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Leffetto Faraday nel mezzo interstellare

Gianluca Napoletano
26-01-2014

Introduzione

Leffetto Faraday, scoperto da Michael Faraday nel 1935, un fenomeno fisico


legato allinterazione tra radiazione e materia, che consiste nella rotazione della
direzione di polarizzazione di unonda elettromagnetica piana polarizzata linearmente a seguito dell attraversamento di un mezzo ad essa trasparente. Questo
effetto trova diverse applicazioni, come la misura del potere rotatorio, lo studio dello spin degli elettroni nei semiconduttori e la misura di campi magnetici
lontani, che il caso di cui si vuole discutere in questo lavoro.
Procederemo dapprima richiamando brevemente alcuni aspetti fondamentali
delle onde piane, allo scopo di introdurre il formalismo le convenzioni adottate;
seguir lo studio nel dettaglio delleffetto Faraday in un plasma omogeneo immerso in un campo magnetico costante nel tempo e nello spazio, quando la
propagazione dellonda elettromagnetica avvenga lungo la direzione di detto
campo. Saranno poi presentate le principali generalizzazioni delle relazioni cos
determinate, per mostrarne una applicazione astrofisica.

Richiami sulla polarizzazione delle onde piane

Si consideri unonda piana polarizzata linearmente e propagantesi lungo lasse z


di una terna cartesiana ortogonale levogira xyz. La direzione di polarizzazione
 formi un angolo con lasse delle x. Rappresentiamo quindi questa onda
tramite lespressione per il campo elettrico:
~ =E
~ 0 cos(kz t + )
E

(1)

~ 0 = E0 . Come noto, questa onda piana polarizzata linearmente potr


dove E
essere scritta come sovrapposizione di due onde piane caratterizzate dalla stessa
fase e polarizzate linearmente lungo le due direzioni mutuamente ortogonali x
ed y arbitrariamente scelte ed ortogonali alla direzione di propagazione z :
~ =E
~x + E
~y
E
con
~ x = E0x cos(kz t + )
E
x
~
Ey = E0y cos(kz t + )
y
1

(2)

Figure 1: Rotazione del piano di polarizzazione del campo elettrico di unonda


in un materiale magnetizzato procedente in direzione del campo magnetico
dove

E0x = E0 cos
E0y = E0 sin

(3)

Considerando invece unonda piana come sovrapposizione di due onde piane


polarizzate ancora linearmente lungo due direzioni ortogonali x ed y:
~ x = E0x cos(kz t + 1 )
E
x
~
Ey = E0y cos(kz t + 2 )
y

(4)

ma per le quali si abbia una differenza di fase = 2 (o multipli dispari),


londa risultante sar, in generale, polarizzata ellitticamente. Ad esempio, per il
caso particolare nel quale 1 = 0 e 2 = 2 , si otterrebbe londa piana polarizzata
ellitticamente con componenti ortogonali:
~ x = E0x cos(kz t)
E
x
~ y = E0y sin(kz t)
E
y
Fissato un punto di osservazione, nella rappresentazione geometrica spaziale del
~ descrive lellisse di equazione:
vettore campo elettrico la testa del vettore E
Ey2
Ex2
+
2
2 =1
E0x
E0y

(5)

essendo in questa rappresentazione geometrica Ex ed Ey le coordinate dellestremo


~ In detto punto, il campo elettrico nel tempo appare ruotare in
libero di E.
2

senso orario per un osservatore orientato come z (onda left-handed). Quando le


ampiezze delle due componenti ortogonali per questo tipo di onda piana sono
uguali, evidente dalla precedente che lestremo del vettore campo elettrico in
un punto descrive nel tempo una circonferenza e londa piana si dice polarizzata
circolarmente.
Ora, per contro, qualsiasi onda polarizzata linearmente pu essere decomposta nella somma di due onde piane polarizzate circolarmente in versi opposti
rispetto alla direzione di propagazione e di uguale ampiezza. Per agevolare la
trattazione dal punto di vista computazionale, scegliamo lasse x coincidente
con la direzione di polarizzazione dellonda piana (ci si pu sempre ricondurre a
questo caso con una opportuna rotazione degli assi in un piano ortogonale a z),
e scriviamo questa onda come sovrapposizione delle seguenti due (particolari)
onde piane polarizzate circolarmente:
~ RH = E0 cos(kz t)
E
x + E0 sin(kz t)
y
~ LH = E0 cos(kz t)
E
x E0 sin(kz t)
y

(6)

la cui somma fornisce infatti londa piana


~ = 2E0 cos(kz t)
E
x
polarizzata linearmente lungo la direzione dellasse x. Per il seguito sar conveniente adottare una rappresentazione complessa per il campo elettrico:
~ =E
~ 0 ei(kzt+)
E

(7)

per londa polarizzata linearmente, mentre verranno rappresentate nel modo


~ RH = E0 ei(kzt) x
E
+ iE0 ei(kzt) y
~ LH = E0 ei(kzt) x
E
iE0 ei(kzt) y

(8)

le due onde piane polarizzate circolarmente destrorsa e sinistrorsa la cui sovrap~ 0 ed E0 sono ampiezze
posizione produce londa piana polarizzata lungo x (qui E
reali).

