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E al liceo italiano si studia anche il cinese:

a Roma il primo esperimento PAG.2

Disastro del fiume Lambro. Menia: «Conteniamo la massa nera, ma l’allarme resta alto» PAG.7

www.secoloditalia.it QUOTIDIANO NEL PDL VENERDÌ 26.2.2010
www.secoloditalia.it
QUOTIDIANO
NEL PDL
VENERDÌ 26.2.2010

ANNO LIX N.48

SPED. IN A.P. - DL 353/2003 (CONV. IN L. 27/02/2004 ART. 1, COM. 1, DCB) ROMA

1,00

“LA POLITICA È PASSIONE, NON CASTA”

FINI: SONO LE RIFORME LA RISPOSTA AL DISAGIO DI FRONTE AGLI SCANDALI

ROMA. «Dobbiamo smetterla con il disprezzo nei confronti della politica:

il lestofante che si fa dare una busta- rella per risolvere una pratica, be’, quella non è politica». Lo dice il pre- sidente della Camera Gianfranco Fi- ni nel corso di un dibattito con il pre- sidente del Copasir Massimo D’Ale- ma in occasione della presentazione della Fondazione della libertà pre- sieduta dal ministro Altero Matteo- li. «La politica si nutre di passioni – ha proseguito la terza carica dello Stato – e se così è, essere professioni- sti della politica è tutt’altro che di- sdicevole e può essere non voglio di- re onorevole ma certamente merite- vole di rispetto». E quindi di fronte alla «dimostrazione di insofferenza e fastidio» verso la politica l’unica ri- sposta possibile è quella di un «sano confronto sulle cose da fare». A quel punto, il moderatore del di- battito Mauro Mazza, direttore di RaiUno, ha chiesto se dopo le elezio- ni possa quindi ripartire il confronto per arrivare a riforme condivise. E il presidente di Montecitorio dopo aver ascoltato D’Alema ha detto di «sposare tutto ciò» che è stato detto dall’esponente del Pd. Poi Fini ha ag- giunto: «Se c’è la volontà le riforme si possono fare in questa legislatura perchè dopo le elezioni avremo due anni e mezzo davanti ed è un arco di tempo sufficiente per riformare la Costituzione e se non lo facessimo gli italiani penserebbero che non siamo

più credibili. La buona politica deve combattere con un sano contrasto di idee, che sia un confronto su cose da fare domani e non su polemiche del passato. Occorre quindi riformare lo Stato e cambiare la Costituzione: se lo facciamo sono convinto – ha detto Fini – che ristabiliremo quel rappor- to fiduciario fra cittadini e politica». Gli ulteriori passaggi dell’inter- vento di Fini sono stati rivolti anche al dibattiro interno al centrodestra:

«Il bipolarismo – ha detto – è uno dei pochi elementi positivi della trafor- mazione dalla prima alla seconda Repubblica, si regge su due grandi schieramenti e non si dissolverà». L’auspicio del cofondatore del Pdl è che il centrodestra, in questo qua- dro, mantenga «aperti gli spazi di confronto, perchè un partito di oltre il 35% non può avere il culto dell’or- todossia e basarsi sulla caccia al- l’eretico. Se guardiamo le grandi fa- miglie del popolarismo europeo, nel cui alveo è stato il grande merito di Silvio Berlusconi aver portato il Pdl, vediamo che lì si discute nel merito delle questioni e con un’apertura maggiore di quanto avvenga in Ita- lia». In sostanza, per la terza carica dello Stato, il Pdl è «un work in pro- gress» e bisognerà «capire le moda- lità per organizzarlo nel modo mi- gliore» ma in ogni caso andrà «ar- chiviato il provincialismo di un cer- to dibattito italiano».

Delle Donne PAG.3

di un cer- to dibattito italiano». Delle Donne ❯ PAG .3 Fini è intervenuto ieri a

Fini è intervenuto ieri a un dibattito-confronto con D’Alema

DI GIROLAMO: IL SENATO ACCELERA L’ESPULSIONE A NCHE S CHIFANI SI MUOVE : QUELL ’

DI GIROLAMO: IL SENATO ACCELERA L’ESPULSIONE

ANCHE SCHIFANI SI MUOVE:

QUELLELEZIONE VA RIVISTA. AUGELLO: FOSSE STATO PER ME

Maurelli PAG.4

REGIONALI

 

dratura del cerchio manca ancora in Campania e nel Lazio dove si sta limando il “listino”. Per riferire sulla situazione delle liste i tre co- ordinatori hanno incontrato il pre- sidente della Camera Gianfranco Fini. «Lo abbiamo doverosamente informato», ha spiegato La Russa.

