Certo, rimangono aperti problemi di ordine non tecnico che precludono una
immediata ed universale accettazione dellimpostazione sottesa alle due norme UNI e di
conseguenza di tutti i vantaggi che essa comporta. Ma in fondo si tratta solo della solita
resistenza ad aggiornarsi ed a seguire il progresso scientifico, purtroppo insita anche in
una impostazione obsoleta di certi provvedimenti legislativi, per cui possiamo essere
confidenti che il tempo ne far giustizia.
Conclusions
The measurement uncertainty can be evaluated also in applied acoustics. UNI/TR
11326 [1] shows how to do in the easiest way.
The measurement uncertainty is essential for a correct comparison of measured
values with limit values. UNI/TS 11326 [2] shows how to do in the easiest way.
The latter standard also highlights that the goal of the comparison must always be
made explicit, as the choice of the right decision rule for each specific case depends on it.
Of course, there are open problems, of non-technical nature. They preclude the
immediate and universal acceptation of the framework delineated by the two UNI
standards and of the associated advantages. But after all these problems stem out from
the well-known resistance against change and scientific progress, so that one can be
confident that time will wipe out them all.
Bibliografia
[1] UNI (2009). UNI/TR 11326:2009, Acustica - Valutazione dell'incertezza nelle
misurazioni e nei calcoli di acustica - Parte 1: Concetti generali.
[2] UNI (2009). UNI/TS 11326-2:2015 + EC1:2015, Acustica - Valutazione
dellincertezza nelle misurazioni e nei calcoli di acustica - Parte 2: Confronto con
valori limite di specifica.
[3] Garai, M. (2013). Dichiarare lincertezza del risultato il modo migliore per
essere affidabili. Rivista Italiana di Acustica, 37(3-4), pp. 4-5.
[4] Garai, M. (2014). Dallincertezza di misura al confronto con valori limite. In: Atti
del 41 Convegno Nazionale dell'Associazione Italiana di Acustica, Pisa (Italia),
17-19 Giugno.
[5] Casini, D., Sepulcri, D. (2014). Valutazione dellincertezza nelle misure di
acustica ambientale. In: Atti del 41 Convegno Nazionale dell'Associazione
Italiana di Acustica, Pisa (Italia), 17-19 Giugno.

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