Effetto Faraday in un plasma in presenza di un


campo magnetico

Si consideri un plasma in presenza di un campo magnetico spazialmente uni~ 0 . Ci proponiamo di studiare leffetto del plasma
forme e costante nel tempo B
sulla propagazione attraverso di esso di unonda piana polarizzata linearmente,
tenuto conto della possibile decomposizione di questa in due componenti polarizzate circolarmente, e quindi lazione del plasma sulla propagazione di esse
trattate separatamente. Considereremo significativo soltanto il moto degli elettroni, mentre nel sistema di riferimento del plasma imperturbato gli ioni, pi
massivi, saranno ritenuti fermi ai fini di questa analisi.
3

Si consideri il generico elettrone del plasma, inizialmente nella posizione ~r.


Sotto lazione del campo elettrico, lelettrone verr messo in moto e spostato da
questa posizione iniziale. Si supporr che lordine dellampiezza dello spostamento |~s| = |~re ~r| dellelettrone rispetto alla posizione di riferimento nel
plasma imperturbato sia piccolo rispetto alla scala tipica di variazione spaziale
del campo elettrico (cio la lunghezza donda ), di modo che possa ritenersi in
ogni posizione lelettrone soggetto al campo elettrico di valore assunto in ~r. Supporremo inoltre il moto dellelettrone non relativistico, trascurando cos leffetto
della componente magnetica dellonda sul suo moto, che appunto un termine
di ordine v/c. Con queste ipotesi, si imposta lequazione del moto classica per
lo spostamento ~s(~r) dellelettrone del plasma rispetto alla posizione ~r :


d~s
d2~s
~
~
B0
(9)
me 2 = e E(~r, t) +
dt
dt
Data la dipendenza dal tempo del tipo eit del campo elettrico, adottiamo per
~s(t) allequilibrio una forma del tipo ~s(t) = ~s0 eit (con ~s0 che in generale avr
una dipendenza da ~r). Sostituita nella (9), questa equazione fornisce


~ r)eit i~s0 eit B
~0
2 me~s0 eit = e E(~
~ r) si indica la parte di E(~
~ r, t) con sola dipendenza dalle variabili
dove con E(~
spaziali, avendo evidenziato la dipendenza temporale eit ai fini della semplificazione (nelle relazioni che seguiranno per semplicit si ometter di scrivere
esplicitamente la dipendenza esclusivamente spaziale del campo elettrico). Si
riscrive:
~s0 =

e ~
E i ~s0 b
2 me

~ 0 = B0b e = eB0 la pulsazione di sincrotrone. Per estrarre s~0


avendo posto B
me
da questa espressione intrinseca, scomponiamolo nelle due componenti vettoriali
~ 0:
parallela e perpendicolare alla direzione del campo magnetico B
(
~ i ~s0 b
~s0 = 2eme E

(10)
~k
~s0k = 2eme E
moltiplicando vettorialmente a destra per b lequazione della componente perpendicolare ed applicando regole di calcolo vettoriale si trova:
~s0 b =

e ~

E b + i ~s0
2 me

che risostituita nella prima delle (10) fornisce infine


~s0 =

e
e
~ i
~ b
E
E
me ( 2 2 )
me ( 2 )
4

(11)

In effetti, questo un noto risultato per un plasma non collisionale. Lo spostamento ortogonale al campo magnetico di background dellelettrone si compone
~ 0 di E
~ 0 ed un drift lungo
di due termini, uno lungo la componente ortogonale a B
una direzione ortogonale al campo magnetico.

