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Anno 5 - N. 40 (#201) Poste Italiane Sped. in A.P. - D.L. 353/2003 conv. L. 46/2004 art. 1, c1, DCB Milano - Supplemento culturale settimanale da vendersi esclusivamente in abbinamento a Corriere della Sera 1,00 0,50 + il prezzo del quotidiano. In CH Tic. Fr 1,00

IL DIBATTITO DELLE IDEE

NUOVI LINGUAGGI ARTE INCHIESTE RACCONTI

#201
Domenica

4 ottobre 2015
EURO 0,50

Omaggio alle
Malelingue di Carolina:
acuminate, guizzanti,
beffarde, appassionate
e anarchiche

Antonio Marras
per il Corriere della Sera

2 LA LETTURA CORRIERE DELLA SERA

DOMENICA 4 OTTOBRE 2015

corriere.it/lalettura

Il dibattito delle idee


Anniversari

Pasolini quarantanni dopo


Ucciso come Matteotti

6
di DAVID GRIECO e CARLO LUCARELLI

Orizzonti

Le rivoluzioni del passato


e le profezie sul futuro

8
di A. CARIOTI, I. MORTIMER e V. TRIONE

Libri

Amore, gelosia, amicizia


La lettera inedita di Proust

Tempi moderni Supermercati aperti 24 ore e sette giorni su sette,


accesso digitale permanente. Lultima frontiera lassalto
al sonno. Daccordo: per siamo liberi di non farci condizionare

Il capitalismo
chiama di notte
(ma si pu
non rispondere)

16
di DARIO DI VICO



di ALESSANDRO PIPERNO
con il testo di MARCEL PROUST

Sguardi

Le mie donne voraci di vita:


incontro con Kiki Smith

In Italia
Il dibattito si finora focalizzato
sullapertura dei negozi la domenica.
E contro la liberalizzazione si sono
coalizzati i piccoli commercianti,
i sindacati e la Chiesa



28

Estrema frontiera
Sembra svilupparsi unoffensiva
pervasiva che, dopo aver portato la
tecnologia a occupare la vita quotidiana
di tutti noi, la vede ora tentare
di violare persino il riposo notturno

di STEFANO BUCCI


Percorsi

Ermanno Olmi e i ragazzi


Sono loro i maestri

46
di GIAN ANTONIO STELLA

Entusiasmo giovanile
Stiamo vivendo una sorta di utilizzo
adolescenziale di tutte le novit, pi
in l nel tempo credibile pensare
che si possa entrare in una stagione
pi adulta del consumo di modernit

n Italia il dibattito sulla societ h24 si finora focalizzato sullapertura dei supermercati di domenica.
E contro la liberalizzazione si andato formando
un ampio fronte che ha visto coalizzarsi le ragioni
dei piccoli commercianti ( concorrenza sleale),
dei sindacati (i consumi latitano e non c bisogno di lavorare di pi) e della Chiesa (la domenica senza genitori disgrega la famiglia). Come spesso accade da noi, la querelle finita in una battaglia di emendamenti parlamentari, in una lunga serie di riunioni delle
commissioni di Montecitorio e infine stata rubricata dai
media come una guerra tra lobby.
H24 dunque uguale commercio, meno si discusso invece dellallungamento della giornata operativa sul versante delle tecnologie digitali e come questo mutamento
abbia impattato sullantropologia stessa dellepoca moderna. Per dirla in parole povere: la dittatura degli smartphone e degli iPad sta riducendo in schiavit luomo e la
donna contemporanei? Dietro un ingaggio fatto di divertimento, curiosit e networking c in realt unirreversibile
invasione dello stesso spazio umano?
A queste domande Jonathan Crary risponde con tre
enormi s. Crary insegna arte moderna alla Columbia University e ha pubblicato da Einaudi 24/7. Il capitalismo allattacco del sonno, un pamphlet che, utilizzando ampi riferimenti alla pittura e al cinema, si pone proprio questobiettivo: demistificare il sogno tecnologico e disvelarlo
per quello che veramente contiene, un attacco alla persona.
Lultimo tab individuato da Crary, per indicare la rottura di qualsiasi linea di resistenza e la definitiva resa alla
prepotenza delle nuove tecnologie, il sonno. Il capitalismo-che-non-chiude-di-notte dunque, per Crary, un
mostro che non mai sazio e che nel suo avanzare ha messo nel mirino uno spazio forse lunico che finora non
aveva violato. Si rompe dunque larmistizio secolare che
aveva tutelato il sonno e laveva lasciato in una dimensione
extra-politica e non mercificata.
Il professore della Columbia uno dei tanti fustigatori
del modello economico occidentale, giudicato come ferito a morte dalla Grande Crisi, ma a differenza della maggior parte dei suoi colleghi non concentra le analisi (e i
suoi strali) sul tema della disuguaglianza. Sceglie un tema
forse pi intrigante, il rapporto tra tecnologia e uomo. Il
digitale, a suo dire, sta sviluppando unoffensiva pervasiva
che, dopo averlo portato a occupare le principali casematte della vita quotidiana di tutti noi, lo vede ora spingersi

Bibliografia
Jonathan Crary, del quale
Einaudi pubblica 24/7. Il
capitalismo allassalto del
sonno, insegna Modern Art
and Theory alla Columbia. Il
volume tradotto da Mario
Vigiak (pagine 134,  18).
Tra gli studiosi che si sono
occupati di questi temi, i pi
noti sono Richard Sennett,
autore del saggio Luomo
flessibile (Feltrinelli, 1999), e
Zygmunt Bauman, cui si
devono vari testi, tra cui Vita
liquida (Laterza, 2006) e Vite
di corsa (Il Mulino, 2009). Un
libro di questo filone uscito
da poco quello di Frdric
Lordon, Capitalismo, desiderio
e servit (traduzione di Ilaria
Bussoni, DeriveApprodi,
pagine 213,  16). Per
Feltrinelli uscito Smart di
Frdric Martel (traduzione
di Matteo Schianchi,
pagine 384,  22) di cui
la Lettura si occup
il 4 maggio 2014

CORRIERE DELLA SERA LA LETTURA 3

DOMENICA 4 OTTOBRE 2015

Sopra le righe
di Giuseppe Remuzzi



Il caff di Balzac
Honor de Balzac grazie alla caffeina scriveva
per 15 ore al giorno. Oggi sei studenti su dieci
usano caffeina e stimolanti amfetamina e
destroamfetamina ma anche Ginko biloba,
piracetam e perfino proteine delle meduse. Ma

cosa costa diventare pi intelligenti? La spesa ha


gi superato un miliardo di dollari solo negli Stati
Uniti (lindustria si inserita subito in questo
mercato con farmaci nati per altre indicazioni).
Ne vale la pena? No, meglio una tazzina di caff.

Tesi

UN MINISTRO DISSACRA
I TOTEM DELLA GAUCHE
dal nostro corrispondente a Parigi
STEFANO MONTEFIORI
oltre le colonne dErcole della giornata lavorativa standard
e tentare di violare persino il riposo notturno. Il capitalismo demoniaco di Crary, per vincere questa incredibile
guerra portata contro il giusto riposo, avrebbe creato
quello che con un ossimoro lautore definisce insonnia
efficiente, una modalit tramite la quale la vittima diventa carnefice di se stessa perch sacrifica il sonno alla cooptazione tecnologica, alla partecipazione non stop al grande gioco dei social network. In questo modo noi tutti diventiamo degli uomini a cognizione aumentata, soldati
inconsapevoli di una nuova stagione del capitalismo totalizzante.
Nellenfasi di argomentazione che fa da spina dorsale al
suo pamphlet Crary arriva a paragonare lazione h24 dei
social network alla privazione del sonno applicata nella
tortura praticata dallintelligence militare nei luoghi di detenzione dei nemici dellAmerica, nei dark site. Tra le preoccupazioni che muovono lanalisi di Crary e lo spingono a
emettere infiniti avvisi ai naviganti ce ne sono di minute e
di drammatiche. Tra le prime il cagionevole stato di salute
dellistituto del fine settimana. Il weekend scrive il docente della Columbia rappresenta ci che rimasto
nellepoca moderna di quei sistemi durevoli (la settimana
di 8-10 giorni di egizi e romani, ndr) ma persino questa
impalcatura della scansione temporale tende a venir meno con limposizione dellomogeneit 24/7. Tra quelle
pi consistenti, lesistenza stessa di multinazionali come
Google, Apple e General Electric, strutturalmente incompatibili con la giustizia economica, la riduzione dei cambiamenti climatici e luguaglianza dei rapporti sociali.
Ma dove Crary sfoggia il suo ineguagliabile talento da
pamphlettista quando scrive che la morte, per molti
versi, uno dei sottoprodotti del neoliberismo: nel momento in cui una persona stata privata di tutto, dalla sua
forza lavoro alle sue risorse di ogni genere, essa diventa

a il liberalismo di sinistra, si difeso


giorni fa il ministro francese dellEconomia, Emmanuel Macron, provocando
unaltra delle sue polemiche. Molti francesi sostengono
che lItalia spesso un laboratorio politico, in anticipo
rispetto a quel che accadr qualche anno dopo Oltralpe. E in effetti Macron ha scandalizzato di nuovo i connazionali della gauche evocando la tesi di un libro di
Alberto Alesina e Francesco Giavazzi, Il liberismo di
sinistra (Il Saggiatore), che fece molto discutere, in
Italia, gi nel lontano 2007, quando venne pubblicato.
Tesi in favore del liberalismo economico che in Francia
diventa di attualit adesso, in seguito allazione iconoclasta del ministro.
Macron, 37 anni, oggi uno dei politici pi popolari
di Francia, ma ha tutto per non piacere allapparato del
Partito socialista. Mai eletto, ex banchiere da Rothschild, milionario, cooptato al potere prima come consigliere di Hollande allEliseo poi come ministro, Macron
ama attaccare sia pure con garbo totem della
gauche come le 35 ore (lorario di lavoro massimo settimanale), lo statuto privilegiato dei funzionari pubblici
e il divieto di lavoro la domenica.
Il piano Macron per accrescere durevolmente la
crescita prevede molte misure, come il via libera a
linee di autobus a basso prezzo tra le grandi citt, e
anche il permesso per i negozi di restare aperti 12 domeniche lanno (oggi sono cinque) e dopo le 20. A Parigi, nonostante lopposizione della sindaca Anne Hidalgo, Macron vuole creare 12 zone turistiche dove i
negozi potranno restare aperti tutte le domeniche: ai
turisti cinesi che, increduli, oggi trovano abbassate le
saracinesche delle Galeries Lafayette, sar forse finalmente concesso lonore di lasciare nelle casse francesi
soldi (1.500 euro ciascuno, in media), anche nel giorno
che un tempo era di riposo.
Stanco delle accuse di essere un neoliberale imbucato nel governo della gauche, Macron ha provato a spiegare che il liberalismo di sinistra: La lotta contro
la disuguaglianza non consiste nella correzione a posteriori delle disparit, ma nelluguaglianza delle opportunit. In una Francia dove la disoccupazione
cresce pi del Pil, la scommessa di Macron lasciare
libert di scelta: chi vuole lavorare, magari la domenica
o la sera, ha il diritto di farlo.
@Stef_Montefiori
RIPRODUZIONE RISERVATA

semplicemente inutile. Prima di lui nessuno (forse) era


arrivato a tanto. Appurato che largomentazione di Crary
vive sul filo del paradosso ed palesemente costruita ad
effetto pour pater le lecteur, il tema che introduce merita
tutta lattenzione di questo mondo.
Saltiamo dunque il testo e salviamo il pretesto. E arriviamo al nodo delle questioni: il rapporto tra libert e obbligo. Come nel dibattito italiano sul commercio, cos come in quello sulla relazione tra smartphone e utente, i due
termini tendono a confondersi: la libert si stempera pian
piano in una costrizione, luomo non pu o comunque
non riesce a scegliere. I negozi non devono restare aperti
tutti, sottolineiamo tutti, per 24 ore e per sette giorni ma,
se ci sono operatori disposti a correre il rischio dimpresa
di farlo, non vedo perch dovrebbe essere impedito loro. E
lapertura non affatto detto che debba compromettere le
relazioni sociali e persino le tradizioni: possibile governare le potenziali contraddizioni con lo strumento della libera contrattazione tra le parti. Non sarebbe n la prima
n lultima volta.
Lo stesso schema pu essere applicato alla nuova relazione tra uomo e tecnologie interattive. La libert di opporsi alla cooptazione o comunque di modularla non
stata abolita, caso mai in questa tutto sommato prima fase
risulta attenuata dalleffetto-novit, dalla voglia di essere
dentro un mutamento e non privarsene. Che poi questo
mutamento possa, nelle modalit dellofferta, calzare
rispetto ai vuoti quantitativi e qualitativi di una giornata
media di un utente altrettanto medio, non pu certo far
gridare allinvasione degli ultracorpi di un capitalismo,
che di questi tempi ha ben altri grattacapi.
molto probabile che stiamo vivendo una sorta di utilizzo adolescenziale di tutte le novit della societ h24, pi
in l nel tempo credibile pensare che si possa entrare in
una stagione pi adulta del consumo di modernit, una
stagione meno condizionata dallesigenza di sentirsi
omogenei e quindi pi capace di rovesciare il presunto e
iniziale rapporto di dipendenza. Ma una cosa porsi
lobiettivo di modulare per via volontaria lesposizione al
cambiamento, altro ridurre le chance della societ aperta per mera paura della discontinuit.
Infine due modesti, e non richiesti, consigli per Crary:
per tutelare il suo sonno non sottovaluti la possibilit di
cambiare cuscino e, soprattutto, non coltivi lillusione che
il tramonto del neoliberismo porti con s anche il superamento della morte.
RIPRODUZIONE RISERVATA

Il progetto artistico
Sopra: Liz West
(1985, Manchester,
Gran Bretagna), Purple
Trolley (2010, stampa
su carta, courtesy
dellartista): una delle sei
fotografie della Trolley Series
realizzata allinterno di un
supermarket tra il 2007
e il 2011. Alla stessa serie
appartengono Red Trolley,
Yellow Trolley, Blue Trolley,
Green Trolley, Orange Trolley:
ogni immagine
caratterizzata dal diverso
colore degli oggetti
acquistati e contenuti
nel carrello (viola, rosso,
giallo, blu, verde, arancio).
Con questo lavoro
spiega Liz West
ho voluto trasformare
un concetto astratto come
il consumismo in qualcosa
di concreto e reale, a
cominciare dal colore,
mettendo insieme i prodotti
in base al colore delle loro
confezioni. Il progetto
stato realizzato in vari
supermarket della Gran
Bretagna per dimostrare
le differenti esigenze, anche
estetiche, delle persone

4 LA LETTURA CORRIERE DELLA SERA

DOMENICA 4 OTTOBRE 2015

DOMENICA 4 OTTOBRE 2015

CORRIERE DELLA SERA LA LETTURA

Incanti

Il dibattito delle idee

di Ranieri Polese

Chi si mangia la Balilla


Balilla e Volkswagen, auto per il popolo volute
dal regime. La Fiat, 1932, fu la prima, la
Germania segu nel 1937 (ma poi Wolfsburg
produsse solo vetture militari). A sfottere la
retorica italiana ci pens un anonimo

milanese, con una canzone (La Balilla,


appunto) che raccontava come i parenti
poveri si mangiavano lauto costata una
pignata de cart de mila. E alla fine restava
solo el fumm del tubo de scappament.

Nuovi linguaggi Lo studioso di Stanford vincitore del Premio Lagrange illustra il campo delle sue ricerche
A fianco: Jimmy Robert
(1975, Guadalupe), Vanishing
point (2013, installazione).
Courtesy dellartista / Galerie
Diana Stigter, Amsterdam

i
Il riconoscimento
Nato nel 2008, il Premio
Lagrange Fondazione Crt
il primo e pi importante
riconoscimento
internazionale nel settore dei
sistemi complessi. Sar
consegnato l8 ottobre a Jure
Leskovec e a un altro giovane
scienziato, Panos Iperiotis, al
Teatro Vittoria di Torino:
interverranno Massimo
Lapucci, Francesco Bonchi e
Mario Rasetti (ore 17.30 )

Ho scovato fra 37 miliardi di testi


le regole del web e lantidoto ai troll
di JURE LESKOVEC

n passato le informazioni arrivavano fino a noi seguendo due canali: o ci raggiungevano tramite i
contatti personali della nostra cerchia di conoscenze reali oppure attraverso le trasmissioni globali dei mezzi di comunicazione. Con lavvento di
internet, dei blog e dei social media, questo quadro tradizionale mutato profondamente. Oggi le informazioni ci raggiungono in piccole sequenze, e in tempo reale,
dalle pi svariate fonti e dalle reti sociali.
La nascita dei social media inoltre ha aumentato la
velocit della diffusione dei dati e intensificato il dibattito. Oggi siamo esposti ad un susseguirsi rapidissimo
di storie e ad un accavallarsi di fatti di cronaca che creano costantemente picchi e dissolvenze, a mano a mano
che le storie pi diverse si contendono la nostra attenzione.
Per capire come viene fruita linformazione e come
questa viaggia attraverso le reti sociali, il mio gruppo di
ricerca presso la Stanford University ha esaminato
uningente raccolta di articoli di attualit e post estratti
dai social media. In questo momento la raccolta contiene oltre 37 miliardi di documenti e non finisce mai di
crescere. Questi dati ci forniscono un quadro quasi
completo dello spazio mediatico online e si prestano a
unanalisi computazionale del paesaggio mediatico
complessivo e della sua evoluzione.

Abbiamo sviluppato sistemi informatici in grado di


seguire automaticamente le brevi frasi testuali che si
diffondono nelle reti sociali e nello scandagliare lecosistema mediatico non sono mancate le sorprese. Per
esempio, abbiamo scoperto che i media convenzionali
trasmettono notizie di attualit circa due ore e mezza
prima che queste facciano la loro apparizione sui blog.
Tuttavia, abbiamo anche riscontrato uno scambio di
notizie tra varie tipologie di reti di informazione. Le informazioni vengono diffuse innanzitutto attraverso
piccoli canali informativi professionali online; nel giro
di poche ore, questi dati compaiono sui website dei
mezzi di informazione tradizionali, e solo successivamente le notizie defluiscono verso i blog e gli account
delle reti sociali del pubblico generale.
Questo esempio illustra anche un altro aspetto delle
reti sociali, ovvero che linformazione si allarga attra-

verso le reti e che talvolta alcuni elementi diventano


virali e si diffondono rapidamente a tutta la popolazione. In particolare, molti siti web dedicati alle reti sociali, come Facebook e Twitter, consentono ai loro
utenti di condividere i contenuti di altre persone con i
loro amici e seguaci. A mano a mano che il contenuto
viene condiviso pi volte, da un utente allaltro, spesso
si formano cascate di informazione. Le cascate di informazione, come su YouTube il video della canzone del
sudcoreano Psy Gangnam Style, sono estremamente
rare e gli analisti sostengono che la loro traiettoria futura sia del tutto imprevedibile.
Tuttavia, lavorando con gli scienziati di Facebook,
abbiamo analizzato come vengono condivisi i post di
quel social media. Abbiamo sviluppato un sistema che
ci consente di calcolare, con un 80 per cento di accuratezza, le dimensioni di una cascata di informazioni generata da un singolo post. interessante notare che le
cascate pi si espandono, pi diventano prevedibili. Le
informazioni che si diffondono rapidamente in estensione nelle reti sociali, anzich in profondit, sono
quelle che hanno maggior probabilit di diventare virali. Abbiamo inoltre stabilito altro dato interessante
che la disuguaglianza nella popolarit dellinformazione resta altissima.
accertato che esiste una grande disuguaglianza di
reddito nella popolazione mondiale, ma lattenzione
verso i post di Facebook distribuita in modo ancor pi
disuguale. La disuguaglianza rilevata nellinformazione
fa sorgere nuove problematiche, in quando le reti sociali sembrano creare camere deco nelle quali alcuni
messaggi si attenuano, mentre altri vengono rapidamente dimenticati. Malgrado ci, la pluralit dellinformazione non sembra risentirne. In particolare, le ricerche dimostrano che gli utenti dei siti delle reti sociali
continuano a essere esposti a una grande variet di informazioni e che non si verifica nessun effetto da bolla
informativa, nella quale si suppone che gli utenti restino isolati nel proprio guscio culturale e ideologico.
Altro aspetto importante delle reti sociali che gli
utenti del sito di un social possono partecipare alle discussioni e votare sui contenuti prescelti. Tuttavia, invitare la partecipazione degli utenti spiana anche la strada a comportamenti scorretti o sgradevoli, come messaggi ostili e reazioni da troll. Analizzando i dati provenienti dai commenti agli articoli di cronaca diffusi da

siti come Cnn.com, abbiamo studiato il comportamento di oltre due milioni di utenti e scoperto che i troll
tendono a concentrare i loro interventi in un numero
inferiore di thread (i filoni di discussione), a inserire
post irrilevanti e a ottenere il maggior numero di reazioni da altri utenti.
Studiando levoluzione dei troll dal momento in cui
aderiscono a una comunit online fino a quando non
ne vengono espulsi, abbiamo trovato che non solo si
esprimono in modo pi sgrammaticato rispetto agli altri utenti in genere, ma che vengono sempre meno tollerati dalla comunit. Mettendo a frutto gli spunti raccolti, abbiamo creato un modello di pronostico, che
in grado di prevedere con unaccuratezza dell80 per
cento se un dato utente verr escluso dopo i suoi primi
cinque post. Grazie a questo sistema, si pu ipotizzare
la possibilit di segnalare ai moderatori in automatico
quali sono gli utenti potenzialmente problematici, in
modo che i comportamenti antisociali possano essere
scoraggiati pi celermente.

Non dimentichiamo per che un controllo troppo


zelante pu avere i suoi svantaggi. Intraprendere azioni
estreme contro piccole infrazioni rischia di esacerbare i
comportamenti antisociali, poich il senso di ingiustizia potrebbe spingere gli utenti a scrivere anche di peggio. Anzich semplicemente bloccare i cattivi utenti,
una risposta migliore sarebbe quella di concedere agli
antisociali una possibilit di riscattarsi. I media sociali
ci consentono di raggiungere tutti, ci aggiornano in
tempo reale, ci permettono di inserire post e di scoprire
informazioni importanti.
Le nostre ricerche a Stanford puntano a sviluppare
sistemi informatici capaci di trasformare le reti sociali
in una fonte di informazioni sana e vivace. Democratizzare le notizie, informare la gente, cambiare il modo di
pensare e sviluppare le coscienze: sono questi i compiti
pi alti delle reti sociali. Ma, daltro canto, fare eccessivo affidamento sulle reti sociali comporta il rischio di
perdere di vista la prospettiva pi vasta della vita: solo
perch non si vede sul mio feed di Twitter non vuol dire
che non esiste.
(traduzione di Rita Baldassarre)
RIPRODUZIONE RISERVATA

Lautore
Di nazionalit slovena, il
ricercatore Jure Leskovec
(Lubiana, 17 maggio 1980),
vincitore del Premio
Lagrange - Fondazione Crt
2015, assistant professor
di Computer Science
alluniversit di Stanford in
California, dove conduce
ricerche sullanalisi e la
modellizzazione dei social
network e delle reti
dinformazione e su come si
propagano i contenuti sul
web. Lattivit di Leskovec
nellanalisi delle
informazioni codificate nei
Big Data, oltre a consentire
lo sviluppo di modelli
matematici e altri strumenti,
ha avuto anche risvolti
commerciali: il giovane
scienziato stato infatti
tra i cofondatori di Kosei,
start up di sistemi
di suggerimento online,
acquisita nel gennaio di
questanno da Pinterest

Il caposcuola
Giuseppe Luigi Lagrangia,
alias Joseph-Louis Lagrange
(Torino, 1736 Parigi,
1813) stato uno dei pi
grandi matematici del
Settecento: ragazzo prodigio,
la sua pi importante opera
il testo Mcanique
analytique, pubblicato nel
1788, in francese, dopo il
trasferimento nel 1782 a
Parigi, allAcadmie des
sciences, su nomina di re
Luigi XVI. La sua grandezza
di matematico resistette
anche alla Rivoluzione
dell89, anzi sotto
Napoleone Lagrange
divenne senatore, e alla
morte fu sepolto nel
Pantheon. ricordato per
aver stabilito i fondamenti
della meccanica razionale, e
come pioniere della teoria
dei gruppi, oltre che per gli
studi di teoria dei numeri,
calcolo delle variazioni
ed equazioni differenziali

6 LA LETTURA CORRIERE DELLA SERA

Il dibattito delle idee

DOMENICA 4 OTTOBRE 2015


PPP secondo Davide Toffolo

Le tavole che illustrano queste pagine si


devono alla mano di Davide Toffolo, uno dei pi
affermati autori italiani di graphic novel. Sono
tratte da Pasolini, il volume originariamente
uscito da Coconino che Toffolo ha dedicato al

poeta e regista: il 22 ottobre Rizzoli Lizard lo


riediter (pagine 168,  20) a ridosso
dellanniversario della morte. Lautore friulano
viene rievocato e ritratto nelle tavole attraverso
le parole tratte da romanzi, poesie, interviste.

Lomicidio Lo scrittore fu ammazzato allIdroscalo di Ostia il 2 novembre 1975. Da subito fu accusato


Pino Pelosi. Un regista che aveva imparato a conoscere lintellettuale contesta la verit ufficiale

1975-2015
1 puntata

Pasolini come Matteotti


di DAVID GRIECO

La serie
In vista del quarantesimo
anniversario della morte di
Pier Paolo Pasolini, ucciso
nella notte tra il 1 e il 2
novembre 1975, la
Lettura dedica alcune
pagine alla figura di uno
degli intellettuali pi
significativi del dopoguerra
italiano. Nato a Bologna il 5
marzo 1922, vissuto a lungo
in Friuli, Pasolini si trasfer a
Roma negli anni Cinquanta.
Talento poetico e letterario
precoce, raggiunse il
successo con il romanzo
scandaloso Ragazzi di vita
(Garzanti, 1955) e divenne
poi un eccezionale
protagonista del panorama
culturale, come scrittore,
poeta, regista, firma di
spicco del Corriere della
Sera. I due articoli di David
Grieco e Carlo Lucarelli sui
misteri che ancora
circondano il suo assassinio
sono il primo appuntamento
della serie, contrassegnata
dal logo (in alto) che
riproduce la copertina
con il ritratto di Pasolini
realizzata da Alfredo Jaar
per il numero 102
della Lettura, uscito
il 3 novembre 2013

on riuscivo pi a sopportare di
leggere e ascoltare che Pier Paolo
Pasolini stato ammazzato perch era omosessuale e conduceva
una vita pericolosa. Lungo quarantanni, questa verit ufficiale si diffusa
lentamente, come un tumore maligno.
stata una mattanza, mi disse Faustino
Durante, il medico legale che la mattina del 2
novembre 1975 venne con me allIdroscalo,
sul luogo dellomicidio.
Ho conosciuto Pasolini quando avevo nove
anni. Ho lavorato con lui e sono stato suo
amico fino alla fine. Amico comunista, amico
borghese, amico giornalista e amico borgataro. Sono stato uno dei suoi figli elettivi. Credo
di aver imparato la sua lezione e lho portata
con me tutta la vita. So di cosa parlo ma, come diceva Pasolini, non ho le prove. Ho soltanto indizi. Centinaia dindizi. Un tempo si
usava dire che tre indizi fanno una prova.
Centinaia dindizi che molti, troppi, hanno
finto di non vedere, che cosa rappresentano
allora?

La notte del 2 novembre 1975 gli assassini


di Pasolini erano numerosi. Anche i magistrati che hanno recentemente richiuso le indagini sulla sua morte hanno dovuto ammettere di aver trovato sui reperti del delitto altri
cinque Dna non meglio identificati. Il diciassettenne Pino Pelosi, ingenuo e magrolino,
era soltanto unesca. Pasolini lo conosceva
gi. Non era andato a prenderlo alla Stazione
Termini allo scopo di consumare, a 60 chilometri di distanza, un fugace rapporto sessuale con un ragazzino sconosciuto. Pasolini andava allIdroscalo con Pelosi per riprendersi
le bobine rubate del suo film Sal o le 120
giornate di Sodoma. Per la prima (e unica)
volta nella storia qualcuno aveva rubato il negativo di un film. Avevano chiesto due miliardi di riscatto. Poi avevano deciso di restituirglielo gratis. Non volevano soldi. Volevano
soltanto ammazzarlo.
Pasolini probabilmente sapeva che allIdroscalo lo attendeva la morte. Ci andato
senza esitazioni perch era il suo destino. Lo

Biografia
David Grieco, giornalista,
attore, sceneggiatore, ha
lavorato con importanti
registi italiani. nato a
Roma nel 1951. Il suo primo
film da regista Evilenko,
tratto dal suo romanzo Il
comunista che mangiava i
bambini (2004, Elle U
Multimedia editore)
Il film
La macchinazione, pellicola
diretta da Grieco che uscir
in febbraio, ricostruisce la
vasta rete di complicit che,
secondo il regista, copr la
verit sul delitto Pasolini
Il saggio
Intitolato anchesso La
macchinazione e edito da
Rizzoli (pagine 252,
 18,50), il volume inizia
dove finisce il film omonimo:
Grieco presenta le prove, le
testimonianze e i documenti
del caso giudiziario,
ripercorso nella postfazione
da Stefano Maccioni, ossia
lavvocato che dal 2009
lotta per fare
luce sulla vicenda

stesso destino di suo fratello Guido, partigiano, e di suo zio Pierpaolo, anchegli poeta, entrambi morti a ventanni. Pasolini forse ha
scelto di farsi ammazzare dai suoi figli borgatari diventati gangster per dir loro che li amava ancora e che avrebbe voluto salvarli.

I mandanti di questo delitto, che considero


da quarantanni un odioso delitto politico come il delitto Matteotti, sono gli stessi che
hanno messo le bombe a piazza Fontana, sullItalicus, in piazza della Loggia a Brescia, alla
stazione di Bologna, e sono gli stessi che hanno creato la strategia della tensione con
lobiettivo di attuare in Italia un colpo di Stato
simile a quello che negli stessi anni consegn
la Grecia alla dittatura militare. In Italia per
fortuna non ci sono riusciti. Non ci sono riusciti perch la Democrazia Cristiana era un
partito/regime dalle tante anime: nere, grigie
e bianche. E allopposizione cera il Pci, cio il
partito comunista pi forte del cosiddetto
mondo occidentale.
Ma non ci sono riusciti anche perch hanno trovato sulla loro strada uno straordinario
poeta, giornalista improvvisato, che li sorvegliava, li assillava, e rivelava con inesorabile
puntualit i loro nomi e le loro trame sul
Corriere della Sera. Fino a pochi giorni prima di morire, Pasolini scrisse cose che nessun giornalista ha mai avuto il coraggio di
scrivere. Chiedeva di processare la Dc, parlava
delle ingerenze della Cia nella politica italiana, smascherava le trame del potere facendo
sempre nomi e cognomi. In quegli anni, altri
giornalisti di professione, come Mauro De
Mauro e Mino Pecorelli, sono stati ammazzati
per molto meno.
Quando, a pochi mesi dal delitto Pasolini,
si celebr presso il Tribunale dei minori il
primo processo a Pino Pelosi, il giudice Carlo
Alfredo Moro condann limputato per omicidio in concorso con ignoti. Il giudice ritenne evidenti le numerose tracce lasciate dai
suoi misteriosi ma numerosi complici. Pochi
mesi dopo, un altro tribunale process nuovamente Pino Pelosi, ma sembr preoccuparsi solo di far sparire quegli ignoti con motiva-

zioni talora surreali. Nella sentenza dappello,


si arriv persino ad affermare che gli ignoti
complici di Pelosi non esistevano perch, con
il freddo che faceva, non potevano aver dimenticato un maglione nellauto di Pasolini.
Eppure, quella notte allIdroscalo la temperatura era superiore a dieci gradi centigradi.
stato cos che limprobabile Pino Pelosi diventato per sempre lunico, paradossale assassino di Pier Paolo Pasolini. Dopo quarantanni, quella verit ufficiale ormai passata alla storia.
A me non interessa conoscere lidentit dei
numerosi assassini di Pasolini allIdroscalo.
Provo per loro la stessa compassione che Paolo deve aver provato anche mentre lo massacravano. Io sono ateo e non sono mai riuscito
a credere in Dio come non c mai riuscito Pasolini. Ma Pasolini ha saputo trasmettermi il
messaggio del Vangelo e io devo averne fatto,
quasi senza accorgermene, la mia bussola etica. Mi sono spesso chiesto se Pasolini, negli
ultimi giorni della sua vita, un Dio lo avesse
trovato. Mi auguro di s. Per lui e per il suo immane sacrificio che non siamo ancora riusciti
a comprendere.

Io non sono un magistrato. In Italia i magistrati troppo spesso sono stati ammazzati com stato ammazzato Pasolini. Io sono solo
uno di quei tanti italiani che si vergognano di
vergognarsi di essere italiani. Chiedo semplicemente di ristabilire la verit sulla morte di
Pasolini perch mi sta a cuore, come a tanti,
la verit sulla storia del nostro Paese. Poich
le cronache quotidiane dellignoranza, della
violenza e della corruzione in cui viviamo somigliano oggi, quarantanni dopo, alle pi fosche profezie pasoliniane, direi che ne abbiamo diritto.
Ho avuto soltanto il grande privilegio di conoscere un uomo fuori dal comune, per il
quale oggi vorrei usare una parola retorica e
scomoda che fino a qualche tempo fa non era
familiare n a me, n tantomeno a lui. Pier
Paolo Pasolini, poeta omosessuale e scandaloso, era un patriota.
RIPRODUZIONE RISERVATA

DOMENICA 4 OTTOBRE 2015

CORRIERE DELLA SERA LA LETTURA


Lopera letteraria in edicola con il Corriere, con contributi inediti
Con il primo volume Ragazzi di vita (copertina
 8,90 pi il costo del quotidiano) dedicata
nella foto a fianco), in edicola marted 27
ottobre, prender il via la nuova iniziativa
editoriale del Corriere della Sera, la collana
Le opere di Pier Paolo Pasolini (al prezzo di

alla produzione narrativa, poetica, teatrale,


pubblicistica dello scrittore. Si tratta di 22
volumi, accompagnati da contributi critici
inediti e prefazioni di noti studiosi dellopera

pasoliniana. Il primo volume propone, oltre al


romanzo scritto da Pasolini nel 1955, anche
lintervento inedito di Emanuele Trevi (che
proprio allo scrittore dedic il libro Qualcosa di
scritto, Ponte alle Grazie) e la prefazione di

Vincenzo Cerami. Dal 3 novembre sar in


edicola Una vita violenta, con prefazione di
Giuseppe De Robertis, mentre gli Scritti
corsari, con introduzione inedita di Paolo Di
Stefano, saranno disponibili dal 10 novembre.

La stagione Di cosa parliamo quando parliamo della morte dellartista? Del fatto che stato
un evento come Piazza Fontana, lassassinio di Moro, le due ragazze del Circeo...

Perch fu un delitto politico


di CARLO LUCARELLI

re cose. La prima. Finch vissuto,


Pier Paolo Pasolini stato un intellettuale che con la sua vita e le sue opere
ha litigato e fatto litigare molto (come
del resto accade sempre quando si incontrano originalit, creativit e genio). La
stessa cosa accade anche dopo la sua morte, e
non soltanto in relazione alle sue opere.
Nella nostra storia recente ci sono pochi
eventi drammatici di taglio criminale che riescano a suscitare polemiche cos radicali e violente come il massacro che lo ha visto vittima in
quel campetto da calcio allIdroscalo di Ostia.
Tra quelli pubblici forse soltanto la strage alla
stazione di Bologna del 2 agosto 1980 possiede
una carica virale paragonabile, e tra quelli privati, probabilmente, la morte del piccolo Samuele Franzoni.
Anche soltanto riparlare di quello che accadde in quel campetto da calcio la notte tra l1 e il 2
novembre 1975 e delle ore che lo precedettero comporta laccusa di essere dietrologo e
complottista, approfittatore (fare giallo sulla
morte di un poeta), omofobo (se non si accetta
che sia stato ucciso da un ragazzino rimorchiato alla stazione perch non si vuole accettare
neppure la sua omosessualit), o addirittura di
ucciderlo una seconda volta (linteresse morboso per il giallo della sua morte distrae dalla
sua opera). In ogni caso, qualcosa di inutile, discutibile e inopportuno, se non ridicolo.
In molti casi vero. Succede spesso, in Italia:
costruiamo complotti secolari orditi da Grandi
Vecchi e ci lasciamo trascinare dalle vicende di
sangue in una morbosa serialit di talk show e
libri rivelazione. Ed successo, sicuramente,
parecchie volte anche con la morte di P.P.P.
Per, se dietrologia e complottismo sono
una malattia, non che ce le siamo inventate
come fanno gli ipocondriaci. Qualcuno ce le ha
fatte venire, perch magari non un Grande, ma
qualche Piccolo Vecchio in tutti questi anni lo
abbiamo incontrato, qualche incrocio di interessi dietro piombo e bombe lo abbiamo scoperto, ed successo che qualcuno sia stato ammazzato per quello che sapeva o stava facendo.
O anche solamente per quello che era. Soprattutto riguardo ad anni meravigliosi ma altrettanto violenti come quelli Settanta e Ottanta, in
cui era facilissimo morire cos.

Biografia
Carlo Lucarelli nato a Parma
nel 1960. Ha esordito con Carta
bianca (Sellerio, 1990)
diventando esponente di
spicco del noir fiorito negli anni
90. Consacrato dal grande
pubblico con Almost blue
(Einaudi, 1997), in 20 anni di
attivit ha scritto moltissimo,
comprese diverse serie: quelle
del commissario De Luca,
dellispettore Coliandro e
dellispettore Grazia Negro,
senza dimenticare i saggi. Ha
condotto trasmissioni tv come
la celebre Blu notte. Inoltre, tra
laltro, insegna alla scuola
Holden e ha scritto
la sceneggiatura
di Io non ho sonno girato da
Dario Argento nel 2001
Il libro
Intitolato PPP. Pasolini un
segreto italiano, il prossimo
libro di Lucarelli uscir il 15
ottobre: un romanzoinchiesta sugli ultimi giorni di
Pasolini e quegli anni violenti.
Protagonista un ragazzino
che diverr scrittore
(Rizzoli, pagine 224,  15)

In qualunque direzione vadano, i ragionamenti sulla morte di Pasolini aprono comunque un dibattito feroce che va oltre chi lo abbia
ammazzato, come e perch, e finisce per investire la sua figura nella cultura italiana e il modo che ha quella cultura di analizzare e interpretare il nostro recente passato. Evidenziandone soprattutto i limiti.
La seconda cosa.
Sulla morte di P.P.P. esiste, praticamente da
subito, una verit giudiziaria. Sono pochi ad
averne una di quelli che impropriamente chiamiamo Misteri Italiani (e che dovremmo invece definire Segreti: la spiegazione di come sono
andate le cose non sta in qualche luogo oscuro
che sfugge alla ragione, ma chiusa in un cassetto, di solito in triplice copia). Cosa che automaticamente escluderebbe quella notte allIdroscalo dal numero dei suddetti.
Secondo quella verit il poeta Pier Paolo Pasolini stato ucciso da un ragazzino di vita di
nome Pino Pelosi, detto Pino la Rana, rimorchiato a piazza dei Cinquecento, che ha reagito
a quello che P.P.P. gli voleva fare, lo ha massacrato di botte e poi gli passato sopra con la
macchina, senza accorgersene, mentre scappava. Da solo.
In casi come questo, e soprattutto nei cosiddetti Misteri, la verit giudiziaria la base da
cui partire, tenendo conto, per, che una verit
assoluta, senza aggettivi, in natura non esiste.
C quella giudiziaria, scritta nelle sentenze
di Cassazione, che oltre a mandare o no in galera qualcuno ti permette comunque di dire una
cosa senza essere querelato, ma che potrebbe
anche non coincidere con quella del buon senso, basata sul fatto che due pi due di solito fa
quattro, o con quella della storia, formatasi a
distanza di tempo su diversi tipi di fonti, o con
quella della politica, che, come ripete un personaggio di Cadaveri eccellenti di Francesco
Rosi, non sempre rivoluzionaria, e quindi
potrebbe non combaciare n con la prima, n
con la seconda e neppure con la terza.
Perch come spesso accade nei nostri Misteri/Segreti anche in quelli che un colpevole
non ce lhanno sono tante le cose che sappiamo con una ragionevole certezza, pure in
quelli che sembrano pi misteriosi.
Nel nostro caso sappiamo che chi ha am-

mazzato P.P.P. non era solo. Va contro tutti i


precetti e le regole di ogni scienza forense che a
compiere quel massacro sia stato un ragazzetto
come Pino la Rana, praticamente a mani nude,
e uscito quasi immacolato dallo scontro. Lo
aveva fatto notare anche la sentenza di primo
grado, poi riformata dalle successive due e trasformata cos in verit giudiziaria.
Sappiamo che quasi sicuramente P.P.P. e Pino La Rana si conoscevano da prima che si incontrassero quella notte, e sappiamo che molto
probabilmente Pasolini era andato a piazza dei
Cinquecento perch aveva un appuntamento.
E sappiamo anche che P.P.P. era un intellettuale scomodo, per quello che scriveva, per
quello che faceva e anche per quello che era. E
che allora era gi abbastanza per essere ammazzato.
Basta per dubitare della verit giudiziaria e
per legittimare ragionamenti di ogni tipo sulla
sua morte? Per coordinare fatti anche lontani, mettere insieme i pezzi disorganizzati e
frammentari di un intero coerente quadro politico, ristabilire la logica l dove sembrano regnare larbitrariet, la follia e il mistero, come
scriveva lui stesso?
Terza e ultima cosa.
Visto da questo punto di vista, lomicidio di
Pier Paolo Pasolini un delitto politico.
Comunque, sia che lo abbiano ammazzato
per dare una lezione a un frocio comunista, sia
che lo abbiano tolto di mezzo per quello che
stava facendo o per dare un segnale a qualcuno.
Non un evento privato che appartiene alla
famiglia, un passaggio esistenziale di un percorso letterario da discutere tra critici, e neanche un fatto giudiziario da lasciare a magistrati
e investigatori.
un fatto politico, come lomicidio di Fausto
e Iaio, Piazza Fontana, la morte di Pinelli o lassassinio di Aldo Moro, le due ragazze del Circeo, lo stupro di Franca Rame, il suicidio di Roberto Calvi: mi fermo qui perch potrei andare
avanti allinfinito, mescolando terrorismo, mafia, malapolitica e malaeconomia.
Un delitto politico.
Ecco, secondo me, proprio di questo che
parliamo quando ragioniamo ancora una volta
sulla morte di Pier Paolo Pasolini.
RIPRODUZIONE RISERVATA

La vicenda
La notte tra il 1 e il 2
novembre 1975 Pasolini fu
ucciso sulla spiaggia
dellIdroscalo di Ostia
(Roma). Secondo la sentenza
di primo grado, lomicidio fu
commesso da Pino Pelosi, un
17enne con precedenti, che
fu fermato la notte del
massacro alla guida della
macchina del poeta. Pelosi
afferm di essere stato
avvicinato da Pasolini in un
bar vicino alla stazione
Termini e invitato a salire
sullAlfa Romeo dello
scrittore in cambio di danaro.
Dopo la cena, i due vanno
allIdroscalo. La tragedia,
secondo la sentenza, nacque
per via delle pretese sessuali
di Pasolini e fin in lite fuori
dallauto. Sempre secondo la
sentenza, Pelosi venne
minacciato con un bastone
dal poeta ma Pelosi se ne
impadron per picchiare
Pasolini fino a farlo
stramazzare, gravemente
ferito ma ancora vivo. Poi
Pelosi sal a bordo dellauto e
invest lo scrittore,
sfondandogli la cassa
toracica. Pelosi venne
condannato per omicidio
volontario in concorso con
ignoti. Il 4 dicembre 1976 la
Corte dAppello conferm la
condanna dellunico
imputato, ma riform la
sentenza escludendo ogni
riferimento al concorso
In libreria
Tanti libri del poeta, scrittore
e regista stanno uscendo per
lanniversario della morte.
Guanda ha da poco
pubblicato: Pier Paolo
Pasolini. Poesie scelte, a cura
di Nico Naldini e Francesco
Zambon, ripubblicato Un
paese di temporali e di primule,
sempre a cura di Naldini e,
con la stessa curatela, ha
ristampato Romns. Garzanti
ha ristampato molto: Il sogno
di una cosa, romanzo
desordio (1962) e, in versi:
Poesia in forma di rosa
(1964), La religione del mio
tempo (1961), Le ceneri di
Gramsci (1957); inoltre i suoi
articoli sullItalia raccolti nelle
Lettere luterane e negli Scritti
corsari, il romanzo Una vita
violenta e la biografia, Breve
vita di Pasolini di Nico Naldini.
Su Pasolini Rizzoli pubblica il
22 ottobre Pasolini un uomo
scomodo di Oriana Fallaci,
nato dai suoi articoli sulla
morte dellartista; sempre su
Pasolini in uscita da
Castelvecchi Pasolini Integrale
di Gianni Borgna in cui
lautore scomparso lo scorso
anno si riprometteva di
affrontare lopera dello
scrittore e regista nella sua
totalit (a cura di Carla
Benedetti). La Cineteca di
Bologna ha pubblicato
Accattone. Lesordio di Pier
Paolo Pasolini a cura di
Roberto Chiesi e Luciano De
Giusti, che include appunti e
materiali inediti per la
preparazione del film

8 LA LETTURA CORRIERE DELLA SERA

DOMENICA 4 OTTOBRE 2015


Alessandro Tota il #twitterguest

Orizzonti

Alessandro Tota (Bari, 1982) vive a Parigi dove


insegna fumetto. autore tra laltro di Yeti
(Premio Miglior Fumetto italiano al Treviso Comic
Book Festival 2010), Palacinche (con Caterina
Sansone) e Fratelli. Il suo ultimo lavoro Il ladro
di libri (con Pierre van Hove, Coconino, 2015) il
cui adattamento cinematografico in
produzione. I suoi libri sono usciti pure in Francia,
Spagna e Germania. Da oggi consiglia un libro al
giorno su Twitter ai follower de @La_Lettura.

