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ENRICO REDENTI

MARIO VELLANI

DIRITTO
PROCESSUALE
CIVILE
Aggiornamento a cura di Carlo Vellani

AGGIORNAMENTO ALLA CHIUSURA


DELLA XVI LEGISLATURA

Il 2012 ha visto chiudersi la XVI legislatura, che ha portato


numerosi interventi, senza dubbio di grande rilievo, nellmbito giustizia civile, anche in questultimo periodo che va dalla pubblicazione del
manuale, nel 2011, fino appunto alla conclusione della legislatura.
Il presente aggiornamento integra il contenuto del manuale con i
principali interventi che si sono succeduti fino alla chiusura della XVI
legislatura. Il metodo utilizzato quello di riportare integralmente
lindice del volume, illustrando le novit introdotte subito dopo il titolo
del paragrafo in cui trattata la materia oggetto delle modifiche.
Modena, marzo 2013
CARLO VELLANI

Parte Prima
NOZIONI E REGOLE GENERALI
CAPITOLO PRIMO - LA GIURISDIZIONE
SOMMARIO: 1. La giurisdizione come attivit e come funzione dello Stato. 2. La
giurisdizione contenziosa e volontaria. 3. La giurisdizione contenziosa: sanzioni penali e civili. 4. Contenuto delle pronunce finali.

Lart. 18 del decreto sviluppo bis ossia il d.l. 18 ottobre 2012


n. 179 (Ulteriori misure urgenti per la crescita del Paese), convertito
con modificazioni dalla l. 17 dicembre 2012, n. 221, pone forse lultimo
tassello su di un nuovo istituto: la composizione della crisi da sovraindebitamento. La normativa sul sovraindebitamento ha avuto uno sviluppo travagliato. Una prima legislazione in tal senso era stata introdotta dal d.l. 22 dicembre 2011, n. 212 (Disposizioni urgenti in materia
di composizione delle crisi da sovraindebitamento e disciplina del
processo civile). Gli artt. da 1 a 12 d.l. n. 212 del 2011 avevano infatti
introdotto una disciplina, concorsuale ed esaustiva, dedicata alle situazioni di sovraindebitamento delle persone fisiche o di enti collettivi
esclusi dallapplicazione delle ordinarie procedure concorsuali. Il legislatore per, quando ha convertito in legge il d.l. n. 212 del 2011, con
l. 17 febbraio 2012, n. 10, ne ha cancellato gli articoli che disciplinavano il nuovo istituto. La disciplina del sovraindebitamento stata
reintrodotta con la l. 27 gennaio 2012, n. 3 (Disposizioni in materia di
usura e di estorsione, nonch di composizione delle crisi da sovraindebitamento), che oltre a prevedere una serie di disposizioni di contrasto allusura e allestorsione, ha reintrodotto appunto uno strumento
per affrontare il sovraindebitamento da parte di soggetti imprenditori
in crisi, non assoggettabili a procedure concorsuali. La nuova legge
presentava per un mbito applicativo pi ristretto rispetto al d.l. n.
212 del 2011, in quanto il concordato con i creditori poteva essere
utilizzato solo dalle imprese e non anche dai consumatori. quindi

Diritto processuale civile

intervenuto lart. 18 d.l. n. 179 del 2012 al fine di modificare tale


impianto. Tra i destinatari sono ora espressamente compresi i consumatori e la riscrittura dellarticolato della l. n. 3 del 2012 prevede oggi
tre procedimenti, ossia oltre al procedimento per lomologazione degli
accordi di composizione della crisi, vi uno specifico procedimento
destinato allomologazione del piano del consumatore e viene anche
previsto che in alternativa a tali due procedimenti il debitore possa
chiedere la liquidazione di tutti i suoi beni, procedura che pu portare
anche allesdebitazione. Sotto questo profilo va segnalato che pi in
generale muta la natura stessa degli accordi di composizione, che una
volta conseguita lomologazione, diventano obbligatori per tutti i creditori anteriori, come lo strumento concordatario della normativa
concorsuale
5. Il divieto della difesa privata. 6. La giurisdizione sanzionatoria dello Stato.
La giurisdizione ecclesiastica. 7. La legge di riforma del sistema italiano di
diritto internazionale privato: lmbito della giurisdizione italiana e il riconoscimento di sentenze straniere.

Il d.lgs. 1 settembre 2011, n. 150 (Disposizioni complementari al


codice di procedura civile in materia di riduzione e semplificazione dei
procedimenti civili di cognizione, ai sensi dellarticolo 54 della legge 18
giugno 2009, n. 69), allart. 30, comma 1, dispone che le controversie
aventi ad oggetto lattuazione di sentenze e provvedimenti stranieri di
giurisdizione volontaria di cui allart. 67 della della l. 31 maggio 1995,
n. 218, sono regolate dal rito sommario di cognizione ed al comma 2,
che competente la corte di appello del luogo di attuazione del
provvedimento. Questo coerentemente alle modifiche introdotte dallart. 34, comma 38, d.lgs. n. 150 del 2011 allo stesso art. 67 l. n. 218
del 1995.
8. La giurisdizione comunitaria: in particolare la competenza giurisdizionale, il
riconoscimento e lesecuzione delle decisioni in materia civile e commerciale nel
regolamento (CE) n. 44/2001.

Da integrare con altri regolamenti europei di interesse processualicivilistico:


in primo luogo regolamento (UE) n. 1215/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 12 dicembre 2012 concernente la

Aggiornamento

competenza giurisdizionale, il riconoscimento e lesecuzione delle


decisioni in materia civile e commerciale (rifusione). Il regolamento,
comunemente definito Bruxelles I bis , abroga e sostituisce il
regolamento (CE) n. 44/2001 e allallegato III contiene una tavola di
concordanza per convertire i riferimenti al regolamento abrogato nelle
norme del nuovo regolamento. Ai sensi dellart. 81 in vigore il
ventesimo giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale
dellUnione europea, ma si applica a decorrere dal 10 gennaio 2015 a
eccezione degli articoli 75 e 76 che si applicano a decorrere dal 10
gennaio 2014. Il Regno Unito e lIrlanda hanno partecipato alladozione del regolamento, che pertanto si applica anche a tali Paesi,
mentre ne resta estranea la Danimarca. Il testo ufficiale utilizza il
termine rifusione del regolamento Bruxelles I , da intendere
come una revisione che apporta anche modifiche sostanziali. Basti
accennare al regime di circolazione dellefficacia esecutiva delle decisioni. Lart. 39 del nuovo testo prevede, infatti, che la decisione
emessa in uno Stato membro che esecutiva in tale Stato membro
altres esecutiva negli altri Stati membri senza che sia richiesta una
dichiarazione di esecutivit . Viene dunque soppresso lexequatur per
tutte le decisioni rese in materia civile e commerciale, andando oltre
il regolamento n. 805/2004, non applicabile alle decisioni relative a
crediti contestati , salvi comunque motivi ostativi al riconoscimento
ed alla esecuzione tuttora posti dallart. 45 del regolamento n. 1215/
2012 e che ricalcano quelli previsti dagli artt. 34 e 35 del regolamento
n. 44/2001. Permane lesclusione dellarbitrato dallmbito di applicazione del nuovo regolamento, sancita dallart. 1, par. 2, lett. d), ma
nel considerando n. 12, si chiariscono i rapporti con tale istituto ed
allart. 73, par. 2, fatta esplicitamente salva la convenzione di New
York del 10 giugno 1958 sul riconoscimento e lesecuzione delle
sentenze arbitrali straniere;
il Regolamento (UE) n. 1259/2010 del Consiglio, del 20
dicembre 2010, relativo allattuazione di una cooperazione rafforzata
nel settore della legge applicabile al divorzio e alla separazione personale. Si tratta di una normativa che vuole essere coerente con il
regolamento (CE) n. 2201 del 2003, relativo alla competenza, al
riconoscimento e allesecuzione delle decisioni in materia matrimoniale
e in materia di responsabilit genitoriale. Il nuovo regolamento volto

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a delineare un quadro giuridico certo e prevedibile in materia di legge


applicabile al divorzio e alla separazione personale, evitando situazioni
in cui un coniuge domandi il divorzio prima dellaltro per assicurarsi
che il procedimento sia regolato da una legge che ritiene pi favorevole
alla tutela dei suoi interessi. I coniugi (art. 5) possono designare di
comune accordo la legge applicabile al divorzio e alla separazione
personale, purch si tratti di una delle seguenti leggi: la legge dello
Stato della residenza abituale dei coniugi al momento della conclusione
dellaccordo; la legge dello Stato dellultima residenza abituale dei
coniugi se uno di essi vi risiede ancora al momento della conclusione
dellaccordo; la legge dello Stato di cui uno dei coniugi ha la cittadinanza al momento della conclusione dellaccordo; la legge del foro. In
mancanza di scelta ad opera delle parti il divorzio e la separazione
personale (art. 8) sono disciplinati dalla legge dello Stato di residenza
abituale dei coniugi nel momento in cui adita lautorit giurisdizionale, o, in mancanza, dello Stato dellultima residenza abituale dei
coniugi sempre che tale periodo non si sia concluso pi di un anno
prima che fosse adita lautorit giurisdizionale, se uno di essi vi risiede
ancora nel momento in cui adita lautorit giurisdizionale, o, in
mancanza, la legge dello Sato di cui i due coniugi sono cittadini nel
momento in cui adita lautorit giurisdizionale o, in mancanza, dello
Stato in cui adita lautorit giurisdizionale;
il regolamento (UE) n. 650/2012 del Parlamento europeo e del
Consiglio, del 4 luglio 2012, relativo alla competenza, alla legge applicabile, al riconoscimento e allesecuzione delle decisioni e allaccettazione e allesecuzione degli atti pubblici in materia di successioni e alla
creazione di un certificato successorio europeo. Con tale atto si estende
il riconoscimento reciproco a materie non ancora contemplate che, tuttavia, rivestono un ruolo centrale nella vita di tutti i giorni, quali successioni e testamenti, anche se in tale settore non possono trascurarsi le
tradizioni nazionali. Il regolamento vuole evitare difficolt ai cittadini
nellesercizio dei loro diritti nellmbito di una successione con implicazioni transfrontaliere, consentendo loro di poter organizzare in anticipo la propria successione, garantendo i diritti di eredi e legatari, di altre
persone vicine al defunto nonch dei creditori delleredit.