3.1

Propagazione lungo il campo magnetico

A partire da questo risultato generale per lo spostamento degli elettroni del


plasma lungo le due direzioni parallela ed ortogonale al campo magnetico di
background, procediamo, per semplificare, con lanalisi del caso in cui la direzione z di propagazione dellonda elettromagnetica coincida con quella del
~ le espressioni (8) relative alla sola dipencampo magnetico. Imponendo per E

denza spaziale e osservato che, per b = z,


~ RH z = E
~ RH
iE
~ LH z = E
~ LH
iE
si trovano per gli spostamenti ~s0 dellelettrone (che in questo caso sono esclusivamente ortogonali a z) le espressioni:
~s0RH =
~s0LH =

~ RH
E
e
me ( 2 + )
~ LH
e
E
me ( 2 )

(12)
(13)

Bisogna ora connettere questo risultato alle grandezze macroscopiche. Si conside


eri la densit locale del plasma n(~r) = dN
dV , dove dV un volume di mediazione
macroscopicamente significativo attorno alla posizione ~r, scelto in modo che
tutti gli elettroni possano praticamente ritenersi soggetti allo stesso spostamento
~s(~r, t). Con queste considerazioni, la densit di corrente locale pu scriversi:
~ r, t) = ene (~r) d~s
J(~
dt

(14)

Questa densit di corrente prodotta dal moto degli elettroni stimolato dal campo
elettrico incidente comporta, nel plasma, la successiva propagazione di campo
elettrico e magnetico dellonda con nuove caratteristiche da esaminare. Utilizzando quindi le equazioni di Maxwell:
(
~ = 0 J~ + 0 0 E~
rotB
t
(15)
~ = B~
rotE
t

si trova
~ = 0
rot(rotE)

~
J~
2E
+ 0 0 2
t
t

imponendo tramite questa relazione che il campo elettrico nel plasma abbia la
~ RH o E
~ LH e sostituendo corrispondentemente in J~ la derivata
forma del tipo E
dello spostamento ~s prodotto da un campo elettrico di questo tipo, si ottiene
risolvendo le derivate spaziali e temporali:


p2
2
~ RH = 0 0 2 1
~ RH
kRH
E
E
( 2 + )


p2
2 ~
2
~ LH
E
kLH ELH = 0 0 1 2
( )
e quindi le relazioni di dispersione cui sono vincolate le onde polarizzate circolarmente in un verso e nellaltro attraversando il plasma1 :
s
p2

1 2
(16)
kRH =
c
( + )
s
p2

kRH =
(17)
1 2
c
( )
A partire da queste, come duso nellanalisi dellinterazione radiazione materia,
si definiscono gli indici di rifrazione:
s
p2
nRH = 1 2
(18)
( + )
s
p2
nLH = 1 2
(19)
( )
utile osservare che alla stessa conclusione poteva giungersi considerando anche
classici argomenti legati alla polarizzazione del mezzo e il legame di questa con
lindice di rifrazione.
In accordo espressioni trovate per gli imdici di rifrazione per i due modi di
polarizzazione circolare, risulta nRH > nLH . Riprendiamo le espressioni delle
onde (6) nella forma trigonometrica, evidenziando lindice di rifrazione:
h
i
h
i
~ RH (z, t) = E0 cos (nRH z ct) x
E
+ E0 sin (nRH z ct) y
(20)
c
h c
i
h
i
~ LH (z, t) = E0 cos (nLH z ct) x
E
E0 sin (nLH z ct) y
(21)
c
c
a causa della diversit degli indici di rifrazione, a seguito dellattraversamento
di una distanza di propagazione z, le due onde modificheranno la loro differenza
di fase iniziale (ad esempio quella a z = 0). In particolare, londa polarizzata
1 Se k non fosse assunto positivo da principio (onda propagantesi concordemente a z) nelle
espressioni dei campi, allestrazione della radice il segno corrisponde ai due diversi versi di
propagazione dellonda lungo z.

circolarmente sinistrorsa subir un ritardo di fase rispetto alla componente destrorsa. Utilizzando le formule di prostaferesi, si trova immediatamente che
dopo un tratto z la loro sovrapposizione londa piana:
 
 


~
E(z, t) = 2E0 cos (nz ct) cos (nz ct) x

c
c

 
 

+ cos (nz ct) sin (nz ct) y


(22)
c
c
dove si posto n = nRH nLH e n = (nRH + nLH )/2. Per confronto con
(2) e (3), questa unonda piana polarizzata linearmente lungo la direzione 
formante con lasse x langolo
=

n
z
2c

(23)

e che quindi, essendo convenzionalmente scelto lasse x lungo la direzione di


polarizzazione iniziale a z = 0, anche langolo di cui viene ruotato il piano
di polarizzazione di una qualunque onda piana polarizzata linearmente dopo
lattraversamento del tratto z. importante sottolineare che leffetto Faraday
funzione della distanza attraversata, della frequenza dellonda piana incidente
e dellintensit del campo magnetico, tramite il fattore n.

Ulteriori sviluppi e applicazioni

Accenniamo di seguito ai risultati di una trattazione pi generale e alle approssimazioni tipiche che vengono introdotte per un esempio di utilizzo pratico delle
relazioni legate alleffetto Faraday nei plasmi magnetizzati.