Nuovi linguaggi, scienze, filosofie, religioni

Indagini Viviamo nellepoca pi innovativa? Lo storico Ian Mortimer non daccordo. Perch nei mille anni precedenti...

Le dieci rivoluzioni
del passato
conversazione tra ANTONIO CARIOTI e IAN MORTIMER

i sono domande apparentemente retoriche, alle


quali sembra semplice rispondere. Ma se ci si
ferma un po a riflettere, tutto si complica e le
risposte non risultano pi scontate. Un esempio
linterrogativo da cui partito lo storico inglese Ian Mortimer (nella foto) per avviare le ricerche da cui
scaturito il suo ampio saggio Il libro dei secoli (Bollati
Boringhieri). Ecco la questione, cos come la espone alla
Lettura lo stesso Mortimer: In quale secolo il mondo
occidentale ha sperimentato i cambiamenti pi significativi? La grande maggioranza delle persone risponde istintivamente il XX, per via dello sviluppo tecnologico. Tuttavia la tecnologia non sinonimo di cambiamento. La
capacit di comprare beni di ogni genere al mercato, invece di dover coltivare o fabbricare tutto in proprio, non
forse un mutamento pi grande di quelli che ciascuno di
noi ha conosciuto? Non la sicurezza nostra e della nostra famiglia ancora pi importante?.
Insomma, suggerisce Mortimer, il rilievo delle diverse innovazioni va misurato in primo luogo sul grado di soddisfacimento
dei bisogni essenziali (alimentazione, alloggio, riscaldamento,
sicurezza personale), mentre pu
essere fuorviante concentrarsi su
fenomeni vistosi come lavvento
dellenergia atomica, di internet o
dei telefonini, trascurando le svolte avvenute prima del Novecento.
Per scuotere le certezze superficiali lo storico britannico nato
nel 1967 e autore anche di romanzi ambientati nellInghilterra cinquecentesca, che firma James
Forrester ha intrapreso una
lunga e vivace ricognizione nei
secoli trascorsi dallanno Mille ad
oggi. Unanalisi dei fattori storici
di cui Mortimer sottolinea la complessit: Le difficolt nel valutare
i mutamenti relativi sono innumerevoli. Consideriamo solo il VI
e il VII secolo dopo Cristo, che
non ho trattato nel libro. Non
sappiamo quanti milioni di persone morirono nella prima grande pandemia di peste, che scopIAN MORTIMER pi nel 542 d.C., quindi come
Il libro dei secoli possiamo dire quali cambiamenti
Mille anni di storia determinarono le sue diverse
e innovazioni ondate? E non furono i mutamenTraduzione di Sabrina Placidi ti climatici di quel periodo ancora
BOLLATI BORINGHIERI pi rilevanti? Mentre la rapida
Pagine 487,  26 ascesa dellislam nel VII secolo,
che in retrospettiva ci appare un
evento cruciale, non interess forse allepoca solo alcune
regioni meridionali dellEuropa?.
Proprio per non ampliare a dismisura i problemi, Mortimer ha limitato lesplorazione allOccidente e agli ultimi
dieci secoli, partendo dalle conoscenze storiche che gi
gli hanno permesso di pubblicare due guide per viaggiatori nel tempo diventate bestseller: una dedicata allInghilterra medievale, uscita nel 2008; e una riguardante
lepoca elisabettiana, edita nel 2012. Il suo ultimo libro, di
cui ripercorre i contenuti assieme alla Lettura secolo
per secolo, non guarda per solo allesperienza dei nostri
avi. Offre indicazioni, non sempre rassicuranti, anche sul
mondo che attende i posteri: La questione del cambiamento osserva Mortimer pu essere ostica, ma allude al compito pi importante che uno storico possa assumere. Non possiamo sperare di prepararci per i cambiamenti del futuro se non comprendiamo quelli avvenuti
nel passato. Perci uno sguardo retrospettivo allOccidente degli ultimi mille anni un esercizio salutare.

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XI secolo

XII secolo

I castelli come grossi chiodi


per fissare il potere dei re

Passava per i monasteri


linternet del Medioevo

li storici tendono a dare importanza a questo periodo


per via della crescita del potere papale, ricorda a
proposito dellXI secolo Mortimer, che in parte per
dissente da questa opinione. Anche pi importante osserva
fu la diffusione dei castelli. Le residenze fortificate permisero
ai signori feudali di fissare il loro potere sulle terre che
governavano. I castelli operavano come dei giganteschi chiodi
piantati nel paesaggio. E a un livello pi vasto ne discesero
conseguenze ancora pi rilevanti e durature: A sua volta nota
Mortimer questo collegamento tra la terra e il potere consent
ai re di definire il proprio dominio anche in termini territoriali,
mentre prima lo avevano esercitato su popolazioni di carattere
tribale. In questo modo i sovrani poterono imporre la loro legge
sul territorio e stabilizzare politicamente gli Stati europei.

XIII secolo

XIV secolo

Spuntano mercati ovunque


Cos si afferma il denaro

La strage della peste nera


(con vantaggi collaterali)

el XIV secolo il fattore di cambiamento pi incisivo,


ricorda Mortimer, fu una colossale tragedia: La peste
nera fu indubbiamente la pi enorme calamit che il
genere umano abbia mai visto. Met della popolazione europea
mor per il contagio nel giro di alcuni mesi. Il risultato fu che le
persone cominciarono a ridefinire la comprensione dei loro
rapporti con Dio. E tuttavia, anche in quella immane pandemia
di met del Trecento, non tutto il male venne per nuocere. La
peste osserva lo storico inglese liber anche capitali,
perch al temine del flagello la terra coltivabile e il bestiame
dovevano nutrire solo la met della popolazione precedente.
Quindi il regime alimentare dei sopravvissuti miglior in modo
considerevole e si crearono molte pi opportunit in campo
economico di quante ve ne fossero mai state in precedenza.

er quanto riguarda il XIII secolo, Mortimer distingue tra


diverse parti dEuropa: LItalia anomala da questo
punto di vista, perch non perse mai del tutto il modello di
vita urbano tipico degli antichi Romani, ma il resto dEuropa fu
profondamente trasformato dal sorgere di centinaia di mercati
in ogni Paese nel corso del Duecento. In alcune zone (per
esempio in Inghilterra o in certe regioni della Germania) il
numero dei mercati aument del quadruplo o ancora di pi.
La svolta fu radicale nella vita quotidiana di molti individui: Le
popolazioni delle aree rurali osserva Mortimer potevano
ora avere accesso al mercato e acquistare merci provenienti da
molto lontano, anche tappeti del Levante o spezie orientali.
Non dovevano pi produrre ogni cosa per conto proprio e
divennero cos dipendenti dal denaro.

er illustrare il cambiamento principale che si verific nel XII


secolo, Mortimer ricorre a un suggestivo paragone con
lepoca attuale: Noi comprendiamo bene il valore di
internet oggi, ma dimentichiamo come analoghe funzioni di
registrazione, deposito e messa in circolo delle informazioni
venivano svolte nel passato. Qui emerge il ruolo prezioso
assunto da istituzioni religiose molto particolari: I monasteri,
che si diffusero tanto rapidamente in questo secolo sottolinea
Mortimer , furono unautentica chiave di volta: lopera dei
monaci consent ai testi dei pensatori europei o ai classici
provenienti dalle biblioteche arabe di essere copiati, conservati e
fatti circolare, nella traduzione latina. E in questo modo un
enorme patrimonio culturale venne conosciuto e compreso in
tutti i Paesi di quella che allepoca si chiamava Cristianit.

CORRIERE DELLA SERA LA LETTURA 9

DOMENICA 4 OTTOBRE 2015

XV secolo

XVI secolo

Gli effetti dello specchio


battono persino Colombo

La Bibbia in vernacolo
fa vacillare le gerarchie

er il XV secolo, nota Mortimer, la scelta difficile.


Eppure una risposta sorge spontanea: la scoperta
dellAmerica fu un cambiamento epocale. Mortimer per
concorda solo in parte: Colombo? La sua grande impresa fu
dimostrare che i classici non conoscevano ogni cosa. Ma
altrettanto importante fu lo sviluppo dellindividualismo. Non
bisogna dimenticare che nel Medioevo la gente viveva e
pensava in forma comunitaria e non cera niente di simile a un
diario personale. La diffusione degli specchi di vetro fu cruciale
nel cambiare la situazione. Permise infatti alle persone di
vedere obiettivamente il proprio aspetto per la prima volta e fu
quindi un elemento catalizzatore del pensiero rinascimentale.
Una volta che gli individui cominciarono a prendere decisioni
autonomamente, non ci fu pi modo di ritornare al passato.

nche il Cinquecento presenta un panorama controverso:


Lo sviluppo delle armi da fuoco sostiene Mortimer
un ovvio candidato a maggior fattore di cambiamento. Lo
stesso vale per la Riforma protestante. Ma ancora pi importanti
furono le forze che condussero alla Riforma. Infatti, aggiunge, la
svolta culturale fu ancora pi profonda di quella religiosa: La
Bibbia stampata nelle lingue parlate vernacolari insegn alla
gente come basare la cittadinanza sulla morale e non sulla
gerarchia. Incoraggi molte persone a leggere e a scrivere,
compresa una prima massa critica di donne (in tal modo esse
acquisirono una voce), e promosse unidea essenziale per cui ci
che gli uomini hanno in comune deve avere la precedenza su ci
che eleva su tutti gli altri una piccola minoranza. Questa senza
dubbio una delle pi potenti idee affermatesi nella storia.

XVII secolo

XVIII secolo

Il malato chiama il medico


Basta con i roghi di streghe

La terra nutre i lavoratori


da impiegare nellindustria

er quanto concerne i cambiamenti avvenuti nel XVII


secolo, afferma Mortimer, la Rivoluzione scientifica
spicca su tutto il resto. Non solo il fatto che vennero
compiute grandi scoperte nel campo delle scienze naturali;
bisogna aggiungere che in generale gli europei cominciarono a
pensare in modo pi analitico. E le conseguenze si dipanarono
lungo tutto il corso del Seicento, diffondendo comportamenti di
carattere pi razionale: La gente smise di bruciare e impiccare
presunte streghe, perch non poteva pi professare simili
superstizioni. E se qualcuno si ammalava in modo grave, ormai
mandava normalmente a chiamare il medico, non il prete. In
Europa la societ sostitu la sua precedente fiducia nella salute
fisica riposta soltanto in Dio, con un atteggiamento di
dipendenza da uomini dotati di capacit professionali.

XIX secolo

XX secolo

Quel prodigioso telegrafo


che annulla le distanze

Ossessionati dal futuro


con la smania di pianificare

a pi significativa conquista del XIX secolo fu, secondo


Mortimer, il virtuale annullamento delle distanze. Noi
pensiamo che il XX secolo abbia visto una enorme
rivoluzione nel campo delle comunicazioni (ed certamente
cos), ma non regge il confronto con quella che si verific
nellOttocento. Spedire un messaggio da Parigi a Marsiglia
richiedeva come minimo due settimane nel 1770 e la risposta
ne avrebbe impiegate altrettante. Nel 1850, grazie alladozione
del telegrafo, il dialogo divenne quasi immediato. E nel 1890
Londra poteva comunicare con lImpero britannico nel suo
complesso, compresa la Nuova Zelanda, in maniera istantanea,
attraverso i cavi sottomarini. Ogni decisione importante
divenne allora responsabilit del governo centrale, senza
essere pi delegata ai suoi lontani incaricati locali.

l XVIII secolo fu unepoca di grandi rivoluzioni, ma la pi


rilevante secondo Mortimer non fu lamericana n la
francese e neppure quella industriale: Fino al 1700 circa, la
disponibilit di terra coltivabile limitava il numero di persone
che potevano essere nutrite. Ma gradualmente efficaci metodi
scientifici vennero impiegati per migliorare i rendimenti
agricoli. Alla fine del Settecento una popolazione pi vasta del
66 per cento poteva essere alimentata in Inghilterra e una pi
numerosa del 34 per cento in Italia. La Rivoluzione agricola pu
essere stata meno drammatica della Rivoluzione industriale
che la segu, ma senza la prima trasformazione i mulini e le
fabbriche non avrebbero avuto manodopera a sufficienza per
funzionare e laspettativa di vita della popolazione sarebbe
rimasta bassa, sotto i trentanni in molte zone dEuropa.

ra i tanti mutamenti che si possono registrare nel


Novecento, Mortimer giudica preminente quello della
mentalit: Fino al 1914 la maggioranza della gente
guardava alla storia recente e vedeva una trionfale avanzata del
progresso. Poi fu testimone di un uso devastante di tutto quel
progresso. Si cominci a pensare al futuro. Oggi noi cerchiamo
di prevedere tutto, dal tempo atmosferico allo sviluppo
economico. Pianifichiamo come e dove costruire le abitazioni,
estrarre le risorse minerali, produrre lelettricit e smaltire i rifiuti.
E quando guardiamo allavvenire, vediamo crescere la pressione,
in gran parte dovuta alla competizione tra gli esseri umani. Il
grande cambiamento risiede nel modo di pensare. Il XX secolo ci
ha insegnato questo, che avendo superato tutti gli ostacoli del
mondo naturale, un ultimo rimane: la nostra stessa natura.

Le illustrazioni di ciascun
secolo. XI: miniatura del Talbot
Shrewsbury Book, British
Library, Londra. XII: monaci allo
scriptorium, Madrid, Biblioteca
de San Lorenzo de El Escorial.
XIII: mercato medievale,
miniatura, Rouen, Bibliothque
Municipale. XIV: Il trionfo della
morte, affresco, Palermo. XV:
Ragazza allo specchio di Paulus
Moreelse. XVI: una riproduzione
della Bibbia di Gutenberg. XVII:
Lezione di anatomia del dottor
Tulp di Rembrandt. XVIII: Una
contadina con il fieno di Julien
Dupr. XIX: una mappa che
mostra lestensione dellImpero
britannico nel 1886.
XX: Automobile in corsa di
Giacomo Balla. XXI: Il pensatore
di Giorgio de Chirico

Prospettive del XXI secolo

Sempre meno risorse


Che cosa rischia il pianeta

ome si diceva, le conclusioni del libro di Mortimer non


sono incoraggianti. Molti dei progressi compiuti negli
ultimi due secoli, scrive, sono dipesi da unanomala
disponibilit di energia che, prima o poi, cesser. convinto
che la grande nave della democrazia liberale e del welfare stia
affondando e che appaia ormai inevitabile vederla sommersa
dai marosi dellineguaglianza e dei sacrifici. Si tratta solo di
capire se saremo travolti da una catastrofe improvvisa o se la
progressiva diminuzione della disponibilit di cibo, terra e
acqua ci porter gradualmente verso una condizione pi
gerarchizzata e meno liberale, nella quale riemerger la
stratificazione tipica della societ preindustriale,
contrassegnata da un divario crescente tra ricchi e poveri. Sono
previsioni, dichiara Mortimer alla Lettura, che hanno
assunto una nuova importanza alla luce dellattuale crisi dei
migranti. Ma la sua visione non unilateralmente
pessimistica: anche se nel futuro risulter impossibile
garantire a tutti lattuale tenore di vita, si pu da subito
lavorare per favorire unevoluzione verso comportamenti
collettivi pi sostenibili, tenendo conto anche di quella che nel
libro Mortimer chiama estrema adattabilit del genere
umano, grazie alla quale lordine sociale ha retto persino
durante la peste nera. Il bilancio finale per la Lettura
quindi in chiaroscuro: I cambiamenti pi importanti che
abbiamo sperimentato nella storia osserva Mortimer
riguardano il modo in cui ci nutriamo, affrontiamo le malattie,
comunichiamo e pensiamo. Questultimo punto viene quasi
sempre sottovalutato, principalmente perch molto difficile
capire e apprezzare la maniera in cui ragionavano i nostri
antenati. Eppure si tratta presumibilmente dellelemento pi
importante in assoluto, perch sorregge ogni altro fattore. Poi
lo studioso britannico pone linterrogativo centrale della sua
riflessione: Come potremo prosperare negli anni che ci
attendono, quando una quantit sempre minore di risorse e
soprattutto una superficie limitata di territorio dovr essere
divisa tra una massa sempre crescente di esseri umani?
Questo il problema cruciale rispetto al quale la storia pu sia
mostrarci i pericoli dellignoranza, sia offrirci qualche risposta.

10 LA LETTURA CORRIERE DELLA SERA

DOMENICA 4 OTTOBRE 2015

Orizzonti Scenari
Scenari Una mostra al Louvre tenta una storia dellavvenire attraverso le opere darte. Ne abbiamo selezionate alcune

Le dieci visioni
sul futuro
da Parigi VINCENZO TRIONE

Tecnica

Giganti

Catastrofe

Il tubista tra le macchine


Lger vaticina il presente

Unepica di terrore e peccato Liper-pop di Chri Samba


Lo sguardo tragico di Reni
racconto nero della fine

ernand Lger (1881-1955) si fa aedo di un mondo che si


appresta a essere dominato e modellato dalla tecnica.
Riprende scenari dal Chaplin di Tempi moderni. Combattuto
tra modernolatria futurista e sensibilit decostruttiva cubista,
Lger glorifica unepoca in cui lindividuo viene assorbito dentro
una foresta di ingranaggi meccanici. Non idealizza ingenuamente:
aderisce alla civilisation machiniste, affermando una storicit
attiva, politica. Promuove un dinamismo impersonale filtrato
attraverso il suo stile da tubista (come lo defin Apollinaire).
Nella sua opera cilindrica ruote e pezzi di ferro sono trattati
come forme. Gli attori dipinti sono ridotti ad anonimi attrezzi.
Crede, come ha ricordato Attali nel suo saggio (la cui riedizione
aggiornata uscir nella prossima primavera sempre da Fazi), sia
assurdo tentare di prevedere il futuro, perch tutte le riflessioni
in tal senso () non sono che elucubrazioni sul presente. La
profezia come consapevole adesione al presente.

er dare voce alla Divinit umanata ed elevare lidea della


fisicit verso le vette dei maestri antichi, dotato di una
mirabile intelligenza scenografica, Guido Reni (15751642) ridefinisce le modalit rappresentative
michelangiolesche. La compostezza figurativa cede il posto a
una composizione spezzata da tratti vigorosi e da moti violenti.
Con una prospettiva ardita, si evoca lo scontro tra i tremendi
giganti figli della Terra e le divinit dellOlimpo: i giganti provano
a resistere a un ineluttabile cataclisma; ma colpiti da Zeus
cadono a terra, travolti da enormi massi. In filigrana la memoria
dellApocalisse che racconto epico del terrore, del castigo, del
cupo sconfinamento del male e del dolore, di una tetra religiosit
ossessionata dal peccato. La corrotta citt terrena viene rasa al
suolo. Un angelo annuncia: caduta, caduta Babilonia, la
grande, quella che con il vino inebriante della sua prostituzione
ha abbeverato tutte le genti!. La profezia come sguardo tragico.

a matrice: le culture pop. Ma non c nulla di edificante


nella tela di Chri Samba (1956), il quale, sin dai suoi
esordi (negli anni Ottanta), esegue opere che affrontano
argomenti di notevole attualit: il sesso, la malattia, la
disuguaglianza sociale, la corruzione. Per il Louvre, lartista
nato nella Repubblica Democratica del Congo con un talento
da cartoonist ha ideato un grande fregio postmoderno,
segnato da colori iper-pop, occupato da figure che sembrano
giocose ma si misurano con tematiche difficili. In particolare,
uno dei momenti di questo polittico: su uno sfondo cupo e
notturno, un uomo si arrampica su una grossa sfera
cromaticamente vivace, che ha le sembianze di una Terra
piangente e la prende a martellate. In basso come in un
fumetto leggiamo questo commento: La destruction du
monde par lhomme. La profezia come racconto della
catastrofe.

Nuvole

Cloudspotting

Cosmo

Un uomo solo senza comando Rondinone, schegge daria


Il cielo uninfinita domanda materia da contemplazione

Le ragnatele di Saraceno
che sinarcano verso il Tutto

ntanto, su di noi si addensano nubi. Forse preludono a


una tempesta. Ma forse la tempesta gi avvenuta.
Questa incertezza ci giunge dal quadro di John
Constable (1776-1837), il quale, iscrivendosi nellorizzonte
del Romanticismo, d un senso di vertigine: lo stupore di
fronte allimmensit della natura. Insofferente nei confronti
delle convenzioni prospettiche e antropocentriche,
Constable denuncia lo smarrimento di un uomo solo
nelluniverso, oramai privo di garanzie trascendenti o
ideologiche. Strisciati con pennellate informi e
magmatiche, interrotti a sinistra dallepifania di una
tessera di vegetazione, i suoi cieli rivelano un sublime
carico di verit: la materia della pittura viene identificata
con quella della pittura. In filigrana, domande assolute sul
futuro che sta per venire. Senza risposte. La profezia come
interrogazione infinita.

he cosa rimarr del nostro mondo? Solo alcune nuvole,


sembra dire anche Ugo Rondinone (1964). Reperti aerei.
Queste schegge ci parlano di una durata che si prova
a solidificare, senza smarrirne la volatilit. Sopravvivenze.
Riluttanti alla geometria, hanno le sembianze di una
creazione che stata divorata dal tempo e dalla natura. Sulle
orme di espliciti riferimenti allArte Povera (Kounellis),
Rondinone recupera quei brandelli daria: li strappa al vuoto.
E, agendo come un involontario archeologo, li colloca su
mensole e li impagina nel suo diario. Sono vortici che
sembrano porsi tra visibile e invisibile. In Cloudspotting, Gavin
Pretor-Pinney ha scritto: Ho sempre amato contemplare le
nuvole. Niente in natura pu competere con la loro
mutevolezza e la loro scenografica teatralit. (...) Bellezza
effimera e sublime. La profezia come tecnica per
contemplare il cielo.

alla lezione di Constable sembra partire pure largentino


Toms Saraceno (1973), la cui opera suggerisce
lavvento di una geografia nella quale si dissolvono
pianeti, individui, natura. Influenzato dalla lettura degli studi di
Fritjof Capra, interprete di una visione panica del reale,
suggestionato dalle meticolose architetture ordite dai ragni,
Saraceno presenta una scultura che riesce a essere
imponente e leggerissima. Una vasta e autoassertiva
ragnatela, che rimanda ai grovigli propri delle nostre
metropoli. Un meticoloso tessuto urbano sorretto da un
equilibrio precario, pur se inviolabile. Un ordito di microsistemi,
debitore di tante investigazioni degli astrofisici. Una matassa
di forme ibride, autonome ma sempre in connessione tra di
loro. Un inestricabile labirinto. Innanzitutto, un modo per dire
la potenza delluniverso. La profezia come tensione verso il
Tutto.

CORRIERE DELLA SERA LA LETTURA 11

DOMENICA 4 OTTOBRE 2015

Cambusa
di Nicola Saldutti

n quadro non esposto nella grande mostra appena inaugurata al


Louvre Une brve histoire de
lavenir, curata da Dominique de
Font-Raulx e da Jean de Loisy,
ispirata allomonimo pamphlet di Jacques
Attali Le vaticinateur di de Chirico
(1915). Ne protagonista un personaggio
il vaticinatore, appunto seduto su un cubo di legno che contempla una lavagna, su
cui si inseguono prospettive accennate e
tracce criptiche. Sul fondo, un edificio grigio. A destra, una tenda. Il pavimento fatto di doghe di legno, come il ponte di una
nave. Si allunga lombra di un monumento.
Questo misterioso eroe non indossa abiti. Ha movenze umane, ma non un individuo. Non ha braccia. Il volto non ha identit: senza bocca, non ha pupille n palpebre. La testa marchiata solo da una cifra
centrale, come uno stemma araldico: locchio della mente. Analogamente a Omero e
a Tiresia, il vaticinateur in unattesa pro-

In primavera a Milano
La mostra Une brve histoire
de lavenir dopo il Louvre
(fino al 4 gennaio 2016),
sar presentata da gennaio
al Muses Royaux des
Beaux-Arts de Belgique di
Bruxelles e, in primavera, al
Palazzo Reale di Milano. Il
volume al quale ispirata la
mostra, Breve storia del futuro,
uscito in Italia da Fazi nel
2007 tradotto da Eleonora
Secchi e sar ripubblicato in
una versione aggiornata
nella prossima primavera
dallo stesso editore

Twin Towers

lungata. Custode di una disciplina imperfetta, vuole penetrare il futuro, rimanendo


seduto su un piedistallo. Perlustra ci che
nellulteriorit. E, insieme, vuole abitare in
maniera diversa il reale, scandagliandone
angoli nascosti. La sua dottrina, dice de
Chirico, impura, terribile come il grido
di un dio morente. Pu nascere allimprovviso, come una rivelazione.
Lopera coglie il significato profondo del
problema intorno a cui ruota la non sempre lineare mostra parigina. Che, scandita
in capitoli tematici, raduna tele, sculture,
video e reperti di diverse epoche (dallantichit alla postmodernit) spesso ribaltando
cronologie e suggerendo assonanze iconografiche tra episodi non contigui. In queste
pagine abbiamo selezionato alcuni momenti pittorici e plastici che, pur se distanti, sembrano per collegarsi e continuarsi. Si tratta di creazioni accomunate dal
bisogno di pensare in maniera radicale il
concetto di profezia.

In treno verso il lago-mare


Il lago Bajkal molto pi grande di tanti mari. C
un treno che riprende il viaggio dalla stazione
Andrianovskaja e inizia una discesa ripida, la pi
ripida di tutta la Transiberiana, si legge al
padiglione Expo della Russia. Per 30 chilometri

si corre verso il lago-mare. Appare e scompare


dietro le curve fino a quella pi ampia, dopo
lanello di Angasolskij. Un record si legge nei
pannelli delle ferrovie russe per il raggio di
curvatura del treno. Ecco la vista. E lo stupore.

Profezia. Parola-chiave delle avanguardie


primonovecentesche, che custodisce anche
il senso di molte pratiche artistiche sin dalla classicit. Una virt ambigua e sfuggente,
che non rinvia affatto a scenari improbabili.
Il profeta, infatti, esprime un originale modo di stare dentro il reale, che possiede una
naturale tensione alla mobilit, al divenire.
La sua ambizione: delineare i contorni di
luoghi possibili, nei quali si combinino in
maniera inattesa tasselli estratti dai fenomeni. Sedotto dallavvenire, un visionario
irresistibilmente attratto dalla necessit di
decifrare i simulacri della quotidianit. Si
porta verso laltrove, ma ancorato alle cose. Si fa cos testimone di un tempo che si
sposta incessantemente: arretra e avanza,
balza sopra la cronaca e si confonde con il
futuro. Per essere in anticipo sugli eventi
che non accoglie mai come ineluttabili fatalit aspira a delineare i confini di cosa sar il mondo di domani (il pittore non deve
dipingere quel che vede, ma ci che sar vi-

sto, ha scritto Valry). Impegnato a porsi in


ascolto di oscuri presagi, vuole cogliere le
mutazioni che contribuiranno a modificare
le geografie consolidate, rendendole irriconoscibili. Cerca perci di afferrare il punto
esatto in cui una determinata civilt sembra
ruotare su se stessa per farsi paesaggio
inimmaginabile.
Al Louvre sfilano esercizi di utopie concrete, tesi a far affiorare il non-ancora
che latente nei processi culturali, sociali e
politici in corso. Ne sono autori artisti che
vogliono innervare la contemporaneit di
un dinamismo progettuale e che, insieme,
vogliono poggiare le loro pi ardite fantasticherie sul saldo terreno della storia. Marcuse: Nella grande arte lutopia non
mai semplice negazione del principio di realt, bens il mantenimento che la trascende e nel quale il passato e il presente gettano la loro ombra sulla felicit. Lautentica
utopia si fonda nel ricordo.

Ombre

RIPRODUZIONE RISERVATA

Prospettive del XXI secolo

La rivoluzione siamo noi Pezzi di Rodin tra le macerie Tutti insieme con colore
Poi Beuys prefigura lattacco sanno parlarci del destino
Divertirsi un po inquietarsi

el 1981, con accenti quasi pasoliniani, Joseph Beuys


(1921-1986) dir: I terremoti nei Palazzi sono ancora in
corso. Tra i simboli del capitalismo imperante, le Twin
Towers, cui lo stesso Beuys nel 1975 dedica una litografia.
Quattro formelle nelle quali appare sempre la medesima
immagine, secondo una tecnica warholiana: le Due Torri,
appunto, colte nella loro imponenza. Unicona poco consueta
per lo sciamano dellarte tedesca. Che, con straordinarie doti
teatrali, sapiente gestualit, auspica una rigenerazione completa
delluomo, della societ: gli individui devono difendersi dalle
sopraffazioni dellindustrialismo borghese e dai rischi
dellomologazione. Nelle sue parole, respira la forza dellutopia.
Ama ripetere: La rivoluzione siamo noi. Non avrebbe mai
previsto che dallislam sarebbe arrivato lattacco pi aggressivo
contro il capitalismo occidentale: cominciato proprio con il crollo
delle Twin Towers. La profezia come involontaria prefigurazione.

Fondazione

Libert

egate allevento delle Twin Towers sono anche le


ombre di Auguste Rodin (1840-1917). Frammenti di
un suo ciclo furono ritrovati tra le macerie del World
Trade Center, dopo l11 settembre 2001: quel patrimonio
era conservato presso la Cantor Collection, la pi ricca
raccolta di sculture di Rodin degli Stati Uniti. Ci che rimane
una piccola parte di un complesso gruppo plastico: rovine
che ci lasciano appena intuire la totalit cui originariamente
erano appartenute. Una base di bronzo, che accoglie solo
qualche affioramento: un piede e unimpronta. Assistiamo a
un inatteso prodigio. Pur scolpita da uno tra gli ultimi
maestri classici del XIX secolo, questopera spezzata ci
appare di una prodigiosa modernit. E sembra invitarci a
meditare sulla fragilit di ogni costruzione umana: dalle
opere darte agli imperi. Su tutto, incombe lineluttabile. La
profezia come discorso sul destino.

Il monito di Ai Weiwei:
Dalla Francia al Nuovo Mondo
il domani poggia sulla pietra la speranza una statua

alvolta, nel futuro possibile anche un ritorno alle


origini. Sembra essere questo il messaggio di Ai
Weiwei (1957), il quale ha saldato tensioni diverse,
portandosi al di l di alcune sue recenti uscite basate
soprattutto sul ricorso a gesti scandalosi e militanti. Per un
verso, ha voluto ancora sottolineare la centralit dei concetti
di comunit e democrazia. Per un altro, ha voluto reagire alla
liquidit della comunicazione sul web. Da queste esigenze
nata lopera concepita per il Louvre. Una stanza trasformata
in unagor dove tenere confronti e dibattiti sul futuro. Si
tratta di un ambiente fatto di basi di colonne di pietra che,
nel rievocare reperti archeologici dellantica Cina, sembrano
parlarci di imperi irrimediabilmente scomparsi.
Attraversiamo le fondamenta di un tempio crollato: ogni
solidit sempre minacciata dal suo opposto. La profezia
come monito.

ichel Houellebecq in Sottomissione: Il passato


sempre bello, e in effetti anche il futuro, a far male
solo il presente. Per esprimere questo sentimento, i
curatori della mostra del Louvre hanno scelto unicona: la
statua della Libert realizzata dallo scultore alsaziano Auguste
Bartholdi (1834-1904), che fu donata dalla Francia agli Stati
Uniti per celebrare il centenario della nascita della nuova
nazione (nel 1876). Ben presto quella colossale scultura
diventata un simbolo per coloro che lasciavano la Vecchia
Europa e varcavano le soglie del Nuovo Mondo: come una
promessa di libert, come linizio di una vita nova. Al Louvre
viene esposta una maquette proveniente dal Muse des Arts et
des Mtiers, che mostra lartista nel suo atelier insieme con i
suoi collaboratori, mentre passa dal modello in scala ridotta
della testa allopera definitiva. La profezia come speranza e
come slancio libertario.

n Cosmopolis Don DeLillo ha scritto: Il futuro sempre


qualcosa di integro e uniforme. Nel futuro saremo tutti alti e
felici (). Ecco perch il futuro fallisce. Fallisce sempre. Non
potr mai essere il luogo () felice in cui vogliamo
trasformarlo. Questa riflessione ci introduce alla proposta di
Martin Parr (1952), fotografo della Magnum. Che sembra
preludere a un avvenire splendente e terribile. Allapparenza,
propone un fotomontaggio di frammenti lontani accostati per
generare una straniante verosimiglianza. In effetti, egli ferma
unimmagine vera (scattata nel 1999): lOcean Dome di
Miyazaki (in Giappone). La sua sfida sta nel saldare adesione
alla tecnica del reportage e descrizione del perturbante attuale.
Non senza ironia, legato alle poetiche pop, da sempre attratto
dalle mitologie delle localit turistiche, documenta una
situazione banale: il loisir di masse che amano rifugiarsi su
spiagge inventate. Con uno sguardo disincantato, offre una
visione spietata e drammatica del mondo in cui ci muoviamo e
ci muoveremo: ci consegna una situazione ordinaria in
Giappone. Attenti, questo il domani che ci attende, sembra
dirci. Con un misto di understatement e di crudelt, esibisce
unomologazione che annulla le differenze e trasforma il
common sense in nonsense: la noia e il vuoto insiti nei tempi
moderni sono al centro del suo lavoro. Restituisce attimi
quotidiani di serenit e di leggerezza, che trasmettono in noi
ansia e angoscia. Agisce come un pittore fiammingo 2.0: si
serve del flash, che gli consente di accentuare i contrasti, di
annullare le ombre e di esaltare i dettagli. Il suo un
iperrealismo estremo, che trasgredisce ogni intento puramente
denotativo attraverso cromie accese e kitsch. Collocandosi
nella costellazione del barocco freddo, descrive alcuni riti fragili
ed effimeri della nostra epoca, svelandone in prospettiva i lati
pi assurdi e grotteschi. Dunque, ecco lOcean Dome di
Miyazaki. Un enorme hangar privo di ogni connessione con
precisi contesti geografici. Un non-luogo nel quale nulla
lasciato al caso: tutto calcolato con precisione, come in un set
cinematografico. Un paesaggio artificiale con spiaggia e mare
da dpliant che, nel simulare tanti contesti reali, diviene simile a
un rifugio postatomico. Ci diverte. E ci inquieta. Sar cos il
nostro futuro? La profezia come apocalisse colorata.

12 LA LETTURA CORRIERE DELLA SERA

DOMENICA 4 OTTOBRE 2015

CORRIERE DELLA SERA LA LETTURA 13

DOMENICA 4 OTTOBRE 2015

Risate al buio

Orizzonti Diritto
Codici La lingua delle
disposizioni giuridiche
la negazione di quello
che dovrebbe essere
lo spirito della scrittura.
Ma ci sono brillanti
eccezioni: il testo
napoleonico del 1804,
che Stendhal consultava
per trarne ritmo ed
eleganza narrativa,
e la nostra Costituzione
del 1947 (prima della
pioggia acida delle
revisioni). Ripartiamo
da l. E da Italo Calvino

di Francesco Cevasco

Tra il cardinal Ravasi e don Gallo sta Ges


Gianfranco Ravasi il massimo esegeta
vivente di Ges. E che emozione leggere il suo
libro Le pietre di inciampo del Vangelo. Le parole
scandalose di Ges (pp. 276,  22, Mondadori).
Se uno viene a me e non odia suo padre, sua

madre e persino la propria vita, non pu


essere mio discepolo; Sono venuto a portare
non pace ma spada!. Sembra di risentire il
rimbombo del vocione di don Gallo: Ragazzi,
voi che siete ancora in tempo: ribellatevi!.

Legge n. 168 del 22 aprile 1982, articolo 7:

La semplicazione suggerita da Michele Ainis:

Nei confronti degli acquirenti di immobili adibiti a propria


abitazione ovvero di immobili di nuova costruzione ad uso di
abitazione non di lusso, secondo i criteri di cui allart. 13 della legge
2 luglio 1949, n. 408 e successive modicazioni, e comunque non
aventi le caratteristiche previste per le abitazioni classicate nelle
categorie catastali A1, A7, A8, A9, ubicati nei comuni con popolazione superiore ai 300.000 abitanti secondo i dati pubblicati
dallISTAT per lanno 1980 e nei comuni connanti, nonch nei
comuni compresi nelle aree individuate con le modalit previste
dallarticolo 13, secondo comma, del decreto-legge 23 gennaio
1982, n. 9, convertito in legge, con modicazioni, dalla legge 25
marzo 1982, n. 94, e concessi in locazione alle condizioni di cui al
titolo I, capo I, della legge 27 luglio 1978, n. 392, il limite di lire 4
milioni di cui alla lettera c) del primo comma dellart. 10 del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 597, e
successive modicazioni, elevato a lire 7 milioni a condizione che
la parte eccedente detto limite sia costituita da interessi passivi e
relativi oneri accessori nonch da quote di rivalutazione per
effetto di clausole di indicizzazione per i mutui indicizzati di cui
allart. 15 della legge 5 agosto 1978, n. 457, pagati per lacquisto
degli immobili medesimi.

Chi ha comprato casa entro il 1983 pu detrarre dalle imposte il


costo dei mutui no a 7 milioni di lire.

Corriere della Sera

Senza leggerezza la legge non si legge


di MICHELE AINIS

ntelligenza, intelletto: la nostra comprensione delle cose rimanda a un atto


di lettura. Intelligere significa leggere
dentro (intus legere); e lintelletto si
nutre per lappunto di ci che abbiamo
letto. Ma il leggere evoca poi la leggerezza, e
non si tratta soltanto dun gioco di parole.
C forse qualcosa che sia pi leggero duno
sguardo? Quando locchio sinvola sopra le
righe incolonnate della pagina, quando saltella fra i capoversi e le maiuscole, come se
osservasse il mondo dallalto di unastronave. Il nostro sguardo non pu toccare la materia, pu solo sfiorarla, perlustrarla dal di
fuori. E a loro volta le parole non sono che
suoni, sono entit incorporee, inconsistenti.
Dunque la lettura consiste nellincontro fra
due esperienze immateriali le parole e gli
sguardi con cui si manifesta tuttavia la
materialit dellesistenza.

Nessuno meglio di Italo Calvino ha saputo indagare la categoria della leggerezza.