Aggiornamento

Da integrare poi con la pubblicazione di:


un nuovo regolamento di esecuzione (UE) n. 583/2011 del
Consiglio, del 9 giugno 2011, che modifica gli elenchi delle procedure
di insolvenza, delle procedure di liquidazione e dei curatori di cui agli
allegati A, B e C del regolamento (CE) n. 1346 del 2000 relativo alle
procedure di insolvenza e codifica gli allegati A, B e C di tale regolamento;
il regolamento (UE) n. 156/2012 della Commissione, del 22
febbraio 2012, recante modifica degli allegati da I a IV del regolamento
(CE) n. 44/2001 del Consiglio concernente la competenza giurisdizionale, il riconoscimento e lesecuzione delle decisioni in materia civile e
commerciale;
il regolamento (UE) n. 936/2012 della Commissione, del 4
ottobre 2012, che modifica gli allegati del regolamento (CE) n. 1896/
2006 del Parlamento europeo e del Consiglio che istituisce un procedimento europeo dingiunzione di pagamento.
Importante il recepimento delle norme europee sui ritardi nei
pagamenti effettuati a titolo di corrispettivo in una transazione commerciale, su cui il d.lgs. 9 novembre 2012, n. 192 (Modifiche al decreto
legislativo 9 ottobre 2002, n. 231, per lintegrale recepimento della
direttiva 2011/7/UE relativa alla lotta contro i ritardi di pagamento
nelle transazioni commerciali, a norma dellarticolo 10, comma 1, della
legge 11 novembre 2011, n. 180). La direttiva n. 2011/7/UE apporta
modifiche sostanziali alla precedente direttiva n. 2000/35/CE, attuata
con il d.lgs. n. 231 del 2002. La nuova disciplina non si applica ai
contratti gi conclusi, ma soltanto a quelli stipulati dal 1 gennaio 2013.
Il termine ordinario di pagamento di trenta giorni e sono nulle le
clausole relative al termine stesso, al saggio degli interessi moratori o al
risarcimento per i costi di recupero, a qualunque titolo previste o
introdotte nel contratto, quando risultano gravemente inique in danno
del creditore. Sono tali le clausole che escludono lapplicazione di
interessi di mora. Si applicano gli artt. 1339 e 1419, comma 2, c.c. Il
giudice dichiara la nullit della clausola, anche dufficio, avuto riguardo
a tutte le circostanze del caso, tra cui il grave scostamento dalla prassi
commerciale in contrasto con il principio di buona fede e correttezza.
Nelle transazioni commerciali in cui il debitore una pubblica amministrazione possono essere stabiliti termini di pagamento pi lunghi di

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quelli ordinari, ma nulla la clausola avente a oggetto la predeterminazione o la modifica della data di ricevimento della fattura. La nullit
dichiarata dufficio dal giudice.
Al paragrafo 8 III, si accenna alla Corte di giustizia delle Comunit europee ed al suo regolamento di procedura. Oggi abbiamo la
Corte di giustizia dellUnione europea per la quale stato pubblicato
un nuovo regolamento di procedura, adottato il 25 settembre 2012. Le
modifiche che si erano succedute sul vecchio testo non ne avevano
modificato la struttura, impostata soprattutto sui ricorsi diretti, oggi in
buona parte di competenza del Tribunale dellUnione europea. Il
nuovo regolamento stato reso pi idoneo allattuale carico di lavoro
della Corte, per larga parte dedicato ai rinvii proposti in via pregiudiziale dai giudici degli Stati membri.
9. La differenziazione di metodi nellamministrare giustizia. Lindipendenza dei
giudici e le garanzie di giustizia. 10. Il difetto di giurisdizione e la translatio
iudicii. 11. La Corte costituzionale.

CAPITOLO SECONDO - LE AZIONI


SOMMARIO: 12. Lazione privata civile come diritto soggettivo. 13. Lazione privata
civile allo stato di pretesa. 14. Vita e vicende delle azioni: successioni e
trasferimenti. 15. Le eccezioni. 16. Lesercizio delle azioni e delle
eccezioni. La deduzione in giudizio e il cosiddetto interesse ad agire ed eccepire.
17. Effetti del giudizio sullazione. Il giudicato e i suoi limiti. Le preclusioni
pro iudicato.

CAPITOLO TERZO - I SOGGETTI DEL PROCESSO


Sezione Prima: IL

GIUDICE

SOMMARIO: 18. I giudici e i limiti generali delle loro attribuzioni. Nozione del difetto
assoluto di giurisdizione e del difetto di giurisdizione-competenza. 19. Organi
ordinari della giurisdizione civile. Loro uffici elementari e loro composizione.
Astensione, ricusazione e responsabilit dei magistrati.

Lordinamento giudiziario (r.d. 30 gennaio 1941, n. 12) stato


innovato modificando le circoscrizioni giudiziarie. La precedente articolazione di tali circoscrizioni era dovuta alla legge Rattazzi del 13
novembre 1859, n. 3781, allepoca della realizzazione dellunit dItalia.

Aggiornamento

Oggi stata data attuazione allart. 1 della l. 14 settembre 2011, n. 148


(di conversione in legge, con modificazioni, del d.l. 13 agosto 2011, n.
138) contente la delega al Governo per la riorganizzazione degli uffici
giudiziari sia della magistratura togata che del giudice di pace. Lattuazione avvenuta tramite il d.lgs. 7 settembre 2012, n. 155 (Nuova
organizzazione dei tribunali ordinari e degli uffici del pubblico ministero, a norma dellarticolo 1, comma 2, della legge 14 settembre 2011,
n. 148) ed il d.lgs. 7 settembre 2012, n. 156 (Revisione delle circoscrizioni giudiziarie Uffici dei giudici di pace, a norma dellarticolo 1,
comma 2, della legge 14 settembre 2011, n. 148). I decreti legislativi
sono accompagnati da tabelle che evidenziano non solo le soppressioni
e la ridefinizione degli mbiti territoriali, ma anche le ricadute sul
sistema degli uffici di sorveglianza e sulle corti dassise.
Il d.lgs. n. 155 del 2012 sopprime 31 tribunali e relative procure
(Acqui Terme, Alba, Ariano Irpino, Avezzano, Bassano del Grappa,
Camerino, Casale Monferrato, Chiavari, Crema, Lanciano, Lucera,
Melfi, Mistretta, Modica, Mondov, Montepulciano, Nicosia, Orvieto,
Pinerolo, Rossano, Sala Consilina, Saluzzo, Sanremo, SantAngelo dei
Lombardi, Sulmona, Tolmezzo, Tortona, Urbino, Vasto, Vigevano,
Voghera) e tutte le 220 sedi distaccate di tribunale esistenti sul territorio, abrogando pertanto la tabella B del r.d. n. 12 del 1941, come
modificata dallart. 16 d.lgs. n. 51 del 1998, recante lelenco delle
sezioni distaccate di tribunale, inoltre abroga gli artt. da 48-bis a
48-sexies ord.giud. che disciplinavano tali sezioni distaccate. La sostituzione della tabella A, allegata al r.d. n. 12 del 1941, stabilisce i nuovi
mbiti territoriali degli uffici oggi in essere. La ridistribuzione degli
uffici sul territorio comporta una riassegnazione dei magistrati, dei
dirigenti e del personale amministrativo che presta servizio negli uffici
soppressi: artt. 5 e 6 d.lgs. n. 155 del 2012, mentre lart. 7 riguarda il
personale di polizia giudiziaria e lart. 8 attiene alledilizia giudiziaria.
Allart. 9 sono dettate disposizioni transitorie per la tenuta delle
udienze e dei procedimenti. Lart. 11 prevede che lacquisto di efficacia
delle disposizioni contenute negli artt. 1, 2, 3, 4, 5, e 7, avvenga decorsi
dodici mesi dalla data di entrata in vigore del d.lgs., quindi il 13
settembre 2013, con la previsione del diverso termine di tre anni per le
circoscrizioni di LAquila e Chieti.

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Il d.lgs. n. 156 del 2012 sopprime 667 uffici del giudice di pace,
salvo che gli enti locali chiedano il mantenimento degli uffici con
competenza nei loro territori, facendosi per integralmente carico delle
spese di funzionamento, incluso il fabbisogno del personale amministrativo che deve essere messo a disposizione degli enti medesimi.
Lassetto fissato dalla nuova tabella A, allegata alla l. n. 374 del 1991,
come sostituita dallart. 2, comma 1, d.lgs. n. 156 del 2012. Le citate
soppressioni di fatto fanno coincidere lufficio del giudice di pace con
la sede del tribunale e ne prevedono la stessa competenza territoriale.
Come detto tale assetto suscettibile di variazioni perch, ai sensi
dellart. 3 d.lgs. n. 156 del 2012, gli enti locali hanno sessanta giorni
dalla pubblicazione delle tabelle per chiedere il mantenimento degli
uffici dei giudici di pace di cui proposta la soppressione ed entro
dodici mesi il Ministro della giustizia pu conseguentemente modificare le tabelle.
opportuno ricordare che esistono altri magistrati onorari, oltre
al giudice di pace, come il giudice onorario di tribunale (GOT) e il vice
procuratore onorario (VPO). La magistratura onoraria tra origine dal
disposto dellart. 106, comma 2, cost. Si tratta di magistrati onorari che
svolgono le funzioni tipiche del giudice o del pubblico ministero,
laggettivo onorario fa riferimento ad un esercizio della giurisdizione
per un lasso di tempo determinato, non retribuito in senso tecnico, ma
dietro corresponsione di unindennit per lattivit svolta.
La riforma delle circoscrizioni giudiziarie stata preceduta dallistituzione del c.d. tribunale delle imprese , anche se in realt la
norma istituisce le sezioni specializzate in materia di impresa : art. 2
d.l. 24 gennaio 2012, n. 1 (Disposizioni urgenti per la concorrenza, lo
sviluppo delle infrastrutture e la competitivit), convertito con modificazioni dalla l. 24 marzo 2012, n. 27. Questo stato realizzato
mediante la novella del d.lgs. 27 giugno 2003, n. 168, che aveva istituito
le sezioni specializzate in materia di propriet industriale ed intellettuale, oggi appunto innovate. Le nuove regole ampliano in misura
significativa la sfera di competenza ed il numero delle precedenti
sezioni specializzate in materia di propriet industriale e intellettuale
(istituite dal d.lgs. n. 168 del 2003 solo presso i tribunali e corti

Aggiornamento

dappello di Bari, Bologna, Catania, Firenze, Genova, Milano, Napoli,


Palermo, Roma, Torino, Trieste e Venezia), prevedendone infatti listituzione in tutti i tribunali e corti dappello con sede nei capoluoghi di
regione. Fa eccezione la Valle dAosta per il cui territorio regionale
sono competenti le sezioni specializzate presso il tribunale e la corte
dappello di Torino. Altra eccezione listituzione di una sezione
specializzata anche presso il tribunale e la corte dappello di Brescia.
Dal punto di vista della competenza per materia, secondo il novellato
art. 3 d.lgs. n. 168 del 2003, le nuove sezioni specializzate comprendono ora buona parte delle controversie societarie, con leccezione
delle cause relative alle societ di persone, come esclusa la competenza per lazione collettiva risarcitoria, inizialmente prevista dal d.l.
istitutivo, modificato sul punto dalla legge di conversione. La nuova
disciplina della competenza aggiunge alla materia della propriet industriale e del diritto dautore le controversie di cui allart. 33, comma 2,
l. n. 287 del 1990, ossia le norme sulle intese restrittive della concorrenza, labuso di posizione dominante e le operazioni di concentrazione
ed anche le controversie per la violazione della normativa antitrust
dellUnione europea. Le sezioni specializzate sono, come detto, competenti in materia di societ di capitali, tra laltro per le cause e i
procedimenti relativi a rapporti societari, azioni di responsabilit,
impugnazione di deliberazioni, trasferimento delle partecipazioni, patti
parasociali. Sono infine competenti per i contratti pubblici di appalto
di lavori, servizi o forniture di rilevanza comunitaria dei quali sia parte
una societ o suo consorzio o raggruppamento temporaneo, ove sussista la giurisdizione del giudice ordinario. La competenza delle sezioni
specializzate si estende alle cause e ai procedimenti che presentano
ragioni di connessione con quelli sopra indicati.
20. Ripartizione dellesercizio delle funzioni giurisdizionali fra organi ed organi.
Competenza ed incompetenza. 21. Degli ausiliari di giustizia.