4.1

Plasma e campo magnetico non uniformi

Come punto di partenza, in virt della forma della (23), assumiamo la validit
della seguente relazione differenziale:
d =

n dz
2c

(24)

che rappresenta evidentemente la rotazione del piano di polarizzazione della luce


a seguito dellattraversamento di una lunghezza dz di plasma. Di conseguenza,
nellattraversamento dello spessore finito z in un plasma eventualmente non
omogeneo e lungo la direzione di un campo magnetico orientato lungo z ma
eventualmente variabile in intensit, sar:
Z

n(z)dz
(25)
=
z 2c
dove la dipendenza dal campo magnetico e dalla densit del plasma sono contenute nella quantit n(z). Per utilizzare praticamente questa espressione,
7

si tiene conto del fatto che le onde elettromagnetiche hanno frequenze tipicamente molto pi grandi di quella di sincrotrone degli elettroni, e quindi, con
lapprossimazione >> , si riscrive:
s
p2
p2
1
nRH,LH = 1 2
'1
(26)
( )
2 ( 2 )
con la quale si ha
n(z) =

p2 (z)(z)
1 e3
=
ne (z)B(z)
2 3
2 3 0 m2e

ed infine
=

1
e3
2
2 c 0 m2e

Z
ne (z)B(z)dz

(27)

Pi in generale, quando il campo magnetico (comunque ritenuto costante nel


tempo) variasse in intensit e direzione nello spazio, in ogni punto la direzione
di propagazione dellonda non coincide necessariamente con quella del campo
magnetico, e nella (27) lintegrale va sostituito con un integrale di linea lungo
la traiettoria dellonda elettromagnetica LOS (line of sight, linea di vista):
Z
e3
~
~
=
ne (s)B(s)
ds
(28)
2 2 c 0 m2e LOS
questa relazione fu per la prima volta derivata da Henry Bequerel nel 1897, e
porta il suo nome.

4.2

Applicazioni astrofisiche e cosmologiche

Una applicazione astrofisica delleffetto Faraday la misura del campo magnetico della galassia tramite losservazione della radiazione emessa da pulsar
extragalattiche. Le pulsar sono oggetti compatti di neutroni con massa confrontabile a quella solare e raggi dellordine di 10 km. Questi oggetti, in rapida
rotazione attorno al proprio asse emettono nella direzione del loro asse magnetico radiazione nelle frequenze radio (100-1000 MHz) con un alto grado di
polarizzazione lineare o circolare. La polarizzazione lineare quella pi frequentemente riscontrata. Lattraversamento del plasma interstellare galattico
magnetizzato comporta come conseguenza delleffetto Faraday la rotazione dell
piano di polarizzazione di questa radiazione.
Sia la lunghezza donda nel vuoto della radiazione elettromagnetica attraversante il plasma. Con = 2c/ , la (28) si pu riscrivere:
Z
e3 2
~ 2 RM
~
=
ne (s)B(s)
ds
(29)
8 2 0 c3 m2e LOS
dove si definita la ROTATION MEASURE:
Z
e3
~
~
RM
ne (s)B(s)
ds
8 2 0 c3 m2e LOS
8

(30)

che in sostanzialmente rappresenta una misura del campo magnetico pesato con
la densit elettronica lungo la linea di vista. Nella pratica non noto, ovviamente, langolo di polarizzazione intrinseco alla sorgente e quindi la rotazione
prodotta sulla radiazione di determinata , e perci non possibile utilizzare la (29) direttamente per risalire alla RM. Se per tutte le lunghezze donda
langolo di polarizzazione alla sorgente lo stesso, la misura dellangolo di polarizzazione sulla Terra della radiazione a due lunghezze donda diverse permette
di stabilire la RM, seguendo dalla (29) la relazione
RM =

2 1
22 21

(31)

In pratica lanalisi viene fatta utilizzando pi frequenze di riferimento elaborando un fit per la determinazione della pendenza della retta vs. 2 , che
appunto RM. Assunto poi un determinato andamento della densit elettronica del plasma lungo la linea di vista, la RM permette una stima del campo
magnetico medio attraversato dalla radiazione nella nostra galassia. I risultati
delle misure di RM sono dellordine del cm2 che prevedono valori tipici del
campo magnetico medio dellordine del G con le densit elettroniche tipiche
dellordine del cm3 e posta una lunghezza attraversata dellordine di qualche
kpc lungo la galassia. Questo significa che langolo di polarizzazione di unonda
radio con lunghezza donda di 1 cm ( = 30 GHz) viene ruotato di 1 rad.

References
[1] Rayner Beck, Measuring interstellar magnetic fields by radio synchrotron
emission, Max-Planck-Institut fr Radioastronomie
[2] L.Spitzer, Physical processes in the interstellar medium, John Wiley and
Sons, NY 1978