Nella prima delle sue Lezioni americane
evoca il mito di Perseo: Per tagliare la testa
di Medusa senza lasciarsi pietrificare, Perseo si sostiene su ci che vi di pi leggero, i
venti e le nuvole; e spinge il suo sguardo su
ci che pu rivelarglisi solo in una visione
indiretta, in unimmagine catturata da uno
specchio. Anche la parola, n pi n meno
dellimmagine, uno specchio del mondo,
una superficie riflettente. Ma questa superficie pu apparire levigata come certi cristalli o allopposto scabra e irregolare. Dipende
da chi legge, dipende soprattutto da chi scrive. Quando la scrittura sincurva sotto il peso
della realt che vuol raffigurare, ogni giro di
frase diventa una fatica per chi deve assorbirne il senso attraverso la lettura, diventa
uno sforzo, un peso. La leggerezza del leggere si converte nella pesantezza del comprendere.
Ancora Calvino: esistono due vie, due vocazioni opposte, con cui la letteratura si rapporta con il mondo; e queste vie furono
aperte, rispettivamente, da Cavalcanti e Dante. Luna tende a fare del linguaggio un elemento senza peso, che aleggia sopra le cose
come una nube, o meglio un pulviscolo sottile, o meglio ancora come un campo dim-

Le lezioni
Era dedicata al tema della
leggerezza la prima delle
cinque lezioni che Italo
Calvino avrebbe dovuto
tenere presso la Harvard
University nellanno
accademico 1985-86. Dopo
la morte improvvisa dello
scrittore, nel settembre del
1985, i testi furono
pubblicati postumi prima in
inglese e poi in italiano con il
titolo Lezioni americane. Sei
proposte per il prossimo
millennio (Garzanti, 1988)
Le norme
Il codice civile francese,
chiamato comunemente
code Napolon (codice
napoleonico), venne
promulgato da Bonaparte,
allepoca primo console e
non ancora imperatore, il 21
marzo 1804. Bench
modificato e ampliato
diverse volte, conserva
ancora oggi una parte
notevole degli articoli
originari. Si tratta forse
dellopera pi importante e
duratura di Napoleone, che
dava per la prima volta una
veste organica alle idee
giuridiche illuministe

pulsi magnetici; laltra tende a comunicare


al linguaggio il peso, lo spessore, la concretezza delle cose, dei corpi, delle sensazioni.
Questa differenza attiene tuttavia al registro
linguistico di cui si serve lo scrittore, non alla qualit della scrittura. Perch scrivere un
parto, e si partorisce sempre con dolore. Ma
chi sa scrivere risparmia ai suoi lettori le pene che ha dovuto attraversare prima dindovinare il timbro giusto, limmagine felice, la
parola pi azzeccata. Chi invece non sa farlo
scarica le proprie doglie su chi legge, sicch
la pagina finisce per unire il lettore e lo scrittore in una comune sofferenza.
In questo senso la buona scrittura, dalla
quale scaturisce poi una buona lettura,
sempre leggera, aerea. Scrivere sottrazione
di peso, e infatti uno scrittore si distingue
dal suo cestino dei rifiuti. Scrivendo, espelli
verso il fuori il vortice didee che ti frulla nel
di dentro, ma quando lhai fissato sulla carta
devi poi limare, cancellare, devi impugnare
un paio di forbici da pota. Perch il primo
aggettivo che stai adoperando quasi sempre pure il pi banale, una parola resa logora dalluso. E perch in genere gli aggettivi
sono troppi, oppure si ripetono rendendo
inelegante il tuo fraseggio. Ma la prima bonifica devi farla su te stesso, e devi farla prima ancora di cominciare a scrivere. Devi liberarti dallerudizione che appesantisce il
pensiero, che zavorra la fantasia. Devi conoscere ci di cui stai parlando, ma al contempo devi essere capace di dimenticarlo,
dignorare quanto gi conosci. Altrimenti
sarai un megafono di cose risapute, e il megafono una fonte di rumore, peso sonoro
che sovrasta gli altri suoni. Per attingere alla
levit bisogna tornare un po bambini.
Insomma, anche la leggerezza ha le sue
leggi. Toh, la legge. Con questa parola sbuca
fuori lennesima assonanza, ancora un frutto
verbale che sgorga dalla medesima radice
semantica. Dunque intelligenza, intelletto. E
poi leggere, leggerezza, legge. Ma si pu mai
leggere una legge leggera? Nella percezione
comune la risposta negativa. Ogni legge ha
un che di greve, che a sua volta grava sulle
nostre vite. Senza, saremmo liberi come pesci, come uccelli, anche se in balia dei predatori. Giacch il diritto larmatura che protegge i deboli, ma quellarmatura ha lo stesso peso dei metalli. Dura lex sed lex, diceva-



Tesi

TECNOCRAZIA
SENZA CLASSI
di CARLO BORDONI

nther Anders considerava luomo antiquato, perch superato


dalla tecnologia che lui stesso ha
creato, tanto da sentirsene succube e
da vergognarsi. Compresa quella parte
dellintellighenzia che padroneggia la
tecnica, gli apprendisti stregoni del
progresso. La discussione sugli intellettuali come nuova classe dirigente si
rinnova con la pubblicazione di un
inedito di Alvin W. Gouldner (Il futuro
degli intellettuali, a cura di Francesco
Antonelli, Mimesis, pp. 173,  16),
secondo il quale una benigna tecnocrazia dovrebbe occuparsi degli interessi dellumanit. Rappresentare una
sorta di classe universale, per dirla
con Hegel. Qualcosa di simile alloligarchia del sapere (non umanista) di cui
parla Marc Aug. Tuttavia lo sviluppo
attuale non sembra confermare la profezia dellautore della sociologia riflessiva, visto che lintellighenzia tecnica,
in cui sono compresi i grandi manager,
s una classe al potere, ma priva della
propriet dei mezzi di produzione e di
una vera coscienza di classe. Ma ha
ancora senso parlare di societ divisa
in classi?
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no i Romani. C infatti rigidit in qualsiasi


regola giuridica, c una scorza dura e spessa
che racchiude dentro di s le norme, e ne
impone losservanza. Giudici e prefetti, poliziotti e secondini: ecco la corazza del diritto.
Perci questultimo un corpo solido, possente. Perseo abita altrove, nella mitologia
giuridica c posto soltanto per la Medusa.
Eppure anche le leggi sono fatte di parole;
anchesse vengono scritte per essere poi lette. Non a caso linterpretazione letterale costituisce il primo canone ermeneutico, nonch lunico da cui non si pu mai prescindere. E allora per quale ragione la leggerezza
dello scrivere e del leggere non si comunica
alla lingua del legislatore? Diciamo innanzitutto che esistono eccezioni. Fu tale, per
esempio, il code Napolon del 1804, tanto
che Stendhal ne rileggeva gli articoli per
trarne ritmo ed eleganza narrativa. tale la
Costituzione italiana del 1947, o quantomeno la sua versione originaria, prima che una
pioggia acida di revisioni ne deturpasse
laspetto. Daltronde quel testo venne sottoposto alla vigilia del voto finale alle cure di tre letterati: Concetto Marchesi, Pietro
Pancrazi e Antonio Baldini.

Ma queste due sono eccezioni, non la regola. regola viceversa lo stile ampolloso e
burocratico col quale il nostro legislatore ci
somministra i suoi precetti. regola il labirinto di rinvii, di citazioni, di riferimenti ad
altre leggi che copre la superficie dogni legge. Nel grafico qui sopra ve n un esempio,
accompagnato dalla traduzione delle parole
del diritto in parole comprensibili ai comuni
mortali. Diceva Calvino: La leggerezza per
me si associa con la precisione e la determinazione, non con la vaghezza e labbandono
al caso. Aveva ragione, ma rispetto alle leggi aveva torto. Perch il caso della vita che
illumina di significati lastratta previsione
della legge. E perch la mania dellesattezza
falsa la lingua legislativa, genera equivoci,
confonde i cittadini. In letteratura la leggerezza precisione; nel diritto sta nellallusione.
michele.ainis@uniroma3.it
RIPRODUZIONE RISERVATA

14 LA LETTURA CORRIERE DELLA SERA

DOMENICA 4 OTTOBRE 2015

Collezione
Giancarlo e Danna Olgiati

12.09.2015
10.01.2016

Spazio espositivo
-1
Riva Caccia 1
Lugano

Orari di apertura
venerd domenica
11.00 18.00
Entrata gratuita

Informazioni
e prenotazioni
T +41(0) 91 815 79 80
T +41(0) 91 921 46 32

info.menouno@lugano.ch
collezioneolgiati.ch

Lugano Arte e Cultura

.
Teatro di MNEMOSINE
GIULIO PAOLINI daprs WATTEAU

Con il sostegno di Helvetia Assicurazioni

Nuovo Allestimento
2015/16

CORRIERE DELLA SERA LA LETTURA 15

DOMENICA 4 OTTOBRE 2015

Segnali di fumo

Orizzonti Visual data


Societ

di Alessandro Trevisani

Una adolescente per Taniguchi


Maestro del togliere e del narrare lento, Jiro
Taniguchi torna con Si chiamava Tomoji
(traduzione di Vincenzo Filosa, Rizzoli Lizard, pp.
167,  16). Ma la storia vera della fondatrice del
Shinnyo-en, branca del buddismo che in

Giappone raduna un milione di seguaci, non ne


descrive le iniziative religiose. Tomoji appare qui
bambina e poi adolescente. Una figura mite che
affronta la morte di diversi cari fino allincontro
col futuro marito, in una graphic lieve e toccante.

La si pu chiamare in vari modi, ma la qualit della vita ormai riconosciuta


come un indice fondamentale. In Europa vince il Nord dal welfare generoso
ma anche romeni e slovacchi sorridono. Siamo noi italiani gli eterni scontenti

La felicit non si compra. Per si conta

di FRANCESCA BASSO

uanto vale un sorriso in Europa? E che cosa c dietro?


Le statistiche si moltiplicano per catturare la felicit e
misurarla. Siamo sicuri che
qualit della vita e felicit vadano di pari passo? La qualit della vita pu essere
determinata con una serie di parametri
oggettivi, ma definire la felicit sembrerebbe pi complicato. Insomma, il
benessere non basta, chiaro a tutti.
Da anni ormai c un nuovo indice
con pretese di oggettivit, che vorrebbe

affiancare il Pil, il Prodotto interno lordo che descrive la velocit a cui marcia
(se marcia) leconomia di un Paese.
Lacronimo Fil e sta per Felicit interna lorda: il termine fu inventato allinizio degli anni Settanta dallallora re
del Bhutan, piccolo regno himalayano
(buddista) tra Cina e India. Di recente il
Programma di sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite ha lanciato il Word
happiness report, ormai alla terza edizione, che calcola la felicit in base al
reddito pro capite, alle aspettative di vita, al livello di corruzione e alle percezioni di s. Lo scopo del rapporto

molto pratico: spingere i Paesi dellOnu


ad adottare questo indice come guida
per migliorare le politiche interne.
LEuropa preferisce la definizione di
qualit della vita a quella di felicit
ma non rinuncia a monitorare il grado
di soddisfazione dei propri cittadini,
usando parametri diversi dal Fil. LIstituto di statistica di Bruxelles si concentra su condizioni materiali, casa, occupazione, uso del tempo, istruzione, sanit, relazioni sociali, sicurezza, ambiente e amministrazione. Nessun
aspetto della vita viene trascurato. Se si
confrontano le due classifiche troviamo

nella parte alta di entrambe i Paesi nordici, il welfare europeo che fa sognare il resto del mondo.
Ma se si guarda unaltra classifica, stilata dallamericano Pew Research Center, sulla percentuale di persone che
descrive la propria giornata particolarmente buona, troviamo confermato il
Lautore
La visualizzazione a cura di Valerio
Pellegrini, information designer e illustratore
appassionato di digital humanities. Collabora
con studi di design in Italia e allestero

luogo comune che la ricchezza non fa la


felicit: in cima c la Nigeria, che in
unaltra graduatoria risulta tra i Paesi
pi corrotti al mondo. Statistiche alla
mano, i Paesi pi ricchi non sono necessariamente quelli con i cittadini pi
contenti, fatta eccezione per gli statunitensi (che il diritto al perseguimento
della felicit ce lhanno pure nella Costituzione). E in Europa? La Ue non fa
eccezione. La soddisfazione di romeni
e slovacchi fa a gara con quella di svedesi, finlandesi e danesi. Mentre noi italiani siamo degli insoddisfatti.
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16 LA LETTURA CORRIERE DELLA SERA

IL CLAN
DESTINO
di MARIO ANDREA RIGONI

DOMENICA 4 OTTOBRE 2015

Giornalista contro il giornalismo


Guido Piovene racconta se stesso

sempre una buona idea, in un lavoro


critico, dare la parola agli autori stessi
(secondo la testimonianza di Adorno,
Benjamin avrebbe voluto che la sua opera
fondamentale fosse fatta di sole citazioni).
Sandro Gerbi ha tentato felicemente di
comporre un profilo psicologico e letterario di
Guido Piovene attraverso estratti delle prose
del grande scrittore vicentino, per la maggior
parte uscite sulla Stampa tra il 1954 e il
1963 (Falsit delle confessioni. Quasi

Libri
.

Romanzi, saggistica, poesia, ragazzi, classifiche

unautobiografia, Aragno, pp. 173,  15).


Pagine sullinfanzia, sulladolescenza, sulla
vita militare e universitaria, fino allingresso di
Piovene nel giornalismo contengono
magnifici ritratti di maestri e amici, da Piero
Martinetti a Giuseppe Antonio Borgese, da
Eugenio Colorni a Umberto Saba, che sono
altrettanti specchi nei quali si proietta e si
misura la personalit dellautore. Poco nota
quanto affascinante la figura di Gino Scarpa,
caporedattore di uno scomparso giornale

La raccolta di scritti di
Piovene curata da
Sandro Gerbi (Aragno)

milanese del pomeriggio, LAmbrosiano, a


cui Piovene collabor agli esordi della sua
carriera. Scarpa non era solo unintelligenza
di primordine (Larte per lui una discesa tra
le ombre, compiuta in solitudine, da cui non si
torna pi indietro), ma coltivava lidea di
fare un giornalismo che fosse contro il
giornalismo. evidente che tale visione era
la stessa di Piovene: anchegli era giornalista
contro genio e riteneva che forse in tutti i
campi il miglior lavoro quello che si compie
per met con se stessi, per met contro.
Quale migliore chiave per entrare nella sua
complessa e tortuosa personalit? Anche se
false, come riteneva Piovene, le biografie e le
autobiografie celano una loro, talvolta
profonda, verit.
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Arcistracattolici che straparlano

Due parole in croce


di Luigi Accattoli

Quegli arcistracattolici tanto prodighi in


scomuniche i quali sono soliti affollare i blogs
arcistraparlando di profezie apocalittiche e
magari arcistracitando testi che non hanno
letto: un brano bilioso del godibile volume di
Franco Cardini, Un uomo di nome Francesco. La
proposta cristiana del frate di Assisi e la risposta
rivoluzionaria del papa che viene dalla fine del
mondo (Mondadori, pp. 193,  20). A pagina
191 c una Nota per gli arcistracattolici.

Dal Fondo Macchia della Biblioteca Nazionale di Roma spunta un


bizzarro autografo del narratore. Alberto Beretta Anguissola presenta
(in queste pagine e in una conferenza) limportanza dellepistolario

Amore, gelosia, infine amicizia


Proust scrive a Reynaldo
La corrispondenza tra i due una delle pi belle e longeve
Qui c gi, in gran parte, quello che sar la Recherche
di ALESSANDRO
PIPERNO

al Fondo Macchia custodito nella Biblioteca


nazionale di Roma spuntata una lettera che
Marcel Proust scrisse a Reynaldo Hahn. Uno
di quei foglietti volanti che Proust scriveva a
tutte le ore del giorno a parenti, amici e conoscenti. Per parlarne incontro Alberto Beretta Anguissola,
tra i massimi specialisti mondiali di Proust, curatore con
Daria Galateria del commento delledizione italiana della
Recherche, ovvero dellindagine pi preziosa e accurata
mai condotta sul mondo proustiano.
Per Beretta Anguissola la Recherche un iceberg: la
parte visibile risplende solitaria allaria gelida del mattino, ma quella sommersa assai pi vasta, perigliosa e
inestricabile. Il suo lavoro di studioso (e di palombaro)
consistito nel dare forma e senso a tutto ci che nella Recherche non si vede. Mi racconta che una volta insegu fi-

no in Sud America le tracce di uno degli ultimi amanti di


Proust (peraltro invano).
La sua passione proustiana risale ai tempi delluniversit: mi confessa che galeotta fu proprio una lettera a
Reynaldo Hahn. In realt mi dice ridendo non era
indirizzata proprio a Reynaldo, bens a Zadig, il suo cane.
Leggendola pensai: to, mica male! Per scrivere una lettera a un cane occorre un bel po di libert e disinibizione.
Sai comera Proust: da una parte un mondano galante e
seduttivo, dallaltra un ragazzo semplice, dotato di uningenua sincerit. Eppure, obietto, la corrispondenza
proustiana una specie di monumento allipocrisia, alla
piaggeria. Insomma il Nostro quando ci si metteva sapeva essere un bel leccaculo. Non sempre, e di certo non
con Reynaldo e con gli altri amici intimi. Inoltre, la corrispondenza con Reynaldo tra le pi belle e longeve. Pur-

troppo conosciamo solo una campana. Fu Reynaldo stesso, infatti, assai pi prudente del suo corrispondente, a
chiedere a Proust di bruciare le sue lettere.
La lettera al cane risale allautunno 1911. Proust lavora
gi da tempo alla Recherche. Con sprezzatura auto-ironica rivela a Zadig uno dei principi fondanti dellopera: la
sfiducia nei confronti dellintelligenza che ci allontana
dalla verit delle impressioni. I cani sono fortunati, scrive
Proust, perch non hanno mai lesigenza di razionalizzare. Solo quando ritorno cane conclude un povero
Zadig come te, mi metto a scrivere, e solo i libri scritti cos mi piacciono.
La lettera a Zadig mi spiega Beretta Anguissola
appartiene al secondo periodo dellamicizia tra Marcel e
Reynaldo. La prima fase della loro corrispondenza dura
dal 1894 al 1896 e coincide pi o meno con il loro amore.

CORRIERE DELLA SERA LA LETTURA 17

DOMENICA 4 OTTOBRE 2015

Ruskin e via dicendo. Forse Proust vuole parodiare Ruskin. Allo stesso tempo, attraverso lo stile arcaico, cerca
di esprimere la nostalgia per gli anni della giovinezza
condivisa con Reynaldo. C ancora di mezzo linfanzia.
La si pu considerare una forma di regressione. In fondo
Proust fa qualcosa di analogo in Combray, in cui racconta
sia linfanzia del Narratore che linfanzia della Francia.
Cosaltro ti colpisce in questa lettera?
La citazione Quante virt ci fate odiare!, che lui attribuisce alla madre, ma che in realt di Corneille. Anchessa la troviamo in Combray.
Gli chiedo se lamicizia con Reynaldo sia sopravvissuta
al successo di Proust. In effetti, con il tempo alcune
amicizie si guastarono. Per esempio quella con Lucien
Daudet. Cleste Albaret, la domestica di Proust, sostiene
che negli ultimi anni Marcel disprezzasse anche Reynaldo, sia come uomo che come musicista. Non credo sia
vero. Il loro legame sar spezzato solo dalla morte di
Proust.

Torniamo al primo periodo, quello amoroso. La relazione tra Marcel e Reynaldo costituisce in un certo senso
il modello dellamore tra Odette e Swann. Le gelosie del
giovane Marcel somigliano molto, per intensit e frustrazione, a quelle di Swann. Marcel, proprio come Swann,
chiedeva allamato di essere sincero. Voleva sapere tutte
le scappatelle di Reynaldo per poi soffrirne come un cane. Una volta gli scrisse una lettera terribile, una scena di
gelosia in tipico stile-Swann che infatti ritroveremo tale e
quale nella Recherche. La
lettera si conclude con
unamara constatazione.
Proust scrive che un giorno, ne certo, tutta questa sofferenza gli servir,
per ora non pu fare altro
Lappuntamento
che viverla.
Marted 6 ottobre alle 17
Tra laltro la figura di
presso la Biblioteca
Reynaldo ispira anche alNazionale Centrale di Roma,
cuni personaggi del Jean
Sala 1, si terr
Santeuil, romanzo giovauna conferenza di Alberto
nile di Proust, mai termiBeretta Anguissola, La
nato. In una lettera del
corrispondenza proustiana.
marzo 1896 Marcel conNelloccasione verr
fessa candidamente a
presentato laccordo fra
Reynaldo: Voglio che tu
Biblioteca Nazionale di Roma
sia presente ovunque (nel
e Universit di Tor Vergata,
mio romanzo), ma come
dipartimento di Studi
un Dio travestito che nesUmanistici, nellambito del
sun mortale possa ricoprogetto Mete (Mediatori e
noscere.
Traduttori Europei) fondato
Da un certo momento
nel
dicembre 2014 e dedicato
in poi il rapporto tra vita e
alla storia della mediazione
arte per Proust diviene
culturale fra lItalia
talmente inestricabile da
e i Paesi dOltralpe.
ribaltarsi. Proust scrive a
Per
la
manifestazione
sar
Reynaldo (siamo gi nel
esposta una lettera autografa
1914): Da molto tempo la
di Proust, ritrovata
vita non mi offre pi che
recentemente, accompagnata
eventi che ho gi descritda edizioni di pregio del
to. Non pi la vita ad
Fondo Macchia. Interverranno
anticipare larte, bens il
Andrea De Pasquale
contrario. Del resto, par(direttore della Biblioteca
liamo di uno dei pochi
Nazionale) e Gabriella
artisti che sia riuscito a
Catalano (coordinatrice
scrivere della propria
stessa morte quasi in predel gruppo Mete)
sa diretta (la morte di
Bergotte). E tuttavia mi spiega Beretta Anguissola
la vita continua a costituire unessenziale fonte dispirazione. Nellautunno 1914, ovvero qualche mese dopo la
morte di Alfred Agostinelli (autista di Proust, e suo grande amore), Marcel va a Cabourg, in Normandia. Reynaldo
gli chiede se non sia doloroso rivedere i luoghi che ha
condiviso con Agostinelli. Proust gli risponde che visto il
brutto modo in cui Alfred si comportato negli ultimi
tempi, lui si sente autorizzato a non essere troppo triste.
E se non senti il dovere di essere triste, il dolore si attenua. Ascolta le esatte parole che Proust scrive a Reynaldo:
Non perch gli altri sono morti che il dolore diminuisce, ma perch siamo noi a morire e ci vuole una ben
grande vitalit per mantenere lio di qualche settimana
fa. Il suo amico non ha dimenticato il povero Alfred. Ma
lha raggiunto nella morte. E il suo erede, lio di oggi, ama
Alfred che ha conosciuto solo attraverso i racconti dellaltro. una tenerezza di seconda mano.
facile riconoscere in questo stralcio di lettera un altro tema portante della Recherche: lOblio. Proust, un po
come Montaigne, ritiene che gli esseri umani siano composti da una serie infinita di io in continua evoluzione.
Lio di un anno fa non ha molto in comune con lio di oggi, n lio di oggi con lio di dopodomani. Solo cos riusciamo a superare i grandi dolori, solo questo ci permette di dimenticare, di non ancorarci troppo al passato.
Una delle poche lettere che conserviamo di Reynaldo
mi dice Beretta Anguissola lultima che gli scrisse.
Siamo nel 1922. Proust in fin di vita, stanco dellaccanimento terapeutico che gli viene inflitto. Non ce la fa
pi. Robert, il fratello di Marcel, chiede a Reynaldo di intercedere presso il malato per convincerlo a curarsi.
La supplica di Reynaldo straziante, ma non abbastanza da convincere quel testone di Marcel.

Corriere della Sera

Sono lettere piene di pathos drammatico, romanticismo,


attacchi di gelosia proustiana (per una volta in senso letterale).

Marcel e Reynaldo si conoscono nella primavera del


1894. Il periodo pi spensierato della vita di Proust: i suoi
ventanni. un ragazzo bello, adorabile, dai gusti raffinati, di famiglia abbiente. Malgrado i suoi problemi di salute, o forse proprio in virt di questi, affamato di gioie e
di opportunit. Reynaldo pi giovane di pochi anni.
Malgrado alcune vistose differenze temperamentali, ha
molte cose in comune con Marcel: anche lui viene da una
buona famiglia di origini ebraiche, coltiva interessi artistici ( un talento musicale assai precoce), adora la mon-

Qui sopra: le tre pagine


autografe di Marcel Proust
ritrovate nel Fondo Macchia
della Biblioteca Nazionale di
Roma (sotto la traduzione).
Nel fotomontaggio Marcel
Proust (Parigi, 10 luglio
1871 Parigi, 18 novembre
1922), seduto, e Reynaldo
Hahn (Caracas, 9 agosto
1874 Parigi, 28 gennaio
1947). Hahn stato un
compositore, pianista e
direttore dorchestra.
La sua canzone pi famosa
e pi eseguita A Chloris,
che risente dello stile
impressionista
e del tardo romanticismo dei
suoi insegnanti

danit e ha gusti sessuali controversi. I due frequentano


in modo complice e licenzioso i salotti colti dei Daudet e
di Madame Straus. Trascorrono le vacanze assieme. Il loro amore tra alti e bassi durer un paio danni.
Finito lamore c un lungo buco nella corrispondenza. Le lettere riprendono parecchio tempo dopo, siamo
gi nel Novecento. Lamore si trasformato in amicizia. Il
tono delle lettere si fa spiritoso, goliardico, pieno di giochi di parole, persino di disegni, ma mantiene quellaura
infantile che ha caratterizzato la loro relazione. Marcel
chiama Reynaldo Master, Reynaldo chiama Marcel
poney. La lettera ritrovata tra le carte di Macchia un
tipico esemplare di questa seconda fase. In essa Proust
adotta un gergo cifrato, ermetico, comprensibile solo allamico. Come vedi, lortografia medievaleggiante. Erano gli anni in cui il Medioevo andava parecchio di moda,

Il testo

Tre pagine di affettuose stravaganze ortografiche


La traduzione della lettera a Reynaldo Hahn mantiene le stravaganze
ortografiche e sintattiche delloriginale. Segnali di un linguaggio intimo,
rivelano il tono complice, affettuoso, in cui lironia la vera protagonista.

di MARCEL PROUST

uando vi vesdr (questi giorni le mie ore sono state molto


genstili, dalle tre e 1/2 quattro del pomeriggsio, circa. Ma folle
colui che si fida). Non ho avuto linfluensha che temesvo.
Non capisco, cosa ho avuto (Polignac: Lui non kapissce, lui non
kapissce). Se devo vedervi presto non vi schriver cottiverie su e su,
ma se no, s e s. La vostra lettera era ammirevole tutta la
conversazione Costa delle pi giuste e delle pi importanti, laneddoto
Taigny squisito e la sua risposta meno volgare che voi ne diciate perch
in effetti sarebbe opportuno che lei si firmasse: Bianchi Taigny che
daltronde molto peggio di Murat Taigny che sarebbe molto pi carino.
Conoscete la signora Taigny. affascinante. Lopinione del signor Costa
sulla G. (la ragazza la G. G. G.) vera. Ma quel fard che nella distanza
della sala dona freschezza. Io non dico che sia una Rcamier e che
possa essere lamica di un uomo di genio. Ma infine, preferendo leggere

lEvoluzione della Materia al dir cose raffinate a Costa, lei non deve
avere la nauseante banalit di reputazione delle altre donne del bel
mondo. E poi lei simpadronisce di cose interessanti (il che daltronde
spiacevole per le cose interessanti) ma ancor pi le attira. Cos Edward
VII ha cenato altrove. L ha assistito alla fototele ecc. Tutto questo eleva
non una donna ma la sua reputazione. Hasdio, Hasdio, Buongiorni. Ho
ricevuto la visita di mia Zia. Mi vengono delle raucedini inaudite non
appena sforzo un po la voce parlando al telefono. Inaudita. Non venite
mai in giorsnata senza avvisare, e non venite pi la sera troppo tardi,
perch e perch. Ho telefonsato alla principessa di Chimay che avrei
preferito aver fatto larticolo di Antoine B. piuttosto che il mio. Lei
rimasta cos offesha da quella che lei crede una mia insincerit che ha
riattaccato la cornetta. Sembra che la fidanzata di C (...) affascinante,
estremamente carina, saldamente ricca, e di una di quelle famiglie cos
anticamente e virtuosamente repubblicane delle quali mia madre
diceva: Quante virt ci fate odiare! Si voltano dalla parte dei vizi, ci
che pi morale. Carigno mi accorgo che avevo finito la mia lettera e
che continuo con la solfa dei buonsgiorno. Allora hasdio.
(traduzione di Daniela Bonanni)
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18 LA LETTURA CORRIERE DELLA SERA

DOMENICA 4 OTTOBRE 2015

Informazione pubblicitaria

UniCredit Pavilion:
un seme che germoglia in citt,
con grandi eventi
per informare, istruire e divertire
Non un semplice auditorium, non un semplice
edificio per eventi, meeting e conferenze,
non un semplice luogo di esposizione di opere
darte, ma tutte queste cose insieme, anche
contemporaneamente, grazie alla particolare
configurazione modulare degli spazi. questo
UniCredit Pavilion, il nuovo spazio di incontro
polifunzionale di UniCredit sorto in Piazza Gae
Aulenti, nei pressi dellHeadquarters del Gruppo
e inaugurato ufficialmente lo scorso luglio
al termine di lavori record durati poco pi
di un anno.
Un seme, cos descrive loriginale forma e
la struttura Michele De Lucchi, larchitetto che
lha concepito, con dentro lessenza della vita
e la magia di quelle materie che si trasformano
e rigenerano quello delle quali sono state
generate, che si memorizza con la forza
emozionale di un monumento, un simbolo tra
la natura del parco e gli uomini dei grattacieli.
Progettato con la massima attenzione alla
sostenibilit ambientale, stato realizzato
con materiali naturali e moderne tecniche
costruttive, completando un contesto urbano
unico come quello di Porta Nuova-Garibaldi.
Un nuovo centro, che si affianca a quello storico
attorno al quale la citt di Milano nata e
cresciuta, sorto in una posizione privilegiata,
punto dincontro tra diversi quartieri e anime
della citt che, grazie alla vicinanza degli snodi
ferroviari, collegato allintero Paese
e allestero.
Internamente, la struttura si sviluppa su tre
livelli. LAuditorium pu ospitare sino a 700
persone e grazie a una concezione flessibile,

possibile suddividere lo spazio in pi ambienti


di dimensioni ridotte. DallAuditorium,
attraverso una scala elicoidale, si ha accesso
alla Passerella dellArte, un sistema espositivo
destinato a mostre temporanee, che pu essere
utilizzato anche per creare percorsi narrativi
visuali a supporto delle altre attivit ospitate
dalledificio. Al secondo livello si colloca larea
Mini-Tree, un asilo nido al servizio dei
dipendenti, ma anche aperto alla comunit,
per 60 bambini da 3 a 36 mesi. Al terzo livello
si trova la Greenhouse, location destinata a
meeting ed eventi di business. Ledificio infine
caratterizzato da due Ali apribili, lunghe 12
metri, dotate di maxischermi rivolti verso il Parco
e la piazza Gae Aulenti.
La valorizzazione dei talenti in tutti i campi,
da quello delleconomia a quello della cultura,
la commistione di linguaggi artistici, il dialogo
costante con il territorio e le sue eccellenze,
sono tutti elementi essenziali nella missione
di UniCredit Pavilion, che ha lobiettivo di
affermarsi nel panorama milanese e italiano
come luogo ispirato, creativo e innovativo,
unico nel suo genere.
I prossimi appuntamenti in programma in
UniCredit Pavilion confermano questa volont.
Per lautunno si annuncia una stagione
ricchissima dal punto di vista musicale con i
concerti jazz di alcuni tra i pi grandi interpreti
italiani del genere, mentre a dicembre sar la
volta del grande cinema documentaristico con
il primo appuntamento con la rassegna
Visioni dal Mondo, recentemente presentata
alla 72 Mostra Internazionale dArte
Cinematografica alla Biennale di Venezia.

AUTUNNO IN MUSICA
Inizia a ottobre una nuova serie di incontri musicali
allUniCredit Pavilion.
Jazz al Pavilion Quattro serate di musica jazz
con grandi talenti del panorama italiano: il 16
ottobre, Danilo Rea, tra i pi conosciuti e apprezzati
pianisti jazz italiani in tutto il mondo, proporr
lo spettacolo Across my universe: My Beatles,
My Stones. Fabrizio Bosso, trombettista dalla
voce inconfondibile e tra i pi noti della scena jazz
italiana, presenter, il 18 ottobre, il suo ultimo
album Duke rendendo omaggio a Ellington.
Doppio appuntamento per Chiara Civello che
si esibir nelle serate del 13 e del 14 novembre
accompagnata dal Nicola Conte Combo e
dallensemble dellOrchestra Filarmonica Italiana.
Linconfondibile voce di Karima ci introdurr
nellatmosfera natalizia il 1 dicembre accompagnata
da una ritmica deccezione: Dado Moroni al
pianoforte, Riccardo Fioravanti al contrabbasso
e Stefano Bagnoli alla batteria. Insieme ci
proporranno A Christmas Tale.
Europa Barocca il 25 ottobre si esibir lensemble
dellAccademia Musicale dellAnnunciata di
Abbiategrasso. I giovani allievi dei principali
conservatori e scuole civiche musicali di Milano
eseguiranno studi sulla prassi barocca di J.G.
Ferdinand Fischer, Vivaldi e Hndel.
Per acquisto biglietti:
Botteghino UniCredit Pavilion
(dal luned al venerd - dalle 09:00 alle 18:00)
sito www.geticket.it,
Call center Geticket 848002008,
Punti vendita Geticket

CORRIERE DELLA SERA LA LETTURA 19

DOMENICA 4 OTTOBRE 2015

Greche

Libri Saggistica

di Alice Patrioli

La lezione della cerva


Cera una volta un mostro con sette teste di
serpente, Ercole lo uccise con laiuto dellamico
Iolao e impar limportanza del lavoro di
squadra. Cera una volta una cerva velocissima,
Ercole la insegu per un anno prima di catturarla

e apprese che la forza fisica poca cosa rispetto


alla volont. Le fatiche di Ercole (di Sergio Parini,
disegni di Jacopo Fo, Gallucci, pp. 60, 12,90, dai
6 anni) presenta le imprese delleroe antico come
un avventuroso percorso di crescita.

Classici Il rapporto
conflittuale tra allievi e
maestri il sale nella
storia del pensiero.
Un esempio il modo
in cui Aristotele
critica lautore della
Repubblica, ma non
si spinge fino in fondo,
consapevole che la
filosofia non pu essere
ridotta alla dimensione
politica. Per questo
Raffaello, nella sua
Scuola di Atene,
non colse nel segno

A fianco: Valery Koshlyakov (1962, Salsk,


Russia), Socrates (2009, collage su carta),
Courtesy Saatchi Gallery, Londra

Socrate tradito? Non da Platone


di MAURO BONAZZI

i dice che i tradimenti siano il sale della vita. Di certo lo sono della filosofia, se vero che la sua
nascita coincide con un tradimento, quello che Platone ha
perpetrato nei confronti di Socrate. La voce circolava gi ad Atene, ed era solo linizio. Pi tardi ne avrebbe parlato il giovane
Giacomo Leopardi, convinto che il tradimento di Socrate avesse condotto al distacco tra filosofia e vita. George Grote
avrebbe poi rincarato la dose, sostenendo
che Socrate, nella citt ideale di Platone,
non avrebbe potuto neppure abitare. Nel
1954 Hannah Arendt, in un saggio appena
pubblicato da Raffaello Cortina, ha ripreso questa idea, ritrovando nel Socrate tradito da Platone un punto di riferimento
per ripensare la politica contemporanea.
La lista lunga, come si ricava dal nuovo
libro di Maria Michela Sassi Indagine su
Socrate (Einaudi), e laccusa sempre la
stessa: la fuga nella metafisica, lontano
dal mondo degli uomini.
A essere pignoli, laccusa impossibile
da provare. Socrate non scrisse nulla e
quelli che ne hanno parlato ce lo presentano sotto una luce diversa. Socrate rimane un mistero. Ma vero che tra quei due
successo qualcosa dimportante, che
avrebbe avuto conseguenze decisive per
la filosofia. Cosa? Per unironia della sorte
Platone ha rischiato di subire lo stesso
trattamento che era sospettato di aver inflitto al suo maestro. Qualche anno dopo
sarebbe stato lui a ritrovarsi nei panni del
maestro; lallievo sarebbe stato un certo
Aristotele. una storia che potrebbe aiutarci a capire qualcosa del tradimento,
presunto o vero, di Socrate.
I rapporti tra i due furono complicati
fin da subito. Elegante come solo gli aristocratici ateniesi sapevano essere, Platone sar rimasto sconcertato dallaspetto
del giovane macedone Aristotele, con i
capelli in avanti a coprire una calvizie incipiente, pieno di anelli, vestito pretenziosamente. Un vero provinciale e forse
neppure un greco: per di pi bizzarro nei
comportamenti, come quando disertava
compagnie e lezioni per leggere da solo.
Ma Aristotele era il migliore degli allievi:
lo chiamavano la Mente, ed a lui che
Platone inizi a interessarsi (manca la
Mente, pare dicesse, con malcelato disappunto, quando non lo vedeva in classe). Molte delle sue pagine sembrano ri-

volgersi direttamente a quellallievo solitario, per dialogare a distanza.


Il problema che Aristotele, leggendo
quei testi, aveva maturato un progetto curioso: smantellare il sistema filosofico del
maestro pezzo per pezzo, fino a rovesciarlo completamente. La famosa teoria delle
idee? Non spiegava nulla, raddoppiava
anzi i problemi. Il comunismo della citt
ideale? Impossibile da realizzare e neppure desiderabile. Lesistenza del Bene
assoluto? Assolutamente inutile. Attaccando Omero, il maestro per eccellenza,
Platone aveva osservato che il compito
della filosofia era quello di seguire la verit, non le autorit. Detto fatto: Aristotele
aveva ritorto lidea contro il proprio maestro, affermando, prima dellennesimo
attacco, che quando si tratta della verit
bisogna lasciare da parte gli aspetti personali. Amicus Plato sed magis amica
veritas. Niente male per uno che rimasto nellAccademia ventanni.

Il testo pi chiaro, in questo senso,


lEtica nicomachea. Per Platone senza la
filosofia non ci sarebbe stata fine ai mali
dellumanit. Aristotele mostra che non
cos, perch la politica umana ha bisogno
non di principi astratti, ma di ragionamenti concreti, che ci aiutino a confrontarci con la complessit dei problemi. Talete, a furia di guardare il cielo, era caduto
in un pozzo. Meglio seguire Pericle, che
Platone aveva accusato di essere la causa
della rovina di Atene ed era invece lesempio di unintelligenza pratica sempre
pronta a capire le situazioni e agire di
conseguenza. lintuizione che ha fatto la
fortuna odierna di Aristotele quando, dopo la tragica stagione dei totalitarismi, si
cominciato a ricostruire la politica sulla
base di una discussione razionale, a parti-


La metafisica necessaria
C bisogno di analisi
concrete per capire la
complessit dei problemi
ma non possibile fare a
meno di idee universali

re dal mondo dellesperienza umana, rinunciando alla pretesa di fondazioni ideali. Nella Scuola di Atene di Raffaello, Aristotele indica la terra e tiene in mano proprio lEtica nicomachea, il testo che
segnava il distacco dellallievo dal maestro.
Fosse stata conservata mutila della
conclusione, lEtica sarebbe stata il libro
del tradimento perfetto. Ma proprio allultimo tutto cambia, in modo clamoroso. Il tema in discussione era la felicit, il
grande problema dei Greci: come vivere
una vita felice? In mezzo agli uomini e per
gli uomini, era la conclusione a cui sembrava condurre lanalisi di Aristotele la
vita attiva di cui avrebbe parlato Hannah Arendt in riferimento a Socrate. Tradendo il maestro, lallievo stava rendendo
giustizia al maestro del maestro, ingiustamente tradito? Una storia edificante
che implode in dirittura di arrivo. Quando Aristotele conclude, ecco la sorpresa:
la vita politica non basta; la felicit si realizza altrove, nella conoscenza delle verit
ultime, perch noi crediamo di essere uomini mortali, ma in realt siamo esseri divini; indagando i misteri della conoscenza che troveremo dunque la felicit
pi piena. Questo Platone; pi precisamente questo il Platone del Timeo, dove
si tratta delluniverso e dei principi ultimi. Il Timeo, vale a dire il dialogo che Raffaello mise in mano a Platone (che indicava il cielo) per opporlo ad Aristotele.
Unopposizione che alla fine non c: la
Scuola di Atene stupenda, ma non riesce a rendere conto della complessit del
rapporto tra Platone e Aristotele. Nessuno ci ancora riuscito.
Gli studiosi si disperano quando leggono le pagine finali dellEtica: come
possibile conciliare questa conclusione
con i ragionamenti che precedono? Quello dellEtica, del resto, non neppure un
caso isolato; la manifestazione pi visibile di una tendenza di fondo: la Metafisica attacca le idee universali, rivendica la
priorit delle sostanze individuali e termina per con la celebrazione di Dio, la
forma pura una versione teologica delle idee. Per tacere dellanima: un intero
trattato per dimostrare, contro Platone,
che la nostra anima mortale e un capitolo finale che introduce lintelletto immortale.
Aristotele cade in contraddizione per

I testi
Sono usciti di recente tre libri
importanti sulla figura del
filosofo ateniese, maestro di
Platone, che venne
condannato a morte e bevve
la cicuta nel 399 avanti
Cristo: Hannah Arendt,
Socrate (traduzione di Ilaria
Possenti, Raffaello Cortina,
pagine 123,  11); Maria
Michela Sassi, Indagine su
Socrate. Persona filosofo
cittadino (Einaudi, pagine
XIV-250,  23); Alfred E.
Taylor, Socrate (traduzione di
Michele Bruni, Castelvecchi,
pagine 93,  14,50)

non rinunciare del tutto a Platone? S, ed


il segno della sua grandezza. Le risposte
le offrono i santoni; ai filosofi interessano
i problemi. A pensarci bene facile capire
perch Aristotele non sia andato fino in
fondo. Perch rinunciando a Platone
avrebbe dovuto rinunciare anche alla filosofia e a tutto quello che significa. Mentre
Socrate parlava, mentre Platone e Aristotele discutevano, mentre noi oggi leggiamo, intorno a noi tutti si dispiega un universo immenso, meraviglioso e inquietante: infinito o finito? E se finito cosa
c al di l? E ancora, eterno o creato? E
nel caso da chi? E perch? Dentro di noi,
intanto, e tra le piante e gli animali, scorre la vita, senza quasi che ce ne rendiamo
conto: che cos la vita? Da dove emerge?
Domande, e tante altre se ne potrebbero
aggiungere, ancora in attesa di risposte,
che forse non arriveranno mai. Domande
ingenue; ma possiamo farne a meno? Di
sicuro non pu farne a meno la filosofia.
La politica importantissima, ma non
tutto. Alla fine Aristotele ha raccolto il
messaggio che Platone gli aveva lasciato.