Sezione Seconda: IL

PUBBLICO MINISTERO

SOMMARIO: 22. Il pubblico ministero nel processo civile: in particolare lazione e


lintervento nelle cause civili. 23. Il pubblico ministero come parte in
giudizio.

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Sezione Terza: LE

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PARTI E I DIFENSORI

SOMMARIO: 24. Lessere parte e la capacit di esserlo. 25. La capacit di agire e di


stare in giudizio. 26. La pubblica amministrazione dello Stato davanti
allautorit giudiziaria ordinaria. Societ, comitati e associazioni non riconosciute
in giudizio. 27. Sostituzione processuale. Mandatari ad negotia come rappresentanti in giudizio. 28. Successione e subingresso di altri soggetti nella
posizione di parte e nello stare in giudizio. 29. Il ministero dei difensori.

stata riformata la professione forense con l. 31 dicembre 2012,


n. 247 (Nuova disciplina dellordinamento della professione forense). Il
punto di arrivo deve ancora essere raggiunto perch per la piena
attuazione della riforma saranno necessari 16 regolamenti di competenza del Ministro della giustizia e 9 del Consiglio nazionale forense,
inoltre disposta la delega al governo per la disciplina dellesercizio
della professione forense in forma societaria.
La riforma stata preceduta dal d.p.r. 7 agosto 2012, n. 137
(Regolamento recante riforma degli ordinamenti professionali, a norma
dellarticolo 3, comma 5, del decreto-legge 13 agosto 2011, n. 138,
convertito, con modificazioni, dalla legge 14 settembre 2011, n. 148),
che detta la disciplina delle professioni regolamentate. Le regole generali per lesercizio delle professioni fissate in tali norme, cui va aggiunta
la l. n. 183 del 2011, che allart. 10 prevede la costituzione di societ per
lesercizio di attivit professionali, non hanno certo incontrato il favore
della classe forense, che ha ottenuto un ordinamento specifico; la
riforma della professione forense era peraltro da tempo in discussione
in Parlamento.
La riforma, allart 2, stabilisce che lavvocato un libero professionista che, in libert, autonomia e indipendenza, svolge la sua attivit.
Al comma 6 si consente comunque agli avvocati linstaurazione di
rapporti di lavoro subordinato o la stipulazione di contratti di prestazione di opera continuativa e coordinata, aventi ad oggetto la consulenza e lassistenza legale stragiudiziale. Il qualificante punto delle
attivit riservate in via esclusiva agli iscritti negli albi forensi vede il
comma 5 porre fra le attivit esclusive dellavvocato la rappresentanza
e difesa nelle procedure arbitrali rituali, la norma non fa invece alcun
riferimento agli arbitrati irrituali. Sar poi oggetto di interpretazione
quella parte del comma 6 dove, fuori dai casi in cui ricorrono
competenze espressamente individuate relative a specifici settori del

Aggiornamento

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diritto e che sono previste dalla legge per gli esercenti altre professioni
regolamentate, lattivit professionale di consulenza legale e di assistenza legale stragiudiziale, ove connessa allattivit giurisdizionale, se
svolta in modo continuativo, sistematico e organizzato, di competenza
degli avvocati , che pu fare pensare ad unesclusivit dellattivit
conciliativa. Lart. 21 dispone che la permanenza delliscrizione allalbo
sia subordinata allesercizio della professione in modo effettivo, continuativo, abituale e prevalente, introducendo la contestualit delliscrizione allalbo e alla Cassa forense, quando oggi sui 240.000 avvocati
iscritti agli albi circa 60.000 non sono iscritti alla cassa previdenziale.
La nuova disciplina dellordinamento della professione forense
una disposizione articolata, si compone di 67 articoli, che specificano
ed in qualche caso limitano le regole generali della disciplina delle
professioni regolamentate, come lart. 5, che prevede la citata delega al
governo per la disciplina dellesercizio della professione forense in
forma societaria. Si pu segnalare che lart. 9 riconosce agli avvocati la
possibilit di ottenere e indicare il titolo di specialista, obiettivo che
non era stato possibile raggiungere in via regolamentare. Per i compensi lart. 13 consente che lincarico possa essere svolto a titolo
gratuito, vieta invece il patto di quota lite e in sostanza reintroduce le
tariffe minime, perch se al momento dellincarico il compenso non
stato determinato subentrano i parametri ministeriali. Lart. 22 prevede
che dopo tre anni dallentrata in vigore della riforma il patrocinio
innanzi alle giurisdizioni superiori potr essere svolto solo a seguito del
superamento di un esame o della frequenza, con valutazione positiva,
della scuola superiore dellavvocatura. Cambiano il tirocinio e lesame
di abilitazione. Lart. 50 stabilisce che il potere disciplinare compete ai
nuovi consigli distrettuali di disciplina forense, che la norma regolamenta.
Il d.l. 22 dicembre 2011, n. 212 (Disposizioni urgenti in materia di
composizione delle crisi da sovraindebitamento e disciplina del processo civile) convertito in legge con l. 17 febbraio 2012, n. 10 con lart.
13 modifica lart. 82, comma 1, c.p.c. elevando a E 1.100 il valore
massimo delle liti in cui possibile stare in giudizio di fronte al giudice
di pace senza necessit di assistenza tecnica.

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Diritto processuale civile


30. Doveri delle parti e dei difensori. 31. Responsabilit per le spese e per i
danni.

Il d.l. 22 dicembre 2011, n. 212 (Disposizioni urgenti in materia di


composizione delle crisi da sovraindebitamento e disciplina del processo civile) convertito in legge con l. 17 febbraio 2012, n. 10, aggiunge
allart. 91 c.p.c. un ulteriore comma, il comma 4, per cui Nelle cause
previste dallarticolo 82, primo comma, le spese, competenze ed onorari liquidati dal giudice non possono superare il valore della domanda .
CAPITOLO QUARTO - GLI ATTI PROCESSUALI
SOMMARIO: 32. Atti e fatti processuali. 33. Elementi e requisiti degli atti di parte.
34. Forme e formalit degli atti di parte. 35. Atti e provvedimenti del giudice.
Elementi, requisiti e forme. 36. Comunicazioni e notificazioni.

Si sono succedute numerose modifiche alla disciplina delle comunicazioni e notificazioni nel processo civile nella considerazione che si
tratta di un settore dove linformatizzazione pu portare notevoli
risparmi sia in termini di tempo che di risorse umane. Da uno studio
della Camera del 2012, richiesto ad alcuni componenti della Commissione giustizia, risulta che ogni anno vengano effettuate 20 milioni di
notifiche nel settore civile ed 8 milioni nel settore penale, coinvolgendo
5.000 operatori dellamministrazione
Un primo intervento stato portato dalla l. 12 novembre 2011, n.
183 (Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale
dello Stato [Legge di stabilit 2012]) art. 25 (Impiego della posta elettronica certificata nel processo civile).
Il comma 1, lett. a), modifica lart. 125, comma 1, c.p.c., nel
senso che il difensore deve indicare lindirizzo di posta certificata
comunicato al proprio ordine e il proprio numero di fax. Le lett. b) e
c) abrogano rispettivamente lart. 133, comma 3, e lart. 134, comma
3, c.p.c., relativi alla comunicazione delle ordinanze e delle sentenze,
che avverr cos secondo la nuova disciplina generale. La lett. d)
sostituisce i commi 2 e 3 dellart. 136 c.p.c. e ne abroga il comma 4.
Tali modifiche sono volte anche qui a segnare il ruolo centrale del
ricorso alla posta certificata, le comunicazioni di cancelleria infatti, in

Aggiornamento

13

via ordinaria, si effettuano tramite consegna al destinatario o tramite


posta elettronica certificata, se non possibile procedere con questi
mezzi, la comunicazione avviene tramite fax o notifica. Le lett. e), f) e
g) intervengono rispettivamente sugli artt. 170, 176 e 183 c.p.c. effettuando alcune abrogazioni per far rientrare queste ipotesi di comunicazione nella disciplina generale. La lett. h) modifica lart. 250 c.p.c.
con riferimento allintimazione al testimone a comparire in udienza,
che il difensore pu effettuare mediante posta elettronica certificata,
oltre che tramite raccomandata e fax. La lett. i) modifica lart. 366 c.p.c.
sempre per incrementare il ricorso alla posta elettronica certificata, in
questo caso nel processo davanti alla Corte di cassazione. La lett. l)
modifica lart. 518 c.p.c. in relazione alla trasmissione del processo
verbale del pignoramento, attribuendo carattere prioritario alluso della
posta certificata.
Lart. 25, comma 2, l. n. 183 del 2011 interviene sulle disposizioni
per lattuazione del codice di rito. Gli artt. 173-bis e 173-quinquies,
disp. att. c.p.c. relativi alla procedura di espropriazione immobiliare,
sono modificati anche qui per dare carattere prioritario alluso della
posta certificata.
Lart. 25, comma 3, l. n. 183 del 2011 interviene quindi sulla l. n.
53 del 1994, che disciplina la facolt di notificazione per gli avvocati,
modificandone gli artt. 1, 3, 4 e 5, che ora prevedono luso della posta
elettronica certificata.
Lart. 25, comma 4, l. n. 183 del 2011 introduce il comma 7-bis
allart. 16 d.l. n. 185 del 2008, convertito dalla l. n. 2 del 2009, Lart. 16,
comma 7, d.l. n. 185 del 2008 ha introdotto lobbligo per i professionisti iscritti in albi di comunicare ai rispettivi ordini o collegi il proprio
indirizzo di posta elettronica certificata entro il 29 novembre 2009. Ha
pure previsto che gli ordini e i collegi debbano pubblicare, in un elenco
riservato consultabile in via telematica esclusivamente dalle pubbliche
amministrazioni, i dati identificativi degli iscritti con il relativo indirizzo
di posta elettronica certificata. Il nuovo comma 7-bis prevede che
lomessa pubblicazione dellelenco o il rifiuto reiterato di comunicare
alle pubbliche amministrazioni i dati e gli indirizzi di posta elettronica
certificata degli iscritti costituiscano motivo di scioglimento o commissariamento del consiglio del collegio o ordine.