LISTE, È FATTA. RESTA SOLO IL REBUS CAMPANO

ROMA. Il Pdl ha chiuso le liste per le regionali, che vanno presentate entro le 12 di domani, ma non sen- za affanno: in particolare la qua-

Berio

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SARKOZY IN RUANDA: LA FRANCIA SI ASSUME LE SUE RESPONSABILITÀ RICONCILIAZIONE DOPO ANNI DI GELO
SARKOZY IN RUANDA:
LA FRANCIA SI ASSUME
LE SUE RESPONSABILITÀ
RICONCILIAZIONE DOPO ANNI
DI GELO TRA PARIGI E IL PAESE
AFRICANO TEATRO 16 ANNI FA
DEL GENOCIDIO DEI TUTSI.
«CHIUDEMMO GLI OCCHI
»
Pannullo❯ PAG.11

A noi l’antipolitica non è mai piaciuta

Luciano Lanna

tro cui, spiegava, c’era la deriva antipolitica: «L’idea della politica intesa come propaganda, dell’insegui- mento di effimeri stati d’animo collettivi, che sostitui- sce la conquista delle coscienze a vere tesi politiche con l’implicita ipotesi di un ruolo, ideologicamente neutra-

S ono già dieci anni che ci ha prematuramente la- sciato Tony Augello, uno dei leader movimenti- sti della destra romana di cui ci occuperemo ad

aprile in modo adeguato, ricordandolo nell’anniversa- rio. Però qualcosa siamo costretti ad anticiparla dopo aver sfogliato ieri Una vita da ribelle, il libro che rac-

coglie molti suoi interventi giornalistici e politici nel corso di vent’anni di impegno. E tale è l’attualità di al- cune sue osservazioni che appaiono come la migliore risposta a certe sollecitazioni del dibattito di oggi. C’è infatti un suo articolo dell’aprile 1989 che conte- stava la deplorevole tentazione di aluni ambienti della destra nello sposare cause che garantirebbero una pre- sunta ma immediata redditualità elettorale al prezzo

di devastanti «ritorni-boomerang in termini di imma-

gine». Augello si riferiva al qualunquismo che invita-

va a spingere su una deriva securitaria “legge e ordine”

come all’ammiccare ai temi xenofobi. Tentazioni die-

le, populista, di estrema destra». Augello, quale esem-

pio, ricordava come il meccanismo psicologico che qualche anno primo aveva indotto alcuni a indulgere verso ipotesi di ritorsione truculenta era già uno sbia- dito ricordo. «D’altra parte – aggiungeva – in un paese

che diventa sempre più multirazziale è certamente pos- sibile cavalcare le frizioni tra la società, o meglio alcu- ni suoi segmenti, e gli immigrati extraeuropei. Ma il prezzo di una simile scelta, fuori della “nostra” cultu- ra, oltretutto di per sé rozza, superficiale, ingenerosa e origine di un insopportabile isolamento da gran parte della realtà italiana, sarebbe sicuramente esiziale

E concludeva spiegando che «sono dunque i fatti a di-

mostrare l’impraticabilità di un ruolo di estrema de- stra». Tanto più vero adesso, oltre vent’anni dopo.

MOVIMENTISMO:

LA BRAMBILLA PUÒ COPIARE

 

Isabella Bacci

È online il sito dei “Promo- tori della libertà”, la nuo- va organizzazione aggre-

gativa di Michela Brambilla che farà capo direttamente a Silvio Berlusconi per «recuperare lo spirito originario» della sua av- ventura politica. Un po’ preto- riani un po’ pasdaran, accolti

dall’ala dei fedelissimi con en- tusiasmo («Berlusconi ribalta il Pdl», titolava ieri il Giornale) i Promotori dovrebbero costitui-

re

lo zoccolo duro della militan-

za

berlusconiana, l’“esercito del

bene” che con «la sua azione sul

territorio dovrà fare in modo che il Pdl diventi un grande, grande, grande partito». Per

adesso l’armata della Brambil-

la

è virtuale, così come lo furo-

no

in passato i suoi Circoli della

Libertà, che spaccarono Forza

Italia e «sul territorio» si videro pochino. Ma è indubbio che nel Popolo della libertà la questio-

ne

dell’impegno “di base” esista

e,

finora, sia stata affrontata

troppo sommariamente all’in- terno, tantoché proliferano in tutte le grandi città forme asso- ciative spontanee, vicine al cen- trodestra ma non inquadrate nel partito e spesso critiche ver-

so

i suoi dirigenti, che produco-

no centinaia di “eventi” ogni giorno e coinvolgono migliaia

di

quelli che una volta sarebbe-

ro stati chiamati militanti e adesso non si sa più come defi- nire, visto che in molti casi non hanno in tasca nessuna tessera. «Ragazzi e adulti si avvicina- no a noi perché abbiamo uno spirito movimentista e una grande libertà culturale, che nei partiti organizzati non c’è»:

 

SEGUE PAG.12

E L’INGHILTERRA VUOLE GLI STUDI DEI BEATLES PATRIMONIO NAZIONALE IL PALAZZO DI ABBEY ROAD È
E L’INGHILTERRA VUOLE
GLI STUDI DEI BEATLES
PATRIMONIO NAZIONALE
IL PALAZZO DI ABBEY ROAD
È
STATO MESSO IN VENDITA:
SARÀ IL NATIONAL TRUST
A
SALVARE IL LUOGO PIÙ
VISITATO DELLA CAPITALE?
Mennitti ❯ PAG.8