Socrate era un tipico cittadino ateniese, sempre in piazza a discutere con gli altri; parlava volentieri di politica, toccando
temi scomodi; il risultato fu un processo
con la condanna a morte. Anche se non lo
si poteva dire (cera stata unamnistia) la
causa vera della condanna era il suo coinvolgimento con gli oligarchici (probabilmente falso, ma tant). Platone era un
giovane aristocratico; limpegno politico
era la sua destinazione naturale, facilitata
dallambiente di provenienza; dopo aver
incontrato Socrate cambi vita, per la disperazione dei famigliari. Platone, promesso alla politica, divent filosofo grazie a Socrate. Fu tradimento? O aveva capito che il messaggio di Socrate andava
oltre la sola politica? Non lo sapremo mai.
Ma il confronto con Aristotele aiuta almeno a capire quale fosse la posta in gioco.
Non fuggire dalla realt, ma imparare a
meravigliarsi per la sua infinita ricchezza.
Questo il messaggio che Aristotele ha
raccolto da Platone. E questo quello che
Platone diceva di aver appreso da Socrate.
bello pensare che sia stato cos. Forse
non ci furono tradimenti.
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20 LA LETTURA CORRIERE DELLA SERA

DOMENICA 4 OTTOBRE 2015

Stanze

Libri Poesia

di Angela Urbano

Novecento Pubblicata
lopera omnia dellautore
che dopo essere
diventato sacerdote
quasi abbandon
la scrittura lirica:
unesistenza, due stagioni

LEneide di Heaney
Lirlandese Seamus Heaney (1939-2013)
cominci a tradurre il Libro VI dellEneide, che
descrive il viaggio di Enea nellAde e il suo
incontro con lombra di Anchise, quando
perse suo padre, negli anni Ottanta, e ci

lavor per il resto della vita, intensificando il


lavoro dopo la nascita della prima nipotina,
nel 2007. La traduzione, inedita, sar
pubblicata a marzo da Faber & Faber, dono
estremo di un poeta amato come pochi.

O poesia, nel lucido verso


O poesia, nel lucido verso
che lansiet di primavera esalta
che la vittoria dellestate assalta
che speranze nellocchio del cielo divampa
che tripudi sul cuor della terra conflagra,
o poesia, nel livido verso
che sguazza fanghiglia dautunno
che spezza ghiaccioli dinverno
che schizza veleno nellocchio del cielo
che strizza ferite sul cuor della terra,
o poesia nel verso inviolabile
tu stringi le forme che dentro
malvive svanivan nel labile
gesto vigliacco, nellaria
senza respiro, nel varco
indenito e deserto
del sogno disperso,
nellorgia senza piacere
dellebbra fantasia;
e mentre ti levi a tacere
sulla cagnara di chi legge e scrive
sulla malizia di chi lucra e svaria

sulla tristezza di chi soffre e accieca,


tu sei cagnara e malizia e tristezza,
ma sei la fanfara
che ritma il cammino,
ma sei la letizia
che incuora il vicino,
ma sei la certezza
del grande destino,
o poesia di sterco e di ori,
terror della vita, presenza di Dio,
o morta e rinata
cittadina del mondo catenata!

Dalla raccolta Frammenti lirici


di Clemente Rebora (1885-1957)
in Poesie, prose e traduzioni
a cura e con un saggio introduttivo
di Adele Dei con la collaborazione
di Paolo Maccari
(Meridiani Mondadori),
per gentile concessione
dell'editore e delle Edizioni
rosminiane
Corriere della Sera

La vita in versi che volle farsi muta


di ROBERTO GALAVERNI

inizio degli anni Dieci rappresenta la stagione forse pi feconda per la poesia italiana
del secolo passato. Non sono
in pochi a pensarlo. In un breve giro danni vedono infatti la luce alcune
opere dimportanza fondamentale. Basti
solo ricordare I colloqui di Gozzano (1911),
Coi miei occhi, poi mutato in Trieste e una
donna, di Saba (1912), Pianissimo di Sbarbaro (1914), i Canti orfici di Campana
(1914). Di l a poco arriver anche Il porto
sepolto di Ungaretti (1916). Forse soltanto
il decennio che va dalla met degli anni
Cinquanta alla met dei Sessanta pu annoverare una messe altrettanto ricca di
opere importanti. Comunque sia, in quella prima fortunata stagione rientra a pieno diritto anche il libro desordio di Clemente Rebora, Frammenti lirici (1913),
che apre ora il volume a lui dedicato nella
collana I Meridiani di Mondadori: Poesie,
prose e traduzioni, molto ben curato da
Adele Dei con la collaborazione di Paolo
Maccari. Anche Rebora adesso ha il suo
Meridiano, e giustamente, se si considerano sia la qualit dei suoi versi, sia la sua
influenza su tanta poesia a venire.
Molto amato e studiato da poeti quali
Caproni e Luzi, Fortini e Pasolini, Raboni e
Bandini, e ancora oggi Patrizia Valduga e
Milo De Angelis, gi da tempo Rebora costituisce del resto una certezza. Cos, forse giusto pensare a questo Meridiano anche come al coronamento degli sforzi di
chi pi ha apprezzato e sostenuto la sua
poesia.

Se il volume uno soltanto, basta per


scorrere lindice per verificare di primo acchito come lopera poetica sia spezzata in
due tronconi: da una parte i due libri maggiori, Frammenti lirici e Canti anonimi
(1922), con laggiunta dei vari testi composti fino ai tardi anni Venti, dallaltra le poesie religiose, scritte per lo pi nella fisicamente tribolata vecchiezza e gravitanti attorno alle due raccolte dei Canti dellinfermit (1956 e 1957, lanno della morte del
poeta; Rebora era nato a Milano nel 1885).
Nel mezzo sta lo spartiacque esistenziale e
poetico della conversione, o meglio, come
Rebora stesso lha definita pi volte, della
chiamata. Una conversione insieme sofferta e irresistibile, costellata da una serie
di accadimenti rivelatori e conclusasi nel
1930 (quando per lui iniziava per un nuovo e diverso cammino), con lentrata da

scolaretto nel Collegio Rosmini di Stresa, dove sei anni dopo verr ordinato sacerdote. In Curriculum vitae, un poemetto
autobiografico edito nel 1955 in cui Rebora organizza la narrazione della sua vita in
funzione della propria chiamata (Pasolini
costruir qualcosa di analogo con il suo
Poeta delle ceneri), viene raccontato uno
degli episodi pi simbolici di questo radicale cambiamento di vita, ovvero la distruzione e dispersione delle carte: E venne il
giorno, che in divin furore / la verit di
Cristo mi costrinse / a giustiziar e libri e
scritti e carte: / oh s che quello fu un gran
bel stracciare!. Via dalla letteratura, via
dalla poesia, dunque. Viene in mente San
Francesco che si libera degli abiti e delle
ricchezze.
Fatto salvo il diritto di ogni uomo di
concepire in modo unitario il proprio destino, se non altro come aspirazione, non
vi dubbio che esistano un primo e un secondo Rebora, tanto pi identificabili dal
punto di vista della poesia. La curatrice
del volume ha fatto bene a insistere su
questo punto, anzitutto per salvaguardare
lautonomia del Rebora primo e maggiore.

Certo non mancano da parte del vecchio


sacerdote che ha ripreso a scrivere alcune
prove efficaci, per esempio l dove sentimento fa rima con tormento e con
sgomento, oppure in qualche verso alato in cui lio che si racconta sembra procedere oltre la propria sofferenza pur senza
dimenticarla. Del resto, non appare mai,
quella di Rebora, una fede facile o banalmente consolatoria. La questione non riguarda dunque unassenza di problematicit del religioso, quanto il carattere marginale e sussidiario che dalla conversione
in poi riveste per lui la poesia. La partita
con la vita si giocava evidentemente altrove, nellintervento diretto, nelle prediche e
nei discorsi, nella meditazione.
Viceversa, se si legge anche solo lattacco dei Frammenti lirici, si vedr subito come la poesia, senza porsi affatto come valore autonomo o ipotesi di una salvezza in
s conclusa, assuma proprio in relazione
alla definizione, o meglio alla conquista
della vita un significato decisivo: Legual
vita diversa urge intorno;/ cerco e non
trovo e mavvio/ nellincessante suo moto:/ a secondarlo par uso o ventura,/ ma

i
CLEMENTE REBORA
Poesie, prose e traduzioni
A cura
e con un saggio introduttivo
di Adele Dei,
con la collaborazione
di Paolo Maccari
I MERIDIANI MONDADORI
Pagine CXXXIV + 1338,  80

Contemporanei I cari altri, la comunit: il tema centrale di Anna Maria Carpi

Tutti insieme delicatamente. Anche il gatto


di DANIELE PICCINI

poeti vivono spesso di unossessione,


un motivo che brucia al fondo della
loro parola e che li incanta, li strega.
In Anna Maria Carpi il tema dei cari
altri, della reciprocit: dellessere non
soltanto s, ma il s insieme allaltro, lio
con il tu. Lidea di una piccola comunit
di esseri, che si sostengono fino alla
meta: ecco il senso dellanimato porto,
che intitola il suo nuovo libro (Lanimato
porto, La Vita Felice). Sulla salvezza e
sulla sorte ultima del mondo, la Carpi
(traduttrice raffinata di grandi autori
tedeschi, da Nietzsche a Grnbein) non
prende mai partito chiaramente ma
evoca la questione, fa ipotesi, lascia
trapelare il brivido della speranza. In lei
sibila la lingua assoluta di maestri come
Celan, come Caproni: la poetessa per li
rimodula con una leggerezza che pu far
venire in mente la Szymborska (Sono
negata al tragico, ripete infatti). Anche

la forma insieme elegante e colloquiale,


con lendecasillabo che punteggia un
discorso quasi quotidiano. Cos il peso di
una storia familiare (evocato nel primo
libro poetico attraverso la lente della
psicanalisi), il senso del mondo e del s
possono lasciare il posto alla piet per
una creatura piccola, indifesa. Per essa
un gatto amato e invano curato la
poetessa trova infine il tono della
preghiera: La piccola scintilla/ che
veniva da me a mangiar qualcosa / fare le
fusa/ e coricarsi accanto:/ in lui senza
parola cera il senso del mondo./ Dio se
ci sei, di me non ti curare,/ prendilo lui,/
verr da te a mangiare.

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Ispirazione



ANNA MARIA
CARPI
Lanimato porto
LA VITA FELICE
Pagine 76,  12

dentro fa paura. Il primissimo Rebora


un poeta impervio, proprio come i sentieri pi ardui delle sue amatissime escursioni alpine. Limperativo etico, la volont di
colmare lasimmetria tra la profondit della dimensione interiore e lincapacit pratica, il senso dinadeguatezza, perfino
limpossibilit a vivere, come scrive in
una lettera a Antonio Banfi, portano a una
forzatura della dizione e della lingua pressoch continua. E la poesia proprio per
questo importa non costituisce affatto
il fine ma il mezzo, il grimaldello per comprenderla e ancora pi per conquistarla,
quella impossibile vita. Lo scontro diretto
tra il concreto e lastratto, la prevalenza dei
verbi, la tortuosit e le spezzature, la paratassi, la ruvidezza e la sonorit del lessico:
poche poesie danno come queste prime il
senso del travaglio della materia, del contrasto senza mediazioni tra lindividuo e la
realt, il faticoso, sofferto, innaturale destarsi alla vita e plasmarsi della lingua.

Poi verranno la guerra, la prima linea, il


Podgora, la conoscenza della morte, le
gravissime ferite fisiche e psichiche. Le
poesie maggiori di Rebora sono scritte da
un uomo in terribile difficolt, un reduce
offeso nella carne, nella mente, nello spirito. Il poeta pens seriamente di scrivere
un libro di poesie e prose sulla sua esperienza di guerra. E davvero alcune tra le
pi belle liriche italiane del primo conflitto mondiale sono sue. Anche i Canti anonimi, con questo titolo che ricorda il grido unanime di Ungaretti, ma abbassato
di qualche grado, come fatto pi casto e riservato, viene di l. Dallinvettiva, dallascesa e ascesi esistenziale e insieme filosofica
dei Frammenti lirici, a un discorso poetico pi contenuto, pi ricco di esperienza e
di umana comprensione: S, puoi rizzare
alte mura/ e un convento in te stesso:/ ma
vive lanima impura/ del mondo che ha in
disprezzo.// Tu dici: beata lacqua/ che
non teme di cadere,/ e seguendo il pendo/ sfugge a suo piacere.
La poesia (non lesistenza) di Rebora
coincide con questo senso di disparit,
con questa attesa e ricerca della vita. E
proprio in questa ricerca sta la sua ragione
pi vera e pi profonda (e cos la sua necessit, anche la sua, se vogliamo, attualit). Almeno fino a quando la parola ceder
alla Parola, e i versi scritti sul foglio non
avranno pi ragione di essere.
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DOMENICA 4 OTTOBRE 2015

CORRIERE DELLA SERA LA LETTURA 21

22 LA LETTURA CORRIERE DELLA SERA

DOMENICA 4 OTTOBRE 2015

Soglie

Libri Narrativa italiana


Distopie

di Franco Manzoni

La riscoperta del prosimetro


Un colloquio fascinoso tra passato e presente
in forma di prosa ritmica. Vicende familiari,
ricordi e unombra, che si muove nella sua
stanza, portano Maria Enrichetta Giornelli al
recupero di una visione del mondo che vada

oltre il reale nella raccolta La casa nel borgo


(Aletti, pp. 80, 12). Nata a Cortona, dove vive,
sulla struttura del prosimetro lautrice inneggia
alla gioia di esistere, pur non mancando attimi
dinquietudine, ansia e malinconia.

Un mondo ridotto a un cumulo di macerie, dove cancellata ogni distinzione tra bene e male,
Luca Doninelli parte dalla domanda su come evitare di piombare allet della pietra

Occorrono almeno 838 pagine


per ricominciare tutto da capo

di CHIARA FENOGLIO

ilano nel 2039 ridotta a un


cumulo di macerie, semicancellata da una boscaglia
impenetrabile. Firenze interamente dipinta di nero.
Roma distrutta dallavanzare di nuovi barbari, insensibili tanto alla Cappella Sistina
quanto alla Scala Regia di Bernini: qui due
uomini di fronte a un caminetto discutono dellOrtis e del coraggio che ispir i Sepolcri. Uno dei due il Papa, laltro tiene
un fucile appoggiato al bracciolo, a portata di mano.
Da questa scena primaria, contenuta in
una delle digressioni che costituiscono il
poderoso Le cose semplici (Bompiani),
emerge limportanza capitale che Luca
Doninelli attribuisce alla narrazione: nonostante una sorta di catastrofe morale
abbia provocato lo sfaldamento dei rapporti umani e il fallimento del capitalismo, emerge una fiducia incontrovertibile
in qualcosa che nel tempo presente si
perduto ma che forse pu rinascere, purch si abbia la forza di riconnettere i legami con i padri della nostra civilt. Per questa ragione determinante tutelare ci
che resta della letteratura greca e di quella
islamica ma anche delle scienze officinali
e della tecnica di manutenzione dei pozzi
artesiani, della matematica, dellorticoltura e dellorologeria. Dove la natura ha ripreso il sopravvento, e robinie, oleandri,
pitosfori e passiflore hanno sostituito corsi e piazze, possibile evitare che lumanit ripiombi allet della pietra? O che, in
modo ancor pi radicale, scompaia?
Doninelli un acuto interprete della
nostra tradizione, e sa che a questo scopo
occorreranno un viaggio e una donna: il
primo quello del narratore, Dod, che si
muove nella topografia maciullata di Milano alla ricerca del suo passato; la seconda
sua moglie, Chantal Terrassier, giovane e
brillante matematica, da lui separata ventanni prima, quando cessarono le comunicazioni transoceaniche, e che ora in una
New York primordiale e biblica riedifica
ununiversit, non solo campus di studi
ma anche citt, Stato, patto di convivenza.
Tuttavia rifondare il contratto civile ha un
costo: la messa tra parentesi della propria
individualit (lamore) e della razionalit
pura (la matematica) a favore di un piano
pi grande, un piano esplicitamente provvidenziale, che tanto pi vero quanto pi
impensabile e indicibile. Perch Dio non
vuole altro che questo: limpossibile.
La politica scompare del tutto da questo
universo, perch il disagio assoluto della
civilt coincide con la fine di ogni immaginazione di futuro, cio del compito pi

ra umana. Innanzitutto Doninelli allude, tramite la figura


di padre Jonah, ad alcune posizioni teologicamente non ortodosse: lidea che Dio
ci schiacci (s che
Tu sei crudele, secondo il Manzoni del
Natale 1833) e che contestualmente abbia
bisogno delle nostre cure. Se il mondo
crolla, tocca alluomo custodire e salvaguardare unidea di salvezza, in modo che,
come scriveva Gerard Manley Hopkins,
coloro che verranno sappiano indovinare la bellezza che fu. Seguendo questa intuizione, Dod comincia a stendere i quaderni di cui si compone il romanzo e
Chantal mette tra parentesi la sua natura
logica per dedicarsi completamente a un
progetto di ricostruzione civile.
La seconda riflessione al tempo stesso
il perno e la vertigine della narrazione: che
cosa resta della natura umana in un mondo che ha cancellato ogni segno di civilt?
Non certo la forza del pensiero razionale,
lilluminismo di matrice parigina e milanese, se vero che lilluminista Malinverni
tenuto prigioniero in un caveau a causa
della sua pericolosit e ferocia. Rimangono invece il cuore degli uomini, le passioni e le tensioni che lo agitano, per quanto
nessuno sappia esattamente che cosa il
cuore sia. Eppure la sua centralit attestata dalla duplice ricorrenza di un versetto biblico, tratto dal Libro di Osea, che Doninelli innalza a origine stessa dellessere
e dellazione di Dio: Il mio cuore si commuove dentro di me, il mio intimo freme
di compassione.
Questa commozione di Dio la radice
di ogni commozione e azione umana che
sfidi lorrore e linsensatezza di un mondo
in cui luomo sembra diventato inutile. Da
questa commozione-compassione, ci suggerisce Doninelli, trae significato il gesto
del narratore: raccontare mettere su
carta lo schianto di un dono abbagliante,
la sorpresa di trovarsi al centro del mondo. La realt tuttaltro che irrilevante,
nelle conversazioni pi banali brilla un
fuoco eccezionale, negli oggetti quotidiani si nasconde labissale segreto del mondo.

Christine
OLoughlin
(1948, Melbourne,
Australia) Cultural
Rubble (1993,
resina poliestere,
installazione
site-specific,
particolare)

i
LUCA DONINELLI
Le cose semplici
BOMPIANI
Pagine 838,  23

alto che la politica dovrebbe prefiggersi;


resta tuttavia la morale, dal momento che
secondo Chantal, musa e vestale di questo
romanzo, la politica non una cosa diversa dalletica.
Pur non essendo un romanzo politico,
Le cose semplici pone problemi eminentemente politici, come si intuisce dallepigrafe, tratta da Ivan Illich, e dai numerosi
riferimenti manzoniani disseminati nel
testo: dalla finzione del manoscritto alla
descrizione di una Milano devastata e inselvatichita, dalla figura di padre Jonah allindagine storico-economica sulle ragioni del crollo. In effetti, se le leggi hanno
cessato di esistere, come i parlamenti e le
organizzazioni internazionali, se la stessa
fiducia economica, politica, civile tra gli
uomini venuta meno, occorrer tornare
alla pi primordiale della domande: linterrogazione sul significato del male e sul
ruolo del divino in rapporto ad esso.
Doninelli dichiara che questa ancora
la domanda centrale con cui il romanzo
deve confrontarsi, nel momento stesso in
cui la civilt pare irrimediabilmente compromessa, e ogni distinzione linguistica,
etica, concettuale tra il bene e il male venuta meno. Di qui due riflessioni capitali:
quella relativa alla definizione del divino e
quella, strettamente correlata, sulla natu-

Tomasi di Lampedusa

I racconti
rivisti e corretti
di IDA BOZZI

on la versione accresciuta dei


Ricordi dinfanzia (1955) e con
lapologo La gioia e la legge, il
racconto I gattini ciechi e soprattutto la
novella La sirena (gi nota come Lighea
per volont della vedova) uscir il 22
ottobre per Feltrinelli (pp. 192,  18) la
nuova edizione rivista e accresciuta
dei Racconti di Giuseppe Tomasi di
Lampedusa (1896-1957). Manoscritti
originali da poco ritrovati hanno
consentito una verifica filologica e la
ricostruzione per intero dei Ricordi
spiega lintroduzione che rivelano
il laboratorio dello scrittore al tempo
del suo capolavoro. La curatela di
Nicoletta Polo, la nuova introduzione
di Gioacchino Lanza Tomasi.
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Storia



Copertina



Amarcord Laura Bettanin racconta una generazione con piglio alla Tondelli. Brillante ma datata

Dagli anni Ottanta allAustralia e ritorno


di MATTEO GIANCOTTI

econda stella a destra dichiarato romanzo dalla


copertina e non c dubbio
che si tratti di narrativa, ma il vero
pregio di questo libro interessa
probabilmente un ambito pi
saggistico che narrativo. Gli anni
Ottanta che ne costituiscono lambientazione cronologica vengono
infatti rappresentati con una pregnanza che li restituisce come
epoca, e non solo come sfondo.
Dentro e attraverso questepoca
si muove la protagonista ventenne, Nico, il cui sguardo, cos connaturato a quel tempo, fa della
sua storia un paradigma generazionale. Nico e i suoi amici vengono sbalzati negli anni Ottanta dal-

londa lunga dei Settanta e ci mettono un po a capire che qualcosa,


col volgere del decennio, cambiato in modo irreversibile. Nati
negli anni del boom, hanno il
trauma del miracolo economico
quasi inscritto nel Dna, ma il vero
trauma per molti di essi, specialmente nel Nord Est di cui scrive
Janis Joyce, la proliferazione microindustriale dei primi Ottanta,
la scoperta dellHiv dopo lamore
libero e leroina, la trasformazione dellimpegno in edonismo e
del socialismo in craxismo.
Presentendo questi cambiamenti epocali Nico, nel 1984, abbandona gli studi universitari a
Venezia e vola in Australia per cer-

carsi un futuro diverso. Fugge dagli spazi angusti dellItalia alla ricerca di luoghi pi ampi, per liberare le sue energie e capire se stess a . N e l r a c c o n to d e l l e s u e
avventure australiane si inseriscono i fittissimi flash-back del periodo precedente: nomi ed episodi
italiani, europei, australiani si
confondono in un unico flusso
narrativo.
Infine la vita per Nico non
granch diversa da una parte allaltra del mondo, con feste, appartamenti condivisi, sbronze, disponibilit sessuale pressoch assoluta, grandi amicizie e piccole
incomprensioni. Il dato dominante la sostanziale impossibili-

JANIS JOYCE
(LAURA BETTANIN)
Seconda stella a destra
AD EST DELLEQUATORE
Pagine 217,  12

t di ritrovarsi soli (Non erano


tempi da starsene per i fatti propri), nel frenetico passaggio da
una cerchia allaltra di conoscenti
e amici, in un continuo casuale
incontrarsi di tutti con tutti, dove
ognuno per manca lincontro
pi desiderato. Quello fatale di
Nico con Tiago, misterioso avvocato cileno conosciuto a Venezia.
Lei lo vuole, lui le sfugge; dopo la
partenza di Nico il legame gi incerto tra loro tende a indebolirsi
ancor pi. Intanto anche lentusiasmo di Nico per il viaggio si
raffredda una volta toccata la meta: le idee non le si chiariscono, il
lavoro in Australia come da qualunque altra parte, e la madre al
telefono le dice che in Veneto di
lavoro ce n sempre di pi, e i capannoni spuntano ovunque.
cos che Nico, con la sua fragilit mascherata da intraprendenza, e con tutta la tenerezza dei
suoi ventanni, si trova in mezzo a

uno spartiacque della vita, che


coincide con quello della vita del
suo Paese, dove la tv commerciale
sta definitivamente cambiando la
testa e la cultura degli italiani.
Tondelliana nei temi pi che nello
stile, Janis Joyce (pseudonimo di
Laura Bettanin, nata a Schio nel
1959), non per caso gi pubblicata
da Transeuropa, ha elaborato la
scrittura di questo libro a specchio della storia, come un vortice
di affabulazione. La forte impronta di unoralit che richiama pi
gli americani che Tondelli e il fraseggio sincopato rendono brillante la sua pagina, che suona per stilisticamente piuttosto datata.
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Storia



Copertina



CORRIERE DELLA SERA LA LETTURA 23

DOMENICA 4 OTTOBRE 2015

Unaltra bellezza

Libri Narrativa straniera

di Alessandro Cannav

Naufragare con Neruda


Abbiamo perso ancora questo crepuscolo/
Nessuno ci vide questa sera con le mani unite/
mentre la notte azzurra cadeva sopra il mondo.
La malinconia e il dolore di Pablo Neruda
rispecchiano la solitudine alimentata dal ricordo

struggente dellamore. Ma la bellezza dei versi


rende desiderabile la sofferenza, come si prova
sfogliando Venti poesie damore e una canzone
disperata (a cura di Giuseppe Bellini, Passigli ,
1996). Il naufragar m dolce, viene quasi da dire.

Riscoperte Dopo anni di


silenzio sullo scrittore spagnolo
Juan Benet, esce in Italia il suo
romanzo di esordio. Un
intreccio tra storia e privato
personale che svela lideologia
dellautore: la Rovina

JUAN BENET
Ritornerai a Regin
Traduzione
di Sebastiano Gatto
con un saggio
di Elide Pittarello
AMOS EDIZIONI
Pagine 480, 20

Il capolavoro pi respingente del 900


di FRANCO CORDELLI

opo i libri dei primi anni Novanta, su Juan Benet


caduto il silenzio, proprio mentre si affermava
la stella del suo erede Javier Maras. In particolare non era stato tradotto dello scrittore spagnolo
il romanzo desordio, Volvers a Regin, allunanimit considerato il suo capolavoro che Benet (19271993) fin di scrivere, dopo varie redazioni, nel 1964. Esce
ora con il titolo Ritornerai a Regin per Amos (un editore di
Mestre), tradotto da Sebastiano Gatto e con un saggio di
Elide Pittarello. Dir subito che tra i grandi libri del Novecento illeggibili, da Finnegans Wake a La morte di Virgilio a
Horcynus Orca, , se non il pi illeggibile, il pi respingente: Finnegans Wake ci respinge prima di arrivare alla fine,
Ritornerai a Regin ci trascina fino in fondo, imprigionandoci in una eloquenza vertiginosa. In questo essere trascinati, ovvero in questo lasciarsi andare (del lettore), c tutta
la nobilt del libro e tutta la sua efferatezza, il dolo, la violenza. La nobilt indubbia, ed una nobilt spagnola (come si vede nella sintassi pi interminabile che vi sia e nel
lessico pi prezioso che si possa incontrare in un romanzo), dunque piena, ampia, sonora, solenne fino a essere
impettita o verbosa. Benet non ha intenzione di raccontare
alcunch, uno dei suoi principi, diremo cos, di poetica.

Shinji Turner-Yamamoto
(1965, Osaka, Giappone),
Global Tree Project: Hanging
Garden and Disappearances
(2010-2011). Linstallazione
stata realizzata dallartista
giapponese allinterno
della Holy Cross Church
di Cincinnati e di altri
monumenti abbandonati
(dagli Stati Uniti allIndia)
con lintenzione
di incoraggiare il pubblico
a un nuovo contatto
con i diversi aspetti della
natura per scoprire possibile
comunanze e relazioni

dellincompetenza diegetica): troppe volte il discorso viene


lasciato fluire ed ecco perch il lettore si lascia andare
senza che si sappia di che o di chi si stia parlando.
Ancora Pittarello parla di riduzione della verit a prodotto condiviso della volont di potenza che inevitabilmente porta allarchiviazione della macchina tradizionale del racconto: il che tanto ovvio quanto, caso per caso,
valutabile. A parte la faccenda del sacro e del mistero, dalla
studiosa ripetutamente chiamati in causa rispetto al tragico in Benet dominante, lintrecciarsi, il metaforizzarsi lun
laltro dello storico (la guerra civile, la contrapposizione
della repubblicana Regin e della meglio organizzata e tra
breve vittoriosa Macerta) e del privato-personale (la vicenda sessuale: perdita della verginit; la vicenda sentimentale: perdita dellamore; la vicenda familiare, sempre di Marr: perdita del padre Gamallo, capo degli insorti-felloni,
quellAgamennone del quale lei una Ifigenia che rima-

D A L 17 0 7
Precisa Elide Pittarello chegli combina strategie narrative diverse per disgregare senza alcuna intenzione di ricostruire. Tutte insieme mirano infatti a rappresentare campionature di incompetenza diegetica, cio narrativa. Ma
c gi in questa frase il verbo mirano che conferma pi
che insospettire. Come si pu volere ci che non si pu in
quanto consapevoli della propria incompetenza? Di fatto
(prover a descrivere il libro) Ritornerai a Regin diviso in
quattro lunghi capitoli: una divisione pi formale che sostanziale. In una configurazione del tutto anti-realistica, il
fulcro realistico o evenemenziale la guerra civile. Lambiente la Regin del titolo: un luogo immaginario, che
viene a pi riprese descritto ma in modo capillare, ossessivo e infine stucchevole pi o meno per una ventina di
pagine nel primo capitolo: un luogo in sostanza deserto,
arido, roccioso. Vi uno scampolo di vegetazione, tuttavia
altamente simbolico, il bosco di Mantua (un vero e proprio
bosco sacro) a guardia del quale c un altrettanto simbolico personaggio, che torner nei libri successivi, il pastore
Numa, un guardiano di tipo mitologico. I pastori hanno
vinto la lotta con i contadini, sar Numa a decidere le cose
ultime.
Lazione (ma azione termine improprio) si svolge tra il
1936, pi una quantit di riferimenti agli anni precedenti,
senza contare levocazione delle guerre carolingie, e il 1956:
questultima una data mai detta, a farla supporre uno
dei narratori, Marr Gamallo, quando tornando a Regin,
dove sera deciso il suo destino di ragazza, dir davere quarantanni. Oltre allo stesso Benet (ma in forma assolutamente impersonale), laltro narratore il dottor Sebastin,
uno dei pochi rimasti l, a Regin, in una casa in sfacelo: in
attesa, o in contemplazione della sorte che verr. Essa davvero verr, repentina e nel pi inaspettato dei modi, alla fine del libro chiss se per infine sbarazzarsene, da parte
dellautore, o perch cos doveva essere. Questultima non
unosservazione ironica, semmai maliziosa (a proposito

Settimana daste 20 22 ottobre

Dipinti antichi e del XIX secolo


Oggetti darte, gioielli
Palais Dorotheum, 1010 Vienna
Roma, tel. +39 06 699 23 671, roma@dorotheum.it
Milano, tel. +39 02 303 52 41, milano@dorotheum.it
www.dorotheum.com
Francesco Guardi (17121793): Serie di quattro capricci: Torre rustica e case in riva alla laguna;
Arco in rovina e cupola nello sfondo; Arco in rovina in riva alla laguna; Case rustiche in riva alla laguna;
olio su tela, 12 x 19 cm, 200.000 300.000, asta 20 ottobre 2015

sta dovera, ossia in quella Regin la cui cupa resistenza deve essere abbattuta), lintreccio, dicevo, di queste due sfere
dellesperienza da Benet evocata si dissolve nella forma di
un vero partito preso ovvero di unideologia: quella ( la parola dellautore) della Rovina.

Si tratta poi, e beninteso, di una trasformazione che non


sar solo del Capitale in Comitato, del Reddito in Regin e
del Tempo in Lavoratori o, meglio, del perfetto contrario
di tutto ci. Sar, precisamente, la rovina di tutto, la rovina
del tempo, che il tempo apporta prima alle cose, poi alla
possibilit di una loro archiviazione. Sar ( una mia ipotesi) la ragione stessa dellinvenzione di quel nome fatale Regin: non esso il contrario esatto di Razn? Regin designa tutto ci che non e non potr mai essere ragione o
quanto meno ragionevole: fino a spingersi alle soglie, appunto, dellinnominabile, inesplorabile (il bosco di Mantua
quasi una divinit esso stesso, visto che ne posto a
guardia quelluomo che si chiama Numa).
Ma dicevo della Rovina come ideologia: intendevo naturalmente come nuova e inevitabile forma tutta negativa (nichilista ci viene suggerito) della volont di potenza, che ora
avr la qualit, quanto meno, di non essere condivisa. Chi si
azzarderebbe a togliere a Benet, a un grande scrittore, questo privilegio? Mentre di tanto in tanto si affacciano le vicende (appena baluginanti) di alcuni resistenti in Regin,
si vede come la Natura va dissolvendo in s la Storia o, addirittura, di come la Storia sincisti nella Natura, la renda
sempre pi minacciosa e dura, pietrosa e violenta. Se di ci
ci si fa una ragione si potr perfino accettare lidea del tragico, il tragico comunque, il tragico a ogni costo: mentre sarebbe difficile dimostrare il senso tragico della Natura, della Natura in s.
Ma voglio concludere con un aspetto, quello stilistico, di
cui Elide Pittarello si occupa in modo sommario. Cito da
pagina 123: Regin rimase deserta: deserta rimarr per
sempre (...) sprofondata nella polvere e circondata come
la Ninive di Giona dal fuoco, dalle ceneri e dalle selci,
emblema sfortunato di quella volont fratricida e di tutto
quel corteo di deliranti, ambiziosi e criminali impulsi che
mascherati da alti, stoici, cavallereschi e giustizieri ideali doveva risolversi nella pi sporca, vile e ingiustificabile
delle guerre. Inoltre rest al buio, tranne che per un istante,
nel colophon della battaglia, isolata in quel cupo hinterland tra i due eserciti disposti ad assestarsi il colpo mortale
e si direbbe sommergendosi lentamente nelle tenebre della storia. Qui non solo questione di sintassi, vi
un tale e multiplo passaggio di piani linguistici (e concettuali) da destare lammirazione non meno che il disappunto, se non la rabbia. Il colophon della battaglia? Non come, a pagina 353, il giardino che sembra rinchiudersi in
se stesso e immobilizzarsi nella cautela mesmerizzata dalla
minaccia dellinverno?
RIPRODUZIONE RISERVATA

Stile



Storia



Copertina



Dallalto in basso, da destra a sinistra


Martina Bacigalupo (Agence VU), Shirin Neshat (Gladstone Gallery e Fondazione Sandretto Re Rebaudengo), Diane Arbus (M. & E. Woerdehoff von Graffenried),
Bettina Rheims, Nan Goldin (Guido Costa Projects), Catherine Opie (Regen Projects e Fondazione Sandretto Re Rebaudengo), Donna Ferrato

24 LA LETTURA CORRIERE DELLA SERA


DOMENICA 4 OTTOBRE 2015

SGUARDO DI DONNA

DA DIANE ARBUS A LETIZIA BATTAGLIA

LA PASSIONE E IL CORAGGIO

VENEZIA / TRE OCI 11.09 > 08.12.2015

a cura di Francesca Alfano Miglietti

25 donne 25 storie
25 sguardi sul mondo

Un progetto di

Con

In collaborazione con

Mostra in collaborazione con

CORRIERE DELLA SERA LA LETTURA 25

DOMENICA 4 OTTOBRE 2015

Libri Ragazzi
Lintervista illustrata

di CRISTINA TAGLIETTI

Gli scrittori Timothe De Fombelle e


Tanya Stewner e gli illustratori Jimmy Liao, Chen
Jiang Hong, Kris Di Giacomo e Chris Riddell sono
tra le star di Tuttestorie, festival dedicato alla
letteratura per ragazzi, a Cagliari dall8 al 13

ottobre (a sinistra unillustrazione di Giorgia


Atzeni e Eva Rasano dal sito). Per la 10 edizione,
dal titolo Extra, lo scrittore Bruno Tognolini ha
curato il libro Ufficio poetico Tuttestorie (Gallucci,
pp. 176,  14,90), con lettere e pensieri dei bimbi.

I bambini della scuola elementare di Quartu SantElena, in Sardegna, hanno posto


le loro domande a Chris Riddell e il creatore di Ottoline ha risposto alla sua maniera
Dall8 ottobre si ritroveranno, con tanti altri autori, al festival Tuttestorie di Cagliari

Vado a disegnare in mongolfiera

e domande sono quelle dei bambini della


scuola elementare sarda Via Firenze di Quartu
SantElena, le risposte (disegnate) arrivano da
uno dei pi amati scrittori inglesi per ragazzi,
Chris Riddell, che anche disegnatore per
lObserver, oltre che il creatore di personaggi come
Ottoline e Agata De Gotici, le loro avventure sono tradotte in Italia da Il Castoro (il 12 novembre esce Agata
De Gotici e la festa dei misteri). A metterli in contatto il
festival Tuttestorie di Cagliari che dall8 al 13 ottobre
presenta la sua decima edizione dal titolo Extra. Racconti, visioni e libri per guardare pi in l. Ideato e organizzato dalle instancabili libraie di Tuttestorie (Cristina Fiori, Manuela Fiori e Claudia Urgu) col contribu-

La rassegna compie dieci anni e diventa Extra

Lo scrittore e
disegnatore Chris
Riddell (foto
David Levine)

to ideativo dello scrittore Bruno Tognolini, la rassegna


porta in Sardegna oltre 70 ospiti e coinvolge pi di 12
mila studenti dalla scuola materna al biennio delle superiori.
Oltre a Chris Riddell, appena nominato Waterstones
Childrens Laureate, importante riconoscimento inglese attribuito a chi si distinto nel campo della letteratura per ragazzi, arriver, per la prima e unica tappa in
Italia, il thailandese Jimmy Liao (dalle Edizioni Gruppo
Abele in uscita Se potessi esprimere un desiderio)
mentre il francese Timothe De Fombelle, autore molto amato con Tobia, parler de Il libro di Perle (Mondadori). E poi oltre 350 eventi con scrittori come Andrea
Bajani, Anna Sarfatti, Pierdomenico Baccalario, Davide

Morosinotto, Tommaso Percivale, Pia Valentinis e altri.


A raccontare questi primi dieci anni ci sar anche un
libro originale, un incrocio tra uno zibaldone e un manuale di istruzioni. In Ufficio poetico Tuttestorie (disegni di Ignazio Fulghesu) edito da Gallucci, Bruno Tognolini ha raccolto rime, storie, testi teatrali, spunti,
raccolte di pensieri dei bambini per raccontare
unesperienza che pu servire anche a insegnanti, bibliotecari e a chiunque si occupa di cultura per linfanzia. Utile, precisa lautore, non come manuale di
istruzioni da mettere in opera ma come testo da mettere in scena. Non come stampo per dolci, come scatoletta di sementi. Condividere la parola chiave.
RIPRODUZIONE RISERVATA

26 LA LETTURA CORRIERE DELLA SERA

DOMENICA 4 OTTOBRE 2015

Legenda

Libri Le classifiche

S
R
N

A parit di percentuale di vendita, la


posizione determinata dal valore
novit
100 titolo pi venduto (gli altri in proporzione) decimale non indicato in classifica

(2) posizione precedente

1 in salita
5 in discesa

stabile

rientro

Stephen King lancia la sfida a Paula Hawkins e gioca con i lettori


Piacciono Gimnez Bartlett in formato racconto e la cuoca Parodi
La pagella

di Antonio DOrrico

Jo Nesb
Scarafaggi
Einaudi Stile libero

Top 10

ebook
di Alessia Rastelli

voto

5,5 1
(1)

Il giallo di Nesb
un talk show

RIPRODUZIONE RISERVATA

71

Sperling & Kupfer, 19,90

67

David Lagercrantz
Quello
che non uccide
Marsilio, 22

3
(3)

Benedetta Parodi
Ricette in famiglia

(10)

56

Rizzoli, 19,90

55

Anna Todd
After 3. Come
mondi lontani
Sperling & Kupfer, 17,90

5
(2)

Anna Todd
After

(4)

45

7
42

Mondadori, 19

42

Pedro Chagas Freitas


Prometto
di sbagliare
Garzanti, 16,90

37

Alicia Gimnez Barlett


Sei casi
per Petra Delicado
Sellerio, 14

8
(8)

9
(-)

10

Andrea Camilleri
La targa

(7)

Sperling & Kupfer, 14,90


E. L. James
Grey

(5)

Piemme, 19,50
Stephen King
Chi perde paga

(-)
uesto romanzo del 1998, il
secondo con Harry Hole
protagonista. Il poliziotto di
Nesb attraversa un brutto
periodo. Beve come una spugna
(ma solo quando non in servizio). Come
poliziotto una star, i suoi problemi
derivano da questioni private. Sua sorella
(sindrome di Down) stata stuprata e il
colpevole lha fatta franca. Hole vuole
vendetta. I suoi, invece, lo incaricano di un
altro caso. Una faccenda delicata.
Lambasciatore norvegese in Thailandia
stato trovato morto in un bordello di
Bangkok che offre in catalogo ragazze
vestite da infermiere, da scolarette o da
dominatrici (corsetti aderenti di vernice,
fruste in pugno). Per tutti i gusti. Il compito
di Hole di insabbiare al pi presto il caso e
non fare scoppiare scandali. Ma la storia
pi complicata di quello
che appare e Hole vuole
andare fino in fondo. Il
problema del romanzo
che c poca azione e
troppa conversazione.
In certi momenti
sembra di assistere a un
talk show. I temi
dibattuti sono gravi: il
turismo sessuale, il
Jo Nesb, 55 anni fatto che in Thailandia
di Oslo (Ansa)
si registra la pi alta
percentuale di pervertiti
del mondo. Ma ci sono anche altri temi di
conversazione, il traffico di Bangkok, per
esempio. Molto appassionante. Del libro
salverei tre cose. 1) Il personaggio di Ivar
Lken, veterano del Vietnam con un
tragico, insopportabile segreto.
2) La riflessione di Hole sullindomabile
ottimismo delle puttane che, nonostante
avessero scrutato negli abissi pi profondi
dellessere umano, parevano comunque
convinte che esistesse della brava gente.
3) Una storia tratta dalla rivista specializzata
Archives of Sexual Behavior: un monaco
pedofilo svizzero, che non ha mai praticato,
si chiude, a evitare qualsiasi tentazione, in
una stanza bevendo olio di fegato di
merluzzo con dentro dei pezzetti di vetro.
Scusate, forse mi sono lasciato andare e vi
ho raccontato il romanzo meglio di come
in realt. Fa fede il voto.