14

Diritto processuale civile

In estrema sintesi, con la modifica degli artt. 125 e 136, comma 3,


c.p.c., in linea di principio possibile procedere a tutte le comunicazioni allavvocato presso il suo indirizzo di posta elettronica certificata,
che egli ha lobbligo di comunicare al proprio ordine di appartenenza.
Questo ovviamente legato alla digitalizzazione degli uffici, degli
ordini professionali e degli studi degli avvocati.
Frattanto il Ministro della giustizia ha emanato il d. 21 febbraio
2011, n. 44 (Regolamento concernente le regole tecniche per ladozione
nel processo civile e nel processo penale, delle tecnologie dellinformazione e della comunicazione, in attuazione dei principi previsti dal
decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82, e successive modificazioni, ai
sensi dellarticolo 4, commi 1 e 2, del decreto-legge 29 dicembre 2009,
n. 193, convertito nella legge 22 febbraio 2010 n. 24), cui ha fatto
seguito il provvedimento del 18 luglio 2011 (Specifiche tecniche previste dallarticolo 34, comma 1 del decreto del Ministro della giustizia
in data 21 febbraio 2011 n. 44, recante regolamento concernente le
regole tecniche per ladozione, nel processo civile e nel processo
penale, delle tecnologie dellinformazione e della comunicazione, in
attuazione dei principi previsti dal decreto legislativo 7 marzo 2005, n.
82, e successive modificazioni, ai sensi dellarticolo 4, commi 1 e 2 del
decreto-legge 29 dicembre 2009, n. 193, convertito nella legge 22
febbraio 2010, n. 24). Disciplina modificata poi con d. 15 ottobre 2012,
n. 209 (Regolamento recante: Regole tecniche per ladozione nel
processo civile e penale delle tecnologie dellinformazione e comunicazione modifiche al decreto ministeriale 21 febbraio 2011, n. 44 ).
Sulla materia vanno per a incidere sia il decreto sviluppo bis che
la legge di stabilit 2013 , qui di seguito illustrati, a seguito dei quali
pare logico debba giungere un nuovo intervento sulla normativa regolamentare.
Le modifiche alla disciplina delle comunicazioni e notificazioni
sono proseguite con il decreto sviluppo bis : d.l. 18 ottobre 2012 n.
179 (Ulteriori misure urgenti per la crescita del Paese), convertito con
modificazioni dalla l. 17 dicembre 2012, n. 221 e con la l. 24 dicembre
2012, n. 228 (Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e
pluriennale dello Stato Legge di stabilit 2013).
La nuova norma di riferimento diventa lart. 16 d.l. n. 179 del
2012, che detta la disciplina e modifica gli artt. 136, 149-bis c.p.c. e

Aggiornamento

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45 disp. att. c.p.c. Lart. 16 d.l. n. 179 del 2012 stato poi modificato
dallart. 1, comma 19, l. n. 228 del 2012, che ha inoltre introdotto gli
artt. da 16-bis a 16-quinquies d.l. n. 179 del 2012. Il nuovo e novellato
art. 16 d.l. n. 179 del 2012 stabilisce che nei procedimenti civili tutte
le comunicazioni e notificazioni a cura delle cancellerie o delle
segreterie degli uffici giudiziari sono effettuate esclusivamente per via
telematica, quando il destinatario munito di un indirizzo di posta
elettronica certificata risultante da pubblici elenchi o quando la parte
costituita in giudizio personalmente abbia indicato lindirizzo di posta
elettronica certificata al quale ricevere le comunicazioni e notificazioni
relative al procedimento. Evidentemente occorre poter agevolmente
conoscere gli indirizzi Pec ed a questo scopo stato modificato il d.lgs.
7 marzo 2005, n. 82 codice dellamministrazione digitale. Si tratta di
disposizioni che acquistano efficacia in tempi diversi. Le comunicazioni e le notificazioni a cura della cancelleria di cui sono destinatari
i difensori, nei procedimenti civili pendenti dinanzi ai tribunali e alle
corti dappello gi abilitati dal Ministero della giustizia alle comunicazioni e notificazioni in via telematica, seguono la nuova disciplina
dalla data di entrata in vigore del d.l. Per gli altri uffici giudiziari
invece la disposizione decorre dal sessantesimo giorno successivo alla
data di entrata in vigore della legge di conversione. La decorrenza
dal trecentesimo giorno successivo alla data di entrata in vigore della
legge di conversione per le comunicazioni e le notificazioni a destinatari diversi dai difensori. La legge di stabilit 2013 l. n. 228 del
2012, inserisce lart. 16-bis d.l. n. 179 del 2012 che, a decorrere dal 30
giugno 2014, introduce lobbligatoriet del deposito telematico degli
atti processuali. Il deposito si ha per avvenuto al momento in cui viene
generata la ricevuta di avvenuta consegna da parte del gestore di posta
elettronica certificata del Ministero della giustizia. Nei processi esecutivi la disposizione si applica successivamente al deposito dellatto
con cui inizia lesecuzione. Come detto nelle procedure concorsuali la
disposizione si applica esclusivamente al deposito degli atti e dei
documenti da parte degli organi delle procedure. Il deposito degli atti
e dei documenti pu avvenire con modalit non telematiche quando
i sistemi informatici del dominio giustizia non sono funzionanti oppure
il giudice ordini il deposito di copia cartacea di singoli atti e documenti. Lart. 16-ter d.l. n. 179 del 2012 riguarda gli elenchi pubblici

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Diritto processuale civile

per notificazioni e comunicazioni. Lart. 16-quater d.l. n. 179 del 2012


modifica la l. n. 53 del 1994 sulla facolt di notificazione per gli
avvocati. Lart. 16-quinquies d.l. n. 179 del 2012 prevede la copertura
finanziaria per ladeguamento dei sistemi informatici presso gli uffici
giudiziari e il potenziamento delle reti di trasmissione.
37. La notificazione per pubblici proclami. 38. Coordinamento degli atti
processuali nel tempo. Termini. 39. Della nullit degli atti di parte: distinzioni
circa la natura, gli effetti e le cause. 40. Della nullit per inosservanza di
forme. 41. Della nullit degli atti e provvedimenti del giudice e degli uffici
minori.

Parte Seconda
IL PROCESSO ORDINARIO DI COGNIZIONE:
IL PROCEDIMENTO DI PRIMO GRADO
CAPITOLO PRIMO - I PRINCPI FONDAMENTALI
Sezione Prima: SULLA

COSTITUZIONE SOGGETTIVA ED OGGETTIVA DEL PRO-

CESSO

SOMMARIO: 42. I princpi della domanda e del contraddittorio . Lazione di


classe.

Il d.l. 24 gennaio 2012, n. 1, convertito, con modificazioni, dalla l.


24 marzo 2012, n. 27, allart. 6, comma 1, ha disposto la modifica
dellart. 140-bis d.lgs. n. 206 del 2005 codice del consumo, novellando
quindi la disciplina dellazione di classe.
43. Corollari sul litisconsorzio necessario . 44. Il litisconsorzio facoltativo . 45. Casi di riunione di pi cause fra le stesse parti. 46. Unificazione
del processo relativo a pi cause connesse. 47. Intervento litisconsortile,
intervento principale e intervento ad adiuvandum in un processo pendente.
Chiamata in causa . Lestromissione.

Sezione Seconda: SULLE

FUNZIONI DELLE PARTI E DEL GIUDICE

SOMMARIO: 48. Funzioni di impulso formale. 49. Funzioni formative (costruttive)


della decisione: scienza ed ignoranza ufficiale del giudice. 50. Principio
dispositivo e principio inquisitorio. 51. Diritto ed equit nella decisione.

Aggiornamento

17

52. Sulla formazione della convinzione del giudice nel merito. Lonere della
prova.

Sezione Terza: SULLA

FORMAZIONE DELLA PROVA

SOMMARIO: 53. Prova, mezzi di prova, loro eventuale gradazione. Prova diretta e
indiretta (le presunzioni), diretta e contraria, semplice e legale. 54. Le prove
atipiche. 55. La confessione delle parti. 56. La prova documentale. 57.
La prova testimoniale. 58. Giuramento delle parti.

CAPITOLO SECONDO - LE REGOLE DI COMPETENZA


SOMMARIO: 59. La competenza si determina dalla domanda. 60. Competenza per
materia e valore. 61. Calcolo del valore agli effetti della competenza. 62.
Competenza per territorio.

stata approvata la riforma del condominio, con l. 11 dicembre


2012, n. 220 (Modifica alla disciplina del condominio negli edifici), in
vigore dal 18 giugno 2013. Lart. 31 interviene sul foro per le cause tra
condomini, modificando lart. 23, comma 1, c.p.c., dove dopo le
parole: per le cause tra condomini sono inserite le seguenti: ,
ovvero tra condomini e condominio,
63. Regole particolari di competenza per la riunione di cause nello stesso
processo. 64. Questioni ed eccezioni di incompetenza e di litispendenza di
cause connesse. 65. Disposizioni per impedire la moltiplicazione dei processi
per una stessa causa. Litispendenza e continenza di cause.

CAPITOLO TERZO - DESCRIZIONE DEL PROCESSO IN TRIBUNALE


Sezione Prima: INTRODUZIONE

E TRATTAZIONE DELLA CAUSA IN ISTRUTTORIA

SOMMARIO: 66. Prolegomeni. La citazione. 67. Notificazione della citazione. 68.


Effetti processuali immediati e cosiddetti effetti sostanziali dellatto di citazione.
La trascrizione della citazione. 69. Nullit di forma, vizi e difetti di contenuto
della citazione e loro conseguenze. 70. La costituzione delle parti. Iscrizione
a ruolo della causa. Fascicoli. 71. La comparsa di risposta. 72. La
designazione del giudice istruttore. 73. Poteri del giudice istruttore. Ordinanze istruttorie. 74. Lo svolgimento dellistruttoria. Lordinanza per il
pagamento di somme non contestate; lordinanza di ingiunzione; lordinanza
successiva alla chiusura dellistruzione. 75. Il tentativo di conciliazione. La
richiesta di decisione secondo equit. 76. Varie possibilit di sviluppo del
processo in istruttoria. Rimessione allorgano decidente.

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Diritto processuale civile

Lart. 1-ter dellAllegato alla l. 14 settembre 2011, n. 148 di conversione del d.l. 13 agosto 2011, n. 138 ha sostituito lart. 81-bis disp. att.
c.p.c., che era stato inserito dalla l. n. 69 del 2009, e nellattuale formulazione oggi composto da due commi dal contenuto decisamente impegnativo. Se la disposizione assumer un ruolo effettivo potrebbe rappresentare lapplicazione italiana del judicial case management. Il comma
1 prevede che il calendario del processo debba comprendere sia le incombenze istruttorie che il presumibile momento in cui la causa sar
messa in decisione. Questo deve avvenire nel rispetto del principio di
ragionevole durata del processo, principio di non agevole applicazione
se si intendono recepire le indicazioni provenienti dalla Corte europea
dei diritti delluomo. Il comma 2 prevede che il mancato rispetto delle
scadenze fissate nel calendario sia fonte di responsabilit disciplinare per
i difensori, per il consulente tecnico ed anche per il giudice, per il quale
pu essere considerato ai fini della valutazione di professionalit e della
nomina o conferma agli uffici direttivi e semidirettivi .
Sezione Seconda: LISTRUZIONE

PROBATORIA

SOMMARIO: 77. Premesse. La consulenza tecnica. 78. Lesperimento di mezzi di


prova propriamente detti. Regole generali. 79. Esibizioni per ordine del
giudice. Ispezioni, riproduzioni ed esperimenti. 80. Accertamento e controllo
dellefficacia probatoria dei documenti (prove scritte). 81. La querela di falso.
82. Confessione giudiziale e interrogatorio formale. 83. Giuramento delle
parti. 84. Prova per testimoni. 85. Del rendimento dei conti.

Sezione Terza: DECISIONI

DEL COLLEGIO.

CORREZIONE

E INTEGRAZIONE DI

SENTENZE E ORDINANZE

SOMMARIO: 86. Le comparse conclusionali e le memorie di replica. 87. Leventuale


udienza di discussione. La decisione del collegio. 88. Deliberazione e provvedimenti del collegio: ordinanze e sentenze definitive o non definitive. 89.
Eventuale riapertura del processo in primo grado ed altre eventuali ripercussioni
delle impugnazioni delle sentenze sul corso del processo. 90. Dellefficacia
finale o provvisoria delle sentenze. Iscrizione di ipoteca giudiziale. Trascrizione.
Pubblicazione della sentenza sui giornali. 91. La correzione delle sentenze e
delle ordinanze e lintegrazione dei provvedimenti istruttori.