Paula Hawkins
La ragazza del treno
100

36

Narrativa italiana

Per gli abbonati


un milione
di titoli Kindle
Il self-publishing trionfa su
Amazon. Come sabbia nelle
mutande, ebook fai-da-te
di Federico Maria Rivalta,
primo nella classifica dei
libri pi venduti per il
Kindle, il dispositivo per la
lettura digitale del gruppo
di Seattle (che non rende
note le proporzioni tra i
titoli). Classe 1959,
laureato in Economia e
commercio, Rivalta ha
vissuto per 46 anni a
Milano, poi si trasferito
sui Colli Euganei, diventati
lambientazione dei suoi
due gialli autopubblicati. Il
primo, Un ristretto in tazza
grande nota Giulia Poli,
responsabile Kindle
Content di Amazon Italia
ha avuto un grande
successo su Unlimited.
Ovvero, il servizio di Kindle
per la lettura in
abbonamento che ha
toccato il milione di titoli
disponibili in sei diverse
lingue, incluso litaliano.
Non lunico traguardo.
Tra gli ebook in vendita sul
nostro store sono arrivati i
libri scolastici Laterza e il
17 settembre abbiamo
lanciato il nuovo tablet Fire
a 59,99 euro aggiunge
Poli. Altri titoli in offerta
(per un giorno, da 0,99 a
1,99 euro) nella Top Five: la
commedia romantica Un
giorno perfetto per
innamorarsi di Anna
Premoli; il thriller Lultima
traccia di Charlotte Link; la
raccolta di fumetti Disney
Le pi belle storie festose.
Chiude, quinto, unico senza
sconti, un altro thriller: Non
uccidere di Mario Mazzanti.

@al_rastelli

Rizzoli, 10

RIPRODUZIONE RISERVATA

(1) S 36

Andrea Camilleri
La targa
Rizzoli, 10

Periodo di magra per i romanzi italiani: un solo


titolo presente tra i pi venduti della settimana, si
tratta di Camilleri, decimo con La targa. Nella
classifica di categoria Cristina Caboni, con la storia
dellapicultrice Angelica, scala dodici posizioni e si
piazza sotto il podio. Unica novit Gianni Biondillo
con lispettore Ferraro nel mondo della moda.

(3) 1 27
2
Elena Ferrante
Lamica geniale
e/o, 18

(4) 1 22
3
Marcello Simoni
Labbazia
dei cento delitti
Newton Compton, 9,90

Narrativa straniera

(1) S 100

Paula Hawkins
La ragazza del treno
Piemme, 19,50

Stephen King rende omaggio ai lettori in un nuovo


thriller che ha per protagonisti i fan di uno scrittore. Il
libro, secondo atto della trilogia con il detective
Hodges conosciuto in Mr. Mercedes, si piazza al
secondo posto assoluto dietro Paula Hawkins. Subito
in top ten i sei racconti con Petra Delicado, lispettrice
della polizia di Barcellona di Alicia Gimnez Bartlett.

(-) N 71
2
Stephen King
Chi perde paga
Sperling & Kupfer, 19,90

(3) S 67
3
David Lagercrantz
Quello
che non uccide
Marsilio, 22

Saggistica

(3) 1 27

Corrado Augias
Le ultime diciotto ore
di Ges
Einaudi, 20

Corrado Augias scavalca Pansa e Rampini e


diventa il nuovo leader dei Saggi. Tre le novit: il
breviario filosofico di Eugenio Scalfari, il valore
della letteratura misurato dallautrice iraniana
Azar Nafisi e la Lettera agli italiani in cerca di
identit di Marcello Veneziani. Parodi, regina della
Varia, scala la top ten fino alla quarta posizione.

(1) 5 26
2
Giampaolo Pansa
LItaliaccia
senza pace
Rizzoli, 20

(2) 5 24
3
Federico Rampini
Let del caos
Mondadori, 18,50

Varia

(1) S 56

Benedetta Parodi
Ricette in famiglia
Rizzoli, 19,90

(2) S 27
2
Marie Kondo
Il magico potere
del riordino
Vallardi, 13,90

La classifica
F. M. Rivalta
1
Come sabbia nelle mutande
Kdp,  4,59
Formato Kindle
Anna Premoli
Un giorno perfetto...
Newton Compton,  4,99
Formato Kindle

Charlotte Link
Lultima traccia
Garzanti,  7,99
Formato Kindle

AA.VV.
4
Le pi belle storie festose
Giunti,  4,99
Formato Kindle
Mario Mazzanti
Non uccidere
Newton Compton,  4,99
Formato Kindle

Ragazzi

(1) S 28

Geronimo Stilton
Grande ritorno nel
Regno della Fantasia 2
Piemme, 34,50

(3) 1 25
2
AA.VV.
Inside out
Disney, 6,90

Stati Uniti
1
Lee Child

2
3
David Lagercrantz
J. D. Robb

Make Me

The Girl in the


Spiders Web

Devoted
in Death

Delacorte, $ 28,99

Knopf, $ 27,95

Knopf, $ 27,95

(21-27 settembre 2015)

CORRIERE DELLA SERA LA LETTURA 27

DOMENICA 4 OTTOBRE 2015

Il podio del critico


di Sabina Curti

Il numero
di Giuliano Vigini

2%

Sabina Curti (Pitigliano, Grosseto, 1979) ricercatrice di


Sociologia giuridica, della devianza e del mutamento
sociale allUniversit di Perugia, e insegna Criminologia.
Di Gabriel Tarde ha tradotto Il tipo criminale (Ombre
Corte), La morale sessuale (Armando) e Lo spirito di
gruppo (Orthotes). Studia il rapporto tra folla e polizia.

1
Franz Kafka

2
Amlie Nothomb

3
David Foster Wallace

Lettere a Milena

Cosmetica
del nemico
Voland, 7

Brevi interviste
con uomini schifosi
Einaudi, 17,50

Mondadori, 10

Coshanno in comune i Paesi editorialmente avanzati?


Ogni editoria nazionale ha peculiarit sue proprie, secondo
i contesti generali e di mercato. Tuttavia, se si eccettuano
gli Stati Uniti che fanno storia a s (con 28 miliardi di
dollari di ricavi netti e con 2,7 miliardi di libri venduti nei
vari formati, di cui 510 milioni di ebook), in molti Paesi

editorialmente avanzati si notano alcuni elementi comuni.


Calano, anche se in misura minore degli anni passati, i
fatturati (mediamente intorno al 2%); permangono
difficolt per le librerie, non solo quelle indipendenti;
aumentano le vendite dellarea ragazzi e giovani adulti;

cresce il mercato del digitale, per quanto con quote di


mercato ancora basse; buoni risultati per i saggi relativi
allattualit, al dibattito politico e alla psicologia; avanza
anche il settore religioso (enciclica, sinodo sulla famiglia,
giubileo straordinario...). Segnali di ripresa?

(Elaborazione a cura di GfK. Dati relativi alla settimana dal 21 settembre al 27 settembre 2015)

(12) 1 21
4
Cristina Caboni

(6) S 20
(19) 1 18
6
8
Maurizio Maggiani
Marco Balzano

(10) S 16
(11) 5 15
(8) 5 12
(15) 5 11
(-) R 9
10
12
14
16
18
20 (-) R 9
Elena Ferrante
Elena Ferrante
Marco Buticchi
Giorgio Faletti
Maurizio de Giovanni M. Gramellini

La custode
del miele
e delle api
Garzanti, 16,40

Il Romanzo
della Nazione

Lultimo arrivato

Storia del nuovo


cognome

Storia di chi fugge


e di chi resta

Il segno
dellaquila

La piuma

Anime di vetro

C. Gamberale
Avr cura di te

Feltrinelli, 17

Sellerio, 15

e/o, 19,50

e/o, 19,50

Longanesi, 18,60

Baldini & Castoldi, 13

Einaudi, 19

Longanesi, 16

(2) 5 21
5
Antonio Manzini

(5) 5 20
7
Andrea Camilleri

(7) 5 18
9
Nicola Lagioia

(16) 1 16
11
13 (9) 5 15
Concita De Gregorio Elena Ferrante

(14) 5 12
(13) 5 10
(-) N 9
15
17
19
R. Monaldi, F. Sorti
Sebastiano Vassalli
Gianni Biondillo

Era di maggio

La giostra
degli scambi

La ferocia

Mi sa che fuori
primavera

Storia della
bambina perduta

Imprimatur

Io, Partenope

Lincanto
delle sirene

Sellerio, 14

Sellerio, 14

Einaudi, 19,50

Feltrinelli, 13

e/o, 19,50

Baldini & Castoldi, 18

Rizzoli, 19

Guanda, 18

(2) 5 55
4
Anna Todd

(5) 5 42
6
E. L. James

(-) N 37
8
10 (9) 5 32
Alicia Gimnez Bartlett Anna Todd

(10) 5 27
(20) 1 19
(14) 5 14
(-) N 13
12
14
16
18
Nicolas Barreau
Guillaume Musso
S. K. Tremayne
Andy Weir

(13) 5 10
20
James Rollins

After 3. Come
mondi lontani

Grey

Sei casi
per Petra Delicado

After 2. Un cuore
in mille pezzi

Parigi sempre
una buona idea

Central Park

La gemella
silenziosa

Sopravvissuto.
The martian

La citt
di ghiaccio

Sperling & Kupfer, 17,90

Mondadori, 19

Sellerio, 14

Sperling & Kupfer, 17,90

Feltrinelli, 15

Bompiani, 18

Garzanti, 16,90

Newton Compton 12

Nord, 13,90

(4) 5 45
5
Anna Todd

(7) S 42
7
9 (6) 5 36
Pedro Chagas Freitas John Green

(8) 5 31
11
Jo Nesb

(11) 5 21
(15) S 17
(-) N 13
13
15
17
Hanni Mnzer
Lee Child
Javier Maras

(12) 5 11
19
Lucinda Riley

After

Prometto
di sbagliare

Citt di carta

Scarafaggi

Punto
di non ritorno

Cos ha inizio
il male

Langelo
di Marchmont Hall

Sperling & Kupfer, 14,90

Garzanti, 16,90

Rizzoli, 16

Einaudi, 20

Musica
per un amore
proibito
Giunti, 11,90

Longanesi, 17,60

Einaudi, 21

Giunti, 11,90

(6) 5 16
8
Oriana Fallaci

(-) N 14
10
Azar Nafisi

(10) 5 9
12
Oliver W. Sacks

(13) 5 7
14
Giuseppe Cloza

(11) 5 6
(15) 5 6
(20) S 5
16
18
20
Massimo Recalcati
Malala Yousafzai
Hannah Arendt

Felicit
in questo mondo

Le mani
della madre

(con C. Lamb)
Io sono Malala

Socrate

Soka Gakkai, 2,75

Feltrinelli, 16

Garzanti, 12,90

Raffaello Cortina, 11

(8) 1 20
4
6 (-) N 19
Gabriele Romagnoli Eugenio Scalfari
Solo bagaglio
a mano

Lallegria, il pianto,
la vita

Le radici dellodio

La repubblica
dellimmaginazione

Feltrinelli, 10

Einaudi, 18

Rizzoli, 20

Adelphi, 19

Luomo che scambi


sua moglie
per un cappello
Adelphi, 11

(4) 5 19
5
Carlo Rovelli

(5) 5 17
(7) 5 15
7
9
Gianrico Carofiglio
Paola Mastrocola

(9) 5 10
11
Julin Carrn

(14) 1 9
13
Papa Francesco

(12) 5 6
15
Eugenio Borgna

(-) R 6
17
Jon Krakauer

(-) N 5
19
Marcello Veneziani

Sette brevi lezioni


di fisica

Con parole
precise

La passione
ribelle

La bellezza
disarmata

Laudato si

Aria sottile

Lettera
agli italiani

Adelphi, 10

Laterza, 15

Laterza, 14

Rizzoli, 18

San Paolo, 5,90

Parlarsi.
La comunicazione
perduta
Einaudi, 11

Corbaccio, 19,90

Marsilio, 16

(3) S 16
3
Giulia Enders

(11) 113
4
Marco Belinelli

(4) 5 10
(5) 5 10
5
6
Nek Filippo Neviani
AA.VV.

(7) S 9
(8) S 9
7
8
P. Mozzi, M. Mozzi
Andre Agassi

(-) N 8
9
AA.VV.

(10) S 8
10
Philippe Daverio

Lintestino felice

(con A. Mamoli)
Pokerface

Lettera a mia
figlia sullamore

Guinness World
Records 2016

Open.
La mia storia

Baldini & Castoldi, 16

Rizzoli, 17

Mondadori, 24,90

Einaudi, 14

Kakebo.
Il libro dei conti
di casa 2016
Vallardi, 12,90

La buona
strada

Sonzogno, 16,50

L. Ziglio
La dieta
del dottor Mozzi
Coop. Mogliazze, 19

(-) N 21
3
Dolores Olioso

(5) 1 16
4
AA.VV.

(2) 5 16
5
Silvana De Mari

(6) S 15
6
AA.VV.

(4) 5 14
7
AA.VV.

(-) R 12
8
Antoine

(-) N 12
9
AA.VV.

(7) 5 11
10
AA.VV.

Il cantafiabe.
Con cd audio

Spiderman

Il regno delle tigri


bianche. Hania

Inside out.
Classics

Minions.
La storia

de Saint-Exupry
Il piccolo principe

Inside out.
I librottini

Minions.
Megasticker

Gribaudo, 4,90

Disney, 3,50

Giunti, 2

Disney, 12,90

Fabbri, 8,50

Bompiani, 5,90

Disney, 3,50

Fabbri, 10,90

Inghilterra

Francia

1
David Walliams

2
Jamie Oliver

3
Alex Ferguson

Grandpas
Great Escape

Everyday
super food

Leading

Jean-Franois Mallet
Simplissime.
Le livre de cuisine

HarperCollins, 12,99

Michael Joseph, 26

Hodder & Stoughton, 25

Hachette, 19,95

Rizzoli, 11,50

Germania
2
Jol Dicker

3
Giulia Enders

1
D. Lagercrantz

2
Drte Hansen

3
Rebecca Gabl

Le livre
des Baltimore

Le charme discret
de lintestin

S. Larsson
Verschwrung

Altes Land

Der Palast
der Meere

De Fallois, 22

Actes sud, 21,80

Heyne, 22,99

Knaus, 19,99

Bastei Lbbe, 26

28 LA LETTURA CORRIERE DELLA SERA

Lartista

Isgr ci ripensa
e cancella
la Volkswagen
(non perfetta)
di ANNACHIARA SACCHI

DOMENICA 4 OTTOBRE 2015

ora suonata, dice con tono solenne. Emilio Isgr trattiene una risata,
bisogna solo aspettare, continua,
poi le cose arrivano. Di anni lui ne ha attesi
una cinquantina. Da quando la sua opera
Volkswagen (1964) fu oggetto di una furiosa
diatriba: la casa automobilistica di Wolfsburg ne
voleva il ritiro, lui rifiut. E adesso, con il colosso
automobilistico in crisi per uno scandalo mondiale, lartista si prende la rivincita. Cancellando
il suo segno distintivo quei Maggiolini
neri che gli avevano ispirato una perfezione divina.
Dio un essere perfettissimo come una
Volkswagen che... va... e va... e va.... Ecco la
frase ideata da Isgr per accompagnare una fila

Sguardi
.

Pittura, scultura, fotografia, design, mercato

Sopra: Volkswagen (1964)


di Isgr (a destra). Pagina
accanto: lopera cancellata

di Maggiolini riprodotti su tela fotografica. Ne


nacque unopera manifesto riflessione sulla
societ mediatica in ascesa che da sola resse
(sulle sue ruote, scherza il maestro) il movimento artistico della poesia visiva. In quel
periodo racconta Isgr lavoravo a Venezia
come responsabile delle
pagine culturali del Gazzettino. Avevo molto
piombo a disposizione, la
tipografia mi compose le
lettere. Era unopera sincera: davvero credevo nella
perfezione della Volkswagen, la Germania rappresentava il nucleo di unEuIl Texas + il Sud + il country

Incisioni
di Renzo Matta

Il country folk la musica che respirava da


ragazzino; la musica che veniva suonata
nelle feste della contea dov cresciuto, Cass
County, Texas; la musica dei grandi spazi. Don
Henley (1947), voce e batterista degli Eagles,
questa cosa qui: il Texas pi il Sud pi il
country. Cass County un album il primo
da solista in quindici anni di suoni raffinati
e duetti strepitosi. Ed un omaggio alla sua
terra, alla famiglia, persino ai vicini di casa.

Lartista americana espone tre opere ad Alba. In un coro ligneo barocco

Quella lupa sono io


La Maddalena, lanimale e lAnnunciazione di Kiki Smith
Scolpisco donne voraci e vogliose di vivere libere
dal nostro inviato
ad Alba (Cuneo)
STEFANO BUCCI

l timore che Kiki arrivi da Mondov in ritardo: una


cinquantina di chilometri e poco meno di unora in
macchina affrontati in compagnia di un gruppo di
amici americani per visitare il Museo della Vecchia
Ceramica, ennesima conferma della sua passione
per i materiali (Mi piacciono le infinite sfumature che
sono capaci di trasmettere), oltre trentanni di carriera
in cui si servita indifferentemente di bronzo e di cera, di
carta e di vetro, di gesso e di resine plastiche, passando
senza paura dalla scultura al disegno, dal video alle installazioni, dalla fotografia alleditoria, dalla moda ai gioielli.
Kiki Smith si presenta invece puntualissima sulla soglia delloratorio della chiesa di Santa Maria Maddalena,
piccolo grande tesoro barocco nel cuore di Alba, la chiesa
della Beata Margherita di Savoia che ancora qui riposa in
argento sbalzato eseguito nel 1840 da Pietro Borrani, orefice di Torino. Comera il museo? Molto interessante.
La conversazione con la Lettura inizia cos, per tornare
pi volte sul legame che lartista americana ha da tempo
stabilito con Alba, dove ha pi volte lavorato e soggiornato a partire dal 2010: una collettiva, una residenza-laboratorio, La Speranza, disegno in foglia doro sulla facciata
de La Piola, il ristorante che accoglie anche due grandi

lampadari di Kiki (My Happy Dream) e una sua reinterpretazione in chiave contemporanea del Piatto del Buon
Ricordo. Tutte le volte che torno qui spiega sono
conquistata da questa incredibile vicinanza che esiste tra
le persone e i luoghi; come se i palazzi, le chiese, le piazze e le strade in qualche modo vegliassero sempre su di
te, senza essere opprimenti; unesperienza per certi versi
inimmaginabile in un posto che non sia la provincia italiana. Non a caso dice di sentirsi una quasi-langhetta e
di essere affezionata a quei piccoli rituali quotidiani di
Alba, a cominciare dal mercato e dallo struscio.
Mary Magdalene (bronzo e acciaio) del 1994, She-Wolf
(bronzo del 2001), Annunciation (alluminio del 2008).
Nellordine: un grande corpo di donna vestita solo di capelli, una maestosa lupa cacciatrice ispirata a quella romana del Campidoglio, una strana creatura distaccata e
eterea (qualcosa a met tra lArcangelo Gabriele e la Vergine). Kiki Smith (lunghi capelli grigi raccolti in una crocchia, un total black in perfetto stile Woodstock con tanto
di sandali e piede nudo) si presenta cos alla nuova mostra promossa dalla famiglia Ceretto (lanno scorso era
toccato ad Anselm Kiefer, oltre 23.500 ingressi; nel 2013 a
Ellsworth Kelly). Sono figure che devono creare stupore

CORRIERE DELLA SERA LA LETTURA 29

DOMENICA 4 OTTOBRE 2015


ropa pacifica e avanzata, io stesso possedevo un
Maggiolino nero.
Volkswagen fu proiettata a Palermo durante
un incontro del Gruppo 63. Il cardinale Ernesto
Ruffini, arcivescovo della citt, dal pulpito della
cattedrale accus lopera di blasfemia. Per me,
invece, era religiosa, si difende lautore.
E dopo gli strali della Chiesa, arrivarono quelli
della casa tedesca. Era il 1967: loriginale, un
metro e venti per un metro e venti (ora conservato nel centro Csac di Parma), fu riprodotto in
serigrafie di formato pi piccolo. I multipli furono esposti a Milano, nella galleria Apollinaire
di Guido Le Noci. Anche Lucio Fontana ne acquist uno. Poi arriv la lettera della casa automobilistica. Vi preghiamo di voler disporre con

sollecitudine il ritiro dalla circolazione delle


residue copie in serigrafia e di qualsiasi altro
tipo di riproduzione. Risposta di Isgr: Ritirer la mia opera quando voi ritirerete le vostre
auto. Un gesto forte. Eravamo una generazione di sognatori, non sopportavamo la prepotenza. Per un artista sempre meglio perdere nella
chiarezza che vincere al buio. Da quel momento i tedeschi tacquero. Adesso lora scoccata.
E non basta prendersi la soddisfazione del
momento, con la Volkswagen travolta dal dieselgate, lo scandalo sulla manipolazione dei controlli dei gas di scarico. Isgr, incalzato dagli
amici come Emilio, non fai niente? , ha
deciso di dare una nuova vita alla sua opera.
Cancellandola. Trasformando i Maggiolini in

una macchia unica. Le ragioni di questo gesto:


stata stuprata la mia innocenza dartista,
ammette il maestro con una discreta dose di
ironia. Quella macchina non era perfetta come
credevo. Per finire, azione legale: Ho parlato
con il mio avvocato. Dice che posso citare
lazienda per danni. Lo far.
Isgr, che marted 6 ottobre compie 78 anni,
ha decine di progetti in corso. I mini multipli del
Seme dellAltissimo con Editalia (il Seme mediterraneo), una mostra a Parigi con Tornabuoni
Arte. E magari unesibizione in cui affiancare a
Volkswagen la sua riedizione del 2015. Sorride:
Larte solitamente non avvertita come socialmente utile, ma forse del tutto inutile non .
RIPRODUZIONE RISERVATA

ma che devono rappresentare anche quello che sono.


Perch per me larte essenzialmente un modo per raccontarmi, per mettermi a nudo ma anche per sopravvivere spiega . In qualche modo con i miei lavori cerco di
mettere ordine, non tanto nella vita di chi guarda, quanto
nella mia.
Pi tardi, seduta al tavolo di un bar davanti a una tazzina di caff, Kiki cercher di spiegare questa sua idea di arte, spostando pi volte la tazzina con le dita curatissime
(le unghie dallo smalto bordeaux, una serie di tatuaggi a
forma di stelle), ampliando e riducendo di volta in volta le
distanze tra la stessa tazzina e il resto delle suppellettili:
Larte dovrebbe servire a questo, a cercare il giusto equilibrio tra le cose. E la religione? come larte: deve essere prima di tutto vera.
Nella sua continua ricerca di un ordine, Kiki Smith ha
molto amato questa ennesima esperienza in Alba, in uno
spazio come il coro ligneo con i suoi 48 stalli in legno di
noce, con i braccioli scolpiti a volute, con gli schienali e
gli inginocchiatoi intarsiati con croci, conchiglie, punte
di diamante: Ho voluto che le mie sculture stabilissero
ancora una volta un contatto con lo spazio. E cos la
Maddalena di Kiki, che da buona cattolica nata in Germania ha immaginato la santa cristiana come una sorta di
proto-donna selvaggia, come la lupa (pronta ad allattare, ma sola e minacciosa) appare in dialogo con il busto
di Cristo di Pietro Canonica e con il bellissimo Crocefisso
cinquecentesco a cui sembra rivolgersi anche la terza figura: Il suo gesto pu essere sia un Ah che un Alt, un invito a fermarsi, ma anche qualcosa che trasmette stupore. Tutte e tre sono femmine. C un motivo, visto che
Kiki pi volte tornata nel suo percorso sulle problematiche legate al corpo delle donne e alla violenza che viene
su di esse esercitata: Ancora una volta ho immaginato
creature pericolose e minacciose perch vistosamente
femminili, voraci e vogliose di vivere libere, capaci di ispirare timori proprio per questo loro desiderio di indipendenza e che appunto per questo sono condannate a venire addomesticate. E cos, ad esempio, la Maddalena indossa una manetta con una catena spezzata che i critici
hanno paragonato al giogo di un animale da circo. Per

Kiki stato divertente mettere a confronto tre sculture


realizzate a sette anni di distanza, ma soprattutto stato bellissimo scoprire che non sono cambiata, sono cambiati per i miei maestri, prima amavo lArte Povera, oggi
guardo forse di pi a Giotto e a Cimabue, domani al Rinascimento, perch per un artista non ci deve essere mai un
solo maestro.
Un cambiamento continuo, dunque, quello che vuole
in fondo trasmettere questa artista nata a Norimberga nel
1954, enfant prodige cresciuta nel New Jersey in una grande famiglia americana di artisti e artigiani (pap scultore
minimalista, mamma cantante lirica, sorella artista visiva, nonno intagliatore di altari). Una carriera in cui si sono intrecciati mito, fiaba, letteratura, scienze naturali,
quotidianit e ottime quotazioni di mercato: una sua
Mary Magdalene, proveniente dalla sua collezione privata, sempre in bronzo e acciaio del 1994, era stata venduta
nel 2004 da Sothebys per oltre 254 mila dollari. Ma se, a
seconda delle passioni di ognuno, il nome di Kiki potrebbe fare venire in mente la trasgressiva musa della Parigi
anni Venti o la cantante che negli anni Ottanta duettava
con Elton John in Dont Go Breaking My Heart, il suo personaggio sembra essere assai pi vicino a una figura articolata come Patty Smith, con tutto il suo carico di spiritualit e trasgressione. Perch anche per lei come per Patty, in fondo, il mondo sembra essere prima di tutto movimento. E perch, conclude sorridendo Kiki Smith,
non c niente di assoluto e di irraggiungibile. Nemmeno le stelle.
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Lappuntamento
Kiki Smith,
Alba, Cuneo,
Coro della Maddalena,
via Vittorio Emanuele II,
a cura di Bill Katz,
fino all8 novembre,
ingresso gratuito,
da marted a venerd,
14,30-18;
sabato e domenica,
10-18, chiuso il luned
(info: www.ceretto.it).
Lesposizione si tiene
in contemporanea
con la 85esima Fiera
internazionale del Tartufo
bianco di Alba
(10 ottobre-15 novembre)
nellambito del progetto
realizzato dallazienda
vitivinicola Ceretto
di Alba e il Comune di Alba
che nel 2014 aveva dato
vita alla mostra
di Anselm Kiefer.
La personale di Kiki Smith
(la quinta del progetto)
stata possibile grazie
allassistenza della Pace
Gallery di New York
e di Jill Czarnowsky,
che ha seguito con Bill Katz
la realizzazione del libretto
che accompagna la mostra

Le immagini
A fianco, nella foto grande:
Kiki Smith (Norimberga,
1954) allinterno del Coro
della chiesa di Maria
Maddalena accanto
a una delle sue sculture
esposte, She-Wolf (2001),
sullo sfondo il Crocefisso
ligneo cinquecentesco
e una parte della volta
del Coro realizzato
da Giacomo Rapa (1734).
Nella pagina accanto:
un primo piano
di Kiki accanto a unaltra
delle sue sculture,
Mary Magdalene (1994).
Sopra: Kiki Smith
dipinge La Speranza,
intervento artistico
realizzato nel 2014
sotto i portici davanti
al ristorante La Piola
di Alba dove lartista
aveva gi realizzato
nel 2012 linstallazione
My Happy Dream
(servizio fotografico
Bruno Murialdo)

30 LA LETTURA CORRIERE DELLA SERA

DOMENICA 4 OTTOBRE 2015

Sguardi Architettura
Il campione

Mi piace
ritrovare
le cattedrali
al loro posto
di PAOLO ROSSI

ono tornato al
Santiago Bernabu
di Madrid nel 2010
per la finale di
Champions dellInter.
Non cero pi stato da
quella sera di luglio del
1982 quando diventammo
campioni del mondo.
Allesterno ho trovato
poche differenze: mi sono
persino sorpreso. Dentro
era cambiato quasi tutto,
a cominciare dalla
copertura. Non sono
andato a toccare il prato
dove abbiamo battuto la
Germania. Ma sono
contento di aver ritrovato
quella cattedrale al suo
posto: vincere il Mondiale
in un altro stadio magari
non avrebbe avuto meno
valore, ma conquistarlo al
Bernabu ha aggiunto
qualcosa in pi, il sapore
del mito, in una notte gi
mitica di suo. Perch
questa la verit: certi
stadi ti mettono qualcosa
addosso. Anche in
termini di paura, quella
che gli spagnoli chiamano
miedo escnico. La storia
l dentro la senti, al
Bernabu come a San
Siro, sai che di l sono
passati grandi campioni.
anche vero che lo stadio
in cui ho fatto piangere il
Brasile, il Sarri di
Barcellona, non esiste pi.
Allora dico che giusto
conservare e restaurare
nel modo migliore i
templi esistenti, ma dove
si pu e dove il peso della
tradizione non cos
forte, necessario dare al
pubblico impianti
moderni, con parcheggi,
negozi e servizi per le
famiglie e anche la citt.
Penso a quello che ha
fatto la Juve, che ha
abbattuto uno stadio
troppo grande (con la
pista datletica) e ne ha
costruito nello stesso
posto uno funzionale,
moderno e sempre pieno.
San Siro per esempio ha
troppi posti vuoti, va
rinnovato in modo
intelligente, vanno rifatti i
calcoli per definire il
numero di spettatori. Ma
in Italia, rispetto agli stadi
americani che per me
restano un modello,
tutto pi difficile. Mi
chiedo perch: il calcio
tuttora un fenomeno
sociale; bisognerebbe
dare la possibilit a chi
vuole farsi uno stadio di
propriet di poterlo
realizzare.
RIPRODUZIONE RISERVATA

Anfield, Bernabu, San Siro


Come si restaura un mito
Costruire un nuovo stadio o (meglio)
ristrutturare quello esistente: il modello
di Liverpool, le sfide di Madrid e
Barcellona, i problemi di Milano e Roma
dal nostro inviato a Liverpool PAOLO TOMASELLI

lavori sono in corso, ma il tempio


aperto. I fedeli del sabato, i turisti durante la settimana, gli abitanti di una
citt attaccata visceralmente al football, seguono levoluzione del cantiere.
Youll never work alone (non lavorerai mai
solo), basta cambiare una vocale e una consonante al celebre motto dei tifosi del Liverpool (Youll never walk alone, non camminerai mai solo) che campeggia su uno dei
cancelli dello stadio di Anfield Road: gli operai lavorano a pieno regime, si fermano solo
alla domenica e nei pomeriggi di Europa League. Entro il 2016 il Liverpool Football Club
avr il suo nuovo Main Stand, la tribuna
principale, che cresce di altri 9 mila posti
(adesso sono 12 mila) e coster secondo
una stima non confermata dal progettista
circa 60 milioni di sterline, al cambio svantaggioso di oggi praticamente cento milioni
di euro. Tutto questo per passare da 45 mila
a 54 mila spettatori: ne vale la pena?
S, perch parafrasando la nota pubblicit toglietemi tutto ma non il mio Anfield: il mito infatti non ha prezzo e nel complesso panorama dei grandi stadi dEuropa,
il tempio del Liverpool (che perder con la
ristrutturazione le storiche colonne della tri-

buna) un modello di riferimento anche per


altre cattedrali del calcio che hanno bisogno
di una rinfrescata o di pi spazio per i clienti
vip: qualsiasi cosa per tenere il passo degli
stadi di nuova generazione.
Da San Siro al Santiago Bernabu, passando per il Camp Nou, ci sono progetti ancora
in embrione, altri che si sono presi gi qualche bocciatura e altri molto ambiziosi (troppo?). Ma tutti guardano con una certa invidia al Merseyside. Dove la dialettica, anche
quella fondamentale tra il tessuto urbano e
la realt sportiva, vivace, a tratti dura. Ma
alla fine le idee stanno diventando realt.
Nel progetto di Anfield, concepito dallo
studio Kss di Londra che con le stesse modalit sta ampliando Craven Cottage del
Fulham, il primo elemento che colpisce la
volont (e la possibilit) di pensare a un piano di sviluppo lungo venticinque anni:
perch il tempio mio e me lo gestisco io e
se tra cinque anni ho bisogno di altri diecimila posti da ricavare nella tribuna di fronte
a quella principale, il master plan resta aperto. Questo possibile perch lo stadio
grande, ma ha ancora margini di crescita. E
naturalmente, banale dirlo in Inghilterra
ma in Italia fa una bella differenza, un impianto di propriet, per cui il work in pro-


Larea urbana
Il progetto
inglese prevede
una tribuna, ma
anche una piazza
e un quartiere


Lastronave
Un impianto
da 400 milioni
di euro in Spagna
comprende hotel
e negozi

gress ormai un classico.


Ma Anfield un caso unico, anche per il
contesto urbano attorno allo stadio, una delle zone pi degradate della citt. Alcune case, disabitate, sono gi state demolite proprio per fare spazio alla nuova tribuna. E tutta larea, con la creazione di una nuova piazza e di un nuovo quartiere residenziale,
viene profondamente riqualificata. Questo
il frutto di un confronto lungo una quindicina di anni, in cui sono state valutate altre
ipotesi, come la costruzione di uno stadio
nuovo nei pressi delladiacente Stanley Park
o di un altro pi lontano. Ma la scritta che
campeggia ovunque nello stadio del Liverpool Football club dice tutto: This is Anfield. E da qui non si scappa.
Limportanza storica dello stadio
spiega David Keirle, chairman di Kss , con
la mitica curva della Kop, il memoriale per le
96 vittime di Sheffield, il cancello con la
scritta Youll never walk alone, hanno
avuto un ruolo chiave nella decisione di non
costruire una nuova struttura, ma intervenire su quella esistente.
Nessuno come gli inglesi sa coniugare la
tradizione con gli affari, la passione con le
sterline. Una parte dei 9 mila posti che si aggiungono ad Anfield saranno extralusso: ci

CORRIERE DELLA SERA LA LETTURA 31

DOMENICA 4 OTTOBRE 2015

Mani in alto
di Roberto Iasoni

La Finlandia non quel che sembra


Levocazione di Miss Marple strillata sulla
fascetta vale per let veneranda e la curiosit
famelica delle tre irresistibili investigatrici. Di
enigmi alla Christie non c traccia nellesordio in
giallo della reporter finlandese Minna Lindgren.

Mistero a Villa del Lieto Tramonto (traduzione di


Irene Sorrentino, Sonzogno, pp. 284,  16,50),
grana da romanzo non-fiction, scava nelle
contraddizioni della Finlandia, pseudomodello di
welfare, soprattutto nellassistenza agli anziani.

Larchitetto

Meno
esibizione,
pi attenti
alla citt
di VITTORIO
GREGOTTI

Leggende

Gradinate

Riecco il Filadelfia
Cairo: un omaggio
al Grande Torino
Espansione futura
Ospitalit Vip

Zone di passaggio bar e servizi

Zona ristorazione

Box e lounge ospitalit

Servizi per addetti ai lavori

C.d.S.

Parcheggio
Giocatori, arbitri e staff delle squadre

In questa pagina: i
progetti e il cantiere
del rifacimento della
tribuna dello stadio di
Liverpool. Nella pagina
accanto, dallalto a
sinistra in senso orario:
i rendering dei nuovi
interventi studiati per il
Santiago Bernabu
di Madrid, per il Camp
Nou di Barcellona e
per il Giuseppe
Meazza di Milano. A
destra: due rendering
per il recupero del
Filadelfia di Torino


Larchistar/1
Dan Meis prepara
il nuovo stadio
di Roma: la chiave
generare
guadagni


Larchistar/2
E commenta il
caso del Meazza: la
presenza
di due club crea
disaccordi

sar spazio anche per le cucine dei ristoranti


che accoglieranno i clienti (pi che i tifosi) e
gli sponsor. La lista dattesa per ottenere le
sistemazioni migliori gi praticamente al
completo. E questa destinazione duso extralusso giustifica anche i costi molto alti:
Non camminerai mai solo quindi e sarai
coccolato come in hotel. Sotto lo stesso tetto
vanno a convivere la storica anima della
working class dei tifosi Reds (al punto che la
tribuna esternamente si presenter con i
mattoni tipici di Liverpool) e quella pi algida, ma altrettanto necessaria di chi vuole investire sullo spettacolo del calcio inglese.

Il maquillage pi o meno pesante della


struttura esistente. La riqualificazione dellarea circostante. Laumento del comfort e
dei ricavi.
I problemi che a Liverpool sembrano risolti in altre capitali del calcio europeo non
lo sono. Lo sa bene il californiano Dan Meis,
un archistar degli stadi americani a cui affidato il nuovo impianto della Roma: Il fattore chiave nel rinnovamento di un impianto
mitico quello di generare guadagni significativi spiega a la Lettura . Un nuovo

volte il simbolo in s persino pi


importante dello stadio. Rinasce il
Filadelfia del Grande Torino e poco
importa se gli eredi granata, sul campo
che sar pronto nel 2016, si alleneranno e
basta: a giocare le partite ufficiali
nellimpianto che ricorda il design originale e
avr una capienza di 4 mila spettatori
saranno le squadre giovanili. Ma era
troppo importante per noi riaverlo dice
alla Lettura il presidente del Torino,
Urbano Cairo perch qui sono nate tante
leggende, dal quarto dora granata al
trombettiere, per non parlare delle
generazioni di talenti allevati su quel campo.
La situazione del Filadelfia era uno scempio,
una ferita che durava da 17 anni e da subito
quando sono diventato presidente 10 anni
fa avevo detto che lo volevamo riaprire.
Abbiamo fatto di tutto per farlo e ci siamo
riusciti, assieme alle istituzioni. Limpegno
per la prima tranche di lavori di 8 milioni di
euro, garantiti da Comune, Regione e
Fondazione Mamma Cairo: Ci saranno
anche la sede della societ e una foresteria
per i ragazzi delle giovanili. Il Filadelfia
torner a vivere tutta la settimana. (p. tom.)
RIPRODUZIONE RISERVATA

impianto deve avere suite di lusso, aree dedicate agli sponsor, ristoranti. Ma si valuta caso per caso. Se difficile lasciare uno stadio
con decine di anni di storia e di memorie dei
tifosi, a volte le strutture esistenti sono cos
compromesse che i costi di un intervento sarebbero uguali o addirittura maggiori rispetto alla costruzione di un nuovo stadio. A
Roma lOlimpico ha una grande storia ma a
causa della pista datletica andrebbe rifatto
lintero catino per renderlo ottimale per il
calcio. In molti casi in Europa gli impianti
storici sono anche cittadini e bloccati dal
tessuto urbano. E questo rende difficoltoso
ammodernarli o ingrandirli.
A Milano, la retromarcia del Milan sullo
stadio al Portello destinata a rallentare il
progetto avanzato dallInter di togliere il terzo anello di San Siro, che potrebbe essere
adibito ad area commerciale: una situazione
complicata. Vero dice Meis . Non solo
per la condivisione dei due club, che crea disaccordi sulle questioni chiave. Ma anche
per il fatto che la struttura concepita pi
per un pretenzioso esercizio di stile architettonico che per il godimento della partita. Ma
dal momento che una nuova costruzione in
Italia rappresenta gi di per s una sfida, prima di abbandonare San Siro studierei le potenzialit di un sensibile rinnovamento, sostenibile dal punto di vista economico.