Sezione Quarta: IL PROCEDIMENTO DAVANTI AL TRIBUNALE IN COMPOSIZIONE


MONOCRATICA

SOMMARIO: 92. Norme applicabili. I poteri istruttori del giudice monocratico. La

Aggiornamento

19

decisione della causa. 93. Rapporti tra collegio e giudice monocratico.


Inosservanza delle disposizioni sulla composizione collegiale o monocratica del
tribunale.

Sezione Quinta: CONTUMACIA, SOSPENSIONE, INTERRUZIONE. ESTINZIONE DEL


PROCESSO

SOMMARIO: 94. Il fatto della contumacia e la sua dichiarazione. 95. Conseguenze


della contumacia in ordine alle funzioni processuali e alla decisione. 96. La
cosiddetta purgazione della contumacia e la rimessione in termini. 97.
Sospensione necessaria e sospensione per accordo delle parti. 98. Effetti della
sospensione. Ripresa e prosecuzione del processo. 99. Interruzione del
processo. 100. Estinzione del processo: cause di estinzione. La dichiarazione
di estinzione. 101. Effetti dellestinzione.

CAPITOLO QUARTO - IL PROCEDIMENTO DAVANTI AL GIUDICE


DI PACE
SOMMARIO: 102. Generalit. Rappresentanza in giudizio. Introduzione della causa.
103. Trattazione e decisione. 104. La conciliazione in sede non contenziosa .

Parte Terza
IL SISTEMA DELLE IMPUGNAZIONI
CAPITOLO PRIMO - DELLE IMPUGNAZIONI DELLE SENTENZE
IN GENERALE
SOMMARIO: 105. Quadro e premesse di carattere generale. 106. Mezzi ordinari e
straordinari. Passaggio in giudicato formale. 107. La legittimazione ad
impugnare. 108. Termini per impugnare.

Le numerose riforme non hanno affrontato i problemi di coordinamento legati alla riduzione a sei mesi delloriginario termine annuale
dellart. 327, operata dalla l. 18 giugno 2009, n. 69. Altre norme del
codice di rito seguitano a riferirsi al termine annuale: artt. 288, comma
3, 330, comma 3, 391-bis, comma 1, in particolare risulta praticamente inoperante il disposto dellart. 328, comma 3.
109. Acquiescenza. 110. Il principio del contraddittorio e la legittimazione
passiva nelle fasi di impugnazione. Modo e luogo di notificazione delle impu-

20

Diritto processuale civile


gnative. 111. Discipline relative allunit del processo nelle fasi di impugnazione. 112. Gli effetti della riforma o della cassazione della sentenza.

CAPITOLO SECONDO - DEL REGOLAMENTO DI GIURISDIZIONE


SOMMARIO: 113. Il controllo dei limiti di giurisdizione. 114. Questioni di giurisdizione davanti ai giudici di merito. 115. Le questioni di giurisdizione in
cassazione. 116. La questione di giurisdizione sollevata per intervento della
pubblica amministrazione. 117. Il giudicato sulla giurisdizione. 118. La
risoluzione dei conflitti di giurisdizione e di attribuzione.

CAPITOLO TERZO - DEL REGOLAMENTO DI COMPETENZA


SOMMARIO: 119. Premesse di principio. Impugnabilit delle sentenze di primo grado su
questioni di competenza. 120. Listanza per regolamento e lappello contro
sentenze di primo grado. 121. Efficacia vincolante delle decisioni esplicite e
delle soluzioni implicite in tema di competenza.

CAPITOLO QUARTO - DELLAPPELLO


SOMMARIO: 122. Il principio del doppio grado. Sentenze appellabili.

Una rilevante riforma allistituto dellappello stata portata dal


c.d. decreto sviluppo , ossia dal d.l. 22 giugno 2012, n. 83 (Misure
urgenti per la crescita del Paese), convertito con modificazioni dalla l.
7 agosto 2012, n. 134. Il d.l. n. 83 del 2012 contiene un titolo III,
relativo alle misure urgenti per lo sviluppo economico, dove collocato
il capo VII, rubricato Ulteriori misure per la giustizia civile , che
contiene gli artt. 54-56. Attraverso tali norme stato introdotto un vero
e proprio filtro per i giudizi dappello. Lart. 54 riguarda infatti
lammissibilit dellappello (oltre a riformulare il motivo di ricorso per
cassazione indicato al n. 5 dellart. 360, comma 1, c.p.c.).
Tali norme modificano lart. 342 c.p.c., cambiando quindi i
requisiti di forma e contenuto dellatto di appello e introducono gli artt.
348-bis e 348-ter c.p.c. Nel comma 1, secondo periodo, dellart.
348-bis c.p.c., previsto che oggi limpugnazione dichiarata inammissibile dal giudice competente quando non ha una ragionevole
probabilit di essere accolta . Quindi non tutti gli appelli saranno
oggetto di trattazione. Qualora venga pronunciata tale declaratoria di
inammissibilit, ai sensi dellart. 348-ter c.p.c., la sentenza di primo

Aggiornamento

21

grado diventa direttamente impugnabile con il ricorso per cassazione.


Le stesse regole vengono poi duplicate anche per il processo del lavoro.
Inoltre si dispone la modifica dellart. 345, comma 3, c.p.c. per cui
oggi: Non sono ammessi nuovi mezzi di prova e non possono essere
prodotti nuovi documenti, salvo che la parte dimostri di non aver
potuto proporli o produrli nel giudizio di primo grado per causa ad
essa non imputabile ... , con conseguente ulteriore riduzione dellammissibilit di nuove prove in appello. Questo punto non riguarda il
processo del lavoro, dove rimane invariato lart. 437, mentre linasprimento previsto per il procedimento sommario di cognizione, con la
modifica dellart. 702-quater c.p.c., dove sono ammessi nuovi mezzi di
prova e nuovi documenti solo quando il collegio li ritenga indispensabili e non rilevanti come nella formulazione precedente.
123. Latto di appello e il processo fino alla prima udienza. Lappello in via
incidentale-contraria. 124. Lo ius novorum in appello. Limiti. 125. Pluralit
di appelli e pluralit di parti in appello. Interventi di terzi. 126. Ammissibilit
e procedibilit. Prima udienza. 127. Trattazione ulteriore ed eventuale
istruzione del processo in appello. Funzioni delle parti e del giudice. La fase
decisoria. 128. Conseguenze della proposizione e della pendenza dellappello
e dei provvedimenti del giudice dappello in sede decisoria. 129. Sospensione
e interruzione del processo in appello. Querela incidentale di falso. Estinzione.
130. Disposizioni particolari in materia di esecutoriet e di esecuzione
provvisoria delle sentenze.

La l. 12 novembre 2011, n. 183 (Disposizioni per la formazione


del bilancio annuale e pluriennale dello Stato [Legge di stabilit 2012]),
con lart. 27 (Modifiche al codice di procedura civile per laccelerazione
del contenzioso civile pendente in grado di appello) interviene sui
giudizi dappello. Il comma 1, lett. a) aggiunge un nuovo comma
allart. 283 c.p.c., in cui si stabilisce che, se listanza di inibitoria
inammissibile o manifestamente infondata, il giudice con ordinanza
non impugnabile pu condannare la parte che lha proposta a una pena
pecuniaria non inferiore a 250 euro e non superiore a 10.000 euro,
ordinanza revocabile con la sentenza che definisce il giudizio. Sempre
in relazione allinibitoria la lett. c) interviene sul relativo procedimento
di cui allart. 351 c.p.c., disponendo che lordinanza resa dal giudice
non sia impugnabile. La lett. e) interviene poi sullart. 431 c.p.c., con
riferimento quindi alla disciplina dellesecutoriet della sentenza di
primo grado nel processo del lavoro, replicando lintervento effettuato

22

Diritto processuale civile

dalla lett. a) sullart. 283 c.p.c. La lett. b) modifica invece lart. 350
c.p.c. prevedendo che il presidente del collegio possa delegare uno dei
componenti per lassunzione dei mezzi istruttori. Tornando alla lett. c),
aggiunge anche un ulteriore comma allart. 351 c.p.c. con il quale
stabilisce che il giudice dellappello, se alludienza ritiene la causa
matura per la decisione, pu provvedere ai sensi dellart. 281-sexies
c.p.c. Se invece per la decisione sullistanza di sospensione gi stata
fissata ludienza, il giudice fissa unapposita udienza nel rispetto dei
termini a comparire. La lett. d) modifica poi lart. 352 c.p.c. estendendo
espressamente al giudizio di appello la possibilit che la causa venga
decisa anche secondo il modello semplificato dellart. 281-sexies c.p.c.
CAPITOLO QUINTO - DEL GIUDIZIO DI CASSAZIONE E DI RINVIO
SOMMARIO: 131. Premesse sul controllo di legalit. Sentenze impugnabili e motivi di
cassazione.

Il c.d. decreto sviluppo , ossia dal d.l. 22 giugno 2012, n. 83


(Misure urgenti per la crescita del Paese), convertito con modificazioni
dalla l. 7 agosto 2012, n. 134 allart. 54 riformula il motivo di ricorso per
cassazione indicato al n. 5 dellart. 360, comma 1, c.p.c., che oggi
recita: 5) per omesso esame circa un fatto decisivo per il giudizio che
stato oggetto di discussione tra le parti. .
132. Il ricorso per cassazione. 133. Controricorsi e ricorsi in via incidentale.
134. Inammissibilit del ricorso. Decisione a sezioni unite e a sezioni semplici.
La sezione filtro. La rinuncia al ricorso. 135. Discussione e decisione dei
ricorsi. Correzione degli errori materiali e revocazione delle sentenze della
cassazione. 136. Conseguenze della proposizione dellimpugnativa e delle
decisioni della corte di cassazione. 137. Sui possibili sviluppi ulteriori del
processo dopo una cassazione con rinvio. 138. Procedimento e decisione in
sede di rinvio. 139. Estinzione del processo dopo la fase di cassazione.

CAPITOLO SESTO - DELLA REVOCAZIONE


SOMMARIO: 140. Motivi e impugnazione specifica per revocazione in via ordinaria e
straordinaria. Sentenze impugnabili. Termini. 141. Il procedimento e la
decisione.

Aggiornamento

23

CAPITOLO SETTIMO - DELLOPPOSIZIONE DI TERZO


SOMMARIO: 142. Lopposizione generica e lopposizione revocatoria (specifica) per
frode. Sentenze impugnabili. Termini. 143. Il procedimento e la decisione.

Parte Quarta
I PROCEDIMENTI SPECIALI DI COGNIZIONE
E I CAUTELARI
CAPITOLO PRIMO - IL PROCEDIMENTO SOMMARIO DI COGNIZIONE
SOMMARIO: 144. Profilo generale. 145. La fase introduttiva della causa. 146. Il
procedimento e la decisione. 147. Le impugnazioni.

Il c.d. decreto sviluppo , ossia dal d.l. 22 giugno 2012, n. 83


(Misure urgenti per la crescita del Paese), convertito con modificazioni
dalla l. 7 agosto 2012, n. 134 allineandosi alla modifica disposta per
lart. 345, comma 3, c.p.c., ha modificato anche lart. 702-quater c.p.c.
riducendo lammissibilit di nuove prove in appello: ... Sono ammessi
nuovi mezzi di prova e nuovi documenti quando il collegio li ritiene
indispensabili ai fini della decisione, ovvero la parte dimostra di non
aver potuto proporli nel corso del procedimento sommario per causa
ad essa non imputabile. ... .
CAPITOLO SECONDO - LE CONTROVERSIE IN MATERIA DI LAVORO E DI PREVIDENZA E DI ASSISTENZA OBBLIGATORIE. ALTRE TUTELE IN
MATERIA DI LAVORO. IL PROCEDIMENTO LOCATIZIO
SOMMARIO: 148. Il processo del lavoro: caratteristiche generali; i rapporti soggetti al rito
del lavoro. 149. La conciliazione stragiudiziale e larbitrato. 150. Il
procedimento di primo grado.

La l. 12 novembre 2011, n. 183 (Disposizioni per la formazione


del bilancio annuale e pluriennale dello Stato [Legge di stabilit 2012]),

24

Diritto processuale civile

con lart. 27 (Modifiche al codice di procedura civile per laccelerazione


del contenzioso civile pendente in grado di appello) in analogia con
quanto disposto per lart. 283 c.p.c. (supra paragrafo 130), aggiunge un
nuovo comma allart. 431 c.p.c., in cui si stabilisce che, se listanza di
inibitoria inammissibile o manifestamente infondata, il giudice con
ordinanza non impugnabile pu condannare la parte che lha proposta
a una pena pecuniaria non inferiore a 250 euro e non superiore a 10.000
euro, ordinanza revocabile con la sentenza che definisce il giudizio.
151. Le impugnazioni. Cenni sul rito del lavoro in materia di contratti agrari.

Una rilevante riforma allistituto dellappello, duplicata anche per


lappello nel rito del lavoro, stata portata dal c.d. decreto sviluppo ,
ossia dal d.l. 22 giugno 2012, n. 83 (Misure urgenti per la crescita del
Paese), convertito con modificazioni dalla l. 7 agosto 2012, n. 134. Il d.l.
n. 83 del 2012, introducendo anche per tale rito un vero e proprio filtro per i giudizi dappello per cui non tutti gli appelli saranno oggetto
di trattazione. Il nuovo art. 434, comma 1, dispone che: Il ricorso deve
contenere le indicazioni prescritte dallarticolo 414. Lappello deve essere motivato. La motivazione dellappello deve contenere, a pena di
inammissibilit: 1) lindicazione delle parti del provvedimento che si
intende appellare e delle modifiche che vengono richieste alla ricostruzione del fatto compiuta dal giudice di primo grado; 2) lindicazione delle
circostanze da cui deriva la violazione della legge e della loro rilevanza
ai fini della decisione impugnata . stato introdotto lart. 436-bis per
cui Alludienza di discussione si applicano gli articoli 348-bis e 348ter . stato anche modificato il comma 1 dellart. 447-bis.
Per le controversie in materia di contatti agrari bisogna fare oggi riferimento allart. 11 d.lgs. 1 settembre 2011, n. 150 (Disposizioni complementari al codice di procedura civile in materia di riduzione e semplificazione dei procedimenti civili di cognizione, ai sensi dellarticolo 54 della legge
18 giugno 2009, n. 69). Il d.lgs. n. 150 del 2011 ha infatti abrogato gli artt.
46 e 47 della l. 3 maggio 1982, n. 203 e lart. 9 della l. 14 febbraio 1990, n.
29. La nuova disposizione prevede che le controversie in materia di contratti
agrari, o conseguenti alla conversione dei contratti associativi in affitto, siano
regolate dal rito del lavoro e siano di competenza delle sezioni specializzate
agrarie di cui alla l. 2 marzo 1963, n. 320. La domanda deve essere preven-

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tivamente comunicata, mediante lettera raccomandata con avviso di ricevimento, allaltra parte e allispettorato provinciale dellagricoltura competente per territorio. Il capo dellispettorato, entro venti giorni, convoca le
parti ed i rappresentanti delle associazioni professionali di categoria da esse
indicati per esperire il tentativo di conciliazione. Se la conciliazione riesce,
viene redatto processo verbale sottoscritto dalle parti, dai rappresentanti
delle associazioni di categoria e dal funzionario dellispettorato. Se la conciliazione non riesce, si forma egualmente processo verbale, nel quale vengono precisate le posizioni delle parti. Il tentativo di conciliazione deve essere
definito entro sessanta giorni, decorsi i quali ciascuna delle parti pu liberamente adire lautorit giudiziaria.
152. Le controversie in materia di pubblico impiego. 153. Le controversie in
materia di previdenza e di assistenza obbligatorie.

Con lart. 38 d.l. 6 luglio 2011, n. 98 (Disposizioni urgenti per la


stabilizzazione finanziaria), convertito in legge con modificazioni dalla
l. 15 luglio 2011, n. 111, stato introdotto lart. 445-bis (Accertamento
tecnico preventivo obbligatorio), a norma del quale nelle controversie
in materia di invalidit civile, cecit civile, sordit civile, handicap e
disabilit, nonch di pensione dinabilit e di assegno dinvalidit, deve
essere preventivamente espletato un accertamento tecnico preventivo
quale condizione di procedibilit della domanda. Effettivamente non si
pu negare che nel giudizio per il riconoscimento delle invalidit ruolo
centrale sia svolto dallaccertamento medico-legale effettuato tramite
ctu. Di qui la scelta legislativa di precostituire la prova del requisito
sanitario al di fuori e prima del giudizio. Si tratta di uno strumento che
mira a perseguire le stesse finalit deflattive dellistituto della consulenza tecnica preventiva ai fini della composizione della lite dellart.
696-bis c.p.c. le cui disposizioni, ove compatibili, sono applicabili.
Infatti al termine delle operazioni di consulenza il giudice fissa alle parti
un termine perentorio non superiore a trenta giorni, entro il quale
devono dichiarare se intendono contestare le conclusioni del ctu e se
nessuna dissente il giudice, con decreto pronunciato fuori udienza
omologa laccertamento del requisito sanitario secondo le risultanze
probatorie indicate nella relazione del consulente tecnico dellufficio
provvedendo sulle spese . Se una o entrambe le parti invece contestano le conclusioni del ctu, entro il termine perentorio di trenta giorni

26

Diritto processuale civile

dalla formulazione della dichiarazione di dissenso devono depositare


il ricorso introduttivo del giudizio, specificando, a pena di inammissibilit, i motivi della contestazione . Sullart. 445-bis poi intervenuta
la l. 12 novembre 2011, n. 183 (Disposizioni per la formazione del
bilancio annuale e pluriennale dello Stato [Legge di stabilit 2012]),
che con lart. 27 ha aggiunto alla nuova norma un ultimo comma,
secondo cui la sentenza pronunciata allesito del giudizio conseguente
alla manifestazione di dissenso inappellabile.
Lo stesso art. 38 d.l. n. 98 del 2011, ha anche modificato lart. 152
disp. att. c.p.c., sullesenzione dal pagamento di spese, competenze e
onorari nei giudizi per prestazioni previdenziali, prevedendo che debba
essere dichiarato il valore della prestazione dedotta in giudizio.
Lart. 4, comma 42, l. 12 novembre 2011, n. 183 (Disposizioni
per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato [Legge
di stabilit 2012]) ha invece introdotto lartt. 152-bis disp. att. c.p.c.
(Liquidazione di spese processuali), poi modificato dallart. 1, comma
31, l. 24 dicembre 2012, n. 228 (Disposizioni per la formazione del
bilancio annuale e pluriennale dello Stato Legge di stabilit 2013).
154. Disposizioni processuali in materia di licenziamenti individuali, di tutela dei
diritti dei lavoratori (Statuto dei lavoratori), e di parit tra uomo e donna in
materia di lavoro.

La l. 28 giugno 2012, n. 92 (Disposizioni in materia di riforma del


mercato del lavoro in una prospettiva di crescita) incide sulla tutela dei
rapporti di lavoro. Lart. 1, commi da 11 a 13, modifica parzialmente
la procedura di impugnazione del licenziamento individuale nei contratti di lavoro a termine di cui allart. 32 l. n. 183 del 2010. Lart. 1,
commi da 40 a 42, sui licenziamenti individuali, novella lart. 7 l. n.
604 del 1966, in materia di conciliazione obbligatoria e va a incidere
sullarticolo 18 l. n. 300 del 1970, per cui la tutela del reintegro,
unitamente al risarcimento danni, ora prevista solo per il licenziamento discriminatorio e per il licenziamento illegittimo solo per il
licenziamento discriminatorio e per il licenziamento illegittimo perch
non ricorrono gli estremi del giustificato motivo soggettivo o manifestamente infondato il licenziamento economico. Tale ultima ipotesi,
ossia il licenziamento per giustificato motivo oggettivo, deve essere

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preceduto da un tentativo obbligatorio di conciliazione. fatta salva la


scelta del lavoratore di chiedere, alternativamente al reintegro, unindennit sostitutiva. In tutti gli altri casi di licenziamento illegittimo
prevista unindennit risarcitoria onnicomprensiva. Lart. 1, commi da
43 a 46, invece relativo ai licenziamenti collettivi, per i quali
dilaziona la comunicazione dellelenco dei licenziati alla commissione
regionale del lavoro e prevede che in caso di licenziamento illegittimo
si applichi il novellato art. 18 l. n. 300 del 1970.
Di particolare interesse i commi da 47 a 69 dello stesso art. 1. Vi
si disciplina un rito speciale per limpugnazione dei licenziamenti, che
viene quindi introdotto a poca distanza dal d.lgs. n. 150 del 2011, che
ha invece disposto la riduzione e semplificazione dei procedimenti civili
di cognizione (su cui vedi infra ad integrazione del paragrafo 248).
Lintento senzaltro quello di accelerare la risoluzione delle controversie sui licenziamenti. Anche il processo del lavoro in crisi ed il
legislatore, rispetto a tale processo, gi speciale, crea un ulteriore rito
inteso come una corsia preferenziale per i licenziamenti. Il nuovo rito
articolato in una fase a cognizione sommaria, cui pu seguire, a
seguito di opposizione, un giudizio a cognizione piena ed in un secondo
grado introdotto da un reclamo. La sentenza pronunciata in sede di
reclamo sar poi impugnabile in Cassazione nei modi ordinari.
Va segnalato che lart. 46-bis del coevo d.l. 22 giugno 2012, n. 83,
introdotto in sede di conversione dalla l. 7 agosto 2012, n. 134, reca gi
modifiche alla l. n. 92 del 2012.
In materia di parit tra uomo e donna in materia di lavoro al d.lgs.
11 aprile 2006, n. 198 sono state apportate modifiche dallart. 34,
comma 36, d.lgs. 1 settembre 2011, n. 150 (Disposizioni complementari al codice di procedura civile in materia di riduzione e semplificazione dei procedimenti civili di cognizione, ai sensi dellarticolo 54
della legge 18 giugno 2009, n. 69).
155. Il procedimento locatizio e le disposizioni processuali contenute nelle leggi
27 luglio 1978, n. 392, e 9 dicembre 1998, n. 431.

CAPITOLO TERZO - IL PROCEDIMENTO DINGIUNZIONE


SOMMARIO: 156. Quadro generale del procedimento dingiunzione. 157. Il ricorso e
i provvedimenti del giudice.