A Madrid ci ha pensato a febbraio il tribunale a bocciare il progetto del Real, caratterizzato dalla megalomania del primo club al
mondo per fatturato (550 milioni di euro). Il
pacchetto presentato per rendere lo stadio
dei Galacticos una specie di astronave (da
400 milioni di euro) comprende anche hotel
e negozi per 12.500 metri quadrati. E avrebbe un forte impatto sullarea urbana dove
sorge limpianto. Tutto questo violerebbe la
legge regionale sullo sfruttamento del suolo. Il Madrid ha fatto ricorso: se lo vincer,
nellestate 2016 partiranno i lavori. E il tempio pi prestigioso dEuropa cambier volto.
Come il Camp Nou, per il quale stata resa
nota la lista, come agli Oscar, degli otto studi
che si giocheranno lappalto milionario in
vista dellinizio dei lavori nel 2017, che porteranno la capienza a 110 mila posti attraverso
un restyling profondo. Di farsi una casa nuova, anche in questo caso, non se ne parla: A
volte la carta bianca rappresenta uno svantaggio fa notare Dan Meis . Troppo
spesso gli architetti sono tentati da forme
spettacolari che hanno poco a che vedere
con la citt o con il club. Io amo la sfida di
catturare la storia di un luogo, di conservarla. Mi piace integrare tutto lambiente circostante, fatto di parcheggi, luci, vie daccesso... Mi ispiro al Palio di Siena. una grande
piazza pubblica che due volte allanno diventa uno stadio. Sarebbe una gran cosa se ogni
impianto trasmettesse questo, come se fosse
il vero cuore della citt.
RIPRODUZIONE RISERVATA

evo subito dichiarare


che non sono un
tifoso di calcio, e
tanto meno di una squadra
specifica ed forse per
questa mia neutralit che
ho costruito molti stadi in
Italia, Francia, Spagna,
Marocco. Lo stadio oggi
un luogo di culto di tutte le
societ di massa, dove
ognuno sfoga le repressioni
subite durante la settimana,
anche se esso sovente
utilizzato anche per altri usi
collettivi, come concerti o
adunate di diverso tipo. I
servizi accessori in questi
ultimi anni tendono a
moltiplicarsi, e a costituire
il riempimento delle parti
esterne, con cinematografi,
ristoranti, sale di riunione,
luoghi per i pi piccoli, ma
anche uffici e spazi
commerciali. Un altro
elemento importante , nei
nostri anni, il calo della
domanda di alti quantitativi
di posti per gli spettatori
verso una media assai pi
bassa (50/60 mila) sia per
la difficolt di controllo
della sicurezza, sia per
loccasione offerta dallo
spettacolo televisivo delle
gare, che rende pi comoda
e precisa la visione. Nel
lavoro del nostro studio ci
che ci sembrato elemento
essenziale per il progetto di
uno stadio stata sempre la
relazione con il contesto
che matrice di giustificate
soluzioni diverse. E questo
rende strutturali immagini
e forma specifica del
manufatto. Per esempio i
casi di stadi esistenti da
modificare e ampliare,
mantenendo la parte
storica come quelli di
Barcellona o Genova; la
relazione con il paesaggio
nel caso di Agadir, in
Marocco; il ruolo di
elemento centrale del
disegno di una nuova parte
urbana come a Nmes; il
richiamo alle logiche
insediative della parte
storica della citt che lo
accoglie, come nel caso di
Marrakech. Tutto questo
assai pi importante delle
questioni (e talvolta
esibizioni) tecnologiche o,
come sovente avviene nei
nostri anni, del trattamento
dellinvolucro esterno che,
proprio perch indifferente
alla logica dellorganismo e
della sua relazione con il
contesto, non in grado di
dare a esso una forma
specifica ma solo
unimmagine televisiva.
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32 LA LETTURA CORRIERE DELLA SERA

Sguardi

DOMENICA 4 OTTOBRE 2015

ilCartellone
.

VILLA CANDIANI

FONDAZIONE PIACENZA E VIGEVANO

Terragni e quella nuova idea


di architettura monumentale

Omaggio a Oswaldo
futurista-giocoliere

a poco pi di ventanni Giuseppe Terragni (19041943) quando progetta, con un linguaggio architettonico originale, il Monumento ai Caduti di Erba,
Como (sotto), edificio-soglia tra i mondi dei vivi e dei morti, che verr realizzato nel 1932. Al binomio parco-cimitero
che ricorre in molti Parchi delle Rimembranze, Terragni
sostituisce lantica sequenza acropoli-santuario-teatro,
scrive Alberto Novati nel catalogo (edito da Gwmax). Il
riferimento alla presenza, sulla stessa collina, del teatro
allaperto Licinium costruito del 1928, a definire con il monumento uno spazio sacro. Nella lunga scalinata per raggiungere la cripta superiore affiora lidea del monumento
percorribile che aveva allora elementi di forte modernit.
Il restauro del monumento coincide oggi con una valorizzazione storico-culturale dellopera e del contesto in cui
sorge. Va in questa direzione la mostra divulgativa a Villa
Candiani fino al 4 novembre (www.comune.erba.co.it),
prologo a una visita ai due manufatti, il monumento e il
teatro, che sorgono a poca distanza. (severino colombo)

FONDAZIONE ACCORSI -OMETTO

Segantini, Pellizza, il Divisionismo:


viaggio nel cuore dellavanguardia

on manca nessuno. Nicoletta Colombo ha radunato tutti i protagonisti del Divisionismo per tracciare unefficace storia di
quello che fu un vero e proprio movimento davanguardia, basato sullo studio scientifico della luce ma saldamente permeato di carica
sociale. Nato per creare unalternativa formale e simbolista alle esasperanti fedelt del Realismo, il Divisionismo veniva ufficialmente riconosciuto a Milano nel 1891 nel corso della prima Triennale. La mostra Da
Segantini a Balla alla Fondazione Accorsi-Ometto (fino al 10 gennaio
2016, www.fondazioneaccorsi-ometto.it) si muove in un crescendo
artistico e temporale, attraverso Piemonte e Lombardia, ovvero nel
vero e proprio epicentro del movimento. Quarantacinque opere scelte
scandiscono il percorso di artisti che meriterebbero giusta fama anche
a livello europeo, da Giovanni Segantini (sotto: Alpe di maggio / Madre
amorosa, 1891) a Gaetano Previati, passando per Pelizza da Volpedo,
Morbelli, Previati, Longoni, Maggi e Sottocornola. (giovanna poletti)

TORINO

GENOVA

ino al 22 novembre lo Spazio Mostre


della Fondazione di Piacenza e Vigevano (www.lafondazione.com) ospita a Piacenza una grande retrospettiva
dedicata a Osvaldo Barbieri (1895-1958), in
arte BOT, nome che scelse dopo ladesione
al Futurismo. BOT-Barbieri Oswaldo Terribile. I futurismi di un giocoliere. Opere
scelte 1924-1958 un omaggio a un artista
piacentino che vale la pena di riscoprire.
Ottimo disegnatore, estroso pittore, speriment vari generi di nicchia che si inserivano nel vasto scrigno espressivo delle
avanguardie, come la poesia visiva e la
grafica (sotto: Aereopaesaggio, 1931). Dalla
cartopittura alla ferroplastica (sintesi tra
pittura e scultura) BOT si ciment in molti
campi. Decisivo per la sua vita e la sua
carriera fu poi, nel 1929, lincontro con
Filippo Tommaso Marinetti. La mostra,
infine, ha il pregio di affrontare per la
prima volta in modo organico il rapporto
tra BOT e lAfrica, offrendo un consistente
nucleo dellarte coloniale italiana degli
Anni Trenta. (roberta scorranese)

ERBA (CO)

PIACENZA

BERGAMO

SASSOFERRATO (AN)

PALAZZO DEGLI SCALZI


GAMEC

Buon anniversario Malevic,


un secolo di Suprematismo
PALAZZO DUCALE

Locchio indiscreto di Brassa


mette a nudo i misteri di Parigi

arigi, a noi due!, disse Eugne de Rastignac ammirando la citt


dal cimitero del Pre-Lachaise, prima di andare a cena dalla sua
amante nellultima pagina di Pap Goriot. Parigi, a noi due!
pens il piccolo Gyula Halsz nel 1903, arrivato dalla Transilvania insieme al
padre, professore di letteratura ungherese nellanno sabbatico. Quando
torn in citt da adulto, nel 24, vi rimase per sempre; e la raccont in migliaia di fotografie che lo hanno reso celebre nel mondo con il nome darte
di Brassa (1899-1984). Al Palazzo Ducale di Genova fino al 24 gennaio ne
sono esposte 250 (www.palazzoducale.genova.it). Ci sono i piccoli borghesi, eternamente balzachiani, che fanno le vasche lungo i Grands Boulevards;
c lamico Picasso che mostra le sue sculture e un bizzarro riporto (sopra); i
palazzi che sembrano fiori del quartiere Art Nouveau di Auteuil; i bambini
che giocano spensierati nel Jardin du Luxembourg; gli scrittori senza fama
di Montparnasse e le prostitute ubriache dassenzio ritratte da Degas; le
gargolle di Notre-Dame e la Tour Eiffel illuminata. (paolo beltramin)

e la Tate Modern di Londra nel 2014 ha celebrato la


personalit di Kazimir Malevic (1878-1935) con la
prima retrospettiva a lui dedicata nel Regno Unito,
alla Galleria dArte Moderna e Contemporanea (GAMeC)
di Bergamo la mostra Malevic, aperta fino al 17 gennaio
2016 (www.gamec.it), propone un percorso lungo la
carriera del pittore russo, per riscoprire tutte le fasi della
sua evoluzione artistica (sopra: Casa rossa, 1932). Se infatti il suo nome legato a quello del Suprematismo, di
cui si celebra questanno il centenario della nascita, la sua
poliedrica carriera parte da dipinti simbolisti per poi
abbracciare il Cubofuturismo in cui si coniugano le istanze delle sperimentazioni di Braque e Picasso con il movimento delle opere di Balla e Boccioni. Culmine di questo
periodo la Vittoria sul Sole, prima opera totale di musica, arte, poesia e teatro ricreata in una sala dellesposizione. Il percorso prosegue poi lungo i decenni del Novecento quando Malevic si confronta e talvolta si scontra con le
nuove istanze storiche, sociali e culturali. (chiara pagani)

Non solo realista


ma contemporaneo

n percorso nelle arti visive, dalle purissime creazioni del Sassoferrato alle
molteplici espressioni del contemporaneo attraverso il dialogo tra realismo e
anti-naturalismo: quanto propone (fino al
primo novembre) la 65a edizione del Premio Salvi di Sassoferrato (www.sassoferratocultura.it): Artificio. Tra figurazione e
astrazione, curata da Nunzio Giustozzi e
Daniela Simoni. Il Palazzo degli Scalzi del
centro marchigiano ospita le mostre Omaggio a Nino Ricci (sopra: N. 384, 1984) e La
natura morta del Novecento nelle collezioni
marchigiane (Licini, Morandi, Severini, de
Pisis, Funi, Guttuso, Cavalli e Giacomelli).
Nel Palazzo della Pretura la sezione Tendenze del Contemporaneo con i ricercati assemblage di Grazia Cicchin, le sedimentazioni
scultoree di Paolo Delle Monache, lumanesimo pittorico di Roberto De Santis. Diciotto artisti e un percorso ideale dalla performance allinstallazione, dalla videoarte ai
libri dartista, dalla fotografia alla grafica,
dalla pittura alla scultura, dalla figurazione
allastrazione. (maria teresa veneziani)

CORRIERE DELLA SERA LA LETTURA 33

DOMENICA 4 OTTOBRE 2015

Sulla strada
di Davide Francioli

MUSEO BEGO

MUSEO THYSSEN-BORNEMISZA

La Madonna della Cintola


ritrova il suo Benozzo

Botticelli e Magritte,
due (foto)modelli

tempo ancora fino al 12 ottobre


per vedere Vogue: Like a Painting
al Thyssen-Bornemisza di Madrid
(www.museothyssen.org). Sessanta fotografie di moda dagli archivi del prestigioso magazine il cui filo conduttore lispirazione pittorica. Alcuni dei pi importanti artisti dellobbiettivo, da Irving
Penn a Annie Leibovitz, da Steven Meisel
a Mario Sorrenti, hanno interpretato i set
come se fossero dipinti, alcuni usando
invece i pittori come semplice suggestione, altri ancora citandoli esplicitamente.
Dal Seicento a oggi modelle e paesaggi
sembrano passati attraverso le tavolozze
di Botticelli, Van Eyck, Zurbarn, Degas,
Sargent, Dal, Hogarth, Rossetti, Magritte, Hopper, Millais, Balthus (sotto: Peter
Lindbergh, One enchanted evening, Taormina, 2012). La mostra strutturata
secondo i vari generi pittorici (dal ritratto
al paesaggio agli interni) e in pratica
attraversa tutte le declinazioni della bellezza. Con una preferenza, ovviamente,
per quella femminile. (cristina taglietti)

ra il 1848, e la comunit di Montefalco don a Pio IX


(che aveva concesso il titolo di citt al borgo) la
splendida Pala della Madonna della Cintola (1450
circa) di Benozzo Gozzoli (1420-1497), lallievo prediletto
del Beato Angelico. Da allora la Pala (sotto) stata esposta nella Pinacoteca Vaticana. Ma fino al 30 dicembre si
potr ammirare, dopo un attento restauro nei gabinetti
dei Musei Vaticani, nel complesso museale di San Francesco a Montefalco (www.museobenozzogozzoli.it). Di
fatto un ricongiungimento, una ricontestualizzazione
perch proprio nella chiesa di San Francesco si ammira
anche il ciclo di Benozzo dedicato alla vita del Poverello
di Assisi. La cintola un simbolo esplicito, il legame tra
cielo e terra, ovvero il ruolo di Maria come mediatrice tra
Dio e luomo. La scena descrive Maria che dona quelloggetto a san Tommaso, come prova della sua assunzione
in cielo. Intorno a lei, una schiera di angeli sullo sfondo
dorato. La gloria di una fede che splende, pronta a trionfare sui dubbi e sulle incertezze delluomo. (paolo conti)

New York, 1973: lo scrittore Norman Mailer


assume lidentit di A-1 e si introduce nel
ghetto per entrare in contatto con gli
esponenti del mondo dei graffiti. Junior 161,
Cay 161, Taki 183 e altri raccontano della

volont di lasciare il loro nome (tag) ovunque,


nei punti pi difficili da raggiungere. Ne
nacque un libro che narra le origini dellarte
urbana: The Faith of Graffiti, con le fotografie
di Jon Naar, poi riedito da Dey Street Books.

HOME CENTER

MONTEFALCO (PG)

Quando Norman Mailer si chiamava A-1

Un anno tutto di collage


per 365 spunti di comunicazione

n collage al giorno per 365 giorni. Questo lobiettivo di DR.ME,


studio di design formato da Ryan Doyle e Mark Edwards. Hanno
recuperato materiale pubblicitario, opuscoli di viaggio, riviste
etnografiche e volumi di vario tipo, molti provenienti dal Paramount
Books, un negozio di libri usati e fumetti nel centro di Manchester
(dove lavorano) e, ogni giorno per un interno anno, hanno riutilizzato
le immagini ritrovate creando una nuova collisione di significati. Nei
collage, non pi grandi di 23 centimetri per 15, elementi confusi si
scontrano in motivi vivaci; paesaggi sono trafitti da improbabili architetture ed epoche diverse si sovrappongono (sotto). Il progetto 365
Days of Collage ora una mostra dal titolo Choice Cuts al Home Center di Manchester, fino all8 novembre (www.homemcr.org). Accanto
ai collage originali, pezzi creati appositamente per lesibizione e stampe digitali in grande formato che esaltano i bordi frastagliati e le contrapposizioni tra i dettagli accostati. (cecilia bressanelli)

MADRID

PALAZZO S. GERVASIO (PZ) AMBURGO

MANCHESTER

AUSTIN

PINACOTECA DERRICO

Un nobile, le sue passioni:


32 scene da una collezione

una Basilicata da visitare oltre quella dei Sassi


di Matera, delle riserve petrolifere in Val dAgri,
del mare ancora caldo di Maratea. la Basilicata
dellarte, che in queste settimane vuol dire Palazzo San
Gervasio, in provincia di Potenza, dove fino al 25 ottobre
sar possibile visitare la mostra Dal paesaggio ideale al
pittoresco. Trentadue dipinti della collezione di Camillo
dErrico, un nobile (1821-1897) che di Palazzo San Gervasio fu sindaco allindomani dellUnit dItalia. Gran cultore dellarte, collezion circa 300 tele e 500 stampe del
17esimo e del 18esimo secolo, e riemp la sua biblioteca
di oltre ottomila volumi. Alla sua morte, nel 1897, la comunit di Palazzo San Gervasio scopr di essere erede di
quel preziosissimo patrimonio, oltre che di Palazzo dErrico, dove ora sono esposte le trentadue tele di soggetto
paesaggistico e in gran parte di provenienza napoletana
(www.pinacotecaderrico.it). In catalogo (tra le altre)
opere di Micco Brandi, Luigi Stanziani (sopra: Pastori), e
di ignoti artisti della scuola di Salvator Rosa. (fulvio bufi)

HARRY RANSOM CENTER

Frank Reaugh,
classico americano
HAMBURGER KUNSTHALLE

Emil Nolde, un pre-espressionista


alla scoperta del porto di Amburgo

mil Nolde (1867-1956) ebbe simpatie naziste sin dagli anni Venti.
Anzi, fu iscritto alla sezione danese del partito. Riteneva la cultura
tedesca superiore alle altre e lEspressionismo un prodotto, nella
sua essenza, quasi esclusivo della Germania. Nonostante questo e nonostante lo scetticismo di Goebbels, i suoi dipinti furono considerati
arte degenerata da Hitler e messi al bando. Il cuore della mostra alla
Hamburger Kunsthalle Nolde in Hamburg (fino al 10 febbraio,
www.hamburger-kunsthalle.de) per precedente allinfatuazione
ideologica. Ed costituito da lavori che realizz durante alcune settimane passate nel 1910 nella citt anseatica. Ispirato dallattivit incessante del porto di Amburgo realizz dunque pi di cento dipinti (sopra: Kleiner Dampfer, 1910). Al fianco di questo nucleo, sono esposte
altre opere di propriet della Kunsthalle e di altre istituzioni: oli, acquerelli, disegni a inchiostro. La mostra un nuovo segno del rinnovato e
crescente interesse per lEspressionismo in Germania. (danilo taino)

e grandi pianure, gli spazi senza confini del West americano. Lesplorazione
di una infinita frontiera, la poesia dei
nuovi inizi, delle nuove possibilit. Frank
Reaugh (1860-1945) non stato solo uno dei
pi importanti impressionisti americani ma
anche uno dei grandi cantori dellepopea
del West, il John Ford della pittura americana. LHarry Ransom Center dellUniversit
del Texas, che ospita anche una delle pi
grandi biblioteche del mondo su mandato
del presidente texano Lyndon Johnson, ora
ha aperto una grande mostra essenziale per
capire il lavoro del pittore (e inventore)
americano (Landscapes of Texas, fino al 29
novembre, www.hrc.utexas.edu). Affascinano in particolare suoi paesaggi (sopra:
Driving the Herd / Number 1, 1933), i colori
desaturati, i cieli abbaglianti e la luce radente che avrebbero ispirato molti decenni pi
tardi Richard Avedon e Wim Wenders. Come affascinano la sua vita, ragazzo nomade
in una carovana e giovane studente a Parigi,
il ritorno negli Stati Uniti, il progetto di
raccontare quegli spazi. (matteo persivale)

34 LA LETTURA CORRIERE DELLA SERA

FUORI
SCENA

di ENRICO PAROLA

DOMENICA 4 OTTOBRE 2015

Le taglie e i gusti sono cambiati


Ma tutte le cantanti amano i corpetti

una regola non scritta: pi si


avvicina la prima pi gli abiti
hanno difetti; la colpa della nota
sbagliata del vestito troppo stretto o troppo
largo, lacuto stato soffocato dallultimo
bottone che stringeva troppo. Sono bizze, vezzi,
fanno parte del mestiere e fanno scaricare la
tensione, sappiamo che poi passano. Sorride
Ginevra Danielli (foto), trentunenne
responsabile del reparto di sartoria al Teatro
Sociale di Como: gli abiti non sono solo parte

indossati da soprani di un metro e 65, la scorsa


settimana la Contessa delle Nozze di Figaro era
un metro e 80. Per lantico piace sempre:
Soprattutto le donne amano vestire abiti di
foggia antica: un corpetto oggi chi lo indossa
pi? che smagrisce ed esalta le curve ad
anfora, un abito principesco o anche da
contadina, ma con quelleleganza oggi estinta
che d nobilt anche a una camicia bianca su
gonna marrone; le vediamo, le cantanti, che si
ammirano allo specchio e sono le prime a
sognarsi nella parte che stanno per affrontare.
Quanto valgono questi capi? Quelli belli sono
molto costosi. Ho avuto tra le mani labito rosso
di Tosca disegnato da Zeffirelli per lArena di
Verona: vale 10 mila euro.

delle scene, tra loro e i cantanti si crea un


rapporto intimo; e da soli sanno raccontare
storie e addirittura possono ripercorrere la
storia della lirica. Gli abiti dellopera non sono
come quelli che si trovano nei negozi, sono
pensati e realizzati per essere continuamente
adattati su fisici anche molto diversi; gli orli
possono essere anche di 10, 15 centimetri.
Oggi sono sempre meno i cantanti oversize, ma
i problemi, se non vengono dal largo, vengono
dallalto: gli abiti creati ventanni fa venivano

Maschere
.

Teatro, musica, danza, cinema, televisione

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Buddisti senza buddismo

Sapere di Dio
di Marco Ventura

Sul blog di Oxford University Press, Damien


Keown riassume il buddismo in dieci punti. Al
numero sei lautorevole studioso londinese ci
informa che i 360 milioni di buddisti
rappresentano la quarta religione al mondo. Al
numero uno leggiamo che il termine buddismo
stato inventato nel 1830 dai ricercatori
occidentali e che in realt i buddisti non
chiamano buddismo la propria religione.
tanto, tanto imperfetto il nostro sapere di Dio.

Maestri Il cineasta russo denuncia il furore iconoclasta dei jihadisti. E contro la


diffusione di messaggi reciprocamente inaccettabili provoca: spegniamo le nostre tv

I ritratti sono lanima dellOccidente


(perci non c dialogo con lislam)
Il regista Sokurov: visioni inconciliabili, difendiamoci

di GIANLUIGI COLIN

Il personaggio
Il regista russo Aleksandr
Nikolaevic Sokurov nato a
Podorvicha (Siberia) nel
1951 e si diplomato in
Cinematografia a Mosca
1979. Risale ad allora il suo
primo lungometraggio, La
voce solitaria delluomo. In
una ventina danni ha girato
una serie di film accomunati
dal tema e dal tono
dellelegia: Elegia moscovita
(1987), Elegia sovietica
(1989) ed Elegia dalla Russia
(1993), cui seguiranno

Elegia di un viaggio (2002)


ed Elegia di una vita (2006,
presentato a Locarno). La
sua filmografia include, tra
gli altri, Moloch su Hitler
(1999), Toro su Lenin
(2001), Il Sole su Hirohito
(2005); Madre e figlio (1997,
premiato al festival di
Mosca), Padre e figlio (2003,
premio Fipresci a Cannes), il
tecnicamente virtuosistico
Arca russa (2002); Aleksandra
(2007) e Faust, Leone doro a
Venezia nel 2011. Dellanno
scorso Francofonia girato al
Louvre e presentato
a Venezia
Le immagini
Da sinistra: il regista al
Louvre davanti alla Zattera
della Medusa di Gricault
e due scene di Francofonia

leksandr Sokurov sta girando in


questi giorni un nuovo film. a
Nalchik, nel Caucaso del nord.
Ma il film non suo: sta aiutando 15 suoi studenti a diplomarsi
in regia, producendo, a spese della sua
fondazione, un lungometraggio tratto da
un romanzo della scrittrice russa Lyudmila
Ulitskaya. Un progetto al quale tiene molto, quasi fosse lideale continuazione di
una missione che si imposto da sempre,
limpegno per unetica del vivere: attraverso il cinema, la parola, larte, i comportamenti quotidiani. Sokurov cos: un russo
della Russia siberiana, 64 anni, gentile e
sospettoso, timido ma fermissimo nelle
sue convinzioni, geniale e sensibile, aperto nei linguaggi e insieme intransigente,
rigoroso, pragmatico, severo. Anche fisicamente, come scolpito nella roccia senza
smussature agli angoli. Ma i suoi occhi,
che non si fermano mai e fissano ogni dettaglio, concedono spiragli di dolcezza.
Per molti considerato un genio del cinema: per innovazione dei linguaggi, innanzitutto, e poi per la profondit e la forma poetica dei suoi racconti visivi. Basti ricordare il film Madre e figlio, del 1997, capolavoro silenzioso e dilatato, girato con
specchi deformanti su ispirazione dei dipinti di Caspar David Friedrich, oppure il
geniale e complesso Larca russa, realizzato interamente al museo Ermitage di San

Pietroburgo. Un unico spettacolare, incredibile piano sequenza, ovvero, un intero


film senza montaggio: una videocamera
speciale, una scena con 32 stanze, 4.500
persone coinvolte, 867 attori, 3 orchestre,
22 assistenti alla regia. Il risultato? Un viaggio surreale e onirico nella storia della
Russia, da Pietro il Grande ai giorni doggi
e un film di 99 minuti che rimane nella
storia del cinema. Una sfida. Una geniale
follia.
Il suo cinema un costante rimando allarte, alla poesia, alle debolezze umane,
ma soprattutto alla storia: per Sokurov
unossessione, una vera necessit, anche
se la storia non insegna niente. Non conosce n ragione, n piet, dice. Non a
caso d il via alla tetralogia sul potere che
racconta Hitler (Moloch, 1999), Lenin (Toro, 2000), limperatore Hirohito (Il sole,
2005) e infine il potere nella sua assoluta
valenza simbolica: Faust, 2011. Film misterioso e sofisticato con cui conquista il Leone di Venezia.
Questanno per, Venezia non stata altrettanto generosa. Sokurov ha voluto parlare con la Lettura subito dopo la proiezione del suo bellissimo Francofonia,
struggente inno civile in difesa dellarte.
Un film che insieme documento, saggio,
sogno, cronaca, ma soprattutto messaggio
universale sul valore della cultura e dellarte come identit, simulacro di infinite sto-

rie, patrimonio di civilt da difendere e tutelare. Sempre e a ogni costo. Cos, attraverso la rievocazione storica usata come
metafora (si racconta del Louvre durante
loccupazione nazista nel 1940), arriva al
presente passando per la poesia del linguaggio onirico (c anche un bombardiere che vola nelle sale del museo): Sokurov,
guardando la storia di sbieco, tra verit e
finzione, celebra la mitologia dellarte ma
enuncia anche una visione politica che
inevitabilmente evoca, in contrasto, le immagini di devastazione dei siti archeologici da parte dellIsis: Dobbiamo proteggere la nostra cultura dalla furia iconoclasta
di chi la distrugge. Non dimentichiamo
Palmira: nemmeno i nazisti avrebbero
osato tanto, sottolinea il regista. Il film,
girato prevalentemente nelle sale del Louvre, racconta del rapporto tra il direttore
del museo, Jacques Jaujard e lufficiale nazista Franziskus Wolff-Metternich che insieme, in una tacita complicit, salveranno
il patrimonio artistico del museo.
I giorni di Venezia sono lontani. Durante
la cena in suo onore, in cui ha festeggiato il
premio Fondazione Mimmo Rotella assegnatogli, ha iniziato una lunga, dura e per
alcuni aspetti rivelatrice chiacchierata che
continua via telefono da Nalchik.
Oggi Sokurov (autore anche di un volume, Nel centro delloceano, pubblicato in
Italia da Bompiani) amareggiato, deluso,

sconfortato. E non riesce a nascondere la


sua rabbia. Non solo per il mancato riconoscimento del suo film (Sarei stato sorpreso del contrario. La lobby latino-americana ha assolto il proprio compito) ma
per tutto quello che c stato intorno: la
censura in Russia (Sono scomodo perch
non rispetto la retorica del potere); la deludente e inaspettata conclusione di rapporto con il Louvre (Cambiato il direttore
del museo ci hanno cacciato via come fossimo appestati); il suo prendere atto del
silenzio di alcune testate europee su temi
internazionali (Non avrei mai pensato
una tale forma di autocensura nellEuropa
democratica. Non c il coraggio di sottolineare lincapacit politica e culturale dei
governi di fronteggiare linvasione musulmana in Europa); e infine, le polemiche
sul tema del rapporto tra islam e arte.
Il film appare infatti drammaticamente
profetico di ci che oggi accade con la distruzione dei siti archeologici in Siria e in
Libia. Sokurov non persona da cambiare
idea: La nostra estetica e quella musulmana non sono in alcun modo conciliabili. Larte del ritratto, punto di riferimento
della nostra pittura e scultura, del tutto
incomprensibile per loro. Dobbiamo nutrire un grande rispetto ma anche mantenere una giusta distanza.
In un passaggio del film Sokurov, con la
sua voce ferma, mentre scorrono i ritratti

CORRIERE DELLA SERA LA LETTURA 35

DOMENICA 4 OTTOBRE 2015

Lintervista Il danzatore e attore anticipa lo spettacolo sul poeta premio Nobel

Baryshnikov: Brodskij
lamico che non salvai
di VALERIA CRIPPA
A fianco: Mikhail Baryshnikov
(67 anni, a destra) con il
regista lettone Alvis
Hermanis (50 anni) che ha
scritto e diriger lo spettacolo
Brodskij/Baryshnikov a Riga.
Sotto: il danzatore e attore
insieme con il poeta negli
Stati Uniti nel 1985 (foto di
Leonid Lubianitsky). Si
stava uccidendo con il bere, il
cibo, il fumo. A chi mi diceva:
Perch non intervieni?,
rispondevo: Non sono sua
madre n la sua infermiera

dipinti da Leonardo, Rembrandt, Ingres,


Delacroix, David, afferma: Che cosa sarei
io senza i volti di chi mi ha preceduto?.
Gi, che cosa saremmo senza quei volti?
Un popolo o una classe che siano stati tagliati fuori dal proprio passato sono molto
meno liberi di scegliere e di agire, ricorda
John Berger, nel suo Questioni di sguardi.
Esattamente per questa ragione Aleksandr
Sokurov sa bene che larte del passato oggi una questione politica.
Il regista parla lentamente, concentrandosi sulle parole: Se i valori cristiani
smettessero di esistere, che cosa potrebbe
accadere? Se si abolisse il Natale o se si accettasse il divieto islamico di ritrarre le divinit?. Andr Malraux sosteneva che
larte non una sottomissione, ma una
conquista. Le parole di Sokurov evocano
le pagine dellultimo libro visionario,
quello di Michel Houellebecq, Sottomissione, appunto. Il romanzo di Houellebecq, Sokurov non lha ancora letto: Non
stato ancora tradotto in russo. Con gli amici e con Aliona Shumakova, la mia traduttrice, ne abbiamo parlato a lungo. Forse
proprio cos, ci arrenderemo, e senza battaglie. Per evitarlo dobbiamo fare cose
concrete. Per difenderci dobbiamo trovare
una saggezza forte o una forza saggia. La
bont, cui ci appelliamo tutti, devessere
saggia. Un buon padre non permette tutto
ai propri figli. Il padre rappresenta la ragione e la forza. Comportiamoci come padri saggi.
Sokurov molto attento ai temi sollevati
dal suo film. Larte diventa visione del
mondo, espressione di unione ma anche
di lacerazioni. Anche la storia dietro le
quinte del film storia di contrasti: Lallora ministro della cultura Frdric Mitterrand mi ha chiesto un incontro chiedendomi che cosa volessi fare al Louvre. Di
fronte alle mie idee non mi sembravano,
in verit, molto entusiasti. Ma poi mi dissero di s e abbiamo cominciato a studiare,
fatto le ricerche storiche, scritto la sceneggiatura, il solito lavoro di routine, insomma. Tutto sembrava perfetto. Ma a un certo momento ci sono le elezioni in Francia.
E il nuovo presidente della Repubblica
cambia il ministro della Cultura e il direttore del Louvre, le due figure che ci sostenevano. Cos, da quel momento, il nuovo
direttore non ha mai voluto incontrare il
nostro produttore. E il direttore diceva:

che ci fa un regista russo al Louvre? Noi abbiamo gi un dipartimento di cinema. Ma i


contratti erano firmati e visto che eravamo
gi dentro ci hanno lasciato fare. Ma il
messaggio che ci arrivato stato: appena
avete finito, sparite. Come? S, proprio
cos, sparite!.
E allora? la prima volta che sono stato
trattato cos. Sono rimasto soprattutto offeso per come hanno trattato tutti quelli
che hanno lavorato con me al film. Unimmensa delusione. Per questa ragione
quando ci sar la prima del film al Louvre,
non ci andr.
Sokurov appare stremato dalle polemiche. Ma torna sul concetto delle contaminazioni: I musulmani accusano lEuropa
di deviare i giovani. In parte vero, attraverso la televisione il mondo occidentale si
intromette nel loro spazio culturale, con
modelli di comportamento, costumi, azioni e stili di vita che possono metterlo in di-


Indignazione
Venezia non ha premiato il
mio film perch ha prevalso
la lobby latino-americana.
E il Louvre dove lho girato
mi ha offeso e deluso
scussione. Faccio una proposta provocatoria: le nostre televisioni dovrebbero avere
il coraggio di spegnere il segnale e impedire le trasmissioni in quel mondo. E viceversa. Per un artista che lavora con limmagine questa proposta appare una surreale forma di iconoclastia al tempo dei media globali. Poi, fissando dritto negli occhi:
Un messaggio agli artisti? Cari amici, osservate bene il volto umano, guadate i ritratti, guardateli con attenzione, capite come i vostri antenati hanno creato il loro
nome e la loro arte. Oggi molti artisti sono
guidati dalla superbia, fanno design, non
arte. Il design, nasce inizialmente come
creazione di un comfort per vivere meglio.
Larte invece ci che non ti lascia dormire, ti sveglia, ti scuote e muove la tua coscienza. Arte soprattutto una cosa: inquietudine.
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n un giardino dinverno abbandonato, allestito


dal 15 ottobre sul palco del Nuovo Teatro di
Riga, in Lettonia, Mikhail Baryshnikov potr
riabbracciare lamico Iosif Brodskij, premio
Nobel per la letteratura nel 1987, scomparso a
di 55 anni nel 1996. Il divo della danza convertito al
teatro fisico (Letter to a Man e The Old Woman diretti da Robert Wilson) far rivivere il frastagliato
universo poetico del compianto Iosif nello spettacolo Brodskij/Baryshnikov, ideato e diretto dal regista
Alvis Hermanis. Per il sessantasettenne Misha, nato
a Riga e fuggito dallUrss nel 1974 durante una tourne del Kirov in Canada, un ritorno agli affetti:
nella capitale lettone sepolta sua madre. Con la
Lettura Baryshnikov ripercorre i momenti pi toccanti dellamicizia americana con Brodskij: dietro le
lenti azzurrate, oscilla tra momenti di commozione
e improvvisi sprazzi di allegria, ricordando lironia
del poeta pietroburghese accusato dal governo sovietico di parassitismo sociale, condannato a 5
anni di confino in Siberia e costretto allesilio.
Ha scoperto le poesie di Brodskij per la prima
volta nel 1964. Che impressione le fecero?
Avevo 16 anni e frequentavo lAccademia di ballo
Vaganova a San Pietroburgo, allora Leningrado. Le
poesie erano diffuse di nascosto in pi esemplari,
battute a macchina, con parti scritte a mano e corrette. Era difficile leggerle. Erano personali e sprezzanti delle regole: ne Il Monumento Brodskij proponeva di erigere una statua alla bugia e alla sua stupidit, i turisti lavrebbero fotografata, gli studenti si
sarebbe soffermati pensosi ad ammirarla.
Poi ci sono state le trascrizioni in samizdat
del processo a Brodskij. Quando arrivarono in
Francia, Sartre e altri intellettuali di sinistra protestarono in sua difesa. Nel 72 Brodskij fu costretto allesilio. Come vi siete conosciuti?
Ci incontrammo a New York. Avevamo molti
amici in comune che mi sconsigliarono di avvicinarlo perch poteva essere pericoloso per me. E probabilmente avevano ragione.
Vi chiamavate con curiosi soprannomi...
Per ridere, Iosif storpiava il nome Misha e mi
chiamava Mysh, cio topo, e scelse per s il soprannome di Joseph the Cat, il gatto.
Ma il gatto mangia il topo. Lei era pi giovane:
lo sentiva come una figura autorevole, paterna?
Direi di no, trovai in lui un fratello maggiore. Lo
ammiravo profondamente, non come una divinit
suprema: era un amico saggio, con unetica molto
semplice e diretta. Se non gli piaceva qualcosa te lo
diceva. Non ho pi incontrato nessuno come lui. Ero
presente quando mor. Si stava uccidendo con il
bere, il cibo, il fumo ininterrotto: la combinazione
dei tre stata fatale al suo cuore. Ero suo amico.
Come si pu salvare un amico dallabisso?.

Levento
Il 15 ottobre al Nuovo Teatro di
Riga, in Lettonia, debutter
Brodskij/Baryshnikov, un one
man show interpretato da
Mikhail Baryshnikov (67 anni)
e dedicato al poeta e amico
Iosif Brodskij (1940-1996),
Premio Nobel per la letteratura
nell87. Scritto e diretto dal
regista lettone Alvis Hermanis,
lo spettacolo traccia un ponte
ideale in quarantanni di
poesie di Brodskij. Dopo il
debutto a Riga, partir il tour
internazionale che toccher
Gerusalemme e approder nel
2016 negli Stati Uniti, a New
York, Boston e sulla West Coast
Il regista
Regista di prosa e lirica,
Hermanis (50 anni) dal 1997
direttore artistico a Riga, citt
natale sua e di Baryshnikov:
alla Scala firmer in febbraio I
due Foscari di Verdi con Placido
Domingo e Francesco Meli
Il libro
Adelphi ha appena pubblicato
il volume Conversazioni,
a cura di Cynthia L. Haven,
che raccoglie, appunto,
conversazioni e interviste allo
scrittore (traduzione di Matteo
Campagnoli, pp. 314,  20)
C una foto famosa che la ritrae con Brodskij e
Rostropovic, tre esuli che insieme ridono negli
Usa. Come avete vissuto lesilio lei e Brodskij?
Ricordo quella foto, ero andato a trovare Rostropovic a Washington, dove dirigeva lorchestra sinfonica. Invit me e Brodskij una sera e dopo cena, per
gioco, in tre mimammo il pas de quatre dei cigni nel
Lago. Iosif era partito dallUrss due anni prima di me
e mi usava come una ricetrasmittente per informarsi
di persone rimaste a Leningrado. A volte lo chiamavo per chiedere consigli molto pratici a lui che pratico non era affatto. Facevamo lunghe passeggiate:
cerano luoghi a New York intorno al fiume Hudson
o allEst River che amava molto perch gli ricordavano angoli di San Pietroburgo. Cercava gli specchi
dacqua: suo padre era un ufficiale di marina, oltre
che fotografo di guerra, e Iosif era cresciuto sulla
riva del fiume. Lacqua era il suo elemento. Un sentimento metafisico. Ha scritto dellacqua come fosse
una persona, mai nemica, dotata di una sorta di
gravit fisica.
Quali sono i suoi testi preferiti?
Non saprei scegliere. Le poesie di Iosif trattano
tanti temi: amore, soggetti civili, politici, in difesa
della dignit umana. Ma non fu mai dissidente, era
solo un uomo nel mondo.
Il regime accus Brodskij di essere un pigmeo
ebreo con pantaloni di velluto a coste, un pornografo. Avete parlato delle motivazioni dellesilio?
Avevamo un modo molto diverso di relazionarci
alla Madre Russia. Per me non lo fu mai, per lui,
pietroburghese, s. Sono cresciuto in una societ
lettone occupata dallesercito russo e mio padre era
ufficiale. Perci non ho mai sentito la Russia come
casa. Certo, ho ricevuto la cultura sovietica, la formazione artistica, ma non ho mai finto di essere russo.
Non mi considero un dissidente, odiavo la burocrazia e stupidit del sistema. Iosif era molto orgoglioso di essere diventato americano e lesilio era, per
lui, un argomento tab. Quando la Russia lo butt
fuori, prese la parte migliore di se stesso.
Brodskij/Baryshnikov sar il suo ritorno a
Riga?
Vi ho gi danzato diverse volte. Hermanis mi ha
proposto la sua visione: ha selezionato i testi e disegnato un ponte per unirli, non le poesie pi famose, dalla fine degli anni Cinquanta al 96. Non sar
un reading ma teatro fisico: un one man show di
unora e mezza senza intervallo in cui reciter in
russo con sopra-titoli. Spero di portarlo anche in
Italia, Josif ci terrebbe molto: aveva sposato Maria
Sozzani che gli ha dato una figlia, a Roma c la sua
Accademia russa. Brodskij a Venezia. sepolto
sullisola di San Michele.
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36 LA LETTURA CORRIERE DELLA SERA

DOMENICA 4 OTTOBRE 2015

Post it

Maschere Performance

di Stefano Righi

Piovene, lislam e lOccidente a Venezia


Lisola di San Giorgio Maggiore, a Venezia, sede
della Fondazione Cini, ospit 60 anni fa tra il
19 e il 24 settembre 1955 uno storico incontro
tra i rappresentanti della civilt islamica e quella
occidentale. Il confronto poneva al centro la

compatibilit tra islam e democrazia e tra


luniverso musulmano e il nostro sistema
economico. Ne usc un attualissimo volume,
scritto dal vicentino Guido Piovene (Processo
dellIslam alla civilt occidentale, Mondadori).

In guardia Confronto tra un regista amante della scherma e un docente americano che pratica le pi aggressive tra le arti marziali

Che bella la danza della scimmia


Jonathan Gottschall e Davide Ferrario si sono dati appuntamento il 25
settembre al Club Scherma Torino del capoluogo piemontese, la palestra
dove si allena il regista. Il fotografo li ha ritratti insieme (qui sotto Gottschall
indossa la maschera) e mentre il professore americano prova alcune stoccate

di DAVIDE FERRARIO

n giorno un professore di inglese di un college della Pennsylvania guarda fuori dalla finestra
dello Starbucks in cui trascorre
le ore libere e scorge, dallaltra
parte della strada, una palestra di Mma:
Mixed Martial Arts, arti marziali miste,
lultimo grido in fatto di combattimenti. Si
tratta di una disciplina che, coerentemente
col nome, propone un ibrido tra lotta libera, judo, karate, kickboxing e pugilato. Si
pratica a mani seminude e prevede pochissime regole, il minimo indispensabile a
preservare (pi o meno) lintegrit fisica
degli atleti. Il professore un tipo normale,
ma ha un passato di adolescente timido e
facile preda dei bulli. Attraversa la strada e
si iscrive alla palestra. Si allener un anno e
mezzo prima di scendere nella gabbia
(cos si chiama il ring delle Mma) per il suo
primo incontro ufficiale.
Questa la storia che sta dietro Il professore sul ring di Jonathan Gottschall (Bollati
Boringhieri). Che non solo la narrazione
personale di questo percorso, ma un libro
che prova a chiedersi perch gli uomini
combattono e a noi piace guardarli, come
recita il sottotitolo del volume. A un lettore
come me, che pratica la scherma dallet di
dieci anni, il tema non poteva non interessare. Certo, la scherma moderna non prevede versamenti di sangue (anche se pochi
anni fa si vociferava che lex campione del
mondo di spada Paolo Milanoli partecipasse a incontri con armi vere), ma chiunque
la pratica sa bene che lo spirito del duello,
da cui tutto deriva, ben vivo ogni volta
che scendiamo in pedana. Daltra parte la
scherma lunico sport in cui un match si
chiama assalto. Ed una disciplina che,
come la boxe, non si gioca: si tira.
Torino Spiritualit, dedicato questanno
a Limpasto umano, ha invitato qualche
giorno fa Gottschall: come si pu lasciar
fuori la violenza dal grumo di impulsi che
costituiscono la nostra natura? Cos, per
parlare del suo libro, mi sembrato che
lidea migliore fosse invitarlo al Club
Scherma Torino e ragionare con lui di violenza in mezzo alle urla dei miei compagni
in allenamento.