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Diritto processuale civile

In materia di procedimento ingiuntivo speciale per i crediti professionali alla l. 13 giugno 1942, n. 794 sono state apportate modifiche
dallart. 34, comma 16, d.lgs. 1 settembre 2011, n. 150 (Disposizioni
complementari al codice di procedura civile in materia di riduzione e
semplificazione dei procedimenti civili di cognizione, ai sensi dellarticolo 54 della legge 18 giugno 2009, n. 69). Lavvocato, se non intende
seguire il procedimento dingiunzione, procede ai sensi dellart. 14 d.lgs.
n. 150 del 2011, quindi seguendo il rito sommario di cognizione.
158. Efficacia del decreto in difetto di tempestiva opposizione. 159. Opposizioni al decreto. Procedimenti e provvedimenti che possono seguirne.

Lultimo inciso dellart. 645, comma 2, c.p.c. ; ma i termini di


comparizione sono ridotti a met stato soppresso dalla l. 29
dicembre 2011, n. 218.
Come evidenziato al par. 157, gli articoli della l. 13 giugno 1942,
n. 794 ricordati nel testo, sono stati abrogati dallart. 34, comma 16,
lett. b), d.lgs. 1 settembre 2011 n. 150 che ha ricondotto i procedimenti in materia di liquidazione degli onorari e dei diritti di avvocato
al rito sommario di cognizione. Vedi infra par. 248.
CAPITOLO QUARTO - IL PROCEDIMENTO PER CONVALIDA DI
SFRATTO
SOMMARIO: 160. Inquadramento e caratteri del procedimento per convalida di sfratto.
161. Lintimazione e la sua eventuale convalida iussu iudicis. 162. Lopposizione alla convalida.

CAPITOLO QUINTO - I PROCEDIMENTI CAUTELARI IN GENERALE. SEQUESTRO GIUDIZIARIO E CONSERVATIVO


SOMMARIO: 163. Prolegomeni sui procedimenti cautelari. 164. Il procedimento
cautelare uniforme. 165. I due tipi di sequestro. 166. La concessione dei
sequestri: provvedimento autorizzativo. 167. Lesecuzione dei sequestri.
168. Il controllo sul provvedimento che autorizza il sequestro. 169. Fine del
sequestro (dissequestro).

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CAPITOLO SESTO - ALTRI PROCEDIMENTI SPECIALI CAUTELARI E POSSESSORI


SOMMARIO: 170. Procedimenti di denuncia di nuova opera e di danno temuto. 171.
Procedimenti di istruzione preventiva. 172. Procedimenti e provvedimenti
durgenza. 173. Procedimenti possessori.

Parte Quinta
PROCEDIMENTI ORDINARI DI ESECUZIONE
PROCESSUALE FORZATA
CAPITOLO PRIMO - AZIONI E PROCEDIMENTI ESECUTIVI
SOMMARIO: 174. Le azioni esecutive in senso sostanziale. 175. I procedimenti e il
titolo esecutivo in senso processuale.

CAPITOLO SECONDO - IL TITOLO ESECUTIVO NELLAZIONE E


NEL PROCEDIMENTO
SOMMARIO: 176. Elementi costruttivi dellazione esecutiva. 177. Varie figure di titoli
esecutivi in senso sostanziale.

In materia di titoli esecutivi di formazione amministrativa va ora


considerato lart. 32 d.lgs. 1 settembre 2011, n. 150 (Disposizioni
complementari al codice di procedura civile in materia di riduzione e
semplificazione dei procedimenti civili di cognizione, ai sensi dellarticolo 54 della legge 18 giugno 2009, n. 69) sullopposizione a
procedura coattiva per la riscossione delle entrate patrimoniali dello
Stato e degli altri enti pubblici, da trattare secondo il rito ordinario di
cognizione.
178. Efficacia del titolo esecutivo in senso sostanziale pro o contro i successori
e aventi causa. 179. Formazione del titolo esecutivo documentale (in senso
processuale). 180. Formalit preliminari allesecuzione: la notificazione del
titolo esecutivo. 181. Il precetto e la sua notificazione.

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Diritto processuale civile

CAPITOLO TERZO - I PROCEDIMENTI DI ESPROPRIAZIONE


FORZATA. CARATTERI E REGOLE GENERALI
SOMMARIO: 182. Modi e forme in generale. 183. Il pignoramento e la formazione
della massa attiva. 184. Altre regole varie sul pignoramento in generale.
Cessazione del pignoramento. 185. Formazione della massa passiva. Intervento dei creditori. Partecipazione degli intervenuti agli atti. Vicariet nella
funzione di creditore procedente. 186. Vendita o assegnazione dei beni
pignorati. Eventuali nullit. 187. La distribuzione del ricavato. 188. Spese
del procedimento. 189. La realizzazione del pegno.

CAPITOLO QUARTO - IN PARTICOLARE: DELLESPROPRIAZIONE


MOBILIARE PRESSO IL DEBITORE
SOMMARIO: 190. Forme ed effetti del pignoramento. Competenza. 191. Forme ed
effetti dellintervento dei creditori. 192. Forme dellassegnazione e della
vendita. 193. Forme della distribuzione del ricavato (riparto).

CAPITOLO QUINTO - IN PARTICOLARE: DELLESPROPRIAZIONE


MOBILIARE PRESSO TERZI
SOMMARIO: 194. Forme del pignoramento. Competenza. 195. Intervento di altri
creditori. Leventuale giudizio incidentale circa la dichiarazione (o non dichiarazione) del terzo.

La l. 24 dicembre 2012, n. 228 (Disposizioni per la formazione del


bilancio annuale e pluriennale dello Stato Legge di stabilit 2013),
modifica le disposizioni sul pignoramento presso terzi con lart. 1,
comma 20, novella gli artt. 543 e 547 c.p.c. e sostituisce gli artt. 548 e
549 c.p.c. Le modifiche agli artt. 543 e 547 c.p.c. sono volte a
permettere al terzo di rendere la propria dichiarazione a mezzo di posta
elettronica certificata (Pec), mentre molto pi incisiva la riformulazione degli artt. 548 e 549 c.p.c. Ribaltando lattuale impostazione la
mancata dichiarazione del terzo comporta la non contestazione del
credito pignorato e il giudice provvede a norma degli artt. 552 o 553
c.p.c. Il terzo pu impugnare la relativa ordinanza ex art. 617, comma
1, c.p.c. se prova di non aver potuto rendere la dichiarazione. Il nuovo
art. 549 c.p.c. si occupa delleventualit che sorgano contestazioni in
ordine alla dichiarazione, disponendo che il giudice le risolva con

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ordinanza i cui effetti sono limitati al procedimento in corso ed


impugnabile nelle forme e nei termini di cui allart. 617 c.p.c.
196. Forme ed effetti dellassegnazione e della vendita. Riparto.

CAPITOLO SESTO - IN PARTICOLARE: DELLESPROPRIAZIONE


IMMOBILIARE
SOMMARIO: 197. Diritti espropriabili. Forme ed effetti del pignoramento. Competenza.
198. Forme ed effetti dellintervento dei creditori. 199. Forme ed effetti
della vendita. 200. Lassegnazione e lamministrazione giudiziaria. 201.
Forme della distribuzione della somma ricavata.

CAPITOLO SETTIMO - IN PARTICOLARE: DELLESPROPRIAZIONE


DI BENI INDIVISI E DELLESPROPRIAZIONE CONTRO IL TERZO PROPRIETARIO
SOMMARIO: 202. Dellespropriazione di beni in compropriet. Forme ed effetti del pignoramento a carico del singolo comproprietario. 203. Forme ed effetti dellespropriazione a carico del singolo comproprietario. 204. Ipotesi di espropriazione contro il terzo proprietario. 205. Caratteri e forme particolari dellespropriazione contro
il terzo. 206. Caratteri particolari della massa passiva e del riparto.

CAPITOLO OTTAVO - DELLESECUZIONE PER CONSEGNA O RILASCIO E PER OBBLIGAZIONI DI FARE O


DI NON FARE
SOMMARIO: 207. Caratteristiche generali del procedimento per consegna o rilascio.
Competenza. 208. Forme degli atti preparatori e del procedimento. 209.
Caratteri generali del procedimento per obbligazioni di fare o di non fare.
Competenza. 210. Forme particolari degli atti preparatori e del procedimento. 211. Attuazione degli obblighi di fare infungibile o di non fare.

CAPITOLO NONO - DELLE OPPOSIZIONI


SOMMARIO: 212. Delle opposizioni allesecuzione. 213. Delle opposizioni agli atti
esecutivi. 214. Delle opposizioni allesecuzione e agli atti esecutivi in materia
di lavoro, di previdenza e di assistenza. 215. Delle opposizioni di terzi.

CAPITOLO DECIMO - DELLA SOSPENSIONE E DELLESTINZIONE DEL PROCEDIMENTO


SOMMARIO: 216. Della sospensione. 217. Dellestinzione.

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Diritto processuale civile

Parte Sesta
PROCEDIMENTI E PROVVEDIMENTI DI GIURISDIZIONE
VOLONTARIA. ARBITRATO. MEDIAZIONE.
LE DELEGHE AL GOVERNO
CAPITOLO PRIMO - NOZIONI E REGOLE GENERALI SUI PROCEDIMENTI E PROVVEDIMENTI DI GIURISDIZIONE VOLONTARIA
SOMMARIO: 218. Caratteri delle attivit di giurisdizione volontaria. 219. Discipline
comuni ai procedimenti in camera di consiglio.

CAPITOLO SECONDO - PROCEDIMENTI IN MATERIA DI FAMIGLIA E DI STATO DELLE PERSONE


SOMMARIO: 220. Separazione personale dei coniugi. 221. Divorzio. 222. Lamministrazione di sostegno 223. Linterdizione e linabilitazione. 224. Le
disposizioni relative alla dichiarazione di assenza e di morte presunta.

Con lart. 37 d.l. 6 luglio 2011, n. 98 (Disposizioni urgenti per la


stabilizzazione finanziaria), convertito in legge con modificazioni dalla
l. 15 luglio 2011, n. 111, stato modificato lart. 729 c.p.c. relativo alla
pubblicazione della sentenza che dichiara lassenza o la morte presunta,
che oggi deve essere anche pubblicata nel sito internet del Ministero
della giustizia.
225. Le disposizioni relative ai minori, interdetti e inabilitati.