La violenza e la sua rappresentazione fanno parte della natura


Ma non inevitabile. Anche gli animali sanno gestirla

JONATHAN GOTTSCHALL
Il professore sul ring.
Perch gli uomini
combattono
e a noi piace guardarli
Traduzione
di Giuliana Olivero
BOLLATI BORINGHIERI
Pagine 328,  23

Gottschall un quarantenne ben messo,


non certo un gorilla; per, sotto la maglietta attillata, si intuiscono muscoli sodi.
Mentre si prova la maschera, gli dico che il
suo libro ricorda il movimento di un pendolo che oscilla tra Darwin e la letteratura.
Non si pu non partire dallevoluzione e
dallantropologia. Entrambe ti dimostrano
che non siamo nemmeno lontanamente
cos buoni e civilizzati come pensiamo.
Quindi la violenza giustificata? Non
dico questo. Ma per capirne le radici ed
esorcizzarla bisogna prendere atto che fin
dallinizio dei tempi i maschi competono
tra di loro per la conquista del cibo e delle
femmine. La legge della natura stimola la
lotta per la conservazione e il miglioramento della specie con una dinamica in
cui la violenza ha una parte fondamentale.
Le strutture sociali di molti animali riflettono questo istinto primario. Dopo tanti secoli di civilt una magra consolazione considerarci animali cos poco evoluti.
Ma la violenza non inevitabile. Anche
gli animali sanno gestirla. Spesso il confronto tra maschi si limita a una dimostrazione di forza per stabilire le gerarchie,
senza spargimento di sangue. quella che
io chiamo la danza della scimmia, un
continuo e ripetuto sforzo per guadagnarsi
il rispetto degli altri maschi e la preferenza
delle femmine. Nella societ umana il rapporto con la violenza ha molto a che fare
con la danza della scimmia. Come maschi umani non possiamo ignorare la violenza, ma spesso la evochiamo senza davvero praticarla. Ecco perch al fondo della
mascolinit c una tragedia, ma anche
qualcosa di ridicolo.
vero: basta pensare alla prossemica
degli uomini in qualsiasi occasione pubblica. A come uno sguardo troppo sostenuto, soprattutto tra estranei, sia percepito
subito come una sfida. E a come qualsiasi
talk show televisivo trasudi strategie comportamentali di sopraffazione che nulla
hanno a che vedere con quello che si dice.
Non a caso il libro dedica un capitolo ai dibattiti Obama-Romney durante la campagna presidenziale del 2012. Tutto questo ha
a che fare anche con ci che gli uomini as-

sociano da sempre alla parola onore: un


valore apparentemente anacronistico, ma
ben saldo negli angoli oscuri della psiche.
Pensa a questo: sei una sera al bar con gli
amici, gente come me e te, istruiti, tipi non
inclini allo scontro fisico. Arriva uno sconosciuto e comincia a provocare te o tua
moglie. Tu fai finta di niente, non accetti la
sfida. Sai di essere superiore e anche i
tuoi amici probabilmente ti approvano.
Poi torni a casa e senti che non va. Che rifiutando di batterti hai perso qualcosa.
Qualcosa di profondamente tuo, che nessuna considerazione intellettuale pu rimpiazzare. La violenza sta nel nostro profondo, come il midollo dentro le ossa. Sta dentro le nostre relazioni, anche se facciamo
finta di no.

Il che ci porta a parlare di letteratura: di


come la violenza si carichi, per luomo, di
significati molto complessi, diventando
quindi un tema magnificamente rivelatore
per larte in genere. Gli scrittori vedono il
combattimento come una metafora della
condizione umana: la vita bella, gli uomini sono meravigliosi e poetici ma in fondo
la vita una lotta nella quale siamo tutti
destinati a perdere. sempre stato cos, da
Omero fino a Hemingway. Qualche anno
fa uscita unedizione inglese dellIliade
che aveva in copertina la foto di Muhammad Ali torreggiante su Sonny Liston dopo
averlo messo al tappeto, come se fosse
Achille che sconfigge Ettore Magnifico. Viene da obiettare che la violenza
fin troppo presente e compiaciuta, per,

nellimmaginario contemporaneo. Nonostante le apparenze, viviamo in societ


sempre pi sicure, dove la violenza, sia privata che bellica, incredibilmente diminuita. Dati alla mano, lo ha dimostrato Steven
Pinker in The Better Angels of Our Nature
(in italiano Il declino della violenza, Mondadori 2013, ndr). Quindi si potrebbe ipotizzare che la violenza rappresentata una
forma di compensazione per quella non
agita. Una sorta di danza della scimmia a
livello culturale: in questo senso, anche
graficamente, ha qualcosa insieme di
drammatico e di ridicolo. Penso al fenomeno dello splatter, per esempio, e a
quanto siano popolari queste forme tra i
giovani, e al modo cos poco consapevole
che loro hanno di relazionarsi alla violenza. Il punto cruciale che sono scomparsi i
riti di passaggio, che esistevano da sempre
in tutte le culture. I giovani maschi hanno
bisogno di un confronto fisico, fa parte
della biologia; e per quanto i riti di passaggio possano essere duri e violenti, non sono anti-sociali, tutto il contrario. La rimozione di questi riti nelle societ occidentali
produce, per esempio, quelle insensate dimostrazioni di autolesionismo che i ragazzi mettono su YouTube o certi atti assurdi
di aggressione di cui sono piene le cronache.
A proposito di rappresentazione della
violenza, provoco il mio interlocutore con
un paragone tra i combattimenti di arti
marziali e la pornografia. In entrambi esiste un elemento terribilmente concreto e
fisico, eppure c un evidente apparato di
messa in scena, sia da parte di chi lo fa sia
da parte di chi ne fruisce. Gottschall ride.
In un combattimento di Mma, nonostante la brutalit, non provi nessuna forma di
odio o rabbia nei confronti dellavversario;
nemmeno ed paradossale il desiderio di fargli del male. , appunto, come il
porno, pura performance. Negli incontri di
Mma c una totale assenza di emozioni,
come nellhardcore. Guarda caso, sesso e
violenza sono due dei motori fondamentali dellumanit. E sono entrambe cose irresistibilmente attraenti da guardare.
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DOMENICA 4 OTTOBRE 2015

CORRIERE DELLA SERA LA LETTURA 37

24 settembre 2015 10 gennaio 2016 Roma, Terme di Diocleziano

Working Model for Unesco Reclining Figure


1957, cast c.1959-61

Francesco Armitti / Solimena

Henry Moore
OM CH 18981986
Tate: Presented by the Friends
of the Tate Gallery 1960
Tate, London 2015
Reproduced by permission
of The Henry Moore Foundation

38 LA LETTURA CORRIERE DELLA SERA

DOMENICA 4 OTTOBRE 2015

Note blu

Maschere Musica

di Claudio Sessa

Italiani pettinati
Il jazz italiano molto vario, lo ha dimostrato
anche con i suoi 600 musicisti allAquila il 6
settembre. A volte per questa variet finisce
in subordine. Letichetta fondata da Paolo
Fresu, Tuk Music, pubblica una ricca antologia

Qui a sinistra: la copertina del


leggendario Kln Concert, registrato dal
pianista Keith Jarrett allOpera di
Colonia il 24 gennaio 1975 e
pubblicato dalla Ecm nellautunno di
quellanno come doppio vinile: tuttora
il successo commerciale pi clamoroso
delletichetta bavarese (4 milioni di
copie). Qui a destra: la copertina di
Tabula Rasa, album che contiene
quattro composizioni dellestone Arvo
Prt, autore feticcio e amico del
produttore Manfred Eicher. A destra e
sinistra: copertine dal catalogo Ecm

Lintervista Manfred Eicher ha fondato unetichetta discografica di culto,


la Ecm. Il suo ruolo di produttore, i legami con artisti come Prt e Jarrett

Amo i suoni anche se li scarto


La mia lotta contro il rumore
di VINCENZO SANTARCANGELO

l titolo del primo album prodotto dallEcm, etichetta di Monaco di Baviera,


Free at Last. Le sessioni di registrazioni iniziano nel novembre 1969 in
uno studio di Ludwigsburg, nel Baden-Wrttemberg. I musicisti coinvolti sono il pianista Mal Waldron, Isla Eckinger e
Clarence Becton: il Mal Waldron Trio. Siamo liberi di fare quello che vogliamo, finalmente, sembrano voler dire con quel titolo.
Liberi perch siamo jazzisti, perch possiamo agilmente swingare tra stili differenti
nel giro di sei brani (tre per lato del vinile),
ma soprattutto liberi perch Manfred Eicher ha fondato una nuova etichetta discografica che ben presto diverr un punto di
riferimento per qualit tecnica e riconoscibilit del suono, coerenza nelle scelte estetiche e nella ricerca nei territori del jazz e
della musica colta, attenzione anche allaspetto grafico. Con la New Series Ecm
apre alla musica classica; il primo disco
della collana Tabula Rasa, che esce nel
1984. di un compositore estone, Arvo Prt,
che quattro anni prima riuscito a emigrare dallUrss. Prt ha compiuto 80 anni l11
settembre, Eicher (che non concede quasi
mai interviste) ne ha otto in meno. Le loro
esperienze artistiche e umane si incrociano
da trentanni.
Eicher, in che modo ha celebrato un
sodalizio artistico e umano e il compleanno di Prt, uno dei massimi compositori viventi?
Con un progetto, Musica Selecta, che
nasce gi nel 1982, quando ho cominciato a
lavorare con Arvo. Pi di recente ho iniziato
a riflettere su cosa avrei potuto fare per celebrare il suo compleanno. Ho ascoltato
tutta la musica che avevamo registrato insieme, sono stato sempre molto vicino al
processo di produzione delle sue opere.
Non abbiamo per lavorato insieme al processo di selezione dei brani per Musica Selecta. Volevo semplicemente fargli un regalo e cos ho creato una sequenza di elementi spesso anche contrastanti, ma senzaltro
legati da un filo rosso che la rende una sorta di film fatto di immagini sonore molto
caratteristiche, a testimonianza di tutti
questi anni di intensa collaborazione.
Da produttore ha mai avuto limpressione di rappresentare lo sfondo sul
quale si staglia la figura di un musicista?
A mio avviso il produttore devessere
un ottimo ascoltatore, empatico nei confronti sia del contenuto della musica sia
della personalit dellartista con cui sta lavorando. importante per un musicista disporre di un primo ascoltatore che sia in
grado di garantire un feedback rispetto al
lavoro che sta portando avanti, di un ascoltatore sensibile e attento. Il produttore deve
costantemente specificare il proprio punto
di vista, far presente cosa bene fare e cosa
meglio non fare. Quando lavoriamo su
materiale sonoro, lavoriamo anche su suoni che non saranno mai ascoltati; spesso registriamo musica che alla fine del processo
produttivo non finir sul disco.
A proposito di empatia, qual la sua
opinione sullipotesi di recente corroborata da dati scientifici secondo la

i
Il personaggio
Il produttore Manfred Eicher
(Lindau, 1943; foto di Kaupo
Kikkas) ha fondato nel 1969
la casa discografica tedesca
Ecm (1969), acronimo che
sta per Editions of
Contemporary Music, dopo
aver studiato contrabbasso
allAccademia di Berlino e
aver fatto parte dei Berliner
Philharmoniker. La Ecm ha
sviluppato una duratura
collaborazione con
compositori come Arvo Prt,
Steve Reich, Gyrgy Kurtg,
Giya Kancheli, Wolfgang
Rihm, con registi come JeanLuc Godard e Theo
Angelopoulos. Eicher ha
rivestito un ruolo sempre
attivo nel processo creativo
della registrazione e gli viene
riconosciuto di aver
sviluppato una particolare
attenzione per la scelta degli
autori, per la riconoscibilit
nella cura del suono e per la
veste grafica. Eicher ha
ricevuto numerosi premi
nazionali e internazionali, tra
cui il Grammy Award come
miglior produttore di musica
classica, nonch svariate
onorificenze in molti Paesi
La casa discografica
Tra i successi della Ecm, gli
oltre quattro milioni di copie
vendute del Kln Concert di
Keith Jarrett. Tra le intuizioni,
la scelta di incidere gli
incontri di un musicista
fortemente legato al jazz
come Jarrett con classici come
Bach, Hndel o Shostakovich

quale musicisti che si muovono su un


palco interagiscono tra loro seguendo
regole in un certo senso cablate nel loro
cervello e nel loro corpo?
Credo che linterazione tra i musicisti
abbia a che fare con lascolto, con larte di
sapersi ascoltare reciprocamente. Quando
ho ascoltato per la prima volta il piano trio
di Bill Evans, Scott LaFaro e Paul Motian, sono rimasto colpito dal fatto che, nonostante fossimo in un locale molto rumoroso,
ascoltavo un tipo di musica che non esiterei
a definire lirica, musica da camera improvvisata basata sullinterazione tra ascolto e
silenzi, tra dinamiche timbriche e armoniche. Il fatto che da un background rumoroso possa emergere una figura, un insieme
coerente di suoni bellissimi, reso possibile da quello che Evans chiamava interplay,
un fenomeno che, per quanto si possa studiare, resta e rester sempre un mistero.
Rumore e silenzio sono dunque entrambi elementi essenziali. Cosa dice
delle famose richieste di silenzio assoluto di un pianista come Keith Jarrett?
Sicuramente il rumore, per esempio il
rumore di qualcuno che tossisce, pu disturbare un musicista e creare uno stato di
tensione. Spesso per il fatto che qualcuno
tossisca semplicemente il segno che nulla
di rilevante sta accadendo da un punto di
vista estetico. Sei o sette anni fa, a New
York, ho ascoltato Andrs Schiff eseguire le
Partite di Bach. La sala era gremita e non
sedevo in un posto particolarmente adatto
per godere di quello spettacolo. Mi sentivo
come lontano dalla musica. Dopo una
manciata di secondi, non appena la musica
ha invaso lambiente, ho capito che a essere
lontano era solo il mio corpo, il mio spirito
era vicinissimo a Bach, a Schiff.
Il rumore pu essere usato anche come arma.
Certo. Se pensiamo al suono come a
una potenziale arma, possiamo considerarci protagonisti di una guerra che si svolge
quotidianamente. Il rumore ovunque: in
qualsiasi luogo siamo costretti ad ascoltare
qualcosa che preferiremmo non ascoltare.
Personalmente ho la capacit di isolarmi,
concentrarmi e focalizzare la mia attenzione su ci che voglio ascoltare.
Dopo una sessione di registrazione,
Nora Prt, moglie di Arvo, disse: Siamo
entusiasti, ma abbiamo dovuto attenerci
a una disciplina rigorosissima, abbiamo
attraversato linferno. Siamo esausti.
Entusiasmo, disciplina, stanchezza. Tre
elementi chiave.
Quando entriamo in studio siamo tutti
entusiasti, dobbiamo necessariamente essere positivi. Spesso per il processo di
produzione causa stanchezza, frustrazione,
sofferenza. Abbiamo bisogno di discutere
per trovare le soluzioni migliori. Dobbiamo
liberarci dalle tensioni per poter garantire
attenzione, rispetto per il lavoro degli altri,
per i dettagli di cui siamo alla perenne ricerca, per il risultato finale. La mia speranza che la musica che pubblico instilli nellascoltatore il bisogno di mettersi alla ricerca del senso di unit che sta sotto la
frammentariet del quotidiano.
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di due cd, Give Me Five By Foot!, che ne


mostra in 25 brani il versante pi sognante e
pettinato, con molti echi classici e rimandi
alla canzone dautore. Senzaltro Fresu come
produttore ha le idee chiare.

CORRIERE DELLA SERA LA LETTURA 39

DOMENICA 4 OTTOBRE 2015

In punta di piedi

Maschere Teatro
Personaggi

di GIUSEPPINA MANIN

di Giovanna Scalzo

I diciassette sulla piattaforma


Diciassette compagnie a rappresentare
diverse tendenze coreografiche: lobiettivo
di Nid Platform, la piattaforma itinerante
della danza italiana, realizzata per sostenere
e promuovere le novit pi interessanti.

Giunto alla terza edizione, questo progetto


permette agli artisti di confrontarsi con nuovi
generi in un dialogo trasversale con la danza,
di interesse internazionale (Brescia, dall8
all11 ottobre, www.nidplatform.it).

Gabriele Lavia porta in scena a Torino la pice che Bertolt Brecht scrisse e riscrisse sino alla fine:
Lo scienziato indietreggia di fronte alle minacce dellInquisizione, per lautore non d giudizi

Opportunista o solo fragile, i due Galileo


La morale : tutti hanno diritto di capire

Folgorazione
Nel 1963 vidi
lallestimento di
Strehler e mi
cambi la vita. La
mia dedica a lui
Sotto: Gabriele Lavia nelle prove
del Galileo (foto Filippo Manzini).
Sopra: un bozzetto della
scenografia e, a sinistra, una
pagina annotata del copione. Al
centro: un altro momento delle
prove. A destra, dallalto:
un bozzetto dei costumi; un
testo di Galilei con annotazioni
autografe; un ritratto
di Bertolt Brecht (1898-1956)


Visione
Sventurata la
terra che ha
bisogno di eroi,
scrive lautore.
Condivido

oveva essere fredda e tersa come


il cristallo quella notte di gennaio
del 1610. Quando, puntando il suo
rudimentale cannocchiale verso
il buio del firmamento, Galileo
Galilei vide per la prima volta il cielo che non
cera. Quattro puntini luminosi rotanti intorno a Giove, la prova definitiva dellintuizione
eliocentrica di Copernico era l, scintillante e
tremula davanti ai suoi occhi. E cos in una
sola notte luniverso perse il suo centro e
scopr di averne uninfinit. Scoperta foriera di sconvolgimenti inimmaginabili, ha del
vertiginoso ancora adesso, assicura Gabriele Lavia, da sempre affascinato dalla figura
del grande scienziato pisano e ora protagonista e regista, dal 6 ottobre al Carignano di
Torino, di Vita di Galileo di Bertolt Brecht.
Uno spettacolo per nulla minimale, costumi depoca, una trentina di attori in scena,
musiche dal vivo eseguite da tre strumentisti
della Scuola di Fiesole. Un modo di far teatro
allantica, allennesima potenza, garantisce Lavia, che con Pierfrancesco Favino e
Maurizio Scaparro consulente artistico della Fondazione Teatro della Toscana, coproduttore di Galileo con lo Stabile di Torino.
Un Brecht che lui sogna da oltre mezzo secolo. Era il 1963 quando lo vidi per la prima
volta al Piccolo di Milano con la regia di
Giorgio Strehler, protagonista Tino Buazzelli. Avevo ventanni, restai folgorato. Quella
sera decisi che il teatro era la mia vita. Cos
stato. E ora, che sta per compiere 73 anni
(l11 ottobre), Lavia infine si decide. Oso Galileo e lo dedico a Strehler. Al suo genio, alla
sua lezione. Un ritorno al passato in nome di
un teatro perduto, fondato su parole oggi
quasi vietate: impegno, politica, tensione
morale Concetti desueti da scandire in
modo chiaro, semplice. Perch, come sostiene Brecht, tutti hanno il diritto di capire.
Anche se le questioni che qui si pongono, il
rapporto tra scienza e potere, ragione e dogma, dubbio e fede, non sono n semplici n
chiare. Non per niente Brecht lavor su questo testo per circa ventanni.
Lo scrisse e riscrisse tre volte. La prima,
durante lesilio in Danimarca nel 1938, la seconda in collaborazione con lattore Charles
Laughton per Los Angeles, la terza, definitiva per il Berliner Ensemble (messinscena
postuma nel 1957, pochi mesi dopo la morte

Lartista toscano celebrato anche da Milton

Schiacciato ma immortale
di GIULIO GIORELLO

elle notti serene lartista toscano


spia montagne sulla Luna,
spiegando le macchie che
scorgiamo sul satellite. Cos John Milton,
nel Paradiso perduto, onora Galileo e il suo
cannocchiale. Galileo ha rifondato la
meccanica e lo studio della struttura della
materia; ha saputo abbinare geometria e
impiego degli strumenti; ha mutato la
rappresentazione dei cieli non solo
mostrando la superficie rugosa della
Luna, ma dichiarando la natura stellare
della Via Lattea e scoprendo quattro

lune di Giove; ha difeso la concezione


copernicana, commettendo lerrore di
attribuire le maree alla combinazione dei
moti di rotazione e di rivoluzione della
Terra. Ma dagli sbagli si impara. Come
Brecht fa dire al suo Galileo: Quello che
troviamo oggi, domani lo cancelleremo
dalla lavagna, a meno che ragione ed
esperienza non ce lo facciano recuperare.
Ma senza pressioni esterne. Pur schiacciato dal tribunale ecclesiastico, Galileo
resta leroe dellindipendenza della ricerca.
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Lo spettacolo
La Vita di Galileo di Bertolt
Brecht aprir il 6 ottobre
al Teatro Carignano la
nuova stagione dello
Stabile di Torino
presentando in prima
nazionale il nuovo
allestimento firmato da
Gabriele Lavia, che ne
anche il protagonista. La
produzione, che unisce la
Fondazione Teatro della
Toscana e il Teatro Stabile
di Torino, si avvale delle
musiche originali di Hanns
Eisler (1898 1962),
eseguite dal vivo dai
musicisti della Scuola di
Musica di Fiesole. Le scene
sono di Alessandro
Camera, i costumi di
Andrea Viotti. In scena 26
attori, tra cui Lucia Lavia,
figlia di Gabriele
Repliche e tour
Lo spettacolo sar
replicato a Torino fino al
25 ottobre e quindi dal 28
ottobre al 4 novembre si
trasferir al Teatro della
Pergola di Firenze
La Biennale dellEresia
Nei giorni scorsi, in
occasione della Biennale
dellEresia, alla biblioteca
Fumi di Orvieto stata
esposta per la prima volta
la copia originale del
Sidereus Nuncius, uno dei
testi pi rivoluzionari di
Galileo, dove lui
confermava la teoria
eliocentrica di Copernico, e
per questo venne messo
allindice dalla
Chiesa nel 1610

dellautore). Ogni volta affrontando domande chiave sulle insidie di una ricerca perturbante in anni in cui la fissione dellatomo
apriva le porte al nucleare e poneva la questione della responsabilit dello scienziato.
Ma anche dellintellettuale a confronto con i
tempi bui del nazismo, della dittatura. Troppi quelli venuti a patti con il potere. Brecht
era scosso. Sosteneva: La sola cosa che ci si
pu aspettare dal futuro larrivo di omuncoli inventivi pronti a tutto pur di essere pagati molto.
Di quel cinico opportunismo prossimo
venturo Galileo era un antesignano? O solo
un uomo fragile come tutti? Difficile dare
giudizi. Brecht se ne guarda bene, a lui preme di innescare il dibattito. Di certo, di fronte alle minacce dellInquisizione, allidea di
essere mandato a morte come Giordano
Bruno, Galileo indietreggia. Nega la verit,
tradisce la scienza e chi aveva creduto in lui.
Al discepolo che lo rimprovera risponde: A
che serve guadagnare lanima se si perde il
corpo?. O anche: Meglio le mani sporche
che le mani vuote. Pragmatico, porta in salvo le sue scoperte oltre i confini e in segreto
continua la ricerca. La scienza per lui un vizio, un impulso a cui non pu rinunciare.
Chi ha morso il frutto della conoscenza
sar dannato in eterno. I duri ammonimenti
del cardinale Bellarmino e di papa Urbano
VII non valgono quanto i ferri di tortura agitati davanti a lui. Il dolore fisico gli fa paura.
Lo capisco. A me sarebbe bastato un pizzicotto per farmi dire qualsiasi cosa. In fondo
abiurare non cos difficile, sempre meglio
di morire. Come gli fa dire Brecht: Sventurata la terra che ha bisogno di eroi. Condivido. Eroe o antieroe, saggio o codardo, baluardo del libero pensiero o campione del
compromesso Sempre inafferrabile, Galileo ci costringe a ragionare, a guardarci allo
specchio. Ho avuto la fortuna di sfogliare i
suoi quaderni alla Biblioteca Nazionale di Firenze. Una grafia meravigliosa, disegni puntigliosi tracciati con la penna doca, appunti
scientifici mescolati a quelli personali.
Galileo scienziato. Uomo anche di pi.
Pronto a rinnegare se stesso per sopravvivere. Avanti comunque, come Madre Coraggio.
Perch alla fine diceva Strehler luomo cos.
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40 LA LETTURA CORRIERE DELLA SERA

DOMENICA 4 OTTOBRE 2015

Percorsi
.

Racconti, date, biografie, inchieste, reportage

Graphic novel
di Roberto La Forgia

Lautore

Di Roberto La Forgia (Treviso, 1983) sono


apparsi lavori su numerose riviste e giornali.
Ha pubblicato una graphic novel con
Coconino Press-Fandango intitolata Il
Signore dei Colori, pubblicata anche in Francia
con Les ditions Atrabile, e due libri di favole
per bambini di Gianni Rodari per gli Editori
Internazionali Riuniti. Le sue illustrazioni
sono state esposte in pi occasioni in Italia e
in Francia. Vive e lavora a Milano.

Ecco

io arriver

DOMENICA 4 OTTOBRE 2015

CORRIERE DELLA SERA LA LETTURA 41


Un viaggio che comincia allalba dei tempi, lontano dal nostro
mondo. Un eroe antico percorre spazi e tempo alla ricerca di
qualcosa che egli stesso non ricorda. il desiderio-principio di
salvezza a muovere il nostro eroe. La sua missione salvare
qualcuno, o forse qualcosa? Un ideale, una visione della vita?

42 LA LETTURA CORRIERE DELLA SERA

DOMENICA 4 OTTOBRE 2015

Percorsi Geografie
THAILANDIA

LAOS

CAMBOGIA
Prov. di
Phnom
Penh Ratanakiri
VIETNAM

Prov. di
Takeo

Le comunit rurali allontanano e uccidono tutti quelli


sospettati di manipolare gli spiriti, nella capitale ci si indebita
per farsi liberare dal malocchio. Sullo sfondo, la trasformazione
del territorio e il trauma del genocidio dei Khmer rossi

Caccia allo stregone


Linciaggi, monaci esorcisti, paura
nella Cambogia ostaggio della magia
da Ban Lung, Trapaing Chuk e Phnom Penh
(Cambogia) IVAN FRANCESCHINI

Bibliografia
Lopera di riferimento sul
sovrannaturale in Cambogia
rimane Ang Choulan, Les tres
surnaturels dans la religion
populaire khmre (Cedoreck,
Parigi 1986). Vi sono poi
alcuni studi dellaccademico
Didier Bertrand, in particolare
The names and identities of the
boramey spirits possessing
Cambodian mediums,
pubblicato nel 2001 sulla
rivista Asian Folklore
Studies. Vanishing Act di Ryun
Patterson e Rick Valenzuela
disponibile in vari formati sul
sito http://neaktaa.com. Sulle
vicende della Cambogia
contemporanea si segnalano
di Tiziano Terzani Fantasmi
(Longanesi, 2008), di Philip
Short Pol Pot. Anatomia di uno
sterminio (Rizzoli, 2005) e di
Nguon Tho Bovannrith e
Diego Siragusa Cercate lAngkar
(Jaca Book, 2005). poi
recentemente uscito di Denise
Affono La diga delle vedove
(traduzione e prefazione
di Guido Lenzi,
Aracne, pp. 182,  14)
Lautore
Ivan Franceschini (Venezia,
1983) Marie Curie Fellow
presso lUniversit di Venezia e
lAustralian Centre on China in
the World di Canberra con un
progetto sul lavoro in Cina e in
Cambogia. Tra le sue
pubblicazioni in italiano:
Cronache dalle fornaci cinesi
(Cafoscarina, 2009)
e Cina.net (ObarraO, 2012); ha
curato edizioni critiche di Lu
Xun, Fuga sulla luna e altre
antiche storie rinarrate
(ObarraO, 2014), e di Li Gui,
Tra i ribelli Taiping (stesso
editore, 2015). Nel 2011 ha
co-diretto il documentario
Dreamwork China

el gennaio del 2014, a ben guardare tra lerba in


una radura poco discosta dalla strada sterrata
che attraversa Trapaing Chuk, una piccola comunit rurale nella provincia di Kompong
Speu, si sarebbero potuti notare un dente e alcune schegge dosso di un candore sconcertante. Erano i
resti del cinquantacinquenne Khieu Porn, ammazzato
laggi qualche giorno prima. Nel villaggio non si parlava
daltro. A quanto si diceva, una sera luomo stava rientrando da una festa per la fine del raccolto, quando alcune persone sbucate dalloscurit alle spalle di un vecchio albero
di mango lo avevano ripetutamente accoltellato. Mentre
gli abitanti del villaggio continuavano a ballare a pochi
metri di distanza, i carnefici avevano trascinato il cadavere
sanguinante nella radura e l gli avevano spaccato la testa.
Il corpo era stato scoperto la mattina seguente ma della
parte superiore del cranio non si era trovata pi traccia.
Nel villaggio, nessuno aveva dubbi: Khieu era stato giustiziato perch era un thmup, uno stregone. Lorng Youm,
una settantenne dalle gengive consumate dal betel, ne era
certa: Diverse persone nel villaggio sono morte allimprovviso dopo aver incontrato Khieu. Un uomo morto il
giorno dopo essersi fatto leggere la mano da lui, un altro
poco dopo averlo incontrato. Pi duno confessava: Se
lo meritava, sono felice che sia morto.
Nel luglio del 2015, decine di contadini di Prey
Chonlounh, un villaggio nella provincia di Takeo, ci circondano mentre chiediamo loro spiegazioni su quanto
accaduto nellaprile del 2014, quando Pov Sovann, uno
stregone accusato di aver causato la morte di nove persone, stato linciato nei paraggi. Stando al racconto del
capo villaggio Kae Yaw, in centinaia lo avevano assediato
per ore nella sua casa, lanciandogli pietre e sottoponendolo a ripetuti pestaggi, mentre la polizia rimaneva a

guardare. Unambulanza giunta sul posto non era potuta


intervenire, bloccata da una ressa alimentata dai continui
arrivi dai distretti vicini, richiamati attraverso Facebook.
La sera il tragico epilogo, con il corpo delluomo gettato
sul terreno e violato dalla folla inferocita, tra le suppliche
della zia e di pochi altri parenti che assistevano impotenti
alla scena. Quando la Lettura chiede se qualcuno dei
presenti pensa che Sovann non meritasse una fine del genere, nessuno risponde. Solo una donna sulla trentina
rompe il silenzio: Se lo meritato. Al che, tutti si dicono
daccordo.
allora che i contadini ci chiedono di aiutarli con linchiesta della polizia una richiesta superflua, se si considera che le uniche due persone in custodia saranno rilasciate nel giro di un paio di mesi e, di fronte alla nostra
esitazione, vogliono sapere da che parte stiamo, se con loro o con lo stregone. Intanto, a poche centinaia di metri, la
famiglia di Sovann continua a vivere sul luogo del delitto.
La vecchia casa stata demolita da Ka Sak, il suocero sessantenne, stanco di rivivere ogni giorno lorrore. Con crescente indignazione, racconta le minacce subite: Mi hanno detto che nulla gli impedisce di prenderne di mira un
altro. Non c giustizia in questo Paese.
La famiglia di Sovann non lunica a trascorrere nel terrore le calde giornate dellestate tropicale. A qualche centinaio di chilometri di distanza, nella remota provincia del
Ratanakiri, popolata da minoranze etniche che mantengono forti credenze animistiche, il quarantaseienne Rocham Kin, di etnia jarai, da mesi vive con la moglie e gli 8
figli in un misero capanno nel cortile della stazione di polizia del distretto di Borkeo, non lontano dal confine con il
Vietnam. Allinizio di aprile ha dovuto fuggire dal proprio
villaggio, dopo che i compaesani lo avevano accusato di
aver ucciso almeno sei persone con una pianta magica.

CORRIERE DELLA SERA LA LETTURA 43

DOMENICA 4 OTTOBRE 2015

Voci dal mondo


di Sara Banfi

Il Parkinson della poetessa


Quando la poetessa americana Robin Morgan
scopr di avere il morbo di Parkinson decise di
dedicare le sue due anime alla Parkinsons
Disease Fundation. Lattivista/femminista ha
promosso una campagna di sensibilizzazione

sugli effetti del Parkinson sulle donne. La


poetessa ha distillato la tragicit, lilarit e a
volte perfino la gioia che la malattia le ha
ispirato in quattro poesie parte dalla sua
settima raccolta, ancora in fase di pubblicazione.

La magia ovunque nella Cambogia di oggi. Di presenze sovrannaturali si intende, suo malgrado, anche Franois Ponchaud, gesuita francese che frequenta il Paese dal
1965. Storica presenza a Phnom Penh, primo traduttore
della Bibbia in lingua khmer, questo novello Matteo Ricci
da decenni conduce una personale campagna contro gli
spiriti. A suo avviso, il primo passo nellevangelizzare i
cambogiani consiste nel liberarli dalla paura del sovrannaturale: Per me, la conversione avviene quando non temono pi gli spiriti. In genere, il primo anno tutti ne hanno paura e ne parliamo molto, ma poi a poco a poco finiscono per accettare che Ges il Signore, Signore sugli
spiriti. Si tratta di una battaglia che richiede non solo
una profonda conoscenza della cultura locale ma anche
una notevole astuzia: Ad esempio, nel tradurre la lettera
di San Paolo agli Efesini, l dove si dice che Ges siede al
di sopra di ogni principato e autorit, di ogni potenza e
dominazione e di ogni altro nome che si possa nominare, ho elencato uno per uno i nomi di tutti gli spiriti cambogiani. In questo modo comprendono che Cristo ha vinto. In tutti questi anni in Cambogia, anche Padre Ponchaud si trovato a fare diverse concessioni alle credenze
locali. Quando ho costruito delle case sullaltra riva del
Mekong rivela a la Lettura una vecchia mi ha detto
di aver paura, perch l cerano molti spiriti. Lho rassicurata, ho preso dellacqua e ho fatto una cerimonia. Da allora, nessuno ha pi avuto niente da ridire.

Per due settimane sopravvissuto da solo nella foresta,


unesperienza che preferirebbe dimenticare: Non avevo
riso, acqua, coperte, zanzariere, cibo o sigarette.
stato allora che il capo della polizia locale ha deciso di
offrirgli un alloggio temporaneo, in attesa di individuare
una sistemazione sicura per lui e la famiglia. Sfortunatamente, ci si rivelato pi difficile del previsto poich tra i
villaggi le notizie viaggiano veloci e nessuno vuole avere
uno stregone come vicino di casa. Proprio attraverso il
passaparola si scopre che un altro stregone confinato
in un capanno nella stazione di polizia del distretto di
Oyadav, a una decina di chilometri in direzione della frontiera vietnamita. Sovann Thy, anchegli jarai, ha sui cinquantanni e da giovane ha perso entrambe le braccia nellesplosione di una mina.

Dopo una battuta infelice sugli spiriti in uno dei suoi


frequenti momenti di ebbrezza, i compaesani hanno iniziato a sospettare che fosse uno stregone e, a met giugno,
lo hanno costretto a lasciare il villaggio. Hanno minacciato di uccidere mia sorella e mia nipote, racconta a la
Lettura, ma non la moglie e i sei figli, che sono rimasti
nella casa di famiglia e si sono schierati con coloro che lo
hanno bandito. Solo alla met di settembre, dopo mesi di
trattative tra la polizia e gli abitanti della comunit, Sovann Thy ricever il permesso di ritirarsi su un suo terreno
non lontano dal villaggio.
In questangolo dAsia daltri tempi, vicende del genere
sono regolarmente riportate dalla stampa locale. Il caso
pi recente ha avuto luogo alla fine di agosto, quando una
guaritrice tradizionale sessantenne stata trovata sgozzata e sventrata nella sua abitazione nella provincia di Oddar

Meanchey. Ben pochi se ne stupiscono. I thmup esistono


da sempre in Cambogia. In passato, si ritiravano nella foresta e vivevano isolati dal resto della comunit. Chi aveva
bisogno di lanciare una maledizione, si addentrava nella
vegetazione e chiedeva la loro assistenza, ci spiega
Somchan Sovandara, un professore della Royal University
di Phnom Penh che ha curato unestesa ricerca sui guaritori tradizionali cambogiani. Tuttavia le foreste ora stanno
scomparendo e i thmup non sanno pi dove andare.
Sono dunque le dinamiche perverse dello sviluppo economico, la deforestazione, lo sfruttamento del territorio,
che stanno portando due mondi quello magico della
foresta e quello civilizzato delle comunit rurali a incontrarsi e collidere. Se poi i contadini cambogiani, com
spesso il caso, non hanno accesso ad alcuna assistenza sanitaria, sanno a malapena leggere e scrivere e sopravvivono grazie a unagricoltura di sussistenza, allora facile
comprendere come le arti magiche finiscano per offrire
lunica spiegazione per i mali di un mondo ostile e sconosciuto. Secondo Chhay Thy, responsabile della sezione del
Ratanakiri dellong cambogiana Adhoc, ci sono ben poche
ragioni di essere ottimisti: Da anni cerchiamo di educare
gli abitanti dei villaggi ma da queste parti il credo animistico troppo forte e il nostro sforzo non porta a nulla.
Inoltre, anche trovare una nuova sistemazione per gli stregoni esiliati sta diventando sempre pi difficile, poich la
terra scarseggia ed legata a vari interessi economici.
Chhay Thy racconta che in Ratanakiri la situazione cos grave che le autorit provinciali starebbero valutando la
possibilit di trasferire tutti gli stregoni indesiderati in
ununica comunit appositamente creata, come in realt
avevano gi tentato di fare negli anni passati, quando avevano ricollocato una ventina di famiglie sgradite nel villaggio di Saleav, a Borkeo.

Le immagini
Il monaco Chhoung Seaksat,
fondatore della clinica
specializzata nel trattare casi
di magia nera, mostra un
incantesimo protettivo per un
paziente (pagoda di Botum
Vatey, Phnom Penh). Nella
pagina accanto, da sinistra: lo
stregone Sovann Thy, di
etnia jarai, nel capanno offerto
dalla polizia nel distretto di
Oyadav, nella provincia
nordorientale di Ratanakiri; lo
stregone Rocham Kin,
anchegli jarai, posa con la
famiglia davanti allalloggio
messo a disposizione dalla
polizia nel distretto di Borkeo,
in Ratanakiri; sotto, un totem
protegge il villaggio di Chrung
dal quale stato cacciato lo
scorso aprile Rocham Kin. Il
Ratanakiri unarea remota,
popolata da diversi gruppi
etnici non khmer, ora oggetto
di un drammatico processo di
disboscamento che sta
alterando lecosistema e il
rapporto fra gli abitanti e il
mondo del soprannaturale
legato alla presenza della
foresta (servizio fotografico
di Heng Ratana)

Che spiriti e magia siano ancora percepiti come problemi reali tra i cambogiani provato anche dal successo di
una clinica per le maledizioni nella pagoda di Botum
Vatey, nel cuore della capitale Phnom Penh. Il fondatore, il
monaco buddhista trentaseienne Chhoung Seaksat, si
presenta su unauto di lusso ai fedeli raccolti allesterno
delledificio a due piani che ospita il suo ambulatorio. Le
persone in attesa rappresentano unumanit varia, unita
solo da un credo irremovibile nei poteri della magia. C
una negoziante che l per un mal di testa ricorrente dovuto a una maledizione lanciatale da concorrenti invidiosi; la proprietaria di una bancarella al mercato, che ha sposato il marito nonostante le loro date di nascita non fossero compatibili e ora deve sottoporsi a unabluzione mensile; una cuoca del fratello del primo ministro, che lamenta
imprecisati malesseri; unex poliziotta quarantacinquenne, che ha appena sposato un uomo ventanni pi giovane
e vuole della cera magica che la renda pi attraente agli
occhi del marito. In genere, i visitatori se la cavano con
una settimana di abluzioni e circa venti dollari, ma per i
casi pi gravi previsto il ricovero al piano superiore, dove
i pazienti possono trascorrere anche diverse settimane.
In quel caso, il pagamento consiste in due tonnellate di
cemento dal valore di circa 200 dollari, una somma non
indifferente nella Cambogia di oggi.
cos per Srey Lin, una diciannovenne con una grave
malformazione agli arti inferiori, cui il monaco ha ordinato di trascorrere tre mesi nella clinica, o di Chea Someoung, un poliziotto cinquantenne che lamenta una semiparalisi a una gamba. Indipendentemente dai sintomi, a
tutti Chhoung parla di maledizioni lanciate da nemici invisibili. A tutti prescrive la stessa cura.
Di recente, il giornalista americano Ryun Patterson ha
viaggiato nel Paese alla ricerca di indovini, stregoni e sensitivi, per poi raccogliere i risultati del suo vagare in un
progetto multimediale intitolato Vanishing Act. Questiniziativa nasce da ragioni del tutto personali: Il mio interesse nato una quindicina danni fa, quando la ragazza
cambogiana che poi sarebbe diventata mia moglie mi ha
svelato che suo padre era un mago e aveva otto mogli.
Dopo aver chiesto in giro, Patterson ha scoperto che il futuro suocero, Tach Saing Sosak, non era un indovino qualsiasi, bens una vera e propria celebrit, rinomato per il
suo metodo numerologico-fonetico e regolarmente consultato da politici, generali e vip dogni genere. Questo ha
sollecitato una curiosit che ancora oggi non si spenta.
Tra le tante storie raccolte nei suoi viaggi, Patterson
ama raccontare soprattutto quella di Meas Chanthu, una
parente della moglie che, ammalatasi in giovane et, stata salvata dallo spirito di un santuomo morto decenni addietro. In cambio, la donna si impegnata non solo a fare
da medium allo spirito, ma anche a pagargli 500 dollari
lanno, circa la met del reddito annuale della famiglia. In
cambio ogni volta riceve un anno in pi di vita. Per Patterson, questa lespressione di fede pi autentica che si
possa immaginare, una situazione in cui non c nulla da
guadagnare e molto da perdere.
Sar per il trauma del genocidio perpetrato dai Khmer
rossi di Pol Pot tra il 1975 e il 1979 (un milione e 700 mila
morti), sar per gli anni di guerra civile, ma la frontiera tra
vita e morte sembra significare ben poco nella Cambogia
di oggi. Succede dunque spesso che, nellaffrontare un
problema di magia, la toppa si riveli peggiore del buco. Lo
sanno bene gli abitanti di Trapaing Chuk, che per mesi
hanno cercato invano di neutralizzare lo spettro del defunto stregone. Questi ogni notte vagava per i campi alla
ricerca della propria testa e persino la vecchia Lorng, che
aveva pagato profumatamente dei monaci perch venissero a spargere acqua santa intorno alla sua abitazione, ogni
sera si sprangava in casa con la famiglia.
Anche a Prey Chonlounh per mesi dopo luccisione di
Sovann nessuno osava aggirarsi per le strade la sera. Solamente tra le piantagioni di caucci del Ratanakiri, Rocham Kin, sempre pi solo, continua ad aggrapparsi alla
vita, rifiutandosi ostinatamente di ritirarsi nel mondo
delle ombre.
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44 LA LETTURA CORRIERE DELLA SERA

DOMENICA 4 OTTOBRE 2015

Percorsi Il racconto

Due anziani con la gola tagliata, gettati dalla


finestra di casa. Nessuno scasso, nessun furto. Il
commissario Bernd Schmidt indaga ma annaspa:
non sa che tutto cominci durante la guerra...

Fuori
dal nascondiglio
di JUSSI ADLER-OLSEN

uando suon il telefono, il commissario Bernd Schmidt guard lora: le 6.35. Era la centrale e il messaggio era molto semplice: due
vecchi con la gola tagliata. A Lnen. Una
pattuglia gi sul posto disse il collega.
Quello che stup Bernd Schmidt quando arriv sul luogo
del delitto, non furono i corpi riversi sul tettuccio di un
furgone, dietro la vecchia Cassa di Risparmio. Alzando la
testa, vide che al piano pi alto delledificio accanto una
finestra era aperta. Le due vittime erano state identificate piuttosto in fretta, una coppia di ottantenni che da anni viveva proprio in quellappartamento che adesso aveva
la finestra aperta.
Erano piuttosto le circostanze che non tornavano: comera possibile tagliarsi la gola e poi buttarsi gi? Un suicidio era escluso. Sicuramente lomicidio era stato commesso in casa, le tracce di sangue parlavano chiaro. Ma
non cerano segni di scasso n di lotta. Tutto quello che
la scientifica aveva trovato erano un paio di impronte digitali non identificate e delle impronte di scarpe sulle
scale.
La figlia della coppia aveva controllato lappartamento, confermando che non era stato rubato nulla. Cos,
mancava anche un movente.
Alla sera, Bernd e i suoi colleghi non avevano ancora
nulla in mano. Non era certo un giorno fortunato per il
commissario Bernd Schmidt.

Fu nei giorni in cui i cadaveri si ammucchiavano lungo la riva del Gniloy Tikich e i soldati dai volti rigidi avanzavano nellacqua. Per Uwe Puppel era la terza campagna, ed erano gi due di troppo. Era passata uneternit
da quando la sua uniforme da SS laveva riempito di orgoglio.
Seduto a terra, appoggiato al suo fucile, lasciava scorrere lo sguardo sui carri armati sconquassati e le infinite
nuvole di fumo, mentre le granate cadevano strappando
la vita tutto intorno. Quando la retroguardia lo trov, era
completamente paralizzato. Qualcuno pens fosse il caso di porre rapidamente fine alla sua miserevole vita, poi
invece fu trascinato sulla camionetta e portato via.
Mentre sedeva nel treno ospedale che lo riportava in
Germania, decise che aveva sparato il suo ultimo colpo.
Vi rimettiamo a posto noi, ragazzi aveva detto
uninfermiera. Un mese a casa e poi sarete di nuovo sul
campo.
Queste furono le parole che lo spinsero a saltare gi
dal treno poco prima di Dortmund. Si lanci lungo il
pendio tra la pioggia di proiettili della polizia militare e,
affamato e dolorante, la notte torn a Lnen, dove lo
aspettava la sua amata Sigrid. Lespressione sul viso di

lei, quando gli apr la porta, non fu di gioia. Uwe la tir a


s e le promise che non lavrebbe pi lasciata. Disse che
per lui la guerra era finita. Lei chiese solo: Hai intenzione di nasconderti qui? Lui la guard senza capire.
Sigrid, la guerra ormai sta per finire. Rimarr in soffitta, l avr tutto quello di cui ho bisogno, dovrai solo
portarmi da mangiare.
Se ti trovano, siamo morti tutti e due, lo sai, vero? E
anche se mi lasciassero vivere, dove potrei andare, se
perdo la casa?.
Lui scosse la testa. No, non lavrebbero trovato. La botola della soffitta non si poteva vedere da sotto. Lass,
sotto il tetto, suo padre aveva allestito uno studio fotografico. Ben isolato con ritagli di giornale e assi di legno
alle finestre. Pi di cento metri quadrati al riparo di grosse travi. Camera oscura, angolo di lettura, cucinino e samovar. Cera perfino un gabinetto. Qui, nel poco tempo
libero che aveva a disposizione, suo padre aveva coltivato
la passione per la fotografia della sua citt. Aveva messo
insieme album bellissimi degli ultimi decenni e Uwe
aveva imparato ad apprezzarli. Ricordo di un tempo in
cui la vita era semplice e serena.
Suo padre era stato un abile artigiano, un uomo stimato di cui si diceva solo bene. Poi la crisi economica
laveva rovinato, ed era solo perch il direttore della Cassa di Risparmio, con cui aveva fatto affari, era un uomo
donore che aveva avuto il diritto dabitazione del grande
appartamento sopra la banca.
Potr vivere qui, e dopo di lei suo figlio e la sua famiglia aveva detto al padre di Uwe.
Uwe aveva ereditato il diritto dabitazione dellappartamento insieme alla moglie. Certo, Sigrid aveva ragione. Se lo avessero trovato, lavrebbero giustiziato e lei
avrebbe perso la casa perch non avevano figli, a tanto
ancora non erano arrivati. Non avevano avuto neppure
una notte insieme dopo le nozze. Dopo che si erano sposati in tutta fretta a Santa Maria, lui era stato subito spedito al fronte. Ma qualche dolce ricordo di baci rubati
sulla pista da ballo gli era rimasto, e di mani umide al cinema, mentre guardavano un film insieme. Era gi da un
pezzo che ci giravano intorno. Voglio farti vedere qualcosa le aveva detto un giorno, e laveva spinta su per la
scala a chiocciola della chiesa di San Giorgio, nella stanza segreta dietro lorgano. L, dopo un primo momento
di esitazione, lei aveva lasciato che la toccasse. Momenti
preziosi. La stessa sensazione che provava ora, mentre
saliva le scale verso la soffitta.
Tolse luniforme, trov il vestito da lavoro di suo padre, lo indoss e si sistem nella stanza tra gli innumerevoli scaffali con gli album di fotografie. 1940-41, era scritto sullultimo.
In quella prima notte nella soffitta, ud il boato delle
bombe che cadevano su Dortmund, ma non rivolse alcu-

Lautore
Il giallista danese
Jussi Adler-Olsen
(Copenaghen, 1950; sopra),
dopo aver svolto i lavori pi
vari, oggi scrittore a tempo
pieno. Con la serie della
Sezione Q guidata da Carl
Mrck, venduta in 37 Paesi,
ha ottenuto un successo
planetario. Il quinto volume
della serie, Leffetto farfalla,
pubblicato in Italia come gli
altri da Marsilio (traduzione
di Maria Valeria DAvino,
pagine 558,  19,50)
Il testo
Il racconto pubblicato
in queste pagine, inedito in
italiano, apparso nel
volume curato da H. P. Karr,
Herbert Knorr, e Sigrun
Krau Mords. Metropole.
Ruhr. Mord am Hellweg V
pubblicato a Dortmund da
Grafit Verlag nel 2010

na preghiera a Dio. Sul fronte orientale, aveva gi sentito


troppe preghiere inutili. Intanto, le bombe cadevano e il
fragore sembrava voler durare per sempre.

Nei mesi che seguirono, quando gli portava da mangiare, Sigrid lo guardava con occhi freddi. Il ricordo del
lavoro pesante, fuori nei campi vicini alle miniere, era
sempre presente. La tosse di suo padre che a quarantacinque anni aveva deciso di mollare. Gli angoli neri ai lati
della bocca di suo fratello, quando rientrava dalla miniera. L non ci voleva tornare. Adesso abitava in una delle
case pi belle di Lnen, e voleva rimanerci. Non le restava che accettare la situazione: ora era la moglie di un disertore.
Un paio di volte lui ci aveva provato. Laveva abbracciata, le aveva accarezzato i seni, ma lei laveva respinto come un insetto fastidioso. Che padre sarebbe stato per
suo figlio, se fosse rimasta incinta? E poi, lamore era
morto.
Pass un anno. Un giorno Sigrid sal in soffitta con il
cugino di Uwe. Gi da qualche giorno non si sentivano
pi le sirene antiaeree, in compenso per arrivava il frastuono dei carri armati, e Uwe pensava che presto avrebbe potuto lasciare il suo nascondiglio. Sono gli inglesi,
Herbert? chiese al cugino. Sigrid sorrise quando Herbert scosse la testa. No, erano le truppe tedesche che tornavano, rispose lei. Quel porco di Churchill era stato ucciso in un attentato. Stalin, Mussolini e Hitler si erano alleati e il resto del mondo aveva deposto le armi. Il Terzo
Reich di Hitler era diventato realt. Uwe quasi smise di
respirare.
Non puoi scendere continu Sigrid. Ti ammazzeranno per strada. E non ti sei meritato niente di meglio
aggiunse con disprezzo. Il cugino gli raccont che tutti
avevano tolto luniforme e ora lavoravano con orgoglio
per il bene della patria, il Terzo Reich nazionalsocialista.
Negli anni che seguirono, Uwe non vide pi molto la sua
Sigrid. Saliva da lui due volte al giorno, e non rimaneva
per pi di cinque minuti. Uwe si lamentava che il tempo
non passava mai, e allora Herbert cominci a portargli
qualche libro. Uwe li leggeva tutti. Giorno dopo giorno la
pila continuava a crescere.
Quando chiedeva di avere un giornale, Sigrid lo guardava con occhi di ghiaccio. Giornali? Sono vietati dalla
fine della guerra. A cosa servono, in fondo? Il Fhrer sa di
cosa abbiamo bisogno. Adesso c la pace, e stiamo bene!.
Niente giornali, era davvero possibile? Allora portami una radio, quelle ci sono di sicuro.
Come fai a esserne cos convinto? chiese Sigrid. Lui
la condusse al punto dellabbaino affacciato sulla strada,

CORRIERE DELLA SERA LA LETTURA 45

DOMENICA 4 OTTOBRE 2015

RiLettura
di Claudio Colombo

Limmaginazione sedentaria di Beltrame


Quando i giornali non pubblicavano foto, luomo
che trasformava mondi lontani in coloratissime
tavole si chiamava Achille Beltrame, autore per
quasi mezzo secolo delle celebri copertine della
Domenica del Corriere. In un articolo

confessa il suo paradosso: Luomo che ha


disegnato i Paesi pi lontani o le vicende pi
singolari , suo malgrado, il pi sedentario
cittadino di Milano. Potenza dellimmagine. E
dellimmaginazione (La Lettura, luglio 1935).

perso la scintilla della giovinezza nello sguardo. Gli anni


passavano, e nellappartamento sotto di lui si susseguivano i suoni di risa lontane. Di colpo, la vita era alle sue
spalle. Un giorno dinizio inverno, avvert una fitta violenta al cuore. Gli girava la testa, il braccio sinistro era diventato pesante. Aveva bisogno daria, e prima di perdere
i sensi gett uno sguardo al calendario che aveva messo
insieme lui stesso. 2 novembre 2009. Dopo aver passato
tutta la vita in soffitta, ora sono arrivato alla fine, pens.

dove attraverso una fessura tra i giornali si poteva vedere


la luce del giorno. Qui disse. Puoi vedere le case l di
fronte. Quelle sui tetti non sono forse antenne radio?
Spaventata, lei guard attraverso lapertura. Se qualcuno vede filtrare la luce, siamo finiti! Tu non sai cosa
fanno a quelli che si sono nascosti durante la guerra! Devi subito chiudere quella fessura!.
Lui ripet la sua richiesta, ma lei rispose che gli apparecchi radio erano tutti muniti di un radiofaro e che pi
di un apparecchio per ogni abitazione non era permesso.
Allora le chiese di poter scendere da lei. Solo per mezzora, quando cera il notiziario, ma Sigrid rifiut anche
questo. Il rischio era troppo grande.
Uwe per non chiuse mai quellapertura. Al contrario,
spost le tegole del tetto in modo da avere una visuale
pi ampia. Quando guardava fuori, per un attimo poteva
tornare nel mondo. Una fetta di cielo, la torre di Santa
Maria, qualche tetto e delle finestre. Una bella vista di
Lnen, che gli faceva salire le lacrime agli occhi. Quei tetti, i libri e le foto di suo padre diventarono la sua vita, e la
finestra della mansarda di fronte, il luogo del desiderio.
La luce alla sera, la donna che si pettinava la mattina sistemando i capelli con tanta cura, alimentavano i suoi
sogni. Il tempo passava, presto i libri nella sua stanza furono pi di mille.
Perch continuate a darmi romanzi vecchi, scritti
prima della guerra? chiese un giorno.
Non ricordi pi i roghi? rispose Sigrid. Un po alla
volta, Uwe cominci ad apprezzare il silenzio e a trovare
piacevole il ritmo del giorno scandito dai pasti. Poteva
spiare attraverso la fessura con tutta calma, oppure immergersi nelle vecchie foto. Immaginava il nitrito dei cavalli, lo scalpiccio degli zoccoli sullacciottolato davanti
alla latteria di Lnen nella Gartenstrae, ricordava lo
starnazzare delle anatre al laghetto vicino alla casa a graticcio che chiamavano Spieker. Sigrid intanto diventava
sempre pi pesante, sembrava gonfia, finch un giorno
il cugino si trasfer a casa sua e si prese lui lincarico di
portargli il cibo. La cosa era seria. Sigrid era malata e
adesso era allospedale. Qualcosa con lintestino spieg.
Quando finalmente lei torn a casa, i suoi occhi erano

calmi. Dopo qualche giorno, Uwe sent per la prima volta


il pianto di un bambino provenire dal soggiorno di sotto.
Sigrid gli spieg che con lei, nella stanza allospedale, era
ricoverata una giovane donna, sola, che era morta di parto. Come gesto di ringraziamento per la sua guarigione,
aveva deciso di prendere quel bambino con s. Dora in
poi avrebbe vissuto per quella creatura. Adesso dovrai
essere ancora pi cauto disse. Potremo salire solo
quando il bambino dorme. Gli afferr il braccio perch
lui capisse che faceva sul serio. Devi essere grato a Herbert. Viviamo di quello che tuo cugino guadagna alle officine Kayser disse.
Poi gli raccont in breve comera il mondo fuori. Non
cera pi molto lavoro in citt. Hitler era morto e il suo
successore non aveva la stessa stoffa. Della visione del
Fhrer era rimasta solo lideologia, il fuoco dellentusiasmo era ormai spento.

Arriv il momento in cui Uwe accett il proprio destino. In soffitta aveva la sua pace, la donna graziosa che
abitava nella mansarda di fronte era morta da tempo. La
casa pi gi, lungo la strada, era stata demolita. Vedeva
camion che andavano e venivano trasportando laterizi,
udiva il chiasso nelle strade intorno.
Cosa sta succedendo in citt? chiedeva di tanto in
tanto. E Sigrid raccontava di una caserma di polizia che
era stata costruita proprio dietro alla loro casa, dove prima cera il municipio. In effetti, Uwe vedeva attraverso la
fessura le auto della polizia che passavano, su e gi, con
le loro sirene dal suono cos diverso da un tempo. Vedeva
auto che dun tratto erano diventate a punta e poi, col
passare degli anni, di nuovo rotonde.
Uwe guardava i tetti e si chiedeva perch il Male che gli
aveva tolto la libert potesse trattenersi tanto a lungo in
quella citt. Chiese a Sigrid se davvero non fosse possibile andarsene. E lei rispose che tutte le vie duscita dalla
citt erano controllate.
Non hai documenti. Non potresti sopravvivere pi di
un giorno.
E vide che i capelli di lei si facevano grigi e la sua femminilit lentamente svaniva. Perfino suo cugino aveva

Lintervento
Chiraru Shiota (1972,
Osaka, Giappone),
Traces of Memory (2013,
installazione site-specific,
Pittsburgh): lartista
giapponese, che dal 1996
vive e lavora a Berlino,
con il suo progetto The key
in the hand rappresenta
il Giappone alla 56esima
Biennale di Venezia
(fino al 22 novembre).
Nelle sue installazioni,
Shiota utilizza fili di lana
nera intrecciati per
costruire un ordito fitto
e intricato che avvolge
oggetti e suppellettili
di uso comune (sedie,
tavoli, letti) eliminando la
loro abituale funzionalit
in favore di un valore
essenzialmente emotivo e
simbolico. Nel 2013
lartista era stata tra i
protagonisti (con Nathalie
Djurberg, Adrian Ghenie,
Arcangelo Sassolino,
Annegret Soltau) della
mostra Francis Bacon
e la condizione esistenziale
nellarte contemporanea,
a Palazzo Strozzi, Firenze

Quando riprese i sensi, si guard intorno spaesato.


Barcoll fino alla botola sul pavimento, la sollev e con
voce fievole chiam aiuto. La scala stretta era appoggiata
gi alla parete, irraggiungibile. Con uno sforzo enorme,
si infil attraverso la botola, le gambe penzolavano nel
vuoto. Un metro e mezzo lo separava da terra. Una poltrona attut la caduta, ma la pressione al petto cera ancora. Aiutatemi sussurr. Ma non arriv nessuno. Con
fatica, si alz. Barcollando fuori dal buio, entr in casa e
si guard intorno meravigliato. Era tutto cambiato. Nuovi colori, una nuova tappezzeria alle pareti, mobili nuovi.
Scivol come unombra nel soggiorno. Vide Sigrid insieme a suo cugino, erano seduti sul divano e guardavano
unimmagine che si muoveva in una grande scatola nera.
Vide la foto di Sigrid con labito da sposa e suo cugino,
radioso, al suo fianco. E la foto di una bambina che assomigliava a Herbert come una goccia dacqua. Un ritratto
innocente che fece s che la verit lo colpisse come un
pugno. Tentarono di spaventarlo, di rimandarlo su in
soffitta con le minacce, ma Uwe si accasci su una sedia,
la sua mano cadde pesante sul tavolino accanto. Il tagliacarte era ancora lo stesso che suo padre gli aveva portato
dalla Grande guerra. Ed era molto affilato. Uwe lo prese
in mano e lo osserv per un momento. Di nuovo un dolore violento gli attravers il petto. Morir presto disse
sottovoce. Il cugino sussurr qualcosa allorecchio di Sigrid. Poi si alz con fatica, il corpo vecchio, voleva prendere qualcosa da bere.
Il tagliacarte pesava nella mano di Uwe, quando Herbert gli pass accanto, diretto in cucina. Tent di misurare le dimensioni dellinganno. Poi si alz, ignorando il
dolore che straziava il suo corpo. Sigrid non ebbe neppure la possibilit di fermarlo, prima che lui le tagliasse
la gola. Quando suo cugino torn con un bicchiere dacqua, non ci fu scampo neppure per lui. Uwe rimase a fissare il sangue sul pavimento, il bicchiere rotto e i volti
dei morti, pens alla vita altra che quei due avevano vissuto in quella casa che un tempo era stata la sua. Pens
alla sua vita e allinganno. Non possono rimanere qui,
pens. E poco prima che sorgesse il sole, con le ultime
forze rimaste trascin i corpi alla finestra, li iss e li lasci cadere nel vuoto. Poi si scosse, prese un cappotto
dal guardaroba nel corridoio, lo indoss, scese le scale e
usc nellaria fresca. S, era l fuori che voleva morire. Gir langolo, vide che i due corpi giacevano uno sopra laltro sopra il tettuccio di un furgone e fece scorrere lo
sguardo lungo la facciata, verso lalto. Nel complesso,
ledificio aveva mantenuto lo stesso aspetto, ma intorno
era tutto cambiato. Le strade, le auto, i rumori. Torn ad
abbassare lo sguardo. 1918-1945, si poteva leggere sul
muro. Pi su, sulla targa nel mezzo, intravide i resti di
una croce uncinata che era stata cancellata. Era questo il
mondo di cui aveva avuto tanta paura? Un mondo in cui
nulla della sua giovinezza era pi riconoscibile? Le forze
lo abbandonarono. Ora poteva lasciare che lultima fitta
colpisse il suo cuore. Ma non voleva morire qui.
Percorse la strada verso il centro e il suo sguardo cadde su un giornale a terra. Quindi esistevano ancora i
giornali. Anche questa era stata una bugia. Continu a
camminare, inoltrandosi in una citt che non conosceva
pi. Solo lorologio con la vecchia pubblicit del detersivo Persil e lalbergo alle sue spalle gli dicevano ancora
qualcosa. Tutto il resto gli era estraneo. Edifici alti con
facciate lisce. Una torre di vetro che si allungava sopra la
citt. Uomini vestiti con abiti dalle fogge strane gli venivano incontro nella luce del mattino e lo guardavano
sorridendo, con un velo di preoccupazione. Qualcuno gli
chiese se era tutto okay. Okay? Che parola era? Quando
intravide la chiesa di San Giorgio, una nuova fitta gli lacer il petto. Nessuno lo vide mentre entrava dalla porta
nellangolo e saliva la scala a chiocciola, fino alla stanza
segreta dietro allorgano. L si sedette accanto ai mantici
e torn a sognare quella sera cos dolce in cui Sigrid, per
lunica volta, gli aveva permesso di avvicinarsi a lei. Poi
chiuse gli occhi.

Il commissario Bernd Schmidt si occup del caso per


settimane. Ma non riusc a trovare un solo indizio che
potesse aiutarlo a risolvere lomicidio. Niente che potesse spiegare il sangue nellappartamento, niente che potesse portarlo sulle tracce dello sconosciuto le cui impronte erano state trovate sul tagliacarte.
Alla fine, il caso fu archiviato. Fino al giorno in cui, durante la messa nella chiesa di San Giorgio, dalla tribuna
non arriv un odore strano, pesante. Ci volle ancora
qualche giorno, poi il sacrestano si decise a dare unocchiata alla stanza dietro allorgano. Trov il corpo mummificato di un uomo, che stava l con le mani giunte. Era
un vecchio. Nessuno sapeva chi fosse. Nessuno laveva
mai visto. Nessuno ne aveva denunciato la scomparsa.
Come se non fosse mai esistito.
(traduzione di Francesca Varotto)
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46 LA LETTURA CORRIERE DELLA SERA

DOMENICA 4 OTTOBRE 2015

Percorsi Controcopertina
Colloqui Ermanno Olmi parte dai Libri di lettura
di Tolstoj per riflettere sulla scuola. Che deve porre
i piccoli e i loro maestri al centro e lasciare
fluire la poesia. Senza temere le domande difficili

I bambini parlano con gli alberi


da Asiago (Vicenza) GIAN ANTONIO STELLA

ILLUSTRAZIONE
DI ANTONELLO SILVERINI

i dispiace solo daver


letto Guerra e pace e
Anna Karenina.
Questa poi! Lasciami finire: mi dispiace solo daver letto
Guerra e pace e Anna Karenina prima di leggere I quattro libri di lettura. Perch la grandezza di Tolstoj lavrei capita ancora
meglio.
Seduto su una poltrona da giardino sul fianco della
casa di Asiago che d sul bosco, nei giorni di settembre che hanno visto due milioni e mezzo di bambini
tornare sui banchi delle elementari, Ermanno Olmi
sfoglia I quattro libri di lettura che il grande scrittore
russo scrisse insieme con i suoi scolari. E parte dalla domanda che Tolstoj si pose sulla rivista Jasnaja
Poljana: Chi deve imparare a scrivere: i ragazzi di
campagna da noi, o noi dai ragazzi di campagna?.
La risposta la dava lui stesso, spiegando con autoironia il tentativo di comporre una storia a pi mani:
Chiunque giudichi senza prevenzioni e abbia senso
di ci che artistico e consono allo spirito del popolo, leggendo quella prima pagina scritta da me e le
seguenti scritte dagli scolari di proprio pugno, distinguer quella pagina dalle altre come una mosca
caduta nel latte: talmente essa falsa, artificiosa, talmente cattiva la lingua in cui scritta. E lo pensava
davvero, si accalora il grande regista: Nel bambino,
scrisse Tolstoj, vive intatto il prototipo delluomo e
ogni educatore deve aiutare il bambino a preservare

Il volume

Il tredicenne e linsegnante
Una storia a quattro mani
di SEVERINO COLOMBO

a allora domanda il maestro a cosa


serve andare a scuola?. Non lo so
nemmeno io, davvero risponde lo scolaro
con disincanto. E aggiunge: I giovani si sono abituati a
dire che c la crisi. Io comunque, ogni mattina, quando
vado in classe non mi chiedo perch sono l. Mattia
Costa, 13 anni, autore insieme con Alex Corlazzoli,
giornalista e scrittore nonch suo (ex) insegnante alle
elementari, del libro Sai maestro che... Da grande voglio
fare il premier, (Add editore, pp. 160, 12). Un dialogo
alunno-maestro serrato e leggero su scuola e
educazione, sulla societ che cambia e sul mondo del
lavoro; viaggi, personaggi e piccole lezioni di vita in cui a
imparare ora uno, ora laltro. Il capitolo finale, sul ruolo
degli adulti, scritto dal piccolo Costa. Da bambino
Corlazzoli scrisse in un tema che da grande voleva fare
il presidente della Repubblica o il Papa; Costa si sogna
presidente del Consiglio e conclude che impossibile.
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la sua primigenia perfezione. Per questo, due anni


fa, Ermanno si diede da fare per ripubblicare, con la
sua prefazione, I quattro libri di lettura: Le idee di
Tolstoj sulla formazione dei bambini restano, un secolo e mezzo dopo, straordinarie. Cominci con una
piccola scuola che riuniva i figli dei suoi mugik, i contadini, a Jasnaja Poljana. C un dettaglio che rivela il
rispetto che aveva per i suoi alunni. Appena vedeva
che i ragazzini cominciavano a essere distratti batteva le mani: Fine della lezione! Via, tutti a giocare!.

Non cera la campanella allinizio e non cera alla fine. Dovevano esser loro, gli scolari, a volere la
scuola. A capire quanto fosse importante imparare.
S, anche se il verbo ambivalente: chi imparava di
pi era Tolstoj. Un secolo dopo Pablo Picasso avrebbe
sospirato: Ah, se potessi dipingere come i bambini!. Cos sospirava Tolstoj: Ah, se potessi scrivere
come i bambini!. Perch i bambini sono in uno stato
costante, come dire?, di lievitazione poetica. Lievitano, i bambini. Come il pane nel forno. Noi adulti dovremmo osservarli e farci complici di questa felicit.
Invece no. Solo perch abbiamo una laurea, un diploma o semplicemente siamo pi vecchi, riteniamo di
avere tutto ci che pu essere per loro istruzione.
Ma questa istruzione non esaurisce affatto leducazione. Anzi. Ora, anche alcune cose della buona
scuola a partire dalledilizia scolastica.
Non sei daccordo? Ovvio, la sicurezza fonda-

CORRIERE DELLA SERA LA LETTURA 47

DOMENICA 4 OTTOBRE 2015

di Edoardo Vigna

Tempi duri per i cartelloni pubblicitari.


LAmerica, che sempre avanti, li abbandona e
punta sullimpegno urbano degli inserzionisti:
Citibank che crea il bike-sharing a New York (86
mila abbonati, il doppio tra un anno), Cisco e

Sprint con il wifi nei 93 mila lampioni di Kansas


City, lassicurazione State Farm che sponsorizza
lassistenza ai piccoli incidenti sullautostrada
della Pennsylvania. Pubblicit, la migliore
amica della qualit della vita di chi vive in citt.

mentale. I ragazzi non possono morire sotto i calcinacci. Ma basta leggere don Milani per capire che la
buona scuola non si esaurisce con i muri imbiancati. N con i bei programmi. La gioia di apprendere e
scoprire il mondo attraverso il dialogo tra ladulto e il
bambino unaltra cosa. Quella la chiave. Una sera,
da Missoni, Piero Ostellino raccont che il nipotino
gli aveva chiesto: Nonno, quando il presente?. Una
domanda fantastica!. Lui che rispose? Non rispose. Nessuno in grado di rispondere. Un bambino
che fa questa domanda dimostra che lui ha visitato il
tempo. Quando il presente? Non faccio a tempo a
dire a ed gi passato. E la mente gi nel futuro.
Sono formidabili, i bambini. Un altro esempio?.
Avanti. Piero Benvenuti, lo scienziato di prima grandezza che dirigeva losservatorio astrofisico di Monaco di Baviera, andava volentieri nelle scuole a parlare
con i ragazzini. Che lo riempivano di domande sul
Big Bang. Perch tutto l. In quella frazione di presente da cui usc il bagliore di questa realt nuova. La
vita. Un giorno un bambino di colore gli fa: Lei ci ha
spiegato come avvenuto il Big Bang. Ma perch avvenuto?. Dentro questa domanda c la consapevolezza dello smarrimento Sono domande che danno
il senso di una libert che gli adulti hanno perduto.
Quando noi pronunciamo la parola cultura in genere intendiamo qualcosa che ha a che fare con coloro che hanno studiato. Ma questa una gabbia.
Vincolante. Mortificante. Il contadino analfabeta
pi libero.

In che senso? Sdar Senghor dice che un nero della savana messo davanti a una cosa cerca di mettersi
in relazione con questa cosa. Con il suo mistero. Il
bianco che fa? Si chiede: come posso usarla? Molti secoli prima di Cristo un aforisma fondamentale dei Fenici era: Dice il Creatore (non Dio: il Creatore): spezza un legno o solleva una pietra e io vi sar dentro.
Questi formidabili pensieri sintetici, senza bisogno
di scrivere sbrodolate, sono possibili solo quando i
popoli sono bambini. Senn Appena vieni al mondo gi ti mettono dentro uno schemino nel quale devi crescere.
Come le scarpette piccole piccole delle donne cinesi. Esatto. Per non farle camminare. Non farle andare per il mondo. Non c peggior offesa alluomo che
costringerlo a crescere dentro schemi prestabiliti. Vale anche per la scrittura. Meglio Jovanotti che ironizza su Amor che a nullo amato / amar perdona
Porco cane! piuttosto che uno scrittore impeccabile
come un binario? Sicuramente. Troppi sono cos.
Leditoria diventata unattivit industriale. Oggi tira quella roba l. E ti fanno libri su misura. Roba tutta
uguale. Schemini. I bambini, invece! Mi ha raccontato un amico del temino di uno scolaretto di colore
dopo un incontro in classe con un agronomo che aveva spiegato come funzionano le piante. Svolgimento:
Niente alberi niente fiori. Niente fiori niente ciliegie.
Niente ciliegie niente bambini. Poesia! E magari
qualche maestra avrebbe avuto da ridire: sa, la punteggiatura Tolstoj aveva unaltra modalit. Chiamava intorno a s i bambini: adesso scriviamo insieme
una storia.

Come quella del cane tutto nero con quattro zampe bianche. Il cane Bulka. Ogni bambino dava il
suo contributo alla storia e ne usciva un pasticcio un
po sgangherato. A quel punto gli stessi bambini sceglievano quale dei percorsi della trama era meglio
prendere e da l andavano al passaggio successivo.
Erano tutti autori. Del resto la cultura popolare non
cos? La musica, la letteratura La Via dei canti in
Australia! La poesia dei bambini e dei poeti. Infatti
Borges dice: i poeti non sanno quel che hanno avuto
il privilegio di scrivere. Insomma, linconsapevolezza infantile dellarte. S. Quella che ti rende puro.
La poesia intuizione. Certo, poi c il resto. Tutti
provano emozioni e sono poeti, in partenza. Poi il poeta vero quello che sa esprimersi. Non che tutti si
alzano la mattina e creano Millumino/ dimmenso. Per.
A sentirti pare che la cultura possa essere un ostacolo. Certo. Cos la cultura se non unintesa fra tutti
che quellalbero l davanti verde? Daccordo: verde.
E poi? Poi? E l entra la poesia. Amo le cose mute che
ci parlano col silenzio. Quellalbero muto. Ogni
tanto, con la complicit di un refolo daria, pu farti
sentire che c. Ma lui ci parla con il silenzio. Il contrario degli intellettuali di maniera che non fanno
che romperci i coglioni per farci sapere quello che
sanno. Uffa! Ah, che bello sarebbe se. Se? Che

Il personaggio
Regista cinematografico e
teatrale, documentarista e
scrittore, Ermanno Olmi
nato a Bergamo il 24 luglio
1931. Fattorino presso la
societ elettrica Edisonvolta,
manifest un talento per lo
spettacolo allestendo il
variet Parabum parabum alla
Triennale di Milano nella
primavera del 1951. Lexploit
convinse i dirigenti
dellazienda a creare una
sezione cinema di cui Olmi
divenne responsabile. Nel
1953 il primo documentario,
La diga del ghiacciaio (fino al
1961 ne gir una
quarantina), nel 59 il primo
lungometraggio, Il tempo si
fermato. Il successo
internazionale arriv con E
venne un uomo (su Papa
Giovanni XXIII) e soprattutto
con Lalbero degli zoccoli,
Palma doro a Cannes nel 78.
Nel 1986 si aggiudic il
premio Grinzane Cavour con
il romanzo Ragazzo della
Bovisa (Mondadori)
I lungometraggi
Il tempo si fermato (1959); Il
posto (1961, Premio della
critica a Venezia e David di
Donatello per la regia nel
1962); E venne un uomo
(1965, con Rod Steiger e
Adolfo Celi); Un certo giorno
(1969); I recuperanti (1969,
soggetto e sceneggiatura di
Mario Rigoni Stern, Tullio
Kezich e dello stesso Olmi);
Lalbero degli zoccoli (1978, in
dialetto bergamasco con
sottotitoli, Palma dOro a
Cannes e Csar per il miglior
film straniero); Lunga vita alla
Signora! (1987); La leggenda
del santo bevitore (1988, dal
racconto di Joseph Roth, con
Rutger Hauer); Il segreto del
bosco vecchio (1993, con
Paolo Villaggio e Giulio
Brogi); Il mestiere delle armi
(2001, 9 David di Donatello,
3 Nastri dargento, Premio
Flaiano); Cantando dietro i
paraventi (2003, con Bud
Spencer, 3 David di
Donatello, 4 Nastri
dargento); Centochiodi (2001,
con Raz Degan); Il villaggio di
cartone (2011, con Michael
Lonsdale, Rutger Hauer,
Alessandro Haber, Massimo
De Francovich); Torneranno i
prati (2014, da un racconto di
Federico De Roberto, con
Claudio Santamaria)
Il libro
Di Ermanno Olmi uscito
questanno il volume a cura
di Marco Manzoni Il primo
sguardo (Bompiani, pp. 186,
 12), che si compone di una
lunga conversazione tra il
regista e il coautore (Il
cinema dentro la vita), di
unanalisi della sua poetica e
di una rassegna della sua
produzione cinematografica.
Il senso del titolo chiarito
da Manzoni allinizio della
prefazione: C un istante
preciso che per Ermanno
Olmi segna la sua autentica
nascita e per il quale prova
gratitudine. il primo
sguardo che si scambiarono
sua madre e suo padre,
quando si innamorarono
luna dellaltro



Una copertina
un artista

bello sarebbe se avessimo lumilt di accettare il silenzio come la forma pi alta di comunicazione. Infatti il teologo catalano Raimon Panikkar, che ha passato non so quanti anni in India, parla appunto di
questa capacit di cercare Dio nei silenzi che la vita ti
concede perch tu possa riconoscerlo. Ci sono silenzi, dice, che valgono come tutte le parole del mondo.
Ed ecco spiegato perch lErmanno passa le giornate dietro la casa a parlare col bosco. vero. Stamattina passato un caprioletto. Mi ha guardato.
Non ha fatto una piega. Uno dei caprioli che, rideva
Mario Rigoni Stern, gli contendevano i porcini?
Ecco, Mario cade a fagiolo: perch tutti sono sempre stati trascinati dentro le sue storie? Perch guardava cose che gli altri non guardano. Ecco il poeta.
Tornando a Tolstoj La domanda : perch uno che
scrive Guerra e pace e Anna Karenina mette su una
scuola? Perch aveva chiaro che chi senza scuola
soccombe. Non la Montessori, Tolstoj. Non vuol
mostrare come si fa una scuola modello. La fa in
campagna per i figli dei mugik che non avevano la
minima possibilit di sviluppare la loro intelligenza.
La loro creativit. Non cerano scuole per i servi della
gleba. Difatti i genitori erano tutti analfabeti. Tolstoj
aveva chiaro che quei bambini non si sarebbero mai
riscattati se non avessero imparato a leggere e scrivere. Non per altro alcuni attribuiscono a Tolstoj daver
piantato i semi della Rivoluzione dOttobre. E non
puoi neanche dargli torto.
Arriv a fondare una settantina di scuole: come se
la cav, nella scelta dei maestri? Lui era un genio ma i
suoi surrogati scuola per scuola? Non lo so. So
che faceva anche una rivista interna per formare i
suoi maestri. Ma chiaro che non poteva fare lispettore scolastico. Teniamo poi conto che, proprio per la
sua genialit, era uno sregolato. Ovvio: il genio non
sopporta regole. Se non sregolato il genio non crea.
Poi, certo, c chi deve coltivare ci che un genio semina. Vale anche per tutto. Prendi la Costituzione.
Che cosa centra la Costituzione? La nostra bellissima. Ma puoi anche leggerla tutta intera, in classe, e
appena i ragazzi escono trovano un altro mondo, dove la Costituzione non c. Perch quella fu la creazione di una classe dirigente che aveva vissuto il fascismo, la guerra, la Resistenza. Questi di adesso sono
cresciuti con le merendine. Mia mamma mi mandava
a scuola con una fetta di pane col burro e lo zucchero.
Ma laveva fatta lei. Per me. Erano altre mamme. La
mia, per prendermi in giro, mi diceva: Voglio pi bene a te che a una nidiata di topi. Beh, ci voleva una
buona dose di autoironia per riderne I bambini ce
lhanno? Adesso non mi pare poi tanto. Ma tutta la
societ che non mi pare disposta a sorridere.

Tornando alla buona scuola Dire vogliamo


la buona scuola un proposito eccellente. Chapeau.
Poi per il cappello me lo rimetto in testa e voglio vedere se la fai davvero, la buona scuola. Voglio vedere il
rapporto concreto fra docente e discepolo. Senn la
buona scuola rischia di essere solo uno slogan. Come
la buona merendina. Che davanti al profumo del panino con la soppressa portato dal figlio del contadino, diciamolo, fa rima con merdina.
Ammettilo: ti sarebbe piaciuto fare il maestro.
Certo. In un certo senso lho anche fatto. Quando
misi su a Bassano del Grappa la scuola di cinema. Arrivai ad avere 400 allievi. Se non mi fossi ammalato. Ma maestro elementare? S, mi sarebbe piaciuto molto. Mi piace giocare con i bambini. Volevo
mandare a Renzi e alla Giannini un progetto di educazione civica. Fare di ogni aula un luogo circoscritto
come lo fu lisola di Chio dove venne pronunciata,
settecento anni prima di Cristo, la parola democrazia.
Settecento anni prima di Cristo!. E come la spieghi,
la democrazia, a un bambino? Mettendola in atto.
Occorre, prima cosa, che i maestri sappiano ascoltare. Si mettano alla pari. Si lascino contaminare dalla
semplicit dei bambini. Ti pare che la scuola di oggi
non lo metta al centro, il bambino? Detta cos pu
creare un po di confusione. Al centro devono stare il
bambino e il maestro. Inscindibili. Il bambino deve
vedere nel maestro un compagno di avventura. Questa la grande lezione di Tolstoj, di don Milani, dei
grandi maestri. Quello che ti prende per mano per
camminare insieme. Per cominciare insieme il viaggio della vita.
Ma ci sono, oggi, questi maestri capaci di camminare coi bambini? Me lo auguro. Quello di cui sono
convinto che ne avremmo un bisogno assoluto. I
bambini sono il futuro. Pensa a quella folgorante poesia sui ciliegi. Se quel bambino non lo rovinano.
RIPRODUZIONE RISERVATA

Marras saluta Carol Rama


FOTO MARIO SORRENTI

Cittadini

La pubblicit che fa bene un po a tutti

Una prova
dellignoranza dei
fisiologi che non
considerano mai la
bocca come organo della
volutt, scrive Guido
Ceronetti. Lo sapeva
bene invece una grande artista come
Carol Rama, appena scomparsa allet
di 97 anni. La Lettura le rende
omaggio attraverso la sensibilit e
larte di Antonio Marras (Alghero,
1961), che presenta un lavoro a lei
dedicato. Marras, artista che si muove
con potente raffinatezza nei territori
della moda, del design, con evidenti
tensioni verso la pittura, cita
volutamente Le malelingue, un ciclo di
lavori di Carol Rama, che risale agli anni
Ottanta. Lingue acuminate e guizzanti
segnalano il desiderio, la disponibilit
erotica, spiega lo stilista. E infatti,
Antonio Marras, da una catasta di libri,
le ha fatte affacciare, insinuanti,
beffarde e appassionate, per
dichiarare, in un gioco di contrasti, la
forza anarchica della passione,
dellironia e dello sberleffo.
(gianluigi colin)

Supplemento culturale del Corriere della Sera


del 4 ottobre 2015 - Anno 5 - N. 40 (#201)
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48 LA LETTURA CORRIERE DELLA SERA

DOMENICA 4 OTTOBRE 2015