La l. 10 dicembre 2012, n. 219 (Disposizioni in materia di


riconoscimento dei figli naturali), in vigore dal 1 gennaio 2013,
sostituisce o modifica diversi articoli del codice civile in materia di
filiazione, adeguandoli alle Linee guida europee del 17 novembre 2010
sulla child-friendly justice. In particolare il nuovo art. 315 c.c. afferma
che tutti i figli hanno lo stesso stato giuridico, senza distinzione alcuna
e nel codice civile, le parole: figli legittimi e figli naturali ,
ovunque ricorrono, sono sostituite da: figli . Viene inserito lart
315-bis c.c. che, al comma 3, prevede che Il figlio minore che abbia
compiuto gli anni dodici, e anche di et inferiore ove capace di

Aggiornamento

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discernimento, ha diritto di essere ascoltato in tutte le questioni e le


procedure che lo riguardano , quindi non solo lobbligo giudiziale di
ascolto disposto nellart. 155-sexies c.c., ma un vero diritto del minore
ad essere ascoltato. Lart. 3 l. n. 219 del 2012 ha sostituito lart. 38
disp.att. c.c. Fino a oggi le procedure sullaffidamento dei figli di
genitori non coniugati erano di competenza del tribunale per i minorenni, mentre le controversie fra genitori uniti dal vincolo matrimoniale
venivano giudicate dal tribunale ordinario in sede di separazione. La
nuova legge invece, attribuisce alla competenza del tribunale ordinario
anche le controversie sullaffidamento dei figli nati fuori dal matrimonio. Sono diventati di competenza del tribunale ordinario le seguenti
procedure gi di competenza del tribunale per i minorenni: artt. 171
c.c. cessazione del fondo patrimoniale; 194 c.c. divisione dei beni della
comunione; 250 c.c. riconoscimento del figlio naturale; 252 c.c. affidamento del figlio naturale e suo inserimento nella famiglia legittima; 262
c.c. cognome del figlio; 264 c.c. impugnazione da parte del riconosciuto; 269, comma 1, c.c. dichiarazione giudiziale di paternit e maternit;
316 c.c. esercizio della potest del genitore; 317-bis c.c. esercizio della
potest. Nei procedimenti in materia di affidamento e di mantenimento
dei minori si applicano, in quanto compatibili, gli artt. 737 ss. c.p.c.
226. Gli ordini di protezione contro gli abusi familiari. 227. Ladozione.

CAPITOLO TERZO - ALTRI PROCEDIMENTI PREVISTI


QUARTO LIBRO DEL CODICE

NEL

SOMMARIO: 228. Disposizioni varie del quarto libro del codice. (in particolare:) 229.
Dello scioglimento delle comunioni. 230. La liberazione degli immobili dalle
ipoteche.

CAPITOLO QUARTO - LARBITRATO


SOMMARIO: 231. La convenzione darbitrato. 232. Gli arbitri. 233. Il procedimento arbitrale. 234. Il lodo. 235. Le impugnazioni. 236. Larbitrato
secondo regolamenti precostituiti. 237. I lodi stranieri. Riconoscimento ed
esecuzione. 238. Larbitrato irrituale. 239. Larbitrato in materia societaria.

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Diritto processuale civile

CAPITOLO QUINTO - LA MEDIAZIONE. LE DELEGHE AL GOVERNO


SOMMARIO: 240. Premessa. Definizioni.

Il decreto del Ministro della giustizia 18 ottobre 2010, n. 180, sulla


determinazione dei criteri e delle modalit di iscrizione e tenuta del
registro degli organismi di mediazione e dellelenco dei formatori per la
mediazione, stato modificato dal decreto interministeriale 6 luglio
2011, n. 145, che intervenuto sugli gli artt. 3 (Registro), 4 (Criteri per
liscrizione nel registro), 7 (Regolamento di procedura), 8 (Obblighi
degli iscritti), 16 (Criteri di determinazione dellindennit), 17 (Elenco
degli enti di formazione) e 20 (Disciplina transitoria). Sul tirocinio ed
altri specifici aspetti poi nuovamente intervenuto il Ministero della
giustizia Dipartimento per gli affari di giustizia con circolare del
20 dicembre 2011 (Interpretazione misure correttive decreto interministeriale 145/2011).
241. Gli organismi di mediazione e il registro ministeriale. Il mediatore e
lobbligo di riservatezza. 242. La domanda di mediazione. Effetti. Lobbligo
dellavvocato di informare il cliente circa la mediazione. 243. La mediazione
come condizione di procedibilit.

Corte cost. 6 dicembre 2012, n. 272, ha dichiarato lillegittimit


costituzionale della c.d. mediazione obbligatoria e, pi precisamente,
dellart. 5, comma 1, d.lgs. n. 28 del 2010. Il sistema di prevedere
lobbligo di mediazione quale condizione di procedibilit della domanda giudiziale, in un rilevante numero di ipotesi, stato giudicato viziato
da un eccesso di delega legislativa rispetto allart. 60 l. n. 69 del 2010,
profilo che ha assorbito le altre questioni. Tale declaratoria di incostituzionalit stata consequenzialmente estesa a una serie di altre
disposizioni del d.lgs. n. 28 del 2010, che attengono tra laltro alla
mancata partecipazione delle parti alla mediazione e alle possibili
conseguenze derivanti dalla mancata accettazione della proposta di
conciliazione formulata dal mediatore.
In dettaglio: a) allart. 4, comma 3, d.lgs. n. 28 del 2010,
limitatamente al secondo periodo Lavvocato informa altres lassistito dei casi in cui lesperimento del procedimento di mediazione
condizione di procedibilit della domanda giudiziale e al sesto perio-

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do, limitatamente alla frase se non provvede ai sensi dellarticolo 5,


comma 1 ; b) allart. 5, comma 2, primo periodo, d.lgs. n. 28 del 2010,
limitatamente alle parole Fermo quanto previsto dal comma 1 e , c)
allart. 5, comma 4, d.lgs. n. 28 del 2010, limitatamente alle parole I
commi 1 e ; d) allart. 5, comma 5, d.lgs. n. 28 del 2010, limitatamente
alle parole Fermo quanto previsto dal comma 1 e ; e) allart. 6,
comma 2, d.lgs. n. 28 del 2010, limitatamente alla frase e, anche nei
casi in cui il giudice dispone il rinvio della causa ai sensi del quarto o
del quinto periodo del comma 1 dellarticolo cinque, ; f) allart. 7,
d.lgs. n. 28 del 2010, limitatamente alla frase e il periodo del rinvio
disposto dal giudice ai sensi dellart. 5, comma 1 ; g) allo stesso
articolo 7 nella parte in cui usa il verbo computano anzich
computa ; h) allart. 8, comma 5, d.lgs. n. 28 del 2010; i) allart. 11,
comma 1, d.lgs. n. 28 del 2010, limitatamente al periodo Prima della
formulazione della proposta, il mediatore informa le parti delle possibili conseguenze di cui allart. 13 ; l) allintero art. 13 d.lgs. n. 28 del
2010, escluso il periodo resta ferma lapplicabilit degli articoli 92 e
96 del codice di procedura civile ; m) allart. 17, comma 4, lettera d),
d.lgs. n. 28 del 2010; n) allart. 17, comma 5, d.lgs. n. 28 del 2010; o),
allart. 24 d.lgs. n. 28 del 2010.
Era stata quindi introdotta illegittimamente nel nostro ordinamento la mediazione obbligatoria, naturalmente listituto della mediazione in quanto tale rimane e si contano 948 organismi e 348 enti di
formazione, con una stima di 60.000 professionisti coinvolti.
244. Il procedimento di mediazione. Compiti e obblighi del mediatore. 245.
Esiti del procedimento di mediazione. 246. Lefficacia esecutiva del verbale di
accordo. Spese processuali. 247. Regime tributario. Credito dimposta. Informazioni al pubblico. Abrogazioni. 248. Le deleghe al Governo.

Il Governo ha dato attuazione alla delega che aveva ricevuto


dallart. 54 della l. n. 69 del 2009, con tale norma era stato delegato ad
adottare, entro ventiquattro mesi, uno o pi decreti legislativi in
materia di riduzione e semplificazione dei procedimenti civili di cognizione rientranti nellmbito della giurisdizione ordinaria e regolati dalla
legislazione speciale. stato cos emanato il d.lgs. 1 settembre 2011, n.
150 (Disposizioni complementari al codice di procedura civile in
materia di riduzione e semplificazione dei procedimenti civili di cogni-

36

Diritto processuale civile

zione, ai sensi dellarticolo 54 della legge 18 giugno 2009, n. 69). I


procedimenti regolati dalla legislazione speciale sono stati ricondotti a
tre riti: al rito del lavoro, al rito sommario di cognizione o al processo
ordinario, fermi restando i criteri di competenza e di composizione
dellorgano giudicante.
Lopposizione a sanzione amministrativa, lopposizione al verbale
di accertamento di violazione del codice della strada, lopposizione ai
provvedimenti di recupero di aiuti di Stato, lopposizione a sanzioni in
materia di stupefacenti, i procedimenti in materia di applicazione delle
disposizioni del codice della privacy, le controversie agrarie, limpugnazione dei provvedimenti in materia di registro dei protesti e le
opposizioni ai provvedimenti in materia di riabilitazione del debitore
protestato, sono state ricondotte al rito del lavoro.
I procedimenti in materia di liquidazione degli onorari e dei diritti
di avvocato, le opposizioni ai decreti di pagamento delle spese di
giustizia, i procedimenti in materia di immigrazione, le opposizioni alla
convalida del trattamento sanitario obbligatorio, le azioni popolari e le
controversie in materia di eleggibilit, decadenza ed incompatibilit
nelle elezioni, i procedimenti in materia di riparazione a seguito di
illecita diffusione del contenuto di intercettazioni telefoniche, le impugnazioni dei provvedimenti disciplinari a carico dei notai, le impugnazione delle deliberazioni del consiglio nazionale dellordine dei giornalisti, i procedimenti in materia di discriminazione, le opposizioni alla
stima nelle espropriazioni per pubblica utilit, le controversie in materia di attuazione di sentenze e provvedimenti stranieri, sono state
ricondotte al rito sommario di cognizione.
Le opposizioni a procedura coattiva per la riscossione delle
entrate patrimoniali dello Stato e degli altri enti pubblici, le controversie in materia di liquidazione degli usi civici ed i procedimenti in
materia di rettificazione del sesso, sono state ricondotte al rito ordinario
di cognizione.
I tre modelli: lavoro, sommario di cognizione, processo ordinario,
sono s i modelli di riferimento, ma si pu dire costituiscano unintelaiatura. Sono state dettate norme comuni per i procedimenti disciplinati dal rito del lavoro (art. 2) come per quelli disciplinati dal rito
sommario di cognizione (art. 3), vi sono anche una norma generale sul
mutamento del rito (art. 4) ed una sulla sospensione dellefficacia

Aggiornamento

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esecutiva del provvedimento impugnato (art. 5), ma per i singoli diversi


procedimenti sopra elencati, sono previste specifiche disposizioni ad
hoc per regolarli pi puntualmente, spesso con forme e termini differenti. Circostanza forse inevitabile per la diversit delle situazioni
sostanziali sottostanti, certo cos si sono semplificate le fonti, ma resta
una rilevante complessit.
Con il d.lgs. n. 104 del 2010, il nostro Paese si dotato di un
codice del processo amministrativo, dopo una prima fase di confronto
si sono avute modifiche con il d.lgs. n. 195 del 2011. Una modifica
allart. 135 poi stata disposta dallart. 10, comma 9-ter, d.l. 2 marzo
2012, n. 16, convertito con modificazioni dalla l. 26 aprile 2012, n. 44.
Ulteriore intervento si avuto con il d.lgs. 14 settembre 2012, n. 160
(Ulteriori disposizioni correttive ed integrative al decreto legislativo 2
luglio 2010, n. 104, recante codice del processo amministrativo, a
norma dellarticolo 44, comma 4, della legge 18 giugno 2009, n. 69),
che ha operato sulla competenza territoriale, sulla composizione dei
collegi deliberanti e, infine, nella materia dei ricorsi elettorali. Ancora
modifiche si sono avute con lart. 49 l. 24 dicembre 2012, n. 234.